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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; articolo 18</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Scambiamoci gli auguri e le idee!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/scambiamoci-gli-auguri-e-le-idee/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="idee_auguri" /></a>Con questo post salutiamo il 2011. Quindi, prima di tutto, vorrei fare a tutti voi tantissimi auguri di buon anno. Sono molto contento che questo blog &#8211; questo spazio aperto di discussione e di confronto con voi &#8211; sia cresciuto nel tempo. Lo abbiamo visto nei contatti e nei commenti. Sono aumentati molto negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="idee_auguri" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri-300x199.jpg" alt="" width="340" height="226" /></a>Con questo post salutiamo il 2011. Quindi, prima di tutto, vorrei fare a tutti voi tantissimi auguri di buon anno. Sono molto contento che questo blog &#8211; questo spazio aperto di discussione e di confronto con voi &#8211; sia cresciuto nel tempo. Lo abbiamo visto nei contatti e nei commenti. Sono aumentati molto negli ultimi mesi. Nel corso del 2012 cercheremo di migliorare ulteriormente. A breve la veste grafica sarà modificata e il blog sarà arricchito di ulteriori contenuti.  Per quanto mi riguarda mi prendo l&#8217;impegno di inserire post con maggiore frequenza.<br />
Con queste poche righe di saluto di fine anno vorrei fare un breve bilancio del 2011 e qualche valutazione sul 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le difficoltà</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Difficile fare bilanci positivi in una situazione dove ormai da parecchi anni assistiamo ad un peggioramento della situazione economica (che incide soprattutto sui soggetti più deboli: giovani, lavoratori dipendenti, pensionati), ad un restringimento degli spazi democratici (leggi elettorali sempre più maggioritarie, attacco alla Costituzione, attacco alla libertà di informazione), ad un diffondersi della cultura della intolleranza (fenomeni di razzismo e omofobia). Nel 2011 si consuma l&#8217;attacco più pesante degli ultimi trenta anni al mondo del lavoro e alle sue conquiste (Marchionne, messa in discussione del Contratto nazionale, FIOM fuori dalle fabbriche). Sono continuate le guerre, mascherate da interventi umanitari (Libia, in sfregio alla nostra Costituzione). Quello che andiamo ripetendo da tempo e cioè che il problema non è solo Berlusconi, ma il berlusconismo e che non è sufficiente sconfiggere le destre, se non si sconfiggono le politiche di destra, si conferma come il vero nodo della questione. Lo vediamo proprio in questi giorni dove un Governo che ha sostituito Berlusconi e che è appoggiato anche da una parte del centrosinistra, attua politiche che non si discostano sostanzialmente da quelle precedenti.</p>
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<p style="text-align: justify;"><span id="more-3106"></span><strong>Le opportunità</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Tuttavia il 2011 ci consegna anche cose positive che non vanno sottovalutate. Ne sottolineo quattro.<br />
La prima è il risultato dei referendum del giugno scorso sull&#8217;acqua e il nucleare. Il fatto che la maggioranza della popolazione italiana si sia espressa contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e il ritorno delle centrali &#8211; nonostante che tutte le forze politiche maggiori sostenessero il contrario &#8211; è un fatto rilevante che testimonia come certe battaglie, pur sostenute da minoranze, possano diventare maggioritarie.<br />
La conferma di ciò l&#8217;abbiamo avuta nel secondo elemento positivo che vorrei sottolineare e cioè il risultato delle elezioni amministrative. Il dato significativo di quelle elezioni è stato, infatti, che &#8211; al contrario di quanto teorizzato dalle teste d&#8217;uovo del centrosinistra in questi venti anni, e cioè che per vincere bisogna scegliere un candidato di centro e avanzare un programma moderato &#8211; in grandi città (Milano, Napoli, Cagliari) hanno vinto candidati di sinistra, nonostante i propositi iniziali della maggioranza del centrosinistra fossero altri.<br />
La terza cosa positiva o &#8211; se vogliamo &#8211; chiarificatrice, poiché produrrà, a mio parere, contraddizioni nell&#8217;ambito delle varie forze del centrosinistra, è il nuovo quadro politico che si è determinato con le dimissioni di Berlusconi e il seguente insediamento del governo Monti sostenuto da Pdl, Pd e Terzo polo. Da questo punto di vista il soggetto più esposto è il Pd, partito dove convivono due opzioni che divergono quasi su tutto. Da una parte l&#8217;opzione che vive questo governo come uno &#8220;stato di necessità&#8221;, ma che ritiene necessario riposizionare il partito in una coalizione che, semplificando, riassumiamo nella foto di Vasto. Dall&#8217;altra chi invece ritiene questa esperienza di Governo una opportunità per archiviare definitivamente quella foto, quindi quella coalizione, per costruirne una nuova che faccia perno prioritariamente col Terzo Polo e con pezzi in uscita dal Pdl. Sono gli stessi schieramenti dentro il Pd che si scontrano sul giudizio da dare sulla CGIL e sulle proposte di &#8220;riforma del mercato del lavoro&#8221;, art. 18 in primis.<br />
Ma anche Sel e Nichi Vendola si trovano spiazzati dal nuovo quadro politico. Non solo perché la foto di Vasto, appunto, è solo un ricordo, ma anche perché tutto il percorso tracciato prima della nascita del Governo Monti (alleanza di governo tra Pd, Idv e Sel e primarie), non ha più alcuna corrispondenza con la nuova realtà! Vendola cerca &#8211; in modo sempre meno efficace per la verità, come abbiamo visto nelle ultime apparizioni televisive &#8211; di confermare quella proposta, ma di fronte ad un Pd che vota la manovra, ad una Idv che vota contro e a Sel che non condivide, ma non vuole rompere col Pd, tutto diventa farraginoso e poco credibile.</p>
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<p style="text-align: justify;">Viceversa noi, come Prc, usciamo dal congresso con una proposta chiara, sostenuta da una ampia maggioranza, che &#8211; nel quadro politico dato &#8211; è giusta e trova una corrispondenza nella realtà. Si tratta della quarta e ultima cosa positiva che volevo sottolineare. Cosa dice questa proposta? Contro un governo che assume come progetto politico &#8211; come mission &#8211; le decisioni della Bce, occorre costruire una opposizione di sinistra. Una opposizione che critichi da sinistra le politiche liberiste sciaguratamente riproposte da questo Governo, che indichi le possibili alternative  e che sia la più ampia e unitaria possibile. Da questo punto di vista abbiamo apprezzato la scelta dell&#8217;Idv di non votare la manovra e speriamo si confermi in futuro. Auspichiamo che anche Sel si pronunci nettamente contro il Governo per poter fare assieme &#8211; ecco la proposta &#8211; Fds, Sel, Idv e tutti gli altri soggetti politici, movimenti, forze sindacali disponibili, un patto di consultazione che produca subito una unità d&#8217;azione contro le politiche di Monti e contro l&#8217;attacco di Marchionne e Confindustria al mondo del lavoro, alla FIOM e alla CGIL. Insomma quella sponda politica che già il 16 ottobre 2010 Landini, dal palco di Piazza San Giovanni, ci sollecitava a costruire.<br />
Come Prc e come Fds, già nel mese di gennaio ci impegneremo su questo, costruendo iniziative unitarie in tutte le principali città. Inoltre parteciperemo attivamente, sempre in gennaio, allo sciopero dei sindacati di base e alla iniziativa promossa da No Debito a Milano e costruiremo una mobilitazione straordinaria in vista della manifestazione nazionale della FIOM dell&#8217;11 febbraio.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Una cosa che mi riguarda</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Ancora qualche parola sul congresso del Prc, in particolare sulla mia attività. Come avete visto ho cambiato dipartimento. Dall&#8217;organizzazione alla comunicazione. È stata una mia scelta. Ormai da tempo mi sono convinto della centralità di questo settore, nell&#8217;era della rete. Credo siano tante le potenzialità che in esso  vi possiamo sviluppare come partito. E&#8217; per questo che ho fatto questa scelta ed è su questo che vorrei dare il mio contributo. Nel farlo, su come farlo e su quali settori investire vorrei aprire un dibattito con voi, proprio in questo blog, che è &#8211; appunto &#8211; uno degli strumenti possibili della &#8220;nuova comunicazione&#8221;. Conosco il partito e ciò che gli gravita attorno e in questi anni ho conosciuto tantissimi compagni e compagne che hanno acquisito molte competenze in materia. Mi farebbe piacere avere un vostro parere, una vostra riflessione, un vostro contributo.<br />
Ci conto, vi aspetto! Intanto&#8230;<br />
Buon anno a tutti noi!</p>
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		<title>Mobilitiamoci!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/mobilitiamoci/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="svolta" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi. I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta.jpg"><img class="size-medium wp-image-843 alignright" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="svolta" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/svolta-300x201.jpg" alt="" width="272" height="182" /></a>Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi.<br />
I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti e, a mio parere, più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riguarda l&#8217;attacco ai diritti dei lavoratori.<br />
Lo hanno detto ormai in tanti, ma va sottolineato con forza. Con il recente decreto, pur senza abolirlo formalmente, si abolisce sostanzialmente l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non è vero che il lavoratore o la lavoratrice possono scegliere. Quando si deve firmare un contratto di lavoro, quando si ha bisogno di lavorare e quando si sa che se si perde una occasione non è facile trovarne un&#8217;altra, non si è liberi di scegliere. Quindi si  accetterà la condizione peggiore, pur di avere un lavoro. Si “sceglierà”  la soluzione arbitrale proposta dal datore di lavoro, rispetto alla possibilità di rivolgersi al giudice, come prevede l&#8217;articolo 18, con tutto quello che ne conseguirà di vantaggio per il più forte (l&#8217;azienda) e di svantaggio per il più debole (il lavoratore).<br />
Questo provvedimento è passato in Parlamento senza una significativa opposizione. Basta guardare gli atti parlamentari per rendersene conto. Sulla materia né Pd né Idv hanno contrastato effettivamente il provvedimento. Se si fosse voluto, con il numero di parlamentari di cui dispongono il Pd e l’Idv, si sarebbe tenuto inchiodato per parecchio tempo il Governo e, nel frattempo, si sarebbe fatta crescere crescere nel Paese una mobilitazione sociale rilevante. Ciò non è stato fatto poiché un lotta intransigente per la difesa dei diritti dei lavoratori, evidentemente, non è nelle “corde” del Pd – e  questo lo sappiamo da tempo -, ma nemmeno dell&#8217;Idv – e questo sarà il caso di cominciare a dirlo!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-842"></span>Comunque siamo di fronte ad un attacco al lavoro gravissimo avallato, di fatto, da Cisl, Uil e Ugl.<br />
La Cgil ha confermato la sua posizione diversa. Pur non avendo fatto abbastanza per informare i lavoratori, ha espresso un parere contrario e ciò è positivo. Occorre premere su di essa affinché la contrarietà si trasformi in lotta.<br />
La Federazione della Sinistra ha denunciato fin dall&#8217;inizio della discussione parlamentare la gravità di questo provvedimento e sta lavorando per realizzare al più presto un referendum che lo abolisca. Sulla stessa posizione si è attestata anche Sinistra Ecologia e Libertà. Dobbiamo impegnarci molto in questa lotta sia approntando tempestivamente i quesiti referendari, sia partecipando in modo massiccio allo sciopero e alle manifestazioni promosse dalla Cgil per il 12 marzo. Il lavoro deve diventare sempre di più il cuore della politica di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra. Da questi ultimi 30 anni, infatti, dalla lotta dei 35 giorni del 1980 alla Fiat in poi, dovremmo aver imparato che la sconfitta del movimento dei lavoratori e la riduzione dei loro diritti produce un arretramento generale della società. Non c&#8217;è possibilità di ricostruire una forza comunista e di sinistra e avviare un processo di trasformazione della società in senso socialista senza un ritrovato protagonismo dei lavoratori, senza una ripresa del conflitto di classe.</p>
<p>Il secondo fatto grave riguarda il decreto “salva liste”. Anche su questo è già stato scritto tanto, ma ciò che mi preme sottolineare è che siamo di fronte ad un salto di qualità, ad una vera e propria rottura. Gli argomenti usati da chi sostiene la legittimità del decreto non stanno in piedi. Se si arriva al punto di dire che è consentito violare la legge perché, altrimenti, verrebbe penalizzato il più forte, lasciando intendere che se si fosse trattato di altri soggetti più deboli le si sarebbero fatte rigorosamente rispettare, significa dire che siamo all&#8217;arbitrio, alla dittatura della maggioranza.<br />
Ricordo che nel 1994 Rifondazione Comunista per errori procedurali non presentò la lista in una delle due circoscrizioni della Sicilia: ovviamente nessuno pensò di fare un decreto interpretativo, anzi nessuno lo chiese, Rifondazione per prima che, giustamente, ragionò autocriticamente sul proprio errore. E così è avvenuto per molti altri in quasi tutte le competizioni elettorali. Travaglio nei giorni scorsi sul Fatto si è preso la briga di trascrivere tutte le dichiarazioni dei massimi esponenti del Pdl che, in occasione delle lezioni del 2005, invocavano il “rispetto assoluto e inderogabile delle leggi e delle procedure” rispetto alle irregolarità della Lista Mussolini.<br />
La situazione è grave. Il ministro della Difesa ha dichiarato testualmente: “non rispondiamo delle nostre azioni” e Napolitano, dopo l&#8217;incontro con Berlusconi, ha parlato di grave tensione tra le massime istituzioni dello Stato. Sta di fatto che il Presidente della Repubblica, con la sua firma, ha dato la copertura ad un decreto che cambia le regole in corso d&#8217;opera e che è palesemente anticostituzionale. Ma l&#8217;operato di Napolitano è grave anche per altri due motivi. Egli aveva sempre detto che non avrebbe mai sottoscritto un decreto senza “un ampio consenso tra le forze politiche”. Ciò è stato clamorosamente disatteso tenendo conto del fatto che Udc, Pd, Idv, Radicali, Sel e Federazione della Sinistra hanno espresso contrarietà al decreto. Inoltre il decreto è stato firmato nottetempo e cioè in tempo utile affinché fosse pronto prima della riunione del Tar della Lombardia, che infatti ha riammesso il listino di Formigoni.<br />
In questo contesto è molto importante che Rifondazione e la Federazione contribuiscano alla riuscita delle mobilitazioni che si sta sviluppando in tutta Italia. La manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, promossa unitariamente da tutte le forze di opposizione, diventa un appuntamento importantissimo al quale dedicare tutte le nostre energie. Ma non si tratta solo di questo. In questo Paese vi è un “questione democratica” grande come una casa. E noi dobbiamo assumerla con grande forza. Sarebbe un errore madornale lasciarla nelle mani di Di Pietro, che non ha titoli per intestarsela. Ecco allora l&#8217;importanza della nostra proposta politica, che dobbiamo maggiormente mettere in evidenza e far diventare patrimonio anche di altre forze politiche, sociali e di movimento. Bisogna insistere con la richiesta di elezioni anticipate e, contemporaneamente, rilanciare la proposta di un Fronte molto ampio che abbia come minimo comune denominatore l’obiettivo di ripristinare le regole democratiche: sistema elettorale proporzionale, conflitto di interessi e difesa della Costituzione.</p>

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