Senza contraddizione non c’è vita

La settimana scorsa ho postato le proposte di documento congressuale e gli emendamenti che erano stati presentati al Cpn. Come concordato nel Cpn medesimo vi era tempo fino a lunedì 3 ottobre per sottoscriverli e per apportarvi modifiche. Gli allegati a questo post sono i testi definitivi con i relativi sottoscrittori. Si tratta, quindi, dei testi sui quali inizia l’ottavo congresso del Partito della Rifondazione Comunista, con una discussione che coinvolgerà i nostri 1500 circoli (circa) e le nostre 120 federazioni. Il tutto si concluderà con l’assise nazionale di Napoli il 2, 3 e 4 dicembre. L’auspicio e’ quello di un dibattito vero e libero e che, anche in conseguenza del fatto che un’ampia maggioranza si riconosce nel primo documento, le nostre assemblee congressuali si aprano all’esterno attraverso un confronto con le forze politiche democratiche e di sinistra, le organizzazioni sindacali, i movimenti presenti nel territorio, le organizzazioni antifasciste.
Ho già scritto la mia opinione sul primo documento che ho sottoscritto e che, quindi, condivido. Vorrei soffermarmi su un concetto che esso contiene, che io considero molto importante, che non ritrovo negli altri documenti e che viene confermato dai fatti politici che stanno avvenendo in questi giorni.

Il concetto e’ quello della contraddizione, della intima contraddittorietà delle dinamiche politiche, in particolare nel modo di agire delle forze politiche e sindacali a noi contigue. L’assunzione di questo concetto e’ importante poiché determina una scelta di campo. La scelta di stare nei processi, di fare leva sulle contraddizioni che si aprono. In una parola di evitare, nel nostro agire politico, l’approccio settario, minoritario, isolazionista.
Dicevo che i fatti che stanno avvenendo in questi giorni danno ragione a questo approccio. Ne voglio citare tre, a titolo di esempio.
La CGIL. Il più importante sindacato italiano sigla un accordo (28 giugno) che, assieme alla maggioranza della FIOM-CGIL e alla minoranza della confederazione, consideriamo sbagliato. Tuttavia il 6 settembre, subito dopo il varo della manovra del governo, viene proclamato, dalla sola CGIL – con i sindacati di base – uno sciopero generale di 8 ore. Si tratta della più importante forma di lotta e di opposizione prodottasi nel Paese contro il governo e la sua politica economica.
Il Pd. La direzione nazionale tenutasi il 3 ottobre ci parla di uno scontro pesante sia sulla leadership, sia sulle scelte politiche. Sulla leadership e’ evidente la ridiscesa in campo degli ulivisti. Sull’onda del successo della raccolta di firme per il ritorno del Mattarellum, si sta ricostruendo l’asse Parisi, Veltroni, Prodi. La partita e’ quella tra un Pd che promuove una alleanza ampia, a partire dal nuovo Ulivo,  per battere le destre (in questo contesto si spiega la contrarietà di Bersani al Mattarellum), e quella tra un Pd con vocazione maggioritaria che si allea col terzo polo escludendo le sinistre. Sulle scelte politiche abbiamo assistito, sulla lettera della Bce, ad un pronunciamento nettamente favorevole da parte di Letta e ad un altro critico da parte di Fassina.
Sel. All’indomani della scelta di partecipare alla raccolta di firme per il Mattarellum abbiamo letto e sentito di numerosi e significativi dissensi. Inoltre il saggio pubblicato da Bertinotti sulla rivista Alternative per il Socialismo (di cui inseriamo il link alla fine del post) mette in evidenza che anche sulle prospettive – in particolare sul rapporto con il centrosinistra e attraverso quale processo si possa arrivare alla ricostruzione di una nuova forza di sinistra – vi siano posizioni diverse.
Questo significa che siamo d’accordo con la Camusso, Bersani e Bertinotti? Assolutamente no! Non ci sarebbe nemmeno bisogno di precisarlo se tra di noi si  sviluppasse una dialettica politica non semplificata, che si fa forte del ragionamento e non dell’invettiva. Ma, come si può vedere anche da molti commenti che compaiono anche in questo blog, questo non sempre avviene, quindi e’ bene precisarlo.
Tuttavia se le contraddizioni di questi tre soggetti che prima ho richiamato evolvono in un senso o in un altro, il quadro -per far fare passi in avanti alla nostra proposta politica –   cambia radicalmente. Ecco perché e’ importante agire in queste contraddizioni e non tirarsi fuori. Ed ecco perché ” il pacchetto” delle nostre proposte politiche – Fronte democratico, unita’ della sinistra e costruzione della Federazione della Sinistra – e’ quello che meglio si sintonizza con questi processi cercando di influenzarne una evoluzione nella direzione a noi più favorevole.

DOCUMENTO 1

EMENDAMENTI doc 1

DOCUMENTO 2

DOCUMENTO 3

Saggio F. Bertinotti

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