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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; costituzione</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Bersani, Vendola e noi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 14:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/10/bersani-vendola-e-noi/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/karen-m-romanko-three-cherries-on-a-green-background-300x225.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="karen-m-romanko-three-cherries-on-a-green-background" /></a>L&#8217;incontro tra Vendola e Bersani ci consente di sviluppare ulteriori riflessioni sulla situazione che si va determinando nello schieramento di centro sinistra. Avviene sullo sfondo di un quadro politico che resta instabile. La possibilità di elezioni anticipate a primavera rimane, ma, come ho scritto anche nei precedenti post, i problemi di Berlusconi (processi, incertezza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/karen-m-romanko-three-cherries-on-a-green-background.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2081" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="karen-m-romanko-three-cherries-on-a-green-background" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/karen-m-romanko-three-cherries-on-a-green-background-300x225.jpg" alt="" width="287" height="216" /></a>L&#8217;incontro tra Vendola e Bersani ci consente di sviluppare ulteriori riflessioni sulla situazione che si va determinando nello schieramento di centro sinistra. Avviene sullo sfondo di un quadro politico che resta instabile. La possibilità di elezioni anticipate a primavera rimane, ma, come ho scritto anche nei precedenti post, i problemi di Berlusconi (processi, incertezza di una vittoria piena) e la impreparazione di Fini (costruzione del nuovo partito e sua collocazione) potrebbe trascinare avanti la legislatura. Anche per questo è sbagliato concentrare tutta la attenzione su cose che potrebbero esserci tra parecchio tempo. Parlo del dibattito sulle primarie, sulle alleanze a cerchi, su quanti e quali punti stringere un accordo, etc. A maggior ragione in un contesto dove, a fronte dei provvedimenti del Governo e all&#8217;attacco di Marchionne al mondo del lavoro, vi è una reazione importante nel Paese, dalla mobilitazione nella scuola contro la “riforma”Gelmini alla manifestazione di sabato della Fiom. In particolare quest&#8217;ultima non rappresenta solo l&#8217;appuntamento politico e sociale più importante dell&#8217;autunno, ma traccia i confini di quella che – potenzialmente -  potrebbe essere una sinistra di alternativa in Italia. Lo fa sui contenuti, ponendosi con chiarezza il tema che questione democratica (via Berlusconi) e questione sociale (no a Marchionne) vanno tenuti assieme. Lo fa rimettendo al centro il lavoro e i suoi diritti. E lo fa con il coinvolgimento e l’adesione di quella galassia della sinistra che, pur essendo frammentata, gode ancora di un consenso e di una capacità di mobilitazione rilevante. Sabato ne avremo una dimostrazione. Il problema che dobbiamo porci è come dare continuità a questa mobilitazione. Avanzo una proposta: in molte realtà sono stati costituiti Comitati per il 16 ottobre. Teniamoli in vita, costruiamoli ovunque. Con dentro tutti quelli che hanno aderito alla manifestazione, per dare continuità agli obiettivi che la manifestazione stessa propone. Al fianco dei “comitati acqua bene comune”, che hanno prodotto lo straordinario successo di raccolta di firme dei mesi scorsi, potrebbero essere i luoghi nella unità possibile, costruita sui contenuti, delle varie forze e dei vari movimenti della sinistra di alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2080"></span>Dicevo all&#8217;inizio dell&#8217;incontro tra Bersani e Vendola. Penso che vada valutato positivamente. Pur in una situazione ancora in movimento si delineano i contorni della coalizione di governo che Bersani intende costruire e le modalità con la quale scegliere il candidato premier. Sulla coalizione di governo ne farebbero parte oltre al Pd, Sel, Idv, Socialisti, Verdi e Radicali. Discorso diverso per l&#8217;Udc che ha già dichiarato, pur non  essendovi da parte di Bersani e Vendola alcun veto, la propria indisponibilità a far parte di una coalizione che abbia al proprio interno Vendola e Di Pietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il candidato a premier sarà scelto attraverso le primarie e saranno di coalizione e non di partito. Per quanto riguarda l&#8217;ipotesi di un “governo di scopo” per fare solo la legge elettorale mi sembra una ipotesi talmente remota (Berlusconi e Bossi, che comunque mantengono una forza rilevantissima nel Parlamento e nel Paese, non consentirebbero mai la formazione di un governo di questo tipo) da non essere ad oggi, per noi, oggetto di assoluto interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto la Federazione della Sinistra deve dare il suo contributo. Dobbiamo farlo in modo chiaro, dicendo le cose come stanno. Noi facciamo parte della coalizione democratica perché che governi il Paese Berlusconi e Bossi o Bersani non è la stessa cosa e perché se il Presidente della Repubblica sarà Berlusconi o una figura rispettosa della Costituzione non è la stessa cosa. Al tempo stesso, facendo tesoro anche dell&#8217;esperienza fallimentare della scorsa legislatura, non entriamo nel Governo perché sappiamo che su questioni importanti, a partire dalla politica estera, ci sono opinioni diverse. Così come se ci saranno le primarie, come abbiamo fatto a Milano, verificheremo con quale dei candidati vi è una maggiore consonanza programmatica e, verificato questo, lo sosterremo. Si può non condividere questo impianto, ma non si può dire che non abbia una sua logica e, aggiungo, una sua onestà.</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco il disagio e il malessere tra tanti compagne e compagni che serpeggia in molti commenti del blog. Su alcune cose lo ritengo giustificato. La Federazione della Sinistra, per le resistenze che ha incontrato nella fase iniziale soprattutto dentro Rifondazione e per i timori che sono prevalsi in quest&#8217;ultima fase soprattutto nel Pdci rispetto ad un congresso vero assomiglia più ad un cartello elettorale che ad un soggetto politico. Bisogna porvi rimedio, su questo sono d&#8217;accordo. Così come la scarsa visibilità sui media della FdS non può essere addebitato solo ad una volontà di escluderci (che pure c&#8217;è), ma anche a nostre responsabilità. Di fronte alla nostra assenza, praticamente totale dai Tg e dalle principali trasmissioni politiche per due anni consecutivi, non vi è stata una reazione adeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre critiche invece le ritengo sbagliate. In particolare considero sciocca questa“ossessione” nei confronti di Nichi Vendola. Come ho detto pubblicamente ad un confronto che ho avuto con lui questa estate a Castell&#8217;Arquato non condivido il suo progetto. Penso che sia una illusione ritenere che le primarie e un bravo leader possano risollevare la sinistra italiana. Zapatero e lo stesso Obama, che nei rispettivi Paesi, ma non solo, avevano suscitato speranze di cambiamento vero, si sono incagliati nella durezza e nella materialità del sistema e dei rapporti di forza. Vendola commette lo stesso errore, pensa di uscire da queste difficoltà con uno sforzo volontaristico, puntando sulla sua popolarità. Il rischio è di creare, poi, di fronte all&#8217;ennesimo fallimento, nuova delusione a sinistra. Noi lavoriamo per un altro progetto, che è quello di ricostruire un partito comunista e un polo di sinistra alternativa disponibile, in base a precise ragioni di contenuto, ad allearsi con il centro-sinistra, ma distinto da esso. Detto questo, tuttavia, Vendola e SeL non sono i nostri nemici (quando finirà questa dannazione della sinistra per cui quello che ti è più vicino viene visto come il peggior nemico!!), hanno un progetto diverso dal nostro, ma legittimo. E&#8217; il progetto esplicitato ormai da alcuni anni da Fausto Bertinotti: lo schema delle due sinistre è superato, occorre un big bang dove le attuali forze vengono azzerate e attraverso la costruzione di una nuova sinistra si realizza il cambiamento. Vendola sta realizzando questa operazione con un discreto successo. Prima di tutto perché ha delle qualità, essendo un grande comunicatore e poi perché cerca di realizzarlo in un momento in cui il Pd è una sorta di grande ventre molle con una leadership debole e con un forte disagio nella base. Noi, che stiamo percorrendo un&#8217;altra strada, dobbiamo tuttavia mantenere con Vendola e SeL un rapporto unitario, quando condividiamo gli stessi obiettivi. La manifestazione del 16 è uno di questi. Lavoriamo perché ve ne siano altri.</p>

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		<title>Mobilitiamoci!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/mobilitiamoci/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="svolta" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi. I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta.jpg"><img class="size-medium wp-image-843 alignright" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="svolta" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-300x201.jpg" alt="" width="272" height="182" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi.<br />
I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti e, a mio parere, più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riguarda l&#8217;attacco ai diritti dei lavoratori.<br />
Lo hanno detto ormai in tanti, ma va sottolineato con forza. Con il recente decreto, pur senza abolirlo formalmente, si abolisce sostanzialmente l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non è vero che il lavoratore o la lavoratrice possono scegliere. Quando si deve firmare un contratto di lavoro, quando si ha bisogno di lavorare e quando si sa che se si perde una occasione non è facile trovarne un&#8217;altra, non si è liberi di scegliere. Quindi si  accetterà la condizione peggiore, pur di avere un lavoro. Si “sceglierà”  la soluzione arbitrale proposta dal datore di lavoro, rispetto alla possibilità di rivolgersi al giudice, come prevede l&#8217;articolo 18, con tutto quello che ne conseguirà di vantaggio per il più forte (l&#8217;azienda) e di svantaggio per il più debole (il lavoratore).<br />
Questo provvedimento è passato in Parlamento senza una significativa opposizione. Basta guardare gli atti parlamentari per rendersene conto. Sulla materia né Pd né Idv hanno contrastato effettivamente il provvedimento. Se si fosse voluto, con il numero di parlamentari di cui dispongono il Pd e l’Idv, si sarebbe tenuto inchiodato per parecchio tempo il Governo e, nel frattempo, si sarebbe fatta crescere crescere nel Paese una mobilitazione sociale rilevante. Ciò non è stato fatto poiché un lotta intransigente per la difesa dei diritti dei lavoratori, evidentemente, non è nelle “corde” del Pd – e  questo lo sappiamo da tempo -, ma nemmeno dell&#8217;Idv – e questo sarà il caso di cominciare a dirlo!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-842"></span>Comunque siamo di fronte ad un attacco al lavoro gravissimo avallato, di fatto, da Cisl, Uil e Ugl.<br />
La Cgil ha confermato la sua posizione diversa. Pur non avendo fatto abbastanza per informare i lavoratori, ha espresso un parere contrario e ciò è positivo. Occorre premere su di essa affinché la contrarietà si trasformi in lotta.<br />
La Federazione della Sinistra ha denunciato fin dall&#8217;inizio della discussione parlamentare la gravità di questo provvedimento e sta lavorando per realizzare al più presto un referendum che lo abolisca. Sulla stessa posizione si è attestata anche Sinistra Ecologia e Libertà. Dobbiamo impegnarci molto in questa lotta sia approntando tempestivamente i quesiti referendari, sia partecipando in modo massiccio allo sciopero e alle manifestazioni promosse dalla Cgil per il 12 marzo. Il lavoro deve diventare sempre di più il cuore della politica di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra. Da questi ultimi 30 anni, infatti, dalla lotta dei 35 giorni del 1980 alla Fiat in poi, dovremmo aver imparato che la sconfitta del movimento dei lavoratori e la riduzione dei loro diritti produce un arretramento generale della società. Non c&#8217;è possibilità di ricostruire una forza comunista e di sinistra e avviare un processo di trasformazione della società in senso socialista senza un ritrovato protagonismo dei lavoratori, senza una ripresa del conflitto di classe.</p>
<p>Il secondo fatto grave riguarda il decreto “salva liste”. Anche su questo è già stato scritto tanto, ma ciò che mi preme sottolineare è che siamo di fronte ad un salto di qualità, ad una vera e propria rottura. Gli argomenti usati da chi sostiene la legittimità del decreto non stanno in piedi. Se si arriva al punto di dire che è consentito violare la legge perché, altrimenti, verrebbe penalizzato il più forte, lasciando intendere che se si fosse trattato di altri soggetti più deboli le si sarebbero fatte rigorosamente rispettare, significa dire che siamo all&#8217;arbitrio, alla dittatura della maggioranza.<br />
Ricordo che nel 1994 Rifondazione Comunista per errori procedurali non presentò la lista in una delle due circoscrizioni della Sicilia: ovviamente nessuno pensò di fare un decreto interpretativo, anzi nessuno lo chiese, Rifondazione per prima che, giustamente, ragionò autocriticamente sul proprio errore. E così è avvenuto per molti altri in quasi tutte le competizioni elettorali. Travaglio nei giorni scorsi sul Fatto si è preso la briga di trascrivere tutte le dichiarazioni dei massimi esponenti del Pdl che, in occasione delle lezioni del 2005, invocavano il “rispetto assoluto e inderogabile delle leggi e delle procedure” rispetto alle irregolarità della Lista Mussolini.<br />
La situazione è grave. Il ministro della Difesa ha dichiarato testualmente: “non rispondiamo delle nostre azioni” e Napolitano, dopo l&#8217;incontro con Berlusconi, ha parlato di grave tensione tra le massime istituzioni dello Stato. Sta di fatto che il Presidente della Repubblica, con la sua firma, ha dato la copertura ad un decreto che cambia le regole in corso d&#8217;opera e che è palesemente anticostituzionale. Ma l&#8217;operato di Napolitano è grave anche per altri due motivi. Egli aveva sempre detto che non avrebbe mai sottoscritto un decreto senza “un ampio consenso tra le forze politiche”. Ciò è stato clamorosamente disatteso tenendo conto del fatto che Udc, Pd, Idv, Radicali, Sel e Federazione della Sinistra hanno espresso contrarietà al decreto. Inoltre il decreto è stato firmato nottetempo e cioè in tempo utile affinché fosse pronto prima della riunione del Tar della Lombardia, che infatti ha riammesso il listino di Formigoni.<br />
In questo contesto è molto importante che Rifondazione e la Federazione contribuiscano alla riuscita delle mobilitazioni che si sta sviluppando in tutta Italia. La manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, promossa unitariamente da tutte le forze di opposizione, diventa un appuntamento importantissimo al quale dedicare tutte le nostre energie. Ma non si tratta solo di questo. In questo Paese vi è un “questione democratica” grande come una casa. E noi dobbiamo assumerla con grande forza. Sarebbe un errore madornale lasciarla nelle mani di Di Pietro, che non ha titoli per intestarsela. Ecco allora l&#8217;importanza della nostra proposta politica, che dobbiamo maggiormente mettere in evidenza e far diventare patrimonio anche di altre forze politiche, sociali e di movimento. Bisogna insistere con la richiesta di elezioni anticipate e, contemporaneamente, rilanciare la proposta di un Fronte molto ampio che abbia come minimo comune denominatore l’obiettivo di ripristinare le regole democratiche: sistema elettorale proporzionale, conflitto di interessi e difesa della Costituzione.</p>

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		<title>Intervista a Paolo Ferrero</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto interessi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale proporzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/intervista-a-paolo-ferrero/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ferrero-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="paolo ferrero" title="paolo ferrero" /></a>Mi sembra una intervista molto importante. La condivido completamente. Chiara nei due concetti fondamentali: 1) per battere le Destre e Berlusconi siamo disponibili a costruire una grande alleanza democratica sulla base di 3 obiettivi: a) difesa della democrazia, quindi della Costituzione b) legge sul conflitto di interessi c) basta bipolarismo, legge elettorale proporzionale 2) la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-513" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="paolo ferrero" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ferrero-205x300.jpg" alt="paolo ferrero" width="197" height="289" />Mi sembra una intervista molto importante. La condivido completamente.<br />
Chiara nei due concetti fondamentali:</p>
<p>1) per battere le Destre e Berlusconi siamo disponibili a costruire una grande alleanza democratica sulla base di 3 obiettivi:</p>
<p>a) difesa della democrazia, quindi della Costituzione<br />
b) legge sul conflitto di interessi<br />
c) basta bipolarismo, legge elettorale proporzionale</p>
<p>2) la nostra disponibilità, altrettanto chiaramente, non riguarda nè la partecipazione al governo, nè impegni di voti favorevoli che non siano quelli prima ricordati.</p>
<p>Lavoriamo, come Federazione della Sinistra, per costruire un ampio consenso attorno a questa proposta.</p>
<p><span id="more-512"></span></p>
<p><strong>Pronti ad accettare Casini premier pur di battere la destra di Berlusconi </strong></p>
<p><em>di Umberto Rosso su Repubblica del 21 dicembre 2009 </em></p>
<p>«Sono pronto ad allearmi anchc con il diavolo, a questo punto». Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, è preoccupato. Dopo la caduta del governo Prodi e la &#8220;corsa solitaria&#8221; alle ultime elezioni, mette sul tavolo la disponibilità a organizzare una nuova alleanza per battere il Cavaliere. E&#8217; pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership. «Berlusconi minaccia la democrazia &#8211; avverte -. Siamo al golpismo strisciante».</p>
<p><strong>Il Pdl la accuserà di seminare odio.</strong><br />
«Io sono un non-violento, ma non mi faccio imbavagliare. Che un mattacchione sia arrivato in piazza Duomo con una statuetta, non dimostra alcun complotto. E&#8217; il nostro paese a rischio con questo premier».</p>
<p><strong>Che cosa pensate di fare?</strong><br />
«Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione».</p>
<p><strong>Compresi Casini e Di Pietro, oltre al Pd?</strong><br />
«Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d&#8217;accordo con lui».</p>
<p><strong>Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?</strong><br />
«Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto di interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo».</p>
<p>R<strong>ifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra? </strong><br />
«Infatti noi non entreremmo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un accordo di governo all&#8217;interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l&#8217;esperienza del governo Prodi».</p>
<p><strong>Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo del centro?</strong><br />
«Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l&#8217;accordo di governo».</p>
<p><strong>Una specie di neo-desistenza politica fra Rifondazione e il centrosinistra.</strong><br />
«Io la chiamo una somma di voti per l&#8217;emergenza democratica».</p>
<p><strong>E poi il Prc ricomincerebbe come al solito a far ballare in Parlamento la coalizione.</strong><br />
«Con l&#8217;attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all&#8217;accordo di governo».</p>
<p><strong>Insomma, i parlamentari eletti della sinistra stavolta non avrebbero i numeri per far saltare il centrosinistra, Franceschini, però , ha appena detto di no almodello tedesco.</strong><br />
«Dentro il Pd altri dicono di sì, e lo dice anche Casini. Vedano un pò , nel partito democratico, se è proprio il caso di andare avanti con la sciagurata teoria veltroniana dell&#8217;autosufficienza, e lasciare così il paese nelle mani del presidente del Consiglio. Che può ridurre uno come Fini a sua appendice proprio grazie alla legge che c&#8217;è. Un meccanismo infernale che mette insieme persone che non hanno nulla inc omune, un Pisanu con tipi allaBorghezio».</p>
<p><strong>Ci risiamo? Ha pure paragonato Berlusconi al mostro di Marcinelle.</strong><br />
«Nonho affatto detto che il premier è un mostro, ma che mettere nelle sue mani le riforme è come affidare un asilo al violentatore di Marcinelle».</p>
<p><strong>E alle regionali, segretario?</strong><br />
«Non mettiamo veti, ma confronto sui contenuti. Come la nostra campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell&#8217;acqua. Pronti a sostenere Vendola in Puglia ma a Sinistra e Libertà chiediamo di difenderci in Lombardia dai diktat Pd di Penati».</p>

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