In un editoriale dall’inequivocabile titolo “Il freno della Fiom”, apparso su Repubblica giovedì 22 marzo, Piero Ottone ci spiega che Landini è diverso dagli altri sindacalisti perché non accetta il mondo così come lo conosciamo, ostinatamente convinto che non si possa ridurre il tutto a strappare qualche briciola dalla ineluttabile legge della domanda e dell’offerta in un contesto, come dice lo stesso Ottone, “manipolato da personaggi poco raccomandabili”. Ma Landini, secondo l’editoriale, è colpevole di un’altra grave diversità: vorrebbe imporre un mondo diverso, che non parta dalla comprensione della crisi prodotta dalla globalizzazione ma dalla difesa della centralità della Costituzione che indica che l’Italia è fondata sul lavoro. E poi, opponendosi ad una legge di natura, ovvero il capitalismo, il leader della Fiom non potrà impedire che gli altri sindacalisti vincano, semmai ne ritarderà l’azione. Infine,la sentenza: Landini è un idealista, un rivoluzionario che vuole cambiare il mondo.
È il liberismo che ha fallito, non le idee di Landini
Landini non ha necessità di difendersi da queste parole, anzitutto perché meritano semmai di essere confermate. Basta la constatazione di quanto accaduto nel mondo proprio a partire da quella citata globalizzazione e cosa è stato prodotto dalle “leggi naturali” del capitalismo negli ultimi tempi. Negli anni Novanta dello scorso secolo i profeti del neoliberismo ci avevano spiegato che il lavoro come lo conoscevamo era un residuo storico di altri tempi, che la globalizzazione avrebbe portato benessere e democrazia, che il privato era bello e il pubblico doveva abdicare a qualsiasi ruolo e lasciare finalmente che la mano invisibile del mercato facesse il suo compito. E queste cose ci venivano spiegate con lo stesso tono utilizzato da quelli che oggi ci vogliono convincere che competizione non fa rima con Costituzione.
Quello che si è materializzato in questi anni, invece, è stata anzitutto la rincorsa delle imprese alla compressione del costo del lavoro, producendo la delocalizzazione di intere economie, magari dopo aver beneficiato per anni di contribuzione pubblica. L’esportazione della democrazia con la forza militare ha conosciuto la sua teorizzazione proprio a partire dal concetto che nessun altro sistema economico e politico può essere previsto e quello presente deve essere difeso e imposto. I Paesi emergenti, da terre di conquista dove poter sfruttare risorse e lavoro, sono divenuti minacce ai diritti e all’ambiente solo quando hanno iniziato a rivendicare il loro ruolo nello scacchiere globale. Si è verificata una incredibile verticalizzazione, sia nella distribuzione della ricchezza, sia nella determinazione delle scelte politiche, riducendo di fatto ad un numero esiguo di soggetti multinazionali le decisioni strategiche fondamentali. La disoccupazione (in particolare delle donne e dei giovani) vede oggi toccare dei punti di non ritorno per intere generazioni. La speculazione è arrivata a livelli inimmaginabili. E si potrebbe continuare con le promesse mancate dalle privatizzazioni di parti consistenti di beni comuni, con i continui attacchi a welfare e salari, con la precarietà dell’esistenza.
La “diversità” di Landini è la nostra “diversità”
Tutto ciò non è stato prodotto da una legge di natura, ma da un preciso sistema economico e sociale che persegue un preciso obiettivo, ponendo strutturalmente il mercato sopra ogni cosa. Senza gli idealisti, i rivoluzionari, i comunisti, il nostro Paese non avrebbe conosciuto le pagine migliori della propria storia recente, dalla Resistenza alla rivendicazione dei diritti sociali e del lavoro. E anche in quegli anni veniva sempre richiamato il rispetto ad una legge di natura; per esempio, era una legge naturale che le donne non potessero votare ed era una follia anche solo immaginare questa possibilità, così come era assurdo che anche l’operaio voleva il figlio dottore. In definitiva, qualsiasi movimento di emancipazione che la storia conosca parte proprio dal mettere in discussione una situazione data per unica ed immodificabile: la lotta per un mondo differente, invece, questa diversità inaccettabile dal capitalismo, non solo è possibile ma è anche necessaria ed attuale.
Alla luce di ciò, noi confermiamo tutto. La “diversità” di Landini è la nostra “diversità”, la lotta della Fiom per il lavoro, i diritti e la democrazia è la nostra lotta, lo sciopero generale sarà la risposta di tutte e tutti per difendere la centralità del lavoro.
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http://www.atalmi.it/2012/04/fondata-sul-lavoro/
Vi invio un’interessante articolo sul sito “iskra.myblog.it” che recita: “Dalla cancellazione non già degli stati ma dei Parlamenti alla cancellazione dell’originario art. 81 della nostra Carta costituzionale del ’48.
L’Unione Europea, contrariamente alle “litanie” di chi pensa che vada completata sovrapponendo una c.d. “Europa politica” alla reale “Europa-economica”, è esattamente quella che i centri di potere del “blocco storico” transnazionale del capitalismo finanziario ad egida USA hanno voluto che fosse. Per perseguire e raggiungere, come sta avvenendo sia in campo economico che delle forme di potere, gli scopi per cui è stata fondata.
La UE (per chi ancora non capisce) é nata per aggirare le Costituzioni più progredite che vanno verso una democrazia sociale e trascinare le istituzioni nel gorgo dell’autoritarismo sociale, economico e politico, spostando l’asse del potere fuori dall’orbita delle sovranità popolari, come progressivamente é avvenuto dai Trattati di Roma in poi e come oggi ben si vede e si conferma.
Le nebbie prodotte dalla perdita del cervello sociale, causata dai gruppi dirigenti della “ex sinistra”, ha permesso l’uso ideologico e combinato dello specialismo sia economico che giuridico. Gli intellettuali, come ceto e come frazione dei gruppi dirigenti politici e sindacali, specie della c.d. “sinistra”, vanno additati come i principali responsabili della subalternità politica e della subordinazione culturale alla c.d. cultura “europeista” dell’Europadei “liberisti” e dei “riformisti”, assolutamente indistinguibili e complici tra loro, e, con questo, responsabili principali dell’attuale demolizione della democrazia-sociale della nostra Costituzione, a cui si sta procedendo a tappe forzate, senza che da parte loro e delle forze sociali, politiche e sindacali si sollevi alcuna obiezione e persino senza un’attenzione e tantomeno una discussione pubblica.
Ad essi, e a tale loro cultura, è addebitabile anche il silenzio assordante che circonda il sovvertimento della nostra Costituzione, che si sta operando sotto la spinta di UE-BCE-FMI e per il tramite dell’asse Germania-Francia su cui, sin dalle origini, si fonda la “comunità europea”.
Il rovesciamento costituzionale (non più solo di fatto ma de jure) è in atto con la “triparstisan”, iscrizione (come in quella tedesca nata in presenza delle truppe anglo-americane) del c.d. “pareggio di bilancio”, con cui si cancella tutto il sociale democratico e la democrazia sociale dalla nostra “Carta” democratica. La modificazione va in senso opposto al testo originario sia dell’articolo 81 che di tutti quelli ad esso più direttamente correlati (97-117-119). Tali articoli vengono svuotati di significato o cancellati (come l’art.3, l’art.4) in particolare quelli sociali della Prima Parte, inerenti i rapporti etico-sociali ed economici, dall’art.1 all’articolo 49, e quelli della Seconda Parte, appunto fino al 119.
A questo punto, di fronte al silenzio su un tale scempio, c’è da chiedersi se l’art. 18 (di cui per altro i sindacati per primi non sembrano ignorare “il vero significato”) non sia usato come specchietto per le allodole, o non sia il dito a cui guarda l’imbecille quando il dito indica la Luna. E quand’anche “formalmente” restasse, facendo tabula rasa intorno ad esso, sarebbe come una “torre” in piedi tra le macerie belliche, utile al massimo per essere mistificata come “vittoria” per salvare la faccia al “partito” del centrosinistra di nome CGIL. Utile, quindi, alla CGIL della Camusso che si schiera col PD anche sulla Tav e a sindacati che non hanno mosso un dito nemmeno di fronte alla riforma delle pensioni ben più grave di quella di Berlusconi che fece scendere in piazza, e in più occasioni, milioni e milioni di lavoratori, pensionati e cittadini.
Sì che, mentre Landini (usato come esempio di assenza di cultura democratica e di inintelligenza del sindacato) dice di voler riportare dentro la Fiat la Costituzione, neanche si accorge che col nuovo art. 81 stanno togliendo ogni base e sostegno giuridico anche alla Fiom ed a quanto e a tutti coloro che si battono con la rivendicazione di poteri sociali e conseguenti dirittisino ad ora legittimati dal DIRITTO democratico-sociale della nostra Costituzione ma che, con l’entrata in vigore del nuovo articolo 81, non ci sarà più. Ma Landini e la Fiom come pensano di poter trovare sostegno portando in fabbrica la Costituzione, se questa, da democratico-sociale, viene trasformata in “liberale”, senza che loro muovano un dito, anzi, nemmeno la lingua per difenderla?
L’Unione Europea è esattamente quella che i centri di potere del “blocco storico” transnazionale del capitalismo finanziario ad egida USA hanno voluto che fosse.
In questo momento particolare della continua crisi del sistema di accumulazione capitalistica e di guerra interimperialistica la UE dimostra tutta la sua efficacia e validità conformemente agli scopi desiderati e intesi con la sua fondazione.
Purtroppo in troppo pochi hanno saputo identificare la natura e la ragione della nascita della UE, solo i gruppi gramsciani americani che ben l’hanno identificata col “blocco storico” transnazionale guidato dagli Stati Uniti (mentre telletual-in e politici in Italia favoleggiavano su un’Europa indipendente dagli USA- sic!). Chi ha saputo analizzare, come Salvatore D’Albergo e nella sua scia anche noi e ad es. Gaetano Bucci (sulla Rivista italiana di diritto comunistario), che anche la stessa iscrizione dei c.d. “diritti sociali” nella tanto celebrata “carta” di Nizza e nel “catalogo dei diritti fondamentali”, beotamente salutata con enfasi da rifondaroli, sindacalisti e “tellettuali” della “sinistra” anche dalle colonne dei loro giornali (anche sul Manifesto o come Bronzini in un famigerato testo, in Manifestolibri del 2003), erano semplicemente posti come appendice del “potere” dei titolari della libertà economicache è il pilastro della Comunità europea.
Difetto culturale e di analisi, a causa del persistente equivoco sul c.d. “stato sociale” con cui ancora si continua ad ignorare che altro è la “questione sociale”, la quale, per essere inserita nelle agende delle politiche governative implica una scelta decisiva sul superamento o – viceversa – sul sostegno statale del liberismo,ALTRO ESSENDO LA DIMENSIONE EFFETTIVA DEI “DIRITI SOCIALI” IN UN SISTEMA NEL QUALE IL “DIRITTO AL LAVORO” SIA L’ARCHETIPO DI UNA STRATEGIA DI TRASFORMAZIONE DEI RAPPORTI SOCIALI DI PRODUZIONE, E ALTRO ancora E’ CHE IN NOME DEL “LIBERISMO” E DI UN MISTIFICATORIO “DIRITTO DI LAVORARE” (vedi Trattato-costituzione UE) si punti ancora ad una mera politica “redistributiva” (che infatti regolarmente fallisce come in questi 20 anni) NELLA QUALE I DIRITTI SOCIALI SIANO COMPATIBILI CON I CRITERI DI ECONOMICITA’ POSTI A SALVAGUARDIA DEL PROFITTOASSUNTO COME PARADIGMA DELLA STABILITA’ ECONOMICA E DI UNA “DIPENDENTE” COESIONE SOCIALE. ED E’ APPUNTO QUELLO CHE, PER TROVARE IL “COME FARE” QUESTO, SOSTENGONO FORNERO ED IL GOVERNO MONTI E PER CUI E DI CUI SI STA DISCUTENDO NELLA TRATTATIVA ATTUALE TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI MA CHE I SINDACATI ACCETTANO. Ed è anche quello il motivo PER CUI, con LA PARITA’ DI BILANCIO NELL’ARTICOLO 81, SI MODIFICA IN SENSO LIBERALE TUTTA LA COSTITUZIONE E TUTTA LA LEGISLAZIONE.
La mancanza di consapevolezza ed il silenzio su tutto questo e quanto sopra, non può non spiegarsi con gli errori di analisi e quindi di valutazione delle ragioni stesse della nascita dell’Unione Europea e del suo svolgersi – dal Mec allo SME ed al singolare testo di “trattato-costituzione” -, che portano e trovano un riflesso anche nelle litanie imbelli e mistificatorie sulla mancata “sovrapposizione” di una c.d. “Europa politica” ad una “Europa economica”. Ed anche a ritenere che questa UE sia “sbilenca” perché all’unione monetaria non si è affiancata una politica economica comune.
Quasi a desiderare che questo avvenisse e che sia dovuto ad un “errore” di calcolo, ad “una mancanza” a cui si potrebbe porre rimedio, e non invece ad una scelta pienamente voluta e consapevole da parte dei centri di potere del capitalismo finanziario del “blocco storico” atlantico per traslare il potere politico degli stati-nazione in un luogo creato appositamente ed in cui coniugare i problemi decisionali di natura sia economica che militare con le esigenze di un capitalismo dominato dagli USA, per alimentare il sistema di accumulazione capitalistico pur nell’ambito di uno scontro intercapitalistico, imperniando l’integrazione economica europea entro una strategia di “liberalizzazioni”, da articolare tramite gli stati entro i rapporti di una c.d. “comunità” prima e “unione europea”, poi, innestata sull’asse Francia-Germania, con un controllo dall’esterno da parte della Gran Bretagna, che da sempre (e non da oggi come mostrano di credere chi ancora senza più averne diritto sembra meravigliarsi dell’Asse Berlino-Parigi e del ruolo esterno inglese) è contraria a farsi controllare dalle burocratiche autorità europee e contemporaneamente fedele al compito di “relazioni speciali” con gli USA essendo Londra anche la Capitale del capitale.
L’Unione Europea è nata per cancellare non già gli Stati ma i Parlamenti, per aggirare e trascinare le istituzioni e le Costituzioni più progredite verso la democrazia sociale (come l’Italia) nel gorgo dell’involuzione autoritaria dei vari Trattati, spostando l’asse del potere fuori dall’orbita delle sovranità popolari.
Da questo deriva, conseguentemente, che parlamenti e governi diventino le cinghie di trasmissione delle misure economiche e costituzionali decise a Berlino per conto della triade BCE-FMI-Commissione-UE, dove le modifiche costituzionali dell’art.81 e la modifica della forma di governo, restaurano la concezione pre-fascista dello “stato” inteso come governo e quindi apparato, burocrazia e anche polizia nazionale e internazionale, come propongono i “tre segretari tre” di PD-PDL-UDC e “dai tre soloni tre” di Violante, con lo scopo di organizzare lo scavalcamento della democrazia nata sull’onda dell’antifascismo. Operazione necessaria per assicurare (come hanno chiesto a gran voce) i titolari della libertà economica su cui si regge la UE sul proseguimento e il perseguimento, non solo per il presente ma per il futuro, dei dettami della “costituzione economica” europea e di Maastricht, culminata nei poteri della BCE relativi alla moneta unica, tramite un ritorno ad una sovranità di apparati e di poteri non elettivi, concentrati in un circuito di “governamento” mondiale, atlantico ed europeistico, del capitalismo finanziario concentrato nelle “corporazioni governanti” delle imprese industriali e finanziarie, sotto l’egida del sistema delle banche centrali, guidate da FMI e Banca Mondiale e dalla BCE che, non per caso, stampa moneta e senza alcun vincolo finanzia, a tasso quasi zero, con centinaia di milioni di Euro le banche, le quali, ovviamente, anziché finanziare gli investimenti, speculano e guadagnano acquistando titoli di stato, con ciò – come UE-BCE vogliono – facendo scendere lo splead quel tanto che basta per legittimare il loro nuovo governo “tecnico” e le sue politiche di liberalizzazioni nel campo del lavoro, dell’economia e delle istituzioni trasformandole da democratiche in istituzioni “liberali”.” … ed una volta letto tutto come dargli torto.
Riforma del lavoro e riforma delle pensioni: il massacro sociale è compiuto
di Stefano Barbieri, direzione nazionale PdCI
http://www.marx21.it/italia/sindacato-e-lavoro/1413-riforma-del-lavoro-e-riforma-delle-pensioni-il-massacro-sociale-e-compiuto.html
Quello che deve essere detto
di Günter Grass
Con una poesia pubblicata dalla “Sueddeutsche Zeitung”, “La Repubblica”, The New York Times” e “El Pais” lo scrittore e premio Nobel per la letteratura nel 1999 Günter Grass interviene sui rapporti tra Israele e l’Iran e scatena un pandemonio in Germania. Lo scrittore nella poesia chiede alla Germania di non fornire altri sommergibili a Israele che potrebbe lanciare missili con testata nucleare contro l’Iran; Grass sostiene infatti che l’arsenale atomico di Israele rappresenta una minaccia più seria della possibile atomica iraniana. Nel testo, rifiutato da Die Zeit, Grass critica anche la politica tedesca rimproverando a Berlino di aver venduto e continuato a vendere armi letali a Israele.
Questa è la poesia:
Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato
in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt´al più le note a margine.
E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,
perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un´atomica.
E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l´altro paese,
in cui da anni — anche se coperto da segreto -
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?
Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.
Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile, la cui specialità
consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata
ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
dico quello che deve essere detto.
Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;
anche perché noi — come tedeschi con sufficienti colpe a carico -
potremmo diventare fornitori di un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.
E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un´istanza internazionale.
Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita,
e in fin dei conti anche per noi.
Traduzione di Claudio Groff
Leggo che la Fds ha organizzato una manifestazione il 12 maggio,ma sara’ un corteo?
La Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha diffuso oggi la seguente nota.
“La Segreteria nazionale della Fiom-Cgil esprime un giudizio negativo sul disegno di legge del Governo in materia di mercato del lavoro poiché il provvedimento non riduce la precarietà, non rende universali per tutte le forme di lavoro e per tutte le imprese gli ammortizzatori sociali e il sostegno al reddito. Inoltre, il ddl svuota di valore l’articolo 18, in quanto il risarcimento economico diventa la regola di fronte ai licenziamenti senza giustificato motivo, rendendo il reintegro un miraggio, e non un diritto certo in capo al lavoratore, come confermato anche oggi dal premier Monti.”
“Rimane, inoltre, ancora irrisolto il nodo dell’accesso alla pensione per tutti i lavoratori coinvolti da accordi di ristrutturazione e di crisi.”
“La Segreteria nazionale della Fiom considera necessario continuare la mobilitazione, fino allo sciopero generale già proclamato dal direttivo della Cgil, affinché il Parlamento faccia quelle necessarie modifiche che il Governo non ha fatto.”
Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
Roma, 5 aprile
(ASCA) – Roma, 5 apr – ”La riconquista dello strumento del ‘reintegro’ nel caso di licenziamenti economici insussistenti e’ un risultato positivo che ripristina un principio di civilta’ giuridica”. Lo rileva, in una nota, la Cgil commentando la riforma del mercato del lavoro e precisando che ”cio’ insieme alla velocizzazione dell’iter di giudizio, il permanere dell’onere della prova sull’impresa, al ruolo del sindacato nella conciliazione ricostituiscono il potere di deterrenza dell’art. 18 e scongiurano la pratica dei licenziamenti facili a indennizzo economico che Governo e Confindustria intendevano introdurre”.
Per il sindacato ”il Governo aveva chiuso la consultazione con le parti sociali imponendo un testo che escludeva il reintegro per i licenziamenti economici. Ora e’ dovuto tornare indietro: si tratta di un importante risultato della Cgil, della mobilitazione unitaria dei lavoratori, del consenso che si e’ sviluppato nel Paese sul tema della dignita’ del lavoro, a cui hanno prestato ascolto le forze politiche progressiste piu’ sensibili alle tematiche sociali”.
Secondo la Cgil, in ogni caso, ”il Ddl pomposamente definito ‘Riforma del Lavoro in una prospettiva di crescita’ contiene forse la Riforma ma non la prospettiva di crescita”, mentre sul tema della precarieta’ – aggiunge – ”la distanza tra il testo presentato rispetto agli annunci propagandistici del Governo sono evidenti e rischiano di arretrare i risultati ottenuti nel confronto con le Organizzazioni Sindacali”.
Sul tema degli ammortizzatori – aggiunge la Cgil – ” l’articolazione dei fondi allontana l’idea di universalita’, cosi’ come non c’e’ risposta inclusiva per i lavoratori discontinui”.
In ragione di questo giudizio, dei risultati raggiunti e delle tante questioni aperte la Cgil ”conferma la necessita’ di una forte iniziativa, che proporra’ anche a Cisl e Uil, con al centro: presidiare la discussione sul Ddl al fine di migliorarlo a partire da precarieta’ e ammortizzatori; .
ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e i pensionati; ottenere provvedimenti per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”.
Sulla base di queste priorita’ il prossimo Direttivo della Cgil definira’ il calendario e le modalita’ della prosecuzione della mobilitazione. Intanto le strutture della CGIL sono impegnate nella preparazione della manifestazione del 13 aprile a contrasto degli effetti della riforma pensionistica.
http://www.oltre-confine.it/index.php?option=com_content&view=article&id=271%3Amissione-congiunta-in-cina-di-pdci-e-prc&catid=34%3Anews
Missione congiunta in Cina di PdCI e PRC
La tua diversità caro Grassi, sarà quella di Lavoro e Solidarietà asse portante della FdS! I pretoriani della Camusso sempre pronti a scagliarsi contro la FIOM (che rappresenta la minoranza e la sinistra CGIL)!! Aspettiamo di sentire loro – azionisti della FdS – che fanno parte della maggioranza della CGIL, cosa hanno da dire su questa infame riforma appena limata e avallata l’altra notte anche da quel genio di Bersani…
dal Manifesto di ieri 04-04-2012:
Il premier e il ministro presentano la riforma del lavoro, “limata” dopo il vertice tra Pd, Pdl e Terzo Polo. L’accordo è sul reintegro per motivi economici e su una maggiore flessibilità in ingresso. Ma in realtà si prevede che il lavoratore venga indennizzato e non ritorni al suo posto. Unica buona notizia (si fa per dire) 1,8 miliardi per gli ammortizzatori che vengono tagliati lo stesso.
Dopo le limature in pratica:
a) l’azienda licenzia il lavoratore “per motivi economici”;
b) entro 7 giorni la direzione territoriale del lavoro convoca azienda e lavoratore per la “conciliazione obbligatoria”, che ha per obiettivo la determinazione di un indennizzo condiviso da entrambe le parti;
c) se non c’è l’accordo il lavoratore può ricorrere al giudice;
d) il quale dovrà però valutare se la motivazione economica sia valida (o non nasconda in realtà intenzioni “discriminatorie”) secondo una “tipizzazione” molto più rigida dell’attuale, in modo da togliergli la “libertà” di interpretare la legge;
e) se il giudice non troverà motivi per contestare la causale scelta dall’azienda, darà il via libera al licenziamento e il lavoratore – che aveva avuto l’ardire di ricorrere alla magistratura – perderà anche l’indennizzo.
Non serve essere degli esperti di diritto sindacale per capire che, con questa mannaia messa alla fine del percorso, i lavoratori saranno “disincentivati” dal ricorso alla magistratura. La domanda che si dovranno porre subito sarà infatti: “prendo questi quattro soldi sicuri o vado avanti rischiando di perdere tutto?”
Potete leggere l’articolo de Il Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria che ovviamente – fin dal titolo, che dà una notizia falsa, o almeno tragicamente incompleta – apprezza molto questo “compromesso” che toglie quasi ogni difesa reale al lavoratore.
cosa ha da dire nicolosi:
http://web.rifondazione.it/home/index.php/prima-pagina/5654-passi-non-sufficienti-per-revoca-sciopero
Che fai sfotti? o dici sul serio?
La Camusso e la segreteria CGIL compreso Nicolosi (FdS) applaudono! Sono convinti o fanno finta di esserlo che davvero il governo sia stato battuto e portiamo a casa dei risultati?
A me (da delegato FIOM) il governo sembra stravincente su tutti i fronti!
Credo sia andata in onda una concertazione sottobanco ed al ribasso, che in soldoni vuol dire soggezione completa del Pd e del sindacato a Monti e Fornero, facendo finta (come fà Nicolosi) di lanciare qualche slogan per pigliarci per il culo…ma appena telefona Re Napolitano tutti zitti…
Gli unici seri mi sembrano come sempre Landini e Cremaschi!
Non sò che cosa aspettiamo a scaricare Lavoro e Solidarietà che piu che un valore aggiunto mi sembrano essere un disvalore! Piu che richiamare compagni nella FdS allontanano i militanti del PRC piu vicini alla FIOM e alla sinistra CGIL!!
caro militante sempre a fare i duri i puri quelli che hanno capito tutto vero? un po’ più di umltà non guasterebbe, capisco lincazzatura- sono un pensionato figurati se non capisco – ma cominciamo a non dividerci di nuovoin momento così pericoloso, forse ti converrebbe leggere il paragrafo di chiusura di Grassi e Burgio del post successivo, buon lavoro comunque
Stangata in arrivo a Cagliari sui “ricchi”. Cioè su quelli che possiedono una seconda casa e la tengono sfitta: pagheranno un’Imu altissima. Ma il costo si potrà decisamente abbattere se sceglieranno invece di affittarla a canone concordato. Il sindaco Massimo Zedda illustra il bilancio e presenta un piano per ripopolare le tante case che a Cagliari sono abbandonate. “Il nostro sarà un bilancio decisamente più povero con 35 milioni in meno che arriveranno da parte dello Stato- spiega il sindaco- per questo abbiamo deciso di tagliare spese superflue per non andare a gravare su settori fondamentali come l’assistrenza sociale. Le auto blu sono state ridotte di due terzi, passeranno da 15 a 5. Le tribune di Sant’Efisio, come sapete, costeranno molto meno ed è stata abolita quella delle autorità. Cercheremo di risparmiare ovunque sia possibile”. Ma la notizia è anche un’altra: cala invece il pressing fiscale sui redditi bassi, quelli sino a diecimila euro saranno infatti esentati. “Sull’Irpef la maggioranza dei cagliaritani pagherà di meno dello scorso anno- ha detto il sindaco- L’aliquota sarà dello 0,80 oltre i 75mila euro di reddito”. L’aliquota Imu sulla prima casa sarà del 5 per mille, si prevede un introito di 57 milioni di euro. Per le seconde case invece sarà del 9.6 per mille. M.B.
castedduonline.it
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Diminuisce rispetto al 2011 l’Irpef per i redditi medio bassi, ma sale l’Imu per le seconde case sfitte, cinquemila a Cagliari secondo l’ultimo censimento. Sono alcuni dei dati presentati questa mattina dal sindaco Massimo Zedda e dalla sua Giunta, illustrando il bilancio di previsione 2012. Per quanto riguarda l’Imu sulla prima casa l’aliquota è stata fissata allo 0,5%, mentre per la seconda abitazione affittata a canone concordato Zedda parla di “una delle aliquote più basse d’Italia”. “Un bilancio – ha detto il sindaco – che risente dei tagli e del blocco delle spese per il patto di stabilità. Per quanto riguarda i trasferimenti in meno a settembre c’era un’ipotesi di dieci milioni in meno, ora dopo le ultime manovre si è passati a circa 35 milioni. Tra l’altro con un’Imu che ribattezzerei imposta non municipale, ma statale unica”. Zedda difende la scelta di non aver applicato la aliquota base sull’Imu. “Per noi – ha detto – è un’azione obbligata da decisioni prese a Roma. Non è nelle nostre possibilità applicare un’aliquota inferiore o uguale a quella base senza compromettere l’erogazione di servizi indispensabili”. Per le case, incentivi per chi affitta la casa (0,86 per locazioni con contratto registrato), ha spiegato Zedda, e disincentivi (aliquota a 1,06) per chi la tiene vuota o dichiara di tenerla disabitata.
Sull’Irpef, secondo Zedda, “la maggior parte dei contribuenti cagliaritani pagherà una tariffa più bassa del 2011″. Prevista esenzione totale per redditi sino a 10mila euro. Poi crescita progressiva con aliquota dello 0,80% oltre i 75mila euro. Il Comune segnala un generale aumento dei bisogni come dimostra l’esempio delle 500 persone che ogni giorno chiedono un pasto caldo al Centro di solidarietà. Come mantenere quantità e qualità dei servizi? Con i tagli agli sprechi. E il Comune ha riepilogato tutte le misure applicate in questi mesi: dismissioni degli uffici in affitto ad esempio a Palazzo Doglio, auto blu passate da 15 a 5, consulenze dimezzate e risparmio di 300mila euro per Sant’Efisio. Giovedì, dopo il sì della Giunta, il bilancio ripercorrerà l’iter delle commissioni consiliari. Obiettivo: approvazione della Manovra entro giugno da parte del Consiglio comunale.
UNIONESARDA.IT
Davvero bravo il sindaco di Sel.
Pensavo fosse il sindaco di Cagliari.
Paolo Ferrero
IL GOVERNO CONFERMA LA MANOMISSIONE DELL’ARTICOLO 18. LA RESPONSABILITÀ È DEL PARTITO DEMOCRATICO Il governo conferma la manomissione dell’articolo 18 e toglie il diritto al reintegro certo in caso di licenziamento illegittimo. Si costruisce un meccanismo farraginoso che spinge il lavoratore ad accettare una conciliazione economica e poi si scarica sui giudici ogni responsabilità aprendo la porta a comportamenti diversi da luogo a luogo e togliendo ogni sicurezza ai lavoratori dell’effettiva efficacia dell’articolo 18. Si passa da un diritto ad una monetizzazione e si fa un ulteriore passo per trasformare il lavoratore in una merce. Per questo l’articolo 18 andava lasciato immutato ed è gravissimo che il PD si presti a questa distruzione dei diritti dei lavoratori: a questo punto il governo Monti arriva dove non era arrivato il governo Berlusconi, è peggio del governo Berlusconi, e questa è una precisa responsabilità del Partito Democratico
circa un’ora fa
Il XX Congresso del Partito Comunista dell’India (Marxista)
http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/1388-il-xx-congresso-del-partito-comunista-dellindia-marxista.html
Per Prc-Calabro
Come e’ messo questa volta Scalzo?
Leggo che potrebbe avere un bel po’ di possibilita’ in piu’ rispetto al 2011,e’ vero?
E come e’ messa la lista dell’Idv,l’anno scorso fu’ un disastro,questa volta?
Insomma quanto possono prendere Fds,Idv e Sel?
Chi ci dice com’e la situazione del Prc in provincia di Napoli?
A Catanzaro la Fds a stento superera’ l’1%.
Caro Claudio volevo sottolinearti lo stato comatoso del prc e della federazione in calabria.A catanzaro presentiamo una lista scarsa che non prendera il seggio e il nostro uscente occhini si candida con una civica di scalzo.nei comuni sopra 15 mila non ci presentiamo tranne paola da nessuna parte e parlo di 4 comuni.Caro claudio il partito e la federazione non esiste piu..
L’anno scorso se non ricordo male alle elezioni di Catanzaro si presentarono Fds e Sel insieme ottenendo il 3%(se non ricordo male)e un seggio(che se lo aggiudico un esponente del Prc).A distanza di un anno le cose vanno male.
Il consigliere eletto ha abbandonato il Prc e si candida in una civica e Sel fa’ una lista da sola senza piu’ la “bicicletta” con la Fds(e mi dicono che sia anche forte da potere aspirare ad un seggio,mi confermi questo?)
La domanda e’ … cosa e’ accaduto per portere il Prc in tutta la Calabria a questo stato comatoso?
si ti confermo il la lista di sel èbuona la nostra se va bene prenderà l’uno.scelte sbagliate di un gruppo dirigente parolaio e sempre lo stesso da 20 anni e la sensazione che la federazione è destinata all’estinzioni porta i compagni a fare altre scelte.la cosa che deve coòpire è il silenzio di tripodi e tassone
http://www.fgci.it/upload/dl/Documenti/siria.pdf
NO ALLA GUERRA IN SIRIA
Il tentativo di intervenire militarmente in Siria sembra ormai concretizzarsi sotto i nostri
occhi. Le ingerenze imperialiste, le violenze inflitte al popolo siriano ed il
bombardamento mass-mediatico hanno lavorato bene tanto da far sembrare l’intervento
militare necessario e al contempo scontato. Inoltre si aggiunge a questo un’opposizione
siriana che, dopo aver messo da parte ogni rivendicazione democratica, oggi chiede a
gran voce l’intervento «umanitario» (leggi militare) delle potenze occidentali e della
NATO.
L’intervento militare, oltre a portare miseria e distruzione, oltre a negare la possibilità di
un futuro di pace e serenità a milioni di persone, con la sua brutalità e la sua carica
distruttrice rappresenta un’ulteriore penetrazione degli interessi occidentali nella zona
mediorientale. Infatti gli stati che più si muovono per dar vita ad un intervento diretto
nella zona sono proprio quelli che abbiamo visto all’opera in Afghanistan, Iraq e Libia e
che hanno come unico obiettivo quello di utilizzare la Siria come un ulteriore tassello
della loro strategia geo-politica impiantando governi amici che rappresentano tutt’altro
che democrazia e libertà.
Non siamo noi a dover decidere il futuro della Siria, questo spetta esclusivamente al
popolo siriano. In discussione non è il livello della democrazia in Siria. Le richieste di
democrazia e libertà rappresentano sicuramente una passione forte e sana, tuttavia è
innegabile l’intromissione e il ruolo che potenze come gli USA, Israele, Francia e Qatar
hanno avuto nel far crescere il livello della violenza in Siria.
La FGCI combatte le politiche imperialiste delle potenze quali USA, Israele Francia e
Inghilterra ed è pronta a scendere in piazza contro ogni intervento militare.
La FGCI chiede che l’Italia rispetti l’ARTICOLO 11 della sua COSTITUZIONE e non
partecipi ad una possibile guerra, impegnando i soldi anziché per distruggere e
mortificare un popolo, a favore dell’istruzione, dell’Università pubblica e della ricerca.
La FGCI sostiene il popolo siriano e l’indipendenza, la sovranità, l’autonomia e l’integrità
nazionale della Siria.
La FGCI chiede una risoluzione diplomatica del conflitto in grado di porre fine alle
violenze in Siria e al contempo garantisca l’autonomia della Siria dalle potenze imperialiste.
http://WWW.FGCI.IT
Uno si iscrive alla newsletter del PRC e la prima mail che gli arriva contiene l’editoriale di F. Rampini, di repubblica…. m baaaassssstttttaaaaaaa
Ho letto quanto ha scritto Nocera sulla manifestazione di Milano, ho letto il contributo di Ferrero sul suo blog sul sito del Fatto, e ho esclamato: Nocera Segretario!
Mi spiace, Ferrero non riesce a uscire dal quella Nuova Sinistra Unita dello 0,8. E’ il suo ambiente amniotico.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/occupy-piazza-affari-oscurata/201981/
Ah, ah, ah, ma quale Nocera segretario ! Una palla mostruosa. Al di la delle sue idee, non si capisce nulla ! Sbrodola parole parole parole, e alla fine, quando sei riuscito ad arrivare alla fine, stremato, dici: ma cosa ha detto ? Boohhh ! Non capisco Grassi come lo sopporta. Ma è solo in funzione anti-Ferrero.
Caro “anonimo”, è evidente che le analisi di Nocera sono troppo difficili per te. Ti consiglio di studiare e vedrai che tra non molto capirai di più e meglio anche tu. La critica è legittima, ma la prossima volta cerca di essere un poco più originale che rifarti alle solite “palle”.
Caro Edoardo la simpatia non si nega a nessuno … ma le risposte alle mie domande e riflessioni continuano a latitare!
La manifestazione ci salvera’ e salvera’ tutta la sinistra!
Questo sostanzialemte credono Marco e Edoardo peccato pero’ che non ci spiegano come la questa “sinistra” ci salvera’?
Ci salvera’ Cremaschi?Ci salveranno i Cobas?
Ci salvera’ Ferrero(che nell’eventualita’ non sara’ seguito da Grassi)?
E gia’ perche’ c’e’ un “fatto” che tutti si ostinano a non volere vedere!
la lotta…. la lotta…. non la manifestazione…. conosci il significato di questa parola?
riesci a staccarti dal berlusconismo e dal personalismo della politica? o tutto deve essere riconducibile ai Vendola, Ferrero, Grassi, Cremaschi, Diliberto, Ferrando, Bertinotti, Rizzo…ecc….. che peraltro rappresentano si e no loro stessi?
E’ proprio così difficile ragionare lasciando da parte le logiche elettoralistiche e parlamentariste….. perchè se non ci riesci beh…. fai altro…. politicamente sei morto e con i cadaveri se vuoi continua pure a giocarci….. la nostra strada porta un pò più in la perchè il riferimento non è determinato dai “messia” ma dai rapporti sociali, dal conflitto che inevitabilmente produrrà una nuova stagione politica nel nostro paese e a una nuova sinistra antagonista…. che non sarà la sommatoria dei personaggi che continui a citare come un mantra…. ma l’unione dei conflitti e delle lotte….
ma forse oramai anche in questo blog non ci sono orecchie capaci di intendere…. ma fantasmi in cerca di un lenzuolo…..
Le ali bipartisan dell’F-35
di Manlio Dinucci
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1384-le-ali-bipartisan-dellf-35.html
Edoardo, ti ringrazio per il commento ( come ringrazio ovviamente anche gli altri ). Hai ragione in realtà non avevo alcuna intenzione di essere ” propositivo “, semmai il contrario. Un pò i fatti di questi giorni un pò alcune sollecitazioni ( sul blog e non solo ) mi hanno spinto a scrivere. Del resto avrai notato che le riflessioni più lunghe e dense non le invio mai direttamente ma le affido a Claudio. Quanto al merito che sollevi non so,mi sembra che ti soffermi troppo sul corteo di Milano ( che in fondo nel mio scritto era considerato in maniera abbastanza marginale )mentre dici poco su altre questioni più essenziali che ho toccato ( appello intellettuali, legge elettorale, governo Monti e crisi della democrazia ). Mi sorprende, inoltre, che tu colga segni di nuovismo in ciò che scrivo. A me, piuttosto, sembra di essere fin troppo ortodosso. Ma posso sbagliarmi.In ogni caso mi fa piacere il tuo commento. Su un punto, però, ti sbagli di sicuro. Se c’è una cosa che non manca in quello che ho scritto è la più completa onestà e libertà intellettuale. Un abbraccio.
Carissimo compagno Nocera, apprezzo moltissimo la volontà di dialogo nei miei confronti. E’ evidente che abbiamo idee diverse su molte cose ma, credimi, leggo le tue riflessioni per intero e con molta attenzione ed interesse.
Sui punti che tu hai proposto alla discussione e su cui affermi che io dica poco, posso cercare di precisare.
Per quanto riguarda l’appello degli intellettuali sono sostanzialmente d’accordo con te. Sulla legge elettorale ammetto che non mi è molto chiara la tua posizione ma mi sembra di capire che non sei a priori contrario ad una sua sostanziale modifica che vada anche in direzione di un modello che preveda sbarramenti consistenti e l’impossibilità per le piccole forze di far valere la loro utilità marginale, in questo quadro mi sembra, ma non ne sono sicuro, che tu non sia tra i sostenitori ad oltranza del sistema bipolare maggioritario. Se le cose stanno così anche in questo caso mi sembra di poter condividere le tue riflessioni (anche se lo sbarramento ha il grave difetto di escludere dal Parlamento forze, ed elettori, comunque significativi, e di conseguenza di mortificare la capacità rappresentativa delle camere).
Per quanto riguarda Monti credo di averti risposto. Non credo affatto ai sondaggi che mostrano consistenti consensi al governo. In Italia c’è un gravissimo problema che attiene alla libertà di informazione (che non riguarda soltanto il potere mediatico dell’ex Presidente del Consiglio) e alla libertà e indipendenza del lavoro intellettuale in genere. La mia, per quanto limitata, esperienza personale mi dice di un’opposizione crescente e maggioritaria al governo del Prof. Monti che però fatica a trovare credibili punti di riferimento politico. In questo senso la manifestazione di Sabato 31 marzo a Milano acquista un significato ed un valore grandissimi (almeno per i settori sociali popolari che intendiamo rappresentare) che, insisto, tu non giudichi, secondo la mia opinione, con il necessario equilibrio e la dovuta attenzione.
Spero che le mie risposte ti giungano e che ti possano in qualche modo interessare.
Ragionare con te è per me un piacere.
Ciao ed un abbraccio
Caro Edoardo,
le tue riflessioni mi giungono e mi risultano gradite. A guardar bene ciò che scrivi non sono poi tante le vere differenze tra di noi. Riducendo all’osso mi pare resti il tema del governo Monti e del disagio più o meno grande che le sue politiche suscitano nei cittadini. Del resto personalmente non sottovaluto il disagio ( e, credimi, nemmeno le manifestazioni ). Solo non penso che, almeno per il momento, questo disagio e queste manifestazioni abbiano i titoli ( e forse neanche l’intenzione ) per diventare alternativa politica al governo. A presto.
Immaginavo che alle interessanti riflessioni di Nocera ci sarebbe il controcantostate del buon Edoardo!
Allora proviamo a rispondere …
La manifestazione di Milano
Come si possa vedere in quella manifestazione qualcosa di sorprendentemente nuovo non riesco proprio a capire.
Al di la’ della cifra dei manifestanti(15000 o anche 20000)cosa c’e’ di trascendentale?
Una serie di sigle e tentativi di leaderismo(si perche’ la presenza di qualcuno era in veste di aspirante leader non nascondiamocelo)in totale antitesi tra di loro … pezzi di Cgil e Cobas … Ferrero e Ferrando … Sinistra Critica e pezzi di Pdci(che ha aderito ufficialmente ma non era presente con Diliberto) … Rizzo(che c’era)e Grassi(che non c’era ma immagino abbia aderito) … e poi ovviamente Cremaschi(che va’ ricordato doveva “entrare Papa in Fiom” anni fa’ e invece ne’ e’ uscito “neanche Cardinale ma additittura poco piu’ che Prete”,la sua corrente dal 2010,anno del congresso Fiom,e’ sempre piu’ marginale,nel parlamentino Fiom quando si vota vale anche meno del 10%)insomma una “coalizione” che (eventualmente)messa attorno ad un tavolo durerebbe al massimo un pomeriggio.
Tralasciare questa verita’,caro Edoardo significa semplicemente “giocare”.
Tra l’altro c’e’ una coincidenza,che dal punto di vista dei numeri e’ emblematica e dice molto.
I 15.000 di Milano equivalgono,piu’ o meno,ai voti che ha preso Marco Doria alle primarie di Genova(fu’ votato da 10/11000 persone),li’ il Prc e Ferrero decisero qualche giorno prima delle primarie di definirle “una televendita di padelle antidemocratica”(salvo poi salire sul carro del vincitore a spoglio ancora in corso quando era chiaro il trionfo “da sinistra” di Doria in una citta’ operaia,partigiana e di sinistra come Genova) … ecco a me ha spaventato molto questa totale disconnessione del Prc(sia di Genova che dei suoi vertici nazionali)con il “reale”,con il “reale” di una citta’,comunita,giovani,operai,precari che chiedevano una risposta,una reazione e che ha fatto il Prc? …. ha voltato lo sguardo … sperando in una vittoria della Pinotti o Vincenzi che avrebbe potuto consentire a Ferrero di ripetere anche a Genova lo sciagurato esperimento gia’ fatto(con risultati tragici)a Torino.
Ripeto,in quello che e’ accaduto a Milano non trovo nulla di nuovo,entusiasmante e soprattutto costruttivo e costituente … certo a meno che …. a meno che …
la gran parte dei soggetti che vi ha partecipato annunciasse
“ci mettiamo insieme per presentarci alle elezioni,con un programma comune e un candidato unico e indipendentemente dal tipo di legge elettorale,andremo anche contro Sel e il Pd,con cui non ci sono le basi per una alleanza”
E allora immagino che dalla quella piazza potrebbero “uscire” alleati i vari Ferrero e parte del Prc,Sinitra Critica,i Cobas,personaggi come Giulietto Chiesa,Agnoletto e ovviamente il candidato premier …. l’eterna promessa(mancata)della sinistra sindacale … Giorgio Cremaschi.E allora a quel punto ti do’ ragione caro Edoardo … la manifestazione di Milano ha avuto il suo senso.
Pero’ c’e’ un piccolo problema(e lo sai che e’ cosi)se dovesse esserci questo scenario da quella manifestazione/piattaforma uscirebbero a gambe levate …
Grassi e un bel po’ di Prc che ad una deriva del genere non hanno mai creduto in passato figuriamoci ora,il Pdci(ma voi lo vedete un Diliberto che va’ contro Pd e Vendola?),il piccolo movimento di Salvi,quei pezzettini di Cgil e Fiom che c’erano.
Insomma caro Edoardo la coperta e’ corta!
O meglio e’ il Prc(inteso nella sua,ancora a distanza di anni dal congresso del 2008,eterogenea maggioranza) ad avere il fiato corto,a mancare di lucidita’ di strategia!Si naviga a vista … sabato a Milano in quel tipo di manifestazione e oggi a presentare liste con un Prc alleato nella gran parte delle citta’ al voto con il Pd!(uno dei bersagli principali di quella manifestazione)… anche quando candida figure molto moderate(per non dire centriste),per non parlare delle realta’ in cui il Prc andra’ anche con l’Udc o l’Api!
Su Vendola,Pd e sul nuovo(?)appello per un soggetto ne parliamo domani.
certo che voialtri siete proprio malati nel cervello….. nemmeno di fronte a una manifestazione piena di contenuti politici riuscite a togliervi dalla testa il teatrino parlamentare, alleanze elettorali e schifezze varie….
Parli di 15.000 compagni beh ti sbagli a Milano eravamo in 8.000 circa, e te lo dice uno che di manifestazioni se ne intende….. ma eravamo 8.000 militanti perlopiù del sindacalismo di base in una manifestazione non rivendicativa ma prettamente politica… i pullmann noi ce li paghiamo, i compagni son venuti mettendo a mano il proprio portafoglio… la manifestazione è stata magnifica e aprirà una nuova stagione politica… nelle piazze noi vogliamo portarci i lavoratori, i precari….. ce ne frega na sega se i cadaveri dirigenziali degli attuali partitini pseudocomunisti o pseudosinistra populista si fanno i cazzi loro….. tutto di guadagnato…… la riscossa a sinistra passa per le piazze, dalle mobilitazioni e non certo dal vostro parlamento tanto a voi caro…. peggio dei borghesi ci sono solo gli aspiranti borghesi (e il bertinottismo dovrebbe averlo insegnato bene)…..
A voi le pippe sulle prossime alleanze elettorali…. a noi le piazze…..
Poi se da cosa nasce cosa….. beh un’organizzazione d’opposizione di classe potrebbe anche nascere….. purtroppo per voi…….
Per quanto riguarda i numeri, io c’ero.
Forse c’ero solo io ed ho fatto soltanto un bellissimo sogno…
Sotto un link per chi volesse semplicemente farsi un’idea della manifestazione.
P.S. Ciao Ferdinando, dici sempre un sacco di sciocchezze ma, stranamente, mi stai diventando decisamente simpatico!
http://www.youtube.com/watch?v=tC74W-3XyOI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Pr5OwMhoBu0&feature=related
Chiedo solo pochi minuti di attenzione a chi mi legge in facebook o in qualche blog, anche a chi non condivide, né del tutto né in parte, ciò che scrivo.
Secondo me il governo Monti sta portando avanti una politica molto più grave di quel che appare. E spiego perché.
In generale anche i peggiori governi liberisti hanno sempre sostenuto la tesi: bisogna fare i sacrifici e i sacrifici devono farli i lavoratori e non gli imprenditori altrimenti si penalizzano gli investimenti e non si avrà mai la ripresa.
Qui a me pare che siamo di fronte ad un cambiamento di questa linea politica. C’è una durissima politica di sacrifici ma senza una sola azione concreta di ripresa dell’economia italiana. Anzi, sembra che il governo faccia di tutto per ammazzare gli investimenti e la ripresa dell’Italia, assieme al mondo del lavoro. La dimostrazione più evidente di ciò che sto dicendo è nella politica nei confronti delle banche. Secondo voi quanti giorni può reggere anche un piccolo negozietto di scarpe senza avere la possibilità di un finanziamento bancario per acquistare un nuovo stock di scarpe, per poi vendere e poi restituire il debito ? Tutto il commercio funziona così e a maggior ragione, e in maniera cento volte più grande, tutte le altre attività economiche e produttive, dall’edilizia al manufatturiero. Oggi il problema principale che hanno le imprese, tutti gli imprenditori, denunciato dalle stesse associazioni imprenditoriali, è che le banche rifiutano il credito sistematicamente anche alle imprese. Vi siete accorti che il governo fa finta di nulla ? Le banche rinunciano a quella che dovrebbe essere il loro compito principale. Se le banche non prestano i soldi che ci stanno a fare ? Eppure nessuno dice niente su una questione grande e grave come un grattacielo ! Non c’è qualcosa che non quadra ?
Che al governo non interessasse l’equità lo sapevamo dal primo giorno, anche se c’erano milioni di illusi che affidavano, come al solito, all’unto del signore di turno le sorti del proprio destino. Ma la vera domanda è oggi un’altra: se al governo non interessa neppure la ripresa dell’Italia, anche a costo di enormi sacrifici dei lavoratori, allora qual è la mission che è stata affidata a questo governo ?
Capisco che non è semplice e anche io ci sto pensando, ma è con questa domanda che sarebbe bene cominciare a interrogarci, per cominciare a capire cosa bolle nel pentolone dei potenti del mondo e cosa tocca all’Italia nel futuro prossimo.
C’è qualcuno che mi risponde ? Grazie.
“Non capisco cosa c’entri Brezniev con il socialismo o il comunismo. Noi siamo comunisti nonostante Brezniev, non grazie a Brezniev.”
FERRERO: ORGANI INFORMAZIONE ITALIANI CON GOVERNO MONTI COME PRAVDA SOTTO BREZNIEV
Un tempo come termine di paragone negativo si usavano i fascisti e le dittature militari…. Almeno Brezhnev la Pravda non l’ha chiusa, invece il libertario Ferrero a Liberazione le ha dato il benservito.
Scrisse Sanguineti che al socialismo irreale preferiva il socialismo irreale. Ferrero sogna
il socialismo onirico.
Farebbe bene il buon valdese a studiarsi la vita di Brezhnev, ufficiale dell’Armata Rossa sul fronte ucraino e poi sul caucaso, alla guida dell’URSS durante il conflitto con la Cina e l’accerchiamento sino-americano, durante la guerra in Cambogia; forse Ferrero era troppo occupato a seguire Capanna.
condivido in pieno…. e su tutto——tranne sul kinder ferrero…. vorrei continuare a mangiarli con gusto… quindi non fare paragoni insani…. (per il mio stomaco)…..
UNA RIFLESSIONE A NOTE SPARSE
di Vito Nocera
Forzando un po’ me stesso e un certo distaccato disincanto provo a svolgere qualche considerazione sparsa su alcuni degli aspetti dei quali in questi giorni si discute. Con un intento più che provocatorio comincio nel dire che la manifestazione milanese di sabato , “occupy piazza affari “ , della quale più di un commentatore a sinistra ha lodato il risultato, è stata in realtà una scadenza abbastanza anonima e incolore. Non parlo, ovviamente, della passione e dell’investimento soggettivo dei tanti e tante che vi hanno partecipato. L’impegno delle persone, generoso e disinteressato, chiede sempre rispetto. Il punto è che in un passaggio che si vuole ( e che effettivamente è ) di crisi economica e finanziaria mondiale, che più d’uno dipinge come drammatico socialmente per l’Italia, per giunta in presenza di un governo che sta operando scelte, sappiamo, anche molto dolorose, veder sfilare quindicimila persone ( o anche trentamila cambia poco ) a Milano con le stesse facce, gli stessi striscioni, gli stessi slogan di mille altre occasioni, trasmette davvero l’idea della fine di un ciclo storico anche di certi movimenti. Quella manifestazione insomma, peraltro disputata tra il tentativo di Cremaschi e quel che resta del Prc, ( più un po’ di sindacalismo di base che ormai calca le scene da quasi trent’anni ), non mi sembra abbia alcuna forza di parlare al Paese e piuttosto rappresenti l’angolatura sociale dei limiti angusti in cui ormai si dibattono i suoi riferimenti politici sempre più fragili e smarriti. La seconda questione che mi è balzata agli occhi in questi giorni è quel voluminoso, e pretenzioso, testo sottoscritto da un certo numero di studiosi e di intellettuali nel quale, quasi con sfrontato candore, si propone la costituzione di un nuovo soggetto politico. Per carità devo essere davvero stanco ( e infatti in questi giorni esco da piccoli ma fastidiosi problemi di salute ) ma proprio non mi riesce di credere ad una sola possibilità che quell’appello possa avere un qualche risultato. Non mancano, è ovvio, cose serie e concetti giusti. E anche le firme, penso a Gallino, meritano sicuramente un po’ di attenzione. ( anche se alcuni sono i soliti nomi che sin dagli anni ’70 , a partire da quella Nuova Sinistra Unita che poi raggiunse lo 0,8%, ipotizzano grandi praterie elettorali a sinistra senza mai pagare dazio per le sciocchezze delle loro previsioni ). Ora a rendere meno attraente la proposta si aggiunge quel tasso di antipolitica davvero insopportabile che rischia di conferire a tutta l’operazione una patina fastidiosa di furbizia . Mi appaiono, inoltre, del tutto confuse e perfino pericolose le tirate sul superamento della democrazia rappresentativa e, sul piano economico, quell’ammiccare alla decrescita che è un concetto che in se mi pare interessante ma difficile da veicolare in politica, senza alcuna mediazione, direttamente dai paginoni di Bevilacqua sul Manifesto. Non ho capito cosa ne pensano dalle parti del Prc e della Fds ( d’altra parte si tratta di un ambito così tanto disastrato al quale può star bene di tutto e il suo contrario ). Mi ha sorpreso, invece, vedere che l’idea pare essere stata accolta con favorevole attenzione da parte di Sel. Forse c’è in questo, chissà, un tatticismo strumentale. Il timore di perdere pezzi, di una concorrenza, non so. Ma mi è parsa un’ attenzione un po’ troppo esagerata. E vengo da qui al terzo punto, quello della ventilata nuova legge elettorale. Una cosa che di Vendola non mi piace è un suo certo eccesso di soggettivismo ( ma sia chiaro di questa malattia soffriamo tutti ). Ricordo che qualche anno fa, in occasione della sua seconda corsa in Puglia, di fronte alle avversità che sembravano venire nei confronti della sua candidatura, Nichi disse frettolosamente che in Italia c’erano due destre ( una delle quali era, secondo lui, il Pd ). Ricordo che durante la conferenza degli eletti nostri, dove Vendola venne a parlare, perfino Ferrero dovette fare uno sforzo per moderarne il tono. Non so se in queste ore Nichi è influenzato da quel che si sente della possibile nuova legge elettorale, ma perfino a me che non sono un organicista risulta un po’ difficile immaginare come lui pensa di coniugare il socialismo europeo, di cui ha parlato anche in relazione alla possibile adesione al Pse, e le farraginose teorie di Lucarelli, assessore di De Magistris alle “ assemblee del popolo “. Sulla ipotesi di nuova legge elettorale non nutro troppe speranze. In realtà la porcata di Calderoli sappiamo bene che conviene a tanti e non sta scritto da nessuna parte che davvero riusciranno a fare la nuova legge. E tuttavia non dovrebbe essere un obiettivo comune quello che una legge elettorale possa dare una rappresentanza politica più piena alle forze che più hanno la possibilità e la massa critica per ricostruire, almeno provarci, un rapporto vivo con la società e con gli interessi ? Nessuno scandalo che ogni forza, sinistra estrema compresa, guardi prima di tutto a se stessa. Poi però c’è un interesse più largo cui badare , all’equilibrio del Paese, alla sua coesione. Ad una prospettiva che devi sempre saper indicare. Intendiamoci non so se l’ipotesi di legge elettorale ipotizzata abbia queste caratteristiche ( in fondo non c’è ancora nemmeno un testo scritto ) ma allora perché mettersi subito a strillare, prima ancora di capire e anche di verificarne la compatibilità con gli interessi più profondi del Paese? Quello che più aveva colpito del tentativo di Nichi in questi ultimi anni era stato proprio quella sua capacità di collocarsi in questo inscindibile nesso tra la propria posizione e l’interesse generale. Capisco che è difficile, e che ci sono tante variabili di cui tenere conto, ( ed io ho il vantaggio di guardare ormai da commentatore abbastanza distaccato ) e che Vendola fa i conti, e con un gruppo politico fragile, con tutte queste spinte. La mia quindi non è una critica alla persona. Ma è un fatto che nei sondaggi di gradimento personale era alto quando ha saputo e potuto meglio coniugare la sua radicalità al tratto maturo della politica proposta. Infine arriviamo a Monti e al governo. E’ un fatto che il Professore , anche nelle acque agitate di queste settimane per via delle forzature sul lavoro, vede solo di poco flettere il suo consenso. Né Prodi né Berlusconi, ha ricordato Diamanti, avevano fatto meglio. Sta qui un nodo costitutivo forte di questa fase. Un nodo che a suo modo Ferrero aveva colto quando alla partenza del governo parlò di un “ pregiudizio positivo “ del Paese. Peccato che il Prc in questi mesi non sia stato mai capace di dare poi corpo e sostanza ad alcuna intuizione, e anche su Monti quel pregiudizio positivo è rapidamente diventato “ un governo peggio di Berlusconi “. E’ chiaro che in questo modo non è solo il giudizio sul governo che sbagli ma la percezione che ne ha il Paese, e quindi da qui le sue preoccupazioni reali più profonde. Ti precludi in sostanza di fare una inchiesta. Per la miseria ci sarà pure un motivo se parte prevalente dei cittadini pur se insoddisfatti, e perfino indignati, di alcune delle scelte del governo poi continuano ad apprezzarne la presenza? Non sarà che più ancora che le conseguenze sociali delle riforme di Monti temevano, e temono, ( a torto o a ragione ) dove si sarebbe arrivati senza quelle misure? E se fai politica, al di là della preoccupazione politicista di dover dare per forza il tuo giudizio sul governo, non è di questi motivi e di queste preoccupazioni delle popolazioni che dovresti soprattutto interessarti? D’altra parte il braccio di ferro che Cgil e Pd hanno ingaggiato sull’articolo 18 non dimostra che con una qualche intelligenza lo spazio ( anche di massa ) per aprire un contenzioso col governo c’è e ma che questo spazio è più rilevante e significativo proprio se non stai tutti i giorni a strillare alla luna ?
Mi ha molto angosciato, anche se non sorpreso, leggere che in una ricerca di Demos si apprende che più del 50% degli italiani approva l’idea che la democrazia può funzionare anche senza partiti. Forse anche per questo i firmatari di quell’appello per il nuovo soggetto politico, oltre i partiti, hanno preso coraggio. Ma forse ai Revelli e ai Viale la fretta ha impedito di leggere il seguito di quella inchiesta dove si legge, addirittura, che il 60% dei cittadini sarebbe favorevole a rinviare le elezioni del 2013 per far continuare Monti fino a quando la crisi sarà risolta. Qui siamo a qualcosa di più ormai che la critica ai partiti. Siamo all’esaurirsi del ciclo storico della democrazia politica così come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra ad oggi. E’ un nodo che investe, nella crisi economica e nei cambiamenti della comunicazione, l’intera Europa ma da noi è ormai è una vera emergenza . Siamo ormai alla messa in questione perfino del rito classico delle democrazie rappresentative, quello delle elezioni. Ho l’impressione che non vi sia adeguata consapevolezza di ciò tanto in chi sfila a Milano, come se fossimo in una delle tante passate primavere di manifestazioni , tanto in chi sigla e firma appelli in fondo ammiccanti con tali culture post democratiche. E anche in chi si adonta per qualche indiscrezione sulla possibile nuova legge elettorale solo perché teme di vedere un po’ ridimensionato il proprio potere di condizionamento. Riconosco che è un quadro difficile, che qualcosa occorre pur fare e che lo stesso Partito Democratico ( che pure a me sembra quello che più di ogni altra area politica a sinistra riesce in questa difficoltà a tenere il campo ) vive non pochi problemi. E, ripeto, stando ormai personalmente fuori dalla mischia mi è certo facile commentare a distanza. Per chi è e vuole essere in campo è chiaro che tutto è più difficile. Ma anche per questo ha l’obbligo di uscire dal consueto in un passaggio d’epoca che di consueto mi sembra davvero non abbia proprio più niente.
Napoli 2/4/2012
Il contributo, detto con estrema franchezza, mi pare assai poco propositivo.
Sconta poi un grave difetto e cioè pone alla base del ragionamento non fatti reali ma impressioni e studi statistici assai poco verificabili come in realtà sono i sondaggi di opinione.
Don Primo Mazzolari così si esprimeva nel saggio “Impegni cristiani, istanze comuniste”: «Non si demolisce una fede, neanche la fede comunista nell’avvento della giustizia, con argomenti tecnici. Il valore di certe esperienze, anche se suffragate da abbondanti statistiche e da ricorsi storici, è molto dubbio. Si può sempre dubitare della maniera con cui esse furono condotte. Il capitalismo paga bene gli uomini di scienza…».
Il nuovismo, la volontà di navigare in mare aperto conseguente alla teorizzazione della fine del ‘900, a cui sembra alludere il contributo, a me paiono tra le principali cause del disastro che stiamo vivendo a Sinistra e di cui tutti noi siamo responsabili. Chiamarsene fuori assumendo l’atteggiamento di novelli grilli parlanti non aiuta il superamento di questa fase.
A differenza della magnifica iniziativa di sabato scorso a Milano che ha avuto invece il merito di cimentarsi con la realtà abbandonando atteggiamenti eccessivamente intellettualistici ed egocentrici.
Ricostruire una prospettiva di cambiamento richiede una maggiore fiducia nell’impegno collettivo senza preclusioni nei confronti di nessuno e l’abbandono definitivo di proposte ed azioni poco chiare e strumentali.
In primo luogo dobbiamo riguadagnare credibilità e la manifestazione di sabato è andata indubbiamente, ed innanzitutto, in quella direzione, negarlo a me pare sintomo di una certa disonestà intellettuale oltreché di una notevole miopia politica.
Volevo porre all’attenzione in che condizioni andiamo al voto in provincia di Trapani.Senza parole!
http://www.idvtrapani.it/
Ma vedi caro Edoardo io non faccio affatto propaganda a Sel,non mi interessa assolutamente.
Al massimo potrei fare propaganda ad un Grassi “coalizionista”(se mai lo fosse).
Con pazienza sono riuscito a farti capire(perche’ davvero non puoi negare l’evidenza)che il sogno dell’avvento di un proporzionale puro e della fine del bipolarismo non c’e’.
Tu continui ad aggrapparti ad un filo che e’ davvero senza senso.
Una presunta impossibilita’ di avere una maggioranza per una coalizione di centrosinistra.
Pero’ andiamo oltre e allora ti chiedo,cosa accadra’ nel Prc,nella Federazione?
Mi spiego meglio,non credo sia uno ipotesi fuori dalla realta’ ipotizzare che,nel caso di un Ferrero che sceglie la corsa autonoma con un Cremaschi candidato,il Pdci e il movimento di Salvi possano scegliere di andare in modo o nell’altro nel Centrosinistra,no?
E’ un ipotesi verosimile?
Quale potrebbe essere la posizione di un Grassi e la sua area?
E gli ex-bertinottiani Rinaldi e Rocchi?
Insomma che previsioni fai?
Guarda Ferdinando penso che continuare a cercare di fare propaganda a SEL con questi semplicistici interventi sia alquanto stolto ma se ci tieni tanto continua pure, anche perchè non sono certo io che posso vietarti di farli.
Per quanto riguarda la domanda sbagli bersaglio, ciò che pensa Ferrero è chiarissimo.
E’ ciò che pensa Grassi che sta diventando un magnifico mistero…
Ciò che ognuno di noi pensa è imperscrutabile ed è inoltre normale che il dubbio sia una parte importante del ragionamento. I pensieri si trasformano poi in decisioni ed atti concreti che, in un partito, sono o dovrebbero essere collegiali. Quelli dovrebbero interessarci non le illazioni.
Caro Edoardo, ciò che penso è quel che dico e scrivo. Sono abituato a farlo sia quando sono d’accordo, sia quando sono in disaccordo. Faccio semplicemente notare che state discutendo di una intervista di Violante rispetto la quale vi invito a considerare una cosa che mi pare importante. Violante dice che “non esiste un testo”! È chiaro? Quindi aspettiamo – se mai faranno una nuova legge elettorale – di avere di fronte almeno un testo! Intanto dopo la riuscita della manifestazione di ieri a Milano continuiamo la nostra iniziativa per estendere l’opposizione al governo Monti. Il 13 aprile c’è una importante mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil contro la riforma delle pensioni, in particolare per gli esodati e noi dobbiamo proseguire la raccolta di firme sulla petizione per l’articolo 18.
Va bene, “dopo la riuscita della manifestazione di ieri a Milano continuiamo la nostra iniziativa per estendere l’opposizione al governo Monti” anche perchè non possiamo limitarci ad osservare passivamente “se mai riusciranno a fare una riforma elettorale” oppure sperare che non la facciano.
La manifestazione di ieri, malgrado alcune significative assenze, è stata grande e imponente e non si può non prenderne atto.
Ma poi caro Edoardo il punto non e’ neanche questo.
Il punto e’ che con una legge elettorale che preserva le coalizioni(perche’ noto che ometti il fatto che la tua suggestione sulla scomparsa delle coalizione e’ smentita dai fatti)quello che conta e’ il prima delle elezioni.
Se si conferma una alleanza Pd,Sel e Idv e la Fds e’ fuori,noi prendiamo davvero il 2% e siamo scomparsi definitivamente!
Ma tu pensi che operai,studenti,precari,professori non voteranno Pd-Sel-Idv per la semplice ragione che non e’ sicuro che ottengano la maggioranza e allora voteranno Fds?(ma il caso delle elezioni di Torino non insegna nulla?)
Se cosi’ la pensano anche i dirigenti nazionali siamo fregati!
Mi rincuora che Grassi in un post di mesi fa’ scrisse
“Se va’ in porto un alleanza Pd,Sel e Idv e noi siamo fuori,prendiamo l’1% e spariamo”
Ferrero che ne pensa?
Ferdinando sei decisamente tenero.
Violante scrive a chiare lettere che non ci sarà più nessun premio per il Partito (o sembrerebbe anche la coalizione)che prende più voti che gli garantisca di avere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.
Per cui la nuova proposta di legge elettorale cancella definitivamente il bipolarismo coatto introdotto in Italia nel 1993. E’ abbastanza semplice. Se poi saranno in grado di approvarla è tutto da vedere ma la proposta disegna un nuovo sistema elettorale che è esattamente quello che sto cercando con molta fatica di farti capire. Comunque non ti arrendere, con un po’ più di impegno e di attenzione puoi riuscire a capirla pure tu.
Solo uno sprovveduto poteva pensare che la nuova legge elettorale poteva essere vantaggiosa per il Prc.
Ma davvero pensava che saremo passati ad un proporzionale puro con uno sbarramento ad un 2% e la fine del bipolarismo?
Un politico un po’ lungimirante avrebbe dovuto capire un paio di cose banali.
1)Pd,Pdl e Udc(con il benestare di Lega,Idv e Sel)avrebbe introtto uno sbarramento del 4%.
2)Pd e Pdl non avrebbero mai dato via libera ad un sistema che permetterebbe all’Udc di fare cio’ che sognava da anni
3)Pd e Pdl era scontato che sarebbero passati da un sistema di coalizioni dove i partiti piccoli tenevano in ostaggio i grandi ad un sistema in cui i piccoli non ci sono proprio.
Non se ne può più della tua arroganza, Ferdy. Ma non sei proprio in grado di esprimere un concetto senza coprire di insulti i tuoi interlocutori? Ma pensi di essere più convincente in questo modo?
Credo proprio che in un sistema non bipolare SEL farà molta fatica a superare lo sbarramento al 4% soprattutto quando i grandi Partiti metterranno in moto le loro macchine per la propaganda elettorale e gli spazi televisivi per Vendola e amichetti inevitabilmente si assottiglieranno.
I seggi per garantire a tutti i questuanti che ambiscono ad avere un posto in Parlamento aderenti a SEL non saranno sicuramente sufficienti e lo pseudo Partito di Daniele Farina, Katia Belillo, Gennaro Migliore, ecc. ecc. dopo le elezioni è destinato a sciogliersi come neve al sole. La stessa fine che è destinata a fare la FdS se non si fa promotrice di un progetto autonomo e alternativo a quelli del PD, di SEL e dell’IDV.
Ancora con questa storia che non esistera’ piu’ il bipolarismo?Ma siete di coccio?
——————————-
Legge elettorale, Violante difende la riforma: «Servono per vincere, non per governare»
Le «coalizioni forzate» che mettono insieme «non chi ha lo stesso programma ma lo stesso avversario» servono «a vincere» le elezioni ma «non a governare». In una lunga intervista all’Unità l’ex presidente della Camera Luciano Violante, difende l’idea della “sua” riforma elettorale anche se ancora non c’è nessun testo sulla nuova legge elettorale, perchè si sta «discutendo», ma l’obiettivo iniziale è quello di «eliminare le coalizioni forzate e favorire i governi di legislatura». La riforma, però, avverte Violante, «non impedirà di dichiarare» prima del voto le alleanze, «sarà inevitabile che elettori e giornalisti lo chiedano. Chi non sarà in grado di rispondere perderà le elezioni». Il modello che proponiamo, spiega, « non è un proporzionale puro, perchè c’è lo sbarramento al 4-5% e più della metà dei parlamentari sono eletti nei collegi. Inoltre, c’è il premio. Infine, la sfiducia costruttiva sarà un fattore di stabilità de governi». Tra «le correzioni», dice Violante, «stiamo pensando anche alla possibilità che più partiti possano indicare lo stesso candidato premier al momento del deposito delle liste» e che «il premio di maggioranza vada assegnato alle liste vincenti che hanno proposto lo stesso candidato. Il dato chiave del nuovo sistema – aggiunge – è ricreare un sistema di fiducia nei partiti» perchè «oggi viviamo rischi di populismo simili al ’94»
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/1D0F/1D0FVR.pdf
E aggiunge che lo stesso accadra’ per i colleggi,dove piu’ partiti potranno sostenere lo stesso candidato e che il Pd sta’ tenendo conto(tramite incontri)anche delle richieste degli alleati di Sel e Idv.
… poi possiamo anche giocare a fare finta che e’ l’esatto contrario.Se ti divetrti caro Edoardo,felice per te.
Ho l’impressione che tra te e me quello duro di comprendonio, se non ti offendi, sei proprio tu Ferdinando.
Le precisazioni di Violante non fanno che confermare che non ci sarà più nessun premio per il Partito (o sembrerebbe anche la coalizione) che gli garantisca di avere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.
Pertanto sarà inevitabile che la maggioranza di governo si definirà soltanto dopo le elezioni e non prima.
Per quanto riguarda il divertirmi si, lo ammetto, fai decisamente ridere.
Edoardo davvero non so’ che dire.
Allora 36 seggi di bonus significa che ad una coalizione per avere la maggioranza “basta” ottenre tra il proporzionale e il maggioritario poco piu’ di 280 seggi.
Fai 2 calcoli e capirai che per una coalizione di pariti X,Y e Z(non faccio nomi perche’ non mi interessa)potrebbe bastare ottenere un 42/44% per avere una maggioranza.
Ma poi caro Edoardo il punto non e’ neanche questo.
Il punto e’ che con una legge elettorale che preserva le coalizioni(perche’ noto che ometti il fatto che la tua suggestione sulla scomparsa delle coalizione e’ smentita dai fatti)quello che conta e’ il prima delle elezioni.
Se si conferma una alleanza Pd,Sel e Idv e la Fds e’ fuori,noi prendiamo davvero il 2% e siamo scomparsi definitivamente!
Ma tu pensi che operai,studenti,precari,professori non voteranno Pd-Sel-Idv per la semplice ragione che non e’ sicuro che ottengano la maggioranza e allora voteranno Fds?(ma il caso delle elezioni di Torino non insegna nulla?)
Se cosi’ la pensano anche i dirigenti nazionali siamo fregati!
Mi rincuora che Grassi in un post di mesi fa’ scrisse
“Se va’ in porto un alleanza Pd,Sel e Idv e noi siamo fuori,prendiamo l’1% e spariamo”
Ferrero che ne pensa?
Edoardo davvero non so’ che dire.
Allora 36 seggi di bonus significa che ad una coalizione per avere la maggioranza “basta” ottenre tra il proporzionale e il maggioritario poco piu’ di 280 seggi.
Fai 2 calcoli e capirai che per una coalizione di pariti X,Y e Z(non faccio nomi perche’ non mi interessa)potrebbe bastare ottenere un 42/44% per avere una maggioranza.
Ferdinando non dire nulla.
Leggi e ragiona, fai due calcoli e capirai che nessun Partito (o coalizione) sarà in grado di ottenere la maggioranza assoluta. A meno che l’attuale maggioranza che sostiene Monti non decida di presentarsi coalizzata alle prossime elezioni. A me sembra un po’ improbabile ma ne ho viste così tante che non nego (magari con qualche piccola correzione) potrebbe anche accadere.
In ogni caso le cose stanno proprio così e tu faresti bene a cercare di ragionare sulla base dei fatti e non su quella dei tuoi desideri.
Credo di avere capito, ma non ne sono certo, che a te farebbe piacere che non apportino nessuna modifica all’attuale legge elettorale o in ogni caso che non cancellino il sistema bipolare maggioritario. Potrebbe anche accadere ma se alla fine approveranno una nuova legge andrà per forza nella direzione della bozza Violante che fa a pezzi quel bipolarismo.
Se non fosse così tu (e non solo tu) saresti molto più tranquillo.
Cina: il piano di sviluppo economico e sociale per il 2012
di Alberto Gabriele
http://www.marx21.it/internazionale/cina/1377-cina-il-piano-di-sviluppo-economico-e-sociale-per-il-2012.html
Violante all’Unita’ entra nei dettagli della nuova legge elettorale .. e si spengono drammaticamente le speranze di Ferrero che troppo entusiasticamente aveva gioito delle prime indiscrezioni che secondo lui mettevano fine al bipolarismo e di fatto avrebbero segnato la fine del progetto di Vendola.
Allora partiamo dai punti principali
Sbarramento al 4/5% per un proporzionale che assegna il 50% dei seggi.
Obbligo di indicare il premier per i vari partiti e la “novita’” di poter indicare lo stesso premier per piu’ partiti(insomma salvaguardia delle coalizioni e del bipolarismo).
Premio di governabilita’(dovrebbe essere di 36 seggi)che si estende non al primo partito ma ai partiti che hanno indicato il premier piu’ votato.
Colleggi uninominali(dovrebbero comprendere circa 300.000 elettori)con anche qui’ la possibilita’ per i partiti di presentare un unico candidato.
Insomma che dire?
Ferrero si era illuso!
Non gli rimarra’ che o andare da solo(senza nessuna speranza)con al massimo Cremaschi candidato(senza Pdci e Salvi che figurarsi se non troveranno un modo per entrare nel centrosinistra e sostenere Bersan)o continuare a fare penose videolettere a Vendola chiedendogli di fare una lista insieme.
Penoso sei tu.
Il premio di governabilità non è un premio di maggioranza; chi ne beneficia non ottiene la maggioranza assoluta dei seggi e quindi è destinato a coalizzarsi dopo le elezioni. Dubito che il PD accetti di indicare lo stesso candidato premier di SEL, così come faranno tutti i Partiti per garantirsi mani libere per eventuali coalizioni che prenderanno forma solo dopo il voto e dopo aver verificato la reale capacità di consenso di ogni singola formazione politica.
La legge proposta affossa definitivamente il bipolarismo che abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni e su cui hanno impostato il loro progetto politico l’IDV e SEL. Per la FdS e il PRC l’unica strada percorribile è quella che si espressa in nuce nella imponente manifestazione “Occupiamo Piazza Affari” di sabato 31 marzo a Milano. Si possono scegliere anche altre strade ma, al momento, sembrano del tutto inconsistenti e per questo impraticabili. Ferrero sembra avere già scelto (ed io con lui), aspettiamo che si esprimano anche i potenziali amici dei vari “Ferdinando” che infestano questo blog.
Edoardo tu hai seri problemi di comprensione,quasi quasi mi dispiace per la tua condizione.
Ma hai letto l’intervista di Violante?
Hai un tale delirio da smentire lo stesso Violante?
Una curiosita’,ma questo giocare ad una realta’ tutta tua a che ti serve?
Ferdinando sei decisamente tenero.
Violante scrive a chiare lettere che non ci sarà più nessun premio per il Partito (o sembrerebbe anche la coalizione)che prende più voti che gli garantisca di avere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.
Per cui la nuova proposta di legge elettorale cancella definitivamente il bipolarismo coatto introdotto in Italia nel 1993. E’ abbastanza semplice. Se poi saranno in grado di approvarla è tutto da vedere ma la proposta disegna un nuovo sistema elettorale che è esattamente quello che sto cercando con molta fatica di farti capire. Comunque non ti arrendere, con un po’ più di impegno e di attenzione puoi riuscire a capirla pure tu.
Qualcuno sa’ dirmi cosa fara’ il Prc a Taranto?
Il Pdci e’ certo che sara’ in coalizione con il sindaco Stefano e Pd-Sel-Idv e Udc,ma il Prc che fa’?
http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/3/23/20996-taranto-prc-a-stefano-non-aprire-a-udc-e-fli/
Firmato:
Gino Tocci (Segr Prov Pdci) Luca Occhionero (Segr Prov Prc)
Come volete che sia finita?
Il Pdci con Pd,Sel,Idv e Udc … il Prc che andra’ in una coalizione senza ne’ capo ne’ coda … roba dal 2% se gli andra’ bene.
Caro anonimo(ma perche’ non ti firmi?) … contiui a dare dimostrazione di ignoranza.
Ripeto perche’ non rispondi ai fatti?
In Germania,Linke cala e Spd aumenta,mi dici qualcosa su questo?
Sulla Grecia,la situazione e’ quella che ti ho decritto.Dici qualcosa?
In Francia dopo le presidenziali che accadra’?Riesci a dire qualcosa?
E sulla legge elettorale,alleanze,scenari futuri e possibili riesci a dire una frase di senso compiuto?
Basta!!!
Ti rispondo solo sull’anonimato che hai la spudoratezza di rimproverarmi. Ma tu chi sei? Ferdinando di Borbone o Ferdinando di Asburgo per presentare il tuo nome come una manifestazione di identità. Siamo al ridicolo!
Se proprio vuoi saperlo mi chiamo Giuseppe. Dovrebbe bastarti, Ferdinando Pincopallo.
Povero anonimo …. quanta ignoranza!
Provo a sintetizzare quello che dici,
“Le sinistre radicali/alternative e comuniste avanzano in tutta europa,le socialdemocrazie soffrono”
Mi sembra di avere riassunto senza modificare il tuo pensiero giusto?
Allora vediamo un po’ ….
Portogallo
Le elezioni tenutesi nel 2011 hanno dato un risultato inequivocabile.
Avanzata della destra,calo del Ps(vado a memoria)di -9% e trionfo delle sinistre radicali e comuniste?
E no proprio no(e non lo dico con gioia ovviamente),il Pcp in alleanza con i Verdi ha ottenuto lo stesso risultato,7,9% ma e’ calato in voti reali.
La sinistra radicale invece ha dimezzato i voti,da piu’ del 9% al 5%.
Ora come faccia tu a mettere il Portogallo tra i paesi della sinistra emergente e’ curioso.
Forse da ragazzo avevi problemi in matematica?
Ti ricapitolo …
Il Ps perde il 9%,i comunisti perdono qualche voto in termini assoluti e la sinistra radicale e’ stata dimezzata.Insomma perdono i socialisti ma giadagna la destra.Di cosa sei felice per quello che e’ accaduto in Portogallo?Mah!
Germania
La Linke da piu’ di un anno e’ in fase calante.
Sono numeri reali non sondaggi.
Le elezioni nei Lander negli ultimi anni hanno visto calare(e in alcuni casi anche tanto,vedi Berlino,Saar e altri)la Linke.A crescere e’ stata sia la Spd che i Grunen.
Cosa non riesci a capire di questo?
Devo postarti tutti i risultati dal sito del ministero dell’interno tedesco?Dai non farti umiliare nella tua ignoranza!Tra un mese ci saranno le elezioni in Nord Renania,qui’ la Linke rischia di non arrivare al 5% e uscire dal parlamento(spero di no ma credo che accadra’).
Insomma nel 2009 la Linke era all’11,9% e Spd al 23,5% oggi tutti i sondaggi danno la Linke tra il 7/9% e Spd al 30%.Di cosa sei felice caro anonimo?
Grecia
In Grecia abbiamo 2 sinistre in gran forma.
Il Kke e la Sryrza sono intorno al 12% ma … ma si disistimano in maniera feroce,basta leggere i comunicati.
E’ un po’ come se in Grecia discutessero con gioia dei risultati del Pcl di Ferrando e della Sel di Vendola.
Francia
In Francia ad avere successo e’ un ex-senatore socialista,che otterra’ un buonissimo risultato alle presidenziali.Poi chiedera’ di far votare il socialista Hollande.Ma vi chiedo … sapete che le elezioni che contano sono le politiche del mese dopo?
E quanto prendera’ il Fdg?Pensate che prendera’ lo stesso risultato delle presidenziali?
Ma non vi hanno insegnato nulla i casi di Le Pen,Bayrou ma anche Besancenot?Forti(perche’ mediatici)alle presidenziali ma poi crollavano alle politiche,certo non accadra’ per Fdg,ma un calo rispetto alle presidenziali ci sara’.
Caro anonimo scommettiamo sui risultati di Linke in Renania(io ti dico che non supera il 5%)e sui risultati del Fdg alle politiche(che sono quelli che contano,e io ti dico che prendera’ almeno un 2/3% in meno rispetto al risultato del Fdg)?
Poi caro anonimo … io ti avevo chiesto di sforzati di fare una riflessione su quello che puo’ scaturire dalla legge elettorale,sulle aperture e chiusure di Idv e Sel,sulle prospettive della Fds e tanto altro.
Riesci a dire qualcosa?
Parli di presunti insuccessi dei comunisti e delle sinistre di classe. Ma ti rendi conto che le tue (inesatte e strumentali) analisi delle condizioni delle forze (non bruscolini, ma partiti che si attestano tra il 10 e il 20% dei consensi)che fanno riferimento al GUE vengono da te presentate nel momento in cui i socialisti in Spagna escono da una debacle dalle proporzioni storiche esattamente come i socialisti portoghesi (per non parlare del PASOK che ha di fronte uno scenario di sondaggi disastroso) e con Hollande che deve fare i conti con la presenza di un consistente schieramento alla sua sinistra? Parli delle “socialdemocrazie” del liberismo più o meno “temperato” come se avessero il vento in poppa. E poi, ammessa la prospettiva della costruzione di alleanze con il PD ai diversi livelli istituzionali (in che modo ciò è oggetto di discussione nella Fds), ne dobbiamo ricavare forse, come ipotizzi di fatto tu, che le sinistre che in Europa si ritrovano nel GUE dovrebbero autoliquidarsi in quanto forze organizzate, per abbracciare la prospettiva strategica di società dei Bersani, degli Zapatero, degli Hollande e dei Papademos?
Aggiungo. Una prospettiva strategica (quella dei Bersani, ecc.) che non esclude l’accettazione entusiastica di tutte le guerre imperialiste in corso e in fase di preparazione. Accettazione e complicità che a te, Ferdinando, andrà anche bene. Ma che alla maggior parte dei frequentatori di questo blog fa semplicemente schifo!
Quanto a ignoranza ti assicuro che non scherzi, Ferdinando. Forse passi troppo tempo al computer, saltellando da un blog all’altro, e poco a informarti e riflettere. E in quanto a presunzione e arroganza sei veramente il primo della classifica.
Notizie sul PRC marchigiano?
Esiste ancora?
C’è nessuuunooooo?
Ma smettila di impartirci lezioni, Ferdinando. Basta leggere le cose che scrivi sulla sinistra in Europa, per accorgersi della tua superficialità.
Piuttosto che continuare a lavorare di fantasia sulla tastiera del computer, dovresti avere l’umiltà di intervenire meno e informarti di più (anche su Marx21, su cui tanto ironizzi). Un esempio: di fronte all’evidenza di una sinistra “di alternativa” e comunista che avanza in tutta Europa, come riconoscono anche gli analisti del campo avverso, e che è il segno di una ripresa delle forze che si oppongono alle ricette liberiste suggerite dalla destra e dalla socialdemocrazia, tu cerchi di convincerci che in Grecia, Spagna, Germania, Francia, Portogallo gli elettori dovrebbero orientarsi sulle socialdemocrazie in affanno, incapaci di proporci alternative efficaci all’attuale sciagurata deriva impostaci dalla “troika” nel nostro continente. Quale conseguenza ne deriva? Che in fondo, anche in Italia, non ci resta che dar fiducia al partito che tiene insieme Ichino e Fassina, dimenticando pure bellamente il fatto che una fuga dei loro voti a sinistra favorirebbe certamente l’acuirsi delle contraddizioni tra loro. E’ paradossale che tu ce lo venga a spiegare con tanta arroganza in questo blog. Perchè la tua tesi non vai a proporla direttamente nei blog del PD? Ma mi raccomando. Fallo soprattutto nei siti vicini al professor Ichino, perchè se vai nella pagina facebook di Bersani, rischi di essere coperto di insulti anche lì.
E ora non dire che non ti si risponde con un ragionamento, ma solo con un copia-incolla.
Vedo che hai cambiato idea, Ferdinando. Un po’ di sana autocritica non può che farti bene.
Il tempo stringe, se menano ancora il can per l’aia (penso ad IDV e SeL) NOI non ce la faremo ad organizzarci come si deve…
Questo scrive Tenti … e per una volta sono completamente concorde con lui!
Mi spiegp meglio,nel corpo militante del Prc c’e’ una facile propensione all’entusiasmo su cose irreali.
Molti pensano che il listone “Sel-Idv-Fds” si oramai li’ ad un passo,cosa quasi fatta!E quindi “Si abbiamo vinto noi!”
In realta’,e Tenti lo sa’,il coltello e’ dalla parte del manico in mano a Sel e Idv.
Aspettiamo un po’ e vediamo quale sara’ la bozza delle legge elettorale.
Io non credo che Udc e Pd(perche’ il Pdl non sarebbe concorde)abbiano la forza per superare STRUTTURALMENTE il bipolarismo,certo potremo andare verso un bipolarismo meno forzato … ma attenzione e’ cosa ben diversa da dire “NON ESISTE PIU’ IL BIPOLARISMO”.
Scomparira’ l’obbligo di coalizione?Certo se scompare il premio di maggioranza e’ evidente che il vincolo non ha piu’ senso.
Ma ci sara’ l’indicazione del premier e i colleggi(almeno queste sono le indiscrezioni piu’ sicure) .. e chi vieta(ed infatti e’ probabile che finisca cosi’)a Pd,Sel e Idv di indicare lo stesso premier(Bersani)e sostenere candidati comuni nei colleggi? … e alla Fds cosa rimarra’ in questo scenario?
…. ci sara’ una legge ad partitum e la rottura tra Pd(che andra’ verso Casini) e Idv-Sel?
Bene,c’e’ qualcuno che crede che in uno scenario del genere non ci sara’ una rottura di una piccola componente di sinistraPD che guardera’ a Vendola?
E voi pensate che in tutto cio’ Vendola,Di Pietro e pezzettini di sinistraPD lancieranno una ancora di salvataggio al Prc per cosa?
Per un(anche fosse il 3%)che non servira’ certo a superare il quorum(verosimilmente del 4%)che e’ oggettivamente alla loro portata?
Potrei continuare a d esporre le ragione per cui un listone Sel-Idv-Fds non ci sara’ ma vado al dunque.
Ma la mia differenza con Tenti e’ pero’ bella netta.
La sua e’ una critica da sinistra …. immagino che lui voglia un Prc che “scinda” una volta per tutte dal Pd,Sel e Idv e guardi a Cremaschi e altri movimenti,operazione legittima per carita’ e mi spingo anche a dire che se partisse davvero una cosa del genere(ma ora non a tre mesi dalle elezioni dopo che Vendola e Di Pietro ti hanno chiuso ogni porta)potrebbe portare anche a risultati sufficienti(certamente piu’ di quel 2/2,5% che inevitabilmente prenderebbe un Prc che da qui’ a alle elezioni si dividera’ tra appelli … “facciamo Sel,Idv e Fds” e tra “Siamo disponibili ad un accordo con Pd,Sel e Idv”)
La mia e’ una critica da “destraPrc” non ho problemi a dirlo.
Io vorrei un Prc che rivolgendosi a Vendola dica,senza fare drammi.
“Ok,per questo giro il naturale candidato e leader di una sinista unita sei tu,siamo disponibile a sostenerti anche entrendo in una lista senza Falce e Martello(il Fdg e’ esattamente cosi)”
Anche perche’ noi dobbiamo essere onesti,liste unitarie le chiediamo dal 2010,se c’e’ qualche militante che non considera di sinistra Vendola …. beh meglio che si faccia ricoverare,se l’unico ostacolo e’ la Falce e Martello … beh allora anche qui’ consiglio il ricovero.
Ma questo SFERDINANDO scrive scrive ma non si capisce nulla,ad essere severi scive cazzate datate,ma dico perchè uno deve fissarsi su cose per cui non ha alcuna minima propensione? Vedi SFERDINANDO la politica non è per te lo dico per il tuo bene….poveraccio è quasi da ricovero….
Caro il mio anonimo … che dire … vuoi sforzati di fare un ragionamento che abbia un senso compiunto su
1)Prospettive che si aprono e chiudono in base ad una nuova legge elettorale
2)Prospettive che si aprono e chiudono in base alle scelte di Idv,Sel e e altro
… ci riesci?sei in grado?
Povero Grassi … si impegna per stimolare gli utenti del suo blog a confrontarsi,a scrivere qualcosa ma si ritrova un blog in preda a militanti-cafoni che sanno solo insultare(e non sanno assolutamente rispondere nel merito),al solito che posta link di Marx21,al solito che insulta Vendola,al solito che sa’ solo fare copia e incolla di articoli.
Grassi ma non credi che sia il caso di correggere un po’ il tiro?
… quanto mi incuriosisce un commento di un Nocera(ma anche di un Masella,per avere punti di vista differenti)su quello che ho scritto prima.
Aspettiamo e speriamo … e pazienza se ci sara’ il solito commento del solito analfabeta
SFERDINANDO ma tu nella vita come campi visto che vaghi tra i vari blog a sparare fesserie? Poveretto cerca di riempire le sue frustrazioni facendo politica…con scarsi esiti.
Ferdinando, faresti bene a leggerli i post di Marx21. Ne trarrebbe giovamento la tua scarsa cultura politica (e non solo). Forse. se invece di scrivere cazzate a raffica, tu proponessi materiali per la discussione, ne trarrebbe giovamento questa discussione nel suo complesso.
Ma noto che nessuno riesce ad esprimere qualcosa di suo pugno … tutti con la solita cantilena “scrive solo …”
… cari i miei rivoluzionari colti … cosa pensate voi?
Riuscite ad esprimere un concetto,un analisi su temi da cui dipendono le sorti del Prc?
Legge elettorale,bipolarismo si bipolarismo no,alleanze con Sel e Idv si o no e tanto altro … dite la vostra,che ne pensate,scrivete qualcosa!
Ma e’ possibile che non abbiate nulla da dire?
Ma smettila di impartirci lezioni, Ferdinando. Basta leggere le cose che scrivi sulla sinistra in Europa, per accorgersi della tua superficialità.
Piuttosto che continuare a lavorare di fantasia sulla tastiera del computer, dovresti avere l’umiltà di intervenire meno e informarti di più (anche su Marx21, su cui tanto ironizzi). Un esempio: di fronte all’evidenza di una sinistra “di alternativa” e comunista che avanza in tutta Europa, come riconoscono anche gli analisti del campo avverso, e che è il segno di una ripresa delle forze che si oppongono alle ricette liberiste suggerite dalla destra e dalla socialdemocrazia, tu cerchi di convincerci che in Grecia, Spagna, Germania, Francia, Portogallo gli elettori dovrebbero orientarsi sulle socialdemocrazie in affanno, incapaci di proporci alternative efficaci all’attuale sciagurata deriva impostaci dalla “troika” nel nostro continente. Quale conseguenza ne deriva? Che in fondo, anche in Italia, non ci resta che dar fiducia al partito che tiene insieme Ichino e Fassina, dimenticando pure bellamente il fatto che una fuga dei loro voti a sinistra favorirebbe certamente l’acuirsi delle contraddizioni tra loro. E’ paradossale che tu ce lo venga a spiegare con tanta arroganza in questo blog. Perchè la tua tesi non vai a proporla direttamente nei blog del PD? Ma mi raccomando. Fallo soprattutto nei siti vicini al professor Ichino, perchè se vai nella pagina facebook di Bersani, rischi di essere coperto di insulti anche lì.
E ora non dire che non ti si risponde con un ragionamento, ma solo con un copia-incolla.
Roma, 30 mar. (TMNews) – Si è conclusa la vertenza di Liberazione e il quotidiano del Prc chiude definitivamente i battenti. Ne dà notizia un comunicato del comitato di redazione. “Rifondazione comunista – si legge – che attraverso la società editoriale Mrc di cui è unica socia si è opposta in maniera miope a ogni tentativo di soluzione costruttiva, a ogni proposta di ulteriore sacrificio che non smantellasse il giornale e la redazione infligge ai suoi lavoratori e lavoratrici una tragica sconfitta”.
“Ci siamo battuti ostinatamente per due obbiettivi: la salvezza del giornale e i nostri posti di lavoro. Invece andremo tutti e tutte in Cassa integrazione a zero ore. Abbiamo firmato la richiesta per evitare ulteriori difficoltà a colleghi già provatissimi (il mancato accordo avrebbe implicato complicazioni e ritardi nell’erogazione dell’ammortizzatore sociale). A fatica abbiamo ottenuto, pare, il pagamento delle nostre spettanze ma non lo smaltimento delle ferie arretrate normalmente previsto prima dell’inizio della Cassa. Abbiamo addirittura dovuto accettare la rateizzazione dei buoni pasto arretrati (un migliaio di euro a testa, parte integrante della nostra retribuzione)”, continua la nota.
In teoria, nella trattativa si parlava di “sospensione” delle pubblicazioni, ferme da gennaio scorso per volere dell’editore. Una “sospensione” che il cdr definisce “sine die, nonostante le opposte assicurazioni, offerte in primo luogo ai militanti del Prc impegnati in una generosa sottoscrizione per un giornale che non c’è”.
per farsi un’idea però sarebbe bene leggere anche il comunicato di mrc…
http://web.rifondazione.it/home/index.php/12-home-page/5510-monti-obbliga-a-sospendere-le-pubblicazioni
Lettonia (Unione Europea): riabilitate e commemorate le SS
http://www.marx21.it/internazionale/europa/1371-lettonia-riabilitate-e-commemorate-le-ss-e-discriminata-la-minoranza-russa.html
A proposito della proposta di legge elettorale
di Paolo Ferrero e Cesare Salvi
Sulla questione della legge elettorale, che tanto divide, noi abbiamo un giudizio comune: è necessario tornare a un sistema di impianto proporzionale, ma il testo di cui si discute non è condivisibile, anzitutto perché contrasta con l’esigenza di una legge elettorale chiara, semplice nel suo fondamento, evidente nella ragione che ne è alla base. Questa chiarezza è dovuta anzitutto ai cittadini. In un momento di crescente diffidenza per i partiti e le istituzioni, non si risponde a questa esigenza mescolando in modo confuso proporzionale, premi di maggioranza e di minoranza, collegi uninominali e liste bloccate, Germania e Spagna, per di più con l’indicazione obbligatoria di un candidato premier.
Siamo per superare il Porcellum e il bipolarismo coatto che tanti danni ha prodotto al Paese in direzione di un sistema limpidamente proporzionale, con il quale i cittadini possano votare un partito e scegliere individualmente i propri rappresentanti. In modo che il Parlamento diventi effettivamente lo specchio del Paese e non una sua grottesca caricatura.
Come si presenta il Prc-Fed alle prossime elezioni?
Proviamo a fare un riassunto?
Genova
A Genova sosteniamo Doria ovviamente,ma come sta’ andando la composizione della lista?La minoranza che vale il 48% ed era contraria all’accordo con Doria cosa fara’?Sosterra’ la lista o si asterra’?
E a sinistra della Fed che accade,la lista unitaria tra SC e movimenti si fara’?
La Spezia
Siamo nel CSX insieme anche all’Udc giusto?
Como
A Como andiamo da soli?
Monza
Andiamo in coalizione?
Asti
In coalizione con il CSX?
Cuneo
Con il CSX e Garelli,bene
Alessandria
Andiamo da soli?
Belluno
Qui non so’ neanche se presentiamo la lista
Piacenza
Facciamo una lista con Sel,Psi(?!).
Parma
Il Pdci con il CSX,noi da soli con una civica
Poi chi mi dice altro? … comprese le brutte notizie!
Qualche giorno avevo risposto punto per punto ad un commetno di Grassi che si felicitava dei risultati delle varie(variegate e in antitesi tra di loro)sinistra radicali in giro per l’europa.
Grassi mi aveva risposto con un articolo di Musacchio,dove sosteneva con una spiegazione molto sui generis,che la Linke nelle Saar in fondo non aveva perso,perche’ partiva dal dato altissimo dell’altra volta.
Un po’ come se noi dicessimo …”Vabe’ il Prc ha preso il 6% nel 2006? … quello era un dato altissimo,quindi prendere il 3% va’ piu’ che bene”.(per la cronaca la Linke ha perso 6% … e qui voglio strappate una promessa a Grassi … aspetto da Musacchio un articolo sui risultati,che si annunciano un flop,della Linke in 2 lander nel prossimo mese,tra cui la Nord Renania il lander piu’ popoloso e operaio … cosa si inventera’? … e sia chiaro,non gioisco dei flop della Linke ma semplicemte metto alla luce i limiti di questa formazione,ne’ carne ne’ pesce … ne’ sinistra antisistema ne’ sinistra che si candida a cambiare il sistema)
Tra le altre risposte … “ma sei un anticomunista” e altro perle .. nessuna risposta nel merito.
Vi posto un documento interessante.
Una lettera dei comunisti greci contro la Sinistra Europea e il leader del Pcf.
Vediamo un po’ chi mi insulta per primo(perche’ evidentemente non capisce il senso delle mie riflessioni)o se invece c’e’ qualcuno che risponde?
Lettera della Sezione Relazioni Internazionali del CC del KKE in risposta alla lettera del Presidente della SE e Segretario Generale del PC francese, Pierre Laurent in “Morning Star”
Basta con le “lacrime di coccodrillo”!
07/03/2012
Cari compagni,
E’ un dato di fatto che lo sviluppo della crisi capitalista in Grecia, che è stata accompagnata da un attacco senza precedenti ai diritti della classe operaia e degli strati popolari nonché dal corrispondente forte inasprimento della lotta di classe, ha catturato l’attenzione del lavoratori di altri paesi. In questo quadro anche le forze politiche borghesi, che hanno un enorme responsabilità nell’offensiva antipopolare, dichiarano di “simpatizzare” con il popolo greco, avendo cura di nascondere bene le cause dei problemi che vivono la maggior parte delle persone: la crisi capitalista, l’intrappolamento del paese in unioni imperialiste come la NATO e l’UE, lo sfruttamento capitalistico.
I rappresentanti della “Nuova Sinistra” stanno rilasciando dichiarazioni in questo contesto, come la lettera del presidente del Partito della Sinistra Europea (SE) e Segretario Generale del PCF, Pierre Laurent, sul tema della Grecia, pubblicata nella sezione lettere del 20/2/2012.
In realtà il problema che la classe operaia e gli altri strati popolari si trovano ad affrontare in Grecia non è un problema di “democrazia” con l’imposizione di misure antipopolari dall’esterno, ossia dai “leader europei e dal FMI”, come scrive P. Laurent. Né il governo di coalizione dei socialdemocratici del PASOK e di Nuova Democrazia (ND) è “vittima” di alcuni “leader europei e del Fondo monetario internazionale”, come vorrebbero le lenti deformanti del Presidente della SE.
La verità è che queste misure, che vengono adottate con il pretesto del debito pubblico, hanno come obiettivo il rafforzamento della remunerazione del capitale in Grecia, attraverso la drastica riduzione del prezzo della forza lavoro. Non dobbiamo dimenticare che solo nei conti dei capitalisti greci depositati nelle banche svizzere si trovano in questo momento 600 miliardi di euro (quasi il doppio del debito pubblico della Grecia)!
Pertanto, si tratta di misure che corrispondono pienamente agli interessi dei capitalisti: per scaricare la crisi sul popolo in modo che la Grecia possa perseverare nel corso di sviluppo capitalistico e il capitale accumulato nel periodo precedente possa trovare uno sbocco proficuo. Si tratta di misure decise congiuntamente nel quadro dell’Unione europea da parte del governo greco e della classe borghese, utili ad entrambi i partiti di governo e niente affatto imposte da “alcuni leader europei e dal FMI”. Tutte queste misure in modo maggiore o minore erano previste nei programmi del PASOK e di Nuova Democrazia, e inoltre erano scadenzati dai trattati dell’Unione europea a partire dal Trattato di Maastricht. Questo è il motivo per cui la classe lavoratrice in Grecia come in Gran Bretagna – e, naturalmente in altri stati – ha sperimentato una lunga esperienza negativa nei confronti dell’UE e del suo ruolo antipopolare. Nel frattempo il rappresentante della SE in Grecia, Synaspismos, dopo avere approvato il Trattato di Maastricht, ha alimentato sistematicamente illusioni sulla UE, descrivendo l’integrazione della Grecia nell’Unione europea come l’unica via possibile, in opposizione al percorso sostenuto dal KKE di lotta per il disimpegno del paese dall’UE con il potere popolare.
Il presidente della SE parla di “supervisione” della Troika in Grecia. Davvero non è consapevole del fatto che la classe borghese greca ha coscientemente appoggiato, da decenni a questa parte, la partecipazione attiva nelle unioni imperialiste della NATO e dell’UE e che questa partecipazione, nel quadro delle relazioni interdipendenti createsi, prevede la cessione di diritti sovrani all’UE e alla NATO? Non sa che, ad esempio, la politica agricola comune (PAC) non lascia alcun margine di sviluppo nel settore dell’economia agricola in favore del popolo? Dobbiamo ricordargli che la Grecia prima di aderire alla CEE-UE aveva un saldo attivo negli scambi di prodotti agricoli, mentre oggi, a causa della PAC, importa prodotti agricoli persino tra quelli coltivati in Grecia, mentre centinaia di migliaia di piccoli e medi agricoltori vanno ad aggiungersi all’”esercito” dei disoccupati.
L’adesione della Grecia alla UE, che il Presidente della SE evita di menzionare preferendo accusare genericamente i “leader europei”, così come l’esorbitante spesa militare della NATO, la politica delle esenzioni fiscali per il capitale in un contesto di “competitività” economica, perseguita dai due partiti che si sono alternati al governo, PASOK e ND, costituiscono la “fonte” del debito pubblico galoppante e del deficit, dei quali il popolo greco non ha alcuna responsabilità.
Naturalmente, questa “svista” da parte del Presidente della SE non ci impressiona, poiché sappiamo che la SE giura fedeltà all’UE, che generosamente la finanzia in quanto “partito europeo”, vale a dire come partito che accetta il “principio” dello sfruttamento capitalistico che contraddistingue l’Unione europea, alleanza predatoria dei monopoli. Inoltre SE ha assunto impegni in tal senso nel suo statuto e nei documenti fondativi!
Le proposte della Sinistra Europea in materia di “sviluppo” o del presunto “fondo sociale per il popolo”, ecc, non mettono per nulla in questione il potere capitalista. Al contrario, la SE e l’opportunismo internazionale svolgono un ruolo di primo piano nel generare illusioni per camuffare organizzazioni imperialiste come l’UE e la BCE, descrivendole per esempio come filo-popolari, quando sempre più lavoratori non solo in Grecia comprendono che il capitalismo non può risolvere i problemi fondamentali del popolo.
La SE, sostenendo l’Unione europea e il sistema di sfruttamento, ha compiuto la sua scelta di campo. Per questa ragione costituisce uno strumento per la mutazione dei PC e per l’eliminazione delle loro caratteristiche comuniste. Per quanti appelli faccia, la SE non contesta gli avversari della classe operaia e degli strati popolari poveri in Grecia.
Tuttavia l’esperienza e il corso delle lotta di classe in Grecia, alla cui testa si trovano i comunisti e il movimento sindacale di classe, il PAME, evidenziano come sempre più lavoratori si attestano su posizioni radicali quando rifutano le “prediche” borghesi e opportuniste sulla “collaborazione” interclassista e la “coesione sociale”, quando ignorano “le loro lacrime di coccodrillo” versate al pensiero del peso di cui sono gravati i lavoratori.
E’ su questa strada che la classe lavoratrice può raggiungere l’obiettivo finale della sua lotta: l’abolizione del potere capitalista e la costruzione del socialismo.
Sezione Relazioni internazionali del CC del Kke
io non prenderei per oro colato le dichiarazioni dei compagni greci, che pur facendo ottimo lavoro nel loro paese sono piuttosto miopi (per non dire settari) quando affrontano le specificità degli altri paesi. riguardo all’Italia, criticarono a priori la FdS perché non aveva nel nome la parola “comunista”, come se nel simbolo non vi fosse la falce e martello e scritto “rifondazione e comunisti italiani”, giusto per fare un esempio. escludono poi a priori l’alleanza con le socialdemocrazie, rifiutando quindi un importante caposaldo della 3 internazionale a cui dicono di rifarsi (a proposito… anche i fronti popolari di staliniana memoria non avevano il nome “comunista”…). per non parlare della valutazione di “potenza imperialista” affibiata ai Brics…
“Eroi partigiani”? i “nostri” alleati locali di cinque guerre in venti anni
di Marinella Correggia
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1367-eroi-partigiani-i-nostri-alleati-locali-di-cinque-guerre-in-venti-anni.html
Vogliono peggiorare il Porcellum
di Paolo Flores d’Arcais (il Fatto quotidiano)
Il diavolo sta nei dettagli, e dunque non è detto che una nuova legge elettorale veda la luce in tempo per le prossime politiche. Ma intanto si sono messi d’accordo sulle linee fondamentali, e chiamarlo “inciucio” è perfino riduttivo. Bersani, Casini e – absit iniura verbis – Alfano esibivano l’aria palesemente e giustamente soddisfatta del gatto col sorcio in bocca. Peccato che la loro preda siano in questo caso gli elettori, una volta di più “cornuti e mazziati”. Perché sembrava impossibile, dopo la “Porcata” di calderoliana memoria, confermare il detto popolare che “al peggio non c’è mai fine”, e invece la nostra “banda dei tre” sembra intenzionata a riuscirci. Il modello elettorale delineato riesce a mettere insieme, in fatto di scippo ed espropriazione della volontà dei cittadini, il meglio (cioè il peggio) dei diversi sistemi esistenti. Non è chiaro se i collegi elettorali (di ridotte dimensioni) saranno uninominali o meno. Se sì, col turno unico si fanno fuori d’emblée tutti i partiti tranne i due (o tre) più forti, e si sopprime nella culla ogni possibilità di nascita per forze nuove che vengano dalla società civile. Se saranno collegi che eleggono con il metodo D’Hondt 5-7 deputati, il meccanismo cancellerà di fatto liste che non prendano il 10 per cento o anche più. Inoltre, l’obbligo di indicare un candidato premier manterrà la personalizzazione della campagna elettorale, ma la mancanza di ogni vincolo di coalizione consentirà ai gerarchi dei (tre) partiti maggiori di decidere le alleanze dopo le elezioni, secondo opportunità e alla faccia delle promesse agli elettori. Che ovviamente continueranno a contare zero nella scelta dei candidati, e avranno la solita libera alternativa: “O questa minestra o saltare dalla finestra”. L’aspetto più nauseabondo di questo patto monopolistico della “banda dei tre” è che le formule per consentire insieme sia un’ampia scelta agli elettori (il famoso “riavvicinamento” tra elettori ed eletti, che a ciance tutti predicano e spergiurano) sia la stabilità di governo per l’intera legislatura, ci sono, sono più d’una (sia di stampo proporzionale che maggioritario), sono ben note e sono facili da introdurre. Hanno il solo difetto che toglierebbero agli attuali cacicchi delle tre forze principali l’abnorme potere del Minosse dantesco che “giudica e manda secondo ch’avvinghia”: fare e disfare a proprio piacimento e nella certezza dell’inamovibilità (che poi è anche garanzia di impunità). Se si sceglie il versante proporzionale, per la stabilità dei governi non c’è necessità di sbarramenti, basta la sfiducia costruttiva e il rischio che in caso di dimissioni senza alternativa il Parlamento va a casa. Il difetto resta però la scarsa rappresentatività dei partiti-macchina, grandi o piccoli che siano. C’è allora un sistema maggioritario che consente di soddisfare a tutte le virtuose richieste sia di rappresentatività che di stabilità: il maggioritario a doppio turno con primarie vincolanti, cioè incorporate nel sistema stesso. Tecnicamente se ne possono dare alcune varianti, la sostanza non muta: fin dal primo turno il cittadino si trova a scegliere fra coalizioni (dunque nessun opportunismo post-elettorale con gran tripudio di voltagabbana), ma lo fa votando uno dei molteplici candidati della coalizione, che saranno i candidati dei singoli partiti, ma anche degli outsider senza partito che abbiano raccolto un numero sufficiente di firme (l’obbligo di raccogliere tot firme dovrebbe valere anche per i candidati sponsorizzati dai partiti, sia chiaro: niente privilegi).
Facciamo un esempio: nella mia circoscrizione per il centrosinistra il Pd candida Bersani, il Sel Vendola, l’Idv Di Pietro, ma per fortuna un gruppo di cittadini con una petizione di grande esito costringe a candidarsi anche Andrea Camilleri, mentre dei “fighetti” rampichini raccolgono firme per Renzi. Finalmente potrei votare senza turarmi il naso, e con me una parte cospicua di quel 45 per cento di elettori che oggi dichiarano esplicitamente che – sic stantibus rebus – a votare non ci andranno più. Al secondo turno passerebbero le due coalizioni più votate, e per ciascuna di esse il più votato all’interno della coalizione. Dato il carattere uninominale del voto, sarebbe altissima la probabilità che in Parlamento una delle coalizioni abbia la maggioranza assoluta. La stabilità del governo potrebbe essere rafforzata dalla clausola della sfiducia costruttiva, ma tale stabilità avverrebbe restituendo potere ai cittadini, non concentrandolo nelle mani di tre leader e dei loro amici e amici degli amici. Sia chiaro, una legge elettorale non produce miracoli. Se non si combatte l’illegalità, la prevaricazione di classe, il crescere a dismisura della diseguaglianza, anche con le primarie a vincere potranno essere i Toni Mafioso e Toni Corrotto di Ascanio Celestini. Un rinnovamento radicale, insomma, può essere figlio solo di tante lotte che mobilitino la società civile in tutti gli ambiti essenziali della vita pubblica. Ma mentre la proposta di “riforma” elettorale della “banda dei tre” non farebbe che rafforzare il circolo vizioso di monopolio partitocratico – disaffezione dei cittadini – monopolio ancora più corrotto, una legge elettorale che garantisca l’irruzione permanente della società civile nella vita politica fin già dalla scelta dei candidati, aprirebbe degli spazi di rinnovamento e dunque anche di moralizzazione. Che la riduzione radicale dei parlamentari, il limite a due mandati, e altre misure di cui tante volte abbiamo parlato, amplificherebbero ancora.
“Facciamo un esempio: nella mia circoscrizione per il centrosinistra il Pd candida Bersani, il Sel Vendola, l’Idv Di Pietro, ma per fortuna un gruppo di cittadini con una petizione di grande esito costringe a candidarsi anche Andrea Camilleri, mentre dei “fighetti” rampichini raccolgono firme per Renzi. Finalmente potrei votare senza turarmi il naso, e con me una parte cospicua di quel 45 per cento di elettori che oggi dichiarano esplicitamente che – sic stantibus rebus – a votare non ci andranno più. Al secondo turno passerebbero le due coalizioni più votate, e per ciascuna di esse il più votato all’interno della coalizione. Dato il carattere uninominale del voto, sarebbe altissima la probabilità che in Parlamento una delle coalizioni abbia la maggioranza assoluta.”.
Se al secondo turno passa Renzi io dovrei votare per lui?
Siamo punto e a capo!
E la rappresentanza delle forze politiche che non raggiungono il ballottaggio che fine fa con il doppio turno?
L’estrema confusione dell’articolo del noto intellettuale radical-chic Paolo Flores d’Arcais rende evidente che il tema trattato non gli è propriamente congeniale.
Ringrazio coloro che postano articoli tratti da noti quotidiani che io, per l’esiguità del mio reddito, non posso comprare però se postassero solo quelli che hanno un qualche senso o che propongono riflessioni anche solo moderatamente interessanti sarebbe certamente meglio.
ROMA – Si rafforzano, da sinistra, le critiche al governo Monti. Un duro attacco arriva da Nichi Vendola al governo. “Monti è peggio di Berlusconi ed Elsa Fornero peggio di Sacconi”, dice il leader di Sel dopo la direzione del partito e torna ad attaccare sull’articolo 18. “Ieri Monti ha detto che le imprese non assumono perché non possono licenziare. E’ una menzogna insopportabile in un Paese come l’Italia, dove le imprese si informano della mafia e della corruzione, della lentocrazia burocratica non dell’articolo 18″. “Queste sono le vere barriere alle assunzioni”, secondo il leader di Sel, che fa appello al Pd perché mandi a casa il professore. “Un governo che fa una riforma del mercato del lavoro che non affronta i nodi e peggiora drammaticamente la civiltà e la cultura dei diritti deve essere mandato a casa, non merita di vivere”, ha risposto Vendola ai cronisti che gli chiedevano se il Pd debba o meno staccare la spina a Monti.
E’ alta la tensione sulla riforma del mercato del lavoro 1, anche dopo il tentativo di rassicurazione del presidente del Consiglio che ieri ha ribadito: “io voglio unire, non dividere 2″. Sulla modifica dell’articolo 18 “il governo ha deciso uno strappo, forse ha immaginato che un suo consenso fosse tale da consentirgli
questa operazione ma non ha funzionato”, dice Susanna Camusso a margine dell’attivo di quadri e delegati della Camera del Lavoro di Milano.
Sull’articolo 18 e “i licenziamenti facili il governo non ha convinto nessuno – aggiunge il segretario della Cgil su twitter – la riforma cambia brutalmente diritti in essere. Non va bene che governo continui a rinviare, tiri fuori numeri e risposte”, incalza. E torna anche sul tema delle pensioni: “E’ scandaloso che l’Inps non sia in grado di stabilire l’entità degli esodati e delle ricongiunzioni onerose”. Tema che sta particolarmente a cuore anche al Pd, che chiede al ministro Fornero che i risparmi della riforma vadano agli “esodati”. Il capogruppo in commissione lavoro Cesare Damiano, in conferenza stampa alla Camera insieme alla deputata Marialuisa Gnecchi, sottolinea che c’è la “necessità di risolvere questo problema politico e sociale. Il ministro Fornero ha promesso di presentare una proposta di legge ad hoc entro giugno; vigileremo perchè ciò avvenga”, ha detto.
Anche Antonio di Pietro incalza il presidente del Consiglio: “Invito Monti a occuparsi dei problemi degli italiani e non della sua immagine e del suo ego che ormai sta diventando ipertrofico”, attacca.
Il Pdl, dal canto suo, guarda con preoccupazione ad alcune scelte del governo sulla riforma del mercato del lavoro, temendo che il Paese venga condizionato dall’estrema sinistra. A dirlo è il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ospite di Forcaffè il web-editoriale del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. “Dobbiamo creare più occupazione e, quindi, la riforma del mercato del lavoro non deve servire a licenziare meglio ma ad assumere di più”, dice Alfano. “Noi del Pdl temiamo che la Fiom, la parte estrema della Cgil, condizioni la stessa Cgil che a sua volta condizioni il Pd, il quale condizioni il Governo. C’è il rischio, alla fine, che il Paese venga condizionato da una parte estrema della sinistra”, conclude
Vendola: Monti a casa, sta facendo peggio di Berlusconi
di: WSI-TMNews Pubblicato il 29 marzo 2012| Ora 13:36
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Vendola: questo governo “deve andare a casa”.
Roma – Il Governo Monti sta riuscendo dove non era riuscito Silvio Berlusconi. Lo ha detto il leader di Sel Nichi Vendola durante una conferenza stampa.
Vendola: Monti a casa, sta facendo peggio di Berlusconi.
“Berlusconi e Sacconi ci avevano provato, ma non ci erano riusciti a dare un colpo al cuore della giustizia sociale e ai diritti in questo paese. Ci sta riuscendo Monti. Con la controriforma del mercato del lavoro si uccide l’articolo 18. Ogni giorno un ragazzo che si uccide per disperazione e si solo pensa a dare libertà di licenziamento. Per questo ogni giorno il nostro no al governo Monti è più determinato”. Secondo Vendola, questo governo “deve andare a casa”.
Critiche anche alla frase di Mario Monti sui sondaggi: è un “cedimento berlusconiano” che dimostra una volta di più che l’etichetta di governo tecnico è solo una “foglia di fico”.
“Monti ha avuto un cedimento berlusconiano, i tecnici non si dovrebbero occupare di sondaggi. Di giorno in giorno siamo sempre più in presenza di un governo che perde la foglia di fico dell’esecutivo tecnico e appare nella sua natura conservatrice”, ha affermato Vendola.
Ha fatto inoltre capire che proprio non gli piace la ‘bozza Violante’ di riforma della legge elettorale. Bocciata come “trasformismo”. “E’ insopportabile e immorale che si possa legiferare a favore del trasformismo, sembra che chi scrive questo mescolamento di sistema tedesco e spagnolo abbia a cuore solo la salvaguardia del diritto al trasformismo di una classe dirigente”.
Oh, brava Beatrice e bravo Vendola ! Meglio tardi che mai. Ora però, per evitare di fare solo parole al vento, perchè non uniamo le forze a sinistra del Pd – nel rispetto della piena autonomia di ogni forza e al di là delle fisiologiche differenze che ci sono fra di noi (sulla legge elettorale o sulla nuova guerra della Nato in Siria e di Israele in Iran) – per costruire una unitaria opposizione politica di sinistra al governo, per fare da sponda politica permanente alla Fiom, alla sinistra Cgil e ai sindacati di base, per incalzare meglio, con più forza ed efficacia, le parti migliori del Pd in grande sofferenza per l’azione del governo ?
Ma se non modificano la legge elettorale Vendola torna a fare il cagnolino rispettoso e beneducato che è stato fino adesso oppure è una reale svolta a sinistra e una rottura definitiva con la maggioranza del PD?
Me lo chiedo perchè per il momento Vendola e il suo Partito più che comparsate televisive non hanno fatto!
di fronte allo scenario dove non solo la fiom viene espulsa dalle fabbriche ma buona parte del mondo del lavoro risulta marginale nella discussione sui temi fondamentali, la nostra priorità deve essere la costruzione di un’opposizione di sinistra al governo tecnico, a partire dalla difesa dell’art.18. dare del cagnolino a qualcuno che oggi su questi temi esprime una posizione condivisibile non credo aiuti a spostare di una virgola i rapporti di forza esistenti (quelli veri:capitale e lavoro)
Gli vogliamo dare del volpino…
comunque condivido “la nostra priorità deve essere la costruzione di un’opposizione di sinistra al governo tecnico”, spero che sia la priorità anche per Vendola… sarebbe davvero una positiva novità!
Bravissimo Leo, adesso ci vogliono i fatti, basta con le parole: devono dirci subito se collaboreremo – tutti insieme – per costruire un’alternativa sia alla destra che al PD, oppure no…NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE!
Il tempo stringe, se menano ancora il can per l’aia (penso ad IDV e SeL) NOI non ce la faremo ad organizzarci come si deve…e dopo che non vengano a cercarmi per dire “o mangi questa minestra o salti dalla finestra” perché io poi – metaforicamente s’intende – ci butto loro dalla finestra!
Leggendo i vostri commenti propagandistici e litigiosi come non mai, ora sono contento di sostenere SEL e Vemndola e fa piacere sapere che pure Landini è un iscritto a SEL.
Volevo segnalare che Melenchon in Francia e’ aumentato di 0,5% nell’ultimo sondaggio e che IU a scrutinio concluso e’ aumentata di 0,2%.
Pero’ volevo segnalare che il “Front de Gauche” all’italiana,la Fed,si sta alleando in alcune citta’ anche con l’Udc,ultima Taranto(citta’ di 200.000 abitanti).
Ora vi chiedo,vi risulta che il Fdg si sia alleato alle amministrative in Francia con il movimento di Bayrou?
Troppo semplice dire “Facciamo come il Fronte de Gauche” .. a choiacchere!
Forse ve lo meritate il 3% alle prossime amministrative.
Per non perdere le elezioni
di Cecilia D’Elia, Mattia Toaldo* (il manifesto)
Comunque vada, con questo o con un altro sistema elettorale, si voterà entro la primavera del 2013. Ci sono più o meno 365 giorni per decidere su alleanze e programmi e per convincere le cittadine e i cittadini a fidarsi del centrosinistra. Già, ma quale centrosinistra?
La prima domanda a cui bisogna rispondere è proprio questa. E’ una domanda politica, riguarda la capacità di traghettare l’Italia fuori dal berlusconismo e dal trentennio che abbiamo attraversato. La coalizione che include Pd, Sel, l’Idv e spesso anche la Federazione della Sinistra e i Verdi ha già conquistato la scorsa primavera importanti città al centrodestra, basta citare Milano e Cagliari. Il sondaggio di Demos pubblicato lunedì da Repubblica dice che la stessa coalizione potrebbe vincere le prossime elezioni con un margine di 6 punti sul centrodestra mentre, se il Pd abbandonasse il centrosinistra, vincerebbe il centrodestra con 5,6 punti di scarto. E la potenziale coalizione tra i partiti alla sinistra del Pd raccoglierebbe circa un quarto dei voti. Sarebbe un risultato, il ritorno del centrodestra al potere dopo l’addio di Berlusconi, molto difficile da spiegare all’estero e in patria.
E poi c’è un altro problema rilevante. I dati dei sondaggi attuali, infatti, sono «al netto» dell’astensionismo. Cioè quelle sono le percentuali tra chi dichiara di voler andare a votare. Il Cise, centro studi in collaborazione tra Luiss e università di Firenze, ha stimato in dicembre che tutti i partiti perdono verso l’astensione circa un quarto dei consensi del 2008. Le uniche due eccezioni sono il Pd ed il Pdl: il primo perde meno degli altri (solo il 16%) mentre il partito di Berlusconi cede quasi il 40% verso il non voto. Questo ci dice due cose: 1) che il «serbatoio» del centrodestra è ora nella fascia dell’astensione ma che il suo leader (vecchio o nuovo che sia) potrebbe rimobilitarlo come già fece nel 2006; 2) che esiste una fascia sempre più grande di elettori, che alcuni stimano intorno al 40%, che si distanzia dalla politica dei partiti. Fu l’astensione degli ex-elettori del centrosinistra che ci condannò alla vittoria di Berlusconi nel 2008. E il centrodestra vinse le regionali del 2010 prendendo meno voti di 5 anni prima e solo grazie al crollo dei voti della coalizione incentrata sul Pd. La vittoria di Obama nel 2008, ma anche le nostrane vittorie di Pisapia e Zedda, ci dimostrano che la mobilitazione e l’organizzazione sul territorio sono cruciali, non solo per far vincere il centrosinistra, ma soprattutto per rimotivare alla politica e difendere la democrazia. Si possono costruire da subito i comitati di volontari del centrosinistra sul territorio?
Non basta però definire la coalizione, bisogna riconnettere vita e politica. Troppe volte nel passato recente non si è data l’idea che la politica fosse in grado di mutare la vita delle persone. Eppure cosa sono le riforme, quelle vere, se non scelte che sciolgono nodi della vita delle persone? Cosa sono stati lo statuto dei lavoratori o il nuovo diritto di famiglia? Quali sono le «riforme che cambiano la vita» oggi? Quelle che il centrosinistra può proporre?
Una sarebbe l’abolizione della precarietà, non dell’articolo 18. Sapendo che il paese è spesso più avanti della sua classe dirigente: i referendum su acqua, nucleare e giustizia hanno dimostrato che esiste una maggioranza assoluta di cittadini che ha un’altra idea di paese. Lo conferma un’approfondita inchiesta del Cise in cui il 60% degli intervistati si dice d’accordo con la parità di diritti per le coppie omosessuali, meno del 30% si dichiara favorevole ai finanziamenti alle scuole private o ai tagli delle tasse che comportino tagli al welfare. Solo il 40% è pronto a dare alle imprese più libertà di «assumere e licenziare».
Vuol dire che il paese è più di sinistra? No, vuol dire che il «centro» della politica italiana sono le persone che pensano queste cose. In conclusione, tutto si tiene: coalizione, mobilitazione e programmi sono basati sulla scelta di quale parte della società vogliamo rappresentare. Comunque vada, con qualunque sistema elettorale, le forze del centrosinistra vogliono costruire con queste italiane e questi italiani un’alternativa all’ultimo ventennio?
*Italia2013.org
La diversita’ di Landini e’ la nostra! .. grida un fiero Grassi!
Domanda?
Avremo potuto dire
La diversita’ di Ferrero e’ la nostra?
Sicuramente dobbiamo essere diversi dai nuovi stalinisti ….
Io mi accontenterei di gridare che la diversità di Grassi è la nostra…
Landini è un’scritto di SEL
A Taranto accordo tra Udc e centrosinistra.
Favorevole il Pdci,a parole contrario il Prc.
Come finira’?
Vi ricordo che il Pdci ha un assessore nella giunta provinciale e il Prc e’ comunque in maggioranza.
Ovviamente anche alla provincia c”
Avete letto questo appello? http://www.soggettopoliticonuovo.it/ Credo sia impossibile non interloquire con questi intellettuali e compagni.
Per quanto questo manifesto abbia anche tratti impolitici coglie sicuramente un bisogno di partecipazione e agire politico nuovo.
Esiste uno spazio politico immenso a sinistra , anche per l’inettitudine dell’attuale sinistra politica e dei suoi dirigenti.
Credo pero’ che esista ancora la possibilita’ di non finire stritolati e di non lasciare andare verso una deriva antipolitica i temi del benecomunismo.
Adesso pero’ che Fds e Vendola si diano una mossa.
A me sembra chiaro che il quasi accordo sulla legge elettorale chiarisca che di fronte a noi sta una riedizione del governo Monti in salsa politica con Casini al Quirinale.
Fuori da questo schema l’esigenza di una forza unica della sinistra , con un suo quotidiano e una sua cultura.
La fine del tempo indeterminato dopo la modifica dell’art. 18
di Piergiorgio Desantis, giuslavorista
http://www.marx21.it/italia/sindacato-e-lavoro/1332-la-fine-del-tempo-indeterminato-dopo-la-modifica-dellart-18.html
E’ giusto e corretto vedere anche i dettagli della proposta i nuova legge elettorale, tuttavia chi fa politica non da ieri è meglio non faccia il furbo: Di Pietro e Vendola (e non solo, anche alcuni dirigenti della Fds, trane i dirigenti del Prc) hanno già sparato a zero contro le ipotesi che circolano, solo perchè sono preoccupati perchè una legge elettorale non più bipolare romperebbe definitivamente il cordone ombelicale che hanno col Pd e le loro posizioni moderate di accordo elettorale col Pd alle prossime elezioni, e li costringerebbe a mettersi in gioco in una ampia alleanza di sinistra pienamente autonoma dal Pd e dalla socialdemocrazia, come avviene in tutti i paesi della Ue. Sarebbe meglio dirlo chiaramente invece di apparire strumentalmente i più polemici contro il Pd. In realtà sono i più vicini e dipendenti dal Pd. Io non mi accontento del diritto di tribuna, ma piuttosto il diritto di tribuna all’esclusione dal Parlamento che ci ha portato la partecipazione al governo Prodi. Meglio pochi parlamentari che aiutano a costruire l’opposizione di sinistra piuttosto che sogni ad occhi aperti (senza neanche un parlamentare) sull’ingresso in nuovi governi. Ancora ! Sic !
Condivido pienamente.
Un solo appunto:
“un’ampia alleanza di sinistra pienamente autonoma dal Pd e dalla socialdemocrazia, come avviene in tutti i paesi della Ue” che realizzi un’opposizione più efficace e credibile al governo Monti secondo me ha buonissime possibilità di superare lo sbarramento al 4/5%!
Credo che, forse, bisognerebbe vedere un pò di più del merito per esprimersi sulla ipotesi di legge elettorale di cui leggiamo oggi sulla stampa. Peraltro la cosa non mi sembra così scontata ( discussione nelle commissioni di Camera e Senato, ostruzionismi, fasi politiche che cambiano, etc. ) starei un pò a vedere prima di esprimerci compiutamente.Le prime dichiarazioni venute dal nostro ambiente, pur diverse tra loro, mi sembrano improntate alla stessa esigenza. Quella di misurare le possibili novità sostanzialmente in base ai propri interessi di parte. Non che sia in se sbagliato ma in politica occorre sempre essere capaci, almeno provarci, di collegare la propria parte con l’interesse generale. Chi nella Fds guarda di più alla prospettiva di una coalizione di centro sinistra è più critico perchè vede la possibilità di essere ridimensionato in un certo potere di condizionamento ( non a caso mi sembra questo anche l’atteggiamento di Di Pietro ). Altri, mi pare anche Ferrero, che pensano ad una maggiore autonomia rispetto al centro sinistra e al Partito Democratico, e meno interessati al governo e più al diritto di tribuna, sperano di trovare nella nuova legge un aiuto a questa prospettiva. In entrambi i casi mi pare che, però, emerga la debolezza nostra e la nostra inessenzialità rispetto a quanto succede nella politica e nel Paese.Forse resta questo il nodo vero su cui riflettere piuttosto che fare dichiarazioni ( speranzose o risentite ) sulla ipotesi di legge elettorale. Se fossimo ancora un fenomeno culturale e sociale autentico ci chiederemmo se le cose lette aiutano L’Italia,prospettano un equilibrio democratico accettabile, danno risposta, almeno in parte, alla crisi drammatica di legittimazione della politica e dei partiti, se aiutano la partecipazione dei cittadini e la ricomposizione di corpi democratici intermedi. E leggeremmo il sistema elettorale ipotizzato in combinato disposto con le altre misure di modifica istituzionale ( riduzione numero parlamentari, abolizione del bicameralismo perfetto etc, ). Purtroppo mi sembra che non abbiamo più questa capacità e questa passione. Se il quadro è questo è chiaro che nessuna legge elettorale serve a salvarci. Ci vuole un altro progetto politico, lo sto ripetendo ormai fino alla noia. Un progetto politico che più che solo a un gruppo ristretto o ad una bandiera miri a ridare vita, in una politica finalmente più ampia e di massa (rimettendoli nel gorgo ), a quelle centinaia di quadri intermedi che esistono sui territori e che in una ricerca politica nuova possono ridare un senso alla loro passione militante ed anche riprendere in mano le proprie, in molti casi, mortificate biografie individuali. Posso sbagliare ( e certo per la stragrande maggioranza di Prc e Fds mi sbaglio, visto che non ce ne sono tanti che concordano ) ma per me questa è la strada. Il resto mi sembrano dispute sul nulla.
Dichiarazione di vendola sulla legge elettorale:
«Credo che
si stia programmando la blindatura di un pezzo della casta». Il leader di Sel, Nichi Vendola, commenta così la riforma della legge elettorale alla quale si sta lavorando.
«Per quello che si legge siamo alla riforma del gattopardo - dice a Napoli -. Ha una modalità assolutamente infame di prevedere il trionfo del trasformismo nel futuro della politica italiana. Perché saltare a piè pari il tema del vincolo di coalizione significa offrire al ceto dei traghettatori che sono sempre in movimento e in genere vincono sempre chiunque vinca, un potere notevole».
«Si sta immaginando che a fronte della difficoltà dei grandi partiti, che sono difficoltà legate al consenso e al radicamento – ha sottolineato – basta semplicemente far scomparire un pezzo del pluralismo».
Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, il leader di Sel, Nichi Vendola, promette una «reazione durissima, innanzitutto contro il Pd».
«Spero che quello che si legge sui giornali sia il frutto di una comunicazione ebbra e involontariamente comica – ha detto Vendola a Napoli – perché altrimenti la reazione sarebbe durissima, innanzitutto contro il Pd».
«I danni che sono stati finora prodotti e che hanno portato a costruire un Parlamento segnato dall’antropologia degli Scilipoti sono destinati a essere notevolmente peggiorati», ha aggiunto.
Ed ecco anche Diliberto!
Legge elettorale, arma di distrazione di massa
Cicchitto chiama e Monti risponde, anche a costo di perdersi gli elogi di Obama. Il Pdl punta i piedi sulla legge anticorruzione e Monti scatta sull’attenti. Perché a Berlusconi e al Pdl non si può mai dire di no. Un film già visto. Tassisti, avvocati, professionisti non si toccano. Di Rai non si discute.
“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”: l’ha detto Berlusconi, Monti si allinea.
Invece, sull’articolo 18 il governo decide di andare allo scontro ignorando le richieste del Pd. E sugli esodati, muro contro muro.
Però, mentre i sindacati convocano uno sciopero unitario sulle pensioni per il 13 aprile e la Cgil giustamente dichiara battaglia sull’articolo 18, il vertice ABC si riunisce per discutere di legge elettorale. Incredibile, il Governo massacra i lavoratori e i segretari dei partiti di maggioranza si riuniscono sulla legge elettorale.
Due le ipotesi: parlano di legge elettorale (una pessima ipotesi, che non elimina alcuna delle nefandezze del porcellum) per sviare l’attenzione dalla riforma del lavoro (si avvicinano le elezioni amministrative…).
Oppure, il quadro politico sta diventando così ingarbugliato che il Pdl e il Pd spingono per assicurarsi una legge elettorale a loro favorevole, succeda quel che succeda.
In ogni caso, da un lato c’è il tentativo del Governo di fare di tutto per distrarre l’opinione pubblica dalla questione enorme dell’eliminazione dell’articolo 18 (e per fare questo va bene anche creare un caso assurdo su una maglietta…) e dall’altro c’è il tentativo dei partiti di maggioranza di costruirsi un quadro elettorale per salvarsi dalla crisi di consensi che stanno subendo e di auto-garantirsi per il futuro. Il centrosinistra, invece, dovrebbe essere unito e avere il coraggio di sparigliare le carte e uscire da questo pantano. Questo Parlamento di nominati non può modificare la Costituzione e fare un gioco di prestigio sulla legge elettorale. Questo Governo di tecnici ha esaurito, nel peggiore dei modi, la sua missione sullo “spread” e non ha il mandato per fare riforme sulla pelle dei lavoratori.
Abbiamo una sola possibilità democratica: andare a votare subito. Gli elettori votino quella coalizione e quei partiti di cui condividono le proposte su articolo 18, lavoro, legge elettorale e riforme della Costituzione. Chi vince realizza il suo programma. La democrazia funziona così.
Credo proprio che non andremo a votare con il Porcellum.
Invece di attardarsi in inutili commenti sarebbe più utile attrezzarsi al nuovo quadro politico costruendo una opposizione più efficace e credibile al governo Monti.
Occupyamo Piazza Affari
Manifestazione nazionale
sabato 31 marzo, Milano
http://www.nodebito.it/index.php/News/31-marzo-le-prime-adesioni.html
Occupiamo Piazza Affari
Manifestazione nazionale
Milano, sabato 31 marzo
http://www.nodebito.it/index.php/News/31-marzo-le-prime-adesioni.html
In un post precedente Grassi aveva sollecitato una riflessione sulla FdS perchè le cose non funzionano… Da quel che si vede leggendo questi 3 commenti non aveva tutti i torti!
PAOLO FERRERO:
Nel post precedente ho fatto un commento prudente sulla proposta di riforma elettorale e i commenti sono stati critici. Allora voglio dire fino in fondo cosa penso. Se fanno una riforma elettorale come quella annunciata questo è un colpo pesantissimo al bipolarismo e se lo fanno io stappo lo spumante. Loro lo fanno per le loro ragioni, che sono la ricerca di avere un governo che si componga sempre con il centro, lasciando fuori dal governo le ali. Ma la mia riflessione è strategica: il bipolarismo è servito a distruggere la sinistra, sempre messa alle strette tra fare accordi contro natura o andare da soli ed essere considerati amici di Berlusconi. Viceversa, il PCI è cresciuto in un sistema proporzionale (come la Linke in Germania) e ha inciso sulla storia d’Italia dall’opposizione molto di più di noi quando siamo stati al governo. Io penso che il sistema – tendenzialmente – proporzionale è il contesto migliore in cui oggi si può ricostruire una sinistra degna di questo nome in Italia, che accumuli forze e che non sia continuamente messa in contraddizione tra le proprie proposte e la propria collocazione elettorale. Capisco il sospetto verso ABC ma come sappiamo anche un orologio fermo due volte al giorno segna l’ora giusta: tra questa ipotesi di riforma e il mantenimento del bipolarismo coatto io spingo per questa riforma 1, 10, 100, 1000 volte, perché il superamento del bipolarismo è un punto decisivo per ricostruire la sinistra di classe del nostro paese.
ORAZIO LICANDRO:
Dopo il Porcellum si accingono a una grandissima porcata. La nuova legge elettorale sarebbe una maialata senza pari nella storia della Repubblica. I tre partiti terrorizzati dalle conseguenze del governo Monti sui loro elettorati studiano come spartirsi il futuro Parlamento: altro che moralizzazione delle istituzioni, altro che scelta dei cittadini…
CESARE SALVI:
Una brutta proposta di legge elettorale, quella emersa dal vertice “A B C”.
Per ripristinare un rapporto positivo tra cittadini e politca serve una legge elettorale chiara, semplice nel suo fondamento, evidente nella ragione che ne è alla base. Se deve essere proporzionale, che proporzionale sia. Siamo invece davanti a un guazzabuglio che mescola in modo confuso proporzionale, sbarramenti di vario tipo, premi di maggioranza e di minoranza, collegi uninominali e liste bloccate, Germania e Spagna, con la ciliegina dell’indicazione di un premier, come nei sistemi presidenziali (ma che poi – quasi sicuramente – non sarà lui).
Infatti, la seconda ragione di critica è politica. Questa legge ha un solo esito e una sola spiegazione possibile: continuare la grande coalizione, con Monti o chi per lui. Basta un pò di matematica …
Infine, il sistema favorisce – oltre ai due maggiori partiti – la Lega e la frantumazione localistica dei partiti, già evidente nel Sud, a danno dell’unità nazionale.
Bel capolavoro !
Le anticipazioni sull’accordo raggiunto da PD, PDL e Terzo polo sulla nuova legge elettorale sembrerebbero mettere definitivamente in soffitta lo scandaloso sistema bipolare maggioritario e da questo punto di vista non si può che concordare con il commento di Paolo Ferrero.
Se poi Licandro e Salvi (e forse Grassi?) non sono daccordo con questo risultato lo esplicitino con maggiore chiarezza…
Leggo di un Grassi che su FB e’ esterofilo …
continua ad entusiasmarsi per Melenchon.
Ora l’ex-senatore socialista otterra’ un buon risultato certamente al 1 turno francese e fara’ splendere di luce riflessa il vecchio e stanco Pcf francese.
Ma quanto durera’?
Lo spazio di qualche giorno,dalla domenica sera delle presidenziali a meta’ settimana dopo.
Dopo cosa accadra’?
Che si rivolgera’ al suo elettorato(in gran parte non proveniente dal Pcf e che non l’hai mai votato)e chiedera’ di votare Hollande.
Al di la’ di come poi finira’ il 2Turno chiedo a Grassi …
ma le vere elezioni,quelle che contano,cioe’ le legislative … come finiranno?
Vi ricordate i casi di Le Pen,Bayrou e Besancenot alle scorse presidenziali? …. benissimo al 1Turno delle presidenziali,perche’ erano candidati molto mediatici … poi sparivano al 1 e 2 turno delle politiche.
Ora certamente il Fdg non sparira’ al 1 e 2turno delle politiche ma scommettiamo che dal 10/12% che prendera’ alle presidenziali passera’ ad un 7/8%(con non piu’ di un 25/30 seggi)alle politiche?
Ora con questo non voglio dire che va’ tutto male ma attenzione a prendere un dato estero e pensare di farlo come esempio per noi.
E’ tornato il pagliaccio Ferdinando con le sue sublimi cazzate,poveretto ma da dove salta fuori questo coglionazzo? Ferdinando va a cagher….
Grassi dovresti essere molto orgoglioso del tuo blog … tanti commenti certo ma …. ma sostanzialmente divisi in 3 categorie …
Chi cerca di scrivere qualcosa di proprio pugno(oltre ovviamente alle riflessioni di Nocera,Masella e altri)
Chi fa’ copia e incolla senza ne’ arte ne’ parte …
e chi insulta …
Davvero tutto bello e interessante … io,saro’ un inguaribile ottimista … ma qualche risposta nel merito l’aspetto sempre!
Il discorso si adatta benissimo al caso Vendola, fenomeno totalmente mediatico.
E’ probabile che l’immaginifico Nikita alla prova reale delle elezioni non sia in grado neanche di superare un eventuale sbarramento al 4%. Non che mi faccia particolarmente piacere, ma attenzione a prendere troppo sul serio sondaggi decisamente poco credibili ed in tutta evidenza pilotati.
Difendere il popolo siriano
di Angelo Alves
Angelo Alves è membro della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1348-difendere-il-popolo-siriano.html
Davvero, meno male che ci sono la la Fiom e Landini.
Non e’ certo compito di un sindacato, ma attorno a Landini si potrebbe provare a unire una sinistra degna di questo nome.
E’ vero. Landini sarà pure iscritto a Sel, ma questa appartenenza non si nota molto. Nel senso che sembra davvero un “vero” compagno di sinistra… non che gli altri siano finti… sono un tantino blandi…
bella questa! …”non si nota che e’ iscritto a Sel,insomma sembra un vero compagno di sinistra”
mamma mia quanto sei arretrato!
Accordo sulla legge elettorale con uno sbarramento al 4/5% e un diritto di trinuna(12/18 seggi)per i partiti che non superano il quorum.
Se accade in Spagna, in Francia, in Germania, in Portogallo, in Grecia…. può essere possibile anche in Italia. Lavoriamoci!
—-
Questo scrive Claudio Grassi.
La cosa mi suscita un po’ di tenerezza,rassegnazione e rabbia.Spiego meglio.
Allora
1)Cosa accade esattamente in Francia,Germania,Portogallo e Gracia?
a)In Portogallo a sinistra del Ps esistono 2 sinistre.
Il Blocco di sinistra(ex-comunisti/socialisti di sinistra),che ha dimezzato i voti alle scorse elezioni,e poi c’e’ la CDU(comunisti con un diritto di tribuna ai Verdi)che nonostante il dimezzamento dei “cugini” del “Blocco” e il -8% del Ps non hanno guadagnato nulla,fermi al 7,9% delle scorse elezioni solo grazie alla diminuzione dei votanti.
Tradotto in soldoni,chi dicevano di rappresentare non li ha votati.Cosa ci sia da copiare dal Portogallo e’ difficile da capire.
Di cosa e’ felice Grassi?
b)In Germania la Linke dopo il portentoso 11,9% delle elezioni del 2009 e’ … al punto di partenza anzi peggio!
Da piu’ di un anno in tutte le elezioni di Lander(nella Saar la Linke ha perso 1/4 del suo elettorato,tutto andato di nuovo in Spd)arretra e di tanto.Subisce la(seppur piccola)svolta a sinistra della Spd,il protagonismo dei “Grunen” e l’avanzata dei “Pirati” e le prospettive per il futuro sono pessimi.
Non ha alcun possibilita’ di incidire per la formazioni di governi di “sinistra”(Spd-Linke ma anche Spd-Grunen-Linke,persino piu’ probabile un Spd-Piraten-Grunen)e questo costera’ tantissimo nel proseguio.
Ultima nota,per i sondaggi(e in Germania non sbagliano eh!)e’ ad un livello da pre unione Pds-Wasg(sull’8%). Insomma i delusi della Spd(che furono il valore aggiunto delle elezioni 2009)ritornano a “casa-Spd”.
Di cosa e’ felice Grassi?
c)Grecia … e qui’ Grassi compie un capolavoro!
Ci lamentiamo che in Italia la sinistra e’ divisa,litigiosa e blablabla?
Semplice basta invocare per la sinistra italiana il modello Greco e il gioco e’ fatto!
In Grecia,a sinistra del Pasok,abbiamo la bellezza di 4 formazioni divise tra loro,litigiose,settarie persino peggio dell’Italia!
Kke,Syriza,Sinistra Democratica e i Verdi … 4 formazioni con nessua prospettiva di fare una lista unitaria.
Quale e’ il modello di Grassi?
I Verdi immagino di no,la Sinistra Democratica?Anche qui’ credo di no.
Allora i comunisti del Kke?Ma no,sono settari,ortodossi e gia’ da ora sono indisponibili a qualsiasi alleanza con le altre formazioni di sinistra.
La Syriza?Beh forse si’.
Pero’ l’avete detto a Grassi che la Syriza nasce da una scissione del Kke?Che non sono piu’ comunisti e che sono disponibili ad una alleanza di governo?(vi ricorda qualcuno?)
E caro Grassi troppo semplice dire che le sinistre di quel paese X sono un modello perche’ prendono piu’ del Prc(capirai l’impresa).
d)La Francia,cioe’ il Fdg …. e qui’ casca l’asino!
Perche’ il Fdg e’ un esempio?Perche’ e’ bello forte nei sondaggi.Perche’?
Perche’ ha un leader mediaticamente pesante(eh caro Grassi i “leader” contano eccome!),un ex-senatore socialista che ha fondato il suo Parti de Gauche,che si e’ alleato con un morente Pcf.
Il Fdg non e’ un Pcf mascherato come la Federazione della Sinistra che e’ un semplice mascherare l’unione di 2 partiti comunisti.
Pero’ Grassi nonostante queste cose(che lui sa’ ovviamente)prende a modello il Fdg.Allora mi chiedo,c’e’ una pesante svolta e non dice nulla?
Grassi e’ disponibile a fare una alleanza con Sel,mettere da parte il simbolo “Falce e Martello”(come ha fatto il Pcf che ha messo da parte la sigla “Pcf”)e sostenere come leader Vendola?!Ma questa e’ una notizia!
Da aggiungere che in Portogallo le 2 sinistre sono divise peggio che in Italia.
Con i Comunisti che in modo settario rinunciano ad ogni tipo di alleanza con il B.E.
Potrei replicare punto per punto alla geografia che tu costruisci paese per paese dei vari partiti comunisti e di sinistra. Io volevo dire una cosa più semplice, che va al di la delle differenze che ben conosco. In tutta Europa la sinistra comunista o di alternativa occupa uno spazio elettorale e di rappresentanza di tutto rispetto. Se è possibile in quei paesi penso che sia possibile anche in Italia. Tutto qui. Qui sotto ti allego una riflessione di Roberto Musacchio che mi pare dica le stesse cose che dico io. Ciao
Europa: torna la sinistra radicale?
Di Roberto Musacchio
Naturalmente è presto per dirlo, ma quella sinistra radicale, a sinistra del Partito socialista europeo insomma, che molti davano per morta, torna a dare segnali di vita. Se un indizio non basta, più indizi cominciano a essere una prova, dice il detto popolare. E questi indizi cominciano ad esserci. Da ultimo nella tornata elettorale in Spagna che ha visto andare alle urne due regioni, e cioè l’Andalusia e le Asturie. In particolare l’Andalusia era l’ultima amministrazione ancora in mano ai socialisti e che sembrava destinata ad essere espugnata dalla marea montante del Partito Popolare di Mariano Rajoy. Invece non è andata così e i popolari pur crescendo e superando i socialisti ( che perdono ma non franano in una regione in cui governano da tantissimo ed anche con una certa stanchezza ) non ottengono i voti necessari ad esprimere una maggioranza assoluta. Maggioranza che invece si raggiunge sommando al Psoe i voti presi da Izquierda Unida, la coalizione di sinistra con dentro il Partito comunista, che passa dal 7% all’11.3% continuando il buon trend che la aveva vista praticamente raddoppiare le percentuali alle recenti politiche, quelle del trionfo popolare e della fine di Zapatero. Sono voti decisivi ad impedire il governo ai popolari. Anche se non è certo che si arrivi ad un bipartito rosso-rosso, in quanto le differenze ereditate dallo zapaterismo sono ancora marcate e Izquierda potrebbe preferire un appoggio esterno. Il risultato della Asturie conferma il buon andamento di Izquierda, che raggiunge il 13,78% in una terra dove è tradizionalmente forte. Bene i socialisti, primo partito anche per una scissione dei Popolari che porta all’affermazione di una lista di centrodestra autonomista i cui voti, se sommati ai popolari, danno la maggioranza. Vedremo. Aumentano i consensi dunque per la sinistra radicale e sono voti che corrispondono a una stagione di movimento, quella degli indignados, che naturalmente si muovono in totale autonomia, al punto di essere “accusati “ di indifferenza al quadro politico, ma che incidono nella coscienza sociale del Paese. Stagione di movimento che si è fatta prorompente dopo l’approvazione da parte del governo delle nuove misure sul mercato del lavoro, assolutamente iperliberiste. Proprio in questi giorni si tiene un nuovo sciopero generale, indetto dai sindacati, che si preannuncia grandissimo.
Se cambiamo scenario ed andiamo in Germania troviamo il voto espresso in questi giorni nella Saar, che ha visto una rimonta della Spd, che torna a valicare il 30% recuperando parte dei voti persi la scorsa tornata quando fu punita per la sua partecipazione alla grande coalizione federale, ma non in maniera sufficiente a superare, come sperato, la Cdu che è prima col 34%. Vero che la Linke perde 5 punti, rispetto ad un record difficilmente ripetibile, ma vero anche che rimane al 16%, la cifra più alta in un land dell’Ovest e che ottiene non a caso in casa di Lafontine. Ma questo calo corrisponde ad una affermazione, anche qui dopo Berlino qualche mese fa, della lista dei Pirati, che superano il 7% e indicano un malessere politico molto forte che si orienta verso posizioni radicali. I risultati consentirebbero un governo imperniato sul rosso-rosso, magari con la presenza di verdi, al 5%, e pirati. Ma la Spd dice no perché la Linke è contro il pareggio di bilancio in costituzione! Non è dunque a caso che la soluzione più probabile sarà anche qui una nuova coalizione Cdu- Spd e che di questa stessa soluzione si parli ormai apertamente per il governo federale. La linke, per proprio conto, non è nei suoi migliori momenti ma tiene ormai stabilmente una presenza politica nazionale che si vede quando è la forza che si oppone a quella austerità che in Germania è divenuta una ossessione e presenta una candidata alternativa alla presidenza della Repubblica.
Sono temi che troverebbero ben altro ascolto in Francia, dove non si è ancora votato ma la Campagna per le Presidenziali è attraversata dal fenomeno, inaspettato, di Melanchon e del Front de Gauche. Il leader che fu socialista, prima di uscire dal Psf e dare vita a quel Partì de Gauche, alleato del Pcf e membro del Partito della Sinistra Europea, che vola nei sondaggi addirittura fino al 14%. Soprattutto vola nelle piazze, con i 100 mila della Bastiglia di qualche giorno fa; e vola nei temi imposti alla campagna elettorale e allo stesso Hollande. Temi che si avvalgono di una tradizionale propensione francese ad una cultura di resistenza repubblicana ma che si innervano di una nuova critica all’Europa dell’austerità. Una presenza dunque che può condizionare fortemente l’esito elettorale ed anche il futuro politico.
Se poi andiamo in Grecia, dove tutto è durissimo, le tre forze della sinistra a sinistra del Partito socialista, sommate sfiorano nei sondaggi il 40%, mentre i socialisti sono sotto il 10. Naturalmente, non si sommeranno, tante sono le divisioni, in particolare con quel KKE di comunisti ortodossi che “ non si mischia “. Ma le altre due forze, Siriza e sinistra democratica, che insieme valgono tra il 20% e il 30% nei sondaggi, potrebbero fare un buon lavoro nelle elezioni che, si spera, sono prossime.
Un quadro quello che ho fatto che dovrebbe dire qualcosa anche in Italia. Ad esempio, che si ripropone il tema di una relazione tra forze moderate e radicali che chiede ad entrambe un processo di confronto e di innovazione profonda. Assurdo negarsi l’un l’altra e assurdo considerarsi autosufficienti. La sconfitta che stiamo vivendo così pesantemente è figlia anche di questa incapacità di fondo. Che pesa anche sul presente, come ad esempio in Germania. Per chi, come me, si sente parte di quel progetto del Partito della sinistra europea che provò ad anticipare i tempi di quella dimensione europea della politica, che ora si è dispiegata, e di confermare un punto di vista radicale come chiave di lettura ancora più necessaria oggi, il tema dell’attraversamento dei confini è assolutamente centrale. Ed è l’esatto opposto del rinchiudersi in uno di questi, magari limitandosi a cambiare recinto. Il tema vero, d’altronde poi, è la morte della democrazia che stiamo vivendo in Europa e la incapacità delle sinistre di contrastarla. Di questo ci parlano quei movimenti che, essi si, stanno provando ad andare oltre frontiere e recinti per reinventarsi una possibilità di alternativa. Senza di essi difficile pensare ad un futuro diverso.
Io mi rallegro dell’avanzata di tutte le forze di sinistra alternativa in Europa. Mi entusiasmano i songdaggi che danno Melenchon (sostenuto dai comunisti) a percentuali più che soddosfacenti. Sono contento per il risultato spagnolo. E noto con soddisfazione che la Linke in Germania tiene più che bene. Mi aspetterei da Musacchio altrettanta soddisfazione per la possibile avanzata del KKE nel contesto di una generale avanzata della sinistra e per la presenza in Portogallo di un partito comunista con circa il 10% dei consensi. O siamo alle solite, per cui ci si rallegra solo per quelli che ti sembrano più affini?
Ferdinando tu invece fai pena…..la tua analisi è demenziale,il tuo anticomunismo è viscerale….lascia perdere la politica che non è per te….poveraccio.
Editoriale newsletter di Marx21.it
http://www.marx21.it/component/content/article/40-newsletter/1331-editoriale-newsletter-n3-del-26-marzo-2012.html
commissariata la federazione di milano?
chi sa qualcosa di più??
è morto vendola….sapete qualcosa?
Libia, l’aurora che non arriva
di Ren Yaqiu, “Quotidiano del Popolo”
http://www.marx21.it/internazionale/medio-oriente-e-nord-africa/1326-libia-laurora-che-non-arriva.html
Elezioni presidenziali in Venezuela: la cinica ignoranza dei media
di Luis Carapinha, da “Avante”
http://www.marx21.it/internazionale/america-latina-e-caraibi/1322-elezioni-presidenziali-in-venezuela-la-cinica-ignoranza-dei-media.html
Occupiamo Piazza Affari
Manifestazione nazionale
Milano, sabato 31 marzo
http://www.paoloferrero.it/2012/?p=5423
Difficile, almeno per me, trovare una spiegazione logica nel risultato elettorale in Germania nel land della Saar. A destra la Cdu cresce e i liberali crollano e fino a qui niente di strano. A sinistra però cresce la Spd di 6 punti e cala Linke di 5 ( pur conseguendo un importante risultato, il 16%). Anche i verdi calano. Sufficiente per spiegare tutto questo risultato l’exploit dei Piraten all’8%? Non credo, forse dobbiamo scavare un po’ di più.
—–
Questo scrive Grassi.
Io do’ la mia risposta.
1)La Spd cresce(ed e’ cresciuta in tutte le elezioni)perche’ il suo momento peggiore e’ evidentemente passato.Ha avuto una sua piccola ri-svolta a sinistra(dopo lo “Schroderismo”),certo una svolta meno “a sinistra” dei “cugini” del PS francese,ma pur sempre svolta.
2)Perche’ la Linke da piu’ di un anno e’ in fase calante?
Semplice,nel 2009 dopo il 12% delle politiche.aveva suscitato la speranza di poter “costringere” Spd e Grunen di creare una coalizione di “Sinistra Pluarale”.
Invece?
Invece non e’ successo!Perche’?
Spd e Grunen una “convenzio ad escludendum” in piu’ di qualche Lander l’hanno creata,a questo pero’ va’ aggiunto che in tante occasione e’ stata la Linke ad autoescludersi(ricordiamoci che Linke e’ ancora divisi tra i filo-Spd per andare al governo e i contrari).
Tradotto banalmente,da tempo la Linke si candida sempre e solo per fare l’opposizione.Ed e’ evidente che in questa fase i lavoratori,studenti,precari e ecc. vogliono cambiamenti.
E di facili slogan da opposizione perenne non sanno che farsene.
…. e questo e’ un fatto/processo che dovrebbe essere bene a mente a molti dirigenti del Prc.
http://www.repubblica.it/esteri/2012/03/26/news/spagna_andalusia_elezioni-32205805/
Appunto …. esattamente quello che sostengo io.
In Spagna,Andalusia e Asturie,IU e’ andata bene perche’ in partenza gli elettori saoevano che nel caso di maggioranza possibile,ci sarebbe stata una allaenaza Psoe-Iu,l’esatto contrario di quello che accade in Germania.Dove gli elettori sanno a priori che Linke non fara’ alleanze con Spd.
Hai sempre ragione tu… ma chi sei, Nikita Vendola?
“A livello locale la soluzione, già ipotizzata in campagna elettorale, sarà una grosse Koalition tra cristiano democratici e Spd, guidata dalla governatrice uscente Kramp-Karrenbauer. I socialdemocratici già prima del voto avevano escluso ogni possibile alleanza a sinistra con la Linke”
http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/03/26/germania_voto_saarland_partito_pirati.html
Non mi sembra il caso della Saar: a risultato elettorale acquisito la Linke rimprovera alla SPD di non voler creare le condizioni di una alleanza a sinistra pur essendo rimasta la Linke, malgrado la notevole perdita, il terzo partito della regione. Comunque tra Linke, Verdi e Pirati l’area a sinistra della SPD è ancora intatta a più del 28%. Magari fosse così anche in Italia!
magari… ma per fare cosa? ovviamente fare opposizione… farsi votare per fare opposizione. mah contenti voi…
Qui si sta parlando della Linke. Leggi bene la mia risposta ed evita di mettermi in bocca il contrario di ciò che ho detto.
Certo, governa con Monti ! Ancora con sto governo ! Non t’è bastata la debacle della sinistra col governo Prodi !
Toh, invece in Grecia il Kke, partito della totale opposizione non solo al governo ma finanche al capitalismo, cresce. Chissà com’è ! La volete smettere di trasformare tutte le volte una singola elezione in un principio generale, senza vedere nella concretezza caso per caso ?
Miserie passate, presenti e future del paese Italia
di Pasquale Cicalese
http://www.marx21.it/italia/economia/1315-miserie-passate-presenti-e-future-del-paese-italia.html
Cosa ha spinto Grassi ad affermare che la “diversità” di Landini è la sua diversità? La risposta è una sola: il riconoscimento della diversità di Grassi può avvenire solo attraverso l’assimilazione con quella di Landini. In altri termini un partito politico, il Prc, è costretto alla omologazione con la più grande organizzazione sociale di opposizione, la Fiom, per avere un poco di visibilità. Eppure dovrebbe essere esattamente il contrario, nel senso che il Prc dovrebbe dare rappresentanza politica alla Fiom. E’ tutta qui la crisi strutturale della sinistra di alternativa italiana. Il Prc e la FdS sono ai margini del panorama politico. Secondo me si può tentare di uscire da questo angolo nella misura in cui si ragiona di sinistra senza se e senza ma, ovvero senza aggettivi, nell’ottica del socialismo europeo con l’obbiettivo della rappresentanza del mondo del lavoro e gaurdando anche con attenzione quello che succede nel PD soprattutto da parte di Orfini e Fassina.
“Secondo me si può tentare di uscire da questo angolo nella misura in cui si ragiona di sinistra senza se e senza ma, ovvero senza aggettivi, nell’ottica del socialismo europeo”
Il “Socialismo europeo” è una Sinistra senza se e senza ma e senza aggettivi?
Si rende conto l’autore della sciocchezza che ha scritto?
Il blog di Grassi consente a tutti di scrivere cretinate ma ci vorrebbe un po’ di senso della misura da parte di tutti.
Ad essere nell’angolo è proprio la Sinistra senza aggettivi, la sinistra nuovista priva di radici e di identità.
Tanto più che Landini era delegato all’ultimo Congresso di Sel.
w il capitalismo !
Se si facesse un referendum fra i soli imprenditori italiani se preferiscono l’abolizione dell’articolo 18 oppure che il governo agisca seriamente affinchè le banche finanzino gli investimenti delle imprese, la stragrande maggioranza degi imprenditori sceglierebbe questa seconda opzione. Ciò a dimostrazione che questo governo non solo non sta facendo proprio nulla per l’equità, come era abbastanza socntato nonostante le parole, ma in realtà non sta facendo nulla neppure per la ripresa economica dell’Italia, come molti si erano illusi puntando su un governo tecnico di economisti e professori. Anzi, a ben vedere il governo Monti sta facendo proprio tutto il contrario della ripresa, sta portando “tecnicamente” l’Italia in recessione e in svendita alle banche americane. E non è affatto vero che la crescita di nuove potenze industriali come i paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) rende inevitabile questo esito perchè – come dicono alcuni – saremmo perdenti nella concorrenza sul costo del lavoro. Dipende da cosa produciamo e da come lo produciamo, se sono produzioni di qualità, originali, se contengono alta innovazione e ricerca. I tedeschi vendono ai nuovi ricchi indiani, russi e cinesi (che sono miliardi), una marea di Mercedes, Audi, Wolksvagen, elettrodomestici di gran qualità, che i cinesi e gli indiani non sanno fare, anche se sono produzioni molto costose, senza quindi essere costretti ad abbassare i salari dei lavoratori tedeschi. Noi potremmo puntare (con una seria programmazione industriale pubblica) sulla produzione italiana di qualità dove siamo già più forti e originali (solo per fare un esempio, nel made in Italy dell’abbigliamento di moda) che i cinesi, russi e indiani non sanno fare e di cui vanno matti. Ma per fare ciò serve una forte politica pubblica di indirizzo e di programmazione, servono banche al servizio del paese e non viceversa. Invece il governo fa proprio il contrario. Aiuta le banche e privatizza e svende quel poco che è rimasto di pubblico. Questo governo non fa per niente l’interesse dell’Italia. Lo faceva persino di più il governo Berlusconi, con gli accordi commerciali ed energetici con Gheddafi e Putin. Ed è tutto dire ! Proprio per questo è stato sostituito da Monti, su spinta degli Usa attraverso Napolitano. Per non parlare del fatto che con una seria e decisa politica pubblica potremmo far diventare il nostro “bel paese” il più bello e attrezzato centro turistico del mediterraneo, aperto ai nuovi ricchi turisti russi, indiani, cinesi, sfruttando le straordinarie bellezze naturali e l’immenso patrimonio culturale, storico e artistico che abbiamo. Ma la prima cosa da fare sarebbe quella di costruire una moderna e forte rete trasportistica (ferrovie e aereoporti) da Roma in giù, invece che l’Alta Velocità in Val di Susa. Questa sarebbe la “grande opera” da fare per valorizzare la bellezza del nostro paese, per favorire il turismo e per rilanciare il Mezzogiorno. Tutta la logica vorrebbe ciò, ma non si fa perchè non c’è la volontà politica. Vogliono fare altro dell’Italia: una colonia economica degli Usa e una loro portaerei per la guerra permanente contro l’Africa e l’Asia.
a me non interessa che landini sia iscritto a sel oppure no mi permetto di affermare che si conporta diversamente da vendola,e se continua a comportarsi cosi mi sta bene e avra il mio appoggio per 2 motivi uno perche puo spostare compagni di sel su posizioni diverse da quelle di sel a su una serie di problemi che che in questo momento sono importantiper il paese 2)che in cgil riese anche con lauto dei compagni della fds a fare prendere posizioni diverse da come vorrebbe il pd tanto che per questi motivi il pd si sta spaccando e questo è un bene perche il pd non è più un partito di sinistra e di questo noi dobbiamo prenderne atto e appoggiando la fiom si puo riusire a non fare passare tutte le leggi anti operaie che monti vuole portare avanti
In queste ultime settimane si rinnovato a sinistra un confronto sul suo futuro anche se spesso è stato un dibattito tra sordi che conferma purtroppo la sua drammatica crisi, ma soprattutto che si è ancora lontani da uscire da questo stato di grande debolezza e divisioni in cui versa.
Provo a sintetizzarlo citando gli interventi e le iniziative più significative.
In Sel il dibattito è aspro. La rottura tra Vendola e Bertinotti e quel gruppo di compagni che a lui fa riferimento si è ormai consumata ed è del tutto evidente che la subalternità di Vendola alla deriva moderata del Pd non potrà che scavare un fossato sempre più ampio e profondo tra i due protagonisti del confronto, o meglio della contrapposizione. Per ora questa “diversità” è tenuta sotto controllo per precisa scelta di Bertinotti ma mi pare che sia destinata a esplodere in termini dirompenti, soprattutto se il Parlamento metterà mano a una iniqua “riforma del mercato del lavoro” abrogando tra l’altro l’articolo 18 e sarà capace di varare una nuova riforma elettorale basata su un accordo tra il Pd e il Polo di centro di Casini, proprio perché non c’è da parte di Vendola la volontà, almeno fino a oggi, di introdurre una modificazione profonda di linea, anzi, al contrario, il Governatore della Puglia va avanti per la sua strada con grande determinazione. D’altronde, l’eventuale ipotesi di adesione di Sel al Pse, qualora si realizzasse, renderebbe sempre meno effettiva la sua distinzione dal Pd.
Pure De Magistris è in campo e in modo autonomo dall’IdV a dimostrazione che tra lui e Di Pietro qualche problema di diversità di strategia c’è e non su aspetti secondari. La sua proposta, la più importante in ordine di tempo, lanciata con una intervista a “l’Unità, è di costituire per le prossime elezioni politiche una lista civica nazionale, capace di riunire – a partire dall’esperienza dei sindaci di sinistra – tutti coloro che sono stanchi dei vecchi partiti e vogliono “il cambiamento”. Per il Sindaco di Napoli si tratta di unire forze liberali, indignados e movimenti per beni comuni. Ho forse un po’ semplificato la sua proposta, ma la sostanza politica è questa. Fare operazioni però di questo tipo è complicato ma – qualora questa impresa politica si realizzasse – sicuramente creerebbe non pochi problemi alle altre forze di sinistra, in particolare all’Idv e a Sel.
Il dibattito inizia a farsi molto aspro anche nel Pd. Le dichiarazioni di Veltroni sull’art. 18 («non è un tabù») hanno suscitato una dura reazione tra altri esponenti del partito, a partire dal responsabile lavoro Fassina (secondo il quale è giusto andare alla manifestazione della FIOM) la cui ricaduta si è fatta sentire anche nella Cgil, con un attivismo fino a ieri inusuale del suo ex Segretario generale Epifani per ricercare nel Pd consensi e sostegno politico alla segreteria Camusso, la quale tra l’altro, nella affannosa ricerca di sponde e riferimenti politici (la Fiom di Landini li ha trovati soprattutto in Sel), ha anche scelto di consolidare i rapporti con la componente sindacale di Lavoro e Società e di aprire, tramite lo stesso Epifani, una interlocuzione con il Movimento partito per il lavoro. L’iniziativa che si è svolta in questi giorni a Firenze del Partito per il lavoro, ma fortemente sponsorizzata dalla Cgil Toscana, dove proprio Epifani è stato tra gli oratori, ha formalmente sancito questa convergenza, che sicuramente è guardata con simpatia non solo dalla maggioranza della Cgil ma anche dalla sinistra del Pd, forse anche dallo stesso Bersani, sempre più stretto nella morsa tra la destra del suo partito e Vendola.
In questo confronto anche “Il Manifesto” ha detto la sua. Dalle pagine del quotidiano comunista sono state avanzate analisi e proposte. Da Rossana Rossanda in primo luogo. In un articolo infatti ha sostenuto che sarebbe opportuno, per unire tutta la sinistra, accantonare la definizione di comunista. Alla sua proposta ha replicato prontamente, per conto dell’area “Essere Comunisti”, Alberto Burgio che ha espresso il suo netto dissenso (ecco nuovamente l’aspetto identitario). È seguito poi un articolo di Tronti di condivisione invece dell’impostazione di Rossanda. In particolare, oltre a concordare con le tesi di Rossanda, ha avanzato una importante proposta concreta: dare vita a un’unica forza politica «di sinistra» che abbia come simbolo una bandiera rossa senza aggiunte e come organo un unico giornale denominato «Sinistra». Principale compito di questo nuovo partito sarebbe quello di divenire il riferimento politico del mondo del lavoro stabilendo una interlocuzione forte con la Cgil. Superare insomma le antiche differenze e divisioni ideologiche tra comunisti e socialisti, tra ambientalisti e movimenti sociali e per il lavoro. Una proposta politica sicuramente affascinante, simile alla Linke che parte dall’idea che le differenze politiche tra la sinistra anticapitalistica sono se non proprio trascurabili superabili e che quelle ideologiche non hanno più ragione di esistere nel XXI secolo.
Il dibattito si è infine sviluppato via online. Diversi sono stati gli interventi che hanno ripreso i nodi strategici del confronto: Vito Nocera, Nicola Atalmi, Piero Di Siena che ha scritto un articolo dal significativo titolo “Perché il lavoro deve tornare a farsi partito” e infine Claudio Grassi. Quest’ultimo in un importante articolo uscito sul suo blog ha denunciato un impietoso stato della FdS e per la prima volta ha ammesso che si è trasformata in un semplice ”cartello elettorale”, o meglio che da semplice intesa elettorale tra i quattro soggetti politici, tra cui i due partiti comunisti in via di estinzione, non si è mai seriamente andati; insomma non si è lavorato per trasformarla in un nuovo soggetto politico. Una paralisi di attività e di iniziativa politica quindi della Fds preoccupante, dovuta proprio a questo limite, senza per altro cogliere che un “cartello elettorale” per vivere, per rappresentare un blocco elettorale significativo, per reggere ha bisogno non di meno politica, ma esattamente il contrario: di un supplemento maggiore di condivisione politica. Grassi abbandonando finalmente ogni residualità ideologica, l’identità comunista e la sacralità del Prc, si è posto l’obiettivo di come rilanciare la Fds, anzi addirittura parla di un <>, nell’ambito di una strategia volta a costruire una unità della sinistra più ampia, in
E’ interessante il ruolo determinante che, inconsapevolmente, questo ragionamento assegna alla FdS nell’ambito dell’attuale desolato panorama politico della sinistra.
Concordo.
Anche perchè la Sinistra Arcobaleno (a cui si richiamano, grosso modo, le esperienze di SEL,delle aree di dissenso all’interno del PRC, le proposte politiche di De Magistris, Rossanda e Tronti) alle ultime elezioni politiche ha preso il 3,1% dei consensi (sic!!!) e non mi sembra proprio il caso di riproporla.
Errare è umano, perseverare è diabolico
mi può urtare la cosa, ma riuscire a interloquire con le aree bertinotti e de magistris, mentre il Partito del Lavoro di Salvi e patta, nella fds, diventa punto di riferimento della Cgil… ma magari!!!! Vorrebbe dire essere l’unica sinistra a sinistra del Pd, vorrebbe dire prosciugare l’acqua dove nuotano vendola e di pietro….
Sia fatta la volontà della BCE
http://comunistamedio.blogspot.it/2012/03/sia-fatta-la-volonta-della-bce.html
Ricetta greca anche per l’Italia?
di Nadia Schavecher
http://www.marx21.it/italia/quadro-politico/1303-ricetta-greca-anche-per-litalia.html
Occupiamo Piazza Affari
Manifestazione nazionale
sabato 31 marzo, Milano
http://www.libera.tv/videos/2252/occupyamo-piazza-affari—no-debito—spot-video?______array
da lettore di “Repubblica” ho inviato,il 22.3,questa mail al mio giornale:
“il freno della Fiom e l’encomio di Landini”
Che dire, l’articolo di Pietro Ottone“Il freno della Fiom” consegue a mio sommesso avviso una stravagante eterogenesi dei fini. Il leader della Fiom, ancorato ad un sindacalismo d’anteguerra, non accetta la globalizzazione, il mondo com’è: dominato dalle leggi naturali della domanda,dell’offerta e del libero scambio. No, lui vorrebbe cambiarlo: “alcentro del suo universo campeggia il lavoratore (…) se il mondo in cui viviamo consente l’adempimento dei diritti di chi lavora, bene,se non lo consente, dobbiamo cambiare il mondo in cui viviamo”.
Quale migliore elogio per Landini. Se la mente umana avesse accettato il mondo com’è, la società sarebbe rimasta cristallizzata né,alfine,avrebbe generato il secolo dei lumi, così caro al fondatore di codesto giornale, il cui non trascurabile esito fu la proclamazione dei diritti dell’uomo.Stravagante, poi, il concetto di legge naturale quasi fosse apoditticamente cosa buona e giusta. Anche quella del più forte e’ una legge naturale per eccellenza, ma non e’ né buona né giusta,caro dr.Ottone.
Tutto ciò mi ricorda tanto “la teoria del destino manifesto” con cui gli yankee massacrarono gli indiani d’America. Mi viene in mente anche il famoso detto “ogni popolo ha il governo che si merita”. Ricollego questo alla manifestazione FIOM dove se fossimo stati in 5.000.000 piuttosto che in 50.000 probabilmente la modifica dell’art. 18 non sarebbe passata. E’ la presa di coscienza di un popolo che fa la differenza e che determina il proprio progresso. Ad oggi siamo molto lontani e l’unica proposta politica fattibile nell’immediato l’unità della sinistra.
Il rapporto tra capitale e lavoro non è dettato da alcuna legge naturale, ma è frutto di una costruzione sociale dettata da relazioni di potere. Questa affermazione, per quanto banale, dovrebbe costituire l’incipit per proporre una visione politica alternativa a cui ancorare il blocco sociale della sinistra.
Partiamo da ciò per lottare uniti, le divisioni sono sterili e fanno il gioco della classe dominante.
QUANTA RAGIONE HA LANDINI!
E INFATTI E’ ISCRITTO A SEL!
NOI TENIAMOCI INVECE CREMASCHI!
UN RIGO CARO GRASSI SU QUESTA VERITA’ DOVEVI SCRIVERLA!
Landini è segretario generale della FIOM e, in quanto tale, viene attaccato da Repubblica. Le sue scelte politiche non le giudico, così come non giudico quelle di Cremaschi che non mi risulta sia iscritto al Prc. Se imparassimo a discutere tra di noi anziché portare solo astio e rancore forse sarebbe meglio per tutti.
Quale SeL anonimo? Quella che si allea in Sicilia con Pd, Lombardo e mafiosi vari? Perchè devi sapere che, mentre la sinistra d’alternativa e quindi Prc e FdS si candidano in contrapposizione a Ferrandelli, quest’ultimo è sostenuto a spada tratta da Pd, SeL, Lombardo ed altri personaggi poco raccomandabili
che Landini è di SEL è un dato di fatto.
Embè?
Basta! Sembriamo i polli di Renzo!
cosa c’è che non va coi miei polli? sono un onesto allevatore e curo i miei animali con mangimi naturali e senza OGM. sciacquati la bocca prima di parlare!
Tu invece leggiti Manzoni, prima di parlare. Nenache quello hai letto. Oltre a curare i mangimi naturali frequenta qualche biblioteca oppure limitati a cercare nel motore di ricerca GOOGLE che cosa significa i “polli di Renzo”. Perchè altrimenti non ci arrivi.
complimenti per il tuo acume. che i comunisti abbiamo peso il distacco dalla realtà p cosa risaputa, ma che non abbiano più neanche un minimo di ironia è proprio preoccupante.
UN TENTATIVO DI VALUTAZIONE POLITICA SULLA POSIZIONE DELLA CGIL
Al di là del merito relativo all’esito della trattativa tra Governo e parti sociali al riguardo della legislazione afferente il mercato del lavoro, il cui esito può ben essere considerato come quello del superamento dello Statuto dei Lavoratori inteso come atto emblematico di un’intera stagione di lotte e di riforme, ormai definitivamente archiviata, appare necessaria una valutazione di tipo più propriamente politico, riferendoci alla posizione assunta dalla CGIL e resa ancor più forte dalla decisione del Comitato Direttivo di proclamare otto ore di sciopero generale.
Sul senso complessivo di questo confronto è già stato scritto ma mi permetto di ritornarci in modo molto sintetico: questa crisi (di cui non è il caso di ricordare gli elementi scatenanti, ma che ha avuto origine dall’ondata neoliberista degli anni’80, da un gigantesco processo di finanziarizzazione dell’economia a livello globale, dalla costruzione dell’Europa delle banche, ma anche da tanti altri fattori) ha fornito spunto, nel “caso italiano” ma anche altrove, ai sempiterni ceti dominanti di portare avanti, su di un terreno esclusivamente ideologico (a proposito della tanto sbandierata “morte delle ideologie” a uso e consumo della propaganda avversa al movimento operaio) per ristabilire quelle che sono già state definite “condizioni di classe”, riportando all’indietro nel tempo rapporti di forza assolutamente sbilanciati a favore del Capitale, in una fase molto complessa e all’interno di una società articolata, della quale, da parte degli stessi ceti dominanti, vanno “disciplinate” le domande non solo sul piano economico, ma soprattutto sul piano della democrazia e delle possibilità di partecipazione politica.
Nel corso di questa trattativa il gruppo dirigente della CGIL, pur tra esitazioni e ritardi “storici” (non ripercorro qui la storia sindacale degli ultimi 30 anni, dal decreto di San Valentino a oggi: ma ne varrebbe la pena) ha avvertito questo stato di cose (mentre il “caso italiano” appare ormai un “caso” perché collocato alla coda delle vicende europee) e non ha fatto altro che “delimitare il campo”, ritornando proprio a stabilire determinate e precise condizioni di appartenenza sociale e di rappresentanza sindacale.
La CGIL, insomma, ha scelto di non isolarsi dalla propria base sociale e di rappresentarla su di un piano più ampio di quello strettamente sindacale anche al riguardo della mutata articolazione sociale.
Nel far questo, però, la CGIL ha concretamente assunto una funzione di “supplenza” della politica.
Questo elemento, della supplenza, è emerso con grande chiarezza in questi giorni, rendendo ancora più palese (se mai fosse stato possibile) il vuoto politico in cui ci stiamo trovando a sinistra a causa dell’assenza di un soggetto politico nella sinistra italiana che faccia preciso riferimento al movimento dei lavoratori.
Il rapporto diretto con il movimento dei lavoratori, pur nella complessità delle contraddizioni sociali dell’oggi, è la sola strada per ricostruire un soggetto politico fondato su basi di massa, in alternativa immediata con i modelli deleteri del “partito pigliatutti” e del “partito-elettorale-personale” in questo momento disgraziatamente egemoni nel campo democratico e nella sinistra.
Un soggetto politico fondato sulle parti migliori della nostra storia, in grado di porsi l’obiettivo di colmare il vuoto dell’esistente, senza interrogarsi su chi avesse ragione novanta, sessanta o trent’anni fa: in realtà avevamo tutti torto, considerato che ci ritroviamo la destra dei “padroni del vapore” al comando, capace di passare tranquillamente dalla versione populistica (pericolosissima) a quella tecnocratica (meno pericolosa?).
Un riferimento, quello riguardante il movimento dei lavoratori (che ovviamente comprende disoccupati, precari e pensionati, come si diceva una volta: “d’ambo i sessi”) che, ancora qualche settimana fa appariva del tutto limitato e limitante nell’accezione superficiale dei più, ma che oggi mi pare s’imponga con grande chiarezza ed efficacia anche in relazione alle esigenze di sintesi che pure vengono avanti dai diversi movimenti sociali presenti nel Paese, come ad esempio quello dei cosiddetti “benicomunisti” (a questo proposito, sul piano teorico, hanno già risposto bene alcuni proponendo di non andare “oltre” a Marx e a Keynes).
Potrà essere possibile, allora, partendo da questo punto pensare a una ricostruzione di concreta rappresentatività politica capace di misurarsi, da subito, con le novità che il prevedibile riallineamento complessivo del nostro sistema politico presenteranno sulla scena nel breve periodo?
L’occasione del “ricominciare” che dovrebbe realizzarsi nell’occasione del 120 anni dalla fondazione del Partito dei Lavoratori Italiani (poi dal 1893 Partito Socialista) potrebbe essere colta anche nella direzione che ho cercato di ribadire anche questa volta, ripetendo l’assunto che “alla sinistra italiana va ricordato di essere ancora priva di un adeguato soggetto politico”.
Savona, li 21 marzo 2012 Franco Astengo