Intervento all’assemblea nazionale di Essere comunisti

Care compagne e cari compagni,
vi ringrazio per essere intervenuti a vostre spese a questa nostra riunione. Essa si svolge in un periodo molto intenso per la nostra area. Abbiamo affrontato questioni che vanno al di là della contingenza e questo incontro segue, a distanza di una settimana, l’importante seminario organizzato dai Giovani di Essere Comunisti a Marzabotto. Un seminario di formazione e approfondimento molto riuscito. Due appuntamenti importanti, promossi dalla nostra area in poco tempo, che ci inducono a ragionare su di noi in modo positivo.

Inoltre tra pochi giorni saremo impegnati nella Festa nazionale di Essere Comunisti. Anche quest’anno si chiamerà “Festa per l’Unità” e sarà organizzata insieme al circolo di Rifondazione comunista di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza. Durerà ben nove giorni. E’ la prima volta che la nostra area organizza una festa così lunga. Nel passato abbiamo sempre fatto feste che si concentravano in un fine settimana. Credo che anche questa novità debba essere valutata positivamente e valorizzata. Saranno presenti personalità politiche, del mondo del lavoro, del mondo sindacale e dell’associazionismo, tra le più rappresentative della sinistra italiana.

Arriviamo alla nostra discussione. Una discussione che, a partire dalla relazione di Bruno Steri, che condivido, è servita per fare un bilancio dal congresso di Chianciano ad oggi. Un bilancio dello stato del partito e anche della nostra area. Anche io nella parte conclusiva di questo intervento parlerò di questo.
Adesso voglio però affrontare un ragionamento di tipo politico sulla situazione generale e analizzare le condizioni nelle quali ci troviamo ad operare. Un tratto distintivo di molti dei vostri interventi è stata la sottolineatura delle difficoltà che hanno Rifondazione comunista, la Federazione, la sinistra e il movimento democratico in questo Paese. Ovviamente è vero: le difficoltà ci sono tutte, lo abbiamo visto anche recentemente nell’esito delle elezioni regionali. Le elezioni non sono tutto, a maggior ragione per un partito comunista, tuttavia sono un test della capacità che si ha di raccogliere consenso. Le difficoltà ci sono, le vediamo, quando cerchiamo fuori dalle nostre riunioni di trasmettere le nostre idee, le nostre piattaforme e le nostre proposte di lotta. Tuttavia, pur riconoscendo questo quadro di difficoltà, credo sia sbagliato assumere un atteggiamento negativo, eccessivamente pessimistico.
Prima di tutto perché non serve e poi perché se anche noi, che a diversi livelli svolgiamo un ruolo di direzione politica, abbiamo questo atteggiamento difficilmente riusciremo a convincere altri compagni che vale la pena di lottare e di impegnarsi. Ma soprattutto questa visione pessimistica non corrisponde alla realtà. Basta allargare un po’ lo sguardo sull’Europa. Ci sono Paesi in cui la sinistra è andata in crisi e vive una condizione di marginalità: basta pensare alla Spagna. Ma ci sono anche Paesi, alcuni di questi anche molto importanti, dove la sinistra conta, ha un consenso elettorale importante ed è un punto di riferimento per le classi subalterne. E’ il caso della Linke in Germania. La Linke dieci anni fa, quando Rifondazione comunista si trovava ai massimi storici, era come noi oggi: fuori dal Parlamento. In pochi anni è riuscita a ribaltare questa situazione raggiungendo il 12%. Noi oggi, 12 anni dopo, ci troviamo nella loro situazione di allora. Questo dimostra che le situazioni possono modificarsi. Penso che se in Germania è avvenuto questo, ciò possa avvenire anche in Italia, perché lo spazio politico c’è tutto e perché il Pd non ci pensa nemmeno ad occuparlo. Nella migliore delle ipotesi cerca di temperare le politiche neoliberiste. Quello spazio è libero, tocca a noi cercare di riempirlo e ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. C’è la Germania, ma c’è anche la Grecia. Un’esperienza completamente diversa, ma anche in quel Paese le misure del governo contro la crisi economica (che colpiscono lavoratori, studenti e pensionati) hanno visto una forte opposizione. Una opposizione che si è prodotta anche perché c’è una forza comunista significativa, radicata, che ha contribuito a produrre quella reazione così forte nel Paese. Potrei fare degli altri esempi ma mi fermo qui. Voglio dire che se oggi siamo in questa condizione di difficoltà non è affatto detto che sia una condizione immodificabile. Col nostro lavoro, col nostro impegno, la possiamo modificare.
Ma non è solo il quadro europeo che mi fa dire che è sbagliata una analisi pessimistica. Noi operiamo in un Paese che non è per nulla un Paese pacificato. L’elenco delle mobilitazioni è lunghissimo: in Italia c’è una crisi delle forze politiche della sinistra, ma c’è ancora un popolo della sinistra che ha voglia di lottare. Sta a noi entrare in connessione con questo popolo. Inoltre c’è un consenso elettorale che è ancora rilevante per le forze della sinistra, oltre il 7%. Noi giustamente guardiamo a tutte le distinzioni che esistono nella sinistra, Vendola, Cannavò, il Pcl e tutte le micro-formazioni comuniste. Tuttavia le differenze tra queste forze, che noi conosciamo molto bene, per i milioni di persone che vanno a votare non sono affatto chiare! C’è un voto ancora consistente a sinistra del Pd che conta poco perché è diviso. È un voto di sinistra, di chi ritiene che il Pd sia troppo moderato e che vorrebbe in questo Paese una forza politica nettamente di sinistra, di lotta, legata al mondo del lavoro. E’ un consenso elettorale importante che oggi è frantumato e che, in prospettiva, deve essere riunificato.
Anche oltre le forze di sinistra propriamente dette ci sono altri che lottano, persone che lavorano per migliorare la società, per combattere le ingiustizie. E noi saremmo degli stolti se non tenessimo conto di tutte queste persone. Si è parlato giustamente del Pd. Non è che tra di noi dobbiamo raccontarci quanto sono moderati, sappiamo tutto! D’altra parte venti anni fa abbiamo deciso di fare un’altra impresa politica e siamo ancora qui e quindi non è che siamo attirati dalle sirene del Pd! Detto questo, come si fa a non vedere che anche lì ci sono delle contraddizioni? Vi invito a comprare l’Unità. L’Unità dovrebbe essere il giornale del Pd. Ma sapete chi è ha scritto gli articoli più forti contro l’accordo di Pomigliano, oltre a Liberazione e Il Manifesto? L’Unità! Cosa vuol dire questo? Vuol dire che anche lì c’è un disagio. E se l’Unità scrive queste cose vuol dire che anche in quel mondo c’è della gente che ha quelle idee, altrimenti non avrebbero la forza di continuare ad uscire con un giornale che ha questa impostazione! E poi ci sono i movimenti che si sono prodotti nell’ultimo anno, a partire dal Popolo Viola e dalle mobilitazioni contro il bavaglio dell’informazione. Su queste realtà sento tra di noi un atteggiamento di sufficienza che considero sbagliato! Nonostante tutti i limiti, in mezzo a quella gente ci sono delle persone che hanno voglia di far politica e hanno individuato, a modo loro, un’ingiustizia che ritengono la più importante e su quella si battono. Dobbiamo essere al loro fianco. Si tratta di coloro i quali ogni giorno si riversano nella rete e, tramite essa, organizzano tantissime iniziative. Non apprezzano i partiti anche perché negli ultimi anni i partiti, compreso il nostro, non hanno dato il massimo nella capacità di rappresentare i soggetti sociali più deboli! Dobbiamo tenere conto di quello che dicono, con umiltà, cercando di ricostruire una credibilità, anche cambiando noi stessi, il nostro modo di fare, il nostro modo di operare. Penso infine che anche attorno al movimento di Di Pietro ci sia un mondo che in passato ha fatto politica con noi e che oggi si colloca lì, in assenza di una sinistra credibile. Noi facciamo bene a criticare Di Pietro perché sappiamo che non è un uomo di sinistra. Usa Berlusconi per crescere e poi sulle questioni di fondo, come ad esempio il federalismo fiscale, vota assieme a Berlusconi e a Bossi! Ma dobbiamo considerare che molte persone di sinistra sostengono questo movimento e lo fanno perché oggi è quello che appare più duro contro Berlusconi.
C’è poi la Fiom, con la quale siamo in perfetta sintonia, non soltanto nelle vertenze specifiche ma anche sulle questioni più generali. Poi c’è la Cgil. All’ultimo congresso sono avvenute cose gravi. Credo tuttavia che sulla Cgil dobbiamo evitare di commettere errori. Per la sua capacità organizzativa e per la sua capacità di produrre una reazione politica e di lotta è il baluardo più importante per i diritti e la democrazia di questo Paese. Basta pensare allo sciopero che ci sarà il 25 di giugno: la più importante risposta di lotta ai padroni ed al governo nei confronti della manovra economica. Evitiamo di dare giudizi schizofrenici: o va tutto bene, o va tutto male. Cerchiamo di articolare il nostro giudizio. Sono molto d’accordo sul fatto che su questa materia si metta assieme un gruppo di lavoro e si inizi ad affrontare in maniera seria questa questione.
Concludendo su questa parte più politica, credo che noi dobbiamo mettere al bando ogni forma di minoritarismo e settarismo, perché questa è oggi la malattia più grave per la ricostruzione di una forza comunista e di sinistra. Il nostro partito, con la lista della Federazione, ha raccolto il 2,7%. Non dobbiamo abituarci e non dobbiamo dare per scontato che questa realtà sia immodificabile. Un approccio minoritario, che invece accetti come strutturale e definitiva questa debolezza, è da rigettare. Dobbiamo lavorare con fiducia per cercare di risalire la china e ricostruire una organizzazione che abbia la capacità di avere un consenso più significativo di quello attuale.
Tra l’altro operiamo in una crisi economica che ci offre possibilità di iniziativa forti, a partire dall’affermazione di concetti e idee che abbiamo sempre sostenuto e che oggi possiamo ribadire con grande nettezza. Berlusconi dice che la manovra non mette le mani in tasca agli italiani, ma come sappiamo è invece una manovra pesantissima e di classe. Nella crisi economica non c’è solo chi ci rimette, c’è anche chi ci guadagna. La rivista americana Fortune ci informa che nel 2009, cioè l’anno di massima crisi economica mondiale, le 500 aziende più importanti del mondo hanno aumentato i loro profitti del 335%. Tra queste aziende ci sono anche quelle che sono fallite e sono state rifinanziate dal governo americano e dai governi capitalistici internazionali con soldi pubblici!
Inoltre questa crisi ha l’altra faccia della medaglia, ha Pomigliano, con tutte le difficoltà che qui sono state dette, ma anche con la necessità nostra di lottare. Non so quale sarà il risultato del referendum. Intanto vedo che la manifestazione di ieri sera è stata un fallimento. Ci sarà pure il ricatto del posto di lavoro, e io capisco quei lavoratori che magari alla fine voteranno sì, ma c’è anche una reazione posistiva e una volontà di lotta.
Cosa fare per cercare di dare a questo “ottimismo” che ho introdotto in questo mio intervento anche un minimo di credibilità logica? Cerco di fare delle proposte.
Primo, il Partito. Il Prc deve risalire la china. Se va in crisi definitiva Rifondazione comunista crolla tutto, crolla la Federazione della Sinistra, crolla la possibilità concreta di costruire in questo Paese una sinistra di classe non omologata, alternativa al sistema bipolare. Il Partito partecipa al congresso della Federazione e poi fa il suo congresso. Il nostro Partito però per vivere deve essere dentro un progetto. Intanto però deve vivere. E allora dobbiamo occuparcene: ci sono le tessere da fare perché senza iscritti il Partito non funziona, senza circoli il Partito non funziona, senza sedi e federazioni aperte il Partito non funziona. Cominciamo a farlo tutti i giorni, ovunque. Dobbiamo dare l’esempio: organizzare la partecipazione, organizzare il lavoro sui territori, tenere aperte le nostre sedi. La situazione economica del partito è difficile. Il partito negli ultimi anni, non avendo superato gli sbarramenti, non ha ottenuto il finanziamento pubblico. Il lavoro svolto dal tesoriere in questi due anni è stato importante. Il bilancio di Liberazione è passato da 3 milioni di disavanzo a 300mila euro. Siamo vicini alla possibilità di avere un giornale che vive e si paga da solo. Tuttavia quei 300mila euro che alcuni anni fa erano ben poca cosa, adesso sono tanti e, quindi, occorre un ulteriore impegno. Il giornale certamente può migliorare, ma per migliorare ci deve essere e per esserci bisogna comperarlo, fare un minimo di diffusione, di distribuzione, di organizzare un lavoro sui territori. Oltre a risanare i conti di Liberazione è stato ridotto il personale dell’apparato centrale. Ne abbiamo ereditati 170 e adesso siamo meno della metà, numerosi in cassa integrazione, il bilancio è stato portato da 17 milioni di euro a 6 milioni di euro nel 2009. Quelli del 2010 e 2011 saranno ancora più bassi. Servono 5 milioni di euro all’anno fino al 2013, come fare? Occorre tornare a praticare l’autofinanziamento, ma anche qui non è facile perché il Partito è stato disabituato a fare queste cose e anche in quelle realtà in cui si fa, che cosa succede concretamente? Che i soldi che vengono raccolti (attraverso cene per l’autofinanziamento, lotterie o quant’altro) servono per il territorio, perché in molte regioni non siamo più nei consigli regionali, non siamo più nei consigli comunali, e quindi quelle risorse sono le uniche tramite cui si può ancora fare attività politica! Per tutte queste ragioni intervenire sul patrimonio sarà inevitabile. Ovviamente cercheremo di farlo nella misura minima e, qualora dovesse riguardare delle strutture territoriali del Partito, lo faremo con una discussione ed una condivisione dei territori interessati.
Ma il limite principale del nostro Partito, dal punto di vista politico, è che su alcune scelte importanti viaggia col freno a mano tirato. Non è che non diciamo le cose. Il documento dell’ultimo Cpn è ottimo! La Federazione della Sinistra, l’offensiva unitaria, la costruzione dell’opposizione democratica al governo Berlusconi. Qual è il problema? Che su ognuna di queste cose c’è il freno a mano tirato e quindi fai ma non fai, un passo avanti e due indietro. Una sorta di galleggiamento. Bisogna avere il coraggio di prendere una posizione, giusta o sbagliata, discutiamone, ma quando è quella lì bisogna andare fuori e portarla avanti! Altrimenti non esisti. Ci vuole una piattaforma! Pochi punti ma chiari, il nostro messaggio per il Paese, che diano il senso di quello che vogliamo sulle questioni sociali, sulla crisi economica. Noi invece per ora questa chiarezza non la abbiamo e anche per questo non siamo immediatamente percepibili dal nostro elettorato potenziale!
Si è parlato qui del partito sociale. Un partito comunista o è sociale o non è. Quindi benissimo i banchetti di tutti i tipi. Anzi, per un nostro circolo meglio fare un banchetto al mercato di sabato che organizzare un dibattito sul futuro della sinistra con cinque relatori di Rifondazione in cui ognuno parla contro l’altro, con il risultato che quei pochi che vengono vanno a casa e non tornano più. Meglio un banchetto che distribuisce pane o arance: ti percepiscono più utile. Sono a favore di questo impegno sociale. Sono però contrario a ritenere che la Rifondazione comunista come ricerca teorica si concretizzi nell’ideologia del partito sociale, nel ritorno agli albori del movimenti operaio. Sono contrario ad accantonare Lenin per recuperare Proudhon e con esso le teorie mutualiste e anarcosindacaliste. Non penso che questo ci faccia fare un passo avanti. Penso che tutto questo armamentario ideologico ci faccia fare un passo indietro, proprio sul terreno della cultura politica del partito. Condivido l’impegno sociale del Partito che si caratterizza anche in queste iniziative che sono state fatte, ma sono contrario alla loro teorizzazione ideologica. Che questa sia la nuova opzione politico-culturale di Rifondazione comunista. Ci riporterebbe alle opzioni revelliane. Basta rileggere Oltre il Novecento che non a caso noi contrastammo e che altri, anche dell’attuale gruppo dirigente, difesero.
Il Partito vive se ha una proposta politica. Qual è il nostro problema principale? La credibilità che oggi è molto bassa. Diciamo delle cose buone ma non siamo credibili, questo è il punto. Credibilità persa perché la gente ormai è stanca delle nostre continue divisioni! In questo contesto si colloca la Federazione. In questo contesto, con la frantumazione che si è determinata, la forza della Federazione sta nel fatto che prova a invertire la tendenza alla divisione. Se c’è una critica che io faccio a noi stessi e al gruppo dirigente di Rifondazione è di non aver valorizzato il messaggio di unità e di ricomposizione che la proposta federativa contiene. La Federazione come inversione di tendenza rispetto alle scissioni di questi anni e dentro la Federazione la ricomposizione tra i due partiti comunisti. Noi non siamo mai stati d’accordo come area alla parola d’ordine dell’unità dei comunisti. Ma non è che non ci interessa l’unità dei comunisti. Ci interessa eccome. Siamo comunisti, vogliamo raccoglierne degli altri e diventar più grandi e quindi vogliamo l’unità dei comunisti. Ma se non vogliamo che l’unità dei comunisti sia una stucchevole chiacchierata ideologica, bisogna farla o provare a farla in una condizione che si possa realizzare. La Federazione oggi, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario, è l’unico luogo in cui si può praticare dal basso, concretamente, una convergenza tra comunisti e tra i due partiti comunisti che hanno mantenuto un consenso elettorale ed un radicamento territoriale minimamente significativo. E’ anche per questo che bisogna andare avanti con la Federazione. Essere Comunisti deve investire fortemente nella Federazione. E’ il nostro progetto politico. Infatti ci sono delle resistenze. Altrimenti non si capirebbero tutte queste difficoltà e tutte queste resistenze che sono in larga parte in un pezzo di quella che è stata la prima mozione congressuale. Queste resistenze vanno battute. Mi riferisco a quella posizione che ha proposto di rimandare il congresso della Federazione, facendola, nei fatti, “saltare”. Considero gravissime le conseguenze che si produrrebbero se prevalesse questa tesi. Se non si fa la Federazione il rischio di distruggere tutto è molto alto. Se si affossa la Federazione, a partire già dalle prossime elezioni amministrative, i Comunisti Italiani presenteranno il loro simbolo. Noi già adesso ci troviamo in una condizione nella quale non riusciremo probabilmente ad arrivare agli sbarramenti perché il numero dei consiglieri è stato ridotto da una legge dello Stato. Faremo fatica ad arrivare al quorum con la Federazione. Se ognuno si presentasse per conto proprio diventerebbe praticamente impossibile. Una posizione da “irresponsabili”. Il problema è che questa posizione non la si contrasta con la dovuta fermezza. Lo ripeto ancora una volta: dobbiamo andare decisamente avanti sulla Federazione, come primo elemento di proposta politica per ridare credibilità al Partito ed alle forze della sinistra di alternativa.

Questo è importante ma non è sufficiente: bisogna lavorare per l’unità a sinistra, perché a sinistra del Pd non ci sono solo le forze che con noi condividono il progetto della Federazione. Anche questo l’abbiamo detto e scritto, ma anche su questo c’è il freno a mano tirato. Unità a sinistra vuol dire prendere atto di quello che c’è a sinistra del Pd. Ci sono diversi soggetti ma ce ne è uno principale che, ci piaccia o non ci piaccia, è Sinistra ecologia e libertà. Si è tanto parlato in queste settimane della Linke, altri contrappongono alle Linke il Kke. Io penso che ogni Paese abbia i suoi percorsi e non funzionino le trasposizioni. In Italia non va bene né la Linke, né il Kke. La proposta concreta che possiamo realizzare è la Federazione e l’unità d’azione con Sinistra e libertà. Questa è la proposta. Il nostro progetto politico è la Federazione che trova le forme di unità possibile con Sinistra ecologia e libertà. Insieme queste due forze devono dar vita ad un coordinamento permanente per organizzare iniziative e lotte. Anche su questo però, come dicevo, abbiamo il freno a mano tirato. Ecco perché è venuto fuori un appello per l’unità a sinistra! Questo è il problema, non che qualcuno si sia messo in movimento e abbia prodotto un appello. Bisogna andare avanti con l’appello perché con esso noi lanciamo un messaggio politico di unità a sinistra.
La raccolta firme sull’acqua ha avuto un grande successo. Mi chiedo se oltre al referendum sull’acqua non sia possibile proporre subito altre due iniziative a Sinistra e libertà ed alle altre forze che con noi raccolgono le firme dell’acqua: una manifestazione contro la manovra economica del governo e un lavoro comune su Pomigliano.

Se è vero, come è vero, che è sotto attacco la Costituzione ed è a rischio la tenuta democratica del paese, dobbiamo infine proporre una ampia unità contro Berlusconi. Noi sappiamo che se si formasse un’alleanza dall’Udc alla Federazione della Sinistra, noi non entreremmo in quell’esecutivo. Ritengo tuttavia si debba evitare, tre anni prima che questa condizione si realizzi, di fare di questo una nostra bandiera. Non è una delle bandiere più popolari dire che vuoi fare l’unità ma l’unica cosa che chiedi è che si cambi la legge elettorale! Si rischia di dare l’impressione che ci interessi esclusivamente la nostra esistenza.
Concludo sulla proposta di una nuova area politica in Rifondazione comunista. Siamo per l’unità del Partito, siamo contro le correnti organizzate. Non siamo mai stati questo, nemmeno nei momenti più duri dello scontro interno di Rifondazione comunista, quando ci venne indicata la porta. Siamo per un progetto vero che superi la balcanizzazione interna al Partito, però siamo anche contro i colpi di teatro propagandistici che non fanno fare un passo avanti a queste difficoltà che, essendosi determinante in tanti anni nel tempo, non si superano con un annuncio. Andiamo con ordine. Intanto un’area si fa su una comune base politica e di cultura politica. Ci sono queste condizioni nell’attuale maggioranza che guida il Prc? Non tenere la mozione unita, ma fare un’unica area? Sulle questioni internazionali, sul partito e sull’unità a sinistra, per fare tre esempi, facciamo le stesse valutazioni? La questione, come minimo, va approfondita. Occorre fare delle proposte concrete, praticabili perché c’è un’esigenza vera tra i compagni che ci chiede di smetterla con queste divisioni e con questa balcanizzazione del partito. Ma, ripeto, questa esigenza necessita di una risposta vera. Noi facciamo delle proposte concrete per superare le divisioni e la balcanizzazione in questo partito. Lo abbiamo fatto un anno fa con la riunione nazionale a Castell’Arquato, dicendo pubblicamente che la nostra area faceva un passo in avanti verso il superamento di un’area politicamente organizzata per una opzione più politico-culturale. Abbiamo cambiato il coordinatore. Per un anno il sottoscritto non ha partecipato a nessuna riunione di componente. Abbiamo proposto che nessun coordinatore di area fosse in segreteria nazionale. Siamo l’unica area che in segreteria nazionale non ha il coordinatore. Abbiamo proposto che tutte le aree, concordemente, non tenessero più le loro riunioni prima delle riunioni degli organismi dirigenti, perché è del tutto evidente che facendo così si svuotano gli organismi dirigenti. Abbiamo proposto di istituire una commissione del Comitato politico nazionale unitaria rappresentativa di tutte le sensibilità che discutesse dei documenti conclusivi da proporre al Cpn. Nessuna di queste proposte è stata accettata. Riconfermiamo tutte queste proposte. Noi siamo ancora disponibili a fare tutte queste cose. Si vuole fare un passo in avanti in direzione del superamento delle componenti organizzate? Noi siamo d’accordo. Avanziamo formalmente di nuovo tutte queste proposte. Vogliamo costruire una maggiore unità della maggioranza che governa Rifondazione? Occorre riunire la mozione 1 che non è stata mai riunita non perché noi non lo vogliamo ma perché chi doveva farlo non lo ha fatto. Chiediamo si faccia subito. Queste riunioni è opportuno vengano allargate anche alla mozione 2 per discutere assieme come meglio governare questo partito. Queste le nostre proposte. Ciò che va evitato è dire una cosa e nella quotidianità praticare il suo opposto.

Roma, 20 giugno 2010

Report dell’assemblea nazionale di Essere comunisti

Relazione di Bruno Steri

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58 Commenti a “Intervento all’assemblea nazionale di Essere comunisti”

  1. davide gherri scrive:

    Cari compagni,non voglio addentrarmi nel dibattito correntizio perchè mi ci perderei.
    Resto diffidente quando si parla di unità in modo cosi vago, non vorrei che l’unità fosse intesa solo per arrivare ad una generica quanto improbabile sommatoria di voti per permettere a qualche dirigente di avere uno scranno su cui posare il proprio deretano con annesse bende e prebende.
    Se di politica si volesse parlare seriamente si dovrebbe partire dai problemi della gente, individuare linee forti ed andare al confronto con la diaspora per vedere se vi è volontà unitaria e procedere nella società, per far emergere contraddizioni, per cercare di portare a casa qualche risultato.
    Credo che a nessuno serva un’unità generica come l’arcobaleno, dalle macerie non si costruisce nulla, non iniziative, non risultati rispetto ai problemi del paese e nemmeno scranni su cui poggiare deretani con relative prebende.
    Resto convinto che il punto di partenza possano essere gli 11milioni di voti ottenuti per estendere lo statuto dei diritti dei lavoratori anche alle aziende con meno di 16 dipendenti ed al pubblico impiego. La lotta al berlusconismo si pratica, non si enuncia. Del resto diventa difficile a tutt’ora distinguere la posizione della FeD da quella di SeL. Si partecipa alle stesse amministrazioni, con gli stessi alleati, con risultati abbastanza deludenti.Non si può sostenere tutto e fare il contrario di tutto, non si è credibili. Il P.C.I. raccoglieva il voto di protesta, almeno fino a che non è andato al governo. Possibile che noi non si riesca ad intercettarlo almeno in parte? La gente è sempre più disgustata dalla politica e sempre più pressata dai problemi della quotidianità. Fraternamente davide gherri

  2. Antonio Capaldi scrive:

    Tutto bene tranne un punto. Grassi finalmente dice a chiare lettere che dentro la Federazione deve trovarsi la ricomposizione con il PdCI. Bene. Dato che il PdCI è favorevole a questa proposta, perchè non attuarla subito? Mi spiegate che cosa lo impedisce? Oppure mi dite se c’è qualcuno che si oppone ma per favore in termini semplici non in politichese?
    E’ evidente che il PdCI si potrebbe presentare con un proprio simbolo alle amministrative perchè qui contano i fattori locali per meglio dire localistici.
    Se nel contesto del Congresso della Federazione si palesasse subito la volontà dei due partiti di riunificarsi sarebbe tutto più chiaro anche per il progetto della Federazione. Perchè vista da fuori (ammesso che tra gli elettori ci sia qualcuno che riesca a capire tutte queste sigle e ne dubito) la Federazione può sembrare un trucco per riunificare PRC e PdCI: infatti che altro c’è di significativo oltre queste due forze? E c’è bisogno di un trucco per fare una cosa semplice che tutti dico tutti capirebbero?
    Sarei grato per una risposta chiara

  3. Massimo Saltamerenda scrive:

    Caro Claudio,

    ho partecipato solo al primo giorno dell’assemblea nazionale e leggo qui sul blog il tuo intervento di chiusura che in larga parte condivido. Ho letto pure i commenti, alcuni sono davvero esageratamente sprezzanti, distruttivi e sterili. Mi domando come mai, specie in questa fase, dove tutti parlano di “unità” ci sia in giro ancora tanto astio.
    Ora si può essere più o meno d’accordo su qualcosa ed è giusto proporre una propria diversa visione, ma data per scontata una certa comunanza di piattaforma politica, io non capisco perché qualcuno si arrovelli dentro a uno stato per cui se tu dici una cosa che può essere tranquillamente integrata e migliorata da altri elementi, ciò che segue invece debba essere per forza una considerazione che esclude quello che hai detto attaccandosi solo all’ultima parola proferita.
    Ironizzo, a me sembra che il PRC abbia un bacino elettorale del quattro percento dove il due percento ti viene a votare se fai una cosa e l’altro due percento lo fa se fai un’altra cosa, in ogni caso c’è sempre un due percento che rimane a casa e che non ti vota.
    Io concordo pienamente con il commento di Gian Luca quando ci spiega che tipo di clima si è respirato all’assemblea nazionale, credo anch’io che la Politica sia stata per due giorni all’ordine del giorno e come ci ricordava il compagno Leoni nel suo intervento l’importante di stare 90 cm sopra al livello base, ma i paradossi in cui ci stiamo movendo restano in piedi e a sto punto però vorrei provare a sottolinearne alcuni anche se in modo certamente non esaustivo.

    Il primo paradosso che colgo sta dentro la linea politica. Abbiamo detto più volte e a questo punto forse anche troppo che in passato abbiamo fatto degli errori. Questa affermazione è seria e responsabile, ma contiene pure una apprezzabile modestia che tuttavia non produce nessun tipo di consenso e surplus di credibilità. Anzi questa “giusta” e reiterata affermazione carica sulla nostra porzione di falce e martello errori politici di una dirigenza che però in gran parte non milita più nel nostro partito. Ti faccio un esempio che non è eclatante come la nostra partecipazione al governo Prodi, ma che per questo forse è ancora più indicativa del paradosso in cui ci stiamo muovendo: il 10 giugno di quest’anno e quindi di recente (vedi http://eddyburg.it/article/articleview/15244/0/254/) Campos Venuti in un’intervista sul PRG della capitale dice: “ (…) “ se oggi Alemanno a Roma per costruire la linea C della metropolitana si sta mangiando altri pezzi di Agro romano, questo si deve alla legge regionale sbagliata, che fu voluta da Rifondazione”. Così mentre quelli che sono rimasti dentro Rifondazione si accollano tutte le responsabilità delle scelte politiche sbagliate fatte da quelli che più di altri le hanno determinate, coloro che se ne sono andati si sono pure mondati delle loro pesantissime responsabilità e oggi paradossalmente si propongono come fossero loro il nuovo soggetto politico di riferimento capace di unificare la sinistra. Forse è giunta l’ora di scrollarci di dosso il complesso di colpa che ancora circola nel nostro partito e dire che la linea politica è determinata anche dalle condizioni storiche in cui ti trovi a decidere e quella che sta passando ora sotto al ponte è un acqua diversa da quella che è già passata mezz’ora fa.

    Il secondo paradosso è quello sulla cosiddetta “unità tra comunisti”. Forse provocatoriamente mi domando che cosa vuol dire questa unità che viene prospettata metafisicamente slacciata da qualsiasi riferimento materiale (si fornisca un dato, un censimento, una tabella che dimostri la forza di questa unità) e perché viene posta così insistentemente nel dibattito dentro Rifondazione Comunista. Mi domando anche perché questa unità debba essere per forza alternativa all’altra unità quella cosiddetta della sinistra. Non capisco, anche perché chi insiste su questa retorica fa finta di dimenticare o non sa che nel documento che ha vinto il congresso a Chianciano c’è un capitoletto a pag. 13 intitolato “La critica delle costituenti”. Certo, il documento “Acerbo” non è la bibbia e come tutte le cose può essere soggetto a revisioni, a miglioramenti ecc. Ma quel capitoletto, mi pare che rappresentasse in toto una critica dilettico-materialistica alla liquidazione del nostro partito e chi ha determinato la vittoria congressuale della mozione 1, mi pare si sia battuto principalmente per un partito che ci sia per l’oggi e per il domani. Oggi paradossalmente chi invoca l’”unità dei comunisti” intende a un nuovo soggetto politico che vada oltre il PRC e propone sostanzialmente da un punto di vista dialettico opposto la stessa cosa di chi all’epoca in sostanza cercava con un colpo di maggioranza la cosiddetta “costituente di sinistra”. Persa la battaglia dentro al congresso qualcuno si è assunto la responsabilità di fare una scissione e oggi paradossalemente chi dentro Rifondazione cerca l’unità dei comunisti a me pare stia sulla stessa lunghezza d’onda di chi vorrebbe l’unità a sinistra togliendo di mezzo il PRC.

    Il terzo paradosso è la discussione sul partito sociale. Mi domando perché questa idea del partito sociale viene posto in alternativa al partito in senso generale. Ma che centra? Non possono convivere insieme le idee, l’elaborazione, la politica e la militanza attiva sul sociale? Perché occorre produrre anche qui una scissione di scelte. E’ un po quello che accade quando occorre attardarci ancora a spiegare tra di noi (porco Giuda!) che centralità del lavoro e diritti non vanno messi in contraddizione. Non capisco perché le ragioni del lavoro qualcuno li fa cozzare contro i diritti civili. C’è quasi il timore che se comincio a parlare di omossessualità o questioni di genere qualcuno s’irrigidisce e storce il naso e comincia a “pistare l’acqua” sulla centralità del lavoro. Mi domando il perché e non trovo risposta.

    Il quarto paradosso sta nel processo di formazione della Federazione della Sinistra. Qui sento di avere le idee più chiare e mi lascio andare ad una accusa gravissima. A mio avviso c’è qualcuno che intenzionalmente sta facendo di tutto per farla naufragare prima ancora che si vada a formare e ci sono altri che cercano di appropriarsi di uno spazio di visibilità dentro al contenitore per baypassare i partiti di riferimento. Ma qui c’è anche una critica che mi sento di muovere all’attuale dirigenza e quindi anche a te. Le esigenze storiche (elezioni europee e regionali) hanno determinato un’accelerazione “elettoralistica” nella composizione della Federazione della Sinistra e sul tavolo è rimasta lettera morta l’adesione e l’attuazione delle componenti allo Statuto. A mio avviso aver saltato e oscurato questa fase di costituzione anche se basata su un documento provvisorio ha contribuito a non rendere credibile la novità politica e quindi con ragione qualcuno ha potuto pensare a una riedizione della sinistra arcobaleno.

    Il quinto paradosso e che se continua a esservi una lacerazione profonda dentro al partito si rischia di arrivare al congresso stremati da quello della costituzione della Federazione della Sinistra e di riviere in forma bonsai lo scempio di ciò che abbiamo sempre attribuito alla vecchia dirigenza. Mi riferisco alla nefasta possibilità di avere un congresso a mozioni contrapposte. Bisogna fare tutto quello che è possibile per contrastare questa evenienza. Rimettere il partito in campo in questo modo ne determinerebbe la morte e io da dirigente seppure di provincia questa volta non parteciperò alla carneficina.

    L’ultima frase la dedico a te, trovo sia stato poco opportuno che il capo dell’organizzazione del partito abbia sottoscritto l’appello unitario a sinistra. Non dico che il compagno Claudio Grassi ha fatto male a sottoscrivere, seppure in modo ironico l’ho fatto pure io. Mi riferisco solo al ruolo che rivesti dentro al partito e al fatto che non trovo appunto opportuno dare spago a critiche strumentali che aumentano solo il livello di divisione che c’è dentro al nostro partito.

  4. Adriano1 scrive:

    Potremmo analizzare la FdS in modo pragmattico ?
    L’unico risultato finora raggiunto è quello di bloccare il partito.
    In un momento in cui il podronato sta sferrando un micidiale attacco contro le classi popolari il nostro ceto politico non trova di meglio da fare che discettare di contenitori.

    Il PRC si sta obbiettivamente ponendo al servizio del capitale , invece di produrre volantini e correre per le fabbriche e le città a distribuirli , invece di organizzare manifestazioni e dibattiti , invece di fare contro-cultura , discute del nulla.
    Dove sono i manifesti del PRC-FdS ? Chi conosce il nostro punto di vista ?

    Si profila uno scenario simile al ‘29 dal quale , ricordo , uscirono fuori Hitler e Mussolini , il nostro dovere dovrebbe essere , se siamo comunisti , di rafforzare gli anticorpi sociali , di creare difese dall’ondata di destra che rischia di sommergerci.
    La crisi non spingerà a sinistra , il proletariato non è stato mai come oggi così succube dell’ideologia dei padroni , non vi illudete sull’improbabile fine del capitalismo.
    Oggi , in assenza di una seria prospettiva politica di sinistra , la crisi del capitale può sfociare solo in un nuovo fascismo e saranno cazzi amari per tutti , non abbiamo , oggi , un mito positivo come l’U.R.S.S. da proporre al proletariato , oggi siamo essenzialmente indifesi.

    buona giornata

  5. Arnaldo scrive:

    Ragionare partendo dal rpesupposto che a sinistra c’è uno spazio «libero, (e che) tocca a noi cercare di riempirlo», mi pare un modo di ragionare non da politico, ma da imprenditore della politica, come se la FdS o il PRC fossero un prodotto da piazzare nel mercato elettorale con delle buone ricette di marketing. E portare come argomento il fatto che all’estero “prodotti simili” vadano a gonfie vele, non fa che confermare quanto sto dicendo. Possibile che gli anni Ottanta e il neoliberismo abbiano corrotto i comunisti fino a questo punto?!?

    L’«ampia unità contro Berlusconi» per difendere la Costituzione è una sciocchezza, perché è evidente che i presunti difensori della Costituzione sono gli stessi (PD su tutti) che da anni cercano di distruggerla per “modernizzarla” (cioè per renderla meno democratica e più elitaria). Se si vuole giustificare la rinascita dell’Unione (seppur senza impegno di governo) trovate una giustificazione migliore. Di certo una FdS del alleata del PD non la voterei mai perché sarebbe un’alleanza destinata esclusivamente a fare il gioco dei democratici e non dei comunisti (almenoché non si voglia finalmente ammettere che lo scopo è solo quello di avere lo sbarramento al 2% anziché al 4%).

    Dire che «il nostro progetto politico è la Federazione che trova le forme di unità possibile con Sinistra ecologia e libertà» penso che significhi ammettere che è impossibile che SEL di federi e allo stesso tempo auspicare una biciletta elettorale almeno al Senato dove Fds e Sel separate non supererebbero di sicuro lo sbarramento del 4% (purché cmq alleate col PD), ma unite potrebbero riuscirci.

    Trovo triste e meschino che un pragmatismo opaco basato solo sull’elettoralismo continui a monopolizzare la programmazione delle mosse politiche di un partito comunista. Così lavorano i comitati elettorali di paese, non delle forse che aspirano a diventare popolari per superare il capitalismo.

    Quanto alle correnti, beh, a me non dispiacciono, purché vi sia un fondo di solidarietà che li leghi tutte fra loro. Purtroppo questa solidarietà non c’è e non la si può certo far fiorire sciogliendo le aree né mettendo per decreto il centralismo democratico. Il che è forse il primo dei nostri problemi, perché con quale credibilità si possono avanzare proposte unitarie se chi le avanza ha delle note divisioni al cui confronto divisioni come quelle israelo-palestinesi fanno sorridere.

  6. andrea valsusa scrive:

    l’unità dei comunisti è il primo passo che la federazione della sinistra deve compiere…senza l’unità dei comunisti non vi è sinistra alternativa…si parla solamente di baggianate…il comunismo deve avere ancora un ruolo essenziale…se solo si proverebbe a togliere la falce e martello dal nostro simbolo si vedrebbero i risultati…quindi…i comunisti sono una parte importante della FDS…si faccia questo congresso…si formi la FDS…si aprino le sole iscrizioni alla FDS…si creino circoli della FDS e non di singli partiti…si ritorni nelle lotte sociali affianco dei lavoratori e dei movimenti…si prendano in considerazione le reali esigenze della popolazione che non si trovano nel politichese di questo blog…si trovano andando in mezzo alla gente…le alleanze…bel tema…ma ai cittadini non importa nulla solo a noi simpatizzanti e militanti..il compito della FDS deve essere quello di creare una vera alternativa per gli italiani…una alternativa anticapitalista contro le politiche centriste del PD…

  7. mauro scrive:

    nella sezione in lingua italiana del sito del Partito Comunista di Grecia (KKE)

    http://it.kke.gr/news/news2010/2010-06-24-interview-ale

  8. Adriano1 scrive:

    I HAD A DREAM …..

    immaginate un partito che è anche sindacato ed un sindacato che è anche partito….
    immaginate di rompere questa divisione idologica tra sfera economica e sfera politica , che fa comodo solo ai capitalisti , e combattere in quanto sindacato anche a livello istituzionale….
    Riunire in un solo soggetto i due aspetti della realtà sociale sarebbe veramente rivoluzionario , e nuovo.
    In fondo Lenin non diceva la stessa cosa ?
    In fondo per lui i sindacati non erano limitati per loro stessa natura ?

    immaginate un sindacato che possa dire “i nostri rappresentanti in parlamento” , oppure un partito che possa lanciare direttamente campagne nei luoghi di lavoro…

    Perché non si può fare ?

    ( forse è il caldo )

    • Alessandro Monti scrive:

      Teniamo per buono quello che diceva Lenin quasi 100 anni fa: allora la rivoluzione decapitò un sistema imperiale secolare restituendo libertà e dignità umana ad una nazione. Con storture dittatoriali seguenti compiute dall’uomo di acciaio, se mi permetti.
      Avere un partito che si fa sindacato e viceversa a mio modo di vedere è errato, in quanto il sindacato come prima istanza deve raccogliere consenso tra le categorie sociali e rappresentarne i bisogni e reprimerne se possibile le cose negative (e sappiamo che ce ne sono)nelle continue dialettiche tra le organizzazioni del lavoro e dello Stato. Il partito è espressione di ideologia e di identitarismo, e porta in Parlamento eletti, il loro compito è estendere al dibattito politico l’arte de lcompromesso democratico per produrre leggi a beneficio di tutta la comunità e vigilare sull’operato stesso degli organi di rappresentanza.
      Aggiungo che personalmente ho sempre storto il naso quando un sindacalista veniva candidato nelle liste elettorali di qualunque partito.
      A ognuno il suo mestiere, si dice. Che almeno lo esegua bene e con passione.

      • pino scrive:

        Caro Alessandro,
        mi spieghi nel tuo “quadretto” chi è che fa la rivoluzione?? Sempre se parlare di rivoluzione non è ormai un retaggio del lontano passato! Ecco perchè Rifondazione è così mal ridotta, perchè si limitava alla dialettica poarlamentare quando era in Parlamento, e fa di tutto ora per poterci rientrare per poter ricominciare!! Io onestamente dei dirigenti come Grassi, che cambiano il pelo ma non il vizio, che cambiano tutto per non cambiare niente, mi sono rotto! Con questi non penso che avremo nulla di buono da sperare!

  9. Matteo Andreani scrive:

    Vorrei fare una consiferazione su il commento della situazione patrimoniale …. scusate ma dove e’ il gossip/scandalo? Che il Prc ricevesse molti finanziamenti si sapeva,quindi?E su le sedi?molto meglio di quello che credevo,140 sedi di proprieta’ …. siccome e’ fondamentale avere risorse peer affrontare le prossime sfide politiche ben venga la messa in vendita di una ventina di sedi(cie’ significa intaccare un po’ piu’ del 10% del patrimonio,vista la estrema necessita di risorse un ottimo compromesso)Le uniche considerazioni che si possono fare sono che bisogna aumentare l’autofinanziamento(50000 iscritti x 20euro di la tessera significa 1000000 di euro!)poi si potrebbe pensare a un extracontributo mensile di 2/3euro(non possibile per tutti ovviamente ma gia’ se almeno 10000 iscritti facessero questa pratica ci sarebbe a disposizione un altro mezzomilione di euro)poi si potrebbe lanciare una iniziativa simile a quella lanciata da “il Manifesto” nel 1994,quando mise in vendita per i suoi elettori piu’ fedeli un pacchetto di azioni “simboliche”,raggrenallando un bel po’ di risorse.Il Prc potrebbe fare una cosa del genere, lo slogan potrebbe essere “Compra una azione di sinistra!” ….. poi una ultima considerazione per chi dice che la FdS dovrebbe guardare meno a Sel(ahime concretamente ancora non c’e’ niente,speriamo in qualcosa di “grosso” tra qualche settimana)e piu’ al Pcl e Sc …… mah! INCREDIBILMENTE FUORI DALLA RAGIONE QUESTA RICHIESTA! Un fan mi potrebbe dire quanto ha preso Sc alle ultime rgionali,provinciali e comunali? O,OOOOOOOO%! Non si e’ neanche presentata perche’ si e’ liquefatta! SEMPLICEMENTE NON ESISTE! E il Pcl? Udite udite nientedimeno che la bellezza i 698voti(sisi’ proprio 698voti,non scherzo controllate pure) …. Invece Sel orami(e in questo caso … ahime’)sfiora in tutti i sondaggi il 4% e la FdS non supera il 2,5% ….. quale sia la strada mi sembra evidente ….. a chi gentilmente rispondera’ prego di rimanere e rispondere nel merito delle questioni,grazie ovviamente per l’attenzione

    • andrea valsusa scrive:

      a caro matteo sei veramente illuminante come se nessuno di noi avesse visto i risultati delle elezioni…queste due formazioni che dici te SC e PCL a livello nazionale insieme arrivano tranquillamente allo0,8% daccordo non è tanto ma almeno si possono fare accordi politici con loro….
      ma adesso dimmi chiaramente una cosa…la dirigenza di sinistra ecologia e libertà vuole veramente formare un polo con noi?un polo anticapitalista e alternativo alle politiche del PD?
      io mi sono fatto una mia opinione…parte della federazione della sinistra stanno di cercare di attirare verso di se SEeL in modo da sopravvivere solo per questo…ma non si pensa che SEeL di noi non gliene frega niente…loro hanno una loro via che non è la nostra…loro hanno un progetto e uno scopo finale differente dal nostro…il problema della federazione della sinistra è che non si impegna veramente alla costruzione di questo obiettivo…vi è solamente un cercare alleanze politiche improbabili con SEeL solamente per pararsi il culo e sopravvivere in questo modo invece che agire concretamente all’interno della società…se sinistra ecologia e libertà avesse seriamente intenzione di costruire una alternativa con noi sarei contentissimo finalmente una sinistra unita perchè questo voglio io…ma questa sinistra adesso come adesso è una pura utopia…se averrà bene…ma prima di pensare a ste cose la FDS dovrebbe concretamente impegnarsi maggiormanete…e invece si fanno grandi discorsi ma poi nella pratica non si fa una cippa…e poi tra virgolette siete sicuri che la dirigenza di SEeL voglia l’unità con la FDS…?????io non ci credo…siamo noi che la vogliamo in modo da garantirsi la sopravivenza…ma non è così cari miei che si fa politica…basta…continuate così e vedrete…voi pensate in questo modo…ma la base sappiate che non è tutta daccordo con voi anzi…
      a poi magari nel futuro simbolo della sinistra magari mettiamoci anche il garofano rosso e il sole che ride e la sinistra comunista sarà veramente finita….
      matteo gradirei la risposta…la dirigenza di SEeL vuole l’unità con la FDS mantenendo la falce e il martello???

      • Matteo Andreani scrive:

        Beh questo 0,8% che avrebbero Pcl e Sc non so’ dove lo prendi!Ripeto Sc non si e’ presentata alle elezioni quindi non esiste!chiaro?Il Pcl ha preso in 13 regioni dove si votava 698voti!per arrivare a 0,8% c’e ne vogliono piu’ o meno 300000,chiaro o no? Quando parlo di unita’ con Sel mi riferisco(e credo lo faccia anche Grassi)a manifestazioni,convegni,assemblee e altro,comuni non a un soggetto unico,chiaro?Unita’ che viste le comunali del 2011 in tutte le citta’ piu’ grandi(tranne Roma)potrebbe concretizzarsi in liste comuni con candidature autonome di sinistra(vedi Milano con Pisapia ma anche Napoli e soprattutto Torino) …. per quanto riguarda il simbolo,dovresti sapere che in qualche elezioni locali gia’ ci sono stati i simboli comuni in una unica lista. Poi dato principale …. o si lavora con Sel o con Pcl e Sc,le 2 ipotesi sono in antitesi chiaro? Poi mi dite che intendete per polo autonomo? A casa mia significa che quando ci sono le condizioni si va con il csx altrimenti si va’ da soli,per voi? …. e soprattutto in questa fase secondo voi quali condizioni ci sono?quelle di avere il “lusso” di poter andare da soli? e dove?a prendere un imbarazzante 1,4%,come in campania e sparire totalmente in quella importantissima regione!Tutto per non avere voluto fare un accordo(almeno tecnico)come in piemonte e lazio(ove la FdS e’ sopravissuta grazie a questa formula)

        • andrea valsusa scrive:

          a bom bom parlare con SEeL chi c’è lo nega??nessuno lo mette in discussione…ma secondo me la dirigenza ha ben altri obiettivi…io e molti altri volgiamo un partito che sia veramente alternativo al PD nelle proposte politiche che si attuano…a be…lascia perdere il Piemonte va…la FDS ha perso un casino di voti nella provincia di torino per il fatto della TAV…in Piemonte se la FDS si fosse candidata da sola sarebbe andata oltre al 3%…basta vedere i risultati che ha ottenuto il movimento di beppe grillo premiato giustamente dai no tav e non solo da molti movimenti cosa che non ha fatto la FDS…caro matteo quello che voglio io è un partito che entri all’interno dei movimenti,affianco ai lavoratori e agli stufdentiun partito fortemente anticapitalista e antiglobalizzazione…un partito che non si schieri con i movimenti solamente con le parole..
          per quanto riguarda la politica dei piani alti…una alleanza elettorale adesso come adesso a livello nazionale sarebbe l’unica soluzione..ma sia chiaro che non si deve sottoscrivere nessuna alleanza politica con le forze centriste come il PD…per quanto riguarda le prossime comunali..be a torino la FDS cosa farà??farà vincere un centro sinistra favorevole alla TAV una giunta comunale che è sempre andata contro i movimenti e i centri sociali…be non è proprio quello che avrei in mente…infatti i movimenti anche comunisti di torino alle ultime regionali hanno votato altro e non la FDS…secondo me su tutte queste cose bisogna meditare e costruire una vera sinistra alternativa a questi ceti politici che oggi ci sono in Italia

          • Matteo Andreani scrive:

            Qualche appunto,per te va bene dialogare con Sel?e allora dovrai una volta per tutte ABBONDONARE(SONO IN ANTITESI)tentazioni “Ferrandiana” o “Cannavalesche” …. il percorso politico che si imbocchera’ da qui al 2013 dovra’ essere deciso,non si potra’ tornare indietro! …. Per quanto riguarda il Piemonte vorrei ricordarti che la FdS ha ottenuto a torino citta’ un sufficiente 3,7% e in provincia il 3,3% il dato regionale risente del disastro nelle altre provincie(dove la questione Tav non ha avuto ripercussioni)in campania un disastro totale!per quanto riguarda le comunali del 2011 …. forse non hai letto bene il mio post …. FdS e Sel possono non essere “dipendenti” del csx solo se da qui a 6mesi lavorano per trovere dei candidati per potere andare in modo autonomo alle elezioni(come Pisapia a Milano che puo’ essere il candidato di tutte le sinistre e liste civiche)

            • Matteo Andreani scrive:

              Per essere precisi … non faccio l’elogio di Sel ma semplicemente ritengo che le 2 sinistre da sole non valgono nulla anzi peggio hanno un potenziale dimezzato rispetto a come potrebbero incidere se (almeno)nella meta’ dei casi andassero in “bicicletta”

            • andrea valsusa scrive:

              in provincia di torino alle elezioni europee era andata molto meglio…in valle di susa aveva una media del 10 % adesso del 3 % e questa è una sconfitta per come tu la voglia mettere…be scusami dialogare con SEeL e una cosa…io mi dispiace ma sono prima per l’unità dei comunisti…è vero sarebbe meglio una sinistra unita ma se quelli di vendola non vogliono basta lanciare appelli inutili che cadono come sempre nel vuoto

              • pino scrive:

                Complimenti per la discussione, veramente di altissimo livello! Vi rendete conto che discutete solo di percentuali elettorali? Ma come si è ridotto questo cazzo di Partito, io non ve ne faccio una colpa perchè è normale che se Grassi non fa altro che parlare di percentuali e di formule utili solo a aumentarle (anche se poi non funzionano), da chi segue questo blog non mi aspetterei altro. Che pena…..

  10. adriana spera scrive:

    ciao Claudio,
    le cose che scrivi sono tutte condivisibili ma poi nella pratica sai bene che ognuno tira per la sua area, anche sulle mancate riunioni della prima mozione sai bene che le cose non stanno così ma che prima di ogni cpn, almeno finchè io c’ero, ognuno riuniva il suo pezzo i grassiani da una parte i ferreriani da un’altra. Per riconquistare postazioni locali occorre essere credibili lì dove si è e il nepotismo non è certo un modo per apparire credibili

  11. andrea valsusa scrive:

    caro grassi concordo pienamente quando dici che bisogna evitare settarismi all’interno del partito…ma anche tu a volte sei settario…poi sinceramente a me non va giù questo continuo dialogo verso SEeL…il dialogo è chiaro che ci deve essere tra le nostre due formazioni anzi è indispensabile….ma l’unità per la formazione di un unico polo con SEeL sarà una cosa impossibile….Seel ha scelto e ha fatto una scelta diversa dalla nostra….noi con la FDS ci stiamo proponendo di costruire una sinistra anticapitalista e comunista…loro di SEeL solamente una sinistra del PD…come federazione della sinistra dovremmo guardare con maggiore interesse a forze comuniste e anticapitaliste come noi…forze come sinistra critica, partito comunista dei lavoratori, rete dei comunisti…io è con questi partiti che voglio l’unità in una unica formazione non con SEeL….basta…con vendola ci potrà essere solamente dialogo ma purtroppo lui ha scelto un’altra strada che viaggia in modo parallelo a noi…il problema è che bisognia coinvolgere più forze nella costruzione della FDS….deve essere un progetto ampio e non solo di direzione dei partiti

  12. Alessandro Monti scrive:

    Ma perchè non si vedono ancora PROPOSTE POLITICHE del tipo: compagni puntiamo a ritornare in Parlamento e vi dichiariamo ufficialmente che intendiamo andarci con 5 / 6 punti fondanti che sono: 1,2,3,4,5, ecc.
    Claudio pensi forse che sia più importante serrare le fila e i cuori di tutti i compagni dichiarando prima un tentativo di ri-unire o meglio radunare in FDS chi ci sta, quindi contarci con un tesseramento? e intanto pensi che le forze parlamentari aspettino noi? che non decidano di andare ad elezioni anticipate magari appena scavallato il 2011? Pensate forse che non rinuncino a drenare ancora voti in tutto il serbatoio (invero un tantino più rinsecchito rispetto al 2008) dei delusi e deisenza rappresentanza? Pensate davvero che l’area degli indecisi e dei “distaccati” sia ancora da considerare un bacino potenziale in cu tutti pensino di pescare qualche voticchio in più?
    Prima date un programma e metteteci la faccia (politica, s’intende) individuando un nucleo di candidati, quindi definite chiaramente e definitivamente come intendete operare in chiave elettoralistica ed in caso di ritorno in parlamento come vi comporterete. Poi congresso per ufficializzare e partenza della campagna conoscitiva. Utilizzo di “guerrilla marketing” e del web, tanta info con newsletters, marketing virale tra di noi che amplificheremmo a dismisura atrtraverso gli indirizzi che ognuno di noi ha.
    Iniziative locali estemporanei come magari flash mob, autoconvocazioni quartiere per quartiere per parlare e sentire: MA PER DAVVERO cavolo, non una botta e via prima delle elezioni…
    Abbiamo disponibile una tecnologia che è libera, a bassissimo costo e con la possibilità di inventarsi ogni secondo iniziative sempre nuove originali e diverse.
    Piantiamola poi di dire che la tv non ci considera: la tivvù generalista sta morendo, i tiggì li vedono target sempre più anziani, i ragazzi in età di voto se ne battono (come dice Balbotin) la “ciolla”!
    Investire nel multimediale coinvolgendo gruppi musicali, teatro, studenti, per far capire che esiste anche una cultura non repressa dalle stilettate di Bondi&Gelmini…
    Claudio e tutti voi dirigenti, datevi una mossa: invece di continuare a parlare “intranet” velocizzatevi e scuotetevi.
    Soprattutto vi prego solo di una cosa: siate TRASPARENTI AL MASSIMO!
    Non deludeteci, con tutti i ladroni che ci sono in giro continuo a pensare che ancora un’oasi ci sia e sia ROSSA!
    Approfondite le tematiche care a Latouche sulla decrescita, che non vuol dire consumare di meno per essere tutti più poveri ma produrre e consumare consapevolmente perchè siamo 7 MILIARDI e la Terra non riesce più a produrre cibo e ossigeno e quant’altro! Siamo a pochi anni dall’inversione di tendenza, occorre dirlo forte!
    Il pericolo è che Cina India Africa Brasile che da solo fanno malcontati metà della popolazione terricola, vogliono avere pari accesso alle risorse che il mondo occidentalizzato ha avidamente consumato per secoli….
    Ricordatevi 5/6 punti chiari concisi e realizzabili per battere un colpo forte!

  13. Michele scrive:

    Non so chi è questo Claudio, ma dalle cose che dice, dev’essere qualcuno del gruppo dirigente del PRC. E’ in malafede perchè non dice che Grassi non è più tesoriere dal 2001-2002, non ricordo con precisione la data.

  14. Michele scrive:

    A Pieralli.
    Basito, sempre pi0 basito è un problema tua.

  15. Michele scrive:

    a Pieralli, perchè non chiede come fartemo a conquistare il socialismo?

  16. Matteo Andreani scrive:

    … se in questo sito si parla di Vendola come i un berluschino ….. yuuuuhu’! Saremo una armata invicibile nel 2013!

  17. Stefano pieralli scrive:

    Basito, sempre più basito.
    contenitori e cetopolitico, cetopolitico e contenitori questo è il livello che riusciamo a esprimere nulla di più.
    Il discorso di Grassi sarebbe sensato se spiegasse anche cosa dovrebbe fare una forza comunista/di sinistra nella odierna situazione socioeconomice se rientrasse in parlamento o cosa fanno e faranno le nostre rappresentanze elette nelle istituzioni locali .
    Come mai non si riesce ad uscire da dispute e diatribe incomprensibili?
    A molti di noi militanti comunisti di sinistra appare tutto anacronistico decadente alla popolazione ora mai non appare più nulla
    Ci si aggrappa disperatamente a quei pochi voti che garantisce il simbolo della falce e martello senza invetimento progettazione analisi per il futuro.
    Basito sempre più basito

  18. Amir Gorguinpour scrive:

    Gerazie ancora una volta, avete chiesto anche la mia opinione, Claudio ancora parla del pd, non dittemi ancora di diventare leader del partito comunista, sono un medico e voglio restare tale, non voglio essere in nessun modo legato al pd e alla sua gente, si vergoniano di farsi chiamare compagni, come si può ancora parlale del pd come una forza di sinistra? Quando ci sarà un prtito comunista lontano da Velteroni, Berssani, e il resto ci sarò anche io e tanti altri, come quando eravamo 10%,spero di poter venire alla festa dell’area e poter parlare direttamente con i compagni. Quando meta del discorso di Claudio gira attorno al pd, io perdo ogni speranza. saluti comunisti solo ai compagni.

  19. Benito scrive:

    Comunismo globale = utopia certamente, ma non è anche ipocrisia? O no?

    Qualche piccolo esempio;
    Il pianeta terra potrebbe sopportare queste cose:
    - l’automobile per tutti?
    - La casa riscaldata, illuminata, e refrigerata per tutti?
    - Sarebbe possibile o no? Le risorse sarebbero sufficienti o no? L’inquinamento che ne deriverebbe sarebbe sostenibile per la terra e per l’uomo?
    - Che opinione vi siete fatti al riguardo?
    - Per non parlare di barche, aerei, auto di lusso, ecc?
    - Ricordo che a oggi siamo circa 7 miliardi, diciamo quindi un miliardo e mezzo di famiglie, più o meno.
    - O è necessario che la maggioranza della popolazione mondiale deve vivere nella miseria, per far vivere “relativamente” agiatamente una minoranza, e mi riferisco anche noi operai – lavoratori italiani che ci definiamo “comunisti”, che per quanto male vogliamo stare, comunque godiamo anche noi di questi beni?
    Forse per vivere da comunisti bisogna essere più poveri? Consumare di meno? essere più consapevoli degli sprechi a danno degli altri?

    Cosa pensate di questi temi?

    • Adriano1 scrive:

      caro benito ( che strana sensazione dirlo ! ) , poni delle questioni serie anche se lontane dall’attuale dibattito del partito , come sai noi attualmente ci occupiamo principalmente di alleanze e contenitori , ma provo a dirti la mia.

      Quello di cui tu parli mi sembra che si possa riferire al tema della decrescita di Latouche , è una questione che fa discutere tutti i partiti dei lavoratori , in quanto questi partiti si sentono messi in pericolo da una linea che sembra dire “bisogna produrre meno”.
      In realtà il tema della decrescita non è così banale , non si tratta semplicemente di “produrre meno” , ma produrre in modo diverso.
      A me sembra ovvio che una società più giusta , più progressista , orientata ai bisogni delle persone , debba produrre in modo diverso , debba creare prodotti non inquinanti , che durino di più , che siano veramenti utili , ma molti comunisti temono che questo si traduca semplicemente in minore produzione e quindi in maggiore disoccupazione.
      Il tema è complesso e chiama in causa anche la concezione di una umanità nuova che anche Marx riteneva necessaria e che dovrebbe essere tra le nostre preoccupazioni.
      Molti compagni invece pensano che essere comunisti sia avere tutti il SUV….

      ciao ciao

  20. claudio scrive:

    Voglio intervenire relativamente a quella parte del discorso dove il compagno Grassi affronta l’argomento relativo al Partito . Condivido l’affermazione che se va “.. in crisi definitiva Rifondazione comunista crolla tutto ..”, direi : “..parole sante..” ma che tali restano ( visto che oggi ci danno all’1,8% rispetto al “.. 2,7% raccolto “) quando tenta di giustificare questa continua erosione ,soprattutto di “credibilità” e prova a trovare giustificazioni,di natura economica (.. per anni è stato Tesoriere del Partito e per un periodo, anche durante “l’era di.. spendi e spandi bertinottiana.. “),affermando che ” il partito negli ultimi anni , non avendo superato gli sbarramenti , non ha ottenuto il finanziamento pubblico …”.
    Il compagno Grassi, che ” sa di bilanci “, si dimentica che dal 2004 al 2010 il partito ha incassato, di soli rimborsi elettorali- da parte dello Stato- ben 69.579.595 euro ( pari a 135 miliardi circa )senza contare il contributo di deputati e senatori che, nello stesso periodo, , è stato di e.17.812.460 ( pari a 35 miliardi) x totali e.87.392.055 che corrispondono a 170 MILIARDI di vecchie lire.
    Sostiene che il ” lavoro del Tesoriere (compagno Boccadutri ) è stato importante ..” avendo ridotto l’esborso del Partito nei confronti di Rifondazione dai 3.160 milioni di euro del 2008 (“era.. Sansonetti” ) ai ” presumibili ” 300/350 mila euro per il 2010″ ,dopo aver sborsato cash per 1.681 mila euro per l’anno 2009 e non ricordando che dal 2004 al 2009 il giornale è costato ben 12.290.919 euro ( oltre 23 miliardi ).E per ultimo il problema relativo al personale dislocato, negli anni , presso la sede della Direzione nazionale – a Roma “..ne abbiamo ereditati 170 e adesso siamo meno della metà…”. Dando un’occhiata ai bilanci, pubblicati su Liberazione, risulta che nel 2005 erano 71, divenuti 93 nel 2006, poi 100 nel 2007, 108 nel 2008 ed 84 nel 2009 – Oggi dovrebbero essere 70/73.Ritiene, il compagno Grassi, che tale numero sia adeguato ( tenuto conto del costo di oltre 2.400 mila euro annui ) per un partito che si sta – purtroppo- riducendo.. al lumicino ? e che si trova a chiudere il 2009 con una disponibilità liquida (cassa,posta e banca ) di poco più di 120 mila euro?.
    “.. Per questa ragione intervenire sul patrimonio sarà inevitabile …”, dopo aver affermato, nel gennaio del 2009, che ” aver ben 140 sedi è stata una scelta lungimirante …e questo patrimonio è al sicuro “, seguito a ruota dal compagno Tesoriere che affermava ” ..avere un tetto è la migliore base per la ripartenza…”
    Ma siete proprio convinti che l’operazione di lease back immobiliare, che Vi apprestate a fare, riguardante oltre 20 immobili ( sedi di federazioni e di circoli ) per incamerare i 18 miliardi per ..arrivare alla data ” fatidica ” del 2013 ( elezioni politiche ) sia la scelta che ” s’ha da fare …” pur con l’impegno di ” ..una discussione (!) ed una condivisione (!) dei territori interessati …” ?? .Non è il caso di riconoscere che si è scialacquato ( spendere senza criterio) e che non è più sufficiente richiamare , come fa il segretario ,alla “..solidarietà all’interno del gruppo dirigente e tra i compagni e le compagne iscritte.. “, perchè proprio quest’ultimi , se avessero la reale conoscenza dei fatti , dopo non averci più votato , ci metterebbero – ora – ( metaforicamente ) “…al muro..” ?

    • GIANNI scrive:

      Descrizione, se vera, impressionante…

    • Sergio Boccadutri scrive:

      Caro Claudio,
      il partito dal 2004 al 2009 ha incassato/speso

      -tra rimborsi elettorali e contributi da persone fisiche: 77.178.489 euro (A)

      -speso per il personale: 17.311.511 pari al 22,4% di (A)

      - contributi inviati sui territori e spesi per campagne elettorali (si ESCLUDONO quindi si badi bene: acquisti di sedi, manifesti, costi per CPN, DIREZIONE, CONGRESSI (2) e Conferenza Carrara): 17.386.083 euro, pari a 22,5% di (A)

      - liberazione: 12.206.229 euro pari al 15.8% di (A)

      dopo il disastro delle elezioni 2008:

      - le spese del personale si sono ridotte nel 2009 del 18% sul 2008 e nel 2010 si prevedere che si ridurranno di un ulteriore 25% sul 2009 (del 39% sul 2008)

      - le spese per servizi si sono ridotte nel 2009 del 25% sul 2008, e nel 2010 del 45% sul 2009 (del 60% sul 2008)

      penso che queste cifre parlino da sole, e i tagli che si sono operati successivamente al 2008 sono stati davvero pesanti e dolorosi (i dipendenti non i cgs a 0 ore sono 38) e ancora se ne prospettano.

  21. mauro scrive:

    L’anticomunismo avvelena l’Europa

    di Ivan Melnikov*

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19556

    Intervento di Ivan Melnikov, vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa alla sessione ordinaria dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

    Traduzione e nota di Mauro Gemma per l’Ernesto online

    Caro Presidente, cari colleghi,

    Desidero richiamare la vostra attenzione su fatti che non possono assolutamente essere tollerati nella fase attuale dello sviluppo dell’umanità. L’isteria anticomunista sta dilagando in diversi paesi europei.

    I governi di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Lituania e di altri paesi stanno cercando di riscrivere la storia. Si noti che questi fenomeni sono accompagnati da una crescita impetuosa di sentimenti nazionalisti e xenofobi. Per esempio, lo slogan adottato dagli estremisti ungheresi del partito “Per una migliore Ungheria” è simile a qualcosa come: “L’Ungheria solo per gli ungheresi”.

    Oggi nel cuore dell’Europa, a Strasburgo, celebriamo il 65° anniversario della Vittoria sulla Germania nazista. Il ricordo dei milioni di vittime della Seconda Guerra Mondiale, degli eroi della resistenza antinazista, dei comunisti e dei membri di altri partiti e movimenti, dei combattenti senza partito di molti paesi, non mi consente di rimanere in silenzio.

    Tutte le forze di sinistra in Europa, e in primo luogo naturalmente i comunisti della Russia, sono molto preoccupate per i tentativi, blasfemi per i russi, di mettere sullo stesso piano il fascismo e il socialismo sovietico. E di cercare di distorcere e di semplificare le caratteristiche della lotta politica e diplomatica che si svolse alla vigilia della grande tragedia. Di inculcare nei libri di testo l’idea rozza e vacua della “rivalità tra due regimi totalitari”.

    Non può che offenderci il fatto che in molti paesi europei si siano adottate leggi ed emendamenti legislativi che proibiscono i simboli comunisti, sospendono l’attività delle organizzazioni giovanili comuniste, come è avvenuto, per esempio, nella Repubblica Ceca. Dal nuovo governo del paese viene minacciato di interdizione il Partito Comunista della Repubblica di Moldova. Nella stessa direzione procede l’approvazione da parte del Sejm della Lituania e dell’Assemblea di Stato dell’Ungheria di emendamenti al Codice Penale, che equiparano l’Unione Sovietica alla Germania nazista.

    Tutto ciò rappresenta uno sfacciato oltraggio ai soldati sovietici di differenti nazionalità che hanno sacrificato la vita per la liberazione dell’Europa dalla peste del nazismo. Non dobbiamo dimenticare che i simboli tradizionali del movimento dei lavoratori – la stella, la falce e il martello – sono stati anche i simboli dell’Unione Sovietica. Essi sono scolpiti anche sui monumenti e sulle tombe dei soldati sovietici, presenti in tutta l’Europa. Solo in terra polacca sono sepolti più di 600.000 caduti.

    L’adozione di questa legislazione è pure in palese contraddizione con le norme europee sui diritti umani, limita la libertà politica e la libertà di stampa. Non solo i politici, ma anche gli esponenti delle professioni creative, scrittori, giornalisti, artisti, sono sottoposti a tali leggi.

    Devo far presente che il nostro popolo ha accolto con indignazione la decisione della Camera Grande della Corte di Strasburgo in merito al caso del veterano di guerra, il partigiano Vassily Kononov (1), che ha cambiato la decisione della Camera Piccola e, di conseguenza, ha avviato una revisione delle decisioni del Tribunale di Norimberga.

    Noi in Russia non possiamo non osservare che l’interpretazione distorta della storia ha assunto un pronunciato orientamento anti-russo. Come possiamo tollerare il fatto che l’aggressore e le sue vittime vengano cinicamente messi sullo stesso piano? Il fatto che i soldati-liberatori siano presentati come occupanti?

    Voi sembrate non dare importanza a questi tentativi di rivalutare i nazisti e i loro complici. In realtà, si tratta di una sfida diretta alla comunità mondiale, che insulta la memoria dei milioni che sono morti per la liberazione dell’umanità dalla peste bruna, che offende i sentimenti dei veterani, viola la lettera e lo spirito della sentenza del Tribunale di Norimberga e molte altre norme legali internazionali che combattono il nazismo, il razzismo, la xenofobia, ecc.

    La rimozione, la demolizione e soprattutto la distruzione dei memoriali della guerra sono materia di profondo risentimento. Tali azioni possono solo seminare discordia tra i popoli, approfondire gli antagonismi e i pregiudizi, sia a livello nazionale che internazionale.

    Ma noi, i comunisti, certamente sappiamo bene a cosa è legata la nuova ondata di isteria anticomunista. Con il peggioramento della situazione economica nel mondo, con il grave approfondimento della crisi, con il tentativo dei circoli dominanti di distogliere l’attenzione dei popoli dalle sfide vitali che devono affrontare, si sta cercando di trasferire le colpe su coloro che propongono strade alternative di risoluzione dei problemi globali. Su coloro che credono nell’energia creativa del lavoro liberato dallo sfruttamento. Così è stato durante la Grande Depressione negli anni 20-30 del XX secolo. Così è stato nei primi anni del dopoguerra quando, su istigazione di Churchill calò la “cortina di ferro” sull’Europa e l’incubo del “maccartismo” si propagò per il mondo. E’ ovvio che ciò avvenga anche ai giorni nostri.

    Sull’esempio dei nostri storici predecessori, i grandi europei Maurice Thorez, Jacques Duclos, Marcel Cachin, Palmiro Togliatti, Dolores Ibarruri, Georgi Dimitrov, Ernst Thaelmann, e tanti, tanti altri comunisti-antifascisti, anche noi pronunciamo le loro storiche parole d’ordine: No pasaran! Il fascismo non passerà! E aggiungiamo: no alla distorsione della verità e alla falsificazione della storia della Seconda Guerra Mondiale!

    Ci auguriamo che anche l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa si pronunci contro i tentativi di falsificare la storia che avvelenano l’atmosfera di tutta l’Europa e che, naturalmente, non contribuiscono all’unità dei popoli del continente. Tali tentativi stimolano solo nuove divisioni e discordie tra le nazioni europee e ciò è completamente in contrasto con le finalità e gli obiettivi che accomunano tutti noi in questa aula.

    Nota:

    Negli ultimi anni sono stati condannati in Lettonia 11 comandanti partigiani, che si erano distinti nella lotta contro l’occupazione hitleriana e i collaborazionisti, in prima fila nella feroce repressione della Resistenza e nello sterminio della comunità ebraica.
    L’ex commissario del popolo, e poi ministro degli interni della Lettonia sovietica A. Novik, dopo essere stato condannato all’ergastolo, è morto in carcere, e persino i suoi parenti non hanno avuto il permesso di esseri presenti alle esequie. Tra i perseguitati il comandante partigiano V. Kononov (in difesa di questo valoroso comunista, insignito delle più alte onorificenze sovietiche e russe e della cittadinanza russa, sono intervenuti personalmente anche Putin e Medvedev), distintosi nella lotta contro i fascisti lettoni che collaborarono con Hitler, oggi celebrati come “eroi nazionali”. La sentenza contro Kononov era stata rigettata dalla Camera Piccola della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, in quanto Kononov avrebbe agito in linea con le decisioni del Tribunale di Norimberga. Recentemente la Grande Camera della Corte di Strasburgo ha annullato la sentenza della Camera Piccola, dando sostanzialmente ragione alle autorità lettoni, che, dal 1991, si accaniscono nella persecuzione dei comunisti e nelle pratiche di apartheid nei confronti delle fortissime minoranze nazionali presenti in questa repubblica. La sentenza ha suscitato le dure reazioni delle autorità e dei media della Federazione Russa, che hanno definito la decisione “dalla parte dei nazisti”.

    • carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      per Mauro,
      grazie Mauro, per ave proposto e tradotto, questo articolo, veramente bello e illuminante di ciò che sta succedendo in europa, e di quello che potrebbe accadere in Italia, se anche i comunisti cambiando nome, aiutano oggettivamente quelli che a cominciare dal libro nero del comunismo vogliono mettere fuori legge i comunisti, dico aiutando oggettivamente, perchè voler cambiare nome, e come ammettere implicitamente che hanno ragione loro, invece dobbiamo alzare in alto la bandiera a testimonianza, della speranza data a centinaia di milioni di lavoratori e cittadini che volevano cambiare il mondo.
      Da condividere, totalmente.

  22. Adriano1 scrive:

    Noto con piacere che nell’intervento di Grassi comincia lentamente a farsi strada l’idea che per un partito politico siano necessarie anche le proposte politiche…
    Chissà che un giorno non si riesca ad andare da un operaio e prospettargli una piattaforma di lotta convincente…

    Per ora continuiamo con le seghe mentali su aree e contenitori.

  23. Matteo Andreani scrive:

    L’unita’ con Sel(se il Pdci non vuole la FdS ma un Pdci-bonsai)non se la fa’ solo Grassi ma anche io e altre decine di migliaia di militanti

    • nino scrive:

      Ma quale decina di migliaia? Centinaia..milioni..miliardi..tutti a seguire Grassi e te!!

      • Ferdinando scrive:

        Fantastiliardi di militanti, direi, tutti là ad aspettare l’unità tra la Federazione e SeL…
        Secondo me questa unità non la fa per primo Nichi Vendola.
        Ma che, pensate che è scemo Nichi Vendola? Può provare a prendersi il centrosinistra intero e se ne va con Claudio Grassi e la FdS? Tsè…

        • Pace scrive:

          Ma perchè sparate cazzate??
          Fatemi vedere dove Grassi parla di unità con SeL,fatemelo vedere……..
          Unità d’azione si parla che è cosa ben diversa
          Tra l’altro i partiti della FdS hanno nelle fila 80 mila tesserati,vendola ancora il tesseramento neppure l’ha fatto

          • michele scrive:

            Sì è vero, unità d’azione.
            Sta di fatto che per trovare accordi con SeL non si va troppo per il sottile, mentre per stringere ancora di più i rapporti con gli altri comunisti… si spacca il capello in quattro con i distinguo e con l’enfatizzazione delle differenze.

    • Felice Dell'Isola scrive:

      Bravo Matteo tu e qualche decina,veramente un grande partito,tanto vale aderire a quella specie di partito socialista del berluschino nostrano

  24. enzo bardo scrive:

    UN COMMENTO INNOCENTE
    CPR Sicilia, sabato 26 giugno. Un ragazzino sui 12 anni, presente al seguito del padre, commenta, vedendo le discussioni da cortile sulla sostituzione di alcuni membri del CPR stesso: La gente se ne va nei fascisti perchè voi fate ridere nelle vostre riunioni.
    Non sarà un dirigente nazionale, ma quel ragazzino ha detto una verità lapalissiana. Non siamo più neanche pochi ma buoni, ma pochi e inconsistenti.
    Via aree, correnti, manuale Cencelli negli incarichi. Si premi e incoraggi chi ha voglia, capacità e tempo da dedicare al partito. Si rimuovano i poltronisti. Cambiare mentalità. E’ urgente. Qualcosa si muove, nonostante i capi aree. Nel CPR della Sicilia già cinque compagni si sono dichiarati Compagni Area Zero.
    Non si tratta di annunci teatrali far sapere che si sciolgono le aree. Cominci Essere Comunisti e si lanci un sondaggio fra gli iscritti per sapere se vogliono la persistenza di tali aree. La democrazia diretta vale solo quando dobbiamo esercitarla nei confronti dell’avversario?
    ( vedi referendum).Ed a proposito di referendum.
    Sulle firme per l’acqua pubblica. Non vorrei che si prendessero lucciole per lanterne, come è avvenuto tante volte in passato. Queste firme non hanno colore politico. Posso parlare della realtà della mia provincia. Qui hanno raccolto firme amministratori di centro destra e di centro sinistra, esponenti del PD, oltre che noi. Siamo stati dentro, ma non ci ubriachiamo di acqua!
    Interessante e responsabile l’apertura verso i movimenti non comunisti nè di sinistra, non bollati per la prima volta come qualunquisti.
    Sull’acqua pubblica voglio ricordare che ben prima di noi Padre Alex Zanotelli e la stesso movimento di Grillo avevano lanciato l’allarme sull’affidamento della gestione ai privati.
    Sono il portavoce di un forum provinciale acqua-beni comuni, multipolitico e multiculturale: Spero che la sostanziale unità finora mantenuta duri anche in occasione della legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili e contro il nucleare. Una sola domanda: ma serve una legge di iniziativa popolare se poi essa non viene neanche messa in discussione in parlamento? Vedi quella già presentata sulla acqua pubblica e l’altra di Grillo sulla “casta”.
    Poichè le perplessità non penso siano solo personali mi aspetto una risposta argomentata e convincente da parte di qualche esponente nazioanle che sicuramente segue questo blog. Suggerimento. Non sarebbe il caso di farci coinvolgere con i promotori di quelle due leggi perchè il parlamneto rispetti la volontà popolare? Che i parlamentari le discutano e si assumano pubblicamente le loro responsabilità. Forse anche questo è un modo per aiutare il formarsi di un fronte democratico ampio e rianimare questa esangue democrazia.

  25. Matteo Andreani scrive:

    Mi correggo,non parlavo di Falce e Martello ma de L’Ernesto.

  26. MarioGC scrive:

    Grassi, “l’unità d’azione con Sel” te la fai te. Anzi, vacci proprio direttamente: tanto, ormai.

    • Pace scrive:

      Ecco il solito settario.
      Noi nelle Marche con la prposta di Rossi candidato governatore appoggiato dalla FdS e da SeL abbiamo preso l’8%.
      Cerchiamo di avere una veduta d’insieme.

      Ah critico nello stesso modo chi dice che non vuole niente a che fare con il pdci visto come è nato il pdci,per fare da stampella a D’Alema e rompendo l’unità dei comunisti nel 98.
      Questo che sia chiaro

      • MarioGC scrive:

        Certo, è tutto settarismo.
        Andiamo pure direttamente a confluire nei berluschini, tanto, in fondo, perché tutto questo astio contro di loro? Non sarà settarismo?
        Per le Marche all’8%, oh madonna che bello, infatti come sono felici i lavoratori là, c’è poco meno che il socialismo, non c’è sfruttamento, non c’è mafia, tutto è molto bello, grazie al meraviglioso 8% preso facendo manine e piedini con un fior fiore di personaggini.
        Invece i cattivi sono sempre e solo quelli del PdCI per le storie di 12 anni fa, e per non parlare dei pessimi settarissimi dei comunisti che sono usciti dal Prc perché non ce la facevano più a sopportare dei personaggi come i suddetti.
        Bravi!!!

  27. Gian Luca scrive:

    Ero presente all’incontro e mi è piaciuto il clima che si respirava nelle due giornate romane. Voglio spiegare che cosa intendo per clima: intendo che la politica è stata all’ordine del giorno di tutti gli interventi. Ci sono stati più di 40 interventi e tutti sul tema del lavoro, della crisi internazionale e sul come porre rimedio alla crisi che attanaglia il nostro Partito.
    Sono intervenuto aprendo con il dire che il problema oggi è Essere Comunisti sia esso riferito all’area sia esso inteso strettamente legato alla dottrina politica. Questo perché? Perché oggi il ragionamento interno, e qui andiamo verso il settarismo, al Partito è dimostrare (anzi io direi) e dichiarare chi è più Comunista dell’altro all’interno dello stesso Partito.
    Bene Compagni, errori su errori e poca politica. Quando siamo sotto elezioni oppure dobbiamo confrontarci all’esterno credete che alla gente interessi se Falce e Martello, l’Ernesto, Essere Comunisti e altri abbiano idee differenti rispetto l’una all’altra? non credo e se fosse così ci sarebbe qualche cosa che non torna con le percentuali di votanti e le percentuali raccolte dal partito e oggi dalla Federazione della Sinistra.
    Altro tema fondamentale è il rapporto interno alla Mozione 1 (francamente preferirei non parlare più di mozioni a de anni da Chianciano) e a come bisogna gestire il Partito. Bene la gestione del Partito deve essere rimessa tra un anno in mano ai Compagni e quindi bisogna cercare di spegare come costruire un rapporto adeguato con i Compagni dell’attuale maggioranza.
    Ho sentito parlare di costruire una nuova area che raccolga un ampio numero di Compagni. Bene, ma da cosa partiamo da quale punto incominciamo per confrontarci sulla politica?
    Un bel rpogetto politico senza una adeguata forza non è niente, resta una bella cosa ma incompiuta. Non voglio teorizzare, se so già che dopo poco questa cosa andrà perduta. Voglio invece impegnarmi su un progetto politico che abbia la spinta giusta e la forza adeguata per essere messo in pratica.
    I Compagni dicono spesso:” La Federazione è un progetto calato dall’alto”. Non sono d’accordo; la possibilità di discuterne c’é stata, il problema sta nel fatto che non si sia voluto discutere perché troppo impegnativo e troppo azzardato.
    Il progetto deve essere discusso e deve essere portato avanti.
    Per quanto riguarda SEL, dico che dobbiamo vedere su ogni territorio che cosa si possa fare. Sono d’accordo sul fatto di dover confrontarmi con un soggetto politico che spesso fa le nostre stesse battaglie. Sono un po’ meno d’accordo sul fare alleanze troppo strette; ho bisongo di vedere come si lavora insieme e poi ragioniamo sul da farsi.
    Il Compagno che rimprovera il sito di non avere links alle aree da lui proposte, sta credo ne fatto che questo è il blog di Claudio Grassi e non il sito di Essere Comunisti.
    Per quanto riguarda invece la politica, dico che c’é bisogn di crescere e neturalmente non sedimentrsi su posizioni che hanno più a vedere con prefissi telefonici che non a risultati elettorali. Bisogna ripartire dal basso e in basso ci siamo già…..bene è ora di ripartire!!!!!!
    A Genova ripartiremo da mercoledì 30 giungo ricordando quelo che che siccesse a Genova nel 1960……….dobbiamo essere in tanti e in tanti dobbiamo essere riconoscibili con le nostre bandiere.

  28. marco scrive:

    Sono d’accordo con Grassi quando invoca una maggiore unità nel partito e quando critica le divisioni e la balcanizzazione interna; e quando sostiene che il settarismo è uno dei limiti da superare.
    Non riesco invece a capire la propensione alla apertura verso la sinistra non comunista e la chiusura verso le altre organizzazioni comuniste; l’interesse per il superamento delle correnti verso una gestione unitaria con le altre componenti ma allo stesso tempo una “conventio ad escludendum” verso le componenti “leniniste” del partito; la ricerca insomma del confronto con le posizioni più diverse e allo stesso tempo il permanere di un atteggiamento settario verso chi nel partito è per l’unità dei comunisti.

    • marco scrive:

      un piccolo particolare all’apparenza banale: nei link e nei siti consigliati, del blog e del sito di “essere comunisti” si fa riferimento a diverse aree o riviste telematiche sia interne che esterne del partito ma ci si guarda bene dal farlo per l’ernesto, contropiano, resistenze, ecc. (nonostante in quei siti invece ci siano i link per esserecomunisti: non vale neppure la reciprocità).
      Non è settarismo anche questo? Perchè non partiamo anche da queste piccole cose per migliorare la situazione del partito?

  29. Matteo Andreani scrive:

    Bravo!!! …. trovo fondamentale il passo … piaccia o non piaccia ma con Sel si deve parlare .. anzi io direi “Sel esiste e deve lottare assieme a noi!” vabe’ a parte le battute,credo si debba andare al piu’ presto al nocciolo della questione che e’ … ma la FdS la vogliono fare ancora?Si puo’ dire senza(quasi)ombra i dubbio che il Pdci e alcune correnti come FaalceeMartello puntino decisamente a far saltare la FdS per fare un unico partito comunista.Grassi giustamente ribadisce che c’e’ il rischio che il Pdci vada con il suo simbolo alle comunali 2011 …. bene sarebbe la fine!Allora il compito della classe dirigente del Prc e’ capire ORA,non tra 2mesi,che intenzioni hanno tutti i possibili “soci” della FdS …. perche’ le strade sono essenzialmente 2! o la FdS o una alleanza Prc(ribadisco Prc)-Sel! ….. per chi non lo avesse capito sarei piu’ favorevole alla seconda ipotesi

    • mauro scrive:

      Errare humanum est…perseverare diabolicum!

      • Falce e Martello Prc scrive:

        L’area falce e martello del Prc non è a favore dell’unità dei comunisti proposta dal pdci per sapere come la pensiamo andare sul sito ufficiale di falce e martello


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