Risposta a Patta

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ll compagno Patta con un intervento pubblicato il 17 giugno su Liberazione ci sollecita a riflettere sulla Federazione della Sinistra e sulle decisioni che essa ha assunto.
Per chi non lo avesse letto lo linko alla fine di questo post.
Prima di fare alcune valutazioni sull’articolo del coordinatore di Lavoro e Solidarietà, vorrei informarvi che ieri (17 giugno) si sono svolte le prime riunioni delle due commissioni per il congresso, quella politica e quella sulle regole.
Facendo parte della commissione politica posso dirvi che il primo incontro è stato positivo. L’ipotesi è quella di lavorare ad un congresso con un unico documento a tesi. La proposta è che sia pronto a metà luglio. Sui contenuti del documento ci sono state varie proposte. Una valutazione della crisi economica che ponga la necessità di mettere al centro il tema del superamento del capitalismo. L’Europa. Sia come realtà politica di cui occorre mettere in discussione i trattati con cui è governata, sia come spazio su cui collocare la nostra iniziativa.

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Pomigliano

74 Commenti

In queste ore si decide un fatto di straordinaria importanza. Mi riferisco alla vicenda della Fiat di Pomigliano d’Arco. Si tratta di una proposta di accordo di una gravità inaudita. Non propone solo  un peggioramento drammatico delle condizioni di lavoro degli addetti di quella fabbrica. Si tratta dell’ipotesi di violare leggi e contratti sottoscritti. Se passa questo accordo, passa il concetto che, in nome di esigenze superiori, qualsiasi cosa è lecita. Da questo punto di vista considero ben più grave questa vicenda dell’accordo della Fiat degli anni ‘80. Allora i padroni riuscirono a piegare la lotta operaia. Con quella sconfitta si chiuse un ciclo, iniziato con le grandi lotte e le grandi conquiste dell’autunno caldo. Oggi, non solo si vuole piegare uno dei punti più alti di resistenza operaia, ma si vuole dare all’impresa la possibilità, in nome delle sue esigenze, di violare leggi e accordi sottoscritti. Purtroppo il ricatto è pesante. E il discorso sempre quello: o pieghi la testa o perdi anche quel poco che ti può restare: un lavoro sempre più disumano e schiavizzante.

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Reagire al degrado

46 Commenti

Ritengo questo scritto di Angelo D’Orsi molto importante. La proposta conclusiva fa riferimento a Torino e al Piemonte, ma tutta la riflessione che contiene e’ di carattere generale. Fa il paio con un altro articolo scritto da Alberto Burgio qualche settimana fa e pubblicato dal Manifesto (lo linko alla fine del post). L’analisi che emerge della situazione attuale e’ drammatica! A tratti tragica. Qualcuno potrebbe ritenerla esagerata. Io non lo penso. In altri momenti storici la sinistra ha trascurato gli allarmi che venivano lanciati dal mondo della intellettualita’ e della cultura. Sappiamo, purtroppo, come e’ finita. Evitiamo che torni ad accadere!

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Una crisi di sistema

37 Commenti

In una recente riunione che ho concluso a Milano ho avuto una interlocuzione con il compagno Aldo Giannuli. Al termine della riunione stessa, Aldo, avanzandomi delle obiezioni, mi ha chiesto se ero disponibile a confrontarmi con lui in merito ad alcune sue riflessioni. Ho accettato di buon grado. Siccome il confronto verte sulla crisi economica e sulle prospettive dei comunisti e della sinistra di alternativa, credo possa interessare anche altri compagne e compagni, per cui lo posto anche sul mio blog.
Qui di seguito le riflessioni di Giannuli e le mie.

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Sulle elezioni sarde

62 Commenti

I risultati delle elezioni amministrative sarde, ed in modo particolare quelli delle elezioni provinciali, mettono in evidenza alcuni dati interessanti su cui ritengo utile articolare delle riflessioni.
L’elemento più rilevante riguarda il centrodestra: in poco più di un anno la coalizione di destra perde una fetta rilevante dell’elettorato che aveva consentito al Presidente Cappellacci di vincere nettamente le elezioni regionali. Il Pdl, in particolare, subisce un crollo verticale dei consensi, passando dal 36,6% delle europee al 16,2% delle recenti elezioni provinciali.
Anche il Pd subisce  un brusco arretramento: dal 35,6% al 20,1%. Rispetto alle elezioni europee non va bene neanche l’Idv, anche se in termini di voti assoluti riesce quasi ad eguagliare il risultato ottenuto alle europee.

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Comunismo e Sinistra

68 Commenti

Il compagno Gilberto Volta, commentando il post precedente, mi ha posto riflessioni e domande a cui voglio rispondere. Lo faccio molto volentieri perché le questioni che vengono sollevate sono importanti e vale la pena di approfondirle. E lo faccio anche – voglio essere sincero – perché, a differenza di alcuni altri commenti, vengono argomentate senza supponenza e con la volontà di discutere tra compagni impegnati, pur con idee che possono essere diverse, in una impresa comune.
Chi non avesse letto il commento di Gilberto può leggerlo cliccando su questo link.
In questa interlocuzione voglio soffermarmi su quattro punti.

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Domande scomode

136 Commenti

Caro Claudio,
seguo sempre il tuo blog, anche se non intervengo quasi mai per mancanza di tempo. Dopo aver letto tutti i tuoi ultimi interventi e buon ultimo l’appello che hai postato e i commenti delle compagne e dei compagni, sento la necessità di intervenire in modo un po’ irrituale. Mi spiego: i tuoi interventi, che in gran parte condivido, mi sollecitano molte domande e molte domande (alcune delle quali non condivido) leggo dai commenti. Ecco cosa ti propongo di irrituale: un fuoco di fila di domande, cui spero tu avrai la pazienza di rispondere. Mi faccio portatrice, appunto, oltre che dei miei dubbi anche dei dubbi che leggo e voglio porti anche le domande più scomode (spero di sintetizzare tutti i problemi, se così non fosse, me ne scuso e faremo una seconda puntata di domande), nel modo più crudo, ma necessario, affinché tu ci possa chiarire i dubbi di cui altrimenti continueremo a nutrirci.
Bene, Claudio, se sei d’accordo, allora posta questo mio intervento e rispondi alle domande, nelle quali, ti premetto, non farò sconti a nessuno e le porrò così come molti le hanno poste: con durezza.
Federica

Ti ringrazio per questa tua proposta e sono ben contento di rispondere a tutte le tue domande. Spero che ciò possa essere utile sia a te sia alle compagne e ai compagni che frequentano e scrivono su questo blog.

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Sosteniamo l’appello Uniti a Sinistra

130 Commenti

Care compagne e cari compagni che frequentate questo blog, come si vede dai miei post e dai vostri commenti, uno dei temi più discussi è quello dell’unità a sinistra.
C’è chi ritiene che vada perseguita a prescindere e c’è chi ritiene, viceversa, che vada contrastata in quanto metterebbe a rischio la nostra identità.
Io penso che vada perseguita con tenacia, soprattutto oggi, a fronte di una sinistra di alternativa frammentata in mille pezzi. Penso, però, che vada perseguita nella chiarezza delle opzioni politiche.
Io sono comunista e lavoro per cercare di ricostruire in questo paese un partito politico che abbia come obiettivo strategico il superamento del capitalismo e la costruzione di una società socialista.
Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso.
Per questo sono molto affezionato al termine rifondazione. Perché per essere credibili – dopo le sconfitte subite e gli errori compiuti – dobbiamo proporre un comunismo nuovo e rifondato.
Credo che Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra (dove lavorano, assieme ad altri movimenti e soggettività, Prc e Pdci), siano il luogo dove può consolidarsi e crescere questa opzione.
Detto questo, c’è bisogno di altro.
C’è bisogno di una sinistra più ampia che, pur nella differenziazione – oggi – dei progetti politici strategici, si può e si deve unire nelle lotte, per dare una sponda credibile alle classi subalterne.
Per questo penso che questo appello sia positivo, vada sostenuto e vi invito ad aderirvi utilizzando la mail unitasinistra@gmail.com
Il grande successo che stiamo registrando nella raccolta di firme per l’acqua bene comune, ci parla di questo. Da un lato della potenzialità ricettiva e di mobilitazione di un popolo, dall’altra questo popolo si muove a determinate condizioni: se si sente protagonista e se percepisce la possibilità di conseguire un risultato.
Ciò si determina se le forze della sinistra sono unite e se sono capaci di costruire una relazione corretta con i movimenti.

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La Linke e noi

65 Commenti

A Rostock, in Germania, sabato e domenica scorsi, si è svolto il congresso della Linke. Qualche articolo è uscito anche sui giornali della sinistra italiana, in particolare l’Unità, il manifesto e Liberazione (che segnalo nella rubrica “Accade a Sinistra” di questo blog). Rifondazione Comunista, che vi ha partecipato con la presenza del segretario Ferrero, è stata l’unico partito, assieme al Front de Gauche francese, ad essere invitato, a dimostrazione dei buoni rapporti che esistono tra le due formazioni politiche.
Credo valga la pena, per noi comunisti, impegnati a risalire la china dopo una batosta incredibile, ragionare su questa esperienza che è riuscita, in tre anni, a raccogliere un consenso rilevante: l’11,9% alle ultime elezioni politiche del settembre 2009. Consenso raccolto nel Paese più popoloso e più importante dell’Unione Europea e conseguito con una piattaforma politica nettamente di sinistra.
Non penso a modelli da “copiare”, ovviamente, ma ad una esperienza sulla quale riflettere.
Il congresso si è concluso positivamente, con la sostituzione dei due presidenti “storici”: Oskar Lafontaine e Lothar Bisky. Al loro posto Gesine Lotzch, deputata (ex Pds) eletta con il 92,8% dei consensi e Klaus Ernst, sindacalista IG metal (ex Wasg raggruppamento dei fuoriusciti da sinistra dall’SPD), eletto con il 74,9% dei voti. Sono stati eletti anche 4 vicepresidenti (3 donne e 1 uomo), la Direzione; ed è stato votato un documento politico, mentre il documento programmatico, su cui si sta lavorando da tempo, dovrebbe essere concluso entro il 2011.
Detto questo, le differenze politiche, anche profonde, che ci sono all’interno della Linke sono emerse anche in questa assise.

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Una partita ancora aperta

103 Commenti

Editoriale di Claudio Grassi e Alberto Burgio del nuovo numero della rivista Essere Comunisti

Gli avvenimenti incalzano. Non alludiamo soltanto al teatro politico, sotto i riflettori dei grandi mezzi d’informazione. La realtà cambia ogni giorno anche – prima di tutto – nel paesaggio sociale del Paese, travolto da una crisi devastante. Il crollo della produzione costringe migliaia di imprese (a cominciare dalla Fiat) a chiudere stabilimenti e a delocalizzare. Il governo guarda altrove, pratica il «rigore finanziario» tagliando la spesa sociale e le risorse di Regioni e Comuni, e attacca a testa bassa tutele e diritti del lavoro (dal contratto nazionale all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori). Intanto l’esercito dei poveri e dei senzalavoro si ingrossa (la disoccupazione reale si avvicina al 12% e coinvolge il 28% della forza-lavoro giovanile), le famiglie si indebitano, i più disperati – non soltanto lavoratori disoccupati, anche piccoli imprenditori rovinati – arrivano alla scelta tragica di por fine a una vita divenuta insostenibile. Di questo la politica dovrebbe occuparsi in primo luogo. Che non lo faccia e rimuova il dramma di un Paese allo stremo, è il metro più preciso della sua grave crisi «intellettuale e morale».

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