Domande scomode

Caro Claudio,
seguo sempre il tuo blog, anche se non intervengo quasi mai per mancanza di tempo. Dopo aver letto tutti i tuoi ultimi interventi e buon ultimo l’appello che hai postato e i commenti delle compagne e dei compagni, sento la necessità di intervenire in modo un po’ irrituale. Mi spiego: i tuoi interventi, che in gran parte condivido, mi sollecitano molte domande e molte domande (alcune delle quali non condivido) leggo dai commenti. Ecco cosa ti propongo di irrituale: un fuoco di fila di domande, cui spero tu avrai la pazienza di rispondere. Mi faccio portatrice, appunto, oltre che dei miei dubbi anche dei dubbi che leggo e voglio porti anche le domande più scomode (spero di sintetizzare tutti i problemi, se così non fosse, me ne scuso e faremo una seconda puntata di domande), nel modo più crudo, ma necessario, affinché tu ci possa chiarire i dubbi di cui altrimenti continueremo a nutrirci.
Bene, Claudio, se sei d’accordo, allora posta questo mio intervento e rispondi alle domande, nelle quali, ti premetto, non farò sconti a nessuno e le porrò così come molti le hanno poste: con durezza.
Federica

Ti ringrazio per questa tua proposta e sono ben contento di rispondere a tutte le tue domande. Spero che ciò possa essere utile sia a te sia alle compagne e ai compagni che frequentano e scrivono su questo blog.

La Federazione della Sinistra. Andiamo verso il congresso, ma nei territori, in molte parti d’Italia, la Federazione esiste solo sulla carta. O forse neppure sulla carta. Non si riesce a trovare una modalità di lavoro comune con il Pdci, gli altri soggetti sono inesistenti, spesso. E queste problematiche sono ben lungi dal trovare una risoluzione, visto che spesso si tratta di sostanziali divergenze di linea. Certo, poi probabilmente ci sono luoghi dove la Federazione è una realtà. Temo però siano pochi. E allora, Claudio, questa Federazione esiste veramente, o si tratta soltanto di alchimie d’apparato? Per molte compagne e molti compagni questa Federazione nasce da decisioni prese ai vertici, vertici sempre più incapaci di ascolto. Ma se così fosse, questa Federazione cosa avrebbe di diverso dal progetto dell’abortito Arcobaleno?

L’ultima riunione del Consiglio nazionale della Federazione ha deciso di tenere il congresso costitutivo entro i tempi che avevamo stabilito, cioè entro la fine del 2010. Ritengo sia un fatto importante.
E’ la prima volta dopo 20 anni che si inverte una tendenza che ci ha portato ai minimi termini e cioè quella della divisione. Il tentativo della Federazione è quello di riunificare in un nuovo soggetto politico partiti, movimenti, singole personalità a partire da un programma politico comune che abbiamo sottoscritto e condiviso.
Tu dici che in molti territori la Federazione esiste solo sulla carta. Intanto vorrei dirti che in diverse realtà non solo si è costituita, ma comincia a funzionare: potrei farti numerosi esempi a partire dalla città di Roma. La settimana scorsa ho concluso una riunione regionale della Federazione in Emilia Romagna, alla quale hanno partecipato rappresentanti di tutte le città della regione. Anche lì i problemi non mancano, ma il lavoro è stato avviato, in diverse città sono stati costituiti i coordinamenti e, soprattutto, si stanno organizzando iniziative comuni (raccolta di firme, le feste della Federazione per questa estate, sedi comuni, etc.).
Certo, ci sono molte realtà in cui la Federazione non è ancora stata costituita, ma non credo che questi ritardi si risolvano dilazionando i tempi. Anzi, penso il contrario. La realizzazione del congresso servirà da stimolo per discutere, mettendo da parte antiche contrapposizioni che spesso non hanno nulla di politico!
Non parlerei di difficoltà con il Pdci, parlerei di difficoltà tra il Pdci e il Prc. E’ vero, ci sono alcune realtà dove, per esempio, ci troviamo collocati diversamente nelle amministrazioni locali: uno al governo e uno all’opposizione. Certamente ciò provoca conflitti, tensione. Dobbiamo andare avanti, considerare queste realtà come transitorie e costruire comunque un lavoro comune. D’altra parte è proprio la costruzione della Federazione che rende possibile il superamento di queste anomalie: è grazie alla Federazione, infatti, se nelle ultime elezioni regionali ci siamo collocati ovunque nello stesso modo rispetto al centrosinistra. D’altra parte, qual è l’alternativa? Che ognuno torni a casa propria? Che alle prossime elezioni amministrative (la primavera prossima si voterà in molte città importanti come Milano, Torino, Napoli, Bologna….) ci si vada di nuovo con due falci e martello, con la certezza matematica che nessuno elegga? Non ci capirebbe più nessuno e, a mio parere, anziché uscire dalle difficoltà attuali, non faremmo che aumentarle.
Non è vero che gli altri soggetti che con il Prc e il Pdci hanno dato vita alla Federazione non esistono. Certo, non sono dei partiti, quindi non dispongono di una organizzazione sui territori con iscritti e circoli. In diverse città sono però presenti e hanno punti di riferimento. Possono aiutarci ad entrare in contatto con ambienti della sinistra con i quali, senza di loro, per noi una interlocuzione sarebbe più difficile. Il loro ruolo è quindi prezioso per allargare l’area di influenza della Federazione. Anzi, dovremmo sforzarci, in ogni realtà territoriale, di coinvolgere altri soggetti che, pur non avendo una proiezione nazionale, sono attivi nelle tante lotte e vertenze. Dobbiamo invitarli, fin dall’inizio, a partecipare, a pari livello, alla costruzione della Federazione. Così come dobbiamo coinvolgere le tante personalità che ancora vorrebbero fare politica, ma che tanti anni di divisioni e di delusioni hanno portato al disimpegno.
Sul fatto poi che la Federazione sia una operazione di vertice che allude ad un nuovo Arcobaleno, me la cavo con poche parole. Il progetto di costruzione della Federazione rientra pienamente nel mandato congressuale di Chianciano. Nel documento conclusivo si parlava infatti di lavorare per costruire l’unità con le forze comuniste, anticapitaliste e di movimento. A chi invece ci dice che stiamo rifacendo l’ Arcobaleno, due rapide risposte. Primo: la costruzione dell’Arcobaleno partiva dalla precondizione secondo la quali i comunisti non avrebbero dovuto apparire, a partire dal simbolo. Con la Federazione la situazione è opposta, basta guardare i due simboli. Secondo: il candidato dell’Arcobaleno, in campagna elettorale, aveva detto che i comunisti potevano rimanere nel nuovo soggetto politico come “tendenza culturale”. Nella Federazione vi sono due partiti (Prc e Pdci, quindi un’ampia maggioranza) che non hanno nessuna intenzione di rinunciare a lavorare per costruire in questo Paese un partito comunista.

La creazione della Federazione della Sinistra è il passaggio non dichiarato che chiude l’esperienza di Rifondazione Comunista? Mi spiego: si crea una federazione che poi diviene un nuovo partito/contenitore, dalla linea sempre più ambigua?

In parte ho già risposto prima. Non si chiude affatto Rifondazione e non si dà vita nemmeno ad un nuovo partito. Tutti i soggetti che vi partecipano hanno concordato di fare una Federazione e quindi i partiti le associazioni e i movimenti che la compongono restano con la loro autonomia organizzativa e politica. Certo, si tratterà di stabilire quali sono gli ambiti, oltre a quello elettorale, che i soggetti delegano alla Federazione. Ne discuteremo al congresso e ognuno potrà dire la sua.
Io poi spero, se l’esperienza della Federazione andrà avanti, che lavorando fianco a fianco sui territori si potranno costruire delle forme più avanzate di unità, soprattutto tra le due forze comuniste. Ma questo non possiamo stabilirlo né prima, né a tavolino, saranno i fatti a determinarlo. Rispetto poi alla linea della Federazione, non mi pare francamente che si possa definire ambigua. Mi sembra che da quando abbiamo iniziato questo processo unitario, prima come lista comunista e anticapitalista alle europee, poi come Federazione, le posizioni assunte siano state positive e si muovano nel solco di Rifondazione Comunista.

In un tuo recente articolo, ci parli dell’esperienza della Linke come di un’esperienza su cui riflettere. Ma, Claudio, la Germania e l’Italia non sono paragonabili! Dalla legge elettorale, alla situazione politica, molto diverge. Senza contare una cosa: la Linke non si rifà certo a un modello di partito comunista. Dobbiamo quindi intendere che la Federazione della Sinistra non porrà al centro dei suoi obiettivi il superamento del capitalismo, per esempio? E quindi, che obiettivi si pone la Federazione? Non rischia così di divenire un contenitore di troppe cose, di troppe esperienze, per mettere insieme le quali si tiene una linea indistinta e certamente non antagonista?

Nel mio articolo ho scritto, appunto, che è un’esperienza su cui riflettere, non da copiare. Dovremmo aver imparato, in tutti questi anni, che ogni Paese deve darsi la propria strada e che non ci sono modelli da importare (siano essi la Linke o il KKE). Detto questo mi sembra interessante il fatto che in quel Paese così importante per l’Europa un processo unitario a sinistra ha prodotto in poco tempo un fatto rilevantissimo: una formazione politica con una piattaforma nettamente anticapitalista e antimperialista si afferma non solo all’Est, come era avvenuto dopo il crollo del Muro di Berlino, ma anche a Ovest. Penso che ci sia materia su cui riflettere. Il Dkp (partito comunista da sempre molto attivo nella Germania dell’Ovest) non è mai riuscito in passato ad arrivare all’1%, mentre la Linke, in pochi anni è arrivata all’11,9%. Terrà questa formazione politica, al cui interno convivono posizioni anche molto diverse? Non lo so, ma io penso sarebbe molto importante se ciò avvenisse. Per quanto riguarda poi il fatto che seguire la strada della Linke significherebbe abbandonare l’obiettivo del superamento del capitalismo, vorrei segnalarti che la piattaforma politica e programmatica della Linke è nettamente più a “sinistra” sia di quella della Federazione sia di quella della stessa Rifondazione. Attualmente la Linke esclude la partecipazione a governi nazionali e per quanto riguarda la sua partecipazione a quelli regionali, pone delle condizioni molto nette, per esempio, in materia di difesa dello Stato sociale.

La Federazione della Sinistra, la Linke come modello, l’unità a sinistra: Claudio, per molte e molti tutto questo è un modo per non dichiarare ufficialmente chiusa l’esperienza della rifondazione di un partito comunista in Italia. E allora, bruscamente, dicci: tu pensi che oggi possa esserci spazio per un partito comunista in questo Paese? E se lo pensi, perché non si lavora per unificare tutte le forze comuniste sotto un’unica falce e martello, invece di sperimentare processi aggregativi di un’indistinta sinistra non più aggettivata? Insomma, sei in un’area che si chiama Essere Comunisti: per te oggi essere comunisti in Italia vuol dire qualcosa?

Ho già detto molto nelle risposte precedenti. Ti rispondo sul tema dell’unità dei comunisti. Ribadisco quello che ho già detto in altre occasioni. Intanto chi la propone dovrebbe specificare di cosa si tratta.
Nel nostro Paese ci sono decine di partiti o associazioni che si dichiarano comuniste. E’ rivolta a tutti indistintamente? Non credo. Dico questo, non per eludere la domanda, alla quale risponderò, ma perché se non si fa un po’ di chiarezza a partire da una base politica programmatica comune, non si va molto lontano. Basta pensare che l’associazione Comunisti Uniti che aveva promosso l’appello per l’unità dei comunisti si è divisa in due. La stessa mozione numero tre che al congresso del Prc di Chianciano aveva tra i suoi obiettivi l’unità dei comunisti, dopo poco tempo, si è divisa in quattro parti.
Questo significa allora che non bisogna cercare di unire in unico grande partito comunista quanti più comunisti possibile? Penso esattamente il contrario.
Molto semplicemente non credo che si faccia perché qualcuno lo dice!
Io la penso così: se si vuole fare un passo avanti verso la ricomposizione della frammentazione comunista è evidente che bisogna lavorare per riavvicinare il Prc e il Pdci, cioè i due partiti che, pur in un contesto di forte ridimensionamento organizzativo ed elettorale, hanno mantenuto una certa consistenza. Penso anche che questa ricomposizione, per risultare credibile e soprattutto efficace, non possa passare attraverso una spaccatura di Rifondazione Comunista. Quindi il discorso è molto semplice, siccome la proposta di una unità immediata tra Prc e Pdci non è la linea approvata dal congresso di Rifondazione Comunista, credo che occorra prenderne atto. Prenderne atto, ma non per rimanere fermi, ma per mettere in campo la proposta che più si avvicina all’obiettivo. Sono convinto che questa proposta, concretamente,  sia la Federazione della Sinistra.

Hai postato e sottoscritto un appello per l’unità della sinistra. Molte le firme. Ma per molti la sensazione è quella sgradevole di ritrovare nomi legati ai passati tentativi di sciogliere Rifondazione Comunista. Come ci si può unire, allora? E sulla base di cosa? Come ci si può unire con chi nel recente passato non ha voluto trovare una forse possibile sintesi per mantenere unito almeno il Partito? Su quali basi?

Quando si fa un appello per unire le varie anime della sinistra, lo si fa guardando fuori da noi, altrimenti che unità sarebbe?
L’unità, quella vera, è sempre un incontro tra diversi. Ognuno rinuncia a qualcosa per cercare di contare di più. Conosco e capisco le perplessità che tante compagne e compagni hanno nel farlo con chi ha diviso il partito, ma lo considero un errore. Il risentimento, in politica, porta sempre su strade sbagliate. In merito all’appello di cui parli non vedo poi dove sia lo scandalo. Dato per scontato che tra i soggetti che hanno sottoscritto quel testo vi sono, in questa fase, progetti diversi, perché non ricercare le possibili convergenze sulle tante cose che ci possono unire? Faccio un esempio: il governosta mettendo in campo una manovra economica che colpisce pesantemente i ceti sociali più deboli.
Perché non provare a costruire con tutte le forze che stanno a sinistra del Pd una iniziativa comune. Proporre al Pd e Idv una grande manifestazione nazionale e, se non ci stanno, farla noi?
Questo vuole dire quell’appello. Una unità che può dare risultati straordinari, come dimostra il successo della raccolta delle firme sul referendum per l’acqua.

Si parla molto di contenitori, non si parla più, o lo si fa solamente di sfondo, di contenuti. Ma davvero così pensiamo di costruire qualcosa? Il dato elettorale, abbiamo visto, continua a dirci che non siamo capiti, non siamo creduti e quindi non siamo votati. Certo, scontiamo l’oscuramento da parte dei media, ma non credi che le idee forti riescano a passare al di là dei media? E non credi che si debba parlare di cose “semplici” e dirette? Dei “bisogni” e dei “problemi” di tutti i giorni? La politica oggi sembra sempre più incartata in fumose discussioni per addetti ai lavori. Forse per questo molti non votano.

Sono d’accordo solo in parte con questo ragionamento. Non c’è dubbio che per essere considerati dai nostri referenti sociali dobbiamo avanzare proposte precise. A partire dai bisogni, dai problemi di tutti i giorni, come, appunto, dici tu. Rifondazione Comunista e, negli ultimi mesi la Federazione della Sinistra, hanno provato in questi due anni, dopo Chianciano, a impegnarsi nel lavoro sociale e, per quella via, ricostruire una credibilità con i ceti più deboli colpiti dalla crisi. E’ stato un lavoro utile, che ci ha consentito di recuperare un po’ di credibilità dopo l’esperienza fallimentare del governo Prodi. E’ un lavoro che va proseguito e deve diventare pratica costante di ogni organizzazione territoriale. Così come, di volta in volta, vanno individuati pochi ma chiari obiettivi attorno ai quali costruire la mobilitazione. Penso che questa nostra iniziativa debba essere indirizzata prioritariamente, anche se non esclusivamente, al mondo del lavoro. Guardando la composizione sociale di chi ci ha votato e anche quella dei nostri iscritti, possiamo vedere che è lì, tra i lavoratori e le lavoratrici, che in questi anni si è consumato un vero e proprio distacco. E un partito comunista che non è presente nel mondo del lavoro non credo che possa fare molta strada.
Tuttavia, detto questo, non credo che questo dei cosiddetti contenuti sia l’unico problema che abbiamo di fronte. Vedo altri due elementi che, a mio parere, funzionano come precondizione affinché i nostri contenuti vengano presi in considerazione. Il primo è la nostra credibilità in quanto soggetto politico. Un partito che si divide ogni due anni e i cui militanti passano gran parte del loro tempo nel dilaniarsi in scontri interni, può dire anche le cose più belle del mondo, ma difficilmente verrà preso in considerazione. Qui sta l’importanza della Federazione che potrebbe rispondere a questo bisogno dando un segnale di inversione di tendenza, così come il processo di una più ampia unità a sinistra come proposto in quell’appello di cui parlavamo prima. Il secondo è la coerenza tra il dire e il fare, patrimonio, questo, che Rifondazione ha sempre avuto e che ha largamente dilapidato nel corso dell’esperienza di governo. Questa coerenza va ricostruita nei comportamenti quotidiani di ognuno di noi. Anche qui dobbiamo migliorare molto perché fenomeni di personalismo, istituzionalismo, utilizzo del partito per garantirsi una collocazione usando metodi che contraddicono totalmente i nostri ideali, li abbiamo visti anche recentemente e vanno combattuti.

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136 Commenti a “Domande scomode”

  1. Nel mio intervento dell’altro ieri dimenticavo alcune cose che mi sono tornate guardando le foto che ho scattato a Milano il 2 giugno e leggendo un commento su una cerimonia che c’è stata alcuni giorni fa per l’inaugurazione di una via a un ex parlamentare.
    Mi sono posto alcune domande noi discutiamo su cosa fare e come fare a tornare un partito di massa ci facciamo sege mentali sul come e con chi e cosa vorremmo essere piu o meno comunisti, ma ci dimentichiamo delle cose piu basilari come il movimento operaio e le sue organizzazioni che siamo per la costituzione e quindi antifascisti porto due esempi ioero a milano alla manifestazione del 2 giugno come iscritto alla cgil e come esponente della lega spi.
    Li ho parlato con molti compagni del prc e del pdci e tutti si domendavano perchè la fds non avesse organizzato una presenza di massa degli iscritti della sua organizazione a questa manifestazione e sul perchè non è stata fatta.
    In compenso ho visto le federazioni di milano del prc del pdci in competizione fra di loro e parlando con loro in base a dove mi trovavo dicevano che avevano piu presenze loro rispetto all’altra alla faccia dell’unita della sinistra.
    Il secondo punto è l’antifascismo: in un comune della provincia di piacenza alcuni giorni fa veniva inaugurata una via a un Carlo Tassi esponente nazionale dell’msi sempre in camicia nera tanto c he lui si vantava di essere stato il primo a entrare a montecitorio in camicia nera, e che nei suoi comizi non solo si presentava in camicia nera ma amasva fare il saluto romano.
    il prc e la fds della PROVINCIA DI PIACENZA l’unica cosa che hanno saputo fare per dire la loro disapprovvazione era uno scarno cominicato stAMPA pubblicato sui quotidiani locali e nient’altro.
    a mio parere il prc e la fds doveva mobilitarsi e invitare ampi il pd i verdi uvd e tutti gli antifascisti a mobilitarsi per non faRE dedicare una via a un fascista .
    se noi comisti ci dimentichiamo di queste cose e ci accontentiamo di cominicati stampa.
    perche la gente dovrebbe tornare a votarci sotto qualunque sigla ci metteremo in futuro riflettiamo bene prima di parlare di percentuale di voti elettorali.

  2. ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

    Caro Compagno Claudio, non c’ero sabato pomeriggio purtroppo.
    Non importa ci saranno altre occasioni!
    A proposito dei programmi da attuare subito e delle idee, io partirei con una:
    “raccogliere da subito le firme per il referendum per l’abrogazione della legge 30.”
    Se ne era già parlato, mi pare, è centrale il problema del Lavoro per un partito Comunista e quindi anche per Federazione della Sinistra, quindi per noi, perchè non lo facciamo subito?
    Posso avere una risposta anche breve da te o da qualche altra/o compagna/o?
    Grazie, credo che questo porterebbe sicuramente unità, come ai banchetti per la raccolta firme per l’acqua pubblica, anzi credo molto di più!

    Alberto Viscardo Galante PRC Sesto S.Giovanni

  3. Dimenticati da tutti scrive:

    Uniti a sinistra, certamente, ma sembra ovvio che per contare qualcosa sarebbe meglio se prima ci fosse la
    riunificazione dei vari partiti e partitini comunisti? (Per “forse”contare qualcosa! E non essere assolutamente inutili)
    Sulla quale riunificazione si sta facendo una lunga, quanto inutile discussione! Per la gente che ancora vi vota…. credo sia un’ovvietà! Tanto ovvia che forse anche per questo non vi votano più.
    E alle prossime elezioni se non ci sarà un unico partito comunista, con un solo nome, io farò altrettanto, insieme ai miei familiari, e perderete altri 4-5 voti, ma tanto……. a cosa servite? (a niente).
    Ma per i vari “capi” ,evidentemente questo fatto non è così ovvio.
    “Comunisti”!
    Ma cosa volete “accomunare”? Se non riuscite ad accomunarvi nemmeno tra di voi?
    Se non fate altro che litigare tra di voi (“e magari fosse per cose concrete”) e parlare del potere del signor “B”, (che la “sinistra” ha creato, insieme ad altri come lui) come se questo avesse 18 anni,
    quando invece questo ha 80 anni, e può darsi benissimo che alle prossime elezioni non c’è più, è vero che si sta autoconvincendo del fatto che camperà 150 anni, ma se convince anche voi, buonanotte! E gli altri (escludendo la lega) per quello che contano……………………….!

    Domande: e spero una provocazione,
    (per essere in argomento)
    Voglio essere ottimista, supponiamo che cada il governo, che ci siano nuove elezioni, e per qualche miracolo si prende il 30%-40% dei voti.
    Avete pronto un programma socio-economico alternativo,” attuabile”, e condiviso? Una forza politica d’opposizione e alternativa, un programma alternativo dovrebbe averlo sempre pronto.
    Se si, dove si può leggere?
    Quali provvedimenti sono previsti per affrontare i problemi che sta causando il sistema economico attuale?
    Quali sarebbero le prime cose da fare?
    Quali sono i problemi della gente, e quali le priorità?
    Quali sono le proposte per aumentare l’occupazione, i salari, le pensioni (di quelli più poveri), aumentare e migliorare i servizi sociali, reddito di cittadinanza, abitazioni, ecc..? E per l’ambiente, i rifiuti, l’energia, quali proposte?
    E sull’immigrazione?
    Sono condivise dai vari “comunisti”?
    Se non sono condivise, quali sono i punti di discordia?
    Come si finanzierebbero tutte queste belle cose?
    In che modo si pensa di dare una bella livellata all’enorme differenza che si è creata e che continua ad aumentare tra ricchi e poveri? Ed invertire la tendenza.
    Il comunismo è già di per sé un sistema socio-economico alternativo, ma siccome mi sembra improbabile che ci si possa arrivare dall’oggi al domani, anche riuscendo ad avere i numeri per governare, come ci si arriva?
    Una critica al blog:
    Ai visitatori manca la possibilità di inserire argomenti diversi da quelli che trova, che stringi-stringi finiscono sempre per affrontare il problema delle divisioni, la questione comunista, e il potere di Berlusconi.
    Io invece vorrei leggere anche dei problemi della gente, e delle possibili soluzioni, ad esempio;
    Diminuzione del lavoro e disoccupazione;
    Quali sono le cause e i problemi? E si potrebbe intervenire (magari lo stesso lavoratore) esponendo i problemi che si incontrano ……………………………………………….
    Quali sono le possibili soluzioni? E quali sono le possibili conseguenze di queste soluzioni?
    E come sopra ……………………………………….
    Salario e potere di acquisto;
    Quali sono i problemi? …………………………………………………
    Quali sono le possibili soluzioni? …………………………………….
    Sanità, ………………………………………………
    Problemi e soluzioni? e così via.
    Insomma, un blog interattivo. E mi piacerebbe che ce ne fosse uno del partito che funzioni, che sia quindi, veramente interattivo.
    Mi firmerò quando ci sarà un unico e solo partito comunista, (chiamatelo come volete, basta che lo sia nei fatti , comunista) se ci sarà.
    “voglio sperare che queste divisioni non le abbia comprate e dirette il signor B “.

  4. Adriano1 scrive:

    Cronache da un circolo qualunque n. 1

    La settimana abbiamo riaperto ufficialmente il nostro circolo , che per vari motivi aveva subito un fermo di due anni , nel senso che non era mai stata convocata un’assemblea di circolo.
    Abbiamo dovuto fare una spedizione di lettere per convocare gli 80 iscritti e abbiamo spesso 70 euro .
    Di 80 ne sono venuti circa 8 .
    Abbiamo avvertito i compagni che d’ora in poi l’attivo di circolo sarà un appuntamento settimanale fisso, dato che non ci possiamo permettere il lusso di spendere ogni volta 70 euro , e anche perché bisogna che i compagni si riabituino a frequentare regolarmente il circolo senza “invito”.

    Abbiamo illustrato le due iniziative con le quali intendiamo rilanciare il circolo : GAP del pane e un ciclo di riunioni di auto-formazione politico-culturale.

    I pochi valorosi sembravano contenti , ma anche un po’ spaesati come se per la prima volta entrassero a far parte di un partito politico.
    Credo che si siano abituati a concepire il partito unicamente come macchina elettorale e non come un luogo di elaborazione politica.

    La riunione purtroppo si è svolta ancora con l’impostazione classica dei componenti del direttivo dietro la scrivania sopraelevata e tutti gli altri sulle sedie in file ordinate come al cinema , o in chiesa.
    Spero di convincere i compagni a scendere dalla cattedra e mettersi tutti insieme a parlare in circolo ( in fondo perché si è scelta la parola “circolo ” se poi ci si mette tutti in file ordinate ?).

    Arrivederci alle prossime puntate.

  5. Stefano scrive:

    Caro Claudio,

    leggo solo ora questo tu atuo-intervista. Premetto che non so chi è questa federica ma, di norma, è sempre bene parlare in prima persona, con nome e cognome, ma è solo un parere sullo stile.

    Ho letto molti commenti – confesso non tutti – e il tutto mi stimola alcune riflessioni che vorrei socializzare e rivolgere direttamente a te.

    1) come si vede la si può prendere come la si vuole ma quello che ritorna sempre al centro del dibattito è la questione comunista, sarebbe del resto stravagante che non fosse così in un momento in cui le condizioni di crisi del capitalismo occidentale la rilanciano, nella realtà;

    2) si possono inventare sigle e definirle ’soggetto politico’, fu fatto così con la sinistra europea, ricordi? Non mi sembra così diverso dalla Fds che, nella reltà, non esiste. Nella realtà esistono Prc e Pdci, punto. Scalcagniati entrambi.

    3)la questione comunista è la prima questione da affrontare, discutiamo come, per fare cosa, con quali interlocutori politici, quali riferimenti sociali e sindacali, ma non rendiamoci ridicoli a teorizzare che questo dovremmo farlo dentro il Prc per rilanciare rifondazione, non prendiamoci in giro, non tra di noi. Questa discussione va fatta tra tutti i comunisti disponibili, a partire da Prc e Pdci che sono le principale organizzazioni – e questo la dice lunga sulla crisi del movimento comunista italiano… – e con chi ci sta, come soggettività politiche importanti come la rete dei comunisti. Se non si fa questo si fanno chiacchiere, non altro. Infatti sono eccezzioni le realtà provinciali dove il Prc non fa la guerra al Pdci;

    Infine, ma non per importanza, il partito comunista è ‘l’avanguardia combattente della classe operaia’ (definizione non mia), sarà la realtà odierna, in Italia, a produrre questa ‘avanguardia combattente’, poichè di questo c’è bisogno INNANZITUTTO e lo farà con gli ingredienti che ci saranno, come sai lo stesso Lenin diceva che il pane lo si fa con la farina che c’è… e fortunatamente tutto sommato le risorse intellettuali, politiche e sociali per costruire questa avanguardia ci sono.

    Lo si farà con chi c’è, senza equivoci.

    Stefano Franchi, Prc di Bologna

    • Low scrive:

      Veramente in molte parti,tra cui la mia zona,il pdci non si è voluto sedere neanche al tavolo per fare le liste della Federazione alle regionali,basti pensare che i nomi dei candidati,li hanno dati due giorni prima della presentazione delle liste

  6. andrea valsusa scrive:

    sono completamente daccordo con roberto fabio cappellini…in italia non succederà mai come in grecia con il kke…l’unità dei comunisti è si importante…ma crediamo veramente che basti mettere insieme l’attuale federazione della sinistra sinistra critica e il pcl per avere consenso tra i lavoratori?????compagni non scherziamo..non è così che si ha l’appoggio della popolazione…l’unità dei comunisti si ma non basta è un aspetto secondario….bisognia fare rinascere un soggetto capace di dare una alternativa concreta per il paese e non solo formato da comunisti…la federazione è il processo giusto…la federazione può crescere solamente se riuscirà a capire i reali problemi di questo paese…se riuscirà a fare sentire la propria voce in mezzo alla gente..se riuscirà ad entrare attivamente nelle lotte…non se riuscirà ad unire tutti i partitini comunisti presenti oggi in italia…il pcl e sinistra critica insieme avranno si e no un 0,3-0,5 %….se si uniranno anche questi partitini nel processo della federazione tanto meglio ma non è così che si risolverà la questione…poi scusate mi sembra che nemmeno sc e il pcl abbiano tutta questa voglia di entrare nella federazione..quindi…siamo noi della federazione che dobbiamo impegniarci…e per i compagni che dicono che così facendo il PRC sarebbe meno diviso si sbagliano di grosso…la maggioranza del PRC vuole il nascere della federazione della sinistra quindi…l’unità dei comunisti si può anche fare ma senza mettere in discussione il processo della federazione della sinistra…basta con sti settarismi del cavolo ok???ma vi rendete conto che è in questo modo con queste discussioni che perdiamo voti e consenso nella popolazione???è tanto difficile????
    per quelli che invece sembrano adorare SeL….ma veramente state scherzando??con tutta la visione mediatica che ha avuto vendola in questo periodo e prima delle elezioni regionali SeL avrebbe dovuto prendere almeno il 6% dei voti e invece?veramente si sta pensando che sinistra e libertà rappresentino l’alternativa??ma….SeL è un partito adesso come adesso che è solamente alle dipendenze del PD…ma vedete o no la realtà compagni??
    bisognia proseguire con coraggio per la costruzione della federazione della sinistra….bisogna darsi da fare…ogniuno di noi si deve dare da fare…e basta litigare e discutere su cavolate…questi politicismi ci allontanano ancora di più da quella fascia di popolazione che potremmo ancora rappresentare…ci vogliamo svegliare o no????!!!!??
    andiamo tutti insieme basta settarismi vi prego….non solo state distruggendo rifondazione ma state anche distruggendo la federazione della sinistra….
    basta….continuiamo il processo della FdS…..per i comunisti così tanto ortodossi…quelli che pensano di creare un nuovo partito comunista del 2 %….andate con il PMLI…quelli si che sono comunisti hanno pure la faccia di stalin sulla bandiera…io sono comunista…ma capisco anche che se continuiamo così per noi è finita…l’unica cosa che ci può salvare è la federazione della sinistra…

    • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER ANDREA VALSUSA.
      caro Andrea ti scrivo con simpatia ed affetto, perchè presumo che tu sia molto giovane ed hai molto entusiasmo che non guasta mai, anzi è quello che spesso manca, ma non lasciarti andare ad affermazioni semplicistiche del tipo”ma cosa vuoi fare con SC e PCL che insieme non raggiungono neanche lo zero virgola” perchè è fuorviante noi prima del Arcobaleno da soli avevamo in parlamento più 70 parlamentari,(e non parlo del medio evo, ma di pochi anni fa) ministri e sottosegretari , cortigiani e cantastorie e vetrine mediatiche in abbondanza, mettici la terza carica dello stato e non è ancora tutto dovresti aggiungere, consiglieri comunali, provinciali e regionali molto copiosi, ma questo non ci ha impedido di sparire, mentre nella tua regione in piemente e specialmente in Valsusa il movimento 5 stelle di Grillo che non contava nulla ha ragiunto quote del 30% a Bussoleno e dove si sono presentati hanno preso più di noi. perchè?, perche noi eravamo contro la Tav e ci siamo alleati con la Tav, è inutile raccontarti della Emilia e della Toscana dove i Grillini hanno sfondato e noi no, forse perchè nelle giunte non abbiamo fatto il nostro dovere permettendo che le municipalizzate (compreso l’acqua)deventassero SPA che per definizione mirano al profitto, aumentando le tariffe, quindi è la coerenza che paga, non la quantità perchè quella è storicamente volubile, e poi sembra che in politica conta solo quanti eletti hai, ma per me conta quello che quegli eletti vanno a fare, io non sono Grillino, ma non credo alla storia del qualunquismo, credo che invece c’è bisogno di pulizia morale, e credo che i nostri spesso hanno usato il partito per auto promuoversi singolarmente nessuno più parla del partito degli assessori, ma questi voti permettendo sono vivi e vegeti e sperano solo di tornare nelle stanze dei bottoni, a prescindere dalla lista che li porta , e di questi che dobbiamo liberarci.
      un caloroso saluto ciao

      • Ben ritrovato, compagno Carlo del circolo Bianchini di Genova. Premettendo che hai certamente più di una ragione, voglio solo precisare che in Toscana il movimento di Grillo non ha affatto sfondato (non si è neppure presentato), mentre la Federazione della Sinistra, in una lista unitaria con i verdi, ha ottenuuto il miglior risultato d’Italia, in alleanza con il centro-sinistra. In Toscana, per fortuna, manteniamo un buon radicamento territoriale, un buon livello di attivismo e anche una decente presenza negli EELL. Detto questo sono d’accordo con te: non conta quanti parlamentari, quanti assessori, quanti consiglieri abbiamo, conta solo cosa fanno questi compagni. Certo non si può partire dal presupposto che, occupando un incarico pubblico, sono per definizione dei paraculi rinnegati e venduti…

    • Alessanro da Bari scrive:

      ….. vi invito a fare dei commenti sullo stato di salute i Sinistra Ecologia Liberta’,anche basanovi sui risultati in sardegna.Per chi dice che SeL e’ inesistente al NORD,sarei un po’ piu’ cauto e sul fatto che esista solo in Puglia,vorrei ricordarvi che nel Lazio e anche Roma citta’ SeL ha superato Prc-Pdci.Cosi’ anche in campania.Poi vorrei rispondere a chi ha detto che grazie all’esposizione mediatica di Nichi SeL dovrebbe avere il 10% …. ma si puo’ commentere questa cosa?Bah’!A parte che la maggiore esposizione mediatica Nichi l’avuta dopo il trionfo delle regionali …. e ci mancherebbe altro!E infatti i frutti derivati dalle giustezze delle idee(e non da apparizioni alle 24 a rai3)si incominciano a vedere.

      • andrea valsusa scrive:

        be caro alessandro….ho guardato adesso i risultati sul ministero dell’interno delle provinciali in sardegnia….è stato un risultato dignitoso….in tutta la sardegnia abbiamo preso più di 27 500 voti con una percentuale del 3,88 %….quindi non mi sembra andata malissimi…un dato è importante…nella provincia di sassari la federazione, SeL, i verdi si sono presentati assieme e hanno ottenuto il 5%….i comunisti italiani si sono presentati da soli e hanno ottenuto il 3%…Sinistra e libertà compagni non sfonda per niente…la percentuale totale è del 3,26 % con poco più di 27000 voti…
        quindi per favore piantamola sul continuare a dire che sinistra e libertà è una forza onnipotente e menate varie…questo risultato ci da un piccolo incoraggiamento a proseguire giorno per giorno la nostra attività con sempre più forza…a dimenticavo ovviamente i risultati sono stati calcolati in base alle liste dove erano presenti i due partiti…e adesso non mi ricordo bene ma in almeno due provincie sinistra e libertà si è presentata con i verdi e una lista locale…quindi…la federazione solo nella provincia di sassari si è presentata unita con SeL e niente più….qnd….compagni….avanti con la federazione della sinistra

  7. Come qualcuno ha già scritto “domande scomode o comode”?

    Caro Grassi,
    penso che i compagni con un minimo di testa sulle spalle siano in grado di capire il perché di questo tuo post, a partire da una analisi degli ultimi tuoi interventi, su questo blog e fuori, rispetto alla linea politica che tu preferisci per il PRC e per i comunisti in Italia.
    Lo hai detto esplicitamente (e poi ti sei, con poca grazia, arrampicato sugli specchi): tu sei per una linke all’italiana. Sei dell’avviso che, nella fase storica in cui viviamo e nella situazione nella quale si trovano i comunisti italiani e la sinistra in Italia, quella sia la strada da seguire.
    Poi però ti accorgi che forse non tutti sono così entusiasti di seguirti per quella strada e che, nella confusione, nel disfattismo, nell’abbandono della militanza generalizzato, gli unici che ancora tengono un po’ duro e che ancora ti leggono, al di là delle poltrone, forse sono proprio i comunisti. E allora te ne vieni fuori con questo post: “domande scomode” nel quale arrivi perfino a dire che tu sei assolutamente favorevole alla riunificazione di tutti i comunisti in un unico grande partito comunista. E i compagni tirano un sospiro di sollievo e si illudono che la linke italiana non escluda la possibilità di un partito comunista e che anzi tu non sarai certo tra quelli che li abbandonerà su quella strada…

    Bene, caro Grassi, se si vuole veramente fare un partito comunista per i comunisti il momento è adesso.
    Adesso non è certo il momento di fare una linke italiana insieme a Musacchio e Gianni. Con loro potrai eventualmente affrontare un discorso tattico in un secondo momento.
    Ma dico io: ma proprio tu che sei il responsabile dell’organizzazione e che giri l’Italia, non ti rendi conto che dove esiste ancora un minimo l’attività del partito è perchè si agisce come se si fosse veramente dentro un partito comunista, soprattutto in senso unitario, nei confronti del PdCI e degli altri comunisti della diaspora?

    Visto che la tua linea l’hai decisa ed esplicitata: abbi il coraggio di imboccarla senza ulteriori indugi, sii onesto e non ingannare i compagni! Senza dire che anche tu sei per un partito comunista unificato quando il tuo comportamento dimostra che sei uno dei maggiori ostacoli alla sua costituzione! E lo dico, con questa chiarezza, perché sappiamo bene che se TU, proprio tu, avessi un’altra linea politica, quella cioè per l’unità dei comunisti, gli equilibri interni a rifondazione sarebbero ben diversi e lo scenario cambierebbe completamente nel giro di due settimane.

    Ma voglio lanciare un appello ai compagni che qui mi leggono: ad aiutarvi a fare chiarezza in questo momento difficilissimo non basta il modo in cui si ignora, qui su questo blog, sul sito di essere comunisti, negli ambienti di rifondazione in generale, quello che il KKE ha fatto e sta facendo in Grecia?
    Oh, ragaz, io qui non parlo mica degli striscioni di solidarietà al colosseo ma dei nodi politici, pesanti come macigni, che l’attività del KKE mette in evidenza!
    Io sono sicuro (scandalizzatevi pure se volete) che qualcuno dei nostri dirigenti non sia stato così contento del successo delle azioni del KKE di queste ultime settimane perchè contribuiscono a far emergere con una limpidità accecante le contraddizioni del movimento comunista italiano, anche degli ultimi 20 anni: l’atteggiamento rispetto al comunismo novecentesco ma non solo, anche l’attualità dell’ideale comunista, la necessità di un sindacato di classe, etc…

    Lo ripeto: chi, come Grassi, pensa che la soluzione ai problemi della sinistra italiana e dell’Italia stessa, sia una linke italiana (che, ovviamente, sarà mille volte più compatibilista ed interna al sistema di quella tedesca – già ci alleiamo ora con l’udc, figuriamoci se fossimo in una “linke”) faccia questa scelta onestamente.
    Non si ingannino i compagni.
    Non si racconti, per favore, che si è anche per un partito comunista unificato: in un momento come questo o si è per l’una o per l’altra opzione.

    • Ferdinando scrive:

      Finalmente una voce critica. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, gliele canta ad alta voce e non pende – e chissà poi per quale motivo c’è chi continua ancora a pendere? – dalle sue labbra: “se TU, proprio tu, avessi un’altra linea politica, quella cioè per l’unità dei comunisti, gli equilibri interni a rifondazione sarebbero ben diversi e lo scenario cambierebbe completamente nel giro di due settimane”.

      Qual è allora il principale ostacolo all’unità dei comunisti oggi?

    • Meno male che ci sono compagni senza alcun tipo di dubbi ed incertezze! Meno male ci sono compagni che conoscono la Verità e la Via! Mi chiedo solo come mai non ci abbiano ancora guidato al trionfo del socialismo…
      Continuiamo ancora a fare questo surreale dibattito fra linke e kke (che hanno entrambi il 10%, quindi sceglierei quasi a caso, mentre noi siamo sotto il 3%: tutta colpa del rinnegato Grassi, forse, che turlupina i compagni non volendo fare il PC unificato in un paio di settimane?), continuiamo così, in un dibattito incomprensibile all’esterno, escludiamo la POLITICA dal nostro agire e i lavoratori ci capiranno ancora meno (e non esattamente perché non facciamo il PC unificato)e continueremo la nostar caduta libera. Chi crede che le nostre difficoltà dipendano o dal fatto che non si faccia il KKE italiano o la Linke italiano credo che o non conosce bene la realtà del nostro paese, o fa finta di non capire, o, non sapendo che pesci pigliare, individua una causa qualunque su cui scaricare tutte le colpe delle nostre difficoltà.

  8. mauro scrive:

    Segnalo, come contributo al dibattito

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19459

    Finanziaria Tremonti e necessità dell’alternativa

    di Fosco Giannini

    L’ERNESTO del 30/05/2010

    CONTRO IL MASSACRO SOCIALE L’ESIGENZA DI UNA SINISTRA DI CLASSE E DI UN PARTITO COMUNISTA

    La combinazione nefasta data dall’irrisolta crisi internazionale del capitale e dall’ “esigenza” del capitale transnazionale europeo – rappresentato istituzionalmente e economicamente dall’Ue – di garantirsi le condizioni per competere sul piano internazionale, è già sfociata in un attacco chiaro e violento alle condizioni di vita dei popoli e dei lavoratori del vecchio continente.

    L’onda lunga di tale attacco sta ora impietosamente rovesciandosi sulla classe operaia e sull’intero mondo del lavoro del nostro Paese.

    La consueta, ma ancora efficace, favola berlusconiana, secondo la quale l’Italia sarebbe stata un’isola felice nel mare tumultuoso della crisi europea e mondiale, è durata un tempo incredibilmente lungo – circa due anni – a dimostrazione dello stupefacente e inquietante potere mediatico che ha in mano il “signore di Arcore”. Un potere così obnubilante da cacciare indietro, velare, anche l’ imponente e vasta realtà della sofferenza e del disagio sociale italiano.

    C’è voluto Gianni Letta a far crollare il sipario della menzogna, alcuni giorni fa, quando non ha potuto più sostenere la grande ipocrisia e ha dovuto anticipare una Finanziaria da massacro sociale, ottenendo i rimbrotti del capo di governo, ancora volto a nascondere la verità. E c’è voluto Tremonti, vero scudiero del Patto di Stabilità di Amsterdam, ad imporre una Finanziaria di 24 miliardi di euro che sarà un colpo di maglio per i pensionati, i lavoratori, le giovani generazioni e quel poco che resta dello stato sociale, specie la sanità pubblica, che dipendendo economicamente dalle Regioni sarà il settore più colpito dai tagli. Questa Finanziaria è, peraltro, una vera e propria creatura mostruosa di Tremonti, che l’ha imposta contro la stessa volontà di Berlusconi, populisticamente indeciso ad impugnare la spada, mediaticamente più accorto del suo Ministro del Tesoro e più orientato a scaricare la crisi nell’ulteriore ampliamento del debito pubblico; una linea, a ben guardare, meno a destra delle politiche antisociali condotte in questi anni, in Europa, da certi governi della sinistra liberale; linea naturalmente inficiata dalla determinazione di classe di Berlusconi all’esentare il grande capitale, la grande e media borghesia da una degna partecipazione al contributo fiscale e, comunque, una linea – debito pubblico “versus” massacro sociale – anche in questi giorni fortemente osteggiata dalla Confindustria, alla quale Berlusconi si è infine piegato.

    Per completare l’opera ideologica e l’attacco concreto che Brunetta ha portato ai lavoratori del pubblico impiego ( attenzione: poche altre politiche, come l’attacco sferrato ai “fannulloni pubblici” sono state tanto chiaramente impregnate di essenza ideologica: si attaccano i lavoratori del pubblico impiego per demolire il pubblico in quanto tale e riconsegnare nelle mani dei padroni una frusta da far schioccare sull’intero mondo del lavoro) Tremonti ha ideato una Finanziaria che congela i già miseri contratti e stipendi degli insegnanti, dei poliziotti degli infermieri ecc. ( mediamente di 1.200 euro mensili ) per tre anni, togliendo dalle loro tasche, nel triennio e ad ognuno, circa 1.600 euro. Salvaguardando gli stipendi che vanno da 5 mila euro in su.

    Anche i lavoratori prossimi alla pensione dovranno pagare un ulteriore obolo al Patto di Amsterdam, rinviando la loro collocazione a riposo di almeno sei mesi; e meglio non andrà per tutti coloro che, maturato il diritto alla pensione, percepiranno un’indennità di fine rapporto rateizzata e spostata nel tempo.

    La decisione di Tremonti di cancellare, in Finanziaria, il trasferimento governativo di 6 miliardi di euro agli Enti Locali, comporterà, conseguentemente, sia un taglio secco dei servizi e delle prestazioni sociali nei territori che un inasprimento delle già numerose e salate gabelle sorte in questi ultimi anni nei comuni e nelle Regioni. I tagli ai Comuni sono stati triplicati, in quest’operazione Tremonti e, ad aggravare il quadro, si decide che tutti i Municipi sotto i 30 mila abitanti debbono lasciare tutte le Spa: processi di privatizzazione dal basso.

    Un governo di berluscones e di leghisti non poteva, poi, non prendere di mira la cultura: vi è un taglio di fondi che mediamente va dal 15 al 30%, per 232 istituti culturali. Attaccate al cuore sono l’Università e la Ricerca. L’ “Aciconsum”, per sintetizzare, ha calcolato che la manovra finanziaria peserà per 400 euro su ogni cittadino.

    Ma si sa che non sarà “ per ogni cittadino” : si annuncia una “ lotta all’evasione” che non prevede alcun prelievo sui grandi patrimoni e nessuna ricerca delle migliaia di imprenditori che la stessa

    “ lista Falciani ” ha consacrato – nome per nome – come grandi evasori. La stessa invenzione “tremontiana” dello “scudo fiscale” impedirà un flusso di entrate nelle casse dello Stato più o meno equivalente all’importo della Finanziaria in atto.

    Naturalmente la Confindustria, per bocca della Marcegaglia, ha criticato da destra la manovra Tremonti e, attraverso la coniazione della parola d’ordine “ non basta”, ha chiesto – all’Assemblea generale degli industriali, tenutasi a Roma lo scorso 28 maggio e di fronte ad un Berlusconi stordito dalle dure parole della leader degli industriali italiani – più liberalizzazioni; più tavoli d’intesa, per gli imprenditori, con il sistema bancario; una più vasta moratoria sui mutui, nell’obiettivo di far cancellare i grandi mutui contratti dagli imprenditori; un ben più vasto fondo per la capitalizzazione delle imprese; un rafforzamento dei fondi di garanzia: tutte misure e riforme ( di tipo ancor più liberista) “per sostenere – ha affermato la Marcegaglia – la ripresa economica e la ripresa dell’occupazione, dopo una crisi che è stata pesantissima per il nostro Paese, con 700 mila posti di lavoro persi e la produzione industriale tornata ai livelli del 1985” ( parole della leader di Confindustria, non di un comunista, che hanno ancor più disorientato il Berlusconi presente all’assemblea e ancora negatore della realtà. Parole, tuttavia – e naturalmente – mai volte a delineare una ripresa economica che possa basarsi su di un rialzo del valore d’acquisto degli stipendi e dei salari).

    Oggi la linea d’attacco antisociale, dettata dall’Ue ( linea costretta a rinunciare, dunque, all’ampliamento del debito pubblico a favore di un duro giro di vite), voluta dalla Confindustria e dalla vasta ala più conseguentemente liberista e filo Ue del PDL, viene sferrata contro il movimento operaio complessivo nel momento di maggior crisi del governo Berlusconi ( crisi Fini – Berlusconi; scandali; corruzione; problemi crescenti tra PDL e Lega in virtù del fatto che la Finanziaria lacrime e sangue mette in forte discussione il federalismo fiscale; incrinature profonde tra Berlusconi e Confindustria, tra Berlusconi e una parte ormai importante del grande capitale italiano; tra Berlusconi e Obama; tra Berlusconi e la stessa Unione europea) e tra i rigurgiti reazionari e fascistoidi del capo del governo : legge – bavaglio sulla stampa; denigrazione e tentativi reiterati di demolire l’autonomia della magistratura; tacitazione del Parlamento, affermazioni quali: “come Mussolini, ho pochi poteri”, evocando, dunque, poteri pieni ed un presidenzialismo autoritario e di destra assieme alla manomissione della Costituzione.

    L’insieme di questo quadro chiede, urgentemente, una forte risposta sul piano sociale, un contrattacco delle forze comuniste, di sinistra e sindacali volto non solo a far cadere il governo di destra ma ad aprire la strada ad un progetto di vera alternativa.

    Il punto è che tutto questo non c’è e il piccolo sciopero generale di quattro ore annunciato per giugno dalla CGIl ( seppur importante poiché muove il pachiderma) non può essere certo l’unica risposta. Né l’unica risposta può essere la battaglia dei parlamentari del PD contro la legge bavaglio per la stampa, una battaglia che non scende in piazza e che, soprattutto, non si lega, non si assomma ad una – tanto necessaria, quanto mancante – lotta sociale contro le ormai insopportabili politiche reazionarie, razziste, eversive e antioperaie di Berlusconi.

    Abbiamo bisogno disperatamente di una sinistra di classe che entri in lotta, che riempia le piazze e torni a legarsi alle fabbriche e ai lavoratori; che sia a fianco, sin da subito, senza abbandonarli nemmeno per un minuto, dei lavoratori del pubblico impiego, come agli operai delle fabbriche. Abbiamo bisogno che la CGIL entri ben più decisamente in campo, per una lunga battaglia volta al cambiamento dei rapporti di forza sociali: abbiamo bisogno del ruolo sociale di un sindacato di classe e di massa, che non è alla viste, anche se salutiamo positivamente la costituzione dell’ USB, l’Unione Sindacale di Base, che può svolgere un compito importante, sia partendo da sé che sollecitando da sinistra la CGIL.

    Per aiutare questo processo, però, per contribuire ad esso, avremmo bisogno di un partito comunista più forte, più incisivo delle due piccole formazioni comuniste oggi presenti, PRC e PdCI.

    Rimaniamo convinti che è il partito comunista – per la sua intrinseca natura anticapitalista e la sua cultura unitaria – il cuore pulsante dell’unità a sinistra e senza un cuore di questo tipo diviene molto più difficile unirla, la sinistra, e darle un segno di classe. La stessa Federazione della Sinistra messa in campo da alcuni mesi mostra troppa debolezza, debolezza che trova le sue basi materiali, innanzitutto, nella divisione – che finisce inevitabilmente per divenire competizione – dei comunisti.

    Senza un partito comunista come prodotto del processo unitario dei comunisti, più grande e più incisivo dei due attualmente presenti; senza un partito comunista che per la sua maggior massa critica, per la passione e la militanza che certamente susciterebbe proprio in quanto “simbolo unitario di classe” in un universo di frammentazioni; senza un partito comunista che sappia collocare al centro della costruzione dell’alternativa il conflitto ed un orizzonte di trasformazione sociale, senza un simile partito, che sappia unire la sinistra di classe, si fa anche più alto il rischio di sboccare nelle strade moderate consuete e se Berlusconi, alle prossime elezioni nazionali, fosse battuto, di rivivere, di riassistere ad un quadro politico segnato da una risicata vittoria elettorale di una sinistra moderata che – in una sorta di rotazione politica – sarebbe destinata a riproporre i dogmi liberisti, preparando la strada ad una nuova vittoria delle destre.

    Occorre lavorare per un’alternativa vera e solida. E per farlo è anche necessario che sia in campo un più forte, unito, partito comunista.

    Qualche mese fa rivolgemmo al compagno Paolo Ferrero una domanda (che non ebbe risposta) : perché sei contrario all’unità dei comunisti? Oggi, la stessa domanda, la rivolgiamo sia al compagno Ferrero che al compagno Grassi: perché siete contrari all’unità dei comunisti?

  9. Matteo Andreani scrive:

    Scusate se completo lo sfogo ma sono nero di rabbia! Per completare Dom e Lun si vota in tutte e 8(in 7 governa il csx)le provincie della Sardegna.La FdS e Sel si presentano in tutte le provincie,tranne sassari dove Prc e Sel sono insieme e il Pdci con la sua lista ma sempre in coalizione ….. secondo e’ davvero un bel test. Alle europpe09 la Fds prese un ottimo 4,8% e Venola insieme con Verdi e Psi il 2,5% … dopo un anno Sel si presenta da sola senza Verdi e Psi.Vediamo un po’come andra’ a finire … se la situazione si ribaltera’ a favore di Sel(come sembrerebbe ahime’!) che fate passate da parlare di Cossutta,del 98 e di rifare uno storico PCI in misera versione bonsai,a parlare della attualita’ del pensiero di Troski?(o come diavolo si scrive!)

    • mauro scrive:

      Con la compiacente visibilità mediatica di cui gode il suo leader Nichi Vendola (un giorno si e l’altro anche in televisione) SEL questa volta dovrebbe prendere almeno il 10%. Al di sotto di questa cifra, vuol dire che, anche a essere sostenuti dalle fonti (una volta si diceva) padronali, si conta veramente poco.
      E’ bizzarro quanto sta accadendo in questo blog. Una forza come Sel che, alle ultime regionali, escluse alcune realtà (come appunto la Puglia del coccolato Vendola), in gran parte del paese (vedi le regioni del nord) non è andata oltre l’1% o poco più, viene presentata come l’ala marciante e trionfante della “sinistra radicale”. Ma di che cosa state parlando? Smettetela per favore di insultare l’intelligenza di chi legge.

      Mauro Gemma

    • Low scrive:

      Ti sei sbagliato di grosso.SeL prende la metà dei voti della Federazione che supera ampliamente il 4%
      SeL non esiste

  10. Matteo Andreani scrive:

    Ho notato che negli ultimi 2/3giorni i commenti siano passati velocemente da 50 a piu’ di 100.Benissimo anzi benino!Perche’?Perche’ di questi 50 in piu’ una meta’ sono ,scusate,commenti alla “Rai Storia” … “ahhh il pdci nel 98 ha fatto questo” …. “aaah il Prc nel 2009 ha fatto quello” …. aaah a fine 201o chissa’ se ci arriviamo. Ma e’ cosi’ complicato da capire che il problema non e’ questo! Interessa si o no a qualche migliaio di iscritti e zero elettori e zero virgola zero operai,precari e ecc.! E oltrettutto e’ anche un dibattito entropico perche’ … la riunione non si fara’! SI FARA’ LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA!!!!!!!!!!!!! Aveva scritto un post in cui invitavo a discutere di cose concrete per iniziare a fare e far bene la FdS,tipo … che ne pensate di una semplificazione del simbolo,Falce&Martello e solo scritto Federazione della Sinistra?La comunicazione web e’ efficace?Liberazione non piu’ quotidiano ma settimanale della FdS?Come uscire dall’anonimato?Due portavoce uomo/donna?Altre cose che non so’ ma ci saranno sicuramente e potreste proporle …. invece ci sono una decina di post …. che quanto sono obsoleti!!!! Ancora a parlare di Cossutta e il 98 …. spariremo!!!!!!!! Rifiutati dalle viscere della societa’ civile!Ma vi guardate attorno? Vendola che parla con De Magistris,con Chiamparino,i giornali e non solo “il Manifesto” delle strategie di Vendola per fare questo o quello(e ne parlano non perche’ sia diventato borghese .. Sel e Vendola sono una cosa e un uomo di sinistra mettetevelo in testa)E noi nel baratro dell’autoreferenzialita’ …. e soprattutto che noia!quando vedo che ci sono di nuovi post penso … beh’ qualcuna dira’ “credo sia meglio un solo portavoce perche’ ….” qualcun altro “per la comunicazione via web potremo prendere esempio da quel partito che all’estero fa cosi’ ….” e invece parlate di COOOOOSSSSUTTTTTAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!! che tra l’altro mi sa che vota pure Vendola mi sa che se continuate cosi’ lo voto pure io! Tutti i sondaggi danno la FdS sprofondare al 2% e Sel al 3,5% e forse hanno proprio ragione sti’ sondaggi

    • Francesca scrive:

      Caro Matteo, hai ragione. hai posto delle sollecitazioni importanti che nessuno ha preso in considerazione. Questo è purtroppo uno dei limiti che vive anche il nostro partito, spesso le nostre discussioni sono autoreferenziali, ci parliamo addosso come se fuori non esistesse un mondo…
      Vorrei provare ad interloquire con te sul tema della comunicazione, aspetto fondamentale spesso da noi trascurato. Credo anch’io, come te, che la nostra comunicazione web non sia efficace. Ma su questo dobbiamo interrogarci attentamente: da un lato credo che all’interno del nostro partito manchino delle competenze specifiche nell’attuale gruppo dirigente, che ritiene superfluo un lavoro assiduo sul web, non comprendendo invece che la società è profondamente cambiata e che la maggior parte delle informazioni vengono veicolate dal web. Purtroppo quello che vedo è questo, scarso interesse nei confronti delle nuove forme di comunicazione, attaccamento a modelli ormai superati. Sono d’accordo anche sulla webtv ma temo che se non modifichiamo il nostro modo di intendere la comunicazione, se non iniziamo ad investire sulla rete, anche la webtv potrebbe essere uno strumento inutilizzato, come i vari siti che abbiamo e che non siamo riusciti a valorizzare. Prendiamo ad es il sito della Federazione (quello del prc non lo prendo nemmeno in considerazione, l’impianto è talmente superato che l’unica cosa da fare sarebbe sostituirlo con uno nuovo, più interattivo e più aggiornato). Dicevo del sito della Federazione: l’idea che c’è dietro non è male, il modello è quello del blog, c’è la possibilità di inviare materiale, articoli, video, idee. qual è il problema? che è un sito morto, dove nessuno partecipa, dove non vengono offerti spunti di riflessione…e credo che questo rifletta perfettamente lo stato in cui vive la federazione. Siamo in uno stato di empasse caro Matteo, e prima ne usciamo meglio è. La cosa peggiore è stare in questa condizione, stare nel mezzo, senza sapere se la Federazione si deve fare o no.
      io penso si debba fare prima possibile, trovo davvero assurdo continuare a stare sospesi a mezz’aria… Se tornassimo indietro sarebbe deleterio! invece di invertire la tendenza alla frammentazione, continuiamo su questa strada…
      Ultima cosa sui due portavoce: questo invece mi sembra un dettaglio insignificante. Per me il portavoce può essere uomo o donna, la cosa importante è che riesca a fare sintesi. credo comunque sia giusto cercare di fare organismi paritetici come ad esempio ha fatto la Linke.

      • Matteo Anrdeani scrive:

        Finalmente!Un commento sulla FdS nel merito delle questioni! La comunicazione questione web e’ totalmente bocciata da tutti,desolante ma almeno c’e’ unanimita’ digiudizio.Pero’ adesso ovremo fare uno sforzo e eleborare una proposta …. sulla questione dei 2 portavoce obbligatoriamente uomo/donna invece insisto.Tu dici e’ ininfluente io penso di no!la novita’ sarebbe che con i 2portavoce prenderesti un paio di piccioni con una fava.Avremo una donna co-leader nazionale(nessun partito c’e’ l’ha)e sarebbe un buon “colpo” ….. potremo avere un co-leader che potrebbe essere un giovane(un 35enne capace ci sara’ pure nel Prc) …. secondo me e’ da valutare con molta attenzione perche’ sarebbe una novita’ “mediatica” non indifferente …. mi piacerebbe qualche spunto,idea anche sul giornale

    • andrea valsusa scrive:

      caro matteo ti do completamente ragione….sono inutili queste discussioni su cossutta pdci nuovo PCI eccc…secondo me sono tutte cavolate…si farà la federazione della sinistra ed è giusto così…questo è il cammino scelto, questo è il cammino giusto…bisogna proseguire caro matteo per costruire la federazione della sinistra..bisogna darsi da fare…le persone che la pensano al contrario di noi non sono la maggioranza anzi..
      SeL caro matteo??io spero sinceramente di no…capisco che queste discussioni fanno anke incazzare(anke a me credimi)…però è anche vero che a dicembre si farà finalmente sta federazione della sinistra…quindi aspettiamo caro matteo….SeL che alternativa da al paese??niente non da nessuna concreta alternativa per il paese…è praticamente identico al PD…un partito dove non vi è possibilità di avere idee personali…sono tutti intorno a vendola…compagnio io penso che tu creda nella federazione della sinistra….quindi il mio consiglio è : non abbandonare questo progetto…non sei solo ad avere queste idee…io la penso come te….e come me e te molte altre persone…compagnio compagni basta fare discussioni insensata cristo…parliamo di cose serie…la federazione della sinistra si farà..quindi di che cosa state parlando?ragioniamo piuttosto sulla futura federazione della sinistra…
      compagnio matteo spero vivamente che riarrai per costruire la federazione della sinistra…saluti comunisti…non cediamo alle tentazioni centriste

  11. Gilberto Volta scrive:

    Caro Claudio,
    sono d’accordo con tutte le posizioni politiche che hai assunto nel tempo. Ma nel tuo post “Sosteniamo l’appello Uniti a Sinistra” c’è una frase che stento molto a condividere e che, anzi, temo proprio di non poterlo fare.
    Premetto che sono ben d’accordo di cercare di unire tutte le forze di sinistra. Anzi, non ho mai compreso il processo che da un paio di decenni ha portato a continue scissioni e divisioni. C’è stato un periodo, quando era ancora Segretario Fausto Bertinotti (che, all’inizio, ha dato un grande contributo al Prc), in cui avrei dovuto uscire dal Partito quasi tutti i giorni a causa del suo modo di dirigere e delle sue scelte politiche. Sono sempre rimasto, però, perché – pur non condividendo quasi tutte le cose che andava dicendo – capivo che se me ne fossi andato e altri avessero fatto come me il risultato sarebbe stato… quello che abbiamo sotto gli occhi, perché troppi hanno messo in pratica ciò che io avevo solo pensato. Ho persino votato l’Arcobaleno pur non condividendone per nulla l’intento (scioglimento di tutti i partiti per farne uno unico della sinistra cancellando anche il nostro Partito, i cui membri avrebbero dovuto contentarsi di rappresentare una “tendenza culturale”) e la collocazione (all’interno del capitalismo, senza l’obiettivo di superarlo) intuendo che sarebbe finita male (anche se è andata peggio di quanto temevo) e ritenendo il suo mallevadore Bertinotti il responsabile di quell’infausto risultato (e glielo scrissi prima del voto).
    Sono ben contento, quindi, che ora si cerchi di invertire questa letale tendenza alle divisioni e si operi, finalmente, per unire tutte le forze di sinistra, che esistono in Italia in modo esasperatamente frammentato, nella Federazione della sinistra, in cui ognuno sia se stesso senza scioglimenti di sorta.
    So, però, anche – come sappiamo tutti – che la sinistra in Italia era forte quando era forte il Partito comunista. Perciò, ritengo che occorra porre chiaramente la questione che per rafforzare la sinistra occorre rafforzare i comunisti.
    Inoltre, considero che la nascita dei partiti comunisti nel mondo sia avvenuta per una necessità storica in quanto determinata dal dominio del capitalismo nel mondo stesso. Fino a che esisterà il capitalismo esisterà la necessità di un partito comunista, che si ponga – come si pone – il compito di superarlo costruendo al suo posto una società comunista (socialista, per cominciare).
    Detto questo, non me la sento proprio di dire: “c’è bisogno di altro”.
    Se così è, in Italia, oggi, c’è bisogno di due cose: una sinistra più ampia e, per renderla forte, di un partito comunista più grande. Questa seconda gamba non può essere una semplice “opzione”, che può “consolidarsi e crescere” dentro la Federazione della sinistra, “dove lavorano, assieme ad altri movimenti e soggettività, Prc e Pdci”. Deve essere, secondo me, un obiettivo da perseguire perché ciò è richiesto da tutta la situazione italiana e mondiale (e, anche, perché il Congresso di Chianciano, pur non avendo deliberato di cercare di porre fine alla diaspora comunista, non l’ha nemmeno vietato).
    Infine, io non sono “molto affezionato al termine rifondazione”, ma sono molto affezionato al Partito, non al termine, della rifondazione comunista. Per essere credibili non occorre “proporre un comunismo nuovo e rifondato”, ma rivendicare come nostra tutta la nostra storia, su cui esercitare una analisi critica certamente, ma senza abiure o prese di distanza. Per essere credibili occorre abbattere il muro dell’anticomunismo, che è cresciuto anche in mezzo alla classe operaia non solo per l’egemonia della cultura borghese, ma, soprattutto, a causa dei comunisti stessi (distruzione del Pci, eccetera). Per essere credibili occorre sì un grande rinnovamento, ma nella più coerente continuità con tutta la nostra storia.
    Caro Claudio, scusa la mia franchezza. Quantunque nelle risposte alle “domande scomode” non ho trovato motivi per dire quanto ho detto (se non il persistere del concetto di secondarietà verso l’obiettivo di ricostruire un grande partito comunista rimanendo primario l’obiettivo della Federazione della sinistra, anziché considerare le due cose a pari merito), ritengo giusto esprimere il mio pensiero, anche se non credo che sia poi così distante dal tuo.
    Da ultimo, vorrei sottoscrivere con grande convinzione quanto ha scritto il 24 maggio 2010 la compagna Francesca: “A dire il vero la posizione è che in questo momento non ci sono le condizioni per andare al governo con il centrosinistra, e ripetere l’esperienza dell’Unione.
    Dire non ha ovviamente alcun senso per chi fa politica, a meno che non si punti a restare per sempre inutili e marginali. Io sono comunista perché voglio andare al governo e instaurare il socialismo o almeno iniziare la transizione verso di esso!”.
    Grazie dell’attenzione anche a tutti quelli che sono riusciti a leggere fino qui.
    Gilberto Volta

  12. Umberto scrive:

    Ho letto una recente intervista di Diliberto e vorrei condividere con voi alcune riflessioni. Oliviero dice:

    «Accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte. Questa è una crisi di sistema e per uscirne bisogna cambiare il sistema. Del resto i temi posti dai comunisti sono oggi, rispetto alla crisi strutturale del capitale e alle accelerazioni iperliberiste dell’Unione europea, più attuali che mai”.
    Non ho nulla da dire su questo passaggio, lo condivido. Cos’altro dice Diliberto?

    “Il punto è che occorrerebbe un partito comunista forte, radicato, di lotta e questo partito non c’è. Occorre risolvere il problema, contribuire alla costruzione di un partito comunista di questo tipo. E’ per questo che abbiamo lanciato, ormai da tempo (e solo parzialmente ascoltati) il progetto dell’unità dei comunisti. I comunisti e le comuniste bisogna unirli e unirle. Noi continueremo a lavorare per questo obiettivo e porteremo avanti questo progetto con tutti coloro che saranno disponibili”.

    Senza rispolverare antiche polemiche, se oggi in Italia manca un forte partito comunista lo si deve anche alla responsabilità di Diliberto, che nel ‘98 indebolì fortemente Rifondazione. E lo fece per mantenere in vita un governo che di lì a poco inviò i Tornado a bombardare Belgrado, a servizio del sistema, quello contro cui oggi si dovrebbe lottare. Io sono per superare tutti gli errori del passato. Sarei anche disposto a riunificare tutti i comunisti in un unico partito, ma credo che questo sia piuttosto complicato, proprio perchè i percorsi di ciascuno sono stati diversi. La federazione della sinistra ha di fatto riunito Prc e Pdci. Sarà il cammino comune a dirci se e quando riunificare i partiti. Nel frattempo allarghiamo i nostri orizzonti: in Italia c’è tanta gente di sinistra che non vuole definirsi comunista ma che è disposta a dare il proprio contributo sui temi cari ai comunisti. La Federazione, oggi, è un progetto più utile. I comunisti, intanto, pensino a rafforzare le rispettive organizzazioni. Il dialogo e il lavoro comune riesce benissimo anche all’interno di una Federazione.

    • mauro scrive:

      Sempre le solite recriminazioni contro il PdCI, come se fossimo ancora nel 1998, come se i nostri due partiti non fossero cambiati nel frattempo, non fossero stati attraversati da intensi dibattiti, come se oggi avessimo ancora Cossutta da una parte e Bertinotti dall’altra, con le stesse posizioni del 1998-99!
      Si potrebbe rispondere, con altrettante recrininazioni sull’atteggiamento del PRC, ai tempi del governo Prodi, rispetto alle operazioni coloniali e imperialiste del nostro paese in Afghanistan ,al via libero dato a tutte le missioni “di pace”, alle isteriche reazioni nei confronti dei compagni che accampavano anche il minimo dubbio su questi comportamenti (espulsioni, minacce di espulsioni, rifiuto di candidature parlamentari ai compagni dell’ERNESTO). E’ avvenuto nel 2006, nel 2007, nel 2008. O questi fatti, caro Umberto (un altro che non si firma) li hai rimossi, perchè così fa comodo?
      Oggi è il 28 maggio 2010. Diliberto fa alcune proposte relative all’oggi e al nostro futuro. Sul ‘99 sono due congressi che il PdCI ha fatto l’autocritica, informati! Cossutta è passato ad altri lidi, molto più vicini a Sel e ai vendolianidel PRC, che a Diliberto. Su questo non ci piove!
      Cerchiamo allora di dare una risposta a quanto chiede Diliberto ai comunisti del PRC, non troviamo scuse che non reggono!

      Mauro Gemma

      • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER MAURO.
        CARO MAURO

      • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

        PER MAURO.
        CARO MAURO. capisco cosa vuoi dire e lo condivido, tuttavia, il problema tra Rifondazione e il PCDI, non è qualcosa che riguarda il passato, il fatto che la riunione tra i due partiti comunisti, è difficile, dipende dal fatto, che il governismo(diciamo cosi)del PDCI e tuttora vigente, a genova in comune ci sono un consigliere di RIfondazione che non vuole il gassificatore , c’è invece un assessore del PDCI (SENESE) che invece lo vuole, rifondazione è contro la nuova Bretella autostradale(Gronda) ed il PDCI la vuole, Rifondazione è uscita dalla giunta, del comune, il PDCI no, ed ho ragione di dredere che ovunque in Italia è cosi, come possiamo stare nelle stesso partito se vogliamo cose diverse? per stare nello stesso partito bisognerebbe, che Diliberto riconoscesse che le condizioni che hanno portato alla scissione non ci sono più e rintrasse, in posizione adeguata al personaggio,ma dovremmo anche fare una conferenza programmatica o un congresso, dove si decide la linea e poi si deve seguire quella non possiamo andare ognuno per conto proprio, come è successo anche in Puglia noi appoggiavamo Vendola e Diliberto Boccia, anche alle europee i due segretari avevamo deciso di non candidarsi, Ferrero ha mantenuto l’impegno Diliberto no, abbiamo la sensazione che Diliberto parla bene ma razzola male l’intervista l’ho letta e mi è piaciata tanto, ma ho imparato a giudicare quello che fa Diliberto non quello che dice, la FDS è un percorso che nelle pratica ci permette di convivere, se vediamo che la convivenza è compatibile, possiamo in seguito pensare al matirmonio, ma per adesso lo trovo arduo benchè auspicabile.
        saluti comunisti.

        • mauro scrive:

          Caro Carlo circolo Bianchini Genova,

          Sono le patenti di purezza che spesso attribuiamo a Rifondazione che fanno un po’ sorridere. Personalmente penso che le alleanze e le partecipazioni a giunte vadano valutate caso per caso. Non conosco la situazione di Genova e non mi permetto di mettere in discussione le tue opinioni a riguardo. Ritengo opportuno non pronunciarmi su cose che conosco poco o non conosco affatto. Posso solo dire che, scorrendo la carta geografica, recriminazioni come le tue nei confronti dell’eccessivo istituzionalismo di esponenti del PdCI, vengono fatte in altre parti del nostro paese anche dal PdCI nei confronti del PRC.
          Ad esempio, pur non volendo io entrare nel merito di una polemica che risale a oltre un anno fa, il PdCI torinese rimproverò al PRC locale di continuare a stare nella giunta Chiamparino, nel momento in cui i comunisti italiani abbandonavano la maggioranza di centro-sinistra e il loro assessore comunale, Passoni, sostenuto dal PRC, lasciava il partito …per salvare la poltrona. Che conserva ancora, anche dopo la cacciata del PRC dalla giunta.

          Oggetto del confronto, però, mi pare debbano essere ora i contenuti dell’intervista del compagno Diliberto, senza imbastire processi alle intenzioni e distribuendo pagelle di coerenza. Diliberto afferma cose importanti e coraggiose su molte questioni strategiche: sull’impossibilità di partecipare a un governo con il PD ( “accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte.”), sull’Unione Europea (con un netto rifiuto della retorica europeista cossuttiana che arrivava persino ad auspicare l’esercito europeo), sulla necessità di contribuire ai processi di unità del mov. comunista internazionale, sull’apprezzamento incondizionato delle posizioni rivoluzionarie del KKE (al contrario di quanto fa il PRC che continua imperterrito a preferire un rapporto con gli opportunisti del Synaspismos), sulla necessità di unire i comunisti in un unico partito, facendo appello anche a elementari principi di sano buon senso.
          A queste importanti prese di posizioni abbiamo l’obbligo di rispondere anche noi, senza pretendere di distribuire pagelle.
          E poi, dopo le prove che il PRC ha dato di sè negli ultimi anni, ti pare proprio il caso che possiamo ergerci a giudici infallibili che condannano il PdCI al “purgatorio”? A me sembra addirittura ridicolo.

          Un caro saluto

          Mauro Gemma

      • Franco scrive:

        ma vacci te con Diliberto!!Mi sono stufato e rotto le scatole me nevado con SEL è molto più seria e credibile!! Arrivederci compagni a quando non losò vedet voi?!!

      • Franco scrive:

        Ma entra nel Pdci con Diliberto!!Mi sono stufato e rotto le palle!
        Leggendo questo Blog mi sono convinto vado con SEL è molto più seria e credibile!!
        Arrivederci o addio come volete voi cari compagni come volte non lo sò vedete voi….?!

        • mauro scrive:

          Eccolo il “neocomunismo gentile” dei fan di Nichi Vendola! Per usare l’espressione di un giornale di quelli che una volta definivamo “borghesi” (L’Occidentale).

          Mauro Gemma

        • andrea valsusa scrive:

          caro franco io sinceramente non capisco proprio come sia più credibile SeL….SeL è un partito fondato solo ed esclusivamente sulla figura di vendola e nientepiù…SeL non rappresenterà mai una vera alternativa ma sarà solamente l’ala sinistra del PD e niente di più…si stà sempre più accentrando e assumendo posizioni sempre meno radicali…per tutti i difetti che possa avere la federazione della sinistra….ma almeno stiamo cercando di costruire una vera alternativa cosa che sicuramente non sta facendo la dirigenza di SeL….
          io sinceramente sarei lieto di leggere qualche commento di claudio grassi….quì si è discusso tanto tra di noi…ma secondo me necessità una risposta questo dibattito….buona serata a tutti

          • Alessandro Genova scrive:

            Andrea e Franco ciao, scusate l’intrusione ma noto che arrivare a scrivere su questo blog “basta, mi avete stufato! me ne vado con SeL…” meriti un approfondimento e non una liquidazione sommaria del tipo vai pure tanto SeL è una personificazione su un volto che tanto ia autotraghetterà nella sponda sinistra di Bersani…
            Forse aiuterebbe tutti noi capire perchè tanti come Franco esasperati preferiscono gridare ad altri compagni “me ne vado” provocando dialettica e discussione piuttosto che farlo e basta, senzza avvisare.
            Più che uno sfogo lo ritengo un invocazione d’aiuto, aiuto a capire perchè continuiamo ad avvitarci sui soliti discorsi introspettivi atti a spaccare il capello in quattro (e non solo il capello….) quasi avessero significato apotropaico affinchè non si figuri la sfiga maxima dello spettro della cupio dissolvi… perchè a ciò si arriverà cari compagni miei se non facciamo un salto in avanti.
            Diliberto ha compiuto delle tranvate mica da ridere, Bertinotti no? Ditemi, abbiamo qualcuno che può dirsi veramente al di sopra delle parti? Datemi retta, buttiamoci il passato dietro le spalle, lasciamo perdere ciò che è stato, facciamo finta che gli ultimi 14 anni non siano esistiti (con grande giovamento per il morale, sentirsi in un attimo più giovani, ESTICAZZI!!) e voltiamo pagina.
            Un progettino almeno c’è, puntiamo qualche spicciolo di credibilità sulla FED e vediamo da qui a fine anno se i buoni propositi vengoni su come piccoli germogli.
            In fondo un albero pe diventar tale prima deve metter radici per poi dare i frutti.

            • andrea valsusa scrive:

              caro alessandro concordo con te…scusa ma anche il mio era uno sfogo…io sinceramente molte cose che si affermano su questo blog non le condivido….critiche ai dirigenti a destra e a manca…critiche a rifondazione…critiche alla federazione della sinistra…ma così si allontana gente come franco…si allontanano molti compagni….basta settarismi e critiche…mettiamo da parte ste cose e impegniamoci a costruire la federazione della sinistra…è l’unico modo secondo me per fare rinascere una sinistra concretamente alternativa nel nostro paese…impegniamoci compagni….basta settarismi che allontanano la gente da noi…

    • aldo cannas scrive:

      Credo che bloccare il giudizio sulle persone ad alcuni momenti o ad alcune scelte politiche non sia del tutto corretto.
      Se avessimo ragionato in quel modo Cossutta non avrebbe potuto assumere il ruolo che ha assunto all’atto della fondazione del PRC. Cossutta, quale membro della segreteria del PCI tra il 1966 e il 1975, nel periodo cioè che vide allontanarsi progressivamente il partito dai suoi ideali fino a culminare nella politica del compromesso storico (e poi dell’eurocomunismo), svolse un ruolo di primo piano che non gli impedì poi, a partire dai primi anni ‘80 di diventare il punto di riferimento dei compagni del PCI che cercavano di contrastare l’involuzione del partito e dei comunisti esterni al PCI che lottavano per la ricostruzione di un PC in Italia. Dai primi anni ‘80 quindi, nonostante gli anni precedenti (e senza andare a rivangare la sua lotta ad Alberganti nella Milano degli anni ‘50)Cossutta assunse OGGETTIVAMENTE (scusate la “parolaccia”) un ruolo importantissimo.
      Su Diliberto si possono dire tante cose non positive(e potrei dirne molte anch’io, visto che alle origini del PRC eravamo nello stesso circolo), ma credo che non si possa non vedere che da anni (da quando ha differenziato la sua posizione da quella di Cossutta) segue una coerente ricerca della ricostruzione di una adeguata forza comunista nel nostro paese.
      Poi, certo, se vogliamo spaccare il capello in quattro potremo trovare tanti motivi di dissenso quanti vogliamo. Ma credo che tutti dovremmo fare ogni sforzo per valorizzare i motivi di unità e superare progressivamente (col confronto politico e col lavoro insieme) le inevitabili (attuali e future) differenziazioni.
      D’altronde, come si fa a mettere l’accento sui motivi di differenziazione piuttosto che su quelli di convergenza quando fino all’ultimo abbiamo cercato di tenere insieme (vanamente, e non per scelta nostra) le componenti comuniste del PRC e quelle vendoliane con le quali ormai non avevamo più nulla in comune e dalle quli eravamo distantissimi su tutti i campi, ideologici o politici che fossero?

  13. enzo bardo scrive:

    DOMANDE SCOMODE O COMODE?
    Si continua a cincischiare con appelli, discussioni interminabili, più accademiche che concrete, mentre la terra brucia e le “caste” si apprestano ad assestare l’ennesimo colpo demolitore a quel poco che resta di diritti e di sicurezza per il mondo del lavoro e per i ceti subalterni. Capisco che le discussioni possano appassionare e tanti compagni intervengano a ripetizione per puntualizzare, rimarcare, sottolineare, recriminare. Non sarebbe il caso che i dirigenti richiamassero l’attenzione sui problemi materiali che stanno sul tappeto e davanti alla vita delle persone in carne e ossa?
    Mi sembra di assistere ai talk show e alle sceneggiate televisive che nascondono la realtà per parlarci di pappagallini, cani e amenità varie.
    La FDS è stata lanciata nel luglio scorso e ribadita nella grande assemblea del Brancaccio del 5 dicembre. Si è detto: “è un treno in corsa su cui può salire chiunque, tranne chi pensa di fermare il treno”.
    Ovazione. Si vogliono intanto caricare le scorte su questo treno e partire? Fuori di metafora, vogliamo riempire di contenuti e proposte concrete il nuovo soggetto politico e invitare chi condivide le proposte ad attivare almeno un’unità di azione? La vogliamo smettere di delegare sempre ad altri, leggi sindacati, l’onere e l’onore di attivare l’azione?
    E’ ora di smetterla con questa tattica suicida di ordire congiure di palazzo ed assoldare adepti con l’utilizzo dei blog. Sarebbe una gran cosa se si ponesse un freno alla frenesia individualistica di apparire e si creasse un blog del partito, e uno della FDS, dove gli iscritti- individuati col numero di tessera- e i non iscritti possono dire quello che vogliono. Potrebbe servire, fra l’altro, a capire l’umore di chi è organico e di chi è fuori dall’organizzazione.
    Inviterei i responsabili dell’organizzazione e della comunicazione a sperimentare modalità diverse di gestione e rappresentazione del mondo che è dentro e all’esterno di RC e della FDS.

    • Sono abbastanza d’accordo sia sulla strategia comunicativa(fatto salvo il fatto che se uno vuole scriversi il suo blog non fa comunque male) sia sul fatto che è l’ora di farla finita nell’avvitarci su dibattiti interminabili sul partito unico dei comunisti o sull’unità della sinistra. Questione importante, ma che interessa solo noi, non certo gli “operai sui tetti”, che hanno altri problemi. Diamoci un programma politico che risponda a queste persone in chiave anticapitalistica e comunista. Se poi la politica italiana, con le sue caratteristiche, ci porterà a fare la linke italiana o a emulare il kke per me è secondario. Di sicuro c’è una cosa: da entrambi abbiamo da imparare, visti i risultati, ma siamo comunque in Italia e non in Germania né in Grecia.

    • Matteo Andreani scrive:

      Interessante un blog ufficiale della Federazione.Ma sostanzialmente tutte le conclusioni portano a un giudizio secco … la comunicazione via web cosi’ come e’ non va!Brutto,poco aggiornato e assolutamente non interattivo il sito Prc. Quello della Federazione …. un po’ meno brutto,un po piu’ aggiornato e anche quello totalmente con interattivo.C’e’ l’esempio di libera.tv(la conoscete?)perche’ non farla diventare tvweb ufficiale della FdS?Insomma ci sono tanti siti web Prc,Pdci,quello di Salvi,quello di Patta,quello della FdS e ecc. che disperdono solo risorse ed energia una Fed di web(con finistre i collegamento per tutte le anime della FdS) e’ troppo chiederla?Questione giornale,io credo che se si ounta su una comuniazione via web quotidiano Liberazione possa passare a settimanale.In fondo il giornale lo compra solo chi e’ iscritto(credo venda 4500/5000 copie)se passasse settimanale e fosse un punto di riferimento di tutte le anime della FdS non credeste che possa arrivare tranquillamente,proprio perche’ sarebbe un appuntamento settimale,arrivare a piu’ che radoppiare le vendite?e portare anche qualche utile(economico)?Sul doppio portavoce uomo/donna sono sempre piu’ convinto.E ancora piu’ convinto che ci debba essere un under 40 tra i due.La FdS non ha piu’ i voti dei giovani e dei deideologgizati che prima hanno fatto la fortuna del Prc.Una figura del genere servirebbe(visto che ha fatto in puglia Fratoianni per Vendola?Ha “strappato” Barilab,gruppo di giovani prima vicini al sindaco Emilaino)Poi dove la FdS non puo’ arrivarci,luoghi di lavoro o altre,preche’ non pensare anche noi a qualcosa di simile,senza assolutamente scimmiotarle,alle “Fabbrica i Nichi”(si moltiplicano e arrivano dove non arrivano i circoli i SEl)qualche idea?

  14. Matteo Andreani scrive:

    Intervengo di nuovo per completare meglio il mio ragionamento.Da tutti gli interventi mi pare di capire che alla FdS credeno in molti,la stragrande maggioranza.Il problema e’(forse e’ un po’ fisiologico)che molti si lamentano per come dire “troppo amore non corrisposto” cioe’ tutti la vorrebbero un po’ come dicono loro e ci rimangono un po’ male quando rimangono delusi.Indubbiamente c’e’ a chi non piace la FdS ma e’ una minoranza che alla fine non dovrebbe creare problemi … faranno la minoranza nella FdS.(chiedendo 2/3 deputati per le politiche) Quindi ha questo punto il cerino passa in mano a Ferrero,Grassi e la Rinaldi.Ora ci sono cose decisamente piu’ importanti a cui pensare,come rispondere,magari in modo unitario con Sel,a questa finanziaria.Come essere a fianco di Cgil e Usb e altre cose piu’ di attualita’ e nel mezzo dom e lun si vota praticamente in tutta la sardegna.Pero’,e questo e’ un appello quasi in ginocchio,la FdS e’ stata proposta nel lontanissimo luglio 09 … cari dirigenti ritagliatevi 1 ora al giorno per 7 giorni e fate sapere quali sono le date ufficiali del congresso,entro quando un circolo,una federazione provinciale e regionale deve eleggere gli organi dirigenti(e tutte le altre cose) di questa benedetta/maledetta FdS.Fate uno sforzo di rapidita’!Anche perche’ credo che per questa FdS ci potrebbe essere un effetto a catena,fatta una cosa si fara’ meglio l’altra!E per ultimo lancio una proposta,perche’ da questo blog non si lanciano nuove proposte anche da un punto di vista organizzativo sulla FdS?Esempio io sono favorevole a semplificare il simbolo,falce&martello e solo la scritta Federazione della Sinistra” Due portavoce nazionali,uno uomo e l’altro donna e altro.Voi?

    • Marcello scrive:

      Io sarei favorevole al doppio portavoce uomo e donna.Uno che possa rapprentare una continuita’ con l’attuale gruppo dirigente e che possa fare anche tra collante con le vecchie e nuove generazioni e l’altro casomai un/una under 40 che rappresenti invece la novita’ e anche la rottura con il passato

      • andrea valsusa scrive:

        compagni io sono per il cambio del simbolo….scrivere solo federazione della sinistra…ma deve sempre esserci la falce e martello…sarebbe opportuno inserire nuove facce nei gruppi dirigenti….persone “nuove” e che abbiano le idee chiare…e perchè no magari anche una donna oppure un giovane studente o un operaio….sarebbe una novità o no?
        poi secondo me la federazione della sinistra dovrebbe avere un’nuico giornale…aprirsi maggiormente su internet…e soprattutto maggiore attivismo politico….queste sono alcune delle mie personali idee

        • Marcello scrive:

          Domande scomode e’ il titolo di questo argomento e va molto bene,tante domande ma per ora nessuna risposta!Allora quando rispondera qualche dirigente? Il simbolo,anzi la scritta come dice giustamente Andrea si cambiera’?E il giornale,Liberazione sara’ il giornale della Sinistra di Alternativa? Claudio Grassi batti un colpo

  15. Dedo Rossi scrive:

    Claudio,è la prima volta che leggo il tuo blog,ci sono entrato perche moltissimi compagni del mio circolo sono decisamente contrari a quanto ha deciso il C.P.N per quanto riguarda la scelta di andare al congresso fondativo della Federazione della Sinistra prima del congresso del P.R.C.
    La prima cosa che andava fatta dopo i deludenti risultati elettorali del nostro partito era ed è quella di andare ad un Congresso per discutere al nostro interno,chiarire una volta per tutte cos’è e cosa deve essere in futuro il P.R.C.,rinnovare ampiamente i “vertici” che, parlano i fatti, hanno fallito completamente tutte le scelte e le linee che hanno portato avanti,(ricordo solo il risultato del nostro segretario che non ha raggiunto l’1%
    alle ultime Regionali in Campania).
    Tengo a precisare che sono completamente d’accordo sulla Federazione,è una scelta obbligata, ma non così come ci viene propinata senza averne discusso prima nei Circoli e nelle Federazioni,è ora di finirla che i compagni di base,che si fanno….un mazzo tanto… per il partito non contano e non vengano interpellati sulle scelte.
    Manca una linea Politica ferma e condivisa da tutto il Partito,l’unico modo per averla e quello di andare al Congresso,dopo ci daremo lo statuto ed il regolamento della Federazione.
    Sarò ancora più chiaro,non ho più nessuna fiducia in questo gruppo dirigente,e penso di non essere il solo,quindi ……….

  16. Roberto scrive:

    Ma in che mondo vivete…..!!!KKE,LINKE,GOUCHE ECC…..Ma vi rendete conto che Il PRC è stato affossato da Ferrero, Diliberto ( si quello del bombardamento al popolo Serbo),Salvi ((il socialista trombato nei DS). Compagni sveglia siete rimasti all’epoca politica …paleolitica…prendete le clave e il martello…!
    A parte gli scherzi.
    Bisogna essere credibili, vi ricordo che abbiamo inc…to i lavoratori e i disoccupati con il Governo Prodi e ora di dare una svolta a sinistra unità con un progetto chiaro e moderno di sinistra anticapitalista!!Altro che vecchi arnesi e politica da partiti stalinisti!!Le sconfitta dovrebbero servire a qualcosa…speriamo!

    • Matteo Andreani scrive:

      Bravo roberto,allora il kke,Fdg,linke e altro sono cose irrilevanti? ……. mi farebbe piacere che Grassi rispondesse per sapere un po’ come la pensan …. e di cosa ovremo parlare …. di quanto sono brutti e inutili gli attuali dirigenti?io non credo.se ci fai sapere quale e’ il tuo percorso per risalire la china ,sarebbe utile

  17. andrea valsusa scrive:

    scusate a tutti il messaggio anonimo è il mio…mi ero dimenticato di inserire i dati….caro attilo….non sapevo di questa cosa non sono informato quindi non posso commentare….quello che ti posso dire che la federazione della sinistra ancora non esiste veramente è un processo che si concluderà alla fine dell’anno….io credo in questo progetto…ma è un progetto molto difficile…sul fatto della tua città non posso dire niente perchè ignioravo questa situazione…comunque a fine anno si avrà questo benedetto congresso e la formazione della federazione della sinistra sarà ufficiale…io confido in questo progetto….speriamo

    • Attilio De Simone scrive:

      Si e’ successo che il consigliere Pdci eletto nel listino della presidente,probabilmente perche’ non l’hanno eletto vice-presidente del consiglio,non ha fatto un gruppo unico.Tu dici che fare questa Fed di sinistra sia un po’ difficile,ma quali sono questi problemi?Nel metodo,nel merito in che?

      • andrea valsusa scrive:

        caro attilio…secondo la mia opinione, ovviamente, il problema sta nel fatto che c’è troppo settarismo anche tra le correnti interne di questo partito…quindi è difficile unire più partiti quando non c’è l’unità in un singolo partito…a volte si gioca a fare a gara a chi è più comunista a chi è più di sinistra ecc…i settarismi fanno male e questo secondo me è un problema essenziale..poi un’altro problema è parte della classe dirigente che fa’ errori strategici gravissimi…secondo la mia opinione uno dei più grandi errori è che i vertici non ascoltano molto i propri militanti ma tendono imporre le decisioni….secondo me è fondamentale fare il congresso della federazione della sinistra a fine anno…ma sarebbe opportuno fare il congresso di rifondazione e delle singole componenti della federazione in modo da arrivare a dicembre con le idee un po’ più chiare…
        i problemi ci sono..problemi anche di tipo economico(che non sono secondari)….ma secondo me caro attilio dobbiamo guardare la federazione della sinistra con speranza..perchè sarebbe finalmente un processo unitario per la costruzione di una vera formazione di sinistra in italia..almeno io la penso in questo modo…a mi ero dimenticato di dire che anche io non sono un iscritto ma sono un semplice ragazzo simpatizzante..compagni io penso che sia giunta l’ora di evitare inutili settarismi e convogliare le nostre forze per costruire la federazione della sinistra…buona serata a tutti compagni

        • Marcello scrive:

          Compagno,ho letto un po’ i tuoi post.Dovresti avere 18anni visto che ti prepari per la maturita’ e hai convinto ben 7 amici a non votare Lega ma la Fed? E non sei iscritto?!Iscriviti al circolo della tua citta’ e contribuisci a farla anche tu la Fed! DAI DACCI UNA MANO!CONVINCI ANCHE I TUOI AMICI E DA SETTEMBRE COSTRUISCI LA FED ANCHE ALL’UNIVERSITA’!NON AVERE TITUBANZE

          • andrea valsusa scrive:

            caro marcello magari avessi 18 anni ho avuto un incidente di percorso….comunque guarda adesso non me la sento di iscrivermi a nessun partito…per miei motivi personali….cmq appena avrò l’occasione mi iscrivero alla federazione della sinistra…ci penserò seriamente…comunque ti posso assicurare che farò conoscere sempre più la federazione della sinistra….e continuerò nella mia attività…perchè io credo in quello che faccio e credo nella FdS anche se non son iscritto….grazie comunque per “l’invito”…ci penserò seriamente…compagni io non smetterò mai di sogniare…proviamo a sogniare tutti insieme….buona serata marcello buona serata a tutti compagni

  18. Attilo De Simone scrive:

    Cari Andrea,Mauro,Marcello e scusate se dimentico qualcuno,premetto che non sono un iscritto al Prc ma un elettore attivo.Vivo a Terni dove credo la Fed di Sinistra abbia ottenuto il risultato migliore in italia,ho letto un po’ dei vostri post e sapete che non sono affatto ottimista?Qui la Fed di sinistra gia’ non esiste piu’,il consigliere del Pdci ha fatto un gruppo autonomo lo sapete?Il perche’ credo nessuno lo abbia capito.Ho sempre votato Prc ma non e’ che mi sentissi proprio comunista,ma di sinistra radicale.Non ho mai pensato di votare Sinistra e liberta’ per tanti motivi,perche’in Sinistra e liberta’ non e’ in umbria chissa che e altri motivi,pero ora la Fed di sinistra non esiste gia’ piu’ dove aveva quasi il 7 per cento.E nei posti dove ha preso il 2 per cento,che fanno,si scannano?

  19. Anonimo scrive:

    caro matteo andreani….
    guarda in alcune cose condivido pienamente con te in altre un po’ meno…credimi in una cosa..io voglio assolutamente che la federazione della sinistra entri nel parlamento..perchè è indispensabile esserci per svariati motivi…io volevo solamente dire che, secondo me, la federazione della sinistra deve dare una vera alternativa al paese che in questo momento non rappresenta il PD….gli accordi di governo si devono fare solamente se vi è una condivisione programmatica con una certà coalizione…adesso come adesso questa condivisione non c’è…se vi saranno le condizioni per fare un accordo politico ben venga…ma se queste condizioni non sussistono non commettiamo gli stessi errori che abbiamo commesso in passato(vedi l’unione)….quindi…
    in una cosa spero che siamo daccordo…secondo me il progetto della federazione della sinistra è essenziale..e come tale deve porre una vera alternativa..cosa ancora più importante dobbiamo fare conoscere alla gente questo processo…fare conoscere la nostra alternativa per il paese..questo richiede in primis uno sforzo della dirigenza…ma anche noi singoli militanti ci dobbiamo impegniare..un risultato del 3,5% sarebbe già quantomeno dignitoso…
    per quanto riguarda le prossime eleziuoni comunali….concordo pienamente con te…la federazione della sinistra ha il dovere di partecipare alla attività politica in queste importanti città..auspico un buon risultato della federazione ma questo risultato si può ottenere solo con chiarezza programmatica e attività politica da parte di noi tutti…continuerò sulla mia strada e di molti altri compagni della federazione della sinistra..è indispensabile si battere le destre che stanno massacrando il nostro paese…ma per batterla serve una vera alternativa..ed è questo il compito della federazione….saluti a tutti i compagni e grazie in anticipo per le risposte che mi saranno date…

  20. Adriano1 scrive:

    Cari compagni negli ultimi post mi avete rincoglionito di numeri !
    vorrei riassumere :

    A quanto dite né Sc , né PCL , e né tantomeno SEL , sono interessati alla FdS.
    Gli interessati sarebbero solo PRC e PdCI .
    Ma allora ai fini elettorali che si faccia la federazione o che si faccia un partito unico comunista , NON CAMBIA UNA SEGA !
    Ma allora di che stiamo a parlare ?

    Io propendo per il partito unico dei comunisti che comunque avrebbe l’effetto positivo di avere risparmi economici e , ancora più importante , di riattivare il dialogo fra compagni.

    ciao ciao

    • Marcello scrive:

      Come con chi la facciamo la Federazione?Ti avverto che l’attuale portavoce della Federazione e’ Cesare Salvi,che e’ un ex-ministro Ds.Certo Socialismo2000 e c’e’ anche Lavoro e Solidarieta’ del ex-Cgil Patta .Hai ragione a livello economico conviene la riunificazione Prc/Pdci ma facendo sedi comuni(in tutte le citta’ non piu’ la sede del Prc e quella del Pdci ma solo quella della FdS)si risolve il problema.Poi come ho scritto precedentemente,forse sarebbe utile per presentarsi come vera Federazione della Sinistra,se questa riunificazione tra Prc/Pdci(che pero’ non e’ cosi scontanta perche comunque rimangono delle divergenze)fosse fatta senza “autoreferenzialita’” e se contemporaneamente le micro componenti socialiste di Salvi e Patta facessero anche loro un solo piccolo soggetto politico di sinistra socialista forse sarebbe piu’ utile.Ho letto che molti citano Die Linke e il Kke …. sbagliate pedonatemi.L’esempio da seguire perche’ e’ l’esperimento piu’ simile alla FdS e’ il Front de Gauche francese.Un Front/Federazione tra il Pcf e il Parti e Gauche fondato da un potente ex-senatore del Ps francese.Guardiamo a quell’esempio.Facciamola questa riunione tra Prc/Pdci,il Pdci puo’ tranquillamente “sciogliersi” nel Prc,senza traumi ma chiediamo/imponiamo anche a Salvi e Patta di unirsi e fare un partito,cosi’ poter attrarre qualche realmente qualche non comunista.E cosi davvero potremo una vera Federazione tra un solo partito neocomunista e un soggetto di sinistra socialista.

      • mauro scrive:

        Caro Marcello (che pure tu non metti la firma),

        Sono convinto, dalla competenza che dimostri nell’affrontare le questioni del dibattito in corso nel mov. comunista europeo, che conosci molto bene la situazione all’interno del Partito Comunista Francese, almeno abbastanza pr sapere che sull’operazione Front de Gauche, che erigi quasi a modello anche per l’Italia, e sulle sue interpretazioni, è in corso uno scontro molto duro tra la sua maggioranza che rappresenta un 60% circa del partito e una minoranza (due componenti, complessivamente il 40%) che nel processo in corso vedono il tentativo di portare a compimento il cosiddetto processo di “mutation”, attraverso il sostanziale scioglimento del PCF in un nuovo soggetto politico tipo Linke. Nel Front de Gauche, inoltre, i “socialisti” sono assolutamente minoritari quantitativamente (molto meno nelle sedie recuperate) e il loro peso può essere paragonato a quello delle componenti non comuniste della Fds).
        Al prossimo congresso del PCF vedremo probabilmente accendersi un confronto molto serrato e per nulla scontato.
        Per chi volesse saperne di più sull’attuale dibattito e sulle posizioni delle componenti comuniste che nel PCF si battono contro la “mutation” rimando a

        http://vivelepcf.over-blog.fr/

        http://reveilcommuniste.over-blog.fr/

        Un ricco sito curato da cmpagni dell’attuale minoranza del PCF si occupa con rigore e competenza delle questioni internazionali, compreso il dibattito interno al PRC

        http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/

        Mauro Gemma

      • mauro scrive:

        Caro Marcello (che pure tu non metti la firma),

        Sono convinto, dalla competenza che dimostri nell’affrontare le questioni del dibattito in corso nel mov. comunista europeo, che conosci molto bene la situazione all’interno del Partito Comunista Francese, almeno abbastanza pr sapere che sull’operazione Front de Gauche, che erigi quasi a modello anche per l’Italia, e sulle sue interpretazioni, è in corso uno scontro molto duro tra la sua maggioranza che rappresenta un 60% circa del partito e una minoranza (due componenti, complessivamente il 40%) che nel processo in corso vedono il tentativo di portare a compimento il cosiddetto processo di “mutation”, attraverso il sostanziale scioglimento del PCF in un nuovo soggetto politico tipo Linke. Nel Front de Gauche, inoltre, i “socialisti” sono assolutamente minoritari quantitativamente (molto meno nelle sedie recuperate) e il loro peso può essere paragonato a quello delle componenti non comuniste della Fds).
        Al prossimo congresso del PCF vedremo probabilmente accendersi un confronto molto serrato e per nulla scontato.
        Per chi volesse saperne di più sull’attuale dibattito e sulle posizioni delle componenti comuniste che nel PCF si battono contro la “mutation” rimando a

        http://vivelepcf.over-blog.fr/

        http://reveilcommuniste.over-blog.fr/

        Un ricco sito curato da cmpagni dell’attuale minoranza del PCF si occupa con rigore e competenza delle questioni internazionali, compreso il dibattito interno al PRC

        http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/

        Mauro Gemma

      • ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

        Compagne/i ma credete veramente a quello che scrivete?
        Non ci posso credere…..adesso improvvisamente spariscono tutti i problemi, solo perchè lo vogliamo noi?
        Non sò come andrà a finire la FdS, ma non credo sia tutto così facile e scontato come sembra e come vogliono farci sembrare che sia, anche il Congresso.
        Leggo sul Corriere della sera (noto giornale Borghese/Qualunquista)che il 7 giugno inizieranno a Sesto S.Giovanni i lavori per innalzare un muro lungo 500 mt. e alto 3 mt, per impedire che i ROM continuino ad accamparsi in quella zona vicino alle FFSS, perchè i cittadini si lamentano….(l’intervista è al Sindaco….).
        A Sesto S.G. c’è ancora una giunta (vivaddio!!) di centro-sinistra, dove ci siamo anche noi del PdCI e del PRC…………(il muro di Berlino è caduto 1989, mi dicono però che c’è quello tra USA e Messico e tra Israele e Palestina, non li hanno costruiti ne i Messicani ne tantomeno i Palestinesi)
        Questa è l’Italia di oggi….
        Non capisco più, ho una crisi d’identità……
        Saluti Comunisti

        Alberto Viscardo Galante

        • Chiedo scusa compagne/i ho sbagliato il giornale è La Repubblica- Milano, non il Corriere della Sera; sempre un giornale Borghese comunque…..
          Scusate l’errore, mi piace essere preciso.

          Alberto Viscardo Galante

    • Adriano1 scrive:

      corollario a quanto sopra : fare un partito unico comunista prc/pdci non impedirebbe di avere lo stesso una federazione con i socialisti 2000 e gli altri.

      • Marcello scrive:

        Per Adriano1 …. piu’ ci riflettiamo e piu’ siamo capaci di trovare una giusta soluzione.Dovrai ammettere che fare solo la costituente comunista sarebbe come se la montagna partorisse il topolino.I precari,operai e ecc. aspettano questo secondo te?Facciamo in modo che “semplicemente” il Pdci riconfluisca nel Prc,cosi’ si risolve un problema,che pero e’ tutto interno al micromondo degli iscritti,militanti dei 2 partiti e che agli altri non interessa. Se “festeggiassimo” la riunione come un grande evento la gente ci riderebbe dietro.Non partoriamo un topolino se invece facciamo la Federazione tra un solo partito neocomunista e un(anche se piccolo)soggetto di sinistra socialista fatto da Salvi con Patta … chiediamo questo

        • Adriano1 scrive:

          sì , ma non credo che i compagni del pdci intendano confluire in PRC , si dovrà fare un partito nuovo .

          • Marcello scrive:

            Il Pdci non entrerebbe mai nel Prc …. e allora dobbiamo fare un nuovo partito,come lo chiamiamo … Pci?Beh,nuovo!Tu pensi che spendere del tempo,almeno 2/3mesi,a fare il Pci dal 1;8%% sia quello che tutti aspettano?Ma prova a immaginare,come giustamente,la gente riderebbe di questa cosa!E poi cosa piu’ importante,tutti quei compagni della mozione Vendola che non hanno fatto la scissione(2 su 3 sono rimasti nel Prc,intere federazioni provinciali che al 60/65% avevano votato per Vendola)che farebbero di fronte alla costituente comunista?Cosa che Grassi e Ferrero al congresso hanno sempre negato? ….. via tutti via,ma proprio tutti,tutti!(tra cui io,nel mio piccolo)e chi avra’ voluto tutto questo non invochi “il destino cinico e baro” o “la eriva borghese degli ex-Prc” quando Sel prendera il 4/5% e il miniPci chissa’ se lo supera l’1% ….. una vera Federazione della Sinistra e’ incompatibile con una costituente comunista

            • Adriano1 scrive:

              Se pensi che unire due partiti comunisti sia così difficile allora possiamo pure lasciar perdere….
              Vuol dire arrendersi agli apparati e alle posizioni politiche sclerotizzate.
              In questa visione i comunisti sembrano tutte vecchie cariatidi impossibilitati a cambiare anche di una virgola le proprie idee.
              Mi domando : ma se ci sembra impossibile variare un po’ la visione politica di qualche stalinista oppure quella di qualche nostalgico del bertinottismo , che possibilità abbiamo di convincere qualcuno a tornare a votare , oppure di smettere di votare a destra ?
              Non dovremmo essere noi comunisti i più disponibili al dialogo e a modificare le nostre idee ?
              Se c’è onesta intellettuale bisogna sempre affrontare un dibattito con la disponibilità ad assumere le posizioni dell’interlocutore , questo mi aspetto da un comunista.
              E poi nello specifico vorrei sapere chi veramente si opporrebbe a questa fusione , il pdci non mi pare , e i militanti del prc neanche.

  21. Alessandro Genova scrive:

    Le domande si fa bene a porle, giusto rispondere.
    Siamo sempre li a mio modestissimo avviso: più che ad aggregare il comunista del terzo millennio tende alla suddivivisione non dell’atomo, pratica già sperimentata con successo alla fine del secondo millennio, ma del bosone!
    Per cosa pensate sia stato creato il CERN se non per replicare scientificamente ciò che in natura esiste già!
    Purtroppo è stancante leggere di distinguo di però, di livori, di infantilismi politici, scusatemi tanto!
    Andando avanti di questo passo all’esterno diamo facile lettura non già di divisioni ma di una fragilità paurosa e soprattutto di inaffidabilità tremenda.
    Vi mettereste insieme a qualcuno che continua a parlare e a litigare con il proprio specchio?
    Come minimo ipotizzereste che è schizofrenia acuta, sdoppiamento della personalità…
    Se poi vado a cercare letture di ciò che sta succedendo nel mondo reale nei vari blog-siti-luoghi di discussione trovo il vuoto pneumatico: gli accadimenti di crisi e manovre contro lo stato sociale ed il welfare, contro la stragrande maggioranza dei cittadini, il progressivo smantellamento di conquiste pagate con il sangue vero da milioni di persone non trovano sponde di denuncia e di incazzature paurose!
    Il momento è gravissimo e si discute su circoli e gruppi di persone che continuano a dividersi, di un progetto di costituzione di UNA (UNA) forza aggregante a sinistra che vuol dirsi ancora e fortemente comunista, e leggi di si ma…però…quelli la’…ma SEL … ma il Pdci… l’ernesto…Rizzo…DIliberto….e basta!!!
    Di questo passo moriremo tutti pieddini, se ci va di culo!!!
    Saluti COMUNISTI a tutti, spero di leggere contenuti pragmatici e tesi a costruire un futuro non a scalpellinare lapidi e pietre tombali.

    • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      PER ALESSANDRO GENOVA.
      Caro alessandro felice di ritrovarti, rispondo a te, con la speranza che lo leggano anche quelli che a tutti i costi vogliono fare l’assomatoria, di materiali deversi, con l’illusione che se vai per funghi , non trovandoli puoi benissimo raccogliere delle castagne e far finta che sono funghi.
      tutti vogliono unire, appelli e controappelli si alternano a chiamate all’unità,dicendoci che il popolo lo vuole,ma facciamo finta di non vedere che quando ci siamo presentati uniti gli elettori ci hanno bocciato, se avessero voluto che stessimo uniti avrebbero premiato la FDS e prima ancora l’Arcobaleno, ma cosi non è stato, ed allora bisognerebbe domandarsi perchè ci percepiscono inutili e non ci votano, forse perche non abbiamo una identita precisa non un programma come dici tu, perchè il programma dei comunisti non si declina a parole ma è implicito nel nome e nella natura per la quale il partito nasce il partito dei comunisti nasce e si prefigge di superare il sistema attuale, questo è il suo programma, altre cose sono le domande tattiche se si sta in una coalizione, da fare agli alleati, ma questo non basta perchè ovunque il programma c’è ma non viene rispettato, nel primo governo Prodi abbiamo accettato il pacchetto Treu, in cambio delle trentacinque 35 ore ma Prodi non ha mantenuto la promessa,nel secondo governo Prodi,c’èra il programma più lungo della storia, 276 pagine, di cui i PCS diventati DICO,lo SCALONE laLEGGE TRENTA le SERVITU MILITARI e via dicendo che sono diventate carta straccia, anche nelle giunte locali nessuno si è presentato agli elettori dicendo che intende trasformare le municipalizzate in SPA che per definizione devono fare profitti, ma poi le fanno, il problema vero caro Alessandro è che siamo sotto le macerie del muro di Berlino e ci vergogniamo di noi stessi, perchè il termine comunista è stato svalorizzato ed allora tutti a trovare contenitori e nomi nuovi con il pericolo di trovarne più vecchi di quelli che vogliamo sostituire.

      “SINISTRA” questa parola che sostituisci la vergogna di chiamarsi comunista, questa parola usata al posto dell’”indicibile” non solleva in chi l’adopera il pudore del fatto che in italia in particolare chi si dichiara di sinistra, può essere benissimo mezzo partito Belusconiano, dai Brunetta ,Sacconi, Frattini Cicchitto e via cantando, pur di non difinirsi con la parola “indicibile” non prendiamo neanche in considerazione che ci chiamiamo come i nostri avversari.
      è questo il problema più grande, altro che unione che cosa unisci se non sai quello che vuoi unire?
      calorosi saluti ed a presto Carlo

  22. andrea valsusa scrive:

    compagni dobbiamo guardare la realtà….adesso come adesso stiamo sconparendo..è un dato di fatto….o la sinistra trova il modo di unirsi il più possibile cercando dialogo con tutti i partiti a sinistra del PD oppure si sprofonda..nel 2013 non ci saranno di nuovo più comunisti in parlamento…anche SeL sarà fuori dal parlamento stando agli ultimi sondaggi….basta io sono stufo di questi settarismi….dobbiamo fare in modo che il congresso della federazione della sinistra sia un congresso che unisca più partiti possibili, in modo da creare e presentare agli italiani una alternativa credibile….e cosa ancora più importante dobbiamo inpegniarci ogniuno nel proprio piccolo a fare conoscere la federazione della sinistra parlando con le persone…compagni dobbiamo muoverci non è più l’ora di litigare, non ci possiamo più permettere questo lusso….bisogna unirsi, attirare più compagni possibili di SeL…bisogna fare conoscere la federazione della sinistra….senza fare queste cose scompariremo di sicuro….vogliamo questo?vogliamo che i comunisti non contino più niente in questo paese?be io non voglio questo quindi avanti con la federazione della sinistra

    • mauro scrive:

      Scusate se mi intrometto in questo straordinariamente appassionante dibattito sulla forza strabiliante di Sel, per comunicare che l’intervista concessa all’ERNESTO da Oliviero Diliberto si trova in grandissimo risalto nella home page del sito del auo partito. Probabilmente nella speranza che le nalisi e proposte di grande rilievo (e anche novità) contenute in questo suo contributo, suscitino un minimo di dibattito tra i comunisti e, quindi, anche nel blog del leader di una componente che si chiama (ancora) ESSERE COMUNISTI).

      http://www.comunisti-italiani.it

      • Alex da Roma scrive:

        Matteo credi che Diliberto,che ha appogiato il governo D’alema,quello della guerra in kosovo e degli scontri a napoli,solo perche’ dice uniamo i comunisti sia sto’ grande stratega?Questa credi sia la soluzione?Ok diciamo che puo anche essere giusto … ma poi che si fa’? Dimmi un po’!sta’ Federazione ovviamente la congeliamo? offensiva unitaria a SEL … freezer?! Pd e Idv? ma quelli sono proprio di destra,giusto? Non voglio sembrare offensivo ma solo ironico un po’,ma sono curioso di capire le strategie post riunificazione Prc/Pdci.che fareste se voi aveste la maggioranza nel Prc?Come vi comportereste?

        • mauro scrive:

          Caro Alex da Roma,

          Visto che evidentemente l’intervista non l’hai letta, perchè probabilmente cliccare i link che ho segnalato per te è troppa fatica, chissà che incollarla, ti solleciti a leggerla, a valutarla per quello che ci sta effettivamente scritto, e poi, eventualmente a tentare un’analisi che non sia la ridicola sommatoria dei luoghi comuni sul PdCI che, dopo tutto quello che ha combinato il PRC (missioni di guerra comprese), in questi anni gestiti da coloro con cui alcuni di questo blog vogliono costruire la Linke “versione spaghetti”, stanno veramente diventando stucchevoli.

          Mauro Gemma

          http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19450

          L’esigenza sociale e storica del partito comunista e la lotta dei comunisti per costruirlo

          a cura di Francesco Maringiò

          su l’Ernesto Online del 25/05/2010

          l’Ernesto incontra Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI

          Costretto ad un lungo periodo di riposo, a causa di un serio incidente al ginocchio, il compagno Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, non sembra affatto sotto tono, quando ci accoglie nella sua casa. E lì, circondato dai suoi tanti e amati libri ed una graziosa gattina che ci gira attorno, inizia a parlare. Ed è un fiume in piena. «Accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte. Questa è una crisi di sistema e per uscirne bisogna cambiare il sistema. Del resto i temi posti dai comunisti sono oggi, rispetto alla crisi strutturale del capitale e alle accelerazioni iperliberiste dell’Unione europea, più attuali che mai. Il punto è che occorrerebbe un partito comunista forte, radicato, di lotta e questo partito non c’è. Occorre risolvere il problema, contribuire alla costruzione di un partito comunista di questo tipo. E’ per questo che abbiamo lanciato, ormai da tempo (e solo parzialmente ascoltati) il progetto dell’unità dei comunisti. I comunisti e le comuniste bisogna unirli e unirle. Noi continueremo a lavorare per questo obiettivo e porteremo avanti questo progetto con tutti coloro che saranno disponibili ».

          -

          D. Una prima domanda sulla cogente attualità. Credi che si stiano determinando le condizioni per elezioni anticipate?

          R. È molto probabile. È difficile che il Governo possa reggere alla crisi ed ai continui scandali, oltre alla rottura stessa che si è andata consumando nel Pdl. E poi Berlusconi ha tutto l’interesse ad andarci. La scadenza del 2013 è in contrasto con i suoi interessi personali perché non potrebbe candidarsi a Presidente della Repubblica. Non è inverosimile pensare che le elezioni politiche possano tenersi insieme alle prossime elezioni amministrative.

          D. E secondo te, allora, cosa dovrebbero fare le forze della sinistra e, in particolar modo, i comunisti? Ripetere l’esperienza del 2006 e l’accordo di governo col centro-sinistra?

          R. Obbiettivamente oggi non vedo alcuna condizione per un patto di governo. Un accordo di questo tipo, oggi sarebbe un guaio sia per noi che per il Pd : troppo distanti i progetti e i programmi. Invece un largo fronte democratico che contrasti la peggiore destra di tutta Europa è auspicabile. E mi auguro che vi siano le condizioni per cambiare la legge elettorale che è folle, obbliga a formare schieramenti eterogenei e crea un Parlamento che non rispecchia il Paese, visto che di fatto non è eletto ma nominato. Noi comunisti dobbiamo lottare e muoverci politicamente per il ritorno alla legge proporzionale : è una richiesta che dobbiamo avanzare e per la quale dobbiamo mobilitarci. Altra questione è la risoluzione del conflitto d’interessi. Berlusconi, col suo dittatoriale monopolio dell’intero mondo televisivo ha trasformato un intero popolo di telespettatori in suoi elettori. Da questo punto di vista, dal punto di vista dell’organizzazione degenerata dell’organizzazione del consenso la situazione italiana è di una gravità inaudita: non solo è ora ma è già tardi per riportare la democrazia su questo terreno e togliere a Berlusconi questo strapotere.

          D. Concentriamoci sull’ Unione europea e sulla crisi che la sta attraversando. E’ questa, una crisi passeggera?

          R. Se si analizzano le questioni si capisce come questa crisi non sia affatto ciclica e passeggera. Essa è dovuta alla finanziarizzazione del mercato (denaro che genera altro denaro) che ha colpito paesi diversissimi tra di loro, non necessariamente fragili dal punti di vista economico. E questo perché ci troviamo di fronte ad una vera e propria crisi capitalistica di sistema.

          D. Questo vuol dire che ci troviamo di fronte a sconvolgimenti che cambieranno nel profondo l’Unione Europea e l’Eurozona?

          R. Io temo che ci si stia avviando verso due euro-zone. La prima, forte, guidata dalla Germania. Ed una seconda, più debole, che è l’eurozona mediterranea (Portogallo, Spagna, Italia e Grecia) a cui verrà applicato un cambio diverso. Il che renderebbe tutto molto più complesso ed esporrebbe questi paesi al rischio di forti speculazioni finanziarie, che in parte stanno già avvenendo. Tutto questo si innesta su una crisi più complessiva che vede un attacco contro l’euro da parte degli Stati Uniti d’America e di alcuni speculatori europei.

          D. Perché questo?

          R. Fondamentalmente, perché l’euro è una moneta sui generis, priva di uno Stato nazione.

          D. Si è parlato infatti di una moneta senza uno stato ed una politica economica.

          R. Esattamente. E proprio questo essere una moneta senza Stato, fa dell’euro un paradigma emblematico del capitalismo, dove la politica viene cancellata e rimane solo il denaro.

          D. Ma allora cosa pensi di questa Europa?

          R. Questa Europa semplicemente non esiste. Voglio essere più esplicito: alcuni di noi hanno coltivato anni addietro l’idea che potesse nascere un’Europa politica, espressione dei popoli europei e con poteri decisionali, così che potesse formare un polo alternativo agli Usa. Ma tutto questo non è avvenuto e forse non poteva nemmeno avvenire. Lo dico con rammarico, ma bisogna prenderne atto, del resto gli Usa hanno lavorato sui singoli governi amici per impedire che si arrivasse ad un’unità politica. E la crisi sta ancora di più acuendo le difficoltà dell’Europa, rendendone impossibile la compiutezza di progetto politico, ma anzi disgregandola ancora di più, al punto che oggi, il Parlamento europeo è un vuoto simulacro, privo di poteri decisionali e di indirizzo.

          D. Come si esce da questa crisi allora?

          R. Come ho già detto prima, questa è una crisi di sistema. E allora non ci sono tante alternative: per uscire da una crisi di sistema bisogna cambiare il sistema. Il che, evidentemente, non vuol dire che io veda nell’immediato le condizioni per poterlo fare. I comunisti però hanno il compito di indicare una prospettiva di cambiamento radicale del sistema. Oggi più che mai la crisi rende attualissime le vecchie intuizioni contenute nel III libro del Capitale di Marx. Egli viveva in una economia con uno stadio embrionale di finanziarizzazione, ma aveva già allora lucidamente individuato i rischi enormi connaturati nel passaggio dalla fase in cui “merce produce denaro” a quella in cui “denaro produce denaro”. Ma tutto questo è intrinsecamente connaturato con il capitale. Oggi chi è comunista è più che mai attuale.

          D. Ci sono, dunque, le condizioni per la ripresa della lotta e del conflitto? In Europa, in fondo, ci sono esempi che vanno in questa dimensione, basta vedere quello che accade in Grecia…

          R. La ripresa delle lotte c’è. Ma proprio la Grecia ci dice che questo avviene se c’è un forte Partito Comunista, come il KKE, e un sindacato di classe. Non è l’unica condizione, ma è assolutamente indispensabile, altrimenti – come vediamo in Italia – le lotte sono parcellizzate ed incapaci di rappresentare gli interessi complessivi dei lavoratori.

          D. E’ centrale il ruolo del KKE …

          R. Assolutamente. In Grecia c’è un Partito Comunista forte, organizzato, che rasenta il 10% del voti, con strutture, militanti, organi di stampa: è un partito di massa. E quindi è in grado anche di essere parte integrante di queste lotte. In Italia invece noi dobbiamo ricominciare da capo, ed è evidente che il nostro cimento è quello di costruire una soggettività di radicale opposizione al capitalismo che sia in grado di proporsi come una speranza, una guida per il futuro.

          D. Ma il KKE non parla solo al popolo greco. Nel loro striscione all’Acropoli di Atene i comunisti hanno invitato i popoli di tutta Europa a ribellarsi.

          R. I greci hanno un fortissimo senso dell’internazionalismo che è figlio della loro storia e della loro precisa identità politica. Per cui non mi sono stupito, anzi ho condiviso questo appello. Bisogna vedere quanti sono in grado di raccoglierlo. La parcellizzazione delle forze della sinistra di classe e degli stessi comunisti a livello europeo è incredibile. Uno dei temi oggi è quello di ricostruire un internazionalismo credibile, senza il quale sarà difficile anche organizzare le lotte.

          D. Veniamo all’Italia. Il Governo ha, per lungo tempo, disseminato ottimismo e fatto credere che la crisi fosse già passata. Ora invece si avvia ad una manovra finanziaria di “lacrime e sangue”. Tutto questo non dovrebbe aiutare a creare un clima ostile al governo delle destre e più vicino alle ragioni delle forze di sinistra e dei comunisti?

          R. La crisi si accentuerà e porterà ad un ulteriore indebolimento delle fasce più deboli della popolazione, con tagli di stipendi, salari, pensioni e, soprattutto, tagli allo stato sociale. Tutto questo però non necessariamente porta a sinistra. In altre fasi drammatiche della storia europea è accaduto un pericoloso spostamento a destra. Anche perché per governare politiche così drasticamente antipopolari ci vogliono governi autoritari, la militarizzazione delle società. E infatti io sono molto preoccupato.

          D. Che fare, allora ?

          R. Io vedo due questioni: una grande questione democratica in cui i comunisti e la sinistra, assieme alle altre forze democratiche, devono lavorare per mantenere l’agibilità democratica della piazza, affinché all’esplodere del conflitto si mantenga la possibilità della protesta e della lotta sociale. Questo è nell’interesse di tutte le forze che si riconoscono nei valori dell’arco costituzionale.

          D. E l’altra questione?

          R. È un aspetto più squisitamente nostro, perché attiene alla nostra capacità di essere parte dei conflitti e guidarli. Oggi le lotte non sono sparite, ma sono oramai parcellizzate. Assistiamo all’esplodere di micro conflitti diffusi (di una città o addirittura di una sola fabbrica). Il compito di noi comunisti, se ci riusciamo, è quello di tessere la rete di questi conflitti e metterli su un piano politico più generale, che li faccia uscire da questa atomizzazione e spettacolarizzazione, indotta dal fatto che la cancellazione dai mezzi di comunicazione porta ad esasperare gli aspetti simbolici ed eclatanti, proprio per riuscire a bucare lo schermo e dare voce alla propria lotta e protesta.

          D. E qual è, secondo te, il contenuto centrale che queste lotte devono fare proprio?

          R. Oggi, dopo la grande ubriacatura neoliberista degli anni ’90 ritorna con forza il ruolo dello stato in economia. E con questo non intendo gli aiuti a pioggia per risanare i bilanci delle banche. Se lo stato concede degli aiuti, deve entrare nelle proprietà ed entrare nei consigli di amministrazione. Non c’è altra strada. So che su questo il Pd è sordo, ma si deve provare ad aprire una stagione nuova.

          D. Veniamo alla sinistra italiana: come vedi la situazione? E soprattutto, come sono messi i comunisti in Italia?

          R. Nei momenti di difficoltà tendono a prevalere sempre le divisioni, le diffidenze reciproche, i distinguo, che sono spesso di lana caprina. Oggi più che mai sarebbe necessario superare questa empasse per provare a ricostruire. In fondo sino a non molti anni fa i comunisti avevano una forza organizzata ed un consenso anche elettorale piuttosto elevato. Nel 2006 Prc e Pdci presi assieme viaggiavano su percentuali a due cifre. Poi ci sono stati errori drammatici, come la partecipazione al governo Prodi.

          R. Esperienza dalla quale i comunisti ne sono usciti con le ossa rotte …

          D. Dobbiamo trarne la giusta lezione: il partito di lotta e di governo non funziona. Una forza politica, questo almeno è la mia visione, deve sempre delineare una prospettiva di governo. Ma un conto è essere un partito di governo, altra cosa è essere un partito al governo.

          D. Puoi chiarire?

          R. Un partito di governo è un partito che, seppur piccolo, è in grado di prospettare soluzioni e proposte per il governo del Paese, ma questo non implica una automatica propensione al governismo. Bisogna vedere se ci sono le condizioni, se si hanno i rapporti di forza, se si è in grado di spostare i rapporti politici. Se tutto queste condizioni mancano, allora bisogna essere un partito di lotta. Le due cose assieme non riuscì a farle nemmeno il PCI quando aveva il 34% dei voti, figuriamoci se possiamo esserlo noi.

          D. E cosa devono fare i comunisti, allora?

          R. Oggi vedo tre terreni di battaglia…

          D. Iniziamo dal primo.

          R. L’agibilità democratica. Ne ho brevemente accennato prima ma ci ritorno. In Italia la questione democratica è molto più accentuata che nel resto d’Europa. Berlusconi ha di fatto azzerato il Parlamento, visto che il 93% delle leggi sono di iniziativa governativa. Se a questo si aggiunge l’attacco alla magistratura (terzo potere dello stato) e all’informazione (che nei paesi a democrazia avanzata rappresenta una sorta di quarto potere), capiamo come la questione democratica in Italia è davvero stringente. Ma ci rendiamo conto del fatto che, negli ultimi mesi, si sono persi 400 mila posti di lavoro e la Tv passa l’Isola dei Famosi?

          D. E poi?

          R. All’interno di questo fronte democratico, che si caratterizza per battaglie di difesa della democrazia costituzionale, ci deve essere il tentativo di allargare il più possibile la sinistra in quanto tale. Il Pd è un interlocutore che sul terreno sociale ha delle politiche neoliberiste che sono molto distanti dalle nostre. E quindi bisogna allargare e rafforzare la sinistra di classe. Per me il discrimine è la contraddizione tra capitale e lavoro, perché è la contraddizione principale nel mondo. In questo secondo terreno possiamo incontrare le forze politiche che non sono comuniste e che tuttavia coerentemente si battono per miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari.

          D. Vedo prefigurare, in queste tue parole, un ragionamento a cerchi concentrici: prima il terreno largo della democrazia, poi la sinistra e le questioni di classe. Qual è il terzo cerchio, e quindi il perno di tutto questo?

          R. Indubbiamente i comunisti. Oggi non solo la questione comunista è centrale, ma io vedo, come complementare a quanto detto prima, un processo di ricomposizione dei comunisti. Ricostruire la sinistra non vuol dire che non ci devono più essere i comunisti, è il contrario. Nel momento in cui si lancia una battaglia unitaria, e possibilmente si cerca di dar vita ad un fronte largo e democratico, i comunisti per non estinguersi o per non rimanere una nicchia ininfluente, devono lavorare per rimettersi tutti assieme, superando le divisioni che purtroppo nei momenti di crisi tendono ad accentuarsi, invece che attenuarsi.

          D. Perché?

          R. Perché si diventa autoreferenziali quando si è in pochi. Oggi, viceversa, ci sono anche le condizioni oggettive per provare, dentro un percorso a cerchi concentrici di alleanze, a mettere assieme tutti quelli che sono ancora comunisti. Per guardare avanti, perché la crisi ci sta dando ragione. È un paradosso pazzesco: la crisi ci da ragione e tuttavia siamo ridotti ai minimi termini. Quando Prc e Pdci assieme fanno il 3% dei voti, è un dato imbarazzante. Possibile che questo dato colpisca solo me?

          D. E Rifondazione Comunista ?

          R. Io ho grande rispetto per il Prc, ma non posso non rilevare come alla nostra richiesta del 2008 di riunificare i due partiti, Rifondazione abbia risposto con una pulsione tutta interna a quel Partito. Secondo me è un errore. Non possiamo che prenderne atto. E dico di più: la linea del Pdci resta in piedi e noi lavoreremo con quelli che sono disponibili a farlo. Il che non significa mettere in discussione il rapporto con le altre forze della sinistra, anzi: dentro una sinistra più larga, i comunisti devono poter esercitare un ruolo.

          D. Ti sento deciso. E’ questa la strada?

          R. Ma certo! In fin dei conti le contraddizioni che stanno esplodendo a livello planetario sono talmente enormi che solo un cieco, o uno in malafede, non vede il ruolo che noi potremmo avere. Il capitalismo è forte e pervasivo. Certo, si manifesta in forme diverse dall’800, come è ovvio, ma se uno si va a rileggere i nostri classici, penso innanzitutto agli scritti di Lenin, trova delle chiavi di lettura utili per capire l’attualità. Sapendo che lo scontro planetario oggi, a differenza che nel passato, è prevalentemente sulle fonti di energia e sull’autosufficienza alimentare. Da questo punto di vista la Repubblica Popolare Cinese sta facendo una politica realmente lungimirante, con i suoi rapporti non di rapina con un continente importante come l’Africa. Noi vogliamo interagire dalla nostra periferia con questi enormi fenomeni, o vogliamo stare a guardare? Io credo che vada ricostruito un moderno internazionalismo, e questo passa solo dall’azione dei comunisti.

          D. Puoi continuare il ragionamento?

          R. Questo in fondo è uno dei terreni unificanti tra i comunisti. Lo scenario mondiale sta profondamente cambiando. Dal Sudafrica, all’America Latina all’Asia. Tutto quello che si muove, va nella direzione di una redistribuzione, cioè in una visione anticapitalistica. Noi, ahimè, viviamo chiusi in un bunker e vediamo il mondo attraverso la feritoia di questo bunker. Bisognerebbe avere il coraggio di uscire fuori, guardare a 360 gradi. Questo lo possono fare solo i comunisti, perché solo loro mantengono una teoria generale di critica sistemica al capitalismo.

          D. Che fare, allora?

          R. I comunisti vivono oggi una fase difficilissima. Sarebbe facile mollare. Facile ma profondamente sbagliato. Il pendolo della storia ha consegnato alla mia generazione il compito di mantenere viva un’idea per consegnarla alle nuove generazioni. Da questo punto di vista anche proseguire nella ricerca teorica, nella ri-aggregazione degli intellettuali, facendoli uscire dalle loro ricerche settoriali, per metterli in rete l’un l’altro e dare vita ad una ricerca e ad un confronto permanente e strutturato, è un compito del presente. Una volta c’erano centri di ricerca e di studio marxista di altissimo prestigio. Tutto questo va ricostruito da capo. È un lavoro di lunga lena, ma che dobbiamo ricominciare.

          D. In che modo?

          R. Abbiamo costruito l’Associazione “ Marx XXI ” per cominciare a lavorare in questa direzione. Dobbiamo tutti impegnarci perché lavori bene, perché questo seme, riposto oggi su un terreno arido, possa germogliare. Sono sempre più convinto che, nello stato in cui siamo, questo nuovo inizio è indispensabile e va fatto con i passi giusti, ad iniziare dal fatto che è prioritario stare in mezzo alle lotte, altrimenti non recupereremo mai la credibilità nelle nostre classi di riferimento.

          D. Un’ultima domanda.

          R. Immagino sulla Federazione della Sinistra…

          D. Esattamente: che ne pensi?

          R. Penso che la Federazione della Sinistra rappresenti l’occasione per favorire l’unità d’azione dei comunisti insieme ad altre forze della sinistra. Poi bisogna dire che all’interno di uno dei due partiti comunisti ci sono militanti e dirigenti che non si ritengono più comunisti. Lo dico sommessamente e con rispetto, ma è un dato di fatto che c’è chi lavora per fare un nuovo soggetto politico della sinistra, archiviando la questione comunista.

          D. E quindi?

          R. Quindi sono sempre più convinto del fatto che la Federazione non deve assolutamente lasciare sguarnito il fronte interno. Insomma, dentro la Federazione i comunisti vogliono giocare un ruolo? Io voglio mettere il mio Partito a disposizione di un progetto di ricomposizione dei comunisti su basi più larghe, che non faccia cessare la prospettiva di una sinistra più larga e di un sistema di alleanze, ma all’interno della quale i comunisti contino, abbiano un ruolo ed abbiano una vocazione egemonica. Lavorerò – lavoreremo – per questo.

          • Roberto Fabio Cappellini scrive:

            Le risposte di Diliberto sono sicuramente interessanti e piene di spunti di riflessione. In questa situazione in cui siamo (e sul perché ci siamo ne possiamo discutere) credo che pochi abbiano soluzioni preconfezionate, quindi tutti sono degni di ascolto. Quello che mi fa un po’ rabbia è però la ridicolizzazione delle posizioni altrui. Che vuol dire che qualcuno vuole costruire la Linke in versione spaghetti? Si potrebbe ribattere che qualcuno vuole costruire il KKE in versione spaghetti. Ma al di là della salsa con cui vogliamo condire questi spaghetti, c’è un dato: da entrambe le esperienze dobbiamo imparare, ad entrambe dobbiamo guardare, perché stanno ottenendo risultati (politici, prima ancora che elettorali) molto superiori ai nostri. Tenendo presente una cosa quasi banale tanto è ovvia, che Claudio ricorda (e prima di lui la sua intervistratrice): che l’Italia non è la Germania e non è la Grecia, che ogni formazione comunista e/o anticapitalista, comunque denominata, ovunque collocata deve trovarsi la propria strada nel proprio paese. Noi, in Italia, abbiamo molto da ricostruire, a partire dalla nostra credibilità fino ad arrivare ad una prospettiva politica da offrire a coloro che pensiamo di rappresentare. E non la si ricostruisce stando lì a cercare di dimostrare di essere il più unitario, il più comunista, non la si ricostruisce stando lì a litigare dove se io dico “linke” qualcuno mi risponde “kke” (se pensassi che scimmiottare uno di questi due modelli portasse la FdS al 10%, sceglierei ad occhi chiusi!). L’ho già scritto anche su questo blog (ma ovviamente non sono e non rappresento nessuno, solo l’opinione di un compagno): basta con le torsioni organizzativistiche, basta con gli snervanti dibattiti su come essere più unitari ma anche autonomi, basta persino continuare a piangerci addosso e a dire come siamo stati cattivi, come abbiamo tradito la nostra base eccetera. Chi non ci vota più non ci rivoterà perché siamo pentiti di quello che abbiamo fatto prima del 2008 (che, sia chiaro, è bene essere pentiti!). Quello di cui abbiamo bisogno hic et nunc è che si faccia politica è che si rivedano i comunisti su poche questioni chiare ed immediate. Che ci si caratterizzi come “quelli che difendono il lavoro contro il capitalismo”, “quelli dei servizi pubblici” e poco altro. Così come l’IDV sono “quelli della legalità contro Berlusconi”, per fare un esempio. Ci sono mille altre questioni da affrontare, anche importanti, ma dobbiamo concentrarci su poche cose: per adesso limitiamoci a ri-aggregare, a ri-costruire il nostro spazio politico ed il nostro soggetto politico organizzato. Che poi sia la Linke o il KKE in versione spaghetti mi importa poco. Preferirei che in Germania o in Grecia si chiedessero come fare a fare la Fds o il PRC con i Wurstel o con la feta…

            • mauro scrive:

              Ci si inventa un dibattito tra chi vuole l’autonomia e chi vuole l’unità. Per me, unità e autonomia (di un partito comunista) possono benissimo stare insieme. Ma sapendo che condizione indispensabile dell’unità per i comunisti è l’esistenza e il raggorzamento di un proprio soggetto politico strutturato e organizzato (il partito, dotato di un corpo militante preparato e motivato sul piano politico e teorico , cosa che da lunghissimo tempo non esiste più in Italia, in cui a sinistra regna la confusione più incredibile)che non perda mai di vista la propria prospettiva strategica.
              Vedo che si continua ad attribuirmi cose che non ho mai detto e mai pensato (visto che la replica è al mio post). Forse per non rispondere alle questioni di fondo poste ell’intervista di Diliberto a proposito dell’unità dei comunisti.
              Constato con soddisfazione che almeno l’ultimo intervenuto si firma.

              Mauro Gemma

              • Roberto Fabio Cappellini scrive:

                Quello che voglio dire, e mi scuso per non essere abbastanza bravo nell’esporre le mie poche idee, è che mentre stiamo qui ad avvitarci in un dibattito se sia meglio la linke o il kke, il mondo va avanti senza di noi. Sai quanto gliene importa ai lavoratori se vogliamo essere come il kke o come la linke. Il punto è quale prospettiva politica (di superamento del capitalismo ed insieme di risposta ai bisogni immediati dei nostri referenti sociali)possiamo dare. Mentre stiamo qui a scrivere Tremonti e Berlusconi hanno confezionato una stangata devastante per il paese. Parliamo di questo, e soprattutto facciamo su questo elaborazione teorica e iniziativa. Invece di discutere e dividerci su FDS o PC unico, cerchiamo di creare, di qui e l’autunno, un movimento che unisca studenti e lavoratori (quelli “in crisi”, ma non solo), un movimento in cui esercitare la nostra “egemonia” politica e che si faccia portatore di istanze di cambiamento a partire dal lavoro, dalla scuola pubblica e dai servizi pubblici. Nella mia piccola realtà di provincia ci stiamo provando, anche assieme ai giovani comunisti, e ti garantisco che i primio segnali sono davvero incoraggianti. Qualche sera fa abbiamo riunito, in un paio di giorni, 50 lavoratori di aziende in crisi in una casa del popolo. Gli iscritti a PRC e PDCI fra questi lavoratori erano 2. Abbiamo incontrato una simpatia ed un ascolto che davvero non ci aspettavamo, cui non eravamo davvero abituati(tieni conto che questi 50 si sono presi la briga di uscire di casa dopo cena, farsi qualche km, per venire ad ascoltare, nel teatro di una casa del popolo di periferia, un paio di comunisti qualsiasi che volevano parlare con loro della crisi…) . Quello che voglio dire è che serve, per quanto possiamo,”lavoro politico di massa”, non dibattiti su linke e kke. Poi l’unità dei comunisti con un soggetto autonomo verrà da sé, se ce ne sono le condizioni. Oppure dovremo rassegnarci alla linke all’italiana. Ma di questo, onestamente, ora come ora mi importa poco.

                • mauro scrive:

                  Meno male che, in passato, tutte le riunioni del “grande e glorioso” PCI, a tutti i livelli, dalla segreteria fino all’ultima sezione di provincia, cominciavano con uno sguardo al mondo, con richiami all’iniziativa internazionalista, con l’affermazione dell’appartenenza ad un movimento comunista mondiale che si proponeva di cambiare il mondo.
                  Tutte cose che oggi vengono considerate “passatempi” per accademie.
                  Caro compagno. Puoi pensarla come vuoi. La realtà è che il modo come noi guardiamo alle esperieze del movimento operaio internazionale c’entra, e come c’entra, con gli sbocchi che noi vogliamo dare al nostro agire politico (anche nel più piccolo paese di provincia) e , come dici tu, al “lavoro politico di massa”.

                  Mauro Gemma

          • Alex da Roma scrive:

            Caro Mauro per capirci meglio,l’intervista l’ho gia’ letta e ovviamente e’ interessante. Pero’ bisogna mettersi d’accordo su molte cose. Pensare di rifare quel bel Prc del 95/96,semplicemente rimetteno assieme Prc/Pdci e’ un po’ semplicistico non credi?Le differenze tra Prc e Pdci ci sono o no?O tutto quello che e’ stato tra il 98 e il 08 lo dimentichiamo?Ma mettiamo che si fa’,per te basta?Secondo me no! dobbiamo fare anche la Fed!Siamo onesti alle europpe del 2009 quella lista era una riunificazione dei comunisti e non mi sembra sia andata cosi bene.Nelle stesse provinciali dove la lista comunista ando’ da sola fu’ in molte casi quasi un disastro.E in altre zone ci furono delle penose e infantili divisioni.La mia domanda e’ che si fa’ dopo la riunione?Io non faro’ le barricate se si rifara’ il “PRC”,le faro’ se non si fara’ la Fed ovviamente!Ma la Fed si fa quindi ragioniamo su che si fa’ dopo la nascita della Federazione!Una domanda pero’ scusami a Diliberto non e’ stata fatta ed e’ forse la piu’ importante.L’eventuale unico Prc sara’ alleato con il resto del centrosinistra ma non con un accordo di governo … cioe’ come con la desistenza del 1996 che poi porto alla tragica scissione del 1998?

    • Matteo scrive:

      Caro Andrea,l’attuale sistema elettorale e’ un proporzionale con sbarramento al 4% per i partiti che si presentano da soli e del 2% per i partiti in una coalizione che supera il 10%,con un ulteriore “ripesaggio” per il partito(sempre in coalizione)che ha una percentuale immediatamente inferiore al 2%. Quindi dando per assolutamente scontante che Sel sia in coalizione …. ripeto Sel si puo’ considerare un partito gia’ parlamantare.La FdS se mai esistera’ viste le tentazioni “isolazionistiche” i molte componenti no!Parti una volta per tutte a questo dato incofutabile

      • andrea valsusa scrive:

        caro matteo….allora che devo fare devo rinunciare a sperare e a sogniare…mi dispiace ma non mollerò….continuerò a fare conoscere il più possibile la federazione della sinistra…
        la federazione della sinistra, adesso come adesso, è intenzionata ad effettuare un accordo elettorale con il centro sinistra per battere le destre ma non un accordo di governo….in questo caso come sarebbe la storia dello sbarramento?chiedo perchè in questo sono igniorante….grazie in anticipo per la risposta…
        compagni tutti non dobbiamo arrenderci….molti non sanno nemmeno dell’esistenza della federazione della sinistra…e questo è un difetto….dobbiamo, a mio avviso, impegniarci e fare conoscere alla gente questo progetto….diamoci da fare….io in ogni caso continuerò…
        buona serata a tutti compagni

        • Matteo Andreani scrive:

          Caro Andrea continua a lottare e sperare ci mancherebbe altro! Ti avevo fatto quelle precisazioni per un quadro piu’ chiaro.Per quanto riguarda lo sbarramento,ovviamente se la FdS andra’ in coalizione,anche senza un accordo di governo,ma sempre(diciamo in uno scenario come in Piemonte) in alleanza gli bastera superare il 2% per accedere alla ripartizione dei seggi.Ma insisto su un concetto,la FdS non piace agli “ortodossi”(che pero’ non dovrebbero velere piu’ del 20% del Prc)non credo riusciranno a farla saltare ma saranno oggettivamente un rallentamento. Poi tu insisti con Sc e Pcl … e qui caro mio sono un po’ duro … ma nessuna collaborazione(anche perche sono i primi a giudicare un obbrobio la FdS e figuriamoci che pensano i una alleanza con Pd-Idv-Sel)ma comunque fra un’annetto chi se li ricorda piu’!Quindi insisto facciano la FdS e che sia una vera Federazione di Sinistra!E ripeto …. e ripeto recuperando astenuti,qualche decimale da Idv e Sel e mantenendo questo zoccolo duro di elettorato possiamo puntare a ottenere 1.200.000/1.300.000 voti,cioe’ sto benedetto per me,3,5% alle prossime politihe(che non saranno nel 2013 ma prima)

      • Edoardo Pascarella scrive:

        Le leggi elettorali si possono anche cambiare…
        non sarei così sicuro di riuscire a riconquistare una rappresentanza parlamentare.
        In ogni caso, con l’attuale sistema elettorale, per battere lo schieramento di destra sono indispensabili anche i voti della FdS a meno che non ci si allei con significative componenti moderate. Solo in questo caso la SEL (che non ha problemi ad ingoiare tutti i “rospi” del mondo)partirebbe avvantaggiata nei confronti dei comunisti.
        Spero tanto che ciò avvenga, così facciamo vedere la nostra faccia una volta per tutte.

  23. andrea valsusa scrive:

    con i miei messaggi sia chiaro non voglio insultare nessuno…rispetto le posizioni di tutti…ma ho dovuto sfogarmi..perchè da persona esterna a tutte queste discussioni tra le varie correnti ste cose mi fanno un po incavolare…io credo nella federazione della sinistra, nell’unità dei comunisti, nella creazione di una vera forza di sinistra alternativa in questo paese…invece di scannarci tra di noi facciamo conoscere questo processo della federazione della sinistra, impegniamoci a parlare con la gente, a volantinare….insomma diamoci da fare perchè divisi non si va da nessuna parte, uniti c’è ancora speranza compagni…

  24. andrea valsusa scrive:

    a poi caro compagni Franco…SEL avrà pure superato la FdS in emilia…ma guarda al Nord italia…SeL è praticamente inesistente…a torino milano e venezia, senza parlare di genova toscana(gran parte) umbria calabria la FdS è avanti rispetto SeL…SeL ha preso solamente più voti a livello nazionale grazie alla Puglia di vendola dove si avvicina al 10%…quindi….spero che adesso alcuni compagni non pensino di andare in sinistra e libertà…vendola vuole solamente il PD….vendola non tutti i militanti…molti militanti di SeL vogliono unirsi alle federazione della sinistra….e noi cosa facciamo per convincere queste persone ad aderire al progetto della federazione poco o niente…quindi….compagni un altro difetto di molti commenti è questo….sempre ad evidenziare le differenza con partiti come SC SEL PCL RETE DEI COMUNISTI….ma perchè non sottilineare i punti che ci uniscono?perchè non creare una vera alternativa nel paese?bo io non capisco…la federazione della sinistra secondo me è il giusto sentiero anche se questo sentiero si deve allargare il più possibile….basta settarismi è ora di formare una unità su punti chiari…

  25. andrea valsusa scrive:

    a me sinceramente cari compagni molti vostri commenti mi stupiscono…perchè siete così tanto contro la federazione della sinistra?se veramente il PRC è così forte perchè non si può impegnare nella costruzione di un soggetto politico più ampio e plurale?bisogna andare avanti con la federazione della sinistra…certo c’è ancora molto da fare…ma perchè rifiutare il tentativo di costruire una sinistra che sia dennia di questo nome?se io fossi una persona esterna alla federazione della sinistra ed entrassi in questo blog mi si drizzerebbero i capelli….ma non capite che senza unificare più partiti e movimenti possibili non si va da nessunissima parte?rimarremo sempre arenati al 3 3,5 %…e non è questo quello che io voglio…premetto che le mie posizioni non sono del tutto simili a quelle di grassi…io sono un comunista sui generis…ma alcune cose le condivido..secondo me bisogna organizzare immediatamente circoli non più dei singoli partiti ma della federazione della sinistra…ci sono molti miei amici, giovani ragazzi, che rimangono disorientati da questo continuo settarismo all’interno della sinistra comunista..molte sono le persone che non ci votano perchè non ci vedono uniti e quindi credibili…vogliamo o no smettere di litigare inutilmente su questioni irrilevanti?PRC PDCI…io parlo oramai di federazione della sinistra…è questo il progetto politico deciso…secondo me è un progetto politico che ha l’opportunità di creare una vera alternativa nel paese….leggendo alcuni commenti di questo blog mi cadono le p…. io e alcuni miei amici ci stiamo dando da fare per fare conoscere ai ragazzi e a più persone possibili la federazione della sinistra ed il suo progetto politico…se quelle persone entrassero in questo blog cambierebbero nuovamente idea….
    non bisogna solo pensare ai problemi delle singole correnti dei singoli partiti…bisogna pensare in un contesto più ampio..bisogna pensare che oramai senza l’unità non si va da nessuna parte…i vertici di sinistra ecologia e libertà sembrano non volere l’unità con la federazione della sinistra….ma secondo voi veramente tutti i compagni e i militanti di quel partito la pensano come vendola?io ho la certezza che non è così…io l’ho sempre detto….secondo me la federazione della sinistra ha il compito prioritario di riunire sotto un’unica bandiera tutti i partiti e movimenti comunisti e anticapitalisti…ma bisogna anche dialogare con tanti comunisti che adesso come adesso non si sentono rappresentati da nessuno….è importantissimo fare conoscere questo processo della federazione della sinistra alle persone…
    non capite che con tutte queste chiacchere inutili e settarismi si allontanano i giovani e molte persone da questa prospettiva?ma io non capisco…tutte queste identità questi settarismi io li odio….io sono comunista ma non ho nessun problema a parlare con le persone anche di destra….quanti di voi non hanno questo problema?io in questo modo ho convinto 7 miei amici che volevano votare lega nord a votare la federazione della sinistra…..questo voi lo volete fare?io non penso….o si cambia deccisamente approccio e si evitano inutili e sciocchi settarismi oppure la federazione della sinistra non va da nessuna parte…e forse cari compagni del PRC non avete capito che se cade la federazione cade anche rifondazione….ma non so…invece che impegniare le vostre forze nel litigare non si potrebbe impiegasrle in qualche altro modo?modi più costruttivi come parlare con la gente e cercare di fare qualcosa anche noi di costruttivo senza parlare sempre male dei “vertici”….?????bisogna darsi tutti quanti da fare compagni per la costruzione di un polo di sinistra, comunista, anticapitalista e ambientalista…certo anche la dirigenza deve muoversi e contattare più partiti possibili da riunirwe in questo progetto…
    scusate per la lunghezza del messaggio ma ci tenevo a sottolineare delle cose che secondo me fanno solamente male alla sinistra….come molti commenti che vedo in questo blog

    • Matteo Andreani scrive:

      Caro Andrea mi intrometto,mi interessa molto il tuo punto di vista e soprattutto sono felice el tuo entusiasmo nei confronti della FdS. Pero’ pero’ secondo me su alcuni punti fondamentali commetti degli errori di valutaione decisivi. Partiamo dal consenso di Sel,e’ vero che quel 10% della puglia(il Prc al max nel 96 prese il 7,5%)pesa tanto ma ci sono altri dati che dovrebbero far pensare. In toscana ad esempio la FdS non e’ andata bene siamo onesti.Con un csx che si e’ mantenuto sui livelli del 2005(e molto piu’ delle Eur09)si ferma al risultato delle europee cioe il 5,3% nonstamte l’alleanza con i Verdi(che probabilmente non hanno portato un voto ma si sono comunque presi 1 consigliere)mentre Sel,che alle Eur09 con Psi e Verdi aveva preso il 3,5%,alle reg prende il 3,8%(con ottimi risultati nelle grandi citta’ dove supera il 5%)non male no?Nel Lazio Sel al 3,1% FdS al 2,7% e cosi va piu’ o meno nelle altre regioni.Solo in Umbria c’e’ una differenza notevole tra FdS e Sel. Questo cosa significa secondo me? Che un partito come Sel che sembrava morto nel novembre 09(quando Psi e Verdi ruppero l’alleanza per le europee)oggi esiste e ha una discreta rappresentanza(pari alla FdS nonostante le differenze percentuali)in molte regioni ma soprattutto diciamolo chiaramente ha un piccolo vento a suo favore grazie al carisma(di sinistra)indiscutibile del suo leader Vendola.Oggi tutti i sondaggi a disposizione danno Sel sfiorare il 4% e alla FdS un misero 2%(crespi,ipsos,gpg)quindi attenzione a “deformare” il consenso di Sel.Altro errore grossolano … Vendola nel Pd!ma scherzate?ma voi davvero ci credete?Forse e’ piu’ una speranza e se facciamo di questa speranza una strategia siamo fritti! Altro punto decisivo,la speranza che nella FdS possa entrare Sel. FdS e Sel potranno al massimo pensare di fare una collaborazione n qualche elezioni amministrativa nel 2011 come accadra’ la prossima settimana in sardegna ma niente piu’.Perche’ ti chiederai? semplice con questa legge elettorale in un csx Pd-Idv-Sel-FdS,anche sconfitto da Pdl-Lega e Udc,Sel con il 3,5%(anche frutto del 10% in puglia)otterebbe piu’ di una ventina di deputati(nel 06 il Prc ne ottene 41) … perche’ dovrebbe unirsi alla FdS e perdere il suo profilo di,come leggittimamente credeno loro,nuova sinistra italiana? Altro punto fondamentale che pensa sia molto superficiale …. pensare a una riunione anche con il Pcl e Sc … e no’ caro Andrea non ci siamo proprio. A parte che Sel e il Pcl/Sc sono come il diavolo e l’acqua santa. Prova ad andare in un blog loro e chiedi cosa pensano di Vendola e Sel … brrrr!Ma anche semplicemente il progetto della FdS e’ incompatibile con loro,per un motivo semplice se Sc non trova neanche le firme per presentarsi e il Pcl nell’unica regione dove si e’ presentato,la basilicata prende … udite udite 698 voti!Sono loro ad essere incompatibili con la societa’ civile non credi?Dai ammettiamolo! Quindi che vuoi che ti dica,spero che tutti i militanti del Prc/Pdci/Soc2000/Lav&Sol abbiano il tuo entusiamo per la FdS. Con Sel speriamo in una collaborazione ma non aspettiamoci niente di piu’. E per le prossime politiche,visto che non esisteranno piu’ Pcl e Sc come nel 08 che furono decisivi che azzoppare la SinArc,speriamo di ottenere il 3/3,5%(che a te dispiacerebbe ma per me sarebbe ORO)che razionalmente si puo’ ottenere pescando tra chi si e’ astenuto alle regionali e mantenendo questo zoccolo duro i elettorato attuale …. e sarebbe un buon risultato da cui ripartire come forza parlamentare.

      • andrea valsusa scrive:

        caro matteo forse nel mio sfogo giustamente non sono stato chiaro su alcuni punti…primo sinistra e libertà io non discuto la sua rilevanza politica….che è molto alta come dici giustamente grazie al carisma di vendola(che io non disprezzo sia chiaro)….i dati però parlano: in piemonte fds 2,64 % SeL 1,43%, veneto fds 1,56 SeL 1,22; liguria fds 3,90 SeL 2,46 ; emilia fds 2,79 SeL + verdi 1,78 ; umbria 6,86 fds SeL 4,16 ; in calabria adesso non ho i dati precisi ma supera di un punto percentuale…quindi insomma i dati parlano…senza togliere niente a vendola…per quanto riguarda i partiti comunisti minori lo so che non contano quasi niente ma secondo me è utile come “immagine”..ma non sono le alleanze il problema caro matteo….il problema è che siamo anche noi militanti a dovere darci da fare…io sono sotto esame di maturità ma la mia attività non diminuisce anzi aumenta..andiamo in giro nelle cittadine distribuiamo volantini in giro e parliamo con la gente…è questo che tutti noi dovremmo fare…io si ci credo alla federazione della sinistra….sono un ragazzo e siamo abituati a sognare..e sperare…quindi continuerò la mia azione…e spero che molti di voi incomincino a crederci di più…diamoci dentro compagni parliamo con la gente usciamo dai nostri circoli chiusi..andiamo nelle piazze e nelle strade….diamoci da fare….bisogna fare conoscere la federazione della sinistra…
        compagni o molliamo e ce ne andiamo ttti a casa o ci proviamo con forza…

        • Matteo Andreani scrive:

          Andrea per essere precisi in calabria la Fds ha preso il 4,03,Sel il 3,76.Nel lazio Sel 3,1 Fds 2,7,Campania Fds 1,4 o 1′7 e Sel/Psi il 3,5 o 3,9.Il problema non sono i decimali in piu’ o in meno(anche se in qualche caso e’ quasi il 2%)ovviamente e’ altro.Non preoccuparti … la FdS si fara’ ma per far si che abbia un sufficiente risultato dobbiamo sforzarci di anticipare i tempi!Nel 2011 si terrano le comunali in citta’ come Torino,Napoli,Milano,Bologna e altre.Vogliamo tentere di arrivarci da “protagonisti”?(come stanno facendo per Napoli,Vendola e De Magistris)Vogliamo fare in modo che in tutte le situazioni la FdS sia parte attiva del dibattito politico locale?Voglia,anzi non credi si debba trasformare quest’ultima tornata elettorale prima delle politiche(sempre che non si voti l’anno prossimo,cosa non improbabile)in una specie di cantiere per costruire il nuovo centrosinistra?Cosa che perltro faranno Pd-Idv-Sel?MI dispiace deluderti ma la prospettiva di un accordo solo tecnico tra FdS e il resto del centrosinistra sara’ fallimentare.Lo fu’ nel 1996 quano il Prc aveva quasi il 9% figuriamoci ora.Anzi vogliamo essere onesti il Pd non accetterebbe(e dal suo punto di vista non avrebbe assolutamente torto)di permettere alla FdS di tornare forza parlamentare senza un accordo chiaro!Quindi che facciamo,passiamo 2/3anni a giocare a fare la Sinistra autosufficiente e spocchiosa ma che pero’ vuole fare l’accordo solo tecnico? Poi a un mese dalle elezioni siamo fuori dai giochi e che facciamo? Resuscitiamo Rizzo,Ferrando e Cannavo’?Per prendere da soli al max 1,5%?No,io non ci staro’!il punto e’ questo,lo sintetizzo … la strategia di avvicinamento alle prossime politiche di Sel e’ decisamente migliore,piu’ razionale,se vuoi anche piu’ politica.Noi dovremo fare lo stesso,perche’ cosi’ ci rimettiamo in competizione con quei soggetti politici che in questi anni hanno “preso” il nostro ex-elettorato. Non credi?

          • Edoardo Pascarella scrive:

            Il punto non è conquistare una sparuta rappresentanza parlamentare per SEL ma cercare di battere la destra alle prossime elezioni. Di quanti deputati prenderanno i vendoliani non frega niente a nessuno.
            SEL vive anch’essa grossi problemi e divisioni profonde e molti suoi dirigenti esplicitamente dichiarano la transitorietà di quell’esperienza.
            La FdS e i processi riaggregativi che al suo interno certamente si verificheranno hanno certamente ben altro respiro e migliori prospettive.
            E’ incontestabile infine che i consensi della FdS potrebbero essere decisivi per sconfiggere le destre. Così come è incontestabile che la FdS è in questo momento l’unico progetto veramente autonomo, di una qualche rilevanza, che esiste alla sinistra del PD.

            L’entusiasmo di Andrea mi sembra significativo.

  26. Matteo Andreani scrive:

    Con colpevole ritardo rispono volentieri al compagno Adriano1,mi chiede quale differenza politico/strategica/ideoligica vedo tra Prc e Sc?(ammetto che innanzi tutto forse ho sbagliato nel dire che l’Usb sia piu’ vicina a Sc,in realta’ la componente Sdl e’ molto vicina a Ferrero) Beh’ se Sc ha scisso al Prc(non solo quello di Bertinotti,Vendola,Giordano e Migliore ma anche da quello di Ferrero,Mantovan,Russo Spena e Grassi)un motivo ci sara’ o no?Se Cannavo’ fosse il segretario di Sc cosa avrebbe fatto alle regionali?In puglia con Vendola?NO! Ti direbbe che fa’ gli interessi dei borghesi o userebbe qualche altra espessione ottocentesca!E in toscana,umbria e emilia?o nono!Ti direbbe che quello e’ il centrosinistra piu’ consociativista!Ti basta per le differenze pol/strat/ideol? E poi caro Adriano1 possp essere rude?A me sembra una discussione irreale!Perche’? Ma davvero secondo te Sinistra Critica esiste?Cannavo’ e’ esistito perche’ ha fatto sempre la minoranza che diceva peste e corna del Prc … tranne poi farsi eleggere deputato,se non fosse stato deputato chi si ricorderebbe di lui?(se e’ finito a scrivere per “il fatto quotidiano” anche qui un motivo ci sara’,forse con una bella chiamatina da Luca Telese) …. Adriano1 e poi scusa vogliamo lasciare a solo fare il Pcl?Almeno loro si sono presentati alle regionali … con nientemeno lo 0,34% o giu’ di li’!Insomma se perdiamo tempo a corteggiare l’inesistente assoluto,un pensiero,un progetto totalmente annullato dalla societa’siamo messi proprio male. Se in un anno dal 09 allo 10 Sel e’ aumentato(discretamente) anche qui un motivo ci sara’ o no? Adesso seriamente ma vogliamo fare i ragionamenti anche con i numeri in mano o no? …. alla prossima,perche’ giustamente immagino risponderai

    • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      Per Matteo andreani.
      caro Matteo, perchè quando parli di SC la quoti in toto a Cannavò e non dici niente, di Malabarba,Turigliatto,e ti stupisci che avrebbe arricciato in naso ad appoggiare Vendola in Puglia ma non manifisti lo stesso stupore, se a non appogiare Vendola è invece Diliberto che come sai ha fatto dichiarazione in farore Boccia avversario di Vendola, poi che Cannavo scrive sul Fatto quotidiano non trovo nessun scandalo,mi stupisce anche che voi estimatori di Vendola non dite niente sull’apertura di Vendola POlibertone e sul fatto che ha mentito spodoratamente dicendo che non voleva sfasciare Rifondazione ma poi l’ha fatto e noi coglioni l’abbiamo appoggiato, ma ormai non c’è più morale contessa diceva una vecchia canzone, non sono di SC e sono più tosto staliniano,perchè più l’attacano più divento Staliniano, che sicuramente non avrebbe condiviso queste ammucciate, e con i falsi comunisti non era giustamente tenero.
      saluti rossi di passione

      • Matteo Andreani scrive:

        che linguaggio …. i falsi comunisti …. mah’! Comunque Diliberto appoggio’ Boccia alle primarie del 05 e i motivi allora erano ovvi.Secondo perche’ non parlo anche di Turigliatto e Malabarba?Nessun problema,idem di Cannavo’ …. LETTERALMENTE SPARITI DALLA SOCIETA’! i numeri conteranno o no?Mi dici quanti consensi di gente in carne e ossa ha preso? zero!zero!zero!zero!non c’e stato nessun precario,operario,sfruttato in italia che sia stato disposto finanche a firmare per le loro liste!e’ un dato politico che vorresti per favore spiegarmi?poi guarda che io ho votato PRC nel 09 e nel 10

        • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

          PER MATTEO,
          vedo che ragioni non in termini politici ma da ragioniere ed in termine eletoralistici, ti ricordo che dal 1922, al 1943, i comunisti in Italia sembrava fossero spariti ma al momento opportuno sono usciti fuori come in grecia tanto snobbata dai moderni eurocomunisti, falsi comunisti non era certo rivolta a te che sicuramente sei un buon compagno e poi non mi permetterei mai non conoscendoti e poi io non insulto, ma a quanti a Partire da Vendola vogliono stare col diavolo e con l’accuasanta, si è comunisti ma nache cattolici, si e comunisti ma si apre alla Polibortone.

          • Pino scrive:

            Caro Carlo, ti ricordo che dal ‘22 al ‘43, a differenza degli altri movimenti d’opposizione, i comunisti sono sempre rimasti in Italia, organizzati in partito clandestino, con tanto di rete di comunicazione segreta e corsi di formazione all’estero (vedi il famoso “Corso sugli avversari” tenuto da Togliatti a Mosca, nel ‘35, per preparare i quadri all’attività politica all’interno delle organizzazioni di massa fasciste).

            La resistenza non è stata certo un caso, o un frutto dell’intervento divino.

            Mi sa che la situazione attuale, per i comunisti, è un po’ diversa, e per certi versi pure peggiore. In particolare a causa della nostra inadeguatezza e della nostra autoreferenzialità.

            • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

              Per PINO.
              Caro Pino, ho detto la stessa cosa che hai detto tu, se torni a leggere il mio post vedi che ha scritto dal 1922 al 1943 “sembrava” ripeto sembrava che i comunisti fossero spariti, quindi non ho mai creduto che la resistenza fosse lasciata al caso, ho solo detto, che in determinate situazioni i comunisti sembrano sparire, ma poi rinascono, almeno fino a quando esistono le condizioni materiali che l’ho hanno generato.
              salutissimi.

  27. roby scrive:

    Si, sosterrò pure io SEL, unico modo per uscire dal guado e fare finalmente qualcosa per la gente.

  28. Teresa Loderna scrive:

    il problema non e’ evocare la sinistra l’arcobaleno,che tra l’altro forse sarebbe meglio ricordare,alle provinciali di Roma del 08 prese piu’ del doppio della FdS alle regionali 10,per non parlare dei risultati che ottenne alle regionali del Friuli e Sicilia,anche qui piu’ del doppio dei risultati ottenuti alle europee 09.Quindi magari!!!

  29. bongiorni giuseppe scrive:

    spero che la compagna federica sia convinta che la dederazione superera le anomalie che ci sono fra prc e pdci,io no perche la fds sara ancora una spartizione di cariche fra i vertici dei partiti e cruppi che ne fanno parte,malgrado il cogresso che si andra a svolgere entro fine anno.
    ma lasiera intatto partiti e cruppi che ne fanno pare e che continueranno andare in competizione fra di loro per un cosigliere in piu del altro per pesare di più nelle selte della federazione.
    credo che il modo più serio sarebbe che si siogliessero titti e entare nella federazione tutti alla pari e andare a un congresso per fare un programma e un gruppo dirigente nuovo, solo cosi potremmo avere ancora credibilita fra la gente,e non crederanno che non sara un nuovo arcobaleno
    la mia è pura illusione perche una proposta del genere perche ci sarebbero cariche da tagliare e neno visibilita di alcuni carieristi della politica.
    il documento di chianciano che tu citi è stato in compromesso fra le mozioni che anno eletto ferrero segretario.
    io credo sia interpreto da una buona parte dei compagni che l,unita delle forze comuniste intendevano tutti quelli che facevano parte del prc prima del 1995,pero senza quelli che volevano il superamento della ideologia comunista (bertinotti,migliore,vendola)e altri che che anno firmato il documento insieme a grassi e burgio che col comunismo centravano molto poco.

  30. Donato scrive:

    Basta con questo settarismo nei confronti della FdS.Se qualcuno continua cosi’ una parte non irrilevante del Prc scappa via di corsa tra le braccie di Sel.Voi che fate?Tra le braccia dello 0,2% di Ferrando e lo 0,0% di Cannavo’?Ma dai! Avanti tutta con la FdS,diamo al massimo un mese di tempo per organizzare la FdS ai circoli,alle federazioni prov e reg altrimenti commisariamento!Sedi comuni almeno nei capoluoghi de regione e di provincia.Feste della FdS in estate e sarebbe il caso anche di fare di Liberazione il giornale della FdS(passando a settimanale e non piu’ quotidiano)Beh’ forse cosi’ un sufficiente 3,5% alle prossime politiche lo si puo’ prendere

  31. Gianpaolo scrive:

    Basta con questo settarismo nei confronti della FdS.Se qualcuno continua cosi’ una parte non irrilevante del Prc scappa via di corsa tra le braccie di Sel.Voi che fate?Tra le braccia dello 0,2% di Ferrando e lo 0,0% di Cannavo’?Ma dai! Avanti tutta con la FdS,diamo al massimo un mese di tempo per organizzare la FdS ai circoli,alle federazioni prov e reg altrimenti commisariamento!Sedi comuni almeno nei capoluoghi de regione e di provincia.Feste della FdS in estate e sarebbe il caso anche di fare di Liberazione il giornale della FdS(passando a settimanale e non piu’ quotidiano)Beh’ forse cosi’ un sufficiente 3,5% alle prossime politiche lo si puo’ prendere

  32. Marcello scrive:

    Innanzitutto complimenti a Federica per l’idea e ovviamente a Grassi per accettate questa “sfida” di trasperenza.Quindi anche io provo a porti qualche “DOMANDA SCOMODA” Dal bienno ROSSO 2004/2005 a quello ROTTO(nel senso che ne usciamo con le ossa rotte) del 2009/2010 … Le elezioni provinciali e regionali del 04/05 furono un successone,tanti tantissimi consiglieri eletti e soprattutto assessorati importanti dove potere fare cose di sinistra ….. lavoro,ambiente,sanita’.Tutto questo(eventuale)buon lavoro sembra non avere avuto un riconoscimento dall’elettorato,ovviamente tra il 09/10 ci sono stati anche buoni risultati tipo umbria,liguria.La Fds ha ottenuto 5 assessori regionali(un po’ meno importanti)e 16/17 consiglieri regionali piu’ i 6/7 nelle altre regioni ove non si e’ votato. Questi rappresentanti io credo abbiamo un ruolo ancora piu’ importante,dovranno essere non solo consiglieri ma soprattutto “deputati regionali”,per tentare di sopperire alla extraparlamentarita.Sara’ cosi? Ci sara’ una sorta di coordinamento nazionale tra di loro?O avete in mente altre soluzioni/iniziative? ….Tu sei molto ottimista sulla nascita della Fds,io un po’ meno.E’ oggettivo che ci sono molte,tante componenti del Prc e Pdci a cui questa Fds non piace proprio.Ma la nascita della Fds e’ irreversibile!Ci fai 2/3 esempi concreti dove si vedra’ la differenza tra Prc e Fds?E una “domandona scomoda” perche’ dobbiamo dire no alla riunione tra Prc/Pdci?Paradossalmente non sarebbe piu’ semplice fare la Fds tra una solo partito comunista e le sinistre socialiste di Socialismo 2000 e Lavoro e Soidarieta’?(anzi forse anche loro potrebbero pensare una unificazione,non credi?) …… La “Sinistra Unita” e il rapporto con il Pd …. La differenza tra la futura Fds e Sel,sara’ nel modo di vedersi nel centrosinistra.Sel in modo organico,la Fds in modo autonomo.Questa differenza(non da poco)sembra premiare decisamente Sel,i sondaggi dopo le regionali danno Sel(da sola senze alleanze con Psi o Verdi)sul 3,5% quindi meglio del 3,3%(con qualche alleanza con Psi&Verdi)delle regionali. La Fds a meno del 2,5% quindi peggio delle regionali.Io credo che sia abbastanza credibile questo scenario.Questo perche,secono me,Sel riesce ad essere protagonista del dibattito politico nel centrosinistra,perche’ e’ riuscita a abbattere la “convenzio ad escludendum” ponendosi come la sinistra di “alleanza”(e non di “governo”)del centrosinistra.La Fds invece ha un attegiamento esattamente contrario.Non e’ un errore?Tento di essere esplicito,presentarci ora e per i prossimi 2/3anni come una “Sinistra non di alleanza”(che pero’ alle amministrative si allea con il centrosinistra))e poi a 3mesi dalle prossime politiche essere “Sinistra di alleanza” … ripeto di alleanza non di governo(perche’ quella e’ l’unica prospettiva possibile,da soli anche con Pcl e Sc non supereremo mai il 4% e sicuramente Salvi e Patta se ne andrebbero pure)Siamo sicuri sia la migliore strategia?In fondo il Prc ha ottenuto i suoi migliori risultati quando era alleato con il csx come nel 1996,2004,2005,2006.I suoi peggiori risultati quando e’ stato nettamente anti-csx come nel 1999 e nel 2009(nelle provincie e comuni dove Prc/Pdci andarono da soli ando’ molto peggio delle europee)Proposta,se la Fds uscisse finalmente da questa “infantile” autoesclusione e incominciasse a mettersi in competizione seria con Sel e anche Idv(stanno li’ i nostri ex-elettori)nel campo della costruzione di un nuovo credibile csx?In fondo senza Mastella,Dini,la Binetti e i teodem del Pd(e non e’ poco come differenza,in meglio ovviamente)l’unione del 2006 probabilmente sarebbe durata.Grazie per l’attenzione. Ovviamente mi farebbero piacere anche riflessioni da parte di altri.

    • Adriano1 scrive:

      non avrai una risposta.
      La situazione è questa : il PdCI è favorevole ad una riunificazione mentre nel PRC c’è qualcuno con la puzza sotto il naso che fa il difficile probabilmente per qualche poltrona…

  33. franco scrive:

    Ma Federica in che mondo vivi??
    Nella realtà grassiana …..sicuramente!!
    A me invece al contrario di te e Grassi, c’e nel partito oramai sempre di più e le tue considerazioni lo confermano, a tutti i livelli una deriva istituzionalista, politicista e verticista.

    La scelta scellerata fatta dai gruppi dirigenti nazionali di sciogliere nei fatti il partito ( con la creazione della FED. della SIN. e leggiti lo Statuto provvisorio) in un contenitore più ampio che è la Federazione della Sinistra ha ottenuto il solo risultato di distruggere quel poco che era rimasto del PRC ( dopo la sconfitta dell’Arcobaleno).
    Basti vedere cosa sta accadendo in tutta Italia dove molti compagni del PRC hanno fatto prima della nascita, durante e fino ad oggi stanno facendo le valigie disgustati e dove questa osannata Federazione, “ Il Titanic Arcobaleno insegna”, è dilaniata da scontri feroci per accaparrarsi un posticino sicuro, vedi ciò che è successo alla Federazione di Napoli, Roma,Torino, Bologna, solo per citarne alcune. A mio avviso l’ultima campagna elettorale delle regionali si è prefigurata sempre di più come una “guerra tra bande”, dove la posta in gioco è stato il tentativo maldestro e distruttivo, della conquista dei posti da consigliere regionale, assessorati, funzionari e non ultimo la gestione delle risorse finanziarie. Tu dici che in Emilia Romagna permane qualche problema….!!
    Io lo considero un disastro!! Vedi per esempiola Federazione di Bologna, che con le scelte fatte dalla Segreteria e dal CPF, che in questi mesi ha monopolizzato e “costretto” numerosi compagni ad abbandonare il Prc, una segreteria gestita da una minoranza che non rappresentava il corpo del Partito, e che ha sostenuto fino alla fine di fatto del Prc di Bologna, la candidatura di R. Sconciaforni una persona che ha brillato e brilla unicamente per le sue assenze e la sua capacità di ritrovarsi perennemente candidato a qualche cosa.

    Quando la politica si riduce a questi mezzucci e a un mero esercizio di potere personale o lobbistico non ha più senso definirla tale, ma va chiamata con il suo nome, una schifezza.

    Tutto questo si è dimostrato fallimentare e senza nessun respiro ideale, politico,ne programmatico non è capito dai compagni e dai nostri pochi elettori, a seguito di queste scelte il PRC a Bologna città ha perso la metà del consenso elettorale (SEL LA RADDOPPIATO passando davanti al PRC), il tesseramento è crollato, passando da circa 500 iscritti ad oggi ne conta si e nò 200.
    Io mi sono iscritto dalla nascita del Movimento della Rifondazione comunista , come tanti compagni abbiamo sempre avuto come unico obbiettivo la rifondazione di un partito comunista in Italia, un partito comunista aperto alle tante esperienze sociali e politiche riconducibile all’anticapitalismo.
    Ma la Federazione, nata da una decisione autoritaria di Diliberto, Salvi e Ferrero, non ha certo questo obbiettivo, ma quello di affossare questo progetto, ricordo a tutti che l’ultimo congresso congresso di Chianciano non ha certo deciso di creare questo obbrobrio, anzi (leggere il documento conclusivo)!
    La decisione di una “èlite politica” di fare prima il Congresso di FED.Sin. e dopo del Prc è esemplificativo ed ultimo passaggio di una operazione di liquidazione politica di una idea della “rifondazione comunista”.

    Cari compagni le decisioni si prendono dal basso e con una discussione e un in un congresso del PRC.Non con le decisioni verticistiche e da un gruppo dirigente autoreferenziale , incapace e inadueguato.
    Questa sinistra si deve realmente “rifondare”, partendo dai gruppi dirigenti.Non con alchimie politiche verticiste e dissolutorie!!!

    • mauro scrive:

      Su quanto pensa effettivamente Diliberto, ti rimando all’intervista, già segnalata in questo blog

      Repetita iuvant

      http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19450

    • Pino scrive:

      Grande Franco! Continua così, facce ride!

    • Luca scrive:

      Sono d’accordo con te Franco. Non si capisce perchè mai i vertici di Rifondazione debbano proporre la costituzione della Federazione della Sinistra in un momento così favorevole al Prc. Siamo rappresentati ad ogni livello istituzionale, abbiamo circoli in ogni luogo di lavoro, i lavoratori ci acclamano, l’iscrizione al partito va a gonfie vele, tanto che si ipotizza di alzare a 100 euro la quota minima. Le sedi del Prc sono aperte giorno e notte per rispondere meglio alle pressanti richieste che le masse proletarie non riescono a fare a meno di rivolgere ai comunisti. Liberazione va in stampa due volte al giorno.
      Hai proprio ragione Franco, con un partito che scoppia di salute non ha alcun senso proporre la Federazione della sinistra. Ora non rimane che aiutare Grassi e Ferrero a dotarsi della nostra stessa percezione della realtà.

  34. Adriano1 scrive:

    Cari compagni, anche per me il modo giusto di “essere comunisti” è l’unità ma a questo punto bisogna tornare all’ipotesi del partito unico.
    Qual’è il problema ?
    Differenze ideologiche ? e quali ?
    Differenze strategiche ? E quali sono ?
    Perché non lanciare un’iniziativa di confronto col PDCI nei territori e verificare queste cose ?
    Mi sembra che l’impossibilità di unirsi sia una cosa che appartiene molto più ai vertici che alla base , probabilmente , è un problema di incarichi , visto che Diliberto non fa che dirsi favorevole ad un partito comunista.
    A questo punto chi non va a vedere le carte si sta prendendo la responsabilità di impedire la nascita di un partito comunista più consistente.

    La funzione della FdS è far convergere entità politiche diverse verso un obiettivo comune , ma mentre cerca di far questo ottiene anche l’effetto collaterale estremamente negativo di far cristallizzare le posizioni : il dibattito tra questi diversi pensieri comunisti non si fa , le posizioni non si mescolano , non c’è confronto.
    Ma chi ha paura di un dibattito tra compagni ?
    Chi e perché sta boicottando la nascita di un partito comunista più forte ?

    • ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

      Compagne, compagni,
      credo che forse bisognerebbe, in democrazia, fare esprimere gli iscritti tutti, del PRC del PdCI di Socialismo 2000 e di tutti quelli che ci stanno, e fare una specie di referendum, un uomo un voto, su chi vuole sforzarsi di fare la Federazione e chi invece con i suoi motivi, non la vuole. non continuare solo con chiacchere e parole, parole,parole…
      Per alzata di mano però, non a scrutinio segreto e ognuno si prende poi la responsabilità delle proprie idee senza sotterfugi o ipocrisie!
      Al nostro congresso di Sezione quando c’è stao il congresso di Chianciano abbiamo votato per chiamata, non a scrutinio segreto, mi pare bello e normale, ognuno esprime liberamente la propria idea!
      Se la maggioranza non la vuole non la facciamo la Federezaione perchè sarebbe solo una perdita di tempo e di denaro!
      Poi perchè bisognerebbe sciolgliere i partiti, proprio non lo capisco, è una Federazione non un partito più grande, o no? e allora che paure abbiamo, di perdere qualche posto/poltrona……….che tristezza!
      Intanto, che noi chiacchieriamo , Berlusconi e Tremonti lavorano….e hanno fatto la nuova manovra, Epifani ha detto che è contro i lavoratori! bene i CUB venerdì saranno in sciopero e il 5 giugno in manifestazione nazionale a Roma, e la CGIL dov’è e dove sarà a fare la Rivoluzione?? …..
      Aspetto di sentire la conferenza stampa delle 17,30 oggi pomeriggio da corso Italia, vedremo.
      Fraterni saluti Comunisti

      Alberto Viscardo Galante PRC Sesto S.Giovanni

      • Adriano1 scrive:

        Secondo me le federazioni si devono fare quando ci sono forze di orientamento molto diverso che non si possano in nessun modo “coagulare”.
        Tra comunisti c’è invece il dovere di unirsi , perché , prima non l’ho sottolineato , unirsi vuol dire anche risparmiare finanziariamente o in termini manageriali “ottimizzare la risorse”.
        Unirsi vuol dire essere più efficaci .
        E poi , scusate , non lo dice anche il proverbio ?

        ciao

        • ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

          Hai ragione compagno Adriano, forse le Federazioni si devono fare per coagulare forze di orientamento molto diverso, quindi proprio questo è il caso nostro! più diversamente orientati di così!
          Si tra Comunisti c’è proprio il dovere di unirsi anche per risparmiare e “ottimizzare le risorse” è vero!
          E allora spiegami tutte le scissioni che si sono fatte nel PRC, solo per creare altri Dirigenti alla fine o no?
          Adesso credi sia facile fare un partito unico? e tutti gli apparati del PRC e PdCI dove li mettimao in cassa integrazione??
          Spero proprio di sbagliarmi, ci sarà un Congresso…, ma ho paura che la Federezaione, come si suol dire: ha da venì…..
          Saluti Comunisti

          Alberto Viscardo Galante PRC Sesto S.Giovanni

          • Adriano1 scrive:

            Vedi caro Alberto per come la vedo io il dibattito interno nei circoli è talmente scarso, e basso , che proprio non vedo come possano esserci differenze tra noi e il PdCI .
            Per avere delle differenze devono esserci delle posizioni di cui dibattere….
            Da anni non sento parlare che di elezioni e di liste !

            Comunque mi aiuti a dire , se il problema è di ceto politico bisogna difendersi : devono fare i dirigenti solo quelli che hanno un lavoro a cui tornare , oppure troviamo insieme qualche metodo per stroncare il fenomeno di quelli che hanno paura di perdere “il postarello”.

            ariciao

            • ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

              Hai ancora più ragione caro Adriano, nelle sezioni infatti, anche nella mia, il dibattito politico langue quando non è completamente assente: ad esempio ora siamo concentrati sulla raccolta firme per l’acqua pubblica, un tema importante per carità, ma credo che forse sarebbe prioritario “il Lavoro” per un partito che si dice ancora Comunista.
              Le compagne e i compagni non vengono neanche alle convocazioni dell’assemblea degli iscritti…..siamo sempre i soli noti….cosa vuoi che ti dica, non c’è partecipazione, come facciamo a coinvolgerli, con la Federazione è dura….

              • Adriano1 scrive:

                Forse se non riusciamo a coinvolgerli vuol dire che stiamo sbagliando obbiettivo , o forse metodo….
                Anche a me certe volte viene il dubbio , se le masse popolari non ti riconoscono forse vuol dire che sei inutile.
                Poi riflettendo mi convinco di no, tutto indica che una forza comunista non è inutile, ma che forse deve capire che la situazione sociale e culturale è diversa e va affrontata con metodi nuovi.
                Io penso che tra le altre cose che bisogna tornare ad esplorare concetti come “il personale è politico , il politico è personale” , per stanare il capitalismo anche da dentro noi stessi.
                Una giovane compagna , che viaggia molto per studio , mi ha detto che secondo lei le persone anche se non partecipano covano dentro una grande sofferenza di cui vorrebbero parlare…

                Anche noi stiamo facendo la raccolta delle firme per l’acqua e stiamo partendo con il pane a un euro.
                Inoltre stiamo iniziando dei “corsi di autodifesa politica” con i quali vogliamo aprire degli spazi di riflessione informale sui temi classici della politica : nascita del capitalismo , ideologia liberale , comunismo , etc…
                Poi ti racconto com’è andata.

                ciao

          • AC scrive:

            In realtà gli apparati ci stanno già in cassa integrazione. Se non ci si unisce come forze comuniste si scompare economicamente, altro che offensiva unitaria.

    • Carlo circolo Bianchini Genova scrive:

      Per Adriano1.

      Caro Adriano ho difficoltà a polemizzare con te tanto sono spesso d’accordo, ma su Diliberto ti invito a parlare di cose reali, non di quello che dice, ho letto l’intervista di cui il compagno Mauro ha indicato il LInk, ed ho riscontrato di essere molto d’accordo con quello che Diliberto dice, il problema è che non bisogna giudicarlo per quello che dice ma per quello che fa, come si dice si ha la sinsazione che parla bene e razzola male, infatti non solo ha fatto la scissione e con Dalema ha bombardato la Serbia,cose che se ci fosse un autocritica sincera si potrebbe anche soprassedere il fatto è che non solo Diliberto ma anche i suoi seguaci sono più governisti di lui,non ha senso dire(come fa) che il partito di lotta e di governo non regge se poi ovunque è nelle giunte, e non esce manco se gli privatizzano la mamma, a genova in particola noi siamo usciti dalla giunta Vincenzi loro no, non solo, noi siamo contro la Gronda(bretella autostradale) loro no, noi siamo contro il gassificatore loro no, e che senso ha stare con persone che vogliono fare tutto il contrario di noi, non saremmo costretti a fare nuove scissioni?, anche io credo che bisognerebbe unirsi, ma non possiamo farlo se incompatibili sui problemi non sui nomi, non basta definirsi comunisti per essere uguali.
      dovremmo forse fare un congresso programmatico e solo su quella base fare una fusione compatibile perchè gli assemblaggi di vertice abbiamo visto non funzionare.
      ciao Carlo

  35. Lorenzo scrive:

    Tiriamo un po’ le somme.La 3,4,5 mozione sono apertamente contro la Fds. il loro progetto e’ abbastanza semplice,per realizzare quello che vogliono da almeno il 2005 … cioe’ un unico Partito Comunista,boicottare la Fds.Vi chiedo credete la Fds si possa fare senza almeno un 20/25% di Prc?e del Pdci vogliamo dire qualcosa? Quello sta’ facendo in umbria?e in qualche prov e com della sardegna? il pdci secondo voi crede davvero nella Fds?ho dubbi|E allora onestamente credo che al di la’ di qualche ottimo risultato di collaborazione,credo che la Fds non abbia molte possibilita’ di riuscita. Allora faccio una provocazione/proposta,se come Prc(ovviamente non ci seguirebbero 3,4,5 mozione,che farebbe un Pci bonsai con,non tutto il Pdci e Ferrando e Cannavo’,roba dal 1,5%)lanciassimo(e sembrerebbe quasi un paradosso)una piu’ omogenea e colloborante “Sinistra Unita”,senza scioglere ne’ Prc ne’ Sel,facendo convivere senza problemi socialisti di sinistra e neocomunisti come era la Cgil dei tempi d’oro?o come piu’ semplicemente e’ piu’ o meno la die linke,che ha 2 capigruppo,presidenti e ecc.?(uno ex-Pds e ex-wasg)

  36. mauro scrive:

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19450

    L’ esigenza sociale e storica del partito comunista e la lotta dei comunisti per costruirlo

    a cura di Francesco Maringiò

    l’Ernesto Online del 25/05/2010

    l’Ernesto incontra Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI

    Costretto ad un lungo periodo di riposo, a causa di un serio incidente al ginocchio, il compagno Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, non sembra affatto sotto tono, quando ci accoglie nella sua casa. E lì, circondato dai suoi tanti e amati libri ed una graziosa gattina che ci gira attorno, inizia a parlare. Ed è un fiume in piena. «Accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte. Questa è una crisi di sistema e per uscirne bisogna cambiare il sistema. Del resto i temi posti dai comunisti sono oggi, rispetto alla crisi strutturale del capitale e alle accelerazioni iperliberiste dell’Unione europea, più attuali che mai. Il punto è che occorrerebbe un partito comunista forte, radicato, di lotta e questo partito non c’è. Occorre risolvere il problema, contribuire alla costruzione di un partito comunista di questo tipo. E’ per questo che abbiamo lanciato, ormai da tempo ( e solo parzialmente ascoltati) il progetto dell’unità dei comunisti. I comunisti e le comuniste bisogna unirli e unirle. Noi continueremo a lavorare per questo obiettivo e porteremo avanti questo progetto con tutti coloro che saranno disponibili ».

    Leggi tutto in

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=19450

  37. Matteo Andreani scrive:

    Mi piacerebbe che mi rispondesse Grassi,ma se altri mi risponderanno nessun problema. Nel congresso della Cgil la 2 mozione ha ottenuto tra i lavoratori attivi quasi il 25% e in alcune regioni ha sfiorato il 30%,quindi un discreto risultato.Domanda posta in modo rozzo ma semplificativo …. nei tanti nuovi “parlamentini” della Cgil venuti fuori dopo i vari congressi provinciali e regionali ci sono dirigenti vicini alla Fds o anche li’ siamo extraparlamentari?Credo sia importante per capire come si potra’ radicare la Fds nei luoghi di lavoro.E con l’Usb come sta’ messa la Fds … ho l’impressione che sia piu’ vicina a posizioni tipo Ferrando o Cannavo’? Sbaglio?Domanda anche questa rozza ma semplificativa ….. credo che per far “affezionare” i militanti di Prc e soprattutto gli iscritti a Soc 2000 e Lav e Sol alla Fds sarebbe fondamentale cambiare un po’ il simbolo …. va bene la falce e martello ma perche’ non mettere semplicemente Sinistra(sopra) e Federazione(sotto) togliendo tutto il resto che tra l’altro confonde pure?infondo si chiama Federazione della Sinistra e non Rifondazione Comunisti Italiani Sinitra Europea Socialismo 2000 e ecc.!

    • Adriano1 scrive:

      Caro Matteo , appena puoi potresti spiegarmi qual’è la grande differenza ideologica/politica/strategica tra noi e SC ?

      grazie
      ;-)

  38. Antonio scrive:

    Qualche domanda,quanto durera’ l’incarico di portavoce nazionale,regionale,provinciale della Federazione?2 o 3 anni? concretamente,cioe’ dal punto di vista elettoralistico,in vista delle comunali di Napoli,Milano,Torino,Bologna come si puo’ muovere la Fed? E questo appello per la sinistra unita’,al di la’ del titolo,che significa realmente?Non ci sono le firme di Ferrero e Vendola ma quelle di Grassi e altri pezzi da 90 di SEL … curioso no? E del possibile binomio Vendola-De Magistris? Creerebbe sicuramente problemi alla Fds(ci sarebbero sicuramente tante pesanti fuoriscite se facessero un partito o qualcosa del genere)come si reagisce?E come la mettiamo con alcune correnti del Prc(e anche del Pdci)che puntano scientificamente al fallimento della Fds? e a quelli che chiedono una riunione tra Prc-Pdci-Pcl-Sc? …. cioe’ mai in coalizione con Pd-Idv e quindi fuori da ogni assemblea com,prov e reg?credo che tutto questo ed altre questioni debbano essere risolte non solo al congresso della Fds ma anche a quello Prc del 2011 per affrontare con “serenita’” le politiche del 2013 o chissa’ prima. Grazie in anticipo per le risposte

    • giorgio scrive:

      Per il portavoce non sono due o tre anni. E’ stato deciso che fino al congresso (fine 2010) ruotavano i segretari delle 4 organizzazioni promotrici. Per il Prc Ferrero lo ha già fatto, Ora lo sta facendo Salvi per Socialismo 2000, poi penso che ci sarà qualcuno del Pdci e di lavoro e Solidarietà. Per quanto riguarda l’appello anch’io ho notato che mancano delle firme. Mi pare che manchino tutti i segretari dei partiti: Ferrero, Vendola, Salvi e Patta. probabilmente è stata una scelta.
      Mi auguro che la Federazione vada avanti celermente e che cominci a fare politica.
      Abbiamo bisogno di dare un segnale di unità e di tornare in mezzo alla gente comune!

  39. Marcello Notarfonso scrive:

    Caro Claudio,
    penso che l’intervista chiarisca alcuni dubbi sorti in queste ultime settimane. Di dubbi io non ne ho mai avuti. Esiste il partito della Rifondazione comunista. I comunisti in Italia possono iscriversi al Prc (o se vogliono al Pdci) e mi auguro che lo facciano a decine, centinaia di migliaia nel prossimo futuro. Noi dobbiamo lavorare con convinzione al rafforzamento del Prc. Ma è altrettanto giusto fare i conti con la realtà. Questa ci dice che il Prc, oggi, si è indebolito. Siamo fuori dal parlamento europeo e nazionale. Siamo assenti in 9 consigli regionali. La rappresentanza istituzionale si è notevolmente ridotta sia nelle province che nei comuni. Le difficoltà a livello istituzionale non sono altro che un riflesso delle diffoltà che incontriamo sul piano del radicamento sociale. E’ in questo contesto che matura l’idea della Federazione. E’ una proposta “razionale”, che tende a unire le forze comuniste e di sinistra, per lo meno quelle che mostrano interesse per i contenuti politici che abbiamo scritto sul manifesto della Federazione.
    La proposta ha un unico obiettivo: favorire la rinascita di un campo di forze comuniste e di sinistra che conquisti uno spazio politico di cui i lavoratori ed ceti deboli possano disporre per tutelare i propri diritti.
    Ritengo che il progetto sia decisamente utile.
    Ciao,
    Marcello

  40. ALBERTO VISCARDO GALANTE scrive:

    Grazie Compagna Federica e Grazie Compagno Claudio,

    qualche dubbio me lo avete chiarito, altri no o solo parzialmente. Partecipaerò comunque, e caldeggio una partecipazione numerosa di compagne/i, sabato pomeriggio 29 maggio a Milano in via Spallanzani al Circolo Aurora all’incontro che ci sarà , credo si possa dire, proprio anche con il Compagno Grassi, per potermi chiarire ulteriormente le idee.
    Sono purtroppo d’accordo con Federica, che in molte moltissime realtà (ad esempio anche la mia)la Federezione per ora resta qusi solo sulla carta, quando va bene, quindi il lavoro da fare è ancora ciclopico.
    Spero anche che il Congresso possa essere un “Congresso Vero”, a tesi , non con più documenti/mozioni contrapposte atte poi a creare le solite maggioranze e minoranze che poi invece di unire creano ulteriori divisioni.
    Fraterni saluti Comunisti

    Alberto Viscardo Galante PRC Sesto S.Giovanni

  41. Orazio Mandola scrive:

    Credo che questa modalità, questa intervista con “domande scomode”, sia il modo migliore per fare chiarezza. E mi chiedo compagne e compagni ci possono essere ancora dubbi sulla bontà di questo percorso? Un percorso quello della Federazione della Sinistra che certo è difficile, e mi sembra che nessuno voglia nasconderlo, ma nel piatto della bilancia le opportunità ed i vantaggi (si dice stop alla frammentazione, si mettono in moto nuove energie, si fa un minimo di massa critica, si recupera credibilità, si risponde alle esigenze di unità poste dai lavoratori) superano di gran lunga gli aspetti critici che è normale comunque esistano soprattutto all’inizio. E poi le difficoltà si superano col lavoro comune, e soprattutto se c’è la volontà di provare a superarle. Secondo me questa volontà c’à e lo vediamo anche con le scelte recenti. La Federazione infatti continua a prendere forma, c’è il congresso, laddove è più avanti nel percorso, si lavora bene insieme e si raggiungono anche risultati, si promuovono campagne utili, si diventa punto di riferimento per i lavoratori, anche nei riferimenti simbolici (anche in questo che c’entra l’accostamento con l’Arcobaleno?).

  42. andrea valsusa scrive:

    sono molto contento di questa”intervista” chiarificatrice…sono contento che grassi non voglia abbandonare il suo pensiero comunista, il nostro pensiero comunista….quindi….avanti con sempre più forza per continuare il processo della federazione della sinistra…farla conoscere è il principale obiettivo di tutti noi militanti…facciamola conoscere…ogniuno di noi deve fare uno sforzo in più….

  43. Umberto scrive:

    Caro Claudio,
    sei un grande. Lo dico in tutta sincerità.
    Hai ricevuto molte critiche in passato, perchè ti opponevi alla liquidazione del partito che Bertinotti portava avanti come un carro armato. Anche oggi per la verità non ti risparmiano critiche. Le critiche fanno bene, perchè alimentano il dibattito e credo che oggi il partito, tutta la sinistra ha bisogno di ritrovare gli stimoli giusti. Dobbiamo discutere di più, dobbiamo tornare a incavolarci su quello che è più giusto fare per i lavoratori ed i ceti deboli che diciamo di voler rappresentare ma che in realtà non stiamo difendendo affatto.
    Penso che opporsi alla costruzione della Federazione della Sinistra sia una follia. Chi non riesce a trovare un punto di incontro con il Pdci, Salvi o Patta ha bisogno di uno psicanalista.
    Vai avanti Claudio, tieni unito il partito, costruisci la federazione. E’ il minimo che si possa fare.

  44. Massimo scrive:

    URGENTE

    Caro Claudio,
    credo che siamo arrivati nella fase finale dell’occultamento della realtà da parte dei questo ignobile Governo.
    I provvedimenti che si appresta a prendere richiedono una risposta forte e decisa. Credo che siano maturi i tempi perchè il nostro partito spinga la Federazione della sinistra per la richiesta a tutte le forze sindacali e politiche di promuovere uno sciopero generale.
    Tale sciopero dovrebbe essere preparato dalla Federazione con Assemblee pubbliche in tutto il paese in modo da raggiungere due obiettivi: far conoscere nel concreto la Federazione e le sue proposte sia all’interno dei nostri rispettivi partiti costituenti sia all’sterno verso l’insofferenza crescente nei lavoratori e nei cittadini.
    Non è pù tempo di tatticismi, di rinvii ora più che mai abbiamo la possibilità di dimostrare anche ai critici della Federazione che siamo anticapitalisti, comunisti e di sinistra non a parole e con inutili proclami e verbosità pseudointelletualistiche, ma con fatti precisi e mettendoci la faccia. La situazione è molto delicata e lo comprendo, ma proprio perchè prima che si manifestino fenomeni di manifestazioni spontanee e moti popolari incontrollati e forse anche violenti dobbiamo fare fino in fondo la nostra parte. Ce lo chiede la storia, la politica e la morale, altrimenti altro che Federazione sarà spazzata via anche la stessa rifondazione e la prospettiva di un alternativa comunista nel nostro paese. Un abbraccio comunista.

  45. Adriano1 scrive:

    Il tutto è molto ragionevole ma , secondo me , questo è anche il suo difetto .
    La proposta del PRC è talmente ragionevole che non si capisce !
    Non abbiamo all’esterno delle proposte nitide che si distinguano , tranne quella identitaria del comunismo che è ormai vaga e incomprensibile ai più , dato che non possiamo fornire “ricette per l’osteria dell’avvenire”….

    Oggi Burgio ha scritto un bell’articolo sul manifesto , tra le altre cose citava Polanyi , autore che pur essendo a-marxista , è stato un acerrimo critico del liberalismo.
    E che diceva Polanyi ? diceva che la crisi del “libero mercato” era fisiologica , era scritta nella sua stessa natura di essere una costruzione innaturale e anti-umana.
    Secondo Polanyi una buona dose di protezionismo è un giusto antidoto alla furia del libero mercato , intendendo con protezionismo , difesa tramite tariffe e leggi del mondo del lavoro , della natura e della moneta.

    Ora in Italia chi è che dà l’impressione alle masse popolari di difenderle dal mercato e dalle sue “intemperie” ?
    E’ essenzialmente la lega , per il nord , e la mafia , per il sud.
    La Lega protegge il suo popolo dal pericolo dell’immigrato e la mafia protegge il suo dall’inefficenza dello stato e dalla solitudine del cittadino.

    Rifondazione comunista , chi difende ? E sopratutto COME ?
    Quali sono le nostre proposte-shock che rimangono impresse ?
    Le uniche proposte “forti” che avevamo le abbiamo smussate , non se ne parla più : ri-nazionalizzazione delle banche e dei servizi , una forte tassa patrimoniale e , direi sopratutto , la riduzione dell’orario di lavoro.
    L’unica cosa che ancora ci appassiona è il tema della redistribuzione , ma anche quello non lo usiamo in maniera “ispirata” , non ne facciamo un “vessillo” .
    Insomma sembriamo i primi ad essere poco convinti delle nostre ragioni.

    ma forse mi sbaglio.
    ciao

  46. Giacomo Lombardi scrive:

    Molto bella la modalità delle domande e delle risposte…. effettivamente erano i dubbi che avevo anch’io leggendo gli ultimi articoli.
    Sono contento che ci sia molta chiarezza sul progetto strategico, mi pare sia la migliore risposta agli “scettici” che sostengono che Grassi non voglia più costruire un partito comunista e voglia mettersi a fare una cosa simile all’Arcobaleno.
    La Federazione è la cosa migliore, dobbiamo tutti dare il nostro contributo e nel nostro piccolo provare a ridare entusiasmo ai compagni che hanno abbandonato o che sono stanchi!

  47. Scettico scrive:

    Meglio raddoppiare i partiti comunisti: marciare divisi per colpire uniti!

    • franco iachini scrive:

      Purtroppo per un puro problema matematico se raddoppiassimo il numero dei partiti comunisti esistenti, ci sarebbero più partiti che comunisti. Tra l’altro la storia e la scienza militare ci dice che per vincere non bisogna dividersi (uniti si vince), ma bisogna dividere l’avversario (Dividi et imperat).
      franco iachini

      • pasquale scrive:

        ci rinuncio, basta. non capisco dove stanno i principi comunisti quello che si capisce invece che bisogna unire i partiti comunisti? ma quali? e riportare qualche solone a riappollaiarsi in uno sgabello mandando a farsi fottere classe , operai, benessere, progresso… sempre che qualcuno non mi voglia dire quale e’ stata la differenza sostanziale per i soggetti di cui parlo durante i governi di centro sinistra con i ministri comunisti…. sono andati sempre a star peggio
        ma fatemi il piacere…..almeno un po di onesta intellettuale…..

  48. Ettore scrive:

    I TETTI E I DIVIETI DI CUMULO DEVONO VALERE PER TUTTI.
    È nei periodi di crisi che il capitalismo mostra il suo volto peggiore, quello di un sistema incapace di sostenere anche i bisogni primari essenziali delle fasce di popolazione più deboli, che vengono, se minimamente necessario, sottomessi alle sue esigenze di espansione selvaggia.
    Mentre i soggetti preposti ai governi dei vari paesi spacciavano per quasi terminata la crisi, si sono invece rivelati i suoi veri effetti negativi e cioè il dilagare della disoccupazione ed il fallimento di interi settori industriali; poi la speculazione finanziaria internazionale, indisturbata, ha cominciato a raccogliere i frutti seminati durante la crisi stessa, azzannando i paesi economicamente più deboli, a cominciare da Grecia, Portogallo Spagna, con la prospettiva, per i prossimi mesi, di un suo attacco a livello continentale, scenario in cui l’Italia rappresenta, nella catena della UE, l’anello debole immediatamente successivo agli stati aggrediti per primi.
    A questa minaccia i governi, in primis quello greco, rispondono ancora una volta cercando di attingere risorse da quegli stessi strati sociali che stanno pagando, con disoccupazione e riduzione del reddito, la crisi che già imperversava; le ricette che esso ha adottato vengono riprese senza modifiche anche dagli altri.
    Anche in Italia, la manovra, nonostante gli ipocriti discorsi di questo o quel ministro, si affiancherà a quelle degli altri paesi europei, taglieggiando ancora i salari pubblici e riducendo ancora la spesa sociale e soprattutto evitando accuratamente, ancora, di intaccare minimamente le rendite parassitarie, l’evasione e l’elusione fiscale e contributiva, le malversazioni e gli sprechi nella spesa pubblica.
    Ma la misura ormai dovrebbe essere colma. Ormai la fascia di popolazione vessata in questi anni dalla continua erosione del proprio potere di acquisto, espulsa dal mondo del lavoro o presente in esso solo in forma pesantemente precarizzata, a cui vengono costantemente sottratti benefici e diritti di ogni genere, non ha più niente da dare, salvo che la propria RABBIA e la propria voglia di ribellarsi.
    Dal punto di vista rivendicativo, bisogna reagire con forza e con proposte concrete che facciano da contraltare praticabile alle intenzioni del governo. Occorre sostenere cioè delle battaglie che puntino a far recuperare reddito a queste fasce di popolazione.
    Facciamo alcune proposte che si legano fortemente alla diseguaglianza profonda nella distribuzione della ricchezza tra ceti dirigenti e perciò benestanti e ceti sottomessi e perciò indigenti.
    Partiamo dalla constatazione che ciò che è legittimo e perfettamente tollerabile per i primi, diventa illegale e “immorale” per i secondi. Mentre per tutti i dirigenti e manager pubblici, per esempio, è perfettamente consentito accumulare doppi tripli e quadrupli incarichi di vario genere e tipologia, ovviamente con i relativi sostanziosi emolumenti, questo cumulo non viene tollerato e impedito da precise norme di legge quando si tratti, per esempio, di pensioni di reversibilità, per le quali esistono invalicabili limiti nel caso con esse coesistano, per i superstiti, altri redditi. Se un superstite percepisce già un altro reddito superiore ai 16.000 euro – che non ci sembrano consentano di vivere proprio nel lusso sfrenato – la eventuale pensione di reversibilità viene abbattuta del 40 %.
    Come mai, allora, esistono personalità che possono, legalmente, cumulare incarichi plurimi e beneficiare senza alcun limite di tutti i compensi dovuti, come Mario Draghi che…..
    E perché è possibile che gli alti funzionari civili e militari dello Stato, una volta collocati a riposo, puntualmente vengono “collocati” anche in organismi di controllo e giurisdizione (Consiglio di Stato, Consigli superiori ecc.) ?
    E perché è possibile cumulare i benefici previdenziali come ex parlamentari (diritto maturato sappiamo tutti come, tra l’altro) con le pensioni da professore universitario, avvocato, primario, professionista, manager, tutti trattamenti che ci risultano piuttosto congrui ?
    Per rendere maggiormente tangibile questo ragionamento, possiamo brevemente riferirci a qualche esimia personalità che rientra appieno in questa categoria di privilegiati, che godono di pensioni pubbliche pur continuando ad esercitare professioni redditizie, avere in carichi istituzionali, essere membri ben remunerati di diversi organismi, ricevere lauti diritti d’autore per le loro pubblicazioni ecc.
    Giuliano Amato (dott. Sottile) ex presidente del consiglio, famigerato autore della prima riforma previdenziale che cominciò a ridurre i trattamenti previdenziali nel 1992, e della (finora) più grande manovra finanziaria di taglio (stangata di 90 mila miliardi di lire), gode di pensione da professore universitario da 1/1/98 di 22.048,11 euro mensili lordi
    Rocco Buttiglione gode di pensione da professore universitario da 1/11/2007 di 5.498,30 euro mensili lordi
    Mario Baldassarri economista e presidente commissione bilancio ed ex sottosegretario al tesoro del governo Berlusconi gode di pensione di professore universitario di € 5.714,42 mensili dal 7/8/2008 e per “arrotondare” percepisce pure una pensione di riversibilità di € 697,56
    Renato Brunetta gode di pensione da professore universitario da 31/12/2009 di 4.351,07 euro mensili lordi
    Giuliano Cazzola, famoso per i suoi continui ed insistenti interventi a favore delle modifiche (leggi tagli) del regime pensionistico (degli altri), come ex dirigente della pubblica amministrazione prende una pensione dal 1/4/2007 di € 10.776,66 mensili.
    Antonio Di Pietro, proprio il più grosso fustigatore del regime, già dal lontano 12/1/96 gode di pensione pari a € 2.664,57 mensili, di cui forse coerentemente alla furia moralizzatrice che lo contraddistingue potrebbe fare a meno
    Sergio D’Antoni ex sindacalista ed ex segretario CISL ora deputato PD prende una pensione da docente universitario dal 1/4/2001 di € 8.595,74 mensili lordi
    Daghi Mario oltre ai suoi lauti stipendi da governatore della banca d’Italia gode di pensione da dirigente della pubblica amministrazione dal 1/4/05 di € 14.843,56 mensili lordi
    Francesco Ferrarotti, noto sociologo frequentatore di salotti televisivi da dove dispensa pillole di saggezza detinate a ciò che giusto o sbagliato,dal lontano 1/11/2001 gode di una pensione di 6.983,47 mensili
    Publio Fiori, ormai da oltre 16 anni si gode una pensione elargita dall’ INPDAP di € 14.590,26 esente di qualsiasi tassazione in quanto “vittima di terrorismo”.
    Giuseppe Fioroni, ex ministro della pubblica istruzione in qualità di ex insegnante a racimolato una pensioncina di € 2008,73 mensili a decorrere 1/1/2008
    Guazzaloca Giorgio ex esercente macellaio di Bologna, ex sindaco, successivamente nominato membro della Autority Anti trust, è consigliere comunale a Bologna, e ora gode di una pensione di 16.516,58 € mensili lordi a decorrere dal 1/7/2009
    Luciano Infelisi, notissimo magistrato, titolare di importantissime indaglni durante la sua carriera, dal 04/06/2001 gode di pensione di 9.098,44 € lordi mensili
    Antonio Martino senatore PDL economista ex ministro della Difesa, gode dal 1/4/2002 di pensione docente universitario di € 5.788,33
    Monorchio Andrea, ex direttore generale ragioneria generale dello stato ora consulente del ministro Tremonti, è in pensione dal 1/7/2002 con € 19.051,51
    Sirchia Girolamo ex ministro della sanità ed ex primario ospedaliero, dal 1/10/01 in pensione con 10.290,00 € mensili lordi
    Renato Squillante ex magistrato coinvolto negli scandali di Berlusconi gode di pensione dal lontano 26/06/96 di € 9.799,23 mensili
    Mario Sossi, ex magistrato ora attivista della destra estremista, dal 5/7/06 gode di pensione di € 13216,37 esente da qualunque tassazione in quanto vittima di terrorismo
    Sergio Siracusa ex Generale ora membro del consiglio di stato con lauta remunerazione gode pure di pensione fin dal 2/4/2000 di € 27.927,75 mensili lordi
    Umberto Veronesi, luminare della scienza medica, presidente di associazioni di ricerca, ex ministro della sanità, lautamente ricompensato da tutte le sue collaborazioni, interventi e pubblicazioni, gode pure di pensione fin dal 2/5/1994 di € 4.235 ,87 mensili lorde
    Un rapido conto molto approssimativo: se si applicasse a questi personaggi il divieto di cumulo in quanto percettori di altri ben sostanziosi redditi, si otterrebbe un risparmio di circa 193.000 Euro mensili.
    Recenti pubblicazioni ed indagini sulle “caste” in Italia stimano il numero di persone che appartengono a queste categorie di ex (magistrati, parlamentari, ministri ecc.) che però continuano ad esercitare professioni e consulenze, a partecipare a convegni e pubblicazioni ecc. ecc. in circa 25.000.
    Calcolando la media del risparmio ottenuto sulla ventina di personalità sopra riportate, all’anno avremmo un importo “recuperato” a favore della collettività di circa 3 miliardi (255 milioni al mese).
    Quante “manovre” ci saremmo risparmiati, quante risorse in più avremmo a disposizione per la spesa sociale, per la tutela del lavoro, per l’assistenza, per la salute, per l’istruzione ecc. ?
    Una recente sentenza della Cassazione, a proposito di pensioni di reversibilità, ha dichiarato illegittime le modalità finora applicate per la riduzione dell’importo della pensione nel caso in cui si percepiscano altri redditi: infatti la riduzione viene applicata calcolandola sull’intero importo di pensione, mentre secondo la corte di Cassazione, essa deve computare solo gli importi base della pensione, non anche quello dell’ Indennità Integrativa Speciale.
    Basta riferirsi agli importi medi delle pensioni di reversibilità che vengono pagate da INPS e INPDAP e dell’incidenza, su di esse, della IIS, per rendersi conto di quanto potrebbe essere l’ammontare delle somme indebitamente tagliate da questi trattamenti
    Su questa scorta, si può far partire una campagna diretta ai titolari di pensione di reversibilità affinché richiedano il ricalcolo con le giuste modalità della pensione indiretta ed il rimborso delle somme che non dovevano essere trattenute.
    Dato che, comunque, le norme che pongono i tetti in caso di altri redditi, o che addirittura in certi casi, vietano completamente il cumulo sono difficilmente eliminabili, un’altra campagna da lanciare deve riguardare l’applicabilità di questo principio anche a tutti gli incarichi dirigenziali, giurisprudenziali e di consulenza di cui beneficia tutto il coacervo di manager pubblici e privati, dirigenti, alti ufficiali, ex parlamentari, politici di vario livello, sindacalisti, magistrati, consulenti che gravitano attorno a enti, ministeri, aziende e risucchiano continuamente ingenti risorse finanziarie, molto spesso con vantaggi per la collettività molto dubbi.
    Si tenga presente, per venire alla cronaca di questi giorni, a quali categorie appartengono quelli che non solo hanno ricevuto regalie favori e case da imprenditori corrotti e corruttori, ma che hanno per anni letteralmente truffato i cittadini, acquisendo, con vari ignobili trucchi, immobili lussuosi di proprietà delle casse previdenziali, acquistati con i contributi dei lavoratori, che sono stati regalati “legalmente” a questi figuri, che concepiscono la loro attività pubblica e l’esercizio del potere esclusivamente allo scopo di loro arricchimento personale (e di chi li circonda) e non come servizio da rendere alla cittadinanza.
    Abbiamo già argomentato nella pubblicazione “se 5000 vi sembrano pochi …” quale sarebbe l’ingente risparmio che si potrebbe conseguire ponendo dei limiti ben precisi alla cumulabilità di questi redditi, i cui titolari resterebbero comunque largamente garantiti perché potrebbero mantenere un livello reddituale notevolmente superiore alla media.
    Su queste proposte occorre chiamare ad una forte campagna di sensibilizzazione, sfruttando anche il crescente sentimento di rabbia popolare che aumenta di giorno in giorno di fronte alle continue rivelazioni sulla invasività della corruzione e della criminalità nel mondo politico e nella nostra “classe dirigente”.

    ettore davoli

    • franco iachini scrive:

      quello che dice Ettore è sacrosanto; penso che potrebbe essere uno dei punti di programma su cui possano convergere le forze a sinistra del Pd e, credo, anche in parte interne al PD.
      Un altro punto su cui c’è sensibilità tra i loavoratori è la questione della sicurezza sui posti di lavoro e di studio. E’ facile per la gente capire che laddove i padroni risparmiano sulla prevenzione, è poi la collettività ad accollarsi i costi degli infortuni e delle invalidità.
      Un programma di sinistra si costruisce anche tenendo conto della sensibilità dei ceti sociali di riferimento.
      Ciao
      Franco Iachini

    • fillippo giunta scrive:

      caro ettore
      in ogni caso non mi pare molto 4000 euro lordi al mese per veronesi, che tra l’altro ha versato tutti (non figurativi) in quanto ha iniziato a “far politica” quando era già pensionato…non sono questi gli scandali, come non è uno scandalo la pensione di di pietro, uno scandalo è perché un generale in pensione deve prendere 27000 euro lordi di pensione al mese? uno che non ha fatto un c***o

    • pasquale scrive:

      beh se si e scelto il sistema capitalistico, caro Ettore, la differenziazione dei redditi per meriti o per altro fa parte delle regole di avidità che tiene insieme da sempre ricchi e servi dove i sevi cercano di diventare ricci e i ricchi di fa diventare sempre più poveri i servi…..
      pero da comunista ordodosso posso porre l’attenzione su un altro sistema economico e sociale dove queste differenze non ci dovrebbero essere piu
      sai esistono dei testi scritti dai padri del comunismi, che palle doverli leggere, che danno gli indirizzi da seguire….
      volessimo smettere di lamentarci del capitalismo e delle sue ingiustizie e iniziare a parlarne……
      io ho iniziato a farlo da tempo e ho iniziato a parlare di comunismo.. pero mi accorgo che tra quelli che conosco e di cui mi fido ci sono troppi sostenitori di questo sistema

      allora che ci lamentiamo a fare?


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