Caro Claudio,
cerco di fare alcune considerazioni. Perche’ sono della Fds, del Prc e di Essere Comunisti? E perche’ uno dovrebbe votarci?. Perche’ siamo ostili a questo sviluppo economico, perche’ siamo anticapitalisti e quindi comunisti. Solo per questo fatto “strutturalmente” dovremmo tutti essere in un unico partito comunista. Cosi purtroppo non e’. Quindi che fare? Ci hai risposto ieri : il nostro futuro e’ in Rifondazione. Capisci pero’ che essere ancora in minoranza sara’ difficilmente accettato dal molti compagni. Ma mettiamo anche che 3 anni fa il segretario nazionale fossi stato tu. Ritieni forse che avremmo più del 1.5%? Non penso. Questo perche’ sul fattore esterno, della visibilita’, del territorio non sarebbe cambiato una virgola. Avresti certamente gestito molto meglio il partito in fatto di alleanze politiche e come gestione decisionale unitaria del Prc. Ma qui vengono i miei dubbi. Mi pare molto, e in peggio, che questa Fds sia una copia dell’Arcobaleno o del Prc ante scissione con Vendola. E’ molto difficile lavorare con lo spontaneismo militante minoritario. Il rischio che vedo quindi e’ che questa Fds non decolli. La proposta diventa inconcludente e non saprei rispondere a chi mi dice perche’ votare voi e non Sel. I compagni dell’Ernesto ritengono che confluire nel Pdci significhi dare peso al metodo,teoria e prassi comunista (diciamo anche leninista), sapendo anche che non avrebbe alcun senso uscire dalla Fds (x l’esiguita’ dei consensi). Non ritieni questo un passaggio che potrebbe essere percorso anche dalla nostra area? Ti saluto e grazie x la pazienza. Andrea.
Caro Andrea,
scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma ho avuto molte iniziative e solo ora trovo il tempo per farlo.
Nella tua breve mail poni molte questioni, alcune di prospettiva, altre più immediate. Sono questioni centrali che richiederebbero un ragionamento ampio. Non potendo dilungarmi troppo cerco di stare all’essenziale. Premetto che le cose che ho detto nelle conclusioni della riunione di area a Milano, che tu stesso ricordi, sono le cose che penso e che ritengo Essere Comunisti debba fare nel prossimo futuro.
Poni il problema di un unico partito comunista. Come si fa a non essere d’accordo? Ma, come tu stesso ben sai, la cosa è tutt’altro che semplice. Anzi, ritengo che in questa fase sia irrealizzabile. In Italia ci sono una decina di partiti, più o meno grandi, che si richiamano al comunismo. Tra di loro vi sono profonde differenze non solo ideologiche (vi è chi si rifà a una concezione continuista con il Pci e chi si richiama al trotzkismo), ma anche politiche (vi è chi è nato per salvare un governo di centro sinistra e chi, mai e in nessun caso, farebbe accordi con il centro sinistra). E’ pensabile mettere assieme queste forze in un unico partito? E ammesso che ci si riuscisse, esso avrebbe una prospettiva? Io penso di no. E’ per questo che sono stato e sono contrario alla parola d’ordine dell’unità dei comunisti.
Allora non bisogna fare nulla in questa direzione? Tutt’altro. Riprenderò questo argomento alla fine della mia risposta.
Sostieni che non sarebbe accettato da molti compagni e compagne di Essere Comunisti continuare a restare minoranza in Rifondazione Comunista. Vorrei ricordarti che dal congresso di Chianciano facciamo parte della maggioranza. Ma non voglio sfuggire alla domanda. Capisco quello che vuoi dire (come te lo dicono molti compagni nei territori): quelli di Essere Comunisti sono un pò dei “sorvegliati speciali”. Questo è vero, lo abbiamo visto in Lombardia dove pur di non eleggere un segretario regionale di Essere Comunisti hanno mandato prima un compagno della Toscana, poi uno dell’Emilia Romagna. Lo abbiamo visto a Roma dove un compagno di Essere comunisti è stato costretto a dimettersi non perché ve ne era uno migliore.
Infatti, dopo le sue dimissioni, è stato nominato un commissario. Lo vediamo in questi giorni in Sicilia dove, a pochi mesi da un congresso, si sta cercando di cambiare un ottimo segretario regionale come Luca Cangemi. Sono episodi – potrei aggiungerne molti altri – negativi, che nuociono all’unità del Partito. Li abbiamo contrastati e, se dovessero tornare a verificarsi, li contrasteremo ancora. Alla radice di questi fatti penso vi siano due motivazioni. La prima riguarda una condizione che ci viene trasmessa dagli anni passati: la scelta introdotta con il congresso di Venezia che chi vinceva “prendeva tutto” e che la gestione era appannaggio esclusivo della maggioranza, ha militarizzato lo scontro interno, trasformando le aree in componenti non solo rigidamente organizzate, ma anche incomunicanti. Il passaggio è stato devastante poiché ha fatto via via prevalere il concetto, nel clima di perenne scontro interno, che è meglio piazzare uno dei “tuoi” anche se, per il ruolo a cui viene proposto, è meno capace di quello di un’altra area. La seconda motivazione è stata che – dopo Chianciano – non si è voluto tenere unita la mozione uno. Questa proposta venne avanzata ripetutamente dall’area Essere Comunisti, ma non è mai stata accolta. Molto probabilmente quei compagni e quelle compagne della mozione uno che già prima del congresso di Chianciano non volevano fare un documento unico con Essere Comunisti (e che se avessero prevalso avrebbero determinato la sconfitta al congresso), sono riusciti ad impedirlo.
Questo (la divisione della mozione uno) ha contribuito a mantenere alta la tensione. Detto questo io non penso che da una difficile situazione interna si debbano trarre delle conclusioni di collocazione politica, sarebbe un errore madornale!
Parli del congresso di Chianciano. Ti assicuro che c’è una cosa che non ho mai pensato in quel congresso: fare il segretario. Alla fine di questo post metto il link del mio intervento. Nel caso non lo avessi sentito, ti prego di leggerlo. Il lavoro che abbiamo svolto, fino all’ultimo, come area Essere Comunisti, è stato quello di cercare di impedire una rottura verticale delle due mozioni principali. Purtroppo non ci siamo riusciti. Il mio appello “Paolo e Nichi, parlatevi” è caduto nel vuoto. Forse potevamo insistere di più, evitare in ogni caso che il congresso si chiudesse con una rottura lacerante e lavorare perché si rimanesse uniti almeno fino alle elezioni europee.
Sono convinto che se avessimo fatto questo e se Rifondazione Comunista con il suo simbolo avesse superato lo sbarramento del 4 per cento alle europee (cosa assolutamente possibile), quindi più della Sinistra Arcobaleno, nessuno avrebbe potuto proporre un suo scioglimento e le cose avrebbero potuto prendere una piega completamente diversa.
Comunque è acqua passata e occorre guardare avanti. Io non penso affatto, come tu dici, che il problema della Fds sia quella di assomigliare alla Sinistra Arcobaleno. Il problema principale della Fds, a ormai due anni dalla sua nascita, è quello di non essere riuscita a costituirsi come soggetto politico. E siccome anche i partiti e i movimenti che la compongono non godono di ottima salute, abbiamo un grosso problema di rappresentazione e, quindi, anche di credibilità, di capacità attrattiva! Dalle tue parole mi pare che traspaia la considerazione che la Federazione della Sinistra sarebbe “troppo poco comunista”. E’ una critica che sento farmi anche in riunioni di partito. Non lo penso affatto. Il nostro simbolo è inequivocabilmente quello dei comunisti e, tutte le volte che parlano di noi, dicono Prc-Pdci, altro che Sinistra Arcobaleno, semmai quello che appare è proprio l’unità tra Prc e Pdci!
Ed ecco che arrivo all’ultimo punto che tu mi poni e che mi consente di completare la mia riflessione sull’unità dei comunisti. Tu dici: in questa situazione perché non prendere in considerazione la scelta che hanno fatto i compagni dell’Ernesto (alcuni, non tutti per la verità, come abbiamo sentito anche nella riunione di Milano) ed entrare anche noi nel Pdci?
Caro Andrea, credo che sarebbe l’errore più grave che potremmo commettere! Ma veramente pensiamo che facendo altre scissioni potremmo anche solo minimamente risultare credibili e quindi attrattivi, soprattutto per i lavoratori? Ma veramente pensiamo che la “cosa” che ci manca per ricostruire una forza comunista degna di questo nome sia quella di rompere Rifondazione e, in nome di una presunta “ortodossia”, confluire nel più piccolo dei due partiti comunisti della Fds? E chi sarebbe il depositario di questa ortodossia? Il gruppo dirigente del Pdci che, seppure con un’altra impostazione politico culturale, ha fatto – per rimanere soltanto agli ultimi anni – i medesimi errori del gruppo dirigente del Prc (sostegno acritico del Governo Prodi e sostegno della Sinistra Arcobaleno)? In più, e credo di poterlo dire a ragion veduta, il Prc sarà pure un partito incasinato e, negli ultimi anni anche pesantemente indebolito, ma esiste. E’ presente ovunque, è dotato di sedi, circoli, oltre quarantamila iscritti. Siamo presenti in tantissime lotte e vertenze.
Si tratta di un patrimonio prezioso, senza il quale in Italia non si ricostruisce nessuna forza comunista. Autosufficienti dunque? Nemmeno per sogno! Mantenere tutto com’è? Assolutamente no! Continuo a ritenere che la strada giusta sia quella articolata su tre livelli.
Il primo obiettivo è quello di ricostruire in Italia una sinistra di alternativa minimamente credibile e quindi capace di intercettare un consenso elettorale tale da essere considerata una forza non minoritaria del panorama politico italiano. Da questo punto di vista rientrare in Parlamento è un fatto molto importante. Considero la Federazione della Sinistra il primo embrione di questa sinistra di alternativa. Bisogna andare avanti su questa strada, con tenacia.
Certo, aver votato un portavoce non condiviso non aiuta certamente ad andare nella giusta direzione, ma occore guardare avanti e riprendere la costruzione della Fds sui territori. Assieme a questo – ed ecco il secondo obiettivo – come abbiamo fatto in questi ultimi mesi (dovevamo semmai partire prima!), sfidare sempre Sel sul terreno dell’unità.
Vedremo come andranno queste elezioni amministrative. Se lo scarto fra risultato di Sel e della Fds non fosse quello che ci dicono quotidianamente i sondaggi, ma, come io penso, inferiore, potrebbero aprirsi degli scenari nuovi e interessanti. Anche perché Nichi Vendola dovrà fare i conti con uno scenario molto diverso da quello previsto: elezioni politiche non imminenti e primarie sempre più incerte.
Infine, terzo obiettivo, nell’ambito della costruzione di una Federazione della Sinistra che si struttura e che lavora per allargarsi ad altri soggetti, attraverso un percorso condiviso e concordato, unità tra Prc e Pdci.
Quest’ultimo obiettivo, che è cosa ben diversa dall’unità dei comunisti, come ben sai, non è facile da conseguire. Vi sono resistenze in Rifondazione, alcune giustificate, altre no. Vanno battute, non perché io ritenga che l’unificazione tra Prc e Pdci sia la panacea di tutti i mali, ma perché due soggetti politici così piccoli che operano entrambi nella stessa Federazione e si presentano sempre assieme alle elezioni, la logica, prima della politica, dice che vanno uniti. Questo obiettivo negli ultimi due anni aveva fatto notevoli passi avanti. Purtroppo la scissione dell’Ernesto, sostenuta nei fatti dal gruppo dirigente del Pdci, ha complicato un po’ le cose (dalle mie parti si dice: “ la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”), ma anche su questo dobbiamo continuare a lavorarci.
Caro Andrea, mi rendo conto solo adesso che – nonostante la premessa iniziale – mi sono un po’ dilungato. Spero di averti risposto e anche di aver posto elementi di discussione per le compagne e i compagni che frequentano il blog.
Un carissimo saluto.
Intervento di Claudio Grassi al VII Congresso nazionale del PRC
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Visto che tutti qui’ parlano di sondaggi mi permetto allora di farvi una domanda.
E’ un modo per capire come la pensiamo.
Allora l’idea dell’alleanza dei 2 cerchi sembra essersi persa,cosi’ come il Fronte Democratico di Ferrero(a dir la verita’ anche la Santa Alleanza sembra un ricordo).
Cosa rimane ora sullo scenario nazionale?
A Treviso(ma anche ltre realta’)il csx,in particolar modo il Pd, aveva posto come condizione per accettare il Prc in coalizione la non presentazione del simbolo “Falce e Martello”,il Pdci ha accettato e hanno fatto una civica con altri,il Prc ha scelto di non rinunciare al simbolo e andra’ da solo.
Scelta di dignita’ e di coerenza certamente ma sara’ una catostrofe.
Se dovesse accadere una cosa del genere anche alle politiche cosa dovremo fare?
Se come Prc-FdS dovessimo trovarci di fronte ad imposizione del Pd che ci costringe a rinunciare al simbolo,cosa dovremo fare?
Repubblica e Tg3 diffondono sondaggi specificando che il csx e’ da considerarsi senza i comunisti e la federazione della sinistra.
Quando c’e’ ne accorgeremo sara’ troppo tardi!
Facciamo una scommessa?
Il Pcl di Ferrando prendera’ piu’ voti del Prc alle provinciali a Treviso?
Mie previsioni su Treviso
Prc tra lo 0,8/1,3%
Pcl tra lo 0,4/0,9%
Pd 29,9%
Idv 10,7%
Sel 7,4%
FdS 3,1%
Verdi 1,2%
Udc 3,2%
Fli 2,4%
Api 0,9%
Pdl 24,6%
Lega 10,2%
La Destra 1,4%
M5S 3,8%
Altri 1,2%
Questo e’ un Digis su Genova
Una chicca ….
Primo Turno Napoli
Forchetta
+ / – 5%
Gianni Lettieri
28,0%
33,0%
Mario Morcone
26,0%
31,0%
Luigi De Magistris
12,0%
17,0%
Raimondo Pasquino
10,0%
15,0%
Clemente Mastella
1,0%
4,0%
Roberto Fico
1,0%
4,0
Giuseppe Marziale
0,5%
1,0%
ci sono anche altri candidati ma non ho preso appunti ….
Pongo una domanda a Grassi a cui spero ci sia risposta.
mi sembra di avere percepito che tu non sei stato cosi’ favorevole alla querelle Ferrero-Fazio.
Ora dopo la replica di Fazio c’e’ stata la contro-replica di Ferrero,quello che mi ha stupito e nettamente contrariato sono i commenti che leggo sul profilo FB di Ferrero.
Culturalmente sono in antitesi .. tu?
Ora siamo a posto Fazio a detto che il PRC esiste ma via facciamo ridere…
ROMA – Fiducia in Berlusconi e nel governo in calo verticale e ai minimi storici, centrosinistra in lievissimo vantaggio (0,5%) sul centrodestra nelle intenzioni di voto. Il sondaggio Ipr di aprile rivela uno scenario in forte movimento in cui l’esecutivo e i partiti che lo sostengono (anche la Lega) appaiono decisamente sotto pressione soprattutto a causa delle vicende (Libia, gestione dei rifugiati tunisini, giustizia) al centro della battaglia politica nelle ultime settimane.
Berlusconi. Il premier riscuote appena il 31% di fiducia: su 100 intervistati, dunque, meno di un terzo sono “molto o abbastanza” fiduciosi nell’operato del presidente del Consiglio, mentre il 58% esprime “poca o nessuna” fiducia nei suoi confronti e l’11% del campione risulta non avere un’opinione. Il calo, per Berlusconi, è di due punti rispetto al mese scorso, mentre la quota dei “negativi” sale del 3%. Come si diceva, si tratta, per il Cavaliere, del minimo storico in una discesa praticamente costante che, ormai, va avanti da più di due anni. Il crollo è di 9 punti rispetto all’inizio dell’anno, di 17 rispetto al gennaio 2010, di 25 rispetto allo stesso mese del 2009. Il premier ha perso la
metà esatta di “fiduciosi” sul punto più alto raggiunto nei sondaggi Ipr: il 62% registrato nell’ottobre del 2008.
Governo. Non si arresta neppure il calo di fiducia nel governo. Ormai siamo al 23% (-3% rispetto a marzo) di intervistati che affermano di avere “molta o abbastanza” fiducia nell’esecutivo, I “negativi” hanno raggiunto quota 62% (+2%)e gli incerti aumentano di un punto al 15%. Anche per il governo, sono impressionanti le tappe della caduta che, però, è cominciata prima rispetto a quella del premier: il punto di maggiore fiducia è il 55% del giugno 2008. A gennaio del 2009, i giudizi positivi erano già scesi al 46%, un anno dopo il governo tocca quota 40% e, all’inizio del 2011, siamo al 26%. Quota 23% è un livello dal quale, ormai, è quasi più difficile scendere che salire.
I ministri. E, per la prima volta, anche i singoli ministri fanno segnare un fragoroso crollo. Soprattutto quelli coinvolti nelle vicende più recenti. Angelino Alfano (Giustizia), perde 3 punti anche se “guadagna” (in discesa) la testa della graduatoria con il 57% di intervistati che esprimono su di lui “molta o abbastanza” fiducia. Per la prima volta nessun ministro tocca quota 60% e il titolare degli Interni, Roberto Maroni (molto esposto nella gestione dei rifugiati) perde addirittura il 6 punti a quota 56%. Anche Umberto Bossi (Riforme), che ha sempre navigato intorno al 50%, perde 3 punti e scende al 47%, Colpiti e “affondati” anche Ignazio La Russa (Difesa) che cala a quota 30% e lascia sul terreno ben 5 punti (un anno fa aveva raggiunto il 54%) e Franco Frattini (Esteri) orami al 20% (2 soli “fiduciosi” ogni dieci intervistati) e ci rimette 4 punti. Cali minori e, quindi, più “fisiologici” per Calderoli, Gelmini, Brambilla e Fitto tutti penalizzati di due punti. Manco a dirlo, non c’è neppure un ministro che guadagni qualcosa.
Intenzioni di voto. Si muovono anche le intenzioni di voto. In uno scenario, però, che fa registrare ancora un 40/42% di indecisi. E, per la prima volta, il centrosinistra raggiunge e supera di pochissimo il centrodestra. Un’ipotetica coalizione con Pd, Sel, Idv, Psi, Verdi e radicali raggiungerebbe il 41,5 (0,3% in più rispetto a marzo) mentre il centrodestra (Pdl, Lega e altri) scenderebbe al 41% perdendo l’1,2%. Il Terzo Polo sarebbe sostanzialmente fermo (dal 13,4% al 13,5%). Il movimento 5 Stelle (grillini) sarebbe al 2% e Rifondazione-Pdci arriverebbero all’1%. Tra i singoli partiti, si registra il calo (dal 29% al 28%) del Pdl il cui trend appare decisamente negativo e anche la Lega Nord perde un mezzo punto pieno (dall’11,5% all’11%). Nel centrosinistra, bene il Pd (dal 26,5% al 27%), stabile (al 7,2% il Sel) e in calo (dal 5% al 4,3%) l’Idv. Nel Terzo polo si registra un piccolo travaso dall’Udc (dal 7% al 6,8%) a Futuro e Libertà (dal 4% al 4,2%). Gli spostamenti non sono numericamente molto significativi, ma esprimono un “sentiment” dell’elettorato che appare in movimento e, certamente, non a favore dei partiti di governo.
Secondo voi chi detta la linea al Pd?
E chi la rende nota?
Repubblica e Tg3 diffondono sondaggi specificando che il csx e’ da considerarsi senza i comunisti e la federazione della sinistra.
Quando c’e’ ne accorgeremo sara’ troppo tardi!
A Perugia pienone per Vendola. Da anni non si vedeva tanta gente.
Perchè tutto questo, tanto calore, tanto entusisamo è per il PRC una cosa verso cui restare indifferenti o peggio storcere il naso?. Ma davvero la difesa della linea di Chianciano deve obbligare a non valutare positivamente lo smottamento che sta creando Nichi a sinistra?
Qualcuno mi dirà che occorre fare altro, giusto. Ma fino a quando non si determinano entusiasmi e situazioni altrettanto partecipate con un’altra linea tutto diventa sterile analisi…e facile critica.
bye
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=20866
Costa d’Avorio: dove sono i difensori dei “diritti umani”?
di l’Ernesto online
L’operazione militare, condotta dalle forze speciali francesi e dalle milizie di Alassane Ouattara – l’ex funzionario del FMI garante degli interessi di Parigi che la “comunità internazionale” delle potenze imperialiste ha proclamato presidente della Costa d’Avorio – e che ha portato alla resa del presidente uscente Laurent Gbagbo, è stata costellata da massacri di massa, di fronte ai quali la Corte Penale Internazionale, così solerte in altre occasioni, è rimasta sorprendentemente in silenzio. E in silenzio sono restati anche gli strumenti di comunicazione occidentali, impegnati a puntare i riflettori sui presunti crimini di Gheddafi che giustificherebbero l’uranio impoverito della NATO che sta devastando il suolo libico e i missili che stanno seminando la morte tra i civili.
Nei giorni scorsi, l’organizzazione “Human Right Watch” ha rivelato il massacro di diverse centinaia di appartenenti all’etnia Guere, favorevole a Gbagbo, nella regione di Douékoué tra il 6 e il 30 marzo, in particolare a Bloléquin, nei giorni in cui è stata scatenata l’offensiva armata delle milizie di Ouattara appoggiate dall’esercito francese. I villaggi nativi di Gbagbo e dei principali esponenti del suo governo sono stati devastati e incendiati dai ribelli, che si sono abbandonati a violenze inaudite di ogni tipo.
Anche il palazzo presidenziale, dopo la sua conquista e l’arresto di Gbagbo, è stato teatro di barbare atrocità. Mentre un centinaio di collaboratori dell’ex presidente venivano sequestrati dai ribelli, il ministro dell’interno Désiré Trago e diversi altri esponenti del governo ivoriano, comprese alcune donne, dopo avere subito brutali maltrattamenti dai miliziani di Ouattara, sono stati assassinati o gravemente feriti. Secondo l’organizzazione umanitaria “African Survivors International” (http://survivorsnetworks.blogspot.com/2011/04/ivory-coast-former-first-lady-captured.html), Simone Gbagbo, moglie del presidente avrebbe subito uno stupro collettivo da parte delle soldataglie di Ouattara. Di fronte a questo misfatto, i militari francesi si sono limitati a dire di non avervi preso parte. Detto in altri termini, di aver lasciato fare.
Nello stesso tempo ad Abidjan, in particolare nei quartieri Yapougon e Koumassi decine di sostenitori di Gbagbo venivano giustiziati sommariamente. I soldati di Ouattarà si sono accaniti in particolare con appartenenti all’etnia bété, la stessa del capo dello stato deposto.
Sorge spontanea una domanda. Perché in questo caso, i tanti solerti difensori dei “diritti umani” sostenitori delle “guerre umanitarie”, non hanno avuto niente da dire?
OdG: Comitato politico federale del PDCI di Roma
Il comitato politico federale del PDCI di Roma nella riunione del 7 aprile 2011,
ritenuta
la gravità della situazione politica caratterizzata da un’ampia offensiva reazionaria capitalistica ai diritti dei lavoratori, alla dignità delle loro condizioni di vita e alla loro stessa possibilità di riscatto, alla Costituzione repubblicana in tutti i suoi principi fondamentali, alla pace come alla libertà di stampa fino alla divisione dei poteri costituzionali,
valutata
la necessità dello sviluppo di una lotta comune a tutti i partiti, i sindacati, i movimenti politici più avanzati che si pongono contro il progressivo imbarbarimento del paese,
ritenuto altresì
che tale fase politica metta in prima linea anche la questione dell’unità politica del partito delle classi lavoratrici, alla luce dell’esperienza maturata in questi anni di lotte e di gravi sconfitte, che palesano ormai come la duplicità, o molteplicità, di direzione politica complica l’ulteriore sviluppo ed il rafforzamento della lotta comune delle classi lavoratrici in Italia.
Che sia pertanto necessario ribadire la linea della ricostruzione della sinistra e dell’unità dei comunisti uscita e declinata dal Congresso nazionale di Salsomaggiore nel 2008. Una linea che deve essere praticata facendo ogni sforzo positivo e possibile per l’avvio concreto del processo di unificazione del PDCI e del PRC e per il rafforzamento della Federazione della Sinistra, quale strumento di una più ampia convergenza della sinistra di classe.
Chiede alla Direzione Nazionale
Che si concordino con il PRC i tempi del prossimo congresso nazionale, al fine di celebrare i due congressi nello stesso periodo.
Di proporre che i due congressi si svolgano sulla base di tesi che contengano un dispositivo comune sulla Federazione della Sinistra e sul processo di unificazione dei due partiti.
Impegna
1) I propri membri e le proprie strutture al perseguimento di questi elementari ma strategici obiettivi con l’intensificazione dell’iniziativa politica unitaria nei luoghi di lavoro, nei territori, nella città.
2) A rafforzare il Partito assieme agli organismi centrali e periferici della Fds romana a partire dal sostegno alle iniziative decise per i prossimi mesi: ”La tenda per liberare Roma”, la Convenzione sulla Città che si svolgerà nel mese di maggio e dà mandato alla segreteria di avviare e concludere il confronto per la realizzazione della festa cittadina della FDS.
3) Tutte le sue organizzazioni a fare il massimo sforzo per verificare la costruzione del corteo del 25 Aprile, dello sciopero generale del 6 maggio e per l’affermazione dei Referendum per l’acqua e i servizi pubblici, contro il legittimo impedimento, contro il nucleare.
Approvato all’unanimità.
http://www.youtube.com/watch?v=vZ-lxEl_8Ms
…. che figura di merda ha fatto tutto il Prc!!
tutto fatto partire per la battuta con la Carra’!
Concordo …. Rifondazione c’e'(molto male) ma l’ironia no!!!
anonimo non so chi tu sia,cosa faccia nella vita…ma di sicuro sei un gran frustrato…guarda che i tuoi padroni al massimo ti daranno una piccola cuccia e forse un osso da rosicchiare nulla più….la zuppa è finita….quindi è inutile che ti sbracci qui per fargli vedere che esisti.guarda non so se fai più pena o repulsione.Ciao schiavetto.
Caro vile anonimo, non voglio avere il senso dell’ironia, come ha sentenziato il tuo amico televiso,servetto del potere. Comodo e facile cavarsela con la battuta stupida, a posteriori, della mancanza dell’ironia.
Il fatto vero è che il regime del pensiero unico non sopporta il pensiero critico, come non lo sopporta quell’altro tuo amico di Arcore- che tu sicuramente giurerai di detestare- e a furia di occultare ed oscurare, i fessacchiotti come te e Fazio si convincono davvero che la storia si è fermata una volta per sempre.
Ovviamente a te non sfiora minimamente il dubbio che l’oscuramento dei comunisti in Italia faccia parte di un disegno strategico più complessivo che mira a comprimere le libertà e la democrazia nell’Italietta del bunga bunga, della corruzione,dell’illegalità elevata a sistema. Tipico dei regimi al crepuscolo,e perciò stesso pericolosi.
Il senso dell’umorismo è figlio del senso della realtà. Chi è sprovvisto del primo lo è spesso anche del secondo. Ci vuole davvero un ego ferito ed ipertrofico per non capire che Rifondazione viene ignorata non perché “dà fastidio”, ma perché totalmente inoffensiva. Prendersela con Fazio, ovvero un presentatore tv, è come abbiare alla luna.
Riflessioni di Vito Nocera sulla “provocazione” di Alberto Asor Rosa
Cerchiamo di capire meglio cosa sta all’origine della provocazione, da lui stesso così definita, che ha fatto Asor Rosa invocando un intervento dall’alto ( compresi polizia e carabinieri ) per mettere fine al governo Berlusconi e ristabilire libero gioco alle regole democratiche. E magari vediamo anche di provare a tirare fuori , da quel paradosso, una qualche idea sul da farsi concreto in queste ore, affinchè – come ancora Asor Rosa stesso ha ragionato ( rispondendo nell’intervista ad un quotidiano ) – pur non condividendo la risposta non scivoli via anche la domanda . La strumentalizzazione che di tale provocazione ha fatto Ferrara era, a ben vedere, inevitabile perché l’idea avanzata da Asor Rosa effettivamente sta a metà strada tra l’auspicio di una alleanza unitaria e vasta e l’ipotesi, più che di un golpe, di una sorta di rivoluzione sul modello egiziano guidata in sostanza dalle forze armate. Da quest’ultimo modello alla semplificazione del golpe la strada è breve, anche se per nulla obbligata, e un uomo svelto come Giuliano Ferrara l’ha percorsa con astuta rapidità. Per questo, fossi in Norma Rangeri, non perderei troppo tempo a trattarne. Penso che, appunto, più che il golpe, Asor Rosa abbia scritto avendo in mente lo schema dell’iniziativa delle forze armate, schema che, in fondo, ha visto numerose repliche nel tempo ( non solo le esperienze nordafricane di queste settimane ma anche la rivoluzione dei garofani in Portogallo e perfino l’ascesa al potere di Gheddafi in Libia ebbero queste caratteristiche ). Questo schema, chiarito che non lo si può certo demonizzare, io credo che per un Paese come il nostro non sia adeguato. E’ vero, la condizione di fibrillazione democratica, i conflitti tra i diversi poteri dello stato, le caratteristiche stesse del gruppo di potere che governa, e perfino certi caratteri della spinta della pubblica opinione, portano riconoscibili i segni di una crisi organica di sistema per tanti aspetti simile alle crisi delle democrazie più deboli o di più rozza strutturazione. Tuttavia il nostro è un grande e importante Paese ( nonostante l’uso e l’immagine che ne sta facendo e dando Berlusconi ), possiede una democrazia istituzionale strutturata ( comuni, regioni, province ), nonostante la crisi, e le sofferenze anche gravi di strati ampi di popolazione, è dotato di un sistema produttivo articolato e solido e di un movimento sindacale significativo. E qui si esprimono, oltre a punte di maggiore semplificazione giustizialista e populista anche a sinistra, movimenti dotati di freschezza la cui radicalità appare, per fortuna, lontana da eccessi e da fondamentalismi totalizzanti. Uno stato di eccezione dunque non sarebbe compatibile non solo per una astratta coerenza con i principi costituzionali ( forse questo sarebbe un aspetto secondario ,visto che la reazione cui Asor Rosa pensa è proprio alla lacerazione irreversibile di quei principi che egli ritiene ormai compiuta) ma proprio per la concreta costituzione materiale dell’Italia che, per quanto tanto influenzata dalle ideologie di lega e centro destra, resta un Paese vivo, aperto, con ancora tante risorse e riserve di democrazia. Vediamo allora in che modo si può, più utilmente ,raccogliere il meglio della provocazione di Asor Rosa. Penso che, in realtà, lo stesso Asor lo indichi se si esplora più in filigrana il suo ragionamento. Al cronista di Liberazione che gli descriveva l’anomalia italiana come derivante dalla condivisione di responsabilità tra i due poli Asor Rosa ha così testualmente replicato: “Questo non può essere oggetto della nostra conversazione, non è accettabile. Se dobbiamo concludere che la situazione attuale è il frutto anche degli errori innumerevoli della sinistra riformista chiuderemmo rapidamente il discorso. Il problema oggi è impedire che si chiuda la fase della democrazia che, bene o male, caratterizza l’Italia dalla liberazione in poi”. Qui dunque si comprende meglio che ciò a cui egli pensa è il contrario di un sommovimento minoritario di estremismo un po’ giustizialista, la cui linea di frattura passi attraverso la polemica con una parte della sinistra e che si appoggi alla spinta di quella parte di opinione pubblica più tendente alla semplificazione. Probabilmente ciò a cui intende nuovamente alludere Asor Rosa ( ne aveva già scritto con chiarezza alcuni mesi fa ) è, al contrario, alla necessità di costruire uno schieramento largo, larghissimo, di cui oltre alle realtà politiche, tutte, che si oppongono al governo facciano parte altri plessi della società italiana, compresi quei corpi democratici rappresentati dalle diverse polizie. Messa così è chiaro che la provocazione di Asor Rosa diventa ben altro da un golpe e non è neppure La stessa cosa delle rivoluzioni dall’alto tipiche delle democrazie meno solide e moderne. Siamo dunque al punto. La inamovibilità del governo attuale sembra determinata non solo dalle sue caratteristiche corruttive e di egemonia sociale anche, ma in larga , larghissima, parte anche dalla immaturità delle forze, tutte, politiche e sociali che ne dovrebbero rappresentare l’alternativa. Ognuno, infatti, se ci si riflette, sta lì a precisare la sua linea, il suo paletto, a far la guerra a questo o quello a mettere punti di discrimine o quant’altro. E invece Asor Rosa, con la sua provocazione ( a costo di eccitare Ferrara ) invita tutti a scendere dal ramo e a mettere seriamente in campo una proposta politica e sociale di transizione. Qui il suo riferimento ai corpi militari, agli stessi ruoli di figure interne allo Stato tipo il Presidente della Repubblica, diventa più qualcosa di simile alla “ egemonia” di gramsciana memoria che l’ipotesi di un golpe. Insomma penso Asor Rosa Abbia voluto dire mettiamo insieme rapidi le forze, quelle che possono davvero pesare nelle istituzioni e negli apparati ( Gramsci parlò di Stato ,allargato riferendosi a magistratura, scuola, forze armate etc. come di un soggetto indispensabile per la trasformazione sociale ) e proviamo a dare una spallata decisiva al governo e a ripristinare le regole democratiche essenziali. E non importa se si dà a Ferrara qualche argomento per le sue trasmissioni a pagamento. E’, in fondo, a noi, alle sinistre, al campo democratico, che Asor Rosa ha cercato di parlare. E, attraverso queste forze, anche al Paese, all’opinione pubblica e ai movimenti ( spesso così radicali ma anche così gelosi ognuno delle proprie specifiche battaglie e purezze ), ai quali la proposta offre un obiettivo di grande radicalità, cacciare Berlusconi e il suo governo con una prova di forza straordinaria, ma proponendo loro la necessità, per realizzare ciò, di una alleanza veramente vasta, la più vasta possibile che arrivi fino ad influenzare ( con l’arma politica dell’egemonia, altrimenti come? ) polizia e carabinieri e gli altri poteri dello Stato. Sarebbe , a veder bene, l’esatta fotografia per un Paese come il nostro dove, per la sua stessa collocazione geografica e politica, non sono auspicabili rivolte sul modello nordafricano né sembrano ancora possibili autentiche alternanze all’europea. Una linea più simile, in sostanza, a ciò che seppero realizzare nel dopoguerra i protagonisti virtuosi del compromesso costituzionale. In fondo dietro l’apparente disperazione in Asor Rosa c’è ancora una riserva forte di fiducia nella politica e nella società italiane. Forse troppa visto le reazioni, anche a sinistra, alla sua audace e intelligente provocazione.
Alle elezioni comunali di Cagliari
VOTA GIANNI FRESU
«Perché ho deciso di candidarmi alle comunali e dare il mio contributo all’elezione a sindaco di Massimo Zedda.» ► Dopo tanti anni di militanza politica – dal 1991 sono nel Partito della rifondazione comunista e dedico parte consistente del mio tempo all’…impegno politico, sociale e culturale – ho deciso di candidarmi per le elezioni comunali di Cagliari. Fino ad oggi ho preferito lavorare all’iniziativa politica della sinistra senza però confrontarmi seriamente mai con il momento elettorale. La scelta di impegnarmi, questa volta in prima persona, è data dalla volontà di fornire un mio contributo all’elezione di Massimo Zedda aSindaco di Cagliari e alla lista della Federazione della Sinistra per il Consiglio comunale. Da troppo tempo Cagliari è una Città a uso e consumo esclusivo di poche famiglie che di generazione in generazione si trasmettono oligarchicamente ruolo, funzioni e privilegi connessi all’esserne la classe dirigente. Occorre un cambio di passo, di regime oserei dire, mettere al centro dell’agenda politica comunale le grandi questioni del lavoro, del disagio sociale, della marginalità nella quale è costretta la stragrande maggioranza dei cagliaritani. Non essere inseriti nelle ramificate trame del consenso di chi governa equivale spesso all’invisibilità sociale, ad un ruolo di cittadini di serie B, cui è preclusa la possibilità di accedere alle grandi opportunità che questa città offrirebbe. Cagliari è un centro stupendo, con un immenso patrimonio culturale, artistico, ambientale troppo spesso sacrificato sull’altare degli interessi economici dei pochi soliti noti. L’ambiente naturale, le risorse storico-archeologiche sono sovente intese come impaccio che impedisce un’immediata monetizzazione economica, “meglio coprirle con una bella colata di cemento prima che qualche vincolo normativo anteponga l’interesse collettivo al profitto di pochi”. Per quanto possa apparire grottesco, questo è in sintesi il ragionamento che ha guidato l’idea malsana di sviluppo fin qui perseguita. In realtà si tratta di una concezione miope, egoista, di corto respiro. Mortificare questo patrimonio significa depauperarlo anche economicamente. L’idea di una sua valorizzazione rispettosa e conservativa, sebbene faccia orrore a chi ha in testa solo il suo profitto individuale, è la strada da percorrere per rendere questo bene pubblico socialmente proficuo, anche sul piano economico produttivo. Recuperare e rendere pienamente fruibile, abitabile, il centro storico, piuttosto che continuare a costruire orrendi quartieri dormitorio o eleganti residence recintati per le classi dirigenti. Combattere la speculazione, che spinge a tenere vuote tantissime case per non deprimere il mercato immobiliare, punire severamente abusivismo e affitti in nero, sono concrete possibilità da percorrere. Possiamo restituire democraticamente le chiavi della Città ai suoi veri protagonisti, strappandole di mano a costruttori e speculatori di ogni risma, rendenderla al contempo più bella, vivibile e accessibile per tutti, siano essi residenti storici,immigrati, lavoratori pendolari, studenti fuori sede, turisti. Cagliari è rappresentata da sempre come salottino buono di una borghesia conservatrice e bigotta, in realtà esiste anche una Cagliari popolare viva e orgogliosa delle sue radici, purtroppo negli ultimi anni occupata militarmente dalla logica perversa del clientelismo che sfrutta il disagio e la miseria a fini elettorali. Ma non basa pagare una bolletta per dare cittadinanza a quella parte della città fino ad oggi volutamente mantenuta nella sua subalternità, occorre farla irrompere nel governo reale delle scelte. Ci sono le condizioni concrete per imprimere una svolta epocale nella storia della Città, occorre impegnarsi allo spasimo per darle un’altra possibilità, sapendo sin dall’inizio che gli interessi a cui ci si contrappone sono fortissimi e determinati a non farsi ridimensionare. Per tutte queste ragioni ho deciso di candidarmi e contribuire nel mio piccolo a una battaglia che è insieme politica nel senso più alto del termine, vale a dire, economico, sociale e culturale.
Gianni Fresu
/uploads/2011/04/sinistra-per-bologna.jpg
Se Bertinotti si fosse permesso di proporre questo simbolo Grassi,Pegolo e compagnia lo avrebbero scannato … ora invece tutto e’ concesso!
Chiunque puo’ rendersi conto http://www.piovonopietre.it/?p=780 che stai esagerando. Si tratta del simbolo della FDS con l’aggiunta della scritta SINISTRA PER BOLOGNA. A me sembra un buon simbolo ed anche una buona lista. Non ci sono possibilità di paragonarlo a quello di Sel che, tra l’altro, contiene pure, in tutta Italia, il nome di Vendola. Cosa c’entra Vendola a Napoli, Milano, Bologna, ecc.?
ma dai!
E’ indifendibile una cosa del genere!
Tu, naturalmente, se il simbolo fosse stato diverso, avresti sostenuto la FDS. O mi sbaglio?
Avete fatto passare un cambio del simbolo della Fed senza avvertire?
Un simbolo che poi e’ uno scopiazzare quello di Sel!
In effetti si legge SINISTRA nel simbolo ma queste decisioni non si possono conoscere per essere discusse?
NTENZIONI DI VOTI:PARTITI
PD 18.5% (com 2006 28.1%, reg 2010 31.5%, feb 2011 31.5%)
PARTITO SOCIALISTA 3.5% (-)
API 1% (-)
TOTALE AREA PERUGINI: 23% (com 2006 28.1%,reg 2010 19.2%, feb 2011 31,5%)
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 7.5% (com 2006 -,reg 2010 3.8%, feb 2011 4.5%)
ITALIA DEI VALORI 6% (com 2006 2.8%,reg 2010 10%, feb 2011 4.5%)
AUTONOMIA E DIRITTI 3.5% (com 2006 -,reg 2010 7.5%,feb 2011 4%)
COSENZA DOMANI 7% (com 2006 -,reg 2010 -,feb 2011 11%)
ALTRE LISTE PER PAOLINI 5.5% (com 2006 3.4%,reg 2010 1.8%,feb 2011 4.5%)
TOTALE AREA PAOLINI: 29.5% (com 2006 6.2%,reg 2010 23.1%,feb 2011 28.5%)
FEDERAZIONE DELLE SINISTRE 1% (com 2006 3.1%,reg 2010 1.2%,feb 2011 1%)
OBIETTIVO SUD 1% (-)
TOTALE AREA CENTROSINISTRA: 54.5% (com 2006 65.3%,reg 2010 55.4%,feb 2011 61%)
PDL 26% (com 2006 4.5%,reg 2010 29.2%,feb 2011 28%)
UDC 5.5% (com 2006 6.6%,reg 2010 4.7%,feb 2011 6%)
LA DESTRA 0.5% (feb 2011 1.5%)
LISTA SCOPELLITI 3% (reg 2010 7.7%)
ALTRE LISTE PER OCCHIUTO 2.5% (com 2006 1.5%,reg 2010 3%,feb 2011 0.5)
TOTALE AREA OCCHIUTO 37.5% (com 2006 12.6%,reg 2010 44.6%,feb 2011 36%)
ORIZZONTI DEMOCRATICI 0.5% (-)
FUTURO E LIBERTA’ 2.5%(-)
PATTO PER IL SUD 1.5%(-)
ALTRE LISTE PER NUCCI 1%(-)
TOTALE AREA NUCCI 5.5%(-)
M5S 1.5%(-)
DEMOCRAZIA MEDITERRANEA 1%
INTENZIONI DI VOTO:CANDIDATI
MARIO OCCHIUTO 34-38%
ENZO PAOLINI 30-34%
SALVATORE PERUGINI 20-24%
SERGIO NUCCI 3-5%
ALESSANDRA LA VALLE(PRC-PDCI) 2-4%
IVAN PASTORE(M5S) 1-3%
SALVATORE PICHIERRI 0.5-1.5%
INDECISI 27%, NON VOTO 12%
FIDUCIA NELL’OPERATO DEL SINDACO PERUGINI:
MOLTA 2%
ABBASTANZA 21%
POCA 36%
PER NIENTE 34%
TOTALE:FIDUCIA 23% SFIDUCIA 70% NON SO 7%
…. ovviamente sono i dati su Cosenza
Facciamo una scommessa
La FdS a Salerno a tra l’1,3%/1,8% la quoto a 1,45 mentre invece tra l’1,9%/2,4% la quoto a 6,5,mentre invece tra lo 0,7%/1,2% lo darei a 4,8 …
vai alla snai piuttosto che rompere le palle quì
«Noi di Alternativa comunista, l’unica e vera sinistra alle elezioni, a favore dei lavoratori e delle classi disagiate, contri i partiti fotocopia e i loro borghesi». E’ la voce di Valerio Torre, il candidato per la poltrona di sindaco di Salerno,
per il partito Alternativa comunista alle prossime elezioni amministrative per la città di Salerno. Valerio Torre ha inaugurato la sua candidatura nel pomeriggio di ieri e prima di evidenziare i punti salienti del suo programma per Salerno ha voluto ricordare il pacifista Vittorio Arrigoni ucciso a Gaza proprio nella giornata di ieri. «Non si avrà alle urne la soluzione ai problemi di questa città ma con le lotte e il nostro partito è pronto a lottare per difendere e tutelare i diritti dei cittadini – ha proseguito Valerio Torre – De Luca è il candidato del partito delle anime morte, come sua stessa ammissione, il partito della Ferrazzano è un partito fotocopia, rappresenta diversi settori della stessa borghesia, Italia dei valori è quel che resta del partito comunista ma io lo definisco di destra visto che lo rappresenta Di Pietro che ha esternazioni e posizioni, in merito alla vicenda immigrati, molto vicine a quelle espresse dalla Lega Nord. La stessa candidata Masullo di Idv, in un intervista al “manifesto” più di un anno fa, rilasciò un intervista con la stessa ideologia di pensiero di Di Pietro. L’attuale sindaco di Salerno non porta lavoro, come dice, in città e si può costatare dal fatto che anche le tanto conclamate luci d’artista sono state istallate da un’impresa di Pomigliano d’Arco e non da salernitani. Noi proponiamo un piano straordinario per il lavoro e non opere faraoniche che servono solo ai palazzinari e non creano posti di lavoro per i cittadini e i giovani di Salerno». Il candidato sindaco di alternativa comunista ha poi presentato i 24 candidati in lista del partito alle prossime elezioni definendo la lista “rivoluzionaria” ed “anti-integralista”. «Abbiamo deciso di dare continuità, come partito d’alternativa comunista, all’esperienza fatta alle scorse elezioni provinciali, ci presentiamo come l’unica vera alternativa rispetto ai due poli della borghesia ed ai partiti della sinistra governi sta, come la federazione della sinistra, rifondazione comunista, che si alleano con un partito organicamente borghese e di destra come il partito dell’Italia dei valori – ha dichiarato Valerio Torre – il nostro progetto è completamente alternativo rispetto a quello degli altri partiti, sia riguardo al polo borghese con a capo De Luca, sia quello a capo della Ferrazzano, abbiamo al centro del nostro programma un attenzione particolare al problema del lavoro, Salerno vive una situazione di grave difficoltà con indici di disoccupazione altissimi e molto al di sopra della media nazionale, una particolare attenzione la diamo al tema della sanità, al tema dei trasporti, in questi ultimi giorni ci sono notizie gravissime di tagli di corse, tagli di personale ed esuberi, per noi questi sono punti centrali del nostro programma»
Cari Giuseppe prc e Danilo, Vi ringrazio di avermi risposto, e vi dico anche che sono d’accordo con voi; diciamo che il mio commento è stato dovuto ad un attimo di abbattimento, capisco che con l’1’5 non si debba essere felici. Ora sono più sereno. Speriamo con un dibattito franco e con un po’ più di capacità politica dei nostri dirigenti ci si possa trarre fuori da queste sabbie mobili. Anche se può sembrare impossibile, ci sono stati momenti peggiori. Fraternamente
Stamani ho letto tutto il botta e risposta tra i vari compagni, e pur avendo le mie idee, devo dire che senza voler polemizzare con nessuno, mi è venuto da piangere a sentire il livore , la rassegnazione, gli insulti, le polemiche che emergono tra di noi. Spero che meno persone possibile leggano questo blog, perchè altrimenti perderemmo altri voti. Il mio no, voto e farò votare tutti quelli che hanno fiducia in me per il nostro partito, ma non dirò a nessuno di frequentare questi ” dibattiti”.
Bisogna essere ben saldi nelle proprie opinioni per non cambiare idea.
sbagli, questo è l’unico luogo dove almeno si può discutere senza essere censurati. infatti sono in molti che vengono a leggere e dire la loro. è vero che ci sono anche molte cose critiche, ma meglio così che siti o blog pieni di articoli di giornali o di comunicati stampa noiosissimi dove, infatti, nessuno va e nessuno scrive.
Scusa Alessio, ma i compagni dovrebbero pure essere contenti?? Ci hanno portati all’1,5 per cento e uno dovrebbe venire qui e dire che tutto va bene? Invece è utile che emerga anche la rabbia contro un modo di far politica che ci ha portato a non contare più nulla. Io vengo su questo blog tutti i giorni, anche più volte, perchè posso leggere le cose più varie. E posso dire la mia. Non serve nascondere la realtà.
Ma neppure dopo l’avvicinarsi e la disponibilità della Camusso nei confronti della Marcegaglia (a cui affida una proposta sui contratti, non discussa nel direttivo della CGIL nazionale)smuove quella componente?
Poi ci domandiamo come mai la FdS è morta? i nostri campioni oltre essere (Nicolosi) iscritti al PRC sono anche dirigenti della FdS, mamma mia che deriva pur di conservare i posti per i funzionari che fanno riferimento a quell’area dove sono finiti la dignità l’orgoglio?
Candidati
LETTERI (CDX): 33,5%
MASTELLA (UDEUR): 2,0%
PASQUINO (PDN): 10,5%
MORCONE (CSX): 28,5%
DE MAGISTRIS (IDV) : 18,0%
FICO (M5S): 3,0%
Altri: 4,5%
Coalizioni
CENTRODESTRA: 33,5%
UDEUR: 2,0%
POLO DELLA NAZIONE: 11,0%
CENTROSINISTRA : 31,0%
IDV-CIVICHE : 16,0%
MOVIMENTO 5 STELLE: 2,5%
Altri: 4,0%
25 Aprile a Casa Cervi Campegine-Reggio Emilia
Festa della Liberazione
Un ricco programma di eventi, musica e parole all’insegna dell’antifascismo e della lotta per la legalità, promosso da Istituto Cervi, Libera, Comitato 25 e tanti altri.
Don Luigi Ciotti sarà l’ospite d’onore della giornata.
Ai nastri di partenza anche quest’anno la grande festa a Casa Cervi in occasione del 25 aprile. Un appuntamento ormai di caratura nazionale, che l’anno scorso ha visto la partecipazione di quasi 15.000 persone.
Il programma di questo 25 aprile 2011 si è arricchito della partecipazione attiva di Libera – associazioni, nomi, numeri contro le mafie. Tutta la manifestazione infatti sarà dedicata all’ideale passaggio di testimone tra la cultura antifascista e la lotta per la legalità, la “nuova Resistenza” che il Paese sta affrontando.
Ad incarnare questa volontà è il patto di gemellaggio “Radici nel Futuro” siglato da Libera e Istituto Cervi e che nel 25 aprile avrà la sua consacrazione, con l’adesione anche di altri enti, associazioni, cittadini che credono nella continuità storica e civile tra antifascismo e legalità.
La mattina, mentre il pubblico comincia già ad affollare il parco di Casa Cervi, sarà dedicata proprio ad una tavola rotonda sul tema del progetto Radici nel Futuro, a cui parteciperanno tra gli altri Rossella Cantoni (Presidente Cervi), Don Ciotti (Presidente Libera), le rappresentanze delle associazioni aderenti al patto e l’autore e giornalista Loris Mazzetti, che sarà il conduttore del ricco evento pomeridiano.
A partire dalle 14 inizierà il pomeriggio di Casa Cervi, vero cuore della Festa. Dopo il concerto dei Fiati Sprecati e del gruppo francese Le Balluche, che scalderanno il pubblico, salirà in cattedra Loris Mazzetti per un evento di parole e valori liberamente ispirato al successo di “Vieni Via con Me”: si avvicenderanno sul palco voci, esperienze, personalità per brevi elenchi, enunciati, affermazioni che dovranno dare il senso della partecipazione alla Festa del 25 aprile. Dalla memoria della Lotta Partigiana alle lotte contro la mafia di oggi, un susseguirsi di voci e istanze rappresenteranno un crescendo di impegno fino ad arrivare all’orazione di Don Luigi Ciotti, quest’anno ospite d’onore a Casa Cervi.
Tra i numerosi interventi previsti, ritmati dalla narrazione di Loris Mazzetti, Teresa Vergalli, Vasco Errani, Graziano Delrio, Sonia Masini, Maino Marchi, intervallati da uno “stacco” di Antonio Cornacchione.
La chiusura della giornata è al solito affidata alla musica, al concerto di Cisco e le Mondine di Novi.
Per tutta la giornata il Museo Cervi (uno dei luoghi della memoria più frequentati e attivi d’Italia) sarà come sempre aperto per tutti i partecipanti, e ospiterà esposizioni, materiali e filmati di Libera. Per tutti i partecipanti sarà possibile lasciare il proprio segno di partecipazione e adesione, Al solito, tutto il parco di Casa Cervi è in festa con ristorazione popolare, spazi espositivi, presidi delle associazioni e bancarelle per una manifestazione che promette di bissare il successo degli anni scorsi. Quest’anno con qualche contenuto in più.
Durante tutta la giornata saranno attivi dei servizi navetta (dalle ore 10 alle 20)
Segnalo questa interessante e dettagliatissima analisi di Sergio Cararo, direttore di Contropiano
Cosa c’è dietro il sequestro di Vittorio Arrigoni a Gaza. I 3 network dell’islam politico
di Sergio Cararo
radiocittaperta.it del 15/04/2011
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=20859
Ripeto la domanda fino allo sfinimento …
posso sapere perche’ nessuno dei 4 consiglieri comunali uscenti del Prc a Torino e’ ricandidato?
Non sono stati candidati perche’ si voleva fare un po’ di ricambio?
Non si sono voluti candidare ma sostengono comunque il Prc?
Non si sono candidati perche’ sostengono altri partiti?
Si vuole nascondere il fallimeto di un gruppo dirigente?(perche’ se l’intero gruppo consiliare non si ricandida e’ un fallimento!)
Come si puo’ minimamente sperare di ottenere un risultato differente da un fallimento se si parte da questa situazione di rottura/fallimento?
Insomma cazzo ma qualcuno vuole rispondere?
I blog servono a questo!
Caro Claudio,
vedo nel tuo blog tanti interventi che gioiscono dei sondaggi che danno Sel quasi al 10% e la FdS quasi a 0%; che augurano alla FdS e al Prc una buona sparizione; che godono nell’annunciare la fuoriuscita dal Prc di questo o quel compagno per aderire a Sel; e così via.
Mi chiedo: quale danno ne avrebbero questi compagni (?) se anche la FdS avesse nei sondaggi gli stessi risultati di Sel?
Non ne avrebbe vantaggio tutta la sinistra?
Vedo, poi, anche, tanti interventi che chiedono a tutto il gruppo dirigente del Prc che si dimetta, che vada a casa perché ritenuto responsabile della condizione, nella quale il Prc si trova ora.
A parte il fatto che i maggiori responsabili di aver condotto il Prc in questa miserabile condizione (i vincitori del Congresso di Venezia) sono usciti, dopo il Congresso di Chianciano, dal Prc stesso, mi chiedo: con chi lo sostituiremmo? Esistono oggi dei compagni come Togliatti o Berlinguer?
Non sarebbe meglio stare tutti uniti, serrare le fila e discutere nel merito della linea politica da seguire, anziché fare come i polli di Renzo, che si beccavano fra di loro incolpandosi l’un l’altro della scomodissima posizione in cui si trovavano?
Io, poi, sono convinto che abbiamo davanti un muro altissimo, che dobbiamo riuscire ad abbattere: il muro dell’anticomunismo! Siamo al punto che – quali che siano le cause (sulle quali ci sarebbe tanto da dire) – la gente quando ti qualifichi come comunista non ti sta più ad ascoltare nemmeno se dicessi le cose più giuste e condivisibili del mondo!
E’ questa, secondo me, una delle cause principali della nostra quasi inesistente forza di attrazione.
Per il resto, siccome avevo scritto al Segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero – che non mi risponde (forse perché non ha tempo) – su due punti, ti posto qui la lettera che gli ho inviato. Chissà se tu vorrai commentarla?
“Caro Paolo,
su “Liberazione” del 26/03/2011, nell’articolo di Stefano Galieni, ho letto: “Per Ferrero, la costruzione di un solo partito sarebbe la risposta sbagliata ad un problema serio che va risolto rendendo operativa la Federazione”.
Sono ben convinto anch’io che la costruzione di un solo partito di sinistra, ma non comunista, sarebbe una risposta estremamente sbagliata nei confronti delle esigenze delle classi lavoratrici (e di tutta l’umanità), specie ora, mentre ci troviamo nel pieno di una crisi mondiale di tipo strutturale del capitalismo (che i capitalisti cercano di risolvere da sempre con le guerre).
E sono ben d’accordo sul fatto che occorra rendere operativa la FdS, che – non so perché – fino ad ora si è vista ben poco ad operare, lasciando il campo completamente libero a Sel per la propria propaganda populistica e personalistica.
A questo proposito, devo dire che Vendola si propone, forse velleitariamente, di andare al governo dell’Italia e, per questo, attira tante persone di sinistra che vorrebbero cambiare il Paese. Noi, invece, abbiamo sempre detto che non vogliamo andare al governo, cioè vogliamo andare all’opposizione. Chi vuoi che ci voti se non ci proponiamo di governare per cambiare l’Italia?
Avrei preferito, quindi, formulare come FdS (prima ancora come Prc) un programma di governo – sintetizzabile in pochi punti chiari – da proporre a tutta l’Italia e, in primis, a tutte le forze di centro-sinistra per effettivamente cambiare il corso della politica in Italia.
Vogliamo andare al governo per questo!
Se si fosse trovato un accordo, bene: è quanto avremmo voluto!
Se non si fosse trovato (cosa quasi certa), avremmo fatto in quel caso una campagna elettorale di denuncia di chi ne avesse avuta la colpa e del perché, su quali temi (la guerra, la legge 30, ecc.), l’accordo non era stato possibile.
Avremmo, di conseguenza, dovuto ripiegare sulla proposta di una alleanza democratica, stante l’attuale legge elettorale “porcellum”, per cacciare Berlusconi, che è una esigenza molto sentita non solo a sinistra.
Credo che una simile posizione avrebbe esaltato l’autonomia della FdS da tutte le forze politiche e non solo dal Pd.
Altra cosa, invece, è l’intento di superare la diaspora comunista. A parte Berlusconi, che vede i comunisti anche dove non ci sono, i comunisti sono veramente frantumati in tante parti (Prc, Pdci, Pcl, Sinistra critica, eccetera, eccetera oltre a quanti si sono messi alla finestra).
Ora, uno dei due partiti comunisti più forti (si fa per dire), il Pdci, propone da tempo la riunificazione col nostro Partito. Perché il nostro Partito non ha ancora detto di sì? In tal modo si è data la possibilità a “l’Ernesto” ( e allo stesso Pdci) di lanciare l’iniziativa “Ricostruiamo il Partito comunista” e di raccogliere le firme di un paio di migliaia di compagne e compagni, parecchi dei quali non iscritti a nessun Partito.
Temo che diversi di loro non vorranno più iscriversi al Prc (non so se anche al Pdci) fino a che questi nostri due partiti resteranno divisi.
So bene che il Pdci è fortemente criticabile sia per la scissione che fece nel 1998, sia per la partecipazione ad un governo che fece la guerra alla Serbia, sia per altre cose ancora. Ma nemmeno il nostro Partito è esente da critiche, sia per il famigerato Congresso di Venezia, sia per il rifinanziamento della “missione di pace” in Afghanistan (che ci costò l’allontanamento dal Partito di Turigliatto, che si era messo fuori dal Partito in quanto aveva deciso di tenere una posizione personale, ma che nel merito aveva totalmente ragione lui), sia per aver accettato di uscire dalla guerra in Iraq secondo i tempi fissati da Berlusconi e non di uscirne subito, eccetera.
Per cui si può ben dire con Gesù Cristo: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”.
Credo che una riunificazione o una fusione fra il Prc e il Pdci, per cominciare, sarebbe un forte segnale positivo, che invertirebbe la tendenza alla frammentazione e all’abbandono e che potrebbe ridare fiducia nella lotta che i comunisti hanno sempre condotto per superare il capitalismo e costruire una nuova società, una società comunista iniziando dal socialismo.
Perché non ti sento mai pronunciarti in questo senso?
Credo che una tua posizione apertamente favorevole sarebbe di grande aiuto per accelerare un indispensabile processo di riunificazione o di fusione di tutte le comuniste e di tutti i comunisti.
Siccome lo considero come un dente da cavare, prima lo facciamo meglio è.
Su questo argomento, ovviamente, si potrebbero dire molte altre cose.
Così, su altri argomenti (la guerra in Libia, ad esempio).
Mi fermo qui, però, con la speranza che troverai il tempo di rispondermi.
Cari saluti e un forte abbraccio.
Gilberto Volta”
Provo a rispondere sul primo punto.
Perche’ qualcuno gioirebbe del 0% della FdS?
Ti rispondo invertendo la domanda ….
trovi possibile che in Italia ora in questo preciso momento storico ci sia spazio per 2 sinistre “cugine”?
Io penso di no!
io mi auguro che la Fed ottenga un buon risultato.
Un 3/3,5% andrebbe benone!Ma so’ che questo risultato si puo’ ottenere solo con il flop di Sel e quindi caro compagno … mi auguro che Sel floppi!
non c’e’ storia!
O va bene Sel o va bene la Fed!
Se non capisci questo siamo messi molto male!
Un mesetto fa’ da questo blog e dalle pagine di Liberazione,dirigenti militanti e chi ne ha piu’ ne metta alle parole di Vendola “Proporrei la Bindi e ecc.” se ne usci’ con queste affermazioni.
“Ecco vedete Vendola e’ una falsa sinistra”
“aaah iniziano le crepe in Sel”
“Sel e’ un progetto destinato a finire”
Bene dopo un mese avete la decenza di fare meaculpa e di ritirare tutte le parole al vento che sono state dette?
Io da iscritto Prc che ha votato la mozione 1 un po’ di meaculpa l’ho fatto.
Con molta onesta non posso non ammettere che da quelle affermazioni non si parla piu’ di “Santa Alleanza”.
E la cosa che piu’ mi fa’ riflettere e’ che il Prc non ne azzecca una!
Siamo promti a fare l’elenco delle cazzate commesse dal 08 al 10 ma di quelle fatte un mese prima niente!
eppure per migliorare quello dovremo fare!
Non capiamo “una fase” da anni!
voglio l’elenco
Compagno Grassi ti esprimo la mia piu’ forte solidarieta’.
Si hai capito bene solidarieta’!
Te la esprimo perche’ provo a mettermi nei tuoi panni,sia di “blogger” sia ovviamente di n.2 del Prc.
Che involuzione ha preso tutto quello che ruota attorno al Prc!
Leggendo i commenti rimango perplesso e mi domando
“ma dove vivono certi compagni?”
Su 100 commenti,il 50% sono insulti a tutto e tutti quelli che ruotano “fuori” dal Prc!
Pdci,Sel e Pd(esistiamo ancora perche’ ci siamo alleati con il Pd alle regionali)vengono etichettati come fossero i nemici!
Analisi da 4 soldi sulla giunta Vendola,di cui facciamo parte,roba del tipo
“… da’ soldi pubblici al prete amico di Berlusconi”.
20enni buttano giu’ dittatori di mezzonordafrica e qualcuno difende ancora Lukaschenko.
Mi sento molto a disagio e oramai percepisco che l’alfabeto politico che sento mi metto molto a disagio e credo che anche se non lho ammetterai mai anche tu caro Grassi stia iniziando a pensare “Che fare?”
Forse nessuno te l’ha mai detto. Ma i partiti dei due dittatori che sono già stati rovesciati nel Nord Africa, Mubarak e Ben Ali, fino al giorno in cui non hanno cominciato a vacillare, facevano parte, senza alcun problema e con tutti gli onori, dell’Internazionale Socialista, la stessa dove sta il PD e che rappresenta il riferimento internazionale anche di molti di Sel. Tutto normale, naturalmente?
Quanto a Lukashenko, cosa proponi? Un po’ di uranio impoverito anche sulla Bielorussia, dopo la Jugoslavia e la Libia? O qualche altra azione come l’attentato “democratico” di Minsk, dove, nell’indifferenza più totale della nostra “civile” opinione pubblica occidentale, sono morti 12 innocenti?
magari il Pd stesse nell’internazionale socialista, magari!!!
Ci sta, ci sta. Stai tranquillo. E ci stava bene anche con Ben Ali e Mubarak.
Anche questo video serva a ricordare un giornalista, un compagno, un portatore di pace nel mondo. Uno che non andava a parlare di pace nei salotti perbenisti di Fabio Fazio, che non scriveva libri per la Mondadori, che non partecipava a trasmissioni della Endemol del gruppo Berlusconi, che non percepiva 50 mila euro a serata. Un uomo vero. Il compagno Vittorio Arrigoni.
http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI&feature=player_embedded
Noto che anche tra i militanti inizia a sfaldarsi l’idea del “Fronte democratico” o no?
In effetti era un idea sena senso e comunque la si pensi e’ un bene che venga archiviata(o si stia archiviando).
Penso che quello che ci voglia sia una scelta semplice,chiara e netta.
O ci si allea con il csx per governare 5 anni o ci si presenta da soli.
la cosa più sconvolgente è l’accanimento di tutti a smarcarsi, a defilarsi dal naufragio. L’ossessione di trovare giustificazioni e ragioni (spesso in termini organizzaztivistici o formali) porta al tutti contro tutti in cui nessuno ha responsabilità, o meglio le colpe sono altrui.
Davvero penoso e ipocrita! Fino a quando questi mediocri dirigenti non riconsidereranno quanto accaduto a Chianciano non ve ne uscite. Qualcuno dirà che legittimamente la democrazia congressuale è sovrana, certo. La cosa che non vi conviene dire è che molto PRC era composto da voto di opinione, da senza tessera, da simpatizzanti, e in quel campo la “disfida” di Acerbo anti Nichi e le “manovre” grassiane conservatrici della falce e martello erano abbondantemente minoritarie.
Avete preferito soddisfare la “burocrazia” di partito (fatta spesso di mediocri personaggi) e non vi siete preoccupati del fermento dentro e fuori il PRC (compreso l’affanno del PD). Insomma, avete voluto vincere un congreso e “tagliarvi” la prospettiva. Questa miopia politica e questa supponenza la state pagando a caro prezzo. E la cosa più grave è che nessuno intende ridiscutere quella fase.
Per voi meglio morire che abiurare! Ma questo non è comunismo, è fanatismo….e l’elettorato ve lo ricorderà!
Care compagne e cari compagni,
vi informiamo che oggi, venerdì 15 aprile, dalle ore 16.00 con partenza dal Colosseo, si terrà a Roma
una manifestazione per ricordare Vittorio Arrigoni e il suo importante impegno pacifista e di solidarietà
con il Popolo palestinese: “Per Vittorio, per la Palestina”.
Invitiamo tutti e tutte alla massima mobilitazione, chiedendovi di dare la più ampia e capillare diffusione dell’appuntamento.
Fabio Amato
Resp. Esteri PRC
Fabio Alberti
segretario romano PRC e portavoce FdS Roma
Leggo ora che c’è qualcuno, e non l’ultimo arrivato, che porta alle estreme conseguenze questa cultura politica dell’allearsi anche col diavolo pur di liberarsi di Berlusconi, cultura politica che ha distrutto la sinistra e i comunisti, come si è visto dalla partecipazione al governo Prodi. Asor Rosa sul Manifesto dell’altro ieri propone un colpo di stato e un governo militare d’emergenza per cacciare Berlusconi. Sic ! Ma attenzione, compagni: non è la follia isolata di un singolo intellettuale, è la punta dell’iceberg di una certa cultura politica di anni ed anni, fondata sull’antiberlusconismo senza contenuti, sull’assurdo paragone storico col CLN, sull’unità a cerchi concentrici e sulla sciocchezza dichiarata da autorevoli dirigenti nazionali della Fds di allearsi anche col diavolo pur di cacciare Berlusconi. E il diavolo prima è il Pd, ma può essere Casini, poi Fini, poi Montezemolo, poi persino i carabinieri e i militari golpisti. Manca solo che si chieda alla Nato di intervenire militarmente, magari bombardando Palazzo Chigi con l’uranio impoverito. Se non ci si libera di questa cultura politica non si farà mai niente a sinistra, che la si chiami unità dei comunisti o unità della sinistra. C’è solo il Pd.
anche io non condivido la posizione di asor rosa. tuttavia eviterei di trattare la spinta fortissima che c’è nel popolo della sinistra contro berlusconi con spocchia. vorrei ricordarti, siccome tu ricordi sempre i danni provocati dal sostegno ai governi di prodi (fatto vero), che, tuttavia, i picchi più alti di consenso elettorale il prc li ha avuti proprio quando ha sostenuto alleanze contro berlusconi (1996: 8,2; 2006: 7,4). quindi il problema non è cosi semplice. ti faccio anche notare, anche se non mi hai mai risposto su questo, che fosse vera la tua analisi oggi sarebbero premiate le forze più di sinistra (fds, pcl, sc, sp, rete dei com), invece prende consensi sel, che si caratterizza come forza interna al centrosinistra. ci vorrebbe meno sicumera e più disponibilità a capire.
Meno sicumera e più disponibilità a capire, certo. Anche le posizioni di Asor Rosa, certo. Anche i bombardamenti della Nato, certo. Avanti così, verso la fine.
Ti segnalo soltanto che quella che tu chiami spinta fortissima nel popolo di sinistra, si è ridotta e si riduce sempre di più, perchè proprio con questo tipo di opposizione (da destra, dalla Magistratura e dalla Nato e Confindustria) a Berlusconi, lo si sta facendo vincere, anche nei settori popolari. La spinta fortissima nel popolo di sinistra è sempre di più una spinta dei settori politicizzati, quelli che leggono i giornali, Repubblica e il Corriere, che sentono i telegiornali, quelli con cui parliamo sempre noi della Fds. Il popolo del malessere sociale, quello con cui parliamo sempre meno, che è la grande maggioranza, si allontana sempre di più da tutto, da questa politica di merda, dello scontro senza contenuti, del tutto purchè liberiamoci di Berlusconi. Infatti cresce l’astensione e il disgusto per la politica. Questo anche per l’assenza – da quando col congresso di Venezia del Prc (antiberlusconismo senza contenuti come quello del Pdci del ’98) abbiamo deciso di fare l’alleanza col Pd – di una forza di sinistra coerente. Eppure lo spazio ci sarebbe. Non guardare a quelle forze settarie e minoritarie a sinistra del Prc. Quelle non potrebbero mai raccogliere consensi di massa. Bisogna tenere assieme anche quelle come del resto ha fatto il Prc dalla sua nascita, ma bisognba guardare alle grandi manifestazioni della Fiom del 16 ottobre e di gennaio. Lì lo spazio ci sarebbe stato. Lo abbiamo sprecato, sempre per tenere il filo di un accordo col Pd, auspicato e agognato più che realizzato, tre anni prima delle elezioni.
Prova a riflettere tu, senza spocchia e sicumera, visto che con questa linea ci siamo ridotti all’1,5%.
Veramente al congresso di chianciano ha vinto la linea che hai sostenuto anche tu. Sono passati tre anni e questi sono i risultati. Mi sembra un po infantile continuare a prendersela con bertinotti. Inoltre non e’ vero che c’e’ stato un aumento dell’astensionismo, anzi, alle ultime elezioni si e’ un po ridotto. Anche io penso che dobbiamo guardare alla piazza del 16 ottobre, peccato che in larga parte guardi con simpatia a sel, e non a chi fa proclami miraboanti, ma mon conta niente. A prtire da maurzio landini che n come sai e’ di sel. le grandi sparate servono, forse, a se stessi, ma non ci aiutano a risolvere il problema
Masella ma perchè non ricordi il 1998 quello invece è stato un successo? la scissione di Diliberto? mi pare che alle elezioni successive se pur recuperando perdemmo voti rispetto al 96 quindi sono tanti i motivi e le divisioni nel PRC ci sono state come dire di destra e sinistra!! Masella troppo sicuro sei troppo, meno autoreferenzialità ci vuole, come quella di sponsorizzare Cremaschi che forse non saprai neppure è sempre stato laterale nella Fiom altrimenti informati.
Magari avessimo un Cremaschi nel gruppo dirigente del Prc o della Fds ! Dovremmo solo leccarci i baffi nella condizione in cui siamo ! Quanta presunzione e settarismo.
Cremaschi c’entra con il Comunismo coma Ratzinger c’entra con il femminismo
Siamo ridotti all’1,5%, scusa ma tu sei dirigente di quale partito?
Compagno Lisetto, rispondo solo a te, perchè almeno la verità bisogna ristabilirla o forse conoscerla. Appartengo alla Direzione nazionale del Prc, ma sono due anni – come tutti i compagni possono testimoniare -che dissento. E dissento non dalla linea di Chianciano, ma proprio all’opposto, dalla sua involuzione moderata che si è messa in atto dopo le elezioni europee e che ci ha portati all’1,5 e alla perdita di quel minimo di entusiasmo e di militanza che avevamo dopo Chianciano e alla formazione della Lista unitaria comunista e anticapitalista delle Elezioni Europee, che con quella linea fortemente caratterizzata perchè totalmente indipendente sia dal Pd che da Vendola ci permise di ottenere il 3,4%. La matematica non è una opinione. Un caro saluto.
Capito Mauro? un’alternativa c’era: Masella segretario! Lui fa parte della serie: “io l’avevo detto”!!! Povera Rifondazione.
Questo è il vostro modo penoso di discutere. Comunque i vostri argomenti e il fatto che vi copriate dietro l’ignobile anonimato sono la migliore dimostrazione della inconsistenza delle vostre tesi politiche.
Caro Masella, dunque il Prc starebbe alla canna del gas perché troppo moderato? Perché troppo contiguo a Sel e al Pd? Bah, non mi sembra che la linea del segretario Ferrero sia quella della contiguità e del collateralismo alle altre formazioni di sinistra. Al contrario i suoi detrattori (tra i quali figuro cordialmente anch’io) gli rimproverano un eccesso colposo di settarismo e di vacuo radicalismo, peraltro tipico della cultura dippina. Curioso come le linee politiche siano differenti a seconda dell’angolazione da cui le si valuta e osserva.
Ti ricordo altresì che quel 3,4 % che tanto ti fa entusiasmare fu raccolto alle elezioni europee, voto che registrò uno dei tassi di astensione più elevati della storia repubblicana e che non fa assolutamente testo. In ogni caso la realtà è come sempre spietata: Rifondazione è un cadavere e nessuno sembra in grado di rianimarlo. Se questo stato di morte clinica sia dovuto al settarismo del segretario o “all’involuzione moderata” della linea di Chianciano ormai poco importa.
Saluti
Proprio così..
Il mio commento era riferito ad un altro post…
Un invito a riflettere (anche per Gigi)
http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=193&Itemid=9
che vittorio arrigoni stesse sulle scatole ad israele è fuori dubbio. da lì a dire che lo hanno ucciso loro ce ne passa! penso che sia anche ora di finirla con questa politica fatta di dietrologie che ci porta a sostenere personaggi e regimi impresentabili. io sono comunista, ma non per questo difendo regimi come quello bielorusso o coreano solo perché sono contro gli usa.
E’ vero Giuseppe, le cose non sempre si presentano nitide. Ma questo vale anche per te, che, come Gigi, dovresti liberarti da troppi luoghi comuni su come va il mondo.
——
Vittorio è stato ucciso per dare un segnale: “State alla larga da Gaza e dalla Palestina”
Le cause e la dinamica del sequestro e dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista e corrispondente del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina da Gaza, sono in corso di ricostruzione. Alcune informazioni e alcune valutazioni possono però essere indicate sin da ora.
Vittorio era in procinto di rientrare in Italia per poter collaborare alla missione della Freedom Flotilla che a maggio intende rompere l’assedio della popolazione palestinese di Gaza, un assedio che Vittorio ha sistematicamente denunciato e documentato da anni.
Vittorio è stato trovato già morto quando la polizia palestinese, aiutata dalla popolazione, era riuscita a trovare il posto dove era tenuto sequestrato. L’ultimatum di 30 ore dunque era solo pretestuoso. I sequestratori sono giovanissimi, di cui almeno uno è cittadino giordano e non palestinese.
Il gruppo che ha sequestrato e ucciso Vittorio appartiene alla galassia dei gruppi islamici salafiti, molto diversi dalla corrente dell’islam politico a cui fa riferimento il movimento Hamas che governa la Striscia di Gaza. Questi gruppi sono molto più attivi contro le altre correnti islamiche e i regimi arabi – accusati di apostasia – che contro l’occupazione israeliana della Palestina o la presenza militare USA in Medio Oriente.
Alcuni di questi gruppi islamici appartengono al network dell’islam politico che fa riferimento, viene finanziato e armato dall’Arabia Saudita. Alcuni di questi gruppi hanno già provocato scontri e serissimi problemi nei campi profughi palestinesi in Libano.
In queste settimane in cui le alleanze in Medio Oriente vengono bruscamente rimescolate dalle rivolte popolari e dalle tensioni in tutta la regione, la monarchia saudita ha stretto una alleanza con Israele all’insegna del comune nemico rappresentato dall’Iran e dalla sua influenza nella regione del Golfo e in Medio Oriente. Questa alleanza è stata rinsaldata in un recente vertice a Mosca nel quale erano presenti sia Netanyahu che i dirigenti dei servizi di sicurezza sauditi.
In queste settimane le autorità israeliane hanno avviato una campagna di intimidazione contro gli attivisti e le campagne internazionali di solidarietà con la Palestina, in particolare contro la Freedom Flotilla che partirà a maggio diretta a Gaza e la campagna di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni verso Israele. Le autorità israeliane hanno chiesto ai governi dei paesi da cui partiranno le navi o in cui sono attive le campagne di boicottaggio di intervenire contro gli attivisti. Il premier italiano Berlusconi ha già raccolto la richiesta del governo di Israele. I servizi di sicurezza israeliani si sono attivati per utilizzare ogni mezzo necessario per tenere gli attivisti internazionali alla larga da Gaza e dalla Palestina.
Non abbiamo tutte le prove, ma riteniamo che il sequestro e l’uccisione di Vittorio possa rientrare in un lavoro sporco realizzato dai gruppi islamici legati al network dell’Arabia Saudita oggi alleata di Israele. Il messaggio agli attivisti internazionali è chiaro e inquietante: “State lontani da Gaza, state lontani dalla Palestina”, “Nessuna internazionalizzazione sulla questione palestinese verrà tollerata dal le autorità di Tel Aviv e dai suoi alleati”.
Vogliamo mandare un messaggio chiaro e forte a tutti coloro che in Israele o nel mondo arabo, in Europa o negli Stati Uniti intendono stringere il cappio dell’isolamento e della liquidazione intorno al diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese: non ci fermerete fino a quando in Palestina non ci sarà il pieno riconoscimento dei diritti dei palestinesi. Lo dobbiamo a questo popolo che lotta per la sua libertà da sessanta anni e adesso lo dobbiamo anche a Vittorio.
Il Forum Palestina
http://www.forumpalestina.org
Credo che la terribile esecuzione di Arrigoni dovrebbe farci sviluppare qualche riflessione compagni.
A volte si leggono deliranti accuse senza un minimo di analisi sulle guerre sugli attori in campo sullo sposare sempre e comunque come “bene” coloro che sono contro gli imperialisti che siano americani, francesi ecc, (basta rileggere alcuni come Masella)del KKK che Gemma e Sorini continuamente postano, non vale non può più valere che il nemico del mio nemico è mio AMICO!! noooo.
forse una delle spiegazioni delle difficoltà alla ricostruzione di un movimento per la pace consistente e diffuso è proprio questo, una nostra errata e semplificante divisione dei contendenti esiste è reale un problema fondamentalista esiste! speculare agli imperialisti di tutto il mondo e se invece di voler sempre non distinguere, facessimo una valutazione meno semplicistica comprenderemmo meglio il mondo.
E chi sarebbe il KKK, Gigi?
per la fretta quello volevo scrivere KKE
Marco Sferini
Addio Vittorio. La Palestina è con te
arrigoniLa migliore vendetta sia la continuazione della bellissima opera di vita che Vittorio Arrigoni ha portato avanti per tanto, tanto tempo: la pace del popolo palestinese, contro ogni estremismo, contro ogni fanatismo ed integralismo come quello che lo ha ucciso. Vittorio è stato barbaramente assassinato prima ancora dell’ora di scadenza dell’ultimatum posto dai salafiti: doveva scadere alle ore 11.00 di oggi, 15 Aprile 2011. Ed invece il corpo del giovane cooperante pacifista italiano è stato trovato in un appartamento di Gaza city.
Una banda di criminali che non vuole la pace, che vuole lo scontro totale e che persino Hamas, che non è conosciuta per il suo “moderatismo”, combatte da tempo incarcerandone gli esponenti massimi e i semplici guerriglieri.
I salafiti hanno dunque ucciso Vittorio e lo hanno fatto, anche se forse sono così ottusi e idioti da non capirlo, in spregio proprio alla lotta di liberazione del popolo palestinese. Hanno calpestato e provato ad uccidere quello che ha fatto Vittorio fino ad oggi e che raccontava nei suoi pezzi giornalistici che inviava a “il manifesto” e anche a “la Repubblica”.
La sua cooperazione si fondava sulla vicinanza alle tragedie di una popolazione ridotta alla fame, alla miseria e colpita ogni giorno dalla morte per le irruzioni dell’esercito di Tel Aviv, per le guerre scatenate senza alcuna motivazione contro Gaza e contro tutto e tutti.
Uccidendo Vittorio, non hanno fatto che dimostrare il loro carattere barbaro, crudele e sanguinario: il volto dei salafiti è oggi, più di ieri, assimilabile al dogmatico fanatismo di chi vorrebbe impiantare in Palestina una teocrazia simile a quella iraniana dove le azioni contro il popolo sono estese ai comportamenti più elementari e naturali sino alle violazioni delle “sacre” regole della legge coranica.
Sono molto amareggiato. Speravo di iniziare una giornata con la notizia che almeno questi assassini avessero prolungato l’ultimatum per trattare proprio con i palestinesi che, a quanto leggo, stavano preparando un blitz per liberarlo.
Ma nemmeno pietà per il tempo hanno avuto. Gente di questa risma non ha pietà per la pace, come può averne per il proprio popolo. Quello che posso dire è che, senza retorica, mi mancheranno i suoi reportage da Gaza che adoperavo spesso come fonte di informazione e come rassegna stampa. Il nome di Vittorio Arrigoni, da oggi, diventa un altro simbolo di pace, giustizia e libertà per il popolo palestinese e di infamia e condanna morale e politica per il gruppo dei salafiti. Ciao Vittorio, credo che la bella Palestina per cui hai vissuto oggi alzerà le sue bandiere al cielo per dirti arrivederci, perché saranno tanti quelli che ti ricorderanno come uomo di pace, come uomo tra gli uomini e le donne dimenticati e dimenticate, troppo spesso…
Restiamo umani, diceva Vittorio Arrigoni! Appunto, solo dei non umani possono averlo ucciso! Resterà sempre nei nostri cuori.
Posto un commovente ricordo di Yousef Salman, delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia.
CARO VITTORIO,
Di sicuro i tuoi assassini conoscevano chi eri e cosa rappresentavi.
Non è importante chi erano gli assassini e cosa rappresentano, ma alla
fine dei conti, hanno commesso un delitto e un brutale odioso
assassinio.
Hanno ucciso un uomo libero, un amante della libertà e della
giustizia, un amico della pace e del popolo palestinese, che tu ha
difeso, hai amato e che hai fatto della sua causa una ragione di
esistenza e di vita.
Non so chi sono e cosa rappresentano, ma so che NON sono palestinesi,
che sono un pericolo serio e costante per i palestinesi e che sono
degli assassini della Palestina, della sua causa, del suo popolo e dei
suoi veri e sinceri amici. Sono nemici dell’umanità che Vittorio ha
sempre cercato di difendere e fare vincere in Palestina.
Vittorio potevi rimanere in Italia a fare la bella vita e so che tu
appartiene a una grande famiglia, benestante e ricca di grandi valori,
hai lasciato il tuo benessere per venire a vivere fra i più poveri e
sfortunati della terra, nell’inferno di Gaza e hai voluto sposare la
giusta causa del popolo più disgraziato e sfortunato al mondo.
La morte drammatica tua, Vittorio non è diversa ed è simile con quella
del grande artista palestinese ebreo, Juliano Mer Khamis, ucciso una
settimana prima nel Campo profughi di Jenin.
Lo so che il destino dei liberi sognatori, dei veri rivoluzionari,
degli onesti idealisti è in contrasto con ed in scontro continuo
contro il mondo dell’ignoranza, dell’estremismo, della prepotenza,
della pazzia e della repressione e della brutalità
dell’occupazione israelo-sionista alla Palestina. Lo so e lo sappiamo
che l’arma dell’ignoranza e dell’estremismo è la pallottola, la
violenza e l’odio ed in pochi attimi può sterminare una vita buona ed
innocente dedicata
a favore e al servizio della causa palestinese e del suo popolo.
Di sicuro chi ti ha ucciso, sa chi sei e cosa rappresenti, la carica
ideale, i valori che porti e che difendi e di sicuro è riuscito a fare
e realizzare ciò che non è riuscito a fare e realizzare da tempo il
nemico comune: l’occupante israeliano.
E’ l’occupazione israeliana è l’unica parte vantaggiato dalla tua
scomparsa, grande e caro amico Vittorio.
Vittorio ti sei innamorato della Palestina e di Gaza in particolare ma
anche i palestinesi e particolarmente quelli di Gaza, si sono
innamorati di te, Vittorio e della tua bella Italia.
Vittorio sarai sempre nei nostri cuori e viverai sempre nella nostre
lotte, per una Palestina libera, laica e democratica.
ADDIO CARO FRATELLO E RESTIAMO ANCORA UMANI..
Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia
Il consigliere provinciale di Trapani Peppe Ortisi ha comunicato la sua formale adesione a “Sinistra ecologia e Libertà”,
nella convizione ” di intraprendere assieme ad altri un percorso di ricostruzione della sinistra nel nostro Paese, le cui tradizioni, i cui valori, i cui obiettivi continuo a credere debbano avere piena cittadinanza”.
Un mesetto fa’ da questo blog e dalle pagine di Liberazione,dirigenti militanti e chi ne ha piu’ ne metta alle parole di Vendola “Proporrei la Bindi e ecc.” se ne usci’ con queste affermazioni.
“Ecco vedete Vendola e’ una falsa sinistra”
“aaah iniziano le crepe in Sel”
“Sel e’ un progetto destinato a finire”
Bene dopo un mese avete la decenza di fare meaculpa e di ritirare tutte le parole al vento che sono state dette?
Io da iscritto Prc che ha votato la mozione 1 un po’ di meaculpa l’ho fatto.
Con molta onesta non posso non ammettere che da quelle affermazioni non si parla piu’ di “Santa Alleanza”.
E la cosa che piu’ mi fa’ riflettere e’ che il Prc non ne azzecca una!
Siamo promti a fare l’elenco delle cazzate commesse dal 08 al 10 ma di quelle fatte un mese prima niente!
eppure per migliorare quello dovremo fare!
Non capiamo “una fase” da anni!
Due parole, per ANDREA E PER CLAUDIO.
Comincio da Andrea, che si domanda(retoricamente) perché dovrebbero votarci, e perché “essere comunisti” non emula “l’ernesto” perché dovrebbero votarci, se non abbiamo una identità definita e nitida , è una domanda intelligente, ma dovrebbe svilupparsi conseguentemente, perché ci lamentiamo di essere oscurati dagli altri se poi ci oscuriamo da soli? diciamo che siamo invisibili, ma l’operazione, della FDS(tacendo su come è stata costruita) ha oscurato di per se’ il PRC, perché tutte le volte che si dovrebbe parlare di noi, ci chiamiamo con nomi diversi, io immagino un amico, che tutte le volte che l’incontro si presenta con un nome diverso, io difficilmente mi ricorderò il suo vero nome, fino a pensare che forse quel soggetto non esiste(Fazio Fabio) ma la verità è che la FDS è stata pensata come escamotage, per essere accettati in coalizioni, che il nome comunista non lo vogliono nemmeno sentire, quindi dovremmo essere onesti, e dirlo chiaramente, soprattutto, adesso che siamo quasi scomparsi. Quindi il punto è esiste lo spazio alla sinistra PD per due soggetti, che mirano allo stesso obbiettivo? Il PRC può avere come obbiettivo, le stesse politiche di SEL? Anche alla luce di Torino?, io credo di no, ed allora tanto vale Tornare al PRC, e puntare sulla promozione del PRC.
Poi tu di domandi, perché, “essere comunisti” non segue l’esempio dell’”ernesto” e qui Claudio, è stato molto chiaro ma anche molto diplomatico, dicendo che non si unisce dividendo, ma la verità è più brutta . La verità, e che se tu hai una bambina, non la faresti accompagnare a scuola da un noto pedofilo, come non affideresti, la raccolta del sangue ai vampiri, cosi non puoi affidare la costruzione di un partito unico dei comunisti,, partendo da un soggetto che dell’unità dei comunisti, ha fatto una barzelletta, Diliberto, facendo da sponda all’ernesto, ha dimostrato che il disegno che persegue non è fare il partito comunista, ma vuole, essere lui a comandare, vuole essere un papa eterno, un uomo per tutte le stagioni, forse è il più vecchio segretario di partito in Italia, anche dopo clamorosi errori, come l’Arcobaleno e la FDS, per l’Arcobaleno, Bertinotti ha pagato e Giordano si è dimesso, ma il dittatore Diliberto, vuole essere segretario a vita, salvo essere defenestrato dalla folla.
Da Claudio, vorrei capire, perché si ostina a non vedere, che la FDS è morta, percome è stata pensata, e anche per come viene gestita, vorrei che Claudio facesse anche un’altra riflessione, che emerge anche dalla lettere di Burgio, sulla nomina di Massimo Rossi, e anche le stesse ammissioni di impotenza di Claudio, riguardo all’elezione del portavoce, quando Burgio è Claudio, ci dicono, e si lamentano che il portavoce, è stato votato, senza nessuna discussione, ci suggerisce, che questo partito è un partito chiuso, un partito impermeabile, se persino una corrente, della forza di “essere comunista” che ha il responsabile dell’organizzazione, che era ed è (ancora) in maggioranza,non ha potuto avere voce in capitolo allora cosa possono pensare, tutti quei giovani o meno giovani che vorrebbero affacciarsi alla politica? allora è per questo che a Genova se non è cambiato niente in peggio, su tutta la provincia abbiamo solo 8 tessere di giovani comunisti. Quindi una riflessione (dal momento che Claudio è responsabile dell’organizzazione) circa come organizzare un partito che sia aperto a tutti e che dia la sensazione, che non si porta solo acqua al mulino privato di qualcuno, ma la sensazione di lavorare e partecipare ad un proggetto dove tutti sono utili, dev’essere all’ordine del giorno
Mi confermate che la lista della FdS alle elezioni di Pordenone e Novara non verra’ neanche presentata?
ma perchè ci si nasconde dietro l’anonimato?
firmato roberto grienti.
BRADIPO o LEOPARDO?
E’ vero ” la gatta frettolosa….” ma anche “Campa cavallo….”
Francamente non mi piacerebbe entrare nell’ennessima discussione tutta interna a questo grande progetto della FDS con il suo 2-3% e, all’interno di essa, a disquisire su un prc che, sic stantibus res, dovrebbe essere all’1% o giù di lì.
Eppure post come quello di Grassi costringono a parlare di questo. E allora diamoci dentro, anche se preferirei parlare degli imminenti referendum, della futura politica economica e fiscale del centrodestra che, nel DPEF appena approvato, pensa di spostare “l’asse della politica fiscale dalla imposizione diretta a quella indiretta”. Penso che i frequentatori di questo blog sanno già che ciò comporta ulteriore trasferimento del carico fiscale dai ceti più ricchi a quelli più deboli, per cui mi sollevo dall’onere della prova. Così come mi piacerebbe parlare di quanto e come ci interessa questa Europa con le sue politiche liberiste e di aggressione imperialistica; come fronteggiare il disegno delle classi dominanti che punta ad eliminare dalla società capitalista ogni forza che si pone l’obiettivo del suo superamento.Perchè leggi elettorali ed oscuramento mediatico significano questo. O no?
Ma tant’è. Dobbiamo guardarci l’ombelico. E vai, dunque.
Se è vero che la gatta frettolosa….è anche vero che chi dorme non piglia pesci. Sono passati quasi due anni da quel luglio 2009 in cui si annunciava all’intero mondo che era nato il nuovo soggetto della Sinistra Alternativa. Perchè è così che è stato presentato: Federazione della Sinistra Alternativa. Grande entusiasmo, grandi aspettative. Passano pochi mesi- 2-3?- e scompare dalla prospettiva la connotazione più tipicizzante, l’alternativa, e resta solo la più domestica e conciliante sinistra. Nessuno ha mai spiegato perchè quella scelta effettuata nel chiuso di stanze impenetrabili. Di fatto il 5 dicembre 2009 al Brancaccio viene annunciato a 5.000 persone che nasce la FDS, con un impegno solenne in vista del congresso: una testa un voto. Niente di rivoluzionario: è l’abc della democrazia. Passano pochi mesi e tutti i proclami fatti fino ad allora diventano parole stracci. La modalità di svolgimento del congresso della FDS-anzi ormai è diventato più usuale nominarla semplicemnte FED- e al suo interno il meccanismo di delega scelto dal prc- la nomina dall’alto,stile legge porcata- segnano la fine del percorso del bradipo che, con la sua lentezza e le sue indecisioni, si ritrova sfinito e senza preda. Nel frattempo altri (leggi Vendola) con passo felino tessono le piazze d’Italia, organizzano congressi nello stesso giorno in tutte le province (quello in cui si è svolta una manifestazione nazionale nella quale, come qualcuno ha lamentato in questo blog non si sono viste le bandiere di SEL), fanno un congresso oceanico lanciando un progetto. D’accordo più favola che realtà, più narrazione che prospettiva concreta. Però fanno, agiscono. Certo, il capo è aiutato dai media borghesi che hanno fiutato la sua innocuità, ma ci ha messo del suo. E noi? A mirare e rimirare la creatura abortita, frutto di un’ardente passione estiva, e chiederci angosciati: respira? ce la fa? Intanto è morta, e con essa i suoi genitori, di consunsione. Ma perchè è morta? Perchè era un matrimonio innaturale: 4 genitori diversi con diverse motivazioni, con obiettivi diversi, con strategie e tattiche diverse che l’hanno fatta nascere già stremata e stressata. O forse perchè mancava lo spazio vitale in cui crescere e svilupparsi?
O entrambe le cose? Propendo per questa tesi. troppo forti e stridenti le contraddizioni all’interno della FDS e all’interno degli stessi soggetti proponenti. Tropo vaga e indistinta, ondivaga, la FDS per essere percepita come un’identità politica altra da quelle già esistenti e in formazione. In soldoni, non credo che esista uno spazio politico tra una formazione socialisteggiante come SEL ed un eventuale partito comunista alla sua sinistra, per cui è arrivato il momento di scegliere, rompendo l’ibrido FDS che ci ha consegnato alla paralisi e alla totale inutilità: la sua implosione produrrà da un canto la ricomposizione di un unico partito comunista dall’altro una fuga di qualche sua anima verso SEL. Ma non è da escludere un ritorno di frange comuniste confluite in Sel, in presenza di un partito comunista che smette di parlare di sè e parla alla società, facendosi suscitatore di movimenti e propositore di progetti alternativi. Ma stavolta adottando il passo del leopardo per non ritrovarci annientati dai tanti predatori che non vedono l’ora di fare un solo boccone di questi quattro comunisti sbandati. Abbandonando l’idea che alla nostra sinistra esistono solo dei folli. Solo Paietta poteva permettersi di dire che anche nella criniera di un cavallo nobile poteva esserci qualche pidocchio: se lo poteva consentire dall’alto del suo 30%, un pò più difficile per noi dal basso del nostro 1%.
Concordo in pieno.
Spazio per 2 sinistre,una Sel e l’altra la FdS che e’ una brutta copia di Sel,non c’e'!
il percorso elementare e naturale e’ uno solo.
Unificare i partiti comunisti,Prc e Pdci.
E’ vero che una operazione del genere porterebbe una mini-scissione verso Sel ma e’ anche vero che probabilmente si avvicinerebbero altri.
Penso alla Rete dei Comunisti o a Rizzo.
Insomma e’ inutile girarci attorno ma la Fed e’ fallita,ve lo ripetono migliaia di militanti ogni volta che li incontrate cari dirigenti.
Speriamo che dopo le elezioni di maggio ne prendiate atto e si inizi a parlare di unificazione.
Caro Claudio, vedi per esempio: nonostante che la guerra abbia svelato o forse confermato la posizione filo-Usa del Pd, si continua come sempre, ancora sperando nelle elezioni anticipate.
Ci si accoda persino (non parlo ovviamente di te) alla risposta del Pd al governo sulla polemica con la Ue, risposta coerente col sostegno del Pd alla guerra della Nato e con la impostazione politica e culturale euro-atlantica. Invece di criticare duramente la Ue per il respingimento del decreto di permesso di soggiorno temporaneo per i migranti, il segretario del Pd fa una battuta razzista accusando il governo italiano di voler “uscire dall’Unione Europea per entrare nell’Unione Africana” !
Noi comunisti e di sinistra non possiamo affidarci a questo Pd e a questa Unione europea per cacciare il governo Berlusconi. Altrimenti fra un po’ invocheremo persino un colpo di stato della Nato per sbarazzarci di Berlusconi. E’ proprio questo atteggiamento vorrei dire culturale che ci liquida del tutto nella logica e nella mentalità del Pd e del centro-sinistra italiano. In continuità peggiorativa con la partecipazione al governo Prodi che ci ha dato la mazzata del 13 aprile 2008 mettendoci fuori dal parlamento. Il governo Berlusconi va combattuto da sinistra per le sue politiche corrotte e antipopolari, non perchè infastidisce gli Usa o polemizza con la Ue.
Anche sulla Ue dovremmo fare un ragionamento serio su cos’è oggi la Ue nel mondo che è cambiato e che sta cambiando a grandissima velocità. Un ragionamento totalmente, strategicamente, culturalmente diverso dall’impostazione euro-atlantica, occidentalocentrica del Pd.
La Ue è un organismo strutturalmente imperialista e razzista, fondato sui parametri monetaristi di Maastricth, su una concezione ed una costituzione ultraliberiste e antidemocratiche. Peraltro oggi la Ue è in crisi totale (e questo è un bene !), dopo la rottura dell’asse franco-tedesco, con la formazione – come si è visto bene con la guerra in Liba – di due indirizzi diversi e fortemente concorrenziali fra di loro, l’asse euro-atlantico (Francia e Gran Bretagna) che punta a rinsaldare la vecchia alleanza con gli Usa, e la linea della Germania che guarda ad est, alla Russia; due indirizzi che hanno in comune per il momento la stessa politica antipopolare. Noi comunisti e sinistra dovremmo sostenere il superamento della Ue, in direzione di una nuova costruzione europea (non solo “occidentale”), fondata sulla uscita dal neoliberismo e quindi innanzitutto dalla Nato per stabilire un rapporto strategico, non imperialistico ma collaborativo con l’Asia, con l’Africa (soprattutto con l’area del Mediterraneo) e con la nuova America Latina, con i tre continenti storicamente oppressi dal colonialismo, aprendo da subito, in piena autonomia, un rapporto privilegiato con quei paesi disponibili di questo nuovo mondo che emerge e che è il futuro prossimo. Non si tratterebbe certamente del superamento del capitalismo, ma sarebbe l’unica via di salvezza per quei paesi europei che vogliono uscire dalla crisi economica e dal declino irreversibile dell’occidente filo-Usa.
Ovviamente la mia non è una certezza indiscutibile, è una riflessione apertissima, ma ciò che mi chiedo è: perchè di ciò non si discute, riducendo tutto alle bassissime polemicucce Berlusconi si – Berlusconi no, o a sinistra Vendola si – Vendola no, eccetera ? Eppure come si vede, tutto, dalla crisi capitalistica all ricette economico-sociali, alla guerra, all’immigrazione, dipende da ciò che avviene in Europa e nel mondo. O no ?
“…Altrimenti fra un po’ invocheremo persino un colpo di stato della Nato per sbarazzarci di Berlusconi…”.
Già fatto: il colpo di stato è stato invocato da Asor Rosa sul Manifesto di ieri
A dimenticavo …. caro Grassi cosi’ pensi di fare l’unita’ con SEL?
…. Ma l’imbarazzo maggiore è vissuto, si spera, da Sel, il partito della nuova narrazione. Alleati già al primo turno con Fassino, hanno sposato la sua ideologia: l’ultimo segretario dei Ds è da sempre favorevole all’accordo di Mirafiori, alla Tav e si dichiara successore di quel Chiamparino che ben vede il decreto Ronchi, la legge che rende l’acqua pubblica privata. Tutto alla faccia di Vendola, dei suoi show davanti alla porta due di Mirafiori, ignorato dagli operai e osannato dai giornalisti
……
tratto d Liberazione
il 16 maggio abbiate almeno la decena di chiedere scusa!
Visto che i toui compagni di Torino non ti rispondono provo a risponderti io.
Ti confermo che l’intero gruppo consiliare del Prc a Torino non e’ricandidato. Perche’?
Il consigliere Cassano si e’ dimesso da capogruppo qualche tempo fa’ e un altro consigliere(non ricordo il nome)era in ballottaggio per la candidatura a sindaco della Fed ma e’ stato bocciato all’ultimo.
E’ probabile che siano questi i motivi.
Se vuoi posso darti un’ottima notizia,Michele Curto(il pupillo di Airaudo e’ in lista con SEL a Torino)cosi’ come Passoni(ex-Pdci e assessore al bilancio molto stimato)che ha ottenuto un ottima percentuale alle primarie.
Insomma per una Fed che ha deciso di sparire anche a Torino e di regalare migliaia di voti a SEL(anche se tutti ancora non se li merita,su questo sono onesto)c’e’ appunto un SEL che prendera un ottima percentuale.
Pensavo che l’opporunismo fosse una peculiarità tutta meridionale. Vedo che a Torino alcuni sono diventati dei veri maestri. Airaudo che ha fatto tutto quel chiasso in TV in occasione del referendum Fiat che sostiene(?) un portatore d’acqua di Marchionne. Dovreste vergognarvi.
….aaah e che belle parole da leghista di sinistra da quattro soldi!
l’opportunismo una peculiarita’ dei meridionali!
Poi scusa chi si dovrebbe vergognare?
Airaudo,Curto chi votera’ Sel o tutti insieme?
Buona rapida e inesorabile sparizione!
Se fossi cafone come te, adoperei il linguaggio di Grillo. Non è colpa mia se non possiedi il sentimento della vergogna, sottoprodotto dell’opportunismo.
Ripeto la domanda fino allo sfinimento …
posso sapere perche’ nessuno dei 4 consiglieri comunali uscenti del Prc a Torino e’ ricandidato?
Non sono stati candidati perche’ si voleva fare un po’ di ricambio?
Non si sono voluti candidare ma sostengono comunque il Prc?
Non si sono candidati perche’ sostengono altri partiti?
Insomma cazzo ma qualcuno vuole rispondere?
I blog servono a questo!
Non a fare copia e incolla di altri articoli!
Oggi giornatona di sondaggi.
Dopo Ipr anche Swg da un sondaggio per Bologna
L’indietro tutta di Pd e Pdl
Lega, Sel e grillini da boom
Rivoluzione negli orientamenti, che però non dovrebbe incidere sull’esito. L’esodo dai maxi partiti non premia gli schieramenti rivali
Il sondaggio realizzato da Swg per il Corriere certifica il crollo elettorale del Pd e del Pdl, una variazione che in parte viene però assorbita all’interno degli schieramenti elettorali. Se i risultati sui candidati a sindaco rispecchiano in qualche modo le previsioni della maggior parte degli osservatori, quelli sui partiti prefigurano un profondo cambiamento nei rapporti di forza e nei pesi elettorali.
Andiamo con ordine. Il Pd, in base al sondaggio, si attesta sul 34%, con una flessione del 7% rispetto alle elezioni regionali dell’anno scorso (prese il 41%), mentre perde sei punti rispetto al 39,9% delle ultime Comunali. In calo anche i dipietristi dell’Italia dei Valori che scendono dal 7,7% delle ultime Regionali al 4,5% del sondaggio di oggi (alle Comunali del 2009 avevano preso il 4,4%). L’unica forza in controtendenza è Sinistra e Libertà, resuscitata prima da Nichi Vendola e poi dal valore aggiunto di Amelia Frascaroli sul piano locale. In definitiva Sel che alle Comunali del 2009 aveva preso il 2,1% e alle Regionali del 2009 era arrivata al 3,4%, ora schizza al 7%. Complessivamente il centrosinistra è in flessione passando dal 54,2% delle ultime regionali al potenziale 47% di oggi.
Molto interessante infine l’analisi dei flussi di voto. Il Pd perde circa tre punti percentuale nei confronti di Sel, mentre altri tre punti li perde a favore del partito dell’astensione. L’Italia dei Valori cede tre punti percentuale al movimento dei grillini. Ma gli elettori puniscono severamente anche il Pdl che non ha brillato finora per la sua strategia elettorale. Rispetto alle ultime regionali, il sondaggio attribuisce al Pdl quasi dieci punti percentuali in meno (passa dal 25,2% al 16%). Continua invece la crescita della Lega Nord: alle comunali del 2008 il Carroccio prendeva il 3,1%, alle ultime regionali aveva preso l’8,6% mentre il sondaggio Swg di oggi l’accredita al 10,5%. Il centrodestra complessivamente scende dal 33,8% delle ultime regionali al 26,5%. A Bologna accade dunque il contrario di quello che avviene a livello nazionale. Così come nel Paese la perdita di consensi di Berlusconi non si traduce in più consensi per il Partito democratico, sotto le Due Torri il calo del Pd non premia il Pdl. Il 26,5% di bolognesi è pronto a votare fuori dai due poli principali: il 9% per la lista di Aldrovandi, il 9,5% per quella dei grillini, il 4,5% per quella di Corticelli, il 3,5% per altre liste. Anche qui è utile analizzare i flussi di voto. Il Pdl perde il 2% a favore della Lega Nord, il 2% a favore di Aldrovandi e il 3% a favore dell’astensione. I dati della rilevazione Swg raccontano di una mezza rivoluzione negli orientamenti dell’elettorato, ma non tale da provocare scossoni nella corsa finale. Una piccola buona notizia infine per Corticelli: il suo movimento «Bologna capitale» recupera un 2% di potenziali astenuti.
O. Ro.
Ricapitolando
Per Ipr
Fds 1%
Idv 4%
Socialisti 1%
Pd 38%
Sel 7%
Lega 16,5%
Pdl 16%
Destra 1%
Grillo 5,5%
Per Swg
FdS 1,5%
Idv 4,5%
Sel 7%
Pd 34%
Pdl 16%
Lega 10,5%
Civica (Udc-Fli-Api) 9%
M5S 9,5%
Civica per Bologna 4,5%
Altri 3,5%
elenco dei motivi per cui siamo arrivati a questo punto
1)Elelzioni europee,non avere accettato di fare una lista “Sinistra per l’europa” con
Verdi,Mps,Sd e anche il Psi.Certo non erano i migliori compagni di viaggio ma avremo avuto la possibilita’ di eleggere 1/2 eurodeputati e soprattutto avremo avuto 5 anni di finanziamenti … qualche milioni di euro perso per avere la bandierina da sventolare
2)Alle stesse elezioni provinciali e comunali in decine e decine di province e comuni Prc e Pdci si sono divisi.Risultato? fuori dai consigli!
Incredibile!Insieme avremo avuto un bel po’ di istituzionali in piu’!
La sparizione avra’/ha avuto effeti catostrofici!
3)A luglio si e’ lanciata la Fed!Ma doveva farsi a settembre 09 non a settembre 10!
un anno perso!Pesantissimo e irriparabile ritardo!
Perche’?
4)L’altalena delle alleanze
Siamo passati dal “mi alleo anche con il diavolo(Udc)pur di battere Berlusconi.
Poi no all’Udc.
Poi si a Vendola e alle primarie.
Poi no alle primarie.
Poi no a Vendola
Poi FdS e Sel insieme presentiamo un programma al resto del csx
Poi FdS Sel e Idv diano vita a una coalizione alternativa
Poi ma anche no al Fronte democratico
concordo con luca. il ragionamento di masella non fa i conti con la realtà. a parte il distinguo alleanze locali e nazionali che è sempre meno cogente. nel senso che è vero che le regioni non fanno le guerre, ma se è vero, come dice masella, che con il pd non si deve fare nemmeno una alleanza elettorale per battere berlusconi significa che la distanza tra noi e quel partito è talmente grande che non regge nemmeno l’alleanza locale. inoltre non regge nemmeno l’ipotetico polo con le altre forze che stanno a sinistra della fds. infatti tutte queste (pcl sinistra critica e rete dei comunisti) pongono come condizione la rottura in tutte le alleanze locali. ma, infine, la cosa più rilevante sta nel non voler vedere la realtà. il pd è in crisi, il paese è attraversato da movimenti e conflitti. se fosse vera la tesi che c’è una richiesta di sinistra più radicale, in questi anni se ne sarebbero avvantaggiate le forze con posizioni più di sinistra. non è così. se ne avvantaggia esclusivamente sel e cioè una forza politica che ha scelto l’internità del centrosinistra, con l’obiettivo di condizionarlo a sinistra. si può non condividere, e io non condivido, ma questa è la realtà.da qui occorre partire, magari riconoscendo qualche errore che claudio, giustamente, da tempo ci invita a fare.
1) La realtà è che con questa linea siamo arrivati all’1,5% ! Dal 3,4% delle Europee quando, anche per la legge proporzionale, non avemmo bisogno di fare nessuna alleanza col Pd ! Questa è la realtà dei dati, compagno. Almeno Bertinotti questa realtà la riconosceva.
2) Perchè travisi il mio pensiero, compagno ? Non è un bel modo di discutere fra comunisti. Chi ha mai detto che io non farei nessuna alleanza elettorale col Pd ? Dove lìahi letto ? Leggi bene il mio commento, per favore ! Politica si fa con le virgole e con i punti, non tanto al chilo. Io ho detto, e ripeto e su ciò vorrei la contestazione, che abbiamo sbagliato a fare o a proporre l’accordo elettorale tropppo presto rispetto alla elezioni, perchè abbiamo creduto che le elezioni anticipate ci fossero da un momento all’altro ! Ho detto, e ripetuto, che avremmo dovuto fare come facemmo con la desistenza nel ’96, fatta all’ultimo minuto dopo persino la rottura con Dini del ’95. Si può contestare questa mia posizione (anche perchè i tempi di oggi e il Prc di oggi sono diversi da quegli anni), ma è questa e non altra la posizione da contestare, se si vuole fare politica seriamente.
sei un po nervoso. io ho detto la mia, senza pretese. vedo però che non mi rispondi nel merito. il tuo ragionamento, se ho ben capito, è che la Fds dovrebbe svoltare a “sinistra”. a me non sembra questo il problema per il semplice motivo che l’elettorato che in questi anni è uscito dal pd o dall’idv non è andato nè sulla fds, nè su pcl, nè su sc, ma verso sel che è interna al centrosinistra. il ragionamento del risultato delle europee, che tu porti a sostegno delle tue tesi, conferma, viceversa, quello che dico io. nel 2009 sel non era ancora affermata e arriva al 3,1 a fronte del 3,4 della fds. adesso, stando ai sondaggi, la fds è scesa e sel è aumentata. non ti pare che quegli elettori si siano trasferiti dalla fds a sel? inoltre una coalizione con sc, pcl, rete dei comunisti, come proponi tu è possibile solo se si rompono tutte le alleanze locali e non si fa nessun fronte anche solo elettorale per battere berlusconi. o mi sbaglio?
Non sono per niete nervoso. E’ che tu fai politica con la propaganda di basso livello e pure nascondendoti nell’anonimato, e non con la riflessione seria. E in più travisi il pensiero degli altri. Dici che io sono contro qualunque accordo elettorale col Pd e dici il falso. Dici che io propongo una coalizione di tutti i partiti a sinistra della Fds e dici il falso. Non si fa politica con le intepretazioni e con le polemicucce strumentali. Così si dimostra solo tutta la debolezza delle proprie tesi. E si contribuisce allo sfascio.
ma perché parti per la tangente? perché non rispondi nel merito? devo dedurre che sei a corto di argomenti
Io non parto per la tangente. Io non discuto con te che continui a dire il falso sul mio conto e su ciò che penso e scrivo io. Se vuoi discutere con me devi smetterla di interpretare il mio pensiero ma devi attenerti a ciò che scrivo nero su bianco, da sempre. Altrimenti non si può fare nessuna discussione.
Vorrei dire la mia,io non sono affatto contento del fronte democratico,alleanza con il pd,idv,sel,udc o terzo polo. Non sono d’accordo in quanto:il pd e’ favore alla guerra,e’ favorevole alla privatizzazione dell’acqua,e’ favorevole ai finanziamenti alla scuola privata pubblica,ed e’ favorevole al progetto di marchionne.
E’ vero che attuamente la fds e’ un partito piccolo,ma inseguendo un partito, che tre anni fa ci caccio’ dalla alleanza per creare il bipolarismo e per la prima volta un partito e’ stato estromesso dal parlamento,resteremo sempre piccoli,perche e’ facilissimo da capire ,la gente non capisce la linea politica della fds cioe’ da un lato si critica il pd e dall’altra si ci chiede oci si fa appelli al pd.
dico l’ultima :la politica deve essere semplice e trasparente,parlare chiaro con chi deve stare e non criticare,quindi se noi della fds abbiamo una linea politica del tutto diversa dal pd bisogna con coraggio fare un taglio netto come hanno fatto a torino,napoli,salerno ect.
continuando cosi’ fare tatticismi o pensare che con il 2% e andando al parlamento cessano i nostri problemi e’ sbagliato,l’es? i radicali sono al governo ma non hanno aumentato i consensi anzi penso sono diminuiti.
chiedo alla dirigenza della fds di riflettere bene,cioe’ bisogna riflettere come puo’ avere consensi come si puo’ crescere,si puo’ crescere soltanto tagliando nettamente dal pd altrimenti indirettamrnte siamo complici della politica distruttiva nei confronti della popolazione fatta dal pd.
grazie borgogni costantino
A Yuri Gagarin
Il 12 aprile del 1961 Yuri Gagarin è il primo uomo nello spazio.
Lanciata alle 9.07, ora di Mosca dal cosmodromo di Bajkonur, la navicella spaziale Vostok 1, la prima progettata per portare un uomo, compì in 88 minuti un giro dell’orbita terrestre per atterrare in URSS alle 10.20, riportando il suo pilota sano e salvo, acclamato come un eroe di tutti i popoli.
Gli occhi del mondo si rivolsero all’Unione Sovietica e alla sua storica impresa; l’occidente scommetteva in una clamorosa disfatta che avrebbe umiliato l’URSS davanti ai riflettori del mondo intero. Ma non fu così. Appena giunto in orbita Gagarin poté vedere ciò che prima nessun uomo aveva mai visto. “La Terra è bellissima, è azzurra, non ci sono confini né frontiere.”
La missione riuscì perfettamente segnando agli occhi del mondo intero la grandezza e la potenza di una nazione, che pochi anni prima aveva schiacciato il nemico fascista subendo la perdita di milioni di vite umane e la distruzione di un intero paese.
Il 16 aprile del 1961 l’Unione Sovietica vinse la sfida dello spazio. Il PCUS in un messaggio inviato al mondo intero dichiarò di “porre le realizzazioni sovietiche al servizio dell’umanità”, proclamando lo spazio luogo non soggetto alla sovranità di nessun paese, inviando a tutto il mondo un appello alla pace e al disarmo sulla terra. Pochi giorni dopo gli Stati Uniti subirono il secondo smacco. Lo sbarco alla Baia dei Porci che avrebbe dovuto portare alla sollevazione della popolazione cubana contro Fidel Castro, si risolse in una sconfitta bruciante.
Il Presidente Kennedy, per recuperare la fiducia del popolo americano e del mondo intero negli Stati Uniti, annunciò l’inizio del programma spaziale americano, puntando allo sbarco sulla Luna.
Ma prima che questo accadesse (e i dubbi di molti scienziati e studiosi al riguardo sono ancora molti) l’Unione Sovietica impose ulteriori traguardi, con Valentina Tereškova prima donna nello spazio, Alexei Leonov il primo uomo che uscì dalla navicella spaziale per fare una “passeggiata” nello spazio, nel 1968 per la prima volta ci fu l’aggancio di due navicelle: la Soyuz 4 la Soyuz 5 si incontrarono in orbita con i cosmonauti Aleksei Yeliseyev ed Ievgeny Khrunov, senza dimenticare i successi di satelliti e navicelle senza uomini. Ai progressi della scienza contribuirono purtroppo anche tragedie, come la morte di Komarov a bordo della prima Soyuz, missione per la quale proprio Gagarin fu scartato nella scelta del cosmonauta.
In anni in cui si parla dell’Unione Sovietica come del male assoluto, in cui ogni giorno si celebra la vittoria del capitalismo e dell’occidente sul socialismo reale, è bene ricordare quanta ipocrisia e quanta superficialità ci sia nel trattare questo argomento storico, con gli occhi della propaganda a cui assistiamo costantemente.
La sfida lanciata al mondo dall’Unione Sovietica con il volo nello spazio di Yuri Gagarin è la prova del progresso che l’URSS ed il sistema socialista imposero al mondo intero. In campo scientifico, culturale, sociale l’Unione Sovietica assicurò la presenza di un modello economico e di sviluppo con il quale il sistema capitalista fu costretto a confrontarsi. Senza l’Unione Sovietica non ci sarebbe stata la conquista dello spazio, non ci sarebbero i diritti sociali che oggi, non a caso, vengono continuamente smantellati, l’umanità non avrebbe vissuto un periodo di pace così lungo, certamente molto maggiore di quello che stiamo vivendo oggi. Tanto ancora bisognerà studiare e approfondire sull’URSS, capire come anche quel sistema mostrò le sue crepe finendo nella stagnazione e nel pantano che portò alla sua fine.
Ma, come la data del 12 aprile del 1961 dimostra, non si può che guardare a quell’esperienza storica in modo positivo, perché per la prima volta nella storia l’uomo scelse il suo destino, senza padroni e senza sfruttati, impegnandosi nel tentativo di costruzione effettiva di quella che tutti consideravano un’utopia.
Un uomo, figlio di un operaio, diventa il primo uomo nello spazio. Un caso non isolato in un sistema che nel complesso ha elevato milioni di persone dalla loro condizione, che ha dato dignità ad un popolo prima di allora schiavo di un sistema feudale e brutale.
A Yuri Gagarin , figlio dell’ottobre rosso!
NOTIZIA IMPORTANTE
Le amministrative per la Fed andranno benone!
Se per Grassi si deve calcolare lo scarto tra Sel e FdS stiamo andando alla grande!
A Bologna la Fed e’ vero che e’ all’1/1,5% ma Sel e’ solo al 7%!
Mentre invece qualche settimana fa’ diceva che poteva prendere anche l’8/9%!
Quindi da uno scarto di 7/8% siamo passati a solo 6%!!!
Evviva!
Poi che noi non saremo neanche presenti nl consiglio comunale di Bologna … vabe’ quello e’ un altro conto!
Chi se ne frega!Tanto noi abbiamo come modello Dempcrazia Proletaria!
Ripeto la domanda fino allo sfinimento …
posso sapere perche’ nessuno dei 4 consiglieri comunali uscenti del Prc a Torino e’ ricandidato?
Non sono stati candidati perche’ si voleva fare un po’ di ricambio?
Non si sono voluti candidare ma sostengono comunque il Prc?
Non si sono candidati perche’ sostengono altri partiti?
Insomma cazzo ma qualcuno vuole rispondere?
I blog servono a questo!
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Virginio Merola lotta per vincere al primo turno, “in bilico” nel nuovo sondaggio Ipr Marketing attorno al 51%. Dietro di lui il leghista Manes Bernardini si piazza secondo al 33% e Stefano Aldrovandi, civico sostenuto dal Terzo polo, resta all’8%, sotto la soglia del 12%, ottenuta da Giorgio Guazzaloca alle ultime amministrative. Tra i partiti risulta in crollo il Pdl, con un 16% che rappresenta quasi il 10% in meno rispetto alle ultime regionali. Anche le amministrative 2009 portarono al partito del premier il 15,4%, ma allora era in campo il civico Alfredo Cazzola che raccolse quasi il 10% dei voti con la sua lista civica sempre nel terreno del centro destra.
LEGGI Le spese elettorali dei candidati
A un mese dal voto, la fotografia scattata da Ipr Marketing in un sondaggio commissionato dalla segreteria nazionale del Pd incoraggia Merola, ma non scioglie del tutto le riserve. “Esiste comunque una “forchetta” nei risultati dei sondaggi – spiega il direttore di Ipr marketing, Antonio Noto – quindi anche se il risultato è 51% per Merola questo significa che le percentuali oscillano tra 49 e 53%”.
Tra i sondaggi in circolazione in questi giorni infatti ce n’è anche uno che colloca Merola in una forbice poco sotto il 50%, dopo la rilevazione commissionata da Daniele Corticelli e realizzata da Demoskopea che collocava il candidato Pd al 36,7% con un 40,7% di indecisi.
Con la rilevazione effettuata tra sabato e lunedì, su un campione di 1.000 elettori selezionati per età, sesso e residenza e poi elaborati col sistema Cati, Ipr Marketing ha “scattato una fotografia della situazione a un mese dal voto”, precisa Noto. Cioè si dà ai candidati la “griglia di partenza” prima della corsa finale all’ultima preferenza.
Il Pd mantiene più o meno il suo ultimo risultato, con un calo contenuto (38% contro 39,9% del 2009 e 40,97% delle ultime regionali) quindi la possibilità di passare al primo turno di Virginio Merola sono legate a doppio filo alla performance della lista di Amelia Frascaroli. Il sondaggio Ipr le attribuisce un 7% ben oltre l’Idv (il partito di Di Pietro fermo al 4%) superiore anche alla somma dei partiti che appoggiano la “primarista”. Oggi si corre per un risultato determinante per la coalizione. Stabile la Federazione della sinistra che passa dall’1,8% del 2009 all’1% di questo sondaggio. “Più i partiti sono piccoli e i numeri sono bassi, più è difficile calcolare la “forchetta” – dice Noto – più i numeri sono alti e maggiore è l’oscillazione”. Questa tendenza sarebbe confermata da rilevazioni nazionali dei partiti della coalizione. Alle prossime elezioni mancano all’appello anche le liste di Bologna Città Libera di Valerio Monteventi e la lista civica Pasquino per Bologna, un 4% di voti sempre concentrati a sinistra.
Sempre più ago della bilancia i “grillini” del Movimento 5 stelle, che non eguagliano però la performance delle ultime regionali, quando Giovanni Favia portò a casa il 9,3% a Bologna. Oggi il candidato “debuttante” Massimo Bugani può contare sul 5,5% degli intervistati da Ipr Marketing, piazzandosi comunque quarto e con il 2% in più rispetto alle ultime amministrative. Una crescita che “pesca” soprattutto nell’elettorato di centro sinistra e che quindi può mandare Merola al ballottaggio anche per pochissimi voti.
In caso di ballottaggio, secondo questa rilevazione, sarebbe Manes Bernardini a piazzarsi secondo col 33%, (anche in altri sondaggi dove il leghista prende meno consensi, comunque supera abbondantemente Aldrovandi). La coalizione di centro destra quindi guadagnerebbe un po’ (Cazzola si fermò al 29,1%) ma sarebbe a tutto vantaggio della Lega. Il partito di Bossi, che esprime anche il candidato sindaco, registra un vero e proprio boom sotto le Due Torri. Dal 3,1% del primo turno delle amministrative 2009 e dall’8,6% dello scorso anno il Carroccio vola al 16,5% di oggi, superando anche il Pdl. Per il partito del premier una brusca frenata, che in questo caso si tradurrebbe anche in un numero molto più basso di consiglieri comunali (questa volta ne verranno appena 36).
Stefano Aldrovandi, invece, civico sostenuto dal Terzo polo e appoggiato anche dall’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, non riesce a “sfondare”. Nel sondaggio Ipr Marketing si ferma all’8%, in altre rilevazioni raggiunge una percentuale maggiore, ma comunque si attesta al di sotto del 12,7% raggiunto da Guazzaloca nel 2009. Daniele Corticelli si ferma al 2%, molto lontano dal secondo posto e in forse anche per entrare in consiglio.
……………… addio
metto solo i risultati dei partiti così è più chiaro:
elezioni comune di Bologna
sondaggio Ipr
Fds 1
Idv 4
Socialisti 1
Pd 38
Sel 7
Lega 16,5
Pdl 16
Destra 1
Grillo 5,5
metto solo i risultati dei partiti così è più chiaro:
elezioni comune di Bologna
sondaggio SWJ
Fds 4
Idv 4
Socialisti 1
Pd 37
Sel 4
Lega 16,5
Pdl 16
Destra 1
Grillo 5,5
ahahahahh, dove l’hai trovato?
E’ un sondaggio SWJ, ripeto, SWX.
Di comunisti dalle “frasi scarlatte”, come direbbe Gramsci, ce ne sono tanti in Italia. Pcl, Sinistra critica, Rete dei Comunisti, Sinistra popolare, Carc, Pmli…. ognuno più comunista dell’altro peccato, che abbiano un consenso pari a zero. I primi che girano alla larga da queste sigle sono proprio i lavoratori che, con la loro concretezza, ne riconoscono subito l’inutilità. D’altra parte basta rieleggere Gramsci, Togliatti, Berlinguer (chissà se quella compagna su Fb conosce minimamente quello che ha scritto e ha fatto), per capire, al contrario di quanto tu scrivi, il ripudio di questi grandi comunisti a qualsiasi forma di settarismo. La loro pervicacia ne cogliere le differenze, persino le sfumature tra gli avversari in modo da sfruttarne tutte le contraddizioni. La loro insistenza, sempre, verso una politica di alleanze. La loro tensione, sempre, all’unità. Purtroppo questa modalità di fare politica è stata smarrita dai comunisti, ed è per questo che il loro consenso si è ridotto al livello del prefisso telefonico. Vedo nel tuo commento una reazione paranoica. “Siamo messi male perché sono tutti contro di noi”, “tutti gli altri sono complici dcel nemico”. Questi ragionamenti fanno la cifra di una politica ormai autistica che rimuove i problemi e, alla fine, c’è una giustificazione per tutto: “se andiamo male non è perché sbagliamo, perché gli altri ci censurano, non ci capiscono, etc…” Con questo modo di ragionare si arriva alla pericolosa conclusione (che contraddistingue tutti i piccoli gruppi, oserei dire le sette) che se hai poco consenso non è colpa tua, ma degli altri. Io penso esattamente il contrario. Il problema siamo noi, con le nostre continue divisioni, con le nostre supponenze, con le nostre rigidità. Bisogna ascoltare di più le persone “normali” e se fanno determinate scelte, o non scelte, non è perché sono tutti deficenti, ma, forse, perché noi non siamo credibili.
se, come su FB ci fosse il pulsante “mi piace”, cliccherei. Concordo in pieno, hai individuato il punto
No scusate vedo che c’e’ un equivoco …
anche il 2 commento e’ tratto dal profilo di Ferrero,non e’ mio!
Rileggendo non capivo la tua risposta e ho capito che si confonde.
Grazie per l’attenzione per quello che ho postato ma ripeto sono tutti commenti altrui
Bravo Giuseppe.
Concordo totalmente sulla critica al difetto di incolpare altri per i propri problemi. Ma la PRIMA RAGIONE della nostra situazione catastrofica di oggi non è l’assenza di una politica unitaria e di alleanze, MA E’, AL CONTRARIO, il crollo di credibilità della partecipazione al governo Prodi, cioè di un eccesso di politica unitaria. Se non si riesce a capire ciò non si riuscirà mai a risalire la china. Prima dell’alleanza organica col Pd, avviata da Bertinotti col congresso di Venezia, il Prc era attorno al 6%. E cio, nonostante la scissione devastante subita nel 1998 dal Pdci. Pdci, che nonostante la sua linea di unità, di alleanze, nonostante i richiami storici continui (e i travisamenti strumentali) al Pci di Gramsci, di Togliatti e di Berlinguer, nonostante la roboante agitazione cossuttiana del “partito di massa”, nonostante il sostegno avuto dal Pds di D’Alema; non ha mai raggiunto il 2%.
Quando il Prc ruppe col primo governo Prodi, dopo un primo momento difficilissimo, riusci a risalire la china con una politica di piena autonomia e distinzione dal Pds e di costruzione di movimenti di lotta. Quando il Prc cambio questa linea col congresso di Venezia, tradendo tutta la sua natura antagonista, e ha seguito in sostanza la linea politica del Pdci di anni prima (ricevendo dopo Venezia non a caso gli aprrezzamenti e gli incoraggiamenti di Cossutta) si è suicidato nel secondo governo Prodi.
Questi sono i fatti incontrovertibili della realtà. Io credo che l’errore principale che possano fare dei comunisti, che sono dei marxisti e quindi non credono nell’aldilà ma nell’aldiquà, è di non adeguare la linea politica alla realtà, facendosi offuscare dalla propria visione ideologica.
Ho dato un occhiata al profilo FB di Paolo Ferrero e’ ho trovato commenti che mi hanno terrorizato!
Siamo diventati una brutta di Democrazia Proletaria?
C’e’ gente che scrive cose del genere
Caro Segretario,sono comunista…comunista, capito?Non democratica di sinistra, verdina con sfumature rosate, socialdemocratica con visione europeista.Io, di Berlinguer vado ancora fiera e quando vedo una foto del Che ancora mi emoziono.Son…o comunista, non me ne vergogno e quando mi date dell’intollerante di sinistra io sorrido perché la mia intolleranza è reale, palpabile, così come il mio essere rigida di fronte alle ingiustizie, ai soprusi e ai doppiogiochisti.Sono comunista e non mi sento superata dalla storia perché ho dei valori e degli ideali.Sono comunista fino allo snobismo, fino alla supponenza, fino all’odiosa impennata di orgoglio elitario che non ci rende gran bene.Sono comunista, dalle mani pulite e dalle tasche vuote, senza troppi compromessi ma almeno dalla coscienza immacolata.Io sono c o m u n i s t a e come tale voglio continuare a rispecchiarmi nel mio partito senza se e senza ma….sono comunista e con i comunisti voglio rimanere e dico a No a qualsiasi alleanza con partiti di centrosinistra(cosa hanno di sinistra mi chiedo ).Un saluto a pugno chiuso,compagna Manu.Fiduciosa di una sua risposta.
se ci si allea con il pd non siamo credibili davanti agli occhi delle persone…vogliamo finire questa politica ipocrita e parassitaria…..
andrea un comunista terrorizzato, da chi fieramente rivendica l’essere comunista rigido?; forse andrea vorrebbe comunisti malleabili e modellabili da coloro che hanno rinnegato l’ideale comunista e la società egualitaria per cui i comunisti da sempre lottano; certo la coerenza dei comunisti non ha diritto di rappresentanza nei salotti borghesi della tv; accoglienza mediatica che i rinnegati ricevono a braccia aperte; il chierichetto fazio che percepisce una vagonata di milioni, ci definisce inestistenti in italia, le altre reti ospitano volentieri vendola l’affabulatore emulo di dulcamara, che plaude alla no fly zone; il tg3 rai che ignora rifondazione e la fed, sponsorizza la guerra imperilaista e assume il ruolo di embedded; tutto ciò non ti terrorizza andrea?, e ti terrorizza una compagna che rivendica con orgoglio l’autonomia e la libertà di azione dei comunisti?; non è per caso che auspichi una fed appendice del pd e di sel?; e che dovremmo vergognarci di essere comunisti, e di rivendicarlo con orgoglio?
Di comunisti dalle “frasi scarlatte”, come direbbe Gramsci, ce ne sono tanti in Italia. Pcl, Sinistra critica, Rete dei Comunisti, Sinistra popolare, Carc, Pmli…. ognuno più comunista dell’altro peccato, che abbiano un consenso pari a zero. I primi che girano alla larga da queste sigle sono proprio i lavoratori che, con la loro concretezza, ne riconoscono subito l’inutilità. D’altra parte basta rieleggere Gramsci, Togliatti, Berlinguer (chissà se quella compagna su Fb conosce minimamente quello che ha scritto e ha fatto), per capire, al contrario di quanto tu scrivi, il ripudio di questi grandi comunisti a qualsiasi forma di settarismo. La loro pervicacia ne cogliere le differenze, persino le sfumature tra gli avversari in modo da sfruttarne tutte le contraddizioni. La loro insistenza, sempre, verso una politica di alleanze. La loro tensione, sempre, all’unità. Purtroppo questa modalità di fare politica è stata smarrita dai comunisti, ed è per questo che il loro consenso si è ridotto al livello del prefisso telefonico. Vedo nel tuo commento una reazione paranoica. “Siamo messi male perché sono tutti contro di noi”, “tutti gli altri sono complici dcel nemico”. Questi ragionamenti fanno la cifra di una politica ormai autistica che rimuove i problemi e, alla fine, c’è una giustificazione per tutto: “se andiamo male non è perché sbagliamo, perché gli altri ci censurano, non ci capiscono, etc…” Con questo modo di ragionare si arriva alla pericolosa conclusione (che contraddistingue tutti i piccoli gruppi, oserei dire le sette) che se hai poco consenso non è colpa tua, ma degli altri. Io penso esattamente il contrario. Il problema siamo noi, con le nostre continue divisioni, con le nostre supponenze, con le nostre rigidità. Bisogna ascoltare di più le persone “normali” e se fanno determinate scelte, o non scelte, non è perché sono tutti deficenti, ma, forse, perché noi non siamo credibili.
Concordo totalmente sulla critica al difetto di incolpare altri per i propri problemi. Ma la PRIMA RAGIONE della nostra situazione catastrofica di oggi non è l’assenza di una politica unitaria e di alleanze, MA E’, AL CONTRARIO, il crollo di credibilità della partecipazione al governo Prodi, cioè di un eccesso di politica unitaria. Se non si riesce a capire ciò non si riuscirà mai a risalire la china. Prima dell’alleanza organica col Pd, avviata da Bertinotti col congresso di Venezia, il Prc era attorno al 6%. E cio, nonostante la scissione devastante subita nel 1998 dal Pdci. Pdci, che nonostante la sua linea di unità, di alleanze, nonostante i richiami storici continui (e i travisamenti strumentali) al Pci di Gramsci, di Togliatti e di Berlinguer, nonostante la roboante agitazione cossuttiana del “partito di massa”, nonostante il sostegno avuto dal Pds di D’Alema; non ha mai raggiunto il 2%.
Quando il Prc ruppe col primo governo Prodi, dopo un primo momento difficilissimo, riusci a risalire la china con una politica di piena autonomia e distinzione dal Pds e di costruzione di movimenti di lotta. Quando il Prc cambio questa linea col congresso di Venezia, tradendo tutta la sua natura antagonista, e ha seguito in sostanza la linea politica del Pdci di anni prima (ricevendo dopo Venezia non a caso gli aprrezzamenti e gli incoraggiamenti di Cossutta) si è suicidato nel secondo governo Prodi.
Questi sono i fatti incontrovertibili della realtà. Io credo che l’errore principale che possano fare dei comunisti, che sono dei marxisti e quindi non credono nell’aldilà ma nell’aldiquà, è di non adeguare la linea politica alla realtà, facendosi offuscare dalla propria visione ideologica.
Leonardo tu scrivi che l’errore principale che possano fare dei comunisti,è di non adeguare la linea politica alla realtà, facendosi offuscare dalla propria visione ideologica.
OK, allora sei pronto a spiegare al potenziale elettorato che un partito comunista in italia oggi non ha come obiettivo il comunismo, ma una politica che ispirandosi ai pronicipi del comunismo, limiti i danni delle politiche liberiste e capitaliste?
Non tutti l’hanno capito….
@ giuseppe: non credo affatto che il prc va male perchè viene censurato; il prc sconta purtroppo la nefasta politica di alleanze che lo ha portato a sostenere per ben due volte il governo prodi, e la seconda volta del governo ne ha fatto pure parte; e nonostante la politica antipopolare del governo, soprattutto del governo in cui a decidere la politica economica era padoa schioppa che irrideva i giovani chiamandoli bamboccioni, il prc non si schiodava dalle poltrone di governo nemmeno a cannonate; quella subalternità al governo prettamente borghese, è stata la causa principe della disaffezione dell’elettorato popolare verso il prc, ed è stata una delle motivazioni per cui tanti compagni hanno abbandonato rifo e scelto o l’astensionismo o di votare pcl e sinistra critica; le alleanze si devono fare ma rivendicando l’autonomia e la libertà di azione dei comunisti, cosa che invece il partito non ha per nulla fatto; in questo dimenticando l’indicazione di lenin che il sostegno agli alleati era da considerarsi come la corda sostiene l’impiccato; e non si venga a dire che lenin è superato; affermarlo è solo una colossale sciocchezza; la nascita del pcl e di sinistra critica è da addebitare alla scellerata politica e direzione della cricca di bertinotti, e dico cricca, perchè solo una cricca poteva programmare lo scioglimento del partito, per una ben distinta formazione opportunista molto gradita alla fazione della borghesia capitalista, che si oppone al razionario e razzista di arcore, non per fare dell’italia un paese di eguali e solidale, ma per occuparne il più alto scranno di governo, senza soluzione di continuità per quanto riguarda la politica sociale antipopolare; è vero occorre lavorare innanzi tutto per porre fine alla diaspora comunista, rifondazione ha una consistente base e forza per avviare questo percorso; lo dimostri con aperture al dialogo su un programma condivisibile, il non farlo equivale ad una pretesa di autosufficienza, ed essa si anche un pò settaria.
Sottoscrivo il post lasciato da Manu sulla bacheca di fb di Paolo Ferrero..
La situazione nel paese è disastrosa e nel breve periodo andrà a peggiorare;tutto ciò che fu teorizzato alla fine dell ottocento sul capitalismo da Marx lo stiamo vivendo di persona,la globalizzazione,il libero mercato,lavori sempre più flessibili ecc ecc sono all odg non abbiamo nessuna prospettiva per il futuro.
Lo stato dell’arte è davanti a l’ occhi di tutti,la storia ci stà dando ragione e per questo dovremmo avere una prateria di consensi ma non l avremo mai se non si cerca di ricostruire un partito comunista unico alternativo al sistema,anzi, continuando cosi perderemo anche i pochi voti rimasti.Non possiamo dire un giorno di essere l alternativa a queste politiche neo liberiste e il giorno dopo conformarsi a esse,.,Ormai è chiaro anche ai sassi che il pd di sinistra non ha più nemmeno l ombra(sarà un caso che sentiamo dire che sono tutti uguali e che per l appunto il secondo partito in italia è quello dell astensionismo), nonostante ciò ci ostiniamo a farci alleanze;il caso di Siena è clamoroso , il compagno Grassi presumo sappia a cosa mi riferisco ,senza spiegare nel dettaglio a terzi cosa è successo,possiamo dire che l accordo è stato siglato andando contro il volere della maggior parte dei compagni del territorio con il rischio per di più che la federazione senese venisse commissariata ..detto questo non stupiamoci se non otteniamo consenso e se perdiamo anche pezzi per la strada,i nostri dirigenti fanno scappare anche chi ancora non vuole piegare la testa,se a Siena non abbiamo sfasciato il partito è solo perche noi al contrario di qualcuno non abbiamo smesso di lottare contro un sistema che non ci appartiene.
Incarico eccellente per il ferrarese Roberto Soffritti. L’ex sindaco di Ferrara, attuale tesoriere nazionale del Pdci, è stato nominato presidente del consiglio d’amministrazione di Metronapoli, la società del Comune di Napoli che gestisce il trasporto pubblico locale su ferro.
L’ex deputato dei comunisti italiani non è nuovo nel settore dei trasporti, essendo già stato presidente della Fer.
Devo continuare?Con tutti i menbri di vari cda in Toscana,Umbria e Emilia?
Se ti va, continua pure. Non è reato presiedere una società comunale, anzi, mi sento di fare gli auguri al compagno del Pdci, al quale auguro di riuscire a migliorare il servizio pubblico.
…. ah ma non lo devi dire certo a me ma ai tuoi compagni del Prc-Torino che si sono scandalizzati perche’ Sel ha chiuso un accordo con Fassino anche in vista del rinnovo dei Cda delle municipalizzate di Torino.
Non siete daccordo neanche tra di voi!
Meno male che me ne sono uscito da sta’ pagliacciata che e’ diventata il Prc con Ferrero!
PATRITO E CALLIANO (FDS): SEL A TORINO SI SVENDE PER QUALCHE POSTO NEI CDA? E’ QUESTA LA NUOVA NARRAZIONE PER L’ITALIA?
“La narrazione di SeL per il cambiamento dell’Italia e contro il poliiticismo finisce a Torino dove il partito di Vendola invece che di accordi su lavoro e acqua pubblica, si vanta con una nota stampa di un accordo per delle possibili future poltrone in consigli d’amministrazione delle società partecipate. Siamo distanti da chi divide il popolo della sinistra preferendo i rapporti con il Pd solo per una garanzia di posti”, sottolineano Renato Patrito e Mao Calliano della Federazione della Sinistra.
Torino, 13 Aprile 2011
Comunicato Sel
Accordo sulla Circoscrizione 10 con il PD. Riconoscimento di SEL nelle società partecipate
Oggi abbiamo ultimato con il Partito Democratico la definizione della candidature alle presidenze di Circoscrizione di Torino per la coalizione di centrosinistra, avanzando la candidatura di Marco Novello per la circoscrizione di Mirafiori sud.
Abbiamo ritenuto che la scelta di mantenere la continuità nel governo da parte nostra della Decima Circoscrizione sia di grande responsabilità da parte di SEL, in un quadro complessivo che potrebbe vedere in questo momento un riconoscimento non proporzionato al potenziale che possiamo esprimere.
A questo riguardo il candidato a sindaco Piero Fassino, a valorizzazione del nostro ruolo fondamentale all’interno della coalizione, ha garantito da subito un coinvolgimento riconoscibile delle competenze di SEL nel futuro assetto delle società partecipate.
Monica Cerutti, Titti Disalvo, Fabio Lavagno, Luca Robotti
I cda delle municipalizzate servono a dare indirizzi “politici” alle societa’.
A Napoli il consigliere d’amministrazione della societa’ dell’acqua in quota Prc fa questo.
A Milano,sperando nella vittoria di Pisapia,ci sara’ sicuramente posto per rappresentati del Prc nei Cda delle societa’.Mi sembra ovvio,scontato e dovereso.
E cosi’ accade in tante altre realta’,giustamente.
… aaah come voi eventualmente non chiederete posti nei Cda a Bologna,Napoli,Milano,Siena,Lucca,Ravenna e devo continuare?
OOOH scendete dal piedistallo!
Abbiate un po’ di senso della realta’!!!
Squallidissimi Patrito e Calliano!!! Eravate già pronti a fare un accordo con Fassino per le cicoscrizioni, ma quando avete proposto il nome di Chieppa vi hanno detto di no! Altrimenti vi sareste acconciati peggio di Sel! Ma credete che siamo cretini??? E poi il Pdci che ha messo uno di Ferrara, Soffritti, tesoriere nazionale, nell’azienda trasporti di Napoli! Andatevi a nascondere!
NAPOLI – Nominato il nuovo consiglio d’amministrazione dell’Arin, la società partecipata dal Comune di Napoli che gestisce le risorse idriche nel capoluogo partenopeo. Secondo indiscrezioni raccolte dal «Velino», è stato confermato il presidente uscente Maurizio Barracco. Entrano poi due esponenti della sinistra come garanzia per la mancata privatizzazione dell’acqua: il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Peppe De Cristofaro, e Domenico De Falco, coordinatore dell’associazione “Tintidirosso”; completano il cda a cinque membri: Peppe Ferrara della segreteria Uil Campania e Maria Grazia Falciatore, ex capo di gabinetto dell’presidente della Regione e attuale commissario straordinario dell’Asl Napoli 1 scaduto lo scorso 30 giugno. Presidente del Collegio Sindacale è Giovanni Battaglia. Fa rumore la nomina della Falciatore, fedelissima dell’ex governatore. Nei mesi difficili della gestione economica dell’Asl Napoli 1, con il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti, affidò una consulenza record di 120mila euro al Dipartimento di sociologia dell’Università Federico II di Napoli. Il
Mi chiedo se davvero abbia un senso continuare a far parte dell’Unione Europea” ha affermato il ministro dell’Interno Maroni. L’emergenza riguarda solo poche migliaia di persone ma solleva questioni politiche, economiche, culturali e umanitarie.
In una situazione di guerra e rivolta, si può distinguere fra clandestini e rifugiati? La gestione degli immigrati sbarcati sulle nostre coste è un problema europeo o solo italiano? E l’Europa è davvero colpevole di aver abbandonato l’Italia? Oppure l’attacco del Governo all’UE è solo un modo per mascherare l’incapacità di gestire questa emergenza?
Ospiti di Michele Santoro: il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola, il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, la leader dei Radicali italiani Emma Bonino e il vicedirettore del Giornale Nicola Porro
Il ragionamento e la domanda di Andrea era semplice e chiara. La risposta di Grassi a quella domanda e assai confusa. Quello che mi colpisce è la distanza dalla realtà. Grassi non conosce lo stato del suo partito nei territori, neppure quello del PdCI. Come al solito si preferisce fare dietrologia e le scelte vengono rimandate. Se non ci sarà la presa d’atto della realtà e il cimento della ricostruzione, non ci sarà più un soggetto comunista in Italia. Ma forse è proprio quello che si vuole.
E sentiamo un po’ come e’ lo stato delle cose nei territori per Prc e Pdci?
lidia non lo sa.
E tu lo sai?
Pessimo.
appunto perchè la gatta frettolosa etc,etc, ritengo che il pietire alleanze con vendola non porta da nessuna parte, ma è probabile che quanti come me, usciti da rifo, sono tentati di rientrarvi, ci ripensino un bel pò; quell’inseguire spasmodicamente la rappresentanza istituzionale, anche se importante, frena le potenzialità del corpo militante; l’obiettivo deve essere prioritariamente il radicamento sociale dai quartieri ai luoghi di lavoro; e rifondazione s’è mossa con coerenza accanto agli operai nel caso fiat ed oltre; ma appunto perchè sel si è schierata a torino con fassino e quindi con marchionne, ed a napoli ha preferito allearsi col pd, chiudendo la porta in faccia alla sinistra di alternativa sociale e politica, che bisogna dedurre che sel non potrà mai essere di nessun aiuto per cambiare lo stato presente delle cose; credete che in caso contrario i media, dalla tv a quelli scritti, pomperebbero più di tanto vendola, noto dappertutto come distruttore della unità della sinistra?; i comunisti non hanno necessità alcuna di personaggi pomposi e pompati, che sulla guerra di aggressione imperialista alla libia, stanno con i volenterosi, per poi correggersi da perfetti opportunisti; credo invece che lavorando in coerenza ai principi egualitari e solidali, alla lunga darà i frutti anche istituzionali, intesi come possibilità in più da utilizzare, per il ragiungimento di una società di liberi ed eguali per cui lottiamo; la presenza istituzionale non è l’obiettivo principe per cui ci spendiamo.
Notizia boom dell’ultimo minuto!
Il PD prossimo a ritirare l’appoggio a Lombardo nel governo regionale siciliano!
Un grazie ogni tanto potreste dirlo eh!
Come spesso accade in questo blog,non si parla quasi mai di quello che e’ scritto nei post.
Grassi dice una cosa interessante sul consenso della FdS e di Sel.
“poi vedremo quale sara’ lo scarto effettivo tra Sel e FdS,io non credo sia quello che dicono i sondaggi(cioe’ 8% Sel e 1% FdS)ma di meno.”
Io ci sto’ a questo giochino,pero’ per giocare bisogna essere in 2 anzi un po’ di piu’.
Mi spiego
1)Siete cosi sicuri che a Sel interessi questa cosa?
Se in media la Fds prendera’ il 2/2,5% e Sel mettiamo il 5/5,5% secondo voi cambieranno idea?cambieranno strategia?Vendola ritornera’ nel Prc?Chiederanno l’adesione alla FdS?
Cosa potranno pensare razionalmente.
“Beh e’ andata bene,siamo insieme a Pd e Idv le uniche forze autosufficienti nel csx.(perche’ con il 5% si conta,con il 2,5%)
2)E il Pd poi cosa pensara’?Fioroni cambiera’ idea?E perche’?
Perche’ la FdS ha preso meno del 09 e 10?
3)Quali risultati prenderemo in considerazione?
Dove siamo alleati con il CSX,tipo Milano?
O Torino dove andiamo da soli?
E se a Salerno prendiamo l’1,5% avra’ un valore?un insegnamento?
E se De Magstris andra’ bene(ma non andra’ al 2 turno)e la sua leadership avra’ cannibaizzato la FdS facendola rimanere ai livelli delle regionali?
Insomma per lanciare una sfida bisogna avere il coraggio di dire cosa ci si aspetta da queste elezioni!Non dico tutte ma almeno le piu’ rilevanti!
E’ troppo facile uscirsene con la storiella dello scarto.
Che tradotto e’ un misero
“va beh ma secondo me non perdiamo cosi’ tanto eh!”
Allora un po’ di palle e via con le previsioni.
A Milano?Sembra che cambi il vento .. quanto cambiera’ quello della FdS?
A Torino … Fassino e Sel sembrano dai discorsi dei militanti,dei veri e propri servi di Marchionne!
Bene,ma se la FdS si ferma attorno al 3%?E quindi perde il 20% del proprio elettorato(3,8% alle eur,prov e reg)come la mettiamo?
A Bologna …. Per il Prc-Bologna il quorum per entrare in consiglio e’ a rischio.
Dovesse accadere questo,festeggerete comunque se lo scarto con la lista Sel-Frascaroli e’ meno di quello che si preannuncia?
A Salerno dove ne stanno dicendo di tutti i colori su Sel,se la FdS prende l’1,5%, ed e’ letteralmente espulsa dalla societa’ civile salernitana,festeggerete nel caso in cui Sel si ferma solo ad un 4%?
Insomma volete dire cosa vi aspettate da queste elezioni?
la cosa più sconvolgente è l’accanimento di tutti a smarcarsi, a defilarsi dal naufragio. L’ossessione di trovare giustificazioni e ragioni (spesso in termini organizzaztivistici o formali) porta al tutti contro tutti in cui nessuno ha responsabilità, o meglio le colpe sono altrui.
Davvero penoso e ipocrita! Fino a quando questi mediocri dirigenti non riconsidereranno quanto accaduto a Chianciano non ve ne uscite. Qualcuno dirà che legittimamente la democrazia congressuale è sovrana, certo. La cosa che non vi conviene dire è che molto PRC era composto da voto di opinione, da senza tessera, da simpatizzanti, e in quel campo la “disfida” di Acerbo anti Nichi e le “manovre” grassiane conservatrici della falce e martello erano abbondantemente minoritarie.
Avete preferito soddisfare la “burocrazia” di partito (fatta spesso di mediocri personaggi) e non vi siete preoccupati del fermento dentro e fuori il PRC (compreso l’affanno del PD). Insomma, avete voluto vincere un congreso e “tagliarvi” la prospettiva. Questa miopia politica e questa supponenza la state pagando a caro prezzo. E la cosa più grave è che nessuno intende ridiscutere quella fase.
Per voi meglio morire che abiurare! Ma questo non è comunismo, è fanatismo….e l’elettorato ve lo ricorderà!
Che dire… sottoscrivo tutto
Ma queste cose non le potevi dire al congresso cosi’ non votavo Ferrero?
Massimo Rossi bocciato anche a casa sua!!!
AUGURI A NEO PORTAVOCE, MA SCELTA NON NASCE DA PROGETTO CHIARO (ANSA) – ANCONA, 11 APR – Il Comitato politico regionale del Prc delle Marche formula a Massimo Rossi, gia’ candidato alla presidenza regionale per la coalizione di sinistra nell’ultima tornata elettorale, auguri di buon lavoro dopo la nomina a portavoce nazionale della Federazione della Sinistra.
Rileva pero’, in un documento approvato all’unamita’, che la candidatura ‘non e’ scaturita da un progetto politico chiaro, reso comprensibile e condiviso dai gruppi dirigenti nazionali della Federazione e da un confronto con le istanze regionali e territoriali del Prc, ma ripropone, attraverso una divisione nel Prc e nella stessa Federazione, l’ennesima designazione dall’alto da parte di un gruppo dirigente nazionale incapace di esprimere collegialita’, condivisione e sintesi’.
Il rischio e’ che la scelta ‘appaia piu’ come una novita’ mediatica che come un’assunzione di piu’ ampie responsabilita’ da parte delle istanze periferiche del partito e di coloro che ne sono espressione’. (ANSA).
E con ciò mi pare che il capolavoro di Ferrero sia completo.
Il disastro rasenta la perfezione.
Riflessioni sulla strategia di Sinistra Ecologia e Libertà: primarie e rapporto col PD
Giovanni Lamagna
La recente vicenda del referendum tra gli iscritti napoletani per la scelta del candidato a sindaco e il dibattito ad essa collegato ci pongono di fronte ad alcune questioni strategiche che il Partito, secondo me, non ha mai affrontato in modo approfondito (manco nel recente Congresso) e a cui, quindi, non sono mai state date finora soluzioni realmente convincenti e condivise.
Penso alla questione delle primarie; penso alla questione che, con espressione politicamente scorretta ma certo efficace, è stata definita da molti come l’opa lanciata da Vendola sul PD. Questioni che sono distinte ma anche, come è del tutto evidente, collegate tra loro.
Per affrontarle credo convenga partire dalla seconda, che mi sembra preceda logicamente la prima, ne è la premessa. In quanto l’opa è l’obiettivo, mentre le primarie sarebbero lo strumento (o, meglio, uno degli strumenti) per raggiungere l’obiettivo.
Chiediamoci allora in cosa consista questa famosa opa lanciata da Vendola sul PD.
Perché essa non è chiara. E la mancanza di chiarezza su una questione come questa, la possibilità, quindi, di darne diverse letture, sono all’origine di diverse, anzi contrastanti, opzioni politiche, come quelle che si sono contrapposte appunto in occasione del referendum napoletano.
Secondo alcuni l’opa di Vendola si regge su una premessa, su una ipotesi di lavoro. E cioè che l’elettorato del PD sia un elettorato di sinistra con un gruppo dirigente di centro o, addirittura, in alcuni esponenti, di destra.
Per cui l’opa di Vendola, dirigente della sinistra, consisterebbe nel far scoppiare un big bang all’interno della sinistra (in modo particolare all’interno del PD) e nell’andare a prendersi quello che sarebbe naturalmente suo, nell’andare a pescare in un bacino elettorale che è più suo che dei vari D’Alema, Bersani e Veltroni.
Secondo altri, se ho capito bene la loro tesi, il PD ha oramai uno zoccolo duro di elettorato (sostanzialmente e irreversibilmente moderato), che la “sinistra vera” non riuscirà mai a scalfire significativamente (come avrebbe dimostrato definitivamente la sconfitta della Sinistra Arcobaleno).
Per cui l’unica operazione che si può tentare è quella di dargli una leadership diversa, più di sinistra, facendo leva sul richiamo mediatico e carismatico che ha dimostrato di possedere Vendola.
Volendo sintetizzare al massimo o addirittura parodiare le due tesi, si potrebbe affermare che
per la prima l’elettorato del PD è fondamentalmente di sinistra con un gruppo dirigente di centro o addirittura di destra; si tratta di dargli allora una leadership di sinistra;
per la seconda l’elettorato del PD è oramai di centro o addirittura di destra; si tratta di provare a dargli, con un’operazione fondamentalmente mediatica, una leadership (se non un gruppo dirigente) di sinistra.
Ora, se questa lettura delle diverse interpretazioni dell’opa vendoliana è corretta, io, chiamato a schierarmi, propendo nettamente per la prima. Anche se nemmeno la prima la condivido pienamente. E poi dirò perché.
Propendo nettamente per la prima, per due motivi:
1)perché si fonda su una premessa, almeno in parte, condivisibile: il PD ha ancora un elettorato veramente e genuinamente di sinistra;
2)perché, se avesse successo, produrrebbe un movimento reale dell’asse politico del paese. Anche se non do affatto per scontato il suo successo.
La seconda, invece, sarebbe solo un’operazione di facciata, di puro maquillage politico, destinata tra l’altro ad avere, ammesso che avesse successo, vita breve: la leadership di Vendola su un elettorato non suo si logorerebbe in poco tempo.
Propendo, dunque, nettamente per la prima tesi, ma, come dicevo prima, non la condivido pienamente. Infatti, condivido solo in parte la sua premessa: PD partito con un elettorato di sinistra, guidato da un gruppo dirigente di centro-destra.
E perché condivido solo parzialmente la sua premessa? Per due motivi principali.
Il primo è che il PD, anche se in una quota minoritaria, è stato costituito anche dalla confluenza degli ex democristiani, cosiddetti di sinistra, ma che di sinistra non sono mai stati. Semmai erano di centro, disposti, disponibili, aperti ad allearsi con la sinistra. Ma non sinistra essi stessi.
Il secondo è che anche l’ex elettorato PCI, poi diventato PDS, poi diventato DS, in tutti questi anni, per una serie di cambiamenti economico-sociali e, quindi, anche culturali, che adesso sarebbe troppo lungo e complicato qui analizzare, ha avuto un progressivo e significativo spostamento verso il centro, se non proprio verso destra. Ha subito, insomma, una deriva moderata.
Il gruppo dirigente di centro, di cui parlano alcuni, non è quindi solo espressione di se stesso. Ma esprime, invece, secondo me, gli interessi economici, sociali e gli orientamenti culturali di una parte significativa del popolo del PD.
E, pur tuttavia, non di tutto il popolo del PD. Per cui anch’io condivido, anche se solo in parte, la premessa di cui prima, che legittimerebbe l’opa di Vendola.
Vendola, dunque, (anche per me) ha diritto a rivendicare la rappresentanza di quel popolo del PD, che è ancora autenticamente di sinistra e che, quindi, non è adeguatamente rappresentato dall’attuale gruppo dirigente moderato del PD.
E veniamo, adesso, alla seconda questione. Quella delle primarie?
Rispetto a questa questione per me il punto di riferimento ineludibile è quanto è successo in Puglia.
Perché lì Vendola non solo ha vinto. Ma ha vinto per due volte. Quindi ha dimostrato di poter durare. Quindi è riuscito evidentemente a realizzare un cambiamento reale e non solo mediatico. Altrimenti la seconda volta non gli sarebbe andata bene come la prima.
E che cosa ha fatto Vendola in Puglia per vincere non solo, ma anche per riuscire a realizzare un cambiamento reale? Ha fatto quattro cose:
- ha identificato alcuni contenuti programmatici,
- ha unito la sinistra,
- ci ha messo la faccia,
- ha sfidato il PD (e il suo candidato) per la leadership.
In altre parole, ha vinto perché ha marcato le distanze dal PD. Non ha dimostrato alcuna subalternità al PD. E il corpo elettorale, anche quello del PD (perlomeno in buona parte), gli ha dato ragione.
Se fosse stato subalterno al PD e se non avesse avuto la personalità carismatica che ha, non sarebbe stato riconoscibile e a quel punto lo stesso elettorato del PD, pur desideroso magari di alternativa, gli avrebbe preferito il candidato (più moderato) proposto dal suo partito.
Le primarie, dunque, possono essere uno strumento (uno degli strumenti, non il solo) per realizzare questa famosa opa sul PD. Ma solo se si verificano le quattro condizioni di cui sopra:
1)scelte programmatiche distinte da quelle del PD, di forte caratterizzazione rispetto al PD;
2)unità della sinistra, cioè unità con IdV e FdS;
3)una forte personalità in grado di dare credibilità e immagine, per la sua storia politica e le sue capacità mediatiche, a quelle scelte;
4)la capacità di sfidare il PD a viso aperto e di non essergli (e neanche apparire) subalterni.
E veniamo adesso alla vicenda napoletana. In che modo le questioni affrontate finora sono collegate a questa vicenda? In che senso le analisi che ho provato a fare possono offrirci chiavi di lettura adeguate di quanto è successo a Napoli nella vicenda delle primarie e successivamente nella scelta del suo candidato a sindaco da parte di SEL? Provo a rispondere schematicamente e sinteticamente.
1)Nel gruppo dirigente napoletano ha prevalso abbastanza largamente la seconda interpretazione dell’opa vendoliana. E, infatti, io non l’ho condivisa per niente, anzi l’ho contrastata apertamente e in tutti i modi.
2)Si è privilegiata l’alleanza col PD come valore in sé, prioritario, a prescindere dalle scelte programmatiche (che, infatti, dovranno essere ancora discusse e contrattate, ma a posteriori, dopo che già si è fatta l’alleanza pro Morcone).
3)Ancora una volta, quindi, il gruppo dirigente napoletano (e, direi, anche campano) ha dimostrato subalternità culturale e politica al PD (e che PD!), come era già avvenuto nelle precedenti e non lontane scadenze elettorali della Provincia prima e della Regione dopo; entrambe sfociate in esiti fallimentari.
4)Il gruppo dirigente napoletano (e campano) ha preferito rompere l’unità della Sinistra per salvaguardare quella col PD.
5)La scelta del candidato Mancuso alle primarie è stata una scelta debole, che non ha costituito nessun valore aggiunto alla partecipazione di SEL alle primarie; e anche questo spiega il risultato certo non esaltante di SEL in questa competizione.
Comunicato stampa – Reggio Calabria 12 Aprile 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
“ NONOSTANTE GLI ATTACCHI VOLGARI AL PRC E NONOSTANTE L’IRRESPONSABILE SCELTA OPERATA AL COMUNE A FAVORE DI DE CARIDI E A SVANTAGGIO DI CANALE, SALUTIAMO POSITIVAMENTE IL RIENTRO DEL PdCI NELLA COALIZIONE A SOSTEGNO DEL PRESIDENTE MORABITO. ”.
Nella peggiore tradizione storica di certa sinistra, l’avversario più pericoloso, quello da attaccare e distruggere, è quasi sempre l’avversario interno. Un vizio duro a morire, che da sempre intorbidisce le pagine della vicenda storica della comunque gloriosa sinistra italiana.
Non fa eccezione alcuna il PdCI di Reggio Calabria che, da mesi ormai, in un crescendo di cattiverie e risentimenti che poco o nulla hanno a che fare con la politica, ha eletto Massimo Canale (ex segretario provinciale e formalmente ancora capogruppo PdCI in consiglio comunale) e Rifondazione Comunista (partito con il quale il PdCI è impegnato su scala nazionale nella costruzione della Federazione della Sinistra) quali principali avversari sui quali riversare contestazioni e attacchi.
Ancora oggi, nel decidere finalmente la propria collocazione politico-elettorale dopo il fallimento strategico della linea seguita in questi ultimi mesi, il PdCI persevera nelle aggressioni pubbliche verso Canale, De Gaetano e PRC, accusandoli nella sostanza di essere opportunisti in procinto di passare al PD e di essere perfetti rappresentanti del “voltagabbanismo”.
Vi è in noi la convinzione che attacchi gratuiti e ingenerosi, senza alcun fondamento che non sia un’infantile reazione emotiva per non aver ottenuto quanto desiderato, qualifichino di per sé la pochezza di contenuti e di stile di chi ne è autore. Perciò stesso, la nostra replica vuole concentrarsi sulla politica, nella speranza che i compagni del PdCI smettano finalmente di farsi accecare dalle antipatie di turno e tornino a ragionare di questioni concrete. Noi non abbiamo veleni da smaltire, né intendiamo rispondere a contestazioni che sanno di pettegolezzi da condominio più che da rilievi politici.
Siamo lieti che il PdCI abbia deciso di contraddire il percorso che aveva intrapreso con SEL e IDV e di collocarsi coerentemente nella coalizione a sostegno del Presidente Morabito, l’unica posizione realmente sostenibile viste le vicende degli ultimi anni e vista la posizione dei rappresentanti PdCI a Palazzo Foti. Alla Provincia, possiamo vincere e possiamo replicare la positiva esperienza della Giunta Morabito, per questo il sostegno del PdCI è assolutamente il benvenuto. Nell’auspicio, ovviamente, che il PdCI non persegua la linea d’aggressione incarnata dalle ultime dichiarazioni del segretario cittadino Ivan Tripodi, una linea che attacca volgarmente soggetti e partiti (oltre al PRC, anche il PD) alleati nella competizione elettorale per Palazzo Foti. Anche al netto di alcune pur fondamentali questioni di stile, stanti le riflessioni di Tripodi, sarebbe assai poco efficace e difficilmente sostenibile un’alleanza elettorale basata sugli insulti e sulle volgarità.
Al tempo stesso, però, consideriamo scriteriata ed irresponsabile la posizione del PdCI al Comune. Quali siano le ragioni di merito, oltre all’odio personale e politico nei confronti del candidato di PRC e PD, che spingono il PdCI a sostenere De Caridi (personalità la cui storia recente confligge assai con le ragioni della sinistra) piuttosto che Massimo Canale, è un “mistero buffo” (per citare le parole del grande Dario Fo). Invece di supportare l’unico candidato e l’unica coalizione che possono davvero puntare a sfidare Arena al secondo turno, il PdCI decide che il “traditore” Canale vale comunque meno di un progetto velleitario ed inconsistente come quello di De Caridi e di IDV e SEL, che è meglio correre il rischio che al ballottaggio vi arrivi Bova con la sua mistura di riciclati senza patria politica piuttosto che un percorso autenticamente di sinistra quale quello di Massimo Canale, che la coalizione sostenuta alla Provincia non merita di essere supportata anche al Comune e che le acrobatiche alleanze variabili hanno una loro ragion d’essere.
Ognuno ha la coerenza che vuole, ognuno si assume le responsabilità che ritiene. E, a parti inverse, davvero non sappiamo con quale stile politico si sarebbero comportati i compagni del PdCI. Se il PRC avesse deciso di sostenere Canale contro il candidato PD-PdCI, Ivan Tripodi e compagni avrebbero permesso al PRC di partecipare alla coalizione a sostegno del Presidente Morabito? O non avrebbero forse posto una sorta di veto considerandoci traditori del centrosinistra, al pari di Massimo Canale?
Il tempo, insegna la saggezza popolare, è galantuomo. Chi ha avuto la disponibilità e la generosità di mettersi al servizio di seri progetti politici e di perseguire una linea di merito che esaltasse la politica, come abbiamo fatto noi del PRC, è stato premiato con la proposizione delle migliori candidature possibili. Chi, al contrario, ha anteposto mediocri questioni interne e meschine vendette politico-personali (leggi PdCI, ovviamente), si è trovato senza alcuna rete di protezione e ha dovuto inventare un’autentica acrobazia politica per salvare il salvabile.
Martedì 19 aprile, ore 18:00
Roma – Palazzo delle Esposizioni – Sala Auditorium
Incontri di «alfabeta2»
Dibattito sull’Idea di comunismo
Partecipano
Alberto Burgio, Augusto Illuminati, Francesco Raparelli e Mario Tronti
Modera
Ilaria Bussoni
Ingresso dalla scalinata di via Milano 9 A (traversa via Nazionale), Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
I testi di Alain Badiou, Toni Negri, Jacques Rancière e Slavoj Žižek che formano il focus del n.8 di «alfabeta2» sono tratti dagli interventi
al convegno On the idea of Communism tenuto a Londra nel maggio 2009.
Gli atti del convegno sono raccolti nel volume L’idea di comunismo di imminente pubblicazione per le edizioni DeriveApprodi.
È possibile conservare l’idea di un’alternativa all’odierna dominazione del capitalismo-parlamentare, idea che da circa due secoli assume principalmente il nome di «comunismo»? Per gli autori che compongono questo libro la risposta, con variazioni, è sì. Il libro raccoglie gli interventi di alcuni dei maggiori filosofi contemporanei, invitati non a passare al vaglio gli errori del socialismo reale, ma a misurarsi con un pensiero dell’emancipazione all’altezza della crisi del capitalismo e delle democrazie rappresentative.
Badiou, Balso, Bosteels, Buck-Morss, Douzinas, Eagleton,
Hallward, Hardt, Nancy, Negri, Rancière, Russo,
Toscano, Vattimo, Žižek
L’idea di comunismo
euro 18,00
COMUNICATO STAMPA – 12 Aprile 2011
Larosa (segretario provinciale PRC Reggio Calabria):
DEFERITO FORMALMENTE AL COLLEGIO PROVINCIALE DI GARANZIA IL DIRIGENTE PRC GIUSEPPE GIANCOTTA, CHE HA ANNUNCIATO SOSTEGNO ELETTORALE A SEL
In relazione alle recentissime notizie di stampa, concernenti la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Sinistra Ecologia Libertà per il collegio provinciale di Polistena-Cinquefrondi, si precisa e si comunica quanto segue:
prendiamo atto delle dichiarazioni – virgolettate e non smentite – di Giuseppe Giancotta, segretario del Circolo di Polistena e membro del Comitato Politico Provinciale e della segreteria regionale del PRC, con le quali annuncia l’autosospensione dal PRC e il sostegno elettorale al candidato di SEL, la di lui figlia Anna Giancotta
annunciamo deferimento formale del tesserato PRC Giuseppe Giancotta al Collegio di Garanzia Provinciale e Regionale, per evidente violazione del principio che impone ad ogni tesserato PRC il rispetto per le legittime decisioni degli organismi dirigenti e l’impegno diretto a votare le liste elettorali promosse dal partito
esprimiamo profonda amarezza e rincrescimento, umani ancor prima che politici, visto il comportamento poco corretto ed assolutamente incoerente di Giuseppe Giancotta: egli, difatti, non soltanto non ha inteso comunicare ufficialmente la sua decisione alla segreteria provinciale PRC, ma ha anche partecipato e votato regolarmente all’ultima riunione di Comitato Politico Provinciale convocata appositamente il 6 Aprile scorso per la formalizzazione delle alleanze e per l’approvazione delle liste elettorali
stigmatizziamo politicamente la scelta di Giuseppe Giancotta, al netto dello strettissimo rapporto affettivo con la figlia candidata, una scelta che punta a sostenere un partito e una coalizione che hanno deciso di rompere strumentalmente l’unità del centrosinistra, una scelta che andrà a vantaggio diretto del solo candidato di SEL alla Presidenza della Provincia, quello stesso Nucera che Giancotta ha sempre avversato – per le sue pratiche politiche – all’interno del PRC reggino
chiediamo al candidato PRC nel collegio provinciale di Polistena-Cinquefrondi, il compagno Giuseppe Longo, di proseguire la sua brillante campagna elettorale, garantendogli nuovamente il massimo supporto possibile; è opportuno osservare che l’incoerenza e la scorrettezza di Giancotta si evidenziano proprio nelle vicende relative alla candidatura di Longo, candidatura che è stata condivisa con Giancotta e con il Circolo PRC di Polistena e che è stata presentata in una recente conferenza stampa con la partecipazione e l’intervento anche di Giancotta
beh meno male che doveva essere una corazzata il Prc-Reggio Calabria
Omar Minniti
sulla situazione a Reggio Calabria
In questi ultimi mesi, i dirigenti del Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria hanno detto peste e corna su Massimo Canale. Quello che, fino a poco tempo fa, era il loro segretario provinciale e il capogruppo in Consiglio comunale, oggi è diventato il principale bersaglio della locale leadership del Pdci. Più di Scopelliti, più di Arena, più di Raffa. Massimo Canale è diventato, di punto in bianco, un “traditore”, un “voltagabbana”, un “arrivista senza scrupoli”, un “transfuga pronto a passare armi e bagagli nel Pd”, un “alleato della feccia loieriana”. Pur di boicottare la candidatura del “mostro” Massimo Canale, il Pdci è stato disposto a stipulare patti anche con il diavolo, al punto da preferirgli alla carica di sindaco quell’Aldo De Caridi sostenuto da Idv e Sel, con trascorsi di dirigente (commissario cittadino) dell’Mpa ai tempi dell’accordo alle europee con la Destra fascista e xenofoba di Storace. Il nemico del mio nemico è mio amico…
Per farcire meglio questa torta avvelenata e farla ingurgitare ai pochi militanti rimasti nel Pdci reggino dopo le “purghe”, sono state fatte circolare ad arte una serie di storielle sul conto dello “scellerato” Canale. Quest’ultimo avrebbe stipulato un “patto criminale” con De Gaetano prima delle regionali dello scorso anno, con il chiaro intento di fare le scarpe a Michelangelo Tripodi. Avrebbe disertato la suddetta campagna elettorale, preferendo viaggi di piacere in giro per il mondo. Sarebbe stato, infine, candidato alla carica di sindaco grazie ad una forzatura di Rifondazione Comunista, esplicitata a fatto compiuto e subita e non condivisa dai poveri compagni del Pdci.
Chi ha un po’ di memoria (e di buon senso) sa che le cose non sono andate così. Qui non si tratta di smontare i pettegolezzi e le infamità, ma di tirare fuori gli atti ufficiali. Ad esempio, quello con cui è stata sancita formalmente la candidatura di Massimo Canale. Un comunicato stampa datato 5 maggio 2010, firmato congiuntamente a nome della Federazione della Sinistra dalle segreterie provinciali del Prc e del Pdci, da cui emergono giudizi sul profilo umano e politico di Canale che stridono clamorosamente con quelli oggi esternati dai Comunisti Italiani di Reggio.
Lo pubblico per intero, vista l’attualità di questo documento programmatico:
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“Proponiamo un’alleanza ampia delle forze alternative alla destra di Scopelliti , proponiamo un progetto politico elettorale di discontinuità e innovazione, proponiamo la candidatura forte e coerente di Massimo Canale.”
Le ultime elezioni regionali, nella città ancor prima che nella provincia di Reggio Calabria, hanno segnato un arretramento delle forze democratico-progressiste, un dato sul quale indagare e riflettere con grande attenzione.
Il PD, perno centrale delle coalizioni di centrosinistra, ha ottenuto un risultato assolutamente negativo, pagando il prezzo della sua evanescenza sul piano dell’identità e dei contenuti, della sua debolezza politica e culturale rispetto alle parole d’ordine della destra di Scopelliti, delle sue logore nomenclature di partito ormai avvezze soprattutto allo scontro intestino e all’auto-riproduzione di se stesse.
La sinistra, a partire dalla neonata Federazione della Sinistra, ha raggiunto – nelle sue varie articolazioni – numeri e consensi assai significativi, un premio popolare per il lavoro svolto in questi anni: opposizione politica e culturale alla Giunta Scopelliti, presenza e pungolo critico nei confronti della Giunta Morabito, partecipazione nelle vertenze e nei movimenti, innovazione nelle pratiche politiche e rigore morale, identità forte e chiarezza di contenuti, ecc.
Anche e soprattutto in quest’ottica, la lezione degli elettori merita di essere appresa e di essere puntualmente elaborata.
Bisogna cambiare completamente la prospettiva degli ultimi anni, smettere di inseguire tatticismi dal respiro corto e dall’efficacia nulla, offrire un progetto che guarda al futuro invece che rimanere legato alle incancrenite dinamiche di potere del passato.
Prima che nella politica, si vince nella società. Occorre costruire un’idea alternativa di Reggio Calabria e del suo sviluppo, aprendosi alle migliori espressioni del tessuto sociale e culturale, una visione innovativa e partecipativa che esalti le potenzialità democratiche della società reggina.
La nostra Reggio Calabria vuole essere una città della legalità e dell’antimafia.
Rigettiamo qualsiasi pur minima collusione con forze criminali e mafiose, rifiutiamo qualunque tipo di trasversalismo economico, respingiamo qualunque tipo di commistione politica e culturale. La lotta senza quartiere contro la ‘ndrangheta rappresenta la discriminante sulla quale si giocano il futuro, la prospettiva e la speranza della città. E’ nostro fermo e preciso intendimento, con l’aiuto della popolazione e con la ferma solidarietà alla Magistratura e agli inquirenti, troncare tutte le situazioni di ambiguità che caratterizzano settori trasversali della politica e delle Istituzioni. In tal senso, diciamo, fin d’ora e ad alta voce, che ripudiamo i voti della ‘ndrangheta.
Noi vogliamo una città che sia culla di futuro.
Trasparenza ed apertura per le società miste, per i bandi e gli avvisi pubblici, per le procedure d’assunzione, che non possono essere più un ricettacolo di clientele. Gestione oculata delle risorse economiche e dei bilanci pubblici. Riduzione dei costi della politica, con priorità per gli enti e le consulenze inutili. Rispetto per i lavoratori e per il valore sociale del lavoro. Sostegno alle forme di imprenditoria artigianale ed agricola che puntino sulle risorse endogene del nostro territorio. Un turismo di qualità e a misura d’uomo che si innesti nel solco della nostra secolare cultura dell’accoglienza. Politiche di inclusione e integrazione delle popolazioni migranti che generalizzino il “modello Riace”. Servizi sociali e alle persone che costruiscano un autentico welfare locale. Un assetto urbanistico diametralmente opposto allo scempio di regole e procedure che verifichiamo quotidianamente. Un’idea policentrica e plurale del territorio che metta in connessione centro e periferia, che valorizzi ogni quartiere e ogni luogo. Sviluppo eco-compatibile e a misura d’ambiente, con forme alternative di energia per cittadini e attività d’impresa, con un trasporto pubblico all’altezza dei tempi. Riconoscimento e sottrazione al mercato dei “beni comuni”, a partire dall’acqua. Valorizzazione del patrimonio storico e delle attività culturali che trasformi Reggio Calabria in un centro di eccellenza. Investimenti continui sulla formazione e sulla ricerca scientifica, in connessione con il mondo universitario. Sostegno reale alle associazioni e alle reti associative che si occupano di aggregazione sociale e di animazione culturale. Partecipazione diretta alle scelte amministrative da parte delle reti civiche ed associative, attraverso lo strumento dei “bilanci sociali”. Ecc.
Nostro obiettivo è quello di costruire un campo vasto di forze alternative alla destra. Un’alleanza ampia e plurale di centrosinistra, che faccia rete contro la “mala politica”così diffusa a Reggio Calabria e che prefiguri una città altra rispetto alla città iniqua e oligarchica di Scopelliti.
Noi, noi Federazione della Sinistra, non accetteremo più logiche minimaliste e necessitate, vincoli di coalizione che ci costringono a soluzioni affrettate o improvvisate: sarebbe un errore per la nostra parte politica, sarebbe una iattura per la città democratica, dinamica, aperta, solidale, onesta che vogliamo provare a rappresentare. Lo diciamo al PD, innanzitutto: nulla è scontato, a partire da alleanze e candidature, ed è impensabile che tutto possa risolversi con la coalizione frontista creata artificialmente e nel chiuso delle segreterie di partito o con candidati tirati fuori dal cilindro all’ultimo istante utile. Reggio Calabria e la sua gente si meritano molto di più, si meritano la sfida alta della “buona politica”.
Siamo convinti, come uomini e donne della Federazione della Sinistra, di avere numeri, progetti, personalità da mettere a disposizione di chiunque voglia cimentarsi con questa sfida. Siamo convinti che non sia più il tempo di tatticismi, ipocrisie, ambiguità, che occorra muoversi nella trasparenza e nella lealtà pubbliche.
Per questo, avanziamo alla città di Reggio Calabria – alla sua parte sana e autenticamente democratica, alle sue forze partitiche e ai suoi soggetti politici di sinistra e di centrosinistra, alle sue reti civiche ed associative, al suo mondo sindacale e del lavoro, alle sue intellettualità diffuse – una chiara proposta di candidatura a Sindaco, una proposta forte, onesta, coerente, appassionata, competente. Proponiamo il nome di Massimo Canale, da otto anni fiero oppositore dello “scopellitismo” e del suo nefasto blocco di potere, uomo di sinistra e dirigente politico di cristallina militanza, coscienza democratica di assoluto rigore morale. Egli è la personalità giusta per unire il centrosinistra reggino e tutte le forze democratiche e progressiste della città, è il nome giusto per segnare la discontinuità rispetto alla destra di Scopelliti e per costruire una Reggio Calabria completamente nuova.
La sinistra può e deve assumere un ruolo di protagonismo, perché solo una sinistra forte ed unita può evitare il ripetersi degli errori passati, solo una sinistra forte ed unita può essere lievito di cambiamento per Reggio e i reggini. Massimo Canale è la prima risorsa che mettiamo a disposizione per il cambiamento e per l’innovazione.
per la Federazione della Sinistra – Reggio Calabria
La segreteria provinciale PRC
La segreteria provinciale PdCI
Per Luca Esposito: il problema non sono i “toni” che usiamo nei confronti del PD, ma i nostri comportamenti concreti.
A parole ci siamo definiti “alternativi” e “conflittuali” nei confronti di un partito che ormai si può definire liberal-democratico, nei fatti abbiamo accettato una forma di subalternità nei confronti del PD, a partire dal modo in cui abbiamo accettato la partecipazione all’ultimo governo Prodi e dai compromessi che abbiamo ingoiati una volta saliti su quel barcone.
Per questo la gente non ci vota più.
Trovo poi inutile il riferimento al PCL e agli altri partitini nati dalle varie scissioni: si può essere radicali nelle scelte senza essere settari. Credo anzi che il settarismo non sia altro che una risposta sbagliata all’opportunismo.
Ma tra i due estremi ci può essere spazio anche per una politica comunista autonoma.
io credo che la gente non ci voti piu’ semplicemente perche’ sia superata “rifondazione comunista”,non e’ piu’ attuale semplicemente.
Ma pensavate che tutti quelli che ci votavano negli anni passati volevano il comunismo?ma dai!
Sciogliamo Rifondazione e facciamo un solo partito di sinistra
Io ovviamente parlavo dell’oggi, non del governo Prodi.
Ciò che hai detto: “Trovo poi inutile il riferimento al PCL e agli altri partitini nati dalle varie scissioni: si può essere radicali nelle scelte senza essere settari. Credo anzi che il settarismo non sia altro che una risposta sbagliata all’opportunismo” lo condivido, ma penso che il Prc sia abbastanza radicale così com’è e che se spostassimo ancora un pò a sinistra il partito diventeremmo tali e quali ai settari del pcl o di sinistra critica.
Scusate il Prc-FdS per le provinciali a Lucca che fa’?
In coalizione o da soli?
Caro Claudio, condivido il titolo del tuo commento “La fretta fa i gattini ciechi” e condivido al 90% i contenuti di questo tuo commento che ho complessivamente apprezzato. Non condivido – rispondendo al tuo invito alla riflessione e alla discussione – l’assenza che c’è nel tuo commento. L’assenza è la politica. Come se tutto fosse riconducibile ai contenitori, alle forme, Fds, Prc, Pdci, unità dei comunisti, unità della sinistra, eccetera, eccetera. L’unico accenno alla linea politica che fai è quando giustamente dici, criticando la scissione dell’Ernesto: “Il gruppo dirigente del Pdci che, seppure con un’altra impostazione politico culturale, ha fatto – per rimanere soltanto agli ultimi anni – i medesimi errori del gruppo dirigente del Prc (sostegno acritico del Governo Prodi e sostegno della Sinistra Arcobaleno)?”. Ecco, vedi, tu confermi – giustamente – che la causa principale della nostra attuale crisi sta nella partecipazione catastrofica a quel governo Prodi che ci ha fatto crollare la credibilità popolare, operaia e giovanile, che avevamo accumululato negli anni nonostante alcune discutibili degenerazioni bertinottiane. Se è questa – la linea politica – la causa principale di come sono ridotti oggi i comunisti, questo dovrebbe essere il centro vero della nostra discussione politica: quale linea politica, non i contenitori o le formulette e gli schemini ideologici o politicisti a tavolino, come per esempio la cosiddetta “unità a cerchio concentrici”, per non parlare dell’imparagonabile Cln di cui oggi più nessuno parla. Senza linea politica è una illusione o un inganno solo nominalistico qualunque progetto, che si chiami Federazione della sinistra, Linke o unità dei comunisti o altro ancora.
Io credo che noi l’errore politico lo abbiamo commesso all’indomani delle elezioni europee, che aveva dato alla Lista comunista e anticapitalista il 3,4% (superando Sel). A quelle elezioni tenemmo un prolilo politico radicale e alternativo sia al centro-destra che al centro-sinistra (forse anche per la legge proporzionale), un profilo coerente con la definizione di “comunista e anticapitalista” della Lista e della coalizione elettorale, suscitando anche una certa passione nella campagna elettorale. Il 3,4%, anche se non fu sufficiente a raggiungere il quorum per l’elezione di un parlamentare e allora ci deluse, fu però un risultato, se lo vedi oggi, più che dignitoso. Dopo quelle elezioni, secondo me, abbiamo fatto – come Prc e come Fds – l’errore grave di farci prendere dall’ansia di eleggere dei parlamentari e di pensare che le elezioni politiche anticipate fossero imminenti. In conseguenza di ciò abbiamo inseguito un accordo a tutti i costi col Pd che ha attenuato inevitabilmente la nostra radicalità (sia nei confronti del Pd che della maggioranza della Cgil), facendo prevalere del corretto binomio unità-radicalità solo l’unità. In tal modo è apparso persino più radicale Vendola nei confronti del Pd, rispetto a noi legati mani e piedi ad un accordo o ad una speranza di accordo elettorale col Pd, che avremmo dovuto fare – stante l’attuale legge elettorale – solo all’ultimo momento, come facemmo nel ’96, non tre anni prima ! Tu sai che questa proposta io l’ho fatta in Direzione a suo tempo, ma è stata respinta, ma credo che sia questa la causa principale (oltre alla censura e alla mancanza di visibilità rispetto a Vendola) della perdita del nostri consensi. Per questo, io penso che quello che facciamo ora, lo possiamo chiamare come vogliamo, federazione della sinistra, rilancio della rifondazione comunista, unità dei comunisti, costituente comunista o costituente della sinistra, ma se la linea politica è quella tenuta dopo le elezioni europee (soprattutto dopo la linea del Pd su Marchionne e ancora di più sulla guerra in Libia, sulla Nato e sulla Ue, che è la più euro-atlantica), non ha nessuna attrattiva e non suscita nessuna passione, persino non ha nessuno spazio politico oggettivo, come si è visto e si vede. Io credo che noi dovremmo fare una critica politica nettissima a tutta l’impostazione strategica del Pd (parlo ovviamente della linea nazionale, non di quella negli enti locali che hanno tutt’altre competenze), avanzando una posizione alternativa da sinistra alla impostazione liberista in politica economica e imperialista in politica estera. Ma questo non si può fare se abbiamo fretta di eleggere qualche parlamentare (esigenza di per sè giusta) con l’accordo col Pd. Secondo il mio parere, la fretta elettoralistica è stata la causa della nostra crisi. E la fretta, si sa, fa i gattini ciechi.
Un caro saluto.
Caro Leonardo,
io credo che non sia l’eccessivo “alleantismo” del Prc/FDS nei confronti del Pd la causa principale delle nostre difficoltà.
Ferrero, quando parla del Pd, non lo fa mai con toni morbidi, anzi, per dirla tutta, nella percezione collettiva noi sembriamo già dei marziani così come siamo. Se radicalizzassimo ancora di più la nostra proposta, sembreremmo degli alieni giunti da un’altra galassia.
Per approfondire ancora meglio il discorso, il Pcl, sinistra critica ed altre organizzazioni simili stanno praticando da tempo quello che tu vorresti per la FDS, ma io non li vedo crescere, semmai ne rilevo l’evaporazione.
Ciao.
Caro Luca, rispetto pienamente il tuo punto di vista, ma non lo condivido. Il Prc (e il suo segretario) in questi due anni dopo le europee, e ancora di più la Fds (frutto di un compromesso ancora più moderato), hanno espresso sul Pd posizioni continuamente mediate dalla “speranza” (e dall’ansia) di fare un accordo a tutti i costi alle elezioni politiche per eleggere parlamentari, nella illusione continua che queste potessero esserci da un momento all’altro (ansia e illusioni che continuano, se leggete la bacheca facebook del segretario del Pdci). Come quell’asino che stramazza a terra di stanchezza perchè insegue continuamente la carota legata al collo. Ben diversa, per farti un esempio, è la posizione di Giorgio Cremaschi (dirigente Fiom-Cgil) che proprio oggi nell’editoriale su Liberazione dal titolo significativo: “Questa Europa fa schifo”, dice fra l’altro: “Non serviranno le battute di sapore razzista con cui il segretario del Pd accusa il governo italiano di voler uscire dall’Unione Europea per entrare nell’Unione Africana. Questo modo di parlare è un altro segno della crisi culturale e politica del Pd”. Questa è la posizione critica che avremmo dovuto sempre avere nei confronti del Pd e che ha sempre tenuto il Prc quando è cresciuto e ha superato momenti difficilissimi come dopo la scissione del Pdci del ’98. Le posizioni dei gruppi e gruppetti a sinistra del Prc non c’entrano niente con la nostra cultura politica e non sono per il momento significative perchè non sono capaci di unirsi fra di loro e per una impostazione fortemente ideologica, ben diversa dalla impostazione classica del Prc. Tuttavia se queste formazioni riuscissero a unificarsi fra di loro e a costruire oltre che propaganda qualche lotta comune e incisiva, potrebbero persino prendere più voti di noi (anche perchè con gli attuali sondaggi non ci andiamo lontani). Quindi prima di metterci a pontificare su ciò che c’è alla nostra sinistra (o alla nostra destra) sarebbe meglio pensare a ciò che siamo diventati noi. Un caro saluto.
Caro Leonardo,
che Diliberto sia fondamentalmente un moderato non c’è dubbio, come non vi è dubbio che farebbe accordi con il Pd sempre e comunque. Io penso che il Prc sia un poco diverso dal Pdci, salvo in qualche caso specifico ove il personale politico di entrambi i partiti tende a coincidere, quasi sempre nei casi in cui c’è da aggiudicarsi un ruolo nelle amministrazioni locali.
Detto questo, il vero problema, secondo me, non è di linea politica. Io penso che la nostra sia bilanciata: autonomi dal Pd ma non settari. Io continuo a ritenere che un ulteriore spostamento a sinistra farebbe di noi dei settari, o se preferisci, autonomi e settari.
Un caro saluto anche a te.
concordo con luca. il ragionamento di masella non fa i conti con la realtà. a parte il distinguo alleanze locali e nazionali che è sempre meno cogente. nel senso che è vero che le regioni non fanno le guerre, ma se è vero, come dice masella, che con il pd non si deve fare nemmeno una alleanza elettorale per battere berlusconi significa che la distanza tra noi e quel partito è talmente grande che non regge nemmeno l’alleanza locale. inoltre non regge nemmeno l’ipotetico polo con le altre forze che stanno a sinistra della fds. infatti tutte queste (pcl sinistra critica e rete dei comunisti) pongono come condizione la rottura in tutte le alleanze locali. ma, infine, la cosa più rilevante sta nel non voler vedere la realtà. il pd è in crisi, il paese è attraversato da movimenti e conflitti. se fosse vera la tesi che c’è una richiesta di sinistra più radicale, in questi anni se ne sarebbero avvantaggiate le forze con posizioni più di sinistra. non è così. se ne avvantaggia esclusivamente sel e cioè una forza politica che ha scelto l’internità del centrosinistra, con l’obiettivo di condizionarlo a sinistra. si può non condividere, e io non condivido, ma questa è la realtà.
concordo tutto con leonardo masella, il 3,4% alle elezioni europee era un ottimo punto di partenza considerato che è stato preso in una situazione di evidente difficoltà, subito dopo una dura scissione, con una lista denominata ” comunista ed anticapitalista”, non proprio popolare di questi tempi… con la conocrrenza di altre falci e martelli come quelli di ferrando e sc che hanno portato via anche qualche voto di errore …. perchè dopo si è abbandondata quella linea? un partito comunista unificato, vero, autonomo sarebbe in grado anche con questa stupida legge elettorale di eleggere deputati con il 4%!! senza pietirre nulla a nessuno!! e forse li avrebbe eletti anche nel 2008 senza la sinistra arcobaleno…ma coin la falce e il martello del prc.. in più non riesco a capire con grassi, ferrero etc come si fa a considerare la sinistra arcobaleno un errore madornale in termnini di moderazione e scarsa chiarezza quanto poi si propongono cose più strampalate e sicuramente più moderate?
la sinsitra arcobaleno si presentava alle elezioni senza accordi con il centro sinistra!! con un proprio candidato premier ( bertinotti)…
oggi la fds non presenterebbe un proprio candidato premier, propone cerchi e semicerchi nelle alleanze a prescindere dal nome del leader..e in base a queste strategie politiche i sondaggi danno la fds stabilmente tra l’1 e il 2%..eppure si insiste…
la sinsitra arcobaleno era sbagliata perchè spariva il simbolo e la parola comunista……be… nella federazione della sinistra… la parola comunista non c’è più…
il simbolo cambia continuamente …biciclette…tricili etc…
nel simbolo della sinistra arcobaleno non vi era il nome di bertinotti ( che magari aiutava) perchè eravamo contro la personalizzazione delle politica ora ovunque…per vendola presidnete (puglia) pisapia sindaco (milano) etc..etc…
la sinistra arcobaleno ha perso perchè si è pagato lo scotto dell’ fallimento dell’ esperienza di governo…..eleggiamo segretario del prc l’unico ministro del prc ..di quel governo…
be…insomma
c’è spazio per un partito comunista autonomo e di classe sia in parlamento che nel paese, basta crederci e non inventarsi inutili e dannose scorciatoie..
Mediasondaggio Italia: Pd a mezzo punto dal Pdl
Mediasondaggio
Media dei valori dei sondaggi non commissionati da partiti politici. La Media tiene conto del trend delle singole rilevazioni delle case sondaggistiche, delle ultime tornate elettorali nazionali, europee ed amministrative oltre che delle caratteristiche del fenomeno dell’astensione negli ultimissimi anni.
Popolo della Libertà: 27,3% (-0,2)
Partito Democratico: 26,7% (+0,3)
Lega Nord: 10% (-0,1)
Sinistra Ecologia Libertà: 8,7% (+0,2)
Unione di Centro: 6,1% ( = )
Italia dei Valori: 6% ( = )
Futuro e Libertà per l’Italia: 5,3% (-0,1)
Movimento 5 Stelle: 2,2% ( = )
Federazione della Sinistra: 1,6% (-0,1)
La Destra: 1,3% (+0,1)
Alleanza per l’Italia: 0,8% (-0,1)
Movimento per le Autonomie: 0,7% (-0,1)
Federazione dei Verdi: 0,7% (-0,1)
Radicali: 0,6% ( = )
Partito Socialista Italiano: 0,5% ( = )
Altri: 1,5% (+0,2)
——-
Dopo la disfatta dell’arcobaleno buttai giù di getto una mia riflessione che poi divenne l’editoriale di un numero di Essere Comuinisti”. Chi è interessato può leggerlo qui: http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=28399 Evidentemenete sopravvalutavo la nostra capacità di reazione a quella disfatta, non consideravo la possibilità di una scissione come colpo di coda di quel bertinottismo che per quasi 15 anni aveva lavorato nelle teste dei comunisti. Non siamo stati in grado di raccogliere le forze, di riorganizzarci e di prepararci alla “lunga traversata del deserto”. Non abbiamo avuto le forze necessarie per un lavoro nel sindacato, non siamo riusciti a fare dei nostri eletti locali quelle persone che avrebbero potuto darci un minimo di visibilità, probabilmente anche per i limiti soggettivi dei compagni (io per primo) che riusciamo a selezionare come amministratori pubblici. Le cause di tutto ciò sono molteplici, oggettive e soggettive, ma è inutile parlarne oggi. Certamente una delle cause è che “non ci si crede più”, che c’è aria di smobilitazione. La FDS? “sì, ci abbiamo provato,ma non decolla, non ci crede nessuno”. Quanto questo sia causa o effetto del fatto che non siamo stati in grado di elaborare una proposta politica precisa sarebbe altro argomento di discussione, ma non è questo il punto. Credo che non ci sia più tempo per tutto questo, neppure se si votasse nel 2013. Non ci siamo riusciti in tre anni,in condizioni migliori di quelle attuali, non vedo come ci si possa riuscire da qui ed il 2013. Sarò brutale. Se vogliamo davvero salvare Rifondazione comunista e con essa la FDS, ad oggi, rebus sic stantibus (Vendola che viaggia sull’8%, almeno nei sondaggi, e che non ha alcuna intenzione di “unire la sinistra”, se non altro perché nella sua ottica la sinistra lui l’ha già unita in SEL; nostro stato di sfiducia nel nostro futuro:a poco serve il fatto che PDCI+PRC abbiano più iscritti di SEL se comunque siamo simili ad un esercito in rotta, preferirei avere 10.000 iscritti che stanno al pezzo, piuttosto che 60.000 in ritirata), abbiamo, a mio avviso una sola possibilità (possibilità, non sicurezza). Prima cosa: un paio di proposte forti da gettare nel dibattito politico. Non mancano i temi all’ordine del giorno. E’ mai possibile che un tema come quello della precarietà debba essere afrontato in modo “neutro”, da manifestazioni “senza bandiere”, che durano un paio d’ore e che hanno l’eco di un giorno?(http://comunistamedio.blogspot.com/2011/04/manifestazioni-senza-bandiere-e-memoria.html) Per fare questo non ci vuole molto. E’ lavoro di una mattinata, non di più. Su queste due o tre proposte impegnare, da qui e le prossime elezioni, le energie residue, che sono sempre meno.
Seconda cosa: rientrare in Parlamento. A qualunque costo o quasi, il fine giustifica i mezzi. In alleanza con il centro sinistra, magari proponendo una lista unitaria con altre forze per essere sicuri di superare lo sbarramento del 2% (penso a quanto fatto in Toscana alle regionali). Secondo me ce la faremmo anche da soli, ma non mi pare il caso di rischiare. A quel punto, con più risorse, con la comunque poca visibilità che ci darebbe un pugno di deputati, FORSE (ma non è scontato)ci sarà la possibilità di rilanciare Rifondazione (e quindi la FDS). Questa mi pare, realisticamente, l’unica strada che siamo in grado di tentare. E molto non dipende neppure da noi: SE il PD ci vuole, SE superiamo il 2%, persino SE Vendola non porrà veti (lo dicevo prima: nella sua ottica probabilmente noi siamo solo elemento di disturbo). Sconfortante, avvilente, poco dignitoso. Indubbiamente. Ma altre strade percorribili non ne vedo. Mi pare che manchino le possibilità anche solo di prepararci alla “bella morte” con la bandiera in mano.
… sottoscivo in pieno tutto il ragionamento sul ritornare in parlamento.
Purtroppo non dipendera’ da noi.
Credo si debba essere realisti in una cosa … il Pd non permettera’ alla FdS di presentarsi con il suo simbolo “Falce e Martello”,lo hanno gia’ fatto per queste elezioni in qualche realta’ … Treviso,Varese e altre,figuriamoci per le politiche.
E poi basta “guardare” la faccia di Veltroni a “Ballaro’” della settimana scorsa alla presentazione dei sondaggi.
Io lo dico da mesi che il vero problema e’ questo … ma nessuno ha il piacere di rispondermi ….
A proposito di precarietà( uno dei temi che dovrebbe caratterizzarci)
Supermercato affliliato Conad. Cassiere: 12 ore di lavoro, 500€ mensili,nessun contratto, nessun contributo versato. Da comunista ho dentro una rabbia impotente. I lavoratori non sono disposti a rischiare di perdere questa miseria (l’alternativa è non lavoro=reddito zero). Il sindacato non interviene se non c’è il consenso dei lavoartori.
Se denuncio come individuo rischio la querela perchè i lavoratori diranno(hanno ricevuto quest’ordine dal padroncino) che lavorano dal giorno precedente e per sole due ore al giorno.
Qualcuno mi aiuta a fare il comunista in questa drammatica realtà?
Ah, dimenticavo. C’è di peggio. Alcune scuole private: stipendio zero, lavoratori/trici si pagano i contributi previdenziali. Si lavora solo per il punteggio. Rilancio l’SOS: Come si fa a salvare questi naufraghi che hanno paura di essere afferrati? Tutto il resto è noia: FDS, Vendola,sondaggi,alleanze elettorali. Se non diamo risposte vere ai problemi reali la gente si contenterà delle favole e dei miracoli
Dove?
In eslusiva per il blog di Grassi …. i dati di un sondaggio Euromedia commissionato dal Pdl per le elezioni di Salerno,molto interessante perche’ il campione e’ di 4.000 persone.
De Luca – 48/52% con una tendenza al 51%
Ferrazzano(Pdl) – 35/40% con una tendenza al 37%
Masullo (Idv-Civica-FdS) tra il 6/8% con una tendenza al 7%
Gagliano(Udc)tra il 6/8% con una tendenza al 6%
Con molta serenita’ si possono dire un paio di cose da questi dati “terzi”(ripeto resi pubblici dal Pdl-Salerno)
De Luca e’ stramaledettamente forte,storicamente e’ sempre sottovalutato nei sondaggi perche’ ha delle liste fortissime.quindi e’ probabile che dopo la presentazione delle liste possa crescere un pochino e consolidare la tendenza sopra il 50%
Se vogliamo azzardare dei dati anche sulle liste potremo dire.
Progressisti 24/26%
Giovani x Salerno 5/7%
Campania Libera 5/7%
Sel 4/6%
Psi 4/6%
Per la Masullo
Idv 4/6%
Lista Civica 2/3%
FdS 1/2%
Con altrettanta serenita’ bisogna aggiungere che sia la Masullo che Gagliano vengono dati tra il 6/8% ma alla Masullo viene assegnata una tendenza del 7% e a Gagliano(Udc)una tendenza del 6% … forse un po’ strumentale … Gagliano alle regionali prese molte preferenze(2800 in citta’ che da sole significano
quasi il 5%) … quindi nessuna meraviglia se nei prossimi giorni la tendenza della Masullo si abbassera’ e quella di Gagliano crescera’ ….
Saluti e spero di avervi fatto un piacere.
Il simbolo a Bologna mi era sfuggito.
Dopo criticato in passato Sel anche sui suoi cambi di simbolo ora anche noi facciamo questa cosa.
Se quello di Milano e’ fatto perche’ c’e’ il Partito Umanista e per scrivere in grande “Pisapia”(ma noi non eravamo contro il leaderimo?)questo di Bologna non lo capisco.
a milano, come a bologna e in altre realtà la fds non si presenta col proprio simbolo, ma con un accrocchio che confonde ancora di più le idee
Non faccio ne sondaggi ne’ il mago quindi non so’ come andranno le elezioni.
Mi concendro su un dato.Che si fara dopo.
Fino a poco tempo fa’ ero convinto che ci sarebbero state 2 mozioni che sostenevano 2 tesi diferenti.
Una l’unita/fusione tra Prc e Pdci e un altra che sosteneva la continuazione del Prc.
Ma oggi Grassi ci dice che anche lui non e’ favorevole all’unita/fusione.
Allora mi/vi chiedo che decidera’ il congresso?
Che differene ci saranno tra Ferrero e Grassi?
Mah… onestamente spero proprio che NON ci siano mozioni contrapposte. Di tutto abbiamo bisogno meno che di “dilaniarci” di nuovo in un congresso di scontro
ti dimentichi che siamo rifondazione comunista…
le mozioni contrapposte sono pane per i nostri denti
Caro Claudio,
non mi sfugge il senso del tuo pubblicare lettere/interventi che non vanno certo nella direzione di una ricomposizione unitaria.
E la cosa ovviamente la cosa mi preoccupa.
Mi preoccupa anche non vedere sul tuo blog (e sei il responsabile organizzazione nazionale del partito!) nè su quello di Essere Comunisti alcuna notizia/presa di posizione/invito alla mobilitazione per la giornata di domani che ci dovrebbe vedere presente con presidi davanti a tutte le sedi RAI d’Italia.
Dopo che nella più seguita trasmissione televisiva (di centrosinistra) Fabio Fazio decreti che “Rifondazione non esiste più” mi sarei aspettato che suscitasse uno scatto di orgoglio.
con sincerità e amicizia
Maurizio Acerbo
Ma di cosa ti lamenti Acerbo? Rifondazione sembra non esistere più perché c’è chi è talmente incapace da averla resa invisibile! Invisibile e purtroppo perdibile, per parafrasare il nostro bell’appuntamento quotidiano (plurale come tutto in Rifondazione Comunista).
Facciamo mille sit-in davanti alla Rai, e poi? Pensaste piuttosto ad avere una linea politica seria e qualche idea in testa…
E infine, lasciatelo dire: ma quanto sei fazioso a fare polemica su ogni cosa! Adesso pure su quello che mette o non mette Grassi sul suo blog!
chiunque ogni tanto dia due volantini al mercato sa bene che la frase stupita che gli viene rivolta è: “Allora esistete ancora?”… diciamoci la verità: Fazio ha solo espresso ciò che è senso comune. Dopodiché facciamo il sit in davanti alla Rai, ma poniamoci il problema di farci vedere anche in altre occasioni. Altrimenti sembriamo dei fantasmi che, evocati, si agitano
Con tutto il rispetto il sit-in davanti alla Rai mi sembra una colossale e consolatoria sciocchezza. Un ennesimo tentativo di non assumersi le proprie responsabilità politiche. L’oscuramento mediatico è figlio della scelta settaria di Chianciano. Poi se uno vuole sempre dare la colpa alla “grande borghesia” e al supposto (quanto ridicolo) principio che il -prc “dà fastidio”, è liberissimo di farlo. Il problema è che il Prc non dà fastidio proprio a nessuno. E’ un partito stanco, impantanato nelle guerriglie intestine tra i suoi stralunati dirigenti, incapace di fare campagne sul territorio (mi ricordo solo l’assurda vendita del pane nelle piazze, neanche fossimo nella Milano manzoniana).
Personalmente considero una sciocchezza e una buffonata la mobilitazione davanti alla RAI per due ragioni specifiche.
1. Basta piangersi addosso, la negazione degli spazi di visibilità è ovvia i comunisti la visibilità se la conquistano con la lotta e con l’organizzazione. Da quando in qua la borghesia dovrebbe concedere spazi ai propri nemici di classe nella misura in cui i rapporti di forza gli consentono di non passare briciole… non le passano punto e a capo. Lo stesso vale per il finanziamento pubblico, in Europa la maggior parte dei partiti comunisti non dipendono da esso, o perchè non lo hanno mai ricevuto o perchè non essendosi imborghesiti e appiattiti alla carità del capitale hanno mantenuto forme di fiautofinanziamento che li rendono autonomi. Il PCI lo è sempre stato autonomo economicamente indoipendentemente dal finanziamento pubblico che riceveva. Qua sembra di vivere su Marte… anzichè darsi da fare e rimboccarsi le maniche tutti a piangere e a perdere tempo, mesi ma ormai anni in sciocchezze e in attesa della manna che mai verrà…. (e lo spero)… i comunisti hanno sempre combattuto l’assistenzialismo qua invece pare sia divenuto uno degli obiettivi strategici… alla faccia della classe operaia…
2. Per dire cosa? No perchè il bello è che non esiste una linea politica che sia una, ogni volta che un portavoce o come lo sivoglia chiamare l’unto dai quattro gatti del CPN della FdS dice qualcosa è un dramma… non vi è una linea condivisa, non vi è un’organizzazione democratica che rappresenti iscritti e militanti (sono i fatti di quest’ultimo anno che lo dimostrano) che caspiterina si vuole andare a dire? Ah già farsi vedere per ragranellare qualche voto utile a tornare in parlamento che a sua volta è necessario a riprendere i soldini per mantenere il solito apparato…. Personalmente lascerei stare, prima si affrontino le colossali contraddizioni interne alla FdS e ai partiti che la compongono… si facciano sti benedetti congressi con quelli che rimarranno dopo l’orami certa debacle del 16 maggio, e si costruisca un benedetto soggetto politico che non sia la sommatoria di ste buffonate ma un qualcosa che possa trasformarsi in qualcosa di più serio e ambizioso…. se poi qualcuno non sa veramente cosa fare nel frattempo magari potrebbe fare politica seriamente, cercando di salvare il salvabile…
Per Acerbo,
Dal tono si direbbe che sei molto incattivito.
Ma come mai Maurizio Acerbo non ti chiedi come mai il PRC nazionale non ha aderito ufficialmente alla manifestazione contro la guerra che si terrà sabato a Napoli promossa da tante sigle di partito e associazioni?
chissà? sarà che i comunisti rimangono a quelli come te e Ferrero indigesti?
Credo che la cosa piu’ interessante di questo post sia questa.
Dobbiamo capire realmente cosa vuole fare Grassi.
Un punto della sua analisi e’ passato inosservato ed e’ che per lui oggi
“L’unita’ tra Prc e Pdci non e’ all’ordine del giorno”
Appena qualche mese fa’ lo era pero’!
Cosa e’ cambiato?Perche’ questo cambio di rotta?
E soprattutto se non si vuole l’unita’ tra Prc e Pdci cosa si fa’ del Prc?
Un ultimissimo appunto.
Non uso l’espressione “smettiamola di inseguire Sel” ma smettiamola di sperare che Sel sia quello che vogliamo noi!
Cioe’ una specie di RifondaSel o una FdS meglio riuscita!
Non e’ cosi’!E’ un altro progetto,rispettabilissimo per carita’ ma una collaborazione tra FdS e Sel che porti benefici all’uno e all’altro e’ fuori dalla razionalita’!
Vendola non ha nessuna intenzione di unificare la sinistra(come diciamo noi)
Vendola(leggittimamente)creda che la sinistra sia gia’ Sel.
Quindi caro Grassi non c’entra nulla lo scarto!(che stupidata!)
Eppure, lo scarto c’entra eccome, ed è tutt’altro che una stupidata.
Se Sel raggiunge le percentuali riportate negli attuali sondaggi (cosa a cui non credo), Vendola continuerà a privilegiare le relazioni con il Pd ed a trascurare la FDS. Qualora Sel dovesse uscire ridimensionata dal voto, Vendola super star avrà interesse a cercare il dialogo a sinistra, altrimenti la competizione con le corazzate Pd sarebbe persa in partenza.
Provo a fare le pulci ai 3 obbiettivi di Grassi
1) Ritornare in Parlamento.
Qui bisogna essere onesti,in parlamento si torna solo se lo vuole il Pd.
Se Bersani ci accetta in coalizione allora saremo in parlamento ma se invece prevaranno i diktat di Veltroni,Fioroni e compagnia siamo fuori.
Prc-Pdci il 4% da soli non lo prendono.Brutto da dire ma e’ cosi’.
2)sfidare Sel sull’unita’.
L’unita’ a sinistra la vedo piu’ come una evocazione che come una cosa reale.
Lo scarto tra Sel e FdS non sara’ 8% a 1% ma 5,5% a 2,5%?(cioe’ le stesse proporzioni di Prc e Pdci nel 06)
E cosa cambiera’?Vendola annuncera’ che non vuole piu’ le primarie e che vorra’ fare solo un accordo tecnico col CSX?
La sostenza e la differenza tra FdS e Sel e’ questa!Non e’ lo scarto!
Lo scarto serve (eventualmente)per dire “beh se facciamo una lista insieme a te vanno il 65% degli eletti a me il 35%”
E poi Vendola ma anche Pd e Idv hanno una loro idea sulla Fds e il Csx anche quando la FdS aveva il 3%,figuriamoci ora che probabilmente siamo sul 2/2,5%
3) … il 3 obbiettivo francamente non l’ho capito
Gli articoli scritti dai membri della segreteria si fanno sempre più tristi e astratti. Ci vorrebbe un CLN che faccia tabula rasa negli esecutivi dei compagni anziani.
ecco Nerone!
Sondaggio Ipr per il Tg3
Pdl 28%
Lega 11%
Altri cdx 2%
Udc 6,7%
Fli 4,3%
Api 2%
Mpa 0,5%
Pd 27%
Sel 7%
Idv 4,5%
Psi 1%
Verdi 1%
Radicali 1%
FdS 1%
M5S 2%
Altri 1%
Da notare che per il Tg3 la coalizione di CSX non comprende la FdS.
Vi stupisce?Un caso?Un errore?
No io credo sia questo il progetto del Pd-Idv-Sel.
… ah gia’ ma mercoledi’ 18 agosto del 2010 verso le 15 di pomeriggio Bersani ha rassicurato Ferrero e Diliberto che li portera’ in coalizione
Si dice anche che i gatti di marmo non vanno da nessuna parte …..
giusto…
NON CI CAPISCO NULLA…MA INSIEME AD UN M IO AMICO VICINO A BURGIO SENTIAMO DIRE DAL PROFESSORE +/- COSì: “CAUDIO? e’ fuori di testa, non si ragiona…ha perso la bussola”.
Non cpisco e non sarà claudio grassi….ma il dubbio mi assale
Frank – studente in Bologna
Stai tranquillo, Frqncesco. Alberto ed io, da anni, prima di pubblicare articoli ce li passiamo e li condividiamo assieme. Ciao
Claudio, o avrai il coraggio di fare ponte tra SEL e i pochi sani di mente che sono rimasti dentro Rifondazione oppure la funzione storica di Essere comunisti sarà definitivamente svuotata di senso.
Ma ci rendiamo conto che Rifondazione è ufficialmente tornata ad essere l’eredità di Democrazia proletaria? Che del PCI e delle lotte operaie non v’è nulla se non un po’ di spontaneismo allo stato brado?
Questa non è una scialuppa che viaggia verso il mare aperto per dirla con le parole di Massimo Rossi: è una zattera di folli in pieno naufragio, il cui nemico n.1 è Vendola e i ragazzi delle fabbriche, figuriamoci.
Con fiducia.
io sono stato iscritto, militante, dirigente e rappresentante nelle istituzioni del PCI e poi di Rifondazione e non ho mai avuto la tessera di DP. Per questo ritengo folle che dopo venti anni si parli di appartenenze pre-Rifondazione. Se è per questo nenache Burgio è mai stato del PCI!
Giudichiamo i compagni/e da quello che fanno e dicono oggi.
Scusate, solo una considerazione su SeL: ma avete tenuto conto che SeL non è un “partito”? Un partito politico senza un’organizzazione non può essere definito tale! Ecco perchè a Torino fanno una cosa e a Napoli un’altra!
Ora, perchè non fare leva su questo e fare in modo da evidenziare che al loro interno sono senza una benchè minima linea politica? Basta, secondo voi, scrivere “Insieme per Nichi”?
Forse sarebbe bastato se si fosse andati subito ad elezioni, ma così non è stato…
Credo che la FdS, davvero, sia un embrione dal quale può svilupparsi un soggetto politico importante. Questo lo si può costruire non certo rompendo e facendo altre scissioni, ma responsabilizzando o arginando i comportamenti di cui parla Claudio nel suo intervento.
Responabilità Compagn*!
Giuseppina
…. ma Giuseppi’ ma ci fai o ci sei?
Sel non e’ un partito perche’ a Torino fa’ una cosa e a Napoli un altra …
e noi del Prc che facciamo?
A Milano una cosa,a Treviso un altra,a Reggio un altra,a Savona non ne parliamo,
e il Pdci? … vabe’ meglio non parlare dai
X Anonimo,
(un nick meno “anonimo” no?)
Guarda che c’è una bella differenza: E’ la FdS che apre il dialogo alle forze di centrosinistra, mantenendo comunque la propria identità, su punti programmatici unitari!
Credo che il dialogo, posto in questi termini sia fondamentale.
Puntare a lavorare sui territori, individuando le contraddizioni che ci sono all’interno di SeL? (credimi, il materiale c’è). Ti assicuro, per esperienza diretta, che non è affatto difficile.
In molti commenti noto, con mio rammarico, che si attaccano sempre e comunque SeL piuttosto che il PD senza mai fare riferimento che il nostro nemico principale è il berlusconismo è tutto ciò che ha portato.
Non faccio sconti al PD, sia chiaro, ma se fosse possibile fare un fronte comune anche con quella parte del PD che ancora riesce a lottare dignitosamente (anche qui, per esperienza personale) perchè non farlo?
Ciau:-)
Caro Claudio, sono tra quelli che a posteriore ammette di aver sbagliato nel non ascoltarti a Chianciano, forse perchè vivevo la scissione imminente sulla pelle o forse perchè immaginavo che la mano di Venezia che indicava la porta non c’era più e quindi un nuovo spirito unitario avrebbe ricomposto rifondazione.
Come detto mi sbagliavo, mi sbagliavo perchè a Venezia non c’era una mano ad indicare la porta c’erano tante mani quelle stesse mani che a chianciano venivano utilitaristicamente messe in tasca pronte ad uscire per proseguire un preciso disegno politico.
Ecco perchè rivorrei il mio voto indietro ma… non posso.
Che la mozione uno non si sarebbe mai composta come tale è stato chiaro il giorno successivo alla chiusura del congresso come chiaro (almeno a me e almeno per me) fu subito il disegno di Paolo Ferrero ricostruire quel piccolo partito di nicchia residuale che non ha nulla a che vedere con il partito di massa troppe volte anche da noi declamato a sproposito.
Se la sinistra arcobaleno fosse entrata in parlamento crediamo davvero che Ferrero si sarebbe opposto alla liquidazione di rifondazione Comunista? penso che l’avrebbe assecondata con entusiasmo.
E i compagni del PdCI? Ma su che basi pensano di cotruire percorsi unitari quando sono loro i primi ad adoperarsi per distruggere?
Emblematica in tal senso è stata l’elezione del portavoce della FdS decisa a tavolino da Ferrero e Diliberto per opposte ma convergenti motivazioni. Ferrero per imporre la logica del minoritarismo, Diliberto per distruggere la Federazione stessa, in fondo nessuno dei due ha mai creduto nella federazione ma anzi aspettavano il momento opportuno per smontarla e nessuno meglio di massimo rossi può essere più adatto allo scopo, per questo obiettivo davvero si è scelto il meglio!
Ora mi guardo attorno e più che prendere atto non riesco a fare.
Prendo atto del fatto che la mozione uno non esiste più, prendo atto di essere mal visto e sopportato in quella che è stata la mia casa dal 1993 (ma su questo purtroppo sono, anzi siamo, in ottima compagnia) e prendo atto che quella che immaginavo una strada percorribile cioè quella di un percorso unitario con il PdCI è miseramente fallita alla prova dei fatti, del primo fatto!
So bene che non deve prevalere il pessimismo della ragione ma so altrettanto bene che non c’è cosa peggiore che uscire di casa sapendo di andare ad una guerra permanente anzichè ad una riunione di partito del mio partito.
Hai ragione quando parli dei “sorvegliati speciali” eccome se hai ragione e allora la vera domanda è: tutto ciò a senso?
A senso continuare una militanza da “sorvegliato speciale” solo per il fatto di pensare con la propria testa?
Sia chiaro non ho nessuna intenzione di cercare altrove (ci mancherebbe)come non voglio che tu perda tempo nel cercare le parole per giustificare un supplemento di impegno “perchè le cose cambieranno…” il mio è semplicemente uno sfogo che nasce e muore in questo blog ma che testimonia un disagio reale ormai giunto all’ultima goccia di splendore… The show must go on. Un caro saluto
FLORI…SCUSA MA SI DICE “HA” E NON “A”….COMPAGNI SIAMO MESSI MALE…E LA GRAMMATICA NON E’ UN DETTAGLIO PER I COMUNISTI
ecco perchè giustamente ti definisci “ex”
Sel a Torino con Fassino e la Ganga (andate a vedere chi è), a Napoli con i Bassoliniani, a Salerno con De Luca, a Cosenza con le cliniche private,a Reggio Calabria con lui che stava con Storace ecc.ecc.
Molto ma molto più coerente il Prc e la FdS!!
Mario vergognati a difendere un partito SeL che a Torino sostiene Fassino e a Salerno un fascista come De Luca e a Reggio Calabria rompe l’unità del centro-sinistra.
VERGOGNA!!
Caro ex fino a prova contraria e con dati di fatto il Prc e la FdS alle europee e alle regionali,ossia alle ulrime elezioni,HA PRESO PIU’ VOTI E PIU’ CONSENSI di SeL.
Il resto sono solo polemicucce da quattro soldi e i comunisti e la sinistra non va di certo dietro ai sondaggi.
Il disturbo l’hanno tolto gente come Ciccio Ferrara e Vendola che hanno combinato danni e danni ai comunisti e alla sinistra in Italia al loro va la vergogna di aver distrutto un grande patrimonio
oggi trovo di condividere un epiteto sgarbiano; ASINA….O TI PIACE SOMARA?
Tour di Vendola per le amministrative in Toscana, in mattinata Siena, proseguendo nel pomeriggio per Arezzo, in serata a Lucca.
In tutte e tre le città gran pienone, (vedremo appunto come scrive Grassi se la cosa si tramuterà in voti non è scontato).
Ad Arezzo essendo in concomitanza l’orario politico con Veltroni e sostenendo il medesimo candidato a Sindaco Fanfani (anche la FdS)i due partiti hanno deciso per un unica manifestazione e prima Veltroni e poi Vendola che arrivava appunto da Siena, bene grandi applausi a Vendola che nell’applausometro e entusiasmo a surclassato Veltroni, senza per questo rivendicare le ragioni del no alla guerra in Libia, del no alla Fiat, quindi non un comizio accomodante, ma nonostante questo la grade partecipazione di persone era nettamente a favore di Vendola.
In serata a Lucca al cinema Astra presenti oltre cinquecento persone e soprattutto giovani anche qui nonostante l’evidente stanchezza una serata carica di passione e speranza per il futuro.
Cosa significa questo Grassi per le elezioni amministrative? non molto, ma solo un segnale che Vendola continua ad avere grande seguito.
vergognati a difendere un partito SeL che a Torino sostiene Fassino e a Salerno un fascista come De Luca e a Reggio Calabria rompe l’unità del centro-sinistra.
VERGOGNA!!
Mario ma vatti a vedere che alleanze fa il PRC da solo, con la FdS, con il PdCI; e anche con UDC e allora UDC è meglio di Fassino? ma via meno demagogia
Vendola ha sicuramente un grande fascino come ne aveva Bertinotti, attenzione qlc sperava ed è stato scottato… il carisma non è nè buona politica nè coerenza.
Io sono comunista non sono semplicemente di sinistra. Questo è il motivo per cui rivoglio un unico partito comunista.
Saluti a pugno chiuso
una 31enne di Rifondazione Comunista
Anche Berlusconi e il Pd hanno un grande seguito,ma che idea di società hanno?Guarda bene le alleanze che fa Sel tutte mirate,tutte ed esclusivamente per le poltrone appoggiando anche candidadati di destra,in Molise per il rinnovo del consiglio provinciale il centrosinistra ha deciso di candidare Micaela Fanelli sindaco di Riccia(cb)eletta con i voti del centrodestra,già consulente del governatore Iorio(Pdl)e non dice una parola quando i suoi consiglieri con cadenza annuale organizzano pullman per Predappio,secondo te cosa fa Sel in Molise?Appoggia la Fanelli…Il consenso non è tutto non è che chi ha il consenso ha sempre ragione altrimenti il Pdl con 30% e il PD con il 24% avrebbero ragione sempre…Chi è davvero di sinistra non potrebbe votare mai Vendola per quello che sta facendo in Puglia:inceneritore(Marcegaglia),chiusura ospedali pubblici(19 totale e parziale)2200 persone a casa,e ciliegina sulla torta fa aprire una clinica privata a Don Verzé(Taranto San Raffaele),se questa è la nuova sinistra preferisco la Fds con tutti i suoi difetti…
Ma se è così scandaloso Vendola perchè Maria Campese del PRC area essere comunisti continua a fare l’assessora alla regione Puglia?
Stefano Poloni devi dirgli di uscire subitooooo
Perchè Vendola ha vinto anche con i nostri voti.
non ce la fa…inutile Grassi non ce la fa proprio. E’ cotto, ha perso la misura e la portata del disastro.
Sui punti rilevanti sorvola. Su Chianciano dice “acqua passata”, sul 1,5% del PRC liquida tutto attaccandosi a quello che sarà lo scarto reale tra SEL e PRC (avete capito bene, ora Grassi punta tutto sullo scarto…è pazzo! – un comunista che ragiona sullo scarto che può determinarsi in vase alla forza dei SEL o del PRC o in vase alla debolezza di entrambi o di uno – pazzo, politicamente pazzo), sulla consistenza del PRC snocciola un “patrimonio” che non c’è..è certo parla x luoghi comuni.
Ragazzi, la cosa è seria…molto seria. Siamo alla frutta, e un dirigente come Grassi è pietoso. Vale x tutti in primis Ferrero, ormai in stato confusionale. Tutti però arroccati nelle proprie convinzioni (la più ipocrita è quella di Grassi che vuol far credere che è bastato dire a Chianciano “paolo e Nichi parlatevi” per levarsi dalla responsabilità della scisiione – come se fosse estraneo alla scelta delle mozione uniye contyro Nichi).
Domanda: cosa deve accadere per farvi togliere il disturbo?
Senti ex, scordatelo. I comunisti “il disturbo” non lo toglieranno mai.
Ti scandalizza “lo scarto”?
Fossi in te non mi scandalizzerei. Quando vedrai i risultati elettorali delle amministrative potrai renderti conto che gli attuali sondaggi sono campati in aria e che la differenza tra Sel e Fds non è così ampia come immagini. In quelle condizioni sarà più agevole dialogare. Per il bene della sinistra italiana, dei lavoratori e dei ceti deboli.
Ti piacerebbe?
I comunisti ci saranno sempre, almeno fino a quando c’è la lotta di classe. Impara.
ma visto che sei “ex”, perché non ti vai ad ascoltare una delle bellissime e poetiche narrazioni di Vendola?
e tu fai meglio l’amministratore pubblico che fai ridere, non riesci neppure ad impedire di avvelenare le persone che abitano vicini all’inceneritore, bel comunista.