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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; democrazia</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Mobilitiamoci!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/mobilitiamoci/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="svolta" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi. I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta.jpg"><img class="size-medium wp-image-843 alignright" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="svolta" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-300x201.jpg" alt="" width="272" height="182" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi.<br />
I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti e, a mio parere, più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riguarda l&#8217;attacco ai diritti dei lavoratori.<br />
Lo hanno detto ormai in tanti, ma va sottolineato con forza. Con il recente decreto, pur senza abolirlo formalmente, si abolisce sostanzialmente l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non è vero che il lavoratore o la lavoratrice possono scegliere. Quando si deve firmare un contratto di lavoro, quando si ha bisogno di lavorare e quando si sa che se si perde una occasione non è facile trovarne un&#8217;altra, non si è liberi di scegliere. Quindi si  accetterà la condizione peggiore, pur di avere un lavoro. Si “sceglierà”  la soluzione arbitrale proposta dal datore di lavoro, rispetto alla possibilità di rivolgersi al giudice, come prevede l&#8217;articolo 18, con tutto quello che ne conseguirà di vantaggio per il più forte (l&#8217;azienda) e di svantaggio per il più debole (il lavoratore).<br />
Questo provvedimento è passato in Parlamento senza una significativa opposizione. Basta guardare gli atti parlamentari per rendersene conto. Sulla materia né Pd né Idv hanno contrastato effettivamente il provvedimento. Se si fosse voluto, con il numero di parlamentari di cui dispongono il Pd e l’Idv, si sarebbe tenuto inchiodato per parecchio tempo il Governo e, nel frattempo, si sarebbe fatta crescere crescere nel Paese una mobilitazione sociale rilevante. Ciò non è stato fatto poiché un lotta intransigente per la difesa dei diritti dei lavoratori, evidentemente, non è nelle “corde” del Pd – e  questo lo sappiamo da tempo -, ma nemmeno dell&#8217;Idv – e questo sarà il caso di cominciare a dirlo!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-842"></span>Comunque siamo di fronte ad un attacco al lavoro gravissimo avallato, di fatto, da Cisl, Uil e Ugl.<br />
La Cgil ha confermato la sua posizione diversa. Pur non avendo fatto abbastanza per informare i lavoratori, ha espresso un parere contrario e ciò è positivo. Occorre premere su di essa affinché la contrarietà si trasformi in lotta.<br />
La Federazione della Sinistra ha denunciato fin dall&#8217;inizio della discussione parlamentare la gravità di questo provvedimento e sta lavorando per realizzare al più presto un referendum che lo abolisca. Sulla stessa posizione si è attestata anche Sinistra Ecologia e Libertà. Dobbiamo impegnarci molto in questa lotta sia approntando tempestivamente i quesiti referendari, sia partecipando in modo massiccio allo sciopero e alle manifestazioni promosse dalla Cgil per il 12 marzo. Il lavoro deve diventare sempre di più il cuore della politica di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra. Da questi ultimi 30 anni, infatti, dalla lotta dei 35 giorni del 1980 alla Fiat in poi, dovremmo aver imparato che la sconfitta del movimento dei lavoratori e la riduzione dei loro diritti produce un arretramento generale della società. Non c&#8217;è possibilità di ricostruire una forza comunista e di sinistra e avviare un processo di trasformazione della società in senso socialista senza un ritrovato protagonismo dei lavoratori, senza una ripresa del conflitto di classe.</p>
<p>Il secondo fatto grave riguarda il decreto “salva liste”. Anche su questo è già stato scritto tanto, ma ciò che mi preme sottolineare è che siamo di fronte ad un salto di qualità, ad una vera e propria rottura. Gli argomenti usati da chi sostiene la legittimità del decreto non stanno in piedi. Se si arriva al punto di dire che è consentito violare la legge perché, altrimenti, verrebbe penalizzato il più forte, lasciando intendere che se si fosse trattato di altri soggetti più deboli le si sarebbero fatte rigorosamente rispettare, significa dire che siamo all&#8217;arbitrio, alla dittatura della maggioranza.<br />
Ricordo che nel 1994 Rifondazione Comunista per errori procedurali non presentò la lista in una delle due circoscrizioni della Sicilia: ovviamente nessuno pensò di fare un decreto interpretativo, anzi nessuno lo chiese, Rifondazione per prima che, giustamente, ragionò autocriticamente sul proprio errore. E così è avvenuto per molti altri in quasi tutte le competizioni elettorali. Travaglio nei giorni scorsi sul Fatto si è preso la briga di trascrivere tutte le dichiarazioni dei massimi esponenti del Pdl che, in occasione delle lezioni del 2005, invocavano il “rispetto assoluto e inderogabile delle leggi e delle procedure” rispetto alle irregolarità della Lista Mussolini.<br />
La situazione è grave. Il ministro della Difesa ha dichiarato testualmente: “non rispondiamo delle nostre azioni” e Napolitano, dopo l&#8217;incontro con Berlusconi, ha parlato di grave tensione tra le massime istituzioni dello Stato. Sta di fatto che il Presidente della Repubblica, con la sua firma, ha dato la copertura ad un decreto che cambia le regole in corso d&#8217;opera e che è palesemente anticostituzionale. Ma l&#8217;operato di Napolitano è grave anche per altri due motivi. Egli aveva sempre detto che non avrebbe mai sottoscritto un decreto senza “un ampio consenso tra le forze politiche”. Ciò è stato clamorosamente disatteso tenendo conto del fatto che Udc, Pd, Idv, Radicali, Sel e Federazione della Sinistra hanno espresso contrarietà al decreto. Inoltre il decreto è stato firmato nottetempo e cioè in tempo utile affinché fosse pronto prima della riunione del Tar della Lombardia, che infatti ha riammesso il listino di Formigoni.<br />
In questo contesto è molto importante che Rifondazione e la Federazione contribuiscano alla riuscita delle mobilitazioni che si sta sviluppando in tutta Italia. La manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, promossa unitariamente da tutte le forze di opposizione, diventa un appuntamento importantissimo al quale dedicare tutte le nostre energie. Ma non si tratta solo di questo. In questo Paese vi è un “questione democratica” grande come una casa. E noi dobbiamo assumerla con grande forza. Sarebbe un errore madornale lasciarla nelle mani di Di Pietro, che non ha titoli per intestarsela. Ecco allora l&#8217;importanza della nostra proposta politica, che dobbiamo maggiormente mettere in evidenza e far diventare patrimonio anche di altre forze politiche, sociali e di movimento. Bisogna insistere con la richiesta di elezioni anticipate e, contemporaneamente, rilanciare la proposta di un Fronte molto ampio che abbia come minimo comune denominatore l’obiettivo di ripristinare le regole democratiche: sistema elettorale proporzionale, conflitto di interessi e difesa della Costituzione.</p>

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		<title>Intervista a Paolo Ferrero</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto interessi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale proporzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/intervista-a-paolo-ferrero/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ferrero-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="paolo ferrero" title="paolo ferrero" /></a>Mi sembra una intervista molto importante. La condivido completamente. Chiara nei due concetti fondamentali: 1) per battere le Destre e Berlusconi siamo disponibili a costruire una grande alleanza democratica sulla base di 3 obiettivi: a) difesa della democrazia, quindi della Costituzione b) legge sul conflitto di interessi c) basta bipolarismo, legge elettorale proporzionale 2) la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-513" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="paolo ferrero" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ferrero-205x300.jpg" alt="paolo ferrero" width="197" height="289" />Mi sembra una intervista molto importante. La condivido completamente.<br />
Chiara nei due concetti fondamentali:</p>
<p>1) per battere le Destre e Berlusconi siamo disponibili a costruire una grande alleanza democratica sulla base di 3 obiettivi:</p>
<p>a) difesa della democrazia, quindi della Costituzione<br />
b) legge sul conflitto di interessi<br />
c) basta bipolarismo, legge elettorale proporzionale</p>
<p>2) la nostra disponibilità, altrettanto chiaramente, non riguarda nè la partecipazione al governo, nè impegni di voti favorevoli che non siano quelli prima ricordati.</p>
<p>Lavoriamo, come Federazione della Sinistra, per costruire un ampio consenso attorno a questa proposta.</p>
<p><span id="more-512"></span></p>
<p><strong>Pronti ad accettare Casini premier pur di battere la destra di Berlusconi </strong></p>
<p><em>di Umberto Rosso su Repubblica del 21 dicembre 2009 </em></p>
<p>«Sono pronto ad allearmi anchc con il diavolo, a questo punto». Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, è preoccupato. Dopo la caduta del governo Prodi e la &#8220;corsa solitaria&#8221; alle ultime elezioni, mette sul tavolo la disponibilità a organizzare una nuova alleanza per battere il Cavaliere. E&#8217; pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership. «Berlusconi minaccia la democrazia &#8211; avverte -. Siamo al golpismo strisciante».</p>
<p><strong>Il Pdl la accuserà di seminare odio.</strong><br />
«Io sono un non-violento, ma non mi faccio imbavagliare. Che un mattacchione sia arrivato in piazza Duomo con una statuetta, non dimostra alcun complotto. E&#8217; il nostro paese a rischio con questo premier».</p>
<p><strong>Che cosa pensate di fare?</strong><br />
«Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione».</p>
<p><strong>Compresi Casini e Di Pietro, oltre al Pd?</strong><br />
«Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d&#8217;accordo con lui».</p>
<p><strong>Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?</strong><br />
«Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto di interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo».</p>
<p>R<strong>ifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra? </strong><br />
«Infatti noi non entreremmo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un accordo di governo all&#8217;interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l&#8217;esperienza del governo Prodi».</p>
<p><strong>Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo del centro?</strong><br />
«Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l&#8217;accordo di governo».</p>
<p><strong>Una specie di neo-desistenza politica fra Rifondazione e il centrosinistra.</strong><br />
«Io la chiamo una somma di voti per l&#8217;emergenza democratica».</p>
<p><strong>E poi il Prc ricomincerebbe come al solito a far ballare in Parlamento la coalizione.</strong><br />
«Con l&#8217;attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all&#8217;accordo di governo».</p>
<p><strong>Insomma, i parlamentari eletti della sinistra stavolta non avrebbero i numeri per far saltare il centrosinistra, Franceschini, però , ha appena detto di no almodello tedesco.</strong><br />
«Dentro il Pd altri dicono di sì, e lo dice anche Casini. Vedano un pò , nel partito democratico, se è proprio il caso di andare avanti con la sciagurata teoria veltroniana dell&#8217;autosufficienza, e lasciare così il paese nelle mani del presidente del Consiglio. Che può ridurre uno come Fini a sua appendice proprio grazie alla legge che c&#8217;è. Un meccanismo infernale che mette insieme persone che non hanno nulla inc omune, un Pisanu con tipi allaBorghezio».</p>
<p><strong>Ci risiamo? Ha pure paragonato Berlusconi al mostro di Marcinelle.</strong><br />
«Nonho affatto detto che il premier è un mostro, ma che mettere nelle sue mani le riforme è come affidare un asilo al violentatore di Marcinelle».</p>
<p><strong>E alle regionali, segretario?</strong><br />
«Non mettiamo veti, ma confronto sui contenuti. Come la nostra campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell&#8217;acqua. Pronti a sostenere Vendola in Puglia ma a Sinistra e Libertà chiediamo di difenderci in Lombardia dai diktat Pd di Penati».</p>

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