Terremoto, non solo in Emilia

Per quanto si trattasse di amministrative – e, quindi, di consultazioni legate a scenari, candidati e programmi locali – le elezioni appena concluse sono state un test di valenza nazionale. Sul sistema politico italiano hanno prodotto l’effetto di un vero e proprio terremoto, paragonabile per molti versi a quanto accadde nel biennio ’92-’93. E’ uno scenario di incertezza e di cambiamenti dei quali è difficile prevedere l’esito. Per ora è visibile un fenomeno di scomposizione e di crisi dei soggetti che hanno caratterizzato gli ultimi quindici-venti anni della vita pubblica italiana. Ma è difficile intravedere quali partiti, quali schieramenti, quali alleanze ne prenderanno il posto da qui alle elezioni politiche del 2013.

Crolla la destra destra cresce l’astensionismo

Che sia un quadro di disfacimento e di crisi di legittimità della politica lo dimostra l’impennata dell’astensionismo (l’affluenza è scesa al 66,8 per cento al primo turno e al 51,3 al secondo). Se, oltre a questo, si tiene conto dei voti ottenuti al primo turno da liste civiche “non di partito” (oltre il 38 per cento dei voti validi), si ha un’idea del deficit di rappresentanza e di credibilità che coinvolge tutte le forze politiche organizzate.

In questo quadro di frammentazione il dato più eclatante riguarda l’eclissi del centrodestra e, nella fattispecie, dei due partiti che ne hanno rappresentato in questi anni l’ossatura: il Pdl e la Lega. L’esito dei ballottaggi al secondo turno ha reso, se possibile, ancora più evidente il tracollo di entrambi. Nei comuni oltre i 15mila abitanti il Carroccio mantiene solo due città, tra cui Verona, mentre prima delle elezioni ne guidava ben dodici. In termini di voti, la Lega raccoglie nel Centro-nord un 5,8 per cento, rispetto al 13 delle politiche del 2008 e al 17 delle regionali del 2010. I ballottaggi hanno confermato anche il disastro del Pdl. Se prima di queste elezioni il partito di Berlusconi era al governo in 49 comuni, ora è sceso a quota 12. I consensi nel Centro-nord sono calati in maniera più vistosa, dal 28 per cento delle regionali e dal 33 delle politiche a un misero 12-13 per cento. Tanto basta, secondo Ilvo Diamanti su Repubblica di ieri, a decretare la «fine del blocco nordista». «Gli attori politici che avevano inventato la questione settentrionale, oggi sono minoranza – e quasi periferici – nel Nord».

Il Pd aumenta i sindaci, ma perde i voti

Stando alla contabilità i ballottaggi avrebbero premiato invece il Pd. Su 177 comuni al voto, 92 se li è aggiudicati il centrosinistra, mentre prima erano solo 42. Su ventisei comuni capoluoghi al centrosinistra ne spettano 14. Eppure, per quanto Bersani rivendichi la vittoria «senza se e senza ma», non è così scontato. Il suo partito fa risultato nonostante sia invischiato, a livello nazionale, nel sostegno al governo Monti e alle sue politiche antipopolari. Ma se proprio si invocano i numeri bisogna mettere nel conto anche i 91 mila voti persi per strada dal Pd nei 24 comuni capoluogo rispetto alle regionali del 2010: un decremento, stando alle ricerche dell’Istituto Cattaneo, pari al 29 per cento (sia pure mitigato dai voti andati a liste civiche in qualche modo riconducibili al Pd). Il partito di Bersani, insomma, vince ma non convince. L’impressione è che porti il risultato a casa più per demerito e inconsistenza del centrodestra che per meriti propri. E, a dirla tutta, nei laboratori più avanzati, il Pd non interpreta il cambiamento: o sostiene candidati altrui, come nel caso di Rossi Doria a Genova, oppure vincono candidati alternativi a quelli sostenuti in proprio nelle primarie, come dimostra l’affermazione di Leoluca Orlando a Palermo.

M5S, assieme all’astensionismo il vero vincitore

Del Movimento 5 stelle s’è già parlato diffusamente. La vittoria a sorpresa a Parma del candidato grillino, Federico Pizzarotti, conferma che siamo di fronte a un fenomeno in ascesa. Il movimento di Grillo dimostra di muoversi a cavallo dei confini politici e di poter pescare voti in tutti gli schieramenti, attirando elettori delusi e, in parte, destinati a ingrossare diversamente le fila dell’astensionismo. Però gli interrogativi che attendono al varco il M5S non sono pochi. C’è da chiedersi, innanzitutto, se saprà strutturarsi come una forza politica a livello nazionale, con un programma di governo e dei candidati al parlamento. Che possibilità ci sono perché emerga un gruppo dirigente alle spalle di Grillo, finora detentore incontrastato del copyright del movimento? E  come si comporterà il M5S quando dovrà cominciare a “fare” politica e prendere in considerazione l’eventualità di alleanze e mediazioni? Si vedrà.

La sinistra di alternativa non intercetta il malcontento

Per quel che riguarda la sinistra di alternativa le amministrative hanno restituito un quadro statico. La Fds non cala e non cresce, ma soprattutto – a eccezione di singoli casi – non riesce a intercettare il voto di protesta e il malcontento popolare che pure sta crescendo nei confronti del governo Monti. Forse, se si fosse trattato di elezioni politiche, l’agenda del dibattito pubblico sarebbe stata diversa, probabilmente più incentrata sulla crisi e le politiche economiche – temi sui quali la Fds in particolare se la sarebbe giocata con più agio. La Fds tiene, è vero – e non è poco – ma nel terremoto del sistema politico e con una crisi economica in atto si può e si deve ambire a qualcosa di più rispetto a un consenso quantificabile tra il due e il tre per cento dell’elettorato. Analogo discorso vale per Sel, ridimensionata rispetto alle aspettative alimentate soprattutto dai sondaggi. Finora la leadership vendoliana ha preferito puntare tutto sulle primarie e sullo sparigliamento interno del Pd, anziché prendere in considerazione la costruzione di un polo di sinistra autonomo dallo stesso Pd. Col passare del tempo, però, l’evoluzione del sistema politico italiano rende quel progetto sempre più irrealistico.

Unire le forze, come in Francia, Spagna e Grecia

Le esperienze di Izquierda unida in Spagna, di Syriza in Grecia e del Front de gauche in Francia dimostrano che l’unità è una componente essenziale per dare forza e credibilità al programma e alle proposte politiche della sinistra antiliberista. Viceversa dove c’è frammentazione, come in Italia, la sinistra comunista e di alternativa stenta, rimane attestata su percentuali elettorali di mera sopravvivenza e non ce la fa a dotarsi di un seguito di massa nella società. Se non ora quando? E’ la prova che la ricomposizione politica rappresenta un valore aggiunto, un fattore determinante almeno quanto un buon programma antiliberista. Non basta avere buone proposte. La divisione condanna le forze della sinistra di alternativa all’inefficacia della loro azione politica. Non le rende credibili agli occhi dei soggetti e del blocco sociale che ambiscono a rappresentare. Su di loro pesa il limite della debolezza e dell’impotenza.

Unire per ricomporre il blocco sociale

L’unità non è una questione di semplice alchimia politica. La ricomposizione politica in un soggetto – sul modello del Front de gauche, per intendersi – è a sua volta un fattore che innescherebbe anche la ricomposizione sociale di un blocco destinato altrimenti a rimanere anch’esso frammentato, privo di rappresentanza, sprovvisto di efficacia nella dimensione dell’agire pubblico. Quella parte di società alla quale per vocazione guarda la sinistra di alternativa (lavoratori, ceti popolari, movimenti, studenti, precariato giovanile) è oggi tutt’altro che un blocco sociale coeso. Non esiste alcun automatismo che trasformi una moltitudine in un soggetto collettivo. Non ne ha la forza neppure il mondo del lavoro, oggi frammentato e indebolito in una miriade di figure, professioni, relazioni slegate tra loro. È il tema sul quale, non a caso, negli ultimi anni insiste un intellettuale come Mario Tronti, sostenitore della priorità della “forma” politica e del primato del politico. La costruzione di un soggetto politico unitario della sinistra precederebbe – non seguirebbe – la ricomposizione sociale del suo blocco di riferimento. In parte, è in gioco il problema di come ridare fiato alle forme organizzate della politica, ai partiti, in un’epoca di antipolitica strisciante. «Alla politica si arriva sempre. E sempre dalla politica si riparte. È un tema difficile. Oggi, il più difficile. Difficile, non da pensare, ma da comunicare. Su di esso si è accumulato il più diffuso dei sentimenti di rifiuto, a livello popolare, di massa, in un concentrato impressionante di senso comune. In più, una dannazione intellettuale, un rigetto culturale a farsi carico del problema. Motivi che, tutti insieme, hanno segnato il passaggio di egemonia da sinistra a destra». Dall’altra parte, però, esiste una necessità della politica che caratterizza nello specifico la sinistra comunista. Le classi dominanti non hanno bisogno di partiti organizzati, se non in sporadiche circostanze storiche. Non ne sentono la necessità perché la funzione dirigente che esercitano è già connaturata al modo in cui si organizzano nella cosiddetta società civile, nelle loro associazioni, nelle fondazioni, nei consigli d’amministrazione di imprese e banche. Sono le classi subalterne, invece, che hanno necessità di organizzarsi e darsi forma politica se non vogliono rimanere allo stato di una moltitudine dispersa e impotente. «In mezzo, tra il lavoratore e il padrone, c’è la politica. Sempre. Perché il rapporto di classe è un rapporto di forza. Quando il lavoratore arriva a prendere coscienza di questo, passa, come ci ha insegnato Marx, dall’in sé al per sé». Già, il rifiuto della politica: «se non si scioglie questo nodo, non si riprende il filo del discorso alternativo e dell’azione antagonista. Questo lo devono capire soprattutto i più giovani militanti, quelli a cui la politica è sembrata dare solo delusioni, compromissioni, cedimenti, a volte tradimenti».

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454 commenti to “Terremoto, non solo in Emilia”

  1. Carlo circolo bianchini genova scrive:

    Il pericolo di essere invasi da nuovi alieni.
    Omaggio a Vito Nocera

    Nei primi mesi di Giugno, IDA MAGLI dal sito italianiliberi.it/come don Chisciotte, ci riferisce E ci ammonisce, che L’ITALIA è NELLE MANI DEL BILBERGER E SOCI.
    “”””Siamo stretti alla gola, immobilizzati, ridotti alla paralisi davanti a un suicidio al giorno, perché ci troviamo nelle mani di banchieri che non sono soltanto banchieri ma anche membri della Commissione Trilaterale, del Club Bilderberg, dell’Aspen Institute, associazioni massoniche che gestiscono in Europa il potere ai massimi livelli e che non lavorano per noi ma per realizzare il Governo mondiale. L’Italia ne dipende in assoluto perché sono sempre appartenuti a qualcuna di queste associazioni i massimi esponenti dei partiti di sinistra””””
    La Magli ci informa, che l’Italia dipende in “assoluto, da queste associazioni massoniche, Bilderberger, Trilateral commission, Aspen Institut, perché di queste associazioni fanno parte, i massimi esponenti della sinistra italiana, e fa i nomi di Giuliano Amato, Romano Prodi, Mario Monti tutti importantissimi membri e operatori del governo mondiale.
    VITO NOCERA, ci informa invece, “CHE C’E’ “UN NUOVO CAPITALISMO CHE STA EGEMONIZZANDO IL PAESE” fa un excursus di personaggi, che si presterebbero al gioco, nuovi poteri occulti, la 7, Grillo, Telecon, Poteri Intelligenti e Incontrollati, tutto il circuito, del vecchio capitalismo, delle buone maniere mal sopportava Berluscuni dice lui , poi , naturalmente ci invita a non pensarlo come un dietrologo, quando dice che dietro Grillo c’è LA7 e la Telecom, dice che si, il povero Landini ci sta provando, ma fa sono una MARGINALE INCIDENZA, così dice, mentre il vero nemico mortale di questa nuova tendenza e di questi nuovi e occulti poteri (che vogliono papparsi il paese) non immagineremmo mai è meno male che VITO NOCERA c’è lo ricorda, è la maggioranza, udite udite ,del PD.
    Si perché dal giovanotto inventore di face book, e dal genio (ormai morto) di STIVE JOBS(che non trascura di informarci, negli anni ottanta, ha avuto una storia sentimentale, con JOAN BAEZ ci salverà il PD.
    “””””””L’unica vera resistenza al vento “nuovo” che spira è rappresentata dall’attuale maggioranza del Pd, sempre più in difficoltà e assediata da ogni parte”””””””
    Che deve difendesi, anche dalle correnti moderate all’interno, del PD, non ci dice VITO NOCERA, perché nel novantatre,(93) quando i cattolici nel PD non c’erano,perché è stato appoggiato il governo AMATO, e perché adesso invece di andare alle elezioni, che tutti davano per vinte, ha avvallato un governo Tecnico, espressione di quei nemici tanto temuti, il governo Monti,
    per le stesse ragioni, (coglioni Landini SEL e la FDS che non capiscono), ha dovuto genuflettersi, al governo delle banche prima sulle pensioni, ora sul art. 18. Ora io sono meridionale, e non posso essere tacciato di razzismo, ma nello stesso tempo conosco, la fantasia dei meridionali, e il fatto che il meridione è una terra di filosofi sognatori, ed in questo quadro vorrei assecondare VITO NOCERA, e omaggiarlo della secondo e non ultima puntata di questa Soap Opera.
    Se– come dice lui, niente è certo, tutto è fumoso e confuso, come possiamo essere sicuri, che l’invasione non ci sia già stata e che VITO NOCERA, sia un alieno, e che sia giunto a noi, con prevedibile anticipo, proprio per dirci, che dobbiamo appoggiare e comprendere, e magari voltare l’altra guancia, al PD, solo con lo scopo, di suscitare in noi un moto di orgoglio, e fare l’opposto di quello che lui ci suggerisce?
    Ma una domanda nasce spontanea, perché Claudio, che come sappiamo ama la libertà e la pluralità di informazione ci inonda del di VITO NOCERA pensiero ? Sappiamo che vuole darci spunti per riflettere, ma non sono troppi e sospetti?anche Claudio combatte, le associazioni Bilderberger, Aspen, Trilatera, o è anch’esso un membro effettivo

    • Claudio Grassi scrive:

      Caro Carlo,
      perché mi piacciono le persone oneste e intelligenti. Anche se la pensano in modo diverso da me. Mi piacciano quelli che ragionano e che non vomitano slogans. Infatti mi piaci anche tu, perché sei sincero e spassionato. Ciao!

      • Claudio Grassi scrive:

        Errore di battitura, volevo dire “mi piacciono”

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        Grazie Claudio, anch’io ricambio la stima, ma la ultima domanda non era rivolta a te anche si ti riguardava, ma era una domanda retorica, più per gli altri, che in questo blog fantasticano i sogni più strani.
        non avevo e non ho dubbi, che tu sei una persona libera, e ti porto ed esempio per quello che posso e conto sia nel partito che nel mio circolo, anche se mi è costato il nomignolo di Grassiano, che porto con orgoglio, anche se tanti Grassiani non mi piacciono, ma questo è nell’ordine delle cose.
        Ciao

  2. Dario scrive:

    Nicola Atalmi

    Mi è capitata la sventura di partecipare ad una (sparuta) assemblea del cosiddetto Movimento NoDebito-NoImu-NoMonti-NoPd-NoCgil-NoTav.
    Tu dirai: te le vai a cercare però…
    Eh..
    Dopo una agile introduzione che sintetizzava tutta l’opera marxiana di fronte ad una platea atterrita e mentre i relatori cercavano di distrarsi aggiornando il loro profilo Facebook sui loro smartphone, un anziano sindacalista, che ha fatto una vita da funzionario della Cgil, ha fatto una relazione introduttiva su quanto la Cgil stia sbagliando e sia complice del massacro sociale in atto.
    Poi ha preso la parola un esponente di un partito molto comunista, ma talmente comunista che non è nemmeno un partito (che tra l’altro nella vita è riuscito a liberarsi marxianamente dal lavoro divenendo un piccolo imprenditore) che innanzitutto ci ha detto di quanto la Cgil, che ospitava il dibattito, stia sbagliando e sia ormai complice etc, ed ha garantito che c’è pronta una sollevazione popolare armata contro l’Imu da parte delle pensionate venete e ciò apre una fase oggettivamente prerivoluzionaria.
    Quindi ha preso la parola il segretario di un partito abbastanza comunista che ci ha spiegato quanto ormai la Cgil, alla quale è iscritto e per la quale è pure delegato nel suo posto di lavoro, sbaglia ed ormai è complice etc, e ha detto che è importante soprattutto essere sempre e comunque all’opposizione tutti assieme appassionatamente, perché noi per governare non siamo proprio portati.
    Ma finalmente è stata la volta del segretario di un partito veramente, ma veramente comunista che ha tenuto a puntualizzare che secondo lui è giusta la proposta dell’anziano sindacalista di nazionalizzare le banche, ma che dobbiamo avere il coraggio di andare oltre questo obbiettivo, che è ormai alla portata di mano, ed aggiungere il controllo operaio sulle banche e sulle fabbriche.
    Applausi in sala da parte dei militanti veramente, ma veramente comunisti.
    Poi purtroppo è stata la volta di alcuni interventi controrivoluzionari di sordidi esponenti per nulla o poco comunisti che si domandavano nella sostanza che erano stati invitati a fare.
    Ma per concludere ha preso la parola un esponente stracomunista che finalmente ha fatto giustizia di tutti gli opportunismi.
    Dal segretario della Fiom agli operai delle fonderie Zen ne aveva per tutti: il primo perché, dopo aver perso il referendum alla Fiat, non ha occupato Mirafiori; i secondi perché per salvare i loro posti di lavoro hanno osato costituirsi in cooperativa per gestirla invece di occuparla come aveva consigliato lui.
    Finalmente è arrivata mezzanotte e sono sciamati fuori.
    La rivoluzione per oggi era a buon punto: i comunisti delle varie tonalità erano pronti.
    Gramsci perdonali se puoi, so’ ragazzi (e neanche più tanto)
    Di Vittorio ti prometto che la prossima volta gli diciamo che la sede della Cgil è già occupata.

  3. Claudio Grassi scrive:

     
    IL NUOVO CAPITALISMO CHE STA EGEMONIZZANDO IL PAESE
     
     
    di Vito Nocera
     
    Quello appena trascorso è stato il due Giugno forse più difficile nella storia della nostra Repubblica. Il Paese appare come in balia di se stesso, privo di un orientamento capace di tracciarne un percorso democratico, lontano da quel clima necessario per ripartire, sul terreno economico e sociale come su quello politico. E a differenza di altre stagioni le vicende difficili,anche occasionali, che segnano l’Italia ( dal terremoto in Emilia Romagna alla bufera delle scommesse che sta travolgendo il calcio ) piuttosto che rappresentare un propellente per una orgogliosa reazione collettiva , sembrano vissute malinconicamente come una ulteriore  manifestazione di declino.  Le cause di tale smarrimento sono diverse e tra loro anche intrecciate.  Stanno  nella crisi finanziaria che stressa l’immaginario sociale con scenari di tragedia, stanno nella crudezza di cifre che squadernano la situazione della povertà e dell’occupazione, stanno soprattutto nell’esaurirsi, forse definitivo, di quel rapporto costruttivo con la politica e lo Stato che il Paese aveva saputo costruire  in particolare nella parte centrale del novecento ( dalla liberazione più o  meno fino ai primi anni ’80 ), anche invertendo tutta una tradizione, antistatuale   e plebiscitaria,  che in fondo  aveva segnato la penisola prima ancora  dell’unità. Una tradizione antistatuale e plebiscitaria che, in forme diverse, si è ripresentata, esaurita la parentesi dei grandi partiti  politici di massa, nell’ultimo ventennio. L’Europa che doveva essere e che potrebbe essere l’occasione per conferire all’ Italia una fisionomia più civile e matura, sta diventando, per via delle caratteristiche perverse con cui si è delineata la sua costruzione, al contrario  occasione di ulteriore devastazione e disaffezione democratica. Se la sovranazionalità che l’Europa rappresenta si mostra incapace di incidere ( e anzi sembra assecondarne gli intenti ) nel circuito del grande potere finanziario planetario  quale potrà mai essere il suo ruolo  di intelligenza regolatrice  in sostituzione di quella di cui erano dotati gli Stati nazionali che oggi appaiono svuotati?
    E’ in questo clima  insidioso e vischioso che giocano le proprie carte poteri intelligenti e incontrollati. La sfida per il comando del Paese è oggi più aspra e complicata di quanto anche i più pessimisti potessero immaginare. Per questo appaiono fragili e inefficaci le ricette troppo tradizionali che vengono messe in campo. Il ciclo di Berlusconi, che poi era quell’asse di sviluppo lungo la direttrice settentrionale tra piccole e medie aziende  leghiste e circuito informativo mediaset, appare per quanto pericoloso in via di declino. Era riuscito ad essere il collante strutturale  capace di dare alla destra italiana una funzione di governo. Tutto il circuito del vecchio capitalismo italiano, quello delle famiglie dalle buone maniere, ne aveva sofferto molto l’egemonia. Parte di esso si era, a un certo punto, rassegnato alla evidenza accettandone il primato. Altri hanno continuato a cercare nuove strade. E ora la partita si riapre.  La crisi dell’esperienza  di Berlusconi, non lo si dimentichi, è maturata più sul versante di gruppi economici concorrenti che in una limpida dialettica politica e sociale. E tra chi ha fatto la guerra al cavaliere le strategie si sono spesso divaricate tra quelli che ne puntavano principalmente la vita privata fatta di scandali e pruriti e chi ha preferito insistere sulla inefficacia dell’azione di governo, anche se a un certo punto le due cose si sono tra loro naturalmente sintetizzate. A sinistra è mancata la possibilità, e forse la cultura politica ormai, per svolgere un ruolo più attivo nel groviglio di interessi e poteri che hanno spinto fuori gioco Berlusconi. Le modalità, e anche i contenuti, con  cui si svolge ormai la contesa per il potere spiazzano largamente la sinistra,ne scompaginano  il consenso, ne confondono perfino le linee di confine. Per i nuovi gruppi economici che tentano di emergere conta molto meno investire sul controllo dell’acqua o nella costruzione degli inceneritori ( non sono nè Ciarrapico nè Impregilo ), semmai può essere vantaggioso per la conquista del consenso dare sostegno alle battaglie, anche referendarie, su questi temi. Per loro forse conta di più il controllo dell’informazione, hanno studiato e capito il valore strategico della rivoluzione della comunicazione, sono entrati rapidamente in sintonia con le giovani generazioni, perfino a volte con  i loro impulsi di rivolta. Se qualcuno pensa che la partita vera si stia giocando, in queste ore, sulla cosiddetta riforma del lavoro o sulla modifica dell’articolo 18  commette un errore.  E non riesce a spiegarsi per questo la marginale incidenza di esperienze come la Fiom di Landini, che pure tanto si è battuta e si batte. Dovrebbe, invece, pur dire qualcosa  la forte impennata del movimento di Grillo. Intendiamoci nessuna dietrologia. Anche perché è tutto alla luce del sole. L’investimento  di quel progetto sulla funzione della rete, la sua grande perizia comunicativa, il suo legame di fatto con nuove proposte televisive come la 7, il ruolo di Telecom rispetto alla proprietà di quella rete.  Rispetto a questa inedita offensiva  di un nuovo capitalismo ad apparente orientamento progressista  non sembra esserci resistenza. E’ un fenomeno che arriva da noi in fondo col solito ritardo.  Il giovanotto inventore di facebook impazza sui rotocalchi ormai da un po’, Steve Jobs (  ebbe negli anni ’80, chi l’avrebbe detto, una storia sentimentale  con Joan Baez )  è addirittura già morto. E data anni ’70 il mito della California quale culla delle nuove frontiere del post industriale e della rivoluzione tecnologica che, nel mentre celebrava la diversità democratica e liberatoria dell’ecologia e dell’accoglienza degli immigrati, produsse quella rivolta fiscale contro lo Stato di cui Reagan fece la sua bandiera. A questa grande capacità di una parte del capitalismo di stare più in sintonia con la rivolta di quanto non lo sia la stessa sinistra è blanda l’autonomia culturale capace ,a sinistra ,di tentare una risposta. Le forze minori, un po’ per imperizia un po’ per tatticismo, fingono di credere che siamo alla vigilia di una rivoluzione. E, illudendosi di poter coniugare i nuovi impulsi con la classica lotta di classe, perdono tempo smarrendo se stesse. Le correnti più moderate del Pd si dividono tra chi, i liberal, di fatto sono vicini a questo vento ( anche per questo apparendo spesso più dinamici delle sinistre interne ) e chi, gli ex democristiani, comprendono poco quello che sta succedendo. L’unica vera resistenza al vento “nuovo” che spira  è rappresentata dall’attuale maggioranza del Pd, sempre più in difficoltà e assediata da ogni parte. Sbaglia chi pensa che l’equilibrio del Paese non è in bilico e ci si può permettere di scherzare. Perfino quel tentativo reiterato di mettere in ridicolo sulla rete i dirigenti principali del Partito Democratico è uno strumento astuto e persistente di lotta politica moderna. C’è chi presiede a queste campagne e sa come fare a svilupparle. Per questo Vendola e Di Pietro sono stati inopportuni in quella performance con la sagoma di Bersani negli studi della sette. E’ chiaro a chiunque che questa parte del pd ( a cui si imputa in sostanza di essere come il vecchio Pci )  cerca uno sbocco per non soccombere del tutto.  Ed è un segmento politico che porta con se tanti difetti. Si tratta di stabilire, però, se è l’ultimo argine democratico possibile o meno al dilagare di un nuovo plebiscitarismo totalitario ( e referendario ). Sciolto questo interrogativo poi si può lavorarci insieme o, al contrario, operare per contribuire a spazzarlo via. Scelta la prima risposta, le sue contraddizioni diventano secondarie e perfino alcune, in un certo senso, necessarie. Chi può pensare si possa combattere poteri così sofisticati e intelligenti senza qualche alleanza nel mondo economico, qualche momento tattico come quello del sostegno al  governo  Monti ( che comunque se non dovesse sterzare ,ora che in Francia ha vinto Hollande e la Merkel è più debole, deve comunque essere mandato a casa prima della scadenza della legislatura ), e perfino con qualche concessione, sul terreno dell’innovazione, a spinte che provengono da gruppi economici  legati a media che si vivono come perdenti rispetto a quelli  che sono invece all’offensiva ? L’impressione è che Berlusconi, pur perdente, la sua scelta l’abbia fatta. Da qui le sue performance sulla stampa di moneta, e prima ancora i titoloni dei suoi giornali contro la casta. E che un certo elettorato sia disposto ad assecondarlo forse lo dice anche il voto di ballottaggio a Parma. Vi saranno certo altre giravolte, ma l’indirizzo è questo. Lo stesso, dall’altra parte, vale per Sel e Idv. La preoccupazione nata dall’erosione di consenso a favore di Grillo non ne appanna, credo, la capacità di comprensione che di fronte al gigantesco e inedito scontro che è in atto sarebbe ridicolo stare a perder tempo polemizzando sulla foto di Vasto o l’Udc. Come se di fronte a un maremoto si stesse a ragionare  se lo stabilimento balneare in vista della stagione dei bagni è meglio farlo con il legno o con la paglia. Di Pietro ( che non è stato estraneo a quel mondo economico e della comunicazione oggi così aggressivo) e Vendola  non credo faranno prevalere mere esigenze di sopravvivenza, hanno a cuore  il valore della democrazia e capiscono da che parte stare per provare a difenderla. Altre forze, Fds compresa, non so. Staremo a vedere, anche  perché, purtroppo, la loro collocazione oggi non sembra decisiva. In ogni caso la sfida è impari e mortale. Con un Paese tramortito dalle difficoltà dell’economia, psicologicamente depresso, eccitabile solo sul versante della critica alla politica ( e alla democrazia ), l’unica via di sbocco è dare qualche risposta che intrecci critica della politica, senza concedere nulla alla demagogia, e nuova politica economica che ridimensioni il rigore e, pur dentro una prospettiva di economia più sostenibile e sobria, intanto rimetta in moto i consumi. E che agisca sulle politiche fiscali, su quelle dell’occupazione, sulla tassazione delle grandi ricchezze finanziarie, sulle nuove regole ai mercati. E’ per fare questo ( da noi come in Grecia o Spagna ) che serve l’Europa. Un suo profilo diverso, che tenda alla unificazione politica, che ridisegni  le sue istituzioni, che dia un diverso ruolo alla banca centrale. Sta in questo la speranza concreta che è arrivata dalla Francia, e anche il segnale parziale ma egualmente incoraggiante che hanno dato gli elettori chiamati al voto in Germania. Ma senza l’Italia questa possibilità si spegnerebbe, per noi e per l’Europa. E’ questa la vera posta in palio del confronto e dello scontro che si sta svolgendo qui in vista della scadenza del 2013, e che proseguirà in forme diverse anche dopo. Non comprenderlo  sarebbe  davvero una colpa.

    • Fausto Tenti scrive:

      Caro Nocera, non me ne volere, ma questo pezzo – chiarissimo nella forma e nella sostanza – è quanto di più lontano ci possa essere dall’attuale sentire della nostra comunità politica: poteva essere scritto da un qualsiase militante del partito del quotidiano Repubblica…e – pur essendo ovviamente del tutto legittimo scriverlo, ci mancherebbe – rappresenterebbe la dissoluzione della nostra dignità e renderebbe ridicoli tutti i nostri sforzi compiuti per mantenere la nostra autonomia non voglio dire neanche comunista, ma quantomeno un pò anticapitalista!
      Ripeto ancora una volta…possibile che più il mondo che ci circonda ha torsioni terribilmente liberali/liberiste, con Monti e la sua maggioranza la quale – se avesse solo proposto 10 anni fa il 10% di quello oggi fatto – sarebbe venuto giù il Colosseo…e più noi dobbiamo assecondarla (la torsione) seguendola a distanza, cercando magari di non farci vedere (che la seguiamo) dalla nostra gente?
      Lo dico – ancora – con tutto il cuore…se dovesse prevalere questa linea, è possibile che riusciamo FORMALMENTE a salvare il salvabile del nostro mondo-partito, col minimo sindacale per galleggiare dal lato istituzionale…ma SOSTANZIALMENTE saremmo seppelliti…
      Un abbraccio da Fausto

    • Leonardo Masella scrive:

      No, Vito, io e tanti comunisti non imputiamo al Pd di “essere come il vecchio Pci”, ma proprio al contrario di essere l’opposto del vecchio Pci, il suo liquidatore, e che proprio per questo, dalla Bolognina in avanti l’Italia si è ridotta così male. Attenzione, Vito, non confondere il giudizio di pochi compagni che tu conosci che provengono dalla nuova sinistra con le masse di compagni che provengono dal Pci e che dettero vita nel 1991 a Rifondazione Comunista.

  4. anonimo scrive:

    Tibet, Xinjiang e diritti umani: il noto palinsesto delle accuse alla Cina
    di Diego Angelo Bertozzi

    http://www.marx21.it/internazionale/cina/1846-tibet-xinjiang-e-diritti-umani-il-noto-palinsesto-delle-accuse-alla-cina.html

  5. Anonimo scrive:

    penso he tutti gli iscritti al PRC indipendentemente dalla collocazione di corrente dovrebbero ringraziare FalceMartello per averci nuovamente chiarito la nonconsistenza del gruppo dirigente di Rifondazione: un segretario che per non sbagliare non prende alcuna decisione fingendo di prenderle tutte e il loro opposto e un gruppo che segue conseguentemente qualsiasi cosa, che da una parte fa la voce grossa perché non si deve andare col cappello in mano dal PD e allo stesso tempo è subalterno pure al più minuscolo dei comitati… in che mani siamo…….

    • yurj scrive:

      Mah, mi sembra il solito gossip, parliamo di cose serie.

      Landini che dice che l’art 18 può aspettare e che al csx vuole proporre alcune cose tranne il reintegro dell’art 18 com’era prima, la dice lunga. Brrr

  6. Anonimo scrive:

    penso he tutti gli iscritti al PRC indipendentemente dalla collocazione di corrente dovrebbero ringraziare FalceMartello per averci nuovamente chiarito la nonconsistenza del gruppo dirigente di Rifondazione: un segretario che per non sbagliare non prende alcuna decisione fingendo di prenderle tutte e il loro opposto e un gruppo che segue conseguentemente qualsiasi cosa, che da una parte fa la voce grossa perché non si deve andare col cappello in mano dal PD e allo stesso tempo è subalterno pure al più minuscolo dei comitati… in che mani siamo…

  7. Anonimo scrive:

    “Voglio che tu sappia che mi fate schifo”, lo sfogo di una militante Pd contro la Finocchiaro
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    02/06/2012
    By violapost

    Giorni convulsi per i senatori Pd, travolti dalle proteste all’indomani del voto che, di fatto, cancella l’articolo 18. I militanti del Pd non perdonano loro di aver fatto passare al Senato la controriforma del lavoro di Elsa Fornero. La più contestata è la senatrice Anna Finocchiaro (da 28 anni posto fisso in Parlamento) che, dopo il voto al Senato, ha dichiarato con entusiamo: “Penso che questo sarà utile all’Italia”. Non la pensano così i militanti storici del Pd. Abbiamo selezionato il messaggio di una di loro, Paola Castro

  8. anonimo scrive:

    G8, vertice NATO e ruolo dell’Italia: facciamo il punto
    di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1835-g8-vertice-nato-e-ruolo-dellitalia-facciamo-il-punto.html

  9. Leonardo Masella scrive:

    Altre volte la parata militare del 2 giugno è stata sospesa. Questa volta no, nonostante il terremoto e le razionali e moderate richieste di devolvere i soldi per la parata a riparare i danni del terremoto. Vi chiedete perchè ? Forse perchè Monti e Napolitano sono più cattivi di Fanfani e Leone ? Monti e Napolitano se avessero sospeso la parata ci avrebbero fatto anche una gran bella figura, recuperando demagogicamente anche un po’ di consensi persi con le politiche antipopolari fatte. Invece hanno preferito tirare avanti. Perchè ? Per chi guarda l’Italia un po’ dall’alto, da ciò che sta succedendo nel mondo la risposta è semplice. Il governo Monti e Napolitano stanno preparando la partecipazione italiana alla nuove guerre contro la Siria e l’Iran e alla nuova fase di guerra permanente a cui si preparano a partecipare attivamente e in prima fila al servizio degli Usa e di Israele, ed hanno bisogno di motivare e galvanizzare i militari professionisti esposti nelle missioni e che dovranno intervenire nelle prossime missioni ancora più pericolose. A questo serve la parata militare. Quindi attenti al terremoto che è in arrivo dall’estero.

    • Anonimo scrive:

      Forlani sospese la parata del 2 giugno, un vero compagno.

      • Anonimo scrive:

        Napolitano: confermata la parata. Un vero compagno.

      • Leonardo Masella scrive:

        Infatti, anonimo, se tu leggessi bene il mio commento non scriveresti sciocchezze. Io ho proprio detto che non è che Napolitano è più cattivo di Forlani. E’ che c’è un preciso motivo nel rifiuto, oggi, di sospendere la parata: la galvanizzazione delle nostre missioni di guerra per la preparazione di nuove guerre.

  10. Anonimo scrive:

    Cronaca semiseria di una direzione nazionale

    Volendo rappresentare la linea di Rifondazione Comunista di questi tempi, potremmo utilizzare l’immagine del giocatore d’azzardo che punta su tutti i numeri della roulette. Quel giocatore ha una sola certezza. Perderà poco alla volta ma è sicuro che perderà.

    Giocare su tutti i numeri equivale a non giocarne nessuno. Ed è così che all’ultima direzione nazionale (22 maggio), Paolo Ferrero, ha chiesto al gruppo dirigente di “non discutere di come andremo alle prossime politiche… c’è un terremoto compagni, un cataclisma, tutto è in movimento, non sarebbe giusto in una situazione come questa impiccarci a una sola posizione”.

    Di fronte alla nostra obiezione: “Neanche per dire che siamo indisponibili ad accordi con le forze che sostengono il governo Monti e che escono demolite dalle elezioni?”. “No, neanche per questo”, è stata la risposta a stretto giro.

    Ed è così che da una parte si apre a Cremaschi e al comitato No debito (che si oppone ad ogni forma di alleanza con il Pd) dall’altra si continua a tenere aperta la FdS, con Diliberto che non perde occasione per dichiarare la propria internità al centrosinistra.

    Parimenti sul terreno sindacale si sta con la Fiom, la Cgil che vogliamo, Lavoro Società, la Rete 28 Aprile e chi più ne ha più ne metta. Sono la stessa cosa? Certamente no, ma bisogna dialogare con tutti. Come non averci pensato prima…

    Nasce un nuovo soggetto politico un po’ strampalato e senza alcuna identità di classe come l’Alba? Nessun problema Ferrero mostra il suo interesse, e propone di “mandarci dei compagni”.

    E non dimentichiamoci della costituente della sinistra d’alternativa! Vendola non ci vuole? Nessun problema, dipenderà dalla legge elettorale, alla fine potrebbero essere costretti a fare l’alleanza anche con noi.

    Se uno dei nostri si alza per criticare l’insostenibilità di una linea del genere arriva immancabile l’intervento di Ramon Mantovani che sottolinea come in fondo le scelte elettorali sono questioni tattiche. Il che equivale a dire che non hanno alcuna relazione con la strategia.

    Il dissenso col compagno Mantovani sarebbe certamente più grave, se il partito una strategia effettivamente l’avesse. Come ama dire Ferrero “galleggiare è già molto importante”. E a chi ci accusa di fare dell’ironia eccessiva mandiamo un bell’invito per la prossima riunione della direzione nazionale.

    Francia, Spagna, Grecia

    I bertinottiani parlavano spesso di contaminazione, oggi il gruppo dirigente del Prc è talmente contaminato che rischia di non avere più una sua identità. Per questa ragione chiunque, anche il più minuscolo dei comitati, può permettersi di imporre al partito condizioni inaccettabili, come stare in fondo ai cortei o rinunciare alle nostre bandiere, e senza colpo ferire.

    Un partito comunista ha invece un bisogno vitale di un profilo, un’identità ancor prima che di una strategia se vuole crescere e crescere in primo luogo sulle proprie basi politiche.

    Siamo sempre stati criticati dalla maggioranza per proporre una linea di questo tipo.

    Domandiamoci una cosa: come hanno fatto Syriza, e le altre formazioni della sinistra radicale a crescere in Europa? Con l’unità pasticciata delle sinistre o insistendo sul proprio progetto?

    Seppure su basi riformiste alcuni messaggi chiari queste formazioni politiche sono riuscite a farli passare tra le grandi masse: parlano chiaramente di lotta al capitalismo, di prendere il potere e di rivoluzione (anche se per Melènchon si tratta di una rivoluzione dei cittadini).

    Hanno avuto successo perché di fronte a una crisi di sistema hanno avanzato proposte forti, di rottura. Vedremo quanto saranno in grado di mantenersi indipendenti e di resistere alle pressioni del capitale. Ma questa è un’altra discussione. Intanto fin lì sono arrivate.

    Ferrero ha avuto l’ardire di sostenere che siamo entrati nella “fase Lenin”, la fase delle grandi rotture, ma non ha tratto alcuna conclusione da questa affermazione e non c’è un briciolo di leninismo nella linea che ha proposto nel documento conclusivo.

    Il documento oltre a registrare il “risultato di tenuta della FdS” (in realtà un lieve arretramento nel confronto con le regionali del 2010 come lo stesso Pegolo ha ammesso nell’introduzione) giustifica la mancata crescita elettorale con le differenze culturali che esisterebbero in Italia rispetto ad altri paesi come la Francia.

    Citiamo testuale: “la richiesta di cambiamento radicale – che si esprime attraverso le culture che vi sono a disposizione nella società – è vissuta in primo luogo come richiesta di rovesciamento del sistema dei partiti e solo in seconda battuta come utilizzo dei partiti della sinistra per cambiare l’esistente”.

    Conclusione: la linea è corretta bisogna solo aggiustare il tiro nel senso di più critica alla politica e non solo all’economia politica. In altre parole inseguire Grillo sul terreno della critica alla casta e al sistema dei partiti.

    Ma in quel sistema viene catalogata anche Rifondazione Comunista? Incredibilmente a questa domanda Ferrero risponde affermativamente, o quanto meno riconosce che il Prc si colloca su una linea di confine.

    E allora? Pensiamo che basti un po’ di partito sociale per ripulirci l’immagine o non è necessario forse rivedere radicalmente la linea politica del partito?
    Keynesismo

    Sul terreno del programma entra in scena la proposta della Terza repubblica basata sulla democrazia partecipata. Di che si tratta? Riorganizzare il capitalismo su basi politiche diverse? Stefano Zuccherini, si è spinto a ipotizzare l’assemblea costituente.

    Il documento si limita a parlare oltre che della Terza repubblica, di un “processo inclusivo e partecipato che costituisca il terreno della partecipazione politica e unitaria”.

    Mentre da una parte si sostiene l’idea corretta che gli organi del potere politico sono svuotati di significato e di funzioni per lo strapotere delle oligarchie finanziarie e del capitale internazionale, dall’altra si propone un quadro politico progressivo senza mettere in discussione l’attuale base economica.

    Oggi una democrazia realmente partecipata può esistere solo nel quadro di una rottura con il capitalismo. Come si fa a dire che siamo entrati nella “fase Lenin” e mantenersi allo stesso tempo sul terreno del gradualismo?

    Su questo punto Ferrero, nelle conclusioni, ci ha riservato una polemica in quanto, a suo dire, i compagni di FalceMartello non sarebbero in grado di riconoscere le magnifiche sorti progressive del keynesismo.

    La tesi è che tutte le rivendicazioni intermedie, transitorie, e in definitiva tutto ciò che si colloca tra la situazione attuale e la rivoluzione socialista, va sotto il titolo di keynesismo.

    Ci vediamo costretti a chiarire ancora una volta (lo avevamo già fatto alla riunione nazionale della mozione 2 del primo aprile in cui Ferrero era presente) che Keynes non si proponeva di criticare e ancora meno di cambiare il sistema ma al massimo di introdurre dei correttivi intervenendo su due leve fondamentali: l’espansione del credito attraverso le banche centrali e l’aumento della spesa pubblica attraverso l’indebitamento degli Stati.

    Politiche che sono state abbondantemente usate nel dopoguerra e che hanno condotto alla situazione attuale con un indebitamento pubblico e privato che non ha precedenti nella storia e che è all’origine delle politiche della troika che stanno affondando la Grecia e gli altri paesi europei. Il Keynesismo ha esaurito semplicemente i suoi margini.

    Questo nulla ha a che fare con le rivendicazioni intermedie e con la necessità di sviluppare piattaforme rivendicative che partano dal livello di coscienza delle masse, questione sulla quale ovviamente concordiamo.

    Ma allo stesso tempo nella nostra propaganda va spiegato che ad entrare in crisi non è un particolare modello di sviluppo, ma il sistema capitalista nel suo insieme.

    In mancanza di un progetto alternativo, di una collocazione indipendente dal Pd e di una chiara identità anticapitalista e di classe difficilmente il partito può uscire dalle secche in cui è entrato negli ultimi anni.

    Solo alzando le vele e raccogliendo il vento che soffia dalla Grecia si può risalire la china. Le mezze misure servono a poco. Oggi più che mai.

    • yurj scrive:

      Cercate di citare la fonte quando copiate degli articoli.

      • Anonimo scrive:

        se sei del PRC dovresti conoscere questa corrente, una delle tante, uno dei tanti partiti nel partito, che si annullano uno con altro e che generano il nostro immobilismo

        http://www.marxismo.net/prc/rifondazione-gioca-su-tutti-i-numeri

        • La recensione del libro di Paolo Favilli dà alcuni spunti sul perché siamo arrivati a questa situazione a sinistra. E’ probabile che, con la sostituzione dell’idea di rifondare il partito comunista con quella di rifondare la Rifondazione, stia andando a conclusione la parabola discendente della fine del Partito Comunista in Italia. Servono nuove soluzioni, meno attaccamento alle sigle e di più alle persone e alle idee.

          PAOLO FAVILLI, In direzione ostinata e contraria. Per una storia di Rifondazione comunista – Prefazione di Paolo Ferrero, Roma, Derive/Approdi, 2011, pp. 258, Euro 20

          Non è facile discutere seriamente della vicenda di Rifondazione comunista. Le questioni che si intrecciano relativamente alla sua nascita, al suo sviluppo e al suo declino, riguardano in qualche modo l’insieme dei militanti che si sono variamente collocati alla sinistra del Pds, prima, dei Ds, dopo, e, infine, del Pd. Non è, peraltro, piacevole parlare di questo ventennio di Rifondazione, non fosse altro perché si tratta di una storia disseminata di macerie e di fallimenti, spesso dovuti alla inadeguatezza delle culture politiche di cui il PRC è stato portatore nel corso del tempo.

          Favilli lo fa utilizzando le tecniche del suo mestiere di storico, esaminando non solo i fatti, le vicende in cui è stato coinvolto il partito, ma anche le culture che lo hanno permeato. L’autore avverte che la sua non è una “storia” del Prc, ma è un contributo “per una storia” di Rifondazione. Sostanziale è in questo quadro l’attacco del libro, che parte dalla duplice metafora di Prometeo che sottrae agli dei il fuoco per donarlo agli uomini, venendo punito per questo, e di Sisifo che spinge con fatica un masso in cima ad una montagna, lo vede rotolare a valle e riprende la sua fatica dall’inizio, con tenacia, senza scoraggiarsi. In questa metafora Favilli legge l’insieme della storia del movimento operaio, le sue sconfitte e le sue vittorie, la tensione continua verso una speranza di liberazione e le evoluzioni della storia che sembrano riportare gli attori del cambiamento a ricominciare spesso dall’inizio. In questo contesto viene letta anche la storia di Rifondazione.

          E, tuttavia, la storia del Prc ha una sua specificità derivante dai suoi caratteri genetici. Il partito nasce da una scissione in un periodo di ripiegamento e di sconfitta, è più il frutto della parabola negativa di una storia che un nuovo inizio. Rifondazione si configura fin dalla sua fondazione come un assemblaggio di culture diverse e per molti aspetti confliggenti che vanno dall’ingraismo, al berlinguerismo, allo stalinismo cossuttiano, al comunismo di origine extraparlamentare, al pduppismo fino a giungere al movimentismo socialista di Fausto Bertinotti. Si può osservare che così era stato per lo stesso Pcd’I, c’è tuttavia una differenza che non può essere sottaciuta ed è il carattere ordinatore rappresentato, nel bene e nel male, dal movimento comunista internazionale e dall’Urss che costituisce comunque un collante ed un elemento unificatore. Mancando questo la tensione che si manifesta tra elementi “rifondativi” e i grumi della tradizione è destinata a risolversi in continui processi scissionistici. I dati sono sotto gli occhi di tutti. Il Prc comincia la sua vita con circa 150.000 iscritti, oggi gli aderenti al partito sono meno di 50.000. Del gruppo dirigente originario non v’è più quasi nessuno ai vertici del partito non solo per ragioni anagrafiche , ma come frutto di fuoriuscite corpose di cui le più importanti sono state quelle, nel 1998, dei cossuttiani e nel 2009 dei vendoliani. Favilli ascrive tale dato alla non sufficiente forza della carica rifondativa, che pure a suo parere ha avuto momenti significativi nella fase bertinottiana: eppure tale carica o riusciva ad assumere caratteri aggreganti oppure si rivelava come un esercizio movimentista, incapace di provocare nuove precipitazioni politiche. E’ quanto è avvenuto nel caso della fase segnata dal cofferatismo, rispetto al quale la chiusura di Bertinotti fu totale, ma anche in quella della Costituente della sinistra, rispetto alla quale lo stesso Bertinotti fece di tutto per determinarne il fallimento. La scelta successiva fu quella di offrirsi come sponda di governo ai movimenti, sostenuta dal consueto 5% che rappresentava una ben misera base per lo sviluppo di una azione riformatrice, ma anche come contenimento della spinta centrista degli allora Ds. Si arrivò così al 2008 con tutte le ipotesi bruciate, ad una lista unitaria priva di qualunque capacità espansiva, con tutto quello che ne è conseguito per il Prc, ridotto a piccola ed ininfluente forza minoritaria, costretto a subire una nuova e devastante scissione. Certo, come afferma Ferrero nella sua introduzione, tutto è stato sancito in congressi democraticamente svoltisi, con maggioranze e minoranze maturate negli appuntamenti congressuali o in comitati politici nazionali. Peccato che nei momenti decisivi le minoranze abbiano alla fine deciso di andarsene: i collanti unitari erano, infatti, meno forti delle culture di origine.

          Il libro si chiude con un capitolo “politico” il cui senso è rappresentato da un assioma che appare, alla luce dei fatti descritti, meno evidente di quanto possa sembrare. Favilli sostiene a ragione che il riformismo, non il neoriformismo subalterno alle politiche liberiste che infine ne rappresenta una variante, ma l’azione politica che cerca di migliorare le condizioni dei lavoratori e dei ceti popolari, è la normalità del movimento operaio, la rivoluzione rappresenta l’eccezione. Ciò dovrebbe suggerire un anticapitalismo ragionevole e praticabile, una sperimentazione di movimento aliena da umori sovversivi, una costruzione di nessi tra movimenti e organizzazione sociale. Ossia un’azione in cui vecchie pratiche del movimento operaio si coniughino con nuovi paradigmi. Non ci sembra sia questa la strada praticata da quanto resta di Rifondazione. Insomma l’esperimento rifondativo appare ampiamente fallito, quello che ne residua è un gruppo minoritario incapace di proporre una alternativa credibile al neoriformismo, sostanzialmente subalterno al quadro politico, parte della crisi dei partiti e della sinistra più che motore di una possibile soluzione. Ben poco rispetto alle ambizioni delle origini.

          Renato Covino – Cassandra (n° 2 – 2012)

    • Anonimo scrive:

      penso he tutti gli iscritti al PRC indipendentemente dalla collocazione di corrente dovrebbero ringraziare FalceMartello per averci nuovamente chiarito la nonconsistenza del gruppo dirigente di Rifondazione: un segretario che per non sbagliare non prende alcuna decisione fingendo di prenderle tutte e il loro opposto e un gruppo che segue conseguentemente qualsiasi cosa, che da una parte fa la voce grossa perché non si deve andare col cappello in mano dal PD e allo stesso tempo è subalterno pure al più minuscolo dei comitati… in che mani siamo…

  11. Luca scrive:

    La sinistra comunista o radicale e’ ininfluente quando socialisti o socialdemocratici riescono comunque a vincere.
    Il 7% della Linke,ma potremo citare anche i dai reali degli ultimi lander,sono il minimo storico,meno anche del debutto nel 2005 e rispetto al 11,9% perde milioni di voti verso Spd.
    Da 2 anni la Linke e’ ininfluente e ai margini della vita politica tedesca perche’ vincono Spd e Grunen.
    Dove tu possa cavare un qualcosa di positivo e’ difficile da capire a meno che tu non pensi che il destino della sinistra comunista sia quello di vivacchiare.
    Sul Front de Gauche,vediamo tra qualche settimana come finisce,ma il rischio,dal nostro punto di vista,che socialisti e ecologisti abbiano l’autosufficienza e’ probabile.

    • yurj scrive:

      A detta di tutti la Spd recupera perché si è spostata a sinistra. Idem per il ps francese.

      Il psoe spagnolo invece è in sofferenza e IU vola al 10%.

      Credo che la dinamica sia chiara.

  12. Anonimo scrive:

    di Marco Renzini

    Qualche numero per capire meglio ed analizzare il risultato di SEL e FdS

    Comuni con più di 15.000 abitanti ( esclusi quelli della Sicilia e Friuli Venezia Giulia ) al voto: 134.

    Sel in alcuni di questi comuni non ha presentato il suo simbolo ma liste insieme ad altre formazioni politiche o civiche e quindi in queste realtà non è possibile leggere il risultato.

    Consiglieri comunali eletti: 67.

    Questi consiglieri sono stati eletti: 57 in una coalizione di centrosinistra che vince le elezioni,5 in una coalizione di centrosinistra che perde, 4 in una coalizione con liste varie ( civiche, con idv. fed e altri) che vince, 1 in una coalizione con liste varie che perde.

    SEL elegge consiglieri comunali in tutte le regioni ( eccetto in Basilicata a Policoro dove non è presente lasua lista ).

    Se può essere utile al dibattito( sulla radicalità delle scelte elettorali,per esempio ) ecco anche i numeri della Federazione della Sinistra ( i parametri sono gli stessi utilizzati per SEL).

    Comuni al voto: sempre 134.

    Sindaci eletti : 0

    Consiglieri comunali eletti: 24.

    Questi consiglieri comunali sono stati eletti TUTTI in coalizioni di centrosinistra, 20 in aggregazioni vincenti, 4 in aggregazioni perdenti.

    La Federazione della Sinistra in sei regioni ( Calabria, Molise, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Veneto ) non elegge alcun consigliere comunale.

    • anonimo scrive:

      il segretario del Prc Calabria non ha detto una parola su questa catastrofe…..Grassi che aspettate a mandarlo a casa….

  13. Ferdinando scrive:

    Ferdinando, l’attuale legge elettorale ha una componente proporzionale con sbarramento al 4%.

    Yurj,a parte che l’attuale legge e’ tutta proporzionale con premio di maggioranza e coalizioni,quindi?
    Tu pensi che verra’ la fatina e cancella premio di maggioranza e il resto della legge?

  14. ugo scrive:

    un esempio di cosa comporta l’alleanza col PD: stiamo raccogliendo, se non sbaglio, le firme per un referendum contro la riforma Fornero (che è in realtà la riforma Fornero Camusso Bersani). Mettiamo il caso che ce la facciamo, e, per un gesto di pazzia del ministro dell’interno, il referendum venga accorpato alle prossime politiche. Cosa facciamo, la mattina propaganda per l’abolizione della riforma mentre il Pd è contrario, e la sera i comizi insieme al Pd?
    e ancora: mettiamo che nonostante la nostra ricerca di alleanza, il Pd non ci vuole perché siamo comunisti. Perché la gente dovrebbe votare noi invece che l’alleanza di centro-sinistra col Pd, visto che noi sosteniamo che quella alleanza vada creata? Solo perché verrebbe a mancare l’apporto decisivo dei comunisti?
    io scusate ma continuo a non vedere, prima ancora che una prospettiva, una logica in quello che stiamo facendo.

    • Anonimo scrive:

      Caro Ugo dovresti informarti meglio.
      Siccome la speranza di questo gruppo dirigente in cassa integrazione perche’ da 3 anni a questa parte perde voti e migliaia di iscritti(credo che siamo arrivati a 37.000 al 2011 che era anche l’anno del congresso pensa te!eravamo quasi 50.000 nel 2009) poiche’ vuol tentare fino all’ultimo di farsi imbarcare in coalizione non ha dato vita a nessuna raccolta firme per indire qualche referendum.
      Che illuso!

    • yurj scrive:

      Quello che non stiamo facendo.

      • ugo scrive:

        ma insomma ‘ste firme le stiamo o no raccogliendo? e se non le raccogliamo è perché pensiamo di non farcela (male) o per non disturbare il Pd (peggio?)

  15. yurj scrive:

    Good news: al nord la Fds ha preso (sia pur per lo 0,01%) più seggi di Sel.

  16. Anonimo scrive:

    All’anonimo delle 16,41. Quarda che questa volta non si scherza. le pedate nel culo le prenderete davvero!!!

    • Anonimo scrive:

      la presunta base che tu evochi sarà composta da 4 gatti arravanati e qualche leone da tastiera come te… gentaglia che si stende senza neanche affaticandocisi troppo.

  17. Ferdinando scrive:

    A Yurj va dato sicuramente il merito di avere dato un po’ di pepe a questo blog.
    Hsi postato un analisi,che immagino fai anche tua e che ti da’ fiducia,dove si dice esattamente

    “La FDS idem in diversi comuni non si è presentata, ma dipenderà tutto dalla legge elettorale, può superare lo sbarramento al 4 col proporizionale puro, però se c’è un minimo di voto utile rischia il tracollo.. Idem in caso di scissioni (che per ora vede solo Matt)

    SEL ancora non riesce a strutturarsi come si deve nel territorio, non si può puntare solo sull’immagine a livello nazionale di Nichi (che da un lato aiuta eh.. Ma dall’altro no, anche perchè a livello di immagine Grillo regna ora). Però alle politiche crescera, il 7% che dicevi sotto per me ci sta ”

    Giusto un paio di note.
    La possibilita’ che si voti con un proporzionale puro e’ pari allo 0,0%,di cosa parliamo allora?
    E’ un ragionamento,una previsione non so’ come chiamarla del tutto scollegata dalla realta’.
    Non ha senso,non e’ commentabile.
    Anche perche’ poi con una leggerezza incredibile si dice qual’e’ lo scenario piu’ verosimile e cioe’
    “se pero’ c’e’ il voto utile rischiamo il tracollo”
    Che tradotto significa,”se si vota con il porcellum(o simil)e siamo fuori dallaa coalizione di centrosinistra siamo spacciati”

    Poi,e questa e’ davvero una perla,ci confermi che
    Sel alle politiche crescera’ e che al 7% ci sta’.

    … praticamente siamo nella merd… fino al collo!

  18. Ferdinando scrive:

    “Tu cerchi di mettere zizzanie tra meei Yuri, mettendoci l’uno contro l’altro, ma io con Yuri mi sento molto in sintonia, anche se non essendo a Genova e forse essendo molto giovane, crede che a Genova noi abbiamo partecipato a fare un programma assieme a Doria, questo non è Vero( magari fosse vero) quelli non ci ascoltano, non ci sentono nemmeno noi abbiamo fatto un programma, prima di Rifondazione, poi mediato con la FDS, e doveva servire, Come specchietto delle allodole per i militanti come YURI( perdonami YURI) per fargli accettare l’alleanza. Ma in effetti Doria, il nostro programma non l’ha manco guardato ….”

    Hai capito Jury?Ci sei cascato come un allodola!
    A Genova non e’ stato un trionfo come pensavi ma un flop!
    Tra l’altro ci informa Carlo che l’eletto della Fds e’ anche un indipendente che,mi pare di capire,non seguira’ alla lettera le indicazioni di voto del Prc.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      HAI capito bene, l’eletto non è del PRC ma è stato condidato nella FDS come candidato dell’associazione SINISTRA EUROPEA, queto produce tra le altre cose la FDS, perchè noi come Rifondazione, non lo avremmo candidato, perchè questo signore è al 4° mandato, tre fatti uno no. QUESTO FA IL MESTIERE DELLA POLITICA.
      Quindi vorrei che i dirigenti capissero le abberrazioni di una aggregazione che non è ne carne ne pesce, non è un partito, ma potendo fare direttamente la tessera della FDS, è anche un partito, ed allora ti puoi trovare uno che è stato cacciato perchè non versava i soldi al partito e poi te lo trovi nella FDS, questo tipo di organizzazione è un mostro, e infiniti teste, non sai quale tagliare, ne tagli una ne spuntano cento le implicazioni sono tantissime credo, chi i dirigenti, non li hanno valutati.
      Tu cerchi di aizzare YURI, ma io non mi sono mai sognato di offendere nessuno figurati YURI.perchè io in lui vedo il mio entusiasmo, e sono come lui, non occupo nessun posto di rilievo nel partito, sono (credo) solo più vecchio, di YURI e quindi più smaliziato, e sono stato onesto dicendo le cose come stanno, sono sicuro che YURI apprezzerà, tu invece, caro FERDINANDO, SE ORAMAI PERSO IRRECUPERABILE.

      • yurj scrive:

        Provocazioni di Ferdinando a parte, certamente possiamo selezionare meglio i candidati, ma se questo ha preso più voti di altri (o non abbiamo puntato su un candidato e abbiamo disperso i voti) non dobbiamo lamentarci ma prendere atto che non è stata la strategia migliore.

        su un punto puoi avere ragione: la Fds deve avere dei vincoli, non può imbarcare chiunque. Il mio non è un giudizio perché non conosco il caso, sia chiaro, solo uno spunto che dobbiamo tenere sempre presente.

        • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

          Ciao YURI, non è soltanto la FDS, che ha avvelenato i pozzi, c’è anche, una guerra per bande, uno per invidia,o per gelosia invece di votare quello che il partito indica vota per l’avversario, sembra strano ma è la guerra di tutti contro tutti, non essendoci più all’orizzonte il sol dell’avvenire,si è sviluppato in modo ipertrofico, il partito degli assessori, che fa un investimento,per il proprio futuro, non essendoci lavoro, investe sulla politica, noi a Genova abbiamo, qualcuno(potrei fare nome e cognome ma è irrilevante chi l’ha fatto) che ha detto io mi spendo trenta mila euri, e se riesco sono a posto (invece di aprire un bar faccio questo investimento) in regione prendo con i benefit, più di 15.000 euro al mese, con qualche ligislatura maturo la pensione e sonoa posto, non do niente o pochissimo al partito e il gioco è fatto, non è un caso isolato, ma è l’emblema della deriva e della marcessenza del partito, che permette la personalizzazione, invece di dire i manifesti li fa solo il partito da libertà a chi ha i soldi di farsi la campagna elettorale con santini e manifesti. quindi chi ha più soldi sarà eletto, e se per essere rieletto ci vogliono i soldi, allora non li do al partito, e di questo che bisonerebbe parlare.

          • vincenzo scrive:

            Sarà l’età, sarà che sono inzuppato fino al midollo della diversità dei comunisti, che sono convinto che la questione morale è più attuale che mai, resta il fatto che condivido al 100%. Specie in via di estinzione? Se anche fosse, al punto in cui sono arrivato non rinuncio ad essere me stesso. “Questo di tanta speme oggi mi resta”

  19. Luca scrive:

    Il tema del posizionamento internazionale e’ interessante,devo pero’ correggere un paio di affermazioni.

    La Linke non ha semplicemente perso 2 elezioni locali,perde da circa 2 anni consensi in tutti i land o citta’ stato di si vota,e in alcuni casi prende anche meno della Wasg.
    La sua mi pare sia una crisi strutturale,era un progetto che nasceva dalla debolezza della Spd,ripreso vigore la Spd,la Linke crolla.Onestamente per loro non vedo come possa evolversi in positivo la situazione,anche perche’ le divisioni tra ovest(piu’ radicali e meno propensi al dialogo con Spd)e est(piu’ filo-Spd)continuano ad esserci,non e’ un caso che all’ovest,dove qualche governo regionale Spd-Linke poteva anche nascere,non e’ mai nato nulla e la crisi per Linke e’ piu’ netta,vedasi il disastro nel NRW.

    In Francia attenzione a farci abbagliare dal dato delle presidenziali che e’ gia’ buono solo per gli storici.
    Alle legislative il Fdg sembra soffrire molto,e’ quotato al 7/8% con una tendenza negativa(considerate che nel 2007 il Pcf prese il 4,5% alle legislative)
    Insomma il rischio e’ che dalla piu’ grande crisi economica del dopoguerra,nei paesi maggiori(Francia,Germania e Italia)la sinistra comunista,post-comunista o radicale o come la volete chiamare,esca in maniera insignificante e’ concreto.

    • yurj scrive:

      O anche no, tu forse punti al 20%.

      Certo, possiamo farlo se la sinistra va unita, e non in ordine sparso.

      Però non parlerei di ininfluenza, in Germania oltre ai verdi ci sono i pirati, e in Francia un 8% è un ottimo risultato. La Linke, cmq, è sempre data ad un ottimo 7%, e ha una base molto ampia. Passata la buriana, sarà sempre lì, altri no. Se sono rinati i liberali…

    • yurj scrive:

      Un commento di uno che se ne intende (un compagno peraltro) di dati elettorali, sondaggi e proiezioni:

      =======================

      Sidro
      Posso dirti qualcosa sulle tendenze che ci sono secondo me, ma c’è anche il problema che in queste 3 settimane dal voto è già cambiato tanto..

      Il Movimento 5 Stelle è sicuramente molto alto, ha potenziale attrattivo da entrambi gli schieramenti. In molti comuni poi non si è presentato e al ballottaggio è cresciuto enormemente rispetto al primo turno e non solo perchè ha preso voti dal cdx, ne ha preso pure da sinistra, per me è tra 13 e 15 ma con ampi margini di crescita

      La FDS idem in diversi comuni non si è presentata, ma dipenderà tutto dalla legge elettorale, può superare lo sbarramento al 4 col proporizionale puro, però se c’è un minimo di voto utile rischia il tracollo.. Idem in caso di scissioni (che per ora vede solo Matt)

      SEL ancora non riesce a strutturarsi come si deve nel territorio, non si può puntare solo sull’immagine a livello nazionale di Nichi (che da un lato aiuta eh.. Ma dall’altro no, anche perchè a livello di immagine Grillo regna ora). Però alle politiche crescera, il 7% che dicevi sotto per me ci sta

      IDV i sondaggi la stavano pompando esageratamente dopo la dipartita di Berlusconi, quando tutti si aspettavano un calo. Secondo me sbagliavano i sondaggi. Ha fatto il colpaccio a Palermo, ma per il resto è stata una Caporetto e l’opposizione in parlamento a me sembra poco convinta, quindi probabilmente molti preferiscono Grillo a quel punto

      PD: è andato bene al nord per il calo dell’affluenza ma al sud brutti risultati, secondo me devono stare molto attenti ai 5 Stelle (relativamente eh, un 20% di zoccolo duro il PD ce l’ha comunque)

      UDC-FLI: i sondaggi qua secondo me hanno toppato molto finora, ora li hanno risistemati dopo il voto. Insomma, sono molto spesso nella stessa coalizione, quindi prendono la stessa quota dalle civiche, però l’UDC è altissimo, mentre FLI prende scarsi risultati. Per l’UDC un 9-10% con cdx in crisi come ora è possibile, per FLI lo sbarramento è arduo invece, forse giusto in lista con API o MPA

      PDL: Se la gioca coi 5 Stelle, qua è sul 20% con tutte le clientele e le civiche che si porta dietro.. Ma prima delle politiche si riformeranno in qualche modo

      Lega: Ora come ora lo sbarramento lo supererebbe, però sono fuori dai giochi, non li calcola nessuno, hanno casini interni, sono isolati in parlamento e il voto di protesta glielo ruba il 5 Stelle

  20. Ferdinando scrive:

    “a sbaragliare Vendola ci penserà ( ALBA) se nasce come soggetto politico, perchè ALBA con i RODOTA’ non mira al nostro bacino elettorale che è insignidficante, mira ai delusi (e c’è n’è tanti) del PD, anche i Grillini pescono nello stesso bacino, noi come rifondazione anche se andiamo da soli, dopo un po di assestamento il 4/5% lo prenderemo sempre perchè in Italia c’è uno zoccolo duro che il comunismo non l’ha abiurato, per quanto ancora non lo so.”

    …. Carlo ma cosa stai dicendo!

    Rodota’ nel 09 firmo’ un appello per il voto alla lista Comunista e anticapitalista.
    Ad “alba” hanno gia’ aderito Paolo Cacciari che e’,
    o meglio era,un che nel Prc-veneto contava eccome,ha aderito uno dei pochi davvero indipendenti della Federazione come Tonino Perna e soprattutto hanno aderito anche gli assessori “benecomunisti” di Napoli.
    … e tu pensi che possano togliere voti al pd … pensa te!

    “… noi come rifondazione anche se andiamo da soli, dopo un po di assestamento il 4/5% lo prenderemo sempre perchè in Italia c’è uno zoccolo duro che il comunismo non l’ha abiurato, per quanto ancora non lo so.”

    Caaarlo ma santo dio ve lo volete mettere in testa che se andiamo da soli nel 2013 prendiamo il 2/2,5% e tre mesi dopo a viale del Policlinico si puo’ mettere il cartello “affittasi”!?

    un po’ di assestamento e il 4% lo possiamo prendere ..
    eh si’ ora puntiamo a prendere il 4% alle regionali del 2015!

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Il 2/2,5 è quello che abbiamo preso adesso, con la tua ricetta, non la mia. Io ho detto i voti, il bacino elettorale tu mi parli di generali, di dirigenti, quelli che non ne hanno mai azzeccata una.
      sforzati che il creatore ti ha dato il cervello.

  21. Anonimo scrive:

    Nicola, Ferdinando, voi siete una parte di quella feccia che ci hanno portati in questo stallo. Puzzate di letame. Questa volta non ci fregate più: vi cacceremo a pedate nel culo. La base non dimentica…

    • Anonimo scrive:

      la stupidità di questo commento non sta tanto nelle offese gratuite quanto nella finale evocazione della “base”…

      sembri uno di quei gruppettari che nei ’70 parlava del popolo e delle masse e in realtà non lo seguiva nessuno, manco la propria ombra.

  22. Anonimo scrive:

    Ferdinando, ammettilo… sei un infiltrato di SEL.

    • Nicola scrive:

      Un infiltrato di SEL avrebbe tutto l’interesse a sostenere le posizioni di Carlo Circolo Bianchini, Fausto Tenti, Leonardo Masella, e Yurj. Perché quelle posizioni porteranno il PRC e la FDS all’auto-estinzione, e SEL si sarà così levata di torno un concorrente a sinistra.

      • Ferdinando scrive:

        Io penso che un iscritto Sel sogni la notte di avere a Genova un segretario come Carlo.
        Ma voi immaginate cosa ne sarebbe del Prc se tra 4 mesi facesse cadere la giunta Doria!

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        PER NICOLA.
        Sei simpatico e più profondo di Ferdinando, ma sbagli quando dici che sparendo il PRC SEL si toglierebbe un conconrrente, pechè tutti sanno, che i concorrenti di Sel sono il PD e l’IDV, se leggi un diagramma post elezioni, (non dei sondaggi) vedresti che c’è una relazione tra gli spostamenti di SEL e il PD, del Resto , il Vate vuo fare le le primarie con centrosinistra non con noi, NIKY è intellingente sa che uno di RIFONDAZIONE non lo voterebbe mai, io si BF avevo fondato un gruppo che si chiameva”NOI VENDOLA NON LO VOTIAMO” perchè ci ricordiamo che Vendola non è cresciuto come anni, è rimasto banbino vuole giocare e fare sempre lui lo sceriffo, infatti tutti si ricordano che la scissione l’ha fatto perchè non ha acettato che lo sceriffo lo facesse un altro.
        a sbaragliare Vendola ci penserà ( ALBA) se nasce come soggetto politico, perchè ALBA con i RODOTA’ non mira al nostro bacino elettorale che è insignidficante, mira ai delusi (e c’è n’è tanti) del PD, anche i Grillini pescono nello stesso bacino, noi come rifondazione anche se andiamo da soli, dopo un po di assestamento il 4/5% lo prenderemo sempre perchè in Italia c’è uno zoccolo duro che il comunismo non l’ha abiurato, per quanto ancora non lo so.

      • Fausto Tenti scrive:

        Caro Nicola, non te ne avere a male, ma io penso che sono proprio quelli che la pensano come te che ci hanno portato a questi drammatici punti…e che stanno tentando di accompagnarci verso l’estinzione: non so se hai capito…non solo te, che forse sei l’ultima ruota del carro, ma anche quelli che ti invitano, per favore, a fare cotante uscite.

  23. Ferdinando scrive:

    “Tu cerchi di mettere zizzanie tra meei Yuri, mettendoci l’uno contro l’altro, ma io con Yuri mi sento molto in sintonia, anche se non essendo a Genova e forse essendo molto giovane, crede che a Genova noi abbiamo partecipato a fare un programma assieme a Doria, questo non è Vero( magari fosse vero) quelli non ci ascoltano, non ci sentono nemmeno noi abbiamo fatto un programma, prima di Rifondazione, poi mediato con la FDS, e doveva servire, Come specchietto delle allodole per i militanti come YURI( perdonami YURI) per fargli accettare l’alleanza. Ma in effetti Doria, il nostro programma non l’ha manco guardato ….”

    Carlo che vuoi che ti dica … hai detto tutto tu!

    Avevo detto e confermo ancora di piu’ che siete la fotografia del fallimentare minoritarismo del Prc … piu’ o meno concordi negli slogan duri e puri contro Pd-Cgil-Sel-Vendola .. poi in realta’ divisi su tutto!
    Tu ti auguri che il Prc faccia cadere Doria,Yurj che ne parlava bene,tanto da assumerlo quasi a modello “nazionale” come alleanze e rapporti da avere con Pd e centrosinistra.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Ti ostini a non rispondere nel merito, (ma forse non ne sei capace se solo capace di piccoli interventi senza un nesso) e continui a non capire, noi non possiamo fare cadere Doria, perchè non abbiamo eletto nessuno, come te lo devo dire? per effetto della unione BIcefala? tricefala?, da te tanto amata si e eletto uno (soltanto uno) che non risponde a noi, ma è un indipendente, quindi tranquillizzati non possiamo fare cadere nessuno, ma vedi di crescere e occupati di politica, rispondi nel merito non fare proclami.
      i tuoi argomenti vanno bene al Bar, tra coatti in un circolo politico nessuno ti filerebbe.

  24. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    CARO FERDINANDO.
    Sotto manca il virgolettato tuo, non so perché il blog non l’ha accettato ho dovuto riformularlo

    Caro Ferdinado, come tutti possono vedere,( se leggono tutti i post in successone), che ti diverti a lanciare pietre nello stagno, per vedere le propagazioni delle onde, poi ti nascondi, lanci accuse, ma quando ti si risponde , tu latiti, hai domandato perché non accettiamo un fronte democratico, ti ho risposto, ma tu fai finta di niente, e lanci nuove invettive, come quando dici:
    (Roba da pazzi … Carlo da Genova si augura che Doria “cada presto” … immagino che quindi si auguri che a contribuire a farlo cadere ci sia anche la Fed!
    siamo al delirio)
    Poi però non rispondi a tono; che siete dei provocatori? Che siete degli infiltrati del partito che vuole un aggregazione in cui possiede la GOLDEN SHARE? Io non sono come pensi tu un estremista duro e puro, sono una persona che crede di stare un una associazione privata, avente lo scopo di occuparsi della POLIS, credo che tutti coloro che abitano la POLIS, devono dare un loro contributo alla vita della POLIS.
    Non credo nella monarchia, sotto qualunque vestito si presenti, e credo nella democrazia partecipativa, anche se deve essere temperata dalla democrazia rappresentativa, ma ammetterai che oggi , la ricerca di un equilibrio, tra la partecipazione e la rappresentanza, passa per una feroce critica della rappresentanza oggi esondante?
    Io non ho nessun problema a sciogliermi (come comunista) in un partito o contenitore più grande, ma ammetterai che sono passati 2500 anni da quando PERICLE, fa il discorso agli ateniesi, E GIA ALLORA SI DISCUTEVA DI DEMOCRAZIA? Ed allora come puoi senza indignarti accettare una aggregazione, (FDS) che è arretrata se pretende di avere dei dirigenti che nessuno ha votato?, come fai a riconoscere una associazione che ha dei dirigenti votati da nessuno, ma che sono stati cooptati, a tavolino,(una spartizione) e che poi hanno fatto un finto congresso a quote? Sei uno sprovveduto, o uno interessato?. Guarda io non ho feticci, sono pronto ad accettare qualunque federazione, ma votiamola, facciamo un congresso fondativo una testa un voto, e siamo tranquilli, ma non capisci che ti propongono un mondo (una aggregazione) non di uguali ma di gregari e di gente più uguali degli altri? Non ti scoccia lo posizione di gregario che ti affibiano?
    Io frequento questo blog, (e la dico grossa ma sono franco)perché amo Grassi, odiando tanti grassiani, cosi come i cristiani sono peggiori di cristo tanti grassiani, sono peggiori di Grassi. Io non vengo a disturbare ed offendere nessuno, non mi nascondo sotto l’anonomato,non approfitto della generosità ci Claudio, ma scrivo e leggo questo BLOG, anche e soprattutto perché è frequentato da gente come te, io non amo il pensiero unico, e mi piace confrontarmi con chi ha opinioni diversi dalle mie.
    Tu cerchi di mettere zizzanie tra meei Yuri, mettendoci l’uno contro l’altro, ma io con Yuri mi sento molto in sintonia, anche se non essendo a Genova e forse essendo molto giovane, crede che a Genova noi abbiamo partecipato a fare un programma assieme a Doria, questo non è Vero( magari fosse vero) quelli non ci ascoltano, non ci sentono nemmeno noi abbiamo fatto un programma, prima di Rifondazione, poi mediato con la FDS, e doveva servire, Come specchietto delle allodole per i militanti come YURI( perdonami YURI) per fargli accettare l’alleanza. Ma in effetti Doria, il nostro programma non l’ha manco guardato perché a questi pinocchi basta promettere fino a che vincono poi si rimangiano tutto, come ha fatto Prodi, le 35 ore,i Pacs i Dico, il Testamento biologico, le Servitù militari, lo Scalone, etc. etc. se te lo ricordi, ed allora come ragioni? Berlinguer, sosteneva che si ha tanti amici quando si è forti, e non si è forti quando si ha tanti amici, se quando si va al bar a pagare sei sempre tu di amici ne trovi a bizzeffe,Doria ha anche negato un assessore a ll’IDV, che se gli toglie la fiducia cade ,per questo mi sono augurato che cada, perché nella pantomima di mostrare autonomia, ha emulato Monti dicendo di non volere pressioni dai partiti, ma non ha trascurato i partiti di suo riferimento, PD e SEL, facendo un governo tecnico, ma guardando quello che sta facendo Monti, c’è da augurarsi che cada presto, se ti dilettassi a leggere i giornali, vedresti che non si è ancora insediato e già come Monti vuole alzare l’IMU, poi però non lamentiamoci se qualcuno viene e promette di togliere l’IMO e vince le elezioni.

  25. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    AL CARO FERDINANDO.
    Caro Ferdinado, come tutti possono vedere,( se leggono tutti i post in successone), che ti diverti a lanciare pietre nello stagno, per vedere le propagazioni delle onde, poi ti nascondi, lanci accuse, ma quando ti si risponde , tu latiti, hai domandato perché non accettiamo un fronte democratico, ti ho risposto, ma tu fai finta di niente, e lanci nuove invettive, come quando dici:
    <<>>>
    Poi però non rispondi a tono; che siete dei provocatori? Che siete degli infiltrati del partito che vuole un aggregazione in cui possiede la GOLDEN SHARE? Io non sono come pensi tu un estremista duro e puro, sono una persona che crede di stare un una associazione privata, avente lo scopo di occuparsi della POLIS, credo che tutti coloro che abitano la POLIS, devono dare un loro contributo alla vita della POLIS.
    Non credo nella monarchia, sotto qualunque vestito si presenti, e credo nella democrazia partecipativa, anche se deve essere temperata dalla democrazia rappresentativa, ma ammetterai che oggi , la ricerca di un equilibrio, tra la partecipazione e la rappresentanza, passa per una feroce critica della rappresentanza oggi esondante?
    Io non ho nessun problema a sciogliermi (come comunista) in un partito o contenitore più grande, ma ammetterai che sono passati 2500 anni da quando PERICLE, fa il discorso agli ateniesi, E GIA ALLORA SI DISCUTEVA DI DEMOCRAZIA? Ed allora come puoi senza indignarti accettare una aggregazione, (FDS) che è arretrata se pretende di avere dei dirigenti che nessuno ha votato?, come fai a riconoscere una associazione che ha dei dirigenti votati da nessuno, ma che sono stati cooptati, a tavolino,(una spartizione) e che poi hanno fatto un finto congresso a quote? Sei uno sprovveduto, o uno interessato?. Guarda io non ho feticci, sono pronto ad accettare qualunque federazione, ma votiamola, facciamo un congresso fondativo una testa un voto, e siamo tranquilli, ma non capisci che ti propongono un mondo (una aggregazione) non di uguali ma di gregari e di gente più uguali degli altri? Non ti scoccia lo posizione di gregario che ti affibiano?
    Io frequento questo blog, (e la dico grossa ma sono franco)perché amo Grassi, odiando tanti grassiani, cosi come i cristiani sono peggiori di cristo tanti grassiani, sono peggiori di Grassi. Io non vengo a disturbare ed offendere nessuno, non mi nascondo sotto l’anonomato,non approfitto della generosità ci Claudio, ma scrivo e leggo questo BLOG, anche e soprattutto perché è frequentato da gente come te, io non amo il pensiero unico, e mi piace confrontarmi con chi ha opinioni diversi dalle mie.
    Tu cerchi di mettere zizzanie tra meei Yuri, mettendoci l’uno contro l’altro, ma io con Yuri mi sento molto in sintonia, anche se non essendo a Genova e forse essendo molto giovane, crede che a Genova noi abbiamo partecipato a fare un programma assieme a Doria, questo non è Vero( magari fosse vero) quelli non ci ascoltano, non ci sentono nemmeno noi abbiamo fatto un programma, prima di Rifondazione, poi mediato con la FDS, e doveva servire, Come specchietto delle allodole per i militanti come YURI( perdonami YURI) per fargli accettare l’alleanza. Ma in effetti Doria, il nostro programma non l’ha manco guardato perché a questi pinocchi basta promettere fino a che vincono poi si rimangiano tutto, come ha fatto Prodi, le 35 ore,i Pacs i Dico, il Testamento biologico, le Servitù militari, lo Scalone, etc. etc. se te lo ricordi, ed allora come ragioni? Berlinguer, sosteneva che si ha tanti amici quando si è forti, e non si è forti quando si ha tanti amici, se quando si va al bar a pagare sei sempre tu di amici ne trovi a bizzeffe,Doria ha anche negato un assessore a ll’IDV, che se gli toglie la fiducia cade ,per questo mi sono augurato che cada, perché nella pantomima di mostrare autonomia, ha emulato Monti dicendo di non volere pressioni dai partiti, ma non ha trascurato i partiti di suo riferimento, PD e SEL, facendo un governo tecnico, ma guardando quello che sta facendo Monti, c’è da augurarsi che cada presto, se ti dilettassi a leggere i giornali, vedresti che non si è ancora insediato e già come Monti vuole alzare l’IMU, poi però non lamentiamoci se qualcuno viene e promette di togliere l’IMO e vince le elezioni

  26. Anonimo scrive:

    Siete proprio di coccio… Dopo il governo Prodi del 2006 la gente non vuole più saperne di rapanelli: rossi fuori, bianchi dentro. Possibile che non lo capite? Queste sono cose che i bambini dell’asilo capiscono al volo. Avete ancora il coraggio di proporre alleanze col PD, dopo tutto quello che stanno facendo passare col loro appoggio a Monti; ma fate proprio pena!!!

  27. Anonimo scrive:

    “Basta indugi. Occorre lavorare da subito per l’alternativa, abbandonando l’inerzia politica ed i tatticismi. Ed è importantissimo che Idv, Sel e Federazione della sinistra – insieme anche perché piu’ forti – inizino a discutere e costruire con il Pd il futuro del Paese.
    E’ necessario guardare avanti, continua Pignatiello, pensare al domani ed è doveroso iniziare a farlo subito”.
    “Attrezziamoci, incontriamoci e decidiamo un programma che sappia far fronte alla crisi, senza che a pagare siano come sempre i soliti

    noti.
    Noi ci siamo”. E’ quanto afferma Alessandro Pignatiello, della segreteria nazionale del PdCI – Federazione della sinistra.

  28. Anonimo scrive:

    Sapientoni…… leggetevi questa!

    Prende quota il partito di “Repubblica”
    Qual è la differenza con Berlusconi?
    Pubblicato da Angela Azzaro
    il 30 maggio 2012.
    Pubblicato in gli Altri.

    Nella crisi che sta travolgendo la politica non passa ora che non arrivi la notizia della nascita di un nuovo partito. Alcune voci sono infondate ma altre hanno il sapore amaro della verità. Dopo mesi di informazioni vendute più o meno sottobanco, ormai pare certo che Saviano scenderà in campo con le sue liste, cioè le liste di Repubblica, spacciate come esempio di società civile.

    Dietro l’operazione ci sono il magnate De Benedetti e, forse è questa l’unica sorpresa rispetto alle voci che giravano da tempo, il segretario del Pd Bersani che si candiderebbe come premier. Davanti alla possibilità di essere fatto fuori dal partito di Repubblica Bersani ha giocato il tutto per tutto: meglio far fuori il suo partito che essere fatto fuori lui. Beh, un grande.

    È infatti certo che se questa operazione andasse in porto del travagliato partito Democratico non resterebbe in piedi neanche il ricordo, neanche una foto sbiadita del tempo che fu. I sondaggi del resto parlano chiaro: vince chi come Grillo spara a zero sui partiti e si presenta come rappresentante del popolo, della società. È leggendo questi sondaggi che a Repubblica si devono essere convinti che è arrivato il momento di agire, portando a compimento un disegno che ai meno ingenui era chiaro da tempo.

    Il punto è allora chiedersi quale siano le differrenze tra la discesa in campo di De Bendetti e quella nel ’92 di Berlusconi? Entrambi possessori di potenti mezzi di comunicazione, entrambi contro i partiti esistenti e a favore della società civile, entrambi pronti a presentarsi – qui si capisce l’uso di Saviano – come salvatori della patria.

    La fine del berlussconismo ci riserva, come prevedibile, un’uscita ancora piú reazionaria. Ma non tutto è perduto. A questo punto resta da capire che cosa faranno Sel, Idv e quel pezzo di Pd che aveva scommesso, perdendo, sulla svolta a sinistra del partito di Bersani. Finalmente stracciata la foto di Vasto, che già da tempo sapeva di vecchio, riusciranno a rilanciare un nuovo progetto o subiranno il fascino di Saviano suicidandosi?”

    • Nicola scrive:

      «Davanti alla possibilità di essere fatto fuori dal partito di Repubblica Bersani ha giocato il tutto per tutto: meglio far fuori il suo partito che essere fatto fuori lui. Beh, un grande.»

      A me, me pare ‘na strunzata. D’altronde la fonte è quella che è. Si accettano scommesse.

  29. Ornella scrive:

     
     
    FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: FORZA DI GOVERNO?
     
    Gianni Vigilante
    Coordinatore nazionale socialismo 2000
     
     
    A volte può accadere che una serena riflessione sulle scelte operate aiuti a risolvere positivamente discussioni che sembrano muovere da presupposti inconciliabili.
    La Federazione della Sinistra, posta di fronte alla necessità di decidere rispetto alle politiche delle alleanze e alla sua eventuale collocazione nel Centrosinistra, sembra effettivamente trovarsi in una condizione di  posizioni contrastanti.
    Ma se consideriamo i fatti, la sua scelta la Federazione l’ha già compiuta: agli ultimi appuntamenti elettorali si è presentata quasi sempre con alleanze di Centrosinistra, qualche volta non solo di Centrosinistra, in alcuni casi con l’IDV, molto più raramente in maniera isolata. Quest’ultima scelta per di più non è stata mai premiata dagli elettori.
    Dunque la Federazione partecipa al governo di Comuni, Province e Regioni con propri esponenti. E’ una Sinistra di governo che fa alleanze che si candidano a governare e che quando vince effettivamente governa.
    Non dare valore generale a questa scelta significherebbe non tener conto della realtà.
    Peraltro chi nega questo valore lo fa portando argomenti palesemente pretestuosi: si sostiene che i Comuni e le Regioni svolgono attività sostanzialmente amministrative e non concorrono alle scelte generali che riguardano il Paese. Errore lampante: nell’articolazione istituzionale italiana ai Comuni competono scelte riguardanti aspetti fondamentali dello stato sociale, della difesa ambientale, dello sviluppo urbanistico. Ancora più inconsistenti appaiono queste argomentazioni quando si riferiscono all’ente Regione dove addirittura si legifera su materie fondamentali quali ad esempio Sanità e Formazione Professionale.
    Appare inoltre poco credibile la distinzione tra un PD buono con cui ci si può alleare a livello di Comuni, Province e Regioni e un PD cattivo che sostiene Monti.
    Per tutto ciò, sgombrando il campo da domande inutili, si può partire da un  dato di fatto: la Federazione della Sinistra è oggi una forza di governo che partecipa alla costruzione di programmi di governo e che, facendo le mediazioni necessarie, si allea con le forze politiche del Centrosinistra, o con alcune di esse, per scendere in campo sul piano elettorale, per vincere e per governare. Ciò non è contestabile.
    D’altronde noi siamo innanzitutto quello che facciamo.
    Per queste ragioni una discussione al nostro interno avrebbe senso solo intorno ad una concreta proposta di cambiamento delle attuali scelte politiche. Con coerente proposta di abbandono di ogni postazione istituzionale di governo occupata nei Comuni e nelle Regioni.
    Sarebbe questa una linea politica nuova, una linea effettivamente alternativa al Centrosinistra perseguita con evidente coerenza. Una linea di innegabile serietà e degna del massimo rispetto, le cui ragioni non sono certo prive di consistenza.
    Una domanda: vi è qualcuno nella Federazione che propone questa scelta così netta?
    Se non è così allora il confronto deve riguardare un solo quesito: con quali programmi, con quali alleanze partecipiamo ad una proposta di Sinistra per il governo del Paese?
    La strada più ragionevole da percorrere è quella che abbiamo collaudato in generale nelle ultime elezioni regionali e amministrative, mettendo al centro delle nostre valutazioni programmi, qualità delle alleanze e della squadra di governo, rinnovamento e questione morale. Impostando la discussione innanzitutto con SEL e IDV, e poi con i tanti movimenti sociali e sindacali, al fine di costruire quella massa critica che renda credibili le proposte e consenta effettivamente di condizionare la formazione delle alleanze e l’azione di governo.
    Ci si può sottrarre a questo schema di lavoro? Che credibilità avrebbe una scelta diversa da un’alleanza di Centrosinistra se non fosse attuata dopo una verifica su contenuti programmatici condotta con grande trasparenza?
    Se la Federazione, insieme alle altre forze del Centrosinistra che si oppongono a Monti, non conducesse una battaglia per costruire una proposta politico-programmatica tale da condurre l’Italia fuori dalla crisi attraverso il rilancio di politiche alternative a quelle imposte dalla globalizzazione liberista e dall’Europa della moneta, rinuncerebbe alla sua fondamentale funzione di tutela degli interessi delle classi sociali impoverite ed emarginate.
    Stiamo assistendo a una pericolosa frammentazione del sistema politico italiano con derive populiste localistiche e senza progetti complessivi. Una frammentazione che peraltro non ha neppure favorito in alcun modo sul piano elettorale la Federazione della Sinistra. Dal perdurare, anzi dal peggiorare, di questa situazione, non può nascere, come per magia, una aggregazione politica ampia tale da sconfiggere democraticamente la deriva etica, civile ed economica dell’Italia.
    L’unico impegno possibile per una forza schierata in maniera radicale sui temi dei diritti dei lavoratori e delle politiche economiche e sociali è quello di concorrere alla costruzione di una proposta che per contenuti e forza possa costituire un punto di riferimento e di speranza per le decine di milioni di cittadini delusi dai partiti e dalla politica.
     

    • Anonimo scrive:

      Tenti,Yury,Masella dopo le dichiarazioni del n.2 del movimento di Salvi,le note posizioni del Pdci,sicuri che non siete voi ad essere minoranza?

      • Anonimo scrive:

        Anonimino, questa è la dichiarazione di Ferrero.

        Paolo Ferrero

        LAVORO, ARTICOLO 18: GOVERNO SERVO DI BANCHIERI E CONFINDUSTRIA, PD VERGOGNA!
        La manomissione dell’articolo 18 decisa oggi dal Senato ci dice una cosa sola: questo è un governo servo dei banchieri e di Confindustria. Vergognoso il comportamento del PD che 10 anni fa era con noi in piazza e oggi vota a favore della sua manomissione. Dove non era arrivato il governo Berlusconi è arrivato il governo Monti con i voti decisivi del PD: vergogna, vergogna vergogna! Dopo questo voto, Vendola e Di Pietro continueranno ad inseguire Bersani con il cappello in mano o si decideranno a dare una mano a costruire la sinistra? Nell’aderire alle giornate di mobilitazione promosse dalla Fiom per il 13 e 14 giugno, riproponiamo la necessità di unire le forze della sinistra come hanno in Francia con il Fronte de Gauche , in Spagna con Izquierda Unida o in Grecia con SYRIZA.
        E comunque non mi preoccuperei di essere in minoranza nella Fds. La cosa mi preoccuperebbe per i lavoratori.

        • Anonimo scrive:

          io da lavoratore mi preoccupo di avere un segretario come ferrero che mi prima fa il pasdaran della linke, vantandosi di essere l’unico italiano invitato al loro congresso, poi dopo che la linke perde 2 elezioni locali, diventa il pasdaran dell’FdG francese e di Syryza e spiega a tutti che bisogna fare come i compagni greci e i francesi. auguro lunga salute e vittorie a FdG e Syryza, anche perché poi a Ferrero toccherà trovare un qualche altro modello di cui spiegarci il funzionamento vincente, mentre qua in italia ci stiamo liquefacendo.

          • yurj scrive:

            no, Ferrero dice di essere autonomi e forti come Linke, FDG e Syriza, poi se si fanno scelte sbagliate l’elettorato punisce com’è giusto. Però averne di Linke in italia!!!

            Ti ricordo che il PCF prese l’1,5 l’ultima volta, e adesso è rinato, tanto per dirne una.

            Questo dice Ferrero. Per il resto, chi ti rappresenta te lo scegli col voto…

      • Fausto Tenti scrive:

        Caro Anonimo, purtroppo per te dobbiamo – noi – essere messi in minoranza nel nostro partito, quello del quale sono, pro-tempore e forse indegnamente, segretario provinciale…Fino a quel momento, democraticamente sancito dai proprietari del nostro partito, il generale Salvi ed i suoi scarsi ufficiali (purtroppo non ha nè sottufficiali nè un pò di truppe e neanche chi si fa il culo) possono dire/fare/pensare quello che più loro aggrada…

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Non voglio essere scortese, la mia è solo na domanda politica.
      Ma perchè non accettate un congresso una testa un voto?
      Perchè volete andare in guerra e comandare, fare i generali con le truppe altrui?
      E credete che questo è il tempo che i cittadini, per non parlare dei comunisti si facciano intruppare facilmente?
      Non credete che se si predica la democrazia, bisogna poi praticarla?
      Allora facciamo un congresso vero, e poniamo, il quesito, ci”ci dobbiamo alleare o no col PD?
      O,credete di essere, dei tiranni illuminati, e che questo comportamento sia accettato?

      • Anonimo scrive:

        immagino che le tue domande siano rivolte alla segreteria del PRC e spero che qualcuno ti risponda.

      • Il movimento per il Partito del lavoro chiede ininterrottamente il congresso della Fds dalla caduta di Berlusconi. Vedi un po’ tu chi non lo vuole (magari chi ha fatto eleggere irregolarmente un portavoce nazionale, magari bravo come sindaco ma sconosciuto ai più, per poter andare loro a rappresentare la Fds in tv e oltre). Attenzione che a predicar di congressi poi si rischia di doverne accettare il risultato (ma avete dato uno sguardo ai dati del tesseramento e ai numeri dei partecipanti ai congressi di Prc e Pdci?).

        • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

          Non per amore di polemica, ma io lo so, che il numero degli iscritti è notevolmente calato, ma non so se fra i motivi ci sia anche il come è stata calata la Federazione adesso e l’ARCOBALENO PRIMA, quello che so con certezza, è che Rifondazione ha militanti, sul territorio, ci sono anche tante strutture, immobili che i beninformati dicono valere circa 70 milioni di euro, che i militanti, comprano intestandoli al PRC, l’ultimo a Genova è dell’anno scorso in VALPOLCEVERA, dove noi come Bianchini partecipiano solidarmente alla spesa, per il mutuo, so anche che nel mio circolo, tutti i venerdi dell’anno escluse le ferie, tutti i venerdi(inclusa questa sera) informati e vedi se e vero, c’è lavrete pure un militante a Genova che può accertarsi, nel mio circolo facciamo una cena sociale con una media di partecipazoione di 80/100 persone siamo arrivati anche a 130 ma non avendo posti li mandiamo via, a malincuore perchè ci priveremmo della nostra parte di cibo per darla agli altri ma non c’è posto , so anche per certo che a Genova, quando diciamo la FDS vogliamo dire e sappiamo cosa stiamo dicendo, che c’è solo Rifondazione, noi abbiamo 8 circoli solo nel centro di Genova, che ti posso dare nomi e indirizzi, potreste fare lo stesso, Voi del MOVIMENTO PER IL PARTITO DEL LAVORO e il PDCI? dove 10 gatti si sono divisi, in mille rivoli uno dei quali è scappato con la esigua cassa, dando vita al partito di Rizzo? è facile accusare sempre Rifondazione, ma a Genova quando si riunisce la FDS c’è solo Rifondazione, anche al congresso(congresso?) della FDS (io ho partecipato) c’erano solo 45 persone tutte di Rifondazione, per questo(non per settarismo) che parlo di Generali senza truppe. dimostrate il contrario, scendete nei particolari non insultate soltanto.

          • yurj scrive:

            mitico carlo, un vero compagno.

            • yurj scrive:

              Per amore della verità ci sono zone dove il Pdci è ben organizzato e strutturato, con degli ottimi compagni.

              Secondo me alcuni vivono male le elezioni come fosero un’indicatore della propria esistenza. Non dobbiamo aver fretta ma costruire, costantemente.

              • Si spera che Rifondazione e FDS non esistano solo a Genova o in Valpocevera. Se chiedi il congresso, io immagino che tu chieda quello nazionale, non quello di condominio. Il nostro movimento è appena nato, è piccolo ed ha molti difetti che non sto ad elencarti. Ma la regola “una testa e un voto” vale per tutti e se noi contiamo poco per quel poco ci faremo sentire. Non siamo stati noi a chiedere il congresso a quote nel 2010 e siamo stufi del fatto che nella FDS tutti prendano decisioni salvo gli organismi eletti per questo. Se non vi piacciono cambiamoli: col Congresso nazionale, appunto.

    • yurj scrive:

      Mi sembra nu’analisi superficiale. Infatti sono poche le regioni in cui si è assieme, e tanti i comuni dove i nodi vengono al pettine.

      Ripeto: rifondazione e la fds devono esserci dove ci sono le condizioni, altrimenti ciao ciao.

      Poi questa cosa del “numero X” è alquanto fastidiosa, penso che i meriti si guadagnino sul campo, il resto è fuffa. Le opinioni di tutti sono importanti, lasciamo perdere classifiche o altro…

  30. yurj scrive:

    http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?p=6445

    “Quanto alla Federazione, ha avuto un risultato di conferma dei consensi degli ultimi due anni, circa il 2,8%, e la bellissima manifestazione del 12 maggio ha visto in campo una militanza generosa, diffusa, e motivata.

    Ma non è riuscita a intercettare il vento del cambiamento, a differenza che in altri Paesi europei. Bisognerà interrogarsi sulle ragioni di questo dato, e introdurre le necessarie innovazioni. E di questo sarà necessario discutere nei prossimi giorni.

    Cesare Salvi”

    Mi pare che Salvi punti al cambiamento, dice:

    “Il risultato del Movimento 5 Stelle non esprime, come troppo spesso si continua a dire, antipolitica. Al contrario, sia per l’idea di fondo di una politica rinnovata dalla parte dei cittadini, sia per l’esplicito rilancio dell’idea di una politica autonoma rispetto alla dittatura dei mercati. Nel loro programma c’è il reddito di cittadinanza, e la prima decisione del nuovo sindaco di Parma è stata di bloccare la costruzione dell’inceneritore, voluto dal locale sistema di potere trasversale.”

    Tutto il contrario di chi parla di una ricerca di apparentamento con il PD a tutti i costi…

  31. Nicola scrive:

    Nuovo giorno, nuova perla di Leonardo Masella:

    «Io mi auguro, come tutta Rifondazione Comunista (ripeto: come tutta Rifondazione Comunista), che Sel e Idv facciano una alleanza con noi Fds, perchè questa potrebbe prendere un risultato a due cifre e finalmente dare all’Italia una forza di sinistra e di opposizione, recuperando tanti delusi del Pd che rischiano di andare nell’astensione e frenando l’avanzata pericolosa dei grillini. Questa è oggi la cosa più importante che ci possa essere. Affinchè ciò avvenga, il Pd, o per motivi politici (perchè attratto da una alleanza col centro moderato) e/o per motivi di legge elettorale (per esempio una legge proporzionale sia pure con sbarramento o una legge a doppio turno), dovrebbe dire di no alla richiesta di alleanza di Sel e Idv. Ed io lo spero vivamente»

    …e meno male che Masella accusa chi non la pensa come lui di fare politica coi desideri anziché con la realtà!

    Dò alcune notizie in anteprima. Il Pd non dirà “no” alla richiesta di Vendola e Di Pietro. Probabilmente continuerà a prendere tempo, adducendo motivazioni di metodo. Nel frattempo SEL e IDV continueranno a incalzarlo con una proposta di tavolo programmatico per un futuro governo, e in tal modo avranno la possibilità di raccogliere un po’ di consenso – anche nell’eventualità (assai improbabile) che un accordo col PD non venga trovato. E dato che in ogni caso continueranno a lavorare per un nuovo centro-sinistra, noi continueremo ad essere tenuti ai margini (e mi sembra pure giusto, visto che a quanto pare il centro-sinistra ci fa così schifo).

    Poi da qui alle elezioni del 2013 potrà succedere di tutto, inclusa la spaccatura del PD. Ma il popolo e l’elettorato della sinistra si ricorderanno chi avrà cercato in tutti i modi di dare al Paese una prospettiva di governo progressista, portando un contributo di idee e proposte, e non solo di slogan e frasi scarlatte.

    Insomma, con la nostra attuale “linea politica” noi continueremo a star fuori da tutto questo. E per poter sopravvivere, dovremo continuare ad augurarci che capiti il peggio. La cosa è già successa col governo Monti, che qualche mese fa ci ha tolto il problema di decidere le alleanze per le elezioni anticipate, e ci ha consentito (temporaneamente) di risalire nei sondaggi di qualche decimo di punto percentuale. Ma questa “fortuna” non potrà ripetersi in eterno.

    Faccio comunque notare che questo ragionamento cinico non considera il fatto che lavoratori, studenti, disoccupati italiani non possono permettersi il lusso di sostenere una forza politica marginale che può sopravvivere solo se il Paese va a rotoli. Avete mai pensato di collegare questa semplice constatazione con l’emorragia di militanza e consensi di PRC e FDS?

    • Sancta Simplicitas scrive:

      Nicola hai ragione da vendere, purtuttavia -collegandomi a questa tua ultima domanda – qualcuno fa finta di non vedere che ogni volta che ci presentiamo alle elezioni da soli finiamo per essere bastonati, non intercettiamo un bel niente nemmeno dal mare magnum dell’astensionismo, neanche per sbaglio.
      Allo stesso tempo SEL e IdV guardano come interlocutore il PD, non noi.
      Singolare che Masella e altri vogliano un giorno affiancarsi a Cremaschi e Ferrando per la sinistra antagonista, il giorno dopo auspichino che “il venduto Vendola che ha spaccato il partito” e “il poliziotto Di Pietro che in Europa sta con Bolkenstein” vengano con noi e non con Bersani.
      Ma dove andiamo in questo modo? Più che Grecia, una Macedonia!

      • yurj scrive:

        Evidentemente non leggi quello che Di Pietro e l’Idv dicono del Pd… eppure sono alleati papabili. Vendola vuole le unioni di fatto etc etc eppure è papabile per il Pd come alleato.

        Se vuoi andare col PD, è normale non andarci d’accordo, per quello dico che al massimo durano due anni o si svuotano.

        Non capisco questa fretta “campale” per le elezioni, quando invece dobbiamo costruire il consenso nel territorio…

        • Sancta Simplicitas scrive:

          L’evoluzione della specie, caro yurj anonimo, ci ha portato in uno stadio in cui possiamo riuscire ad occuparci di due cose contemporaneamente, quindi al lavoro nei territori si può affiancare la proposta politica unitaria verso SEL e IdV per poi proporre un tavolo comune al PD.
          La fretta campale di andare alle elezioni non è una nostra fissa, ma è una necessità visto che le politiche ci saranno tra meno di un anno e se vogliamo evitare che la gente su butti dalla nave a un mese dal voto è meglio darsi da fare subito, per ragionare su un programma serio, e non ridursi a sparare balle propagandistiche mentre scade il tempo per presentare le liste, maledicendo il PD, i poteri forti, la trilaterale, le sette sorelle e chi più ne ha più ne metta.

          • yurj scrive:

            Se vuoi correre, corri allora. Che fai qui a tentare di convincerci?

            Domani chiama Vendola, Idv e Pd e fate l’accordo.

            Ma non vedi che parli di fantascienza?

    • yurj scrive:

      “Poi da qui alle elezioni del 2013 potrà succedere di tutto, inclusa la spaccatura del PD. Ma il popolo e l’elettorato della sinistra si ricorderanno chi avrà cercato in tutti i modi di dare al Paese una prospettiva di governo progressista, portando un contributo di idee e proposte, e non solo di slogan e frasi scarlatte.”

      Sì, sì certo, tutti a ricordarsi della sagoma di cartone di bersani e delle primarie che Vendola doveva vincere…

      Mi sa che qui cercate di rivaleggiare in quanto a fantasia.

      L’ultimo periodo è folle, evitiamo di commentarlo. Anzi diciamo solo che “qualche decimale” è in realtà dimostrazione che a noi Vendola, Grillo e il PD non ci sfiorano nemmeno. Loro passano, noi restiamo, questo ricordatelo.

      In quanto ai militanti, io vedo una continua crescita, aumentano le iniziative col Pdci, abbiamo bilanci senza finanziamenti pubblici che stanno perfettamente in piedi.

      Probabilmente viviamo in due realtà diverse, capita :)

      Nota: la partita vera si gioca quando la gente si incazzerà di brutto, perché l’elettorato di csx ora è ancora “fedele” nonostante art 18, pensioni, etc etc. Ma non so quanto dura, vedo un certo cambiamento anche da chi ci era ostile e ora invece concorda con le nostre analisi. Non vuol dire necessariamente voti, però…

      • Nicola scrive:

        Non basta avere idee e analisi “giuste”, quelle (più o meno) le abbiamo sempre avute, specie a proposito di capitalismo, liberismo, crisi.

        Il problema è tramutare queste idee e analisi in proposte politiche realizzabili. Perché sono le proposte politiche realizzabili a creare consenso, e di conseguenza voti. Altrimenti si resta nell’universo degli slogan e (quando va bene) del voto di protesta.

        Monti non piace alla maggioranza degli italiani. Una larga fascia di dissenso, anche a sinisra, esisteva già il giorno dopo il suo insediamento, e si è progressivamente allargata. Ma questo non basta: per avere consenso, oltre a criticare Monti bisogna anche proporre una alternativa, che possa governare il paese al suo posto.

        • yurj scrive:

          “Non basta avere idee e analisi “giuste”, quelle (più o meno) le abbiamo sempre avute, specie a proposito di capitalismo, liberismo, crisi.

          Il problema è tramutare queste idee e analisi in proposte politiche realizzabili.”

          No, basterebbe agire di conseguenza quando si è eletti, invece di votare porcherie varie.

          Tu proponi di andare con il Pd per poi votare contro? Durate due anni, e poi?

    • Giuseppe scrive:

      Emorragia che non esiste visto la straordinaria manifestazione del 12 Maggio del Prc e della FdS praticamente autofinanziata dai partecipanti che erano, anzi eravamo, in tantissimi

      • yurj scrive:

        Bravo giuseppe.

        Aggiungo che avevamo anche il problema che non c’erano treni (le manifestazioni oceaniche oggi sono solo per ricchi) ma autobus, quindi tanti non si sono potuti fermare per i comizi.

        Ci siamo fatti 12 ore di autobus per andare alla manifestazione, ed eravamo tutti uniti. Questo blog non è rappresentativo del clima reale, purtroppo.

    • Leonardo Masella scrive:

      Io penso che il dissenso è legittimo ed utile, ma la tua divergenza nei confronti di Rifondazione Comunista è talmente di fondo, strategica, radicale che non capisco cosa ci stai a fare nel Prc, se come dici sei ancora iscritto. Non è che manchino partiti in cui la tua linea socialdemocratica, moderata e governista si possa riconoscere. Ma forse tu vuoi solo gettare fango sul Prc facendo finta di esserne un iscritto e nascondendoti dietro l’anonimato.
      Intanto beccati la dichiarazione di Ferrero. Almeno io non sono in minoranza nel Prc.

      RIFORMA LAVORO, FERRERO (PRC): IL PD SI VERGOGNI! SEL E IDV ANCORA A INSEGUIRE BERSANI O VOGLIONO FARE LA SINISTRA COME IN ALTRI PAESI?
      Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, non nasconde il suo sdegno per il voto decisivo del Pd al Senato a favore della riforma del lavoro. “La manomissione dell’articolo 18 decisa oggi dal Senato ci dice una cosa sola: questo è un governo servo dei banchieri e di Confindustria. Vergognoso il comportamento del PD che 10 anni fa era con noi in piazza e oggi vota a favore della sua manomissione. Dove non era arrivato il governo Berlusconi è arrivato il governo Monti con i voti decisivi del PD: vergogna, vergogna, vergogna!”. Ferrero lancia anche un appello ai leader di Idv e Sel: “Dopo questo voto, Vendola e Di Pietro continueranno ad inseguire Bersani con il cappello in mano o si decideranno a dare una mano a costruire la sinistra? Nell’aderire alle giornate di mobilitazione promosse dalla Fiom per il 13 e 14 giugno, riproponiamo la necessità di unire le forze della sinistra come hanno in Francia con il Front de Gauche, in Spagna con Izquierda Unida o in Grecia con Syriza”.

      • yurj scrive:

        Non credo tu possa dire chi sta in Rifondazione e chi no. Abbiamo idee strategiche diverse ma siamo sempre compagni. Siamo come una grande famiglia, non dimentichiamolo!

  32. Ferdinando scrive:

    Roba da pazzi … Carlo da Genova si augura che Doria “cada presto” … immagino che quindi si auguri che a contribuire a farlo cadere ci sia anche la Fed!
    siamo al delirio!
    E il dramma e’ che i “duri e puri” Carlo e Yurj sono concordi sono nel criticare ma poi sono divisi su tutte le prospettive vedi alleanze,rapporti da tenere con Sel e Idv,giudizio sulla Federazione(a Carlo devo dare atto che ne sancisce il fallimento da un anno mentre Jury la santifica come una meravigliosa creatura di Ferrero) e non parliamo del caso-Genova con Carlo che si augura che cada e Jury che dice in un precedente commento “.. abbianmo contribuito a scrivere un buon programma”

    … questa caro Grassi e’ la fotografia di come e’ ridotto il Prc!

    • BIretto Luigi scrive:

      Il laido ferdinando è un povero cuculo e non fa un c. dalla mattina alla sera, il suo cervello è un ammasso di m.

    • yurj scrive:

      È abbastanza chiaro che sei solo un provocatore. Lo fai pure male perché insulti il prc e poi piangi l intervento di grassi, sembri un bambino viziato che vuole un giocattolo ddopo aver fatto il cattivo.

      • Fernando scrive:

        yurj o come cavolo ti chiami…come ti permetti?Sei solo un gran pagliaccio….di politica capisci quanto il mio cane.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER IL CARO FERDINANDO.
      Caro Ferdinado, come tutti possono vedere,( se leggono tutti i post in successone), che ti diverti a lanciare pietre nello stagno, per vedere le propagazioni delle onde, poi ti nascondi, lanci accuse, ma quando ti si risponde , tu latiti, hai domandato perché non accettiamo un fronte democratico, ti ho risposto, ma tu fai finta di niente, e lanci nuove invettive, come quando dici:
      <<>>>
      Poi però non rispondi a tono; che siete dei provocatori? Che siete degli infiltrati del partito che vuole un aggregazione in cui possiede la GOLDEN SHARE? Io non sono come pensi tu un estremista duro e puro, sono una persona che crede di stare un una associazione privata, avente lo scopo di occuparsi della POLIS, credo che tutti coloro che abitano la POLIS, devono dare un loro contributo alla vita della POLIS.
      Non credo nella monarchia, sotto qualunque vestito si presenti, e credo nella democrazia partecipativa, anche se deve essere temperata dalla democrazia rappresentativa, ma ammetterai che oggi , la ricerca di un equilibrio, tra la partecipazione e la rappresentanza, passa per una feroce critica della rappresentanza oggi esondante?
      Io non ho nessun problema a sciogliermi (come comunista) in un partito o contenitore più grande, ma ammetterai che sono passati 2500 anni da quando PERICLE, fa il discorso agli ateniesi, E GIA ALLORA SI DISCUTEVA DI DEMOCRAZIA? Ed allora come puoi senza indignarti accettare una aggregazione, (FDS) che è arretrata se pretende di avere dei dirigenti che nessuno ha votato?, come fai a riconoscere una associazione che ha dei dirigenti votati da nessuno, ma che sono stati cooptati, a tavolino,(una spartizione) e che poi hanno fatto un finto congresso a quote? Sei uno sprovveduto, o uno interessato?. Guarda io non ho feticci, sono pronto ad accettare qualunque federazione, ma votiamola, facciamo un congresso fondativo una testa un voto, e siamo tranquilli, ma non capisci che ti propongono un mondo (una aggregazione) non di uguali ma di gregari e di gente più uguali degli altri? Non ti scoccia lo posizione di gregario che ti affibiano?
      Io frequento questo blog, (e la dico grossa ma sono franco)perché amo Grassi, odiando tanti grassiani, cosi come i cristiani sono peggiori di cristo tanti grassiani, sono peggiori di Grassi. Io non vengo a disturbare ed offendere nessuno, non mi nascondo sotto l’anonomato,non approfitto della generosità ci Claudio, ma scrivo e leggo questo BLOG, anche e soprattutto perché è frequentato da gente come te, io non amo il pensiero unico, e mi piace confrontarmi con chi ha opinioni diversi dalle mie.
      Tu cerchi di mettere zizzanie tra meei Yuri, mettendoci l’uno contro l’altro, ma io con Yuri mi sento molto in sintonia, anche se non essendo a Genova e forse essendo molto giovane, crede che a Genova noi abbiamo partecipato a fare un programma assieme a Doria, questo non è Vero( magari fosse vero) quelli non ci ascoltano, non ci sentono nemmeno noi abbiamo fatto un programma, prima di Rifondazione, poi mediato con la FDS, e doveva servire, Come specchietto delle allodole per i militanti come YURI( perdonami YURI) per fargli accettare l’alleanza. Ma in effetti Doria, il nostro programma non l’ha manco guardato perché a questi pinocchi basta promettere fino a che vincono poi si rimangiano tutto, come ha fatto Prodi, le 35 ore,i Pacs i Dico, il Testamento biologico, le Servitù militari, lo Scalone, etc. etc. se te lo ricordi, ed allora come ragioni? Berlinguer, sosteneva che si ha tanti amici quando si è forti, e non si è forti quando si ha tanti amici, se quando si va al bar a pagare sei sempre tu di amici ne trovi a bizzeffe,Doria ha anche negato un assessore a ll’IDV, che se gli toglie la fiducia cade ,per questo mi sono augurato che cada, perché nella pantomima di mostrare autonomia, ha emulato Monti dicendo di non volere pressioni dai partiti, ma non ha trascurato i partiti di suo riferimento, PD e SEL, facendo un governo tecnico, ma guardando quello che sta facendo Monti, c’è da augurarsi che cada presto, se ti dilettassi a leggere i giornali, vedresti che non si è ancora insediato e già come Monti vuole alzare l’IMU, poi però non lamentiamoci se qualcuno viene e promette di togliere l’IMO e vince le elezioni

  33. Leonardo Masella scrive:

    La gracassa mediatica, televisioni, giornali, siti, network, sta rovesciando totalmente la verità sulla Siria. Attribuisce al governo Assad i crimini sui civili, su donne e bambini fatti dai terroristi guidati dalla Nato. Stanno con ogni evidenza preparando una nuova criminale guerra di aggressione e devono suscitare l’indignazione e lo sdegno dell’opinione pubblica per “il nuovo Hitler” Assad (dopo Milosevic, Saddam e Gheddafi).
    Qualcuno si ricorda di quello che avvenne a Racak e che fecero vedere in mondo visione, alla vigilia della guerra di aggressione alla Serbia ? Ecco come Roberto Morozzo Della Rocca ricostruisce la vicenda su una rivista prestigiosa e non certo comunista qual è «Limes» (Supplemento al n. 1, Quaderni Speciali, 1999):
    «Il massacro di Racak è raccapricciante, con mutilazioni e teste mozzate. E’ una scena ideale per suscitare lo sdegno dell’opinione pubblica internazionale. Qualcosa appare strano nelle modalità dell’eccidio. I serbi abitualmente uccidono senza procedere a mutilazioni [...] Come la guerra di Bosnia insegna, le denunce di efferatezze sui corpi, segni di torture, decapitazioni, sono una diffusa arma di propaganda [...] Forse non i serbi ma i guerriglieri albanesi hanno mutilato i corpi».

    • yurj scrive:

      In realtà non è chiaro quello che succede in Siria, dare tutta la colpa alla Nato è riduttivo.

      • Leonardo Masella scrive:

        Certo, come è riduttivo dare tutta la colpa della Nato per i bombardamenti dei villaggi in Afghanistan (forse qualche terrorista talebano lo nascondevano). Come era riduttivo dare tutta la colpa alla Nato per il bombardamento di Belgrado (qualche kosovaro i serbi lo avranno ucciso). Come era riduttivo dare tutta la colpa alla Nato per la distruzione dell’Iraq (qualche bombetta atomica Saddam la nascondeva chissà dove).

        • yurj scrive:

          In tutti i casi citati, quei paesi erano uniti. In questo caso la Siria, come la Libia, è divisa. Questo dev’essere comunque un motivo di ragionamento, al di là del sostegno “estero” ai ribelli.

          • Anonimo scrive:

            Caro yurj anonimo, in tutti i casi citati i paesi erano invece tutt’altro che uniti, in quanto la NATO fa sempre leva sulle opposizioni interne, vere o presunte, o su gruppi di esuli all’estero. E’ stato così anche la Serbia e l’Afghanistan, lo fanno con le rivoluzioni colorate… Ricordo bene la buffonata dell’Otpor, con il fighetto che andò pure all’MTV Awards a pugno chiuso…

          • Leonardo Masella scrive:

            In tutti gli altri casi quesi paesi erano divisi. Anzi erano molto più divisi etnicamente rispetto alla Libia e alla Siria. In Serbia c’era la question del Kosovo che è stato proprio il fattore scatenante dell’attacco Nato. In Iraq c’erano i curdi irakeni che hanno parteggiato per gli Usa. Forse non conosci bene quelle situazioni. Il copione è sempre lo stesso. In Libia come i Siria, come in Iraq, come in Serbia. C’erano e ci sono governo non allineati alle volontà del governo americano e per questo si fomrntano e scatenano scontri etnici, guerre civili e terrorismo, per provocare la guerra aperta della Nato.

            • yurj scrive:

              Intendevo che non ho visto curdi marciare verso Bagdad o combattere in campo aperto contro gli iracheni o kosovari contro Serbi.

              Non so se mi sono spiegato, non si spiega tutto e solo con l’intervento della nato…

  34. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    Per Ferdinando.
    Ciao Ferdinando. non sono ne Tenti ne Yuri, ma se ti accontenti provo a rispondere io ai tuoi quesiti che sono, o provocazioni, o reminiscenze di una lettura molto assidua di libri di Fiabe, anche io leggo moltissimo e le fiabe sono le mie preferite.
    La tua prima domanda (se siamo contrari ad una sorta di “Fronte Democratico” oppure ad una sorta, di “Desistenza” con PD- SEL- IDV) merita una risposta articolata, perché le situazioni sono due, al “Fronte Democratico” si siamo contrari, perché non c’è più la necessità , in quanto questa esigenza nasceva dalla consapevolezza che al governo c’era un signore che voleva stare sopra la legge, questo signore diceva di essere più uguale degli altri, quindi a meno che tu, non pensi che a minacciare la democrazia sia il PD, non vedo contro chi bisogna costruire un Fronte Democratico, come ti è uscito dalla bocca, se non come reminiscenza fiabesca non lo possiamo immaginare se non sarai tu a illuminarci.
    La “desistenza” questa di solito nasce da una situazione politica dove il partito maggiore ha bisogno dei tuoi voti, ma non li può gestire, o perché tu non sei presentabile,o perché sei scomodo, ma in questo momento, noi non siamo scomodi o impresentabili (come FDS naturalmente, magari come Rifondazione si, perché il comunismo è un nome indicibile)) anzi, in un momento in cui a Genova al secondo turno è andato a votare solo il 39 % degli avente diritto, e nei municipi noi prendiamo il doppio(proprio cosi) dei voti che prendiamo in comune dove siamo apparentati, e se a queste percentuali si sottrae il 35 % dei voti dati alle liste, capirai che la desistenza dovrebbero farla loro, sono loro che sono impresentabili, noi siamo solo contaminati e percepiti tali solo perché ci sposiamo con loro, ma se avessimo il coraggio, di guardare in faccia la realtà, forse oggi non saremmo percepiti, come interni al sistema ma come un partito antisistema quale dovremmo essere, non a parole ma nei fatti. Questo che dico è tanto vero che è testimoniato, dalle velate dichiarazioni di Veltroni e di Bersani di voler presentare tante liste civiche con personalità di rilievo tipo Concita De Gregorio; ZAGREBELSKI.
    Alla domanda perché non prendete atto che una minoranza vuole andare con il PD, ed anche, perché non prendete atto che c il PDCI che rappresenta il 30 % della FED vuole andare col PD,dovresti risponderti Da solo forse ti sei risposto ma non ti sei accorto, perché non si capisce perche (stando ai tuoi numeri) il 70% deve adeguarsi al 30 % questo è il tuo standard e concetto di democrazia? Che la maggioranza si adegui alla minoranza? Divertiti a rispondere , se non è troppa fatica, prova ad uscire dell’infanzia e leggi assieme alle favole, anche storie di vita vera.

    • yurj scrive:

      Bella risposta Carlo, complimenti.

      Cmq, secondo me, il dualismo pdci-prc è superato, molti cercano di calcare la mano nel tentativo di fare chissà quali spaccature ma non hanno presa.

      Complimenti anche per i municipi, non conoscevo questa bella notizia. Guardando i dati, noto che mancava la lista doria, che ha preso voti sia da noi che da sel, in pratica.

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        Ciao Yuri, se guardi più giu vedi che ho postato una lettera che ho spedito alla segreteria provinciale di Genova, proprio sulle elezioni. dove faccio notare, che apparentarsi con Doria per noi è stato esiziale, che abbiamo solo portato acqua al mulino di SEL, e Doria per ripargarci, ci ha completamente ignorati, dando spunti ai giornalisti del SECOLO XIX, di fare del nostro segretario provinciale, una macchietta, dipingendolo come uno che era li ad apettare la telefonata di Doria che non arrivava mai, e non è mai arrivata, come saprai, non ci ha dato nessun assessore, costringento anche l’IDV a dare l’appoggio esterno,(speriamo che cade presto) devi sapere,che abbiamo dimezzato i voti sia in termini assoluti che percentuali, e questi continuano a dire che se andiamo da soli prenderemo i voti di Ferrando, intanto però, la fine di Ferrando la stiamo facendo proprio, andando insieme agli altri, e quindi con il loro metodo speriamo, che Ferrero Grassi e compagnia bella si ricordino, che hanno vinto il congresso sullo slogan salviamo Rifondazione, quindi, la FDS è stata un disastro, e non si capisce allora perchè abbiamo subito una scissione, per chiamarci federazione della sinistra, e non sinistra ecologia e libertà, che alla sinistra, aggiungeva anche Ecologia.

        • yurj scrive:

          Ripeto, siamo ancora al 1998, se andare assieme o no.

          Ci sono realtà come Genova dove Sel (ma casi nella storia elettorale se ne possono fare a decine) è andata bene anche senza un personale politico. Idem per il M5S.

          So che da fastidio, che non è giusto, etc etc, ma purtroppo le elezioni funzionano così.

          Doria ci fa un favore a non darci un’assessore perché sa che il nostro appoggio c’è solo se rispetta il programma, è un rapporto leale. Se poi ci saranno le condizioni, se sarà una giunta e una maggioranza che lavorano bene, la situazione può evolversi.

  35. Luca scrive:

    E’ molto divertente leggere il dibattito tra filo-PD e anti-PD,solo che sarebbe il caso che vi spostaste sul blog di Mantovan,perche’ farlo sul blog di Grassi a cui viene l’orticaria ogni volta che un dirigente locale lo chiama e gli comunica che a livello locale non sara’ alleato del PD e’ un po’ ridicolo.
    Immagino che mentre un Carlo del Bianchini e’ sostanzialmente felice perche’ Doria non ha assegnato un assessorato al Prc c’e’ un Grassi disperato(giustamente)
    Un saluto

    • yurj scrive:

      Luca, o dai spunti per il dibattito o sei noioso.

      Qui nessuno è pro-PD o contro-PD, è chiaro che si fanno le cose quando ha senso farle, come è accaduto a Genova. Doria è comunque molto più a sinistra del precedente sindaco, la componente di sinistra del consiglio è più ampia. Ha avuto senso il nostro appoggio a Doria perché tra quelli che c’erano, era compatibile con noi e di sinistra. Poi, se le cose cambieranno, assessore o no, decideremo cosa fare. Di sicuro abbiamo contribuito a scrivere il programma, il che non è poco. Controlleremo che sia rispettato.

      Se vedi il caso di Arezzo, quando hai una sinistra forte e coesa, si può andare a una verifica pesante, mi auguro che vinca la linea di sinistra, ovviamente.

      E tu?

  36. Ferdinando scrive:

    A Tenti,Yury e chi vuol rispondere vorrei fare un paio di semplici domande

    1)Siete contrari anche ad una riproposizione di una sorte di “fronte democratico” insomma una sorta di desistenza con Pd-Sel-Idv?

    2)Perche’ non prendete atto che all’interno del Prc c’e’ una componente che e’ favorevole ad un accordo con il Pd e rispondete con affermazione del tipo “la base vi verra’ a prendere con i forconi” che e’ del tutto arbitraria?

    3)Perche’ non c’e’ nessuna presa d’atto che chi rappresenta almeno il 30% della Fed,cioe’ il Pdci e anche il movimento di Salvi,e’ strafavorevolissimo ad un accordo con il centrosinistra?
    Valiamo il 3% come cartello elettorale?c’e almeno un 1% che si stacca se andiamo da soli,volete ragionare su questo o no?

    4)Mi rispondete onestamente su un punto che fate finta che fate finta che non esista e che rimuovete dal dibattito!
    Ferrero ha sempre chiuso i suoi ragionamenti sulla questione alleanza con il Pd con il massimo della doppiezza.Cioe’ dicendo “noi proponiamo il polo della sinistra con Sel e Idv poi se a 2 mesi dalle elezioni non sara’ andato in porto a quel punto per esigenze,tattiche elettorali considereremo anche un patto di desistenza con il centrosinistra”
    Ma questa vi sembra una strategia che puo’ dare frutti?
    sognare un irreale polo Sel-Idv e poi presentarsi a febbraio e dire “non c’e’ il polo allora facciamo il fronte”,volete capire che il dissenso nasce anche e soprattutto da questa demenziale deriva di immobilismo?

    Caro Tenti,sei un segr.prov. e quindi hai esperienza,ma puo’ escludere che questo sia lo scenario piu’ probabile,cioe’ che a febbraio elemosineremo un accordicchio?
    Ma davvero pensi che Diliberto abbia come prospettiva quella di sostenere Cremaschi in solitaria contro il centrosinistra?

    • yurj scrive:

      A Tenti,Yury e chi vuol rispondere vorrei fare un paio di semplici domande

      ***

      yurj è il nick. Rispondo, ma chiedo a te se è un’interrogatorio o una legittima curiosità.

      ***

      1)Siete contrari anche ad una riproposizione di una sorte di “fronte democratico” insomma una sorta di desistenza con Pd-Sel-Idv?

      ****

      Non sono contrario a nulla. Però per essere favorevole devo capire quali sono le condizioni di contorno, cioé il programma e la forza che la Sinistra unita ha all’interno di questa “desistenza”. Se intendi che il Pd non si presenta, sono d’accordo :)

      ***

      2)Perche’ non prendete atto che all’interno del Prc c’e’ una componente che e’ favorevole ad un accordo con il Pd e rispondete con affermazione del tipo “la base vi verra’ a prendere con i forconi” che e’ del tutto arbitraria?

      ***

      È arbitraria come la tua domanda che comincia con “Perché non prendete atto che…”. Non è una domanda, è un’accusa.

      Si è d’accordo se ci sono le condizioni, come è a livello locale. Dipende, quindi, se c’è una sinistra unita nel programma e con una forza necessaria. Allora non ci sono problemi.

      ***

      3)Perche’ non c’e’ nessuna presa d’atto che chi rappresenta almeno il 30% della Fed,cioe’ il Pdci e anche il movimento di Salvi,e’ strafavorevolissimo ad un accordo con il centrosinistra?
      Valiamo il 3% come cartello elettorale?c’e almeno un 1% che si stacca se andiamo da soli,volete ragionare su questo o no?

      ***

      A parte che sono numeri di pura fantasia, conosco tantissimi compagni del Pdci che non si sognerebbero nemmeno di passare per opportunisti dell’ultimo momento, idem per il Prc. Anzi, considero questa divisione finita, lasciamo solo al dibattito storico su chi avesse o meno ragione nel 1998.

      Tu puoi ragionare su Fassina che se ne va dal Pd con altri, su pezzi di Sel che se ne vanno perché non concordano sulla linea, gente che esce dall’Idv per altri motivi (vedi la Alfano). E quindi?

      Se i comunisti sono uniti, non vedo problemi. La Fds può essere la casa di una sinistra più ampia, con la quale condividiamo il programma e le pratiche.

      ***
      4)Mi rispondete onestamente su un punto che fate finta che fate finta che non esista e che rimuovete dal dibattito!
      Ferrero ha sempre chiuso i suoi ragionamenti sulla questione alleanza con il Pd con il massimo della doppiezza.Cioe’ dicendo “noi proponiamo il polo della sinistra con Sel e Idv poi se a 2 mesi dalle elezioni non sara’ andato in porto a quel punto per esigenze,tattiche elettorali considereremo anche un patto di desistenza con il centrosinistra”
      ***

      Questa è una tua interpretazione. C’è una crisi grande come una montagna, e siamo fermi ancora al 1998, cioé al rapporto tra sinistra e centrosinistra. Credo che dobbiamo andare avanti. Syriza, FDG, Linke hanno dimostrato che si può stare assieme ad altri senza rinunciare ad essere comunisti, e cogliendo buoni risultati. Poi sta alla maturità della classe dirigente nel saperli portare a termine, cioé trasformare il consenso in una forza capace di modificare la realtà.

      ***

      Ma questa vi sembra una strategia che puo’ dare frutti?
      sognare un irreale polo Sel-Idv e poi presentarsi a febbraio e dire “non c’e’ il polo allora facciamo il fronte”,volete capire che il dissenso nasce anche e soprattutto da questa demenziale deriva di immobilismo?

      ***

      Immobilismo? Ma se non facciamo altro che muoverci come trottole! Anche essere “alleati fedeli” è immobilismo, quindi qual è il senso della critica?

      Bisogna aver coraggio e a volte fare quello che dice il cuore. E abbiamo di fatto dimostrato negli ultimi 4 anni di aver fatto di tutto tranne che aver elemosinato qualcosa. A volte il coraggio ci ha premiati, a volte non basta solo il coraggio.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Per Ferdinando,ciao, non sono ne Tenti ne Yuri, ma se ti accontenti provo a rispondere io ai tuoi quesiti che sono, o provocazioni, o reminiscenze di una lettura molto assidua di libri di Fiabe, anche io leggo moltissimo e le fiabe sono le mie preferite.
      La tua prima domanda (se siamo contrari ad una sorta di “Fronte Democratico” oppure ad una sorta, di “Desistenza” con PD- SEL- IDV) merita una risposta articolata, perché le situazioni sono due, al “Fronte Democratico” si siamo contrari, perché non c’è più la necessità , in quanto questa esigenza nasceva dalla consapevolezza che al governo c’era un signore che voleva stare sopra la legge, questo signore diceva di essere più uguale degli altri, quindi a meno che tu, non pensi che a minacciare la democrazia sia il PD, non vedo contro chi bisogna costruire un Fronte Democratico, come ti è uscito dalla bocca, se non come reminiscenza fiabesca non lo possiamo immaginare se non sarai tu a illuminarci.
      La “desistenza” questa di solito nasce da una situazione politica dove il partito maggiore ha bisogno dei tuoi voti, ma non li può gestire, o perché tu non sei presentabile,o perché sei scomodo, ma in questo momento, noi non siamo scomodi o impresentabili (come FDS naturalmente, magari come Rifondazione si, perché il comunismo è un nome indicibile)) anzi, in un momento in cui a Genova al secondo turno è andato a votare solo il 39 % degli avente diritto, e nei municipi noi prendiamo il doppio(proprio cosi) dei voti che prendiamo in comune dove siamo apparentati, e se a queste percentuali si sottrae il 35 % dei voti dati alle liste, capirai che la desistenza dovrebbero farla loro, sono loro che sono impresentabili, noi siamo solo contaminati e percepiti tali solo perché ci sposiamo con loro, ma se avessimo il coraggio, di guardare in faccia la realtà, forse oggi non saremmo percepiti, come interni al sistema ma come un partito antisistema quale dovremmo essere, non a parole ma nei fatti. Questo che dico è tanto vero che è testimoniato, dalle velate dichiarazioni di Veltroni e di Bersani di voler presentare tante liste civiche con personalità di rilievo tipo Concita De Gregorio; ZAGREBELSKI.
      Alla domanda perché non prendete atto che una minoranza vuole andare con il PD, ed anche, perché non prendete atto che c il PDCI che rappresenta il 30 % della FED vuole andare col PD,dovresti risponderti Da solo forse ti sei risposto ma non ti sei accorto, perché non si capisce perche (stando ai tuoi numeri) il 70% deve adeguarsi al 30 % questo è il tuo standard e concetto di democrazia? Che la maggioranza si adegui alla minoranza? Divertiti a rispondere , se non è troppa fatica, prova ad uscire dell’infanzia e leggi assieme alle favole, anche storie di vita vera

  37. Ferdinando scrive:

    Hai ragione Nicola,il ragionamento di Masella e’ far gelare i polsi!
    Augurarsi che il Pd vada a destra e’ una delle peggiori cose che abbia letto negli ultimi anni.
    Per fortuna non occupa piu’ posti dirigenziali all’interno del Prc.

    • Leonardo Masella scrive:

      Caro Ferdinandino anonimo, fra i più destri liquidatori che frequentino questo blog, io mi auguro, come tutta Rifondazione Comunista, che Sel e Idv facciano una alleanza con noi Fds, perchè questa potrebbe prendere un risultato a due cifre e finalmente dare all’Italia una forza di sinistra e di opposizione, recuperando tanti delusi del Pd che rischiano di andare nell’asetensione e frenando l’avanzata pericolosa dei grillini. Questa è oggi la cosa più importante che ci possa essere. Affinchè ciò avvenga, il Pd, o per motivi politici (perchè attratto da una alleanza col centro moderato) e/o per motivi di legge elettorale (per esempio una legge proporzionale sia pure con sbarramento o una legge a doppio turno), dovrebbe dire di no alla richiesta di alleanza di Sel e Idv. Ed io lo spero vivamente, perchè sono una persona responsabile, mentre tu, assieme al solito Nicola anonimo e qualche altro, siete degli irresponsabili, perchè consegnereste il paese al qualunquismo grillino come lo avete consegnato a Berlusconi quando avete sostenuto i due anni di governo Prodi.

  38. Anonimo scrive:

    Sandro Valentini-dirigente Prc

    Trovo pertanto stucchevole, da irresponsabili, tutte quelle dichiarazioni che tentano di presentare il risultato elettorale della Fds come <>, <> rispetto alle precedenti tornate elettorali o finanche di <> in relazione al voto deludente di Sel e alle difficoltà enormi che presenta la situazione politica. Il voto è al contrario fortemente negativo proprio perché la Fds, una modestissima formazione politica, non va oltre il 2/2,5% in quanto non è in grado di intercettare il voto di protesta. Solo per questo grave aspetto ci sarebbe da preoccuparsi aprendo da subito una discussione politica vera e mettendo in discussione gruppi dirigenti la cui credibilità è tra i ceti popolari pressoché zero.
    Trovo d’altronde miracoloso che una Fds senza una linea politica e con gruppi dirigenti così irrisori riesca a raccogliere ancora un piccolo consenso elettorale grazie al lavoro instancabile e generoso dei suoi militanti nei territori. La stessa manifestazione di Roma del 12 maggio scorso mi pare essere un miracolo organizzativo che meriterebbe ben altre risposte politiche.
    Questo voto d’altronde, a un anno dalle elezioni politiche se la situazione non precipiterà prima, rilancia oggettivamente il centro-sinistra che il Pd aveva dichiarato frettolosamente superato nell’inseguire Monti e le chimere del centro di Casini e ripropone all’ordine del giorno a tutta la sinistra la questione della sua unità in chiave di un’alleanza di governo con il Pd. Questione che i recenti congressi del Prc e del Pdci non hanno voluto affrontare giocando invece sul fattore della caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti, che in quel momento aveva determinato una modifica del quadro politico, ma non un cambio di linea rispetto alle politiche neoliberiste dominanti, che anzi in questi mesi via via sono andate inasprendosi.
    Il primo significativo risultato dello scricchiolio della inedita maggioranza di governo che sostiene Monti è il cestino della bozza di proposta di riforma del sistema elettorale (un sistema tra quello tedesco e spagnolo) con il quale si intendeva superare l’attuale. Con molta probabilità si andrà alle politiche con l’attuale legge elettorale che inevitabilmente riproporrà un bipolarismo forzoso tra centro-destra e centro-sinistra.
    Del resto, tutta l’Europa si muove tra queste due soluzioni e se si vuole evitare l’eventualità di governi “tecnici” alla Monti o le “grandi coalizioni di unità nazionale” che sono dei modi per far rientrare al governo dalla finestra il blocco moderato oggi in crisi, l’alternativa, come in Francia e in Grecia e domani in Germania, è tra centro-destra e centro-sinistra, in quanto all’ordine del giorno non vi è il superamento del capitalismo – non siamo in una situazione prerivoluzionaria – ma la fuoriuscita dalle politiche neoliberiste.
    In questa fase dunque il compito della sinistra comunista, anticapitalista, rivoluzionaria è di condurre una politica che incalzi il Partito socialista europeo e favorisca la sua uscita dalla subalternità al neoliberismo e dalla palude dell’opportunismo. Questo è ciò che sta facendo il segretario del Pcf in Francia Laurent, che è stato decisivo per l’affermazione del Fronte della sinistra, e Tsipras in Grecia, segretario di Syriza. Questo è ciò che dovrebbe fare la Fds, ma non lo fa e in particolare non lo fa il suo principale soggetto politico: il Prc. Non è che rinchiudersi nel proprio orticello denunciando le responsabilità del Pd e coltivando posizioni minoritarie dettate da un ideologismo sterile e senza prospettiva che si rilancia un progetto di alternativa di sinistra gettando le basi di una coerente politica riformatrice a favore del mondo del lavoro, dei ceti sociali più colpiti dalla crisi e sostenibile dal punto di vista ambientale.
    Non mi sfugge il dato che le difficoltà gravi della sinistra italiana sono anche la conseguenza della politica attuata, soprattutto in questi ultimi due anni, da Sel. Una politica di completa subalternità al Pd, di rottura dell’unità a sinistra e che si basava sul solo protagonismo del suo leader Vendola senza alcun radicamento territoriale e progetto politico. Ma questi indubbi limiti di Sel non possono essere per la Fds una giustificazione, un’attenuante per negare e non perseguire una linea unitaria. Ora a un anno dalle elezioni politiche i nodi vengono al pettine e devono essere con rapidità sciolti pena il rischio della sopravvivenza della Fds e dello stesso Prc. È un’ennesima prova di miopia politica credere che il dato elettorale sia un segnale di tenuta. Sul piano numerico i consensi raccolti non sono così inferiori dalle precedenti elezioni. Sul piano politico invece è un disastro. La protesta sociale, le lotte degli studenti e dei precari, del movimento dei beni comuni, il prezioso lavoro politico e organizzativo svolto in questa fase dalla Cgil neppure ci sfiorano. Nei movimenti e nonostante lo sforzo generoso di essere presenti e visibili con le nostre bandiere siamo del tutto marginali, ininfluenti.
    A questo punto occorre non una correzione di linea, ma un radicale cambio di linea a 180 gradi e dei nuovi gruppi dirigenti. Non si può passare da sconfitta in sconfitta mantenendo ai vertici sempre le stesse facce, non vi possono essere dirigenti per tutte le stagioni. Il nodo politico in cui si dibatte la Fds e in particolare il Prc va immediatamente affrontato e risolto. La situazione del Paese ci impone la necessità di contribuire alla realizzazione di una politica di riforme rilanciando un nuovo centro-sinistra che nel suo ambito abbia una sinistra forte e unita capace di condizionare con la sua forza il Pd. Altre strade non esistono, sono pericolose e avventuroso scorciatoie che portano alla rovina e al dissolvimento della Fds. Qualcuno potrebbe obiettare che il Prc è condizionato pesantemente dal minoritarismo pertanto non sarebbe in grado di sostenere questa politica, insomma non avrebbe una capacità di tenuta. Sicuramente questa considerazione è giusta, ma è ancor più vero il contrario. Se non sarà fatta una chiara scelta unitaria con le altre forze di sinistra e progressiste, se sarà imboccata come è probabile una scelta minoritaria, il Prc non avrebbe lo stesso una tenuta politica e organizzativa. Ecco perché occorre scegliere e scegliere al più presto rilanciando la Fds come prima tappa di un processo che investa tutta la sinistra per costituire un nuovo soggetto politico che sia l’altra gamba forte e autorevole del centro-sinistra.

    • yurj scrive:

      “il prezioso lavoro politico e organizzativo svolto in questa fase dalla Cgil neppure ci sfiorano”

      Cos’è, una barzelletta?

  39. Nicola scrive:

    Riporto questa perla di Leonardo Masella, che rischia di passare inosservata:

    «Spero anche io che il Pd alla fine (per vari motivi, politici e di legge elettorale) non accetti gli appelli di Sel e Idv, in modo che costringa queste due forze a fare una unità d’azione ed elettorale con la Fds, per dare al paese una forza di opposizione da sinistra, che è la cosa che ci manca come il pane da anni. Mentre aspettiamo questa ipotesi che sarebbe la migliore, la Fds dovrebbe però contemporaneamente lavorare a costruire movimenti di lotta nel malessere sociale in aumento vertiginoso e una sinistra anticapitalistica più ampia e vivace della Fds stessa, per esempio in collaborazione permanente con Cremaschi e con le parti vicine a Sel (Rinaldini, Casarini) non schiacciate su Vendola.»

    Augurarsi che il principale partito del centro-sinistra (il Pd) rinunci alle alleanze a sinistra significa auspicare la vittoria della borghesia italiana che non vuole la sinistra al governo. Poiché non credo che Masella sia pagato da De Benedetti, devo concludere che ragiona in termini di “tanto peggio, tanto meglio”, come i gruppetti dell’estrema sinistra degli anni ’70. Ciò è particolarmente preoccupante in questa fase politicamente assai fluida, con una crisi economica e sociale sempre più spaventosa, e con pressioni reazionarie talmente palesi da essere esplicitate persino da D’Alema in questa intervista:

    http://www.partitodemocratico.it/doc/236659/dalema-o-noi-o-il-caos.htm

    A me sembra chiaro che chi ragiona come Masella non ha il minimo legame con le fasce sociali di cui tanto ci riempiamo la bocca, e che un tempo rappresentavano il cuore dell’elettorato comunista. Oggi lavoratori (stabili e precari), studenti, famiglie e cittadini democratici non possono permettersi un Pd che va ancora più a destra, non possono permettersi di fare opposizione testimoniale mentre un governo antipopolare porta l’Italia e l’Europa al disastro. Una sinistra (in particolare comunista) che voglia essere di massa dovrebbe fare di tutto per rispondere a questo bisogno in modo serio e autonomo. Avrebbe dalla sua parte la ragione di chi da ANNI vedeva limiti e rischi del liberismo, e avrebbe dalla sua parte un enorme consenso.

    E invece qui si va dietro a Cremaschi.

    Non è più tempo di giocare: se non ce ne rendiamo conto noi, ce lo faranno capire le urne tra pochi mesi.

    • yurj scrive:

      Anche la tua logica è deformata, per cui tu e quelli come te sono in grado di influenzare il Pd, a pari di De Benedetti.

      Qui siamo rimasti al 1998, aggiornarsi, fare un upgrade, prego.

      La gente ha voglia di risposte, dargliene qualcuna, no? Nooo, facciamo la ri-Unione!

      Orrore e raccapriccio.

      • Anonimo scrive:

        Ma leggi i documenti del pdci?
        leggi che sono strafavorevoli ad un alleanza con il PD?

        • yurj scrive:

          “Oggi lavoratori (stabili e precari), studenti, famiglie e cittadini democratici non possono permettersi un Pd che va ancora più a destra”

          e quindi

          “Una sinistra (in particolare comunista) che voglia essere di massa dovrebbe fare di tutto per rispondere a questo bisogno in modo serio e autonomo”

          Penso che neanche Fassina arrivi a dire tanto, figuriamoci chi cita D’Alema :-D

          • Nicola scrive:

            Ecco il tipico modo di ragionare dell’estrema sinistra gruppettara che infesta il Prc e lo sta portando all’estinzione: nessuna obiezione di merito sull’analisi politica, riflessi pavloviani quando si citano certi personaggi politici (ad esempio D’Alema), illusione di poter costruire consenso tramite slogan e frasi scarlatte.

            • yurj scrive:

              L’unico che appartiene a un gruppo (quello dei Troll), qui sei tu.

              Il succo della tua “analisi” è:

              – non critichiamo il PD se no va a destra (che presunzione!), perché se succede i lavoratori staranno peggio.

              La mia risposta è:

              1) tu non influenzi il PD. Non lo fa Sel, l’Idv, una parte del Prc e Pdci, la Fiom e altri, figurarci se lo fai tu o qualcuno di questo blog
              2) L’alleanza con il PD non sta in piedi, a meno di non ingannare gli elettori di sinistra per poi fare una politica di destra
              3) da 1) e 2) vediamo che se seguiamo la tua proposta, il risultato non cambia.

              A me sembra semplice, chiaro, e non ho bisogno di citare D’Alema, che è in politica da 40 anni e potrebbe anche ritirarsi, assieme a Veltroni e a molti altri.

              Ti risulta chiaro? Come vedi so anche spiegarti le cose. Qui nessuno è minoritario, cerchiamo solo di non ripetere i fallimenti che si sono susseguiti dal 1996 in qua.

              • Nicola scrive:

                Chi ha mai detto «non critichiamo il PD se no va a destra»? Non certo io, e se tu lo pensi significa che non hai capito nulla (o che fingi di non aver capito).

                Il punto (1) è totalmente sballato, e denota la solita visione gruppettara del gruppo X che influenza Y. Il PD (come qualsiasi soggetto politico) è influenzato volente o nolente dalla dura realtà, e le sue posizioni in politica economica (a livello nazionale ed europeo) sono molto cambiate dopo la sbornia di blairismo/veltronismo. La dura realtà sta dando ragione alle storiche analisi dei comunisti e della sinistra su capitalismo e liberismo. La nostra incapacità di creare consenso attorno a questi argomenti è ciò che consente alla parte più reazionaria del Pd di coltivare progetti di governo che escludono la sinistra.

                I punti (2) e (3) denotano una visione fatalistica e antidialettica della politica, e in fondo consolatoria (perché così si confondono i propri fallimenti con oggettivi e immutabili fatti della vita). Questa visione porta ad una logica conclusione: tutto è inutile, specie per una sinistra marginale e in via di estinzione. Purtroppo questo punto di vista è stato coerentemente introiettato da una parte non piccola del nostro elettorato e dei nostri militanti, che si sono ritirati a vita privata. Io non la penso così (per ora), e mi pare che la realtà ci offra molti spazi dialettici. Il problema è che bisogna saperli vedere (e anche volerli vedere).

                • yurj scrive:

                  Tradotto: il PD va a sinistra ed è colpa nostra se la destra del PD lo governa.

                  Credo che basti così, altro che gruppettari, qui siamo al mono-pensiero.

                  Facciamo un contro test, convinci qualcuno della CGIL e del PD, e poi mi dici com’é andata. Mi raccomando, giù duro con Monti, che guadagni voti…

    • Fausto Tenti scrive:

      O NICOLA, se dovessi ragionare come te, e non come Leonardo, andrei diritto-come-un-fuso dentro il Piddi, così cerco di “condizionarlo”, “di spostarlo a sinistra” ed altre stronzate simili…
      Ma come si fa a perorare – come fai tu, Ferdinando ed altri infiltrati veri o falsi – comunque e nonostante tutto e tutti – un’alleanza programmatica NAZIONALE di qualsivoglia tipo e/o natura col Piddi? MA CI STANNO MASSACRANDO, NON TE NE ACCORGI? STANNO VOTANDO DELLE LEGGI CHE FANNO RICORDARE LE TEORIE DEGLI ECONOMISTI DELLA SCUOLA DI CHICAGO DI MILTON FRIEDMAN…Ma noi – davvero, lo pensi sul serio? – per riuscire a sopravvivere FORMALMENTE come forza politica dobbiamo morire SOSTANZIALMENTE-del tutto-per sempre come gente coerente, dignitosa ed anticapitalista (senza manco rammentare comunista, che non ce n’è bisogno)? Ma come possiamo, dopo 1 anno e mezzo di macelleria sociale ed umana somministrata da Monti (in certe parti la stessa che propinò – SOLO DAL LATO ECONOMICO, PER CARITA’, NON MI FRAINTENDETE – Pinochet in Cile) fare “qualcosa” insieme a Bersani & C. SpA? Ma ci credi sul serio a quello che dici? Dai territori, almeno i compagni che si fanno il culo agratis da buio-a-buio (quando non lavorano) se proponi una cosa del genere…vengono a cercarti (metaforicamente) a casa coi forconi. Tali compagni sottraggono tempo e denaro alla propria famiglia…a me fra poco mi cambiano la serratura di casa e mi buttano fuori, da quanto mi danno l’anima per la nostra comunità politica e non ci sono mai…e poi, siccome in qualche maniera bisogna pur fare…proponi loro accordicchi col Piddi tanto per accordicchiare, sennò, cari compagni, è un casino?
      FATEMI UN FISCHIO, MAGARI CON UN PO’ DI ANTICIPO, SE DOVESSE ANDARE A FINIRE – PER IL NOSTRO PARTITO – COME VORREBBERO QUESTI DEL GENIO GUASTATORI…PERCHE’ QUELLI COME ME, I POCHI RIMASTI CHE SI FANNO UNO STRACULO…NON REGGEREBBERO L’URTO!
      E magari si salva – ripeto solo formalmente – il partito, ma nella sostanza rimarrebbero voti senza le gambe per farli camminare…
      A FUTURA MEMORIA!

      • Nicola scrive:

        Ti informo che anche io, per ANNI, ho speso quantità smodate di energie, soldi e tempo per tirare avanti la baracca del PRC. Ora sto provando a dare ancora un senso a tutto questo. E non mi sembra che andar dietro a Ferrando e Cremaschi sia la strada giusta per farlo. Mi fa rabbia vedere che il PRC e la FDS si crogiolano nell’irrilevanza proprio quando ci sarebbe più bisogno di loro.

        Morale della favola: non serve a niente ricorrere all’argomento dei “compagni che si fanno il culo”, perché tra di loro ci sono anche coloro che la pensano come me. E ti assicuro che non siamo pochi. E oggi il Partito è ridotto così anche perché non pochi hanno perso la speranza di salvare il PRC dall’auto-estinzione, ed hanno logicamente deciso di abbandonare la militanza per dedicarsi ad affetti e interessi lungamente trascurati.

        Prima scrivevo che «oggi lavoratori, studenti, famiglie e cittadini democratici non possono permettersi un Pd che va ancora più a destra, non possono permettersi di fare opposizione testimoniale mentre un governo antipopolare porta l’Italia e l’Europa al disastro.» Tra questi lavoratori e cittadini ci sono anche io. E non posso permettermi il lusso di militare in un partito che, mentre l’intero Paese va a rotoli, pensa ad altro e non coglie le ultime occasioni per avere un ruolo nella politica e nella storia.

        • yurj scrive:

          Fai un esempio pratico, forse non ti capiamo. Cosa dovrebbe fare il Prc, ad esempio?

          Altrimenti non capisco, veramente, questa tua visione “nera” delle cose.

          • Nicola scrive:

            Il PRC dovrebbe proporre un fronte unitario della sinistra che possa andare unitariamente in trattative col Pd, per pesare di più nella costruzione programmatica di un nuovo centro-sinistra.

            Semplice, no?

            La proposta sarebbe accolta subito dall’intera FDS (che non può avanzarla proprio a causa della resistenza di Ferrero). La proposta farebbe cadere i motivi con cui Vendola respinge l’unità a sinistra (“io sono per il governo, la FdS per l’opposizione a prescindere”) e ci consentirebbe di tornare a parlare di idee e programmi (creando anche un vero dibattito nella base del Pd).

            Senza questa proposta, resteremo a sbraitare slogan scarlatti che non incantano nessuno, e servono solo a coprire la mancanza di politica e squallidi giochetti elettoralistici.

            • yurj scrive:

              Ferrero: fare un fronte delle sinistre, se si è forti si impone l’agenda al Pd, se il pd non ci sta si va da soli.

              Nicola: fare un fronte delle sinistre, così imponiamo l’agenda al PD.

              Io non vedo grosse differenze.

              Tutti e due partite dalla stessa base, cerchiamo di realizzarla quindi.

              • Nicola scrive:

                Non facciamo giochetti. L’attuale proposta della FDS è fumosa perché Ferrero intende “imporre l’agenda al PD” attraverso un “polo della sinistra” che punti a stare all’opposizione. L’ipotesi di partecipazione ad un governo di centro-sinistra è esclusa. Risultato: Vendola ha gli argomenti per rifiutare le proposte “unitarie”, PRC e FDS languono ai margini della scena politica, mentre PD, SEL e Masella sono contenti.

                La mia proposta, che poi è quella di buona parte del PRC e del resto della FDS, prevede un’offensiva per costruzione programmatica di un nuovo centro-sinistra. Non ci devono essere preclusioni all’ipotesi di governo (perché se vuoi partecipare a un tavolo programmatico, devi poi assumerti le responsabilità degli accordi sottoscritti). Al contrario, ci deve essere la volontà di trovare buoni accordi, e poi la capacità di metterli in atto (cosa che è totalmente mancata col governo Prodi, e che ci ha portato al crollo dei consensi e all’uscita dal parlamento). Non sarà facile, ma è anche l’unica strada che può dare un senso e una speranza all’esperienza del PRC, prima della sua definitiva estinzione.

                • yurj scrive:

                  “Ferrero intende “imporre l’agenda al PD” attraverso un “polo della sinistra” che punti a stare all’opposizione.”

                  Non mi risulta che punti a stare all’opposizione!

                  Detto questo, tu riproponi di costruire un “nuovo” centrosinistra. Auguri :) Se fosse possibile un mondo migliore, lo vorremmo tutti. Ma in questo mondo, in questa realtà, questi non li cambi. Punteranno a svendere lo stato, deindustrializzare, non riformare la BCE, etc etc

                  Non sono capaci a dire di no ai loro padroni europei e finanziari, questo è il problema.

                  ultima nota: evitiamo la personalizzazione delle discussioni, se no non se ne esce mai…

    • Leonardo Masella scrive:

      Caro Nicolino anonimo e vigliacco (che continui a contestarmi senza il coraggio di dire chi sei), tu sei del tutto incapace di capire qualcosa di politica.
      Io mi auguro, come tutta Rifondazione Comunista (ripeto: come tutta Rifondazione Comunista), che Sel e Idv facciano una alleanza con noi Fds, perchè questa potrebbe prendere un risultato a due cifre e finalmente dare all’Italia una forza di sinistra e di opposizione, recuperando tanti delusi del Pd che rischiano di andare nell’astensione e frenando l’avanzata pericolosa dei grillini. Questa è oggi la cosa più importante che ci possa essere. Affinchè ciò avvenga, il Pd, o per motivi politici (perchè attratto da una alleanza col centro moderato) e/o per motivi di legge elettorale (per esempio una legge proporzionale sia pure con sbarramento o una legge a doppio turno), dovrebbe dire di no alla richiesta di alleanza di Sel e Idv. Ed io lo spero vivamente, perchè sono una persona responsabile, mentre tu, volendo fare il maestrino di politica senza capirci nulla, sei un irresponsabile, perchè consegneresti il paese al qualunquismo grillino come lo hai consegnato a Berlusconi quando hai sostenuto i due anni di governo Prodi.

  40. yurj scrive:

    La “rossa” Emilia?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/31/terremoto-ricatto-degli-imprenditori-agli-operai-o-lavori-con-scosse-o-vai-in-ferie/247184/

    Sei in: Il Fatto Quotidiano > Emilia Romagna > Terremoto, il r…
    Terremoto, il ricatto degli imprenditori agli operai: o lavori con le scosse o vai in ferie

    I racconti dei lavoratori: “nelle aziende sono comparsi anche cartelli di avvertimento”. E le vittime finite sotto le lamiere erano tutte precarie

    Parliamo di questo o dell’ultima trovata elettoralistica?

  41. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    31 maggio 2012 alle 11:24
    Per sancta semplicitas
    Vedo che adotti per te un nome, che nell’accezione ecclesiastica, ci parla di umiltà(beati i semplici di spirito) invece tu ne fai un atto di superbia, per te questo nome è uno scranno professorale, dalla quale ti ergi per rivolgerti ai cumuni mortali,””Non pensate che a persone che rappresentano i lavoratori sia più utile essere compagni di strada di una sinistra seria””, Bene sapientone, sapresti darci una definizione di Sinistra, nelle tre declinazioni, ossia, per Significato significable e per significante?, o ti accontenti del “semplice” nomilalismo?- cosa vuole dire essere davvero di sinistra rispeto alla “manutenzione” del art. 18 che il governo appaggiato da “tu sai chi” sta approvando?- cosa vuole dIre essere di sinistra, rispetto all’espulsione del ambasciaore della Siria di questo governo, appoggia da “tu sa chi” che rischia e contribuisce apreparare le coscenze per un probabile bombardamento umanitario?, potrei andare avanti per mesi, ma sicuramente tu hai capito, e puoi risponderci, ma rispondi, a noi comuni mortali che non popoliamo il “PANTHEON”
    Rispondi

    • Sancta simplicitas scrive:

      Guarda Carlo che Fassino e Bersani e altri del PD il 9 giugno non li ho mica invitati io, ma Airaudo e Landini.

      Quindi queste domande puoi farle a loro, non a me.

      E’ poi Airaudo che invita PD, SEL e IdV a indire le primarie, non io.

      Evidentemente dunque sono Airaudo e Landini (e non io) che non si pongono i problemi che ti poni tu.
      Chiaro?

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        Per sancta simplicitasas, guarda io non voglio fare polemiche, con compagni che personalmente non conosco, ma se il tuo era un artifizio retorico, allora va bene, se invece sei un peroratore, di una vera sinistra allora mi piacerebbe, sapere da te che cosa è una sinistra, perchè i nomi che hai fatto , per me non sono di sinistra, in quanto a Landini, io non sono un ammiratore, io sono un po più vecchio di Landini e so, che se adesso, stiamo a disperarci per la perdita dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, la colpa è un po anche della FIOM, che negli anni 70 avrebbe(in piena civiltà operaia e del lavoro) dovuto governare la trasformazione, io sono più in la di Landini, e penso che la difesa dell’articolo 18 sia una battaglia di retroguardia , io sono per prendere atto che la civiltà del lavoro, è finita, e dobbioma avere un nuovo armamentario, dobbiamo puntare drettamente, come fanno i PIRATI ad un salario di cittadinanza

        • yurj scrive:

          Applausi.

          E si che avevamo questa posizione 10 anni fa, come Rifondazione. Anzi, è ancora presente, ma non riusciamo a comunicarla alle persone interessate.

  42. Anonimo scrive:

    http://www.sondaggibidimedia.com/2012/05/analisi-bidimedia-del-voto-parte-3.html

    Ma simpatico compagno ma dove li hai presi st’ dati!
    Ma giochi a fare politica?

    Ma che media attendibile si puo’ fare escludendo i voti delle civiche che hanno rappresentato 1/3 dei voti totali a queste elezioni?
    Ma capisci quello che leggi o no?
    Ma ti basi su una tabella fatta ad arte per aumentare le percentuali di tutti i partiti e non ti basta la relazione del nostro responsabile nazionale che ti dice che la media della Fed e’ stata del 2,3/2,4%?
    Sei un tipo molto strano,dovresti avere un po’ piu’ di rispetto per gli interlocutori.

    • yurj scrive:

      A me sembri nervoso e darmi dello “strano” mostra poco rispetto. In realtà mi sembri uno dei tanti troll che girano ad arte qui. Ma avete un call center?

      • Anonimo scrive:

        Ma non puoi dire che abbiamo preso il 3 presentando questa tabella,dai!

        • yurj scrive:

          O prendi i voti del solo simbolo, togli le civiche e dividi, e quindi il 2 virgola diventa 3 oppure fai un bel lavoro come hanno fatto qui (un grazie al compagno Sidro) e cerchi di spalmare i voti delle civiche (comune per comune, cercando di capire da chi erano composte e il peso delle componenti) e poi fai la percentuale.

          Ti dirò di più, si è votato in zone in cui non prendavamo molti voti (il peso della sicilia e altre zone è stato alto in queste elezioni), quindi volendo fare una proiezione nazionale, siamo ancora un po’ più su.

          Contento? :)

  43. Anonimo scrive:

    A Genova, come è successo in altre città, avere tentennato sulla presenza in coalizione e sulla partecipazione alle primarie ci ha reso non indispensabili. Abbiamo deciso di non partecipare alle primarie: con una giravolta ridicola che ci ha portato ad avere PRC e PDCI contro le primarie e contro Doria e il Partito del Lavoro ad accettarle, presentando una candidatura autonoma, salvo poi l’atteggiamento del PRC (e anche del PDCI) di salire sul carro del vincitore Doria, inneggiando alla grande vittoria della sinistra (vedi dichiarazioni di Ferrero). Con la percentuale presa da Doria e l’elezione di un solo Consigliere la FDS risulta non determinante né per l’oggi né per il domani della giunta. Si può pensare di riproporre uno schema del genere a livello nazionale? Io penso proprio di no. La questione è: o si sta fuori dal centrosinistra nazionale e su tutti i livelli locali e ci si prepara alla lunga traversata nel deserto dell’opposizione (dell’ordine di diversi lustri), o accordi di programma qualificanti (lavoro, ambiente, precarietà, sviluppo sostenibile, diritti) anche a livello nazionale e ci si erge a baluardi del loro rispetto.
    Posizioni di mezzo non sono date e se date sono insostenibili e incomprensibili per i più.

    bravo Tedde!

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Scusa anonimo, non ho capito puoi precisare meglio? sono d’accordo con te su quasi tutto ma non capisco cosa vuole dire, che siamo stati contro Doria e invece il PCL che ha presentato una candidatura autonoma no, cosa vuol dire,

      • yurj scrive:

        Infatti, non vuol dire nulla, parla per parlare.

        http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/05/31/news/i_partiti_rimangono_ai_margini_la_maggioranza_il_primo_rebus-36275780/

        “Così è stato visto che Doria ha bocciato non una me due rose di sei nomi ciascuna dell’Idv che è passata all’appoggio esterno, come a dire mani libere su temi delicati, tanto più che in Parlamento il partito di Di Pietro, che pure stima Marco Doria, è all’opposizione. Discorso analogo vale per la Federazione della sinistra di Prc e Pdci. Ragiona Giancarlo Bonifai: “siamo in una fase dove si vogliono colpire i partiti che devono riconquistare la fiducia perduta. Noi lo faremo, partendo dal territorio. La giunta? Abbiamo contribuito al programma, ci sentiamo molto coinvolti, speriamo vada tutto per il meglio, se poi il programma non sarà rispettato avremo meno difficoltà, con un consigliere, a sentirci le mani libere”.”

        Mi sembra un discorso logico, Vediamo se Pd e Sel riescono a mantenere il programma o privatizzano come hanno fatto a Torino.

  44. yurj scrive:

    L’analisi di Cremaschi mi sembra azzeccata, a me sembra la riedizione dell’Unione con tutti dentro. Brrrr….

  45. ugo scrive:

    Bene, abolizione dell’articolo 18 approvata col plauso del Pd, così come era avvenuto per la vergognosa e brutale riforma delle pensioni. Con l’ineffabile Finocchiaro a rivendicarne il merito – la stessa Finocchiaro che aveva pure rivendicato per il Pd il merito di non aver proseguito con l’ostruzionismo contro la riforma Gelmini, altrimenti si correva il rischio di dover tenere aperto il parlamento anche a Natale (giuro lo disse davvero). Sarebbe poi il caso di notare, en passant, che sia l’abolizione dell’articolo 18 sia l’abolizione delle pensioni sono state approvate con il sostanziale silenzio-assenso della Cgil, che ha preferito organizzare una inoffensiva carnevalata per il 2 giugno in compagnia degli altri sindacati gialli poi rimandata. Ma il sindacato fa gli interessi dei lavoratori o del Pd? Sarebbe il caso di chiederselo. E’ grillismo prospettare che se queste due riforme le avesse portate avanti Berlusconi migliaia di pullman del sindacato avrebbero invaso Roma? E finalmente: dopo questo ennesimo atto anti popolare compiuto dal Pd potremmo avere una parola chiara dai dirigenti comunisti invece che il solito balbettio sulle contraddizioni, l’1% ecc? Grazie. Anche se parlo a titolo personale e magari la maggior parte della ormai esigua base comunista è entusiasta della (non) prospettiva perseguita dai gruppi dirigenti, io personalmente sono abbastanza stanco di questa continua rincorsa allo scranno di Montecitorio via intercessione. Scusate lo sfogo antipolitico.

    • yurj scrive:

      Ugo, intanto lavoriamo nei territori, che c’è molto da fare.

      E poi, scusa, qual è il problema? Se il Pd vince le elezioni con la foto di Vasto, l’alleanza dura due anni. Il nostro partito ha dimostrato di saper esistere anche senza finanziamenti (con sacrifici ma ci siamo) e di esserci nelle battaglie.

      Non facciamo l’errore di pensare che ogni elezione decreti il destino dell’Italia. Lasciamo pure che questa classe politica dimostri quanto è inetta.

      Bisogna saper aspettare, è molto facile fare errori quando si ha fretta.

      • Sancta simplicitas scrive:

        “Il nostro partito ha dimostrato di saper esistere anche senza finanziamenti ” alla lettura di questa tua affermazione a qualcuno gli si saranno congelati i maronglacé…

        • ugo scrive:

          è proprio quanto volevo sostenere quando parlavo di ritorno in parlamento per via intercessione, ma è proprio quanto non è stato fatto. invece di affidare la ripresa dei comunisti al lavoro sui territori – ma soprattutto nei luoghi di lavoro – la si è affidata alla rincorsa ad essere inclusi in quella o quell’altra foto.

          • yurj scrive:

            Non mi pare, poi ogni realtà è un mondo a sé…

            • ugo scrive:

              non intendevo dire che singoli compagni o intere federazioni non lo hanno fatto, dicevo che i vertici del partito hanno incentrato la linea politica sulla rincorsa alle alleanze che ha dato luogo a comportamenti schizzofrenici, il principale dei quali è stato presentarsi all’ultima campagna elettorale in opposizione al governo Monti e contemporaneamente quasi ovunque alleati col Pd. Questi sono giochini che sul breve periodo possono portare anche a prendere il 3 invece dell’1% ma alla lunnga si pagano

              • yurj scrive:

                Io posso dirti che a me pare che Ferrero abbia girato mezza italia e continui a farlo, per stare vicino ai militanti della base. Questo gli va riconosciuto. Forse non tutti fanno questo o magari fanno altro, non so tutto di tutti.

                Insomma, c’è chi lo fa e secondo me va sostenuto, a livello nazionale. A livello locale, ci sono luci ed ombre, come sempre, com’é normale che sia per un partito che ha decine di federazioni, centinia di circoli, decine di migliaia di militanti.

                Io per quest’anno mi sono posto due obiettivi a livello locale:

                a – esserci, cioè far sapere che ci siamo
                b – portare il nostro piccolo circolo ad un numero di iscritti adeguato

  46. Sancta simplicitas scrive:

    Vorrei rivolgermi a tutto il pantheon degli apologeti della sinistra antagonista e d’alternativa che scrivono su questo blog.
    Secondo voi, la FIOM di Landini e Airaudo, che caspita di motivo avrebbe per appoggiare un progetto minoritario che nella migliore delle ipotesi sfiorerebbe il quorum?
    Non pensate che a persone che rappresentano i lavoratori sia più utile essere compagni di strada di una sinistra seria, che sia parte del centrosinistra per un governo del paese?
    Così va letta la meritoria convocazione per il 9 giugno!
    Altro che gruppetti e gruppettari!!!!!

    • Ferdinando scrive:

      … si ma non lo dire a Masella e Tenti.

      • Leonardo Masella scrive:

        E’ inutile Ferdinando. La tua linea filo-Pd, con il sostegno del Pd al governo Monti che distrugge l’articolo 18, è finita.

    • yurj scrive:

      Cioé stai accusando Landini di voler distruggere la credibilità della Fiom? Convinto tu…

      Sel è al 4,5%, la Fds al 3% almeno. Cala la cresta, amico di Sel che scrivi qui ogni giorno…

      • Sancta simplicitas scrive:

        semmai è Landini l’amico di SEL, visto che ne è iscritto! e che dire di Airaudo, che a Torino parteggiò per Fassino e non per Bossuto… compagni svegliatevi prima che sia troppo tardi…

        • yurj scrive:

          Tu confondi la Fiom con 3 dirigenti, forse qualcun altro si deve svegliare.

          Questa cosa delle tessere “Sel” in tasca fa alquanto sorridere. Avete mai chiesto questa cosa delle tessere ad Airaudo, Landini & C.? Cos’hanno risposto? A me risulta che la questione non esiste, la tira fuori qualcuno qui perché evidentemente non ci sono altri motivi.

          Concordo con Cremaschi che il PD è incompatibile con la Fiom (vedi art 18).

          Il nodo è, invece, questo: la Fiom esiste perché è nella CGIL o perché è un sindacato forte. Chi pensa alla prima ipotesi, può fare come la Camusso, cioé accettare l’andazzo e non opporsi. Chi pensa alla seconda, evidentemente, vuole fare sindacato indipendentemente da certi giochini politici.

          • Sancta simplicitas scrive:

            Yurj dai un’occhiata ai risultati delle elezioni, non alle tue impressioni. Guarda dov’è andato il voto dei quartieri operai torinesi e poi parli. Diceva Mao che chi non fa inchieste non ha diritto di parola… qua da noi è il contrario, parla e straparla chi ai numeri preferisce i propri sogni.

            • yurj scrive:

              Quali sarebbero i quartieri operai a Torino? Cioè esiste ancora la coscienza di classe operaia a Torino?

              A me pare che a te manchi il quadro generale, hai dimenticato già “eh ma gli operai votano a destra”, “gli operai votano lega” etc etc

              Forse meglio ripartire da lì, va…

              • Sancta simplicitas scrive:

                che c’entra mettere insieme “quartieri operai” con “coscienza operaia”? Confondi le due cose?

                • yurj scrive:

                  Significa che potevi dire “quartieri ad alto tasso di lavoratori”, visto che dire “operai” significa, storicamente, parlare di insediamenti con alto tasso di coscienza di classe.

      • Anonimo scrive:

        La Fed e’ al 3% nei sondaggi,gli stessi sondaggi che danno Sel non al 4,5% ma l 6/6,5%,su questo dobbiamo essere onesti.
        Se parliamo poi di numeri alle amministrative dobbiamo parlare per la Fed di una media del 2,2% nei 16 comuni capoluogo dove era presente il simbolo e di una media del 2,4% in tutti i comuni(ma purtroppo in ben 49 comuni la Fed non era presente,quindi zero).
        Poi dovremo ragionare sul fatto che chi contribuisce al 2,4%,cioe’ Pdci e Salvi,la pensa in modo differente ed e’ favorevole ad un accordo con il Pd.

        Poi un ultima cosa,dici una cosa che mi fa’ venire i brividi.

        Dici,ma se vince la foto di Vasto,durano 2 anni,e noi intanto resistiamo e cresciamo.

        Mamma mia!un elogio del minoritarismo e della extraparlamentarita’ che fa’ a cazzotti con la gloriosa tradizione del Pci!
        Caro compagno,se nell’aprile del 2013 prendiamo il 2,5% ma anche il 2,8% o 3,1% e siamo di nuovo extraparlamentari,due mesi e ci estinguiamo definitivamente e totalmente!

        Una deriva peggiore di quella di Democrazia parlamentare!

        • yurj scrive:

          La Fds è oltre il 3% sui dati REALI, gli stessi che danno Sel al 4,5%.

          http://www.sondaggibidimedia.com/2012/05/analisi-bidimedia-del-voto-parte-3.html

          buona lettura :)

        • yurj scrive:

          Ecco la fretta “aiuto aiuto restiamo extraparlamentari e scompaiamo”.

          No, sei già scomparso se fai questi ragionamenti, Lenin non ha mica vinto le elezioni, Castro la prima volta l’hanno arrestato ma è stata la sua più grande tribuna, Syriza alle scorse elezioni aveva l’1,5%.

          Non dico che andrà così, dico solo che se crediamo in noi stessi non dobbiamo temere ne il giudizio degli elettori ne sottovalutare la nostra capacità di incidere.

          Se invece vuoi solo vincere le elezioni e non cambiare nulla, diventa sellino o piddino, e strombazza il giorno delle elezioni come avessimo vinto i mondiali di calcio.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Vedo che adotti per te un nome, che nell’accezione ecclesiastica, ci parla di umiltà(beati i semplici di spirito) invece tu ne fai un atto di superbia, per te questo nome è uno scranno professorale, dalla quale ti ergi per rivolgerti ai cumuni mortali,”"Non pensate che a persone che rappresentano i lavoratori sia più utile essere compagni di strada di una sinistra seria”", Bene sapientone, sapresti darci una definizione di Sinistra, nelle tre declinazioni, ossia, per Significato significable e per significante?, o ti accontenti del “semplice” nomilalismo?- cosa vuole dire essere davvero di sinistra rispeto alla “manutenzione” del art. 18 che il governo appaggiato da “tu sai chi” sta approvando?- cosa vuole dIre essere di sinistra, rispetto all’espulsione del ambasciaore della Siria di questo governo, appoggia da “tu sa chi” che rischia e contribuisce apreparare le coscenze per un probabile bombardamento umanitario?, potrei andare avanti per mesi, ma sicuramente tu hai capito, e puoi risponderci, ma rispondi, a noi comuni mortali che non popoliamo il “PANTHEON”

      • Sancta simplicitas scrive:

        Guarda Carlo che Fassino e Bersani e altri del PD il 9 giugno non li ho mica invitati io, ma Airaudo e Landini.

        Quindi queste domande puoi farle a loro, non a me.

        E’ poi Airaudo che invita PD, SEL e IdV a indire le primarie, non io.

        Evidentemente dunque sono Airaudo e Landini (e non io) che non si pongono i problemi che ti poni tu.

        Chiaro?

        • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

          Per sancta simplicitasas, guarda io non voglio fare polemiche, con compagni che personalmente non conosco, ma se il tuo era un artifizio retorico, allora va bene, se invece sei un peroratore, di una vera sinistra allora mi piacerebbe, sapere da te che cosa è una sinistra, perchè i nomi che hai fatto , per me non sono di sinistra, in quanto a Landini, io non sono un ammiratore, io sono un po più vecchio di Landini e so, che se adesso, stiamo a disperarci per la perdita dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, la colpa è un po anche della FIOM, che negli anni 70 avrebbe(in piena civiltà operaia e del lavoro) dovuto governare la trasformazione, io sono più in la di Landini, e penso che la difesa dell’articolo 18 sia una battaglia di retroguardia , io sono per prendere atto che la civiltà del lavoro, è finita, e dobbioma avere un nuovo armamentario, dobbiamo puntare drettamente, come fanno i PIRATI ad un salario di cittadinanza.

    • Leonardo Masella scrive:

      Con questo ragionamento tutto impregnato di opportunismo e di elettoralismo, Landini e Airaudo dovrebbero stare col Pd non con Sel.

  47. anonimo scrive:

    Si vince da sinistra
    di Francesco Francescaglia, Responsabile organizzazione PdCI

    http://www.marx21.it/italia/quadro-politico/1825-si-vince-da-sinistra.html

  48. Ferdinando scrive:

    Chiediamo che le segreterie di Pd, Idv e Sel si facciano al più presto promotrici di primarie di coalizione per scegliere il candidato premier.
    Primarie vere, vale a dire:
    - svolte sotto la responsabilità di un comitato dei garanti composto da personalità della società civile di indiscussa imparzialità e autorevolezza morale.
    - con candidati che partecipino a titolo individuale, e non come rappresentanti ufficiali o nei fatti sostenuti da un partito, – aperte anche a candidati non iscritti ad alcun partito.
    - organizzate in modo da offrire a tutti i candidati pari chance, con un rigoroso e contenuto limite del tetto delle spese consentite per la competizione, pena l’invalidazione della candidatura.
    - obbligatoriamente fondate sulla partecipazione a dibattiti con la presenza di tutti i candidati, quale modalità privilegiata di campagna elettorale.

    Quanto all’esito
    - Nel caso nessuno dei candidati raggiunga il 50% più uno dei voti si svolge un ballottaggio tra i due più votati la domenica successiva.

    Siamo convinti che senza una decisione immediata, che consenta il maturare di candidature della società civile e di una partecipazione di massa, anche via internet, alla loro individuazione e alla formulazione dei programmi, un numero crescente e infine smisurato di potenziali elettori sarà tentato di disertare le urne o alternativamente affidarsi a movimenti estranei e contrari al campo di centrosinistra col risultato di favorire la vittoria di una coalizione di destra.
    Deve essere chiaro che la responsabilità politica e morale di un tale esito peserebbe tutto sui dirigenti dei tre partiti che non avessero voluto indire fin da ora le primarie vere che stiamo chiedendo, rifiutandole apertamente o ancor peggio impedendole con argomenti e condotte dilatorie.
    Il tempo che ci separa dalle prossime elezioni politiche si conta ormai in mesi. Il conto alla rovescia è ormai iniziato.
    Non possiamo farci trovare impreparati.
    Rinviare l’indizione delle elezioni primarie di coalizione oltre giugno, equivale a decidere di non farle o farle per finta.

    Giorgio Airaudo
    Paolo Flores d’Arcais
    Margherita Hack
    Gad Lerner
    Arturo Parisi

    … eh si ha proprio ragione Masella!
    Airaudo sogna proprio il polo della sinistra autonoma dal Pd!

    • Ferdinando scrive:

      E forse Cremaschi dal suo punto di vista ha capito tutto dell’iniziativa della Fiom
      —–
      Se le intenzioni di Maurizio Landini e Giorgio Airaudo sono quelle annunciate dai giornali, in particolare da Il Fatto, bisogna dire che il gruppo dirigente della Fiom ha preso una via completamente sbagliata, che va combattuta con forza e rigore.
      Il 9 giugno dovrebbe esserci un incontro promosso dalla Fiom con i partiti del centrosinistra. A quell’incontro avrebbero dato la conferma della partecipazione sia Bersani, sia Vendola, sia Di Pietro. Domandiamo subito: qual è lo scopo reale di quell’incontro? Se la Fiom vuole proporre le sue opinioni sulle elezioni e sui programmi di governo credo che la strada debba essere un’altra. Quando si interviene nella politica lo si fa con piattaforme, e i contenuti di queste piattaforme devono essere discusse, verificate e decise con ampia democrazia. Questa è l’indipendenza sindacale scritta nello Statuto della Fiom. Tutto questo manca. Finora in Fiom si è parlato genericamente delle proposte della Fiom ma, almeno fino a quando sono rimasto presidente del Comitato centrale, non ho vissuto una riunione nella quale si definissero i punti precisi da presentare ad un incontro con le forze politiche. D’altra parte è abbastanza singolare la coincidenza tra l’avvio di un’offensiva di Vendola e Di Pietro verso Bersani per stringere un patto elettorale e di governo, e l’incontro promosso dalla Fiom. Può darsi che tutto sia casuale, (…) ma si fa fatica a crederlo, anche perché i giornali parlano di incontri preparatori di cui nessuno sa nulla. Infine c’è la sostanza. Cosa vuole la Fiom dalle forze politiche? Leggendo i giornali, risulta un insieme di richieste confuse e generiche, fatte apposta – direbbe un malizioso – per far andare tutti d’accordo. Domanda secca: se la Fiom incontra Bersani gli chiede di non votare la controriforma sull’articolo 18? E se la Fiom parla di prossime elezioni, chiede che uno dei primi punti del programma da sostenere sia la cancellazione, non la attenuazione, della controriforma Fornero sulle pensioni assieme a quella del lavoro? Il fiscal compact si accetta o si respinge? Il pareggio di bilancio in Costituzione resta così o viene rimesso in discussione?
      Finora dovrebbe essere scontato che la Fiom chiede queste cose. E dovrebbe quindi essere scontato che le posizioni attuali di Bersani sono radicalmente diverse da quelle del sindacato dei metalmeccanici. E, tuttavia, quest’incontro viene presentato come quello che darebbe un contributo alla piattaforma unitaria del nuovo centrosinistra. Si vuole forse inserire qualche faccia della Fiom nella foto di Vasto? Non so se sarebbe una bella cosa sul piano elettorale, ma per i lavoratori sarebbe un disastro.
      E’ bene allora che nella Fiom si apra una discussione a fondo, su dove si vuole andare. Da troppo tempo in quell’organizzazione l’immagine e lo spettacolo televisivo prendono il posto di una reale discussione politica. Questo mentre la situazione sociale del paese degrada e i metalmeccanici ne subiscono, come tutti, le drammatiche conseguenze. Pensare di affrontare questo con una mossa del cavallo, cioè con uno sparigliamento di carte per cui la Fiom si butta in politica, può certo piacere a chi sente in Italia il vuoto di una sinistra politica, ma non è una soluzione né per il sindacato né per la sinistra. Il gruppo dirigente della Fiom ha rinunciato in questi ultimi mesi a una battaglia contro la deriva moderata del gruppo dirigente della Cgil. Adesso si mette a fare politica in proprio, mentre la Cgil lascia passare l’attacco all’articolo 18. No, non ci siamo proprio.
      Così la Fiom, anziché essere quel modello sindacale positivo, che ha suscitato tante speranze nel mondo del lavoro, rischia di essere parte della crisi della Cgil e persino di aggravarla. Le lotte eroiche dei metalmeccanici di questi ultimi anni non meritano di finire nel teatrino della politica italiana.
      ———-

      … certo proprio il polo della sinistra dei sogni di Masella!(e pure Tenti)

      • Anonimo scrive:

        “Da troppo tempo in quell’organizzazione l’immagine e lo spettacolo televisivo prendono il posto di una reale discussione politica. ” … se lo dice Creamschi che se ne intende…

  49. G. A. scrive:

    ATTENZIONE!! ATTENZIONE!! Straccio la tessera di Rifondazione Comunista se, alle prossime elezioni politiche, facciamo una alleanza col PD.

    G.A.

    • yurj scrive:

      Rifondazione non ha mai fatto alleanze su programmi non condivisi, l’incompatibilità è netta. L’esperienza del 2006 ci ha insegnato anche a diffidare da programmi “generici”.

      È più probabile che il PD faccia la fine del Pasok :)

      • yurj scrive:

        Se leggete i commenti nel sito http://www.sinistraecologialiberta.it/ , non mi pare ci sia:

        a – partecipazione

        Tra questo blog e il sito nazionale, la partecipazione dei compagni al dibattito in rete è nettamente superiore a quello dei compagni di Sel

        b – Approvazione della linea Vendola

        Vedo più gente scontenta che contenta, li avevano illusi di ave fatto un partito in grado di competere col Pd e si sono trovati con una stampella per il Pd…

  50. Ferdinando scrive:

    siamo alla frutta,Masella si augura che il Pd(partito con il quale il Prc e’ alleato spesso e volentieri)vada con Udc e Fli.
    Visto che alla fine molto probabilmente il Pd sara’ alleato di Sel e Idv,il Prc e’ spacciato.
    Da soli,2,7/2,8% se andra’ bene e possiamo mettere il cartello “vendesi” davanti a tutte le sedi del Prc.

    • Fausto Tenti scrive:

      Ferdinando, ma come si fa a perorare – come fai tu sempre, comunque e nonostante tutto e tutti – un’alleanza programmatica NAZIONALE di qualsivoglia tipo e/o natura col Piddi? MA CI STANNO MASSACRANDO, NON TE NE ACCORGI? STANNO VOTANDO DELLE LEGGI CHE FANNO RICORDARE LE TEORIE DEGLI ECONOMISTI DELLA SCUOLA DI CHICAGO DI MILTON FRIEDMAN…Ma noi – davvero, lo pensi sul serio? – per riuscire a sopravvivere FORMALMENTE come forza politica dobbiamo morire SOSTANZIALMENTE-del tutto-per sempre come gente coerente, dignitosa ed anticapitalista (senza manco rammentare comunista, che non ce n’è bisogno)? Ma come possiamo, dopo 1 anno e mezzo di macelleria sociale ed umana somministrata da Monti (in certe parti la stessa che propinò – SOLO DAL LATO ECONOMICO, PER CARITA’, NON MI FRAINTENDETE – Pinochet in Cile) fare “qualcosa” insieme a Bersani & C. SpA? Ma ci credi sul serio a quello che dici? Dai territori, almeno i compagni che si fanno il culo agratis da buio-a-buio (quando non lavorano) se proponi una cosa del genere…vengono a cercarti (metaforicamente) a casa coi forconi. Tali compagni sottraggono tempo e denaro alla propria famiglia…a me fra poco mi cambiano la serratura di casa e mi buttano fuori, da quanto mi danno l’anima per la nostra comunità politica e non ci sono mai…e poi, siccome in qualche maniera bisogna pur fare…proponi loro accordicchi col Piddi tanto per accordicchiare, sennò, cari compagni, è un casino?

      • Ferdinando scrive:

        Mah … caro Tenti che dirti.
        Ma non ti dice nulla il fatto che,non io,ma importanti esponenti del Prc come Nocera o Velentini pensino che con il Pd ci si possa alleare?

        Anzi ma vogliamo dirla tutta e togliere il velo d’ipocrisia che da piu’ di un anno soffoca il Prc e Fed?

        Cosa credi che pensano Diliberto,il Pdci e Salvi sulla questione alleanze?
        Ma li leggi i comunicati del Pdci dove elogiano sempre il Pd come perno dell’opposizione e del csx?
        E Salvi pensi che sia contrario ad un accordo do governo?
        Ma dove vivi?

        E all’interno dello stesso Prc sicuro che la posizione anti-Pd sia cosi’ plebiscitaria?
        I Nocera,Valentini sono lo specchio di un ben enorme disagio,fidati!
        Ma secondo te,cosa pensano i vari ex-bertinottiani o l’area essere-comunisti?
        Ma anche lo stesso Ferrero … sicurosicuro che sia contrario ad un alleanza con il Pd?
        Provo a scrvergli su Facebook,parla di alleanze e vedrai che ti rispondera’
        “Ora facciamo oopposizione al Pd e Monti,quando ci saranno l’elezioni poi vedremo,li’ si trattera’ anche di tattica”

        ecco appunto una pessima tattica!

        • Ferdinando scrive:

          a proposito,cosa ne pensi dell’iniziativa della fiom,degli articoli di Telese e delle considerazione che il compagno “anonimo” faceva sotto?
          onestamente un paio di cosette coincidono … possibile che sia un trappolone creato ad arte dal trio Vendola-Airaudo-Telese?

          • mah scrive:

            effettivamente caro ferdinando hai ragione sicuramente su una cosa: cioè sul fatto che molti dirigenti nazionali vogliono l’accordo con il PD…..
            la base militante no… e infatti non si possono permettersi di dirlo apertamente… prendono tempo come fa ferrero con mezze frasi del tipo : mai con il PD che guarda all’UDC….
            la verità è che troppi dirigenti nazionali sono cassaintegrati e vedono nel rientro in parlamento la soluzione al proprio precariato…. è un conflitto d’interesssi… un conflitto d’interessi che sta uccidendo il partito e che lo seppellirà…..

            Ha ragione Tenti i militanti prepareranno i forconi…. e io sarò con loro….

            • Anonimo scrive:

              molti dirigenti nazionali vogliono l’accordo, forse pè vero. la base militante no… può darsi. ma parliamo di 4 gatti purtroppo. il nostro bacino elettorale invece come la pensa?

        • Leonardo Masella scrive:

          E infatti proprio per queste posizioni in continuità con la disfatta dei due anni nel governo Prodi (che ci hanno distrutti), siamo messi così male. Posizioni che via via si sono rivelate sbagliate. Pensa che il compagno Valentini, che tu porti ad esempio, ha fatto un congresso su un emendamento che proponeva un accordo di governo col Pd proprio nel bel mezzo del sostegno del Pd alla nascita del governo Monti ! Purtroppo c’è da piangere altrimenti ci sarebbe da ridere !

    • yurj scrive:

      Visto che solo un paio di settimane fa parlavi dell’1,5% e che siamo gli unici a sinistra che tengono il terremoto Grillo, non so quanto la tua sparata (l’analisi si basa su dati ed ipotesi, da sostenere) possa essere veritiera.

      Un comunista, anche qui sul blog, dovrebbe essere più attento alle valutazioni, leggete meno gossip politico e spalate di più, come dice Ferrero.

    • Leonardo Masella scrive:

      Caro Ferdinandino anonimo, fra i più destri liquidatori che frequentino questo blog, io mi auguro, come tutta Rifondazione Comunista, che Sel e Idv facciano una alleanza con noi Fds, perchè questa potrebbe prendere un risultato a due cifre e finalmente dare all’Italia una forza di sinistra e di opposizione, recuperando tanti delusi del Pd che rischiano di andare nell’asetensione e frenando l’avanzata pericolosa dei grillini. Questa è oggi la cosa più importante che ci possa essere. Affinchè ciò avvenga, il Pd, o per motivi politici (perchè attratto da una alleanza col centro moderato) e/o per motivi di legge elettorale (per esempio una legge proporzionale sia pure con sbarramento o una legge a doppio turno), dovrebbe dire di no alla richiesta di alleanza di Sel e Idv. Ed io lo spero vivamente, perchè sono una persona responsabile, mentre tu, assieme al solito Nicola anonimo e qualche altro, siete degli irresponsabili, perchè consegnereste il paese al qualunquismo grillino come lo avete consegnato a Berlusconi quando avete sostenuto i due anni di governo Prodi.

  51. anonimo scrive:

    a napoli il “compagno” de magistris privatizza i cimiteri

  52. Anonimo scrive:

    di LUCA TELESE

    Nel “Day after” la Fiom per un giorno tace. C’è il terremoto, ci sono operai morti, il segretario dei metalmeccanici Maurizio Landini ha annullato subito, in segno di lutto, un’intervista pubblica programmata per questa sera a Reggio Emilia, al Fuori Orario di Taneto di Gattatico. Persino i dipendenti della sede emiliana ieri sono stati sfrattati dalle scosse e hanno lavorato con i telefonini. Ma il sasso lanciato nello stagno dai metalmeccanici della Cgil produce cerchi concentrici e increspa le acque. La Fiom chiede alla politica “un passo avanti” e un impegno, si propone come catalizzatore di un cartello che ponga al centro lavoro e diritti. C’è chi risponde con entusiasmo, come Oliviero Di-liberto e Paolo Ferrero (entusiasmo prevedibile) chi a sua volta tace (prudenza imprevedibile) come la Cgil, e la sua leader, Susanna Camusso. Poi ci sono le reazioni della base, che un dirigente di primo piano di Corso Trieste riassume così: “Se questa notizia fosse saltata fuori un anno fa, forse avremmo potuto registrare qualche perplessità fra i nostri iscritti. Oggi, invece, registriamo entusiasmo e inviti ad andare avanti persino fra i non iscritti”. UN GIORNO di silenzio ufficiale, dunque, dopo l’annuncio di un convegno in cui la Fiom convoca i leader di tutti i partiti del centrosinistra, a Roma, il 9 giugno, per rimettere al centro dell’agenda la questione sociale e dopo aver ventilato – questo è il fatto nuovo – l’ipotesi di un patto da far sottoscrivere ai candidati (già soprannominato il “bollino blu”) in cui chi vuole quel riconoscimento si impegna a votare, una volta eletto, delle leggi sui temi sensibili dello sviluppo e del lavoro. Non solo: il sindacato potrebbe anche promuovere la candidatura di una pattuglia di quadri che provengono dalle sue fila, un presidio non più solo simbolico. Di più. Come ripete spesso Giorgio Airaudo, “tutti i partiti devono abbassare la percentuale di avvocati e commercialisti eletti, e aumentare quella dei lavoratori”. Dice Oliviero Diliberto, leader del Pdci, che incontrerà di nuovo Landini nei prossimi giorni: “Se c’è un soggetto in Italia che può certificare e porre la questione sociale, quello é la Fiom. E i comunisti italiani – aggiunge – sono felici di qualsiasi forma di impegno del sindacato in questa direzione”. GLI FA ECO Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione: “Se la Fiom si pone come soggetto propulsivo rispetto alla politica, io non posso che essere contento. Se contribuisce all’unità della sinistra – aggiunge – sono ancora più contento”. E anche Maurizio Zipponi, numero due dell’Italia dei Valori (proconsole di Antonio Di Pietro sui temi del lavoro) dice: “Noi ci saremo, il 9 giugno, in prima fila, non come dei notai chiamati a ratificare, ma come dirigenti che sull’agenda blu dei diritti proposta dalla Cgil ha molto da condividere, ma anche molto da dire”. Una giornata di silenzio nel lutto. Una giornata per capire in che modo la politica può metabolizzare la svolta della Fiom. Una giornata in cui tutti si chiedono se Landini, Airaudo, e uomini-simbolo come Giovanni Barozzino possono candidarsi. E diventare dei Lula italiani.
    —–

    questo e’ un articolo di oggi di Telese sul Fatto.
    Ieri sempre parlando dello stesso argomento,la Fiom,raccontando come la fiom aveva organizzato per giugno un incontro con Bersani,Vendola e Di Pietro,omettendo Ferrero.
    Oggi invece tutto questo spazio,la cosa mi puzza un po’.

    mi spiego meglio,la fiom non si fara’ mai partito pero’ siamo onesti,l’idea alla maggioranza degli iscritti di prc e pdci piacerebbe e sarebbero disposti anche a sciogliere i due partiti.
    quindi un po’ di confusione,zizzannia si infilera’ certo tra i nostri iscritti,quanti saranno quelli che diranno “beh quasiquasi il Prc si potrebbe sciogliere per fare questa cosa”
    e poi tutto questo e’ pubblicita’ per tre iscritti a sel come landini,airaudo e barozzini di cui airaudo e barozzino dicono siano in pole per un seggio alla camera nelle liste di sel

    • Luca scrive:

      mi piacerebbe un analisi,un giudizio di Masella su questo.

      • Leonardo Masella scrive:

        Mah, Luca, cosa vuoi che ti dica ? A me pare una cosa ottima questa di Landini e della Fiom. Io dico: finalmente ! E propongo di andare avanti: sulla base di queste discriminanti politiche e programmatiche che porrà la Fiom si può e si deve costruire una sinistra alternativa autonoma dal Pd.

        • Ferdinando scrive:

          Scusa Masella ma come fai a dire
          “ottima l’iniziativa della Fiom,sulla base delle loro discriminanti programmatiche si costruisca una sinistra d’alternativa”.

          Mi sa che hai confuso un po’ ….
          Telese confonde un po’ le acque e forse non a caso.
          Landini e Airaudo(che sono iscritti a Sel per quei pochi che non lo sapessero)non hanno nessuna intenzione di fare un partito,ma semplicemente hanno deciso di convocare un assemblea invitando Bersani,Di Pietro,Vendola.Ferrero,Doria,De Magistris,Zedda,Pisapia,Fassino e altri.
          Come fai a dire che siamo a un passo da chissa’ quale sinistra d’alternativa?
          I temi che proporranno saranno
          1) La riscrittura della riforma previdenziale sui lavori usuranti e sul riconoscimento differenziato della fatica del lavoro

          2)Un pacchetto di leggi per il riconoscimento della democrazia sindacale

          3)Una legge sui precari

          4)La modulazione di un salario di cittadinanza

          5)Un impegno del governo a sostenere un piano strategico sulle politiche industriali.

          credi che questi siano punti a cui un centrosinistra non potrebbe ambire e su cui la Fiom non scommettere?
          Tra l’altro un punto,il salario di cittadinanza e’ esattamente la campagna che fara’ partire Sel nei prossimi giorni … coincidenza o forse tra “tesserati” ci si sente prima? … dai Masella ma che ingenuita’ a pensare “e vai si fa’ il polo della sinistra d’alternativa!”

          • Sancta simplicitas scrive:

            Qualcuno continua a sognare ad una FIOM che possa spalleggiare la corsa in solitaria della FdS più qualche altro a sinistra e ipotetici movimenti. La FIOM al centro di una minicongrega minoritaria… ma svegliatevi.

  53. Anonimo scrive:

    la fds e’ fuori dalla giunta di genova,considerando che il consigliere eletto e’ un ex-pds,beh e’ stato un trionfo!
    che ci dice Carlo di Genova?

    • Anonimo scrive:

      ..dirà che è colpa di Diliberto, cosa vuoi che dica?

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      E’ proprio come dici tu. ma io non ho aspettato che tu melo chiedessi per fare un commento del disastro, per fare autocritica, se scorri, questo blog, vedrai la lettera che ho mandato alla segreteria provinciale, non è colpa di Diliberto, questa volta è tutta colpa nostra che ha tutti i costi abbiamo voluto presentarci come FDS e a Genova non ci conosce nessuno. questa è la malattia, continuare a cambiare nome non premia, facciamo subbito una bella riunione, un unico partito, e ci chiameremo semplecemente la “Federazione dei comunisti” , per farlo bisogna accettare di fare un congresso fondativo una testa un voto, Diliberto lo vorrà fare? se lui vuole farlo figurati io.

      • A Genova, come è successo in altre città, avere tentennato sulla presenza in coalizione e sulla partecipazione alle primarie ci ha reso non indispensabili. Abbiamo deciso di non partecipare alle primarie: con una giravolta ridicola che ci ha portato ad avere PRC e PDCI contro le primarie e contro Doria e il Partito del Lavoro ad accettarle, presentando una candidatura autonoma, salvo poi l’atteggiamento del PRC (e anche del PDCI) di salire sul carro del vincitore Doria, inneggiando alla grande vittoria della sinistra (vedi dichiarazioni di Ferrero). Con la percentuale presa da Doria e l’elezione di un solo Consigliere la FDS risulta non determinante né per l’oggi né per il domani della giunta. Si può pensare di riproporre uno schema del genere a livello nazionale? Io penso proprio di no. La questione è: o si sta fuori dal centrosinistra nazionale e su tutti i livelli locali e ci si prepara alla lunga traversata nel deserto dell’opposizione (dell’ordine di diversi lustri), o accordi di programma qualificanti (lavoro, ambiente, precarietà, sviluppo sostenibile, diritti) anche a livello nazionale e ci si erge a baluardi del loro rispetto.
        Posizioni di mezzo non sono date e se date sono insostenibili e incomprensibili per i più.

  54. anonimo scrive:

    http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=8384&mode=thread&order=0&thold=0

    SIRIA: PDCI, ALLARME PER ESPULSIONE AMBASCIATORE SIRIANO

    “Apprendiamo con allarme e preoccupazione dell’espulsione dell’ambasciatore siriano in Italia. Un atto che ancora una volta pone il nostro Paese alla testa dei governi interventisti e guerrafondai e ci allontana da quel ruolo di dialogo e equivicinanza che per decenni aveva caratterizzato la nostra politica estera.” Lo afferma Maurizio Musolino del dipartimento esteri del Pdci, che prosegue: “I Comunisti italiani da anni lavorano per la pace e lo sviluppo della regione mediorientale, ripudiando la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Lo facciamo con la convinzione che la legalità internazionale per essere tale deve valere sempre, a partire quindi dall’imporre a Israele il rispetto delle centinaia di risoluzioni dell’Onu che puntualmente disattende. In Siria oggi è in gioco una partita ben più ampia di quella sui diritti. In primo piano non sono le giuste rivendicazioni del popolo siriano, ma la volontà di abbattere e sostituire un governo che in questi decenni non si è allineato ai voleri degli Usa. Il nostro governo si deve adoperare come soggetto di mediazione e di dialogo e non come supino alleato del Pentagono. Serve una svolta nella politica estera, un cambiamento che guardi con maggiore attenzione a quanto grandi nazioni come la Cina, il Brasile, il Sudafrica, l’India, la Russia, da tempo vanno dicendo.”

  55. Adriano2 scrive:

    Tiriamo tutti un sospiro di sollievo.
    Nessuno è morto tra gli studi notarili.
    Tra i palazzi della finanza.
    Nei palazzi dei signori.
    Oggi sono crepati solo sfigati, neanche laureati.
    E’ quasi estate.
    Alla Bocconi hanno acceso i refrigeratori.
    Le cravatte strette a volte sono fastidiose.

    Chiediamo perdono ai compagni spiaccicati.

  56. nicola atalmi scrive:

    FDS NON PERVENUTA
    PERFIDIA DI TELESE O VERITA’?

    Il Fatto Quotidiano
    29 maggio 2012
    Il partito della FIOM
    fiom

    di LUCA TELESE

    La Fiom si mette a fare politica? Condiziona la politica? Le chiede di cambiare rotta? Si candida a commissariare la politica sui temi del lavoro? Si candida e basta? Da domani, c’è da giurarci, anche questa variabile entrerà come una bomba nel dibattito politico del paese aggiungendo un nodo di complessità (ma anche di ricchezza) alla tessitura del nuovo centrosinistra. Da domani, c’è da giurarci, se ne discuterà, se non altro perché – dopo un dibattito approfondito – il sindacato di Maurizio Landini ha deciso di rompere gli indugi e di muovere un primo passo che (consapevolmente) potrebbe fargli piovere sulla testa una grandinata di polemiche, ma che, ancora una volta, accenderà l’attenzione sui metalmeccanici della Cgil e sulle loro battaglie. STA DI FATTO che da domani comincia il conto alla rovescia per un appuntamento che nell’ultimo mese è stato preparato da una serie di incontri riservati con tutti i principali leader di partito del centrosinistra, di cui – quasi incredibilmente – fino ad oggi non erano trapelate né la notizia né il contenuto. Sta di fatto che, il 9 giugno, a Roma, il gruppo dirigente della Fiom ha convocato a Roma Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, i movimenti, i sindaci progressisti. Non sarà una passeggiata per nessuno. E il dato clamoroso è che se non ottenesse quello che chiede, una parte del gruppo dirigente non esclude di promuovere un cartello elettorale. Così, per capire quale sia la posta in palio bisogna tornare all’ultimo comitato centrale del sindacatone rosso, meno di un mese fa, quando Giorgio Airaudo, il numero due della Fiom costruisce uno slogan che riassume mesi di discussioni: “In questi anni abbiamo fatto una battaglia per difendere i diritti, e per questo sempre inseguiti dall’accusa di fare politica. Da oggi in poi, visto che le nostre battaglie non hanno trovato sponda – dice – dobbiamo puntare a inserire i diritti e il lavoro nell’agenda della politica. Dobbiamo fare politica, quindi, a viso aperto, perché il sindacato e i lavoratori non restino più soli”. Anche chi non conosce il lessico sindacalese si può rendere conto che il teorema Airaudo apre una strada a una piccola rivoluzione. Ma il fatto che nel parlamentino delle tute blu della Cgil nessuno quel giorno sollevi delle critiche, rende l’idea di quanto questa svolta sia maturata in profondità nell’ultimo anno. Lo scenario è quello delle battaglie legali, dei referendum nelle fabbriche, delle sentenze dei giudici disattese dalla Fiat, nel disinteresse pressoché generale dei dirigenti del centrosinistra. “Dobbiamo riscrivere la lista delle priorità – ama ripetere Landini – e i primi due punti più importanti si chiamano lavoro e diritti”. Insomma, un mantra. Quel giorno, nel comitato centrale non c’è più nemmeno Fausto Durante, leader dell’ala “Camussiana” della Fiom, la destra interna appena assurto ad un nuovo incarico confederale. Ma nessuno dei suoi eredi solleva dubbi. Anche quelli abituati al gioco delle parti fra il gatto e la volpe, a cui Landini e Airaudo si sono specializzati in questi anni, restano stupiti quando Landini conclude dando la linea: “Dobbiamo costruire una iniziativa forte attorno alla Fiom che abbia un peso sulla politica”. Come, e in che modo? In realtà, dal referendum Fiat fino al convegno di Monte Silvano Landini si sta arrovellando intorno a questa domanda. La prima formula a cui la Fiom ha pensato è quella di un “Patto su lavoro e diritti” da proporre a tutti i candidati del centrosinistra nessuno escluso. Una sorta di bollino di garanzia certificato dal sindacato, o – se volete un modello – un remake sociale di quello che fu il patto Segni nel 1993. Al posto dei vincoli sulla riforma elettorale, la Fiom vuole organizzare un impegno su questi temi: 1) La riscrittura della riforma previdenziale sui lavori usuranti e sul riconoscimento differenziato della fatica del lavoro 2) Un pacchetto di leggi per il riconoscimento della democrazia sindacale 3) Una legge sui precari 4) La modulazione di un salario di cittadinanza 5) Un impegno del governo a sostenere un piano strategico sulle politiche industriali. LA PRIMA NOTIZIA è che nessuno dei leader ha rifiutato l’invito o ha pronunciato un ‘ no ’ preliminare. Anzi, il leader che potrebbe avere qualche problema alla sua “ala destra”, a sottoscrivere il patto – Bersani – non ha chiuso nessuna porta. Anzi, ha detto: “Ci sarò”. La seconda è che la sortita Vendola-Di Pietro con l’ultimatum al Pd forse avviene anche perché in questo scenario complesso sono molti i protagonisti che si muovono. Non è un caso che Landini e Airaudo abbiano incontrato anche il gruppo dei professori de l’Alba (la Fiom era presente all’assemblea fondativa con il suo numero due) e il gruppo di MicroMega di Flores D’Arcais. L’incontro con Vendola, fra l’altro è avvenuto subito dopo il primo turno delle elezioni francesi. Dove gli uomini della Fiom hanno osservato con molta attenzione il risultato di Jean Luc Melenchon, che con il suo Front de Gauche ha ottenuto un risulto a due cifre (federando tutte le sinistre radicali) e riuscendo nel risultato politico, per loro ancora più importante, di spostare “a sinistra” il baricentro della campagna di Francois Hollande. Infine il rischio: con questa iniziativa la Fiom bypassa anche la Cgil della Camusso. Un leader storico delle tute blu come Gianni Rinaldini, ascoltatissimo padre politico di Landini, non nasconde la sua visione, molto critica sulle scelte di corso Italia: “La Cgil avrà motivo per interrogarsi sui suoi rapporti di subalternità ai partiti. Vedo grande agitazione e slogan – osserva l’ex numero uno della Fiom – ma un sindacato che alla fine ratifica le mediazioni della maggioranza”. Anche Rinaldini sogna un ruolo propositivo: “Nel mondo dove la sinistra funziona i sindacati fanno questo: pensate al Brasile, dove nel Pt questo schema ha funzionato, eccome”. Già. Perché nella Fiom, e nei movimenti che ha aggregato, sono molti a credere che Landini possa essere un nuovo Lula. Magari anche nelle prossime elezioni.

    • Anonimo scrive:

      nicola atalmi, se telese avesse citato la fds avrebbe dovuto per diritto di cronaca mettera anche il pcl, il pdac, csp, pmli, pciml, pcarc, sgrub, sob, internos-ml, lega 4 internazionale, alan woods ecc…. e quando finiva?
      come ci siamo ridotti… e il tutto per andar dietro a uno che l’altro ieri diceva fare come die linke vielendanken, ieri fare come l’fdg francois, oggi costruire syryza kalispera e domani non si sa.

  57. Vito Nocera scrive:

    Carissimo Claudio,

    mi rivolgo a te, ma penso anche a tanti altri, a partire da Marco Sferini e Mauro Cimaschi con il quale, in particolare, c’è stato nei giorni scorsi un interessante scambio di Mail. Ed anche agli altri dirigenti più responsabili della Fds,compresi Salvi e Diliberto. Lo faccio in questa forma più diretta, senza affidarti come di consueto le cose che scrivo, nell’intento di essere più breve ed essenziale.Ricorderai che nel commento al voto di ballottaggio avevo sottolineato che, con una politica più accorta e meno tentata di cavalcare istanze populiste, la Federazione della sinistra, vista la grande difficoltà in cui si trova il gruppo dirigente del Partito Democratico, bersagliato da ogni lato ( anche in virtù del fatto di essere l’unico partito rimasto in qualche modo in campo ), pur persistendo la nostra marginalità avrebbe potuto tentare, in piena autonomia, di dare un contributo. L’occasione per tentare, chiamiamolo così, questo atteggiamento politico più accorto ci viene offerta in queste ore dalla mossa, rivolta al Pd, che hanno fatto Vendola e Di Pietro. Non si tratta solo della sgradevole trovata del cartone del busto di Bersani. E’ proprio l’intento politico in quella occasione espresso che mi sembra discutibile. Ma come,di fronte alla crisi drammatica che vive il Paese, di fronte alle difficoltà sociali crescenti di larghe fasce della popolazione, di fronte al pericoloso vacillare dello stesso assetto democratico, messo tanto duramente alla prova dallo smembrarsi dell’equilibrio della rappresentanza, e in presenza del dilagare del populismo antipartito che sappiamo, due forze politiche come Sel e Idv non trovano di meglio che lanciare un ultimatum, di cui non si colgono contenuti ma solo preoccupazione di parte, mettendo in piedi una specie di teatrino che mette in ridicolo il segretario del Pd? Comprendo le preoccupazioni che ,con lo stallo dei consensi e il successo di Grillo, possono aver ispirato i due leader in questione. Ma in ogni caso la loro mi appare come una iniziativa del tutto inefficace e, anzi, controproducente. In un tornante in cui ( piaccia o no ) prevale la spinta al nuovo quella uscita è apparsa inevitabilmente frutto di un tatticismo autoreferenziale esasperato che credo il Paese non comprenda, e se comprende giustamente non apprezzi. Non so cosa uscirà oggi dalla direzione del Pd, ma credo che l’atteggiamento di cautela tenuto da Bersani sia stato giusto. Come del tutto ovvio mi sembra il tentativo di offrire un clima di apertura piuttosto che rinchiudersi in uno schema rigido di alleanza ( alleanza a sinistra peraltro, mi pare, mai messa in questione in questi mesi dal segretario democratico, che ha sempre ribadito di lavorare per mettere insieme la sinistra e i moderati ). Io credo, per venire al dunque, che la Federazione della Sinistra, pur senza frizioni con Sel e Idv, dovrebbe marcare questa sua maggiore maturità politica e intervenire nella partita provando a dare un vero contributo. Il punto, infatti, non è quello di fare ultimatum al Pd, ma aiutarlo a mettere in campo una proposta politica e programmatica al Paese. E apprezzando, non criticando, qualche suo gesto di apertura. Il logoramento di Monti procede spedito, la scadenza del 2013, pur vicina, appare faticosa da raggiungere. Serve una capacità di parlare all’Italia ( e all’Europa ) esplicitando un programma comprensibile e chiaro. E’ questa la priorità altro che il rito ( e il mito ) di Vasto. Non 200 punti ma cinque o sei. Alcuni di carattere economico sociale ( fisco, lavoro, sviluppo sostenibile, regolamentazione dei mercati finanziari etc. ), un paio di riforma istituzionale e morale ( legge elettorale e aspetti connessi al numero e alle prerogative delle rappresentanze parlamentari, questione della Rai e della giustizia ). Infine un largo, larghissimo, appello al meglio della cultura del Paese, e alle forze sociali e dell’associazionismo democratico, per discutere e costruire assieme aspetti fondamentali del programma. Penso non ad una cosa generica ma proprio ad un vero momento di confronto, simbolico e concreto, sul tipo di quello che seppe animare Berlinguer.Penso che la Fds dovrebbe, ora, avanzare con maturità questo discorso, e la sua disponibilità, nella sua autonomia, a concorrervi per la parte di società che rappresenta. Sarebbe un modo serio per dare un senso alla resistenza di questi anni e, credo, renderebbe più facile quella stessa unità a sinistra, a partire da quella con Sel e Idv, che spesso invochiamo solo in maniera subalterna e per aggrapparci a qualche remota speranza di fronti minoritari ( peraltro del tutto improbabili ) che in realtà sancirebbero non proposte positive ma, di fatto, la frattura a sinistra con il conseguente pericolo di riconsegnare l’Italia alle destre o a nuove pericolose e inedite avventure.

    • Leonardo Masella scrive:

      Caro Vito, te lo dico con grande rispetto, ma ora sei passato addirittura a criticare Sel e Idv da destra, giustificando il Pd ? Io sinceramente concordo con te solo su un punto, spero anche io che il Pd alla fine (per vari motivi, politici e di legge elettorale) non accetti gli appelli di Sel e Idv, in modo che costringa queste due forze a fare una unità d’azione ed elettorale con la Fds, per dare al paese una forza di opposizione da sinistra, che è la cosa che ci manca come il pane da anni. Mentre aspettiamo questa ipotesi che sarebbe la migliore, la Fds dovrebbe però contemporaneamente lavorare a costruire movimenti di lotta nel malessere sociale in aumento vertiginoso e una sinistra anticapitalistica più ampia e vivace della Fds stessa, per esempio in collaborazione permanente con Cremaschi e con le parti vicine a Sel (Rinaldini, Casarini) non schiacciate su Vendola.

      • Francesco scrive:

        Pensare che Cremaschi possa essere una risorsa per la sinistra oggi, significa essere fuori dal mondo. Il suo sport preferito è attaccare Landini e la FIOM, cioè la punta più avanzata dello scontro di classe in Italia. Infatti i suoi sponsor attuali, oltre a Masella, sono quelli di Falce e Martello e Sinistra Critica. Dopo di che, messe assieme queste forze, inizieranno a litigare con Ferrando e Rizzo per chi comanda.

        • Leonardo Masella scrive:

          Pensa che settario che è questo Francesco anonimo ! Dire che Cremaschi non può neppure essere considerato una risorsa per la sinistra nella condizione in cui siamo è una roba da pazzi.

      • Vito Nocera scrive:

        Caro Leonardo, nel ringraziarti sempre per l’attenzione che mostri nei miei confronti ( e a quel che scrivo ) devo, però, ribadirti quanto pensavo averti già chiarito in altre occasioni. E cioè che io non ragiono con le tue stesse coordinate. Che vuol dire sei passato a criticare da destra Sel e Idv ? Non ti sembra che questo sia un linguaggio vuoto, e che non trasmette nulla ? Io ho svolto, più semplicemente, un ragionamento che, peraltro, credo condiviso da tanti. Quella iniziativa alla 7 è stata una stupidaggine priva di respiro politico. Che l’abbiano fatta i leader di Sel e di Idv ( e ai danni del segretario del Pd ) non attenua per nulla la mia considerazione critica, che esprimo in piena indipendenza e senza farmi inchiodare a schemi autoimposti. Che poi Di Pietro ( a ragionare col tuo schema ) sia a sinistra di Bersani penso sia quantomeno discutibile. Detto questo il mio obiettivo era un altro:quello di incoraggiare la Fds a svolgere un ruolo autonomo ( e non subalterno ai due gruppi politici citati )nelle relazioni politiche e anche nei rapporti col Pd. Ma, qui ti capisco, forse pretendo troppo. Un saluto affettuoso.

        • Fausto Tenti scrive:

          Oddiobonino Vito, ma di cosa parli? Ad essere – in questa fase – a sinistra di Bersani NON CI VUOLE PROPRIO NULLA, non credi? Stanno votando di-tutto-di-più, stanno appoggiando le più becere politiche ultraliberiste di Monti (riprese in grossa parte dalla Scuola degli Economisti di Chicago di Milton Friedman) ma stai scherzando? Cosa cappero pensi di farci con questi qua? Dopo avere grandemente contribuito a massacrarci ben bene con 1 anno e mezzo di Governo massone e di banchieri…altro che Di Pietro, basta Popolo e Territorio (scherzo ovviamente!)

          • Leonardo Masella scrive:

            Niente, Fausto, non c’è niente da fare. L’ideologia cancella la realtà. Ti ricordi Bertinotti e Giordano che non vedevano i disastri antipopolari che faceva il governo Prodi ? Poi si è visto il 14 aprile 2008 come è andata. Questa analisi sbagliata, sbagliatissima del Pd è da anni che va avanti e non solo da parte di Nocera. E non c’è niente da fare. Invece di vedere la realtà si mette la testa giù e ce la si rompe contro il muro. In genere è il difetto dei gruppetti ideologici.

      • Fausto Tenti scrive:

        Leo, i compagni più attivi nei territori spingono fortemente in codesta direzione…non sappiamo più come e cosa fare per far capire che la pensiamo così: è chiaro che io sarei felicissimo se Vendola e Di Pietro decidessero di aderire ad una coalizione alternativa – ovviamente – al centrodestra, ma anche al PD. Ma non possiamo aspettare troppo a lungo, poi rimarremo col di-dietro per terra…il tempo stringe, facciamo un ultimo tentativo per cercare di impedire che IDV e SEL vengano stritolati nell’abbraccio mortifero del PD nazionale (secondo me una neo DC…) MA NON ABBIAMO PIU’ TANTO TEMPO! Se – alla fine – presi del tutto in contropiede, fossimo costretti ad aggangiarci al convoglio moderato del PD perchè siamo talmente “stretti” da non poter fare altro, magari qualche voto lo prenderemmo (forse) lo stesso, ma il partito vero e proprio sarebbe, di fatto, polverizzato!!!

  58. anonimo scrive:

    “La metamorfosi mafiosa” – Torino, 25 maggio 2012

    La cronaca dell’iniziativa e il video dell’intervento integrale di Antonio Ingroia

    http://www.marx21.it/italia/democrazia-e-stato/1793-qla-metamorfosi-mafiosaq-torino-25-maggio-2012.html

  59. anonimo scrive:

    Siria. Cronache dell’orrore e della libanizzazione
    di Pino Cabras, da Megachip

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1802-siria-cronache-dellorrore-e-della-libanizzazione.html

  60. Anonimo scrive:

    Mentre Ferrero va in giro “a spiegare come si costruiscono il Front de Gauche e Syriza in Italia”, giustamente Grassi da FB dice:

    Non sopporto la continua ricerca di modelli stranieri a cui dovremmo rifarci. Adesso tutti a correre dietro a Syriza e al Front de Gauche. Se andate a vedere sono gli stessi che fino a pochi mesi fa osannavano Die Linke, di cui adesso non parlano più perché gli sono andate male due elezioni. Lo stesso vale per Sel che prima osannava Zapatero e adesso inneggia Hollande. Nessuna riflessione, nessun ragionamento per cercare di capire, solo l’ansia di inseguire quello che – momentaneamente – va per la maggiore. Anche questo, oltre a molte altre cose, denota la debolezza (sotto tutti i punti di vista) della sinistra italiana.

    Standing Ovation.

    • mirco scrive:

      Ma se rileggi gli scritti di Grassi troverai che pure lui e spesso ha inneggiato questi modelli stranieri compreso la DieLinke adesso si erge superiore…
      mi spiace non credibile!

  61. italo calvino scrive:

    @ Beatrice e Marco: Ferrero avrà già i suoi avvocati… ma forse dovrei ricordarvi che mentre Ferrero nel suo ruolo da ministro ha avuto il coraggio di schierarsi – per la prima volta nella storia di questo paese – sempre contro la guerra, contro gli allora Cpt e contro le politiche neoliberiste (si ricordi che non votò il Dpf del 2006). Probabilmente i vostri beniamini erano tr coloro che invece pensavano ad esiti ben diversi delle diversità…

    • Anonimo scrive:

      si, era schierato contro la guerra ma votò il rifinanziamento. era ministro ma i centri di detenzione dei migranti non mi pare li abbia chiusi… suvvia!

  62. Anonimo scrive:

    La Hack firma un appello per le primarie di coalizione tra Pd-Sel-Idv.

    ma non era pro-Fds?

    • italo calvino scrive:

      La Hack è una margherita… ed in quanto tale fiorisce lì dove c’è un prato. Se ricordi bene era anche per il No al recente referendum sul nucleare … ma a lei, com una novella Ipazia le si perdona tutto… almeno io le perdono tutto

    • Romeo Cerri scrive:

      La FDS ha sempre sostenuto che non avrebbe partecipato ad un eventuale governo di centro sinistra. Conseguentemente non avrebbe, immagino, proposto nessun candidato premier.

    • hack amore mio scrive:

      Margherita… a cui voglio un mondo di bene ha un grandissimo ma benevolo diffetto…. quello di firmare tutto ciò che le viene presentato tra appelli, candidature ecc….
      anche perchè ahimè o meglio dire ahinoi spesso viene ingannata sulla natura dell’appello da firmare….. e non è che vada a fondo… basta presentarsi e dire che è importante per il futuro della sinistra del nostro paese e il gioco è fatto….
      poi sul temo di vicinanza politica lei è da anni simpatizzante del pdci con la quale si è presentata da capolista a più riprese …. chiedendo solo che non si pretendesse chissà quale campagna elettorale da parte sua….

  63. italo calvino scrive:

    mi sta sfuggendo qualche passaggio politico e chiedo delucidazioni – se possibile: leggo che l’Associazione Marx XXI – nota associazione di stampo cossuttiano oggi organo del PdCI e in assorbimento dell’ex Prc Ernesto – organizza un convegno sulla Cina insieme alla rivista Essere Comunisti, rivista che nasce anche come corrente politica del Prc e diretta dal duo Steri-Grassi.
    ricordo che qualche settimana prima della fuoriuscita del gruppo de “L’Ernesto” dal Prc – per aderire al PdCI – vi furono una serie di microconvegni organizzati proprio da Marx XXI con l’Ernesto. Stiamo assistendo per caso all’anteprima di uno stesso film?

    se si credo che io ci abbia visto lungo quando, nel 1957, scrissi il racconto “La gran bonaccia delle Antille”

    • giacomo leopardi scrive:

      Forse ti è sfuggito. Ma all’iniziativa partecipa Fabio Amato, nella veste di responsabile esteri del PRC . In Cina c’è stata una delegazione congiunta PRC-PdCI poco tempo fa. Francamente c’è da chiedersi dove stia lo scandalo. Ma non hai proprio altro a cui pensare, collega letterato?

      • italo calvino scrive:

        non penso a nessuno scandalo… non credo che le decisioni politiche siano scandalose. mi interrogavo se vi erano novità dietro l’angolo… da semplice osservatore operaio, anche se ti ringrazio per il ‘collega’ (è un termine che odio perché inventato dai padroni) letterato!

      • italo calvino scrive:

        poi il fatto che ci sia – al convegno – anche fabio amato reps naz esteri del prc non significherebbe granché… cmnq ripeto, nessuno scandalo. mi interrogavo se il capitano fosse salito sul cassero a riavviar la caccia delle antille

    • Anonimo scrive:

      marx21 associazione di stammpo cossuttiano… sei proprio aggiornato…

      • mah scrive:

        marx 21 cossuttiana?
        si effettivamente Italo Calvino è rimasto indietro di vent’anni….
        In Marx 21 ci sono quelli che hanno contribuito a trombare Cossutta nel 97 e quelli che l’hanno trombato nel 2004…….

  64. Carla scrive:

    Alfiero Grandi

    Le elezioni amministrative 2012 forniscono segnali politici chiari. Più di tanti sondaggi.
    La destra è in caduta libera. Il Pdl non riesce a riprendersi dalla fine del Governo Berlusconi. La sconfitta è clamorosa al Nord e travolge la Lega. Maroni può solo consolarsi con il risultato di Verona. Rondine che non fa primavera.
    Gli elettori delusi di questi 2 pilastri del centro destra sono buona parte della deriva verso il non voto e attendono di essere rappresentati. Se avverrà per ora non è dato sapere.
    Il terzo polo – in particolare l’Udc di Casini – ha pensato che caduto Berlusconi il partito di plastica si sarebbe dissolto e ne avrebbe raccolto l’eredità. Il voto dice che questo obiettivo non è realizzato e il terzo polo è di nuovo di fronte ad un problema di prospettiva.
    Complessivamente il centrosinistra ha ottenuto un buon risultato, sia pure nel calo degli elettori, ma con divisioni e polemiche interne che non lo rendono scontato alle politiche. Il risultato nazionale del Pd, di Sel, della stessa Idv non è automaticamente sommabile a quello di Orlando a Palermo.
    Il non voto ha raggiunto un livello impressionante. Alcuni sindaci sono stati eletti da una minoranza di votanti.
    La disaffezione verso l’attuale rappresentaza politica non si ferma al non voto, infatti trova nell’affermazione delle liste 5 stelle un’ulteriore conferma. Gli eletti sono spesso fuori dal coro politico ufficiale del centro sinistra e le liste 5 stelle, va riconosciuto, contribuiscono anch’esse ad un ricambio del personale politico.
    Anche se non sempre con linearità, il messaggio che viene dal voto è la richiesta di una svolta politica, amplificata dalle preoccupazioni sulla situazione economica e sull’occupazione e dal succedersi di avvenimenti gravi quanto di origine oscura.
    Del resto i dati Istat confermano che per l’Italia il futuro economico è preoccupante, più del previsto. Non tutti sembrano ritenere il voto delle amministrative uno spartiacque, che richiede una svolta, un cambio di passo a tutti, a partire dal centrosinistra.
    C’è chi sostiene che nessuno ha realmente vinto e quindi propone di mantenere l’attuale situazione, guardando ad un’evoluzione dal Governo Monti verso una sorta di grande coalizione, ancorchè non si capisca da chi dovrebbe essere composta.
    E’ chiaramente un tentativo di evitare che il centrosinistra si scrolli di dosso incertezze e ambiguità, superando i particolarismi che lo congelano in un ruolo di sostegno ad una politica innaturale.
    L’argomento principale portato a conferma di questa posizione è il permanere dell’emergenza economica e dei conti pubblici.
    Il Governo Monti ha segnato una discontinuità con il discredito del Governo Berlusconi, anzitutto sul piano internazionale, ma va anche detto che dei 3 punti enunciati inizialmente (risanamento, equità, sviluppo) resta evidente solo il risanamento dei conti pubblici realizzato con aumenti fiscali e tagli alle pensioni.
    Non si capisce, ad esempio, perché dovrebbe proseguire un’azione di riforma del mercato del lavoro comprendente la modifica dell’articolo 18. Dopo il risultato elettorale non basterà più evocare la media di una maggioranza parlamentare come quella che sorregge il Governo Monti.
    Non si capisce perché gli “esodati” dovrebbero continuare ad essere un problema irrisolto, quando il potere di condizionamento del centro destra è ridotto ai minimi termini perché vuole evitare ad ogni costo il ricorso al voto.
    Se il segno politico del Governo Monti non cambierà profondamente si aggraverà ancora di più la distanza tra le aspettative degli elettori e la loro rappresentanza politica. In questo caso il centro sinistra ne risentirebbe di più perché gli elettori di centro destra hanno già manifestato la loro insoddisfazione e il loro disorientamento. Che siano in alto mare riduzione delle spese per la politica e del numero dei parlamentari, la nuova legge elettorale non fa che alimentare la fornace dell’antipolitca, rafforzando il refrain del tutti uguali.
    E’ giunto il momento di dire con chiarezza che la crisi attuale può essere affrontata in modi diversi e che il centrosinistra può tentare di dimostrare che un’altra via è possibile. In sintonia con quanto sta avvenendo in altri paesi europei, a partire dalla Francia. Aggiungere lo sviluppo al risanamento ricorda ciò che accadde con il patto di Mahastricht, definito di stabilità e di crescita. Solo che in campo rimase il risanamento e la crescita venne dimenticata.
    L’Italia ha approvato incomprensibilmente, per di più con rapidità mai vista, la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, accettando un concetto neoliberista come precetto costituzionale. Ora rischiamo di approvare un trattato che impone condizioni draconiane per il risanamento dei conti pubblici per ben 20 anni, tagliando il 5 % di Pil all’anno, senza neppure la garanzia di un quadro di crescita economica.
    Un chiarimento di fondo si impone. La tattica non basta più. La crisi finanziaria non giustifica atti che condizioneranno il futuro dell’Italia per generazioni.
    Ha ragione Folli quando scrive su Il Sole: svegliamoci. E’ vero, dobbiamo svegliarci, anche se in modo molto diverso da come viene suggerito. Se si riesce in breve tempo a modificare la legge elettorale meglio, ma questa non può diventare l’albero di Bertoldo, che non volendo essere impiccato e non lo trovava mai di suo gradimento.
    Se non ci si riesce la questione principale è fare corrispondere la rappresentanza politica al paese reale, qualunque esso sia e quindi il centrosinistra deve effettivamente svegliarsi e presentare ai cittadini le sue proposte per uscire dalla crisi prima che sia troppo tardi. Le proposte alternative per uscire da questa palude sono oggi la priorità. Altrimenti la critica alla politica, sommata all’antipolitica della destra, rischia di portare il paese all’ingovernabilità e il peso ricadrebbe tutto sul centrsinistra. La vittoria di Hollande è un segnale importante, ma non sostituisce quello che l’Italia deve fare da sola. Prima lo fa meglio è.

  65. anonimo scrive:

    Indignazione: spontaneità e manipolazione
    di Albano Nunes, della segreteria del Partito Comunista Portoghese

    Pubblichiamo come utile contributo alla riflessione anche per i comunisti italiani l’articolo di Albano Nunes, apparso nel settimanale del PCP

    http://www.marx21.it/comunisti-oggi/in-europa/1794-indignazione-spontaneita-e-manipolazione.html

  66. Beatrice scrive:

    Pietoso!!!! È stato ministro e non ha mai aperto bocca sul finanziamento alla missione militare, adesso fa il Turigliatto. Ma dove volete andare????

    Paolo Ferrero:
    Afghanistan, bombe Isaf su civili Otto morti, sei sono bambini. Il governo Monti ha anche reso più aggressive le regole di ingaggio, permettendo agli aerei italiani di bombardare. La parola giusta per queste azioni è ASSASSINI. RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE DALL’AFGANISTAN.

    • Marco scrive:

      Ferrero che vada a van….ha rovinato il prc hai ragione Beatrice

    • Carlo circolo bianchini genova scrive:

      La solita Beatrice, dei sondaggi, ora che la realtà , ha mostrato che il suo Vate, è stato scacciato dall’Olimpo, e i sondaggi, gli assegnano una posizione, al di sotto della sue aspirazioni, ecco che i suoi accoliti passano alle ingiurie.
      io non sono Ferreriano, se dovessi scegliere un segretario sceglierei più Claudio che Ferrero, però questo non è un buon motivo per non vedere la strumentalità di certe dichiarazioni, come quelle che Beatrice e molti partecipanti a questo blog, con buona pace degli “anonimi compagni” che mi rimproverano non di insultare Diliberto, perchè non l’ho mai fatto, ma di criticare quall’azione politica che ha portato, ad una dolorosa scissione, e alla scelta sbagliata di appoggiare il governo Dalema.
      Su questo fronte Ferrero per quanto lo riguardo ha fatto una dolorosa e pubblica autocritica, (che Diliberto e Vendola non hanno fatto) che ha portato ad un congresso, dove il Bertinotti e i Vendola seppur di poco l’hanno perso.
      la splendida Beatrice quando accusa Ferrero, di essere stato zitto sulla guerra in Afganistan , dice il giusto e cosa vera, ma tace che in quella data, Anche il “POETA DI PUGLIA” stava con Ferrero, e non abbiamo, e la Beatrice non mostra proclami del sua Vate contro la guerra, perchè il Vate come dimostrano le azione giudiziare che lo riguardano,ha molte sembianze e debolezze umane.
      Ci auguriamo che la Beatrice presto possa tornare ai suoi sondaggi che danno il Vate Vendola nel iperuranio, lontano delle debolezze e dalle miserie umane.

  67. andrea scrive:

    ancora qui?….incidentalmente dopo qualche mese che non vi intercettavo…vi riscopro dove vi avevo lasciato. Gli stessi nomi
    , gli stessi interventi, lo stesso Grassi, le stesse analisi.
    Tra un grassi che schiva, un piddiccino che si lamenta, un masella “ibernato” e qualche paio di disperati che non si ritengono morti fiano a quando la forvice con SEL non sarà oltre il 5%, vi ritrovo ancora qui, imperterriti ad aspettare la morte si dice a napoli.
    Incredibile tanta inutilità e accanimento terapeutico. Del resto c’è chi si accontenta di poco. Ciao, arrivederci tra qualche mese..sicuro di trovarvi ancora qui nel vostro recinto di verità.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Tra noi e te c’è lo stesso rapporto che c’è tra un custodito e un custode, c’è una grata tra il costodito e l custode,domanda: chi e il custodito?
      Poteremmo dire il solito Andrea

    • Adriano2 scrive:

      Ciao , è sempre bello risentire i vecchi amici…

  68. Antonio scrive:

    Un italiano su tre simpatizza per i grillini
    Il 31% spera in molti seggi alle Politiche. Ma per il 63% non saprebbero governare

    Beppe Grillo durante un intervento al festival di Sanremo il 26 gennaio 1978 (archivio Corriere)
    Il successo del Movimento 5 Stelle ha sconvolto lo scenario politico italiano. Vale la pena, dunque, di approfondire ancora la natura del M5S e di comprendere i sentimenti che esso suscita nell’elettorato. Come si sa, il profilo dell’elettore del M5S è in larga parte diverso da quello degli altri partiti. Si tratta di cittadini in maggior misura residenti nelle regioni del Nord, tendenzialmente giovani, con titoli di studio medio-alti, più interessati alla politica, con una più intensa lettura dei giornali e, specialmente, frequentazione di internet. Se si domanda loro l’autocollocazione sul continuum sinistra-destra, più o meno metà si posiziona nel centrosinistra, ma una quota importante (più di un quarto) rifiuta di collocarsi, sostenendo la obsolescenza delle categorie politiche tradizionali.
    È un segnale della «alterità» del M5S dai canoni consueti, che suggerisce una sua collocazione «trasversale», come fu quella della Lega ai primi tempi della sua esistenza. D’altro canto, questa è anche l’immagine diffusa tra i cittadini. Infatti, anche la maggioranza relativa degli italiani colloca il M5S nel centrosinistra, ma quasi quattro su dieci non lo associano a nessuna categoria politica tradizionale. Anche uno degli indicatori più evidenti della differenza del M5S dagli altri partiti, vale a dire la scelta di non apparire in tv, è approvata da più di metà della popolazione.

    Come si è visto, anche in occasione delle elezioni, questa posizione del M5S è in grado di attrarre consensi diffusi. Non solo come espressione della protesta, ma anche come possibile attore di governo: all’affermazione «quelli del M5S sono capaci solo di protestare» solo il 38% degli italiani è d’accordo, mentre i restanti non lo sono. Anche se, per la maggior parte, gli si attribuisce un ruolo più incisivo a livello locale, ma si è scettici sulla sua capacità di assumere una responsabilità nazionale, tanto che secondo il 63% dei cittadini il M5S non sarebbe in grado di governare l’Italia. Ma ben il 22%, che corrisponde a un po’ di più dell’attuale bacino elettorale virtuale del Movimento, la pensa al contrario. La platea di simpatizzanti, anche se non necessariamente votanti, per il M5S è ancora più ampia: quasi un italiano su tre, il 31%, dichiara «spero che il M5S ottenga molti seggi alle prossime elezioni politiche». Se non per governare, almeno per «denunciare le scorrettezze degli altri partiti»: lo auspica il 45% degli italiani.

    Un movimento che, dunque, suscita grandi simpatie. Ma destinato a durare? Forse sì, se si considerano le attuali condizioni dello scenario politico. Al riguardo, gli italiani si dividono. Se è vero infatti che la maggioranza relativa ritiene che il M5S sia un fenomeno passeggero e una percentuale simile preveda che finirà per essere un partito come tutti gli altri, sono molti (attorno al 40%) che la pensano all’opposto. A questo proposito, secondo molti osservatori, il M5S è assimilabile all’Uomo Qualunque di Giannini del dopoguerra, che scomparve dopo poco tempo, inglobato di fatto dalla Dc. Ma allora la crisi economica – che spiega in buona parte il sorgere di movimenti siffatti – era in via di superamento e, specialmente, si era prospettata un’alternativa credibile di partiti «veri»: uno scenario che oggi si fa fatica a rilevare.

    Insomma, come ha osservato lo stesso Grillo, le prospettive future del M5S dipendono non tanto da scelte sue, quanto da quelle degli altri partiti. Sino a quando questi ultimi (o altri nuovi attori che si presentassero sullo scenario politico) non riusciranno a proporsi come soluzione credibile e a sconfiggere il discredito che oggi li caratterizza (e questo è, come si è detto, ciò che stanno cercando di fare, per ora con scarso successo), lo spazio per movimenti populistici e demagogici (ma che raccolgono molti sentimenti profondi presenti nella popolazione) continuerà ad essere assai ampio.

    Renato Mannheimer

    • Mannhaimer chi era costui? scrive:

      Mannheimer? Lo stesso che pochi mesi fa dichiarava che la Lega era l’erede della DC al Nord? Che il suo elettorato sarebbe cresciuto per anni?…

  69. anonimo scrive:

    “La costituzione disattesa”
    di Franco Tomassoni, segreteria nazionale FGCI e responsabile esteri

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1792-la-costituzione-disattesa.html

  70. ANONIMO scrive:

    Grassi, sei il solito settario e anti-pdci. Non cambi mai. Però al congresso non hai avuto il coraggio di uscire allo scoperto….. Sii coerente

    • Claudio Grassi scrive:

      Ti risponderei così: un anonimo che mi chiede di uscire allo scoperto è veramente divertente!

    • Anonimo scrive:

      Puoi pubblicare quello che hai scritto su marx21?

      • anonimo scrive:

        Grassi sa bene chi ha scritto quel commento. Marx 21 lasciala stare. Non scende al tuo livello.

        • Anonimo scrive:

          Io sono libero di criticare qualsiasi testata giornalistica o sito web pubblico.
          Se non vuoi critiche a Marx21, rendi il sito privato …

          Come vedo la tua indole ti porta sempre a imporre i giudizi altrui…

          E tu saresti portatore di ideali comunisti ?

          quali ?

          • mauro gemma scrive:

            Anonimo, se vuoi criticare Marx21.it sei liberissimo di farlo. Sei libero di criticare chi vuoi. Ma devi restare su un piano di correttezza nei confronti di chi critichi. Non puoi farlo sulle base di valutazioni scorrette e diffamatorie. Grassi, che è il gestore di questo sito e quindi conosce l’identità di ciascuno di noi (anche se per motivi di privacy ovviamente non può rivelarlo), sa benissimo che quel commento nei suoi confronti non l’ha inviato Marx 21. In un confronto civile, che so essere difficile nei blog, c’è un limite a tutto. Anche per te, Anonimo.

            Mauro Gemma

            • Anonimo scrive:

              Caro Gemma sempre a porre i limti agli altri… .. ..
              Sempre a dire tu non puoi , tu non devi, tu non hai il diritto….

              Se tu continui a riempire (è fai bene a esporre il tuo pensiero) il blog con gli articoli del tuo sito, devi avere la pazienza e la correttezza di accettare tutte le critiche… non porre limiti alle critiche.. ti possono solo fare bene…

              Per quanto rigurarda il rispetto… rileggiti in qualche tuo passaggio su questo blog….
              Non sbagliano solo gli altri, anche se una certa cultura di spinge a pensarlo.

              Saluti..

              • anonimo scrive:

                Qui la materia del contendere non è il tuo diritto di critica (peraltro anonima, perchè naturalmente tu attacchi semza neppure il coraggio di metterci la faccia come sto facendo io nel momento in cui ti rispondo). Se tu entrassi nel merito delle cose che Marx21 pubblica e che non scadono mai nell’insulto e nella polemica scomposta, avresti tutto il diritto di scrivere quello che vuoi. Ma in questo caso e a proposito di un commento inoltrato da uno sconosciuto, tu hai attribuito al sito che dirigo cose e intenzioni che non esistono. E il mio dovere è quello di difendere il prestigio della testata (anche se le accuse anonime non meriterebbero nemmeno una risposta) e invocare, non la censura, ma il rispetto delle più elementari regole di convivenza civile, che impongono di non cercare di diffamare e umiliare con accuse non vere chi si intende criticare. Io non so chi sei, dove ti posizioni politicamente, ma non mi permetterei mai di metterti in bocca cose che tu non hai mai detto, facendo di questo oggetto di una speculazione polemica nei confronti delle tue opinioni. Qui la politica non c’entra. E’ solo una questione di rispetto delle regole della convivenza civile e dell’educazione. Virtù che, a leggere molti commenti in questo blog, sembrano dimenticate, per lasciar posto a un andazzo che ricorda forse di più la “legge della jungla”.

                • anonimo scrive:

                  Sono Mauro Gemma. E ripeto. Tu come ti chiami, Anonimo?

                • Anonimo scrive:

                  Quante volte ti sei firmato come anonimo ?
                  non fare la predica a nessuno….. oppure falla ma anche a te stesso…

                • Anonimo scrive:

                  Aggiungo caro Gemma,…, leggiti i tuoi post passati, almeno alcuni di quelli che hai scritto. . . e vedrai che avrai modo di parlare di “rispetto delle regole della convivenza civile e dell’educazione. “….
                  ma chi le ha definite queste regole…. tu ?

                • anonimo scrive:

                  Ripetyo per l’ennesima volta la mia domanda a chi continua a chiamarmi in causa, nascondendosi sotto la cortina dell’anonimato. Come ti chiami, Anonimo? Abbi il coraggio di dare un volto a quello che dici. Non sei credibile. E con

            • mauro gemma scrive:

              Anche l’ultimo commento è il mio. E sarà anche l’ultimo. Forse ho sbagliato a rispondere a una lettera anonima. E mi scuso con Grassi per aver rubato tanto spazio.

              • Anonimo scrive:

                Per me tu sei anonimo quanto gli altri.
                Se poi ti serve avere la carta d’identità di una persona per postare un blog… i problemi sono altri..

                Saluti.

                • mauro gemma scrive:

                  E allora se non mi consoci smettila di pontificare sul sottoscritto. Se non mi conosci, dovresti solo stare zitto. E non attrinbuirmi cose che non ho mai detto nè pensato. Questa, a casa mia, si chiama diffamazione e denigrazione. A maggior ragione, quando non si ha il coraggio di metterci la faccia, come fai tu.

              • mauro gemma scrive:

                No, non sono anonimo, mi chiamo Mauro Gemma. Mi dispiace per te. Di anonimo in questa discussione ci sei solo tu.

                • Anonimo scrive:

                  Per me Mauro Gemma è anonimo. Non ti conosco , non so chi sei e quanti ce ne sono in giro.
                  Caro Mauro, sapere il mio nome non ti da nessun valore aggiunto nel rispondere ai miei post. Non sono un personaggio pubblico quindi per te non dovrebbe fare differenza…
                  Quindi basta con questa storia dell’anonimato…..
                  … sempre che il tuo pensiero non dipenda da chi hai di fronte…

  71. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    Caro Claudio e cari compagni, posto una lettera che è inerente con il terremoto elettorale, che ho appena spedito alla segreteria provencile della federazione genovese del PRC, valutatela, so che farà arricciare il naso a molti, ma spero anche di compiacere qualcun altro.

    Ai compagni, della segreteria di Rifondazione Comunista, e per conoscenza,al circolo Bianchini.
    Cari compagni questa lettera si è resa necessaria, come unico strumento, per poter comunicare a tutti insieme, il malessere, che sto maturando nei confronti del partito, per la conduzione autoritaria e nello stesso tempo fragile e deludente , alla luce del terremoto elettorale.
    Il mio malessere, non è isolato e arriva da lontano, in questi giorni si sta solo ingigantendo, in ordine a come si è rapportato e si rapporta il partito nei confronti di altri soggetti politici.
    Incominciamo da capo , come sapete, le elezioni Genovesi arrivano dopo il glorioso, successo di Pisapia, dove nella sostanza abbiamo solo portato acqua al mulino di SEL, tante altre esperienze hanno mostrato la miopia di fare alleanze, senza potere contrattuale, nella sostanza andando con il berretto in mano.(non sono pregiudizialmente, contrario alle alleanza, che risultano positive per il partito)
    A Genova in particolare, dove come tutti sappiamo, Sel era uscita sconfitta miserevolmente, era assurdo, dargli la possibilità di mettere in campo un candidato sindaco, perché questo li avrebbe resi visibili, ed avrebbero vinto con le elezioni la posizione che avevano perso con il congresso, noi stessi siamo andati nelle case e nelle piazze a dire Votate Doria, ma Doria non era una lista civica, era un uomo di SEL , io prefigurando uno scenario del genere in una riunione di area, prima dell’apparentamento avevo suggerito, che se era necessario allearsi allora , non dovevamo aspettare i ritmi ei tempi degli altri ma avremmo dovuto prendere l’iniziativa noi, ed avremmo dovuto, cercare alleanze, ma senza dare visibilità a Sel, magari (io proposi proprio in quella riunione)sarebbe meglio allearsi con la Vincenzi che essendo attaccata da tutti compreso il suo partito, poteva essere più permeabile, invece siamo stati inerti finchè gli altri si sono fatte le primarie e si sono messi in bella vista, cosi con queste posizioni Sel ha avuto a Genova (che era più debole) il risultato migliore d’Italia, questi sono numeri e dati accettati da qualunque analista serio.
    Dopo tanta miopia, invece di dare corso ad una amministrazione del partito(dato che ha anche una maggioranza risicata) più orizzontale possibile, invece al di la della lettera iniziale, poi è stata chiusura totale, si è fatta una alleanza senza passare per una verifica del CPF, noi come CPF siamo stati chiamati solo a consentire un incontro per verificare le se esistessero le condizioni per fare un alleanza, la logica avrebbe voluto, che fatto l’incontro, si doveva tornare in CPF per aver un mandato, questo non è stato fatto, e l’accordo è stato un prodotto verticistico, con risultati deludenti per Rifondazione lo so che ormai il mal costume ci induce a rimediare con la parola” abbiamo tenuto “ ma sempre di mal costume si tratta, anche perché ci avete detto che avevamo un programma da proporre, ma questo programma, non stilato da Rifondazione, ma come prodotto della mediazione, con la FDS, in uno CPF drammatico non è stato possibile nessun piccolo emendamento proprio perché frutto di una mediazione, questo modo di fare non è solo autoritario è anche miope perché, fa allontanare le persone e specialmente i giovani, che non vogliono stare in un partito ingessato e chiuso, dove la politica è un fatto di pochi, e dove, se possiamo definire la segretaria l’esecutivo e il PCF il legislativo , a quest’ultimo non viene riservata neanche la dignità di una ratifica se pur notarile, anche per le candidature, vedo che sono stati il prodotto, di una miopia assurda candidando molte personalità che non sono tesserati, per fare solo alcuni nomi (Casarino e Bonifai ) e sopratutto non iscritti a rifondazione, e che poi grandi personalità e intellettuali come si è visto hanno portato meno voti, di un povero operaio, è di questo che voglio parlare, nonostante, questi insensati giochi, questo operaio, ha avuto il secondo risultato, delle consultazioni, però sentiamo, sui giornali che senza rispettare la volontà popolare espressa con il voto, dando posti di assessori,a generali senza truppe, ma solo per volontà di accordi.
    Se le cose stanno cosi(diceva una vecchia canzone) io che mi ero impegnato unilateralmente, ad applicare il centralismo democratico, prendo atto che non essendoci le condizioni in quanto il centralismo democratico(che purtroppo non esiste in Rifondazione) non è obbedienza assoluta al segretario o segreteria di turno , ma un insieme di regole ma soprattutto gli slogan “MASSIMA LIBERTA’ NELLA DISCUSSIONE, MASSIMA UNITA’” quindi mi riprendo la libertà di non sentirmi vincolato a nessuna maggioranza di volta in volta vedrò con chi votare.
    Mi preme precisare che io mi sento vincolato, a difendere solo e soltanto Rifondazione, non riconosco la FDS, per come è nata per quello che rappresenta, sono contento, che tante personalità anche nazionali adesso con il senno di poi dicono la stessa cosa ma io lo dissi subito e al finto congresso(osceno congresso della FDS) sono stato costretto a votare con Bellotti) non mi si venga a dire che, è stata un alleanza a livello nazionale perché non è vero, a Parma tutti sappiamo, che il PDCI si è alleata con una formazione dove c’erano anche i fascisti Finiani, ed a Taranto anche, quindi la scelta genovese era solo genovese, che forse per la segreteria nazionale sta, come la Bulgheria stava all’URSS.
    Dico questo e chiudo, perché voglio giocare onestamente e alla luce del sole, ma giocando in anticipo, perché fra meno di 10 mesi ci saranno le elezioni naziolali, e Genova non può aspettare decisioni dall’Olimpo, ma deve contribuire con analisi proposte, a decidere cosa sarà e quello che vorrà fare il partito da grande. È una decisione non facile e mi rammarico emi dispiace per i compagni che avevano pensato di fare una vita(politicamente parlando) serena, ma non sarà così.
    Carlo membro, del CPF.

    • Anonimo scrive:

      Caro Bianco circolo Carlini, datti pace, a Parma il PRC sfiora il 6%, la becera e falsa propaganda sull’alleanza coi finiani non vi ha giovato, infatti siete stati annichiliti dagli elettori, e non da qualche congrega della Bulgaria anzi Bulgheria. Idem a Taranto. Il resto della tua confessione… la dice lunga sul tuo partito, e suggerirebbe a te e ai tuoi compari criticoni di dedicare più attenzione al PRC che al PdCI.

      • Anonimo scrive:

        …ovviamente è il PdCI che a Parma sfiora il 6%, ho scritto di fretta.

        • Claudio Grassi scrive:

          Ti consiglio di usare altri argomenti più convincenti. Il Prc a Taranto non è andato bene, tuttavia non mi pare che il Pdci abbia offerto una grossa alternativa, visto che non ha nemmeno presentato la lista. A Parma il Pdci ha raccolto un buon risultato poiché al di la dei propri meriti – che non ho nessun problema a riconoscere- ha avuto la fortuna di avere la propria lista a fianco del nome del candidato a sindaco. Tutti sanno che questa condizione fa aumentare di molto i voti. È già accaduto proprio al Pdci in passate elezioni comunali a Reggio Emilia e a Padova dove vennero ottenuti consensi molto più alti che – però – tornavano nella “norma” nelle successive elezioni. Se vuoi puoi informarti direttamente dai segretari provinciali del Pdci.

        • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

          mi ero promesso di non rispondere agli anonimi, tuttavia l’effetto trascinamento del andidato sindaco, indicato da Claudio, è succeso anche a Genova, dove SEL era sparita non ha, sedi e ochissimi circoli, eppure il fatto che Doria, è stato presentato come il candidato di Sel, ha giovato molto, al partito di Vendola in fatti io al mio partito rimprovero(soprattutto per Genova)questa miopia.
          ripeto io non sono contre le alleanze se sono furbe e non ad ogni costo, non c’è lho con il PDCI, di cui ripeto con tanti compagni di base facciamo lavoro assieme, critico solo, i dirigenti del PDCI, ma non risparmio come hai potuto vedere, neanche i mieidirigenti.

  72. Beatrice scrive:

    Ma Di Pietro non aveva un asse privilegiato con Ferrero???

    (ANSA) – ROMA, 26 MAG – “Convochiamo gli stati generali del futuro, del centrosinistra come luogo per salvare il Paese.

    Bersani dice no? Io e Di Pietro apriamo il cantiere, cominciamo lo stesso da soli”. Il leader di Sel Nichi Vendola lancia l’appello anche a nome del leader Idv Di Pietro a Pier Luigi Bersani. Vendola e Di Pietro propongono di andare oltre la foto di Vasto, coinvolgendo ampie fette della societa’ civile: “Bisogna – dice Vendola – costruire un’alleanza molto piu’ vasta”.

    • Leo scrive:

      Ma non è un po’ penosa questa rincorsa continua del nostro segretario?

      Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

      «A Vendola e Di Pietro dico: uniamoci per fermare il governo Monti. Organizziamo rapidamente una manifestazione unitaria per bloccare la manomissione dell’articolo 18 e il Fiscal Compact. Così come dico: uniamo subito la sinistra per costruire con i movimenti la piattaforma dell’alternativa. Tsipras in Grecia come Mélenchon in Francia hanno indicato la strada: uscire dalle politiche neoliberiste che hanno portato alla crisi. Occorre costruire un polo di sinistra che sappia parlare il linguaggio dell’alternativa: se non ora quando?».

      • Beatrice scrive:

        Tranquillo Leo, coi matti noi non ci vogliamo più stare

        @NichiVendola: Questa sera sarò a In Onda, in programma alle 20.30 su La7, con Antonio Di Pietro.

        • Anonimo scrive:

          Infatti. Per essere comunisti oggi bisogna proprio essere matti ! Perchè non li rinchiudete nei manicomi criminali o nei gulag ?

    • ugo scrive:

      marciare divisi per colpire uniti… Ferrero rincorre Di Pietro e Vendola, Diliberto rincorre Bersani e intanto noi ci rincorrono nel senso toscano del termine, cioè ci scacciano

  73. anonimo scrive:

    Come mai Grassi non dice una parola sulla nuova uscita dal partito del consigliere del comune di Reggio C. Demetrio Delfino che raggiunge nel PD il suo amico De Gaetano? Proprio De Gaetano, amicissimo di Grassi, secondo Grassi è ancora un compagno che non bisogna attaccare. Caro Grassi, hai distrutto il Prc dando credito, e non condannando neanche adesso, personaggi squallidi e traditori come Delfino e De Gaetano

  74. dove va il prc scrive:

    Paolo Ferrero
    3 ore fa
    Stamattina sono a “Terra futura” a Firenze a discutere di come si costruisce Syriza e il Fronte de Gauche in Italia.

    prima si discuteva anche di come va la linke, tema rimosso dopo le ultime batoste elettorali dei compagni tedeschi.

  75. Una domanda a grassi scrive:

    Demetrio delfino consigliere comunale ex prc a Reggio Calabria ieri una conferenza stampa ha aderito al partito democratico.continua l’erosione del prc. Verso il PD.tassone che fa? Non un iniziativa,non un comunicato ma come vogliamo rilanciare il prc?

  76. Claudio Grassi scrive:

    Fulvia Bandoli

    Ci ho pensato molto, ho guardato i dati tutti i dati di queste elezioni e non sono per niente convinta che abbia vinto la voglia di cambiare e che il centro sinistra abbia stravinto. Capisco bene la posizione di Nichi che cerca di valorizzare le cose buone e di imprimere voglia e passione ma credo che voglia e passione vengano fuori anche guardando le grandi contraddizioni che questo voto ci pone davanti dandoci così la forza di affrontarle e superarle.Nel pieno della più grande crisi economica sociale e politica del mondo, dell’europa e dell’Italia, in presenza di un malessere sociale e giovanile che più grande di così non si può, di una disoccupazione altissima, di una tassazione iniqua, di una massa di precari enorme, e con un pdl e una lega praticamente suonati, siamo andati al voto e i due dati più eclatanti sono l’astensionismo e la crescita del movimento 5 stelle che secondo i sondaggi ai quali tante e tanti di voi danno grande importanza viene dato al 18 per cento. Il centro sinistra non raccoglie, in termini di voti, quel malessere diffuso e questa è la prima constatazione, il che significa che il centro sinistra per vincere politicamente deve fare ancora parecchia strada . Abbiamo più sindaci ma non abbiamo più voti. Trovo inoltre curioso che si analizzi il voto mettendo solo in evidenza le belle vittorie che abbiamo avuto come centrosinistra e come sel ( e non è che io non veda l’importanza e il risultato di Genova, taranto,Belluno, feltre, Rieti e di tante altre città anche le più piccole) e si dica poco o nulla di due città nelle quali abbiamo perso malamente sia come centro sinistra sia come sel… e mi riferisco a Palermo e Parma, dove anche noi abbiamo rappresentato o ci siamo accodati alla vecchia e cattiva politica. Come era accaduto a napoli l’anno scorso. E per me napoli, palermo e parma non sono poca cosa per dimensioni e per rilevanza politica. Abbiamo di fronte la sfida serissima e difficilissima delle regionali in Sicilia ad ottobre e poi le elezioni politiche il prossimo anno. Solo guardando bene in faccia tutta la realtà potremo recuperare l’astensionismo, allargare i consensi a Sel, dare un profilo programmatico chiaro al centro sinistra e cercare una vittoria non solo elettorale ma politica.

  77. Anonimo scrive:

    domani Vendola e Di pietro ospiti a la7.
    ci hanno escluso

    • Adriano2 scrive:

      Che ci abbiano escluso è stata solo fortuna, sarebbe stato bello se noi ci fossimo rifiutati di andarci !
      ( aldilà dello scherzo : il PrC conterà qualcosa solo quando avrà il coraggio di andare da solo . Da solo a braccetto con il popolo .)

  78. Anonimo scrive:

    NOTA UFFICIO STAMPA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
    25 Maggio 2012

    Dopo la grande manifestazione del 12 maggio, durante la giornata di ieri, i militanti della Federazione della Sinistra hanno tenuto flash mob a difesa dell’articolo 18 e contro il ddl Lavoro nelle maggiori città. A Roma, Venezia, Pisa, Firenze ecc. Oggi si svolgeranno sit in e volantinaggi sotto le prefetture e il prossimo martedì, giorno in cui il Senato voterà il ddl Lavoro, a meno che il governo non metta la fiducia, la Federazione della Sinistra terrà un sit in sotto il Senato, a piazza delle Cinque Lune, alle 16.30 e invita tutte le opposizioni, i sindacati, le associazioni a partecipare. La FdS rivolge inoltre un appello ai parlamentari del Pd: non votate il ddl Lavoro! Il popolo della sinistra non capirà, non capiranno i lavoratori e le lavoratrici, perché con il vostro voto il governo Monti riuscirà laddove Berlusconi non è riuscito: il peggioramento delle condizioni dei lavoratori e la cancellazione dell’articolo 18!

    • ugo scrive:

      e dagli con gli appelli al PD. ma perché non dovrebbe votare il ddl lavoro visto che l’ha inventato lui? perché non avrebbe dovuto votare il pareggio in bilancio in costituzione, la riforma delle pensioni ecc…? perché non dovrebbe votare il rifinanziamento delle guerre e l’acquisto degli F35? continuiamo a comportarci non come un partito autonomo, ma come una corrente (ultraminoritaria) del Pd.

  79. anonimo scrive:

    La NATO minaccia la Pace

    Risoluzione comune dei Partiti Comunisti e Operai in occasione del vertice NATO tenutosi a Chicago, USA
    Per l’Italia ha aderito il Partito dei Comunisti Italiani

    http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/1776-la-nato-minaccia-la-pace.html

  80. vincenzo scrive:

    Quello che segue è il capitoletto del programma di Grillo dedicato ai trasporti. E’ di destra o di sinistra? E’antipolitico o politico? Intanto aspetto di vedere le proposte del prc o della fds sullo stesso tema; nel frattempo mi limito a dire che queste proposte, per quanto incomplete, sono condivisibili perchè fondate sul rispetto dell’ambiente.Il che mi pare una scelta politica precisa: altro che facili ed autoconsolatorie accuse di antipolitica. Mi sa che si perde tempo a fare analisi e contro analisi mentre altri avanzano spediti sul terreno della concretezza.
    En passant, condivido molto le valutazioni di Sandro Valentini.
    Ah, dimenticavo:se si abbandonasse il vezzo di bollare come schematismo il linguaggio semplice e chiaro forse si farebbe qualche passo avanti, almeno nella comprensione dei nostri messaggi da parte della gente comune.

    “Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
    • Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
    • Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
    • Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
    • Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un
    solo occupante a bordo
    • Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car
    sharing) con motori elettrici alimentati da reti
    • Blocco immediato del Ponte sullo Stretto
    • Blocco immediato della Tav in Val di Susa
    • Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
    • Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
    • Copertura dell’intero Paese con la banda larga
    • Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
    • Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
    • Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
    • Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
    • Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
    • Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.”

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Caro Vincenzo, anch’io, condivido molti dei punti del programma di Grillo, ma qui mi preme, sottolineare, quello che fa di Grillo, un parolaio, che vive, sulla inesistenza di un vero partito di sinistra. “Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo.
      Questo punto è terribilmente demagogico e classista, perchè stabilisce, che chi ha i soldi puo inquinare e chi non c’è l’ha pippa,se è vietato pisciare dal balcone in testa ai passanti, lo è per chi ha i soldi e per chi non c’è l’ha, non è che se uno ha i soldi, può fare quello che vuole, se riconosciamo, che una cosa è vietata , non è che pagando, possiamo dare la licenza.
      So che anche tu la pensi come me ma queste cose diciamole, perchè queste demagogie sono adottati da molte amministrastroni di sinistra, ad esempio, stabiliscono che nei centri storici che paga può circolare in macchina, questo è aristicratico ed intollerante, se in un centro storico, non si può circolare vale per chi ha i soldi e per chi nonc’è l’ha.

      • SGRILLI scrive:

        Caro carlo vincenzino per capire ciò avrebbe bisogno di almeno 2 neuroni…..purtroppo ne ha 1 solo….

      • vincenzo scrive:

        La trave e la pagliuzza
        Caro Carlo, hai fatto bene ad evidenziare un possibile elemento critico nel punto da te considerato. Possibile, perchè se la penalizzazione è talmente elevata da rendere il privilegio antieconomico persino per un riccone forse costringi costui a scendere dal piedistallo della sua classe di appartenenza. Tuttavia vorrei evidenziare che sono stati elencati altri 17 punti sui quali c’è ben poco da rilevare. In effetti il problema è quello che entrambi notiamo: la mancanza di un vero partito di sinistra che si caraterizzi per un programma politico credibile ed appetibile. Se aggiungi la inadeguatezza della comunicazione e il ritardo nell’uso dei nuovi media, a parte l’embargo nei nostri confronti sui media classici,forse si riesce a capire perchè non riusciamo a stablire una connessione con l’opinione pubblica.
        Se a tutto ciò aggiungi che ci sono in giro tanti SGRILLI talmente dotati di neuroni da avere il cervello intossicato da overdose neuoronica ed in perenne fibrillazione parossistica, pronti a sparare su tutti e tutto senza che siano in grado di modificare di un millimetro lo stato di cose presenti allora il gioco è fatto. Ed a noi resterà l’inutile compito di sbirciare sempre nei cortili altrui alla ricerca di pagliuzze mentre la trave continuerà a mantenerci ciechi e paralizzati.

  81. anonimo scrive:

    Tra un po’, seguendo l’andazzo di alcuni commenti, verrà fuori che Turigliatto è stato espulso dal gruppo parlamentare del PdCI, di cui come è noto faceva parte fin dalla sua fondazione.

    • Anonimo scrive:

      …e che Bertinotti era presidente della camera per conto del pdci, mentre ferrero era ministro ma solo perché ipnotizzato da cossutta.

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        Bertinotti però ha pagato, non c’è lo siamo tenuto, come qualcuno che si è tenuto il segretario che in effetti, è la seconda gamba (la terza è Vendola) nel PD ma che è solo infiltrato nel PDCI.

        • Anonimo scrive:

          ma perché non la pianti con le tue offese gratuite, anche perché bertinotti si dimise quando fu nominato presidente della camera e poi se ne andò di sua sponte. diliberto è stato confermato in congressi successivi dai compagni del pdci quindi smettila di insultare. buffone.

          • Anonimo scrive:

            Mi scuso con il proprietario del blog per i toni del mio post precedente. Purtroppo però chi lavora per l’unità mal sopporta chi continuamente semina divisioni e insulti.

          • Anonimo scrive:

            Diliberto, diversamente da Ferrero, non ha mai fatto nessuna autocritica sulla partecipazione del Pdci ai due governi di centro-sinistra, quello D’Alema-Amato 1998-2001, e quello Prodi 2006-2008. Senza insulti, la mia è una critica politica.

      • Anonimo scrive:

        Certo che la strada seguita da Bertinotti fu anticipata anni prima da Cossutta. E infatti entrambi dove sono finiti ? Bertinotti con Sel, Cossutta ancora peggio, col Pd o nei suoi pressi.

    • italo calvino scrive:

      mi risulta che mentre il prc a torto sospendeva Turigliatto il Pdci Rossi non lo glorificava di certo…. anzi ci fu una vergognosa puntata di quel leccapiedi di Floris in cui vi erano da un lato il povero (e coraggioso, seppur fesso) Ferdinando Rossi seduto allo sgabello degli imputati (altro gran punto segnato nella scenografia del maiale Floris) e dall’altro la Palermi seduta sullo scranno dei giudici… ah se solo fossi stato un gorilla…

  82. Anonimo scrive:

    Avviso ai naviganti… Questo spazio serve solo come sfogatoio. A chi lo gestisce, non glie ne frega niente di quello che scrivete.

    • Claudio Grassi scrive:

      Sei proprio fuori strada. Chi gestisce è interessato e legge. Compatibilmente con tutto il resto quando può interviene.

  83. Claudio Grassi scrive:

    SandroValentini

    NON CI SIAMO!

    Occorre trarre dal voto riflessioni vere e non comode analisi giustificatorie.

    Riassumendo schematicamente.

    Il voto ha registrato un terremoto politico confermando che la crisi è una crisi strutturale del capitalismo che determina anche in Italia una trasformazione sociale, politica e culturale simile a quella di una situazione di guerra; il risultato elettorale è un primo e non unico scossone di questa trasformazione. D’altronde la nascita di un “governo tecnico”, Monti – che in verità è un governo delle banche e dell’alta finanza – con tutto quello che rappresenta, la ripresa del terrorismo “cosiddetto di sinistra” e cosa ancora più inquietante forse dello stragismo (strategia della tensione), dopo il vile e sanguinoso attentato di Brindisi, la profonda crisi della politica e del sistema dei partiti e delle istituzioni democratiche, Parlamento innanzi tutto, ci parlano di una situazione che si è messa in veloce movimento i cui esiti sono tutt’altro che rassicuranti. È una situazione che ricorda per molti aspetti le condizioni in cui versavamo alcuni paesi europei all’inizio degli anni venti che portarono al drammatico avvento al potere del fascismo e del nazismo.

    Il risultato elettorale ha segnato un’ ulteriore e sensibile aumento dell’astensionismo accompagnato dalla proliferazione senza precedenti delle liste civiche che hanno raccolto circa il 35% del totale dei voti validi. In questo contesto si registra la forte avanzata delle liste 5 Stelle, in particolare nel Settentrione, dove conquistano un capoluogo importante come Parma, e il pesante arretramento della Lega rispetto alle regionali. Ma anche il Pdl e il Pd arretrano pesantemente: il primo perde  2/3 dei voti mentre il secondo 1/3. Anche il disegno strategico di Casini di costruzione del “grande centro dei moderati” esce dalle urne sonoramente sconfitto, a prescindere dal risultato di tenuta dell’Udc.

    Il primo significativo dato politico dunque è la netta perdita di consensi dei partiti che sostengono il governo Monti,  che dal voto esce fortemente ridimensionato e non gode più della fiducia della maggioranza degli elettori.

    Ma anche a sinistra le cose non vanno bene. Questo è secondo dato politico. Idv non raccoglie, fatta eccezione per Palermo, se non in piccolissima parte, il voto montante della protesta sociale e il risultato elettorale di Sel è molto al di sotto dell’aspettative, è deludente, anche qui fatta eccezione per Genova. Infine, la Fds arretra rispetto alle regionali e soprattutto non raccoglie un voto – dico un voto – di protesta del crescente disagio sociale, nonostante sia stata la formazione che più delle altre a sinistra si è posta da subito all’opposizione del governo Monti.

    Il voto pertanto esprime una durissima critica alla politica e al sistema dei partiti – e la sinistra nel suo insieme non è esente da tale negativo giudizio – che ha portato fasce popolari (non solo ceti intermedi di destra) e le nuove generazioni a rifugiarsi nell’astensionismo, nelle liste civiche e in quelle di 5 Stelle. Credo perciò che sia inesatto, addirittura fuorviante, considerare questo un voto antipolitico. L’antipolitica e forme populiste, che mettono seriamente in discussione le democrazia e la partecipazione democratica, sono generate dall’attuale sistema politico: il bipolarismo forzoso, l’elezione diretta dei Sindaci, che comporta il valutare più la persona che i programmi, i guasti prodotti in venti anni di Berlusconi, del belusconismo e del leghismo, fino al varo di un governo spacciato per “tecnico”, come quello Monti, che è potuto nascere per via di un’ulteriore deriva moderata del Pd. Il voto ci parla invece di una richiesta di cambiamento radicale da realizzarsi facendo “saltare il banco”: cioè il sistema dei partiti. Il problema caso mai è che questa domanda si esprime attraverso le culture formatesi nella società dell’Italia bipolare in cui la Fds purtroppo svolge un ruolo del tutto marginale. E questo è il terzo dato politico.

    Una prima significativa conseguenza del voto, che conferma ampiamente la tendenza che era già in atto nella precedente tornata amministrativa, è che la crisi  del blocco di destra non porta, almeno nelle competizioni elettorali locali, all’alternanza di Sindaci di matrice Pd, come era alla fine del secolo precedente. Sono ormai molte le grandi città metropolitane governate da Sindaci di centro-sinistra ma non del Pd dove, in alcuni casi è addirittura all’opposizione. Milano, Genova, Napoli, Palermo e Cagliari, per non parlare di numerosi altri Comuni. Sulla carta il Pd avrà – come afferma Bersani – vinto queste elezioni ed è senz’altro così. Ma dovrebbe fare molta attenzione a non trasformare questo successo elettorale in vittoria politica. Anche il Pd è in crisi, sia di credibilità dei suoi dirigenti locali (e nazionali con molta probabilità) e sia, di conseguenza, di consensi, soprattutto nelle grandi aree urbane. Questo dato ci parla pertanto dell’ormai attestata incapacità del Pd di assolvere a una funzione egemone sull’intera coalizione di un eventuale rinnovato centro-sinistra. Per questo il voto di Sel sarà deludente e Idv sarà restata al “palo”, ma l’una e l’altra formazione  hanno ancora molte frecce da tirare se si considera che dalle urne la prospettiva di un’alleanza tra il Pd e il polo di centro di Casini si è notevolmente allontanata. Fa bene il suo mestiere perciò Di Pietro a ricordare, senza per questo modificare la posizione di opposizione al governo Monti, che l’unica alleanza possibile e praticabile del Pd è il rilancio di una coalizione di governo di centro-sinistra.

    Se queste considerazioni sono condivise ci si aspettava da parte della Fds, in particolare del Prc e del Pdci, ben altre riflessioni dopo il voto. L’apertura insomma di un dibattito vero che nei congressi recenti dei due partiti non si è voluto fare. Un confronto che comportasse anche le dimissioni dei gruppi dirigenti, proprio per rendere il dibattito più libero, più vincolato alla politica e meno agli organigrammi in vista delle elezioni politiche. Invece no, si è preferito proseguire sull’incauta e pericolosa strada del far finta di niente, del galleggiamento, come se i nodi non dovessero arrivare  – e la primavera del 2013 si avvicina impietosamente – prima o dopo al pettine.

    Si è dichiarato che il voto alla Fds <> o <>. Nel documento approvato dalla Direzione del Prc del 22 maggio scorso vi è scritto:<>. Una sintesi pertanto della valutazione del voto con la quale si fa come gli struzzi: si nasconde la testa per non prendere atto dell’arretramento elettorale, ma soprattutto si confondono le cause con gli effetti. Il risultato è dunque positivo nonostante il terremoto elettorale e non ci s’interroga sul serio sulle ragioni per cui non si intercetta, neppure minimamente, il montare della protesta che ha determinato appunto tale terremoto. Unico limite la <>, senza spiegare in che cosa consiste e soprattutto se sia sufficiente introdurre un qualche aggiustamento su <> per garantire alla Fds un futuro.

    Tra gli aggiustamenti indicati, oltre a quello di un rilancio di una Fds <> dall’obiettivo di Federazione che ci si era proposti (un rilancio della Fds su quale linea politica però non è dato di sapere, se quella di Ferrero di alternativa al Pd o di Diliberto di accordi con il centro-sinistra), vi è la proposta di <>, proposta non nuova. Peccato che  questo gruppo dirigente del Prc l’abbia nel passato più di una volta bocciata in nome di una identità comunista.

    Bene, ora la si riprende! Si dica allora chiaramente che la costruzione della Fds dovrebbe rappresentare una prima tappa per avviare un processo costituente che porti, superando gli attuali partiti, a un nuovo soggetto politico della sinistra antiliberista. La costruzione di un processo inclusivo e veramente partecipato, “una testa un voto”, costituente richiede chiarezza e pratiche politiche conseguenti. L’unità a sinistra, per vivere e divenire un valore strategico capace di mutare i rapporti di forza con un’azione politica incisiva, ha bisogno di due condizioni decisive: la partecipazione e il protagonismo di tutte le forze, i soggetti, gli uomini e le donne che vogliono costruire una grande sinistra nel nostro Paese, e una politica di  massa, non minoritaria e settaria, che sappia parlare a ceti popolari, al mondo degli oppressi e del lavoro, ai giovani. Una politica in grado di definire gli obiettivi intermedi di fase della sinistra, le giuste alleanze nell’ambito di un rapporto dialettico tra lavoro di partito e quello istituzionale, senza però nulla concedere al leaderismo e alla personalizzazione della politica, che guasti profondi hanno prodotto anche a sinistra nell’ultimo ventennio.

    Questo sarebbe <> cosa molto diversa dal semplice aggiustamento o correzione di linea indicati. Un salto però, ecco il punto, che richiede una vera e propria svolta. Invece si è partorito l’ennesimo topolino. Dunque, non ci siamo! Il nodo della costruzione, facendo i conti con la crisi della politica, di uno spazio pubblico della sinistra adeguato al compito strategico di fuoriuscire del neoliberismo politico ed economico, cosa ben diversa dal mortificante “diritto di tribuna”,  neanche in questo giro della giostra pare sarà affrontato e sciolto. Il problema  sembra non essere di questo gruppo dirigente della Fds.

  84. Roberto Di Martino scrive:

    ..da poco finita la manifestazione unitaria (bellissima) del 12….e già ricomincia il bombardamento (folle!) verso il PdCI ed il suo segretario. Il punto è che il PdCI è fondalmentalmente un unico partito (che tra l’altro auspicherebbe il suo superamento in un partito comunista più grande) mentre quanti PRC esistono 4,5?..sarebbe ora di smetterla.

  85. anonimo scrive:

    Pechino tra accerchiamento e difesa della sovranità
    di Diego Angelo Bertozzi

    http://www.marx21.it/internazionale/cina/1773-pechino-tra-accerchiamento-e-difesa-della-sovranita.html

  86. marco scarinci scrive:

    Bugiardo, ignorante, pupazzo…. a anonimo…. basta leggere quel che scrivi per capire chi/come sei. cosi non andremo mai da nessuna parte e forse non potremmo neanche più rivendicare un ministero senza portafoglio del quale comunque non ce ne dovrebbe fregare di meno. per quanto riguarda Ferrero informati su quel che è riuscito a fare e non fare (e chiediti il perchè non c’è riuscito). Per quanto mi riguarda, aver accettato di fare il ministro dopo essere stato eletto in Parlamento e subito dimessosi è già sufficiente a segnare una distanza da altri politicozzi “nostrani”. non aggiungo altro, tanto so già che sarei bugiardo, ignorante, pupazzo…e mi arrendo alla tua sapienza…

    • Anonimo scrive:

      scusa, chi è che si è subito dimesso? Ferrero? Al resto del mondo risulta che il buon ferrero sia rimasto ministro fino alla caduta del governo. Poi se voi di rifondazione per autodimostrare il vostro purismo vi raccontate le frottole autoconsolatorie fate pure. ah dimenticavo c’era anche bertinottolo presidente della camera, tanto per gradire.

  87. san benedetto del tronti scrive:

    a quanto pare il prc ha un uovo guru, ovvero mario tronti. dove ci porterà? mah, mi sa proprio che il gruppo de l’ernesto aveva ragione… staremo a vedere.

    • italo calvino scrive:

      c’è chi si sceglie – come guru – Mario Tronti… e c’è chi si sceglie Fausto Sorini (un Sorini in cambio di un Venier?)… ad ognuno il proprio guru e la storia ci dirà di loro…

  88. Carlo circolo bianchini Genova scrive:

    UN vero terremoto: bellissima e lucida analisi, sulla prima parte non dico niente perchè mi trova totalmente d’accordo.
    UNIRE LE FORZE COME IN GRECIA , FRANCIA, SPAGNA.
    UNIRE PER RICOMPORRE IL BLOCCO SOCIALE.
    Di questo voglio parlare.
    Questi chiamamoli appelli sono sacrosanti, ma sono di difficile realizzazione, infatti tu hai fatto una lucidissima diagnosi, ma come prognosi, sembri affidarti al buon senso di tutti, ma le cose non basta chiamarle perchè vengano, bisogna costruire le condizioni, e su queste sei stato reticente, non si può pensare di fare ammucchiate, politiciste, e calate dall’alto come è stato per la Sinistra Arcobaleno, o come la FDS, perchè poi non funziona, qualche anno fà parlavamo dell LINKE, oggi assistiamo che è stata una debacle, diverso è per la sinistra comunista Greca che non era impegnata come noi, nei governi nazionali precedenti,dove abbiamo partecipato(seppur con ONU) alla guerra in Afganistan,concesso il pacchetto TREU e nei governi locali, siamo stati correi, di tutti le trasformazioni delle municipalizzate in SPA, siamo stati anche in governi locali che hanno privatizzato l’acqua, salvo poi fare il referendum per abolire quello che abbiamo consentito di fare prima, la nostra caro Claudio, è un storia piena di contradizioni, lo dico non per polemica, ma solo per dare un contributo, per fare una precisa diagnosi e da questa pertire, per cercare di rimediare, tu giustamente hai sottolineato, che in questo terremoto non solo la destra è temporaneamente sparita, ma anche il fenomeno dell’astenzionismo, che sicuramente ci ha penalizzati, e dovremmo domandarci perchè, non siamo stati percepiti, come utili al paese, anche se la risposta, potrebbe essere semplice, noi eravamo visti come gli altri,(e vorrà dire qualcosa) non ci siamo distinti per niente.
    e poi il fenomeno vero è stato il Grillismo, che è stato percepito come un partito anti sistema cosi come, nel nord Europa, il PIRANTENPARTEI, e in Grecia ALBA DORATA e SYRIZA.
    Io credo, che se vogliamo risalire la china, dovremo accquistare credibilità, perchè non proponi, una “Cosa” anche come dice TRONTI, ma che nasca dal basso, una spece di congresso aperto a tutti i soggetti che vogliono partecipare al progetto, SALVI, PATTA, DILIBERTO, RIZZO, e noi naturalmente, insomma a chi ci sta, ma deve essere un lavoro preparato bene, una testa un voto, solo cosi avendoci scelti i dirigenmti, e omolagandosi al bisogno di trovare un equilibrio tra la democrazia pertecipativa e la democrazia rappresentativa, ora esondante, possiamo avere le carte in regola per fare un fronte unico, contro, l’austertiy, ma tu credi che sia possibile? i generali senza truppe ci stanno?(o vorranno delle quote sicure’ le GOLDON SHARE?) io ho i miei dubbi, è questa la malattia, la medicina, sarebbe avere il senso di essere in una squadra di uguali, non di generali e soldatitni come ora, tutti sanno che io e Ferrero, per fare un nome, militiamo nello stesso partito, ma non siamo uguali lui è più uguale di me.

    • Anonimo scrive:

      divertitevi ancora qualche mese a fare gli oppositori duri e puri e la guerra al PD, poi quando inizieranno le trattative per le prossime politiche farete la fila al celeberrimo loft romano dove ha sede il partito di bersani.

      • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

        E’ possibile, che tu abbia ragione, io non lo nego, e allora vuol dire, che la prossima volta voteremo un altro partito, perchè questo non ci sarà più

  89. anonimo scrive:

    Quello che conta, nella sostanza, è che nel governo bombardatore di D’Alema c’era anche il PdCI, nella persona di Diliberto!!!(in barba all’art. 11 Cost.).

    • Anonimo scrive:

      ferrero quando era ministro cosa ha fatto per gli immigrati? ha migliorato la situazione dei cie? e la legge turco napolitano? cos’ha fatto? non ha votato forse il rifinanziamento per la guerra afghana? quanto siete pupazzi.

      • Anonimo scrive:

        Con la differenza che Ferrero ha fatto una profondissima autocritica, ci ha persino fatto un congresso nazionale da cui sono usciti sconfitti Bertinotti e Vendola che addirittura sono andati via. Mentre Diliberto non solo non ha fatto nessuna autocritica sulla presenzza del Pdci in quel governo D’Alema (e nemmeno della presenza del Pdci nel governo Prodi 2006-2008), ma continua con una impostazione di sostegno ad un eventuale nuovo governo di centro-sinistra (patto di legislatura, sostegno esterno, nuovo centrosinistra, ecc.). C’è una bella differenza, compagno.

        • anonimo scrive:

          Continuiamo con le balle sul PdCI. Sulla guerra in Jugoslavia Diliberto e il PdCI hanno fatto più volte autocritica. Basta informarsi.
          Questo continuo uso di falsificazioni della realtà, allo scopo di denigrare il PdCI e il suo segretario da parte di alcuni compagni di Rifondazione è significativo. Quando oggi più che mai, invece, ci sarebbe bisogno del massimo di unità almeno delle componenti della Fds. Mi chiedo come sia possibile scrivere post come quelli che frequentemente Grassi e altri dirigenti di Rifondazione ci propongono, con la richiesta pressante di un allargamento dell’unità a tutti coloro che a sinistra si oppongono alle scelte di questo governo, se non si riesce neppure a superare gli incomprensibili steccati che ancora separano PRC e PdCI(a 14 anni dalla divisione e con tutta l’acqua che è passata sotto i ponti).

          • Anonimo scrive:

            Sei tu che dici il falso, oppure sei impreciso. Diliberto ha fatto una leggera autocritica sul comportamento del Pdci sulla guerra in Yugoslavia, non sulla partecipazione del Pdci al governo D’Alema-Amato 1998-2001. L’autocritica di Ferrero – che ci è costato un congresso di spaccatura con Bertinotti, Vendola e tutto il vecchio gruppo dirigente del Prc, e una scissione devastante da parte dei bertinottiani – è stata sulla partecipazione stessa al governo Prodi (peraltro mai fatta dal Pdci che anch’esso lo sosteneva strenuamente). C’è una bella differenza ! E questa differenza si vede tutt’ora dalla aperture continue di Diliberto al Pd e alla ricostruzione di un centrosinistra invece che di una sinistra di alternativa, come in Spagna, in Francia e in Grecia.

            • anonimo scrive:

              E’ inutile discutere con chi continua a cambiare le carte in tavola. “Leggera autocritica”? Ma per favore. Ma si. Hai ragione tu. Continuiamo a farci del male, perchè, come ben tutti sanno, più marciamo divisi meglio è. Contento tu, contenti tutti.

              • anonimo scrive:

                Sarebbe curioso sapere con chi la vuoi costruire l’alternativa, se non sopporti nemmeno quelli che, come il PdCI, stanno con te nella Fds. E dire che solo 15 giorni fa, eravamo insieme in piazza.

              • Anonimo scrive:

                Forse non capisci. L’autocritica di Diliberto è stata limitata alla guerra contro la Yugoslavia, non alla partecipazione del Pdci al governo D’Alema-Amato 1998-2001. C’è una bella differenza con Ferrero che per fare autocritica sulla partecipazione del Prc al governo Prodi 2006-2008 ha dovuto subire lo scontro all’ultimo sangue con Bertinotti e Vendola e la loro scissione. Bisogna fare politica con precisione se volete difendere le vostre idee.

                • anonimo scrive:

                  Diliberto ha persino riconosciuto che avrebbe fatto meglio a dimettersi da ministro. Ma è inutile continuare a risponderti, se non suggerendoti di andare a leggere i documenti congressuali del PdCI, e non solo gli ultimi, ma anche quelli del congresso precedente di Salsomaggiore. Ma so che tu non ne hai bisogno perchè sai già tutto senza bisogno di leggere. Piuttosto è sconfortante come, di fronte alla esigenza di unità tra noi comunisti e nella Fds, tu risponda sempre rilanciando la polemica. Senza fondamento, per di più. E, naturalmente in nome dell’alternativa che, mi chiedo, con chi tu abbia intenzione di attuarla. Non vedo molti interlocutori all’orizzonte, tranne quelli che tu accusi di “moderatismo” e subalternità al PD.

  90. anonimo scrive:

    Una primavera araba per Cuba? Cosa si nasconde sotto il tappeto
    Rappresentanti del Consiglio Nazionale Siriano (CNS), il principale raggruppamento antigovernativo in Siria, e membri dell’anticubana Assemblea della Resistenza Cubana (ARC) hanno sottoscritto un “accordo di collaborazione”
    di Percy Francisco Alvarado Godoy

    Percy Francisco Alvarado Godoy è giornalista guatemalteco che risiede a Cuba. Collabora a numerose testate, tra cui “Cubadebate” e “Rebelion”

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1770-una-primavera-araba-per-cuba-cosa-si-nasconde-sotto-il-tappeto.html

  91. Ferdinando scrive:

    Mi chiedo,con tutto il rispetto,ma la direzione nazionale del Prc dove si e’ svolta?Sul pianeta rosso di Marte?

    Dal documento e dalle parole di Ferrero,Grassi e altri sembra che il Pd abbia perso le elezioni,che la prospettiva di una coalizione Pd-Sel-Idv sia tramontata e che la Fed sia ad un passo dallo sfiorare il 6%!

    Insomma ma stiamo scherzando o cosa?

    Da 48 ore a questa parte,da tutto il Pd(tranne qualche singolo)si ammette che prima di tutto per le regionali in Sicilia di ottobre e poi per le politiche del 2013 ci sara’ l’alleanza di centrosinistra.
    La Fed ottiene un 2,5% di media,sparisce da 16 capoluoghi su 28.
    E cosa proponiamo?
    Proponiamo a Sel e Idv di dire ora no loro al PD e di abbracciare la Fed.
    Ma c’e’ qualcuno sano di mente che pensa che Vendola e Di Pietro preferiranno Ferrero a Bersani?
    Io davvero non ho parole,mi sembra che questo gruppo dirigente vive in un compartimento stagno dove non arrivano le notizie.

    Un anno fa’ Grassi diceva
    “Se va’ in porto una alleanza PD-SEL-IDV e la Fed e’ fuori,prendiamo l’1% e spariamo.”
    Ora l’alleanza PD-SEL-IDV possiamo dire che c’e',Grassi ci puo’ spiegare al di la’ dei ragionamenti sugli altri partiti perche’ la FED non prenderebbe l’1% e non sparirebbe?

    Ovviamente non vale dire “non prenderemo l’1% ma il 2,5%” … perche’ non cambierebbe nulla

    • Anonimo scrive:

      …dall’eremo camaldolese avremo tutte le risposte.

    • ugo scrive:

      sottoscrivo tutte le domande, del resto ho provato anch’io qualche volta a sottoporle ma risposte non ne sono arrivate. l’unica è purtroppo che la Fds abbia nel suo orizzonte di inserirsi in maniera del tutto subordinata in una alleanza già pre-confezionata: con tutto il rispetto per il segretario del PdCI, partito cui do il voto più o meno da sempre, di che sa fare proclami contro il governo Monti e due minuti dopo chiedere al Pd che ci riporti in Parlamento. E aggiungo che almeno quella, per quanto secondo me inconcludente, è una linea, mentre quella del Prc proprio non la capisco. Una piccola notazione a margine: in Gracia la sinistra non è affatto unita, perché i socialisti sono per rinegoziare il debito e restare nella Ue, i comunisti sostengono che la Ue è la responsabile di quanto successo e che almeno così com’è va distrutta.

      • Ferdinando scrive:

        La risposta che Ugo da’ al mio commento e’ emblematica della confusione drammatica che attraversa il Prc-Pdci-Fed.

        Mi pare di capire che abbiamo posizioni diverse io e Ugo.
        Lui(credo)che ritiene che la Fed debba sin da ora dire che con il Pd non ci sara’ nessuna alleanza,desistenza o altre diavolerie varie,io invece che ritengo si debba fare l’esatto contrario e cioe’ dichiararsi sin da ora disponibili ad una alleanza programmatica con il centrosinistra e il Pd ovviamente.

        Nelle nostre antitesi pero’ siamo unita dal senso di angoscia di una strategia che non ha ne’ capo ne’ coda.
        Di questo si rifletta,appare sempre piu’ ovvio che il nodo della collocazione debba essere sciolto il prima possibile.

        Infine una domande.

        Le 4 mosse che ha approvato il Prc sono concordate come Fed?
        Perche’ forse gia’ da qui’ potremo capire che fara’ il Pdci o il mini-partito personale di Salvi.

        • Anonimo scrive:

          in effetti, pur da posizioni diverse, mi sembra che siamo d’accordo sul fatto che da parte dei gruppi dirigenti ci dovrebbe essere maggiore chiarezza. comunque, per continuare una discussione che mi sembra utile, io non rinnego a priori la possibilità delle alleanze. anzi, aggiungo che un partito che non ha una politica delle alleanze non è un partito. sostengo però che le alleanze dovrebbero rappresentare la fine di un percorso a monte del quale sta il rilancio del partito (o della federazione, se un solo PC proprio non lo vogliamo fare) e la sua strutturazione sul territorio, tra i ceti sociali di riferimento, e anche con un processo di chiarificazione ideologica. questo in questi quattro anni doveva essere fatto, e invece identifichiamo esistenza del partito con presenza i parlamento, e oltretutto affidiamo quest’ultima alla benevolenza del Pd che ci “accetti” nell’alleanza (di qui la mia nota polemica). Ma – ripeto – come si fa a fare opposizione a Monti la mattina e invocare un accordo la sera col partito che di Monti è il principale sostenitore? Invocando presunte contraddizioni interne a quello o a quell’altro, che allo stato dei fatti non si sono mai rivelate?

  92. Franco Astengo scrive:

    ASTENSIONISMO E BALLOTTAGGI
    L’astensionismo è il sicuro vincitore, senza se e senza ma, della tornata elettorale amministrativa svoltasi tra il 6-7 Maggio e il 20-21 maggio 2012 in Italia, coinvolgendo oltre 120 amministrazioni comunali in quasi tutte le Regioni.
    Un astensionismo il cui dato “macro” illustra la situazione molto di più delle analisi più approfondite e sofisticate: alla fine della fiera, in occasione dei ballottaggi svoltisi in oltre 100 comuni di diversa dimensione, le elettrici e gli elettori che hanno depositato un voto valido nell’urna sono stati il 49,04% degli avanti diritto (esaminando tutti i comuni compresi nelle regioni a statuto ordinario più Palermo, siamo di fronte, infatti, a 1.948.583 voti validi rispetto a 3.973.157 cittadine e cittadini iscritti nelle liste elettorali).
    Gli oltre 100 sindaci sono stati, quindi, eletti da una minoranza: è la prima volta che si evidenzia un dato globale di questa portata (era già capitato, ma in situazioni specifiche e particolari): si tenga conto, in aggiunta, che nel giro di due settimane la percentuale dei voti validi è calata del 13,95% (il 6-7 maggio era stata del 62,99%, pari a 555.489 voti).
    Ci permettiamo di considerare questo dato come un dato squisitamente politico: lo svolgimento della fase, infatti, ha fatto sì che questa tornata elettorale fosse importante – sicuramente – per molte amministrazioni locali, ma soprattutto rappresentasse quasi una sorta di referendum al riguardo della credibilità complessiva del sistema politico.
    Un sistema politico scosso nelle sue fondamenta, a nostro giudizio, dall’emergere di fatti che hanno davvero colpito, trasversalmente, l’opinione pubblica: al di là della ferocia della crisi economica affrontata da questo Governo in maniera del tutto unilaterale in senso classista; al di là del Parlamento che vota Ruby nipote di Mubarak; ben oltre la costante dell’oltrepassare la legalità da parte dell’ex-presidente del consiglio (eletto la prima volta nel 1994 in palese situazione di incandidabilità, come aveva opportunamente ricordato il prof. Sartori) e ancora oltre l’aver escogitato un sistema elettorale tale da rendere delegittimato il parlamento ma capace di consentire ai partiti, nel loro minimo storico di credibilità sociale, di disporre del massimo storico del potere di nomina e di quello di spesa.
    Al di là di tutto questo la mazzata al sistema è venuta da due fatti: il caso Lusi e quello “The Family”, due episodi insopportabili da un’opinione pubblica impoverita e impaurita dalla crisi (vorremmo chiedere all’onorevole Enzo Bianco se ha idea di quanto valgono 5.500 euro mensili per una famiglia normale), cui il complesso del ceto politico non ha saputo fornire altra risposta che quella di un sostanziale arroccamento in difesa di privilegi, ormai del tutto incomprensibili, anche perché raccolti all’interno di cifre completamente fuori mercato.
    L’esito delle elezioni amministrative 2012 ci dice che nel sistema politico si è aperto un vero e proprio vuoto, sconfinate praterie da occupare neppure immaginate dallo stesso Manitou.
    Come avverrà il riempimento di questo vuoto (non consentito dalle leggi della scienza politica), per opera di quali imprenditori politici e con quali finalità sarà l’interrogativo del prossimo domani.
    Adesso come adesso intendiamo ricordare semplicemente come questo interrogativo di fondo riguardi tutti, nessuno escluso, a destra come a sinistra: siamo alle macerie di un sistema e, come sempre in questi casi, il rischio di vedersi travolti vale anche per chi si considera apparente vincitore (a Como o a Monza, così come a Parma, beninteso).

    Entriamo, allora, nel dettaglio di qualche numero in più, riguardante questo turno di ballottaggio, anche se i dati che mi permetto di sottoporre all’attenzione di tutti possono risultare ancora incompleti.
    Un dato interessante riguarda il numero di comuni nei quali, tra il primo e il secondo turno, è avvenuto il cosiddetto “ribaltone”, ovverosia il candidato piazzatosi in testa al primo turno è stato poi superato dal contendente al secondo turno.
    Premesso che il “sorpasso” è avvenuta senza crescita di voti validi (quindi nessuno ha pescato particolarmente nel bacino dell’astensione, ma piuttosto in quello dei candidati esclusi al primo turno), dobbiamo verificare in questo senso il profilarsi delle situazioni più varie.
    La Lega Nord, ad esempio, ha ceduto il vantaggio iniziale in 3 situazioni; una a favore di una lista civica (Cantù) e due a vantaggio del centrosinistra (Meda, San Giovanni Lupatoto); il centro-sinistra ha ceduto il vantaggio iniziale in dodici casi, quattro a favore di una lista civica (Rivalta Torinese, Arese, Jesi, Belluno), uno a vantaggio di un candidato dell’IDV presentatosi in autonomia (Giovinazzo), quattro a favore del centro-destra (Cassano Magnago, Melegnano, Policoro, Galatone);, tre a favore del movimento 5 Stelle (Mira, Comacchio, Parma); il centro –destra ha ceduto in sette situazioni, una verso l’UDC (Rapallo), una verso un’aggregazione di sinistra (Ceccano) e quattro verso il centro-sinistra (Civitavecchia, Isernia, Canosa di Puglia, Cassano Jonio); infine liste civiche sono state sconfitte in cinque situazioni dopo aver concluso in vantaggio il primo turno; due volte a vantaggio del centro-sinistra (Castiglione delle Stiviere, Santeramo in Colle), tre volte a vantaggio del centro-destra (Cerea, Chiavari, Castellana Grotte).
    Il movimento 5 stelle si è chiaramente dimostrato l’unica forza politica in grado di aggregare consenso, ma, almeno nelle situazioni in cui è risultato alla fine vittorioso eleggendo un proprio Sindaco, è necessario costatare come non abbia inciso sull’astensione. Vediamo nel dettaglio i tre casi specifici: a Mira (Venezia) al primo turno si sono registrati 18,239 voti validi (Carpinetti, centrosinistra 7.848, Maniero 5 stelle 3.169). Al secondo turno i voti validi scendono a 15.436, Carpinetti cala a 7.334 e Maniero sale a 8.102, senza che appunto si verifichi una maggiore partecipazione al voto. Egualmente a Comacchio, anche se in una dimensione più limitata, i voti validi scendono da 11.170 a 11.067. Nel dettaglio vediamo anche il caso Parma, sicuramente il più eclatante da questo punto di vista: al primo turno si erano avuti, nelle urne della Città Ducale, 87.287 voti validi (Bernazzoli, centro sinistra 34.433 e Pizzarotti, 5 Stelle, 17.103). Al secondo turno i voti validi calano sino a 85.072 (sicuramente uno dei dati di maggiore tenuta sul piano nazionale, ma comunque un calo) e Bernazzoli scende a 33.837, mentre Pizzarotti sale a 51.225 (da ricordare che i voti raccolti dai candidati sindaci sconfitti erano stati 36.490 e Pizzarotti è cresciuto di 34.122 unità).
    Anche nel caso, comunque molto interessante, di Belluno laddove l’esponente del centrosinistra in vantaggio al primo turno, ha dovuto cedere il passo ad un candidato di liste civiche di sinistra si registra un calo nel totale dei voti validi, da 18.394 a 15.110 ed entrambi contendenti ottengono comunque più voti ( la candidata del centro sinistra passa da 4.636 a 5.638; quello della lista civica da 4.496 a 9.472. I voti validi lasciati disponibili dai candidati sconfitti al primo turno a Belluno erano 9.262).
    Il secondo aspetto che, in questa disamina sul peso dell’astensionismo rispetto al voto, pensavamo di sottoporre all’attenzione degli osservatori riguarda il caso delle cosiddette “elezioni in discesa”: quei casi, cioè, di Sindaci eletti nel secondo turno con un numero di voti inferiore a quello del primo. E’ capitato in 12 situazioni: Garbagnate, Conegliano, Genova, Frosinone, Avezzano, Montesilvano, Acerra, San Giorgio a Cremano, Gioia del Colle, Gravina di Puglia, Trani, Paola. Il caso più clamoroso rimane quello di Genova, dove il Sindaco eletto aveva ottenuto al primo turno 127.477 voti, scesi al secondo turno a 114.245.
    Questo dato ci introduce all’ultimo aspetto che intendevamo toccare in quest’occasione, e che ci permettiamo di considerare il più delicato.
    Si tratta del dato della percentuale effettiva con la quale i Sindaci sono stati eletti, rispetto al totale dei potenziali elettori: nella sostanza l’indicazione del loro effettivo dato di consenso rispetto all’intera platea elettorale.
    Abbiamo esaminato i dati relativi a 17 capoluoghi di provincia.
    In una sola occasione la percentuale ha superato il 40%: a Rieti l’esponente del centrosinistra Petrangeli ha raggiunto il 40,02% (15.883 voti su 39.686).
    In otto casi è stato superato il “muro” del 30% e precisamente: Parma 36,02%, Isernia 35,32%, L’Aquila 33,37%, Frosinone 32,15%, Cuneo 31,16%, Como 30,97%, Piacenza 30,71%, Lucca 30,58%.
    Nei restanti 8 capoluoghi si è rimasti al di sotto –appunto – della soglia del 30%: Taranto 29,52%, Belluno 28,78%, Asti 28,39%, Palermo 28,01%, Alessandria 27,40%, Monza 27,18%, Trani 26,84%, Genova 22,67%.
    Sicuramente il caso dell’altissima astensione fatta registrare a Genova appare il “caso politico” più interessante di questa tornata: in un a città tradizionalmente di sinistra, dalle grandi tradizioni democratiche, alla fine nel turno di ballottaggio hanno deposto una scheda valida 191.329 elettori su 503.752 aventi diritto, il 37,98%. Ecco un dato sul quale riflettere sul serio (alla fine il nuovo sindaco Doria è stato eletto da un genovese ogni 4,5 potenziale elettore: insomma un dato che pone il tema della legittimità politica).
    Grazie per l’attenzione
    Savona, li 22 maggio 2012 Franco Astengo

  93. Claudio Grassi scrive:

     
     
    LA PROPOSTA URGENTE DA FARE AL PAESE
     
     
    di Vito Nocera
    E ora mi sembra difficile per tutti continuare a negare, come è stato fatto per tanto tempo, che il conflitto tra la politica e l’antipolitica sia diventato   la frontiera essenziale su cui, piaccia o no, in questo momento si misura il Paese. Leggo che fior di commentatori rovesciano rapidi i loro precedenti giudizi sprezzanti sul movimento di Grillo, indicano possibili linee di confronto, elencano argomenti sui quali le proposte del Movimento cinque stelle suonano ragionevoli. E, d’altra parte, so bene che non puoi più indicare con il termine “ antipolitica “ una esperienza organizzata, che si presenta, e vince, in consultazioni elettorali importanti, che si prepara a competere su scala nazionale e che alcuni sondaggi danno in crescita vertiginosa.  Infatti la questione non riguarda tanto questo o quel movimento politico che incarna il vento di protesta. La questione, appunto, riguarda “ il vento “ che si va da tempo diffondendo nel Paese, un vento dal quale non è peraltro immune, anche se in forme diverse, tanta parte dell’Europa.
    In questo vento che soffia, come mostrarono già l’esito dei referendum e delle amministrative dello scorso anno, si mescolano spinte e istanze tra loro diverse e, qualche volta, perfino contraddittorie. E’ innanzitutto il segno, almeno a me così pare, di una perdita definitiva di peso negli orientamenti di massa di ciò che era stata la cultura storica del movimento operaio. Poteva essere un limite di determinismo ma è un fatto che in quella cultura politica tutto si teneva. E la stessa espressione del voto ne tratteggiava in maniera del tutto lineare il carattere, nella corrispondenza tra condizione sociale e orientamento elettorale. Da lì, da quel rapporto consolidato e forte si proiettava, nello schema gramsciano dell’egemonia, la possibilità di investire altri ceti e culture. Questo declino della cultura in cui siamo nati e ci siamo formati  era affiorato, anche con dirompenza traumatica, già negli anni ’90. Commentavamo sbigottiti, nel 1994, le larghe affermazioni elettorali del Movimento di  Berlusconi nelle cinture operaie di Mirafiori e di Arese. E si è consolidato nei lunghi anni del dominio del centro destra. Ma quello che leggiamo nel voto di Parma oggi è, di quella tendenza, una replica irrevocabile.
    Ma sbaglieremmo se leggessimo i segni di questo declino solo nel voto in cui, come a Parma, il centro sinistra classico ( quello intorno al Pd per intenderci ) perde. Certo, Parma dice piuttosto plasticamente ciò che amministrative e, soprattutto, referendum dell’anno scorso avevano già fatto intravedere in filigrana. Una convergenza nel voto di istanze ed elettorati tra loro non solo differenti ma addirittura contrapposti. Cosa ci dice il sommarsi lì di voti maturati su istanze e lotte ambientaliste e democratiche con quelli del blocco moderato legato al mattone, se non che ciò che è ormai venuta meno è quella funzione di collante, e anche di spartiacque, che sapeva rappresentare la cultura diffusa del movimento operaio storico ? Per questo occorre che chi come il Pd, pur nelle macerie di un sistema, sembra riuscire ancora a tenere insieme un quadro di alleanze e di presenza rifletta bene sul da farsi. Anche nelle città in cui vince il voto ha, in molti casi, queste stesse caratteristiche. Diciamo che all’istanza più propriamente sociale si antepone l’esigenza a volte generica del rinnovamento, un rinnovamento cui, come nel caso di Parma, si mescola poi la convinzione che se non posso vincere io che almeno a perdere sia il mio nemico principale. E’ una miscela pericolosa in cui nessun esito è scontato e che se non maneggiata con la cura necessaria rischia di riaprire un varco a qualche inedita e insidiosa avventura moderata. Gli investimenti, di ogni genere, su una uscita di questo tipo dalla crisi in corso ,e dalla transizione che la segna , sono ingenti. Alla legittima insofferenza di tanti cittadini nei confronti di una condizione tanto difficile e faticosa, che si proietta inevitabilmente nella critica di partiti e istituzioni, si aggiunge una larga e potente campagna di opinione cui concorrono, in forme diverse, media vecchi e nuovi  e ormai anche, consapevoli o meno, pezzi dello stesso mondo politico in subbuglio. E’ innegabile, infatti, che la suggestione del populismo e del personalismo abbia fatto in forme crescenti proseliti. In primo luogo in quella parte dello schieramento politico e sociale che ha evidentemente ogni interesse a limitare il peso della politica rispetto all’economia, e che appare preoccupato di una uscita della crisi italiana alla francese. Questo mondo, infatti, in forme peraltro multiformi, anche per questo più insidiose, alimenta la grancassa dei partiti tutti uguali, tenta di scolorire i confini dell’esperienza di governo del centro destra in una indistinta crisi della politica diffusa, qualcuno tra i più spregiudicati   azzarda perfino ad immaginare un rilancio di Berlusconi come vera espressione, in fondo, dell’istanza populistica e di critica alla politica e ai partiti.
    I cantori di questa liturgia sanno benissimo che la destra, gli interessi larghi su cui poggia, non è scomparsa e che dentro un clima di tutti contro tutti e di discredito finale di politica e partiti ( leggi Pd, visto che sembra essere ormai l’unico partito rimasto in piedi ) tutto può ridiventare possibile, comprese nuove offerte politiche e simboliche dietro le quali ricompattare il campo.  A questa campagna che è in corso rischiano di portare acqua ( lo hanno già fatto copiosamente in questi mesi ) anche aree, interessi e soggetti  diversi rispetto al disegno qui individuato. Pensiamo ai conservatori in doppio petto, quelli non populisti che hanno sofferto la volgarità di Bossi e le feste di Berlusconi e che, però, a furia di incalzare il Partito Democratico per farne una creatura loro, e per questo costringendolo a difendersi, rischiano di accentuarne agli occhi della pubblica opinione i limiti oligarchici, pur presenti, magari nell’intento di aprire il varco ad un Renzi, o anche a qualche figura esterna di quel mondo ( Saviano ? ) in alternativa ad un Bersani ( che a questo mira il loro incalzare, non ci si illuda a sinistra che l’obiettivo sia magari replicare uno Zedda o un Pisapia ). E’ un gioco legittimo ma pericoloso. Legittimo perché è chiaro che se un pezzo di borghesia conservatrice intende convergere sul Pd  lo voglia fare spostando a destra il suo profilo di governo. Pericoloso perché costringendo il Pd a resistere lo espone al rischio di dare di se una immagine ulteriore di chiusura. Insomma, tanto per parlar chiaro, i Mieli i Gian Antonio Stella, e perfino De Benedetti e quelli di Repubblica, mentre credono di costruire la loro aristocratica intuizione, corrono il rischio di essere, loro malgrado, truppe di complemento dei Belpietro e dei Sallusti. E’ una partita molto complessa quella che è in corso, e che si giocherà con la massima asprezza nei dieci mesi che mancano all’appuntamento elettorale.
    In questa partita quale ruolo gioca e può giocare la sinistra radicale ? Francamente trovo illusori i calcoli che contano qualche consigliere comunale eletto qua e là dalla Federazione della sinistra ( magari grazie a qualche alleanza ) e perfino il conto dei sindaci cui si potrebbe crogiolare Sel. Se del voto contano i segnali essenziali ( per questo si ragiona a lungo su quello di Parma ) il segnale essenziale che, per la sinistra radicale, esce dal voto è quello di una sua irrimediabile marginalità. Doria a Genova, come credo anche Pisapia a Milano, avrebbe vinto anche senza il “ cappello “ di Vendola, e Orlando a Palermo,  proprio come De Magistris a Napoli, nulla ha a che vedere  con un peso effettivo della Fds che, infatti, ad un anno dall’affermazione dell’ex pm a Napoli alcun beneficio politico ne ha tratto, visti i risultati di lista in tutta la cintura napoletana conseguiti quest’anno . E’ una constatazione preoccupata. Con le spinte da “ destra “  cui è esposto il Pd sarebbe vitale un contrappeso a sinistra, non tanto per forzature tattiche controproducenti come in passato, ma per assolvere ad una limpida  e autonoma funzione di rappresentanza di ceti e interessi  ma la cui prospettiva e aspettativa non può trovare rappresentanza se non dentro un’alleanza  con al  suo centro il Partito di Bersani. Al momento questa capacità, e possibilità, di svolgere in maniera adeguata questa funzione onestamente non la vedo. Non la vedo per la Fds ma anche, mi sembra, diventi ogni giorno che passa più faticosa per lo stesso Vendola.  Il pericolo è che quest’area, come vediamo, avvertendo questa propria marginalità e inadeguatezza si illuda di cavalcare  magari istanze giuste ma con modalità populiste finendo anch’essa per lavorare, come si dice, per “ il re di Prussia “. Non è scontato che debba andare cosi. Proprio le difficoltà a tenere il campo da solo, che avrà d’ora in avanti il Pd, con una politica più accorta e che non corra nella scia del populismo, potrebbero consentire alla sinistra, e perfino alla Fds, di portare alla prossima fase, sia pure con modestia, un contributo.
    Insomma la mia impressione è che davvero il Partito Democratico, e il suo gruppo dirigente essenziale, in queste ore siano come sospesi in un panorama  del tutto indefinito. Il Paese degli interessi leciti e meno leciti e quello delle idealità, il popolo profondo dei rancori sociali e delle sofferenze, anche quel ventre più oscuro del privilegio sociale che si era fatto scudo di Bossi e Berlusconi. Quello stesso universo più definito socialmente del lavoro dipendente e della precarietà ( che però appare piuttosto confinato ad una testimonianza sindacale poco capace di incidere davvero ). Perfino, speriamo non con le forme  efferate dello stragismo del passato, una criminalità organizzata purtroppo ancora non  stroncata, vagano, all’alba della terza Repubblica, alla ricerca di una rappresentanza politica. Si definisce in questi mesi il nuovo sistema politico che caratterizzerà il futuro. E si decide forse in questi mesi, prima ancora della scadenza del 2013, chi potrà ottenere il via libera del Paese a governare l’Italia. Potrà non farcela ( dieci mesi in politica sono un tempo brevissimo ma possono anche essere un tempo lunghissimo se la realtà corre veloce ) ma l’unica strada che resta al Pd ( di fronte alla crisi sociale e perfino psicologica che vive il Paese è illusorio immaginare si possano fare dei miracoli con la tattica ) è quella di squadernare subito le cose che vuol fare andando al governo. A partire dal proposito di cambiare la strategia economica e la stessa architettura istituzionale e politica dell’Europa. Incontro tante persone che dicono di condividere il programma con cui Hollande ha vinto le presidenziali in Francia, pochi però mostrano di sapere che quel programma, almeno nelle sue linee sovranazionali ( oggi fondamentali ), è stato concordato e presentato a Parigi tra socialisti francesi, Spd e Pd. Vi sarà certo qualcuno che occulta questo dato per  giocare a chi è più  combattivo e raggranellare qualche voto nella guerra intestina a sinistra. Ma i più, credo, davvero non sappiano dell’intenzione del Pd e del centro sinistra di rovesciare, sia pur con l’equilibrio necessario ( e unitamente alla Francia e ai socialdemocratici tedeschi ), le politiche restrittive che erano nella famigerata lettera della Bce per aprire sul serio una stagione di ripresa economica sostenibile e di equità, contrastando le ricette liberiste e lo strapotere globale dei mercati finanziari. La migliore disponibilità al rinnovamento e al cambiamento ( che è l’altra grande istanza che viene dal Paese ) a questo punto è , soprattutto anche se non solo, offrire al Paese e ai suoi umori , limpidamente e senza tatticismi, la propria piattaforma e il proprio programma. Anche se questo dovesse comportare  frizioni anche più acute con il governo Monti. Non sarà il ritorno alla cultura egemonica di un movimento operaio che, in quelle forme, ( nella sua composizione di classe e nella sua rappresentazione politica )  non c’è più. Ma, almeno, il segno di una proposta, nelle forme possibili oggi, desiderosa di riorganizzare una idea del Paese e della sua necessaria coesione democratica e sociale. I cittadini poi potranno gradire o meno, non è affatto detto, ormai, che si riesca a frenare la valanga che spinge alla dissoluzione di sistema. Ma almeno il centro sinistra così ci avrà provato.
     
    Napoli 22/5/2012

  94. Anonimo scrive:

    Dal prof. Fagioli a Tronti… all’eremo camaldolese riceveremo l’illuminazione?
    Cari vari Carlo Circolo Bianchini che predicate contro il PdCI… evidentemente non sapete quello che vi aspetta.

    • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

      Non predichiamo contro il pdci, che amiamo ma contro i loro dirigenti, che oltre ad aver provocato una scissione, per appoggiare un governo che ha bombardato(non mi stanco mai di ripeterlo)la Serbia, sono più governisti del governo.
      vorremmo avere un unico partito, ma costruito non come è stato fatto per la FDS, dove pochi notabili si sono riuniti e hanno deciso, il da farsi, (credo che l’astenzionismo e la vittoria di Grillo sono figli anchedi questo modo di fare) ma costruito dal basso. e non anonimo.

      • Anonimo scrive:

        Sei proprio un bugiardo, oppure non conosci la storia recente. La scissione ci fu perché il PRC voleva togliere la fiducia a Prodi, mesi e mesi prima della questione serba, che avvenne sotto il nuovo governo D’Alema. Con la scissione la guerra in Sergbia non c’entra nulla, ignorante.

        • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

          Sei tu che studi poco, Prodi e caduto(stiamo parlando del primo prodi)perchè dopo che noi avevamo concesso il pacchetto TREU lui in cambio avrebbe dovuto darci le 35 ore, Prodi pinocchio, si era impegnato pubblicamente, all’epoca in francia c’èra il governo jospin Lionel, prodi pubblicamente ha detto se lo fa Jospin lo faccio anch’io, ma i francesi sono seri e quando promettono poi mantengono, prodi invece, anche la secondo volta, quando è caduto, per mano, di Mastella Veltroni, non ci ha dato i PACS, i DICO, il testamento biologico, le servitù mlitari etc. restando al primo Prodi, tutti sanno che è caduto per mano di Cossiga, che per l’imminente bombardamento della Serbia, aveva bisogno di un ex comunista,infatti finita la guerra Dalema tornò a casa, ma Cossiga non immaginava, che ad un ex comunista si sarebbe associato un comunista autentico,”Diliberto” informati bene e vedrai che è così, avete poco da fare non perdoneremo mai il vostro duce, di aver bombardato la Serbia, questa è una macchia indelebile, che non sarà facile per voi nascondere con le bugie.

          • Anonimo scrive:

            sei un pupazzo.

          • lidia scrive:

            E basta…Se Diliberto “ha bombardato” la Serbia allora Ferrero “ha bombardato” l’Afghanistan….ma che dici? Sia Diliberto che Ferrero (su decisione dei rispettivi gruppi dirigenti) hanno sbagliato a non uscire dal governo quando è stato deciso di partecipare alla guerra contro la Serbia e quando è stato deciso di rifinanziare la guerra contro l’Afghanistan. Detto questo nessuno dei due era favorevole alla guerra e non l’hanno certo nascosto. E in piazza, contro la guerra, c’eravamo tutti.

            • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

              C’è una grandissima differenza, tra Ferrero e Diliberto, che per voi, DILIBERTIANI sic! non è comprensibile, ma tela dico lo stesso anche se so che non capirai. Ferrero non ha fatto nessuna scissione, e la guerra Afgana, non era una guerra della NATO, ma un mandato ONU, Diliberto ha fatto una scissione, per stare in un governo nato a posta per bombardare la Serbia, e lui per un posto da ministro ha fatto una scissione, è si è messo al servizio della NATO.la NATO non so se mi spiego.
              Non so se hai la sensibilità di capire la differenza, io te l’ho detto lo stesso.

              • anonimo scrive:

                Carlo circolo Bianchini. La guerra in Afghanistan la sta facendo la NATO. E di questo hanno discusso al vertice di Chicago. E’ meglio che lasci perdere. La tua ostilità preconcetta verso il PdCI ti annebbia le idee. Ha ragione Lidia. Smettiamola con questa storia del rimpiattino delle accuse. Cerchiamo i punti che ci uniscono e che sono stati emblematizzati dall’abbraccio di Diliberto e Ferrero a Roma. Uniti si vince! E’ uno slogan che non è mai passato di moda.

              • anonimo scrive:

                Premesso che anche su mandato dell’ONU la guerra in Afghanistan ha rappresentato fin dall’inizio il la alla dottrina bushiana della guerra preventiva e che, quindi, è una schifezza al pari di quella in Serbia (con costi umani ancora maggiori della già schifosa guerra del 1999 contro la Jugoslavia), che ai tempi del governo Prodi fosse già diretta dalla NATO lo evinci dalla cronologia fornita dal Ministero della Difesa. Ragion per cui sarebbe meglio che prima di lasciarti prendere dalla tua foga emotiva e rancorosa verso il PdCI, ti informassi. E’ un consiglio da compagno.

                http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/ISAF/Pagine/Cronologia.aspx

                • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

                  Leggili bene i dati, e vedrai, che allora l’italia, era sotto guida ISAF, se poi vlete imbrogliare le carte. è tutta un altra storia

              • anonimo scrive:

                Pur di attaccare il PdCI, riesci a giustificare anche la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan perchè, secondo te, con il mandato ONU, era più “pulita”. Ma ti rendi almeno conto di quello che sostieni?
                Quanto al fatto che oggi la NATO (e nel 2008, dopo il vero e proprio colpo di mano di cui parla Dinucci nel suo ultimo articolo pubblicayo sul Manifesto) abbia assunto il controlo incontrastato dell’ISAF al èpunto che a Chicago si è discusso proprio di questo al Vertice dell’Alleanza, sei l’unico a non essere ancora stato informato. Riesci a negare persino l’evidenza.

                http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120522/manip2pg/14/manip2pz/323064/manip2r1/dinucci/

                “Senza più limiti, l’Alleanza nata come Patto del Nord Atlantico arriva sulle montagne afghane: nell’agosto 2003, con un colpo di mano, la Nato assume «il ruolo di leadership dell’Isaf, forza con mandato Onu». Inizia così «la prima missione al di fuori dell’area euro-atlantica nella storia della Nato». Nel 2004 essa entra in Iraq, ufficialmente per una «missione di addestramento». Estende quindi le sue operazioni in Africa: nel 2005 in Sudan, nel 2007 in Somalia, nel 2009 nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano. Nel 2011 è la volta della Libia: nell’operazione Unified Protector la Nato effettua (secondo quanto dichiara) 9.700 missioni di attacco aereo, in cui vengono sganciate 7.700 bombe di precisione allo scopo di «fare tutto il possibile per minimizzare i rischi ai civili». Ora la Nato prende di mira Siria e Iran, ma sullo sfondo ci sono Russia e Cina.”

                • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

                  Appunto, come dici tu, e Dinucci, ISAF, è andata sotto la NATO(LA RUSSA) nel 2008, sotto il governo Berlusconi, che si è insediato, nel Maggio 2008. ti ricordo, anche, (smemorato) di Turrigliatto(Rifondazione) che ha Fatto cadere il governo Prodi, perchè non ha votato per la guerra, come invece ha fatto il tuo capo per un piatto di lenticchie.
                  NON POTETE NEGARE L’EVIDENZA, POTETE SOLO RACCONTARE STORIE ALLE PERSONE DISINFORMATE COME VOI.

                • anonimo scrive:

                  Quanto a Turigliatto, non mi pare fosse molto in linea nemmeno con il tuo partito. Sbaglio, o non lo ha trattato con i guant? Bianchini, parli come se nel 2008 il PRC fosse stato all’opposizione. Forse hai visto un altro film.

                • anonimo scrive:

                  Questa del tiranno poi! Sei disarmante, Carlo!

              • anonimo scrive:

                E’ inutile discutere con un muro come te, bianchini. Ma tieniti le tue convinzioni, se così ti va bene. Tanto, discutere con te è inutile. Forse ti conviene comperare l’abbecedario.Così riesci a capire meglio i testi scritti.

                • Carlo circolo bianchini Genova scrive:

                  Io non insulto mai nessuno, e del resto se non foste anonimi, non ci sarebbero problemi potremmo vederci con le date, e chi perde paga da bere, come buoni compagni, non capisco perchè siete attaccati ai capi, io non ho mai parlato male dei compagni di base del PDCI che con qualcuno lavoriamo fianco a fianco, ed io quando parlate male di Grassi, o di Ferrero, non li difendo mai, perchè non ne hanno bisogno, voi fate questa difesa d’ufficio, perchè siete insicuri. e sotto sotto, conoscete, il tiranno.

            • Anonimo scrive:

              Con la differenza che Ferrero ha fatto una profondissima autocritica, ci ha persino fatto un congresso nazionale da cui sono usciti sconfitti Bertinotti e Vendola che addirittura sono andati via. Mentre Diliberto non solo non ha fatto nessuna autocritica sulla presenzza del Pdci in quel governo D’Alema (e nemmeno della presenza del Pdci nel governo Prodi 2006-2008), ma continua con una impostazione di sostegno ad un eventuale nuovo governo di centro-sinistra (patto di legislatura, sostegno esterno, nuovo centrosinistra, ecc.). C’è una bella differenza, compagna Lidia.

          • qualunquismo scrive:

            Questa è una lettura qualunquista e propagandista. Fermo restando che il PdCI è un partito governista e la gamba sinistra del PD forse più di SeL…. i fatti in Yugoslavia a ragione del vero hanno molteplici retroscena che in buona parte assolvono il PdCI e il ruolo che ha avuto in quel frangente storico.
            Decisa la guerra il tema di fondo a suo tempo fu : uscire dal governo e consentire che il conflitto avvenisse senza alcuna pressione verso il governo italiano o viceversa premere sul governo e boicottare l’impresa militare dall’interno?

            Il PdCI optò per la seconda strada e a ragion del vero non fu secondaria la pressione in tal senso esercitata dall’ambasciata yugoslava di Roma….

            Poi che su questa pagina Diliberto che all’epoca dei fatti non dirigeva il PdCI se non formalmente (era Cossutta a dirigere il partito), si guardi bene dal dirlo per non mettere in difficoltà i suoi amici del PD è altro paio di maniche… certo è che questi retroscena erano ben risaputi sia dalla NATO che dai servizi nonchè dai miltari italiani…. tutti i generali italiani sapevano…. e in merito si permise di scrivere a suo tempo anche Lucio caracciolo su Limes……
            Anche il generale Mini lo lasciò intendere in più di un’occasione quando ad esempio diceva che i piani di attacco erano noti a Belgrado grazie ai loro amici italiani al governo……
            Basta documentarsi…. materiale ce n’è a iose…..

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