Le idee del fascismo sono antitetiche alla democrazia

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di Bianca Bracci Torsi* su Liberazione – 21 maggio 2010

Un ennesimo tentativo di rivalutare gerarchi fascisti e collaborazionisti degli occupanti tedeschi e insieme di infangare la Resistenza è stato messo in atto dall’amministrazione comunale di Chioggia, con la proposta di dedicare una lapide alle “vittime di atti di violenza del 22 maggio 1945”, che furono due gerarchi del fascismo e poi ufficiali dell’esercito di Salò, responsabili fra l’altro della deportazione di giovani remittenti alla leva catturati con il ricatto dell’arresto delle loro famiglie.
«Con la scusa di rendere ricordo a chi fu oggetto dell’ira popolare nelle giornate della Liberazione dalla tirannia e dal terrore nazi-fascista, l’amministrazione comunale di Chioggia vuole riabilitare i personaggi e riscrivere la storia», scrive l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) nel suo comunicato stampa che i consiglieri comunale del Prc-Se, del Pd e della lista civica Amici di Chioggia 83 hanno sostenuto anche con interrogazioni al sindaco.
Non è il primo tentativo della destra di affermare una impossibile e antistorica “memoria condivisa”, in realtà pura e semplice rivalutazione del fascismo, e non è neppure l’unico a suscitare la giusta e ferma protesta popolare, ma può essere occasione per alcune considerazione più generali.
In ogni tempo e in ogni paese le guerre di Liberazione contro un invasore straniero e/o una tirannide interna, hanno visto contrapporsi ai combattenti per la libertà un certo numero di collaborazionisti, spesso più feroci degli eserciti occupanti nell’opprimere e terrorizzare i loro concittadini, suscitando un odio che non poteva spegnersi automaticamente al “cessate il fuoco”.
E’ l’odio delle famiglie e dei compagni delle vittime, della gente angariata e perseguitata per anni che può portare allo scatenarsi di una violenza collettiva che a quanti oggi (parafrasando Primo Levi) «vivono sicuri nelle loro tiepide case» cittadini di una democrazia senza conoscere il sangue e le lacrime che costò la sua conquista, può apparire come un orrore inconcepibile che è difficile storicizzare.
Ma la pietà per i morti non può annullare il giudizio sulla loro vita e sul loro operato e non basta una morte violenta per trasformare in eroe e vittima chi ha seminato terrore nel suo stesso popolo.
C’erano allora, ci sono sempre, una parte giusta e una parte sbagliata, che è pericoloso confondere in nome di un malinteso, più o meno innocente, rispetto per tutte le idee, a volte definito “democratico”.
Le idee del fascismo e le sue pratiche sono antitetiche alla democrazia che è stato possibile costruire nel nostro paese proprio dalla loro sconfitta. Chi vuole conservarla, deve combatterle oggi come allora.

*responsabile nazionale Antifascismo PRC

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2 commenti to “Le idee del fascismo sono antitetiche alla democrazia”

  1. cristiano scrive:

    vi invito a partecipare al sondaggio sulla democrazia sul mio blog,basato su una frase famosa di Sandro Pertini

  2. tato scrive:

    Io trovo ributtante il tentativo di riabilitazione del neofascismo.Dire che che il fascismo sia rosso dentro.Come sostiene l’assessore Croppi adducendo di aver odiato Almirante e di essere stato soprannominato il castrista da Almirante.Ai giovani si vuole dire che erano tutti uguali nella lotta degli anni settanta.Non è così-lo stesso Croppi dice di aver comprato una pistola, contro chi l’avrebbe usata-la loro storia di canaglie era fatta per distruggere il movimento comunista ed i fermenti del sessantotto-iniziarono con le bombe e le stragi-Adesso Croppi che si autodefinisce fascio-comunista è un baciapile cattolico dopo essere stato di centro-ritorna dai suoi camerati-Esplodevano con le bombe in mano tramavano come Merlino ed il Delle Chiaie-leggette il libro la strage di stato-I fascisti cercavano di infiltrarsi ed abbiamo avuto dei morti delle vittime del loro terrorismo a difesa dell’ordine e dello stato.Non volevano fare una rivoluzione volevano distruggere il movimento rivoluzionario che c’era nel paese.Uomini d’arme e di violenza autori di depistaggi assieme agli uomini dei servizi segreti e poi protetti dalla loggi p2 del fascista Gelli-che riapparso minaccia nuove bombe-Scusate se mi dilungo-Importante ricordare i nostri caduti-come uno su tutti Valerio Verbano che aveva scoperto gli affari sporchi di queste persone e per la sua intelligenza è morto.Non facciamoci tentare dalla cattiva filosofia che arruole gente sospetta e propone brodi culturali la nostra storia è di lotta con queste persone che niente hanno di rosso.Oggi colpiscono omosessuali, ieri le stesse femministe sono state oggetto di raid.Ci volevano uccidere e terrorizzare.Pensata ad Andrea Insabato l’ultimo bombarolo nero.

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