6 – 7 maggio. Alla prova del voto

Si sta avvicinando una importante scadenza elettorale amministrativa. Il 6 e 7 maggio si voterà in 800 Comuni inferiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia) e in 176 Comuni superiori ai 15000 abitanti (10000 per la Sicilia). Di questi ultimi 28 sono capoluogo di Provincia e – tra questi – 3 sono capoluogo di Regione: Genova, Palermo e L’Aquila.
In questo post mi limito ad analizzare i Comuni sopra i 15000 abitanti poiché da essi possiamo ricavare elementi significativi di valutazione politica.

Alcuni dati

Il primo dato da tenere in considerazione è che la maggioranza di questi Comuni è collocata al Sud con il 54%. Solo il 14% al Centro, al Nord il 32%.
La presentazione delle liste della Federazione della Sinistra o di Rifondazione Comunista è stata fatta in 127 casi. Ciò significa che in 49 Comuni sopra i 15000 abitanti non abbiamo presentato la lista. È sicuramente una grave lacuna, anche se va tenuto presente che anche nella precedente tornata amministrativa (parliamo degli stessi Comuni e prima che vi fosse la scissione di Sel), non tutti furono coperti. È interessante suddividere questo dato geograficamente. Sui 57 Comuni del Nord in 48 ci presentiamo e in 9 no, sui 24 del Centro in 21 sì e in 3 no, sui 95 del Sud in 58 sì e in 37 no.

Quali alleanze?

Ora passiamo ad analizzare il tipo di alleanze con cui la Federazione della Sinistra si presenta alle elezioni. Le alleanze con il centro-sinistra sono 71, quelle con il centro-sinistra allargato all’Udc 3, quelle di sinistra alternativa 23 e quelle dove ci presentiamo soli 30.
Questi dati si prestano ad alcune valutazioni politiche: in una misura significativa – i 3/4 del totale – la Federazione ha costruito una alleanza. Tuttavia – questo il dato indicativo - rispetto al passato si è ridotta la partecipazione ad alleanze di centro-sinistra classiche ed è aumentata quella a coalizioni alternative (in genere Fds, Idv, Sel). Ciò è avvenuto per il tentativo – in parte riuscito – del Pd di allearsi con il Terzo Polo, fatto che ha reso impossibile costruire alleanze con noi. Infatti – come avete visto dai dati sopra riportati – ciò avviene solo in 3 casi su 127.

Federazione della Sinistra ovunque?

Altro dato importante. Quale lista presentiamo nei 127 Comuni? In 52 si presenta il simbolo della Fds, in altri 36 il simbolo Fds modificato (in genere avviene per includervi forze locali), in 11 si presenta Rifondazione e in 28 la Fds partecipa a liste civiche di sinistra. Anche questo dato è sicuramente migliorabile, ma complessivamente si può dire che vi sia  stata una discreta tenuta della Fds. Sono solo 11 – infatti – i Comuni in cui Rifondazione si presenta con il proprio simbolo.

Una valutazione sui Comuni capoluogo

Come dicevamo sono 28, di questi 3 capoluoghi di regione: Genova, Palermo e L’Aquila.
Su 28 Comuni la coalizione si è realizzata in 18, in 7 partecipiamo ad una coalizione alternativa, in 3 casi ci presentiamo da soli.
I 10 comuni capoluogo dove non partecipiamo alla coalizione di centro-sinistra sono: Asti, Como, Parma, Frosinone, Trani, Brindisi, Taranto, Agrigento, Trapani e Palermo.
In questi 28 comuni in 20 si presenta il simbolo Fds, in altri 5 la Fds concordemente partecipa con biciclette o liste civiche. A Parma, Frosinone e Taranto si presenta una lista del Prc e non quella della Fds. Il motivo principale della mancata intesa nella Fds è stata l’accettazione o meno dell’allargamento della coalizione al centro.
In un quadro complessivamente soddisfacente ci sono situazioni molto importanti che abbiamo contribuito a costruire e sulle quali confidiamo in modo particolare. Mi riferisco a Genova dove siamo in coalizione con un candidato – Marco Doria – espressione della sinistra che alle primarie ha sconfitto le due candidate del Pd Vincenzi e Pinotti. Così come a Palermo dove, dopo primarie inquinate, sosteniamo assieme all’Italia dei Valori, ai Verdi e a liste civiche la candidatura di Leoluca Orlando. Il nostro auspicio è che queste due città possano aggiungersi a quelle di Napoli, Milano, Cagliari dove alle scorse amministrative aveva vinto una candidatura nettamente di sinistra. Sarebbe una conferma del fatto che la sinistra per vincere non deve per forza omologarsi al centro.

In conclusione

Si tratta di un test importante, anche se meno significativo delle amministrative della scorsa primavera. Tuttavia il fatto che siano l’ultimo appuntamento elettorale prima delle politiche e che si svolgano in un contesto di grande fibrillazione politica – governo “tecnico”, inchieste giudiziarie che coinvolgono partiti (Lega) e importanti personaggi politici (Vendola, Formigoni) – fanno sì che si concentri su di esse una grande attenzione.
Per quanto ci riguarda dobbiamo dedicarvi grande impegno. La mia opinione è che pur essendo un test amministrativo dobbiamo svolgere la campagna elettorale prevalentemente sui temi nazionali. Ho l’impressione che la crisi economica e le misure che sta prendendo il Governo siano le cose che più preoccupano il nostro elettorato potenziale.
Se è così credo che siano due gli obiettivi più importanti su cui concentrarci.  Il primo: fare capillarmente la raccolta di firme per la campagna in difesa e per l’estensione dell’articolo 18. I banchetti – dove vengono fatti – danno risultati che vanno ben al di là dei nostri simpatizzanti. Il secondo: intrecciare la campagna elettorale con l’organizzazione della manifestazione nazionale del 12 maggio contro il governo Monti.  Organizzare la partecipazione significa farla crescere nei territori attraverso dibattiti, banchetti, volantinaggi. E i temi che stanno alla base della manifestazione sono – appunto – quelli su cui caratterizzarci in campagna elettorale. E’ importante – infine – dove ci presentiamo con coalizioni di sinistra organizzare le iniziative assieme. Come si vede da tutti i sondaggi vi è un diffuso desiderio, nel nostro popolo, di una sinistra che sia di alternativa, ma anche unita.

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