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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; Partito</title>
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		<title>Muoversi in due direzioni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/09/muoversi-in-due-direzioni/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/arrows-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="arrows" /></a>Le ferie sono finite, ma l&#8217;incertezza  del quadro politico che si era determinata prima di agosto non si è  affatto chiarita. La frattura determinatasi nello schieramento di  centro-destra non si è ricomposta e, a mio parere, non si ricomporrà. Si  scontrano due progetti diversi rispetto a come  organizzare e concepire  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/arrows.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1820" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="arrows" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/arrows-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Le ferie sono finite, ma l&#8217;incertezza  del quadro politico che si era determinata prima di agosto non si è  affatto chiarita. La frattura determinatasi nello schieramento di  centro-destra non si è ricomposta e, a mio parere, non si ricomporrà. Si  scontrano due progetti diversi rispetto a come  organizzare e concepire  la destra in questo Paese. Da un lato Berlusconi e Bossi che convergono  su un impianto populista, xenofobo, apertamente reazionario, dall&#8217;altro  Fini e Casini che pensano ad una destra nazionale, europea, attenta al  rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Ma, nonostante ciò, non è  scontato che la situazione precipiti in una crisi di governo e ad  elezioni in autunno o in primavera. Fini e Berlusconi capiscono di non  poter più stare assieme, ma entrambi non hanno interesse a far  precipitare la situazione. L&#8217;ex leader di An non ha una propria forza  politica pronta. In ogni caso, ammesso che riesca a costituirla  rapidamente, rischierebbe, se si dovesse andare a votare con questa  legge elettorale (cosa che io giudico sicura), di doversi coalizzare con  Berlusconi, con tutte le conseguenze del caso. Potrebbe anche  costituirsi un terzo polo (Fini, Casini, Rutelli, magari con la  benedizione di Montezemolo) ma, anche questa, è una ipotesi che presenta  non pochi problemi: di leadership (Fini o Casini?) e di profilo  politico (basta pensare al tema della laicità dello Stato).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1822"></span>La  situazione non è meno ingarbugliata nello schieramento di  centro-sinistra. Su questo versante la gran parte dei problemi è dentro  il Pd. Le lettere pubblicate in agosto da Veltroni prima e da Bersani  poi alludono a due ipotesi di costruzione del Pd e della coalizione di  centro-sinistra completamente diverse. Da una parte abbiamo la  riproposizione di un modello bipolare con tendenze forti al  bipartitismo. Infatti Veltroni non solo non critica l&#8217;impostazione da  lui data alla campagna elettorale del 2008 (che ha riportato le destre  al governo e ha escluso le sinistre, anche per loro responsabilità, dal  Parlamento), ma considera quell&#8217;evento il punto più avanzato del Pd e  del centro-sinistra. Viceversa Bersani, partendo dal fatto che il Paese  vive in una situazione di emergenza democratica, propone la costruzione  di una alleanza a due livelli. Un livello di governo &#8211; il “nuovo Ulivo” &#8211;  che, presumibilmente, potrebbe comprendere Pd, Idv, SeL e Verdi e un  secondo livello che non parteciperebbe direttamente al governo – la  coalizione democratica – e che potrebbe allargarsi a sinistra alla  Federazione e al centro all&#8217;Udc e all&#8217;Api. Non è un caso che i  sostenitori di queste due ipotesi sostengano anche due proposte di legge  elettorale diverse se non opposte: maggioritario la prima,  tendenzialmente proporzionale la seconda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per  Rifondazione Comunista, che avanza da diversi mesi (basta rileggere  tutti i documenti approvati dal comitato politico nazionale) la proposta  di costruire una vasta coalizione per battere Berlusconi, si tratta di  un fatto positivo e importante. Sarebbe un errore politico madornale non  coglierlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene hanno fatto, quindi, Ferrero a nome del Prc e Salvi a nome della FdS, ad apprezzare e appoggiare la proposta di Bersani.</p>
<p style="text-align: justify;">In  questa cornice politica, nella quale abbiamo definito la nostra  collocazione qualora la crisi di governo dovesse precipitare, per le  considerazioni che facevo all&#8217;inizio, penso sia inutile continuare a  concentrare tutto il nostro dibattito sulle elezioni, sulla legge  elettorale e sulle primarie; cose importanti, ma che interessano poco a  chi oggi vive sulla propria pelle la durezza della crisi economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso  sia utile, invece, partendo dall&#8217;ottimo documento approvato dall&#8217;ultimo  comitato politico nazionale del Prc e dall&#8217;altrettanto ottimo documento  congressuale della Federazione della Sinistra, sviluppare il massimo di  iniziativa politica nei territori. Lo farei in due direzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La  strategia di Marchionne non è un fatto isolato a Pomigliano. Indica una  traiettoria sulla quale si posizionerà Confindustria, con il benestare  dei sindacati compiacenti (Cisl e Uil), di quasi tutte le forze  politiche e con il supporto dei grandi mezzi di informazione.  Organizzare la risposta a questo attacco è la prima questione su cui  mobilitarsi, da subito. La resistenza messa in campo dalla Fiom è il  fatto socialmente e politicamente più rilevante di questa fase. La  manifestazione del 16 ottobre non va quindi vissuta come una cosa tra le  altre, ma il fatto più significativo dell&#8217;autunno. Organizziamo quindi  da subito, in tutte le province, con tutte le forze politiche e sociali  che ne condividono i contenuti, iniziative comuni che favoriscano il  massimo della partecipazione. Costituiamo i comitati unitari per il 16  ottobre chiedendo coerenza anche a quelle forze che si sono giustamente  mobilitate in difesa della Costituzione attaccata dal governo. Coerenza  vuole che la Carta Costituzionale si difenda sempre, quando la attacca  Berlusconi, ma anche quando la attacca Marchionne.</p>
<p style="text-align: justify;">La  seconda direzione nella quale muoversi è quella dell&#8217;unità. L&#8217;unità  politica con le forze che con noi stanno costituendo la Federazione  della Sinistra. Utilizziamo il congresso per valorizzare questo aspetto:  dopo tante anni di divisioni i comunisti e le forze di sinistra  socialista e anticapitalista ritrovano le ragioni dell&#8217;unità e della  ricomposizione. E l&#8217;unità d&#8217;azione – oltre ai comitati per il 16 ottobre  potremmo fare i comitati per il si al referendum sull&#8217;acqua – con le  altre forze politiche e movimenti che si collocano a sinistra del Pd. In  questo modo, collegando questo lavoro con l&#8217;obiettivo che ci accomuna a  tutte le forze democratiche di unirci per battere Berlusconi potremmo  essere percepiti non solo come un partito che dice delle cose giuste ma  che  non riesce a metterle in pratica, ma anche, finalmente, come una  forza politica in grado di incidere, sia politicamente sia socialmente.</p>
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		<title>Con la passione possiamo farcela</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 12:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/08/con-la-passione-possiamo-farcela/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/rifondazione-comunista-bandiere-300x199.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="rifondazione-comunista-bandiere" /></a>Come ci eravamo impegnati a fare con il convegno di Caserta, diamo continuità all&#8217;azione di informazione e di trasparenza sul tesseramento del nostro Partito. Alcuni mesi fa avevamo pubblicato (non avveniva da diversi anni) il dato definitivo degli iscritti e delle iscritte del 2009. Oggi rendiamo pubblici i dati al 30 giugno 2010. Lo avevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/rifondazione-comunista-bandiere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1802" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="rifondazione-comunista-bandiere" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/rifondazione-comunista-bandiere-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Come ci eravamo impegnati a fare con il convegno di Caserta, diamo continuità all&#8217;azione di informazione e di trasparenza sul tesseramento del nostro Partito. Alcuni mesi fa avevamo pubblicato (non avveniva da diversi anni) il dato definitivo degli iscritti e delle iscritte del 2009. Oggi rendiamo pubblici i dati al 30 giugno 2010. Lo avevamo già scritto, ma lo ribadiamo anche oggi: siamo l&#8217;unica forza politica che rende pubblici, attraverso la pubblicazione su un quotidiano, i dati del proprio tesseramento. In un momento in cui i partiti politici tendono a diventare sempre di più partiti personali, dove anche le parvenze di democrazia interna vengono abolite, noi vorremmo muoverci nella direzione opposta. E&#8217; interessante notare come questo processo di svuotamento di qualsiasi forma di partecipazione riguardi non solo le “vecchie forze politiche” ma, ancor di più, quelle nate con la fine della Prima Repubblica. Noi, al contrario, pensiamo che &#8211; visto che i partiti politici sono considerati dalla nostra Costituzione come strumenti di partecipazione e di democrazia &#8211; occorrerebbe renderne il funzionamento il più trasparente possibile. Non sarebbe certo la soluzione alla crisi di rappresentatività di cui oggi soffrono tutti i partiti politici, ma senz’altro costituirebbe un buon passo in avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1801"></span>A questo proposito, visto che i partiti dispongono anche di un finanziamento pubblico -  cosa giusta per impedire che solo i ricchi facciano politica &#8211; sarebbe necessario stabilire norme a cui tutti dovrebbero attenersi. Statuti, modalità di svolgimento dei congressi, rispetto delle minoranze, anagrafe degli iscritti, trasparenza e modalità nell&#8217;uso dei finanziamenti: tutto questo dovrebbe essere normato e reso trasparente.<br />
Detto questo, che riflessione ricavare da questi primi dati del 2010? Siamo un po&#8217; meno della metà: il 46%, pari a 21.747 iscritti  rispetto ai 47061 del 2009. Il dato è abbastanza omogeneo, ad eccezione delle Marche e della Campania dove si registra un dato inferiore. Lo considero un dato incoraggiante. Se teniamo conto che negli ultimi anni l&#8217;abitudine era quella di spostare il grosso del tesseramento verso la fine dell&#8217;anno, penso ci siano tutte le condizioni per raggiungere e superare l&#8217;obiettivo del 100%. D&#8217;altra parte, avendo subito nel 2009 una scissione pesante e strisciante, dobbiamo proporci, questa è la proposta che avanziamo, di aumentare del 10% rispetto lo scorso anno il numero degli iscritti e delle iscritte. Insomma possiamo realisticamente proporci di superare i 50.000 aderenti.<br />
Vorremmo anche avanzare un&#8217;altra proposta. Chiudere effettivamente la raccolta dati del 2010 entro il 31 dicembre. Si tratterebbe di tornare, seppure gradualmente, a quella che è sempre stata la modalità di adesione al partito: anticipare la distribuzione delle nuove tessere nei mesi di novembre e dicembre dell&#8217;anno precedente. Se lavoriamo bene già quest&#8217;anno possiamo avvicinarci all&#8217;obiettivo.<br />
E&#8217; tempo di congressi. Entro la fine dell&#8217;anno si terrà quello costitutivo della Federazione della Sinistra; e l&#8217;anno prossimo, a scadenza naturale, si terrà quello di Rifondazione Comunista. Lo diciamo subito per sgombrare il terreno da possibili equivoci. Sappiamo tutti che anche il nostro partito, seppure in forma circoscritta, negli ultimi congressi non è stato esente da episodi di vero e proprio malcostume. Aumento degli iscritti, circoli territoriali che avevano più iscritti che voti, quote tessere non riscosse. Questa situazione non si ripeterà. Il dipartimento organizzazione validerà il tesseramento congressuale solo a fronte di tagliandini consegnati e regolarmente pagati.<br />
In un quadro generale di difficoltà per tutte le forze della sinistra di alternativa, tuttavia, i prossimi mesi sono densi di opportunità. Il governo Berlusconi-Bossi, dopo la spaccatura con Fini, è entrato in una crisi profonda. Riteniamo sarebbe un grave errore se le forze della sinistra e del centro sinistra anziché unirsi e chiedere le elezioni si avventurassero in soluzioni pasticciate. La ventilata proposta Tremonti spaccherebbe il fronte di centro sinistra e non sarebbe accettata da Berlusconi: è una ennesima prova di subalternità del Pd che va respinta. Al contrario dobbiamo incalzare tutte le forze democratiche affinché si crei una coalizione per sconfiggere il governo delle destre. Per raggiungere questo obiettivo il nostro partito, di concerto con le forze della Federazione della Sinistra, deve mettere in campo una forte iniziativa su tutti i territori costruendo iniziative unitarie.<br />
Abbiamo dato un contributo importante alla raccolta delle firme per l&#8217;acqua. Ora si tratta di vincere il referendum. Costruiamo da subito, ovunque, i Comitati per il sì. Infine la mobilitazione della Fiom del 16 ottobre. Non è una manifestazione qualsiasi. La vicenda di Pomigliano, l&#8217;attacco sferrato al contratto nazionale e allo Statuto dei diritti dei lavoratori ci dicono che si vuole riportare il mondo del lavoro indietro di 50 anni. Contro tutto questo va organizzato un “autunno caldo”.  La manifestazione del 16 ottobre deve essere straordinariamente partecipata.  Perché sia così già da settembre va preparata, città per città, paese per paese, in modo unitario con tutte le forze disponibili.<br />
In queste lotte, per cacciare Berlusconi, per la difesa dei beni comuni e al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta può tornare a crescere il nostro partito e si può rilanciare Liberazione. Le due cose vanno avanti di pari passo. Lavoriamoci. Con passione e con tenacia: sono obiettivi alla nostra portata.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/tab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1805" title="tab" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/tab.jpg" alt="" width="600" height="324" /></a></p>
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		<title>Al via il congresso della Federazione</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/07/al-via-il-congresso-della-federazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/start1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="start1" /></a>Mercoledì 28 luglio si è riunito il coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra.
Si è discusso il documento politico che verrà presentato al congresso costitutivo. E&#8217; stato un bel dibattito, per nulla formale e scontato. Alla fine il testo è  stato approvato con un voto contrario (Claudio Bellotti) e due astenuti (Anita Sonego e Gianluigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/start.jpg"></a><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/start1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1794" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="start1" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/start1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Mercoledì 28 luglio si è riunito il coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra.<br />
Si è discusso il documento politico che verrà presentato al congresso costitutivo. E&#8217; stato un bel dibattito, per nulla formale e scontato. Alla fine il testo è  stato approvato con un voto contrario (Claudio Bellotti) e due astenuti (Anita Sonego e Gianluigi Pegolo).<br />
Il regolamento per il congresso verrà definito in settembre e, entro quel mese, discusso e approvato sempre dal coordinamento nazionale.<br />
Alcune regole, tuttavia, sono già state definite. Potranno essere presentati tesi o documenti alternativi qualora vengano sottoscritti da almeno il 5% dei componenti del coordinamento nazionale (77 componenti). Dovranno essere presentati entro una settimana dalla pubblicazione del documento e del regolamento. In ogni caso tesi o documenti alternativi che dovessero essere approvati da almeno un congresso provinciale potranno essere posti in votazione al congresso nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1789"></span>Qui di seguito una sintesi del mio intervento.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono molto soddisfatto del documento che ci ha illustrato Cesare Salvi. Si tratta di un testo che, pur tenendo conto delle varie posizioni presenti nel nostro dibattito, sulle questioni di fondo non si presta ad equivoci. La Federazione della Sinistra è un soggetto politico che propone una alternativa di società e per fare questo ritiene si debba superare il sistema capitalistico. Si pone l&#8217;obiettivo di costruire una Sinistra di alternativa, autonoma dal Partito Democratico e dal centro-sinistra. Per questo è contro il bipolarismo e il maggioritario che, viceversa, tendono ad escludere, con il meccanismo dell&#8217;alternanza, qualsiasi ipotesi di alternativa. Dentro questa cornice la FdS lavora per costruire la più ampia unità per battere Berlusconi e, pur ritenendo che ad oggi non vi siano le condizioni per costruire, con le altre forze del centrosinistra, una alleanza di governo, si impegna a costruire una coalizione democratica per battere le destre. Con le altre forze a sinistra del Pd si propone di costruire un coordinamento stabile con l&#8217;obiettivo di realizzare una unità d&#8217;azione  a partire dalla costituzione dei comitati per il SÌ al referendum per l&#8217;acqua bene comune e per la costruzione sui territori della partecipazione alla manifestazione indetta dalla Fiom per il 16 ottobre.<br />
Detto questo ho l&#8217;impressione che alcune distinzioni che sono emerse in questo dibattito siano totalmente sconnesse dalla realtà.<br />
Alcuni compagni e compagne hanno detto che nella nostra iniziativa politica c&#8217;è un deficit di radicalità, di “presa di distanza” dal Pd e da centro-sinistra. Credo sia una obiezione priva di  fondamento.<br />
Rifondazione Comunista in questi ultimi due anni (dal congresso di Chianciano ad oggi) si è  collocata indiscutibilmente, rispetto agli anni precedenti, su una posizione più “radicale”. La stessa cosa la si può dire anche del Pdci. Lo si vede anche dalle elezioni amministrative e regionali dove gli accordi con il centro-sinistra da parte della FdS, rispetto alle tornate precedenti, sono sensibilmente diminuiti. Tuttavia a questa “svolta a sinistra” non ha corrisposto un incremento di consensi, anzi i consensi sono ulteriormente diminuiti. Lo voglio sottolineare perché spesso nei nostri dibattiti alcuni compagni e compagne sostengono che andiamo male in quanto facciamo gli accordi col centro-sinistra. Non è così. Lo dicono i dati ormai consolidati di questi ultimi anni. Onestà intellettuale vorrebbe, quindi, che si usassero altri argomenti.<br />
Io penso, infatti, che le nostre difficoltà risiedano altrove e i limiti che abbiamo siano altri.<br />
Il primo di questi si chiama credibilità. Ma perché mai dovrebbero aver fiducia in noi quando negli ultimi anni non abbiamo fatto altro che dividerci?? Che credito può avere l&#8217;impresa politica della Rifondazione Comunista quando praticamente tutta la classe dirigente che l&#8217;ha fatta nascere oggi non ci crede più e si è ritirata o è impegnata in progetti molto diversi? E che credibilità può avere una sinistra che, oltre a dividersi, considera quello che è stato il suo compagno o la sua compagna di lotta per tanto tempo un suo avversario, al punto da etichettarlo con le peggiori definizioni?<br />
Sono fermamente convinto che se non invertiamo questa tendenza  possiamo scrivere tutti i programmi che vogliamo, essere alternativi al mondo intero, ma nessuno ci darà credito.<br />
La ricostruzione di una unità  tra le forze della sinistra comunista e di alternativa è una precondizione per tutto il resto. Per questo credo nella Federazione della Sinistra come primo passo in questa direzione. Dobbiamo valorizzarlo di più: il progetto politico della Federazione della Sinistra, per la prima volta dopo venti anni, unisce delle forze anziché dividerle!<br />
Un secondo problema che vedo riguarda l&#8217;individuazione dei nostri referenti sociali.<br />
I quotidiani della sinistra di alternativa (il manifesto e liberazione), in questi ultimi mesi, hanno dato ampio sostegno e risalto giornalistico al mondo del lavoro. L&#8217;accordo di Pomigliano e le ultime proposte di Marchionne vengono giustamente individuate come un attacco gravissimo non solo al mondo del lavoro, ma alla democrazia e alla libertà. Una sinistra che non coniuga questione democratica e questione sociale, si dice giustamente, non è una sinistra. Così come non è credibile difendere la Costituzione quando viene attaccata da Berlusconi, ma tacere quando l&#8217;attacca Marchionne. Giustissimo. Tuttavia non possiamo dimenticare che negli ultimi dieci anni anche la sinistra di alternativa e i suoi giornali di riferimento hanno dato ampio credito e spazio alle teorie sulla fine del lavoro, denigrando chi parlava di conflitto di classe e di persistenza della contraddizione capitale &#8211; lavoro come un residuo del secolo scorso da cui “girare alla larga”. Ci deve essere stato un qualche errore in queste teorizzazioni se oggi tutta la sinistra di alternativa ritiene la manifestazione  del 16 ottobre della Fiom, contro l&#8217;attacco al lavoro e ai contratti, l&#8217;appuntamento più importante dell&#8217;autunno!<br />
Infine due brevi considerazioni sul Governo e su Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà.<br />
La formulazione contenuta nel documento è giusta: proponiamo una coalizione democratica per battere Berlusconi e le destre senza assumere impegni di governo. Detto questo eviterei di impostare la nostra campagna elettorale dicendo che noi non siamo interessati al Governo, ma che ci uniamo per cambiare la legge elettorale e combattere il bipolarismo. La percezione che deriverebbe da questa impostazione è che facciamo tutto questo per un interesse nostro, di sopravvivenza.<br />
Penso invece che dobbiamo fare una campagna elettorale in positivo avanzando proposte a partire dal più importante degli obiettivi da conseguire oggi: impedire che le peggiori destre governino ancora il Paese. Assieme a questo: difesa della Costituzione, indipendenza della magistratura, difesa del contratto nazionale di lavoro, legge sul conflitto di interesse. Inoltre, essendo alleati del centro-sinistra, ma non interni, dobbiamo portare avanti le nostre proposte che, a partire da fatti concreti e  valutazioni obiettive, possano raccogliere consensi anche tra coloro i quali hanno smesso di votarci in questi anni. La politica delle privatizzazioni che doveva ridurre i prezzi e migliorare i servizi ha dato un risultato opposto. Alcuni beni e servizi devono ritornare o rimanere pubblici. Come ha dimostrato il successo della raccolta di firme sull&#8217;acqua c&#8217;è una grande sensibilità intorno a questo tema: lavoriamoci. L&#8217;accettazione della flessibilità prima e della precarietà poi ha portato al fatto che oggi una intera generazione è senza futuro e le nuove condizioni di lavoro sono drammaticamente peggiorate. Occorre ridurre questa giungla contrattuale e prevedere incentivi per quelle aziende che attuano assunzioni a tempo indeterminato. La crisi economica la stanno pagando lavoratori e lavoratrici, occorre invece reperire le risorse tassando le rendite finanziare e colpendo l&#8217;evasione fiscale. Un Paese che non investe nella scuola e nella ricerca non ha futuro. Utilizziamo una parte delle spese militari, a partire dalla costosa e inutile presenza dei soldati in Afghanistan a questo scopo. Pochi obiettivi, ma semplici e comprensibili, e su questi caratterizzarci.<br />
Su Vendola e Sinistra ecologia e libertà.<br />
Vendola sta giocando una sua partita dentro il vuoto politico e di leadership del centro-sinistra. Perché dovremmo essere dispiaciuti di questo? Sapendo che è un progetto diverso dal nostro lo guarderei tuttavia con attenzione. Su molte cose ha proposte diverse dalle nostre, ma su altre la pensa come noi. Per esempio su Pomigliano e sul referendum per l&#8217;acqua, a differenza di Bersani e anche di Di Pietro, la pensa come noi. Come noi ha dato la adesione alla manifestazione del 16 ottobre della Fiom. Per il resto si vedrà. Una cosa è certa, il suo progetto di ricostruzione della sinistra è diverso dal nostro ed è su questo che dobbiamo dimostrare di avere un progetto più forte e credibile. Vendola pensa, attraverso le Fabbriche e la sua corsa alle primarie, di scompaginare il centro-sinistra, di produrre un vero e proprio big bang e, solo dopo averlo realizzato, costruire una nuova soggettività a sinistra. Una sorta di azzeramento e di ricostruzione. Io penso che tutto questo sia velleitario. Il Pd, ancorché indebolito, non si farà massacrare da una personalità oggi indubbiamente molto popolare, ma senza una forza organizzata dietro come è Nichi Vendola. Inoltre, al contrario di  quello che si dice anche nelle nostre riunioni, non penso proprio che vi siano pezzi influenti della borghesia più o meno illuminata che abbiano alcun interesse a tirare la volata al Presidente della Puglia. Anzi.<br />
Noi non dobbiamo apparire come quelli che attaccano Vendola qualsiasi cosa dica o faccia. E&#8217; un atteggiamento stupido e infantile. Verrebbe interpretato, dalle molte persone di sinistra che oggi  guardano a lui con speranza, come una ennesima dimostrazione della stupidità di questa sinistra.<br />
Noi dobbiamo dire che la ricostruzione di una sinistra degna di questo nome non passa attraverso la pur importante capacità di un leader. Già negli anni passati abbiamo toccato con mano quanto l&#8217;affidamento alle capacità mediatiche di una persona sola sia importante, ma non sufficiente. Così come evocare grandi innovazioni e grandi narrazioni, senza sapere bene dove si vuole andare, può determinare, come è già avvenuto, la distruzione di quel poco che c&#8217;è, senza però costruire nulla di nuovo. Noi facciamo un operazione inversa a quella di Vendola, forse oggi meno attrattiva, ma che ha il pregio, a mio parere, di essere più concreta. Intanto diciamo chi siamo e dove stiamo. In secondo luogo proponiamo un percorso di unità basato su cose che esistono (le forze che si riconoscono nella Federazione della Sinistra), in terzo luogo proviamo, anche qui concretamente e rendendoci conto della parzialità, ad unire, invertendo la tendenza alla divisione di tutti questi anni.<br />
Così come noi, pur non condividendo l&#8217;impresa di Vendola la guardiamo con interesse, vorremmo che si facesse altrettanto nei nostri confronti. Termini come “cimitero”,  “oltretomba”, pronunciati tra l&#8217;altro da chi in quei cimiteri e in quelle tombe c&#8217;è stato per tanto tempo, non squalificano noi, ma chi li usa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/DOCUMENTO_POLITICO_FDS.doc">DOCUMENTO PER IL CONGRESSO definitivo</a></p>
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		<title>Festa per l&#8217;unità</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/07/festa-per-lunita/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/DSCI0044-800x600-300x225.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="DSCI0044 [800x600]" /></a>Si sono conclusi i primi quattro giorni della nona Festa nazionale di Essere Comunisti. Come già lo scorso anno, anche quest&#8217;anno, la Festa si svolge a Castell&#8217;Arquato, bellissimo borgo medievale in provincia di Piacenza. Nell&#8217;ampia area attrezzata, grazie al lavoro volontario delle compagne e dei compagni del circolo locale di Rifondazione, è in funzione un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/DSCI0044-800x600.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1772" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="DSCI0044 [800x600]" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/DSCI0044-800x600-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si sono conclusi i primi quattro giorni della nona Festa nazionale di Essere Comunisti. Come già lo scorso anno, anche quest&#8217;anno, la Festa si svolge a Castell&#8217;Arquato, bellissimo borgo medievale in provincia di Piacenza. Nell&#8217;ampia area attrezzata, grazie al lavoro volontario delle compagne e dei compagni del circolo locale di Rifondazione, è in funzione un enorme ristorante con ottime specialità locali. Ogni sera vi sono spettacoli e dibattiti con relatori di rilievo nazionale. La festa riprenderà mercoledì 28 luglio e si concluderà domenica 1 agosto.<br />
Il programma completo, i resoconti dei dibattiti fin qui svolti, e foto della Festa li potete trovare sul sito <a href="http://www.esserecomunisti.it/">www.esserecomunisti.it</a>.<br />
Qui di seguito il resoconto dell&#8217;affollatissimo dibattito svoltosi venerdì sera, sul tema dell&#8217;unità a sinistra. Alla fine del resoconto, per chi fosse interessato, ci sono i link dei video dei vari interventi.<br />
Infine due parole rispetto il rapporto con Sel e Vendola. In molti commenti al post precedente si chiede di chiarire questo aspetto. Credo ci sia poco da aggiungere a quello che ho già scritto e detto: noi siamo di Rifondazione Comunista e, oltre ad essere impegnati nella ricostruzione del nostro partito, da oltre un anno stiamo lavorando per costruire la FdS. Tutto questo è importante, ma non è sufficiente. Come è scritto chiaramente nei documenti approvati a larghissima maggioranza dagli ultimi due Cpn di Rifondazione, riteniamo necessario costruire una unità d&#8217;azione con le forze che stanno a sinistra del Pd. Non ci vedo nulla di strano. Anzi, troverei strano il contrario, e cioè che in nome di uno stupido settarismo non si unissero le forze per cercare di ottenere dei risultati. Questo serve prima di tutto alle lavoratrici e ai lavoratori che soffrono la mancanza di una sponda politica che si faccia carico di rappresentare i loro bisogni. Lavoriamo affinché la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom sia un grande segnale in questa direzione.</p>
<p><span id="more-1769"></span><strong>Quella sinistra che vuole lottare e non si rassegna</strong></p>
<p>di <em>Francesco D&#8217;Agresta</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ stata, forse, la serata più  attesa. Senz’altro il pieno di presenze, cinquecento persone che hanno  affollato lo spazio dibattiti, ha fatto da cornice ad un incontro  politico non rituale e carico di significati per questa bollente estate  di politica italiana. A Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, alla  nona festa nazionale di Essere Comunisti, venerdì sera si è consumato  qualcosa di importante. Un dialogo a tre tra Gianni Rinaldini, da poche  settimane ex segretario generale della Fiom («un grande segretario  generale», come lo ha definito Alberto Burgio, padrone di casa e  cerimoniere della serata, tra gli applausi convinti e riconoscenti del  pubblico), Claudio Grassi, responsabile nazionale dell’Organizzazione di  Rifondazione Comunista, e Nichi Vendola, presidente della Regione  Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà.<br />
Il titolo del  dibattito (“La sinistra alla prova di una nuova unità”) ha indotto i  relatori a muovere dall’analisi politica della fase. Come ha affermato  Gianni Rinaldini, siamo ad un «passaggio d’epoca». Ne è prova  l’atteggiamento industriale della Fiat che ha deciso, con Pomigliano e  ora con la nuova sciagurata decisione di spostare parte della produzione  in Serbia (in quella Zastava, come ha poi precisato nel corso della  serata Claudio Grassi, che il nostro Paese ha bombardato non più tardi  di dodici anni fa), di «superare tutti gli elementi di contrattazione  collettiva, mettendo in discussione i fondamenti del sindacato e del  movimento dei lavoratori» per come li avevamo conosciuti fino a pochi  anni fa. Lo sfondo, dunque, è la «precarizzazione di massa, la  disoccupazione galoppante e l’individualizzazione dei rapporti di  lavoro». Usando le parole di Nichi Vendola, siamo entrati – senza che ce  ne accorgessimo – in un dopoguerra in cui un conflitto trentennale ha  lasciato solo macerie. Una guerra drammatica combattuta e vinta dai  padroni contro i lavoratori. Claudio Grassi snocciola i dati, parla  della Finanziaria, racconta di come nella crisi le grandi imprese si  siano arricchite, moltiplicando i profitti sulla testa della povera  gente. Non solo nel nostro Paese. Vendola allarga i confini, parla della  Grecia «commissariata dall’Unione Europea», parla dell’Europa che «sta  finendo e sta uscendo dalla sua secolare storia di diritti, inclusione e  civiltà, innanzitutto del lavoro».<br />
Ma ci sono segnali di speranza.  Li elenca Rinaldini, li riprende Grassi, li valorizza Vendola. Il no di  Pomigliano, le lotte della Fiat di queste settimane, il milione e mezzo  di firme raccolte per il referendum contro la privatizzazione  dell’acqua.<br />
Sono tutti segnali di speranza che si traducono in domande precise per la sinistra politica e sociale.<br />
Il  sindacato sa svolgere il suo compito, come dimostra la convocazione da  parte della Fiom di una grande mobilitazione nazionale per il lavoro da  tenersi il prossimo 16 ottobre. La politica è ancora indietro,  ingabbiata in una sconfitta culturale drammatica, alla ricerca di quel  «punto di vista autonomo» progressivamente perduto in questi decenni.<br />
Ma  sulle prospettive di lotta comune Grassi e Vendola, sotto lo sguardo  compiaciuto di Rinaldini, concordano. La sinistra sia unita, nel  difendere ciò che va difeso (come la Costituzione, il lavoro, quel che  rimane dello Stato sociale e dei diritti) e nel riconquistare ciò che ha  perduto (il contratto collettivo nazionale, la tutela dei salari, la  civiltà giuridica nei luoghi di lavoro).<br />
Ma allora perché la sinistra  non si unisce davvero? È la domanda che si pongono i tantissimi  assiepati nello spazio dibattiti; ed è la domanda che Alberto Burgio  pone, con intelligente insistenza, agli ospiti. Rinaldini ovviamente  scarta ma rileva che sul piano sindacale si sente tutta l’urgenza di una  sponda politica forte e che, soprattutto, non ripeta gli errori  commessi (primo tra tutti «l’illusione» del governo Prodi). Vendola e  Grassi danno risposte diverse. Vendola ha in testa un progetto, al  contempo ambizioso e rischioso, alternativo a quello della Federazione  della Sinistra. Per lui non bisogna rimettere insieme «i nostri piccoli  recinti del passato» ma bisogna lanciare una sfida direttamente al  Paese. Per questo serve una sinistra larga, popolare, unitaria, che  prenda in carico direttamente il compito di «salvare» il Paese.<br />
I  compagni applaudono, perché sentono nella proposta forte l’anelito  unitario, la consapevolezza dell’urgenza di dare un’alternativa al  governo delle destre. Ma applaudono anche, con inequivocabile  convinzione, quando Claudio Grassi, in conclusione, fa gli auguri a  Nichi per la sua impresa ma rimarca, forte e chiaro: «non dobbiamo  saltare i passaggi, facendoci prendere dall’ansia di sparigliare le  carte. Il nostro progetto è quello della Federazione della Sinistra,  progetto diverso da quello di SEL. Il primo passo che dobbiamo compiere è  coordinare queste forze a sinistra del Partito democratico – con il  quale le differenze sono tante, come dimostra la vicenda dell’acqua  pubblica – nel vivo delle battaglie comuni, a partire dal prossimo 16  ottobre». Il dibattito di Castell’Arquato ci consegna la fotografia di  una sinistra che vuole lottare e non si rassegna. Ora si tratta di  capire come camminare insieme, coniugando identità e strategie ancora  diverse.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Dalle parole ai fatti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/07/dalle-parole-ai-fatti/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/costruire-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="costruire" /></a>Nello scorso fine settimana si sono tenute importanti riunioni o iniziative delle forze che si muovono a sinistra del Pd. Si è tenuto il Comitato Politico Nazionale del nostro partito, la Direzione Nazionale allargata del Pdci e la tre giorni a Bari della Fabbriche di Nichi.
Alla fine di questo post &#8211; per chi avesse voglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/costruire.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1753" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="costruire" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/costruire-257x300.jpg" alt="" width="226" height="275" /></a>Nello scorso fine settimana si sono tenute importanti riunioni o iniziative delle forze che si muovono a sinistra del Pd. Si è tenuto il Comitato Politico Nazionale del nostro partito, la Direzione Nazionale allargata del Pdci e la tre giorni a Bari della Fabbriche di Nichi.<br />
Alla fine di questo post &#8211; per chi avesse voglia di documentarsi &#8211; troverete diversi link che riguardano questi tre momenti di discussione (documento approvato dal Cpn del Prc, relazione di Diliberto, conclusioni di Vendola).<br />
Vorrei fare alcune considerazioni sul Cpn del Prc, riservandomi di intervenire successivamente sulle altre iniziative.<br />
Nel Cpn di Rifondazione ritengo siano avvenute due cose importanti.<br />
E&#8217; stato dato un ampio consenso alla proposta di documento politico (bozza) proposto dal Coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra. E&#8217; un buon documento. Si cominciano a gettare le basi politiche del nuovo soggetto che stiamo costruendo. Si esce da una asfittica discussione organizzativa ed elettorale con un documento congressuale che, a mio parere, non ha nulla da invidiare ai testi proposti nella fase migliore di Rifondazione Comunista. Vi invito a leggerlo (anche questo è linkato alla fine del post). Lo dico soprattutto a quelle compagne e a quei compagni che in questo blog, ma non solo, hanno manifestato preoccupazione di “moderatismo” o di riedizione del progetto dell&#8217;Arcobaleno da parte della Federazione. Non è così, ed è scritto chiaramente nel testo che verrà proposto al congresso fondativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1752"></span>La seconda cosa importante decisa dal Cpn  del nostro partito è stato il documento finale, approvato a larga maggioranza.  E&#8217; vero che le proposte politiche in esso contenute (alleanza elettorale per battere Berlusconi, offensiva unitaria a sinistra, costruzione della FdS e rilancio di Rifondazione) erano già contenute nel documento votato dallo scorso Cpn, ma in esso vi sono  due proposte nuove, molto importanti, che io condivido pienamente.<br />
Riporto testualmente : “oggi nessuna forma in cui si organizza l&#8217;attività politica è esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni esperienza. PROPONIAMO QUINDI A TUTTA LA SINISTRA DI APRIRE UN PERCORSO DI CONFRONTO E DI UNITA&#8217; CHE SAPPIA RICOSTRUIRE LA SPERANZA E IL SENSO DELLA LOTTA E AVANZIAMO LA PROPOSTA A TUTTE LE FORZE POLITICHE PRESENTI A SINISTRA DEL PD DI DAR VITA A UN TAVOLO DI LAVORO E CONFRONTO PER ALLARGARE E COORDINARE L&#8217;INIZIATIVA POLITICA COMUNE”.<br />
Bene! Mettiamo in pratica questa proposta fin da subito. A livello nazionale, ma soprattutto nei territori. Questo è il senso su cui si sta muovendo anche l&#8217;appello per l&#8217;unità a sinistra che è stato pubblicato su questo blog. E&#8217; il momento di passare dalle parole ai fatti.<br />
La seconda proposta riguarda la necessità di invertire la tendenza all&#8217;esasperato correntismo interno al partito. Riporto sempre dal testo: “ i compagni e le compagne che condividono questo documento decidono quindi di lavorare insieme sul piano politico ed organizzativo, a tutti i livelli del partito, per gestire e sviluppare unitariamente l&#8217;applicazione della linea politica del Partito. In questo quadro i votanti questo documento si pongono l&#8217;obiettivo di lavorare per costruire un documento unitario per il prossimo congresso di Rifondazione Comunista, dando così un contributo al superamento dell&#8217;attuale correntismo”.<br />
Anche su questo si tratta di far seguire alle parole, i fatti. La questione è posta nel modo giusto. Non si tratta di superare le aree politiche e culturali presenti nel partito che, se operano correttamente, sono un elemento di arricchimento della dialettica interna. Si tratta di evitare che si costituiscano correnti o cordate, molto spesso senza nemmeno una comune proposta politica, che si militarizzano ed entrano in contrasto tra di loro, paralizzando l&#8217;attività del partito. Oppure si uniscono, pur non avendo nessuna base politica comune, per escludere qualcuno dalla gestione del partito, come è avvenuto in numerose realtà territoriali.<br />
Fatti negativi che, alla lunga, distruggono una organizzazione.<br />
Per superare questo è bene partire dalla politica, come appunto viene proposto. C&#8217;è una maggioranza nel partito che condivide una proposta politica? Bene!  Diventi una maggioranza coesa. Si impegni a sostenere lealmente la linea politica. Si facciano cadere i sospetti e le diffidenze.<br />
Non devono esserci compagne e compagni di serie A e di serie B, non può esserci chi “porta l&#8217;acqua e chi beve il vino”. Oltre ad un progetto politico condiviso, per fare un vero passo in avanti verso l&#8217;unità del partito, deve esserci lealtà, fiducia reciproca e diffusa. Ci deve essere una corrispondenza tra quello che si dice e quello che si fa. Deve esserci  rispetto dei ruoli.<br />
Chi scrive queste righe subito dopo il congresso di Chianciano ha chiesto che si tenesse unita la mozione 1. Non è stato fatto e questo certamente ha alimentato le divisioni e il contrasto interno.<br />
E&#8217; positivo che oggi si prenda atto che per superare le divisioni e le difficoltà del partito si debba lavorare assieme per costruire un&#8217; ampia e solidale maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/7958/314/">DOCUMENTO APPROVATO DAL CPN DEL PRC</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vimeo.com/13479925">RELAZIONE DI DILIBERTO DIREZIONE NAZIONALE PDCI (AUDIO)</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NQV4Oom50d4&amp;feature=player_embedded">CONCLUSIONI NICHI VENDOLA &#8220;FABBRICHE DI NICHI&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/BOZZA_DOCUMENTO_I_congresso-FdS.doc">BOZZA DOCUMENTO POLITICO FEDERAZIONE DELLA SINISTRA</a></p>
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		<title>Un importante sostegno all&#8217;appello</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 15:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/07/un-importante-sostegno-allappello/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/support-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="support" /></a>Vi propongo la lettura dell&#8217;interessante editoriale del Manifesto di domenica 11 luglio, scritto da Valentino Parlato.
Come potete leggere, nella parte conclusiva dell&#8217;articolo, Valentino invita ad aderire all&#8217;appello per l&#8217;unità a sinistra, pubblicato nei giorni scorsi in questo blog, e propone al Manifesto di farlo proprio. Un fatto molto positivo. Un passo avanti importante verso l&#8217;assemblea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/support.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1659" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="support" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/support-300x225.jpg" alt="" width="275" height="200" /></a>Vi propongo la lettura dell&#8217;interessante editoriale del Manifesto di domenica 11 luglio, scritto da Valentino Parlato.<br />
Come potete leggere, nella parte conclusiva dell&#8217;articolo, Valentino invita ad aderire all&#8217;appello per l&#8217;unità a sinistra, pubblicato nei giorni scorsi in questo blog, e propone al Manifesto di farlo proprio. Un fatto molto positivo. Un passo avanti importante verso l&#8217;assemblea di settembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1658"></span><strong>Il silenzio del PD</strong></p>
<p style="text-align: justify;">di Valentino Parlato su <em>il manifesto</em> &#8211; 11 lugli 2010<br />
Il titolo di prima pagina del manifesto di ieri era pesante: «Crisi di governo». Diagnosi esatta, lo conferma il titolo di prima pagina de Il Giornale (di proprietà di Berlusconi): «Patto per imbarcare Casini. Il nuovo governo nasce a casa Vespa» (di proprietà di Propaganda Fide). Se nasce il nuovo governo, significa che l&#8217;attuale è morto. Ma anche il nuovo è morto in sala parto. Lo sciopero dei giornali è stato un pesante voto di sfiducia, tale da influire anche sulla seconda morte. Il «Patto per imbarcare Casini» è saltato perché Casini vuole entrare al governo con tutti gli onori: esige una vera crisi di governo e nel frattempo a Palermo il suo partito entra nel governo di Raffaele Lombardo, che è in totale rottura con Berlusconi. Ma c&#8217;è di più. La cena a casa Vespa ha fatto infuriare la Lega che, per bocca di Maroni, ha detto che queste trattative sono inammissibili e che mai potrà esserci un governo con Casini altrimenti il Carroccio aprirà la crisi. E non solo. La Lega &#8211; come molti nel Pdl &#8211; comincia a pensare al dopo Berlusconi e rinsalda ed esibisce l&#8217;alleanza con Tremonti, che è diventato il più pesante avversario di Berlusconi. Anche lui pensa al dopo, in una situazione in cui &#8211; cito l&#8217;editoriale del Giornale &#8211; «è chiaro a tutti che così non si può più andare avanti».<br />
A questo punto Berlusconi potrebbe subire la sfida e aprire subito la crisi. Ma non può lasciare per aria la manovra economica (e Tremonti) e la autoassolutoria legge sulle intercettazioni. La crisi di governo c&#8217;è ed è sotto gli occhi di tutti.<br />
Ma la sinistra che fa? C&#8217;è? L&#8217;Unità di ieri mette solo a pagina 11 una dichiarazione di Bersani. Il titolo è: «Bersani: quadro allucinante, il governo riferisca in aula». Francamente il segretario del Pd sembra un po&#8217; allucinato. Di fronte a questa situazione sa solo dire che il governo deve riferire in aula. Aggiungo altre «tempestive» dichiarazioni di Bersani alla scuola di formazione del Pd a Venezia: «I problemi del paese non si risolvono a tavola», «purtroppo può esserci un rilancio pericoloso». Mi dispiace dirlo ma sono frasi irresponsabili, di uno che sembra appena sbarcato dalla luna. Ma questo è il Pd di oggi. Incapace di governare nel secondo governo Prodi e, oggi, ancora più incapace di fare opposizione. Detto più rozzamente, di fare politica. Insomma, l&#8217;avversario è in piena crisi e non c&#8217;è un&#8217;iniziativa, nessun appello alla mobilitazione di un popolo che ha cominciato a stancarsi del berlusconismo, dei tagli, delle promesse mancate, dell&#8217;abbassamento del tenore di vita di larga parte della popolazione. Viene il sospetto che in questa situazione il Pd abbia paura di assumersi una responsabilità di governo. Ma se siamo a questo c&#8217;è solo da augurarsi una dissoluzione dell&#8217;attuale gruppo dirigente del Pd e che, fuori dai giochi della politica, nella società nascano e si incontrino movimenti per ricostruire una forza di ispirazione socialista per cambiare lo stato delle cose e la condizione umana di tantissimi che subiscono i danni della crisi e di questo governo.<br />
Ps: oggi il manifesto pubblica un appello per l&#8217;unità della sinistra con tante firme di compagni e di cittadini, e l&#8217;unità si fa su obiettivi chiari. Facciamolo nostro. Chiediamo altre firme e iniziative chiare.</p>
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		<title>Verso l&#8217;assemblea di settembre</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 12:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/07/verso-lassemblea-di-settembre/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/img3-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="img3" /></a>L’appello per una unità d’azione tra le varie forze che stanno a sinistra del PD continua a raccogliere adesioni significative.
E’ un fatto molto importante. Ciò significa che vi sono le condizioni per invertire la tendenza alle divisioni che si è manifestata in questi anni.
Come compagne e compagni di Rifondazione Comunista siamo impegnati nella costruzione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/img3.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1650" title="img3" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/img3-300x245.jpg" alt="" width="270" height="221" /></a>L’appello per una unità d’azione tra le varie forze che stanno a sinistra del PD continua a raccogliere adesioni significative.<br />
E’ un fatto molto importante. Ciò significa che vi sono le condizioni per invertire la tendenza alle divisioni che si è manifestata in questi anni.<br />
Come compagne e compagni di Rifondazione Comunista siamo impegnati nella costruzione della Federazione della Sinistra e in autunno si terrà, finalmente, il congresso costitutivo: Prc, Pdci, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà, rappresentanti di movimenti altermondialisti, del femminismo, dell’ambientalismo si mettono assieme in un progetto comune.<br />
Tutto questo è importante, ma non sufficiente. A sinistra del PD, oltre alle forze impegnate nella costruzione della Federazione, ci sono altri soggetti. Con loro dobbiamo trovare le forze possibili dell’unità e della collaborazione.<br />
Il successo della raccolta delle firme per il referendum sull’acqua dimostra che questa unità produce risultati e apre la possibilità di vincere qualche battaglia.<br />
Proprio per discutere le forme di questa unità e le proposte su cui lavorare assieme, già in settembre i firmatari terranno una prima Assemblea nazionale.<br />
Tutto questo è importante e positivo. Aderiamo e facciamo aderire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1649"></span><strong>La sinistra torni a giocare un ruolo importante nella politica italiana</strong><br />
Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione.<br />
Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista.<br />
Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli. Guardiamo con allarme alle pesanti conseguenze della crisi economica sulle condizioni di vita di grandi masse di cittadini italiani e migranti. Riteniamo (e la «manovra correttiva» ora minacciata dal governo ci rafforza in tale convincimento) che la drammatica crisi che investe gli anelli più deboli del contesto europeo sancendo il fallimento dell’Europa liberista di Maastricht e di Lisbona renda ancor più preoccupante anche nel nostro Paese la prospettiva delle classi subalterne. Consideriamo intollerabili il dilagare della povertà e della precarietà; l’attacco governativo alle tutele giuridiche del lavoro dipendente e al diritto dei lavoratori a una contrattazione collettiva solidale, autonoma e democratica; la distruzione dello Stato sociale e il controllo oligarchico sui mezzi di informazione; il diffondersi della corruzione e dell’evasione fiscale e l’imposizione di un sistema politico bipolare che nega rappresentanza e voce a milioni di elettori. Riteniamo concreto il rischio di svolte autoritarie in un contesto segnato dalla rottura della coesione sociale e dalla recrudescenza di pulsioni razziste alimentate da chi accarezza disegni populisti e progetta la distruzione istituzionale dell’unità nazionale.<br />
In questo difficile frangente pensiamo che quanto ci unisce debba prevalere su quanto ci ha sin qui diviso e tuttora ci separa. Siamo determinati a batterci per una società più civile e meno ingiusta, ma siamo al tempo stesso consapevoli del concreto rischio di estinzione che oggi incombe sulla sinistra italiana. Tutto ciò ci convince della inderogabile necessità di puntare sulle convergenze e affinità e di privilegiare le importanti battaglie comuni che insieme possiamo combattere e vincere: innanzitutto quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale.<br />
Con questo spirito ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che la sinistra torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">primi firmatari:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vittorio Agnoletto, Gianni Alasia, Nicola Atalmi, Saverio Aversa, Katia Bellillo, Marzia Biagiotti, Alberto Burgio, Maria Campese, Loris Campetti, Luciana Castellina, Giusto Catania, Andrea Cavallini, Cesare Chiazza, Stefano Ciccone, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Maria Pia Covre, Elettra Deiana, Nino De Gaetano, Piero Di Siena, Stefano Falcinelli, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Claudio Grassi, Damiano Guagliardi, Margherita Hack, Rita Lavaggi, Raniero La Valle, Orazio Licandro, Giorgio Lunghini, Maria Rosaria Marella, Alberto Marri, Giorgio Mele, Maria Grazia Meriggi, Goffredo Moroni, Roberto Musacchio, Ivan Nardone, Giorgio Nebbia, Simone Oggionni, Franco Ottaviano, Moni Ovadia, Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Valentino Parlato, Roberto Passini, Paola Pellegrini, Ciro Pesacane, Silvana Pisa, Luciano Ponticelli, Marcello Ricci, Luciano Riecco, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Rivera, Raffaele Salinari, Linda Santilli, Elisa Savi, Patrizia Sentinelli, Adriana Spera, Bruno Steri, Aldo Tortorella, Alessandro Valentini, Mario Vegetti, Gianni Vigilante, Massimo Villone, Luigi Vinci, Stefano Vinti, Stefano Zuccherini</em></p>
<p style="text-align: justify;">aderiscono:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gero Accardo, Veronica Albertini, Gianluca Alfieri, Massimo Allulli, Daniela Ambrosino, Antonio Antonelli, Luca Antoniazzi, Giancarlo Bandinelli, Michele Barosselli, Luciano Barracco, Enrico Bayma, Gino Bernabini, Edoardo Biancardi, Gabriele Bini, Jacopo Borsi, Pino Brandi, Maurizio Brotini, Tonino Cafeo, Filippo Cannizzo, Mimmo Caporusso, Alberto Celli, Jonathan Chiesa, Rosario Consiglio, Giacomo Conti, Mario Corinaldesi, Giovanna Covolo, Stefano Cristiano, Marco Dal Toso, Virginia De Cesare, Massimo De Santi, Valerio della Croce, Silvia Di Giacomo, Francesco Alberto Domenichini, Marco Donà, Giuliano Ezzelini Storti, Bernardo Fallani, Giuseppe Fazio, Elena Fornasari, Michele Frascarelli, Giuseppe Genchi, Alessandro Genova, Claudio Giambelli, Ivano Gioffreda, Oscar Grasso, Valentina Greco, Antonio Griesi, Chiara Guida, Giancarlo Iacchini, Roberto Iacovacci, Nicola Iannarelli, Filippo Incorvaia, Silvia Iracà, Chiara La Rocca, Diego La Sala, Paolo Laricchiuta, Mauro Lenzi, Alessandro Leoni, Gianluca Lombardi, Alyosha Matella, Evelino Matella, Cristina Mattiello, Andrea Merola, Alessandro Monti, Alaa Nasser, Massimiliano Ortu, Mario Ottavi, Giovanna Pagani, Dimitri Palagi, Andrea Parti, Enrico Pellegrini, Mauro Pinzauti, Federica Pitoni, Salvatore Politini, Maurizio Pucci, Daniele Quatrano, Rita Rossi, Luca Rovai, Stefano Ruggieri, Stefano Russo, Pino Santarelli, Giuliano Sdanghi, Alberto Sorbello, Valentina Steri, Ferdinando Stumpo, Luigi Tamborrino, Alessandro Tedde, Mirco Tincani, Costanzo Toti, Maria Pia Trevisani, Alberto Viscardo Galante, Ivan Xamo. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per aderire: <em>unitasinistra@gmail.com</em></strong></p>
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		<title>Intervento all&#8217;assemblea nazionale di Essere comunisti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 16:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/festa_castellarquato-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="festa_castellarquato" /></a>Care compagne e cari compagni,
vi ringrazio per essere intervenuti a vostre spese a questa nostra riunione. Essa si svolge in un periodo molto intenso per la nostra area. Abbiamo affrontato questioni che vanno al di là della contingenza e questo incontro segue, a distanza di una settimana, l’importante seminario organizzato dai Giovani di Essere Comunisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/festa_castellarquato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1593" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="festa_castellarquato" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/festa_castellarquato-300x264.jpg" alt="" width="249" height="220" /></a>Care compagne e cari compagni,<br />
vi ringrazio per essere intervenuti a vostre spese a questa nostra riunione. Essa si svolge in un periodo molto intenso per la nostra area. Abbiamo affrontato questioni che vanno al di là della contingenza e questo incontro segue, a distanza di una settimana, l’importante seminario organizzato dai Giovani di Essere Comunisti a Marzabotto. Un seminario di formazione e approfondimento molto riuscito. Due appuntamenti importanti, promossi dalla nostra area in poco tempo, che ci inducono a ragionare su di noi in modo positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre tra pochi giorni saremo impegnati nella Festa nazionale di Essere Comunisti. Anche quest’anno si chiamerà “Festa per l’Unità” e sarà organizzata insieme al circolo di Rifondazione comunista di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza. Durerà ben nove giorni. E’ la prima volta che la nostra area organizza una festa così lunga. Nel passato abbiamo sempre fatto feste che si concentravano in un fine settimana. Credo che anche questa novità debba essere valutata positivamente e valorizzata. Saranno presenti personalità politiche, del mondo del lavoro, del mondo sindacale e dell’associazionismo, tra le più rappresentative della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1592"></span>Arriviamo alla nostra discussione. Una discussione che, a partire dalla relazione di Bruno Steri, che condivido, è servita per fare un bilancio dal congresso di Chianciano ad oggi. Un bilancio dello stato del partito e anche della nostra area. Anche io nella parte conclusiva di questo intervento parlerò di questo.<br />
Adesso voglio però affrontare un ragionamento di tipo politico sulla situazione generale e analizzare le condizioni nelle quali ci troviamo ad operare. Un tratto distintivo di molti dei vostri interventi è stata la sottolineatura delle difficoltà che hanno Rifondazione comunista, la Federazione, la sinistra e il movimento democratico in questo Paese. Ovviamente è vero: le difficoltà ci sono tutte, lo abbiamo visto anche recentemente nell’esito delle elezioni regionali. Le elezioni non sono tutto, a maggior ragione per un partito comunista, tuttavia sono un test della capacità che si ha di raccogliere consenso. Le difficoltà ci sono, le vediamo, quando cerchiamo fuori dalle nostre riunioni di trasmettere le nostre idee, le nostre piattaforme e le nostre proposte di lotta. Tuttavia, pur riconoscendo questo quadro di difficoltà,  credo sia sbagliato assumere un atteggiamento negativo, eccessivamente pessimistico.<br />
Prima di tutto perché non serve e poi perché se anche noi, che a diversi livelli svolgiamo un ruolo di direzione politica, abbiamo questo atteggiamento difficilmente riusciremo a  convincere altri compagni che vale la pena di lottare e di impegnarsi. Ma soprattutto questa visione pessimistica non corrisponde alla realtà. Basta allargare un po’ lo sguardo sull&#8217;Europa. Ci sono Paesi in cui la sinistra è andata in crisi e vive una condizione di marginalità: basta pensare alla Spagna. Ma ci sono anche Paesi, alcuni di questi anche molto importanti, dove la sinistra conta, ha un consenso elettorale importante ed  è un punto di riferimento per le classi subalterne. E&#8217; il caso della Linke in Germania. La Linke dieci anni fa, quando Rifondazione comunista si trovava ai massimi storici, era come noi oggi: fuori dal Parlamento. In pochi anni è riuscita a ribaltare questa situazione raggiungendo il 12%. Noi oggi, 12 anni dopo, ci troviamo nella loro situazione di allora. Questo dimostra che le situazioni possono  modificarsi. Penso che se in Germania è avvenuto questo, ciò possa avvenire anche in Italia, perché lo spazio politico c’è tutto e perché il Pd non ci pensa nemmeno ad occuparlo. Nella migliore delle ipotesi cerca di temperare le politiche neoliberiste. Quello spazio è libero, tocca a noi cercare di riempirlo e ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. C’è la Germania, ma c’è anche la Grecia. Un’esperienza completamente diversa, ma anche in quel Paese le misure del governo contro la crisi economica (che colpiscono lavoratori, studenti e pensionati) hanno visto una forte opposizione. Una opposizione che si è prodotta anche perché c’è una forza comunista significativa, radicata, che ha contribuito a produrre quella reazione così forte nel Paese. Potrei fare degli altri esempi ma mi fermo qui. Voglio dire che se oggi siamo in questa condizione di difficoltà non è affatto detto che sia una condizione immodificabile. Col nostro lavoro, col nostro impegno, la possiamo modificare.<br />
Ma non è solo il quadro europeo che mi fa dire che è sbagliata una analisi pessimistica. Noi operiamo in un Paese che non è per nulla un Paese pacificato. L’elenco delle mobilitazioni è lunghissimo: in Italia c’è una crisi delle forze politiche della sinistra, ma c’è ancora un popolo della sinistra che ha voglia di lottare. Sta a noi entrare in connessione con questo popolo. Inoltre c’è un consenso elettorale che è ancora rilevante per le forze della sinistra, oltre il 7%. Noi giustamente guardiamo a tutte le distinzioni che esistono nella sinistra, Vendola, Cannavò, il Pcl e tutte le micro-formazioni comuniste. Tuttavia le differenze tra queste forze, che noi conosciamo molto bene, per i milioni di persone che vanno a votare non sono affatto chiare! C’è un voto ancora consistente a sinistra del Pd che conta poco perché è diviso. È un voto di sinistra, di chi ritiene che il Pd sia troppo moderato e che vorrebbe in questo Paese una forza politica nettamente di sinistra, di lotta, legata al mondo del lavoro. E’ un consenso elettorale importante che oggi è frantumato e che, in prospettiva, deve essere riunificato.<br />
Anche oltre le forze di sinistra propriamente dette ci sono altri che lottano, persone che lavorano per migliorare la società, per combattere le ingiustizie. E noi saremmo degli stolti se non tenessimo conto di tutte queste persone. Si è parlato giustamente del Pd. Non è che tra di noi dobbiamo raccontarci quanto sono moderati, sappiamo tutto! D’altra parte venti anni fa abbiamo deciso di fare un’altra impresa politica e siamo ancora qui e quindi non è che siamo attirati dalle sirene del Pd! Detto questo, come si fa a non vedere che anche lì ci sono delle contraddizioni? Vi invito a comprare l’Unità. L’Unità dovrebbe essere il giornale del Pd. Ma sapete chi è ha scritto gli articoli più forti contro l’accordo di Pomigliano, oltre a Liberazione e Il Manifesto? L’Unità! Cosa vuol dire questo? Vuol dire che anche lì c’è un disagio. E se l’Unità scrive queste cose vuol dire che anche in quel mondo c’è della gente che ha quelle idee, altrimenti non avrebbero la forza di continuare ad uscire con un giornale che ha questa impostazione! E poi ci sono i movimenti che si sono prodotti nell’ultimo anno, a partire dal Popolo Viola e dalle mobilitazioni contro il bavaglio dell’informazione. Su queste realtà sento tra di noi un atteggiamento di sufficienza che considero sbagliato! Nonostante tutti i limiti, in mezzo a quella gente ci sono delle persone che hanno voglia di far politica e hanno individuato, a modo loro, un’ingiustizia che ritengono la più importante e su quella si battono. Dobbiamo essere al loro fianco. Si tratta di coloro i quali ogni giorno si riversano nella rete e, tramite essa, organizzano tantissime iniziative. Non apprezzano i partiti anche perché negli ultimi anni i partiti, compreso il nostro, non hanno dato il massimo nella capacità di rappresentare i soggetti sociali più deboli! Dobbiamo tenere conto di quello che dicono, con umiltà, cercando di ricostruire una credibilità, anche cambiando noi stessi, il nostro modo di fare, il nostro modo di operare.  Penso infine che anche attorno al movimento di Di Pietro ci sia un mondo che in passato ha fatto politica con noi e che oggi si colloca lì, in assenza di una sinistra credibile. Noi facciamo bene a criticare Di Pietro perché sappiamo che non è un uomo di sinistra. Usa Berlusconi per crescere e poi sulle questioni di fondo, come ad esempio il federalismo fiscale, vota assieme a Berlusconi e  a Bossi! Ma dobbiamo considerare che molte persone di sinistra sostengono questo movimento e lo fanno perché oggi è quello che appare più duro contro Berlusconi.<br />
C’è poi la Fiom, con la quale siamo in perfetta sintonia, non soltanto nelle vertenze specifiche ma anche sulle questioni più generali.  Poi c’è la Cgil. All’ultimo congresso sono avvenute cose gravi. Credo tuttavia che sulla Cgil dobbiamo evitare di commettere errori. Per la sua capacità organizzativa e per la sua capacità di produrre una reazione politica e di lotta è il baluardo più importante per i diritti e la democrazia di questo Paese. Basta pensare allo sciopero che ci sarà il 25 di giugno: la più importante risposta di lotta ai padroni ed al governo nei confronti della manovra economica. Evitiamo di dare giudizi schizofrenici: o va tutto bene, o va tutto male. Cerchiamo di articolare il nostro giudizio. Sono molto d’accordo sul fatto che su questa materia si metta assieme un gruppo di lavoro e si inizi ad affrontare in maniera seria questa questione.<br />
Concludendo su questa parte più politica, credo che noi dobbiamo mettere al bando ogni forma di minoritarismo e settarismo, perché questa è oggi la malattia più grave per la ricostruzione di una forza comunista e di sinistra. Il nostro partito, con la lista della Federazione, ha raccolto il 2,7%. Non dobbiamo abituarci e non dobbiamo dare per scontato che questa realtà sia immodificabile. Un approccio minoritario, che invece accetti come strutturale e definitiva questa debolezza, è da rigettare. Dobbiamo lavorare con fiducia per cercare di risalire la china e ricostruire una organizzazione che abbia la capacità di avere un consenso più significativo di quello attuale.<br />
Tra l’altro operiamo in una crisi economica che ci offre possibilità di iniziativa forti, a partire dall’affermazione di concetti e idee che abbiamo sempre sostenuto e che oggi possiamo ribadire con grande nettezza. Berlusconi dice che la manovra non mette le mani in tasca agli italiani, ma come sappiamo è invece una manovra pesantissima e di classe. Nella crisi economica non c’è solo chi ci rimette, c’è anche chi ci guadagna. La rivista americana Fortune ci informa che nel 2009, cioè l’anno di massima crisi economica mondiale, le 500 aziende più importanti del mondo hanno aumentato i loro profitti del 335%. Tra queste aziende ci sono anche quelle che sono fallite e sono state rifinanziate dal governo americano e dai governi capitalistici internazionali con soldi pubblici!<br />
Inoltre questa crisi ha l’altra faccia della medaglia, ha Pomigliano, con tutte le difficoltà che qui sono state dette, ma anche con la necessità nostra di lottare. Non so quale sarà il risultato del referendum. Intanto vedo che la manifestazione di ieri sera è stata un fallimento. Ci sarà pure il ricatto del posto di lavoro, e io capisco quei lavoratori che magari alla fine voteranno sì, ma c’è anche una reazione posistiva e una volontà di lotta.<br />
Cosa fare per cercare di dare a questo “ottimismo” che ho introdotto in questo mio intervento anche un minimo di credibilità logica? Cerco di fare delle proposte.<br />
Primo, il Partito. Il Prc deve risalire la china. Se va in crisi definitiva Rifondazione comunista crolla tutto, crolla la Federazione della Sinistra, crolla la possibilità concreta di costruire in questo Paese una sinistra di classe non omologata, alternativa al sistema bipolare. Il Partito partecipa al congresso della Federazione e poi fa il suo congresso. Il nostro Partito però per vivere deve essere dentro un progetto. Intanto però deve vivere. E allora dobbiamo occuparcene: ci sono le tessere da fare perché senza iscritti il Partito non funziona, senza circoli il Partito non funziona, senza sedi e federazioni aperte il Partito non funziona. Cominciamo a farlo tutti i giorni, ovunque.  Dobbiamo dare l’esempio: organizzare la partecipazione, organizzare il lavoro sui territori, tenere aperte le nostre sedi. La situazione economica del partito è difficile. Il partito negli ultimi anni, non avendo superato gli sbarramenti, non ha ottenuto il finanziamento pubblico. Il lavoro svolto dal tesoriere in questi due anni è stato importante. Il bilancio di Liberazione è passato da 3 milioni di disavanzo a 300mila euro. Siamo vicini alla possibilità di avere un giornale che vive e si paga da solo. Tuttavia quei 300mila euro che alcuni anni fa erano ben poca cosa, adesso sono tanti e, quindi, occorre un ulteriore impegno. Il giornale certamente può migliorare, ma per migliorare ci deve essere e per esserci bisogna comperarlo, fare un minimo di diffusione, di distribuzione, di organizzare un lavoro sui territori. Oltre a risanare i conti di Liberazione è stato ridotto il personale dell’apparato centrale. Ne abbiamo ereditati 170 e adesso siamo meno della metà, numerosi in cassa integrazione, il bilancio è stato portato da 17 milioni di euro a 6 milioni di euro nel 2009. Quelli del 2010 e 2011 saranno ancora più bassi. Servono 5 milioni di euro all’anno fino al 2013, come fare?  Occorre tornare a praticare l&#8217;autofinanziamento, ma anche qui non è facile perché il Partito è stato disabituato a fare queste cose e anche in quelle realtà in cui si fa, che cosa succede concretamente? Che i soldi che vengono raccolti (attraverso cene per l’autofinanziamento, lotterie o quant’altro) servono per il territorio, perché in molte regioni non siamo più nei consigli regionali, non siamo più nei consigli comunali, e quindi quelle risorse sono le uniche tramite cui si può ancora fare attività politica! Per tutte queste ragioni intervenire sul patrimonio sarà inevitabile. Ovviamente cercheremo di farlo nella misura minima e, qualora dovesse riguardare delle strutture territoriali del Partito, lo faremo con una discussione ed una condivisione dei territori interessati.<br />
Ma il limite principale del nostro Partito, dal punto di vista politico, è che su alcune scelte importanti viaggia col freno a mano tirato. Non è che non diciamo le cose. Il documento dell’ultimo Cpn  è ottimo! La Federazione della Sinistra, l’offensiva unitaria, la costruzione dell’opposizione democratica al governo Berlusconi. Qual è il problema? Che su ognuna di queste cose c’è il freno a mano tirato e quindi fai ma non fai, un passo avanti e due indietro. Una sorta di galleggiamento. Bisogna avere il coraggio di prendere una posizione, giusta o sbagliata, discutiamone, ma quando è quella lì bisogna andare fuori e portarla avanti! Altrimenti non esisti. Ci vuole una piattaforma! Pochi punti ma chiari, il nostro messaggio per il Paese, che diano il senso di quello che vogliamo sulle questioni sociali, sulla crisi economica. Noi invece per ora questa chiarezza non la abbiamo e anche per questo non siamo immediatamente percepibili dal nostro elettorato potenziale!<br />
Si è parlato qui del partito sociale. Un partito comunista o è sociale o non è. Quindi benissimo i banchetti di tutti i tipi. Anzi, per un nostro circolo meglio fare un banchetto al mercato di sabato  che organizzare un dibattito sul futuro della sinistra con cinque relatori di Rifondazione in cui ognuno parla contro l’altro, con il risultato che quei pochi che vengono vanno a casa e non tornano più. Meglio un banchetto che distribuisce pane o arance: ti percepiscono più utile. Sono a favore di questo impegno sociale. Sono però contrario a ritenere che la Rifondazione comunista come ricerca teorica si concretizzi nell’ideologia del partito sociale, nel ritorno agli albori del movimenti operaio. Sono contrario ad accantonare Lenin per recuperare Proudhon e con esso le teorie mutualiste e anarcosindacaliste. Non penso che questo ci faccia fare un passo avanti. Penso che tutto questo armamentario ideologico ci faccia fare un passo indietro, proprio sul terreno della cultura politica del partito. Condivido l’impegno sociale del Partito che si caratterizza anche in queste iniziative che sono state fatte, ma sono contrario alla loro teorizzazione ideologica. Che questa sia la nuova opzione politico-culturale di Rifondazione comunista. Ci riporterebbe alle opzioni revelliane. Basta rileggere Oltre il Novecento che non a caso noi contrastammo e che altri, anche dell&#8217;attuale gruppo dirigente, difesero.<br />
Il Partito vive se ha una proposta politica. Qual è il nostro problema principale? La credibilità che oggi è molto bassa. Diciamo delle cose buone ma non siamo credibili, questo è il punto. Credibilità persa perché la gente ormai è stanca delle nostre continue divisioni! In questo contesto si colloca la Federazione. In questo contesto, con la frantumazione che si è determinata, la forza della Federazione sta nel fatto che prova a invertire la tendenza alla divisione. Se c’è una critica che io faccio a noi stessi e al gruppo dirigente di Rifondazione è di non aver valorizzato il messaggio di unità e di ricomposizione che la proposta federativa contiene.  La Federazione come inversione di tendenza rispetto alle scissioni di questi anni e dentro la Federazione la ricomposizione tra i due partiti comunisti. Noi non siamo mai stati d’accordo come area alla parola d’ordine dell’unità dei comunisti. Ma non è che non ci interessa l’unità dei comunisti. Ci interessa eccome. Siamo comunisti, vogliamo raccoglierne degli altri e diventar più grandi e quindi vogliamo l’unità dei comunisti. Ma se non vogliamo che l’unità dei comunisti sia una stucchevole chiacchierata ideologica, bisogna farla o provare a farla in una condizione che si possa realizzare. La Federazione oggi, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario, è l’unico luogo in cui si può praticare dal basso, concretamente, una convergenza tra comunisti e tra i due partiti comunisti che hanno mantenuto un consenso elettorale ed un radicamento territoriale minimamente significativo. E’ anche per questo che bisogna andare avanti con la Federazione. Essere Comunisti deve investire fortemente nella Federazione. E’ il nostro progetto politico. Infatti ci sono delle resistenze. Altrimenti non si capirebbero tutte queste difficoltà e tutte queste resistenze che sono in larga parte in un pezzo di quella che è stata la prima mozione congressuale. Queste resistenze vanno battute. Mi riferisco a quella posizione che ha proposto di rimandare il congresso della Federazione, facendola, nei fatti, “saltare”. Considero gravissime le conseguenze che si produrrebbero se prevalesse questa tesi. Se non si fa la Federazione il rischio di distruggere tutto è molto alto. Se si affossa la Federazione, a partire già dalle prossime elezioni amministrative, i Comunisti Italiani presenteranno il loro simbolo. Noi già adesso ci troviamo in una condizione nella quale non riusciremo probabilmente ad arrivare agli sbarramenti perché il numero dei consiglieri è stato ridotto da una legge dello Stato. Faremo fatica ad arrivare al quorum con la Federazione. Se ognuno si presentasse per conto proprio diventerebbe praticamente impossibile. Una posizione da “irresponsabili”. Il problema è che  questa posizione non la si contrasta con la dovuta fermezza. Lo ripeto ancora una volta: dobbiamo andare decisamente avanti sulla Federazione, come primo elemento di proposta politica per ridare credibilità al Partito ed alle forze della sinistra di alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è importante ma non è sufficiente: bisogna lavorare per l’unità a sinistra, perché a sinistra del Pd non ci sono solo le forze che con noi condividono il progetto della Federazione. Anche questo l’abbiamo detto e scritto, ma anche su questo c’è il freno a mano tirato. Unità a sinistra vuol dire prendere atto di quello che c’è a sinistra del Pd. Ci sono diversi soggetti ma ce ne è uno principale che, ci piaccia o non ci piaccia, è Sinistra ecologia e libertà. Si è tanto parlato in queste settimane della Linke, altri contrappongono alle Linke il Kke. Io penso che ogni Paese abbia i suoi percorsi e non funzionino le trasposizioni. In Italia non va bene né la Linke, né il Kke. La proposta concreta che possiamo realizzare è la Federazione e l’unità d’azione con Sinistra e libertà. Questa è la proposta. Il nostro progetto politico è la Federazione che trova le forme di unità possibile con Sinistra ecologia e libertà. Insieme queste due forze devono dar vita ad un coordinamento permanente per organizzare iniziative e lotte. Anche su questo però, come dicevo, abbiamo il freno a mano tirato. Ecco perché è venuto fuori un appello per l’unità a sinistra! Questo è il problema, non che qualcuno si sia messo in movimento e abbia prodotto un appello. Bisogna andare avanti con l’appello perché con esso noi lanciamo un messaggio politico di unità a sinistra.<br />
La raccolta firme sull’acqua ha avuto un grande successo. Mi chiedo se oltre al referendum sull’acqua non sia possibile proporre subito altre due iniziative a Sinistra e libertà ed alle altre forze che con noi raccolgono le firme dell’acqua: una manifestazione contro la manovra economica del governo e un lavoro comune su Pomigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero, come è vero, che è sotto attacco la Costituzione ed è a rischio la tenuta democratica del paese, dobbiamo infine proporre una ampia unità contro Berlusconi. Noi sappiamo che se si formasse un’alleanza dall’Udc alla Federazione della Sinistra, noi non entreremmo in quell’esecutivo. Ritengo tuttavia si debba evitare, tre anni prima che questa condizione si realizzi, di fare di questo una nostra bandiera. Non è una delle bandiere più popolari dire che vuoi fare l’unità ma l’unica cosa che chiedi è che si cambi la legge elettorale! Si  rischia di dare l’impressione che ci interessi esclusivamente la nostra esistenza.<br />
Concludo sulla proposta di una nuova area politica in Rifondazione comunista. Siamo per l’unità del Partito, siamo contro le correnti organizzate. Non siamo mai stati questo, nemmeno nei momenti più duri dello scontro interno  di Rifondazione comunista, quando ci venne  indicata la porta. Siamo per un progetto vero che superi la balcanizzazione interna al Partito, però siamo anche contro i colpi di teatro propagandistici che non fanno fare un passo avanti a queste difficoltà che, essendosi determinante in tanti anni nel tempo, non si superano con un annuncio. Andiamo con ordine. Intanto un’area si fa su una comune base politica e di cultura politica. Ci sono queste condizioni nell&#8217;attuale maggioranza che guida il Prc?   Non tenere la mozione unita, ma fare un’unica area? Sulle questioni internazionali, sul partito e sull&#8217;unità a sinistra, per fare tre esempi, facciamo le stesse valutazioni? La questione, come minimo, va approfondita. Occorre fare delle proposte concrete, praticabili perché c’è un’esigenza vera tra i compagni che ci chiede di smetterla con queste divisioni e con questa balcanizzazione del partito. Ma, ripeto, questa esigenza necessita di una risposta vera. Noi facciamo delle proposte concrete per superare le divisioni e la balcanizzazione in questo partito. Lo abbiamo fatto un anno fa con la riunione nazionale a Castell’Arquato, dicendo pubblicamente che la nostra area faceva un passo in avanti verso il superamento di un’area politicamente organizzata per una opzione  più politico-culturale. Abbiamo cambiato il coordinatore. Per un anno il sottoscritto non ha partecipato a nessuna riunione di componente. Abbiamo proposto che nessun coordinatore di area fosse in segreteria nazionale. Siamo l’unica area che in segreteria nazionale non ha il coordinatore. Abbiamo proposto che tutte le aree, concordemente, non tenessero più le loro riunioni prima delle riunioni degli organismi dirigenti, perché è del tutto evidente che facendo così si svuotano gli organismi dirigenti.  Abbiamo proposto di istituire una commissione del Comitato politico nazionale unitaria rappresentativa di tutte le sensibilità che discutesse dei documenti conclusivi da proporre al Cpn. Nessuna di queste proposte è stata accettata. Riconfermiamo tutte queste proposte. Noi siamo ancora disponibili a fare tutte queste cose. Si vuole fare un passo in avanti in direzione del superamento delle componenti organizzate? Noi siamo d’accordo. Avanziamo formalmente di nuovo tutte queste proposte.  Vogliamo costruire una maggiore unità della maggioranza che governa Rifondazione? Occorre riunire la mozione 1 che non è stata mai riunita non perché noi non lo vogliamo ma perché chi doveva farlo non lo ha fatto. Chiediamo si faccia subito. Queste riunioni è opportuno vengano allargate anche alla mozione 2 per discutere assieme come meglio governare questo partito. Queste le nostre proposte. Ciò che va evitato è dire una cosa e nella quotidianità praticare il suo opposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 20 giugno 2010</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=32477">Report dell&#8217;assemblea nazionale di Essere comunisti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=32490">Relazione di Bruno Steri</a></p>
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		<title>Risposta a Patta</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 15:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/risposta-a-patta/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/img2-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="img2" /></a>ll compagno Patta con un intervento pubblicato il 17 giugno su  Liberazione ci sollecita a riflettere sulla Federazione della Sinistra e  sulle decisioni che essa ha assunto.
Per chi non lo avesse letto lo linko alla fine di questo post.
Prima di fare alcune valutazioni sull&#8217;articolo del coordinatore di  Lavoro e Solidarietà, vorrei informarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/img2.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1531" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="img2" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/img2-300x241.jpg" alt="" width="259" height="209" /></a>ll compagno Patta con un intervento pubblicato il 17 giugno su  Liberazione ci sollecita a riflettere sulla Federazione della Sinistra e  sulle decisioni che essa ha assunto.<br />
Per chi non lo avesse letto lo linko alla fine di questo post.<br />
Prima di fare alcune valutazioni sull&#8217;articolo del coordinatore di  Lavoro e Solidarietà, vorrei informarvi che ieri (17 giugno) si sono  svolte le prime riunioni delle due commissioni per il congresso, quella  politica e quella sulle regole.<br />
Facendo parte della commissione politica posso dirvi che il primo  incontro è stato positivo. L&#8217;ipotesi è quella di lavorare ad un  congresso con un unico documento a tesi. La proposta è che sia pronto a  metà luglio. Sui contenuti del documento ci sono state varie proposte.  Una valutazione della crisi economica che ponga la necessità di mettere  al centro il tema del superamento del capitalismo. L&#8217;Europa. Sia come  realtà politica di cui occorre mettere in discussione i trattati con cui  è governata, sia come spazio su cui collocare la nostra iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1530"></span>Il  fatto che in diversi Paesi europei la sinistra comunista e  anticapitalista abbia un consenso e un ruolo rilevanti dimostra che  anche in Italia si può realizzare una impresa analoga. La Federazione  può ambire a svolgere questo ruolo. La centralità del lavoro in tutte le  sue forme, da quello tradizionale di &#8220;Pomigliano&#8221; a quello precario. Le  tematiche dell&#8217;ambiente, della lotta al patriarcato. Il tema dell&#8217;unità  a sinistra (che va declinato nella forma dell&#8217;unità d&#8217;azione nei  confronti di Sel e delle altre soggettività a sinistra del Pd) e quello  dell&#8217;unità per battere Berlusconi. Rispetto a ciò noi dobbiamo fin da  ora manifestare la nostra disponibilità, consapevoli che, ad oggi, non  esistono le condizioni per un impegno diretto di governo da parte della  Federazione della Sinistra.<br />
Si è poi dato mandato al portavoce Salvi di stendere un primo indice  ragionato attorno al quale iniziare a elaborare un testo.<br />
Per venire al contributo di Patta, vorrei fare alcune considerazioni.  Condivido larga parte del testo, in particolare mi convince lo tensione  unitaria che lo anima. Anche io penso che dopo 20 anni di divisioni che  non hanno portato a nulla di buono, la sinistra di classe di questo  Paese dovrebbe sforzarsi di invertire la rotta. Quello che non mi  convince sono le modalità che vengono proposte. Anzi, sono convinto che  se venissero prese alla lettera, anziché unire produrrebbero ulteriore  frammentazione.<br />
La sostanza del mio ragionamento è che, in questo contesto, fare  forzature e saltare dei passaggi sarebbe esiziale. Vi sono due opzioni  antitetiche tra di loro, ma che se venissero praticate produrrebbero  l&#8217;identico risultato: far fallire la Federazione. La prima è quella di  dilazionare ulteriormente i tempi e di assegnare alla Fed il ruolo di un  mero cartello elettorale. La seconda è quella di pensare che l&#8217;insieme  delle forze che stanno a sinistra del Pd possano unificarsi in un unico  partito.<br />
Patta sostiene, a mio parere un po&#8217; contraddittoriamente, sia l&#8217;una che  l&#8217;altra cosa. Dice che è un errore fare prima il congresso della Fed e  poi quelli dei soggetti che vi aderiscono e dice che occorrerebbe avere  &#8220;più coraggio&#8221; e fare un unico partito, come hanno fatto in Germania le  compagne e i compagni della Linke.<br />
Penso invece che sia valido il percorso che abbiamo scelto e spiego il  perché.<br />
Dopo aver avviato da un anno il percorso di costruzione della  Federazione della Sinistra (iniziativa di lancio nel luglio dello scorso  anno ai Frentani) e dopo averla lanciata in dicembre al Brancaccio con  tanto di programma politico e statuto provvisorio, aspettare un altro  anno avrebbe significato il suo affossamento. Viceversa con lo  svolgimento del congresso possiamo ottenere diversi risultati, tutti  positivi. In primo luogo può emergere pubblicamente il fatto più  importante di questa operazione che, anche per nostra responsabilità,  non siamo riusciti a mettere a valore in questo anno e cioè quello  dell&#8217;unità. Dopo tante scissioni, per la prima volta ci si rimette  assieme. Inoltre lo svolgimento dei congressi in tutte le province ci  aiuterà a costruire quella presenza territoriale della Federazione che  in molti luoghi ancora manca.<br />
Infine penso che sarebbe irrealizzabile, per tutto quello che è avvenuto  in questi anni, pensare di poter costruire un unico partito  raccogliendo tutto ciò che sta a sinistra del Pd. Un conto è ritenere,  come io ritengo, che tutte queste forze pur con dei dissensi anche forti  potevano restare dentro Rifondazione Comunista e far valere  dall&#8217;interno le loro ragioni. Probabilmente oggi saremmo tutti un po&#8217;  più forti.<br />
Altra cosa è pensare che, dopo le divaricazioni che si sono prodotte e  le scelte politiche compiute (gravide di implicazioni circa la  rispettiva identità), si possa rimettere tutto assieme.<br />
Occorre coraggio, ma occorre tenere i piedi per terra. La ricostruzione  di una presenza di una sinistra di alternativa e, al suo interno, di un  partito comunista degno di questo nome, dopo gli errori compiuti e le  sconfitte subite, richiederà tempo. Il congresso della Federazione della  Sinistra può essere il primo atto importante che va in questa  direzione. Certo, rispetto ad altri progetti in campo, noi oggi  scontiamo un limite di visibilità. Occorre ragionare per capire come si  può combattere questo oscuramento che rischia di farci scomparire. Ma  sappiamo anche, per esperienza vissuta, che la visibilità e la presenza  nei media, senza un progetto chiaro, può rivelarsi un pericoloso  palliativo.<br />
Assieme alla costruzione della Federazione, all&#8217;interno della quale si  possono creare le condizioni per la ricomposizione dei due partiti  comunisti, va costruita l&#8217;unità d&#8217;azione con Sel che oggi ha un progetto  politico diverso dal nostro, ma che può essere al nostro fianco in  tante lotte. Per esempio sulla lotta dei lavoratori di Pomigliano e  sulla manovra economica del governo la Fed e Sel dicono cose simili,  perché non costruire iniziative comuni?<br />
Questo deve essere il nostro progetto su cui lavorare: costruzione della  Federazione, unità a sinistra per ridare fiducia ai ceti sociali più  deboli e per produrre lotte che abbiano la capacità di fare massa  critica e di incidere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/che-errore-fare-i-congressi-prc-e-pdci-dopo-quello-della-fed/">Leggi l&#8217;articolo di Gian Paolo Patta</a></p>
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		<title>Sulle elezioni sarde</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/sulle-elezioni-sarde/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/elezioni_sarde.jpeg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="elezioni_sarde" /></a>I risultati delle elezioni amministrative sarde, ed in modo particolare quelli delle elezioni provinciali, mettono in evidenza alcuni dati interessanti su cui ritengo utile articolare delle riflessioni.
L’elemento più rilevante riguarda il centrodestra: in poco più di un anno la coalizione di destra perde una fetta rilevante dell’elettorato che aveva consentito al Presidente Cappellacci di vincere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/elezioni_sarde.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1274" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="elezioni_sarde" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/elezioni_sarde.jpeg" alt="" width="239" height="216" /></a>I risultati delle elezioni amministrative sarde, ed in modo particolare quelli delle elezioni provinciali, mettono in evidenza alcuni dati interessanti su cui ritengo utile articolare delle riflessioni.<br />
L’elemento più rilevante riguarda il centrodestra: in poco più di un anno la coalizione di destra perde una fetta rilevante dell’elettorato che aveva consentito al Presidente Cappellacci di vincere nettamente le elezioni regionali. Il Pdl, in particolare, subisce un crollo verticale dei consensi, passando dal 36,6% delle europee al 16,2% delle recenti elezioni provinciali.<br />
Anche il Pd subisce  un brusco arretramento: dal 35,6% al 20,1%. Rispetto alle elezioni europee non va bene neanche l’Idv, anche se in termini di voti assoluti riesce quasi ad eguagliare il risultato ottenuto alle europee.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1273"></span>Il primo turno assegna complessivamente al centro-sinistra tre province: Sassari, Carbonia Iglesias e Medio Campidano. Il centro-destra vince invece ad Oristano e Olbia Tempio. Saranno infine i ballottaggi nelle province di Cagliari, Nuoro e Ogliastra a definire i nuovi assetti istituzionali.<br />
Già oggi possiamo dire però che, nel complesso, sommando i voti ottenuti dalle coalizioni nelle diverse province, nonostante un recupero delle forze del centro sinistra rispetto alle regionali dell’anno scorso, il centro destra mantiene ancora un vantaggio di circa 34.000 voti.<br />
Passiamo a noi: la Federazione della sinistra si presenta in alleanza con il centrosinistra ovunque e con una  propria lista in 7 province su 8. A Sassari, unica eccezione, è stata presentata una lista unica di sinistra con Prc, Verdi, Partito socialista e Sel, che ha totalizzato il 5,1% ed ha eletto 2 consiglieri. Il Pdci ha presentato a Sassari una propria lista, nella medesima coalizione, ottenendo un buon 3% ed eleggendo 1 consigliere.<br />
Tra le altre province spicca il dato del Medio Campidano in cui la Federazione della Sinistra sfiora l’8% con 2 consiglieri eletti. Il secondo miglior risultato è quello di Nuoro, dove otteniamo il 3,5%. In due casi la Federazione scende sotto il 3%: ad Oristano e ad Olbia Tempio. In tutte le province, tranne queste ultime, la Federazione conquista una presenza istituzionale.<br />
Rispetto alle europee del 2009, in termini di voti assoluti, la Federazione della Sinistra cresce in tre province: Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra, mentre a Carbonia Iglesias conferma sostanzialmente i voti di un anno fa. Nelle altre retrocede.<br />
In termini percentuali, invece, l’unico segnale positivo lo si registra nella provincia del Medio Campidano. La comparazione con i voti assoluti ottenuti alle elezioni europee ci dice che la Federazione della Sinistra ne ha persi 6.855.<br />
Allargando lo sguardo all’intero campo di sinistra emergono segnali interessanti, da tenere in considerazione. In diverse province si è presentata la lista Rosso Mori, in altre quella dei Verdi, in quasi tutte viene presentata la lista della FDS e di SEL.<br />
Pur muovendo dalla consapevolezza della obiettive differenze strategiche tra queste forze politiche, non si può tuttavia che rilevare che, sommandone i risultati, la sinistra complessivamente intesa arriva nella provincia del Medio Campidano a un ragguardevole 17,4%. A Nuoro va oltre il 14%; a Cagliari raggiunge l’11,4%; nella provincia di Carbonia Iglesias ottiene il 9,3%; a Sassari l’8,1%, nell’Ogliastra il 6,5%. Soltanto nelle restanti due province scende sotto il 5%.<br />
E’ a questo bacino elettorale che la Federazione della Sinistra deve saper guardare con attenzione e soprattutto è a queste elettrici e a questi elettori che deve avanzare una piattaforma politica convincente, attraverso la quale costruire lotte e conflitti che mobilitino i lavoratori e le lavoratrici ed i ceti deboli della popolazione per difendere quei diritti e quelle tutele che da troppo tempo ormai vanno progressivamente riducendosi.<br />
In questa delicata fase politica, la priorità per il partito della Rifondazione comunista deve essere quella di fornire il proprio decisivo contributo affinché in Italia i ceti deboli tornino a imporre i bisogni sociali all’agenda politica del Paese.<br />
Le elezioni in Sardegna ci confermano che esiste un potenziale rilevante a sinistra del Partito democratico. E’ necessario trovare le forme migliori per farlo fruttare a vantaggio dei lavoratori. La Federazione della Sinistra nel suo insieme, che in una condizione di straordinaria difficoltà di mezzi e di visibilità ha comunque ottenuto, pur in una flessione rispetto alle europee, un risultato importante (3.6% su base regionale), ha il compito di essere il lievito di questo progetto ambizioso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/sardegna_confronto_provli_europee.jpg"><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/sardegna_confronto_provli_europee1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1292" title="sardegna_confronto_provli_europee" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/sardegna_confronto_provli_europee1-1024x585.jpg" alt="" width="608" height="347" /></a></a></p>
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