Ciao Guido

Domenica mattina, 12 febbraio, ci ha lasciato per sempre il compagno Guido Cappelloni. Aveva 87 anni. È morto nella sua abitazione di Grottammare dove viveva solo, ormai da diversi anni. E da diversi anni aveva un tumore al polmone. Ma non si è spento lentamente, nel senso che la sua morte è stata veloce e, per certi versi, inaspettata. Lo avevo sentito venerdì al telefono: una lunga chiacchierata, come al solito, sulla politica. C’eravamo visti al congresso di Napoli – dove avevamo parlato a lungo – voleva sapere del partito, della sua unità interna, come procedevano gli impegni assunti, appunto, al congresso. Ma in quell’ultima telefonata abbiamo parlato soprattutto della sue condizioni di salute. Non era un problema: Guido ne parlava senza inibizioni. E la sua malattia la chiamava per nome: “il cancro”. Infatti mi ha detto: ” Guarda Claudio, le medicine che per un po’ di tempo me lo hanno bloccato le devo sospendere perché mi provocano danni collaterali. Alla luce degli ultimi esami, il medico mi dice che la progressione è lenta e che vedremo tra sei mesi se è il caso di riprenderle. Mi ha anche detto che per un annetto ce la dovrei fare, quindi al prossimo Cpn sicuramente ci sarò. Non vi libererete tanto facilmente di me!”. Ha poi aggiunto che, nonostante la neve, aveva fatto una passeggiata, comprato il giornale e fatto un po’ di spesa (Guido era ancora autosufficiente e si cucinava da solo). Così, domenica mattina, la notizia della sua morte è arrivata del tutto inaspettata, per me e per tutti noi. Guido era ammalato, lo sapevamo. Ma è morto improvvisamente, in pochi minuti; e per noi tutti è stato un colpo molto duro.

Parlare di Guido significa parlare di una persona che dal 1944 ha dedicato la propria vita ad una scelta politica, all’ideale comunista. Una lunga cavalcata che inizia quando lui, ancora giovanissimo e già laureato a  venti anni, decide di iscriversi al Partito Comunista Italiano. Un percorso che parte dal proprio territorio, Ascoli Piceno (consigliere comunale e provinciale), e dalla propria regione, le Marche (segretario regionale), per approdare a Roma a Botteghe Oscure dove lavorerà a stretto contatto con i grandi dirigenti dell’epoca. Nel ’76 e nel ’79 diventa deputato e contemporaneamente svolge il ruolo di tesoriere nazionale del Partito. Poi iniziano gli anni del dissenso nel Pci. Siamo ai primi anni ’80 dove Guido, in coppia con Cossutta, presenta i primi emendamenti ad un congresso del Pci. Non solo contro lo “strappo” con Mosca, ma anche per inserire, nelle tesi congressuali, il concetto che ” i comunisti operano per il superamento del capitalismo”. Inizia in quegli anni un dissenso organizzato – che si consoliderà fino al 1991 quando venne sciolto il Pci – e che sarà fondamentale per la nascita di Rifondazione Comunista. Non voglio qui ricostruire quella storia: occorrerebbe scriverci sopra un intero libro. Voglio solo ricordare il ruolo di primissimo piano che Guido ebbe sia nella costruzione del dissenso interno negli ultimi dieci anni del Pci, sia nella nascita del Prc. Non è un caso che Guido sia uno dei 7 che a Rimini, nel 1991, si reca dal notaio per dare vita al Movimento della Rifondazione Comunista. È lui che, senza dire nulla agli altri “soci fondatori”, fa stampare decine di migliaia di tessere del nuovo partito, che verranno distribuite a Rimini e che verranno esaurite in pochi giorni. E sarà lui ad essere il primo tesoriere del Prc entrando quindi nella segreteria dove rimase fino al 1995. Tra il ’93 e il ’95, si rompe il sodalizio con Cossutta. Guido, dopo le dimissioni di Garavini da segretario del partito, non aveva condiviso la scelta perseguita dal nuovo asse Cossutta-Magri di puntare su Bertinotti come segretario del partito. Nel 1995 Guido – anche perché aveva iniziato una nuova esperienza di vita con la compagna Sandra – va in Sardegna. Ma non abbandona affatto la politica. Possiamo dire che, in quegli anni, un’area di compagni e compagne i quali già avevano condotto battaglie comuni contro lo scioglimento del Pci, non trovandosi più in sintonia con le scelte di Cossutta, si organizza attorno a Guido e ai compagni milanesi Sacchi, Pesce, Bagnoli e Nigretti. E sarà proprio questa area, (l’Ernesto prima, Essere Comunisti poi) che – paradosso della politica – sarà decisiva nel far vincere Bertinotti nello scontro che vi fu con Cossutta sulla vicenda del Governo Prodi.
Fu dopo quello scontro che Guido, nel frattempo tornato a Roma, tornò a fare politica a “tempo pieno”. Non solo perché venne nominato Presidente del Collegio Nazionale di Garanzia e tornò in direzione ( era stato estromesso nel 1996: e ricordo che ci rimase molto male), ma anche perché fu molto presente nell’iniziativa del partito.
Da allora, compatibilmente con i suoi problemi di salute ( il tumore venne scoperto casualmente nel corso del Congresso nazionale di Rimini del 2002, quando d’un tratto si sentì poco bene e fu costretto ad un ricovero in ospedale), è sempre stato presente e non ha fatto mai mancare il suo contributo.

Ma Guido, per me, non è stato solo questo. Non è stato solo un compagno importantissimo per la mia crescita politica. (Tra l’altro, ancora oggi mi chiedo perché mi avesse preso così in simpatia al punto da accettare di dimettersi da tesoriere nazionale solo nel caso che io avessi preso il suo posto: cosa che avvenne, appunto, nel 1995). Guido per me è stato anche un amico, una persona da ascoltare nei momenti più difficili (non solo quelli politici).
Può darsi che, non avendolo direttamente conosciuto, qualcuno abbia potuto farsi convincere  da un cliché in voga: “filosovietico, veterocomunista, uomo  grigio e di apparato”. No, Guido è stato l’esatto opposto. Su questo, porto una testimonianza personale che ancora oggi è impressa nel mio ricordo e che mi stupì moltissimo. Eravamo in una delle riunioni “clandestine” che facevamo a casa sua, nei primi anni ’90. Mi disse: “Ma tu, oltre alla politica, hai qualche altro interesse?” Lo guardai un po’ stupito, era una domanda che non mi aspettavo. Risposi: ” Niente di particolare, mi piace molto la musica”. E lui: “Guarda, se posso darti un consiglio, coltiva anche altri interessi, altrimenti rischi di diventare un mostro. La politica è bella, ma non può essere tutto”. Guido era questo. Una forte passione politica. Amava schierarsi con nettezza, anche nel contrasto interno, ma non era solo questo. Sapeva “staccare la spina”, amava leggere, viaggiare, il vino buono e la buona cucina. Con lui si poteva parlare di tutto. Mai invadente, alle riunioni in genere ascoltava.

Vorrei concludere ricordando una sua ultima considerazione, che mi ha ripetuto diverse volte nel corso delle chiacchierate di questi ultimi mesi. Mi ha raccontato che una federazione – credo quella di Ascoli Piceno – gli aveva chiesto di parlare della storia del Pci del dopoguerra; e che, dopo averci pensato a lungo, aveva tenuto questa “lezione”. Lo avevano colpito piacevolmente l’ attenzione e l’interesse con cui i partecipanti, soprattutto giovani, avevano ascoltato le sue parole. E poi mi disse: “Sai cosa c’è? Andando con la memoria a quegli anni, dal ’45 al ’53, posso dire di essere stato veramente felice: perché sentivo che, con quello che facevamo, stavamo cambiando il mondo”.

Caro Guido, anche noi siamo felici di averti conosciuto e di aver potuto passare con te momenti indimenticabili.

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121 commenti to “Ciao Guido”

  1. Leonardo Masella scrive:

    In Afghanistan continuano a morire sia italiani che afghani, Ferrero e Diliberto hanno protestato chiedendo il ritiro dei militari italiani dall’Afghanistan e questo è positivo. Tuttavia cosa aspettano i due segretari dei due principali partiti comunisti a costruire concretamente un movimento per la pace, contro la guerra, per il ritiro dei militari italiani in Aghanistan, anche per devolvere i soldi spesi nelle guerre in spese sociali, invece di tagliarle ? Perchè non polemizziamo apertamente con la cosiddetta Tavola della pace legata al Pd che invece di chiedere il ritiro dei militari italiani in Afghanistan promuove le manifestazioni per mandarli anche in Siria ?

  2. a lezione di teologia scrive:

    Paolo Ferrero. La Chiesa Cattolica ha inventato il purgatorio nel medioevo per permettere a coloro che prestano il denaro ad usura di non finire all’inferno ma di andare in purgatorio e di comprarsi il paradiso con i soldi guadagnati ….

    da un commento di Facebook di Ferrero di ieri.
    Eccerto meglio il protestantesimo… facciamo una campagna della FdS contro il commercio delle indulgenze.

  3. Anonimo scrive:

    La regione Toscana si appresta a dare il via alla costruzione di un nuovo impianto di combustione dei rifiuti, un pirogassificatore. La vicenda va avanti da più di un anno e negli ultimi giorni si é arrivati ad un nodo importante in cui la Giunta Regionale ha preso una decisione sul progetto. Decisione e metodologia adottate rappresentano uno dei punti più bassi raggiunti negli ultimi anni dalla Giunta incentrata sul PD.

    Il problema ambientale non é semplice e, per fortuna, la partecipazione popolare é stata molto alta. Il pirogassificatore é, in sostanza, un inceneritore per rifiuti industriali. Brucia a temperature altissime, emettendo, perciò, particolato molto fine e difficilmente filtrabile (si parla di nanoparticelle di metalli). Il residuo della pirogassificazione é un rifiuto classificabile come pericoloso. La ditta costruttrice afferma che l’impianto emetterebbe quantità irrisorie di inquinanti, ma ovviamente non considera che certi inquinanti (soprattutto quelli di dimensioni più piccole) si accumulano nel terreno, nelle piante e nei tessuti animali fino a superare le soglie letali.
    L’inserimento del pirogassificatore nelle zone industriali del medio Valdarno permetterà a grandi aziende private di eliminare i loro rifiuti ed ottenere energia, trasformando un costo amministrativo (le tasse sui rifiuti) in un guadagno privato.
    L’agenzia locale dell’ARPAT ha espresso in modo chiaro quello che sulla stampa spesso non compare, ossia che il pirogassificatore é a tutti gli effetti un inceneritore. ARPAT, USL 11 e ufficio ambiente della provincia di Pisa hanno espresso parere tecnico-ambientale abbastanza negativo (ricordiamo anche che la stazione ARPAT con sede in zona, a S.Romano, é sotto attacco da parte della presidenza dell’Agenzia, che la vorrebbe chiudere…).

    Da più di un anno a questa parte, nel Comprensorio del cuoio si sono creati numerosi comitati locali, con ripercussioni anche nell’Empolese-Valdelsa. Il movimento di cittadini si é costituito sulla necessità di opporsi ad un altro inceneritore nel medio Valdarno, perché la zona é gravata da industrie conciarie, numerose discariche ancora aperte, impianti di essiccazione delle pelli.
    Le ragioni del pirogassificatore e delle proteste stesse sono apparse subito sotto caratteristiche politiche. Le ditte che progettano e producono l’impianto sono gestite da persone legate ad ex amministratori pubblici di area PD. Questi legami sono palesati, poiché quell’area politica é interessata ad avere una ricaduta positiva sui medio-grandi industriali del Valdarno. Il presidente della Regione in persona ha più volte preso parte alla presentazione dei prototipi dell’impianto.
    La nascita del movimento é avvenuta quindi in modo politicamente “trasversale”, avendo moltissimo sostegno anche da cittadini di destra. Questo é un fatto molto importante, poiché si é venuto a creare un conflitto tra forze di destra locali (PdL principalmente) e loro corrispettivi provinciali, regionali e nazionali. Il PdL é infatti a favore degli inceneritori e similari, ma non poteva, localmente, perdere il treno di quella protesta. Molto più coerentemente si sono comportati PRC e PdCI, da sempre contrari. Molto attiva e combattiva anche l’Unione Inquilini. Ad ogni modo, la protesta popolare si basa principalmente su una critica molto profonda al comportamento del PD.
    Il movimento, i comitati e in generale la pressione della cittadinanza sugli amministratori locali ha portato alla scelta di processi di discussione e partecipazione, col risultato finale che i comuni hanno dovuto abbandonare (momentaneamente) il progetto del pirogassificatore. In particolare, il consiglio comunale di Castelfranco di Sotto, il consiglio provinciale di Pisa e la Conferenza provinciale dei servizi hanno tutti detto NO al progetto del pirogassificatore. Mancava ancora il verdetto “tecnico”, considerato, dai proponenti del progetto, ben diverso da quello “politico” già emesso. In realtà anche un parere tecnico può avere caratteristiche “politiche”, sia perché il pirogassificatore potrebbe produrre inquinamenti “cronici” anche sotto le soglie di legge, sia perché la scelta di una via alternativa aprirebbe la strada a nuove esperienze di gestione del ciclo dei rifiuti e del rapporto con le industrie.

    Il problema nasce quando, a livello regionale, viene trovato un modo per eludere il voto negativo locale.
    Lo scorso Agosto é stata approvata dalla Giunta Regionale una legge (L.R. 35/2011 “Misure di accelerazione per la realizzazione delle opere pubbliche di interesse strategico regionale e per la realizzazione di opere private”) che permette alla Regione di imporre dall’alto alcuni progetti anche se non sono stati approvati localmente. Un modo di fare quasi identico a quello adottato molte volte dai governi di Berlusconi (inceneritore di Acerra, discariche nel napoletano, TAV Torino – Lione, depositi di rifiuti radioattivi, tanto per fare alcuni esempi).

    Dunque, nei primi giorni di Novembre la Giunta Regionale ha approvato una delibera con cui si esprime un parere tecnico favorevole alla realizzazione del pirogassificatore proposto da Waste Recycling di Castelfranco di Sotto ed Nse Industry di Empoli. Il parere regionale sarà inviato alla Provincia di Pisa, secondo quanto previsto dalla L.R. 35/2011. Subito sono insorti i sindaci dei cinque comuni del medio valdarno pisano interessati dal progetto, insieme ai comitati di cittadini.

    In base a questo “risultato” della Giunta Regionale, non rimane che chiedersi una sola cosa: come ha influito la presenza del PRC nella Giunta stessa? Qual’é il nostro ruolo di comunisti nella maggioranza, se riescono a passare leggi dispotiche come la L.R. 35/2011 ?
    In sostanza, cosa ci sta a fare il PRC e tutta la FdS nella maggioranza regionale?

    • il PRC in Giunta regionale Toscana scrive:

      E’ semplice rispondere a codesta domanda Salvatore Allocca assessore del PRC in giunta regionale della Toscana non ha battuto ciglio quando in Giunta il Presidente Rossi ha proposto la legge che espropia i comuni e le popolazioni locali dal parere su opere pubbliche diu certe dimensioni si baipassa alè ala faccia dei comunisti e della partecipazione ma si sa comunisti si esarcita sempre quando non siamo seduti sulle poltrone… e poi nella vicenda emerge un altro aspetto uno dei responsabili della società che costruisce il pirogassificatore è un ex Assessore regionale e noto esponente del PD regionale e di Pistoia Agostino Fragai che siede in quel consiglio di amministrazione guarda caso concittadino del segretario regionale del PRC Cristiano nochè alleato con lui ha sostegno del candidato (poi vincitore) alle primarie a Sinsaco del Comune di Pistoia, ma guarda caso quanti intreci, quante alleanze strane mahh sarà tutto regolare certamente, ma maggior attenzione non farebbe male….

  4. Anonimo scrive:

    Fuori dalle primarie, ma alleati con Bernazzoli senza se e senza ma. E’ questo il percorso politico per le prossime elezioni tracciato dal Pdci (Comunisti italiani) di Parma nell’ultimo Comitato federale che ha avuto luogo in mattinata. Infine, una sonora frustata a tutti i “raggruppamenti minoritari e quelle forze ‘alternative’ e di progresso che intendono proporsi agli elettori al di fuori o addirittura pregiudizialmente contro il centrosinistra”. Al momento non è chiaro se, autonomi, comitati e indignados a parte, l’attacco riguardi anche Rifondazione. Alleata nazionale del Pdci, difficilmente si farà coinvolgere in un’alleanza a sostegno del non proprio amato Bernazzoli. A rispondere sarà il tempo.

    LA NOTA DEL PDCI
    “Il Pdci, com’è ben noto, avverso ad una sterile, confusa e dannosa personalizzazione della politica e privilegiando, diversamente, il confronto e le priorità programmatiche tra i partiti e le parti sociali su cui poi converga il candidato sindaco, non ha partecipato alle recenti primarie del centrosinistra nel capoluogo né dato alcuna indicazione di voto ai propri iscritti e sostenitori. E’ stata tuttavia costantemente e in più sedi manifestata e resa salda la volontà dei Comunisti Italiani di contribuire alla realizzazione di un’alleanza democratica di centrosinistra che con un forte e condiviso programma possa davvero garantire alla città, rispetto ai quasi 15 anni di malgoverno del centrodestra, una stagione nuova e alternativa di risanamento ma, insieme, di un coinvolgente rilancio e di crescita di tutte le componenti della nostra comunità con attenzione prioritaria al soddisfacimento dei bisogni dei ceti popolari cui ora, al contrario, si vuol far pagare la crisi aggravandone le condizioni di vita.

    Tale linea è stata oggi confermata dal Comitato federale del partito che ha preso atto della candidatura a sindaco, condividendola, di Vincenzo Bernazzoli, al quale riconosce quelle capacità e competenze più che mai necessarie per chi si proponga a reggere la prima responsabilità di governo del Comune.
    Il Pdci inoltre, con coerente assunzione di responsabilità politica, continua a ritenere profondamente sbagliate e pericolose le posizioni di quei raggruppamenti minoritari e di quelle forze ‘alternative’ e di progresso che intendono proporsi agli elettori al di fuori o addirittura pregiudizialmente contro il centrosinistra e chi deciderà di identificarsi nei suoi programmi: non solo, infatti, non sanno cogliere l’elemento liberatorio della caduta della fallimentare passata Giunta e le conseguenti reali opportunità di svolta e di cambiamento, ma rischiano, con velleitari e improduttivi massimalismi, di comprometterle e di riscuotere l’incomprensione di quell’elettorato di sinistra ed unitario che non intende rassegnarsi all’idea di riconsegnare la città a chi ha per lungo tempo prevalso anche a causa delle divisioni a sinistra”.

  5. Anonimo scrive:

    Questo e’ l’editoriale della Rossanda.
    Come ha fatto Masella a capire che il succo e’
    “Non possiamo piu’ dirci comunisti”
    Su’ tutti a deridere questo ex-dirigente del Prc che per fortuna e’ un ex ….

    Della libertà di stampa al governo Monti non potrebbe importar di meno. Da buon liberista è convinto che un giornale è una merce come un’altra; se vende abbastanza ai lettori e agli inserzionisti di pubblicità, viva, se no muoia.

    Lo strangolamento è stato bene illustrato l’altro ieri da Valentino Parlato. Ed era visibile dai nostri bilanci. La nostra asfissia è della stessa natura di quella che si tenta di applicare ai beni comuni non meno urgenti. A noi sembra importante anche la presenza di una voce fuori dal coro come la nostra, perché in un paese che ha mandato tre volte Silvio Berlusconi al governo, qualcosa non funziona.

    Né funziona che tanti amici si rallegrino che al posto d’un faccendiere impresentabile sia venuto un onesto e distinto liberista. Onesto personalmente, s’intende. L’onestà sociale non si sa più bene che cosa sia, e non importa più alla stampa salvo che a noi. Che siamo non solo un pezzo della sinistra, ma addirittura comunisti. Anzi, più che comunisti, nel senso che il comunismo dei “socialismi reali” non ci andava né su né giù. Per questo fummo esclusi dal Pci, ma per non essersi posti le nostre domande sui socialismi reali i partiti comunisti non esistono praticamente più.

    Che al governo una voce come la nostra non interessi è comprensibile: del manifesto è rimasta l’immagine di un quotidiano di sinistra, anzi di estrema sinistra. Ora è facile giurare sulla libertà di stampa finché questa non è dalla parte di chi ti attacca. E in Italia chi attacca il governo? E noi dove siamo? Come Parlato ricorda, il manifesto vende sempre meno da otto anni a questa parte.

    Il calo si è accelerato negli ultimi due. La media in cui ci eravamo tenuti nei nostri primi trenta anni è stata, poco più su poco più giù, di trentamila copie, non molto alta, eravamo un giornale di nicchia. Ma solida e rispettata nicchia. Ora si è circa la metà.

    Dovremmo chiederci perché. Era nostra abitudine fare un punto almeno un paio di volte all’anno. Ma negli ultimi tempi la direzione non ha più convocato un’assemblea che faccia il punto sullo stato del mondo e dell’Italia e sul nostro orientamento in esso. Né la redazione, che può esigerlo, sembra averne sentito il bisogno. Neanche un attimo prima di arrivare a quella forma di liquidazione, non proprio un fallimento ma quasi, cui siamo costretti.

    Non è stata una buona scelta. Non è infatti per nulla ovvio che cosa sia oggi un giornale di sinistra, tanto meno uno che, sempre secondo Parlato, dovrebbe ancora definirsi comunista. Nel senso che dicevamo sopra, un comunismo che poco ha a che vedere con i “socialismi reali”, ma che realizzi un cambiamento del vivere e del produrre e che facendolo realizzi un più di libertà politica. Lo abbiamo detto in questi anni ancora? Si poteva dirlo? Si poteva crederlo? Questa è la domanda cui abbiamo smesso di rispondere cessando fra noi persino di farcela.

    Io tendo a credere che da questa reticenza venga il dimezzamento dei nostri lettori. Ma è una domanda cui non è semplice rispondere. Non è facile essere comunisti oggi, a più di trenta anni dal 1989. E appunto sarebbe nostro compito chiarire che cosa intenderemmo nel dirci comunisti ancora, o perché non si possa dirlo più.

    Io credo che, almeno nei tempi brevi, non si possa dirlo più. E non perché il sistema mondializzato sia diventato più umano, condiviso e condivisibile, meno feroce, più pacifico perché libero e un po’ meno inegualitario, cosa che non vuol dire conformizzato. Non abbiamo mancato di scrivere che dal 1971 non sono soltanto passati molti anni, ma sono cambiate molte cose. Quasi tutte. Ma non ne abbiamo tratto ed esplicitato le conseguenze. In questo la crisi della sinistra non è diversa dalla nostra, almeno – sinistra essendo ormai parola assai vaga – di quella parte della sinistra che si proponeva un cambiamento del modo di produzione. Si può essere anticapitalisti oggi?
    Il manifesto è nato quando una parte del mondo, sotto l’egemonia degli Stati Uniti, era capitalista e imperialista, e una parte che aveva già abolito la proprietà privata del capitale si diceva socialista ed era sotto l’egemonia dell’Urss. Il mondo si ridefiniva fra due campi e mezzo: perché restava una parte sospesa in un “postcolonialismo”, vago come tutti i post, che chiamavamo paesi terzi. Oggi non è più così; gli Stati Uniti non sono più la indiscussa prima potenza capitalista, e non è sicuro che il loro fine si possa definire, come prima, imperialista. L’Unione Sovietica non esiste più. La Cina ha un governo che si dice comunista ma un sistema produttivo capitalista spinto. Cuba non sembra più affatto socialista. Il terzo mondo ha percorso, tra stati e sotto l’infuenza di potenze diverse, un itinerario mai visto prima.
    Allo stesso tempo l’Europa ha formato una grande area a moneta unica e a direzione liberista che da anni è traversata da una crisi, economica e politica, più acerba di quella degli Stati Uniti da cui aveva preso radice. Insoma, è cambiato tutto. È cambiato il capitalismo? Possiamo dire di sì, nel senso che ha articolato le sue forme e non ha più uno stato che ne sia indiscutibilmente la leadership. Dobbiamo dire di no, nel senso che ha mondializzato, appunto articolandolo, il suo modo di produzione. Possiamo, davanti a questo mutamento di scena, conservare gli strumenti di analisi e di proposta che avevamo nel 1971? Non credo. Andrebbero almeno verificati.

    Anche l’Italia è cambiata. Nel senso che forse nel paese dove il movimento del ’68 è stato più lungo e più esteso a vari strati sociali, non solo operai e studenti, ha anche – ha ragione Mario Tronti – più destrutturato le forme classiche del socialismo e della democrazia di quante forme nuove abbia prodotto. Ha investito nuove figure sociali e anche qualcosa di assai più che una forma sociale, le donne e i femminismi. Questa molteplicità di oggetti ha avuto in comune il rigetto delle forme di potere cui era, visibilmente o invisibilmente, sottomessa, nello stesso tempo dividendosi acerbamente. Risultato, all’ampiezza del rigetto ha risposto una reazione opposta, un individualismo piatto, un rifiuto di ogni cambiamento di società, di ogni collettività che non sia locale o comunitaria. La incomunicabilità delle differenze ha prodotto una crisi della politica, il cui esito è stato il berlusconismo e il crescere del populismo.

    Ma di questo neanche noi abbiamo dato una mappa e una topografia approfondita e comune. Abbiamo denunciato i limiti del keynesismo postbellico con l’intento di andare oltre, ma di fatto abbiamo lasciato spazio a spinte liberiste. Meno stato più mercato, è uno slogan che piaceva anche a sinistra. Per un paio di decenni abbiamo messo da parte il rapporto di lavoro, analizzando le nuove soggettività e le molte contraddizioni che ne erano fuori, finendo col dichiarare lo sbiadimento se non addirittura l’irrilevanza della contraddizione fra lavoro e capitale. Fino allo scoppio della crisi e dell’offensiva padronale alla Fiat abbiamo dato poca attenzione alla struttura sociale, come se fosse un problema puramente sindacale.

    Non siamo stati convinti, e quindi non siamo stati capaci di convincere, che – come ci ricorda il segretario della Fiom – il modo di produzione non investe soltanto la fabbrica ma tutta la società. Il lavoro? Roba del secolo scorso. L’operaio? Non c’è più. Il sindacato? Vecchiume. Del resto non gorgheggiavano ogni giorno i padroni che il lavoro costituiva orami una parte minima del processo di produzione?

    Oggi i padroni dicono tutto il contrario, strillano che per essere competitivi nella mondializzazione bisogna ridurre i salari italiani a quelli dell’Indonesia o della Cina, un terzo, un quarto del livello che i lavoratori erano riusciti a spuntare da noi. Così siamo arrivati, come il resto del mondo occidentale, a una stretta in cui i redditi si sono divaricati al massimo, il dieci per cento della popolazione guadagna quanto il novanta per cento, e di questo dieci, l’un per centro guadagna più di tutti gli altri. Nella stretta si dibattono anche le nuove soggettività.

    In questo ribollire di bisogni e nella loro incapacità di trovare un dialogo, il manifesto non è riuscito a suscitare più interesse ma meno. Eppure non c’è giorno che esso non proponga un pezzo interessante e che sarebbe impossibile trovare altrove, un’interpretazione di una notizia che l’altra stampa offusca. Forse che quel che scriviamo non si capisce, non è detto bene? Non è chiaro? Non è rapido e divertente? Qualcosa non ha funzionato neanche da noi. Siamo stanchi, perché – per favore non lo si dimentichi – coloro che ogni giorno hanno confezionato questo foglio e lo hanno spedito in giro non ne possono più di un successo che lentamente viene meno e perdipiù di essere pagati meno che in qualsiasi altro giornale, e a singhiozzo, a volte aspettando il salario per mesi. Affidarsi per anni agli introiti del marito, della moglie, dei genitori, a un altro lavoretto è facile da dire, non facile da vivere.

    Io insisto perché nel chiedere solidarietà facciamo anche un esame di noi stessi. O pensiamo che la storia sia finita e che “io speriamo che me la cavo” sia divenato il solo slogan veramente popolare?

    • Leonardo Masella scrive:

      Rossana Rossanda: “Io tendo a credere che da questa reticenza venga il dimezzamento dei nostri lettori. Ma è una domanda cui non è semplice rispondere. Non è facile essere comunisti oggi, a più di trenta anni dal 1989. E appunto sarebbe nostro compito chiarire che cosa intenderemmo nel dirci comunisti ancora, o perché non si possa dirlo più. Io credo che, almeno nei tempi brevi, non si possa dirlo più”. Più chiaro di così. Chi è lo stupido, io o tu ?
      Ma capisco che tu sei il solito anticomunista, ignorante e arrogante, che continua attaccare anonimamente il sottoscritto in questo blog, con delle totali cazzate, perchè si vede che i miei commenti colpiscon nel segno. Il tuo anonimato e il tuo livore personale nei miei confronti è la migliore dimostrazione della debolezza dei tuoi commenti.
      A proposito di dirigenti o ex-dirigenti, io ho imparato da tutte le mie esperienze che non c’è bisogno delle medagliette per dirigere. Persino nel grande Pci o nella grande Unione Sovietica degli ultimi anni c’erano tanti pseudo dirigenti con le medagliette attaccate al petto che non dirigevano un fico secco. Figuriamoci nella attuale Rifondazione o nella attuale sinistra italiana scarrubata. Non si è dirigenti solo perchè si fa parte di organismi pletorici che non contano nulla e si può essere dirigenti anche da fuori di questi organismi, influenzando e orientando tanta gente, oggi molto più di ieri con gli strumenti informatici a nostra disposizione. Ma tu lo sai bene ed è proprio questo che ti preoccupa, altrimenti non saresti sempre ad attaccarmi con queste stronzate.
      Comuqnue ti ringrazio per l’attenzione e la pubblicità che mi fai.

      • Spartak scrive:

        Hai ragione Leonardo. Ma certe idee trovano la porta aperta anche nel PRC. Tant’è che nel sito di Essere comunisti Marco Sferini propone -legittimamente s’intende, e lo fa meglio della Rossanda- cose analoghe. Ti incollo l’articolo di Sferini.

        La visita di Mario Monti negli Stati Uniti rappresenta una delle tappe fondamentali della costruzione di un asse di protezione europeo per i dissesti economici del grande capitale: la così tanto celebre “troika” sta imponendo alla Grecia un nuovo salasso, le rivolte ad Atene e in tutta la regione sono all’ordine del giorno.
        I greci hanno compreso che questo continuo richiamo al prestito transnazionale e all’aiuto esterno non è altro che una continua e costante sottomissione dell’economia ellenica e, quindi, la fine della loro sovranità sociale e politica. Sinceramente non penso che il problema principale sia da porre nei termini di un alternativa tra euro e dracma. La vecchia moneta che scaccia quella nuova non risolverebbe i problemi più complessi di un mercato finanziario che ha fatto della speculazione il suo fulcro di espansione globale e ha su questo terreno sfidato la concorrenza delle altre borse e degli altri poli capitalistici del mondo.
        Monti, dunque, rassicura Wall Street e si dice certo di aver convinto gli investitori e i grandi capitalisti sulla ripresa economica europea e soprattutto italiana. Benedice il presidente degli Stati Uniti che, prossimo alla campagna elettorale per la rielezione, non esita a cercare alleati in ogni dove, soprattutto nel mondo dell’alta finanza dove, si sa, stanno i veri grandi elettori degli inquilini della Casa Bianca.
        Ma la situazione è tutt’altro che risolta. Il dialogo con i sindacati che il governo ha in mente è unidirezionale, a tratti anche irritante nella sua spocchia e nella sua imperativa decisione di proseguimento delle riforme strutturali nell’ambito della materia del lavoro. Il ministro Fornero l’ha detto senza mezzi termini: “Procederemo anche senza loro”.
        E mentre la Fiom prepara lo sciopero a marzo, i vecchi amici del governo Berlusconi, Cisl e Uil, mostrano timide aperture. Questo porta nuovamente a pensare che ancora una volta nella difesa dei pochi diritti dei lavoratori e delle lavoratrici rimasti si schiereranno il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, forse nemmeno tutta la Cgil, di sicuro i sindacati di base e tra le forze politiche Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani, una parte di Sinistra Ecologia Libertà e la microgalassia delle forze progressiste un tempo parte del PRC e scissesi nel corso degli anni.
        Il quadro, dunque, ci mostra un malessere popolare diffusissimo per l’avanzare della crisi ma non una crescita di consenso delle forze politiche che difendono sull’ultimo bastione ancora in piedi quei diritti che il trasversalismo di PD e PDL vorrebbe cancellare mediante la forza tecnica del governo dei professori.
        Questo esecutivo sta portando le liberalizzazioni ad essere l’eccellenza della costruzione della struttura antisociale del domani: non c’è spazio per il pubblico, ma solo esclusivamente per il privato che, nella solita litania, avanza in progresso per tutta la società grazie al regime concorrenziale e grazie allo sviluppo incentivato dal mercato. La solidità del sistema pubblico sembra cosa superata, anacronistica, desueta.
        Non penso possiamo attendere che il Partito Democratico decida cosa fare da grande, e nel frattempo metterci sulla riva del fiume ad aspettarne le vecchie spoglie per magari vedere nascere poi un nuovo centrosinistra che vada da Futuro e Libertà per l’Italia fino a Sinistra Ecologia Libertà.
        E’ evidente che i presupposti di ricostruzione di una grande alleanza democratica e di progresso non ci sono oggi e, senza una spinta della maggiore forza politica dell’ex opposizione al governo Berlusconi, difficilmente si può creare un tavolo di confronto paritetico per costruire un programma veramente alternativo a quello liberista.
        Il problema è che questa alternativa il PD non la vuole e sposa il liberismo a piene mani e grandi abbracci.

        Per questo dobbiamo essere consapevoli che l’unica alternativa possibile è tenere pronta l’ipotesi della costruzione di una Sinistra Italiana (io la chiamerei proprio così) che abbia tre elementi culturali distintivi: comunismo, ecologismo, antipatriarcalismo.
        Laddove nel comunismo e nella prospettiva anticapitalista vengono mantenuti fermi tutti i punti di difesa del lavoro e del suo grande ruolo sociale per il Paese intero; nell’ecologismo una espressione “rosso-verde” della coalizione alternativa a tutto il resto del liberismo politico italiano; nell’antipatriarcalismo tutto ciò che concerne il rovesciamento della visione maschilista e machista della società, per la difesa dei diritti civili nella loro più ampia pienezza e consapevolezza.
        Serve questa Sinistra Italiana che riunisca tutti coloro, a partire dalla società civile, che vogliono sviluppare, anche dentro un contesto di centrosinistra – se fosse possibile crearlo con le modalità che ho descritto prima e con quei presupposti imprescindibili – l’elemento dell’alternativa, il grimaldello che scardini la serratura della sopravvivenza e ci riporti ai livelli di una vita degna di questo nome.
        L’indecisionismo del PD non fa che far galleggiare la confusione e alimenta, ad arte o meno che sia, l’antipolitica e la sfiducia verso una fattiva possibilità di inversione di rotta e produce il terreno fertile su cui la destra e anche il centro del Terzo polo possono ricostruire, dopo Monti, la risposta politica a quella chiamata “tecnica” con una legittimazione in più, con un pericolo maggiore per chi già oggi del futuro non vede nemmeno l’orizzionte più lontano.

        Marco Sferini – Lanterne rosse

    • Pietro scrive:

      Anonimo ci sei o ci fai…l’articolo è pure sul sito di Essere Comunisti….è ambiguo,contorto…ma chiaro in un punto secondo Rossanda da ora per un certo periodo non possimo più dirci comunisti….Sinceramente con tutto il rispetto che lo dica lei non mi frega nulla…ma non dire che Masella non ha capito perchè l’articolo è chiaro su quel punto almeno…

  6. Leonardo Masella scrive:

    Leggete l’ultimo editoriale di Rossana Rossanda. Afferma chiaramente: “NON POSSIAMO PIU’ DIRCI COMUNISTI”. Arriva dove arrivò la Bolognina di Occhetto 20 anni fa e dove è arrivato Bertinotti durante il governo Prodi ! E poi si meraviglia che il Manifesto ha avuto un crollo di lettori negli ultimi anni ! Non capisce che ciò è dovuto proprio alla autoliquidazione della propria identità comunista, alla distruzione – con la partecipazione del Prc all’ultimo governo Prodi – dell’opposizione e dell’antagonismo comunista e di sinistra al capitalismo, all’andar dietro allo sittamento socialdemocratico e liberaldemocratico del Pds-Pd, lasciando senza identità e riferimenti uno spazio enorme, sempre maggiore, a sinistra e nel malessere sociale, che andrà a destra, fra i grillini, nel qualunquismo, nell’estremismo politico e sociale, come infatti da anni sta avvenendo.
    http://www.giornalettismo.com/archives/202771/non-possiamo-piu-dirci-comunisti/

    • Anonimo scrive:

      Ma tu Masella sei stato capogruppo del Prc in Emilia?

      E leggi gli editoriali della Rossanda da un sito qualsiasi?
      Ma lo leggi,lo compri?Hai letto tutto l’editoriale?

      Se quello che hai capito e’ “Non possiamo piu’ dirci comunisti” … beh ti manca l’abc della politica!
      Forse cosi’ si spiegano certi risultati in Emilia Romagna del Prc … mediocri 1,5/2% … ma evidentemente a mediocri deduzioni derivano mediocri risultati.
      Mediocre!

      • mauro gemma scrive:

        Forse sei tu che non l’hai letto l’editoriale della Rossanda, egregio Anonimo.
        Ebbene si. Questa volta Masella ha proprio ragione. La nostra, dopo aver “benedetto” i bombardamenti della NATO in Bosnia (già nel 1995) e Libia (dove avrebbe addirittura promosso “brigate internazionali” a fianco dei quisling di Bengasi), si leva definitivamente il sassolino dalla scarpa. E ha semplicemente confermato, con un sospiro di sollievo ciò che noi sapevamo già da tempo sulle sue posizioni ideologiche. Viene da chiedersi perchè la Rossanda abbia aspettato vent’anni per arrivare alle stesse conclusioni dei piddini. E viene da chiedersi perchè le sue “raffinate” riflessioni trovino spazio anche nel sito dei compagni di “Essere comunisti”, senza ricevere un commento di risposta. Come è possibile?
        Mi dispiace per la Rossanda e i suoi estimatori. Si mettano il cuore in pace. Il movimento comunista internazionale non ha ancora scritto il suo testamento. Ma di questo in Italia sembrano essere in pochi a rendersene conto. E dire che basterebbe informarsi.

        Scrive testualmente la Rossanda:

        “Non è facile essere comunisti oggi, a più di trenta anni dal 1989. E appunto sarebbe nostro compito chiarire che cosa intenderemmo nel dirci comunisti ancora, o perché non si possa dirlo più.
        Io credo che, almeno nei tempi brevi, non si possa dirlo più.”

      • Leonardo Masella scrive:

        Io sarò mediocre ma tu sei proprio un ignorante della peggior specie. E sei anche un arrogante, dalle parole insultanti a arroganti che usi nei miei confronti (come faanno in genere i vari Feltri, Straguadagno, ecc. che abbondano nel nostro Paese ed anche a sinistra).
        Scrive nero su bianco la Rossanda: “Io tendo a credere che da questa reticenza venga il dimezzamento dei nostri lettori. Ma è una domanda cui non è semplice rispondere. Non è facile essere comunisti oggi, a più di trenta anni dal 1989. E appunto sarebbe nostro compito chiarire che cosa intenderemmo nel dirci comunisti ancora, o perché non si possa dirlo più.
        Io credo che, almeno nei tempi brevi, non si possa dirlo più”.
        Più chiaro di così, mio caro ignorantello e arrogantello da quattro soldi ! Se voi anticomunisti, ignoranti e arroganti pensate che io mi faccia indimidire o demotivare da questi attacchi anonimi continui che mi arrivano in questo blog state freschi ! Anzi, mi fanno capire che colgo proprio nel segno, siete in sempre più grande difficoltà a sostenere le vostre tesi anticomuniste e filo-Pd.

    • Spartak scrive:

      Hai ragione Leonardo. Ma certe idee trovano la porta aperta anche nel PRC. Tant’è che nel sito di Essere comunisti Marco Sferini propone -legittimamente s’intende, e lo fa meglio della Rossanda- cose analoghe. Ti incollo l’articolo di Sferini.

      La visita di Mario Monti negli Stati Uniti rappresenta una delle tappe fondamentali della costruzione di un asse di protezione europeo per i dissesti economici del grande capitale: la così tanto celebre “troika” sta imponendo alla Grecia un nuovo salasso, le rivolte ad Atene e in tutta la regione sono all’ordine del giorno.
      I greci hanno compreso che questo continuo richiamo al prestito transnazionale e all’aiuto esterno non è altro che una continua e costante sottomissione dell’economia ellenica e, quindi, la fine della loro sovranità sociale e politica. Sinceramente non penso che il problema principale sia da porre nei termini di un alternativa tra euro e dracma. La vecchia moneta che scaccia quella nuova non risolverebbe i problemi più complessi di un mercato finanziario che ha fatto della speculazione il suo fulcro di espansione globale e ha su questo terreno sfidato la concorrenza delle altre borse e degli altri poli capitalistici del mondo.
      Monti, dunque, rassicura Wall Street e si dice certo di aver convinto gli investitori e i grandi capitalisti sulla ripresa economica europea e soprattutto italiana. Benedice il presidente degli Stati Uniti che, prossimo alla campagna elettorale per la rielezione, non esita a cercare alleati in ogni dove, soprattutto nel mondo dell’alta finanza dove, si sa, stanno i veri grandi elettori degli inquilini della Casa Bianca.
      Ma la situazione è tutt’altro che risolta. Il dialogo con i sindacati che il governo ha in mente è unidirezionale, a tratti anche irritante nella sua spocchia e nella sua imperativa decisione di proseguimento delle riforme strutturali nell’ambito della materia del lavoro. Il ministro Fornero l’ha detto senza mezzi termini: “Procederemo anche senza loro”.
      E mentre la Fiom prepara lo sciopero a marzo, i vecchi amici del governo Berlusconi, Cisl e Uil, mostrano timide aperture. Questo porta nuovamente a pensare che ancora una volta nella difesa dei pochi diritti dei lavoratori e delle lavoratrici rimasti si schiereranno il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, forse nemmeno tutta la Cgil, di sicuro i sindacati di base e tra le forze politiche Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani, una parte di Sinistra Ecologia Libertà e la microgalassia delle forze progressiste un tempo parte del PRC e scissesi nel corso degli anni.
      Il quadro, dunque, ci mostra un malessere popolare diffusissimo per l’avanzare della crisi ma non una crescita di consenso delle forze politiche che difendono sull’ultimo bastione ancora in piedi quei diritti che il trasversalismo di PD e PDL vorrebbe cancellare mediante la forza tecnica del governo dei professori.
      Questo esecutivo sta portando le liberalizzazioni ad essere l’eccellenza della costruzione della struttura antisociale del domani: non c’è spazio per il pubblico, ma solo esclusivamente per il privato che, nella solita litania, avanza in progresso per tutta la società grazie al regime concorrenziale e grazie allo sviluppo incentivato dal mercato. La solidità del sistema pubblico sembra cosa superata, anacronistica, desueta.
      Non penso possiamo attendere che il Partito Democratico decida cosa fare da grande, e nel frattempo metterci sulla riva del fiume ad aspettarne le vecchie spoglie per magari vedere nascere poi un nuovo centrosinistra che vada da Futuro e Libertà per l’Italia fino a Sinistra Ecologia Libertà.
      E’ evidente che i presupposti di ricostruzione di una grande alleanza democratica e di progresso non ci sono oggi e, senza una spinta della maggiore forza politica dell’ex opposizione al governo Berlusconi, difficilmente si può creare un tavolo di confronto paritetico per costruire un programma veramente alternativo a quello liberista.
      Il problema è che questa alternativa il PD non la vuole e sposa il liberismo a piene mani e grandi abbracci.

      Per questo dobbiamo essere consapevoli che l’unica alternativa possibile è tenere pronta l’ipotesi della costruzione di una Sinistra Italiana (io la chiamerei proprio così) che abbia tre elementi culturali distintivi: comunismo, ecologismo, antipatriarcalismo.
      Laddove nel comunismo e nella prospettiva anticapitalista vengono mantenuti fermi tutti i punti di difesa del lavoro e del suo grande ruolo sociale per il Paese intero; nell’ecologismo una espressione “rosso-verde” della coalizione alternativa a tutto il resto del liberismo politico italiano; nell’antipatriarcalismo tutto ciò che concerne il rovesciamento della visione maschilista e machista della società, per la difesa dei diritti civili nella loro più ampia pienezza e consapevolezza.
      Serve questa Sinistra Italiana che riunisca tutti coloro, a partire dalla società civile, che vogliono sviluppare, anche dentro un contesto di centrosinistra – se fosse possibile crearlo con le modalità che ho descritto prima e con quei presupposti imprescindibili – l’elemento dell’alternativa, il grimaldello che scardini la serratura della sopravvivenza e ci riporti ai livelli di una vita degna di questo nome.
      L’indecisionismo del PD non fa che far galleggiare la confusione e alimenta, ad arte o meno che sia, l’antipolitica e la sfiducia verso una fattiva possibilità di inversione di rotta e produce il terreno fertile su cui la destra e anche il centro del Terzo polo possono ricostruire, dopo Monti, la risposta politica a quella chiamata “tecnica” con una legittimazione in più, con un pericolo maggiore per chi già oggi del futuro non vede nemmeno l’orizzionte più lontano.

      Marco Sferini – Lanterne rosse

  7. Anonimo scrive:

    Alle provinciali della scorsa primavera abbiamo preso il 4,2% dati del ministreo degli interni vicinissimo al sempre presente in tv e giornali vendola e idv (4,6%). Con dati ottimi vedi Lucca dove la FdS ha preso 6,6%, Reggio Calabria 7,6% (liste distinte Prc e Pdci), Macerata 4,6%, Savona 5,3%, Trieste 5%, Gorizia 6%. Ricordiamo inoltre l’exploit delle comunali a Napoli dove la FdS è il secondo gruppo di maggioranza relativa. In Calabria il partito ha perso solo tessere false con De Gaetano non ha perso proprio nulla
    —-

    Caro Piero … beata ingenuita’!
    Allora facciamo un po’ di chiarezza
    1)A Macerata il 4,6% l’ha preso Sel,noi meno e nessun rappresentate.Anche il candidato presidente era di Sel,quindi quel 4% non e’ servito a nulla.
    2)Ma come si fa’ a prendere in considerezione i dati delle proviciali?
    Si e’ votato un 11 province su piu’ 100,con una affluenza bassissima e senza il movimento di Grillo!
    3)Le comunali sono state il vero banco di prova,si e’ votato in quasi 1/3 dei comuni capoluogo e in tanti comuni sopra i 15.000 abitanti.
    E il dato del Prc-Pdci,controlla sul sito della Federazione,e’ stato del 2,5% in media,-0,2% rispetto anche alle regionali,nei comuni confrontabili.

    Quindi non dire stupidaggini,a questo bisogna aggiungere l’aggravante che nella meta’ dei comuni sei sparito,non hai piu’ la rappresentanza nei consigli che prima avevi.Come diavolo lo vuoi capire!
    Il dramma e’ quello!
    Informati prima di parlare a casaccio e di mettere in mezzo questi fottutissimi dati delle provinciali che non contano nulla!

  8. Lorenzo scrive:

    Per Carlo di Genova

    Ad una settimana dal voto delle primarie di Genova com’e’ la situazione?

    Il Pdci(se esiste a Genova)credo vada senza se e senza ma nel csx,ma il Prc?
    Ferrero da Roma il giorno dopo la vittoria sembrava avere quasi dato il via libera a Doria ma da Genova sono meno propensi giusto?E allora come andra’ a finire?
    La componente di Falce&Martello e le oltre opposizioni valgono tanto a Genova(credo abbiano anche segr. di circolo)e’ contraria all’accordo con Doria,nel caso di un accordo imposto da Roma mi pare possibile che possa esserci un boicottagio no?
    E alla sinistra del Prc che si muove?
    Ferrando e il suo Pcl si presenteranno,ma Sinistra Critica?

  9. Manifestazione promossa dalla Tavola per la Pace scrive:

    Basta sangue! Basta repressione!
    Fermiamo la spirale della violenza!
    Difendiamo i diritti umani!

    Domenica 19 febbraio 2012

    Partecipiamo alla
    Manifestazione nazionale di solidarietà
    con il popolo siriano

    Roma, piazzale dei Partigiani
    ore 12.00
    Stragi, massacri, atrocità, torture, sangue, bombardamenti, violenza, morti, feriti,… Quello che sta accadendo da quasi un anno in Siria è insopportabile. Fermare la violenza e la sua mostruosa spirale è difficile ma non impossibile. E in ogni caso è la sola cosa che si possa fare se davvero vogliamo evitare il peggio. Che cos’è il peggio? Una lunghissima guerra civile che nessuno riesce a vincere ma che tutti finiscono per combattere. Noi compresi.

    L’intero Medio Oriente è al centro di uno scontro planetario in cui la voglia di libertà e di giustizia per cui sono già morti tanti siriani si è già persa. A giocare con la vita e la morte dei siriani oggi ci sono tutte le potenze del Medio Oriente e i “grandi” della Terra. A loro non interessano i diritti umani. Per loro i diritti umani sono solo un’arma da scagliare contro qualcuno quando serve. Oggi si può gridare contro le stragi e domani se ne può provocare una anche peggiore. La posta in gioco è sempre un’altra: il potere, la supremazia, l’egemonia, il dominio.

    In questo impressionante groviglio di interessi non è facile trovare la strada giusta. Ma se vogliamo tentare di scongiurare il peggio o, almeno, se non vogliamo essere complici di questa ennesima tragedia dobbiamo agire in ogni modo e in ogni sede per fermare la spirale della violenza. Non c’è un altro modo per difendere davvero i diritti umani. Il regime di Assad va condannato per tutte le atrocità commesse (lo abbiamo fatto e continueremo a fare) ma la sua condanna non può diventare il pretesto per altri massacri. Per questo oggi non possiamo che lavorare per fermare gli scontri e le armi. Impedire che ai morti si aggiungano altri morti. Spegnere l’incendio: non c’è un obiettivo più urgente! I piani per sostenere l’opposizione armata o per intervenire militarmente al loro fianco sono una follia di cui non possiamo essere complici. Non risolvono alcun problema e ne creano uno immensamente più grande. Il modello, se mai un modello esiste, fatte le debite differenze, non può essere la Libia ma il Libano.

    Per questo domenica 19 febbraio 2012 partecipiamo alla Manifestazione nazionale di solidarietà con il popolo siriano indetta dal Consiglio Nazionale Siriano. L’appuntamento è a Roma, piazzale dei Partigiani, ore 12.00.

    Qualcuno dirà che è un’utopia, ma se non ci mobilitiamo subito per fermare la violenza ne finiremo risucchiati.

    Tavola della pace

    • Anonimo scrive:

      Tavola della pace=PD

    • vincenzo scrive:

      Tante belle chiacchiere per dire, alla fine, che la manifestazione è del così detto consiglio nazionale siriano, una fazione foraggiata dai paesi occidentali che vogliono convertire l’eretica Siria alla magnificenza e alla bontà delle multinazioanli, in primis americane. Mi avete stufato. Non siete credibili e, soprattutto, siete faziosi. Un classico: predicare bene e razzolare male.

  10. anonimo scrive:

    Khader Adnan, detenuto palestinese, 60 giorni di sciopero della fame
    di Bassam Saleh, Coordinatore nazionale Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi

    http://www.marx21.it/internazionale/medio-oriente-e-nord-africa/1063-khader-adnan-detenuto-palestinese-60-giorni-di-sciopero-della-fame.html

  11. Leonardo Masella scrive:

    Ricordando la vicenda di 20 anni fa di “Mani pulite”, tutti ammettono che la corruzione da allora non solo non è mai finita ma è aumentata. Perchè in realtà l’operazione di Di Pietro, della Magistratura (e di chi la guidava), denominata “Mani pulite”, non è stata inventata (di colpo, sic !) per abbattere la corruzione ma per abbattere la Prima Repubblica, il sistema proporzionale, per dare alle grandi imprese e agli Usa il controllo diretto, senza più mediazioni politiche, del nostro Paese. Nessuno ricorda che nel 1993, l’anno dopo “Mani pulite” e sull’onda della campagna populistica e qualunquistica “vota si, si cambia”, contro i partiti e la politica, si tenne il referendum che spazzò via il sistema proporzionale e introdusse per la prima volta in Italia il sistema maggioritario. In quel periodo partirono le peggiori controriforme sociali (la cancellazione definitiva della scala mobile, l’introduzione del lavoro in affitto, la controriforma De Lorenzo della sanità pubblica, la controriforma delle pensioni); le privatizzazioni delle principali imprese pubbliche italiane, anche strategiche; la controriforma del sistema di Difesa con l’eliminazione dell’esercito di leva e l’introduzione dell’esercito professionale, la partecipazione diretta dell’Italia alle guerre americane; la personalizzazione della politica, la riduzione drastica del potere di tutte le assemblee elettive, il presidenzialismo di fatto, l’abbattimento di fatto dei principali principi della Costituzione italiana.

    • Uguale a Stefania scrive:

      Mi pare di leggere le dichiarazioni di Stefania Craxi di stamani! Masella dimostri nei fatti, non per come affermi: ” fatto fuori dai gruppi dirigenti per le mie idee critiche” ma proprio per i tuoi limiti…
      Ma come fai a non dire nulla sul malaffare (oppure era inventato’) imperante! eccerto che poi la politica entri sempre in ballo ma non comprendi che le persone ne avevano le palle piene di Craxi e il malaffare è grave, che poi oggi continui è cosa grave ma questo cosa c’entra in effetti solo il 4% della popolazione ritiene di riporre fiducia nei partiti politici, e infatti in questo partecipiamo anche noi con le vicende Goracci e altre cosette varie…

    • Anonimo scrive:

      Fuori di testa….Non c’è altro da dire.

  12. Anonimo scrive:

    Prc
    Pdci
    Pcl
    Alternativa comunista
    Comunisti sinistra popolare
    Nuovopci
    Partito marxista leninista italiano
    Partito comunista italiano marxista leninista
    Partito comunista per la questione morale
    Nucleo comunista internazionalista
    Carc
    Sinistra critica
    Partito comunista internazionale
    Rete dei comunisti
    Piattaforma comunista
    Rete civica (fondato da Fernando Rossi ex sen. pdci)
    Lotta Comunista
    Partito d’Azione Comunista
    Iniziativa comunista
    Proletari comunisti

    … qualcuno ne conosce altri?

    • Anonimo scrive:

      Grazie ! “Bisogna fare l’unità dei comunisti in un unico partito comunista !”. Vedete quanto era ed è sbagliata questa parola d’ordine ? Solo propaganda per fomentare nuove scissioni. Per unire i comunisti (obbiettivo strategico giusto) bisogna porre le basi politiche dell’unità e alcune basi teoriche e culturali, e bisogna che questo lavoro incroci una spinta oggettiva dal basso, come fu nel 1991 per la nascita di Rifondazione Comunista che unì, allora, la stragrande maggioranza dei comunisti.

  13. Pietro scrive:

    Mai vista una feccia simile….nemmeno del compagno Cappelloni hanno rispetto tutti questi merdosi(3 o 4 che si clonano) che sparlano del PRC….fate pena siete solo topi di fogna.

  14. Anonimo scrive:

    Incollo sotto una nota datata oggi del PRC, presa dal profilo di Paolo Ferrero. Il partito si dichiara parte lesa nell’affaire Goracci. Quindi si dà per scontato che le accuse siano giuste e si condanna preventivamente Goracci. Poiché si legge da varie parti che il modus operandi di Goracci e soci era un vero e proprio sistema, possibile che nel partito, umbro e nazionale nessuno abbia detto nulla per anni? Possibile che si siano prese le distanze da Goracci solo quando vi sono stati gli avvisi di garanzia ovvero sono intervenuti i magistrati?
    (si veda questo articolo: http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-avances-dellex-sindaco-rossoe-le-donne-invisibili-di-gubbio/ )

    NOTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
    Rifondazione Comunista ritiene di inaudita gravità i reati che vengono contestati ad Orfeo Goracci ed agli altri indagati. L’accertamento sul piano giurisdizionale e delle responsabilità penali, spetta alla magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia. Il Prc ritiene, peraltro, che l’espletamento delle responsabilità politiche ed… i comportamenti dei rappresentanti istituzionali debbano essere trasparenti e cristallini ben oltre le responsabilità penali, per questa ragione, quando Goracci ha ricevuto l’avviso di garanzia, gli abbiamo chiesto le dimissioni da vice Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria. Riteniamo che esista un dovere civico, una questione morale, una responsabilità costituzionale fondativa della rappresentanza.
    A partire da questi convincimenti il Prc, si ritiene parte lesa, di fronte ai propri iscritti ed all’opinione pubblica. Decide, pertanto, sin da ora, che si costituirà parte civile, per difendere l’onore e la militanza generosa e cristallina dei propri iscritti, nella udienza di apertura dell’eventuale processo.
    17/11/2012

  15. Anonimo scrive:

    Per Gero

    Ti chiedi se in Umbria,Lazio,Calabria e Toscana ci sia un nuovo esodo dal Prc?
    Partiamo da un punto chiaro,un calo di iscritti c’e’ stato piu’ o meno in tutta Italia.
    Le scorse elezioni amministrative,questa dirigenza si sforzo di farle passare per un buonissimo risultato,ricordate il:
    “Non abbiamo l’1% come dicevano i sondaggi!”
    Si effettivamente non prendemmo l’1% ma il 2/2,5% piu’ o meno,solo che nel frattempo il Prc,Pdci,Fds come lo volete chiamare,spari’ da quasi la meta’ dei comuni capoluogo e dai comuni sopra i 15.000 abitanti al voto.

    E cari compagni miei quando sparisci dai consigli comunali,quando il circolo della citta’ non ha piu’ un consigliere comunale e un assessore … diminuiscono sia gli iscritti che le semplici tessere(volente o nolente).

    In qualche regione sta’ accadendo qualcosa di piu’ che un semplice calo di iscritti?
    In Calabria effettivamente si’,ma la mazzata delle amministrative e i fatti del consigliere “De Gaetano” sono(spero)davvero un caso eccezionale.

    Toscana,Umbria e Lazio le regioni che tu citi non so’,tu che notizie avevi?A questo punto dici tutto senza avere peli sulla lingua …..

    • Piero scrive:

      Alle provinciali della scorsa primavera abbiamo preso il 4,2% dati del ministreo degli interni vicinissimo al sempre presente in tv e giornali vendola e idv (4,6%). Con dati ottimi vedi Lucca dove la FdS ha preso 6,6%, Reggio Calabria 7,6% (liste distinte Prc e Pdci), Macerata 4,6%, Savona 5,3%, Trieste 5%, Gorizia 6%. Ricordiamo inoltre l’exploit delle comunali a Napoli dove la FdS è il secondo gruppo di maggioranza relativa. In Calabria il partito ha perso solo tessere false con De Gaetano non ha perso proprio nulla

  16. Nicola scrive:

    Brano tratto da:
    “Il pensiero cattolico può aiutare il PD a vincere il liberismo”
    di Stefano Fassina (resp. nazionale economia e lavoro del PD)
    pubblicato su L’Unità del 17 febbraio
    http://www.partitodemocratico.it/doc/230966/il-pensiero-cattolico-pu-aiutare-il-pd-a-vincere-il-liberismo.htm

    “Oggi è evidente che il neoliberismo ha fallito: la svalutazione del lavoro, incluse le classi medie, come via della competitività è insostenibile sul piano economico e democratico. Tuttavia, la concentrazione di ricchezza e, conseguentemente, potere economico, politico e mediatico sostenuta dal neoliberismo nell`ultimo trentennio continua a imporre l`agenda di policy (vedi il dramma Grecia). Siamo al «trionfo delle idee fallite» anche perché il neoliberismo, seppure in versione light, ha segnato le «terze vie» e, da noi, i derivati del Pci e di parte della Dc (quella di centrosinistra), e, inevitabilmente, i primi passi del Pd. Al punto che, sulla questione cruciale del lavoro, una parte di noi, una minoranza, per fortuna trasversale alle antiche provenienze, persevera: usa il lessico della destra, inventa i «lavoratori iper-garantiti» e accusa di razzismo generazionale i sindacati in quanto responsabili dell`«apartheid» dei precari.”

    • Anonimo scrive:

      Ma tu in questo blog fai continuamente propaganda al Pd ? Legittimo, ma perchè non ti iscrivi alla corrente fassiniana del Pd ?

      • Nicola scrive:

        Non mi sono ancora iscritto al Pd perchè ancora mi illudo che il Prc, per cui ho speso anni di militanza, possa avere un futuro e un ruolo nella politica italiana. E questo futuro passa inevitabilmente attraverso un rapporto con le parti più progressiste dei partiti e della società, e per questo mi sembra utile segnalare ciò che si muove al di fuori del nostro angusto recinto.

  17. Rolando Dubini scrive:

    Ciao Claudio, forse ricorderai, sono un avvocato penalista, e quel che scrivo su Goracci non è scritto a caso o con superficialità, visto che io difendo in giudizio penale gli imputati, non è che faccio tutt’altro, io ogni giorno mi occupo di diritto penale. Tanto è vero che quando è stato fatto il testo unico di sicurezza del lavoro l’unico referente di Alberto Burgio e Augusto Rocchi ero io, non altri, e chi ogni anno viene chiamato a relazionare nei convegni con Raffaele Guariniello sono io.

    Ciò premesso, devo dire che mi sorprende la posizione del partito, di quello umbro non parliamone neppure stendiamo un velo pietoso, che la solita guerra tra cordate che sta dilaniando il nostro malconcio partito anche lì ha i suoi riflessi. Ma il comunicato nazionale che esprime fiducia incondizionata nella magistratura mi sembra un pò esagerato e incauto. Potrei usare il facile argomento che nel caso di Battisti tutta questa fiducia nella macchina giudiziaria italiana non è stata proclamata, così pure nel caso del G8. Ma è proprio la lettura attenta e non superficiale dell’ordinanza che mette in galera compagni e compagne tacciando il prc di essere un’associazione di delinquenti che da un punto di vista penale è ridicola e totalmente infondata, una montatura politico giudiziaria del pd,, che sono del pd pm e gip (magistratura democratica), il sindaco attuale, della corrente di ultradestra Rienzi che lo sostiene, e dipendenti comunali tutti del Pd, coloro che hanno denunciato i compagni. Le accuse sono al massimo da tribunale amministrativo regionale, banali irregolarità come ce ne sono a centinaia a Roma, o al comune di Milano. Quando poi all’accusa di aver assunto una persona in modo irregolare, via, siamo seri. Non mi pare che Pisapia o Alemanno siano in galera, eppure sono sicuro che ne troviamo non uno ma forse 100 di loro amici in comune entrati dopo le elezioni. Ma anche la valutazione della irregolarità di quella assunzione è del tutto opinabile, anche da un punto di vista di legittimità.

    Non vedere questo vuol dire, come minimo, essere politicamente ciechi. E un numero crescente di compagni manifesta dubbi sempre più forti sul ponziopilatismo, nella migliore delle ipotesi, del partito, per non dire di compagni ai quali sono sempre stato molto vicino i quali hanno già sentenziato, tra l’altro pubblicamente nella riunione di ieri dell’area, che secondo lui l’ordinanza sarebbe fondata senza addurre peraltro alcun argomento valido dal punto di vista del diritto penale (e manco sapeva che tutti gli accusatori sono del PD!!!!), che Orfeo e le altre compagne e compagni sarebbero colpevoli.

    Di seguito troverai alcune considerazioni banali, ma fondamentali, che smentiscono il castello di carte accusatorio. I comunisti si vedono quando è difficile, non quando è facile. I casi Paolini e Libertini dovrebbero insegnare qualcosa, e come diceva Lenin, la cosa grave non è sbagliare, ma continuare a sbagliare.

    La guerra politico giudiziaria del PD di Gubbio contro Goracci e contro il PRC di Gubbio
    Accuse false contro Goracci, e altri amministratori locali comunisti, dettate esclusivamente da odio politico e da una evidente manovra politica di simpatizzanti iscritti e sindaco del PD: la stessa ordinanza di custodia cautelare (piena di vere e proprie affermazioni retoriche assurde e ridicole finalizzate al tentativo di dimostrare l’indimostrabile, ovvero il dolo penale di Orfeo Goracci che NON esiste) in modo imbarazzato affronta il problema dell’”attendibilità dei dichiaranti” dando per acquisito “il fatto che alcuni di costoro si sono detti espressamente simpatizzanti di parti politiche diverse da quelle in cui militano gli indagati”
    Aggiunge l’ordinanza, dando atto in realtà di una vera e propria montatura politico-giudiziaria ordita dal PD fin dal 2009 e condita da molte denunce anonime e firmate, dato che non solo le dichiarazioni accusatorie provengono da avversari politici di Goracci impiegati in comune (e tutti del PD) ma che la loro credibilità viene garantita, secondo l’incredibile castello accusatorio contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare, dalle affermazioni del rivale politico numero uno di Goracci, l’attuale sindaco del Partito democratico di Gubbio Guerrini (!!!):
    “Anche le dichiarazioni rese dal PM dall’attuale Sindaco di Gubbio (Partito Democratico), Guerrini Diego, in carica dal 27/05/2011 forniscono una importante chiave di lettura degli elementi acquisiti e vanno ad avvalorare l’attendibilità di quanto riferito e denunciato dalle persone sentite nel corso dell’indagine.
    Il Guerrini ha riferito che, al momento di presentare la sua candidatura, aveva nettamente avvertito la pressione esercitata nell’ambiente comunale dal “gruppo Goracci”, che – attraverso Maria cristina Ercoli, vera e propria “emanazione” (?sic) di Orfeo Goracci, Marini Cernicchi, Antonella Stocchi, Graziano Capannelli e Lucio Panfili – faceva capire (??? sic) che era necessario schierarsi, essere “con loro o contro di loro”.
    L’ordinanza è addirittura disgustosa laddove afferma “il Goracci definito “il re” lo “zar”: da chi non si sa, perchè l’ordinanza non lo dice, ma con simili elementi un giudice della repubblica italiana mette in galera un imputato in attesa di giudizio (e qui il film di Alberto Sordi torna alla mente in modo molto opportuno).
    http://www.quotidiano.net/file_generali/documenti/PDF/2012/02/tribperugia.pdf

    Una delle denunce che ha dato avvio al procedimento penale contro Goracci è nato da una denuncia di una dipendente comunale, Nadia Minelli, del 2009, che si è pure dimessa in “strana” sintonia con una operazione politica del PD contro l’amministrazione Goracci all’epoca:.
    http://www.comune.gubbio.pg.it/Index.aspx?idnews=12489&idsottosito=30

    • Claudio Grassi scrive:

      Caro Rolando, certo che mi ricordo. Ti ringrazio per il materiale che metti a disposizione. Le tue considerazioni non sono affatto da sottovalutare. Anche io ho letto l’ordinanza e, pur non essendo competente in materia, ho avuto anche io una sensazione negativa. Vengono usati argomenti e fatte valutazioni che non c’entrano nulla con una ordinanza.
      Detto questo penso che un gruppo dirigente di un partito politico, a maggior ragione comunista, che si trova in questa situazione non possa non fare quello che abbiamo fatto. Chiedere ai propri iscritti coinvolti di sospendersi dal partito e contemporaneamente rimettersi all’iter previsto dalla giustizia. Sarebbe ben strano che noi che rivendichiamo tutto questo dagli altri
      partiti non lo facessimo su noi stessi.

    • buran scrive:

      Mah, pur essendo consapevole che certe porcherie (non necessariamente “reati”, ma comunque censurabili o ddirittura odiose dal punto di vista politico) esistono eccome negli organismi e nelle macchine istituzionali, e dichiarando che non mi piace affatto come il PRC ha spesso operato, fino ad oggi, nelle istituzioni locali, devo dire che il vestitino fatto a Goracci non mi convince per nulla. Sono pronto a cambiare idea di fronte a fatti precisi che possano essere portati a conoscenza di qui a poco, ma per ora non ho avuto occasione di leggere le particolari circostanze che hanno portato all’arresto di Goracci: chi avrebbe assunto illegalmente, in che modo, chi avrebbe licenziato o emarginato etc. Anche dire “o sei con noi o contro di noi” non significa nulla: rispetto a che cosa sono state pronunciate queste parole? Boh…E quale era la “ragione sociale” di questa gang di Goracci? Anche qui non si sa, perchè ci sono allusioni ma non sono stati riportati fatti relativi a speculazioni edilizie, appalti etc. Quali sarebbero le ditte favorite composte da amici di Goracci? In quali circostanze si sarebbero consumati gli illeciti? Anche qui si rimanda a precisazioni che per ora non ci sono state. Io un po’ di esperienza negli enti locali come consigliere ce l’ho, e quando la magistratura, in altre città, ha fatto inchieste e messo sotto accusa assessori, sindaci etc., vengono subito dichiarate quali sono le operazioni fuorilegge o sospette e le circostanze precise che portano a queste accuse, passaggi di denaro, omesse o false documentazioni, intrecci, ruolo di professionisti e funzionari etc.. Qui invece, almeno per quanto si può essere a conoscenza attraverso la stampa, per ora non si sa nulla. L’ unica cosa precisa che è scritta negli articoli (e che sarà stata di certo ripresa da comunicati dell’accusa)è che Goracci ha abbracciato una donna da dietro e ha tentato di baciarla. Una molestia, o anche peggio, probabilmente, ma il resto?

  18. Prc Conversano! scrive:

    c’eravamo tanto amati-2
    http://www.esserecomunisti.it/?p=20001

  19. Prc Conversano! scrive:

    Grassi dopo che il nostro circolo ha pubblicato alcune sue dichiarazioni sulla sua pagina fb ci ha tolto l’amicizia!
    COMPLIMENTI!

    • Claudio Grassi scrive:

      Non vedo perché dovrei essere “amico” di chi ride delle difficoltà del proprio partito.

      • Prc Conversano! scrive:

        Nessuno ride delle difficoltà del partito. Ridiamo (anche se dovremmo piangere) di quei dirigenti che questo partito l’hanno affondato.
        Sponsorizzando non solo i vari Goracci. Ridiamo di chi salutava con entusiasmo il voto di Goracci…bell’analisi del voto!
        E ridiamo di quelli che si sono circondati di leccaculo in via del Policlinico!
        Si ridiamo per non piangere! Per non piangere di quella classe che avremmo dovuto rappresentare e che oggi si trova orfana.
        Ridere delle disgrazie del partito! Ma siamo matti? il partito è una comunità di persone, ma non una persona a cui capita una disgrazia suo malgrado (tipo una malattia).
        Ci sono precise responsabilità! P-R-E-C-I-S-E!

      • Prc Conversano! scrive:

        Caro Grassi, tu credi che aver fondato un partito ti dia anche il diritto di affondarlo?
        E tieniti “l’amicizia” di quelli dell’udc allora! che subito dopo averti linkato quelle cose ti sono corsi in aiuto!

  20. Prc Conversano! scrive:

    C’eravamo amati!

    “Orfeo è sindaco comunista di una città democratica, amato dai cittadini e rispettato dall’intero arco delle forze politiche e sociali. Certe provocazioni vanno respinte al mittente in modo chiaro e fermo. Ma sono convinto che sarà non solo il mondo politico ma l’intera cittadinanza a rigettare questi attacchi vergognosi. E che il governo amministrativo di Orfeo e della sua giunta proseguiranno, come sempre e senza farsi intimidire, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori eugubini.”

    Claudio Grassi

  21. Anonimo scrive:

    Per Gero

    Ti chiedi se in Umbria,Lazio,Calabria e Toscana ci sia un nuovo esodo dal Prc?
    Partiamo da un punto chiaro,un calo di iscritti c’e’ stato piu’ o meno in tutta Italia.
    Le scorse elezioni amministrative,questa dirigenza si sforzo di farle passare per un buonissimo risultato,ricordate il:
    “Non abbiamo l’1% come dicevano i sondaggi!”
    Si effettivamente non prendemmo l’1% ma il 2/2,5% piu’ o meno,solo che nel frattempo il Prc,Pdci,Fds come lo volete chiamare,spari’ da quasi la meta’ dei comuni capoluogo e dai comuni sopra i 15.000 abitanti al voto.

    E cari compagni miei quando sparisci dai consigli comunali,quando il circolo della citta’ non ha piu’ un consigliere comunale e un assessore … diminuiscono sia gli iscritti che le semplici tessere(volente o nolente).

    In qualche regione sta’ accadendo qualcosa di piu’ che un semplice calo di iscritti?
    In Calabria effettivamente si’,ma la mazzata delle amministrative e i fatti del consigliere “De Gaetano” sono(spero)davvero un caso eccezionale.

    Toscana,Umbria e Lazio le regioni che tu citi non so’,tu che notizie avevi?A questo punto dici tutto senza avere peli sulla lingua.

  22. Claudio Grassi scrive:

    Perchè non aderiamo alla manifestazione del 19 febbraio sulla Siria

    di  Rete No War – Peace Link ….

    Lettera aperta alla Cgil, alla Tavola della Pace e alle associazioni che
    aderiscono alla manifestazione del 19 febbraio indetta dal Consiglio
    Nazionale Siriano a Roma.

    Con questa lettera aperta intendiamo dissociarci nettamente dalla
    manifestazione indetta dal Consiglio Nazionale Siriano a Roma per il 19
    febbraio e non possiamo condividere le ragioni di quanti aderiscono a quella
    piattaforma.
    Ciò perchè non vogliamo assolutamente un’altra guerra “umanitaria” che, come
    è avvenuto in Libia, sotto la pretesa di proteggere i civili ha scatenato
    invece la ferocia dei bombardamenti e dell’intervento NATO ed ha aggiunto
    alla guerra civile in corso sul terreno un altro bagno di sangue molto molto
    più grande. Crediamo perciò che grazie al veto di Russia e Cina la minaccia
    di un “intervento umanitario” solo per il momento sia stata scongiurata.

    Pensiamo però che sia necessaria una piattaforma di pace alternativa che a
    partire dalla cessazione delle violenze di ambo le parti (governo e bande
    armate della cosiddetta opposizione) rivendichi un vero negoziato di pace.
    Ciò perchè il massacro dei civili in corso sul terreno in Siria è frutto di
    una guerra civile tra due entità armate come ha dimostrato il rapporto degli
    osservatori della Lega Araba-censurato dal Qatar- e come dimostrano numerose
    violenze sui civili, gli attentati terroristici, il cecchinaggio e numerose
    efferatezze compiute proprio dall’Esercito Siriano di Liberazione di cui è
    alleato il CNS.

    Questo ultimo attribuisce le violenze solo all’esercito governativo e invoca
    nel volantino del 19 febbraio (e nella piattaforma su cui chiede le adesioni
    ) “le dimissioni di Assad e del suo staff” e inoltre “la difesa
    internazionale dei civili secondo lo Statuto dell’ONU”, il che equivale a
    chiedere nei fatti il cambio di regime a mano armata e nuovamente
    quell’intervento militare internazionale che è stato momentaneamente fermato
    dal veto in Consiglio di sicurezza dell’ONU. Questa strada porta
    direttamente alla guerra”umanitaria” della NATO contro la Siria ed a
    legittimare l’intervento militare già in atto in Siria con truppe della
    Turchia, del Qatar, della Libia, dell’Arabia Saudita e di tutte le
    petrolmonarchie del Golfo che stanno da tempo fomentando la guerra
    appoggiando con mezzi militari e mediatici l’opposizione armata in Siria.

    L’esperienza delle cosiddette guerre umanitarie dell’ultimo quindicennio ci
    ha insegnato che nessuna retorica dei diritti umani o di “contingenti
    necessità” può mascherare la realtà della guerra con i suoi lutti e le sue
    devastazioni senza fine. L’unica strada per fermare il massacro di civili è
    quella di fermare le violenze, non di amplificarle invocando l’intervento
    occidentale.
    Invitiamo pertanto tutte le associazioni che ripudiano la guerra a
    dissociarsi apertamente dal CNS e dalla sua piattaforma.

    Alleghiamo alla presente lettera:
    a) una scheda informativa sul CNS redatta dalla giornalista Marinella
    Correggia con l’indicazione delle fonti; b)un estratto in italiano del
    rapporto degli osservatori della Lega Araba; c)la piattaforma di pace da noi
    proposta con Peacelink e Il Dialogo

    FIRME: Rete No War, Un Ponte per, Wilpff, U.S. Citizens for Peace and
    Justice, Disarmiamoli, Contropiano

    PIATTAFORMA DI PACE

    1. Cessazione di ogni violenza e forma di repressione dei diritti
    fondamentali dei cittadini da parte del regime

    2. Rinnovo della missione degli osservatori internazionali che comprenda
    mediatori neutrali di alto profilo etico nonché attivisti per la pace e i
    diritti umani, con compiti di verifica delle informazioni sulle violenze, di
    individuazione dei responsabili delle violenze e di risoluzione nonviolenta
    dei conflitti

    3. Avvio di indagini per l’accertamento delle responsabilità delle violenze
    - da qualunque parte siano provenute – che dovranno essere seguite da
    processi equi e imparziali, con l’applicazione delle norme delle Convenzioni
    internazionali a tutela dei diritti umani

    4. Applicazione del principio di autodeterminazione dei popoli e creazione
    di una roadmap per avviare libere elezioni, vigilate da osservatori
    internazionali, che consentano al popolo siriano di scegliere i propri
    rappresentanti e la propria forma di governo

    5. Condanna di ogni ingerenza militare esterna o minaccia dell’uso della
    forza e rispetto della sovranità nazionale della Siria nelle forme garantite
    dalla Carta dell’Onu

    6. Scelta di terziarietà delle associazioni pacifiste e della società civile
    che appoggino il popolo siriano senza però aderire alla piattaforma di
    organizzazioni – come il CNS – che in questo momento approvano
    l’insurrezione armata in Siria

    Per tale ragione manifestiamo solidarietà con il popolo siriano e inviamo
    questo appello a tutti gli organi di stampa unitamente al nostro pieno
    appoggio alle rivendicazioni nonviolente a favore della tutela dei diritti
    umani in Siria.

    Non possiamo però aderire alla manifestazione del 19 febbraio convocata dal
    Consiglio Nazionale Siriano che ha siglato un accordo politico con
    l’Esercito Siriano di Liberazione, responsabile dell’uccisione del
    giornalista francese Jacquier e di altri civili, di attacchi armati
    deliberati e indiscriminati (è documentato l’uso di mortai, mitragliatrici e
    lanciarazzi) nonché di sabotaggi controproducenti per il processo di pace e
    di transizione democratica che auspichiamo.

    • Leonardo Masella scrive:

      Caro Claudio,
      condivido questa presa di posizione, dissentendo radicalmente dalla manifestazione per la guerra promossa dai contras siriani (cioè dal guerrafondaio governo Monti e dall’ambasciata americana) alla quale hanno aderito la Tavola per la pace e la Cgil.
      Auspico che una presa di posizione simile venga adottata anche dal Prc e dalla Fds.

      • anonimo scrive:

        http://www.facebook.com/events/328888483821779/

        Assemblea contro la guerra in Siria. Dove sono i pacifisti?
        mercoledì 29 febbraio 2012.17.00 fino a 20.00..

        Introducono
        Fabio Nobile, segretario Pdci Roma – Cons. regione Lazio della Fds
        Maurizio Musolino, Dip. Esteri Pdci
        Domenico Losurdo, firmatario appello “Fermare i preparativi di guerra”

        Interventi
        Patrick Boylan, Rete Nowar
        Mostafa El Ayoubi, Caporedattore rivista “Confronti”
        Francesco Maringiò, Resp. Relazioni Internazionali Pdci
        Franco Tomassoni, Resp. Esteri Fgci

        Interventi via Skype
        Michele Giorgio, giornalista manifesto (da Gerusalemme)
        Ammar Baghdash, Segretario Pc siriano (da Damasco)

        • Leonardo Masella scrive:

          Iniziativa certamente positiva e apprezzabile nel vuoto che c’è. Tuttavia mi pare un po’ troppo chiusa e autorefenziale. Perchè non avete pensato di invitare qualche esponente del Prc (con cui fate parte della Fds), per esempio Fabio Amato, Bruno Steri, ecc. ? Se neppure nella costruzione di un vasto movimento contro la guerra si lavora assieme altro che unità dei comunisti o Fds ! Spero che la mia critica non venga presa male, ma possa essere solo uno stimolo a migliorare.

          • Anonimo scrive:

            Non ti va mai bene nulla, Masella. Recrimini perchè non si fanno iniziative. E quando si fanno, c’è sempre qualcosa che non va. Non ti sembra di esagerare?
            In questi giorni il PRC ha organizzato un’iniziativa sulla Grecia con Ferrero e il Synaspismos. E’ un’iniziativa apprezzabile che va salutata con simpatia. O dobbiamo recriminare anche in questo caso, perchè non si è pensato di invitare il PdCI o il KKE?

            • Leonardo Masella scrive:

              Io non condivido che noi del Prc dobbiamo avere un rapporto privilegiato con Sisaspismos (io sarei per valorizzare tutta la sinistra antagonista Greca compreso ovviamente il Kke), ma questo è un altro paio di maniche. Una cosa è l’iniziativa sulla Grecia, altra cosa è una iniziativa contro la guerra. Ed io non ho detto che l’iniziativa a cui fate propaganda non mi va bene, ho detto che trovo strano e sbagliato che in una delle poche (e meritorie) iniziative contro la guerra il Pdci non inviti nessuno non dico di Sel o del mondo democratico (Giulietto Chiesa, Raniero La valle) ma neppure del Prc. E vogliamo fare l’unità della sinistra ? L’unità dei comunisti ? Un movimento per la pace ? Mah, pazienza, fate come meglio credete, compagni.

              • anonimo scrive:

                Con Giulietto Chiesa, con Vattimo e altri esponenti non del PdCI, Diliberto e molti altri dirigenti e militanti del partito hanno firmato l’appello che Losurdo rappresenterà all’iniziativa. Nessuno vietava ad altri della Fds di firmarlo. E in effetti molti militanti del PRC lo hanno firmato. Compagno Leonardo, come fai a sostenere la tesi dell’arroccamento del PdCI sulla questione Siria? E’ ingiusto. Del resto, non è certo per colpa del PdCI che nella Fds non si riesce a costruire una iniziativa unitaria in merito.
                E se, tenendo in considerazione la tua condivisibile voce e qulla di altri come Grassi e Steri, il tuo partito organizzasse un’autonoma iniziativa, dando spazio anche alla voce dei comunisti siriani come avviene in quella del PdCI, non ci sarebbe certo da rammaricarsene. Anzi. Il fronte della lotta antimperialista verrebbe rafforzato.

                • Leonardo Masella scrive:

                  Va bene, compagno, evitiamo polemiche. Io alla vostra inziativa avrei invitato anche Fabio Amato. Avrebbe aiutato. Ma spetta a voi decidere chi invitare, sperando sia possibile qualche suggerimento costruttivo anche a chi non è iscritto al vostro paartito.

                • Francesco Maringiò scrive:

                  Leggo questi messaggi solo ora…credo che Masella abbia ragione. Purtroppo però è doveroso chiarire che la responsabilità delle assenze, non è da imputarsi a chi ha organizzato l’iniziativa. Ecco perchè nel titolo, ci è sembrato opportuno inserire l’interrogativo “che fine ha fatto il movimento pacifista?”. E’ un interrogativo pressante, viste le difficoltà a ricostruire un minimo di movimento contro la guerra e di coordinamento tra le forze della sinistra. Ovviamante, qualsiasi compagno della FdS vorrà venire all’iniziativa (a partire da chi è stato invitato ad intervenire), sarà non solo graditissimo ospite, ma interlocutore primario per tutti noi. Vi aspettiamo in tante/i quindi.

          • Anonimo scrive:

            Masella dalle tue parti il compagno Bagdache è considerato stalinista e antisemita (vedi i siti piovonopietre e sinistracomunista), parlando coi compagni del PRC mi pare spesso (con alcune lodevoli eccezioni come la tua) che l’atteggiamento sia lo stesso che c’è stato come con la Libia. Ovvero meglio non rischiare di apparire pro-Assad, mentre settori interi del PRC tifano per i “ribelli”.

            • Leonardo Masella scrive:

              Guarda, compagno Anonimo, se non ti accorgi che la posizione e l’atteggiamento del Prc stavolta sono stati molto diversi da quelli sulla Libia, è meglio che smetti di fare politica. E poi sempre addosso al Prc ma non dite mai niente sul Pd e la Cgil che addirittura aderiscono alla manifestazione pro-guerra dei contras siriani in Italia. Capisco perchè in Italia non si sviluppa nessun movimento contro la guerra…

      • Anonimo scrive:

        Masella, gentilmente potresti dirci quando eri in regione chi lavorava con te? e quali sono stati i criteri di scelta? Grazie.

      • vincenzo scrive:

        Mi associo integralmente alle considerzioni di Leonardo. Strano che la FDS non abbia preso una posizione netta contro la strumentalizzazione del consiglio nazionale siriano. A livello personale ho contestato la tavola della -così detta- pace sul loro profilo FB. E lo rifarò.

  23. prudenza e coraggio scrive:

    Goracci è innocente fino a quando una sentenza passato in giudicato non dirà che è colpevole. Quindi è bene che tutti recuperiamo la stella polare del garantismo.
    Detto questo dispiace l’atteggiamento di Goracci che attacca il PRC reo per avergli chiesto le dimissioni “naturali”.
    Dispiace che il PRc da questa vicenda dovrebbe trarre spunto per una profonda analisi DI NOI, per capire e risolvere i motivi della perdita di consensi e militanza che non sempre stanno fuori. Buon lavoro

  24. Perplesso scrive:

    Comunque andrà a finire la vicenda giudiziaria che ha investito Orfeo Goracci ed altri esponenti (sospesi) del Prc umbro, peserà come un macigno. Peserà se il compagno Goracci sarà capace di dimostrare che tutte le accuse mosse nei suoi confronti sono una montatura. In quel caso, chi lo ripagherà per tutta la canea mediatica subita in questi giorni, non solo da parte della stampa nemica ma anche dal “fuoco amico”, da quei compagni che fino a ieri lo sbandieravano come modello di buon amministratore e portabandiera dell’Umbra Rossa? Se le accuse dovessero cadere, come si giustificherà quella comunità politica che ha preso immediatamente le distanze da un suo componente, gettandolo alle ortiche in barba ad ogni beneficio del debbio e barlume di solidarietà politica e soprattutta umana tra compagni? Questa vicenda peserà anche se, all’opposto, tutte le accuse mosse contro Goracci e la presunta “banda di Gubbio” dovessero tenere. Come giustificherremmo la presenza di tali Giano bifronte, di codesti dottor Jekyll e Mr.r Hyde tra le nostre fila? Ufficialmente comunisti irreprensibili e paladini dei più deboli che, dietro le quinte degli uffici amministrativi, si trasformano in un’orda di stupratori, ladri e zarini clientelari… Se le accuse dovessero tenere, questa comunità può lavarsene le mani, pilatamente, con un sostegno incondizionato alla magistratura e la costituzione di parte lesa? Non prendiamoci per il culo, compagni. Goracci fino a novembre era un dirigente nazionale del Prc, addirittura candidato alla massima carica della Federazione della Sinistra, con un passato di sindaco e parlamentare comunista e con svariate candidature avallate dal partito. Se fossero vere le ruberie, le assunzioni clientelari, l’occultamento di atti pubblici e, cosa peggiore di tutte, la violenza fisica e psicologica contro dei lavoratori, ci sarebbe da chiedere: dove stavano i compagni del circolo di Gubbio, della federazione di Perugia, del regionale umbro e la segreteria nazionale quando venivano commesse queste nefandezze? E’ possibile che in tutti questi anni nessuno si sia accorto di nulla? Si tratterebbe di un macigno micidiale contro la nostra tanto decantata diversità comunista…
    Comunque andrà a finire, ne usciremo con le ossa rotte!

  25. Anonima Rifondazione scrive:

    Per Gero

    Ti chiedi se in Umbria,Lazio,Calabria e Toscana ci sia un nuovo esodo dal Prc?
    Partiamo da un punto chiaro,un calo di iscritti c’e’ stato piu’ o meno in tutta Italia.
    Le scorse elezioni amministrative,questa dirigenza si sforzo di farle passare per un buonissimo risultato,ricordate il:
    “Non abbiamo l’1% come dicevano i sondaggi!”
    Si effettivamente non prendemmo l’1% ma il 2/2,5% piu’ o meno,solo che nel frattempo il Prc,Pdci,Fds come lo volete chiamare,spari’ da quasi la meta’ dei comuni capoluogo e dai comuni sopra i 15.000 abitanti al voto.

    E cari compagni miei quando sparisci dai consigli comunali,quando il circolo della citta’ non ha piu’ un consigliere comunale e un assessore … diminuiscono sia gli iscritti che le semplici tessere(volente o nolente).

    In qualche regione sta’ accadendo qualcosa di piu’ che un semplice calo di iscritti?
    In Calabria effettivamente si’,ma la mazzata delle amministrative e i fatti del consigliere “De Gaetano” sono(spero)davvero un caso eccezionale.

    Toscana,Umbria e Lazio le regioni che tu citi non so’,tu che notizie avevi?A questo punto dici tutto senza avere peli sulla lingua.

  26. gero scrive:

    Non mi preoccupano certi movimenti…ma è vero che in toscana, calabria, umbria e lazio c’è un fuggi fuggi dal parito o quantomeno un mancato rinnovo della tessera di compagni considerati (a volte spropositatamente) autorevoli? Chi ha informazioni in queste regioni?

  27. francesco scrive:

    ..certo che tipo Grassi. Anche qui si conferma il suo stile. Dice: “c’è un comunicato della segreteria che condivido….”. Ma come, uno che fa un blog, correnti e distinguo (leggitimi spesso giusti), che spacca il capello, che propone un diverso punto di vista, che ricerca, che distingue,.. ora, proprio ora se ne esce con un enunciato da guerra fredda e liquida la vicenda con un “c’è un comunicato della segreteria”? Qui siamo al ricovero….claudio, mi sorprendi negativamente….ma quando una parola di ammisione di errore….ma quest’aria di infallibile e corretto..quando la smetterai? Fai tenerezza, ma soprattutto quanto ti ritirerai?…eh che cavolo sempre una giustificazione e una risposta a tutto. Sai, preoccupano i tanti a sinistra che oltre a sapere tutto non interrogano mai se stessi e non avanzano un minimo di dubbio. Ma guarda un pò, ora tocca sorbirci l’infallibile che su questa questione fosse accaduta in sel o nel PD avrebbe avuto l’immancabile riflessione del prof. Burgio su qualche rivista o sul manifesto. Che diamine……goracci, che ci sarebbe di strano dire “speriamo che il compagno dimostri la sua innocenza, altrimenti come essere comunisti dovremmo prendere atto che il tarlo delle cattive pratiche di goveno riguarda anche noi – Berlinguer avrebbe detto che la questione morale rigurda tutti e dovrebbe valere per noi per primi. Saluti

    • sergio scrive:

      Siamo al 2%. Grassi, se il sondaggio non sarà vero e arriveremo al 3,5%, senza ogni volta dirci che SEL al 7% nei sondaggi è al 3% nel reale, ci vuoi parlare del nostro 3% che imporrebbe ad un partito che fonda la sua esistenza sul consenso e la partecipazione il suo scioglimento? Ti sto chiedendo, caro funzionario di partito, come si fa a derogare a questo presupposto ammesso che fossimo anche al 3%?

      • un grassiano risponderebbe scrive:

        …c’è un comunicato della segreteria e un documento approvato a larga maggioranza. ed un congresso che ha stabilito e approvato che…con una precisa linea politca che a maggioranza ampia ha deliberato che…con una maggioranza allargata a Rocchi e Rinaldi che dimostra che gli italiani ci hanno capito..con un convegno organizzato da Barbarossa e pegolo con ospiti Cremaschi e CaporUsso che hanno detto che….che Sodano ha 2000 prferenze e che Goracci è stato mproposto speaker x via dei suoi 2500 voti…e che il PRC decide democraticamente e che le minoranze sono al 0,5% .. e che ANCHE QUANDO GRASSI E’ STATO MINORANZA NON HA MAI ABBANDONATO IL PARTITO A DIFFERENZA DEL TRADITORE VENDOLA…(E VUOI CHE LO ABBANDONO ADESSO CHE PER PRENDERLO HO DOVUTO RIDURLO AL 2%)?

    • Anonimo scrive:

      Perfettamente d’accordo!

  28. Aldo scrive:

    Per l’anonimo del Prc-calabria

    Che mi dici delle elezioni a Catanzaro?
    Hai qualche notizia?
    L’anno scorso Fds e Sel fecero una lista comune,quest’anno si ripetera’?
    Da quel che leggo sembrerebbe di no,tu che notizie hai?
    E come e’ messa in generale la Fds a Catanzaro dopo un anno?Meglio o peggio?

    Ultime 2 domande,Scalazo ha qualche chance in piu’?
    E Sel e’ vero che si e’ decisamente(o parzialmente)rafforzata con il sostegno di esponenti della Cgil locale?

    • anonimo prc reggio calabria scrive:

      Indubbiamente,Scalzo ha qualche possibilità in più anche perche sembra che il terzo polo candidi un uomo dell’udc e non in alleanza con il pdl.
      Stavolta la coalizione di csx dovrebbe esser compatta,il Prc ha già annunciato il sostegno a scalzo

  29. metodo Goracci scrive:

    Grassi ma non lo volevi indicare come portavoce della FdS il “bravo” Goracci, basta leggere i capi d’accusa e le dichiarazioni di tanti interrogati, purtroppo dovrebbe essere d’insegnamento guardate nei posti dove governiamo ci “dimentichiamo” spesso che dovremmo essere integerrimi invece…il “metodo Goracci” di mantener eil potere è assai diffuso

  30. Anonimo scrive:

    La scomparsa di Guido Capelloni, comunista da sempre, prima nel PCI e poi fondatore del partito della rifondazione comunista di cui è stato un apprezzato dirigente politico, ci addolora profondamente.
    Con Lui abbiamo condiviso tante battaglie in difesa della pace, della democrazia, della libertà e per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e delle loro famiglie, ma, e soprattutto, per una società più giusta, per una società socialista.
    E’ scomparso un grande comunista che ricorderemo sempre con grande affetto: Davanti a Lui inchiniamo le nostre bandiere.

    I compagni: Giuseppe Sacchi, Jone Bagnili, Michele Tedesco, Alfredo Novarini, Walter Esposti, Elesa Milanato, Bruno Casati, Dina Cenderelli, Aurelio Crippa, Roberto Cocevari, Enzo Jorfida, Walter Tanzi.

  31. comunista scrive:

    Triste che se ne sia andato un gran compagno come Guido Cappelloni, ancora più triste che in questo suo omaggio ci siano le considerazioni sulla pessima vicenda Goracci.
    Mi ricordo ancora la polemica durissima che ci fu sulle giravolte dei “compagni” in Umbria nel 2010, molto lesti a passare dal “Goracci presidente” per reclamare… le “primarie” (!) al “Goracci in regione”, una volta fatto l’accordicchio con il PD. I compagni che protestavano di fronte a tale faccia tosta, furono tacciati di “settari”, “estremisti”, insultati e… cancellati da certi profili facebook.
    Ecco perché a qualcuno non sorprende più di tanto l’esito della vicenda Goracci.
    Meglio non dire altro. E onorare un compagno vero, di quelli che ce ne sono pochi, ormai, come Guido Cappelloni, uno di quelli che certi “compagni” chiamano “stalinista”. E ora piangono lacrime di coccodrillo.

  32. Anonimo scrive:

    Date un occhiata nei commenti de Il Fatto,L’Unita’ e altri siti,blog e socialnetwork …. sulla vicenda ci stanno massacrando!
    Per parlare dei Tg3 ….
    C’e’ un altra cosa che pero’ mi infastidisce … il silenzio di Grassi.

    • anonimo(prc reggio calabria) scrive:

      Di cosa ti meravigli compagno,del silenzio del grande stratega grassi?
      Devi saper che grassi è buono solo quando viene nelle varie città a fare lo stratega,poi davanti ai problemi nemmeno una parola.
      E te lo dice uno,che con nomi e cognomi,ha chiesto delle spiegazioni in merito ai fuoriusciti del mio partito a reggio calabria(vedi post precedenti).
      grassi non ti preoccupare che nemmeno alle prossime elezioni entri in parlamento(e mi dispiace per altri meritevoli compagni).

      • Claudio Grassi scrive:

        Non ho mai pensato di essere un grande stratega. Come ho scritto più volte questo è un blog.È uno spazio libero di discussione. Per quanto mi riguarda pubblico dei post che rappresentano il mio pensiero e, quando ho tempo, cerco di intervenire anche sulle domande che vengono poste nei commenti. Per quanto poni tu e il commento precedente e cioè sulla vicenda Goracci, esiste un comunicato ufficiale del segretario nazionale che condivido. Ho scritto anche qualche commento sul mio profilo di Facebook che è aperto a tutti e che puoi consultare. Per il resto, il livore che usi contro il Prc mi sembra fuori luogo.

        • Giuseppe scrive:

          Caro Claudio certi commenti dimostrano solo la pochezza di personaggi che sfogano il loro livore sparando a zero….il problema è che non hanno nulla da fare….beati loro…e vagano per i blog della sinistra(sono 3 o 4 persone i commenti che leggi sono uguali dovunque)….poveracci…

        • francesco scrive:

          ..certo che tipo Grassi. anche qui si conferma il suo stile. Dice: “c’è un comunicato della segreteria che condivido….”. Ma come uno che fa un blog, correnti e distinguo (leggitimi spesso giusti), che spacca il capello, che propone un diverso punto di vista, che ricerca, che distingue,.. ora proprio ora se ne esce con un enunciato da guerra fredda e liquida la vicenda con un “c’è un comunicato della segreteria”? Qui siamo al ricovero….claudio, mi sorprendi negativamente….ma quando una parola di ammisione di errore….ma quest’aria di infallibile e corretto..quando la smetterai? Fai tenerezza, ma soprattutto quanto di ritirerai?…eh che cavolo sempre una giustificazione e una risposta a tutto. sai, preoccupano i tanti a sinistra che oltre a sapere tutto non interrogano mai se stessi e non avanzano un minimo di dubbio. Ma guarda un pò, ora tocca sorbirci l’infallibile che su questa questione (fosse accaduta in sel o nel PD) avrebbe avuto l’immancabile riflessione del prof. Burgio su qualche rivista o sul manifesto. Che diamine……goracci, che ci sarebbe di strano dire “speriamo che il compagno dimostri la sua innocenza, altrimenti come essere comunisti dovremmo prendere atto che il tarlo delle cattive pratiche di goveno riguarda ancihe noi – Berlinguer avrebbe detto che la questione morale rigurda tutti e dovrebbe valere per noi per primi. Saluti

          • Eugenio scrive:

            Senti, quando uno dice che è d’accordo con il segretario nazionale, vuol dire che condivide quello che ha scritto Ferrero, punto. E’ una cosa estremamente semplice. E’ il tuo commento che appare contorto. E’ la tua mente che deve essere contorta.

        • Prc Conversano! scrive:

          a proposito di fb: grazie per averci tolto l’amicizia dopo che abbiamo linkato cose che forse non sono di tuo gradimento.

  33. Anonimo scrive:

    La vicenda di Gubbio sembra il triste finale di una storia che ho paura non si concluda con un lieto fine.

  34. ex grassiano scrive:

    ..e pensare che mi feci trascinare nella concezione del partito diviso x aree – un tempo si chiamavano correnti. Tanto solidali tra di noi, tanto alla ricerca della visibilità e della considerazione, tanto attenti ai cavilli congressulai e statutari, tanto accaniti creatori di riviste e blog di corrente. Tanto attenti aller postazioni e alla dife4sa delle nicche “locali” di consenso..tanto attenti…tanto disattenti alle “allegre” pratiche del partito dei tanti goracci della noistra e di altre aree..per carità.
    Quanto accanimento, quanto orgoglio di appartenenza gruppettaria … quanta bperdita di tempo per circoscrivere un’area culturale e politica che non soltanto dovrebbe accorgersi di qualche anomalia interna…ma soprattutto accorgersi (indipendentemente dall’area) che con questa militanza e per l’esistenza di queste composizioni umane delle varie aree ci si è attorcigliati attorno alle sfide congressuali senza che nessuna delle aree si accorgesse che il prc di tutte le aree stava al 2%. Il responsabile? Grassi. Responsabile diretto e indiretto della crisi politica e numerica, responsabile della cultura “correntizia” tanto coltivata in 20 anni di PRC. Grassi…si solo Grassi e non esagero. Ciao e mi scuso con lo stesso claudio (che ritengo sbagli naturalmente senza cattiva fede – e non lo ritengo meno grave) e tanti altri compagni con cui ho condiviso l’essere “grassiano” e correntizio (la composizione della segreteria conferma quanto detto….addirittura il tesoriere deriva da questa logica…) poveri TUTTI NOI. sE POI QUALCUNO MI DICE CHE VENDOLA SBAGLIA BLA BLA BLA…MI SA TANTO (PUR NELLA GIUSTEZZA DELLA CRITICA) CHE FORSE SERVE SOLO A LEGITTIMARE ASSURDE SCELTE POLITICHE CHE ANDREBBERO CRITICATE PER AVERCI PORTATO AL 2% E NON PERCHE’ SPECULARI A VENDOLA PER SODDISFARE LE IDIOZIE E I PSICODRAMMI DEI VARI MANTOVANI, ROCCHI, PEGOLO, MASELLA ECC.. ADDIO

  35. rosa rinaldi scrive:

    Caro Claudio,
    la prima volta che ho incontrato Guido Cappelloni, è stata proprio in occasione del congresso nazionale del PCI che si tenne a Milano e nel quale Cappelloni insieme a cossutta presentarono numerosi emendamenti. a me, allora giovanissima militante della federazione del PCI di Milano, mi venne assegnato il compito di lavorare ed asistere il tavolo della presidenza del congresso. Mi vengono ancora i brividi,e ricordo tutta la timidezza di me giovanissima, nel ricordare i nomi e i volti di quella classe dirigente da Berlinguer, a Nilde Jotti, da Seroni a Giglia Tedesco, da Ingrao a Napolitano e l’elenco potrebbe essere davvero lungo. Cappelloni dalla platea, era in prima fila, mi faceva ogni tanto un cenno e mi consegnava dei foglietti per Cossutta seduto in presidenza, io li consegnavo e riportavo la risposta, non è mai mancato un grazie né un sorriso da parte di Guido. Si il sorriso è la caratteristica che di lui più ricordo, anche nei momenti più tesi, come il congresso di Chianciano, lui mostrava un volto sereno e rassicurante. Non ho avuto occasione di conoscerlo o frequentarlo, se non ai nostri CPN o in occasione dei congressi, tuttavia sento che quel sorriso e quella statura di dirigente “antico” ci mancherà.
    Rosa Rinaldi

  36. ARRESTATO ORFEO GORACCI scrive:

    ARESSTATO ORFEO GORACCI DEL PRC adesso anche noi siamo dentro il malaffare? bella figura Grassi è anche uno della tua corrente! per anni la festa di essere comunisti veniva svolta a Gubbio ed adesso speriamo sia tutto lecito!
    Assunzioni sospette al Comune di Gubbio
    Arrestato vicepresidente Consiglio regionale Orfeo Goracci di Rifondazione Comunista

    • Anonimo scrive:

      E’ stata arrestata anche la D’Ercoli,sindaca dal 2010 al 2011 di Gubbio(sostitui Goracci)e poi dopo le elezioni del 20111 e’stata la vicesindaco di Gubbio.
      Ovviamente anche lei e’ del Prc.

      Da ricordare che nei mesi scorsi a Goracci e D’Ercoli furono notificati avvisi di garanzia.
      Il Prc chiese che si dimittessero direttamente e non la sospensione temporanea dal Prc.
      Goracci in quei giorni disse:”Il Prc mi ha gia’ condannato”

    • Anonimo scrive:

      “A cominciare dal comune di Gubbio dove la Federazione raccoglie il 25% e il compagno Goracci raccoglie 2600 preferenze!” Claudio Grassi 1/04/2010
      già 2600 preferenze! ma ti sei chiesto come?
      Dicci che quelle riflessioni del 1 aprile erano solo un pesce d’aprile!

      • Anonimo scrive:

        Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita stamani nei confronti del vicepresidente del consiglio regionale dell’Umbria, Orfeo Goracci e di altre otto persone. Il gip ha inoltre disposto per Goracci e gli altri il divieto di incontro con il suo avvocato per 5 giorni. L’accusa che viene contestata dalla procura della Repubblica di Perugia sarebbe di associazione a delinquere finalizzata all’abuso di ufficio , concussione e soppressione di atti pubblici e si riferisce al secondo mandato di Goracci a sindaco (fu eletto la prima volta nel 2001 e riconfermato nel 2006 ma si dimise poi nel 2010 per passare in Regione).

        «Lo zar» Goracci è accusato di essere a capo della presunta associazione per delinquere che avrebbe messo in atto assunzioni, stabilizzazioni di precari, avanzamenti di carriera e aste di beni immobili. Nel capo d’imputazione, Goracci viene definito il «re o lo zar». Gli interrogatori di garanzia sono in programma tra domani e giovedì.

        Gli arresti Contemporaneamente sono state eseguite altre 8 ordinanze, 4 in carcere e 4 ai domiciliari. Le altre 8 persone raggiunte dall’ordinanza di custodia in carcere per presunti reati commessi quando facevano parte della giunta comunale di Gubbio sono: Maria Cristina Ercoli, ex assessore al Bilancio (Prc); Lucio Panfili, ex assessore all’ambiente (Prc); Graziano Cappannelli (Idv), ex assessore al Commercio, Lucia Cecili, dirigente comunale al Personale. Ai domiciliari l’ex assessore all’Urbanistica, Marino Cernicchi (Prc), Nadia Ercoli, sorella di Maria Cristina e funzionaria del comune alla polizia municipale, Antonella Stocchi (Lista Civica Sinistra Unita), ex presidente del consiglio comunale. Infine, Paolo Cristiano, ex segretario comunale di Gubbio.

        Le perquisizioni Nell’ambito dell’indagine il magistrato titolare del fascicolo e i carabinieri si sono recati stamani negli uffici del Consiglio regionale dove hanno sequestrato documenti e gli hard disk di diversi computer. Perquisizioni sono in atto a Gubbio e a Perugia.

        L’inchiesta Orfeo Goracci, ex sindaco di Gubbio, qualche mese fa era stato raggiunto da un’informazione di garanzia nella quale la procura di Perugia ipotizzava il reato di concussione e abuso d’ufficio, la stessa accusa rivolta nei confronti dell’ex vicesindaco di Gubbio, Maria Cristina Ercoli. Al centro dell’inchiesta alcune assunzioni sospette che sarebbero avvenute proprio all’interno del comune di Gubbio, quando Goracci era il primo cittadino.

        Goracci e il Prc Goracci era stato eletto nelle fila di Rifondazione comunista ma a seguito dell’inchiesta si è autosospeso dal partito. I vertici regionali del partito ne avevano chiesto le dimissioni da vicepresidente del consiglio regionale. Maestro elementare, 53 anni, Goracci ha una lunga carriera politica alle spalle. Per dieci anni, dal 2001 al 2010, è stato sindaco di Gubbio guidando il suo partito, il Prc, in due tornate elettorali trionfali che hanno fatto della città dei Ceri un piccolo caso nazionale. Goracci è stato anche parlamentare nonché vicepresidente della giunta regionale all’epoca di Maria Rita Lorenzetti e poi, nel 2010, è stato eletto in consiglio regionale. Al suo posto Maria Cristina Ercoli ha retto la città per un anno fino alle primarie del 2011 che l’hanno vista soccombere, in un mare di polemiche, di fronte al candidato del Pd Diego Guerrini.

        Inutile nascondersi che questa vicenda avra’ conseguenze pesantissime per il Prc in tutta l’Umbria e non solo a Gubbio.
        Quella che era la “nostra regione simbolo” rischia di strasformarsi in un incubo!
        E ovviamente dobbiamo mettere in preventivo l’onda mediatica che ci sara’ anche a livello nazionale.

        Davvero una mazzata che non ci voleva!

        • Anonimo scrive:

          I nostri dirigenti avevano il DOVERE DI MONITORARE quel che accadeva nell’unico comune amministrato da noi!
          Sembra che la sfiga ci accompagni. No! non è così! ci sono precise responsabilità se non penali almeno politiche. Assumiamocele se vogliano andare avanti!
          “dire la verità, cercarla insieme vuol dire fare un ‘operazione rivoluzionaria”
          A. Gramsci (arrestato anche lui…ma per ben altre ragioni)

  37. Francesco D'Agresta scrive:

    Nel ripensare a Guido mi viene in mente principalmente una cosa: un bel sorriso, un sorriso onesto e sincero.
    L’ho incontrato poche volte, durante i cpn, a congresso o alle più importanti iniziative del Partito. Appena lo vedevo correvo a salutarlo, senza che ci fossimo mai presentati e mai che mi abbia rivolto un saluto veloce o convenevole, aveva sempre quel bel sorriso, appunto onesto e sincero e, stringendomi la mano, mi chiedeva come stavo, si interessava come se fossi un suo amico di vecchia data. Ovviamente io sapevo chi era e avrei voluto chiedergli un milione di cose, ma non l’ho mai fatto, sempre col timore di annoiarlo o fargli perdere tempo, ma le risposte me le ha date tutte con gli occhi e l’espressione.
    Ho 26 anni, ma sono colpito dalla sua morte come se fosse venuto a mancare il mio compagno più stretto.
    Ho il magone a pensare che alla prossima riunione non lo troverò, cercandolo con lo sguardo.
    Ma trovo conforto e rigenerata forza nel pensare di continuare, nel mio piccolo, nel solco delle sue scelte e battaglie, con l’area Essere Comunisti e con Rifondazione Comunista.
    Grazie Guido.

  38. Alpio scrive:

    Ho avuto modo di conoscere il compagno Guido in diverse occasioni,in particolare nelle riunioni di Area. Conoscevo la sua storia politica anche se non in maniera approfondita come tu hai fatto. Grazie per questo. Sono sempre i migliori che se ne vanno.

  39. Massimo La Bella scrive:

    Saluto a pugno chiuso un Compagno che è morto fisicamente ma vivrà comunque nei nostri pensieri e nelle nostre lotte.

  40. carlo circolo Bianchini genova scrive:

    Mi associo al coro doloroso,per la scomparsa del compagno Guido.
    Mi piacerebbe parlare delle primarie di genova, sul perchè il Pd si sta sfarinando, ma lo faremo al prossimo post.

    • Anonimo scrive:

      Vai nel post precedente … c’e’ posta per te

      • carlo circolo Bianchini genova scrive:

        Per anonimo, non mi piace andare indietro, ma ti risponderò qui lo stesso, a Guido non dispiacerebbe. vedo che cè l’hai a morte con rifondazone non solo con Ferrero, perchè se no capiresti, che le parole di Ferrero, su Doria sono parole di maniera, di buona educazione, di un segretario di un partito verso un concorrente, tu invece leggi quelle parole come il tentativo di dividere la vittoria?, ma quale viottoria, “il sole di un cerino, ti fa vedere il sole che non hai” cantava Caterina Caselli, la realta non la vuoi vedere, perchè credo che hai paraocchi, naturalmente non voglio affendere la tua persona che non conosco, in quanto, anonima tra gli anonimi, ma solo dare qualche numero, tu poi pensarla come vuoi, a Genova, nelle precedenti primarie, sono andati a votare 37.000 persone oggi meno di 25.000, quindi, 12.000 in meno, i candidati del PD era tre, Doria a rigore di intelligenza, anche della tua , non ha vinto ,è stato il terzo incomodo, il terzo che gode,(in questo caso il quinto che gode tra i litiganti) come saprai , il PD in tutta italia, è lacerato, alcuni dicono, che la signora Fornero E il suo capo Monti sanno benissimo, che l’art.18 non serve a fare aumentare l’occupazione perchè nei paesi che non c’è, non ci sono meno disoccupati, ma i maligni sostengono, che l’abolizione di questo articolo altro non è, che un marchingegno, per disarticolare il PD, mettere, un cuneo, tra l’ala Ichino Veltroni, e l’ala socialdemocratica, e i soliti benpensanti sostengono, che a fine legislatura difficilmente, il panorama politico sarà lo stesso di oggi, come disse D’alema, subito dopo l’unione”l’amalgama non è riuscita” per fartela breve a genova il PD ha fatto lo sgarbo più terribile che poteva fare ad una sua candidata, non confermandola per il secondo mandato come è tradizione da trieste a Trapani, come lo stesso Vendola ebbe a dire il 21 gennaio, che venendo a Genova a fare visita alla sindaco uscente, ebbe a dire, La Marta vincenzi a lavorato bene, non credo che ci sarenno le primarie, questo ha detto Vendola poco tempo fa se vuoi ti la fonte e il Link dell’articolo. è chiaro che se tu al secondo mandato, sconfessi il sindaco uscente, poi i risultati sono quelli che sono, Marco Doria, ch’è persona perbene si è solo avvantagiata della lecerazione esiziale che c’è nel PD in generale e nel PD genovese in particoare, che a genova si è presentato con tre candidati , capirai da solo che se il PD avesse presentato un candidato, non ci sarebbe stato un Doria che tenga, comunque siamo felici della sua vittoria, non diciamo no a prescindere, faremo un incontro e verificheremo il programma, ma sappiamo, come il governo della reggione puglia insegna, che dietro il candidato ci sono blocchi sociali, e quelli sono gli stessi del centrosinistra, sono quelli che appoggiano Monti, in ogni sua nefandezza.

      • carlo circolo Bianchini genova scrive:

        A proposito di quanto ho detto sopra, Marco Doria che ribadisco è persona perbene ieri sera da Gad Lerner, all’Infedele, ha ammesso lui stesso che non se lo sarebbe mai aspettato, penza a che livello è lo stato di putrefazione in casa PD.

        • Gerardo scrive:

          Caro Carlo…ma questo Doria è veramente assurdo…come non se l’aspettava? Ma se Niki l’aveva benedetto….allora è un eretico….Tra l’altro dopo i soldi dati a Don Verzè NIKI è ancora più potente….allora ti dico come finirà a Genova….Vince Doria…PD 30%…Doria ovviamente è indipendente quindio fa ciò che vuole…SEL max 4%(5 se va bene) e non conta nulla FDS 3-3.5%….Il vento della novità soffia dappertutto ma spinge sempre il PD putrefatto o meno….

          • carlo circolo Bianchini genova scrive:

            Si caro Gerardo, Doria è un eretico nel DNA, pensa al nome Doria, a Genova è un cognome storico e nobile ha origine dai famosi Doria che a genova avevano e hanno castelli, e nel medio evo hanno governato alternandosi ai Fieschi, il padre di questo Marco, è un uomo che nel 1956, (se non sbaglio) si è innamorato del PCI ed ha aderito, i suoi familiari(per il tradimento) lo hanno diseredato lui ha abbandonato la famiglia rinunciando alla ricchezza per aderire al PCI, pensa al potere attrattivo che avevano allora i comunisti,(la famosa egemonia) questo figlio, l’attuale Doria è un uomo, che per sua stessa ammissione, ha comprato il primo telefonino, solo tre mesi fa per la candidatura è non uomo di partito anche se simpatizza per il profeta NIKY, è un sobrio professore di “STORIA DELL’ECONOMIA” ma se vincerà le elezioni, cosi come per le primarie non dipenderà da lui, che dovrà lottare anche con le lacerazioni, ei veleni nel PD, ma deve sperare nel fatto che le destre rimangono divise, come sono attualmente sai che in liguria c’èra Scaiola che dominava,ma dopo la sa disavventura per essersi trovato un appartamento(a sua insaputa) vicino al colosseo, ha perso l’appeeal, adesso c’è la lotta per la successione, sono molto divisi, vedremo.

  41. Laura scrive:

    (il saluto dei compagni sardi)

    Care compagne e cari compagni,

    ieri mattina è mancato all’affetto di tutti noi il compagno Guido Cappelloni. Guido aveva 87 anni, da diversi anni era malato di un tumore ai polmoni, la lunga malattia non gli aveva impedito di partecipare al congresso di Napoli, l’ultimo di una storia politica personale caratterizzata dalla scelta di “essere comunista”. Guido aveva militato sin dalla giovane età nel PCI, ricoprendo importanti incarichi territoriali e nazionali, negli ultimi anni del Partito Comunista aveva difeso il partito dall’ipotesi di scioglimento e all’indomani della Bolognina fu tra i sette compagni che diedero vita al “Movimento per la Rifondazione Comunista”. Per vent’anni all’interno della nuova organizzazione comunista ha svolto un ruolo essenziale, come tesoriere prima e presidente del collegio nazionale di garanzia poi, nei momenti più importanti della nostra storia, in particolare durante la scissione con i cossuttiani e nella contrapposizione alla maggioranza bertinottiana, Guido si distinse per la sua capacità di costruire un’area politico culturale – L’Ernesto e oggi Essere Comunisti – in grado di conciliare la dialettica e lo scontro interno con la necessaria unità del partito.
    Per chi, come me, milita in questo partito da meno di dieci anni e ha avuto l’onore di lavorare e conoscere un compagno come Guido negli organismi nazionali, resta indelebile il ricordo della sua presenza instancabile durante le lunghe riunioni romane, sempre attento ad ascoltare gli interventi di tutti, evitando che il peso del suo ruolo e della sua storia personale si trasformasse in un strumento di arroganza nei confronti di chi, come me e gli altri giovani, muoveva i suoi primi passi nel mondo della politica. La sua scomparsa, in questa fase così critica per l’Europa e per il futuro dei lavoratori, deve riportarci alla memoria l’entusiasmo e la fatica con la quale i giovani come lui, seppero costruire nel secondo dopo guerra una speranza di liberazione per le classi subalterne d’Italia. A quel ricordo con tutta la nostra forza ci rivolgiamo, inviandoti il più caro saluto mio e dei compagni della Sardegna.

    Laura Stochino

    segreteria PRC Sardegna

  42. stefania scrive:

    Caro Claudio,
    ti ringrazio per il ricordo che ci hai regalato.
    Non posso dire di aver conosciuto Guido, ci siamo incontrati solo qualche volta.
    Avevo però potuto apprezzare la sua disponibilità (anche nei miei confronti), la riservatezza e l’attenzione che poneva nell’ascolto dei compagni e delle compagne.
    Doti quasi uniche.
    Mancherà anche a me, che l’ho conosciuto appena.
    Ti abbraccio
    stefania

  43. guillermo almeyra scrive:

    Guido era un comunista internazionalista ed un uomo aperto
    L’ho conosciuto perché lui tesoriere del PCI mi concesse, essendo io straniero e trotchista- la sua tessera sanitaria per farmi vedera da un medico.Dopo, gia in RC, abbiamo collaborato all’inizo del Dipartimento estero. E’ una grande perdita

  44. orfeo goracci scrive:

    Care compagne, cari compagni,

    la scomparsa del compagno Guido Cappelloni ci addolora e lascia un vuoto politico gigantesco.

    Nella mia militanza politica e nei ruoli istituzionali ricoperti, ho avuto il piacere di conoscerlo e di confrontarmi con lui qualche volta.
    Nel 1981, ai tempi “dell’esaurimento dello spinta propulsiva dell’ottobre e con i successivi emendamenti congressuali della mozione 3 “Cossutta-Cappelloni”, lo percepivo come una figura quasi irraggiungibile.
    Dopo averlo conosciuto, oltre al grande, coerente, incrollabile comunista, ho avuto il piacere di apprezzare l’uomo ed il dirigente politico rigoroso, preparatissimo, saggio, pratico, dai modi affabili e gentili, ma di assoluta nettezza.

    Quanto ci hai dato e quanto ci hai insegnato sarà per noi e per il nostro agire politico linfa vitale.

    Compagno Guido, ti sia lieve il peso della terra.

    Perugia, 13 febbraio 2012

    Il Vice Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria

    Orfeo Goracci

  45. marco consolo scrive:

    Caro Claudio
    a te che eri il più vicino a Guido, scrivo per mandarti le mie codoglianze. Se ne va un altro compagno della storia nostra. Hai scritto davvero un bel ricordo di un compagno che mi dispiace di non aver conosciuto più a fondo in tutto il tempo che abbiamo passato insieme in Direzione.
    Che la terra gli sia lieve !
    Un abbraccio forte

    Marco Consolo

  46. Marco scrive:

    Altro che filosovietico, nostalgico, ortodosso. Con Guido Cappelloni muore un pezzo della migliore storia italiana, il PCI di Longo e Berlinguer. Un PCI capace di ascoltare i movimenti popolari di massa, di egemonizzarli per creare una sintesi politica necessaria per ottenere risultati. E’ stato un uomo, come tanti e molti, che ha dato tutto al Partito: lavoro, passione, vita. E’ quello che manca oggi e che nessuno può ricostruire. In questo senso occorrerebbe ringraziare anche Secchia che ha lasciato al PCI un impeccabile apparato organizzativo su cui le generazioni precedenti hanno potuto lavorare.
    Spesso si è accusato Cappelloni di filosovietismo. C’è da chiedersi, laicamente, cosa sarebbe successo se il PCI fosse stato il KKE o il Partito Comunista Portoghese, che rappresentano in qualche modo il dissenso di Cossutta e Cappelloni. Forse oggi noi comunisti non saremmo ridotti alla scissione del nucleo e saremmo rappresentati in Parlamento. Ma la storia non si fa con i se. Grazie Guido per tutto quello che hai fatto per le nostre idee, per il socialismo, per la pace e per il benessere di tutti noi oggi messo in discussione dalle politiche neoliberiste. Ti invio, virtualmente, una rosa rossa per ricordarti

  47. fausto sorini scrive:

    Mi associo al lutto di compagne/i e familiari per la morte di Guido Cappelloni, con tanti ricordi – alcuni anche molto lontani – che riaffiorano alla mente. Ci sarà modo e tempo per ripensarli e ricordarli adeguatamente. Per molti versi è una storia ancora da scrivere.

  48. Valdemaro baldi scrive:

    Caro Claudio,
    Scrivo a te che a Guido eri il piu’ vicino per esprimerti tutto il mio dolore per la sua scomparsa. La famiglia comunista ha perso un grande compagno ed io che gli sono stato vicino negli anni di Rifondazione ho perso un amico prezioso da cui ho imparato tanto.
    Ci univa una storia di militanza nel Pci vissuta nella fede comunista, la medesima che per un altro lungo periodo abbiamo coltivato nel Prc. Non aveva apprezzato la mia uscita dal partito, l’ho sempre saputo, ma non mi ha mai rimproverato ed invece ci sentivamo ogni tanto per telefono e ci scambiavamo giudizi, considerazioni, idee. La sua grande umanita’ gli consentiva di capirmi, mai di giudicarmi.
    Un saluto fraterno.
    Valdemaro

  49. Kiwan scrive:

    Ciao Compagno Guido,
    mancherai a tutto il PRC

  50. Federica Pitoni scrive:

    Guido è stato il tesoriere di Rifondazione dei tempi in cui ho avuto il privilegio di poter venire a lavorare al partito.
    Ho di lui il ricordo di una persona arguta, ironica, dolce e pungente quando occorreva.
    E di lui ricordo la forza che ha messo nella sua lotta contro il tumore. Una forza che mi è di esempio e che serberò come monito per dirmi che nella vita le battaglie si combattono con la determinazione e la volontà, che non devono mai venir meno.
    Grazie del bellissimo ricordo che hai scritto Claudio. Hai saputo cogliere la vera essenza di una persona davvero speciale.

    Ciao Guido!

  51. ettorec scrive:

    caro claudio, mi spiace tantissimo, x guido, della cui morte apprendo solo ora e solo grazie al sempre utilissimo tuo blog. mi spiace davvero tanto. e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di conoscerlo. è stato un grande e umile compagno, di grande acume, per quel poco che l’ho conosciuto. so quanto eravate legati. ti abbraccio forte. che la terra ti sia lieve, guido. ettorec.

  52. Margherita scrive:

    Sentite condoglianze. Non conoscevo Guido, ma quando se ne va un compagno il mondo diventa inesorabilmente un posto peggiore. Un abbraccio
    Marghi

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