<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Claudio Grassi</title>
	<atom:link href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress</link>
	<description>Blog politici</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 13:30:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Ma i grillini sono di sinistra?</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/ma-i-grillini-sono-di-sinistra/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/ma-i-grillini-sono-di-sinistra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[die linke]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[partito dei pirati]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3281</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/ma-i-grillini-sono-di-sinistra/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/grillo_4-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="grillo_4" /></a>Successo dei Pirati in Germania Il Nordrhein-Westfalen è il Land più popoloso della Germania, tra i più dinamici economicamente parlando. Nelle elezioni per il parlamento locale che si sono appena tenute, domenica scorsa, spicca un dato eclatante. Non si tratta dell&#8217;affermazione dei socialdemocratici, in testa con il 39 per cento. Qui la Spd ha da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> <a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/grillo_4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3282" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="grillo_4" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/grillo_4-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Successo dei Pirati in Germania</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Nordrhein-Westfalen è il Land più popoloso della Germania, tra i più dinamici economicamente parlando. Nelle elezioni per il parlamento locale che si sono appena tenute, domenica scorsa, spicca un dato eclatante. Non si tratta dell&#8217;affermazione dei socialdemocratici, in testa con il 39 per cento. Qui la Spd ha da sempre una delle roccaforti tradizionali. Il guadagno, in termini di percentuali, è di poco più di quattro punti. E anche per quanto riguarda il calo della Cdu, il partito della cancelliera Angela Merkel, c&#8217;era da aspettarselo, magari non nella misura di quanto accaduto – un crollo di oltre l&#8217;otto per cento, dal 34,6 al 26. È un&#8217;altra, però, la novità. Mentre <a href="http://www.die-linke.de/" target="_blank">Die Linke</a>, il partito della sinistra anticapitalista che alla scorsa tornata aveva il 5,6, retrocede stavolta al 2,5 per cento e resta fuori dal parlamento regionale, avanza una formazione politica del tutto anomala. Parliamo del partito pirata tedesco che ottiene un imprevedibile 7,8 per cento e venti seggi nel Landtag. Stando alle prime analisi sui flussi elettorali i voti provengono da elettori delusi della Spd (novantamila), dei Verdi (ottantamila) e della stessa Cdu (sessantamila). Soprattutto è da notare che altri settantamila sono venuti da persone che alle scorse elezioni non avevano votato e sono tornate alle urne attratte dai pirati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3281"></span>Il Piratenpartei Deutschland, costruito a immagine e somiglianza del partito pirata svedese, presenta nel suo programma non poche affinità con le istanze del Movimento 5 stelle di <a href="http://www.beppegrillo.it/" target="_blank">Beppe Grillo</a>, anch&#8217;esso reduce da un successo elettorale al primo turno delle nostre amministrative. La centralità del web, innanzitutto, che nel caso dei pirati tedeschi è affiancata da una battaglia martellante contro i diritti d&#8217;autore, per la libertà di circolazione dei contenuti digitali e per il diritto alla privacy dei navigatori della Rete. Come nel caso dei grillini, anche i pirati tedeschi agitano temi e istanze appartenenti al linguaggio della sinistra. Nel programma (consultabile su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.piratenpartei.de/">www.piratenpartei.de</a></span>) è rivendicato l&#8217;obiettivo del «reddito di cittadinanza», il «diritto a un&#8217;esistenza sicura» (che deve essere, appunto, garantito dallo Stato in forma diretta e non con contributi indiretti per l&#8217;occupazione alle imprese), «l&#8217;equa partecipazione» di tutti alla ricchezza sociale prodotta, lo sviluppo della democrazia e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, la legalizzazione delle droghe, la libera autodeterminazione dell&#8217;identità sessuale, diritto di cittadinanza per tutti i migranti, la salvaguardia dell&#8217;ambiente e delle condizioni per la riproduzione della vita, il diritto all&#8217;istruzione e il ruolo centrale della cultura nella società contemporanea. Si nota, invece, l&#8217;assenza di una lettura della crisi e dei processi economici, non c&#8217;è nessun riconoscimento del lavoro nella vita degli individui e manca qualsiasi analisi di quello che chiameremmo rapporti sociali di produzione. Il punto centrale del programma dei pirati è un altro: è la funzione attribuita a Internet nel riorganizzare il rapporto tra governanti e governati all&#8217;insegna della trasparenza. «La rivoluzione digitale rende possibile uno sviluppo ulteriore della democrazia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Movimento 5 Stelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche nell&#8217;immaginario grillino la Rete è il luogo in cui si realizzerebbe l&#8217;eterno desiderio della democrazia diretta, una sorta di consultazione permanente e in tempo reale tra i cittadini e chi amministra il potere. Non a caso, il web incarna – sia nel linguaggio dei pirati tedeschi, sia in quello più virulento e sovente rozzo di Beppe Grillo – l&#8217;avvento del nuovo contro il vecchio, la piazza telematica che rende la mediazione dei partiti un residuo anacronistico del passato. Per gli uni e per gli altri, il web e la critica alle forme organizzate della politica rappresentano il punto di volta. «Noi pirati ci battiamo per una maggiore libertà e indipendenza degli eletti in parlamento» e per «limitare la disciplina dei gruppi parlamentari e la pressione dei partiti».<br />
Con quali categorie vanno interpretati fenomeni politici di questo genere che, per un verso, attingono a un repertorio di temi tradizionalmente di sinistra e, per un altro, mostrano di essere una riedizione del populismo, di movimenti che rivendicano a sé un rapporto diretto con gli elettori, con il Popolo, rigettando i corpi intermedi della politica nel novero delle istituzioni parassitarie e liberticide? Basta soffermarsi sulle parole d&#8217;ordine del Movimento 5 stelle, molte delle quali si ritrovano nei programmi della sinistra radicale: la difesa dell&#8217;ambiente, la critica alle multinazionali, la centralità dei beni comuni, il diritto a sottrarre la vita individuale e pubblica alla mercificazione, la proposta di un controllo sui capitali finanziari. E persino la composizione del personale politico grillino chiama in causa un “tipo” più vicino al militante di sinistra che non al ceto politico del centrodestra italiano. Dietro le quinte del teatrante Grillo si muovono volontari e amministratori locali che hanno competenze specifiche. Basta spulciare nei curricula dei candidati al primo turno delle amministrative: ricercatori, ingegneri, studenti, laureati in economia, commercialisti, persone impegnate nel mondo dell&#8217;associazionismo e, ancora, ambientalisti, geometri, tecnici – insomma, figure a metà strada tra il ceto medio riflessivo e il precariato cognitivo.<br />
Eppure, se i singoli contenuti ricalcano le rivendicazioni della sinistra radicale, è nell&#8217;impianto complessivo del discorso che salta fuori la novità. Per il M5S la critica all&#8217;economia non mette in discussione l&#8217;organizzazione sociale, non chiama in gioco soggetti collettivi, ma vale nella misura in cui i poteri forti ledono la sfera dei diritti individuali. Anche la critica ai partiti e alle forme organizzate della politica è funzionale all&#8217;idea che la democrazia debba essere rapporto diretto con l&#8217;individuo, al di fuori del quale ogni istituzione diventa inevitabilmente parassitaria. Il programma del M5S si può riassumere nella ostilità al finanziamento pubblico ai partiti (e ai giornali), nella volontà di ridurre ai minimi termini qualsiasi corpo intermedio della democrazia, percepito come una casta contrapposta agli interessi dei cittadini. Le invettive di Grillo contro il parassitismo delle istituzioni sono state accostate agli attacchi di Berlusconi contro gli organi intermedi della democrazia (la magistratura, i sindacati, l&#8217;informazione) che ostacolerebbero l&#8217;esercizio diretto della sovranità da parte di chi detiene il potere in nome del Popolo. È un&#8217;analogia da approfondire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grillo: antisistema o funzionale al sistema?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ultima divagazione prima di concludere. La società non esiste, afferma il filosofo argentino Ernesto Laclau, uno dei principali teorici del populismo: nel senso che non esiste il Popolo, né alcuna realtà sociale precostituita, a prescindere dall&#8217;intervento della politica con i suoi linguaggi e le sue costruzioni. La società sarebbe un campo attraversato da faglie e antagonismi, da domande particolari irrisolte, da lotte sociali e bisogni slegati tra loro, e nel quale non vi sarebbe nessuna legge naturale a garantire l&#8217;esistenza di soggetti collettivi già bell&#8217;e pronti per l&#8217;azione politica (o classi per sé, in termini marxiani). Nel campo sociale si contenderebbero il primato due diverse logiche: la prima è quella specifica del Potere, delle forze di sistema, ed è la «logica di differenza». Il Potere, in ossequio alla legge del divide et impera, isola tra loro le domande sociali, tende a contenere le diverse istanze nel quadro esistente e a favorirne, per quanto è possibile, il loro soddisfacimento all&#8217;interno della cornice istituzionale presente. Questo progetto è secondo Laclau strutturalmente impossibile, una sorta di atto condannato a ripetersi indefinitamente e, al tempo stesso, destinato a fallire l&#8217;obiettivo di una «totalizzazione sociale», cioè di una comunità organica e stabile nel tempo. Su un altro versante, operano le forze “antisistema” che agirebbero secondo una «logica equivalenziale», che raccoglie e assembla un certo numero di rivendicazioni insoddisfatte – in origine slegate tra loro – su un unico fronte antagonista, tracciando una linea di rottura tra queste domande e il Potere. Quando questa operazione politica riesce si forma il Popolo, una comunità, un Noi, contrapposto alle istituzioni (o al nemico, all&#8217;Altro, nel caso dei populismi di destra). Il movimento di Beppe Grillo – tornando alle nostre cronache politiche – è finora riuscito nell&#8217;intento di unire e rendere “equivalenti”, domande che fino a ieri erano sconnesse tra loro o che trovavano la propria rappresentazione in schieramenti politici contrapposti. Il boom elettorale va probabilmente cercato nella capacità di farsi portavoce di rivendicazioni eterogenee, mettendo nello stesso paniere temi che sono di sinistra (il controllo dei capitali finanziari, l&#8217;acqua pubblica, i beni comuni, le energie rinnovabili) con temi tradizionalmente orientati a destra (l&#8217;antifiscalismo, il parassitismo della politica, l&#8217;ostilità verso i partiti e l&#8217;idea che sono “tutti uguali”). Una spregiudicatezza che finora ha consentito al M5S di pescare voti nell&#8217;astensione e nei bacini elettorali sia di sinistra sia di destra. Le scelte comunicative dello stesso Grillo in campagna elettorale hanno infatti toccato temi tradizionali del repertorio leghista, soffermandosi in più occasioni sull&#8217;impossibilità degli italiani di pagare le tasse, sui piccoli e medi imprenditori strozzati dalle banche che non fanno più credito e, persino, mettendo in dubbio la legittimità di un sistema fiscale che servirebbe soltanto a drenare soldi nelle casse di partiti voraci e corrotti. Ma a ben vedere, il collante che tiene assieme le rivendicazioni grilline è l&#8217;<em>universalizzazione</em> della figura del proprietario, il riferirsi a una società di piccoli proprietari minacciati, nei propri diritti e nelle proprie tasche, da poteri proprietari più grandi, che di volta in volta possono essere incarnati dalle banche come dallo Stato, dalle multinazionali come dai partiti, dai gruppi economici come dalle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tonino Bucci<br />
Claudio Grassi</p>
<div id="tweetbutton3281" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F05%2Fma-i-grillini-sono-di-sinistra%2F&amp;text=Ma%20i%20grillini%20sono%20di%20sinistra%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F05%2Fma-i-grillini-sono-di-sinistra%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/ma-i-grillini-sono-di-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>52</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Serve una scossa a sinistra</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/serve-una-scossa-a-sinistra/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/serve-una-scossa-a-sinistra/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[KKE]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Pasok]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra europea]]></category>
		<category><![CDATA[Syriza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3273</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/serve-una-scossa-a-sinistra/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Electric_Current-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Electric_Current" /></a>A conclusione delle consultazioni elettorali che hanno coinvolto Francia, Grecia e Italia, possiamo cercare di fare alcune valutazioni. Sul primo turno delle elezioni francesi ci eravamo già dilungati nel post precedente. In particolare sul successo del Front de Gauche di Melenchon che, con un risultato superiore all&#8217;11%, ha portato la sinistra comunista e di alternativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Electric_Current.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3275" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Electric_Current" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Electric_Current-300x225.jpg" alt="" width="274" height="206" /></a>A conclusione delle consultazioni elettorali che hanno coinvolto Francia, Grecia e Italia, possiamo cercare di fare alcune valutazioni.<br />
Sul primo turno delle elezioni francesi ci eravamo già dilungati nel post precedente. In particolare sul successo del Front de Gauche di Melenchon che, con un risultato superiore all&#8217;11%, ha portato la sinistra comunista e di alternativa ad un consenso che non si vedeva dagli anni &#8217;80.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il secondo turno in Francia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo turno, con la vittoria di Hollande, colloca la Francia su una posizione molto diversa rispetto a quella sostenuta da Sarkozy, in particolare nel rapporto con la Germania della Merkel e con le scelte della Bce.  Rossana Rossanda in un <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/esteri/6945-la-francia-chiamahttp://" target="_blank">editoriale de Il Manifesto</a> ha espresso apprezzamento per il programma avanzato dal nuovo Presidente francese. Il programma con cui ha raccolto i consensi va sicuramente in una direzione diversa da quella del suo predecessore. Tuttavia penso che la cautela sia d&#8217;obbligo. Dopo la disfatta di Zapatero (anche lui si era presentato con un programma di discontinuità, e per diverso tempo venne considerato un riferimento anche da settori importanti della sinistra italiana), è opportuno vedere la politica che concretamente viene praticata e dare giudizi su quella, per evitare di passare da eccessivi entusiasmi a repentine delusioni. Vedremo anche come andranno le elezioni legislative che si svolgeranno tra un mese. Il loro risultato ovviamente influirà sia sulle scelte di Hollande sia del governo francese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3273"></span><strong>Le elezioni in Grecia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il paese che ha dovuto subire in questi anni la folle politica della Bce e dell&#8217;asse Merkel-Sarkozy ha negato il consenso ai partiti che le ha messe in pratica. Il Pasok e Nuova Democrazia hanno più che dimezzato i loro consensi. L&#8217;astensionismo ha superato il 40 % e hanno incrementato i voti tutte le forze che hanno contestato le politiche imposte alla Grecia dalla Unione Europea.<br />
Anche qui, seppure con percentuali meno rilevanti rispetto la Francia, ottiene un importante 8 per cento ed entra in Parlamento una formazione di estrema destra neonazista. Le parole d&#8217;ordine con cui hanno raccolto i loro consensi sono raccapriccianti, caratterizzate da un razzismo e un fascismo dichiarati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ottimo risultato delle sinistra di alternativa e comunista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il vero vincitore delle elezioni greche è stata la sinistra che coerentemente si è opposta alle politiche del Governo e della Bce, in particolare Syriza, aggregazione di varie forze di sinistra, aderente alla Sinistra Europea, che passa dal 5 al 16 per cento. Un incremento eccezionale prodotto dalla capacità di tenere assieme una opposizione netta al Governo con un atteggiamento di apertura verso i movimenti e di unità verso le altre forze della sinistra. Se a questo importante risultato aggiungiamo il 6 per cento di Sinistra Democratica e il 9 per cento dei Comunisti Greci (KKE), vediamo che il dato supera il 30 per cento. Un dato che fa dire al leggendario <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/esteri/7000-manolis-glezos-il-voto-greco-e-un-buon-esempio-per-tutti" target="_blank">partigiano Glezo</a> che mai, nel suo Paese, si era raggiunto un consenso così alto e che ciò deve indurre queste forze ad una convergenza unitaria. Ce lo auguriamo anche noi, pur sapendo che ci sono differenze significative. Essendovi una alta probabilità di un nuovo voto a breve, sarebbe un segnale importante che questi tre partiti si presentassero con un programma comune alle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il terremoto italiano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sembra esagerato usare questo termine per sintetizzare quanto avvenuto in questa tornata amministrativa in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il crollo di Pdl e Lega</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo di fronte ad uno sfaldamento di quello che è stato negli ultimi 20 anni il blocco di centro destra. Pdl e Lega dimezzano i loro consensi. La contemporanea uscita di scena dei due leader carismatici &#8211; Berlusconi e Bossi &#8211; rende tutt&#8217;altro che improbabile una riorganizzazione totale dello schieramento. Nella analisi come sempre acuta di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-09/politiche-ricostruire-063548.shtml?uuid=AbqeipZF" target="_blank">Stefano Folli su Il Sole 24 Ore</a> si ipotizza e si auspica un impegno diretto di una figura come Monti alla guida di questo schieramento, preso atto &#8211; e questo è un altro dato che emerge da queste elezioni &#8211; della incapacità del Terzo Polo di coprire questo spazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il successo di Grillo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento 5 Stelle &#8211; su questo si vedano i <a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/salvetti.doc" target="_blank">dati dell&#8217;Istituto Cattaneo</a> &#8211; è l&#8217;unico vero vincitore di queste elezioni. In tutto il Nord e nelle ex regioni rosse le liste del comico genovese hanno un risultato a doppia cifra. Di fronte a questa realtà non ha molto senso la discussione che si è aperta a sinistra se ciò sia un fatto positivo o negativo. Di sicuro è una sonora sberla ad una sinistra che &#8211; pur in un contesto di forte mobilità dell&#8217;elettorato e di crescente malessere sociale prodotto dalla crisi e dai provvedimenti del Governo &#8211; non riesce ad intercettare praticamente nulla, lasciando a Grillo lo spazio per fare il pieno dei voti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un risultato di &#8220;tenuta&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se ragioniamo come se fossimo in una situazione normale potremmo valutare il risultato delle forze che stanno a sinistra del Pd come un risultato di &#8220;tenuta&#8221;. È il ragionamento che fa <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/democrazia-e-istituzioni/6968-elezioni-amministrative-una-prima-lettura-dei-risultati" target="_blank">Gianluigi Pegolo</a> in una analisi del voto che in larga parte condivido. Paragonando i dati dei Comuni confrontabili con le regionali 2010 (le uniche con le quali si possa fare un paragone minimamente attendibile) si può notare &#8211; infatti &#8211; che sia la Fds, sia Sel, sia Idv non hanno significativi scostamenti. Ma la situazione che stiamo vivendo non è una situazione normale! Come è possibile che le tre forze che stanno facendo opposizione al Governo Monti non intercettino minimamente il malessere sociale che quelle politiche stanno provocando? Perché, mentre in Europa (Spagna, Francia, Grecia) siamo di fronte a risultati della sinistra di alternativa in netta ripresa, qui siamo sostanzialmente al palo?<br />
Ovviamente non è nelle mie intenzioni fare del disfattismo o non apprezzare il risultato ottenuto dalla Federazione della Sinistra e da Rifondazione Comunista. Tanto più se lo rapportiamo alle condizioni difficilissime  &#8211; di carattere economico e di sostanziale oscuramento mediatico &#8211; nel quale è avvenuto. È un risultato che va apprezzato: che va studiato sia per valorizzare le realtà dove andiamo avanti (Palermo dove per un soffio non entriamo in consiglio comunale, ma anche molte realtà del Nord, in particolare Lombardia e Piemonte), sia per capire i motivi per cui in diverse realtà abbiamo risultati negativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A sinistra serve una scossa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo risultato dovremmo avere tutti l&#8217;umiltà di riconoscere che i vari progetti messi in campo a sinistra hanno il fiatone e che sarebbe opportuno fare qualcosa per provare a smuovere questa situazione. Ci stanno provando quelli del <a href="http://www.soggettopoliticonuovo.it/" target="_blank">Manifesto per il nuovo soggetto politico</a>. È un progetto importante, a cui è giusto partecipare. Non mi pare tuttavia che le forze finora coinvolte e la proposta politica avanzata siano adeguate alla necessità che abbiamo di fronte. E d&#8217;altra parte &#8211; ne ho già parlato in un precedente post -  non dobbiamo essere reticenti nel  riconoscere che la Federazione della Sinistra non è riuscita a diventare un nuovo soggetto politico attrattivo e inclusivo, capace di coinvolgere altre forze rispetto a quelle che l&#8217;hanno costituita. Anche Sel &#8211; lo ha notato anche Massimo Giannini in un editoriale di Repubblica &#8211; sconta un risultato che è ben al di sotto delle aspettative e delle percentuali che vengono accreditate dai sondaggi. Ma soprattutto il Movimento guidato da Vendola appare incerto nella proposta politica che &#8211; non a caso &#8211; &#8220;morde&#8221; sempre meno. Accantonate le primarie si insiste sulla proposta della &#8220;foto di Vasto&#8221; e sulla convocazione degli stati generali del centro sinistra. Ma in una situazione dove il Pd sostiene Monti e non ha nessuna intenzione di togliergli il sostegno prima del 2013, è una proposta che il Pd stesso non prende in considerazione, totalmente politicista e che &#8211; soprattutto &#8211; rinuncia a fare la cosa più importante che invece, oggi, la sinistra dovrebbe fare: unire le forze di sinistra che sono all&#8217;opposizione del Governo Monti.<br />
È questa, a mio parere, la &#8220;scossa&#8221; di cui abbiamo bisogno. Se si facesse questa operazione &#8211; la costruzione di un polo di sinistra tra le forze e i movimenti che si oppongono al Governo Monti &#8211; allora vedremmo che i risultati conseguiti in Francia, Spagna e Grecia diventerebbero possibili anche in Italia. E sono sicuro che riprenderebbe quell&#8217;entusiasmo nell&#8217;impegno politico della &#8220;nostra gente&#8221; oggi delusa e amareggiata per le scelte sbagliate che abbiamo compiuto negli anni passati e le continue divisioni che abbiamo prodotto tra di noi.<br />
Sarebbe bello che come primo passo in questa direzione ci si trovasse tutti alla manifestazione di sabato 12 maggio a Roma promossa dalla Fds, non per aderire a iniziative promosse da altri, ma per segnare una presenza e &#8211; magari &#8211; per iniziare a discutere di costruirne una, organizzata unitariamente, da tenersi dopo l&#8217;estate. Ce ne sarà sicuramente bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="tweetbutton3273" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F05%2Fserve-una-scossa-a-sinistra%2F&amp;text=Serve%20una%20scossa%20a%20sinistra&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F05%2Fserve-una-scossa-a-sinistra%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/serve-una-scossa-a-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>176</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Francia chiama Italia</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/francia-chiama-italia/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/francia-chiama-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 16:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Front de Gauche]]></category>
		<category><![CDATA[Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[Le Pen]]></category>
		<category><![CDATA[Melenchon]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3266</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/francia-chiama-italia/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/france-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="france" /></a>Come era prevedibile il primo turno delle presidenziali francesi ha suscitato un ampio dibattito. La rielezione di Sarkozy o la vittoria di Hollande possono confermare o mettere in discussione le scelte economiche di fondo di tutta Europa. Va considerato inoltre che il loro esito può condizionare elezioni altrettanto importanti che si terranno tra meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/france.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3267" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="france" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/france.jpg" alt="" width="184" height="276" /></a>Come era prevedibile il primo turno delle presidenziali francesi ha suscitato un ampio dibattito. La rielezione di Sarkozy o la vittoria di Hollande possono confermare o mettere in discussione le scelte economiche di fondo di tutta Europa. Va considerato inoltre che il loro esito può condizionare elezioni altrettanto importanti che si terranno tra meno di un anno in Germania e in Italia.<br />
Occorre quindi aspettare l’esito del ballottaggio per fare una valutazione che prenda in esame questi scenari. Intanto però &#8211; sulla base del risultato dei vari candidati al primo turno &#8211; si possono fare alcune considerazioni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hollande, una vittoria risicata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quasi tutti i commentatori ritengono che, con grande probabilità, il vincitore al secondo turno sarà il candidato socialista. A sostegno di questa tesi essi portano due argomenti: non era mai successo che il presidente uscente nelle elezioni per il secondo mandato venisse superato dallo sfidante e, mentre le forze alla sinistra di Hollande lo voteranno   (hanno dato infatti immediatamente indicazione di voto a suo favore), altrettanto non succederà per Sarkozy, poiché sia  Marine Le Pen sia Bayrou non hanno dato alcuna indicazione di voto. Questa situazione – nonostante che la differenza del risultato tra i due candidati sia risicata &#8211; ha fatto sì che molti esponenti politici di sinistra nel nostro Paese abbiano dato una valutazione positiva del primo turno delle presidenziali francesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3266"></span>Per quanto mi riguarda ritengo più corretta la valutazione &#8211; assai più cauta &#8211; data da Marco d&#8217;Eramo nell&#8217;<a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120424/manip2pg/01/manip2pz/321612/http://" target="_blank">editoriale de Il Manifesto del 24 aprile</a>. Infatti se è vero che Hollande ha superato Sarkozy e il Front de Gauche ha avuto un ottimo risultato, è altrettanto vero che il sorpasso è molto risicato &#8211; poco più di un punto in percentuale &#8211; e che vi è stato un risultato forte della estrema destra (il successo di Marine Le Pen è il dato più rilevante di questo primo turno).<br />
Per quanto riguarda i contenuti proposti dal candidato socialista è significativo sottolineare come essi si discostino significativamente da quelli proposti in Italia da Pd. Infatti mentre nei giorni scorsi in Italia è stato votato l&#8217;inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione (art. 81), la proposta più forte avanzata da Hollande è stata proprio la promessa di rivedere il Fiscal Compact. Altra differenza: mentre in Italia si è votata una controriforma pensionistica che ha portato  a 66 anni per uomini e donne l&#8217;accesso alla pensione &#8211; anche in questo caso con il voto del Pd &#8211; la proposta del candidato socialista è stata quella di riportare a 60 anni l&#8217;età con la quale si può accedere alla pensione (con una anzianità di lavoro di 42 anni).<br />
Vedremo &#8211; qualora Hollande dovesse vincere le elezioni &#8211; se queste promesse saranno rispettate. Sappiamo che spesso ciò non avviene, come abbiamo dovuto constatare amaramente sia con l&#8217;esperienza del Governo Prodi sia con quella di Zapatero. Resta il fatto che queste proposte il Pd non si azzarda nemmeno ad avanzarle, e già questo è di per sé significativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Fronte Nazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato di Marine Le Pen è assai rilevante. Non può essere letto con l&#8217;argomentazione che la stessa percentuale la raggiunse il padre nel 2002. In questi 10 anni sono cambiate tantissime cose e, come giustamente sostiene <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/esteri/6406-a-le-pen-e-andato-il-voto-di-chi-si-sente-abbandonato" target="_blank">Dominique Vidal</a>, l&#8217;elettore-medio che ha votato oggi Marine Le Pen è in larga parte cambiato. Il voto a Le Pen è oggi profondamente collegato alla crisi economica, alla frantumazione del mondo del lavoro e alla crisi generale delle identità e delle ideologie. I messaggi di Le Pen che hanno fatto breccia hanno parlato direttamente alla pancia dei settori più deboli e più soli della periferia francese (non è un caso che a Parigi la percentuale del FN sia molto bassa, attorno al 6%). L&#8217;individuazione di diversi capri espiatori (l&#8217;Europa dei banchieri, gli immigrati, i partiti in egual misura corresponsabili di non aver fatto nulla) ha funzionato da obiettivo polemico per tutta quella parte di società francese che non vede prospettive e non crede che la politica possa dargliele. In questo senso si può dire che il Front National, molto probabilmente, ha intercettato un elettorato che avrebbe potuto riporre nella astensione le sue insoddisfazioni. Il fatto che la percentuale dei votanti sia stata &#8211; nonostante tutto &#8211; molto alta conferma questa ipotesi. Tuttavia l&#8217;errore più grave che la sinistra potrebbe fare nel valutare questo voto sarebbe quello di considerarlo un voto organicamente di destra, quindi irrecuperabile. Certo, è stato anche un voto xenofobo e neo-fascista, ma Le Pen ha fatto breccia anche e soprattutto perché le sinistre in questi decenni non sono state capaci  di dare una prospettiva ai settori più colpiti dalla crisi e non sono riuscite a costruire, dopo il crollo dei paesi dell&#8217; Est, una nuova identità e una nuovo progetto di trasformazione che &#8211; pur riconoscendo il fallimento di quei tentativi &#8211; non rinunciasse a proporre una alternativa di società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Front de Gauche</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato di Melenchon è un bel risultato. È sciocco rapportarlo agli ultimi sondaggi che lo davano al 16% e, sulla base di questo, parlare di un risultato deludente. Anzi proprio questi dati hanno testimoniato una crescita &#8211; rispetto al dato di partenza &#8211; talmente impetuosa che nessuno aveva saputo prevederla. Il candidato del <a href="http://www.placeaupeuple2012.fr/" target="_blank">Front de Gauche</a>, quando è iniziata la campagna elettorale, era accreditato tra il 3 e il 5%. Alle precedenti presidenziali la candidata del <a href="http://www.pcf.fr/" target="_blank">Pcf</a> non raggiunse il 2%. Melenchon ha ottenuto più dell&#8217;11%, ha riempito le piazze, ha riportato al voto e all&#8217;impegno politico molti giovani. Per avere un risultato a due cifre bisogna tornare a trenta anni fa, quando il Pcf candidò Marchais: un&#8217;altra epoca storica!<br />
È vero che alle presidenziali scorse ebbero un ottimo risultato le liste trotskiste e che questa volta sono praticamente scomparse. Tuttavia, anche sommando tutti i voti ottenuti dalle sinistre nelle presidenziali scorse, si arriva ad un consenso nettamente più basso di quello attuale.<br />
Non penso di avere sufficienti elementi di conoscenza per spiegare il successo del Front de Gauche. Quello che posso dire è che le forze coinvolte e le modalità organizzative sono molto simili a quelle della Federazione della Sinistra e che quindi se tutto questo è stato possibile in Francia, può esserlo anche in Italia. Azzardo tre elementi che &#8211; a mio parere &#8211; hanno contribuito a conseguire questo risultato molto positivo. Il primo è stato l’aver proposto un programma elettorale radicalmente alternativo anche rispetto a quello proposto da Hollande, ma non di rottura con esso. La conferma di questo atteggiamento si è concretizzata la sera stessa del primo turno alla chiusura dei seggi quando Melenchon, senza nemmeno aspettare i risultati, ha dato indicazioni di voto per il candidato socialista. Il secondo elemento è stato quello di aver investito molto nella comunicazione, costruendo un messaggio innovativo, allegro, ironico. Distante anni luce dalla cupezza e dal grigiore con cui solitamente la sinistra si propone. Basta vedere <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1LMEvmVplxY" target="_blank">questo cliccatissimo video</a> per rendersene conto. In terzo luogo ha funzionato il personaggio. Anche su questo basta guardare il <a href="http://www.jean-luc-melenchon.fr/2012/04/19/discours-de-la-porte-de-versailles-a-paris/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter" target="_blank">video del comizio di chiusura</a> della campagna elettorale per rendersi conto del carisma e della capacità comunicativa del candidato del Front de Gauche.<br />
In conclusione, a maggior ragione dopo questo risultato elettorale, ci sentiamo di affermare due concetti. In tutta Europa si possono determinare ciclicamente degli arretramenti o degli avanzamenti della sinistra comunista o di alternativa, ma è un dato di fatto che essa abbia uno spazio politico rilevante da rappresentare come si vede in Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Grecia, per citare i Paesi più importanti, dove raggiunge &#8211; mediamente &#8211; consensi attorno al 10%.  Resta quindi valida la tesi delle due sinistre. Pensare che quella di alternativa possa entrare in quella moderata è un errore madornale non solo perché espunge qualsiasi progetto di superamento del sistema capitalistico, ma perché consegnerebbe all&#8217;astensionismo milioni di persone e farebbe scivolare ancor più a destra le forze di sinistra moderata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo elemento è che se in un decennio in Germania, Francia e Spagna le sinistre comuniste e di alternativa sono riuscite ad uscire da una crisi che sembrava irrisolvibile, ciò significa che la stessa cosa può avvenire anche in Italia. Ma per farlo occorre avere l&#8217;umiltà di &#8220;mettersi a disposizione&#8221; per questo progetto. La Federazione della Sinistra deve farlo, riconoscendo che ben pochi dei suoi obiettivi iniziali si sono realizzati. Ma la stessa cosa dovrebbe farla anche Sel, visto che tutto il suo progetto (dentro al centrosinistra per competere attraverso le primarie alla guida del centrosinistra stesso) è completamente saltato. Se si mettesse in campo reciprocamente questa volontà si materializzerebbe immediatamente anche in Italia quanto avvenuto in Francia, Spagna e Germania. Al momento, purtroppo, qualcuno pensa di fare tutto da solo. Ma è una illusione, un ragionamento miope. Facciamo il possibile per evitarlo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="tweetbutton3266" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2Ffrancia-chiama-italia%2F&amp;text=Francia%20chiama%20Italia&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2Ffrancia-chiama-italia%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/francia-chiama-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>140</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>6 &#8211; 7 maggio. Alla prova del voto</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/6-7-maggio-alla-prova-del-voto/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/6-7-maggio-alla-prova-del-voto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 17:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[12 maggio 2012]]></category>
		<category><![CDATA[alleanze]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[fds]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3257</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/6-7-maggio-alla-prova-del-voto/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/elezioni1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="elezioni" /></a>Si sta avvicinando una importante scadenza elettorale amministrativa. Il 6 e 7 maggio si voterà in 800 Comuni inferiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia) e in 176 Comuni superiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia). Di questi ultimi 28 sono capoluogo di Provincia e &#8211; tra questi &#8211; 3 sono capoluogo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/elezioni1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3260" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="elezioni" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/elezioni1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si sta avvicinando una importante scadenza elettorale amministrativa. Il 6 e 7 maggio si voterà in 800 Comuni inferiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia) e in 176 Comuni superiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia). Di questi ultimi 28 sono capoluogo di Provincia e &#8211; tra questi &#8211; 3 sono capoluogo di Regione: Genova, Palermo e L&#8217;Aquila.<br />
In questo post mi limito ad analizzare i Comuni sopra i 15000 abitanti poiché da essi possiamo ricavare elementi significativi di valutazione politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcuni dati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo dato da tenere in considerazione è che la maggioranza di questi Comuni è collocata al Sud con il 54%. Solo il 14% al Centro, al Nord il 32%.<br />
La presentazione delle liste della Federazione della Sinistra o di Rifondazione Comunista è stata fatta in 127 casi. Ciò significa che in <strong>49 Comuni sopra i 15000 abitanti non abbiamo presentato la lista</strong>. È sicuramente una grave lacuna, anche se va tenuto presente che anche nella precedente tornata amministrativa (parliamo degli stessi Comuni e prima che vi fosse la scissione di Sel), non tutti furono coperti. È interessante suddividere questo dato geograficamente. Sui 57 Comuni del Nord in 48 ci presentiamo e in 9 no, sui 24 del Centro in 21 sì e in 3 no, sui 95 del Sud in 58 sì e in 37 no.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3257"></span><strong>Quali alleanze?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora passiamo ad analizzare il tipo di alleanze con cui la Federazione della Sinistra si presenta alle elezioni. <strong>Le alleanze con il centro-sinistra sono 71, quelle con il centro-sinistra allargato all&#8217;Udc 3, quelle di sinistra alternativa 23 e quelle dove ci presentiamo soli 30.</strong><br />
Questi dati si prestano ad alcune valutazioni politiche: in una misura significativa &#8211; i 3/4 del totale &#8211; la Federazione ha costruito una alleanza. Tuttavia &#8211; questo il dato indicativo -<strong> rispetto al passato si è ridotta la partecipazione ad alleanze di centro-sinistra classiche ed è aumentata quella a coalizioni alternative (in genere Fds, Idv, Sel)</strong>. Ciò è avvenuto per il tentativo &#8211; in parte riuscito &#8211; del Pd di allearsi con il Terzo Polo, fatto che ha reso impossibile costruire alleanze con noi. Infatti &#8211; come avete visto dai dati sopra riportati &#8211; ciò avviene solo in 3 casi su 127.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federazione della Sinistra ovunque?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altro dato importante. Quale lista presentiamo nei 127 Comuni? <strong>In 52 si presenta il simbolo della Fds</strong>, in altri 36 il simbolo Fds modificato (in genere avviene per includervi forze locali), in 11 si presenta Rifondazione e in 28 la Fds partecipa a liste civiche di sinistra. Anche questo dato è sicuramente migliorabile, ma complessivamente si può dire che vi sia  stata una discreta tenuta della Fds. Sono solo 11 &#8211; infatti &#8211; i Comuni in cui Rifondazione si presenta con il proprio simbolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una valutazione sui Comuni capoluogo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevamo sono 28, di questi 3 capoluoghi di regione: Genova, Palermo e L&#8217;Aquila.<br />
Su 28 Comuni la coalizione si è realizzata in 18, in 7 partecipiamo ad una coalizione alternativa, in 3 casi ci presentiamo da soli.<br />
I 10 comuni capoluogo dove non partecipiamo alla coalizione di centro-sinistra sono: Asti, Como, Parma, Frosinone, Trani, Brindisi, Taranto, Agrigento, Trapani e Palermo.<br />
In questi 28 comuni in 20 si presenta il simbolo Fds, in altri 5 la Fds concordemente partecipa con biciclette o liste civiche. A Parma, Frosinone e Taranto si presenta una lista del Prc e non quella della Fds. Il motivo principale della mancata intesa nella Fds è stata l’accettazione o meno dell&#8217;allargamento della coalizione al centro.<br />
In un quadro complessivamente soddisfacente ci sono situazioni molto importanti che abbiamo contribuito a costruire e sulle quali confidiamo in modo particolare. Mi riferisco a <strong>Genova</strong> dove siamo in coalizione con un candidato &#8211; <a href="http://www.marcodoriaxgenova.it/" target="_blank">Marco Doria</a> &#8211; espressione della sinistra che alle primarie ha sconfitto le due candidate del Pd Vincenzi e Pinotti. Così come a <strong>Palermo</strong> dove, dopo primarie inquinate, sosteniamo assieme all&#8217;Italia dei Valori, ai Verdi e a liste civiche la candidatura di <a href="http://www.ilsindacolosafare.it/" target="_blank">Leoluca Orlando</a>. Il nostro auspicio è che queste due città possano aggiungersi a quelle di Napoli, Milano, Cagliari dove alle scorse amministrative aveva vinto una candidatura nettamente di sinistra. Sarebbe una conferma del fatto che la sinistra per vincere non deve per forza omologarsi al centro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In conclusione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un test importante, anche se meno significativo delle amministrative della scorsa primavera. Tuttavia il fatto che siano l&#8217;ultimo appuntamento elettorale prima delle politiche e che si svolgano in un contesto di grande fibrillazione politica &#8211; governo &#8220;tecnico&#8221;, inchieste giudiziarie che coinvolgono partiti (Lega) e importanti personaggi politici (Vendola, Formigoni) &#8211; fanno sì che si concentri su di esse una grande attenzione.<br />
Per quanto ci riguarda dobbiamo dedicarvi grande impegno. La mia opinione è che pur essendo un test amministrativo dobbiamo svolgere la campagna elettorale prevalentemente sui temi nazionali. Ho l&#8217;impressione che la crisi economica e le misure che sta prendendo il Governo siano le cose che più preoccupano il nostro elettorato potenziale.<br />
Se è così credo che siano due gli obiettivi più importanti su cui concentrarci.  Il primo: fare capillarmente <a href="http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?page_id=5875" target="_blank">la raccolta di firme</a> per la campagna in difesa e per l&#8217;estensione dell&#8217;articolo 18. I banchetti &#8211; dove vengono fatti &#8211; danno risultati che vanno ben al di là dei nostri simpatizzanti. Il secondo: intrecciare la campagna elettorale con l&#8217;organizzazione della <a href="http://www.facebook.com/events/352705674764912/" target="_blank">manifestazione nazionale del 12 maggio</a> contro il governo Monti.  Organizzare la partecipazione significa farla crescere nei territori attraverso dibattiti, banchetti, volantinaggi. E i temi che stanno alla base della manifestazione sono &#8211; appunto &#8211; quelli su cui caratterizzarci in campagna elettorale. E’ importante &#8211; infine &#8211; dove ci presentiamo con coalizioni di sinistra organizzare le iniziative assieme. Come si vede da tutti i sondaggi vi è un diffuso desiderio, nel nostro popolo, di una sinistra che sia di alternativa, ma anche unita.</p>
<div id="tweetbutton3257" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2F6-7-maggio-alla-prova-del-voto%2F&amp;text=6%20%26%238211%3B%207%20maggio.%20Alla%20prova%20del%20voto&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2F6-7-maggio-alla-prova-del-voto%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/6-7-maggio-alla-prova-del-voto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>130</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La normalità «tecnica»</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/la-normalita-tecnica/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/la-normalita-tecnica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 08:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Governo teecnico]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3250</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/la-normalita-tecnica/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/business-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="business" /></a>«Tecnici». Tutto questo discorso sulla tecnica al posto della politica ci sta trascinando verso esiti inquietanti. Non è che non se ne sia consapevoli, ma è come se fossimo tutti narcotizzati. La vista si annebbia, i pensieri faticano. E rischiamo di andare a sbattere malamente contro un muro. Nel sempre più arrogante discorso di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/business.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3253" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="business" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/business-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>«Tecnici». Tutto questo discorso sulla tecnica al posto della politica ci sta trascinando verso esiti inquietanti. Non è che non se ne sia consapevoli, ma è come se fossimo tutti narcotizzati. La vista si annebbia, i pensieri faticano. E rischiamo di andare a sbattere malamente contro un muro.<br />
Nel sempre più arrogante discorso di questo governo e dei suoi mentori, «tecnica» vuol dire due cose. Da un lato evoca il vero: una strada obbligata, dettata dalle cose stesse. Essere tecnici e non politici significa che non si sceglie nemmeno: ci si limita ad applicare le ricette giuste dettate dalla scienza per guarire il malato. I medici parlerebbero di protocolli terapeutici. E se i più intelligenti ammetterebbero che la medicina non è una scienza esatta, ma un sapere piuttosto simile a un&#8217;arte, non per questo accetterebbero interferenze di profani. Così i nostri governanti, a cominciare dal loro capitano. Alle obiezioni, la risposta è sempre la medesima: non ci sono alternative. Ma se per la medicina è chiaro che cosa sia la salute del corpo, per un governo non lo è affatto, perché la società non è un corpo, è un insieme di parti in conflitto tra loro. Il bene degli uni genera il male di altri. Così cade il primo argomento. Questo governo sceglie eccome. Non ci sono ricette obbligate, ma opzioni tra interessi in conflitto e tra modelli alternativi. I lavoratori dipendenti, a cominciare dagli «esodati», ne sanno qualcosa, come pure i rentiers.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3250"></span>Dirsi «tecnici» vuol dire anche un&#8217;altra cosa: che si è (ci si pretende) immuni dal dissenso, quindi liberi di assumere «decisioni impopolari». Anche questo è un argomento molto caro al senatore Monti, che gode nello sfottere i politici col disprezzo tipico del grand commis: non soltanto sacerdoti del vero, anche disinteressati (appunto perché interessati solo al vero e al bene). Se di scienza e verità si trattasse, il discorso non farebbe una piega &#8211; salvo che soltanto i dittatori prescindono dal consenso. Ma siccome in ballo ci sono interessi e poteri (la «scienza» di Monti la conosciamo bene: è quella che in trent&#8217;anni ha moltiplicato le disuguaglianze nel mondo, provocato la bancarotta di decine di Stati e cancellato ovunque i diritti del lavoro), questo dell&#8217;indipendenza del governo dal vincolo democratico è un discorso alquanto spaventoso: non è che per caso ci siamo liberati di Masaniello per ritrovarci Luigi Bonaparte?<br />
Qui veniamo a noi. Dopo un primo momento di generale euforia (non vedere più Berlusconi e non dovere ogni giorno ascoltare le sue idiozie pareva un guadagno non indifferente), è pian piano subentrata la consapevolezza. Prima le pensioni, con relativo melodramma ministeriale; poi i regali alle banche, la Tav e la controriforma dello Statuto dei lavoratori. Finalmente anche chi voleva ribaciare il rospo ha capito. Oggi tutti quanti viviamo come sospesi in una bolla. Assistiamo a un gioco surreale, che non ha precedenti. Un governo catapultato sul parlamento impone decisioni gravi sulla vita di milioni di persone già stremate. I suicidi per disperazione si susseguono. Le statistiche parlano di sperequazioni inaudite; le previsioni, di un esercito di disoccupati e di poveri. Non può durare, pensiamo. Ed è vero che non durerà. Per malandata che sia, una democrazia ha bisogno di connessioni e mediazioni, di rappresentanza e riconoscimento. Ma la questione è come se ne uscirà, posto che la crisi economica è sempre più grave (del resto, come potrebbe non esserlo, in un paese senza classe dirigente, con gli imprenditori che non investono e frodano il fisco, e un tasso di illegalità e corruzione da fare invidia alla Colombia?)<br />
Sbaglieremo, ma la tentazione ci pare quella di trasformare la patologia in normalità. Tra tutti i danni che il governo Monti sta facendo, il più grave riguarda la lesione strutturale della sovranità democratica. È vero che questa è una vicenda antica, nata vent&#8217;anni fa con Maastricht. Ma finora tra gli Stati e l&#8217;Europa delle tecnocrazie e dei «mercati» c&#8217;è stato un conflitto. Ora la crisi riduce drasticamente i margini di manovra e l&#8217;autonomia non è più tollerata, con buona pace delle Costituzioni. La vicenda dell&#8217;articolo 81 marca, dopo la lettera della Bce di quest&#8217;estate, un giro di boa. E genera una contraddizione flagrante e bruciante. Una Repubblica dichiara sovrano il proprio popolo ma affida formalmente lo scettro a un&#8217;autorità esterna, non eletta. È un salto mortale che rischia di portarci fuori dalla storia del costituzionalismo moderno.<br />
Chi passerà alla storia per questo? I presidenti della Repubblica sono ricordati, nel bene o nel male, per l&#8217;evento che ne ha segnato il settennato. Cossiga per le «picconate», Scalfaro per il «ribaltone», Ciampi per l&#8217;euro. Napolitano sarà ricordato &#8211; temiamo &#8211; per aver dato legittimità a questo passaggio epocale. Un giorno, dialogando con Caterina II di Russia, Diderot scrisse che uno statista dev&#8217;essere capace di guardare al presente con l&#8217;occhio dello storico: ci pensi bene, il presidente, all&#8217;eredità che verrà associata alla sua figura.<br />
Ma Napolitano non è il solo responsabile. Quanto lui, forse di più, lo sono i maggiori partiti presenti in parlamento. I quali, con una sconvolgente miopia (figlia legittima di una pretesa astuzia), hanno accettato di firmare l&#8217;attestato della propria irrilevanza. Accampano alibi: la crisi, l&#8217;emergenza, la responsabilità. Come se non fosse compito della «classe politica» precisamente affrontare i problemi più gravi, quando si presentano. Ma il punto dolente è un altro. L&#8217;antipolitica non nasce, come si dice, dalla corruzione o dal malcostume dei potenti. Trae linfa dalla rinuncia della politica a contendere su obiettivi diversi, per modelli diversi di società e sviluppo. L&#8217;antipolitica è figlia del «pensiero unico». Nasce quando il confronto politico implode, sfugge ai nodi reali del governo (sui quali in Italia da vent&#8217;anni tutte le maggiori forze politiche in realtà concordano) per occuparsi di corollari e di banalità. È allora che un paese si sente privo di rappresentanza e di voce.<br />
In fondo, quello che i maggiori partiti hanno fatto cedendo il passo ai «tecnici» non è dunque che l&#8217;approdo coerente di un lungo svolgimento. Sono vent&#8217;anni che le scelte di fondo le compiono altri (l&#8217;Europa e gli Stati Uniti, i «mercati» e le grandi imprese multinazionali), e che loro di buon grado eseguono. Basterebbe questo a dimostrare la vocazione parassitaria di un ceto politico che baratta il proprio onore (la libertà di scegliere assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni) con un cumulo di privilegi indecenti. E qui l&#8217;astuzia si rivela per quel che è, poiché, di questo passo, presto non ci sarà più nessuno disposto a prendere sul serio quella che sempre più somiglia a un&#8217;accolita di mestieranti, o di apprendisti stregoni.<br />
Ma tutto questo parla anche alle forze politiche della sinistra che quattro anni fa furono cacciate via dal parlamento. Si capiscono le tentazioni delle «fughe in avanti» (o indietro) dello spontaneismo reticolare senza e contro i partiti. Ma occorre evitare, soprattutto in questo momento, di accrescere la confusione, già grave e prossima al livello di guardia. Il punto non sta &#8211; come qualcuno ritiene &#8211; nella struttura dei contenitori, nelle forme e nelle logiche dell&#8217;organizzazione. Sta piuttosto nella capacità di istituire finalmente un rapporto diretto e unitario con un paese colpito nei suoi diritti fondamentali e nella sua stessa dignità. Non è dividendo ancora, sia pure con le migliori intenzioni, le esigue forze esistenti che si può uscire da una situazione difficile e pericolosa, ma unendo, includendo e accogliendo. Forte dell&#8217;altrui debolezza (e pochezza), la sinistra in Italia può rinascere e imporre finalmente, unita, un&#8217;inversione di tendenza. È complicato, ma non impossibile. È questa, oggi, la strada della semplicità: difficile, come diceva un nostro maestro, ma più che mai necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Alberto Burgio<br />
Claudio Grassi</p>
<div id="tweetbutton3250" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2Fla-normalita-tecnica%2F&amp;text=La%20normalit%C3%A0%20%C2%ABtecnica%C2%BB&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F04%2Fla-normalita-tecnica%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/04/la-normalita-tecnica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>94</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La diversità di Landini è la nostra diversità</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/la-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/la-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 12:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Landini]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3243</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/la-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/maurizio-landini-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="maurizio landini" /></a>In un editoriale dall’inequivocabile titolo “Il freno della Fiom”, apparso su Repubblica giovedì 22 marzo, Piero Ottone ci spiega che Landini è diverso dagli  altri sindacalisti perché non accetta il mondo così come lo conosciamo,  ostinatamente convinto che non si possa ridurre il tutto a strappare qualche  briciola dalla ineluttabile legge della domanda e dell’offerta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/maurizio-landini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3244" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="maurizio landini" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/maurizio-landini.jpg" alt="" width="222" height="218" /></a>In un editoriale dall’inequivocabile titolo “Il freno della Fiom”, <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/22/il-freno-della-fiom.html" target="_blank">apparso su Repubblica giovedì 22 marzo</a>, Piero Ottone ci spiega che Landini è diverso dagli  altri sindacalisti perché non accetta il mondo così come lo conosciamo,  ostinatamente convinto che non si possa ridurre il tutto a strappare qualche  briciola dalla ineluttabile legge della domanda e dell’offerta in un contesto, come dice lo stesso Ottone, “manipolato da personaggi poco raccomandabili”. Ma Landini, secondo l’editoriale, è colpevole di un’altra grave diversità: vorrebbe imporre un mondo diverso, che non parta dalla comprensione della crisi prodotta dalla globalizzazione ma dalla difesa della centralità della Costituzione che indica che l’Italia è fondata sul lavoro. E poi, opponendosi ad una legge di natura, ovvero il capitalismo, il leader della Fiom non potrà impedire che gli altri sindacalisti vincano, semmai ne ritarderà l’azione. Infine,la sentenza: Landini è un idealista, un rivoluzionario che vuole cambiare il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3243"></span><strong>È il liberismo che ha fallito, non le idee di Landini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Landini non ha necessità di difendersi da queste parole, anzitutto perché meritano semmai di essere confermate. Basta la constatazione di quanto accaduto nel mondo proprio a partire da quella citata globalizzazione e cosa è stato prodotto dalle “leggi naturali” del capitalismo negli ultimi tempi. Negli anni Novanta dello scorso secolo i profeti del neoliberismo ci avevano spiegato che il lavoro come lo conoscevamo era un residuo storico di altri tempi, che la globalizzazione avrebbe portato benessere e democrazia, che il privato era bello e il pubblico doveva abdicare a qualsiasi ruolo e lasciare finalmente che la mano invisibile del mercato facesse il suo compito. E queste cose ci venivano spiegate con lo stesso tono utilizzato da quelli che oggi ci vogliono convincere che competizione non fa rima con Costituzione.<br />
Quello che si è materializzato in questi anni, invece, è stata anzitutto la rincorsa delle imprese alla compressione del costo del lavoro, producendo la delocalizzazione di intere economie, magari dopo aver beneficiato per anni di contribuzione pubblica. L’esportazione della democrazia con la forza militare ha conosciuto la sua teorizzazione proprio a partire dal concetto che nessun altro sistema economico e politico può essere previsto e quello presente deve essere difeso e imposto. I Paesi emergenti, da terre di conquista dove poter sfruttare risorse e lavoro, sono divenuti minacce ai diritti e all’ambiente solo quando hanno iniziato a rivendicare il loro ruolo nello scacchiere globale. Si è verificata una incredibile verticalizzazione, sia nella distribuzione della ricchezza, sia nella determinazione delle scelte politiche, riducendo di fatto ad un numero esiguo di soggetti multinazionali le decisioni strategiche fondamentali. La disoccupazione (in particolare delle donne e dei giovani) vede oggi toccare dei punti di non ritorno per intere generazioni. La speculazione è arrivata a livelli inimmaginabili. E si potrebbe continuare con le promesse mancate dalle privatizzazioni di parti consistenti di beni comuni, con i  continui attacchi a welfare e salari, con la precarietà dell’esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La &#8220;diversità&#8221; di Landini è la nostra &#8220;diversità&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò non è stato prodotto da una legge di natura, ma da un preciso sistema economico e sociale che persegue un preciso obiettivo, ponendo strutturalmente il mercato sopra ogni cosa. Senza gli idealisti, i rivoluzionari, i comunisti, il nostro Paese non avrebbe conosciuto le pagine migliori della propria storia recente, dalla Resistenza alla rivendicazione dei diritti sociali e del lavoro. E anche in quegli anni veniva sempre richiamato il rispetto ad una legge di natura; per esempio, era una legge naturale che le donne non potessero votare ed era una follia anche solo immaginare questa possibilità, così come era assurdo che anche l’operaio voleva il figlio dottore. In definitiva, qualsiasi movimento di emancipazione che la storia conosca parte proprio dal mettere in discussione una situazione data per unica ed immodificabile: la lotta per un mondo differente, invece, questa diversità inaccettabile dal capitalismo, non solo è possibile ma è anche necessaria ed attuale.<br />
Alla luce di ciò, noi confermiamo tutto. La “diversità” di Landini è la nostra  “diversità”, la lotta della Fiom per il lavoro, i diritti e la democrazia è la  nostra lotta, lo sciopero generale sarà la risposta di tutte e tutti per difendere la centralità del lavoro.</p>
<div id="tweetbutton3243" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F03%2Fla-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita%2F&amp;text=La%20diversit%C3%A0%20di%20Landini%20%C3%A8%20la%20nostra%20diversit%C3%A0&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F03%2Fla-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/la-diversita-di-landini-e-la-nostra-diversita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>176</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A proposito della vicenda Goracci</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/a-proposito-della-vicenda-goracci/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/a-proposito-della-vicenda-goracci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 13:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Goracci]]></category>
		<category><![CDATA[Gubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Lusi]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3228</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/a-proposito-della-vicenda-goracci/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/abstract1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="abstract" /></a>È ormai passato un mese da quando Orfeo Goracci &#8211; ex sindaco di Gubbio di Rifondazione Comunista per due legislature &#8211; ed altri componenti della sua amministrazione sono in carcere o agli arresti domiciliari. Come ho già scritto nei giorni scorsi ritengo questo provvedimento &#8211; la condizione di carcerazione &#8211; assolutamente sproporzionata rispetto alle accuse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/abstract1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3232" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="abstract" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/abstract1-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>È ormai passato un mese da quando <a href="http://www.facebook.com/groups/275050559233798/" target="_blank">Orfeo Goracci</a> &#8211; ex sindaco di Gubbio di Rifondazione Comunista per due legislature &#8211; ed altri componenti della sua amministrazione sono in carcere o agli arresti domiciliari.<br />
Come ho già scritto nei giorni scorsi ritengo questo provvedimento &#8211; la condizione di carcerazione &#8211; assolutamente sproporzionata rispetto alle accuse che vengono mosse agli imputati.<br />
Ho letto <a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/tribperugia.pdf" target="_blank">l&#8217;ordinanza</a> e, pur non essendo esperto in questioni giudiziarie, ho capito che l&#8217;accusa principale che viene mossa a Goracci e agli altri è quella di aver favorito, all&#8217;interno del Comune, nelle assunzioni, alcune persone piuttosto che altre. Viene inoltre contestata la scelta di aver dato del terreno ad una persona piuttosto che ad un altra.<br />
Nella lunga ordinanza mai si fa riferimento a tangenti, ad un uso del ruolo di amministratore per ricavarne benefici economici personali.<br />
I comportamenti contestati dagli accusatori di Goracci, peraltro, sono solitamente oggetto delle procedure per “il raffreddamento dei conflitti”, previste nei contratti di categoria esistenti per le Autonomie locali, ovvero delle conferenze dei servizi  disciplinate dalla normativa sulla trasparenza, e come livello massimo riguardano il Giudice del Lavoro e non sono mai appartenuti alla competenza del Giudice penale ordinario, e quindi della Procura della Repubblica in funzione di pubblica accusa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3228"></span><strong>Due pesi e due misure?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una prima domanda: perché, con queste accuse, Goracci è in galera e il leghista Boni &#8211; accusato di aver incassato tangenti milionarie per sè e per il suo partito è libero?<br />
Una seconda domanda: perché con queste accuse Goracci è in galera e il tesoriere della Margherita Lusi che si è sicuramente impossessato di quantità ingenti di denaro non suo è libero?<br />
Una terza domanda: nei mesi scorsi è emerso che il sindaco di Roma Alemanno ha piazzato suoi uomini, senza rispettare le procedure, in ruoli importanti di aziende del comune di Roma. Non solo Alemanno non è in carcere come Goracci, ma non risulta che vi sia nemmeno una inchiesta contro di lui.<br />
Potrei continuare a lungo, come potete bene immaginare, ma ciò che voglio dire mi sembra chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La posizione di Rifondazione Comunista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rifondazione Comunista quando è iniziata questa vicenda ha <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/iecriviti/39-ufficio-stampa/comunicati-stampa/3893-goracci-rifondazione-comunista-si-costituira-parte-civile-nel-processo" target="_blank">preso una posizione</a> che, chiedendo ai propri iscritti indagati di autosospendersi cautelativamente dal partito, esprimeva fiducia nell&#8217;operato della magistratura evitando di interferire nel suo operato. È stata una scelta dolorosa, anche perché nelle accuse si identifica un’associazione criminosa, un sistema di illegalità che coinciderebbe con il nostro circolo di Gubbio.<br />
Tuttavia esprimere fiducia nella magistratura è stato giusto da parte nostra. Lo chiediamo alle altre forze politiche, dobbiamo avere la coerenza, anche se può essere difficile e doloroso, di praticarlo anche quando ci riguarda da vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiediamo che i compagni e le compagne siano scarcerati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Due ultime considerazioni. La prima è che occorre che il Partito, a tutti i livelli, chieda l&#8217;immediata scarcerazione dei compagni indagati. Non si colgono le esigenze cautelari che giustifichino la detenzione in carcere che appare, inoltre, eccessivamente afflittiva e del tutto sproporzionata rispetto ai reati contestati. Quali prove potrebbe inquinare, una volta che tutti gli atti sono stati protocollati e acquisiti nell’indagine? A meno che non si pensi di avere a che fare con criminali spregiudicati e si ipotizzi un pericolo di fuga, le carcerazioni sono del tutto prive di logica!<br />
La seconda è che così come siamo rispettosi della magistratura, altrettanto lo siamo degli imputati che per di più sono nostri compagni e compagne e che, fino a sentenza comminata, sono da considerarsi innocenti. E per noi il garantismo, un atteggiamento che nemmeno lontanamente può essere confuso con il suo contrario, è la stella polare.</p>
<div id="tweetbutton3228" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F03%2Fa-proposito-della-vicenda-goracci%2F&amp;text=A%20proposito%20della%20vicenda%20Goracci&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F03%2Fa-proposito-della-vicenda-goracci%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/03/a-proposito-della-vicenda-goracci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>174</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che fare?</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/che-fare/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/che-fare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[Burgio]]></category>
		<category><![CDATA[comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Fassina]]></category>
		<category><![CDATA[fds]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Rossanda]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Tronti]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3217</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/che-fare/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Question-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Question" /></a>Nel post precedente abbiamo parlato del dibattito molto aspro presente nel Pd alla luce delle dichiarazioni di Veltroni sull’art. 18 («non è un tabù») e della reazione che esse hanno provocato in altri esponenti di quel partito, a partire dal responsabile Lavoro Stefano Fassina (secondo il quale è giusto andare alla manifestazione della FIOM). In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Question.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3218" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Question" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Question-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nel post precedente abbiamo parlato del dibattito molto aspro presente nel Pd alla luce delle dichiarazioni di Veltroni sull’art. 18 («non è un tabù») e della reazione che esse hanno provocato in altri esponenti di quel partito, a partire dal responsabile Lavoro Stefano Fassina (secondo il quale è giusto andare alla manifestazione della FIOM). In questa nota vorrei invece parlare delle difficoltà e della vera e propria confusione che regna nel campo delle forze che stanno a sinistra del Pd.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Federazione della Sinistra, un progetto da ripensare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parto da quella che da alcuni anni è la nostra proposta politica: la costruzione della Federazione della Sinistra come primo momento riaggregativo della forze della sinistra di alternativa. Mi pare che siamo di fronte – nella migliore delle ipotesi – ad una <em>impasse</em>. Sicuramente rispetto alla situazione passata, quando il portavoce era designato a rotazione tra i segretari delle forze componenti, la Fds ha fatto pesanti passi indietro. Lo stesso congresso nazionale – pure gravato da limiti evidenti nelle modalità di svolgimento – aveva comunque fatto registrare  piccoli avanzamenti. In quel periodo sui territori – seppure a macchia di leopardo e con situazioni di grave tensione – si erano creati i coordinamenti della Fds e, in alcuni casi, anche i portavoce. I quattro soggetti politici avevano comunemente accettato di promuovere come Federazione tutte le iniziative politiche, lasciando ai partiti singoli solo quelle su cui non si riusciva a raggiungere una intesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3217"></span>Oggi la situazione si è capovolta. Quasi tutte le iniziative vengono svolte dai singoli partiti, sui territori vi è un arretramento nella costruzione degli organismi e la Fds è diventata un semplice cartello elettorale. È significativo il fatto che non solo la Federazione non ha trovato nuovi soggetti interessati a costruire un lavoro comune, ma  le stesse soggettività indipendenti che all&#8217;inizio del progetto si erano avvicinate hanno diradato il loro impegno. La cosa che più colpisce è che di tutto questo si discuta poco o nulla. È come se fossimo sospesi nel limbo e nessuno volesse prendere il toro per le corna e discuterne. Io penso che sia giunto il momento di farlo e vorrei anche dire – a scanso di equivoci – che l&#8217;attuale portavoce non ha alcuna responsabilità in questa situazione. Anzi, in un contesto così difficile ha profuso un impegno encomiabile.  Nel merito, penso che si debba scegliere: o si ritiene che le differenze politiche tra le forze presenti siano così rilevanti da imporre il “declassamento” della Fds a cartello elettorale (sempre che questo regga, in mancanza di una forte intesa politica), oppure – soluzione verso cui io propendo – si lavora tutti, seriamente e sin da subito, per restituire alla Fds il ruolo di soggetto politico che le compete (con tutti i cambiamenti che questo imporrà) e per costruire forme più avanzate di unità con altri soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Idv, Sel e la lista De Magistris</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche tra le altre forze le contraddizioni sono rilevanti. La proposta più importante in ordine di tempo l&#8217;ha lanciata il sindaco di Napoli. Con una <a href="http://www.unita.it/italia/de-magistris-lista-senza-barriere-br-con-noi-indignati-e-liberali-1.385188" target="_blank">intervista a «l’Unità»</a> ha suggerito di costituire per le prossime elezioni politiche una lista civica nazionale, capace di riunire – a partire dall&#8217;esperienza dei sindaci di sinistra – tutti coloro che sono stanchi dei vecchi partiti e vogliono &#8220;il cambiamento&#8221;. Semplifico, ovviamente, De Magistris parla di unire forze liberali, <em>indignados</em>, movimenti per beni comuni. Per esperienza sappiamo quanto sia complicato fare operazioni di questo tipo, ma – qualora questa impresa politica  si realizzasse – sicuramente creerebbe non pochi problemi alle altre forze di sinistra, in particolare  all’Idv e a Sel. Così come non va sottovalutato il fatto che si è ormai consumata una vera e propria rottura politica dentro Sel tra Fausto Bertinotti da un lato e Nichi Vendola dall&#8217;altro. Questa divisione – che riguarda principalmente la totale mancanza di autonomia di Sel dal centrosinistra – pur non avendo avuto grande rilievo pubblico, tuttavia lavora sotto traccia e apre non poche contraddizioni nella formazione politica del governatore pugliese. La stessa scelta di fare sempre più riferimento alle forze socialiste europee fino a ipotizzare l’adesione di Sel al Pse ha aperto un serrato dibattito interno e, qualora si realizzasse, renderebbe sempre meno effettiva la distinzione di Sel dal Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rossanda e l&#8217;essere comunisti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Buon ultimo è intervenuto un <a href="http://www.ilmanifesto.it/dossier/senza-fine/i-nostri-articoli/leditoriale-di-rossanda/" target="_blank">articolo</a>, pubblicato sul «manifesto», nel quale Rossana Rossanda sostiene che sarebbe opportuno, per il momento, accantonare la definizione di comunista. A questa proposta ha <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120224/manip2pg/15/manip2pz/318600/" target="_blank">replicato</a> Alberto Burgio esprimendosi in dissenso e Mario Tronti <a href="http://www.esserecomunisti.it/?p=40904" target="_blank">condividendo</a>. In particolare, quest&#8217;ultimo articolo, oltre a condividere le tesi della Rossanda, è importante perché avanza  una proposta concreta: dare vita a un’unica forza politica «di sinistra» con un unico giornale che abbia a titolo la parola «Sinistra» e a simbolo una bandiera rossa senza aggiunte. Suo principale compito sarebbe costituire il riferimento politico del mondo del lavoro. Una proposta politica sicuramente affascinante, ma – come spesso accade quando si punta troppo in alto – difficilmente realizzabile. Mi pare sia questo il limite della proposta di Tronti: individuare una esigenza, ma saltando a piè pari la realtà e soprattutto le non trascurabili differenze politiche e culturali oggi presenti nell’ambito della sinistra di alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una aggregazione della sinistra che unisca comunisti, socialisti, ambientalisti e movimenti sociali.</strong></p>
<p>Tuttavia la risposta non può essere: tutto deve rimanere come è. Di fronte al frazionamento generale e sullo sfondo di una competizione elettorale che non è inverosimile si svolga con una nuova legge elettorale (con sbarramenti molto alti), è assolutamente necessaria una modalità organizzativa che riesca a far pesare di più nel panorama politico italiano e nella società idee alternative alle politiche dominanti. Perché non provare, allora, a costruire una aggregazione della sinistra (nella forma, tutta da discutere e stabilire, di Fronte o Confederazione) che, come in Spagna e in Francia, metta assieme, senza ledere l&#8217;autonomia dei soggetti partecipanti, comunisti, socialisti, ambientalisti e movimenti sociali? Personalmente la ritengo una esigenza indifferibile senza la quale il rischio di ulteriori frammentazioni in vista delle prossime elezioni potrebbe diventare drammatico. Questa proposta può apparire meno ambiziosa – e quindi risultare meno &#8220;affascinante&#8221; – di quelle avanzate da De Magistris e Tronti, ma penso abbia più possibilità di concretizzarsi proprio perché tiene conto delle difficoltà di partenza che caratterizzano la fase attuale.</p>
<div id="tweetbutton3217" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fche-fare%2F&amp;text=Che%20fare%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fche-fare%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/che-fare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>185</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fassina o Veltroni: chi è il Pd?</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/fassina-o-veltroni-chi-e-il-pd/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/fassina-o-veltroni-chi-e-il-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Cofferati]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Fassina]]></category>
		<category><![CDATA[fds]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[prc]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3206</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/fassina-o-veltroni-chi-e-il-pd/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/fassina-veltroni-300x142.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="fassina-veltroni" /></a>La situazione politica presenta alcuni elementi che meritano una riflessione. In attesa della conclusione della trattativa in corso tra Governo, Confindustria e Sindacati sul mercato del lavoro e di un nuovo test amministrativo molto importante stanno avvenendo fatti significativi. Tutte le forze politiche e gli schieramenti sono in fibrillazione. Certo incombe un percorso che dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/fassina-veltroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3207" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="fassina-veltroni" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/fassina-veltroni-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a>La situazione politica presenta alcuni elementi che meritano una riflessione. In attesa della conclusione della trattativa in corso tra Governo, Confindustria e Sindacati sul mercato del lavoro e di un nuovo test amministrativo molto importante stanno avvenendo fatti significativi.<br />
Tutte le forze politiche e gli schieramenti sono in fibrillazione. Certo incombe un percorso che dovrebbe determinare una nuova impalcatura istituzionale e &#8211; soprattutto &#8211; una nuova legge elettorale (una prima nostra valutazione la trovate in questo <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/democrazia-e-istituzioni/3923-riforma-istituzionale-pessimo-accordo-pd-pdl-e-terzo-polo" target="_blank">articolo di Gianluigi Pegolo</a>), ma non è solo questo. Da un lato l&#8217;esistenza stessa di questo governo che gode dell&#8217;appoggio di Pdl, Pd e Terzo Polo determina fibrillazioni in tutte le forze politiche. Dall&#8217;altro il sistema maggioritario &#8211; a venti anni dalla sua introduzione nel nostro Paese &#8211; che ha imposto la costruzione di coalizioni elettorali innaturali ha dimostrato il suo fallimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3206"></span><strong>Centro destra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel centro destra si consolida la rottura tra Lega e Pdl. Ma è scontro forte anche nelle due forze politiche. Nella Lega lo scontro tra Bossi e Maroni non si è per nulla attenuato, come dimostra, da ultimo, il caso del sindaco di Verona, Tosi. Nel Pdl la componente ex An vive con sofferenza l&#8217;appoggio al Governo, diffida di un nuovo rapporto col Terzo Polo, al contrario degli ex Fi che &#8211; anche in una prospettiva di uscita di scena di Berlusconi &#8211; lo auspicano. La vera e propria baraonda che si sta verificando nei congressi provinciali del Pdl &#8211; a suon di tessere false e annullamenti &#8211; conferma queste tensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terzo Polo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Terzo Polo, al contrario, usa l&#8217;indubbio vantaggio che l&#8217;attuale Governo gli procura per cercare di &#8220;scassare&#8221; sia il Pdl sia il Pd. In questo senso vanno le recenti dichiarazioni di Casini per un nuovo soggetto politico che raccolga tutti i moderati e, contemporaneamente, le parole di apprezzamento sulle dichiarazioni di Veltroni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il centro sinistra e la sinistra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che a noi interessa approfondire è quanto avviene nel centro sinistra e nella sinistra, poiché ci riguarda direttamente. Siamo in presenza di forti fibrillazioni determinate &#8211; anche qui &#8211; dal nuovo quadro politico, dall&#8217; incertezza sulle coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni politiche, ma, soprattutto, da come questo Governo affronta la crisi economica e, in particolare, il rapporto con il mondo del lavoro.<br />
Ma mentre Idv e Sel (per non parlare della Fds che fin dalla nascita del Governo Monti si è collocata nettamente all&#8217;opposizione) hanno preso le distanze dalla compagine governativa e dalle sue scelte, il Pd, al contrario, si trova in una vera e propria morsa, diviso &#8211; praticamente &#8211; su tutto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veltroni vs. Fassina</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto si colloca la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/02/19/news/veltroni_articolo_18-30134125/" target="_blank">intervista di Veltroni</a> del 19 febbraio a Repubblica nella quale emergono tre punti assai rilevanti. Il primo è un assist a Governo e Condindustria e uno schiaffo alla CGIL: &#8221; l&#8217;articolo 18 non è un tabù&#8221;. Il secondo è un attacco a tutto tondo alla FIOM, alle forze a sinistra del Pd, ma anche alla CGIL: &#8221; non dobbiamo più farci condizionare dai santuari del no&#8221;. Il terzo non è solo un appoggio al Governo Monti, ma la proposta di assumerlo come progetto futuro: &#8220;non lasciamo Monti in mano alla destra&#8221;.<br />
In buona sostanza Veltroni enuncia un vero e proprio progetto politico: il Pd deve rompere con la CGIL e la sinistra, stringere una intesa con il Terzo Polo, assumere l&#8217;attuale leadership governativa (poco importa in questo disegno se è lo stesso Monti o Passera), come quella che andrà sostenuta alle prossime elezioni politiche.<br />
Di fronte a questa offensiva (da notare che il giorno dopo puntualissimo è arrivato <a href="http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_20/alesina-giavazzi-essere-prudenti-poco-saggio_70ea5d24-5b8a-11e1-9554-12046180c4ab.shtml" target="_blank">l&#8217;editoriale a sostegno del Corriere di Giavazzi e Alesina</a>) nel Pd sono emerse posizioni contrarie a questa proposta.<br />
Già nei giorni precedenti l&#8217;intervista, in una iniziativa pubblica a Napoli, Bersani aveva dichiarato che &#8221; rispetto ai problemi in discussione l&#8217;art.18 è sicuramente l&#8217;ultimo&#8221;.<br />
Ma è Fassina, responsabile economico del partito, che <a href="http://www.unita.it/italia/la-lettera-di-fassina-a-veltroni-1.383619" target="_blank">sferra l&#8217;attacco più pesante</a> alle tesi sostenute dall&#8217;ex sindaco di Roma. A suo modo di vedere Veltroni è completamente fuori linea, non solo sull&#8217;articolo 18 e il governo Monti, ma viene criticato perché propone ricette contigue a quelle della destra e che hanno dimostrato di essere la causa della presente crisi. Anche Cofferati, con una <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Lavoro-Cofferati-posizione-Veltroni-sbagliata_312997839475.html" target="_blank">sua presa di posizione</a>, critica l&#8217;intervista di Veltroni.<br />
Tutto questo dimostra che nell&#8217;aggravarsi della crisi e di fronte alle scelte del governo che mettono sotto schiaffo CGIL e lavoratori, nel Pd si apre una importante dialettica. Lo avevamo già valutato nel corso del dibattito del nostro congresso. Non a caso nel documento di maggioranza si parla esplicitamente di una contraddizione tra l&#8217;elettorato del Pd e le scelte di questo partito, su cui noi dobbiamo agire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La palla passa a noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E qui la palla passa a noi. In questo quadro dinamico dobbiamo giocare un ruolo positivo. Esso, a mio parere, deve muoversi su due direttive. Da un lato tenere ferma la nostra opposizione al Governo e ai suoi provvedimenti. Dimostrando che, al di là di una facciata indubbiamente più presentabile, quando andiamo alle scelte concrete esse sono durissime e pesantissime contro il lavoro: nessun Governo aveva fatto una controriforma così pesante sulle pensioni e nemmeno Berlusconi aveva avuto il coraggio di affondare, come ha fatto Monti, sull&#8217;articolo 18. Su questa linea dobbiamo unire tutte le forze disponibili per fare lotta e iniziativa. A partire dallo sciopero del 9 marzo della FIOM che &#8211; per il momento in cui cade e per i contenuti che propone &#8211; si presenta come l&#8217;appuntamento più importante delle prossime settimane. Dall&#8217;altro lato, in presenza di queste contraddizioni presenti nel Pd e nella CGIL, non dobbiamo rinchiuderci in un angolo, ma sollecitare tutte queste forze a costruire una mobilitazione comune in difesa del lavoro e dei diritti.<br />
La situazione è difficile, i lavoratori non hanno bisogno di proclami, ma di soggetti politici e sindacali in grado di reggere il pesantissimo scontro di classe in corso in modo che siano tutelati i loro diritti e le loro condizioni. Va sconfitta la politica che rincorre la destra e che non riesce a ridare dignità alla sinistra. Ma va sconfitta anche la politica dell&#8217;arroccamento, della chiusura e della incapacità di mettersi a disposizione per questo progetto. D&#8217;altra parte quanto succede nelle due più importanti città dove si vota tra poche settimane, a Genova e Palermo, dove tutta la sinistra, senza il centro, si unisce nel sostenere due belle figure di sinistra come Doria e Borsellino, dovrebbe indurci a mettere ancora più passione in questo nostro impegno.</p>
<div id="tweetbutton3206" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Ffassina-o-veltroni-chi-e-il-pd%2F&amp;text=Fassina%20o%20Veltroni%3A%20chi%20%C3%A8%20il%20Pd%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Ffassina-o-veltroni-chi-e-il-pd%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/fassina-o-veltroni-chi-e-il-pd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>104</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciao Guido</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/ciao-guido/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/ciao-guido/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Cappelloni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3197</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/ciao-guido/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/120212cappelloni-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="120212cappelloni" /></a>Domenica mattina, 12 febbraio, ci ha lasciato per sempre il compagno Guido Cappelloni. Aveva 87 anni. È morto nella sua abitazione di Grottammare dove viveva solo, ormai da diversi anni. E da diversi anni aveva un tumore al polmone. Ma non si è spento lentamente, nel senso che la sua morte è stata veloce e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/120212cappelloni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3198" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="120212cappelloni" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/120212cappelloni.jpg" alt="" width="176" height="286" /></a>Domenica mattina, 12 febbraio, ci ha lasciato per sempre il compagno Guido Cappelloni. Aveva 87 anni. È morto nella sua abitazione di Grottammare dove viveva solo, ormai da diversi anni. E da diversi anni aveva un tumore al polmone. Ma non si è spento lentamente, nel senso che la sua morte è stata veloce e, per certi versi, inaspettata. Lo avevo sentito venerdì al telefono: una lunga chiacchierata, come al solito, sulla politica. C&#8217;eravamo visti al congresso di Napoli &#8211; dove avevamo parlato a lungo &#8211; voleva sapere del partito, della sua unità interna, come procedevano gli impegni assunti, appunto, al congresso. Ma in quell’ultima telefonata abbiamo parlato soprattutto della sue condizioni di salute. Non era un problema: Guido ne parlava senza inibizioni. E la sua malattia la chiamava per nome: &#8220;il cancro&#8221;. Infatti mi ha detto: &#8221; Guarda Claudio, le medicine che per un po&#8217; di tempo me lo hanno bloccato le devo sospendere perché mi provocano danni collaterali. Alla luce degli ultimi esami, il medico mi dice che la progressione è lenta e che vedremo tra sei mesi se è il caso di riprenderle. Mi ha anche detto che per un annetto ce la dovrei fare, quindi al prossimo Cpn sicuramente ci sarò. Non vi libererete tanto facilmente di me!&#8221;. Ha poi aggiunto che, nonostante la neve, aveva fatto una passeggiata, comprato il giornale e fatto un po&#8217; di spesa (Guido era ancora autosufficiente e si cucinava da solo). Così, domenica mattina, la notizia della sua morte è arrivata del tutto inaspettata, per me e per tutti noi. Guido era ammalato, lo sapevamo. Ma è morto improvvisamente, in pochi minuti; e per noi tutti è stato un colpo molto duro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3197"></span>Parlare di Guido significa parlare di una persona che dal 1944 ha dedicato la propria vita ad una scelta politica, all&#8217;ideale comunista. Una lunga cavalcata che inizia quando lui, ancora giovanissimo e già laureato a  venti anni, decide di iscriversi al Partito Comunista Italiano. Un percorso che parte dal proprio territorio, Ascoli Piceno (consigliere comunale e provinciale), e dalla propria regione, le Marche (segretario regionale), per approdare a Roma a Botteghe Oscure dove lavorerà a stretto contatto con i grandi dirigenti dell&#8217;epoca. Nel &#8217;76 e nel &#8217;79 diventa deputato e contemporaneamente svolge il ruolo di tesoriere nazionale del Partito. Poi iniziano gli anni del dissenso nel Pci. Siamo ai primi anni &#8217;80 dove Guido, in coppia con Cossutta, presenta i primi emendamenti ad un congresso del Pci. Non solo contro lo &#8220;strappo&#8221; con Mosca, ma anche per inserire, nelle tesi congressuali, il concetto che &#8221; i comunisti operano per il superamento del capitalismo&#8221;. Inizia in quegli anni un dissenso organizzato &#8211; che si consoliderà fino al 1991 quando venne sciolto il Pci &#8211; e che sarà fondamentale per la nascita di Rifondazione Comunista. Non voglio qui ricostruire quella storia: occorrerebbe scriverci sopra un intero libro. Voglio solo ricordare il ruolo di primissimo piano che Guido ebbe sia nella costruzione del dissenso interno negli ultimi dieci anni del Pci, sia nella nascita del Prc. Non è un caso che Guido sia uno dei 7 che a Rimini, nel 1991, si reca dal notaio per dare vita al Movimento della Rifondazione Comunista. È lui che, senza dire nulla agli altri &#8220;soci fondatori&#8221;, fa stampare decine di migliaia di tessere del nuovo partito, che verranno distribuite a Rimini e che verranno esaurite in pochi giorni. E sarà lui ad essere il primo tesoriere del Prc entrando quindi nella segreteria dove rimase fino al 1995. Tra il &#8217;93 e il &#8217;95, si rompe il sodalizio con Cossutta. Guido, dopo le dimissioni di Garavini da segretario del partito, non aveva condiviso la scelta perseguita dal nuovo asse Cossutta-Magri di puntare su Bertinotti come segretario del partito. Nel 1995 Guido &#8211; anche perché aveva iniziato una nuova esperienza di vita con la compagna Sandra &#8211; va in Sardegna. Ma non abbandona affatto la politica. Possiamo dire che, in quegli anni, un&#8217;area di compagni e compagne i quali già avevano condotto battaglie comuni contro lo scioglimento del Pci, non trovandosi più in sintonia con le scelte di Cossutta, si organizza attorno a Guido e ai compagni milanesi Sacchi, Pesce, Bagnoli e Nigretti. E sarà proprio questa area, (l&#8217;Ernesto prima, Essere Comunisti poi) che &#8211; paradosso della politica &#8211; sarà decisiva nel far vincere Bertinotti nello scontro che vi fu con Cossutta sulla vicenda del Governo Prodi.<br />
Fu dopo quello scontro che Guido, nel frattempo tornato a Roma, tornò a fare politica a &#8220;tempo pieno&#8221;. Non solo perché venne nominato Presidente del Collegio Nazionale di Garanzia e tornò in direzione ( era stato estromesso nel 1996: e ricordo che ci rimase molto male), ma anche perché fu molto presente nell&#8217;iniziativa del partito.<br />
Da allora, compatibilmente con i suoi problemi di salute ( il tumore venne scoperto casualmente nel corso del Congresso nazionale di Rimini del 2002, quando d’un tratto si sentì poco bene e fu costretto ad un ricovero in ospedale), è sempre stato presente e non ha fatto mai mancare il suo contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Guido, per me, non è stato solo questo. Non è stato solo un compagno importantissimo per la mia crescita politica. (Tra l&#8217;altro, ancora oggi mi chiedo perché mi avesse preso così in simpatia al punto da accettare di dimettersi da tesoriere nazionale solo nel caso che io avessi preso il suo posto: cosa che avvenne, appunto, nel 1995). Guido per me è stato anche un amico, una persona da ascoltare nei momenti più difficili (non solo quelli politici).<br />
Può darsi che, non avendolo direttamente conosciuto, qualcuno abbia potuto farsi convincere  da un cliché in voga: &#8220;filosovietico, veterocomunista, uomo  grigio e di apparato&#8221;. No, Guido è stato l&#8217;esatto opposto. Su questo, porto una testimonianza personale che ancora oggi è impressa nel mio ricordo e che mi stupì moltissimo. Eravamo in una delle riunioni &#8220;clandestine&#8221; che facevamo a casa sua, nei primi anni &#8217;90. Mi disse: &#8220;Ma tu, oltre alla politica, hai qualche altro interesse?&#8221; Lo guardai un po&#8217; stupito, era una domanda che non mi aspettavo. Risposi: &#8221; Niente di particolare, mi piace molto la musica&#8221;. E lui: &#8220;Guarda, se posso darti un consiglio, coltiva anche altri interessi, altrimenti rischi di diventare un mostro. La politica è bella, ma non può essere tutto&#8221;. Guido era questo. Una forte passione politica. Amava schierarsi con nettezza, anche nel contrasto interno, ma non era solo questo. Sapeva &#8220;staccare la spina&#8221;, amava leggere, viaggiare, il vino buono e la buona cucina. Con lui si poteva parlare di tutto. Mai invadente, alle riunioni in genere ascoltava.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei concludere ricordando una sua ultima considerazione, che mi ha ripetuto diverse volte nel corso delle chiacchierate di questi ultimi mesi. Mi ha raccontato che una federazione &#8211; credo quella di Ascoli Piceno &#8211; gli aveva chiesto di parlare della storia del Pci del dopoguerra; e che, dopo averci pensato a lungo, aveva tenuto questa &#8220;lezione&#8221;. Lo avevano colpito piacevolmente l&#8217; attenzione e l&#8217;interesse con cui i partecipanti, soprattutto giovani, avevano ascoltato le sue parole. E poi mi disse: &#8220;Sai cosa c&#8217;è? Andando con la memoria a quegli anni, dal &#8217;45 al &#8217;53, posso dire di essere stato veramente felice: perché sentivo che, con quello che facevamo, stavamo cambiando il mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Caro Guido, anche noi siamo felici di averti conosciuto e di aver potuto passare con te momenti indimenticabili.</p>
<div id="tweetbutton3197" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fciao-guido%2F&amp;text=Ciao%20Guido&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fciao-guido%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/ciao-guido/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>121</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

