Nello scorso fine settimana si sono tenute importanti riunioni o iniziative delle forze che si muovono a sinistra del Pd. Si è tenuto il Comitato Politico Nazionale del nostro partito, la Direzione Nazionale allargata del Pdci e la tre giorni a Bari della Fabbriche di Nichi.
Alla fine di questo post – per chi avesse voglia di documentarsi – troverete diversi link che riguardano questi tre momenti di discussione (documento approvato dal Cpn del Prc, relazione di Diliberto, conclusioni di Vendola).
Vorrei fare alcune considerazioni sul Cpn del Prc, riservandomi di intervenire successivamente sulle altre iniziative.
Nel Cpn di Rifondazione ritengo siano avvenute due cose importanti.
E’ stato dato un ampio consenso alla proposta di documento politico (bozza) proposto dal Coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra. E’ un buon documento. Si cominciano a gettare le basi politiche del nuovo soggetto che stiamo costruendo. Si esce da una asfittica discussione organizzativa ed elettorale con un documento congressuale che, a mio parere, non ha nulla da invidiare ai testi proposti nella fase migliore di Rifondazione Comunista. Vi invito a leggerlo (anche questo è linkato alla fine del post). Lo dico soprattutto a quelle compagne e a quei compagni che in questo blog, ma non solo, hanno manifestato preoccupazione di “moderatismo” o di riedizione del progetto dell’Arcobaleno da parte della Federazione. Non è così, ed è scritto chiaramente nel testo che verrà proposto al congresso fondativo.
La seconda cosa importante decisa dal Cpn del nostro partito è stato il documento finale, approvato a larga maggioranza. E’ vero che le proposte politiche in esso contenute (alleanza elettorale per battere Berlusconi, offensiva unitaria a sinistra, costruzione della FdS e rilancio di Rifondazione) erano già contenute nel documento votato dallo scorso Cpn, ma in esso vi sono due proposte nuove, molto importanti, che io condivido pienamente.
Riporto testualmente : “oggi nessuna forma in cui si organizza l’attività politica è esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni esperienza. PROPONIAMO QUINDI A TUTTA LA SINISTRA DI APRIRE UN PERCORSO DI CONFRONTO E DI UNITA’ CHE SAPPIA RICOSTRUIRE LA SPERANZA E IL SENSO DELLA LOTTA E AVANZIAMO LA PROPOSTA A TUTTE LE FORZE POLITICHE PRESENTI A SINISTRA DEL PD DI DAR VITA A UN TAVOLO DI LAVORO E CONFRONTO PER ALLARGARE E COORDINARE L’INIZIATIVA POLITICA COMUNE”.
Bene! Mettiamo in pratica questa proposta fin da subito. A livello nazionale, ma soprattutto nei territori. Questo è il senso su cui si sta muovendo anche l’appello per l’unità a sinistra che è stato pubblicato su questo blog. E’ il momento di passare dalle parole ai fatti.
La seconda proposta riguarda la necessità di invertire la tendenza all’esasperato correntismo interno al partito. Riporto sempre dal testo: “ i compagni e le compagne che condividono questo documento decidono quindi di lavorare insieme sul piano politico ed organizzativo, a tutti i livelli del partito, per gestire e sviluppare unitariamente l’applicazione della linea politica del Partito. In questo quadro i votanti questo documento si pongono l’obiettivo di lavorare per costruire un documento unitario per il prossimo congresso di Rifondazione Comunista, dando così un contributo al superamento dell’attuale correntismo”.
Anche su questo si tratta di far seguire alle parole, i fatti. La questione è posta nel modo giusto. Non si tratta di superare le aree politiche e culturali presenti nel partito che, se operano correttamente, sono un elemento di arricchimento della dialettica interna. Si tratta di evitare che si costituiscano correnti o cordate, molto spesso senza nemmeno una comune proposta politica, che si militarizzano ed entrano in contrasto tra di loro, paralizzando l’attività del partito. Oppure si uniscono, pur non avendo nessuna base politica comune, per escludere qualcuno dalla gestione del partito, come è avvenuto in numerose realtà territoriali.
Fatti negativi che, alla lunga, distruggono una organizzazione.
Per superare questo è bene partire dalla politica, come appunto viene proposto. C’è una maggioranza nel partito che condivide una proposta politica? Bene! Diventi una maggioranza coesa. Si impegni a sostenere lealmente la linea politica. Si facciano cadere i sospetti e le diffidenze.
Non devono esserci compagne e compagni di serie A e di serie B, non può esserci chi “porta l’acqua e chi beve il vino”. Oltre ad un progetto politico condiviso, per fare un vero passo in avanti verso l’unità del partito, deve esserci lealtà, fiducia reciproca e diffusa. Ci deve essere una corrispondenza tra quello che si dice e quello che si fa. Deve esserci rispetto dei ruoli.
Chi scrive queste righe subito dopo il congresso di Chianciano ha chiesto che si tenesse unita la mozione 1. Non è stato fatto e questo certamente ha alimentato le divisioni e il contrasto interno.
E’ positivo che oggi si prenda atto che per superare le divisioni e le difficoltà del partito si debba lavorare assieme per costruire un’ ampia e solidale maggioranza.
DOCUMENTO APPROVATO DAL CPN DEL PRC
RELAZIONE DI DILIBERTO DIREZIONE NAZIONALE PDCI (AUDIO)

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Ho letto la bozza del documento per il congresso della FDS, ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Se paragonato all’utimo documento qui postato di RC è un grande passo avanti, sia per l’ampiezza dei contenuti sia per la loro trattazione.
Certo non siamo ancora all’altezza del nostro compito politico, ma documenti si fatti sono un bun segnale.
Cari/e compagni/e sostenitori della candidatura di Vendola alle primarie del centro sinistra, immagino non vi sarà sfuggita la partecipazione di Vendola alla 5 giorni di ” scuola partito” promossa da Veltroni nel forlivese, le sviolinate reciproche Veltroni Vendola sono state imbarazzanti, cosi imbarazzanti che on Fioroni ( ex margherita e veltroniano) si è sentito in dovere di prendere le distanze da una ipotesi di Vendola quale loro candidato alle primerie, ma si sa i giochi sono solo all’inizio. Giochi tutti interni al disastrato Pd in logica bipartititica ancor più che bipolare.
L’operazione Veltroniana è chiara , portare il Pd a essere, in stile americano, un contenitore di varie anime o meglio lobby che volta per volta si affrontano attraverso le primarie e ne definiscono la leaderschip a garanzie delle lobby vincitrici. Vendola, sicuramente abbizioso e con una certa astuzia cerca di ritagliarsi uno spazio in questo processo, ma tutto ciò cosa centra con la sinistra, con i comunisti?
Certi nostri dirigenti incapaci di produrre un moderno e concreto rilancio della sinistra ,figuriamoci di un progetto ” comunista” arrancano affannati e spesso si arrampicano sugli specchi
rimane un’area di SEL, anchessa spiazzata da Vendola che potrebbe avvicinarsi alla FDS ( forse a queso miravano i firmatari l’appello per l’unità a sinistra), ma la nostra grave mancanza, che purtroppo, temo, non ci permetterà per molti anni ancora di avere un ruolo politico in quanto sinistra/comunista e quella di aver perso il filo politico/culturale del nostro progetto sociale7economico/culturle di trasformazione della società Non solo al nostro interno non vi sono più le energie necessarie ora mai mancano le competenze.
Quando leggo di compagni/e che immaginano che la Candidatura di Vendola sia o possa essere un successo della sinistra , mi rendo conto del nostro totale fallimento. di non aver saputo offrire ai compagni/e gli strumenti indispensabili dell’analisi politica.
Se la candidatura Vendola, come io ritengo, sarà una operazione funzionale ai progetti Veltroniamo invito le compagne e i compagni a riflettere non è sufficente venire da Rifondazione per rappresentare la sinistra la politica è ” mobile” e gli adattamenti di alcuni alle fasi politiche possono riservare amare sorprese
Carissimo compagno Grassi l’affermazione sulle alleanze a sinistra, mi pare logica, ma mi pare sia trattata in modo troppo sbrigativo e se mi consenti ” superficiale”.
Possiamo considerare la candidatura di Vendola alle primarie, in evidende assonanza politica con l’idea di patito espressa da Veltroni,una azione a sinistra del PD? Io non credo prorio.
In un quadro di forti mutamenti e ” adattamenti” politici- strategici
( vedi le operazioni di Fini nel pdl) forse sarebbe interessante soffermarsi ad analizzare più approfonditamente, non solo gli spazi politici a sinistra del pd, ma anche le mutazioni della cultura politica
presenti nel nostro paese, allo scopo di rilanciare compiutamente una azione di lungo respiro.
Vendola, mi pare abbia scelto di essere partecipe a una partita politica
più interna al PD che alla ricostruzione di una sinistra unitaria a meno che, senza dichiararlo abbiate scelto di entrare ” quatti quatti” a fare una corrente di sinistra nel PD o perlomeno attraverso le primarie nell’area elettorale del PD.
Certe analisi sbrigative certe posizioni farei fatica a spiegarmele in altro modo.Per carità in politica tutto è legittimo, ma non tutto è utile ,non tutto ha lo spessore politico all’altezza della situazione che viviamo.
Trovo particolarmente triste leggere e ascoltare discorsi statici immobili incapaci di stare sugli avvenimenti mirati a cercare di esistere attraverso alleanze elettorali discorsi spesso non chiari con troppi sottointesi da dedurre.
Da quando è iniziata “l’operazione” e il dibattito sulla FDS sono cambiate tantissime cose nel quadro politico e socioeconomico del paese
Di tutto quello che è accaduto e sta accadendo nel nostro dibattito sono entrati solo Slogan poca analisi poche proposte.Vi sarà traccia di questo nel congresso FDS? o saranno solo contenitori e strategie elettorali?
La cosa piu’ evidenteche appare nella discussione su questo blog e’ la confusione che sta attraversando la sinistra,tutta,e comunque collocata.
Oggi la necessità che abbiamo ,e anche il dovere, e’ costruire un progetto alternativo di societa’,un progetto di sinista,comunista,anticapitalista,ambientalista ,di genere,che incontri la gente,che ne capisca i bisogni e che sia uno strumento di cambiamento.
Mi pare evidente,o almeno lo è per me,che tutto quello che abbiamo pensato fino ad oggi e’ fallito:fallito il progetto della rifondazione,quello della fds e lo stesso si puo’ dire di quello di sel,sostenuto tutto dalla figura di Vendola ,il quale compie scelte contradditorie e ha la meta di conquistare un segmento del PD.
Oggi non è piu’tempo di alchimie politiche che si basano sulla necessità di una grande coalizione che sconfigga il berlusconismo ,che peraltro attraversa anche settori del pd.
Bisogna costruire un polo di sinistra ,una sinistra alternativa alla destra ma anche al pd.
Una sinistra che abbia il coraggio non di trovare mediazioni nelle stanze dei bottoni per continuare a vivere ,ma che trovi la sua fonte di vita nel conflitto e che metta al centro non la propria esistenza a prescindere ,ma la sua utilita’ ad un progetto di trasformazione necessario ai piu’ deboli
ciao
aiuto sta tornando il PCI !!!!!
Magari..qua stanno tornando i DS!!!
compagno grassi
quì ci voglino un po di risposte…
avete intenzione di fare un futuro cartello elettorale con SEl?volete allearvi con uno che ci definisce un cimitero?la futura FDS sarà veramente una forza autonoma dal PD e dal centro sinistra?la posizione di patta è la posizione di tutta la FDS?perchè non dare un maggiore peso alla parola comunismo nel documento della FDS?perchè non dare maggiore peso alla parola antifascismo nel documento/bozza?perchè non cercare un maggiore dialogo con i movimenti e con i partiti alla nostra sinistra?perchè non organizzare un forum di tutta la sinistra anticapitalista e comunista e con i movimenti e invece si continua solo ed esclusivamente a guardare a SEL?…parere personale…perchè non inserire il no alla tav nel documento della FDS?
queste compagno grassi sono alcune delle tante domande che non solo io e i mie compagni ci facciamo…perchè non si ha la forza di crare una vera alternativa autonoma dal PD e non si prosegue per questa strada (quindi nessun accordo politico e di governo alle prossime elezioni)?
in attesa di una tua risposta (richiesta da molti compagni)
cordiali saluti
andrea
Ti rispondo io per Grassi …. avete intenzione di fare un cartello con Sel?Si! La FdS sara’ autonoma dal Pd e al csx?NO!si e’ autonomi quando si ha il 5/6%,quando hai il 2,7% e i sondaggi ti danno ancora piu’ giu’ non lo sei! La posizione di Patta e’ di tutta la FdS?Si’!i Grassiani,l’area rifondazione per la sinistra,l’area di Salvi,mezzo Pdci(sono stati alleati del csx dal 96 al 08),dare piu’ peso alla parola comunismo? nel nuovo simbolo sparira’(e’ una brutta espressione ma e’ cosi)la parola comunismo e ci sara’ solo la scritta SINISTRA(sopra) FEDERAZIONE(sotto) con al centro la falce e martello.Perche’ non dialogare con i movimenti e i partiti alla sinistra della FdS e organizzare forum con i partiti anticapitalisti?E chi sono?esistono?esisteva Sinistra Critica che e’ si disciolta.non esiste piu’,AMEN! il Pcl non riuscira’ a presentarsi alle prossime elezioni,i movimenti? Action con Alzetta guarda con interesse a Vendola,la Fiom?(possiamo definirla un “movimento” che fa’ massa critica)Landini e’ molto vicino a Sel …. se voui puoi formulare altre domanda.Prego evenualmente di rispondere punto per punto.
Ma tu chi ca**o sei per decidere la linea per tutti. Personalmente ho ancora dei dubbi sulla FdS, ma vatti a leggere le conclusioni del Segretario di Rifondazione Comunista all’iltimo CPN e cerca di stare un po’ zitto!!!
andate tutti a cagare
bell’individuo che sei te….
Io vorrei sapere perchè mi dovrei alleare con un mio nemico, infatti Vendola è un nemico non un avversario visto che i comunisti lui li tratta come terra da cimitero, però per farsi eleggere in puglia i voti dei comunisti(terrada cimitero) gli sono serviti, cavolo se servivano.
Ma per le eventuali elezioni politiche i voti dei comunisti gli serviranno oppure li considera voti inutili, io penso che per la POLTRONA chiederebbe anche i nostri voti, e se non dovessimo darglieli ci accuserebbe di essere fiancheggiatori del Berlusca.
IO non capisco questo tormentone estivo su questo blog, se veramente vogliamo essere autonomi dal PD e da tutta la schifezza del centrosinistra pratichiamo seriamente la nostra autonomia come fanno i Grillini, altrimenti sono solo chiacchere e si continuerebbero a tradire gli ideali sia del comunismo ma sopp. dei nostri compagni militanti.
PS.
cmq a queste condizioni io credo che la sinistra in genere alle prossime elezioni prenderà un’altra scoppolata o cambiate linea politica
oppure auguri, io non sarò complice dell’ennesima disfatta sopp. con al comando questi pseudo dirigenti.
Massimo PRC Milano
massimo condivido la tua analisi in gran parte…con vendola nessuna alleanza politica…unità di azione e cose varie si…ma nessuna creazione di un ennesimo cartello elettorale…ma compagni non abbandiamo la nave prima che affondi…
Quanta confusione , compagno Grassi! Il PRC, Diliberto, Vendola… Le fabbriche di Nichi, per fortuna, non hanno nulla a che fare con le liturgie post comuniste dei comunisti. Il filo Rosso di SEL parte da lontano, quando a Chianciano si è consumata forse l’ultima delle scissioni vere a seguito di un congresso lordato dai più bassi esempi dell’opportunismo politico e della scorrettezza etica. Vendola vuole e può essere il candidato del centro sinistra e comunquue di una sinistra ampia e popolare nel nostro paese: il destino della sinistra, di una sinistra non ideologica e post comunista è nelle sue mani, volenti o nolenti. Ed i nolenti sono tanti: da Di Piero a Diliberto fino a Ferrero. Spiacenti: ma sarà difficile rieditare l’Arcobaleno per togliervi le patate dal fuoco , per sommare debolezze a debolezze. E’ già da tempo che ognuno ha scelto il proprio destino ed il nostro non può coincidere con il vostro.
Una voce da SEL
Nella crudezza del linguaggio e nella chiarezza dei concetti vi è in questo commento di Roberto esplicitata la distanza abissale tra il progetto di Vendola e quello di un moderno partito comunista per il nostro paese.
E credo che operare per una commistione tra i due progetti non porti da nessuna parte ma ad un continuo ulteriore e distruttivo logoramento.
“Le fabbriche di Nichi, per fortuna, non hanno nulla a che fare con le liturgie post comuniste dei comunisti”… che tristezza. Fino all’altro ieri vendola ci mangiava in queste “liturgie”. Fin quando le vinceva. Poi: scissione. Vero comunque, c’è distanza tra le fabbriche di nichi e i partiti (incluso, come partito, la stessa SEL, se non te ne sei accorto). Vi è invece molta meno distanza tra le fabbriche di nichi e i comitati elettorali… Rimango dell’idea che SEL e fabbriche sono al servizio di un uomo, di un capo, e che senza costui (e nessuno è eterno) nulla saranno. Sono imbarazzanti i commenti, più da setta di adoratori di un santone che da persone razionali, sul sito SEL. Imparate a memoria ogni frase del leader, per poi ripeterla all’occorrenza. Ho sempre criticato l’eccessiva litigiosità della nostra dirigenza, ma se l’alternativa è la vostra, son contento della distanza.
Una voce comunista.
Vorrei portare la mia personale esperienza per rispondere a Roberto di SeL.
Caro Roberto, sono un pugliese emigrato nel nord italia, uno dei fondatori-insieme ad altri 3 compagni- delle fabbriche di Nichi fuorisede, un convinto comunista che si è battuto per la rielezione di Vendola alla presidenza della regione.
Ho vissuto, come tanti, con entusiasmo l’esperienza della campagna elettorale: peccato quello che ho visto nascere, crescere e sedimentarsi dal trenta di marzo in poi.
Continuo a lavorare con la Fabbrica, adesso molto più “Low Profile”, ma dopo gli stati generali io e tanti altri compagni abbiamo deciso di fuori-uscire.
Quello che in tanti abbiamo rintracciato, a prescindere dalla volontà di Vendola, è stato un cieco furore ideologico, un’esasperazione del culto della personalità di bolscevica memoria.
Da comunista mi sono vergognato di vedere tanti amici, tanti fratelli, tanti compagni recarsi “in processione” per rendere omaggio alla Vergine di Terlizzi.
Se Vendola vincesse le primarie forse lo appoggerei, ma sicuramente mi tiro fuori da quest’operazione.
Saluti Piero
p.s.-repliche non insulti, per favore!
compagno grassi quali sono i fatti che si volgiono fare?
cioè che cosa si vuole fare nel concreto?nessuno sta più capendo niente…servirebbe una risposta chiarificatrice…cordiali saluti….
PS: meglio avere più comunisti all’interno della FDS che gente come patta…meglio sinistra critica e gli altri che lavoro e solidarietà…
compagno grassi sinceramente non si capisce più niente…ho letto molto attentamente il commento di carlo..il compagno di genova…ci sono molte anime all’interno del PRC e della FDS…sinceramente ho letto l’articolo di patta sul manifesto…be non mi piace minimamente…io preferisco mille volte la diaspora comunista che avere patta all’interno della FDS…patta…ma io preferisco cannavò e gli altri…che processo vuole seguire la FDS?che processo vuole seguire rifondazione?io, come tutti oramai sanno, credo nel processo della FDS..però nella FDS anticapitalista e comunista, alternativa al centro sinistra, una forza autonoma…totalmente…è questa la FDS che si vuole…
compagno CLAUDIO GRASSI…
a mio avviso bisognerebbe scoprire le carte…perchè quì non si sta capendo più niente…se si vuole fare una cosa tipo SEL be non ci sto proprio…da SEL si dovrebbe prendere solamente la capacità di coinvolgere la gente e basta…la FDS dovrà essere un progetto nuovo, aperto ai movimenti e ad altri partiti…
x il compagno CARLO CIRCOLO BIANCHINI GENOVA
compagno condivido in parte il tuo post..però non condivido quando dici che non aderirai alla FDS..guarda comprendo tutto quello che tu hai detto e lo condivido…non si capisce cosa vogliano fare della futura FDS…però carlo qual’è l’alternativa alla FDS?certo il documento dovrà essere migliorato e molto..e le posizioni politiche dovranno essere chiarite (e al più presto)…però che alternativa ci rimane?e lo dico da comunista non pienamente soddisfatto della FDS, anzi…ma che cosa ci rimane?continuare a dividerci?per andare dove compagno?dividerci non ha più senso
cordiali saluti
molto comunisti e ambientalisti dalla valle di susa
MEZZO PASSO AVANTI UNO INDIETRO.
Cito, dal post di Grassi.
“Anche su questo si tratta di far seguire alle parole, i fatti. La questione è posta nel modo giusto. Non si tratta di superare le aree politiche e culturali presenti nel partito che, se operano correttamente, sono un elemento di arricchimento della dialettica interna. Si tratta di evitare che si costituiscano correnti o cordate, molto spesso senza nemmeno una comune proposta politica, che si militarizzano ed entrano in contrasto tra di loro, paralizzando l’attività del partito. Oppure si uniscono, pur non avendo nessuna base politica comune, per escludere qualcuno dalla gestione del partito, come è avvenuto in numerose realtà territoriali”.
Prendo atto con soddisfazione, anche personale, visto che da un pezzo ho lasciato ogni area e mi sono schierato contro il correntismo, degli orientamenti emersi nel CPN, beninteso per le spinte che sono venute dal basso. Questo passo, però, non basta.
Che in un organismo collettivo ci siano sensibilità diverse è semplicemente naturale, visto che non siamo ancora alla pianificazione genetica. Il problema è se queste sensibilità debbano essere libere di esprimersi, aggregarsi e riaggregarsi sulla base di ragionamenti e convincimenti o se invece debbano soggiacere alla logica militaresca dell’appartenenza ad un corpo, dove un generale decide con un click chi sei o non sei. Ricordo, angosciato, in una fase di dibattito, una telefonata di un capo area locale ad un capo area nazionale. Al termine dei 30 secondi di telefonata, il verdetto: voi non fate più parte dell’area.Fu lì che decisi definitivamente di sottrarmi a questa democrazia telefonica.
Ormai da tempo è diventato senso comune che “le diversità sono una ricchezza”,almeno dale nostr parti, credo. Ma le aree tendono a cristallizzare le diversità e da questa cristallizzazione il passo verso la corrente è breve. La corrente nasce dall’area. Ed allora, per mutuare una frase fatta, perchè non adottare il principio di prudenza che recita “prevenire è meglio che curare”?
Certo non auspico la formula salvifica del profeta del Tavoliere che risolve il problema annulando non le diversità, ma le persone stesse, quando dice “io sono voi”. Attenzione: sembtra democrazia totale, in realtà è la sua negazione. Siamo ai santoni che ammaliano i fedeli incantati, ma sopiti nella loro lucidità razionale.
Per il resto condivido molto l’ultimo intervento del compagno Carlo. Aspetto anch’io settembre-ottobre per capire quali sono i fatti al di là delle parole
Caro Claudio, avevo deciso di non intervenire direttamente , su questo quesito perchè tutti abbiamo esaurito il repertorio delle nostre peculiarità in merito a questa cosa che deve nascere, per un verso o per l’altro nell’ultimo mese abbiamo sempre discusso di questo argomento, ed ognumo ormai va per la sua strada, nel semso che non si costruisce sintesi, vedo negli interventi degli ultimi 3/4 mesi molte perplessità sul da farsi, tanti vogliono andare con SEL tanti con Diliberto pur di conservare il nome, tanti vogliono unire la diaspora comunista(io sarei di questi per onestà) e tanti ancora vorrebero una sinistra senza aggettivi.
nonostante questa pluralità di posizioni tutti rispettabili, i dirigenti vanno dritti per la loro strada facendo quello che avevano deciso di fare, mentre sarebbe saggio in un momento come questo non andare ad un congresso ma ad una conferenza, forum chiamatelo come volete, ma senza ducumenti precostituiti andare ad una conferenza costitutiva libera e trovando la’ la strada del che fare,solo cosi fatta la scelta giusta o sbagliata. ognuno si sentirebbe parte e darebbe più volentieri e convinto la priopria adesione oppure se ne anfrebbe.
ho letto i documenti sia quello del CPN/PRC, sia la bozza della FED le posizioni di Vendola e di Diliberto le conosco a memoria, il documento del CPN è propedeutico all’inserimento della bozza della FED, è una spece di zuccherino, per far ingoiare la pillola FED, infatti dedica un buon spazio a”rafforzare rifondazione” mentre nella bozza della FED la si scioglie.
rimane la bozza della FED, bisogna dire che è un documento corposo, dove non trascura nulla, definisce il carattere della FED, i limiti, e i propri connotati, peccato che uccide il PRC dal momento che dice di (la FDS) di essere un nuovo soggetto politico, che sta tra un partito ed una lista elettorale , cosi dice non è un partito ma neanche una lista elettorale, definisce i rapporti con il PD in maniera confusa e contradditoria, perchè pur riconoscendo il fatto che il PD per propria ammissione non è un partito di sinistra, poi invece di concludere che il PD ed il PDL (tolto le questioni di tipo liberali) sono speculari, invece il documento crescendo di tono fa la solita scena della spauracchio di Berluscono(le destre becere) lasciando di fatto grandi spazi, (proprio in nome del antiberlusconismo) per alleanze (stampelle) con il PD, non dicendo che anche in termini di pericolosità democratiche i due partiti si distinguono per poco, ad esempio è stata il centrosinistra a toccRE PER PRIMO LA COSTITUZIONE, come è stato Ochetto Di Pietro e Segni a fare il referendum per la legge maggioritaria non Berlusconi, lo stesso PD ancora oggi è in buona parte per il maggioritario.
questa bozza porta i segni ed è la risultante delle culture delle forze che lo hanno scritto, c’è di tutto comunisti socialisti, movimento operaio un specie frankestein un corpo fatto dall’assemblaggio di tanti corpi un trapianto, un lavoro che potremmo definire sostanzioso se è visto con occhi di persone estranea ma visto con gli di un donatore è doloroso, perche, per avere un occhio od una gamba nel corpo nascente, bisogna accettare la distruzzione del rimante corpo.
non ci rimane che stare a guardare cosa succede personalmente finchè posso faccia la tessera di rifondazione,quando la metamorfosi sarà completata e il partito in cui milito no sarà più un partito comunista, smetto di militare perchè non voglio morire democristano, e se dovessi militare per un partito che non si batte per un mondo di uguali, non vedo perchè non dovrei avvantangiarmene da subito militanto per un partito che se anche non fa nulla “collettivamente” per me singolarmente potrebbe sistemarmi, volganmente parlando voglio dire che una volta l’unità la distrubuivo a gratis oggi come accade mi farei pagare, cosi come alle feste del PD che sono in buona parte a pagamente.se devo lavorare per lasciare il mondo come è allora mi pagate.
saluti ancora comunisti.
Compagno Carlo, è la prima volta che in un tuo post lasci trasparire tutta questa amarezza,che so essere una provocazione,ma che in fondo è la preoccupazione che riguarda tutti noi.Ci giriamo tutti intorno,quando dovremmo dire con molta onestà:Non abbiamo nessuna formula organizzativa capace di raccogliere e diventare massa critica,Navighiamo a vista,ognuno convinto di quel che fa,anche noi di SeL proviamo,ma appunto proviamo.Io credo che i primi risultati,tutti,cominceremo a raccoglierli ad ottobre ,con la manifestazione nazionale della FIOM,alla quale le nostre rispettive organizzazioni hanno dato il pieno appoggio.Li capiremo come e perchè ripartire,sicuramente con un quadro più chiaro.Potrebbe sembrar strano che proprio io ti faccia un appello a non abbandonare il tuo partito e le decisioni che esso adotterà in merito alla costruzione della FDS piuttosto che un unico Partito Comunista,per quanto possano sbagliare elaborazione i Comunisti in Italia rimangono e sono la miglior gente possibile,sotto tutti gli aspetti,ricorda sempre :Veniamo da lontano e andremo lontano.Permettimi infine di nutrire qualche dubbio sui tuoi propositi:non ti vedo proprio ad accettare soldi di dubbia provenienza.Fraterni saluti
PER MAURIZIO SACCHETTI ED ANDREA,
Grazie per la risposta e per l’interessamento
Non sono demoralizzato, sono realista, mi guida “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della speranza” qusta considerazione di Gramsci sembra di un attualità impressionante.
è chiaro che io rimango comunista, ma se un partito comunista non c’è è chiaro che io non sono un uomo per tutte le stagioni,prendo atto che la mia parte in questa commedia umana l’ho recitata, e mi faccio da parte lasciando ad altri di recitare lo loro.
non credo che il bisogno di comunismo si sia esaurito ma c’è la possibilità che magari per un breve periodo i comunisti spariranno, non dalla societa ma dalle istituzioni, perchè di questo stiamo parlando, la gente smania ed intendente un partito che ha leggittimità ad esistere solo se è dentro le istituzioni, e questo che fa delirare molti dirigenti il bisogno di tornare a recitare il proprio ruolo dentro le istituzioni.
il fatto che il partito è inteso come tale solo se entra nei governi locoli o nazionale lo dimostra il fatto, che nel docomento si dice che si è contrari a governi di emergenza o tecnici e si vuole andare subito alle elezioni, e strano e anche contradditorio , data l’intervista di LIBERA TV a Ferrero che faceva una bella analisi sul fatto che andando a votare adesso berluscono non candiderebbe i finiani obligandoli a fare altre liste che dato il sistema elettorale berlusconi vincerebbe di nuovo, quindi fatte queste dichiarazioni Ferrero poi non vuole un governo tecnico, leggittimo, data la nostra costituzione, ma vuole andare alle elezioni subito, cosa c’è sotto,magari qualcuno gli ha detto di non essere disponibile a fare una nuova legge elettorale? oppure siamo masochisti? lo stesso Di Pietro si è detto disponibile ad un governo tecnico, non ad un governo frutto di un ribaltone, ma un governo di transizione che permette di cambiare due o ter cose, legge elettorale, legge sull’informazione , e conflitto di interesso e forse eleggibilita di persone in perenne e palese conflitto di inresse,anche perchè se si va a votare con questa legge elettorale la possibilità che vince Berlusconi è altissima e anche se non dovesse vincere, perchè una volta vinto con questa legge il centro sinistra dovrebbe cambiare legge? e si si cambiasse(la legge elettorale) subito dopo le elezioni, sarebbe leggittimo moralmente un parlamento eletto con una legge che è stata cambiata?
le domande sone tante e le risposte spesso non sono soddisfacenti, per questo è difficile raccapezzarsi e capire cosa sta succedendo davvero, io credo che il PD(o buona parte compreso Dalema) non vuole andare alle elezioni perchè se vincesse sarebbe costretto a fare delle riforme lacrime a sangue, il PD vorrebbe andare alle elezioni solo dopo che le rifolrme le ha fatte berlusconi la crisi non è finita, e quando finirà se finirà il mondo non sarà più come lo abbiamo conosciuto.
quindi non sono depresso personalmente però cerco di essere coerente con la vita che o vissuto fino adesso sono sempre stato di famiglia comunisti non morirò democristiano, votero sicuramente il meno peggio non sprecherò il mio tempo per dare volantini che non siano volantini comunisti. ciao,
capisco la tua amarezza compagno carlo…è quella di mio padre di mio nonno…quì vogliamo tutti i comunisti uniti…infatti sinceramente non capisco nemmeno io dove vogliono andare i dirigenti…però io spero veramente che tu voglia seguire e votare per la FDS…altrimenti cosa si fa?ci si divide di nuovo?qual’è l’alternativa?si fa una nuova scissione?per fare cosa?per andare dove?io non vedo altre soluzioni…a parte quella di migliorare notevolmente il documento della FDS…dovrà essere più comunista e anticapitalista…
cordiali saluti
DIAMOCI TUTTI QUANTI DA FARE IN MODO ATTIVO…FACCIMOCI VEDERE DALLA GENTE..COSTRUIAMO UNA FDS CHE SIA REALMENTE ALTERNATIVA AL CENTRO SINISTRA…SE NON VI E’ ALTERNATIVA LA FDS E’ MORTA ANCORA PRIMA DI COMINCIARE…DIAMOCI DA FARE…FACCIAMOCI VEDERE…VOLANTINIAMO PER LE STRADE E NELLE PIAZZE…ORGANIZZIAMO MANIFESTAZIONI CONCERTI ECC…COMPAGNI O CI DIAMO DA FARE O CI RIMARRA’ SOLO PIù VENDOLA CHE DI SICURO IO NON VOTERò MAI IN QUANTO NON RAPPRESENTA UNA REALE ALTERNATIVA…
compagno grassi
vendola non rappresenta l’alternativa per il nostro paese…
perchè non ci si concentra di più sulla FDS?perchè non si fa qualcosa per fare conoscere la FDS?ci vuole più impegno compagno grassi in mezzo alla gente visto che la tv non ci aiuta…basta inseguire SEL tanto loro non ci volgiono..quindi basta inseguire gente che ci giudica un cimitero e che respinge una manifestazione unitaria…ha senso compagno grassi???no no lo ha…
diamoci da fare per la FDS…facciamoci vedere nelle piazze e nelle strade a volantinare…abbiamo bisogno di visibilità…è ora di darsi una mossa…la FDS dovrà essere realmente alternativa al centro sinistra…una forza anticapitalista e comunista…reale alternativa…sinceramente le posizioni di patta non le condivido…nessun accordo di governo con il PD questo sia chiaro…accordo elettorale indispensabile ma di governo no…sarebbe ridicolo…
la FDS dovrà costituire una vera alternativa…altrimenti nasc già morta
in attesa di una sua risposta per il fatto TAV e per quest’ultimo messaggio le invio
cordiali saluti comunisti e ambientalisti
si ricordi che la base potenziale della FDS vuole una reale alternativa e non un’altro partito simil SEL..
Ma non c’è contraddizione tra la volontà di superamento delle correnti interne e l’organizzazione della festa di ESSERE COMUNISTI di Castel’Arquato alla quale partecipa anche Ferrero?
O si va lì e si dice che è l’ultima perchè superata dagli eventi oppure non c’è coerenza tra il dire e il fare.
E questo vale anche per tutti i convegni e le riviste di corrente e i relativi finanziamenti.
Cari compagni,
tralasciando un attimo le competizioni egemoniche interne io ritornerei a bomba sui temi Federazione della Sinistra e Unità della Sinistra cosi’ come iniziano a venire elaborati dal compagno Claudio in preparazione del congresso.
Io penso che sia giusto provarci chiedendo alle altre forze di sinistra di entrare nella Federazione per allargarla e farne un corpo politico di “impatto” e dovremo lavorare in questa direzione politica.
La “domanda” pero’ dobbiamo porcela: cosa si fa della Federazione della Sinistra se essa non riuscirà ad allargarsi e a includere altre forze politiche?
Cosa facciamo della Federazione se, dopo sei-nove mesi dal congresso essa rimarrà, come è probabile, cosi’ come è ora?
Ci diciamo che è prioritaria rispetto ai due partiti, che comunque il processo unitario continuerà almeno tra di noi oppure decidiamo già ora – nel caso rimarrà la sommatoria dei due partiti (con Salvi e Patta) – che essa verrà sacrificata in nome di altri cartelli, federazioni o poli (posto che non potremmo avere una federazione con dentro un altra federazione)?
Credo che questo punto – quale futuro per la Federazione se l’unità a sinistra non passerà da questo progetto – dovrà essere affrontato al Congresso.
Non lo so, secondo me dobbiamo farci ancora un po’ di chiarezza su questo: se aspiriamo ad unire la sinistra dobbiamo essere il piu’ “morbidi” possibili nelle caratterizzazioni anticapitaliste e comuniste, lasciandole all’elaborazione e identità politica e ideologica dei singoli soggetti partecipanti.
Se invece per noi l’anti-capitalismo rimane un minimo comun denominatore per un unità che non sia un solo cartello elettorale (cosi’ come ci siamo prefissati), cosa facciamo, di quella unità, quando il processo aggregante si sarà esaurito (senza aver aggregato in maniera significativa rispetto al punto di partenza)
Prendete queste riflessioni solo come spunti al dibattito.
Un saluto rosso.
Marco – PdCI BE
p.s. compagni l’offensiva unitaria va lanciata ai compagni di SeL, non a Vendola
X MARINGIO’, MAURO E I COMPAGNI DELL’ERNESTO.
Caro Maringiò, caro Mauro e cari compagni dell’Ernesto,
è molto bello l’intervento di Maringiò!
Veramente come non condividere la parte della politica dei due tempi, la posizione su Liberazione (che anche con la rimozione di Sansonetti) in realtà resta ancora molto da cambiare!
come non condividere l’analisi di fase e la questione comunista.
Insomma nell’attuale deserto del PRC risulta veramente un bell’intervento!
Il problema però resta sempre lo stesso, condivido quando parlate della “costruzione di un soggetto comunista e rivoluzionario” però poi la realtà che volete perseguire sembra andare in tutt’altra direzione… voi pensate che per “essere o fare” i comunisti basta darsi per simbolo la falce e martello, la bandiera rossa e chiamarsi partito comunista?
Rispondo per voi: SI!
Che fate come Claudio Grassi che guida una corrente che si chiama “essere comunisti” e poi stanno sempre li a cercare di costruire questa ca… di “Sinistra” indistinta e senza aggettivi!?
Quello che non capisco di voi dell’Eresto è perchè continuate a guardare con insistenza al PdCI, tant’è che pensate di fare “armi e bagagli” e trasferirvi dal PRC dentro il “vero” partito comunista di Oliviero Diliberto detto anche il piccolo Brežnev, cioè voi dell’Ernesto parlate della “costruzione di un soggetto comunista e rivoluzionario” (a ragione sia chiaro) però guardate sempre e solo in direzione di quell’ Oliviero Diliberto che chiarisce senza infingimenti tattici, il prossimo corso che il suo partito inserito nella federazione della sinistra, intende perseguire: http://digilander.libero.it/assemblea.no/diliberto_unita.pdf.
C’è qualcosa che non mi torna!
L’obiettivo dichiarato (di Diliberto) è il tornare a vincere, e per poterlo fare apre al PD di Bersani e si dichiara pronto a convergere anche alle future elezioni politiche con l’UDC di Casini, partito che nella regione Lazio ha sostenuto la candidata del pdl Polverini (casuale?).
Al segretario del PD Bersani conferisce l’aver sconfitto le posizioni che portavano il PD a correre da solo alle elezioni, e la capacità di dare nuova linfa al centrosinistra con i contenuti (quali??? lo sa solo Diliberto!).
Intervista comunque che ha avuto il grande merito di aver portato alla luce gli intendimenti politici futuri di chi ancor oggi si dice riferimento per il popolo comunista. Senza aver fatto nemmeno un congresso, senza la minima discussione di bilancio del fino ad oggi, ma con sicurezze di percorso, che si danno per uniche possibili (almeno noi nel PRC un congresso che ha “defenestrato” Bertinotti e Giordano lo abbiamo fatto, il nostro attuale segretario e i compagni della segreteria un minimo di autocritica l’hanno fatta e che diamine!!!).
Un’intervista che ha aperto la stagione politica di quella che si può definire una “unione” allargata anche ai democristiani dichiarati di Casini. Nel contempo Diliberto afferma di non poter allargare la “nuova unione” anche a Fini, ma solo perchè dichiaratamente di destra e per non indebolire la sua battaglia (sic).
Nessuna autocritica sul passato governista che ha portato la sinistra nel suo insieme, ai minimi storici. Niente di niente… anzi in perfetto stile Brezneviano prosegue come nulla fosse accaduto.
Nessun bilancio critico del già visto, nessun mettere in discussione atti politici che han visto all’opera: precarietà nel lavoro , privatizzazioni, sostegni a missioni di guerra, restrizione di diritti nel mondo del lavoro e dei sindacati, nessuna apertura a diritti civili, nessun cenno alle continue rapine del territorio (tav, basi usa,discariche, inceneritori, ecc ecc).
Un Diliberto sempiterno che si prepara al ballo a cui chiamano banche e confindustria preoccupate come non mai, di far pagare i costi della crisi dell’economia capitalista ai lavoratori tutti, ed ai settori popolari.
L’alternativa di società anche solo usata come citazione, viene relegata in soffitta, e si ritorna in pista con un chiodo fisso: VINCERE ! Il PD, incassa la nuova dichiarazione d’amor d’intenti, e sa di poter contare su servitori politici granitici nel loro essere stampelle dell’esistente.
A me sembre che da Grassi a Diliberto, da Vendola a Salvi in barba ad autoconvocati e minoranze interne ed alle innumerevoli divisioni, forti del richiamarsi alla democrazia pur scavalcando le pratiche di percorso democratiche (congressi ed organismi interni diventati optional ), sono tutti protesi nel ritrovare un piccolo posto su cui accomodarsi per risolvere i propri inesauribili piccoli appetiti da politici di professione e di piccoli burocrati per l’eternità.
La logica del menopeggio vede nella pratica e nei progetti della sinistra di governo un nuovo corso, porta dritti dritti al non aver domani, ma al Diliberto, al Vendola e a tutti quelli che guardano a loro con infinita fiducia questo poco importa.
Anche Diliberto (come Vendola, solo che nel suo caso e a questo punto non so cosa sia peggio, non ne parla nessuno eccetto l’intervista di qualche tempo fa linkata sopra) corre per vincere, mica può nello stesso tempo farsi pure le domande, figurarsi il cercare le risposte, roba di altri tempi, vorrebbe dire il tornare a far politica, e questo non è proponibile a chi vuol fare solo una bella carriera da professionista della politica-politicante. Per favore non disturbate il piccolo manovratore, altrimenti non riesce neppure a concentrarsi e va a finire che si ricorda che sta ancora parlando (e questa è la cosa grave!!) a nome dei comunisti.
Ma per davvero voi dell’Ernesto (con cui ho condiviso le stesse posizioni all’ultimo congresso votando e facendo votare il 3° documento) volete andare nel PdCI di Oliviero Diliberto?
Criticate giustamente le posizioni del nostro partito e poi volete entrare in un partito che almeno ai miei occhi è mille volte peggio del PRC? vi volete unire al coretto di Diliberto?
Non pensate sia meglio costruire dentro al parito
- insieme ai compagni di base di “essere comunisti” che non condividono l’ipotesi di costruire l’ennesima (attraverso appelli triti e ritriti) “Sinistra” senza aggettivi che punta dritta dritta all’unità con Vendola,
- o con i compagni di Sinistra Comunista che come a Napoli (e non solo li) non condividono piu le indecisioni e gli equilibrismi presenti nella loro area
- o insieme ai compagni Pisani e toscani che temono e giustamente l’ennesima bolognina,
- e insieme a tutti (e sono tanti te lo assicuro) compagni che avendo sostenuto Ferrero e continuando a sostenerlo sono profondamente delusi da queste sue continue indecisioni e “non-posizioni” che ha portato ad una non linea politica e ad un vuoto di potere (e quindi anche di immagine) dove tutti a partire da Grassi (che oltre agli appelli rilascia interviste insieme a Steri sul Manifesto dove traccia la linea politica del partito) fanno un pò come gli pare?
insomma non sarebbe piu proficuo restare e dare battaglia?
considerando il fatto ultimo ma non meno importante che, che che se ne dica, sono in molti i compagni sia dentro al PdCI (compagni onesti che guardano con fastidio e livore a Diliberto) sia fuori che continuano a guardare al PRC (e non alla FdS di Salvi, Diliberto e Patta) con speranza per ripartire con un progetto come quello che proponi te nel tuo intervento?
Pensate sia meglio abbandonare il PRC per approdare nel partito dei “comunisti tutti d’un pezzo” del sempiterno Diliberto?
Con profonda stima ma anche con mille perplessità vi invio cordiali saluti.
Infatti, non si capisce perché in un Pdci che ritorna a teorizzare l’internità fissa nel centrosinistra l’ernesto dovrebbe trovarsi a suo agio. Secondo me finirebbe per trovarsi all’opposizione di Diliberto e senza neppure la possibilità di dirlo con proprio sito perché sarebbe accusato di frazionismo e alla lunga espulso come Rizzo.
PER MARIO GUASTAFESTE
mi pice anche il nome GUASTAFeSTE PRC come per sottolineare che i due nomi sono una cosa inscindibile.
bel contributo interamente condivisibile, stasera alla Bianchini di Genova abbiamo un direttivo, dedicato alla FDS vorrei tanto essere capace di dire le cose che hai scritto.
Caro Mario Guastafeste PRC,
ti scrivo per ringraziarti per i complimenti all’intervento, ma sopratutto per interloquire con alcune delle cose che scrivi.
La prima cosa riguarda il Pdci.
Non facciamo caricature delle posizioni politiche, per esempio affermando che ci sia chi è pronto a “fare armi e bagagli” per entrare nel “vero partito comunista”, o che la linea politica di Diliberto sia quella, per semplicità, di fare “la sinistra del centrosinistra”. Le cose non stanno così. Ho avuto modo di discutere a lungo con Diliberto di queste vicende (per poter realizzare l’intervista di cui qui riporto il link: http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19450) ed è del tutto evidente che su punti fondamentali (Governo, Unione Europea, ruolo dei comunisti….) le cose sono assolutamente lontane dalle caricature (non tue) che vengono fatte. Leggere per credere.
Sulla vicenda del governo poi, è del tutto evidente che siamo tutti impegnati (tutti, Pdci incluso) nella costruzione della FdS e che alle elezioni la scelta su programmi, simbolo elettorale, accordo o meno con il Pd verrà fatta tutti assieme come FdS. E poi basta guardare alla collocazione che il Pdci aveva in alcuni territori (provincia di Torino, regione Campania,…) prima della nascita della FdS, dove era fuori dalla coalizione di governo e all’opposizione del Pd, mentre noi di Rifondazione eravamo in giunta. Questo per dire (ci sono ovviamente altri casi dove la situazione era speculare) che una semplificazione delle cose non riesce a cogliere la complessità dell’articolazione politica. Ad oggi, chi sta ponendo in maniera esplicita il tema del governo e degli accordi è Patta e Lavoro e Solidarietà, magari con l’assenso più o meno esplicito di alcuni settori del Pdci e del Prc: una trasversalità decisamente evidente che ci dovrebbe far abbandonare l’idea di un Pdci governista e spingere tutti noi ad una riflessione ed uno sforzo (anche teorico) sul ruolo dei comunisti in questa fase storica, la politica delle alleanze, l’impossibilità di partecipazioni a governi, la lotta contro l’Ue,…. Rinvio ancora una volta all’intervista a Diliberto per il sito de l’Ernesto online.
Invece è uno il punto su cui vorrei ritornare. Tu dici: “voi pensate che per “essere o fare” i comunisti basta darsi per simbolo la falce e martello, la bandiera rossa e chiamarsi partito comunista? Rispondo per voi: SI! “.
Vorrei invece rispondere io per quel che penso.
Oggi c’è nel paese un elemento di radicalità e di resistenza molto importante. Basta guardare al NO di Pomigliano per rendersi conto che c’è un pezzo della società italiana ancora non omologato e che non si arrende. Ma questa resistenza (come la lotta contro la Base dal Molin, contro la Tav in Val di Susa, contro la chiusura di una azienda,…) per poter reggere nel tempo, ha bisogno di fare un salto di qualità, uscire dal “particolare” e diventare una critica consapevole e radicale a questo modello di produzione. Perché questo salto e questa coscienza si attivino, è indispensabile un lavoro soggettivo e di lunga lena dei comunisti. Ecco perché, per me, è centrale oggi la questione comunista, non per amore di un simbolo o per una questione nominalistica. Poiché nella relazione di Ferrero la proposta è stata, nei fatti, quella di un partito antagonista, credo che la riflessione del Prc su questo punto sia arretrata e poco condivisibile. Ed oggi la costruzione di un forte soggetto rivoluzionario che lavora per il cambiamento e per svolgere il ruolo di cui parlavo prima, è impensabile senza la costruzione di un forte ed unitario partito comunista (la cui premessa è un processo “ricompositivo” e ricostituivo dei comunisti oggi diversamente collocati). Ecco perché i compagni de l’Ernesto pongono l’attenzione sul Pdci (partito disposto da tempo a dar vita ad un processo di unificazione col Prc). Ma è possibile oggi rimuovere questo punto? Io credo proprio di no. E con questo senza voler per nulla sminuire l’apporto di altre comuniste e comunisti diversamente collocati (a partire dai compagni della Rete dei Comunisti, per esempio, o ai tanti comunisti oramai senza tessera ed ai tanti giovani che non hanno mai fatto politica e che vivono con sofferenza le ingiustizie di questa società). Rimuovere questo tema come se oggi il Prc fosse un partito forte ed autosufficiente, credo sia sbagliato. E poi si rimuove il fatto che, un pezzo non minoritario del gruppo dirigente del Prc coerentemente con quanto sostenuto da tempo, crede superata la battaglia per l’esistenza di un partito comunista autonomo nel nostro paese e pone l’accento sulla costruzione di un nuovo partito della sinistra.
Per questo i compagni de l’Ernesto sono disponibili a fare una battaglia assieme a tutti coloro (tu citi pisani, toscani, campani, compagni di base di diverse aree, …) che mettono al centro della riflessione la costruzione di un forte ed unitario partito comunista. Ma anche consapevoli che i tempi stringono. In autunno è stata lanciata una assemblea per unire la sinistra, aperta a diversi soggetti (dal Prc a Sinistra e Libertà, passando per il manifesto). Ma se questa assemblea si concludesse con la nascita di un coordinamento più o meno permanente tra i vari soggetti promotori (un forum per l’unità della sinistra?) cosa aspettano tutti gli altri compagni a rilanciare sul terreno della questione comunista? (e quindi: quali idee? quale partito? quali rapporti a sinistra? come unificare i comunisti? quali lotte? … discussione questa che faremmo bene a far partire il prima possibile e a non rimandare più alle calende greche o peggio ancora a rimuovere).
E poi dovremmo lavorare per allargare la FdS il più possibile. Proprio per scongiurare che diventi un nuovo partito, dentro cui far sciogliere Prc, Pdci e gli altri, e per far sì che diventi il luogo dell’unità della sinistra d’alternativa (indipendente dal Pd). Finché resterà così, il rischio è che il congresso di dicembre diventi quello di fondazione di un “nuovo soggetto politico”, con buona pace di tutti i nostri discorsi sull’autonomia e l’indipendenza dei comunisti… Ma l’impegno per la riunificazione dei comunisti non solo non è in contrapposizione con il lavoro per la costruzione e l’allargamento della FdS, ma è addirittura propedeutico perché aiuta a tenere ben divisi i piani (questione comunista, unità della sinistra), che sono infatti distinti e complementari.
L’ho fatta decisamente lunga (ed avrei altre mille cose da dire!) perché non sono un grande frequentatore di blog e nuovi media e non riesco ad essere sintetico…
Un abbraccio a Mario e a tutte gli altri compagni. Continueremo certamente questa discussione che, in autunno, sarà al centro del nostro dibattito politico.
Francesco Maringiò
Grazie
per la tua risposta,
ho apprezzato molto!
Un caro saluto
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19590
Intervento di Francesco Maringiò
l’Ernesto Online del 20/07/2010
Comitato Politico Nazionale PRC del 17 – 18 luglio 2010
Care compagne e cari compagni,
ho trovato la relazione del segretario ricca di spunti analitici interessanti e per me condivisibili, ma anche ricca di provocazioni, che certo non aiutano a fare un passo in avanti. Vado per punti.
1) Liberazione.
Come membro di un organismo dirigente del partito, non mi sottrarrò dalla necessità di una sottoscrizione per il giornale di partito, questo non è in discussione. Ma con sincerità e chiarezza devo dire che respingo categoricamente la logica craxiana della “politica dei due tempi” in base alla quale prima si propone il risanamento economico e poi una discussione sul miglioramento del giornale. Così non funziona. Faccio parte del Dipartimento Esteri del partito e devo dirvi che è davvero difficile lavorare nelle reti di solidarietà sulla Palestina se poi il giornale continua a pubblicare le ripetute e non più accettabili provocazioni di Caldiron contro il movimento di solidarietà con il popolo palestinese. Come pure è difficile sentire come mio il giornale, se alle tante volte in cui ho proposto di scrivere articoli sulle assemblee e gli incontri internazionali ai quali partecipavo a nome del partito, non ho mai ricevuto neppure una risposta. E poi è difficile sentire proprio il giornale quando quotidianamente lì si legge una linea politica a favore del progetto Vendola, come in questi giorni, dove a leggere il resoconto degli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi, viene da chiedersi cosa ci stiamo a fare in Rifondazione.
Per questo, la politica “dei due tempi” è sbagliata, ciò di cui c’è bisogno, invece, è di un progetto complessivo: economico, redazionale e di linea politico/editoriale; solo così si può salvare veramente Liberazione e dotarsi di uno strumento utile di comunicazione e di battaglia politica.
2) Analisi di fase e questione comunista.
Concordo, e non ci ritorno, su molti punti toccati dal segretario: dall’analisi della crisi al giudizio su Sinistra Ecologia e Libertà. Ma se questa è l’analisi (ossia di un lungo e freddo inverno politico e sociale) allora trovo carente la proposta di come ci attrezziamo alla lotta ed alla resistenza del prossimo periodo. E trovo incredibile l’assenza nella relazione del segretario della questione comunista e del ruolo che il partito comunista può svolgere in questa fase. Non per tigna, ma per la necessità di una proposta politica, avverto l’esigenza di mettere al centro della nostra analisi la questione comunista e l’esigenza di costruzione di un più forte ed unitario partito comunista in questo paese.
Proprio perché oggi è importante porre una alternativa “alta ed altra” a questo modello di produzione capitalistico. Tanto più vista la “crisi nella crisi” che vive il nostro paese. Ossia la crisi di debolezza strutturale del nano-capitalismo italiano, l’irrisolta transizione del quadro politico a partire dalla distruzione del quadro istituzionale, una profonda crisi morale che mette in evidenza la putrescenza delle classi dirigenti e della borghesia italiana, dentro il quadro complessivo e più generale della crisi economica del capitalismo.
Così come pure è importante porsi il problema della difesa dei diritti e dell’organizzazione del contrattacco sul terreno del conflitto sociale, visto che le classi dirigenti italiane, incapaci di fornire una via d’uscita alla crisi e senza un progetto per il futuro, puntando tutto sulla compressione salariale e sulle ristrutturazioni selvagge e le delocalizzazioni.
Il 36% dei No nella consultazione operaia di Pomigliano ci parla del fatto che nel paese c’è un’importante sacca di resistenza, senza la quale la nostra società sarebbe assolutamente pacificata. Ma quell’elemento di resistenza e di lotta deve essere per noi il punto di ripartenza e di lavoro, rappresentando il blocco storico e sociale di riferimento di un moderno, combattivo ed unificato partito comunista. Perché spetta proprio ai comunisti la capacità di mettere quella resistenza che c’è nel paese su un piano più complessivo di critica sistemica. Un processo dove quindi al sindacato spetta il compito rivendicativo della difesa del lavoro e dei diritti (e qui la nostra vicinanza al lavoro ed alla resistenza della Fiom e di pezzi del sindacalismo di classe è decisivo) ed ai comunisti la crescita di consapevolezza per una critica sistemica che faccia di quell’indisponibilità al ricatto l’elemento attorno al quale lavorare per la costruzione di un blocco storico. Quel che manca a quella resistenza ed a questa lotta è proprio una sponda politica che, storicamente, è quella del partito comunista.
Questo è il punto debole e dolente della relazione del segretario che, di fronte ad una analisi pur condivisibile sulla fase, fornisce come risposta la costruzione di un soggetto antagonista e ribelle, piuttosto che comunista e rivoluzionario. Ed è, come è del tutto evidente, non una differenza nominalistica, ma sostanziale e di progetto politico per il futuro.
Infine mi colpisce il silenzio, a partire dalla relazione, sull’assemblea lanciata da alcuni dirigenti del nostro partito a settembre in nome dell’unità della sinistra. Come mai tutto questo silenzio?
3) Superamento delle aree e nuova maggioranza politica nel partito.
Come ho già detto, la relazione del segretario è stata ricca anche di provocazioni e su questo passaggio ne ho trovati molti. Anzi, la stessa parola d’ordine di superamento delle aree e di unità interna, per come è stata proposta, rischia di essere solo uno specchietto per le allodole per spostare l’attenzione su altro e non sui nodi politici che spaccano verticalmente la segretaria nazionale come il tema dell’assemblea d’autunno di cui parlavo prima.
Un proposta seria di superamento del meccanismo correntizio su cui si attorciglia il Prc sarebbe quella di costruzione di un gruppo di consultazione (un gruppo dirigente di fatto) che in maniera transitoria riunisca i 20/30 quadri fondamentali e rappresentativi di questo partito, come ossatura per la ripartenza ed il lavoro politico. Senza questa proposta tutti gli appelli all’unanimismo mi paiono davvero fuori luogo e legati ad un soggettivismo ed un volontarismo che poco hanno a che fare con l’esigenza di un salto qualitativo in avanti.
Il problema vero è che le maggioranze politiche si fanno al congresso su proposte politiche. Ed al congresso di Chianciano una maggioranza politica era venuta fuori su un programma avanzato. Senza quella maggioranza la segreteria Ferrero sarebbe rimasta nel campo delle ipotesi e mai e poi mai si sarebbe trasformata in realtà. Eppure, subito dopo quella scelta, si è preferito virare in tutt’altra direzione superando “Chianciano”, operando pesanti esclusioni nella composizione della segreteria nazionale e poi ancora allargandola e cambiandone lo spirito con cui era nata e si era formata. E poi dopo abbiamo assistito ad una gestione iper maggioritaria del partito, all’esclusione nei ruoli dirigenti e dell’apparato centrale di coloro i quali non facevano parte (e non per scelta loro) della segreteria nazionale. Ed ancora in queste ore si assiste al fatto che il documento che presumibilmente prenderà il maggior numero di voti e che si vorrebbe rappresentasse uno spirito unitario e di superamento delle correnti vede il fatto che ad oggi, a poche ore dal voto, questo documento circola solo tra alcuni e non viene sottoposto all’attenzione dei compagni che dalla segreteria sono stati esclusi. Trattando così i compagni come vallette, buoni solo ad alzare la mano e dare il proprio assenso, senza poter contribuire a scrivere alcunché.
E poi c’è un punto, che vorrei mi venisse chiarito. Come pensa questa futura maggioranza di rimanere compatta e lavorare assieme se su un punto così centrale, come è quello nel rapporto con Vendola, la si pensa in maniera divaricante? Anche perché la divergenza reale non è tanto tra coloro che vogliono aprire le contraddizioni in quel campo e chi invece trascura questo aspetto. Ma tra chi si sceglie una ipotesi che non mette in discussione l’attuale sistema politico maggioritario e bipolare e chi questo schema lo rifiuta. E così i primi si appoggiano sulla leadership di Vendola che, forte dei finanziamenti di De Benedetti e della Confindustria pugliese, ha le carte per giocare la partita, mentre gli altri dichiarano che dobbiamo rifiutare questo schema per sottrarci dalla morsa bipolare. Non mi pare, questa, una differenza di poco conto. Dov’è allora l’unità e la grande maggioranza in grado di gestire il partito in una fase così difficile? Forse, un po’ più di attitudine unitaria e meno proclami, non guasterebbe.
scusami maringiò, ma se uno in dieci minuti di intervento dice per 13 volte la parola partito (nello stesso tempo in cui la crisi della forma partito è giunta al suo punto più alto), perchè poi ci stupiamo se vendola raccoglie intorno a sè un così crescente consenso, mentre noi ci avviamo all’estinzione?
Caro Maringiò caro Mauro e cari compagni dell’Ernesto,
è molto bello l’intervento di Maringiò!
Veramente come non condividere la parte della politica dei due tempi, la posizione su Liberazione (che anche con la rimozione di Sansonetti) in realtà resta ancora molto da cambiare!
come non condividere l’analisi di fase e la questione comunista.
Insomma nell’attuale deserto del PRC risulta veramente un bell’intervento!
Il problema però resta sempre lo stesso, condivido quando parlate della “costruzione di un soggetto comunista e rivoluzionario” però poi la realtà che volete perseguire sembra andare in tutt’altra direzione… voi pensate che per “essere o fare” i comunisti basta darsi per simbolo la falce e martello, la bandiera rossa e chiamarsi partito comunista?
Rispondo per voi: SI!
Che fate come Claudio Grassi che guida una corrente che si chiama “essere comunisti” e poi stanno sempre li a cercare di costruire questa ca… di “Sinistra” indistinta e senza aggettivi!?
Quello che non capisco di voi dell’Eresto è perchè continuate a guardare con insistenza al PdCI, tant’è che pensate di fare “armi e bagagli” e trasferirvi dal PRC dentro il “vero” partito comunista di Oliviero Diliberto detto anche il piccolo Brežnev, cioè voi dell’Ernesto parlate della “costruzione di un soggetto comunista e rivoluzionario” (a ragione sia chiaro) però guardate sempre e solo in direzione di quell’ Oliviero Diliberto che chiarisce senza infingimenti tattici, il prossimo corso che il suo partito inserito nella federazione della sinistra, intende perseguire: http://digilander.libero.it/assemblea.no/diliberto_unita.pdf.
C’è qualcosa che non mi torna!
L’obiettivo dichiarato (di Diliberto) è il tornare a vincere, e per poterlo fare apre al PD di Bersani e si dichiara pronto a convergere anche alle future elezioni politiche con l’UDC di Casini, partito che nella regione Lazio ha sostenuto la candidata del pdl Polverini (casuale?).
Al segretario del PD Bersani conferisce l’aver sconfitto le posizioni che portavano il PD a correre da solo alle elezioni, e la capacità di dare nuova linfa al centrosinistra con i contenuti (quali??? lo sa solo Diliberto!).
Intervista comunque che ha avuto il grande merito di aver portato alla luce gli intendimenti politici futuri di chi ancor oggi si dice riferimento per il popolo comunista. Senza aver fatto nemmeno un congresso, senza la minima discussione di bilancio del fino ad oggi, ma con sicurezze di percorso, che si danno per uniche possibili (almeno noi nel PRC un congresso che ha “defenestrato” Bertinotti e Giordano lo abbiamo fatto, il nostro attuale segretario e i compagni della segreteria un minimo di autocritica l’hanno fatta e che diamine!!!).
Un’intervista che ha aperto la stagione politica di quella che si può definire una “unione” allargata anche ai democristiani dichiarati di Casini. Nel contempo Diliberto afferma di non poter allargare la “nuova unione” anche a Fini, ma solo perchè dichiaratamente di destra e per non indebolire la sua battaglia (sic).
Nessuna autocritica sul passato governista che ha portato la sinistra nel suo insieme, ai minimi storici. Niente di niente… anzi in perfetto stile Brezneviano prosegue come nulla fosse accaduto.
Nessun bilancio critico del già visto, nessun mettere in discussione atti politici che han visto all’opera: precarietà nel lavoro , privatizzazioni, sostegni a missioni di guerra, restrizione di diritti nel mondo del lavoro e dei sindacati, nessuna apertura a diritti civili, nessun cenno alle continue rapine del territorio (tav, basi usa,discariche, inceneritori, ecc ecc).
Un Diliberto sempiterno che si prepara al ballo a cui chiamano banche e confindustria preoccupate come non mai, di far pagare i costi della crisi dell’economia capitalista ai lavoratori tutti, ed ai settori popolari.
L’alternativa di società anche solo usata come citazione, viene relegata in soffitta, e si ritorna in pista con un chiodo fisso: VINCERE ! Il PD, incassa la nuova dichiarazione d’amor d’intenti, e sa di poter contare su servitori politici granitici nel loro essere stampelle dell’esistente.
A me sembre che da Grassi a Diliberto, da Vendola a Salvi in barba ad autoconvocati e minoranze interne ed alle innumerevoli divisioni, forti del richiamarsi alla democrazia pur scavalcando le pratiche di percorso democratiche (congressi ed organismi interni diventati optional ), sono tutti protesi nel ritrovare un piccolo posto su cui accomodarsi per risolvere i propri inesauribili piccoli appetiti da politici di professione e di piccoli burocrati per l’eternità.
La logica del menopeggio vede nella pratica e nei progetti della sinistra di governo un nuovo corso, porta dritti dritti al non aver domani, ma al Diliberto, al Vendola e a tutti quelli che guardano a loro con infinita fiducia questo poco importa.
Anche Diliberto (come Vendola, solo che nel suo caso e a questo punto non so cosa sia peggio, non ne parla nessuno eccetto l’intervista di qualche tempo fa linkata sopra) corre per vincere, mica può nello stesso tempo farsi pure le domande, figurarsi il cercare le risposte, roba di altri tempi, vorrebbe dire il tornare a far politica, e questo non è proponibile a chi vuol fare solo una bella carriera da professionista della politica-politicante. Per favore non disturbate il piccolo manovratore, altrimenti non riesce neppure a concentrarsi e va a finire che si ricorda che sta ancora parlando (e questa è la cosa grave!!) a nome dei comunisti.
Ma per davvero voi dell’Ernesto (con cui ho condiviso le stesse posizioni all’ultimo congresso votando e facendo votare il 3° documento) volete andare nel PdCI di Oliviero Diliberto?
Criticate giustamente le posizioni del nostro partito e poi volete entrare in un partito che almeno ai miei occhi è mille volte peggio del PRC? vi volete unire al coretto di Diliberto?
Non pensate sia meglio costruire dentro al parito
- insieme ai compagni di base di “essere comunisti” che non condividono l’ipotesi di costruire l’ennesima (attraverso appelli triti e ritriti) “Sinistra” senza aggettivi che punta dritta dritta all’unità con Vendola,
- o con i compagni di Sinistra Comunista che come a Napoli (e non solo li) non condividono piu le indecisioni e gli equilibrismi presenti nella loro area
- o insieme ai compagni Pisani e toscani che temono e giustamente l’ennesima bolognina,
- e insieme a tutti (e sono tanti te lo assicuro) compagni che avendo sostenuto Ferrero e continuando a sostenerlo sono profondamente delusi da queste sue continue indecisioni e “non-posizioni” che ha portato ad una non linea politica e ad un vuoto di potere (e quindi anche di immagine) dove tutti a partire da Grassi (che oltre agli appelli rilascia interviste insieme a Steri sul Manifesto dove traccia la linea politica del partito) fanno un pò come gli pare?
insomma non sarebbe piu proficuo restare e dare battaglia?
considerando il fatto ultimo ma non meno importante che, che che se ne dica, sono in molti i compagni sia dentro al PdCI (compagni onesti che guardano con fastidio e livore a Diliberto) sia fuori che continuano a guardare al PRC (e non alla FdS di Salvi, Diliberto e Patta) con speranza per ripartire con un progetto come quello che proponi te nel tuo intervento?
Pensate sia meglio abbandonare il PRC per approdare nel partito dei “comunisti tutti d’un pezzo” del sempiterno Diliberto?
Con profonda stima ma anche con mille perplessità vi invio cordiali saluti.
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19592
Documento politico presentato dall’area de l’Ernesto
Comitato Politico Nazionale PRC del 17 – 18 luglio 2010 – “Tra la crisi del governo Berlusconi e la crisi del modello di sviluppo italiano l’esigenza di un partito comunista di lotta, di quadri e di massa”
La grande crisi capitalistica sta spingendo le classi dominanti europee – come in Grecia – verso soluzioni socialmente di destra : potrebbero esserlo anche politicamente e ciò dipende dalla reazione delle masse popolari.
In Italia abbiamo alcune peculiarità:
a) Una debolezza strutturale del capitalismo italiano rispetto agli altri capitalismi occidentali. Il modello affermatosi negli anni 80 della piccola e media impresa diffusa (a partire dal nord-est) è divenuto prevalente con lo smantellamento della grande industria pubblica (attuato in buona parte da governi di centro sinistra negli anni 90); esso si avvaleva delle periodiche ‘svalutazioni competitive’ della lira, divenute impossibili con il passaggio alla moneta unica dell’euro. Il peso della piccola e piccolissima impresa è divenuto prevalente. Per l’esiguità delle sue dimensioni è sempre meno capace di sostenere la concorrenza sul mercato mondiale. La soluzione del capitalismo italiano è stata reazionaria. Ha investito poco in innovazione e nuove tecnologie, ha vissuto di bassi salari, supersfruttamento, lavoro sempre più precarizzato (opera anche dei governi di centro-sinistra, cfr. il pacchetto Treu nel 1997) e nero. Il nanocapitalismo italiano è stato la base sociale della Lega Nord.
b) Un’irrisolta ‘transizione politica italiana’, cioè la fuoriuscita completa dal quadro costituzionale politico della ‘prima repubblica’ e il passaggio compiuto ad una forma costituzionale fondata sul maggioritario bipolare, il presidenzialismo, una costituzione liberista e proprietaria, antitetica a quella sociale del 1948 (come mostrano gli espliciti attacchi dei ministri di Berlusconi all’art. 1, all’art. 41, ecc.).
c) Una profonda crisi morale, un sistema politico fondato su spese eccessive e clientele, ipertrofico rispetto agli altri capitalismi occidentali. Il berlusconismo, l’aperto uso del pubblico per interessi privati, ha fatto il resto.
L’Italia attraversa quindi una crisi nella crisi. Data la debolezza strutturale del capitalismo italiano, la distruzione del settore pubblico dell’economia, le classi proprietarie scelgono l’arroccamento a difesa dei propri privilegi. La manovra di Tremonti è un modello esemplare in questo senso : si colpiscono gli interessi popolari, non si intaccano rendite e redditi elevati.
Il modello Marchionne tentato a Pomigliano è l’espressione più chiara delle tendenze del capitalismo italiano, alla cui guida si pone ciò che è rimasto della grande industria privata, la FIAT. A Pomigliano – e ora a Melfi – si tenta l’affondo antioperaio. Il capitale richiede piena libertà di manovra, totale potere sull’uso della forza lavoro in fabbrica, praticando rappresaglie e licenziamenti politici. Contro la scelta della Fiom a Pomigliano, che ha colto il significato politico dell’attacco di Marchionne, si è schierato un blocco proprietario che va ben al di là della compagine berlusconiana e comprende, oltre i sindacati gialli e filo padronali, un’ampia area del PD e tutta la grande stampa. La resistenza operaia è stata perciò tanto più importante.
La grande crisi capitalistica è destinata a durare a lungo. Al di là di alcuni fenomeni occasionali, di giochi di potere e ambizioni personali, al fondo delle fibrillazioni della compagine governativa – scontro Berlusconi-Fini, tensioni tra PdL e Lega – vi è la crisi, che mette in difficoltà la piccola e media impresa del nord-est e non solo (ci dice qualcosa il suicidio di oltre una decina di piccoli imprenditori del nord-est? Sono decine e centinaia le piccole imprese che chiudono, con poco clamore ancora, poiché intervengono i paracadute di precedenti riserve familiari). Il fatto più evidente è stato lo scontro tra governatori regionali e rappresentanti delle autonomie locali con Tremonti, che alla fine è riuscito ad imporre la sua linea politica di pesanti tagli di trasferimenti alle regioni.
Il federalismo fiscale (la legge quadro fu approvata lo scorso anno con i voti, oltre che del centro-destra, dell’Idv e l’astensione del PD, e solo una manciata di contrari dell’UDC) rivendicato dalla Lega nord acuirà la competizione e lo scontro tra regioni per la ripartizione delle risorse, mettendo in crisi l’unità del Paese.
Le classi proprietarie italiane non costituiscono un blocco unico e sono divise circa il rapporto con la UE.
Nella UE si è affermata la linea economica del capitale a base tedesca (la Germania copre oltre ¼ del pil della UE) che ha imposto – nella crisi del debito sovrano greco, portoghese, spagnolo, ecc., che esprimeva anche l’attacco del dollaro all’euro nella competizione interimperialistica tra le due aree valutarie – una politica di lacrime e sangue per tutti i partner subalterni della UE. Politica alla quale si sono piegati tanto i governi di destra che quelli – e spesso con maggior zelo – di centro sinistra (Zapatero, Papandreu).
La borghesia italiana non si mostra in grado di fornire una via d’uscita dalla crisi, che non sia quella di confermare il modello di attacco alle condizioni delle masse, tagliando le spese sociali (che tecnicamente sono salario indiretto), le pensioni (salario differito) e i salari diretti e chiedendo totale e assoluto potere sulla forza lavoro. Un modello che comprimendo ulteriormente i consumi interni punta all’esportazione sui mercati emergenti. La FIAT è la punta di diamante di questa operazione e si propone alla guida del capitalismo italiano, egemone sulla piccola e media impresa.
Al di là di questo, non vi è nessuna politica industriale italiana. Lo smantellamento delle imprese pubbliche e il rifiuto di un intervento pubblico nell’economia continuano ad essere gli assi portanti non solo del governo Berlusconi, ma anche dei partiti dell’opposizione parlamentare (PD, IDV, UDC). L’unico soggetto che abbia provato a proporre un’idea di rilancio dell’intervento pubblico è stata la CGIL nel suo ultimo congresso, e appare oggi priva di una sponda politica.
Il governo berlusconiano del malaffare (dalla protezione civile alla ‘p3’, con un elenco di ministri e viceministri costretti alle dimissioni) perde consensi sia rispetto alla propria base naturale di classe (dal grande al piccolo capitale), che rispetto a quelle masse conquistate dalla figura e dal mito dell’uomo più ricco d’Italia. Le politiche antipopolari, i tagli alle spese, i tentativi di tagliare le tredicesime rendono meno solido il consenso.
La frazione borghese ‘illuminata’, quella che fa capo al gruppo De Benedetti-L’Espresso Repubblica, e che ha in Scalfari uno dei suoi principali esponenti, cerca soluzioni di ricambio, cerca una repubblica borghese ‘normale’, senza le intemperanze e gli eccessi del berlusconismo.
In periodi di crisi economica l’ostentazione della corruzione – come accade col governo Berlusconi – può essere pericolosa. E così il conflitto di interessi, lo sfrontato uso privato del bene pubblico. Si va componendo quindi all’interno delle classi proprietarie uno schieramento, ancora magmatico, che pensa ad una fuoriuscita dal berlusconismo, senza modificare la politica neoliberista. Si può ipotizzare che, se la crisi economica si accentuerà, magari con un attacco speculativo al debito pubblico italiano (come è stato per Grecia e Portogallo), potrebbe darsi una soluzione simile ad un 25 luglio 1943, un fronte ampio liberista e proprietario, ma vestito di normalità, senza eccessi populistici, e più in linea con la grande borghesia europea. Nel PdL vi è già chi si candida al ruolo di Badoglio…
Tuttavia il berlusconismo, con i suoi eccessi e intemperanze, col capo carismatico, col presidenzialismo de facto, ha alla base del suo successo ragioni non effimere né casuali: solo esso è riuscito a mediare tra le diverse frazioni capitalistiche italiane e ad ottenere consenso popolare. La sua affermazione è stata accompagnata e favorita dalla personalizzazione estrema della politica, dalla trasformazione in senso presidenzialistico degli statuti delle regioni italiane (1999), dalla scelta di adottare il modello USA delle primarie, per cui è il personaggio e non il programma di un’organizzazione collettiva come il partito politico ad essere in primo piano. Il superamento del berlusconismo, in quanto leadership carismatica del singolo, potrebbe richiedere l’affermazione di un altro leader della provvidenza, di un altro capo carismatico, capace di catturare consenso popolare. Al berlusconismo ‘cattivo’ si potrebbe contrapporre un berlusconismo ‘buono’, al Berlusconi di destra un Berlusconi di sinistra…
Non si può ignorare che questa è una delle possibili soluzioni cui stanno lavorando alcune frazioni del capitale che fanno capo al gruppo Repubblica-l’Espresso. E che – indipendentemente anche da ciò che soggettivamente esprime il governatore pugliese – egli viene oggi sponsorizzato come possibile alternativa al berlusconismo di destra, in un modello politico che, con la definitiva fuoriuscita dalla Repubblica del 1948, si pensa fondato sulla delegittimazione dei partiti politici e l’affermazione del rapporto diretto tra il capo e le masse. Si moltiplicano in modo preoccupante le dichiarazioni di Vendola sui partiti politici come luoghi della morta gora, stantii, decrepiti, cadaverici.
La crisi italiana, in cui vengono al pettine i nodi di una transizione reazionaria ancora incompiuta – dalla Repubblica democratico-sociale del 1948 alla repubblica neoliberista presidenziale – e quelli della grande crisi capitalistica si presenta aperta a diverse possibili soluzioni, in una situazione ancora magmatica e in movimento.
A. Il colpo d’ala berlusconiano – con una messa a tacere dell’opposizione finiana e una ristrutturazione del Pdl.
Ma ciò non è facile. La crisi economica è reale e non si ferma con i proclami. E la borghesia italiana potrebbe non gradire la permanenza di un governo che non è più in grado di mediare tra le diverse frazioni e non cattura più il consenso. E può essere screditato a livello internazionale.
Di qui le possibili soluzioni borghesi di alternativa al berlusconismo senza intaccare il dogma neoliberista.
B. Larghe intese proposte da Bersani.
C. Nuova leadership del fronte antiberlusconiano affidata a Vendola nelle prossime elezioni (anticipate o meno che siano).
L’opposizione di classe
Sul terreno sociale e culturale si esprimono resistenze, e volontà di opposizione alle politiche capitaliste. Il 36% di NO al piano Marchionne a Pomigliano, contro un enorme blocco di forze, dalla grande stampa al Pdl a gran parte del Pd, ne è un esempio. E le lotte operaie dall’Asinara a Melfi, da Torino a Milano. Il milione di firme raccolte nella campagna per l’acqua-bene comune è un altro. Il potenziale di opposizione sociale non è stato del tutto azzerato. La resistenza è possibile, ma bisogna registrare l’enorme divario tra potenziale di opposizione sociale e espressione politica di essa. C’è oggi un drammatico vuoto politico.
In questa situazione di crisi è esiziale la mancanza di un forte e organizzato partito operaio di classe, del partito politico comunista. La crisi economica, politica, sociale, morale italiana richiede una direzione politica di classe, che indichi uno sbocco, tappe intermedie, un programma di transizione. Un partito comunista capace di essere il perno di una politica di alleanze sociali e politiche, capace di costruire un fronte di resistenza popolare e di indicare uno sbocco politico concreto.
Questa forza politica comunista oggi non c’è, è divisa in diversi rivoli; l’unità dei comunisti, a partire dall’unificazione di Prc e Pdci è stata osteggiata e rimossa, in un modo o nell’altro, dalla maggioranza del Prc e dall’intera segreteria nazionale, lasciando incancrenirsi una situazione bloccata e senza sbocco visibile.
Sulla scena politica di questo Paese squassato da una crisi multilaterale i comunisti e le forze della sinistra di classe (e cioè anticapitalista e per il socialismo) non hanno voce, né proposta politica.
Occorre al più presto ricostruire un partito comunista degno di questo nome, un partito che, guardando alla prospettiva del XXI secolo, con tutti i nuovi aspetti e questioni che la fase attuale dell’imperialismo mondializzato pone, sappia recuperare e rilanciare le esperienze migliori e più avanzate del comunismo del ‘900 e della storia e della cultura del movimento comunista italiano e della “sinistra di classe”, che contribuì allo sviluppo del movimento operaio e popolare nel decennio 1968-77. Un partito comunista non si costruisce in laboratorio, ma nel fuoco della lotta. È la situazione di crisi mondiale e la specifica e peculiare crisi italiana dentro di essa che lo richiede.
Occorre rilanciare con forza, superando preclusioni ideologiche, settarismi, manovre di ceti politici autoreferenziali, il percorso di unità dei comunisti per la costruzione di un rinnovato partito comunista.
La Federazione della sinistra
Bisogna prendere atto che, nel pieno della crisi economica e politica italiana, la FdS non è decollata come soggetto politico. Si contano forse sulle dita di una mano le iniziative politiche che essa ha assunto in tutto il territorio nazionale. Sono rare eccezioni le province e le regioni in cui si sono costituiti formalmente dei coordinamenti, e in gran parte dei casi sono rimasti sulla carta. Ha prevalso all’interno del Prc o il rifiuto pregiudiziale per un’alleanza con i comunisti italiani, percepiti come ‘vetero’, estranei alla cultura del Prc, ancora fortemente impregnata di bertinottismo nelle sue diverse versioni, o il tentativo di annessione e azzeramento di essi. Oppure si è tentato di stravolgere ciò che inizialmente era la federazione – che, in quanto tale, è per definizione accordo tra parti politiche distinte, e queste sono nella stragrande maggioranza il Prc e il Pdci, con una presenza pressoché simbolica di Socialismo 2000 e, spesso incerta e contraddittoria, di Lavoro e Solidarietà. Il coordinamento della FdS si costituiva solo se intervenivano altri improbabili soggetti (anche singoli e non rappresentativi di alcun partito o forza organizzata).
Il mandato del Cpn di aprile che affidava alla segreteria il compito di costruire coordinamenti della Fds è stato ampiamente disatteso dalla segreteria, al cui interno si sono espresse posizioni apertamente critiche verso il processo federativo e il suo imminente congresso. La FdS è stata osteggiata, vi sono state forti resistenze al processo federativo sia nel centro che in periferia, con motivazioni di destra e di ‘sinistra’.
A parole si è affermata la necessità dell’unità, nella pratica essa si è boicottata. E da parte di un settore del Prc si è promossa un’alleanza che superava nei fatti la FdS per costituire un altro soggetto (cfr. appello per la sinistra unita).
In conclusione la Fds si è bloccata perché non si voleva l’incontro col Pdci.
Da ‘sinistra’ si è avversata la Fds nel timore che essa sostituisse il progetto di unità dei comunisti.
Da un lato e dall’altro si è operato in una logica miope e settaria.
Abbiamo sempre sostenuto (cfr il nostro doc al cpn di settembre 2009) che i processi della Fds e dell’unità dei comunisti sono distinti e convergenti. Che l’unità dei comunisti era il mezzo migliore, il perno essenziale intorno a cui costruire un ampio fronte di resistenza e di lotta sociale e politica. E ciò rimane tuttora valido.
La Federazione è un percorso di alleanza tra soggetti che mantengono la loro autonomia politica e organizzativa e stringono un patto su un programma politico e sociale. Essa dovrebbe essere meno di un partito politico, ma più di una mera alleanza elettorale.
Se si vuole una ripresa della Fds è necessario liberare il Prc della pregiudiziale anticomunista verso il Pdci. Rimuovere tale questione, fingere che non esista, non favorisce nessun processo unitario, né della Fds, né della costruzione del partito comunista. I due processi distinti e convergenti vanno rilanciati insieme. Al di fuori di ciò vi sarà la colpevole assenza di una forza comunista e di un fronte della sinistra di classe che abbia il minimo di forza, di massa critica, per rispondere alle pressanti questioni che la crisi italiana pone.
Un programma politico di transizione
I comunisti hanno il compito, oltre che di promuovere, sostenere, organizzare le resistenze e le lotte di classe, di darsi un programma politico per questa fase. Ne indichiamo schematicamente i punti:
- Sostegno alla FIOM e al sindacalismo di base nella resistenza agli attacchi padronali, in un progetto generale di ricomposizione/ricostruzione di un sindacato di classe, democratico e di massa.
- Organizzarsi come componente comunista di classe all’interno della CGIL per spostarne l’asse politico verso una più coerente lotta sindacale – che comprenda anche il recupero salariale – e per sviluppare i punti programmatici del piano del lavoro approvati dall’ultimo congresso, quali gli investimenti per la ricerca, il rilancio della scuola pubblica e della formazione. La CGIL è oggi la più grande organizzazione sindacale, è l’unica grande forza organizzata che pone, seppure in termini generici, la questione dell’intervento pubblico in economia. Per questo una battaglia organizzata dei comunisti nella CGIL diviene un fronte importante.
- Battersi per un intervento pubblico e sotto controllo democratico e sociale in economia, ricostruendo la presenza pubblica nei settori strategici quali, ad esempio, quello delle telecomunicazioni, contrastando i licenziamenti in atto alla Telecom rilanciando la programmazione pubblica e democratica. Questo obiettivo, che oggi appare molto difficile e lontano, ha comunque un forte valore simbolico, e può essere subito concretamente praticato, a determinate condizioni, a livello di regioni.
- Ritrovare le ragioni della questione meridionale
-Battaglia per la difesa e il rilancio della Costituzione repubblicana, per il suo carattere democratico-sociale e non liberista, per la centralità del parlamento contro il presidenzialismo, per il ripristino del sistema elettorale proporzionale puro senza forme di sbarramento.
- Riprendere con forza la questione morale come questione politica. L’interesse pubblico, sociale, e non quello privato deve guidare l’agire dei politici e dei funzionari dell’amministrazione pubblica in tutti i settori.
- Politica di pace, ritiro dai teatri di guerra a cominciare dall’Afghanistan.
Fosco Giannini, Urbano Boscoscuro, Francesco Maringiò, Gualtiero Alunni, Nadia Schavecher.
… fuori tempo, certi meccanismi: affannarsi a pubblicare il “LUNGIMIRANTE DOCUMENTO” della corrente “che legge la fase” e non restare mai al merito delle questioni. Che pena! Impieghiamo energie ad unire la Sinistra, a partire dalle battaglie comuni. E’ l’ unica strada…
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19596
Il commento di l’Ernesto online ai lavori del CPN
Comitato Politico Nazionale PRC del 17 – 18 luglio 2010
Si è svolto il 17 e 18 luglio il Comitato Politico Nazionale del Prc. In un clima non di particolare entusiasmo, la discussione si è subito concentrata sulla proposta, contenuta nel documento della segreteria, della costruzione di una nuova grande area di maggioranza del partito, capace di superare le aree oggi presenti. Intento assolutamente nobile, anche se certamente non risolvibile con una voto su un documento. Ma alcuni nodi rimangono ancora irrisolti.
1) il primo riguarda il fatto che, la maggioranza dei consensi che il documento della segreteria ha raccolto, non esprimono affatto una comune visione su molti punti. A partire per esempio sul ruolo che sta sempre più assumendo l’assemblea per l’Unità della Sinistra, lanciata da alcuni compagni della segreteria nazionale e fortemente osteggiata da tutti gli altri nel corso del dibattito nel Cpn. Il fatto che su un tema così delicato si produca un’iniziativa (oggi appoggiata pure dal manifesto) rispetto alla quale il segretario sente il bisogno di differenziarsi con nettezza in più di un passaggio, ci dice dell’unità solo apparente del gruppo dirigente.
2) altro tema centrale sul quale la segreteria non ha una posizione unitaria è il rapporto con Sinistra e Libertà e con Vendola. Le differenze non sono tanto sull’esigenza di aprirci relazioni, quanto sul rapporto da avere, vista la sua scelta di restare nel campo del sistema bipolare e maggioritario e sfidare (con le primarie) il Pd sul terreno della leadership nel centro-sinistra. Che fare allora? Su questo la segreteria nazionale non ha una posizione unitaria.
Rispetto a queste divergenze profonde si è preferito non approfondire il dibattito e non rendere permeabile il documento della segreteria (che pure impugna la bandiera dell’unità interna la partito) ai contributi di chi, della segreteria non fa parte.
Non è facile invece fare un calcolo sui voti finali al documento, vista lo stratagemma usato di contare solo i voti degli altri documenti (5 per il documento de l’Ernesto, 5 per quello di Falcemartello) e gli astenuti (4), ma non di quelli a sostegno del documento della segreteria (ovviamente la maggioranza) dove però in maniera evidente pesavano molte assenze, segno questo tutt’altro che trascurabile.
Ho letto/ sentito i tre documenti linkati da grassi.
Io non condivido il personalimo di Niki, ma certamente in lui c’è una “modernità comunicativa” che i nostri dirigenti si sognano
La relazione di Diliberto , per chi come me viene dal PDCI non è nulla di nuovo. Non vi è nulla di
nuovo.
Il documento di RC è a mio avviso ” irritante”
scritto in un linguaggio paleolitico, farcito di slogan Es” lottare contro la precarietà ec ec” , ma che vuol dire se non ci scrivi come vuoi lottare per questi obbiettivi? cosa vuol dire se non elabori proposte alternative alla vigenti? sforziamoci anche in sintesi a scrivere qualcosina che non siano solo proclami o slogan .
Care compagne , cari compagni la vedo proprio buia
stefano, il problema dei tre documenti citati da grassi è che uno di questi vive nel dibattito politico del paese, gli altri due nelle discussioni di pochi militanti. Hai ragione, è sempre più nera.
Vendola parla parla parla (e 7 volte su 10 di bibbia santi e cristianesimo) e poi lo si invita a fare una manifestazione e dice di no.
Buona lotta con uno così. Gli si sciupa il cachemire regalato da zio fausto?
- domanda seria, quando la parte di SEL prodiritti si opporrà a qualunque critica su casapound, che farete???-
O l’antifascismo è un’optional?
concordo pienamente con te compagna laura…impegnamoci tutti insieme (per quelli che ancora ci credono) a fare conoscere la federazione della sinistra ai cittadini…è l’ora di darci da fare…la tv non ci vede i giornali nemmeno?e allora facciamoci vedere noi…la FDS non deve morire…può essere l’unica reale alternativa….perchè se muore muore l’unica possibilità di fare una sinistra realmente alternativa al centro sinistra…compagni che adorate tanto vendola…voi veramente credete che lui possa rappresentare l’alternativa??lui vuole distruggere il centro sinistra ha detto…e poi cosa fa?prende lui il potere del centro sinistra e sarà un leader come berlusconi solo che di sinistra…
diamoci, anche tu compagna laura, tutti da fare in mezzo alla gente con i volantinaggi…dobbiamo avere maggiore evidenza all’interno della popolazione…coraggio compagni non molliamo…avanti con la FDS
saluti comunisti e ambientalisti dalla valle di susa
Sottoscrivo in pieno quello che ha detto ALEX, basta con le chiacchere e sosteniamo Nichi Vendola e la Sinistra unitaria di quel progetto, non può più esserci nessun rilancio politico per chi ancora ragiona come il secolo passato.
Giusto, infatti è cambiato tutto dal secolo scorso: i padroni non esistono più, l’industria è in mano ai lavoratori, non ci sono più guerre, nè discriminazioni razziali o di genere, la fame è scomparsa dal pianeta e finalmente lavoriamo tutti insieme a ripristinare l’ecologia.
Che notte benedetta, quella tra il 31 dicembre 1999 ed il primo gennaio del 2000!
Andiamo tutti a festeggiare col mitico Nichi, nuova stella del nuovo firmamento!
Proprio perchè i padroni esistono ancora, e con loro le guerre, le carestie, la povertà, servirebbe una sinistra che cambia le cose, non che sventola solo le bandiere, anche quelle più belle. C’è poco fa fare, ma la differenza tra la sinistra di vendola e quella di diliberto e ferrero sta proprio qui, o almeno così appare: vendola appare capace di ridare una speranza al paese, e nell’esercizio quotidiano del governo ottiene qualche risultato, gli altri due sembrano solo dei nostalgici di una storia morta e sepolta. Del resto, la brutalità dei numeri parla più di mille commenti: due anni dopo il congresso di chianciano, vendola e ferrero sono stati entrambi candidati alla presidenza di una regione. Il vincitore di chianciano ha preso l’1,5%, lo sconfitto di chianciano il 49%.
Possibile che nessuno, neache per un attimo, non sia sfiorato dal dubbio che eleggere ferrero segretario e non vendola sia stato il più grande errore politico degli ultimi anni?
“o così appare” appunto.
L’ha detto chiaro e tondo che lui sta a metà tra gli operai e i poteri forti…
- se lo dice uolter ci si incazza lo dice vendola no?-
Lo sconfitto di Chianciano ha giocato in casa, non si è nemmeno sognato di rischiare dove ce n’era più bisogno e no, non credo affatto che sia stato un errore politico eleggere Ferrero, semmai lo sarebbe adesso inseguire le favole mistiche di Vendola.
Uno spettro si aggira sull’europa mentre i proletari di tutto il mondo si univano….non ricordo esattamente quale anno fosse,ma sicuramente il nonno del nonno del nonno del nonno dei miei bisnonni forse non era ancora nato.Perdendomi in questi ricordi quasi dimenticavo di dire che nel frattempo si è scoperto che lo spettro era effettivamente un branco di lupi mannari e che i proletari,che mi preme sottolineare non erano globalizzati,non è che si unirono tanto.Io sono stato 50 anni ad aspettare il sol dell’avvenire,dal turno delle 22 con smonto alle 07,00,e dalle 17,00 fino alle 20 in sezione.Non si è presentato nemmeno una volta,a meno che io non abbia capito l’appuntamento.Poi ho riflettuto,con l’aiuto delle 150 ore e anche di Angelo ,il segretario di sezione buonanima,e ho partorito un idea:fu il crisianesimo,e lo fu anche il luddismo,sicuramente la rivoluzione francese,e ancora più sicuramente la rivoluzione d’ottobre..cosa furono?le risposte che la civiltà cercava di dare prima ai romani,poi ai padroni delle ferriere inglesi,e ai nobili ma sempre dello stesso soggetto si trattava.E dunque ho pensato:ma come questi ci mangiano e ci hanno mangiati vivi e la civiltà risponde con fenomeni socioculturali?L’ultima che io ricordo era il Comunismo..anch’esso si è dimostrato un fenomeno socioculturale,una tendenza avrebbe detto il capo degli erremoscisti…è sparito pure lui..e il branco di lupi mannari è semrpre la.Mo detto tra noi,terra terra,che cazzo ci inventiamo?o meglio vi inventate perchè materialisticamente il mio tempo è quasi finito.Sti cacchio di intellettuali..sempre a inventà mode e tendenze
caro roby vendola ti posso assicurare che non rappresenta una alternativa…anzi…siccome lui riesce ad attrarre gente è quello giusto per battere le destre e per rinnovare la sinistra…ma per piacere…anche berlusconi è molto simpatico e attira la gente o sbaglio…???mediatate perchè secondo me e molti altri vendola è solamente un populista, un berlusconi di sinistra…
io non sono una pecora…non sono mai andato dietro al gregge..e sopratutto al pastore che guida questo gregge…mi dispiace ma io preferisco seguire i miei ideali…
voi del PRC che adorate tanto vendola…quando sarete in SEL ditemi se il vostro pensiero comunista è contato qualcosa…SEL non è altro che un partito personale…libertà…ma…per me libertà significa anche criticare vendola…e quando lo faccio puntualmente mi prendo insulti…se questo è SEL…be dio mi salvi…nessuna voce può remare contro…bel partito…
caro grassi:
a proposito del documento votato allutimo cpn che tu dici votato a maggioranza,io o una altra versione nel modo che è stato approvato.
che non è stato votato avete solo votato i documenti alternativi presentati da falce e martello e laltro presentato dal,ernesto bocciandoli ma non avete messo ai voti il documento cosi detto di maggioranza tanto che non dite con che numeri è stato approvato secondo qualcuno avete dato per scontato che chi non a votato gli altri documenti era daccordo con quello presentato dalla segreteria ma un voto finale non cè stato bella democrazia intena abbiamo.
a proposito di correnti
o letto la lettera aperta firmata dai segretari di sezine e da compgni del cf di piacenza sulla vostra festa e sulla polemica sulle correnti anche se condivido alcuni aspetti non mi trovano daccordo una polemica
il giorno prima della apertura della festa è anti producente per la festa ma anche per il partito in generale.
ma anche perche saranno presenti non come spettatori ma anche alcuni parleranno dal palco, dai compagni non è conpresa e aumenta la incompensione sul prc sia locale sia nazionale.
su vendola che sembra che ami tanto avro tempo di spiegarti la mia contrarieta sulla festa perche io ci saro quasi tutte le sere
compagni tutti della dirigenza, compagnio grassi…ho guardato un sondaggio (sia chiaro che io non ho mai creduto ai sondaggi) di crespi ricerche che aggiorna le inenzioni di voto ogni settimana…primo non so quanto attendibile sia…questo è datato il 21 luglio e ci da all’1,8%..quello del 13 luglio al 2,2%….non so bene cosa possa significare…una cosa la so di sicuro….nessuno o quasi conosce il processo della federazione della sinistra all’interno della cittadinanza..non ci conoscono è questo il grave problema compagno grassi…la tv non ne parla mai(mentre parla pure fin troppo di vendola..osannato tra l’altro dalle reti mediaset..ma…), sui giornali siamo dei fantasmi…bisogna farci conoscere dalla popolazione…bisogna avere maggiore evidenza all’interno del panorama politico..altrimenti si muore…bisogna tornare in mezzo alla gente in modo attivo…volantinare…parlare…fare comizi…feste non interne al partito ma feste in grandi piazze con concerti ecc…stare più in mezzo agli scioperi, manifestazioni…trovare il modo di andare più in TV e sui giornali, migliorare i blog e i nostri spazi su internet…
se non si fanno tutte queste cose, se il partito e tutta la FDS non si impegna a fare queste cose, siamo destinati a scomparire…e questo magari non per la nostra mancanza politica (che pure deve essere maggiore l’incisività e l’alternativa nel documento della FDS) ma è per mancanza essenzialmente di visibilità…bisogna tornare visibili in tutti i modi possibili…e si può…ma se non si fa caro grassi e cara dirigenza…be scompariamo del tutto…
dal punto di vista politico, invece, secondo me il documento della FDS dovrà essere molto più critico..dovrà contenere maggiormaente il comunismo e l’ambientalismo…la FDS dovrà essere una formazione politica realmente autonoma dal PD e dal centro sinistra (in cui oramai si può includere anche SEL)…bisogna invece dialogare maggiormente on la sinistra movimentista, comunista e anticapitalista e fare tutti insieme la FDS…secondo me guardare tanto a SEL e vendola che respinge tutti i nostri inviti non ha senso affatto…a questo punto bisogna guardare ai movimenti, alla rete dei comunisti, sinistra critica e tutte quelle formazioni che abbiano interesse ad unirsi e fare un polo anticapitalista e comunista…ci vuole coraggio e continuare sulla nostra strada…
Per Andrea,che ha nei confronti di Vendola un infantilistico odio!Il sondaggio di Crespi che citi e’ vero che da alla Fed il 1,8% ma da’ anche un altro dato quello di SinistraEcologiaLiberta come mai non lo citi?Lo cito io! Un entusiasmante 5%!!!! Giustifichi tutto cio’ con una sorta di complotto mediatico contro Ferrero e pro Vendola? Ma dai! Non e’ mica colpa di Nichi se il max che riesce a fare il Prc e’ un noiosissimo cpn dove si mette a punto nientemeno che la bozza della Fed,e’ un anno che parlate,e Vendola invece riunisce 1500 under40 a Bari per lanciare una sfida di nuova sinistra al vecchio centrosinistra candidadosi per le primarie!tu a chi daresti spazio? Tutto gli spazi che Vendola e SEL hanno se li conquistano coi denti e con innovazione! Parli della mediocrita’ della comunicazione web del Prc-Fed? il sito di SEL e’ quotidianamente aggiornato con piu’ post non solo di Vendola se i vostri siti sono obsoleti e mai aggiornati(il sito federazioneellasinistra.it e’ IMBARAZZANTE!!)
PER ALEX.
MA non perchè se uno si dice come Andrea che è contrario a Vendola, subito saltate agli insulti personali, questa è l’innovazione che vai predicando e che praticate? l’innovazione consiste che se si rimane ipnotizzati dalle narrazioni/affabulazioni di NICHY va bene, si è intelligenti e di questo secolo, se invece uno è vaccinato alle narrazioni di NICHY avete gli ordini di passare agli insulti? perchè tu puoi parlare liberamente male (come il tuo capo) di rifondazione e della FDS e Andrea no?. Andrea non viene a fare l’infiltrato nel tuo partito che come parli si vede che tu in vece sei stato assoldato,dal partito di Vendola come è uso e costume dei Vendoliani ,come abbiamo potuto verificare nel congresso dove nell’enclave di Vendola cerano più iscritti al partito che residenti, oppure avere spudoratamente mentito, dicendo una cosa e facendone un altra, la differenza tra te ed Andrea è che Andrea (beato lui) è un giovanissimo (come ebbea dire lui stesso)che ha una passione questa passione la esercita non militando nella quinta colonna (o colonna infame)come te che invece di dare il tuo contributo nel sito di Vendola fai invece per Vendola il provocatore, creando scompiglio e disturbo nei siti degli avversari anche io potrei fingermi Vendoliano e scrivere sul vostro sito in modo speculare a te ma non lo faccio perchè non credo in simili mezzucci.
dico queste cose non per difendere Andrea che non ne ha bisogno, ma mi sento queste accuse addosso perchè in molte cose su Vendola la penso come Andrea,io mi auguro che tu voglia chiedere Scusa ad andrea, perchè un minuto dopo lo farò io con te(consideralo gia fatto) che ho voluto con fatica praticare la tua filosofia, perchè ti sfido a dimostrare che nei precedenti post io abbia mai offeso personalmente qualcuno, altra cosa sono i giudizi politici che tu ed Andrea potete avere e professare liberamente, senza che qualcuno per questo si sente autorizzato ad insultarvi.
ti saluto senza rancori e con amicizia spero che tu capisci lo spirito.
Nono quale infiltrato di Vendola,chiangiano non so’neanche in che provincia si trova,sono un elettore di Rifondazione da quando avevo 18anni,votai alle politiche del 2001 e poi ho sempre votato Prc fino alle europee dello scorso anno poi a queste regionali ho votato Sel(vivo a Potenza)non sono un iscritto ma un semplice appassionato di politica.Non volevo insultare nessuno e mi dispiace se qualcuno si e’ offeso,poi una cosa che e’ un brutto segno tu dici “insultare gli avversari” AVVERSARI voi della Fed di Sinistra?Ma davvero siamo ridotti a sto’ livello? no non ci voglio credere! io spero,da appassionato di sinistra che SEL e la Fed vadano assieme in piu posti possibile,ho letto di Milano con Pisapia,ma spero anche per Napoli,Reggio Calabria con Canale che e’ el Pdci e che gia’ dovrebbe avere l’appoggio di Idv e spero si unisca anche SEL,e spero che accada qualcosa del genere anche a Torino e Bologna!Per le primarie di Vendola?io saro’ ottimista ma credo che alla fine da qui a 2 anni qualcosa accadra e alla fine anche la FED si unisca,sarebbe un peccato
Beh vendola ha detto “la fds è un cimitero” “sono ridotti così male sono speranzoso”
dobbiamo considerarlo un amico un compagno o un fratello?
Io lo chiamo avversario. E per gli attacchi e per il tipo di politica che vuole fare e rappresentare.
PER ALEX.
grazie per avere risposto, e per esserti dichiarato, tu stesso hai detto di votare Vendola, libero di farlo senza per questo sentirti menomato, non stupirti però di sentirti chiamare avversario, infatti non ho usato la parola nemico che adopero solo per i veri nemici di classe, avversario è invece appropiato, infatto noi consideriamo avversari anche il PD, eppure una volta stavamo nella stesso partito come con Vendola, ma se Vendola ha deciso di abbandonare Rifondazione per fare una OPA al PD non è colpa mia, mi auguro che appasionato(come ti definisci) di politica stai seguendo passo passo le manovre di Vendola, le polemiche con Dalema, gli appoggi ei fan dentro il PD, mentre di rifondazione neanche ne parla , lui non è interessato a rifondazione, ma il suo comportamento, per chi ha qualche anno più di te , (che per come parli sembri relativamente giovane avendo votato per la prima volta nel 2001)ricorda quello di Bettino Craxi, quando voleva fare la riforma elettorale in senzo presidenzialista,magari con il doppio turno alla francese,sperando (il Craxi di allora come il Vendola di oggi)che piùttosto che un democristiano noi coministi avremmo votato lui magari al secondo turno, Vendola fa lo stesso non si cura di noi, lui da l’assalto al vertice del PD perchè noi secondo lui e anche secondo te e molti ammiratori dentri la FDS dovremmo comunque votarlo perchè tra Berlusconi e Vendola noi dobbiamo preferire Vendola.
questa non è politica è miseria,piccolo cabotaggio, ed è l’unica cosa che questi tempi sanno produrre,
ti rtinnova saluti ed amicizia, Carlo.
caro alex…a mi dispiace del tuo messaggio per un semplice motivo…io non ho insultato vendola mentre tu mi hai insultato o sbaglio?io ho fatto (e continuerò a fare) una critica verso niki vendola perchè per me rimane e rimarrà un leader referenziale..è solamente vendola che comanda SEL o sbaglio??io preferisco mille volte un cpn come quello di rifondazione dove almeno avvengono le discussioni…
a poi dici di non essere un infiltrato…be hai detto tu stesso che voti vendola o sbaglio?comunque è penosa il tuo commento non il mio…io come te abbiamo il diritto di criticare chi ci pare e piace…ma senza insulti…se io a volte sono un po duro nei commenti lo sono perchè sono appassionato…a differenza tua io sono appassionato della storia del comunismo e non della sinistra…
ogni volta che mi permetto di attacchare vendola vi offendete subito voi di SEL..sembra di colpire un re e forse più…a poi voi di SEL ci definite un cimitero…i militanti ci definiscono anche peggio…e noi non dovremmo dire niente contro vendola…be proprio questo non mi va..tu dici che il sito della FDS è imbarazzante…ti do ragione che non è il meglio…ma quello di SEL?ogni post vendola quì vendola li….c’è solo ed esclusivamente vendola..non si parla di altro…un po’ noioso se permetti…cmq le adunate oceaniche di vendola…ci credo che a bari c’erano 1500 persone…vediamo se viene a torino quanti ragazzi ci saranno…molto molto di meno te lo assicuro…
comunque io ho il diritto di criticare SEL e di parlare bene della FDS…tu invece di insultare o cmq mancare di rispetto no…
cordiali saluti comunisti (non vendoliani)…cmq non sei solo te ad essere un po’ maleducato…anche lo steso vendola quando ci ha definito cimitero…
non illuderci adesso non ci potremmo mai unire a SEL…
saluti comunisti
il vostro avversario e’ Sel e il Pd? bah! provate a contattare quel 2,7% di elettori che hanno votato FED e chiedete che ne pensano,siete cosi’ convinti? ….. neeanche il Pci anni 50 era cosi’! ma continuando cosi’ ma quanto potete prendere alle prossime elezioni? e poi cosa fondamentale,ma non vi accorgete che questa storiella dell’ accordo tecnico e’ solo un antipasto per farvi digerire,a quei pochi che sono stile’ anni 50,un accordo di governo con il csx? ma li sentite Ferrero,Grassi,Salvi,Patta(letto cosa ha scritto oggi su il manifesto?)Diliberto(che e’ stato alleato del csx dal 96 al 08)ma davvero siete cosi’ ingenui nel credere che la FED non stara nel csx? ahahahahah beata ingenuita’! e li ci sara’ da ridere,voglio vedere tutti quelli che dicono “il Pd e’ il partito dei padroni!” “mai con Vendola” “solo un accordo tecnico con questi!” si voglio proprio vedere,ma vi sembra da persone sane di mente se il Pd,Idv,Sel dovessero dare la possibilta’ a un partito che al max prende dal 2,5%/3 di essere decisivo eventualmente nel fare cadere un governo come e’ la Lega che invece prende il 10%? ma siete matti?e allora a quel punto fatela la scissione dalla FED e andate da soli con Ferrando,Cannavo’ e Rizzo! uuuh!
orribile
be poi ad esempio il movimento 5 stelle, di cui sia chiaro non condivido per niente l’aspetto politico, è completamente autonomo al centro sinistra…eppure è calcolato dai sondaggi al 3,5 %…quindi non è vero quello che dici te
… e tu pensi anche che il movimento 5 stelle vada da solo?Ribeta ingenuita’!
“Credo che da sole le primarie, senza un movimento di massa che protesti contro le politiche antidemocratiche ed antisociali, non siano efficaci per cacciare Berlusconi”. questo e’ un comunicato stampa di Ferrero …. per Andrea ed altri frequentatori di questo blog a cui vengono le paranoie a sol sentire un ragionamento politico di unita’ delle sinistre e di dialogo con Vendola ve lo traduco dal politichese in modo piu’ semplice “cari compagni di Sel(Ferrero e’ ovvio che si rivolge a Vendola&Sel)se diciamo gia’ da ora che appoggeremo Nichi(tra veri compagni ci si rivolge per nome)quelli che sono per il Pcibonsai si rivoltano,quindi facciamo una manifestazione assieme,prima il forum delle sinistre,poi fateci fare il congresso,alle prossime comunali noi appoggiamo Pisapia a Milano,voi Canale(Pdci) a Reggio qualche altra cosa c’e’ la inventiamo e cosi’ possiamo poi appoggiarti alle primarie perche’ cosi’ “abbiamo fatto il popolo” ….. che peccato per i nostalgici di Ferrando e D’Angeli! sara’ per la prossima volta! …. o invece avete coraggio e finalmente abbondonate il Prc(e i posti da deputato che vi spetterebbero come quota di minoranza interna)e lo fate sto’ Pci-bonsai? dai fatelo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
“posti da deputato”? quali?
compagno matteo…come al solito tu non capisci mai quello che dico…ancora con sto cazzo di PCI bonsai??sei ridicolo…io non voglio un PCI bonsai…se avessi letto con attenzione io sono a favore della FDS e non vedo l’ora di potermi iscrivere…io vorrei solamente che la FDS sia un pochettino più comunista…vendola non mi piace ok?è UNA COLPA?io non voterò vendola alle primarie eventuali…è una colpa?o ogniuno è libero di fare quello che vuole?se a me non piace il suo modo populista di far politica che ci posso fare…io sono per la FDS ma che non sia come SEL…infatti tutti anche i dirigenti rimarcano la cosa che non sarà come la FDS…poi sinceramente…quelli di SEL non ci vogliono assieme…capitelo per favore…vai a vedere il loro sito e i commenti che fannop sulla FDS prima di parlare…quindi diaologo si…ma unione no…leggi bene prima di commentare
ancora con “hai visto quello che dicono sul sito i Sele ecc.” Primo,sono le considerazioni di militanti e non dei diregenti,i dirigenti di Sel dicono altro,cioe’ l’esatto contrario i quello che dici tu,come accade in questo blog,tanti a dire “facciamo il Pci-bonsai(tu dici che vuoi la FdS? e non e’ un Pci-bonsai? Secondo te 6 mesi dopo il congresso quali partiti aderirrano alla FdS? nessuno! rimarrano solo Prc-Pdci e non e’ un Pci-bonsai? dirai ma parliamo con Sinistra Critica! aeh e non e’ ancora piu’ Pci-bonsai?!) ….. ma poi i dirigenti per fortuna pensano di fare altro,Vendola accolto come una star alla festa di Grassi e altre iniziative …. mettetevi il cuore in pace ….. la FdS sara’ alleata di Sel e Vendola!!!
cosa intendi per alleata?che faranno un unico cartello elettorale?non credo proprio vendola non lo vuole e nemmeno la FDS…ma che stai dicendo?se lo facessero tutti i voti che vendola sta prendendo da quelli del PD si perderebbero…fantapolitica…cmq continui a non capirmi…
nessun dirigente della FDS ha mai parlato di unirsi e fare un cartello elettorale con SEL…si è parlato di unità di azione, battaglie comuni, un cammino comune…ma grassi ha ribadito che la FDS è un progetto diverso da SEL..o sbaglio?nessuno vuole unire i due progetti…si vuole unità di azione, un impegno comune questo si…ma altro no…alle comunali in alcuni posti si andrà assieme…ma questo non significa unità dei due progetti politici…mi sa tanto che sbagli compagno…poi perchè hai questa ripugnanza verso di me?
PER MATTEO ANDREANI
quando ci si sveglia con un motivo in testa non te ll togli più dalla mente,
qualunque cosa che Andrea propone tu gli replichi,PCI bonsai,sembra che non c’è scampo l’unica via sarebbe andare con VATE, ma in quel modo faremmo un PDbonsai perchè SEL è un PD bonsai e sei sicuro che un PDbonsai sia MEGLIO DI UN pciBONSAI, A TE ed ai posteri onere onore di scioglire l’enigma.
caro matteo poi non è vero che lo pensano solo i militanti di SEL…l’intervista di vendola dice chiaramente che siamo un cimitero..questo è ancora più grave di quello che dicono i militanti…e noi ci dovremmo alleare con il nuovo comandante…ma va…io con lui (come molti altri in questo blog…la maggioranza) non vogliamo nessuna unità politica con SEL e con vendola…unità di azione e su alcuni punti si…ma non fusioni o liste elettorali…
compagno CLAUDIO GRASSI…batta un colpo…ci sono tanti commenti che chiedono direttamente a lei una risposta…
sappiate tutti quanti che la base non vuole un nuovo SEL…vogliono una forza autonoma dal centro sinistra e dal PD..vogliono una forza realmente anticapitalista e comunista…questo deve essere la FDS…basta seguire vendola…la base non lo vuole…chi lo vuole vada in SEL..
la nostra speranza miei e di molti miei amici, del movimento no tav (parte ovviamente), dei movimenti in generale vogliono una forza realmente autonoma..maggiore dialogo con i movimenti e non con SEL…maggiore dialogo con i partiti alla nostra sinistra (senza che matteo mi parli nuovamente di sto caz..o di pci bonsai)..maggiore mobilitazione della FDS (perchè non organizzare una manifestazione con tutta la sinistra anticapitalista,comunista con i movimenti invece che lanciare continui appelli a vendola?)..perchè non fare un forum di tutta la sinistra anticapitalista comunista, ambientalista e non solo organizzare forum con pezzi inesistenti di SEL?perchè non prendere posizioni più decise sulla tav come su molte altre cose?compagno grassi più coraggio…e tutti noi aspettiamo risposte chiarificanti
a me sembra che il titolo del post “dalle parole ai fatti” sia errato. Siamo ancora alle parole (nel bene e nel male), in quanto un “documento politico” è costitutito da parole e pensieri e ideali. Che sott’intendono un’azione, ma la vedo ancora distante. Vorrei concretezza davvero (i “fatti”, dunque) e vorrei che al prossimo congresso della FDS si stabilisse, in un documento ORGANIZZATIVO, questa FONDAMENTALE regola:
“in ogni territorio oggetto di elezione (amministrativa, provinciale, politica etc etc) la FDS decide al proprio interno come presentarsi (in alleanza o meno, con accordo tecnico o meno, etc.). In caso di divergenze la MINORANZA (degli iscritti? dei soggetti fondatori? decidete voi) NON PUO’ PRESENTARSI con il proprio simbolo in contrapposizione a quello della FDS” (esempio se il PRC viene messo in minoranza dagli alleati, il PRC non potrà presentare in quell’elezione il proprio simpolo o una lista in contrapposizione a quella della FDS).
Altrimenti si possono trovare tutti gli aggettivi per la FDS (unitaria, plurale, etc. etc..) ma i problemi CONCRETI rimangono. E parlo di territori dove PRC e PDCI si sono presentati ancora divisi, e quindi ci ritroviamo spesso con rappresentanti all’opposizione di giunte con all’interno assessori di un altro partito della FDS. Assurdo.
comunque caro grassi è indispensabile che la FDS sia realmente alternativa e autonoma dal PD, dall’ IDV e tutto il centro sinistra…perchè se non vi è questa autonomia non si va da nessuna parte….bisogna essere fortemente autonomi e alternativi al centro sinistra, senza però fare vincere la destra sia chiaro…
comunque per quanto riguarda il dialogo con SEL…be ho guardato anche il video che tu hai postato di vendola…be non mi piace proprio per niente…come non mi piace molto SEL…tanto sul loro sito la gente che partecipa ai vari blog ci insulta solamente…ci ridono dietro e basta…la base di SEL con noi non vuole niente a che fare…è questo compagno claudio grassi il problema…non è tanto nostro il problema…il problema è interno a SEL…la maggior parte dei militanti e dei dirigenti a noi non ci vogliono e per capirlo basta andare sul sito di SEL e vedere il cortese no che vendola ha dato a ferrero per una manifestazione unitaria…a me grassi sembra che inseguire SEL con ste proposte di unità di azione e luoghi comuni della sinistra sia come inseguire un fantasma…
la FDS deve quindi creare la vera alternativa all’interno del paese…e per farlo bisogna essere autonomi e alternativi nella proposta di programmi…incentrare il programma della FDS sui valori dell’antifascismo, dell’ambientalismo (opponendosi al nucleare, alla tav e ad altre mille porcate), al comunismo (maggiore presenza di questo elemento all’interno del documento sarebbe gradito da molti e molti compagni), socialismo (che invece è nominato più volte…sia chiaro deve essere assolutamewnte nominato…ma dare un po’ più di rilevanza alla parola comunismo si compagno grassi altrimenti)e per ultimo ma non in ordine di importanza l’ANTICAPITALISMO…anche questo aspetto a mio avviso dovrebbe essere ricalcato maggiormente
AMEN!
compagno claudio grassi…
non vorrei averla messa in difficoltà con la questione della TAV….ma io insisto…perchè il no alla TAV non è all’interno della bozza di programma della FDS..?secondo me è essenziale perchè la TAV è l’essenza del capitalismo..è un opera inutile che grava sulle spalle di tutti i cittadini e non solo sulla popolazione della valle di susa….secondo me se la FDS non avrà al proprio interno la sua contrarietà alla TAV perde di credibilità..perchè se la FDS si dice una forza di alternativa e anticapitalista che senso ha non mettere questa cosa della TAV..??sarebbe proprio una grave mancanza compagno…e questo non lo dico solo io ma lo dice l’intera popolazione della valle di susa…lo richiede tutta la valle di susa….
in attesa di una tua risposta…con rispetto
cordiali saluti
andrea
…e per fortuna che qualcuno recentemente mi ha detto che sono attaccato alla falce e martello perché comunque un assessorato ci scappa quasi sempre cacchio!
Piuttosto mi sembra il contrario, grazie ai nostri mitici dirigenti!!!
Mi limito a dire una cosa sola: una volta, non una sola volta ho letto comunista, comunismo, alternativa comunista etc etc.
Ma allora perchè al congresso di Chianciano non abbiamo tutti compatti votato la mozione Vendola?
Mi vergogno del nostro partito, se questa è la linea che passerà.
Apostrofando una famosa pubblicità: NO COMUNISMO, NO ROBERTO MUSCOLINI.
Saluti Comunisti
Roberto Muscolini
caro compagno condivido la tua analisi se non fosse per una piccola imprecisione: la parola comunista c’è e in un punto molto importante quando si spiegano diciamo così gli ideali della FDS…anche io non ci avevo fatto caso…ti riporto di seguito il pezzo…: “Indichiamo come nostri riferimenti ideali e storici i momenti più alti della storia del movimento operaio italiano, comunista e socialista, l’antifascismo, i movimenti pacifista, ambientalista, altermondialista, femminista e dei diritti civili.”
quindi c’è la parola comunismo…concordo nel dire che il comunismo e io aggiungerei l’ambientalismo e l’antifascismo dovrebbero avere una maggiore importanza e quindi una maggiore presenza all’interno del documento…comunque compagni questa è una bozza…sarebbe bello che ogniuno dicesse del suo per il programma finale della FDS…io rinnovo la questione del NO ALLA TAV…questione fondamentale per un partito che si dichiara anticapitalista e alternativo…saluti comunisti e ambientalisti dalla valle di susa
Io sono stanco di sentire e leggere dalle parole passiamo hai fatti.
tutti sappiamo cosa è giusto e sbagliato, come tendere una mano, come prenderci cura degli altri, come essere compassionevoli e misericordiosi… Insomma, l’elenco potrebbe essere lunghissimo tanto più che penso che come me, ogni giorno tocchiate con mano questa nuova superficialità che ricopre tutti.
Io però a questo punto della mia vita, con lunga militanza nel PCI – PDS – DS ho voglia solo di fatti. E di una sola Parola.
Mi sto stufando. perché l’esistenza che viviamo ci rappresenta, eccome se ci rappresenta…
Proviamo ha fare qualche esempio, se un signore dice di essere contro l’aborto ma poi si porta a letto una gran quantità di donne con le quali non usa neanche il preservativo perché la Chiesa dice di non farlo.
Cerco di non giudicare, ma mi imbarazza, e molto, questo sconto che tutti siamo abituati a farci, questo ritagliare regole su misura per noi stessi, questo raccontarsela generale salvo poi lamentarsi del mondo, come se il lamento fosse la nostra nuova soluzione.
Sicuramente apparirò strano per carità, ma io penso che questo mondo ce lo siamo voluti un po’ tutti, che agli amici voltiamo le spalle noi, che siamo noi che corriamo senza sosta nelle nostre giornate senza riuscire a fermarci, che siamo noi che non tendiamo la mano a chi a bisogno puntando lo sguardo solo sul nostro ombelico, che siamo noi a raccontarcela così bene da essere stupiti e negare forsennatamente se qualcuno ci dice, esempio a caso, che si è sentito pugnalato proprio nel momento in cui si rivolgeva a te a cuore aperto…
E spesso questo succede anche a chi si pone ad esempio per gli altri, no? Pensate, siamo chiamati a votare e se va bene dovremo farlo per il o la meno peggio. Come se non avessimo sotto gli occhi un mondo che va a rotoli… E comunque possiamo votare persone che hanno come migliore qualità quella di spingere sul pedale delle parole, troppo spesso cattive e denigratorie per gli altri, dimenticandosi di fare quel sano esame di coscienza che aiuterebbe tanto…
I lista arrivare in tivù e dire: ho sbagliato a fare questo e se mi voterete di nuovo rimedierò in questo modo? Non sarebbe così difficile, no? E invece solo al pensarlo, viene in mente un’utopia: del resto, viviamo in un paese di non colpevoli, no? Stamattina facevo queste riflessioni tra me e me, davanti a una tazzina di caffè e mi stavo facendo prendere dallo sconforto. Ma dove si può trovare la forza di dire ancora: io non ci sto? .
«Qui ci vuole un diluvio universale», mi dicevo provocandomi da solo. In quel momento, però, anziché iniziare la mia giornata, mi sono obbligato a non muovermi da dove ero, ho voluto restare fermo e in silenzio, lì da solo, all’alba, mentre in casa erano ancora tutti addormentati e, senza rendermene conto, ho perso il senso del tempo. Ma, come spesso accade a chi chiede aiuto a Lui, la risposta è arrivata: per prima cosa mi è tornato in mente don Oreste Benzi.
Penso sempre ai poveri di contenuti, agli umili per cercare un aggancio con il mio sconforto finché la mia ideologia mi tramandi altri pensieri più forti. Al momento anche se sbagli ,sempre sbagli, aver messo prodi da parte. Veltroni aver voluto sfidare Berlusconi da solo, mettendo da parte una grande forza “la sinistra”, quella che tutti chiamo RADICALE:..anche l`arcobaleno, errori madornali….
Uniamoci alla svelta…..
Giovanni Svizzera
Caro compagno Grassi come ho già detto a Paolo, mi spiegate come possiamo andare insieme all’amico Vendola con un centrosinistra che se dovesse malauguratamente vincere le elezioni farebbe esattamente una politica economica come quella del Berlusca, basta vedere i documenti che escono dal PD, continuità con le privatizzazioni e taglio dello stato sociale legami stretti con vaticaso e sopp con le banche e confindustria.
Ti domando sull’afganistan come ci comporteremmo se fosssimo determinanti per non fare cadere il governo, ci metto la mano sul fuoco che in primis REPUBBLICA inizierebbe una campagna contro di noi per dire che se non si accettasse il rifinanziamento della missione cadrebbe il governo e per colpa dei comunisti ritornerebbe il berlusca oppure tu pensi che l’area Vendoliana del prc Rocchi così ci si capisce in quel frangente non farebbe una scissione per non far cadere il governo, e così via per quanto riguarda la politica economica di un eventuale governo di centrosinistra, non parliamo poi di DI PIETRO e del suo responsabile lavoro tal non voglio nominarlo ma tu sai chi è l’ex sindacalista bresciano ci ha definiti quando è uscito dal prc banditi della politica ecc.
Ma con quale sentimento posso votare una alleanza di questo tipo avere come alleati tal PENATI e via dicendo, capisco che bisogna fermare il Berlusca ma con questa armata brancaleone come si fa.
Per due volte ci avete fregato alla grande PRODI 1 E PRODI 2 vogliamo fare il centrosinistra 3.
Mi dispiace ma le condizioni non ci sono qui non siamo nella seconda guerra mondiale appunto l’unità tra comunisti, socilisti, monarchici, cattolici, repubblicani, qui siamo al delirio a chi ci si frega meglio e tu pensi che gli operai la nostra gente e il mondo intero ci capirebbero ma, io credo proprio di no.
Purtroppo non ci sono programmi concreti nitidi posizioni certe, non basta più la manfrina mandiamo a casa il BERLUSCA non ci crede più nessuno, e non vi crede più nessuno, a volte vi sento lontani galassie rispetto i problemi che vive la gente vera reale quella senza compromessi che vorrebbe vedere lla risoluzione dei propri problemi, distinguere il nero dal bianco o meglio il nero dal ROSSO.
Per queste motivazioni se non ci sarà una vera alternativa e una vera autonomia dal PD che adesso non c’è e non si vede anche se so di sbagliare ma il mio voto nel futuro penso sia molto precario a queste soluzioni politiche non distinte e fumose questo è il mio pensiero e il pensiero di molti amici e sopp. compagni del PRC.
PS:
Lottare per mandare via il Berlusca e ritrovarmi i padroni del centrosinistra come Marchionne D’ALEMA e De Benedetti e la sua REPUBBLICA che grida alla censura del Berlusca ma non dice niete della sua censura nei confronti della sinistra comunista mi sembra francamente da fuori di testa.
Un abbraccio comunista
Massimo PRC Milano
OBIEZIONI ( DI COSCIENZA) ALLE “FABBRICHE”
Le cosiddette “Fabbriche”, rigorosamente strutturate per portare “un uomo solo al comando”, hanno fatto irruzione a pieno titolo quali attrici protagoniste nello sconquassato sistema politico italiano ed, in particolare, nella sua disastrata parte sinistra.
Da un lato del tradizionale e articolato schieramento “progressista” (diciamo, se ci è consentito, nella sua porzione più “movimentista”) le “Fabbriche” hanno scatenato entusiasmi e attese di tipo – quasi – messianico, attese fortemente incentrate sull’effetto di un carisma personalistico, attraverso il quale si pensa di rivoluzionare l’intero assetto dello schieramento politico dato.
Ci rendiamo ben conto che è difficile arginare questi sommovimenti attraverso il “ragionare” politico (del resto lo stesso soggetto politico “collaterale” alle “Fabbriche” esclude , al suo interno, la possibilità di un confronto pieno con le opzioni che sostengono questa linea personalistico – movimentista, escludendo in vista del Congresso fondativo la presentazione di documenti alternativi a quello elaborato dai vertici, ed anche la semplice emendabilità. Una riaffermazione del “centralismo democratico” in salsa assembleare, che ci riporta a prima del XVII congresso del PCI, quello di Firenze, dell’integrazione nella sinistra europea, con gli emendamenti di Castellina sulla politica internazionale e di Bassolino – Mussi avverso il nucleare).
Scritto questo proviamo, allora, in tutta modestia e scontando le accuse di “passatismo”,a presentare alcune obiezioni all’impianto politico-programmatico – organizzativo che ci pare sia merso in una lettura all’esterno da queste “Fabbriche”:
1.Sul piano dei riferimenti teorici. Anche in questo caso ci pare che il tema del “ritorno all’indietro”, così presente in questa fase in molti punti del dibattito politico-culturale, si ripresenti con prepotenza: se potessimo definire, infatti, gli ascendenti teorici delle “Fabbriche” li indicheremmo nell’illuminismo e nella emanazione che da questo pervenne ai cosiddetti “pre-marxisti” ( Saint Simon, Fourier ed anche quel Proudhon, protagonista involontario tanti anni fa di una celebre polemica estiva, anch’essa in salsa di politica italiana). Con la sconfitta del’900 appare cancellata di fatto la tradizione di pensiero che ha costruito la storia del movimento operaio europeo (dalla sinistra hegeliana a Marx, giù per li rami, con una concessione per uno spicchio gramsciano); appare urgente, in questa elaborazione che proviene dalle “Fabbriche”, così come era apparsa altrettanto urgente in altre fasi recenti della storia della sinistra italiana, togliersi di dosso il fastidioso fardello del “materialismo storico”;
2.Le “Fabbriche” propongono una analisi della crisi estremamente datata, ferma cioè all’elaborazione prodotta dai Social Forum nell’occasione del G8 del 2001 (elaborazione del resto rivendicata con forza anche nell’occasione, il 21 Luglio, della celebrazione, a Genova, di quei giorni e dell’assassinio di Carlo Giuliani). Riteniamo, ancora molto sommessamente, che la crisi sia andata avanti e che si dimostri proprio su quelle basi l’inefficacia del suo affrontamento da sinistra. Sono state sottovalutate, almeno a nostro giudizio, il permanere – prevalente – delle classiche condizioni di sfruttamento “di classe”, e di conseguenza l’organizzazione delle diverse articolazioni in cui si presenta oggi il lavoro dipendente (la cosiddetta “contraddizione principale” proprio di marxiana memoria) cui si intrecciano, e non si sovrappongono, quelle altre contraddizioni definite, alla svelta, “post-materialiste”. La “contraddizione principale” rimane il fattore unificante della dimensione internazionale della crisi e la ricerca di un compromesso, sotto questo aspetto appare indispensabile, mentre appaiono evidenti i limiti di fondo della politica della nuova presidenza USA del tutto interna alla logica di una crisi ancora segnata dal “neo-liberismo”, incapace di uscire dalla spirale della guerra, limitata da una leadership tutta incentrata sull’affabulazione, prima ancora che sulla comunicazione dei problemi reali. La crisi può essere affrontata in Europa, prima di tutto reclamando con grande forze una dimensione “politica” dell’Unione Europea e riproponendo, unitariamente tutte le forze di tradizione socialdemocratica, socialista, comunista, i temi della programmazione e dell’intervento pubblico in economia (con una grande spinta a piani di settore rivolti alla reindustrializzazione, alle infrastrutture, al recupero del territorio, alla difesa dell’ambiente, alla ricerca e alla innovazione tecnologica, sotto questo aspetto non basta la pur sacrosanta difesa della pubblicizzazione dei cosiddetti “beni comuni”). Temi della programmazione dell’intervento pubblico in economia intesi come limitanti e condizionanti la sfrenata iniziativa di tipo privatistico. A questi elementi va innestato il recupero di un concetto universalistico ed egualitario del “welfare state” ( egualitario, non equanime) e la riconsiderazione, all’interno del quadro europeo, della dimensione di uno “Stato – Nazione” di cui si è celebrato forse troppo presto il definitivo tramonto;
3.Dalle “Fabbriche” arriva una adesione, sul piano delle dinamiche interne al quadro politico italiano, al modello “maggioritario – presidenzialistico”. Una adesione che, del resto, era già venuta da tempo dal PRC (curioso che, dalle diverse scissioni di quel partito, siano sorti anche due altri partiti fondati sul modello elettorale-personale). La partecipazione alle primarie è l’elemento concreto su cui si estrinseca l’adesione a quel modello; c’è da rilevare come, in queste condizioni, si nega nei fatti il persistere di una repubblica parlamentare (superata dalla cosiddetta “costituzione materiale” che prevede già, nell’immaginario collettivo l’elezione diretta del premier) rendendo così difficile la difesa concreta della Costituzione, continuamente messa sotto attacco dalla destra. Il modello “maggioritario – presidenzialistico” dell’elezione diretta e delle primarie (oggi rilanciate a tutto campo, dalle colonne del Corriere della Sera, quale esito di un seminario curato da una componente del PD, cui hanno partecipato anche esponenti dell’IDV e dell’ex-PRC) si muove, oggettivamente, su di un terreno populistico sostanzialmente speculare a quello offerto dalla peggiore destra italiana (con il beneficio delle buone intenzioni, per carità!), negando, proprio da quel versante, la possibilità di costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra italiana, un partito, capace di raccogliere le varie tradizioni e storie attorno a due punti, a nostro giudizio fondamentali: la capacità di “integrazione di massa” e la centralità delle istituzioni rappresentative, a tutti i livelli, cui dovrebbe essere collegato un sistema elettorale di tipo proporzionale che neghi – in ogni caso – l’investitura diretta per cariche monocratiche;
4.Un ultimo appunto, infine, circa le modalità di svolgimento del meeting nel corso del quale sono state lanciate queste cosiddette “Fabbriche”: mi è parso si sia seguito il metodo – appunto – del “Social Forum”, di una discussione per temi sul modello “non deliberativo”, con i meccanismi di democrazia interna del tutto delegati al Capo ed una sostanziale opacità nell’indicare i criteri di partecipazione al confronto politico. Il “tutti dentro”, come sappiamo, rischia alla fine di diventare il massimo dell’opacità nell’espressione di una piena democrazia, perché il “tutti dentro” (il sostanziale assemblearismo) diventa un “tutti fuori” tranne per l’oligarchia che ha tracciato il recinto della discussione.
Savona, li 21 Luglio 2010 Franco Astengo
Caro Franco,
seguo sempre con interesse quel che dici,e a volte anche quello che non dici.Molto più semplicemente,e a te dovrebbe essere chiaro,il solco dentro il quale si muovono le fabbriche sono i pensieri di Ingrao,e per estensione il convegno di Arco di Trento(stare nel gorgo)ed anche la Convenzione per l’alternativa a Roma.Ne più ne meno.Si riprende,sicuramente con i tratti diversi,quello che non è riuscito a concludere quella ampia area di “dissenso” che allora decise di posizionarsi nella sinistra del PCI.
Con affetto
PS(hai dimenticato di citare l’emendamento Ingrao sulla democrazia sindacale e quello della Castellina sugli Stati Uniti)
Caro Renato, grazie per l’interlocuzione. Quanto agli emendemanti ho sviluppato soltanto una citazione a memoria, nulla di più. Quanto ad Arco il momento fu, sostanzialmente di grande confusione: il mio giudizio rimane quello di allora. In quella sede, grazie all’analisi sbagliata di Ingrao chiuse bottega la “sinistra comunista”. Grazie per l’attenzione Franco Astengo
Condivido. Per quanto ritenga necessario un confronto con tutto ciò che sta a sinistra, non posso non notare che Vendola si pone come il messia che ci salverà, il capo che non ha bisogno di corpi intermedi (se non un pugno di fidati pretoriani)perché è in connessione sentimentale diretta col popolo. Da brividi! Come non posso notare come lui e l’ineffabile Giordano, con l’arroganza e la sufficienza che ha sempre distinto i bertinottiani, liquidino la Federazione come “un cimitero” e quello che nella Federazione si dice come “voci dall’oltretomba”. E poi, vogliamo dirlo? non sopporto più la magniloquenza retorica, immaginifica, evocativa e sostanzialmente vuota tipica del peggiore bertinottismo, quella magniloquenza di cui Vendola, un po’ pifferaio di Hamelin, è indiscusso campione
tutti sanno le mie opinioni su vendola…la rispetto come persona ma le sue idee politiche proprio non le condivido..è un leader molto autoritario…che si fa amare dal popolo…sembra che siaun dio…e questo lo dico perchè basta andare a vedere nel sito internet di SEL e vedere i commenti su vendola…lo si osanna…è il capo indiscusso del suo partito e la sua voce è l’unica che conta…be sinceramente sullle future primarie sono molto indeciso…mi sa che non vado proprio a votare…e di sicuro non vendola…non è questione di cento, sinistra centro sinistra….mi spiegate compagni perchè allora non si è votato vendola come segretario a chianciano?se vogliamo così tanto seguirlo…io sinceramente nel suo percorso non lo seguirò….e con me molti altri…non pensate che tutti i comunisti voteranno vendola..è vero è di sinistra, la pensa bene su molte cose…ma su molte altre non c’è condivisione e questo mi dispiace…respingo tutto il processo politico di vendola…
Caro Claudio
inutile dirti che sono d’accordo con la tua proposta di passare dalle parole ai fatti.
bisogna riaprire uno spazio politico a sinistra rimettendo al centro il lavoro ed i diritti
per farlo però serve che il processo costituente della Federazione della Sinistra sia aperto e vero, che ci sia un confronto tra le idee, che ci siano giovani, donne e lavoratori a costruire questo soggetto unitario della sinistra.
infine dobbiamo connettere il processo della Fds a quello di Sinistra e Libertà e alle fabbriche di Nichi
su questo compagno atalmi non sono proprio daccordo o meglio…che cosa intende per connessione tra la FDS e SEL?..dialogo?collaborazione?be spero solo queste due cose…perchè ogni altra cosa sarà respinta dalla base…
bene il 16 ottobre c’e’ la manifestazione della Fiom(coincidenza che poi la settimana opo c’e’ il congresso di Sel?)vabeh comunque chi se ne frega di questo eventuale “regalino” di Landini a Sel ….. comunque a qui al 16 ottobre bisogna ricreare un clima come quello dello(sfortunato)20 ottobre 2007 ….. bisogna che siano coinvolte pienamente FdS,Sel,il Manifesto,popolo viola e ecc. insomma se ricreano quelle condizioni il 16 ottobre grazie anche alla potente macchina organizzativa della Fiom si possono portare in piazza una parte consistente di sinistra …. a proposito,la manifestezione c’e’ ma novita’ e dettagli del forum di settembre
“”Alla fine di questo post – per chi avesse voglia di documentarsi – troverete diversi link che riguardano questi tre momenti di discussione (documento approvato dal Cpn del Prc, relazione di Diliberto, conclusioni di Vendola).
Vorrei fare alcune considerazioni sul Cpn del Prc, riservandomi di intervenire successivamente sulle altre iniziative.
Nel Cpn di Rifondazione ritengo siano avvenute due cose importanti”
prima di intervenire vorrei che qualcuno mi traducesse il significato di una frase su scritta,” DOCUMENTO APPROVATO DAL CPN DEL PRC,RELAZIONE DI DILIBERTO CONCLUSIONI DI VENDOLA”
non so come interpretare,è un elenco di documenti un approvato dal PCR, una relazione di diliberto, una conclusione di Vendola tutte tre domcumenti prodotti separatamente, oppure lo stesso documento approvato dal CPN del PCR con una relazione introduttiva di Dilberto,ed una conclusione di Vendola, se le cose stessero cosi sarei molto stupito che due segretari di partiti diversi dal mio(stiamo parlando del PCR non di FDS)facessero uno la relazione e l’altro le conclusioni, se qualcuno mi può spiegare grazie,
eeeehhh?! ma che a genova ci 54 gradi? ……. e’ cosi semplice che e’ difficile spiegarlo …… domenica in luoghi differenti ci sono state le riunioni del Prc,Pdci e delle fabbriche di Nichi …. che hanno detto? clicca e vedi! cosi’ difficile? ….. mmh e cosi’ la vogliamo vincere la guerra? stiamo messi bene!
PER MATTEO ANDREANI.
caro Matteo, colgo l’occasione per salutarti e ringraziarti, ho gia risposto a Claudio ringraziandolo per la chiarezza ed ho fatto ammenda ammettendo che la colpa è mia perchè non ho avuto la pazienza di appettare di leggere tutto il post, dove alla fine era spiegato benissimo,è difficile per me spiegare a voi che magari vivete in città con la ADSL e magari la fibra ottica,che per me che invece vivo in campagna in una casettina per contomio e pu essendo vicinissimo a Genova città non è servita da rete ADSL fissa quindi devo connettermi con una chiavettina dove a volte raggiungo scambi a velocità ridotta, spesso sotto i 56 kbite dove per scaricare un filmato da YOUTUBE faccio una fatica cane e spesso di stacca improvvisamente, quindi quando scrivo faccio tutto in fretta, faccio della cavolate come quella in oggetto, quando ce un nuovo quesito devo prima scrivere su WORLD non connesso e poi trasferire sul blog, comunque ti ringrazio lo stesso, e non ho difficolta ad ammettere i miei difetti e le miserie umane che ci affliggono, avrei preferito la stesso zelo, anche quando ti rispondo e ti pongo degli interrogativi che meriterebbero risposta ma spesso tu passi sopra, preverisci di più “vincere Facile” come dice una nota pubblicità comunque decidi tu il livello di scambio che vuoi tenere e a me va benissimo, con affetto Carlo.
Caro Carlo,
nessuna confusione di ruoli. Nel mio post si parla del cpn del Prc e se ne parla positivamente. Tuttavia mi sembra utile essere informati su cosa discutono e cosa propongono gli altri soggetti che stanno a sinistra. Per questo ho allegato diversi link oltre al documento approvato dal Prc. Si tratta di documentazione che è utile conoscere, a maggior ragione se non la si condivide. Ti ringrazio comunque per i tuoi commenti che sono sempre stimolanti. Soprattutto si capisce che sono scritti da un compagno che ci crede ancora.
Ciao e a presto
Claudio
GRAZIE CLAUDIO, e MATTEO ANDREANI
La colpa è mia che ho avuto fretta, non ho aspettato di finire di leggere tutto il documento, DOVE ERA SPIEGATO BENISSIMO.
SI VEDE CHE IL CALDO DA ALLA TESTA,
Vendola ha lanciato la sua “volata” ed e’ partito ….. la FdS ha sempre detto che per ora non ci sono le condizioni per un accordo di governo con il csx ma solo un accordo tecnico ma allo stesso tempo la FdS dovrebbe impegnarsi su 3/4 punti chiari su cui poter andare al dialogo (eventualmente programmatico)con il csx,giusto o ho dimenticato qualcosa? …… allora ho una proposta,perche’ questi 3/4 punti non si “creano” assieme a Vendola? logica questo vorebbe o no? …. quei pochi nostri elettori tanto secondo voi cosa voterebbero alle primarie?Bersani o qualche altro Pd? …… e non dite …. ma i nostri non voteranno mai Vendola! seeeh! li avete fatti votare gente tipo la Bonino o De Filippo,Loiero e altri!Una volta che c’e’ da votare uno di sinistra secono voi stanni a casa? visto che andranno votare perche’ non farli pesare come voto “FdS” e portare a casa qualcosa? direte ma Vendola non vince! mmh siete cosi’ sicuri? andate negli archivi del web e della vostra memoria del 05 e appena di qualche mese fa’ quando D’alema,Casini e Emiliano recitavano assieme il d profundis di Vendola e ora ancora si leccano le ferite! ….. e poi se non dovesse vincere …. non saranno primarie come quelle del 05 ma e’ possibile che sara’ uno scenario a 2,Vendola vs Bersani,quini e’ probabile che almeno un 30/35% lo possa ottenere e secondo voi sarebbe una sconfitta?con la conseguente esposizione mediatica farebbe di Sel il secono partito di coalizione vi sembrerebbe una sconfitta? no! allora piuttosto che presentare al csx 3/4 punti presentiamoli a Vendola(anzi potrebbero essere in questo caso anche di piu’) e facciamo in modo che siano nel suo/nostro programma per le primarie …. alle regionali nelle marche e’ successa la stessa cosa al contrario,Sel presento’ a M.Rossi,candidato della FdS,parti del programma …. se accaduto per Rossi puo accadere anche con Vendola no?
compagno claudio grassi…è vero sono valsusino e quindi è ovvio che per me il no alla TAV sia importante…ma lo deve essere per tutti gli italianiin quanto questa opera peserà su tutti noi italiani e non solo su gli abitanti della valle di susa..quindi per questo ritengo importante che la FDS faccia sua la battaglia contro il tav….quì in vlle c’è una resistenza e un movimento che non si vedeva da tanto tempo…
in attesa della tua risposta cordiali saluti comunisti e ambientalisti dalla valle di sua
compagno grassi…
il documento del cpn di rifondazione l’ho ia letto oggi su liberazione…è un buon documento…il mio unico dubbio sta nella questione delle correnti…cosa si intende per correnti?so che ci sono molte aree programmatiche all’interno del PRC e queste aree a mio avviso sono utili…
comunque mi pare molto positivo la bozza del documento della FDS…positivo ma imperfetto (in qunato abbozza) in qualche punto….la parola comunismo non la si legge mai..e visto che 2/3 del partito si dichiarano comunisti be secondo me sarebbe essenziale inserirla, affianco a socialismo ovviamente…a poi per quanto mi riguarda io, nella parte riguardante l’ambiente, inserirei obbligatoriamente il fatto della TAV…ricordo che l’alta velocità in valle di susa è una devastazione ambientale ed uno sperpero economico..insomma è l’essenza del capitalismo..perchè mai il NO TAV non dovrebbe essere nel documento politico…so che rifopndazione è sempre stata contraria..quindi ritengo indispensabile il suo inserimento all’interno del documento…per me e per i comunisti in valle di susa il NO TAV rappresenta un fatto molto importante…la nostra lotta nel territorio continua..sarebbe bello, se la federazione vuole diventare quello che dice, che la contrarietà alla TAV sia inserita nel programma.
aspetto la sua risposta…
salve compagno grassi
ps: il mio vuole essere solo un consiglio…
cordiali saluti andrea…aspettando una sua pronta risposta….
Caro Claudio,
condivido e credo che se questa scelta fosse stata fatta già due anni fa alcuni passaggi degli ultmi mesi sarebbero stati più convinti. Non è però mai tardi per iniziare. L’appello all’unità interna è un’esigenza che i territori sentono fortemente e che spesso non riescono ad applicare a causa delle divisioni nazionali, se alle parole seguiranno i fatti non saranno le aree culturali a sentirsi attaccate ma chi ha sollevato steccati intorno a se stesso e ai suoi simili nell’estremo tentativo di mantenere una posizione che ormai si è persa, questa sì per tutti noi. Il nostro partito rinascerà solo quando capirà che sollevare la testa non serve solo per lottare contro il padrone, ma anche per vedere cosa avviene oltre le nostre teste.
Saluti comunisti,
Laura S.
Caro Claudio,
sarà un percorso lungo e difficile.
Mi risulta, diciamo così, un po’ originale che nel documento politico fondativo proposto in bozza della FDS, di ben 34 pagine, non risultano MAI nominate le parole “comunismo e marx” e solo 3 volte la parola “socialismo” di cui 2 volte nei titoli ed una volta sola nel testo.
Ovviamente detto così può voler dire molto poco. Non è certamente contando le parole che si fa politica (nei fatti) come giustamente dici.
Ritengo però che il documento sia molto debole da un punto vista teorico e di analisi (soprattutto storica).
Non è un po troppo poco per un partito che si richiama alla Rifondazione Comunista? (il PRC per l’oggi e per il domani?)
Non è un po troppo poco per un area programmatica e culturale che si definisce “Essere Comunisti”?
Lungi da me l’idea di essere considerato settario od esclusivamente ideologico, ritengo la FDS l’unico percorso possibile, ma riempiamo il documento fondativo del patrimonio storico del comunismo novecentesco italiano ed europeo.
per quanto riguarda le correnti:
Caro Claudio intendiamoci: sei in segreteria il resp. organizzazione, Ferrero è il segretario generale. Entrambi continuate a parlare di “correnti
politiche nel PRC”.
Sbaglio o in nostro Statuto (del PRC intendo)vieta la costituzione di correnti?
Se,come giustamente sono, riteniamo un arricchimento le aree culturali -programmatiche (tipo Essere Comunisti – Ernesto – Falce Martello – Rifondazione per la sinistra – e l’area-fantasma senza nome di Ferrero e degli ex demoproletari)il problema non si pone.
Se invece non stiamo parlando di aree ma di vere e proprie correnti autoreferenziali, si applichi lo Statuto e si sciolgano.
Avete tutto il potere per farlo, ma concludiamo al più presto questo dilemma che trovo (non per tua colpa) molto strumentale.
Fraterni saluti comunisti
Andrea Bracciali
Caro Bracciali,
nel libro nero del comunismo la parola comunismo è nominata centinaia di volte (una media di 7 per pagina). Il che non ne fa un buon documento politico. Molti compagni hanno una vera passione nel computo delle parole. Non sarà una scorciatoia per non leggere le frasi?
Francesco Galofaro
La parola Comunista è nominata nel documento:”Indichiamo come nostri riferimenti ideali e storici i momenti più alti della storia del movimento operaio italiano, comunista e socialista, l’antifascismo, i movimenti pacifista, ambientalista, altermondialista, femminista e dei diritti civili.”
“Si tratta di evitare che si costituiscano correnti o cordate, … che entrano in contrasto tra di loro, …oppure si uniscono, pur non avendo nessuna base politica comune, per escludere qualcuno dalla gestione del partito” (…)
“Non devono esserci compagne e compagni di serie A e di serie B”
E’ purtroppo proprio quel che è successo, non solo nei territori ma anche a livello nazionale, anche da parte di essere comunisti.
Quindi… “Ci deve essere una corrispondenza tra quello che si dice e quello che si fa”,… DALLE PAROLE AI FATTI