di Guido Ambrosino su il manifesto – 16 luglio 2010
Grazie all’astensione dei socialisti della Linke, la socialdemocratica Hannelore Kraft potrà formare un governo di minoranza in Nordreno-Vestfalia, insieme ai verdi.
Per l’elezione del ministro-presidente, la costituzione di quel Land – il più popoloso della Repubblica federale tedesca – richiede la maggioranza assoluta dei voti del Landtag solo al primo scrutinio. Kraft l’altro ieri ha mancato quel traguardo per un voto, perché nel parlamento regionale eletto il 9 maggio la Spd ha 67 seggi e i verdi 23, insieme 90 in un’assemblea di 181 deputati. Ma quei 90 voti le sono bastati al secondo turno, quando per la nomina del Ministerpräsident è sufficiente la maggioranza semplice. I voti favorevoli hanno superato gli 80 voti contrari, venuti dai democristiani (67 seggi, come la Spd, anche se la Cdu alle elezioni regionali del 9 maggio ha superato i socialdemocratici per circa 6000 voti) e dai liberali (13 seggi). Gli undici deputati della Linke si sono astenuti, come avevano annunciato, e questa loro dichiarazione di non belligeranza è stata decisiva. Il quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung non ha dubbi che si tratti, «di fatto», di un «governo di sinistra», dipendente dalla benevolenza della Linke, e già vede scivolare il Nordreno-Vestfalia sulla «via greca» dell’indebitamento senza fondo.
La cancelliera Angela Merkel rimprovera alla Spd di non aver mantenuto la promessa di non collaborare con i socialisti e di formare una solida maggioranza: «In campagna elettorale dicevano che il Nordreno-Vestfalia ha bisogno di un governo stabile» e invece hanno optato per un esperimento quanto mai incerto. Merkel è ovviamente irritata perché – con la formazione di un governo di minoranza rosso-verde a Düsseldorf – il centro destra perde la maggioranza al Bundesrat, la camera dei Länder. Fino a ieri questo esito si era potuto evitare, perché a Düsseldorf restava in carica il governo precedente, guidato dal democristiano Jürgen Rüttgers, espressione di una maggioranza nero-gialla con i liberali. La sua coalizione era stata severamente punita alle elezioni del 9 maggio. La Cdu ha perso 10,2 punti, scivolando al 34,6%, mentre la Fdp si era dovuta accontentare di un magro 6,7%.
Non è la prima volta che gli elettori tedeschi si schierano in maggioranza a sinistra della Cdu, sommando ai voti socialdemocratici e verdi quelli della Linke, ormai di casa nei Länder dell’ovest. Ma la Spd non è ancora pronta a trarne le conseguenze, in termini di coalizioni di governo. Nel 2008 in Assia la socialdemocratica Andrea Ypsilanti aveva tentato di farsi eleggere Ministerpräsidentin con i voti della Linke: dovette rinunciarvi, perché quattro deputati della destra socialdemocratica minacciarono di votarle contro. Rispetto alla disfatta di Andrea Ypsilanti a Wiesbaden, l’elezione di Hannelore Kraft a Düsseldorf – senza defezioni nelle proprie file – può sembrare un passo avanti. Siamo però ancora in mezzo al guado, e non è detto che finisca bene.

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