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	<title>Commenti a: Reagire al degrado</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Di: ninetta</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-10228</link>
		<dc:creator>ninetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 22:33:03 +0000</pubDate>
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		<description>il popolo italiano e in capace di reagire.aspetta sempre l`ultimo momento ma e` troppo tardi, di passato non si puo vivere,ma nemmeno dimenticare bisogna guardare ha un futuro migliore.non restare passivi,inattivi bisogna spogliarsi come i serpenti(della loro pelle si svestono ricominciano d´accapo)MI DISPIACE MA COSI SIAMO TUTTI AL CAPOLINEA SENZA RITORNO:ALLORA MEGLIO SMUOVERSI X SEMPRE,SENZA ASPETTARE + TANTO COSI ABBIAMO SOLO DA RIMETTERCI;
 SONO + DI 50 ANNI CHE ASCOLTIAMO LA STESSA FILASTROCCA IL POPOLO E INCAZZATO NERO NERO CHI SBAGLIA PAGA QUESTA E´LA LEGGE   SALVE
                                               NINETTA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il popolo italiano e in capace di reagire.aspetta sempre l`ultimo momento ma e` troppo tardi, di passato non si puo vivere,ma nemmeno dimenticare bisogna guardare ha un futuro migliore.non restare passivi,inattivi bisogna spogliarsi come i serpenti(della loro pelle si svestono ricominciano d´accapo)MI DISPIACE MA COSI SIAMO TUTTI AL CAPOLINEA SENZA RITORNO:ALLORA MEGLIO SMUOVERSI X SEMPRE,SENZA ASPETTARE + TANTO COSI ABBIAMO SOLO DA RIMETTERCI;<br />
 SONO + DI 50 ANNI CHE ASCOLTIAMO LA STESSA FILASTROCCA IL POPOLO E INCAZZATO NERO NERO CHI SBAGLIA PAGA QUESTA E´LA LEGGE   SALVE<br />
                                               NINETTA</p>
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		<title>Di: ninetta</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-10227</link>
		<dc:creator>ninetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 22:25:07 +0000</pubDate>
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		<description>il popolo italiano e in capace di reagire.aspetta sempre l`ultimo momento ma e` troppo tardi, di passato non si puo vivere,ma nemmeno dimenticare bisogna guardare ha un futuro migliore.non restare passivi,inattivi bisogna spogliarsi come i serpenti(della loro pelle si svestono ricominciano d´accapo)MI DISPIACE MA COSI SIAMO TUTTI AL CAPOLINEA SENZA RITORNO:ALLORA MEGLIO SMUOVERSI X SEMPRE,SENZA ASPETTARE + TANTO COSI ABBIAMO SOLO DA RIMETTERCI;
 SONO + DI 50 CHE ASCOLTIAMO LA STESSA FILASTROCCA IL POPOLO E INCAZZATO NERO NERO CHI SBAGLIA PAGA QUESTA E´LA LEGGE   SALVE
                                               NINETTA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il popolo italiano e in capace di reagire.aspetta sempre l`ultimo momento ma e` troppo tardi, di passato non si puo vivere,ma nemmeno dimenticare bisogna guardare ha un futuro migliore.non restare passivi,inattivi bisogna spogliarsi come i serpenti(della loro pelle si svestono ricominciano d´accapo)MI DISPIACE MA COSI SIAMO TUTTI AL CAPOLINEA SENZA RITORNO:ALLORA MEGLIO SMUOVERSI X SEMPRE,SENZA ASPETTARE + TANTO COSI ABBIAMO SOLO DA RIMETTERCI;<br />
 SONO + DI 50 CHE ASCOLTIAMO LA STESSA FILASTROCCA IL POPOLO E INCAZZATO NERO NERO CHI SBAGLIA PAGA QUESTA E´LA LEGGE   SALVE<br />
                                               NINETTA</p>
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		<title>Di: davide gherri</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3270</link>
		<dc:creator>davide gherri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 15:56:18 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Roby sono pienamente d&#039;accordo con te che si debbano raccogliere tutte le forze di sinistra senza pregiudiziali, bosogna che esistano convergenze politiche e punti programmatici comuni. A che servirebbe mettere insieme tante forze se poi non si ruscisse a portare avanti battaglie comuni? Quale credibilità credi che si risquoterebbe tra gli elettori? L&#039;esperienza dell&#039;arcobaleno in cui tutto era confuso e non si capiva dove si volesse andare a parare dovrebbe insegnare qualche cosa. Quale progetto di governo o di opposizione si intendeva costruire?
Il risultato elettorale è stato disastroso, le forze della Fed e quelle di SeL che componevano quel cartello hanno raccattato un misero 3,2% contro il 3,6% della sola Fed nelle elezioni europee.
L&#039;unità si ma con idee e programmi chiari e comportamenti coerenti.
A PROPOSITO COME MAI LEGGO SU &quot;LIBERAZIONE&quot; CHE SOLO 4 COMPONENTI DEL COMITATO POLITICO NAZIONALE SONO ABBONATI AL GIORNALE? E&#039; UNA VERGOGNA!
CON SPERANZA davide g.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roby sono pienamente d&#8217;accordo con te che si debbano raccogliere tutte le forze di sinistra senza pregiudiziali, bosogna che esistano convergenze politiche e punti programmatici comuni. A che servirebbe mettere insieme tante forze se poi non si ruscisse a portare avanti battaglie comuni? Quale credibilità credi che si risquoterebbe tra gli elettori? L&#8217;esperienza dell&#8217;arcobaleno in cui tutto era confuso e non si capiva dove si volesse andare a parare dovrebbe insegnare qualche cosa. Quale progetto di governo o di opposizione si intendeva costruire?<br />
Il risultato elettorale è stato disastroso, le forze della Fed e quelle di SeL che componevano quel cartello hanno raccattato un misero 3,2% contro il 3,6% della sola Fed nelle elezioni europee.<br />
L&#8217;unità si ma con idee e programmi chiari e comportamenti coerenti.<br />
A PROPOSITO COME MAI LEGGO SU &#8220;LIBERAZIONE&#8221; CHE SOLO 4 COMPONENTI DEL COMITATO POLITICO NAZIONALE SONO ABBONATI AL GIORNALE? E&#8217; UNA VERGOGNA!<br />
CON SPERANZA davide g.</p>
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	<item>
		<title>Di: cesare allara torino</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3093</link>
		<dc:creator>cesare allara torino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:39:22 +0000</pubDate>
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		<description>SULLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA
di Cesare Allara
	La descrizione della situazione attuale del nostro paese enunciata da Angelo D’Orsi in “Reagire al degrado”  suscita automaticamente una domanda cruciale: come e perché siamo giunti a questo punto? Se non si risponde preliminarmente ed esattamente a tale quesito, se cioè non si individuano precisamente le cause della malattia si rischia di propinare al paziente cure e medicinali inutili, anzi dannosi. Un serio e approfondito dibattito su tale argomento nella fu-sinistra non è mai neanche stato proposto; si è sempre preferito parlare di “unità contro Berlusconi”, di contenitori politici e di grandi ammucchiate  allo scopo di salvare qualche strapuntino ai soliti noti in nome dell’unità più o meno antifascista. E pensare che rispondere correttamente alla domanda non richiede molto tempo. 
	Una premessa: so bene che occorrerebbe cercare di definire almeno approssimativamente cosa s’intende per democrazia, il sistema generalmente ritenuto più idoneo a garantire la libertà degli individui, ma tralascio questo capitolo, ripromettendomi se ne avrò l’occasione di scriverne più diffusamente. Per il momento, uso la parola democrazia intendendola così come si ricava dalle norme della Costituzione italiana.   
	In Italia la crisi della democrazia non è un fatto recente, avvenuto come vuol far credere la propaganda del cosiddetto “popolo della sinistra” con la “discesa in campo” di Berlusconi. Anche il degrado culturale è precedente alla nascita di Mediaset e al salvataggio delle televisioni berlusconiane da parte di Bettino Craxi. Berlusconi non è la causa del degrado e della crisi della democrazia, ma ne è il prodotto.
	L’attacco alla libertà di stampa, l’invadenza mediatica del premier, la mignottocrazia, il proliferare di mafie, cricche e comitati d’affari, moderni lanzichenecchi che saccheggiano i beni pubblici, non sono che le tragicomiche conseguenze dell’avvenuto passaggio dalla democrazia dei nostri padri costituenti alla democrazia imperiale USA dell’epoca della globalizzazione capitalista. La crisi dell’economia, la crisi occupazionale, la crisi finanziaria nei paesi occidentali sono il prodotto di una fase di passaggio, iniziata almeno trent’anni fa, da un modello capitalistico più o meno  “keynesiano”  al capitalismo globalizzato. Il diktat di Marchionne su Pomigliano d’Arco è l’espressione più aggiornata di questa transizione. All’interno di tutte queste fasi di passaggio, di questa involuzione della democrazia, la sinistra, tutta la sinistra ha avuto una responsabilità preminente.
Se si vuole fissare una data da cui far iniziare il declino della democrazia in Italia, così come l’avevano intesa i padri costituenti, occorre riandare verso la fine degli anni Settanta quando, sotto la pressione di un PCI smanioso di governare, il sindacato sposa appieno le rivendicazioni del padronato. Si veda a tale proposito la famosa intervista a la Repubblica di Luciano Lama: per dimostrare ai padroni le capacità di governo del sistema capitalistico da parte della sinistra, il segretario della CGIL sconfessa dieci anni di politica rivendicativa sindacale e di conquiste del movimento operaio, ed impone politiche di moderazione salariale. “E ora, e ora miseria a chi lavora” urlavano sarcasticamente nel 1977 gli studenti dell’università La Sapienza di Roma contestando la presenza di Lama nel loro ateneo e la “politica dei sacrifici” imposta ai lavoratori. E infatti oggi, larghe fette di popolo italiano alla miseria ci sono arrivate. 
Dall’ottobre 1980 i lavoratori diventano sempre più una variabile dipendente dalle esigenze del padronato, mentre i dirigenti del più grande partito della sinistra si disfano velocemente dell’aggettivo comunista e si propongono come zelanti gestori degli interessi padronali. Negli ultimi 30 anni le prime picconate all’impianto costituzionale, le politiche più antipopolari, i più micidiali attacchi alle condizioni di vita delle classi subalterne in Italia sono stati portati in prima battuta dalla sinistra più o meno unita (abolizione della contingenza, riforme pensionistiche varie, precarizzazione del lavoro, furto del TFR ecc.). Cosicché oggi, il 35-50% degli operai della FIAT Mirafiori è pesantemente indebitato con agenzie finanziarie per far fronte alle più elementari necessità della vita (dati diffusi dalla FIOM torinese), un sempre maggior numero di pensionati raccoglie gli scarti di verdura e frutta nelle aree mercatali rionali e centinaia di disperati fanno code di ore agli sportelli INPS nei primi mesi di quest’anno per chiedere spiegazioni per diminuzioni delle pensioni di 2 (due!) euro. Per accorgersi della disperazione dilagante basta frequentare i patronati o le code per ottenere sussidi per l’affitto, per il riscaldamento ecc.
La morte della democrazia sta nel fatto che gli interessi di quelle decine di milioni di italiani di cui sopra non sono né rappresentati né difesi. Prova ne è che oggi è più facile che ai congressi degli industriali sia più applaudito un segretario sindacale che non Berlusconi, così come ad un congresso sindacale è più probabile trovare la Marcegaglia che non un semplice operaio.
Che fare? E’ evidente che occorre ripartire da dove il movimento operaio era stato mollato nel 1980. Non voglio usare formule desuete del tipo “centralità della classe operaia”, anche perché non saprei dire se la classe operaia esiste ancora. Ma è chiaro che se i lavoratori non mettono in campo al più presto un duro scontro sociale, per intenderci stile 3 luglio 1969,  contro i padroni di ogni risma, non solo contro Berlusconi, la Costituzione la possiamo salutare. 
Da quanto scritto sino a qui è altresì evidente che i dirigenti di questa sinistra responsabili di questi disastri non possono essere coloro che ci faranno uscire da questa situazione perché non hanno più alcuna credibilità, come hanno dimostrato ampiamente tutti i risultati elettorali. C’è l’urgente necessità di scavare per costruire una nuova casa, ma i detriti di quella vecchia impediscono i lavori. Siamo ancora purtroppo nella necessità di sgomberare al più presto le macerie.
Torino, 15 giugno 2010</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SULLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA<br />
di Cesare Allara<br />
	La descrizione della situazione attuale del nostro paese enunciata da Angelo D’Orsi in “Reagire al degrado”  suscita automaticamente una domanda cruciale: come e perché siamo giunti a questo punto? Se non si risponde preliminarmente ed esattamente a tale quesito, se cioè non si individuano precisamente le cause della malattia si rischia di propinare al paziente cure e medicinali inutili, anzi dannosi. Un serio e approfondito dibattito su tale argomento nella fu-sinistra non è mai neanche stato proposto; si è sempre preferito parlare di “unità contro Berlusconi”, di contenitori politici e di grandi ammucchiate  allo scopo di salvare qualche strapuntino ai soliti noti in nome dell’unità più o meno antifascista. E pensare che rispondere correttamente alla domanda non richiede molto tempo.<br />
	Una premessa: so bene che occorrerebbe cercare di definire almeno approssimativamente cosa s’intende per democrazia, il sistema generalmente ritenuto più idoneo a garantire la libertà degli individui, ma tralascio questo capitolo, ripromettendomi se ne avrò l’occasione di scriverne più diffusamente. Per il momento, uso la parola democrazia intendendola così come si ricava dalle norme della Costituzione italiana.<br />
	In Italia la crisi della democrazia non è un fatto recente, avvenuto come vuol far credere la propaganda del cosiddetto “popolo della sinistra” con la “discesa in campo” di Berlusconi. Anche il degrado culturale è precedente alla nascita di Mediaset e al salvataggio delle televisioni berlusconiane da parte di Bettino Craxi. Berlusconi non è la causa del degrado e della crisi della democrazia, ma ne è il prodotto.<br />
	L’attacco alla libertà di stampa, l’invadenza mediatica del premier, la mignottocrazia, il proliferare di mafie, cricche e comitati d’affari, moderni lanzichenecchi che saccheggiano i beni pubblici, non sono che le tragicomiche conseguenze dell’avvenuto passaggio dalla democrazia dei nostri padri costituenti alla democrazia imperiale USA dell’epoca della globalizzazione capitalista. La crisi dell’economia, la crisi occupazionale, la crisi finanziaria nei paesi occidentali sono il prodotto di una fase di passaggio, iniziata almeno trent’anni fa, da un modello capitalistico più o meno  “keynesiano”  al capitalismo globalizzato. Il diktat di Marchionne su Pomigliano d’Arco è l’espressione più aggiornata di questa transizione. All’interno di tutte queste fasi di passaggio, di questa involuzione della democrazia, la sinistra, tutta la sinistra ha avuto una responsabilità preminente.<br />
Se si vuole fissare una data da cui far iniziare il declino della democrazia in Italia, così come l’avevano intesa i padri costituenti, occorre riandare verso la fine degli anni Settanta quando, sotto la pressione di un PCI smanioso di governare, il sindacato sposa appieno le rivendicazioni del padronato. Si veda a tale proposito la famosa intervista a la Repubblica di Luciano Lama: per dimostrare ai padroni le capacità di governo del sistema capitalistico da parte della sinistra, il segretario della CGIL sconfessa dieci anni di politica rivendicativa sindacale e di conquiste del movimento operaio, ed impone politiche di moderazione salariale. “E ora, e ora miseria a chi lavora” urlavano sarcasticamente nel 1977 gli studenti dell’università La Sapienza di Roma contestando la presenza di Lama nel loro ateneo e la “politica dei sacrifici” imposta ai lavoratori. E infatti oggi, larghe fette di popolo italiano alla miseria ci sono arrivate.<br />
Dall’ottobre 1980 i lavoratori diventano sempre più una variabile dipendente dalle esigenze del padronato, mentre i dirigenti del più grande partito della sinistra si disfano velocemente dell’aggettivo comunista e si propongono come zelanti gestori degli interessi padronali. Negli ultimi 30 anni le prime picconate all’impianto costituzionale, le politiche più antipopolari, i più micidiali attacchi alle condizioni di vita delle classi subalterne in Italia sono stati portati in prima battuta dalla sinistra più o meno unita (abolizione della contingenza, riforme pensionistiche varie, precarizzazione del lavoro, furto del TFR ecc.). Cosicché oggi, il 35-50% degli operai della FIAT Mirafiori è pesantemente indebitato con agenzie finanziarie per far fronte alle più elementari necessità della vita (dati diffusi dalla FIOM torinese), un sempre maggior numero di pensionati raccoglie gli scarti di verdura e frutta nelle aree mercatali rionali e centinaia di disperati fanno code di ore agli sportelli INPS nei primi mesi di quest’anno per chiedere spiegazioni per diminuzioni delle pensioni di 2 (due!) euro. Per accorgersi della disperazione dilagante basta frequentare i patronati o le code per ottenere sussidi per l’affitto, per il riscaldamento ecc.<br />
La morte della democrazia sta nel fatto che gli interessi di quelle decine di milioni di italiani di cui sopra non sono né rappresentati né difesi. Prova ne è che oggi è più facile che ai congressi degli industriali sia più applaudito un segretario sindacale che non Berlusconi, così come ad un congresso sindacale è più probabile trovare la Marcegaglia che non un semplice operaio.<br />
Che fare? E’ evidente che occorre ripartire da dove il movimento operaio era stato mollato nel 1980. Non voglio usare formule desuete del tipo “centralità della classe operaia”, anche perché non saprei dire se la classe operaia esiste ancora. Ma è chiaro che se i lavoratori non mettono in campo al più presto un duro scontro sociale, per intenderci stile 3 luglio 1969,  contro i padroni di ogni risma, non solo contro Berlusconi, la Costituzione la possiamo salutare.<br />
Da quanto scritto sino a qui è altresì evidente che i dirigenti di questa sinistra responsabili di questi disastri non possono essere coloro che ci faranno uscire da questa situazione perché non hanno più alcuna credibilità, come hanno dimostrato ampiamente tutti i risultati elettorali. C’è l’urgente necessità di scavare per costruire una nuova casa, ma i detriti di quella vecchia impediscono i lavori. Siamo ancora purtroppo nella necessità di sgomberare al più presto le macerie.<br />
Torino, 15 giugno 2010</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Walter Montella</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3066</link>
		<dc:creator>Walter Montella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 06:28:12 +0000</pubDate>
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		<description>Pur non condividendo il passaggio su Diliberto (il quale deve ancora chiarire la sua frequentazione con il pericoloso ed intrigante massone Elia Valori e la condiscendenza bibliofila con Dell&#039;Utri) penso che Gemma abbia colto nel segno sul futuro del nostro paese senza un progetto di reale giustizia sociale. Non ci si può più permettere di giocare con il termine sinistra, includendovi i comunisti, senza capire che questi ultimi differenziano in tutto o in buona parte con ad esempio: laburisti, fabiani, socialdemocratici ecc., benché abbiano molte volte condiviso, solo tatticamente, percorsi comuni senza, peraltro, autoisolarsi... anzi!  Dimostrazione ne fu l&#039;ex PCI che dimostrò al mondo intero che strade percorribili ed alternative si possono fare senza cadere nell&#039;isolamento politico e culturale cosa ben diversa da quello che vogliono gli attuali quadri dirigenti di PRC, PdCI, SeL e men che meno PD, che hanno fatto la scelta del non lanciare parole d&#039;ordine facili e comprensibili che valgano veramente il riscatto sociale degli oppressi e sfruttati, partendo dal dare più dignità e voce alle istanze di base!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pur non condividendo il passaggio su Diliberto (il quale deve ancora chiarire la sua frequentazione con il pericoloso ed intrigante massone Elia Valori e la condiscendenza bibliofila con Dell&#8217;Utri) penso che Gemma abbia colto nel segno sul futuro del nostro paese senza un progetto di reale giustizia sociale. Non ci si può più permettere di giocare con il termine sinistra, includendovi i comunisti, senza capire che questi ultimi differenziano in tutto o in buona parte con ad esempio: laburisti, fabiani, socialdemocratici ecc., benché abbiano molte volte condiviso, solo tatticamente, percorsi comuni senza, peraltro, autoisolarsi&#8230; anzi!  Dimostrazione ne fu l&#8217;ex PCI che dimostrò al mondo intero che strade percorribili ed alternative si possono fare senza cadere nell&#8217;isolamento politico e culturale cosa ben diversa da quello che vogliono gli attuali quadri dirigenti di PRC, PdCI, SeL e men che meno PD, che hanno fatto la scelta del non lanciare parole d&#8217;ordine facili e comprensibili che valgano veramente il riscatto sociale degli oppressi e sfruttati, partendo dal dare più dignità e voce alle istanze di base!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea valsusa</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3049</link>
		<dc:creator>andrea valsusa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 14:22:49 +0000</pubDate>
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		<description>caro grassi e caro carlo state tranquilli non vi preoccupate per me...morire per delle idee di de andre la conosco eccome....sono cresciuto ascoltando canzoni di de andre guccini pietrangeli ecc da mio padre....state tranquilli che non abbandonerò mai l&#039;idea comunista e cazzate varie....sono comunista da quando sono nato il mio dna è comunista vivo in una famiglia che è sempre stata comunista e sempre lo sarà....io mi preoccuperei molto di più dei litigi interni al vostro partito...la mia intenzione non era quella di offendere qualcono assolutamente...il fatto è che mi incazzo un casino quando vedo ste cose....sono ste cose che rovinano noi comunisti....compagni ci vuole più unità....e le diversità di pensiero che vi sono non devono essere un ostacolo ma una opportunità per migliorare il nostro percorso....saluti a tutti....ps sabato sono andato a torino e ho visto molte persone che firmavano per l&#039;acqua pubblica ad un gazebo allestito dalla federazione....di queste cosa si deve essere contenti queste sono le cose da fare sempre....bisognia farsi vedere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro grassi e caro carlo state tranquilli non vi preoccupate per me&#8230;morire per delle idee di de andre la conosco eccome&#8230;.sono cresciuto ascoltando canzoni di de andre guccini pietrangeli ecc da mio padre&#8230;.state tranquilli che non abbandonerò mai l&#8217;idea comunista e cazzate varie&#8230;.sono comunista da quando sono nato il mio dna è comunista vivo in una famiglia che è sempre stata comunista e sempre lo sarà&#8230;.io mi preoccuperei molto di più dei litigi interni al vostro partito&#8230;la mia intenzione non era quella di offendere qualcono assolutamente&#8230;il fatto è che mi incazzo un casino quando vedo ste cose&#8230;.sono ste cose che rovinano noi comunisti&#8230;.compagni ci vuole più unità&#8230;.e le diversità di pensiero che vi sono non devono essere un ostacolo ma una opportunità per migliorare il nostro percorso&#8230;.saluti a tutti&#8230;.ps sabato sono andato a torino e ho visto molte persone che firmavano per l&#8217;acqua pubblica ad un gazebo allestito dalla federazione&#8230;.di queste cosa si deve essere contenti queste sono le cose da fare sempre&#8230;.bisognia farsi vedere</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3035</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:53:54 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che vadano fatte molte riflessioni sugli scritti di Burgio e D’Orsi, studiosi non certo accusabili di essere destri o revisionisti, cosi come penso sia  molto intelligente l’ introduzione di Claudio nel metterceli a disposizione.

Ho preso  dei virgolettati degli scritti ovviamente copiandoli e incollandoli  in modo iper partigiano, ma mi sembrano posizioni estremamente intelligenti  che purtroppo non bucano nel dibattito politico nel paese e fanno fatica anche ad essere discusse nella federazione della sinistra.


Burgio

&quot;Il gioco si fa duro. Da giorni la «grande» stampa batte sulla vera novità imposta dalla crisi: il tempo dello Stato sociale è scaduto. Fine dell’elemosina. Ha cominciato il Sole con Alberto Orioli: il welfare è un «insostenibile, costoso, inefficiente» retaggio del passato. Come il posto fisso. Ha proseguito il Corriere con Piero Ostellino (lo Stato sociale «divorerà i cittadini» che sinora ha compassionevolmente assistito) e Angelo Panebianco (…..tutto il potere al Libero Mercato)&quot;.

“….adesso si reagisce all’altezza del pericolo? Qualcuno lancia l’allarme? Non pare. Alla «gente» si trasmette l’illusione che la «democrazia» sia una conquista irreversibile e un valore in sé, nonostante lo svuotamento dei diritti”.



Grassi 

“L’analisi che emerge della situazione attuale e’ drammatica! A tratti tragica. Qualcuno potrebbe ritenerla esagerata. Io non lo penso. In altri momenti storici la sinistra ha trascurato gli allarmi che venivano lanciati dal mondo della intellettualita’ e della cultura. Sappiamo, purtroppo, come e’ finita. Evitiamo che torni ad accadere”

D’orsi 

“L’alternativa, a livello nazionale, e locale, sembra impossibile. Eppure essa è necessaria, non per la “rivincita” della Sinistra, ma per la salvezza dell’Italia. Oggi, più che mai il motto “socialismo o barbarie” suona come lo squillo di tromba che deve ridestarci e spingerci all’azione, in modo serio e meditato, ma determinato e capace di superare, innanzi tutto, la tendenza pericolosa della difesa dell’ “identità” di micropartiti e, addirittura, di frazioni di micropartiti”


“………., vorremmo che uscissero proposte, intendimenti, volontà: di agire, di superare vecchi e nuovi steccati, di unirsi in un ideale Partito della Salvezza contro il Partito in atto, della Devastazione. Occorre agire ora, prima che sia troppo tardi. Correremo il rischio di sbagliare, certo, ma almeno, domani, non saremo tormentati dal senso di colpa di non aver tentato finché era possibile. Ora, dunque. Non domani”


Con un po di coraggio queste posizioni potrebbero portare   un contributo per ricucire le ferite a sinistra, se non proprio per un auspicabile soggetto unitario e plurale della sinistra, almeno per favorire liste elettorali unitarie.

Buon lavoro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che vadano fatte molte riflessioni sugli scritti di Burgio e D’Orsi, studiosi non certo accusabili di essere destri o revisionisti, cosi come penso sia  molto intelligente l’ introduzione di Claudio nel metterceli a disposizione.</p>
<p>Ho preso  dei virgolettati degli scritti ovviamente copiandoli e incollandoli  in modo iper partigiano, ma mi sembrano posizioni estremamente intelligenti  che purtroppo non bucano nel dibattito politico nel paese e fanno fatica anche ad essere discusse nella federazione della sinistra.</p>
<p>Burgio</p>
<p>&#8220;Il gioco si fa duro. Da giorni la «grande» stampa batte sulla vera novità imposta dalla crisi: il tempo dello Stato sociale è scaduto. Fine dell’elemosina. Ha cominciato il Sole con Alberto Orioli: il welfare è un «insostenibile, costoso, inefficiente» retaggio del passato. Come il posto fisso. Ha proseguito il Corriere con Piero Ostellino (lo Stato sociale «divorerà i cittadini» che sinora ha compassionevolmente assistito) e Angelo Panebianco (…..tutto il potere al Libero Mercato)&#8221;.</p>
<p>“….adesso si reagisce all’altezza del pericolo? Qualcuno lancia l’allarme? Non pare. Alla «gente» si trasmette l’illusione che la «democrazia» sia una conquista irreversibile e un valore in sé, nonostante lo svuotamento dei diritti”.</p>
<p>Grassi </p>
<p>“L’analisi che emerge della situazione attuale e’ drammatica! A tratti tragica. Qualcuno potrebbe ritenerla esagerata. Io non lo penso. In altri momenti storici la sinistra ha trascurato gli allarmi che venivano lanciati dal mondo della intellettualita’ e della cultura. Sappiamo, purtroppo, come e’ finita. Evitiamo che torni ad accadere”</p>
<p>D’orsi </p>
<p>“L’alternativa, a livello nazionale, e locale, sembra impossibile. Eppure essa è necessaria, non per la “rivincita” della Sinistra, ma per la salvezza dell’Italia. Oggi, più che mai il motto “socialismo o barbarie” suona come lo squillo di tromba che deve ridestarci e spingerci all’azione, in modo serio e meditato, ma determinato e capace di superare, innanzi tutto, la tendenza pericolosa della difesa dell’ “identità” di micropartiti e, addirittura, di frazioni di micropartiti”</p>
<p>“………., vorremmo che uscissero proposte, intendimenti, volontà: di agire, di superare vecchi e nuovi steccati, di unirsi in un ideale Partito della Salvezza contro il Partito in atto, della Devastazione. Occorre agire ora, prima che sia troppo tardi. Correremo il rischio di sbagliare, certo, ma almeno, domani, non saremo tormentati dal senso di colpa di non aver tentato finché era possibile. Ora, dunque. Non domani”</p>
<p>Con un po di coraggio queste posizioni potrebbero portare   un contributo per ricucire le ferite a sinistra, se non proprio per un auspicabile soggetto unitario e plurale della sinistra, almeno per favorire liste elettorali unitarie.</p>
<p>Buon lavoro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Fabio Cappellini</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3016</link>
		<dc:creator>Roberto Fabio Cappellini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 20:17:38 +0000</pubDate>
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		<description>Vi prego, basta con questo dibattito incomprensibile (se non agli addetti ai lavori). Mi pare un po&#039; provinciale pensare di assumere un modello politico-organizzativo vincente dall&#039;estero. Lo dico con tutto il rispetto possibile, ritenendomi il compagno meno competente di tutti coloro che frequentano questo blog. Non ho mai fatto parte di nessun organismo nazionale né regionale, non sono un intellettuale... ma il buonsenso mi dice che sia la Linke che il KKE sono il frutto delle condizioni dei rispettivi paesi e che entrambi sono vincenti perché entrambi fanno politica invece di farsi seghe mentali (come invece facciamo noi). Pensare di assumere uno dei due modelli e di aver risolto i nostri problemi (che sono altri) non mi pare realistico. Per carità, studiamo i compagni tedeschi e i compagni greci. Ma dopo averli studiati rendiamoci conto che non siamo né in Germania né in Grecia, e che dobbiamo trovare una nostra via. Ma credo che la troveremo con la politica, non con le discussioni infinite (e ripeto: INCOMPRENSIBILI ai più, a partire dagli operai sui tetti... provate a chiederglielo se ne conoscete uno che non sia anche un quadro del partito) sui modelli organizzativi, sul fatto che sia prioritario unire la sinistra o unire i comunisti eccetera eccetera eccetera. Come ho detto in un altro commento: stamo a discutere del colore delle tende del salotto mentre la casa va in fiamme. Prima ce ne rendiamo conto meglio è</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi prego, basta con questo dibattito incomprensibile (se non agli addetti ai lavori). Mi pare un po&#8217; provinciale pensare di assumere un modello politico-organizzativo vincente dall&#8217;estero. Lo dico con tutto il rispetto possibile, ritenendomi il compagno meno competente di tutti coloro che frequentano questo blog. Non ho mai fatto parte di nessun organismo nazionale né regionale, non sono un intellettuale&#8230; ma il buonsenso mi dice che sia la Linke che il KKE sono il frutto delle condizioni dei rispettivi paesi e che entrambi sono vincenti perché entrambi fanno politica invece di farsi seghe mentali (come invece facciamo noi). Pensare di assumere uno dei due modelli e di aver risolto i nostri problemi (che sono altri) non mi pare realistico. Per carità, studiamo i compagni tedeschi e i compagni greci. Ma dopo averli studiati rendiamoci conto che non siamo né in Germania né in Grecia, e che dobbiamo trovare una nostra via. Ma credo che la troveremo con la politica, non con le discussioni infinite (e ripeto: INCOMPRENSIBILI ai più, a partire dagli operai sui tetti&#8230; provate a chiederglielo se ne conoscete uno che non sia anche un quadro del partito) sui modelli organizzativi, sul fatto che sia prioritario unire la sinistra o unire i comunisti eccetera eccetera eccetera. Come ho detto in un altro commento: stamo a discutere del colore delle tende del salotto mentre la casa va in fiamme. Prima ce ne rendiamo conto meglio è</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriano1</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3007</link>
		<dc:creator>Adriano1</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:17:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=1399#comment-3007</guid>
		<description>Caro Carlo io ormai ho trovato un mio modo di pensare , diciamo una strategia , come si doveva fare nella seconda guerra mondiale  ognuno doveva ammazzare il suo tedesco, io l&#039;ho resa meno brutale : ognuno deve spostare anche di poco le idee di qualcun&#039;altro.
Ma la cosa nuova è un&#039;altra , facendo vita di sezione ho capito che il problema non è tanto fuori il partito , è prima di tutto dentro , bisogna riportare i compagni a discutere e ragionare , ad essere consapevoli delle loro stesse convinzioni , a staccarsi dalla vita come spettacolo .
Sono loro i compagni che vanno rimotivati all&#039;attività politica , sono loro che devono staccarsi dalle televisioni .

Lunedì in sezione organiziamo la proiezione della partita.
Bravo dirai &quot;e tutto quello che hai detto contro la tv ?&quot;.
Tranquillo , c&#039;è il trucco , all&#039;intervallo gli diamo da leggere un volantino sulla situazione politica .
Chi non lo legge non vede il secondo tempo !

;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Carlo io ormai ho trovato un mio modo di pensare , diciamo una strategia , come si doveva fare nella seconda guerra mondiale  ognuno doveva ammazzare il suo tedesco, io l&#8217;ho resa meno brutale : ognuno deve spostare anche di poco le idee di qualcun&#8217;altro.<br />
Ma la cosa nuova è un&#8217;altra , facendo vita di sezione ho capito che il problema non è tanto fuori il partito , è prima di tutto dentro , bisogna riportare i compagni a discutere e ragionare , ad essere consapevoli delle loro stesse convinzioni , a staccarsi dalla vita come spettacolo .<br />
Sono loro i compagni che vanno rimotivati all&#8217;attività politica , sono loro che devono staccarsi dalle televisioni .</p>
<p>Lunedì in sezione organiziamo la proiezione della partita.<br />
Bravo dirai &#8220;e tutto quello che hai detto contro la tv ?&#8221;.<br />
Tranquillo , c&#8217;è il trucco , all&#8217;intervallo gli diamo da leggere un volantino sulla situazione politica .<br />
Chi non lo legge non vede il secondo tempo !</p>
<p> <img src='http://www.claudiograssi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Fabio Cappellini</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/reagire-al-degrado/comment-page-1/#comment-3004</link>
		<dc:creator>Roberto Fabio Cappellini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 21:09:35 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo... qui la casa brucia e stiamo a discutere del colore delle tendine del salotto. Pazzesco!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo&#8230; qui la casa brucia e stiamo a discutere del colore delle tendine del salotto. Pazzesco!</p>
]]></content:encoded>
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