Sosteniamo l’appello Uniti a Sinistra

Care compagne e cari compagni che frequentate questo blog, come si vede dai miei post e dai vostri commenti, uno dei temi più discussi è quello dell’unità a sinistra.
C’è chi ritiene che vada perseguita a prescindere e c’è chi ritiene, viceversa, che vada contrastata in quanto metterebbe a rischio la nostra identità.
Io penso che vada perseguita con tenacia, soprattutto oggi, a fronte di una sinistra di alternativa frammentata in mille pezzi. Penso, però, che vada perseguita nella chiarezza delle opzioni politiche.
Io sono comunista e lavoro per cercare di ricostruire in questo paese un partito politico che abbia come obiettivo strategico il superamento del capitalismo e la costruzione di una società socialista.
Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso.
Per questo sono molto affezionato al termine rifondazione. Perché per essere credibili – dopo le sconfitte subite e gli errori compiuti – dobbiamo proporre un comunismo nuovo e rifondato.
Credo che Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra (dove lavorano, assieme ad altri movimenti e soggettività, Prc e Pdci), siano il luogo dove può consolidarsi e crescere questa opzione.
Detto questo, c’è bisogno di altro.
C’è bisogno di una sinistra più ampia che, pur nella differenziazione – oggi – dei progetti politici strategici, si può e si deve unire nelle lotte, per dare una sponda credibile alle classi subalterne.
Per questo penso che questo appello sia positivo, vada sostenuto e vi invito ad aderirvi utilizzando la mail unitasinistra@gmail.com
Il grande successo che stiamo registrando nella raccolta di firme per l’acqua bene comune, ci parla di questo. Da un lato della potenzialità ricettiva e di mobilitazione di un popolo, dall’altra questo popolo si muove a determinate condizioni: se si sente protagonista e se percepisce la possibilità di conseguire un risultato.
Ciò si determina se le forze della sinistra sono unite e se sono capaci di costruire una relazione corretta con i movimenti.

La sinistra torni a giocare un ruolo importante nella politica italiana

Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione.
Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista.
Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli. Guardiamo con allarme alle pesanti conseguenze della crisi economica sulle condizioni di vita di grandi masse di cittadini italiani e migranti. Riteniamo (e la «manovra correttiva» ora minacciata dal governo ci rafforza in tale convincimento) che la drammatica crisi che investe gli anelli più deboli del contesto europeo sancendo il fallimento dell’Europa liberista di Maastricht e di Lisbona renda ancor più preoccupante anche nel nostro Paese la prospettiva delle classi subalterne. Consideriamo intollerabili il dilagare della povertà e della precarietà; l’attacco governativo alle tutele giuridiche del lavoro dipendente e al diritto dei lavoratori a una contrattazione collettiva solidale, autonoma e democratica; la distruzione dello Stato sociale e il controllo oligarchico sui mezzi di informazione; il diffondersi della corruzione e dell’evasione fiscale e l’imposizione di un sistema politico bipolare che nega rappresentanza e voce a milioni di elettori. Riteniamo concreto il rischio di svolte autoritarie in un contesto segnato dalla rottura della coesione sociale e dalla recrudescenza di pulsioni razziste alimentate da chi accarezza disegni populisti e progetta la distruzione istituzionale dell’unità nazionale.
In questo difficile frangente pensiamo che quanto ci unisce debba prevalere su quanto ci ha sin qui diviso e tuttora ci separa. Siamo determinati a batterci per una società più civile e meno ingiusta, ma siamo al tempo stesso consapevoli del concreto rischio di estinzione che oggi incombe sulla sinistra italiana. Tutto ciò ci convince della inderogabile necessità di puntare sulle convergenze e affinità e di privilegiare le importanti battaglie comuni che insieme possiamo combattere e vincere: innanzitutto quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale.
Con questo spirito ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che la sinistra torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.

Alberto Burgio, Cesare Caiazza, Maria Campese, Loris Campetti, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Elettra Deiana, Piero Di Siena, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Claudio Grassi, Raniero La Valle, Orazio Licandro, Giorgio Lunghini, Maria Rosaria Marella, Maria Grazia Meriggi, Roberto Musacchio, Franco Ottaviano, Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Valentino Parlato, Roberto Passini, Tiziano Rinaldini, Patrizia Sentinelli, Bruno Steri, Aldo Tortorella, Alessandro Valentini, Mario Vegetti, Gianni Vigilante, Massimo Villone, Luigi Vinci

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130 commenti to “Sosteniamo l’appello Uniti a Sinistra”

  1. mario ottavi scrive:

    Già nel maggio scorso mi sono esercitato a capire, a valutare, a filtrare, tutte le innumerevoli pulsioni “politiche” scatenate dall’Appello. Qualcosa è cambiato in me, rispetto a quella data, ma
    QUALCOSA NO E RESTA BEN FERMO E DETERMINATO. In questi giorni la variegata area centrista (Casini, Rutelli, ecc.) si da un gran da fare
    con allunghi (leggi cene ed incontri non tanto segreti) con Berlusconi
    per salvargli il culo e farlo uscire dall’angolo. Il Pd sta a guardare,
    Di Pietro sbraita e cerca di rubarci la scena” a sinistra”. La SeL non si sente ma vanta belle ospitate sui media televisivi. Questa in gergo “comunista” si chiama tattica. Ebbene noi siamo pressati dai conti in rosso di Liberazione, nei territori le nostre/i nostri magnifiche/magnifici militanti arrancano con pochi soldi ma si fanno il mazzo per onorare il Partito. E il gruppo dirigente cosa fà? Continua a farsi le pippe mentali su chi sia più a sinistra o meno. Cazzate! La nostra tattica mostra il segno. Passiamo invece alla strategia (sono un
    gramsciano doc). Per i governativi e la finta opposizione, meglio non commentare: inutile spreco di parole. Per noi tutte/tutti ancor di più meno chiacchere e più fatti. Con umiltà ripartiamo da Zero, ma costruiamo
    un percorso comune e condiviso (vedi la battaglia sull’acqua) reclamando anche incazzati un ruolo che ci appartiene storicamente: quello di voler
    costruire (come lucidamente ribadiva Giorgio Galli ieri su Liberazione)
    un percorso politico innovatore, un marxismo orizzontale, nei territori
    e nel cuore e nelle menti del nostro popolo. E smettiamola di farci le pulci gli uni con gli altri: l’esclusiva del comunismo e della falceemartello non ce l’ha nessuno a meno che (come dicevo nel maggio scorso) le poltrone interessino ancora qualcuno che, secondo il sottoscritto, per il bene del Partito andrebbe cacciato via a calci nel culo! Perdonate le mie colorite espressioni ma non ne possiamo più della stoltezza di personaggi che non ci rappresentano e che non riconosciamo
    più come “gruppo dirigente”. Occorre una vera svolta “comunista”nel partito. Da ognuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni. Saluti comunisti.

  2. Simone Oggionni scrive:

    Caro Gianluca,
    provo a darti una risposta, seppure ovviamente parziale (parlo a titolo individuale).
    A me pare che, pure nella stringatezza dell’appello, esso enuclei bene i temi e i contenuti su cui la sinistra deve fare uno sforzo unitario: democrazia, diritti, beni comuni, crisi, lavoro, concludendo con un’esortazione a battersi per la modifica in senso proporzionale della legge elettorale, altro emblema della deriva autoritaria oggi in campo.
    Arrivo al cuore della tua richiesta, che tra l’altro avanzi da giovane comunista: chi sono i nostri interlocutori? Sono telegrafico: tutto quello che sta a sinistra del Partito democratico. Ognuno di questi soggetti ha gravi limiti: di consistenza politica, di identità politica-ideologica, di collocazione istituzionale. Ma il senso dell’appello è proprio questo: siamo oggi noi in grado di fare a meno degli altri che, insieme a noi, compongono la sinistra nel nostro Paese? Se noi fossimo una grande forza, avessimo 100mila iscritti e l’8%, forse potremmo dire di sì. Ma noi siamo, né più né meno, dentro le stesse difficoltà e con gli stessi limiti di tutti quelli che hai citato. Pensa che come Federazione (quindi Rifondazione, Pdci, Socialismo 2000 e Patta messi insieme) siamo il 3%!
    Questo è – io credo – lo spirito dell’appello: ritrovare terreni comuni di discussione e di lotta insieme alle altre forze di sinistra, prendendo atto delle nostre debolezze e della necessità di costruire, nel rispetto dei progetti strategici di ciascuno (io per esempio voglio un partito comunista di massa e lavorerò tutta la vita per questo e per nient’altro!), una Sinistra degna di nota e utile per i lavoratori, gli studenti, le classi subalterne…
    Un abbraccio,
    Simone Oggionni

  3. Gianluca Ricupati scrive:

    Ho letto l’appello con il desiderio di trovarvi un reale spunto di unità a sinistra, data la crisi politica che sta vivendo l’Italia. Sono rimasto alquanto deluso da un appello che dice tutto ma al contempo non dice nulla. Abbiamo bisogno di più concretezza e meno slogan.
    E soprattutto, parlo da Giovane Comunista, avremmo bisogno di capire chi sono i nostri interlocutori: Sinistra Critica o gli infiniti partiti che contengono la parola comunista (le cui divergenze sono invisibili e dettate soltanto da personalismi)? Vendola e Sel (che quotidianamente lotta per CANCELLARE i suoi ex compagni del PRC dallo scenario politico, ponendosi molto più questo obiettivo che quello di sconfiggere Berlusconi, e avendo l’appoggio di grandi personalità, come l’editore di Repubblica che non a caso tace sulla presenza di Rifondazione alle manifestazioni, facendo leva su un leaderismo che mi sa molto di Berlusconi o Di Pietro)? Il PD che quotidianamente rinnega una cultura di sinistra e si sposta sempre più al centro, che ha paura di fare opposizione? Sarebbe bella la tanto citata UNITà A SINISTRA, ma ho troppe difficoltà anche soltanto ad immaginarla.. Sperare e provare comunque non fa mai male, soprattutto in una situazione grave come quella odierna, e qualora l’appello fosse scritto e portato avanti in maniera diversa sono pronto a sottoscriverlo. Saluti!

  4. Virginia scrive:

    Condivido e sottoscrivo l’appello

    Saluti Comunisti
    Virginia De Cesare

  5. Massimo Saltamerenda scrive:

    Che fare?
    Massimo Saltamerenda
    PRC – Circolo di Cerveteri e Ladispoli

    Non ho molto da lavorare, sarebbe meglio dire che ho qualcosa di poco da fare, ma non mi va nemmeno di farlo, la stagione è pure piovosa, allora mi metto a scrivere. Sono giorni che aspetto la telefonata del mio commercialista; prima di andare a pagare a rate per sei anni una cartella esattoriale da 10.000,00 euro (la mia finanziaria personale) devo sapere dall’ufficio delle entrate se una parte della cifra mi sarà decurtata.

    Come militante e dirigente di provincia di Rifondazione Comunista faccio un lavoro atipico, sono libero professionista e per di più sono anche geometra. Tuttavia sono atipico anche nella professione, il mio “giusto guadagno” proviene dalle tasche dei lavoratori, quelli che mi guardano strano durante i volantinaggi e che ogni giorno fanno i pendolari verso Roma. La finanziaria “lacrime e sangue” incombe sulle loro teste e pure sulla mia, sarà dura tirare avanti. Abito a Cerveteri, 20 minuti dalla capitale, Etruria, litorale nord a metà strada tra la città eterna e Civitavecchia. Per come vivo io il mio lavoro posso dire che da una vita faccio il precario, sebbene con maggiore fortuna di coloro che sono precari davvero, anche perché non ho dipendenti da sfruttare, ho un “modesto” mutuo da pagare e insieme alla mia compagna non siamo padri di niente, anche se lei invece è madre di una figlia. Nel partito sono segretario del circolo e in Federazione faccio parte della segreteria. Da poco ho aderito a Essere Comunisti; l’ho fatto dopo l’invito coraggioso e unitario rivolto da Claudio Grassi a Nichi Vendola e pure perché ad un certo punto, in questa fase di sbandamento che c’è dentro al partito, mi è sembrato logico, utile, forse rassicurante cercare un punto di riferimento serio e costruttivo dentro a Rifondazione, per Rifondazione.

    Ora dopo un paio di mesi o giù di li, in una situazione locale che dentro la Federazione della Sinistra (PRC + PdCI) a mio avviso va sempre più cristallizzandosi tra una “non ho capito quale, unità tra comunisti” o nella costruzione di un “nuovo non so che tipo di partito comunista” e l’esaltazione “muscolare e un pò machista” (ma succede solo qui?) di un “non capito quale partito sociale”, mi trovo alle prese con due documenti che mi giungono dalla Fabbrica degli Appelli, quella appunto che sta a Roma. Si tratta di due testi importanti ai quali aderirei senza dubbio: uno parla dell’Unità a Sinistra e l’altro del Rilancio di Rifondazione, ma per il momento esito.

    Il primo, quello sull’Unità a Sinistra, mi pare addirittura patetico; ci trovo dentro nomi (sempre gli stessi) che hanno caratterizzato la fase paleo-politica detta di Chianciano dove gli Homo, quelli che si ritenevano essere Sapiens, alla fine tra un naufragio e una strambata in mare aperto, hanno lasciato i bivacchi malconci di quelli che loro, consideravano essere i preistorici Neanderthal. Dimesse le clave, i clan hanno deciso di parlarsi di nuovo? Ma da che punto di vista? Siamo ancora in mezzo alle acque? Oppure stiamo a cuocere cinghiali in una fangosa piazza del villaggio?

    Il secondo quello intitolato “Il tempo è scaduto – Riprendiamoci la parola” devo dire mi interessa molto per i temi che affronta e in special modo per la critica che fa al patriarcato e al partito monosessuato. Da ragazzo ero ossessionato da mio padre e dalle dimensioni del mio pene, ho scoperto in ritardo di avercelo normale e oggi che c’ho cinquant’anni vedere tutti questi “omini” che in politica come sul lavoro e nella società passano la vita a misurarselo di continuo, me lo sono rotto appunto un po’ … il cazzo. Ma non ho capito che vuol dire “quale tempo” sia scaduto e in “quale luogo” si intenderebbe riprendere la parola.
    Ho solo un timore, che tra un organizzare le “truppe cammellate” per posizionare meglio i “comunisti più comunisti degli altri” all’interno del congresso di formazione della Federazione della Sinistra e la “voglia” di qualcuno di riprendersi uno strapuntino in parlamento o una scrivania dentro al partito, qua finisce veramente male.

    Ma Che Fare? Prima che arrivi “L’Arca di Nichi”, prima che questo evento mediatico prenda davvero il sopravvento pure nell’immaginario collettivo della mia “diligenza” (è scritto in cinese), io, anche solo per incoraggiare qualcuno aderisco a tutti e due gli appelli e buonanotte, vediamo un pochettino come va a finire. Tanto sono anche un po’ stanco e non solo non mi va più di lavorare, ma non mi va più nemmeno di scrivere; tanto sono convinto che qualcuno mi dirà: “Che hai fatto? Hai sbagliato!” Ma che potevo fare sotto questo cielo plumbeo?

    • mario ottavi scrive:

      Grazie compagno Saltamerenda. Le tue sono lucide osservazioni che, forse,non verranno capite percè gli strapuntini esisteranno sempre, le truppe cammellate pure. Solo che queste ultime, anzichè tirare la volata
      ad un “partito comunista” dell’era digitale, ipermoderno ma comunque
      votato alla costruzione di una prospettiva, leggesi rivoluzione socialista (nel senso gramsciano del termine), lecca il culo ai figli adottivi di Bertinotti, che si riempiono la bocca di “sinistra e che, come fecero qualche tempo fa i Veltroni, i D’Alema, i Fassino si vergognano di essere stati comunisti (vedi Vendola) perchè non lo sono
      mai stati.
      Forse, ragionandoci su bene, il tanto vituperato Pasolini era più comunista di loro!
      Un fraterno abbraccio comunista a te e a tutto il PRC di Cerveteri!
      Hasta siempre!!!

  6. Andrea scrive:

    la rifondazione comunista e’ fallita dovete ammeterlo.Un partito comunista e’ fuori tempo,forse anzi sicuramente essere comunisti noì!anzi puo’ essere anche una virtu’.Quindi un progetto di sinistra vincente non puo’non essere “semplicemente” a-comunismo. solo sinistra,sinistra,sinistra semplicemente sinistra

  7. Igor scrive:

    Leggo che il compagno Fausto Sorini interviene in polemica con Grassi, affermando: “per ricostruire su basi più solide bisognerebbe intanto riconoscere con umiltà che il progetto ormai ventennale di Rifondazione di un partito comunista in Italia è fallito miseramente (e processi analoghi hanno segnato la storia degli altri partiti eurocomunisti), mentre ha tenuto ed oggi dimostra forti capacità espansive il progetto dei partiti comunisti leninisti e internazionalisti come quelli greci e portoghesi. So che questa argomentazione, basata sui fatti, irrita molti compagni italiani, che evitano persino di discuterne”.
    A parte il fatto un po’ buffo che sembra che a parlare sia un compagno non italiano, da queste considerazioni si evince che Sorini faccia risalire il fallimento di Rifondazione all’eurocomunismo e indichi come modelli di riferimento i partiti comunisti Greco e Portoghese. In questa tesi c’è una parte di verità, ma mi permetto sommessamente di fare due osservazioni.
    Primo. Eviterei di risalire troppo indietro per ricercare le cause delle crisi, perché credo necessario dare priorità allo sguardo in avanti piuttosto che indietro, altrimenti ognuno ed ogni filone storico ha la sua verità e si rischia di dividere con l’accetta storica del passato i comunisti di oggi invece di unirli su un progetto per il futuro. Se guardiamo troppo indietro, lo stesso eurocomunismo fu probabilmente conseguenza a sua volta di precedenti evoluzioni di alcuni partiti comunisti con condizioni particolari e molto diverse da quelle della Grecia e del Portogallo. I partiti greco e portoghese erano molto diversi dal Pci e dal Pcf oltre che per le condizioni, allora, molto diverse dei paesi di riferimento, anche perché erano entrambi usciti da poco dalla clandestinità sotto dittature fasciste-imperialiste (dal 1974 e l’eurocomunismo è del 1976). L’eurocomunismo mi sembra che fosse stato un tentativo soprattutto del Pci di Berlinguer di costruire in Europa un polo comunista fra forze comuniste che operavano in paesi con caratteristiche comuni, per costruire una via al socialismo con caratteristiche europee. Non si capisce perché i compagni cinesi possano costruire il socialismo alla cinese, oggi con peculiarità politiche e pratiche (al di là dei formali richiami ideologici) non molto distanti dalle tesi economiche della socialdemocrazia e dell’ultimo Pci, anche molto rischiose per la stessa prospettiva socialista e comunista, e questo non possa essere intrapreso da forze comuniste e operaie europee. Peraltro, diversamente dalla Sinistra Europea di Bertinotti non ci fu nessuna discriminazione o esclusione di altri partiti comunisti. Furono i partiti greco e portoghese a rifiutare, legittimamente, la partecipazione a quegli incontri internazionali a cui parteciparono invece il Pci, il Pcf e il partito comunista spagnolo. In particolare, la diversità eurocomunista più che con il Pc portoghese e il Pc greco era con il modello democratico ed economico del socialismo dell’Urss di Breznev, di cui il leninismo era già ormai solo un ornamento formale, come si vide un po’ di anni dopo. Faccio notare che è vero che il Pci anni dopo fu sciolto, ma non si può cancellare – come fa Sorini – anche lo scioglimento del Pcus e dell’Urss, conseguenza della crisi almeno altrettanto profonda che vivevano già allora, negli anni dell’Eurocomunismo, il Pcus e l’Urss. L’eurocomunismo fu anche un tentativo di risposta (fallito anch’esso) – a cui guardò con simpatia anche il partito comunista giapponese, oggi ancora forte e vitale – a quella crisi del socialismo reale che una mente lungimirante e non dogmatica come quella di Berlinguer aveva già cominciato a vedere. Se si può muovere una critica all’eurocomunismo è quella di aver rappresentato, alla fine, una critica da destra alla crisi del socialismo reale, portando il Pci, anche su spinta peculiare della destra amendoliana interna, verso la socialdemocratizzazione, la cosiddetta cultura di governo, anche di governo del capitalismo, come si vide negli anni immediatamente successivi con la linea del compromesso storico e dei “sacrifici” amendoliani e della linea sindacale dell’Eur.
    Mi collego a ciò per la seconda osservazione. Fra i due principali partiti italiani che si definiscono “comunisti” (Rifondazione Comunista e il Pdci), per la provenienza storica e per la cultura politica dei gruppi dirigenti, mi appare più in continuità storica con il Pci e la sua cultura eurocomunista governista e socialdemocratizzante il Pdci (formato prevalentemente da quadri dirigenti con la cultura di governo della cosiddetta “destra” comunista, dopo la fuoriuscita dei rizziani che sono di diversa provenienza) piuttosto che il Prc di oggi, che – dopo la fuoriuscita dei vendoliani e bertinottiani di matrice Pci ingraiana – è formato prevalentemente da quadri dirigenti provenienti dalla vecchia sinistra extraparlamentare. Cosa c’entrano Ferrero, Grassi e Mantovani con l’eurocomunismo ? Non si comprende allora perché tutti gli strali di Sorini siano rivolti sempre e solo al Prc.
    Anche per questi motivi io credo ci sia bisogno ancora di più oggi non della “restaurazione” di qualcosa che ormai non c’è più, di un Pci di prima della Bolognina, di un Pci di prima dello strappo del 1981, di un Pci di prima del compromesso storico, di un Pci di prima dell’eurocomunismo, di un Pci di prima dell’8° congresso e chi più ne ha più ne metta (e c’è chi persino data l’inizio del “revisionismo” alla Svolta di Salerno !), ma della “rifondazione” di una forza comunista, anticapitalistica e di classe oggi, rifondazione di cui c’è bisogno non solo per rispondere alla crisi profondissima che vivono sia il Prc che il Pdci soprattutto dopo il crollo di credibilità nella classe dovuto alla partecipazione all’ultimo governo di centro-sinistra, ma anche per rimotivare perché essere comunisti nel terzo millennio dopo la crisi e la sconfitta di portata storica del movimento comunista mondiale della fine del secolo scorso. E’ incredibile che di quella sconfitta e delle sue cause il compagno Sorini non faccia nessun cenno, mentre contemporaneamente per il progetto di “rifondazione” di un partito comunista parli di “misero fallimento”, criticando Grassi per essere “senza un briciolo di riflessione autocritica”. E’ proprio vero il detto per chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro senza vedere la trave nel suo. Dopo tanti disastri e nelle condizioni in cui siamo ridotti tutti, sarebbe più saggio problematizzare di più, evitando di mettersi in cattedra a dare lezioni con troppe certezze, e soprattutto, come sostengono oggi i compagni cinesi, che almeno su questo rimangono marxisti, faremmo tutti meglio a “cercare la verità a partire dai fatti della realtà”, piuttosto che da assunti ideologici.

    • fausto sorini scrive:

      Caro Igor, chi sei?
      La tua argomentazione è interessante, e sono disponibile ad approfondirla: ma non mi piace interloquire con qualcuno dal volto coperto… Fai un piccolo sforzo di trasparenza…siamo nel terzo millennio!

      Fausto Sorini

  8. andrea valsusa scrive:

    compagni io vorrei dire una cosa magari un po fuori dal coro….è giustissimo parlare di equità sociale, di lavoro ecc..ma un elemento per me fondamentale in questo periodo è l’ambiente….il nostro pianeta stà andando a rotoli….se si continua su questa linea non si potrà più parlare di comunismo lavoro ecc perchè il nostro pianeta scomparirà…quindi secondo la mia opinione la federazione della sinistra deve fare suo temi come l’ambientalismo, sostenibilità ambientale, parlare di agricoltura biologica e biodinamica(l’agricoltura è la maggiore fonte di inquinamento)….be questi sono temi importantissimi e meriterebbero maggiore attenzione da parte della federazione della sinistra…bisogna partecipare sempre più attivamente alla lotta contro la tav, contro gli inceneritori, a favore di uno sviluppo della società italiana più sostenibile….saluti compagni….

  9. nico scrive:

    Oggi la caratteristica che deve tenere uniti i comunisti è l’anticapitalismo,per le altre idee, ognuno si tiene la sua, e senza fondare partiti personali, cerchi di far diventare la propia idea, idea della maggioranza nel partito. Occorre fare proposte alternative sulle tematiche attuali a cominciare dalla manovra correttiva.

    N.B. commentare non il particolare ma l’indirizzo politico
    Tagliare del 50% la parte eccedente delle retribuzioni che vanno oltre i seimila euro netti al mese.
    Tagliare del 50 /% tutti i profitti non reinvestiti in azienda.
    Arresto per i grandi evasori fiscali, chi ha residenze fittizie nei paradisi fiscali e chi attua il falso in bilancio.
    Arresto per chi offre lavoro in nero.
    Accordo internazionale per boicottare i paradisi fiscali (rapporti commerciali e finanziari).
    Personalizzare tutte le ricchezze, eliminando nomi di fantasia o conti cifrati.
    Recupero delle tangenti dopo il primo grado di giudizio.
    Individuare quelli che orchestrano i violenti attacchi speculativi e mettono in crisi i paesi economicamente deboli (Grecia, Spagna, Irlanda, ecc.)
    Eliminare alcuni ministeri; i compiti di alcuni di essi possono essere svolti dalle regioni. Es. Beni culturali, pari opportunità, gioventù, semplificazione, riforme, infrastrutture, rapporti con il parlamento.
    Abolizione delle province.
    Abolire le pensioni d’oro. Stabilire che la pensione massima non deve superare dodici volte la pensione sociale.
    Eliminare le pensioni (vitalizi) agli ex politici che hanno un reddito mensile netto di tremila euro.
    Le liquidazioni non devono superare la cifra di 150 mila euro.
    Lo stipendio massimo non deve superare dodici volte lo stipendio minimo di un lavoratore dipendente.
    Tagliare del 50 % le spese della politica: stipendi parlamentari, ministri, consiglieri regionali, provinciali, comunali e assessori vari.
    A favore dei lavoratori
    Riassumere tutti i lavoratori licenziati dal 2008, o in mobilità o in cassa integrazione per inserirli nel pubblico impiego in modo da completare la pianta organica, esempio magistratura dove la maggior parte dei processi non arriva mai alla conclusione; sanità dove per una visita specialistica si aspetta anche 365 giorni; scuola per inserire il tempo pieno nelle scuola elementare e media inferiore. Pulizia e controllo di tutte le strutture pubbliche, esempio palazzo di giustizia, scuole, ospedali, e vari uffici. Programmare un calo del tasso di disoccupazione dell’1% all’anno. Aumento dei salari, in modo da aumentare la produzione dei beni essenziali.
    Firmato
    Anonimo Lavoratore
    li a cominciare dalla manovra correttiva.

  10. Anonimo scrive:

    Oggi la caratteristica che deve tenere uniti i comunisti è l’anticapitalismo,per le altre idee, ognuno si tiene la sua, e senza fondare partiti personali, cerchi di far diventare la propia idea, idea della maggioranza nel partito. Occorre fare proposte alternative sulle tematiche attuali a cominciare dalla manovra correttiva.

    N.B. commentare non il particolare ma l’indirizzo politico
    Tagliare del 50% la parte eccedente delle retribuzioni che vanno oltre i seimila euro netti al mese.
    Tagliare del 50 /% tutti i profitti non reinvestiti in azienda.
    Arresto per i grandi evasori fiscali, chi ha residenze fittizie nei paradisi fiscali e chi attua il falso in bilancio.
    Arresto per chi offre lavoro in nero.
    Accordo internazionale per boicottare i paradisi fiscali (rapporti commerciali e finanziari).
    Personalizzare tutte le ricchezze, eliminando nomi di fantasia o conti cifrati.
    Recupero delle tangenti dopo il primo grado di giudizio.
    Individuare quelli che orchestrano i violenti attacchi speculativi e mettono in crisi i paesi economicamente deboli (Grecia, Spagna, Irlanda, ecc.)
    Eliminare alcuni ministeri; i compiti di alcuni di essi possono essere svolti dalle regioni. Es. Beni culturali, pari opportunità, gioventù, semplificazione, riforme, infrastrutture, rapporti con il parlamento.
    Abolizione delle province.
    Abolire le pensioni d’oro. Stabilire che la pensione massima non deve superare dodici volte la pensione sociale.
    Eliminare le pensioni (vitalizi) agli ex politici che hanno un reddito mensile netto di tremila euro.
    Le liquidazioni non devono superare la cifra di 150 mila euro.
    Lo stipendio massimo non deve superare dodici volte lo stipendio minimo di un lavoratore dipendente.
    Tagliare del 50 % le spese della politica: stipendi parlamentari, ministri, consiglieri regionali, provinciali, comunali e assessori vari.
    A favore dei lavoratori
    Riassumere tutti i lavoratori licenziati dal 2008, o in mobilità o in cassa integrazione per inserirli nel pubblico impiego in modo da completare la pianta organica, esempio magistratura dove la maggior parte dei processi non arriva mai alla conclusione; sanità dove per una visita specialistica si aspetta anche 365 giorni; scuola per inserire il tempo pieno nelle scuola elementare e media inferiore. Pulizia e controllo di tutte le strutture pubbliche, esempio palazzo di giustizia, scuole, ospedali, e vari uffici. Programmare un calo del tasso di disoccupazione dell’1% all’anno. Aumento dei salari, in modo da aumentare la produzione dei beni essenziali.
    Firmato
    Anonimo Lavoratore
    li a cominciare dalla manovra correttiva.

  11. Franco Romano scrive:

    Da più parti ho letto parole di scherno sull’Ernesto. Soprattutto legato al fatto che Pegolo, Verruggio e Masella hanno abbandonato l’area il giorno dopo la fine del congresso. Vi chiedo: avete letto la mozione? Non vi era scritto, sin dal 2008, che si perseguiva l’unità dei comunisti per creare un partito comunista di massa che, forte della sua autonomia, avrebbe costituito il punto di riferimento di tutta la sinistra vera (non il Pd)? Adesso fioccano gli appelli!!
    Gli uomini passano, vanno e vengono, le idee restano. E quelle espresse dalla mozione tre dell’utlimo congresso, la mozione dell’Ernesto, restano l’unica alternativa all’altra vera mozione di quel congresso, la due.
    La domanda è: vogliamo essere “tendenza culturale” o Comunisti?
    P.S. ai nostri dirigenti dico: fate presto, tempus fugit, ed ogni giorno perdiamo consensi perchè non c’è chiarezza e quindi un’azione chiara.

  12. Orazio Mandola scrive:

    Unità, finalmente! Sì, compagne e compagni perché da comunista e da lavoratore non aspetto altro. Unità a sinistra con lo strumento della Federazione, a partire dai contenuti (e sono certo che saranno proprio i contenuti a farci trovare le soluzioni migliori per mettere al lavoro insieme, per far riunire i comunisti, Rifondazione e Pdci, evitando scorciatoie politiciste). Unità per cacciare questo governo balordo e razzista che massacra i lavoratori (e su questo dobbiamo sforzarci tutte e tutti di trovare un accordo, una sintesi tra posizioni diverse, perché siamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica). Procediamo quindi spediti col cammino della Federazione, così come deciso dal Consiglio politico della Federazione stessa mercoledì scorso e allo stesso tempo promuoviamo un’intesa sulle questioni democratiche (difesa della Costituzione, legge elettorale, legge sul conflitto di interessi) per mandare a casa Berlusconi.

  13. Giuseppe Angelone scrive:

    Si parla spesso di unità della sinistra, mi chiedo di quale Sinistra.
    Certamente il PD non è un Partito di Sinistra, anzi il loro obbiettivo è quello di cancellare definitivamente Rifondazione, L’IdV pur di aumentare i loro consensi, negherebbe tutto e tutti.Rimangono i Partiti che si sono scissi dal PRC. Questo sarebbe auspicabile,è quanto ha sempre chiesto il nostro elettorato. Ma siamo tutti convinti? E a quali condizioni? Ci chiederanno ancora di cambiare NOME e SIMBOLO?
    Sarebbe la fine del nostro Partito.Penso, che per fare l’Unità della Sinistra, pur mantenedo la nostra autonomia,è necessario un congresso di base, dove ci sia l’avvallo di tutti gli iscritti per evitare di fare la fine dell’Arcobaleno dove gli unici a soternelo sono stati i Gruppi Dirigenti e…non tutti

    Giuseppe Angelone

  14. sandro Valentini scrive:

    Poche parole. Ovviamente condivido totalmente l’appello anche da me sottoscritto. Una sola precisazione. Comprendo che per alcuni compagni di Essere comunisti” e per quelli (tutti) dell’area dell’”Ernesto” il problema centrrale sia la questione comunista. Ma non era questa la priorità dei firmatari, una priorità invece esclusivamente (squisitamente direi) politica. Si è d’accorso sulla necessità che in Italia una sinistra che mantenga aperta la prospettiva socialista torni a incidere, a influenzare il quadro politico. Se sì, allora siamo d’accordo. Quindi occorre lavorare per unire su basi politiche la sinistra e fare in modo che tutto il Prc e la Federazione della sinistra lavorino, con determinazione, senza settarismi e ideologismi, per l’unità della sinistra. Se vi sono compagne e compagni che pongono altre priorità o esigenze lo facciano con altrettanta convinzione, magari con un un loro specifico appello sull’unità dei comunisti o sulla rifondazione comunista. Ma nessuno può, in buona fede, confondore i piani della discussione e criticare l’appello per quello che assolutamente non vuole essere:una scelta identitasria di campo tutta ideologica. Criticare l’appello in quanto non fa questa scelta non solo non è corretto, ma neppure è una critica di buonsenso, razionale e produttiva. E’ semplicemente un “chiacchierare” di altro. Infine, un po’ di rispetto per tutti i firmatari: l’appello non è di Grassi o di “Essere Comunisti”, così non lo avrei firmato. Non sono un “utile idiota” al servizio delle tattiche spregiudicate dei “comunisti duttili” rispetto ai “comunisti intransigenti”, custodi dell’ortodossia marxistas-leninista. Saluti a tutti, Sandro Valentini

    • Adriano1 scrive:

      Scusa Valentini ma allora mi spieghi perché dei dirigenti del PRC fanno un appello con firme ?
      Non bastava semplicemente esprimere una posizione come PRC ?
      Perché metterci le singole “facce” ?
      Fare un appello così è evidentemente un modo per aggirare un qualche tipo di dissenso interno , che non si vuole esplicitare.
      Qui la questione non è tra intransigenti e duttili ma tra trasparenti e oscuri .
      E continuo a voler sapere perché Ferrero non lo ha firmato.

    • mauro scrive:

      “Non sono un “utile idiota” al servizio delle tattiche spregiudicate dei “comunisti duttili” rispetto ai “comunisti intransigenti”, custodi dell’ortodossia marxistas-leninista. Saluti a tutti, Sandro Valentini.”

      Non devi spiegarlo a me, ma a qualche altro frequentatore di questo blog, che non ha ancora capito dova si sta andando a parare.

      Un abbraccio fraterno da un tuo vecchio compagno

      Mauro Gemma

  15. Adriano1 scrive:

    finalmente una bella notizia :
    Ieri è nata USB !
    FORZA COMPAGNI SIAMO CON VOI !

    e ora una brutta notizia :
    è nata USB : la CGIL non è riuscita ad autoriformarsi
    ed è da ieri ufficialmente deceduta.
    Onore dell armi alla CGIL !

    QUAND’E’ CHE IL PRC LA FINIRA’ DI PERDERE ANCORA TEMPO CON LA CGIL ?

  16. Adriano1 scrive:

    Sarebbe bello se una volta tanto i dirigenti del PRC fossero trasparenti…
    Caro Grassi la vostra iniziativa mi lascia molto perplesso :

    1)Si parla di unità , e va bene , ma si elude sempre il nodo della nostra
    eventuale partecipazione ai governi.
    Ma è lì che ricascherà l’asino , cioè noi.
    Se SEL , come pare , si muove nell’ottica bertinottiana del superamento al centro dei movimenti del ’900 , noi che facciamo ? Ci pieghiamo , alla dura esigenza di chiudere con i governi delle destre ?

    2) Vista la genericità dell’appello ( come si dice , se avessi un dollaro
    per tutte le volte che ci si è appellati all’unità … ) , mi viene
    spontaneo pensare che dev’esserci dell’altro.
    L’appello per il suo stile sembra rivolto pù all’interno che all’esterno.
    Dietro l’appello a cosa si vuole mirare ? E se l’appello è così generico
    COME MAI IL SEGRETARIO NON LO FIRMA ?

    PERCHE’ OBBLIGATE GLI ISCRITTI , IN PURO STILE POLITBURO , A DOVER
    FARE IPOTESI SUGLI SCONTRI INTERNI ?
    PERCHE’ LE DIVISIONI NON LE FATE , DEMOCRATICAMENTE , USCIRE
    ALLO SCOPERTO ?

    QUESTO BLOG E’ UNA CLAVA CONTRO L’ATTUALE SEGRETERIA ?

    • mauro scrive:

      Una bella domanda.

      Mauro Gemma

    • Dani scrive:

      Sul governo siamo stati chiarissimi.
      E’ da mesi che lo ripetiamo:MAI PIU’ AL GOVERNO
      Lo ha detto milioni di volte Ferrero e tutti gli altri.
      Las nostra posizion è chiara ed è visibile nei documenti del Comitato Politico Nazionale

      • Adriano1 scrive:

        Scusa ma di questo non sono convinto.
        Se non intendiamo partecipare a governi , come mai tutta questa
        attenzione contro il “minoritarismo” ?
        Se siamo così decisi, perché non ci coordiniamo con gli altri partitini anticapitalisti ?
        Perché tante seghe mentali su Vendola si / Vendola no ?
        Evidentemente il tema è un nuovo centrosinistra , il problema posto da Grassi è :
        “Cari compagni , è vero , abbiamo contrastato Vendola perché dicevamo che aveva una posizione succube al PD , ma purtroppo se vogliamo mandare via Berlusconi , dobbiamo fare un fronte comune , quindi bando ai minoritarismi e non guardiamo troppo per il sottile”.
        Ma la domanda che sorge spontanea è : se dovevamo finire come SEL , che ci siamo divisi a fare sull’identità ?
        Ovvero : che differenza c’è tra fare un governo con il PD come lo farebbe SEl e fare un governo con il PD come lo faremmo noi ?

        Grassi & C. , non potete parlare in modo più chiaro ?

        • Alessandro Genova scrive:

          La vexata quaestio è sempre quella: governo o non governo?
          E’ da anni che si dice no al governo, tant’è che Vendola se ne andò per questo.
          In questo momento non ne farei un punto dirimente: l’esigenza è ricompattarci, pensare che ciò che ci si sta apparecchiando abbia bisogno di un forte identitarismo unito a sinistra.
          In altri miei post odierni chiedevo come la pensiate sugli sviluppi della manovra anticrisi, di certo c’è che un forte fronte di centrosinistra e di sinistra potrà scoraggiare fughe in avanti solitarie e pericolose.
          Un po’ come i servizi d’ordine alle manifestazioni che oltre a controllare al proprio interno sorvegliano da ingerenze esterne a destabilizzare.
          Ovviamente sotoscrivo l’appello dell’unità a sinistra.

        • andrea valsusa scrive:

          in modo chiarissimo caro adriano l’ha detto cesare salvi nell’intervista a libera tv….mai più al governo…guarda l’intervista…l’hanno sempre affermato in tanti….solo accordi elettorali ma non di governo…quindi non capisco questa tua inutile perplessità…

          • Alessandro Genova scrive:

            Riuscissi a vederla l’intervista!… parte e dopo 10 secondi si “pialla”… appena riesco a vederla e sentirla tutta…

      • Francesca scrive:

        A dire il vero la posizione è che IN QUESTO MOMENTO non ci sono le condizioni per andare al governo con il centrosinistra, e ripetere l’esperienza dell’Unione.

        Dire “MAI PIÙ AL GOVERNO” non ha ovviamente alcun senso per chi fa politica, a meno che non si punti a restare per sempre inutili e marginali. Io sono comunista perché voglio andare al governo e instaurare il socialismo, o almeno iniziare la transizione verso di esso!

        • Alessandro Genova scrive:

          Mai dire mai, Francesca, mai dire mai…ma prima di pensare o di dibattere se andare o meno bisogna fare tanta strada ancora!
          Riorganizzarsi innanzitutto, riunirsi sotto un unico ideale ancora e fortemente rosso falciato e martellato, difenderci da quello che si preannuncia come uno dei periodi più difficili della nostra storia repubblicana e rinserrare le fila con progetti chiari e comprensibili da tutti.
          Poi se ne avremo la forza e la convinzione si discuterà di alleanze e aperture: la strada da fare è ancora lunga e irta di perigli.

  17. Mauro scrive:

    L’unità è fondamentale ma senza un vero progetto di rifondazione diventa solo un’ennesima perdita di tempo o l’occasione per qualche dirigente di rimanere a galla.
    I valori di solidarietà di democrazia,dell’interesse comune, della coesione sociale del rispetto della persona e dei diritti sono diventate parole di cui tutti dalla destra, al centro, alla sinistra si sono appropriati con tanta demagogia e tanta incoerenza. Ovunque prevale l’opportunismo politico e personale. Non è qualunquismo quando i cittadini pensano che oramai al di la dei proclami e delle sigle tutti sono uguali. le eccezioni solo solo individuali e poco significative.
    Perchè in venti anni Rifondazione non è mai decollata ma anzi si è sempre divisa, perchè i dirigenti e i militanti schierati hanno fatto scelte politiche opportunustiche. Non si è mai cercato di capire perchè l’unione sovietica è fallita così miseramente e poi sono falliti tutti i partiti comunisti europei.
    Esempio la sinistra europea è un atto di opportunismo politico che non ha portato niente. Chi ha criticato è diventato un nemico.
    La politica si fa se si è capaci di fare una reale fotografia dell’esistente e indicare un reale progetto di cambiamento. Non sevono slogan o schematismi che non hanno più significato reale. Si parla di anticapitalismo di diritti del lavoro di solidarietà ai lavoratori delle aziende in crisi dell’acqua pubblica ecc. Tutte cose senza costrutto e senza reale beneficio comune.
    Possimamo pensare a una società senza mercato? Lo scambio di beni e servizi è indispensabile é la ricerca del modo più equo dello scambio compito della politica. Possiamo pensare au sistema di produzione solo pubblico, attualmente penso proprio di no. Ma pensare come costruire norme e regole che realzzino relazioni di produzione e di comercializzazione non speculativi ma con una equa remunerazione del capitale materiale e umano investito e partecipe al sistema produttivo e ai servizi correlati questo è possibile. Poi avere un sistema finanziario utile allo sviluppo e al miglioramento della qualità della vita.Si fa la battaglia per l’acqua pubblica e i servizi pubblici, ma come si fa a non vedere che il pubblico rappresenta il 50% del pil di cui più del 30% è sprecato e utilizzato per fini di partito e individuali e non per l’interesse comune. Gestioni correnti fallimentari, pochi investimenti per la qualità del prodotto ( che è falso che sia ovunque migliore)manager e dirigenti super pagati e scelti non per competenza ma per finalità clientelari corruzione diffusa nei rapporti di appalto. Tutti sanno ma nessuno se ne preoccupa, anzi ti dicono vai alla magistratura.Ecc.Ecc. Questa realtà non è solo condizione del centrodestra ma purtroppo anche del centrosinistra anche nella regione Emilia Romagna.Sarà quindi compito della magistratura modificare lo stato di cose attuali. La politica per avere dei progetti realizzabili deve coinvolgere, scienziati tecnici, intelettuali come supporto scientifico e nello stesso tempo coninvogere la più larga partecipazione di militanti e cittadini. La politica democratica e rivoluzionaria cammina sulle idee e la condivisione più larga possibile di chi ha interesse al cambiamento. Le alleanze prima di tutto devono devono essere sociali e poi di schieramento partitico.
    Il mio non è riformismo ma una reale strategia di cambiamento, specialmente in un periodo storico della crisi del sistema finanziario e produttivo. Non si coglie l’occasione storica. Solo slogan fuori dalla realtà. Obama è diventato pur con i limiti della sua realtà economica e sociale un vero rivoluzionario.La politica ha bisogno di partecipazione democratica, deve costruire i circoli o sezioni con l’opportunità di discutere e sopratutto gli strumenti di verifica democratica. Chi amministra deve essere trasparente e deve essere coerente in riferimento ai programmi, le risorse e i risultati. Occorono sistemi di misura continui (non ogni cinque anni per le elezioni ma i voti ogni tre mesi nel controllo di gestione o tipo rating) dell’attività degli amministratori e dei dirigenti. Il pubblico deve essere migliore del privato. Non si possono accettare solo le valutazioni autoreferenziali o di accontentarsi del meno peggio. Questo crea sfiducia e abbandono.
    Si devono costruire sistemi di servizio che assicurino la più alta qualità al prezzo più basso. Cosi pure per il privato occore una politica che punti alla trasparenza e alla partecipazione democratica (democrazia economica) Il privato deve assicurarsi una giusta remunerazione ma anche deve rispondere come prevede la costituzione repubblicana ai fini sociali.Attualmente il sindacato è spento ed è ormai slegato dai lavoratori. Non ci sono forme organizzative nei posti di lavoro adeguate. Ovunque le RSU sono un fallimento.
    Purtroppo questa è la realtà. Sembra tutto ormai impossibile ed invece proprio per il fatto che il panorama è così disatroso aumentano le possibilità di costruire una vera alternativa politica. Partire con l’idea di una costituente politica che presenti un manifesto di aggregazione e di cambiamento volto a cogliere le sensibilità, i bisogni, e le speranze degli italiani sia lavoratori, giovani, intellettuali e anche quella parte di imprenditori che si riconscono nella carta costituzionale che si sono distinti per capacità di innovazione e vogliono partecipare alla costruzione di un Italia veramente democratica,solidale e migliore.Una rivoluzione copernicana, un atto di discontinuità nella prassi.

    • mauro scrive:

      Questa volta non voglio entrare nei contenuti di questo post, che meriterebbe un lungo ragionamento.

      Voglio solo far notare che il Mauro che non si firma non è il sottoscritto che, al contrario, ha l’abitudine di qualificarsi. Non sarebbe bene farla finita con questo anonimato e prendersi tutti la responsabilità di quello che si scrive?

      Grazie per l’attenzione

      Mauro Gemma
      Segreteria Federazione PRC di Torino

      • Adriano1 scrive:

        E’ molto probabile che chi scrive in questo blog sia parte
        in qualche modo del PRC.
        Non capisco cosa vuoi dire col “prendersi la responsabilità” di quello che si scrive.
        Ci sono due ipotesi :
        1) chi scrive teme di essere “visto” su internet da padronato/polizia ( e forse per qualcuno , come il sottoscritto , può essere un problema ! )
        2) chi scrive teme di esporsi “all’interno” del partito.

        Nella prima ipotesi dovresti solamente capire , nella seconda dovresti chiederti : “come mai qualcuno può avere timore di esporsi nel partito ?
        Nel partito ci sono posizioni da difendersi con l’anonimato ? “.
        Questa è la vera domanda , eventualmente.

        • mauro scrive:

          La prima ipotesi mi sembra veramente fuori luogo (il controllo poliziesco). Pensi che debbano sottoporsi alla lettura di questo blog per esercitare il controllo? Ma non facciamo ridere i polli!
          Quanto al diritto che tutti noi abbiamo di “guardare in volto” chi interloquisce (o addirittura polemizza con noi, a volte con punte di scherno) mi sembra faccia parte delle più elementari regole dell’educazione e del galateo. Quello di Monsignor della Casa. O no, caro Adriano1?

          Mauro Gemma

        • Alessandro Genova scrive:

          Premetto, non sono né dirigente né iscritto masolo semplice militante.
          Ciò che scrive Mauro prefigura comunque una “rifondazione” in ssenso lato, generalizzata anche della cultura e del senso civico che dovrebbe (già, dovrebbe: perchè una volta DOVEVA!) pervadere l’amministratore sia a livello locale del più piccolo consiglio circoscrizionale del più piccolo comune d’italia come a livelli più alti e (?) nobili degli scranni di Montecitorio o palazzo Madama.
          Condivido anche una rifondazione sindacale (lo penso e dico da tempo) che ormai rappresenta parte del pubblico impiego e pensionati. L’universo sindacale è stato estromesso dal mondo del lavoro privato, e salvo rare eccezioni (vedi la Insa della scorsa estate) non abbiamo avuto ribalte eclatanti di forti ed incisive azioni di lotta sindacale.
          La droga dei collegi decisi a priori dalle segreterie e la scomparsa delle ultime garanzie date dai collegi proporzionali in ambito nazionale ci hanno impedito ogni eleggibilità in nome dello tsunami politico da Mani Pulite in poi.
          In nome della semplificazione e della trasparenza il maggioritario ha ucciso la rappresentanza politica e la personalizzazione proto plebiscitaria ne ha annegato il signifato idealistico e rappresentativo.
          Una nuova casta si è creata blindando se stessa contro ogni influenza esterna.
          Chi accede a cariche governative è sicuro di un reddito fuori mercato per il tempo prestato a produrre qualsivoglia risultato.
          Stancamente le commissioni parlamentari (almeno quelle con portafoglio) hanno soppiantato la discussione parlamentare, svilendo a rango di semplici pianisti utili a pigiar bottoni tutti i deputati e senatori.
          Uomini e donne che eletti sanno che devono solo far quello, il resto come ideali, propositi, umanissima responsabilità sono andati nel posto tanto caro a D’Alema…
          Forse la nostra classe dirigente (inteso come classe che i richiama ai valori comunisti o più semplicemente “di sinistra”) è migliore in questo senso, ritengo di sì. Il problema è che ormai la mano sul fuoco non vuol più mettercela nessuno, ed il distacco e disincanto è sempre più tangibile.
          Non siamo più rappresentati, non abbiamo più ribalta mediatica tranne le sempre meno finestre concesse più per graziosa concessione (quasi a far vedere e “ballare” la bestia rara…) che per rappresentazione dialettica delle proprie idee.
          Ci rimane il web ed i blog personali nonche i residuali organi di stampa gravati da bilanci sempre più deficitari.
          Prima quindi di parlare di UNITA’ occorre a parer mio capire quali sono le cause perchè tanta gente si è allontanata da ciò che ora è una dispora comunista.
          Ma basta veleni, basta accuse incrociate, basta autorefenzialità o “il meglio sono io” e mi fondo l’ennesimo e microbico partitello da citofoniera condominiale.
          La crisi finanziaria ed economica che con la sua coda sta squassando ora il sociale IMPONE almeno ora che ci si faccia carico di una responsabilità nuova e urgente: unirsi per fronteggiare dialetticamente e con concrete proposte per la comunità tutta la macelleria sociale che si farà sempre più grave e cieca.
          In altro post stamattina chiedevo a tutti se alcune mie riflessioni trovavano condivisione o erano semplici paure fondate da mia ignoranza politica ed economica.
          Non mi pare di aver trovato terreno fertile.
          Butto sul piatto del blog un’altra provocazione: non è che ci sia troppa boria da parte della classe dirigente e si trovi più intrigante ma meno impegnativo parlare della Federazione di Sinistra anzichè elaborare un processo di autocritica sulle cause del disgregamento che dicevo prima?
          Non voglio lanciare accuse, figuriamoci io non sono che un brufolo non rappresento che me stesso e le mie banali idee, ma mi sembra che gli spazi offerti da Claudio siano sfruttati male: si vada cioè a spaccare il capello in quattro e non si lanci qualcosa di propositivo.
          Soprattutto, il segretario Paolo che fine ha fatto? a parte essere tornato a part time in Regione Piemonte come impiegato di sesto livello?
          Se dobbiamo solo parlare tra noi (sempre piacevole comunque) senza che in queste discussioni emerga sempre la costante al “divisionismo” e soprattutto senza che tutte queste discussioni siano lasciate li’ sterili e “a morire” senza che nessuno ne faccia la cifra e le raccolga in un incubatore di idee da portare a livelli più alti, mi spiegate che senso ha?
          Ridurre il tutto a pestare sulla tastiere e vedersi pubblicato il post per attendere la replica e andare avanti all’infinito?
          Compagni, serve coraggio a mettersi in discussione e ad ammettere i propri sbagli ma ne serve ancora di più a far la pace con l’amico che ti ha fatto una carognata!
          Due amici rinsaldati sanno affrontare le avversità e si aiutano vicendevolmente, vogliamo quindi finirla con stucchevoli disquisizioni sul nulla e affrontare a piene mani i problemi?

        • franco iachini scrive:

          non firmarsi è una pessima abitudine e non c’entra col controllo della polizia che sa chi sei anche se non ti firmi. Anzi il paradosso è che la polizia sa chi sei e i compagni no !
          Per quanto il partito tutto si può dire di Rifondazione, meno che non ci sia la possibilità di esprimersi liberamente.
          saluti
          Franco Iachini

          • Adriano1 scrive:

            Invece caro Franco il successo di un blog si basa proprio sulla possibilità di avere un accesso anonimo : ci si può concentrare sulle idee e non su chi le dice.
            Ha l’effetto positivo di trasformare dei contrasti personali in contrasti di principio , le posizioni non si personalizzano.
            Questo funziona se chi accede in modo anonimo ha la buona creanza di essere sempre rispettoso del blog e degli altri utenti .
            Io per esempio ho potuto dire cose su certe storture della vita del partito che se le avessi riferite come membro di una particolare sezione , si sarebbero subito trasformate in attacchi personali verso certi dirigenti , mentre volevo farne dei motivi di riflessione generali.

    • mauro scrive:

      Non è vero che sono falliti tutti i partiti comunisti europei. Sicuramente sono falliti tutti i partiti “eurocomunisti”. Basta informarsi.

      Mauro Gemma

  18. Jorfida Enzo scrive:

    Quello che potete leggere sulla pagina web in fondo a questo scritto è stato postato a Dicembre 2009,e con coerenza lo si stà portando avanti.Come diceva un vecchio saggio “prima si fà e poi se necessario si modifica,si aggiusta e se non fà si ri-discute”.Altrimente si scade in trappole verbali che con costruiscono niente,anzi,non fanno che allontanare compagni e compagne. http://www.valorizzareilsaperfare.it/articoli.php?con=336

  19. Alessandro Genova scrive:

    Compagni buongiorno a tutti.
    Volevo portare una riflessione a tutti voi.
    Quello a cui stiamo assistendo e che ci verrà presentato in ordine alla manovra “anticrisi” (di fatto un ulteriore colpo di maglio ai residui architravi portanti del welfare e delle certezze dello stato sociale) si preannuncia come una vera mattanza.
    La baldanza e la sicumera ostentata da due anni dal governo e dal sottobosco governativo e di potere lo sappiamo e lo vediamo.
    Come ha scritto Moni Ovadia su l’unità di qualche giorno fa citando una “storiella” di Brecht sulla pavidità da parte delle opposizioni nel non denunciare le continue prevaricazioni contro la costituzione durante i primi anni venti in Germania, in quanto non si voleva essere tacciati di anticostituzionalità. Quando poi queste violazioni furono contuinue e palesi non si potè più neppure denunciarle e la Repubblica sfociò nel caos che storicamente tutti conosciamo.
    Non vorrei che fossimo ad un punto di non ritorno, quando ormai il danno tremendissimo è compiuto e altro non si possa fare che piegare la testa e votare a favore la manovra Tremonti, per il bene della nazione e dello stato.
    La riflessione che mi sono posto e che vi estendo è questa: ravvisate pericoli di escalation nella protesta sociale?
    Pensate che potranno prefigurarsi scenari di forti contrapposizioni?
    Poichè la manovra magari non metterà le mani nelle tasche, ma quella stessa mano non recherà più almeno per i prossimi tre anni maggior benessere economico e sociale.
    Perchè redditi già compressi da anni di erosione del potere d’acquisto saranno sempre più inadeguati a sostenere famiglie e quindi consumi e quindi produzione e quindi mano d’opera.
    Perchè gli annunciati tagli alla sanità, alla scuola, alla previdenza mineranno ulteriormente lo stato sociale.
    Appendice alla riflessione: la scomparsa delle sinistre dalla rappresentanza parlamentare impedirà di intercettare e tenere “sotto controllo” queste pulsioni?
    Lo confesso, temo che a breve ci saranno fortissimi segnali di disagio e in parte dovremo ringraziare la pavidità di quelle opposizioni che come 80/90 anni fa non denunciarono a dovere i misfatti governativi tedeschi.
    Mi permetto sommessamente di rivolgere una critica, figlia di quanto ho scritto prima: non ho trovato da nessuna parte un accenno a come controbattere ed essere alternativi economicamente e politicamente a questa manovra.
    Noto da troppo tempo dibattiti (peraltro interessanti e formativi) su come proporsi in chiave di rinascita dell’area di sinistra extra-parlamentare.
    Ma poche idee su come combattereil momento critico che stiamo vivendo, a parte le continue e sacrosante denunce su chi questa crisi globale l’ha voluta e l’ha condotta.
    Devo essere sincero, solo stamattina ho ascoltato una proposta concreta e semplice da parte di Peter Gomez ai microfoni di Omnibus de la7.
    Abbiamo i dati degli evasori che hanno aderito allo scudo fiscale, conosciamo chi sono i possessori di capitali in titoli /obbligazioni ecc. (circa 4.000 miliardi)…
    Basterebbe una patrimonialie secca del 3% agli evasori sul patrimonio accertato ed una analoga sui patrimoni “privati” di milioni di euro per avere almeno (dice Gomez) 10 miliardi di flusso immediato.
    Certo, qualcuno dice che con coloro che hanno aderito allo scudo lo stato ha stabilito un contratto vincolante sulla cancellazione dei reati commessi, ma si può comodamente obbiettare che la tassa del 5% è offensiva e se anche ne metto una del 3% non è che li mandi in rovina…
    Non pensate che ci stiamo apparecchiando la tavola per assistere a nuovi drammi sociali? non pensate che valga la pena mettere da parte per un momento gli “opposti estremismi” e lavorare in funzione di quelli stessi lavoratori a cui poi dovrete rivolgervi per farvi ridare la fiducia e la rappresentanza.
    E, dulcis in fundo, pensate che queste mie preoccupazioni siano esagerate?
    Buona giornata a tutti.

  20. franco scrive:

    Sulla privacy il nano di Arcore vende fumo e si mangia l’arrosto

    LA LEGGE SUL DIVIETO DI INTERCETTAZIONI È

    OMERTÀ DI STATO!

    Manette, ostacoli e bavagli a chi vorrebbe indagare o informare sulle illegalità dei potenti, crimine e malaffare. Il modello è il piano di Rinascita della P2, che prevedeva Pubblici Ministeri e informazione sotto il controllo del Governo.

    In democrazia la luce del sole è il miglior disinfettante

    Il provvedimento sulle intercettazioni telefoniche è ormai al capolinea. La tutela della privacy è divenuta il pretesto per Mastro Birbante e i suoi arroganti balilla per aggredire l’insopportabile libertà di informazione e l’odiata magistratura. Se la Wanna Marchi della politica e i peli superflui del suo governo avessero voluto realmente tutelare la privacy sarebbe bastato prevedere che, d’intesa tra giudice e avvocati delle parti, si distruggessero i contenuti delle intercettazioni relativi a persone estranee alle indagini o comunque irrilevanti e si conservassero in un archivio riservato le informazioni di cui era ancora dubbia la rilevanza.

    LE NORME ABNORMI:

    - SILENZIO STAMPA PRIMA DELL’UDIENZA PRELIMINARE: multe stratosferiche per gli editori anche di memorialistica storica e civile, e carcere fino a due mesi o ammenda da quattro a ventimila euro e sospensione dall’esercizio della professione per il cronista che pubblica integralmente o riassume atti d’indagine o intercettazioni prima dell’udienza preliminare, e dunque dopo molti mesi o anni dal momento in cui l’indagine è aperta (la strage di Ustica del 1970 approdò alla sua fase pubblica nel 2000!).
    È un’inaccettabile limitazione al diritto/dovere di informazione e di cronaca garantito dall’articolo 21 della Costituzione, contraria all’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
    Si vuole impedire ai cittadini di disporre di informazioni che consentano loro di divenire opinione pubblica consapevole e reattiva, trasformandoli in opinione pubblica impotente e ignara dei fatti, perché il potere non vuole rendere conto all’opinione pubblica di ciò che fa.

    - EMENDAMENTO “D’ADDARIO” voluto dal massone puttaniere, proibisce le registrazioni e le riprese effettuate senza il consenso dell’interessato punendo con carcere da 6 mesi a 4 anni i trasgressori, con l’eccezione – grazie ad un emendamento dell’opposizione – dei professionisti dell’informazione.

    - INTERCETTAZIONI LIMITATE NEL TEMPO E SOLO CON GRAVI INDIZI DI REATO: nonostante in Italia non ci siano milioni di cittadini spiati, ma solo 10-20 mila intercettati, lo 0,2% della popolazione, si limiteranno drasticamente le intercettazioni per i reati comuni, e ad autorizzare il Pubblico Ministero dovrà essere addirittura il Tribunale, creando insuperabili problemi organizzativi. Per avere il suo ok, come ha ribadito il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingoia, ci vorrà la stessa prova che ci vuole per condannare un imputato, in quanto nella legge si cita l’articolo 192 del codice di procedura penale che serve per valutare la colpevolezza a carico dell’imputato, ed equivale a dire che non saranno sufficienti i “gravi indizi di reato”, ma ci vorranno quelli “di colpevolezza”. Un termine di durata massima delle intercettazioni di 75 giorni, poi, e’ assolutamente irragionevole e rischia di rendere del tutto inutilizzabile lo strumento per combattere omicidi, pedofilia, stupri ecc. L’attività criminosa non rispetta gli stretti margini temporali fissati dalla legge per lo svolgimento delle intercettazioni! La possibilità di proroga di soli ulteriori 15 giorni che si vorrebbe introdurre non modifica in alcun modo l’irrazionalità della limitazione temporale prevista. Falso pure che l’Italia spenda troppo per intercettare: A Milano sono stati spesi 8 ml di euro per le indagini sui “Furbetti del quartierino”, Ricucci, Fazioe ecc. Ma grazie a quegli 8 ml di euro la Procura ha già recuperato grazie ai patteggiamenti 380 ml di euro. Una cifra che basta da sola a coprire per 2 anni le spese totali per le intercettazioni telefoniche. Oppure basterebbe fare come Germania e Francia che obbligano le compagnie telefoniche a fornire il servizio gratis, facendo rientrare il tutto in una sorta di ulteriore prezzo (o condizione) per il rilascio della concessione.

    - PUNITI I MAGISTRATI CHE DICHIARANO IN MERITO AL PROCESSO: Così ogni mafioso o estorsore potrà liberarsi del Pubblico Ministero scomodo denunciando il PM perché ha violato il segreto; magari non è vero ma il fatto stesso che venga indagato sulla base della denuncia farà sì che il Procuratore debba togliergli l’inchiesta.

    - DIVIETO DI DISPORRE NUOVI ASCOLTI SULLA BASE DEI CONTENUTI DI INTERCETTAZIONI LECITAMENTE ACQUISITE: se nel corso di una conversazione intercettata in un’indagine per traffico di stupefacenti l’interlocutore riferisce dell’imminente programmazione di un omicidio, sarebbe così impossibile disporre nuove intercettazioni per impedire l’omicidio e individuarne i responsabili. E se bisogna intercettare un telefono pubblico di un bar perché si sa che è attraverso quel telefono che gli spacciatori di droga si scambiano i luoghi dove consegnare l’eroina o i soldi, non si potrà più fare.

    - DIVIETO D’INTERCETTAZIONE PER LA CASTA: Se si intercetta un criminale che parla con un parlamentare (la qual cosa accade con grande frequenza), quell’intercettazione non è valida e il Pubblico Ministero deve bloccare tutto e chiedere l’autorizzazione del Parlamento a proseguire. E si verificherebbe il caso in cui un parlamentare in aula si trova a votare se può essere intercettato o meno.

    I parlamentari poi, potrebbero diventere portatori di pizzini, e la criminalità organizzata, quella dei colletti bianchi potrà individuare una persona di riferimento e farsela eleggere in Parlamento.

    - INTERCETTAZIONI AMBIENTALI: La limitazione delle intercettazioni ambientali ai luoghi nei quali “vi è fondato motivo di ritenere che si stia svolgendo l’attività criminosa”, siccome la certezza non c’è mai, cancellerà di fatto le intercettazioni ambientali.

    Questo provvedimento è il primo passo concreto verso l’annunciata “Riforma Costituzionale”. Magistratura e informazione, come in ogni regime che si rispetti, verranno poste sotto il controllo del Governo e addomesticate, perché questo possa essere libero di agire indisturbato. Il bavaglio all’informazione in particolare, ricorda da vicino la legge sulla stampa voluta da Mussolini dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti.

    Non si era mai arrivati ad un imbarbarimento simile!

    Se oggi il futuro non è più come quello di una volta, lo si deve anche ai 60 miliardi di euro, quantificati dalla Corte dei Conti, che cittadini devono sborsare ogni anno per coprire il costo della corruzione. Ma invece di contrastare il crimine e il malaffare, Marcio Man e la sua masnada fascista pensano ad eliminare lo strumento che ha permesso di individuarlo: le intercettazioni.

    OCCORRE DUNQUE UNO SCATTO DI ORGOGLIO CIVICO DA PARTE DI TUTTI, UN PIANO DI AZIONI POLITICHE, LEGALI E CIVILI CAPACI DI CONTRASTARE LA NORMA E DI DISATTIVARLA, SINO ALLA CONVOCAZIONE DI UNA GRANDE INIZIATIVA NAZIONALE.
    I PARLAMENTARI DELL’OPPOSIZIONE DOVRANNO IMPEGNARSI A LEGGERE IN AULA LE NOTIZIE CHE I GIORNALISTI NON POTRANNO PIÙ DARE COSÌ CHE TUTTI POTRANNOAPERE COSA SUCCEDE.

    LIBERIAMOCI DAL FLAGELLO DEL BERLUSCONISMO !

    LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI SI DEVE RITIRARE !

  21. Franco scrive:

    per Giulio Ragni.
    Io parlavo della mozione non dell’opportunismo di Pegolo ed altri.
    L’Ernesto è rimasto fedele e coerente al progetto enunciato nella mozione.

    • Dani scrive:

      L’Ernesto vale si e no il 2% del partito,basti pensare come,all’indomani del Congresso,la mozione dell’Ernesto si è divisa in quattro:Pegolo e i suoi,Masella e buona parte dell’Emilia è rientrata in Essere Comunisti,Veruggio e i suoi e quindi Giannini.

      • mauro scrive:

        Mi dovreste spiegare qual’è la ragione di questa gara al ribasso delle “quotazioni” dell’ERNESTO (in un partito di 46.000 iscritti? Ma con che coraggio!). Non è forse del declino e della crisi di militanza di Rifondazione (di cui la componente di ESSERE COMUNISTI è parte quantitativamente e qualitativamente più che rilevante) che dovreste riflettere? La crisi di Rifondazione, lo scarso “appeal” della Federazione sono forse colpa dell’ERNESTO? Francamente non capisco le ragioni del vostro accanimento.
        Si risponda, per favore, alle riflessioni dei compagni che non la pensano come voi con argomenti (solidi se possibile), non con queste penose conte.

        Mauro Gemma

        • Low scrive:

          Caro Mauro Dani dice bene ossia che l’Ernesto si è diviso in quattro gruppi.
          Tutto qua,è solamente un dato di fatto.
          Comunque l’appello di Grassi mi piace e secondo me Grassi ha capito prima di tutti che,se non ci uniamo sarà dura.
          L’unica cosa che mi da fastidio è che fino a 3 ani e mezzo fa avevamo tre milioni e mezzo di voti,ma è inutile pensare al passato.

          Ps:Abbiamo 47 mila iscritti,circa 25 mila in meno rispetto l’anno scorso,ma ricordiamoci che c’è stata una tragica scissione da parte di vendola e i suoi e che comunque,con molte difficoltà,la Federazione nel suo complesso ha 80 mila iscritti e non sono pochi

  22. stefano pieralli scrive:

    Ho ascoltato con grande interesse l’intervista di Venier a Salvi,
    finalmente iniziano a intravedersi barlumi di luce alla fine del tunnel
    speriamo in bene il paese, la classe lavoratrice, i movimenti di progresso civile hanno un disperato bisogno vada a buon fine questo processo di rilancio politico della sinistra, di cui, non a caso, le forze comuniste saranno l’asse promotore.

    • mauro scrive:

      Bene, speriamo tutti in Salvi, che l’unico rammarico che ha è che la Federazione non sia già un partito. Comunista, naturalmente!

  23. andrea valsusa scrive:

    compagni….l’intervista apparsa su libera tv del compagnio salvi mi pare ottima…è in questo senso che si deve muovere la federazione della sinistra….ci sono tanti buoni spunti come l’avvio della tesseramento alla sola federazione della sinistra…la voglia di unità…la voglia di costruire una alternativa politica al PD evitando accordi di governo…voglia di battere le destre…i buoni propositi ci sono….secondo me questa è la volta giusta per la formazione di una vera alternativa..nostro compito, compito di tutti noi, è quello di attirare in questo polo compagni come eliano..bisogna essere un punto di riferimento per tutti quei comunisti e quelle persone di sinistra che non si sentono rappresentate politicamente dal PD…il processo è quello giusta…la federazione della sinistra….chi vorrà aderire e partecipare sarà il benvenuto…

  24. Mirco Mosè Tincani scrive:

    Condivido l’appello, l’unità è importante se gli diamo un senso, un progetto ed è qui che questa volta dobbiamo iniziare la rifondazione comunista, ed evitare di cadere in discorsi retorici o politicisti.
    Faccio presente che fra gli argomenti enunciati ne mancano due LE GUERRE, che tanto costano alle popolazionied a noi italiani sia in termini economici che di vite umane- MAFIA E CRIMINALITA’- che convivono nel nostro paese con il potere e muovono ingenti somme di denaro e ci governano e determinano molte scelte politiche “fuori lo stato dalla mafia deve essere un punto inderogabile.
    Aderisco all’appello con convinzione pèerchè noi COMUNISTI siamo l’unico futuro possibile per l’umanità e questa è una responsabilità che non possiamo disattendere.
    hasta la victoria siempre
    Mirco Mosè Tincani

  25. Massimiliano Ortu scrive:

    … Roma, Municipio XVI. Dall’ appello all’ unità sta nacsendo una esperienza bellissima. Tanti e tante che “chiacchierano poco” e si danno da fare molto, stanno aderendo. Gente che rappresenta qualcosa e qualcuno, gente che è protagonista nelle lotte, che è riconosciuta per quel che fa, che si misura con il consenso. Avanti, avanti, avanti ancora: UNITA’, UNITA’, UNITA’… tante battaglie vere ci uniscono, poche polemiche ci dividono!

  26. Franco scrive:

    Cara Francesca, tu dici che leggi finalmente un appello serio per l’unità a sinistra. Vorrei ricordarti che nel 2008 uscì un appello altrettanto serio, forse anche di più, che poneva invece la questione dell’unità dei comunisti. Quell’appello indicava la strada ai comunisti per superare le divergenze ed incamminarsi su una strada unitaria ma soprattutto autonoma. Proprio partendo dall’autonomia dei comunisti si può fare, a mio avviso, l’operazione di riunire la sinistra. Ma, attenzione! Di quale sinistra stiamo parlando? Anche l’IDV di Di Pietro è considerata sinistra, perfino il PD è considerato sinistra.
    Ma detto questo, vorrei ricordarti che l’ultimo congresso di Rifondazione ha visto una piccola mozione, quella dell’Ernesto, battersi proprio sulla questione dell’unità dei comunisti. Quell’unità veniva intesa proprio nella funzione che dici tu, come il primo passo per riunire tutta la diaspora dei partiti comunisti dello “zerovirgola” per poi successivamente unire tutti coloro che si riconoscevano in una sinistra che non era il PD. Quella piccola mozione si battè per l’autonomia dei comunisti ma venne pesantemente osteggiata da chi oggi, dall’alto del suo blog, invoca l’unità della sinistra. Ti faccio presente che l’area politica di chi ci ospita ha pesantemente rallentato il processo di unità a sinistra. Ti faccio un esempio: lo scorso anno alle provinciali per Napoli si decise di andare da soli in una sorta di embrionale Federazione della Sinistra assieme al Pdci. L’area Essere Comunisti osteggiò talmente questa idea che decise di votare soltanto per le europee (assieme al’ex assessore Gabriele, oggi felicemente accasato in consiglio regionale eletto nelle liste del Pd).Quella scelta fece si che per poche centinaia di voti non avessimo due eletti in consiglio provinciale.Non solo, ma l’altro compagno che sarebbe stato eletto era uno del Pdci. Questo avrebbe permesso di iniziare il processo di unità un anno prima e di avere una voce più consistente in consiglio provinciale.

    • giulio ragni scrive:

      Caro Franco,
      la mozione che tu citi, e che ha raccolto l’8% allo scorso congresso di Chianciano, era talmente convinta di fare l’unità dei comunisti che, subito dopo si è divisa in quattro microcomponenti. Una di queste, quella di Pegolo, oggi, è quella più avversa ad un rapporto unitario con il Pdci.
      Come vedi, quindi, le tue semplificazioni e i tuoi giudizi non stanno in piedi.

      • Franco scrive:

        Io parlavo della mozione non dell’opportunismo di Pegolo ed altri.
        L’Ernesto è rimasto fedele e coerente al progetto enunciato nella mozione.

  27. Davide scrive:

    Vi segnalo questa intervista di LiberaTV a Cesare Salvi. Condivido pienamente l’approccio unitario espresso dal nuovo portavoce, mi auguro che finalmente qualcosa inizi a muoversi…

    http://www.libera.tv/videos/154/intervista-a-cesare-salvi—federazione-della-sinstra.html

  28. Francesca scrive:

    Il commento di eliano dovrebbe far riflettere. Leggo alcuni commenti fuori dal mondo compagni, qui non si tratta di dare una medaglietta a chi e’ più comunista. Totalmente concentrati su noi stessi, sulle nostre dinamiche, come se fuori non esistesse un mondo. un mondo fatto di gente che ci sta chiedendo di dare un segnale per invertire la tendenza di questo paese, gente che ci dice continuamente in tutte le salse che divisi non andiamo da nessuna parte, che siamo solo una somma di debolezze, che siamo INUTILI. Quanti compagni persi per strada, che come eliano, stretti nella morsa del voto utile, si sono dovuti tappare il naso e dare il proprio voto, magari al pd, solo per mandare a casa le destre. Si sono chiesti perché sprecare un voto, perché darlo a noi, che non sappiamo metterci d’accordo e continuiamo solo a litigare, che continuiamo a fare scissioni invece di unirci… Finalmente leggo un appello serio, intelligente, che ha il merito di porsi dei quesiti in una fase dove la sinistra e’ sempre più debole. Avanti così compagni, senza unita’ moriremo prima del tempo.

    • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      Per Francesca.
      Cara Francesca, come pensi che un partito del 2 virgola porta le responsabilità delo sfascio di questo paese?
      mi dispiace che Eliano deve turarsi il naso e votare Pd ma tu sostieni che dobbiamo allearci con quelli che ci voggliono portare a fare da stampella proprio al partito che Eliano vota tappandosi il naso, perchè Alfonzo gianni e Patrizia Santinelli e gli altri firmatari dell’appello non dicono che dobbiamo stare alla larga ddal PD ma dicono il contrario, un partito del 2 virgola ha il dovere di costruire un paradigma, un progetto credibile e poi presentarsi agli elettori se no perchè ti dovrebbero votare? rifletti, qua nessuno si è chiuso nel castello della proprio identità al contrario si ha la consapevolezza che un matrimonio non si può fare coi fichi secchi.
      ciao Carlo

      • Francesca scrive:

        Caro Carlo, innanzitutto non ho mai detto che sia nostra la responsabilità dello sfascio di questo paese. dico solo che se vogliamo combatterlo questo sfascio dobbiamo rafforzarci, diventare più credibili, smetterla di dividerci e costruire un progetto più ampio (con una base elettorale più ampia) che abbia l’obiettivo di condurre una battaglia comune in difesa della democrazia, per contrastare le devastanti politiche delle destre.
        Per quanto riguarda Sel: io non ho la palla di vetro, nessuna verità in tasca. Non so se farà la stampella del Pd come sostieni tu. Al loro interno ci sono discussioni articolate.
        Per ora so con certezza solo una cosa: dobbiamo provarci. Non lanciare un’offensiva unitaria a tutti i soggetti a sinistra del Pd sarebbe per noi, devastante. E di certo non porterebbe Sel ad andare nella direzione opposta a quella da te supposta. Rifletti tu Carlo: non pensi che su piattaforme comuni potremmo sviluppare delle lotte importanti? Non pensi che dovremo puntare ad essere un pò più rappresentativi, più utili insomma?

        • mauro scrive:

          Siamo alle solite, cara Francesca.
          Sembri confondere il processo di unità tra forze della sinistra, che non viene messa in discussione, con l’assemblaggio in un unico soggetto politico, in cui dovrebbero convivere forze con prospettive strategiche e progetti di società diversi. Un unico soggetto con Sel che, se è vero che è attraversata, come tutti i partiti, da discussioni interne, si è scissa da noi proprio su scelte che nella sostanza ne caratterizzano la propria internità alle compatibilità del sistema (di cui al massimo vengono contestati solo gli elementi di “liberismo selvaggio”, ma non certo la sua natura capitalistica che è all’origine della crisi) che certo non vengano messe in discussione neppure dai firmatari Sel dell’appello inserito in questo post? E’ questo che proponi?
          E’ come se i compagni del Partito Comunista Portoghese che costruiscono coalizioni elettorali (di grande impatto) anche con forze non comuniste (persino con i verdi che partecipano al gruppo parlamentare verde europeo), ne facessero derivare la necessità di costruire con questi alleati un unico partito, in cui annullare le proprie caratteristiche di forza comunista, orgogliosa del proprio ruolo e della proèria storia, il proprio progetto di trasformazione socialista, la propria internità al movimento comunista internazionale, Per ridursi al ruolo di “componente culturale”. In nome di che cosa?

          Mauro Gemma

          • Francesca scrive:

            Caro mauro, io credo che uno dei problemi sia proprio questo: appena si prova ad esprimere il proprio punto di vista partono dietrologie a non finire. Chi ha mai parlato di scioglimento dei partiti esistenti in un unico soggetto? io no e nemmeno il senso dell’appello è questo. Io sostengo semplicemente una cosa: laddove è possibile sviluppare battaglie comuni su piattaforme comuni, facciamolo.
            Azzeccato l’esempio della CDU in Portogallo, coalizione elettorale all’interno della quale il Pcp ha mantenuto la propria autonomia e identità. Lì, dove esiste un partito comunista attivo e forte, è possibile fare alleanze anche con forze molto diverse. Hanno saputo colmare il vuoto che c’è a sinistra, a differenza nostra, dove grazie alla frammentazione esistente, a sinistra del Pd c’è il vuoto… Credo che il senso dell’appello sia proprio questo.

            • mauro scrive:

              Sono d’accordo con te, quando affermi “lì, dove esiste un partito comunista attivo e forte, è possibile fare alleanze anche con forze molto diverse.”
              Cerchiamo allora, cara Francesca, di essere conseguenti e lavorare tenacemente per costruirlo questo partito comunista, di cui anche il nostro paese ha bisogno, cominciando col ricomporre la scissione col PdCI e evitando di rimuovere la strategica rilevanza della “questione comunista” (trattandola alla stregua di una fissazione dei compagni dell’ERNESTO) ogni volta che parte l’ennesimo appello “per l’unità della sinistra”! A cui Gianni,Sentinelli e gli altri scissionisti firmatari attribuiscono ben altro significato da quello che (fraintendendo) gli attribuisci tu!

              Mauro Gemma

              • Simone Mancini scrive:

                Rispondo all’intervento di Gemma perché esprime con molta chiarezza una posizione che non mi convince. Mi scuserà Gemma se provo a riassumere così la sua posizione: dato che oggi i comunisti sono divisi (ed è un male) ogni progetto politico che non miri con nettezza all’obiettivo strategico della riunificazione dei comunisti è un progetto assimilabile all’Arcobaleno (e dunque, dato che i giudizi che si diedero sull’Arcobaleno furono senza appello, un progetto moderato, subalterno al Pd e ideologicamente inconciliabile con l’idea di un partito comunista).
                Ora: che i comunisti siano divisi è un male (è politicamente immotivabile la persistenza di steccati così alti!) e qualunque progetto a sinistra non può non tenerne conto. Ma il punto è un altro: ogni progetto che NON SI FERMI A QUELLO si macchia dell’onta di “rimuovere la questione comunista” e porta con sé necessariamente tutto l’armamentario ideologico e pratico-politico che contestammo all’Arcobaleno?
                Qui ci sta l’errore. Oggi i lavoratori hanno bisogno della riunificazione di Pdci e Prc, ci mancherebbe, ma dobbiamo avere la lucidità e il buon senso di dire che essa, da sola, non è minimamente sufficiente! Non cambia di una virgola le condizioni di vita dei lavoratori in carne ed ossa ma nemmeno la percezione diffusa che si ha di che poca cosa sia la sinsitra in Italia.
                Per questo serve uno scatto di dignità e bisogna fare qualcosina in più: facciamo la Federazione (che è essenzialmente l’unità tra Prc e Pdci) e poi dimostriamo che non viviamo in un altro mondo e quindi proviamo a mettere insieme i nostri pezzi con quelli del resto della sinsitra. Come? Grassi forse ha proposto un nuovo partito di sinistra dentro cui i comunisti siano ridotti a “tendenza culturale”?
                Non mi pare proprio! Il punto è costruire, a partire dalla federazione e dal rafforzamento della sua identità politica ma anche strategica, un polo di sinistra aperto a tutti, in primo luogo a Sinistra e Libertà, che occupa oggi la stessa quota dello spazio politico della Federazione!
                Se ci riuscissimo, avremmo una forza comunista e anticapitalista con un peso dignitoso dentro una sinistra finalmente in condizione di pesare qualcosa in più nel dibattito politico e nel Paese!

                • mauro scrive:

                  Simone Mancini scrive:

                  “Oggi i lavoratori hanno bisogno della riunificazione di Pdci e Prc, ci mancherebbe, ma dobbiamo avere la lucidità e il buon senso di dire che essa, da sola, non è minimamente sufficiente!”.

                  Bene. Perchè allora non cominciamo da quella? Costruiamolo il partito comunista e, allo steso tempo, lavoriamo per l’unità della sinistra, nel rispetto dell’autonomia e delle differenze delle sue componenti . Ha mai negato il sottoscritto la necessità dell’unità della sinistra, della creazione di alleanze elettorali? Ma quando mai?

                  Ma perchè continuare a negare l’evidenza del fatto che la maggioranza di Rifondazione (oggi composta anche dall’ex mozione 2), per ragioni a volte diverse (in particolare all’interno della ex mozione 1), ha rimosso dalla sua agenda politica la questione della riunificazione dei comunisti in un unico partito?

                  Perchè si continua a far finta di niente su questo punto?

                  Mauro Gemma

              • Francesca scrive:

                Io fraintenderei? allora meno male che ci sei tu,che avendo già capito tutto, mi puoi dire dove sta la verità :)

                Trovo alquanto “stucchevole” continuare a citare i comunisti degli altri paesi. Dobbiamo essere capaci di farlo qui un partito comunista, in questa situazione concreta.

                Ma per incidere, occorre anche costruire una sinistra più ampia, come dice appunto l’appello: è necessario puntare sulle convergenze per condurre importanti battaglie comuni che insieme potremmo vincere.

        • Lorenzo scrive:

          L’unità si fa nei conflitti, nella lotta di classe quotidiana, anche piccola.Quanti di quelle persone che hanno firmato l’appello, o quelle che sono dentro i partiti di oggi, o nella cosidetta società civile (spesso radical chic piccolo borghese) fa lotta di classe?

          Tra chi la fa veramente l’unità nasce direttamente nella pratica quotidiana. Il resto sono giochi di apparato o diletti di alchimia politica per chi vede la politica ristretta al momento elettorale. Momento necessario,ma non sufficiente e che cmq viene dopo quello della lotta di classe nella società.

  29. Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

    Caro Claudio prima di incominciare voglio rinnovare la stima e la fiducia, sono convinto che quello che dici lo dici, con onestà e convinzione in buona fede, Senza secondi fini, tuttavia alcune affermazioni non solo non le condivido ma non le capisco neanche, e forse non le condivido perché non le capisco, quindi aiutami a capire.
    Tu dici “Io sono comunista e lavoro per cercare di ricostruire in questo paese un partito politico che abbia come obiettivo strategico il superamento del capitalismo e la costruzione di una società socialista.
    Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso”
    È bello sentire che sei comunista etc. etc. però dici che questo partito deve avere “ una pratica, un pensiero e una organizzazione , completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto. E qui non capisco, anche io sono affezionato alla parola Rifondazione Comunista, perché rimanda alla necessità di ripercorrere il cammino fatto e rimediare agli errori compiuti, tu invece parli solo di Rifondazione ometti comunista, e ci proponi anche un nuovo pensiero, che però non c’è ancora, ed allora io credo che prima di demolire la vecchia strada bisogna prima costruire la nuova, ed invece questo appello, e quello che tu sostieni ci dice solo che dobbiamo incamminarci per una strada che non c’è ancora e lo dobbiamo fare in compagnia di chi ci ha fatto perdere la strada quando la strada anche se da ristrutturare c’e l’avevamo.
    Continui a definirti comunista(e non dubito che ti senti tale)ma continui ad usare la parola “sinistra” anziché comunista, ora l’ho detto tante volte e continuo a ripeterlo, Che per la storia italiana, questo termine è stato usato ed abusato, vorrà dire pure qualcosa il fatto che ti definisci di sinistra, ed allo stesso modo anche Sacconi, Brunetta, Tremonti, Bondi, Frattini Cicchitto, ed oltre mezzo partito di Berlusconi, si possono definire di sinistra, questo fatto qualche problema te lo pone o no? Io so che storicamente, chi si occupava del firmamento veniva chiamato astrologo, Ma quando questo nome includeva i ciarlatani si è sentito il bisogno di cambiare nome , astronomo prima ed astrofisico dopo, ora come è possibile che sinistra sia una parola più evocativa e più vergine di comunista? D’accordo che non vogliamo ripetere gli errori del passato , e per questo che il comunismo va rifondato non seppellito, a me pare di capire che tu ci dice, io sono Comunista,ma non lo posso dire sono per superare la situazione presente ma per farlo devo cambiare nome e pensiero.
    Sulla credibilità dei firmatari dell’appello, sono critico come la maggior parte degli interventi in questo blog, però ho una età,. Per sapere con certezza assoluta che la frammentazione, non è la causa della crisi, ma l’effetto, negli anni settanta, quando c’èra un forte partito comunista, ed un pensiero vincente ed in crescita fino al 76, le frammentazione era cento volte quella di oggi, dovrei fare un lungo elenco per citare i nomi delle formazioni politiche che c’èrano alla sinistra del PCI ma questo non lo indeboliva , anzi semmai lo incalzava ed era sinonimo di vivacità e fermento. La legge di gravitazione ci dice che solo una massa più grande può attrarre e generare altri corpi oggi invece e come se dicessimo, siamo in estinzione, stiamo radunati per non disperderci.
    Io credo che non si può essere uomini per tutte le stagioni, se chi è stato comunista, ritiene che l’esperienza comunista sia finita ha il dovere di farsi da parte, cosi non deve continuamente abiurare, e se va in posti di comando, non deve fare cosse assurde per farsi perdonare di essere stato comunista come Dalema che ha bombardato la Serbia.
    Affettuosi saluti e buon lavoro.

  30. andrea valsusa scrive:

    a poi un’altra cosa…per favore non perdiamo la nostra identità comunista..

    • eliano scrive:

      Sono un compagno del “voto utile”, per niente fiero di esserlo, che pensa così di porre un argine alla marea belusconiana e leghista, sperando ancora in una ripresa di saggezza a sinistra, una sinistra che si è smarrita e si è fatto male da sola, esaltandosi nella reciproca divisione, fino quasi a scomparire. Una sinistra dissennata che ha disperso il suo popolo e non merita fiducia. L’ultima volta avevo l’intenzione di votarvi e fino all’ultimo ho provato a tener duro, ma poi mi ha bloccato un pensiero: nonostante tutto (e cosa ancora dovrebbe accadere?), siete ancora una “federazione”, ancora non ci credete voi per primi all’unità, ancora non avete capito, ancora siete incerti e tiepidi, gelosi e sospettosi. Forza, date l’esempio: unitevi, date la scossa. Noi siamo la ciurma, voi siete i capitani di una nave alla deriva. Affonderemo tutti insieme? Ognuno si prenda le proprie responsabilità. Voi per primi, ditelo una buona volta: abbiamo
      sbagliato, ma ora si deve ricominciare, riprendere il largo, giocare ancora le carte che abbiamo, tutti insieme. Compagni, avanti! Fate il partito che ci manca, dateci una chance, una via d’uscita a questo dolore, che vivo io nel Veneto. Ma voi, non lo sentite?

      • andrea valsusa scrive:

        caro eliano sento eccome questa sofferenza vivendo in piemonte ora governato da un leghista di m….noi, credimi, vogliamo veramente costruire una vera alternativa di sinistra comunista ed ecologista in Italia…ma come saprai sicuramente non è una cosa semplice…ma ci proviamo…e ci crediamo….sono alcuni nostri dirigenti(ed in particolar modo di SeL) che hanno paura…il popolo ha le idee abbastanza chiare….compagni di altri partiti….i comunisti devono contare nuovamente qualcosa…bisogna creare una forte alternativa…in ogni caso, indipendentemente a quello che deciderà sinistra ecologia e libertà, il progetto della federazione della sinistra andrà avanti…si evolverà….ti invito a seguire questo processo…potrebbe essere interessante per molte persone come te che auspicano la formazione di un nuovo partito…anche perchè il partito può esserci ma se nessuno lo vota…la cosa si complica..quindi ci vuole anche un po di coraggio…cari saluti compagnio con la speranza che seguirai con attenzione l’evolversi della federazione della sinistra….è un buon processo….secondo me ovviamenbte

  31. andrea valsusa scrive:

    compagni oggi ho letto su liberazione l’articolo di giovanni russo spena…mi sembrano osservazioni molto interessanti…si dice che l’unità va assolutamente bene…però deve essere effettuata seguendo un programma chiaro…la federazione della sinistra è nata per creare una alternativa sia al centro destra ma anche al centro sinistra…le politiche del PD sono politiche devastanti in molti ambiti, politiche liberiste…è indispensabile allearsi col centro sinistra per difendere la costituzione e battere berlusconi…ma attenzione a non ricadere nella trappola devastante del governo…entrare all’interno di un governo di centro sinistra per noi comunisti è quasi impossibile…questo perchè, su certi argomenti e questioni importanti, vi è una differenza abissale tra noi della federazionedella sinistra ed il partito democratico…
    quindi bene l’unità è fondamentale…ma miraccomando a non commettere errori e a non ricadere negli errori commessi in passato…concordo con il compagno russo spena…unità ma con un programma chiaro alternativo alle politiche liberiste del partito democratico

    • giovanni scrive:

      Sono d’accordo con te, Andrea, ma nell’appello non si parla affatto di ripetere l’esperienza di un governo come quello fatto con Prodi dal 2006 al 2008.
      Si pone l’esigenza, giusta, pur prendendo atto che esistono delle differenze, di unire le forze a sinistra del pd per dare più forza a battaglie comuni, come sta avvenendo con la raccolta delle firme sull’acqua. Perché non possiamo provare ad unirci, per esempio, per organizzare una reazione e una mobilitazione alle misure di massacro sociale che si appresta a varare Tremonti-Berlusconi?
      Per quanto riguarda l’articolo che citi, mi pare , francamente, che l’ultimo a parlare di autonomia dal centrosinistra dovrebbe essere proprio Russo Spena, visto che ha fatto il capogruppo al Senato durante il governo Prodi e mai, in nessuna occasione, ha espresso il pur che minimo dissenso…

      • andrea valsusa scrive:

        compagnio giovanni…condivido le tue opinioni…io penso che nessuno di rifondazione e della FdS abbia il coraggio di reintraprendere l’avventura di un simil governo prodi…quello su cui concordo con russo spena(condivido la tua analisi per quanto riguarda la sua partecipazione al governo prodi) è che l’unità deve essere fatta su punti chiari e condivisi da tutti…deve essere chiaro che la federazione deve essere una forza alternativa a gran parte delle politiche del PD, che si debba creare una vera alternativa(e pubblicizzarla) ai vari comunisti dispersi e smarriti…è questo l’obiettivo primario della federazione, secondo me….è una vera alternativa di sinistra che manca nel paese ed è nostro compito costruirla…

  32. Justin scrive:

    L’unione é necessaria ma non sufficente, difatti a cosa serve di metterci assieme quando non sono definiti i principi che ci coinvolgono
    per una politica che corrisponda alla fase attuale della situazione italiana? E lecito criticare la situazione in cui si trova il paese ma per dei comunisti il più importante é di proporre soluzioni per uscire dal marasma attuale su un programma condiviso onde evitare per il seguito nuove scissioni…
    I lavoratori e le classi meno abbienti ci seguiranno se noi sappiamo dar loro, con frasi semplici e non complicate, un programma e delle direttive che esse, coinvolte, se ne appropriano e sostengano le nostre idee. Solo così il comunismo potrà rinascere in Italia.
    A me sebra che l’unione senza averne definito i contenuti, non corrisponde alla situazione.

  33. marco scrive:

    La posizione che esprimono, non da oggi, i compagni Burgio e Grassi è del tutto coerente con la loro convinzione che non vi sia oggi nel nostro paese (e forse nel continente europeo) spazio per la riproposizione di un partito comunista ma solo per una forza di sinistra (moderna) che includa anche coloro che continuano a richiamarsi alla teoria e all’esperienza comunista. E’ la posizione che per primi hanno sostenuto esplicitamente in Essere Comunisti altri compagni, come per es. Favaro e Valentini.
    Credo quindi che sia ingiusto chi ha utilizzato o utilizza (anche in maniera non esplicita) la categoria del tradimento o del poltronismo per contrastare questa posizione che invece è il frutto di una loro convinzione politica maturata anche con sofferenza.
    Una convinzione politica che però io non condivido perchè credo che oggi più che mai vi siano le condizioni oggettive per un cambiamento sociale e vi sia invece un grave ritardo nella mancanza dell’elemento soggettivo che questo cambiamento dovrebbe guidare.
    Oggi più che mai sentiamo la mancanza di un partito comunista(l’intellettuale collettivo gramsciano) , sia per mantenere viva la nostra prospettiva strategica sia quale elemento avanzato di aggregazione di tutte le forze democratiche (la sinistra) per la “resistenza” politico-sociale in vista della ripresa delle conquiste.

    • mauro scrive:

      Che le posizioni di Grassi e Burgio debbano essere considerate posizioni non liquidabili con la categoria del tradimento, mi pare persino ovvio. Ci mancherebbe!
      Non di questo si tratta, ma di una divaricazione tra valutazioni (tutte assolutamente rispettabili) profondamente diverse sulle caratteristiche e sul ruolo che deve assumere il soggetto di trasformazione nel nostro paese. Una polemica questa che deve necessariamente rimanere sul piano del confronto politico, rispettoso delle reciproche posizioni.
      Mi è però parso di avvertire proprio tra alcuni compagni che condividono l’impostazione di Grassi e Burgio una sorta di liquidazione sprezzante delle opinioni diverse espresse in questo blog. Basta scorrere gli interventi.
      Per il resto, in linea di massima condivido le valutazioni di Marco.

      Mauro Gemma

    • claudio grassi scrive:

      Caro Marco,
      grazie per avere scritto ma, se mi permetti qual è il mio pensiero lo dico io e non altri. In ogni caso, per quanto mi riguarda parlano i fatti. Ho lottato per evitare che si sciogliesse il Pci e, questo, non all’ultimo congresso, ma già da parecchi anni prima. Nel mio piccolo ho contribuito a fare Rifondazione Comunista ed ho contrastato il suo tentativo di scioglimento a Chianciano. Così come ho contestato i tentativi di un suo superamento che si è cercato di realizzare anche negli anni precedenti, dal congresso di Rimini in poi.
      Oggi sono impegnato a ricostruire Rifondazione Comunista e, nell’ambito del progetto della Federazione della Sinistra, a ricercare le forme concretamente possibili di ricomposizione della frammentazione comunista.
      Mi sento quindi impegnato, almeno tanto quanto te, nel cercare di ricostruire, in questo paese, un partito comunista degno di questo nome.
      Ciao

      • marco scrive:

        Beh, se sei “impegnato, almeno tanto quanto te, nel cercare di ricostruire, in questo paese, un partito comunista degno di questo nome”, oltre che impegnato in un processo (parallelo) di costruzione di una sinistra ampia, non può che farmi immenso piacere.
        E sarebbe bello che si ponesse analoga enfasi ad entrambi i processi.
        In tutto questo mi risulta difficile capire, poi, il ruolo della Federazione (troppo ampia, e non certo da un punto di vista numerico, per essere l’embrione del nuovo Partito Comunista; ma troppo ristretta per essere una alleanza della sinistra). Ma forse è solo un mio limite.

        • Paolo Vigneri scrive:

          Quando leggo critiche come queste, tra l’altro espresse spesso con un tono di supponenza che davvero sarebbe ora di abbandonare, mi chiedo se i compagni abbiano idea di quali alternative realistiche si potrebbero mettere in campo al posto della Federazione!
          Rifondazione e basta?
          Il Grande Partito Comunista che nascerebbe dalla spaccatura di Rifondazione e da quello che rimane del Pdci?
          Un Ancora Più Grande Partito Comunista da Diliberto ai Carc passando per Ferrando e Sinistra Critica?
          Mi cadono un po’ le braccia, perché ho l’impressione che le nostre critiche (tra l’altro sempre uguali e sempre meno originali) sono dettate dalla frustrazione nel vedere che siamo sempre meno e sempre meno incisivi!

          • marco scrive:

            Non credo di avere usato un tono di supponenza (e se questa è stata l’impressione, me ne scuso perchè non era questa l’intenzione).
            Ho il massimo rispetto per i compagni anche quando esprimono idee diverse dalle mie su aspetti particolari.
            Sul problema della costruzione di un partito comunista nel nostro paese adeguato alle esigenze talvolta mi accaloro perchè era lo scopo della nascita del PRC ed invece lo si è accantonato talvolta esplicitamente talvolta trovando via via sempre altri obiettivi e altre giustificazioni. Con i risultati dello sfascio di fronte agli occhi di tutti.
            Per quanto riguarda la Federazione, ho accolto la proposta positivamente dall’inizio in quanto sembrava la proposta di unità con altri comunisti più avanzata possibile, viste le resistenze esistenti al nostro interno. Adesso però bisognerebbe sciogliere il nodo: non sembra l’avvio della costruzione del P.C. di cui si ha bisogno (per la presenza di forze, e di singoli compagni, che esplicitamente rifiutano tale prospettiva e perchè non è stato il catalizzatore dei tantissimi comunisti senza partito del nostro paese); e allo stesso tempo è troppo limitata per poter costituire il luogo in cui possa confrontarsi e trovare obiettivi comuni una sinistra ampia che pure , divisa e confusa, esiste.
            Come ha detto qualcuno: un forte e coeso partito comunista (non necessariamente con cifre elettorali a due cifre) può permettersi di operare fuori da schemi angusti di autosufficienza o di sterile identitarismo per la costruzione di un ampio fronte progressista, democratico e di sinistra; ma senza quelle premesse il risultato sarebbe… un altro Arcobaleno (o nella migliore delle ipotesi la realizzazione, vent’anni dopo, del disegno ochettiano incompiuto)

  34. Franco Bianco - Roma scrive:

    Benché si tratti, nella massima parte, di persone degnissime (i firmatari), quello a cui siamo di fronte non è che un altro, ennesimo appello: a contarli, quelli che ci sono già stati, chissà a quali numeri si arriverebbe. Non serve a nulla fare appelli, si rischia addirittura di cadere nel patetico. O si ha la capacità (politica e culturale) di mettere idee forti in campo, e su queste ricercare i consensi (ma qui scatta anche la questione – politica – della credibilità, oltre a quella della bontà delle proposte), oppure si resta minoritari o, ancor peggio, puramente testimoniali. La forza se uno non ce l’ha non può darsela.

  35. Lorenzo scrive:

    La cosa che non capisco bene è questa: qual’è esattamente la differenza tra questa futura unità a sinistra e le passate esperienze?
    più precisamente, qual’è la differenza tra uniti a sinistra e la sinistra arcobaleno o sinistra e libertà?

    La cosa che invece mi sembra decisamente sbagliata è quella di continuare a perseguire un’unità a sinistra. Il dato costante degli ultimi 30 anni è che tutti i partiti e movimenti che sono esplosi non sono (nessuno di essi) riconducibili all’asse sinistra-destra.

    Se posso quindi, penso sarebbe più proficuo, pragmaticamente parlando, non definirsi di sinistra, bensiì comunisti.

  36. Luciano Barracco scrive:

    Come si fa a non vedere che l’opzione politica che emerge da quest’appello è distante anni luce per esempio dal contenuto dell’intervista rilasciata da Bertinotti su Liberazione di oggi???
    AVANTI con la FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, motore di una unità più larga da costruire sui contenuti, a partire dai comunisti; l’opzione bertinottiana prevede invece la costruzione di una nuova?!?! sinistra!?!? che assuma come punto di partenza la rimozione totale della cultura comunista.
    Dunque,
    SOTTOSCRIVO L’APPELLO!!!!!!!!!!!!

  37. marco dal toso scrive:

    L’appello e’ condivisibile .La constatazione da cui parte e’ semplica;la sinistra di alternativa frammentata,divisa oggi non puo’ affrontare adeguatamente e con autorevolezza l’attuale fase economica,sociale e politica che attraversiamo.Vanno quindi incentivate le iniziative comuni(proposte concrete sulla rappresentanza del mono del lavoro,sulle politiche salariali, sulla difesa e applicazione della costituzione repubblicana) che rendano piu’ visibili sui contenuti anche le differenze con il Partito democratico.Nello stesso tempo sulle questioni riguardanti la democrazia non possono essere assunte posizioni settarie e/o autoreferenziali.
    La necessita’ di avviare una pars construens relativa alla societa’ che vogliamo e che vada oòtre i confini della societa’ capitalista deve partire anche dalla necessità di delineare anche al di fuori delle forze politiche esistenti i profili teorici di una rifondazione comunista.

  38. Tonino Cafeo scrive:

    caro Claudio
    Sorvoliamo sulla sensazione che mi da la maggior parte dei commenti…condivido l’appello e aderisco “formalmente” ( all’email che indichi) è confortante vedere sotto lo stesso appello i nomi di compagni prestigiosi che si sono combattuti aspramente all’ultimo congresso di RC , insieme ad altre personalità della sinistra che hanno fatto percorsi diversi. Speriamo non si tratti dell’ennesimo appello destinato a cadere nel vuoto.

  39. franco domenichelli scrive:

    caro Claudio, a costo di beccarmi le solite reprimende di compagni che sanno sempre esattamente cosa fare, devo dire che questo appello mi lascia perplesso. Non nasce da un dibattito (almeno per quanto se ne sa), non esprime il risultato di un percorso: persone che hanno (anche molto recentemente) rotto i rapporti con il prc, che hanno lottato per sciogliere rifondazione, che ci hanno rivolto le più feroci critiche, ora mettono insieme le firme per un appello che, sinceramente, è a dir poco confuso. Se si doveva fare un “appello per il proporzionale”, allora poteva essere aperto e diffuso con ogni mezzo: che c’entra col “proporre un comunismo nuovo e rifondato”? La sensazione (brutta) è che stiano continuando le prove generali di scioglimento del PRC, a seguito di decisioni nelle quali i compagni sono poco o nulla coinvolti, anzi, spesso sono proprio all’oscuro.

  40. fausto sorini scrive:

    Scrive Grassi:
    “Io sono comunista e lavoro per cercare di ricostruire in questo paese un partito politico che abbia come obiettivo strategico il superamento del capitalismo e la costruzione di una società socialista.Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso.
    Per questo sono molto affezionato al termine rifondazione. Perché per essere credibili – dopo le sconfitte subite e gli errori compiuti – dobbiamo proporre un comunismo nuovo e rifondato.
    Credo che Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra (dove lavorano, assieme ad altri movimenti e soggettività, Prc e Pdci), siano il luogo dove può consolidarsi e crescere questa opzione”.

    Proprio in queste parole di Grassi sta l’errore fondamentale: errore politico, ideologico, e di bilancio storico che il compagno Claudio Grassi persegue ostinatamente e senza un briciolo di riflessione autocritica ormai da molti anni.

    Eppure c’è poco da essere affezionati al termine di RIFONDAZIONE.

    Per ricostruire su basi più solide bisognerebbe intanto riconoscere con umiltà che il progetto ormai ventennale di Rifondazione di un partito comunista in Italia è fallito miseramente (e processi analoghi hanno segnato la storia degli altri partiti eurocomunisti), mentre ha tenuto ed oggi dimostra forti capacità espansive il progetto dei partiti comunisti leninisti e internazionalisti come quelli greci e portoghesi.

    So che questa argomentazione, basata sui fatti, irrita molti compagni italiani, che evitano persino di discuterne. Ma fino a che non vi sarà il coraggio e la lucidità di riconoscere questo dato incontrovertibile della storia del comunismo europeo, si continuerà a battere strade sbagliate. Come quella, incredibilmente riproposta da Grassi, secondo cui sarebbe “Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra…il luogo dove può consolidarsi e crescere questa opzione di un comunismo nuovo e rifondato”.

    Fausto Sorini

    • Massimiliano Ortu scrive:

      … più leggo certi commenti, tipo quello di tal Sorini, e più sono convinto che facciamo bene ad andare avanti sulla strada dell’ UNITA’, Unità a Sinistra. BASTA DIVISIONI che non sono più chiare nemmeno agli addetti ai lavori.

      • mauro scrive:

        Quelle che a te appaiono critiche puramente nominalistiche sulla “questione comunista”, sono oggetto di un confronto acceso (a volte molto duro)tra le diverse forze della sinistra anticapitalista europea (e non solo). Tutto questo, al contrario di te, lo sanno benissimo anche Claudio Grassi e tutti quelli che, nel gruppo dirigente del PRC, stanno evidentemente accelerando i tempi della costruzione di un nuovo soggetto politico di sinistra non comunista. Che, in modo sempre più scoperto, stanno suggerendo una scelta che, se perseguita fino in fondo, porta dritto dritto alla liquidazione di ogni residua presenza comunista nel nostro paese.
        Quanto al tono che usi nei confronti di chi critica (“quel tal Sorini”), come mi ricorda il Bertinotti che alla minoranza comunista del congresso di Venezia indicava la strada della porta d’uscita dalla sala!

        Mauro Gemma

    • Edoardo Pascarella scrive:

      Condivido l’affermazione del compagno Sorini circa il sostanziale fallimento del progetto del Partito della Rifondazione Comunista.
      Bisogna però riconoscere che questo fallimento ci vede tutti quanti partecipi anche se con maggiori e minori responsabilità.
      Credo invece, a differenza di Sorini, che la Federazione della Sinistra possa essere veramente il luogo in cui cercare di riproporre
      il tentativo di ricostruire in Italia un Partito Comunista non settario e residuale inserito in un più generale contesto antiliberista
      ed anticapitalista in cui far vivere, se saremo all’altezza, una nostra capacità egemonica.
      Certamente non posso condividere l’affermazione di Grassi di voler superare totalmente le esperienze novecentesche (“Un partito
      comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel
      secolo scorso.”), in primo luogo perchè credo che quelle esperienze siano ancora cariche di potenzialità
      e insegnamenti assolutamente utili nell’attuale contesto, in secondo luogo perchè il fallimento del PRC nasce, secondo me, anche (e
      soprattutto) da suggestioni innovative certamente presuntuose e velleitarie.
      Per ultimo non posso tacere il mio fastidio nei confronti di un appello talmente inconcludente e ovvio da far nascere più di un dubbio
      sulle sue reali finalità.

  41. mauro scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=duKiftWTM5w

    20 maggio: in Grecia la lotta continua!

  42. Roberto Montanari scrive:

    caro Claudio, ti comunico un sentimento di forte perplessità per l’iniziativa assunta con questo appello. Pur condividendo la pulsione all’unità delle sinistre e alla ricomposizione di quella di alternativa non mi convincono nè il merito nè il metodo evidenziati in “uniti a sinistra”. Intanto credo che sia sbagliato imputare alla frammentazione la causa dei mali che ci stanno affliggendo; di certo diaspore e divisioni non ci aiutano, ma queste sono semmai figlie e non genitrici della nostra crisi, frutto di una fragilità ed una inadeguatezza che non ci ha consentito ed ancora non ci consente di portare a sintesi le differenti sensibilità critiche del capitalismo. Il problema vero mi pare sia la ridefinizione del progetto di trasformazione della società a cui va attribuita centralità rispetto il resto. Avanzo questa considerazione non per negare obliquamente il bisogno di unità, un bisogno invocato dal senso comune della gente di sinistra, dal momento politico e non da ultimo dai meccanismi elettorali; un bisogno che però va contestualizzato avendo ben chiaro quale è la contraddizione principale. Il dopo Chianciano ha portato correttamente Rifondazione ad individuare nell’autonomia dal PD uno degli snodi fondamentali (particolarmente in questa fase) sui quali ricostruire una fisionomia della sinistra nel nostro paese; ebbene nell’appello in questione di ciò non vi è traccia. L’assenza di riferimento a questo tema rischia di produrre ambiguità tali da vanificare l’obiettivo dell’unità ed inutili tensioni nel corpo di un partito già abbastanza provato. Da ultimo voglio dirti con molta franchezza che trovo molto sbagliato che proposte importanti per le sorti della sinistra in generale e per la nostra comunità politica vengano avanzate solo da compagne e compagni che fanno riferimento ad aree interne e non da tutto il partito. Abbiamo criticato il bertinottismo per la dinamica di un metodo di discussione basato sulle forzature mediatiche che tutto sono fuorchè partecipative ed inclusive ed ora ci troviamo analoghe “fughe in avanti” sui blog. Di certo il nostro modo di discutere risente dei difetti di una certa ritualità, troviamo le forme più efficaci, ma discutiamo DENTRO Rifondazione tutta non dentro le tessere del suo mosaico. Con immutata stima e affetto comunisti Roberto Montanari

    • enzo bardo scrive:

      Condivido anche le virgole. Questo post di Grassi mi convince una volta di più che le aree sono esiziali e vanno abolite.
      Voglio l’untà di tutte le sinistre, ma non condivido questo appello.
      Quando il passo sarà fatto dal mio partito in tutte le sue istanze ne discuteremo. Questa iniziativa rischia di introdurre ulteriori elementi di lacerazione in un partito già abbondantemente lacerato.
      Non c’era proprio bisogno di aggiungere sale sulla ferita.

  43. Franco scrive:

    Ma si deve fare l’unità con Pd, Sel e Idv per sconfiggere Berlusconi? Per salvare l’Italia e la sua Costituzione? Se non facciamo prima l’unità dei comunisti faremmo, nella migliore delle ipotesi, i portatori d’acqua senza portare a casa nessun risultato (come durante il governo Prodi). Per questo dico: uniamo i partiti comunisti su una piattaforma comune e comunista e poi aggreghiamo le altre forze. A me sembra che tutto questo cincischiare sia frutto di una errata visione di quanto sta accadendo nel mondo ed in Italia in particolare (dico “errata visione” perchè la tesi che i dirigenti di Rifondazione e del Pdci stiano tentando un approccio con la sinistra – sinistra per la posizione che occupa in Parlamento – perchè non vogliono andare a lavorare essendosi abituati a fare i dirigenti, non mi appassiona,anche se in alcuni casi sembrerebbe essere vero).Così come non mi appassiona questo continuo richiamo all’unità dei comunisti “a partire” da Rifondazione. Questo “a partire” (tu, Claudio, dici “affezionato”) serve solo a tranquillizzare i dirigenti di Rifondazione ed al contempo mette una seria ipoteca al raggiungimento dell’unità dei comunisti tanto reclamata. Va da se che i compagni fuoriusciti e che hanno formato altri partiti oppure quelli che semplicemente se ne stanno a casa non ritorneranno mai in un partito che hanno lasciato per i più svariati motivi. Quindi che fare? Intanto proviamo a costruire assieme un’assise di tutti i comunisti che discuta e metta in campo un “idea”, un’ “alternativa”, in altre parole, una piattaforma comunista. Poi discuteremo delle questioni organizzative, della Federazione ecc., pur importantissime,perchè è rispetto agli obiettivi da raggiungere che si modella l’organizzazione. Non viceversa.

  44. Justin scrive:

    Perche essere legati al termine “rifondazione”? Comunista non basta?
    La storia italiana è sufficentemente ricca di un passato glorioso di cui i comunisti ne sono molto fieri. Dalla resistenza alle lotte di fabbrica, dalle lotte democratiche ai sostegni di tutti i combattimenti
    dei popoli che lottavano per la loro emancipazione. Quello che a me sembra mancarci è una linea politica unitaria su un programma politico corrispondente alla situazione attuale: marxisti, non manchiamo di leve per giudicare et criticare la situazione attuale e trarne dei progetti che obbiettivamente servano ad un vero programma politico. Criticare la situazione italiana è molto facile, però i lavoratori italiani non capiscono perche noi comunisti saremmo migliori degli altri, sopratutto dopo l’asperienza bertinottiana. Sta a noi d’avanzare proposte che si impongono nella situazione attuale contro la politica che ci è imposta dai partiti borghesi, dal PD ai berlusconiani, da Di Pietro ai leghisti etc… E evidente che nella fase attuale la lotta tra il popolo e la borghesia si gioca sul piano finanziario (la rilettura di”imperialismo stadio supremo del capitalimo” mi sembrerebbe utile. La finanza domina tutta l’economia allora che essa non è altro che che uno strumento parasitario. Permettere che le banche, tutte private ben inteso, raccolgano il riparmio di una intera nazione per poi servirsene per speculare contro l’interesse generale, mi pare ciò ci permette di farci un’idea di proposte coerenti con l’interesse generale. Un altro aspetto da analizzare, e dunque tirarne delle conclusioni, è la politica che consiste volutamente ad aumentare il debito pubblico, avvalendosi di metodi ben conosciuti: evasione fiscale, lavoro in nero, esternalizzazione del lavoro…politiche queste volute e favoreggiate per permettere poi, quando la crisi non è più controllabile, un’altra politica che é quella del impoverimento generale tramite l’austerità, tagli all’educazione, alla sanità etc….vedi quanto succede in Grecia.(In riguardo consiglio a tutti di leggere il libro della canadese
    Naomi Klein:”La teoria dello choc”) Un simbolo che a me pare molto utile: la bandiera. Sono un emigrato da quasi 50 anni e vivendo all’estero quello che mi lascia più indifferente è il colore della bandiera tranne quella delle mia classe, la bandiera rossa. Ora che certuni avanzano idee di federalismo per non dire di divisione, io vi propongo una nuova bandiera: tutta rossa con in centro un’Italia in piccolo e tricolore con intorno tre stelle rappresentanti il nord il centro e il sud. Da Garibaldi che combattè per l’unità, ai garibaldini che lottarono per la liberazione, chi più di noi é degno di combattere contro le idee razziste e fasciste della lega.
    Se il mio testo trova adesioni, ci risentiremo ciao a tutti

  45. alberto larghi scrive:

    Son d’accordo,bisogna fare presto,è per ridare ruolo politico ai comunisti che bisogna andare oltre rifondazione che oggi è Dp.
    A Claudio,vorrei dire che è ora di finirla di fare i portatori d’acqua e di assumere un ruolo di guida ricomponendo la diaspora dei comunisti.

  46. stefano pieralli scrive:

    In linea teorica condivido le cose scritte da Claudio e l’appello per l’unità a sinistra, ma condivido anche delle perplessità espresse in alcuni post. Io non penso che il problema sia identitario, su questo concordo pienamente con Grassi L’unità della sinistra è un tema fondamentale della storia dei comunisti Italiani partendo da Gramsci.
    Il tema che da troppo tempo non si affronta, forse per incapacità, è il contenuto programmatico e culturale che deve assumere sia la sinistra sia una forza comunista all’interno della sinistra unita.
    La sinistra se non si unisce su programmi di governo locale di alternativa di governo nazionale di progetto culturale si unisce solo per replicazione del ceto politico e di questo pochi sentono la necessità, o la sinistra saprà essere utile alle classi sociali di riferimento o non sarà ancora per molto tempo.
    Qundi se posso permettermi ,più che l’ennessimo appello sull’unità vi è la capacità di aprire un ragionamento di unità programmatica della sinistra in cui una forza comunista possa partecipare con pari dignità fuori da facili slogan?
    Troppe persone che hanno operato per la frammentazione della sinistra oggi si ergono, con poca credibilità, a fautori della sua unità .
    Le compagne i compagni sanno e difficilmente dimenticano .
    L’unità della sinistra il rilancio di una forza comunista che operi all’interno di questa unità necessità innazi tutto di competenza di rapporti sociali veri e non più di autoreferenzialità di ceto politico
    sarò monotono , ma o vi sarà una capacità di rimettersi in gioco a 360 gradi o non vi sarà spazio politico per questa sinistra autoreferenziale troppo legata a logiche di sopravvivenza individuale di singoli autoproclamatisi dirigenti politici, ma che alla prova dei fatti hanno fallito sia le analisi sia i percorsi programmatici.
    Oggi non è l’identitarismo che puo dare speranza a riaquistare credibilità tra la gente, ma nemmeno un astratto impalpabile concetto di sinistra non meno identitario di quello espresso dai fautori della presunta purezza comunista che vorrei fosse programmaticamente delinata in favore delle classi sociali che vorremmo rappresentare , ma che non chiedono più alla sinistra ne tanto meno ai comunisti di rappresentarle.

  47. Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

    Di per se l’appello all’unità è condivisibile, quello che lo rende impossibile e non credibile sono i firmatari, è inutile fare i nomi, due per tutti Alfonzo Gianni e PatriziA Santinelli, questi del comunismo se ne sbattono,patiscono solo l’astinenza dalle poltrone.

    Caro Claudio mi rivolgo a te per avere lumi, perchè di te mi fido, non credi che questo appello è generico? non ci dice per esempio, che cosa vuol dire uniti a sinistra, quali sono i limti della sinistra” SEL? L’IDV? il PD? come si fa a fimare un appello di cui ni si conosce ne il confine ne la finalità?.
    Si sono mossi di moto proprio, o sono stati spinti da Vendola per essere incoronato, imperatore e poi portare in dote i sudditi al PD? non sarebbe più credibile se fosse specificato, “siamo gente della sisnistra diffusa, e vorremmo costituire un argine alla deriva autoritaria e per questo prendendo atto che il PD non è più un partito di sinistra, la sinistra la vogliamo fare noi, invece neanche una parola questi sono tutti generali senza truppe e sensa soldi per assoldare le truppe, li vedo più come un armata Brancaleone che come argine a derive autoritarie.
    e poi c’è una cosa curiosa che non è mai stata chiarita, cosa vuol dire oggi essere di sinistra?
    sul Afganistan è più di sinistra il PD, o la Lega che i militari a kabul non li vuole e il PD si, in origine si diceva quelli a sinistra (in positivo) per indicare i Giacobini che erano semplicemente seduti a sinistra in parlamento, oggi si dice sinistra (in negativo), per non dire comunisti o socialisti, parole indicibile per quelli che usano la porola sinistra, creando grande confusione, dal momento che mezzo partito di Berluscone può definirsi di sinistra in quanto EX socialisti.
    secondo me se il nome comunista è inattuale la parola sinistra lo è ancora di più , io credo che la parola comunista è ancora molto evocativa mentra la parola sinistra non vuol dire niente,se vogliono possono entrare nella FDS,se no vadano in pensione, hanno gia fatto male abbastanza,
    saluti comunisti.

  48. andrea valsusa scrive:

    compagnio ivan xamo concordo pienamente con te in tutto…nessuno chiede a qualcuno di rinunciare alla propria identità comunista…io non rinuncerò mai e poi mai ad essere comunista…ma non per questo non sono daccordo con l’appello…secondo la mia opinione è indispensabile la nascita di una sinistra alternativa in Italia…e questo non sarebbe un processo come la sinistra arcobaleno ma serebbe diverso in quanto non nasce per fini elettorali ma per costruire una vera alternativa di sinistra..le continue divisioni non portano assolutamente a niente…federazione e sinistra e libertà uniti, da ultimi sondaggi ufficiali risultano essere al 5%…è questo l’unico modo per poter contare, anche come comunisti, qualcosa nella politica italiana..dall’esterno, oggi come oggi, sarebbe molto difficile cambiare il nostro paese purtroppo non siamo più negli anni ’60…compagni bisogna cercare assolutamente l’unità senza rinunciare alla nostra identità comunista…anzi bisogna che questa nostra identità incida molto….unità compagni…

  49. IVAN XAMO scrive:

    sottoscrivo in pieno il vostro appello, e dico finalmente compagni di cui ho una grande stima fanno qualcosa di concreto, la mia speranza è che a questo appello ci sia continuità… ai compagni (se mi permettono) dò un consiglio, basta a guardare il DNA di chi firma gli appelli, abbiamo bisogno di tutti i compagni di buona volontà che vogliono superare questa fase drammatica che stà vivendo il movimento comunista e la sinistra in generale.. quindi compagni facciamo tutti un passo indietro per andare avanti tutti insieme e dico INSIEME, con più forza e vigore per ricostruire una forza antagonista, forza che ora è sparita dalla scena politica italiana!!!!!!!!!

  50. ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

    Sottoscrivo l’appello,
    uniti, ognuno con le sue radici e specificità, come è stato detto a Chianciano e sempre con la falce e il martello!

    Alberto Viscardo Prc Sesto San Giovanni

  51. chiara la rocca scrive:

    Sono d’accordo. Quindi sottoscrivo.

  52. Antonio scrive:

    Caro Claudio, siamo sempre stati dalla stessa parte:
    - quando Cossutta ci voleva tenere in un Governo che bombardava la Jugoslava e sosteneva la finanza, come il primo governo Prodi;
    - quando ci fu l’ennesimo tentativo (congresso di Rimini) di demolire la Rifondazione Comunista in nome di un movimentismo che sia Alfonso Gianni che Patrizia Sentinelli chiamavano contaminazione;
    - quando a Venezia ci misero alla porta perchè il dissenso ostacolava il processo dell’unità della Sinistra nei movimenti e noi invece volevamo avere un ruolo che salvaguardasse l’identità e la “dignità” nell’ennesimo Governo Prodi;
    - quando anche tu insieme a Bertinotti e gli altri allontanasti prima Ferrando e poi Turigliatto perchè non presentabili al “padrone”;
    - quando a Chianciano si è tentato il tutto per tutto per impedire la scissione e rilanciare Rifondazione Comunista.

    Mi dispiace ma questa volta credo che non vi segruirò. Mi dispiace ma non sono interessato alla politica di palazzo, mi interessa molto di più lavorare per ricostruire un’identità comunista, mi dispiace che viene tradito lo spirito unitario, sofferto è “miracoloso” di Chianciano e che vi incamminate verso un obbiettivo sicuramente nobile: unire la sinistra, ma chiaramente incoerente e
    disastrante rispetto al documento raggiunto a Chianciano.

    Saluti comunisti

  53. bongiorni giuseppe scrive:

    massimo prc milano a epresso il mio pensiero condivido tutto ma pero ame vengono altri dubbi cosa centrano gassi e burgio con giani o ferrara ne dico 2 ma ce ne sono altriche al congresso di chianciano anno fatto tutto per seppellire cambiamenti fino alla sissione cosa è cambiato ora per vederli insieme in una proposta come questa forse le seggiole che mancano o la penavano anche prima cosie facevano solo finta di litigare?

  54. massimo scrive:

    io francamente non capisco certi personaggi che prima sfasciano un partito come rifondazione anzi hanno cercato di uccidere rifo adesso che dopo le vissicitudini di SeL, vendola la vuole sciogliere per fare le sue fabbriche (peccato che lui non abbia mai lavorato in fabbrica) visto che i loro posti di potere si sono miseramente dissolti nel nulla, si chiede uno scatto di orgoglio per far rivivere la sinistre ecc. ecc. Ma con che coraggio si permettono questi non abbiamo lottato con i denti perchè tutto si sgretolasse abbiamo tenuto in piedi rifo dopo essere stati tacciati di vecchi etero massimalisti fuori dalla realtà ecc ecc., adesso sono qui a dare ancora lezioni.
    1) pentitevi chiedete scusa a chi a tenuto duro dopo tutti gli insulti
    2) volete entrare nella sinistra ok la federazio della sinistra c’è accomodatevi!!!!
    3) rientrate da semplici militanti niente incarichi di direzione niente candidature per le prossime elezioni e anche future.
    4) armarsi disecchio e pennello e andare a d attacchinare i manifasti come sempre abbiamo fatto quando voi eravate dirigenti e sguazzavate nel lusso, e dopo siete andati via lasciando il liberazione e il partito con i debiti.
    Massimo PRC Milano

  55. Antonio Strauben scrive:

    DELLA SERIE “A VOLTE RITORNANO”…
    mummie, “signore delle tessere”, destri di sinistra e sinistri di destra, distruttori di partiti e costruttori di contenitori politici inesistenti, politicanti e chiacchieroni, scissionisti di professione che riscoprono a fasi alterne il “valore dell’unità”.
    In un paese normale, un appello di questo genere (peraltro privo di senso politico, strategico e tattico) con firmatari di tal fatta (Alfonso Gianni e Patrizia Sentinelli!?!?) susciterebbe soltanto una sonora ilaritò. Invece mi pare di capire che, almeno voi, vi prendete sul serio.
    La storia ha già fatto giustizia spazzandovi via tutti e relegandovi al ruolo di parolai senza palco nè pubblico. Basterebbe farsene una ragione e mettersi da parte, anzicchè annaspare e prestarsi a queste ridicole pagliacciate.
    Quel poco di tradizione marxista che restava nel nostro Paese è stata seppellita dal vostro affarismo e dalla vostra ripugnante ignoranza politica…
    Adesso è tempo di voltare pagina e Voi, cari firmatari-unitari, siete soltanto un brutto ricordo di un capitolo buoio e decadente della nostra storia.
    Senza alcuna stima

    A.S.

  56. laura scrive:

    l’unica unità che posso percepire è dei comunisti, con i comunisti e da comunisti.
    Sinistra non ha senso, non vuol dire nulla e non si sa chi comprende.
    Pd? Vendola? IDV????? Come no.. non aspetto altro dalla vita….

    Manonesisteproprio.
    ladytux

  57. Massimo Asti scrive:

    Roma, 21 feb. 2010 – Dalla sinistra all’Idv perché il “progetto per cui nasce Rifondazione non c’è più, ha abbandonato i militanti che si stanno leccando le ferite”. Per questo Adriana Spera, ricercatrice Istat, a lungo
    e si Adriana Spera firma l’appello
    E si, Adriana Spera firma l’appello!! Adesso aspettiamo la anche la firma di Zipponi da Brescia!! I sinistrorsi dipietristi!!

    consigliera comunale nel capoluogo ed ex esponente della segreteria romana del Prc, dichiara: “Ho deciso di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di candidarmi con l’Idv nel Lazio”.
    L’annuncio è stato argomentato in un’intervista rilasciata nel finesettimana al giornale on line Dazebao. Secondo Spera le “speranze” suscitate dalla nascita del Prc sono rimaste “deluse” in quanto “all’apertura iniziale è seguito un ripiegamento su se stessi” che ha condotto vero “l’autoreferenzialità”. Un andamento “che si è cercato invano di invertire con l’ultimo congresso”. Spera lamenta infatti che, “con tutto quel che sta accadendo nel paese”, a sinistra si sia rimasti “ripiegati su sé stessi, impegnati in estenuanti discussioni, guerre e guerricciole interne” anziché guardare alle dinamiche, anche controverse, che attraversano la società. Una condizione che preme le sinistre nell’angolo della inutilità sociale. Di qui la scelta di non abbandonare “la nave dell’impegno, della proposta, della lotta, dell’unità”. Imbarcandosi però sul vascello dipietrista.

  58. fillippo giunta scrive:

    Adriana Spera?
    ma non sei andata all’IDV?

    http://www.adrianaspera.it/index.php

    • franco iachini scrive:

      L’appello parla di metterte da parte le cose che ci dividono e che rimangono per valorizzare quelle che ci uniscono. E’ chiaro che se si va a rivangare nel passato non ne usciamo più perchè ognuno difenderà il suo percorso. Lo sforzo che ci chiedono i lavoratori sui posti di lavoro e nei quartieri è di mettere da parte le divisioni per combattere contro questo governo e contro la situazione economico-sociale che si sta vivendo. E invece vedo che molti compagni si attardano a recriminare sul passato. Ma anche al passato si potrebbe guardare con occhi più obiettivi: quante lotte abbiamo fatto insieme a compagni che oggi militano in altre formazioni o che non hanno aderito ad alcuna formazione politica (la maggioranza) e che prima erano anche in Rifondazione ? Sono tutti venduti all’avversario ? Per ricostruire qualcosa che abbia un peso reale a sinistra c’è bisogno di tutti. Ce lo chiedono i nostri referenti sociali. Per battere Berlusconi e Bossi c’è bisogno di tutti i democratici, IDV e PD compresi.
      Del resto in quante manifestazioni ci stiamo ritrovando insieme ? La piazza varrà pure qualcosa.
      ciao
      iachini

      • franco iachini scrive:

        P.S. Ovviamente ho già sottoscritto l’appello !
        iachini

      • pasquale scrive:

        partendo almeno dalla teoria, dai punti fermi, poi dal programma.. altrimenti i risultati ottenuti fino ad oggi sono la logica conseguenza non tanto della sparizione dei comunisti in italia ma della sparizione dello stesso concetto di comunismo, quando nell’appello dei firmatari si parla di “Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso” cioe’? il comunismo va riscritto? va rivisto il concetto della sua applicazione? e allora quando parlo, a torto o a ragione, di riportare il comunismo tra la gente attraverso l’istruzione “dare gli strumenti di conoscenza e di analisi a tutti quei compagni, organizzati o semplici iscritti e comunque ovunque collocati, di poter portare un messaggio di speranza di trasformazione dello stato presente delle cose in una società più giusta, più equa, più vicina ai bisogni dei cittadini e che non sia succube di padroni e organizzazioni filo padronali.” oppure dobbiamo continuare a portare il concetto che il deputato di rifondazione “comunista” e degno del cachemire e gi iscitti e i militanti no….. ma di che comunismo parliamo.. bisogna fare chiarezza..
        io non credo di capire a quale gioco si sta giocando ma attività come i raduni, le iniziative comuni (al momento al di fuori dei partiti),( a cui Claudio Grassi non ha aderito ndr) mi fanno pensare che e’ il solito appello che tende a fare confusione e riattivare per pochi giorni la addormentata platea che si definisce comunista. altrimenti dopo il brancaccio perché non si sono sciolti subito i partiti e si e’ andati alla costituente, forse non mi sembra logico che ad un anno dalla fondazione tiriamo ancora fuori un appello che non si comprende a chi e’ diretto o perché semplicemente rifare l’arcobaleno dove si e’ negato addirittura l’esporre la falce il martello, e dopo la legnata elettorale conseguente a qualcuno e’ tramata la mano a continuare e le successive tornate elettorali ne sono state le conseguenze terribili? oggi nell’appello si ritorna a parlare di sbagli fatti ma da chi? questi che hanno fatto gli errori sono ancora dentro, sono usciti stanno nella SEL o sono la CSP e se si perché si torna a chiedere di fare alleanze? oppure non sarebbe piu utile riparlare di partito comunista con una diversa e alternativa e non compatibile posizione economica comunista, lo so che l’argomento e scottante e che forse a ragione si debbano trascorrere anni bui non ci saranno poltrone da occupare ma saranno dedicati alla ricostruzione del pensiero comunista, al rifacimento della classe dirigente onesta ed integerrima nell’applicazione … sempre che la Grecia non arrivi prima e allora forse potremo sperare nella ribellione delle masse?

  59. mario ottavi scrive:

    Da comunista antilitteram, sia nel Pci prima sia mel Prc dopo, anche per
    l’affetto che mi lega a Claudio, a Bruno e a Bianca, ecc. sottoscrivo
    l’appello ma con un suggerimento, che tra l’altro vedo corroborato da
    note critiche di compagne e compagni a questo appello. Non voglio dissolvermi in una sinistra indistinta e radicalchic, ancora una volta(vedi l’infausto Arcobaleno). La mia bandiera è rossa; le mie origini sono popolari e dunque falcemartelloestellaacinquepunte!!!!
    Unità a sinistra sì ma partendo dal radicamento tra il popolo e di classe di un nuovo soggetto (leggi partito) comunista.
    Hasta la victoria siempre companeras y companeros!!!!!

  60. amir gorguinpour scrive:

    E’ un nuovo tentativo per sepelire prc,con chi ha distrutto il pci, ma il comunismo non finisce in prc, se mi chiedete il mio parere, la mia risposta sara’ sempre uguale, io con i servi del pd non vado da nessuna parte.

  61. Aderiamo all’appello per l’unità e il rilancio della sinistra, e lo pubblicheremo a breve nella home page del nostro sito http://www.radicalsocialismo.it
    Saluti a tutti i compagni!

  62. Massimiliano Ortu scrive:

    Bene. Finalmente!!!

  63. mario scrive:

    Adesso anche noi tramestiamo con andrangheda in Calabria? vedi le dichiarazioni rese in consiglio regionale dal nostro segretario regionale dove andremo. fuori questa gente dal partito!

  64. Michele scrive:

    Sono molto in sintonia. Condivido. Sottoscrivo

  65. Massimo De Siena scrive:

    Ci sono punti di debolezza in entrambi gli appelli.
    Grassi non spiega il quid agendum.
    Pasquale sembra inserito in un contesto datato. credo che il pragmatismo debba costituire una prerogativa insostituibile dei comunisti. Non si fa la rivoluzione a parole, tanto per salvarsi la coscienza. Sono necessarie tappe successive, partendo dalla fase attuale.

    • pasquale scrive:

      partendo almeno dalla teoria, dai punti fermi, poi dal programma.. altrimenti i risultati ottenuti fino ad oggi sono la logica conseguenza non tanto della sparizione dei comunisti in italia ma della sparizione dello stesso concetto di comunismo, quando nell’appello dei firmatari si parla di “Un partito comunista con una pratica, un pensiero e una organizzazione, completamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso” cioe’? il comunismo va riscritto? va rivisto il concetto della sua applicazione? e allora quando parlo, a torto o a ragione, di riportare il comunismo tra la gente attraverso l’istruzione “dare gli strumenti di conoscenza e di analisi a tutti quei compagni, organizzati o semplici iscritti e comunque ovunque collocati, di poter portare un messaggio di speranza di trasformazione dello stato presente delle cose in una società più giusta, più equa, più vicina ai bisogni dei cittadini e che non sia succube di padroni e organizzazioni filo padronali.” oppure dobbiamo continuare a portare il concetto che il deputato di rifondazione “comunista” e degno del cachemire e gi iscitti e i militanti no….. ma di che comunismo parliamo.. bisogna fare chiarezza..
      io non credo di capire a quale gioco si sta giocando ma attività come i raduni, le iniziative comuni (al momento al di fuori dei partiti),( a cui Claudio Grassi non ha aderito ndr) mi fanno pensare che e’ il solito appello che tende a fare confusione e riattivare per pochi giorni la addormentata platea che si definisce comunista. altrimenti dopo il brancaccio perché non si sono sciolti subito i partiti e si e’ andati alla costituente, forse non mi sembra logico che ad un anno dalla fondazione tiriamo ancora fuori un appello che non si comprende a chi e’ diretto o perché semplicemente rifare l’arcobaleno dove si e’ negato addirittura l’esporre la falce il martello, e dopo la legnata elettorale conseguente a qualcuno e’ tramata la mano a continuare e le successive tornate elettorali ne sono state le conseguenze terribili? oggi nell’appello si ritorna a parlare di sbagli fatti ma da chi? questi che hanno fatto gli errori sono ancora dentro, sono usciti stanno nella SEL o sono la CSP e se si perché si torna a chiedere di fare alleanze? oppure non sarebbe piu utile riparlare di partito comunista con una diversa e alternativa e non compatibile posizione economica comunista, lo so che l’argomento e scottante e che forse a ragione si debbano trascorrere anni bui non ci saranno poltrone da occupare ma saranno dedicati alla ricostruzione del pensiero comunista, al rifacimento della classe dirigente onesta ed integerrima nell’applicazione … sempre che la Grecia non arrivi prima e allora forse potremo sperare nella ribellione delle masse?

  66. pasquale scrive:

    spiegaci, oltre a fare di nuovo la lista della spesa dei problemi che hanno portato fuori dalle istituzioni i partiti comunisti e che caro Claudio e cari firmatari conosciamo tutti molto bene e personalmente mi sono stufato di sentirmeli ripetere continuamente da chi a parole cerca l’unione e nei fatti la vede come un dito in un occhio. fatto sta che stamattina leggo di due sezioni dei comunisti uniti, sai quelli che a roma si riuniscono a via squarcialupo, che mentre parlano di unita frammentano ancora di piu; stessa cosa avviene per sinistra nostra che crea account in altre zone d’italia, mentre il PDCI chiude PDCITV, chissa che male ha fatto il povero jacopo venier un giorno lo sapremo, ma tornando alla solita pippa dell’unita ti posto un’altro appello vediamo se lo puoi condividere o almeno fallo leggere a qualcuno: Non vogliamo iniziare questo appello nel solito modo cioè elencando, quasi come una lista della spesa, i problemi che hanno portato a far scomparire i Partiti Comunisti dal panorama politico italiano.

    Vogliamo riconquistare quelle posizioni che secondo noi ci spettano per rappresentanza e militanza politica, dobbiamo considerare che oggi il maggior partito presente in Italia è quello degli astensionisti è siamo quasi certi che più della metà sono quelli che non si riconoscono più nei Partiti Comunisti esistenti in Italia. Quello che vogliamo è riportare il comunismo a rappresentare la classe lavoratrice e proletaria e per fare questo dobbiamo gioco forza toglierci dai discorsi di unione di sinistra e puntare senza patemi e senza paura nell’affermare che se il capitalismo è fallito, e le ultime vicende ce ne danno ragione, manca purtroppo una diversa politica programmatica economica che si rifà al socialismo reale e/o al comunismo.

    Per raggiungere questo scopo dobbiamo iniziare a discutere di un diverso sistema economico e sociale con lo scopo, non recondito, di migliorare le condizioni di vita e di lavoro della classe che dovremmo rappresentare e che oggi è dispersa in molti rivoli tra cui in buona parte nel Centrodestra e nella Lega; Invertire la tendenza è riportare la discussione sul progetto comunista e dare gli strumenti di conoscenza e di analisi a tutti quei compagni, organizzati o semplici iscritti e comunque ovunque collocati, di poter portare un messaggio di speranza di trasformazione dello stato presente delle cose in una società più giusta, più equa, più vicina ai bisogni dei cittadini e che non sia succube di padroni e organizzazioni filo padronali. Vanno attaccati in ogni modo e in ogni luogo dove ci sarà possibile chi si oppone al progresso magari negando il progetto di costituzione di un partito comunista, che si basi soprattutto sul comunismo e che condanni il capitalismo e le sue nefandezze, o in alternativa di una Federazione di Comunisti in Italia.

    Lo scopo deve essere principalmente nella prima fase quello di riportare la rappresentanza della classe e dei lavoratori nelle istituzioni da comunisti con dei paletti ben precisi: nessun accordo con i partiti capitalisti o con chi li rappresenti-i comunisti dovranno imparare a camminare da soli sia nelle lotte che nei programmi e che nessun accordo possa essere fatto di qualsiasi tipo senza che tutta la base, tutti gli iscritti, tutti i lavoratori, siano stati consultati e abbiano dato parere vincolante, le ultime vicende soprattutto nei due maggiori partiti comunisti ci hanno fatto digerire le politiche governiste antipopolari che hanno aperto la strada allo sfacelo e al massacro economico dei cittadini più deboli.

    Iniziamo a chiedere a tutti i compagni organizzati o meno di firmare un appello e che di fatto gli impegni ad essere forza partecipante e dirigente della nuova forza politica che andiamo a costruire un’impegno di militanza costruttiva di avanguardia e non di aspettativa.
    Dobbiamo avere il coraggio di portare la dottrina comunista tra la gente, le nostre parole d’ordine saranno giustizia sociale, programmazione economica, redistribuzione dei redditi, progresso economico e sociale, statalizzazione delle attività produttive soprattutto dei mezzi di produzione, gestione centrale del fabbisogno dei cittadini con relativa rappresentanza dal basso e abolizione del verticismo sia nel partito che nella società.

    Il nostro motto dovrà essere “per il progresso e non per il profitto nel percorso verso l’unità dei comunisti”

    attendo con ansia un vostro parere, sempre che ne abbiate voglia e non vi faccia perdere tempo nel percorso di unita da voi voluta

    • Jacopo scrive:

      Pdci tv è stata chiusa per problemi economici del partito,non c’è altro motivo

      • pasquale scrive:

        caro Jacopo mi e’ sembrato stran che uno strumento con la webtv non abbia avuto, prima di chiudere, un appello ai compagni, ai militanti, ai comunisti per trovare i finanziamenti necessari? posso dire, dopo che avevo parlato con massimo, per contattarti per sapere perche di questa decisione, dopo qualche giorno torna come LIBERA TV (anche qui il comunismo rimane fuori?) per questo il mio scetticismo ma so che sei un compagno in gamba e ho piena fiducia se se mi dici sotto sotto che non si poteva fare altro non posso che accettare
        tanti auguri al nuovo canale, con tutto il cuore

  67. Roberto Iacovacci scrive:

    condivido e sottoscrivo l’appello per l’unità a Sinistra
    Roberto Iacovacci

  68. adriana spera scrive:

    sottoscrivo il vostro appello
    Adriana Spera

  69. GMarco scrive:

    Unità, c’è tanto da fare.

    Saluti comunisti

  70. Gian Luca Lombardi scrive:

    Sottoscrivo l’appello

    Saluti Comunisti

    Gian Luca Lombardi

  71. ivan scrive:

    condivido e sottoscrivo

    con afetto
    Ivan Nardone

    • giovanni i scrive:

      Che palle! Basta, per carità! Non se ne puo più di sentire le stesse cose da secoli. Basta, chiudete la baracca. Rifondazione è morta, anche se qualcuno finge che sia viva. Stop: tutti a casa. O meglio: a raccogliere firme per i beni comuni. Nei comitati. Nei movimenti. Con Grillo. Con i viola. Con Libera. Con chi volete. Ma basta con il comunismo senza mai spiegare quale, dove, in che modo: eppure ci sono firme di illustri studiosi: loro ci saprebbero dire di che stiamo parlando?. Basta! Non se ne può più!!!! Chiudiamo la baracca (ho anch’io la tessera). Smettiamola di fare pena.
      giovanni

      • andrea valsusa scrive:

        be giovanni se sei veramente un comunista non potresti mai andare con grillo…leggi attentamente il progamma e ne riparliamo…io mi sentirei di sottoscrivere l’appello…ma per favore firmatari facciamo che questa non sia l’ennesimo appello che cadrà nel vuoto…bisogna impegnarsi seriamente nell’unità di tutta la sinistra e costruire un programma fortemente alternativo a quello del PD….bisogna costruire una vera alternativa..radicata nei problemi della società e aperta a tutti…
        io personalmente mi iscriverei alla federazione della sinistra…ma perchè per farlo bisogna afforza iscriversi ad uno dei partiti di cui è composta?a me questa pare una grande cavolata…
        saluti compagni….e questa volta che sia unità seria e non un semplice contenitore…costruiamo un programma alternativo…

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