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	<title>Commenti a: Intervento all&#8217;assemblea nazionale di Essere comunisti</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Di: DSLR-A900</title>
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		<dc:creator>DSLR-A900</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>Sito messaggio eccezionale. Ho intenzione di bookmark e controllare molto più spesso. Mi piace molto il modello di sito web</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sito messaggio eccezionale. Ho intenzione di bookmark e controllare molto più spesso. Mi piace molto il modello di sito web</p>
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		<title>Di: MarioGC</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3574</link>
		<dc:creator>MarioGC</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 18:33:04 +0000</pubDate>
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		<description>Certo, è tutto settarismo.
Andiamo pure direttamente a confluire nei berluschini, tanto, in fondo, perché tutto questo astio contro di loro? Non sarà settarismo?
Per le Marche all&#039;8%, oh madonna che bello, infatti come sono felici i lavoratori là, c&#039;è poco meno che il socialismo, non c&#039;è sfruttamento, non c&#039;è mafia, tutto è molto bello, grazie al meraviglioso 8% preso facendo manine e piedini con un fior fiore di personaggini.
Invece i cattivi sono sempre e solo quelli del PdCI per le storie di 12 anni fa, e per non parlare dei pessimi settarissimi dei comunisti che sono usciti dal Prc perché non ce la facevano più a sopportare dei personaggi come i suddetti.
Bravi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, è tutto settarismo.<br />
Andiamo pure direttamente a confluire nei berluschini, tanto, in fondo, perché tutto questo astio contro di loro? Non sarà settarismo?<br />
Per le Marche all&#8217;8%, oh madonna che bello, infatti come sono felici i lavoratori là, c&#8217;è poco meno che il socialismo, non c&#8217;è sfruttamento, non c&#8217;è mafia, tutto è molto bello, grazie al meraviglioso 8% preso facendo manine e piedini con un fior fiore di personaggini.<br />
Invece i cattivi sono sempre e solo quelli del PdCI per le storie di 12 anni fa, e per non parlare dei pessimi settarissimi dei comunisti che sono usciti dal Prc perché non ce la facevano più a sopportare dei personaggi come i suddetti.<br />
Bravi!!!</p>
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		<title>Di: davide gherri</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3563</link>
		<dc:creator>davide gherri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 20:25:16 +0000</pubDate>
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		<description>Cari compagni,non voglio addentrarmi nel dibattito correntizio perchè mi ci perderei.
Resto diffidente quando si parla di unità in modo cosi vago, non vorrei che l&#039;unità fosse intesa solo per arrivare ad una generica quanto improbabile sommatoria di voti per permettere a qualche dirigente di avere uno scranno su cui posare il proprio deretano con annesse bende e prebende.
Se di politica si volesse parlare seriamente si dovrebbe partire dai problemi della gente, individuare linee forti ed andare al confronto con la diaspora per vedere se vi è volontà unitaria e procedere nella società, per far emergere contraddizioni, per cercare di portare a casa qualche risultato.
Credo che a nessuno serva un&#039;unità generica come l&#039;arcobaleno, dalle macerie non si costruisce nulla, non iniziative, non risultati rispetto ai problemi del paese e nemmeno scranni su cui poggiare deretani con relative prebende.
Resto convinto che il punto di partenza possano essere gli 11milioni di voti ottenuti per estendere lo statuto dei diritti dei lavoratori anche alle aziende con meno di 16 dipendenti ed al pubblico impiego. La lotta al berlusconismo si pratica, non si enuncia. Del resto diventa difficile a tutt&#039;ora distinguere la posizione della FeD da quella di SeL. Si partecipa alle stesse amministrazioni, con gli stessi alleati, con risultati abbastanza deludenti.Non si può sostenere tutto e fare il contrario di tutto, non si è credibili. Il P.C.I. raccoglieva il voto di protesta, almeno fino a che non è andato al governo. Possibile che noi non si riesca ad intercettarlo almeno in parte? La gente è sempre più disgustata dalla politica e sempre più pressata dai problemi della quotidianità. Fraternamente davide gherri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni,non voglio addentrarmi nel dibattito correntizio perchè mi ci perderei.<br />
Resto diffidente quando si parla di unità in modo cosi vago, non vorrei che l&#8217;unità fosse intesa solo per arrivare ad una generica quanto improbabile sommatoria di voti per permettere a qualche dirigente di avere uno scranno su cui posare il proprio deretano con annesse bende e prebende.<br />
Se di politica si volesse parlare seriamente si dovrebbe partire dai problemi della gente, individuare linee forti ed andare al confronto con la diaspora per vedere se vi è volontà unitaria e procedere nella società, per far emergere contraddizioni, per cercare di portare a casa qualche risultato.<br />
Credo che a nessuno serva un&#8217;unità generica come l&#8217;arcobaleno, dalle macerie non si costruisce nulla, non iniziative, non risultati rispetto ai problemi del paese e nemmeno scranni su cui poggiare deretani con relative prebende.<br />
Resto convinto che il punto di partenza possano essere gli 11milioni di voti ottenuti per estendere lo statuto dei diritti dei lavoratori anche alle aziende con meno di 16 dipendenti ed al pubblico impiego. La lotta al berlusconismo si pratica, non si enuncia. Del resto diventa difficile a tutt&#8217;ora distinguere la posizione della FeD da quella di SeL. Si partecipa alle stesse amministrazioni, con gli stessi alleati, con risultati abbastanza deludenti.Non si può sostenere tutto e fare il contrario di tutto, non si è credibili. Il P.C.I. raccoglieva il voto di protesta, almeno fino a che non è andato al governo. Possibile che noi non si riesca ad intercettarlo almeno in parte? La gente è sempre più disgustata dalla politica e sempre più pressata dai problemi della quotidianità. Fraternamente davide gherri</p>
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		<title>Di: pino</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3562</link>
		<dc:creator>pino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 15:05:32 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo arrivati pure alle implorazioni? Che barzelletta, facciamo ridere!!YES MAN!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati pure alle implorazioni? Che barzelletta, facciamo ridere!!YES MAN!!!!</p>
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		<title>Di: pino</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3561</link>
		<dc:creator>pino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:59:56 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per la discussione, veramente di altissimo livello! Vi rendete conto che discutete solo di percentuali elettorali? Ma come si è ridotto questo cazzo di Partito, io non ve ne faccio una colpa perchè è normale che se Grassi non fa altro che parlare di percentuali e di formule utili solo a aumentarle (anche se poi non funzionano), da chi segue questo blog non mi aspetterei altro. Che pena.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per la discussione, veramente di altissimo livello! Vi rendete conto che discutete solo di percentuali elettorali? Ma come si è ridotto questo cazzo di Partito, io non ve ne faccio una colpa perchè è normale che se Grassi non fa altro che parlare di percentuali e di formule utili solo a aumentarle (anche se poi non funzionano), da chi segue questo blog non mi aspetterei altro. Che pena&#8230;..</p>
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		<title>Di: pino</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3560</link>
		<dc:creator>pino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:47:57 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alessandro,
mi spieghi nel tuo &quot;quadretto&quot; chi è che fa la rivoluzione?? Sempre se parlare di rivoluzione non è ormai un retaggio del lontano passato! Ecco perchè Rifondazione è così mal ridotta, perchè si limitava alla dialettica poarlamentare quando era in Parlamento, e fa di tutto ora per poterci rientrare per poter ricominciare!! Io onestamente dei dirigenti come Grassi, che cambiano il pelo ma non il vizio, che cambiano tutto per non cambiare niente, mi sono rotto! Con questi non penso che avremo nulla di buono da sperare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alessandro,<br />
mi spieghi nel tuo &#8220;quadretto&#8221; chi è che fa la rivoluzione?? Sempre se parlare di rivoluzione non è ormai un retaggio del lontano passato! Ecco perchè Rifondazione è così mal ridotta, perchè si limitava alla dialettica poarlamentare quando era in Parlamento, e fa di tutto ora per poterci rientrare per poter ricominciare!! Io onestamente dei dirigenti come Grassi, che cambiano il pelo ma non il vizio, che cambiano tutto per non cambiare niente, mi sono rotto! Con questi non penso che avremo nulla di buono da sperare!</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonio Capaldi</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3553</link>
		<dc:creator>Antonio Capaldi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 16:28:24 +0000</pubDate>
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		<description>Tutto bene tranne un punto. Grassi finalmente dice a chiare lettere che dentro la Federazione deve trovarsi la ricomposizione con il PdCI. Bene. Dato che il PdCI è favorevole a questa proposta, perchè non attuarla subito? Mi spiegate che cosa lo impedisce? Oppure mi dite se c&#039;è qualcuno che si oppone ma per favore in termini semplici non in politichese?
E&#039; evidente che il PdCI si potrebbe presentare con un proprio simbolo alle amministrative perchè qui contano i fattori locali per meglio dire localistici.
Se nel contesto del Congresso della Federazione si palesasse subito la volontà dei due partiti di riunificarsi sarebbe tutto più chiaro anche per il progetto della Federazione. Perchè vista da fuori (ammesso che tra gli elettori ci sia qualcuno che riesca a capire tutte queste sigle e ne dubito) la Federazione può sembrare un trucco per riunificare PRC e PdCI: infatti che altro c&#039;è di significativo oltre queste due forze? E c&#039;è bisogno di un trucco per fare una cosa semplice che tutti dico tutti capirebbero?
Sarei grato per una risposta chiara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto bene tranne un punto. Grassi finalmente dice a chiare lettere che dentro la Federazione deve trovarsi la ricomposizione con il PdCI. Bene. Dato che il PdCI è favorevole a questa proposta, perchè non attuarla subito? Mi spiegate che cosa lo impedisce? Oppure mi dite se c&#8217;è qualcuno che si oppone ma per favore in termini semplici non in politichese?<br />
E&#8217; evidente che il PdCI si potrebbe presentare con un proprio simbolo alle amministrative perchè qui contano i fattori locali per meglio dire localistici.<br />
Se nel contesto del Congresso della Federazione si palesasse subito la volontà dei due partiti di riunificarsi sarebbe tutto più chiaro anche per il progetto della Federazione. Perchè vista da fuori (ammesso che tra gli elettori ci sia qualcuno che riesca a capire tutte queste sigle e ne dubito) la Federazione può sembrare un trucco per riunificare PRC e PdCI: infatti che altro c&#8217;è di significativo oltre queste due forze? E c&#8217;è bisogno di un trucco per fare una cosa semplice che tutti dico tutti capirebbero?<br />
Sarei grato per una risposta chiara</p>
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		<title>Di: andrea valsusa</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3549</link>
		<dc:creator>andrea valsusa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:43:13 +0000</pubDate>
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		<description>in provincia di torino alle elezioni europee era andata molto meglio...in valle di susa aveva una media del 10 % adesso del 3 % e questa è una sconfitta per come tu la voglia mettere...be scusami dialogare con SEeL e una cosa...io mi dispiace ma sono prima per l&#039;unità dei comunisti...è vero sarebbe meglio una sinistra unita ma se quelli di vendola non vogliono basta lanciare appelli inutili che cadono come sempre nel vuoto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in provincia di torino alle elezioni europee era andata molto meglio&#8230;in valle di susa aveva una media del 10 % adesso del 3 % e questa è una sconfitta per come tu la voglia mettere&#8230;be scusami dialogare con SEeL e una cosa&#8230;io mi dispiace ma sono prima per l&#8217;unità dei comunisti&#8230;è vero sarebbe meglio una sinistra unita ma se quelli di vendola non vogliono basta lanciare appelli inutili che cadono come sempre nel vuoto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo Saltamerenda</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3547</link>
		<dc:creator>Massimo Saltamerenda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:34:01 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Claudio,

ho partecipato solo al primo giorno dell’assemblea nazionale e leggo qui sul blog il tuo intervento di chiusura che in larga parte condivido. Ho letto pure i commenti, alcuni sono davvero esageratamente sprezzanti, distruttivi e sterili. Mi domando come mai, specie in questa fase, dove tutti parlano di “unità” ci sia in giro ancora tanto astio. 
Ora si può essere più o meno d’accordo su qualcosa ed è giusto proporre una propria diversa visione, ma data per scontata una certa comunanza di piattaforma politica, io non capisco perché qualcuno si arrovelli dentro a uno stato per cui se tu dici una cosa che può essere tranquillamente integrata e migliorata da altri elementi, ciò che segue invece debba essere per forza una considerazione che esclude quello che hai detto attaccandosi solo all’ultima parola proferita.
Ironizzo, a me sembra che il PRC abbia un bacino elettorale del quattro percento dove il due percento ti viene a votare se fai una cosa e l’altro due percento lo fa se fai un’altra cosa, in ogni caso c’è sempre un due percento che rimane a casa e che non ti vota.
Io concordo pienamente con il commento di Gian Luca quando ci spiega che tipo di clima si è respirato all’assemblea nazionale, credo anch’io che la Politica sia stata per due giorni all’ordine del giorno e come ci ricordava il compagno Leoni nel suo intervento l’importante di stare 90 cm sopra al livello base, ma i paradossi in cui ci stiamo movendo restano in piedi e a sto punto però vorrei provare a sottolinearne alcuni anche se in modo certamente non esaustivo.

Il primo paradosso che colgo sta dentro la linea politica. Abbiamo detto più volte e a questo punto forse anche troppo che in passato abbiamo fatto degli errori. Questa affermazione è seria e responsabile, ma contiene pure una apprezzabile modestia che tuttavia non produce nessun tipo di consenso e surplus di credibilità. Anzi questa “giusta” e reiterata affermazione carica sulla nostra porzione di falce e martello errori politici di una dirigenza che però in gran parte non milita più nel nostro partito. Ti faccio un esempio che non è eclatante come la nostra partecipazione al governo Prodi, ma che per questo forse è ancora più indicativa del paradosso in cui ci stiamo muovendo: il 10 giugno di quest’anno e quindi di recente (vedi http://eddyburg.it/article/articleview/15244/0/254/) Campos Venuti in un’intervista sul PRG della capitale dice: “ (…) “ se oggi Alemanno a Roma per costruire la linea C della metropolitana si sta mangiando altri pezzi di Agro romano, questo si deve alla legge regionale sbagliata, che fu voluta da Rifondazione”. Così mentre quelli che sono rimasti dentro Rifondazione si accollano tutte le responsabilità delle scelte politiche sbagliate fatte da quelli che più di altri le hanno determinate, coloro che se ne sono andati si sono pure mondati delle loro pesantissime responsabilità e oggi paradossalmente si propongono come fossero loro il nuovo soggetto politico di riferimento capace di unificare la sinistra. Forse è giunta l’ora di scrollarci di dosso il complesso di colpa che ancora circola nel nostro partito e dire che la linea politica è determinata anche dalle condizioni storiche in cui ti trovi a decidere e quella che sta passando ora sotto al ponte è un acqua diversa da quella che è già passata mezz’ora fa.

Il secondo paradosso è quello sulla cosiddetta “unità tra comunisti”. Forse provocatoriamente mi domando che cosa vuol dire questa unità che viene prospettata metafisicamente slacciata da qualsiasi riferimento materiale (si fornisca un dato, un censimento, una tabella che dimostri la forza di questa unità) e perché viene posta così insistentemente nel dibattito dentro Rifondazione Comunista. Mi domando anche perché questa unità debba essere per forza alternativa all’altra unità quella cosiddetta della sinistra. Non capisco, anche perché chi insiste su questa retorica fa finta di dimenticare o non sa che nel documento che ha vinto il congresso a Chianciano c’è un capitoletto a pag. 13 intitolato “La critica delle costituenti”. Certo, il documento “Acerbo” non è la bibbia e come tutte le cose può essere soggetto a revisioni, a miglioramenti ecc. Ma quel capitoletto, mi pare che rappresentasse in toto una critica dilettico-materialistica alla liquidazione del nostro partito e chi ha determinato la vittoria congressuale della mozione 1, mi pare si sia battuto principalmente per un partito che ci sia per l’oggi e per il domani. Oggi paradossalmente chi invoca l’”unità dei comunisti” intende a un nuovo soggetto politico che vada oltre il PRC e propone sostanzialmente da un punto di vista dialettico opposto la stessa cosa di chi all’epoca in sostanza cercava con un colpo di maggioranza la cosiddetta “costituente di sinistra”. Persa la battaglia dentro al congresso qualcuno si è assunto la responsabilità di fare una scissione e oggi paradossalemente chi dentro Rifondazione cerca l’unità dei comunisti a me pare stia sulla stessa lunghezza d’onda di chi vorrebbe l’unità a sinistra togliendo di mezzo il PRC.

Il terzo paradosso è la discussione sul partito sociale. Mi domando perché questa idea del partito sociale viene posto in alternativa al partito in senso generale. Ma che centra? Non possono convivere insieme le idee, l’elaborazione, la politica e la militanza attiva sul sociale? Perché occorre produrre anche qui una scissione di scelte. E’ un po quello che accade quando occorre attardarci ancora a spiegare tra di noi (porco Giuda!) che centralità del lavoro e diritti non vanno messi in contraddizione. Non capisco perché le ragioni del lavoro qualcuno li fa cozzare contro i diritti civili. C’è quasi il timore che se comincio a parlare di omossessualità o questioni di genere qualcuno s’irrigidisce e storce il naso e comincia a “pistare l’acqua” sulla centralità del lavoro. Mi domando il perché e non trovo risposta.    

Il quarto paradosso sta nel processo di formazione della Federazione della Sinistra. Qui sento di avere le idee più chiare e mi lascio andare ad una accusa gravissima. A mio avviso c’è qualcuno che intenzionalmente sta facendo di tutto per farla naufragare prima ancora che si vada a formare e ci sono altri che cercano di appropriarsi di uno spazio di visibilità dentro al contenitore per baypassare i partiti di riferimento. Ma qui c’è anche una critica che mi sento di muovere all’attuale dirigenza e quindi anche a te. Le esigenze storiche (elezioni europee e regionali) hanno determinato un’accelerazione “elettoralistica” nella composizione della Federazione della Sinistra e sul tavolo è rimasta lettera morta l’adesione e l’attuazione delle componenti allo Statuto. A mio avviso aver saltato e oscurato questa fase di costituzione anche se basata su un documento provvisorio ha contribuito a non rendere credibile la novità politica e quindi con ragione qualcuno ha potuto pensare a una riedizione della sinistra arcobaleno.  

Il quinto paradosso e che se continua a esservi una lacerazione profonda dentro al partito si rischia di arrivare al congresso stremati da quello della costituzione della Federazione della Sinistra e di riviere in forma bonsai lo scempio di ciò che abbiamo sempre attribuito alla vecchia dirigenza. Mi riferisco alla nefasta possibilità di avere un congresso a mozioni contrapposte. Bisogna fare tutto quello che è possibile per contrastare questa evenienza. Rimettere il partito in campo in questo modo ne determinerebbe la morte e io da dirigente seppure di provincia questa volta non parteciperò alla carneficina.

L’ultima frase la dedico a te, trovo sia stato poco opportuno che il capo dell’organizzazione del partito abbia sottoscritto l’appello unitario a sinistra. Non dico che il compagno Claudio Grassi ha fatto male a sottoscrivere, seppure in modo ironico l’ho fatto pure io. Mi riferisco solo al ruolo che rivesti dentro al partito e al fatto che non trovo appunto opportuno dare spago a critiche strumentali che aumentano solo il livello di divisione che c’è dentro al nostro partito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Claudio,</p>
<p>ho partecipato solo al primo giorno dell’assemblea nazionale e leggo qui sul blog il tuo intervento di chiusura che in larga parte condivido. Ho letto pure i commenti, alcuni sono davvero esageratamente sprezzanti, distruttivi e sterili. Mi domando come mai, specie in questa fase, dove tutti parlano di “unità” ci sia in giro ancora tanto astio.<br />
Ora si può essere più o meno d’accordo su qualcosa ed è giusto proporre una propria diversa visione, ma data per scontata una certa comunanza di piattaforma politica, io non capisco perché qualcuno si arrovelli dentro a uno stato per cui se tu dici una cosa che può essere tranquillamente integrata e migliorata da altri elementi, ciò che segue invece debba essere per forza una considerazione che esclude quello che hai detto attaccandosi solo all’ultima parola proferita.<br />
Ironizzo, a me sembra che il PRC abbia un bacino elettorale del quattro percento dove il due percento ti viene a votare se fai una cosa e l’altro due percento lo fa se fai un’altra cosa, in ogni caso c’è sempre un due percento che rimane a casa e che non ti vota.<br />
Io concordo pienamente con il commento di Gian Luca quando ci spiega che tipo di clima si è respirato all’assemblea nazionale, credo anch’io che la Politica sia stata per due giorni all’ordine del giorno e come ci ricordava il compagno Leoni nel suo intervento l’importante di stare 90 cm sopra al livello base, ma i paradossi in cui ci stiamo movendo restano in piedi e a sto punto però vorrei provare a sottolinearne alcuni anche se in modo certamente non esaustivo.</p>
<p>Il primo paradosso che colgo sta dentro la linea politica. Abbiamo detto più volte e a questo punto forse anche troppo che in passato abbiamo fatto degli errori. Questa affermazione è seria e responsabile, ma contiene pure una apprezzabile modestia che tuttavia non produce nessun tipo di consenso e surplus di credibilità. Anzi questa “giusta” e reiterata affermazione carica sulla nostra porzione di falce e martello errori politici di una dirigenza che però in gran parte non milita più nel nostro partito. Ti faccio un esempio che non è eclatante come la nostra partecipazione al governo Prodi, ma che per questo forse è ancora più indicativa del paradosso in cui ci stiamo muovendo: il 10 giugno di quest’anno e quindi di recente (vedi <a href="http://eddyburg.it/article/articleview/15244/0/254/" rel="nofollow">http://eddyburg.it/article/articleview/15244/0/254/</a>) Campos Venuti in un’intervista sul PRG della capitale dice: “ (…) “ se oggi Alemanno a Roma per costruire la linea C della metropolitana si sta mangiando altri pezzi di Agro romano, questo si deve alla legge regionale sbagliata, che fu voluta da Rifondazione”. Così mentre quelli che sono rimasti dentro Rifondazione si accollano tutte le responsabilità delle scelte politiche sbagliate fatte da quelli che più di altri le hanno determinate, coloro che se ne sono andati si sono pure mondati delle loro pesantissime responsabilità e oggi paradossalmente si propongono come fossero loro il nuovo soggetto politico di riferimento capace di unificare la sinistra. Forse è giunta l’ora di scrollarci di dosso il complesso di colpa che ancora circola nel nostro partito e dire che la linea politica è determinata anche dalle condizioni storiche in cui ti trovi a decidere e quella che sta passando ora sotto al ponte è un acqua diversa da quella che è già passata mezz’ora fa.</p>
<p>Il secondo paradosso è quello sulla cosiddetta “unità tra comunisti”. Forse provocatoriamente mi domando che cosa vuol dire questa unità che viene prospettata metafisicamente slacciata da qualsiasi riferimento materiale (si fornisca un dato, un censimento, una tabella che dimostri la forza di questa unità) e perché viene posta così insistentemente nel dibattito dentro Rifondazione Comunista. Mi domando anche perché questa unità debba essere per forza alternativa all’altra unità quella cosiddetta della sinistra. Non capisco, anche perché chi insiste su questa retorica fa finta di dimenticare o non sa che nel documento che ha vinto il congresso a Chianciano c’è un capitoletto a pag. 13 intitolato “La critica delle costituenti”. Certo, il documento “Acerbo” non è la bibbia e come tutte le cose può essere soggetto a revisioni, a miglioramenti ecc. Ma quel capitoletto, mi pare che rappresentasse in toto una critica dilettico-materialistica alla liquidazione del nostro partito e chi ha determinato la vittoria congressuale della mozione 1, mi pare si sia battuto principalmente per un partito che ci sia per l’oggi e per il domani. Oggi paradossalmente chi invoca l’”unità dei comunisti” intende a un nuovo soggetto politico che vada oltre il PRC e propone sostanzialmente da un punto di vista dialettico opposto la stessa cosa di chi all’epoca in sostanza cercava con un colpo di maggioranza la cosiddetta “costituente di sinistra”. Persa la battaglia dentro al congresso qualcuno si è assunto la responsabilità di fare una scissione e oggi paradossalemente chi dentro Rifondazione cerca l’unità dei comunisti a me pare stia sulla stessa lunghezza d’onda di chi vorrebbe l’unità a sinistra togliendo di mezzo il PRC.</p>
<p>Il terzo paradosso è la discussione sul partito sociale. Mi domando perché questa idea del partito sociale viene posto in alternativa al partito in senso generale. Ma che centra? Non possono convivere insieme le idee, l’elaborazione, la politica e la militanza attiva sul sociale? Perché occorre produrre anche qui una scissione di scelte. E’ un po quello che accade quando occorre attardarci ancora a spiegare tra di noi (porco Giuda!) che centralità del lavoro e diritti non vanno messi in contraddizione. Non capisco perché le ragioni del lavoro qualcuno li fa cozzare contro i diritti civili. C’è quasi il timore che se comincio a parlare di omossessualità o questioni di genere qualcuno s’irrigidisce e storce il naso e comincia a “pistare l’acqua” sulla centralità del lavoro. Mi domando il perché e non trovo risposta.    </p>
<p>Il quarto paradosso sta nel processo di formazione della Federazione della Sinistra. Qui sento di avere le idee più chiare e mi lascio andare ad una accusa gravissima. A mio avviso c’è qualcuno che intenzionalmente sta facendo di tutto per farla naufragare prima ancora che si vada a formare e ci sono altri che cercano di appropriarsi di uno spazio di visibilità dentro al contenitore per baypassare i partiti di riferimento. Ma qui c’è anche una critica che mi sento di muovere all’attuale dirigenza e quindi anche a te. Le esigenze storiche (elezioni europee e regionali) hanno determinato un’accelerazione “elettoralistica” nella composizione della Federazione della Sinistra e sul tavolo è rimasta lettera morta l’adesione e l’attuazione delle componenti allo Statuto. A mio avviso aver saltato e oscurato questa fase di costituzione anche se basata su un documento provvisorio ha contribuito a non rendere credibile la novità politica e quindi con ragione qualcuno ha potuto pensare a una riedizione della sinistra arcobaleno.  </p>
<p>Il quinto paradosso e che se continua a esservi una lacerazione profonda dentro al partito si rischia di arrivare al congresso stremati da quello della costituzione della Federazione della Sinistra e di riviere in forma bonsai lo scempio di ciò che abbiamo sempre attribuito alla vecchia dirigenza. Mi riferisco alla nefasta possibilità di avere un congresso a mozioni contrapposte. Bisogna fare tutto quello che è possibile per contrastare questa evenienza. Rimettere il partito in campo in questo modo ne determinerebbe la morte e io da dirigente seppure di provincia questa volta non parteciperò alla carneficina.</p>
<p>L’ultima frase la dedico a te, trovo sia stato poco opportuno che il capo dell’organizzazione del partito abbia sottoscritto l’appello unitario a sinistra. Non dico che il compagno Claudio Grassi ha fatto male a sottoscrivere, seppure in modo ironico l’ho fatto pure io. Mi riferisco solo al ruolo che rivesti dentro al partito e al fatto che non trovo appunto opportuno dare spago a critiche strumentali che aumentano solo il livello di divisione che c’è dentro al nostro partito.</p>
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		<title>Di: Adriano1</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/06/intervento-allassemblea-nazionale-di-essere-comunisti-20-giugno-2010/comment-page-1/#comment-3546</link>
		<dc:creator>Adriano1</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:28:35 +0000</pubDate>
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		<description>Potremmo analizzare la FdS in modo pragmattico ?
L&#039;unico risultato finora raggiunto è quello di bloccare il partito.
In un momento in cui il podronato sta sferrando un micidiale attacco contro le classi popolari il nostro ceto politico non trova di meglio da fare che discettare di contenitori.

Il PRC si sta obbiettivamente ponendo al servizio del capitale , invece di produrre volantini e correre per le fabbriche e le città a distribuirli , invece di organizzare manifestazioni e dibattiti , invece di fare contro-cultura , discute del nulla.
Dove sono i manifesti del PRC-FdS ? Chi conosce il nostro punto di vista ?

Si profila uno scenario simile al &#039;29 dal quale , ricordo , uscirono fuori Hitler e Mussolini , il nostro dovere dovrebbe essere , se siamo comunisti , di rafforzare gli anticorpi sociali , di creare difese dall&#039;ondata di destra che rischia di sommergerci.
La crisi non spingerà a sinistra , il proletariato non è stato mai come oggi così succube dell&#039;ideologia dei padroni , non vi illudete sull&#039;improbabile fine del capitalismo.
Oggi , in assenza di una seria prospettiva politica di sinistra , la crisi del capitale può sfociare solo in un nuovo fascismo  e saranno cazzi amari per tutti , non abbiamo , oggi , un mito positivo come l&#039;U.R.S.S. da proporre al proletariato , oggi siamo essenzialmente indifesi.

buona giornata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Potremmo analizzare la FdS in modo pragmattico ?<br />
L&#8217;unico risultato finora raggiunto è quello di bloccare il partito.<br />
In un momento in cui il podronato sta sferrando un micidiale attacco contro le classi popolari il nostro ceto politico non trova di meglio da fare che discettare di contenitori.</p>
<p>Il PRC si sta obbiettivamente ponendo al servizio del capitale , invece di produrre volantini e correre per le fabbriche e le città a distribuirli , invece di organizzare manifestazioni e dibattiti , invece di fare contro-cultura , discute del nulla.<br />
Dove sono i manifesti del PRC-FdS ? Chi conosce il nostro punto di vista ?</p>
<p>Si profila uno scenario simile al &#8217;29 dal quale , ricordo , uscirono fuori Hitler e Mussolini , il nostro dovere dovrebbe essere , se siamo comunisti , di rafforzare gli anticorpi sociali , di creare difese dall&#8217;ondata di destra che rischia di sommergerci.<br />
La crisi non spingerà a sinistra , il proletariato non è stato mai come oggi così succube dell&#8217;ideologia dei padroni , non vi illudete sull&#8217;improbabile fine del capitalismo.<br />
Oggi , in assenza di una seria prospettiva politica di sinistra , la crisi del capitale può sfociare solo in un nuovo fascismo  e saranno cazzi amari per tutti , non abbiamo , oggi , un mito positivo come l&#8217;U.R.S.S. da proporre al proletariato , oggi siamo essenzialmente indifesi.</p>
<p>buona giornata</p>
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