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	<title>Blog di Claudio Grassi &#187; Musica</title>
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		<title>Musica&#8230; che passione!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/musica-che-passione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/videoblog.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="videoblog" /></a>Cliccando su questo banner, nella colonna destra del blog, potrete accedere ai video musicali che ho selezionato.
Assieme alla politica la musica è, da sempre, la passione della mia vita. Nel tempo ho accumulato 9000 vinili che conservo gelosamente e che ascolto appena ho un attimo di tempo. Oggi, grazie alla rete, è possibile vedere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiograssi.org/video"><img class="alignleft size-full wp-image-948" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="videoblog" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/videoblog.jpg" alt="" width="280" height="125" /></a>Cliccando su questo banner, nella colonna destra del blog, potrete accedere ai video musicali che ho selezionato.<br />
Assieme alla politica la musica è, da sempre, la passione della mia vita. Nel tempo ho accumulato 9000 vinili che conservo gelosamente e che ascolto appena ho un attimo di tempo. Oggi, grazie alla rete, è possibile vedere e ascoltare gratuitamente qualsiasi cosa.<br />
Mi piacerebbe condividere con voi questa mia passione commentando i video musicali che ogni giorno vi proporrò e postando i vostri che vorrete suggerirmi.<br />
La musica è emozione.<br />
Buon ascolto.</p>
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		<title>Fabrizio, amico fragile</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/01/fabrizio-amico-fragile/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/de-andré-223x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="de andré" /></a>Undici anni fa, l&#8217;undici gennaio 1999, ci lasciava Fabrizio De Andrè.
Lo voglio ricordare perché per me, per la mia vita e per le mie scelte politiche, le sue canzoni sono state fondamentali.
L&#8217;ho conosciuto un po&#8217; casualmente, grazie alla mia supplente di italiano. Durante una lezione, facevo la prima superiore ed eravamo nel 1969, portò a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/de-andré.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-699" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="de andré" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/de-andré-223x300.jpg" alt="" width="188" height="254" /></a>Undici anni fa, l&#8217;undici gennaio 1999, ci lasciava Fabrizio De Andrè.<br />
Lo voglio ricordare perché per me, per la mia vita e per le mie scelte politiche, le sue canzoni sono state fondamentali.<br />
L&#8217;ho conosciuto un po&#8217; casualmente, grazie alla mia supplente di italiano. Durante una lezione, facevo la prima superiore ed eravamo nel 1969, portò a scuola un giradischi portatile. Ci fece ascoltare un 45 giri (allora la musica era solo su vinile!), che conteneva due canzoni che ricordo distintamente: <em>La ballata dell&#8217;eroe</em> e <em>La guerra di Piero</em>.<br />
Mi colpirono fortemente. Una voce profonda che denunciava la guerra, le ingiustizie e le ipocrisie della società! Da allora non lo abbandonai più.</p>
<p><span id="more-698"></span></p>
<p>Difficile scegliere tra i suoi dischi. Sono semplicemente dei capolavori. Basta pensare a <em>Tutti morimmo a stento</em>, uno dei primi, con le denunce terribili contenute nelle canzoni <em>Cantico dei drogati</em> o <em>Ballata degli impiccati</em>. E subito dopo due dischi diversissimi: <em>La buona novella</em> e <em>Storia di un impiegato</em>. Il primo fu contestato anche dai suoi seguaci che non ne capirono, subito, la portata e la profondità: basta pensare alla canzone <em>Il testamento di Tito</em>, bellissima e attualissima ancora oggi. Il secondo, invece, successivamente  criticato da Fabrizio stesso, ma anch&#8217;esso con capolavori assoluti, come <em>Verranno a chiederti del nostro amore</em> oppure <em>Nella mia ora di libertà</em>. Poi da Spoon River di Edgar Lee Master, Fabrizio scrisse <em>Non al denaro non all&#8217;amore né al cielo</em>: 10 bellissime canzoni presentate da Fernanda Pivano, tra le quali <em>Un giudice</em> e <em>Il suonatore Jones.</em><br />
Seguono altri dischi di transizione, <em>Canzoni</em> e <em>Volume 8</em>, dove Fabrizio canta alcune cover di Cohen, De Gregori, traduce Bob Dylan con <em>Via della povertà</em>, e incide il capolavoro <em>Amico fragile</em>, uno dei suoi pezzi più belli. Poi arriva <em>Rimini</em>, con <em>Andrea</em> e <em>Coda di lupo</em>, <em>L&#8217;indiano</em> fatto assieme a Massimo Bubola con <em>Fiume di San Creek </em>e <em>Se ti tagliassero a pezzetti</em> e poi, con Mauro Pagani il capolavoro <em>Crueza de</em> <em>Ma</em>, un disco rivoluzionario, cantato in genovese con musiche mediterranee bellissime!<br />
Infine gli ultimi due dischi: <em>Nuvole</em> e <em>Anime Salve</em>. Con questi due album Fabrizio raggiunge l&#8217;apice poetico, ma anche musicale. Ascoltandoli si coglie il lavoro raffinatissimo nella scelta di strumenti e arrangiamenti. Le canzoni sono bellissime, penso a <em>Don Raffaè</em> e <em>Domenica delle salme</em> di <em>Nuvole</em> oppure a <em>Princesa</em> e <em>Smisurata preghiera</em> di <em>Anime salve</em>.<br />
Potrei continuare nell&#8217;elencare  veri e propri capolavori poetici e musicali: da <em>Via del campo</em> alla <em>Canzone di Marinella</em>, passando per <em>Bocca di rosa</em>, ma non lo faccio perché dovrei elencarle tutte.<br />
Mi limito a concludere questo mio ricordo dicendo che per me ascoltare Fabrizio De Andrè è ancora una emozione unica.</p>
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		<title>Tutu. Miles Davis</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 14:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Miles Davis]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/tutu-miles-davis/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/milesdavis20-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="milesdavis20" title="milesdavis20" /></a>Tutu è un album di Miles Davis del 1986. Il titolo richiama il vescovo sudafricano Desmond Tutu che aveva lottato con Nelson Mandela per abbattere l&#8217;apartheid nel sud Africa razzista. Anche questo album, come tutta la produzione del geniale trombettista, è stata criticata dai suoi stessi seguaci. Ma Miles Davis ha sempre preceduto i tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-501" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="milesdavis20" src="http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/milesdavis20-300x231.jpg" alt="milesdavis20" width="251" height="193" />Tutu è un album di Miles Davis del 1986. Il titolo richiama il vescovo sudafricano Desmond Tutu che aveva lottato con Nelson Mandela per abbattere l&#8217;apartheid nel sud Africa razzista. Anche questo album, come tutta la produzione del geniale trombettista, è stata criticata dai suoi stessi seguaci. Ma Miles Davis ha sempre preceduto i tempi e per questo tra i grandi è stato il più grande!<br />
Miles si è sempre mosso incorporando nella sua musica le suggestioni contemporanee e gli anni &#8216;80 -- quando incise Tutu -- non delineavano orizzonti particolarmente innovativi. Nonostante ciò, l&#8217;evoluzione del Davis sessantenne suona tutt&#8217;oggi convincente e attuale. Come Picasso, Davis è rimasto moderno fino alla fine e si è misurato con una varietà di stili. C&#8217;è riuscito perchè ha sempre guardato avanti, serbando però il legame con le radici, e perchè si fidava del proprio istinto, senza curarsi troppo del resto.</p>
<p><span id="more-500"></span></p>
<p>Negli anni settanta un fan gli si avvicinò dicendo: &#8221; Miles, sei il mio musicista, ma questa roba che fai ora non la capisco&#8221;. E Miles, in un lampo:&#8221; E io dovrei aspettare te?&#8221;</p>
<p>Miles ha fronteggiato questa miscela di apprezzamenti e denigrazioni da quando, alla fine degli anni sessanta, cominciò ad assimilare influenze rock, funk e soul. Ma ha proseguito per la sua strada. Col passare degli anni, la pattuglia degli scettici si è assottigliata, e quella degli antusiasti è cresciuta.</p>
<p>Tutu è un album controverso che effettivamente può non piacere, a causa di quei prepotenti elementi anni &#8216;80 che in esso si fondono: anzi, per gli amanti del Miles Davis jazzista nel più classio dei sensi, appare come una caduta verso il &#8220;commerciale&#8221;.</p>
<p>In realtà non è così, ascoltandolo più volte appare chiaro come Davis sia geniale perchè si confronta continuamente col nuovo. Non a caso tutta la fusion successiva sarà debitrice della sua musica.</p>
<p>E adesso buon ascolto!</p>
<p style="text-align: center;"><code><br />
</code></p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/00tzcnyDL68&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/00tzcnyDL68&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
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