Monti: tu vuo’ fa’ l’americano!

Già in altri post abbiamo espresso il nostro giudizio negativo sul Governo Monti. In particolare abbiamo denunciato la sua totale subalternità alle politiche liberiste che sono state assunte nelle sue manovre. Infatti, al di là dei nomi un po’ pacchiani: “salva Italia” e “cresci Italia”, i provvedimenti presi sono in netta continuità con quelli che dagli anni ‘80 in poi sono stati assunti dai governi conservatori. Tagli allo stato sociale, riduzione delle tutele per i lavoratori, privatizzazioni. Cioè le scelte che hanno portato alla situazione attuale, provocando un immenso spostamento di ricchezza dal lavoro verso la rendita e il profitto. Non occorrono molti dati per dimostrarlo. Basta leggere i dati di Bankitalia: la ricchezza detenuta dal 10 per cento della popolazione è enormemente aumentata, parallelamente si è allargata la forbice tra questo dieci per cento e il resto della popolazione. È facile dimostrare che l’operato concreto di questo governo – al di là di quanto solennemente annunciato – non è stato caratterizzato né dalla equità né dalla crescita. Se tagli le pensioni, aumenti l’iva, metti l’Ici sulla prima casa, aumenti la benzina e non fai la patrimoniale o non tagli le spese militari, non fai una politica equa. Infatti il grosso della manovra è pagato dai ceti sociali più deboli. E, contemporaneamente, se colpisci i ceti sociali più deboli, non sarà possibile nessuna crescita perché la maggior parte delle persone ha meno soldi da spendere.

A queste scelte, che se fossero state fatte da altri governi avrebbero suscitato opposizioni e mobilitazioni assai più significative, si è aggiunto un odioso attacco al mondo del lavoro, sia attraverso proposte di “riforma” sia attraverso le dichiarazioni di vari ministri.
Parliamo di cose note. Dal sottosegretario Martone che definisce “sfigati” i giovani che a 28 anni non sono laureati, allo stesso Monti che definisce ” monotono” avere un lavoro a posto fisso supportato dalla ministra Fornero, per arrivare alla Cancellieri che critica di nuovo i giovani poiché vorrebbero un lavoro vicino ai genitori.
Sono tutti fatti che danno “la cifra” di questo Governo e che sono stati ampiamente criticati e commentati.

In questo post vorrei parlare di un altro aspetto di questo Governo – altrettanto importante – che però è ampiamente trascurato e non commentato. Vorrei parlare della politica estera.
È passata sotto silenzio, per esempio, la decisione del Governo per la quale i cacciabombardieri italiani Amx Acol schierati in Afghanistan potranno non solo sparare, ma anche bombardare. Ancora: pochi giorni fa il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha definito “pessimo” il veto posto in sede di consiglio di sicurezza dell’Onu da Cina e Russia a proposito di un intervento militare contro la Siria. Cosa ci sia di “pessimo” in questo veto dopo le vergognose guerre fatte in questi anni contro Libia, Afghanistan, Iraq, Jugoslavia, il ministro non lo spiega. Tuttavia rende chiaro quale sia il suo orientamento e quello del Governo su come affrontare i punti di crisi presenti oggi nel mondo.
Ma ciò  che rende tutto più chiaro è l’ ampia intervista – una pagina intera – pubblicata sul Corriere della Sera il 7 febbraio dell’ambasciatore Usa David Thorne (consiglio di leggerla, è linkata alla fine di questo post). In essa non solo abbondano i complimenti nei confronti di Monti e del Governo ( “l’Italia è diventata l’alleato più affidabile degli Stati Uniti in Europa” ), ma si associano gli orientamenti delle scelte della politica estera degli Usa passati (Libia), presenti (sanzioni all’Iran) e futuri ( nuovi armamenti e presenza Usa in Italia) con quelli del nostro Paese.
Dobbiamo preoccuparci di tutto questo. Da tempo circolano voci su un intervento di Usa-Israele contro l’Iran nella prossima primavera, così come sempre più pressanti sono le iniziative per un intervento armato contro la Siria. Se questo è l’orientamento in politica estera del Governo il rischio concreto è che l’Italia assuma un ruolo di primo piano in queste  guerre. La proposta che faccio, quindi, è quella di caratterizzare la nostra iniziativa di opposizione al Governo Monti non solo sulle scelte inique che vuole assumere in politica interna, ma anche per i suoi orientamenti di politica estera.

INTERVISTA A D. THORNE (Corriere della Sera)

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