Risposta a Patta

ll compagno Patta con un intervento pubblicato il 17 giugno su Liberazione ci sollecita a riflettere sulla Federazione della Sinistra e sulle decisioni che essa ha assunto.
Per chi non lo avesse letto lo linko alla fine di questo post.
Prima di fare alcune valutazioni sull’articolo del coordinatore di Lavoro e Solidarietà, vorrei informarvi che ieri (17 giugno) si sono svolte le prime riunioni delle due commissioni per il congresso, quella politica e quella sulle regole.
Facendo parte della commissione politica posso dirvi che il primo incontro è stato positivo. L’ipotesi è quella di lavorare ad un congresso con un unico documento a tesi. La proposta è che sia pronto a metà luglio. Sui contenuti del documento ci sono state varie proposte. Una valutazione della crisi economica che ponga la necessità di mettere al centro il tema del superamento del capitalismo. L’Europa. Sia come realtà politica di cui occorre mettere in discussione i trattati con cui è governata, sia come spazio su cui collocare la nostra iniziativa.

Il fatto che in diversi Paesi europei la sinistra comunista e anticapitalista abbia un consenso e un ruolo rilevanti dimostra che anche in Italia si può realizzare una impresa analoga. La Federazione può ambire a svolgere questo ruolo. La centralità del lavoro in tutte le sue forme, da quello tradizionale di “Pomigliano” a quello precario. Le tematiche dell’ambiente, della lotta al patriarcato. Il tema dell’unità a sinistra (che va declinato nella forma dell’unità d’azione nei confronti di Sel e delle altre soggettività a sinistra del Pd) e quello dell’unità per battere Berlusconi. Rispetto a ciò noi dobbiamo fin da ora manifestare la nostra disponibilità, consapevoli che, ad oggi, non esistono le condizioni per un impegno diretto di governo da parte della Federazione della Sinistra.
Si è poi dato mandato al portavoce Salvi di stendere un primo indice ragionato attorno al quale iniziare a elaborare un testo.
Per venire al contributo di Patta, vorrei fare alcune considerazioni. Condivido larga parte del testo, in particolare mi convince lo tensione unitaria che lo anima. Anche io penso che dopo 20 anni di divisioni che non hanno portato a nulla di buono, la sinistra di classe di questo Paese dovrebbe sforzarsi di invertire la rotta. Quello che non mi convince sono le modalità che vengono proposte. Anzi, sono convinto che se venissero prese alla lettera, anziché unire produrrebbero ulteriore frammentazione.
La sostanza del mio ragionamento è che, in questo contesto, fare forzature e saltare dei passaggi sarebbe esiziale. Vi sono due opzioni antitetiche tra di loro, ma che se venissero praticate produrrebbero l’identico risultato: far fallire la Federazione. La prima è quella di dilazionare ulteriormente i tempi e di assegnare alla Fed il ruolo di un mero cartello elettorale. La seconda è quella di pensare che l’insieme delle forze che stanno a sinistra del Pd possano unificarsi in un unico partito.
Patta sostiene, a mio parere un po’ contraddittoriamente, sia l’una che l’altra cosa. Dice che è un errore fare prima il congresso della Fed e poi quelli dei soggetti che vi aderiscono e dice che occorrerebbe avere “più coraggio” e fare un unico partito, come hanno fatto in Germania le compagne e i compagni della Linke.
Penso invece che sia valido il percorso che abbiamo scelto e spiego il perché.
Dopo aver avviato da un anno il percorso di costruzione della Federazione della Sinistra (iniziativa di lancio nel luglio dello scorso anno ai Frentani) e dopo averla lanciata in dicembre al Brancaccio con tanto di programma politico e statuto provvisorio, aspettare un altro anno avrebbe significato il suo affossamento. Viceversa con lo svolgimento del congresso possiamo ottenere diversi risultati, tutti positivi. In primo luogo può emergere pubblicamente il fatto più importante di questa operazione che, anche per nostra responsabilità, non siamo riusciti a mettere a valore in questo anno e cioè quello dell’unità. Dopo tante scissioni, per la prima volta ci si rimette assieme. Inoltre lo svolgimento dei congressi in tutte le province ci aiuterà a costruire quella presenza territoriale della Federazione che in molti luoghi ancora manca.
Infine penso che sarebbe irrealizzabile, per tutto quello che è avvenuto in questi anni, pensare di poter costruire un unico partito raccogliendo tutto ciò che sta a sinistra del Pd. Un conto è ritenere, come io ritengo, che tutte queste forze pur con dei dissensi anche forti potevano restare dentro Rifondazione Comunista e far valere dall’interno le loro ragioni. Probabilmente oggi saremmo tutti un po’ più forti.
Altra cosa è pensare che, dopo le divaricazioni che si sono prodotte e le scelte politiche compiute (gravide di implicazioni circa la rispettiva identità), si possa rimettere tutto assieme.
Occorre coraggio, ma occorre tenere i piedi per terra. La ricostruzione di una presenza di una sinistra di alternativa e, al suo interno, di un partito comunista degno di questo nome, dopo gli errori compiuti e le sconfitte subite, richiederà tempo. Il congresso della Federazione della Sinistra può essere il primo atto importante che va in questa direzione. Certo, rispetto ad altri progetti in campo, noi oggi scontiamo un limite di visibilità. Occorre ragionare per capire come si può combattere questo oscuramento che rischia di farci scomparire. Ma sappiamo anche, per esperienza vissuta, che la visibilità e la presenza nei media, senza un progetto chiaro, può rivelarsi un pericoloso palliativo.
Assieme alla costruzione della Federazione, all’interno della quale si possono creare le condizioni per la ricomposizione dei due partiti comunisti, va costruita l’unità d’azione con Sel che oggi ha un progetto politico diverso dal nostro, ma che può essere al nostro fianco in tante lotte. Per esempio sulla lotta dei lavoratori di Pomigliano e sulla manovra economica del governo la Fed e Sel dicono cose simili, perché non costruire iniziative comuni?
Questo deve essere il nostro progetto su cui lavorare: costruzione della Federazione, unità a sinistra per ridare fiducia ai ceti sociali più deboli e per produrre lotte che abbiano la capacità di fare massa critica e di incidere.

Leggi l’articolo di Gian Paolo Patta

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106 Commenti a “Risposta a Patta”

  1. Matteo Andreani scrive:

    Da quel che so’ il Prc o la FdS,su spinta fortissima di Grassi,alla fine riuscira’ a organizzare un qualcosa di concreto con Sel nelle prossime settimane,per ora … speriamo in futuro qualcosa di piu’!Anzi visto che questa FdS non decolla,forse sarebbe il caso di fare qualcosa tra il Prc e Sel

  2. Adriano1 scrive:

    Secondo voi è ancora valido il concetto di caduta tendenziale del tasso di profitto ?
    Oppure questa non è che l’ennesima crisi ciclica del capitale ?
    Su cosa si potrebbe basare una nostra proposta d’azione politica ?
    Si può diminuire l’orario di lavoro ?
    O sono seghe teoriche ?

  3. rsu scrive:

    “Proponiamo alle forze di sinistra, a partire da Sinistra Ecologia e Libertà di costruire insieme una manifestazione nazionale contro le politiche di governo e Confindustria”. Questo l’invito rivolto dal segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, nel corso della manifestazione sfilata per le vie di Napoli in occasione dello sciopero generale della Cgil.
    “La giornata di sciopero generale e le manifestazione odierne sono state un successo; i risultati del referendum di Pomigliano e la lezione di dignità impartita dai lavoratori hanno ricostruito una speranza” osserva Ferrero. “Vi sono milioni di persone arrabbiate che affermano la loro disponibilità a lottare fino in fondo contro le politiche del governo e del padronato. Questa rabbia e questa domanda di cambiamento trovano però una difficoltà a esprimersi compiutamente”.
    Per questo chiediamo alla Cgil di proseguire la lotta di oggi con la costruzione di una vera, grande mobilitazione territorio per territorio, propone il segretario del Prc. Parimenti proponiamo alle altre forze di sinistra,a partire da Sinistra Ecologia e Libertà, di costruire insieme una manifestazione nazionale contro governo e Confindustria. Perché solo un messaggio unitario delle forze di sinistra può dare oggi il segnale necessario per coagulare il disagio sociale in un grande movimento di lotta. Diamolo insieme.

    QUESTA E’ L’UNITA’ CHE PROPONIAMO,ATTENDIAMO RISPOSTE.
    SEL E’ UN PARTITO ANCORA NON NATO,UN AGGLOMERATO NATO DA SCISSIONE NEI DS,NEL PRC,NEL PDCI,NEI VERDI,NEI CRAXIANI,UN PARTITO DI SCISSIONI CHE PER ADESSO NON HA UNITO ED HA SOLO DIVISO.
    AVEVAMO PROPOSTO LE LE REGIONALI ED AMMNISTRATIVE LISTE COMUNI,VEDI I DOCUMENTI DELLA DIREZIONE NAZIONALE,MA CI HANNO RISPOSTO PICCHE.
    L’UNICO LUOGO DOVE SI E’ COSTRUITO UNA COALIZIONE DI SINISTRA SONO STATE LE MARCHE DOVE LA FdS E SEL SI SONO ATTESTATI SUL 7-8%.
    SULLA CAMPANIA E SU ALTRE PARTI STENDIAMO UN VELO PIETOSO SU SEL CHE TRA L’ALTRO IN VARIE REGIONI NON SI E’ NEPPURE PRESENTATO COL PROPRIO SIMBOLO

    • giuseppe de angelis scrive:

      dovrebbero essere matti quelli di sel a costruire un rapporto privilegiato con la fed.. hanno il vento in poppa, i grandi giornali nazionali gli dedicano pagine e pagine, cominciano pure a prendere più voti di noi anche non avendo un partito minimamente organizzato, molti osservatori ormai sostengono che vendola potrebbe vincere le primarie nazionali (questo non lo so, però mi hanno raccontato che pur essendo stata la fed il partito più vicino agli operai di pomigliano, al corteo di napoli vendola è stato osannato, e si dice che negli ultimi tempi gli capita spesso..).. insomma, potendo aspirare a giocarsi la leadership del centrosinistra, figuratevi se vendola e sel si mettono a fare una manifestazione con noi…
      forse i nostri dirigenti nazionali dovrebbero avere il coraggio di ammettere di aver sbagliato tutto, e continuano a sbagliare: se la nostra deve essere una linea moderata come quella delle regionali, allora meglio vendola, che almeno ha più carisma dei nostri dirigenti (e non pensate che questo non piaccia al popolo della sinistra, a partire dagli operai di pomigliano)… Se si dovevano perdere vendola e bertinotti, e io penso che sia stato giusto, bisognava però anche cambiare la linea politica… senò si diventa schizofrenici…

      • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER DE ANGELIS,
        che misera lettura della realta, e che miseria politica,dici , perchè vendola dovrebbe venire con noi se ha il vento in poppa, tutti i giornali parlano di lui e non di noi?
        ma rifletti bene, e cerca di ricordare che è interesse della confindustria e dei poteri forti, cancellere rifondazione e favorire, Vendola, anche la Mercegaglia e gli imprenditori Veneti (che hanno osannato Vendola)l’ammirano, ed anche l’Arcobaleno doveva prendere 10% poi i risultati si sono visti, Pomigliano ha dimostrato che la base e i lavoratori, sono meno critini di come se le immaginano. i dirigenti, ma l’esperienza di pochi anni fa (se la vogliamo vedere) ci insegna, che la gente non ci premia se siamo più visibili ma ci vota se siamo più utili,vorrei ricordarti che Massimo Dalema da presidente del consiglio, si è presentato al voto ed ha preso una tremenda legnata,vorrei ricordare anche che prima del Arcobaleno avevamo solo come PCR quasi ottanta parlamentari, ministri e sottosegretari, la terza carica dello stato, e la benevolenza di tutti i salotti mediatici, questo non ci ha impedito di essere annullati,ma perchè quando parliamo, parliamo con le parole della televisione e degli esperti?, perchè non ragioniamo con
        la nostra testa?, la Lega, tutti i sondaggi dicono che i primi tempi non appariva,o appariva poco, intelevisione, ma è cresciuta tantissimo. non perchè appare in TV che anche adesso dicono gli esperti appare meno del PDL e del PD, eppure crescie più di tutte due, perchè la lega e ritenuta utile dai lavoratori delle arei più industrializzate del paese, perchè è l’unica che a modo suo in questa guerra tra poveri ha scelto di difendere i poveri italiani, non sto dicendo ch’è giusto, sto semplicemente. dicendo, che la lega. ha una linea politica ed è coerente o cerca di esserlo, noi invece vogliamo tutto ed il contrario di tutto, quindi la soluzione non è inseguire,il Pd, o SEL, ma definire una linea politica, scegliere. un blocco sociale di riferimento, e andare a testa bassa, invece, siamo il partico della NO TAV ma ci alleiamo con la Bresso, siamo per la questione morale ma ci alleiamo con Bassolino e Loiero, siamo comunisti e chiediamo voti per la Bonino, potrei dire che siamo un partito Marxista, ma invece di difendere i lavoratori, siamo diventati come la Caritas, difendiamo, gli omosessuali, gli zingari, i clandestini, e tutti gli scalzi della terra, non dico che non bisogna farlo, dico che in prevalenza siami nati per difendere i lavoratori e per trasformare la società se non abbiamo all’orizzonte questo e con tatticismi miserabile, cerchiamo , solo qualche eletto in parlamento, alloro siamo destinati (e siamo prossimi) a sparire,ciao e scusa se sono poco diplomatico,

  4. un ramon qualunque scrive:

    caro romon, hai un concetto di unità alquanto personale e strumentale al posizionamento che ti nsei scelto…si, si è così! Ogni tua argomentazione nasce dalla e x la difesa delle scelte compiute.
    1) E’ vero non hai mai fatto scissioni e sei x l’unità (sui contenuti). Quali contenuti, i tuoi? Derubrichi a NON CONTENUTI quelli di sel x il solo fatto che sel predica il superamento di identità vecchie. Puoi provare a capire che il popolo e i contenuti che intendiamo riscattare forse non vuole e non sta nelle TUE vecchie identità? Attenzione, Ramon che le identità non sono arnesi e strumenti buoni x ogni tempo (altrimenti sei fuori dal comunismo in quanto ai tempi innovazione e precursore). E poi non ti fa specie che magari la scissione non l’hai fatta in quanto quel contenuto simbolico a te tanto caro della falce e martello ti divide da vendola e ti fa stare con salvi…ne prendo uno a caso..cioè ti sembra normale che il comune sentrisi rappresentati da una icona superi le (a)sintonie e le differenze culturali (e di contenuti) con un bellotti o con un pegolo o con un ferrero che dio ce ne scampi!!!
    2)Ramon, è inutile non sei un comunista se non ti poni il problema che il popolo non ti riconosce. Sai, non è solo un fatto mediatico (avete rimproverato a Fausto tante volte l’ecessiva presenza televisiva ed ora….) ma un fatto di discrepanza con la realtà. Non ti sto dicendo che occorre seguire e farsi condizionare dai tempi e dalle “mode” o condividere lo stato di cose…sto dicendo tutt’altro, cioè che per spezzare lo stato di cose devi competere nel quotidiano e nel reale a sconfiggere o anche ottenere risultati con lo stato di cose. la battaglia va iniziata, va condotta, va misurata non va proclamata e sperata nella sua sostanza finale dei superamento del capitalismo che è un nobile e auspicabile tragurardo ma che non può essere un ridicolo slogan (che peraltro taglia e preclude ogni azione di avvicinamento alla meta).
    3) sei diventato un accanito analista di quanto urla e scrive sel….ma dei tuoi compagni che mi dici…su dai, la tua mummia salvi era un diesino tutt’altro posizionato sul superamento del capitalismo e il Diliberto non lo hai mai digerito nonostante fosse tutto colbacco e matriosche. Attento che il comunismo è innovazione è un passo in avanti….quello di pegolo e giannini non è comunismo è mummismo è museo, è iconografia, è insomma l’anticomunismo in quanto religione………
    4) un giovane che non è figlio di quel novecento (grande ma da non adorare) vuole sognare, capire e vivere…..non vuole identità, vuole saperi, libertà, goia, reddito, relazioni. Vogliamo o no far capire che l’unità, come dice Nichi, la si fa prima di tutto sull’amore x la vita x il prossimo, sul sentirsi comunità, su valori universali che oggi caro ramon sono compromessi…cioè ti dico che su una questione o una strategia o su una visione “partitica” o “contenutistica” si possono registrare differenze ma mai questo può portare a fondare partiti o a dividersi. Nichi non se ne è andato per il simbolo o per cosette gestionali….ma perchè nel prc l’aria era irrespirabile x la prospettiva e per la totale assenza di coraggio nel prendersi la più grande responsabilità di questi tempi che è quella di dare risposte che è quella di liberare le coscienze. Poi voi fate quello che credete, magari Nichi fallirà…ma se un comunista sta dietro questi blog, teme l’applausometro (di Nichi), si perde in mille orgogli e rivendicazioni, passa il tempo a costruire tesi e ad elaborare infinite e sterili discussioni, a rivendicare storiografie e appartenenze…allora……..Gramsci e marx e tutti i grandi padri non ci hanno insegnato niente…E NON SAREBBERO CONTENTI DI VOI (Nè VI RICONOSCEREBBERO…COME COMUNISTI)

  5. markus scrive:

    Quando penso ad un vecchio comunista iscritto al PCd’I che mi raccontava di chilometri fatti in bicicletta per raccogliere una lira di sottoscrizione al partito, di disoccupazione imposta dai fascisti ma di grande solidarieta’ tra compagni, penso che dovreste dismettere il nome “comunista”. Come dirigenti, non ne siete all’altezza. La Federazione e’ solo un continuo ripetere di buone intenzioni mai messe in pratica, di roboante massimalismo, di tatticismi esasperati e strategia inesistente. Pieta’, siate meno presuntuosi e, specialmente, ve lo scrivo da ex iscritto ed elettore del PRC, continuate a vergognarvi per come avete sostenuto il Governo Prodi 2006-2008. Non avete imparato nulla da quella legnata. E si vede.

  6. mauro scrive:

    Di seguito, per conoscenza la lettera che ho inviato ai militanti e alle organizzazioni torinesi della solidarietà con la Resistenza palestinese, dopo la decisione del Comune, assecondata anche dalla “sinistra”, di “spegnere” la Mole Antonelliana, cedendo alle pressioni degli ambienti sionisti che cercano di far dimenticare i crimini di Gaza e di preparare la strada a nuove guerre contro altri paesi della regione.

    Mauro Gemma

    —– Messaggio inoltrato —–
    Da: mauro gemma
    A: freepalestinetorino @yahoogroups. com
    Inviato: Ven 25 giugno 2010, 11:01:38
    Oggetto: Ai militanti della solidarietà con la lotta del Popolo palestinese e alle loro Organizzazioni

    Ai militanti della solidarietà con la lotta del Popolo palestinese e alle loro Organizzazioni

    Care compagne/i

    Ho appreso con rabbia e indignazione della decisione del Comune di Torino di assecondare la richiesta dei gruppi di pressione sionisti italiani legati ai criminali di guerra che governano lo Stato di Israele di spegnere le luci dei principali monumenti italiani, “per chiedere la liberazione del soldato israeliano Shalit”.

    Non mi ha stupito certo l’atteggiamento del sindaco e di coloro che gli sono più vicini politicamente (gli stessi che hanno avuto il coraggio di insignire della cittadinanza onoraria un tal Vytautas Lansdberghis, già primo ministro della Lituania, paese dove se si è comunisti si va in galera per oltre 10 anni e, dove i nazi-fascisti sono esaltati come “eroi nazionali”), notoriamente simpatizzanti per la “causa” sionista.

    Quello che mi ha profondamente colpito e addolorato (non pensavo si potesse arrivare a questo punto) è stato invece l’atteggiamento di tutti coloro che, pur sedendo in Consiglio Comunale “alla sinistra” di Chiamparino, non solo non hanno trovato nulla da ridire, ma si sono persino accodati servilmente all’indecente iniziativa dello “spegnimento” della Mole Antonelliana, frutto dell’ennesima campagna tesa a coprire i crimini dello Stato di Israele, impegnato a portare a compimento la propria “opera” di annientamento del popolo palestinese (una vera e propria “soluzione finale”) e a preparare lo scatenamento di terribili guerre contro altre nazioni della regione.

    Mi ha pure sorpreso il silenzio rigorosamente mantenuto dal partito a cui appartengo (a parte qualche individuale, pur encomiabile dissociazione) , il PRC, che, impegnato, attraverso la partecipazione attiva di suoi dirigenti, nella costruzione anche a Torino di aggregazioni “di sinistra” confuse e “senz’anima”, dalla vocazione puramente elettoralistica, ha evidentemente dimenticato (o volontariamente omesso) il proprio dovere di ascoltare il parere dei palestinesi e delle organizzazioni di solidarietà e di schierarsi, senza ambiguità, a sostegno delle ragioni della Resistenza Palestinese, esempio eroico della lotta antimperialista di tutti i popoli.

    Il comportamento di questi settori della “sinistra” torinese è, dunque, non solo sbagliato politicamente, ma riprovevole anche sul piano etico. Queste posizioni vanno condannate con durezza, senza e senza ma. Sono semplicemente vergognose.

    Compagne/i,

    Vogliate ricevere la mia più convinta e calorosa solidarietà.

    Viva la Resistenza eroica del Popolo palestinese. Fino alla vittoria!

    Mauro Gemma

    della Segreteria della Federazione di Torino del PRC

    • enzo bardo scrive:

      Tanto casino per uno vivo! E per le migliaia di morti palestinesi assassinati dal “democratico” Israele, plurifuorilegge per violazione delle decisioni ONU e armato di bombe nucleari?
      Il Sindaco di Torino meriterebbe una bella doccia al fosoforo, come sanno fare gli israeliani.

  7. mario scrive:

    Teniamoci Patta e Nicolosi, ma avete letto cosa scrive Nicolosi su Pomigliano roba da ridere!! e poi ci meravigliamo che gli operai non ci votano? se questi sono nella FED e Nicolosi rappresenta RC in CGIL siamo freschi!!! vedi Grassi che errore non aver appoggiato la FIOM al recente congresso CGIL. Anzi tanti esponenti di Essere Comunisti ( ho letto numerosi documenti in appoggio) hanno votato la mozione Epifani bravi continuate così…

    • Militante PRC scrive:

      da iscritto a RC e alla FIOM, firmo e sottoscrivo quanto dici, questi ancora vanno avanti con Patta e Nicolosi, STIAMO VERAMENTE MESSI MALE!! costoro sarebbero capaci di imbarcare dentro la FdS (che altro non è che la Sinistra e libertà dei poveri) anche Bonanni e Angeletti…..

      • rsu scrive:

        Parole,parole,parole e intanto noi siamo stati gli unici vicino ai lavoratori di Pomigliano con Ferrero,Sodano e tutti gli altri

  8. mauro scrive:

    23 giugno: ancora una grande risposta dei lavoratori greci e del loro sindacato di classe PAME, a direzione comunista

    http://www.youtube.com/user/knetube#p/a/u/0/tQB5d3Esyf4

  9. sandro Valentini scrive:

    Caro Carlo del Circolo Bianchini,
    nel salutarti cordialmente e senza arroganza e soprattutto senza essere offensivo, mi preme sottolineare solo due questioni. La prima, il mio contributo è in realtà un intervento sul mio blog,www.sandrovalentini.it.riportato nel blog dio Grassi. Dunque, mi dispiace di “eesere avulso” dal vostro dibattito ma non è stata mia la decisione di “immettermi nella rete di essere comunisti”. Attenzione quindi alle parole; seconda questione. Sono comunista (ma anche marxista, leninista, togliattiano e altro) e sono per il superamento del capitalismo (vedo che non hai letto bene il mio articolo). Ma proprio perché vorrei tentare di essere un rivoluzionario del XXI secolo pongo alcune questioni per avere una sinistra degna di questa funzione.
    Ps. Per Grassi. Ecco un esempio di settarismo e di minoritarismo presente anche nell’area di Essere comunisti. L’intervento di Carlo conferma pari pari le mie preoccupazione e riflessioni contenute nell’articolo.

    • mauro scrive:

      Caro Sandro,

      Ho il massimo rispetto per le tue opinioni. Ma per favore, quando, legittimamente, invochi per l’Italia progetto organizzativi che si rifanno in qualche modo a quello della Linke tedesca o di altre componenti della “Sinistra EUROPEA”, non attribuire loro obiettivi strategichi che a queste componenti non appartengono. Sono componenti il cui profilo politico-programmatico e identitario complessivo rimane quello di una socialdemocrazia di sinistra, che si distingue certo dalle più radicali impostazioni social-liberali e atlantiste della maggioranza della socialdemocrazia europea, ma anche, e nettamente, dalle posizioni comuniste o di sinistra dichiaratamente antimperialista. E’ assente ogni orizzonte strategico che prospetti l’obiettivo storico del socialismo e della costruzione di una società alternativa al capitalismo. Scompare il termine “comunista”, comunque lo si voglia declinare. Il progetto strategico che si profila appare piuttosto quello di un capitalismo regolato, riformato e temperato nelle sue pulsioni liberiste e militariste, con tutt’al più il recupero di uno Stato sociale e di uno “spazio pubblico” nell’economia e nei servizi, che consenta appunto di contenere e bilanciare, nell’ottica tradizionale della socialdemocrazia, le spinte più oltranziste del capitalismo e dell’imperialismo, ma nell’ambito delle compatibilità con il sistema, e sorvolando sul carattere imperialista dell’Unione Europea.

      Ora una scelta di questo tipo, io non mi sogno di bollarla come un “tradimento”. E’ una scelta rispettabile, con la quale io, da comunista, interloquisco, cercando terreni di confronto unitario.

      Quello che non accetto però è che si riesca a colorarla in modo tale da presentarla come perfettamente compatibile con il marxismo, il leninismo, l’esperienza storica e la pratica attuale dei partiti comunisti, ecc. , quasi che i comunisti in queste formazioni svolgano tutto sommato un ruolo propulsivo.

      Sai bene che non è così. Ai comunisti al massimo è concesso il ruolo di “componente culturale” (esattamente come pensava Fausto Bertinotti per la sciagurata esperienza della “Sinistra l’Arcobaleno”), se non quello addirittura di essere emarginati ed espulsi, come è successo ad alcuni deputati del DKP eletti nelle liste della Linke, la cui unica colpa consisteva nell’avere espresso commenti ragionevoli sugli aspetti positivi dell’esperienza della DDR.

      Questa precisazione mi sembrava dovuta, caro Sandro.

      Con immutata stima

      Mauro Gemma
      un tuo compagno dei “tempi eroici”

    • c arlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER SANDRO VALENTINI.
      Quando si scambiano lucciole per lanterne.
      Caro Sandro. con la tua stessa gentilezza . mi preme precisare alcune cose,che è rivelatore di una retorica linqguistica di maniera, prima, mi dici che, che non vuoi essere offensivo, e vuoi interloquire cordialmente, ma poi invece di rispondere nel merito, mi tacci(nel P.S.)di minoritarismo e settarismo, io non potevo sapere che non l’hai postato tu, il contributo, in più ho messo in evidenza che forse l’avivi scritto prima, e per questo era decontestualizzato,poi però sono antato sul tuo blog, ed ho visto, che però era datato 23/06/2010,quindi nella sostanza, l’unica colpa che non hai è di averlo postato in queto blog, tutto il resto rimane.
      dopo aver detto ddi essere tutto, Marxista, Leninista, Togliattiano, ai detto che per essere riviluzionario, del 21° secolo, ti preme verivicare e sperimentare, forme che possano portare ad una sinistra, vedo che utilizzi il termine Sinistra, in sostituzione, della parola”indicibile” coniata da Bertinotti,quella porola, che deve essere, solo una residua “tendenza colturale” non preoccupandoti, se con quel termine, non sei immediatamente identificabile per tuuto quello che sei stato , in fatto tu parli sempre di sinistra, e di sinistra sono anche, Sacconi,Brunetta, Tremonti, Frattini, e mezzo partito di Berlusconi, ora se tu di definisci di sinistra, e mezzo partito di Berlusconi puro,un limite,ed un po di ambiguità questo termine, lo contiene, io quanto dico sono comunista sono immediatamente riconoscibile, quelli che invece, abborriscono il nome”indicibile” devono pagare il prezzo di essere(quando si dicono di sinistra)per Berlusconiani,
      SCAMBIARE LUCCIOLE PER LANTERNE.

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER SANDRO VALENTINI.
      QUANDO SI SCAMBIANO LUCCIOLE PER LANTERNE
      Caro Sandro, con la tua stessa gentilezza e cordialità, desidero precisare quanto segue: prima dici che non vuoi essere offensivo, ma vuoi cordialmente precisare la tua posizione, poi nel (PS) mi tacci, di minoritarismo e settarismo, apostrofandomi (a Grassi) come esempio, questo modo di procedere, è un tipico, stile nominalistico, e di maniera, per la quale, non occorre che io sia gentile basta che lo dico, poi faccio quello che voglio, che ci sia una coerenza tra quello che dico, e quello che faccio, importa poco, in ogni modo, che tu l’hai postato(il contributo) personalmente, o è stato inserito nel blog, da altre persone, nulla cambia salvo, essere “avulsi” anche se io sono andato a vedere sul tuo blog,e il contributo, è datato 23/06, quindi non prima come io credevo, ma proprio in quei giorni, quindi il contributo è avulso dal contesto sindacale i politico.
      Dopo aver detto di essere tutto,Marxista, Leninista e Togliattiano, ribadisci pero che da “rivoluzionario del 21° secolo” Sperimenti nuove possibilità al fine di costruire una nuova sinistra adatta alle sfide moderne, liberissimo e padrone di farlo, ma lasciami dire, che se tu ti definisci di sinistra, corri il rischio di non essere immediatamente identificato, infatti se tu sei di sinistra, e Sacconi, brunetta, Tremonti e compagnia bella, sono anche di sinistra(perché cosi si definiscono) è impossibile, sapere (quando dici che sei di sinistra) a quale partito e corrente di pensiero appartieni, io mi identifico i mi chiamo orgogliosamente ancora per il presente e speriamo anche per il futuro comunista, che non trovo affatto (anche ai nostri giorni)”indicibile”
      QUANDO SI SCAMBIANO LUCCIOLE PER LANTERNE, anche un visitatore neutro come me, viene, immediatamente(come riflesso condizionato) scambiato per affiliato a”Essere Coministi” e settarista e minoritarista, ora io credendo che le correnti sono la metastasi di un partito in putrefazione, non mi riconosco e non appartengo a nessuna corrente organizzata, ed è difficile appartenere ad una setta quando si è soli, ancor che minoritario.
      Avrei preferito che tu rispondessi nel merito, invece di chiamarti fuori, perché comunque quell’articolo l’ho hai scritto,ed è quanto di più distante c’è da un militante comunista , si vede da lontano un miglio, che “l’ipotesi comunista”Alain Bodiou e Slavoj Zizek, non è attuale per voi, salvo, convertito in altra cosa, perché bisogna abbandonare, quel nome “indicibile”, ora io non ho nulla in contrario che qualcuno possa cambiare idea, ma credo, che non essendo possibile essere uomini per tutte le stagioni, chi è stato qualcosa e non l’ho è più ha il dovere di farsi da parte, e lasciare a nuovi attori nuove parti, perché se no, dovendo dimostrare che non si è stati quello che si è stati, SI PASSA DALLA TRAGEDIA ALLA FARSA, ed allora si puo bombardare(da ex comunisti) la Serbia, si può dire di non essere mai stati comunisti(Veltroni) e si può assistere ad una commedia dove è possibile, che sentirsi chiamare “compagno” risulta essere offensivo.
      Cordialissimi saluti.

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      mi spiace have postato per errore. una bozza, la risposta è la seconda

  10. Fabrizio C. scrive:

    Una sola domanda: ma dopo il riscatto operaio di Pomigliano e il ruolo infame giocato dal PD e da Epifani, i dirigenti di Rifondazione hanno ancora il coraggio di propinarci accordi tecnici coi nemici di classe liberali per “battere Berlusconi”?? O pensano che l’unico padrone in Italia sia Berlusconi, mentre Marchionne sia un manager illuminato??
    Perchè certi discorsi a maggior ragione dopo quello che sta succedendo in questi giorni, mi fanno semplicemente diventare una bestia!!!
    Avete idea, cari dirigenti, di quello che succederà in Italia nei prossimi mesi?? Sì??E allora cercate di aggioranre RADICALMENTE tattica e strategia che così proprio siamo fuori strada.
    Non è un consigliere in meno o in più che aiuta la lotta di classe…anzi!!
    I nostri unici alleati sono la Fiom e l’avanguardia operaia che finalmente si sta formando, e non solo a Pomigliano.
    Il cretinismo parlamentare lasciamolo agli amici di Vendola e Di Pietro.
    Attrezziamo il partito per il nuovo ciclo che si apre e a Patta mandiamolo a cagare per come si merita!!

  11. sandro valentini scrive:

    Ho letto l’articolo di Patta pubblicato il 17 giugno su Liberazione e la risposta di Grassi su il suo blog del 20 giugno e condivido ampiamente le riflessioni politiche per l’immediato di entrambi. Questa condivisione mi permette pertanto di svolgere alcune precisazioni con le quali intendo sollevare questioni di fondo, di natura strategica.

    Prima precisazione. Essere comunisti deve con coraggio prendere atto che il processo della rifondazione comunista, dopo circa vent’anni, si è esaurito. Le cause di tale esito sono molteplici: oggettive e soggettive. Non è questa la sede per un approfondimento delle ragioni che hanno determinato la conclusione di questa esperienza. È un dato di fatto però che il processo della rifondazione comunista non ha mai avuto la forza di decollare e nell’ultimo periodo si è consumato lentamente come una candela, fino a spegnersi. Come non ha mai avuto un futuro certo l’altro partito comunista, il Pdci, nato da una scissione dal Prc.

    Dunque, dopo lo scioglimento del Pci a Rimini un ciclo si è chiuso. L’aera di Essere comunisti, se vuole essere credibile e svolgere un ruolo da protagonista nel lavoro di rilancio di una sinistra che torni a contare nel Paese, deve ridefinire, senza doppiezze, una strategia. Infatti il processo della formazione di un nuovo partito della sinistra italiana è in contraddizione con la residualità del progetto della rifondazione comunista. Anch’io so che oggi è irrealizzabile pensare di dar vita a un partito unico di tutto ciò che sta alla sinistra del Pd. Per questa ragione condivido la preoccupazione di evitare ulteriori dilazioni dei tempi di costruzione della Fds, cioè di un soggetto politico che non sia un semplice accordo elettorale dettato dalle necessità del momento. Nessuna forzatura, quindi: tutti i passaggi, come afferma Grassi, siano adeguatamente realizzati sulla base delle decisioni assunte, anche se resta forte il dubbio che non vi sia una determinazione dell’insieme del gruppo dirigente del Prc a muoversi verso questa direzione.

    Ma la questione che Grassi non chiarisce e che indebolisce tutto il suo ragionamento è sulle prospettive a medio termine: la Fds è un punto di arrivo o una tappa del processo costituente per la formazione di un partito – come chiede Patta – plurale della sinistra italiana? Insomma, se il Congresso della Fds lo si concepisce come primo atto per la rinascita di un partito comunista (e di una sinistra di alternativa ad esso organico) o è il momento da cui ripartire per riproporre il percorso, come insegna la Linke, della rifondazione della sinistra. Pure in questo caso i due progetti sono in contrapposizione: il primo è, nella sostanza, la ripresentazione intelligente e senza ideologismi, dell’unità dei comunisti come condizione per avviare la “ricostruzione – parole di Grassi – di un partito comunista degno di questo nome”; il secondo accetta invece la sfida della globalizzazione capitalistica di questo XXI secolo e ripropone in termini nuovi la questione della trasformazione in senso socialista dell’Italia e dell’Europa.

    Seconda precisazione. Anch’io come Patta considero lo svolgimento nel prossimo autunno dei rispettivi primi congressi di Fds e di Sel un segnale positivo, dopo un passato, remoto e recente, costellato da scissioni. Ma un segnale positivo “non fa primavera”. Ecco il punto. La celebrazione dei due congressi non è sufficiente a invertire la tendenza di una sinistra che è sull’orlo della sua estinzione. Una vera inversione di tendenza poteva realizzarsi con un unico processo costituente, ma le condizioni per avviare questo processo purtroppo non sono maturate. Occorre lavorare per costruirle. Lo richiede la situazione politica e sociale del Paese, attraversato da una drammatica crisi economica.

    Patta sottolinea il dato dell’isolamento politico della Cgil impegnata nella mobilitazione contro la manovra finanziaria, classista e inadeguata del governo, ed evidenzia un tragico vuoto di rappresentanza politica del mondo del lavoro. Sono d’accordo con lui; come l’attacco alla Costituzione (presidenzialismo, federalismo fiscale, asservimento alla politica della magistratura, monopolio dei mezzi di comunicazione e legge bavaglio sull’informazione) segnala la volontà di una torsione autoritaria e corporativa (vedere a proposito la posizione di Cisl e Uil e l’ultima significativa vicenda in ordine di tempo di Pomigliano) del governo Berlusconi-Bossi. Una situazione così densa di pericoli richiederebbe ben altre capacità di mobilitazione e di lotta della sinistra; ma ne Fds ne Sel sono attrezzate a svolgere tale compito. La ragione è semplice ed è sulla bocca di tutto il popolo di sinistra: non sono considerate credibili! Sono infatti giudicate il prodotto di una sconfitta di portata strategica della sinistra e sostanzialmente appaiono (e in verità lo sono) come la “fusione” di “pezzi” di “ceto politico” sopravvissuto al rovinoso crollo del “sistema politico” della sinistra di alternativa. Per questo non mi faccio illusioni sulla possibilità di Fds e di Sel di aggregare, attorno all’uno o all’altro progetto o in entrambi, la “sinistra diffusa”, la quale è tutt’ora presente e radicata nella società italiana, ma è dispersa nel volontariato, nell’associazionismo, nel sociale, dove attua, pur nel completo isolamento politico, alcune interessanti e inedite pratiche di antagonismo. L’unica vera novità in campo è il movimento di Vendola, il quale però non è un progetto politico, ma una deriva di sinistra del leaderismo. Un movimento quindi che purtroppo contribuisce, anche se è mosso da buone intenzioni, all’annichilimento di qualsiasi forma di dialettica democratica nel Paese.

    Pertanto, anche se tutti i problemi – per altro giusti – posti da Patta dovessero essere risolti positivamente (ed ho i miei dubbi) la necessità comunque di andare oltre Fds e Sel si riproporrebbe in tutta la sua valenza strategica. Certamente, una Federazione forte piuttosto che una Federazione debole, cioè un comitato elettorale che si presenta con cinque tessere e non so quante correnti e sub-correnti, non è cosa da poco conto. Rispetto alle difficoltà attuali una Fds forte sarebbe già qualcosa di utile, ma non risolverebbe il nodo di fondo. Si evoca sia nella Fds sia in Sel il carattere aperto del progetto di costruzione dei due nuovi soggetti politici al fine di “attrarre” la “sinistra diffusa” nei due rispettivi poli costituenti. Ma il problema del luogo di confronto e di organizzazione di una autonoma sinistra capace di sviluppare mobilitazione e iniziativa di massa non si risolve con la competizione tra i due “luoghi”, cioè nel tentativo (illusorio) di dimostrare che un “luogo” è più “attraente” dell’altro, sulla base delle proprie convinzioni e ragioni politiche. Fds e Sel non sono delle avanguardie “leniniane”, sono bensì purtroppo solo due soggetti tendenzialmente autoreferenziali!

    Mi guardo bene dal proporre il “gorgo bertinottiano”. Per sfidare il gorgo bisogna essere degli esperti nuotatori e la sinistra neppure è certa oggi di sapere stare a galla. Ha quindi ragione Grassi: è necessario stare con i piedi per terra ed avere la piena consapevolezza che la Fds oltre alla sommatoria dei quattro soggetti costitutivi non è in grado di andare. Perciò il carattere aperto del progetto non lo si misura nelle modalità della sua realizzazione o nelle regole, ma nella qualità del progetto stesso e nella proposta politica. La qualità del progetto: la Fds intesa (ma il ragionamento si estende anche per Sel) come fase transitoria in attesa che maturino le condizioni del processo costituente di un partito unico della sinistra. La proposta politica: ricercare l’unità a sinistra sulle questioni sociali e sul tema della difesa della democrazia, anche al fine di esprimere il massimo della forza nel confronto politico e programmatico con il centrosinistra per dar vita a un’alleanza democratica per battere Berlusconi. La qualità del progetto (il suo carattere aperto) e la proposta politica dovrebbero essere dunque il cuore del documento congressuale che dovrebbe qualificare e caratterizzare il Congresso della Fds. Il pericolo invece che intravvedo è che si discuta poco di politica e molto (oziosamente) di regole, di modalità e di quanta “sovranità” dovranno “cedere” i partiti che compongono la Federazione.

    A riguardo il Congresso dovrebbe chiarire un punto strategico, cioè se nell’attuale fase dello scontro politico e sociale in atto nel Paese si ritiene di puntare alla costruzione di un terzo polo, ovviamente alternativo non solo alle destre ma anche al centrosinistra, o si debba lavorare per la nascita, nel breve-medio periodo, di un unico partito della sinistra, plurale e popolare, che sviluppi una critica di massa al capitalismo e mantenga aperta la prospettiva della trasformazione in senso socialista della società, ma nel contempo, per l’immediato, ricerchi un’alleanza democratica con il centrosinistra per battere le destre. Con la prima opzione si attua una linea minoritaria, del tutto sterile, senza prospettive. Con la seconda opzione si tenta invece di realizzare una politica di massa per un partito di massa, pur avendo la consapevolezza di essere una minoranza nel Paese. Un conto è coltivare una vocazione minoritaria e altra cosa è avere coscienza di essere una minoranza (anche esigua), ma avere l’aspirazione di diventare maggioranza e lavorare per questo obiettivo. Su una questione strategica così rilevante occorre il massimo di chiarezza e rifuggire dalla doppiezza e dall’ambiguità. Solo così d’altronde si combatte efficacemente il settarismo e il minoritarismo diffusi nel Prc. Tornerò più avanti su questo problema.

    Terza precisazione. Il carattere aperto della Fds dunque lo si pratica con un progetto teorico, politico e organizzativo che proponga un “luogo” da costruire e realizzare dal basso, cioè in modo partecipato e tramite il protagonismo dell’insieme della “sinistra diffusa” che chiede unità! Un “luogo costituente”. Ecco perché occorre considerare transitoria l’esperienza della Fds, di Sel, delle Liste verdi, della Sinistra del Pd. Ecco perché è necessario dire chiaramente che il Prc è superato, ma altrettanto chiaramente affermare che è un motore importante di tale processo. La celebrazione del Congresso della Fds dovrà sciogliere anche questo nodo. Sarebbe esiziale – e su questo punto ha ragione Patta – se dopo il Congresso della Federazione si dovessero svolgere i congressi del Prc e del Pdci. Non si andrebbe oltre al comitato elettorale, al “patto di consultazione” tra i quattro soggetti che compongono la Federazione, ma soprattutto si resterebbe imprigionati nella gabbia della residualità e del minoritarismo.

    Per fronteggiare questo pericolo sia Grassi che Patta sottolineano un tema che considero cruciale: lavorare per realizzare “l’unità d’azione”, per il primo, ricercare un “luogo comune”, per il secondo, della sinistra. A prescindere dalle diverse sfumature, mi pare che l’esigenza posta da entrambi è di produrre una offensiva su Sel affinché risponda positivamente alla richiesta di unità che viene anche dalla “sinistra diffusa”. Ma questa esigenza rimanda alla soluzione di un altro drammatico problema: i gruppi dirigenti del Prc e del Pdci sono convinti della necessità di condurre questa offensiva unitaria? Ho delle certezze non positive sul gruppo dirigente del Prc e molti dubbi su quello del Pdci. Del resto, è stato proprio Grassi a sollevare per primo, e devo dire con coraggio e in solitudine, il problema del settarismo montante nel Partito. E il Prc è appunto l’ossatura della Fds. Senza di esso la Federazione non esisterebbe. Allora vi è una questione, la quale non può essere oltre modo rinviata, che riguarda l’autorevolezza e la capacità di direzione del gruppo dirigente del Prc, parte decisiva del gruppo dirigente della Fds. Il pericolo della residualità e del settarismo nel Prc è consistente e il gruppo dirigente non è in grado di fronteggiarlo, anzi una parte di esso è contaminato dall’estremismo. A tutto ciò bisogna porre al più presto rimedio. Che fare? Occorre che si formi rapidamente una nuova maggioranza politica che persegui: a) il rafforzamento della Fds: b) che conduca un’offensiva unitaria a sinistra, anche al fine di una più incisiva mobilitazione politica e sociale; c) che lavori con determinazione per la realizzazione di un’alleanza democratica con il centrosinistra.

    Quarta e ultima precisazione. La formazione di una nuova e coesa maggioranza incardinata su una linea politica chiara può determinarsi solo con il superamento delle attuali aree, le quali si sono trasformate in correnti prive di respiro teorico, politico e culturale, proprio perché il processo della rifondazione comunista si è esaurito; correnti molto attente agli assetti, agli equilibri interni, all’occupazione di quei pochissimi posti che un partito così mal messo come il Prc riesce ancora a garantire. Non è un caso che tutte le aree sono in crisi e le mozioni congressuali di Chianciano si sono dissolte. Riconosco che Essere comunisti svolge ancora, più delle altre aree, un ruolo propositivo. Ma è innegabile che anche quest’area sia attraversata da tendenze diverse, da un confronto sulle prospettive tutt’altro che unanime. D’altronde sono convinto che spesso la mancanza di chiarezza di Grassi sulle prospettive sia dettata dalla volontà di mantenere unita un’area di cui è il principale punto di riferimento. Il suo approccio, alla fin fine, non è dissimile da quello degli altri “capi corrente”, anche se lo svolge con accortezza e con la capacità di stare sulla politica. Ma questo approccio di ricercare prima una mediazione all’interno della propria componente per tentare di mettere d’accordo tutti e tutto e solo dopo discutere con gli altri ha determinato una quasi paralisi del Partito, una lentezza esasperante anche nel prendere le decisioni più semplici, proprio perché le aree si trasfigurano in correnti, in sub correnti, in piccole lobbies per il controllo di ciò che resta del Prc.

    Il superamento delle aree non va quindi evocato, bensì praticato con la volontà effettiva di formare una nuova maggioranza. E i passaggi sulla sua formazione non avvengono attraverso la “fusione” di componenti o “pezzi” di componenti per un riposizionamento dell’attuale gruppo dirigente in vista del Congresso. Per questa ragione le aree sono oggettivamente (e spesso anche soggettivamente) un impedimento allo sviluppo di un vero, libero da vincoli e senza rete, confronto politico, in quanto tutto è subordinato a dinamiche correntizie Allora chiedo soprattutto a Grassi, punto di riferimento dell’area più coesa e meno trasfigurata da pratiche correntizie, un atto di coraggio: di raccogliere cioè la sfida di Ferrero e di Rocchi che hanno evocato il superamento delle aree senza dirci in che modo realizzarlo. Di lavorare, insomma, per una nuova maggioranza politica mettendo in discussione tutti gli equilibri usciti dal Congresso disastroso di Chianciano. Accogliere e fare propria con determinazione pertanto la proposta del Segretario e di praticarla in concreto, ben sapendo che la questione della costituzione nel Prc di una nuova maggioranza è l’altra faccia della medaglia, quella cioè della formazione di un nuovo gruppo dirigente.

    Da parte mia, per essere coerente con questa impostazione e dare un contributo all’avvio di una fase nuova nel Prc in vista del Congresso della Fds, ho maturato la decisione di uscire dall’area Per la rifondazione della sinistra, che considero, come tutte le altre aree, un impedimento al processo che nel nome evoca: la rifondazione della sinistra.

    • c arlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER SANDRO VALENTINI,
      “NON UNA POROLA” sul risultato, del referendum, (nonostante il romanzo popolare), “Non una parola” sull’atteggiamento di Patta, rispetto alla FIOM,ed ai lavoratori di Pomigliano, nonostante che la FIOM, non deve accreditarsi e fare la FED con noi, ma Patta si, si vede che questo contributo l’ho avevi scritto prima, perchè non si spiega come si può fare slalon, su un avvenimento, da nessuno previsto, quasi 4 lavoratori su 10, (se si considera, chi non ha votato, chi ha votato contro, e le schede nulle o bianche,) hanno votato “no” nonostante avevano la pistola puntata contro, questi in termini percentuali sono intorno al 40%,meno di quanto il PCI nel momento più alto abbia mai preso. chi li rappresenta, forse il nuovo partito da te auspicato, e sai spiegarci nei dettagli (questo nuovo partito,( risultante di tanti detriti e cristallizzazioni)in che cosa differisce, dal PD? a quale blocco sociale fa riferimento? e perchè non è stato votato l’arcobaleno? se la gente come dici tu vuole l’unione?.
      devo ammettere che siete coerenti con l’impegno che vi siete dati(rimanendo in rifondazione)e cioè lavorare per distruggere rifondazione, ma non ti sei domandato frequentando questo blog, se per caso, i residui militanti di RIFONDAZIONE rappresentano uno zoccolo duro, che sarà difficile, per qualunque, Guru, trasportare in altri contenitori?non pensi che sia questa la resistenza del vertice del PRC?
      non c’è niente di personale , anche perchè non ti conosco, ma non riesco a capire, se scendi da un altro pianeta o sei terrestre, perchè in un momento come questo,in una giornata come questa, un cui si vedono atti eroici,( per lavoratori che si trovano al sud, dove il lavoro, è una rarità)ed una dignità da difendere,) tu posti un contributo completamente avulso dal contesto, e chiedi a “ESSERE COMUNISTI” di adoperarsi per non essere più comunisti, e confluire tutti,in un unico partito, di cui non hai specificato i contorni, ne parli diffusamente,evocando una sinistra diffusa, quelli che si danno al volontariato, e perchè no alla comunità di Santoegidio’ immagino gli ex Craxiani, i verdi la sinistra PD, che poi fare una santa alleanza per cacciare Berlusconi, perchè la guerra in Afignista, e la riforma del wuelfare la faccia questa ammucchiata, anche perchè secondo voi i poteri forti si voglioni liberare di Berlusconi, e devono avere il ricambio, ed in una situazione di crisi è meglio la sinistra, come per bombardare la SErbia,non una parola per chi avendo più di 50/60 anni ed essendo stato sempre comunista, e non volesse morire democristiano, neanche “una tendenza culturale” che almeno Bertinotti bonta sua concedeva, tu parli solo di sinistra, non indichi, neanche un recinto(per i comunisti) che è stato concesso anche ai nativi d’america.
      nulla di personale, è solo palitica, e ti saluto cordialmente.

    • Adriano1 scrive:

      Caro Valentini mi sembra che tu come gli altri dirigenti del PRC attualmente , come dicono a roma , “ve la cantate e ve la sonate”.
      Girate continuamente attorno al problema e mentre girate producete parole , parole , parole…

      Io non sono un militante né “duro” né “puro” , e non posso vantare nessun merito particolare tranne una generica disponibilità all’impegno, però , forse grazie al fatto che mi manca la necessaria cultura , cerco di produrre solo il minimo ed indispensabile di parole , se non facessi così arriverei ben presto a confondermi anche da solo…

      Ormai difronte allo sfacelo del partito la mia pazienza è al limite , per un unico motivo : in questo partito non si riesce mai a parlare della “ciccia” , come ridicono a roma .
      Qual’é la “ciccia” ? La Ciccia sarebbe dare ai lavoratori una prospettiva in cui credere , qualcosa con una logica interna , un progetto, anche se difficile da realizzarsi, almeno una prospettiva di cambiamento.
      Invece il partito conosce solo due binari : o il politicismo in doppio petto o il mugugno identitario.
      C’è da farsi cadere le braccia , è il PRC per primo che non crede in una prospettiva di fuoriuscita dal capitalismo , ma non vuole ammetterlo , ci si aggrappa all’identità com un totem , dubitare del comunismo è un tabù ma cosa possa essere per noi , oggi , una prospettiva comunista nessuno se lo vuole seriamente chiedere.
      Siamo noi i primi a credere nella “fine della storia” , è l’atteggiamento tipico dei vecchi funzionari del PCI , il loro “sano” realismo che ci ha condotto a questo disastro .
      Agli operai non si sa cosa proporre , al massimo parliamo di redistribuzione , o lotta all’evasione fiscale che sono nobili obiettivi socialdemocratici ma niente di più.
      Al tema della riduzione dell’orario di lavoro , per me l’unica soluzione seria oggi , nessuno ci crede , quando viene citato lo si fa solo per amore “di bandiera”.
      In questo senso è vero che la “rifondazione” è fallita , ma non perché non si sia riusciti a “convincere” gli operai , ma perché noi i cosiddetti comunisti , dobbiamo discutere di contenitori , congressi , tattiche elettorali.
      Dobbiamo parlare , parlare , parlare…..

  12. piero scrive:

    il voto di pomilgiano è un voto importante, gli operai sotto ricatto, impossibilitati nel far iniziativa a sostengo del no all’accordo, con un isolamento da guerra fredda verso la fiom criminializzata a priori, hanno dimostrato con un voto importante che non tutto è perduto e che la trattativa si può riaprire su basi meno umilianti.
    penso sia stato importante il ruolo della fiom ma anche le prese di posizioni di Ferrero e Vendola capaci di dire parole chiare e non pilatesche come invece hanno fatto altri leader di partiti della “sinistra”.
    Eppure pochi mesi fa la sinistra anche a Pomigliano è stata travolta sia nel voto regionale sia amministrativo, come si va a capitalizzare politicamente la disponibilità e le generosità mostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori di Pomigliano??

    si può a sinistra avanzare una federazione di partiti che trovino una sintesi unitaria nelle lotte, nelle iniziative sociali e magari anche in liste elettorali??

    si è appena votato in Polonia un paese con un anticomuismo viscerale eppure il partito della sinistra di Napieralskov ha preso il 13,6% e può diventare decisivo al ballottaggio per far vincere i liberali contro la peggior destra di Kacinscky.

    i compagni polacchi hanno messo come punti per indirizzare i proprio voti verso il candidato liberale :D iritti civili, Salario Minimo, Ritiro del forte contingente militare in Afganistan….
    ba…non mi sembra poco…

    possibile che in italia non si possa avere un soggetto politico unitario che pesi elettoralmente, credibile nelle lotte e che possa avere una piataforma unitaria su..diritti civili, salario minimo e ritiro dalle truppo dell’afganistan??

    Piero

  13. carlo circolo Bianchini Genova scrive:

    non voglio privarmi, di eprimere, e condividere con i compagni , la soddisfazione nel vedere la mitica ed ormai data per dispersa classa operaia,essere una spanna più avanti da chi dovrebbe dirigerla. il risultato del referendum di Pomigliano, si può definire il risultato della speranza, la speranza che ci sia una presa di coscenza, e che sappia ritornare protagonista, il 38% tra contrari e schede nulle e bianche, dato il clima di ricatto e di intimidazione da ultima spiaggia è quanto di più dignitoso potesse accadere, nessuno immaginava che dopo che la stessa FIOM, invitava i lavoratori a votare per non subire ritorsioni, che potesse esserci un risultato, che è stato un calcio in culo per la FIAT, ed anche per quei partiti, che in futuro dovranno fare i conti con più di un terzo di lavoratori che non si è arresa al ricatto. questo ci dice che se ci fosse un vero partito comunista,lana per tessere e filare c’è ne sarebbe.
    Rimane sempre la domanda se data la posizione assunta da Patta e da Lavoro e Società, rimane per noi un buono investimento, averlo come socio fondatore della nostra federazione, e come faremo noi militanti quando stiamo al bar o nelle piazze, e ci rimproverano il comportamento, del nostro “socio” a difendere tale atteggiamentoio leggo parecchio e vedo quasi tutte le notizie ma non mi è capitato di leggere che i nostri dirigenti hanno sconfessato, questo comportamento pilatesco, e poco compatibile col la nostra storia e col nostro partito, se c’è qualche articolo,che io non sono riuscito a leggere vi prego di segnalarmelo.
    Come la presa di posizione durissima e “vibrante” segnalata da Adriano 1

  14. Matteo Andreani scrive:

    Daccordo con il circolo di genova,aspettiamo il risultato el referendum e vediamo quali sono i commenti di Patta

  15. carlo circolo Bianchini Genova scrive:

    Caro Claudio io non ti voglio tirare per la giacchetta, ma un tuo silenzio, puo diventare incomprensibile, mi riferisco alla vicenda di Pomigliano, ed al silenzio assordante di Patta, e di Lavoro e Societa.

    sentire gli operai intervistati, dire dobbiamo votare si al fascismo,vedere, la seconda marcia dei colletti bianchi, dopo quella del 1980 , non è tollerabile che una corrente programmatica, come Lavoro e Società che si richiama al sindacalismo di sinistra rimanere muta, per non disturbare il manovratore nen è ammissibile come non è ammissibile per voi responsabili del partito che vi accingente a fare un congresso, con un socio che nel momento del bisogno, e nel momento che dovrebbe (ed avrebbe le carte in regola) dare alla società il suo contributo mette la testa sotto la sabbia, e non dite nulla al vostro socio, adopero la parola socio e società non in modo offensivo ma per rendere più esplicito l’argomento.

    Perchè se io dovessi aprire una bottega, con un socio, che alla prova dei fatti non regge, e quando deve assumersi le proprie responsabilità latita, io non faccio la società e se l’ho fatta la sciolgo, per non rendermi corresponsabile, ora o voi chiamate Patta e le tirate le orecchie pubblicamente , o se no la prima pietra dell’edificio del FED, non sarà posata in modo corretto, ma è mai possibile che noi dobbiamo accontentarci sempre del peggio? la piazza non offre niente di meglio? io credo che pubblicamente voi dirigenti dovete chiamarvi fuori e chiedere scusa agli operai al posto del vostro socio, solo cosi il futuro sarà più credibile, perchè cosi la Fed nasce zoppa.
    scusa l’enfasi. ma ci sono momenti che anche i sentimenti contano.
    saluti affetuosi e buon lavoro

    • Adriano1 scrive:

      E no Carlo !
      In realtà se vai sul sito di lavoro e società è presente una precisa e vibrante presa di posizione di Nicolosi che riporto per intero data la sua pregnanza e ricchezza di contenuti :

      <>

      Carlo solo un prevenuto come te potrebbe non apprezzare tale presa di posizione…

      ;-)

      • Adriano1 scrive:

        la riposto :

        Dichiarazione di Nicola Nicolosi, Segretario confederale della CGIL

        La presa di posizione della Segreteria nazionale della CGIL sulla vicenda di Pomigliano
        rappresenta il punto di vista condiviso.
        La decisione della FIAT di investire a Pomigliano è un risultato importante della lotta dei
        lavoratori. C’erano tutte le condizioni per raggiungere un ‘intesa una volta sgombrato il
        tavolo da richieste che la CGIL ha definito irricevibili, perché riguardano diritti costituzionali
        o leggi che non sono materie a disposizione della contrattazione.
        Registro con amarezza che nell’organizzazione da più parti non ci si attiene alle posizioni
        assunte unanimemente.

  16. Matteo Andreani scrive:

    Giusto per rispondere,ma non ti sembra di essere un po’ settarista?e soprattutto a che ti serve? 1)Vendola a due cifre?Sfiora il 10% in puglia ma nel resto d’italia?Arriva al 3,3% ma con il mitico Psi di Nencini(alleanza Psi-Sel in campania e i 2 eletti sono tutti Psi,in veneto,in calabria e poi in puglia su 9 eletti di Sel 5 sono exSdi e 2 exSd,in emilia romagna con un stramitico 1,79% e’ stato eletto 1 exSd e ecc.)e i Verdi di Bonelli(emilia romagna) …. ancora cosi’ convinto? 2)Parli di Salvi?Beh e Mussi? …. ma non lo dico con polemica eh! Salvi e Mussi sono 2 esponenti di sinistra socialista rispettabile …. Salvi fu’ il primo a intuire la questione casta con il suo libro scritto ben prima de “La Casta” …. proprio cosi’ male? 3)Mantovan? beh a nominarlo responsabile esteri fu’ Bertinotti e fu lui a far scoprire al Prc i “movimenti” …. vedi il discorso di Bertinotti a chianciano nel 08 dove lo elogia!Chi sbaglia tu o Bertinotti? Russo Spena? …. potrei risponderti … ma parli proprio tu che hai GENNARO MIGLIORE!!!!! Rocchi? i suoi colleghi milanesi come Mascia,Gianni o Pisapia(tutti in Sel)non la pensano come te!Sbagliano loro o come sempre hai ragione tu? 4)Dino Greco? ….. Sansonetti ha preso Liberazione che vendeva 13500 copie e lo ha portato alla miseria di piu’ o meno 5000!!! Greco con la difficolta della extraparlamentarita’,del calo degli iscritti e ecc. lo mantiene sui 4800 copie,non male o no? 5)Tutto il resto mediocri?Beh e allora Massimo Rossi(Prc)candidato a presidente nelle Marche appoggiato anche da Sel?e il gruppo dirigente umbro che ha portato la FdS a un ottimo risultato sia alle provinciali e comunali del 09 e alle regionali del 10?Li’ la FdS sfiora le 2 cifre?E il gruppo diregente ligure?Che ha portato buoni risultati anche li’?e la calabria dove vengono eletti 2 ottimi under40?E un ex-consgliere come Mullhauber che ha a Milano(pur non riuscendo a essere eletto,non per colpa sua)che ha ottenuto piu’ preferenze in provincia di Milano nella storia del Prc? 6)potrei continuare ma non lo faccio e sai perche’? perche mi auguro che sia la FdS e sia Sel ottengano buoni risultati(e credo anche che siano alla portata di tutte e 2 le formazioni)e soprattutto spero che il laboratorio “Marche” o come altre situazioni si ripetano alle amministrative del 2011 a Torino,Bologna;Napoli e Milano si puo’ trovare una soluzione condivisa per un candidato comune Sel-FdS

  17. anto scrive:

    nessuna soluzione alla vostra scomparsa (o se preferite marginalità…alcuni nel prc ci godono ad essere nmarginali…vero Bellottii?)
    1) x mantenere il logo e l’orgoglio (e x non dare il partito a vendola) nell’ultimo congresso avete unito le mozioni perdenti; oggi autorevoli esponenti dicono che quella maggioranza congressuale non c’è più: che fate, chi lo dice a Vendola che quell’ibrida unità serviva solo a stopparlo e a salvare la cancellazione del partito? A meno che qualcuno non mi avverta che Vendola è sparito e il PRC viaggia a due cifre.
    2) Tante critiche a nichi e accuse infamanti (addirittura traditore o mai comunista). Posso chiedere al patetico Ferrero e al focoso Fosco Giannini (e chi è costui?) se non c’è nulla da dire sulla Mummia Salvi ai tempi del suo dicastero del lavoro o ai tempi della sua militanza diessina? Cosa non si ingoia x una mummia in più.
    3) Ma quel tal Pegolo è quello che stava con Grassi, poi con Masella, poi ernestino, poi essere comunista, poi con la Imma Barbarossa…cioè è quello che abbiamo scelto rispetto a vendola? Cioè sti mediocri abbiamo scelto?
    4) Augusto Rocchi….già…già…augusto rocchi
    5) il partito di massa?…nella fantasiua di qualcuno ci può stare…ahi ahi quanto aveva ragione Libertini: un partito comunista non è un partito comunista sotto il 10% (il dramma è che neanche la somma di tutti i partiti comunisti in Italia fa il 10%)
    6) mantovani…ah quello di ocalan…che meno male che era deputato sennò chi si ricordava di lui…visto che deliria sulla non utilità della rappresentanza istituzionale
    7) russo spena….dovrebbe ringraziare a vita bertinotti x essersi ricordato di lui….pareva un bravo compagno…poi il dp che c’è in lui nonn ce la fa proprio a prendere le distanze dai disgraziati della terra come ferrero e quella inutility tal Tecce campano
    8) Dino Greco…mamma mia…lasciamo stare
    9) quelli del pdci…….stendiamo un velo pietoso sull’infortunato diliberto (ma recupererà tutta la sua forza (?)?)
    10) con la fed al posto di due partiti comunisti che non si sciolgono troveremo la quadra….è così….è così….lo dite voi che ancora non vi convincete a prendere atto che il popolo e le classi che intendete rappresentare NON VOGLIONO ESSERE RAPPRESENTATE DA VOI.

    • toto scrive:

      io “fantasma” pegolo lo risoprannominerei “il correntizio”…quello che sta in una sottocorrente della corrente, in una sottoarea dell’area, in una sottomozione della mozione….insomma in un sottoscala x vecchi arnesi…..INSOMMA SVEGLIA E CHIUDETE TUTTO (GLIA ANNI PASSANO SAPETE?) ..E VOI Lì A GIOCARE CON I MODELLINI DELLA LEGO…FAMO IL PARTITO SOCIALE?…NO FAMOLO PLURALE…NO, NO, FAMOLO FEDERATO….NO, NO, AUTONOMO E UN Pò DI LOTTA….NO, NO, FAMOLO DI MOVIMENTO…MA NO SE FA ORGANIZZATO ALLA TRIPPA…OPS SCUSATE ALLA CRIPPA….NO, SE PO Fà APERTO E PARTECIPATO….MA NO DAI FAMOLO DI CLASSE (CIOè SCIC)…
      POVERI NOI IN CHE MANI LA SINISTRA…PUAH

    • aldo scrive:

      Hai ragione (e aveva ragione Libertini), un partito comunista sotto il 10% non è in buona salute.
      E nei primi anni ‘90 vi si stava avvicinando, cercando di diventare un partito di massa (anche se non stava affrontando il problema dei quadri e dell’approfondimento delle questioni teoriche, che alla lunga avrebbero evidenziato i problemi). Poi arrivò un certo Bertinotti che all’inizio diede anche maggiore visibilità mediatica al partito, ma poi avviò la trasformazione del partito (facendo leva sulle tante questioni non ancora risolte o affrontate e su un corpo del partito con molte contraddizioni) in un partito di opinione, leaderistico, con una tendenza “innovatrice” e tendente a superare le proprie radici. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
      Adesso lo stato del partito evidenziato, e chi lo nasconde?, è reale,
      Ma da qui dobbiamo partire: fare un minimo di chiarezza politica sulla necessità di un partito comunista, agli inizi di questo millennio, in questa parte del mondo; ricostruire una struttura organizzativa con gli spezzoni di partiti rimasti e con i tanti comunisti della diaspora; e attorno a questa struttura (partito) unire la sinistra più ampia.
      Non è facile ma non c’è altra strada, se non rinunciare ad un bisogno (oggettivo) dei lavoratori.

    • Infatti Vendola è al 15%… ma fammi il piacere… voui che ti dia io un po’ di giudizi miei (come tu dai i toui) su Bertinotti, Gianni, Musacchio e compagnia briscola?
      Ti interessa qualcosa della sinistra o hai solo da portare avanti la tua stupida faida?

      • anto scrive:

        amen….all’ottuso di turno. Contento tu (alzo bandiera bianca davanti a tanto MILITARE)

        • questo è il tuo modo di discutere: l’offesa! A quelli come te si da sempre ragione. E magari firmati, come faccio io

        • andrea valsusa scrive:

          anto fai veramente pena…detto chiaramente sei proprio un cretino…va vattene nel tuo castello di cristallo con vendola e fate una bella accoppiata…sei veramente ridicolo…parli come se vendola avesse il 10 % in tutta italia…mentre raggiune in Sardegna uno scarso 3 %….quindi fammi il piacere…poi critichi i nostri dirigenti…bene si deve incominciare a parlare di bertinotti, migliore, fava, gianni ecc????sono loro che hanno completamente rovinato la sinistra nel nostro paese..gente come te…settarista del c….odio quelli come te…

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER ANTO.
      CARO ANTO,hai ragione, questi sono tutti incatapecoriti, avremmo duvuto cedere alle ruberie , che nel sud e nelle zone dove comanda Vendola, avevano registrato più iscritti che votanti, in alcuni casi piu tessere che residenti, ma almeno avremmo avuto un leader, e come diceva il buon Macchiavelli, al principe è tutto permesso, e poi non hai detto che se vinceva Vendole c’era”PILU PE TUTTI) come direbbe Albanese, e sarebbe stato anche di ottima qualità, servendosi (il suo vice presidente della regione) dallo stesso fornitore di Berlusconi, certo Cosentino, e poi eravamo anche in ottima compagnia,se solo non avessimo arricciato il naso, perchè il princice ci proponeva anche una alleanza con la Polibortone, noto personaggio della sinistra moderna, il dramma è che noi diciamo mamma li turchi, ma i turchi non calpestano l’italia da almeno cinque secoli, come sai certi stereotipi sono duri a morire, ancora ci ostiniamo(guardando con occhi vecchi e identitari)a non considerare, Casini e Polibertoni e mettiamoci Fini e Bersani. nuovi illuminati.
      beati i profeti, quelli vedono prima,vedrai che se i contemporanei non ti apprezzano i posteri,recupereranno il tuo pensiero e ne faranno tesoro.
      io però avrò l’orgoglio di dire “anche se da lontano” ho avuto l’onore di conoscerlo. ciao, Carlo

    • davide gherri scrive:

      Cara Anto, a Chianciano si è svolto un congresso, i compagni hanno votato, la mozione Vendola-Bertinotti è risultata minoritaria e le cose sono andate come sono andate. Può non piacere ma la maggioranza dei compagni ha scelto di proseguire con il P.R.C., di mantenere la falce e il martello e di proseguire il tentativo di ricostruire il partito comunista in Italia.
      Che Vendola, Bertinotti, Migliore ed altri pensino che sia più utile o praticabile la ricostruzione di un partito socialista è cosa altrettanto rispettabile ma sarbbe stato più giusto dichiararlo chiaramente prima del congresso in modo che i compagni potessero sceglirere.
      Io per parte mia la mia scelta l’ho gia fatta da tempo, sono per la ricostruzione di un partito comunista, che affronti i nodi della globalizzazione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
      Che dire degli insulti gratuiti ai compagni provenienti da democrazia proletaria?
      Io ti rispondo che anche io dopo essere uscito dal P.C.I. (1977, appoggio P.C.I. al governo Andreotti, il primo di unità nazionale) ho aderito a Democrazia Proletaria e non me ne vergogno affatto. Il partito in questione non è mai risultato implicato in affari illeciti e ne i segretari nazionali che si sono succeduti alla guida lo sono mai stati. Voglio ricordare i nomi affinchè tu possa verificarlo: Silvano Miniati , Mario Capanna, Emilio Molinari.
      Voglio ricordare anche che pur essendo stata una minuscola forza politica e tante volte extra-parlamentare non ha rinunciato a battaglie a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici strappando anche qualche risultato:
      Il referendum per il ripristino della scala mobile, il referendum per l’estensione dello statuto dei lavoratori anche alle aziende con meno di 16 dipendenti che ha portato all’indennizzo del lavoratore licenziato, la battaglia per il ripristino della contingenza nel computo dell’indennità di liquidazione che ha portato alla modifica della legge con la restituzione di una parte dei soldi sotratti, adesso si chiama indennità di fine rapporto.
      Potrà essere anche per me condivisibile che non tutti i dirigenti od esponenti del P.R.C. siano all’altezza della situazione o che condividano appieno le mie aspirazioni ma questi sono stati eletti ed a questi il P.R.C. è guidato.
      Non ho difficoltà ad affermare che se fosse dipeso da me avrei limitato molto di più la politica delle alleanze,avrei evitato di coniare quell’odioso termine che si chiama “desistenza” ed avrei vincolato la politica delle alleanze a pochi punti,chiari ed irrinunciabili: la ripubblicizzazione e la gestione dell’acqua, la lotta alle centrali nucleari, la raccolta dei rifiuti differenziata a zero inceneritori, l’abrogazione della “legge30″ che istituisce il precariato a vita per i giovani.
      Un fraterno saluto, davide gherri

  18. Marcello scrive:

    Mi spiego meglio,con un congresso a tesi,si potrebbe creare almeno 2 aree piu’ o meno distente(una neo comunista e una che potrebbe essere creata da qualche prc e soc 2000 e indipendente)cosi’ facendo si esalterebbe la “riunione” comunista ma di conseguenza anche la pluralita’ di sinistra.Non credi?

  19. Arnaldo scrive:

    Io ancora non capisco che ce ne facciamo dell’unità se manca tutto il resto.

    Davvero si crede che fondendo o federando prc e pdci dopo andrà tutto meglio?

    Certo, il Prc si leva un concorrente facendoselo alleato e il pdci allontana un po’ lo spettro della bancarotta, ma poi? Si incrocia le dita sperando che il vento cambi da solo o che Bersani per pietà ci dia 4 seggi sicuri in Parlamento?

    Mi sembra un modo a dir poco curioso di imposare le proprie priorità politiche….

  20. Matteo Andreani scrive:

    …. Di Pietro e’ indagato per truffa sui rimborsi elettorali ……

  21. Marcello scrive:

    La questione dell’unita’ dei comunisti,che c’e',si puo’ tranquillamente risolvere all’interno della FdS.Il congresso sara’ a tesi quindi non dovrebbero esserci problemi.

  22. Leo Di Paolo scrive:

    Non me ne voglia Patrizio Tonon, ma il suo intervento rispecchia la confusione che regna a sinistra.
    Secondo Tonon (ma anche secondo Patta) l’unica strada che è rimasta ai comunisti per riconquistare un ruolo nella politica italiana è quella di partecipare al governo col PD.
    Chiedo allora a Tonon: non è bastata la lezione dell’ultimo governo Prodi?
    Abbiamo accettato di partecipare a quel governo illudendoci di poter influenzare le sue politiche sociali e sui diritti, e ci siamo accorti che sia Prodi che il PD, una volta incassati i nostri voti, hanno invece preferito accontentare le imprese e i poteri forti.
    Tonon continua affermando che “dobbiamo costruire le condizioni per battere la destra”. Giustissimo. Ma la destra si batte se l’opposizione è capace di rompere la sua subalternità nei riguardi di Confindustria, lobbies militari e Vaticano, se è capace di affrontare la questione dei salari, della precarietà, della lotta alle spese militari.
    Il governo Prodi è stato incapace di farlo, e di conseguenza i lavoratori hanno punito sia il centro-sinistra sia (e soprattutto) noi che ci eravamo impegnati a rappresentarli.
    E dopo tutto questo, qualcuno ancora insiste nell’ipotesi di governo insieme al PD, come se non fosse ormai evidente che il partito di Bersani ha rotto con la stessa idea di sinistra e di difesa del lavoro (basti pensare alla posizione del PD su Pomigliano o all’intervista di Parisi che rivendica l’aumento delle spese militari durante l’ultimo governo Prodi).
    Invece di baloccarci con improbabili sogni governativi, cerchiamo di riprendere il contatto con la realtà, magari ripartendo dalla disastrosa situazione del nostro partito.
    Riorganizziamo le commissioni lavoro, rientriamo in contatto con i comitati e le associazioni che stanno nascendo e che si oppongono alla deriva neo-liberista, facciamo in modo che i nostri circoli cessino di essere comitati elettorali e diventino invece strumenti per organizzare le lotte nei nostri quartieri e nei posti di lavoro.
    Se facessimo questo, forse qualche lavoratore ci capirebbe un pò di più.

    Leo Di Paolo

    • Adriano1 scrive:

      hai ragione ma c’è un problema , e cioè che il partito non ha ancora una propria posizione sull’economia.
      Non abbiamo proposte né parole d’ordine , il massimo che riusciamo a dire è che non bisogna cedere al neoliberismo e che bisogna difendere le conquiste dei lavoratori , ma , appunto , sono tutti concetti “difensivi” , non c’é né una “narrazione” ( parola che odio ) , né una strategia.

      ma forse piano piano qualcosa sta uscendo fuori , ecco il pensiero di ferrero oggi su liberazione :
      “costruire una Europa sociale in cui ci siano anche la riduzione dell’orario di lavoro, un salario europeo e in cui possano lavorare civilmente gli operai polacchi come quelli italiani”

      OK è ancora molto timida , ma se crediamo a quello che diciamo , perché non fare una campagna a tappeto sul tema ?

    • Patrizio scrive:

      GUARDA,
      SE PER RISCATTARSI I LAVORATORI ASPETTANO I RISULTATI DELLE VOSTRE TEORIE E DEL VOSTRO ISOLAMENTO SDEGNATO……
      POSSONO STARE TRANQUILLI ED E’ MEGLIO CHE S’ARRANGINO
      A SBAGLIARE SON CAPACI DA SOLI

    • Leonardo Masella scrive:

      Concordo totalmente, Leo !

  23. Matteo Andreani scrive:

    Lo sport preferito sembra a chi e’ piu’ pessimista!!! Io non sono un superottimista pero’ invertiamo la rotta! Siamo onesti,analizziamo quello che e’ accaduto,accade e accadra’ con razionalita’ … dopo il disastro el 08,il risultato delle europee del 09,il 3,4%,non fu male anzi in alcune regioni ando’ decisamente bene,liguria,sardegna,campania …. quel risultato lo si vuole buttare? E il risultato alle regionali in alcune regioni decisamente buono anche quello dalla finestra? Parlo della liguria,dove si conferma il 3,9% del 09.L’ottimo dell’umbria e anche nella puglia dove trionfa Sel,la FdS non crolla e si mantiene su un sufficiente 3,3%.E cosi via via ci sono altri sufficienti risultati …. ma ovviamente ci sono altri pessimi risultati.Qualcuno dira’ si va beh ma comunque non si riesce a fare “massa critica” giusto e perche’? … perche siamo spariti dai giornali ,dalle tv,dal parlamento e ecc.!Semplicemente per questo!Nessun destino cinico e baro o altre cose piu’ filosoficamente complicate!E allora perche’ nonostante tutto sono un po’ ottimista?il nocciolo del mio ragionamento e’ questo …. inevitabilmente(e anche giustamente)la FdS trovera’ un accordo anche solo tecnico o se ci fossero le condizioni anche di governo con il csx.Bisogna sforzarsi di “mantenere” al max questo consenso attuale e cercare i recuperare qualche decimale qua’ e la’ tra gli astenuti,chi ha votato Sc e Pcl,recuperare qualcosina soprattuto al Nord(dove e’ possibile)a Sel e al sud(dove e’ possibile)a quell’antipaticone di Di Pietro per poter arrivare a un fatidico 3,5% che farebbe eleggere una ventina di deputati(che permetterebbe la creazione di un gruppo parlamentare autonomo)che ci ridarebbe possibilita’ di fare “massa critica”! e’ inutile giraci attorno la il problema e’ la extraparlamentarita’! in questi 2 anni fuori da parlamento,tv,giornali e ecc.,non si puo’ negare che non si siano pensate e realizzate tante tante cose buone … come Prc e come FdS,non mi interessa …(il partito sociale,i gap,come si e’ stati vicini alle aziende in crisi innse,eutelia con le casse di resistenza,il referendum suul acqua)tutto annulato dalla esclusione mediatica!E’ troppo banale dirlo ma ‘cosi …. oggi siamo tutti inkazzati e pessimisti e senza voglia!Ma ricordatevi che la lega dopo 3/4 anni di enormi errori,”riincominciava” a fare la lega con il 3,9% nel 2001 e noi non possiamo fare lo stesso?! SI! E ANCHE MEGLIO!!!!!!

  24. Patrizio scrive:

    HA PIENAMENTE RAGIONE PATTA!

    SE SUCCEDE QUELLO CHE SUCCEDE A POMIGLIANO E SE CONFINDUSTRIA E GOVERNO CONTINUANO A RUBARE DIRITTI E’ PERCHE’ NON C’E’ UNA SINISTRA DEGNA DI TALE NOME. SE I DIRIGENTI COMUNISTI HANNO DECISO DI RITIRARSI SDEGNOSAMENTE NELL’EREMO E CONTINUANO A DIVIDERSI E DIVIDERE LA CLASSE OPERAIA FA BENE A NON VOTARLI.
    LA GENTE NON CI HA VOTATO PERCHE’ QUALCHE VOLTA SIAMO STATI AL GOVERNO. LA GENTE NON CI VOTA PERCHE’ SIAMO INCONCLUDENTI E NON VOGLIAMO TENERE I PIEDI PER TERRA.
    DICEVAMO CHE CON L’ARCOBALENO ERAVAMO ARRETRATI PERCHE’ MANCAVA LA FALCE E MARTELLO E ADESSO ?……….
    QUESTO GRUPPO DIRIGENTE NON NE HA AZZECCATA UNA E BASTEREBBE PARLARE CON I LAVORATORI, CON GLI ELETTORI NORMALI DI SINISTRA E CI DIREBBERO CHE BISOGNA STARE ASSIEME SE VOGLIAMO RITORNARE A DIFENDERLI (ALTRO CHE VOLANTINAGGIO DI FERRERO A POMIGLIANO)E PER RITORNARE A FARLI EMANCIPARE.
    PER RIPORTARE I GIOVANI E GLI OPERAI ALLA POLITICA BISOGNA DARE A LORO UNO STRUMENTO CONCRETO E QUALCHE POSSIBILITA’ DI VINCERE, ALTRO CHE TESTIMONIANZA. COMUNISMO E’ SEMPRE STATO ORGANIZZARE I LAVORATORI PER CAMBIARE LO STATO DI COSE PRESENTI E LE LORO CONDIZIONI MATERIALI.
    FARE I TESTIMONI DI GEOVA NON SERVE.
    I COMUNISTI OGGI SONO QUELLI CHE LOTTANO PER COSTRUIRE LE CONDIZIONI PER BATTERE LA DESTRA CON UNA SINISTRA E UN PARTITO E CHI VUOLE BATTERSI CON QUALCHE PROBABILITA’ DI FARE QUALCOSA SI IMPEGNERA’ IN QUELLA DIREZIONE
    IL RESTO SONO CHIACCHERE E LITURGIA BUONE PER LA SINGOLA COSCIENZA MA NON PER CHI VUOLE CAMBIARE VERAMENTE LA SOCIETA’. MA PENSIAMO VERAMENTE CHE I LAVORATORI ED I GIOVANI VOTINO PER UNO SCHIERAMENTO CHE IN PREMESSA DICE CHE VORREBBE IMPEGNARSI PER UNA ALTERNATIVA POLITICA MA CHE MAI ANDREBBE AL GOVERNO……MA SCHERZIAMO?.
    SIAMO STATI NOI CHE SIAMO STATI DENTRO AL GOVERNO PRODI SENZA UNA PROGRAMMA UNITARIO DELLA SINISTRA, SENZA PRIORITA’ DI INTERVENTO, SENZA CONVINZIONE, SEMPRE CON UN PIEDE DENTRO E UNO FUORI!
    MI DICO ANCHE IN CODA E SENZA DEMAGOGIE: MA PENSIAMO VERAMENTE CHE IL GRUPPO DIRIGENTE DELLA SINISTRA CHE CI HA PORTATO FIN QUA SIA IN GRADO DI RIPORTARCI A PRIMA DEL 98 QUANDO I COMUNISTI AVEVANO DIGNITA’ CONSENSO, RUOLO NELLA SOCIETA’, CAPACITA’ ORGANIZZATIVE E SOPRATTUTTO I NUMERI PER FARE QUALCOSA
    Patrizio Tonon

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER PATRIZIO TONON.

      “I COMUNISTI OGGI SONO QUELLI CHE LOTTANO PER COSTRUIRE LE CONDIZIONI PER BATTERE LA DESTRA CON UNA SINISTRA E UN PARTITO E CHI VUOLE BATTERSI CON QUALCHE PROBABILITA’ DI FARE QUALCOSA SI IMPEGNERA’ IN QUELLA DIREZIONE
      IL RESTO SONO CHIACCHERE E LITURGIA BUONE PER LA SINGOLA COSCIENZA MA NON PER CHI VUOLE CAMBIARE VERAMENTE LA SOCIETA’. MA PENSIAMO VERAMENTE CHE I LAVORATORI ED I GIOVANI VOTINO PER UNO SCHIERAMENTO CHE IN PREMESSA DICE CHE VORREBBE IMPEGNARSI PER UNA ALTERNATIVA POLITICA MA CHE MAI ANDREBBE AL GOVERNO…….. MA SCHERZIAMO”.

      Quanto c’è scritto sopra è illuminante, ed è tipico di certi soggetti, e certi modi di pensare dei seguaci del GattopardO, SOPRA ci dice che i comunisti non sono i comunisti ma solo quelli”CHE COSTRUISCONO LE CONDIZIONE PER BATTERE LA DESTRA” ossia ora scopriamo che i comunisti sono Di pietro e Bersani, anche Vendola ma solo il Vendola dopo la scissione, non disturba (a Patrizio) il fatto che il PD e il PdL sulla guerra e sulla crisi hanno più o meno la stessa ricetta lui dice che l’assienzio alla guerra di Bersani é di sinistra(stavo dicendo comunista)mentre quello di Berlusconi è di destra, la stessa cosa dicasi per Pomigliano, per le COLATA DI CEMENTO che come testimonia il libro di Ferruccio Sanza, è bipartisan, e poi ci dice anche che i lavoratori ei giovani non ci votano perchè,VORREMMO IMPEGNARCI PER UNA ALTERNATIVA POLITICA MA CHE MAI ANDREBBE AL GOVERNO, MA SCHERZIAMO ci dice, non si accorge che confonde l’alternative con l’alternanza, perchè di questo si tratta, ed è questo il Gattopardismo giocare sulle parole, perchè alternativo vuole dire qualcosa antitetico al presente mentre alternanza vuole semplicemente dire che accettato il sistema governiamo un po per uno , facendo però le stesse cose(cambiando qualche virgola) come succede nelle grandi cosidette democrazie, no si ricorda il caro Patrizio che il PCI non era un partito dell’Alternanza(ameno fino al 76 e pur dicendo di non volere governare il presente ma ma semplicemente di volere cambiare il sistema, eppure prendeva tanti voti,ma ci dirà Patrizio, altri tempi, ora i tempi son cambiati ed i comunisti non sono quelli che vogliono cambiare ma quelli che per fare un favore ai poteri forti si prestano al giuoco per l’alternanza,Si puo andare avanti con questa gente?,o siamo noi che non siamo più comunisti ed il comunista vero, insieme a Bersani e Di Pietro è Solo Patta e patrizio?.
      MEDITATE GENTE MEDITATE.

  25. Mi pare, dai commenti postati, che si continui a mancare clamorosamente il bersaglio. Continuiamo a parlare di formule organizzative come se fossero una panacea, continuiamo a fare a chi è più comunista, pensando
    che basti fare dichiarazione più altisonanti per recuperare il consenso. Siamo fuori strada, come un pugile suonato che invece di allenarsi di più pensa che basti cambiare colore ai calzoncini. Facciamo politica, la formula arriverà dopo. Credo che sia più importante un volantinaggio al mercato che non tutta questa “sega mentale”. Sono sconfortato.

    • andrea valsusa scrive:

      caro roberto come non darti ragione che bisognerebbe essere all’interno delle piazze a volantinare??sono i sigoli circoli che decidono…quì a torino ultimamente si stanno dando più da fare…ma non basta mai…l’essere comunita attira ancora eccome…io conosco personalmente e bene alcune famiglie operaie che qundo chiedo: cosa hai votato? loro mi rispondono : falce e martello…quindi conta eccome…a torino se abbiamo resistito abbastanza alle ultime regionali è solo porchè qualche famiglia operaia la pensa ancora così…basta andare a vedere i risultati per circostrizione…

      • Sono i circoli che decidono di volantinare, è vero. Ma quando, dal dibattito nazionale, sembra che il problema sia se si fa prima il congresso di RC o quello della FDS, probabilmente anche i compagni sul territorio hanno una visione un po’ falsata delle priorità. E te lo dice uno che non ha mai avuto impulsi basisti, uno che ha sempre detto che il gruppo dirigente è la fedele espressione del corpo del partito…

  26. MarioGC scrive:

    Compagne e compagni, abbiate pazienza.

    Qui stiamo continuando ad avvilupparci in chiacchiere politiciste di contenitori senza contenuto chiaro, di tattiche senza strategie, di sforzi inutili e perdite di tempo e di risorse come i doppioni inutili che diceva un compagno.

    Ma diciamoci le cose come stanno e pane al pane e vino al vino. La storia di fare un “accordo elettorale” con il solito sputtanatissimo centrosinistra di Pd, IdV e balle varie, perché questi si degnino di cambiare di nuovo la legge elettorale in senso proporzionale per farci il favore di poter rientrare in Parlamento, oltre che impresentabile è proprio una solenne cazzata, una vera e propria ingenuità – cioé, questa gentaglia ha fatto di tutto per cancellarci, anche approvare con i berluschini le peggiori porcherie di leggi elettorali a livello locale, nazionale ed europeo, e adesso ci dice, sì prego accomodatevi, scusate per prima abbiamo scherzato!!! MA PER FAVORE!!!!! In Parlamento ci dobbiamo tornare con le nostre forze, se ce lo meritiamo, se siamo in grando di (ri)costruire un vero e grande e forte PARTITO COMUNISTA degno di questo nome in tutti i sensi, nei simboli, nella storia, nei programmi, negli obiettivi, nelle lotte e nelle PERSONE, serie, oneste, coerenti e conseguenti! Allora sì!

    Quello che ci vuole veramente sono delle proposte chiare, legate innanzitutto al mondo del lavoro, supportate da altrettante parole d’ordini efficaci, come:
    - NAZIONALIZZAZIONE DI TUTTE LE RISORSE PRODUTTIVE E NATURALI, dalle industrie alle comunicazioni ai beni comuni etc. etc. etc., perché siano controllate e gestite dal potere pubblico (non necessariamente lo stato, ma specialmente mediante economia sociale popolare – Venezuela insegna per esempio)
    - ESPROPRIAZIONE delle fabbriche e AUTOGESTIONE OPERAIA delle stesse, con un nuovo tessuto economico e produttivo sociale e cooperativo che metta in primo piano il LAVORO e i FRUTTI DEL LAVORO nelle mani di chi lavora e non di chi detiene il capitale; e il benessere e lo sviluppo della collettività, non il profitto di pochi.

    Insomma, lavorare seriamente per abbattere e superare il capitalismo rapace, distruttore e assassino e cominciare finalmente a COSTRUIRE SOCIALISMO con i fatti. È una strada lunga e difficile, d’accordo, ma se non ci decidiamo a cominciarla veramente, non la faremo mai, e continueremo a perdere tempo, risorse e credibilità.

    E sbattiamocene una buona volta di avere una poltroncina in più o in meno da qualche parte, se poi alla fine serve solo ad essere come tutti gli altri o, nel migliore dei casi, ininfluenti e inutili. Cerchiamo di lavorare bene COSTRUENDO IL SOCIALISMO così, e DA COMUNISTI, UNITI, senza vergognarci di esserlo; dalle piccole alle grandi cose; e i risultati arriveranno. Prima o poi. Se no, sarà un continuo e inarrestabile precipitare nel nulla più assoluto, e saremo travolti anche noi, come tutti gli altri, dalla rabbia e reazione di tutte le vittime del capitalismo.

    Saluti comunisti

    • Adriano1 scrive:

      Vorrei aggiungere una cosina : la presenza di basi militari NATO.
      Per quale motivo dobbiamo avere sul nostro territorio soldati stranieri e bombe nucleari ?
      Per difenderci da chi ? Dai mitici talebani ?

      vi piacerebbe sapere che magari da vicino casa vostra è partita una bomba che ha ammazzato migliaia di persone ?
      E che non avete fatto niente per impedirlo ?
      E perché non avete fatto niente ?
      Forse perché è un tema troppo radicale ?
      Fra quanto tempo cominceremo a dire le cose giuste senza preoccuparci del “centro” ?

  27. andrea valsusa scrive:

    la risposta a Patta è stata data….da molti di questo blog….l’unità si fa solamente nei contenuti nessuna unità come blocco elettorale e per la sopravivenza…dialoghiamo con forze come sinistra critica e la rete dei comunisti e anche i verdi….costruiamo una vera sinistra alternativa di ispirazione comunista anticapitalista ed ambientalista…è questa la via…SeL ha già scelto da tempo il suo percorso e non è il nostro…infatti tutti gli appelli di unità lanciati dalla FDS sono caduti nel vuoto

    • Alessandro scrive:

      Noto che nessuno risponde alla mia domanda:Siamo sicuri che oggi hanno ancora un valore radicato fra quelli che voleva rappresentare? Noto anche che, cito,: “con quei simboli si voleva identificare i contadini e gli operai uniti”. Si voleva e non si vuole. Pochi operai, contadini e sfruttati si riconoscono in questo simbolo. Io sono cristiano ma non credo in Cristo per il simbolo della croce. Io sono di sinistra (PRC) ma non credo nel simbolo della falce e martello. Io credo nei contenuti. Sono entrato nel PRC perchè mi riconosco nelle idee, non nei simboli. Il simbolo non può essere una clava usata contro un’altro (infatti sono anche contro chi ritiene la falce e il martello simbolo del male). Andrea parli sempre ( e condivido) di unità di contenuti, questa unità non si fa ponendo come valore unificante un simbolo.

      • andrea valsusa scrive:

        hai ragione non è il simbolo che fa l’unità programmatica…ma dal simbolo nasce il programma…nel senso che, anche se non ci fosse la falce e il martello, non ci sarebbe lo stesso unità di contenuti con un filo PD come fava…noi siamo anticapitalisti e loro sono per la libera concorrenza e tutte le altre michiate….loro sono a favore del TAV (simbolo estremo dei profitti e del capitalismo) e noi siamo contarari e ti potrei citare mille altre cose…quindi mi spieghi come ci può essere unità programmatica??

        • Alessandro scrive:

          Caro Andrea a me non frega più di tanto l’unità con SEL. Se mi conoscessi sapresti che diffido molto da SEL. Io dico solo che c’è tanta gente che si riconosce nelle nostre idee, ma non nei nostri simboli. A questi dobbiamo parlare non a SEL. Ed in questo pervicace insistere solo sulla Falce e martello non lo facciamo

      • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER ALESSANDRO.
        caro Alessandro liberissimo di pensare che ciò che è vero non sia vero, tu poi pensare che è inverno quando è estate, basta che ti capisci da solo, ti puoi inventare un nuovo linguaggio, e comunicare con te medesimo, diverso il giorno che decidi de relazionarti con altri, allora ci sono convenzioni da rispettare, ci sono, segni e simboli, che da soli descrivono realtà e paesaggi, che mille parole non farebero meglio,un filare di cipressi, come riflesso condizionato ti rimanda a pensare ai cimiteri, un filare di pioppi spesso delimita fossi o ruscelli per l’irrigazione ,Bossi che è un animale con un fiuto politico molto sviluppato si è inventato una realta politica che non è mai esistita, la padania è un luogo geografico, politicamente poco significativo, ma Bossi a forza di Ampolle da prendere alla sorgente del PO e portate alla foce acquisisce ed attribuisce un valore simbolico importantissimo perchè crea una comunita dove non è mai esistita, anche Berlusconi che è un uomo della comunicazione,nell’ultima tornata elettorale ha fatto allestire, un palco a Roma e dopo aver riunito tutti governatori delle regioni li ha fatto giurare,anche la chiesa di Roma (dato che sei cristiano)ha praticato e pratica da duemila anni riti e cerimoniali che nulla hanno a che spartire con i comuni comportamenti, anche i massoni e tutte le sette esoteriche si ammantano di simboli e riti che li rendono riconoscibili. ora so che hai letto il mio post precedente perchè l’hai citato, ma non prendere in considerazione le risposte che non sono mie ma sono cumunemente accettate da tutte le sociologie vigenti, vuole dire solo una cosa che non ha nulla con il vero ma molto con il tuo modo di percepire la realtà, non pensarai che la gente non ci vota perchè abbiamo i simboli invecchiati? ma allora non dovremmo solo cambiare simbolo, ma anche nome, perchè Falce e Martello e Comunismo sono legati in maniera indissolubile ed imprescindibili, i due nomi sono intercambiabili, ma se fosse vero(come tu sostieni) che con un altro nome si vince perchè non vince SEL? perchè Non vince il PD? e poi se per assurdo si vincesse , chi vincerebbe?,e cosa importerebbe a me se vincesse un partito qualunque che non ha nel suo DNA l’idea di trasformare la società?
        io con quel simbolo che tanto ti disturba,dico senza parlare, per associazione ,che voglio cambiare la società, cosi come un claun dice col suo vastito cosa si propone di fare, con quale altro abito o simbolo ottengo lo stesso risultato? a da cosa differirei dal PD. PDL, IDV. CDU? senza quel simbolo?
        caro Alessandro(se sei cristiano ed anche se non lo sei) sai bene che gli uomini in tutte le latitudini ed in ogni epocha storica, hanno bisogno, (per vincere la paura della morte,e per soddisfare, l’inconoscibile,)di un Utopia, il sol dell’avvenire era per i comunisti l’equivalente del paradiso per i credenti solo che i comunisti il paradiso lo vogliono sulla terra, e possibilmente da vivi, perchè non sono disponibili ad avere giustizia altrove, e da morti,che gli uomini hanno bisogno di comunità , lo dimostra anche il fatto che finite le utopie politiche, sono cresciute enormemente, le simunilazioni di guerra e di appartenenza ad una comunità con lo sport, vedi il calcio, questa nuova religione che ha nei campi le chiese nei giocatori i santi con tutti i riti che comporta,dove gli industriali sono disposti a spendere miliardi(mentre non danno niente ai lavoratori) per tenere su apparati, che servono solo come valvole di sfogo,il calcio come simunlazione di guerra(PANEM ET CIRCENSES) dove poter sfogare le tossine e rospi che di giorno in giorno siamo costretti ad ingoiare.
        se tu conosci recette migliori dacceli ti ringrazieremo.
        SALUTI ROSSI.

        • Alessandro scrive:

          La gente non ci vota anche per quello. Ma non ci vota soprattutto perchè non basta dirsi comunisti (che un tempo, un tempo, era sinonimo di rivoluzionario) per raggiungere i nostri ideali, al governo abbiamo fatto molto poco. Forse per dignità dovremmo rinunciare a quel simbolo. Poi è curioso che tutto quello di cui mi “accusi” potrei rigirarlo a te. Riflettici sopra. Io ero di Sinistra prima di entrare nel PRC, sono di Sinistra adesso e sarò di Sinistra anche quando non ci saranno partiti con la falce e il martello. Il mio essere di sinistra (non dico comunista non per vergogna, ma perchè a parer mio i veri comunisti non esistono più) lo mostro nelle azioni (ad esempio nel GAP)non, solo, nei simboli. Non ho bisogno di un simbolo per sapere chi sono. Poi mi spieghi il tuo mettere in dubbio il fatto che io sono cristiano? Io non provo rancore verso i miei compagni, neppure quelli con idee divergenti.

          • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

            PER ALESSANDRO,
            neanche io provo rancore , e non intendevo mettere in dubbio che sei cristiano, semplicemente nel tuo post non avevo capito bene se usavi quel sostantivo in modo retorico, o perchè sei veramente cristiano, anche perche per i veri cristiano ho tanta ammirazione,ho straveduto per Ernesto Balducci (prete) per il missionario farncescano, padre Leonardi BOFF. e stravedo per Don Gallo, che è di Genova e Vedo spesso. con i cristiani veramente motivati, io vado molto d’accordo e provo anche invidia perchè loro qualche certezza (dal punto di vista esistenziale)c’è l’hanno, io no, e mi sento incompleto.
            hai ragione non è sufficente il simbolo ma anche l’essere coerenti e spesso hai ragione tu non lo siamo, in quanto al fatto che ti senti di sinistra sono sicuro, ma non mi è chiaro cosa vuole diere dal momento che come ho sempre detto, mezzo e forse di più del partito di Berluscuni si dice di sinistra, provenedo dal ex PSI,ed allora se tu sei di sinistra e Tremonti. Brunetta, Sacconi, e mettiamoci anche Bersani pure sono di sinistra, in che cosa tu differisci da loro?
            vedi come è difficile essere riconoscibili senza un simbolo inequivocabile, se ti dicessi comunista, questo pericolo(di essere confuso)non lo correresti.senza Rancori è meglio precisarlo.

  28. mauro scrive:

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19530

    Ma i comunisti non c’erano il luglio 1960?

    di Nino Frosini

    Nelle vicende sociali ci sono fasi e circostanze capaci di innescare meccanismi in grado di far girare la ruota della storia in un senso o nel suo opposto.

    Il luglio del 1960 è un perfetto paradigma di questo assunto. Dopo la rottura degli equilibri politici scaturiti dalla resistenza, sostanziatisi con la cacciata dei comunisti dal governo, la fine degli anni 40 e il corso del decennio successivo, si erano caratterizzati per il tentativo di azzerare il peso e il ruolo del PCI.

    Questo obiettivo, perseguito con tenacia furente dai settori più reazionari della DC con il contributo costante degli Stati Uniti e della chiesa era però fallito.

    La spaccatura del sindacato, i licenziamenti politici, le piazze insanguinate dalle repressioni scelbiane, il connubio armato fra i “nostri” servizi segreti, quelli americani e il banditismo ( Salvatore Giuliano e la strage a Portella delle Ginestre ), la legge truffa, non erano serviti allo scopo.

    Il PCI aveva resistito ed era cresciuto. Sui luoghi di lavoro, nella società e nei consensi elettorali. Fu in quel contesto che l’evolvere delle dinamiche politiche condusse i centri di potere italiani ed esteri a produrre un vero e proprio salto di qualità affidando la rappresentanza dei propri interessi economici e politici ad una alleanza esplicita fra la DC e i fascisti del MSI.

    Il simbolo formale di ciò fu incarnato dal governo Tambroni.

    La reazione nel Paese assunse sostanza e dimensioni mai viste. La mobilitazione sociale attraverso la quale, pagando prezzi altissimi anche in termini di sangue versato, ebbe caratteristiche da vera e propria rivolta popolare. Le piazze d’Italia furono segnate da manifestazioni imponenti culminate in uno sciopero generale, proclamato dalla CGIL, di proporzioni straordinarie. Simili a quelle determinatesi dopo l’attentato a Togliatti.

    I giovani e i giovanissimi – “ i ragazzi dalle magliette a striscie “ come li chiamò Palmiro Togliatti – rappresentarono l’autentico valore aggiunto di quei fermenti.

    L’ANPI, la CGIL ed associazioni come quella dei “Partigiani della Pace” giocarono un ruolo di grandissima importanza dimostrando concretamente quale fosse la loro dimensione politica.

    Chi però uscì da quella prova dando dimostrazione di saper esercitare l’egemonia nel senso più alto e nobile del termine fu il PCI.

    Il Partito Comunista e i suoi milioni di militanti, diressero, raffigurarono, dettero nerbo e sostanza a tutte le lotte di quel memorabile luglio del 1960.

    La sinistra non comunista, le donne e gli uomini di progresso e quindi tutta la società italiana debbono ai comunisti e alle loro capacità tutto quanto di positivo scaturì dalla sconfitta del governo Tambroni.

    La ruota della storia in quello snodo cruciale per i destini del nostro Paese girò in avanti. La forza motrice di ciò furono le donne e gli uomini, le ragazze ed i ragazzi che dalle fabbriche, alle città fino ai più piccoli paesi capirono quanto fosse importante stringersi intorno alle bandiere e ai valori rappresentati dal PCI.

    Solo pensare di “ricordare” il luglio del 60 tacendo sui comunisti sarebbe grottesco e surreale. Bene, l’Unità del 17 giugno scorso, invece di pensarlo lo ha fatto. Bisogna comunque ammettere che l’impresa di espungere chirurgicamente il PCI da quegli eventi è così gravosa da meritare persino rispetto.

    Insomma, ci sono atti di eguale cialtroneria capaci di tradursi in disonestà politica che senz’altro costano meno fatica.

    Chissà se i redattori, la “direttora”, la faccia di bronzo e il cervello di gallina di chi quell’articolo lo ha scritto, perlomeno nell’intimità delle loro coscienze si vergogneranno. Mah !

    In ogni caso si intuisce la logica di chi dietro a queste operazioni di revisionismo politico persegue fini politici espressamente anticomunisti.

    E’ pur vero che “rimuovere” come fanno costoro alla fine neppure gli servirà è però fisiologico, dati i presupposti, che lo facciano.

    Quel che invece non si capisce affatto – rifiutandoci di far congetture – è il motivo per cui i compagni di “Essere Comunisti” sentano il bisogno di utilizzare quella disonesta “spruzzata di inchiostro” sul loro sito. Forse per farci veder bene quanto si debba diffidare di chi pensa di far la sinistra con i comunisti come optional. Forse per evidenziare la brutta fine politica, culturale, etica a cui sono destinati quanti imboccano quella via. Sì, forse è così. Magari due righe di commento avrebbero aiutato.

  29. marco scrive:

    d’accordo con Franco.
    L’unità dei comunisti in un solo partito è l’unico elemento strategico che questa fase storica ci richiede. Tutto il resto è secondario. perchè senza questo primo elemento tutto il resto è vano. la federazione diviene inutile perchè viene percepita esattamennte purtroppo per ciò che è… una tattica pseudoelettorale fine a se stessa. E’ il partito la spina dorsale della lotta di classe, senza un percorso che conduca all’unità dei comunisti siamo semplicementi morti. Il dramma è che ben pochi dirigenti attualmente vi aspirano in buona fede, per cui in verità io le speranze le ho perse per davvero. Anzi sono arrivato a pensare che finchè vivono questi due partiti ogni opzione di organizzazione comunista è vana (uno di questi – ancora per poco – è il mio), semplicemente perchè manca la volontà, elemento basilare…

    Mi auguro comunque che presto o tardi si possa rimettere in moto un processo di aggregazione dei comunisti, per il momento continuerò a lottare in altri ambiti. Di farmi prendere per il culo nella FdS non ci penso proprio. Voglio lottare per il comunismo e non per il ricollocamento di questa classe dirigente che se avesse avuto un briciolo di dignità si sarebbe dimessa da un pezzo.

  30. Luca scrive:

    Caro compagno,
    leggendo l’articolo di Patta mi sembra sia emerso un discorso assolutamente ovvio. Come si può fare il congresso della federazione prima dei congressi dei partiti pricipali?? Benissimo si vuole procedere con questo metodo allora devo presumere che il PRC e il Pdci sono sciolti nella federazione cedendone la totale sovranità. Il discorso di Patta da questo punto di vista non fa una piega. L’unità non si crea solo su alcuni temi che col tempo cambiano forma e prospettiva, ma l’unione si crea su un’idea a lungo termine, su una teoria e prassi comuni per dirla alla cinese maniera. Non si può ripetere l’esperienza del partito con 6 o 7 correnti e sub correnti. Credo sia opportuno riscoprire l’utilità del centralismo democratico per avere un partito comunista non solo degno di questo nome, ma in grado di essere strumento per abbattere lo stato di cose presente. Ritengo che molti compagni giovani tra cui il sottoscritto debbano essere messi a conoscenza ed essere essi stessi curiosi di come intendeva il partito Antonio Gramsci n modo che si abbia una base di partenza per la costruzione del partito in grado di incidere nella società. Senza formazione nei militanti le decisioni verranno prese sempre a seconda del vento che tira ( come ad esempio nel provincia di sassari dive si è riproposto l’arcobaleno con l’aggiunta dei socialisti pensate un po ).

  31. andrea valsusa scrive:

    compagni andate a vedere che si sta dicendo sul post del sito della federazione della sinistra…cose assurde andate a vedere…io non so se ci andrò più perchè mi hanno fatto un po’ incazzare…

    http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?p=2103#comment-16078

  32. jaime scrive:

    Sulla dinamica del capitale… Pomigliano…Ancora una volta i lavoratori rappresentati dalla Fiom si trovano completamente soli ad affrontare l’offensiva che i proprietari-gestori ed agenti del capitale Fiat-auto-Pomigliano( in questa occasione), hanno deciso contro di loro. Fino a quest’oggi nessun altro settore di lavoratori percepisce il dramma di questi lavoratori come qualcosa di proprio, che inevitabilmente li coinvolgerà nel (prossimo) futuro. Manca tra i lavoratori in generale, la coscienza di classe, e oltretutto, per la classe. Oggi si pagano cedimenti iniziati alla fine degli anni ottanta, con la prima scomparsa della Scala Mobile.Oltre al fatto di essere una manovra a carattere esenzialmente politica perché risponde alla difesa degli interessi di classe dei proprietari-gestori ed agenti (ne hanno proprio coscienza!) di questo capitale nel contesto di profonda crisi strutturale in cui versa l’intero sistema capitalista, sul terreno pratico essa dimostra che la dinamica del capitale punta costantemente al sacrificio della sua quota variabile – i lavoratori, appunto -. In nessun momento questi fattori hanno pensato di raggiungere i dichiarati traguardi di produzione  incrementando questa quota mediante nuove assunzioni. No, ne pretendono invece l’intensificazione ancora maggiore del suo usufrutto, che ora passa tramite il travolgimento di principì sanciti e tutelati dalla nostra Costituzione, perché sono principì che impediscono al capitale il proseguo della sua riproduzione sotto l’attuale fase neoliberalista del sistema. Quindi, vanno in qualsiasi modo annullati. La lettera che hanno scritto i lavoratori dello stabilimento Fiat in Polonia lo conferma. Inoltre, dimostra che la Fiat si muove sul terreno internazionale, in corrispondenza col medesimo carattere raggiunto dal mercato dell’automobile.Abbiamo quindi, un quadro della situazione molto delicato e persino grave non solo dal punto di vista economico ma soprattutto politico e sociale, ma che potrebbe essere in qualche modo ribaltato a favore dei lavoratori, se:1.- Tutte le categorie dei lavoratori dipendenti si schierassero in stato di all’erta solidale con i loro coleghi di Pomigliano (utopia?)2.- La Fiom proponesse a livello assambleare proprio e non, nonché alla sua controparte, la riconversione industriale dello stabilimento, verso, ad esempio, la fabbricazione di micro-cogeneratori destinati al neonato mercato dell’utilizzo delle fonti alternative di energia, tenuto conto che il mercato dell’auto è sottoposto ad intensa competitività e a processi di riordinamento proprietario. In questo modo, la Fiom darebbe una mano ai colleghi polachi che potrebbero continuare a lavorare e potrebbero anche promuovere l’adozione di reindirizzi produttivi di auto mosse da energie alternative. Sarebbe pure questo un’utopia? o si è oramai in ritardo?

  33. enzo bardo scrive:

    Immagino che il Claudio del’intervento sia il nome Grassi. Anche se non fosse quel che segue vale per lui e non solo.
    La “brutalità”- perchè non chiamarla chiarezza?- credo sia un bene. Evidenziare aspetti sgradevoli non penso sia necessariamente polemica. Perchè non pensare che si tratta di un linguaggio diretto, reale, che affronta senza infingimenti i temi in discussione? Lo dico, anche, perchè mi capita sovente di andare fuori riga, ma non mi diverto certo a fare sterile polemica, fine a stessa. Così mi fa piacere notare che Claudio riprenda due temi, risorse del partito e tempo dei compagni, sui quali ero intervenuto con brutalità in un post precedente.
    Lamenta Claudio: “Non vi rendete conto che ci stanno massacrando….mentre noi continuiamo in sterili discussioni etc..?
    Ha ragione. Io sostenevo che il partito si sta liquefacendo, mentre i “dirigenti” si trastullano in disquisizioni accademiche e distraggono l’attenzione dei compagni dall’impellenza del “che fare”, qui ed ora.
    Ribadisco intanto l’urgenza di porre fine all’eutanasia del partito per suicidio con iniezioni di scontri fra aree e correnti. E’ urgente prendere decisioni drastche. Grassi, responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, cominici a dare l’esempio rifiutandosi da subito di intervenire a riunioni in giro per l’Italia della sua area “Essere Comunisti”. Potrebbe guadagnare tempo e risorse da destinare al partito. Secondo: cominci a proporre alla direzione formalmente la questione del superamento delle aree e il divieto di creare correnti. Proponga ed imponga che la si smetta di alimentare polemiche politiche attravrso questi blog personali, in cui ognuno tenta di dettare la sua linea politica, destabilzzando e deleggittimando per questa via il partito. Ognuno è libero di crearsi il suo blog personale, ma per parlare di tutto, tranne che della linea del partito. Che il dibattito politico si svolga nelle sedi del partito, ivi compreso il suo sito ufficiale. Questo serrare le fila è un ‘esigenza storica per resistere alla guerra di annientamento perpetrata dagli avversari (le destre) e dagli amici (vedi PD e dintorni). Se non si capisce questo, non ha alcun senso continuare a stare in un partito che si lascia uccidere senza reagire.
    In questo ragionamento sul chi essere e che fare entra anche l’intervento di Patta
    Dice Patta” Auspico che Sel risponda positivamente alle richieste che si levano dalla sinistra diffusa, e anche dalla FdS, di dar vita ad un “luogo comune” che sia utile alla sinistra per ritrovare, urgentemente, una capacità di mobilitazione e per esprimere il massimo della forza nel confronto che si aprirà con i partiti di centrosinistra per definire gli schieramenti e i programmi necessari a cacciare Berlusconi all’opposizione. L’isolamento politico che circonda le mobilitazioni della Cgil contro una finanziaria antisociale e ferocemente classista segnala il vuoto di rappresentanza politica dei lavoratori che per la sinistra dovrebbe essere questione da affrontare prioritariamente”
    Poi prosegue richiamando l’esperienza della FLM, come modello da utilizzare per la FDS.
    Credo che tutti auspichiamo la cacciata di Berlusconi, anzi delle destre; anch’io sono caduto nella trappola di nominare quest’essere mezzo clown mezzo criminale, sicuramente un plurimiliardio assetato di denaro e di potere che cerca di asservire il paese ai suoi interessi.
    Il problema è con chi e per fare cosa. La proposta di Patta non si limita ad invocare l’unià di tutte le sinistre, anche quelle diffuse, con l’obiettivo di cacciare le destre. Egli va oltre ed auspica la costruzione degli schieramenti e dei “PROGRAMMI” per conseguire lo scopo. Eh no, caro Patta. Riproporre una seconda Unione per ri-fottere le forze che faticosamente stanno tentando la costruzione di un soggetto e di un progetto che prospetti un’alternativa anticapitalistica è un’idea che non ci può vedere d’accordo. O conveniamo che quella attuale è una crisi di sistema e quindi bisogna cambiare sistema o ci stiamo semplicemente prendendo in giro. Nè può essere accettato l’invito all’autoliquidazione delle forze che nell’ambito della FDS tentano una caratterizzazione antisistema. Perchè la suggestione organizzativa della FLM, in cui ” i soggetti promotori hanno sospeso il tesseramento” significa esattamente liquidare i partiti, in primis rc. E poi chiederei a Patta. Ma se l’esperimento della FLM è stato così esaltante come mai abbiamo oggi tanti sindacati dei metalmeccinci? Non è che quell’esperienza è stata un fallimento?
    La federazione è per definizione aggregazione di diversi. Per restare agli esempi più noti gli USA sono una federazione di stati che godono di amplissima autonomia. Analogamente la FDS dovrà avere alcuni compiti ben delineati, mentre ogni soggetto promotore deve avere l’autonomia di esplicitare in proprio l’azione politica quotidiana.
    Allora, nessuna remora verso nessuno per battere le destre. Ma questa nostra disponibiltà non può essere a perdere. Il minimo che ci deve essere garantito è la reintroduzione di un sistema elettorale proporzionale che consenta alla società in tutte le sue articolazioni di avere accesso alle istituzioni rappresenattive. Non è un discorso pro domo sua, una smania istituzionalista,come dice sdegnosamente qualcuno anche in questo blog, per avere qualche deputato, ma l’aspirazione ad uno stato- che non c’entra nulla col governo- che faccia della democrazia la ragione della sua esistenza e della sua leggittimità. Stabilite le regole della rappresentanza e sottratti i media, specie la RAI, ai voleri e al dominio di singoli despoti, si torna a votare per ripartire con un parlamento che sia davvero espressione della società e quindi sostanzialmente oltre che formalmente leggittiamto.
    Quanto ai lamenti di Patta per la CGIL verrebbe da dire: chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. La deriva moderata dela CGIL ha dato sempre fiato a quei sindacati che fanno del moderatismo e del consociativismo la la loro ragion d’essere. Un pò come la sinistra quando fa la politica delle destre: la gente vota direttamente destra.
    Penso che bisogna utilizzare la crisi non solo per attrezzare una forza politica anticapitalistica ma anche un sindacato antagonista, anti concertativo, che faccia della difesa del lavoro la sua unica missione. Non ricordo in quale azienda le recenti elezioni per le RSU hanno dato 4 delegati alla FIOM e 4 ai cobas; CISL e UIL 1 ciascuno. Può essere un segnale da cogliere?

    • Claudio scrive:

      Mi scuso con i compagni, ma Claudio è un nome molto difuso, non pensavo che generasse confusione, mi chiamo Claudio Manzieri, sono di Savona ero iscritto al PRC, poi ho abbandonato… non per vigliaccheria, ma per il senso di impotenza che mi ha invaso nel non poter arginare le scelte politiche suicide della sinistra.

  34. andrea valsusa scrive:

    caro grassi mi domando che forse non si è capita una cosa molto importante…a noi ai militanti e ai simpatizzanti della federazione della sinistra non importa niente diventare una cosa simile a SeL almeno per me e molti altri…SeL ha scelto il suo percorso che difficilmente confluirà nel nostro….noi vogliamo una sinistra comunista anticapitalista e ambientalista che sia in grado veramente di creare una vera sinistra alternativa alle politiche del PD e a tutte le politiche centriste e borghesi…una sinistra in grado di proporre cose concreti e non pure utopie…noi, dal punto di vista politico, abbiamo pochissimo da condividere con le politiche del PD e di gran parte di SeL…quindi basta…l’unità è indispensabile ma si fa solamente con chi condivide queste opinioni….se la dirigenza dei vari partiti deciderà diversamente si segnerebbero solo ulteriori scissioni…io per primo(che ancora credo fortemente nel processo della federazione della sinistra) non la voterei più…ci vuole unità programmatica per creare l’unità…ti posso fare l’esempio del Piemonte la mia regione…la federazione e rifondazione comunista sono sempre stati contrari alla TAV…SeL PD IDV a favore…con chi si può creare l’unità con chi è favorevole alla devastazione del territorio e dell’economia solo per i loro profitti???no nessun accordo con questa gente…nessun accordo politico…

  35. enrico scrive:

    sono un militante della provincia di pavia
    condivido granparte del ragionamento di patta(simil flm), aggiungo che per quanto concerne il “processo federativo” in corso in provincia di pavia, si riduce ad una consolidata collaborazione frà rifo e il pdc, nell’organizzazione di feste di partito e di un (1) dibattito svoltosi parecchio tempo fà con una discreta partecipazione di pubblico.
    la percezione data nella realtà sociale dai due partiti, dell’esistenza di un percorso federativo e scarsa, molto vicino al nulla.
    la consapevolezza di essere prossimi ad uno snodo vitale nato dall’ultimo congresso, per dare ancora un senso ad un partito che non sia il solo masturbatorio identitarrismo, ma che voglia ritentare la costruzione di una forza antagonista, capace di afronrare gli impegni che lo scontro di classe in atto richiede, credo che non solo a pavia, ma purtroppo anche in gran parte del paese, sia frustrata dalla constatazione dell’inefficacia o forse peggio dall’inedeguatezza degli strumenti che abbiamo.
    la verifica di tale ragionamento l’ho avuta in questi giorni facendo la raccolta delle firme per l’acqua pubblica, dove si coglieva chiaramente la necessità di parecchia gente di sentire vivo non il partito, ma bensi l’opposizione al berlusconismo.
    io non ho gli strumenti per poter analizzare questa situazione e quindi, non voglio nemmeno proporre ricette salvifiche, ma credo che, ho si arriva al piu presto a dare a quella gente non solo la sensazione ma anche chi o cosa riesca a tradurre in azione quel sentimento di opposizione, oppure non solo la federazione ma forse(augurandomi di sbagliare) anche il senso stesso del partito verrà a perdersi
    saluti
    enrico crotti

  36. Felice Dell'Isola scrive:

    Ma non vi siete ancora stancati?Questi congressi non servono a niente,sappiamo bene come si fanno e i dirigenti che avremo,gente che magari ha contribuito ad affossare il partito.Ci vuole un unico partito comunista,voi non siete riusciti a mettere insieme,anzi siete stati capaci di far nascere 10 simboli comunisti ed ora ci volete riproporre il nulla.Siamo intorno al 2% e avete il coraggio ancora di proporre?Infine bisogna scegliere,di SEL non ce ne frega niente,o abbiamo un partito comunista consistente oppure hanno vinto SEL e il PD,tutto il resto,compagni della segreteria nazionale sono storielle che ormai raccontate a voi stessi.Ascoltate le opinioni dei comunisti e non fate gli inutili sapientoni.

  37. alberto larghi scrive:

    Patta è a sinistra del Pd? Lui e la sua cricca sostengono Epifani contro la Fiom e sarebbero questi i compagni di strada dei comunisti? Altro che Linke,qui si profila un circo Barnum i cui protagonisti saranno solo d’accordo nel trovare il miglior escamotage per superare via via gli sbarramenti elettorali.
    Non perderei tempo con Patta,cercherei di ritrovare le masse.

  38. Alessandro scrive:

    Caro compagno Grassi c’è un particolare che (furbescamente) ometti. Tu parli di congressi provinciali (cosa positiva) della FdS ma dimentichi di parlare (e questo è il nodo della questione per molti) del fatto che per parteciparvi bisogna essere un aderente alle 4 formazioni che compongono la FdS. Gli indipendenti non possono partecipare e quindi la cosa verrà gestita (come sempre) dai gruppi dirigenti senza la possibilità di decidere le regole della futura FdS. Fare ciò limita fortemente le possibilità di sviluppo di questa forza.

  39. Franco scrive:

    Vorrei rispondere al Claudio che ha commentato questo post.
    Caro Claudio, è ora di finirla con le mistificazioni, con il capovolgimento della realtà. Qui non si fanno distinguo e ripicche che dividono qui si sta cercando di porre argine alla malafede di questi dirigenti che non paghi di averci portato sull’orlo dell’estinzione pretendono ancora di dettare la linea dei comunisti. Dire che si farà il congresso della Federazione della Sinistra (dalla quale già scompare un sia pur minimo riferimento all’alternativa che essa dovrebbe avere rispetto alla sinistra che si dichiara tale in Italia) e poi all’interno di essa crescerà un partito comunista è una gran balla. Storicamente i comunisti hanno sempre unito la sinistra sulle singole questioni ma partendo dalla loro autonomia ed avendo ben chiara la visione della società che volevano realizzare. Adesso ci stanno dicendo che dobbiamo unire le forze di sinistra (ma poi chi sono queste forze? Socialismo 2000? una forza inesistente! oppure Patta che è subalterno alle politiche di Epifani che stanno sancendo la fine del sindacato di classe e della sua confederalità? Perchè l’isolamento della Fiom questo sancirà) e poi all’interno di questa federazione unire i comunisti e, di più, fare un partito comunista. E basta!! ma allora aveva ragione Berlusconi quando ci dava del “coglione”!!

  40. andrea valsusa scrive:

    caro claudio grassi in parte condivido la tua analisi c’è un crecente bisognio di unità e tutto il resto concordo e l’ho sempre detto…ma vai a vedere sulla notizia di patta sul sito della federazione della sinistra…c’è qualche “compagno” che propone di mettere nel futuro simbolo della federazione della sinistra e sinistra ecologia e libertà anche il garofano rosso!!!!!!!???????mi dispiace ma se questo avverrà sarò il primo a non votare più la federazione della sinistra o quello che avverrà…e questo mi dispiacerebbe tantissimo…la base che ancora vota la federazione della sinistra la pensa ome me te lo posso assicurare…io e molti altri voteremo solamente un partito che si presenti solo con la falce e martello….grassi sappi che giochetti come la sinistra arcobaleno non potranno mai funzionare…la scomparsa della falce martello o anche solo l’introduzione di nuovi simboli come il garofano socialista segnerebbero la definitiva scomparsa dei comunisti dalla federazione della sinistra…questo deve essere chiaro….
    l’unità si è inevitabile farla ma mi dispiace se significa questo segnerebbe solamente più scissioni e più frammentazione….non fate cavolate…già la situazione dei comunisti fa schifo…non sancite la nostra definitiva scomparsa…se alcuni compagni volgiono votare il garofano rosso se ne vadano in SeL…noi della federazione della sinistra vogliamo si unità ma vogliamo anche e solo la falce e mertello nel nostro futuro simbolo…
    Rispondi sinceramente compagnio grassi è possibile la scomparsa della falce e martello o l’introduzione del garofano rosso?se si be addio e questo addio lo riceverai da gran parte della base che ancora vota la federazione della sinistra(e io ci credo/credevo veramente a questo progetto)::::

    • Alessandro scrive:

      Andrea stiamo attenti a non idolatrare i simboli. Siamo sicuri che oggi hanno ancora un valore radicato fra quelli che volvea rappresentare? Ne siamo ancora degni?

      • andrea valsusa scrive:

        sul fatto che magari noi non siamo degni alla falce e il martello ti posso dare ragione…ma per me la falce e martello ha ancora un grande valore..nella mia cultura politica non è mai mancata e mai mancherà…ma attenzione che il problema dei simboli porta anche un’altro probelma….quello dei contenuti…qualcuno mi spieghi per favore che cosa la federazione della sinistra ha da spartire politicamente con gente come fava che è uscito solo recentemente dal PD…io con quella gente non ho niente da spartire dal punto di vista politico e di contenuti…

      • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER ALESSANDRO.
        CERTO che hanno un valore, la falce e martello sono i simboli del lavoro, con quei simboli si voleva identificare i contadini e gli operai uniti, quel simbolo da solo vale un programma,ed evoca desideri ancestrali di libertà ed uguaglianza, è atemporale, non ha bisogno di aggiustamenti in quanto quella immagine dice, noi siamo quelli che vogliono abolire la prorietà privata, vogliamo che i lavoratori si riuniscono in cooperative e gestiscono in proprio le fabbriche, vogliamo pari opportunità, vogliamo abolire i padroni,vogliamo abolire le guerre, e vogliamo la fratellanza tra i popoli. questo valeva ieri ma vale anche oggi,l’idea che bisogna fare iun lavoro restyling, e di marketing, sul logo comunista, fatto da attrezzi che rievocano il lavoro, su una sfondo rosso, che ricorda l’amore verso il prossimo, ed il sangue versato per emanciparsi dalla schiavitù,è veramente originale,per crederlo bisogna aver letto il libro nero del comunismo, questo logo se l’avesse Berlusconi(ch’è un grande comunicatore)lo farebbe fruttare molto.

        • andrea valsusa scrive:

          caro compagno carlo per una volta condivido pienamente quello che tu hai detto…al 100 %….anche nella risposta di Laura…

          • Alessandro scrive:

            Noto che nessuno risponde alla mia domanda:Siamo sicuri che oggi hanno ancora un valore radicato fra quelli che voleva rappresentare? Noto anche che, cito,: “con quei simboli si voleva identificare i contadini e gli operai uniti”. Si voleva e non si vuole. Pochi operai, contadini e sfruttati si riconoscono in questo simbolo. Io sono cristiano ma non credo in Cristo per il simbolo della croce. Io sono di sinistra (PRC) ma non credo nel simbolo della falce e martello. Io credo nei contenuti. Sono entrato nel PRC perchè mi riconosco nelle idee, non nei simboli. Il simbolo non può essere una clava usata contro un’altro (infatti sono anche contro chi ritiene la falce e il martello simbolo del male). Andrea parli sempre ( e condivido) di unità di contenuti, questa unità non si fa ponendo come valore unificante un simbolo.

            • Adriano1 scrive:

              Perché rinunciare ai propri simboli ?
              Te l’immagini la Ferrari senza il cavallino ?
              sarebbe indistinguibile da una corvette…..

              E poi la falce e martello è un simbolo che ha anche una funzione protettiva : impedisce che qualche infiltrato faccia propaganda anticomunista dentro il partito.
              E’ un paletto , prendilo così.

              ciao ciao

    • Michele scrive:

      Le preoccupazioni che esterni sono infondate a condizione che tutt’insieme lavoriamo per affermare la Federazione della Sinistra. Il congresso della federazione va nella direzione di consolidare quanto abbiamo fatto dalle elezioni europee ad oggi, con un programma che affronti in modo organico la situazione del nostro paese in particolare le condizioni dei lavoratori. La federazione è anche un modo per invertire la tendenza delle scissioni dei comunisti almeno dalla nascita per PRC. Invece di dividersi, unire. Con le altre forze della sinistra l’atteggiamento è di unità d’azione su problemi concreti, come la raccolta delle firme per l’acqua pubblica, come il grave problema di Pomigliano semprechè si riesce a mettersi d’accodo, quindi niente polverone ma concretezza. Sempre i comunisti si sono comportati in modo unitario per risolvere i problemi dei lavoratori diversamenti non si riesce si parla è basta, come stanno facendo tanti compagni che intervengono su questi argomenti. I nostri avversari in particolare oggi sono molto forti hanno il potere, comandano.
      Con le chiacchiere non andiamo da nessuna parte.

  41. Claudio scrive:

    Scusate la brutalità: ma vi rendete conto che mentre continuate con i distinguo, i percorsi, le ripicche ci stanno massacrando? tra le tante analisi nessuno arriva a capire che ciò succede perchè non c’è più un unico forte Partito che fornisce la sponda politica alle esigenze dei lavoratori “onesti” a prescindere che siano dipendenti, autonomi, precari, disoccupati ecc.
    Non capite che le poche risorse che faticosamente si riescono a reperire vengono sperperate in doppioni di sedi ecc. che il tempo dei compagni viene occupato per discussioni sterili tutte rivolte all’interno dei movimenti?
    Queste righe non sono dettate da spirito polemico, ma dall’amarezza di sentirsi impotente per non avere più uno strumento (il Partito) col quale affrontare i problemi, quelli veri, non i posizionamenti all’interno di una federazione o, peggio difendere qualche posizione di sottopotere inutile.

  42. Laura scrive:

    A vedere la direzione che stanno prendendo le cose, beh la federazione non mi vedrà mai. Buon Vendola e buona tendenza culturale, buon Migliore e “vabè il blocco deve manifestare” buon giordano e buon bertinotti (e magari pure belillo!). Io ho già dato.
    Buon lavoro da una futura militante comunista ma senza tessera e probabilmente senza avere chi votare. (anche perchè un accordo con il pd ve lo votate voi, ora basta, davvero basta s’è digerito di tutto, sono diventata intollerante a certi cibi… avvelenati.)

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER LAURA.
      dalla tenzione che esprimono le tue parole, e da come parli stento a pensare che non farai più politica, forza Laura rompiamo , facciamoci sentire ma restiamo, che c’è bisogno di tutti, spece di quelle accolorate come te.

  43. Matteo Andreani scrive:

    …… i commenti di qualcuno sembrano fatti apposta per farti incacchiare e farti venire voglia di startene a casa …. ma cari disfattisti non ci riuscirete!!!!! Prima buona notizia,sara’ un congresso a tesi,bene cosi’

  44. Massimiliano Ortu scrive:

    Patta, Ferrero, Diliberto, Salvi, Federazione adesso, Federazione dopo, logorroiche discussioni, chiacchiere, dibattiti, dubbi… continuiamo così, che ci condanniamo all’ estinzione. Certe polemiche INUTILI, non le comprende più nessuno. BASTA, UNITA’, UNITA’, UNITA’…

  45. Franco scrive:

    Siamo proprio alla frutta. Da questo articolo di Grassi si evince l’obiettivo strategico: la scomparsa dell’idea comunista dall’Italia. Solo gli ingenui non capiscono che siamo allo stravolgimento dell’ordine delle cose. Grassi dice: facciamo la federazione e poi costruiamo il partito comunista. Ma è esattamente il contrario la cosa da fare: prima si deve costruire il partito comunista e poi riunire le forze della sinistra. Attenzione, questa linea porterà alla scomparsa di Rifondazione, il che non sarebbe un male in se se ciò non comportasse la scomparsa dell’idea comunista. Se Grassi avesse veramente in testa di rifondare un partito comunista allora appronterebbe una piattaforma chiara ma soprattutto comunista, non genericamente anticapitalista, nella quale si potrebbero rivedere tutte quelle micro-formazioni che sono uscite dai due partiti comunisti, ma soprattutto tutti quei comunisti che non hanno più un partito di riferimento e se ne stanno a casa.
    Last but no least…ovviamente tutti quei dirigenti che in questi anni hanno guidato il partito dovrebbero fare un passo indietro, con umiltà e riconoscendo che se siamo a questo punto la colpa è soprattutto loro. La loro stagione è finita assieme all’Arcobaleno.

    • Davide Di Lorenzo scrive:

      Il rilancio del partito comunista è gia’ cominciato… Sia sotto il profilo della formazione che sotto il profilo della politica. Chi non vuole vedere queste cose, o non le vuole sapere o semplicemente è in malafede.

  46. roberto scrive:

    in questi ultimi 15 anni ci siamo giustamente preoccupati di “vincere berlusconi”mentre intanto lui con le sue tv vinceva nel corpo e nelle menti di milioni di persone,comprese migliaia che precedentemente erano di sinistra o di centro sinistra-lavoratori del nordest iscritti alla cgil abbiamo scoperto che votano ed hanno votato per la lega-allora quali e quante sono le analisi sociopolitiche e culturali che la fed, il sel ed altri soggetti politici vogliono portare al confronto con il mondo del lavoro dove anche gli operai sono disposti a rinunciare ai diritti perché la crisi taglia loro le gambe?veramente le scelte future saranno scevre e libere dalle appartenenze partitiche?veramente tutti saremo capaci di fare questo?se dal ‘68 asseriamo che la politica, pardon la partitica,non riformerà mai se stessa per non perdere i suoi privilegi,di fronte a questo brullo campo aperto della politica dove solo sparuti gruppi s’aggirano cercando di scegliere ora la sinistra maggioritaria ora la cgil,chi può dirsi portatore di esigenze comuni e diffuse?abbiamo perso un mondo,ne è nato un altro molto,molto differen te che pare non voglia dialogare con noi-riuscire a trasformare il pessimismo diffuso in atti e volontà più ampie di noi in diffusa resistenza,sarebbe gia un risultato,almeno al momento-per evitare anco ra ulteriori gravi danni occorre fare e fare bene e in fretta,dicendo oggi che quanto è stato fatto da questo governo sarà immediatamente cancellato dal governo che la sinistra saprà costruire altrimenti sono tutte bubbole

  47. carlo circolo Bianchini Genova scrive:

    RISPOSTA A PATTA
    In questo post, mi pare, che hai risposto esaurientemente a tanti interrogativi, che in questi mesi ci siamo posti, mi piace e condivido, che hai specificato per bene, cosa si intende(rispondendo anche a Patta)per Unita A Sinistra, specificando che si tratta solo di “unità di azione, con SEL ed altre soggettività a sinistra del PD”.
    C’è da chiarire meglio invece “l’unità per battere Berlusconi” questo non è stato chiarito, ma è importante chiarire, perché lasciato cosi può essere interpretato in tanti modi, e potrebbe essere un cavallo di Troia molto pericoloso, potrebbe essere utilizzato da coloro che vogliono l’accordo col PD a tutti i costi,(leggi Patta e Salvi) con la scusa di “battere Berlusconi” ma per fare in sostanza un accordo anche se si precisa che non entreremo nel governo, i fatti di Pomigliano dimostrano (se c’è n’era bisogno) che il PD ed il PDL sulla crisi hanno quasi la stessa ricetta, è vergognosa la posizione pilatesca, (quando non connivente) di Veltroni e di Fassino che hanno dichiarato(a proposito di Pomigliano) che è meglio rinunciare a qualche diritto, pur di avere qualche posto di lavoro in più, quindi avere Berlusconi al governo o il PD per i lavoratori e per certe situazioni sensibili poco cambia, non è sufficiente dire che non staremo al governo, perchè se con i nostri voti (il governo che non faremo parte) un governo che si dichiara di sinistra ma che ha una ricetta di destra, farà una manovra lacrime e sangue per noi sarà la fine di ogni possibilità di essere credibili,e saremmo in parte corresponsabili, quindi se Berlusconi è un pericolo per la democrazia allora si faccia l’accordo solo per fare un governo che duri il tempo necessario “a fare le regole” questo anche se a capeggiare la lista ci sarà il cristo vivente Vendola.
    Bene hai fatto a ricordare a Patta le contraddizioni che lo caratterizzano, anche quando (come il Compagno Mario Guastafeste a ricordato nel precedente post) a puntato i piedi per isolare La Fiom per non disturbare Epifani, ma in sostanza tutti sappiamo che lui mira al partito unico con tutti i soggetti alla sinistra del PD pronto però (sotto la spinta della solita emergenza) a fare da stampella al PD .
    Anche io ma per ragioni diametralmente opposte avrei voluto fare prima il congresso del nostro partito, per una questione di merito, avrei voluto fare un congresso che avrebbe(una volta chiarito che la FED non è la morte dei comunisti) accettato e preparato la FED, e sarebbe stata una cosa fatta dal basso, Patta invece avrebbe voluto un congresso(prima) dei soggetti che dovrebbero dare vita alla FED, con il compito di sciogliersi per dare appunto vita alla FED.
    Giusta la considerazione che c’è bisogno di stare assieme ma non a costo di rifare un letto già disfatto riferito ai vendoliani.
    Buona anche la idea di riconsiderare una ricomposizione dei comunisti anche per contare di più nella FED
    Saluti rossi e buon lavoro

    • Adriano1 scrive:

      Caro Carlo , come vedi andando alle estreme conseguenze di quanto affermi bisognerebbe ammettere che , dato che una volta al governo il PD non farebbe che proseguire l’opera demolitrice dei diritti dei lavoratori inziata dalle destre , il centro-sinistra a livello sociale non è altro che un altro nostro nemico di classe.

      Quindi la domanda : PERCHE’ DOBBIAMO AIUTARE AD ANDARE AL GOVERNO UN NEMICO DI CLASSE ?
      Forse perché sarebbero dei nemici “meno cattivi” ?
      E in cosa sarebbero meno “cattivi” ?
      Quali sarebbero i loro impegni ?
      E come potremmo fidarcene ?

      Me lo dico da me : sono un minoritarista impenitente.
      Sta di fatto che la condizione degli operai non cambierebbe , dato che verrebbero attuate comunque politiche contro il debito pubblico e cioè contro il popolo.

      …meditate gente…

      • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER ADRIANO 1
        d’accordissimo e sopra lo dico, io ho le stesse tue paure e convizioni,
        tanto è vero che parlo solo di un governo che faccia poche cose e vada a casa,non possiamo negare che in europa Berlusconi non sarebbe elegibile, quindi l’anomalia Berlusconi in Italia esiste, e se gli altri fossero sinceri, io credo che un nostro contributo, per fare dell’Italia, un paese europeo, non può essere negato, anchio ho paura che agli altri questa sistuazione e comoda per poter gridare al voto utile, fare il bipartitismo, per questo dobbiamo vigilare è fare un accordo senza ambiguità, non un governo che governi ma un governo per le regole, che in questo paese non ci sono.
        Ciao carlo

  48. Amir Gorguinpour scrive:

    Non mi va leggere l’articolo di Patta, tanto dirà che bisogna leccare i piedi dei pd


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