A proposito di Liberazione

L’edizione di Liberazione di ieri pubblica una intervista a Roberto Morea, segretario del circolo Prc di Trastevere.
Ad un certo punto Morea dice: « L’idea che attraverso lo strumento economico si possano avviare epurazioni politiche, come già accaduto in passato, (corsivo mio) – spiega Morea – mi ferisce profondamente».
Mai come in questo caso vale il detto, «ci sono casi in cui le parole sono pietre!».
Se la lingua italiana ha ancora un senso in quella frase si dice che Rifondazione oggi starebbe usando le difficoltà economiche del giornale per effettuare epurazioni e che questo sistema sarebbe stato utilizzato anche in passato.
Sono indignato e vorrei che il compagno argomentasse quanto ha scritto con fatti precisi. Perché non solo quanto detto non è vero, ma lo è esattamente il contrario!
I compagni e le compagne che leggono Liberazione conoscono bene come stanno le cose, ma dopo affermazioni così gravi val la pena di chiarire.
Nessuno è mai stato mandato via dal giornale per le sue idee politiche. Anzi, sfido a trovare altri casi di giornali di partito che hanno avuto ed hanno una vera autonomia quale è stata quella di cui ha goduto Liberazione in tutti questi anni.

Rifondazione non solo non ha mai usato le difficoltà economiche «per fare epurazioni» a Liberazione, ma è sempre intervenuta con le proprie risorse coprendo disavanzi di gestione anche assai rilevanti. Solo negli ultimi quattro anni l’esborso del partito per coprire il disavanzo del giornale è stato pari a circa 7 milioni di euro.
In particolare, dopo il congresso di Chianciano del 2008, l’attuale gruppo dirigente ha gestito una situazione a dir poco drammatica. Liberazione, con la gestione Sansonetti, aveva accumulato un deficit annuale di oltre tre milioni di euro e, contemporaneamente, in conseguenza del negativo risultato elettorale dell’Arcobaleno del 2008, come Prc ci siamo trovati senza parlamentari e senza finanziamento pubblico.
Da allora ad oggi – grazie all’impegno rigoroso del precedente e dell’attuale amministratore e della direzione del giornale – è stata realizzato un processo di risanamento dei conti straordinario, al punto di essere riusciti a riportare il bilancio molto vicino al pareggio.
Purtroppo – e qui stanno le ragioni della dolorosa decisione di sospendere la pubblicazione del quotidiano in versione cartacea – il governo ha drasticamente ridotto il fondo per l’editoria che finanzia i giornali di partito, di idee e cooperativi. Non avendo più la possibilità come partito di coprire in alcun modo l’enorme debito che si sarebbe prodotto continuando le pubblicazioni, abbiamo dovuto fare questa scelta per evitare il fallimento della società che edita il giornale! Oggi siamo costretti, speriamo solo momentaneamente, a sospendere l’edizione cartacea del giornale. Siamo in attesa di conoscere, per prendere decisioni a ragion veduta, a quanto ammonterà lo stanziamento per il nostro giornale per l’anno 2012 e stiamo facendo tutto il possibile, pur incontrando nel governo un muro di gomma, perché il fondo sia ripristinato in modo congruo. Non dipende da noi, come sanno tutti coloro che valutano questa vicenda in buona fede. Dipende dal governo e dalle sue scelte, tutt’altro che innocenti e neutrali. E allora sarebbe più utile che anziché parlare di epurazioni inesistenti e di prendersela con un partito che ha dato tutto per il suo giornale, si lavorasse tutti assieme per alimentare la sottoscrizione che abbiamo avviato e per cambiare le scelte del governo Monti.

ARTICOLO R. MOREA (Liberazione 11 gennaio 2012)

ARTICOLO P. FERRERO (Liberazione 12 gennaio 2012)

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