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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; Partito</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Più uniti, più forti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/piu-uniti-piu-forti/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Colors-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Colors" /></a>Il Comitato Politico Nazionale che si è svolto il 14 e 15 gennaio &#8211; il primo dopo il Congresso di Napoli &#8211; è stato positivo. Alla fine del post troverete i link con tutti i materiali: i componenti della nuova direzione nazionale, il documento politico proposto e approvato dalla segreteria nazionale, il documento respinto presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115direzione.html"><img class="alignleft size-medium wp-image-3138" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Colors" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Colors-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Comitato Politico Nazionale che si è svolto il 14 e 15 gennaio &#8211; il primo dopo il Congresso di Napoli &#8211; è stato positivo.<br />
Alla fine del post troverete i link con tutti i materiali: i componenti della nuova direzione nazionale, il documento politico proposto e approvato dalla segreteria nazionale, il documento respinto presentato congiuntamente dalla seconda e terza mozione congressuale, gli ordini del giorno approvati.<br />
Quali sono gli elementi positivi che ho colto?<br />
In primo luogo un clima più disteso tra le compagne e i compagni.<br />
Questo non è un dettaglio. È il frutto del congresso di Napoli che, pur con tutti i limiti, ha segnato un passo avanti verso un superamento delle nostre divisioni interne. Divisioni spesso prodotte più da irrigidimenti reciproci che non da reali divergenze politiche.<br />
Non è che tutto sia risolto. Problemi al centro e in alcuni territori restano. Ma il modo con cui si stanno affrontando &#8211; quello della condivisone e del confronto &#8211; aiuta questo processo. Dobbiamo dargli continuità.<br />
Non si tratta di un dettaglio ed è per questo che pongo questo aspetto positivo come quello principale.<br />
Lo faccio perché sono convinto che da esso ne discendano altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3137"></span>A partire dal fatto che in questo Cpn abbiamo avuto &#8211; ed era tanto tempo che non si verificava &#8211; una buona parte dei compagni e delle compagne che sono intervenute che ha parlato delle loro esperienze locali, dei problemi che vivono nei territori. Anche molti degli interventi dei dirigenti nazionali si sono caratterizzati sui problemi e sulle iniziative che attengono al loro settore di lavoro piuttosto che a ragionamenti di carattere generale.<br />
Tutto questo ha dato il senso di un partito che lavora, che fa tutto il possibile per ricostruire una propria presenza politica e una propria credibilità logoratasi negli anni passati.<br />
Dobbiamo implementare questa tendenza. Solo rafforzando questa modalità rendiamo di nuovo &#8220;belle&#8221; e interessanti le riunioni dei nostri organismi dirigenti. Un comitato politico nazionale che anziché essere principalmente una passerella dove i vari dirigenti si confrontano, torni ad essere un luogo di dibattito a tutto campo,  di socializzazione di esperienze, di possibilità per il compagno/a del territorio o del compagno/a giovane di poter intervenire senza sentirsi a disagio.<br />
E questo è un altro elemento positivo di questo Cpn. Diversi volti nuovi, spesso giovani e donne, hanno preso la parola e i loro interventi sono stati seguiti con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto importante sta nel fatto che la linea uscita dal congresso di Napoli è stata ulteriormente precisata e, soprattutto, si sta cercando di metterla in pratica.<br />
Da questo punto di vista occorre dedicare il massimo impegno nell&#8217;organizzare sui territori, in modo unitario e aperto ai movimenti, la campagna contro il Governo Monti &#8220;paghi chi non ha mai pagato&#8221; e nel preparare bene la partecipazione alle prossime scadenze nazionali come lo sciopero dei sindacati di base del 27 gennaio e, soprattutto, la manifestazione nazionale della FIOM dell&#8217; 11 febbraio.<br />
Sulla valutazione del confronto politico a sinistra &#8211; nel dibattito &#8211; ci sono stati anche accenti diversi. In particolare sul fatto se sia giusto individuare nell&#8217;Idv il soggetto politico con il quale stabilire una &#8220;corsia preferenziale&#8221;. Nelle conclusioni Ferrero ha chiarito che non si tratta di stabilire delle priorità nell&#8217;interlocuzione a sinistra, ma che per noi è importante utilizzare tutte le possibilità che ci sono per riuscire a trovare delle convergenze che ci consentano di uscire dall&#8217;isolamento. Da questo punto di vista l&#8217;esperienza di Napoli &#8211; pur con tutte le sue contraddizioni &#8211; e la coalizione tra noi e Idv che si profila a Palermo sono fatti importanti che vanno valorizzati. In ogni caso il quadro politico che sembra consolidarsi attorno al Governo Monti fino alla fine della legislatura sta determinando anche in Sel una modifica della propria proposta politica. Proprio durante il Cpn infatti Vendola ha rilasciato una intervista su l&#8217;Unità (anche di questa troverete il link alla fine dell&#8217;articolo) dove si ipotizza una coalizione Sel Idv alternativa al Pd, qualora il partito di Bersani decidesse di fare una coalizione con il Terzo Polo. Sono elementi nuovi, di movimento del quadro politico, che devono indurci a perseguire con maggiore coraggio e determinazione la linea unitaria decisa al congresso di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ultima considerazione che si ricollega al post precedente su Liberazione. Era il primo Cpn dopo la sospensione delle pubblicazioni. Ebbene nonostante il segretario ne abbia parlato nella relazione e sulla vicenda si siano soffermati il direttore Dino Greco e l&#8217;amministratore Marco Gelmini, sia stato letto un comunicato delle lavoratrici e dei lavoratori (anche di questo trovate il link alla fine del post) e sia stato distribuito e votato un Odg della segreteria nazionale, sono stati pochissimi gli interventi (non più di 5 su oltre 60 intervenuti) che hanno parlato di Liberazione. Non voglio ricavare nessuna conclusione da questo fatto, ma penso debba fare riflettere sia il partito sia il giornale.<strong></strong><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115direzione.html"><strong><br />
</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115direzione.html"><strong></strong><strong>COMPONENTI DIREZIONE NAZIONALE</strong></a><br />
<a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115documento_segreteria.html"><strong>DOCUMENTO POLITICO APPROVATO</strong></a> (proposto dalla Segreteria nazionale)<br />
<strong><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115doc_respinto.html">DOCUMENTO POLITICO RESPINTO</a> </strong>(presentato da seconda e terza mozione congressuale)<br />
<strong>ORDINI DEL GIORNO APPROVATI</strong>: <strong><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115odg_liberazione.html">Liberazione</a> &#8211; <a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115odg_pareggiobilancio.html">Pareggio di Bilancio in Costituzione</a> &#8211; <a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115odg_acqua.html">Giù le mani dall&#8217;acqua<br />
</a><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Intervista-Vendola.doc">INTERVISTA NICHI VENDOLA</a><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115odg_acqua.html"><br />
</a><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Salviamo-insieme-Liberazione.doc">COMUNICATO LAVORATORI LIBERAZIONE</a><a href="http://web.rifondazione.it/archivio/cpn/120115/120115odg_acqua.html"><br />
</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>A proposito di Liberazione</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/01/limpegno-senza-riserve-per-sostenere-liberazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/libe-accesa-300x194.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="libe-accesa" /></a>L&#8217;edizione di Liberazione di ieri pubblica una intervista a Roberto Morea, segretario del circolo Prc di Trastevere. Ad un certo punto Morea dice: « L&#8217;idea che attraverso lo strumento economico si possano avviare epurazioni politiche, come già accaduto in passato, (corsivo mio) &#8211; spiega Morea &#8211; mi ferisce profondamente». Mai come in questo caso vale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/libe-accesa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3132" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="libe-accesa" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/libe-accesa-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>L&#8217;edizione di Liberazione di ieri pubblica una intervista a Roberto Morea, segretario del circolo Prc di Trastevere.<br />
Ad un certo punto Morea dice: « L&#8217;idea che attraverso lo strumento economico si possano avviare epurazioni politiche, come già accaduto in passato, (corsivo mio) &#8211; spiega Morea &#8211; mi ferisce profondamente».<br />
Mai come in questo caso vale il detto, «ci sono casi in cui le parole sono pietre!».<br />
Se la lingua italiana ha ancora un senso in quella frase si dice che Rifondazione oggi starebbe usando le difficoltà economiche del giornale per effettuare epurazioni e che questo sistema sarebbe stato utilizzato anche in passato.<br />
Sono indignato e vorrei che il compagno argomentasse quanto ha scritto con fatti precisi. Perché non solo quanto detto non è vero, ma lo è esattamente il contrario!<br />
I compagni e le compagne che leggono Liberazione conoscono bene come stanno le cose, ma dopo affermazioni così gravi val la pena di chiarire.<br />
Nessuno è mai stato mandato via dal giornale per le sue idee politiche. Anzi, sfido a trovare altri casi di giornali di partito che hanno avuto ed hanno una vera autonomia quale è stata quella di cui ha goduto Liberazione in tutti questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3129"></span>Rifondazione non solo non ha mai usato le difficoltà economiche «per fare epurazioni» a Liberazione, ma è sempre intervenuta con le proprie risorse coprendo disavanzi di gestione anche assai rilevanti. Solo negli ultimi quattro anni l&#8217;esborso del partito per coprire il disavanzo del giornale è stato pari a circa 7 milioni di euro.<br />
In particolare, dopo il congresso di Chianciano del 2008, l&#8217;attuale gruppo dirigente ha gestito una situazione a dir poco drammatica. Liberazione, con la gestione Sansonetti, aveva accumulato un deficit annuale di oltre tre milioni di euro e, contemporaneamente, in conseguenza del negativo risultato elettorale dell&#8217;Arcobaleno del 2008, come Prc ci siamo trovati senza parlamentari e senza finanziamento pubblico.<br />
Da allora ad oggi &#8211; grazie all&#8217;impegno rigoroso del precedente e dell&#8217;attuale amministratore e della direzione del giornale &#8211; è stata realizzato un processo di risanamento dei conti straordinario, al punto di essere riusciti a riportare il bilancio molto vicino al pareggio.<br />
Purtroppo &#8211; e qui stanno le ragioni della dolorosa decisione di sospendere la pubblicazione del quotidiano in versione cartacea &#8211; il governo ha drasticamente ridotto il fondo per l&#8217;editoria che finanzia i giornali di partito, di idee e cooperativi. Non avendo più la possibilità come partito di coprire in alcun modo l&#8217;enorme debito che si sarebbe prodotto continuando le pubblicazioni, abbiamo dovuto fare questa scelta per evitare il fallimento della società che edita il giornale! Oggi siamo costretti, speriamo solo momentaneamente, a sospendere l&#8217;edizione cartacea del giornale. Siamo in attesa di conoscere, per prendere decisioni a ragion veduta, a quanto ammonterà lo stanziamento per il nostro giornale per l&#8217;anno 2012 e stiamo facendo tutto il possibile, pur incontrando nel governo un muro di gomma, perché il fondo sia ripristinato in modo congruo. Non dipende da noi, come sanno tutti coloro che valutano questa vicenda in buona fede. Dipende dal governo e dalle sue scelte, tutt&#8217;altro che innocenti e neutrali. E allora sarebbe più utile che anziché parlare di epurazioni inesistenti e di prendersela con un partito che ha dato tutto per il suo giornale, si lavorasse tutti assieme per alimentare la sottoscrizione che abbiamo avviato e per cambiare le scelte del governo Monti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/15633_9019_11012012-006.pdf">ARTICOLO R. MOREA (Liberazione 11 gennaio 2012)</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/15667_9044_12012012-005.pdf"><strong>ARTICOLO P. FERRERO (Liberazione 12 gennaio 2012)</strong></a></p>

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		<title>Un bel congresso</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/un-bel-congresso/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/congresso-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="congresso" /></a>Di seguito la trascrizione del mio intervento al Congresso di Rifondazione svoltosi a Napoli. Alla fine dell&#8217;intervento i link con i risultati delle elezioni del segretario nazionale e del tesoriere nazionale. I componenti della segreteria nazionale e del comitato politico nazionale e del Collegio di Garanzia. Care compagne e cari compagni, il congresso è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/congresso.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3066" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="congresso" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/congresso-1024x526.jpg" alt="" width="460" height="234" /></a>Di seguito la trascrizione del mio intervento al Congresso di Rifondazione svoltosi a Napoli. Alla fine dell&#8217;intervento i link con i risultati delle elezioni del segretario nazionale e del tesoriere nazionale. I componenti della segreteria nazionale e del comitato politico nazionale e del Collegio di Garanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Care compagne e cari compagni,<br />
il congresso è il punto più alto della vita politica di un partito e viene prestata molta attenzione alle scelte politiche che vi vengono assunte. Ma un congresso nazionale è anche quello che c’è dietro alle quinte, che non si vede, ma che lo rende possibile. Parlo delle decine e decine di compagne e compagni che hanno lavorato e lavorano anche in questo momento affinché tutto funzioni per il meglio. Pur senza nominarli – sarebbero troppi – vorrei ringraziarli tutti a nome di tutti voi.<br />
Un congresso è fatto anche dai messaggi che simbolicamente si vogliono trasmettere all’esterno, perché alludono alla propria carta di identità, al proprio profilo. Da questo punto di vista sono orgoglioso di far parte di un partito che subito dopo la relazione del  Segretario ha deciso di dare la parola a coloro che nei punti alti del conflitto lottano per i diritti e la giustizia, dagli Stati Uniti alla Grecia, dal Cile alla Germania, dalla Palestina al Kurdistan. Ed è stata una grande soddisfazione, dopo le polemiche degli anni passati, sentire il calore con cui è stato accolto l’intervento dell’Ambasciatrice di Cuba in Italia.<br />
Un congresso ha anche un titolo, che è un messaggio. Mai messaggio è stato più azzeccato di questo: connettiamoci. Connettiamoci tra di noi. Connettiamoci con le forze disperse della sinistra. Connettiamoci con il nostro popolo che ci ha visto e ci vede distanti in conseguenza degli errori degli anni passati e delle continue divisioni. Connettiamoci nel senso di usare di più, con più intelligenza, con più coordinamento, quello straordinario strumento che è la rete, dove non solo abitano milioni di persone e il 90% sono giovani, ma che è stata uno strumento essenziale per la costruzione di imponenti manifestazioni in questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3065"></span><strong>Il senso di questo Congresso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Compagne e compagni, qual è il senso di questo congresso? Il senso di un congresso è la linea politica che sceglie e su cui fare lavorare il partito. Ma il senso del nostro congresso è dato anche dal bilancio di questi tre anni e dal messaggio che, su questa base, il gruppo dirigente uscente vuole dare al corpo del partito. D’altra parte ogni congresso ha il suo tratto distintivo. Quello di Chianciano fu la scelta tra la permanenza di Rifondazione comunista e la costruzione di una nuova forza politica di sinistra genericamente di sinistra. Il tratto distintivo di questo VIII congresso, a mio parere, si sostanzia nella unità con cui il gruppo dirigente si è presentato agli iscritti per rilanciare la nostra impresa politica.<br />
A differenza degli ultimi due congressi, quello di Venezia e quello di Chianciano, il gruppo dirigente ha lavorato per fare una sintesi, ha ricercato gli elementi di unità e non di divisione. Questo lo considero il fatto più importante di questo congresso.<br />
Abbiamo resistito, e questo è motivo per noi di legittimo orgoglio. Ma dobbiamo sapere anche che la risalita sarà ancora dura e che per realizzarla l’unità del partito è la precondizione fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un bilancio di questi tre anni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo del bilancio. Su questo posso dire che in questi tre anni di resistenza, nei quali abbiamo dovuto reggere la scissione più pesante mai subita dal Prc, abbiamo fatto principalmente tre cose.<br />
Innanzitutto abbiamo gestito una situazione economica drammatica, sia per il partito (abbattendo il bilancio da 15 a 4 milioni di euro all’anno e su questo terreno stiamo ancora lavorando), sia per il giornale, in precedenza gravato da un debito annuo di 3 milioni di euro.<br />
In secondo luogo abbiamo cercato di evitare due opzioni politicamente sbagliate, due derive che avrebbero ucciso il nostro progetto: quella omologante dell&#8217;internità all’Ulivo, e quella isolazionista, insensibile &#8211; anzi, pregiudizialmente ostile &#8211; alla politica unitaria e delle alleanze. Se volete, abbiamo scelto in proposito la posizione più difficile e la più criticata, da destra e da sinistra, ma quella più giusta, che ci consente oggi, nel nuovo contesto politico, di essere, potenzialmente, punto di riferimento sia per i critici di destra sia per quelli di sinistra.<br />
La terza cosa su cui tutti abbiamo lavorato, pur con tanti limiti che vanno superati, è stata il riposizionamento del partito nella società, nelle lotte e nelle vertenze. L&#8217;internità ai conflitti è nel DNA di Rifondazione, ma in questi anni abbiamo operato affinché questa vocazione si traducesse ogni giorno, concretamente, nella pratica del nostro impegno, stando davvero a fianco di chi lottava, animando vertenze e promuovendo manifestazioni e occupazioni.<br />
Queste sono le cose principali su cui abbiamo lavorato e su cui occorre continuare a lavorare per rendere ancora più efficace l’iniziativa del partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una proposta di fase</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, si tratta di fare uscire da questo congresso una proposta di fase che si collochi nella nuova situazione politica. Una nuova situazione politica nella quale un governo che abbiamo duramente combattuto (quello di Berlusconi) se ne va, e di ciò non possiamo che essere soddisfatti; ma – e qui sta l’elemento che non ci consente di trasformare questa soddisfazione in una soddisfazione politica – il governo non viene fatto cadere da una opposizione, ma perché ciò viene deciso dalla Bce e dalle istituzioni internazionali che stanno gestendo questa crisi per nome e per conto del capitale. Il governo che nasce, il governo Monti, non può avere il nostro appoggio, proprio per la missione che assume sin dal suo atto di nascita. Cioè gestire la crisi con le ricette che l’hanno provocata, con la lettera e i punti della Bce.<br />
Da questo punto di vista la definizione di governo tecnico è completamente sbagliata. Il governo Monti-Napolitano non è un governo tecnico, è un governo straordinariamente politico. È il governo della grande coalizione. È il governo – se reggerà – che non ha solo il compito di fare passare le misure economiche volute dalla Bce, ma anche quello di scomporre e ricomporre il sistema politico italiano secondo i desiderata  dei poteri forti di questo Paese. Un bipolarismo – quale si è configurato in questi venti anni – che a destra è condizionato dalla Lega e a sinistra dalle forze a sinistra del Pd non è più considerato utile non solo dal Corriere della sera, ma anche dalla Repubblica, non solo dal Vaticano, ma anche dalla Confindustria. Una destrutturazione di questo quadro politico è l’altro lato della medaglia di questo governo, e non a caso il suo sostenitore principale, quello che più si trova a suo agio in questo contesto, è Casini, che da vent’anni lavora per questo obiettivo. In ogni caso &#8211; lo ripeto &#8211; è un governo il cui programma, ormai delineato, ci dice che merita una netta, forte, inequivoca opposizione.<br />
La sciagura più grave sarebbe quella di lasciare il ruolo dell&#8217;opposizione alla Lega Nord.<br />
La nostra ambizione deve essere quella di costruire una opposizione di massa, non minoritaria, lavorando nelle contraddizioni delle forze politiche del centrosinistra che sostengono Monti, come il Pd, i cui contrasti interni sono evidenti e che possono portare anche alla rottura di questo partito, e in particolare Sel, che oggi vive una contraddizione tra il proprio progetto e la realtà che si è determinata.<br />
Non dobbiamo mai dimenticare che i progetti di queste forze politiche sono diversi dal nostro, ma il blocco sociale di riferimento, l’elettorato, spesso coincide con il nostro e la nostra ambizione deve essere quella di vincere la sfida dell’egemonia.<br />
Da questo punto di vista non serve chiudersi nel recinto del centrosinistra, ma nemmeno nel recinto del settarismo e del minoritarismo. Lo abbiamo imparato da Antonio Gramsci, che subito dopo la scissone di Livorno, che diede vita al Pcd&#8217;I, ingaggiò una dura battaglia politica contro il settarismo di Bordiga che lo portò ad elaborare quello straordinario documento politico che furono le Tesi di Lione. Quindi da subito proponiamo un patto di consultazione con le forze dell’opposizione al governo Monti e poche proposte alternative: poche ma chiare, comprensibili e praticabili.<br />
La prima cosa che dobbiamo dire è che non è vero che non ci sono alternative, non è vero che c’è stato un impoverimento generale. In questi vent’anni vi è stato un enorme trasferimento di ricchezza dal lavoro alle rendite e ai profitti. È lì che bisogna reperire le risorse: una patrimoniale stabile oltre i 500mila euro varrebbe 21 miliardi di euro, la tassazione aggiuntiva sui capitali illegalmente portati all’estero e rientrati con lo scudo fiscale varrebbe 15 miliardi di euro e riducendo le spese militari del 20%, ritirandoci dall’Afghanistan e rinunciando all’acquisto degli F35 si risparmierebbero altri 10 miliardi di euro. Il totale è di 46 miliardi: come si vede è possibile fare diversamente da quanto propone il governo. Si tratta di sceglierlo, si tratta di avere volontà politica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rilanciare la Fds, costruire la Sinistra alternativa, rafforzare il Prc</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a questo dobbiamo proseguire, nonostante tutti i suoi attuali limiti, nella costruzione della Federazione della Sinistra. Non come nostro progetto strategico, ma come primo passo verso la costruzione di un polo della sinistra di alternativa che inverta la pratica delle divisioni di questi anni e che diventi massa critica per il popolo della sinistra. Sappiamo dei limiti della Fds, ma tornare indietro sarebbe ancora peggio e quindi, responsabilmente, dobbiamo impegnarci per correggere questi limiti e andare avanti.<br />
In questo processo, decisivo diventa il rafforzamento politico e organizzativo di Rifondazione comunista, che passa attraverso il consolidamento dell’unità del gruppo dirigente. Il Prc è il perno senza il quale difficilmente si potrebbe ricostruire in questo Paese una sinistra di alternativa che, come chiedeva il Segretario della Fiom dal palco del 16 ottobre dello scorso anno, diventi sponda politica dei movimenti, in primo luogo del movimento dei lavoratori.<br />
Le possibilità ci sono, in Italia e in Europa. Ne abbiamo avuto una conferma recente con le elezioni spagnole. Izquierda Unida, una forza politica data per spacciata da alcuni anni, è risalita dal 3,8% al 7%. Il suo è un progetto politico che dobbiamo guardare con attenzione, all’interno del quale i comunisti e le comuniste sono forza decisiva e hanno mantenuto la loro autonomia. Ma Izquierda Unida è anche un soggetto politico vero e proprio e non un mero cartello elettorale. Se costruire forze unitarie della sinistra di alternativa è stato possibile in Spagna, in Germania, in Grecia, in Portogallo e in Francia, sarà possibile anche in Italia. Dobbiamo lavorarci con tenacia e passione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISULTATI VOTAZIONE:</strong></p>
<ul>
<li>Segretario nazionale PAOLO FERRERO -  118 votanti. 100 a favore, 12 contrari 6 astenuti.</li>
<li>Tesoriere nazionale MIMMO CAPORUSSO &#8211; 118 votanti. 106 favorevoli, 4 contrari, 8 astenuti</li>
<li>Segreteria nazionale: 101 votanti. 82 favorevoli, 15 contrari, 2 bianche e 2 astenuti. PAOLO FERRERO E MIMMO CAPORUSSO di diritto. IRENE BREGOLA, ROBERTA FANTOZZI, MARCO GELMINI, CLAUDIO GRASSI, GIANLUIGI PEGOLO, ROSA RINALDI, AUGUSTO ROCCHI.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/CPN_alfabetico3.xls"><strong>COMITATO POLITICO NAZIONALE</strong></a></p>
<p><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/CNG_alfabetico3.xls"><strong>COLLEGIO NAZIONALE DI GARANZIA</strong></a></p>
<p><strong>DOCUMENTI CONCLUSIVI:</strong></p>
<ol>
<li><strong><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/congresso-documento-finale_APPROVATO.doc">Documento approvato</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/doc2_napoli.doc">Documento respinto</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/TARGETTI_DOC-CONCLUSIVO.doc">Documento respinto</a></strong></li>
</ol>

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		<title>Connettiamoci</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 06:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/12/connettiamoci/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/111018congresso300-150x150.gif" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="111018congresso300" /></a>Domani, a Napoli, inizia l&#8217;ottavo congresso del Partito della Rifondazione Comunista. E&#8217; il  congresso del ventennale. Esso avviene in un momento di difficoltà (la scissione consumatasi dopo Chianciano è stata la più pesante dal 1991 ad oggi), ma anche di potenzialità (il nuovo quadro politico necessita di una opposizione di sinistra e noi siamo naturalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/111018congresso300.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3056" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="111018congresso300" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/111018congresso300.gif" alt="" width="229" height="322" /></a>Domani, a Napoli, inizia l&#8217;ottavo congresso del Partito della Rifondazione Comunista. E&#8217; il  congresso del ventennale. Esso avviene in un momento di difficoltà (la scissione consumatasi dopo Chianciano è stata la più pesante dal 1991 ad oggi), ma anche di potenzialità (il nuovo quadro politico necessita di una opposizione di sinistra e noi siamo naturalmente collocati in questo spazio).<br />
Prima di fare qualche breve riflessione politica vorrei riportare un po&#8217; di dati sul nostro congresso. Alla fine di questo post ci sono i link con tutti i dati federazione per federazione con i voti in numeri assoluti e in percentuale, documento per documento. Così come potrete leggere le percentuali di partecipazione al voto delle nostre iscritte e dei nostri iscritti.<br />
Nella crisi che tocca tutti i partiti politici forse sarebbe stato più &#8220;saggio&#8221; non divulgare dati, limitarsi in una qualche intervista a dare qualche numero &#8220;gonfiandolo&#8221; un po&#8217;, come fanno un po&#8217; tutti. Noi abbiamo fatto un&#8217;altra scelta, quella della massima trasparenza. Come responsabile d&#8217;organizzazione sono orgoglioso di questo, anche se ciò mette in luce, oltre alle nostre potenzialità, anche le nostre debolezze.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3055"></span><strong>I numeri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo svolto 1259 congressi. Prima di questi congressi abbiamo tenuto 120 comitati politici federali nei quali sono stati presentati e sottoscritti i documenti e nei quali sono state elette le commissioni congressuali provinciali.<br />
In questi congressi hanno votato 16.790 compagne e compagni. Gli iscritti del 2010 su cui sono stati calcolati i delegati erano 40.770. La percentuale dei votanti rispetto agli iscritti del 2010 è stata quindi del 41.8 per cento. Una percentuale inferiore a quella del precedente congresso di Chianciano. Tuttavia ritengo che il confronto vada fatto con congressi analoghi, dove si è presentata una mozione di larga maggioranza e una di minoranza (1996 o nel 1999) e non in congressi con esiti incerti (Venezia o a Chianciano) dove la partecipazione al voto, per questo motivo, è lievitata. Se si confronta appunto il dato con quello di questi congressi, si rileva che la partecipazione a questo congresso rientra perfettamente nella media.<br />
Dopo i congressi di circolo si sono svolti i 120 congressi di Federazione dove sono stati eletti i 500 delegati che parteciperanno al congresso di Napoli. Una nota positiva di questi congressi è che ad essi sono intervenuti ovunque numerosi invitati di forze politiche democratiche e di sinistra, esponenti delle amministrazioni, dei movimenti, del mondo sindacale e dell&#8217;associazionismo.<br />
Sono stati presentati tre documenti. Il primo documento ha raccolto 13.648 voti, pari all&#8217;81.29%, il secondo documento 2.248 voti, pari al 13.39%, il terzo documento 894 voti, pari al 5.32%.<br />
La Regione dove la mozione 1 ha il maggior consenso è la Sardegna con il 94.5%.<br />
La Regione dove la mozione 2 ha il consenso più alto è la Liguria con il 33.8%.<br />
La Regione dove la mozione 3 ha il consenso più alto è il Molise con il 42.1%.<br />
Il capoluogo di Regione dove la mozione 1 ha il maggior consenso è Cagliari con il 98.7%.<br />
Il capoluogo di Regione dove la mozione 2 ha il maggior consenso è Genova con il 47.5%.<br />
Il capoluogo di Regione dove la mozione 3 ha il maggior consenso è Campobasso con il 62.9%.<br />
La Regione con la più alta partecipazione al voto è il Molise con il 50.9%.<br />
Il capoluogo di Regione con la più alta partecipazione al voto è Genova con il 63.9%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Breve riflessione sui risultati dei documenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il documento di maggioranza raccoglie quasi l&#8217;82% dei consensi. Si tratta di uno dei dati più alti conseguiti dal documento risultato maggioritario dal 1991 ad oggi.<br />
La somma dei due documenti di minoranza &#8211; circa il 18% &#8211; è, più o meno, il dato raccolto dal documento di minoranza in congressi analoghi a questo e cioè quelli del 1996 e del 1999, quando la maggioranza, pur articolata al proprio interno, è stata capace di unirsi.<br />
Gli emendamenti, come già dicevo nel precedente post, in questo congresso non sono riusciti ad affermarsi. I due emendamenti Valentini-Bonadonna sono stati approvati in due federazioni. Dei quattro emendamenti Forenza-Barbarossa-De Cesaris, due sono stati approvati in 8 federazioni e 2 in 5 federazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche riflessione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In ogni congresso si discutono documenti politici (nella tradizione del nostro partito sempre più di uno), in genere anche molto lunghi, nei quali si fanno analisi e si tenta di delineare una proposta politica su cui impegnare il partito. Ciò è avvenuto anche in questo congresso. Nella nuova fase, con il governo Monti, il progetto e&#8217; quello di costruire una opposizione di sinistra. Non si tratta, come dicono i mezzi di informazione, di un governo &#8220;tecnico&#8221;, come se quello che decide di fare fosse ineluttabile e, quindi, senza alternative. Si tratta di un governo che ha un mandato preciso: approvare le ricette della BCE e cioè, come vediamo in queste ore, taglio alle pensioni, privatizzazioni, ulteriore riduzione dei diritti per il lavoro. Le stesse ricette di questi 20 anni che sono la causa vera della crisi che stiamo vivendo. Non è un governo tecnico, quindi, ma un governo politico sostenuto da una grossa coalizione. Sarebbe una sciagura se ad esso si contrapponesse solo una opposizione di estrema destra come quella della Lega.<br />
La nostra opposizione deve avere l&#8217;ambizione di essere maggioritaria. L&#8217;esito dei referendum, i risultati delle amministrative, le massicce mobilitazioni di questo ultimo anno  (dal 16 ottobre 2010 al 15 ottobre 2011), ci dicono che è possibile.<br />
Quindi: opposizione di sinistra, costruzione della sinistra di alternativa di cui la Fds è il primo passo (si tratta di aprire una franca discussione per superarne i limiti), elaborazione di un programma alternativo a quello liberista, chiaro, fatto di pochi punti credibili e praticabili (la finanziaria alternativa di Sbilaciamoci potrebbe essere assunta).<br />
Il congresso, come dicevo, è questo. Cerca di tracciare una linea. Ma non è solo questo. Anzi, a mio giudizio non è principalmente questo. Un congresso viene spesso ricordato per le scelte che in esso fanno i gruppi dirigenti, per come si collocano. Il dato importante di questo congresso è che il gruppo dirigente, a differenza di quanto avvenne nei due precedenti congressi di Venezia e di Chianciano, ha scelto la strada della sintesi e dell&#8217;unità. Dobbiamo valorizzare questa scelta, dobbiamo renderla stabile. Essa è vitale. E&#8217; la precondizione per provare a ripartire. E&#8217; l&#8217;elemento essenziale per ricostruire la connessione &#8211; come ci dice l&#8217;azzeccato titolo di questo congresso &#8211; con il nostro popolo.<br />
Provare e riprovare, lo dobbiamo fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/risultati_viii_congresso.pdf"><strong>RISULTATI DEFINITIVI VIII CONGRESSO</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione.xls"><strong>PARTECIPAZIONE</strong></a></p>

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		<title>FdS, se ci sei batti un colpo</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/fds-se-ci-sei-batti-un-colpo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="batti_un_colpo" /></a>Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane ci offre diversi spunti di riflessione.  Il 15 ottobre Il primo riguarda la straordinaria giornata di mobilitazione mondiale del 15 ottobre scorso. Giustamente si è parlato molto della manifestazione di Roma, per i noti incidenti di cui parlerò, e anche perché è stata la più grande. Il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3036" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="batti_un_colpo" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/batti_un_colpo-300x200.jpg" alt="" width="349" height="233" /></a>Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane ci offre diversi spunti di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Il 15 ottobre</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riguarda la straordinaria giornata di mobilitazione mondiale del 15 ottobre scorso. Giustamente si è parlato molto della manifestazione di Roma, per i noti incidenti di cui parlerò, e anche perché è stata la più grande. Il dato di gran lunga più significativo, tuttavia, è che di fronte alla crisi economica internazionale più grave dal 1929 si è creato un movimento mondiale che mette in discussione alla radice le soluzioni che vengono proposte dagli Stati e dagli organismi internazionali. Il fatto stesso che si siano sviluppate mobilitazioni molto significative negli Usa e in Israele è &#8211; di per sè &#8211; più importante di mille ragionamenti. E&#8217; un movimento che &#8220;politicamente&#8221; non ha appoggi tra le forze più rilevanti del centro sinistra o della sinistra moderata, ma che, nel senso comune diffuso, è maggioritario. Il fatto stesso che personaggi come Obama o come Draghi che, concretamente, decidono le politiche contro cui questi movimenti si mobilitano, considerino  che gli obiettivi di questi stessi movimenti siano fondati è un fatto significativo. Così come il fatto che certi obiettivi che fino a pochi anni fa erano oggetto di derisione (Tobin Tax e patrimoniale per fare due esempi), oggi vengano ritenuti dagli stessi governi come provvedimenti opportuni, è un fatto altrettanto rilevante.  Ciò indica che la consapevolezza  della inadeguatezza delle misure proposte è talmente diffusa che penetra ovunque, in modo pervasivo. Ovviamente questo non significa un cambio di direzione nelle scelte, poiché la mano che guida queste Istituzioni, al di là delle intenzioni dei singoli, sono gli interessi del capitalismo internazionale, in particolare delle grandi società, delle grandi banche, e di chi detiene enormi ricchezze che sono in grado di condizionare le scelte dei Governi.<br />
Il dato da cogliere &#8211; e su cui lavorare &#8211; è che misure radicalmente alternative a quelle liberiste possono avere un consenso non minoritario. Qualche segnale lo abbiamo avuto nell&#8217;ultimo anno anche nel nostro Paese: il successo dei referendum sull&#8217;acqua e il nucleare non si spiega altrimenti. Lo stesso dato delle amministrative con candidati di sinistra che vincono in grandi città senza attenuare il loro profilo e il loro programma va inquadrato in questo contesto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3035"></span><strong>No alla violenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se questo ragionamento ha un fondamento ne discende che chi alla manifestazione del 15 ottobre scorso ha praticato delle azioni violente non solo ha fatto un danno enorme al corteo facendone scomparire i contenuti ed esercitando una espropriazione violenta contro la maggioranza dei manifestanti; di più, ha proposto e propone una opzione politica che chiude qualsiasi possibilità a questo movimento di cogliere le potenzialità che questa nuova fase gli consegna e cioè di diventare potenzialmente maggioritario. Per questo ritengo del tutto secondarie le discussioni sugli infiltrati, sui servizi d&#8217;ordine. Siamo di fronte a una contesa politica. O vince l&#8217;opzione che tiene questo movimento su un binario politico capace di  essere attrattivo per la maggioranza della popolazione colpita dalla crisi, o, altrimenti, la partita è chiusa in partenza. Dobbiamo lavorarci con determinazione. Lisciare il pelo alle posizioni che hanno creato le azioni di violenza Roma è quanto di peggio si possa fare. E&#8217; un atteggiamento che va contrastato.<br />
La Fiom-Cgil ce lo ha indicato con chiarezza pochi giorni dopo con la manifestazione di Piazza del Popolo: nessun passo indietro sui contenuti, ma nessun cedimento verso forme di lotta o di mobilitazione che possono danneggiare prima di tutto i lavoratori stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rilanciare la Federazione della Sinistra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo quadro importante e, per certi versi, positivo resta allarmante il ritardo e l&#8217;inadeguatezza della sinistra di alternativa. Sarebbe il caso di fare qualcosa. Il rischio che vedo è che emergano ipotesi che non mi paiono per nulla convincenti. Da un lato, come abbiamo visto, anche nelle recenti elezioni regionali del Molise, la posizione di Grillo &#8211; percepita come unica voce &#8220;fuori dal coro&#8221;- aumenta i propri consensi, dall&#8217;altro si ipotizza la costruzione di un nuovo progetto politico, totalmente indefinito, che dovrebbe fare perno, anche questo, su una persona: De Magistris.<br />
In questo contesto è inspiegabile il sostanziale silenzio della Federazione della Sinistra. Se e&#8217; vero come abbiamo detto nel congresso costitutivo dello scorso anno che essa è il soggetto politico nel quale le forze che l&#8217;hanno costituita investono per costruire il primo passo di unità di una sinistra di alternativa più ampia, bisogna riconoscere che invece di andare avanti, stiamo andando indietro. I pur timidi passi che erano stati fatti prima e dopo quel congresso sono gravemente regrediti e la Federazione della Sinistra è oggi in campo quasi esclusivamente come cartello elettorale. A differenza di alcuni mesi fa il centro della discussione e della iniziativa politica è stato riposizionato nei partiti. Il risultato immediato di questa scelta è che si sono accentuati gli elementi di distinzione tra i soggetti fondatori, mentre in una prima fase, pur tra tante difficoltà, si era costruita una sintesi unitaria tra di essi  avviando anche un processo unitario vero, non a chiacchiere, tra i due partiti comunisti.<br />
Considero questo fatto molto negativo. Non credo ci sia un futuro di ripartenza per la sinistra di alternativa, comunisti in primis, se le forze che compongono la Fds tornano ognuna a casa propria. Da questo punto di vista vanno respinte le critiche distruttive e striscianti che vengono avanti nei confronti del progetto della Federazione della Sinistra. I limiti li vediamo tutti, ma è da irresponsabili mettere in discussione una proposta e contemporaneamente non averne una migliore da avanzare al suo posto.<br />
Penso quindi sia urgente nell&#8217;ambito dei due congressi in corso del Pdci e del Prc, così come nel processo di unificazione tra Lavoro e Solidarietà e Socialismo 2000 nel Partito del Lavoro, riaprire una discussione sulla Federazione della Sinistra. Su un suo rilancio. Tanto più urgente in vista di una imminente e decisiva scadenza elettorale auspicabilmente anticipata.</p>

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		<title>Senza contraddizione non c&#8217;è vita</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 16:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[prc]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione]]></category>
		<category><![CDATA[VIII congresso]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/10/senza-contraddizione-non-ce-vita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/contraddizione-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="contraddizione" /></a>La settimana scorsa ho postato le proposte di documento congressuale e gli emendamenti che erano stati presentati al Cpn. Come concordato nel Cpn medesimo vi era tempo fino a lunedì 3 ottobre per sottoscriverli e per apportarvi modifiche. Gli allegati a questo post sono i testi definitivi con i relativi sottoscrittori. Si tratta, quindi, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/contraddizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3012" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="contraddizione" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/contraddizione-300x300.jpg" alt="" width="256" height="256" /></a>La settimana scorsa ho postato le proposte di documento congressuale e gli emendamenti che erano stati presentati al Cpn. Come concordato nel Cpn medesimo vi era tempo fino a lunedì 3 ottobre per sottoscriverli e per apportarvi modifiche. Gli allegati a questo post sono i testi definitivi con i relativi sottoscrittori. Si tratta, quindi, dei testi sui quali inizia l&#8217;ottavo congresso del Partito della Rifondazione Comunista, con una discussione che coinvolgerà i nostri 1500 circoli (circa) e le nostre 120 federazioni. Il tutto si concluderà con l&#8217;assise nazionale di Napoli il 2, 3 e 4 dicembre. L&#8217;auspicio e&#8217; quello di un dibattito vero e libero e che, anche in conseguenza del fatto che un&#8217;ampia maggioranza si riconosce nel primo documento, le nostre assemblee congressuali si aprano all&#8217;esterno attraverso un confronto con le forze politiche democratiche e di sinistra, le organizzazioni sindacali, i movimenti presenti nel territorio, le organizzazioni antifasciste.<br />
Ho già scritto la mia opinione sul primo documento che ho sottoscritto e che, quindi, condivido. Vorrei soffermarmi su un concetto che esso contiene, che io considero molto importante, che non ritrovo negli altri documenti e che viene confermato dai fatti politici che stanno avvenendo in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3011"></span>Il concetto e&#8217; quello della contraddizione, della intima contraddittorietà delle dinamiche politiche, in particolare nel modo di agire delle forze politiche e sindacali a noi contigue. L&#8217;assunzione di questo concetto e&#8217; importante poiché determina una scelta di campo. La scelta di stare nei processi, di fare leva sulle contraddizioni che si aprono. In una parola di evitare, nel nostro agire politico, l&#8217;approccio settario, minoritario, isolazionista.<br />
Dicevo che i fatti che stanno avvenendo in questi giorni danno ragione a questo approccio. Ne voglio citare tre, a titolo di esempio.<br />
La CGIL. Il più importante sindacato italiano sigla un accordo (28 giugno) che, assieme alla maggioranza della FIOM-CGIL e alla minoranza della confederazione, consideriamo sbagliato. Tuttavia il 6 settembre, subito dopo il varo della manovra del governo, viene proclamato, dalla sola CGIL &#8211; con i sindacati di base &#8211; uno sciopero generale di 8 ore. Si tratta della più importante forma di lotta e di opposizione prodottasi nel Paese contro il governo e la sua politica economica.<br />
Il Pd. La direzione nazionale tenutasi il 3 ottobre ci parla di uno scontro pesante sia sulla leadership, sia sulle scelte politiche. Sulla leadership e&#8217; evidente la ridiscesa in campo degli ulivisti. Sull&#8217;onda del successo della raccolta di firme per il ritorno del Mattarellum, si sta ricostruendo l&#8217;asse Parisi, Veltroni, Prodi. La partita e&#8217; quella tra un Pd che promuove una alleanza ampia, a partire dal nuovo Ulivo,  per battere le destre (in questo contesto si spiega la contrarietà di Bersani al Mattarellum), e quella tra un Pd con vocazione maggioritaria che si allea col terzo polo escludendo le sinistre. Sulle scelte politiche abbiamo assistito, sulla lettera della Bce, ad un pronunciamento nettamente favorevole da parte di Letta e ad un altro critico da parte di Fassina.<br />
Sel. All&#8217;indomani della scelta di partecipare alla raccolta di firme per il Mattarellum abbiamo letto e sentito di numerosi e significativi dissensi. Inoltre il saggio pubblicato da Bertinotti sulla rivista Alternative per il Socialismo (di cui inseriamo il link alla fine del post) mette in evidenza che anche sulle prospettive &#8211; in particolare sul rapporto con il centrosinistra e attraverso quale processo si possa arrivare alla ricostruzione di una nuova forza di sinistra &#8211; vi siano posizioni diverse.<br />
Questo significa che siamo d&#8217;accordo con la Camusso, Bersani e Bertinotti? Assolutamente no! Non ci sarebbe nemmeno bisogno di precisarlo se tra di noi si  sviluppasse una dialettica politica non semplificata, che si fa forte del ragionamento e non dell&#8217;invettiva. Ma, come si può vedere anche da molti commenti che compaiono anche in questo blog, questo non sempre avviene, quindi e&#8217; bene precisarlo.<br />
Tuttavia se le contraddizioni di questi tre soggetti che prima ho richiamato evolvono in un senso o in un altro, il quadro -per far fare passi in avanti alla nostra proposta politica -   cambia radicalmente. Ecco perché e&#8217; importante agire in queste contraddizioni e non tirarsi fuori. Ed ecco perché &#8221; il pacchetto&#8221; delle nostre proposte politiche &#8211; Fronte democratico, unita&#8217; della sinistra e costruzione della Federazione della Sinistra &#8211; e&#8217; quello che meglio si sintonizza con questi processi cercando di influenzarne una evoluzione nella direzione a noi più favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/doc1.doc">DOCUMENTO 1</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/EMENDAMENTI-AL-DOCUMENTO-1.doc">EMENDAMENTI doc 1</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/doc2.doc">DOCUMENTO 2</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/doc3.doc">DOCUMENTO 3</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/BERTINOTTI-N.-18CORRETTO.doc">Saggio F. Bertinotti</a></p>

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		<title>VIII Congresso Prc: si parte!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 15:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/09/viii-congresso-prc-si-parte/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/finestra-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="finestra" /></a>Con il Comitato Politico Nazionale del 23 e 24 settembre si è avviato il percorso dell&#8217;ottavo congresso di Rifondazione Comunista. Esso si colloca nel ventennale della nascita del partito (avvenuta nel 1991 all&#8217;indomani dello scioglimento del Pci) e in un contesto di particolare difficoltà. La partecipazione al Governo Prodi (2006-2008), non solo non diede i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/finestra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2984" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="finestra" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/finestra-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Con il Comitato Politico Nazionale del 23 e 24 settembre si è avviato il percorso dell&#8217;ottavo congresso di Rifondazione Comunista. Esso si colloca nel ventennale della nascita del partito (avvenuta nel 1991 all&#8217;indomani dello scioglimento del Pci) e in un contesto di particolare difficoltà. La partecipazione al Governo Prodi (2006-2008), non solo non diede i risultati auspicati, ma contribuì  in modo decisivo a determinare la sconfitta alle elezioni del 2008 nel corso delle quali la lista &#8220;Sinistra arcobaleno&#8221; raccolse un misero 3,1 per cento ( il complesso delle forze che la costituirono due anni prima avevano raccolto oltre il 10 per cento) e determinò  l&#8217;azzeramento dal Parlamento di qualsiasi rappresentanza dei comunisti e della sinistra di alternativa. All&#8217;indomani di quel risultato Rifondazione tenne il suo settimo congresso a Chianciano. La forte contrapposizione tra due opzioni alternative &#8211; superare Rifondazione Comunista per dare vita ad una nuova forza di sinistra non comunista e quella di rilanciare Rifondazione &#8211; si concluse da un lato con una vittoria di misura del mantenimento del Prc e dall&#8217;altro, purtroppo, con una ennesima scissione che indebolì pesantemente il partito.<br />
Questi tre anni (quelli che ci separano dal Congresso di Chianciano), sono stati caratterizzati dal tentativo, sul piano politico e sul piano delle difficoltà economiche e organizzative determinatesi, di uscire da questa situazione. Sul piano politico si è dato vita ad una aggregazione delle forze della sinistra di alternativa: la lista comunista alle europee del 2009 e, subito dopo, la costruzione della Federazione della Sinistra. Sul piano organizzativo si è cercato, con la conferenza di Caserta, di adeguare la nostra organizzazione alle nuove condizioni e su quello economico, con un forte intervento su Liberazione e sull&#8217;apparato centrale, di azzerare le perdite del giornale e di ridurre fortemente i costi nazionali del partito.<br />
Ci siamo riusciti?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2983"></span>L&#8217;ottavo congresso, come è giusto che sia, farà un bilancio di questo lavoro e valuterà le correzioni che si dovranno apportare, sia in termini di scelte politiche che di gruppi dirigenti.<br />
Sicuramente molte difficoltà persistono sia per quanto riguarda Rifondazione Comunista, sia per quanto riguarda il progetto politico su cui abbiamo investito per riaggregare le forze della sinistra di alternativa e cioè la Federazione della Sinistra.<br />
Va anche detto, tuttavia, che nonostante il sistematico oscuramento e la divulgazione continua di sondaggi che ci davano per scomparsi, le ultime elezioni amministrative hanno dato un esito ben diverso, collocandoci attorno al tre per cento. Inoltre la presenza di Rifondazione nelle lotte sia territoriali che nazionali (basta ricordare la straordinaria partecipazione alla manifestazione della FIOM del 16 ottobre), la persistenza di una capillare organizzazione territoriale che continua a produrre un numero rilevante di Feste di Liberazione e numerose iniziative locali, dimostra una vitalità significativa della nostra organizzazione.<br />
Contemporaneamente possiamo dire che Sel, pur godendo di un&#8217;ampia visibilità, non è riuscita ad ottenere quel consenso elettorale che le veniva accreditato. Inoltre il progetto politico che in questi anni ha proposto &#8211; la costruzione di una nuova forza di sinistra che si sarebbe dovuta determinare dalla rottura del Pd – non ha trovato le condizioni per realizzarsi e la scelta dell&#8217;internità al Nuovo Ulivo e ad un nuovo futuro governo di centro sinistra &#8220;a prescindere&#8221; ha di fronte a sè scenari forieri di gravi contraddizioni. Come abbiamo potuto sperimentare in questi anni la partecipazione ad un esecutivo ad egemonia Pd, in un contesto di crisi economica e di accettazione di questo partito, da parte di tutte le sue componenti, dei diktat provenienti dall&#8217;Europa, non lascia presagire nulla di buono.<br />
In questo scenario la partita a sinistra è ancora aperta, ed è in questo contesto che dovremmo cercare di far svolgere al nostro ottavo congresso un contributo positivo.<br />
Per come è andato il Comitato Politico Nazionale, penso che questa possibilità ci sia.<br />
Innanzitutto quello che avevamo auspicato nei mesi scorsi si è realizzato: una ampia maggioranza &#8211; oltre il 90 per cento del Cpn &#8211; si riconosce in un unico documento congressuale. Alla fine del post troverete i link di tutti i materiali che la riunione di venerdì e sabato ha discusso: regolamento, documenti ed emendamenti. Va precisato che mentre il regolamento è definitivo, gli altri materiali &#8211; sui quali è iniziato il precorso di sottoscrizione delle compagne e dei compagni del Cpn e del Cng e che si concluderà il 3 ottobre &#8211; potranno subire alcune variazioni (per esempio il documento di maggioranza del Cpn dovrà essere ridotto e dovrà esservi inserito un capitolo sul mezzogiorno e la questione sarda).<br />
Oltre al documento di maggioranza sono stati presentati altri due documenti. Uno dei compagni e compagne di Falce e Martello sottoscritto, per il momento, da 10 membri del Cpn e uno presentato da una parte dei compagni e delle compagne che allo scorso congresso sostennero il terzo documento &#8211; primo firmatario Sandro Targetti &#8211; sottoscritto per il momento da 6 membri del Cpn.<br />
Sono stati inoltre presentati 6 emendamenti al documento di maggioranza. Due di &#8220;destra&#8221;  più possibilisti sul tema del governo e della costruzione di una nuova forza di sinistra e quattro di &#8220;sinistra&#8221; critici nei confronti della proposta di Fronte democratico per battere Berlusconi, sulle primarie di programma e sulla Federazione della Sinistra. I primi presentati da Bonadonna, Valentini e Santilli sono stati respinti con 6 voti a favore, i secondi presentati da Barbarossa, Forenza, De Cesaris sono stati respinti con 9 voti a favore.<br />
Il grosso del Cpn si è riconosciuto, quindi, nel documento politico illustrato da Ferrero che, in sostanza, conferma le proposte politiche emerse negli ultimi documenti votati dagli organismi dirigenti di Rifondazione: Fronte democratico per battere Berlusconi, costruzione dell&#8217;unita della sinistra attraverso la proposta di un polo della sinistra di alternativa (la Federazione della Sinistra sulla quale nonostante i limiti occorre continuare ad impegnarsi, è il primo passo in questa direzione), rafforzamento di Rifondazione Comunista.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/regolamento-congresso-prc_2011.doc"><strong>REGOLAMENTO </strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/BOZZA-DOCUMENTO-CONGRESSUALE.doc"><strong>BOZZA DOC 1</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Mozione-2.doc"><strong>DOC 2</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/TARGETTI-documento-per-lVIII%C2%B0-congresso-PRC-24-sett-11-doc1.doc"><strong>BOZZA DOC 3</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Emendamenti.doc">2 EMENDAMENTI BONADONNA E ALTRI</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/primo-emendamento-7.doc"><strong>EMENDAMENTO FORENZA E ALTRI (1)</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/emendamento-cacciare-berlusconi-2-ele.doc"><strong>EMENDAMENTO FORENZA E ALTRI (2)</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/EMENDAMENTO-PARTITO-2-ele.doc"><strong>EMENDAMENTO FORENZA E ALTRI (3)</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/emendamento-fds-5.doc"><strong>EMENDAMENTO FORENZA E ALTRI (4)</strong></a></p>

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		<title>Oltre i recinti, uniti sulle cose da fare subito</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 09:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/09/oltre-i-recinti-uniti-sulle-cose-da-fare-subito/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/over-fence-300x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="over-fence" /></a>Riteniamo importante e condivisibile l&#8217;articolo di Luca Casarini e Gianni Rinaldini pubblicato lo scorso 30 agosto dal manifesto (alla fine del post il link dell&#8217;articolo). Importante e condivisibile, perché focalizza l&#8217;eccezionalità dell&#8217;attuale contesto politico-sociale e, davanti alla dimensione «storica» dei problemi, richiama a inaggirabili compiti chi ritenga di dover prendere posizione. Tra questi compiti, vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/over-fence.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2963" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="over-fence" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/over-fence-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Riteniamo importante e condivisibile l&#8217;articolo di Luca Casarini e Gianni Rinaldini pubblicato lo scorso 30 agosto dal manifesto (alla fine del post il link dell&#8217;articolo). Importante e condivisibile, perché focalizza l&#8217;eccezionalità dell&#8217;attuale contesto politico-sociale e, davanti alla dimensione «storica» dei problemi, richiama a inaggirabili compiti chi ritenga di dover prendere posizione. Tra questi compiti, vi è quello &#8211; decisivo &#8211; di ricercare un&#8217;efficacia della propria azione politica, sondando le vie difficili dell&#8217;unità. Non è inutile ribadire sommariamente alcuni tratti salienti del ragionamento proposto.<br />
a) La crisi in cui siamo immersi non è casuale né contingente: è una crisi complessiva, di sistema. L&#8217;odierno capitalismo sopravvive a se stesso, alle profonde contraddizioni sociali che l&#8217;incepparsi del suo processo di accumulazione produce, consolidando il «sistema della crisi». La crisi non si presenta come un&#8217;accidente temporaneo, ma diviene la norma entro cui si allargano a dismisura le disuguaglianze. b) Il sistema della crisi riproduce e consolida su scala globale il «sistema della precarietà». All&#8217;insegna del motto «la ricreazione è finita», le classi dirigenti del neoliberismo si autoassolvono dalle loro pesanti responsabilità e danno l&#8217;usuale regressiva risposta alla domanda «chi paga?»: a pagare il prezzo della crisi devono essere i soliti noti. Tutto questo è eclatante, anche se scompare dalla carta scritta e dagli schermi dell&#8217;informazione ufficiale. c) Sotto questo profilo, la manovra del governo italiano è emblematica. Non sarà il contributo delle grandi ricchezze a far tornare i conti del bilancio pubblico: al contrario, sotto dettatura dell&#8217;establishment di Bruxelles vengono gettate le basi per un azzeramento dello stato sociale e per la cancellazione del contratto nazionale. d) Vittima illustre di tale processo involutivo è la democrazia liberale. Le decisioni sono sempre più sottratte agli organismi eletti, al punto che l&#8217;esito quasi unanime di un referendum nazionale rischia di essere sterilizzato sul filo delle direttive di questa Europa tecnocratica e antipopolare. e) Se tale è il passaggio di questa fase storica, storica può anche essere l&#8217;opportunità che si profila per le forze della sinistra: a patto che «nessuno sia autosufficiente».</div>
</p>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-2962"></span><br />
Non pensiamo di essere degli inguaribili ottimisti se diciamo che su punti di analisi così essenziali riscontriamo una sostanziale identità di vedute. Lo diciamo da comunisti, pur vedendo che &#8211; per Casarini e Rinaldini &#8211; occorre metter da parte «vecchie certezze identitarie». La tentazione di replicare che il quadro descritto appare quanto mai classico è forte. Ma sarebbe una tentazione inessenziale. Pur nell&#8217;operare di dinamiche economico-sociali strutturali e nient&#8217;affatto nuove, sappiamo che il mondo in cui operiamo è comunque un mondo inedito; e che alla politica sono richiesti, nel contesto dato, nuovi strumenti di ricomposizione sociale e politica, in risposta a nuove ingiustizie (e nuove schiavitù). Si può discutere sui nomi, usarne di nuovi: l&#8217;importante è che ci si intenda sulle cose.<br />
È in corso un aspro conflitto di classe: sono in gioco interessi contrapposti, l&#8217;arretramento della qualità della vita del grosso della popolazione (italiana e non) di fronte all&#8217;accumularsi della ricchezza di pochi (cresciuta costantemente negli ultimi tre decenni). Questo è il punto. Esistono nel nostro Paese privilegi di casta, certo; tuttavia, al fondo del (mal) funzionamento del vigente modello sociale persistono e si amplificano i più classici dei privilegi di classe.<br />
A sinistra è decisivo mettere tra parentesi le nostre culture politiche, le eredità ideologiche, per concentrarci uniti sulle cose da fare: sulle vertenze da condurre, sulle proposte da costruire dentro i movimenti di lotta, sulle verità da ribadire davanti ai sistematici silenzi e ai fraintendimenti mediatici. La parte più vitale del nostro paese ci chiede di reagire ad un attacco frontale che mira a consolidare il «sistema della precarietà», spazzando via le conquiste che generazioni di lavoratori hanno guadagnato a difesa di una vita e un lavoro degni (contratto collettivo nazionale, Statuto dei lavoratori e art. 18, diritti e redditi decenti). Per questo è importante lo sciopero proclamato dalla Cgil per il 6 settembre (e che, pur nella distinzione delle piattaforme, i sindacati extraconfederali chiamino allo sciopero nella stessa giornata); ed è altresì giusto proporre di trasformare la mobilitazione europea del 15 di ottobre in una grande manifestazione dell&#8217;alternativa. Provando a dare una spallata al governo delle destre. Nel frattempo, celebriamo i nostri congressi, approfondiamo le progettualità politiche, con un occhio oltre il nostro recinto.</div>
</p>
<p>Claudio Grassi<br />
Bruno Steri</p>
<p><em>(il manifesto 3/9/2011</em>)</p>
<p><a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=36362"><strong>ARTICOLO RINALDINI E CASARINI</strong></a></p>
<p></br></p>

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		<title>Un partito per riaprire la partita</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 08:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/08/un-partito-per-riaprire-la-partita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/partita-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="partita" /></a>Sono 19225 gli iscritti e le iscritte, ad oggi, per il 2011, al Partito della Rifondazione Comunista. Il 47% degli iscritti del 2010 che, appunto, furono 40770. Alla fine del post trovate il link con tutti i dati. Si tratta di un dato simile a quello dello scorso anno nel rilevamento di fine giugno. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/partita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2953" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="partita" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/partita-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sono 19225 gli iscritti e le iscritte, ad oggi, per il 2011, al Partito della Rifondazione Comunista. Il 47% degli iscritti del 2010 che, appunto, furono 40770. Alla fine del post trovate il link con tutti i dati. Si tratta di un dato simile a quello dello scorso anno nel rilevamento di fine giugno. Lo consideriamo un primo risultato positivo, tenendo anche conto che la nostra organizzazione e&#8217; stata fortemente impegnata, nei mesi scorsi, nella campagna elettorale amministrativa e nella campagna referendaria. Ora si tratta di utilizzare la stagione delle Feste di Liberazione ed i mesi successivi che ci portano al Congresso per concludere positivamente il tesseramento raggiungendo e possibilmente superando (ce la possiamo fare) gli iscritti dello scorso anno. Faccio un appello a tutte le nostre strutture, affinché si dedichi particolare attenzione a questo aspetto. Affinché ci si ponga l&#8217;obiettivo non solo di rifare gli iscritti dello scorso anno, ma di cercarne di nuovi o di recuperarne qualcuno che abbiamo perso nel corso del cammino accidentato di questi anni.<br />
Lo abbiamo visto nei recenti risultati elettorali amministrativi: la presenza del partito sui territori e&#8217; fondamentale. Nonostante l&#8217;oscuramento mediatico il nostro risultato e&#8217; stato ben superiore a quello che ci veniva accreditato dai sondaggi grazie al radicamento territoriale, alla presenza dei nostri circoli. Al contrario di quanto e&#8217; stato detto e scritto in questi anni, anche a sinistra, il partito resta uno  strumento fondamentale per costruire un progetto di alternativa al sistema capitalistico. Nel dire questo non voglio certo nascondere la crisi di credibilità in cui si trovano tutti i partiti politici, compreso il nostro. Diventa quindi necessario &#8211; parallelamente allo sforzo di tenuta organizzativa del partito &#8211; apportarne i necessari cambiamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2951"></span>Di questo ragioneremo in un convegno sullo stato del partito che terremo in avvio della fase congressuale, con l&#8217;obiettivo di dare al dibattito che si svolgerà già a partire dai circoli una griglia di proposte. Su questo, nei giorni scorsi, abbiamo tenuto una prima positiva riunione del dipartimento organizzazione e della segreteria nazionale con i segretari regionali, delle grandi città e i responsabili organizzativi. Diversi gli spunti e gli interrogativi emersi dal dibattito. Quale organizzazione serve per un partito che in questa fase dispone di una forza tra i 40 e i 50000 iscritti? Che ripercussione ha questa dimensione sui circoli, i regionali e le federazioni? Ha ancora senso, a tutti i livelli, l&#8217;organizzazione per incarichi di lavoro? Come va adeguato lo Statuto in questo nuovo contesto? Come far funzionare il progetto politico su cui siamo impegnati &#8211; la Federazione della Sinistra &#8211; senza generare tensioni all&#8217;interno di essa e nel partito? Come utilizzare l&#8217;apparato nazionale e le risorse disponibili? Ha ancora un senso che tutto sia concentrato a Roma o non e&#8217; più utile collocare funzionari e dipartimenti nei territori?<br />
L&#8217;uso della Rete, in particolare dei  social networks, ha una rilevanza sul piano della comunicazione o deve essere pensata anche come uno strumento di organizzazione del partito? Quali cambiamenti introdurre nel partito per incrementare la presenza delle compagne? Come ricostruire un rapporto con l&#8217;intellettualità di sinistra? Come migliorare la nostra presenza nelle grandi organizzazioni di massa, a partire da quelle sindacali? Quali percorsi concreti si possono praticare affinché il confronto utile fra aree programmatiche non si sclerotizzi in correnti organizzate? Come favorire un cambio generazionale? Su questi temi e interrogativi cercheremo di avanzare proposte utili per tutto il partito nel convegno che appunto terremo. Qualche compagno ha anche avanzato la proposta di tenere una sessione apposita del congresso nazionale sul partito. Vista l&#8217;importanza degli argomenti in discussione e&#8217; una ipotesi da prendere seriamente in considerazione.<br />
La fase che abbiamo di fronte e&#8217; densa di pericoli, ma anche di grandi opportunità. E&#8217; sempre più evidente, non solo in Italia, ma in tutto l&#8217;Occidente, che o si apportano grandi cambiamenti o il sistema può collassare portandoci tutti nel baratro. Ma per uscire da questa crisi e per cambiare veramente l&#8217;ultima cosa che serve e&#8217; &#8220;tornare allo spirito del &#8217;92-&#8217;93&#8243;. Come giustamente sottolineava Gallino nell&#8217;intervista di ieri su Il Manifesto &#8220;da allora si e&#8217; realizzato il trasferimento del 10% della ricchezza prodotta dal lavoro ai profitti e alle rendite&#8221;. Una strada sbagliata che ha aumentato le diseguaglianze e che non solo non ci ha fatto uscire dalla crisi, ma l&#8217;ha accentuata.<br />
Occorre imboccare una strada diversa. Occorre dare continuità al vento di cambiamento che si e&#8217; realizzato con le recenti elezioni amministrative e con i referendum. Per fare questo non servono alleanze tra soggetti sociali che hanno interessi divergenti, ne&#8217; costruire alleanze con forze moderate di centro o dichiaratamente di destra. Serve costruire l&#8217;unità delle forze democratiche e delle forze di sinistra capace di battere Berlusconi e contemporaneamente non ripetere gli errori compiuti nel recente passato. Il nostro Partito con la Federazione della Sinistra, a maggior ragione se si rafforzerà anche sul piano organizzativo, può dare un importante contributo in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/TESSERAMENTO_LUGLIO2011_x-LIBERAZIONE.xls"><strong>DATI TESSERAMENTO LUGLIO 2011</strong></a></p>

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		<title>Congresso unitario</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 12:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/07/congresso-unitario/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/image1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="image" /></a>Il Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista, svoltosi il 9 e 10 luglio, ha avviato positivamente il percorso congressuale. Sono state elette la commissione politica (presidente Paolo Ferrero) e la commissione regolamento (presidente Claudio Grassi). E&#8217; stato votato un importante ordine del giorno critico nei confronti dell&#8217;accordo sindacale, è stato presentato e discusso un contributo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/image1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2917" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/image1-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Il Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista, svoltosi il 9 e 10 luglio, ha avviato positivamente il percorso congressuale. Sono state elette la commissione politica (presidente Paolo Ferrero) e la commissione regolamento (presidente Claudio Grassi). E&#8217; stato votato un importante ordine del giorno critico nei confronti dell&#8217;accordo sindacale, è stato presentato e discusso un contributo sul superamento delle correnti e sono stati votati altri ordini del giorno.<br />
La sfida, tutt&#8217;altro che semplice, è quella di fare un congresso come quello che Rifondazione Comunista realizzò nel 1999. All&#8217;indomani della scissione di Cossutta e Diliberto il gruppo dirigente del partito – al cui interno convivevano provenienze  e culture politiche molto diverse – seppe unirsi per rilanciare il partito e la sua proposta politica. Oggi – in una condizione di ancor maggiore debolezza,  all&#8217; indomani di un&#8217;altra pesante scissione – sarebbe un grave errore fare un congresso di contrapposizione. Un gruppo dirigente minimamente responsabile deve far prevalere le ragioni dell&#8217;unità: è questo quello che vogliono la stragrande maggioranza delle compagne e dei compagni che, in una condizione difficilissima, nei territori, lavorano per il nostro partito. Ed è questo quello che il Comitato politico nazionale ha deciso, dando mandato alla Commissione Politica e alla Commissione Regolamento di lavorare affiché si determini questo esito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2913"></span> Questo percorso è stato condiviso da tutta la segreteria nazionale. Lo scenario dovrebbe essere quindi quello di un congresso dove si confrontano due documenti. Uno sostenuto dalla segreteria nazionale e uno proposto dai compagni di Falce e Martello. Ovviamente non vi è nulla di predefinito. Fa parte della storia di Rifondazione Comunista, dalla quale non vogliamo assolutamente recedere, la possibilità che nei nostri congressi, sia nazionalemte che nei territori, si possano avanzare documenti o emendamenti. Ed è probabile che che sul tema di una nostra eventuale partecipazione ad un futuro governo di centrosinistra (posizione sostenuta dal Valentini e da altri compagni del corso del dibattito), venga presentato un emendamento, ma la volontà con cui l&#8217;attuale maggioranza del partito vuole presentarsi ai circoli è l&#8217;esatto opposto del precedente congresso di Chianciano. Allora si confrontarono cinque documenti con il gruppo dirigente spaccato in due come una mela. Oggi ci sono tutte le condizioni per fare un congresso con due documenti (molto probabilmente) e con il gruppo dirigente che si presenta unito.<br />
E&#8217; la cosa migliore che possiamo fare all&#8217;indomani del risultato elettorale delle amministartive e dei referendum. Quei risultati, di fronte a delle previsioni che ci davano per inesistenti, hanno ridato fiducia e speranza al partito. Si tratta di cogliere le potenzialità di questa situazione per fargli fare un passo in avanti. Il congresso unitario può dare ulteriore linfa a questa rinata possibilità. Un congresso di divisione la farebbe regredire.</p>
<p>Oltre a ciò un congresso unitario  può essere una occasione per far fare un passo in avanti alla nostra proposta politica unitaria contenuta nel documento approvato a larga maggioranza nel precedente comitato politico nazionale.<br />
Si tratta di confermare la nostra proposta di fronte democratico per battere Berlusconi, quindi una coalizione che veda uniti in questa impresa Pd, Idv, Sel, Fds e Verdi. Ma oltre a questo si tratta di precisare meglio come noi ci approcciamo alla discussione programmatica tra queste forze.  Da questo punto di vista, dando per scontato che non ci si sottrae mai dal confronto di merito, dobbiamo iniziare a discutere con quali modalità e su quali contenuti lo proponiamo. E qui si collega da un lato la nostra proposta di costituente dei beni comuni che, oltre a dare continuità alla vittoria referendaria, può far irrompere i movimenti nella discussione programmatica, dall&#8217;altro lato dobbiamo premere su Sel affinchè  si converga assieme a noi su alcune proposte. L&#8217;occasione è propizia per tre motivi: 1) il risultato elettorale dice che il rapporto tra Fds e Sel non è uno a dieci come dicevano i sondaggi fasulli, ma molto più equilibrato. 2) il Pd e la sua leadership sono usciti rafforzati dal risultato elettorale. 3) ne deriva che il progetto vendoliano di una spaccatura del Pd, di un “big bang” e della costruzione di una nuova forza di sinistra diventa una ipotesi non solo velleitaria &#8211; come è sempre stata -,  ma totalmente irrealistica. Il fatto che inizino ad emergere pubblicamente in Sel posizioni diverse sia per quanto riguarda il rapporto con la Fds sia su altri importanti temi come la legge elettorale ci dice di quanto sia importante un nostro atteggiamento unitario e di quanto sia sbagliato un arroccamento settario.<br />
Quindi: fronte democratico, unità a sinistra e, a completamento della nostra proposta unitaria, costruzione della Federazione della Sinistra. Qui registriamo una difficoltà che dobbiamo superare. Dopo il congresso della Fds che, pur con tutti i limiti, aveva segnato un passo in avanti, si è creata una situazione di impasse. Il rischio concreto è quello di una rinuncia alla costruzione della Federazione della Sinistra come soggetto politico con una propria fisionomia, attivo al centro e nei territori. Penso che sarebbe un grave errore poiché farebbe regredire la Fds a mero cartello elettorale e, quindi, ne uscirebbe sconfitto il progetto di farla diventare il primo tassello della costruzione, quanto mai necessaria, di una sinistra di alternativa in questo paese.  Il nostro congresso può dare un contributo importante affinchè si superi questa difficoltà. Questo obiettivo – la costruzione della Federazione della Sinistra non come cartello elettorale, ma come soggetto politico – è anche la precondizione affinché si superi la diaspora comunista e si creino le condizioni per un processo vero di riaggregazione. Tutte le altre strade, anche se sono accompagnate da continui appelli all&#8217;unità dei comunisti, producono solo ulteriori divisioni e ottengono l&#8217;effetto opposto rispetto a quello dichiarato.<br />
Infine nel dibattito del cpn è stato presentato da alcuni compagni e compagne un intrevento che pone l&#8217;esigenza di superare il regime correntizio presente nel partito.  Si tratta di un contributo importante e utile.  Molte proposte in esso contenute erano state avanzate dall&#8217;area Essere Comunisti, nella assemblea di Castell&#8217;Arquato, all&#8217;indomani del congresso di Chianciano, quando si decise anche il cambio del coordinatore nazionale. Purtroppo rimasero lettera morta. E&#8217; giusto che il congresso ne discuta per fare passi in avanti. Ciò che va evitato è un dibattito meramente organizzativo poiché se si vuole avviare un vero processo di superamento  occorre anche indagarne le  origini e in quali condizioni si sono costituite e strutturate. Io penso che un conto sono le aree programmatiche che hanno la funzione di stimolare il dibattito fra culture e posizioni diverse e che quindi possono svolgere un ruolo utile per tutto il partito, altra cosa la degenerazione correntizia di gruppi ( in molti casi senza nessuna base politico-culturale comune) che sono solo un danno per il partito e che vanno, quindi, superate.</p>

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