Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci. Rivolgiamo questo appello unitario a tutti: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territoriSi ha l’impressione che, forse per l’inconsapevole timore di guardare in faccia una realtà inquietante, stentiamo spesso a mettere insieme i diversi pezzi di analisi di cui, pure, siamo in possesso. Dell’estrema gravità della situazione sociale causata dalla crisi siamo tutti ben consapevoli. Meno, forse, dei pericoli che essa comporta.
Limitiamoci a ricordare due sintomi della macelleria sociale in atto: la catena di suicidi di lavoratori rimasti senza lavoro e senza prospettive, e di piccoli imprenditori, strozzati dalla stretta del credito e dalla perdita di commesse; e la cacciata della Fiom dalle fabbriche – segnale di un’autentica regressione protofascista – mentre la ministra del Lavoro insiste (in continuità con il predecessore) sulla necessità di cancellare le garanzie contro i licenziamenti arbitrari.
Ma questa è solo una faccia della medaglia. L’altra – che consideriamo come se si trattasse di un altro pianeta e che è invece strettamente connessa alla prima – è il concreto rischio di una svolta autoritaria. Ci ricordiamo dei rigurgiti populisti e del ribollire di un sottosuolo imbevuto di ignoranza e di odio quando registriamo le sconcezze razziste della Lega di Bossi e Borghezio (e di quel consigliere comunale di Albenga che invoca il ripristino dei forni crematori) e quando le nostre città sono teatro di pogrom o di fatti di sangue, com’è accaduto da ultimo a Torino e a Firenze. Ma questa componente della scenario sociale è un dato strutturale, che minaccia di saldarsi, con effetti disastrosi, alle conseguenze sociali della crisi economica. L’Italia ha una storia inequivocabile, che dovrebbe allarmare, come debbono inquietare i fatti di Ungheria e i sondaggi francesi che documentano un’incalzante espansione del bacino elettorale del Front National.
Quali rischiano di essere le conseguenze politiche dei contraccolpi sociali della crisi? Davvero ci sarebbe da stupirsi se – dato il generale disorientamento politico di massa – emergesse anche da noi la diffusa invocazione di una guida forte, di un salvatore della patria? Quando si è perso tutto, come sta accadendo a tanta gente che resta senza reddito e senza speranze per sé e per la propria famiglia, la partecipazione e la democrazia sembrano inutili lussi. E davvero dovremmo meravigliarci se l’indicazione di colpevoli o nemici interni servisse a convogliare risentimenti diffusi nel sostegno a una svolta autoritaria?
Non solo grave, dunque, ma anche gravida di pericoli è la situazione che si è venuta producendo a seguito della crisi e delle sciagurate politiche praticate dai governi Berlusconi e Monti. Anche in relazione al governo in carica diciamo politica, poiché tale – e pessima – è la scelta di far pagare i costi del malgoverno (neoliberismo, declino industriale, iniquità ed evasione fiscale) e della speculazione finanziaria sempre e soltanto al lavoro, tagliando il welfare e i trasferimenti agli enti locali, e aumentando tariffe, accise e imposte indirette. A dirlo non siamo soltanto noi comunisti, da sempre persuasi che la politica economica sia cosa troppo seria e importante perché la sia abbandoni all’irrazionalità dei «mercati» e la si definisca in base agli interessi – necessariamente di breve – del capitale privato. Fermi atti di accusa contro le politiche rigoriste (leggi: recessive) sono pronunciate ogni giorno da autorevoli voci della cultura borghese democratica e da fior di economisti come Paul Krugman e Joseph Stiglitz.
Proprio Stiglitz qualche giorno fa ha scritto parole inequivocabili in proposito. Se i governi abbandonassero l’ossessione distruttiva per l’«austerità» e affrontassero problemi a lungo termine (politiche ambientali ed equità fiscale) si porrebbero valide premesse per una dinamica espansiva capace di ridurre massicciamente la disoccupazione e di far crescere in misura rilevante la domanda aggregata. Al contrario, le politiche di «risanamento» e pareggio acuiscono la recessione perché ostacolano la crescita, senza la quale la crisi del debito è destinata a inasprirsi. Sono osservazioni di puro buon senso, che auspicheremmo suscitassero anche l’attenzione del nostro presidente della Repubblica, il cui messaggio augurale di fine d’anno ha colpito soprattutto per la sicurezza con cui Napolitano sposa – sino a presentarla come l’unica sensata, anzi come la sola possibile – una opinabile e discussa interpretazione delle cause della crisi e, soprattutto, dei rimedi per superarla.
Ma, a fronte delle responsabilità dei governi (e delle forze politiche che via via li sostengono), risaltano anche quelle della sinistra. Le persistenti divisioni tra le forze organizzate sono un problema che diviene, ogni giorno di più, una colpa grave. Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci: insomma, una rappresentanza che non sia quella delle forze che mirano a precipitare il Paese in nuove tragiche avventure!
Rivolgiamo questo appello unitario a tutti i soggetti della sinistra politica e sociale, senza eccezione: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori. Lo rivolgiamo anche a Sel e a Nichi Vendola, nella cui intervista apparsa su l’Unità di domenica 15 gennaio abbiamo colto un cambiamento di linea nel segno della consapevolezza che il necessario confronto col Pd debba svilupparsi su basi programmatiche avanzate. Ma proprio per questo confessiamo di non comprendere l’unilateralità del suo sguardo e dell’argomentazione. A questo punto l’ostentata omissione della Fds dal quadro degli interlocutori presi in considerazione rischia di apparire una conventio ad excludendum: una riproposizione dell’antico «fattore K», tanto più sconcertante alla luce della biografia politica del presidente della Puglia.
Siamo convinti che non sia questa l’intenzione di Vendola, e che egli sia ben consapevole che oggi ogni sforzo debba mirare all’obiettivo di ricostruire il più ampio schieramento di forze di alternativa. Per questo ci auguriamo che trovi presto l’occasione di tornare sui temi della sua intervista (la necessità che la sinistra non si lasci attrarre nell’orbita di politiche destrorse e, al contrario, operi per un’agenda politica fondata su inderogabili priorità, a cominciare dalla giustizia sociale e dai diritti del lavoro) e di riformulare in termini più inclusivi la propria proposta politica. Le drammatiche conseguenze della crisi aprono profonde crepe nel rapporto di fiducia tra l’elettorato e i partiti che sostengono il governo (la somma degli indecisi e delle astensioni supera ormai la metà del corpo elettorale) e offrono alla sinistra una straordinaria opportunità. Ma è in gioco anche una grande responsabilità, alla quale ciascuno ha l’onere di far fronte.
Alberto Burgio
Claudio Grassi

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Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, oggi senatore del Pd, ha rubato 13 milioni di euro. Ricordo che la Margherita si presentava come il nuovo che avanzava ed è stata la massima promotrice della costituzione del Pd. Questo è un ladro anche per la legge italiana ma probabilmente si farà pochi giorni di galera, mentre le carceri sono piene, stracolme, di poveri cristi.
Riccardo Conti, senatore del Pdl, ha messo in tasca in sole 24 ore 18 milioni di euro per una compravendita di un palazzo romano. Questo è un affare del tutto legale per la legge italiana, ma dà il segno della ingiustizia e dell’indegnità morale del sistema capitalistico.
13 milioni di euro il primo, 18 milioni di euro il secondo, mentre la maggioranza del popolo italiano fa fatica ad arrivare a fine mese lavorando onestamente e duramente per guadagnare spesso solo mille euro al mese !
Questo sistema è da abbattere senza se e senza ma.
Ho appena letto sui giornali le dichiarazioni del signorino Cesare Battisti. Oltre a ripetere la solita cantilena e prendersela con napolitano, attacca il PCI e definisce sé e i suoi simili come un “movimento rivoluzionario”. Possibile che gran parte della sinistra anticapitalista perde tempo a difendere questa gentaglia? Battisti è stato un terrorista e come tale va trattato; era in carcere per reati da delinquente comune, ha trovato un “rivoluzionario” che lo ha convertito o meglio gli ha promesso di evadere e farla franca e s’è dato alla “lotta armata”. Se invece di un terrorista, in carcere incotnrava un mafioso che gli prometteva di evadere e si sarebbe affiliato a qualche clan.
Battisti vergonati, W il PCI che ha contribuito a migliorare la vita dei lavoratori ed è stato il pilastro della democrazia in Italia!
Certo, se anche tu non incontravi nella vita qualche comunista (magari tuo padre o un tuo professore al liceo) non saresti mai diventato comunista. Ma che ragionamento fai ? Il tuo ragionamento è speculare a quello di Battisti, siete ancora alla contrapposizione fra il Pci e la sinistra rivoluzionaria, quando è cambiato tutto, ma proprio tutto, in Italia e nel mondo.
Fermare la guerra contro la Siria
di Fausto Sorini | Segreteria nazionale PdCI, Resp. Esteri
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/921-fermare-la-guerra-contro-la-siria.html
Ho visto sul sito del prc un’intervista dove l’intervistatore chiama Grassi dottore. Per carità sono le classiche frasi fatte di chi si rivolge con rispetto. Certo si esagera (specie chi la usa dimostra una qualche sudditanza psicologica e culturale al titolo che non è e non deve essere mai affatto sinonimo di bravura e competenza – le persone si valutano per quello che dicono e fanno e non per i titoli o il reddito.) Quindi non voglio fare una polemica…ma quanto sarebbe stato bello e comunista che con gentilezza Grassi avesse detto…”no guardi non sono dottore e cmq non è il caso…”. O no? Invece (ci dirà che non ha sentito l’appellativo) niente. Non è grave per farità ma quanto mi sarebbe piaciuto veder smontato un luogo comune di cattivo gusto..stamattina un parcheggiatore dice ad un’automobilista “ah dottò parcheggi qui” e quello che di rimando dice “ok, Capo”.. che brutte abitudini. Ciao
Segnalo:
La diplomazia armata del governo Monti. Di Manlio Dinucci, su Il Manifesto del 31/1/2012.
Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri del governo Monti, ha illustrato al Senato la partecipazione dell’Italia agli «sforzi della comunità internazionale per promuovere la pace». Di pace se ne intende, per essere stato consigliere politico alla Nato, ambasciatore in Israele e quindi negli Stati uniti, dove ha contribuito alla «straordinaria collaborazione bilaterale nei principali scenari di crisi». Mentre la crisi finanziaria alimenta a livello globale gravi tensioni politiche e sociali, afferma il ministro, è ancor più «interesse dell’Italia» partecipare alle «operazioni in scenari di crisi», dove si gioca la «credibilità internazionale» del Paese. Anche perché la nuova strategia Usa prevede la riduzione delle «forze di manovra» in Europa a favore di altri teatri di impiego, in particolare nel Pacifico. L’Italia deve quindi impegnarsi ancora di più in «missioni internazionali di pace e stabilizzazione», che siano «realmente integrate», ossia «uniscano le componenti militari e civili». Per affrontare «le sfide della stabilizzazione che provengono dalla Libia, le criticità in Afghanistan e in Libano, le crisi in Corno d’Africa». In Libia, dopo il «successo dell’operazione condotta dalla Nato», l’Italia «continuerà a sostenere molto attivamente la nuova dirigenza», soprattutto formando le sue «forze di sicurezza». E, il 20 febbraio, ospiterà a Napoli il vertice ministeriale del Dialogo 5+5 e il Foromed per «il rilancio del dialogo e della cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo». Dialogo che l’Italia ha condotto in modo esemplare, sganciando sulla Libia un migliaio di bombe. Ma già si preparano altre «operazioni»: in Siria, avverte Terzi, «la situazione non è più sostenibile». Questa è la «diplomazia della sicurezza», con cui il governo Monti intende «tutelare all’estero i nostri interessi politici, economici e finanziari». Nonostante le minori risorse disponibili, chiarisce al Senato il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, «non può essere sacrificata la capacità operativa del nostro strumento militare a tutela della sicurezza e dell’ordine internazionale». Sono quindi necessarie «forze armate sì ridotte, ma più moderne, meglio addestrate e meglio equipaggiate». Compresa la «difesa missilistica», importante perché «la minaccia (l’Iran e quant’altro), che ci piaccia o no, c’è». Su tali scelte, sottolinea Di Paola, esiste «una continuità che attraversa i confini virtuali dell’alternanza di governo e che accomuna gli schieramenti politici di maggioranza e opposizione». Immediata la conferma: PdL e Pd si schierano compatti col governo, mentre l’IdV assume qualche posizione critica e la Lega fa alcuni distinguo. Il sen. Tempestini (Pd) chiede il «rafforzamento della credibilità internazionale del Paese», e preannuncia un decreto-legge per rendere permanente il finanziamento delle «missioni». Già lo aveva chiesto invano il sen. Scanu (Pd) al governo Berlusconi, perché «ci preme costruire la credibilità dell’Italia» e perché «le Forze armate sono un ambito di straordinaria importanza del nostro Paese». «Che tristezza – aveva esclamato – sentir dire che non dobbiamo più mantenere certi impegni nel teatro internazionale perché sono finiti i soldi». Ora non sarà più triste: li troverà il governo Monti tagliando ancora di più le spese sociali.
Prepariamoci ad una nuova guerra. Dopo la Libia gli Usa stanno puntando alla Siria e successivamente all’Iran. Vogliono far fuori tutti i capi di governo non allineati perfettamente ai loro ordini per avere il controllo totale del Medio Oriente nella crisi economica che si è aperta e nella durissima competizione mondiale con il Brics. Per cominciare i bombardamenti sulla Siria hanno bisogno dell’autorizzazione dell’Onu, sui quali però la Russia ha annunciato il veto. Ma siamo alla stretta finale. La Clinton in persona ed i ministri degli esteri di Gran Bretagna e Francia si sono presentati ieri al Consiglio di Sicurezza per esercitare una pressione decisiva sulla Russia. La quale è stata minacciata da disordini al suo interno se non capitola e non consegna la testa di Assad agli occidentali ed ad Israele. Spero vivamente che la Russia e la Cina resistano all’arroganza e alla violenza guerrafondaia dell’occidente imperialista, perchè se dovessimo contare sulla mobilitazione contro la guerra dei popoli europei staremmo freschi !
Ridateci i nostri soldi! Costruiamo una finanziaria di pace
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/914-ridateci-i-nostri-soldi-costruiamo-una-finanziaria-di-pace.html
La chiusura di Vendola ad ogni nostra proposta di alleanza e la nuova legge elettorale che stanno preparando di fatto certifica la nostra probabile espulsione anche dal prossimo parlamento.
E’ una cosa grave su cui dovremo riflettere.
La diplomazia armata di Monti
di Manlio Dinucci
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/911-la-diplomazia-armata-di-monti.html
Ridare la parola ai popoli contro il fiscal compact
di Alfonso Gianni
Il Fiscal compact è quindi passato. 25 su 27 paesi della Ue lo hanno ingoiato, con l’eccezione, per motivi diversi, dell’Inghilterra – sempre più lontana da uno spirito europeo, qualunque esso sia – e della Repubblica ceca. L’accordo è stato accolto da noi con manifestazioni di gioia bipartisan. Era stato preceduto da una mozione unitaria alle camere che, accogliendo persino la proposta leghista delle radici cristiane dell’Europa cui finora il Parlamento non aveva consentito, valeva ben più di un paio di tradizionali fiducie. Full Monti si potrebbe dire con un gioco di parole troppo facile. In effetti risale il gradimento nei sondaggi al falso governo tecnico, il più politico degli ultimi anni. Una sorta di cupio dissolvi pare essersi impadronito della classe dirigente italiana, compresa buona parte del centrosinistra. Anzi, a essere più precisi, si tratta di un cupio servendi, visto che tutti si sono inchinati alla dottrina tedesca, vera vincitrice della partita, almeno sul corto periodo. La Merkel era di fronte al celebre bivio tracciato da Helmut Kohl: o la Germania si europeizza o l’Europa si germanizza. Ha scelto la seconda strada, nell’interesse della grande borghesia tedesca che vuole continuare a dominare in un mercato europeo dove invia il 60% delle proprie esportazioni. Che poi questa strategia sia miope, che essa può portare al fallimento dell’euro e dell’Europa, che questo provocherebbe la rivalutazione del marco e il rilancio dell’inflazione a due cifre nei paesi mediterranei, che quindi il prezzo delle merci tedesche diventerebbe proibitivo, che dunque tutto ciò infliggerebbe un colpo micidiale alla politica neomercantilista tedesca, è del tutto vero, ma la attuale classe dirigente che domina a Berlino – almeno fino alle prossime elezioni del 2013 – vuoi per mancanza di visioni lunghe, vuoi per tracotanza derivante dagli attuali rapporti di forza, è per ora in grado di fregarsene. Ma questo è un aggravante, non un attenuante come viene ridicolmente invocata nei salotti televisivi, da parte di chi vi va dietro, in primis il nostro governo.
Il giro di vite del nuovo patto sta nella rigidità della diminuzione di un ventesimo annuo della differenza che separa gli attuali livelli di debito dal “virtuoso” 60%, nel fatto che lo sforamento del deficit strutturale annuo dello 0,5% debba essere immediatamente sanzionato in modo automatico – il che, al di là delle differenze fra deficit congiunturale e deficit strutturale che qui tralascio, rappresenta un enorme inasprimento rispetto al vincolo del 3% di Maastricht -, nella imposizione di controlli che espropriano la sovranità dei singoli stati. Persino Papadimos, messo lì dalla Ue, ha capito che qualche protesta la deve elevare sul fatto che il bilancio greco venga fatto direttamente a Bruxelles.
Ma il problema riguarda tutti. La realtà è che siamo di fronte a un balzo in avanti nella espropriazione della sovranità dei singoli popoli senza alcuna compensazione in sistemi di governo democratico a livello europeo, visto che le decisioni sono saldamente in mano a organi non elettivi. Siamo al rovesciamento del principio liberale, sancito dalle celebri parole no taxation without representation che infiammarono la rivolta americana contro gli inglesi nella seconda metà del Settecento (i Boston tea party, ma quelli veri però). Abbiamo infatti una fiscalità senza rappresentanza democratica a livello europeo.
Le conseguenze per l’Italia sono pesantissime. Il nostro debito si aggira poco sopra i 1900mld, il 120% del nostro attuale Pil. Portarlo al 60% significa ridurlo della metà. Farlo in ragione di un ventesimo all’anno, significa ridurre il bilancio del 3%. In termini monetari ciò significa prepararsi a manovre annue di riduzione nell’ordine di 48 mld. Ma se il nostro prodotto interno lordo è in discesa, come dice il Fmi che prevede una riduzione del 2,2%, la situazione peggiora ulteriormente. Non è una grande scoperta. E’ il cane che si mangia la coda. Solo molto più in fretta. L’austerità strangola l’economia, altro che “austerità espansiva” di cui parlano la Merkel e i suoi seguaci con un irresponsabile ossimoro. I dati raccolti recentemente da Paul Krugman (vedi il grafico in appendice) usando come fonti il Fmi e il gruppo degli studiosi fondato a Gottinga dal grande storico dell’economia Angus Maddison, dimostrano che la reazione dell’Italia alla crisi è molto più lenta e peggiore di quanto non fu nella recessione seguente al grande crollo del 1920!
L’anno che abbiamo davanti sarà durissimo. Come comportarsi di fronte a questo è l’essenza della politica. Il resto sono chiacchiere e schermaglie. Poiché il moderno capitalismo ha scelto di separarsi dalla democrazia, la difesa strenua di quest’ultima può essere il classico granello di sabbia negli ingranaggi del primo.
Bisogna quindi ridare la voce ai popoli sul nuovo trattato. Sappiamo che non è possibile ricorrere direttamente al referendum nel caso italiano – mentre già il 72% degli irlandesi lo richiedono -, in virtù dei vincoli posti dall’articolo 75 della nostra Costituzione. Ma è possibile progettare un referendum consultivo. Come successe nel 1989. Il che permetterebbe di risollevare, per assoluta analogia di materia, la questione del pareggio di bilancio in Costituzione già votato in prima lettura dalla Camera, ma in attesa di ulteriori passaggi parlamentari.
E’ necessario organizzare iniziative di lotta, sia in Europa che da noi. Possiamo augurarci che la manifestazione nazionale della Fiom dell’11 febbraio contenga anche questo. In ogni caso non possiamo lasciare che contro questa governance a-democratica della Ue si scaglino solo i vari populismi di destra, indirizzando nella direzione sbagliata una sacrosanta protesta. L’Ungheria già ci dice che, seppure in forme nuove, il fascismo può anche tornare.
Il punto zero sull’orizzontale indica l’anno 2007, inizio della crisi; il numero 100 sulla verticale indica la percentuale del Pil nel 2007; la linea azzurra indica l’andamento del Pil nel 1929 e anni seguenti; la linea rossa l’andamento del Pil dal 2007 in poi. Come si può vedere dopo sei anni di crisi (previsione a fine 2012) la moderna Italia, a differenza di quella degli anni trenta, non ha recuperato sul livello del Pil dell’inizio della crisi.
Ci sono compagn* di napoli che possono dare qualche informazione su occupyScampia? se ne discute molto sulla rete e anche qualche giornale nazionale ha ripreso stamattina la notizia. ma sembra che ci siano pareri discordanti.
Vi tedio per l’ultima volta prima di lasciare il BLOG.
Mi sono preso insulti per aver pensato che la fds non ha senso e che deve essere superata
tratto da Giovani comunisti di torino
http://giovanicomunistitorino.blogspot.com/2011_06_01_archive.html
I soli iscritti alla FdS si contano sulle mani, si sono moltiplicate le sigle, cancellando la parola “comunista”.
Rifondazione Comunista + Comunisti italiani = Federazione della Sinistra
Giovani Comunisti + FgComunistiItaliani = Alternativa Ribelle
Non abbiamo un leader, ma diversi leader riciclati: tutti ex ministri (Ferrero – Diliberto – Salvi). Il portavoce della FdS, Rossi, è un ectoplasma messo lì ad arte, come tutta la FdS.
A distanza di due anni in molti territori non è nata la FdS.
In alcune città i partiti aderenti alla FdS si presentano separati,
in altre città la FdS è per lo più un cartello elettorale tra Prc e PdCI e
in altre realtà per fortuna la FdS è nata, seppur tra difficoltà.
L’ultima scissione, seppur inesistente nei numeri, di Rifondazione (quella dell’Ernesto denominata “la scissione del pianerottolo”) ha nuovamente dimostrato l’inesistenza del progetto della Federazione.
In un contesto del genere, i litigi interni tra prc e prc/ pdci sono costanti, i nostri leader a volte parlano a nome di Rifondazione o di Federazione della Sinistra e il radicamento territoriale è in calo, come i voti. E’ davvero allucinante la censura a cui siamo sottoposti? SI, è allucinante. Ma noi gli rendiamo la partita troppo facile.
Radicamento, Formazione e Comunicazione 2.0
Presupponendo che, un progetto che non decolla (FdS) a due anni dalla nascita va, o annientato o per lo meno totalmente ripensato, vi pongo all’attenzione una realtà sui social network.
…..
Saluti
Per MAURO GEMMA
Gemma scrive:
“Per quanto mi riguarda, fossi al posto dei compagni che non la pensano come te, farei a meno di risponderti, sapendo bene dove vai sempre a parare”
Ti rendi conto di cosa hai scritto caro Mauro Gemma ?
Non voglio aggiungere altro, da questa affermazione si può dedurre molte conclusioni.. lascio al blog la capacità di trarle….
Saluti comunisti a tutti . Continuerò a leggere in silenzio il BLOG senza postare alcun commento. Non per soddisfare Mauro Gemma ma perchè non ne vedo più l’utilità…
Senti Bertolini. Non fare la vittima. Hai lanciato per settimane insinuazioni sul sito che dirigo. E io non ho mai risposto di risponderti,fino a quando uno dei tanti anonimi, riprendendo le tue argomentazioni (sarà un caso?)non ha ritenuto di chiamarmi in causa. Io non ti ho mai insultato e ho sopportato pazientemente tutte le tue insinuazioni e le tue malevolenze sulla mia persona, sul sito che dirigo, sul mio partito e sul suo segretario. Non hai fatto che cercare di istigare alla divisione tra i compagni. Usando, in modo più o meno “raffinato”, argomentazioni che in passato si definivano “provocazioni”.
E ora fai l’offeso? Ma per favore, cerca anche tu di accettare le critiche e non aspettare che qualcuno ti venga in soccorso,magari chiedendoti di rimanere in questo blog, dal quale, del resto, non sono certo io ad averti chiesto di scappare.
ecco cosa scrive a Pistoia Daniela Belliti ex segretaria comunale del Pd ex consigliera regionale ecc vera alterego del candidato ufficiale del PD Bertinelli:
“Primo vince Bertinelli ecc..
Il secondo vincitore è il Partito Democratico di Pistoia, perché dietro il candidato di maggioranza si è piazzato l’altro del PD, Roberto Bartoli. Si potrebbe dire, molto semplicisticamente, che il PD rappresenta il 72% di questa grande partecipazione primaria, e voglio sperare che l’importante consenso che ha ottenuto anche Roberto possa essere messo a disposizione per il progetto di cambiamento necessario a Pistoia.”
Dov’è in tutto questo il PRC e badate che Bertinelli ha dichiarato le medesime cose neppure come intendenza siamo citati…
riflettiamo e spero in futuro che si cambi qualcosa invece di appoggiare l’uno o l’altra candidata alle primarie che non rappresentano nula per la nostra politica
Per Bertolini e anonimi vari ed eventuali
Non avrei voluto intervenire in questa polemica a colpi di insulti e insinuazioni tra Bertolini e alcuni bizzarri anonimi vari.
Ma dal momento che viene chiamato in causa ripetutamente il sito che dirigo, tengo a precisare (e Grassi lo sa benissimo) che il direttore di Marx21.it non ha niente a che fare con tutti questi volgari scambi di insulti e invita coloro (a cominciare dal compagno Bertolini) che ne sono protagonisti di farla finita con le assurde insinuazioni in merito a un coinvolgimento di Marx21.it e di compagni che ne compongono la redazione in questa insulsa “discussione”, degna dei “giganti del pensiero”.
Caro Gemma, il tuo è un sito pubblico (che ritengo personalmente molto interessante per approfondire tematiche, anche se spesso non condivido tutti i contenuti). Devi accettare elogi e critiche.
A rileggerti
Caro Bertolini, non accetto che si insinui che i compagni del sito che dirigo partecipano a “discussioni” a base di scambi di insulti. Ne va dell’immagine e del prestigio di un sito che nessuno è autorizzato a chiamare in causa senza averne la minima prova. E questo vale anche per te, caro Bertolini che lo fai spesso e volentieri.
Sul metodo che in generale viene addottato in questa discussione (dando atto al compagno Grassi di permettere il confronto più libero), non sarebbe forse meglio che i compagni del PRC, del PDCI, di Sel e di altre componenti della sinistra dibattessero tra loro in modo sereno, non risparmiando gli appunti critici, ma allo stesso tempo non dimenticando che ci troviamo tra compagni e non circondati da “mortali nemici”? Tutti avrebbero da guadagnarci in prestigio e autorevolezza di argomentazione.
Caro Mauro, non fare la morale a nessuno. Io rispetto sempre quello che scrivi anche se non lo condivido.
Sono tutte persone serie anche le altre che si beccano insulti in questo blog.
Quindi se vuoi indignarti, fallo anche per gli altri che vengono continuamente insultati!
Se tiro in ballo Marx21 è perchè mi prendo insulti gratuiti da anonimi che postano sistematicamente link da quel sito, quindi la mia rispossta è rivolta a loro. Dicendo di pubblicare.gli insulti su Marx21 non è una offesa.
Per cui prenditela con gli anonimi che postano quei link e poi insultano le persone.
Da parte mia mi sentirò sempre libero di criticare o meno i contenuti del sito che tu gestisci. Altrimenti togli il sito dal web e utilizzalo privatamente nelle tue discussioni.
Ti saluto con rispetto anche per tutti i tuoi collaboratori.
A rileggerti
Se tu leggi attentamente i miei ultimi post, le mie critiche non erano rivolte solo a te, ma in generale a un metodo scorretto di comportamento che non dovrebbe essere mai adottato in una discussione civile.
Del resto, tutti possono leggere e valutare, senza bisogno che tu stravolga a tuo uso e consumo quanto viene scritto.
Allora sia chiaro una volta per tuta che io non insinuo nulla su MArx21 ne spesso e ne volentieri.
Quindi comincia anche tu a non insinuare nulla sulle singole persone.
Ti ripeto , mi auguro che chiunque possa dire la sua senza essere insultato.
Per cui le prese di posizioni puntuali non servono. Il sito è libero.
Spesso molti si firmano a nome di altri , ma in un sito in cui non esiste neppure l’univocità del nick può capitare.
Che la discussione possa essere riportata su livelli di maggior rispetto è una volontà condivisa.
Proviamoci tutti.
Quanto al fatto che chi posta i link dal sito sia lo stesso o gli stessi che ti insultano, questa è una tua pura illazione, tutta da dimostrare. Di anonimi ce ne sono a decine in questo blog. E tu non sei certo autorizzato a chiamare in causa il sito perchè così ti conviene “politicamente”.
Partendo dai tuoi presupposti chi potrebbe negare che a postare gli insulti possano essere anche alcuni a te vicini? Visto lo scopo della “campagna”? E poi chi mi assicura che anche Bertolini non sia uno pseudonimo? Di questo passo, si può arrivare ad affermare qualsiasi cosa.
E allora non sarebbe meglio dargli un taglio?
Per quanto mi riguarda, fossi al posto dei compagni che non la pensano come te, farei a meno di risponderti, sapendo bene dove vai sempre a parare.
“Per quanto mi riguarda, fossi al posto dei compagni che non la pensano come te, farei a meno di risponderti, sapendo bene dove vai sempre a parare”
Ti rendi conto di cosa hai scritto caro Mauro ?
Quello che dovevo scrivere l’ho scritto. Ora lascio questa discussione che rischia di diventare stucchevole e noiosa per tutti i compagni.
Ripeto, sono intervenuto questa volta per difendere l’immagine del sito. E per ribadire che non è mia abitudine e neppure quella degli altri collaboratori del sito partecipare a polemiche insulse, infarcite di insulti.
Non ho certo intenzione di seguirti su questa strada. E tempo da perdere in questo “cazzeggio” che tanto ti appassiona. Tempo che può essere meglio utilizzato diversamente.
Caro Gemma, ti commenti da solo.
ma nel cervello c’avete la sabbia?? la smettete di fare paragoni e statistiche sui risultati delle primarie? quello che conta sarà il risultato di maggio. E basta con gli attacchi tra sel e prc, siete dei leoni da tastiera.
Mi pare del tutto evidente che si avvicina una nuova guerra, questa volta contro la Siria. Al di là delle diversità che possiamo avere nel giudizio sul governo siriano, se siamo tutti contrari alle guerre e in particolare alle guerre della Nato, perchè non si fa quasi nulla per sensibilizzare l’opinione pubblica e per preparare un minimo di movimento per la pace ? Capisco che siamo tutti giustamente concentrati sulla gravissima crisi economica, ma perchè non tentare di spiegare anche i nessi fra crisi e guerre ?
Perchè l’antimilitarismo e l’antiimperialismo si è ridotto a pura propaganda. Sembra che i partitini comunisti lanciano appelli roboanti solo per dimostare chiè più antiimperialista…
Felice di sbagliarmi ….
Muoviti tu, vai su facebook e twitter e organizza la rivolta! Sarà che oltre ai “partitini comunisti” che ami denigrare ci sono i militantini o i comunistini come te che amano la polemica sterile o la semina delle zizzanie?
Continuate così, rimanete nei vostri comitati centrali a parlare dei massimi sistemi e pubblicate i link sui vostri siti autoreferenziali.
Non ho deciso io di fondare un partito e di chiedere la delega ai cittadini per sedermi su una poltrona.
Quindi se accetti di rimanere in gioco, dati da fare……
Il problema non sono i militanti o i spimpatizzanti, ma una classe dirigente incapace..
Invece la tua è polemica costruttiva? non fare ridere anonimo.
vivi solo dei tuoi link e del sito che gestisci…
Non avrei voluto intervenire in questa polemica a colpi di insulti e insinuazioni tra Bertolini e alcuni bizzarri anonimi vari.
Ma dal momento che viene chiamato in causa ripetutamente il sito che dirigo, tengo a precisare (e Grassi lo sa benissimo) che il direttore di Marx21.it non ha niente a che fare con tutti questi volgari scambi di insulti e invita coloro (a cominciare dal compagno Bertolini) che ne sono protagonisti di farla finita con le assurde insinuazioni in merito a un coinvolgimento di Marx21.it e di compagni che ne compongono la redazione in questa insulsa “discussione”, degna dei “giganti del pensiero”.
Caro Gemma, il tuo è un sito pubblico (che ritengo personalmente molto interessante per approfondire tematiche, anche se spesso non condivido tutti i contenuti). Devi accettare elogi e critiche.
A rileggerti
Non accetto che si insinui che i compagni del sito che dirigo partecipano a “discussioni” a base di scambi di insulti. Ne va dell’immagine e del prestigio di un sito che nessuno è autorizzato a chiamare in causa senza averne la minima prova. E questo vale anche per te, caro Bertolini che lo fai spesso e volentieri.
Sul metodo che in generale viene addottato in questa discussione (dando atto al compagno Grassi di permettere il confronto più libero), non sarebbe forse meglio che i compagni del PRC, del PDCI, di Sel e di altre componenti della sinistra dibattessero tra loro in modo sereno, non risparmiando gli appunti critici, ma allo stesso tempo non dimenticando che ci troviamo tra compagni e non circondati da “mortali nemici”? Tutti avrebbero da guadagnarci in prestigio e autorevolezza di argomentazione.
C’e’ molto da riflettere sul fatto che se il Prc va da solo alle elezioni di Torino con Sinistra Critica prende l’1% mentre se va’ con l’Udc a Savona prende il 5%.
Anche a Genova il Prc sembra che voglia andare da solo e credo che anche li’ sara’ al massimo un 2/2,5%.
C’e’ molto da riflettere!
intanto rifletti sulle figure di m…. di niki….
Sarebbe veramente interessante capire da dove vi viene la sicurezza che esista, in questo momento, una politica economica alternativa al gov. Monti. La crescita economica? Come? Abbiamo perso 20 anni con il nulla. La FdS ha cacciato Vendola. Dimenticato? Monti sarà superato da un programma reale e non da un ritorno a politiche che guardano agli anni ’70 come al paradiso in terra. Il debito deve essere abbattuto. Evitarlo è impossibile. Pagherebbero i più poveri. Molto più di ora.
Oh Bella, questa! E come avrebbe fatto la Fds a cacciare Vendola, che ancora non esisteva quando Nichi SE N’E’ ANDATO, perché non ha vinto il congresso?
Altre figure di m…. di NIKI…dopo il flop di Parma…ecco Pistoia dove il candidato appoggiato da SEL,parte del PD e PDCI non arriva al 17% praticamente….quello appoggiato dal PRC e altra parte del PD vince con il 45%….in attesa di altre merdose figure…
La fds ha vinto comunque ..
Si chiama tattica politica
Bertolini ma cosa dici mai…..ancora esisti? Prova a lanciare un concorso su quanti neuroni ci sono nel tuo cervello(risposta esatta n.2).
Postalo su MArx21 !
Quindi riassumenodo.Il Prc sostiene il candidato del PD(il partito borghese che attacchiamo ogni giorno ma facciamo i bravi e torniamo a cuccia per avere l’assessorato dopo le elezioni).
I candidati di SEL?
A Sesto il doppio del vicesindaco Prc,a Civitavecchia il candidato di Sel prende il quadruplo del candidato Prc,a Rieti vince Sel.
Bravi continuate cosi’ …
Ricapitoliamo SEL si allea spesso con il PDCI dell’orrido DILIBERIA(SEL DIXIT)….fa figure di m…. a Lecce(in casa) a Parma a Pistoia…ed in altri 5-6 posti cioè nel 90% delle primarie tenute finora…ma si consola udite udite con Rieti e Civitavecchia….poveretti a quando NIKI presidente del consiglio comunale di Brescello?
ma le primarie non dovevano lanciare NIKI? Poveri SELLINI dalla guida dell’Italia a quella (forse) di Civitavecchia….
Continuate cosi….
anonimo informati prima e poi scrivi