Caro Vendola, fai più chiarezza

Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci. Rivolgiamo questo appello unitario a tutti: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori
Si ha l’impressione che, forse per l’inconsapevole timore di guardare in faccia una realtà inquietante, stentiamo spesso a mettere insieme i diversi pezzi di analisi di cui, pure, siamo in possesso. Dell’estrema gravità della situazione sociale causata dalla crisi siamo tutti ben consapevoli. Meno, forse, dei pericoli che essa comporta.
Limitiamoci a ricordare due sintomi della macelleria sociale in atto: la catena di suicidi di lavoratori rimasti senza lavoro e senza prospettive, e di piccoli imprenditori, strozzati dalla stretta del credito e dalla perdita di commesse; e la cacciata della Fiom dalle fabbriche – segnale di un’autentica regressione protofascista – mentre la ministra del Lavoro insiste (in continuità con il predecessore) sulla necessità di cancellare le garanzie contro i licenziamenti arbitrari.
Ma questa è solo una faccia della medaglia. L’altra – che consideriamo come se si trattasse di un altro pianeta e che è invece strettamente connessa alla prima – è il concreto rischio di una svolta autoritaria. Ci ricordiamo dei rigurgiti populisti e del ribollire di un sottosuolo imbevuto di ignoranza e di odio quando registriamo le sconcezze razziste della Lega di Bossi e Borghezio (e di quel consigliere comunale di Albenga che invoca il ripristino dei forni crematori) e quando le nostre città sono teatro di pogrom o di fatti di sangue, com’è accaduto da ultimo a Torino e a Firenze. Ma questa componente della scenario sociale è un dato strutturale, che minaccia di saldarsi, con effetti disastrosi, alle conseguenze sociali della crisi economica. L’Italia ha una storia inequivocabile, che dovrebbe allarmare, come debbono inquietare i fatti di Ungheria e i sondaggi francesi che documentano un’incalzante espansione del bacino elettorale del Front National.
Quali rischiano di essere le conseguenze politiche dei contraccolpi sociali della crisi? Davvero ci sarebbe da stupirsi se – dato il generale disorientamento politico di massa – emergesse anche da noi la diffusa invocazione di una guida forte, di un salvatore della patria? Quando si è perso tutto, come sta accadendo a tanta gente che resta senza reddito e senza speranze per sé e per la propria famiglia, la partecipazione e la democrazia sembrano inutili lussi. E davvero dovremmo meravigliarci se l’indicazione di colpevoli o nemici interni servisse a convogliare risentimenti diffusi nel sostegno a una svolta autoritaria?
Non solo grave, dunque, ma anche gravida di pericoli è la situazione che si è venuta producendo a seguito della crisi e delle sciagurate politiche praticate dai governi Berlusconi e Monti. Anche in relazione al governo in carica diciamo politica, poiché tale – e pessima – è la scelta di far pagare i costi del malgoverno (neoliberismo, declino industriale, iniquità ed evasione fiscale) e della speculazione finanziaria sempre e soltanto al lavoro, tagliando il welfare e i trasferimenti agli enti locali, e aumentando tariffe, accise e imposte indirette. A dirlo non siamo soltanto noi comunisti, da sempre persuasi che la politica economica sia cosa troppo seria e importante perché la sia abbandoni all’irrazionalità dei «mercati» e la si definisca in base agli interessi – necessariamente di breve – del capitale privato. Fermi atti di accusa contro le politiche rigoriste (leggi: recessive) sono pronunciate ogni giorno da autorevoli voci della cultura borghese democratica e da fior di economisti come Paul Krugman e Joseph Stiglitz.
Proprio Stiglitz qualche giorno fa ha scritto parole inequivocabili in proposito. Se i governi abbandonassero l’ossessione distruttiva per l’«austerità» e affrontassero problemi a lungo termine (politiche ambientali ed equità fiscale) si porrebbero valide premesse per una dinamica espansiva capace di ridurre massicciamente la disoccupazione e di far crescere in misura rilevante la domanda aggregata. Al contrario, le politiche di «risanamento» e pareggio acuiscono la recessione perché ostacolano la crescita, senza la quale la crisi del debito è destinata a inasprirsi. Sono osservazioni di puro buon senso, che auspicheremmo suscitassero anche l’attenzione del nostro presidente della Repubblica, il cui messaggio augurale di fine d’anno ha colpito soprattutto per la sicurezza con cui Napolitano sposa – sino a presentarla come l’unica sensata, anzi come la sola possibile – una opinabile e discussa interpretazione delle cause della crisi e, soprattutto, dei rimedi per superarla.
Ma, a fronte delle responsabilità dei governi (e delle forze politiche che via via li sostengono), risaltano anche quelle della sinistra. Le persistenti divisioni tra le forze organizzate sono un problema che diviene, ogni giorno di più, una colpa grave. Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci: insomma, una rappresentanza che non sia quella delle forze che mirano a precipitare il Paese in nuove tragiche avventure!
Rivolgiamo questo appello unitario a tutti i soggetti della sinistra politica e sociale, senza eccezione: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori. Lo rivolgiamo anche a Sel e a Nichi Vendola, nella cui intervista apparsa su l’Unità di domenica 15 gennaio abbiamo colto un cambiamento di linea nel segno della consapevolezza che il necessario confronto col Pd debba svilupparsi su basi programmatiche avanzate. Ma proprio per questo confessiamo di non comprendere l’unilateralità del suo sguardo e dell’argomentazione. A questo punto l’ostentata omissione della Fds dal quadro degli interlocutori presi in considerazione rischia di apparire una conventio ad excludendum: una riproposizione dell’antico «fattore K», tanto più sconcertante alla luce della biografia politica del presidente della Puglia.
Siamo convinti che non sia questa l’intenzione di Vendola, e che egli sia ben consapevole che oggi ogni sforzo debba mirare all’obiettivo di ricostruire il più ampio schieramento di forze di alternativa. Per questo ci auguriamo che trovi presto l’occasione di tornare sui temi della sua intervista (la necessità che la sinistra non si lasci attrarre nell’orbita di politiche destrorse e, al contrario, operi per un’agenda politica fondata su inderogabili priorità, a cominciare dalla giustizia sociale e dai diritti del lavoro) e di riformulare in termini più inclusivi la propria proposta politica. Le drammatiche conseguenze della crisi aprono profonde crepe nel rapporto di fiducia tra l’elettorato e i partiti che sostengono il governo (la somma degli indecisi e delle astensioni supera ormai la metà del corpo elettorale) e offrono alla sinistra una straordinaria opportunità. Ma è in gioco anche una grande responsabilità, alla quale ciascuno ha l’onere di far fronte.

Alberto Burgio
Claudio Grassi

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296 commenti to “Caro Vendola, fai più chiarezza”

  1. sandro scrive:

    domanda a Grassi.
    Il prc è +/- al 2,5 (se anche prendesse il 3% parliamo di cifre mediocri x un partito di massa, o no?.
    Il prc ha meno di 200 mila iscritti, che è un pò la soglia per definirsi di “massa” (agli altri sarà concesso avere iscritti inferiori ma ad un aprtito di massa no)
    Il prc non ha soldi. Vero e grave anche per via della non presenza in parlamento (un partito di massa e di classe dovrebbe avere una rete sindacale e di relazioni che dovrebbe garantirgli anche una certa gestione di risorse)
    Il prc non ha un giornale o uno strumento di informazione di area di riferimento (un partito di massa dovrebbe avere un qualche interlocutore culturale, qualche intellettuale accorto, qualche editore interessato, un qualche cosa…)
    Il prc non ha … tante cose.
    Domanda. Possibile che tutto questo non conti nulla? Blog di massime e aforismi, siti di chat e sfogatoi, continue pubblicazioni di analisi e parei, appelli all’orgoglio, invettive anti vendoliane e anti qualcuno, continui distinguo e ricorrenti aiuti, … insomma perchè continuiamo a dire/dirci che esistiamo? E’ questo caro Nocera (mi permetto perchè lo considero un bravo e serio compagno) UN PARTITO? CIAO A TUTTI CMQ LA PENSIATE

    • Michele scrive:

      Bravo … finalmente un po’ di sano realismo.

      Abbiamo meno di 40.000 iscritti.
      Alle elezioni locali,raggiungiamo cifre che garantiscono un eletto solo se andiamo alleati del CSX a guida PD.
      Non abbiamo problemi ad allearci con l’Udc e anzi otteniamo anche sufficienti risultati,segnale che i primi a dire che non vogliono un partito di classe sono quelli che diciamo di volere rappresentare.

      Viaviamo in una realta’ virtuale.

    • Anonimo scrive:

      Fai un elenco di cose vere e hai ragione quando dici dei vari eccessi: di guardare agli altri e mai a noi, degli sfogatoi,etc. però secondo me le critiche servono a costruire e non, lo dico col massimo rispetto nei tuoi confronti, a fare i necrologi. dire che non siamo un partito di massa è vero ed è evidente, dire che non siamo un partito secondo me non è vero ed è anche un poco ingeneroso. che lo vogliamo o no, dobbiamo partire dall’esistente senza minimizzare i nostri limiti ma senza neanche rinunciare a superarli.

      • Anonimo scrive:

        Ma dai!
        Veneto … spariti non esistiamo
        Piemonte … da Torino e provincia zero!
        Emilia … ai minimi storici
        Liguria .. esistiamo solo andando con l’Udc,a Genova se vincera’ la linea di Falce e Martello e andremo da soli,spariremo pure li’.
        Toscana .. ci siamo ma arretriamo e alle scorse elezioni SEL ci ha superati.

        Marche … in una provincia viviamo di luce riflessa.

        Lazio … a Roma e provincia messi male

        Campania … oltre Napoli … zero

        Calabria … una pena

        Puglia … un po’ piu’ di zero

        Sicilia … con lo sbarramento al 5% .. adieu gia’ da mesi prima le elezioni.

        • Ernesto scrive:

          e quindi? qual’è la conclusione della tua analisi? non ho capito se proponi di scioglierci come partito oppure di fare accordi con l’udc ovunque

        • marchigiano alla fine... scrive:

          Marche: non esistiamo più… qui ad Ancona siamo stati annichiliti dalla lotta interna Amagliani-Brandoni, che si sono candidati alle regionali nello stesso collegio ed è entrato in consiglio Bucciarelli dei comunisti italiani (tra i due litiganti…). Ad Ancona abbiamo una parvenza di struttura grazie alla presenza costante del buon Alpio e ad una sede che rapportata al numero di iscritti ha del faraonico. Iniziativa politica: 0, a parte qualche compagno che ogni tanto partecipa da solista alle manifestazioni come quella recente ai cantieri. Un buon numero di compagni giovani ex Ernesto sono passati al PDCI e tanti saluti.

    • Romeo Cerri scrive:

      Il PRC non ha molti militanti, non ha beni materiali, i sondaggi non gli sono favorevoli e non gode di buona stampa.
      Al loro posto, fanno la fila davanti alla sua porta un sacco di denigratori, picconatori, spalatori di letame, profeti di sventure, maleauguranti e maleodoranti, …, come neanche nei bassifondi della Londra del seicento.
      Chissà come mai.

  2. Ernesto scrive:

    da comunicato stampa Istat.
    (…)Il numero dei disoccupati, pari a 2.243 mila, aumenta dello 0,9% rispetto a novembre (20 mila unità). L’incremento è dovuto esclusivamente alla componente maschile. Su base annua si registra una crescita del 10,9% (221 mila unità).Il tasso di disoccupazione si attesta all’8,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 31,0%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto a novembre.(…)

    Continuo a rileggere la frase: “Proprio Stiglitz qualche giorno fa ha scritto parole inequivocabili in proposito. Se i governi abbandonassero l’ossessione distruttiva per l’«austerità» e affrontassero problemi a lungo termine (politiche ambientali ed equità fiscale) si porrebbero valide premesse per una dinamica espansiva capace di ridurre massicciamente la disoccupazione e di far crescere in misura rilevante la domanda aggregata. Al contrario, le politiche di «risanamento» e pareggio acuiscono la recessione perché ostacolano la crescita, senza la quale la crisi del debito è destinata a inasprirsi.”

  3. Sandro scrive:

    Ma possiamo provare a ragionare su quali prospettive realmente il Prc e cosa ne sara’ della Federazione della Sinistra?

    In questo blog siamo pronti a fare le pulci a tutti e a tutto.
    Del Pd gia’ tracciamo la sua rotta verso lidi liberisti e centristi.
    Di Vendola forse scriviamo piu’ noi che i siti di SEL o il suo blog.

    E noi?
    Qualcuno ha anche provato qualche volta a scrivere qualcosa ma non si e’ mai riuscito ad aprire uno scambio di commenti.

    Eppure io credo dovremo iniziare a parlarne,non c’e ne rendiamo conto ma siamo a davvero pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale,esagero?
    Io credo che a settembre/ottobre saremo al pronti via della campagna elettorale.

    E allora che possibilita’,scenari ci sono?

    Io credo che dobbiamo partire da un punto.
    La legge elettorale,su questo dobbiamo essere chiari!
    Nessuno ci regalera’ nulla,anzi!
    Qualcuno pensa che Pdl e Pd approveranno un proporzionale con uno sbarramento al 2%?No toglietevelo dalla testa!
    Quale sara’ la legge elettorale nessuno lo sa’,certo dalle indiscrezioni e dalle posizioni(vecchie e nuove)che tutti piu’ o meno conosciamo dei vari partiti possiamo immaginare l’architettura.

    Ci sara’ una quota di proporzionale,che e’ indispensabile per avere il via libera del Terzo Polo,con una quota di sbarramento che difficilmente non sara’ al 4%,l’hanno fatto per le Europee.
    Una quota di proporzionale piacerebbe anche alla Lega.
    Poi c’e’ da accontentare anche il Pdl che vuole assolutamente il mantenimento del bipolarismo,quindi avremo chissa’ un misto con un quota di colleggi uninominali,con obbligo di dichiarare il candidato premier per i partiti,quindi la dichiarazione di coalizione.

    In tutto cio’ come si potra’ muovere il Prc-Fed?
    Alleanze?
    Esclusi da ogni tipo di eventuale alleanza con Pd-Idv-Sel andando da soli il 4% e’ davvero un miraggio.
    Non ci sara’ quel tipo di alleanza?
    Ci sara’ un alleanza alternativa annunciata da Vendola e Di Pietro?
    Noi ne faremo parte?Forse si ma bastera?
    Con uno sbarramento al 4% dovremo tentare un alleanza,con Sel e’ da scludere per volere di Vendola,con Di Pietro?Credo che una “bicicletta” Idv-Prc sia quasi fanatpolitica.
    Insomma a me pare che siamo messi male come prospettive,al di la’ dei sondaggi che ci danno al 2,1% poi 2,4% poi di nuovo 2%.

  4. Anonimo scrive:

    Sull’argomento trattato da Nocera vorrei fare 2 considerazioni.

    1)La dicitura “costituente benecomunista” e’ del “Il Manifesto”,diffido da un paio di anni a questa parte dei progetti sponsorizzati e su cui puntano tutto quelli del “Il Manifesto”.
    Anni fa’ si innamorarono di Cofferati(in particolar modo il direttore Barenghi)e sognavano il Partidos dos trabalhadores all’italiana.
    Miseramente fallito.
    Si comportarono un po’ da giornale di partito nel 05/07,un sostegno a-critico prima alla coalizione nascente dell’Unione e poi con l’organizzazione del 20 ottobre che contribuirono a trasformare in una passerella delle forze di governo di sinistra.
    E poi quell’atteggiamento non belliggerante nei confronti del Pd di Veltroni nel 08.
    Poi la deriva filo-vendoliana e ora questa cosa dei “benicomunisti” con De Magistris incoronato a leader.
    DIFFIDO!

    2)Vendola non credo si fara’ incantare da progetti dai progetti di De Magistris,continuera’ dritto verso il suo approdo nel Pse(snobbando le proposte del Prc).E il Prc?
    Immagino propotta’ a De Magistris di fare il padre nobile della costituente dei Beni Comuni,perche’ sarebbe l’unica ancora di salvataggio in un sistema che tendera’ ad escludere il Prc e Fed.
    Ma ovviamente De Magistris snobbera’ l’invito,non gli conviene muoversi ora,manca poco,un anno o meno all’apertura della campagna elettorale.Troppo poco per creare qualcosa di veramente conpetitivo soprattutto perche’ non sarebbe una sua creatura.
    Si muovera’ dopo il 2013 aspettando il collaso dell’Idv(che ci sara’ statene certi)e le prime delusioni dei Grillini.

    Ecco questo e’ il “cul de sac” in cui rischia di affogare il Prc e le proposte di Ferrero.
    Da un lato si continua a implorare Vendola di fare “una cosa di sinistra” con il Prc-Fed,e si continua contemporaneamente a lanciare la “costituente benecomunista”( e con chi se con De Magistris?Qualcuno crede che se Ferrero passa da leader di Rifondazione a leader dei “BeneComunisti” cambiera’ qualcosa?).
    Ovviamente De Magistris pensa per se e lavora per un suo movimento in cui non e’ previsto il Prc(a meno che l’attuale dirigenza non sia disposta a mettere in discussione l’esistenza del Prc!).

    Insomma arriveremo nel 2013 con il fiato corto.
    Autoesclusi da un eventuale centrosinista Pd-Sel-Idv e le porte chiuse ad altre operazioni.
    Andando avanti(anzi indietro)cosi’ rischiamo il disastro.

  5. Claudio Grassi scrive:

     
    A PROPOSITO DI BENI COMUNI
    CRISI E CONOMICA E CRISI DELLO STATO
     
    di  Vito Nocera
    Sono passati ormai un certo numero di anni dall’ultimo tentativo di governo fatto dalle forze politiche di centro – sinistra e dalla clamorosa debacle di quelle liste Arcobaleno in cui si erano coalizzate ,insieme a Rifondazione ,le aree sparse della sinistra cosiddetta radicale. Da allora tante cose sono cambiate. il Paese ha conosciuto ( e conosce ) un ciclo di spoliticizzazione spaventoso, il crescere di un sentimento diffuso di antipolitica, una crisi di legittimazione drammatica di ogni forma politica per quanto approssimativamente organizzata. Intanto la crisi finanziaria, già comparsa nel 2007, si è ulteriormente dispiegata in crisi economica vera e propria tanto da costringere alla resa ( con la complicità dei principali governi e della tecnocrazia europea ) lo stesso governo Berlusconi. Nel Paese, mentre governa un esecutivo “tecnico” guidato da Mario Monti, si assiste ad un proliferare di  focolai di protesta, prevalentemente centrati su singole categorie, o comunque su singole questioni, sociali o territoriali, spesso anche con forme di protesta che sfiorano  l’illegalità e con protagonisti sulla cui limpidità è lecito avere qualche dubbio.
    L’Europa intanto, sotto la regia della Germania della Merkel e in parte della Francia,
    è ancora quella incompiuta  che sappiamo, con una governance fatta da mere regole automatiche piuttosto che frutto di un processo democratico autentico che valorizzi  le istituzioni europee.  Fatto questo che rende impossibile, al momento,  la elaborazione a quel livello di un indirizzo e di strumenti  sia per governare il debito  sia per affrontare gli squilibri esistenti, dalle diseguaglianze alla politica fiscale fino ai nodi che riguardano  competitività e produttività.  Né L’ Italia né L’Europa, è bene ribadirlo, mi sembrano però attraversare un passaggio, diciamo così, ordinario. La crisi economica, che in realtà è saturazione di un modello che non sta più in piedi,  incrocia la crisi strutturale della politica moderna.  Il Novecento era stato il secolo che, pur con le sue tragedie, aveva visto la fondazione dello Stato sociale consegnando al partito politico la funzione storica di introdurre  le masse nello Stato. La crisi attuale della forma partito trova la sua origine prima proprio in questo eclissarsi dello Stato. La forma politica della sovranità è vissuta ormai come ostacolo alla sovranità dell’economico . Il dominio, un tempo, anche dal punto di vista dei grandi poteri dell’economia, riservato alla forma politico – statuale, viene automaticamente incorporato nei flussi economico – finanziari e in quelli della produzione e della circolazione. Che anche nel Paese, in tanti cittadini, sia cresciuta una fortissima ostilità nei confronti della politica ( in fondo dello Stato ) mi appare, per quanto pericolosissimo per le sorti della democrazia, purtroppo del tutto inevitabile. Al netto della fragilità delle classi politiche più che evidente, è troppo potente il meccanismo  che si è messo in moto e la forma Stato e le funzioni di regolazione della politica vengono attaccate da un lato da macroprocessi che ne riducono peso e funzione, dall’altro da una sistematica campagna denigratoria ( cui presiedono quegli stessi poteri dell’economia beneficiati dall’eclissi dello Stato )  che trova nei nuovi media i suoi strumenti più efficaci.  Ilvo Diamanti, riprendendo una definizione del  marchese di Condorcet, nella Francia rivoluzionaria del Settecento, ha parlato di una “ democrazia immediata “ dove ogni domanda e spinta sociale si rovescia  “ immediatamente” nella sfera pubblica  in quanto priva di ogni altra mediazione che non sia  quella dei “ media “. In fondo si può spiegare così quella apparente anomalia  in virtù della quale gli italiani oggi promuovono sia il governo Monti che chi protesta.  Se questo contraddittorio sentimento ,che mescola insieme ( intendo proprio nello stesso soggetto )  interesse di categoria  e  attenzione all’interesse generale, restituisce in fondo una virtù del Paese più profondo  dice anche quanto il governo Monti  sia percepito in realtà ( e tale forse è davvero ) come l’altra faccia dell’antipolitica e in fondo, per il momento, il suo esito più naturale. Mario Tronti è arrivato a descrivere perfino l’Europa attuale , spoliticizzata e neutralizzata, come una forma di possibile anti Stato. Se queste considerazioni hanno un minimo di fondamento mi sembra del tutto fuorviante pensare di contrastare questa sovranità dell’economia ( per quanto in crisi ) accentuando la crisi della democrazia parlamentare e dello Stato. Non ho provato stupore ascoltando Grillo in tv dire che al posto del Parlamento possiamo metterci internet, paura si e tanta. Un brivido profondo che mi ha attraversato la schiena e proprio nei giorni  della memoria, in cui proviamo a ricordare che  non ci dividono secoli da quel pauroso e drammatico slittamento dell’Europa. Un po’ di meraviglia invece provo di fronte alla disinvoltura con cui sembrano muoversi i protagonisti di quella galassia politico – sociale che sono stati definiti “bene comunisti “.  Un gran parlare di democrazia diretta, di superamento dei partiti, un lisciare il pelo all’antipolitica . Soprattutto una assoluta indifferenza ( perfino da parte di chi ha una visione fin troppo autoritaria e chiusa delle istituzioni ) nei confronti  del tema della statualità. Certo è chiaro che se lo Stato è il frutto che la politica ha prodotto nella modernità con la fine del Moderno, per ridare slancio alla funzione di regolazione politica, come ha scritto Tronti,  serve un “nuovo “ Stato. Difficile, però, che possa emergere dal confuso assemblaggio di temi e soggetti che si muovono, privi di un pensiero forte, in questa galassia dei beni comuni, peraltro per loro stessa definizione  più “microfisica del potere “ che nuova statualità.  Sia la crisi dell’economia ( che è crisi, anche se non definitiva per carità, del capitalismo contemporaneo ) sia la crisi dello Stato moderno riportano  , per chiunque voglia affrontare i problemi con serietà, al tema cruciale dell’Europa. Una sovranazionalità che ancora non è diventata sovrastatualità. Nodi tematici come acqua, rifiuti, tratte ferroviarie sono certo importanti ma vanno affrontati dentro un disegno  più generale e soprattutto di respiro europeo. E con questo respiro che si può affrontare fuori dalle politiche di  radicale austerità il nodo dei debiti sovrani ( magari per convertirli  in  parte in titoli europei ), l’obiettivo della riduzione delle diseguaglianze,  un programma di investimenti pubblici per qualificare innovazione, ricerca e formazione. Fino ad una riconversione ecologica dell’economia, insomma ripensare l’insieme del modello sociale. Vedo bene i limiti, culturali e politici, del socialismo europeo. Anche oggi ancora oscillante tra l’illusione del riformismo nazionale e una visione ottimistica della globalizzazione. Ma vedo anche, e grazie ai movimenti che hanno avuto e possono avere un ruolo essenziale, che c’è in quel mondo, nel riformismo europeo, una riflessione critica confortante. E senza perdere, in ogni caso, la dimensione e la mentalità di massa che queste esperienze comunque rappresentano. Altre esperienze ( in Germania e in Francia, ad esempio, trovano spazio i verdi e le sinistre più alternative, qui da noi potrebbe avere un peso questa galassia del “bene comunismo “ ) è giusto e utile che si sviluppino. Ma è utile anche che non si vivano in contrasto insanabile con l’area del socialismo europeo ma piuttosto in alleanza con essa. Non è solo un problema di alleanze. Sarebbe il segno che  non si è smarrito il senso delle proporzioni e della realtà e che, pur con radicalità,  non ci si accoda alla vulgata che vuole concluso il ciclo storico della democrazia politica in Europa.
     
     
    Napoli 30/1/2012

    • Agnostico scrive:

      Caro Vito, caro Claudio,il monito di questo interessante spunto sembra dire:Caro Luigi De Magistris hai stancato tu,il tuo inesistente spessore,la sguaiataggine con la quale cerchi di cavalcare l’antipolitica.Sabato,in special modo,al forum di napoli sui beni comuni,si è potuto toccare con mano l’improvvisazione del progetto del sindaco,i mugugni della sinistra sindacale,lo sbigottimento di alcune realtà di movimento,i dubbi dello stesso Vendola,la siderale distanza di Ferrero(autoconfinato al 3 piano),ed i gridolini estasiati di quell’oscena borghesia,tracotante il teatro,che 5 anni mangia con bassolino,5 anni con caldoro,5 anni col primo che passa.Ovviamente il disagio sociale,quello vero,quello della disperazione,è rimasto fuori,schermato da robuste forze di polizia.Forse ci siamo ficcati in un cul de sac.

  6. anonimo scrive:

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/898-i-comunisti-spagnoli-promuovono-un-importante-appello-contro-i-preparativi-di-guerra-a-iran-e-siria.html

    I comunisti spagnoli promuovono un importante appello contro i preparativi di guerra a Iran e Siria

    Di fronte all’intensificazione del bombardamento mediatico contro Siria e Iran, anche i comunisti spagnoli si mobilitano per contrastare le minacce imperialiste di guerra di aggressione, attraverso il lancio di un significativo appello, che è stato firmato, tra gli altri, da José Luis Centella, segretario generale del Partito Comunista di Spagna (PCE), dall’ex segretario del PCE e di Izquierda Unida Julio Anguita e da prestigiosi intellettuali di altri paesi come James Petras e Miguel Urbano Rodrigues

  7. Giuliano scrive:

    Mamma mia che figura di m…. Niketto a Parma….il suo candidato ha preso nelle primarie un misero 4% (338 voti…il suo condominio)…ormai niketto non tira piu.Una prece.

    • Beatrice scrive:

      Il linguaggio che usi è veramente edificante. Ti qualifica. In ogni caso ti faccio una proposta: il giorno dopo ci vediamo su questo blog e commentiamo i risultati. Intanto, nel caso tu non lo sapessi, ti informo che la Federazione della Sinistra a Parma non si presenterà. Il Pdci, pur non avendo partecipato alle primarie, ha già detto che farà parte in ogni caso della coalizione di centro sinistra. Il Prc, invece, che pure non ha partecipato alle primarie, starà fuori. Pare che si presenti con una lista civica il cui candidato a sindaco, pero, non potra essere di Ridondazione. Ragion per cui, ammesso che questa lista riesca ad eleggere un consigliere, non sarà del Prc che, in ogni caso, non sarà presente in consiglio. Meno iattanza caro Giuliano.

      • Francesco Bertolini scrive:

        Grazie Beatrice. Se la tua notizia fosse confermata, rappresenterebbe l’ennesima conferma che la FdS non ha senso di esistere.

        A rileggerti.

        • Giuliano scrive:

          Cara Beatrice che mi frega a me del PRC o del PDCI? In ogni caso a Parma io ho visto NIKETTO sbracciarsi non Ferrero o Diliberto….è una figura di m….,poi come si dice a Roma se ti vuoi consolare con l’aglietto….comunque ti anticipo che ammesso che SEL riuscirà ad eleggere un (1) consigliere visto i personaggi traslocheranno nel PD dopo pochi mesi….come avviene altrove…

          • Beatrice scrive:

            Come vuoi. Continua pure con il tuo linguaggio offensivo. Ci sentiamo dopo le elezioni.

            • Giuliano scrive:

              Scusa Beatrice qual’è il linguaggio offensivo? Chiamare NIKI VENDOLA NIKETTO? Dire che a Parma SEL ha fatto una figuraccia? Cos’è lesa maestà? Ecco perchè sei mesi fa da SEL sono andato via…per fortuna.

        • Patrizia scrive:

          Riposto, che il primo é finito da un’altra parte.

          Scusa Bertolini, ma non ti capisco. A quanto dici non sei iscritto a nessun partito, anche se le tue posizioni mi sembrano vicine a quelle del Pcl, quindi per quale motivo ci tieni cosí tanto a veder sparire la Fds? Che fastidio ti da?

          Questo blog a volte é surreale, vi si intrecciano le posizioni piú strampalate senza che se ne capisca il senso. Puó darsi che sia io ad essere ritardata, ma mi pare che la chiarezza qui non stia proprio di casa.
          Per non parlare della maleducazione dei cinque o sei anonimi che non fanno il minimo sforzo per diversificarsi.
          Evviva la libertá, sissí, ma bisognerebbe almeno imparare ad usarla con un minimo di correttezza, altrimenti diventa solo sopruso. O no?

      • Patrizia scrive:

        Scusa Bertolini, ma non ti capisco. A quanto dici non sei iscritto a nessun partito, anche se le tue posizioni mi sembrano vicine a quelle del Pcl, quindi per quale motivo ci tieni cosí tanto a veder sparire la Fds? Che fastidio ti da?

        Questo blog a volte é surreale, vi si intrecciano le posizioni piú strampalate senza che se ne capisca il senso. Puó darsi che sia io ad essere ritardata, ma mi pare che la chiarezza qui non stia proprio di casa.
        Per non parlare della maleducazione dei cinque o sei anonimi che non fanno il minimo sforzo per diversificarsi.
        Evviva la libertá, sissí, ma bisognerebbe almeno imparare ad usarla con un minimo di correttezza, altrimenti diventa solo sopruso. O no?

        • Francesco Bertolini scrive:

          Con tutto il rispetto per il PCL non sono vicino a quel progetto.

          Ho fatto una osservazione.
          Raramente nei dibattiti politici si parla di Fds, e gli stessi esponenti dei partiti parlano al 90% di iniziative del PRC e/o del PdCi.
          E un mio parere ma la FdS non si è radicata tra i militanti ancor meno nei simpatizzanti.
          Le differenze politiche tra PRC e PdCi ci sono e ben visibili a tutti. Nel modo di fare politica , nel modo di pensare al partito, nelle modalità di interloquire con i movimenti.
          Se la Fds, nata in modo non del tutto democratico – non lo dico io, ma c’è un posto di Claudio Grassi – non è riuscita a rappresentare qualcosa di nuovo in questi mesi al di la del semplice cartello elettorale, che senso dovrebbe avere in prospettiva futura.
          Ovvio che se qualcosa si muovesse e fosse rafforzata quell’idea, ne sarei felice. Ma sono pessimista, perchè quell’idea è già stata superata nell’intenzione dagli stessi esponenti di PRC e PdCI, altrimenti non avrebbero senso i continui “rimproveri” trasversali ai partiti e soprattutto l’ipocrita tentativo di riunificarli.
          Ma è mai possibile criticare l’eclettismo di un partito e poi proporre una unificazione con quello stesso progetto.

          Se tutto ciò non è vero e la fds sta procedendo sena intoppi nel suo obiettivo, allora ci sono grossi problemi di comunicazione.

        • Patrizia scrive:

          @Bertolini
          … e speriamo che il post non finisca chissá dove…

          Io vedo l’utilitá della fds in modo del tutto diverso, sia pure con i limiti attuali.
          Certamente il Prc e il PdCI hanno posizioni incompatibili su alcuni punti, ma é proprio a questo che serve una federazione, a collaborare pur nelle diversitá, altrimenti basterebbe riunire i due partiti, cosa che al momento provocherebbe liti ed ulteriori scissioni.
          Inoltre una federazione é una porta aperta verso altri soggetti e progetti, non solo Salvi o Patta, ma i movimenti, che ad un certo punto dovranno pur rendersi conto di aver bisogno di rappresentanza politica e quei singoli sinistri sparsi che non sanno bene come e dove posizionarsi.
          Per ora non ha avuto grande successo, é vero, ma non dimenticare l’oscuramento mediatico. Ferrero parla sempre della fds quando va in televisione, ma non é che capiti spesso e certo non negli orari di maggiore ascolto.
          Peró esiste, ha una sua organizzazione ed é pronta e aperta a ricevere altri. Lasciamole il tempo e la possibilitá. Le occasioni in questo momento di grande crisi non mancano e pazienza se ancora per un po’ non sará altro che un cartello elettorale, almeno ha la possibilitá di farsi conoscere.
          Ovviamente é difficile la riunificazione con un progetto-partito che si critica, tuttavia ci sono punti di contatto ed in questa frammentazione a sinistra, vale piú la pena di valorizzare quello che avvicina piuttosto che demonizzare le differenze, non ti pare?
          Non mi sembra che ci sia ipocrisia quando si parla chiaro e dando tempo al tempo, senza pretendere l’impossibile, magari si riescono a fare dei passi.

    • Anonimo scrive:

      Caro Giuliano … credo che faresti meglio a tacere.

      A Rieti il candidato di SEL ha vinto le primarie battendo il candidato del PD sostenuto anche dal PRC.

      A Sesto San Giovanni,il candidato di SEL ha preso il 21% il doppio del candidato del Prc che era anche vicesindaco.

      A Civitavecchia il candidato di SEL ha preso oltre il 20%,il candidato del Prc non e’ arrivato al 5%.

      Su bravo … vai nell’angolo a vergognarti

      • mattia scrive:

        guardate che gli avversari stanno dall’altra parte

        • Anonimo scrive:

          90 minuti di applausi…. Bravo Mattia hai fatto bene a ricordarglielo.

        • Patrizia scrive:

          Non é cosí. Quando due forze politiche si contendono il medesimo elettorato, non puó che nascerne una guerra fratricida. E’quello che hanno fatto Vendola ed i militanti di Sel dal momento che hanno perso il congresso, con accuse e insulti strumentali.. e non vado oltre, per amor di pace. Non c’é da stupirsi che tra la base di rifondazione ci siano rancore ed insofferenza, accentuati dai ripetuti rifiuti di Vendola ad un qualsiasi dialogo, con l’ennesimo tentativo pubblico di rinchiudere con disprezzo il Prc in un recinto identitario.
          Quello stesso Vendola che parla sempre di unitá della sinistra, mentre agisce per affossare la Fed, cercando di appropriarsi di altri voti, supportato da alcuni militanti che piú che tali appaiono talvolta come i fedeli di una setta.
          Cambiare opinione é lecito, lo é anche, benché sia discutibile, rinnegare quello in cui si é detto di credere fino al giorno prima, lo é meno tentare di infangare chi non si adegua.

  8. Francesco Bertolini scrive:

    Da UmanitàNova

    Un generale al governo

    Costruire un’opposizione popolare alla guerra

    http://www.umanitanova.org/n-2-anno-92/un-generale-al-governo

  9. anonimo scrive:

    Haiti e Giamaica: l’influenza occidentale arretra nei Caraibi
    di Delphine Jean, Atlas Alternatif

    http://www.marx21.it/internazionale/america-latina-e-caraibi/895-haiti-e-giamaica-linfluenza-occidentale-arretra-nei-caraibi.html

  10. Francesco Bertolini scrive:

    LA STORIA – «STRANO, ANCHE A BERGAMO MI DICONO CHE IL VOLUME È SPARITO DALLE LIBRERIE»
    L’autrice del libro anti Lega all’indice:
    «Spero che l’abbiano letto»
    Parla Lynda Dematteo: il suo lavoro su Bossi & C. è stato bandito da una biblioteca pubblica

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/12_gennaio_29/libro-anti-lega-lynda-dematteo-varese-idiota-in-politica-1903057174959.shtml

  11. Francesco Bertolini scrive:

    Mi riallaccio al post di Claudio su Twitter “Scandalosa proposta nomine #Rai! A quando una tv pubblica che non sia megafono del potere ma espressione di tutta la società?”

    e posto Le 10 strategie della manipolazione mediatica” di Noam Chomsky

    1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
    La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

    2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

    3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

    4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

    5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

    6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….

    7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

    8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

    9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

    10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

    Noam Chomsky
    Fonte: http://www.visionesalternativas.com.mx
    Link: http://www.visionesalternativas.com.mx/index.php?option=com_content&task=view&id=48460&Itemid=1
    Settembre 2010

    • vincenzo scrive:

      Hai fatto bene a riprendere il contributo di Noam Chomsky, anche se, per la verità, il discorso sul ruolo dei media è antico. Ne ho sentito parlare nel 1969 all’università, quando ancora la TV era in bianco e nero ed aveva una difusione limitata; Lucio Libertini parlava di passivizzazione delle masse indotta dalla televisione già nei primi anni ’90. Credo che sul tema non ci sia stata e non ci sia abbastanza attenzione da parte della sinistra, intendo quella che si pone in termini alternativi. Perchè l’altra, così detta riformista, è arrivata a dire che Mediaset era una risorsa per l’Italia, senza porsi l’interrogativo del ruolo destrutturante – o accettandolo come normale?- della cultura e della coscienza critica che avrebbe assunto un medium vitale come la TV nelle mani di uno spergiuro della democrazia come Berlusconi.
      Certo se il dibattito è quello registrato fra questi anonimi sulle percentuali che prende Tizio o Caio nelle primarie, dove si gongola per la sconfitta subita dal proprio amico o vicino anzichè inventarsi le strategie e le tattiche per battere l’avversario, non c’è da stare allegri. Per fortuna la realtà non è tutta sotto quel segno. Dalle mie parti si lavora da tempo per creare un’alleanza FDS-SEL-IDV che condizioni le propensioni centriste del PD. Non è detto che ci si riesca, perchè ormai, almeno in Sicilia, quel partito è sordo alle pulsioni di sinistra, ma per lo meno non ci becchiamo fra di noi.

  12. Fabio scrive:

                      Odg di indirizzo sulle elezioni amministrative 2012 della segreteria regionale Prc Sicilia

     

    Il Prc/Fds ritiene necessario caratterizzare la propria presenza alle elezioni amministrative di primavera sul versante dell’opposizione alle politiche liberiste del governo Monti, che si muovono in totale continuità con i provvedimenti deliberati da Berlusconi e Tremonti.

    Le misure di macelleria sociale , con l’attacco alle pensioni,la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa,l’aumento dell’Iva,  la proposta di cancellare l’art.18  e la contrattazione nazionale, di tagliare la cassa integrazione,sono aggravate dalla contrazione dei trasferimenti alle regioni e agli enti locali, che non saranno più in grado di garantire servizi primari fondamentali, dalla scuola alla sanità  all’assistenza. Inoltre la conferma del patto di stabilità e la modifica dell’art. 41 della costituzione determinano un aggravamento delle condizioni di vita dei cittadini, in quanto impediscono il rilancio dell’intervento pubblico e gli investimenti a favore dell’occupazione e della tutela del welfare.

    E’ preoccupante che tutto ciò avvenga con il concorso di gran parte delle forze presenti nel parlamento italiano, ad esclusione dell’ IdV, in un contesto che prefigura la riproposizione peggiorata dei patti di unità nazionale e la dislocazione in prospettiva del Pd su posizioni tendenzialmente neocentriste e di accordo politico con le forze moderate legate alla Confindustria e al Vaticano.

     

    In Sicilia questo processo, in atto da tempo, si è concretizzato con la formazione della maggioranza che sostiene Lombardo e che si regge sull’accordo tra il Pd e le forze del terzo polo che alle elezioni regionali erano alleate con il Pdl,in una coalizione di centrodestra, con l’obiettivo dichiarato di assicurare continuità al sistema di potere e di occupazione della macchina pubblica che fu  dei governi di Totò Cuffaro.

    Il laboratorio Sicilia, nato per favorire processi di riorganizzazione amministrativa e di ristrutturazione della spesa pubblica funzionali al rilancio dell’accumulazione che si realizza nell’intreccio   tra economia legale ed illegale, si è concretizzato nella moltiplicazione dei provvedimenti clientelari e assistenziali, nell’adozione di politiche energetiche inquinanti, nella cementificazione, nei tagli dei posti letto e dei presidi ospedalieri, nell’inconsistenza di politiche per l’istruzione pubblica e la formazione professionale, nell’assenza di interventi di contrasto alla crisi che sta travolgendo le produzioni agricole e industriali,dalla Fiat di Termini ai Cantieri navali di Palermo e Trapani. Invece, a fronte del dissesto idrogeologico che ha colpito le popolazioni del messinese così come di numerosi centri dell’isola, sono  stati assicurati il finanziamento del Ponte sullo Stretto e la realizzazione del MUOStro di Niscemi.

    A fronte del disagio sociale che investe larghissimi settori della popolazione siciliana, Lombardo e il centrodestra cercano di strumentalizzare il movimento dei forconi e degli autrasportatori,  cavalcandone le rivendicazioni e le piattaforme rivendicative, che solo parzialmente sono condivisibili.

    Al tentativo di costruire un blocco sociale neocorporativo e politicamente orientato su posizioni neoleghiste, non possiamo rispondere solo con la presa di distanza, comunque necessaria per le presenze mafiose e le pratiche vioente che li caratterizza,dalla filosofia e dai gruppi dirigenti del movimento forconi sta.

    Le misure liberiste di Monti e le politiche comunitarie colpiscono oggettivamente l’agricoltura meridionale così come i settori meno protetti dell’autotrasporto e del lavoro autonomo,producendo nel contempo  nuove ulteriori occasioni e forme di concentrazione capitalistica nelle campagne e nel settore della mobilità, mentre cancellano la funzione pubblica e di servizio dei trasporti.

    Va rilanciato pertanto il lavoro di inchiesta sociale sulla condizione reale di vita e di lavoro dei soggetti che compongono la filiera agroalimentare, come condizione per la costruzione di relazioni politiche e di piattaforme programmatiche alternative, anticapitalistiche e antiliberiste, che rompano il gioco di Monti e della Confindustria da un lato e quello di Lombardo, Miccichè,Richichi e Morsello/Ferro dall’altro. Occorre lavorare per dare risposte alle domande di occupazione e di reddito sociale poste dai braccianti, dai forestali, dai precari, dai piccoli e medi agricoltori, come pure dal bisogno di tutele avanzate dal mondo del lavoro artigiano e autonomo sui quali vengono scaricati i costi della ristrutturazione capitalistica e del cosiddetto risanamento finanziario degli stati.

     

    Contro il patto consociativo di unità autonomistica, sostenuto con convinzione dai nuovi Cavalieri del Lavoro , il Prc/Fds  ha messo in campo,assieme alla presenza sui fronti di lotta a difesa dei diritti dei lavoratori e dell’interesse generale delle comunità nei territori, la proposta di unità a sinistra,  per costruire le condizioni del cambiamento e dell’ alternativa.

    A partire da questi intendimenti, proponiamo a Idv, Sel e Verdi la formazione di liste unitarie, non solo per superare lo sbarramento del 5%, ma con la piena convinzione che occorra  superare vecchie e perdenti logiche frontiste, e che è necessario  mettere in campo invece una forza d’urto in grado di incidere sulle politiche generali, avendo come riferimento i temi che hanno portato al successo dei referendum di Giugno sull’acqua bene pubblico, contro il nucleare, per  la legalità. Una scommessa, che possiamo definire come “costituente dei beni comuni”, da assumere con i comitati referendari, il mondo  del pacifismo,dell’associazionismo e del volontariato, i comitati di lotta per la casa, per i saperi,per la tutela dell’ambiente,contro il precariato. Una scelta contro la frammentazione e i rischi dell’autoreferenzialità , capace di vincere concretamente, a partire dai contenuti programmatici, la sfida del voto utile.

    Il Prc/Fds non è indifferente al referendum promosso e imposto da alcuni settori del Pd ai loro gruppi dirigenti sul sostegno a Lombardo, e auspica il successo delle posizioni che, senza ambiguità governiste, sostengono da tempo la fine di questa sciagurata esperienza. Preoccupa pertanto la decisione di tenerlo dopo le elezioni amministrative, con il chiaro intento di salvare il governo Lombardo e di allargare le alleanze con il terzo polo nei municipi. In tale contesto va denunciata l’operazione messa in campo a Palermo attorno a Ferrandelli.  Si conferma ancora una volta la natura demagogica, mistificatrice e falsamente partecipativa delle primarie e il loro essere uno strumento delle classi dirigenti e, in sicilia, di una loro incontestabile caratterizzazione trasformista.

    Vogliamo costruire coalizioni di sinistra/centrosinistra alle elezioni di primavera, con lo sguardo rivolto anche all’appuntamento delle regionali del 2013, escludendo qualsiasi alleanza con forze e personaggi del terzo  polo, sia al primo che al secondo turno, fondandole sulla pubblicizzazione dei servizi pubblici, dall’acqua ai rifiuti ai trasporti al welfare, di valorizzazione della qualità della vita, di recupero dei centri storici e delle borgate storiche ed il rilancio dell’edilizia economica e popolare mediante il restauro del patrimonio edilizio esistente a partire da quello confiscato ai mafiosi, di estensione delle ztl e delle aree pedonalizzate, su processi di democrazia partecipativa, di tutela dei diritti di tutte/i, delle fasce sociali più deboli e dei migranti,a cominciare dal riconoscimento dello “ius soli” , su politiche del lavoro che rifiutino il “modello Pomigliano”. Di conseguenza, lanciamo l’invito ad aderire alla Rete dei Comuni per il Bene Comune, che si costituisce a Napoli  il 27/1/2012.

    Intendiamo fare vivere queste istanze nel vivo del conflitto sociale e delle lotte che evidenziano la drammatica condizione del lavoro dipendente. Rifondazione  Comunista- FdS siciliana , perciò, sarà in piazza per lo sciopero generale del indetto dalle organizzazioni di base per il 27 gennaio, e lavorerà alla massima della manifestazione indetta dalla Fiom Cgil   per l’11 febbraio 2012.

    Il PRC-FdS  Sicilia  è impegnata per organizzare  alcuni eventi regionali unitari, come Federazione della Sinistra: a Messina, con al centro la vertenza per la difesa dei posti di lavoro nel settore dei trasporti pubblici, e la battaglia per la messa in sicurezza dei territori colpiti dal dissesto idrogeologico, da finanziare con le risorse destinate al Ponte sullo Stretto; a Palermo, contro le politiche di Monti e di Lombardo, per il rilancio della cantieristica e delle produzioni industriali, da Termini al resto della Sicilia, contro il precariato, per la democrazia partecipativa; in Sicilia orientale in difesa del reddito dei produttori e  dei diritti dei braccianti.

    Palermo 25/1/2012

    A. Marotta, M. Cosentino, C. Giordano, M. Giordano, S. Morsellino, V. Torregrossa,

    B.Fazzese.

     

     

     

     

    • Anonimo scrive:

      Mi spiace ma SEL non fara’ accordi con il Prc nelle grandi citta’ siciliane.

      • Romeo Cerri scrive:

        Non sempre, anzi quasi mai, le nostre proposte trovano interlocutori attenti e sono accolte. Tuttavia se noi riteniamo che le nostre proposte siano giuste non dobbiamo esitare a presentarle solo perché prevediamo la possibilità di un rifiuto. Che ognuno poi si prenda le proprie responsabilità.

  13. anonimo scrive:

    Ancona: PdCI a fianco degli operai del cantiere navale
    di Fabio Pasquinelli, Segretario Federazione provinciale PdCI Ancona

    http://www.marx21.it/italia/sindacato-e-lavoro/892-ancona-pdci-a-fianco-degli-operai-del-cantiere-navale.html

  14. Francesco Bertolini scrive:

    Segnalo dal fatto quotidiano:

    5 Stelle, movimento sempre meno grillino
    Favia: “Abbiamo una coscienza autonoma”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/sempre-meno-grillini-movimento-favia-abbiamo-coscienza-autonoma/187250/

    Speriamo, sarebbe ora di demolire questo culto delle persone che anche a sinistra sta spesso inquinando il dibattito e la democrazia interna…

  15. Francesco Bertolini scrive:

    Dal Manifesto di oggi:

    Paul Ginsborg: “Monti novello Cavour è la vera destra storica”.

    “..La democrazia partecipata presuppone, prima di tutto , un diverso modo di stare tra noi. Bisogna lavorare su comportamenti e passioni. Rifiutare il neoliberismo nella nostra testa. Praticare passioni radicalmente diverse dalle forme politiche che assomigliano alla guerra. Restiamo a sinistra”

  16. Francesco Bertolini scrive:

    Segnalo questo interessante articolo

    Da UTOPIA ROSSA:
    http://utopiarossa.blogspot.com/2012/01/loperazione-polacca-nel-quadro-del.html#more

    L’«OPERAZIONE POLACCA» NEL QUADRO DEL GRANDE TERRORE DI STALIN, 1937-1938. (SULLA POLONIA, 3), di Michele Nobile

    1. Il Grande terrore staliniano, un orrore multiforme – 2. Le oscillazioni del terrorismo di Stato e le tensioni non sciolte del regime staliniano – 3. Alcune caratteristiche delle «operazioni di massa» e dati sulle vittime del Grande terrore – 4. L’«operazione polacca» e le altre «operazioni nazionali» – 5. Il Grande terrore e la «febbre» delle rivolte contadine del 1930, in particolare nei distretti della frontiera con la Polonia – 6. La dimensione strategica delle «operazioni nazionali» – Note -Bibliografia

    Compagno Ežov. Questa sì che è una cosa ben fatta! Continuate a scavare, a ripulire e sradicare tutta questa porcheria polacca. Liquidatela completamente in nome degli interessi dell’Urss.
    I. Stalin. 14 settembre 1937 [In margine al rapporto sull’«operazione polacca» del Commissario del popolo agli Affari interni (Nkvd), Nikolaj Ežov.]

    1. Il Grande terrore staliniano, un orrore multiforme.
    Tra il luglio del 1937 e il novembre del 1938 ebbe luogo in Unione Sovietica una gigantesca e feroce serie di operazioni repressive nota come «Grande terrore» oppure ežovščina, dal nome del Commissario del popolo agli Affari interni (Nkvd) nel 1936-1938, Nikolaj Ežov. Con quasi 700 mila fucilati in 15 mesi, un ritmo di 1500-1600 esecuzioni giornaliere, le vittime immediate del Grande terrore staliniano furono di gran lunga più numerose di quelle del coevo terrorismo di Stato nazista almeno fino a quando, durante la guerra mondiale, quest’ultimo non diede inizio allo sterminio su scala industriale degli ebrei e di numerose altre categorie sociali e razziali considerate «inferiori» (1)….

    continua in http://utopiarossa.blogspot.com

    • Astaniatte scrive:

      SBERTOLINI subdolamente propone l’equazione COMUNISMO=NAZISMO magari è un allievo di Milton Friedman…

      • Francesco Bertolini scrive:

        tu sei della scuola PdcI e MArx21 ?

        • Spartak scrive:

          siamo della scuola di Thomas Mann:

          Collocare sul medesimo piano morale il comunismo russo e il nazifascismo, in quanto entrambi risulterebbero totalitari, nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben ritenersi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio al comunismo.

          • Francesco Bertolini scrive:

            Sono pienamente d’accordo

            • Francesco Bertolini scrive:

              Non è possibile criticare Nazismo e Stalinismo . E’ ovvio ed è una verità storica. Ma è possibile criticarli entrambi da un punto di vista comunista.
              Il comunismo, e non lo stalinismo che ne ha rappresentato una deriva.
              Purtroppo ancora in italia c’è chi fa coincidere il comunismo con lo stalinismo….

          • Anonimo scrive:

            Spartak ed altri stalinisti fanno come i dirigenti israeliani: ogni critica al governo di Israele (o al sionismo) è sempre accusata di antisemitismo. Così l’antisemitismo è il pretesto per evitare e per impedire ogni critica a Israele. In tal modo si fa un grave torto, l’ennesimo torto, agli ebrei, i quali non tutti sono sionisti o responsabili dei massacri dei palestinesi.
            Cosa simile avviene per questi neo-stalinisti: ogni critica a Stalin è equiparata all’anticomunismo. Così si fa un grave torto, l’ennesimo torto, ai comunisti, i quali non tutti sono stalinisti, non tutti sono responsabili dei gravi crimini di Stalin, anzi ne furono la prima vittima. E così si impedisce ogni critica alla degenerazione dello stalinismo per esaminarne gli errori, per non ripeterli più e per rendere più forte il comunismo e i comunisti.

            • Anonimo scrive:

              era stalinista pure thomas mann allora…

            • Anonimo scrive:

              ci sono state critiche all’opera di stalin fatte ad esempio da mao, che sono degne di nota, rivolte in avanti, e che non han fatto fare a mao la figura dell’utile idiota.
              le critiche a stalin di cui ci si nutre tutt’ora in occidente sono quelle fatte da krusciov, che portato pezzo pezzo a svuotare lo stesso leninismo; ci furono le critiche di trotzky utile idiota dei fascisti che lo usarono (lui, serge ecc) per sfiduciare i lavoratori contro l’urss; e guarda caso queste genere di critiche sono uguali uguali a quelle della borghesia. ha fatto ene il compagno che ha citato mann, un gigante del pensiero che scrisse quelle frasi negli anni ’40 quando il comunismo era identificato col comunismo sovietico staliniano, e le scrisse senza la paura di sporcarsi le mani. e tutto ciò mentre gente come orwell passava i nomi dei sospettati comunisti alla polizia politica.

              • Anonimo scrive:

                In realtà le critiche contenute nel post di Bertolini sembrano più a quelle che si trovano nel LIBRO NERO DEL COMUNISMO, pubblicato in Italia dalla casa editrice di Silvio Berlusconi, che a quelle di Krusciov o di Trotzky.

              • Francesco Bertolini scrive:

                Adesso capisco le critiche che nascono nei confronti di chi, pur ribadendo la contrarietà alla guerra imperialista , ad ogni intervento in Siria, ad interventi di qualsiasi tipo, condanna senza se e senza ma il governo repressivo di Assad.
                Per voi sono utili idioti utilizzati dagli imperialisti.

                Invece avere nelle proprie fila esponenti o segretari che a guerre hanno partecipato attivamente quando erano ministri, è un vanto di antiimperialismo e antimilitarismo.

                ….

                Continuate così ….

              • Francesco Bertolini scrive:

                caro Anonimo, ancora una volta la tua analisi ha fallito…
                Ho letto molto Trotsky e Serge , ma del libro nero del comunismo non so nulla. Ma non avrei nessun problema a leggero.

  17. Francesco Bertolini scrive:

    Giusto appoggiare gli sciopero sindacali, ma sarebbe necessaria una manifestazione contro le politiche di questo governo.
    Ovviamente senza il PD, ma una manifestazione che potrebbe accogliere molti simpatizzanti del PD.
    I partiti comunisti in italia sono ancora in grado di manifestare contro un governo , oppure hanno necessita di un PD che organizzi la protesta ?
    Purtroppo andando avanti a semplici comunicati e dichiarazioni e link postati, si rimane nell’anonimato senza concludere nulla.
    Sarebbe una presa di posizione forte che segnerebbe netta separazione dalle politiche del PD e un colpo a quei politicanti comunisti che ancora sperano di trovare una poltroncina in parlamento nel futuro prossimo..
    Non serve essere rivoluzionari, basterebbe essere coerenti con le proprie idee.

    • Anonimo scrive:

      i due partiti comunisti maggiori non sono in grado di organizzare una manifestazione di rilevanza nazionale tale che possa arrivare agli italiani considerando l’oscuramento probabile dei media. non bisogna essere scienziati per capirlo. portare 20mila persone a piazza navona per marcare il cartellino della protesta a che serve? meglio organizzare iniziative anche piccoli nei territori, come si è fatto e come si cerca di fare.
      la solita tua polemica sul PD, Bertolini, dimostra solo la tua voglia di provocare rasentando terra.

      • Francesco Bertolini scrive:

        Anonimo per te sono tutti provocatori, nel momento in cui la pensano diversamente.
        Ma evidentemente fa parte del tuo bagaglio culturale e di quello del tuo partito. Dal’altra parte la difesa delle pratiche staliniste è sempre un vostro compito, come dimostrano i post…

        A rileggerti. . .

        • Anonimo scrive:

          cercare di mettere zizzania fra comunisti fa parte invece del tuo bagaglio politico-culturale.

          • Francesco Bertolini scrive:

            Continua a scrivere ….

            • Anonimo scrive:

              continua a seminare (zizzania)

              • Francesco Bertolini scrive:

                Ho fatto presente l’incapacità della sinistra di organizzare una manifestazione senza la guida del PD. Ma soprattutto una manifestazione anche contro il PD che appoggia questo governo che anche tu critichi.
                Se poi mettere zizania come tu scrivi , significa rendere esplicità la propria linea politica in contrasto con quella del pd .. hai ragione.
                Ma non puoi limitarti a postare link di siti semi sconosciuti per risolvere i problemi in italia….. e ti preoccupi di essere censurato mediaticamente….

  18. Andrea scrive:

    Palermo, adesso Sel non vuole le primarie
    Borsellino: vado avanti
    di Jolanda Bufalini – l’Unità

    Le primarie palermitane si frantumano in una miriade di tavoli, tutti però rivendicano la continuità di un progetto coerente per il cambiamento che non prevede, però, «forze spurie». Il risultato, a fine giornata, è paradossale: i soggetti che rivendicano di avere le primarie «nel proprio dna»nonvogliono le primarie, non «quelle».
    È Sinistra e libertà ad aprire la danza del de profundis che porterà, a fine giornata, alla sospensione. «Per una settimana», spera il segretario Pd Giuseppe Lupo.Oforse per mai più. Sta di fatto che è saltato il tavolo, e che questa mattina salterà la scadenza prevista per la presentazione delle firme da parte dei candidati. Dunque ieri mattina Sel annuncia la decisione di abbandonare per «chiudere la porta a coalizioni» che potrebbero vincere «in virtù di alleanze e giochi di strategia». La tesi di Sel è che «le primarie sono inquinate dalla partecipazione straordinaria del Terzo Polo». La proposta di Sel, volta a marginalizzare il candidato dell’apertura alle forze moderate, Ferrandelli, e la parte del Pd che lo sostiene, è «candidare direttamente Rita Borsellino». Segueuna giornata di convulse riunioni, Rita Borsellino e Leoluca Orlando, che non è mai entrato nella corsa delle primarie ma si è candidato «al primo turno», si vedono a lungo. Due campioni con le stesse idee che possono aspirare allo scranno di sindaco, manessuno dei due fa il fatidico passo indietro.
    Poi la candidata designata da Bersani e Lupo incontra il Pd e, soprattutto, «le persone che assieme amehanno lavorato fin dal primo giorno per le primarie e checomemesi sono spesi per l’unità del centrosinistra». Fra queste c’è la giornalista scrittrice Titti De Simone, rappresentante di «Per Palermo è ora», cartello di movimenti civici cittadini. C’è delusione e amarezza: «Consideriamo un errore che a Palermo non si celebrino primarie del centrosinistra». Ma «la festa della democrazia si è trasformata in un pantano».
    Se un tavolo è saltato, però, un altro è apparecchiato. Quando sentiamo Leoluca Orlando al telefono è insieme agli esponenti dei Verdi, di Sel e Idv. «Io resto candidato», ci dice. Accanto a lui c’è Antonella Monastra, consigliere comunale indipendente per “Un’altra storia”. Era candidata alle primarie di coalizione, ora è anche lei candidata sindaco. «Le primarie di coalizione non ci sono più» dice l’esponente di Idv, «al massimo saranno primarie del Pd per risolvere i loro problemi interni». Inizianounpercorso di «ascolto, primarie di programma e porte aperte a Pd e Borsellino, purché nei vincoli di un’alleanza che esclude quelli di Cammarata». Preparano un’iniziativa per il 18 febbraio.
    Fabrizio Ferrandelli, capogruppo Idv in consiglio comunale, la cui autocandidatura ha fatto scappare dal comitato delle primarie Sel, risponde picche alla sospensione: «Io presento le firme, contro dimesolo fango, non sono il candidato del Terzo polo». L’altro candidato, Davide Faraone fa appello all’unità contro i «Cracolici boys» per andare avanti con le primarie. Cracolici, artefice dell’alleanza all’Ars con Lombardo, replica che pensava si dovesse scegliereuncandidato per battere il Pdl. Il Pd per bocca di Lupo e del segretario provinciale, Di Girolamo chideunchiarimento urgente ai soggetti promotori delle primarie.

  19. Siro scrive:

    COMUNICATO STAMPA

    AFGHANISTAN, VIA LIBERA A BOMBE DA AEREI ITALIANI, FERRERO (PRC – FDS): «DECISIONE VERGOGNOSA E GUERRAFONDAIA: ANCHE SULLA GUERRA IL GOVERNO FA IL CONTRARIO DI COSA è GIUSTO»

    Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, dichiara:

    «Il governo ha deciso che gli aerei in Afghanistan potranno non solo sparare ma anche bombardare, dando il via libera nello specifico all’impiego delle bombe per i quattro cacciabombardieri italiani Amx Acol schierati ad Herat: è una vergogna!
    E’ intollerabile che il nostro governo decida, unico al mondo, di rafforzare il proprio ruolo di guerra, invece di perseguire l’obiettivo di andarsene il prima possibile da quel conflitto infinito. Un altro pessimo elemento di continuità con il governo Berlusconi: anzi, l’esecutivo Monti riesce là dove La Russa aveva fallito, connotando in maniera ancora più pesante la nostra insensata presenza nella guerra in Afghanistan».

    28 gennaio 2012

  20. Andrea scrive:

    Palermo, primarie addio, volano stracci Nel Pd tira aria di commissariamento
    di Elena Di Dio – il manifesto

    E ora che succede? Certamente la scadenza fissata questa mattina alle 12 per la presentazione delle firme a sostegno delle candidature per le primarie del centrosinistra a Palermo non sarà rispettata. Segnando la fine del percorso di selezione dei candidati di area. O così sembra.
    In meno di un giorno, il centrosinistra palermitano ha vissuto ore di passione che annunciano però momenti ancora più agitati. Oggi Fabrizio Ferrandelli, candidato del polo civico, come si intestardisce a dire, sostenuto da Beppe Lumia e Antonello Cracolici, capogruppo Pd all’assemblea regionale siciliana, fautori dell’alleanza con il governatore Raffaele Lombardo (che sul suo blog ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di sostenere Ferrandelli seppure per interposta persona), si presenterà nella sede del Pd in via Bentivegna col suo pacchetto di seimila firme. Ma sarà messo alla porta. E si può immaginare che oggi come ieri farà le sue dichiarazioni contro la «censura antidemocratica» del partito di Bersani. Qui comunque la partita si apre.
    Ieri mattina Sel ha annunciato la sua rinuncia ad un tavolo delle primarie che si sono trasformate in un regolamento di conti tutto interno al Pd. Ed oggi più che mai ciò che accadrà sulle ceneri dell’appuntamento del 26 febbraio a Palermo sarà certamente l’ultima sfida interna ai democratici siciliani.
    Due scenari sono possibili: che le primarie vengano «congelate» per una settimana in attesa che a Roma il segretario nazionale insieme al coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca diano le direttive a quello regionale Giuseppe Lupo sulle prossime mosse. Che cioè Bersani, quasi per «punizione», obblighi Lupo alle primarie. Anche sacrificandolo personalmente. D’altronde i dirigenti nazionali, da oggi – ed è il secondo scenario in caso di cancellazione dell’appuntamento con i gazebo – dovranno fare i conti con una vera guerra mediatica che l’ala che fa riferimento a Matteo Renzi, scalpitante giovane rottamatore che predica democrazia e razzola primarie in ogni capoluogo (quasi fosse una palestra personale), è pronta a scatenare. Le primarie del Pd o di coalizione sono previste dallo statuto del partito democratico e sono argomento di dibattito accesissimo per la competizione politica del 2013. Per la quale Bersani si è impegnato a far svolgere le primarie anche per la scelta dei candidati parlamentari. Renzi che sponsorizza Davide Faraone, non molla la presa. E promette una battaglia senza esclusioni di colpi: convocazione degli iscritti, manifestazioni alla sede Pd e quanto la macchina mediatica del Big Bang sia in grado di organizzare. Di certo c’è che la segreteria Lupo è ormai un capitolo chiuso della storia del Pd in Sicilia. Dopo i tira e molla, la «malasorte» della candidata «nominata» da Bersani su richiesta del segretario regionale Lupo e l’aperta ostilità dei democratici di Sicilia – e il conseguente sputtanamento del partito – in tanti invocano la soluzione dall’alto. E se è impossibile ipotizzare che – vista l’imminenza del voto per le comunali di Palermo – si possa andare a un congresso straordinario, non è escluso – si vocifera con sempre maggiore insistenza – un commissariamento.
    In questo quadro, una nuova deadline prende vita: il 18 febbraio l’IdV di Leoluca Orlando organizza a Palermo una iniziativa pubblica insieme alla federazione della sinistra e ai Verdi, fuoriusciti della prima ora del cartello per le primarie del capoluogo siciliano, con i candidati sindaci di questo gruppo ristretto, il portavoce del partito e “big” Orlando, e Antonella Monastra, che ha aderito all’iniziativa. «Appena le primarie salteranno – dice il senatore dell’Idv Fabio Giambrone, già portavoce di Orlando – siamo immediatamente disposti con le forze del centrosinistra che vorranno, a sederci attorno al tavolo per trarre una sintesi e candidare un unico forte esponente della coalizione in grado di dissipare i dubbi dei nostri elettori e vincere al comune di Palermo».
    Parole che preludono ad una ritrovata pax fra Rita Borsellino – che oggi ha preso atto che le primarie sono saltate, evitando così di rinunciarvi in prima persona – e Leoluca Orlando. E a un accordo che potrebbe portare all’una o all’altra candidatura. Il famoso ticket, fin qui sempre escluso.

  21. anonimo scrive:

    Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia
    “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/886-dodicimila-soldati-degli-stati-uniti-stanno-per-occupare-la-libia.html

  22. Francesco Bertolini scrive:

    carissimi compagni del BLOG, come potete vedere si è scatenata una nuova campagna diffamatoria contro il sottoscritto. Neppure fossi un qualche be definito avversario politico , cosa che comunque non darebbe alcun diritto di offendermi o ridicolizzare la mia posizione.
    Che pensare ?
    Forse tutto questo perchè ho polemizzato anche in modo accesso con l’anonimo che postava link da Marx 21 ? Mi auguro di no.
    Purtroppo non sempre scrivendo si può essere chiari e trasparenti come nel parlare, e spesso la fretta nello scrivere messaggi potrebbe portare a scrivere parole non pesate ed di facile interpretazione.
    Comunque sia questo modo di rispondere ai partecipanti del blog, non ha nulla a che vedere con la discussione.
    A me va bene che certi frequentatori possano intervenire in questo modo, pur non condividendone le modalità. Però essendo un blog libero e aperto a chiunque è chiaro che dobbiamo sopportare anche questi messaggi.
    Non penso neppure che chi abbia scritto un messaggio del genere sia un provocatore, ma suppongo invece che sia una persona che partecipa spesso al blog firmandosi spesso e nascondendosi ancora più spesso dietro l’anonimato.

    a rileggervi

  23. Franchino Bartolino scrive:

    L’analisi di bertolini è assurda e demenziale…ma costui come campa?

  24. Andrea scrive:

    Chiedo a tutti i compagni/e di Genova e Pistoia di chiarire un paio di cose.

    1)A Pistoia che fa’ il Prc?Sostiene il candidato espressione del PD?
    Ed e’ vero che il Pdci sostiene la candidata alternativa sostenuta da Sel,Idv e Verdi?

    2)A Genova la posizione ufficiale del Prc e’ la non partecipazione alle primarie,ma e’ vero che parte del Pdci e del Prc(soprattutto gli ex-bertinottiani anti-Troskisti)sostengono piu’ o meno apertamente il candidato di SEL,Doria?

    Grazie per le risposte

    • Falce e Martello scrive:

      aPistoia il PRC sostiene il candidato uffciale del PD che viene appoggiato come partiti solo da noi! non solo è appoggiato dalla CISL locale e dalla Misericordia qui da noi potente lobby dei servizi di assistenza e sanitari che nei fatti oramai controlla anche il PD locale.
      IDV e Sel sostengono una candidata senza tessere di partito assieme ad un gruppo di PD che sono in rotta di collisione con il resto del PD i Verdi si astengono.

      la FdS si è spaccata e infatti il PdCI sostiene la candidata senza tessera assieme ad IDV e Sel

      Bel risultato il tutto sotto la regia de segretario Stefano Cristiano che a parole spara a zero sul PD ma qui a livello locale completamete subalterni al PD anche in Provincia dove abbiamo un assessore siamo silenti addirittura votiamo in Giunta per raddoppiare inceneritori e farne di nuovi nel piano dei rifiuti
      COERENZE ZERO
      ma davvero era necessario schierarsi e ADULARE il candidato del PD???
      non potevano non schierarsi oppure aver eun candidato di bandiera?
      che bel gruppo dirigente addirittura sulla porta della Federazione c’è il manifesto del candidato e diversi dirigenti distribuiscono i volantini che riportano il simbolo solo del PD capito distribuiamo materiale per il PD roba da mattiiiii

  25. Andrea scrive:

    Di Pietro e Vendola aprono al Pd
    di Maria Zegarelli – l’Unità

    Antonio Di Pietro arriva con la sua agenda piena di appunti e prende posto vicino a Nichi Vendola. Si è portato dietro alcuni passaggi dell’intervista che il segretario Pd Pier Luigi Bersani ha rilasciato ieri a l’Unità. L’ha letta con grande attenzione il leader Idv, «perché il segretario non ha parlato in un corridoio, ha scelto l’Unità» e perché a lui, soprattutto, era diretto l’ultimatum del leader Pd: mai più accuse di “inciucio”, basta “tirarmi per la giacca”. Ed ecco, allora, che oggi ogni parola oggi viene pesata con il bilancino.
    È Vendola ad aprire la conferenza stampa: Sel e Idv vogliono aprire il cantiere per gettare la fondamenta dell’alleanza,ma«speriamo che ci sia soprattutto il Pd, il più grande partito del Paese». L’artigianodella parola cesellamentre scandisce: «A prescindere dalla posizioni che i singoli partiti assumono qui dentro, in Parlamento, rispetto al governo Monti».

    IL CANTIERE
    «È l’Italia», aggiunge il leader di Sel, «a chiedere al centrosinistra di aprire il suo cantiere» e l’intervista di Bersani è «una riapertura importante », ragion per cui Di Pietro e Vendola sono «più sereni», consapevoli che «la foto di Vasto non era una coalizione compiuta, erano tre leader di partito, ma una coalizione ha bisogno di qualcosa di più, di partiti e di società».
    Di Pietro legge il passaggio in cui Bersani dice di essere «disposto a riaprire i tavoli programmatici ma sui temi di cui parliamo oggi, dal lavoro alle riforme». Epoi ancora quello in cui ripercorre il profilo dell’alleanza a cui lavora: «di centrosinistra aperta anche alle forze civiche e ai moderati». Bene, benissimo, dice l’ex magistrato, ma «bisogna passare dalle parole ai fatti con i tavoli programmatici, per ricostruire il futuro e una coalizione». Nessun veto al Terzo Polo, «non ho mai detto no a Casini», dice Vendola, ma questo atteggiamento deve essere reciproco perché è evidente che la foto di Vasto va «allargata, non ristretta », ma si parte dai programmi.
    E se il segretario Pd avverte l’ex pm che per il futuro conterà anche il posizionamento in Parlamento rispetto al governo, Di Pietro risponde che per l’Idv non potrà esserci un appoggio a prescindere dai contenuti; «valuteremo di volta in volta», certo, aggiunge Vendola, «siamo compiaciuti che i professorihanno sostituito le Olgettine », ma non «va bene che si sia onestamente feroci, che le politiche dei professori abbiano il segno della dismissione del welfare».
    E a chi fa notare che a Vasto nella foto erano in tre e oggi in conferenza stampa sono in due, Vendola risponde che il tempo «che ci separa da allora sono i tempi di un’epoca intera», è cambiato tutto e c’è chi, nel Pd, spera di trapiantare pezzi dell’attuale governo in uno futuro con nuovi assetti politici. «Ma oggi Bersani – aggiunge Vendola – con la sua intervista si rimette in primissimo piano, non è il convitato di pietra». Di Pietro sa quanto diversi siano stati i toni usati da Bersani nei suoi confronti rispetto a quelli riservati a Vendola che, secondo il segretario Pd, ha mostrato un «atteggiamento consapevole».
    A Bersani, ma anche alla stragrande maggioranza del partito, non piacciono i toni che usa Di Pietro, le sue tentazioni populiste, il suo aver votato la fiducia a Monti la prima volta e essersi sfilato subito dopo. Per questo Tonino assicura che no, «mai più», lancerà accusa di inciucismo, che ci sarà «massimo rispetto». Bersani prende atto, «mi piacciono i buoni propositi, vedremo che succederà» ma ecco che poco dopo in Aula i dipietristi tornano a suonare le note a loro più care: il loro voto contrario al Milleproroghe «non è alla fiducia, ma alla maggioranza che sostiene il governo». Facile a dirsi, più difficile a realizzarsi questa foto-famiglia definitiva. Vendola mette lemani avanti: se non parte il cantiere col Pd, Sel e Idv non ci stanno a fare «testimonianza », si preparano ad essere un polo alternativo. Non il Quarto, ma «il» polo, punto.

    • la vera notizia scrive:

      la vera notizia di oggi è che Ferrando apre a Ricci, si profila la fine dello scontro continuo tra PCL e PDAC che ha per anni bloccato irreparabilmente lo sviluppo delle forze rivoluzionarie italiane, continentali e insulari.

  26. Andrea scrive:

    Caos primarie, Rita forse molla
    di Elena Di Dio – il manifesto

    Travagliate, desiderate, negate ma anche sballate. Le primarie più pazze della storia quelle del centrosinistra a Palermo che sembra non abbiano fortuna. L’ultima pietra, quella tombale, sembrano averla posata i due leader di Idv e Sel, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, che ieri a Roma a margine di una conferenza stampa congiunta sul voto popolare per la selezione del candidato sindaco di Palermo, si sono espressi con chiarezza: no a primarie fasulle in cui gareggi un candidato solo in apparenza del centrosinistra e di fatto appoggiato da quelle forze politiche che nel Pd sono dichiaratamente schierate accanto a Raffaele Lombardo, il governatore della regione siciliana, indigesto a vasta parte dell’elettorato Pd.
    Non solo: Vendola e Di Pietro hanno lanciato un appello a Leoluca Orlando e Rita Borsellino che sotterrino le rivalità che li hanno fin qui opposti e che si alleino in chiave anti-lombardiana. La faccenda pero è complicata: a sostenere il candidato oggetto dell’ulta spaccatura, Fabrizio Ferrandelli, giovane rampante ex Idv, si sono schierati il capogruppo Pd all’assemblea regionale, Antonello Cracolici, e il senatore Beppe Lumia. Come fare dunque a mettere un punto alle primarie del centrosinistra quando il sostegno arriva da iscritti ufficiali dal Pd, e di tanto lignaggio?
    La posizione di Cracolici infatti disegna un quadro sintetico surreale: «Prima il problema era che non si voleva un candidato che fosse disponibile ad alleanze col Terzo polo. Poi mi è stato chiesto di fare un passo indietro sull’idea di un candidato alternativo a Rita Borsellino che aveva espresso questa intransigenza riguardo all’alleanza con le forze riformiste e autonomiste che appoggiamo al governo della regione. E ora che si pretendeva?, che Antonello Cracolici non andasse a votare o non esprimesse la propria preferenza?». Ferrandelli intanto, il «preferito» di Cracolici e Lumia, che ha incassato anche il sostegno di un altro candidato che ha preferito rinunciare, ovvero Ninni Terminelli, ieri si è presentato nella sede Pd per la consegna delle firme a sostegno della sua candidatura. Ma il termine, su richiesta di Sel che ha voluto riunire gli organismi provinciali per discutere del nuovo quadro politico, è slittato a sabato. E le firme non sono state accettate. Ferrandelli ha subito gridato alla censura.
    L’altro candidato, Davide Faraone, renziano di ferro che già da dicembre chiede al suo partito, il Pd, che la selezione del candidato sia espressa tramite le primarie, ora dichiara: «Per battere il ‘terzo polo civico’ di Ferrandelli, Cracolici e Lumia chiedo a Borsellino, Orlando e agli amici e compagni di Sel, Verdi, Federazione della sinistra, socialisti, Radicali Palermo e ai movimenti civici di partecipare insieme a me alle primarie del 26 febbraio e sconfiggere, con la partecipazione popolare, i nuovi gattopardi. Se saremo uniti, Palermo sarà liberata dai trucchi di chi, come una minoranza brutta del Pd, è logorato da un potere che non ha. E da chi, come il Pdl, spera di far dimenticare ai cittadini i danni che ha fatto».
    La palla passa adesso a Rita Borsellino. Ma l’eurodeputata, eletta nelle liste l Pd e candidata alle primarie da Bersani, sarebbe ormai decisa: si ritirerà dalle primarie. Una decisione che i rumors insistenti considerano a un passo dall’ufficialità, che potrebbe arrivare oggi dopo la conferenza stampa di Sel. Nessuno può fermare le primarie, è l’ultimo appello che le rivolgono Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale, e il segretario siciliano Giuseppe Lupo: «Chi sostenesse che a Palermo non si possano svolgere con limpidezza le primarie si prenderebbe la responsabilità di un messaggio poco comprensibile ai palermitani e a tutto il Paese».

  27. Andrea scrive:

    Come si scrive il dopo Monti?
    di Andrea Fabozzi – il manifesto

    Vendola: allarghiamo la foto di Vasto alla società civile, lavoriamoci assieme al Pd a prescindere da quello che fa con l’esecutivo Monti Il governatore e l’ex pm riaprono «il cantiere» delle alleanze. Bersani incoraggia. Purché non si parli più di inciucio col governo. E di primarie Di Pietro: se proveranno a ostacolarci con una nuova legge elettorale, avremo la forza per resistere. Idv e Sel sono una coalizione
    Ora che la Corte costituzionale ha eliminato dalla scena i referendum elettorali, qualcosa si muove nel centrosinistra. Ai partiti appare chiaro che il governo Monti, con qualche difficoltà, porterà alla fine la legislatura. E che la legge elettorale Porcellum (disprezzata più in pubblico che in privato) reggerà un altro giro. Così stando le cose, ieri Nichi Vendola e Antonio Di Pietro da una parte e Pierluigi Bersani dall’altra hanno fatto due passi. Convergenti. Hanno ricominciato a parlare di alleanza nel 2013 o per dirla con il presidente della Puglia hanno «riaperto il cantiere, necessariamente anche al Pd». Bersani, con una studiata intervista all’Unità, ha anticipato e insieme facilitato la mossa. Confermando che anche con il governo Monti in carica, anche se al momento sta marciando con il Pdl e ben accanto al Terzo Polo, la prospettiva del suo Pd resta quella di «un’alleanza di governo di centrosinistra, aperta anche alle forze civiche e ai moderati».
    La strategia del segretario democratico e dei suoi alleati esterni al Pd, messa a punto in un paio di incontri in cui Vendola ha fatto da collegamento (i rapporti diretti tra Bersani e Di Pietro restano più difficili), punta a rovinare i piani di chi considera il governo dei tecnici la fine della storia del centrosinistra. Cioè a buona parte del partito democratico. La parte che insegue Casini, che ieri ha celebrato il centro-sinistra di Aldo Moro (immaginando il Pd nella parte della sinistra), che vorrebbe una nuova legge elettorale per tagliare le estreme.
    Viceversa il «cantiere» che Vendola e Di Pietro hanno riaperto presentandosi uno accanto all’altro a Montecitorio è «l’alternativa» per il paese, ma anche un’alternativa per Bersani per scansare il destino centrista. E conservare la guida del partito. È anche una nuova «foto di Vasto» (quella famosa dei tre leader alla festa dell’Idv), con Bersani che non potendo esporsi in volto ha mandato una dedica affettuosa. Una foto che Vendola vuole allargare «all’ossigeno della società civile». E nemmeno chiudere pregiudizialmente all’Udc. Il leader di Sinistra ecologia e libertà non vuole mettere «vincoli o paletti» e non dice no all’alleanza progressisti-moderati «se non è un suicidio per i progressisti e un incoronamento per i moderati». Tanto sa bene che Casini se ne terrà alla larga.
    Al centro del lavoro «per ridare al paese un governo politico», come dice Di Pietro, o «una speranza per il paese che deve diventare politica e programmi» come dice Vendola, i due alleati mettono la triade «lavoro-solidarietà-legalità». Dopo Monti, spiega il presidente della Puglia, non è scongiurato per sempre il «ritorno al berlusconismo». Durante Monti, allora, i leader di Idv e Sel sono disposti a concedere qualcosa a Bersani che non vuole vedersi «pugnalato alle spalle». Il «cantiere», spiega Vendola, deve andare avanti «a prescindere dall’atteggiamento che si ha nei confronti del governo in carica». Mentre Di Pietro promette che non parlerà più di «inciucio».
    In concreto si tratta di riaprire quei «tavoli» del «nuovo Ulivo» (ma nessuno lo chiama più così) velocemente ripiegati allo spuntare del governo Monti. Lì i delegati dei tre partiti hanno ragionato per qualche mese del programma dell’alleanza, lì potrebbero tornare a farlo, concede Bersani, ma a patto che al centro ci sia «l’agenda delle emergenze». Cioè i problemi del governo Monti, al quale il Pd avrebbe interesse di tenere legata la sinistra. Ma Di Pietro e Vendola più di una non belligeranza non offriranno. Ancora ieri hanno ripetuto tutte le loro critiche all’esecutivo e il presidente della Puglia non si è fatto scrupolo di minacciare un fronte meridionale contro i tagli.
    Come in una vera trattativa, i due leader riuniti hanno messo sul piatto tutto il loro peso. Se nel Pd dovessero vincere quelli che guardano al centro, o se con una nuova legge elettorale si cercasse di penalizzarli, hanno chiarito, «Idv e Sel insieme sono una coalizione di riferimento e insieme avranno la forza di resistere». I democratici pagherebbero un prezzo altissimo per la chiusura a sinistra. Idv e Sel dovranno però dimostrare di riuscire a convivere con le loro differenze, che dall’economia alla giustizia non sono poche. Nel frattempo Vendola lascia che sia Di Pietro a parlare di primarie – «ho fatto un voto di astinenza», dice – un argomento che a Bersani, si sa, piace pochissimo. Tanto da aver osteggiato, nella recente assemblea nazionale, la sola ipotesi che il Pd si legasse a quel sistema per scegliere i candidati nelle sue liste. Viceversa il segretario non avrebbe avuto alternative alle primarie per la scelta del candidato premier. Proprio ora che, Bersani ci conta, anche i suoi futuri alleati sono disposti a rinunciarvi.

  28. Andrea scrive:

    Chiedo a tutti i compagni/e di Genova e Pistoia di chiarire un paio di cose.

    1)A Pistoia che fa’ il Prc?Sostiene il candidato espressione del PD?
    Ed e’ vero che il Pdci sostiene la candidata alternativa sostenuta da Sel,Idv e Verdi?

    2)A Genova la posizione ufficiale del Prc e’ la non partecipazione alle primarie,ma e’ vero che parte del Pdci e del Prc(soprattutto gli ex-bertinottiani anti-Troskisti)sostengono piu’ o meno apertamente il candidato di SEL,Doria?

    Grazie per le risposte

  29. Solidarietà a Laurenti! scrive:

    Basta con Equitalia!

    Mobilitiamo il Partito della Rifondazione Comunista contro questo scandaloso atto di polizia! Degno di uno stato di polizia! Bastaaaaa!
    Milano, 26 gen. (LaPresse) – L’Agenzia delle Entrate ha contestato a Luca Laurenti, la spalla televisiva di Paolo Bonolis, il mancato pagamento di imposte Irap per due milioni di euro sulla sua proprietà milanese di Corso Buenos Aires tra gli anni 2000 e 2005.
    Equitalia ha quindi pignorato i suoi sei appartamenti milanesi, che hanno un valore complessivo di 5 milioni di euro. Lo riporta il quotidiano ‘Repubblica Milano’. Si tratta di tasse dichiarate, rende noto il giornale, ma non versate dal popolare personaggio televisivo, in seguito a un contenzioso avviato da lui e dalla moglie, Raffaella Ferrari, fin dal 2007, che trascinandosi fino a oggi ha fatto lievitare in modo la somma.

  30. Dario scrive:

    E come la mettiamo ora?

    Vendola e Di Pietro oltre ad una convenzio ad escludendum nei confronti nostri,con la conferenza stampa di oggi hanno ri-dato un bel po’ di colore alla foto di Vasto(chi ha un po’ di esperienza non puo’ ritenere casuale l’intervista di Bersani all’Unita’ di stamattina dove di fatto riapre il cantiere di csx ovviamente a cetti patti).
    A questo bisogna aggiungere che i rapporti Pdl-Lega sono ormai esauriti e al Pdl per la gioa di Casini e Fini non rimane che continuare a sostenere Monti e ad avere come prospettiva l’alleanza(in questo caso subendola)con il 3 Polo.
    Quindi nuovo bipolarismo alle porte.

    PDL-3Polo contro PD-SEL-IDV,con la Lega che stara’ fuori a tentare di rubare il piu’ possibile dal PDL(il progetto di Maroni e’ chiaro,diventare il primo partito del nord)
    A rimanre fuori sara’ la FDS che subira’ i diktat di Fioroni,Veltroni,Letta e altri che dopo avere incassato l’ennesima sconfitta imporrano a Bersani il no ai comunisti.E state certi che Vendola non si strappera’ le vesti per fargli cambiare idea.

    Il risultato facile da prevedere.

  31. Karlo scrive:

    Ennesimo show del duo Vendola-Di Pietro,continuano con la filastrocca del csx unito e ovviamenente non nominano mai la Fds.
    Non mi sorprende nulla,solo una cosa.
    Sono passate gia’ un paio di ore e non c’e’ ancora nessun comunicato stampa di Ferrero,Diliberto o Salvi che prega Vendola di nominare la prossima volta la FDS.

    Grassi se ti sbrighi puo’ batterli tutti …
    tanto oramai questo siamo diventati.
    Un partito che per far felice gli iscritti che mantengono il partito dice quanto sia inpresentabile il PD e poi la sera chiede a Vendola e Di Pietro perche’ non nomina il Prc tra gli alleti futuri del csx a guida PD.

  32. Anonimo scrive:

    dal blog di Paolo Ferrero

    Gli arresti di stamane sono l’ennesimo tentativo di ridurre il movimento NO TAV ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch’io alle manifestazioni in Val di Susa, sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che – al contrario di cosa si vuol far credere – il movimento NO TAV non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica in cui una comunità vuole decidere democraticamente sul proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni. Voglio quindi esprimere la mia solidarietà al Movimento No Tav e l’impegno a proseguire la lotta affinché quello sperpero di danaro pubblico, inutile e dannoso, venga fermato e la Val di Susa non sia più una terra militarizzata.

  33. Paolo scrive:

    Mi intrometto anche io nella (eterna)discussione sulla Fds.
    Sono stanco di frasi “dobbiamo rilanciarla”
    La Fds ha oramai 3 anni di vita e non c’e’ stato un passaggio politico,uno!in cui la Fds e’ stata protagonista!

    Ferrero fa’ le sue iniziative.Diliberto le sue.

    E’ piu’ di un anno che il portavoce e’ un NON riconosciuto portavoce da mezzo Prc e dal resto dei componenti.

    Una domanda poi,ma il simbolo che verra’ usato nelle prossime amministrative quale sara’?

  34. luigi scrive:

    Il PRC, certamnte offuscato dai media, ma oggettivamente a corto di consensi probabilmente per inadeguatezza politica e di proposta.
    E’ un partito che è scomparso, che perde pezzi, militanti e amministratori. Guardate, non sto esagerando (qualcuno mi dirà che in un tal posto le cose vanno meglio). Dico che davanti alla mia presunta ? esagerazione trovo sconvolgente che la deriva più o meno lenta del partito, che però c’è, non muti e ripensi di una virgola le strategie e non riconsideri il recente passato non certamente ricco di decisioni e forzature, compreso chianciano, del tutto incomprensibili.
    Liberazione chiude (certamnete) per Monti;
    Il partito non ha soldi (certamnte) perchè assente dal parlamento;
    I tesserati calano (certamente) per la disaffezione alla politica e per la nostra litigiosità
    Gli amministratori fuggono (certamente) per assicurarsi al loro prospettiva personale.
    D’accordo su tutto, abbiamo sempre il giusto motivo per spiegare.
    Possibile però che il motivo sia sempre fuori dalla nostra linea e condotta politica? davvero così infallibili? E se fossimo così infallibili possible che siamo tanto e solo sfortunati?

    • walter scrive:

      Si..ti dirà Grassi, trattasi solo di sfortuna e della mancanza di una adeguata organizzazione. Ti dirà che occorre una conferenza di organizzazione, che saranno attribuiit ad altri compagni nuovi incarichi di lavoro, che ….una serie di che rituali, bla bla organizzativistici. E qui, nella nostra ritualità che dovremmo trovare altri motivi della nostra inadeguatezza…ma è pretendere troppo. Speriamo bene..ecco cosa ci resta..sperare…mah!

    • Francesco Bertolini scrive:

      Si dovrebbe sciogliere la Fds. Ne gioverebbe sia il PdcI e il PRC.

      • marco pi. scrive:

        Unità organica tra PRC e PdCI (e anche con Rizzo…).
        E poi unità d’azione con Vendola!

        • Anonimo scrive:

          E perchè allora non anche con Ferrando, con la Rete dei Comunisti, con Sinistra Critica, con il PCmli e con tutti gli altri 27 partiti e partitini che si autodefiniscono comunisti e che si autoproclamano avanguardia del proletariato ? Se i processi dall’alto non incontrano i processi dal basso (come fu la costituzione nel 1991 di Rifondazione Comunista) non ci sarà mai nessuna unità.

          • Francesco Bertolini scrive:

            A parte le battute, ma sembra ormai chiaro a tutti che la FdS non esiste più. Probabilmente non è mai esistita se non nel tentativo delle dirigenze dei due partiti di avere una spinta elettorale più forte.
            Ma se parli con i singoli simpatizzanti o molti militanti la FDS non esiste come soggetto politico. Esistono il Prc e il PdCi.
            Eliminare la Fds potrebbe ridare lo slancio al PdcI e al PRC.
            Il pdci potrebbe iniziare ad essere quel partito a cui aspira. Ovvio che il Pdci, per sua natura , per l’idea di partito che incarna – diametralmente opposto a quella del PRC – dovrebbe essere numericamente più forte e più organizzato e quindi cerca in tutti i modi – giustamente dal suo punto di vista – di spingere ad una unificazione dei comunisti. Però questa unificazione dei comunisti non potrà mai avvenire per fusione di partiti tramite cartelli elettorali come la FdS e sicuramente non protà mai avvenire con il PRC.
            Se si decidesse una fusione del PRC e del PdCI, probabilmente avremmo un PdcI più forte ma una successiva scissione di chi in quell’idea di partito non si trova…

            • Spartak scrive:

              “Ovvio che il Pdci, per sua natura , per l’idea di partito che incarna – diametralmente opposto a quella del PRC – dovrebbe essere numericamente più forte”
              Hai letto male il libro di Diliberto, Sorini e Giacché, dove vi si afferma testualmente che il Partito che si intende costruire dovrà necessariamente essere un partito di quadri che riesce a svolgere politiche con aspirazioni di massa, ma pur sempre, per una prima fase, di quadri.
              buona giornata compagno.

              • Francesco Bertolini scrive:

                Per avere un partito di quadri dei avere un partito numericamente importante. Già nel affermare la volontà di un partito di quadri implica avere una struttura burocratica interna che sia molto forte.
                Questo non toglie l’aspirazione ad essere un partito di massa…

                • Anonimo scrive:

                  Per avere un partito di quadri dei avere un partito numericamente importante: sicuro? La tradizione leninista ci dice che questi due aspetti non sono collegati.

                • Francesco Bertolini scrive:

                  La storia dei partiti comunisti lo ha sconfessato

                • Anonimo scrive:

                  la tradizione ha semmai sconfessato il contrario… L’esperienza leninista dice che partiti piccoli con quadri efficienti guidano le rivoluzioni; partiti grandi con quadri e organizzazione efficiente funzionano; partiti grandi o piccoli con quadri inefficienti ovvero burocrazia vanno in malora.

                • Francesco Bertolini scrive:

                  Premetto che non sono molto attratto dall’idea di partito con quadri direzioni e comitati centrali, ma al di la di quello che il leninismo prevedeva, i grandi partiti comunisti lo hanno sconfessato alla grande.
                  Trasformandosi in grossi apparati burocratici che si sono sostituiti allo stato laddove sono riusciti a prendere il potere..

              • buran scrive:

                Prima del partito dei quadri o del partito di massa occorrerebbe dare risposta alla domanda: un partito per fare che? Non è una domanda provocatoria (almeno non in senso cattivo), voglio solo dire che quello che manca, a mio modesto parere, è prima di tutto una teoria e di seguito un programma. Poi il tipo di partito (che per forza di cose deve essere un partito militante, non di opinione), la forma organizzativa, le modalità del dibattito interno, la formazione delle decisioni sono un aspetto fondamentale ma che, logicamente, viene dopo la definizione della “ragione sociale”.

      • Ernesto scrive:

        Non credo Francesco che sia questa la strada. provo a dirti perchè con una premessa e alcune considerazioni. La premessa, credo che siamo tutti daccordo sia dentro che fuori il Prc, è che ci sono evidenti limiti nella fds: organizzativi, di “militanza”, di radicamento territoriale, ed in alcuni casi anche di visione politica comune. Detto ciò, credo però che siamo tutti daccordo anche nel dire che fare l’elenco dei problemi senza indicare una prospettiva è un compito più da cronisti che da comunisti. l’alternativa di oggi non è tra avere la fds o un partito di massa, cosa che ogni tanto si sente o si legge. posta così sembrerebbe che basta sciogliere la fds per sprigionare energie comuniste represse che si materializzerebbero nel partito forte e organizzato. Con tutti i limiti che nessuno nasconde, dobbiamo invece saper valorizzare il fatto che la fds è il primo tentativo concreto di aggregare nuovamente a sinistra un polo antisistemico dopo anni di frammentazione ed è un luogo dove si possono creare le condizioni per unificare i due principali partiti comunisti e le altre forze anticapitaliste attualmente presenti. Nulla è per forza immutabile, ma credo che tornare indietro oggi non rafforzerebbe nè il prc, nè il pdci, e soprattutto non risulterebbe senz’altro rafforzata la credibilità della nostra lotta comune contro il governo monti, aspetto che oggi deve avere la priorità sul resto.

        • Francesco Bertolini scrive:

          Ernesto quello che scrivi potrebbe essere condivisibile se fossimo ancora in uno stato iniziale di tentativo di creazione di una FdS.
          Purtroppo le modalità con cui è nata sono superate e soprattutto non si è radicalizzata questa idea nei militanti e ancor più nei simpatizzanti.
          Quindi oggi serve una svolta.
          Continuare a puntare sulla Fds? in che modo?

          • Ernesto scrive:

            Facendola vivere davvero. Riducendo ad esempio le discussioni sulle formule organizzative e incrementando le azioni comuni di opposizione sociale al governo, eliminando qualche polemica su chi ha più iscritti o amici su facebook e aumentando le nostre analisi, proposte, lotte, uno sguardo in meno alle firme sotto un appello e un volantino in più dato al mercato per far tornare la fiom in fabbrica.

  35. Bianco Giuseppe Agostino scrive:

    Con espresso riferimento alla mia proposta di modifica dell’art. 67 della Costituzione faccio nuovamente rilevare come la stessa dovrebbe riguardare pochi punti per i quali al parlamentare dovrebbe essere conferito mandato vincolante e non alla sua quinquennale azione politica. L’unica censura formulata nei confronti della mia proposta non mi scoraggia, perché sono tanti i compagni, con i quali mi confronto quotidianamente, che la approvano. Certamente la sfiducia della gente nei confronti dei partiti è un problema politico, ma per la sua soluzione nessuna proposta forte è intervenuta, ove si escludano le analisi, intelligenti e stringenti, dei nostri dirigenti nazionali(PRC), con annessi inviti a democratica lotta e partecipazione alle iniziative di massa.
    I punti sui quali verrebbe conferito il mandato vincolante, dovrebbero essere individuati mediante assemblee popolari, volontà che anche gli eletti avrebbero concorso a formare. Pertanto i parlamentari non sarebbero fantocci nelle mani di partiti e poteri forti, ma espressione di reale volontà popolare, ovvero democrazia partecipata e dal basso.
    Faccio rilevare come la sfiducia aleggi anche tra i comunisti(vedansi gli interventi postati a commento dell’ultimo articolo della compagna R. Fantozzi sul sito di Rifondazione).

  36. Anonimo scrive:

    Vorrei segnalare per onesta che nei sondaggi riiniziamo a scendere.

    Perche’ secondo voi?
    Non mi rispondete che i sondaggi sono falsi!

    Io una mia spiegazione dolorosa c’e’ l’ho!

    Le sparate di Ferrero su Taxi e Farmacie (le liberalizzazini sono un tema caro a chiunque)e un innegabile consenso(seppur di solo stima)che Monti ha anche a sinistra.

    • mattia scrive:

      ti rendi conto le posizioni di ferrero su taxi e farmacie sono all’oscuro del 99,998% delle persone? pensi che lo 0,002 si stato casualmente intercettato dai sondaggi? o sei uno sprovveduto rompiballe?

  37. Due tragedie in un giorno! scrive:

    (AGI) Roma – Brutto incidente per la conduttrice televisiva Alba D’Eusanio, investita da uno scooter a Corso Vittorio, nel cuore di Roma, mentre attraversava la strada. La D’Eusanio ha sbattuto violentemente la testa, riportando la frattura dell’occipite. Soccorsa dal personale dell’Ares 118, la conduttrice e’ apparsa vigile e rispondeva alle domande, anche se non ricordava cosa fosse successo. E’ stata portata all’ospedale Santo Spirito, dove le e’ stata riscontrata la frattura, e poi al Policlinico Gemelli, dove e’ stata ricoverata. Le sue condizioni comunque non sono gravi.
    La popolare conduttrice e giornalista, nata nel 1950, tra gli altri innumerevoli riconoscimenti si fregia del “Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, coordinato da Mario Esposito e presieduto da Magdi Cristiano Allam.

    Un ciclomotore è stato anche la causa della morte del film maker greco Theo Anghelopulos.

  38. Francesco Bertolini scrive:

    Napoli, arriva il ‘consigliere aggiunto’
    Rappresenterà i 40mila immigrati residenti

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/napoli-arriva-consigliere-aggiunto-rappresentera-40mila-immigrati-residenti/186051/

  39. Francesco Bertolini scrive:

    Volevo segnalare un interessante articolo da MArx 21. Mi scuso per il fatto che non a nulla a che fare con il tema del BLOG.

    http://www.marx21.it/comunicazione/comunicazione/753-occupy-language-che-cosa-ne-direste-se-occupassimo-il-linguaggio.html

  40. anonimo scrive:

    Non solo J. Edgar Hoover: la caccia ai rossi negli Stati Uniti
    di Diego Angelo Bertozzi

    http://www.marx21.it/storia-teoria-e-scienza/storia/871-non-solo-j-edgar-hoover-la-caccia-ai-rossi-negli-stati-uniti.html

  41. Francesco Bertolini scrive:

    Dal il fatto quotidiano…

    Beppe Grillo: “Cittadinanza a figli di stranieri nati in Italia? E’ senza senso”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/grillocittadinanza-nasce-italiae-senza-senso/186201/

    Ormai il populismo di grillo non ha limiti. Quello che mi stupisce è come alcuni esponenti della sinistra continuino ad osannarlo…

  42. Paolo scrive:

    Complimenti a chi ha ucciso il Prc in Calabria!
    Voglio solo chiedere,a maggio si vota anche a Catanzaro.
    Li’ come e’ messo il Prc?

    • anonimo scrive:

      Il prc è stato corretto. Ha fatto cresce persone immeritevoli e con altri pensieri. La storia di de Gaetano è scandalosa. È inutile ripeterla.

  43. enrico scola scrive:

    cheVendola sia un’appendice del PD è evidente,continuare ad inseguirlo è suicidario per la FdS almeno se non vuole essere anch’essa succube del PD,piuttosto cercare di ricostruire una coscienza di classe diffusa :è incredibile che con quello che sta facendo Monti la protesta è di fatto egemonizzata da forze corporative e di destra

    • Primarie Pistoia scrive:

      ma leggiti cosa scrive Stefano Cristiano del candidato ufficiale del PD alle primarie di Pistoia uomo che da due anni assieme a lui a costruito a tavolino questo percorso di potere con il sostegno della CISL locale e della Misericordia potente associazione che sposta potere, poi dimmi chi è succube del PD! ma si sa ottenere un posto in giunta serve!!!:

      “Ieri sera, ancora una volta, Samuele ha dimostrato tutte le sue capacità e la sua competenza. Ma c’è una cosa che mi colpisce ancora di più: ogni volta che parla trasuda amore e passione per la politica e per la sua città. Se c’è qualcuno nato per fare il sindaco di Pistoia questo è Samuele ed il lavoro che stiamo facendo non è per fare un piacere a lui bensì per farlo a noi! FACCIAMOCI QUESTO REGALO! Al lavoro e alla lotta…! Stefano Cristiano”

      ahaha nato per fare il Sindaco ma che siamo alle soapopera e pensare che scrive così il segretario regionale del PRC della Toscana

  44. Nicola scrive:

    Alleanza della Sinistra senza esclusioni
    Cesare Salvi
    http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?p=5777

    I partiti del centrosinistra e della sinistra hanno atteggiamenti diversi nei confronti del governo Monti. Ma hanno tutti un problema comune: come affrontare le elezioni politiche che si terranno al più tardi tra poco più di un anno? Quale sarà la legge elettorale naturalmente conta, ma fino a un certo punto. La scelta di fondo, infatti, è se proseguire gli orientamenti economico-sociali del governo Monti, oppure delineare un programma di rinnovamento, basato sulla giustizia sociale, sulla tutela del lavoro, su un’Europa democratica e sociale. È evidente che questo dilemma è di fronte anzitutto al Pd, nel quale le due opzioni sono a confronto.

    Nichi Vendola ha avuto il merito – dopo qualche settimana di riflessione – di porre il tema, indicando (d’intesa, a quanto pare, con Di Pietro) la strada di una coalizione di rinnovamento, che segua vie diverse e alternative rispetto a quelle dell’attuale governo, invitando il Pd ad avviare il percorso che porti a questo risultato. Effettivamente, il tempo non è moltissimo. È possibile riprendere la strada della primavera scorsa, quella dell’unità del centrosinistra e della sinistra, premiata dai risultati elettorali delle amministrative e da quelli referendari? Credo di sì, purché si agisca con tempestività e chiarezza.

    C’è un punto però del ragionamento di Vendola che non mi convince: la preclusione a sinistra, quando nega che la Federazione della Sinistra possa essere un’interlocutrice di questo progetto. Il suo argomento è che noi vorremmo costruire la coalizione dell’opposizione, lui quella del governo. Ma nessuno è così stupido da proporre agli elettori una coalizione per fare opposizione. La nostra idea è quella di un patto tra le forze che oggi si oppongono al governo Monti, formulando proposte alternative. E su queste basi costruire il programma per un governo che si ponga l’obiettivo di uscire a sinistra dalla crisi. Un programma perché dalla crisi si esca attraverso la redistribuzione del reddito, lo sviluppo dell’occupazione e dei diritti del lavoro, la collaborazione con altre forze progressiste europee per cambiare il segno sociale e colmare il deficit democratico dell’Unione.

    Non c’è tempo da perdere. È necessario cominciare subito a discutere: un confronto dall’esito non scontato, ma indispensabile per dare una risposta a pensionati, precari, disoccupati, ai milioni di italiane e di italiani che le politiche recessive e neoliberiste impoveriscono fino a condurre alla disperazione e alla esasperazione, terreno di coltura della destra reazionaria. A meno che non si voglia riproporre la «convenzione ad escludere» nei confronti di chi continua a chiamarsi comunista. È davvero fuori dalla storia riproporre oggi, e da sinistra, il Fattore K.

  45. Salvatore Locci scrive:

    Estrapolo da Paolo Ferrero a proposito dell’adesione allo sciopero USB del 27 gennaio: “Invitiamo tutta la sinistra a fare altrettanto”.
    Estrapolo da Mario Tronti (da Il Manifesto di oggi): “Finché ci saranno più sinistre, non ci sarà nessuna sinistra. Nessuna volontà di omologazione delle differenze, ma la presa di decisione di farle vivere dentro un soggetto unico”.
    Paolo e Claudio, la strada è quella giusta: rivolgetevi sempre a “tutta la sinistra” (e chi vuole civettare nel distinguersi, che civetti!)

  46. anonimo scrive:

    Per Bertolini

    Prendendo a pretesto una tua lite con un utente di questo blog, riesci comunque a seminare insinuazioni (e veleno) anche contro chi non c’entra, a metterne in dubbio la buona fede. Tutto allo scopo di provocare zizzania tra i comunisti del PdCI e quelli del PRC Il tuo vero obiettivo è questo: mettere sempre in dubbio le ragioni dell’unità dei comunisti. In linea con i gruppi trotskisti per i quali simpatizzi. E’ meglio non replicare più alle tue provocazioni. E mi atterrò rigidamente a questa regola.

    • Francesco Bertolini scrive:

      Caro Anonimo, vedo che continui nei tuoi tentativi di screditare gli altri.
      Mi dispiace deluderti non simpatizzo per nessuno se questo ti può consolare.
      Leggo un pò di tutto e posso postare articoli che trovo interessanti per la discussione, anche se riportano informazioni differenti dalle mie.
      A differenza di te, non mi preoccupa leggere o ascoltare chi la pensa in modo opposto al mio. Invece tu caro Anonimo, sei sempre pronto ad elogiare chi dice bene dei tuoi post o del sito Marx21, per poi smentirti subito dopo ed insultarlo se su qualche argomento la pensa in modo differente.
      non te ne faccio una colpa e rispetto il tuo modo di interloquire, posso dire che non lo condivido.

      A rileggerti.

  47. Bianco Giuseppe Agostino scrive:

    Accontentarsi della testimonianza significa rinunziare al cambiamento dello stato di fatto esistente e noi comunisti lo vogliamo mutare profondamente.
    Se ciò vogliamo fare, è ineludibile ricercare l’unità della sinistra.
    Sussiste un pericolo reale per la democrazia. C’è un disorientamento profondo nell’elettorato e gli indecisi sono in numero grandissimo, perchè è venuta meno la fiduci nei partiti, fiducia che potrà essere riconquistata con proposte forti che rendano la gente veri protagonisti di una democrazia dal basso. Pertanto, ancora una volta, propongo che Rifondazione metta nel suo programma politico la riforma armonica dell’art. 67 della costituzione e della legge elettorale, affinchè i parlamentari siano obbligati, con sanzione giuridica e non solo politica,a legiferare, almeno su pochi punti, in conformità dell’espresso e vincolante mandato popolare conferito.
    Spero che Vendola rifletta approfonditamente, atteso che è contraddittorio parlare di unità della sinistra, mentre non si guarda a sinistra. Che si tratti solo di risentimenti personali nei confronti di dirigenti nazionali di Rifondazione? Se così fosse,e spero di no, a Vendola vorrei ricordare come il personalismo non paghi e, in particolare, come con il personalismo non sia utile per fare gli interessi del nostro paese, a partire dai più deboli. I comunisti devono fare politica con spirito di servizio e non per vedere premiate proprie personalissime aspettative. Saluti comunisti Giuseppe.

    • buran scrive:

      Ottimo, così possiamo tranquillamente mandare in parlamento dei manichini, visto che non potrebbero, per legge, votare come gli pare ma come gli dice il partito, pena addirittura “sanzione giuridica”. Al limite si potrebbe fare a meno di convocarlo, il parlamento, basta fare la conta virtuale dopo la dichiarazione di voto dei capigruppo. Ancora una volta si vorrebbe, in stile politicista, risolvere con l’ingegneria istituzionale un problema politico come quello del trasformismo. Se quell’articolo lo hanno messo i padri della costituzione (non dei cialtroni qualsiasi) un motivo ci sarà…

  48. anonimo scrive:

    http://www.marx21.it/internazionale/stati-uniti/857-gli-stati-uniti-dittatura-democratica-sulla-via-dello-stato-totalitario-militare.html

    Gli Stati Uniti: “dittatura democratica” sulla via dello Stato totalitario militare
    di Miguel Urbano Rodrigues

    Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano prestigiosi intellettuali progressisti di molti paesi, tra cui il presidente dell’Associazione Marx XXI, Domenico Losurdo), dirige oggi l’autorevole sito antimperialista Resistir.info.

  49. marco scrive:

    occorrerebbe un minimo di chiarezza tra di noi. Io non cerco il nemico in colui che mi sta più vicino. Il problema è che Vendola è lontanissimo da me. Io sono omosessuale, ma non ho mai usato la mia “diversità” per fare carriera politica. Io sono comunista e lo rimango. Al punto che comincio a pensare persino che nel 1968 l’invasione in Cecoslovacchia fu necessaria e il PCI sbagliò (basti pensare a ciò che è successo in Cecoslovacchia dopo il 1989 e all’omicidio Dubcek da parte dei servizi segreti cecoslovacchi ormai
    anticomunisti + la Germania). A differenza di Vendola io difendo Cuba.
    Insomma io non sono più disposto a votare il PRC se non ci si stacca in modo netto da Vendola e, ancor più da Di Pietro. Se non ci si stacca anche da “Liberazione”, organo di giornalisti vendoliani. Alcuni di loro, lo ricordo, sono andati persino con la Azzaro e Sansonetti a “dialogare” casa Pound. Io con Casa Pound non voglio dialogare nemmeno con Vendola e Sansonetti. Chiaro?
    Mi sa che mi toccherà votare addirittura per i trockisti di Ferrando alle prossime elezioni. Almeno testimonio e non faccio l’utile idiota dei vari Vendola…

    • Eugenio scrive:

      Ottima scelta, almeno il Pcl, oltre al voto di Ferrando, riceverà anche il tuo. I rapporti di forza tra il capitale e il lavoro muterebbero all’istante.

    • spartaco scrive:

      Liberazione è diretta, anzi era visto che l’hanno chiusa, da un commissario politico messo da Ferrero e lo definisci “vendoliano”: hai perso il contatto con il mondo reale

      • Marco scrive:

        ah sì. Meglio stare fuori dalla realtà che prendere atto che ci sono persone che hanno lavorato per il quotidiano di Rifondazione Comunista che sono andati a Casa Pound. Sansonetti, Azzaro e company ma anche ex area autonomia. Meglio ignorare che vi sono giornalisti di Liberazione che dopo aver preso stipendi tripli di quelli di un operaio o dipendente pubblico poi hanno chiesto liquidazioni di 90.000 euro con pochi anni di lavoro. Meglio ignorare tutto ciò e preservare il proprio fegato. Per averne a sufficienza per non votare mai più per gli anticomunisti mascherati da “sinistra”, in realtà solo sinistri della libertà e difensori del proprio orticello. Identici e speculari a Berlusconi- W il grande compagno Fidel che si è ribellato e che non si è arenato su questa realtà che tanto piace a Vendola, ai suoi seguaci, a chi vuole un posticino a Montecitorio o il diritto di tribuna.

        • spartaco scrive:

          Stipendi tripli a quelli degli operai? Oltre a dire una volgare falsità dimostri tutta l’arroganza padronale con cui questa classe dirigente del Prc, quel fantoccio del direttore e quel commissarietto dell’ad stanno gestendo la vicenda liberazione. Le liquidazioni, gli stipendi, le spettanza dei lavoratori sono per fortuna stabilite dalla legge e non dai deliri stalinisti di gentaglia come te. Comunista sì, ma solo cl culo degli altri.

          • marco scrive:

            Meglio essere stalinisti che andare a civettare con i fascisti di Casa Pound come hanno fatto e fanno l’ex direttore di Liberazione Sansonetti e la sua fida Angela Azzaro, 100.000 euro di liquidazione, con nemmeno 8 anni di lavoro- Del resto è Stalin e il glorioso popolo sovietico che ci ha liberato da Hitler e non certo Sansonetti-Azzaro-Vendola…

            • Vlad Ferri scrive:

              Non mi pare che Spartaco abbia espresso simpatie per Casa Paound. Anzi, sono pronto a scommettere che gli fa schifo. Mentre te sei davvero patetico.

              • marco scrive:

                Che Sandonetti e i suoi fidi abbiano parlato con Casa Pound non ci sono dubbi http://www.youtube.com/watch?v=cGIANXe_m1Y
                Che la giornalista Azzaro, la nota anticastrista e antichiavista, abbia preso una liquidazione di 90.000 euro per pochi anni di lavoro è noto.
                Che “Liberazione” era (uso per fortuna il passato) un giornale anticomunista, nel senso di anti-Cuba, anti Venezuela, contro la storia del comunismo mondiale e persino conctro quella del Partito comunista italiano che di comunista aveva ben poco già nel 1976 basta sfogliare quotidiano.
                L’unico dubbio che mi rimane, forse perché leggo troppo i giornali compresa “Liberazione” è se L’Europa è stata liberata dal nazismo da Vendola oppure da Stalin e dal glorioso popolo sovietico (e non russo!).
                Chi è patetico?

  50. Leonardo Masella scrive:

    La Ue ha deciso, allineandosi alla linea guerrafondaia di Usa e Israele, l’embargo totale delle importazioni di petrolio dall’Iran. Ciò danneggerà soprattutto la Grecia, la Spagna e l’Italia che dipendono in larga misura dal petrolio iraniano. Già ora la situazione del prezzo della benzina è drammatica, vi immaginate cosa succederà nei prossimi mesi ? E se vi fosse l’annunciato attacco militare contro l’Iran ?

    • Francesco Bertolini scrive:

      Caro Leonardo. Si faranno altri appelli al non intervento.
      Ci saranno Anonimi che ti inviteranno a firmare quegli appelli non tanto perchè gli importa qualcosa , ma solo per alimentare la propria autoreferenzialità , e per dare pubblicità proprie icone e ai propri siti di riferimento.
      Però nessuno scenderà in piazza a manifestare, nessuno organizzerà una protesta nei confronti delle stesse forze politiche di centrosinistra che appoggerebbero quella ed altre guerre….
      Mai infastidire un possibile alleato futuro …..

      Siamo alla farsa più totale…..

      • Spartak scrive:

        Bertolini Bertolini, perché quelli che firmano gli “appelli giusti” in piazza ci vanno? questi tuoi “giusti” li ho visti solo sbandierare assieme ai libici pro-NATO, poi quando è partito l’intervento sono spariti… come mai? Neanche loro volevano disturbare l’alleato? Il problema del pacifismo in Italia e dei sempreverdi pacifinti è ben più complesso dello schemino da te prodotto.

        • Francesco Bertolini scrive:

          Il mio commento era generale e si riferiva anche agli altri.
          spiace deluderti, ma da questo punto non sono attaccabile…
          pensa che chi firma certi appelli in passato ha partecipato a guerre….

          • Spartak scrive:

            siccome durante l’ultimo governo Prodi è stato votato un finanziamento alla missione afghana mi pare che di puri in giro ce ne sono ben pochi. se tu ti ritieni tale, buon per te. è comunque anche grazie alla mentalità dietrologa come la tua, che impera a sinistra, che la sinistra non fa alcun passo avanti – né sulla guerra, né sull’integrazione. per fare un esempio oltre la questione guerra, i dietrologi come te infatti, quando si parla sull’integrazione, invece di vedere quali convergenze possono esserci oggi, si preoccupano di rinvangare che il centrosinistra fu responsabile della Turco Napolitano, che Ferrero da Ministro della Solidarietà Sociale è stato ininfluente (vedi i CIE) se non dannoso e bla bla bla.
            così si può andare avanti? certamente no, ma a qualcuno sta bene così, vero?

            • Francesco Bertolini scrive:

              D’accordo con te che la mentalità dietrologa può essere distruttiva, ma attenzione perchè anche esponenti dei partiti comunisti ne fanno uso per controbattere le idee di personaggi destrosi….
              Quello che voglio dire io che un pò di coerenza farebbe bene ai partiti comunisti in italia…

  51. Marco N. scrive:

    Genova

    Rifondazione non parteciperà alle primarie, perché non ne condivide la modalità. “Pensiamo – è la linea del partito- non siano uno strumento democratico per scegliere il candidato sindaco. In pratica si tratta di una vera e propria cambiale in bianco al vincitore. Un vero strumento democratico è il programma, che deve essere trasparente e parlare chiaro alla gente. Quello che serve è capire quali sono le necessità reali dei cittadini. Questo si fa con un programma chiaro, non con la faccia di un candidato”.
    Ed è un programma, quello presentato oggi in occasione delle prossime comunali, che rifiuta Terzo Valico e Gronda a sostegno di opere meno impattanti ed all’insegna della tutela ambientale e del sostegno al lavoro: la visione futura di Genova per Prc-Se passa per questi punti fondamentali.
    “Puntiamo tantissimo sul territorio, in questi anni martirizzato dalle cementificazioni -spiega Gianluca Lombardi, responsabile organizzazione Prc Genova- I fondi per terzo valico e gronda devono essere utilizzati per il dissesto idrogeologico, per mettere in sicurezza i cittadini”.

    Altro tema importante è quello del lavoro, che manca e che è sempre più in pericolo: “Puntiamo sul lavoro come tema fondamentale -continua Lombardi. Anche se il comune non può intervenire direttamente, ci sono i casi di Amt, Iren ed aziende partecipate. Sono una realtà gigantesca e sono sotto attacco. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, l’amministrazione deve fare passi chiari e ripublicizzare le aziende”.
    Infine i servizi: “Sono un altro punto fondamentale. Attualmente sono in capo ad aziende private, soprattutto coperative sociali: bisogna tuelare il lavoro, ma cercare di mantenere intatto il settore pubblico. La sanità, ad esempio, non può essere svenduta”.

  52. Simone scrive:

    CRISI: IL 27 SCIOPERO SINDACATI BASE, IN PIAZZA OLTRE I ‘FORCONI’ =

    (AGI) – Roma, 23 gen. – In politica lo spazio che si lascia libero viene immediatamente preso. Questo il rischio per la sinistra di opposizione, che non intende lasciare campo a ‘Forconi’, Lega o magari alla Destra di Storace, che scendera’ in piazza il 4 febbraio a Roma contro il governo Monti.
    Venerdi’ 27 gennaio sara’ sciopero generale nazionale dei sindacati di base, in attesa della mobilitazione dell’11 febbraio promossa dalla Fiom, con sciopero e manifestazione nazionale nella Capitale “aperta ai movimenti”. Insomma, chiedono in molti, iniziative dell’opposizione sociale, democratica e di sinistra. Chi si mettera’ di traverso – si sottolinea – candida i “Forconi” a rappresentare tutto il malessere sociale, con una scelta politicamente “criminale”.
    Il 27 gennaio Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SinCobas e Usi hanno proclamato lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata contro il governo Monti, che scarica “i costi della crisi capitalista sui lavoratori e sulle fasce di popolazione piu’ disagiate; attacca ulteriormente il contratto nazionale e introduce altra precarieta’ con contratti di ingresso privi di diritti e con il ricatto costante del licenziamento; contro il piano Marchionne; contro il patto sociale tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria”. (AGI)
    Cav (Segue)

    CRISI: IL 27 SCIOPERO SINDACATI BASE, IN PIAZZA OLTRE I ‘FORCONI’ (2)=

    (AGI) – Roma, 23 gen. – Claudio Grassi, responsabile Comunicazione di Rifondazione comunista, e Alberto Burgio, ex deputato Prc, sottolineano: “A fronte delle responsabilita’ dei governi e delle forze politiche che via via li sostengono, risaltano anche quelle della sinistra. E’ sempre piu’ urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la piu’ vasta unita’ della sinistra politica e sociale, affinche’ il disagio dilagante nella societa’ trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci: insomma, una rappresentanza che non sia quella delle forze che mirano a precipitare il Paese in nuove tragiche avventure”. Nell’annunciare l’adesione del Prc e della Federazione della Sinistra (FdS) allo sciopero del sindacalismo di base e alla manifestazione della Fiom, Grassi e Burgio si rivolgono direttamente a Nichi Vendola, perche’ “la sinistra non si lasci attrarre nell’orbita di politiche destrorse e, al contrario, operi per un’agenda politica fondata su inderogabili priorita’, a cominciare dalla giustizia sociale e dai diritti del lavoro. A questo punto – ammoniscono – l’ostentata omissione della Fds dal quadro degli interlocutori presi in considerazione rischia di apparire una conventio ad excludendum: una riproposizione dell’antico ‘fattore K’”. Intanto e’ in campo anche l’altra formazione della FdS, il Pdci, che annuncia per il pomeriggio del 27 gennaio a Cassino una manifestazione di solidarieta’ con i metalmeccanici e per la liberta’ sindacale alla Fiat, con la partecipazione del segretario del partito, Oliviero Diliberto, e del sindacalista Fiom, Gianni Rinaldini. (AGI)

  53. Carlo scrive:

    Per l’anonimo di Reggio Calabria.

    Scusa puoi essere un po’ piu’ preciso?
    1)Il consigliere Delfino sta’ abbandonando il Prc per andare nel Pd o in Sel?

    2)E Minniti e Burrone al di al’ delle battute come si stanno riposizionando?

    3)E l’uscita di De Gaetano quanto ha dannegiato il Prc

    4)Come e’ lo stato del Prc nel resto della Calabria?
    A Crotone,Cosenza e Catanzaro siamo in alcuni casi(Cosenza e Crotone)davvero spariti?

    5)Il candidato Prc Massimo Canale con la lista civiva “Energia Pulita” e’ vero che si e’ avvicinato a SEL?

    GRAZIE TANTE PER LE RISPOSTE.

    • Nino scrive:

      Caro Carlo in attesa delle risposte dell’anonimo reggino provo a risponderti io.

      Delfino di fatto non e’ piu’ nel Prc(e’ inutile persino prendersela con Grassi che colpa avvrebbe?),se andra’ nel Pd in Sel non so’.

      Come e’ messo il Prc in Calabria?
      Purtroppo male davvero male,le manifestazioni di qualche giorno fa’ a Catanzaro e Reggio erano persino meno affollate di qualche riunione di circolo di qualche mese fa’.
      Ma d’altronde la batosta di avere perso i 2 consiglieri regionali eletti(in 2 presero se non ricordo male un 15.000 voti su 40.000)e i risultati sull’1% alle comunali a Crotine e Cosenza pesano.
      Se dovessi improvvisarmi sondaggista direi che dal 4% deelle regionali 2010 siamo intorno al 2%,decimale piu’ decimale meno.

      Canale e “Energia Pulita” vicini a SEL?
      Piu’ la civica che Canale.

    • anonimo(prc reggino) scrive:

      Caro Carlo cercherò di spiegarmi meglio e di rispondere in maniera dettagliata alle tue domande.
      1)l’ambiguo consigliere Delfino è rimasto sino ad ora nel ,nostro,Prc solo per garantirsi il posto in tutte le commissioni e la nomina del fiduciario(al posto di un uomo del consigliere regionale de gaetano)al gruppo del partito.Ma è indubbio un suo approdo nel pd,ma intanto aspetta che anche a d gaetano consegnino la tessera del partito,cosa che,stranamente non è avvenuta.
      2)Su Minniti come precedentemente scritto,ti confermo il suo trasferimento in Ungheria.Per quanto riguarda Burrone so che sia molto vicino al pd,ma non ha chiuso,e te lo assicuro,i ponti con rifondazione,è molto più sganciato di delfino da de gaetano ,ma anche lui aspetta di vedere come si comporterà il consigliere regionale.
      3-4)lo stato del prc in calabria lo definirei alla fase terminale dopo l’addio del transfuga de gaetano.Praticamente il partito era vivo solo ed esclusivamente nella provincia reggina.
      5)di fatto lo zoccolo duro di energia pulita ha aderito a sel,e non è escluso lo faccia anche l’ex candidato sindaco(in caso di una blindatura alla camera?).
      Questa è,fidati la verità.
      ma il compagno grassi preferisce tacere

      • Giuseppe prc Reggio calabria scrive:

        Caro anonimo diffido sempre delle persone che non si firmano…..chiarisco la situazione delfino purtroppo aderirà al PD ma la colpa è anche nostra per certo pseudo dirigenti come barreca Danilo che non hanno dato le tessere al circolo di sbarre perché pensava che potevano dargli fastidio per farsi eleggere segretario provinciale cosa che per fortuna del prc non é avvenuta.Minniti é in Ungheria ma era già uscito dal partito.Burrone per chi non lo sapesse é iscritto al PD circolo ravagnese.Energia pulita si é spaccata una parte in sel ma il pezzo pregiato Massimo Canale aderirà al PD a Reggio é il segreto di pulcinella.il pro non esiste più a Reggio città abbiamo ancora qualche circolo importante a cinquefrondi poi poca roba ……ma la cosa più grave che la federazione non decolla.Dicevano i vari Barreca che come andava via il consigliere regionale de Gaetano sarebbe partita subito invece i dirigenti del pdci non vanno nemmeno da Ferrero a Reggio e nei mesi scorsi molto dopo dell’uscita del de Gaetano il pdci fà ricorso al prc sul seggio della provincia( pazzesco) e i dirigenti dei due partiti si accusano sui giornali per il caso polistena vergogna.Ora chiedo di intervenire altrimenti quei pochi che siamo rimasti andremo via schifati da tali atteggiamenti…..non andremo al PD o a Sel ma a casa …..

        • anonimo scrive:

          A Reggio Calabria il minuscolo e autoreferenziale gruppo che gestisce il prc è assolutamente inesistente e incapace. Hanno fatto venire Ferrero in una sala, di proprietà di un assessore provinciale di dx, paurosamente vuota.
          Il pdci fa opposizione e ha una forte visibilità. Canale non è nessun pezzo pregiato, infatti su tutte le questioni che stanno esplodendo a Reggio cal.( è stata inviata la commissione d’accesso antimafia) non parla e tace senza pudore. È venuto Ferrero e non è stat o invitato il pdci. Che inutile guerra quella ha porta avanti il prc

  54. Anonimo scrive:

    http://domenicolosurdo.blogspot.com/2012/01/un-appello-contro-i-preparativi-della.html

    Crescono le adesioni all’appello contro i preparativi di guerra alla Sira

    • Francesco Bertolini scrive:

      Una buona notizia. Almeno su questo la sinistra sembra unita.

      • Anonimo scrive:

        Bene, allora aderisci anche tu.

        • Francesco Bertolini scrive:

          Aderisco a quello da me postato, anche se finalizzato come il primo contro ogni intervento , ogni guerra e ogni forma di imperialismo sembra mi sempre più chiaro e più aderente al mio pensiero.

          Caro anonimo, non ti preoccupare cosa fanno gli altri. Pensa a firmare tu ?
          spero non ti firmi come anonimo…

          • Anonimo scrive:

            Cosa abbia in comune l’appello di Losurdo con un convegno, come quello che propagandi, che sarà una sequela di lamentele (a cominciare dall’”oppositore” siriano di turno) certo non dissimili da quelle che ci somministrano quotidianamente i media di regime per giustificare la guerra alla Siria, riesci a “dimostrarlo” solo tu.

            • Francesco Bertolini scrive:

              Caro Anonimo, e basta !
              hai pubblicato il tuo link che sta avendo delle adesioni? Non ti preoccupare. Nessuno vuole “inquinare” la purezza del vostro pensiero.
              Tenetevi questa purezza e autocelebratevi insieme alle vostre ICONE.
              Nessuno vuole togliervi la scena degli antiimperialisti senza se e senza ma (ovviamente tutto nella vostra autoreferenzialità).
              Però non sminuire l’operato degli altri. Perchè sembra quasi che per valorizzare le tue (vostre) idee dovete a tutti i costi sminuire quella degli altri.
              D’altronde se la Pravda poteva definire anarchici e Trotskisti alleati di Franco/Hitler/Mussolini, voi con i vostri siti “internazionali” potete fare questo e altro…

              Continuate così … tutti possono leggere….

              • Frank Sbertolini scrive:

                vedi bertolini credo che tu abbia una notevole confusione mentale,argomenti in modo neodelirante….inoltre credo che tu non abbia un c…. da fare dalla mattina alla sera.

                • Francesco Bertolini scrive:

                  Eccone un altro…
                  Scometto che sei lo stesso anonimo…….

                  Continuate così….. tutti vi leggono

                • Francesco Bertolini scrive:

                  Aggiungo, pubblica questi tuoi post su Marx21…

                • anonimo scrive:

                  Senti Bertolini, datti una clamata.
                  Io sono l’anonimo che posta i contributi di Marx XXI e non mi sognerei mai di insultarti. Del resto, il gestore di questo blog, che conosce l’identità di tutti gli utenti, lo sa benissimo.
                  Vedo però che anche tu in quanto a insinuazioni, non scherzi. E cogli l’occasione per sputare un po’ di veleno su Marx XXI. Che cosa c’entra Marx XXI con i tuoi scazzi in questo blog?

                • Francesco Bertolini scrive:

                  Leggi i post e guarda quante volte ho insultato qualcuno, caro anonimo che posti i link di MArx21.
                  Ho scritto anche in positivo su alcuni contributi di quel sito, ma purtroppo certi anonimi (non so se sei tu, ma ti credo) che postano link di quei sito lo fanno solo per auto compiacersi al di la del contributo che vorrebbero dare.
                  Già il tono con cui ti rivolgi a me non ti da credito…

                  Saluti.

                • anonimo scrive:

                  Bertolini, ti commenti da solo. Ho fatto male a precisare, dopo la tua sequela di insinuazioni. Forse è meglio lasciarti perdere. Forse il tuo compito è solo quello di provocare. Come un qualsiasi troll.

                • Francesco Bertolini scrive:

                  Screditandomi pensi di aver ragione?
                  Continua così…

  55. Francesco Bertolini scrive:

    http://www.sinistracritica.org/content/liberta%E2%80%99-e-giustizia-i-popoli-arabi-contro-repressione-e-violenze-siria-ed-egitto

    LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER I POPOLI ARABI CONTRO REPRESSIONE E VIOLENZE IN SIRIA ED EGITTO
    ROMA GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO

    ORE 18

    IN VIA OSTIENSE 152, nel Salone della CdB S. Paolo

    LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER I POPOLI ARABI

    CONTRO REPRESSIONE E VIOLENZE IN SIRIA ED EGITTO

    CONTRO OGNI INTERVENTO MILITARE DIRETTO ED INDIRETTO NELL’AREA

    Intervengono:

    Ossamah Al Tawil (Coordinamento Siriano per il Cambiamento Democratico), Nino Lisi (Per non dimenticare Gaza), Fabio Marcelli (Giuristi Democratici), Germano Monti (Freedom Flotilla Italia), Loretta Mussi (Un ponte per…), Fabio Ruggero (Sinistra Critica)

    Modera: Enzo Mangini – giornalista

    dall’Appello “Libertà e giustizia per i popoli arabi”

    Siamo contro qualsiasi intervento militare in Siria sia perché il recente precedente libico ha mostrato le sofferenze, i morti causati dalla Nato per “proteggere” i civili, l’indegno gioco sulla pelle delle popolazioni, sia perché qualsiasi intervento straniero sottrarrebbe alla popolazione siriana e alle forze democratiche e rivoluzionarie il controllo sul futuro del loro paese e la sua sovranità, rendendolo prigioniero degli interessi delle grandi potenze e/o delle potenze regionali. In questo senso, segnerebbe l’affossamento di qualsiasi sbocco positivo della rivolta e un ulteriore colpo al processo rivoluzionario in tutto il mondo arabo e mediorientale.
    Facciamo appello a tutte/i le/i democratiche/ci perché si sviluppi anche in Italia una campagna forte e diffusa:
    • per il sostegno alla popolazione siriana e ai democratici egiziani, la fine della repressione – e per il sostegno a tutte le popolazioni arabe in rivolta e in solidarietà alla forze popolari, democratiche e rivoluzionarie; contro la repressione dei regimi e per il loro isolamento politico internazionale – dal basso e istituzionale – che non comporti embarghi contro la popolazione;
    • contro ogni possibile intervento militare “senza se e senza ma”: no ad ogni missione “umanitaria”, alle NoFlyZone (primo passo della guerra), all’invio di truppe e all’utilizzo delle basi militari in Italia. Vogliamo che l’Onu organizzi una commissione di inchiesta indipendente e non armata che si rechi immediatamente in Siria e verifichi le violazioni dei diritti umani e costruisca le condizioni per elezioni libere e la fine della repressione.

    Per aderire: appellosiriaegitto@gmail.com roma@freedomflotilla.it, info@unponteper.it,

  56. anonimo(prc reggino) scrive:

    Ma nessuno mi da notizie dell’ambiguo cons.comunale demetrio delfino?
    Grassi taci anche su questo?
    se non sei scomparso lo devi a quei due coglioni di Omar Minniti e Filippo Burrone che a reggio al congresso ti hanno salvato il culo e ora sono scappati dal prc.
    Uno in ungheria dopo la scoppola alle comunali,dell’altro si sono perse le tracce nonostante la bella figura alle elezioni(al netto del sostegno elettorale da parte del transfuga de gaetano a delfino,probabilmente uno dei due sarebbe stato il consigliere comunale),sicuramente starà vedendo come aggiustarsi in altri partiti.
    Grassi batti un colpo

  57. Leo Di Paolo scrive:

    Vendola continua a premere nei confronti del PD per arrivare ad una alleanza politica, e contemporaneamente dichiara di voler difendere il diritto della FIOM ad essere presente nelle fabbiche.
    Ho l’impressione che per Vendola sarà molto difficile tenere insieme le due cose. Infatti, proprio l’altro giorno sulle pagine torinesi di “Repubblica” è apparsa una notizia che ha dell’incredibile: il PD di quella città ha nominato come responsabile di partito del dipartimento “auto” Giuseppe Cavallotti. Per chi non lo ricordasse, Cavallotti è stato il massimo dirigente del sindacato giallo e anticomunista SIDA, che poi ha abbandonato per fondare la Fismic, ovvero il sindacato che con maggiore forza ha sostenuto la decisione di tenere fuori la Fiom dalle fabbriche di Marchionne.
    Che il PD stia scivolando verso posizioni di subalternità nei confronti di Confindustria, è ormai chiaro.
    Meno chiaro è come Vendola riuscirà a conciliare il sostegno a Landini con l’alleanza con un partito che promuove a dirigente un ex servo di Valletta che oggi punta a far fuori la FIOM da tutte le fabbriche italiane.

    • Beatrice scrive:

      Scusa, ma perché non lo chiedi direttamente a Landini? Anche lui è di Sel e non credo che sia iscritto ad un partito di cui non condivide la linea politica.

      • Leo Di Paolo scrive:

        Facciamo così, Beatrice: io chiedo a Landini che effetto fa avere come possibile alleato uno che lo vuole cancellare da tutte le fabbriche.
        Tu chiedi a Vendola come è possibile considerare necessaria una alleanza di governo con un partito che promuove a dirigente un tipo come Cavallotti.
        Poi ci risentiamo.

        • Beatrice scrive:

          Credo che Landini sappia cosa è il Pd. Se, nonostante questo, milita in Sel vuol dire che condivide il ragionamento di Vendola. Non credo sia così poco intelligente da stare in un partito di cui non capisce quali siano le scelte politiche.

          • Leonardo Masella scrive:

            Cara Beatrice, mi sembra evidente che il segretario della Fiom sia iscritto a Sel che ha un consenso (per ora) superiore a quello del Prc. Si tratta del segretario della Fiom, non di un gruppetto. E’ già tanto che non sia iscritto al Pd ! Poi mi pare evidentissimo che da lì, da quella collocazione in Sel tenti di spostare tutta Sel a sinistra, affinchè a sinistra si costruisca – come ha sempre detto e ripetuto – una sponda politica unitaria alle lotte della Fiom. E gli applausi che ha preso all’assemblea di Sel sono un chiaro segnale di malessere della base di Sel, sono una chiara critica a Vendola per dirgli: questa di Landini è la linea giusta. Chi fa politica con un po’ di esperienza e senza preconcetti propagandistici lo capisce chiaramente.

            • Gianni Forci scrive:

              Meno male ci sei te Masella che interpreti la volontà degli iscritti di SeL… certo ci vuole solo tanta allegria! ma tutte le tue previsioni del dopo Chianciano dovo sono finite?

              • Eugenio scrive:

                Ha ragione Masella. Landini non nutre una particolare simpatia per Vendola, perchè Nichi pensa eccessivamente a se stesso e poco al progetto collettivo.

  58. Beatrice scrive:

    Resoconto intervento di Vendola alla assemblea di Sel di ieri

    “La differenza tra il governo Monti e il governo Berlusconi è impressionante, certo, ma dire che il governo Monti è la nostra primavera significa avere un’idea approssimativa delle stagioni”. Nichi Vendola, parlando all’assemblea nazionale di Sel non nasconde le sue critiche al governo tecnico, pur rispettando la scelta del Pd di sostenerlo. E rilancia l’alleanza con l’Idv e il Pd “l’unica in grado difendere i lavoratori e un ceto medio che sta letteralmente sprofondando nella povertà”
    Nichi Vendola sfida Pierluigi Bersani: accelerare la costruzione del governo dell’alternativa e rimboccarsi le maniche per concludere l’esperienza dei “professori” a palazzo Chigi. E’ questo il senso della riunione dell’assemblea generale nazionale di Sinistra, Ecologia e Libertà, che ha visto il governatore della Puglia protagonista quasi unico. Ospiti dell’appuntamento il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, quello di Milano Giuseppe Pisapia e Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil.

    “Per la giustizia sociale: una nuova sinistra per salvare l’Italia”: è il tema sul quale i rappresentanti di Sel sono stati chiamati a confrontarsi.

    Non sono mancate le critiche anche severe al governo Monti ma questo non ha mai messo in discussione il “filo rosso” che lega Sel, Pd e Idv. “Il governo Monti – ha spiegato Vendola – è spiazzante per la sinistra, ma Sel non vuole la rottura con le forze alleate, anche se hanno deciso di sostenerlo”. Niente litigi, dunque, nella futura coalizione di governo, “l’unica in grado difendere i lavoratori e un ceto medio che sta letteralmente sprofondando nella povertà “.

    Nelle tre ore di intervento suddiviso in due trance, Vendola ha evitato le derive populiste e demagogiche, pur manifestando forti elementi di critica al governo Monti. Vendola non ha mai pronunciato, riferendosi a Monti, la parola dimissioni. Ma lo ha in piu’ occasioni sfidato alla coerenza e a una maggiore responsabilità: “Si deve parlare dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori senza tabu’? Benissimo. Allora discutiamo anche della nostra proposta di estenderlo a tutti i dipendenti delle piccole imprese”. E ancora:”Monti per sei giorni alla settimana impone tagli alle pensioni, privatizzazione dell’acqua, introduzione di nuove tasse, liberalizzazioni che riguardano solo alcune categorie. Il settimo giorno organizza un convegno sulla Tobin Tax e sullo sviluppo. Francamente ci sembra un po’ poco”. Insomma il “Professore”, secondo Vendola, ha anche il difetto di “conoscere troppo bene la comunicazione politica e di usarla per fare “furbizie” contro i lavoratori e le classi più deboli. Sel non accetterà mai il naufragio sociale che Monti sta provocando”.

    Il governatore della Puglia ha faticato, in alcuni passaggi, a non portare politicamente fino in fondo il suo ragionamento. Ma lo ha fatto a ragion veduta: dare l’altolà a quella parte del Pd che guarda a Monti come al “governo dei miracoli”. Non a caso ha scagliato una frecciatina a Massimo D’Alema:”E’ inaccettabile dire che il governo Monti è la nostra primavera.Questo significa avere una cognizione molto approssimativa delle stagioni”.

    Punto di partenza dell’analisi di Vendola, è la cultura della globalizzazione: “Il primo punto è rompere la diseguaglianza cresciuta in questo trentennio: in 30 anni la globalizzazione ha riorganizzato la struttura della ricchezza rastrellando dai ceti meno benestanti”. Un processo che “è stato presentato come qualcosa di ineludibile, quasi naturale”.

    Come reazione ci si aspettava, ha spiegato Vendola, “una risposta dall’occidente, dai giovani. Invece la risposta è arrivata dalla primavera araba, aldilà del Mediterraneo”.

    “I proprietari privati della raccolta distribuzione denaro non sono mai stati chiamati a rispondere ai loro fallimenti”, ha aggiunto Vendola: “Multinazionali e banche non sono mai stati chiamati dalla politica. Mi chiedo quindi: la politica può tagliare gli artigli alla speculazione? E perché queste domande non abitano la scena pubblica? Si può intervenire tra politica ed economia per mettere in campo un percorso che non sia il ripetersi in eterno della crisi medesima?”. “Quelli che occupano Wall Street”, ha continuato, “sono solo folklore, perché la politica deve rimanere, ormai, dentro il recinto costruito da questi banchieri e dalle agenzie di rating”. Conseguenza di tutto ciò, per Vendola, è il sacrificio dei diritti sociali: “La crisi rende incompatibili alcuni diritti sociali che vengono progressivamente abbattuti. Con Berlusconi si voleva fare strike, ma oggi si ha l’impressione che i diritti sociali siano di impaccio e vengono soffocati dalle esigenze dello Stato di emergenza. Il comando dell’emergenza e dell’eccezione prova a regolare in maniera più brutale i conti con i diritti sociali”.

    Vendola riconosce a più riprese di “non aver avuto l’entusiasmo del Pd nei confronti del governo Monti. Ma siamo stati leali”, precisa ricordando che la massima critica rivolta al leader dei Democratici, Pier Luigi Bersani è stata quella di definirlo “troppo generoso. Però -avverte il leader di Sel- io dico a quella sinistra che vede in questa stagione una primavera tecnocratica e mostra di avere una scarsa conoscenza delle stagioni politiche, che se il Pd dovesse diventare un partito liberista di massa, e dubito fortemente sulla massa, se ciò avvenisse, se ci fosse una svolta a destra, per me resta aperta la costruzione di un polo alternativo”.

    Ma Vendola non lavora per sedere ai banchi dell’opposizione.

    “Noi -dice tra gli applausi- lavoriamo per il primo polo, per essere il polo che vincerà le elezioni”. Più volte il leader di Sel rimarca la lealtà del partito nei confronti degli alleati democratici.

    “Avremmo potuto lucrare sull’elettorato del Pd -riflette- ma non lo abbiamo fatto perché sappiamo che la forza del cambiamento risiede nel grande popolo del centrosinistra”.

    Un cartellino giallo dall’assemblea di Sel è arrivato indirettamente anche a Bersani. Con una notizia inaspettata: la prossima settimana Vendola terrà una conferenza stampa insieme ad Antonio Di Pietro e senza il leader del Pd. Sgambetto mediatico? Sgarbo tra alleati? Ultimo avvertimento? Niente di tutto questo:’in questo momento – ha spiegato Vendola – con Idv è cresciuta una certa sintonia e vogliamo registrarla per metterla come un dono sul piatto di tutto il centrosinistra’.

    “Al Pd e all’Idv noi diciamo con grande amicizia che la trama unitaria è necessaria per mettervi al centro una speranza, una prospettiva. Io voglio contribuire a costruire la coalizione del governo. So bene che è complicato ma noi abbiamo questo compito, il dovere di indicare una prospettiva rimettendo in piedi un’idea nuova di sinistra e di Europa”.

  59. anonimo scrive:

    Contributo del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) al 13° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

    http://www.marx21.it/comunisti-oggi/in-italia/845-contributo-del-partito-dei-comunisti-italiani-pdci-al-13d-incontro-internazionale-dei-partiti-comunisti-e-operai.html

    • Anonimo scrive:

      un contributo all’italia ?

      • Francesco Bertolini scrive:

        Scusa anonimo ho postato io in modo un pò provocatorio la domanda.
        Soprattutto perché sembra che da quando Berlusconi non è più al governo sia venuto meno lo spirito di iniziativa. Come se la mancanza di una opposizione del PD (se c’ è mai stata) , non riesca a garantire forme di contestazione e di lotta.
        Da un partito come il PdCi (di cui non condivido molte scelte) , mi aspetterei una presa di posizione più netta e soprattutto una guida più solida all’interno della FdS.
        E’ possibile capire cosa è ancora la Fds e cosa il PdcI o il PRC vogliono farne?

        Saluti

      • Francesco Bertolini scrive:

        Aggiungo che questa “apatia” porta inevitabilmente alla ribalta il populismo di destra..

        • anonimo scrive:

          Alle 9.42 postavo il contributo del PdCI all’Incotro di Atene. Un lungo e corposo intervento. Alle 9.45 il compagno Bertolini, dotato di capacità di lettura impressionanti, aveva già tratto le sue conclusioni.
          Complimenti. Lo invidio un po’. A me serve più tempo per leggere.

          • Francesco Bertolini scrive:

            Caro anonimo, il contenuto del tuo posto (per me) è qualcosa di già sentito letto e riletto…
            Ti rispetto la mia (come ho scritto ) era una domanda provocatoria, e ti ho anche scritto il perchè.
            sei libero di rispondere come vuoi..

            • anonimo scrive:

              Io, al contrario di te che sai già tutto, sui contenuti dei post cerco di riflettere dopo averli letti.

              • Francesco Bertolini scrive:

                L’ho letto!
                Caro anonimo, ma la mia domanda andava oltre il contenuto di quel post che reputo comunque interessante.
                Non so se tu sei un politico di professione, ma dalle tue risposte sembrerebbe proprio così.
                E nel caso, la tua risposta potrebbe apparire come il sintomo di una incapacità che la classe politica ha, nel dare delle risposte.

                • anonimo scrive:

                  Politico di professione? No, questa volta hai sbagliato Bertolini. Non ricevo alcuno stipendio o indennità, te l’assicuro. Del resto, anche a chi sa tutto e tutto ha capito, semplicemente dalla firma dell’autore, prima ancora di leggere ed è dotato di poteri extrasensoriali come te può capitare di sbagliare.

                • Francesco Bertolini scrive:

                  … evidentemente leggi male i post…. non ho scritto che sei un politico di professione . ho scritto che nella capacità di non dare risposte potresti esserlo..
                  come vedi non sono io che so tutto , probabilmente se tu che non leggi bene i post……
                  Chiudiamola qui. stiamo tediando gli altri partecipanti al post senza dare contributi….

                  Saluti.

                • anonimo scrive:

                  Sei tu che hai cominciato Bertolini.
                  “Professione, attività esercitata in modo continuativo a scopo di guadagno”, scrive Devoto nel Vocabolario della Lingua italiana.Come vedi, non sono io che leggo male i tuoi post.

  60. T.C scrive:

    Spesso,ma non sempre,mi trovo d’accordo con le considerazioni di Claudio Grassi.Sono un iscritto Sel ,ma questo non mi impedisce di dire ciò che penso a tutti i compagni. Pertanto non mi nasconderò dietro un dito e dirò la mia:l’atteggiamento di Sel, dalla sua nascita, è stato solo ed esclusivamente tattico,il mantra delle primarie per capirci,senza provare a costruire realmente un blocco e una politica intorno a queste cose. Qualche successo nel frattempo, l’asse con pd e idv,poi la caduta del nano,e addio sogni di gloria.La tattica di nuovo premiata,ed ecco la riconquista della ribalta:di nuovo tanti passaggi televisivi,interviste a gogò,e l’interlocuzione serrata col pd,che io,e tanti compagni,riteniamo non necessaria,o almeno da sottoporre a scelte programmatiche chiare e di sinistra.Insomma con questo pd non si può ragionare.E’ venuto il momento di costruire strategia politica,io,come Grassi,anche per questioni anagrafiche e di cultura politica,conosciamo il vero valore dell’unità della sinistra,la sua forza,il suo peso.Per cui una coalizione di sinistra che si impegni a proporre all’Italia giustizia sociale e patrimoniale,welfare e diritti,a pieno titolo e con totale dignità deve comprendere anche PRC. In un quadro politico certo si va alle elezioni e si prova a vincerle candidandosi a forze e governo di cambiamento.L’offensiva iniziata col nano trova in Monti il suo discepolo più efficace e serioso,non contrastare questo governo in ogni sua minima azione diventa indispensabile.
    Al lavoro e alla lotta.

    • T.S.O. scrive:

      mi pare che di Arcobaleni nessuno voglia riparlarne…anche se di sinistra quindi una sinistra unita solo per fare comitati elettorali non serve o si uniscono le forze altrimenti,,,ma come mai intanto non iniziano a fare un solo partito FdS e PdCI? ma via ma se neppure i comunisti si uniscono come unire la sinistra?

    • Francesco Bertolini scrive:

      Posso farti una domanda ?
      Non vuole essere una provocazione, ma perchè parli di PRC e non di FdS?

      saluti

  61. Francesco Bertolini scrive:

    Sono d’accordo che Vendola debba fare chiarezza, anche se è ormai limpida la sua linea politica. Penso tuttavia che anche la FdS debba fare chiarezza. Debba fare capire che cosa rappresenta.
    Al di la di comunicati ovvi per partiti comunisti continuo ad individuare nella FdS, dei riscontri completamente opposti dei due partiti comunisti.

  62. luciano scrive:

    Nella pagina di Ferrero tra le pagine preferite c’è Haaretz.com, sito israeliano, è Paolo che cura la sua pagina o Oggionni?

  63. luciano scrive:

    Nella pagina di Ferrero tra le pagine preferite c’è Haaretz.com, sito israeliano, è Paolo che cura la sua pagina o Oggionni?

  64. Anonimo scrive:

    Clamorosa affermazione del candidato di SEL a Rieti.
    Vince le primarie battendo anche il binomio PD-FDS!
    Il candidato di SEL quasi triplica i voti di SEL delle scorse regionali!

  65. Anonimo scrive:

    A Sesto San Giovanni il candidato di SEL ottiene il 21%,il vicesindaco Prc l’11%.

  66. vedraivedrai scrive:

    Caro Grassi, fai più chiarezza.
    Mi pare che di Vendola tutto si possa dire tranne che non abbia detto chiaramente dove voglia stare e con chi.

  67. Beatrice scrive:

    SEL, VENDOLA ANNUNCIA CONFERENZA STAMPA CON DI PIETRO SENZA BERSANI

    ROMA – Si t…erra’ probabilmente a meta’ della prossima settimana una conferenza stampa di Nichi Vendola con Antonio Di Pietro senza che ci sia anche Pier Luigi Bersani, che all’ultima festa di Vasto ha stipulato una ”alleanza di ferro” con Sel e Idv. E’ stato lo stesso governatore della Puglia ad annunciarlo chiudendo l’assemblea generale nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta’.
    I cronisti hanno subito immaginato che fosse accaduto qualcosa tra i tre protagonisti di Vasto. Vendola ha pero’ rassicurato tutti a conslusione del suo intervento: ”in questo momento con l’Idv e’ cresciuta una certa sintonia e vogliamo registrarla per metterla come un dono sul piatto di tutto il centrosinistra”.
    Sempre parlando a margine della manifestazione Vendola in piu’ occasioni ha stimolato gli alleati democratici a fare di piu’: ”vogliamo accrescere la cultura unitaria mettendo della carne al fuoco per far vedere a tutti quanto sia importante l’unita’ delle forze politiche del centrosinistra. Dobbiamo avere il coraggio di rimetterci in campo. Non ho un atteggiamento venale nei confronti del Pd ne’ voglio assumere comportamenti da ultimatum ne’ ricattatori. Sono molto rispettoso del partito di Bersani ma non vedo l’ora che ci mettiamo a lavorare insieme perche’ il centrosinistra batta un colpo e indichi qual e’ la strada – ha concluso Vendola – che ci possa portare fuori dalle secche di questa crisi drammatica”.

  68. lorenzo scrive:

    …fine del PRC. Scappano tutti. Poco importa quando scappano quadri ed eletti…ma qui compagni scappano i tesserati (molti circoli non ci sono più), scappano elettori e militanti….NON CI SIAMO PIù. Di cosa parliamo dunque. Dovremmo fare la fine di Rizzo (come a amolti accade in questo blog) che per esserci bisogna nominare o insultare bertinotti e vendola?..Io non sono interessato più. addio

    • Romeo Cerri scrive:

      Qui dove? E tu chi sei? Qui, in Brianza, non sta scappando nessuno dunque è perlomeno sicuro che non abiti da queste parti. Comunque essendo già ricominciato il supporto propagandistico di Repubblica a Vendola mi attendevo l’opera dei guastatori anche su questo blog.

    • franco domenichelli scrive:

      caro Lorenzo, sei quantomeno in malafede. Sono stato eletto da pochissimo segretario della federazione di Latina (non certo una enorme realtà di sinistra): qui nell’ultimo mese sono rinati tre circoli del PRC, formati da ragazzi che solo in parte erano già stati iscritti a Rifondazione: vengono da SEL, dal PCL, da nessuna forma di organizzazione. SEL, nel frattempo, è ferma alle sue diatribe interne. Mi dispiace rovinarti la serata, ma tant’è.

  69. Daniela scrive:

    Economia e Lavoro PD – pagina ufficiale del dipartimento
    Stefano Fassina
    anche oggi, Alesina e Giavazzi dall’editoriale del Corsera ritorno ad attaccare i diritti dei lavoratori e delle lvoratrici. Scrivono lo stesso articolo da 20 anni: strumentalizzano le drammatiche condizioni dei giovani per far retrocedere le condizioni del lavoro. Quale evidenza empirica hanno che l’eliminazione dell’art 18 aumenta l’occupazione o, a parità di occupazione, riduce la precarietà? Nessuna. Gli Stati Uniti, senza contratti nazionali e senza argine ai licenziamenti, hanno tassi di disoccupazione superiori all’Italia. Anche l’Ocse e l’IMF hanno preso le distanze dagli assunti ideologici del neo-liberismo. Perchè Alesina e Giavazzi non hanno l’onestà intellettuale di dire la verità? La verità è che si vuole eliminare l’art 18 per indebolire il potere negoziale dei lavoratori e favorire la svalutazione interna per recuparare competitività. Se le maggiori forze economiche italiane continuano a far rappresentare i loro legittimi interessi di parte dagli Alesina e dai Giavazzi, andiamo tutti a fondo.

  70. Claudio Grassi scrive:

    COMUNICATO STAMPA

    FERRERO (PRC – FDS) A VENDOLA: SERVE L’UNITà A SINISTRA

    Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, dichiara:

    «Caro Vendola, a sinistra non ci sono recinti ma le praterie della sofferenza sociale aggravate da un governo di destra appoggiato dal Pd. Cambiare strada è obbligatorio e per questo è necessario costruire l’opposizione al governo Monti e alle politiche europee. Per questo occorre costruire l’unità della sinistra. Occorre uscire dalle sterili polemiche e dai risentimenti: noi non siamo allergici al governo in astratto ma alle politiche neoliberiste in concreto. Al paese serve un’alternativa, non il trasformismo dei ceti politici. Per questo ti propongo di dare vita insieme ad un confronto pubblico con le forze vive della società per costruire il programma dell’alternativa. Mi pare che abbiamo molti punti di convergenza, dalla patrimoniale alla lotta alla precarietà, fino al ‘no’ alla guerra. Ti propongo di unire le forze: se non ora quando?».

    • Luca scrive:

      ma basta!

      • edoardo b. scrive:

        Invece no, secondo me fa bene ad insistere anche il segretario. Non si tratta di riprodurre all’infinito la preghiera dell’unità, come se fosse il compitino da svolgere ogni tanto. significa avere coscienza della gravità della fase che stiamo attraversando. e soprattutto che accanto all’autonomia della nostra politica c’è anche la questione dei rapporti di forza.ci sono molte realtà di lotta aperte nella società, ma manca ad oggi la percezione di una effettiva e generalizzata opposizione al governo monti, specialmente sulle tematiche che classicamente sono quelle di sinistra.per semplificare, basta pensare che è stata appena approvata la riforma del sistema pensionistico con poca conflittualità sociale, mentre passa quasi sotto silenzio il fatto che trenitalia può non aderire al contratto nazionale di riferimento. se vogliamo parlare di credibilità, allora dobbiamo tenere insieme tutti e due gli aspetti: autonomia del nostro progetto politico e offensiva unitaria sui temi. è così assurdo pensare di costruire, ad esempio,con chi sostiene le stesse cose che sosteniamo noi,una nostra idea su come estendere i diritti nel luogo di lavoro e nella società, una proposta sul contrasto alla precarietà, sui beni comuni, sulla guerra (spese militari incluse)?

  71. Anonimo scrive:

    Io credo che nell’analisi di Burgio e Grassi in sostanza si torna all’analisi di Bertinotti sulla mancanza della sinistra in europa! rileggersi tutti i suoi scritti per favore e appunto la sua idea (poi sconfitta a Chianciano) di unire tutta la sinistra diffusa…ovviamente non è con nuove federazioni che ciò avverrà un nuovo Arcobaleno non interessa neppure Vendola questa la verità, solo se saranno costretti (sel) da un rifiuto del PD si avvicineranno tutte le sinistre altrimenti il PRC rimarrà alleato con formazioni di sinistracomunista.

  72. stefano franchi scrive:

    sagge parole, condivido.

  73. Gianluca Sirotti scrive:

    All’assemblea di Sel standing ovation per Maurizio Landini. Alla fine del suo intervento tutti in piedi. Vorrei chiedere a quelli che sputano veleno su Sel e Vendola e poi esaltano la FIOM, cosa dicono su tutto questo. Il punto vero è che con l’odio e il settarismo non solo non si fa molta strada, ma si viene giustamente espulsi dalla politica.

    • Romeo Cerri scrive:

      Se Landini, come spesso avviene, fosse intervenuto ad una iniziativa del PRC, avrebbe avuto probabilmente la stessa accoglienza. A chi scrive sfugge comunque il fatto che non è Landini ad aver fatto una standing ovation ai vendoliani ma l’esatto opposto.

      • Gianluca Sirotti scrive:

        E a te sfugge che Landini è iscritto a Sel, quindi ne condivide la politica. Così come se i presenti hanno applaudito le cose che ha detto, evidentemente, sono d’accordo!

      • Michele scrive:

        Ma caro Cerri ma e’ possibile che dici sono inesattezze?
        Ma sai che Landini e’ iscritto a SEL?Ma hai letto il suo libro?Le parole che riserva a Vendola?!
        Ma dai!

        • Romeo Cerri scrive:

          Non mi sfugge il fatto che Landini sia un tesserato Sel ma nemmeno il fatto che Landini parli a nome della FIOM e non di Sel. Io poi diffido delle standing ovation quando sono un chiaro sintomo di un atteggiamento catartico. Qui in Brianza mentre il PRC è mobilitato contro il governo Monti non si vede in giro l’ombra di un militante di Sel. Saranno tutti ad applaudire Landini?

          • Edoardo scrive:

            Mi sembra che il compagno Cerri dica delle verità ineccepibili e che a Landini ed alla FIOM si debbano offrire delle proposte politiche realistiche e percorribili ma anche, e soprattutto, efficaci.
            Vale anche per SEL la cui proposta politica sta segnando drammaticamente il passo. La situazione è sempre più drammatica e con la boria di Partito non si va da nessuna parte.

          • Giuseppe scrive:

            Caro Cerri fossero scomparsi solo in brianza….non se ne vede uno in tutta Italia…la realtà è che la loro dirigenza non vuole infastidire il PD e quindi monti…poi per lavarsi la cattiva coscienza vanno ad applaudire Landini….è un film già visto negli anni passati nel PRC…del resto sono le stesse persone….ma il giochetto oramai non incata più nessuno…

        • loris scrive:

          anche qui nella bassa friulana SeL si sta nascondendo dietro la gonna del Pd. Non prendono posizione se non su argomenti triti e ritriti, e ovviamente solo dopo autorizzazione dei vertici locali del Pd. Certo a livello nazionale godono, grazie agli spazi offerti dalla ditta Bersani & C., di buone percentuali ma nel breve periodo dimostreranno che era solo fumo!!!

    • Leo Di Paolo scrive:

      E’ vero, caro Gianluca Sirotti, con il settarismo non si fa molta strada, però anche con le ambiguità non si va lontano.
      L’assemblea di Sel ha applaudito Landini, ma allora è auspicabile che Vendola ci dica cosa vuole fare da grande: poco fa Monti ha dichiarato che nel corso della prossima settimana il suo governo metterà mano all’articolo 18. E allora chiedo: è disposto Vendola ad una battaglia comune con tutte le forze che si oppongono alla cancellazione dei residui diritti dei lavoratori? Oppure il leader di Sel vuole condannare il suo partito alla subalternità nei confronti del PD, magari appellandosi inutilmente a Bersani affinchè rinsavisca, nell’illusione di redimerlo dalla deriva moderata verso cui il PD è sempre più avviato?

      • Leonardo Masella scrive:

        Infatti, Leo. Condivido e aggiungo: mi sembra evidente che il segretario della Fiom sia iscritto a Sel che ha un consenso (per ora) superiore a quello del Prc. Si tratta del segretario della Fiom, non di un gruppetto. E’ già tanto che non sia iscritto al Pd ! Poi mi pare evidentissimo che da lì, da quella collocazione in Sel tenti di spostare tutta Sel a sinistra. E l’applauso che ha preso all’assemblea di Sel è un chiaro segnale della base di Sel a Vendola, è una chiara critica al moderatismo di Vendola, è un chiaro modo per dire a Vendola: questa di Landini è la linea giusta. Chi fa politica con un po’ di esperienza e senza preconcetti propagandistici lo capisce chiaramente.

        • Gianni Forci scrive:

          Meno male ci sei te Masella che interpreti la volontà degli iscritti di SeL… certo ci vuole solo tanta allegria! ma tutte le tue previsioni del dopo Chianciano dovo sono finite?

  74. Ruperto scrive:

    Vendola sì, Vendola no…
    Nel lungo discorso di Burgio e Grassi si menziona il fenomeno che rappresenta il midollo della situazione: “dato il generale disorientamento politico di massa”, ma sorvolano sulla la propria quota di responsabilità nell’esistenza di questa indiscutibile (e penosa) constatazione.
    L’appello a Vendola non può non avere motivazioni elettorali e in questo senso, Burgio e Grassi circoscrivono la problematica socio-economica nazionale da loro stessi descritta, a una questione puramente formale, trascurando la struttura socio-economica che sta alla base della dinamica del capitale in atto.
    Con Vendola si trovano svariati settori sociali che, partendo da codesto “generale disorientamento politico di massa”, credono di poter sopravvivere alla presente ristrutturazione capitalistica, raggiungendo almeno una piccola rappresentanza parlamentare (e televisiva) aggrappandosi alle vesti del PD. Dalle loro posizione socio-economiche e, soprattutto, ideologiche, non vedono alternative. Anzi, avranno fatto certi minimi calcoli in base alle intenzioni di voto che ripetutamente le agenzie mostrano nelle loro tabelline, e sicuramente non trovano alcuna convenienza ad unirsi al misero 2-3% della FdS. Sanno che da questa parte, la loro strada elettorale è decisamente chiusa.
    Rimane però questa angosciosa realtà: “il generale disorientamento politico di massa”, di fronte alla quale gli autori di questo lungo testo, non si pronunciano, non avanzano proposte di lavoro educativo nel seno di quelle masse politicamente disorientate, su come si struttura, funziona e si organizza il sistema.

  75. Beatrice scrive:

    Cari Claudio e Alberto, come vedete tra gli interlocutori di Nichi c’è anche la Federazione della Sinistra. Però dipende anche da quello che fate voi

    SINISTRA
    Vendola all’assemblea di Sel
    “Ora nuovo fronte democratico”
    Il leader di Sinistra e libertà: “Al Giglio naufragata idea della modernità”. “Scardinare potere del capitalismo finanziario”. Difesa dell’acqua pubblica e della Fiom. Asse con De Magistris e Rita Borsellino

    Una sinistra di governo. Che costruisca la propria azione politica intorno al primato della giustizia sociale. Rompere le diseguaglianze, affrontare e battere la paura nel futuro, scardinare il potere del capitalismo finanziario. Nella Sala America dell’Hotel Summit. Roma, Nichi Vendola chiama a raccolta il popolo di Sinistra Ecologia e Libertà. Per rilanciare il lavoro di un partito la cui ragione sociale e dar vita “all’Italia Migliore”. Ambientalismo, lotta alla speculazione, difesa dei Beni Comuni. Denuncia senza fine del liberalismo strisciante, difesa del lavoro. Al di là della tecnica: “Non possiamo stare nel recinto deciso da quattro banchieri e da tre agenzie di rating. Non è possibile. Tutto questo è contro la democrazia”.

    L’intervento del Governatore della Puglia parte dalla tragedia del Giglio, il “naufragio di un’idea di modernità”. Un evento che obbliga a mettere al primo posto dell’agenda politica la cura del patrimonio ambientale. Un patrimonio fatto di beni comuni, gli stessi che “vengono continuamente messi in discussione e sacrificati sull’altare dei privilegi della finanza. Nonostante i referendum, nonostante la volontà della maggioranza degli italiani”. Il riferimento alle liberalizzazioni è palese. Così come il messaggio che Vendola lancia al governo Monti: “la tecnocrazia non può congelare il calore della democrazia”. Anzi. La crisi economica e sociale apre spazi “al populismo, a nuove forme di politiche reazionarie”. Invece, la “buona politica” è ascolto delle richieste dei cittadini.

    Ed è proprio sotto l’insegna di un nuovo rapporto con i cittadini, che Vendola chiama alla costruzione di un nuovo fronte democratico. Tutti stringono mani a Luigi De Magistris, a Rita Borsellino, a Giuliano Pisapia e a tutti gli amministratori locali che nella scorsa primavera ha “dato il primo colpo al berlusconismo”. Applausi a scena aperta per Maurizio Landini e alle battaglie della Fiom. Il lavoro, cardine di una politica di sinistra, centro intorno al quale costruire un nuovo patto sociale basato sull’aggressione delle “nuove forme di povertà”. Tutto nella cornice degli “Stati Uniti d’Europa”, l’orizzonte di ogni politica progressista. Un’Europa che sia finalmente “soggettività politica” e non solo luogo di realizzazione di politiche di austerity. Vendola non le manda a dire: Merkel e Sarkozy sono “una coppia mediocre” a cui non conviene affidare le sorti di milioni di cittadini.

    Poi il Mezzogiorno, la morsa della criminalità, la necessità di restituire ai cittadini del Sud la speranza nel futuro. Poi il panorama politico italiano. Il rischio è mortale: “un berlusconismo di ritorno”. Ancora più cinico e cattivo. L’unica cura è la costruzione di un nuovo centrosinistra. “Per un partito come il nostro, nato quindici mesi fa, senza parlamentari e senza quattrini, c’è una sola ambizione: innovare la politica, aprirla, farla uscire dalle stanze chiuse dei partiti”. Il messaggio agli alleati naturali di Sel è chiaro: “Il Pd, l’Idv, la Federazione della Sinistra devono lavorare per mandare definitivamente in soffitta il berlusconismo”. Senza sospendere la politica nella tecnica. Avendo il coraggio di dire “che quello che ci piace delle liberalizzazioni è ciò che in quel decreto non c’è”. Un cambiamento sociale. Orientato secondo quell’idea di civiltà, “quel filo rosso”, che “ci consente di dire che il solo possedere la tessera della Fiom non può essere causa sufficiente per essere espulsi dal proprio posto di lavoro”.

    E se Vendola chiude il suo intervento sulla legge elettorale – “da cambiare, anche se questo Parlamento non ha l’autorità morale per farlo” – il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris mette al centro “la costruzione dell’alternativa”. Stella polare, i Beni Comuni. Poi il welfare, che “ormai è considerato un lusso”. “Dobbiamo rafforzare la connessione sentimentale che abbiamo stretto con i cittadini. Siamo già maggioranza nel Paese. La nostra è una rete di resistenza nazionale che nel 2013 può portarci al governo del Paese”. Interviene anche Cristina Comencini, per il Comitato Se Non Ora Quando, invitando “a considerare il fatto che il rinnovamento passa anche da una riconsiderazione del ruolo delle donne”.  

    • Edoardo scrive:

      A me sembra chiaro (ma è ovviamente solo la mia opinione) che Vendola e SEL si muovano lungo una strada che è già stata superata dai fatti.
      L’idea è quella di competere, in un quadro bipolare, per l’egemonia nell’ambito del centrosinistra puntando a governare i processi socio-economici in atto su posizioni meno moderate di quelle del Partito Democratico ma comunque compatibili con il sistema economico neocapitalista. E tutto questo attraverso l’americanizzazione e la personalizzazione della politica.
      Il PD, e gli interessi che rappresenta, non sembrano interessati a scendere su questo terreno di confronto e, se anche costretti, hanno forza e mezzi sufficienti per rintuzzare l’attacco.
      Vendola sta raccontando una favola a cui non sembrano credere più neanche i suoi.
      In ogni caso non è una strada che può percorrere la FDS, così come è strutturata, senza perdere in autonomia, identità e funzione.
      Per quanto le nostre difficoltà siano evidenti siamo gli unici che possono ancora rappresentare una reale alternativa politica e sociale, a patto però di affrontare con maggiore decisione il compito che l’attuale fase sembra assegnarci e cioè la costruzione di un autonomo polo antagonista e anticapitalista che rifugga soluzioni settarie e che, aperto ai movimenti, offra a questi e alle masse lavoratrici soluzioni organizzative più strutturate.
      Non esistono scorciatoie istituzionaliste e suicidarsi definitivamente seguendo le ormai logore proposte del compagno Vendola sarebbe un drammatico imperdonabile errore.

      • Ernesto scrive:

        secondo me nessuno dice di seguire le orme degli altri. non quelle di sel che ha un altro progetto politico rispetto al nostro, nè tantomeno quelle del pd. qui si parla di far emergere delle contraddizioni che mi sembra siamo tutti daccordo che esistano. si sono viste nel momento della nomina di monti, nella scelta del maggioritario, nella discussione sulla foto di vasto, sulle prime battute della riforma del lavoro eccetera. esistono diverse opinioni nel gruppo dirigente di sel, ma soprattutto, e questo è secondo me l’aspetto più importante per insistere in un offensiva unitaria sulle tematiche,i militanti e i simpatizzanti di sel non sono insensibili ai temi che noi riteniamo fondamentali.se siamo daccordo che c’è un attacco con pochi precedenti ad esempio sul lavoro, tra marchionne e la futura controriforma, senza dimenticare il tentativo di isolare la fiom, posso pormi l’obiettivo di ricercare di unire le forze per contrastare questo attacco, provando a fare avanzare di un passo la lotta per i diritti, oppure devo sempre riportare la lancetta all’anno zero? io credo che si stia parlando di questo

  76. amir gorguinpour scrive:

    Vendola è un uomo del capitale monopolistico, come Bertinotti, con i suoi amici rimasti impediscono la riorganizzazione dei comunisti, con Nichito la sx non ha nessun valore, vedete come Bersani difende il governo dei banchieri che sta massacrando i penionati e povera gente e all’estero massacra le donne e i bambini con gli uccellacci comperati per miliardi.Compagno Grassi lascia Vendola e chiama i comunisti, per rafforzzare il partito.

  77. giuli scrive:

    Vendola:Bastardo!

    • Claudio Grassi scrive:

      Dopo aver esternato un pensiero così profondo, pensi di aver risolto qualcosa?

    • Michele scrive:

      Caro Giuli,credi di essere un militante duro e puro del Prc?
      No sei uno dei peggiori militanti del Prc!
      Gridi “Vendola Bastardo!” perche’ non ci nomina?
      E quale e’ il problema?
      Sei affetto da un minoritarismo radicale!
      Io al governo con il Pd e con una Idv che tutto e’ tranne che un partito di sinistra NON CI VOGLIO ANDARE!
      Se non riusciamo come Rifondazione COMUNISTA non riusciamo ad essere autonomi in questa fase e’ meglio che chiudiamo bottega!
      Se il nostro essere una forza politica e’ legato ai capricci di Vendola siamo falliti!Non esistiamo!
      Abbiamo vinto un congresso nel 2008 per fare cosa?
      Abbiamo fatto un congresso un mese fa’ per fare cosa?

      Ma finiamola con questa doppia catastrofica deriva.
      Quella del chiedere “Nichi aggiungi un posto a tavola anche per noi?” e quella dell’insultarlo!

  78. anonimo scrive:

    http://www.marx21.it/storia-teoria-e-scienza/marxismo/843-crisi-organica-e-sovversivismo-reazionario-coincidenze-politiche-di-un-binomio-indissolubile.html

    Crisi organica e sovversivismo reazionario. Coincidenze politiche di un binomio indissolubile
    di Gianni Fresu

  79. vincenzo scrive:

    Ho letto con sufficiente attenzione l’intervento del compagno Grassi. Provo a semplificare e rendere più esplicita la sua preoccupazione, se ho capito cosa volesse intendere, al di là della semplice apparenza di un appello elettorale a Vendola.
    Senza pretesa alcuna di fare la parte dello storico vorrei richiamare l’attenzione dei compagni, anche di quelli più incazzati e duri, che ormai da anni ci dicono, anche ambienti a noi molto lontani, che la crisi mondiale attuale per molti versi è più grave di quella del ’29.
    Questa consapevolezza credo debba costituire il punto di partenza per costruire un ragionamento plausibile sul che fare. Penso che bisogna prendere atto che ormai da vent’anni, o, se si vuole assumere un riferimento politico esplicativo, dalla caduta del muro di Berlino, l’establishment di questo paese tenta di preservare il sistema dall’influenza destabilizzante delle forze antagoniste antisistema. Ha messo sù ogni accorgimento per prevenire l’infiltrazione di idee destabilizzanti nelle istituzioni borghesi: leggi elettorali via via sempre più antidemocratiche, embargo mediatico, passivizzazione delle masse attraverso la cloroformizzazione mediatica indotta soprattutto dall’utilizzo della televisione. Tutto questo apparato difensivo avrebbe dovuto proteggere la stabilità del sistema contro i fattori esogeni, i virus del socialismo e del comunismo. L’operazione è in buona parte riuscita perchè gradualmente, ma inesorabilmente, il sistema si è difeso espellendo ogni elemento di socialità e diluendo la democrazia fino a farla diventare forma senza sostanza.L’iniziativa di tagliare i fondi all’editoria, di cui ha fatto le spese anche la nostra “liberazione”, si iscrive in questa strategia di depotenziare la democrazia. Ma tutto ciò non è servito ad evitare che la crisi endemica, connaturata al modello capitalistico, esplodesse in tutta la sua virulenza.
    Quindi torniamo al punto di partenza. Se la crisi attuale è paragonabile a quella del ’29, incubata nel periodo postbellico della prima guerra mondiale, come attrezzarsi per farvi fronte? Siamo certi che viviamo una situazione pre-rivoluzionaria, tale da favorire un’avanzata sul piano delle conquiste sociali, o siamo in presenza di elementi che possono fare pensare piuttosto a sbocchi reazionari,con l’affermazione del nazismo e dei fascismi, esattamente come avvenuto in tanta parte d’Europa e del mondo in concomitanza con quella crisi? Il riferimento ai sondaggi francesi che fa Grassi,dai quali emerge una forte avanzata del fronte di Le Pen, non credo sia casuale nè peregrino. Poi ci sono quelle situazioni che magari non emergono dai sondaggi, ma che esistono. Qualche giorno fa sono stato ad uno di questi blocchi che sono stati allestiti in Sicilia dagli autotrasportatori. L’aria che si respira non è delle più tranquille; sono stato accettato solo in forza della mia storia personale, ma non c’è spazio per le organizzazioni democratiche nell’orizzonte di questi ribellisti. Egoismo, qualunquismo, corporativismo,illegalità (riferita alla volontà di non pagare le tasse) sono i tratti caratteristici che ho colto. Un terreno di coltura ideale per chi tende a convogliare questa rabbia verso sbocchi autoritari.
    Come si affronta l’eversismo delle classi dominanti e la disaffezione verso la politica, determinata dalla sua incapacità a dare risposte alla crisi? Ai comunisti, e alla sinistra complessivamente, conviene che venga conservato un quadro democratico, seppure depotenziato, o conviene correre il rischio di perderlo? In fondo, credo che il senso dell’appello di Grassi sia questo. E semmai stupisce l’ottusità politica di un Vendola- del nullo Ciccio Ferrara meglio non dire niente- che non coglie il senso profondo del messaggio,cioè la ricerca della creazione di un’alleanza democratica in grado di resistere agli ulteriori prevedibili attacchi alla democrazia e ai diritti sociali che verranno sferrati dalla corporatocrazia, indisponibile a pagare il prezzo della crisi, da essa stessa determinata. Non vorrei che il narcisismo accecasse l’intelligenza politica e facesse di Vendola complice e vittima di una deriva antidemocratica. Perchè, sia ben chiaro: non c’è narrazione che tenga se si scatenano gli istinti più retrivi presenti nel seno della società italiana, magari sospinti da chi soffre la democrazia.

    • Edoardo scrive:

      Ragionamenti meno elaborati ma più realisti inducono a considerare molto improbabile l’affermarsi di una svolta autoritaria antidemocratica simile a quella che avvenne in Italia nel 1922.
      Noi siamo già dentro una svolta autoritaria che muovendo dal crollo del Socialismo reale (1989) ha attaccato i diritti dei lavoratori (accordi interconfederali del 1992-93 e via di seguito) espungendo le loro rappresentanze dalle istituzioni (introduzione della legge maggioritaria nel 1993).
      Poi è seguito l’attacco alle pensioni (1995) e la precarizzazione del lavoro dipendente (pacchetto Treu 1997, legge Biagi 2003).
      Abbiamo cercato inizialmente di resistere ma alla fine abbiamo sbracato non prevedendo, pur prefigurandola (sic!), la drammatica crisi economica e sociale che ha colpito (intorno al 2008) l’intero sistema economico occidentale.
      Il PD, e i Partiti che in esso sono confluiti, sono tra i principali promotori di questo disegno e non mostrano alcun ripensamento rispetto ad esso (lo stesso dicasi per i sindacati confederali). Non a caso il PD è tra i maggiori sostenitori del governo Monti che, in tutta evidenza, sta proseguendo le politiche neoliberiste che hanno portato al disastro.
      SEL in questo momento è totalmente fuori dai giochi. Ha sbagliato analisi ed è totalmente prigioniera del quadro politico bipolare che appare sempre più sotto attacco (non a caso, con l’IDV, è stata tra i prinipali sostenitori del referendum elettorale truffa).
      Correre dietro SEL sul loro terreno (bipolare) ci porterà inevitabilmente al suicidio.
      Cercare di interloquire con SEL su nuove basi, per la costruzione di un polo alternativo anticapitalistico, credo che sia doveroso ma i compagni Grassi e Burgio non sembrano proporre questo.

      • Nicola scrive:

        «Il PD, e i Partiti che in esso sono confluiti, sono tra i principali promotori di questo disegno e non mostrano alcun ripensamento rispetto ad esso (lo stesso dicasi per i sindacati confederali).»

        Leggendo una cosa del genere, viene da chiedersi se si tratta della solita polemica spicciola contro il Pd e i sindacati confederali, o se l’autore crede davvero in ciò che ha scritto. Purtroppo temo che si tratti del secondo caso. E questa cecità nell’analisi del quadro politico spiega perché, nonostante l’aumento della conflittualità sociale, rischiamo di stare ai margini, privi di proposta, progetto e utilità.

        • Edoardo scrive:

          Cercare a tutti i costi la polemica fine a se stessa e proprio di chi manca di argomenti e non è, nella migliore delle ipotesi, capace di riconoscere e interpretare anche i fatti più elementari.
          Mi spieghi il gentile interlocutore il ruolo sostenuto dal PD, dal PDS e dagli altri soggetti che nel PD sono confluiti o che intorno ad esso gravitano (non ultimi i sindacati confederali)negli ultimi vent’anni.
          Lo prego però di farlo con educazione e rispettando l’altrui intelligenza perchè di narcisismo intellettuale e presunzione noi operai siamo decisamente stanchi.
          Grazie

        • Anonimo scrive:

          Perchè, non è la verità che il Pd è il principale responsabile dell’avvento del governo Monti ? Se il Pd avesse voluto non saremmo potuti andare alle elezioni anticipate ? Non è nascondendo o edulcorando la verità che si sconfigge il settarismo. Anzi proprio la tua impostazione, protesa sempre a giustificare il Pd, lo alimenta.

  80. franco domenichelli scrive:

    caro Claudio, condivido il parere di tanti compagni stanchi di sentire continuamente nostri appelli a Vendola,peraltro ostentatamente ignorati se non disprezzati. Continuiamo a dare l’impressione di aver paura di SEL quando, a ogni votazione, si dimostra che non hanno certo tutta questa potenza preannunciata ogni volta dai sondaggi. Basta andare col cappello in mano da chi non vale certo più di noi: continuino a implorare il PD, noi occupiamoci di chi non riesce più a campare.

    • Anonimo scrive:

      Condivido, non se ne può più di questi appelli patetici.

      • Claudio Grassi scrive:

        Caro Franco, non faccio appelli e non inseguo nessuno tanto meno con il cappello in mano. Il senso del ragionamento di Alberto e mio è tutto politico. Si può non condividere, ma io credo sia fondato. Penso che con il governo Monti, appoggiato anche dal Pd, la strategia di Vendola ( nuovo ulivo, primarie, foto di Vasto), sia entrata in cortocircuito. Lo si intravede anche nella intervista a l’Unita dove dice che se nel Pd prevale la linea di alleanza con i centristi Sel proporrebbe all’Idv la costruzione di un polo alternativo. Avverrà? Non avverrà? Non lo sappiamo. È tuttavia indicativo di un malessere che serpeggia nella base di Sel rispetto la prospettiva e penso che noi faremmo un grave errore se non entrassimo in queste contraddizioni. Vendola e Sel intercettano un elettorato che è a sinistra del Pd. Non ci interessa? Dobbiamo accontentarci della nostra forza di Rifondazione della Federazione? Sono sufficienti queste forze per costruire quella massa critica di cui i lavoratori hanno bisogno in questa fase ? Penso di no. Noi dobbiamo continuare a lavorare per il nostro progetto – che è diverso da quello di Sel – ma non rinunciare mai a ricercare i punti di convergenza possibile. Questo vale anche per Italia dei Valori, anche se per cultura politica e per il ceto politico che spesso esprime sui territori non è sempre possibile.

        • ilvo scrive:

          credo che le parole di Vendola di oggi sulla sua fedeltà al Pd nonostante tutto dica molto… comunque sui territori andate tranquilli che SEL perseguirà gli accordi con i vari notabili locali che ribadiranno la linea di fedeltà… lo stesso per il PD… a me francamente sembra di leggere negli ultimi mesi l’aria di chi è quasi pentito di aver perso il treno del vendolismo e ora pentito spera di raccogliere un accordo (al ribasso ovviamente). E’ così che si ricostruisce una sinistra utile al conflitto? per me no. Se poi l’obiettivo è quello di trovare lavoro come portaborse dei futuri parlamentari a qualche compagno allora procedete pure e in bocca al lupo… meglio quello che alzarsi alle 6 la mattina come faccio io

  81. giovanna scrive:

    è tutto inutile, a vendola interessa essere l’unica sinistra in Italia e per lui se la FdS scompare è pure meglio… così elegge piu deputati… altro che unità d’azion delle sinistre. Guardate ai movimenti (es. No Debito che oggi era piazza in tutta italia, mentre Grassi e Burgio scrivevano a Vendola… tanto per dare l’idea) o come comunisti temo non avrete grosso senso di esistere (in modo organizzato intendo)

  82. amir gorguinpour scrive:

    Siamo soliti di correre dietro a Vendola e Bersani, io sono un maxista e con Vendola anti comunista non ho niente a che fare, mi chiedo, perchè Grassi non fa parte della ecologia?

  83. Edoardo scrive:

    Sono un militante del PRC che ha sostenuto le tesi di maggioranza all’ultimo congresso.
    Dispiace constatare che i compagni Burgio e Grassi persistano nell’errore di considerare come percorribile una proposta politica che si inserisce in un quadro sostanzialmente bipolare che, appare sempre più chiaro, non regge più il confronto con la realtà sociale ed economica del Paese. Errore che, con ancora più evidenza, commettono anche SEL e Vendola.
    Anche la proposta del compagno Astengo, a mio giudizio, sconta lo stesso difetto.
    A me sembra che il problema più grave dell’Italia, per quanto riguarda le clessi subalterne, in questo momento non sia la mancanza di un governo efficace e sufficientemente stabile ma bensì la mancanza di una seria, vera e credibile opposizione politica in grado di prefigurare una reale alternativa economica e sociale.
    A questo credo che ci dovremmo particolarmente dedicare!

  84. Tobia scrive:

    L’interessante questione aperta da Grassi sul perche’ Vendola non abbia citato la Federazione della Sinistra nelle sue interviste credo si aperta e chiusa nel giro di qualche ora.
    Come giustamente citava un compagno,nel pomeriggio(e non a caso credo)compare sul sito di SEL un articolo di un dirigente che pesa in SEL(cioe’ Ferrara)che dice sostanzialmente che SEL non ha nulla a che fare con “Il ghetto di Ferrero e Diliberto”.

    Ma Grassi nell’articolo pone a mio modo di vedere altre 2 questioni.

    Si domanda,”ma c’e una voglia di escludere la FED?”
    E si chiede come possa essere possibile un nuovo “fattore K”.
    Qui’ Grassi secondo me e’ molto ingenuo.La voglia di esludere la FED c’e’ per motivi elettoralistici e non c’entra nulla l’anticomunismo.

    Poi anche a me pare di capire che Grassi onn escluda un dialogo con il PD.Su questo chiedo lumi anche ad i frequentatori di questo blog.
    Ma come si puo’ pensare una cosa del genere?

  85. mgm scrive:

    condivido l’articolo e anche l’intervento di franco astengo

  86. eu scrive:

    Vendola è chiaro siete voi che non volete accettare la realtà e gli correte ancora dietro.

  87. Marco scrive:

    Sel sostanzialmete risponde a Grassi con un articolo pubblicato nel pomeriggio in cui si e molto chiari.
    Dice Francesco Ferrara
    “… Se avessimo voluto testimoniare qualcosa, saremmo dovuti restare nel ghetto con i Ferrero e i Diliberto.”

    E’ troppo chiedere al nostro gruppo dirigente di fare un fioretto e di nominare per almeno 3 mesi Vendola?
    E di pensare semplicemente a noi!A come uscire dalla crisi che attraversiamo da anni?

  88. Franco Astengo scrive:

    Csro Grassi, mi permetto di utilizzare lo spazio del tuo blog per riportare anche in questa sede una proposta di merito sulla legge elettorale e non solo, al riguardo della quale (materia, legge elettorale, ovviamente, non tanto della mia modesta proposta) sarebbe bene discutere, anche perchè si tratta di una evidente cartina di tornasole rispetto alla chiarezza che giustamente reclami nel tuo articolo.
    IPOTESI DI SISTEMA ELETTORALE, RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI, BICAMERALISMO PARTITARIO
    Il testo che seguirà queste brevi note introduttive recupera un progetto di riforma del sistema elettorale elaborato qualche anno fa, nel tentativo di tenere assieme due elementi fondamentali come quello della rappresentatività politica e della governabilità, entrati in conflitto ormai da molto tempo, all’interno del sistema politico italiano: da quando, cioè, l’idea maggioritaria (fatta prevalere surrettiziamente presentandola in modo mistificatorio all’elettorato attraverso un referendum svoltosi il 18 aprile 1993, nel momento culminante della crisi di “Tangentopoli”, con l’idea di togliere di mezzo i partiti ed esaltare decisionismo e personalizzazione della politica) pareva la salvezza da tutti i mali cui era afflitto il nostro Paese.
    Così non è stato, come purtroppo possiamo costatare con grande facilità: i partiti, ridotti a gusci vuoti, non sono mai stati così potenti sul piano di un assolutamente esagerato finanziamento pubblico e del potere di nomina senza disporre di un reale radicamento sociale e di una effettiva capacità d’incidenza sulla realtà; abbiamo attraversato un regime populistico-mediatico il cui modello è stato imitato pericolosamente anche a sinistra; nella crisi finanziaria mondiale e del particolare peso che questa crisi ha assunto nelle dinamiche europee, all’interno delle quali emerge un gravissimo difetto di governance democratica, l’Italia ha accusato particolari difficoltà dovute a un vero e proprio scollamento tra istituzioni e società ed è attraversata, in questo momento, non solo da ipotesi secessionistiche ormai presenti da molto tempo nel suo tessuto politico, ma anche da ondate di vero e proprio ribellismo di tipo corporativo, se non di vera e propria “jacquerie”.
    Il tema della legge elettorale s’impone, quindi, come punto di un possibile nuovo sistema di relazioni sociali e politiche complessivamente intese, in un momento in cui ai temi cui si è già sommariamente accennato se ne aggiunge un altro, a mio giudizio, assolutamente definitorio:
    con il nuovo governo si situeranno diversamente gli assi di frattura sui quali le forze politiche saranno chiamate a collocarsi nel confronto elettorale.
    Sul “continuum” destra/sinistra avremo dunque: l’ipotesi razzistico/secessionista/ribellista (al Nord come al Sud); quella presidenzial-populista; quella proposta dall’attuale governo (indipendentemente dalle candidature) che potremmo definire della lettera della BCE e delle privatizzazioni (ho semplificato molto, ma mi pare un riassunto abbastanza efficace), quella di un liberalismo socialmente temperato, quella di un ritorno al modello socialdemocratico con all’interno componenti più radicali, comprese quelle di derivazione dalla sinistra storica comunista e socialista e quelle ambientaliste(da comprendersi, beninteso, all’interno del modello socialdemocratico).
    Su questi nuovi (e antichi) “cleavages”, tra i quali sarà centrale quello proposto dall’attuale governo, il sistema dei partiti sarà chiamato a riallinearsi velocemente, superando nei fatti lo schema bipolare che, ormai, appare del tutto inadeguato alle esigenze di rappresentanza della società italiana.
    Intendo affermare come sarà necessario un rimescolamento delle carte di proporzioni molto rilevanti, simile a quello che si verificò tra il 1992 e il 1993.
    Con buona pace delle illusioni di qualcuno nel sistema attualmente in piedi, non esistono più “partiti-magnete” e neppure leader carismatici in grado di produrre da soli una svolta, in una qualsivoglia direzione.
    E’ evidente che, all’interno di uno stato di cose di questo tipo, ci si troverà in una condizione molto simile a quella del 1946 e del 1994: con margini, cioè, di assoluta incertezza nella possibilità di valutare a priori la forza dei soggetti in campo.
    E’ per questo motivo che ho ritenuto di recuperare l’idea di un sistema elettorale proporzionale a doppio turno con premio di maggioranza al secondo turno, affrontando anche i temi del numero dei parlamentari e del bicameralismo paritario, come si vedrà nel dettaglio del progetto che vado a esporre.
    Ricordo, infine, che entrambi i sistemi adottati tra il 1994 e il 2005 non hanno posto rimedio alla frammentazione partitica, molto accentuatasi con le elezioni del 1994, 1996 e 2001, poi apparentemente ridottasi con le elezioni del 2008 (operazione, fallita, della “vocazione maggioritaria”), riduzione smentita nel corso della legislatura attraverso numerose scissioni subite dai gruppi più numerosi che hanno dato luogo a una frammentazione più o meno analoga a quella verificatasi nel periodo 1948-1987 (poi dal 1987 l’emergere delle contraddizioni post-materialiste portarono effettivamente a un inasprimento del fenomeno della frammentazione stessa).
    IPOTESI DI SISTEMA ELETTORALE: PROPORZIONALE A DOPPIO TURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA
    Allo scopo di avviare, nelle sedi più diverse, la discussione sulla modifica (necessaria) del sistema elettorale e proponendo anche modifiche costituzionali importanti dal punto di vista della rivitalizzazione della centralità del Parlamento (monocameralismo o seconda camera delle Autonomie locali eletta, come il Senato Francese, in via indiretta; statuto delle opposizioni; sfiducia costruttiva) riprendiamo dunque, da precedenti elaborazioni portate avanti negli anni scorsi, un’idea di sistema elettorale a doppio turno, sulla base di circoscrizioni interregionali, con voto di preferenza (anche plurimo, si potrebbe pensare a due preferenze esprimibili).
    Nel caso di compresenza tra Camera dei Deputati eletta a suffragio universale e Camera delle Autonomie eletta con un sistema di secondo livello, è evidente che la fiducia al Governo dovrà essere concessa soltanto dalla Camera dei Deputati.
    A questo modo (trattandosi di circoscrizioni ampie, anche se l’assegnazione dei seggi all’interno della circoscrizione avviene con il metodo d’Hondt, sicuramente preferibile, è possibile, a differenza del sistema spagnolo e del progetto Ceccanti-Vassallo del 2007, avere la rappresentanza anche delle formazioni minori, senza privilegiare troppo le forze etnoregionalisti) potrebbe essere garantito l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità, all’interno di un sistema dove la convivenza bipolarismo e presenza delle forze politiche risulterebbe possibile (riportiamo l’attenzione a quanto riferito poco sopra su statuto delle opposizioni e sfiducia costruttiva).

    FUNZIONAMENTO

    ISTITUZIONE DI RIFERIMENTO: PARLAMENTO MONOCAMERALE COMPOSTO DA 500 MEMBRI
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI: 400 SEGGI AL PRIMO TURNO CON CRITERIO PROPORZIONALE, 100 SEGGI AL SECONDOTURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA O ALLA COALIZIONE VINCENTE, NELLA SEGUENTE PROPORZIONE: 75 A 25;
    MECCANISMO DI VOTO AL PRIMO TURNO: L’Italia sarà suddivisa in 9 grandi circoscrizioni (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria 40 seggi; Lombardia 67 seggi; Emilia – Romagna 32 seggi; Triveneto 53 seggi; Toscana, Marche e Umbria 44 seggi; Lazio, Abruzzi, Molise 50 seggi; Campania 35 seggi; Puglia, Basilicata e Calabria 39 seggi; Sicilia e Sardegna 40 seggi).
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL PRIMO TURNO: Si presentano le forze politiche senza alcun vincolo tra di loro, e all’interno di ciascheduna circoscrizione si assegnano i seggi con il metodo d’Hondt (da discutere eventuale clausola di sbarramento, non superiore però al 3% all’interno della circoscrizione, ovviamente, non essendoci in questo caso alcuna possibilità di recupero di resti). A questo modo le forze politiche si misurano e ottengono seggi senza la defatigante contrattazione nei collegi (l’ultimo quoziente, per ogni circoscrizione si aggira tra gli 80 – 90.000 voti). La scelta dei candidati avviene con la preferenza unica.
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL SECONDO TURNO. E’ evidente la necessità di formare coalizioni, sulla base però non di contrattazioni preventive ma dei dati reali del primo turno. Alla coalizione vincente saranno assegnati 75 seggi, a quella perdente 25 (una proporzione in grado, appunto, di garantire la governabilità). Per il secondo turno sarebbe preferibile che i partiti apparentati formassero una sola lista che dovrebbe essere bloccata (senza preferenze) dove i singoli partiti sono sarebbe rappresentati in misura percentuale pari al risultato del primo turno.
    Naturalmente è legittimo immaginare (o sognare) la combinazione che si vuole al secondo turno (anche la presentazione di liste isolate o di mini – coalizioni: di fatto la minoranza sarebbe suddivisa anch’essa con il metodo d’Hondt).
    Savona, li 21 gennaio 2011 FRANCO ASTENGO

    • Paolo scrive:

      Caro Franco, interessante proposta ma mi sembra che cozzi frontalmente con lo spirito delle proposte istituzionali di Rifondazione, ovvero “spezzare la gabbia del bipolarismo” e andare verso un ritorno alla proporzionale pura (modello olandese). L’assegnazione dei primi 400 seggi con propozionale leggermente corretta (no circoscrizione nazionale o resti, D’Hondt e sbarramento 3%) e’ un bel passo avanti, cosi’ come l’assegnamento del premio di maggioranza al secondo turno. Ma un premio di maggioranza siffatto non assicura che una coalizione ottenga la maggioranza (ad esempio se ci sono piu’ di due coalizioni, oppure se una coalizione che arriva seconda aveva ottenuto al primo turno piu’ di 225 seggi), quindi mi pare una distorsione dei risultati proporzionali priva di giustificazione.

  89. Ferdinando scrive:

    Claudio Grassi e Alberto Burgio chiedono a Nichi Vendola perche’ il Prc non sia stato nominato da Vendola nelle sue interviste.
    Trovo tutto cio’ semplicemente ridicolo.
    Un mese fa’ mi sembrava di avere capito che il Prc forse aveva una sua linea autonoma e d’opposizione al governo Monti e alle forze che lo sostengono(quindi il Pd)
    Perche’ dovremo legare la nostra linea alla scelta di Vendola?
    Non dovevamo creare un polo di tutte le forze comuniste e anticapitaliste?
    E in piu’ in questo articolo di Grassi c’e’ sostanzialmete l’apertura ad un dialogo programmatico con il Pd perche’ io non so’ come altro leggere la frase
    “… che il necessario confronto col Pd debba svilupparsi su basi programmatiche avanzate.”
    Mi viene da chiedere ma Grassi a nome di chi parla?
    Del Prc che e’ andato a congresso un mese fa’ o semplicemente della sua area politica?

  90. Armando scrive:

    «necessario confronto col Pd». Perché necessario? Qui mi pare si continui a ragionare in termini di centrosinistra da seconda Repubblica e si continua a non capire che siamo già nella Terza, quello dove le sinistre non esistono più e il Pd è stabilmente al centro! Bersani oggi è stato chiarissimo: il Pd è con Monti senza se e senza ma. Se i comunisti considereranno ancora il Pd “confrontabile”, Sel a maggior ragione ci snobberà.

  91. Gioele scrive:

    ma allora ancora non si è capito che niketto e il suo caravanserraglio devono mangiare….a spese altrui si intende.

    • Giuliano scrive:

      I tuoi argomenti sono di altissimo livello! Sel, il partito diretto da Nichi Vendola raccoglie un consenso elettorale importante. Si tratta di elettori che si collocano a sinistra del Pd. Forse dovremmo essere interessati a recuperarli e ad avere un dialogo con loro.

  92. Giuliano scrive:

    Non si pietisce proprie niente! Forse dovresti leggere l’articolo e non solo il titolo.

  93. pierop scrive:

    Ma perchè continuiamo in ogni occasione a pietire una un’attenzione che vendola non ha nessuna intenzione di darci?
    Un po’ di dignità per favore.

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