«La Fiat mente sul nostro licenziamento. Sciopero per la verità»

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Intervista a Giovanni Barozzino, rappresentante Fiom di Melfi

di Fabio Sebastiani su Liberazione – 16 luglio 2010

Si allarga la protesta dei lavoratori nell’universo Fiat. Ormai non si sciopera più soltanto a Mirafiori e a Melfi, ma un po’ dapertutto. Ieri è toccato alla ex-Iveco, a Mirafiori, alla Magneti Marelli e alla Itca. Alla Powertrain di Torino Stura, 800 lavoratori sono usciti dallo stabilimento ed hanno effettuato un corteo, segnando una adesione del 90%. Secondo i calcoli della Fiom, le buste paga di luglio avranno una decurtazione di 600 euro rispetto al 2009. Oggi nello sciopero del Gruppo Fiat ci saranno anche le tute blu della Sevel (otto ore) e quelle della New Holland (quattro).
Enzo Masini, responsabile del settore Auto per la Fiom, ha definito le motivazioni della Fiat ai licenziamenti di tre delegati e un lavoratore «strumentali». «Nel caso di Melfi, quanto dichiarato dalla Fiat, ovvero che i tre licenziati avrebbero bloccato i carrelli di rifornimento materiale a lato linea durante uno sciopero, è – secondo il rappresentante di Fiom-Cgil – falso e privo di ogni fondamento». «Del resto, quel particolare tipo di carrelli che si muovono in automatico, in occasione di scioperi vengono immediatamente bloccati dai responsabili operativi dell’Azienda anche per evidenti motivi di sicurezza», ha aggiunto Masini. Il segretario del Prc Paolo Ferrero in una sua dichiarazione equipara l’ad Marchionne al premier Silvio Berlusconi: «Vogliono entrambi distruggere la democrazia». E’ in questa chiave che propone a tutta la sinistra la costruzione di una manifestazione «contro il Governo, e le sue politiche europee, e contro la Fiat».
Liberazione ha intervistato Giovanni Barozzino, delegato Fiom più votato a Melfi, licenziato dalla Sata l’altro ieri. Con l’altro delegato e il lavoratore da due giorni sono sulla Porta Venosina in segno di protesta.

Perché siete saliti lassù?
Abbiamo fatto queto gesto estremo perché, nonostante i sei giorni di sciopero, stava passando tutto in sordina. E poi anche perché vogliamo ristabilire la verità sul nostro licenziamento. Il fatto che fossero stati licenziati due delegati e un lavoratore per la gran parte della stampa nazionale è una cosa naturale, evidentemente; quasi che la Fiat avesse fatto un atto che meritavamo.

Come sono andati i fatti?
Non è successo assolutamente nulla di quello che sostiene l’azienda. Noi stavamo scioperando e nel mentre facevamo piccoli cortei e incontri con i lavoratori. Le linee e i carreli erano fermi. Lo sciopero era unitario, tra l’altro. C’è da dire che subito dopo che il coordinatore ha minacciato di licenziamento il lavoratore, la Rsu tutta ha fato uscire un documento in cui rigettava tali atteggiamenti e confermava che quelle provocazioni non avevano senso. Tutto si era svolto nella massima serenità e democrazia. Questo documento è stato consegnato un’ora dopo i fatti.

Il licenziamento che arriva a sei giorni dalla sospensione cautelare è chiaramente un “meditato” licenziamento politico.
Un licenziamento politico in piena regola. Oltre alla lettera abbiamo consegnato un documento con le firme di 500 lavoratori sotto la Regione Basilicata con gli stessi contenuti dell’altro. E’ un fatto totalmente politico, come a Pomigliano. Non credo che i licenziamenti a Mirafiorie a Melfi siano un caso. Nessuno crede a queste favolette.

Chi non conosce Melfi non può capire questo licenziamento. Come lo definiresti il clima alla Sata-Fiat?
Il clima è difficile sempre. Si scioperava da sei-sette giorni contro i carichi di lavoro. Avevamo chiesto un tavolo per discutere dell’aumento di produzione di 42 vetture a turno, il 10% in più. Siccome i lavoratori ci chiamano e ci dicono le loro difficoltà, noi abbiamo girato la richiesta di un incontro alla direzione. Nel momento in cui non ci hanno fatto entrare nello stabilimento dicendo che eravamo sospesi cautelativamente, tutto il turno si è bloccato automaticamente.

Muso duro della Fiat dopo la lettera di Marchionne…
A Melfi abbiamo fatto 5 milioni di vetture. Sarà un po’ merito dei lavoratori? E’ questo il trattamento che Marchionne riserva loro? Manda la lettera di ringraziamento che abbiamo fatto 5 milioni di autovetture e poi ci tratta in questo modo?

Come è cambiata Melfi in questi ultimi anni?
La lotta dei 21 giorni è stata una lotta meravigliosa di democrazia. Poi la Fiat ha cercato di recuperare terreno, intrufolandosi tra i lavoratori. Devo dire che quello che hanno dimostrato i lavoratori a noi che siamo qui rimarrà sempre. E’ qualcosa di unico e di meraviglioiso. Fare 46 ore di sciopero per i loro compagni credo che non sia una cosa di tutti i giorni. I lavoratori sono attenti. Purtroppo il lavoratore in questo momento si sente abbandonato e quindi si aggrappa a chiunque gli dà fiducia. Credo che la politica un po ci deve riflettere su questo. Chiunque dice di rappresentare il lavoro si deve rendere conto di quello che sta accadendo nelle fabbriche.

Cosa sta accadendo?
Macelleria operaia. Calpestano continuamente la dignità e i diritti dei lavoratori. Adesso abbiamo vinto le elezioni. Il dato è molto migliore di quello che si vuol far credere perché la Fiom non ha presentato la lista tra gli impeigati.
I lavoratori hanno capito la serietà dei delegati. La serietà vuol dire due cose: stare accanto ai lavoratori e far capire che senza diritti non si va da nessuna parte.

Come vi sentite lassù?
Il tempo non ci aiuta. Credo che qui ormai sono 50 gradi. Siamo un po stanchi ma non ci fermeremo. A noi serve che tutti sappiano la verità. Sicuramente non è quella che dice la Fiat.

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Un commento to “«La Fiat mente sul nostro licenziamento. Sciopero per la verità»”

  1. warner scrive:

    Esprimo la mia piena solidarieta’la fiat si vergogni!!!

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