<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; interna</title>
	<atom:link href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/category/politica-interna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress</link>
	<description>Blog politici</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 13:10:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Con la FIOM</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/con-la-fiom/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/con-la-fiom/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3184</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/con-la-fiom/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Fiom-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Fiom" /></a>Ha proprio ragione il premier Mario Monti a dire: che monotonia. Solo che a darmi noia non è il fatto che pochi fortunati godano ancora della sicurezza del posto fisso (tra l&#8217;altro vien da chiedersi se nel bel mezzo di una crisi devastante esista ancora un lavoro “sicuro”). Bensì il fatto che da oltre dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Fiom.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3185" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Fiom" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Fiom-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ha proprio ragione il premier Mario Monti a dire: che monotonia. Solo che a darmi noia non è il fatto che pochi fortunati godano ancora della sicurezza del posto fisso (tra l&#8217;altro vien da chiedersi se nel bel mezzo di una crisi devastante esista ancora un lavoro “sicuro”). Bensì il fatto che da oltre dieci anni il dibattito pubblico sul lavoro sia incentrato sugli stessi dogmi. Libertà di licenziamento, flessibilità del lavoro, cancellazione dei contratti nazionali. Tutti ricordiamo la grande mobilitazione del 2002 contro l&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 18, le battaglie della Fiom in difesa del contratto nazionale, le lotte contro la precarietà. In quegli anni un vasto fronte di sinistra capì che dietro il ritornello della flessibilità del lavoro si celava una precisa strategia di classe: bonificare l&#8217;economia da ogni influenza del sindacato, lasciando solo e senza difese ogni singolo lavoratore dinanzi al potere dell&#8217;impresa e del mercato. Il ritornello lo conosciamo bene, è quello del neoliberismo, del turbocapitaslimo, che tanti adepti ha avuto anche nella nostra sinistra moderata.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo dieci anni di lotte, eccoci al punto di partenza. Il programma politico del governo Monti sul lavoro appare identico a quello dei governi Berlusconi. Difficile trovare differenze tra Maroni, Sacconi e Fornero. E Marchionne sta portando a compimento quello che Confindustria chiede da un decennio. Solo che in mezzo c&#8217;è una crisi economica, quella scoppiata in America nel 2008 e drammaticamente amplificata in Europa in questi mesi. La quale ha dimostrato che quei dogmi erano fallaci, errati, controproducenti. Il governo – così come l&#8217;Europa, d&#8217;altronde &#8211; prova a curare la malattia iniettando in corpo lo stesso virus che l&#8217;ha procurata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3184"></span>L&#8217;ultima offensiva contro i diritti del lavoro, quella di questi ultimi mesi, è la più pericolosa. Per vari motivi. In primis la crisi economica rende più complessa una reazione: è difficile scioperare quando si è in cassa integrazione. E forte, per molti lavoratori duramente colpiti dalla recessione, è la spinta a conformarsi, ad abbandonare la lotta. L&#8217;abbiamo visto a Melfi e a Taranto, dove gruppi di iscritti alla Fiom hanno deciso di lasciare l&#8217;organizzazione, per rifugiarsi nella Cisl. Poi c&#8217;è la debolezza della sinistra politica, finora incapace di alzare una voce chiara e forte contro l&#8217;attacco in corso ai diritti del lavoro. Eppure, proprio ora che la battaglia è più dura, non possiamo alzare bandiera bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione dell&#8217;11 febbraio, indetta dalla Fiom Cgil, è fondamentale proprio per questo. Serve a mettere in campo una controffensiva. Come sappiamo la Fiom è sotto attacco proprio nelle più importanti fabbriche del Paese, nella Fiat. Ad essa è negato anche il diritto di indire assemblee, di scioperare, di ricevere i contributi sindacali. I suoi iscritti sono vittime della stretta padronale, sono tenuti fuori dalle fabbriche, vengono vessati dai capi. I contratti capestro firmati da Cisl, Uil e Ugl vengono applicati senza che ai lavoratori sia stato permesso di esprimersi con un voto. Come sempre, la battaglia per i diritti del lavoro è anche una battaglia per la democrazia. E se manca la democrazia nelle fabbriche, manca nell&#8217;intero Paese. Anche per questo non possiamo far altro che stare a fianco della Fiom. Pronti a non cedere neppure di un passo.</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fcon-la-fiom%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3184" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fcon-la-fiom%2F&amp;text=Con%20la%20FIOM&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F02%2Fcon-la-fiom%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/02/con-la-fiom/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>90</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Caro Vendola, fai più chiarezza</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/caro-vendola-fai-piu-chiarezza/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/caro-vendola-fai-piu-chiarezza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3156</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/caro-vendola-fai-piu-chiarezza/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Shadow_of_the_Light_by_gilad-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Shadow_of_the_Light_by_gilad" /></a>Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci. Rivolgiamo questo appello unitario a tutti: alle forze politiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="sommario" style="padding-bottom: 5px; text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Shadow_of_the_Light_by_gilad.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3157" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Shadow_of_the_Light_by_gilad" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Shadow_of_the_Light_by_gilad-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci. Rivolgiamo questo appello unitario a tutti: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori<br />
Si ha l&#8217;impressione che, forse per l&#8217;inconsapevole timore di guardare in faccia una realtà inquietante, stentiamo spesso a mettere insieme i diversi pezzi di analisi di cui, pure, siamo in possesso. Dell&#8217;estrema gravità della situazione sociale causata dalla crisi siamo tutti ben consapevoli. Meno, forse, dei pericoli che essa comporta.<br />
Limitiamoci a ricordare due sintomi della macelleria sociale in atto: la catena di suicidi di lavoratori rimasti senza lavoro e senza prospettive, e di piccoli imprenditori, strozzati dalla stretta del credito e dalla perdita di commesse; e la cacciata della Fiom dalle fabbriche &#8211; segnale di un&#8217;autentica regressione protofascista &#8211; mentre la ministra del Lavoro insiste (in continuità con il predecessore) sulla necessità di cancellare le garanzie contro i licenziamenti arbitrari.<br />
Ma questa è solo una faccia della medaglia. L&#8217;altra &#8211; che consideriamo come se si trattasse di un altro pianeta e che è invece strettamente connessa alla prima &#8211; è il concreto rischio di una svolta autoritaria. Ci ricordiamo dei rigurgiti populisti e del ribollire di un sottosuolo imbevuto di ignoranza e di odio quando registriamo le sconcezze razziste della Lega di Bossi e Borghezio (e di quel consigliere comunale di Albenga che invoca il ripristino dei forni crematori) e quando le nostre città sono teatro di pogrom o di fatti di sangue, com&#8217;è accaduto da ultimo a Torino e a Firenze. Ma questa componente della scenario sociale è un dato strutturale, che minaccia di saldarsi, con effetti disastrosi, alle conseguenze sociali della crisi economica. L&#8217;Italia ha una storia inequivocabile, che dovrebbe allarmare, come debbono inquietare i fatti di Ungheria e i sondaggi francesi che documentano un&#8217;incalzante espansione del bacino elettorale del Front National.<br />
<span id="more-3156"></span>Quali rischiano di essere le conseguenze politiche dei contraccolpi sociali della crisi? Davvero ci sarebbe da stupirsi se &#8211; dato il generale disorientamento politico di massa &#8211; emergesse anche da noi la diffusa invocazione di una guida forte, di un salvatore della patria? Quando si è perso tutto, come sta accadendo a tanta gente che resta senza reddito e senza speranze per sé e per la propria famiglia, la partecipazione e la democrazia sembrano inutili lussi. E davvero dovremmo meravigliarci se l&#8217;indicazione di colpevoli o nemici interni servisse a convogliare risentimenti diffusi nel sostegno a una svolta autoritaria?<br />
Non solo grave, dunque, ma anche gravida di pericoli è la situazione che si è venuta producendo a seguito della crisi e delle sciagurate politiche praticate dai governi Berlusconi e Monti. Anche in relazione al governo in carica diciamo politica, poiché tale &#8211; e pessima &#8211; è la scelta di far pagare i costi del malgoverno (neoliberismo, declino industriale, iniquità ed evasione fiscale) e della speculazione finanziaria sempre e soltanto al lavoro, tagliando il welfare e i trasferimenti agli enti locali, e aumentando tariffe, accise e imposte indirette. A dirlo non siamo soltanto noi comunisti, da sempre persuasi che la politica economica sia cosa troppo seria e importante perché la sia abbandoni all&#8217;irrazionalità dei «mercati» e la si definisca in base agli interessi &#8211; necessariamente di breve &#8211; del capitale privato. Fermi atti di accusa contro le politiche rigoriste (leggi: recessive) sono pronunciate ogni giorno da autorevoli voci della cultura borghese democratica e da fior di economisti come Paul Krugman e Joseph Stiglitz.<br />
Proprio Stiglitz qualche giorno fa ha scritto parole inequivocabili in proposito. Se i governi abbandonassero l&#8217;ossessione distruttiva per l&#8217;«austerità» e affrontassero problemi a lungo termine (politiche ambientali ed equità fiscale) si porrebbero valide premesse per una dinamica espansiva capace di ridurre massicciamente la disoccupazione e di far crescere in misura rilevante la domanda aggregata. Al contrario, le politiche di «risanamento» e pareggio acuiscono la recessione perché ostacolano la crescita, senza la quale la crisi del debito è destinata a inasprirsi. Sono osservazioni di puro buon senso, che auspicheremmo suscitassero anche l&#8217;attenzione del nostro presidente della Repubblica, il cui messaggio augurale di fine d&#8217;anno ha colpito soprattutto per la sicurezza con cui Napolitano sposa &#8211; sino a presentarla come l&#8217;unica sensata, anzi come la sola possibile &#8211; una opinabile e discussa interpretazione delle cause della crisi e, soprattutto, dei rimedi per superarla.<br />
Ma, a fronte delle responsabilità dei governi (e delle forze politiche che via via li sostengono), risaltano anche quelle della sinistra. Le persistenti divisioni tra le forze organizzate sono un problema che diviene, ogni giorno di più, una colpa grave. Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci: insomma, una rappresentanza che non sia quella delle forze che mirano a precipitare il Paese in nuove tragiche avventure!<br />
Rivolgiamo questo appello unitario a tutti i soggetti della sinistra politica e sociale, senza eccezione: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori. Lo rivolgiamo anche a Sel e a Nichi Vendola, nella cui intervista apparsa su l&#8217;Unità di domenica 15 gennaio abbiamo colto un cambiamento di linea nel segno della consapevolezza che il necessario confronto col Pd debba svilupparsi su basi programmatiche avanzate. Ma proprio per questo confessiamo di non comprendere l&#8217;unilateralità del suo sguardo e dell&#8217;argomentazione. A questo punto l&#8217;ostentata omissione della Fds dal quadro degli interlocutori presi in considerazione rischia di apparire una conventio ad excludendum: una riproposizione dell&#8217;antico «fattore K», tanto più sconcertante alla luce della biografia politica del presidente della Puglia.<br />
Siamo convinti che non sia questa l&#8217;intenzione di Vendola, e che egli sia ben consapevole che oggi ogni sforzo debba mirare all&#8217;obiettivo di ricostruire il più ampio schieramento di forze di alternativa. Per questo ci auguriamo che trovi presto l&#8217;occasione di tornare sui temi della sua intervista (la necessità che la sinistra non si lasci attrarre nell&#8217;orbita di politiche destrorse e, al contrario, operi per un&#8217;agenda politica fondata su inderogabili priorità, a cominciare dalla giustizia sociale e dai diritti del lavoro) e di riformulare in termini più inclusivi la propria proposta politica. Le drammatiche conseguenze della crisi aprono profonde crepe nel rapporto di fiducia tra l&#8217;elettorato e i partiti che sostengono il governo (la somma degli indecisi e delle astensioni supera ormai la metà del corpo elettorale) e offrono alla sinistra una straordinaria opportunità. Ma è in gioco anche una grande responsabilità, alla quale ciascuno ha l&#8217;onere di far fronte.<br />
<br />
Alberto Burgio<br />
Claudio Grassi</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fcaro-vendola-fai-piu-chiarezza%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3156" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fcaro-vendola-fai-piu-chiarezza%2F&amp;text=Caro%20Vendola%2C%20fai%20pi%C3%B9%20chiarezza&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fcaro-vendola-fai-piu-chiarezza%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/caro-vendola-fai-piu-chiarezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>296</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Forconi</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/forconi/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/forconi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[forconi]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3147</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/forconi/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/forcone_zavattini-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="forcone_zavattini" /></a>Quanto sta avvenendo in Sicilia merita una discussione ed un approfondimento. Come contributo per aprire la discussione su un fatto così importante posto un commento di Vincenzo &#8211; compagno siciliano che interviene spesso nel blog &#8211; e di Davide Guastella, altro compagno Siciliano. Linko inoltre il dibattito che, sullo stesso argomento, si è sviluppato sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/forcone_zavattini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3148" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="forcone_zavattini" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/forcone_zavattini-142x300.jpg" alt="" width="159" height="339" /></a>Quanto sta avvenendo in Sicilia merita una discussione ed un approfondimento.<br />
Come contributo per aprire la discussione su un fatto così importante posto un commento di Vincenzo &#8211; compagno siciliano che interviene spesso nel blog &#8211; e di Davide Guastella, altro compagno Siciliano. Linko inoltre il dibattito che, sullo stesso argomento, si è sviluppato sul mio profilo di facebook. Dite la vostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forconi e forchettoni</strong> di <em>Vincenzo</em><br />
Ho partecipato per un certo periodo al movimento dei cobas dell’agricoltura di qualche anno fa. Non sono agricoltore di professione, ma lo faccio per diletto. Oggi l’agricoltura la si può fare solo per diletto, quindi pagando per esso. Soprattutto per le piccole e medie aziende agricole il reddito è scomparso, si lavora in perdita. Sappiamo perchè: crollo dei prezzi dei prodotti agricoli a causa della globalizzazione selvaggia che inonda i nostri mercati di merce che odora dello schiavismo praticato nei paesi di origine, aumento insopportabile di carburanti, sementi e fertilizzanti; quasi nessuno aiuto da parte delle istituzioni in nome dell’ideologia del liberismo per cui lo stato non deve intervenire nell’economia. Questo disastro ha nomi e cognomi: la classe dirigente regionale, nazionale ed europea che di questa ideologia, imposta a livello mondiale dalle grandi corporazioni multinazionali è stata interprete e serva. Classe dirigente non è solo quella politica, ma anche le sue costole economico-finanziarie che sulla crisi da esse determinate si sono ulteriormente arricchite a danno di miliardi di persone, i più deboli del pianeta. Se questo è il quadro e le cose stanno così il movimento deve cacciare a calci in culo i mestatori e gli approfittatori che hanno convissuto parassitariamente con il sistema e deve pretendere che deve essere invertita la rotta della politica, rottamando quanti hanno responsabilità nel determinare la crisi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3147"></span>Allora, ascari che si sono asserviti al potente di turno, tipo Scilipoti con Berlusconi, che hanno la responsabilità primaria della crisi per quanto riguarda la Sicilia,non possono avere spazio in questo movimento che in sé esprime la giusta e sacrosanta aspirazione ad avere condizioni di vita vivibile. Voglio ricordare che il signore arruolatosi alla corte di Arcore faceva discorsi di fuoco contro la legge berlusconiana che la privatizzava, per la difesa dell’acqua pubblica, ai tempi in cui si raccoglievano le firme per la legge nazionale di iniziativa popolare(rimasta poi nei cassetti del parlamento a maggioranza scilipotiana). Lo stesso non ha mosso un dito quando il suo governo spostava i fondi FAS dalle aree sottosviluppate, quindi Sud, ai bovari di Bossi in Padania. Se il movimento non fa le dovute distinzioni e si lascia pascere dai mistificatori di professione, dai forchettoni, nella vana illusione di godere dell’appoggio dei politici “potenti” ha già fallito in partenza, come dimostra la fine dei tanti movimenti che non si sono posti l’obiettivo di un’alternativa generale dentro cui porre la specificità delle sue esigenze. In conclusione, massima comprensione e solidarietà per le ragioni della protesta che investono la possibilità della stessa esistenza quotidiana dei piccoli lavoratori autonomi; sapendo che essa può trasformarsi in avversione non appena i dirigenti e i caporioni del movimento cercheranno di, visto che siamo in Sicilia, “arruffianarisi” col potere, illudendo le migliaia di persone che in buona fede stanno facendo sacrifici immensi in questo periodo per un legittimo riscatto della loro dignità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La protesta dei forconi</strong> di <em>Davide Guastella</em><br />
La protesta dei forconi presenta una piattaforma di problematiche condivisibile. Esiste però una strana anomalia che noi abbiamo notato sin da subito. Il profondo disagio economico che migliaia di microimprese agricole, commerciali, artigianali dell’isola vivono da oltre un decennio è stato catalizzato e organizzato dai grossi gruppi che gestiscono i trasporti (non dagli autotrasportatori) e la commercializzazione (non i commercianti) dei prodotti agricoli siciliani. In quei settori dove troppo spesso si annida quella che il procuratore Grasso è arrivato anche a definire borghesia mafiosa.<br />
Questo movimento che di spontaneo ha ben poco ha organizzato in punti strategici fermi e blocchi con la violenza (vedi i due casi di accoltellamento) e ha imposto la chiusura dei mercati agricoli più importanti. Guarda caso la risposta, per la prima volta, è stata immediata. Cosa strana e singolare in una terra dove l’immobilismo è la regola.<br />
Poche ore prima che iniziasse il blocco una delegazione di “forconi” si era incontrata col presidente della regione, a fronte di quell’incontro in cui il presidente Lombardo diceva che le responsabilità erano dell’Europa e da lì il blocco dell’economia siciliana. Dopo due giorni di protesta la stessa delegazione si incontrerà a breve nuovamente con il presidente Lombardo per ottenere cosa? Se tutto dipendeva da Bruxelles (risposta che Lombardo ha dato ai forconi venerdì scorso) dopo solo due giorni cosa è cambiato? Perché non si poteva trovare prima l’accordo? Perché i cittadini devono subire enormi disagi? Perché gli agricoltori dovranno subire l’ennesima mazzata, buttando decine di tonnellate di prodotto? Perché questa prova di forza ha visto schierati all’unisono tutti i network siciliani? Perché attaccare la politica in modo generico per poi rivolgersi e rivalutare sempre i soliti noti cioè i responsabili di questo sfascio economico e sociale? Cosa ci fa il presidente Zamparini (presidente del Palermo calcio) che guida un movimento che incita alla rivolta fiscale? Cosa ci fanno i dirigenti di forza nuova? Cosa fanno alcuni dirigenti regionali del PDL e dell’MPA, Grande sud mascherati da forconi? Infine ci chiediamo da dove vengono i fondi per tappezzare l’intera regione con manifesti che promuovono “forza d’urto”? Questa manifestazione intercetta il disagio, soffia sul fuoco della disperazione e alimenta il malcontento popolare che cova da tempo per le vessatorie misure economico fiscali introdotte dai governi (regionali e nazionali) di centro destra ma è di stampo reazionario e propone soluzioni corporativistiche inaccettabili.<br />
Il fatto che sia capeggiata dal centro destra è il chiaro segnale gattopardiano che punta a mantenere le garanzie dei soliti noti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/grassi.cla/posts/1772647491849"><strong>DIBATTITO FACEBOOK</strong></a></p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fforconi%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3147" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fforconi%2F&amp;text=Forconi&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fforconi%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/forconi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>62</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La parte del Paese che non si arrende</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/la-parte-del-paese-che-non-si-arrende/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/la-parte-del-paese-che-non-si-arrende/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3118</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/la-parte-del-paese-che-non-si-arrende/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/manifestazione_-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="manifestazione_" /></a>Che il governo Monti sarebbe stato una iattura per i lavoratori, i pensionati e i ceti deboli del nostro Paese era ampiamente prevedibile ed era stato da noi ampiamente previsto. Giova però, a due mesi dal suo insediamento, ribadire una serie di concetti al fine di motivare e dettagliare al meglio la nostra proposta politica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/manifestazione_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3122" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="manifestazione_" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/manifestazione_-300x199.jpg" alt="" width="347" height="230" /></a>Che il governo Monti sarebbe stato una iattura per i lavoratori, i pensionati e i ceti deboli del nostro Paese era ampiamente prevedibile ed era stato da noi ampiamente previsto.<br />
Giova però, a due mesi dal suo insediamento, ribadire una serie di concetti al fine di motivare e dettagliare al meglio la nostra proposta politica.<br />
Il primo elemento che non va dimenticato è che ci troviamo di fronte ad un governo che, per come si è insediato e per la sua composizione non ha come problema principale quello di preoccuparsi del consenso rispetto alle azioni che compie. Da un punto di vista democratico è una situazione che fa riflettere. Monti e i suoi ministri non rispondono agli elettori, ma hanno il compito di fare quello che altri organismi &#8211; anche essi non legittimati da nessuna verifica democratica (Bce, borse, mercati, istituzioni sovranazionali) hanno stabilito che il nostro paese debba fare.<br />
Il secondo elemento è che – lungi dall’essere per questo motivo un governo di tecnici super partes  – l’esecutivo Monti è massimamente “politico”, perché ha prodotto intorno a sé la convergenza  del Pdl, del Pd e del Terzo Polo (come è già avvenuto in questi anni in altri Paesi europei, a partire dalla Germania).<br />
Coerentemente con ciò – e questo è il terzo dato di fatto – il segno delle politiche proposte è esattamente lo stesso che ha informato di sé, con poche differenze, le scelte dei governi degli ultimi vent’anni: un segno regressivo, padronale, privatizzatore e persino recessivo sul terreno dell’economia e della produzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3118"></span>Questo è vero sia per ciò che riguarda la manovra (che ha tagliato le pensioni, reintrodotto l’Ici sulla prima casa e aumentato la tassazione indifferenziata sui consumi, Iva e benzina) sia per la cosiddetta “fase 2”, nella quale si preparano nuove aumenti che peseranno per l’ennesima volta sulle condizioni economiche dei ceti deboli (a partire dai rincari delle utenze) e riforme strutturali – in tema di liberalizzazioni e mercato del lavoro – se possibile peggiorative del già compromesso quadro legislativo attuale. Si pensi alla paventata riforma del lavoro, che introdurrà, nei fatti, il diritto di licenziare entro i tre anni dall’assunzione senza alcun vincolo e alcuna clausola da parte delle imprese: un atto di macelleria sociale che, combinato alla legge 30, bene indica il grado di “equità” delle politiche sociali del governo.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità – ed è questa la prima conclusione a cui giungiamo – è che tutto questo, lungi dall’essere il prodotto inevitabile della necessità di “sistemare i conti”, equivale alla somma di scelte politiche precise ognuna delle quali poteva essere evitata e contraddetta con provvedimenti di segno opposto.<br />
La controprova di questo ragionamento è in quello che si sarebbe potuto fare (si potrebbe ancora fare) e che invece non si è fatto (e si seguita a non fare): fare pagare l’Ici alla Chiesa, tassare i grandi patrimoni, le rendite, le speculazioni finanziarie, tassare i capitali già scudati, ridurre le pensioni faraoniche dei dirigenti d’impresa, fare lotta severa e seria all’evasione fiscale, tagliare le spese militari, a partire dagli aerei da guerra inutilmente comprati a prezzi semplicemente immorali.<br />
E allora, di fronte ad un simile governo, l’unica linea politica possibile è quella che investe nell’opposizione politica e sociale al governo e questo deve farlo la sinistra d’alternativa e non certo la Lega Nord, che per quanto si sforzi di ricostruire un profilo più di lotta che di palazzo, non può cancellare gli oltre dieci anni nei quali ha governato con Berlusconi, condividendo ogni legge e ogni manovra economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruire l’opposizione, quindi. Un’opposizione che sia politica, sociale, di movimento. Rifondazione comunista e la Federazione della Sinistra propongono a quelle forze (Sel e Idv per prime) che hanno espresso contrarietà alle politiche di Monti di costruire subito un patto permanente di consultazione con l&#8217;obiettivo di costruire una alternativa di sinistra alle politiche del governo.<br />
Una alternativa che presti particolare attenzione al mondo del lavoro. Perchè il governo Monti non è separato da un clima ultraliberista e antioperaio che respira tutto il Paese, a partire dall&#8217;attacco della Fiat che, come avevamo denunciato, cercheranno di estendere a tutte le aziende. Da questo punto di vista è preoccupante che l’espulsione della Fiom-Cgil dalle fabbriche Fiat – un atto senza precedenti, di una gravità inaudita– non abbia scosso le forze politiche democratiche e non abbia prodotto una adeguata reazione.<br />
È anche questo, si sa, il segno di tempi duri e difficili che stiamo vivendo. Ma non siamo certo noi a rassegnarci e a chinare la testa, anzi!</p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 gennaio accoglieremo a Roma Merkel e Sarkozy con una grande manifestazione di protesta; il 22 gennaio a Milano faremo una manifestazione contro la manovra in alternativa a quella della Lega Nord, il 27 gennaio parteciperemo allo sciopero generale del sindacalismo di base e l’11 febbraio saremo in piazza insieme alla Fiom nella giornata di mobilitazione straordinaria dei metalmeccanici. C’è una parte del Paese che non si arrende e che continua a lottare. Facciamola crescere.</p>
<p style="text-align: justify;">

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fla-parte-del-paese-che-non-si-arrende%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3118" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fla-parte-del-paese-che-non-si-arrende%2F&amp;text=La%20parte%20del%20Paese%20che%20non%20si%20arrende&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2012%2F01%2Fla-parte-del-paese-che-non-si-arrende%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/la-parte-del-paese-che-non-si-arrende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scambiamoci gli auguri e le idee!</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/scambiamoci-gli-auguri-e-le-idee/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/scambiamoci-gli-auguri-e-le-idee/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo polo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3106</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/scambiamoci-gli-auguri-e-le-idee/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="idee_auguri" /></a>Con questo post salutiamo il 2011. Quindi, prima di tutto, vorrei fare a tutti voi tantissimi auguri di buon anno. Sono molto contento che questo blog &#8211; questo spazio aperto di discussione e di confronto con voi &#8211; sia cresciuto nel tempo. Lo abbiamo visto nei contatti e nei commenti. Sono aumentati molto negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="idee_auguri" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/idee_auguri-300x199.jpg" alt="" width="340" height="226" /></a>Con questo post salutiamo il 2011. Quindi, prima di tutto, vorrei fare a tutti voi tantissimi auguri di buon anno. Sono molto contento che questo blog &#8211; questo spazio aperto di discussione e di confronto con voi &#8211; sia cresciuto nel tempo. Lo abbiamo visto nei contatti e nei commenti. Sono aumentati molto negli ultimi mesi. Nel corso del 2012 cercheremo di migliorare ulteriormente. A breve la veste grafica sarà modificata e il blog sarà arricchito di ulteriori contenuti.  Per quanto mi riguarda mi prendo l&#8217;impegno di inserire post con maggiore frequenza.<br />
Con queste poche righe di saluto di fine anno vorrei fare un breve bilancio del 2011 e qualche valutazione sul 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le difficoltà</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Difficile fare bilanci positivi in una situazione dove ormai da parecchi anni assistiamo ad un peggioramento della situazione economica (che incide soprattutto sui soggetti più deboli: giovani, lavoratori dipendenti, pensionati), ad un restringimento degli spazi democratici (leggi elettorali sempre più maggioritarie, attacco alla Costituzione, attacco alla libertà di informazione), ad un diffondersi della cultura della intolleranza (fenomeni di razzismo e omofobia). Nel 2011 si consuma l&#8217;attacco più pesante degli ultimi trenta anni al mondo del lavoro e alle sue conquiste (Marchionne, messa in discussione del Contratto nazionale, FIOM fuori dalle fabbriche). Sono continuate le guerre, mascherate da interventi umanitari (Libia, in sfregio alla nostra Costituzione). Quello che andiamo ripetendo da tempo e cioè che il problema non è solo Berlusconi, ma il berlusconismo e che non è sufficiente sconfiggere le destre, se non si sconfiggono le politiche di destra, si conferma come il vero nodo della questione. Lo vediamo proprio in questi giorni dove un Governo che ha sostituito Berlusconi e che è appoggiato anche da una parte del centrosinistra, attua politiche che non si discostano sostanzialmente da quelle precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3106"></span><strong>Le opportunità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il 2011 ci consegna anche cose positive che non vanno sottovalutate. Ne sottolineo quattro.<br />
La prima è il risultato dei referendum del giugno scorso sull&#8217;acqua e il nucleare. Il fatto che la maggioranza della popolazione italiana si sia espressa contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e il ritorno delle centrali &#8211; nonostante che tutte le forze politiche maggiori sostenessero il contrario &#8211; è un fatto rilevante che testimonia come certe battaglie, pur sostenute da minoranze, possano diventare maggioritarie.<br />
La conferma di ciò l&#8217;abbiamo avuta nel secondo elemento positivo che vorrei sottolineare e cioè il risultato delle elezioni amministrative. Il dato significativo di quelle elezioni è stato, infatti, che &#8211; al contrario di quanto teorizzato dalle teste d&#8217;uovo del centrosinistra in questi venti anni, e cioè che per vincere bisogna scegliere un candidato di centro e avanzare un programma moderato &#8211; in grandi città (Milano, Napoli, Cagliari) hanno vinto candidati di sinistra, nonostante i propositi iniziali della maggioranza del centrosinistra fossero altri.<br />
La terza cosa positiva o &#8211; se vogliamo &#8211; chiarificatrice, poiché produrrà, a mio parere, contraddizioni nell&#8217;ambito delle varie forze del centrosinistra, è il nuovo quadro politico che si è determinato con le dimissioni di Berlusconi e il seguente insediamento del governo Monti sostenuto da Pdl, Pd e Terzo polo. Da questo punto di vista il soggetto più esposto è il Pd, partito dove convivono due opzioni che divergono quasi su tutto. Da una parte l&#8217;opzione che vive questo governo come uno &#8220;stato di necessità&#8221;, ma che ritiene necessario riposizionare il partito in una coalizione che, semplificando, riassumiamo nella foto di Vasto. Dall&#8217;altra chi invece ritiene questa esperienza di Governo una opportunità per archiviare definitivamente quella foto, quindi quella coalizione, per costruirne una nuova che faccia perno prioritariamente col Terzo Polo e con pezzi in uscita dal Pdl. Sono gli stessi schieramenti dentro il Pd che si scontrano sul giudizio da dare sulla CGIL e sulle proposte di &#8220;riforma del mercato del lavoro&#8221;, art. 18 in primis.<br />
Ma anche Sel e Nichi Vendola si trovano spiazzati dal nuovo quadro politico. Non solo perché la foto di Vasto, appunto, è solo un ricordo, ma anche perché tutto il percorso tracciato prima della nascita del Governo Monti (alleanza di governo tra Pd, Idv e Sel e primarie), non ha più alcuna corrispondenza con la nuova realtà! Vendola cerca &#8211; in modo sempre meno efficace per la verità, come abbiamo visto nelle ultime apparizioni televisive &#8211; di confermare quella proposta, ma di fronte ad un Pd che vota la manovra, ad una Idv che vota contro e a Sel che non condivide, ma non vuole rompere col Pd, tutto diventa farraginoso e poco credibile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Viceversa noi, come Prc, usciamo dal congresso con una proposta chiara, sostenuta da una ampia maggioranza, che &#8211; nel quadro politico dato &#8211; è giusta e trova una corrispondenza nella realtà. Si tratta della quarta e ultima cosa positiva che volevo sottolineare. Cosa dice questa proposta? Contro un governo che assume come progetto politico &#8211; come mission &#8211; le decisioni della Bce, occorre costruire una opposizione di sinistra. Una opposizione che critichi da sinistra le politiche liberiste sciaguratamente riproposte da questo Governo, che indichi le possibili alternative  e che sia la più ampia e unitaria possibile. Da questo punto di vista abbiamo apprezzato la scelta dell&#8217;Idv di non votare la manovra e speriamo si confermi in futuro. Auspichiamo che anche Sel si pronunci nettamente contro il Governo per poter fare assieme &#8211; ecco la proposta &#8211; Fds, Sel, Idv e tutti gli altri soggetti politici, movimenti, forze sindacali disponibili, un patto di consultazione che produca subito una unità d&#8217;azione contro le politiche di Monti e contro l&#8217;attacco di Marchionne e Confindustria al mondo del lavoro, alla FIOM e alla CGIL. Insomma quella sponda politica che già il 16 ottobre 2010 Landini, dal palco di Piazza San Giovanni, ci sollecitava a costruire.<br />
Come Prc e come Fds, già nel mese di gennaio ci impegneremo su questo, costruendo iniziative unitarie in tutte le principali città. Inoltre parteciperemo attivamente, sempre in gennaio, allo sciopero dei sindacati di base e alla iniziativa promossa da No Debito a Milano e costruiremo una mobilitazione straordinaria in vista della manifestazione nazionale della FIOM dell&#8217;11 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Una cosa che mi riguarda</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ancora qualche parola sul congresso del Prc, in particolare sulla mia attività. Come avete visto ho cambiato dipartimento. Dall&#8217;organizzazione alla comunicazione. È stata una mia scelta. Ormai da tempo mi sono convinto della centralità di questo settore, nell&#8217;era della rete. Credo siano tante le potenzialità che in esso  vi possiamo sviluppare come partito. E&#8217; per questo che ho fatto questa scelta ed è su questo che vorrei dare il mio contributo. Nel farlo, su come farlo e su quali settori investire vorrei aprire un dibattito con voi, proprio in questo blog, che è &#8211; appunto &#8211; uno degli strumenti possibili della &#8220;nuova comunicazione&#8221;. Conosco il partito e ciò che gli gravita attorno e in questi anni ho conosciuto tantissimi compagni e compagne che hanno acquisito molte competenze in materia. Mi farebbe piacere avere un vostro parere, una vostra riflessione, un vostro contributo.<br />
Ci conto, vi aspetto! Intanto&#8230;<br />
Buon anno a tutti noi!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fscambiamoci-gli-auguri-e-le-idee%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3106" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fscambiamoci-gli-auguri-e-le-idee%2F&amp;text=Scambiamoci%20gli%20auguri%20e%20le%20idee%21&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fscambiamoci-gli-auguri-e-le-idee%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/scambiamoci-gli-auguri-e-le-idee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>185</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nostra Liberazione</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/la-nostra-liberazione/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/la-nostra-liberazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3095</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/la-nostra-liberazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/liberazione-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="liberazione" /></a>Nel mio ufficio, accuratamente rilegati, ci sono tutti i numeri di Liberazione da quando è nata: 12 ottobre 1991. Apro il  volume. Davanti a me ho il primo numero:  anno 1 numero zero, settimanale, 1200 lire, otto pagine formato gigante. Due editoriali. Sergio Garavini, allora coordinatore del Movimento per la Rifondazione Comunista (il congresso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/liberazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3096" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="liberazione" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/liberazione-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>Nel mio ufficio, accuratamente rilegati, ci sono tutti i numeri di Liberazione da quando è nata: 12 ottobre 1991. Apro il  volume. Davanti a me ho il primo numero:  anno 1 numero zero, settimanale, 1200 lire, otto pagine formato gigante. Due editoriali. Sergio Garavini, allora coordinatore del Movimento per la Rifondazione Comunista (il congresso che trasformerà il movimento in partito ci sarà nel dicembre 1991) e Lucio Libertini, capogruppo al Senato e uno dei fondatori di Rifondazione. &#8220;L&#8217;opposizione riprende la parola, questo nostro giornale vuole essere la sua voce&#8221;, dice Garavini. &#8220;Rompere questo muro della informazione dominante è la grande battaglia dei comunisti. In questo contesto nasce Liberazione, una ancora esile fiammella di verità: verità amara o gioiosa, ma verità. Cerchiamo tutti di farla crescere&#8221;, dice Libertini. Sono passati esattamente 20 anni da allora, il settimanale nel 1995 è diventato quotidiano e ha visto il susseguirsi di numerosi  direttori: Doddoli, Castellina, Diliberto, Manisco, Palermi, Bergonzi, Curzi, Sansonetti, Greco, e si è affermato nel panorama giornalistico italiano non tanto come giornale di partito, ma come voce libera della sinistra di alternativa.<br />
Pochi giorni fa l&#8217;editore M.R.C., di cui il Prc è azionista unico, ha comunicato ai giornalisti e ai poligrafici che dal primo gennaio 2012 è costretto a sospendere le pubblicazioni. Contemporaneamente le lavoratrici e i lavoratori del giornale hanno proclamato lo stato di assemblea permanente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3095"></span>Perché tutto questo? Che ci fossero delle difficoltà lo si sapeva da tempo, ma mai si era arrivati ad una decisione così drastica. Cosa è successo?<br />
Sostanzialmente due cose. La prima riguarda il finanziamento pubblico ai giornali di partito. In questi ultimi anni abbiamo assistito non solo ad un suo continuo ridimensionamento, ma anche ad una incertezza continua sulla sua permanenza e sulla sua entità. L&#8217;eliminazione del diritto soggettivo (cioè la garanzia di un introito che pur arrivando con ritardo consentiva di ottenere anticipazioni dalle banche), il taglio del 2010, ma, soprattutto, la riduzione di circa il 70 per cento per il contribuito del 2011, ci mettono in una condizione economica drammatica. Parallelamente a questo, ed ecco il secondo motivo, il partito (che nel corso degli anni si è sempre fatto carico di far fronte ai disavanzi del suo quotidiano), dal 2008 ha visto ridursi drasticamente, fino a scomparire, qualsiasi forma di finanziamento pubblico.<br />
Una decisione quindi &#8211; quelle di sospendere le pubblicazioni dal primo gennaio 2012 &#8211; resa obbligatoria da questo contesto. Sarebbe però sbagliato leggere questa scelta come una scelta del partito di chiudere il giornale e di rinunciare a fare tutto il possibile per mantenerlo in vita. È vero esattamente il contrario. Continuare le pubblicazioni in una condizione economica di questo tipo significava esporre la testata al rischio concreto del fallimento, con tutto quello che un fatto del genere avrebbe comportato. Viceversa la sospensione delle pubblicazioni ci consente di continuare a far vivere la testata attraverso l&#8217;edizione online e, nel frattempo, mettere in campo tutte le iniziative possibili.<br />
Lo possiamo fare perché in questi due anni, grazie ad una buona direzione del giornale, ad una sua amministrazione oculata e grazie all&#8217;impegno dei giornalisti e dei poligrafici, il giornale ha ricostruito un rapporto positivo con il partito e ha messo i suoi conti in ordine, dopo anni di disavanzi paurosi.<br />
Infatti se non fossero intervenuti i tagli sul finanziamento del 2010 il giornale avrebbe chiuso con una perdita sostenibile di 300 mila euro (mentre nei due anni precedenti la perdita era stata di 1,6 milioni di Euro nel 2009 e di 3,2 milioni di Euro nel 2008) e per il 2011 ci si sarebbe avvicinati all&#8217;obiettivo del pareggio. Il giornale, infatti, nonostante la riduzione drastica della foliazione, la non pubblicazione del martedì e la sospensione della distribuzione in alcune regioni, è riuscito a fermare il calo delle copie vendute e la campagna abbonamenti ha dato un buon risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quadro quindi è molto grave, ma la partita non è chiusa. In ogni caso dobbiamo fare tutto il possibile perché non si chiuda. Che fare dunque?<br />
Intanto non dare per chiusa la partita del finanziamento. Assieme agli altri giornali colpiti, come già abbiamo fatto in questi mesi, a partire dalla lettera del Presidente Napolitano, cercheremo di mettere assieme tutte le iniziative possibili. Importante e positivo il fatto che il compagno Vincenzo Vita, senatore del Pd, alla assemblea della Federazione di sabato scorso a Roma contro la manovra, abbia confermato il suo impegno e la sua disponibilità a sostenere questa battaglia. Assieme a questo &#8211; e in attesa di vedere come si concluderà questa partita &#8211; sarà importante costruire al meglio una edizione online del giornale in modo tale che, attraverso la rete, luogo sempre più frequentato e nel quale comunque vadano le cose è importante costruire una nostra presenza, si mantenga vivo un collegamento del giornale con i suoi lettori e con il partito. Abbiamo superato tante difficoltà, supereremo anche questa!</p>
<p>&nbsp;</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fla-nostra-liberazione%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3095" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fla-nostra-liberazione%2F&amp;text=La%20nostra%20Liberazione&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F12%2Fla-nostra-liberazione%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/la-nostra-liberazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>149</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ostacoli e opportunità</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/ostacoli-e-opportunita/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/ostacoli-e-opportunita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 10:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[fronte democratico]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[VIII congresso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3047</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/ostacoli-e-opportunita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Obstacles1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Obstacles" /></a>Uno degli argomenti maggiormente dibattuti nei nostri congressi dopo la nascita del Governo Monti è la proposta del Fronte Democratico contenuta nel primo documento. Si dice che è stato un errore proporlo. La dimostrazione starebbe nella sua attuale improponibilità. Da ciò ne discenderebbe che la proposta politica contenuta nella mozione di maggioranza è sbagliata. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Obstacles1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3051" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Obstacles" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Obstacles1-682x1024.jpg" alt="" width="246" height="370" /></a>Uno degli argomenti maggiormente dibattuti nei nostri congressi dopo la nascita del Governo Monti è la proposta del Fronte Democratico contenuta nel primo documento. Si dice che è stato un errore proporlo. La dimostrazione starebbe nella sua attuale improponibilità. Da ciò ne discenderebbe che la proposta politica contenuta nella mozione di maggioranza è sbagliata.<br />
Non condivido affatto questo ragionamento e spiego il perché. Intanto non è vero che questa è l&#8217;unica proposta politica contenuta nella prima mozione. Il Fronte Democratico è inserito in un insieme di proposte che comprendono la costruzione della Sinistra di alternativa, la Federazione della Sinistra e il rafforzamento di Rifondazione. Ma, al di là di questo, continuo a ritenere che nello scenario nel quale è stata formulata la proposta del Fronte Democratico (quando poteva determinarsi una competizione  elettorale tra centrodestra e centrosinistra) questa era l&#8217;unica proposta sensata possibile. Non mi sfuggono i suoi limiti, ma le due ipotesi alternative erano, a mio giudizio, assai più negative. Quella di una intesa di Governo a tutto tondo ci avrebbe messo in una condizione ancor peggiore di quella già vissuta col Governo Prodi. Quella di una corsa solitaria, con questo sistema elettorale, con il meccanismo del voto utile e con degli sbarramenti per noi impossibili da superare, ci avrebbe messo in una condizione di totale marginalità. L&#8217;efficacia di una proposta politica va valutata nel contesto per cui essa viene concepita. E&#8217; del tutto evidente che oggi, come abbiamo sottolineato nel documento approvato dalla Direzione, in presenza di un governo tecnico di &#8220;grande coalizione&#8221; non ha alcun senso proporre il Fronte democratico. Adesso la proposta di fase diventa quella di costruire l&#8217;opposizione di sinistra al Governo Monti. Sarebbe veramente grave se, a fronte di un esecutivo nato per attuare le indicazioni della Bce, l&#8217;unica voce contraria fosse quella della Lega Nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3047"></span>Per quanto riguarda il nostro partito, la situazione resta molto difficile. La scissione che abbiamo subito ci ha indebolito pesantemente e non mi sfuggono i nostri limiti soggettivi e gli ostacoli che frustrano il progetto di costruzione della Federazione della Sinistra, primo passo verso la costruzione unitaria della sinistra di alternativa. Tuttavia mi pare che si aprano anche  delle opportunità. Le scelte politiche che abbiamo assunto in questi anni ci consentono di collocarci &#8220;naturalmente&#8221; all&#8217;opposizione del Governo Monti. In una situazione ben diversa si trova chi ha scelto strategicamente l&#8217;internità al Nuovo Ulivo, poiché, se si pronuncia contro il Governo, rischia di mettere in discussione la coalizione stessa, se lo sostiene entra in contraddizione con le proprie posizioni politiche. E&#8217; il problema dell&#8217;Idv, ma soprattutto di Sel, che aveva puntato molte carte su uno strumento &#8211; le primarie &#8211; al momento, per lo meno, congelato. Anche il Pd andrà incontro a non poche difficoltà, come il caso Fassina emerso in questi giorni dimostra. Tutto questo ci dice che per la sinistra si apre un vasto spazio politico, e che occorre muoversi con intelligenza in un contesto dinamico, che vede moltiplicarsi le contraddizioni. Precisamente in questo consiste la sfida posta nella proposta politica contenuta nel primo documento: dobbiamo dimostrarci in grado di bandire dalle nostre valutazioni e dai nostri comportamenti qualsiasi approccio settario o di autosufficienza. Lo scenario politico e sociale accresce la concreta possibilità di riallacciare i fili dell&#8217;unità della sinistra di alternativa. Come mostrano i risultati dei referendum e l&#8217;esito delle recenti amministrative in alcune importanti città, ci sono tutte le condizioni per costruire una opposizione non minoritaria. I segnali che ci arrivano dagli altri paesi europei ci dicono che i comunisti e la sinistra di alternativa ce la possono fare. L&#8217;ottimo risultato di Izquierda Unida in Spagna, data per spacciata fino a pochi mesi fa, ci fa ben sperare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ps: Il prossimo post, che farò la prossima settimana, sarà sul Congresso di Rifondazione. Già adesso si potrebbe esprimere una valutazione. Ma mi interessa valutare attentamente i dati definitivi, non tanto per vedere le percentuali delle varie mozioni (quelli sono più o meno valutabili), ma vedere i risultati territorio per territorio, sia in termini di voto delle mozioni, sia in termini di partecipazione al voto.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto possiamo dare qualche elemento:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Le percentuali tra le mozioni sono, più o meno, 81% la prima, 14% la seconda, 5% la terza.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La partecipazione delle iscritte e degli iscritti al congresso è tra il 38 e il 40%</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Gli emendamenti Valentini-Bonadonna e Forenza-Barbarossa vengono approvati in alcune federazioni, ma non conseguono un risultato rilevante.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Fostacoli-e-opportunita%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3047" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Fostacoli-e-opportunita%2F&amp;text=Ostacoli%20e%20opportunit%C3%A0&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Fostacoli-e-opportunita%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/ostacoli-e-opportunita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>138</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Festeggiamo, ma senza false illusioni</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/festeggiamo-ma-senza-false-illusioni/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/festeggiamo-ma-senza-false-illusioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 15:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3042</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/festeggiamo-ma-senza-false-illusioni/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/party_lights-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="party_lights" /></a>La caduta di Berlusconi e del suo governo è un fatto sicuramente positivo. Quando diciamo che negli ultimi 20 anni vi è stato un pesante trasferimento di ricchezza dal lavoro verso la rendita e il profitto, ciò lo si deve anche alle scelte che il governo del Cavaliere ha effettuato. Ma non è solo questo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/party_lights.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3043" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="party_lights" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/party_lights-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a>La caduta di Berlusconi e del suo governo è un fatto sicuramente positivo. Quando diciamo che negli ultimi 20 anni vi è stato un pesante trasferimento di ricchezza dal lavoro verso la rendita e il profitto, ciò lo si deve anche alle scelte che il governo del Cavaliere ha effettuato. Ma non è solo questo. Il ventennio berlusconiano è stato anche contraddistinto dalla riabilitazione di valori che mai avremmo pensato vedere di nuovo in auge. Lo sdoganamento della destra peggiore (da quella dichiaratamente fascista a quella xenofoba e razzista). L&#8217;attacco sistematico alle regole, a partire dalla Costituzione e dalla autonomia della Magistratura. L&#8217;attacco alla Resistenza e al lavoro, fino a metterne in discussione le due giornate simboliche del 25 aprile e del 1° maggio. L&#8217;uso, ai fini di conservare il potere, di un impero mediatico e finanziario senza precedenti. Potere che ha cambiato profondamente la percezione della gente, plasmandone le coscienze, rendendo il “berlusconismo”  la cifra dell’agire quotidiano. Società dell’apparire, ossessione per la competizione sfrenata, potere politico sostituito dalla supremazia del potere economico. L’immagine dell’uomo che si è fatto da sé è diventata un modello per moltissime persone. Tutto questo, ed altro, sono stati il simbolo della stagione berlusconiana.  Speriamo che la sua caduta sia definitiva  e che si ripristini nel Paese una normale dialettica democratica, a partire dal rispetto della Costituzione.<br />
Tutto questo è importante e non va sottovalutato. Il senso di liberazione che si coglie nel popolo della sinistra è motivato da questi fatti. Deve essere anche  il nostro e sarebbe un grave errore politico non viverlo come tale e non farne parte. Prima ancora che un errore politico ciò  denoterebbe una incapacità nel costruire una connessione sentimentale con il nostro popolo di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3042"></span><strong>Governo Monti, governo tecnico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo e contemporaneamente a questo, dobbiamo mettere in evidenza i problemi che la nomina del governo Monti determina.<br />
Intanto il profilo politico del personaggio. Da questo punto di vista la scelta è eminentemente politica, altro che tecnica! Basta scorrere il curriculum di Mario Monti per vedere che in questi decenni tutto il suo impegno è stato in sintonia con le scelte di politica economica che hanno caratterizzato la stagione del neoliberismo. Privatizzazioni, tagli alla spesa sociale, deregolamentazione del mondo del lavoro, cioè quelle politiche che &#8211; riducendo i diritti e impoverendo il lavoro -, sono all&#8217;origine della attuale crisi. A questo discorso si potrebbe obiettare che il governo Monti, essendo sostenuto anche dal centrosinistra, dovrà modificare questi suoi orientamenti. Riteniamo questa ipotesi altamente improbabile, per due motivi. Il primo è che questo governo si insedia con un mandato esplicito: &#8220;fare quello che chiede l&#8217;Europa, rassicurare i mercati&#8221;. Sappiamo cosa significa: lettera della Bce. Quindi nuovo intervento sulle pensioni, ulteriore attacco ai diritti del lavoro, privatizzazioni, per citare solo alcuni titoli. Il secondo lo possiamo dedurre dalle esperienze passate, anche recenti. Se un governo di centrosinistra (vedi ultimo governo Prodi) non è riuscito ad attuare una politica di redistribuzione del reddito è credibile che riesca a farlo un governo guidato da Monti e con i voti determinanti del centro destra? Vanno considerati politicamente di centro destra, infatti, oltre ai voti del Pdl anche i voti del Terzo Polo, non a caso schierati apertamente con le richieste della Bce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costruire l&#8217;opposizione di sinistra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se così stanno le cose è necessario costruire da subito una opposizione di sinistra al governo Monti. L&#8217;errore più grave che si potrebbe determinare, a fronte dei provvedimenti indicati dalla Bce che stanno per essere presi, è che contro di essi si pronunci solo una opposizione di destra: quella della Lega Nord. Giudichiamo pertanto sbagliato il fatto che Di Pietro, pur a certe condizioni, abbia deciso di appoggiare il governo, ma ancor più grave è la posizione assunta da Sel e da Nichi Vendola. Come si fa a sostenere che si appoggerà questo governo, per breve tempo, affinché faccia la patrimoniale, la riduzione delle spese militari e la lotta alla speculazione finanziaria? Cose che non ha fatto nemmeno il governo Prodi nella cui maggioranza vi erano 120 parlamentari della sinistra di alternativa? Con tutta evidenza si tratta di una richiesta non solo non credibile, ma sicuramente irrealizzabile. Occorre altro! Nei fatti questo Governo che sta nascendo si profila come la &#8220;grossa coalizione&#8221; fatta in Germania. E tutti sappiamo come si schierò la sinistra tedesca,cioè la Linke, in quel periodo: all&#8217;opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrettanto dobbiamo fare noi. Partiti della sinistra, movimenti e sindacati non perdano tempo. Si costituisca un luogo comune dove assieme si concordi una piattaforma alternativa da proporre dentro questa crisi economica (le proposte avanzate da Sbilanciamoci sono un&#8217;ottima base di partenza) e si decidano assieme le forme di mobilitazione da mettere subito in campo. Una opposizione non settaria, che abbia l&#8217;ambizione di parlare a milioni di persone, in particolare alla base del Pd che entrerà presto in grande sofferenza rispetto i provvedimenti che Monti sarà costretto a realizzare sulla base delle direttive europee.</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Ffesteggiamo-ma-senza-false-illusioni%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3042" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Ffesteggiamo-ma-senza-false-illusioni%2F&amp;text=Festeggiamo%2C%20ma%20senza%20false%20illusioni&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F11%2Ffesteggiamo-ma-senza-false-illusioni%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/11/festeggiamo-ma-senza-false-illusioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>379</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FdS, se ci sei batti un colpo</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/fds-se-ci-sei-batti-un-colpo/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/fds-se-ci-sei-batti-un-colpo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[fds]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[partito del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3035</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/fds-se-ci-sei-batti-un-colpo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="batti_un_colpo" /></a>Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane ci offre diversi spunti di riflessione.  Il 15 ottobre Il primo riguarda la straordinaria giornata di mobilitazione mondiale del 15 ottobre scorso. Giustamente si è parlato molto della manifestazione di Roma, per i noti incidenti di cui parlerò, e anche perché è stata la più grande. Il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3036" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="batti_un_colpo" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo-300x200.jpg" alt="" width="349" height="233" /></a>Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane ci offre diversi spunti di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Il 15 ottobre</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riguarda la straordinaria giornata di mobilitazione mondiale del 15 ottobre scorso. Giustamente si è parlato molto della manifestazione di Roma, per i noti incidenti di cui parlerò, e anche perché è stata la più grande. Il dato di gran lunga più significativo, tuttavia, è che di fronte alla crisi economica internazionale più grave dal 1929 si è creato un movimento mondiale che mette in discussione alla radice le soluzioni che vengono proposte dagli Stati e dagli organismi internazionali. Il fatto stesso che si siano sviluppate mobilitazioni molto significative negli Usa e in Israele è &#8211; di per sè &#8211; più importante di mille ragionamenti. E&#8217; un movimento che &#8220;politicamente&#8221; non ha appoggi tra le forze più rilevanti del centro sinistra o della sinistra moderata, ma che, nel senso comune diffuso, è maggioritario. Il fatto stesso che personaggi come Obama o come Draghi che, concretamente, decidono le politiche contro cui questi movimenti si mobilitano, considerino  che gli obiettivi di questi stessi movimenti siano fondati è un fatto significativo. Così come il fatto che certi obiettivi che fino a pochi anni fa erano oggetto di derisione (Tobin Tax e patrimoniale per fare due esempi), oggi vengano ritenuti dagli stessi governi come provvedimenti opportuni, è un fatto altrettanto rilevante.  Ciò indica che la consapevolezza  della inadeguatezza delle misure proposte è talmente diffusa che penetra ovunque, in modo pervasivo. Ovviamente questo non significa un cambio di direzione nelle scelte, poiché la mano che guida queste Istituzioni, al di là delle intenzioni dei singoli, sono gli interessi del capitalismo internazionale, in particolare delle grandi società, delle grandi banche, e di chi detiene enormi ricchezze che sono in grado di condizionare le scelte dei Governi.<br />
Il dato da cogliere &#8211; e su cui lavorare &#8211; è che misure radicalmente alternative a quelle liberiste possono avere un consenso non minoritario. Qualche segnale lo abbiamo avuto nell&#8217;ultimo anno anche nel nostro Paese: il successo dei referendum sull&#8217;acqua e il nucleare non si spiega altrimenti. Lo stesso dato delle amministrative con candidati di sinistra che vincono in grandi città senza attenuare il loro profilo e il loro programma va inquadrato in questo contesto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3035"></span><strong>No alla violenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se questo ragionamento ha un fondamento ne discende che chi alla manifestazione del 15 ottobre scorso ha praticato delle azioni violente non solo ha fatto un danno enorme al corteo facendone scomparire i contenuti ed esercitando una espropriazione violenta contro la maggioranza dei manifestanti; di più, ha proposto e propone una opzione politica che chiude qualsiasi possibilità a questo movimento di cogliere le potenzialità che questa nuova fase gli consegna e cioè di diventare potenzialmente maggioritario. Per questo ritengo del tutto secondarie le discussioni sugli infiltrati, sui servizi d&#8217;ordine. Siamo di fronte a una contesa politica. O vince l&#8217;opzione che tiene questo movimento su un binario politico capace di  essere attrattivo per la maggioranza della popolazione colpita dalla crisi, o, altrimenti, la partita è chiusa in partenza. Dobbiamo lavorarci con determinazione. Lisciare il pelo alle posizioni che hanno creato le azioni di violenza Roma è quanto di peggio si possa fare. E&#8217; un atteggiamento che va contrastato.<br />
La Fiom-Cgil ce lo ha indicato con chiarezza pochi giorni dopo con la manifestazione di Piazza del Popolo: nessun passo indietro sui contenuti, ma nessun cedimento verso forme di lotta o di mobilitazione che possono danneggiare prima di tutto i lavoratori stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rilanciare la Federazione della Sinistra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo quadro importante e, per certi versi, positivo resta allarmante il ritardo e l&#8217;inadeguatezza della sinistra di alternativa. Sarebbe il caso di fare qualcosa. Il rischio che vedo è che emergano ipotesi che non mi paiono per nulla convincenti. Da un lato, come abbiamo visto, anche nelle recenti elezioni regionali del Molise, la posizione di Grillo &#8211; percepita come unica voce &#8220;fuori dal coro&#8221;- aumenta i propri consensi, dall&#8217;altro si ipotizza la costruzione di un nuovo progetto politico, totalmente indefinito, che dovrebbe fare perno, anche questo, su una persona: De Magistris.<br />
In questo contesto è inspiegabile il sostanziale silenzio della Federazione della Sinistra. Se e&#8217; vero come abbiamo detto nel congresso costitutivo dello scorso anno che essa è il soggetto politico nel quale le forze che l&#8217;hanno costituita investono per costruire il primo passo di unità di una sinistra di alternativa più ampia, bisogna riconoscere che invece di andare avanti, stiamo andando indietro. I pur timidi passi che erano stati fatti prima e dopo quel congresso sono gravemente regrediti e la Federazione della Sinistra è oggi in campo quasi esclusivamente come cartello elettorale. A differenza di alcuni mesi fa il centro della discussione e della iniziativa politica è stato riposizionato nei partiti. Il risultato immediato di questa scelta è che si sono accentuati gli elementi di distinzione tra i soggetti fondatori, mentre in una prima fase, pur tra tante difficoltà, si era costruita una sintesi unitaria tra di essi  avviando anche un processo unitario vero, non a chiacchiere, tra i due partiti comunisti.<br />
Considero questo fatto molto negativo. Non credo ci sia un futuro di ripartenza per la sinistra di alternativa, comunisti in primis, se le forze che compongono la Fds tornano ognuna a casa propria. Da questo punto di vista vanno respinte le critiche distruttive e striscianti che vengono avanti nei confronti del progetto della Federazione della Sinistra. I limiti li vediamo tutti, ma è da irresponsabili mettere in discussione una proposta e contemporaneamente non averne una migliore da avanzare al suo posto.<br />
Penso quindi sia urgente nell&#8217;ambito dei due congressi in corso del Pdci e del Prc, così come nel processo di unificazione tra Lavoro e Solidarietà e Socialismo 2000 nel Partito del Lavoro, riaprire una discussione sulla Federazione della Sinistra. Su un suo rilancio. Tanto più urgente in vista di una imminente e decisiva scadenza elettorale auspicabilmente anticipata.</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Ffds-se-ci-sei-batti-un-colpo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3035" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Ffds-se-ci-sei-batti-un-colpo%2F&amp;text=FdS%2C%20se%20ci%20sei%20batti%20un%20colpo&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Ffds-se-ci-sei-batti-un-colpo%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/fds-se-ci-sei-batti-un-colpo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>696</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mettiamoci in gioco!</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/mettiamoci-in-gioco/</link>
		<comments>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/mettiamoci-in-gioco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[interna]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[airaudo]]></category>
		<category><![CDATA[bertinotti]]></category>
		<category><![CDATA[de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[dino greco]]></category>
		<category><![CDATA[latorre]]></category>
		<category><![CDATA[mattarellum]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[prc]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=3027</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/mettiamoci-in-gioco/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/game_of_darts-150x150.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="game_of_darts" /></a>Quella che segue è la trascrizione del mio intervento al dibattito tenutosi a Napoli con Bertinotti, De Magistris, Latorre e Greco nel corso della tre giorni organizzata da Essere Comunisti &#8220;Lavori in corso a sinistra&#8221;. Alla fine del mio intervento troverete il link audio per ascoltare anche gli interventi degli altri relatori. L&#8217;iniziativa, nel suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/game_of_darts.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3028" title="game_of_darts" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/game_of_darts-300x228.png" alt="" width="335" height="274" /></a>Quella che segue è la trascrizione del mio intervento al dibattito tenutosi a Napoli con Bertinotti, De Magistris, Latorre e Greco nel corso della tre giorni organizzata da Essere Comunisti &#8220;Lavori in corso a sinistra&#8221;. Alla fine del mio intervento troverete il link audio per ascoltare anche gli interventi degli altri relatori. L&#8217;iniziativa, nel suo complesso, è stata positiva ed ha fatto emergere come un dibattito sulle scelte più importanti da prendere nel prossimo futuro, sia presente in tutte le forze che hanno partecipato al seminario. C&#8217;è bisogno di discutere, non di alzare steccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, sulla domanda relativa a Rifondazione Comunista come “residuale e indentitaria, che non discute” non c&#8217;e bisogno che io mi dilunghi. L&#8217;organizzazione di questa discussione, che è la prima a venire organizzata tra le forze della sinistra di alternativa, con protagonisti di tutti i soggetti politici, è una risposta che va in una direzione che smentisce questo luogo comune.<br />
Spero che questi incontri abbiano una continuità. Spero che vengano promossi anche da altre forze politiche della sinistra di alternativa, perché se c&#8217;è una cosa che non possiamo permetterci è appunto quella di pensare che “di questo o quel soggetto si può fare senza perché, tanto, io ho già capito tutto e non ho bisogno di confrontarmi e misurarmi”.<br />
Sono contento di questo dibattito, del fatto che sia stato organizzato e &#8211; concedetemi una battuta &#8211; che ad organizzarlo sia stata tra gli altri una componente di Rifondazione che, all&#8217;interno del PRC e nella sinistra italiana, viene considerata identitaria. Guardate un po&#8217; che paradossi che accadono nella politica italiana!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3027"></span>Credo, quindi, che questo sia un luogo comune. Rifondazione Comunista si vuole mettere in gioco. Vuole stare nella contesa politica e  non ha scelto né una condizione di ritagliarsi uno spazio esclusivamente identitario, né una collocazione fuori dal gioco politico.  Cerchiamo, quindi, anche su questo, di confrontarci e non di andare avanti con dei luoghi comuni.<br />
Io ho apprezzato il fatto che Nichi Vendola, alcuni mesi fa, abbia detto “smettiamola con i risentimenti, facciamo funzionare i sentimenti”, perché dopo il Congresso di Chianchiano e la scissione che ne ha fatto seguito, tra le due forze politiche si è andati avanti con un rapporto che non è stato propriamente politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo avanti. Io, rispetto alle questioni che sono state poste questa sera, anche dall&#8217;intervento iniziale di Bertinotti, condivido alcune riflessioni. In particolare sulla necessità di cercare di capire perché siamo in questa crisi, della scarsa capacità di incidere da parte delle forze della sinistra, della distanza che si è determinata tra noi e la società. Su questo ha detto della cose molto interessanti anche il sindaco di Napoli. Tutte considerazioni che dobbiamo approfondire e vedere cosa possiamo fare per migliorarle. Io però voglio mettere i piedi nel piatto e parlare di cose un po&#8217; più terra terra. E nel fare questo, su alcuni passaggi, non sarò molto diplomatico. Intanto una battuta sull&#8217;ultimo riferimento di Latorre: ci vuole una nuova legge elettorale. Perfetto! Non solo perché colui che ha fatto quella attuale l&#8217;ha definita una “porcata”, ma perchè abbiamo visto concretamente cosa significhi una legge elettorale come quella attualmente in vigore. (Alla fine del post vi e&#8217; il link per ascoltare tutto il dibattito e il link dell&#8217;articolo apparso su Liberazione).<br />
C&#8217;è un piccolo problema, però: si vuole togliere una legge elettorale e per farlo si promuove un referendum per proporne un’altra al suo posto che, se vogliamo essere onesti e obiettivi tra di noi, non è molto migliore. Se le parole hanno un senso dobbiamo chiarirci: perché il <em>Porcellum</em> non va bene? Perché ha un premio di maggioranza vergognoso e perché le segreterie dei partiti decidono chi è eletto in Parlamento e i cittadini non possono scegliere i rappresentanti, perchè non ci sono le preferenze.<br />
Ebbene, il <em>Mattarelum</em> su tutte e due queste questioni ha esattamente gli stessi limiti: siccome nei collegi uninominali si vince anche  con un solo voto in più , di fatto una forza politica può conseguire un premio di maggioranza mostruoso, anche più alto di quello determinato dal <em>Porcellum</em>; e per quanto riguarda il 25% di quota proporzionale, anche con il <em>Mattarellum</em> non ci sono le preferenze.<br />
Tra l&#8217;altro al presidente dell&#8217;IdV, Di Pietro, che ha sostenuto con grande forza la raccolta delle firme, vorrei ricordare che questa legge, che lui sostiene, non è vero che determina il fatto che nei collegi uninominali sono i cittadini che scelgono gli eletti e non le segreterie dei partiti. Di Pietro dovrebbe ricordarsi  che  venne eletto con il <em>Mattarellum</em> nel collegio del Mugello e non nel suo collegio del Molise, perchè i DS lo candidarono in un collegio ultrasicuro dove chiunque veniva catapultato diventava un parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è successo in questo passaggio? C&#8217;è una legge elettorale che e&#8217; pessima e che viene dopo un&#8217;altra legge elettorale negativa. Era emersa una proposta interessante, che finalmente diceva “dopo 18 anni di ubriacatura maggioritaria, proviamo a riprendere in considerazione la proporzionale” (proposta Passigli): ed è l&#8217;unica proposta in campo che sparisce, ritirata dagli stessi che l’hanno lanciata. Ed oggi molte persone, in totale buona fede &#8211; perché io rispetto il milione e duecentomila cittadini che lo ha fatto &#8211; hanno firmato contro qualcosa e per avere una legge elettorale che, a differenza di quello che hanno loro raccontato, non servirà per nulla a scegliere i candidati.<br />
Ma soprattutto su un&#8217;altra questione io non voglio essere diplomatico: se nonostante tutto quello che è accaduto e che ha fatto &#8211; di negativo, di impopolare, di palesemente, appunto, non positivo, non solo agli occhi della sinistra, ma in generale della popolazione &#8211; questo governo è ancora lì e se nonostante il discredito che ha maturato sulla sua persona &#8211; producendo di conseguenza un danno al nostro Paese anche a livello internazionale – il presidente del Consiglio Berlusconi è ancora lì, vuol dire che un qualche problema nell&#8217;altro campo c&#8217;è stato.<br />
Perché è impressionante che non si sia ancora riusciti a produrre un&#8217;iniziativa per farlo cadere. E qui, appunto, io non voglio e non posso essere diplomatico.<br />
Nel senso che io credo che in una situazione dove è successo quel che è successo, noi abbiamo avuto un&#8217;opposizione parlamentare che non ha prodotto un&#8217;iniziativa adeguata per condizionare diversamente questa situazione. Io parlo, Latorre, al PD perché è la forza più importante dell&#8217;opposizione parlamentare. Se ancora oggi, dopo tutto quello che è successo, dopo tutto quello che hanno fatto Berlusconi e questo governo, dopo il fatto che la maggioranza si è spaccata in due come una mela (non dimentichiamo la rottura tra Fini e Berlusconi), se ancora oggi il PD non riesce a dire una parola chiara sul fatto che questo governo se ne deve andare e che bisogna andare al voto, allora è del tutto evidente che la situazione difficilmente riesce a produrre un risultato.<br />
Se di fronte al fatto che c&#8217;è un governo che produce queste politiche economiche e abbiamo, per fortuna, un sindacato che riesce a mettere in campo delle mobilitazioni e ad organizzare degli scioperi e quando c&#8217;è quello generale della CGIL il PD non riesce ad appoggiarlo, è evidente che c&#8217;è un altro problema.<br />
E’ addirittura arrivata la lettera dalla BCE e giustamente Latorre ci diceva che è un po&#8217; singolare e succede solo al nostro Paese che venga recapitata una lettera dalla BCE con scritto cosa bisogna fare per uscire dalla crisi. C&#8217;è  però un piccolo problema. Letta, vicesegretario del PD, ha detto testualmente che questa lettera è una lettera che va presa seriamente in considerazione e abbiamo visto che c&#8217;è una discussione anche all&#8217;interno del PD. Quindi, quando noi ci chiediamo: “come mai non si riesce a produrre una caduta del governo e non si va ad elezioni anticipate?”, io credo che ci sia una grande responsabilità da parte della più grande forza di opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma io non voglio nemmeno essere indulgente nei confronti nostri. Parlo del comportamento della “opposizione extraparlamentare”, della sinistra radicale, perché penso che, pur con minore responsabilità &#8211; anche per consistenza &#8211; pure noi non siamo stati all&#8217;altezza della situazione. Ci siamo esclusivamente frammentati: in questi venti anni abbiamo provato a ricostruire una forza della sinistra di alternativa &#8211; noi diciamo comunista e anticapitalista &#8211; dopo lo scioglimento del PCI, ma concretamente quello che si è prodotto è che ogni due o tre anni questa forza si è divisa.<br />
Congressi dove si presentano mozioni, mozioni che si trasformano in partiti, con il risultato concreto che non ci sono mai stati così tanti soggetti della sinistra di alternativa,  che, pero&#8217;, contano poco perché sono divisi e frammentati!<br />
Come Rifondazione Comunista abbiamo  cercato di dare una risposta in positivo a questo problema dando vita alla FdS, ma, dobbiamo riconoscere che, pur essendo un primo passo necessario,  è ancora del tutto insufficiente.<br />
C&#8217;è però anche un altro elemento che non paga e non risolve questa nostra criticità, e qui io voglio essere molto chiaro nei confronti del mio amico Nichi Vendola. Domando: ma noi, con questa situazione, con questa crisi economica, con questi problemi di rappresentanza della sinistra, noi pensiamo veramente che la via di uscita per ricostruire una forza politica della sinistra di alternativa sia quella di affidarsi al fatto che ci fanno fare le primarie e che a queste primarie c&#8217;è una personalità che ha una capacità carismatica di intercettare un consenso? E&#8217; questa la strada per ricostruire la sinistra di alternativa? Io credo che sia un clamoroso errore anche questo. Dobbiamo fare altro e dentro questa situazione c&#8217;è l&#8217;elemento di positività che qui veniva ricordato da Airaudo e da De Magistris, su cui costruire la nostra proposta credibile, e cioè: nonostante questa situazione abbastanza desolante di una sinistra parlamentare che non riesce a dire che questo governo non va bene chiedendo le elezioni anticipate e una sinistra extraparlamentare che non riesce a fare massa critica, nonostante tutto ciò  il popolo della sinistra non si è rassegnato, non viviamo in un Paese pacificato. Infatti &#8211; partendo dal 16 ottobre dello scorso anno della Fiom, passando per il 6 di settembre con lo sciopero della CGIL, arrivando poi al 15 ottobre &#8211; abbiamo un Paese che ha tenuta alta una capacità reattiva. Questa è la nostra vera forza, all&#8217;interno della quale noi ci dobbiamo buttare per rimescolare le carte e fare uscire da lì una forza capace di essere attrattiva e propositiva.<br />
Questo è l&#8217;elemento significativo della fase che stiamo vivendo e questo ci spiega il risultato straordinario che è avvenuto nei mesi scorsi: il primo, i referendum. Come è possibile che un referendum come quello dell&#8217;acqua, che viene promosso sostanzialmente da comitati e sostenuto da due forze politiche assolutamente minoritarie, riesca a raccogliere oltre un milione di firme e convinca 27 milioni di cittadini italiani?<br />
Secondo: come è possibile, se è vero quello che ci raccontano anche molti dirigenti autorevoli del centrosinistra, che per vincere le destre bisogna moderare il proprio profilo, bisogna  proporre dei candidati moderati, bisogna costruire dei programmi minimali e che guardano al centro, come è possibile che a queste elezioni amministrative, a Milano, a Napoli, a Cagliari vincano dei candidati non “di sinistra così tanto per dire”, ma con un profilo nettamente di sinistra e con programmi fortemente alternativi?<br />
E dunque, questa litania che per vincere bisogna guardare al centro, moderarsi, rinunciare alle proprie idee, essere quello che non si è, dobbiamo lasciarcela alle spalle. Forse questo è il punto sul quale noi possiamo entrare dentro un ragionamento, in vista delle prossime elezioni ma non solo, e cioè connettendo questa reattività del popolo della sinistra, questo elemento di maturazione che è entrato nel popolo della sinistra su delle proposte più radicali, perché il contesto della crisi esaspera la situazione. Io credo che qui ci può essere la risposta e la possibilità di uscire dalla minorità, di rompere quel recinto, perché l&#8217;ambizione deve essere duplice: dobbiamo avere un profilo di sinistra ma anche incidere nella politica. Io penso, per concludere e per rispondere alla domanda di Greco, che di nuovo non possiamo banalizzare e fare la caricatura delle nostre posizioni. Non è che a noi non interessi andare al governo. Non è che noi siamo contrari a partecipare ad un governo che faccia riforme e attui politiche che vanno nella direzione delle masse popolari, dei lavoratori, dei giovani precari. Noi vorremmo fare questo, però non possiamo rimuovere i problemi che ci sono stati e i problemi che ci sono ancora, facendo finta di nulla. Vogliamo parlare dell&#8217;Europa concretamente, oltre alle grandi strategie?<br />
Ma vi ricordate cosa si diceva qui in Italia, non da parte del PD, ma da parte della sinistra radicale, due anni fa, di Zapatero? Era la nuova icona della sinistra di alternativa nel mondo e in Europa. Cosa è rimasto di questa icona oggi? Sostanzialmente nulla. Perché la scelte politiche che ha attuato il governo spagnolo, mentre sono state  positive sui temi dei diritti civili, sulle questioni economiche non ha voluto (per certi versi non ha potuto, rimanendo dentro a quel recinto) attivare politiche alternative.</p>
<p style="text-align: justify;">Le difficoltà ci sono tutte. Le difficoltà le ha Obama. Quindi come facciamo noi a rimuovere queste cose, a non ripetere per la terza volta quello che è avvenuto nel rapporto tra sinistra di alternativa e governo, non in Spagna, ma in Italia, nel nostro Paese? Questo è il punto. Non banalizziamo.  Noi non abbiamo mai detto che non vogliamo fare parte di una coalizione per battere Berlusconi. Noi diciamo che, stante questo centrosinistra, se non ci sono elementi di novità che emergono nella discussione sul programma, non ci sono le condizioni per una forza di sinistra di alternativa di entrare nell&#8217;esecutivo. Ciononostante non ci sottraiamo affatto a far parte di una coalizione democratica che abbia l&#8217;obiettivo di battere Berlusconi.<br />
E chi oggi ritiene di dover accedere subito a quella condizione, cioè entrare nel governo a prescindere, credo che affronti la cosa un po&#8217; alla leggera: mi si deve spiegare, concretamente, in termini di rapporti di forza, la differenza tra il 2006, quando non ce l&#8217;abbiamo fatta con Prodi e con una rappresentanza di oltre 100 parlamentari, e oggi. E io non vedo significativi cambiamenti all&#8217;interno del PD e del centrosinistra. Detto questo non dobbiamo sottrarci alla discussione. Rifondazione Comunista ritiene che si debba fare un percorso programmatico per vedere cosa si riesce ad ottenere. Infatti, proponiamo che anziché cimentarci sulle primarie “delle persone”, alle quali poi magari accederemo, sarebbe   il caso, prima, di effettuare primarie “di programma”. Perché, prima di votare qualcuno, sarebbe opportuno sapere cosa dice sulla precarietà, sulla guerra, etc,. Una discussione partecipata sul programma potrebbe essere lo strumento che ci consente di far entrare in questo percorso quel popolo della sinistra che ha vinto i referendum, che ha fatto vincere i candidati di sinistra alle amministrative.<br />
Altrimenti tutto diventa molto difficile. E&#8217; una sfida: noi ci mettiamo il nostro impegno. Quello che chiediamo, nei nostri confronti, è di non fare la caricatura della nostra posizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/337116/dopo-berlusconi-quale-alternativa">ASCOLTA IL DIBATTITO con Airaudo, Bertinotti, De Magistris, Grassi, Latorre e Greco da Radio Radicale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=36805">ARTICOLO: L&#8217;alternativa come progetto di svolta radicale è possibile &#8211; di Tonino Bucci</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Fmettiamoci-in-gioco%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
<div id="tweetbutton3027" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Fmettiamoci-in-gioco%2F&amp;text=Mettiamoci%20in%20gioco%21&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=none&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.claudiograssi.org%2Fwordpress%2F2011%2F10%2Fmettiamoci-in-gioco%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/mettiamoci-in-gioco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>337</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

