Costruiamo una nuova aggregazione a sinistra

Ieri 8 novembre si è svolta la riunione della Direzione nazionale di Rifondazione. Sono stati presentati due documenti. Uno presentato dalla segreteria nazionale e approvato a larga maggioranza e uno presentato da compagni di Falce e Martello, respinto.
È stata anche decisa la convocazione del Comitato Politico Nazionale per il 17-18 novembre.
Qui di seguito il mio intervento.

Parto anche io dalle elezioni siciliane. L’incidente che ha determinato la mancata presentazione di Fava ha inciso sul voto così come sicuramente ci ha penalizzato il fatto che l’Idv abbia rifiutato la lista unica con noi a sostegno di Giovanna Marano. Tuttavia questi elementi sono di contorno e non di sostanza.
La sostanza è la nostra inadeguatezza conclamata: dopo quattro anni da Chianciano raccogliamo insieme a Sel soltanto il 3 per cento dei voti. Questo chiama in causa una nostra incapacità strutturale, una nostra difficoltà forte di essere attrattivi.
Penso che non vi siano a sinistra soggetti che possano pensare di riuscire progressivamente a ricostruire, da soli, una presenza forte di sinistra nel Paese. E neppure noi da soli. Credo allora che l’unica cosa necessaria sia prendere atto di questa situazione di debolezza collettiva e dare un contributo affinché si determini un processo unitario che coinvolga tutta la sinistra.

Il nostro contributo deve essere quello di metterci a disposizione per fare lievitare il processo di una nuova aggregazione e, in prospettiva, di un nuovo partito politico.
Dobbiamo contestualmente gestire con maturità le difficoltà e la crisi della Fds.
Credo sia sbagliato fare venire fuori livore nei confronti del Pdci o di altri compagni dentro la Fds, con i quali stiamo lavorando per presentarci uniti alle elezioni in Lazio, Lombardia e Molise, e allo stesso tempo penso sia sbagliato esaltare un appello che io considero positivo, sia chiaro, ma che vede tra i suoi firmatari chi, come Ginsborg, fu tra i principali ideatori della Svolta di Occhetto, o Marco Revelli, che scrisse un articolo su Il Manifesto dove si valutava il governo Monti come il male minore. Dobbiamo essere un po’ meno ondivaghi e, se posso dirlo, un po meno infantili.
Per costruire il processo unitario a sinistra dobbiamo gestire bene il passaggio e investire nella coalizione elettorale per la quale stiamo lavorando. Se si concretizza potrebbe diventare il crogiolo nel quale sia crea una nuova aggregazione politica.

Con chi fare questa aggregazione? Tutti a sinistra del Pd non hanno una prospettiva stabile e corrono verosimilmente il rischio di frantumarsi o di essere assorbiti nel Pd. Anche per questo dobbiamo rivolgerci a tutti.
Dal rimescolamento e dall’attivazione di nuove forze può prodursi la nascita di un soggetto analogo a quelli che vi sono in quasi tutti i Paesi europei, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania alla Grecia.
A questo dobbiamo lavorare per le elezioni, usando l’intelligenza necessaria affinché ci sia il massimo numero e la massima qualità delle forze che sin qui abbiamo intercettato.
Dobbiamo mettere insieme quello che si muove: da questo punto di vista, lo ripeto, l’appello è positivo. Ma deve essere chiaro che noi e loro insieme, da soli, non ce la possiamo fare.
Noi e Alba da soli non ce la facciamo. Bisogna che ci siano altre forze: è su questo terreno che si gioca l’iniziativa decisiva, con tutte le variabili ancora aperte in campo: dall’Idv a De Magistris, fino all’ipotesi che scenda in campo Ingroia, scompaginando potenzialmente il campo del centrosinistra e dei Grillini.

Noi siamo dentro questo processo e dobbiamo lavorarci con determinazione. L’esito di questa impresa – che non dipende solo da noi – oggi non lo conosciamo.
Quando tutte le questioni saranno definite e le forze in campo avranno scelto cosa fare e la legge elettorale sarà ufficialmente delineata, a quel punto – tra un mese, un mese e mezzo – capiremo in che condizioni saremo, e potremo valutare lo scenario o gli scenari che si potrebbero aprire. A quel punto, sarà importante tornare a riunirsi per decideremo tutti insieme come procedere.

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