Con la passione possiamo farcela

Come ci eravamo impegnati a fare con il convegno di Caserta, diamo continuità all’azione di informazione e di trasparenza sul tesseramento del nostro Partito. Alcuni mesi fa avevamo pubblicato (non avveniva da diversi anni) il dato definitivo degli iscritti e delle iscritte del 2009. Oggi rendiamo pubblici i dati al 30 giugno 2010. Lo avevamo già scritto, ma lo ribadiamo anche oggi: siamo l’unica forza politica che rende pubblici, attraverso la pubblicazione su un quotidiano, i dati del proprio tesseramento. In un momento in cui i partiti politici tendono a diventare sempre di più partiti personali, dove anche le parvenze di democrazia interna vengono abolite, noi vorremmo muoverci nella direzione opposta. E’ interessante notare come questo processo di svuotamento di qualsiasi forma di partecipazione riguardi non solo le “vecchie forze politiche” ma, ancor di più, quelle nate con la fine della Prima Repubblica. Noi, al contrario, pensiamo che – visto che i partiti politici sono considerati dalla nostra Costituzione come strumenti di partecipazione e di democrazia – occorrerebbe renderne il funzionamento il più trasparente possibile. Non sarebbe certo la soluzione alla crisi di rappresentatività di cui oggi soffrono tutti i partiti politici, ma senz’altro costituirebbe un buon passo in avanti.

A questo proposito, visto che i partiti dispongono anche di un finanziamento pubblico -  cosa giusta per impedire che solo i ricchi facciano politica – sarebbe necessario stabilire norme a cui tutti dovrebbero attenersi. Statuti, modalità di svolgimento dei congressi, rispetto delle minoranze, anagrafe degli iscritti, trasparenza e modalità nell’uso dei finanziamenti: tutto questo dovrebbe essere normato e reso trasparente.
Detto questo, che riflessione ricavare da questi primi dati del 2010? Siamo un po’ meno della metà: il 46%, pari a 21.747 iscritti  rispetto ai 47061 del 2009. Il dato è abbastanza omogeneo, ad eccezione delle Marche e della Campania dove si registra un dato inferiore. Lo considero un dato incoraggiante. Se teniamo conto che negli ultimi anni l’abitudine era quella di spostare il grosso del tesseramento verso la fine dell’anno, penso ci siano tutte le condizioni per raggiungere e superare l’obiettivo del 100%. D’altra parte, avendo subito nel 2009 una scissione pesante e strisciante, dobbiamo proporci, questa è la proposta che avanziamo, di aumentare del 10% rispetto lo scorso anno il numero degli iscritti e delle iscritte. Insomma possiamo realisticamente proporci di superare i 50.000 aderenti.
Vorremmo anche avanzare un’altra proposta. Chiudere effettivamente la raccolta dati del 2010 entro il 31 dicembre. Si tratterebbe di tornare, seppure gradualmente, a quella che è sempre stata la modalità di adesione al partito: anticipare la distribuzione delle nuove tessere nei mesi di novembre e dicembre dell’anno precedente. Se lavoriamo bene già quest’anno possiamo avvicinarci all’obiettivo.
E’ tempo di congressi. Entro la fine dell’anno si terrà quello costitutivo della Federazione della Sinistra; e l’anno prossimo, a scadenza naturale, si terrà quello di Rifondazione Comunista. Lo diciamo subito per sgombrare il terreno da possibili equivoci. Sappiamo tutti che anche il nostro partito, seppure in forma circoscritta, negli ultimi congressi non è stato esente da episodi di vero e proprio malcostume. Aumento degli iscritti, circoli territoriali che avevano più iscritti che voti, quote tessere non riscosse. Questa situazione non si ripeterà. Il dipartimento organizzazione validerà il tesseramento congressuale solo a fronte di tagliandini consegnati e regolarmente pagati.
In un quadro generale di difficoltà per tutte le forze della sinistra di alternativa, tuttavia, i prossimi mesi sono densi di opportunità. Il governo Berlusconi-Bossi, dopo la spaccatura con Fini, è entrato in una crisi profonda. Riteniamo sarebbe un grave errore se le forze della sinistra e del centro sinistra anziché unirsi e chiedere le elezioni si avventurassero in soluzioni pasticciate. La ventilata proposta Tremonti spaccherebbe il fronte di centro sinistra e non sarebbe accettata da Berlusconi: è una ennesima prova di subalternità del Pd che va respinta. Al contrario dobbiamo incalzare tutte le forze democratiche affinché si crei una coalizione per sconfiggere il governo delle destre. Per raggiungere questo obiettivo il nostro partito, di concerto con le forze della Federazione della Sinistra, deve mettere in campo una forte iniziativa su tutti i territori costruendo iniziative unitarie.
Abbiamo dato un contributo importante alla raccolta delle firme per l’acqua. Ora si tratta di vincere il referendum. Costruiamo da subito, ovunque, i Comitati per il sì. Infine la mobilitazione della Fiom del 16 ottobre. Non è una manifestazione qualsiasi. La vicenda di Pomigliano, l’attacco sferrato al contratto nazionale e allo Statuto dei diritti dei lavoratori ci dicono che si vuole riportare il mondo del lavoro indietro di 50 anni. Contro tutto questo va organizzato un “autunno caldo”.  La manifestazione del 16 ottobre deve essere straordinariamente partecipata.  Perché sia così già da settembre va preparata, città per città, paese per paese, in modo unitario con tutte le forze disponibili.
In queste lotte, per cacciare Berlusconi, per la difesa dei beni comuni e al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta può tornare a crescere il nostro partito e si può rilanciare Liberazione. Le due cose vanno avanti di pari passo. Lavoriamoci. Con passione e con tenacia: sono obiettivi alla nostra portata.

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206 commenti to “Con la passione possiamo farcela”

  1. Menardo scrive:

    Ottime informazioni!

  2. giuseppe scrive:

    Care/i compagne/i,

    come sapete è partita la raccolta delle firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare, sulle energie rinnovabili, presentata dal Comitato Nazionale “sì alle energie rinnovabili no al nucleare”.

    La Federazione della Sinistra, che è tra i presentatori della proposta di legge, è impegnata a costruire un largo consenso attorno alla proposta, anche in risposta alla campagna per il ritorno al nucleare che il Governo e importanti settori economici stanno portando avanti nel nostro Paese.

    A tal fine è necessario che i Coordinamenti provinciali e regionali individuino uno o più referenti locali per poter ottimizzare il lavoro e sviluppando il più possibile Comitati unitari con Associazioni, Partiti della sinistra, organizzazioni sociali, intellettuali…..

    Sul sito del Comitato http://www.oltreilnucleare.it trovate tutto il materiale necessario:

    ü il vademecum per la raccolta delle firme

    ü il testo della legge

    ü la relazione introduttiva.

    Iniziative pubbliche, banchetti per la raccolta firma e il numero delle firme raccolte vanno comunicate al seguente indirizzo Mail tommasosodano@yahoo.it e a davide.pappalardo@rifondazione.it. Per ogni informazione è possibile contattare Tommaso Sodano 3666871737

    Cordiali saluti e buon lavoro.

    Cesare Salvi

    Portavoce della Federazione della Sinistra

    Tommaso Sodano

    Referente della Campagna per la Federazione della Sinistra

  3. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Da repubblica.it di stamattina (http://www.repubblica.it/politica/2010/09/03/news/d_alema_voto-6721423/?ref=HREA-1)
    Se lo dice baffino un fondo di possibilità sotto c’è: resta il sottile mal di pancia (lo si evince dall’intervista) che il Pd sembrerebbe non provarci neppure a trovare un’alternativa al “porcellum”. Bisogna procedere speditamente con la FDS, parlare chiaramente con il Pd per trovare punti di contatto ELETTORALI, insomma fare presto.
    Come al solito prevedo tutto (sto cannando le previsioni prossime, meglio che non vi fidiate troppo delle mie parole!!!!)
    ———–
    D’Alema “avvisa” il Pd “Il voto si avvicina, prepariamoci”
    “Contro Fini metodi squadristi” . “Se Renzi mi vuole rottamare dovrà inseguirmi per il mondo. Comunque gli consiglio maggiore cautela”.
    “Rispetto Marchionne ma la vicenda di Melfi è stata sgradevole”
    di GOFFEDRO DE MARCHIS

    TORINO – Fine corsa. Sta evaporando il sogno di un governo di transizione, tramonta l’idea della riforma elettorale (anche per le divisioni del Pd). Il doppio feroce attacco a Silvio Berlusconi che parte da Firenze con le dichiarazioni di Bersani e arriva alla Festa Democratica di Torino dove parla Massimo D’Alema, racconta cosa c’è oltre la visione onirica: il vertice del Partito democratico si prepara al voto anticipato. Con il Porcellum e con il Cavaliere in pista, questa è la realtà del risveglio. D’Alema lo ammette candidamente: “E’ probabile, possibile che si vada alle elezioni prima del tempo. Dobbiamo cercare di vincerle e possiamo farlo”. Perciò meglio portarsi avanti con la campagna elettorale.
    Anche quella delle primarie che saranno giocate tutte sull’antiberlusconismo. Né Bersani, possibile candidato, né D’Alema vogliono lasciare il fianco scoperto agli attacchi di Di Pietro e Vendola.
    D’Alema, davanti a una grande folla che lo applaude sotto il tendone di Piazza Castello, spazia e critica Marchionne: “Lo rispetto. Ma ha ragione Romiti: con i sindacati ci si scontra non si cerca di dividerli. E la vicenda di Melfi è stata sgradevole”.

    Ma ovviamente la mira è puntata sul premier. “Ho parlato con Fini questa estate, sono stato coinvolto anche come presidente del Copasir”, rivela. Gli ha espresso solidarietà per gli attacchi sulla casa di Montecarlo. “Il Pdl fa un uso squadristico dei mezzi di informazione e adopera il linguaggio
    degli squadristi. Violento, diretto, non risparmia famiglia, moglie, nessuno. Non mi sorprende. E’ lo stile di Berlusconi”. La rottura è nelle cose, non solo per vicende personali. “Parlo con Fini da anni, so che la diversità culturale con il berlusconismo è profonda, non nasce mica oggi”. E dall’atteso discorso di Mirabello si attende un presidente della Camera per niente sulla difensiva. “Fini ora deve spiegare se stesso: dimostrare che non si è fatto intimidire e dire quale destra moderna vuole per l’Italia. Non è un alleato ma un interlocutore sì: avere una destra con il senso della legalità e dello stato è interesse di tutti”.

    Certo, un governo diverso senza elezioni sarebbe la vera soluzione. “E non è vero che quando nasce un esecutivo da un accordo politico e parlamentare siamo di fronte a una porcheria. E’ la democrazia perché in Italia non si elegge il premier. E il disprezzo per il Parlamento, la deriva plebiscitaria, l’idea del rapporto diretto tra capo e popolo che purtroppo si è insinuata anche nella nostra parte politica è un male”. Questo è l’unico riferimento indiretto a Veltroni. Il direttore del Sole 24Ore Gianni Riotta lo provoca, gli chiede se lui parlerebbe dell’ex sindaco come Blair parla di Brown nella sua autobiografia: “Non escludo di scrivere un libro di memorie. Ma parlerò solo delle mie responsabilità”.

    Rassegnato, dice, che con “il turno unico del Porcellum vince chi prende un voto in più. Quindi il Pd andrà alle elezioni in compagnia”. Anche quella “cattiva” di Vendola e di Di Pietro, a questo punto. D’Alema resta favorevole al sistema tedesco, “a un bipolarismo più civile”. Ma anche senza quel metodo “Casini è un possibile alleato. Quando lo attacca l’ex pm fa solo propaganda. Qui in Piemonte, qualche mese fa, l’Idv ha corso con Udc e Pd se non sbaglio”. Fa i complimenti a Enrico Mentana per il “coraggio” di sfidare i tg berlusconiani, elogia Rainews24: “E’ fatta bene”.

    Poi arriva il nodo del candidato premier del centrosinistra. D’Alema lo scioglie subito. “Noi mettiamo in palio la carica, anche se gli altri Paesi non lo fanno – dice sarcastico -. Ma le primarie sono una prova democratica e io voterò il mio segretario, Bersani”. Alla faccia di chi cerca il tutti a casa. “Ho letto l’intervista di Renzi. Il giovanotto vorrebbe rottamare tutti. Farebbe bene ad avere più senso della misura”. Lui, comunque, si dice fuori dai giochi, “non ho ruoli, solo quelli nelle fondazioni”. Se Renzi lo vuole inseguire dovrà comprare parecchi biglietti aerei, perché parteciperà a seminare sparsi per il mondo. Senza cambiare idea. “Dico cose controcorrente ma ormai alla mia età cosa rischio? Al massimo di essere rottamato”.(03 settembre 2010)

  4. luigi rinaldi scrive:

    Fidel è un grande!!! In tutti i sensi!!
    Buona lettura!

    Caccia ai gay a Cuba, «la mia ingiustizia»

    INTERVISTA A FIDEL CASTRO

    di Carmen Lira Saade su il manifesto 2 settembre 2010

    E’ stato 4 anni dibattendosi fra la vita e la morte. Entrando e uscendo dalla sala operatoria, intubato, alimentato attraverso le vene e i cateteri e perdendo di frequente conoscenza…
    «La mia malattia non è nessun segreto di stato» avrebbe detto poco prima che essa provocasse la crisi e l’obbligasse a «fare quel che doveva fare»: delegare le sue funzioni di presidente del Consiglio di stato (la presidenza della repubblica) e, di conseguenza, di comandante in capo delle forze armate di Cuba.
    «Non posso più continuare», ammise allora – come rivela in questa prima intervista a un organo di stampa straniero da allora -. Si rassegnò al passaggio delle consegne e si mise nelle mani dei medici.
    Lo choc scosse tutto il paese e gli amici di fuori: fece cullare speranze revansciste ai suoi detrattori e mise in stato d’allarme il poderoso vicino del nord. Era il 31 luglio del 2006 quando fu resa pubblica, in via ufficiale, la lettera di rinuncia del massimo leader della rivoluzione cubana.
    Quel che non aveva potuto in 50 anni il suo più mortale nemico (blocco, guerre, attentati), era riuscito a una malattia di cui nessuno sapeva niente e si speculava di tutto. Una malattia che per il regime, lui l’accettasse o meno, doveva diventare «segreto di stato».
    Oggi fanno una quarantina di giorni dalla definitiva riapparizione di Fidel Castro in pubblico, almeno senza il rischio apparente di una ricaduta. In un clima disteso e quando tutto fa pensare che la tormenta sia passata, l’uomo più importante della rivoluzione cubana si mostra vivace e brillante, per quanto non domini del tutto il movimento delle gambe.
    Durante le cinque ore che è durata l’intervista – colazione inclusa – con La Jornada (di cui questa è una parte, ndt), Fidel ha toccato i temi più diversi, anche se alcuni lo ossessionano in modo particolare. Permette che gli si domandi di tutto – per quanto sia lui quello che fa più domande – e ripassa per la prima volta e con dolorosa franchezza alcuni dei momenti della crisi di salute sofferta negli ultimi quattro anni.
    «A un certo punto ero morto», rivela con sorprendente tranquillità. Non chiama per nome la diverticolite patita né parla delle emorragie che costrinsero gli specialisti dello staff medico a operarlo in molte occasioni, col rischio di morire ogni volta. Ma si sofferma a lungo, invece, sul racconto della sofferenza vissuta. E non mostra alcuna inibizione in definire quella tappa dolorosa come «un calvario».
    «Ormai non volevo più vivere. Mi sono domandato più volte se quella gente (i suoi medici) mi avrebbe costretto a vivere in simili condizioni o mi avrebbe permesso di morire… Alla fine sopravvissi ma in condizioni fisiche penose. Arrivai a pesare poco più di 50 chili».
    «Sessantasei chili», precisa Dalia, la sua inseparabile compagna che assiste alla conversazione. Sono presenti solo lei, due dei suoi medici e un altro paio dei suoi collaboratori più stretti.
    «Immaginati, un tipo della mia statura che pesa solo 66 chili. Oggi sono già fra gli 85 e gli 86, e questa mattina sono riusciti a fare 600 passi da solo, senza bastone e senza aiuto. Voglio dirti che ti trovi davanti a una specie di re-su-sci-ta-to», sostiene con un certo orgoglio.
    E quand’è resuscitato, comandante, cosa ha trovato?, gli chiedo.
    «Un mondo di matti… Un mondo che appare ogni giorno in televisione, nei giornali e che nessuno capisce, però che non mi sarei voluto perdere per niente al mondo», sorride divertito.
    Il compito di accumulazione informativa quotidiana di questo sopravissuto comincia da quando si sveglia. A una velocità di lettura impressionante, divora libri; si legge fra 200 e 300 articoli d’informazione al giorno; è attentissimo alle nuove tecnologie della comunicazione; è affascinato da Whikileaks, «la gola profonda di Internet», divenuta famosa per la diffusione di più di 90 mila documenti militari realtivi all’Afghanistan, su cui questo nuovo “navigante” sta lavorando.
    «Ti rendi conto di cosa significa questo – mi dice -? Internet ha messo nelle nostre mani la possibilità di comunicare con il mondo. Sono finiti i segreti, o almeno così sembrerebbe. Ci troviamo davanti a un “giornalismo investigativo ad alta tecnologia», come lo chiama il New York Times, e alla portata di tutti. Ci troviamo davanti all’arma più poderosa che sia mai esistita, che è la comunicazione – continua -. Il potere della comunicazione è stato, e sta, nelle mani dell’impero e di ambiziosi gruppi privati che hanno usato e abusato d’esso.Per questo i media hanno fabbricato il potere che oggi ostentano»,
    L’ascolto e non posso fare a meno di pensare a Chomski…
    Articoli sulla manipolazione da parte dei poderosi gruppi imprenditoriali locali o regionali, i loro complotti per insediare e rovesciare governi o personaggi della politica, o sulla “tirannia” esercitata dall’ “impero” attraverso le transnazionali sono ora alla portata di tutti i mortali.
    Ma non di Cuba, che dispone solo di un’entrata di Internet per tutto il paese, comparabile a quella che ha un qualsiasi hotel Hilton o Sheraton. Questa è la ragione per cui a Cuba connettersi è un’impresa disperata. La navigazione in rete è come si facesse in camera lenta.
    Perché tutto questo?, chiedo.
    «Per il rifiuto secco degli Stati uniti a dare a Cuba l’accesso a Internet attraverso uno dei cavi sottomarini in fibra ottica che passano vicino alle nostre coste. Cuba si è vista obbligata, quindi, a prendere il segnale da un satellite, ciò che rende il servizio assai più caro per il governo cubano e impedisce di disporre di una banda più larga che consenta l’accesso a molti più usuari e a una velocità normale nel resto del mondo, con la banda larga».
    Per questa ragione il governo cubano dà priorità, per la connessione, non a chi può permettersi di pagare il costo del servizio ma a chi ne ha più bisogno: medici, accademici, giornalisti, professionisti, quadri del governo e club di Internet di uso sociale. Non si può fare di più. Però, secondo Fidel, Cuba potrà risolvere presto questa situazione.
    Si riferisce alla conclusione dei lavori per il posizionamento del cavo sottomarino che parte dal porto di La Guaira, in Venezuela, e arriva nelle vicinanze di Santiago di Cuba. Con questi lavori, portati avanti dal governo di Hugo Chávez, l’isola potrà disporre della banda larga e della possibilità di ampliare il servizio.
    Per quanto non ci sia niente in lui che denoti segni di fastidio, credo che a Fidel non piacerà la domanda che gli sto per fare: comandante, tutto il fascino della rivoluzione cubana, i riconoscimenti, la solidarietà di una buona parte dell’intellettualità universale, il successo di fronte al blocco Usa, insomma, tutto questo è finito nella spazzatura a causa della persecuzione degli omosessuali a Cuba.
    Fidel non si sottrae al tema. Non nega né respinge l’affermazione. Chiede solo un po’ di tempo per ricordare, dice, come e quando si diffusero i pregiudizi nelle file rivoluzionarie.
    Cinque decenni fa, e a causa dell’omofobia, a Cuba furono emarginati gli omossessuali e molti furono spediti a campi di lavoro militari-agricoli, accusati di essere contr-rivoluzionari.
    «Sì – ricorda -, sono stati momenti di una grande ingiustizia, una grande ingiustizia – ripete con enfasi -, chiunque l’abbia commessa. Sto cercando di precisare la mia responsabilità in tutto questo perché, oltretutto, personalmente io non ho questo tipo di pregiudizi».
    E’ noto che fra i suoi migliori e più vecchi amici ci sono omosessuali. Però allora perché venne fuori questo odio contro i diversi? Lui pensa che tutto fu il risultato di una reazione spontanea fra le file rivolizionarie, che veniva dalla tradizione. Nella Cuba di prima non erano solo i neri a essere discriminati: anche le donne e, ovviamente, gli omosessuali…
    «Sì, sì, però non nella Cuba dalla nuova etica di cui erano tanto orgogliosi erano i rivoluzionari di dentro e di fuori…»
    Chi fu quindi il responsabile diretto o indiretto del fatto che non si mise un freno a quel che stava succedendo nella società cubana? Il partito? Perché quello fu il momento in cui il Pc cubano non mise nel suo statuto la proibizione di discriminare a seconda dei propri orientamenti sessuali.
    «No – dice Fidel -. Se qualcuno è responsabile sono io… E’ sicuro che in quei momenti non potevo occuparmi del problema… Ero immerso, principalmente, nella crisi di ottobre, nella guerra, nelle questioni politiche…»
    Ma questo, comandante, divenne un serio e grave problema politico…
    «Capisco, non gli sapemmo dare il giusto valore… i sabotaggi sistematici, gli attacchi armati si susseguivano senza soste, avevamo tanti e tanto terribili problemi, problemi di vita o di morte che non gli prestanno la sufficiente attenzione».
    Dopo diventò molto difficile difendere la rivoluzione, la sua immagine si era deteriorata per sempre in certi settori, specie in Europa.
    «Capisco, capisco – ripete -, era giusto…».
    La persecuzione degli omosessuali poteva esserci in qualsiasi posto ma non nella Cuba rivoluzionaria, gli dico.
    «Capisco, è come quando è il santo a peccare, vero? Non è lo stesso che quando pecca il peccatore, no?»
    Fidel abbozza un sorriso e poi torna serio: «Guarda, renditi conto di come erano i nostri giorni in quei primi mesi della rivoluzione: la guerra con gli yankees, il problema delle armi e, quasi contemporaneamente, gli attentati contro di me… Sfuggire alla Cia, che comprava tanti traditori, a volte fra la gente a noi più vicina, non era cosa da poco. Però, in definitiva, se bisogna assumere la responsabilità, assumo la mia. Io non getto la colpa su altri».
    Lamenta solo di non aver corretto allora quegli errori. Oggi tuttavia il problema viene affrontato. Sotto lo slogan “La omosessualità non è un pericolo, la omofobia sì» si è celebrato di recente in molte città del paese la terza Giornata cubana in occasione del Giorno mondiale contro la omofobia. E Mariela Castro, una sociologa di 47 anni – figlia del presidente Raúl Castro – dirige il Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex), un’istituzione che – dice lei – è riuscita a migliorare l’immagine di Cuba dopo gli errori degli anni ‘60.
    «Siamo qui noi cubane e cubani per continuare a lottare per l’inclusione, perché questa sia la lotta di tutte e tutti, per il bene di tutte e tutti», ha detto Mariela Castro inaugurando la Giornata, scortata da transessuali che inalberavano una bandiera cubana e l’altra multicolore del movimento gay. Oggi a Cuba la linea sull’omosessualità include iniziative come il cambio d’identità dei transessuali o le unioni civili fra persone dello stesso sesso. Dagli anni ‘90, nell’isola l’omosessualità è depenalizzata, per quanto non siano cessati del tutto i casi di persecuzione da parte della polizia. E dal 2008 si praticano operazioni gratuite per il cambio di sesso.
    Passiamo al pranzo che condividiamo con sua moglie, Dalia Soto del Valle. Da quella terrazza virtuale in cui si colloca per guardare e analizzare il mondo, la vita, Fidel fa un brindisi a un mondo del futuro con una sola patria.
    «Cos’è questa storia che uno è spagnolo, un altro inglese, altri africani? E che alcuni possiedano più di altri? Il mondo del futuro dovrà essere comune, e i diritti degli esseri umani dovranno venire prima dei diritti individuali… E sarà un mondo ricco, dove i diritti saranno uguali per tutti».
    Come si arriverà a questo mondo, comandante?
    «Educando, educando e creando amore e fiducia».

  5. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Intanto la vanità: volevo essere il commento n° 200 !!!
    A prescindere dal clima politico attuale (impegni collaterali sugli sviluppi che stanno prendendo le manovre per arrivare alle attuali annunciate elezioni anticipate a marzo 2011) volevo chiedere a Claudio Grassi (che immagino sia impegnato a Roma con la prima festa della FDS, come tutti i nostri dirigenti) se potranno essere postati video, commenti, interventi appunto della Festa della Federazione.
    In modo che tutti coloro (compreso il sottoscritto) che non potranno essere presenti nella capitale possano avere un tangibile modo di vedere ciò che succede e anche vedere QUANTI SIAMO!
    Un caloroso in bocca al lupo!
    Rossi saluti.

  6. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Giusto per chi se la fosse persa e per chi continua a vedere tartufi invece che nitidezze.
    Dimenticavo, non sono l’aedo di Ferrero ( :) ) ma solo uno che spera che da qualche parte dovremo andare, più o meno compatti! e più o meno con un vestito addosso e non solo di stracci che dalle nostre parti continuano a volare!

    INTERVISTA a Paolo Ferrero: Il nostro sì a Bersani ma fuori dal governo.
    Domenica 29 agosto 2010 – il Manifesto
    di Daniela Preziosi
    Segretario Paolo Ferrero, il sì del Prc all’Alleanza democratica di Bersani è quello della forza dei centrosinistra oggi più lontana dal Pd. Cosa vi fa decidere dl starci?
    Quella di Bersani è la stessa proposta che ho fatto io da tempo, per la precisione dal marzo scorso, a nome della Federazione della Sinistra: un fronte democratico che ha l’obiettivo di sconfiggere Berlusconi e cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, in un quadro di salvaguardia democratica e di giustizia sociale. Ma questo fronte non coincide con il governo che ne può emergere. Per noi oggi non ci sono le condizioni per far parte di un governo con questo centrosinistra. La logica che spinge Bersani mi pare la stessa. Del resto per cacciare Berlusconi, fare la nuova legge proporzionale e uscire dal bipolarismo sono pronto ad allearmi anche col diavolo.
    Ma il leader Pd ribadisce la scelta del bipolarismo e la preferenza per l’uninominale. Non il proporzionale: vuole il ritorno al Mattareilum.
    Noi siamo per il proporzionale secco. Altri, come noi, preferiscono il modello tedesco, penso a D’Alema, a Rutelli, a Casini. Vuoi dire che ne parleremo. Ma il punto è che fino a qui la discussione era solo sull’impianto veltroniano, bipolarista e persino bipartitico, il cui unico obiettivo era ammazzare le forze della sinistra. Ora invece il tema è su come si va verso il proporzionale, o comunque come si realizza un sistema plurale. Da questo punto di vista il Mattarellum è un passo avanti. Poi il grado di compromesso finale si vedrà. Ma si va nella direzione giusta.
    L’Italia dei Valori ha detto si all’alleanza a patto che non ci sia l’Udc. Vale io stesso anche per voi?
    Noi non poniamo veti. Perché noi, a differenza di Di Pietro, non siamo interessati a governare con loro. Il fronte democratico è una proposta rivolta a tutte le forze dell’opposizione. E in tutta franchezza voglio dire che il modo in cui si definirà questo fronte lo vedremo. E’ chiaro che non ci potranno essere mafiosi in lista, e che il profilo morale dei candidati debba essere solido. Ma voglio ricordare a Di Pietro che nel Comitato di liberazione nazionale c’erano anche i monarchici. Quanto al resto, l’ldv negli anni scorsi ha votato i finanziamenti alla scuola privata, come l’Udc. Era favorevole alla Tav, come I’Udc. Non era insieme a noi contro la legge 30, come l’Udc; né per la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova, sempre come l’Udc. Io so che con loro tutti non posso governare. Ma per fare un fronte democratico porte aperte a tutte le opposizioni.
    Viceversa è difficile che I’Udc accetti una qualche alleanza con un partite ancora comunista.
    Fatti loro. E sarebbe strano, in ogni caso: in Piemonte siamo stati alleati contro l’indigeribile leghista Cota. E in Liguria governiamo insieme. Ci presenteremo al voto come Federazione della Sinistra, che nel simbolo ha una bella falce e martello. E, Io diciamolo subito, non siamo disponibili a toglierla. Ma ripeto: non mi interessa il governo, non faccio il rompiballe che fra due mesi si rimangia tutto.
    A proposito di questo: Il governo del vecchio Ulivo è caduto da sinistra, l’avete buttato giù voi nel 98. E l’Unione, che invece è caduta da destra per i voti dl Mastella, aveva una sinistra in forte sofferenza che aveva definito «morente» l’esecutivo. Crede che gli elettori avranno voglia di votare alleanze con questi precedenti?
    Ma infatti io non voglio stare in un’ammucchiata di governo con forze che vent’anni fa ricoprivano tutto l’arco costituzionale. Il punto decisivo è costruire una legge elettorale che permetta a certe posizioni di esprimersi. Berlusconi di suo ha il 30 per cento nel paese, non di più . Ma l’attuale legge elettorale gli consegna i numeri che ha. C’è invece una larga maggioranza nel paese contro Berlusconi: bisogna costruire subito, nei primi tre mesi di governo, una legge che le restituisca la rappresentanza in parlamento. E li poi ci può essere Montezemolo, che considero un nemico di classe, e Casini, con il quale mai governerei.
    Ma il governo che deve fare la legge in tre mesi è quello dell’Ulivo, o uno a tempo nato dalla crisi del Pdl?
    Puntare a un governo di transizione, oltre a essere irrealistico perché non è semplice che Berlusconi vada a casa, è sbagliatissimo. Questo governo farebbe una legge elettorale del tutto al di fuori di una discussione democratica nel paese. E sul piano sociale? Boh, magari farebbe peggio del Pdl. Il rischio vero è che rivergini Berlusconi, gli faccia fare la parte della povera vittima di un intrigo di palazzo, che provochi una delusione pazzesca nel paese. E che poi gli elettori lo rivotino.
    Chi è il vostro candidato premier dell’alleanza democratico?
    Chiunque. Tranne Fini, perché parliamo comunque di opposizioni. E’ la forza più grande a dover decidere. Non mi infilerò nella discussione primarie sì, primarie no’.
    Il Prc preferisce non partecipare alla scelta del premier con le primarie?
    E inessenziale. Il punto è costruire la coalizione e il suo programma.
    Il Pdci, che è federato con voi, al azebo preferisce De Maglstris candidato di tutta la sinistra. Voi no?
    La discussione è fuori tempo. Se si arriverà ai gazebo discuteremo con i candidati le proposte che avanzeranno. E sottolineo se.
    Siete così disinteressati a come si sceglie il capo dl una coalizione a cui comunque aderite?
    Abbiamo il senso delle proporzioni. Non sta a noi la proposta di un capo di governo di cui comunque non faremo parte. Alle regionali in qualche caso abbiamo partecipato in modo netto alle primarie, e penso a Nichi Vendola in Puglia. In altri casi no.
    Proprio per questo non è almeno probabile vi orientiate su Vendola? Ripeto, non posso saperlo ora, vedremo i programmi, fin qui non se ne sono visti.
    Ripeto: se siamo interessati al fronte democratico e non al Nuovo Ulivo è perché noi abbiamo un altro progetto politico. Che è quello di unire tutta la sinistra di alternativa. Quindi vogliamo collaborare con l’Ulivo, ma avanziamo una proposta a tutte le forze della sinistra d’alternativa, da Sinistra e Libertà di Vendola, a Sinistra Critica, al Partito Comunista dei Lavoratori: costruiamo un polo per l’alternativa, autonomo dal Pd.
    Vendola si rivolge a un popolo più ampio, comprendente anche l’elettorato Pd.
    In questo caso il popolo della sinistra dovrà dire se vorrà stare dentro l’Ulivo o se vuole costruire una posizione autonoma. Perché poi, una volta sconfitto Berlusconi, c’è da far fronte ai vari Montezemolo, Cei eccetera.
    Parla a nome del Prc o anche del Pdci e della Federazione della sinistra?
    Sul fronte democratico, la mia posizione è quella della Federazione, l’abbiamo anche votata. Se poi Cesare Salvi, che è il portavoce di turno, ancora non l’ha pronunciata a nome di tutti, è perché è in vacanza per qualche giorno. Ma la Federazione c’è. Al voto politico ci sarà il suo simbolo.

    • Alessandro Monti-Genova scrive:

      Aggiungo anche il commento di Lidia Menapace sull’intervista a Paolo Ferrero, visibile anche al seguente link http://www.liberazione.it/rubrica-file/Se-la-mira—l-assalto-al-cielo-bisogna-averne-di-fiato—-LIBERAZIONE-IT.htm.

      Il dibattito sì
      Se la mira è l’assalto al cielo bisogna averne di fiato!
      di Lidia Menapace
      La proposta di Ferrero incontra la mia totale adesione, ma non di ciò (affatto irrilevante) volevo parlare: mi piace di più il modo con il quale essa può essere accolta da Liberazione, non con burocratica ammissione, né con sopportazione necessitata, ma come da una strada che l’aspettava. Infatti, se connettiamo con la memoria il parlar chiaro di Robetta Fantozzi, gli interventi senza sconti di Cremaschi, le parole inequivoche di Muehlbauer, l’argomentare acutissimo e implacabile di Leonora Forenza, tutto ci convince che è in atto un processo davvero costruttivo tra noi, che ha una tale razionale chiarezza, da poter essere messo avanti anche come base per un accordo o mediazione o trattativa con altri, dai quali restiamo perfettamente distinti e con i quali possiamo per un tratto e su un terreno precisamente definito concordare, camminare insieme. E’ un bel respiro.
      In questo spirito vorrei suggerire una chiosa letteraria alle affascinanti considerazioni di Leonora e una piccola aggiunta alle proposte di Paolo. A Leonora voglio ricordare affettuosamente che non è lecito chiamare poesia il parlare di Nichi: sono versi, magari, non poesia. Poesia è – ad esempio – “dolce e chiara è la notte e senza vento…”, l’inizio di un famoso canto leopardiano, semplice piano profondo, musica. Versi perfetti per metrica, accento ecc. sono – ad esempio-“Chiusi Chianciano, fegato sano”. Qual è la differenza? Che la poesia ha una durata, eco interiore, permanenza, sovrabbondanza, inesauribilità ecc.; i versi si consumano insieme alla merce che pubblicizzano.
      A Paolo vorrei chiedere di considerare la seguente osservazione: la destra arriva a tali eccessi che nemmeno la più benevola cieca distratta Curia romana può star zitta, perciò ricorda a Sarkozy che contro i Rom ci fu già una Shoa hitleriana e a Marchionne farà arrivare – specie dopo quanto ha detto al meeting di Comunione e Liberazione – qualche avvertenza sul fatto che l’interclassismo della dottrina sociale della Chiesa non è proprio equidistante. L’unico terreno sul quale la destra può recuperare è quello delle donne: sui diritti relativi alla gestione del corpo e della riproduzione della specie: testamento biologico, consultori, pillola abortiva ecc. Nemmeno un cenno da parte nostra? Si vede che anche Obama in difficoltà molla sulle staminali. Orbene, la Regione Lazio ha in ballo una orribile proposta di legge sui consultori, e la Gelmini, mentre tenta di preparare la scuola che proprio andrebbe bene per Marchionne, e contro le precarie e i precari della stessa, dichiara nel contempo che approva incondizionatamente quello che lei crede sia la chiesa, cioè è contro il caso Englaro, contro il testamento biologico, contro i consultori liberi, contro la pillola abortiva, insomma lei è una perfetta “cattolicista”. Propongo infatti che, come distinguiamo tra Ebrei e Sionisti, tra Mussulmani e Islamisti, incominciamo a distinguere tra Cattolici e Cattolicisti.
      Sono convinta che è il momento di essere precisissimi e di farlo scegliendo questioni di tale importanza che meriti su di esse anche discutere confrontarsi e confliggere: non è però invece tempo di miserie e di piccinerie e di ripicche. Insomma, se la mira è l’assalto al cielo, bisogna averne di fiato!

      in data:30/08/2010

  7. anto scrive:

    Ancora una volta ripropongo un punto cruciale: un comunista e/o uno di sinistra non può prescindere dal consenso e dalla rappresentatività. Ora, l’elettorato (non Veltroni o la sfortuna) ci ha detto che siamo “inutili”; cancellati dalle istituzioni per meccanismo elettrorale e dalla rappresentatività (in numeri assoluti)di una parte di classi e settori di riferimento. Anzichè prendere (tutti insieme) atto dello scioglimento di fatto di una soggettività si continua con “accanimento terapeutico” a voler tenere in vita un progetto ed un soggetto senza più prospettiva. Si doveva (si, è un obbligo per un comunista) fare i conti con la realtà: chiudere un’esperienza, ricercare nuovi percorsi (senza abiurie) che contenessero la capacità di essere “riconosciuti” ed indispensabili. Invece si fa un congresso dove lo “zombie” Ferrero si spende nella conquista della segreteria proprio nel nobile intento di NON FAR MORIRE QUELLO CHE ERA MORTO POCHI MESI PRIMA. Cosa strana davvero, vincere (con l’aiuto di due altre mozioni “zombie”) x non ratificare la morte già avvenuta (prendere voti nella platea congressuale x continuare a non prenderne alle elezioni). Mantenere in vita una illusione, che se anche fosse recuperabile la si affida a facce e rituali morte e sepolte ancora prima di Rifondazione alle elezioni. Si recuperabile, pensa qualcuno, con il ripristino di una festa “ricca” a Roma pensando che il consenso lo recuperiamo a colpi di salsicce e dibattiti colti e raffinati o revival toccanti. Salvi portavoce (incredibile) di chi? Diliberto a dissertare sull’america latina (dove quelli si pongono il problema del governare e lo hanno ottenuto mentre lui si accontenterebbe di stare nel 2 cerchio di Bersani). Rocchi che vorrebbe (senza governare – come?) riformare gli ammortizzatori sociali. E poi il dibattito sull’acqua che ci dirà che senza esserci nelle regioni impediremo la privatizzazione?….e poi tanto revival con Agnoletto e Palermi e Greco che ci spiegheranno dei successi di rinascita e liberazione e/o del mestiere del direttore di giornale senza fiducia della redazione, e perfino con Forenza che ci irradierà del suo modello di università che probabilmente in tanti anni avrà illustrato a 300/400 persone e magari non prevede più il buon Burgio reo di dubitare sul percorso intrapreso dalla caricatura Ferrero. Ho seminato insulti lo so……è frutto però di tanta rabbia vedere che x molti nulla è cambiato quando tanta gente in due anni ha subito un arretramento civile, culturale ed economico per colpa del cdx contro il quale non sappiamo contrapporre linguaggi, soluzioni e percorsi nuovi, reali e pragmatici perchè più che il riscatto di un popolo è la religiosità dei rituali e dei dogmi, alla fine, la cosa che più ci attrae nella militanza comunista.

    • Alessandro Genova scrive:

      Perdonami ma proprio non capisco dove la tua foga depressivo-pessimistica voglia portare.
      Magari posso convenire con te sulla pienezza e sul peso politico delle persone, sulle loro convenienze o meno di sopravvivere ad una debacle che però è stata causata da altri (o sbaglio…)
      Un comunista e/o uno di sinistra prescinde dal suo ideale, scusami tanto, e semmai può trascendere dal consenso e dalla rappresentatività.
      L’elettorato deviato da una legge elettorale allucinante ha dovuto (ripeto, dovuto) obtorto collo fare di necessità virtù e scegliere il famigerato voto utile.
      Veltroni e l’arcobaleno ci hanno messo del loro, ognuno per le proprie specialità, a far naufragare la percentuale di voti “comunisti e/o di sinistra”.
      Il post dentro al quale stiamo disquisendo si chiama Con la passione possiamo farcela: mi sembra che la tua sia andata scemando per far luogo ad una disillusa e disincantata delusione.
      Se pensi che il consenso elettorale non si possa ricostruire con un nuovo progetto che, guarda caso, si sta provando a metter su giusto da due anni dalla tronata elettorale…beh allora caro Anto ti conviene “dimetterti da comunista e/o di sinistra!
      Il quadro che fai è la fotografia di una persona che non ci crede più, diversa da una persona come Massimo che esprime dubbi circostanziati e critici specificatamente.
      La tua è solo una tovagliata di accuse alla dirigenza attuale di colpe che provengono da lontano e al cui vertice sta una persona sulla quale (questa si) sarebbe da scriverci un bel film su come buttare a mare ideali e anni di battaglie e lotte!
      Ferrero non sarà il massimo ma è la persona che attualmente insieme ad altri sta cercando faticosamente di costruire la FDS.
      Che poi questa debba finanziarsi con feste a cui intervengono personalità colte per disquisire con pubblico ed altri personaggi politici, mi sembra sia normale visto che attualmente non possiamo contare su molte “palanche”!
      Sul giornale non mi pronuncio senno’ mi incazzo anch’io, dico solo che Forenza e Burgio almeno hanno rivitalizzato un dibattito che personalmente trovo inutile e senza senso.
      Se Vendola possa far male al comunismo quando ormai appare chiarissimo che di comunista non ha più nemmeno i calzini rossi…
      Semmai abbiamo polemizzato questo mese con chi ci lavora dentro e se Greco è un direttore sfiduciato dalla propria redazione questo è un problema che deve essere risolto dall’azionista di riferimento.
      Il comunismo è dogmatico ne più ne meno della croce per i cristiani, deve esserlo se no sarebbe puro mercantilismo.
      Non ritengo sprecati questi anni, negli anni ’70 avevo (ragazzino) accarezzato il sogno di vedere la bandiera rossa sventolare insieme al tricolore! pensa te…
      Perdonami ancora ma sbagli il tiro: critica pure Ferrero ma dagli atto di aver preso un cadavere e aver cercato di rianimarlo CAMBIANDOLO rivedendo il metodo e lo scopo.
      E’ logico che devi cercare di ricompattare ma l’unità della diaspora comunista è un principio fisico che neppure il CERN o Rubbia possono applicare! :)
      Ci sta provando e ha bisogno sicuramente di una sponda col principale partito d’opposizione e Bersani (D’alema) è preferibile al ticket Veltroni Vendola (a parer mio).
      Sta provando a rimettere insieme cocci e ferite, è difficile e arduo ma per lomeno ci sta provando.
      Altri preferiscono fare il salto della quaglia e vendersi direttamente ad un personaggio che se permetti ha preso una tronata ancora più forte (ma non doveva andarsene in Africa e dedicarsi ad opere di carità???).
      Preferisco mille volte il progetto FDS con tutte le difficoltà.
      Non sopporto più i continui e sterili distinguo, anche come il tuo.
      Se devi pensare che qualcosa non vada scrivi a Ferrero e dimostragli le tue perplessità: mi sembra una persona che tiene in grande conto il dialogo anche le critiche.
      E tieni presente una cosa: tra poco ma non tra breve ci potrà essere la crisi di governo e presumibilmente non le elezioni anticipate immediate.
      Se non parti da lontano con la riorganizzazione di un nuovo soggetto politico e lo rendi credibile e affidabile come pensi di approdare alla platea elettorale?
      Sarà necessario rivedere la legge elettorale e ci sarà bisogno dell’apporto di tutti, anche perchè finendo per consunzione il fenomeno berlusconismo si ritornerà ad un principio partecipativo più allargato possibile.
      Dovremo esserci: e ci dovranno essere i comunisti e/o di sinistra, un partito comunista nel nome e nel simbolo!
      Se poi verrà giudicato che qualche cosa ci accomuna nel progetto di governo di una parte politica (acqua, lavoro, difesa dello stato sociale, welfare, istruzione, costituzione) beh! parliamone.

    • vincenzo lombardo scrive:

      “……….tanta gente in due anni ha subito un arretramento civile, culturale ed economico per colpa del cdx”.
      Hai proprio ragione.Il tuo linguagio testimonia dell’arretramento che lamenti. Credi che insultando tutti e tutto, tranne la classe dominante “indecente”( Giorgio Bocca)dai un contributo ad uscire dalle difficoltà in cui si trova la sinistra di alternativa?

  8. andrea valsusa scrive:

    compagni a me siceramente mi sta un po’ stufando sta discussione….ci sono problemi molto gravi in italia….
    oggi sono andato a iscrivermi all’università…be per fortuna io non ho problemi di soldi…ma la famiglia di una mia amica si è ha fatto e farà molte difficoltà per mandare loro figlia all’università…l’università è ancora molto classista..e questo mi fa incazzare…uno potrebbe dire: ma si uno si trova un lavoretto e aiuta la famiglia…e grazie…il fatto è che lavoro non c’è ne…quindi…poi un’altra cosa…tutti adesso stanno diventando ambientalisti…ma intanto tutti vogliono fare la TAV in valle di susa…la valle sarà un cantiere a cielo aperto per 20 anni…e costa un casino di soldi…a settembre quì l’autunno sarà molto caldo….la FDS e rifondazione in primis dovrebbero essere presenti in massa…l’autunno caldo inizierà l’11 settembre con una manifestazione che parte da chiomonte…secondo me è indispensabile per la FDS esserci affianco nostro, dei no tav…
    a poi al popolo comunista, di sinistra non frega niente di alleanze democratiche, vendola, PD….
    frega che le famiglie non arrivano a fine mese, frega che l’università costa troppo, frega che non c’è lavoro, frega che si spendono soldi pubblici per fare opere inutili come la TAV, frega che per i giovani non c’è futuro….quindi CARO GRASSI, CARA FDS RIFONDAZIONE E LA SINISTRA PUO’ RISALIRE LA CHINA SOLO SE AFFRONTA QUESTI TEMI SERIAMENTE, E SE SOPRATUTTO FA CONOSCERE LE SUE POSIZIONI E SOLUZIONI ALLA POPOLAZIONE….BASTA CAMPAGNE ELETTORALI

  9. mauro scrive:

    Si è conclusa la Festa nazionale de l’ernesto

    ECCO, L’UNITA’ DEI COMUNISTI

    E’ POSSIBILE E NECESSARIA *

    * Tratto da “ Liberazione” di mercoledì 1 settembre

    di Franco Tomassoni

    Domenica 29 agosto, Bologna: chiude la Festa nazionale de l’ernesto, apertasi il 26: il grande Parco Togliatti è striato di rosso; nel tramonto le bandiere del Prc e del PdCI – assieme a quelle della Federazione della Sinistra- si incrociano e si muovono al vento in ogni angolo della Festa e assieme alle centinaia di compagni/e dei due partiti venuti da tutta Italia, assieme ai ragazzi/e dei Giovani Comunisti e della Fgci dicono chiaramente: ecco, l’unità dei comunisti – come cardine dell’unità della sinistra anticapitalista – è possibile, necessaria, anche facile a farsi. Basterebbe che i dirigenti nazionali favorissero questa volontà unitaria che è già nella coscienza dei militanti e dei quadri dei due partiti.

    “ Sappiamo – dice Fabio, un giovane Prc venuto da Ancona, mentre osserva il mago spagnolo Ferrante dispensare le proprie magie tra i tavoli del ristorante – che tra noi e il PdCI esistono differenze ma sappiamo anche che prevalgono le sintonie e l’attacco del capitale è così duro che la nostra divisione è sempre più insensata; dobbiamo unire i due partiti per costruirne uno più forte, dotandolo – attraverso il conflitto sociale e la ricerca politica e teorica aperta- di un progetto anticapitalista all’altezza dei tempi, che possa fare da sintesi ed unire in modo alto la diaspora comunista italiana”.

    Fosco Giannini – coordinatore nazionale de l’ernesto – ci dice: “ E’ stata una Festa di massa e siamo molto soddisfatti per lo spirito generale che ne è emerso: nella coscienza dei tantissimi che sono venuti è bandito ogni settarismo e prevale una concezione matura dell’unità, dei comunisti e della sinistra d’alternativa”.

    Sono le 21.oo: presso la grande balera ballano un migliaio di cittadini e compagni; nelle due aree ristorante centinaia di compagni con le loro famiglie – come ogni sera – apprezzano i piatti, davvero speciali, preparati per questa Festa, che è stata davvero grande, popolare, vissuta. E sperimentale: per la prima volta si sono organizzati corsi dell’ “Università estiva”; giovedì 26 Alessandro Hobel, storico del movimento operaio, ha tenuto “una lezione” sulla storia del movimento comunista italiano, da Gramsci ad oggi, mettendo in evidenza le fasi finali e liquidatorie di quella storia ( da Occhetto a Bertinotti e Vendola) ma rimarcando soprattutto, per ripartire, la grande lezione comunista italiana – da Gramsci, Secchia, Longo, Togliatti – passando anche per l’esperienza comunista esterna al Pci. Venerdi 27 Fausto Sorini, Mauro Gemma e Francesco Maringiò hanno relazionato sul quadro internazionale e sullo stato delle cose relativamente ai partiti comunisti e alle forze antimperialiste e rivoluzionarie mondiali, che attraverso il loro ruolo attivo e trasformatore hanno smentito e reso risibile la profezia di Fukujama, volta a ratificare “ la fine della storia” e la vittoria eterna del capitale. Sabato 28 l’economista Domenico Moro ha messo luce – riattualizzando Marx – sulla crisi economica del capitale e domenica 29 Andrea Catone ha stregato la vasta assemblea con una lezione magistrale sull’attualità del comunismo nel XXI secolo. All’Università estiva .- è il dato significativo – hanno partecipato complessivamente 200 compagni/e, in gran parte giovani, a testimonianza del fatto che vi è – tra i militanti – una gran sete di sapere, un’ esigenza di studiare, confrontarsi, formarsi.

    La questione palestinese ( con Fabio Amato, Prc, Francesco Francescaglia, PdCI, e Mila Pernice, del Forum Palestina) e la questione operaia ( con Barbieri, Prc; Pagliarini PdCI, gli operai Rsu della TyssenKrupp, dell’Eutelia, di Pomigliano d’Arco, della Napoletana Gas e con dirigenti nazionali Fiom) hanno rappresentato due punti alti del dibattito politico. Dai quadri operai presenti è partito un monito chiaro: centrale è il conflitto sociale e i comunisti, per recuperare la credibilità perduta e i legami di massa, non devono mai più imboccare la scorciatoia dei governi deboli e subordinati al capitale, ma fare propria la resistenza di Pomigliano e credere di nuovo alla lotta. Emozionanti, coinvolgenti, sono stati gli incontri con il poeta operaio Fabio Franzin e la serata di “teatro civile” di Andrea Maurizi, “Sangue dal naso”, sulle violenze di Genova.

    Sui sentieri, mentre la notte scende e la Festa chiude, due giovani ricordano la lezione di Andrea Catone: “Il comunismo è una necessità sociale e storica, è la risposta più alta al rischio della catastrofe dell’umanità; il suo avvento, tuttavia, non è inevitabile. Per prepararlo bisogna resistere, lottare, essere rivoluzionari. Mettendone in campo il primo soggetto costruttore: il partito comunista”.

    Video e commenti sulla Festa in http://www.lernesto.it

  10. massimo scrive:

    Scusate se il mio intervento è da masochista ma perchè dovrei votare un’alleaza brancaleone solo per mandare a casa il Berlusca, se poi questa nuova alleanza di centrosinistra guidata dal PD e legata ai vari Montezemolo, De Benedetti, Marchionne, pretacci vari vaticaneschi,i quali porteranno avanti una politica economica uguale o forse peggio del Berlusca e magari con l’avvallo e il mutismo e l’immobilismo della CGIL, il problema è che ormai a sinistra un gruppo dirigente serio e con le palle scusate il termine non c’è.
    Negli ultimi 20 anni ho creduto cecamente a gente che mi ha tradito e adesso dice che il novecento è solo macerie e disastri per cui io dovrei credere al nuovo una sinistra indistinta alla Vendola (non dimentichiamo che fece l’amico Vendola con il governo DINI oppure ci si scorda così rapidamente delle nostre azioni).
    Ricordo che si dice che le idiologie sono morte quelle dei lavoratori si, mentre il padrone non rottama la sua ideologia di lotta di classe,
    la cosa importante è stato in questo ultimo periodo storico la presenza a mio avviso di un personaggio coerente e fantastico cioè tal Marchionne che finalmente ha ricordato a tutti che cos’è la lotta di classe.
    Per cui’ WIWA Marchionne.
    In questi ultimi 20 anni il risultato è stato che la mia condizione di vita non è migliorata anzi peggiora di giorno in giorno, non so se arriverò alla pensione, se mia figlia dopo anni di studi troverà un lavoro, e l’unica alternativa cos’è alleanze con un partito che dice di non essere di sinistra come il PD o con gente come Vendola che ci odia che ci reputa un cimitero, alleanze con gente e giornalisti come quelli del Manifesto che non aspettano l’ora che noi di rifo si chiuda e che LIBERAZIONE fallisca per un solo calcolo di vendita di giornale appunto solo da beceri bottegai.
    Ma la vogliamo finire una volta per tutte con queste schifezze da bottegai, e da prime donne.
    Perchè il popolo di sinistra non vota più si astiene solo per autolesionismo o perchè non ha più fiducia di queste manfrine e in questa gente, e non vede la luce del tunnel per risolvere i bisogni che ogni giorno ci portano più velocemente nel baratro.
    Io sono un militante del PRC da sempre ma onestamente il sottoscritto e tutta la mia famiglia, abbiamo difficoltà a votare alle prossime consultazioni elettorali (se ci saranno) con uno scenario del genere.
    Perchè di alternative cavolo non se ne vedono.
    PS:
    Non cominciamo con la manfrina del mandiamo a casa Berlusconi distruttore dalla costituzione, visto che il centrosinistra non è che brilli molto sulla stessa questione, basta vedere che hanno detto sui tre licenziati di Melfi (stendiamo un velo pietoso).
    Dopo il Prodi 1, dopo il Prodi 2, facciamo il centrosinistra 3, e dopo di nuovo il ritorno del Berlusca, cavolo è la terza volta che si rivede lo stesso film, cambiamo un pò genere e sceneggiatura di sta cavolo di pellicola, neanche a CANNES ammetterebbero questi film in concorso.

    Massimo PRC Milano

    • alessandro monti-Genova scrive:

      Massimo, io non sono nessuno e come nessuno ti dico che sbagli!
      Sbagli a non credere più, a perdere anche l’ultimo refolo che forse porta aria buona e non il solito tanfo.
      Il futuro possibile io lo vedo come FDS(sempre che si velocizzi e si mandi in porto!).
      Spero e ne sono certo che sarà l’ultima occosione che ha la SINISTRA attualmente extraparlamentare di verginizzarsi, di rendersi credibile e affidabile, politicamente e rappresentativamente.
      Se cannano ora non ce n’è più per nessuno, citando Mia Martini “è l’ultima occasione per vivere, vedrai che non la perderò”!
      Come te nutro ancora diffidenze e dubbi, ma conservo ancora una speranza.

  11. vincenzo lombardo scrive:

    Ecco l’intervento della compagna Forenza contro la quale Burgio si scaglia con inaudita violenza. Ognuno valuti con la propria testa, al di là di pregiudizi settari.

    Vendola, l’aedo del riformismo
    di Eleonora Forenza
    Una intervista doppia, a testate unificate, il manifesto e la Repubblica, in questa torrida estate da basso impero: il nostro versatile aedo lancia, a dire il vero con una tempistica un po’ surreale, la sfida salvifica delle primarie, per uscire dal pantano della seconda repubblica. Le due interviste di Nichi Vendola propongono con tonalità diverse (a ciascuno il suo, il marketing è una scienza seria) la stessa tesi: per il pubblico “adulto” del manifesto non mancano i riferimenti a Melfi e Pomigliano e una differenziazione dalla analisi propostaci dalla lettera di Veltroni sulla sconfitta del 2008. Ma il senso delle due interviste è identico: Vendola si propone di «incarnare in progettualità», la «spinta innovativa» che sente «in Veltroni». Si propone di tradurre in «narrazione», o meglio di essere il narratore, di un compiuto progetto riformista. Di realizzare, cioè, in salsa euromediterranea, il sogno americano di Walter. Certo, «ci sono diversi e divaricati riformismi», e Vendola ne interpreta una variante meno moderata.
    Non è un caso che la sfida delle primarie sia rivolta al Pd, e circoscritta nell’ambito di un Pd per entrambi, Vendola e Veltroni, onnicomprensivo, cioè votato a cancellare a suon di sbarramenti, o a cancellare sussumendolo, tutto quello che si trova alla sua sinistra. Poco importa che l’aedo sia convinto di poter sussumere nelle affascinanti spire della sua poesia la prosa del fallimento riformista, mentre rischia di essere il cantore di una storia non sua, cioè sembri essere sussunto da una narrazione altrui. Tra Nichi e Walter non c’è conflitto di interessi. Anzi.
    Vendola sembra in grado di poter realizzare compiutamente il progetto veltroniano di piena relizzazione dalla seconda repubblica, bipolare e bipartitica e con venature presidenzialiste, attraverso una più radicale americanizzazione del sistema politico: il superamento del contributo dei partiti nella formazione della decisione democratica, in una ottica saldamente postideologica, quando non retoricamente anti-ideologica; una definitiva stabilizzazione di un sistema dell’alternanza (e, dunque, la necessità di cancellare chi si propone di rappresentare l’alternativa al sistema economico e politico); una sublimazione carismatica del conflitto sociale come surrogato di una sua semplice espunzione dal sistema politico. Una dilatazione parossistica del “ma anche”: diritti civili, ma anche Family day; Pomigliano, ma anche Marcegaglia e De Benedetti; il Pride ma anche Padre Pio.
    Vendola, dunque, come evidente nella risposta indiretta a De Magistris, non si pensa come possibile leader di una sinistra unita, né di governo né di alternativa, perché semplicemente non pensa ad uno spazio autonomo di sogettivazione e ricostruzione della sinistra. Il progetto di Vendola non è quello di costruire una sinistra per uscire dal capitalismo in crisi, ma appunto, quello di essere il narratore del riformismo più moderno. Perché Vendola è già oltre l’idea di sinistra: Vendola si propone di rappresentare una interclassista “Italia migliore”.
    Ecco perché relega elegantemente nell’iperuranio il ritorno ad un sistema proporzionale (per cui invece la Federazione della sinistra si batte) e si propone di giocare la partita con una legge elettorale, che oltre ad aver regalato l’Italia a Berlusconi, ha cancellato il pluralismo e soprattutto ha definitivamente reso il sistema istituzionale italiano impermeabile al conflitto sociale. Ed ecco perché il nemico da cancellare, da confinare tra la mucillagine dei partiti, e nell’oltretomba del Novecento, sono quelli brutti, sporchi e cattivi, che sostengono che oggi sia ancora più maturo il bisogno di comunismo: essi vengono dipinti nel “discorso della luce” tenuto al meeting della “fabbriche di Nichi” come chi «ha introiettato l’etica e l’estetica della sconfitta». “Che palle”, queste bandiere rosse che avvolgono il corpo agonizzante della sinistra comunista, esclama Vendola, con un linguaggio che forse vorrebbe essere giovanilistico e invece è semplicemente inelegante. E quanta paura dovrebbe provocare in un orecchio di sinistra questa retorica del “vincere”, della sinistra che vince… Non importa che provi a vincere diventando altro, cioè muoia compiendo definitivamente quella metamorfosi degenerativa che in Italia è iniziata col suicidio del Pci. Questi vecchi prigionieri dell’idea della democrazia come conflitto e partecipazione non “romperanno” ancora con la storia della personalizzazione della politica? Con l’idea che le convention siano saldamente costruite in un ottica postideologica, interclassista? Votate appunto a un’idea della democrazia easy, senza faticose assemblee, senza lo stress dei gruppi dirigenti, tanto votiamo alle primarie?
    Poco importa che questo formidabile strumento di Opa sul centrosinistra si collochi in un’idea della politica anch’essa votata al compimento della parabola della seconda repubblica attraverso una definitiva cancellazione della democrazia dei partiti e delle ideologie.
    Dunque, l’“Italia Migliore scende in campo”, “mette a Vendola”. Si libera dei pregiudizi ideologici: Fini non può essere un alleato stabile, ma un alleato sì. Così come “l’io Sud” della Poli Bortone rappresentava per Vendola nella prima legislatura pugliese una possibile chance per allargare una giunta colpita dalla questione morale.
    Dunque la sinistra può anche scomparire, sussunta in un progetto “oltre la sinistra”. No, non citerò quello che diceva D’Alema, commentando “l’oltre la sinistra” di Adornato. E non farò nemmeno riferimento alle analogie fra l’anello che unisce il popolo e l’unto del Signore. Quelle davvero mi fanno troppo male. Sono comunista, e ho molto rispetto per le speranze dei compagni. Ovunque esse siano riposte.

    in data:26/08/2010
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  12. Franco Astengo scrive:

    APPELLO PER UNA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE
    Il tema della legge elettorale è al centro del dibattito politico: l’attuale meccanismo “proporzionale-maggioritario” varato nel 2005 appare fortemente criticato da più parti, anche se appare congeniale all’attuale maggioranza di governo e, nel suo complesso, alle segreterie dei partiti che dispongono a questo modo di un fortissimo “potere di nomina” scegliendo, in pratica, a tavolino buona parte dei parlamentari.
    E’ cominciata, proprio in questi giorni, una offensiva riguardante un cambiamento nella direzione dell’uninominale-maggioritario, attraverso un appello lanciato sulle colonne del “Corriere della Sera” da una serie di esponenti politici e del mondo accademico schierati in entrambi i poli di centro-destra e di centro-sinistra.
    Occorre contrapporci immediatamente a questa iniziativa.
    Consideriamo il cosiddetto “uninominale secco” una vera e propria disgrazia perché taglia irrimediabilmente qualsiasi possibilità di effettiva rappresentanza politica, riducendo, in particolare nella situazione italiana, il confronto elettorale al personalismo mediatico: proprio quel personalismo mediatico che ha favorito fortemente, nel corso degli ultimi anni, la destra e a cui la sinistra non può rispondere con una semplice operazione di omologazione all’ “apparire” in lugo di quell’”essere” che è sempre stato il dato costitutivo delle grandi forze politiche del movimento operaio.
    Così come consideriamo negativamente le cosiddette “elezioni primarie”, proprio per le ragioni di esaltazione della personalizzazione della politica e di punto di “blocco” dello sviluppo delle possibilità dei soggetti politici di esprimere compiutamente le proprie opzioni al riguardo del Paese (oltre ad altre ragioni riguardanti, specificatamente, regole e modalità dell’istituto che, in Italia, sono sviluppate in maniera molto diversa da quelle adottate nel paese, gli USA, che le ha, per così dire, “inventate”, e nel quale rimangono fattore essenziale di un particolare sistema politico, sviluppatosi fin dai tempi della secessione delle 13 colonie originarie verso la Gran Bretagna, negli anni’70 del XVIII secolo).
    Tornando al “caso italiano”:egualmente si pensa, da altre parti, di richiamare in servizio l’usato sistema “misto” maggioritario – proporzionale meglio noto come “Mattarellum”, usato tra il 1994 ed il 2001.
    Il cosiddetto “Mattarellum” va ricordato contribuì fortemente a tracciare un profilo bipolare all’interno del sistema politico italiano, ma non diminuì anzi aumentò la frammentazione partitica (anche perché adottato nella fase di implosione del precedente sistema dei partiti, in presenza di una tendenza dei “partiti storici” a frantumarsi secondo la linea di frattura delle originarie correnti costitutive), dando così vita a quelle coalizioni super-litigiose che, nel caso del centro-sinistra tra il 1996 ed il 2001 (scontando anche scissioni e passaggi di campo) diede vita a quattro governi in cinque anni, con la legislatura conclusa con un non-parlamentare alla presidenza del Consiglio e la designazione quale “leader della coalizione” di un quarto personaggio, poi regolarmente sconfitto.
    Inutile in questa sede richiamare le forti ragioni che richiedono, invece, di reclamare l’adozione di un sistema elettorale di tipo effettivamente proporzionale soprattutto in ragione della difesa delle caratteristiche parlamentari della Repubblica Italiana disegnate dalla Costituzione: caratteristiche che prevedono la centralità delle istituzioni rappresentative, l’incarico al Presidente del Consiglio conferito dal Presidente della Repubblica, la fiducia votata da entrambi i rami del Parlamento.
    Occorre aprire un confronto tra i diversi sistemi possibili, tenendo conto che va ricercato – ovviamente- un equilibrio tra rappresentatività e governabilità, producendo un quadro di “multipartitismo moderato”, senza “polarizzazioni” (un sistema quindi che consenta l’alternativa al governo, senza “conventio ad excludendum” stabilite a tavolino, per pregiudizio ideologico).
    In questo senso nulla deve essere concesso a forme surrettizie di presidenzialismo, ed egualmente vanno posti in discussione anche i metodi di elezione diretta dei diversi livelli decentrati di Governo ( no, quindi, all’elezione diretta di Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci: riflettendo anche che abbiamo una modalità di elezione dei Sindaci praticamente eguale per tutti gli oltre 8.000 comuni d’Italia, a prescindere dalle dimensioni territoriali e demografiche. La sola diversità è rappresentata dalla possibilità o meno del ballottaggio: istituto del ballottaggio che non c’è per i Presidenti di Regione e sul quale, istituto del ballottaggio, andrebbe aperta una ulteriore riflessione circa validità ed utilità).
    Il sistema elettorale (nel suo complesso: non semplicemente la “formula elettorale” che porta alla traduzione di voti in seggi) è punto fondamentale del sistema politico ed è attraverso il sistema elettorale che può concretizzarsi il confronto fra le grande idee, le diverse opzioni di società e di prospettiva per il futuro che soltanto le organizzazioni politiche e non i singoli possono portare avanti.
    E’ necessario, quindi, far sentire la voce di quanti (sono convinto che non siano pochi) che nel mondo politico, sindacale, della cultura, dell’associazionismo si muovono – appunto – nella direzione di una richiesta di modifica nel senso di un sistema elettorale proporzionale.
    Chiedo a tutti di frasi interpreti, in tutte le sedi, di un dibattito serio ed impegnato su questi temi, a partire da una analisi seria della recente storia d’Italia, che non può essere distorta nella sua essenza, con ricostruzioni fantasiose e non precisamente “informate”.
    Grazie per l’attenzione
    Savona, li 31 Agosto 2010 Franco Astengo

    • vincenzo lombardo scrive:

      Condivido molto l’impostazione di questo intervento. Vorrei solo che fose chiarito il nodo della rappresentanza e della governabilità. Non vorrei che la seconda dovesse soffocare la prima, chè altrimenti saremmo nella stessa situazione di quella attuale, realizzata con metodologia diversa. Personalmente mi sento di ripetere le parole di Ferrero: proporzionale secco. Certo, sapendo che si apre una trattativa con interlocutori che hanno ispirazioni ed obiettivi diversi. Non mi sento di condivedere la sciocchezza che ho sentito dalle labbra di Cofferati, il quale, nel 2001, ebbe a dire che “la governabilità è un valore per i lavoratori”. Abbiamo visto quanti vantaggi hanno tratto i lavoratori dalla governabilità assicurata a Berlusconi.
      La governabilità non può essere una camicia di forza messa in campo già prima delle elezioni. Essa può scaturire esclusivamente dalla bontà del compromesso politico che si realizza in parlamento nell’interesse complessivo del paese. Se una qualsiasi forza politica dovesse tendere a far prevalere in modo esclusivo o smaccamente preminente gli interessi di una parte della società a scapito magari della maggioranza di essa che ben venga l’instabilità. Per questo considero prioritaria, oltre che elemento di democrazia vera, la rappresentanza nelle istituzioni della società, così come essa è, e non come alcuni vorrebbero che fosse.
      Seppure minoranza non credo che dovremmo porci col cappello in mano di fronte ai nostri partner. Noi dobbiamp presentarci con le nostre proposte senza attendere che siano gli altri a farci delle concessioni, con atti di generosità unilaterali. Un tale atteggiamento ci condannerebbe alla sudditanza ed al silenzio. Il problema è che, per quanto mi risulta, queste proposte- gli ormai famosi pochi punti chiari- ancora non sono chiari a noi stessi. Prima ci sbrighiamo ad elaborare una proposta, anche minimale, con la quale presentarci all’interlocuzione con la società e le altre forze politiche, meglio è.
      Diversamente prevarranno le narrazioni fumose ed eteree con le quali si affabulano le masse in attesa del messia.

      • Franco Astengo scrive:

        Rispondo a Vincenzo Lombardo ringraziandolo per la cortese interlocuzione. Sono d’accordo, il punto massimo da raggiungere è quello di evitare la forzature delle coalizioni in precedenza alla presentazione elettorale e quindi ricercare in Parlamento la maggioranza necessaria per governare sulla base dell’esito del voto (teniamo conto che, in Italia, nel periodo della legge elettorale proporzionale vigeva anche la “conventio ad excludendum”). Sarà difficile ottenre questo risultato, nel quadro attuale (sarebbe già un otitmo risultato avere un “patto” tra forze politiche per cambiare l’attuale legge elettorale nella direzione che noi auspichiamo). Per questo motivo ho elaborato un sistema a doppio turno (un aggiornamento di un vecchio lavoro) che ho già postato in questa sede e che il compagno Lombardo e chi è interessato potrà trovare e valutare (assieme ad una replica poco simpatica da parte di chi evidentemente non conosce la storia delle persone, ma pazienza..). Ancora grazie Franco Astengo

  13. giovanni alimonte scrive:

    Vi propongo la lettura di questo articolo di Burgio poiché mi sembra molto condivisibile

    Alberto Burgio
    Liberazione del 28/08/2010

    Che in politica i fatti non parlino da sé e si tratti sempre di interpretarli, è cosa ben nota. Ma dovrebbe pur esserci un limite. Veltroni dovrebbe avere il buon gusto, se non di tacere, perlomeno di riconoscere i disastri provocati due anni fa dalla sua fragorosa «discesa in campo». E invece no. Rivendica le proprie gesta. Ne valorizza le conseguenze (le politiche del 2008, col ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi e quanto ne è seguito, sono a suo parere il «risultato più importante del riformismo italiano»). E vorrebbe ricominciare a far danni. C’è soltanto un commento possibile, per rimanere nel perimetro della logica politica. E’ un bene che le posizioni (in questo caso dentro il Pd) si chiariscano e che ne derivi un confronto serio e concreto come sta avvenendo grazie alla proposta di dar vita a una «alleanza democratica» rivolta da Bersani a «tutti quelli che» considerano urgente e prioritario cacciare le destre e portare il paese fuori dal cono d’ombra del berlusconismo. La chiarezza delle posizioni è necessaria anche perché il tempo stringe. Berlusconi sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua maggioranza e non è escluso che riesca a vivacchiare per qualche mese. Ma sembra molto difficile che il centrodestra risolva la propria crisi al punto di recuperare stabilità e operatività. La fine naturale della legislatura è un traguardo lontano, con ogni probabilità fuori dalla portata di questo governo.
    In tale situazione torna più pressante che mai l’esigenza che le forze politiche e sociali dell’opposizione si preparino all’eventualità di una sfida elettorale ravvicinata. Il rischio che Berlusconi torni a vincere è veramente mortale per il sistema democratico e per la stessa convivenza civile nel paese. E’ un rischio che non va sottovalutato e che deve dominare le riflessioni di tutti coloro che hanno a cuore i principi e i valori affermati nella Costituzione repubblicana e antifascista. Noi – Rifondazione comunista e Federazione della sinistra – questo ordine di questioni ce lo siamo posto da tempo. Questo rischio l’abbiamo visto e denunciato con forza. E ne abbiamo desunto alcune proposte che rivolgiamo a tutti i nostri potenziali interlocutori.
    La nostra linea (affermata nei documenti degli ultimi Cpn e nel documento preparatorio del Congresso della Fds) è chiara (benché – riconosciamolo – non sempre abbiamo saputo praticarla con sufficiente coerenza ed efficacia): massima unità della Federazione e apertura alle altre forze di alternativa, affinché la critica del modello sociale capitalistico torni a produrre effetti concreti nelle dinamiche sociali e politiche e riapra una reale prospettiva di trasformazione; unità d’azione con tutte le forze della sinistra intorno a questioni cruciali (dignità e autonomia del lavoro; giustizia sociale e welfare; difesa del Mezzogiorno e lotta contro disoccupazione e razzismo) che vedono queste forze concordi; unità democratica tra tutte le forze che si oppongono alla devastazione sociale, politica e morale prodotta dalla destra e guardano pertanto con rispetto alla Costituzione, affinché giunga al più presto a termine il lungo incubo nel quale l’Italia è precipitata con l’inizio dell’avventura berlusconiana.
    La ripresa dell’attività politica è prossima e sarà un banco di prova per la sinistra e le forze democratiche. Per questo non ci stanchiamo di ripetere la nostra proposta (figlia degli insegnamenti di Gramsci e della prospettiva unitaria che fu alla base del ruolo storico del Pci ancor prima della Liberazione) e per questo incalziamo i nostri interlocutori. Sapendo che si tratta di un programma ambizioso ma avendo anche coscienza che il precipitare della situazione (ben evidenziato dalla guerra della Fiat contro gli operai e la Fiom) non concede a nessuno grandi spazi di tempo e di manovra.
    Ma incalzare gli interlocutori – anche questo dobbiamo sapere – è cosa ben diversa, per non dire opposta, dall’aprire polemiche distruttive, che impediscono nei fatti ogni ricerca di alleanze. A sinistra del Pd il dialogo tra la Federazione della sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà è uno snodo evidentemente imprescindibile. In questo dialogo, la nostra interlocuzione col compagno Nichi Vendola è altrettanto evidentemente un aspetto cruciale. Pertanto non giova (per non dire che è del tutto privo di ragione politica, oltre che in contraddizione con la linea che il Partito e la Fds si sono dati) un attacco violento come quello sferrato l’altroieri su Liberazione dalla compagna Eleonora Forenza. La quale, nel ribadire le differenze che separano il nostro progetto politico da quello di Vendola, si è lasciata prendere la mano, commettendo a nostro parere due errori di qualche rilievo.
    Il primo rimanda a un vecchio e pessimo vizio della polemica politica: la deformazione (persino la caricatura) delle altrui posizioni. Forenza rappresenta Vendola come un clone di Veltroni. E, ricorrendo a un’ironia sovraccarica, ne fa un fan del bipolarismo e della Seconda repubblica, un nemico del conflitto sociale e della partecipazione, un sostenitore dell’interclassismo organico al Pd. Ma Vendola (dal quale pure molto ci separa, a cominciare dal giudizio liquidatorio da lui espresso nei confronti dei partiti politici) non ha queste posizioni e ancora nelle interviste da cui Forenza prende spunto sostiene idee opposte: imputa a Veltroni la sconfitta drammatica del 2008 e l’ideologia dell’autosufficienza che la provocò (ragion per cui afferma la necessità che le forze della sinistra si riuniscano); accusa il Pd di essere subalterno al neoliberismo (e sostenitore, in parte, di un tremontismo ancor peggiore di quello «naturale» della destra); si dichiara proporzionalista e auspica un’esperienza di partecipazione di massa capace di interpretare la grande domanda sociale di cambiamento che emerge dal paese. La sua strategia politica e la sua concezione delle alleanze a sinistra sono in tutto e per tutto concordi con la linea del Prc e della Fds? Certo che no. Ma ovviamente ciò non autorizza a falsificarne le posizioni.
    Il secondo errore è addirittura più serio, trattandosi di una propensione alla chiusura settaria davvero allarmante in un dirigente politico che – come nel caso della compagna Forenza – ricopre ruoli di grande rilievo. Il violento attacco a Vendola non è soltanto in contrasto con le posizioni unitarie assunte dagli organismi dirigenti del Partito e della Federazione. E’ l’espressione di una pulsione all’isolamento che, sempre deleteria, rischia di rivelarsi esiziale in una fase nella quale – come ben sanno le compagne e i compagni che ci chiedono di impegnarci per superare l’attuale frammentazione della sinistra – le forze di alternativa nel nostro paese rischiano di estinguersi dentro il circolo vizioso che salda l’emorragia di consensi all’inefficacia politica.
    Non si tratta di coerenza, di rigore ideologico, di orgogliose rivendicazioni della propria identità ma, più sobriamente, di consapevolezza e di senso della responsabilità. Continuare a dividersi, insistere su ciò che separa ignorando quanto potrebbe unire, approfondire tensioni e polemiche invece di ricercare convergenze e di promuovere battaglie condivise può forse gratificare la vanità di qualcuno, ma è sicuramente un rilevante contributo alla completa distruzione della sinistra italiana.

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER GIOVANNI ALIMONTI.
      Grazie per aver pubblicato l’articolo che avrei dovuto, LINKARE io, cosi , i compagni vedono che quanto scritto da me, sotto è giusto, e fa spece vedere Burgio prendersela con la FORENZA,in stile requisitorio, di memoria stalinista, mentre non dice una parola agli insulti che quotidianamente, Vendola ci riserva, che Burgio sia diventato cristiano ? e agli schiaffi presi volge l’altra guancia?
      non conosco la Forenza ma sarei felice di ringraziarla personalmente per avermi diveso, me ed il mio partito, dal’AEDO RIFOMISTA VENDOLA, mi premuro presto di riprodurre(per par condicio)larticolo di Eleonara FOrenza che è molto più interessante.

      • carlo circolo bianchini Genova scrive:

        CHI FOSSE INTERESSATO A LEGGERE L’ARTICOLO DI ELEONORA FORENZA, LO PUO’ TROVARE SU LIBERAZIONE, DEL 26/08/2010, SULLA PRIMA E TERZA PAGINA. DAL TIOTOLO, VENDOLA L’AEDO RIFORMISTA

  14. mario scrive:

    Io comunque questo dire subito si di Ferrero lo reputo un tantino affrettato, quasi ci sia la necessità di rientrare subito nel gioco delle alleanze per eleggere qualcuno, e questo vale per molti anche per la componenete essere comunisti.
    Ma leggendo le dichiarazioni su Repubblica di Bersani egli non pone assolutamente in discussione il bipolarismo, non pensa quindi ad una legge simil proporzionale che consenta anche alla Federazione di rientrare in parlamento, anzi scrive di aggiustamenti del modello tedesco o del “mattarellum” ma sempre nella logica bipolare… non va dimentica che si discute apertamente di una taglio consistente dei parlamentari e questo sia nel campo di destra che nel PD tale che comunque una eventuale soglia proporzionale se pur applicata anche im misura marginale sposta l’asticella per rientrare in parlamento vicino al 5%.

    quindi valutiamo bene prima di esprimere tanti entusiasmi come fa Ferrero

    • Giuseppe Metallo scrive:

      A me sembra che quando arriva il tema del governo o del “nuovo Ulivo”, noi parliamo troppo di sistemi elettorali, e troppo poco dei temi che dovrebbero essere cari ai comunisti. A partire dal lavoro. In questo ci stiamo facendo superare da SEL e da Vendola, agli occhi dei lavoratori e dell’opinione pubblica di sinistra.

      Ferrero ha praticamente detto che del nuovo Ulivo non ci importa niente a prescindere, e che il “fronte democratico” ci interessa solo per cambiare la legge elettorale e far tornare in parlamento la “sinistra anticapitalista”. Ha detto che per cambiare la legge elettorale “farebbe patti anche col diavolo”, riferendosi all’UDC. Qui una persona di buon senso potrebbe chiedersi: ma per difendere i lavoratori, i patti col diavolo non si fanno? Perché dovrei votare chi pensa solo alla propria autoconservazione?

      E poi consideriamo che, SE tutto andasse per il meglio, potremmo FORSE ritrovarci con una nuova legge elettorale alla tedesca con sbarramento al 5%. Anche senza tirare in ballo tutta la storia dei comunisti, che hanno SEMPRE curato le alleanze a sinistra, non sarebbe per lo meno CONVENIENTE cercare DA SUBITO l’unità a sinistra sui temi sociali, per non doverci poi presentare alle elezioni da soli, o dentro un ennesimo cartello elettorale improvvisato, senza progetto nè storia?

  15. carlo circolo bianchini Genova scrive:

    PER ALESSANDRO DI GENOVA.
    TI RISPONDO QUI. PERCHE’ SOTTO SAREBBE LUNGO.
    Carissimo Alessandro,contentissimo, di rincontrarti, anche se mi hai tirato le orecchie, sapevo che eri in vacanza, e magari nel posto doveri, non avevi la possibilità, di interloquire, ed allora mi sono lasciato andare, anche se il tuo sprono mi mancava.
    Non so se sei rientrato dalle ferie, se è cosi, approfitto, per invitarti alla “LIBERAFESTA” che faremo alla Bianchini il 3,4,5 settembre, io sono ad aiutare in cucina, e ci sto tutte tre giorni, se sei a Genova e ci vieni a trovare , finalmente potremo conoscerci di persona, non so proprio immaginare che viso hai, anche se di solito, provo a dare un volto alle persone basandomi da come scrivono, ma spesso sbaglio, penso che accade anche a te, vieni e potrai vedere , magari mettendosi d’accordo anche Gian Luca, ed Adriano che sarà li con me, per tutta la festa.
    Entro in argomento, e cerco di sottrarre le orecchie alle tue dita,quanto indichi il mio “sacro furore che rasenta il settarismo” guarda che strano, pensa che tu hai potuto, vedere in me il furore settarista, proprio mentre cercavo di ribellarmi a questo termine, che nella storia, è stato usato ed abusato per combattere i propri nemici, anche la Luxemburg, è stata accusata, di deviazionismo, Trotskijsta, ma la povera Rosa , fu uccisa nel 1919, prima che il trotskijsmo diventasse un insulto.
    Di volta in volta, tutti hanno utilizzato, parole denigratorie per criminalizzare i propri avversari e nemici, i savoia, tacciavano di “Brigante” tutti coloro, che osavano ribellarsi, all’occupazione, ed in questi giorni Rumiz, (su Repubblica) scrive una bella pagina, sul Massacro di Pontelandolfo, dove i bersaglieri per vendicarsi, di 40 loro morti fecero una rappresaglia, uccidendone 400, come vedi i tedeschi non hanno inventato niente, anche Pino Aprile, di recente ha scritto un libro,(TERRONI), che narra come i piemontesi, intendevano l’unificazione d’Italia, i famosi Fratelli, che dovevamo, unificare il paese ed invece hanno solo rapinato le risorse del regno delle due sicilie, PER POI CONDANNARLO ALLA MISERIA PERENNE, anche gli americani, usano questa tattica, tutto cio che non è funzionale al proprio disegno, viene chiamato terrorismo, e cosi scopriamo che se gli italiani, si ribellano al nazifascismo, (essendo questi funzionali al loro disegno ) questi sono definiti partigiani, se a farlo sono i palestinesi, questi sono terroristi.
    Vedi caro Alessandro, quanto è difficile,costruire argomenti e relazioni se prima non ti accordi sui termini? Io ho iniziato, questa diatriba, pensando di combattere il settarismo, ma mi trovo a essere tacciato di settarismo.
    Andiamo a ritroso, il 25/08/2010 su liberazione appare uno scritto di Burgio, che so essere , non una persona qualunque, ma è uno studioso che stimo molto, e so anche essere, una stella di prima grandezza nella galassia”essere comunisti” in questo editoriale, oltre a dichiarare che Napolitano ha scritto una lettera di risposta agli operai, di Pomigliano, che a dire poco è rivoluzionaria, si è scagliato dopo, sui soliti Settari, il giorno dopo il 26/08/2010, una compagna,(ELEONORA FORENZA) sempre su Liberazione scrive un articolo dal titolo eloquente”VENDOLA L’AEDO DEL RIFORMISMO”, DOVE NON ERA ALTRO CHE LIGGITIMA DIFESA RISPETTO A TUTTE LE COSE CHE Vendola aveva, e continua a dire di noi, il 28/08/2010, Burgio in una anteprima di liberazione attacca terribilmente, questa compagna, tacciandola, di tutti gli epiteti immaginabili, ora caro Allessandro, in quell’attacco, a questa compagna non ho visto il “sacro furore che rasenta il settarismo” ma il “sacro furore stalinista” ed io di stalinismo me ne intendo essendo io amante ed estimatore di Stalin, ma mica per questo gli perdono tutto!
    Sul resto sono d’accordo con te, se guardi i miei interventi vedrai, che mi sono sempre dichiarato, favorevole ad un governo delle regole, istituzionale , per la costituzione, democratico etc. basta che si faccia sulla chiarezza, invece a volte , vedo che il linguaggio i criptografico, e si dice una cosa e si intende un’altra, io credo che, Burgio, per restare nel tema, non è uno sprovveduto, è un grande studioso, e se volesse, potrebbe parlare chiaro, potrebbe recintare un argomento e dire, oltre questi paletti i definisco settario, chiunque lo oltrepassi invece no, parla in codice, come se “lui” appartenesse ad una setta, e si rivolge, con un linguaggio cifrato, io ho l’impressione(spero di sbagliarmi) che Burgio non ama cosi tanto Vendola, quando nell’editoriale (del 28/08/2010 dice” MA VENDOLA E’ UN INTERLOCUTORE IMPRESCINDIBILE” ma ho l’impressione che viene usata, la clava Vendola, per darla in testa A Ferrero, o per cercare nuovi equilibri, vedo spesso, nei post, di questo blog, i tifosi di” Grassi segretario”, intendiamoci, non dispiacerebbe neanche a me Grassi segretario, ma il mezzo non è etico, cosa che non mi spiacerebbe se fosse il risultato, di un carisma, personale e basato su una dialettica corretta.
    Ti saluto a presto.

    • Alessandro Monti-Genova scrive:

      Ciao Carlo, purtroppo iesco in questi giorni di ripresa lavorativa ad essere poco presente e quindi a rispondere quasi telegraficamente.
      Grazie dell’invito vedrò di esserci così ci conosceremo di persona!
      Mi dolgo di non avere il tuo background storico (pur essendo un grande appassionato di storia…) e quindi non ho nozioni per tenere una discussione sul periodo immediatamente successivo al 1917.
      Baffone è stato un grande condottiero dal pugno di ferro (in piccolo Tito lo ha emulato, con la differenza che almeno dopo Stalin ci sono voluti decenni ed un certo Reagan per squagliare la vecchia Urss, morto Tito la Jugo si è avvitata sui propri odii atavici secolari compiendo nefandezze di ogni tipo), che ha saputo mantenere saldo il potere nonostante e soprattutto anche grazie al conflitto mondiale.
      Per il discorso Settarismo: io continuo a vedere molta prevenzione (magari fondatissima non dico di no) a slanci verso alleanze versus il nano maledetto ed il suo berlusconismo. Ma scusami qual’è il fine ultimo? mandare a fare il nonno nei suoi preziosi possedimenti e levarcelo dalle balle? Ricostruire una nazione su basi di maggior eguaglianza sociale? Sventare un golpe confindustriale che vuole distruggere gli ultimi residui dei diritti dei lavoratori rendendoci tutti precarizzati a vita? Prevenire una deriva plebiscitaria?
      Se questi sono parte degli obiettivi io mi alleo non dico col diavolo (preferisco il … grifone…) ma con chiunque possa avere a cuore il futuro democratico di un paese. Poi stringere alleanze non significa accettare patti governativi o quant’altro.
      D’altronde Molotov e Von Ribbentropp siglarono un patto alleativo di non aggressione reciproca e comunemente si “spartirono” la penisola scandinava (se non ricordo male): cio’ non gli impedì di farsi una guerra sanguinaria e di attaccarsi reciprocamente!
      Per cui io vedo il settarismo come una deriva sciocca in questo momento dove ben altri sono i distinguo da tenere fermi e inquadrati.
      Settarismo sciocco in questo momento significa (da entrambe le parti beninteso) addivenire a rancorosi e livorosi j’accuse su accadimenti passati e comunque che in politica sono all’ordine del giorno.
      Ripeto, se Vendola è conscio del fatto che manipolato dal sig. Veltroni si punta su di lui per far la guerra a D’Alema e se riesce per caso a vincere queste fantomatiche primarie del PD … contento lui contenti tutti, a me non tange nulla.
      Significa andare a spaccare il solito capello in 400.000 microtomiche sezioni e perdere tempo prezioso costruendo a) la FDS e b) rete di alleanza democratica.
      Non abbiamo velleità governative? se nei punti programmatici di questo Ulivo2 la vendetta ci sono punti per cui val la pena lottare e dare “battaglia” perchè tirarsi indietro? come scrivevo ieri di “splendido isolazionismo” si muore per consunzione…
      Non è stringere accordi con, comunque, la più grande forza protogovernativa temporaneamente all’opposizione per avere qualche cadreghino futuro, sarebbe un ulteriore banco di prova che l’eventuale FDS possa rappresentare agli occhi della militanza e della platea elettorale come una forza politica seria affidabile e coerente.
      Ti sembra poco?
      Sulle diatribe giornalistiche e relativi attacchi di persone senz’altro in possesso di ben altralevatura di quella che possiamo avere noi ho il personale convincimento che sono solo un male per la sinistra e per il nostro mondo: come te nutro particolare “ribrezzo” verso il mondo dei giornalisti che siano schierati e convinti idealisti o solo dei modesti pennivendoli. Li lascio perdere e guardo oltre, forse sono snob le loro giaculatorie offensive non mi interessano…
      Non giudico un movimento politico in base a come scrivono sui giornali, fortunatamente ci sono metodi di confronto e discernimento incrociato ben più affidabili come blog e sezioni on-line dove persone come noi si scambiano opinioni.
      E dove si possono tastare le passioni e gli ideali che sopiti o latenti stanno sempre in guardia.
      L’articolo di Burgio l’ho letto e pone un quesito di fondo molto semplice: con questo gruppo dirigente si va da qualche parte? nonostante ci fossero tutte le premesse per costruire rapidamente la FDS sono spuntati i soliti “distinguo” tipici del nostro mondo a marcar differenze invece che ad unire medesimi desiderata…
      A questo punto il problema si sposta su Ferrero, su Diliberto, Salvi, Rizzo, Patta ecc. ecc.: si fa un gran parlare del ricambio generazionale nel Pd e tale questione non potremmo porcela anche noi nel prossimo futuro?
      Semmai dovremo puntare sull’identitarismo diffuso di noi che vogliamo qualcosa per noi e per i nostri figli!
      E spingere il nostro gruppo dirigente a “fare qualcosa di sinistra”, perchè tempo ne abbiamo (non si andrà tanto rapidamente alle elezioni) ma non possiamo più sprecare un giorno nelle inutili e vacue discuisizioni.
      Linko un interessante articolo di Liberazione http://www.liberazione.it/news-file/Falce-e-martello–chi-c—a-sinistra-del-Pd—-LIBERAZIONE-IT.htm così tanto per ricordarci che comunque a sinistra del Pd ci sarebbe almeno un 8/10% di suffragi. e qualcuno di più di chi si è perso per strada essendosi rotto gli zebedei per le troppe divisioni del passato.
      A presto e buona giornata.

      • carlo circolo bianchini Genova scrive:

        PER ALESSANDRO.
        Ho letto l’articolo sopra LINKATO, e sotto riproduco, una parte, per testimonianza, l’articolo, non è firmato, quindi è condiviso da tutta la redazione, nessuno si è smarcato,quello che fa più specie e che Liberazione da la notizia, cosi, senza commenti, come se fosse oro colato,quasi come a dire vedete? avevamo ragione noi a puntare su Vendola, non una parola sul fatto che quando siamo stai annientati i sondaggi ci davano quasi al 10%, non una parola di dubbio sul fatto che il sondaggio era dopato, dando dal 4 al 6 % a SEL e solo 1,5 alla FDS, se cosi stessero le cose Patta, Salvi e forse anche Diliberto sarebbero confluiti in SEL, niente di niente, sul fatto che tutte le volte che andiamo alle elezioni,SEL prende se non meno , quanto noi, con l’anomalia, che è concentrato al sud, questo alticolo, dimostra che Liberazione sta ancora con il re di prussia, e cavalca le veline, dei giornali che hanno interesse a dire che noi siamo inesistenti e Vendola va a gonfie vele.
        questo fatto mi dice che ho ragione a non sentire mio questo giornale, perchè se il giornale della confindustria, dà Vendola nei sondaggi a quota quattro volte i voti di rifondazione e accettabile perchè i giornali dei padroni fanno il loro mestiere, ma che a fare il gioco dei padroni, sia il gionale del mio partito, lo trovo intollerabile, non solo non comprerò mai Liberazione, (anche se mi tocca leggerlo(qualche volta) su internet, il giorno dopo per ragioni politiche) ma mi auguro che il giornale chiuda, e alla festa che faremo il 3/4/5 settembre mi rifiuto di diffonderlo, consigliando gli altri a leggere dell’altro.
        e su questo che il potente e stimato Burgio dovrebbe levare la sua voce,non contro Forenza, che ha reso a Vendola pan per focaccia.
        ciao a presto.

        riproduco sotto, parte di un articolo, uscito su Liberazione il 30/8 2010.

        Ma vediamo la loro composizione. Partiamo dal partito di Vendola, “Sinistra, ecologia e Libertà” che i sondaggi danno tra il 4 e il 6% delle preferenze. La sigla è formata dalla ‘Sinistra democratica’ di Mussi, dagli ex Ds che non hanno aderito al Pd perché contrari al progetto dei Democrat, dai “vendoliani” usciti dal Prc poco dopo l’elezione di Paolo Ferrero a segretario nel 2008, dai Verdi di Paolo Cento e Loredana de Petris. La specificazione qui è necessaria perché, fenomeno noto solo in Italia, di “Verdi” ce ne sono due “tipi”: quelli che sono di fatto usciti dal partito e hanno aderito alla formazione politica di Vendola, e quelli (vincitori all’ultimo congresso) che hanno mantenuto la propria sigla e insieme la propria autonomia. Questi ultimi hanno come presidente Angelo Bonelli e dai sondaggi sono tra lo 0,5 e lo 0,8% delle preferenze.
        Andando avanti nella “galassia delle falci e martello”, troviamo la ‘Federazione della sinistra’, formata dal Prc di Paolo Ferrero, dal ‘Partito dei comunisti italiani’ di Diliberto, dai ‘Socialisti 2000′ di Salvi, dal ‘Lavoro e solidarietà’ di Patta. Per i sondaggi è una sigla che arriverebbe all’1,5% alle prossime elezioni.

        • alessandro monti-Genova scrive:

          Caro Carlo,
          ho riletto con più calma sia Burgio che Forenza e mi convinco sempre di più che a Burgio gli si siano rotte le uova nel paniere.
          Due domande però mi pongo.
          1)Burgio “utilizza” Liberazione per prima dire che siamo agli sgoccioli e bisogna ritrovare unità (abbastanza sul generico, direi) e poi risponde abbastanza piccato a Forenza che aveva comunque tratteggiato un Vendola da cui (dal nostro punto di vista, ovviamente) guardarsi.
          Domanda: al di la’ del metodo e delle parole, perchè non ritiene che la libertà di esprimere un’opinione non alberghi nelle persone? sopratutto se pensiamo che ad oggi Liberazione è organo del PRC, non certo di Vendola!
          2)Volendo difendersi dall’accusa di essere settario, Burgio ha risposto nel modo più settario e deleterio per lui: è un clamoroso autogol.
          Domanda: quanti sono disposti a scommettere che davvero sia partita la “fronda” a Ferrero? le accuse non mancano, la FDS dopo gli annunci è ancora un soggetto “fumoso” e alquanto incerto e Ferrero si è quasi prostrato ai piedi di Bersani.

          Verrebbe da dire, continuiamo a farci del male, siamo bravissimi…

          Il magma che noi non vediamo agitarsi nei meandri sotterranei della politica (?) italiana sta iniziando a mescolarsi. Se non è adesso tra qualche settimana mi auguro debba venire fuori perlomeno uno scontro nel centrodestra: ci sono tutte le premesse ma la temperatura è ancora bassa.
          Gheddafi con le sue amazzoni e beduini è tornato nella sua Tripoli, dopo aver sparato quattro cazzate che manco al Bagaglino…
          I pochi fessi che non le hanno capite gli hanno pure dato dignità di essersela presa (bossi): di certo la figura più meschina di tutte l’ha fatta il popolo italiano che è stato esposto al pubblico ludibrio per l’esibizione di un sonoro pagliaccio sul viale del tramonto (ma carico di sghei).
          Concita De Gregorio invoca la richiesta di “pizzo” promulgata dal colonnello, quei 5 miliardi per non fare affluire la marea nera in Europa: cara Concita ci sei cascata anche tu, questo è uno spara cagate colossali lasciatelo nell’indifferenza.
          Persino b. ha detto che il suo è “folklore”…

          Concludo con un pensiero: che convenga tifare D’Alema/Bersani perchè l’aedo narratore ed il suo amico “ma anche” ualter vengano nuovamente sconfitti? mah, speriamo che siano davvero accecati come da mitologico ricordo e non si accorgano che nel loro errare estatico presi dall’Io narrante possano passare su qualche trappolone e finire nella bratta sino al mento!!!

  16. Franco Astengo scrive:

    Mi permetto di interloquire nuovamente postando di seguito una proposta di sistema elettorale (viene da lontano, ma mi sono permesso di modificarla e aggiornarla recentemente). Tanto per fornire un contributo al dibattito, grazie per l’attenzione Franco Astengo
    IPOTESI DI SISTEMA ELETTORALE: PROPORZIONALE A DOPPIO TURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA
    Allo scopo di avviare, nelle sedi più diverse, la discussione sulla modifica (necessaria) del sistema elettorale e proponendo anche modifiche costituzionali importanti dal punto di vista della rivitalizzazione della centralità del Parlamento (monocameralismo o seconda camera delle Autonomie locali eletta, come il Senato Francese, in via indiretta; statuto delle opposizioni; sfiducia costruttiva) riprendiamo, da precedenti elaborazioni portate avanti negli anni scorsi, una idea di sistema elettorale a doppio turno, sulla base di circoscrizioni interregionali, con voto di preferenza (anche plurimo, si potrebbe pensare a due preferenze esprimibili).
    Nel caso di compresenza tra Camera dei Deputati eletta a suffragio universale e Camera delle Autonomia eletta con un sistema di secondo livello, è evidente che la fiducia al Governo dovrà essere concessa soltanto dalla Camera dei Deputati.
    A questo modo (trattandosi di circoscrizioni ampie, anche se l’assegnazione dei seggi all’interno della circoscrizione avviene con il metodo d’Hondt, sicuramente preferibile, è possibile, a differenza del sistema spagnolo e del progetto Ceccanti-Vassallo del 2007, avere la rappresentanza anche delle formazioni minori, senza privilegiare troppo le forze entnoregionaliste) potrebbe essere garantito l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità, all’interno di un sistema dove la convivenza bipolarismo e presenza delle forze politiche risulterebbe possibile (riportiamo l’attenzione a quanto riferito poco sopra su statuto delle opposizioni e sfiducia costruttiva).

    FUNZIONAMENTO

    ISTITUZIONE DI RIFERIMENTO: PARLAMENTO MONOCAMERALE COMPOSTO DA 500 MEMBRI
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI: 400 SEGGI AL PRIMO TURNO CON CRITERIO PROPORZIONALE, 100 SEGGI AL SECONDOTURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA O ALLA COALIZIONE VINCENTE, NELLA SEGUENTE PROPORZIONE: 75 A 25;
    MECCANISMO DI VOTO AL PRIMO TURNO: L’Italia sarà suddivisa in 9 grandi circoscrizioni (Piemonte,Valle d’Aosta e Liguria 40 seggi; Lombardia 67 seggi; Emilia – Romagna 32 seggi; Triveneto 53 seggi; Toscana, Marche e Umbria 44 seggi; Lazio, Abruzzi, Molise 50 seggi; Campania 35 seggi; Puglia, Basilicata e Calabria 39 seggi; Sicilia e Sardegna 40 seggi).
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL PRIMO TURNO: Si presentano le forze politiche senza alcun vincolo tra di loro, e all’interno di ciascheduna circoscrizione si assegnano i seggi con il metodo d’Hondt (senza clausola di sbarramento). A questo modo le forze politiche si misurano ed ottengono seggi senza la defatigante contrattazione nei collegi ( l’ultimo quoziente, per ogni circoscrizione si aggira tra gli 80 – 90.000 voti).
    ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL SECONDO TURNO. E’ evidente la necessità di formare coalizioni molto larghe. Alla coalizione vincente saranno assegnati 75 seggi, a quella perdente 25 (una proporzione in grado,appunto, di garantire la governabilità). Per il secondo turno sarebbe preferibile che i partiti apparentati formassero una sola lista che dovrebbe essere bloccata (senza preferenze) dove i singoli partiti sono sarebbe rappresentati in misura percentuale pari al risultato del primo turno.
    Naturalmente è legittimo immaginare ( o sognare) la combinazione che si vuole al secondo turno (anche la presentazione di liste isolate o di mini – coalizioni: di fatto la minoranza sarebbe suddivisa anch’essa con il metodo d’Hondt).
    Savona ,li 8 Agosto 2010 FRANCO ASTENGO

    • Gianni B. scrive:

      Vergogna zero? Sul sito di Sel ci descrivi come dei poveri deficienti, soggetti residui della storia e poi vieni qui a farci la lezioncina?
      Ma chi credete di essere? I nuovi unti del signore?

  17. garry scrive:

    leggo solo ora il post di Grassi del 27 agosto, in cui parla del “tormentone” su Vendola. L’avessi letto prima, il mio precedente intervento sarebbe stato ovviamente differente.
    Ha ragione Grassi nel sostenere che dobbiamo coltivare tutti i possibili campi di intesa col governatore della Puglia e con SEL, senza inutili e dannosi settarismi, magari governati da sentimenti rancorosi. Proprio in questo modo avremo le carte in regola per incalzarlo, qualora la piega degli eventi ci dovesse vedere su fronti distinti.
    Però, anche se è vero che la situazione è confusa, che non sappiamo se si voterà, se ci saranno primarie o no, è vero anche che occorrerà pure darsi una strategia calibrata sui diversi possibili scenari, compreso lo “scenario Primarie”.
    Parlarne ora non credo sia tempo perduto, se non vogliamo poi farci cogliere impreparati nel caso vi fossero accelerazioni impreviste.
    Con le prevedibili polemiche tra di noi su posizioni improvvisate, o comunque non maturate in tempi ragionevoli.

  18. Franco Astengo scrive:

    Care compagne e cari compagni, scusandomi per il disturbo mi permetto di inviarvi di seguito una riflessione sulla proposta avanzata in questi giorni dal Segretario del PD sul nuovo ulivo.
    NUOVO ULIVO E ALLEANZE DI GOVERNO
    La proposta lanciata in questi giorni dal segretario pro-tempore del Partito Democratico orientata a formare un “nuovo Ulivo” contiene al suo interno un elemento che possiamo ben definire come parzialmente originale, relativo, cioè, ai due livelli in cui dovrebbe comporsi l’eventuale alleanza elettorale e, se possibile, la nuova maggioranza parlamentare: un livello “di governo” provvisto di un proprio programma in quel senso formato dai partiti che entrerebbero a far parte dell’esecutivo, ed un livello definito di “garanzia costituzionale” formato da partiti collegati a quelli di governo da un progetto di difesa della Costituzione Repubblicana ma collocati al di fuori dall’esecutivo .
    Si potrebbe fare un paragone con i cerchi “concentrici” con i quali Maurice Duverger nel 1951 classificò la struttura dei partiti di massa: un cerchio concentrico più “esterno”formato, per così dire, dai “simpatizzanti”, un primo cerchio interno formato dai “militanti attivi” ed un cerchio centrale con la cosiddetta “dirigenza”. Ho riassunto per sommi capi , si potrebbe pensare a maggioranza costituzionale, maggioranza di governo, governo vero e proprio, senza citare alla lettera e senza approfondire granché, ma è stato tanto per sviluppare un punto di riflessione che potrebbe, però, alla lunga essere utile.
    Così come potrebbe essere utile cercare di approfondire la proposta del segretario del PD dal punto di vista di una analisi storico – politologica (ci limiteremo a questo aspetto, non entrando nel merito delle affermazioni svolte proprio questa mattina sulle colonne del Manifesto da Ida Dominijanni)
    Tentiamo questa strada, pur restando convinti di non disporre dei mezzi culturali sufficienti a disposizione, ma con l’idea di tracciare un sentiero di dibattito che altri, ben più autorevolmente, potrebbero percorrere.
    In primo luogo la proposta del segretario del PD contiene un elemento sicuramente importante: ribadisce il carattere parlamentare della Repubblica ( anche in relazione alle presenti polemiche tra presunti fautori di una inesistente costituzione materiale, basata sulla personalizzazione della politica e sull’investitura diretta da parte degli elettori quando non sulle auto-candidature, ed i difensori della “forma” della Costituzione).
    Va affermato con chiarezza che si tratta di un errore enumerare, nel nostro caso le Repubbliche: la Repubblica è una sola, fondata sulla centralità del Parlamento, sull’assenza del vincolo di mandato per deputati e senatori, sulla fiducia che il governo deve ricevere da entrambi i rami in cui è suddiviso il nostro istituto parlamentare, sull’assegnazione dell’incarico di Presidente del Consiglio (non ancora Capo del Governo, anche se in quel senso ci sono state modificazioni legislative rilevanti nel corso degli anni) da parte del Presidente della Repubblica che ha anche il compito di firmare i decreti di nomina dei Ministri.
    Ciò ricordato, per buona memoria che non fa mai male, si può ben sostenere che questo tipo di proposta sta dentro al quadro costituzionalmente definito come, invece, non accade per le proposte di elezione diretta ( l’attuale legge elettorale è “border line”, con la fittizia indicazione del “capo del coalizione”: ma quando la legge fu varata qualcuno, a sinistra, pensava ad una “reductio” del sistema a bipartitismo).
    Inoltre, volente o nolente, al di là delle dichiarazioni di facciata il segretario del PD ha indicato una strada d’uscita dal già fallito bipolarismo italico: i poli, infatti, saranno, nel caso che la sua proposta fosse accolta, almeno tre; la maggioranza di governo; le forze della maggioranza “costituzionale”; l’opposizione (se sarà unita).
    Ovviamente , il tutto, nel caso che il Nuovo Ulivo riuscisse a vincere le elezioni ( ci sono, ovviamente, molti dubbi in proposito, ma tant’è se si cerca di fare un poco di modellistica sistemica vale la pena di immaginare un esito del genere).
    Dal punto di vista dei riferimenti storici potremmo definire, invece, questo tipo di situazione come da “appoggio esterno”.
    Una pratica che, al tempo della legge elettorale proporzionale, fu usate spesso ed anche, in particolare, in momenti topici della storia politica d’Italia.
    Esiste, ovviamente, una differenza di fondo che deve essere ben sottolineata e tenuta a mente: in quel periodo i partiti si presentavano ognuno per proprio conto e le alleanze era stipulate conosciuto l’esito delle elezioni; adesso si è costretti ad allearsi prima (qui sta una controindicazione forte rispetto alla proposta oggi in discussione: i due livelli, di governo e di garanzia, dorranno presentarsi assieme, per imposizione diretta della formula elettorale legata al premio di maggioranza e alle soglie di sbarramento, e si dovrò stare attenti ed avere grande capacità politica a non confondere il tutto, fornendo l’impressione della cosiddetta “ammucchiata” .
    Certo lo scopo è nobile e va nell’auspicata direzione del CLN.
    Riferivamo di precedenti storici, nel bene e nel male ( gli esempi sono sempre legati al concetto di “appoggio esterno” che usiamo compiendo consapevolmente una certa forzatura, ma è per dare a tutti una idea di ciò di cui ci sta occupando concretamente): al di là dei “monocolore DC” di tipo balneare (tradizionalmente guidati da Leone) pensiamo alla storica occasione delle “convergenze parallele”, definizione coniata da Moro per indicare la reciprocità dell’astensione, sui due lati, di monarchici e PSI ,al governo Fanfani dopo la crisi Tambroni del luglio ’60 (e in quell’occasione fu definitivamente allontanata la possibilità che il MSI rientrasse nell’area di governo: un risultato non da poco, insomma) o il governo delle “astensioni” del 1976 che risolse, provvisoriamente e con grande precarietà, lo “stallo” seguito all’esito elettorale del 20 Giugno di quell’anno all’interno di una situazione drammatica che, poi, con il rapimento Moro si sarebbe trasformata in tragica.
    In tempi più recenti (tralasciando anche le occasioni in cui la DC votava contro il proprio governo per provocare le elezioni anticipate: accadde ad Andreotti e a Fanfani, in occasioni diverse) pensiamo al governo Dini, quello del “ribaltone”, formato da tecnici e sostenuto da una maggioranza ibrida che, comunque, aprì la strada alla vittoria dell’Ulivo; e la”storiaccia” almeno dal nostro punto di vista della “desistenza” nell’occasione delle elezioni del 1996, cui seguì la spaccatura di Rifondazione Comunista e la formazione di una nuova maggioranza (il PRC inizialmente aveva avuto proprio un atteggiamento da “appoggio esterno”; dopo che aveva già subito, nel 1995, una prima scissione proprio sul tema della fiducia al già citato governo Dini).
    Insomma: precedenti storici contraddittori e non sempre felici che, debbono però essere ricordati,sia pure in un contesto diverso se si vuol tentare di analizzare a fondo lo stato delle cose in atto.
    Tutto questo perché un chiaro elemento di prospettiva, nella dinamica politica odierna, può ben essere tirato fuori: è evidente che una soluzione come quella proposta dal segretario del PD non possa che essere considerata “a termine” con l’obiettivo di recuperare una logica di patto politico fra i contraenti l’accordo a due livelli e l’elaborazione di una nuova legge elettorale che dovrebbe essere votata, appunto, da una nuova maggioranza (senza un passaggio elettorale questo discorso resterà semplicemente sulla carta).
    Nuova legge elettorale che, par di capire dallo schema della proposta, non potrà che essere imperniata sul sistema proporzionale (punto di partenza, questo, per trovare una intesa più dettagliata: ma i tempi saranno stretti).
    Resterà da verificare, e questo sarà un tema di reale interesse per gli analisti, l’effetto concreto che potrà avere un esito del genere di quello ipotizzato nella proposta ( i due livelli di governo) sull’intero sistema.
    L’auspicio è quello della sconfitta delle velleità presidenzialistiche e, nonostante tutti i richiami alla modernità, di un arretramento del concetto negativo di personalizzazione della politica.
    Grazie per l’attenzione
    Savona, 28 Agosto 2010 Franco Astengo

    • aldo scrive:

      Concordo sul fatto che la prospettiva politica prospettata da Bersani non è da sottovalutare e in qualche misura non è in contraddizione con le ipotesi politiche da noi prospettate (nessuna possibilità di accordi di governo col csx in questa fase ma accordi specifici a difesa della Costituzione e delle garanzie democratiche).
      Quel che resta nebuloso è lo scenario del sistema elettorale. Verso il superamento del Porcellum ci si muove secondo ipotesi contrastanti: una sorta di sistema “proporzionale attenuato” (p. es. alla tedesca), con un quorum elevato oppure (come si sta profilando pericolosamente in queste ore) un ritorno al Mattarellum scorporato della parte proporzionale su liste.
      Questa seconda ipotesi (dietro lo “specchietto” della valorizzazione della “partecipazione e decisione” dei cittadini con i collegi uninominali) sarebbe ancora più funzionale alla ricerca del bipartitismo anzichè delle coalizioni, con l’eliminazione quindi delle minoranze. E vasti settori del PD vogliono continuare su questa strada.

  19. filippo burrone scrive:

    Sarò brevissimo.
    Ho letto l’intervista alla compagna Eleonore Forense e penso una cosa.
    Poveri noi in mano a questi settari.
    Sostenere Ferrero è stato un grosso errore.
    Unica via d’uscita :Grassi segretario

  20. garry scrive:

    D’accordo su (quasi) tutto, caro compagno Grassi.
    Dobbiamo però ancora definire una posizione nel caso (improbabile ad ora) si dovessero tenere “Primarie”, alle quali si presenterà Vendola…
    Mi pare una questione rilevante, anche perchè su quel piano ci potremmo giocare l’immediato futuro. Almeno nei rapporti con SEL, ma soprattutto – e più in generale – con un elettorato potenzialmente suggestionabile dal Presidente della Puglia.

  21. claudio grassi scrive:

    Cari Carlo e Andrea, rispondo ad entrambi poichè ponete domande simili.
    Carlo dice che dobbiamo parlar chiaro perché le elezioni sono vicine. Ci provo, anche se, come ti ho già scritto un’altra volta, dovresti cercare di non confondere la chiarezza di una tesi con il fatto che coincida con quello che tu pensi.
    Andiamo con ordine. La prima cosa che mi sento di dire è che la situazione politica è molto confusa. Alcuni giorni fa le elezioni sembravano imminenti, oggi, dopo l’incontro Bossi-Berlusconi, le cose sono un po cambiate. Magari fra qualche giorno, in occasione del processo a cui saranno sottoposti Briguglio, Granata, Bocchino da parte del Pdl, potrebbe riacursi la tensione tra Fini e Berlusconi e fare salire di nuovo la tensione. Vedremo. Se si voterà o meno, quindi, non dipende da noi, ma dalle contraddizioni della destra.
    In questa situazione cosa possiamo fare di positivo come Rifondazione e Federazione della Sinistra? Non consideratela una risposta burocratica, perché io la penso veramente così: bisogna cercare di mettere in pratica quello che abbiamo deciso nell’ultimo comitato politico nazionale.
    1) rafforzare il Partito e costruire la Federazione. Stiamo commentando un post dove, riportando i dati del tesseramento di fine giugno, parlavo di questo. Sono rimasto un pò stupito dal fatto che, dopo tutte le difficoltà che abbiamo avuto, non si sia apprezzato il fatto che il Partito, da un punto di vista del suo insediamento organizzativo ha tenuto, e che, se ci impegnamo, possiamo raggiungere e superare il dato dello scorso anno. Devo aggiungere che dopo la pubblicazione di quei dati sono giunte numerose altre richieste di tessere da parte di diverse regioni. Proprio alcuni giorni fa, su Liberazione, Gianluca Schiavon ci parlava delle feste di Liberazione, informandoci che c’è una tendenza ad una loro crescita. Non ci sono difficoltà? Certo che ci sono! E io sono il primo a vederle. Ma se ci diamo un po tutti da fare e se invece di dedicare gran parte del nostro tempo a parlar male di Rifondazione facciamo iniziativa esterna, sono convinto che il partito può tornare a crescere. Per quanto riguarda la Federazione – primo tentativo concreto di unire i comunisti e le forze della sinistra anticapitalista dopo tanti anni di scissioni – è stato elaborato un buon documemnto e fra poche settimane parte l’iter del congresso costitutivo.

    2) Unità a sinistra. Tutte le volte che si affronta questo problema parte il tormentone di Nichi Vendola. E parte la gara a chi fa l’elenco più lungo delle cose che ci distinguono! Ma perchè non facciamo l’opposto? Preso atto che la Federazione della Sinistra segue una sua strada e ha un suo progetto e Nichi Vendola e Sel ne hanno un altro, non è meglio cercare i punti dove possiamo convergere? Se su Pomigliano diciamo la stessa cosa perchè non difendere quei lavoratori assieme? Se riteniamo che l’acqua debba restare un bene comune perchè non costituire da subito i comitati per il si al rferendum? Se condividiamo la manifestazione indetta dalla Fiom per il 16 ottobre perchè non costruiamo assieme in tutti i paesi la più vasta partecipazione? Questa è l’unità a sinistra che serve! Poi Vendola vuole fare le primarie? Non sappiamo se si vota, non sappiamo se si faranno e, se si faranno, non sappiamo come si svolgeranno. Propongo, fino a quando non saranno chiari questi elementi, di parlare di cose più concrete su come far funzionare l’unità a sinistra, anziché delle primarie di Vendola.

    3) Alleanza democratica per battere Berlusconi. Anche qui, come per Vendola, tutte le volte che se ne parla parte il tormentone. E si stravolgono le posizioni. Il nostro ragionamento è fatto di due aspetti che non possono essere presi separatamente. Da un lato l’esigenza di non far mancare il contributo dei comunisti affinchè Berlusconi venga sconfitto, dall’altro far tesoro dell’esperienza del passato Governo Prodi che ha evidenziato non esserci le condizioni per una nostra partecipazione diretta di governo. Quindi noi vogliamo far parte della alleanza democratica, ma, qualora dovesse vincere, non entreremo nel governo. Su queste questioni si è aperto un dibattito nel Pd (intervista di Franceschini, articolo di Veltroni sul Corriere e replica di Bersani su Repubblica), vedremo come evolverà. Intanto va valutato positivamente il fatto che Bersani abbia posto l’esigenza di costruire, anche con chi non condivide il progetto di dar vita ad un nuovo Ulivo, la costruzione di una comune alleanza per battere Berlusconi. Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la situazione e, su questo, mi riprometto di fare un nuovo post.

    • MarioGC scrive:

      Caro compagno Grassi,
      ciò che tu chiami “tormentone” è discussione politica su FATTI. Se non ti va e preferisci che tutti diciamo “sì buana” a qualunque genialità vi venga in testa, non ci siamo proprio. Tali “tormentoni” comunque li avete iniziati voi, anzi re-iniziati, perché con certi personaggi noi i conti li abbiamo già chiusi da tempo. Ma voi li avete riaperti con gli approcci e le suppliche a chi non solo non è interessato a noi, ma non perde occasione per insultarci e disprezzarci, grazie agli spazi che offrono loro i soliti media compiacenti e compiaciuti. E se dobbiamo orientare la nostra politica sui “vedremo” a seconda di come suonano le loro campane un Vendola o un Bersani, stiamo freschi.
      Cerchiamo se mai di concentrarci seriamente su quello che è veramente importante:
      - la costruzione e consolidamento, reale, nel territorio e nelle menti, della Federazione della Sinistra e, al suo interno, di un Partito Comunista pienamente degno di questo nome;
      - la promozione e il sostegno alle lotte e vertenze di tutti i tipi, per tornare ad essere dei punti di riferimento dell’alternativa possibile e necessaria a questo sistema ingiusto, rapace e assassino.
      Invece, le storie delle elezioni, delle alleanze, delle primarie e fiori e fiorellini lasciamole ai politicanti che vivono di chiacchiere e subalternità ai poteri forti. Noi dobbiamo DISTINGUERCI chiaramente da questi teatrini, se no finiremo travolti come tutti gli altri. Noi comunisti contibuiremo a far cadere Berlusconi non mettendo il nostro nome accanto a persone e sigle assolutamente sputtanate e con progetti diametralmente opposti ai nostri, ma promuovendo ed essendo presenti nelle lotte e mobilitazioni sociali, svegliando le coscienze del popolo lavoratore e sfruttato e indicando l’alternativa del superamento del capitalismo e della costruzione del socialismo.
      Saluti comunisti da Bruxelles
      (dove il 29 settembre ci sarà la grande euromanifestazione contro gli ennesimi attacchi capitalisti al lavoro, e dove saremo onorati della presenza dei compagni delle BRIGATE DI SOLIDARIETÀ ATTIVA)

    • garry scrive:

      D’accordo su (quasi) tutto, caro compagno Grassi.
      Dobbiamo però ancora definire una posizione nel caso (improbabile ad ora) si dovessero tenere “Primarie”, alle quali si presenterà Vendola…
      Mi pare una questione rilevante, anche perchè su quel piano ci potremmo giocare l’immediato futuro. Almeno nei rapporti con SEL, ma soprattutto – e più in generale – con un elettorato potenzialmente suggestionabile dal Presidente della Puglia.

    • andrea valsusa scrive:

      grazie compagno grassi della risposta….sui punti fondamentali condivido la tua analisi sopratutto sul punto terzo dell’alleanza democratica…concordo anche quando parli di convergere su alcuni punti con vendola e SEL…anche se a mio parere stiamo diventando un po’ subalterni a SEL…nel senso che guardiamo troppo a vendola (io non di certo) e troppo poco alla realizzazione della FDS…nel senso che bisogna impegnarci maggiormente…per quanto riguarda il partito e la FDS…io spero che si possa raggiungere la quota 50 mila iscritti…ma grassi non è tanto quello il discorso…il discorso è che le sezioni del partito devono cambiare, non devono rimanere chiuse in se stessi….non parlo di tutta l’italia ma da me funziona così….bisogna aprirsi…per quanto riguarda la FDS io avrei aperto già da un bel po’ l’iscrizione alla sola FDS…bisogna accellerare nettamente la costruzione della FDS (e perchè non mettere anche il NO ALLA TAV?)…io comunque attacchi a rifondazione non ne ho mai fatti..ma qualcuno in questo post sta facendo continui attacchi a ferrero…che squallore…
      cmq in linea di massima sono daccordo con te (almeno sull’analisi politica)…e se il partito funziona o no non si capisce solo dagli iscritti ma anche da come agisce…grazie per la risposta….saluti comunisti e no tav dalla valle di susa

  22. andrea valsusa scrive:

    compagni siamo seri per favore…tutti a lanciare veleni a ferrero…io invece lo stimo molto…e poi è l’unico personaggio di rilevanza politica che viene spesso in valle di susa…domenica sarà a sant’ambrogio alla festa di liberazione…il vostro burgio non è mai venuto…poi che rifondazione abbia problemi è sicuro…ma sicuri che sia colpa di ferrero?ma…io ho molti dubbi….secondo me è colpa di altri dirigenti…la sua linea politica è giusta ed è grazie a lui e non a salvi e diliberto che la federazione della sinistra stà trovando un po’ di spazio…e la sua posizione politica è molto buona…quindi basta attacchi a ferrero

    • Gian Luca Lombardi scrive:

      Mario trae una conclusione sua personale a quello che ha letto, ma è come quelli che leggendo la Bibbio dicevano che tutti i Mori dovevano morire e che le streghe esistono e vanno purificate con il fuoco.
      Burgio fa una riflessione che investe il Partito in quanto tale e non può e non deve diventare un attacco. Le responsabilità più grandi è sacrosanto siano del Partito più grande anche perché altrimenti non si capirebbero i continui attacchi che vengono sferrati dall’interno al Partito stesso da altre componenti.
      Non ci si ricorda mai che grazie a Essere Comunisti il Partito continua a esistere e a Chianciano è stato salvato.
      Poi continuate pure a dare giudizi estranei a una benché minima realtà politica.

  23. andrea valsusa scrive:

    per quello che ne dite voi….per me e molti altri ferrero è un gran segretario…anche oggi mi trovo pienamente daccordo con lui leggendo il suo articolo su liberazione e sul sito di essere comunisti….tra burgio e ferrero chi è meglio?be per me la risposta è immediata….

  24. mario scrive:

    sul punto della federazione leggendo oggi l’intervista a Burgio dice proprio l’esatto contario, quindi non è vero che i giornali non ne parlano secondo l’autorevole esponente della corrente di Essere Comunisti nonchè intellettuale di prestigio. Ecco le sue frasi riportate su Liberazione:
    Per Circolo Bhianchi e altri
    E’ evidente cosa critica e chi Burgio “FERRERO”!

    D. Vuol dire che quel “collante” non è bastato?

    Burgio:”Che l’incidenza dei ceti politici è stata negativa, che non ha funzionato la dirigenza e che il vizio culturale del settarismo ha prevalso. Stiamo facendo passare del tempo prezioso, abbiamo perso appuntamenti importanti, buttato via due anni. C’è una responsabilità politica gravissima di chi avrebbe dovuto lavorare alla realizzazione concreta di questa esperienza unitaria.”

    D. Beh, non c’è solo Rifondazione…

    Burgio: “Certamente no. La responsabilità è collettiva. Ma chi è parte maggioritaria, ne ha di più.”

    non è forse chiaro a chi rivolge le accuse Burgio? un attacco esplicito al nostro segretario Ferrero anche se possiamo indignarsi, perchè non si fa politica con il gossip oramani è sulla bocca di molti militanti questo astio nei confronti di Ferrero da parte di tante componenti interne del PRC a cominciare da Essere Comunisti, accusato di perpetuare un autosufficienza assolutamente inefficace e inutile.
    saluti

  25. Adriano1 scrive:

    Bravo Burgio , non è mai troppo tardi…..
    Trovo illuminante la frase “Se fosse stato vero sarebbe stato facile.” , ha ragione , è un po’ come dire , hegelianamente : “se ciò che è reale è razionale, ciò che non diventa reale vuol dire che non è razionale”, un po’ rozzo ma bello…
    Però , chissà , potrebbe darsi che il progetto della FdS sia razionale ma che abbia bisogno di più tempo …
    Non so, quello che è certo è che la FdS non parte e che il PRC è in crisi profonda , secondo me, per un motivo più che per altri :
    la struttura del partito.

    Il PRC è un partito, a livello organizzativo, d’ispirazione leninista , è cioè un partito in cui prevale la dimensione verticale rispetto a quella orizzontale.
    La struttura è gerarchica , è concepito a livelli , mira all’efficenza, in teoria si sa sempre chi sia il responsabile di un certo settore .
    E’ un partito concepito per azioni efficaci e veloci, d’ispirazione quasi militare, ma un partito così non può funzionare se non c’è dietro una visione forte che lo spinga in avanti, un “sol dell’avvenire”.

    E’ un partito che non è pensato per creare una nuova teoria, ma per applicare efficacemente una teoria già data.
    I dirigenti del PRC vengono selezionati in base a criteri di efficacia organizzativa , direi manageriali, non in base alla cultura politica.
    E’ la tradizione leninista, la priorità viene data sempre alla protezione della struttura del partito, viene premiato sempre ciò che rafforza l’organizzazione, o quantomeno ciò che non la scuote.
    Come un secolo fa, si da per scontato che la linea venga sviluppata ad altissimo livello, dato che la massa del partito era costituita da proletari analfabeti , affetti da “idiotismo rurale”…
    Insommna al progetto ci pensano le “avanguardie”.

    E’ insomma il contrario di un circolo culturale, ed è normale che sia così quando il problema principale è l’azione e non il pensiero, come poteva essere per esempio durante il ventennio fascista, o nell’”autunno caldo”.
    Ma che succede quando questa teoria forte non c’è ?
    Quando gli strumenti interpretativi della realtà cominciano a fare “cilecca” ?
    Cosa succede quando si vedono sempre più giovani affascinati dalle ideologie delle destre ?
    Quando “comunisti” , nel senso comune, diventa una parolaccia ?
    Quando quello che per noi era il “sol dell’avvenire” viene identificato con il gulag ?
    Succede che il partito si blocca, perché non è pensato per trovare soluzioni ma per applicare una linea data.
    Una linea che però oggi non c’é.

    Soluzione ?
    Beh se quanto sopra è esatto, e sia chiaro non ho la pretesa che lo sia, bisogna fare una grossa sterzata e dire :
    “Ok compagni , mi sa tanto che ci siamo persi , qualcuno ha qualche idea ?”
    Ossia fare un congresso urgente che non sia visto come una perdita di tempo ma come un momento importante di autoriflessione politica.
    La prima cosa quando ci si perde è rendersene conto e metterlo a tema.
    La cosa peggiore è far finta di niente e far morire il partito.
    La modestia del proprio pensiero dev’essere la base per ripartire.
    Il partito per me deve diventare un grosso “orecchio” , deve poter diventare sensibilissimo rispetto alla realtà , permeabile pur rimanendo fermo su alcuni principi incrollabili : l’ugaglianza, la libertà e la fratellanza .
    ( forse è stato gia detto ?)

    ciao ciao

  26. andrea valsusa scrive:

    io compagni mi trovo pienamente daccordo con paolo ferrero quando propone un cerchio stretto di governo (di cui la FDS non farà parte) e un cerchio più ampio di alleanza costituzionale, difesa del lavoro, eliminazione leggi ad personam….questa è una posizione sacrosanta, posizione che dovrebbe prendere tutta la federazione della sinistra

  27. sandro foracchia scrive:

    posto questa interessante intervista di Alberto Burgio, da liberazione.it

    Burgio: «Basta settarismi. È stato perso tempo prezioso»
    di Antonella Marrone

    Burgio, c’è qualche novità a sinistra?
    Quale sinistra? I gruppi dirigenti o la base?
    Come risposta è una bella domanda. Dirigenti e base.
    Penso che la base sia molto più avanti dei dirigenti. Giro molto, non solo per le Feste di Liberazione e di partito, e vedo che le persone hanno voglia di misurarsi e di fare uno scatto in avanti.
    Qual è il problema dei dirigenti?
    Il fatto di essersi fatti imprigionare in una storia, quella degli ultimi 20 anni, fatta di sconfitte. E anche di errori gravi. Una storia che ha funzionato come una ragnatela per impedire qualsiasi movimento che fosse all’altezza del compito.
    Quale compito?
    Chi ha liquidato il Pci aveva una strategia politica, quella di “eliminare” il conflitto di classe, di emarginarlo nel complesso della politica. Tu hai cercato di impedirlo ma non sei stato all’altezza.
    A questo punto?
    O troviamo una nuova strada, una maggiore consapevolezza che ci consenta di “scartare” questa situazione di stallo, o perdiamo la bussola politica. Non si va da nessuna parte proponendo pratiche settarie. Il rischio è di avere sempre minore rilevanza politica pur avendo le idee migliori. Del resto una delle cose che ho imparato nelle ultime campagne elettorali è che il fatto di dire cose giuste, in sé, non ha grande rilevanza se poi ti dividi. Bisogna uscire dal piano astratto delle opinioni.
    Ricerca di unità sulla carta, ma sembra esserci una compulsiva voglia di distinguersi gli uni dagli altri
    L’inerzia organizzativa non aiuta, si cercano strade per azioni condivise, poi, nella pratica prevale la logica “di parte”, di piccole parti… E questo non è propriamente nel solco della tradizione del comunismo italiano in cui è sempre prevalsa la cultura delle alleanze.
    Se non ci sono alleanze, non ci sono novità?
    Faccio fatica a capire che cosa può esserci di politico quando rimani in 4 gatti, anzi ancora meno. La politica del “meglio solo che (addirittura) accompagnato” è assolutamente perdente, è proprio quella che ti fa rimanere imprigionato nella ragnatela di cui parlavo prima.
    Alleanze: con chi, per che cosa?
    Bastano 4 o 5 cose importanti: la difesa dello Stato, la difesa della dignità del lavoro e dell’autonomia contrattuale, la tutela della dimensione pubblica del welfare, e poi l’esseree d’accordo sul fatto che viviamo in un paese in cui vige una profonda ingiustizia sociale. Non se ne parla più di questa cosa, ma siamo una società ingiusta, polarizzata. Dolorante.
    Con chi?
    Con chi accetta la condivisioni di questi punti e che, secondo me, per il fatto stesso che li accetta io considero di sinistra. Che bisogno c’è di altre differenzazioni?
    Per esempio tra riformisti e rivoluzionari?
    Distinguiamo. Il termine riformismo oggi ha assunto il significato – da rifuggire – di realizzazione e modernizzazione neolibeirsta. Però la situazione è tale per cui, pur essendo potenzialmente riivoluzionaria, non consente di intervenire concretamente nel reale. Dividerci tra riformismo e rivoluzione è demenziale quando dobbiamo pensare a difenderci puntando a guadagnare qualcosa. Politica dei piccoli passi, si, è necessaria in questo momento per stare dentro ad un progetto che stenta ad avere un seguito. Faccio un esempio: la lettera di Napolitano ai tre operai della Fiat. Conosciamo la storia di Napolitano, tra gli uomini più moderati del Pci. Ma oggi quel gesto è un elemento positivo, direi “rivoluzionario”. E non ha importanza se ci sono altre cose a dividerci. Ora è importantissimo.
    Tra l’altro la “base” sembra apprezzare il richiamo all’unità…
    C’è una concretezza maggiore
    La base è più allargata rispetto ai militanti del partito?
    Assolutamente si. Mi riferisco a tutti coloro che davanti alla tv o leggendo di politica, dicono “Io sono di sinistra, però…..”. Però capiscono il “voto utile” capiscono che nasce da un ragionamento: meglio meno che nulla.
    Scusi, ma a che punto è la Federazione della Sinistra? Non ci saranno problemi di “settarismo” anche lì?
    Vorrei rovesciare la domanda: come mai a due anni dal congresso di Chianciano non è successo ancora niente? A due anni dalla nascita di quella idea non è stato prodotto nulla? C’era una prima grande “prossimità” tra le forze, soggetti che partivano dall’idea di stare con la falce e il martello. Se fosse stato vero sarebbe stato facile.
    Vuol dire che quel “collante” non è bastato?
    Che l’incidenza dei ceti politici è stata negativa, che non ha funzionato la dirigenza e che il vizio culturale del settarismo ha prevalso. Stiamo facendo passare del tempo prezioso, abbiamo perso appuntamenti importanti, buttato via due anni. C’è una responsabilità politica gravissima di chi avrebbe dovuto lavorare alla realizzazione concreta di questa esperienza unitaria.
    Beh, non c’è solo Rifondazione…
    Certamente no. La responsabilità è collettiva. Ma chi è parte maggioritaria, ne ha di più.

    in data:26/08/2010

    • carlo circolo bianchini genova scrive:

      PER SANDRO FORACCHIA.
      è chiaro, che Burgio non è un personaggio qualunque, è non ha parlato a sproposito, solo che il proposito, non è esplicito,forse perchè parla in codice, e chi deve capire capisce,noi(quando dico noi dico la base)non capiamo, l’unica cosa che abbiamo capito,è che la chiarazza di Burgio consiste nel non fare chiarezza.
      utilizza slogan, come “settarismo”,”la base è più avanti dei dirigenti” “la base vuole l’unità” etc, però non spiega quando e come uno è classificabile come settario,non si assume la responsabilità di dire questo o quel comportartamento spicifico, è settario, non lo dice, cosi di volta in volta, si fa passare per settario, chi in piemonte, essendo il partito,parte integrante del movimento NO TAV, alle elezioni, non voleva allearsi con la SI TAV, oppure,avendo gridato a quattro venti, mai con l’UDC, poi ci siamo alleati con l’UDC,oppure ancora aver arricciato il naso, perchè non si voleva votare la BONINO, che è sempre stata una nemica dei lavoratori.
      poi dice che è”rivoluzionartia” la lettera di Napolitano e non ha citato il comportamento dei lavoratori che hanno detto no. al signor Marchionne, che li ha fatto votare con la pistola alla testa,poi dice “la base” sembra apprezzare il richiamo all’unità…… ma dove?, a genova, non si vede la FDS, i partiti della federazione sono ugnuno per conto proprio,potrei fare un lungo elenco, di cose che noi vogliamo e loro no, ed anche del contrario , quando c’è stato il problema se allearsi con Burlando, la stragande maggioranza della “base” era contraria. i circoli più grandi hanno anche fatto un documento, ma i dirigenti, sono andati per la loro strada, Burgio, dovrebbe spiegare, cosa intente per base, e se in questo partito, la base conta qualcosa.
      Alleanze: con chi, per che cosa?

      “Bastano 4 o 5 cose importanti: la difesa dello Stato, la difesa della dignità del lavoro e dell’autonomia contrattuale, la tutela della dimensione pubblica del welfare, e poi l’esseree d’accordo sul fatto che viviamo in un paese in cui vige una profonda ingiustizia sociale. Non se ne parla più di questa cosa, ma siamo una società ingiusta, polarizzata. Dolorante.
      Con chi?”

      su elenca 4 o 5 punti e dice bisogna fare una alleanza, con chi accetta questi quattro o cinque punti, e una volta accettati solo per questo avranno la patente di sinistra,questo ragionamento è abberrante, perchè i punti su descritti,(dopo entro ne merito) sono senpre stati il cavallo di battaglia della liberal democrazie,solo in italia, la destra e la sinistra, si declinano, sociali, ma in europa, ed anche in italia fino a qualche anno fa erano da tutti accettati,da destra e da sinistra,solo in italia questa destra becera attacca la costituzione, in america, è li da 150 anni e nessuno la tocca,ma poi burgio, con chi vuole realizzare questi 4o5 punti, lui sul territorio italiano, conosce, qualche partito, serio, e qualificante, che oggi voglia realizzare questo? o gli bastano promesse?

      • Gian Luca Lombardi scrive:

        La spinta verso l’unità la si sente con chiunque abbia a cuore il mantenimento della democrazia.
        Chiaramente Carlo vivendo a Genova come me vedi quello che non sta accadando sul nostro territorio. Lo vedi e come me spesso sei critico e vorresti invece discutere. Proprio lì sta il problema. Tu dici che i Circoli più grandi avevano fatto un documento contro la Sinistra generalista e contro l’alleanza con Burlando. Bene se oggi si fossero detrminate quelle spinte non avremmo due nostri rappresentanti in Consiglio regionale (poi le valutazioni sui sngoli Compagni vanno fatte a parte).
        Così come non si è stato a sentire prima oggi ugualmente si fanno orecchie da mercante con la Federazione della Sinistra per poter dire all’infinito che è un progetto calato dall’alto. A Genova non si vuole discutere della Federazione perché altrimenti si smonterebbe la stessa Federazione genovese. Pensi forse che all’interno del gruppo dirigente non ci siano Compangi che vorrebbero iniziare a dialogare con altre realtà per la costruzione della Federazione? Ti sbagli; l’unico inceppamento ci sarebbe per quelli che hanno appoggiato i settarismi e qui veniamo alla definizione di settarismo. Io definisco settario anche chi vuole a tutti i costi trovare allenaze forzate, ma soprattutto definisco settario chi nel modo più assoluto non intende nemmeno confrontarsi con l’esterno. Ma se siamo Comunisti vogliamo confrontarci e portare le nostre idee allo scoperto? E magari sarà la volta che qualcuno si accorge che la nostra idea è migliore, anche per applicabilità, alla forma vita?
        E allora ancora, bisogna iniziare da qualche parte e allora iniziamo a confrontarci sulle questioni politiche. Iniziamo a organizzare incontri tra il Partito e le relatà che sul terriotrio esistono, tenendo ben presente che noi come organizzazione abbiamo il dovere di portare le nostre convinzioni e cercare nel possibile di gestire il malessere della gente.
        Devo essere sincero, non trovo l’articolo di Burgio particolarmente ostico o iperbolico; lo trovo invece chiaro e soprattutto spsotato finalmente su di un piano meno formale rispetto al solito. Cercare l’unità è palesemente la forma avanzata di un partito che così non può andare avanti, ma che soprattutto non riesce a trovare interlocutori nemmeno all’interno dei lavoratori.
        Genova è emblematica, anche se si dice il contrario. Chi li conosce i lavoratori? Ormai invitiamo i pensionati erché i nuovi lavoratori nemmeno sappiamo che esistano!!!!!!!!
        Buon lavoro e ci vedremo presto in qualche discussione sulla Federazione anche sul nostro territorio.

        • carlo circolo bianchini genova scrive:

          PER GIAN LUCA.
          Prima di tutto ciao,poi ancora una volta(anche se lo sai)voglio ricordarti, che non appartengo a nessuna corrente organizzata, che considero, lesive(le correnti)e mortali per qualunque, tipo di organizzazione,quindi considero tutti i compagni, meritevoli , di tenere su assieme a me un vessillo. abiurato da molti, e abborrito da altri, detto questo, proprio perchè non devo difendere nessuno, contro qualcun’altro, rivendico il diritto, di dire la mia anche se, cosi facendo, devo contraddire qualcuno, anche se di nome Burgio.
          sai, per esempio, che anche se sei di “essere cominsti” io mi sarei augurato che il posto di segretario provinciale,sarebbe stato tuo,e te l’ho detto, perchè per me i compagni sotto il profilo della dignità sono tutti uguali, tu dici che consideri,settari, sia quelli che vogliono allearsi a tutti i costi, ma anche quelli che non vogliono allearsi mai, io invece, queste posizioni non li considero comportamenti settari. ma valutazioni diverse, considero più settario il soggetto che, facendo parte di una corrente,deve difendere, anche se non è daccordo quello che dice il suo capo, o compagno di cordata, bada bene, io sono contro le correnti fatte sulle persone, non quelle sui contenuti, che invece considero il sale, della vita di un partito,mi piacerebbe di volta in volta, allearmi con dei compagni sui contenuti, su una determinata questione, ed oggi potrei trovarmi alleato di Ferrero domani su un altra questione, essere alleato di Grassi,se invece si è alleati a delle persone, può accadere(come è successo a te) che ti tocca difendere Burgio, anche se non sei d’accordo con quello che dice,e paradossalmente,ti è toccato(perchè stai nella stessa corrente)difendere Burgio, mentre nei fatti lo accusavi, perchè, hai riconosciuto, palesemente, che “la base vuole l’unità” detta da Burgio, non è vera, e tu stesso hai confermato che a genova la FDS non esiste, ed hai confermato anche che in occasione dell’alleanza con Burlando(a prescindere se è stato un bene o un male)i tre circoli più importanti e più grandi, si sono espressi, contro l’alleanza ed hanno fatto anche un documento.
          Tu dici, se non fosse stato cosi, oggi non avremmo 2 consiglieri,io credo che non è così, e poi rispondo che sono interessato a prendere dei consiglieri, ma mi interessas di più cosa vanno a fare, e nel caso specifico, oltre a non dare i soldi al partito,(cosa che avevo gia segnalato a Grassi quando è venuto a Genova, ed anche ad Olivieri) questi consiglieri, si considerano, più dipendenti, di Burlando, che del partito, non sarebbe stato meglio non aver eletto nessuno, piùttosto che qualcono che fa cazzate con la nostra divisa?
          vedi Gian, io e te “musse” non ce ne possiamo raccontare almeno su Genova. io poi sono sicuro, conoscendoti che l’uscita di Burgio, sulla lettera rivoluzionaria di Napolitano, non ti è piaciuta,ma se vuoi essere menbro di correnti organizzate ti tocca bere queste cicute.
          ti saluto con affetto e presto ci vediamo alla festa, CIAO

          • vincenzo lombardo scrive:

            Condivido pienamente l’accezione da te fornita per definire il settario. In particolare l’insistenza sul concetto che è costretto ad essere settario chi appartiene ad una corrente, o area che dir si voglia. Il massimo che si può concepire, poi, nell’ambito della FDS è l’appartenenza ad un partito o associazione, visto che il concetto stesso di federazione presuppone la coabitazione di soggetti diversi.

            Credevo che il malcostume degli istituzionali di non fornire i contributi previsti dallo statuto al partito fosse una peculiarità tutta siciliana o meridionale, tenuto conto della scarsa considerazione di cui gode la nozione di”legalità” in queste aree. Il fatto che ciò avvenga anche in Liguria, dove ci sono stati tanti martiri della Resistenza a differenza dei nostri martiri di mafia, mi induce a pensare che la credibilità del partito è ai minimi termini e che l’individualismo e l’edonismo siano diventate una caratteristica genetica di tanti “comunisti”. Venire meno a questi doveri politici denota non solo disprezzo verso i militanti che offrono tempo e denaro al partito ma un vero attentato alla sua sopravvivenza, specie in un momento dicosì grave cirsi finanziaria. Suona, in particolare, come beffa verso quegli istituzionali che correttamente e coerentemente versano con regolarità parte dei propri emolumenti. Questi comportamenti scorretti non fanno altro che contribuire all’affermazione della vulgata per cui gli onesti sono i fessi e i disonesti sono il modello vincente. Come dire: il berlusconismo di marca comunista.
            Credo che sia il caso di eliminare una volta per tutte questo malcostume. Non dico di tornare ai vecchi tempi quando ai candidati alle varie elezioni si facevano firmare le dimissioni in bianco, ma stipulare con essi un vero e proprio contratto nel quale si pattuisce che l’eletto/a concorda di versare una certa quota proporzionale degli emolumenti, a qualsiaisi titolo da essi/e percepiti, versamenti che continuano ad essere effettuati anche nel caso in cui l’eletto/a, nell’ambito della propria libertà, decida di cambiare partito. Questa precondizione per essere candidati avrebbe la forza di scremare il personale politico istituzionale e metterebbe fuori gioco i/le farabutti/e che pensano di usare il partito come un autobus sul quale e dal quale si scende e sale a proprio piacimento.
            Non vorrei ricordare male, ma mi pare che la Lega qualche anno fa abbia ottenuto, per sentenza del giudice, qualcosa come 300 milioni di lire da un deputato che faceva il furbo. Se è così, questa è una delle poche cose che dovremmo imparare dala Lega.

          • Gian Luca Lombardi scrive:

            Ciao Carlo,

            Un saluto e inizio con il risponderti che non devo difendere nessuno tantomeno Burgio. Credo sia un Compagno in grado di difendersi da solo e soprattutto un Compagno che ha a cuore, come la abbiamo noi, le sorti del partito.
            Appartengo ad un’area che ha chiarito già da un anno che cosa ha intenzione di fare e si è messa a disposizione del Partito. Ha cercato sempre di tenere unito il Partito e sta cercando ora di unire tutte le forze Comuniste e di Sinistra per realizzare finalmente un progetto che parli di unità e non di divisioni e scission. Non vado oltre altrimenti rischierei di dire cose già dette mille volte.
            Sul tema degli istituzionali io non credo che sarebbe stato meglio non eleggere nessuno. Sono sicuro che se il Partito fosse quello di qualche anno fa oggi non si discuterebbe sulla questione pecuniaria tantomen sulle questioni di carattere politico.
            Lo si vede anche in Provincia, dove non solo non si vuole avere un dialogo con i Nostri rappresentatni, ma non si perde un momento per attaccare e affossare Compagni che sono stati eletti tra le nostre fila.
            La politica è stranan, ma non ti sembra che dovremmo prima fare chiarezza al nostro interno e poi fare lezioni di pragmatica all’esterno?
            Non sto parlando di te….so che sfondo una porta aperta; però mi auguro che in previsione ci saranno altri Compagni che hanno qualche cosa da dire che inizieranno a parlare.
            Saluti Comunisti.

            • Alessandro Monti-Genova scrive:

              Cari Carlo e GianLuca,
              pian pianino e negli intervalli che riesco a ricavarmi tra una cosa e l’altra recupero la lettura degli interventi.
              Come ho scritto stamattina mi aspetto da parte di Claudio (e come da lui promesso) un nuovo post contemporaneo agli accadimenti che si stanno imponendo sulla scena politica nazionale.
              Ci sono troppe cosette che concatenate e sbrigliate possono contribuire a dipanare una mattassa che inizia a farsi ingarbugliata.
              Vedremo cosa ne verrà fuori.
              Noto, Carlo, che il tuo sacro furore rasenta il “settarismo” per come lo intendo io e cioè un fortissimo senso di appartenenza che induce al mantenimento di uno splendido isolazionismo di purezza incorruttibile.
              Un po’ come si diceva una volta degli eremiti depositari della saggezza e della verità che vivevano in ascesi totale e a cui gli umani si rivolgevano per apprendere il verbo.
              Scusami ma pur lodando la tua magnifica purezza e comprendendola anche ma occorre, specie di questi tempi, scegliere da che parte stare.
              A me di SEL e delle mire personali di Vendola ripeto che non mi importa nulla: in questo momento lui e Veltroni stanno conducendo una guerra di posizione contro D’alema (e Bersani).
              Forse Vendola sta scommettendo su di se e sul suo radioso futuro più che sull’interesse di una nazione, ma la politica è merda e sangue e di sangue ne vedremo scorrere a fiumi …
              Occorre essere lucidi e pragmatici in quanto la politica non è il pane quotidiano ma la semina di oggi per raccogliere dopo dopodomani e oltre.
              Differenzio il politico dallo statista in quanto quest’ultimo lavora per i figli dei suoi nipoti.
              E per questo mi trovo più vicino a pensare che prima cosa è lavorare sul progetto della FDS e rnderla soggetto politico stabile affidabile e credibile.
              Dopo aderire senza meno all’appello di una alleanza democratica ma non a scopi governativi.
              Se però…
              Se però, trovata l’intesa sul ripudio di questa sciagurata legge elettorale che tutti a parole vogliono cambiare ma nessuno vuole rivedere in senso proporzionale solo che per una piccola parte, mantenendone l’ossatura maggioritaria, esposti i punti programmatici in funzione elezioni da scadenza NATURALE di questa legislatura (poniamo che duri il suo corso naturale), vorrei vedere se per caso qualche nostro punto non sia per caso analogo a quelli di un futuro Ulivo2 (la vendetta….eh, eh ), nel qual caso perchè non schierarsi apertamente per un’alleanza di programma e governativa?
              Mi spiego: poniamo il caso che tra i punti programmatici ve ne sia uno fondante sulla difesa dell’acqua come bene universale e perciò pubblico dove il privato non può entrare se non con percentuali minoritarissime?
              Oppure un punto programmatico per il controllo dello Stato sulla Sanità e l’Istruzione (con aumento vigoroso di controlli sulla qualità dei servizi, delle cure, delle delibere, dell’informatizzazione dei testi di studio, degli acquisti, del precariato dilagante ecc)? Non sono forse nel nostro DNA?
              Non sarebbe una nuova sfida accettare di entrare a mo’ di Lega in una compagine governativa con un contratto “a progetto” mirato a questi pochi punti fondativi comuni?
              In fondo il nostro “federalismo” sono battaglie sociali che forse stanno a cuore a svariati milioni di persone nel mondo, o no?
              Lancio una provocazione: compagni dirigenti di Rifondazione e della costruenda FDS, visto che questa è l’estate della comunicazione via lettera ai giornali perchè non ne mandate una a Concita de Gregorio dicendo “caro Bersani (in fin dei conti primarie o no è pur sempre lui il segretario del principale partito d’opposizione) a noi stanno a cuore questi due/tre punti se tu li metti nel prossimo programma di governo ci stiamo anche noi e cascasse il mondo in 5 anni di eventuale legislatura se vinciamo le elezioni ci mettiamo tutto l’impegno a far si che diventino realtà…”
              Ovvio che bisognerà superare prima di tutto i nostri di settarismi e identitarismi, ma lo splendido isolazionismo porta alla scomparsa di una specie non alla sua preservazione…
              Buona giornata a tutt*

  28. andrea valsusa scrive:

    per CLAUDIO GRASSI….

    vorrei scrivere alcune considerazioni e alcune domenda e spero di ricevere risposta….
    ho letto i tuoi interventi in risposta al nostro amico matteo…vorrei fare alcune considerazioni che vengono non solo da me ma da molti altri miei compagni che siceramente con questo casino che c’è adesso nella politica attuale non si capiscono…

    1)ALLEANZA COSTITUZIONALE. Questa è una scelta doverosa, ragionevole, credibile e moderna ma nel contempo vecchia….la difesa della costituzione è un elemento fondamentale e sacrosanto e sarebbe un errore madornale per la FDS non cogliere questo tipo….una cosa a noi (non iscritti ancora, molto giovani e quindi anche un po’ inesperti)…questa alleanza obbligherebbe a dare sempre l’appoggio al futuro governo?nel senso…quando si voterà il rifinanziamento per le missioni di guerra la FDS sarà costretta a votarla?cioè si parla di alleanza di governo vera e propria (cioè come nel secondo governo berlusconi) oppure un appoggio su alcuni punti essenziali?

    2)SEL..SEL è una formazione politica rilevante a sinistra del PD e sarebbe sciocco non dialogarsci…ma non condivido tutto l’amore rivolto a vendola e SEL di matteo…SEL molte volte ci ha voltato le spalle…insieme alle regionali, come te hai già osservato, ci siamo andati solo nelle marche e non di certo per colpa della FDS…l’importante compagnio grassi è che la FDS non cali le braghe a SEL…nel senso dialogare è doveroso…ma non ci sottomettiamo a SEL…manteniamo la nostra indipendenza altrimenti tanto vale entrare a far parte in SEL o no?cosa ne pensi?

    3) SIMBOLO…daccordissimo siamo sull’impostazione del simbolo della FDS….è insensato mantenere tutti quei nomi divisi…falce e martello obligatoria…ma secondo te non sarebbe meglio come nome federazione della sinistra anticapitalista?

    4) PARTITO E FDS…non sarebbe il caso di aprire subito la sola iscrizione alla FDS e anticipare il congresso a ottobre novembre?non sarebbe il caso di migliorare il nostro spazio WEB?non sarebbe il caso di andare maggiormente in mezzo alla gente e non stare chiusi nelle nostre sezioni?

    queste sono delle domande che poniamo perchè stiamo decidendo se iscriverci oppure no…la nostra voglia è tanta…ma non vogliamo rinunciare alla nostra forte identità comunista, non vogliamo un secondo governo prodi e vogliamo un partito più popolare cioè più vicino alla gente, più attento ai problemi dei giovani e al coinvolgimento di essi nel progetto della FDS…

    in attesa di risposta
    cordiali saluti comunisti e no tav dalla valle di susa

  29. carlo circolo bianchini Genova scrive:

    Per Claudio,
    RISCRIVO QUI IL CONTRIBUTO CHE HO INIZIATO PIU’ SOTTO. PERCHE’ COME HO RIPETUTAMENTE DETTO ABITO FUORI CITTA, ED HO PROBLEMI CON LA CONNESSIONE.
    la prima risposta per Matteo. mi è piaciuta di più, nella seconda la solita confusione, ed il solito tentennamento, come direbbe Crozza, imitando Napolitano.
    a proposito, della lungimiranza con cui si affrontano i problemi,c’è oggi Repubblica, pagina 11, che mostra due titoli eloquenti, Franceschini, dice”PRIMA LA LIBERAZIONE, POI LA DISCUSSIONE” che mi pare voglia dire, c’è in italia un anomalia, ci riuniamo tutti assieme e la risolviamo,poi discuteremo, e questa è l’alleanza per la costituzione, di cui tu hai parlato e tutti siamo d’accordo. mi sembra molto ragionevole considerando, che Franceschini, era il vice di Veltroni che invece si smarca e ripropone, “L’AUTOSUFFICENZA”è chiaro che noi dobbiamo stare con Franceschini, non perché ci piace ma perchè è più funzionale al nostro esistere.
    Non cosi Vendola, che nella stessa pagina, dice invece”PRIMARIE SUBITO,POI LE ALLEANZE”quindi Vendola si candida, a fare il capo del PD, non della coalizione. E lo dice lui stesso,(può darsi che domani smentisce) se dice prima le primarie e poi le alleanze, ma noi cosa c’èntriamo con le primarie del PD? Suggerisco a Matteo, che ha sempre fatto il sapientone con Andrea Valsusa, di destinare il suo fiuto, invece che alla politica, alla ricerca di Tartufi, che in questo momento, si trovano, e sarebbe anche più vantaggioso ,invece di fare previsioni politiche , perché non ne azzecca una, ha sempre detto che Vendola si candida alle primarie della coalizione, ora invece è lo stesso Vendola che lo smentisce, mi piacerebbe che se ne facesse una ragione, invece credo che troverà il modo di dire che noi non possiamo stare alla finestra a guardare Vendola. Matteo come un moderno Don Chisciotte, si spiaccica, contro i mulini a vento del PD, ma troverà il modo di dire che trattasi, di maghi incantatori, perché in realtà Vendola, è un eroe, uno dei nostri.
    Mi stupisce invece Claudio, (che a differenza di Matteo, e una stella Alfa, nel firmamento politico) quando dice a Matteo(seconda risposta) è chiaro che se ci saranno le primarie noi voteremo il candidato più vicino a noi, ed ammicca(a Matteo)il nome di Vendola, non ci dice Claudio. Perché Vendola è piu vicino a noi, di Bersani, Dalema, che come Vendola, hanno rinnegato il comunismo, ma tutti vengono dallo stesso partito, eravamo tutti nel PCI, ma almeno, Dalema è stato più onesto l’ha detto subito, non come Vendola che è come quel personaggio della canzone di Guccini L’Avvelenata, (che Claudio conosce bene) in cui dice di essere tutto, ebreo.comunista, frocio, ect,
    Caro Claudio, possiamo ogni giorno, noi dire una cosa ed essere smentiti il giorno successivo?non dovrebbe un partito avere una linea, un obbiettivo, da raggiungere? e quel’è il nostro?
    Parlate presto,(lo dico ai dirigenti) perché le elezioni sono vicini e gli elettori,(prima i militanti) vogliono sapere, con chi stiamo noi, e non possiamo stare con tutti, dobbiamo scegliere, o stiamo. Con la proposta, di un governo delle “regole” un governo per la costituzione , o stiamo con il Vendola di turno, è patetico, che noi non perseguiamo un disegno, ma dipendiamo dai disegni altrui, scegliendo di volta in volta, se le cose stanno così, come non dare ragione,a chi dice, che la crisi di questo partito, è la crisi della sua classe dirigente? ho utilizzato, una frase di TROTSKIJ. (IL PROGRAMMA DI TRANSIZIONE) Io che sono, simpatizzante di Stalin.

    • claudio grassi scrive:

      Cari Carlo e Andrea, rispondo ad entrambi poichè ponete domande simili.
      Carlo dice che dobbiamo parlar chiaro perché le elezioni sono vicine. Ci provo, anche se, come ti ho già scritto un’altra volta, dovresti cercare di non confondere la chiarezza di una tesi con il fatto che coincida con quello che tu pensi.
      Andiamo con ordine. La prima cosa che mi sento di dire è che la situazione politica è molto confusa. Alcuni giorni fa le elezioni sembravano imminenti, oggi, dopo l’incontro Bossi-Berlusconi, le cose sono un po cambiate. Magari fra qualche giorno, in occasione del processo a cui saranno sottoposti Briguglio, Granata, Bocchino da parte del Pdl, potrebbe riacursi la tensione tra Fini e Berlusconi e fare salire di nuovo la tensione. Vedremo. Se si voterà o meno, quindi, non dipende da noi, ma dalle contraddizioni della destra.
      In questa situazione cosa possiamo fare di positivo come Rifondazione e Federazione della Sinistra? Non consideratela una risposta burocratica, perché io la penso veramente così: bisogna cercare di mettere in pratica quello che abbiamo deciso nell’ultimo comitato politico nazionale.
      1) rafforzare il Partito e costruire la Federazione. Stiamo commentando un post dove, riportando i dati del tesseramento di fine giugno, parlavo di questo. Sono rimasto un pò stupito dal fatto che, dopo tutte le difficoltà che abbiamo avuto, non si sia apprezzato il fatto che il Partito, da un punto di vista del suo insediamento organizzativo ha tenuto, e che, se ci impegnamo, possiamo raggiungere e superare il dato dello scorso anno. Devo aggiungere che dopo la pubblicazione di quei dati sono giunte numerose altre richieste di tessere da parte di diverse regioni. Proprio alcuni giorni fa, su Liberazione, Gianluca Schiavon ci parlava delle feste di Liberazione, informandoci che c’è una tendenza ad una loro crescita. Non ci sono difficoltà? Certo che ci sono! E io sono il primo a vederle. Ma se ci diamo un po tutti da fare e se invece di dedicare gran parte del nostro tempo a parlar male di Rifondazione facciamo iniziativa esterna, sono convinto che il partito può tornare a crescere. Per quanto riguarda la Federazione – primo tentativo concreto di unire i comunisti e le forze della sinistra anticapitalista dopo tanti anni di scissioni – è stato elaborato un buon documemnto e fra poche settimane parte l’iter del congresso costitutivo.

      2) Unità a sinistra. Tutte le volte che si affronta questo problema parte il tormentone di Nichi Vendola. E parte la gara a chi fa l’elenco più lungo delle cose che ci distinguono! Ma perchè non facciamo l’opposto? Preso atto che la Federazione della Sinistra segue una sua strada e ha un suo progetto e Nichi Vendola e Sel ne hanno un altro, non è meglio cercare i punti dove possiamo convergere? Se su Pomigliano diciamo la stessa cosa perchè non difendere quei lavoratori assieme? Se riteniamo che l’acqua debba restare un bene comune perchè non costituire da subito i comitati per il si al rferendum? Se condividiamo la manifestazione indetta dalla Fiom per il 16 ottobre perchè non costruiamo assieme in tutti i paesi la più vasta partecipazione? Questa è l’unità a sinistra che serve! Poi Vendola vuole fare le primarie? Non sappiamo se si vota, non sappiamo se si faranno e, se si faranno, non sappiamo come si svolgeranno. Propongo, fino a quando non saranno chiari questi elementi, di parlare di cose più concrete su come far funzionare l’unità a sinistra, anziché delle primarie di Vendola.

      3) Alleanza democratica per battere Berlusconi. Anche qui, come per Vendola, tutte le volte che se ne parla parte il tormentone. E si stravolgono le posizioni. Il nostro ragionamento è fatto di due aspetti che non possono essere presi separatamente. Da un lato l’esigenza di non far mancare il contributo dei comunisti affinchè Berlusconi venga sconfitto, dall’altro far tesoro dell’esperienza del passato Governo Prodi che ha evidenziato non esserci le condizioni per una nostra partecipazione diretta di governo. Quindi noi vogliamo far parte della alleanza democratica, ma, qualora dovesse vincere, non entreremo nel governo. Su queste questioni si è aperto un dibattito nel Pd (intervista di Franceschini, articolo di Veltroni sul Corriere e replica di Bersani su Repubblica), vedremo come evolverà. Intanto va valutato positivamente il fatto che Bersani abbia posto l’esigenza di costruire, anche con chi non condivide il progetto di dar vita ad un nuovo Ulivo, la costruzione di una comune alleanza per battere Berlusconi. Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la situazione e, su questo, mi riprometto di fare un nuovo post.

      • Alessandro Monti-Genova scrive:

        Buongiorno Claudio e buongiorno a tutt* compagn*!
        Ho dato una rapida scorsa a tutti gli interventi e dopo circa due settimane vedo che c’è voluto bisogno di un tuo intervento per ricordarci il tema originario del post.
        Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata e abbiamo assistito a tanti accadimenti che per un mese cosiddetto “feriale” è anomalia già di per se.
        Che le elezioni siano imminenti non lo sospettavo prima e non lo credo adesso: intanto c’è sempre il piccolo particolare costituzionale che le elezioni anticipate sono la foce di una crisi di governo a monte e che possono essere indette dopo che un governo “ottiene” la sfiducia in parlamento, il Presidente della Repubblica ne prende atto, convoca il presidente del consiglio e si valutano se non ci siano altre maggioranze in grado di sostenerlo. Correggetemi se sbaglio: dopodichè, verificata l’impossibilità di nuovi accordi per reperire una nuova maggioranza anche con un “incaricato terzo” il Presidente della Repubblica dichiara decaduta la legislatura e d’accordo con le altre cariche dello Stato fissa il calendario elettorale e nomina (mi sembra) un governo “tecnico” per traghettare il paese fino alle scadenze elettorali.
        Che b&b urlassero che volevano le elezioni e la canea dietro di loro abbaiasse per lo stesso motivo mi ha sempre fatto sorridere per l’evidente “ignoranza” voluta sulle prassi costituzionali.
        Sanno entrambi che in questo momento di tutto hanno bisogno che di invocare elezioni.
        Berlusconi e Bossi (interessanti le tesi de Il Congiurato sull’ Unità circa le ipotesi se il padano sia o meno il vero nemico da cui debba guardarsi, anche in presenza dell’atto notarile stipulato 10 anni orsono tra i due) sanno che in questo momento sono deboli e con questa legge elettorale potrebbero anche farcela ad avere dalla loro la Camera ma non il senato.
        Poi il sig. ghepensimi sa benissimo che al nord bossi gli mangerebbe un sacco di voti: bossi tornerebbe alle origini, tonitruando contro Roma ladrona (ma che bello pascere per 15 anni della città eterna, vaglielo a raccontare alle baionette delle valli bergamasche….), contro i clandestini,ecc ecc
        Al sud le truppe finiane e centriste sono organizzatissime e anche li i collegi sono a rischio.
        Non si andrà a morte del governo perchè comunque Fini Casini Rutelli e Lombardo non sono ancora prontissimi.
        Il Pd ha battuto il colpo che gli si aspettava: tatticamente con tempismo (in contemporanea con le aperture delle varie Feste de l’Unità) e anche nei contenuti.
        Di carne al fuoco ce n’è tanta pe la ripresa dello scontro poitico: mettiamoci anche il dittatore libico e le 500 comparse con tanto di conversioni programmate e scorrazzamenti per Roma…ma si sà “pecunia non olet” e questo di soldi da spendere neha tanti e berlusca piazzista/venditore gli ha venduto benissimo il prodotto Italia…
        1) ci dici che i dati successivi sono positivi ed i numeri a fine 2010 saranno con un segno +, benissimo! ma la conditio sine qua non è la FDS e la sua tenuta immediata e prossima.
        La sua costituzione e la sua solidità dovranno essere certe, sicure, forti.
        Ne va della prosecuzione e della permanenza nell’agone democratico di un ideale e di un modo di intendere la vita.
        Ne va anche della sua/nostra futura rappresentanza e credibilità politica, se saremo in grado di essere attori affidabili per la vita democratica e di rappresentanza politica per i cittadini italiani.
        Ci sono da recuperare decenni di vuoto pneumatico, di decadimento civile e democratico: dovremo assere credibili per forza.
        Ferrero commentando la lettera di Bersani ne ha elogiato i contenuti e ribadito la nostra vicinanza ma NON per un ingresso governativo.
        Credo che questo sia un’uleriore affermazione anche al nostro interno su come ci intendiamo rapportare.
        2) sempre il fantasma SEL e vendola che come damocle ci ondeggia sulla testa…
        Se ci sono punti di contatto uniamoli affiancandoci se no rimaniamo buoni vicini “di sinistra” (!?!): d’altronde non si prevedono campagne di “annessione” a sinistra, solo un movimento di aggregazione alleativa modello “Ulivo”.
        D’altronde scusa Claudio e scusate tutt*, ma qualè il fine ultimo per cui almeno 25 milioni e forse più di italiani agognano? la caduta ed il superamento del “berlusconismo” quindi dobbiamo lavorare a questo obiettivo primario ed ineludibile.
        Ancora anni con questo cancro addosso ci porterà al massacro sociale, ad una sperequazione allucinante, alle soglie altro che di una lotta di classe…
        Stiamo valutando un processo costituente per far rinascere un gruppo solido e identitario, che ci importa delle manovre di Vendola sulle primarie e sulla sua voglia di metter le mani sul PD? Da quella parte è l’eterna lotta tra d’alema e veltroni, questa volta con i loro “pokemon” personali: a noi cosa ci frega?
        Certo mi risponderai che tutto in politica importa e tutto serve, è come il maiale non si butta via niente!
        Ma mi sembrano ragionamenti distorsivi e francamente un po’ inutili. Abbiamo certamente cose più profonde ed interessanti da dibattere.
        Come dici tu, sse ci uniscono lotte per l’acqua, in difesa dei lavoratori, in difesa di etica civile siamo tutti insieme.
        Se c’è da far fronte comune per buttare giù un vetusto e dannosissimo mondo, vogliamo ragionare su questo?
        Aspettiamo quindi il tuo nuovo intervento che già mi sembra stimolante.
        Nel ’96 ho goduto ed insieme penato, eros et tanatos, mi auguro vivamente di non ripercorrere altri sentieri: insomma patti chiari amicizia lunga!
        Ben ritrovati e a presto leggervi! Alessandro.

  30. pierre scrive:

    vi consiglio di andare a vedere questo blog è incredibile ed ha iverse riposte chiare ai nostri dubbi:

    http://iskra.myblog.it/

    • mario scrive:

      pi erre te sei proprio di fori a proporci sta roba!!

    • carlo circolo bianchini Genova scrive:

      PER PIERRE.
      QUANTA SPAZZATURA, E PUZZA DI GENI GUASTATORI, PUZZA DI SENVIZI.
      PENTITI FRATELLO PIERRE, FAI SENPRE IN TEMPO, DIO è GRANDE E TI PERDONERA’

      • pierre scrive:

        ma quale servizi e servizi qui ci vuole che i compagni aprano gli occhi visto che ci hanno infinocchiato per anni e siamo rimasti senza un partito con salda connotazione comunista!

  31. flavio sirotti scrive:

    Meno male c’è ancora qualcuno che ragiona!!!

    Berlusconi, i poteri forti e il ruolo della sinistra di classe

    Danilo Borrelli, Giovani Comunisti

    Assistiamo ad una fase mutevole dello scenario politico italiano. L’attuale maggioranza di governo è quotidianamente attraversata da fibrillazioni che investono il vero collante di una coalizione che domina (seppur a fasi alterne) da più di quindici anni lo scenario politico del Paese; questo collante, che sta venendo meno, è proprio Silvio Berlusconi.

    Quella che si svolge in questi giorni, lungi dall’essere una sollevazione morale (!) contro l’attuale Presidente del Consiglio e la sua banda di ossequiosi alleati, è una guerra fratricida per la successione ad un Premier, che sembra avere perso parte dell’appoggio di quei poteri forti che in tutti questi anni ne hanno sostenuto una leadership unanimemente riconosciuta.

    Gianfranco Fini, giocando in anticipo, tenta di sondare l’eventuale consenso ad un’ipotesi di gestione del Paese che soddisfi gli interessi delle imprese e più in generale del capitale, eliminando l’imbarazzo legato alla ormai consumata figura di Berlusconi, da cui anche parte della borghesia sembra convinta di voler prendere le distanze: si pensi ad esempio alle prese di posizione di Avvenire (Vaticano) e di una parte del mondo imprenditoriale legata a Montezemolo (Confindustria). Per questo l’ipotesi finiana trova orecchie attente nell’Udc di Casini e in quella parte di centro moderato di estrazione democristiana già in rotta di collisione con il Pd.

    Forse è utile capire cosa si annida dietro questi movimenti e soprattutto quali potrebbero essere gli scenari prefigurabili sul medio e lungo periodo, partendo da una necessaria considerazione: se la figura di Berlusconi e il suo ruolo guida della coalizione di centrodestra è in crisi, la stessa cosa non può dirsi né per il berlusconismo quale metodo di gestione del potere né per i principi economici che quotidianamente ispirano l’attuale esecutivo.

    Per questo non stupiscono le dichiarazioni di larga parte delle attuali opposizioni parlamentari (dal Pd all’Idv) disponibili a ragionare su un governo tecnico successivo a quello Berlusconi. Forse ci lascia più interdetti il fatto che una proposta più o meno analoga venga anche da SeL per bocca del suo portavoce, Nichi Vendola.

    L’ipotesi di un governo tecnico, magari proprio a guida Tremonti (proposto dallo stesso Pd!), infatti, non intaccherebbe il motivo reale del perdurare della forza di Berlusconi, né ovviamente produrrebbe quella necessaria inversione di tendenza in una politica economica responsabile delle cause e degli effetti dell’attuale crisi economica.

    Chi pensa che il solo problema della democrazia italiana sia rappresentato dalla figura di un Presidente del Consiglio particolarmente impresentabile, commette un serio errore di valutazione: Berlusconi non rappresenta un’anomalia in un sistema comunque funzionante, egli è il prodotto strutturale di un sistema politico-istituzionale che fa della riduzione della rappresentanza e della democrazia, della commistione tra potere economico-politico con pezzi della criminalità organizzata, condizioni funzionali alla propria esistenza. Un sistema che si fonda sul populismo, su una società passivizzata e anestetizzata da un apparato mediatico connivente o asservito alle politiche liberiste, che plasma consenso, reprime conflitto, inibisce ed espelle i temi del malessere sociale dal dibattito pubblico del Paese. Un potere politico che persegue una spietata politica di classe (a favore di padroni, banchieri e speculatori) contro il mondo del lavoro e i diritti dei lavoratori. Un governo che tenta quotidianamente di rendere carta straccia quel compromesso dinamico e progressivo rappresentato dalla Costituzione antifascista attuando un progetto eversivo che va arrestato prima possibile.

    E’ in questo contesto che vanno inserite le reazioni del mondo politico ad una situazione sicuramente in evoluzione.

    Su questo proviamo a mettere dei punti fermi.

    Noi crediamo che questo governo vada fatto cadere prima possibile, sulla spinta dell’opposizione sociale e anche sfruttando le difficoltà che l’attuale maggioranza si trova a vivere.

    Le politiche antipopolari perseguite fino ad ora, infatti, stanno facendo talmente tanti danni che sarebbe irresponsabile non tenere in dovuta considerazione il persistere di questo governo.

    Per questo va lanciata subito un’offensiva politica e sociale che si ponga l’obiettivo, alle prossime elezioni, di sconfiggere il centrodestra. Una coalizione democratica, di salvaguardia istituzionale che definisca come prioritario lo scardinamento dell’impianto costitutivo di questa seconda repubblica: rottura del bipolarismo, legge sul conflitto di interessi e più in generale sull’accesso al sistema informativo-mediatico, e soprattutto un sistema elettorale proporzionale che ridia valore ad una reale partecipazione democratica alla vita politica. Per tutto questo, e per liberare la sinistra dal perenne ricatto del “voto utile” e della logica del sostegno al “meno peggio”, è necessario battersi per scardinare l’attuale impianto istituzionale.

    Detto questo, è evidente che l’azione di un eventuale altro governo non si potrebbe esaurire in questi pur importanti punti programmatici. La crisi di sistema che ci troviamo ad affrontare necessita di risposte strutturali, di sinistra, che ridiano centralità al mondo del lavoro ed abbattano sia le controriforme della destra, sia il quotidiano attacco allo stato sociale. Su questi elementi, proprio per le profonde differenze che esistono anche all’interno di un’ipotetica coalizione di centrosinistra, non ci sembra ci siano le condizioni per un accordo organico comune di governo del Paese.

    Troppe le distanze dalla maggior parte di un centrosinistra che su temi di fondo quali la politica economica, sociale, estera (solo per fare qualche esempio) risponde ad interessi opposti rispetto a quelli dei settori popolari, nostri referenti di classe.

    La via politica da perseguire si fa quindi stretta e pericolosa e necessita di un’azione su più fronti, da quello istituzionale a quello sociale.

    Da tempo abbiamo investito nella necessità di declinare la nostra linea politica, e la relativa pratica quotidiana, all’interno della società, nel vivo delle lotte e dei conflitti, rifuggendo dall’approccio fuorviante di chi anche a sinistra pensa che il cambiamento possibile e auspicabile, possa realizzarsi solo nei contesti istituzionali.

    Per noi non è così. Una sinistra utile e il dispiegarsi di una ipotesi comunista di trasformazione della società vivono solo se, accanto all’azione istituzionale, vengono declinate all’interno del conflitto sociale. Ed in questa battaglia per fortuna non siamo soli.

    La tenace resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi mesi hanno lottato e continuano a battersi contro gli effetti delle politiche liberiste, deve vivere un salto di qualità. E’ solo nella consapevolezza di un movimento di classe di chiaro stampo anticapitalista, in grado di definire un blocco storico alternativo tanto al centrodestra, quanto alle politiche interclassiste del centrosinistra, che passa la strada per una reale alternativa di società.

    Il nostro delicatissimo compito è quello di non tradire queste aspettative, di legare la questione democratica al protagonismo sociale e politico delle classi lavoratrici.

    Rifuggendo dal settarismo o dal governismo di chi scindendo questi due ambiti nega la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici di influire sulla vita politica del Paese.

    La manifestazione del 16 ottobre della Fiom, sull’onda lunga della resistenza operaia di Pomigliano, rappresenta un punto centrale per la definizione di un blocco storico in grado di influire sul Paese. Nostro dovere è sostenere queste legittime rivendicazioni per definire un orizzonte politico realmente rivoluzionario.

    DANILO BORRELLI
    Coordinamento nazionale Giovani Comuniste/i

    24 Agosto 2010

  32. enrico musiani scrive:

    Ottimo programma!
    avanti con l’unità a partire dalle organizzazioni giovanili

    Il campeggio unitario! Dal 28 Agosto a Sapri

    Care compagne, cari compagni, pubblichiamo di seguito il calendario completo del Campeggio nazionale unitario dei Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile Comunisti Italiani 2010. Un calendario ricco di dibattiti di grande spessore politico, molta musica e tanti modi per ricercare l’unità della sinistra anche attraverso l’interazione tra due realtà simili come le organizzazioni giovanili di Rifondazione Comunista e dei Comunisti italiani. Siete tutti invitati a partecipare al campeggio a Sapri. Per farlo visitate il sito http://www.alternativarebelde.it e buona estate in compagni della gioventù comunista!

    Campeggio unitario – Alternativa Rebelde

    Sapri (SA) 28 agosto – 4 settembre

    Programma

    28 agosto

    ore 20,30

    APERTURA DEL CAMPEGGIO

    Flavio Arzarello (coordinatore nazionale Fgci)

    Anna Belligero (portavoce nazionale Gc)

    Simone Oggionni (portavoce nazionale Gc)

    ore 21

    QUAL E’ IL FUTURO DELL’EUROPA?

    Fabio Amato (responsabile Esteri Prc)

    Omar El Deeb (vicepresidente World Federation Democratic Youth)

    Francesco Francescaglia (responsabile Esteri Pdci)

    coordina Alessandro Esposito (Giovani Comuniste/i)

    sarà inoltre presente un compagno in rappresentanza del GUE

    29 agosto

    ore 11

    RIUNIONE DEL COMITATO ITALIANO PER IL FESTIVAL MONDIALE DELLA GIOVENTU’ E DEGLI STUDENTI (SUD AFRICA, DICEMBRE 2010)

    ore 17

    WORK SHOP – LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE AI TEMPI DEL REGIME, GLI STRUMENTI DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE

    Italo Arcuri (direttore quinews.it)

    Frida Nacinovich (giornalista Liberazione)

    coordinano Angela Sinisi (Fgci) e Francesco D’Agresta (Gc)

    ore 21

    NUOVE DESTRE, TRA RAZZISMO E RADICAMENTO SOCIALE: UN CANCRO DA ESTIRPARE, UNA SFIDA DA RACCOGLIERE

    Flavio Arzarello (coordinatore nazionale Fgci)

    Saverio Ferrari (Osservatorio democratico sulle nuove destre)

    Luigi Marino (presidente Anpi Campania)

    Cesare Salvi (portavoce nazionale Federazione della Sinistra)

    ore 23

    “Beach Yard: strictly the best Reggae-Dancehall”, ai controlli Red Panthers Killah Sound Bologna

    30 agosto

    ore 17

    WORK SHOP – OMOFOBIA: FORMA E LINGUAGGI DELL’IGNORANZA

    Carlo Cremona (associazione I-Ken)

    Giacomo Guccinelli (responsabile nazionale Arcigay)

    coordinano Luna Grassi (Fgci) e Matteo Iannitti (Gc)

    ore 21

    DONNE, DIRITTI, FEMMINISMO, DIFFERENZA, LIBERTA’

    Anna Belligero (portavoce nazionale Giovani Comuniste)

    Maria Campese (assessore Regione Puglia)

    Manuela Palermi (Ufficio politico Pdci)

    ore 23

    Spettacolo teatrale: I volti del bluff
    31 agosto

    ore 17

    WORK SHOP – PIATTAFORME DI LOTTA PER IL LAVORO: TRA PRECARIATO E UNITA’ DI CLASSE

    coordinano Emanuele Pagano (Fgci) e Margherita Colella (Gc)

    ore 18

    TAVOLA ROTONDA – IMMIGRAZIONE, RAZZISMO E NUOVO SFRUTTAMENTO

    con la Rete migranti di Rosarno, l’Osservatorio Pigneto, Nello Zerillo (Arci Campania)

    ore 21

    IL LAVORO PRECARIO, IL LAVORO CHE NON C’E’, IL LAVORO CHE UCCIDE, IL LAVORO CHE DISCRIMINA

    Sergio Bellavita (segreteria nazionale Fiom)

    Gianni Pagliarini (ufficio politico nazionale Pdci)

    Giampaolo Patta (presidente Associazione Lavoro e Solidarietà)

    Fabrizio Tomaselli (esecutivo nazionale Usb)

    coordina Alessandro Squizzato (Fgci)

    ore 23

    “Dance Revolution”: alla consolle Red Generation Radio

    1 settembre

    ore 12

    WORK SHOP – LE FORME NECESSARIE DEL NOSTRO AUTOFINANZIAMENTO

    Sergio Boccadutri (tesoriere nazionale Prc)

    Riccardo Messina (dipartimento Enti Locali Pdci)

    coordina Matteo Tanzini (Fgci)

    ore 17

    coordinamento nazionale Gc e coordinamento nazionale Fgci

    ore 21

    COME USCIRE, DA SINISTRA, DALLA CRISI DEL CAPITALISMO?

    Matteo Gaddi (Associazione culturale Punto Rosso)

    Claudio Grassi (responsabile nazionale Organizzazione Prc)

    Domenico Moro (economista)

    coordina Giordano Lorefice (Fgci)

    ore 23

    “Swing it, Twist it, Rock it”: selezione curata da Red Generation Radio

    “I passaggi di tempo” (cover band di De André)

    2 settembre

    ore 17

    WORK SHOP – I SAPERI: UNA NUOVA STAGIONE DI CONFLITTO

    Sono state invitate le realtà di movimento, le associazioni e i sindacati studenteschi e universitari

    moderano Danilo Borrelli (Gc) e GianPiero Cesario (Fgci)

    ore 21

    LA NOSTRA GENERAZIONE TRA DIRITTO ALLO STUDIO E DIRITTO AI SAPERI

    Oliviero Diliberto (segretario nazionale Pdci)

    Eleonora Forenza (segreteria nazionale Prc)

    Simone Oggionni (portavoce nazionale Gc)

    Francesco Sinopoli (segreteria nazionale Flc Cgil)

    ore 23

    concerto degli Scauza cani (musica popolare del Sud Italia)

    3 settembre

    ore 17

    ATTIVO UNITARIO: PROSEGUE IL PROCESSO UNITARIO

    ore 21

    LA CRIMINALITA’ POLITICA ORGANIZZATA E LA DEMOCRAZIA A PEZZI: ANALISI E CONTROFFENSIVE

    Manuele Bonaccorsi (giornalista Left)

    Matteo Di Genova (zonarossakrew)

    Paolo Ferrero (segretario nazionale Prc)

    Orazio Licandro (segreteria nazionale Pdci)

    Alessandro Tettamanti (associazione 3 e 32)

    ore 23

    concerti di Dario Leone e di zonarossakrew

  33. mauro canavese scrive:

    Ho trovato su Face Book questo interessante intervento di Alessandro Pascale della segreteria del Prc della Valle D’Aosta. Lo condivido pienamente.

    La crisi politica attuale apre scenari interessanti. Darei ormai per certa la fine anticipata dell’attuale governo Berlusconi, bruciato da una guerra civile interna dilaniante. Che il mandato finisca in mano a Napolitano mi sembra quindi inevitabile. Detto questo si è discusso e si discute molto della possibilità di un governo tecnico, che sembra trovare buona accoglienza tra le attuali forze politiche di opposizione (compresa Futuro e Libertà). Ora come ora la situazione è però statica, e non sembrano esserci le prospettive per tale possibilità, semplicemente per la mancanza di numeri parlamentari (al senato non ci sarebbe la maggioranza). E’ vero che c’è un’altra possibile fronda in vista da parte di Pisanu, ma per ora non sembra ci siano dati concreti per tale ipotesi, e inoltre è da rimarcare la difficoltà di pensare ad un passo tanto azzardato da parte dello stesso Napolitano, che in questi anni non ha proprio brillato per coraggio. Sembra quindi scontato che si andrà ad elezioni anticipate tra novembre e dicembre. Ora la questione che tutti vogliono sapere è: come ci si arriverà e con quali schieramenti? E soprattutto, vista da sinistra (ricordo a tutti che sinistra è ciò che è al di là del PD, quella che viene chiamata la “sinistra radicale”) la questione è: come riuscire a tornare protagonisti nella vita politica italiana, riottenendo la voce necessaria per denunciare i soprusi e difendere le classi sociali più deboli e povere?

    Andiamo con ordine: il progetto di Vendola rischia di fallire anzitempo. Per il semplice fatto che la sua idea di lanciare un’opa sul PD (in generale sul centro-sinistra) tramite le primarie rischia di non realizzarsi a causa della possibilità molto concreta che le primarie non vengano neppure svolte, in quanto non è per niente scontato che venga formato di nuovo un centro-sinistra. In questa fase politica il bandolo della matassa si gioca all’interno del PD, che si trova a dover scegliere se stringere “patti costituzionali” con centro (Casini, Rutelli) e destra (Fini, Lombardo) oppure se rilanciare un centro-sinistra vecchio stile, che si ricolleghi al mondo della sinistra, dei movimenti e dell’IdV.

    La prima strada probabilmente ne sancirebbe il definitivo tracollo elettorale, sancendone ufficialmente la natura moderata, conservatrice, centrista e politicista che lo screditerebbe una volta per tutte verso il proprio popolo. Di Pietro al 99% lo seguirebbe sventolando di facciata la bandiera della legalità, ma Vendola non potrebbe fare altrettanto. Ne seguirebbe per la sinistra non dico la possibilità, ma l’obbligatorietà di superare vecchi rancori e differenze di progetto per dare agli elettori un’alternativa reale e orgogliosa che non sia meramente “anti-Berlusconi” ma anche “anti-berlusconismo”, “anticapitalista”, in grado di difendere senza patemi e compromessi i lavoratori dalle manovre violente e terroristiche di Confindustria e padroni come Marchionne. Con una lista unica non esito a pensare che vista l’attuale crisi sociale lo sbarramento sarebbe di gran lunga superato.

    E questo è un possibile quadro. L’altro prevede che il PD accetti di fare le primarie (anche se è da capire con chi…l’UDC vi entrerebbe? Probabilmente no, preferirebbe aspettare il risultato, come a suo tempo per le elezioni regionali della Puglia) per costruire un rinnovato centro-sinistra. Stando così le cose Vendola se la giocherebbe fino in fondo, e non è detto che non possa farcela, nel caso in cui il PD non scelga di tirar fuori gli attributi rischiando qualche candidato “nuovo” e forte. Personalmente ritengo tutto ciò molto improbabile, considerato anche il fatto che potrebbe candidarsi anche De Magistris, che “ruberebbe” voti allo stesso Vendola, avendo lo stesso bacino elettorale. Non credo però che la questione sia così rilevante al momento. Vorrei piuttosto concentrarmi sulla situazione in cui si verrebbe a trovare la Federazione della Sinistra in questo quadro: da una parte la destra pura (Berlusconi più Bossi), dall’altra il “terzo polo”, dall’altra ancora il rinnovato centro-sinistra, che stante questa condizione rischierebbe con l’attuale sistema elettorale davvero di vincere. Quali possibilità avrebbe la Federazione di sopravvivere in questo contesto restando fuori dall’alleanza? Pressochè nessuna! Sarebbe schiacciata non soltanto dal voto utile per eliminare concretamente una volta per sempre Berlusconi, ma anche dalla possibilità per gli elettori “di sinistra” di votare la SEL di Vendola, un personaggio ben più carismatico, comunicativo e giudicato (erroneamente ovviamente) più radicale nei contenuti dei vecchi compagni comunisti. Le chances di entrare in Parlamento sarebbero nulle, e francamente non ci si può permettere un’altra disfatta del genere. L’accordo con il centro-sinistra però non va ricercato soltanto in maniera strumentale per sopravvivere, né deve essere per forza solo un accordo di desistenza (per il quale non avremmo la forza contrattuale). La possibilità concreta che Vendola vinca queste eventuali primarie ci permetterebbe di presentarci con una coalizione realmente progressista in cui l’agenda politica non sarebbe dettata da un vecchio democristiano pienamente inserito nella logica capital-liberista, bensì da un comunista che ha dimostrato in Puglia di poter fare le cose semplici (eppure in questo paese a loro modo rivoluzionarie) che un popolo si aspetta dalla politica.

    Noi dovremmo quindi partecipare e sollecitare la grande mobilitazione popolare e sociale per portare Vendola alla presidenza del Consiglio, perché questa sarebbe una reale possibilità di migliorare (seppur parzialmente e a piccoli passi) la condizione delle fasce più deboli e invertire un processo di perdita dei diritti sociali (e civili) che va avanti da trent’anni. Questo è un treno decisivo che ci permetterebbe di ridare un senso a parole come “lotta di classe”, “coscienza critica”, “democrazia reale” e permetterebbe perfino di poter ritornare a parlare con una certa credibilità di “comunismo” senza sentirsi arrivare risate in faccia. Occorre mettersi in gioco e superare le ansie di rifare gli errori dei governi Prodi. D’altronde con questo sistema elettorale e contesto politico non è praticabile pensare di andare da soli. Il progetto di Chianciano (costruzione di una sinistra alternativa a quella moderata, e che sia autonoma da essa) è fallito il giorno stesso che Vendola ha sancito l’intenzione di portare avanti il suo progetto. Senza unità non è una strada praticabile pensare di andare da soli.

    Queste sono le due alternative che abbiamo di fronte. La cosa più importante in questo scenario politico così flessibile e dinamico è di non mantenere un approccio dogmatico, ma di ricordare che il primo nostro obiettivo deve essere quello di fare gli interessi dei ceti che vorremmo rappresentare. Non di più, non di meno. A seconda di quello che accade si rimanga quindi pronti a discussioni serrate ma aperte, che abbiano per oggetto ogni prospettiva consona con l’obiettivo che ci caratterizza in quanto comunisti: difendere i lavoratori e le classi più deboli della società, introdurre germogli di democrazia, libertà e uguaglianza.

    Alessandro Pascale (segreteria regionale PRC Valle d’Aosta)

  34. Matteo Andreani scrive:

    …. oramai (e per fortuna)e’ sicuro che si votera’ ….. se sara’ dicembre o maggio poi non e’ che cambi molto.Allora mi domando,che sta’ accadendo tra i partiti e le 2 associazioni che fanno la FdS? ….. Franceschini ha lanciato il nome della probabile alleana di csx,la FdS ha risposto …. si’ presente! no in realta’ c’e’ stato un ni! Avete scelto autonomamente di essere ai margini del dibattito politico! …. non si poteva fare una dichiarazione forte del tipo “Si ci sentiamo gia’ alleati con il csx per difendere la costituione ma sforziamoci di andare oltre e troviamo accordi anche per altri temi come lavoro,fisco e ecc.” …. no invece la solita litania,il solito noioso blablabla …. Ma perche’?! e poi il congresso a dicembre,ma perche’ non fare uno sforzo e anticiparlo ad ott/nov? ….. E per le comunali del 2011? …. tranne Reggio Calabria dove la FdS e’ in “gran forma” ma a Napoli(dove ci saranno le primarie ad ottobre)si puo’ mai stare alla finistra? …. De Magistris e’ un candidato ottimo.Vogliamo appoggiarlo? …. A Milano con Pisapia si vuole andare insieme o no?! e a Torino e Bologna? …… Onestamente spero e sono convinto che Grassi,Rinaldi stiano facendo in silenio questo ….. il problema e’ che si deve iniziare a farlo alla luce del sole ……. PREPARIAMOCI PER LE ELEZIONI!!!!!! E TOGLIAMOCI QUESTA SPOCCHIA NEI CONFRONTI DI SEL E VENDOLA E SOPRATTUTTO INIZIAMO A PARLARE DEL PD COME SI PARLA DI UN FUTURO ALLEATO! CERTO NON IL MIGLIORE ALLEATO POSSIBILE MA PUR SEMPRE COME IL PARTITO PIU’ GRANDE DELLA COALIZIONE FUTURA DEL CSX ….. “ALLEANZA PER LA COSTITUZIONE” …. CHE SUONA ANCHE BENE

    • claudio grassi scrive:

      Caro Matteo,
      nessuna spocchia con nessuno. Come hai visto con Vendola e con SeL c’è un confronto in corso. Alla festa di Essere Comunisti di Castellarquato c’è stato un interessante dibattito, cercheremo di dargli un continuità. Detto questo anche Nichi Vendola e SeL devono decidere cosa fare. Se si vota rapidamente e non si fanno le primarie, tutto il castello costruito con l’iniziativa di questi mesi, a partire dalle “fabbriche”, rischia di essere inutile. Ecco perchè io ritengo che il problema per la sinistra e per i comunisti sia più profondo. Occorre ricostruire pazientemente i luoghi dell’unità e delle ricomposizione, dopo tanti anni di divisione. Sia tra i comunisti, sia con la sinistra che continua a lavorare per l’alternativa di società.
      Non basta fare affidamento a un leader pur importante. Già in passato abbiamo visto come questo sia insufficente.
      Inoltre contesto che sia solo la Federazione della Sinistra a dover fare dei passi in avanti. Alle ultime regionali solo nelle Marche SeL ha accettato di costruire con noi una coalizione (con un risultato, tra l’altro, ottimo). La stessa cosa la si poteva fare nella Lombardia, in Campania, in Toscana. E’ stata SeL a rifiutare l’unità con noi. Gli errori e i settarismi quindi, caro Matteo, non sono sicuramente da una parte sola.
      Per quanto riguarda poi la proposta di Franceschini di dare vita ad una Alleanza Costituzionale, la condividiamo completamente e non abbiamo avuto nessuna reticenza nel dirlo, come dimostra il comunicato di Cesare Salvi, portavoce della Sinistra, che incollo qui di seguito.
      ciao

      SALVI (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA):

      “BENE FRANCESCHINI

      SI DIA VITA

      ALL’ALLEANZA COSTITUZIONALE”

      Dichiarazione di Cesare Salvi, portavoce della Federazione della Sinistra

      L’intervista a Repubblica delcapogruppo del Pd Franceschini delinea una posizione politica che, riprendendoper altro quanto già detto nei giorni scorsi dal segretario Bersani, mi sembraindichi finalmente la piattaforma giusta: la costruzione di una alleanzacostituzionale che unisca tutte le forze di opposizione, dentro e fuori ilParlamento. Queste forze rappresentanola maggioranza degli italiani e, se unite, possono vincere le elezioni.

      Altrettanto significativa mi parela volontà del Pd di avviare una mobilitazione, a partire da settembre, che sarebbe per altro opportunosvolgere congiuntamente con le forze disposte a partecipare all’alleanza costituzionale.La Federazione della Sinistra è pronta a fare la sua parte perché il Paeseabbia di fronte un’alternativa seria e credibile all’asse Berlusconi-Bossi.

      Roma, 22 agosto 2010

      • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

        bella e “”chiara” risposta al solito Matteo, una alleanza per la costituzione, va benissimo,e poi è quello che si è sempre detto, anche con altre formule,CLN;anche col diavolo contro Berlusconi, Etc.
        non ho nessun motivo di pensare che dietro questa furmula si nasconde, dell ‘altro, anche se non posso, non pensare che (non da parte nostra), da qualche parte si nasconde il desiderio, di fare una santa alleanza, nel nome dell’antiberlusconismo, per poi fare, un governo che, con manovre lacrime e sangue traghetti il paese fuori dalla crisi, io credo che contro questi disegni, il nostro partito saprà vigilare.

      • vincenzo lombardo scrive:

        Buona l’idea della Alleanza Costiuzionale. Purché non si riduca ad una formula per evidenziare l’anticostuzionalità del progetto Berlusconi-Bossisi ma si stoppi con i fatti lo stupro continuo della Costituzione, anche ad opera del centro sinistra( art 11, finanziamento delle scuole private, federalismo, per citare gli aspetti più macrocospici)

      • Matteo Andreani scrive:

        Caro Claudio,sinceramente felice della tua risposta(che significa che il mio post era un pizzico interessante e questo mi inorgoglisce)mi permetto di rispondere ….. ti do atto di essere tra i piu’ convinti sostenitori del dialogo con Sel e Vendola ed e’ ancora piu’ vero che c’e’ una irritante spocchiosita’ da parte di alcuni di Sel nei confronti della FdS,pero’ il punto e’ un altro …. se queste “benedette” primarie si faranno come potra’ la FdS non essere presente?come potra’ non dire ne’ A ne’ B sui temi che per oltre un mese(ipotizzando il periodo delle primarie)monopolizzeranno il csx e quindi la futura coalizione in cui fara’ parte anche la FdS?Tutto questo sapendo poi che anche senza indicazioni di voto una bella fetta di elettorato FdS andra’ a votare alle primarie? … Ovviamente hai ragione quando dici che tutto questo crollerebbe se per un motivo(proporzionale alla tedesca?)le primarie non dovessero esserci piu’,pero’ credo rimanga comunque un tema che non puo’ essere trattato con semplicita’ ….. per quanto riguarda l’Alleanza Costituzionale” beh vero che Salvi ha detto si’ pero’ diavolo qualcosa di piu’ “nuovo” si poteva dire! ….. e poi giusto per approfittarne un paio domande/riflessioni …… dopo il congresso della FdS l’incarico di portavoce quanto durera’? o sara’ ancora a rotazione?e sara’ cosi anche a livello reg/prov/com? …. siccome il simbolo della FdS cambiera’ perche’ non fare una sorta di referendum sul web per decidere assieme il simbolo?(sara’ Falce e Martello con scritto solo Federazione della Sinistra?) …. poi questo “dannatto sito del Prc e anche della FdS ma perche’ non aggiornarlo sempre?Hai visto il sito di Sel o dell’Idv come sono ristrutturati e aggiornati quotidianamente?non e’ possibile fare lo stesso? ….. Nel ringraziarti anticipatamente dell’attenzione e delle eventuali risposte un cordiale saluto

        • claudio grassi scrive:

          Caro Matteo,
          come ti dicevo le primarie potranno esserci o potranno non esserci. Stamattina su Repubblica La Torre del Pd dice che ci saranno e che il loro candidato sarà Bersani. Nei giorni scorsi Franceschini aveva detto che se si dovesse andare al voto rapidamente le primarie non si faranno. Vedremo. In ogni caso – penso che converrai con me – i comunisti e la sinistra, per uscire dalle loro difficoltà, non possono fare affidamento ad un evento che, appunto, non sono nemmeno certi se si terrà.
          Se si terranno e se saranno primarie della coalizione e non del solo Pd, penso che noi dovremmo appoggiare il candidato con le posizioni più vicine alle nostre. Non si fa fatica a prevedere che questo candidato sarà Nichi Vendola. Penso anche che al candidato che sosterremo noi dovremmo chiedere un impegno, qualora dovesse vincere, su alcuni punti che ci stanno particolarmente a cuore: dal lavoro, ai diritti civili, ai beni comuni.
          Per quanto riguarda la Federazione ne parleremo al congresso. La mia opinione è che la o il portavoce non dovranno essere più a rotazione. Se non fosse così la Federazione stessa potrebbe apparire come una alleanza di convenienza e non un soggetto politico con un proprio progetto. Stessa cosa per il simbolo. Non ha senso che vi siano scritti tutti i nomi (e se se ne aggiungessero degli altri?). A mio parere il simbolo deve rimanere graficamente come è adesso, quindi con la falce e martello a tutto tondo, e con la sola scritta Federazione della Sinistra.
          Infine per quanto riguarda i siti. Hai ragione. Come veicolo di informazione la rete è sempre più importante. Quindi dovremo investirci di più e, come in tutte le cose, cercare di migliorare. Ti faccio però notare che siamo in un periodo feriale e tutti i siti sono aggiornati con meno frequenza. Nello stesso sito di SeL in evidenza oggi vi sono due interviste di Nichi Vendola del 13 e del 15 agosto.
          Vedrai che dalla prossima settimana sia il sito della FdS che quello del Prc saranno aggiornati quotidianamente.
          ciao

          • ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

            Caro Compagno Grassi,

            sono d’accordo per quanto concerne la FdS, anche sul simbolo come lo indichi tu, senza togliere però che il PRC rimane per l’oggi e per il domani come è stato ribadito dal nostro Segretario Ferrero e detto da tutti a Chianciano, bisogna continuare a ripeterlo perchè le Compagne e i Compagni lo vogliono sapere!
            Per l’intesa con Vendola (ero presente a Castell’Arquato e l’ ex-Compagno Nicky, ora non è più Comunista neanche lui…, non mi ha convinto un granchè con i suoi interventi, come del resto neanche Diliberto…..)e l’uscita di Franceschini del PD, bisogna discuterne ampiamente e ma in fretta. Credo che non ci si debba dimenticare di chi ha fatto le “svolte” o/e le “scissioni” non siamo stati certamente noi, ma come tu giustamente fai notare da soli non ce la possiamo fare.
            Avanti quindi con il Congresso della FdS, con chiarezza e determinazione.
            Credo anch’io che con la passione possiamo farcela!
            Anche per Liberazione, che credo sarebbe bello davvero diventasse il giornale della Federazione della Sinistra.
            Saluti Comunisti.

            Alberto Viscardo Galante
            Direttivo Circolo PRC di Sesto San Giovanni (MI)

          • Matteo Andreani scrive:

            Caro Claudio ti ringrazio per l’attenzione ….. aggiungo che sulle primarie il ragionamento e’ piu’ che giusto ed e’ esattamente quello che penso io.Sul simbolo e il nuovo ruolo del portavoce idem.Ho pero’ un altro dubbio perche’ non pensare ad esempio alla possibilita’ di istituire 2 portavoci in fondo la Die Linke anche fa’ cosi addirittura con 4 vicepresidenti e 2 capigruppo?! … certo non dovrebbe farsi in un ottica 1 Prc e 1 Pdci ma con un alternanza di genere casomai anche con una donna under40?Non sarebbe innovativo? … O comunque imporre nella segreteria un 50% di donne ….. poi visto il problema finanziario perche’ non lanciare un operazione come fece “Il Manifesto”,nel 94 credo,quando vendette delle “azioni” ai lettori?Si potrebbe fare lo stesso trasformando il primo tesseramento della FdS in una sorta di aquisto di una “azione” della FdS,quindi con un “una tantum” speciale(gia’ un 5/10euro ad “azione/tessera” si incasserebbe … per la futura campagna elettorale …. una buona cifra) …. poi una ultimissima questione … visti gli avvenimenti perche’ non pensare di spostare la sede del congresso della Fds dalla solita Roma a una sede piu’ suggestiva come Melfi/Pomigliano/Mirafiori?E inoltre perche’ non organizzare qualche cosa di importante nelle grandi citta’ metropolitane(quantomeno quelle che vanno al voto per le comunali) per “presentare” in maniera nuova questa benedetta FdS? ….. questa e’ davvero l’ultima …. Greenpeace qualche giorno per protestare piu’ che simbolicamente contro la Bp ha inscenato una protesta singolare,incatenare le pompe di benzina della Bp,operazione che ha avuto la sua cassa di risonanza mediatica …. perche’ non fare qualcosa di simile? Esempio,per promuovere la Tobin tax,circondare la sede della Borsa!Contro la legge 30,una operazione molto “scenica” alla sede di Confidustria,idem alla sede della Fiat e ecc. Si potrebbe?secondo me si! …… Ovviamente grazie anticipatamente per l’attenzione.

          • carlo circolo bianchini Genova scrive:

            Per Claudio,la prima risposta per Matteo. mi è piaciuta di più, nella seconda la solita confusione, ed il solito tentennamento, come direbbe Crozza, imitando Napolitano.
            a proposito, della lungimiranza con cui si affrontano i problemi,c’è oggi su Repubblica, pgina 11, che mostra due titoli eloquenti, Franceschini, dice”PRIMA LA LIBERAZIONE, POI LA DISCUSSIONE” che mi pare voglia dire, c’è in italia un anomalia, ci riuniamo tutti assieme e la risolviamo,poi discuteremo, e questa è l’alleanza per la costituzione, di cui tu hai parlato e tutti siamo d’accordo. mi sembra molto raggionevole considerando, che Franceschini, era il vice di Veltroni che invece si smarca e ripropone, “L’AUTOSUFFICENZA”è chiaro che noi dobbiamo stare con Franceschini,non cosi Vendola, che nella stessa pagina, dice invece,

  35. claudio grassi scrive:

    Ringrazio Ciccio Cirigliano che ci informa in tempo reale di quanto sta accadendo alla Fiat di Melfi.

    I lavoratori possono rientrare in azienda ma non possono tornare alle proprie postazioni di lavoro: rimane quindi la decisione, da parte della Fiat, a non tener conto della sentenza emessa dal Tribunale di Melfi che, nelle scorse settimane, aveva condannato l’azienda per comportamento antisindacale e aveva ordinato il reintegro immediato di Barrozzino, Lamorte e Pignatelli.

    Che i vertici non volessero tener conto della sentenza lo si era capito già qualche giorno fa, quando avevano inviato ai tre operai un telegramma in cui li si invitava a rimanere a casa, a non presentarsi sul luogo di lavoro. Ma Giovanni, Antonio e Marco non hanno accettato il dicktat, noniostante la Fiat avesse precisato che avrebbe in ogni caso corrisposto il salario. Non lo hanno accettato perchè stanchi delle continue umiliazioni a cui li si vorrebbe sottoporre… non lo hanno accettato perchè, come ha ricordato lo stesso Giovanni, non si può accettare un ricatto che il giorno dopo li avrebbe dovuti vedere anche accusati di parassitismo. E così, accompagnati – oltre che dalle compgne e dai compagni di lavoro e di sindacato – da un ufficiale giudiziario, oggi alle tredici e trenta in punto si sono presentati davanti ai cancelli, ‘strisciando il badge’, ma và immediatamente loro incontro un addetto alla sorveglianza per comunicare che non possono ritornare alle postazioni di lavoro.

    Mentre scriviamo sono ancora in corso le trattative, ma già quanto è fin qui accaduto dà l’idea della gravità della situazione. Siamo di fronte ad un segno estremo dell’arroganza padronale. Quella stessa arroganza che accomuna oggi la Fiat di Marchionne e il governo Berlusconi: entrambi si sentono oltre e al di fuori della legalità, delle regole. Entrambi esecutori di un progetto globale di eliminazione di qualsiasi ‘orpello legislativo’ che possa impedire i propri interessi, sia essa lo Statuto dei Lavoratori, sia essa la Costituzione Repubblicana.

    Siamo di fronte ad una emergenza democratica e sociale che trova solo pochi altri esempi nella storia di questo paese, ed è compito di una sinistra degna di questo nome mettere in campo tutte le iniziative per porre un argine allo scempio in atto. Siamo oramai nel vivo del tentativo di utilizzare la crisi come strumento costituente di una nuova era in cui si ridisegnato rapporti di forza e relazioni sociali, i cui paradigmi sono da rintracciare in un continuo livellamento verso il basso delle condizioni materiali di vita dei lavoratori e in una continua escalation dell’arroganza padronale nazionale e transnazionale.

    Ciccio Cirigliano

  36. vincenzo lombardo scrive:

    TRA LE INCUDINI E I MARTELLI: LA PARALISI?
    Gli ultimi quattro interventi su questo blog(Astengo,Giannini,Masella,Volta), tutti molto interessanti, sembrano tanti rintocchi di campane che lungi dal produrre un’armonia melodiosa creano una cacofonia che disturba le orecchie e, soprattutto, il cuore e il cervello.
    L’unica annotazione armonica è la base della musica: la consapevolezza che la situaione attuale è tragica sul piano della tenuta democratica e della garanzia dei diritti civili e sociali. Anche l’analisi sulle possibili conseguenze per l’una e gli altri pare abbastanza omogenea. Dove ognuno comincia a suonare strumenti su spartiti di generi musicali disaffini è nella fase di esecuzione. Tradotto in termini politici:che fare qui ed ora. Per economia di spazio e per evitare ripetizioni superflue dico subito che condivido molto la preoccupazione e la proposta del compagno Gilberto Volta.
    Credo che in questa fase dobbiamo prendere atto che sono sedimentate nella coscienza diffusa dei così detti comunisti- passatemi l’arbitrio interpretativo- sensazioni e percezioni dell’essere comunista che sono difficili da ricondurre ad una definizione univoca e perfino unitaria.
    Esistono, credo in perfetta buona fede, comunisti che credono ciecamente in un Vendola qualsiasi che definisce cimitero l’idea stessa del comunismo,altri che pensano di convivere con il capitalismo, altri ancora- in perfetta coerenza con una teoria e una prassi consacrate da una plurisecolare esperienza storica- che sognano l’abolizione totale, con strumenti diversi, dell’assetto statuale, economico e sociale attuale.
    Forse non è il caso di indagare qui sulle diverse cause di queste divaricazioni, per quanto, credo, non sia possibile astrarre dalle dinamiche storiche che si sono innescate a livello globale agli inizi degli anni ’80.
    Il punto oggi è: è politicamente lecito e conveniente insistere su queste divaricazioni mentre l’avversario storico dei ceti subalterni, il grande capitale, sfrutta la crisi per superare le sue difficoltà e sferrare l’attacco finale a quanto residua di democrazia e di garanzie sociali? Io credo che sia un crimine politico assecondare, per insipienza tattica prima che strategica, questo disegno eversivo delle classi dominanti. Per questo accolgo la perorazione del compagno Volta di smetterla di litigare perfino fra di noi. Certo, non è un bel vedere, con tutte le ragioni che possono avere i protagonisiti, assistere al duetto Giannini-Masella.
    Non dico che bisogna abolire il dibattito e la dialettica, la polemica perfino: io stesso non uso sottrarmi a questo vezzo, per cui il mio pulpito non è il migliore. Ma ormai abbiamo raggiunto, come paese, intendo, un grado di criticità tale che dobbiamo dispertamente ricercare anche i fili più sottili e invisibili che ci uniscono all’interno e con l’esterno, anzichè rincorrere questa annosa ricerca per stabilire chi è la più bella del reame. Ripristinare la democrazia è un imperativo ineludibile, anche per riavere la possibilità di discutere non solo del futuro degli altri, ma anche di quello nostro. Diversamente rischiamo di affondare perduti nelle nostre beate diatribe mentre la nave si inabissa. E noi periamo con essa senza accorgercene.
    Ben vengano allora tutte le iniziative, compresa la festa dell’Unità dei Comunisti, purchèé essa non diventi l’occasione per l’ennesima querelle fra comunisti, ma si proponga di agire con tutti i comunisti ed oltre i comunisti per salvare, intanto, il bene comune paese e con esso la prospettiva di ripresa di un movimento che si ponga l’obiettivo di cambiarlo.
    La cosa peggiore sarebbe restare paralizzati a suonare imperterriti ognuno il suo strumento mentre l’orchestra sprofonda.

  37. Franco Astengo scrive:

    SOTTOVALUTAZIONI
    Le nostre più vive scuse ai pazienti e cordiali interlocutori (e interlocutrici) che riceveranno queste poche righe: scuse che riguardano l’insistenza e la frequenza con le quali trattiamo determinati temi politici, rischiando la ripetitività e, di conseguenza, di provocare noia e fastidio.
    La notizia del giorno, oggi assolata domenica 22 Agosto 2010, ci appare però così grave che non ci pare debba essere lasciata senza commento: la Fiat ha inviato un telegramma ai tre operai di Melfi reintegrati dal giudice dopo il licenziamento per motivi sindacali, invitandoli a non presentarsi in fabbrica, pur garantendo – ovviamente – la corresponsione degli emolumenti almeno fino al giudizio di appello, previsto per il 6 Ottobre.
    Una vicenda che, dal punto di vista dei ricorsi storici, fa il paio con quella dei “61” trent’anni fa che aprì la strada ai 35 giorni, alla marcia dei quarantamila, all’avvio della definitiva sconfitta e rovina del più forte sindacato dell’Occidente.
    Ma non è tempo, semplicemente, di richiami storici.
    Si tratta, invece, di cercare di leggere la realtà in tutta la sua crudezza, senza sottovalutazioni di sorta.
    La linea della Fiat è chiara, spezzare quel che rimane della realtà di un sindacato “soggetto politico conflittuale” (andiamo per slogan, allo scopo di occupare poco spazio) trasformando radicalmente il sistema delle relazioni industriali: uno scopo evidente, chiaro che fa parte, però, di un disegno più vasto di trasformazione dei termini complessivi della democrazia italiana, così come questa è stata disegnata dalla Costituzione Repubblicana.
    E’ su questo punto che non è davvero possibile indugiare: contemporaneamente con la mossa della Fiat è in atto un duro braccio di ferro all’interno del centrodestra, all’interno del quale sono i gioco, a partire dalle sempiterne questioni personali del Presidente del Consiglio, e quindi dai temi della giustizia, i termini fondamentali, costitutivi, del nostro sistema politico e sociale, a partire dalla questione della suddivisione e della collocazione dei poteri ( poteri politici, con i primo luogo il rapporto tra potere delle istituzioni elettive e potere personale appartenente alle cariche monocratiche; poteri giudiziari; potere dell’informazione).
    Qualcuno ha scritto: l’attuale Presidente del Consiglio ha cambiato la testa degli italiani, senza cambiare le istituzioni, il prossimo passaggio sarà quello – appunto – di cambiare le regole ed il ruolo delle istituzioni di governo, di rappresentanza politica, di garanzia.
    Se prevarrà l’ipotesi complessiva che lega i due disegni, quello di stravolgimento delle relazioni industriali con la definitiva fuoriuscita dalla scena del sindacato e la sua sostituzione con “apparati di servizio” come già si sono trasformate CISL e UIL e quello della definitiva spallata alla “repubblica parlamentare” e, probabilmente, anche ai meccanismi -cardine dell’unità nazionale, davvero avremo voltato pagina e cambiato regime, in una logica di prevaricazione, populismo, personalismo con venature razzistiche.
    Così sarà trasformata l’Italia, in un quadro europeo il cui segno distintivo è proprio quello del “deficit democratico” e che non promette molto di meglio, se si pensa a ciò che sta accadendo in Francia (dove pure la struttura statuale ha un peso diverso e non esistono controindicazioni che,in Italia pesano moltissimo come il divario Nord/Sud , la presenza della criminalità organizzata: una criminalità organizzata molto complessa nella sua struttura e nelle sue diramazioni, anche e soprattutto internazionali anche in collegamento con i flussi migratori, il ruolo permanente dei corpi separati dello Statoe delle logge massoniche segrete).
    Insomma: lo chiameremo come vorremo, ma avremo un regime di sostanziale soffocamento di una parte delle libertà democratiche e dei diritti politici e civili.
    Un quadro troppo fosco? Ci permettiamo, invece, di ritenerlo sufficientemente realistico.
    Le opposizioni latitano e, ancora una volta come spesso accade in frangenti di questo genere, appaiono frenate da politicismi e tatticismi, tanto più che appaiono rappresentate da personale politico che il sistema (pensiamo alla formula elettorale) ha legato eccessivamente a posizioni personali di rendita e di privilegio (oltre a legami non naturali con il mondo imprenditoriale, collocato a sua volta su di una linea iper-liberista in economia che sfocia, oggettivamente, in politica nell’idea di forme di potere personale, come quelle cui evidentemente ambisce l’attuale presidente di Fiat e Ferrari ed ex-presidente della Confindustria, possibile candidato premier della coalizione , a due stadi, l’uno di governo con PD, UDC e FL e l’altro di “garanzia democratica” con IDV e residui di sinistra:uno scenario che sta nella testa di molti che, superata la sbornia della “vocazione maggioritaria” pensano, a questo modo, di riprendere la fila del vecchio discorso, mai morto dalle nostre parti, dei “fronti popolari” aperti verso il “ceto medio”).
    Scriviamo di domenica, vediamo cosa succederà domani ai cancelli di Melfi: quale mobilitazione politica, quali presenze dei vertici sindacali e dei partiti.
    Il punto però risiede nell’immediata capacità di mobilitazione dal basso da parte dei soggetti politici: altro che “porta a porta”, serve una risposta forte, collettiva, unitaria, di dimensioni nazionali che richieda una svolta e prepari all’eventualità anche di uno scontro elettorale (anche se questo, probabilmente, avverrà più avanti nel tempo).
    Se non fosse irriguardoso e fuori tempo il modello potrebbe essere davvero quello del Luglio’60.
    Non sottovalutiamo il tema delle alleanze, ma poniamo un interrogativo: non è il caso di lavorare, prima di tutto, sul tema delle alleanze sociali, del rinsaldamento di un “blocco”, nel far capire come, in una società così articolata e quasi “sfrangiata”, esistano “beni comuni” non negoziabili, sotto l’aspetto della dignità e dei diritti dei lavoratori e dei cittadini?
    La sinistra, quella ancora legata ad una determinata visione del mondo e ad una certa tradizione che ha avuto origine dalla storia del movimento operaio, è assente e divisa.
    Non sarebbe il momento, ci limitiamo a questa annotazione avendo già trattato più volte il tema, di abbandonare chimere personalistiche e retaggi identitari, per provare a costruire una nuova, diversa, soggettività comune: pensate quale valore avrebbe fornire una nuova spinta unitaria in questo momento di forte difficoltà e quale forza potrebbe dare l’apertura di un processo costituente che coinvolga una partecipazione forte all’interno di una discussione aperta da condurre assieme ad una mobilitazione permanente sul tema della democrazia repubblicana.
    Non sottovalutiamo, per favore, care compagne e cari compagni.
    Savona, li 22 agosto 2010 Franco Astengo

  38. mauro scrive:

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19625

    Crisi del governo Berlusconi ed eventualità di elezioni anticipate: Che fare?
    di Fosco Giannini*

    Liberazione del 18/08/2010

    *Direzione nazionale PRC

    Anche se il grande capitale italiano appare ancora incerto e non sa tuttora su quale spalla poggiare il suo fucile ( ancora Berlusconi? Un Bersani sotto l’ombrello di Marchionne? Nuove coalizioni di un centro sinistra ancor più moderato con Montezemolo alla testa?) la crisi politica del governo Berlusconi è così profonda che le elezioni anticipate sono divenute un’eventualità fortemente verosimile. Un’eventualità che pone ai partiti comunisti e alla sinistra d’alternativa una domanda secca : che fare? Una domanda non di routine, considerata la concreta e drammatica condizione sociale, politica ed istituzionale di queste forze.

    Che fare, dunque? Per darci una risposta non si può che partire dalla fase che viviamo. Essa, non vi sono dubbi, è caratterizzata da un attacco di proporzioni inedite, e sferrato su vastissima scala, del capitale contro il lavoro; un attacco che prende origine dalla crisi capitalistica mondiale, che acquista un ulteriore e proprio vigore – contro i popoli europei – attraverso le politiche del Patto di Stabilità di Amsterdam e che si acutizza ancor più nel nostro Paese in virtù di un nanocapitalismo debole, impossibilitato a vincere la concorrenza sul piano dell’innovazione tecnologica con gli altri poli capitalistici ( europei e mondiali) e volto, dunque ( ecco la Fiat “serba”, di Marchionne e Pomigliano d’Arco ) a cercare mercati e profitti solo attraverso un ulteriore attacco ai salari, ai diritti e al welfare. Se aggiungiamo, al di là di ogni illusione, che di fronte a questo attacco dei padroni non vi è l’adeguata resistenza da parte delle forze di classe ( politiche e sindacali), giungiamo ad un quadro complessivo che ci parla chiaramente dell’impossibilità attuale di ogni minimo spazio di redistribuzione del reddito quale prodotto di un compromesso tra capitale e lavoro; non vi sono politiche neokeynesiane praticabili e non si possono dunque nutrire, sul piano politico, speranze sull’attuale centro sinistra italiano, col quale non si potrà governare, pena la fine fatta dai comunisti con il governo Prodi. Mentre, se davvero condividiamo l’analisi di fase, il compito primario dei comunisti e della sinistra anticapitalista è quello di organizzare e sostenere il conflitto nell’obiettivo strategico di un cambiamento dei rapporti di forza sociali e politici, partecipando con ciò alla battaglia generale contro le destre.

    Facciamo questo ragionamento semplice per giungere ad una prima conclusione: se pensiamo che non vi siano le condizioni minime, oggi, per governare con il centro sinistra e l’obiettivo sia quello di riorganizzare le lotte del proletariato, dobbiamo innanzitutto scartare l’ipotesi Vendola, poiché tale ipotesi ha, come obiettivo dichiarato, quello di andare al governo con il centro sinistra. Chi scrive registra con sconcerto la schizofrenia politica di quei compagni che criticano la nostra esperienza nel governo Prodi, che criticavano l’assenza di “paletti” nel progetto governista di Bertinotti al Congresso di Venezia e insieme si gettano a testa bassa in un’operazione pro Vendola. Se tale linea passasse –ma da comunisti dobbiamo combatterla – ci trasformeremo in mosche cocchiere di un leader – Vendola – che crede di spostare a sinistra un PD liberista solo attraverso la propria superomista, populista e carismatica forza personale, prescindendo dai rapporti di forza sociali reali. Se la linea pro Vendola passasse e la praticassimo credo che entro tempi brevi assisteremmo al nostro funerale, al funerale dei comunisti ( a meno che qualcuno non voglia proprio questo).

    Che fare, allora? Non certo limitarci a lanciare appelli all’unità della sinistra ( come l’ultimo, pubblicato da Liberazione e il Manifesto) che, per la loro oggettiva ambiguità, si offrono come basi materiali per posizioni non condivisibili, come quelle espresse dal, peraltro da noi stimatissimo, compagno Piero Di Siena, uno dei firmatari dell’Appello. Ha scritto infatti Di Siena ( Il Manifesto,1 agosto u.s.) di pensare “ alle speranze e alle energie che la candidatura di Vendola a eventuali primarie di un rinnovato centro sinistra suscita” e che “ il nostro proponimento resta la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra italiana”. Leaderismo di Vendola e superamento dell’autonomia comunista: esattamente i due propositi che sconfiggemmo a Chianciano.

    Se la questione è quella – a parole condivisa da tutti ma nella pratica sconfessata da molti- di porre al centro il conflitto di classe ed evitare nefaste scorciatoie istituzionaliste ( che tali sarebbero se divenissimo comprimari del centro sinistra, Vendola o non Vendola) abbiamo innanzitutto un soggetto da mettere in campo, qui ed ora: la Federazione della Sinistra, che non deve utilizzare il suo prossimo Congresso per strutturarsi in partito, né per darsi gruppi dirigenti univoci, ma per trasformarlo in cassa di risonanza di proposte per il cambiamento ( poche, incisive e di carattere popolare : ed è su queste che dobbiamo discutere) e organizzarsi – nazionalmente e localmente – come soggetto di lotta, portando i suoi militanti, le sue parole d’ordine – contro Berlusconi, contro il liberismo di ogni colore, contro la guerra e per il lavoro – nelle piazze, davanti alle fabbriche e alle scuole, allargandosi ad altre forze della sinistra d’alternativa. Verosimilmente, nei pochi mesi che potrebbero separarci dalle elezioni, è l’unica cosa da fare: concentrarsi da subito nell’azione sociale, per riallacciare un minimo di legami di massa, per non confidare solo in eventuali accordi elettorali e non subire l’ennesima debacle alle elezioni, che potrebbe essere l’ultima e la definitiva. E insieme a ciò – lo diciamo ormai da tanto tempo – ricostruire e rilanciare, unendo le comuniste e i comunisti, un partito comunista capace di una strategia rivoluzionaria e segnato da una tendenza unitaria che lo trasformi in perno di una più vasta sinistra anticapitalista.

    • Leonardo Masella scrive:

      “Chi scrive registra con sconcerto la schizofrenia politica di quei compagni che criticano la nostra esperienza nel governo Prodi, che criticavano l’assenza di “paletti” nel progetto governista di Bertinotti al Congresso di Venezia e insieme si gettano a testa bassa in un’operazione pro Vendola”. Concordo, ma chi scrive registra con sconcerto la schizofrenia politica di quei compagni che criticano la nostra esperienza nel governo Prodi, che criticavano l’assenza di “paletti” nel progetto governista di Bertinotti al Congresso di Venezia, che criticavano e duramente l’esperienza del Pdci nel primo governo D’Alema, il governo D’Alema-Cossutta-Cossiga (a proposito di Cossiga), quello dei bombardamenti sulla Serbia, per intenderci, ed ora si gettano a testa bassa in un’operazione pro Pdci (che è tutt’altra cosa, e forse l’opposto, della unità, necessaria, dei due partiti comunisti).

    • MarioGC scrive:

      Ai compagni Gemma e Giannini dico grazie per l’intervento chiaro e lucido e, per quanto mi riguarda, pienamente condivisibile.
      Al compagno Masella dico invece che caricaturizzare le posizioni altrui per criticarle più comodamente non è un segno né di intelligenza, né di forza.

  39. Gilberto Volta scrive:

    Conselice, lì 13/08/2010
    Ragionando su ciò che è meglio fare

    Caro compagno Grassi, care compagne e cari compagni,
    chiedo scusa della mia prolissità, ma, dopo aver letto tutti i vostri interventi, non sono riuscito ad evitarla.
    Parto da alcune premesse.
    Sappiamo tutti che siamo entrati in una crisi globale o mondiale del capitalismo e che, per uscirne, esistono solo due possibili strade: distruggere tutto con le guerre (che, però, oggi possono sfuggire di mano e da regionali possono diventare letalmente mondiali) per poi ripartire con la ricostruzione (in una specie di ciclicità perenne) o smetterla col sistema capitalistico e avviare la costruzione del socialismo (società, nella quale progressivamente non si produrrà più per il profitto, ma per soddisfare le moderne necessità dell’uomo: quando tale processo si perfezionerà, esso culminerà in una società comunista).
    Finalmente, l’umanità – partendo dalle comunità primitive e passando per lo schiavismo, il feudalesimo e il capitalismo – si sarà elevata ad un quinto livello del proprio lungo sviluppo storico: la società comunista. O come vorremo chiamarla, la società che soppianterà il capitalismo?
    Sono convinto che anche i signori capitalisti si troverebbero bene in una società comunista, dove non occorrerà più praticare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo per garantirsi di vivere bene col profitto generato dal lavoro altrui, ma so anche che essi non possono credere ad una simile prospettiva armoniosa perché credono che sarebbero semplicemente espropriati delle loro ricchezze per dividerle fra i poveri. Essi credono e vogliono far credere che il comunismo – che, in realtà, può realizzarsi solo se vi sarà una grande ricchezza, tale per cui nessuno potrà far mancare il necessario ed il superfluo agli altri per quanto possa accaparrarsene – sia invece una società, nella migliore delle ipotesi, in cui la miseria e la povertà siano equamente distribuite fra tutti. Essi, cioè, credono e vogliono far credere che il comunismo sia miseria e povertà. Quindi, essi, pur di non perdere i loro privilegi, sono disposti ad affossare la democrazia quando essa diventa pericolosa per se stessi (è già avvenuto, non solo in Italia e Germania…).
    In Italia, dopo le grandi conquiste ottenute dal movimento operaio e democratico in presenza ancora dell’Urss, che aveva contribuito con 22 milioni di morti alla disfatta del nazifascismo, con la nascita della Repubblica Popolare Cinese, con la vittoria della rivoluzione a Cuba, con l’acquisizione dell’indipendenza da parte dei paesi coloniali, con il Concilio Vaticano II, con Kennedy, con il Pci che ottenne nel 1976 il 34,4% dei voti, eccetera, quando, cioè, sembrava che per le forze padronali fosse suonata la loro ultima ora in tutto il mondo, esse hanno poi potuto iniziare una offensiva per una loro rivincita e, specie dopo il suicidio del Pci e il crollo dell’Urss, ci hanno ridotto socialmente al punto in cui siamo.
    Non solo. C’è l’atteggiamento di Marchionne – appoggiato vergognosamente da Raffaele Bonanni della Cisl, che se la prende con la Fiom anziché con la Fiat – che vuole eliminare, oltre al CCNL, anche la democrazia in fabbrica e, quindi, in tutto il Paese. Nonostante la frantumazione e lo smarrimento delle forze di sinistra e comuniste e la conseguente inefficacia o, addirittura, inesistenza della loro lotta contro la prepotenza padronale, il centro-destra (degno rappresentante delle forze capitalistiche dominanti) non si contenta di una rivincita sul piano sociale e del lavoro, ormai quasi completamente ottenuta, ma vuole affossare la democrazia: persegue l’obiettivo di una rivincita completa.
    Occorre, ovviamente, sconfiggere questo disegno antidemocratico del centro-destra per cui occorre riuscire a creare una forza superiore a quella di cui esso dispone. Per fortuna, la forza che Berlusconi ha – minoritaria nel Paese, anche se ha la maggioranza relativa dei voti validi ampliata in Parlamento grazie al “porcellum” (quella legge elettorale che ci ha esclusi dalle Assemblee elettive perché lui si è appropriato, in virtù del premio di maggioranza, dei nostri seggi) – si sta dissolvendo da sola, come vediamo tutti i giorni.
    Dobbiamo, quindi, creare una grande alleanza fra tutte le forze di opposizione dentro e fuori dal Parlamento.
    Questa è una esigenza chiara.
    Ma qui cominciano i problemi.
    Questa grande alleanza da chi deve essere fatta?
    Credo che dobbiamo ragionare tenendo necessariamente conto della legge elettorale.
    Se ci fosse una legge elettorale proporzionale e senza sbarramenti, dovremmo come FdS correre da soli con un programma avanzato. Ma questa legge elettorale non c’è ora. C’è, invece, una infame legge elettorale maggioritaria (basta un solo voto in più degli altri per prendere tutto: in Sicilia ci fu un risultato di 61 a 0!), col premio di maggioranza, con lo sbarramento e bipolarista (una vera schifezza assolutamente antidemocratica), che piace anche a sinistra o, meglio, al Pd (forse non a tutti).
    Se chiediamo (e otteniamo perché, soprattutto, le vogliono Berlusconi e Bossi e perché il Presidente della Repubblica non potesse fare altro che sciogliere le Camere) le elezioni anticipate con questa legge elettorale, allora dobbiamo sapere che non possiamo andare da soli. Anzi, per sperare di avere più forza di Berlusconi occorre che noi non escludiamo nessuno: ci penseranno altri ad autoescludersi: l’Udc, per esempio.
    Perché non dobbiamo escludere nessuno? Perché nelle condizioni in cui si trova l’Italia occorre assolutamente sconfiggere il centro-destra, che viaggia più o meno come il centro-sinistra sul piano sociale (vedi anche l’ultimo governo Prodi), ma che si distingue dal centro-sinistra sul piano della democrazia. Il centro-destra vuole stravolgere la Costituzione “sovietica”, che è nata dalla Resistenza a garanzia della libertà, della democrazia e tutta tesa a creare le condizioni per raggiungere la giustizia sociale.
    Una volta che fossimo rientrati in Parlamento, poi, dovremmo evitare di essere noi a far cadere il governo che fosse nato dopo una eventuale sconfitta del centro-destra (e della Lega) per non provocare il ritorno alle elezioni anticipate e favorire il ritorno del centro-destra stesso. Dovremmo, invece, utilizzare molto meglio il Parlamento come tribuna per portare avanti la nostra linea.
    Dovremo, dunque, condurre la campagna elettorale in modo chiaro: dire che la prima esigenza è quella di salvare, anzi ripristinare la democrazia in Italia e potere batterci, così, a viso aperto per le nostre idee e che, per questo obiettivo, siamo disposti a fare patti anche col diavolo. E dovremmo dire anche con chiarezza quale sia la nostra linea per la quale intendiamo batterci in democrazia e libertà.
    Ecco perché non comprendo quei compagni che non ci stanno, non vogliono andare a votare per la FdS se c’è Vendola o se c’è il Pd o l’IdV o, addirittura, il Pdci o non so bene per quale altra ragione.
    Si tratta della difesa della Costituzione, del ristabilimento della democrazia, di ripristinare la legge elettorale proporzionale e di insistere per una politica sociale redistributiva.
    Credo che dovremmo smettere di litigare anche tra di noi e che dovremmo mobilitarci tutti per riuscire a sconfiggere Berlusconi e il belusconismo!
    Grazie a quanti sono riusciti a leggere tutto.
    Cari saluti e buon ferragosto a tutti!
    Gilberto Volta

  40. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Car* compagn*,
    con la famigliola andiamo via qualche giorno e potrò seguirvi dal telefonino.
    Quello che sta preparandosi sarà un fine agosto e inizio settembre al calor bianco.
    Prepariamoci e teniamo occhi e orecchie ben aperti e tese.
    Vi linko questo articolo de l’unità sul raggiro di Arcore http://www.unita.it/news/italia/102344/la_contessa_rangoni_machiavelli_cos_berlusconi_ha_truffato_mia_cognata
    utile per comprendere come il sig b. con gli affari immobiliari ci marci da tempo…
    Purtroppo è bastato uno “studiò” a Montecarlo per eclissare P3, Verdini Scajola Anemone e Balducci & Bertolasi vari…
    Infine un pensiero: considero molto valida e importante la nota di Ferrero su Liberazione: una lettera aperta a tutta l’opposizione per farsi massa critica ed impegnarsi in una alleanza democratica.
    Sono molto combattuto però sull’utilità di elezioni anticipate con questa legge elettorale.
    Franco Astengo ne parla nel suo post: siamo tutti d’accordo che a destra le elezioni anticipate sarebbero un toccasana anche perchè saprebbero benissimo come fare per rivincerle al sud (vi ricordate il cappotto siciliano del 61 a 0?) e al nord.
    D’altro canto andare a governi “tecnici per modo di dire” (mica ci vanno operai o ferrovieri a fare i ministri!) non so quale utilità potrebbe avere: il rischio di un impantanamento sine die sarebbe ben presente.
    Giro anche a voi questi miei dubbi: conscio del fatto che in qualche modo una decisione bisognerà prenderla, se non altro innome della nazione e di noi cittadini.
    Come diceva Totò, Buon Ferragosto a tutti!

  41. Mino scrive:

    Ecco Ferrero che ci propone il CLN come qualcuno in tempo aveva pronosticato… ma non eravamo alternativi al PD? comunque è ovvio che sarà solo un appoggio tecnico ahahahhaha

  42. Franco Astengo scrive:

    PROBABILMENTE CI SARA’ PIU’ TEMPO
    Una attenta lettura delle mosse che sta compiendo la maggioranza, nel corso di questa mediatica crisi politica ferragostana, consente di tracciare uno scenario, per conto nostro non ancora sufficientemente valutato dagli addetti ai lavori.
    L’idea delle “elezioni anticipate subito” è sbandierata da determinati settori (la Lega Nord, ad esempio) con l’evidente intento di recuperare il più possibile parlamentari che, in un primo tempo, hanno aderito a FLI.
    Gli esponenti di FLI stanno subendo, infatti, una fortissima pressione essenzialmente perché si trovano con scarsissimi margini di manovra, come del resto l’insieme della “palude astensionista”: FLI non può buttarsi a sinistra, pena un vero e proprio tracollo di credibilità nella sua possibile base ( quasi per intero proveniente dal MSI: ed in questo senso ha già tuonato Donna Assunta Almirante).
    Una operazione davvero di corto respiro, tanto più che, tornando al discorso delle elezioni il Presidente della Repubblica si trova con le mani legate, nella prospettiva di dover avallare un eventuale “governo d’emergenza” frutto di una scissione di un partito (siamo in tempi di materiale “bipolarismo”, con coalizioni che hanno chiesto il voto indicando un “leader”: è bene non dimenticarlo. Situazione molto diversa da quella, sia pure border-line, in cui si trovò Scalfaro nel 1994, allorquando fu un intero partito la Lega, alleata ad un altro soltanto in una porzione del Paese, a rompere l’alleanza).
    E’ probabile che la legislatura finisca in anticipo, ma dopo aver neutralizzato la scissione del PDL: le elezioni potranno esserci, allora,nel 2012 allo scopo di anticipare l’elezione del Presidente della Repubblica ( Presidenza della Repubblica che, a questo punto, potrebbe essere il vero, logico, obiettivo dell’attuale Presidente del Consiglio).
    In ballo, infatti, in questi due anni ci sono pezzi importanti sulla strada della negativa trasformazione della democrazia italiana.
    C’è da completare, infatti, l’opera già avviata sulla scorta del documento di Rinascita Nazionale della P2, affrontando alcuni nodi strategici: la Costituzione da demolire, l’Unità Nazionale da distruggere, la crisi economica da affrontare in nome del “lasseiz-faire” per i padroni del vapore, la definitiva ristrutturazione delle relazioni sindacali dal punto di vista padronale, l’acquisizione della totale impunità giudiziaria per i vertici politici.
    L’unica variabile vera potrebbe essere rappresentata dalla voce raccolta ieri, circa coinvolgimenti eventuali nelle inchieste sugli attenti del 1993 ( o qualcosa del genere).
    Non crediamo però che si possa affidare una strategia politica alternativa su basi del genere.
    Nello scenario che abbiamo provato a delineare, quali prospettive concrete per l’opposizione?
    Può valere l’idea, lanciata dal segretario del PD, di una alleanza a due livelli: quello di governo e quello di difesa democratica?
    Si potrebbe obiettare: si profilano tempi e spazi per elaborare concretamente una strategia di governo e su questa realizzare un’ampia rete di alleanze.
    A nostro parere rimane, invece, ancora valida l’idea avanzata da qualche tempo del CLN ( con l’esclusione, comunque, di FLI o di ciò che ne rimarrà: rimane necessaria l’identificazione dell’arco costituzionale di “storica” memoria).
    Due i motivi che sorreggono questa convinzione: la gravità della situazione democratica e morale che richiama la necessità di essere “contro” con il massimo di unità ed il tema della legge elettorale.
    Quindi, da subito: avvio di una lotta nel paese sui contenuti economici e sociali e avvio di un confronto per arrivare ad una proposta unitaria sulla legge elettorale.
    La legge elettorale presuppone, nella sua stesura, una idea comune di fondo nella concezione del quadro istituzionale e dell’agire politico (rapporto tra governabilità e rappresentanza, forma di governo, federalismo/decentramento dello Stato).
    Sullo sfondo, ripetiamo, i temi economico – sociali e quelli, troppo spesso dimenticati, della politica estera.
    A sinistra, a questo punto, gli elementi di discussione non mancano, dopo l’avventata autocandidatura a non precisate primarie da parte del Presidente della Regione Puglia.
    L’obiettivo dell’avvio di un possibile dibattito a sinistra deve essere chiaro: quello di far parte del CLN con l’idea di una legge elettorale proporzionale come punto di approdo della costruzione di un nuovo soggetto politico provvisto di una robusta base programmatica.
    I soggetti attuali, al di là della loro nobile derivazione ideologica socialista o comunista, non sono sufficienti.
    Serve un quadro diverso, da parte delle disponibilità soggettive (un partito) e oggettive (una nuova legge elettorale) per tracciare, a sinistra, un adeguato disegno strategico per la fase di transizione che potrebbe aprirsi nella futura legislatura.
    Savona, li 12 Agosto 2010 Franco Astengo

  43. CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

    PER MATTEO IL TALEBANO, visto che Matteo, se ne fa una malatia,per aiutarlo a capire meglio, il rischio che corriamo, se inseguiamo, il VATE di PUglia, ed anche per coloro che hanno gradito il primo contributo, allego anche questo con tanto di LINK precisando che l’ ho preso da “INFORMARE PER RESISTERE” SU Facebook,

    Politica(Anti)MafiaEconomiaAmbienteEsteroGiustiziaSaluteLotte-ResistenzeVarieCultura
    Vendola, la sanità di Don Verzè, e tanti polli con gli occhi chiusi.-Presidente espone le motivazioni di tale scelta (AUDIO)

    Nuovo record storico della sinistra governista, nella sua corsa inarrestabile nel tentativo di gestione delle politiche economiche del mercato. In pieno agosto e sfruttando l’ultima riunione prima delle tanto agognate vacanze, il Governatore Vendola è riuscito a regalare 60 milioni di euro per il nuovo ospedale privato proposto da Don Verzè e dalla sua compagnia.
    Lo stesso Don Verzè che da tempo fa sapere il suo alto gradimento per le imprese politiche di chi governa la Puglia, e che dichiara che anche il Berlusconi è del suo stesso parere. E così pur in tempi di crisi economica, e di sanità al collasso, le Fondazioni private continuano a succhiare fondi e ad essere preferite a strutture pubbliche vicine al collasso. E questa non è opera del pdl o dei suoi satelliti, ma la visione politica della sinistra del centrosinistra, che si candida a rappresentare l’alternativa nazionale di governo (???).
    Succubi di politiche altre, incapaci minimamente di ipotesi realmente alternative all’esistente, continuano ad usare il voto di sinistra per avallare privatizzazioni in ogni indirizzo. I 60 milioni di euro sono la metà esatta del costo dell’opera, un congruo contributo destinato a sostenere con forza una visione della governabilità che viaggia sostenuta da entrambi i poli. Il pensiero unico dell’intervento della casta politica per la sanità a tutti i livelli. Un buon affare per i privati che continuano ad operare nel mercato “libero” con elargizioni governative. La Fabbrica di Nicki produce sentieri già sperimentati e che tanta fortuna politica hanno dato alle destre tutte eppur in giro in tanti ed in tante continuano a voler vedere quello che non c’è. E si continua imperterriti a sperare in successi che anche quando avvengono portano all’insuccesso.
    Del resto a che serve una sinistra tanto simile alla destra se non a continuare a spremere batterie di polli destinate ad esser utili ad operazioni ellettorali degne di esser annoverate come politica spazzatura? Politica incapace di trasmettere cultura,percorsi, incurante delle necessità di una classe a cui si chiede non solo solo di sacrificarsi ancor di più, ma di diventare addirittura non vedente. I polli ciechi son la nuova impresa e la Fabbrica continua a produrre a ritmi serrati. Papà Amadori osserva e pensa alla sua prossima batteria: lo sa che ha tanto da imparare. Che Fabbrica ragazzi.
    Enrico Biso
    Fonte nota: http://bellaciao.org/it/spip.php?article27204
    Radio Popolare Salento: il Presidente Nichi Vendola spiega la sua posizione nell’intervista di Marcello Galati
    * le domande sono state “fedelmente” ri-registrate a causa dell’audio poco comprensibile.

    Fonte intervista (audio): http://www.radiopopolaresalento.it/2010/03/24/vendola-sul-san-raffaele-200-milioni-alla-sanita-pubblica

    • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

      Mi raccomando, cliccate sul LINK di Radio popolare, e sentirete in AUDIO, confermare dalla voce stessa di Vendola, quanto MATTEO,(che mi scuso di averlo chiamato talebano)sosteneva essere una calunnia, cosi ha detto, nel post sotto, Matteo si comporta come un fidanzato innamorato che non vuole credere che la sua fidanzata la tradisce, neanche se li vede con i propri, occhi, perchè, non volendo credere, di essere tradito,troverebbe un alibi. e come si dice non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire.

      • enzo bardo scrive:

        Ho ascoltato l’audio di radio popolare Salento( del marzo 2010, se ho ben capito). Ma stando così le cose, Grassi- assessora Campese- e il PRC tutto, che ci stanno a fare in Giunta? E perchè si è sostenuto il Vendola privatizzatore della sanità? Anche in questo audio egli ha sostenuto che il rifiuto di sostenere il privato è “ideologico”, esattamente come aveva fatto nella sua polemica con Petrella- che si è dimesso- quando questi sosteneva la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.
        Una domanda a vendola e ai vendolisti: non è “ideologico” sostenere la supeiorità del privato? Arrivo a non negare che il privato possa agire nella sanità, così come nella scuola, ma che lo faccia a sue spese, senza “oneri per lo Stato”. Siamo sicuri che lo stupro della Costituzione sia prerogativa esclusiva del centro destra?
        Credo che questa sinistra, non parlo del PD, che ha cancellato il concetto di sinistra dal logo e dal suo DNA, stia tentando di espellere dal sistema ogni voce antagonista verso di esso. Altro che soggetto politico autonomo anticapitalista. Di nuovo la presa per i fondelli, come nel 2008?
        Stando così le cose stavolta non ci casco. Comincio a pensare che non l’ha prescritto il medico che bisogna per forza votare.
        Che abbia ragione Grillo a sostenere che il sistema dei partiti- tutti- è marcio e non redimibile?

      • Gian Luca Lombardi scrive:

        Pubblico perché le notizie vanno date tutte e per dovere di cronaca.
        Poi Vendola, vendoliani, altre specie e razze vediamo di metterle nelle voliere. Ora bisogna lottare uniti!!!!

        SMENTITA SULL’INTRECCIO VENDOLA DON VERZE’

        tratto da : http://mazzetta.splinder.com/post/23141432/la-bufala-dellaffaire-vendolaverze
        pubblico la parte dell’articolo tratto dal link sopraindicato,che ritengo piu’ criticamente capace di sollevare un obiettivo e concreto spazio di smentita.Il sottoscritto come molti altri e’ rimasto fortemente indignato daIl’articolo di Lannes su terra nostra,fortemente acido sui fatti che hanno visto Vendola coinvolto in un sospetto pesante.Lannes scrive che il costo del nuovo ospedale polo tecnologico ammonta – per il momento – a 120 milioni di euro, interamente versati dalla Regione Puglia”. L’ospedale è stato presentato a inizio articolo con le parole: “Quattrini pubblici per il “San Raffaele del Mediterraneo”: il nuovo mega ospedale privato che sarà realizzato a Taranto dalla fondazione San Raffaele di Luigi Verzé”.

        Lo stesso autore cade però in contraddizione scrivendo “Terra Nostra ne aveva già scritto in passato: il 28 maggio scorso, a Taranto, si è costituita, in presenza di un notaio, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, che gestirà il complesso ospedaliero” La “Fondazione Don Verzè per il Mediterraneo”, che nella realtà è una fondazione mista pubblico-privata, i soci della quale sono Regione Puglia, Asl di Taranto e Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. Una società nella quale la fondazione di Don Verzè è in minoranza, come peraltro è facile intuire dai rispettivi investimenti. Pubblico-privata sarà anche la gestione dell’ospedale, che sarà inquadrato nel Servizio Sanitario Nazionale. I terreni sul quale sarà costruito, insieme a un Polo Tecnologico sono dell’immobiliare del Ministero dell’Economia (ovviamente pubblica), che li conferirà in cambio della concessione dell’edificabilità su altri terreni di sua proprietà, ma non edificabili.Il finanziamento dell’ospedale non ricadrà affatto solo sulla Regione Puglia, il suo costo stimato è infatti di 210 milioni di euro e, secondo gli accordi, 120 li mette la Regione Puglia, 80 la Fondazione San Raffaele di Don Verzè e gli altri 10 lo stato centrale. Le differenze con la versione di Terra Nostra sono clamorose ed evidenti anche sui conti, che è difficile equivocare. ……..continua

        Secondo quanto annunciato, la prima pietrà sarà posata a novembre prossimo e in tre anni Taranto dovrebbe avere un polo ospedaliero d’eccellenza. Una realizzazione in tempo record per gli standard italiani e un tipo d’ospedale del quale al Sud si sente grande bisogno, la mancanza del quale costringe ogni anno molti pazienti a una vera e propria migrazione verso Nord in cerca di cure non disponibili in zona.

        Ovviamente nessuno può giurare che tutto andrà per il verso giusto, ma è chiaro che le cose non stanno esattamente come è stato fatto credere a tanti che poi si sono scandalizzati, per quello che è stato presentato come il regalo di denaro pubblico a un berlusconiano di ferro. Tanto più che il PDL locale ha pubblicamente avversato l’accordo, insieme alla cd “sinistra radicale” ritenendo evidentemente che l’opposizione a Vendola paghi di più del sostegno a Don Verzè, che pure è notoriamente vicino al caro leader. Altrettanto ovviamente la questione non è nella scelta politica di uno strumento del genere o sull’opportunità di preferire altri investimenti a questo, qui si tratta di un errore.

        L’anziano boss della sanità privata non raccoglie certo le mie simpatie e non è nuovo al ricevimento di favori da parte della politica, ma l’operazione è plausibile sotto molti punti di vista, sia perché il socio privato porta un know-how di difficile reperimento, sia perchè in italia non è facile trovare partner privati con esperienza nella sanità che siano meno discussi della Fondazione San Raffaele, che dalla sua ha il conseguimento di risultati e standard elevati certificati non solo dagli amici degli amici. Se poi i tempi di realizzazione saranno rispettati, i tre anni previsti sono davvero un tempo brevissimo, ancora di più se confrontati con i tempi medi di realizzazione degli ospedali pubblici in Italia, alcuni dei quali hanno impegnato le amministrazioni per decine d’anni, e molti dei quali; nonostante i tempi biblici; non sono mai stati terminati o terminati solo parzialmente, vittime della pochezza e della volatilità di amministrazioni che nel loro sussegirsi nel tempo vedevano l’affare più nel cantiere perenne, che nel completamento delle opere.
        http://mazzetta.splinder.com/post/23141432/la-bufala-dellaffaire-vendolaverze

        • Alessandro Genova scrive:

          Posso assicurarvi che al San Raffaele di Milano la professionalità è altissima, chi ci lavora è al top della ricerca mondiale (non italiana, mondiale) ed entrarci per lavorare e fare ricerca è difficilissimo.
          Ovvio che per arrivare a questi livelli di eccellenza si chiedono sacrifici ed abnegazione ma i risultati sono rilevanti.
          Quanto poi al fatto che Don Verzè sia stato scomunicato da Paolo VI perchè lavorava più per gli “affari” che per la chiesa, beh se è per quello anche Don Gallo e Don Baget Bozzo sono stati ripresi e scomunicati ma per ben altri motivi (specie il nostro amatissimo Don Gallo). Diciamo che un po’ di nebulosità permane anche perchè certi modelli (il San Raffaele) possono essere imitati: di solitò però nelle eccellenze si è soliti replicare l’originale anzichè copiarlo.

  44. andrea valsusa scrive:

    se adesso si andasse alle elezioni berlusconi e bossi vincerebbero….il PDL prenderebbe circa il 34% e la lega tranquillamente il 16% (anche di più)…berlusconi e bossi chiedono anche loro le elezioni (almeno bossi in quanto berlusconi oggi ha aperto al dialogo con i finiani) questo perchè?perchè sanno bene che vincerebbero…e sarebbe una specie di golp democratico?qualcuno ricorda come il nazismo è andato al potere in germania?inizialmente grazie a elezioni democratiche…attenzioni dirigenti a chiedere le elezioni a tutti i costi…il centro sinistra sta scomparendo…la grande balena bianca non è poi così grande(massimo casini e rutelli prenderanno il 6,5% insieme) e fini non si aleerebbe mai con il PD…andrebbe alleato con berlusconi…e poi siamo così sicuri che non troverannoun accordo di governo a settembre?i finiani hanno già ribadito più volte che non faranno cadere la maggioranza…e se anche la facessero cadere nella peggiore delle ipotesi andrebbero da soli alle elezioni non sicuramente alleati con il PD chi voterebbe un ex fascista come fini?perderebbe credibilità…quindi andiamo piano…PD 25% max..IDV 7 %…tutta la sinistra assieme max max 5,5-6%…e così pensiamo di battere berlusconi?no vincerebbe di nuovo lui…

    • Matteo Andreani scrive:

      e chi te li da’ sti numeri? vediamo un po’,il Pdl al 34%? …. lo sai che il Pdl alle scose regionali ha preso il 32%? neanche uno spettatore del tg4 sparerebbe sti’ numeri!inoltre con la scissione di Fini e anche il futuro abbandono di Pisanu(che si portera’ dietro qualcosina soprattutto in sardegna)peseranno almeno per un 4% e in piuì c’e da mettere in conto il crollo del Pdl nella roccaforte sicilia saccheggiato dal Mpa di Lombardo(li’ il Pdl nel 08 aveva nientedimeno il 47% ora e’ ai termini minini …. alle scorse elezioni ad Enna il Pdl ha preso il 12% una miseria!a tutto vantaggio di Mpa e Udc)se consideri che inoltre miniformazioni come nuovoPsi,Adc,Pri,Pli probabilmente non andranno con il Pdl come nel 08 si puo’ dire che aritmeticamente il Pdl-rotto e’ tra il 26/28%,la Lega poi …. il 16%! …… Bah!alle scorse elezoni ha preso l’8% cioe’ 3.000.000 di voti quindi secondo te la Lega arriverebbe a 6.000.000? …. giochiamo al superenalotto? …. un po’ di chiarezza,la Lega alle scorse europee e’ aumentata di molto perche’ e’ dimunuita l’affluenza al sud,quando in termini assoluti la Lega non e’ stracresciuta ma ha goduto del mantenimento del suo elettorato al nord.Ma alle prossime elezioni stai sicuro che in calabria,puglia,campania la gente andra’ a votare e come!e automaticamente la Lega diminuira’ in termini percentuali.Tra il 9/11%?probabile! ….. L’Udc e Rutelli? Beh loro faranno il Partito della Nazione che con la benedizione della Cei e di Montezemolo(e non e’ cosa da poco)piu’ qualcos altro che pescera’ nei prossimi mesi,pezzi da 90 come Pisanu,il PdN puo’ avere un potenziale molto ampio,partendo dal dato delle europpe,il 6,5%,puo’ sfiorare l’8/10%.Il nuovo partito di Fini?Credo lo fara’ anche con l’Mpa e il 6/7% non lo toglie nessuno.E arriviamo al csx,il Pd soffrira’ ma non molto.Alle europpe il 26% e alle regionali il 27%,beh considerando che qualcosina perera’ sia alla sua destra(Casini,Rutelli e soci)sia alla sua sinistra(Vendola)ma un po’ recuperera’ tra l’astenzionismo quindi il 26/28% e’ alla sua portata.L’Idv dipendera’ da molti fattori,quanto perdera’ nei confronti di Vendola,Fini eventuali liste Grillo e chissa’ che fara’ De Magistris ….. puo’ rischiare il flop! poco piu’ del 5%? si potrebbe! Sel?senza tanti giri di parole puo’ stare tra il 4/6%.La FdS?2/3%. ma tutto cio’ potrebbe annularsi con un cambio di legge elettorale e con un proporzionale secco CAMBIA TUTTO!!!!

  45. Alessandro Monti-Genova scrive:

    Car* tutt*.
    Leggo oggi su Repubblica cartacea una nota relativa alle disponibilità verso una cosiddetta “alleanza democratica” del nostro segretario Ferrero, in relazione alle sempre più vociferate elezioni anticipate conseguenza dei un’altrettanto vociferata crisi di governo.
    Anche Diliberto si associa per andare ad elezioni.
    Pongo solo un piccolo distinguo: con questa legge elettorale andremo incontro ad altri 5 anni di governo berlusconi-bossi, blindatissimo, ferreo, quasi un “golpe” democratico.
    Pavento scenari foschissimi, forse che l’opposizione è davvero convinta che b. + bossi sia davvero al tramonto?
    Modestamente faccio rilevare che questa legge elettorale premia in modo ancor peggio del modello tambronesco chi prende anche solo un voto in più in ciascun collegio.
    Gravissimo sarebbe andare alle urne senza essere passati per il lavacro della legge elettorale perlomeno depotenziata.
    Unico rimedio io lo prefiguro in una crisi di governo dove finiani e Udc sfiducino la maggioranza senza atteggiamenti equivoci e tartufeschi come hanno già dato prova di saperlo fare (astensione sul provvedimento di sfiducia e conseguente abbassamento del numero legale per la maggioranza).
    Solo in questo caso Napolitano potrebbe negare a b. di riformare un governo bis e provvederebbe ad assegnare un incarico esplorativo per la ricerca di una nuova maggioranza parlamentare.
    A quel punto vengano pure fuori gli inciuci dalemiani per un incarico anche tremontiano con Lega non osteggiativa (rassicurata magari con la promessa di un progetto federalista comunque, tanto si sta già viaggiando verso quel crinale e al limite potrebbe anche non essere peregrino un miglioramento sensibile dato dall’attività parlamentare comune).
    Tutti questi sviolinamenti e scivolamenti verso accordi “prematrimoniali” mi generano pruriti e brividi sulla schiena e mi sento preconizzare la profezia dell’alato padulo che dopo averlo invocato ti si pianta nel ….

    mulo!

  46. Michele Caruso scrive:

    Circolo Bianchini di Genova, credo che siate voi a misconoscere, non solo le regole del mercato ma lo stesso statuto dei lavoratori. I giornalisti di Liberazione sono inquadrati in un contratto Fnsi/Fieg come articolo 1 (tempo indeterminato). Qunindi non “pretendono” il posto fisso, ma HANNO il posto fisso. Se vuoi precarizzarli l’unico modo è liquidare il giornale o, al limite, dichiarare fallimento. Ora vi è chiara la situazione? Spero di sì perché sul giornale vi esprimete come padroncini di provincia.

    • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

      PER MICHELE CARUSO.
      Caro Michele, ti rispondo, intanto per precisare, che io sono Carlo del circolo Bianchini di Genova, non il circolo Bianchini di Genova, io parlo a nome e per conto mio solo mio.
      ho risposto anche, per dirti, che quello che hai detto, non edificante, io non so, a che titolo ne parli, vedo che ti sei firmato, e questo ti fa onore.e spero che tu ne parli come o militante e come lettore,(e ti prego di chiarirlo) perchè se ne parli come interessato direttamente,non fai altro che prestare il fianco a quelli che l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori lo vogliono abolire, e se le cose stessero davvere così, se tu fossi un lavoratore di Liberazione, gli darei raggione, tu appariresti come il marinaio che rovina il porto.
      perchè ti sei espresso, con una supponenza, con una tracotanza inaudita,l’articolo 18, dovrebbe tutelare, come è giusto il lavoratore, da ingiuste persecuzioni. come è accaduto, in questi giorni per i tre operai Fiat, che Marchionne è stato obbligato a riprendere, come la MUTUA dovrebbe servire, l’ammalato vero, non il pelandrone,se invece viene usato come arma di ricatto, come hai detto tu , “c’è articolo 18, l’unico modo, per lasciarli a casa e chiudere bottega . guarda che non è cosi,(e per il bene del giornale ti prego di chiarire se sei un lavoratore o no)guarda che se oggi l’atteggiamento che che tu hai espresso fosse l’attegiamento del giornale, ti comunico, che il padrone ha diversi strumenti, per aggirare larticolo 18, perchè se per esempio a liberazione siete in 60 sotto l’art.18, nulla vieta a rifondazione, di scorporare la socetà in 4 agenzie ,magari 2 per il nord, 1 per il centro 1 per il sud, 4 società con 15 dipendenti, non coperti dal’art. 18, dopo di che quelli che vogliono comandare a casa degli altri , saranno mandati a casa senza giusta causa, ci sono anche altri sistemi come prendervi per fame se tirate troppo la corda, ti dico queste cose facendomi da solo violenza, ma il tuo attegiamento, non mi ha consentito di usare i guanti bianchi.
      io non mangio con la politica, per me la politica è pura passione, e la indendo come un servizio alla comunità cui appartengo, quindi io mi mi faccio scrupoli a dire quello che penso, ho gia detto che se Rifondazione fosse sotto schiaffo, da pochi giornalisti fighetti, ebbene che chiuda anche Rinfondazione pittosto che vivere sotto ricatto.

  47. alesandro monti - genova scrive:

    Buondì a tutt*.
    Ho un presentimento e vorrei condividerlo con voi.
    Sento nell’aria un olezzo di carogna che da refolo iniziale sta ormai diventando stantio, quasi stagnante.
    Un odore di organi putrefatti, un deja vu, qualcosa di già avvertito.
    Solo che nel passato venne diverse volte una bella tramontanata e rese l’aria più respirabile.
    Ora questa sensazione ammorbante si sta facendo più pesante col passare dei giorni.
    Non so se l’avvertite anche voi.
    Puzzo di golpe, di “presa del potere”…
    Di venticelli conditi con “ghe pensi mi” e “andiamo al voto, tanto i voti li prende B. e Bossi…”, dei 180.000 scherani mandati sull’italico suol come piazzisti del voto, venditori di fumo elettorale…
    Non so voi, ma io avverto tutto questo.
    Da una parte il duo B&B (Banda Bassotti?) ormai sempre più di destra senza centro di gravità pendente, in mezzo tartufoni assortiti PEGGIO della vecchia DC (molto peggio, l’abbiamo osteggiata per decenni ma alla fine il vecchio fa rimpiangere il nuovo) e un pd (minuscolo, e più piccolo di così non è possibile scriverlo) in una crisi d’identità e spaesamento che manco la Corea del Nord ai Mondiali col Portogallo…
    L’unico a tenere vivo e pungolante il centrosinistra è DiPietro che ne spara una a pranzo e due a cena…
    In questi contesti il cosiddetto “manipolo” sarebbe in grado di prendere il potere in un batter d’occhio: i media già sono in salde mani, confindustria sarebbe felicissima, i due terzi (di più magari?) del mondo sindacale recitano parti passive, la Protezione Civile con bertolaso a pianificare “l’evento”, oltretevere sicuramente e tacitamente consenziente, buona parte della magistratura delle forze dell’ordine delle forze armate.
    Stati esteri in fin dei conti quasi indifferenti (dell’italia in giro per il mondo non importa granchè, mica siamo Francia o Germania)…
    Un piccolo golpe, un golpino da metter sulle spalle a questa vecchia e acciaccata Italia per ripararla da derive “comuniste” (d’altronde in Polonia un partito comunista è fuorilegge o sbaglio?), dove comanda “chi fa” chi produce, chi fattura…
    E magari si premia anche chi evade che tanto da da lavorare a degli scappati di casa, e zitti e muti se non volete perdere quelle poche centinaia di euro al mese che tanto solennemente vi elargiamo!
    E poi ritiriamo fuori i vecchi e buoni “sabati” non più “fascisti” ma nei centri commerciali, a spendere a comprare.
    Muri tappezzati con nuove scritte: E’ la tivvù che traccia il solco e il bancomat che lo compra, Molti canali molto palinsesto, Ghe Pensi Mi’, Sono L’Unto del signore, Culi e Tette – Italiane perfette, Telecomando e libretto (degli assegni) – Italiano perfetto, Confino per Tutti – Vacanze gratuite!, tutti ovviamente a firma B…
    E se all’estero qualcuno per caso se ne dovesse accorgere i suoi amichetti non mancherebbero di schierarsi a favore: gheddafi, putin, magari Ahmadinejad….
    Le sento solo io queste zanfate di marcio?
    Attualmente ci sono tutte le condizioni perchè si possa avverare un disegno di tal fatta.
    Opposizioni imbelli e inesistenti, forze comuniste controreazionarie che già sono state messe in grado di non nuocere (grazie anche al nemmeno tanto tacito consenso del pd…), dai sarebbe un gioco da ragazzi!
    E dopo trent’anni, voilà, il Piano di Rinascita copyright P2 è fatto!
    E per dirla alla Cetto La Qualunque ” ‘nto culo alla democrazia!”…
    Vi prego smentitemi, o se per caso le vostre pituitarie avvertono il medesimo sentore lo manifestino!

  48. CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

    PER QUELLI CHE DICONO CHE SIAMO SOLO INVIDIOSI, DI VENDOLA, CI DICHIARIAMO INVECE INCOMPETENTI, SI SIAMO INCOMPETENTI DEL VENDOLISMO, ALLO SCOPO, PREGHIAMO GLI AMANTI, E GLI STUDIOSI DI QUESTA MATERIA, A SPIEGARCI QUANTO SOTTO è STATO PRESO DAL SITO HTTP://WWW. ITALIATERRANOSTRA.IT

    Vendola regala 60 milioni a don Verzé, socio di Berlusconi
    – 7 agosto 2010
    Archiviato in: Primo piano
    di Gilan

    Altro che salute dei cittadini: operazioni a scopo di lucro. Senza gara d’appalto: tutto all’ombra degli affari privati col denaro pubblico. Quattrini pubblici per il “San Raffaele del Mediterraneo”: il nuovo mega ospedale privato che sarà realizzato a Taranto dalla fondazione San Raffaele di Luigi Verzé, il socio di Silvio Berlusconi. Mentre la sanità pubblica in Puglia è al collasso per i debiti e la situazione strutturale di grave degrado e inadeguatezza, la giunta regionale – un attimo prima della pausa estiva, quando la calura ottenebra la lucidità generale – ha prontamente elargito alla Fondazione una prima quota pari a 60 milioni di euro. Ovviamente, denaro degli ignari contribuenti. «Con la stessa deliberazione – si legge in una nota della presidenza – la giunta ha rinviato la liquidazione ed erogazione del contributo a valle dell’espletamento della procedura analisi-costi-benefici presso il nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici in Puglia». Inverosimile: il progetto del nuovo ospedale privato nel capoluogo jonico è inserito nell’elenco degli interventi di edilizia sanitaria pubblica che andavano finanziati con il Fas 2007-2013. I 60 milioni, che costituiscono la metà delle risorse necessarie per l’intervento, sono stati recuperati per il San Raffaele, con l’ultimo assestamento di bilancio, proprio nel nuovo capitolo che anticipava finanziamenti bloccati del Fas, dimezzato per completare la copertura finanziaria del piano di rientro dal deficit sanitario. All’affarista senza scrupoli don Verzé saranno donati a breve altri 60 milioni di euro sottratti alla collettività. Italia Terra Nostra ne aveva già scritto in passato: il 28 maggio scorso, a Taranto, si è costituita, in presenza di un notaio, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, che gestirà il complesso ospedaliero da costruire nel Quartiere Paolo VI della città pugliese. La carica di presidente è stata aggiudicata da Luigi Verzé; un don Verzé incurante del paradosso che l’ investimento avverrà in una località che porta il nome di papa Paolo VI, che, nel 1964, lo sospese dal sacerdozio con l’ammonimento «occupati più dei sacramenti che degli affari». A questo punto entra in scena il governatore Nichi Vendola. Il costo del nuovo ospedale polo tecnologico ammonta – per il momento – a 120 milioni di euro, interamente versati dalla Regione Puglia, ovvero dai cittadini. Il Consiglio di Stato, recentemente ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele «svolge attività commerciale, il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti nell’attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con altre strutture enti e società che operano nel settore sanità». Parole nette, inequivocabili, che però non hanno indotto il «compagno» Vendola ad avviare una normale gara di appalto per la costruzione del nuovo nosocomio tarantino. Per la cronaca: al termine dell’anno 2009 Berlusconi Silvio – non un omonimo, ma l’attuale presidente del consiglio dei ministri – si è aggiudicato, con il 24 per cento delle azioni, la maggioranza della MolMed spa, con sede a Milano. A tale proposito il boss di Arcore ha dichiarato in tutta fretta che avrebbe sconfitto il cancro in breve tempo. Guarda caso: tra i consiglieri di amministrazione della Molecular Medicine spa – beneficiaria di un finanziamento della regione Lombardia (ossia Formigoni, vale a dire la compagnia delle opere) di 2,2 milioni euro – troneggia Renato Botti, attuale vicepresidente della neonata Fondazione San Raffaele. Sempre in MolMed, figura Luigi Berlusconi (il figlio del capo del governo pro tempore). A parte numerosi altri intrecci, i rapporti tra la Molmed e don Verzé risultano cementati dalla ricerca del profitto economico. Nel febbraio 2010, don Verzé, nel corso di una riunione a Taranto, ha pubblicamente dichiarato: «Vengo in Puglia per trovare un amico, Vendola. Nichi, fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica, ma ve lo confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola». Adesso non dubitiamo più degli accordi preelettorali. Ergo: non è impossibile comprendere la ragione per cui il governatore della Puglia, il «compagno» Vendola, ha scelto di creare una Fondazione ospedaliera non solo con don Verzé, con Botti, con il figlio di berlusconi e con il resto della banda. Infine: il 28 maggio scorso, tra i sottoscrittori dell’accordo affaristico c’era pure l’attuale direttore generale dell’Asl di Taranto, tale Angelo Domenico Colasanto. Il manager è accusato d’abuso d’ufficio dalla procura della Republica per i 4 mila pazienti già deceduti ma ancora sul libro paga dell’azienda sanitaria locale. Strano: invece di bonificare l’intera provincia di Taranto, riconvertendo le industrie inquinanti, dall’Ilva all’Eni, si specula ancora sulla salute. Invece di investire nella prevenzione sanitaria si finanziano senza controllo i privati più spregiudicati. Non si intaccano assolutamente le reali cause che producono il cancro, ma si foraggiano i sedicenti curatori dell’ultim’ora. Complimenti per la coerenza allo smemorato Nicola da Terlizzi, ai pugliesi dormienti, e all’opposizione inesistente. Peggio di così. Tanto per ingannare i giovani c’è sempre la fabbrica di Nichi.

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    • Matteo Andreani scrive:

      il titolo del post e’ “con la passione possiamo farcela” non “con le calunie forse ce la possiamo cavicchiare” ….. ahime’ che tristezza

      • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

        Caro Matteo, invece di esacerbarti, e secernere bile, potevi argomentare, dovevi semplicemente dire se corrisponde(la notizia)al vero o no, parlare a mezza bocca, dall’alto in basso, con il ghigno di chi non ha digerito bene, fa correre il rischio di farsi venire l’ulcera.
        quindi io con modestia , non ho accusato nessuno,ho semplicemente inserito una notizia, se non è vera, potresti dimostrare il contrario, invece di fare la faccia di che scopre un cane che sta facendo la pipi sulla proprio macchina, non si può dire ai cani di fare la pipì sempre sulla macchine degli altri, ogni tanto tocca anche a noi, stavolta è toccato a te , col tuo fuoriserie/Vendola, cerca di fare buon viso a cattiva sorte.

        • alesandro monti - genova scrive:

          Ciao Carlo, scovi più notizie te di quante ne dovrebbe scovare la redazione di Liberazione (eh, eh, eh sono stronzetto, lo so!).
          In attesa che arrivino smentite o approfondimenti di chi si adira e si impunta, ti giunga il mio modesto ringraziamento per una notiziola di sicuro effetto: mi sembra che sul sito che tu riporti ci siano altre info interessanti.
          C’è da capire però dove finisce la cronaca e dove inizia l’attacco. Sappiamo bene tutti che ormai in italia il veleno se non lo spargi a bulacchi è inutile…
          A presto!

      • enzo bardo scrive:

        Le persone serie e oneste intellettualmente, libere da suggestioni fondamentaliste, dinnanzi a fatti o ipotesi di fatti che disturbano le proprie certezze, si documentano, ricercano, approfondiscono e, se il caso, modificano il proprio assetto mentale. Evidentemente il Matteo che sputa sentenze in questo blog è un talebano nostrano che frequenta fabbriche anzichè moschee, ma il risultato è lo stesso.
        Qua non c’entra niente l’invidia, l’essere o meno comunista: c’entra solo avere un minimo di etica pubblica e di autonomia di giudizio.
        Grazie, Carlo. Cercherò di documentarmi e se le notizie da te riportate corrispondono al vero, giuro che non voterò-se mai ce ne sarà l’occasione- per il santone del Tavoliere neanche sotto tortura. E se fossero vere, si rende conto il sig.Matteo quanta merda sarà stata gettata sull’idea di sinistra, compresa quella che nulla ache a che vedere con questi presunti pastrocchi?
        Quanta ipocrisia si nasconde spesso sotto l’effluvio di parole ammaganti. Mi ricordano i preti pedofili; belli fuori, fradici dentro.
        Per intanto è il caso di fare girare l’articolo quanto più possibile per sollecitare smentite e rettifiche documentate.
        Nell’ignoranza e nel silenzio generale gli immondezzai producono vermi infestanti.

  49. massimo scrive:

    QUESTA VOLTA CI GIOCHIAMO LA VITA SE FACCIAMO UNA ALLEANZA PER BATTERE IL bERLUSCA PER FARE POCHISSIME COSE CHIARE
    CIOE’ LA LEEGE ELETTORALE PROPORZIONALE, UNA POLITICA ECONOMICA PER REDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA UNA LEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSE E SALVAGUARDIA DELLA COSTITUZIONE ALLORA SI PUO’ FARE, SE QUALCUNO TIPO I VENDOLIANI NEL PRC O ALTRI, TIPO DILIBERTO CHE NON DISDEGNANO DI ANDARE AL GOVERNO CON IL PD, BE ALLORA SIETE MORTI PRIMA DI NASCERE QUESTO DETTO DA UN MILITANTE DEL PRC E SU QUESTO COME MOLTI COMPAGNI DEL PERTITO PROBABILMENTE ALLE ELEZIONI SI ASTERREBBERO.
    UN SALUTO COMUNISTA.

    MASSIMO PRC MILANO

  50. andrea valsusa scrive:

    voglio porvi una domanda chiara e pretenderei risposte altrettanto chiare…sopratutto a gente come CLAUDIO GRASSI E SIMONE OGGIONI…persone che stimo molto…e non gente come matteo andreani…sinceramente le sue risposte non mi interessano…salvi nella sua intervista (anzi bersani precisamente) propone un cerchio ristretto di governo e uno più largo di alleanza democratica in difesa della costituzione e del lavoro…quindi noi non entreremo nel governo ma saremo tipo un appoggio esterno su alcuni punti giusto?perchè dicendo questo sul blog di nicola atalmi be…atalmi (parte della FDS) dice che la FDS dovrà andare al governo…quindi rifare un nuovo governo prodi..sinceramente non capisco più un cazzo..qual’è la posizione prevalente nella FDS?
    1)fare un cartello elettorale con SEL e andare così all’interno del governo di centro sinistra e magari votare nuovamente i finanziamenti alle missioni militari e qualche sciagurata riforma scolastica tipo fioroni
    2)rafforzare la FDS creando una alternativa alle politiche centriste, cercare di raggruppare forze alla nostra sinistra e movimenti, fare una alleanza democratica in difesa della costituzione e del lavoro senza però entrare nel governo?
    se si ha una prevalenza dell’opzione 1 be la vedo veramente tragica…io e altri miei compagni avevamo l’intenzione di iscriverci subito a rifondazione e quindi automaticamente alla FDS…ma se precìvale la posizione 1 be non ci pensiamo proprio e non sappiamo nemmeno se votare più la FDS…sappiate che la maggior parte dei giovani la pensano come me…nessun accordo di governo…

    attendo risposte chiare perchè quì i ragazzi come me (e c’è ne sono) che vorrebbero iscriversi a rifondazione e quindi di conseguenza alla FDS non ci capiamo più niente e sinceramente è snervante…perchè se uno si iscrive a una cosa…be non lo fa sottoscrivendo solamente lo statuto ma anche l’orientamente e l’azione politica…se prevale l’opzione 1 be non vedo possibile una mia (e molte altre ve lo assicuro) iscrizioni…serie e attendibili grazie saluti comunisti dalla valle di susa

    • Simone Oggionni scrive:

      Caro Andrea e caro Matteo,
      perdonatemi il ritardo nella risposta.
      Arrivo al dunque, partendo dalle osservazioni di Andrea. La posizione della Federazione della Sinistra sul tema del governo è molto chiara e contenuta nel comunicato del coordinamento politico di qualche giorno fa. Sono presenti, all’interno della Fds, anche altre opinioni, ma la posizione che fa testo è quella: noi chiediamo le elezioni anticipate; siamo disponibili a partecipare ad una coalizione di centro-sinistra alternativa a Berlusconi che abbia l’obiettivo di sconfiggerlo e dare al Paese un governo diverso da quello attuale; poniamo come discriminante per questa nostra partecipazione in coalizione alcuni punti di carattere programmatico (difesa della Costituzione, tutela del lavoro, ripristino di alcuni principi di carattere democratico); non siamo disposti ad entrare in un eventuale governo comune perché gli errori fatti in passato (sottovalutare la distanza strategica tra noi e il Pd, per esempio) ci inducono – se siamo persone dotate di senno – a non ripeterli.
      Quanto al rapporto con SEL, ci sono tra noi diverse posizioni. Io personalmente lavorerei per costruire un rapporto sempre più stretto con loro, anche a prescindere dalla collocazione elettorale (molto dipende dalla legge elettorale e dal posizionamento rispetto al tema del governo che SEL esprimerà: e non diamo per scontato nulla, dato che gli scenari futuri sono tutti ancora aperti). La penso così perché ritengo sia essenziale coordinare le forze di sinistra dando ai lavoratori in Italia una sponda politica forte e credibile, a partire dalla consistenza e dal peso sociale che – uniti – possiamo ancora avere.
      Detto questo, chiarita cioè la nostra e la mia posizione, vorrei dire che l’adesione ad un partito e ad un progetto politico dovrebbe avere, al fondo, la condivisione strategica del progetto di società, dell’idea di futuro e non soltanto (o non prioritariamente) dei passaggi tattici che di volta in volta si decidono. Anche se mi rendo benissimo conto che è anche colpa nostra (nell’incapacità di indicare un orizzonte chiaro e un immaginario comprensibile) se così non è.
      A Matteo vorrei dire questo: anche io reputo incomprensibile l’esistenza di due piccoli partiti comunisti e lavoro perché esista, in un futuro non lontano, un unico partito comunista con basi di massa, alleato con altre forze di sinistra in un soggetto grande, unitario e che sia, come scrivevo, punto di riferimento per i lavoratori e sponda politica credibile per le forze migliori del Paese. Non capisco perché questo processo debba essere in contrapposizione con la Fds (che ad oggi, vista l’indisponibilità del Pdci a confluire nel Prc: anche questo è un dato di fatto che non possiamo omettere, è la forma più avanzata di unità dei comunisti) e ritengo anch’io che vada perseguito contestualmente all’obiettivo di riunire la sinistra in forme non episodiche. Faccio notare però che, come noi siamo disponibili ad un rapporto più organico con SEL, anche da parte loro ogni tanto dovrebbe arrivare un segnale in questa direzione…
      Quanto alle osservazioni di Andrea circa l’unità delle giovanili e l’esigenza di aggregare tra i movimenti e di attirare giovani non “ideologizzati e militarizzati” (perdonami la semplificazione), sono completamente d’accordo. Sono cose che dico e scrivo da un po’ di tempo e sono contento che molti compagni la pensino così (e agiscano di conseguenza, nei propri territori).

      Un caro saluto,
      Simone Oggionni

      • marco scrive:

        “Non capisco perché questo processo debba essere in contrapposizione con la Fds (che ad oggi, VISTA L’INDISPONIBILITA’ DEL PDCI A CONFLUIRE NEL PRC: anche questo è un dato di fatto che non possiamo omettere, è la forma più avanzata di unità dei comunisti)”

        Beh, se questo è il modo di intendere il processo per l’unità dei comunisti… siamo destinati a sparire del tutto!

        • Leonardo Masella scrive:

          E perchè ? Dal 1991 al 1998 non eravamo tutti insieme e uniti nel Prc ? E chi ha fatto la scissione per sostenere il primo governo Prodi e poi per entrare nel governo D’Alema (quello dei bombardamenti su Belgrado) ? Se si riconosce che quello fu un errore e si vuole realmente l’unità dei comunisti, o intanto del Pdci e del Prc, in un solo partito comunista più forte (e se questa non è solo propaganda per rubare un po’ di militanti e produrre piccole scissioncine nel nostro partito) bisognerebbe fare l’unica cosa coerente: rientrare nel Prc da cui 12 anni fa si è usciti, in particolare dopo che col congresso di Chianciano da Rifondazione Comunista è uscita la destra bertinottiana, governista e liquidatoria di ogni identità comunista. Fare un unico congresso di unificazione, senza annessioni, per rilanciare, peraltro, il processo di rifondazione di una teoria e di una pratica comuniste, di cui oggi c’è ancora più bisogno. Io sono per l’unità dei comunisti in un unico partito comunista (e sono anche per l’unità della sinistra a sinistra del Pd, non in un partito ma in un movimento di lotta e in eventuali coalizioni elettorali) ma queste unità si potranno realizzare solo su una linea politica chiara (e soprattutto su prassi politiche conseguenti, cioè su prassi di lotta, totalmente diverse da quelle sia del centro-destra che del centro-sinistra), linea politica che è necessariamente l’opposto di quella che ha diviso e distrutto i comunisti, come la partecipazione ai due governi di centro-sinistra (con la scissione di Cossutta del 1998 e il congresso di Venezia di Bertinotti e la successiva catastrofe della partecipazione al governo Prodi bis). Questa chiara diversità (che facciamo fatica a manifestare) dal centro-sinistra e dal Pd aiuterebbe anche a fare senza troppi problemi interni un mero accordo politico-elettorale (e non programmatico di governo) col Pd per battere Berlusconi stante l’attuale legge elettorale. Un caro saluto a Claudio, a Simone e a tutti.

          • marco scrive:

            “Fare un unico congresso di unificazione, senza annessioni, per rilanciare, peraltro, il processo di rifondazione di una teoria e di una pratica comuniste, di cui oggi c’è ancora più bisogno.”
            Questa posizione mi sembra condivisibile (ma non è quella di Oggionni, che mi è sembrata pretestuosa per lasciare le cose come stanno). Quanto al PdCI mi pare che al Congresso abbia riconosciuto l’errore della partecipazione al governo d’Alema: credo che sia sufficiente; pretendere che ritornino in ginocchio col capo cosparso di cenere sa, ripeto, di pretestuosità per non arrivare alla riunificazione).
            Che poi il processo, oltre che di una unificazione formale, abbia bisogno di chiarire i nodi politici mi pare ovvio (anche se bisogna riconoscere che il PRC, dal ’91, ha sempre rinviato l’approfondimento e la discussione dei problemi politici, oltre che teorici e storici).

            • Leonardo Masella scrive:

              Non mi pare, Marco (che non so chi tu sia perchè non ti firmi), che su questo punto ci sia molta differenza fra ciò ha scritto, costretto da esigenze di sinteticità, Oggionni e ciò che ho scritto io, che avevo la possibilità di dettagliare di più. Anzi, leggendola, io ho apprezzato la posizione di Simone, posizione che avevo già espresso altre volte anche io. Io credo che dovremmo esprimere questa posizione più spesso pubblicamente tutti noi del Prc, per contrastare quelle posizioni solo strumentali e propagandistiche sull’unità dei comunisti, che alla fin fine servono solo a tentare di rubacchiare un po’ di militanti, a produrre polemiche e scissioncine nel Prc (alla faccia dell’unità dei comunisti), e a lasciare divisi i due partiti e i comunisti (sempre alla faccia dell’unità). E le difficoltà all’unità e alla unificazione sono, come vado dicendo da tempo, principalmente politiche, oltre che culturali e teoriche, ma queste ultime vengono da lontano e si risolveranno in tempi lunghi, mentre le divergenze politiche potrebbero risolversi in tempi più brevi. Per esempio, proprio per riprendere il tuo esempio (ed è un esempio su una questione di fondo), il Prc ha riconosciuto chiaramente, con il congresso di Chianciano, l’errore strategico della partecipazione all’ultimo governo di centro-sinistra, pagando anche il prezzo altissimo della scissione bertinottiana-vendoliana. Il suo segretario Ferrero, che è stato anche ministro di quel governo, ha fatto diverse volte chiare e coraggiose autocritiche. Io penso che dovremmo fare ancora di più, soprattutto sul piano dell’analisi: far discendere l’impossibilità a partecipare a governi non ad un momento contingente ma ad una analisi di fase di questa parte del mondo come è l’Unione Europea (che non è l’America Latina, anzi è l’opposto in tutti i sensi, nella crisi, nella regressione, nella decadenza). Non mi pare che con altrettanta chiarezza del Prc abbia fatto autocritica il Pdci per la sua partecipazione al governo D’Alema-Cossutta-Cossiga (si, proprio Cossiga, che significava il via libera della Cia e della Nato a quel governo col Pdci !). Un governo che dette il consenso ai bombardamenti della Nato sulla Serbia, che cambiò la Costituzione in senso federalista e privatistico (la sussidiarietà orizzontale) con un colpo di maggioranza l’ultimo mese di legislatura, che aprì la strada alla successiva vittoria di Berlusconi (prima nelle regionali che produssero le dimissioni di D’Alema e la nomina a primo ministro dell’euroatlantico liberista Giuliano Amato e poi alle successive politiche), che spaccò i comunisti e tentò di distruggere il Prc (che invece resistette e si rilanciò a dispetto di tutte le nefaste previsioni). Per il resto condivido con te che il Prc, sin dalla nascita (e quindi soprattutto per responsabilità voluta, non casuale, di Cossutta che ne era il fondatore capo) non ha mai affrontato i nodi teorici e culturali della rifondazione comunista. Anche questo dovrebbe fare un congresso di unificazione, dovrebbe cioè essere anche un congresso del rilancio della rifondazione comunista (di cui cè ancora più bisogno, non solo cioè della identità comunista, ma anche di una sua vera rifondazione), come nello spirito originario della sua nascita nel 1991 quando stavamo tutti assieme.

  51. Matteo Andreani scrive:

    Aggiungo … oggi Casini ha iniziato a mobilitare i sui deputati,i Finiani hanno incominciato a mettere 6×3 in tutta la lombardia e da settembre in tutta italia,Berlusconi parte con i gazebo,la lega e’ sempre in lotta,l’Idv pure e Vendola studia da leader …. la FdS che fa’? in termini elettorali?nulla!

  52. Matteo Andreani scrive:

    Anche io ho visto il video dell’intervento di Diliberto …. beh forse finalmente stiamo andando sulla rotta giusta,almeno a parole! Diliberto dice …. la FdS e’ una cosa incompiuta e aggiungo io legata alla situazione del luglio 09,che ora e’ totalmente differente,allora c’era un Pdl forte e nessuna prospettiva di elezioni e poi Vendola sembrava finito!Ora e’ tutto rovesciato … si andra’ ad elezioni anticipate e il compagno(come lo definisce Diliberto)Vendola e’ sulla cresta dell’onda.La FdS e’ solamente,dobbiamo essere onesti,una unione Prc-Pdci piu’ 2 minuscole associazioni di sinistra che valgono poco davvero poco,beh allora perche’ non fare in modo che il Pdci rincofluisca nel Prc e Salvi e Patta nella Sinistra Europea? …. e poi con questo soggetto andare a trattare per un vero e anche duraturo cartello elettorale con Sel(e chi storce il naso per la definizione cartello voglio ricordare che si votera’ a marzo/aprile cio’ significa che al max a dicembre/gennaio si deve essere pronti,quindi mettetevelo in testa mancano non piu’ di 4mesi quindi si deve parlare in termini ELETTORALI) …. poi e per me sarebbe l’ideale … la ciliegina sarebbe un cambio di legge in stile proporzianele puro,cosi’ l’alleanza Prc-Sel(con Vendola leader 7/8%)sarebbe inevitabile e soprattutto dopo nessuno potrebbe tirasi indietro e nascerebbe un unico Partito della Sinistra sciogliendo Sel,Prc e tutto il resto …… magari!!!!!! AGONIATO PROPORZIONALE!

    • andrea valsusa scrive:

      caro matteo….ma che dire…sempre con questo cartello elettorale(tu hai fatto la somma nella percentuale 6+2% giusto?be scordatelo…abbiamo visto che queste somme si smentiscono sempre…SEL se si unisce con la FDS perderebbe un casino di voti dagli ex elettori del PD e non solo lo sa bene vendola ma lo sai bene anche tu…quindi basta…)…concordo solo quando dici che la FDS si dovrebbe muovere di più in vista delle prossime elezioni…secondo me sarebbe il caso di anticipare il congresso a novembre così entro la fine dell’anno iniziare già il tesseramento e l’attività politica…comunque caro matteo questo cartello elettorale quelli di SEL non lo vogliono lo vuoi capire o no???non ci sarà…la FDS deve essere in grado di andare da sola alle elezioni…e non è questione di settarismo e palle vbarie….è questione che se non si riesce ad arrivare almeno al 3,4-3,5 % da soli siamo finiti…e facendo un accordo tecnico/elettorale o di garanzia democratica chiamalo come vuoi entreremo in parlamento giusto?quindi è la dirigenza della FDS che secondo me dovrà fare da subito degli accorgimenti…anticipare il congresso e darsi da fare sul territorio, su internet…insomma iniziare una pre- campagna elettorale…anche se io non sono convinto che si voti così presto…
      e poi compagno matteo i voti si prendono se si è credbili politicamente, se ci si fa conoscere e non se si fanno cartelli elettorali…si ottengono voti se ci si fa apire dalla popolazione…e se si smette di tradire il proprio popolo con accordi di governo e cagate varie…in poche prole non si deve fare come in passato…bisogna cambiare…

      • Matteo Andreani scrive:

        Caro Andrea … magari il 3,5%!sono 1300000 voti!alle scorse regionali la FdS ha preso poco piu’ di 600000 voti,magari! ….. comunque vedrai che sarai molto deluso quando ti accorgerai che quello che penso io e’ quello che intimamente sperano accada anche i dirigenti del Prc(e che non possono dire perche’ ora sarebbe politicamente scorretto) …. poi scusa se tu dici che oggi la FdS vale il 2% e Sel il 6% …. beh penso sia chiaro cosa bisognerebbe fare no? ….. comunque ascolta bene l’intervento di Diliberto su liberatv e soffermati quando parla di Vendola,aggiungi che lo stesso Salvi al “il Manifesto” parla della FdS come un inizio per la nascita di un unico Partito di Sinistra a questo aggiungi che Patta pensa che la FdS deve avere obbiettivi di governo,i dirigenti di Sel(soprattutto quelli ex-Prc)pensano anche loro che Sel sia solo una transizione per un nuovo grande Partito di Sinistra e a questo aggiungi che Ferrero che non la pensa cosi’ …. non conta piu’ niente!per fortuna! trai un po’ tu le conseguenze … con razionalita’,obbiettivita’ e calma!

        • andrea valsusa scrive:

          caro matteo sia grassi che vendola dicono che sono due progetti diversi SEL e la FDS o sbaglio?recentemente alla festa di essere comunisti…non hanno parlato minimamente di unità delle due formazioni ma solo di unità di azione rispetto alcuni temi…a poi perchè secondo te gente come fava, gli ex verdi e i vendoliani voglino l’unità con noi?no non la vogliono…a poi secondo te questo partito della sinistra si può fare in pochi mesi prima delle elezioni?be se lo pensi sei proprio fuori luogo…vendola per adesso proprio non ne ha idea…quindi non si fa…poi basta scagliarsi contro ferrero perfavore li si che mi fai proprio incazzare…perchè te la prendi tanto con lui?è un bravo segretario e secondo me verrà rieletto…e se non sarà così…be per me è stato uno dei migliori…e poi non ti agitare tanto…per adesso è lui il segretario…quindi….senò guarda eleggiamo te e siamo tutti più contenti….ci faresti confluire subito in SEL e poi nel PD….(l’ultima frase è ovviamente provocatoria)…cmq io credo a quello che i dirigenti dicono…e per adesso non è quello che dici te…quindi…solo quando lo diranno loro penserò a che fare…adesso no…tanto le tue sono solo supposizioni….

        • andrea valsusa scrive:

          caro matteo sei solo te che tiri in ballo sto cartello elettorale te ne rendi conto?ma…e comunque non è impossibile raggiungere il 3,4%…alle europee di un anno fa..si è raggiunata più o meno quella percentuale…quindi se la FDS si desse da fare si potrebbe raggiungere tranquillamente…

  53. Dario Scalera scrive:

    Sono un elettore del Pdci,mi preme sottolinearlo prima di continuare il mio ragionamento.Credo si debba partire dal punto assodato che si votera’ a breve,probabilmente a aprile/maggio o addirittura a novembre,quindi potrebbe non esserci il tempo ne’ per il congresso della Fed di Sin ne’ tantomeno per Sel. Allora come ci muoviamo? Diliberto alla festa di essere comunisti ha fatto un intervento “particolare” e troverei interessante sapere cosa ne pensa una parte del Prc. Diliberto dice sostanzialmente questo,la Fed cosi’ come e’ non va’,per essere qualcosa di sinistra ci vuole anche il comapgno Vendola,allora uniamo il Prc e il Pdci e da questo soggetto,che per me puo’ continaure ad essere il Prc,sono pronto a riconfluire e poi facciamo un cartello anche con SEl,che possa ontinuare a vivere anche dopo le elezioni,se ci fosse il sistema proporzionale sarebbe ineludibile e poi in fondo la migliore Cgil non funzionava e funziona cosi’?con una componente comunista e una socialista!come sarebbe un soggetto tra Prc e Sel.

    • Antonio Capaldi scrive:

      Sicuro che Diliberto ha detto questo e cioè di essere disponibile di fatto a confluire nel PRC? E se è così cosa ha risposto Grassi o comunque il PRC? Si o no?
      Se fosse questa la posizione di Diliberto sarebbe un’autentica novità e voglio vedere chi potrebbe dire di no…

  54. andrea valsusa scrive:

    compagni probabilmente sto cambiando idea….sto pensando di iscrivermi a rifondazione comunista…tanto se mi iscrivo al PRC sono automaticamente iscritto alla FDS vero?almeno ho letto così sullo statuto della FDS…ma sinceramente io sono un ragazzo di 20 anni che ha voglia di fare politica…però ho ancora qualche dubbio…comunque adesso è più si che no…
    però a mio avviso e questo in generale la dirigenza di rifondazione dovrebbe attrarre maggiormente i giovani al proprio interno…quì i ragazzi stanno andando sempre più a destra (quella estrema e populista)sugli zaini dei ragazzi si vedono più croci celtiche che falci e martello…ci sono ragazzi comunisti…che però (un po’ anche come me)diffidano nei partiti e si avvicinano ai centri sociali e cose del genere (che a volte sono molto più attivi dei circoli del PRC)…e questo perchè da quando la sinistra (compreso il PRC) è andata al governo ha fatto una marea di cagate…la mia preoccupazione più grande è che si ripeta il casino del governo prodi…quindi se rifondazione e la FDS non faranno nessun accordo di governo be mi terrò la mia futura tessera…appena fa un accordo di governo con il PD…be la strappo…al governo con quelli mai più…appoggio esterno per la difesa della costituzione e del lavoro si….ma mai più votare missioni di guerra, a favore della TAV e del nucleare e altre cagate del genere…se lo fate mi sa che nei giovani comunisti rimarrà solo più oggioni e pochi altri…a quel punto meglio i centri sociali e i movimenti…probabilmente entro la fine dell’anno prendo la tessere insieme ad altri miei amici (sempre stati cani sciolti)…ma se si faranno accordi di governo…be ciao ciao…anzi addio….saluti comunisti e ambientalisti dalla valle di susa

    • Simone Oggionni scrive:

      caro Andrea,
      sono felice che tu stia maturando la decisione di iscriverti al partito (e quindi, automaticamente, alla federazione), però trovo ingeneroso che tu dica che, qualora il partito adottasse una linea politica sbagliata, a rimanere nell’organizzazione giovanile sarebbero soltanto il sottoscritto e pochi altri. Questa sfiducia nell’organizzazione non mi pare il modo migliore per iniziare la militanza…
      Nel merito, ovviamente, sono più che d’accordo e infatti la nostra linea politica, a riguardo, è molto chiara: dobbiamo battere Berlusconi e impedire che continui a governare, ma non possiamo al contempo condividere una nuova esperienza di governo con Prodi e con il Pd. Non ce ne sono le condizioni: e questo è esattamente ciò che andiamo dicendo da mesi. Mi fa piacere che, al contempo, tu veda però – come noi – la necessità di lavorare per costruire un’alleanza che consenta di raggiungere l’obiettivo di battere Berlusconi. Perché altrimenti altro che guerra, TAV e nucleare… il nostro Paese sarebbe condannato ancora per chissà quanti anni al peggio!
      Un caro saluto,
      Simone

      • andrea valsusa scrive:

        caro simone…ho sentito molti tuoi interventi su internet sul sito dei giovani comunisti e ti stimo….infatti la mia affermazione era ed è una affermazione provocatoria…nel senso che io ho ben chiaro quello che rifondazione e la federazione della sinistra devono fare e volevo vedere se anche te la pensavi allo stesso modo…presto (almeno spero) mi iscriverò a rifondazione e quindi alla federazione..e più precisamente sarò iscritto ai giovani comunisti…come prima cosa spero che la tesserà al circolo più vicino a casa mia (quello di bussoleno) arrivi presto….e come seconda cosa spero che i giovani comunisti di torino e provincia si impenino al meglio nel favorire e partecipare alle lotte studentesche che sono all’orizzonte…e sopratutto che siano presenti nelle manifestazioni no tav…nella creazione di comitanti per il referendum sull’acqua…
        sinceramente quando nascerà la federazione della sinistra non vi è qualche possibilità che i gc e la fgci si uniscano?non sarebbe una bella cosa?avrebbe senso avere più gruppi giovanili?secondo me no…
        saluti comunisti dalla valle di susa

      • andrea valsusa scrive:

        caro simone posso proporre unapiccola critica?ti giuro che non ti offenderò:)
        a torino e penso anche in altre città ci sono (non tantissimi ma ci sono) tanti ragazzi e ragazze comuniste…si vedono nelle manifestazioni, per strada…uno si avvicina (classica maglietta cccp e falce e martello) e chiede: sei iscritta a qualche partito?e loro: partiti?non fammi ridere…tanto stanno sempre con i potenti..e io dico: anche rifondazione?rifondazione è l’unico un po’ decente ma da quando è andato al governo prodi…
        be secondo me, se è come dici te, questi ragazzi devono essere attratti nel partito e nella nascente federazione della sinistra…perchè senza i giovani e le ragazze questo partito è morto…
        un caro saluto in attesa di risposta

        • Simone Oggionni scrive:

          caro Andrea,
          ti rispondo subito: al campeggio che faremo a fine agosto avvieremo un percorso che condurrà anche le giovanili, come già i partiti, ad un processo unitario. Io ho sempre creduto nell’unità tra le due organizzazioni giovanili comuniste e spero che, includendo se possibile soggettività e realtà di movimento e antagoniste, nel più breve tempo possibile la cosa si concretizzi.
          Quanto alla necessità di parlare ai ragazzi non iscritti: sfondi una porta aperta. Se non riusciamo a raccogliere la loro simpatia e ad includerli nel nostro progetto siamo morti!! Sono completamente d’accordo con te!
          un abbraccio,
          Simone

          • Matteo Andreani scrive:

            Scusate l’intromissione ma ne approfitto,non capita spesso di potere dialogare con il portavoce nazionale de gc,per porre qualche domanda…. Per gli “esterni”,intendo gli elettori, e’ incompresibile l’esistenza di 2(ahime’ con l’aggravante di essere piccoli)partiti comunisti,per gli “interni” un po’ meno visto che conoscono le differenze piu’ storiche che attuali,poche pero’,tra Prc e Pdci.Ma comunque il tema della unita’ e’ all’ordine … posso essere cattivo? Non vi unite perche’ sapete che l’unita’ tra Prc e Pdci metterebbe fine al processo della FdS … e allora io parto da questo punto ma perche’ come unico soggetto comunista(il Pdci credo non abbia difficolta’ a ricoinfluire nel Prc)con l’aggiunta della Sinistra Europea(che potrebbe riaquistare un senso e una sua vitalita’ se Salvi diventasse coordinatore di Se)non andiamo a creare una vera “cosa” di SINISTRA con Sel? …… Una vera Federazione Prc/Se-Sel che duri anche dopo le elezioni(tanto si vota lo avete messo in conto eh?siete pronti?spero che sottobanco,scusate l’espressione,state preparando qualcosa?)soprattutto in vista di un possibile cambio di legge elettorale in senso proporzionale che unirebbe per forza Prc-Pdci-Sel? ….

            • andrea valsusa scrive:

              caro matteo i tuoi interventi sono sempre fuori luogo…strano che tu non abbia scritto PCI-bonsai…niente parole…

          • andrea valsusa scrive:

            bene simone
            sono convinto che le giovanili comuniste possano crescere e prendere realmente parte alle varie iniziative…sono contento se queste due associazioni si uniscono…anche se secondo me, come daltronde tutto il progetto della FDS, questo processo di unione deve essere il più largo possibile e includere altre forze anticapitaliste e antagoniste (non dobbiamo vedere i centri sociali come feccia anzi…)…includere i ragazzi deve essere l’obiettivo primario dei giovani comunisti e della federazione in generale…un consiglio piccolo…alle manifestazioni sarebbe utile avvicinare questi ragazzi, spiegarli il processo della federazione e perchè è utile aderire ai giovani comunisti…perchè fare sempre un proprio spezzone che non entra in contatto con la gente non è sempre utile…e poi a mio avviso non sono i ragazzi a dover sempre andare nelle sezioni ad iscriversi…ma sarebbe bello alle manifestazioni vedere parlare giovani militanti della FDS con chi ancora non è iscritto…perchè se non cresciamo tra i giovani come me…be siamo (siete per adesso) finiti…i giovani comunisti devono comunque migliorare..migliorare nel senso che devono avere la capacità di parlare e attrarre i giovani verso di se..non stare chiusi nelle sezioni o fare spezzoni isolati nelle manifestazioni…insomma io giovani comunisti devono avere la capacità di attirare i giovani verso il processo della FDS e della resistenza verso questo schifo di modello…devono diventare un punto di riferimento per tutti i ragazzi e le ragazze antagoniste e comunisti/e del paese…una vera realtà di lotta…e subito perchè non c’è più tempo…aspettando unas tua risposta..saluti comunisti dalla valle di susa

          • andrea valsusa scrive:

            caro compagno simone…ho avuto l’occasione di partecipare al blog (che onore) di nicola atalmi…lui dice…:”l’accordo con il csx (se ci sarà un csx) dovrà essere anche politico e non solo tecnico elettorale.
            io chiedo vi sia un accordo politico programmatico di legislatura
            anche senza vincolarci ad una presenza nel Governo
            tipo su lavoro, precarietà, pensioni, sanità scuola”
            e poi ancora dopo avere riportato un pezzo dell’intervista in cui cesare salvi (giustamente) e lo stesso bersani ha ribadito che ci sarà un cerchio più stretto di governo e un cerchio di alleanza democratica in cui noi dovremmo fare parte:
            “Lo sai che un accordo del quale parla Salvi comprende, ad esempio, il fatto che la FDS votera’ la fiducia e si impegnera’ a sostenere un eventuale governo di csx?”
            be io sinceramente non so che cazzo pensare…perchè se c’è il rischio che la FDS faccia un accordo di governo con il PD…be io non me la sento proprio di iscrivermi…
            io voglio solamente una alleanza democratica in cui la FDS collabori per la difesa della costituzione e del lavoro e basta…scuola…cosa si fa un’altra riforma fioroni?col cavolo…o la FDS chiarisce un po di cose…o io non mi iscriverò fino alla fine del congresso…perchè al governo i comunisti non devono più andare…qualcuno mi può spiegare veramente qual’è la posizione maggioritaria nella FDS?alleanza democratica in difesa della costituzione e del lavoro ma senza entrare nel governo o fare un nuovo governo prodi?solo risposte sensate e attendibili….da dirigenti se possibile…perchè io sono convinto che anche molti militanti iscritti hanno i miei stessi dubbi

            • Matteo Andreani scrive:

              ….. e questo e’ solo l’inizio,prima si passa dall’accordo elettorale a quello programmatico con il Pd e poi tutti insieme FdS-Sel …. eehh caro Andrea come ci rimarrai male tra qualche mese …. pero’ una soluzione c’e’ …. mettetevi insieme tu,Pegolo,Giannini,Rizzo,Turigliatto,Ferrando tanti altri geni della politiica dallo 0,7% e saremo tutti felici e contenti

            • Matteo Andreani scrive:

              …. al governo i comunisti non devono andare ….. che frase antistorica!!!!!

              • andrea valsusa scrive:

                caro matteo è proprio la tua risposta l’unica che non volevo vedere…adesso sarò un po’ duro perchè ogni volta mi fai proprio incazzare…
                1)i comunisti non devono andare al governo con forze centriste come il PD…rifondazione è già stata al governo…mi puoi per favore dire cosa si salva di quel governo prodi?volete un’altro governo prodi è questo che volete?be se si bella cosa…bella cagata
                2)tu promuovi una scissione giusto?ma allo stesso tempo cerchi l’unità….fai ridere…pegolo giannini ferrando ecc..secondo te dovrebbero formare un loro gruppo…quindi proponi la scomparsa di rifondazione per confluire tutti insieme in SEL bella cagata…quì mi sa che sei te un settarista di merda e non io…
                3)tu proponi un secondo governo prodi…be accomodatevi e vedrete quante persone vi seguiranno….i militanti del PRC la gran parte non vogliono un secondo governo prodi…sarebbe la fine non solo del PRC ma della federazione…
                4)sappi che non sono solo io a pensarla così…sei te che vuoi essere in maggioranza quando non lo sei…e pensare che ero convinto di iscrivermi a rifondazione e alla federazione…
                5) secondo un sondaggio ferrando è allo 0,5%…secondo me farebbe comodo uno 0,5% in più alla FDS…
                se tu pensi che andare al governo con questo PD sia la soluzione be ti sbagli e nessuno vi seguirà…quì in provincia di torino la FDS scenderebbe all’1,5% e adesso almeno il 3,5% c’è…fate pena…fatelo e per rifondazione e la FDS è finita…tu matteo sembri un cazzo di leader maximo…il popolo ti seguirà ardentemente verso vendola bersani di pietro casini e rutelli in un unico governo che ha il solo compito di battere berlusconi….fai proprio pena….
                X SIMONE OGGIONI
                sicuramente non mi iscriverò se le posizioni espresse molto chiaramente da matteo e atalmi prendono il sopravvento…e come me non si iscriveranno molti ragazzi…perchè i giovani della mia età non la pensano come andreani e atalmi…se volete un minimo di futuro fate si che le loro posizioni disfattiste, settariste, governative a tutti i costi non passino…altrimenti non solo non mi iscriverò (e con me molti altri) ma non sarò nemmeno più simpatizzante e nemmeno voterò più…e come me molti altri ragazzi…matteo non pensare che sono in minoranza le mie posizioni…tra i giovani comunisti (non l’organizzazione) la mia posizione è maggioranza…mai più un secondo governo prodi….grassi, salvi, atalmi, e altri…provate a farlo e vedrete quanti vi voteranno….ma senza parole…matteo non commenterò più niente su di te…tanto tu sei capace solo a provocarmi e basta

                • Matteo Andreani scrive:

                  ti rispondo punto per punto 1)Il Pd non e’ un partito centrista,e’ un partito di centrosinistra che e’ una cosa totalmente differente.Un partito che e’ al governo anche la FdS in molte realta’ con piu’ che sufficienti risultati.Il governo Prodi? male!infatti il candidato non sara’ lui ma altri,tu sei fermo al 2006 che e’ un era fa’!vorrei ricordarti che su quel governo pesarono in modo decisivo forze che ora per fortuna non ci sono piu’,parlo di Mastella,Dini,Rutelli,Binetti e i teodem ti pare poco? 2)Non propongo una scissione,sei giovane e evidentemente non conosci bene la realta’ delle cose.Negli anni passati le minoranze del Prc parlavano sempre male di Bertinotti e altri criticando sempre tutto,ma sono sempre rimasti nel Prc e sai perche’? perche’ grazie all’accordo cpn il csx del 2006 furono tutti eletti!da Giannini,Pegolo,Turigliatto,Cannavo’ e ecc.!Allora io propongo provocatoriamente,perche’ non lo faranno mai,di unirsi a tutte quei minisculi partiti da prefisso telefonico e fare un partito che mette in pratica quello che dicono da 10anni e non lo fanno mai … per farsi eleggere!come accadra’ per le prossime elezioni,tutti contro il Pd e Vendola e poi pronti a farsi eleggere deputati.Perhe’ non lo fanno sto’ grande partito autonomo da tutti e tutto? Prova a chiedertelo un po’! ……. 3)Io propongo che per le prossime elezioni ci sia una vera alleanze tra le sinistre.Che non e’ la FdS,visto che e’ l’unione tra 2 partiti comunisti e 2 associazioni ma un alleanza tra FdS-Sel …. poi cosa potrebbe e dovrebbe accadere dopo che questa alleanza dovesse andare molto bene alle elezioni … beh e’ molto sempice.In germania si chiama semplicemente Die Linke che tradotto significa …. LA SINISTRA! 4)Ferrando ha lo 0,5%? yeeah!cosi’ faremo la rivoluzione! … vabe’ se pensi che Ferrando entri nella FdS e faccia una alleanza anche solo tecnica con il Pd e Vendola vuol dire che ti manca l’Abc della politica! …. Ferrando pensa fondamentalmente che il tuo amato Ferrero sia un socialdemocratico! Con molto piacere attendo controrisposte ma nel merito,grazie

  55. CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

    Lo so che , è come saltare da poli in frasche ,ma le cose , non nostro partito si evolvono tanto velocemente, che è difficile mantenere, una traccia, solo tre o quattro giorni fa in questo blog, nel quesito precedente, la compagna FEDERICA PITONE, ha fatto irruzione, proponendoci, la questione di liberazione, l’ho ha fatto ricorrendo all’arte del sofisma e della retorica, con una velata minaccia, retorica. Perché ha preferito suonare , su accordi, in minore e passionale, del genere questo è il nostro giornale, siamo tutti nella stessa barca, etc, etc, velata minaccia ma neanche tanto velata, perché ha detto Rifondazione non può affogare Liberazione senza affogare lei stessa, io e tanti altri compagni gli abbiamo ricordato, la gestione quanto mai originale, ma non ha preferito rispondere.
    Mi viene il dubbio, che i giornalisti di liberazione sono alieni, che non conoscendo le regole di mercato come loro propugnano, pretendono il posto fisso, in un mondo di precari, questi sono comunisti quando c’è da salvaguardare il loro posto di lavoro, sono liberisti in politica quando riguarda gli altri, questi vedono liberazione e Rifondazione, non gia come un luogo per raccontare fatti e avvenimenti, no, questi vedono Liberazione, come un mucca da spremere.
    In questi giorni, c’è stato un nuovo ammutinamento con insulti personali al direttore Dino greco, e vorrei sapere la posizione della compagna FEDERICA, s ritiene che noi siamo nel giusto a non sentire Liberazione come il nostro giornale, oppure chede che siamo tutti impazziti, io credo che le cose al giornale si sono tanto incancreniti, che solo il bisturi, potrà rimediare, i giornalisti, vadano a cercarsi il pane ne libero mercato.
    . Sotto incollo stralci presi dal blog di PAOLO Ferrero su questo argomento,

    Gentili, ma non fessi
    (Editoriale di Liberazione di domenica 8 agosto 2010)
    Intendo innanzitutto esprimere al direttore, Dino Greco, la solidarietà mia personale e di tutta la segreteria del Prc per l’attacco ingiurioso portatogli da una parte dei giornalisti di Liberazione
    ane altrove. Sotto incollo stralci presi dal blog di PAOLO Ferrero su questo argomento,
    Per lavorare a Liberazione non è necessario essere iscritti a Rifondazione Comunista. Non è necessario essere comunisti. Anzi, si può essere anticomunisti militanti e pregare ogni giorno per la scomparsa di Rifondazione Comunista. Questo non mi fa piacere, ma i dipendenti di Liberazione non sono tenuti per contratto a compiacere il loro editore. Parallelamente è chiaro che il giornale Liberazione è il giornale di Rifondazione Comunista, che ha accesso al denaro pubblico in quanto giornale di Rifondazione Comunista e che il progetto politico di Liberazione è parte integrante del progetto di Rifondazione Comunista. Noi vogliamo riconoscere, raccontare e capire le soggettività sociali perché riteniamo che li si fondi la possibilità di superare il capitalismo. A partire da questo vogliamo rifondare un pensiero, una pratica, una antropologia comunista, perché pensiamo che il capitalismo sia una vera schifezza. Parimenti vogliamo aggregare una sinistra autonoma dal PD e strategicamente alternativa alla socialdemocrazia, praticando fino in fondo la critica della politica come attività separata. Inoltre, pensiamo che la storia del movimento operaio non sia un mucchio di letame da gettare ma al contrario la parte migliore della storia del nostro paese. Piaccia o non piaccia a una parte dei giornalisti di Liberazione, questo è il nostro progetto politico, la ragione per cui il giornale viene rilanciato e per cui Dino Greco ha fatto, fa e continuerà a fare il direttore di Liberazione. Poveri, ma orgogliosamente comunisti. O come recita lo slogan delle magliette stampate dai compagni del partito sociale”GENTILI MA NON FESSI”
    OGNUNO TRAGGA LE PROPRIE

    • Federica Pitoni scrive:

      Eccomi Carlo! Non mi sottraggo. Amo, come dici tu, anche io la ruggine. Ma non voglio farmi trascinare, voglio solo provare a ripeterti cose che ho già detto (ma tu preferisci farti trascinare dall’amore per la polemica, e la polemica è più facile se non si ascoltano gli altri). Prima di tutto ti ripeto che sono una poligrafica e non una giornalista, giacché mi accusavi di non volermi scusare di fatti inerenti scelte giornalistiche. Dopo di che ti ripeto quel che per me è una cosa molto importante: prima di tutto sono una militante di questo partito. E alla fine (non entro nel merito delle cose: l’editoriale di Paolo Ferrero lo sottoscrivo virgola per virgola e non c’è altro di più da aggiungere)ti voglio solo far notare che non ho minacciato nessuno, ho solo tentato di spiegare perché Liberazione è il nostro giornale, il giornale del partito, perché dobbiamo salvarlo, perché perdere il nostro giornale sarebbe un gravissimo danno,e ho provato a dire (dire, non minacciare) che la situazione economica è talmente grave che la bancarotta del giornale porterebbe alla bancarotta del Partito. E’ un dato di fatto. Non una minaccia. Semmai una pesantissima preoccupazione.
      Prima di fare altre polemiche, la prossima volta leggi con più attenzione, prova a capire quel che gli altri dicono. Dopo di che, quando occorre, polemizza. Ma ora non è il tempo delle polemiche. E’ il tempo della riflessione. E dell’azione. Non possiamo perder tempo infinite ripicche.
      Ciao Carlo!

      • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

        PER FEDERICA PITONE
        SODDISFATTO.
        mi ritengo soddisfatto della tua posizione, comunque io sapevo che non facevi la giornaista, ma li rappresentavi, e se un rappresentante mi vende un prodotto che non mi soddisfa, la causa la faccio al rappresentante.in quel momento tu eri a difendere una posizione, indifendibile, ed il fatto accaduto, dopo, è la dimostrazione,che sono anche recidivi.
        Che senti la necessità di smarcarti ti fa onore sono felice che sottoscriveresti l’editoriale del nostro saegretario, Ferrero.

        io rimango, della stessa opinione, credo che per dare il bianco in cucina, bisogna prima raschiare il vecchio, come dicono i cattolici, e solo dai sepolcri che si resuscita, io purtroppo per me, sono ateo,ma di questo sono convinto, prima troviamo il modo, di far smammare, questi giornalisti, meglio è, perchè tutti vorremo avere la certezza, che non fatichiamo, per produrre stipendi (anche se importanti) ma lavoriamo, per divulgare le nostre idee, e fare le nostre narrazioni direbbe Vendola, le nostre però, non quelle di Vendola.
        ciao federica.

        • Federica Pitoni scrive:

          Caro Carlo, con te, te lo dico in tutta sincerità, c’è veramente da perdere la pazienza: come riesci a travisare le cose è incredibile. Delle due l’una: o sei in malafede (e non lo credo) o parli di cose di cui non sai nulla (e allora, prima informati e poi interloquisci).
          Cosa vuol dire: tu li rappresenti? Chi rappresento? Ma tu lo sai come è fatto un giornale? Sai che lavoro fa un giornalista, che lavoro fa un poligrafico? A parte il fatto che per quel che concerne i giornalisti ci sono vari ruoli e quindi varie responsabilità (anche se poi tutto ciò che viene pubblicato legalmente è responsabilità del direttore e lui ne risponde davanti alla legge). E il contratto poligrafico comprende tutti quei lavori la cui fattura non può dirsi giornalistica: dall’amministrativo in poi. Per quel che mi concerne, giacché stiamo inopinatamente parlando di me, sono un’assistente di redazione. A noi compete la fattura di alcune pagine, le cosiddette di servizio, dove non c’è un lavoro giornalistico (insomma, non scriviamo pezzi). In buona sostanza nostra è la fattura della pagina Partito, Lettere e Incontri, più l’inserto delle Lotte, più tutti gli inserti della pagine, per esempio, del cpn e simili.
          Chiaro?
          Su cosa poi mi dovevo smarcare? Questa poi non l’ho davvero capita! La mia posizione è chiara da anni. Ho scritto infiniti articoli sul sito di Essere Comunisti in passato; quando ancora la direzione del giornale era di Piero Sansonetti, nonostante fossi appunto una poligrafica, scrissi su Liberazione (e bontà sua Sansonetti pubblicò) ed entrai in un pubblico contenzioso con lui proprio sul tema della natura del giornale. Ho scritto di recente, su questo blog (e come al solito tu non leggi con attenzione), che il recente sciopero dei alcuni giornalisti (ti prego di leggere la lettera dei giornalisti che non hanno scioperato, però) a mio parere portava solo all’aggravamento della situazione. Su cosa, quindi, dovevo smarcarmi? Non sai neppure chi sono, non mi conosci e mi attacchi? Fai polemiche, Carlo, fai polemiche, ma falle solo sull’oggettività delle cose dette e scrite. Altrimenti sarai considerato solo l’ennesimo attaccabrighe e nessuno prenderà più in considerazione quanto scrivi. Va bene la ruggine, ma deve anche avere un senso. Non credi?
          E un ultima cosa: posso sbagliarmi, ma io credo che tu Liberazione non la legga più da anni. Non ricosco nelle tue parole il giornale che oggi si sta facendo. Se mi sbaglio, me ne scuso, ma se non mi sbaglio, allora domando: come si fa a criticare se non si conosce? Come vedi, il tema è sempre quello.
          Ti saluto, Carlo!

          • Alessandro Monti-Genova scrive:

            Ciao Federica e ciao Carlo:
            penso che Carlo intendesse dire che quando (me ne assumo la responsabilità nel senso che tutto è partito da un mio post!) siè scatenato il dibattito su Liberazione l’unica ad averci messo la faccia sei stata tu (e ciò non solo ti rende onore, ti rende scevra da attacchi personali a mio modo di vedere giacchè hai datio un quadro oggettivo / soggettivo della questione),
            Carlo penso che ti abbia riversato la sua ruggine in quanto in qwuel momento parlavi in nome e per conto del giornale (pubblicista, poligrafica, giornalista è un dettaglio), quindi il contraddittorio voleva e vuole te da una parte (Liberazione) e Carlo dall’altra (gli elettori e militanti).
            Penso che i termini della questione possano essere questi.
            Su Ferrero concordo, inoltre penso che la direzione Greco sia stato un naturale parto della nuova segreteria di Ferrero: a ragion veduta ci sarebbe da chiedersi se della vecchia “ruinosa” direzione sansonettiana ci siano ancora sui accoliti.
            Di questo, essendo un giornale di partito e quindi politico al 100%, si tratta: la linea politica del direttore deve essere sposata dalla redazione.
            Quanto poi al dubbio etico che si difenda il posto di lavoro o meno in un mondo “esterno” fatto di precariato allucinante ed il mondo della stampa venga vissuto come un’ oasi di “intoccabili”…
            beh, devi ammettere che tutti i torti non ce li ha!
            I numeri di Liberazione sono impietosi, e abbiamo già parlato delaa new frontier del mondo editoriale (nuove piattaforme, nuovi e più intriganti modi di comunicare ecc.).
            Occorrerebbe anche (e parlo ai giornalisti) avere il coraggio di farsi un bell’esame di coscienza: se pensano di avere al 1.000% ragione ebbene che muoia Sansone e tutti i filistei! mettano in mora la società, mettano in corso tutte le proteste legali di agitazione, facciano causa fino in fondo perchè si ritengono nel giusto!
            Ma dentro di loro guardino in giro e leggano di tutti gli stadi di crisi di tanti lavoratori (compagn* o meno), si facciano un bell’esame di coscienza…
            A me pare che le proteste e le agitazioni siano correttissime ma in questo caso ci sono soluzioni non traumatiche che possono esser messe in pratica: manifesto e cooperativa sociale docet, chi ci vuol stare ci sta e gli altri vadano da Sansonetti a farsi assumere dal giornale della calabria ( :) )…
            Permettimi di dissentire Federica, ma molte volte la corda se si tira troppo ed in maniera spocchiosa si rompe e tutti finiscono col culo per terra.
            Non occorre essere comunisti per stare a Liberazione, io aggiungerei occorre essere almeno puri di cuore.

          • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

            PER FEDERICA PITONE,
            Cara Federica mi spiace, che te la prendi tanto, eppure, qui, a rovesciare la frittata, sei solo tu, insinuando che, ho sono coglione o in malafede, giri la frittata, quando fai finta di non aver capito, che nessuno ti ha attribuito, rappresentanza legale o sindacale, dei giornalisti, ma semplicemente, come Ha capito Alessandro che ringrazio, e credo (se non la totalità,) sicuramente la maggioranza che segue il blog, una rappresentanza ideale nel gioco delle parti.
            Il fatto nasce quando, Alessandro, chiede ai compagni del blog, lumi, su ciò che stava accadendo a liberazione, tu sei intervenuta, e ti sei catapultata a difesa del giornale tutto, non dei poligrafici, in questo senso lo rappresenti, perchè hai perorato la causa del giornale, anche se tutti sanno, che, se il giornale non si vende è la colpa non è del giornale ma dei giornalisti, io sono in un circolo dove mi sono speso per fare qualche abbonamento ma so benissimo che chi lo compra non lo legge, perché è un giornale illeggibile, è un giornale che non ha una linea editoriale, non ha una nicchia di riferimento, a chi si rivolge nessuno lo sa. ma certamente non ai lavoratori, è un giornale del “che cosa scrivo oggi” è un giornale che non puoi fare una recensione, non hai tenuto a dettagliare, le differenze tra i diversi lavori ed i giornalisti perché se l’avessi fatto, se avessi detto, io non faccio la giornalista, faccio dell’altro al giornale, ma ci tengo a precisare che quanto fanno molti giornalisti non è da me condivisibile, avresti trovato molta comprensione, invece hai preferito (come ho ricordato) suonare corde melodiose e romantiche (tutti possono vedere)

            Da cosa dovevi smarcarti: ma proprio per il fatto che ti sei autoproclamata, avvocato del giornale, pensavo , ma evidentemente mi sbagliavo, che avessi voluto idealmente chiamarti fuori, dagl’insulti personali ricevuti dal direttore, DINO GRECO, ed anche dal precedente ammutinamento, dopo quella famosa recensione, dicendo anche che sottoscrivevi l’editoriale di Ferrero, ma forse ho capito male, ho forse tu sei una di quelle, che non senti il bisogno,di verificarti di continuo, hai battibeccato una volta, con Sansonetti, e questo ti conferisce il diritto, ad avere la patente per sempre.

            continuo a vedere che nei tuoi interventi non parli delle cose concrete, delle accuse che rivolgiamo al giornale , ma lo difendi a prescindere, capisco che è il tuo lavoro è giustamente e comprensibilmente, lo difendi con le unghie e con i denti, ma proprio questa tua posizione (in conflitto di interesse) fa di te un cattivo avvocato del giornale, non parleresti cosi bene del giornale se non lavorassi dentro, ripeto, al tuo posto farei lo stesso, ma non sei credibile,
            ciao Federica

          • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

            PER FEDERICA PITONE.
            Misono dimenticato di rispondere all’ulima parte che incollo si seguito:

            “Un ultima cosa: posso sbagliarmi, ma io credo che tu Liberazione non la legga più da anni. Non ricosco nelle tue parole il giornale che oggi si sta facendo. Se mi sbaglio, me ne scuso, ma se non mi sbaglio, allora domando: come si fa a criticare se non si conosce? Come vedi, il tema è sempre quello.
            Ti saluto, Carlo”

            continui a fare la saccente ma con la memoria corta,(sarà cosi? o è una tecnica per farmi apparire sprovveduto?)io ho gia dichiarato in un post precedente, che ho smesso di comprare il gornale e di leggerlo dopo il diritto negato un un eminente studioso,di avere una recenzione su un argomento, molto importante, per un comunista, perchè fare chiarezza. sulle cause, che hanno portato allo Stalinismo prima, e alla implosione di una stato e di un popolo che ha rappresentato, la speranza per centinaia milioni di persone, fosse più importante, del bisogno, di pochi giornalisti radical chic di dimostrare il loro anticomunismo.
            ma non si tratta di me, qua ci sta il fatto ,che sei recidiva e stai tentando di nascondere la tosse, perchè di nuovo, insinui, che il giornale ,edesso, rispetto a prima e diverso e migliore, e cadi dalla padella alla brace, perchè se cosi fosse, che bisogno avrebbe avuto, Ferrero a scrivere quel editoriale che dici di sottoscrivere?
            come vedi ci sarebbe da riflettere, su quello che dici, il motivo ,credo sta nel fatto, che non sei serena sulla questione,
            perche essendo direttamente interessata non mantieni la giusta distanza.
            di nuovo
            CIAO Federica

            • Federica Pitoni scrive:

              Grazie delle tante offese che mi hai scaricato addosso. Ti senti meglio ora?
              Ho “difeso” Liberazione, caro Carlo, non perché ci lavoro. Ho difeso Liberazione, oggi come ieri, perché come ho già detto prima di ogni altra cosa sono una iscritta e una militante del Partito della Rifondazione Comunista dal 1991 e penso che Liberazione sia un bene prezioso e perderla sarebbe un danno gravissimo, una ferita insanabile. Temo anche le ripercussioni economiche sul Partito, che già versa in gravissime condizioni. Questa è la mia preoccupazione. Cercare di costruire, non distruggere. Il giornale e il Partito. Non c’è molto tempo. Ma questo, vedo, non è compreso.
              Se non si capisce questo, che va di pari passo con il lavoro militante nel partito, allora non c’è più altro da dire.

              • CARLO CIRCOLO bIANCHINI GENOVA scrive:

                PER FEDERICA,
                Caio Federica,se la crudezza, con la quale ho, ho cercato di difendermi dai tuoi, insulti, ti ha offeso sono pronto a chiedere scusa, nella sostanza, io ho cercato di chiarire che siamo tutti uomini e donne che viviamo l’attualita, c’è chi lavora in fabrica, chi fa l’ingegnere, che progetta case e che lavora in un giornale, questi soggeti per cumunicare tra loro, hanno materiale comune, ed un vissuto, tale che che tutti possono parlare di tutto, altra cosa. è la competenza specifica, che bisogna avere quando si svolge una manzione specifica, in questo quadro sentirmi dire, AMICO qui le cose stanno così, o non sai di cosa parli o sei in malafede; cosa che non credo,quindi ha detto semplicemente che sono un coglione , che dice delle cazzate, e sarebbe meglio se stesse zitto, questo hai detto, lo so che hai creduto di ammaestrarmi(addolcirmi) dicendomi che non credi che sono in male fede, ma se permetti , io da uomo che amo la ruggine e la provocazione avrei preferito, che mi dicessi che sono in malafede,così avresti tutelato la mia intelligenza, bene prezioso di questi tempi,in cui è tutto sconposto, e decomposto.
                io non ho inteso offendere,(e cerco di non farlo mai)ma io non sono cristiano, ed a una schiaffo, rispondo con uno schiaffo ed un calcio, continui a sottrarti, ad entrare nel merito del giornale, fai solo affermazioni,apodittiche, e retoriche, semplici petizione di principio, senza prenderti la briga, di dimostrare quello che dici.
                ad esempio, non hai risposto AL perchè Ferrero a sentito il bisogno di quell’intervento se come dici tu il giornale è cambiato nella sostanza,
                non mi sento, più sereno se ti senti offesa, anzi sono addolorato , perchè, sono politicamente di un altra epoca, dove la politica era calore passione, non offesa.
                se ti può servire sono pronto (senza obbligo di reciprocità)a chiederti scusa per quello che ho detto ed anche per quello che non ho detto.

              • Gian Luca Lombardi scrive:

                Credo che la verità stia nel mezzo, come sempre del resto.
                Carlo dice in soldoni che Liberazione non ha più linea editoriale e spesso non parla ai lavoratori e nemmeno DI lavoratori.
                Federica lavorando dentro il giornale vede quello che sta succedendo dal di dentro e quindi è preoccupata (e come darle torto) per lei, ma soprattutto per il Partito.
                CI dimentichiamo sempre che Liberazione è organo di Rifondazione? Chiudere il giornale è come chiudere una parte di Partito (e questo è palese e oggettivo).
                Ora bisogna soltanto decidere ocme si vuole impostare il ragionamento su un quotidiano Comunista.
                Temi ce ne sono infiniti, ma quello del lavoro è sicuramente il più importante. Come non dare ragione a quei Compagni che non hanno visto apparire l’articolo su un libro scritto da uno studioso su Stalin?
                Ma non solo….ci sono anche altre cose di cui lamentarsi, ma costruttivamente; ad esempio lo spazio lasciato ai territori, alle aree che esistono, ma non hanno troppo spesso voce sul quotidiano.
                Direi che la verità sta nel mezzo.
                Un giornale più drasticamente impostato, ma anche una cura da parte del territorio nei confronti del nostro giornale.
                Non si può più sentire Compagni, anche del Nazionale, che sputano sul giornale del Partito.
                Saluti Communisti

              • enzo bardo scrive:

                Spero di non offendere nessuno, anche se la strada delle offese è la più semplice. Non credo che si debba “interpretare” un intervento: il linguaggio oscuro ed equivoco lasciamolo a chi deve raggiungere secondi fini col suo messaggio. Nel caso del battibecco Carlo-Federica credo che alla base ci sia un malinteso.
                Io credo che Federica Pitoni abbia voluto difendere Liberazione come, se si può dire, istituzione, simbolo,strumento per il conseguimento del progetto di Rifondazione. Non credo pensasse al posto di lavoro di questo o quell’altro nè tantomeno è entrata nel merito della bontà del giornale così come esso è ora, con i giornalisti che ha,con il direttore che ha, con la proprietà che ha. Sì, le credo: il suo è stato ed è un atto di amore verso il partito, manifestato attarverso la sua preoccupazione per lo stato di salute della sua creatura, il giornale. Così come hanno fatto quelle altre centinaia di compagn* che si abbonano o fanno sottoscrizioni; come il caso mio: è la prima volta che mi abbono a liberazione, non so quanto lo leggerò, ma, intanto, mi preme salvare il simbolo del prc. Poi, se al suo interno ci sono dei sabotatori sarà compito mio, e degli altri lettori che la pensano come me, snidarli e costringerli a lavorare per il conseguimento di un unico obiettivo comune. Se non ci stanno, che si cerchino un altro datore di lavoro, visto che per costoro è prioritario lo stipendio anzichè la militanza e il sentirsi “compagni” di un’avventuta collettiva.
                La possiamo chiudere qua la diatriba su Liberazione, fare passare il ferragosto, ed in seguito incalzare lo staff del giornale perchè esso sia sempre più giornale comunista del PRC e sempre meno cesso dove gli anticomunisti possano vomitare i loro livori?
                Con ciò concordo inegralmente con l’intervento del segretario Ferrero. Giornalisti liberi sì, ma liberi di uccidere il loro padre, prima che padrone, proprio no.

                • Nino scrive:

                  Gian Luca è sempre daccordo con tutti, questa è veramente una grande dote, l’unica che non vorrei mai avere!!!!

    • enzo bardo scrive:

      Non ho avuto modo di seguire le ultimissime vicende della questione Liberazione. Grazie per il tuo intervento. Quanto alla compagna Pitoni. credo che abbia ragione: io almeno avevo capito quello che lei ha testè ribadito. E’ sui “pezzi grossi” del giornale, i giornalisti che si ritengono con la G maiuscola, che non voglio essere nè fesso nè gentile. Io penso che se Liberazione è giornale di Rifondazione COMUNISTA; se esso giornale è parte integrante del progetto di Rifondazione come si fa a scrivere su esso in posizioni “autonome”? Mi iscrivo al partito per rafforzarlo; mi abbono al giornale non per dare un tozzo di pane a qualcuno ma per rafforzare rifondazione e il suo progetto. Mi pare ovvio che chi nel giornale non condivide il “progetto” non ha che da seguire le fortune gloriose del fu direttore Piero. Il giornale ce lo facciamo noi, dal basso, come dice altrove qualche compagno, così almeno portiamo alla ribalta le reltà vere dei territori. E per favore: fuori i nomi di chi rema contro di me, comunista e finanziatore, seppuere piccolo, del giornale.
      Che l’apertura al secondo documento- che pure a suo tempo ho caldeggiato, nella convinzione antibertinottiana che il partito è di tutti- stia dando i suoi frutti avvelenati? Sarebbe il caso che si dessero una calmata.

  56. andrea valsusa scrive:

    cmq compagni ho provato a scrivere sul blog di nicola atalmi criticando un suo articolo che sinceramente non condivido per niente…be i miei commenti non sono stati pubblicati…per fortuna su questo blog non accade…ma se questa è la democrazia e trasparenza di alcuni dirigenti di rifondazione….be sono sempre più convinto che non mi iscriverò a rifondazione…questa non è democrazia compagni…almeno sul sito della FDS posso scrivere cosa voglio…anche fare aspre critiche…senza nulla togliere ovviamente al blog di grassi l’unico decente di un politico della dirigenza

    • Alessandro Monti-Genova scrive:

      Andrea hai vent’anni, tutta l’energia mentale e fisica di questa splendida età!
      Intanto è già bellissimo che proclami voglia e dubbi sull’iscrizione ad un partito. Di questi tempi dove hanno detto che gli ideali sono morti trovare un ragazzo che ne professa è roba assai rara ed encomiabile!
      Non posso e non devo convincerti se farlo o meno in quanto anch’io (quasi 50 primavere sulla gobba) non sono nè iscritto nè appartenente a circoli o quant’altro (sebbene vicino a farlo, spero e penso).
      Secondo me non devi scoraggiarti, non sempre si trovano blog liberi per poter discutere liberamente (vedi quanto sta capitando tra noi circa il giornale ecc).
      Anche il blog di Ferrero ha dei limiti, nel senso che molte volte non c’è molto scambio tra il segretario ed i lettori/writers.
      Ma anche da lui pubblicare critiche (che sono il sale, il pane, l’acqua e l’ossigeno della vita) è possibile.
      Poi magari non pubblicano perchè non funziona bene il server o chissà cosa (perchè pensar sempre male?)
      Al piacere di leggerti sempre e saluti!

      • andrea valsusa scrive:

        grazie per i tuoi commenti…per onore del vero i miei post sul sito di atalmi sono stati pubblicati con un po (!) di ritardo….cmq la mia passione deriva che da quando ho 14 anni sono sempre stato attivo in politica forse fin troppo….sempre comunista….ho militato per qualche tempo nei centri sociali…ho iniziato le manifestazioni con i miei genitori a venaus in valle di susa contro la tav…ho continuato in quelle a favore della palestina, contro la legge gentiloni con il movimento studentesco ecc…politicamante sono cresciuto musicalmente con canzoni di de andre e guccini cantati da mio padre e amici….sono cresciuto con i 99 posse e la banda bassotti…e credo tanto nell’ideale del comunismo dell’anticapitalismo e dell’ambientalismo…
        quello che sinceramente mi fa un po incazzare è che c’è ne sono di ragazzi comunisti come me…e mi da fastidio che il partito non riesca ad attrarli verso se…è come dire un “potenziale” perso…
        cmq per quanto mi riguarda iscriversi a rifondazione e automaticamente alla federazione è l’unica arma che ci rimane nel senso che io personalmente mi sono stancato di fare militanza senza avere un partito alle spalle…
        salute a tutti, saluti comunisti dalla valle di susa

  57. andrea valsusa scrive:

    io farò un’intervento un po’ fuori luogo….io sono comunista…ho la bandiera di rifondazione in camera (affianco a quella no tav e del che)…l’ho anche portata a della manifesta…ma sinceramente mi considero un simpatizzante ma niente di più…non penso prenderò la tessera..anche se non ho ancora deciso….io fino ad adesso non ho mai preso tessere….ho deciso che farò la tessera dell’ANPI e molto probabilmente della FDS…ma di rifondazione non so…sinceramente non mi piacciono e non mi sono mai piaciute tutte queste correnti interne..e poi per altri miei motivi personali…cmq trovo insensato vedere commenti che alla fine insultano i militanti del PRC…io per i militanti ho moltissimo rispetto e credo e spero che si possa raggiungere l’obiettivo…cmq rimango simpatizzante di rifondazione….ma come me e molti altri compagni comunisti tuttora non iscritti a nessun partito… aspettiamo il congresso di dicembre per iscriverci alla FDS…a proposito sapete se è già possibile iscriversi alla sola FDS o bisogna aspettare dopo il congresso..???cmq compagni militanti di rifondazione forza e coraggio…senza di voi, senza di noi di rifondazione il progetto della FDS è poca cosa…avanti per rafforzare rifondazione, avanti per rafforzare la federazione….saluti comunisti dalla valle di susa…

  58. Antonio Capaldi scrive:

    Davvero non capisco. L’organizzazione resta, fino a prova contraria, l’elemento caratterizzante più importante di un partito comunista. E nell’organizzazione il tesseramento è l’indice più significativo sull’andamento e lo stato del partito.
    Preoccuparsi del tesseramento è un obbligo per chi è responsabile dell’organizzazione: guai se non lo facesse! A volte le critiche sono ingenerose. Il PRC è l’unico partito che pubblica i dati sul tesseramento nell’ambito della sinistra comunista e radicale. Fa bene anche se i dati dovessero essere poco confortanti.
    Ma in questo caso, a meno che si tratti di numeri stimati e quindi non reali, i dati non sono affatto scoraggianti, visto che siamo al 50% del 2009. C’è tempo per completare il tesseramento.
    Proporsi di superare il 100% guadando i 50.000 iscritti viene inteso da alcuni (che si fregiano di essere super-comunisti) come una bazzecola, una cosa da ridere! E invece questa è la strada: proporsi obbiettivi realistici ma spostando sempre in avanti il percorso verso la ricostruzione di un’identità e di una forza ormai al limite della sopravvivenza.
    Anche chi propone l’unità dei comunisti, e io sono fra questi, deve tenere al destino del PRC e quindi al tesseramento.
    Il PRC, nonostante tutto, continua ad essere il perno per qualsiasi ipotesi: sia essa la Federazione o l’unità dei comunisti.
    Cerchiamo di riflettere con più serenità

  59. roby scrive:

    Leggere bene quello che ha scritto Anto.
    Ha ragione in tutto!

  60. carlo circolo Bianchini genova scrive:

    La ragioneria, seppur importante,non mi appassiona e non mi interessa più di tanto , credo che dovremmo di più concentrarci, sul momento difficile che stiamo attraversando e calibrare bene, i nostri bisogni, e lanciare le nostre proposte, se è vero che abbiamo bisogno di una legge elettorare, e di una legge sul pluralismo delle informazione, non possiamo,stare dalla parte di quelli che chiedono elezione subito, anche perchè,facendolo contraddiciamo noi stessi quando diciamo, anche col diavolo contro berlusconi.
    perchè, non diciamo pubblicamente che siamo disponibile, ad allearci anche con il diavolo,non solo per vincere Berlusconi, ma per avere un paese con delle regole chiare, e leggi elettorali che non sono delle porcate.
    non si capisce che cosa c’è di strano. a volere,(se berlusconi cade)prima di andare alle elezioni,una legge elettorale, più democratica , non si capisce perchè dobbiamo sposare la tesi di Vendola delle elezioni subito, funzionale alla suo interesse personale, per la quale solo con una legge come questa che obbliga tutti a coalizzarsi lui(secondo lui)ha la possibilità di fare il primo della classe.
    se ci liberiamo di Berlusconi senza cambiare la legge elettorale è difficile farlo poi, anche, per la spinta, dei maggioritaristi, dentro il PD, noi dovremmo dire che siamo disponibili, solo a fare parte (se occorre) di un governo di salute pubblica che si incarica di cambiare le legole e basta poi tutti a casa, invece vedo, nel nostro partito settori interessati, ad un accordo, che porti qualcuno in parlamento, poi fuoi dal governo, intanto però, quelli che vanno al governo con il nostro aiuto, fatta la legge elettorale si incaricheranno di servire i poteri forti, tentando di fare quelle riforme lacrime e sangue che nessuno vuole la paternita, questo può succedere solo. se non ci smarchiamo prima dicendo, che non siamo disponibili, a portare acqua al mulino di nessuno.
    questo pericolo lo vedo, sia nella articolo di Bruno Steri, su Liberazione ed anche nel quesito precedente, ma anche nel generico appello all’unità delle sinistra , che porterà a settembre ad un forum ma che non delimita contorni, e non dice quello che questa ammucchità dovrà fare,
    non capisco come si fa a battere Berlusconi assecondandolo, infatti se Berlusca pensa alle elezioni subito, l’ho fa sapendo quello che fà,non vuole farsi cuocere a fuoco lento dai finiani ma non vuole nemmeno dargli il tempo di organizzarsi, cosa difficile da fare, e se il terzo polo non parte Berlusca non candida I finiani obbligandoli a farsi un partito, se il terzo polo parte, in tutte due modi con la attuale legge elettorale vince Berlusca, perche insieme alla lega saranno la lista più forte e le legge elettorale dice che vince quella lista che prende più voti, e poi i Finiani, non pootrebbero a cuore leggero fare una coalizione con la sinistra come auspica ROSI BINDI, mentre potrebbereo(i Finiani )essere disponibili ad un governo tecnico, per cambiare le regole,(per emanciparsi loro ma anche dare un colpo alla Lega che con la proporzionale avrebbero meno deputati) in questo caso noi dovremmo dare il nostro contributo, e vedo gia , tanta gente arriciaRE IL NASO E GRIDARE CON FINI MAI, a queste persone voglio ricordare che non solo contro il fascismo Togliatti era in coalizione con i Monarchici, ma vorrei ricordare che per 40 anni il PCI in parlamento ha sempre votato insieme al MSI contro la DC, senza fare del PCI un partito di venduti, tantomeno un alleato del MSI.
    mi pare invece, che nel nostro partito ci sono molti estimatori di Nanni Moretti, quando diceva “FACCIAMOCI DEL MALE”.
    Saluti comunisti(anche se a qualcuno non piace)

    • Adriano1 scrive:

      Hai ragione , anche se sono molto perplesso sull’ipotesi che si riesca a creare una specie di CLN con certi personaggi.
      Ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio del parlamento che portasse ad una legge semi-proporzionale ed al ripristino delle preferenze , e subito dopo al voto.
      Mi sembra fantascienza , considerando che mezzo PD crede ancora al sistema bipolare….
      Mah !

    • Armando Gattai circolo 25 Aprile Prato sud scrive:

      Sono in sintonia con lue tue idee e con l’occasione vorrei consigliare ai Dirigenti Nazionali, Regionali e Locali che si diano un decalogo di “copmortamento da girare ai vari piani di governo del Partito, su elezioni subito oppure dopo i cambiamenti delle regole per mandare a casa Cesare e le motivazioni (Legge elettorale, conflitto interessi etc..) da usare sul “campo” visto che non abbiamo accesso ai media sia locali che meno nazionali.
      Quando faccio il giro dei “miei”( per competenza) 13 circoli di Prato sud ( alcuni ns Compagni di federazione non trovano importante farlo!!!) per attaccare i manifesti, circa 2/3 ore del mio tempo e della benzina, qualcuno degli astanti il circolo, crede che siamo tutti della nuova rifondazione ( cioè SeL ).
      Allora mi domando perchè non ricreare quel sistema unico di notizie e regole da far girare dal CPN in giù, tipo il PCI che tra l’altro la Lega di Bossi attua ad ogni pié, nonostante sia (antiComunista)e sempre in TV?
      Se continuiamo a far di Questo Partito cosa “NOSTRA” come qualcuno fà e un si va dà nessuna parte…questo Partito serve per i fini della Comunità e non per una “seggiola” personale!!!
      Se l’accordo politico deve essere per salvaguardere la seggiola di una persona, NON SONO DACCORDO.

  61. Paride scrive:

    Piano piano risaliremo la china,serve tempo e buona volontà.
    Impegniamoci a superare il dato dell’anno scorso e arrivare a superare i 50 mila tesserati.
    Abbiamo 6 mesi di tempo per cui penso non ci saranno problemi a farlo.
    Nel mio circolo grazie al nostro impegno sulla raccolta firme sull’acqua abbiamo coinvolto nuovi compagni e abbiamo 11 nuovi tesserati e il mio circolo è in un paesino di 2200 abitanti.
    Diamoci da fare………….

  62. Veronica Prc Umbria scrive:

    Quello che dici è vero caro Claudio.
    Nel mio circolo siamo 160 iscritti e abbiamo rinnovato tutte e 160 tessere e penso che entro l’anno riusciremo a fare almeno altre 30
    La Festa del Tesseramento fatta a in Febbraio ci ha permesso di rinnovare praticamente tutti le tessere ma penso che cresceremo ancor di più.
    Tra l’altro è importante fare tessere e invitarli a farle durante un iniziativa del partito tipo i Gap,convegno,sit-in davanti alle fabbriche ecc.ecc.
    Forza e coraggio,è difficile ma ce la faremo

  63. anto scrive:

    X MARILù…E I TANTI RAGIONIERI DEL PRC

    Ho difficoltà a riconoscervi come “pezzo dells sinistra”. Marilù che ci azzecca se ala 31/12/10 saremo il 101% delo scorso anno o il 110%. Posibile che militanti della sinistra si cimentino nella contabilità burocratica se si è tenito o meno rispetto al 2009 (tenuto cosa e rispetto a che cosa?). Ahoooo (x dirla alla Bersani) ragassi ma stiamo impassendo? Possibile che il bravo Grassi si cimenti in un articolo dove la meta è quella di fare un tot di tessere che se sarà poco o sotto o poco sopra il 2009 dimostrerà che la scissione ha fatto pochi danni? (rispetto a che cosa e a chi boh?).
    Qui, oggi, si chiede quali siano le opzioni governative in campo (si GO.VER.NA.TI.VE). Oggi dovremmo essere in campo con forza x dire che NOI ABBIAMO UN PROGETTO DI SOCIETà DIVERSO E CHE CE LO FAREMO CON IL CONSENSO DEGLI ELETTORI CHE CI SCEGLIERANNO (O NO? – QUESTO NON CONTA PIU’?). INVERCE A contare che cosa? A fare i distingo da Vendola che ha scelto di contare invece di contare tessere e delegati. Siete (siamo) fuori dalla realtà. Per carità tutto affadcinante….ma i comunisti hanno l’obbligo di persguire il cambiamento AD OGNI COSTO. Ed il cambiamento non è quello dei “saluti comunisti” di ogni imbecille di partito che scrive su questi blog….Il cambiamneto è quello di chi lavora x il suo perseguimento e cmq in quella direzione. Di cosa parlate. Che cavolo dte. NON VI PERMETTETE A PARLARE A NOME DELLA SINISTRA E DEI SUOI CETI. NON VE LO HA DELEGATO NESSUNO. NON POTETE COMPIACERVI DI ESSERE UNA FETTA RICONOSCIUTA DI CETO POLITICO O SOLO DI OPINIONE DEL 2% O ANCHE DEL 5% (FAREBBE LO STESSO)
    La sinistra è altro….poi a voi piace considerarla x l’iconografia o x l’esclusività snob che soddisfa qualche amante delle “seghe ideologiche e/o semantiche”…allora ciao
    p.s.: e sono tanto sicurto di quello che dico che dopo le prossime elezioni in cui avrete (avremo) il 2 o 2,5 ci riuniremo x la onsueta analisi del voto (voto?)….UNO FA BNELLA VITA QUELLO CHE PENSA DI SAPER FARE. ADDIO

    • Giovanni scrive:

      Addio? Forse dovevi scrivere Amen…..Mai vista tanta arroganza….altro che ideologia….andresti bene per i comitati “Silvio ci manchi”…

  64. Marilù scrive:

    A TUTTI I GRANDI CRITICATORI GUARDATE CHE I DATI SONO RIFERIBILI AL 30 GIUGNO 2010 E CHE MANCANO 6 MESI,DICO 6 MESI,PER LA CHIUSURA DEL TESSERAMENTO.
    SE SIAMO QUASI AL 50% A SEI MESI DELLA CHIUSURA E’ CHIARO CHE MANCANDO ULTERIORI SEI MESI SI POSSONO FARE PIU’ DELLA META’ DEI TESSERATI CHE MANCANO.
    QUI C’è QUALCUNO TIPO MAURO GEMMA CHE FA FINTA DI NON CAPIRE O CHE FA LO GNORRI E CHE CERCA DI BUTTARE FANGO E DI FARE IL DISFATTISTA SU TUTTO

    • mauro scrive:

      Da “Liberazione”, 9 agosto 2009

      http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/6470/440/

      “Ebbene, il dato che questa complessa situazione ci consegna (e che va considerato non solo provvisorio ma puramente indicativo proprio per i motivi sin qui richiamati) è di una percentuale di iscrizioni pari a circa il 40% rispetto allo scorso anno. Come dicevo, non è certamente un risultato soddisfacente. Esso, tuttavia, ci consente di lavorare per migliorarlo e anche in notevole misura”

      Così si esprimeva Claudio Grassi quasi esattamente un anno fa,commentando i risultati del tesseramento.

      il 40% dei 71.203 iscritti del 2008 è (se l’sritmetica non è un’opinione) è 28.481. Facciamo pure che fosse arrotondato, il dato riportato da Claudio risultava significativamente superiore ai circa 22.000 di oggi.Eppure, in quell’articolo il 40% del 2008 veniva definito “non soddisfacente” dalla stessa persona che oggi considera i 22.000 un “dato incoraggiante”. Come la mettiamo? Un anno fa era Claudio Grassi a fare del “disfattismo”.

      Mi si rovesciano addosso le critiche più dure di disfattismo e via dicendo, quando molto semplicemente, ho voluto solo far rilevare che del risultato (che dire delle poche centinaia di iscritti nelle aree metropolitane?)esprimo un giudizio diverso da Grassi.

      Quanto ai toni usati da alcuni nei miei confronti, la dicono lunga sulla capacità di interloquire di quelli (alcuni dei quali continuano imperterriti a non firmarsi) per cui “il capo ha sempre ragione” ed è sempre al di sopra di ogni critica.

      Mauro Gemma

      • mauro scrive:

        Quanto a “Marilù”, non è un bel vedere che tu mi rovesci addosso accuse infamanti, e poi non abbia neanche il coraggio di qualificarti con relativo nome e cognome.

        Mauro Gemma

      • Marilù scrive:

        Nel 2009 caro Gemma abbiamo avuto una scissione di metà partito,i vendoliani,che hanno creato Sinistra e libertà.
        Ed era ben chiaro che non avremmo mai potuto avere i tesserati del 2008.
        Adesso siamo nel 2010 a metà tesseramento,sono passati 6 mesi su 12 mesi disponibili ai tesseramenti.
        In 6 meswi abbiamo rinnovato metà tesserati quasi,adesso abbiamo un altri 6 mesi per arrivare a 50 mila tesserati ed aumentare del 10% rispetto allo scorso anno,facciamolo…………
        Il resto sono polemiche inutili perchè il dato non è definitivo,la tua critica ci stava se fossimo al 31 Dicembre,invece i datio sono del 30 giugno

        • mauro scrive:

          Come arrampicarsi sui vetri…

        • Compagne, Compagni,
          credo sia giusto confrontarsi, ma non inveire e insultarsi.
          Anche perchè non serve a molto, anzi a nulla.
          Volevo solo farVi l’esempio della mia sezione (a me piace chiamarla così! e mi piace anche fare ancora i : saluti Comunisti, poi voi fate quel che vi pare!) di Sesto San Giovanni (MI).
          Il Tessaramento 2010 stà andando bene, siamo a 85 iscritti contro 110 o poco più del 2009.
          Quindi di tempo ce n’è ancora per rintracciare tutti i ritardatatri e i distratti…. e poi qualche iscritto nuovo l’abbiamo già fatto anche quest’anno, non molti certo.
          Però scusatemi, il punto, secondo me non è questo, il punto è che se uno ha la tessera e ci tiene ad averla ancora dovrebbe farla subito appena dalle Federazioni arrivano le tessere nuove del’anno nuovo, non credete?
          Perchè aspettare ad iscriversi?? il problema serio è che c’è una grande disaffezione al PRC come a Liberazione del resto.
          I due problemi credo siano identici, le due facce di una stessa medaglia.
          Dobbiamo essere più visibili, fare tante attività, stare con le persone in carne ed ossa, con gli operai, i lavoratori, i pensionati, i giovani!
          A fare solo statistiche e dibattiti sterili, rinchiusi nelle stanze del partito, credo non serva più a nulla, anzi secondo me, non è mai servito a nulla.
          Avanti! diamoci tutti una mossa! ce la possiamo fare!

          Alberto Viscardo Galante
          Sezione (Circolo) PRC Sesto S. Giovanni (MI)

  65. Lorenzo scrive:

    Mi fa piacere che ci sia questra trasparenza. E’ utile anche per il lavoro dei militanti,per capire le zone di forza e di debolezza, per specchiarsi e vedere chi siamo.
    Auspico che lo stesso processo di trasparenza venga fatto anche sullo stato finanziario del partito.

    La mia domanda è questa:ma quanti di questi iscritti possono definirsi militanti?
    Ho avuto occasione,negli ultimi mesi, di girare diverse federazioni (per le feste, per incontri o convegni etc)e la mia impressione è che la quasi totalità degli iscritti al Prc siano degli aderenti:persone mosse da un’adesione personale, ideologica, culturale , storica etc. Però sono tutte persone che non portano avanti conflitti, che non sono “comunisti attivi”.

    La cosa che mi ha colpito, al contrario, è sapere che la Lega Nord ha invece un doppio tesseramento:uno per gli aderenti (che però non hanno voce nelle decisioni politiche)e uno per i militanti (che invece contribuiscono alle decisioni, che vengono candidati etc).

    Quanti sarebbero oggi i militanti iscritti a rifondazione?
    Come si può fare,ammesso che la mia analisi sia giusta, ad aumentare il numero di militanti comunisti?

    Un ultimo invito ai lettori del blog. Scrivere (qui o altrove) per lamentarsi è, a mio parere,inutile e fastidioso. Si può ragionare insieme, sobraimente e con rispetto. Si può proporre e si può fare.

    Lamentarsi,inveire, insultare, etc non serve a nessuno e ci perdere pure tempo a scrivere.

  66. MarioGC scrive:

    Commento ad occhio i risultati attuali del tesseramento.
    (li abbiamo riportati anche sulla nostra pagina http://www.rifondazione.be/tesseramento2010.html)

    Noi facciamo parte dell’”Estero”, con la nostra Federazione del Benelux che comprende 4 Circoli: Bruxelles, Londra, Parigi, Vallonia (sud del Belgio), più altri compagni sparsi tra il Lussemburgo e il nord del Belgio. Dei 99 indicati, 41 sono “nostri” (14 Bruxelles, 12 Vallonia, 9 Londra, 6 Parigi). L’anno scorso il Circolo di Bruxelles comprendeva anche i compagni della Vallonia ed eravamo 27, quindi in principio ci siamo con i numeri, anche perché contiamo di perfezionare presto almeno altre 3-4 tessere. Considerate per favore che fare una tessera all’estero è molto più difficile e complicato che in Italia, perché i nostri connazionali sono molto sparsi, spesso impegnati anche nelle questioni locali e non sempre attenti e interessati a quelle italiane. Lo dico non per presunzione o per esaltare o sminuire nulla, ma per cercare di inquadrare correttamente il discorso: sappiamo che non è facile comprenderlo se non si ha mai avuto un’esperienza di fare politica all’estero (neanche io l’avevo, 17 anni fa, e non capivo molte cose).

    A Londra e Parigi ci sono state delle dinamiche particolari che hanno fatto sì che il tesseramento quest’anno non si sia ancora sviluppato bene; normalmente anche loro viaggiano sulla ventina di iscritti. Dovremmo cercare di rilanciare la cosa anche lì a livello federale, quanto meno in vista dei prossimi appuntamenti congressuali, dove sarà comunque necessario esserci e farci sentire, in un senso o nell’altro.

    Le altre Federazioni, della Germania e della Svizzera, hanno avuto un crollo di iscritti in questi anni per due motivi fondamentali: ripercussione più sentita delle vicende italiane, e mancanza di idee chiare (se non di coraggio e intraprendenza) per gestire e sviluppare al meglio la nostra presenza tra i concittadini emigrati là. Non c’è stata, comunque, una vera e propria “scissione vendoliana” qui in Europa: per il congresso di Chianciano ci fu una maggioranza schiacciante alle mozioni 1, 3, 4 e 5 (quasi il 90%: vedi http://www.rifondazione.be/viicongresso2008.html) e di fatto persino oggi non c’è quasi nulla di vendoliano in Europa, salvo proprio a Bruxelles, ma questo grazie all’infausta presenza della “tana scissionista” al Parlamento Europeo (tutti là, che strano no? dove ci son posticini pagati… ;-) ) , e questo ci ha dato non pochi grattacapi qui. Ma abbiamo resistito bene, con le buone e anche meno buone ;-)

    Comunque, appunto, per quanto riguarda il Belgio, possiamo dire che sta pagando abbastanza il nostro lavoro e la nostra scelta dell’unità politica e operativa con gli altri compagni comunisti del PdCI, costituendo la Federazione Comunista del Belgio, sempre nell’ambito della Federazione della Sinistra ma con una personalità propria, lavorando per l’unità di tutti i comunisti ovunque collocati qui, in Europa e naturalmente anche in Italia. In totale così in Belgio siamo una cinquantina di iscritti, più vari altri simpatizzanti e amici. Andiamo avanti quindi e speriamo che il nostro piccolo o grande contributo possa essere utile.

    Riguardo agli altri numeri, siamo d’accordo con i compagni che dicono che non è certo molto “incoraggiante” quest’ulteriore dimezzamento degli iscritti, e pensare che nella seconda metà dell’anno ci sia un’esplosione è un po’ azzardato, perché spesso la campagna di tesseramento si fa all’inizio. Comunque, volendo essere gramscianamente ottimisti (e non essere accusati di disfattismo dai compagni, specialmente da quelli più giovani – beato entusiasmo…), vorrei sottolineare una cosa: nonostante tutto, abbiamo pur sempre oltre 20.000 iscritti. Anche contando solo 1 su 10 come militante, stiamo sempre parlando di una forza politica importante, e vera e reale sul territorio, con grandi potenzialità. Ogni singola persona, ogni singolo compagno o compagna comunista può suscitare una rivoluzione se lavora bene con le parole e con i fatti, quindi immaginiamoci anche solo qualche migliaio di militanti e attivisti forti e convinti, cosa potremmo riuscire a fare. E sommiamoci poi quelli del PdCI più non pochi altri di altri partiti comunisti o “senza tessera” ma comunque compagni comunisti veri, appunto, sempre disposti a mobilitarsi e darsi da fare, quando sia necessario e ne valga la pena.

    Cosa manca allora, perché veramente “ne valga la pena”? Manca ancora, purtroppo, un progetto e una strategia chiara come Partito Comunista di compagne e compagni per l’abbattimento dell’esistente e la costruzione del nuovo. Spesso ci sforziamo in iniziative e attività locali, importantissime e significative naturalmente, o in questioni tattiche etc., ma manca ancora una vera idea forte strategica, da difendere e perseguire sempre e comunque. Se riusciamo a ritrovarla e definirla veramente come si deve, senza tante incertezze e ondeggiamenti, possiamo veramente ancora farcela e tornare ad essere un vero e forte riferimento per la nostra classe e per un miglior futuro per l’Italia, e non solo.

    Saluti comunisti

    Mario

    • MarioGC scrive:

      scusate, dai due link indicati bisogna togliere la parentesi finale, che se no dà errore…

      • Pace scrive:

        Veramente il tesseramento è più forte alla fine che all’inizio e comunque c’è tempo di fare la tessera fino al 31 Dicembre per cui il dato mi sembra positivo visto che al 30 Giugno hanno confermato la tessera quasi il 50% e con ulteriori sei mesi si puo superare il dato dello scorso anno e attestarci sui 50 mila tesserati

  67. arcangelo longo scrive:

    In questa fase politica difficile che stiamo attraversando… le tabelle sono troppo piccole e illeggibili (almeno per me) e Liberazione qui non arriva. Entusiasta o meno, ho speranza di leggerle da qualche parte?

    • enzo bardo scrive:

      Arcangelo! Mi meravigli. Come, tu, responsabile regionale dell’organizzazione ti poni queste domande angoscianti? Guarda che la mail di invito ad abbonarsi a Liberazione che ho mandato a tutti i componenti del CPR di cui tu ed io facciamo parte non era una presa di posizione, tanto per farsi belli. Certo che da noi il quotidiano cartaceo non arriva. Allora? Fai l’abbonamneto all’edizione on line: ti arriva a casa in un istante, non ingombra scrivanie, fa bene all’ambiente, costa molto meno. Io l’ho fatto e sono soddisfatto.
      ciao

    • enzo bardo scrive:

      Pardon! Avevo letto “leggerla”, riferito a Liberazione, non “leggerle”, riferito alle tabelle. Comunque il discorso sull’abbonamento on line resta in piedi lo stesso.

  68. markus scrive:

    Che tempi.
    Un partito cosiddetto comunista (il PRC) sembra un partito liberale tanto è balcanizzato dalle correnti. Ne ha lungamente permessa una apertamente ostile al punto da farsi demolire scientificamente, a partire dal proprio giornale. Dall’altra parte, un partito cosiddetto liberale (il Popolo della Libertà) ha fatto propria una concezione comunista che invita rudemente i dissidenti a conformarsi o a togliere il disturbo.
    E’ chiaro che il PRC vive nel paese dei campanelli.

  69. Patrizia scrive:

    Che bisogno c’é di rinnovare la tessera tutti gli anni? Un tesserino nominativo sarebbe sufficiente e chi non desiderasse rinnovare l’iscrizione potrebbe restituirlo o semplicemente lasciarlo scadere sospendendo il pagamento delle quote. Il tutto gestibile con un semplice programma manageriale, possibilmente freeware.
    Tra le opzioni di pagamento sarebbe utile includere anche quelle via web (PayPal per esempio), scoprendo finalmente il significato di nuovismo nella politica italiana :D .
    Perché complicarsi la vita con una burocrazia pesante ed obsoleta, quando i moderni mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione soluzioni semplici e di uso immediato?

    Vale anche per gli abbonamenti a Liberazione, che mi sembrano organizzati malissimo.

    • enzo bardo scrive:

      Hai perfettamente ragione. Prima di entrare in possesso del codice IBAN per effettuare l’abbonamnto con bonifico bancario on line ho sudato le sette camice. Poi, seduto a casa, con un clic ed 1 € di spesa, in pochi secondi ho efettuato l’abbonamento. Conservare le vecchie modalità va bene, perchè molti sconoscono internet, ma incoraggiare l’uso delle nuove tecnologie è un must ineludibile.
      Non so quanto debbo aspettare per avere il codice iban per abbonarmi con le stesse modalità a Su La Testa.

    • carlo circolo Bianchini genova scrive:

      PER PATRIZIA; ED ENZO BARDO.
      bisogna stare attenti a non diventare vittime della sindrome della donna incinta ,che tutto quello che vede, lo vede in funzione della condizione in cui si trova, una donna incinta pensa che, tutte le donne lo sono perchè guarda solo quelle.
      ma lo sapete che nel circolo Bianchini di Genova(il più grande di tutta la Liguria.mandiamo ancora le lettere per la convocazione dell’attivo? lo sapete che l’età media dei tesserati è molto alta? lo sapete che le tessere dei giovani comunisti(quelli che dovrebbero essere più dediti al nuovo)in tutta la provincia di genova sono solo 8 circa?
      lo sapete che l’Italia non è solo Parigi come la Francia, ma è invece multicentrica, e con tanta provincia? lo sapete che a 15 km da Genova dove io abito non c’è ancora la ADSL? e le chiavette tanto pubblicizzate, sono più lente di un analogico, (a meno di 56kbps) e così penso in moltissime parti di Italia?
      non dobbiamo raggionare come se abbitassimo tutti in città,ma conoscere la realtà cosi com’è.
      spero che non venga letta come una polemica, ma solo come un chiarimento.

      • Gian Luca Lombardi scrive:

        Carlo ha ragione. Le province italiane non sono messe come le città e Genova è un caso anche nelle città metropolitane. Io abito “in salita” da palazzo sotto non arriva la fibra ottica e dal palazzo successivo il mio non arriva adsl…..come mai? Beh Telecom non ha ritenuto necessario allacciare alla centralina una parte di periferia.
        A parte queste amenità, credo comunque necessario un salto di qualità e soprattutto più modi possibili per tesserarsi e abbonarsi al quotidiano e alle riviste.
        Ricordo che mio fratello per iscriversi al PCI ha dovuto frequestare per mesi la sezione e poi è stato tesserato. Beh questo forse è un po’ troppo, ma lasciare il tesseramento solo o maggioemtne online credo sia controproducente. Non si conosce il Compagno, non si sa se sarà un militante oppure no….beh un minimo di visione politica bisogna mantenerla.
        Per il dato del tesseramento, beh due considerzioni. Non mi sembra sia pessimo; credo però che ci debbano essere i presupposti per dare un segnale e darsi da fare al rientro delle vacanze estive. Non possiamo permetterci di ridurre ancora gli iscritti e assolutamente non possiamo cedere a pratiche distanti da una organizzazione Comunista. Organizziamo feste per il tesseramento e iniziative, dall’autunno ci saranno situzioni da valutare a fondo e iniziamo a preparare la manifestazione di Ottobre a fianco della FIOM. Da subito dobbiamo essere al fianco dei lavoratori e iniziare a preparare pulman per Roma.
        Ripartiamo dalle iniziative e facciamo in modo da convogliare più forze possibili.
        Un saluto

      • Patrizia scrive:

        Non ho parlato di “solo o maggiormente”, ma di un incremento nell’uso del web, chi ancora non ne ha la possibilitá puó continuare a destreggiarsi fra codici iban e bonifici bancari, mentre al partito un uso maggiore delle nuove tecnologie darebbe slancio e snellezza burocratica. Non credo nemmeno che la provincia sia messa cosí male, ho amici che vivono in case isolate che sono collegati e non sono neppure ragazzini, d’altra parte il partito stesso potrebbe offrire collegamenti analogici a basso costo come é stato fatto in altri paesi, incoraggiando l’uso di internet anche per quegli anziani che trovano difficoltoso muoversi e che non per questo sono meno compagni. Perché non lanciare delle piccole campagne regionali o comunali per aiutarli ad apprenderne l’uso? Farebbe parte del lavoro sociale e non sarebbe un male allargare l’accesso all’informazione.
        Quanto all’obiezione sulla militanza come discrimine, mi domando per quale motivo un anziano, un disabile o chiunque non sia in grado di militare attivamente non possa partecipare a suo modo, anche solo iscrivendosi al partito: sará in ogni caso lui stesso a parlare con gli amici ed i parenti ed a diffondere nel suo piccolo un poco di quella cultura sociale che va sparendo dal paese. Non sono anche queste iniziative comuniste? E non sono modi per valicare le barriere mediatiche che ci hanno imposto?
        Secondo me non si tratta di ragionare da cittadini, ma di trovare il modo di raggiungere quanta piú gente possibile.
        Ciao.

        • Gian Luca Lombardi scrive:

          Non ho detto che un Cimpagno che non milita non abbia voce in capitolo. Se facessi una considerazione simile probabilemtne le decisioni all’interno del Partito le prenderebbero 20 Compagni. Non voglio nemmeno il doppio tesseramento leghista, assolutamente no. Ho semplicemente detto che a volte la realtà percepita non è la realtà vissuta.
          Auspico invece un tesseramento che riesca a raggiungere il numero massimo di persone e che coinvolga, attraverso iniziative politiche, il numero maggiore di Compagni e persone non avvezze alla politica.
          La vorando a stretto contatto con il disagio devo dirti che spesso i nostri riferimenti non sono gli stessi riferimenti a cui fanno riferimento le persone così dette normodotate.
          Penso ci sia bisogno di fare un po’ di passi indietro anche nella comunicazione. Non siamo stati ai passi con la nuova tecnologia? Beh non me ne rammarico. Vorrei stare al passo con le nuove forme di sfruttamento per poterle combattere in modo definitivo.
          Saluti

      • enzo bardo scrive:

        Ringrazio il compagno Carlo di avermi fatto assaporare per un istante la dolcezza e la gioia di sentirmi donna incinta. Purtoppo per me, sono maschio ed anche piuttosto avanti con gli anni. Ora, scherzi a parte, nessuno è così ingenuo da pensare che RC sia diventato o possa diventare un popolo di internauti. Certo, è triste sapere che Grillo formerà le liste per le elezioni solo ricorrendo al web. Capiamo tutti benissimo che significa questo- i suoi seguaci sono alfabetizzati informatici, in prevalenza giovani e mediamente istruiti. Insomma, al passo coi tempi. Noi, invece, tutto quello che dici tu.
        Non dico di abrogare le forme di comunicazione diverse dal web, ma mettere in condizione chi usa questo strumento di utilizzarlo anche per la vita di partito. Io vivo in un piccolo paese di tradizione agricola e so bene che la maggioranza degli adulti non sa neanche che essite internet. Per questo- e soprattutto per una questione di rapporto autentico con la gente- ritengo indispensabile le forme tradizionali di comunicazione: porta a porta, volantino, riunioni di caseggiato.
        Ciò, ripeto, non può comportare che la minoranza informatizzata debba essere penalizzata. A scuola si parlava di dare agli “utenti” un’offerta formativa diversificata per rispondere alle sue varie esigenze. Internet dovrebbe costituire lo strumento di comunicazione di primo livello, destinato ai quadri e ai dirigenti periferici, e su questo livello si dovrebbe elaborare l’informazione per gli analfabeti informatici, ancora massa, e tutti gli utenti di internet che non sanno neanche che esistono siti di liberazione, RC, FDS.

  70. Alex scrive:

    ma vi pagano per parlare male del Prc? ….. come si fa’ a criticare la probabilita’ che a fine hanno gli iscritti al Prc saranno un po’ di piu’ rispetto al 09?andiamo per punti … si sa’ che si fa’ il grosso del tessaremento gli ultimi mesi,ora essere arrivati al 46% a meta’ anno e’ un ottimo risultato,nel dettaglio in credo almeno 8 provincie non si e’ nemmeno inizito a tesserare quindi i dati si aggiungeranno a fine anno,in tante si e’ gia’ sopra al 70% rispetto al 09,quindi si puo’ ipotizzare che fine di un po’ si aumenti e onestamente in alcune provincie si avra’ un dato leggermente inferiore … ma alla fine saremo in 500000!!! un dato negativo? se lo si confronta a 3/4 anni fa’ si! ma date le circostanze e’ un risultato suffieciente … ricordate che Sel dovrebbe averne sui 30000 e la Die Linke sfiora gli 80000 e ha il 11,9% quindi finitela di fare i becchini e per una volta tanto siate un po’ ottimisti! compagno Grassi avanti cosi’

  71. Franco Astengo scrive:

    APPELLO AI DIRIGENTI DELLA SINISTRA
    L’evoluzione in corso delle vicende politiche italiane non fa escludere l’eventualità, a breve, del celebrarsi di elezioni anticipate.
    Naturalmente l’elenco delle controindicazioni, al proposito, è molto lungo e principia dalla situazione di vero e proprio “blocco” causato dall’esistenza di questa legge elettorale, che andrebbe assolutamente modificata (a nostra avviso nella ricerca di un “vero” sistema proporzionale e del superamento del bipolarismo) ma per il cui eventuale cambiamento non appaiono esserci i numeri parlamentari sufficienti.
    Purtuttavia il rischio di uno “show-down” proveniente da destra esiste e va tenuto in seria considerazione, partendo da un presupposto: la sinistra, quella che possiamo forse ancora definire d’alternativa o erede di una situazione storica del sistema italiano che non ci rassegniamo a veder cancellata, arriva al possibile appuntamento in una condizione di sostanziale impreparazione.
    Spero ci sarà consentita una breve riflessione sull’immediato passato: abbiamo constatato, nel corso degli ultimi due anni a partire dalle elezioni del 2008 e dal loro esito fortemente negativo, la realtà di una assenza dal Parlamento della sinistra che si è dimostrata assolutamente pregiudizievole per una qualsiasi prospettiva di coerente azione politica.
    Non si tratta di essere “parlamentaristi”ad oltranza, ma nella situazione particolarmente difficile in cui ci si è venuti a trovare, dall’inasprirsi della crisi economica, agli attacchi alla Costituzione, all’emergere del prevalere di interessi privati e particolari su quelli pubblici e collettivi, l’assenza della sinistra dal dibattito parlamentare, dalla possibilità di incidenza in quella sede sulla realtà dei provvedimenti che si andavano a prendere, dalla prospettiva di poter lanciare, dalla tribuna più importante ed autorevole, “semi di ragionamento” nella società, ha avuto un grande peso in negativo.
    L’obiettivo del rientro in Parlamento della sinistra deve essere, quindi, perseguito con grande forza ed intelligenza politica: parliamo di sinistra, perché è dell’insieme delle culture, delle sensibilità, delle tradizioni della sinistra italiana che abbiamo bisogno.
    Il PD non corrisponde a questo bisogno, non vi corrisponde per ragioni legate alla sua nascita, per la concezione della politica che vi alberga in dimensione maggioritaria (ben oltre le divisioni che si perpetuano tra le diverse provenienze), per la costante ricerca di un moderatismo che, adesso, pare essere diventato l’asse per una nuova vocazione di governo, relegando gli altri possibili alleati al ruolo di generici “difensori della democrazia”.
    L’idea del presidente della Regione Puglia, di oltrepassare questo stato di cose, candidandosi, nell’eventualità, direttamente alle primarie e rivolgendosi al “popolo” del PD e della sinistra appare, in questo quadro, debole e pericolosa: non rappresenta certo la strada per il recupero di una funzione politica complessiva della sinistra italiana, a partire dal ritorno in Parlamento.
    Pensiamo, invece, si debba ragionare collettivamente su di un punto: quello di una presentazione elettorale unitaria che parta da una autonomia di giudizio e di pensiero nella prospettiva politica, ragionando assieme sul discorso delle alleanze ( ribadiamo qui la proposta del CLN: si affrontino le elezioni unitariamente con l’obiettivo della modifica della legge elettorale e della difesa della Costituzione) e di una nuova soggettività politica della sinistra italiana.
    Convocare da subito una assise che veda coinvolti tutti i protagonisti disponibili (mi pare che ci si già, per Settembre, in calendario un “Forum delle Sinistre”) potrebbe rappresentare un primo passo importante.
    Non entriamo qui nel merito di possibili discorsi di contenuto e di rapporti sociali, sui quali del resto abbiamo già avuto occasione più volte di soffermarci: un incontro unitario finalizzato ai due obiettivi indicati potrebbe rappresentare, dopo tante delusioni e cedimenti alla politica-spettacolo, un passo in avanti significativo.
    Grazie per l’attenzione
    Franco Astengo
    Savona, 5 Agosto 2010 Franco Astengo

  72. Seu scrive:

    Ma questo cos’è il blog dove sfogare la propria frustrazione ed essere più catastrofisti possibile?? uff….Probabilmente è colpa dell’età media di chi scrive. Per fortuna ci sono anche tanti giovani in questo partito che non vogliono solamente sbraitare e dire che va tutto male. Il massimo dell’analisi politica che leggo è che moriremo tutti.
    Grassi ha ragione. Nonostante l’antipolitica, la crisi della sinista, la scissione ecc ecc noi stiamo riuscendo almeno a riconfermare il dato del tesseramento dell’anno scorso invertendo una tendenza alla decrescita. Secondo me è una vittoria, piccola ma una vittoria. Capisco che sia molto più divertente e di moda dire “fuori tutti i dirigenti”, “grassi sei un burocrate”, “moriremo tutti”, ma io preferisco lavorare e impegnarmi al di là di tutte le difficoltà per ricostruire questo partito restando fedele al motto gramsciano del: “pessimismo della ragione, ottimismo della volontà”

    GC Cagliari

    • Adriano1 scrive:

      bravo , e ti stimo per questo ma tra pessimismo e ottimismo sarebbe bene tendere ad un po’ di sano realismo.
      Il fatto è che la nostra voce non si sente , ma non solo , come qualcuno ama credere , per colpa del complotto mediatico del capitale , ma anche per nostro difetto di elaborazione.
      Mi sai dire qual’è la visone srategica del PRC ?
      Qual’è la visione politica ?
      Il comunismo ? Ma in che senso ?
      Cinese ? Sovietico ? Cubano ?
      Sul piano pratico oltre a denunciare l’ingiustizia della distribuzione dei profitti , cosa proponiamo , la rivoluzione o keynes o cos’altro ?
      Quello che vedo è un partito che non sembra cogliere la drammaticità del momento , dovrebbe spingere ad uno scatto tutto il corpo dei militanti , dovrebbe indire subito un’ondata di assemble di circolo , dovrebbe riattivare sopratutto la coscienza di sé dei militanti , spingerli alla riflessione , che è poi il pre-requisito per tornare all’azione .
      Senza idee un minimo chiare è impossibile agire politicamente.

      ciao

  73. Giannini Alberto scrive:

    Mi dispiace compagno Grassi, ma la passione è come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non cel’ha non se la può dare. Ricordi la passione che ti spingeva a passare una nottata in treno per andare a Roma a ritirare un pacco di tessere. Che ti spingeva a scarpinare su e giu per le case popolari a cercare di vendere Liberazione settimanale e a stare fino alle 2 di notte alle riunioni del CPF.
    Sono stato per anni responsabile del tesseramento di una Federazione che allora si aggirava sui 1200 iscritti dopo la scissione dl ’98, vedere oggi la stessa, una delle migliori dell’Emilia ridotta a 140 iscritti è uno degli indizi che ormai siamo giunti al capolinea dell’esperienza del PRC, cui pure sono attaccato essendo uno tra i fondatori. A mio avviso il PRC ed il PdCI non sono partiti comunisti e la loro federazione non rimedia questo vulnus. Rifondazione comunista poteva essere l’embrione del partito comunista se si fosse resa conto in tempo che non si potevano fare le cose politiche che non riusciva a fare il PCI con il 34%(come andare al governo) farle noi con il 6-8%.Iscritti ed elettori non ci hanno aiutato, ma i dirigenti più preoccupati agli assessorati ed alle poltrone che a costruire il partito ci hanno rovinato.
    Abbiamo perso credibilità e voti: questi dibattiti sono probabilmente inutili perchè contribuiscono ad aumentare il caos, occorre un approccio scientifico che non sembra evere nessuno.

    Alberto Giannini
    PRC Parma

  74. Adriano1 scrive:

    Cari compagni.
    Non mi piace fare il profeta di sventura ma temo che il peggio non sia ancora venuto , tra un po’ si schianterà sul partito la chiusura di Liberazione e credo , con questi dati , che l’unica soluzione sarà cominciare a vendere qualche sede.
    Se lo scenario è questo allora bisogna reagire , il partito non può continuare così , bisogna assolutamente che il PRC riconquisti velocissimamente una fisionomia nitida , utile per andare alle prossime elezioni e rilanciarsi.

    A costo di continuare ad annoiare qualcuno ripeto : non credo che la nostra “declinazione” del tema dl comunismo sia spendibile così , non è né moderata né convintamente anticapitalista , né carne né pesce.
    Ci vuole un programma , di più , una visione del mondo e della situazione italiana che sia capace di aggregare forze rapidamente.
    Delle due l’una , o si aderisce ad un riformismo alla Vendola o si cerca di rinnovare e attualizzare un progetto comunista , questo andazzo grigio e ministeriale non credo proprio vada da nessuna parte.
    Tra l’altro penso sia questo il problema anche della crisi di Liberazione , è un giornale grigio e monotono , sempre più bollettino , una specie di ANSA di sinistra , ma dov’è la critica al modello sociale capitalista ?
    Io lo compro solo per dovere , come una penitenza…
    Dov’è la ricerca teorica ? Dove l’analisi ?
    Dov’è il dibattito , che pure sappiamo esserci tra i dirigenti ?
    Perché le diversità di opinione invece di essere nascoste non vengono valorizzate ? Stiamo ancora agli Arcana Imperii ?
    Vi faccio una domanda : un ipotetico lettore che prendesse in mano per la prima volta il giornale , sarebbe in grado di capire per quale tipo di società stiamo lottando ?
    Capirebbe la nostra strategia o cosa si muove al nostro interno ?
    Gli verrebbe la voglia di iscriversi ?
    La cosa tragica è che il giornale è lo specchio del partito…

    Credo si possa ormai dire che il progetto post-chianciano sia fallito e bisogna che i dirigenti ne prendano atto presentandosi dimissionari ad un congresso da tenersi immediatamente , in autunno.
    L’attuale maggioranza non è riuscita a rilanciare il partito , non è riuscita a rimettere “a tema” il comunismo.
    Siamo “in difesa” proprio nel momento di massima crisi del capitale , dove più è evidente che questo modo di produzione è ormai l’ostacolo principale al progresso umano.
    La realtà cari compagni è che la critica del capitalismo non è nelle corde di questo partito per come è oggi.
    Se è così tanto vale chiudere baracca e burattini.

    ciao

  75. José scrive:

    caro Grassi, il partito langue e va spegnendosi, Ferrero deve tornare a lavorare, Liberazione sta chiudendo con la solita pantomima tra proprietà e direzione e cdr, veramente offensiva per chi ci lavora. E’ uno sfacelo, solo il tuo blog è regolarmente aggiornato, mentre il sito del partito marcisce. E’ il protagonismo di chi si agita intorno alla carcassa? Il PRC è stato ucciso dai protagonismi, dalle ambizioni voraci, dagli egoismi e le avidità morbose dei suoi principali esponenti. Vergogna. Rinnovo la mia tessera per l’ultima volta. Peccato perchè non ho mai condiviso la linea di Bertinotti e meno ancora quella di Vendola. Pensavo si potesse faticosamente ripartire… invece nei reduci si riproducono gli stessi vizi di quelli che se ne sono andati.

  76. aldo gardi scrive:

    Cari Compagne/i
    Ogni tanto entro in questo blog e leggo i vostri commenti,ormai in questa vita può darsi che non veda un mondo migliore ma sopratutto una nuova classe politica migliore.Non mi permetto neanche di entrare nel merito di vostre questioni interne dopo l’89 perso con la mozione Ingrao il congresso del PCI non mi sono più iscritto a nessun partito (con ciò ho continuato a battermi per un mondo più solidale contro le guerre ed ulytimo sulla vicenda acqua pubblica)perchè non ho creduto che stessi uomini cambiassero veramente le cose. L’ultima vicenda del congresso PRC con 5 documenti ne è stato per me una ulteriore conferma con mia grande amarezza.E sopratutto con stupore di chi va ad un congresso con idee diverse ma che conferma nessuna scissione,mentre la sta già compiendo.Ma altrettanto mi amareggia il linguaggio che si usa ancora nelle vostre lettere nei confronti di chi ha idee o ipotesi diverse,guardate se questi rimangono i linguaggi ed gli insulti in alcuni casi,voi pensate di fare politica nuova e diversa da altri che hanno gli stessi atteggiamenti,quando si usano questi argomenti è segno di grande debolezza a mio modesto parere. Spero di essere contraddetto da subito ma perfavore argomenti e non scomuniche.Saluti da un vcchio comunista Aldo Gardi Imola 05-08.10

    • Sebastiano scrive:

      condivido la tua amarezza, ma ci sono ancora i comunisti che imparano dalla storia, che sono rispettosi delle idee diverse, che pensano agli obiettivi (e ai risultati) senza perdersi in contumelie e polemiche sterili, dietro le quali spesso si nascondono vuoti personalismi.
      un abbraccio

  77. enzo bardo scrive:

    Se avessi il senso dell’humour direi che questi primi commneti sono spassosi, sicome non ce l’ho dico che sono deprimenti.
    Il dato del tesseramento non è “incoragiante”, ma deprimente. Io ho la sensazione che la nascita della FDS, lungi dall’accentuare una corsa al rafforzamento del partito- come forse si poteva prevedere, in vista di una sana competizione fra i soggetti promotori della federazione- abbia innescato un percorso opposto: la FDS è percepita come il vero nuovo soggetto politico. So di tant* compagn* che chiedono di iscriversi solo e direttamente alla FDS. Sarebbe interessante conoscere il dato di scritti alla FDS e la loro provenienza. Io stesso, trasparenza per trasparenza, non ho ancora rinnovato la tessera: sono in stand-by. E non è questione di soldi, visto che ho fatto l’abbonamneto a Liberazione e mi appresto a farlo anche a Su La Testa.
    Questa modalità per cui se ti iscrivi a RC ti iscrivi automaticamente alla federazione non mi ha convinto e non mi convince: è un modo surrettizio di imporre burocraticamente una scelta. Pensavo e penso che gli iscritti dovessero avere la possibilità di fare liberamente scelte consapevoli. Una quota tessera per il soggetto promotore e, in caso di adesione alla federazione, un tot% di essa destinata alla federazione. Sarebbe stato anche un modo per testare la voglia di federazione.So che sarebbe stata un’operazione rischiosa che poteva far saltare la scelta strategica del gruppo dirigente, ma avremmo capito l’umore vero della base iscritta al partito.
    Forse i dirgenti di partito, per intenderci alla Grassi ,responsabile dell’organizzazione PRC, dovrebbero dedicarsi anima e corpo al partito e lasciare ad altri, che so un esecutivo del ccordinamento nazionale della FDS con figure non strettamente legate a responsabilità politiche nei soggetti promotori. Post come quello odierno dovrebbero costituire il leit motiv dell’azione politica dei segretari e dei massimi responsabili dei partiti.
    Infine, condivido di Grassi l’intento di ristabilire una modalità seria e certificata di monitorare il tesseramento. Esattamente: sulla base di tagliandi a cui debbono corrispondere versamenti.

  78. Piero scrive:

    come si evince dai dati del tesseramento, la passione non basta più, dalla “vittoria” Congressuale di Chianciano abbiamo continuato a macinare “vittorie” elettorali con europee, regionali, amministrative, ed aumentare adesioni al partito…22.000 iscritti in 6 mesi con federazioni che avevamo migliaia di iscritti ridotte a qualche decina di iscritti…liberazione in difficoltà….

    e…nessuna autocritica….dal gruppo dirigente post chianciano??

    pur non sapendo nulla del loro tesseramento è sotto gli occhi di tutti che gli “sconfitti” di Chianciano pur senza soldi, strutture, funzionari etc.. oggi sono al centro del dibattito politico….

    avemmo sbagliato qualcosa?? facciamo in tempo a recuperare senza additare colpe o fare processi sommari??

    la mia modesta proposta
    rilanciare un partito comunista unitario (non federato) che negli appuntamenti elettorali possa federarsi e stringere patti elettorali e dove possibile di governo con le altre forze progressiste del nostro paese.

  79. Armando Gattai scrive:

    Compagno Maurizio, forse hai un pò la memoria offuscata, ma al congresso di Venezia il sig Fausto alla mozione Essere Comunisti gli indicò la porta se non gli piaceva come avrebbe condotto il Partito,( ne abbiamo visto tutti le conseguenze, che nel formare il governo prodi l’unico momento che si è adirato è stato nelle nomine del governo perchè il Nostroo voleva la Camera) e invece di andarcene e fare un’altro partitino decidemmo di rimanere dentro e FARE Lotta Politica nonostante l’esclusione da parte dei berti boys nella gestione a tutti i livelli delle ns idee.
    E ricordati è merito della ns caparbietà di allora, se il Partito oggi esiste.
    Non so se ricordi cosa andavano dire gli ex compagni (che hanno costituito Sel) nel VII congresso, te le ricordo io; è che non avrebbero fatto nessuna scissione e niente popò di meno che, un’altro Partito.
    Invece tutto l’opposto di quello che andavano dicendo, nel solo intento di spezzare le gambe alla Rifondazione Comunista e rimanere al “soldo” del PD, (equi distante dal Padrone che dal mondo Operaio secondo me più dalla parte del primo), proprio così perchè il vero argomento politico del congresso era: o all’ombra del PD oppure autonomi nell’agire politico.
    Forse eri un pò disattento, non fà nulla cmq prima di scrivere informati, vedo che sei ANCORA membro del Collegio Regionale di Garanzia se non ti piace puoi sempre andartene perchè non teniamo una pistola puntata alla testa ai Compagni che sono rimasti, sei libero di decidere e fare quello che vuoi, oppure stai facendo come a Prato che il segretario provinciale Alessio Laschi (su Facebook), vuole chiudere il Partito e fare un’altra cosa ( come SeL) appunto e rivendita tutt’ora l’appparteneza alla moz.2 di Chianciano( i berti boys per l’appunto).
    Resisteremo…Resisteremo.. come siamo resistiti
    al Patto Molotov-Ribbentrop.

  80. maurizio timitilli scrive:

    NON HO PROPRIO COMMENTI RICORDO SOLO A ME MEDESIMO CHE PIU’ VOLTE AVEVO DETTO IN VARIE OCCASIONI SIN DAL CONGRESSO DI VENEZIA CHE A PARTIRE DA BERTINOTTI TUTTI I NOSTRI DIRIGENTI ANDAVANO CACCIATI A CALCI IN CULO NEL SENSO FISICO DELLA PAROLA TUTTI INTENDO ANCHE TE GRASSI COLORO CHE HANNO SFASCIATO IL PARTITO MERITANO QUESTO
    ps.Maurizio Timitilli ancora membro del collegio garanzia lazio

    • Alessandro scrive:

      La metafora che hai utilizzato, “cacciare a calci in culo”, non va bene tra comunisti. I comunisti non sono non violenti. Se gli arriva un calcio te ne restituiscono due. Tu parli di calci al plurale, ne avresti ricevuti quanto meno il doppio.
      Penso anche che dovresti smetterla di pensare che i guasti del partito siano attribuibili a chi ancora oggi milita nel partito. Io penso che se l’Italia è ridotta in questo stato lo si deve alle persone che si chiamano fuori dalla battaglia politica, si rintanano in un angolo e ringhiano a vuoto contro il mondo intero.

    • Andrea Bracciali scrive:

      Caro Maurizio, dovresti semplicemente ritirare l’email che hai fatto per 2 ragioni ben precise:

      1) Il linguaggio e l’astio che traspare decisamente fuori luogo

      2) Se sei “ancora” membro del cdg sei tenuto ad avere un comportamento adeguato al ruolo.

      Altrimenti, ti dimetti, esci dal partito, e così puoi entrare nella folta schiera dei comunisti-guru-saccenti-onniscenti in realtà neanche buoni a loro stessi.

      Saluti

      • Romeo Cerri scrive:

        I Collegi di Garanzia… Se questi funzionassero secondo statuto buona parte dei problemi del partito non esisterebbero. Invece vengono eletti ai congressi e poi nessuno si ricorda della loro esistenza e delle loro funzioni.

  81. mauro scrive:

    Comunicare i dati del tesseramento a oltre sette mesi dalla sua apertura (oggi è il 5 agosto) sarà anche un gesto di “trasparenza”, di cui menar vanto. Definirli incoraggianti – non avertene compagno Grassi -, ci vuole proprio un bel coraggio!

    Mauro Gemma

    • Luca Esposito scrive:

      Al posto di Grassi tu avresti sicuramente scritto che il dato del tesseramento dimostra che i comunisti in Italia sono sull’orlo dell’estinzione, non è vero?

      • Massimo Lucenti scrive:

        No, io credo che avrebbe scritto altro, tipo: “il partito della Rifondazione comunista è in mano a dei non comunisti. Se ci fossero dei veri comunisti con i giusti collegamenti con il KKE e con il partito comunista nord coreano il numero degli iscritti al Prc sarebbe ben altro”.

      • mauro scrive:

        Caro Luca,

        E’ evidente che il PRC non sta certo bene. Passare in pochi anni da oltre centomila iscritti a poco più di 20.000, con le metropoli e le zone a maggiore concentrazione operaia che presentano situazioni di poche centinaia di tessere (figuriamoci gli attivisti!), non può certamente essere spacciato per un segnale “incoraggiante”.
        Non penso, da comunista quale sono, che nascondere la verità oggettiva dei dati rappresenti un’operazione “disfattista”. Al contrario.
        Forse un quadro meno “rassicurante” ci indurrebbe a riflettere maggiormente sull’opportunità di lavorare per unificare le forze oggi distribuite in più organizzazioni comuniste e i comunisti (quanti?) al di fuori delle principali forze comuniste organizzate. Forse con la realizzazione di un processo unitario dei comunisti in un unico partito (peraltro a più riprese richiesto all’interno e fuori del nostro partito, a cominciare dai compagni del PdCI), saremmo tutti un po’ meno deboli. Perchè, ogni tanto, non far agire il buon senso?

        E’ evidente che non vengono meno le ragioni della necessità della presenza di un partito comunista. Di un partito comunista in Italia c’è bisogno come l’acqua. E non viene meno la consapevolezza che l’incapacità (o meglio, la mancanza di volontà) di costruire un partito comunista strutturato e organizzato in tutti questi anni e la suicida rincorsa dei vari “nuovisti” a moduli organizzativi genericamente “di sinistra” (l’Arcobaleno valga per tutti, come anche il procedere a tentoni che pare caratterizzare la fase attuale, tra il canto della sirena di Vendola e un appello per una generica “unità a sinistra” e l’altro) molto hanno contribuito al disastro attuale. Che certo non vedrà un rimedio, se ci si ostinerà a procedere nella direzione indicata in questo momento dal gruppo dirigente del nostro partito.

        Mauro Gemma

        • Luca Esposito scrive:

          Caro Mauro,
          la domanda che ti pongo è questa: pensi davvero che la tua proposta sia quella più utile alla difesa della classe operaia, nonostante la stessa non riesca a convincere neppure i militanti del partito della Rifondazione comunista? In altre parole, pensi davvero che in Italia sia nascosta una massa di comunisti pronta a lottare qualora il Prc si fondesse con il Pdci, il Pcl e qualche altra microformazione comunista?
          Ciao.

          • mauro scrive:

            Caro Luca,

            Molto semplicemente penso che al nostro paese sia necessaria una forza comunista. Sulle difficoltà della ricostruzione di un partito comunista degno di questo nome, nessuno se le nasconde, dopo decenni di devastazione provocata dalla cultura politica delle organizzazioni della cosiddetta “sinistra radicale” e, permettimi, da tanti comportamenti opportunistici dei suoi gruppi dirigenti.
            Ma permettimi anche di domandare a te. La cancellazione di una presenza comunista nel nostro paese, la rimozione definitiva della “questione comunista” nel paese che ha visto l’esistenza del più grande partito comunista del mondo capitalista, in che cosa può aiutare la classe operaia, i lavoratori nella loro causa per il riscatto? La costruzione di un soggetto politico che rimuova definitivamente la prospettiva della trasformazione socialista della società (con l’inevitabile accettazione delle alleanze internazionali a cui è costretta l’Italia. Non è anche di questo che ci parla “l’obamismo” di Vendola?), l’accettazione degli orizzonti che prefigurava già la svolta occhettiana della Bolognina, la chiusura dei nostri orizzonti strategici in un partito sostanzialmente socialdemocratico, più o meno “di sinistra” (perchè di questo si sta di fatto discutendo da mesi in questo blog. Ma che ci vuole a capirlo?) pensi davvero possa costituire una risposta credibile per chi, come noi, non intende rinchiudersi nel recinto delle compatibilità capitalistiche (tanto per intendersi, quelle che spiegano tanto calore dei “media” nel sostegno a Vendola?).
            E poi, pensi davvero che questi reiterati esperimenti, in nome di presunte innovazioni, interessino proprio così tanto alla classe operaia? Non è bastato l’Arcobaleno (che qualcuno, anche e ossessivamente in questo blog, vuole ripetere con qualche tinteggiatura di vernice) a emblematizzare un fallimento clamoroso, le cui conseguenze continueremo a pagare per anni?

            Un saluto fraterno

            Mauro Gemma

            • Luca Esposito scrive:

              Caro Mauro,
              molto brevemente: un partito comunista in Italia c’è già, anzi, ce ne sono due, Prc e Pdci, (gli altri li considero del tutto ininfluenti nel panorama politico italiano). I comunisti che in Italia volessero impegnarsi attivamente potrebbero scegliere tra una pluralità di partiti e formazioni politiche comuniste di ogni genere.
              La Federazione della Sinistra in altre situazioni probabilmente sarebbe stata un’idiozia costruirla. Ma oggi mi pare l’unica via percorribile per ridare forza alla sinistra ed agli ideali comunisti. L’esistenza dei partiti comunisti non è messa in discussione dalla nascita della federazione. Per questo io credo in questo progetto. Sono convinto che sia utile ai lavoratori ed ai ceti deboli della popolazione. Certo, avrei preferito che il Prc avesse avuto un segretario che si fosse preoccupato di dare forza al Prc anzichè programmare con tenacia la sua liquidazione, alludo a Bertinotti ovviamente. Ma oggi siamo qui, dopo una serie piuttosto lunga di errori. La Federazione della Sinistra mi pare un’idea saggia, da praticare oggi.

              • enrico scrive:

                onestamente credo che la federazione sia una proposta troppo debole e troppo genericamente gradualista nella pproposta politica per la fase che stiamo attraversando. Avrebbe avuto un senso in momenti di vigore e forza …oggi no!!! Basta leggere il documento che sarà la base del suo congresso per rendersi conto di quanto sia sfumata oserei dire sbiadita e confusa in essa la causa comunista: sostanzialmente un programma né di lotta né di governo.Il richiamo quasi ossessivo al socialismo del XXI secolo è un effetto senza causa. Avanti tutta con una soluzione la federazione per nulla chiara neanche ai nostri dirigenti che bloccherà ancora una volta la discussione e il nostro tempo sull’autoanalisi, sedute di gruppo allargate in cui non si riuscirà più neanche a ritrovare il coraggio della sincera confessione mentre il mondo va da tutt’altra parte. L’obiettivo è quello di ritornare a scattare splendide fotografie al paesaggio possibilmente da una posizione privilegiata. Fingiamo conflittualità Cerchiamo in sostanza di renderci presentabili e conservarci accettabili per una futura ed ipotetica formazione di un nuovo centro sinistra. Difenderemo a spada tratta questa alleanza di scopo in nome della sconfitta le destre. Appare chiaro che questa posizione ibrida, intermedia porterà perdita di consenso alla nostra destra ( vendola e idv progetti molto più attraenti in quell’ottica) ed alla nostra sinistra verso tutte quelle micro formazioni comuniste sparse in italia. In calabria dopo aver perso la faccia con il sostegno al pd i nostri consiglieri regionali e le loro truppe si preparano a transumare verso altri lidi più moderati
                a livello nazionale aree interne del partito son pronte a fare il salto della quaglia verso altri partiti comunisti …Se alla Federazione si sostituisse una vera fase costituente tra forze comuniste da avviarsi sulla base della condivisione di un concreto programma di fase in grado di saldarci e compattarci negli obiettivi, in grado di ripristinare, non la forma partito, ma lo spirito originario della Rifondazione Comunista, se trovassimo tutti insieme il gusto, la voglia, il coraggio e il buon senso di rimescolare le carte, ripartire da zero, da dove ci siamo lasciati qualche anno fa, senza pregiudizi di sorta e ridicoli tentativi egemonici, forse potremmo continuare a sperare e definirci più comunisti degli altri e dire con la passione possiamo farcela…oggi con scelte dirigiste opportunistiche ed esclusivamente di ceto politico no !!!

                • Luca Esposito scrive:

                  Rispetto le tue idee, ma io rimango dell’idea che la Federazione della sinistra rappresenti la proposta più solida, concreta, razionale e realizzabile che si possa avanzare in una fase di eccessiva disgregazione nel campo comunista e di sinistra.
                  Il documento è senz’altro frutto di una mediazione, ma a me sta bene così, convinto del fatto che ogni possibile alternativa sarebbe peggiore rispetto a quanto proposto sinora.
                  Ciao.

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