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	<title>Commenti a: Sosteniamo l&#8217;appello Uniti a Sinistra</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Di: mario ottavi</title>
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		<dc:creator>mario ottavi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 12:01:58 +0000</pubDate>
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		<description>Già nel maggio scorso mi sono esercitato a capire, a valutare, a filtrare, tutte le innumerevoli pulsioni &quot;politiche&quot; scatenate dall&#039;Appello. Qualcosa è cambiato in me, rispetto a quella data, ma
QUALCOSA NO E RESTA BEN FERMO E DETERMINATO. In questi giorni la variegata area centrista (Casini, Rutelli, ecc.) si da un gran da fare
con allunghi (leggi cene ed incontri non tanto segreti) con Berlusconi
per salvargli il culo e farlo uscire dall&#039;angolo. Il Pd sta a guardare,
Di Pietro sbraita e cerca di rubarci la scena&quot; a sinistra&quot;. La SeL non si sente ma vanta belle ospitate sui media televisivi. Questa in gergo &quot;comunista&quot; si chiama tattica. Ebbene noi siamo pressati dai conti in rosso di Liberazione, nei territori le nostre/i nostri magnifiche/magnifici militanti arrancano con pochi soldi ma si fanno il mazzo per onorare il Partito. E il gruppo dirigente cosa fà? Continua a farsi le pippe mentali su chi sia più a sinistra o meno. Cazzate! La nostra tattica mostra il segno. Passiamo invece alla strategia (sono un
gramsciano doc). Per i governativi e la finta opposizione, meglio non commentare: inutile spreco di parole. Per noi tutte/tutti ancor di più meno chiacchere e più fatti. Con umiltà ripartiamo da Zero, ma costruiamo
un percorso comune e condiviso (vedi la battaglia sull&#039;acqua) reclamando anche incazzati un ruolo che ci appartiene storicamente: quello di voler
costruire  (come lucidamente ribadiva Giorgio Galli ieri su Liberazione)
un percorso politico innovatore, un marxismo orizzontale, nei territori
e nel cuore e nelle menti del nostro popolo. E smettiamola di farci le pulci gli uni con gli altri: l&#039;esclusiva del comunismo e della falceemartello non ce l&#039;ha nessuno a meno che (come dicevo nel maggio scorso) le poltrone interessino ancora qualcuno che, secondo il sottoscritto, per il bene del Partito andrebbe cacciato via a calci nel culo! Perdonate le mie colorite espressioni ma non ne possiamo più della stoltezza di personaggi che non ci rappresentano e che non riconosciamo
più come &quot;gruppo dirigente&quot;. Occorre una vera svolta &quot;comunista&quot;nel partito. Da ognuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni. Saluti comunisti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già nel maggio scorso mi sono esercitato a capire, a valutare, a filtrare, tutte le innumerevoli pulsioni &#8220;politiche&#8221; scatenate dall&#8217;Appello. Qualcosa è cambiato in me, rispetto a quella data, ma<br />
QUALCOSA NO E RESTA BEN FERMO E DETERMINATO. In questi giorni la variegata area centrista (Casini, Rutelli, ecc.) si da un gran da fare<br />
con allunghi (leggi cene ed incontri non tanto segreti) con Berlusconi<br />
per salvargli il culo e farlo uscire dall&#8217;angolo. Il Pd sta a guardare,<br />
Di Pietro sbraita e cerca di rubarci la scena&#8221; a sinistra&#8221;. La SeL non si sente ma vanta belle ospitate sui media televisivi. Questa in gergo &#8220;comunista&#8221; si chiama tattica. Ebbene noi siamo pressati dai conti in rosso di Liberazione, nei territori le nostre/i nostri magnifiche/magnifici militanti arrancano con pochi soldi ma si fanno il mazzo per onorare il Partito. E il gruppo dirigente cosa fà? Continua a farsi le pippe mentali su chi sia più a sinistra o meno. Cazzate! La nostra tattica mostra il segno. Passiamo invece alla strategia (sono un<br />
gramsciano doc). Per i governativi e la finta opposizione, meglio non commentare: inutile spreco di parole. Per noi tutte/tutti ancor di più meno chiacchere e più fatti. Con umiltà ripartiamo da Zero, ma costruiamo<br />
un percorso comune e condiviso (vedi la battaglia sull&#8217;acqua) reclamando anche incazzati un ruolo che ci appartiene storicamente: quello di voler<br />
costruire  (come lucidamente ribadiva Giorgio Galli ieri su Liberazione)<br />
un percorso politico innovatore, un marxismo orizzontale, nei territori<br />
e nel cuore e nelle menti del nostro popolo. E smettiamola di farci le pulci gli uni con gli altri: l&#8217;esclusiva del comunismo e della falceemartello non ce l&#8217;ha nessuno a meno che (come dicevo nel maggio scorso) le poltrone interessino ancora qualcuno che, secondo il sottoscritto, per il bene del Partito andrebbe cacciato via a calci nel culo! Perdonate le mie colorite espressioni ma non ne possiamo più della stoltezza di personaggi che non ci rappresentano e che non riconosciamo<br />
più come &#8220;gruppo dirigente&#8221;. Occorre una vera svolta &#8220;comunista&#8221;nel partito. Da ognuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni. Saluti comunisti.</p>
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		<title>Di: Simone Oggionni</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-3608</link>
		<dc:creator>Simone Oggionni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:20:10 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gianluca,
provo a darti una risposta, seppure ovviamente parziale (parlo a titolo individuale).
A me pare che, pure nella stringatezza dell’appello, esso enuclei bene i temi e i contenuti su cui la sinistra deve fare uno sforzo unitario: democrazia, diritti, beni comuni, crisi, lavoro, concludendo con un’esortazione a battersi per la modifica in senso proporzionale della legge elettorale, altro emblema della deriva autoritaria oggi in campo.
Arrivo al cuore della tua richiesta, che tra l’altro avanzi da giovane comunista: chi sono i nostri interlocutori? Sono telegrafico: tutto quello che sta a sinistra del Partito democratico. Ognuno di questi soggetti ha gravi limiti: di consistenza politica, di identità politica-ideologica, di collocazione istituzionale. Ma il senso dell’appello è proprio questo: siamo oggi noi in grado di fare a meno degli altri che, insieme a noi, compongono la sinistra nel nostro Paese? Se noi fossimo una grande forza, avessimo 100mila iscritti e l’8%, forse potremmo dire di sì. Ma noi siamo, né più né meno, dentro le stesse difficoltà e con gli stessi limiti di tutti quelli che hai citato. Pensa che come Federazione (quindi Rifondazione, Pdci, Socialismo 2000 e Patta messi insieme) siamo il 3%!
Questo è – io credo – lo spirito dell’appello: ritrovare terreni comuni di discussione e di lotta insieme alle altre forze di sinistra, prendendo atto delle nostre debolezze e della necessità di costruire, nel rispetto dei progetti strategici di ciascuno (io per esempio voglio un partito comunista di massa e lavorerò tutta la vita per questo e per nient’altro!), una Sinistra degna di nota e utile per i lavoratori, gli studenti, le classi subalterne...
Un abbraccio,
Simone Oggionni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianluca,<br />
provo a darti una risposta, seppure ovviamente parziale (parlo a titolo individuale).<br />
A me pare che, pure nella stringatezza dell’appello, esso enuclei bene i temi e i contenuti su cui la sinistra deve fare uno sforzo unitario: democrazia, diritti, beni comuni, crisi, lavoro, concludendo con un’esortazione a battersi per la modifica in senso proporzionale della legge elettorale, altro emblema della deriva autoritaria oggi in campo.<br />
Arrivo al cuore della tua richiesta, che tra l’altro avanzi da giovane comunista: chi sono i nostri interlocutori? Sono telegrafico: tutto quello che sta a sinistra del Partito democratico. Ognuno di questi soggetti ha gravi limiti: di consistenza politica, di identità politica-ideologica, di collocazione istituzionale. Ma il senso dell’appello è proprio questo: siamo oggi noi in grado di fare a meno degli altri che, insieme a noi, compongono la sinistra nel nostro Paese? Se noi fossimo una grande forza, avessimo 100mila iscritti e l’8%, forse potremmo dire di sì. Ma noi siamo, né più né meno, dentro le stesse difficoltà e con gli stessi limiti di tutti quelli che hai citato. Pensa che come Federazione (quindi Rifondazione, Pdci, Socialismo 2000 e Patta messi insieme) siamo il 3%!<br />
Questo è – io credo – lo spirito dell’appello: ritrovare terreni comuni di discussione e di lotta insieme alle altre forze di sinistra, prendendo atto delle nostre debolezze e della necessità di costruire, nel rispetto dei progetti strategici di ciascuno (io per esempio voglio un partito comunista di massa e lavorerò tutta la vita per questo e per nient’altro!), una Sinistra degna di nota e utile per i lavoratori, gli studenti, le classi subalterne&#8230;<br />
Un abbraccio,<br />
Simone Oggionni</p>
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		<title>Di: Gianluca Ricupati</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-3604</link>
		<dc:creator>Gianluca Ricupati</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:15:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto l&#039;appello con il desiderio di trovarvi un reale spunto di unità a sinistra, data la crisi politica che sta vivendo l&#039;Italia. Sono rimasto alquanto deluso da un appello che dice tutto ma al contempo non dice nulla. Abbiamo bisogno di più concretezza e meno slogan.
E soprattutto, parlo da Giovane Comunista, avremmo bisogno di capire chi sono i nostri interlocutori: Sinistra Critica o gli infiniti partiti che contengono la parola comunista (le cui divergenze sono invisibili e dettate soltanto da personalismi)? Vendola e Sel (che quotidianamente lotta per CANCELLARE i suoi ex compagni del PRC dallo scenario politico, ponendosi molto più questo obiettivo che quello di sconfiggere Berlusconi, e avendo l&#039;appoggio di grandi personalità, come l&#039;editore di Repubblica che non a caso tace sulla presenza di Rifondazione alle manifestazioni, facendo leva su un leaderismo che mi sa molto di Berlusconi o Di Pietro)? Il PD che quotidianamente rinnega una cultura di sinistra e si sposta sempre più al centro, che ha paura di fare opposizione? Sarebbe bella la tanto citata UNITà A SINISTRA, ma ho troppe difficoltà anche soltanto ad immaginarla.. Sperare e provare comunque non fa mai male, soprattutto in una situazione grave come quella odierna, e qualora l&#039;appello fosse scritto e portato avanti in maniera diversa sono pronto a sottoscriverlo. Saluti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;appello con il desiderio di trovarvi un reale spunto di unità a sinistra, data la crisi politica che sta vivendo l&#8217;Italia. Sono rimasto alquanto deluso da un appello che dice tutto ma al contempo non dice nulla. Abbiamo bisogno di più concretezza e meno slogan.<br />
E soprattutto, parlo da Giovane Comunista, avremmo bisogno di capire chi sono i nostri interlocutori: Sinistra Critica o gli infiniti partiti che contengono la parola comunista (le cui divergenze sono invisibili e dettate soltanto da personalismi)? Vendola e Sel (che quotidianamente lotta per CANCELLARE i suoi ex compagni del PRC dallo scenario politico, ponendosi molto più questo obiettivo che quello di sconfiggere Berlusconi, e avendo l&#8217;appoggio di grandi personalità, come l&#8217;editore di Repubblica che non a caso tace sulla presenza di Rifondazione alle manifestazioni, facendo leva su un leaderismo che mi sa molto di Berlusconi o Di Pietro)? Il PD che quotidianamente rinnega una cultura di sinistra e si sposta sempre più al centro, che ha paura di fare opposizione? Sarebbe bella la tanto citata UNITà A SINISTRA, ma ho troppe difficoltà anche soltanto ad immaginarla.. Sperare e provare comunque non fa mai male, soprattutto in una situazione grave come quella odierna, e qualora l&#8217;appello fosse scritto e portato avanti in maniera diversa sono pronto a sottoscriverlo. Saluti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Virginia</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2838</link>
		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 19:33:54 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido e sottoscrivo l&#039;appello

Saluti Comunisti
Virginia De Cesare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido e sottoscrivo l&#8217;appello</p>
<p>Saluti Comunisti<br />
Virginia De Cesare</p>
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	</item>
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		<title>Di: mario ottavi</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2672</link>
		<dc:creator>mario ottavi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 17:28:42 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie compagno Saltamerenda. Le tue sono lucide osservazioni che, forse,non verranno capite percè gli strapuntini esisteranno sempre, le truppe cammellate pure. Solo che queste ultime, anzichè tirare la volata
ad un &quot;partito comunista&quot; dell&#039;era digitale, ipermoderno ma comunque
votato alla costruzione di una prospettiva, leggesi rivoluzione socialista (nel senso gramsciano del termine), lecca il culo ai figli adottivi di Bertinotti, che si riempiono la bocca di &quot;sinistra e che, come fecero qualche tempo fa i Veltroni, i D&#039;Alema, i Fassino si vergognano di essere stati comunisti (vedi Vendola) perchè non lo sono
mai stati.
Forse, ragionandoci su bene, il tanto vituperato Pasolini era più comunista di loro!
Un fraterno abbraccio comunista a te e a tutto il PRC di Cerveteri!
Hasta siempre!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie compagno Saltamerenda. Le tue sono lucide osservazioni che, forse,non verranno capite percè gli strapuntini esisteranno sempre, le truppe cammellate pure. Solo che queste ultime, anzichè tirare la volata<br />
ad un &#8220;partito comunista&#8221; dell&#8217;era digitale, ipermoderno ma comunque<br />
votato alla costruzione di una prospettiva, leggesi rivoluzione socialista (nel senso gramsciano del termine), lecca il culo ai figli adottivi di Bertinotti, che si riempiono la bocca di &#8220;sinistra e che, come fecero qualche tempo fa i Veltroni, i D&#8217;Alema, i Fassino si vergognano di essere stati comunisti (vedi Vendola) perchè non lo sono<br />
mai stati.<br />
Forse, ragionandoci su bene, il tanto vituperato Pasolini era più comunista di loro!<br />
Un fraterno abbraccio comunista a te e a tutto il PRC di Cerveteri!<br />
Hasta siempre!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo Saltamerenda</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2668</link>
		<dc:creator>Massimo Saltamerenda</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 16:52:50 +0000</pubDate>
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		<description>Che fare?
Massimo Saltamerenda
PRC – Circolo di Cerveteri e Ladispoli

Non ho molto da lavorare, sarebbe meglio dire che ho qualcosa di poco da fare, ma non mi va nemmeno di farlo, la stagione è pure piovosa, allora mi metto a scrivere. Sono giorni che aspetto la telefonata del mio commercialista; prima di andare a pagare a rate per sei anni una cartella esattoriale da 10.000,00 euro (la mia finanziaria personale) devo sapere dall’ufficio delle entrate se una parte della cifra mi sarà decurtata.

Come militante e dirigente di provincia di Rifondazione Comunista faccio un lavoro atipico, sono libero professionista e per di più sono anche geometra. Tuttavia sono atipico anche nella professione, il mio “giusto guadagno” proviene dalle tasche dei lavoratori, quelli che mi guardano strano durante i volantinaggi e che ogni giorno fanno i pendolari verso Roma. La finanziaria “lacrime e sangue” incombe sulle loro teste e pure sulla mia, sarà dura tirare avanti. Abito a Cerveteri, 20 minuti dalla capitale, Etruria, litorale nord a metà strada tra la città eterna  e Civitavecchia. Per come vivo io il mio lavoro posso dire che da una vita faccio il precario, sebbene con maggiore fortuna di coloro che sono precari davvero, anche perché non ho dipendenti da sfruttare, ho un “modesto” mutuo da pagare e insieme alla mia compagna non siamo padri di niente, anche se lei invece è madre di una figlia. Nel partito sono segretario del circolo e in Federazione faccio parte della segreteria. Da poco ho aderito a Essere Comunisti; l’ho fatto dopo l’invito coraggioso e unitario rivolto da Claudio Grassi a Nichi Vendola e pure perché ad un certo punto, in questa fase di sbandamento che c’è dentro al partito, mi è sembrato logico, utile, forse rassicurante cercare un punto di riferimento serio e costruttivo dentro a Rifondazione, per Rifondazione.

Ora dopo un paio di mesi o giù di li, in una situazione locale che dentro la Federazione della Sinistra (PRC + PdCI) a mio avviso va sempre più cristallizzandosi tra una “non ho capito quale, unità tra comunisti” o nella costruzione di un “nuovo non so che tipo di partito comunista” e l’esaltazione “muscolare e un pò machista” (ma succede solo qui?) di un “non capito quale  partito sociale”, mi trovo alle prese con due documenti che mi giungono dalla Fabbrica degli Appelli, quella appunto che sta a Roma. Si tratta di due testi importanti ai quali aderirei senza dubbio: uno parla dell’Unità a Sinistra e l’altro del Rilancio di Rifondazione, ma per il momento esito.

Il primo, quello sull’Unità a Sinistra, mi pare addirittura patetico; ci trovo dentro nomi (sempre gli stessi) che hanno caratterizzato la fase paleo-politica detta di Chianciano dove gli Homo, quelli che si ritenevano essere Sapiens, alla fine tra un naufragio e una strambata in mare aperto, hanno lasciato i bivacchi malconci di quelli che loro, consideravano essere i preistorici Neanderthal. Dimesse le clave, i clan hanno deciso di parlarsi di nuovo? Ma da che punto di vista? Siamo ancora in mezzo alle acque? Oppure stiamo a cuocere cinghiali in una fangosa piazza del villaggio? 

Il secondo quello intitolato “Il tempo è scaduto - Riprendiamoci la parola” devo dire mi interessa molto per i temi che affronta e in special modo per la critica che fa al patriarcato e al partito monosessuato. Da ragazzo ero ossessionato da mio padre e dalle dimensioni del mio pene, ho scoperto in ritardo di avercelo normale e oggi che c’ho cinquant’anni vedere tutti questi “omini” che in politica come sul lavoro e nella società passano la vita a misurarselo di continuo, me lo sono rotto appunto un po’ … il cazzo. Ma non ho capito che vuol dire  “quale tempo” sia scaduto e in “quale luogo” si intenderebbe riprendere la parola.
Ho solo un timore, che tra un organizzare le “truppe cammellate” per posizionare meglio i “comunisti più comunisti degli altri” all’interno del congresso di formazione della Federazione della Sinistra e la “voglia” di qualcuno di riprendersi uno strapuntino in parlamento o una scrivania dentro al partito, qua finisce veramente male. 

Ma Che Fare? Prima che arrivi “L’Arca di Nichi”, prima che questo evento mediatico prenda davvero il sopravvento pure nell’immaginario collettivo della mia “diligenza” (è scritto in cinese), io, anche solo per incoraggiare qualcuno aderisco a tutti e due gli appelli e buonanotte, vediamo un pochettino come va a finire. Tanto sono anche un po’ stanco e non solo non mi va più di lavorare, ma non mi va più nemmeno di scrivere; tanto sono convinto che qualcuno mi dirà: “Che hai fatto? Hai sbagliato!” Ma che potevo fare sotto questo cielo plumbeo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che fare?<br />
Massimo Saltamerenda<br />
PRC – Circolo di Cerveteri e Ladispoli</p>
<p>Non ho molto da lavorare, sarebbe meglio dire che ho qualcosa di poco da fare, ma non mi va nemmeno di farlo, la stagione è pure piovosa, allora mi metto a scrivere. Sono giorni che aspetto la telefonata del mio commercialista; prima di andare a pagare a rate per sei anni una cartella esattoriale da 10.000,00 euro (la mia finanziaria personale) devo sapere dall’ufficio delle entrate se una parte della cifra mi sarà decurtata.</p>
<p>Come militante e dirigente di provincia di Rifondazione Comunista faccio un lavoro atipico, sono libero professionista e per di più sono anche geometra. Tuttavia sono atipico anche nella professione, il mio “giusto guadagno” proviene dalle tasche dei lavoratori, quelli che mi guardano strano durante i volantinaggi e che ogni giorno fanno i pendolari verso Roma. La finanziaria “lacrime e sangue” incombe sulle loro teste e pure sulla mia, sarà dura tirare avanti. Abito a Cerveteri, 20 minuti dalla capitale, Etruria, litorale nord a metà strada tra la città eterna  e Civitavecchia. Per come vivo io il mio lavoro posso dire che da una vita faccio il precario, sebbene con maggiore fortuna di coloro che sono precari davvero, anche perché non ho dipendenti da sfruttare, ho un “modesto” mutuo da pagare e insieme alla mia compagna non siamo padri di niente, anche se lei invece è madre di una figlia. Nel partito sono segretario del circolo e in Federazione faccio parte della segreteria. Da poco ho aderito a Essere Comunisti; l’ho fatto dopo l’invito coraggioso e unitario rivolto da Claudio Grassi a Nichi Vendola e pure perché ad un certo punto, in questa fase di sbandamento che c’è dentro al partito, mi è sembrato logico, utile, forse rassicurante cercare un punto di riferimento serio e costruttivo dentro a Rifondazione, per Rifondazione.</p>
<p>Ora dopo un paio di mesi o giù di li, in una situazione locale che dentro la Federazione della Sinistra (PRC + PdCI) a mio avviso va sempre più cristallizzandosi tra una “non ho capito quale, unità tra comunisti” o nella costruzione di un “nuovo non so che tipo di partito comunista” e l’esaltazione “muscolare e un pò machista” (ma succede solo qui?) di un “non capito quale  partito sociale”, mi trovo alle prese con due documenti che mi giungono dalla Fabbrica degli Appelli, quella appunto che sta a Roma. Si tratta di due testi importanti ai quali aderirei senza dubbio: uno parla dell’Unità a Sinistra e l’altro del Rilancio di Rifondazione, ma per il momento esito.</p>
<p>Il primo, quello sull’Unità a Sinistra, mi pare addirittura patetico; ci trovo dentro nomi (sempre gli stessi) che hanno caratterizzato la fase paleo-politica detta di Chianciano dove gli Homo, quelli che si ritenevano essere Sapiens, alla fine tra un naufragio e una strambata in mare aperto, hanno lasciato i bivacchi malconci di quelli che loro, consideravano essere i preistorici Neanderthal. Dimesse le clave, i clan hanno deciso di parlarsi di nuovo? Ma da che punto di vista? Siamo ancora in mezzo alle acque? Oppure stiamo a cuocere cinghiali in una fangosa piazza del villaggio? </p>
<p>Il secondo quello intitolato “Il tempo è scaduto &#8211; Riprendiamoci la parola” devo dire mi interessa molto per i temi che affronta e in special modo per la critica che fa al patriarcato e al partito monosessuato. Da ragazzo ero ossessionato da mio padre e dalle dimensioni del mio pene, ho scoperto in ritardo di avercelo normale e oggi che c’ho cinquant’anni vedere tutti questi “omini” che in politica come sul lavoro e nella società passano la vita a misurarselo di continuo, me lo sono rotto appunto un po’ … il cazzo. Ma non ho capito che vuol dire  “quale tempo” sia scaduto e in “quale luogo” si intenderebbe riprendere la parola.<br />
Ho solo un timore, che tra un organizzare le “truppe cammellate” per posizionare meglio i “comunisti più comunisti degli altri” all’interno del congresso di formazione della Federazione della Sinistra e la “voglia” di qualcuno di riprendersi uno strapuntino in parlamento o una scrivania dentro al partito, qua finisce veramente male. </p>
<p>Ma Che Fare? Prima che arrivi “L’Arca di Nichi”, prima che questo evento mediatico prenda davvero il sopravvento pure nell’immaginario collettivo della mia “diligenza” (è scritto in cinese), io, anche solo per incoraggiare qualcuno aderisco a tutti e due gli appelli e buonanotte, vediamo un pochettino come va a finire. Tanto sono anche un po’ stanco e non solo non mi va più di lavorare, ma non mi va più nemmeno di scrivere; tanto sono convinto che qualcuno mi dirà: “Che hai fatto? Hai sbagliato!” Ma che potevo fare sotto questo cielo plumbeo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fausto sorini</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2580</link>
		<dc:creator>fausto sorini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:36:53 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Igor, chi sei?
La tua argomentazione è interessante, e sono disponibile ad approfondirla: ma non mi piace interloquire con qualcuno dal volto coperto... Fai un piccolo sforzo di trasparenza...siamo nel terzo millennio!

Fausto Sorini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Igor, chi sei?<br />
La tua argomentazione è interessante, e sono disponibile ad approfondirla: ma non mi piace interloquire con qualcuno dal volto coperto&#8230; Fai un piccolo sforzo di trasparenza&#8230;siamo nel terzo millennio!</p>
<p>Fausto Sorini</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2564</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:52:31 +0000</pubDate>
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		<description>la rifondazione comunista e&#039; fallita dovete ammeterlo.Un partito comunista e&#039; fuori tempo,forse anzi sicuramente essere comunisti noì!anzi puo&#039; essere anche una virtu&#039;.Quindi un progetto di sinistra vincente non puo&#039;non essere &quot;semplicemente&quot; a-comunismo.  solo sinistra,sinistra,sinistra semplicemente sinistra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la rifondazione comunista e&#8217; fallita dovete ammeterlo.Un partito comunista e&#8217; fuori tempo,forse anzi sicuramente essere comunisti noì!anzi puo&#8217; essere anche una virtu&#8217;.Quindi un progetto di sinistra vincente non puo&#8217;non essere &#8220;semplicemente&#8221; a-comunismo.  solo sinistra,sinistra,sinistra semplicemente sinistra</p>
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		<title>Di: Igor</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2559</link>
		<dc:creator>Igor</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 17:03:46 +0000</pubDate>
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		<description>Leggo che il compagno Fausto Sorini interviene in polemica con Grassi, affermando: “per ricostruire su basi più solide bisognerebbe intanto riconoscere con umiltà che il progetto ormai ventennale di Rifondazione di un partito comunista in Italia è fallito miseramente (e processi analoghi hanno segnato la storia degli altri partiti eurocomunisti), mentre ha tenuto ed oggi dimostra forti capacità espansive il progetto dei partiti comunisti leninisti e internazionalisti come quelli greci e portoghesi. So che questa argomentazione, basata sui fatti, irrita molti compagni italiani, che evitano persino di discuterne”.
A parte il fatto un po’ buffo che sembra che a parlare sia un compagno non italiano, da queste considerazioni si evince che Sorini faccia risalire il fallimento di Rifondazione all’eurocomunismo e indichi come modelli di riferimento i partiti comunisti Greco e Portoghese. In questa tesi c’è una parte di verità, ma mi permetto sommessamente di fare due osservazioni.
Primo. Eviterei di risalire troppo indietro per ricercare le cause delle crisi, perché credo necessario dare priorità allo sguardo in avanti piuttosto che indietro, altrimenti ognuno ed ogni filone storico ha la sua verità e si rischia di dividere con l’accetta storica del passato i comunisti di oggi invece di unirli su un progetto per il futuro. Se guardiamo troppo indietro, lo stesso eurocomunismo fu probabilmente conseguenza a sua volta di precedenti evoluzioni di alcuni partiti comunisti con condizioni particolari e molto diverse da quelle della Grecia e del Portogallo. I partiti greco e portoghese erano molto diversi dal Pci e dal Pcf oltre che per le condizioni, allora, molto diverse dei paesi di riferimento, anche perché erano entrambi usciti da poco dalla clandestinità sotto dittature fasciste-imperialiste (dal 1974 e l’eurocomunismo è del 1976). L’eurocomunismo mi sembra che fosse stato un tentativo soprattutto del Pci di Berlinguer di costruire in Europa un polo comunista fra forze comuniste che operavano in paesi con caratteristiche comuni, per costruire una via al socialismo con caratteristiche europee. Non si capisce perché i compagni cinesi possano costruire il socialismo alla cinese, oggi con peculiarità politiche e pratiche (al di là dei formali richiami ideologici) non molto distanti dalle tesi economiche della socialdemocrazia e dell’ultimo Pci, anche molto rischiose per la stessa prospettiva socialista e comunista, e questo non possa essere intrapreso da forze comuniste e operaie europee. Peraltro,  diversamente dalla Sinistra Europea di Bertinotti non ci fu nessuna discriminazione o esclusione di altri partiti comunisti. Furono i partiti greco e portoghese a rifiutare, legittimamente, la partecipazione a quegli incontri internazionali a cui parteciparono invece il Pci, il Pcf e il partito comunista spagnolo. In particolare, la diversità eurocomunista più che con il Pc portoghese e il Pc greco era con il modello democratico ed economico del socialismo dell’Urss di Breznev, di cui il leninismo era già ormai solo un ornamento formale, come si vide un po’ di anni dopo. Faccio notare che è vero che il Pci anni dopo fu sciolto, ma non si può cancellare – come fa Sorini – anche lo scioglimento del Pcus e dell’Urss, conseguenza della crisi almeno altrettanto profonda che vivevano già allora, negli anni dell’Eurocomunismo, il Pcus e l’Urss. L’eurocomunismo fu anche un tentativo di risposta (fallito anch’esso) – a cui guardò con simpatia anche il partito comunista giapponese, oggi ancora forte e vitale – a quella crisi del socialismo reale che una mente lungimirante e non dogmatica come quella di Berlinguer aveva già cominciato a vedere. Se si può muovere una critica all’eurocomunismo è quella di aver rappresentato, alla fine, una critica da destra alla crisi del socialismo reale, portando il Pci, anche su spinta peculiare della destra amendoliana interna, verso la socialdemocratizzazione, la cosiddetta cultura di governo, anche di governo del capitalismo, come si vide negli anni immediatamente successivi con la linea del compromesso storico e dei “sacrifici” amendoliani e della linea sindacale dell’Eur.
Mi collego a ciò per la seconda osservazione. Fra i due principali partiti italiani che si definiscono “comunisti” (Rifondazione Comunista e il Pdci), per la provenienza storica e per la cultura politica dei gruppi dirigenti, mi appare più in continuità storica con il Pci e la sua cultura eurocomunista governista e socialdemocratizzante il Pdci (formato prevalentemente da quadri dirigenti con la cultura di governo della cosiddetta “destra” comunista, dopo la fuoriuscita dei rizziani che sono di diversa provenienza) piuttosto che il Prc di oggi, che  – dopo la fuoriuscita dei vendoliani e bertinottiani di matrice Pci ingraiana – è formato prevalentemente da quadri dirigenti provenienti dalla vecchia sinistra extraparlamentare. Cosa c’entrano Ferrero, Grassi e Mantovani con l’eurocomunismo ? Non si comprende allora perché tutti gli strali di Sorini siano rivolti sempre e solo al Prc.
Anche per questi motivi io credo ci sia bisogno ancora di più oggi non della “restaurazione” di qualcosa che ormai non c’è più, di un Pci di prima della Bolognina, di un Pci di prima dello strappo del 1981, di un Pci di prima del compromesso storico, di un Pci di prima dell’eurocomunismo, di un Pci di prima dell’8° congresso e chi più ne ha più ne metta (e c’è chi persino data l’inizio del “revisionismo” alla Svolta di Salerno !), ma della “rifondazione” di una forza comunista, anticapitalistica e di classe oggi, rifondazione di cui c’è bisogno non solo per rispondere alla crisi profondissima che vivono sia il Prc che il Pdci soprattutto dopo il crollo di credibilità nella classe dovuto alla partecipazione all’ultimo governo di centro-sinistra, ma anche per rimotivare perché essere comunisti nel terzo millennio dopo la crisi e la sconfitta di portata storica del movimento comunista mondiale della fine del secolo scorso. E’ incredibile che di quella sconfitta e delle sue cause il compagno Sorini non faccia nessun cenno, mentre contemporaneamente per il progetto di “rifondazione” di un partito comunista parli di “misero fallimento”, criticando Grassi per essere “senza un briciolo di riflessione autocritica”. E’ proprio vero il detto per chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro senza vedere la trave nel suo. Dopo tanti disastri e nelle condizioni in cui siamo ridotti tutti, sarebbe più saggio problematizzare di più, evitando di mettersi in cattedra a dare lezioni con troppe certezze, e soprattutto, come sostengono oggi i compagni cinesi, che almeno su questo rimangono marxisti, faremmo tutti meglio a “cercare la verità a partire dai fatti della realtà”, piuttosto che da assunti ideologici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo che il compagno Fausto Sorini interviene in polemica con Grassi, affermando: “per ricostruire su basi più solide bisognerebbe intanto riconoscere con umiltà che il progetto ormai ventennale di Rifondazione di un partito comunista in Italia è fallito miseramente (e processi analoghi hanno segnato la storia degli altri partiti eurocomunisti), mentre ha tenuto ed oggi dimostra forti capacità espansive il progetto dei partiti comunisti leninisti e internazionalisti come quelli greci e portoghesi. So che questa argomentazione, basata sui fatti, irrita molti compagni italiani, che evitano persino di discuterne”.<br />
A parte il fatto un po’ buffo che sembra che a parlare sia un compagno non italiano, da queste considerazioni si evince che Sorini faccia risalire il fallimento di Rifondazione all’eurocomunismo e indichi come modelli di riferimento i partiti comunisti Greco e Portoghese. In questa tesi c’è una parte di verità, ma mi permetto sommessamente di fare due osservazioni.<br />
Primo. Eviterei di risalire troppo indietro per ricercare le cause delle crisi, perché credo necessario dare priorità allo sguardo in avanti piuttosto che indietro, altrimenti ognuno ed ogni filone storico ha la sua verità e si rischia di dividere con l’accetta storica del passato i comunisti di oggi invece di unirli su un progetto per il futuro. Se guardiamo troppo indietro, lo stesso eurocomunismo fu probabilmente conseguenza a sua volta di precedenti evoluzioni di alcuni partiti comunisti con condizioni particolari e molto diverse da quelle della Grecia e del Portogallo. I partiti greco e portoghese erano molto diversi dal Pci e dal Pcf oltre che per le condizioni, allora, molto diverse dei paesi di riferimento, anche perché erano entrambi usciti da poco dalla clandestinità sotto dittature fasciste-imperialiste (dal 1974 e l’eurocomunismo è del 1976). L’eurocomunismo mi sembra che fosse stato un tentativo soprattutto del Pci di Berlinguer di costruire in Europa un polo comunista fra forze comuniste che operavano in paesi con caratteristiche comuni, per costruire una via al socialismo con caratteristiche europee. Non si capisce perché i compagni cinesi possano costruire il socialismo alla cinese, oggi con peculiarità politiche e pratiche (al di là dei formali richiami ideologici) non molto distanti dalle tesi economiche della socialdemocrazia e dell’ultimo Pci, anche molto rischiose per la stessa prospettiva socialista e comunista, e questo non possa essere intrapreso da forze comuniste e operaie europee. Peraltro,  diversamente dalla Sinistra Europea di Bertinotti non ci fu nessuna discriminazione o esclusione di altri partiti comunisti. Furono i partiti greco e portoghese a rifiutare, legittimamente, la partecipazione a quegli incontri internazionali a cui parteciparono invece il Pci, il Pcf e il partito comunista spagnolo. In particolare, la diversità eurocomunista più che con il Pc portoghese e il Pc greco era con il modello democratico ed economico del socialismo dell’Urss di Breznev, di cui il leninismo era già ormai solo un ornamento formale, come si vide un po’ di anni dopo. Faccio notare che è vero che il Pci anni dopo fu sciolto, ma non si può cancellare – come fa Sorini – anche lo scioglimento del Pcus e dell’Urss, conseguenza della crisi almeno altrettanto profonda che vivevano già allora, negli anni dell’Eurocomunismo, il Pcus e l’Urss. L’eurocomunismo fu anche un tentativo di risposta (fallito anch’esso) – a cui guardò con simpatia anche il partito comunista giapponese, oggi ancora forte e vitale – a quella crisi del socialismo reale che una mente lungimirante e non dogmatica come quella di Berlinguer aveva già cominciato a vedere. Se si può muovere una critica all’eurocomunismo è quella di aver rappresentato, alla fine, una critica da destra alla crisi del socialismo reale, portando il Pci, anche su spinta peculiare della destra amendoliana interna, verso la socialdemocratizzazione, la cosiddetta cultura di governo, anche di governo del capitalismo, come si vide negli anni immediatamente successivi con la linea del compromesso storico e dei “sacrifici” amendoliani e della linea sindacale dell’Eur.<br />
Mi collego a ciò per la seconda osservazione. Fra i due principali partiti italiani che si definiscono “comunisti” (Rifondazione Comunista e il Pdci), per la provenienza storica e per la cultura politica dei gruppi dirigenti, mi appare più in continuità storica con il Pci e la sua cultura eurocomunista governista e socialdemocratizzante il Pdci (formato prevalentemente da quadri dirigenti con la cultura di governo della cosiddetta “destra” comunista, dopo la fuoriuscita dei rizziani che sono di diversa provenienza) piuttosto che il Prc di oggi, che  – dopo la fuoriuscita dei vendoliani e bertinottiani di matrice Pci ingraiana – è formato prevalentemente da quadri dirigenti provenienti dalla vecchia sinistra extraparlamentare. Cosa c’entrano Ferrero, Grassi e Mantovani con l’eurocomunismo ? Non si comprende allora perché tutti gli strali di Sorini siano rivolti sempre e solo al Prc.<br />
Anche per questi motivi io credo ci sia bisogno ancora di più oggi non della “restaurazione” di qualcosa che ormai non c’è più, di un Pci di prima della Bolognina, di un Pci di prima dello strappo del 1981, di un Pci di prima del compromesso storico, di un Pci di prima dell’eurocomunismo, di un Pci di prima dell’8° congresso e chi più ne ha più ne metta (e c’è chi persino data l’inizio del “revisionismo” alla Svolta di Salerno !), ma della “rifondazione” di una forza comunista, anticapitalistica e di classe oggi, rifondazione di cui c’è bisogno non solo per rispondere alla crisi profondissima che vivono sia il Prc che il Pdci soprattutto dopo il crollo di credibilità nella classe dovuto alla partecipazione all’ultimo governo di centro-sinistra, ma anche per rimotivare perché essere comunisti nel terzo millennio dopo la crisi e la sconfitta di portata storica del movimento comunista mondiale della fine del secolo scorso. E’ incredibile che di quella sconfitta e delle sue cause il compagno Sorini non faccia nessun cenno, mentre contemporaneamente per il progetto di “rifondazione” di un partito comunista parli di “misero fallimento”, criticando Grassi per essere “senza un briciolo di riflessione autocritica”. E’ proprio vero il detto per chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro senza vedere la trave nel suo. Dopo tanti disastri e nelle condizioni in cui siamo ridotti tutti, sarebbe più saggio problematizzare di più, evitando di mettersi in cattedra a dare lezioni con troppe certezze, e soprattutto, come sostengono oggi i compagni cinesi, che almeno su questo rimangono marxisti, faremmo tutti meglio a “cercare la verità a partire dai fatti della realtà”, piuttosto che da assunti ideologici.</p>
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		<title>Di: andrea valsusa</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/05/sosteniamo-lappello-uniti-a-sinistra/comment-page-1/#comment-2542</link>
		<dc:creator>andrea valsusa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:50:10 +0000</pubDate>
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		<description>compagni io vorrei dire una cosa magari un po fuori dal coro....è giustissimo parlare di equità sociale, di lavoro ecc..ma un elemento per me fondamentale in questo periodo è l&#039;ambiente....il nostro pianeta stà andando a rotoli....se si continua su questa linea non si potrà più parlare di comunismo lavoro ecc perchè il nostro pianeta scomparirà...quindi secondo la mia opinione la federazione della sinistra deve fare suo temi come l&#039;ambientalismo, sostenibilità ambientale, parlare di agricoltura biologica e biodinamica(l&#039;agricoltura è la maggiore fonte di inquinamento)....be questi sono temi importantissimi e meriterebbero maggiore attenzione da parte della federazione della sinistra...bisogna partecipare sempre più attivamente alla lotta contro la tav, contro gli inceneritori, a favore di uno sviluppo della società italiana più sostenibile....saluti compagni....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>compagni io vorrei dire una cosa magari un po fuori dal coro&#8230;.è giustissimo parlare di equità sociale, di lavoro ecc..ma un elemento per me fondamentale in questo periodo è l&#8217;ambiente&#8230;.il nostro pianeta stà andando a rotoli&#8230;.se si continua su questa linea non si potrà più parlare di comunismo lavoro ecc perchè il nostro pianeta scomparirà&#8230;quindi secondo la mia opinione la federazione della sinistra deve fare suo temi come l&#8217;ambientalismo, sostenibilità ambientale, parlare di agricoltura biologica e biodinamica(l&#8217;agricoltura è la maggiore fonte di inquinamento)&#8230;.be questi sono temi importantissimi e meriterebbero maggiore attenzione da parte della federazione della sinistra&#8230;bisogna partecipare sempre più attivamente alla lotta contro la tav, contro gli inceneritori, a favore di uno sviluppo della società italiana più sostenibile&#8230;.saluti compagni&#8230;.</p>
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