Muoversi in due direzioni

Le ferie sono finite, ma l’incertezza del quadro politico che si era determinata prima di agosto non si è affatto chiarita. La frattura determinatasi nello schieramento di centro-destra non si è ricomposta e, a mio parere, non si ricomporrà. Si scontrano due progetti diversi rispetto a come  organizzare e concepire la destra in questo Paese. Da un lato Berlusconi e Bossi che convergono su un impianto populista, xenofobo, apertamente reazionario, dall’altro Fini e Casini che pensano ad una destra nazionale, europea, attenta al rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Ma, nonostante ciò, non è scontato che la situazione precipiti in una crisi di governo e ad elezioni in autunno o in primavera. Fini e Berlusconi capiscono di non poter più stare assieme, ma entrambi non hanno interesse a far precipitare la situazione. L’ex leader di An non ha una propria forza politica pronta. In ogni caso, ammesso che riesca a costituirla rapidamente, rischierebbe, se si dovesse andare a votare con questa legge elettorale (cosa che io giudico sicura), di doversi coalizzare con Berlusconi, con tutte le conseguenze del caso. Potrebbe anche costituirsi un terzo polo (Fini, Casini, Rutelli, magari con la benedizione di Montezemolo) ma, anche questa, è una ipotesi che presenta non pochi problemi: di leadership (Fini o Casini?) e di profilo politico (basta pensare al tema della laicità dello Stato).

La situazione non è meno ingarbugliata nello schieramento di centro-sinistra. Su questo versante la gran parte dei problemi è dentro il Pd. Le lettere pubblicate in agosto da Veltroni prima e da Bersani poi alludono a due ipotesi di costruzione del Pd e della coalizione di centro-sinistra completamente diverse. Da una parte abbiamo la riproposizione di un modello bipolare con tendenze forti al bipartitismo. Infatti Veltroni non solo non critica l’impostazione da lui data alla campagna elettorale del 2008 (che ha riportato le destre al governo e ha escluso le sinistre, anche per loro responsabilità, dal Parlamento), ma considera quell’evento il punto più avanzato del Pd e del centro-sinistra. Viceversa Bersani, partendo dal fatto che il Paese vive in una situazione di emergenza democratica, propone la costruzione di una alleanza a due livelli. Un livello di governo – il “nuovo Ulivo” – che, presumibilmente, potrebbe comprendere Pd, Idv, SeL e Verdi e un secondo livello che non parteciperebbe direttamente al governo – la coalizione democratica – e che potrebbe allargarsi a sinistra alla Federazione e al centro all’Udc e all’Api. Non è un caso che i sostenitori di queste due ipotesi sostengano anche due proposte di legge elettorale diverse se non opposte: maggioritario la prima, tendenzialmente proporzionale la seconda.

Per Rifondazione Comunista, che avanza da diversi mesi (basta rileggere tutti i documenti approvati dal comitato politico nazionale) la proposta di costruire una vasta coalizione per battere Berlusconi, si tratta di un fatto positivo e importante. Sarebbe un errore politico madornale non coglierlo.

Bene hanno fatto, quindi, Ferrero a nome del Prc e Salvi a nome della FdS, ad apprezzare e appoggiare la proposta di Bersani.

In questa cornice politica, nella quale abbiamo definito la nostra collocazione qualora la crisi di governo dovesse precipitare, per le considerazioni che facevo all’inizio, penso sia inutile continuare a concentrare tutto il nostro dibattito sulle elezioni, sulla legge elettorale e sulle primarie; cose importanti, ma che interessano poco a chi oggi vive sulla propria pelle la durezza della crisi economica.

Penso sia utile, invece, partendo dall’ottimo documento approvato dall’ultimo comitato politico nazionale del Prc e dall’altrettanto ottimo documento congressuale della Federazione della Sinistra, sviluppare il massimo di iniziativa politica nei territori. Lo farei in due direzioni.

La strategia di Marchionne non è un fatto isolato a Pomigliano. Indica una traiettoria sulla quale si posizionerà Confindustria, con il benestare dei sindacati compiacenti (Cisl e Uil), di quasi tutte le forze politiche e con il supporto dei grandi mezzi di informazione. Organizzare la risposta a questo attacco è la prima questione su cui mobilitarsi, da subito. La resistenza messa in campo dalla Fiom è il fatto socialmente e politicamente più rilevante di questa fase. La manifestazione del 16 ottobre non va quindi vissuta come una cosa tra le altre, ma il fatto più significativo dell’autunno. Organizziamo quindi da subito, in tutte le province, con tutte le forze politiche e sociali che ne condividono i contenuti, iniziative comuni che favoriscano il massimo della partecipazione. Costituiamo i comitati unitari per il 16 ottobre chiedendo coerenza anche a quelle forze che si sono giustamente mobilitate in difesa della Costituzione attaccata dal governo. Coerenza vuole che la Carta Costituzionale si difenda sempre, quando la attacca Berlusconi, ma anche quando la attacca Marchionne.

La seconda direzione nella quale muoversi è quella dell’unità. L’unità politica con le forze che con noi stanno costituendo la Federazione della Sinistra. Utilizziamo il congresso per valorizzare questo aspetto: dopo tante anni di divisioni i comunisti e le forze di sinistra socialista e anticapitalista ritrovano le ragioni dell’unità e della ricomposizione. E l’unità d’azione – oltre ai comitati per il 16 ottobre potremmo fare i comitati per il si al referendum sull’acqua – con le altre forze politiche e movimenti che si collocano a sinistra del Pd. In questo modo, collegando questo lavoro con l’obiettivo che ci accomuna a tutte le forze democratiche di unirci per battere Berlusconi potremmo essere percepiti non solo come un partito che dice delle cose giuste ma che  non riesce a metterle in pratica, ma anche, finalmente, come una forza politica in grado di incidere, sia politicamente sia socialmente.

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328 commenti to “Muoversi in due direzioni”

  1. Francesco Bertolini scrive:

    Scusate la mia insistenza nella discussione di questo BLOG. Qualcuno che scrive mi sa dire quale sia la posizione dell’area FalceMartello ?
    Grazie

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER FRANCESCO BERTOLINI.
      Caro Francesco, sono sempre io,da come parli mi sembri molto giovane, io invece ho qualche anno in più, cerco di risponderti io, su “FALCE E MARTELLO” perchè il segretario del circolo Bianchini, è uno di falce e martello, si chiamo Christin , ed è un buon segretario generoso disponibile, e molto preparato, se vuoi puoi cercare anche il documento congressuale, dove Falce e Martello si è presentato con un suo documento mi pare il quarto.
      io provo a fare di te un Dante che attraversa l’inferno, ed io indegnamente provo a fare Virgilio, ripeto molto indegnamente, sforzandomi di risponderti anche per i quesiti del post precedente,se è vero che sei molto giovane cerca di immaginare un papà ipotetico che ti parla, perchè le cose sono due o sei molto giovane ed ingenuo(in senso positivo)o ci vuoi prendere per il culo tutti, io sto al gioco.
      Primo punto Falce e Martello, questa componente fa capo a Bellotti, di ispirazione trotskijsta, prima insieme (mi pare) a Veruggio e Ferrando.
      la loro posizione è vetero operaista, io quando ho letto il documentcongressuale , mi sono detto lo voto, ma poi, mi sono svegliato ed ho percepito che non siamo più negli anni settanta(qualcuno dovrebbe dirglielo a Bellotti)dove gli operai intesi come operai prima professionale, diciamo che davano di lima , e poi gli operai massa, quelli della catena di montaggio, oggi non ci sono più, non perchè il lavoro è stato delocalizzato , me perche,il sapere collettivo, ha costruito macchine, che sostituiscono l’operaio tradizionale, trasformandolo in qualcosa altro,alcuni parlano di quello che Marxi chiamava General Intellet, intendendo, quel complesso di lavoro immateriale, di cui sono composte i nuovi lavori e le nuove fabbriche rispetto, agli anni settanta(fabbrica fordista) , chi come me in quegli anni era in fabbrica, ricorda, migliaia di operai alla catena di montanggio , che oggi non ci sono più al loro posto sono subentrati robot che svolgono il lavoro che prima vacevano gli operai, e non si lamentano, non chiedono aumenti, non fanno scioperi, chi ha lavorato alla Fiat e ricorda le officine presse, o la verniciatura può capire benissimo , tu forse avrai qualche difficoltà, bene , oggi bisognerebbe parlare non di operai ma di lavoratori, perchè nei paesi del G8, ci sono più lavoratori addetti al terziario(ospedali, pubblico impiegio, servizi, commercio)che operai manifatturieri, con la aggiunta che la socetà operaista considerava antagonisti al capitale solo, chi produceva manufatti(lavoro vivo) e non servizi, vedi quanto sono vecchi, quelli di falce e martello?.
      nel post precedente, tu rispondendo, con pertinenza a Matteo, hai constatato, che l’unica ricetta per Matteo è andare con vendola, mentre i probblemi sono più gravi e complessi, tu giustamente dici, ma è possibile, che se anche ci sia un eccesso di laederismo, non si possa vedere di mettersi d’accordo su alcune cose e presentarsi assieme?
      ma vedi quello che tu dice essere solo un eccesso di leaderismo è invece il nocciolo del probblema che i comunisti devono, risolvere se vogliono, ancora continuare ad esistere, perchè la divisione tra comunisti e dei rivoluzionari in genere, non è tanto nuova, gia nella 1° 2° e 3° internazionale si erano divisi, a la diatribba, chiamata Stalinismo, non è altro che la divisione che c’èra nel partito bolscevico, anche negli anni settanta, mentre il PCI cresceva, alla sua sinistra cerano decine di formazioni che si richiamavano al comunismo: Lotta Continua, Autonomia Operaia. potere operaio ,avanguardia operaia, Dp, Nuova Sinistra Unita, Servire il Popolo, lotta comunista, LRS, ed un sacco di altre formazioni, che nascevano e si scioglievano, eppure non portavano via voti al PCI, che è cresciuto fino al 76, (il sorpasso)non portavano via voti perche in quel periodo, la parola comunista, non era “indicibile” ma esercitava, una egemonia tale da indurre i figli della borghesia, a fingersi comunisti, perchè il potere era li,poi ognuno è tornato a casa, a cominciare da Veltroni che è approdato al partito perchè la era il potere , salvo rinnegarlo dopo, ma non era il solo . molti intellettuali, che adesso stanno coi poteri forti allora facevano i rivoluzionari, da Ferrara,Liguori, Santoro, Lerner, Adornato e tanti altri.
      Vedi quello che tu credi essere solo un eccesso di leaderismo, è invece i vero problema , perchè, se più generali mirano allo stesso obbiettivo, finiscono inevitalbilmente per spararsi addosso, e noi siamo l’obbiettivo loro i generali,è naturale che se Rizzo o Ferrando, cosi come Turigliatto,vogliono pescare nello stesso stagno, e prendere i voti nello stesso bacino elettorale, devono prima di tutto parlare male uno dell’altro e poi è difficile andare d’accordo, con quelli che hai chiamato”cimiteri”, io credo che la strada giusta sia quella di tornare al partito, governato da un piccolo partamentino, chiamalo, comitato centrale, ufficio politico, segreteria colettiva, ma non un segretario, perchè poi tutti voglio fare il segretario, questa esperienza non è nuova, perchè il partito Bolscevico ha fatto la rivoluzione d’ottobre senza segretari, Lenin non è mai stato segretario, questa figura nasce per esigenze organizzative, solo nel 1922, ed era completamente sottomesso al comitato centrale, aggiungasi che il segretario non è nato per governare il partito, ma per governare un paese (URSS) appena inventato(preso), se le purghe sono iniziate dopo gli anni trenta, più precisamente dal 32 in poi questo vuole dire che il segretario per 10 anni ancora dopo la nascita non contava ancora niente ,tanto era l’idea che a comandare non fosse un tiranno, ma un colleggio, questa è la degenerazione, la tirannide e chi può no chiamare Bertinotti Tiranno ? e di Vendola ho paura per questo, perchè non mi piace un mondo governato da un solo Dio,e qui dobbiamo lavorare perchè le cose sono due, o ha fallito il comunismo, come idea o ha fallito l’applicazione, io credo che è fallita l’applicazione, quindi, la parola “Rifondazione comunista” implicava una rifondazione, cioè una ristrutturazione, e dal momento che non si può cambiare l’idea di comunismo, era chiaro che bisognava cambiare la forma organizzativa.
      questo è difficile, da fare perchè si andrebbero ad intaccare privilegi, che gli interessati, non vogliono rinunciare, ci vorrebbe solo un colpo di reni della Base,ma dubito che cio avvenga, continuo ad essere comunista , perchè non so essere altro. ti saluto e spero di non averti annoiato tanto.

      • Francesco Bertolini scrive:

        Grazie Carlo! ottima risposta. Condivido molto la tua analisi.
        Non sono molto giovane. La mia domanda sulla posizione diFalceMArtello nasce da una pura curiosita’. Per alcuni anni , sono stato abbonato alle riviste nell’orbita del PRC (EssereComunisti, L’Ernersto e FalceMArtello ) e leggendole tutte e tre coglievo – in prima istanza – una pluralita’ di idee che mi avevano convinto ad avvicinarmi da simpatizzante al PRC e poi successivamente da una analisi piu’ approfondita mi scontravo con un qualcosa di “sinsitro” nella dialettica di queste diverse visoni.
        Probabilmente si,concordiamo che il leaderismo sia effettivamente il germe che intacca carsicamente i partiti. Berlusconismo ha fatto squola anche in questo. Ha rafforzato negli ultimi anni l’idea che per governare un paese ci sia bisogno di un leader che sia oltre le idee oltre il programma. L’opinione pubblica si e’ impermeata di questa ideaa e ora tutti sono alla ricerca del leader, del trascinatore di masse, delpopulista di turno che possa spostare parte dell’elettorato dalla sua parte.
        Dalla tua risposta deduco che una possibilita’ di vedere ricongiungersi quelle anime del PRC che per vari motivi si sono separate sia quasi nulla e comunque non porterebbe da nessuna parte.
        PArtendo dalla tua analisi non e’ possibile trovare una soluzione ?
        Ripeto che non ho nessun preconcetto nei confronti di Vendola, ma ritengo che si stia muovendo con un modus operandi “berlusconiano” e troppo lontano dalla mia idea di partito. Mi sbagliero’ , e probabilmente giungero’ forse alla conclusione che nessun partito potra’ mai rappresentare totalmente le mie idee e mai potra’ essere il mio “delgato” in questa forma di democrazia rappresentativa.
        Tu scrivi che forse c’e’ bisogno di un colpo di reni della base del partito, ma pensi che la base del PRC possa veramente riorganizzare il partito , inalzando a timoniere non un segretario, ma l’idea stessa che un partito comunista del 2000 deve portare avanti.
        Questo tendenza al “leaderismo” non e’ forse anche una conseguenza del vuoto di politica e della debolezza di un pensiero che oggi non trova piu’ intellettuali che sappiano adattarlo al mondo di oggi ?
        Permettimi di commentare un passaggio del tuo post in cui parli di operai e di lavoratori.
        Ritengo che oggi si debba parlare di tutti i lavoratori , ma anche della sua accezione di operai. Si dovrebbe attuare una prassi che permetta di colpire il “virus” del precariato che si sta diffondendo sempre piu’ e a cui di contro, l’opinione pubblica – bombardata , normalizzata da questa forma di totalitarismo mediatico – sta pian piano assimilando e accettando come normalita’. La mancanza di prospettive colpisce persone e favoriscono una sorta di individualismo egoista che diventa poi terreno fertile per semi di intolleranza e razzismo. In una societa’ malata, in cui e’ difficile porgrammare il futuro per se e per la propria famiglia, e’ facile far “crescere” un malessere . Un malessere che spinge l’individuo a cercare sempre un capo espriatorio per giustificare quella condizione e fomenta la guerra tra poveri , tra ultimi.
        Sono pessimista e non credo che la politica di oggi , quella dei partiti quella dei salotti televisivi possa risolvere – o voglia risolvere – questi problemi.

        • carlo circolo bianchni genova scrive:

          PER FRANCESCO.
          Grazie a te per avermi preso in considerazione, si vede che anche se non sei molto giovane , la curiosità(madre di ogni sapere) non ti ha ancora abbondonato.
          vedo che sei molto preparato, e ti invito ad endrare(se non ci sei)in rifondazione, perchè, c’è bisogno di persone come te, che invece di passare il tempo con futili giochi, cerci di capire, quello che succede intorno a te.
          oggi a differenza di una volta , dendro rifondazione si può fare politica, ed è per certi versi molto permeabile, perchè fragile, e comunque se stai in un circolo, puoi passare il tempo , ma anche annoiarti, ma se devi annoiarti comunque, vale la pena di annoiarsi con la tua gente, con persone che condividono i tuoi stessi probblemi, ed è anche bello, non sognare da soli, ma provare a farlo al plurale.
          io non sono pessimista per natura , e non ho fretta, certe situazioni hanno respiro storico, non generazionale, credo che se l’umanità ha provato una volte riuscendo in parte a cambiare la situazione, nulla impedisce di riprovare ancora, facendo tesoro degli errori fatti prima.
          ti saluto e vado a leggere il nuovo post.

  2. Francesco Bertolini scrive:

    PER UNA FEDERAZIONE COMUNISTA :
    Ripartiamo dalla mia domanda in cui chiedevo come mai, quali sono i perchè di una mancata discussione , di un confronto possibile tra PRC, PdCI, SC, e PCL. Le uniche risposte hanno messo in evidenza una eccessiva propensione al leaderismo dei dirigenti di questo partito. Supponiamo che questa sia l’unico ostacolo ad un dialogo ed a una apertura tra queste forze politiche – non prendo in considerazione SEL che a mio parere sta per giocare una partita differente , che non condivido e che potrebbe dare il colpo di grazia alla sinistra comunista se non si riuscisse a creare un polo della sinistra radicale.
    Non è possibile che i “Leader” di queste formazioni possano parlarsi, mantenere intatto il loro orticello, ma proporsi con una azione comune che possa gettare le basi per una nuova prassi comunista , moderna che sappia ripensare al comunismo nel 2000. Se non si ripensa all’idea comunista adattandola alle esigenze di oggi si rischia di essere -utilizzando la espressione di Claudio Grassi – percepiti negativamente.
    Dal punto di vista programmatico – tenendo fuori logiche di potere che non solo minano la “democrazia” interna ai partiti ma anche il potere di delega che viene loro conferito dagli elettori – esistono dei punti comuni tra queste organizzazioni politiche per presentarsi insieme ad eventuali elezioni ? Molti di voi che scrivono su questo blog appartengono a circoli . Per questo vi chiedo: perchè non potete voi base del partito favorire un approccio dialettico e di confronto con la base degli altri partiti? perchè non cercate di sondare questa possibilità?

    • Matteo Andreani scrive:

      Se il congresso andra’ come sembra … la FdS e’ praticamente fallita,quindi a questo punto,considerando che dall’annuncio della nascita,luglio 09,non ha aderito nessuno soggetto di sinistra non comunista e considerando che il movimento di Salvi non esiste e quello di Patta,che pure non esiste ma vota contro la FIOM forse si e’ meglio essere concreti e passare a una vera Federazione della Sinistra Comunista … “FSC” suona anche bene,in fondo un unico partito comunista che nasce dall’unione di Prc-Pdci-Pcl-Sc-Csp non e’ possibile mentre una e’ possibile unirli sotto una Federazione …. bene fatela e un minuto dopo insieme(mia opinione ovvio)a molti iscritti e dirigenti che avevano votato nel 08 la mozione 2(che era maggioranza relativa)che non sono ancora andati via e insieme a quei pochi elettori che ancora sono rimasti …… CIIIAOOOOOO!!! ….. oggi ho visto Ferrero alla festa dell’Idv con Fava e la Bindi ma che tristezza!sempre la solita litania sul proporzionale alla tedesca e l’alleanza senza nessun tentativo di andare al governo … ma a chi frega di sta’ cosa! …. presentati a Pomigliano e Melfi e digli che chiedi il voto per fare …. solo e solamente testimoniaza!ehhh e come ti voteranno! eeeeh e come ti voteranno soprattutto dopo che alle primarie non avrai appoggiato il candidato piu’ a sinistra(Vendola) ma in silenzio chiederai di far votare Bersani(dite che e’ non possibile?e chi voto Diliberto nel 05 ?Boccia e Prodi contro Vendola e Bertinotti!) perche’ ti assicura la cooptazione! feici non essere determinanti! ….. CHE FALLIMENTO TOTALE E’ LA SEGRETERIA FERRERO!!! MA GRASSI MA TI E’ PROPRIO CONVENUTO ESSERE IL N.2 DI DI STO’ PRC?! NON ERA MEGLIO ESSERE IL N.2(MANTENENDO LA PROPRIA IDENTITA’ COMUNISTA)IN SEL?

      • Francesco Bertolini scrive:

        Mi sembra di capire che o si segue SEL oppure il baratro.
        L’idea comunista di società del 2000 – non parlo di potere perchè la ricerca del potere non è la base del comunismo anche se – aihmè- è stato (e spesso) è il fine di molti comunisti – può essere portata avavti solo da Vendola ?… No non posso crederci..
        Non ho nulla contro Vendola ne critico soltanto la propensione populista e leaderista e la voglia di guidare un governo la cui base non condivide le sue idee….

  3. Matteo Andreani scrive:

    Requiem per la FdS! …. mi giungono voci su come sta andando la riuione del consiglio nazionale della Federazione!

  4. Antonio Capaldi scrive:

    Questo blog mi sembra uno sfogataio collettivo! ma cari compagni non avete altro da fare se non seppellirvi in questo mare di chiacchiere? Se perdiamo ore a replicare alla replica della replica della replica quanto tempo e quante energie ci restano per fare che so un volantinaggio, organizzare un pulman per il 16 ott., ecc.? Queste discussioni non servono a nulla se non a esacerbare gli animi. Le discussioni si fanno in sezione e in sezione soprattutto si fanno i piani di lavoro…spero sempre in un rinsavimento

  5. Francesco Bertolini scrive:

    Scusa, ma allora la mia idea del vuoto di Politica nei partiti ne esce rafforzata. Se la politica si basa solo su leaderismo, personalismo che prevalgono sulle idee e sulla prassi necessarie a nuove pratiche di critica e lotta sociale nessun progetto è possibile all’interno di queste forza politiche. Ma voglio credere che una discussione sia ancora aperta …

  6. luigi sciotto scrive:

    perché ferrero che sforna venti comunicati al giorno tace?

    “Se il nuovo corso del Pd assomiglia all’inciucio siciliano benedetto in queste ore da Bersani, con il suo partito al governo della regione assieme a Lombardo, alla destra e all’Udc, credo proprio che siamo lontani dalla costruzione di una vera alternativa nel Paese”. Lo afferma il coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Claudio Fava, dopo gli annunci apparsi sulla stampa della possibile nuova quarta giunta di Lombardo con l’apporto determinante del Partito Democratico.“A meno che – conclude Fava – la Sicilia continui ad essere considerata l’utile cavia per ogni esperimento anche per quelli più stravaganti, spericolati e dannosi”.

  7. lorenzo marzullo scrive:

    Sondaggio Demopolis: Pdl e Pd in calo, Lega in crescita fino al 13%

    Roma, 17 SET (Il Velino) – In caso di elezioni politiche anticipate, secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Demopolis sulle intenzioni di voto degli italiani, l’asse Lega-Pdl si aggiudicherebbe il premio di maggioranza alla Camera (anche senza i finiani), mentre non otterrebbe la maggioranza al Senato. “Il voto in Parlamento previsto per la fine di settembre, dopo l’intervento in Aula del Premier – si legge in una nota – chiarira’ meglio, nei numeri, la reale forza di cui gode oggi la maggioranza di governo. Il discorso di Mirabello ha di fatto sancito il divorzio annunciato tra Fini e Berlusconi e la creazione di “Futuro e Liberta’”, partito destinato a modificare gli equilibri e gli assetti elettorali nel Paese. Nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne, secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, lo schieramento del Presidente della Camera otterrebbe oggi un consenso tra il 7 per cento e l’8 per cento. Una stima di massima destinata a modificarsi, anche radicalmente, in base alla collocazione ed alle effettive alleanze che Futuro e Liberta’ scegliera’ nelle prossime settimane. Due milioni e 700 mila voti, secondo Demopolis, sono il bacino odierno di Fini: uno spazio composito e trasversale, che incrocia segmenti di diverse aree politiche, non solo di centrodestra. Significativa appare l’analisi sulla provenienza del consenso al nascente partito di Fini rispetto alle scelte compiute dagli elettori nelle Politiche del 2008. Il 63 per cento di quanti oggi sceglierebbero Fli aveva in precedenza votato per il Pdl (circa un milione e 700 mila), il 2 per cento per la Lega di Bossi; il 5 per cento aveva invece preferito l’Udc di Casini, il 4 per cento Di Pietro, il 12 per cento il Partito democratico (circa 325 mila elettori). Il resto, stimabile intorno al 14 per cento (in parte “vecchi” elettori di An), non si era recato alle urne. In sintesi, dunque, quasi due terzi del consenso verrebbero sottratti agli alleati di centrodestra; un segmento significativo recuperato dall’astensione, oltre un quinto tra quanti nel 2008 avevano scelto l’Udc o il centrosinistra”. “In assenza di un’offerta politica chiara – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis, Pietro Vento – la fotografia delle odierne intenzioni di voto degli italiani evidenzia nel Paese un quadro piuttosto incerto, nel quale i due partiti maggiori, Pd e Pdl, appaiono penalizzati, piu’ degli altri, da ampi segni di disaffezione verso la classe politica. Nell’ipotesi di un ritorno alle urne, potrebbe crescere il partito del “non voto”, con una quota di potenziali astenuti – di destra, di centro, di sinistra – che si allarga ogni giorno di piu’.
    Se ci si recasse domani alle urne – prosegue Vento – l’asse Lega-Pdl si aggiudicherebbe senza apparente difficolta’, il premio di maggioranza alla Camera (anche senza i finiani), mentre – secondo i dati odierni rilevati da Demopolis – non otterrebbe la maggioranza al Senato. Potrebbe essere questa l’unica vera ragione che ha frenato Berlusconi nella richiesta di elezioni anticipate”.

    “Secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, il Pdl di Berlusconi si posizionerebbe oggi al 29 per cento, con la Lega di Bossi in ulteriore crescita al 13 per cento. Il Partito Democratico otterrebbe il 26,5 per cento, con l’Idv di Antonio Di Pietro al 6 per cento. In lieve crescita, Sinistra, Ecologia e Liberta’ di Vendola (4,5 per cento) e l’Udc di Casini (7 per cento); FLI intorno al 7,5 per cento. Tra lo 0,5 per cento e il 2 per cento gli altri partiti minori (MpA di Lombardo, API di Rutelli, Lista Bonino-Pannella, Socialisti, Prc con i Comunisti Italiani, la Destra, ecc). Una assoluta incognita, oggi difficilmente misurabile, potrebbe rivelarsi il Movimento Cinque Stelle di Grillo”. (com/udg) 171536 SET 10 NNNN

  8. Francesco Bertolini scrive:

    Posso porvi una domanda a molti di voi che vivono la vita di partito e comprendono certi meccanismi ?
    Cosa impedisce di iniziare un percorso politco comune tra PRC, PdCI, SC, e PCL ? Mi sembra che non manchino i contenuti politici programmatici comuni , ma ci siano dei muri che impediscono la discussione a priori. Leggendo dichiarazioni di esponenti politici di questi partiti si evince una chiusura preventiva ad una convergenza programmatica, ma non si riesce a capire il perche’. Sembra che gli unici parametri utilizzati siano azioni ed iniziative avvenute durante le esperienze governative che vengono rinfaciate dagli uni agli altri. Non e’ possibile – vi prego rispondente voi che vivete il partito – fermarsi un attimo e mettersi alle spalle quello che e’ stato per poi ripartire per stimolare una prassi politica che inidirizzi pratiche comuni ? Chi come me non e’ dentro questi partiti – e siamo in tanti che hanno votato per la sinistra comunista – e legge soltanto i giornali , riviste , blog, etc, non riesce a farsi una idea chiara e rischia di “disaffezionarsi” . Io provo un totale smarrimento , non capisco piu’ perche’ dovrei sostenere una di queste forze politiche. Grassi parlava della necessita di rendere piu’ forte la percezione pubblica del PRC, ma in questo modo la percezione e’ sicuramente negativa. Questo mi ha portato a scrivere ieri in questo BLOG del Vuoto di Politica che si respira nel PRC e nelle altre formazioni politiche nate da sue scissioni.

    • Matteo Andreani scrive:

      Mio caro amico a questa tua giusta domanda te la do io la spiegazione! La riunione comunista non si fa’ perche’ Ferrero-Diliberto vogliono tornare ad essere deputati(con Giannini,Pegolo e ecc.)e quindi sono felici di essere cooptati da Bersani senza se e senza ma e senza dire una parola su programma o altro! …. Ferrando,Turigliatto giocano a fare politica quindi non gli ne frega di essere deputati e non accetterebbero mai di andare con il csx!Tutto qui’ semplice no? poi io sarei felicissimo di un bel minestrone Ferrero(che dice si anche all’Udc)-Diliberto(ministro di un governo che ha fatto la guerra in kosovo!!!! non che ha votato un rifinanziamento eh!)-Giannini(che ha fatto da senatore?boh!)-Turigliatto(felice di essere “famoso” grazie a “Libero” e “Il Giornale” che lo prendevano in giro e non se ne accorgeva pure!)-Ferrando(davvero no comment!)-Domenico Savio del Pcml (… lo conoscete?da non perdere su youtube!) e ciliegina sulla torta Rizzo! Ora ma come fa Rizzo a proporsi? quando dal 1998 al 2008 ha fatto quel che ha fatto?Ma ve lo ricordate nel 2001 a stracciarsi le vesti e a difendere il suo candidato a premier Rutelli?E che era un regalo a Berlusconi votare Prc nel 2001!? ma come si fa’ ! ma abbiate rispetto dell’intelligenza altrui! ….. caro mio queste sono le ragione! un piatto di lenticchie(cioe’ una decina di deputati e qualche milione di finanziamento pubblico)vanno bene per essere antiVendoliani!

      • Francesco Bertolini scrive:

        Caro Matteo grazie della risposta, ma non e’ in questi termini che si risolvono i problemi. Mi stati rispondendo con delle argomentazioni che ho criticato nel mio post e che sono la base del Vuoto di Politica a cui accennavo. Sto cercando una risposta “poilitica – programmatica” che mi faccia capire perche’ una dialettica tra queste forza politiche non sia piu’ possibile – scusa non ho mai accennato al PCML -
        Spero che qualcuno in questo BLOG , mi riesca a rispondere e la sua risposta possa essere costruttiva.

        • Matteo Andreani scrive:

          Ma la risposta politica e’ ovvia,parti dall’inizio … perche’ ci sono state le scissioni?risposta semplice! Diliberto ha scisso per L’ESATTO OPPOSTO MOTIVO per cui ha scisso Sinistra Critica, sono INCOMPATIBILI,ricorda che l’accordo in calabria con Loiero e’ “merito” di Diliberto prova a chiedere a Sc cosa pensa del Pdci-Calabria …. Ferrando? e’ in antitesi alla proposta di “alleanza costituzionale” di Ferrero! chiedi cosa pensa degli accordi per le regionali di mesi fa’ … devo continuare? credo bastino come motivazioni politiche,c’e’ piu’ assonanza politica tra la Bindi e la Rinaldi che tra Diliberto e Rizzo …. mi spiace ma un unita’ tra Prc-Pdci-Sc-Pcl-Csp non puo’ esserci razionalmente …. io lo chiamerei ministra riscaldata con legumi orami appasiti dal tempo e dalla storia,voi chiamtelo come i pare …. e poi non prendetevela con me se non vanno daccordo

      • vincenzo lombardo scrive:

        Un altro unto dal signore che, ispirato dallo spirito santo, ci viene a dire qual’è l’unica verità. Come sarebbe appropriato per costui la celebre espressione usata da Grillo!

        • Matteo Andreani scrive:

          Noto che in questo blog ci sono una decina di persone che sono felici di darsi ragione a vicenda(su posizioni peraltro distanti da quelle dell’area di “essere comunisti”)e quando uno come me si permette di “rovinare” la festa.ammetto un bel po’ di ironia,e pone delle questioni non mi si risponde mai nel merito …. esempio:Ma se uno domanda ma perche’ Prc-Pdci-Pcl-Sc-Csp non si mettono assieme? …. ma come non si puo’ rispondere con ironia? ma e’ vero o non e’ vero quello che ho scritto nel post precedente sui vari “leaders” dei vari soggetti? Diliberto e’stato o no un ministro di un governo che ha fatto una guerra? si! E Turigliatto che ha fatto? ….. Ferrero propone una alleanza anche con l’Udc?Ferrando,non dell’Udc,ma del Pd cosa pensa? …… Rizzo … no dai!Pure Rizzo!ma ve lo ricordate a “Porta a Porta” nel 2001 a dire votate Rutelli e non votate il Prc? ….. ma dai! …. con ansia aspetto risposte nel merito!Grazie

      • filippo burrone scrive:

        Per Matteo Andreani.
        Semplicemente fantastica la tua analisi sui “compagni”

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER FRANCESCO BERTOLINI.
      Caro Francesco, provo io a darti qualche spiegazione di tipo politico.non so se riesco ma comunque avendo capito che genere di problemi hai, io provo.
      Quanto detto da Matteo , non è tutto da buttare, qualche verità c’è, e Matteo avrebbe anche un bel cervello, se non fosse, che Matteo appartiene alla setta dei figli della Luce, è un manicheo nel DNA, e nell’elenco, dei fruitori di prebende e privileggi, non ha messo gli apparnenenti alla sua setta(i figli della luce) ha volutamente omesso, Gennaro Migliore, Alfonzo Gianni, Giordano. Patrizia santinelli, e tante altre anime belle che sarebbe lungo nominare tutti , e tutti guarda coso, confluiti con Vendola(abate superiore e gran maestro e cerimoniere di questa setta), che Matteo non disdegna , tanto che se scorri, alcuni post, di questo blog, noterai le energie che Matteo spende, per illuminare i figli delle tenebre(legi noi).
      veniamo al nocciolo, tu dici, cosa OSTA a che la diaspora comunista, si riunisca, sotto una unica bandiera, e faccia massa critica? e ti domandi, se la rogione è di ordine programmatico, o altro, io direi altro, primo fra tutti, le maciere del 89 (caduta del muro)hanno seppellito molte certezze,le notizie che arrivano dai paesi ex comunisti, non sono belle, vedi l’Albania per tutte, in più col l’affermarsi, della societa della comuninicazione,i comunisti hanno perso non solo lo smalto, ma anche il paradigma, “il sol dell’avvenire non splende più, e tutti navigano a vista, è normale che ai livilli supuriori, si fa molta fatica a rimanere comunista, perchè, il nome, oltre ad apparire “indicibile” è anche associabile ai Gulac, alle purghe, agli sfigati,agli scalzi della terra, ed oggi nessuno vuole essere sfigato, perchè la televisione ci vuole tutti vincenti, cosi ci diciamo tutti comunisti ma siamo culturalmente soggiogati dal liberismo, tutti recitiamo di essere felici e soddisfatti, i lavoratari per mantenere standard di vita consigliati fanno(chi può) due giornate in una, se ci sentiamo poveri e abbiamo paura del futuro, viviamo questo fatto come un fallimento personale, in sostanza abbiamo una socetà che sforna falliti, ma questo fallimento viene vissuto non come un prodotto della società ma come un fallimento personale.
      non essendoci il “sol dell’avvenire” ognuno sogna da solo, non ci basta giacare nella squadra , come prima , perchè la squadra non è importante, importante è segnare,importante è essere i primi, le punte, e quindi, se le regole sono che a vincere non è la squadra ma a vincere sono le punte, tutti vogliono fare le punte,io non gioco per farti segnare, voglio segnare io, perchè il gioco è cosi, o vinci o sei un “materiale di scarto”.
      quindi fuori di metafora, perchè se no bisognerebbe scrivere delle ore, se non esiste una idea forte per cui lottare, ma esiste la corsa a fare il capo, perchè il resto non conta un cazzo, è chiaro che tutti vogliono fare il capo, l’assomatoria dei partitini che hai elencato non potrà mai riunificarsi, perchè nessuno dei capi di queste formazioni vuole scomparire, e dove ci sono due comunisti ci sarrranno senpre tre partiti comunisti, perchè ognuno vuole essere a capo di un partito.
      non ci sono problemi di ordine programmatico , ma ci sono problemi di passarelle per prime donne, come Vedi io a differenza di Matteo c’è li metto tutti, perchè il gioco è questo è non è colpa di nessuno, Vendola è andato via non perchè aveva un programma diverso da Ferrero e Grassi, è andato via perchè poteva anche restare ma solo se faceva il segretario, e non è una debolezza di Vendola soltanto ma di tutti, pugnalerebbero il fratello e calpesterebero il corpo della madre, per posizionarsi in pole posizione, perchè oggi questo è il valore primo da raggiungere, e naturalmente tutti si dicono scandalizzati, ma di fatto è cosi.
      non so se ti sono stato utile , ma ho detto(con i miei limiti) quello che penso, ciao e pero di leggerti ancora.
      io avrei anche la soluzione, e lo scritta diverse volte su questo blog,ma ci vorrebbe tempo, e modo per spiegare, credo però, che o riusciamo a costruire una squadra, dove tutti hanno pari dignità, una squadra senza punte, una squadra, dove non vince il singolo ma tutta la squadra o periremo, perchè se devo giocare per fare segnare un altro, gioco per la squadra del più forte che mi sarà riconoscente, se devo fare il portinaio è meglio che lo faccio in un caseggito di ricchi, che sono più signori, e posso solo imparare, come servo per servo, è meglio essere servo di un signore che di un poveraccio.

      • Matteo Andreani scrive:

        Tradotto ….Diliberto sperava che il Prc nel 2001 non superava il quorum …. Turigliatto sperava di fare l’Npd all’italiana con l’0,4% e Ferrando di fare il Kke con l’0,5% …. insomma qualche anno fa’ tutti si scannavano a vicendama come diavolo si possono mettere insieme

      • Anonimo scrive:

        Scusa, ma allora la mia idea del vuoto di Politica nei partiti ne esce rafforzata. Se la politica si basa solo su leaderismo, personalismo che prevalgono sulle idee e sulla prassi necessarie a nuove pratiche di critica e lotta sociale nessun progetto è possibile all’interno di queste forza politiche. Ma voglio credere che una discussione sia ancora aperta …

  9. mauro scrive:

    “Riprendere il lavoro teorico, rafforzare il ruolo dei comunisti”

    Iniziativa di Marx XXI a Napoli, 22 settembre

    http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/22_09_napoli_dibattito_marxXXI.jpg

  10. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Sulla Scuola.

    A prescindere dal plesso di ADRO e del fatto che il sindaco che lo ha inaugurato non ci manda neppure i figli (…) posto un bell’articolo su Liberazione on line di ieri.
    Anche da questo clima creato dalla riforma Gelmini si capisce quale futuro si trovino davanti i ragazzi che vogliono continuare a studiare in ambito universitario, e magari decidono gesti estremi come Norman Zarcone a Palermo…

    http://www.liberazione.it/news-file/Tutto-precario–una-generale-iniezione-di-fiducia—LIBERAZIONE-IT.htm

    Tutto precario, una generale iniezione di fiducia
    di Maurizio Pagliassotti
    Magda Ferraris insegna da trent’anni a Torino, attualmente all’Istituto tecnico Luxemburg, e questo è il suo ritorno a scuola.
    I titoli dei giornali sono identici a quelli dell’anno scorso: inizio tra polemiche. Cosa è cambiato per lei?
    Sono cambiate le persone: docenti, collaboratori scolastici, tecnici di laboratorio, personale della segreteria si sono avvicendati, hanno sostituito i neopensionati o i perdenti posto. In totale però abbiamo dieci docenti, due addetti alla segreteria, un tecnico e un collaboratore in meno rispetto allo scorso anno. Non lavorerò più con alcuni bravissimi giovani precari che hanno investito tutte le loro energie nello studio, nella formazione, in corsi di specializzazione ma che la scuola boccia perché, nonostante le parole di Moratti e del suo consigliere Abravanel che scrive testi sulla meritocrazia, il cursus honoris nella pubblica istruzione è determinato solo dall’anzianità e il posto di lavoro viene mantenuto solo se il numero delle classi non diminuisce. Quest’anno però, specie nei tecnici, le classi sono meno numerose per due fattori combinati: la riforma delle superiori è stata varata due giorni prima della chiusura delle iscrizioni, perciò pochi ragazzi hanno scelto al buio, e i più hanno preferito un liceo che almeno apparentemente garantiva una certa continuità con l’impianto precedente. In secondo luogo è stato imposto di aumentare il numero degli studenti per classe, stipando persone e banchi in situazioni dove spesso non è garantita la sicurezza. Sono diminuiti anche i docenti di sostegno e nello stesso tempo sono aumentati i ragazzi bisognosi di una didattica individuale. Sono diminuite le mie ore di lezione per ogni classe: un’ora di italiano in meno alla settimana. Così è anche per le lingue e per le materie caratterizzanti di ogni corso. Sono stati azzerati tutti i finanziamenti che arrivavano dagli enti locali e che permettevano di evitare abbandoni e insuccessi. L’anno scorso la Regione Piemonte aveva premiato con circa 8000 euro alcuni progetti presentati dalle scuole per sostenere le cosiddette fasce deboli. Quest’anno il bando di concorso per accedere ai fondi non è uscito. Per gli stranieri che non conoscono la nostra lingua la Regione ha emesso un bando per un progetto che consente di creare corsi all’interno delle scuole solo per gli studenti extracomunitari, vale a dire che i rumeni, che rappresentano la comunità non italofona più numerosa in Piemonte, possono frequentarli ma solo a proprie spese. Rischiano di cambiare le modalità con cui si avvicinano le persone. Fretta, superficialità, discriminazione entreranno nel lessico e nelle azioni anche di quei docenti che hanno sempre lavorato con professionalità e passione. La mentalità cambia anche attraverso le linee guida: c’è stata l’era della scuola del benessere, del tempo pieno, della costruzione della cultura per tutti e per ciascuno. Ora si sta progettando una scuola dei regolamenti, del tempo compresso, dei Consigli di classe straordinari per punire e sospendere i trasgressori delle regole.

    Parlare di scuola di classe è corretto?
    La scuola di classe è quella che esce dalla riforma Gelmini: una scuola che il tredicenne sceglie senza avere ancora un disegno di futuro, ricalcando le scelte familiari o del gruppo. Una scuola che a tredici anni separa nettamente i liceali da chi frequenta tecnici e professionali e mette in un angolo gli ultimi della classe permettendo loro di accedere alla formazione e così assolvere l’obbligo di istruzione.

    Le proteste sono ridotte. Perché?
    I docenti hanno perso voce e fiducia. Le proteste e le manifestazioni imponenti del 2008/2009 non hanno deviato di un solo grado la linea del ministro che ha varato le “riforme” senza ascoltare né le associazioni, né gli esperti, né i lavoratori, né gli studenti, né tanto meno i genitori. I sindacati non si mettono quasi mai d’accordo su una data unitaria e o su una piazza comune. L’individualismo frammenta la protesta e la indebolisce. Per non parlare di quei sindacati che addirittura assecondano i cambiamenti strutturali, i tagli dei posti di lavoro, il blocco del contratto per tre anni, il blocco degli scatti di anzianità. Credo però che la sfiducia e lo scoramento nascano soprattutto dalla mancanza di alternative chiare e condivise alla scuola gelminiana. Solo la scuola di base si trova d’accordo nel dire che era senza ombra di dubbio meglio il tempo pieno con le due maestre o il modulo con tre maestre su due classi piuttosto che la grande fregatura del maestro unico. Ma per la media e per le superiori c’è un disegno alternativo? Quanti accetterebbero un biennio uguale per tutti senza distinzioni tra licei, tecnici e professionali? Quanti credono nell’utilità educativa e sociale dell’innalzamento dell’obbligo a 18 anni? Quanti hanno cercato di modificare la didattica del biennio in funzione dell’innalzamento dell’obbligo a 16 anni voluto dall’ultimo, breve, governo Prodi?

    Può tracciare un identikit di un suo collega precario intorno ai 35 anni…
    Provo. C’è l’emigrato dal Sud, con master, corsi Sis, corsi di formazione, spesso con la specializzazione sull’handicap, buone competenze tecnologiche, esperto in burocratese e frequentatore di corridoi di provveditorati e sedi sindacali. Spesso è single, malinconico, studiosissimo. Trentenne. C’è la prof di lingue, con anni di vita all’estero, esperienze di traduttrice e collaboratrice di case editrici, che passa da una scuola all’altra cercando di affezionarsi il meno possibile all’ambiente per evitare la sofferenza dell’abbandono. Quarantenne. C’è il prof di informatica che fa tanti lavori a progetto e tra i tanti si precipita per qualche ora nelle aule della scuola che gli è stata assegnata. Non è mai presente alle assemblee e cerca ogni scusa per non comparire alle riunioni pomeridiane. Cinquantenne.

    Quali sono le reazioni dei suoi colleghi, in generale, quando si paventano idee di scioperi?
    Lo sciopero non serve; bisogna inventarsi altre forme di lotta; non posso permettermi di perdere ancora una lezione altrimenti non finisco il programma; farò il prossimo; lo farò quando le sigle sindacali si metteranno d’accordo; questo mese non me lo posso permettere.

    Ci sono cattedre che superano le 18 ore?
    E’ inevitabile che ridisegnando il monte ore con l’obiettivo di risparmiare e di far quadrare la finanziaria, non ci sia spazio per un’organizzazione del lavoro basata sulle esigenze della didattica. Nessuna continuità dello stesso insegnante sulla stessa classe è ora possibile per far quadrare i conti e ovviamente ci si trova con cattedre di peso variabile. Qualche docente ha cercato di opporsi ad un orario eccedente le 18 ore per non togliere lavoro ad altri, qualche altro ha accettato per evitare discussioni con il dirigente, qualche altro ha accettato per recuperare qualche euro al bilancio familiare.

    I ragazzi comprendono ciò che accade? E i genitori?
    I ragazzi capiscono che la scuola è sempre meno interessata alle loro esigenze, che la riforma ha tolto loro tempo e opportunità. I genitori sanno poco. Spesso genitori e figli protestano perché la scuola pubblica chiede di contribuire al pagamento di qualche servizio o si lamentano della mancanza della manutenzione o dei risparmi sul riscaldamento. Sono però disposti a pagare migliaia di euro per recuperare in una scuola privata un anno perso nella statale. Scoprendo poi di non riuscire nell’intento a causa della scarsissima preparazione ricevuta.

    in data:16/09/2010

  11. mauro scrive:

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19683

    La fase, la sinistra e il ruolo dei comunisti

    di Nino Frosini*

    su l’Ernesto Online del 16/09/2010

    *Segretario regionale PdCI Toscana

    “ .. Eppoi dice che uno si butta a sinistra..” così esclamava un esasperato Totò davanti all’ennesima angheria subita da un perfido Paolo Stoppa in quello splendido film che è “ Siamo uomini o caporali ? “.

    In quell’espressione è contenuto l’emblema culturale e politico del senso comune di un’epoca. Quando la sinistra era pensata e vissuta in ogni settore della società come l’istanza politica principale alla quale i poveri di tasca, quindi socialmente deboli, erano soliti rivolgersi per rimediare torti e angherie.

    Padroni e capi in fabbriche e cantieri vessano chi lavora ? I potenti tendono a schiacciare vita e prospettive di chi potente non è ? E allora “ci si butta a sinistra”.

    Insomma il ruolo sociale della sinistra era inequivoco e definito : stare dalla parte di quanti, sprovvisti di quattrini ma indisponibili a diventar miseri di spirito, cercavano, qua in terra, riscatto ai propri interessi offesi.

    Così, e solo così, la sinistra diffuse non solo la sua influenza politica ma valori e idee capaci di fare senso comune nella società estendendo il proprio respiro egemone al mondo delle arti e della cultura.

    Quella sinistra però, ben diversamente da quanto oggi accade, aveva nei comunisti il fulcro di ogni confronto ideale, politico e nel contempo “il motore” di ogni grande dinamica conflittuale.

    Comunisti capaci di determinare, attraverso aspri conflitti ai quali non erano però sconosciuti nemmeno compromessi avanzati, le condizioni affinché la stessa sinistra non comunista elaborasse posizioni sempre meno distanti dai conflitti di classe.

    Così avvenne sul versante economico sociale – si pensi alla fase politica che vide nascere il governo di centro-sinistra, nei confronti del quale peraltro il PCI fu all’opposizione e comunque capace di nazionalizzare l’ENEL o favorire l’abolizione delle gabbie salariali – e sui grandi temi internazionali legati alla lotta per la pace e all’anti imperialismo.

    Così come oggi è un fatto, banale nella constatazione ma tremendo negli effetti, che la sconfitta dei comunisti – dalla Bolognina fino alla scomparsa dell’URSS – ha (ri)condotto la sinistra sotto l’egemonia del pensiero liberale.

    Poi, siccome la storia si “diverte” a replicar sè stessa in farsa, l’egemonia liberale è quella dei tempi nostri caotica, volgare e grottesca.

    Così possiamo assistere al nascere e al morire di leader, a destra e a sinistra, che divengono tali non perché scaturiti da un selezione interna al conflitto di idee e programmi, ma al contrario proprio perché sulle questioni di fondo non ci si divide più, si inveisce sul gossip, si inventano tattiche nuove per strategie assenti, si coniano espressioni immaginifiche prive di ogni concreto significato. E intanto sul conflitto capitale-lavoro ci si mescola.

    Basti pensare a temi quali il lavoro precario nei confronti del quale la condanna disgiunta dal rimedio è assai in voga anche a sinistra quasi fosse l’esposizione di un desiderio pio e non un preciso compito politico con il quale rispondere agli interessi di milioni di lavoratori.

    E su questo versante, quello appunto del lavoro e delle questioni di classe scontiamo ormai contraddizioni di grande portata dovute proprio all’egemonia “ liberal “ prodottasi a sinistra e causa primaria della incapacità a ragionare ed agire in termini di classi sociali, dei loro interessi e di lotta di classe.

    Per esempio, quando Nichi Vendola, interloquendo con Bersani, parla della necessità per la sua idea di centrosinistra di “.. intercettare le vite e le storie delle persone…” rappresenta in modo plastico la compiuta mutazione culturale avvenuta in tanta parte della sinistra non comunista che sostituisce concettualmente la classe con “ le persone e le loro storie da intercettare ” traghettandosi da Marx a Fagioli ( il quale nel frattempo, dopo Left e Bertinotti è approdato al PD ).

    Fra l’altro Vendola e i suoi tifosi dovrebbero mettere nel conto che se il compito della sinistra per battere Berlusconi diviene quello di intercettare vita e storia di ciascuno “sorvolando” sul “fatterello” che salvo eccezioni, perciò di regola, la coscienza di ogni persona è determinata dal ruolo sociale (dato dal reddito..) non solo si mette nella condizione di non capire i reali interessi di una classe rappresentativa della stragrande maggioranza della società ma su questo terreno si candida, fra i molti in verità, a far stravincere il cavaliere.

    Sono i padroni a possedere e dirigere i migliori laboratori specializzati nella produzione di sogni : Dio; fiction; santi; reality; madonne; veline; calciatori; puttane; lotterie e beneficenze.

    Quando invece a far fabbriche per sogni ci si mettono quelli come Vendola – Veltroni prima di lui – l’unica cosa certa è che il loro prodotto si paga a sinistra per farlo riscuotere a destra.

    In Italia il lavoro dipendente, insieme al multiforme esercito delle partite IVA che svolge medesimo ruolo sociale con garanzie ancora inferiori, riguarda oltre l’80 % della popolazione attiva.

    Eppure non dovrebbe esser troppo difficile capire che, se questa classe sociale non trova rappresentanza, è destinata a disperdersi attraverso i mille rivoli di una individuale e falsa coscienza dei propri interessi. Contribuendo così alla definizione di un sempre più marcato e diffuso senso comune di destra.

    Purtroppo la stessa Federazione della Sinistra non è immune da queste suggestioni oniriche nè priva di tatticismi inclini a favorirle.

    A suffragare tal giudizio basterebbe ricordare come l’unica scelta politica concreta fatta nazionalmente dalla FDS sia stata quella di privilegiare il referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico e nello stesso tempo affossare quello, ben più importante e caratterizzante, relativo all’abrogazione della legge 30.

    Del resto questo capita quando finisce con il prevalere la convinzione che la contraddizione capitale-lavoro sia una delle molteplici presenti nelle nostre società e non il fattore primario con cui si definiscono il profilo economico e l’organizzazione sociale del sistema capitalistico.

    D’altra parte, scorrendo lo stesso documento congressuale della FDS, si può notare come, nonostante il contributo non secondario di due partiti nominalmente comunisti e un simbolo altrettanto esplicito, il termine comunista insieme ad altre sue possibili coniugazioni, semplicemente… non compaia.

    Naturalmente come la questione non sia affatto nominalistica è dimostrato dall’ultima proposta di iniziativa politica arrivata dal “nazionale” della FDS ( persino “divertente” nei suoi propositi attuativi ) : raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili…

    Chissà cosa avrebbe detto Totò.

    Comunque, ragionevolmente, nessuno può mettere in discussione l’importanza della FDS per i destini politici della sinistra.

    Ovviamente, per le cose fin qui dette, siamo personalmente convinti che questa potenziale importanza stia tutta nella capacità che i comunisti della FDS avranno nel fare sintesi politica e organizzativa rafforzando così le loro possibilità per non uscire definitivamente sconfitti sul terreno del confronto per l’egemonia nella Federazione.

    Diversamente la FDS, navigando a vista per conquistare o difendere diritti civili, senz’altro importanti, naufragherà sulle scogliere degli interessi di classe finendo con l’ essere inutile per i primi e dannosa per i secondi.

    D’altronde anche la storia contemporanea ci insegna quanto le vittorie ottenute sul terreno di classe, principalmente realizzatesi fra la seconda metà degli anni “ 60” e l’inizio dei “ 70” – Contratto Nazionale di Lavoro, 40 ore, Statuto dei Lavoratori, scala mobile, punto unico di contingenza – si siano poi riverberate su quello dei diritti civili.

    A titolo di significativo esempio citiamo : legge Baslini-Fortuna sul divorzio poi difesa dalla vittoria dei NO al referendum nel 1974 ; legge sull’aborto anch’essa difesa stravincendo il referendum abrogativo due anni dopo.

    Mentre oggi è fin troppo facile sottolineare quanto la sconfitta e il conseguente fortissimo arretramento sul terreno economico e normativo subito dal mondo del lavoro dipendente, abbiano provocato un arretramento ancora maggiore sul versante dei diritti. A tale emblematico riguardo si rammenti quanto accaduto in relazione alla sconfitta referendaria sulla fecondazione assistita.

    Pertanto o i comunisti riusciranno a produrre una torsione classista della FDS, determinando in funzione di ciò una scala di valori e di priorità politiche, oppure questa non sarà niente di diverso rispetto ad una delle tante articolazioni della sinistra che già c’è. E nemmeno fra le più importanti.

    • LINDA scrive:

      Ohh Gemma ma ci posti il Frosini che ha fatto una scissione per difendere Prodi?? caspita che comunista. da che pulpito vien la predica! eppoi visto che fa le pulci a tutti ma perchè lui e Diliberto (prima Rizzo) non son diventati un partito del 10%? umiltà serve! ma non vedete in che condizioni si trovano tutti i comunisti sino alla sinistra moderata? suvvia andate a casa e lasciate spazio ad altri

      • mauro scrive:

        Ma, cara Linda, non hai qualche argomento un po’ più sofisticato?

        Mettendomi al tuo livello, potrei solo raccomandarti di pensare piuttosto agli “amorevoli onversari” di Vendola per accreditarsi agli occhi di “lor signori” e dei nostri protettori americani.

        Pensa anche a tempi più recenti, quando anche tu molto probabilemnte ti sei allineata alle misure (e alle minacce di misure) in caso di “insubordinazione”, adottate nei confronti di coloro che consideravano assolutamente indiscutibile la nostra inondizionata adesione alle richieste di rifinanziamento delle schifose missioni coloniali del nostro paese.
        E allora ricordati, cara Linda, della parabola della “pagliuzza e della trave”?

        Tieniti il tuo Vendola (sia che lo condividi in pieno, sia che appartenga alla categoria di quelli “dell’offensiva unitaria”) e, per favore, non rinvangare ridicole polemiche che risalgono ai tempi della I Internazionale. Un po’ di acqua è passata da allora, e da allora ne sono successe di tutti i colori, al punto tale che nessuno è autorizzato a fare professione di verginità.

        Mauro Gemma

        p.s.: constato che appartieni anche tu alla categoria di quelli che la faccia non la mettono mai.

        • luigi rinaldi scrive:

          Ma coso stai dicendo! Nino Frosini è quel tale che, non ai tempi della Prima Internazionale, ma tre anni fa, diede un cazzotto in treno al senatore Rossi perchè votò contro il governo Prodi sulle missioni militari! E oggi ci fa le pippe di sinistra!!! Che schifo…..

          • mauro scrive:

            Ci risiamo con i sofisticatissimi ragionamenti. Ci risiamo con le professioni di verginità.

            Caro Rinaldi. Stai toccando un tasto delicato, a rischio di scossa. Guarda, che se apriamo il libro, ce n’è per tutti… E non solo dalle parti di Vendola!

            Se poi i tuoi insulti erano indirizzati anche a me, mettiti pure il cuore in pace. Non mi toccano. Raglio d’asino il ciel non raggiunge.

            Al contrario di altri del PRC (anche alcuni tra quelli che con me avevano condiviso la battaglia del congresso di Venezia), sulle questioni della pace e della lotta all’imperialismo, ti assicuro che sono inattaccabile. Sul come collocarmi, da sempre, non ho mai avuto tentennamenti. L’opportunismo cercalo da un’altra parte.

            E allora, lo “schifo”, per favore, indirizzalo in un’altra direzione.

            Mauro Gemma

            • luigi rinaldi scrive:

              Stai sereno.Siccome nella tua replica avevi parlato di vicende risalenti la prima internazionale e di “schifosissime missioni militari”, mi sono permesso di ricordare a te e a tutti quanti leggono questo blog, che Nino Frosini, che oggi dà lezioni di “sinistra”, ha dato un cazzotto in treno al Senatore Rossi non 100 anni fa, ma tre anni fa, perché aveva messo in difficoltà Prodi votando contro le missioni militari.
              Tutto qui.

              • mauro scrive:

                Mi sembra inutile continuare una polemica che rischia di diventare stucchevole. Per parte mia, la considero chiusa.

                Se le cose, scritte da Frosini, per me condivisibili da chiunque abbia a cuore la presenza in Italia di una forza comunista (non genericamente “di sinistra” e, per di più, come appare nelle intenzioni dei suoi promotori, tutta interna alle compatibilità e prona alle esigenze delle nostre alleanze internazionali) le avesse scritte Nichi Vendola, puoi star certo che ne avrei ugualmente proposto la pubblicazione con grande risalto nel sito dell’ERNESTO.
                E’ pure vero che, in tal caso, Vendola non potrebbe godere della stessa spropositata visibilità mediatica da “star”, che gli viene garantita da molti suoi potenti e danarosi interlocutori, un apparato capace di manipolare il pubblico “di sinistra”, allo stesso modo con cui “a destra” si coltiva il mito di Berlusconi.

                Mauro Gemma

                • luigi rinaldi scrive:

                  Ma cosa c’entra Nichi Vendola, per me è un liberale di sinistra. Io sto con Ferrando e voi dell’ernesto, per non parlare del Pdci, non siete credibili perchè avete votato le missioni di guerra

              • Lucia Mango scrive:

                Ma chi è Nino Frosini cosa c’entra?
                Siete in grado di discutere sulla proposta che fa?
                A me non mi frega niente di chi sia o non sia, cosa abbia fatto o cosa no lui stesso ma condivido a pieno ciò che propone, senza i comunisti organizzati e uniti, che abbiano un rilievo sul piano politico, siamo un paese allla canna del gas.

          • Bernardo scrive:

            L’argomento del cazzotto al senatore rossi mi pare di una profondità politica estrema, la stessa d’altrode che sta alla base di una corrente “essere comunisti” che in 10 anni è passata dall’essere baluardo dell’ortodossia comunista a sponsor del processo di liquidazione dei comunisti organizzati dentro un soggetto tipo sinistra tedesca. Molto c’è da riflettere quando la politica viene fatta con il modello del tifo sportivo, cioè senza stare sul terreno del confronto ma utilizzando le frasi ad effetto e i fatti personali. Questa cosa diimostra che prima di emancipare le masse dal senzo comune dobbiamo emancipare la nostra discussione, sarà bene farlo in fretta.

            • luigi rinaldi scrive:

              Sono distante anni luce da essere comunisti e dal pdci. Ho ricordato un fatto di cronaca riportato da tutti i giornali dell’epoca. Volevo solo dire che per dare lezioni di sinistra ci vuole un minimo di coerenza.

              • Bernardo scrive:

                Credo che appunto se non si confonde tattica e strategia, pochi possono essere considerati più coerenti di Frosini di cui evidentemente conosci solo la giornalata del cazzotto (che poi non era un cazzotto). Su questo punto comunque la “lezione” di frosini non è sulla sinistra, per la quale sicuramente ci sono posizioni più estremee più audaci, ma di comunismo che come è noto non è estremismo (che almassimo nè è una malattia infantile….). Non è più comunista uno che sta più ancorato ai suoi ideali, ma chi comprende la fase e sa capire in tale fase cosa è più giusto per la prospettiva futura. Nel 2008 la cosa più comunista da fare non era certo quella che fece il senatore Rossi. Ma un po’ di scuola e di formazione nel PRC non viene fatta? E’ difficile fare i comunisti se non si sa la prassi comunista e come si porta avanti

          • Mirko scrive:

            Io di cazzotti in testa a Rossi ne avrei datti 100! Se si sta in un partito si deveno rispettare le scelte e quando si sta in parlamento in una grande coalizione si deve saper accettare il compromesso. Rossi ha commesso un errore grande perché mettere il primo tassello per far cascare il governo è stato deleterio per eventuali piccole battaglie future che i comunisti potevano sviluppare. Certo poche e forse ininfluenti a livello nazionale, ma ci avrebbero dato possibilità di rappresentare qualche istanza come nel caso dei precari statali fatta dal PdCI e PRC. Ora che questi partiti non sono più presenti in parlamento mi sembra assai peggio. Se oggi in parlamento ci fossero stati almeno 5 o 10 comunisti avremmo avuto la possibilità di farci sentire sul caso di Pomigilano e invece nisba! Certo non avremmo cambiato le cose, ma sarebbe stato nu inizio. Faer la fine del PCL di Ferrando non mi sembra un buon traguardo soprattutto quando questi non riescono neppure a trovare unità con i loro coetanei di Sinistra Critica. Insomma la lezione del “io sono comunista e te no” la trovo veramente stupida e poco intelligente. Tipica di chi non ragiona. Io non mi sento di dire che sono IL COMUNISTA definitivo ne mi reputo superiore agli altri. Siamo TUTTI comunisti con percorsi diversi. Ammazzarci fra noi è veramente da idioti. Certo le critiche, ma alcune frasi che ho letto qui le ho trovate vergognose. Fare i comunisti senza avere responsabilità e senza mai scendere a compromessi è la cosa più facile del mondo, farlo stando in parlamento è tutta un’altra cosa…sempre che si voglia cambiare il mondo o semplicemente strillare. Di gruppi extraparlamentari comunisti ne è pieno da 60 anni e nessuno è mai riuscito a crescere di numero o costruire un partito di massa. Il PdCI e PRC saranno parlamentari e avranno clamorosamente fallito, ma tutti gli altri cos’hanno prodotto per le masse? Un cavolo quanto noi, quindi tutti colpevoli e ripartiamo almeno evitando di porsi come veri eletti del comunismo. Per il resto condivido la lettera di Frosini, l’analisi è corretta.
            Saluti Comunisti

        • LINDA scrive:

          Di Vendola non frega niente sei proprio fuori strada sai, dico solo che voi tra dichiarazioni comuniste e pratica manca la coerenza sai quanti episodi potrei citare, quindi prima di far sempr ele pulci MODESTIA per le spiegazioni dialettiche quando la smetterai di venir su questo blog a cantarle a tutti!

      • Bernardo scrive:

        Nel 1998 il partito si è diviso per motivi che vanno ben oltre il sostegno a Prodi, tant’è che il gruppo dirigente del PRC di quegli anni oggi sta in un altro partito cioè SEL e ha provato a più riprese a cancellare i comunisti, evidente le ragioni erano culturali.
        Liquidare la proposta dei Comunisti Italiani solo perchè non ha raggiunto negli anni percentuali elevate mi pare un argomento da sondaggio alla pubblitalia di berlusconi; se è per questo il PdCI aveva più consenzo della Federazione della Sinistra oggi, ma appunto esistono i contesti non solo i voti ed i sondaggi.
        Alla luce dei fatti fu un grave errore far cadere Prodi nel 1998, non bisogna confondere tattica e strategia, all’epoca il PRC a mio modo di vedere fece questo errore, cadde nella trappola di DAlema, ancora oggi si rischia di confondere l’analisi politica con i situazionismi.
        Il nuovismo, e la volonta di nuovismo che leggo in certi interventi, che tendono a liquidare con argomenti frivoli l’esperienza e la cultura dei comunisti italiani (intesi come gli eredi del PCI e non come i meri iscritti al PdCI), stanno sull’onda del revisionismo e anche se non pare fanno gioco a Berlusconi alla cultura dei media e alla sovrastruttura che oggi ci domina, che fino a prova contraria sta dalla parte di chi sfrutta e non dalla nostra. Sarebbe importante fare una discussione seria ed un’analisi attenta delle vicende degli ultimi anni, certo però con argomenti calati nella storia e nel marxismo scentifico e non nei sondaggi e nei luoghi comuni.

        • Matteo Andreani scrive:

          Ma che bella discussione attuale,partecipata includente di nuovi e interessanti argomentazione per il futuro di tutti. A questo punto mi piacerebbe porre un domanda/giochino a qualche militante di “Essere Comunisti”. Nel caso,e io so che non e’ una ipotesi irreale come dicono ma possibile, la FdS dovesse alle primarie appoggiare “sciaguratamente” Bersani o mascherare questa scelta dietro un comunque non appoggio a Vendola cosa farebbe secondo voi la “corrente”? …. L’idea che al posto di scomparire nella FdS si organizzi una componente “comunista” strutturale,strutturata e organizzata dentro una nuova “Linke” all’italiana,che e’ quello il nuovo progetto di Vendola,lui non si ferma semplicemente a Sel,e’ secondo voi possibile?Non dico che tutta la corrente possa fare questo ma una buona maggioranza?A leggere tra le righe di molti interventi di Grassi non e’ proprio uno scenario impossibile o no?

          • mauro scrive:

            Ma chi vuoi convincere? Con la compiacenza dei media, il tuo amico Vendola ha strumenti ben più agguerriti di questo blog. Ha strumenti raffinati a sua disposizione, istituti di sondaggio e chi finanzia gli istituti di sondaggio.
            Credimi, il tuo è tempo sprecato. Lascia fare al tuo capo!

            • Matteo Andreani scrive:

              Ahahahaha questa e’ bella adesso gli istututi di sondaggi son pagati da Vendola! Ma davvero la spiegazione e’ questa per te? Ma davvero pensi/pensate questo non c’e nessun altro motivo con cui motivate il crollo dalle Eur 09 alle reg 10? Per te “va tutto bene Madama La Marchese!?” …. e allora ti domando ma a te sta bene essere letteralmente cooptato da Bersani giusto per fare eleggere Ferrero-Diliberto e company?A proposito ma i vari Giannini,Pegolo ovviamente si farebbero cooptare pure loro per essere deputati? E domanda ma non e’ avvilente dire gia’ da ora che (siccome non e’ all’ordine delle cose possibili prendere il 4% e quindi andare da soli)si e’ disposti a tutto pur di eleggere una dozzina di deputati con un 2/2,5%? E a questo punto non forse meglio tentare una unione tra Prc-Pdci-Sc-Pcl-Pcml-Csp e allora si andare da soli? Non sarebbe meglio?Onestamente?Perche’ tutta sta voglia di andare in coalizione con Bersani-Di Pietro e il vostro odiato Vendola?

              • mauro scrive:

                Credimi, Vendola sa fare di meglio. Se no, in televisione, manderebbero te.

                • Mattacchione scrive:

                  Si vabbè Mauro,però ti è stata fatta una domanda,perchè correte come forsennati tra le immonde braccia dei revisionisti Di Pietro/Bersani/Vendola per unirvi in coalizione e non praticate l’unità dei comunisti?(e lascia stare la fds che è destinata a fare la fine della flm).Dunque sempre partito di lotta e di governo?Come dicevano 40 anni fa Pajetta e Amendola?

          • aldo scrive:

            L’ipotesi che i comunisti possano diventare una corrente (o un’opzione culturale) all’interno di un partito genericamente di sinistra è stata sconfitta al Congresso di Chianciano. E non credo (o almeno spero) che su questo ci siano ripensamenti da parte di Essere Comunisti.

            • Lucia Mango scrive:

              Mah…sarà! ME l’auguro..ma l’idea che leggo di Grassi ( spero di esser corretta da lui stesso perchè ho interpretato male le sue parole)di una FdS che diventa partito e poi si riunisce con Vendola non mi pare scongiuri l’ipotesi dei comunisti quali sbandieratori di una tendenza cultural-testimoniale, cosa che io, comunista, aborro.

              • aldo scrive:

                Credo che se qualche affermazione di Grassi può aver dato adito a qualche dubbio, sarà lo stesso Grassi a smentire immediatamente se e quando leggerà i commenti nel suo blog.

    • alessandro monti-Genova scrive:

      Siamo alle solite! Sta diventando un giochino stolido e pervicacemente sterile (almeno per i mie igusti , invero alche piuttosto grossolani)!
      Ormai siamo davvero alle ridotte del fortino, solo che invece di difenderlo dagli attacchi dall’esterno si trova più divertente e utile (e comodo, per manifesta incapacità di esercitare il senso d’umiltà) spararsi addosso!
      Ma chi se ne frega se Frosini schiaffeggiò Rossi in treno (magari ha fatto anche bene da un punto di vista umano, meno da quello politico: ma questo è un discorso che riprendo dopo).
      Il dato di fondo è: se a tutti ma dico a tutti venisse detto, domani iniziamo a ricostruire il PCI e ricostruiamo la nostra casa! voi, noi, ci crederemmo? reputeremmo possibile al di la’ di ogni ragionevole dubbio che tale boutade possa durare anche solo un giorno? senza che immediatamente non si rinizi a spararsi addosso?
      Eppure una eventualità del genere non sarebbe disprezzabile: a distanza di più di vent’anni come araba fenice rinasce il PCI, il più grande partito comunista occidentale.
      Con le sue correnti interne, con le sue scuole di formazione politica, con UN giornale di partito, con UN simbolo, con UN segretario, con UN GRANDE IDEALE.
      Che poi raduna in se tutti gli altri, un ecumenismo laico e progressista, un simbolo da riconoscere.
      Non sopporto più le continue patetiche discussioni su patenti di verità e di primogenitura!
      Vendola ha seguaci che lo adorano e fa proselitismo perchè ha trovato un buon piano di marketing politico e sta iniziando a passare all’incasso dopo una prima semina.
      Noi sentir parlare di marketing politico, per carità ci fa venire l’orticaria! troppo modernismo, troppo “padronale”, troppo liberale!
      Ma quale padronale, liberale o altro?!? Secondo voi Berlinguer quarant’anni fa non pianificava con la direzione centrale azioni politiche studiate al tavolino? Certo, l’idea e il sogno sono alla base ma è vitale saper programmare politicamente.
      Con questo non do la patente di berluschino de noartri a Vendola: dentro di lui c’è Veltroni che lo sta manovrando da anni e dispiace che agli occhi dei suoi fedeli ciò non appaia evidente.
      Quanto poi al discorso di Frosini e lo schiaffeggiamento a Rossi bisogna destrutturarlo a quanto accadde all’epoca dei fatti e non riproporlo come modello replicabile, buono per qualsiasi circostanza.

      • Matteo Andreani scrive:

        ahhh adesso e Veltroni a manovrare Vendola!? ma proprio non vi va giu’ che sia pienamente autonomo da Pd e che il suo progetto e’ solo e semplicemente (ri)fare “La Sinistra”? ….. e dai prima delle europee facevate girare la notizia che Vendola avrebbe fatto un partito con D’Alema poi unico di sinistra ad averlo asfaltato avete messo la notizia che Vendola andava nel Pd …. falsissimo! …. ora che c’e Veltroni …. e ma insomma ma e’ possibile che tutto ruoti attorno agli errori di Vendola! bella strategia … per estinguersi con l’1,6% …. yahooo!

  12. mauro scrive:

    16 settembre 2010 alle 19:39
    “Per l’unità dei comunisti, per l’autonomia e il rilancio di un partito comunista di quadri e di massa”

    30 settembre. Anche a Roma seminario di Marx XXI. Concludono Diliberto e Giannini

    http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/30_09_roma_seminario_marxXXI.jpg

  13. Matteo Andreani scrive:

    Ma davvero si e’ convinti che sta’ storiella dei 2 cerchi funioni? ….. bah! lo trovo di un imbarazzante ingenuita’ ! sostanzialmente il Pd dovrebbe regalare alla (ma esiste?) FdS deputati per consentirgli di potere fare l’opposizione al … Pd?! … ma e’ una barzeletta?Tutto questo per assicurasi poi quale enorme consenso? ….. un punticino? eh si ipotizziamo sto scenario,al di la’se ci sara’ o no il 3polo o se l’Udc va da solo come Partito della Nazione con l’Api …… alleanza Pd-Idv-Sel e altri(al di la’ di come vanno le primarie) e quindi la FdS da sola … primo dovrebbe riuscire anche a trovare le firme(cosa non semplicissima vedi le regionali caso Matera)poi cosa farebbe? cercherebbe un alleanza con Rizzo,Turigliatto e Ferrando? e come reagirebbe il tuo elettorato?Quello a cui avete spiegato che in liguria,basilicata addirittura in piemonte si poteva e si doveva andare con il csx allargato all’Udc e oltre ad altri capolavori come quello in calabria,domanda come si conciliano quelle scelte con le future? …. e poi chi sarebbe il candidato premier?Ferrero? … gia’ Ferrero,capace di quel capolavoro in Campania!il Prc-Pdci veniva da un bel risultato alle europee,il 3,8% e oltre 105000 voti con quella scelta l’elettorato e’ LETTERALMENTE SCAPPATO DALLA SCELTA DI NON ANDARE CON IL CSX!!!!!! L’1,6% E MISERI 43000voti CON PUNTE DEL 1% in tante realta’!poi ipotizzate che con un Vendola leader non solo di Sel ma di qualcosa di sinistra piu’ allargato che fuggifuggi ci sarebbe dal Prc!Esempio,pensate che tutti quegli assessori e consiglieri reg/prov/com di una regione come l’umbria(storicamente una sinistra di governo!!!)rimarebbero in una specie di Pci-bonsai formato da Prc-Pdci-Pcl-Sc-Rizzo?Ma dai!se alcuni li’ in umbria erano disposti ad allearsi anche in caso di alleanza con l’Udc umbro! …. ma soprattutto ma voi credete davvero che l’ipotesi di uomini Prc nelle liste del Pd sia una cosa del tutto priva di fondamento?

    • Luca scrive:

      In umbria che farebbero? Da perugino ti posso assicurare che quelli al sol pensare scappano pure dai Verdi!

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER MATTEO.
      non ti rassegni al fatto che Vendola non farà le primarie perchè il PD non li vuole, e poi non li vincerebbe.
      continui a fare le sviolinate ai capi sperando che questi portano i voti a Vendola, per liggittimarlo con la PD perchè solo se Vendola trainasse, il mondo variegato nella sinistra di alternativa avrebbe qualche chance.
      ma chi doveva scegliere Vendola l’ha fatto gia al congresso,quelli che non l’hanno seguito,non lo voteranno mai, è inutile che strizzi l’occhio a Grassi, perchè Grassi nulla può fare, perchè, l’elettorato incolto, rifondazione l’ha gia perso, per le scelte governiste e dissenate, quello che è rimasto dentro Rifondazione, è oramai uno zoccolo duro difficilmente malleabile, che piuttosto che seguire i dirigenti,in scelte sciagurate preferiscono non votare, io l’ho detto e comtinuo a dirlo sono in un circolo, che è in assoluto, il piu grande di tutta la liguria, sono nel direttivo e so per certo che nessuno voterebbe Vendola, io personalmente, se fossi messo davanti,ad una scena dove votare, rifondazione alleata con Vendola o altra formazione non gradita, la prima cosa che farei , mi guarderei in giro per cercare una lista dove c’è scritto comunista se non la trovassi starei a casa l’ho gia fatto con l’Arcobaleno assieme a molti iscritti al mio circolo, e lo dico chiaramente, lo rifarei ancora, i dirigenti lo sanno, che ormai non c’è fedeltà al voto. e con questo che si spiega la confusione dei dirigenti, perchè vorrebero allearsi ma anche no, io so per certo che non sono il solo a pensarla cosi,poi si dice che dio acceca che non vuole vedere, quindi rassegnati, caro Matteo a votarti personalmente il Vate di puglia.

      • Pedro scrive:

        La vicepresidente della II municipalita’ di Napoli,eletta nel 2006 con il Pdci e il consigliere provinciele di Siracusa del Prc aderiscono a Sinistra Ecologia Liberta’ Direte voi del circolo,ma questo e’ il sito del Prc perche’ vieni a mettere zizzania? Hai ragione pero’ quella espressione “…. l’elettorato incolto” mi ha un po’ infastidito,con grazia vi aggiornero di tutti gli abbandoni di dirigenti e le scomparse dei circoli del Prc in giro per l’Italia.Ad esempio il Pdci-Caampania non esiste praticamente piu’. Alla prossima o ala prosima visto che sono “incolto” Ma davvero tutta la vostra strategia si basa sulla speranza che non ci siano le primarie?Non e’ un po’ poco?

        • carlo circolo bianchini Genova scrive:

          PER PEDRO,
          Caro Pedro, ci sono le eccezioni, io non ho mai detto che la massa incolta vota Vendola, leggi bene ho detto solo la massa incolta non ci vota più, nel senzo che vota Lega o Grillo al nord, al sud vota Di Pietro o altro.
          Volevo dire che a forza di scisssioni dentro Rifondazione ci è rimasto uno zoccolo duro che è molto politicizzato.
          Per il resto non avevo e non ho dubbi,che dove ci sono prebende da spartire, si cambia casacca facilmente, e tu lo stai, (magari inconsapevolmente) ammettendo esplicitamente, perchè le persone da te citate, e che citerai in seguito come da te promesso, hanno da sempre scambiato il partito per un ufficio di collocamento, e quando chiedi a questi elementi di fare solo politica intesa come servicio civile, come passione, queste ti ridono in faccia. è inutile voi Vendoliani, siete fatti tutti della stassa pasta, lo abbiamo accertato al congresso dove in alcuni paesi dove il Vate di Puglia vinceva, c’èrano piu tessere, di rifondazione che abitanti,ed in più questo Vate (per adesso) è un Vate del Sud.

          • Alessandro Monti-Genova scrive:

            Carlo però se devo essere sincero quest’aura di “eccellenza” da duri e puri come fossimo gli ELETTI a me pare un po’ troppo forzata. Ci vediamo forse come gli ultimi difensori del fortino assediato da tutte le direzioni? Coloro che rimasti in pochi trovano il coraggio di proseguire ben consci che potranno essere sterminati se non arrivano in tempo i rinforzi?
            Ecco proprio di questo ho paura, più di tutte le patenti da ferrariani, vendoliani, dilibertiani, rifondaroli, pattiani, ferrandiani rizziani salviani grassiani ….. e quanti altri ancora!
            Finisce che se poi unisci questi due flussi a mio parere funerei, finisce che dal fortino continuano a fuggire compagni e quelli rimasti iniziano a scannarsi tra loro per le ultime risorse residue.
            Non anelo a facili vittorie, vorrei solo che il mio ideale non scompaia!
            Inghiottito dalle morse del sistema capitalistico, stritolato dalle spire del consumismo più becero e dalla noia intellettuale, annegato nel deserto dell’indifferenza e del pensare solo a se stessi…
            Va bene tutto Carlo , a patto che sullo zoccolo duro e con esso si ricostruisca in fretta qualcosa.
            E vedo che ciò non accade con la dovuta velocità e febbrile orgasmo organizzativo.
            Si sopravvive, si vivacchia.
            Riesci per esempio a trovare notizie dalla Festa di Roma? Trovi per caso dichiarazioni che non siano di prammatica, quasi dovute, scritte quasi per spuntare una cosa fatta dalla nota degli impegni quotidiani, e da l’impressione di una cosa non “sentita”…
            Non dico che tutti debbano avere il dono dell’ubicuità, magari in questa fase politica è più pagante il lavoro sottotraccia.
            Mapurtroppo viviamo un periodo sociale che da un momento all’altro può prendere una piega pericolosa e incendiarsi rapidamente.
            La misura è colma, tutti siamo sull’orlo di una crisi di nervi (e non solo) e basta un nulla per provocare reazioni.
            Da qualunque parte…
            Bisogna stare attenti e vigilare, noi per primi. Basta guardare come ci hanno marciato con quello che è capitato a Torino: su due fischi (ancora leciti in Italia mi pare!) a quel mafioso di schifani hanno montato un caso e sul fumogeno a Bonanni ..apriti cielo!
            Il problema è che comunque la sensazione a pelle è di un certo distacco: forse anche a Genova non riesco a trovare spunti per capire cosa facciamo e come.
            Annemmu ben!

            • Gian Luca Lombardi scrive:

              Ciao,
              Condivido quell o scritto da Alessandro. LA supponenza troppo spesso ci ha messi alle corde; e una volta arrivati alle corde abbiamo anche preso sberle.
              Non abbiamo oggi bisogno di tirare fuori il passato. Quello lo abbiamo, grazie agli errori politici commessi e all’entrata nel governo, dimenticato e perso come riferimento strategico.
              Oggi non saremmo più credibili se dicessimo, come fanno in tanti dentro Rifondazine, che il giusto è il passato remoto; oppure che Lenin deve esere riportato ai giorni nostri….non ci crederebbe nemmeno Lui se riuscissimo a rianimarlo!!!!!!!
              Oggi abbiamo bisgno di una visione strategica per il futuro e non per il domani che si limita all’oggi pomeriggio.
              La forza propulsiva dei movimenti ha dato origine a migliaia di realtà e frazionamenti grandi e piccoli, in un panorama già abbatanza frazionato ripetto alle forze da mettere in campo.
              Lo sforzo di crecare finalmente di unire invece che dividere deve essere messo al primo posto nelle scadenze e nell’agenda politica di qualsiasi dirigente Comunista che abbia a cuore le sorti di quell’elettorato al quale dovremmo fare riferimento.
              Ma oggi, e dobbiamo ciedercelo in modo molto chiaro, chi è il nostro elettorato? a CHI FACCIAMO RIFERIMENTO? A Genova il Partio giustamente si sta spedendo sulla vertenza del Carlo Felice. Ottimo, un pugno di lavoratori che perderebbero il lavoro. Abbiamo la benché minima coscienza che ci sono in Liguria 5000 lavoratori che dal prossimo anno non sapranno cosa fare? C’é la consapevolezza che la Cooperazine Sociale probabilmente perderà in meno di tre mesi qualche cosa come 1700 lavoratori solo a Genova e Provincia?
              NOn solo siamo frazionati al’esterno, lo siamo anche al’interno. Chi si occupa di un elemento non solo lo tine per sè e non ne rende conto, ma cerca di trasformare in modo stagno la discussione.
              Oggi dobbiamo accellerare e dire ai nostri elettori che cosa vogliamo fare per la nostra città, e per l’Italia; ma non poassiamo farlo da pseudo intellettuali attraverso parole vetuste, lo dobbiamo dire con le parole della gente comune e fare……non parlare.
              UN abbraccio

            • carlo circolo bianchini Genova scrive:

              PER ALESSANDRO MONTI.
              Caro Alessandro , intanto, cioa, e ben ritrovato, ti leggo sempre, anche se non interloquisco, direttamente, e più o meno condivido, molto di quello che dici.
              qualcosa ci separa però, e non è male, perchè difficilmente, disquisiamo con chi siamo d’accordo, ognuno ha una storia personale e legge gli evente con gli occhiali che la storia personale ha costruito.
              io ti appaio come un duro è puro. ma non è cosi, sono solo realista, e non penso come si evince dai tuoi scritti, che qualche parlamentare ci salverebbe, che bisogna a tutti i costi essere nelle istituzioni, questo non vuole dire che sono contrario, ma ci andrei solo, a fare delle cose che qualificassero la mia presenza, essere in una regione, e comune o ente, che privatizza l’acqua, o trasforma le municipalizzate in Spa, con il mio sostegno, penso che sia mortale per il mio partito, tu invece (leggendoti)insieme a Gian Luca, pensate che bisogna stare nelle istituzioni anche snaturandosi, perchè siete convinti che solo entrando nella camera dei bottoni, si può fare qualcosa per la priopria classe, questo ve lo suggerisce, la fanfara e le grancasse dominante, che con i loro strumenti e professionisti della persuasione persuasori occulta o palese, fi fa intendere che bisogna essere della partita,non so quanti anni hai, ed il tuo retroterra, so gli anni di Gian Luca, e mi convinco, che si vive più di rappresentazioni che di realta, perchè salta agli occhi, di chiunque li possiede anche se orbo da un occhio, che per quaranti anni, il PCI non è mai andato nelle stanze dei bottoni, ma ha difeso egregiamente l’interesse dei lavoratori, perchè, il vecchio PCI non era governista, e sapeva che si poteva governare anche dall’opposizione, sappiamo anche, per quelli che non vogliono farsi accecare da Dio (che acceca sempre chi non vuole vedere) , che fino a pochi anni fa(pochi anni) prima del’arcobaleno, Rifondazione da sola, aveva in parlamento più di 80 parlamentari, ministri e sottosegretari, passarelle mediatiche per il prencipe e consorte, salotti dove si poteva parlare a mezza bocca, la terza carica dello stato, tantissima visibilità, da Vespa e Mentana, ma siamo stati annientati, perchè il bottino che abbaiamo portato a casa era solo il pacchetto treo, la concessione, per Vicenza 2(base americana concessa da prodi) guerre , e niente altro, neanche i Dico, o testamento biologico.
              vedi caro Alessandro, che non è stando nelle istituzioni, che si prende voti, ma facendoti interprete dei bisogni della povera gente, e bisogna essere credibili, e noi non lo siamo, , ma poi domandati, se le cose stessere cosi, co è che i sondaggi ci danno quanto grillo che pure non è in nessuna ISTITUZIONE? forse, tu penserai che lo fa per merito,del WEB, ma sbaglieresti, perchè la rete per importanteb che sia, è per natura Veloce, ma incompleta, perchè non permette approfondimenti, per esempio, in questo ultimo mese, abbiamo assistito molti dirigenti (su FACEBOOK)replicare quello che la classe dominalte, il pensiero unico dettava, la agenda di quello che è utile parlare viene dattata dai velinari della rete, si è parlato di una donna irariana(Sachineh)che era stata condannata alla lapidazione, per adulterio, e questo ha spinto la portavoce dei giovani comunisti Anna Belligeri mi pare a fare un appello in salsa femminista, questo appello io l’ho letto e diceva, l’adulterio non può essere considerato reato, non ha detto però se l’omicidio si è da considerare reato, ma lei leggendo appelli sul WEB, ha sposato quella tesi, non si è interessata di sapere che quella donna (con tutta la pietè umana) non era accusata solo di adulterio, ma era accusata anche di avere (in concorso con l’amante) ucciso il marito, ora è chiaro, che la grancassa dominante ;Carla Bruni in prima fila gridassero allo scandalo,magari per preparare l’opinione pubblica, a qualche bombardamento stile Cossovo, magari per punizione, non caro Alessandro, grillo non prende i voti per il Web, ma perchè non è colluso con i LOiero, i bassolino, ed anche di quelle, amministrazioni che hanno regalato (a cominciare dall’Emilia alla liguria) soldi alle scuole private, ed anche agli orataro parrocchiali come sai Burlando si è vantato di aver elergito 2 miloni agli oratri parrocchiali.
              rifletti, e poi mi dirai, intanto ti saluto, e prima o poi ci vedremo e prenderemo un bere assieme, ricorati De Andre 2MORIRE PER DELLE IDEE MA DI MORTE LENTA”

          • Pedro scrive:

            Tu hai una certezza,tu e il direttivo del tuo circolo non lo voterete,ma la vostra speranza e’ che non ci siano proprio le primare,bene io credo che le primarie ci saranno e come!E,se hai un po’ di esperienza dovresti immaginare che quando a fine agosto si sono incontrati Bersani e Ferrero-Diliberto si sara’ parlato anche di primarie,e’ scontato.Ed e’ scontao che Bersani accetti di coopatare il Prc-Pdci scambiando qualcosa,cosa?L’appoggio alle primarie?Dai e’ probabile e voglio vedere Ferrero-Diliberto ad appoggiare Bersani contro Vendola.Impossibile?E il Pdci chi appoggio’ alle primarie del 05?Risultato di tale scelta?Sparireste in maniera umiliante!Bene ma passiamo al concreto,se un vostro elettore vi chiedesse “Voto Vendola alle primarie?Con le stesse motivazione con cui mi avete fatto votare la FED alle regionali,che differenza c’e'?” “Mi consiglia di non votare Vendola perche’ non vince le primarie?” Gia’ anche il Pdci voto Boccia nel 05 perche’ non “doveva” vincere Vendola,che pagina vergognoso fu’ quella per il Pdci,una macchia indelebile! E se ti chiedesse “Ma come il solo partito che ha appoggiato Vendola alle primarie del 2010 e’ stato il Prc e ora mi dici di non votarlo?” “Ma non doveva vincere anche nel 2005 sia contro Boccia che contro Fitto e poi ha vinto!?Anche nel 2010 doveva sparire poi ha stracciato Boccia,Fitto e Palese … e unico a sinistra ha umiliato D’Alema! … ha gia’ forse per questo quei mitici di Diliberto,Rizzo sono contro Vendola!Perche’ ha umiliato chi li ha fatti ministri e parlamentari di quel mitico governo!che sbadato! e se dal profondo sud qualcuno ti dicesse “anche a Pomigliano i No non dovevano prendere il 38%!” E se anche Vendola dovesse “perdere” con diciamo piu o meno un razionale 30%?Con punte altissime al Sud la consideresti proprio una sconfitta? …. Sicuri?Non e’ che non le volete proprio fare ste primarie perche avete paura di una meravigliosa sconfitta di Vendola? Con tutto quello che poi scaturerebbe? Forse ho colto il problema o no?

            • aldo scrive:

              Mah…, la discussione su chi bisognerebbe appoggiare alle primarie non mi entusiasma. Non vedo perchè non si possa arrivare a stringere accordi (nella forma e nei modi che saranno possibili) con il centrosinistra senza partecipare alla scelta del loro candidato premier.
              Chiunque esso sia (scelto da loro) se si trova una base politica di convergenza un accordo si può fare, altrimenti no.

            • carlo circolo bianchini Genova scrive:

              PER PEDRO.
              Caro Pedro, ti confesso che mi cominci a diventare simpatico, le cose che dici hanno un senso, e credo che non sei un Vendoliano, ti piace provocare, e a me piace essere provocato.
              tu dici, sperate che non ci siano, le primarie , ma se ci fossero, voterete mica Bersani?
              caro Pedro, perchè dovremmo votare Bersani?, questo è il segretario del PD, e noi se non sbaglio siamo di un altro partito, o dai per scontato che noi quando un altro partito per sciegliersi il leader, fa le primarie, dobbiamo partecipare? che ragionamento è questo? non credo che dici e pensi quello che scrivi, vuoi solo provocare, ed io ci sto, ma non sono io a dire che le primarie non cisaranno(intendo le prmarie di coalizione)lo dive Vendola Repubblica del 25 agosto pagina 11, Vendola in contrapposizione a Franceschini che diceva “PRIMA LA LIBERAZIONE E POI DISCUTIAMO” Vendola sosteneva “PRIMA òE PRIMARIE DOPO LE ALLEANZE” hai capito bene? prima le primarie dopo le alleanze , come lo leggi tu, che Vendola non si propone come larder di una coalizione, e quindi alle primarie noi potremmo votare Vendola, perchè è il più vicino,no Vendola fa una OPA sul PD e secondo te dovrebbe comprare le azione del PD con il nostro sangue? è etico per te, intromettersi nelle vicende interne di un altro partito?, sono sicuro che lo capisci da solo,e ti piace giocare, ma non metterti a fare da spalla a Matteo perchè non funziona,se tu mi dici, che noi dobbiamo aiutare Vendola a scalare, il PD, allora mi dirai anche che dovremo aiutare Fini a scalare il PDL, so che il paragone ti sembra eccessivo, ma metedologicamente, non fa una virgola, sei, e mi sembre troppo intelligente per crederlo davvero, ciao,sono sicuro che sei dei nostri.

        • Lucia Mango scrive:

          Qualcuno mi deve spiegare…se qualcuno o tanti se ne sono andati (guarda caso tantidi questi occupavano posti..ma lasciamo perdere) questo significa forse che dobbiamo desistere? La Bolognina l’abbiamo già vissuta ed era ovvio che via via, ognuno si sarebbe collocato dove meglio credeva o dove meglio mangiava…lo stupore dove sta? Sono atea ma non mi stupisoc che un monte di gente vada in chiesa..anche se so che molti ci vanno ‘per comodità’.

    • Lucia Mango scrive:

      Sì, è un’ipotesi priva di fondamento e chi ancora sostiene che non sia così è semplicemente in mala fede, a meno che non prvi il contraio.

  14. vincenzo lombardo scrive:

    Visto che è invalso in questo blog il vezzo di riportare idee e opinioni di nostri avversari, o perlomeno competitori, per par par condicio riporto l’editoriale di Dino Greco dal sito di Rifondazione.
    Con l’auspicio che la si smetta di esprimere opinioni affidandosi a terzi, come se il cervello di chi interviene sul blog fosse a corto di ossigeno e non in grado di espriemere pensieri autonomi.

    Parole chiare. Per una sinistra che torni a contare
    giovedì 16 settembre 2010

    di Dino Greco

    In questi giorni abbiamo assistito al tentativo, condotto senza esclusione di colpi, anche portati deliberatamente sotto la cintura, di mettere il Prc, la Federazione della sinistra fuori da ogni gioco politico. Per la verità, l’oscuramento mediatico era, come ognuno ha potuto constatare, già in corso da tempo. Ma l’eventualità delle elezioni anticipate e la proposta di una larga alleanza democratica per cacciare Berlusconi, avanzata in tempi non sospetti da Paolo Ferrero ed ora fatta propria da Pierluigi Bersani, ha rimesso tutte le bocce in movimento, suscitando allarme in coloro che grazie all’attuale legge elettorale e alla torsione bipolare del sistema politico erano riusciti ad espellere la sinistra dal Parlamento, cancellando dalla rappresentanza istituzionale le sole forze non omologate alla cultura mercatista. Così, nei giorni scorsi, nell’intento di scoraggiare qualsiasi intesa con la Fed, il Corriere della sera non ha esitato ad inventarsi la fola di una cooptazione di Ferrero e Diliberto nelle liste del Pd, generando sconcerto a dritta e a manca. La smentita, da parte di tutti gli interessati, è stata pronta e netta, ma intanto la bufala ha viaggiato, secondo un ben collaudato modello di disinformazia. Repubblica è invece ricorsa ad un espediente più sofisticato: nella pubblicazione dell’ultimo sondaggio (che come tutte le esplorazioni della pubblica opinione è sempre saggio maneggiare con prudenza) ha del tutto omesso la Fed, in ragione di una stima che la vorrebbe sotto il 2% e ha sommato quella percentuale a quella attribuita ad altri “cespugli”, tutti classificati sotto la generica e indifferenziata denominazione di “altri”, accreditando dunque la percezione di una inesorabile marginalità della sinistra comunista e anticapitalista.

    Piccoli trucchi, dove la rappresentazione “fotografica”, istantanea, di una tendenza elettorale si salda con la pratica dell’obiettivo, una sorta di profezia che si autodetermina. Come a dire: chi mette lì il suo voto lo investe in nulla, lo butta via. Il perimetro “interessante” – si suggerisce – è quello che arriva fino a Sel, della quale si dà evidentemente per scontata l’irrecuperabilità ad una coalizione unitaria di sinistra, autonoma e indipendente dal Pd. Tutti i riflettori vengono così proiettati sul cerchio più stretto della proposta di Bersani, sulla coalizione di governo, sul Nuovo Ulivo e sulla prossima disfida fra quanti si candidano a guidarlo nella contesa elettorale che, prima o poi, verrà. Il tema dell’alleanza democratica non ottiene invece la dovuta attenzione. Viene così messo in secondo piano l’obiettivo più importante e preliminare, quello di liberare il Paese dalla cancrena che sta divorando la democrazia e le istituzioni repubblicane, prima che la necrosi diventi irreversibile; quello cioè di lavorare alla più ampia convergenza di tutte le forze, pur di diverso orientamento politico, che tuttavia condividono la necessità di ripristinare la legalità costituzionale travolta dal golpismo del caudillo di Arcore e del suo corrotto sultanato.

    La questione del governo, dell’omogeneità programmatica delle forze che lo compongono deve venire dopo che sia stata affrontata e vinta questa battaglia, vera e propria emergenza democratica. Tuttavia converrà venire in chiaro anche su questo punto ed è bene farlo subito per evitare che si trascinino equivoci e per rendere trasparente il rigore di un ragionamento politico. Che è – per chi scrive – il seguente.

    L’esperienza del governo Prodi è lì a ricordarci che se stai al governo del Paese lo devi fare in ragione della effettiva possibilità di cambiare le cose, di compiere passi che facciano percepire il cambiamento come reale, come processo che muta e mugliora, nella materialità dei rapporti sociali, la vita delle persone. Quando questo non accade, come non è accaduto nel passato, si produce un distacco che nel tempo diventa frattura con la tua base sociale, tanto più grave quanto forte era l’aspettativa che avevi suscitato. E se malgrado tutto perseveri nel mantenere responsabilità di governo quando la rotta è palesemente diversa da quella per cui ti eri battuto e che era stata tracciata, allora si genera la convinzione che lo fai per te stesso: il rapporto tra mezzi e fini si rovescia, la tua credibilità va in frantumi e ne paghi, come è giusto che sia, tutti i prezzi. E’ già successo con effetti devastanti e duraturi. Non deve più succedere. Questo vuol dire che la sinistra non può, in linea di principio, entrare in una coalizione di governo con forze moderate? O che questo sia possibile solo a condizione che la propria impostazione politica entri di peso, tale e quale, nelle linee programmatiche dell’esecutivo? No, non vuol dire questo. Vuol dire però che la presenza al governo deve comportare alcuni evidenti tratti di discontinuità in assenza dei quali è bene distinguere, piuttosto che confondere, le responsabilità.

    Provo a farmi capire meglio con alcuni esempi. Si può stare in un governo che continui a partecipare attivamente ad una guerra di occupazione, come quella in corso in Afghanistan, in flagrante violazione dell’articolo 11 della Costituzione? E’ tollerabile che mentre la scure dei tagli si abbatte violentemente sulla scuola pubblica, mentre il welfare viene ridotto ad un colabrodo, mentre un esercito di disoccupati involontari viene privato di qualsiasi sostegno al reddito, si perseveri nel finanziare con 3 milioni di euro quotidiani quella missione militare? E’ pensabile che un governo imperniato sul Pd revochi la spinta agli armamenti che sta divorando 30 miliardi per dotare il nostro arsenale bellico di 131 cacciabombardieri F35, 130 caccia Eurofighters, 100 elicotteri NH90, 10 fregate Fremm? E’ disposto un governo neo-ulivista a promuovere una legge che ostacoli e penalizzi fiscalmente le delocalizzazioni industriali combattendo apertamente politiche imprenditoriali che speculano sul dumping di manodopera e contrappongono lavoro a diritti? Può il Pd, con i suoi potenziali alleati, sostenere una legge che permetta di verificare la reale rappresentanza dei sindacati e che riconosca ai lavoratori il diritto di legittimare attraverso il voto referendario ogni atto negoziale sottoscritto in loro nome? Vogliono il Pd e la coalizione su di esso imperniato introdurre un reddito di cittadinanza, portare l’imposizione tributaria sulle rendite finanziarie a livelli europei, colpire le transazioni speculative attraverso l’introduzione di una Tobin tax, imporre una tassa sui patrimoni mobili e immobili nel solco di una riforma fiscale capace di produrre una politica di redistribuzione della ricchezza? Si può avere ragionevole certezza che quella coalizione difenderebbe i beni comuni, a partire dalla integrale proprietà pubblica dell’acqua e dei servizi idrici? E ancora: è realisticamente immaginabile che in quel programma di governo trovino spazio i pacs o il testamento biologico?

    Si potrebbe continuare a lungo. Ma possono bastare questi pochi esempi. Nessuno degli interventi elencati, si badi bene, scuoterebbe la società capitalistica nei suoi fondamenti e, purtuttavia, ciò rappresenterebbe un mutamento vero e percepibile. Che, vorremmo essere smentiti, non è dato attendersi, considerati i paralizzanti equilibri che ingessano i democratici, che ne disegnano il tratto politico e culturale e che nessun esito delle primarie potrebbe sconvolgere. Si ritiene che non sia così? Allora, giù le carte. L’indisponibilità dichiarata dalla Fed a sedersi al tavolo dell’Ulivo non è frutto di un pregiudizio ideologico, di un arroccamento identitario, di una scelta aprioristica per l’opposizione, ma il risultato di una precisa e concreta analisi dei fattori e degli attori in campo, della loro natura, insieme ad una realistica consapevolezza della impossibilità, qui ed ora, di mutarne il segno e l’indirizzo politico di fondo. Di qui la proposta di un’alleanza delle forze di sinistra, autonoma e indipendente dal Pd, impegnata a ricostruire lavoro sociale, coesione politica e massa critica, riconquistando, per questa via, anche quella rappresentanza parlamentare di cui oggi è orba. Viceversa, se l’adesione all’Ulivo è considerata da una parte della sinistra una scelta aprioristica, disancorata da un progetto politico, coltivata nell’illusione che chi vince una consultazione primaria di coalizione possa plasmarne a propria immagine il profilo, credo si andrà incontro a qualche cocente delusione, frutto di quello strabismo politico che attribuisce virtù taumaturgiche ai condottieri di partiti personali.

    • Sandro Santececca scrive:

      Bello sapere che c’è qualcuno che la pensa come me e che non si firma “povero me”..

    • Lucia Mango scrive:

      Belo sapere che nel blog di essere comunisti, l’idea di unire i comunisti per non diventare ‘tendenza culturale’ sia considerata ‘avversaria’ o ‘competitrice’. Allora cambiate il nome della corrente in ‘esser stati comunisti’, se non altro per onestà intellettuale.

  15. alessandro scrive:

    Lettera di Diliberto alla Gelmini

    Ministro Gelmini,

    ma che idea di Paese ha in cuore di realizzare? La domanda sorge spontanea, tenuto conto di ciò che succede ad Adro, in provincia di Brescia, e del suo conseguente insolente comportamento.

    Chiedo: le pare normale che in quel comune, su volere di un sindaco della Lega Nord, una scuola della Repubblica venga trasformata, come se niente fosse, con tanto di simbolo celtico, in un istituto padano? Lì, ad Adro, si sta consumando un oltraggio ai valori della Costituzione, un insulto ai principi dell’unità nazionale e un’incredibile ingiuria nei confronti della scuola che, Carta alla mano, è pubblica, nonostante i suoi nefasti tentativi di trasformarla in privata.

    “Il Sole delle Alpi”, se tanto le piace, lo metta nel suo ufficio o a casa sua, dove è libera di fare ciò che più le aggrada. Quel simbolo è tutto tranne che sinonimo di unità e, se non lo si cancella da quella scuola, può fare tanto male alla cultura del nostro Paese. Un ministro dell’istruzione non può – e non deve – tollerare che in Italia ci sia qualcuno che con tanta leggerezza si prenda beffa della scuola per meri interessi politici, né tantomeno soprassedere dal prendere iniziative ai danni di chi commette un tale affronto nei confronti dello Stato. L’istruzione e la formazione scolastica dei giovani sono il paradigma fondamentale su cui si basa ogni democrazia compiuta e non ‘merce’ politica della peggiore specie.

    In maniera molto determinata, quindi, le chiedo di adempiere al suo dovere di custodire la Costituzione, alla quale, forse inconsapevolmente, ha promesso fedeltà al momento del giuramento da ministro, tutelarne gli ideali e difendere la scuola pubblica, attivandosi presso chi di competenza al fine di eliminare quella bruttura che un leghista senza scrupoli ha voluto idealmente disegnare sulla bella bandiera italiana, simbolo di unità e di rispetto.

    Oliviero Diliberto

  16. beatrice scrive:

    Ecco l’intervista integrale del genio D’Alema! Con Vendola ha già perso 2 volte, perderà anche stavolta!

    Dev’essere la giornata che celebra i buoni sentimenti, questo 15 settembre. Perché Massimo D’Alema, dal suo ufficio di presidente del Copasir, ci tiene a dirlo quasi subito: «Se la preoccupazione di Walter è che qualcuno pensi che piuttosto che rafforzare il Pd si possa aggirare il problema con alchimie sulle alleanze, allora Veltroni sappia che la sua preoccupazione è anche la mia». Si dirà: quando l’uno si dichiara d’accordo con l’altro, di solito c’è qualcosa che non quadra. E in genere o si è alla vigilia di grandi rivolgimenti interni oppure la situazione è così difficile da suggerire una sospensione delle ostilità. Stavolta conviene propendere per la seconda ipotesi. L’ultima riunione del “caminetto” dei capi pd è filata via senza scontri; e le dichiarazioni rese dai leader alla fine sono tutte rasserenanti. Ma l’offerta di pace avanzata da D’Alema, ha un paio di condizioni: il rafforzamento della leadership di Bersani e uno spirito più unitario all’interno del Pd.

    Scusi, presidente, e tutte le polemiche dei giorni scorsi?«Nel nostre partito le polemiche hanno spesso una tonalità superiore a quella che dovrebbero avere. Ma nella sostanza credo la stragrande maggioranza del popolo del Pd si riconosca nelle parole e negli impegni annunciati da Bersani a Torino».

    Sarà anche così, ma alcuni “giovani leoni” del Pd – da Renzi a Civati, ma non solo – continuano a chiederle di farsi da parte…«Ma io ormai lavoro in Europa. Torno da Bruxelles, prima ero in Russia. Tra qualche giorno parto per New York, poi Manchester per il Congresso del Labour, quindi Washington e Berlino… Mi occupo dell’elaborazione della cultura politica dei progressisti. In ogni caso sono soddisfatto di come è andata la riunione del nostro Coordinamento proprio perché ha affrontato la questione di fondo che abbiamo davanti, piuttosto che polemiche inutili».

    E quale sarebbe la questione di fondo?«E’ tutta in un interrogativo. Berlusconi certo non è finito, reagirà e avremo ancora delle fasi aspre: ma perché, di fronte alla evidente crisi della destra, il Pd non riesce a crescere? Al di là delle polemiche – perché naturalmente le risposte possono essere diverse – questo è un problema. Che Bersani, però, con l’importante discorso di Torino, ha affrontato nel modo giusto».

    Applaude a Bersani per smentire le voci che la vorrebbero insoddisfatto del segretario?«Questa non l’ho mai sentita. Non riesco neppure a immaginare come possa nascere una voce del genere. Applaudo Bersani perché ha fatto un discorso rivolto al Paese e ai suoi problemi; e perché, cosa che noi sapevamo, sta venendo fuori alla distanza, con concretezza e ragionevolezza, secondo le sue caratteristiche».Smentita, quindi, ogni freddezza verso il segretario…«Non solo: l’appello è a rafforzare la sua leadership. Noi siamo un partito democratico, non abbiamo un padrone che si aiuta a restare in sella con molti quattrini e molte tv: ma proprio perché siamo democratici, la forza della nostra leadership è data dall’investimento che su di essa fa il gruppo dirigente. Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: indebolirlo, magari mentre si è in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale».Invece, c’è una piccola folla che intende sfidarlo alle primarie per la candidatura a premier: da Vendola a Chiamparino, fino a Veltroni, secondo alcuni…«Ma perché, partecipano tutti alle primarie?».

    Almeno Vendola di sicuro.«Credo che prima occorra vedere se c’è intesa sulle basi politiche e programmatiche necessarie a stringere una alleanza non scontata. Vendola fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?».E se l’intesa fosse raggiunta?«Che si candidi. Anche se trovo singolare questa agitazione autopromozionale che utilizza – per altro – le primarie: strumento di un altro partito – il Pd – verso il quale non ha mai avuto parole di apprezzamento».E che dire, invece, dei possibili altri candidati pd?«Che considererei la loro scelta legittima ma sbagliata».Addirittura sbagliata?«Un aspetto costitutivo del Pd è aver guardato ai grandi partiti riformisti europei: e i grandi partiti europei candidano il loro leader alla guida del governo. E’ un principio che abbiamo perfino inserito nel nostro Statuto».Quindi?«Quindi troverei ragionevole che, se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito».Ma avete fatto un Congresso pochi mesi fa…«Appunto. Ed è per questo che suggerisco di impegnarci prima di tutto sulla proposta da fare al Paese, piuttosto che continuare in polemiche dannose e infondate».Pensa a qualcosa in particolare?«Penso a certi postulati che accompagnano la polemica, del tutto legittima, sui possibili modelli di riforma elettorale. Anche qui: vorrei rassicurare Veltroni e dirgli che non è vero che pensare a sistemi diversi da un certo maggioritario significa voler “uccidere” il Pd. Non siamo nati per l’esigenza di adattarci a una nuova legge elettorale: e non saremmo messi in crisi nè da un sistema che si ispirasse a quello tedesco né dalle difficoltà – evidenti – del “partitone” di Berlusconi. Insomma, possiamo sopravvivere anche alla crisi del bipolarismo berlusconiano… Il Pd, infatti, non nasce da una legge elettorale, ma dalla convergenza politica, ideale e culturale tra le grandi tradizioni del riformismo e del progressismo italiano. Queste sono le basi del partito che stiamo costruendo».

    Perché tiene a questa rassicurazione?«Perché è caricaturale la divisione tra chi vorrebbe un Pd forte e chi lo vorrebbe debole ma con più alleati. Se questa fosse la discussione, io starei di certo con i primi».Non avete molto tempo per mettervi d’accordo«Vedremo se e quando si faranno le elezioni. Ma la cosa peggiore, cone ha denunciato Bersani, sarebbe un governicchio che tirasse a campare. Continuiamo a essere un Paese strano, dove si taroccano le cifre economiche per nascondere la crisi; dove se un deputato passa dalla maggioranza all’opposizione è un golpe, mentre è tutto normale se accade il contrario; un Paese nel quale il ministro dell’Economia fa una impegnata intervista per dire che entro l’anno bisogna approntare un piano economico che ci porti al 2020, e vorrei sapere di questo piano dove si sta discutendo. Qui l’unico piano che interessa a Berlusconi è come aggirare la sentenza Mills. Lo so che è da inizio legislatura che va così. Ma che vuole, non mi ci sono ancora abituato…»

    • Sandro Santececca scrive:

      Credo che la visione Politica di D’Alema non faccia una grinza come si dice in gergo popolare. La situazione è la seguente, almeno per come la vedo io:
      Partiamo dal PD – il PD nasce come contrapposizione unica al PDL in un progetto nato dalla mente dello stesso D’Alema e cricca per la svolta italiana quale doveva essere il Bipolarismo tutto Italiano. Questo Bipolarismo non ha funzionato, MAI; i partiti di centro, gli estremi a Destra e Sinistra non hanno accettato la condizione imposta dai due più grandi partiti italiani di dover decidere se stare a sinistra o destra. Questo non venne accettato nemmeno da Vendola che era Delfino insieme a Migliore del buon vecchio Presidente della Camera Bertinotti. Ora il PD vive in una fase decisionale difficile, non ha un deciso posizionamento all’interno dei seggi del parlamento; spazia fra centristi ed ex comunisti impauriti dall’Orco Berlusconi; non ha un programma serio da presentare al Popolo per colpa delle diverse correnti interne e battaglie sull’essere vicino agli operai di Pomigliano o accanto a Marchionne, se stare con gli Atei o con i Clericali, Capitalisti o Anticapitalisti, Etero o chi va coi Trans. Insomma, il Pd a differenza del PDL, NON ha un Comandante Dittatore che IMPONE una linea politica e si contorna di personaggi infimi pagandoli; il PD è liberale e anche le correnti interne devono rispettare questo pluralismo, ma ognuno cerca di portare a sè più potenti possibili. Ora che lui spinga per il Proporzionale alla Tedesca, nessuno lo dice, ma è la sconfitta sia del PD che della politica di D’Alema (anzi, l’ha detto Crozza a Ballarò).

      Questione Vendola – Ha parlato molto bene D’Alema su Vendola e la definizione che ha dato sul Presidente della Puglia è perfetta: Vendola fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?».E se l’intesa fosse raggiunta?«Che si candidi. Anche se trovo singolare questa agitazione autopromozionale che utilizza – per altro – le primarie: strumento di un altro partito – il Pd – verso il quale non ha mai avuto parole di apprezzamento». Come fare a dargli torto? Noi ci abbiamo fatto un congresso su questa questione nel 2005, quando dopo aver scisso il partito nel 97 e fatto cadere Prodi nel 98, Bertinotti/Vendola/Migliore ci proposero la svolta verso il Centro seguendo i Passi del PD; vinsero e in due anni di Governo abbiamo perso metà del consenso popolare per il Nostro OBBEDIRE al Governo PD. Altra scissione e Rifondazione è diventato un partitino da sedie. Altro congresso, fuori i bertinottiani, avanti da Soli e con la Falce e Martello, mentre Vendola tenta l’impresa di far confluire l’ultimo rimasuglio all’interno del PD con il suo movimento SeL che non è un Partito ma una barchetta che porta le ultime anime all’interno del PD.

      Cosa vuole fare il PD e cosa vuole fare Vendola?
      il tentativo del PD, in assenza di un lavoro sul territorio, della vicinanza con la popolazione che lo porta a NON crescere in alcun modo, ma ad aspettare che la gente (sbagliandosi) si stanchi di Berlusconi, è quello di RUBARE voti all’estrema sinistra, cosa che fa perfettamente perchè i Comunisti odiano a morte Berlusconi e si tappano il naso pur di non vederlo comandare in Italia.
      il tentativo di Vendola, autocandidandosi per le Primarie, è quello di prendere voti, guadagnare la stima dell’estrema sinistra che lo considera ancora Comunista e traghettare queste povere anime prive di un Partito che li sostenga verso il PD, verso il Moderatismo, il centrismo, verso la morte di Falce e Martello; e ci sta risucendo, almeno vedendo gli ultimi sondaggi, che lo vedono in netta ripresa dopo le regionali (che ci davano pari) doppiano un’intera Federazione che unisce più anime.

      Cosa deve fare RIF.COM e la FdS?
      il direttivo deciderà, come ha sempre fatto, e speriamo tutti che farà bene e prenda le decisioni più importanti per Noi.
      Cosa farei io? andare avanti da soli perchè il nostro elettorato oggi vota SeL e PD (qualcuno anche IDV, altri addirittura hanno votato LEGA per insofferenza) e dobbiamo recuperare la fiducia, sia tra di noi, senza continuare a sbatterci se uno è ferrariano, di essere comunisti, falce e martello e i nuovi gruppi che nascono; sia la fiducia dell’elettoralto.
      Bene fa Ferrero a continuare ad incontrare i lavoratori della FIAT e delle altre industrie che chiudono; Ma le Federazioni regionali dovrebbero essere più cattive a livello locale ed organizzare presidii ad oltranza, volantinaggi, ed organizzare i circoli come centri di assistenza sociale per chi vuole organizzare cooperative, per chi ha bisogno di un aiuto, di riuniore i comitati locali (quartiere e lavoro); a livello nazionale dobbiamo offrire alternative alla Popolazione su come aggirare gli ostacoli messici davanti dalla Compagnie Assicuratrici e Banche andando a cercare compagnie estere che possano far abbassare i prezzi di assicurazioni e mutui in Italia (io lo farei per i soli iscritti al Partito).

      vabbè, ma tanto sono parole inutili, la mia sezione non vuole nemmeno rinnovarmi la tessera perchè sto sul cazzo a due-tre del direttivo, figuriamoci se qualcuno mi legge.. annamo bene..

      • POVERO ME scrive:

        ANALISI DEL PERFETTO REPRESSO….
        Poveri noi……ma a qualcuno di voi è venuto il dubbio di stare a sbagliare qualcosa? Ne avete x tutti e tutte. Possible che la perdita di consenso non vi tocchi e che quando ci pensate non potete fare altro che imputarla a Bertinotti e Vendola? Tremendamente insopportabili e supponenti. (del resto uno fa quello che sa fare e non quello che occorre fare)

        • Michele scrive:

          Caro compagno hai sbagliato tutto.
          Che le cose non vanno bene anche nella sinistra lo sappiamo. Lo sforzo che si sta facendo, con la discussione anche polemica è di trovare la quadra. Noi, vogliamo mantenere aperta in Italia una strada per cambiare completamente l’assetto economico, sociale culturale e politico; vogliamo una società di liberi e uguali. Questa è cosa tremendamente difficile. Però ci dobbiamo provare. Altra strada non la vediamo.
          Tranne se si pensa alla socialdemocrazia, ma la socialdemocrazia non ha modificato niente. Quando ha governato l’ha fatto per conto del capitalismo come ad esempio in Germania, in Francia, in Inghilterra ecc.ecc. Abbi pazienza, ci vorra tempo, ma ne verremo a capo.

          • Lucia Mango scrive:

            Sono perfettamente d’accordo e il fatto che questo Michele non criva il cognome non mi pare un oltraggio per nessuno..anzi questi commenti in stile SS li trovo allucinanti, sarà un po’ chi gli pare..non è detto che uno gradisca metter nome e cognome su un sito internet..che c’è di così aberrante o offensivo per chi legge?
            Boh…finchè si discute tutto va bene..ma questo clima è assurdo!

        • Sandro Santececca scrive:

          Firmati invece di fare il codardo.. ma so già chi sei..

      • Matteo Andreani scrive:

        ….. ma che tristezza!!!!!! la strategia di Ri(af)fondazione Comunista si basa tutta sulla speranza che Vendola entri nel Pd!!!! ma come si fa’ ad essere cosi’ ingenui ….. a Vendola non interessa ne’ il Pd ne’ (e vi stupirete) tantomeno Sel …. il suo e’ un progetto ben piu’ ampio e si chiama semplicemente “La Sinistra” da fare dopo le elezioni(o dopo le primarie) con si Sel ma anche con “Le Fabbriche”,pezzi di movimenti,De Magistris(?),sinistra sindacale(Landini e’ vicino a Sel),scontenti di sto’ Prc(e ce ne sono!dopo le europee del 09 quanti hanno abbandnato il Prc?),personalita’(Santoro e Il Manifesto),popolo viola(?)e tutti gli elettori di sinistra che si scandalizzeranno quando il Prc-Pdci non appoggera’ la candidatura di Vendola ….. ma onestamente e vorrei una risposta chiara da qualcuno che se la sente di rispondermi …. ma perche’ secondo voi dalle europpe alle regionali il Prc-Pdci ha gia’ perso un pesantissimo 1/4 dei suoi elettori? (Dal 3,5% del 09 nelle 13 regioni in cui si e’ votato al 2,7% del 2010? senza contare che nelle regioni del centrosud non era presente anche il Pcl che preso lo 0,7% e di quel voto non ne hanno preso uno!che tristezza!)gradirei una riflessione

      • Davide Pappalardo scrive:

        Sui giudizi politici, le analisi, ognuno dice e pensa quel che vuole e questo è pienamente legittimo, ma giocare a fare la vittima dicendo falsità non lo è. Quindi caro Sandro smettila di fare la vittima. Al circolo non c’è nessuno che ti impedisce di farti la tessera e questo lo sai benissimo.

        • Sandro Santececca scrive:

          Allora quello che mi ha detto il Segretario del circolo due giorni fa è una menzogna.. bene, lo riferirò al Segretario.

  17. lorenzo marzullo scrive:

    SONDAGGI/ Piepoli: Fini vale come Di Pietro e ruba voti alla Lega…

    Nicola Piepoli

    martedì 14 settembre 2010

    Lo scenario politico è ancora dominato dalla scissione dei finiani dal Pdl. In attesa del voto programmatico in Parlamento previsto per fine mese, Berlusconi ha detto di avere il «dovere di governare» fino al termine della legislatura e ora ostenta tranquillità e sicurezza. Le elezioni, che fino all’altro giorno erano invocate dalla Lega, sono ora viste con sospetto dalle principali formazioni in campo. E, probabilmente, dalla maggior parte degli italiani. Il sussidiario ha però chiesto al sondaggista Nicola Piepoli di «misurare» le forze in campo.

    Professore, se si andasse alle urne adesso, gli italiani voterebbero?

    Gli italiani andrebbero a votare in massa. Ma andrebbero a votare scontenti. Almeno, la maggior parte di loro.

    E perché?

    Perché credono che il governo debba pensare, principalmente, a lavorare.

    Secondo lei cosa vogliono gli italiani, realmente, dalla politica?

    Che la politica faccia quello che deve per procurar loro di che vivere. Che cioè faccia il suo compito: governare. Con il fantasma della crisi economica che non si è ancora dileguato, la gente vuole ricchezza. Vuole pane, panem, ma senza circenses. Quelli non le interessano.

    Quindi è presumibile che il dibattito sul sistema di voto, agli italiani…

    … non interessi proprio nulla. Sono cose che dilettano pochi cultori della materia.

    In caso di elezioni anticipate, cosa comporterebbe lo sganciamento di Fini da Berlusconi in termini di consensi?

    Una perdita di voti. Non solo a destra, ma anche a sinistra. La coalizione guidata da Berlusconi, in ogni caso, non ne sarebbe influenzata drasticamente. Due terzi degli elettori di Fini arriverebbero dalla sua formazione politica di provenienza, ma un buon terzo da sinistra, che ha molta fiducia in lui. Fiducia che in parte, come sempre accade, si traduce in voti.

    Insomma quanto vale Futuro e Libertà?

    Fini potrebbe raggiungere il 5 percento.

    Giampaolo Pansa, che è favorevole al voto, in un’intervista su queste pagine sosteneva che Berlusconi, in realtà, lo teme. Quanto prenderebbe, oggi, il Pdl?

    Più del 30 percento. Ieri è apparso un sondaggio su Repubblica che gli assegna il 29,8 percento. Direi che è molto limitativo. Potrebbe guadagnare tranquillamente il 33-34 percento dei consensi. Il Pdl perderebbe voti, ma sempre entro certi limiti. Berlusconi è un grande “incantatore”: se fossimo in guerra, c’è gente che morirebbe per lui. È un grande trascinatore, e questo influenza l’orientamento elettorale.

    In questo scenario confuso, come si colloca l’Udc?

    L’Udc, in questo momento, nella mente dei protagonisti è considerata un partito subalterno. Oggi chi fa politica ragiona in termini di destra o di sinistra. Questo porta entrambi gli schieramenti a sottovalutarla. Il suo è un problema di posizionamento che non è accettato non dalla grande maggioranza degli italiani, ma dei politici.

    In ogni caso quale alleanza converrebbe maggiormente al partito di Casini?

    Se si alleasse col Pd, prenderebbe meno voti che con il Pdl. Lo abbiamo già verificato con le Regionali. Oggi se si alleasse con il Pdl otterrebbe il 7 percento, con il Pd il 5.

    I consensi della Lega, invece, sono in aumento o in calo?

    La Lega è in ristagno. E proprio a causa di Futuro e Libertà. Perché Fini, oltre che a destra e a sinistra, prende voti anche alla Lega.

    Diamo un’occhiata «a sinistra» del Pd. Quale sorte vedrebbe per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo?

    Beppe Grillo ha un potenziale bacino di utenza di «rivoltosi», di gente che ha bisogno di «azzannare» qualcuno. Questo vuol dire che i suoi potenziali elettori sono gli stessi dell’Italia dei Valori. Il Movimento 5 Stelle di Grillo potrebbe prendere 3 punti, ma a scapito dell’Idv. Grillo e Di Pietro insieme varrebbero tanto quanto, e forse qualcosa in più, dell’Idv da sola nelle scorse elezioni.

    Il Pd, dato da molti sotto il 30 per cento, soffre più la mancanza di un alleato di centro, come potrebbe essere l’Udc, o la pressione di Antonio Di Pietro?

    Né l’uno né l’altro. La sofferenza del Pd deriva dalla mancanza di un leader carismatico. Se lo avesse, avrebbe risultati di gran lunga superiori.

    Parlando di «fantapolitica», cosa pensa dell’intervista di Marina Berlusconi al Corriere della Sera, considerata da alcuni osservatori il preludio di una sua discesa in campo?

    Non penso. Credo che continuerà a curare l’azienda.

  18. beatrice scrive:

    Forse dovete aggiornare la vostra analisi. D’Alema attacca frontalmente Vendola!
    Ma non era un servo del Pd??? Siete fuori dal mondo

    Roma, 16 set. (Adnkronos) – Smentisce di avere attriti con Bersani e di non condividere la sua linea politica. Rassicura Veltroni sulla difesa del bipolarismo ma soprattutto chiede al partito di non dividersi in ‘buoni’ e ‘cattivi’ proprio ora che c’e’ bisogno di unita’ e coesione. Sono i temi toccati da Massimo D’Alema in un’intervista alla ‘Stampa’ che parte da una domanda: “Berlusconi certo non e’ finito, reagira’ e avremo ancora delle fasi aspre: ma perche’, di fronte alla evidente crisi della destra, il Pd non riesce a crescere? Al di la’ delle polemiche questo e’ un problema. Che Bersani, pero’, con l’importante discorso di Torino, ha affrontato nel modo giusto”. Applaude a Bersani per smentire le voci che la vorrebbero insoddisfatto del segretario? “Questa non l’ho mai sentita. Non riesco neppure a immaginare come possa nascere una voce del genere. Applaudo Bersani perche’ ha fatto un discorso rivolto al Paese e ai suoi problemi; e perche’, cosa che noi sapevamo, sta venendo fuori alla distanza, con concretezza e ragionevolezza, secondo le sue caratteristiche”. E’ necessario fare quadrato intorno al leader del Pd, “rafforzare la sua leadership. Noi siamo un partito democratico, non abbiamo un padrone che si aiuta a restare in sella con molti quattrini e molte tv: ma proprio perche’ siamo democratici, la forza della nostra leadership e’ data dall’investimento che su di essa fa il gruppo dirigente. Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: indebolirlo, magari mentre si e’ in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale”. Si parla di primarie e della partecipazione di Nichi Vendola alla competizione. “Credo che prima -obietta il presidente del Copasir- occorra vedere se c’e’ intesa sulle basi politiche e programmatiche necessarie a stringere una alleanza non scontata. Vendola fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?”. Il presidente della Puglia, prosegue D’Alema, si candidi pure come premier del centro sinistra “… anche se trovo singolare questa agitazione autopromozionale che utilizza – peraltro – le primarie: strumento di un altro partito – il Pd – verso il quale non ha mai avuto parole di apprezzamento”. Quanto ai dirigenti del Pd che vorrebbero candidarsi, D’Alema giudica questa aspirazione legittima ma sbagliata. “I grandi partiti europei candidano il loro leader alla guida del governo. E’ un principio che abbiamo perfino inserito nel nostro Statuto. Quindi troverei ragionevole che, se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito”.

  19. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Good News??? Mi piacerebbe conoscere qualcosa di più, magari dda Mauro Gemma se volesse, circa la prossima nomina di Susanna Camusso alla guida della Cgil.
    Non essendo all’interno del mondo sindacale posso solo esprimere un mio banale parere: “a pelle” mi sembra abbia più attributi di Epifani, perdonate la franchezza, più diretta e più dura.
    Sarebbe di buon auspicio che di fronte a stagioni roventi come quelle che ci aspettano ci sia almeno un fronte sindacale unito e solido che capisca come fronteggiare e mantenere sotto i livelli di guardia un montante disagio sociale.

    Da Liberazione di oggi: http://www.liberazione.it/news-file/Epifani-lascia–La-guida-della-Cgil-a-Camusso—LIBERAZIONE-IT.htm


    LAVORO
    Epifani lascia. Per la guida Cgil si “prepara” Susanna Camusso
    «Una Cgil che si e’ battuta e malgrado la crisi e’ riuscita ad aumentare propri iscritti». E’questo il sindacato che il segretario Guglielmo Epifani ha detto di lasciare al successore Susanna Camusso. Rispondendo ad una domanda a margine di un incontro nell’ambito della festa del Pd, ieri a Milano, Epifani ha descritto la ‘sua’ Cgil come un sindacato che “ha una sua autonomia, una sua forza, che puo’ guardare al futuro con fiducia ed e’ naturalmente preoccupata di un Paese che attraversa una fase di grande declino”.

    Il prossimo 20 settembre scade il mandato del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che lascera’ il posto a Susanna Camusso, l’attuale vicesegretario. Gia’ da oggi iniziera’ l’iter per sostituirlo alla guida del sindacato con il primo direttivo della Cgil dopo
    la pausa estiva che vede all’ordine del giorno della riunione ”la situazione politico sociale e iniziative sindacali” ma, appunto, anche l’avvio della procedura per la nomina dei saggi che dara’ il via al percorso per l’elezione del nuovo segretario generale che dovrebbe completarsi entro tre mesi dal momento in cui la carica resta vacante. Il mandato del leader attuale scade il 20 settembre 2010 essendo stato eletto il 20 settembre 2002.
    Susanna Camusso, oramai da tutti indicata come nuovo segretario, nasce a Milano nel 1955. Comincia la sua attivita’sindacale nel 1975 coordinando le politiche delle 150 ore e diritto allo studio per la FLM di Milano, la categoria unitaria dei metalmeccanici, un settore che potrebbe essere proprio ilsuo primo banco di prova come leader della Cgil. Nel dicembre del 1997 viene eletta segretaria generale della Federazione Lavoratori Agro Industria (FLAI) Lombardia, incarico che ricopre fino all’elezione a Segretario Generale della CGIL Lombardia nel luglio del 2001. Eletta in Segreteria confederale il 16 Giugno 2008 e’ responsabile al momento di: agricoltura, artigianato, cooperazione, politiche dei Settori produttivi (Piccola, Media e Grande Impresa). Nel 1977 Camusso aveva diretto la Federazione Impiegati Operai Metallurgici (FIOM) in una zona di Milano per poi cominciare a seguire le politiche del gruppo Ansaldo. Nel 1980 era entrata nella segreteria Fiom di Milano e nel 1986 in quella regionale della Lombardia. Dal settembre del 1993 alla fine del 1997 e’ in segreteria nazionale della FIOM con la responsabilita’ del settore auto prima e, in seguito, della siderurgia. Un curriculum adatto a chi dovra’ occuparsi della disdetta del contratto operata da Federmeccanica e del contenzioso tra la Fiat e proprio la Fiom.
    Ieri il segretario Epifani ha osservato come ci sia davvero un tentativo di mettere la Fiom fuori gioco per molto tempo.
    ”Ho l’impressione che questa volta i nostri avversari non scherzino, non e’ una passeggiata”. Per il segretario generale della Cgil e’ necessario ”non lasciare sola la Fiom, ma anche che la Fiom non si isoli. Perche’ su quella strada la Fiom sara’ sconfitta e trascinerebbe nella sconfitta anche la Cgil”. E parlando del sindacato Susanna Camusso, in un’intervista al settimanale Donna Moderna in edicola oggi afferma che ”se chiamano la Cgil il sindacato del no, ne vado fiera”. Per il futuro la segretaria ‘in pectore’ della Cgil intende, innanzitutto, ”riportare il lavoro, e la dignita’ che questo offre all’uomo, al centro delle scelte economiche, delle
    trattative con governo e imprese”, e nel concreto cio’ significa che ”sui diritti la Cgil non fara’ compromessi, neppure se la contropartita fossero nuovi posti di lavoro”.

    in data:16/09/2010

  20. Alessandro Monti-Genova scrive:

    La Mirabolante Scuola Di Adro.

    Possibile che ci indigniamo per una cosa costruita non nello spazio di una notte? Dove eravamo per non accorgerci di questo SCHIFO???
    Tanto per gradire, lo sapevamo che adesso ognuno può “decorare” una scuola o un qualsiasi immobile PUBBLICO come cazzo gli pare?
    Non bastava intitolarlo al nosferatu della bassa padana?
    http://www.youtube.com/watch?v=qYpSabxloL8 , fulgido mattone su cui bossi ha costruito le sue fortune: e l’altra perla uscita dai suoi stoloni è borghezio (scusata il conato, ma non posso resistere…)
    Si accettano prossimi concorsi di idee per ravvivare la scuola pubblica italiana, o uffici del catasto, o prefetture e comuni vari…
    Posto il link all’articolo di Marco Sferini e sotto lo incollo: enjoy!
    —-
    http://www.lanternerosse.it/?p=1549#more-1549
    —-
    Adro, dove il troppo Sole (delle Alpi) fa male
    15 settembre, 2010 Marco Sferini

    Una scuola illuminata dal Sole delle Alpi: un po’ simbolo pagano, un po’ simbolo politico, un po’ simbolo di uno Stato che non esiste ma che è servito ad Umberto Bossi e ai suoi per arringare le folle in nome della Repubblica del Nord un tempo – quando c’era solamente Alberto Da Giussano sacrificato sull’altare della divisione e del localismo esasperato – e in nome della Padania oggi.
    Adro è un paesino come tanti. E’ in provincia di Brescia. E come tanti, ormai, ha un sindaco espressione della Lega Nord che, in un recente passato, aveva fatto parlare di sè per la vicenda della mensa scolastica, dei diritti dei figli dei migranti… Quella mensa dove se non avevi i soldi per pagarla mensilmente, il tuo bambino rimaneva senza pasto. Ne parlarono un po’ tutte le televisioni e tutte le trasmissioni di approfondimento politico fecero a gara per assicurarsi la presenza di questo primo cittadino che oggi ne tira fuori dal cappello magico un’altra. Il “Polo scolastico Gianfranco Miglio” raccoglie la materna, le elementari, le medie del paese. Poco importa che il nome del già padre ispiratore del federalismo leghista non sia ancora stato vagliato – come vuole la Legge – dal collegio dei docenti e successivamente dal Consiglio comunale. Poco importa che questo debba essere poi portato a debita conoscenza della Prefettura di Brescia e, da questa, al Ministero della Pubblica Istruzione.
    Evidentemente Adro fa Comune a sè, di qualche altra repubblica del pianeta: forse di una repubblica il cui emblema verde campeggia in fondo bianco e il cui nome prentederebbe di essere tratto dalle rive del Po e chiamarsi, per questo, sua terra: Padania. Per ora rimane un giornale dai toni accesi, come è nello stile della Lega Nord.
    Dall’inizio dell’anno scolastico, quindi da pochi giorni, nel plesso scolastico intitolato al defunto ideologo della Lega Nord ad ogni piè sospinto si vede un Sole delle Alpi: verde sullo zerbino di ingresso, grigio sui banchi, riprodotto quasi ovunque, persino sulla segnaletica interna all’edificio, sul divieto di calpestio delle aiuole e in mensa tutte sedie verdi. Un po’ pistacchio… ma va bene ugualmente: il richiamo alla madrepatria leghista c’è.
    Ma le regole della mensa non cambiano. Il Fatto Quotidiano cita parti del discorso del sindaco…: “A tavola si siede soltanto chi paga” e ancora: “Verrà servito menu padano e chi non vuole mangiare carne di maiale se ne può stare a casa”.
    Ci manca che introducano anche la regola del parlare solo italiano (pardon… padano!) e siamo a posto. Però c’è veramente poco da scherzare… Perchè a Pontoglio, a pochi chilometri di distanza da Adro, questa bella idea a qualcuno è venuta. Ma all’oratorio. Mentre tra una settimana potrete vedere in tv Gigi Proietti nei panni di San Filippo Neri che preferisce il paradiso e che raduna attorno a sè folle di bambini trasteverini, a Pontoglio si può vedere la scena opposta: possono venire a giocare all’oratorio solo quei bambini che parlano italiano e non lingue “incomprensibili”. Amen…
    E invece no. Il “così sia” non è accettabile e non è francamente inquadrabile in nessun modo in quelli che sono stati fino a poco tempo fa i nostri modelli di vita. O forse quelli che credevamo fossero tali. Poi la paura della sicurezza, abilmente regolata nelle menti delle persone dal terrore per lo straniero, per l’ “incomprensibile”, per il “diverso”, e la crisi economica hanno prevalso sulla regolarità dei diritti, sul rispetto umano di ciascuno e di tutti.
    E la comunità si è fatta camaleonte: si è trasformata e ha inghiottito chi non la pensava come la maggioranza, chi non si vestiva come la maggioranza, chi non mangiava come la maggioranza.
    Quando persino il cibo diventa elemento di differenziazione sociale, allora non siamo ad un livello di subcultura, siamo molto sotto: siamo al peggiore dei sistemi censorei, alla più bassa delle formazioni di casta: siamo tornati a vedere nel differente da noi un soggetto inferiore e quindi vengono giustificati gesti, atti e parole che prima non avrebbero trovato cittadinanza non solo nel nostro quotidiano ma nemmeno nel nostro vocabolario.
    Dal tasso di scomparsa della vergogna per tutto questo potete misurare l’avanzata della spregiudicatezza politica e sociale che ha imbarbarito l’Italia e ne ha fatto un Paese con una cultura che discrimina, che diversifica non per celebrare le differenze, ma per marchiarle a fuoco, cucendole addosso a chiunque abbia tratti somatici, costumi o pensieri e credenze diverse da quelle “occidentali” e “italiane” o “padane” che vogliate.
    Il Sole della Alpi nel plesso scolastico di Adro è tutto questo: è l’inizio di un capovolgimento. E’ un mondo capovolto rispetto alla Costituzione della Repubblica, rispetto ai principi della Dichiarazione universali dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. E va oltre la breve via della politica di “palazzo”: si spinge a segnare il territorio, le sue strutture con l’emblema, con un segno che tutti riconoscano e che sia di monito per chi lo ignora e per chi, doppiamente colpevole, intende ignorarlo per giusta protesta, per giusta consapevole rivolta di coscienza civile e democratica.
    Sarebbe stato molto più semplice liquidare questo caso dicendo che simboli di partiti politici non devono stare nelle scuole pubbliche. Ma sarebbe stata una fuga dalla verità: chi oggi ha il potere di fare questo, ce l’ha perché si sente protetto e non teme nemmeno il ricorso alla Corte Costituzionale; non teme sanzioni e non teme richiami ministeriali o presidenziali di alcun tipo.
    Qui ad Adro muore il rapporto tra democrazia repubblicana e cittadini. Qui ad Adro deve cominciare una lotta per il ripristino dei diritti costituzionali, della moralità civile, dell’interconnessione sociale tra tutti i cittadini, siano essi autoctoni, di altro comune della Repubblica o nati al di fuori del territorio nazionale.
    Si batte la Lega Nord laddove nasce un senso comune di appartenenza ad una comune causa di armonia sociale: laddove le persone si rendono conto che la condizione di straniero o di migrante non impoverisce chi non lo è, ma crea disagio nel momento in cui proprio lo straniero, proprio il migrante viene lasciato solo dallo Stato e viene costretto all’illegalità da norme incostituzionali che lo costringono ad una regolarizzazione impossibile: prima il lavoro e poi la regolarizzazione.
    E’ vero che la memoria corta è un nostro patrimonio e abbiamo dimenticato dei nostri nonni migranti… Ma abbiamo dimenticato ancor più colpevolmente di essere un popolo formato una seconda volta con la lotta di Liberazione, una lotta democratica e cruenta, una lotta che ci ha uniti tutti e che oggi è sempre sotto l’attacco dei pennivendoli revisionisti di vecchia e nuova generazione o di alternative storiche fantasiose, eppure, forse per un effetto del “credo quia absurdum”, accettate come nuove verità.
    La pochezza della Lega verrà fuori solo quando i valori di solidarietà e di socialità torneranno a prevalere sul pressapochismo campanilistico, sulle paure e sui tanti terrori di cui viviamo oggi e che ci fanno stare male e che ingrassano il cammino distruttivo delle destre.

    MARCO SFERINI

    15 Settembre 2010

  21. Francesco Bertolini (Milano) scrive:

    Complimenti. Stiamo vivendo una delle pagine piu’ brutte degli ultimi anni con questi continui attacchi al popolo ROM, con rigurgiti xenofobi razzisti, fascistoidi, in odore di nuove deportazioni e cosa fanno i “comunisti” ? – scusate le virgolete , ma negli ultimi anni sono d’obbligo – Passano il tempo a discutere con chi allearsi in caso di eventuali elezioni per trovare un posticino in parlamento!!!
    Mi chiedo se il “leghismo” sia approdato con la sua parte piu’ “Schifosa” anche a sinistra.
    Complimenti … Complimenti…
    Nonsotante tutto, vi ringrazio perche’ su questo sito ho trovato la risposta a molte mie domande e perplessita’. Ho capito il vuoto che regna nella politica; si anche nella politica di sinistra. Ho capito che la societa’ non puo’ essere cambiata da partiti politici -mi riferisco solo alla sinistra perche’ pensavo che solo in essa fosse presente una prassi che potesse permettere realmente un cambiamento sociale e radicale-. E’ necessario che riemerga una coscienza sociale, un nuovo modo di pensare. E’ necessario che ciascuno contribuisca a creare un nuovo “senso comune ” per rafforzare nuove pratiche ed utilizzarle quotidianamente oltre al singolo episodio che sistematicamente viene “utilizzato” dai partiti per fini puramente elettorali.

  22. socialismoXXI TERNI scrive:

    Nella situazione attuale è fondamentale fare un’alleanza democratica dove la rappresentanza istituzionale è fondamentale per portare le nostre questioni a livello nazionale.
    La questione fondamentale è la coerenza con cui si portano avanti le problematiche a costo anche di mandare in minoranza un futuro governo di centro-sinistra facendo si che le nostre proposte di stampo socialiste siano sempre più parte integrante della nostra struttura sociale e produttiva del nostro paese dove oggi nella fase storica che attraversiamo risultano più rivoluzionarie che mai.
    FAccio questo esempio partendo da situazioni reali sulle prospettive di lotta che i sindacati propongono in questo paese.
    In modo particolare nei metodi di lotta che vengono utilizzati a livello sindacale.
    A terni si è visto come la lotta dei lavoratori della Basell sia stata fittizia nel metodo.
    Ossia l’occupazione dei binari della stazione sia stata già annunciata haidovuti soggetti competenti alcune settimane prima,in maniera tale da non creare alcun disagio alla popolazione, facendo svilire così il vero significato dell’occupazione facendolo risultare esclusivamente attraverso i mass-media.
    Questo esempio da me fatto lo ricollego nel caso nell’occupazione dello stretto di messina dove la reale tragicità della riforma a scaturito quella automatica coscenza sociale proprio quando la persona vede messa in pericolo la propria esistenza e alcune di loro sono state anche identificate.
    FINISCO NEL DIRE COMPAGNI CHE OGGI GIORNO LA COSA PIU’ RIVOLUZIONARIA DEL XXI SECOLO IN OCCIDENTE E’ BLOCCARE ED OSTRUIRE (CON LA MASSA POPOLARE) QUESTA ECONOMIA BARBARA CHIAMATA CAPITALISMO.
    COGLIAMO SAPIENTEMENTE QUESTA OPPORTUNITA’ CHE LA STORIA CI STA’ CONSEGNANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  23. TOTO scrive:

    Curioso russo spena in direzione del PRC….dice: x non ripetere gli errori del passato si costruisce l’alleanza. Ma come la desistenza non fu un errore? Questa cosa è la stessa della desistenza con una ipocrisia in più quando la si giustifica partendo dai temi internazionali come l’afghanistan ecc.. Che schifo. Io voglio entare nel seggio e dare il mio voto ad un partito che partecipa alle elezioni per prendere la maggioranza dei voti. Poi prenderò il 2% o il 51% ma quando voto voglio che quel partito, quella idea sia maggioranza. Non mi piace votare x desistenze o diritti di tribuna o contro qualcuno. Perciò scelgo Vendola e SEL perchè x la prima volta si propone di un progetto di governo di cui se ne pretende (finalmente) la guida.

    • buran scrive:

      Oh, ma questo è un diociliberi…abbiamo capito, eh. Tanti auguri.

    • Romeo Cerri scrive:

      Veramente è proprio “il progetto di governo” di Vendola che non è chiaro.
      Ricordo inoltre che, quando si partecipa ad una competizione elettorale, bisogna anche essere per forza “contro” qualcuno. Inutile perciò fare le anime candide per raccattare consensi tra i deboli di stomaco.

      • mauro scrive:

        Gli approcci dei “vendoliani” mi ricordano la storia della “stanza dei bottoni” di Pietro Nenni. Con una “piccola” differenza, a parziale giustificazione di Nenni (che, se mi è permesso, a confronto di Vendola sembrava un rivoluzionario): che almeno allora, con il primo centro-sinistra (peraltro, con il PCI di Togliatti e Longo opportunamente all’opposizione) si nazionalizzava l’energia elettrica e si abolivano le gabbie salariali. Oggi al massimo (faccio solo un esempio, tra i tanti che si potrebbero elensare dopo la sciagurata partecipazione al governo Prodi), stando al governo, ci sarebbe concesso di partecipare ancora una volta alla “nobile missione” del rifinanziamento delle nostre spedizioni coloniali a rimorchio dell’imperialismo e della NATO.

        Mauro Gemma

        • Richi scrive:

          Ma sei voi dell’ERNESTO avete scritto positivo anche dei fascisti dell’IRAN solo perchè sono contro gli USA tu invece sei solidale con loro vai Gemma vai…

          • mauro scrive:

            Dai, ancora uno sforzo e vedrai il vostro allineamento a tutti i cliché propagandistici di USAID verranno premiati, con l’accreditamento anche da parte dell’ambasciata americana. Oltre a Confindustria, stai tranquillo che arriva il salvacondotto per il governo anche da lì.

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER TOTO.
      non l’aveva capito nessuno, che eri Vendoliano, tutti a strapparci le vesti per la perdita,rimani ti prego!!!! non lsciarci soli!!!se no vuoi farlo per il partito (che capiamo non ti piace)fallo per noi,ma se proprio non puoi fare a meno di lasciarci, ti preghiamo!!!!! continua ad illuminarci con la tua filosofia su questo blog, tu sei una fonte che puoi dissetare, ed alimentare più fiumi.

    • Alessandro Monti-Genova scrive:

      La desistenza fu un accordo programmatico che almeno inizialmente funzionò per poi cadere per colpa delle derive conservatrici di chi stava dietro Prodi e i Ds. Cadde per un sussulto di dignità politica e etica che Rifondazione ammise e che ne ha portato le conseguenze per anni.
      Ogni guerra è una tragedia, tutte le tragedie sono lontane da noi quando non ci toccano da vicino.
      Su questi temi vale molto di più la personale opinione a prescindere dal discorso di base che in Costituzione mi sembra ancora presente una chiara e netta presa di posizione: l’Italia ripudia la guerra.
      Se poi vuoi vincere facile gioca alla lotteria o sali anche tu sul predellino! definire che Vendola si propone per il governo e ne pretende addirittura la guida…mi sembra un po’ esageraticchio…
      Ancora sta passando la rassegna delle ospitate televisive, come del resto adesso sta facendo anche Chiamparino (la cui unica pregiudiziale è non stare insieme ai No-Tav, vero Andrea?), e la rete delle amicizie veltroniane lo sta portando in tournee presso i più prestigiosi palchi d’italia! ma come si diceva una volta per Fini “non dice niente, ma lo dice benissimo!”
      Con quali progetti poi? Sinora ho letto una marea di demagogie in salsa postideologica e protoecumenica, i fatti mi pare che parlino di una regione condotta con ombre e lucine con troppe zone non chiare.
      Ma non vivo in puglia e non posso essere obiettivo. Chi conosce bene la realtà pugliese mi racconta che tutto scorre come sempre, i traffichini sottobanco si fanno sempre, cambiandosi la camicia prima di un colore ora di un altro.
      Ma ripeto, non vedo in Vendola tutta questa ventata di novità, anzi è la riproposizione del modello veltroniano senza i “ma anche”.
      Se a te attira di più questa presentazione perfettina e pulitina dove tutti vanno d’accordo e si spreca il rosa della felicità edulcorata, liberissimo per carità! Ma non credere che una volta raggiunto lo scopo sia così incisiva la sua azione: i poteri forti stanno iniziando la loro di campagna acquisti, prima Prodi era presentabile e per due volte ci avevano creduto salvo per due volte prenderselo in quel posto prima per le nostre questioni di principio, la seconda per i trukkacci combinati prima con la notte dei voti e le seconda per quella gran puttana politica di Mastella.
      I grossi potentati amano cambiare amori per mantenere vivo il rapporto, e con questo sistema elettorale ci vanno a nozze: è tutto molto semplificato, vuoi mettere con il proporzionale e tutti quei valzer tra miriadi di partiti e partitini?
      Il sistema o parte di esso sta puntando anche su Vendola/Veltroni perchè molto meno di sinistra, D’alema e Bersani li vedono cotti e bolsi.
      Ma su questo sito e blog essere costretto a vedere in Vendola come il salvatore della patria proprio non mi va.
      Egli è l’aedo di quello che ha contribuito più di tutti i fascismi capitalisti ad abbattere l’ideale comunista, ci ha fatto una guerra spietata (ma anche noi ci abbiamo messo del nostro) e ancora adesso rompe i coglioni a noi pur di ritornare a cavalcare il protagonismo di cui si nutre.
      Ma non doveva andare in Africa a far del bene a chi ne avrebbe davvero bisogno?
      Concludo dicendo che comunque tutto crolla nell’esposizione quando ammetti “…io voglio entare nel seggio e dare il mio voto ad un partito che partecipa alle elezioni per prendere la maggioranza dei voti. Poi prenderò il 2% o il 51% ma quando voto voglio che quel partito, quella idea sia maggioranza….” qui casca l’asino diceva Totò (quello vero con l’accento!) nei Due Marescialli: se il mio ideale è saldo e credo anche criticamente in esso, per me quello è l’ideale per cui mi batto e vivo in conseguenza e se devo esercitare nel voto la mia passione ed il mio credo la croce sopra il simbolo è matematica!
      Tu voui mettere la croce solo dove ti interessa metterla, dove questa soddisfa la tua sete di vittoria!
      Io non voglio vincere e andare al potere: io voglio essere leale almeno con me stesso, poi posso prendere il 2 o il 51% ma i patti con la mia anima sono salvi.
      Fare voto di scambio con me stesso non mi aggrada e vincere per avere potere compromettendo i miei ideali ancor meno!
      Ti auguro ogni bene Toto, ma non ti auguro di mentire a te stesso.

  24. mauro scrive:

    “Per l’unità dei comunisti, per l’autonomia e il rilancio di un partito comunista di quadri e di massa”

    2 giornate seminariali

    Torino, 25 settembre

    http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/seminario_torino_2509_bis.jpg

    Milano, 26 settembre

    http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/26_09_10_milano-corr.jpg

    • mauro scrive:

      http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19674

      Ancona 12 Settembre – Notizie e cronaca dal Seminario dell’Associazione Marx XXI

      su l’Ernesto Online del 15/09/2010

      ANCONA- SEMINARIO DELL’ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE “ MARX XXI” ( “PER L’UNITA’ DEI COMUNISTI. PER IL RILANCIO DI UN PARTITO COMUNISTA DI QUADRI E DI MASSA”. Notizie e cronaca.

      Domenica 12 settembre, in una tiepida giornata di fine estate, si è tenuto in una casa di campagna su una collina che guarda il mare messa a disposizione da una famiglia di compagni e ribattezzata per l’occasione “Casa Marx XXI”, il primo seminario provinciale in Ancona dell’Associazione politico-culturale “Marx XXI”. Vi hanno partecipato circa cinquanta compagni e compagne, di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e senza partito, nello spirito dell’Associazione che opera per l’unità dei comunisti, per un forte partito comunista e la ricostruzione di un pensiero critico rivoluzionario all’altezza delle sfide che la fase impone nel nostro Paese e nel mondo.

      Di seguito un resoconto dettagliato dell’iniziativa, una delle tante che “ Marx XXI” sta tenendo in piedi in tutta Italia:

      “Per l’unità dei comunisti. Per il rilancio di un Partito comunista di quadri e di massa”: era il titolo – politicamente e progettualmente inequivocabile – del Seminario che si è tenuto ad Ancona domenica 12 settembre. Il Seminario, organizzato dall’Associazione politico culturale “Marx XXI” (Associazione di carattere nazionale, che sta organizzando seminari volti al rilancio della cultura politica marxista e comunista in tutta Italia e ad un’accumulazione di forze – politiche e intellettuali – funzionale al rilancio di un Partito comunista di lotta e di massa nel nostro Paese) si è tenuto in una casa di campagna del Ghettarello, casa del compagno Franco Alessandrini che, mostrando sia generosità che consapevolezza politica, ha affermato che la casa sarà, anche per il domani, a disposizione dei comunisti e delle comuniste.

      Al Seminario hanno partecipato una cinquantina di “quadri” e militanti comunisti/e di Ancona e provincia, compagne e compagni del PRC, del PdCI e “senza partito”, una “composizione” che, già in sé, ha parlato della necessità, dell’urgenza e dei concreti processi in corso volti all’unità dei comunisti.

      In un ambiente davvero “caldo”, familiare, antiburocratico (che ha contribuito alla riuscita dell’iniziativa e alla costruzione di rapporti più forti e fraterni tra i compagni e le compagne) si sono svolte – di fronte ad un’attenzione vera, non simulata, partecipe, che non ha subito, dalle ore 15.00 sino alle ore 20.00, cadute di interesse – ben cinque relazioni tematiche.

      La prima relazione è stata svolta dal compagno Alberto Sgalla, militante del PRC e docente di diritto; Sgalla ha messo a fuoco il nesso che s’è costituito tra l’attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza e l’attacco generale al lavoro portato duramente dal grande capitale. “Dobbiamo lavorare per rendere chiaro a tutti – ai giovani, ai lavoratori – che il progetto del capitale di abbattere i diritti e comprimere oltremisura i salari passa anche, e in buona misura, attraverso il disegno di stravolgere il senso della nostra Carta Costituzionale, che ha al suo interno molte misure volte al contenimento del potere dell’impresa e articoli che con chiarezza mettono al centro il valore del lavoro e i diritti dei lavoratori”. “L’antidoto primario all’attacco del capitale è la risposta organizzata e di lotta dei lavoratori – ha chiosato Sgalla – ; occorre dunque riorganizzare e rilanciare il conflitto sociale; occorre mettere in campo una forza comunista, un partito, di lotta e di classe”.

      La seconda relazione è stata svolta da Vladimiro Giacchè, economista e vice presidente nazionale dell’Associazione “ Marx XXI ”. Giacchè ha ripercorso le fasi dell’ultima, grave, crisi capitalistica, definendola chiaramente “una crisi classica di sovrapproduzione”, un’incapacità/impossibilità del capitale di poter immettere sul mercato la gran quantità di merci che oggi il proprio, poderoso, sistema macchinico è in grado di produrre ma che non può vendere per il semplice fatto che l’attacco al lavoro ha ristretto notevolmente i mercati e la capacità d’acquisto dei salari”. “Per questo motivo – ha proseguito Giacchè – i padroni, per uscire dalla loro stessa crisi di sovrapproduzione, sono costretti a bruciare ricchezza, a polverizzare capitale, a comprimere e mortificare la produzione, facendo pagare un prezzo alto ai lavoratori, sia in termini di salario che in termini di occupazione”. “ E’ chiaro, a partire da questo quadro materiale, che siamo di fronte ad una contraddizione profonda (che potrebbe essere persino di tipo rivoluzionario) tra l’attuale livello dello sviluppo delle forze produttive e gli attuali rapporti di produzione; come è chiaro che siamo di fronte ad una contraddizione socialmente e storicamente drammatica: da una parte vi è lo straordinario sviluppo del sistema macchinico borghese, potenzialmente in grado di liberare i lavoratori dalla storica e bestiale fatica quotidiana e produrre merci in quantità e qualità necessarie ad una vita migliore su scala di massa; d’altra parte, vi è un potere capitalistico che, per mantenere inalterato o aumentare il proprio saggio di profitto, si vede costretto – per le stesse, proprie ed oggettive contraddizioni interne – a frenare, mortificare, la spinta del proprio sistema produttivo, cercando di riaccumulare ricchezza attraverso un ulteriore giro di vite sullo sfruttamento operaio e attraverso la conquista di mercati lontani, quelli dei paesi in via di sviluppo”. “ Ed è conseguentemente a ciò, a tale analisi materiale dello stato di cose presenti, di fronte al fallimento pieno e socialmente tragico del capitale che il socialismo è – oggi più di ieri – una necessità sociale e storica. E anche una concreta possibilità”.

      La relazione di Alessandro Volponi, docente di filosofia, dirigente marchigiano del PRC e membro del Consiglio scientifico di “ Marx XXI”, si è incentrata sulla questione fiscale. Volponi, in un lucido intervento corredato e sostenuto in ogni snodo argomentativo da cifre e dati concreti, ha messo in luce come l’enorme evasione ed elusione fiscale ( in gran parte del capitale, dei padroni) sia in verità uno dei principali problemi sociali e politici, uno dei più significativi impedimenti al cambiamento delle cose e al progetto di una più equa redistribuzione del reddito. Il dirigente PRC ha quindi concluso chiamando i comunisti, la sinistra anticapitalista e le forze sindacali avanzate ad elaborare, mettere in campo e popolarizzare il disegno di un nuovo fisco, di un sistema generale di tassazione volto a liberare i salari e gli stipendi dalle odierne e pesanti gabelle, spostando “l’attenzione fiscale” sul grande capitale, sui patrimoni, le ricchezze, le fortune e ciò come via essenziale, in questa fase, sia per difendere e rilanciare “lo stato sociale” che per redistribuire la ricchezza.

      Finita questa prima parte del seminario, la compagna Lidia Mangani, che ha presieduto i lavori, ha proposto una “pausa-caffè” e i “ seminaristi” hanno potuto sgranchirsi le gambe fuori della casa, nella splendida visione della campagna marchigiana assolata, di fronte al mare e tra gli alberi di fichi e le viti d’uva.

      Alla ripresa dei lavori, altre due relazioni di alto livello politico e culturale. La prima di Francesco Francescaglia, responsabile del dipartimento esteri del PdCI, che ha messo rigorosamente a fuoco le nuove contraddizioni internazionali, le spinte egemoniche e di guerra dell’imperialismo nordamericano e – soprattutto – le nuove e possenti spinte di liberazione e rivoluzionarie dei popoli, a cominciare da quelli dell’America Latina. “ La profezia di Fukuyama – ha affermato Francescaglia – secondo la quale dopo la caduta dell’URSS e del campo socialista la storia sarebbe finita per sempre e il capitale avrebbe vinto per l’eternità, è stata resa risibile dagli eventi concreti: non solo il capitale non ha vinto per sempre ma, in pochi anni, la lotta antimperialista ha ripreso vigore e si è estesa a livello di massa, spingendo interi continenti – come l’America Latina – a liberarsi sino a rilanciare e costruire concretamente – come in Venezuela – il socialismo”. “Il mondo cambia positivamente – ha proseguito Francescaglia – e la Cina, l’India, il Vietnam, i paesi del BRIC e tanti altri popoli e paesi della Terra sviluppano concretamente modelli diversi da quello capitalista, si liberano, cambiano i rapporti di forza nel mondo tra forze imperialiste e antimperialiste rilanciando le vie della trasformazione sociale e della transizione al socialismo su scala planetaria”.

      L’ultima relazione, prima delle considerazioni finali, è stata quella di Ruggero Giacomini, storico del movimento operaio e dirigente PdCI, il quale non ha avuto troppa difficoltà, dopo le approfondite relazioni già svolte, ad argomentare richiamando Gramsci e Lenin circa la necessità sociale e storica del Partito comunista. Dopo un breve intervento del segretario provinciale PdCI Maurizio Formica, ha concluso Fosco Giannini, della Direzione nazionale del PRC e coordinatore nazionale dell’area de l’ernesto.

      Giannini ha messo in rilievo come l’attacco durissimo del capitale contro i lavoratori; la vera e propria dittatura culturale della classe dominante sul senso comune di massa; il razzismo dilagante, il progetto eversivo delle destre, il conseguente attacco alla democrazia e la subordinazione delle forze della finta opposizione ( con il testa il PD) chiedano oggettivamente la presenza e l’azione di una forza di massa anticapitalista, comunista, sia per difendere il movimento operaio dall’attacco che per riaprire un orizzonte di trasformazione sociale.

      “ Occorre come il pane un partito comunista di quadri, di lotta, di massa per rispondere alla reazione dilagante – ha affermato Giannini – e per giungere a un partito di questo tipo è innanzitutto necessario unire i comunisti, è necessario che le comuniste e i comunisti ovunque collocate/i si riuniscano in una sola organizzazione”. “E’ sempre più evidente – ha aggiunto il coordinatore nazionale dell’area de l’ernesto – che tenere i comunisti divisi vuol dire fare il gioco del padrone; l’unità dei comunisti appare a tutti una cosa di buon senso, un’ovvietà e i comunisti di base, del PRC e del PdCI, vorrebbero unirsi in un solo partito già da domani. Chi impedisce questa unione è la maggioranza del gruppo dirigente nazionale del PRC. Dunque, compagne e compagni, occorre ribellarsi, occorre disobbedire all’ordine sbagliato diretto a mantenere la divisione tra i comunisti e occorre invece unirsi dal basso, dai territori, da incontri come questo che stiamo vivendo…Non voglio fare dell’enfasi a buon mercato, ma credo che questa giornata, questa domenica 12 settembre 2010, tra alcuni anni, quando saremo uniti, ce la ricorderemo, come una giornata importante, di svolta, unitaria…”.

      In verità, tra le decine di compagni del PdCI, del PRC e di altri e altre fuori dai partiti che hanno vissuto il seminario, l’unità si è costituita davvero, sia nella fase della discussione che a cena, tra le penne ai piselli di Luciano Nobili ( capo storico delle Feste comuniste anconetane, prima nel PCI, poi nel PRC) l’arrosto e il vino rosso delle colline marchigiane ( e della nostra speranza…).

      Il seminario ha svolto positivamente il suo ruolo: unire i comunisti, unirci – hanno detto tutti i “seminaristi” – non è solo giusto, necessario e possibile, ma è anche la via per ritrovare la nostra comunità, quella che da più senso anche alla nostra vita, dà concretezza ai nostri valori e permette, organizzandoci, di tornare a lottare: il partito comunista. Di particolare importanza (segno del buon lavoro fatto per questo seminario, specie dai compagni giovani : Fabio Pasquinelli, Andrea Martini, Giacomo Forni) è stato il caloroso saluto finale dato da compagni storici e importanti della provincia di Ancona, compagni/e che da anni non militano più in nessun partito ma che hanno aderito allo spirito unitario lanciato da “ Marx XXI”: Laura Baldelli, CGIL- Scuola Nazionale; il prestigioso e molto amato avvocato del lavoro Rino Pirani, il popolarissimo maestro di scuola Luciano Marasca, l’attrice teatrale Tiziana Tosto e altri ancora…

  25. beatrice scrive:

    Nichi Vendola sulla scuola di Adro

    ASCA) – Roma, 15 set – ”La scuola pubblica in Italia e’ sotto assedio.Una delle nostre istituzioni fondamentali, luogo di formazione e di confronto per le generazioni diventa il teatro di una oscena forma di appropriazione messa in atto dalla cattiva politica nei confronti dello spazio pubblico.

    L’iniziativa del sindaco di Adro in provincia di Brescia e’ il sintomo di una degenerazione della cultura democratica di questo paese”. Lo scrive Nichi Vendola, portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ in un post del suo sito internet.

    ”La scuola italiana – prosegue il presidente della Regione Puglia – e’ stato uno dei principali veicoli di costruzione dell’unita’ del Paese, pensare di ridurla ad una poltiglia di piccole patrie e’ il risultato di un’idea di societa’ che la Lega e il Governo Berlusconi portano avanti da anni”.

    ”Insomma – insiste Vendola – la vicenda di Adro e’ molto piu’ pericolosa e preoccupante di quanto possa sembrare. Non e’ solo il gesto di un sindaco che non conosce le regole fondamentali della legge italiana e delle nostre istituzioni. E non e’ un caso che fenomeni come questo si producano in questo momento. Se si continua a tagliare, se l’investimento sulla formazione e’ tra i piu’ bassi in Europa e nel mondo, se diventa normale licenziare in un sol colpo 200.000 insegnanti che hanno in questi anni retto la scuola italiana, allora se tutto questo diventa normale allora e’ possibile che il sindaco di un piccolo paese della provincia bresciana possa immaginare la scuola come cosa sua, sua e del suo partito. Serve un sussulto. Innanzitutto da parte delle istituzioni”.

    ”Ma serve – conclude il leader di Sel – soprattutto un sussulto capace di ricostruire un’idea di societa’ alternativa al modello barbaro che ci indica la vicenda di Adro”.

  26. andrea scrive:

    Quanto segue è la linea politica approvata dal coordinamento regionale GC Toscana domenica 12 settembre 2010. Al documento politico seguono ordini del giorno che segneranno il lavoro dei prossimi sei mesi. Nelle prossime settimane verranno elaborate le prime verifiche e confrontati i diversi risultati sui territori. L’idea è rendere uniforme l’operato dei diversi coordinamenti provinciali, nel rispetto delle autonomie di ognuno, per ricostruire un’organizzazione che ha chiari i suoi obbiettivi e le modalità con cui raggiungerli.

    Coordinamento regionale GC Toscana 12/09/2010

    - Presenti 10 compagni, assenti 3

    - Documento politico approvato con 9 voti a favore, 1 voto contrario

    Il documento giro anche in forma di appello, qui si è voluto escludere le firme. Per chi volesse leggere il testo nella forma di appello, l’indirizzo è: santecaserio.wordpress.com

    Un percorso per questi mesi

    Partiamo da una situazione internazionale e nazionale ben poco nota, e ancor meno analizzata, quindi scarsamente utile ad ogni genere di conforto. I mutamenti internazionali paiono non riguardare il vecchio continente, né la provincialissima Italia, ormai esclusivamente impegnata a distrarsi dai processi storici e reali, anche attraverso vicende politiche degne di una avvincente telenovela (Vendola, Fini, Berlusconi, …). Dalle sconfitte elettorali che ci hanno riguardato siamo usciti con sempre maggiore scoramento, con reazioni di vario grado, declinate diversamente sui territori, dove oggi è riscontrabile un’eterogeneità del Partito che non è più un valore, perché finisce che ognuno si sente in diritto, come singolo addirittura, o come Circolo, di portare avanti una propria linea politica o di presentarsi come “reale” dirigente, in sintonia con la “base”, contrapposto a non si sa bene quale livello burocratico. Un giochino di propaganda interna che è poco piacevole da vedere per chi è iscritto da poco e ha deciso di dare fiducia al nostro progetto politico. In effetti crediamo che sia diffuso, almeno per quanto ci è dato conoscere, un senso di sfiducia verso i gruppi dirigenti, non tanto per le singole scelte (anzi, le alleanze elettorali sono argomento sempre meno appassionante per chi fa politica, perché la tattica è secondaria rispetto alla strategia), quanto perché pare che esista una rassegnazione diffusa rispetto all’idea della Rifondazione Comunista (mai realmente realizzata) e al processo della Federazione della Sinistra. Probabile che il percorso che ci ha visto precipitare a cifre elettorali imbarazzanti sia una giustificazione verso chi dirige il Partito con sfiducia e insofferenza, magari concentrando le proprie attività su un fronte di confronto/scontro interno. Spiace inoltre vedere come molte discussioni rispetto ai contenuti politici scadano con critiche, anche accettabili, a cui si tende a controproporre poco, come avviene in alcuni confronti con forze politiche diverse da noi (quali PCL, Sinistra Popolare o altri) che si caratterizzano esclusivamente in negativo, ossia mostrando il proprio motivo d’essere nella critica a Rifondazione. Sicuramente la situazione sarà migliore di come è stata percepita e descritta però, per tornare a quel gruppo dirigente diffuso, fatto di segretari di Circolo, coordinatori di aree, membri di segreteria, sembra che la storia sia davvero finita e sia il tempo dei resoconti finali, prima di abbandonare la barca. Questa percezione, forse sbagliata, ha fatto incazzare non poche/i compagne/i, all’inizio intenzionate/i a rassegnarsi, poi invece convinte/i di essere in diritto di difendere Rifondazione Comunista, di sostenere la linea approvata dall’ultimo Comitato Politico Nazionale e sostenere i numerosi progetti messi in cantiere. Dal mese di settembre tenteremo una serie di campagne specifiche e mirate che portino a dei bilanci politici (ed economici) significativi per l’inizio del nuovo anno. Lo faremo come singoli militanti, come Circoli, come Giovani Comuniste/i della Toscana, ad ogni livello che ci sarà possibile.Non abbiamo niente da criticare nello specifico, ci limitiamo a riprenderci un minimo di prospettiva e di fiducia. Ignoreremo, per quanto ci sarà possibile, le polemiche che fino a qui hanno annoiato o spaventato qualche iscritta/o. Smetteremo di rispondere ad accuse prive di fondamento e palesemente strumentali. Avendo sostenuto la linea della maggioranza del Partito la porteremo avanti con convinzione, disposti a metterla in discussione al prossimo Congresso (che sarà a breve) ma non più interessati a perdere tempo, come purtroppo talvolta abbiamo fatto, credendo alcuni atteggiamenti in buona fede. Come sarà evidente dal piano di lavoro a cui cercheremo di rimanere legati, il punto di partenza sarà quello della società, dove abbiamo cominciato ad inserirci attraverso le pratiche sociali, che saranno intensificate e migliorate. Le pratiche dello studio e della formazione verranno sistematizzate e per sei mesi circa andremo per la strada intrapresa senza grossi tentennamenti, sperando che dal territorio possano arrivare segnali importanti che incoraggino maggiore fiducia rispetto al ruolo storico a cui sono chiamati le/i comuniste/i, ossia il superamento del capitalismo attraverso l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione (fine ultimo che nessuno di noi si è mai dimenticato). Sappiamo di mirare alto ma non siamo impazziti e ci accontenteremo di un percorso che si articoli per obbiettivi progressivi. Queste parole sono una sorta di preambolo per spiegare a tutte/i le/i compagne/i attraverso quale chiave leggere quanto faremo, per evitare polemiche e battutine gratuite: lavoreremo per trasformare le aree in visioni/proposte teorico-culturali che non costruiscono partiti nei partiti. Lavoreremo per la ricostruzione del Partito, della giovanile, del quotidiano, della Federazione. Nessun carrierismo, nessun calcolo, nessun arrivismo: chi vorrà fraintendere lo faccia. Noi proponiamo di produrre delle verifiche rispetto alle attività svolte e su quelle ragionare, altrimenti finiremo spesso a fare chiacchiere, dando spazio a chi ha voglia di lanciare anatemi e coltivarsi il proprio progettino o, peggio, vendicare qualche delusione.

    – ODG: formazione

    Approvato con 9 voti a favore, 1 astenuto

    Il Coordinamento dà mandato all’esecutivo regionale di costruire un percorso di formazione che nei prossimi sei mesi sviluppi una serie di incontri pubblici e/o seminariali, anche in collaborazione con altre forze politiche e sociali. Il fine deve essere non tanto la proposta di dottrine assolute o verità rivelate, quanto la capacità di dotare le/i compagne/i di strumenti utili all’analisi della società e all’elaborazione anche individuale di proposte politiche, da sviluppare poi nel contesto della giovanile stessa. L’impegno è di tenere insieme elementi storici, anche attraverso approcci più tradizionali, con problematiche contemporanee e discussioni pubbliche, spaziando quindi dalla storia del marxismo ai problemi di bioetica. In tal senso verrà aperta una apposita sezione del sito in cui caricare dispense e video che possano ovviare all’evidente impossibilità di coinvolgere tutte/i le/i GC della Toscana in singole iniziative.

    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG: 16 ottobre

    Approvato con 10 voti a favore

    L’appoggio alla manifestazione del 16 ottobre indetta dalla FIOM non può tradursi in semplice sostegno morale. L’assenza di un riferimento politico parlamentare e l’appoggio non sempre adeguato della CGIL rispetto alla categoria dei metalmeccanici rende necessaria l’organizzazione materiale di autobus chegarantiscano la più ampia e consapevole partecipazione di giovani lavoratori/lavoratrici e studenti/studentesse. Dovranno quindi essere organizzati volantinaggi legati alla manifestazione davanti a luoghi di lavoro e di studio, coordinando materiali e mezzi con la FIOM, il Partito e la Federazione della Sinistra. La manifestazione può tradursi in un primo importante atto nella proposta politica di unire le lotte del mondo del lavoro con quelle a difesa dell’istruzione pubblica. Andrà inoltre posto l’accento sull’attacco comune, condotto in diversi gradi e modalità, portato avanti da Marchionne, Confindustria, i governi europei di centrodestra e centrosinistra e la stessa Unione Europea, sviluppando una proposta politica che evidenzi la convergenza politica delle forze parlamentari italiane all’interno del parlamento europeo e sviluppando una proposta di Europa del lavoro da contrapporre all’Europa della finanza.

    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG: Liberazione

    Approvato con 9 voti a favore, 1 astenuto

    L’isolamento mediatico a cui siamo esposti e l’assenza dal Parlamento rendono il quotidiano del Partito un elemento imprescindibile per il nostro rilancio politico. Registrato il positivo cambiamento di Liberazione rispetto alla direzione Sansonetti, riteniamo secondaria la discussione sulla linea editoriale rispetto alla questione della sopravvivenza stessa del giornale. La campagna da portare avanti su questo fronte si può sviluppa su tre punti:

    diffusione all’interno delle feste della giovanile, del Partito e della Federazione della Sinistra, oltre alla diffusione durante le manifestazioni
    diffusione militante nei mercati e/o recuperando la pratica del “porta a porta”
    creazione di una cassa regionale che sostenga economicamente gli abbonamenti per i coordinamenti provinciali della giovanile.
    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG: autofinanziamento

    Approvato con 9 voti a favore e un astenuto

    L’autonomia politica passa anche attraverso l’autonomia economica della giovanile. Le feste sono solo una delle iniziative che vanno in tale direzione. Il coordinamento impegna l’esecutivo nella creazione di materiale finalizzato anche alla creazione di una cassa regionale delle/dei GC toscane/i. Maglie, spille, accendini e altro materiale che possa facilmente essere proposto durante iniziative e manifestazioni. Tale iniziativa non impedisce ai singoli coordinamenti provinciali di sviluppare autonomamente lo stesso lavoro. Crediamo però opportuno dare la possibilità a tutte le realtà territoriali di ricevere materiale GC; viste le difficoltà economiche che vive il Partito e la giovanile, crediamo il livello regionale un giusto punto di lavoro, tra le difficoltà del nazionale a far fronte a tutte le richieste e il livello locale, non sempre dotato delle forze necessarie per una pratica impegnativa, quale la creazione di un’organizzazione economicamente autosufficiente, obbiettivo ultimo sicuramente non semplice.

    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG Partito Sociale

    Approvato con 9 voti a favore 1 voto contrario

    Le pratiche del Partito Sociale sono state centrali nella riorganizzazione di alcune realtà territoriale, mostrandosi capaci di riaggregare le/i militanti e attrarre nuove/i iscritte/i, oltre a ricreare un legame diretto tra quartieri popolari e il Partito. La coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo passa anche attraverso la costruzione della solidarietà di classe. L’attivazione di GAP può essere un punto di inizio, come altre attività quali la biblioteca popolare, le ripetizioni sociali o meno impegnativi cineforum. Ideale sarebbe la creazione, contestuale alla nascita della RAP, di attività omogenee, almeno nell’impianto generale, per la produzione di materiale che possa restare valido nei diversi territori e contribuire all’elaborazione di bilanci politici validi a livello regionale.

    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG: Giovani Comuniste/i, Federazione della Sinistra ed elezioni

    Approvato con 6 voti favorevoli, 3 voti contrari, 1 astenuto

    Considerata la possibilità che si vada a nuove elezioni politiche, le/i GC toscane/i, preso atto della necessità di riconquistare una rappresentanza istituzionale per risollevare le sorti del Partito e dare nuova voce al mondo del lavoro e dei soggetti in lotta, oggi sistematicamente ignorati da tutto l’arco parlamentare, si impegnano a garantire un sostegno attivo ed immediato, anche con iniziative autonome (come i volantinaggi), alla diffusione e alla promozione del progetto politico della Federazione della Sinistra (alleanza democratica e autonomia della sinistra di alternativa, indipendentemente dalla forma in cui esso si presenterà.

    Carlesi, Isidori, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – ODG: processi unitari

    Approvato con 7 voti favorevoli, 2 voti contrari (gli assenti sono diventati 4)

    In linea con quanto discusso al recente campeggio nazionale GC-FGCI di Sapri, il Coordinamento impegna la giovanile in un percorso di aggregazione delle forze impegnate nella costruzione del conflitto sociale e di un modello alternativo di società. Occorre pertanto avviare un monitoraggio delle realtà territoriali che potrebbero essere interessate e disponibili a tale processo. Data l’eterogeneità dei territori, anche alla luce degli eventi degli ultimi anni, riteniamo non proponibile una fusione a freddo calata dagli organismi regionali di diverse forze politiche. Si rende quindi necessario iniziare un processo di confronto e discussione rivolto a tutte le forze che condividono i nostri obbiettivi strategici, partendo evidentemente da quelle che fanno giÀ parte del progetto della Federazione della Sinistra (FGCI).

    Carlesi, Isidori, Masi, Montillo, Nesti, Palagi, Panicucci

    – Altri punti assunti dall’esecutivo

    – Dati gli appuntamenti del mese di ottobre si ritiene necessario creare un primo numero di Rosso di Sera entro la fine del mese, anche sviluppando un lavoro non legato all’organizzazione redazionale da creare assieme ai territori, che dovrà essere portata a termine entro la metà di ottobre.– Rispettando le valutazioni del coordinamento provinciale di Pisa e in attesa di indicazioni specifiche di quest’ultimo, si propone l’organizzazione di un presidio di protesta rispetto alla questione dell’Hub militare a Pisa.– Ai coordinamenti provinciali della giovanile toscana viene proposto di organizzare attivi delle/degli iscritte/i nelle loro Federazioni entro novembre, in cui discutere la linea del regionale e fare un punto sullo stato organizzativo dei vari territori.

    • LINDA scrive:

      Ma voi GC di essere comunisti scrivete sempre contro i “FERRERIANI” ma perchè no la fate finita?

      • Dmitrij Palagi scrive:

        @ Linda
        Che cosa vuoi dire? Se non lo sai il documento è stato scritto e firmato da compagni del primo documento di Chianciano, compagni iscitti dopo Chianciano, compagni di EssereComunisti, compagni “ferreriani” e soprattutto compagni che non sono di nessuna area. E’ stato votato da una maggioranza che comprende SinistraComunista. Il documento esprime una linea che sostiene la maggioranza del Partito. A noi non interessa essere pro o contro qualcuno o qualcosa, noi abbiamo approvato una linea politica per lavorare. Se poi siccome sono organico all’area bisogna sputtanare il lavoro di un gruppo di giovani anche neoiscritti siamo messi bene
        Dmitrij Palagi, Coordinatore GC Toscana

  27. roberta scrive:

    29 SETTEMBRE 2010: GIORNATA EUROPEA DI MOBILITAZIONE E DI LOTTA CONTRO L’AUSTERITÀ, PER IL LAVORO E LA CRESCITA

    - EUROMANIFESTAZIONE A BRUXELLES -

    La Confederazione Europea dei Sindacati (CES-ETUC) ha indetto per mercoledì 29 settembre 2010 una giornata europea di mobilitazione e di lotta, in risposta alle azioni dei governi europei di “austerità” che si traduce nella diminuzione della spesa pubblica e l’attacco ai diritti e la dignità del lavoro, con gravi contraccolpi sull’occupazione, i salari, le pensioni e i servizi sociali. Si vuol far pagare la “crisi” ai lavoratori, ai disoccupati, ai migranti e alle categorie sociali più deboli, ancora una volta, e non ai veri e unici responsabili, che sono i capitalisti, i padroni, gli sfruttatori e profittatori nazionali e internazionali.

    Il 29 settembre ci saranno iniziative in tutta Europa, in particolare con lo sciopero generale in Spagna e in Grecia, e manifestazioni in Francia, Portogallo, Italia etc. Ma il momento più grande e significativo sarà a Bruxelles, dove, in coincidenza con la riunione dei responsabili economici degli Stati Membri dell’Unione Europea, si svolgerà una grande euromanifestazione, con un corteo che partirà dalla Gare du Midi alle ore 13 per arrivare nel cuore delle istituzioni comunitarie al Rond-Point Schuman e al Parc du Cinquantenaire verso le ore 15.

    Insieme con le altre forze sindacali e della sinistra comunista, anticapitalista e alternativa del Belgio ed europea, anche la Federazione Comunista del Belgio (Sezioni e Circoli del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani di Bruxelles,Vallonia, Fiandre e Lussemburgo) aderisce e partecipa attivamente alla mobilitazione di Bruxelles. Segnala inoltre con piacere che saranno presenti, dall’Italia, anche le compagne e i compagni delle Brigate di Solidarietà Attiva, che, dal terremoto in Abruzzo alle fabbriche in crisi fino ai centri di assistenza ai braccianti nelle campagne pugliesi, svolgono un importantissimo lavoro sociale per combattere la crisi all’insegna del motto “prima fare, poi parlare”.

    NO ALL’AUSTERITÀ! PRIORITÀ AL LAVORO E ALLA CRESCITA!

  28. Giannini Alberto scrive:

    Non si può quadrare il cerchio. E’ ora che i compagni e le compagne capiscano, la storia già vissuta sta li a dimostrarlo, non serve assolutamente battere Berlusca se poi chi lo sostituisce governa in continuità con chi l’ha preceduto, solo alcuni esempi: il mondo del lavoro è stato devastato dal pacchetto Treu, la madre di tutte le precarietà, La scuola hanno cominciato a demolirla in Emilia Romagna con la legge Rivola , legge con la quale la regione ha iniziato a finanziare le scuole private in violazione della Costituzione. La legge Bassanini sulle pubbliche amministrazioni e sulle aziende municipalizzate è stata la madre della più grande privatizzazione di amministrazioni e di aziende di servizi al mondo; i governi di centro sinistra hanno mandato migliaia di militari in tutto il mondo in sedicenti missioni di pace in violazione della Costituzione, le spese fatte o stanziate per attrezzature militari aggressive,quali portaerei ed aerei militari costosi ciascuno quanto un ospedale sono state realizzate o in via di realizzazione, ma sottoscritte anche da governi di centro sinistra, mentre si operano tagli nella scuola, nella sanità e nei sistemi previdenziali. Non avete ancora capito che il PD ha sempre appoggiato la deregolamentazione del mondo del lavoro, le missioni militari all’estero, la privatizzazione della scuola e dei servizi in nome di una liberaldemocrazia sfrenata, in più anche sul piano etico non vogliono arginare ma assecondano l’invadenza del Vaticano, come si è visto sulla fecondazione assistita e sui dico.

    Morale: l’allenza democratica serve solo al ceto politico per rientrare in Parlamento con la scusa che altrimenti non abbiamo/avremo più risorse economiche, non certamente per salvare i ceti di riferimento, che rimangono allo sbando, come Pomigliano insegna.

    Recuperare credibilità appoggiando le vertenze territoriali di lavoro e di ambiente, ed in caso di elezioni costruire un polo alternativo con un programma anticapitalistico costituito dal PRC e da tutte le forze politiche nate dal PRC stesso come PdCI, SEL, PLC, SC, PdAC.

    • Mirko scrive:

      Capisco quello che dici e io in primis eviterei l’accordo con il PD, ma mi rendo anche conto che se non siamo in parlamento non vi sono vie di fuga per il comunismo. Abbiamo avuto decine di organizzazioni e partiti comunisti extraparlamentari nella storia italiana e nessuno di loro è minimamente riuscito a produrre qualcosa a livello di analisi e di risultati. Hanno tutti vissuto all’ombra del PCI che di risultati (pur criticandolo aspramente) ne ha portati a tonnellate. Queste organizzazioni ancora oggi e lo trovo emblematico non sono riuscite neppure a unirsi fra loro. Quindi segno che qualcosa nei loro ambienti non funziona e un caso su tutti è la mai nata unione tra PCL e SC. Io capisco che l’istinto porterebbe a dire di no a tutti e iniziare un altro ennesimo percorso in solitario dei comunisti, ma ho imparato che non sempre la via più impulsiva e semplicistica sia la migliore. Credo infatti che l’esmpio di Pomigliano sia invece da ribaltare. Se invece in parlamento vi fossero stati parlamentari comunisti avremmo avuto possibilità di mettere alla berlina la finta opposizione del PD. Saremmo andati in tv a spiegare le nostre ragioni che sicuramente non sarebbero andate a vuoto. Spesso sento i compagni dire che dobbiamo andare tra la gente e che è ora di finirla di pensare alle poltrone. Scusate, ma come pensate di entrare nel mondo delle persone? Andando nei circoli ormai deserti e frequentati da anziani? La gente purtroppo è la tv! Il senso comune in primis nasce da lì e l’unico modo di riflettere in minima parte le noste idee nel senso comune è quello di andare in parlamento. D’altronde il parlamento è il luogo democratico dove fare politica. Se si è fuori non si conta e l’unica alternativa è la lotta armata che sinceramente eviterei di prendere in considerazione. Stare fuori il parlamento è facile, si dice no a tutto e così zero responsabilità, ma tanta ipocrisia da definirsi veri comunisti. Andare agli scioperi o davanti alle fabbriche con giornaletti e volantini serve a zero perché sapete cosa ci rispondono gli operai? Non contate niente, perché dovrei votarvi? La gente guarda alla pancia. Se non partiamo con l’obiettivo di andare in parlamento saremo per sempre relegati a ruoli di testimonianza della quale ormai molti comunisti hanno una deludente esperienza ultra decennale. Con questo non sto difendendo gli errori di PdCI e PRC, ma sto difendendo un’idea di linea politica. Se diciamo che l’alleanza democratica serve solo ai politici comunisti per le poltrone allora tanto vale smettere di fare politica e riprovarci fra 100 anni con nuovi volti. Questo è quello che abbiamo e con il quale dobbiamo misurarci. Invece cosa dovrei pensare di uno come Ferrando che è segretario del partito da sempre e sul simbolo vi è scritto pure il suo nome? PCL di Marco Ferrando…ma stiamo scherzando?! Cosa è Lista Pannella?! Questo non è riuscito a fare una sola unione con qualsiasi altro partito comunista extraparlamentario e secondo voi sarebbe in grado di gestire un partito più grande o insieme ad altri? Si parla di unità comunista e poi ad un’assemblea dei omunisti uniti arriva uno di Sinistra Critica che dice: “dobbiamo destalinizzare il comunismo”. E questa è unità? Ma vi rendete conto che sono settari? Ancora con Stalin e Trotsky dopo 60 anni dalla loro morte? E questo è trovare una sintesi basata sul compromesso? Inoltre mi tocca vedere una corrente come “Essere Comunisti” che improvvisamente da una virata verso SEL e Vendola (feroci anticomunisti) da mettere paura. Come vedete le vie alternative al parlamento che ci si presentano sono deleterie e poco affidabili. Senza ombra di dubbio le poltrone sono rischio di corruzione, ma dagli errori dobbiamo pur imparare. Sta a noi base correggere gli errori del partito perché il partito siamo noi.
      Concludo sostenendo che dobbiamo tentare di tornare in parlamento stando fuori dal governo appoggiando inevitabilmente quei ridicoli del PD e successivamente portando avanti un’unica battaglia, quella del lavoro. Da li ripartire non dando respiro al PD e compagnia. Il resto lasciamo stare, ma investiamo almeno tutte le nostre energie su di un’unico tema. Daremo battaglia sulle tematiche del lavoro e se rimarremo ascoltati minacceremo crisi alle camere. Se avessimo spaccato sulle pensioni con il governo Prodi oggi avremmo avuto più sostenitori e più credibilità. Rompere sulla guerra come hanno fatto Turigliatto e Rossi non ci avrebbe ripagato perché parliamoci in faccia, secondo voi all’italiano medio o all’operaio se scoppiano le bombe ni altri paesi interessa qualcosa? No ecco perché poi la gente non capisce. Se speriamo di portare il comunismo a chi non capisce con tanto di Capitale di Marx credo che potremmo pure chiudere. Dobbiamo fare i conti con la realtà e cercare di districarci bene negli interessi materiali delle persone. Lenin diceva che il popolo è bue…vero basta vedere cosa succede oggi. Tutti dietro al primo leader che appare sulla scena (creato “casualmente” dai media) e chi se ne frega del programma. Ecco improvvisamente l’arrivo di Vendola e subito Grassi lo scambia per un Chavez della situazione. Il problema è che non è comunista, anzi li brucierebbe. Allora dove pure a sinistra si va in balia delle onde sta a noi cogliere i momenti propizi che la storia ci offre (vedi riforma Prodi sulle pensioni). Oggi dobiamo sfruttare l’antiberlusconismo per andare al governo e poi batterci per i diritti dei lavoratori. Se Vendola poi sarà leader del centro sinistra meglio sicuramente di Bersani, ma un unico partito con chi di comunismo non ne vuol sapere niente mi sempra troppo anche perché l’esperienza di Rifondazione insegna (vedere voce Bertinotti).
      Al lavoro e alla lotta!
      Saluti

  29. lorenzo marzullo scrive:

    da l’Unità di oggi:
    Nuovo Ulivo alleato con l’Udc. Restano i dubbi di Idv e Vendola

    di Nicola Carugati

    Nessuna bottiglia di champagne, in casa dei dipietristi e dei vendoliani, dopo il discorso con cui Bersani a Torino ha rilanciato la proposta di alleanza tra nuovo Ulivo e Udc. Ma le reazioni del giorno dopo fanno capire che qualcosa è cambiato da fine agosto, quando Bersani aveva lanciato per la prima volta l’idea di un’alleanza a «due cerchi» e le risposte di Tonino e dei vendoliani erano state tranchant: «Casini è un’avversario ». Stavolta Idv e Sel hanno capito che si fa sul serio, che è ora di mettersi a un tavolo con Bersani per costruirla davvero, un’alternativa a Berlusconi. E allora i toni sfumano. Di Pietro prima detta alle agenzie una dichiarazione dura: «Vogliamo allearci con quella parte del Pd che non vuole fare inciuci con gli avversari, e Fini e l’Udc sono nostri avversari ». Poi corregge il tiro: «A Bersani risponderemo nella nostra assemblea programmatica a Vasto questo fine settimana. Li tracceremo condizioni e limiti della coalizione che abbiamo in mente. Ho ascoltato il leader Pd, ci sono luci e ombre,madobbiamo trovare un punto d’incontro ». Nel pomeriggio Di Pietro riunisce i suoi parlamentari, per fare il punto su cosa dire a Vasto. Sintetizza all’uscita il capogruppo Donadi: «Abbiamo parlato del perimetro del centrosinistra, e Casini non ne fa parte». Vendola, purmemoredelle ruggini pugliesi, è più possibilista. «Costruiamo un vocabolario che metta insieme le parole del futuro, questo è l’inizio del cambiamento, un’operazione che non si può concludere al chiuso dei palazzi e delle segreterie ». E Casini? «I veti non bisogna né subirli né esercitarli, non bisogna mai mettere il carro davanti ai buoi. I volenterosi, se fossero disponibili a voltar pagina, dovrebbero essere i benvenuti nella coalizione del cambiamento». Spiega il suo braccio destro Nicola Fratoianni: «Noi vogliamo una coalizione, il dialogo col Pd è aperto e sui contenuti Bersani ha detto molte cose convincenti. Ma appunto non si può discutere di alleanze con l’Udc prima che di programmi, altrimenti finisce come in Puglia dove il Pd haaspettato per mesi il Godot Casini… Prima bisogna mettersi d’accordo sui punti chiave del programma, poi scegliere il leader con le primarie e solo alla fine si valuta se è possibile allargare l’alleanza al centro». Ancora più netto Franco Giordano: «Noinon mettiamoveti sull’Udc,mala proposta di Bersani così com’è sa di status quo, manca un’invenzione che coinvolga il nostro popolo. Prima bisogna fare le primarie, è lì che si decide quale coalizione e quale programma. Non le puoi convocare quando hai già deciso tutto…». E se poi l’Udc non ci sta? «Anche in Puglia si è detto per mesi che senza l’Udc non si vinceva, e invece… », sorride Fratoianni.

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