Dopo esserci occupati a lungo di elezioni regionali, in particolare di quale collocazione Rifondazione e la Federazione avrebbero dovuto avere, è il caso di volgere lo sguardo a quanto sta accadendo intorno a noi.
I fatti sono di una gravità inaudita. Se ne potrebbe fare un lungo elenco, ma mi limito ai due più importanti e, a mio parere, più gravi.
Il primo riguarda l’attacco ai diritti dei lavoratori.
Lo hanno detto ormai in tanti, ma va sottolineato con forza. Con il recente decreto, pur senza abolirlo formalmente, si abolisce sostanzialmente l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non è vero che il lavoratore o la lavoratrice possono scegliere. Quando si deve firmare un contratto di lavoro, quando si ha bisogno di lavorare e quando si sa che se si perde una occasione non è facile trovarne un’altra, non si è liberi di scegliere. Quindi si accetterà la condizione peggiore, pur di avere un lavoro. Si “sceglierà” la soluzione arbitrale proposta dal datore di lavoro, rispetto alla possibilità di rivolgersi al giudice, come prevede l’articolo 18, con tutto quello che ne conseguirà di vantaggio per il più forte (l’azienda) e di svantaggio per il più debole (il lavoratore).
Questo provvedimento è passato in Parlamento senza una significativa opposizione. Basta guardare gli atti parlamentari per rendersene conto. Sulla materia né Pd né Idv hanno contrastato effettivamente il provvedimento. Se si fosse voluto, con il numero di parlamentari di cui dispongono il Pd e l’Idv, si sarebbe tenuto inchiodato per parecchio tempo il Governo e, nel frattempo, si sarebbe fatta crescere crescere nel Paese una mobilitazione sociale rilevante. Ciò non è stato fatto poiché un lotta intransigente per la difesa dei diritti dei lavoratori, evidentemente, non è nelle “corde” del Pd – e questo lo sappiamo da tempo -, ma nemmeno dell’Idv – e questo sarà il caso di cominciare a dirlo!
Comunque siamo di fronte ad un attacco al lavoro gravissimo avallato, di fatto, da Cisl, Uil e Ugl.
La Cgil ha confermato la sua posizione diversa. Pur non avendo fatto abbastanza per informare i lavoratori, ha espresso un parere contrario e ciò è positivo. Occorre premere su di essa affinché la contrarietà si trasformi in lotta.
La Federazione della Sinistra ha denunciato fin dall’inizio della discussione parlamentare la gravità di questo provvedimento e sta lavorando per realizzare al più presto un referendum che lo abolisca. Sulla stessa posizione si è attestata anche Sinistra Ecologia e Libertà. Dobbiamo impegnarci molto in questa lotta sia approntando tempestivamente i quesiti referendari, sia partecipando in modo massiccio allo sciopero e alle manifestazioni promosse dalla Cgil per il 12 marzo. Il lavoro deve diventare sempre di più il cuore della politica di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra. Da questi ultimi 30 anni, infatti, dalla lotta dei 35 giorni del 1980 alla Fiat in poi, dovremmo aver imparato che la sconfitta del movimento dei lavoratori e la riduzione dei loro diritti produce un arretramento generale della società. Non c’è possibilità di ricostruire una forza comunista e di sinistra e avviare un processo di trasformazione della società in senso socialista senza un ritrovato protagonismo dei lavoratori, senza una ripresa del conflitto di classe.
Il secondo fatto grave riguarda il decreto “salva liste”. Anche su questo è già stato scritto tanto, ma ciò che mi preme sottolineare è che siamo di fronte ad un salto di qualità, ad una vera e propria rottura. Gli argomenti usati da chi sostiene la legittimità del decreto non stanno in piedi. Se si arriva al punto di dire che è consentito violare la legge perché, altrimenti, verrebbe penalizzato il più forte, lasciando intendere che se si fosse trattato di altri soggetti più deboli le si sarebbero fatte rigorosamente rispettare, significa dire che siamo all’arbitrio, alla dittatura della maggioranza.
Ricordo che nel 1994 Rifondazione Comunista per errori procedurali non presentò la lista in una delle due circoscrizioni della Sicilia: ovviamente nessuno pensò di fare un decreto interpretativo, anzi nessuno lo chiese, Rifondazione per prima che, giustamente, ragionò autocriticamente sul proprio errore. E così è avvenuto per molti altri in quasi tutte le competizioni elettorali. Travaglio nei giorni scorsi sul Fatto si è preso la briga di trascrivere tutte le dichiarazioni dei massimi esponenti del Pdl che, in occasione delle lezioni del 2005, invocavano il “rispetto assoluto e inderogabile delle leggi e delle procedure” rispetto alle irregolarità della Lista Mussolini.
La situazione è grave. Il ministro della Difesa ha dichiarato testualmente: “non rispondiamo delle nostre azioni” e Napolitano, dopo l’incontro con Berlusconi, ha parlato di grave tensione tra le massime istituzioni dello Stato. Sta di fatto che il Presidente della Repubblica, con la sua firma, ha dato la copertura ad un decreto che cambia le regole in corso d’opera e che è palesemente anticostituzionale. Ma l’operato di Napolitano è grave anche per altri due motivi. Egli aveva sempre detto che non avrebbe mai sottoscritto un decreto senza “un ampio consenso tra le forze politiche”. Ciò è stato clamorosamente disatteso tenendo conto del fatto che Udc, Pd, Idv, Radicali, Sel e Federazione della Sinistra hanno espresso contrarietà al decreto. Inoltre il decreto è stato firmato nottetempo e cioè in tempo utile affinché fosse pronto prima della riunione del Tar della Lombardia, che infatti ha riammesso il listino di Formigoni.
In questo contesto è molto importante che Rifondazione e la Federazione contribuiscano alla riuscita delle mobilitazioni che si sta sviluppando in tutta Italia. La manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, promossa unitariamente da tutte le forze di opposizione, diventa un appuntamento importantissimo al quale dedicare tutte le nostre energie. Ma non si tratta solo di questo. In questo Paese vi è un “questione democratica” grande come una casa. E noi dobbiamo assumerla con grande forza. Sarebbe un errore madornale lasciarla nelle mani di Di Pietro, che non ha titoli per intestarsela. Ecco allora l’importanza della nostra proposta politica, che dobbiamo maggiormente mettere in evidenza e far diventare patrimonio anche di altre forze politiche, sociali e di movimento. Bisogna insistere con la richiesta di elezioni anticipate e, contemporaneamente, rilanciare la proposta di un Fronte molto ampio che abbia come minimo comune denominatore l’obiettivo di ripristinare le regole democratiche: sistema elettorale proporzionale, conflitto di interessi e difesa della Costituzione.

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Caro Carlo, lo schema che tu proponi nel finale non fa una piega qualora si potesse fermare l’orologio del giorno dopo giorno. Tu dici ma non solo tu facciamo un governo che ristabilisce le regole e poi di nuovo tutti a votare. Nello stesso periodo però quel governo dovrà pur governare la crisi e allora quale iniziative di governo immediate? Credo che qui cascherebbe lo stesso asino che è caduto con il governo Prodi.
Chi fa la proposta del nuovo CNL e la proposta di un nuovo compromesso all’altezza di quello che si fece nel dopoguerra dimentica quale era allora il peso e il protagonismo delle masse comuniste e socialiste e soprattutto dimentica che allora le formazioni partigiane mantenevano ancora al caldo quelle armi che avevano sconfitto in nazifascismo. A me non sembra che oggi possiamo ritenere di essere in quelle condizioni. Oggi non è il caso di illuderci con ipotesi di facili scorciatoie.
PER BACCIARDI.
Si anchio ho le tue stesse perplessità, e ho bene in mente i rapporti di forza tra i due periodi da te giustamnete messi a confronto, però qualcosa bisogna fare, non possiamo fare come Lotta Comunista che da quando è nata aspetta messianicamente la “fase” la fine dei giorni, prima del giuduzio universale, noi se vogliamo fare politica, la dobbiamo fare con le forze che attualmente abbiamo, anche se i rapporti ci penalizzano, io credo che più deboli siamo più la nostra intelligenza e chiarezza dovrà essere grande.
la disponibilità che io proponevo(sempre che gli altri ci vogliono)consisteva proprio per vincere la guerra cultarale del voto utili, perchè come i fatti hanno dimostrato, anche se il PD ed il PDL non sono sovrapponibili, sono tuttavia moto simili, rispetto a tanti problemi, e sia il PD sia il PDL hanno interesse a fare terra bruciata intorno a loro, noi abbiamo l’interesse di tagliare le unghie al PD che utilizza lu spauracchio del voto utile, e del senzo di colpa, lasciando le cose come stanno, ci obbliga, ad allearsi con loro , perchè se no vince luomo nero, per colpa nostra.
quindi il lavoro che dobbiamo fare non è isolarci ed spettare tempi migliori, ma dire con chiarezza, che cosa siamo disponibili a fare per cambiare le regole, questo dibbattito dovrà essere pubblico,il più possobile , perchè si capisca bene di chi è la colpa se vince Berlusconi,non puoi vincere le elezioni, e non fare la legge sul conflitto d’interesse come ha fatto prodi mi pare nel 98 e poi dire che se Berlusconi vince è colpa di rifondazione, che ha fatto cadere Prodi dopo che questo(PRODI) si è impegnato pubblicamente a fare(se lo faceva JOSPIN )la legge sulle 35 ore promesse in cambio del pacchetto TREU, perchè per questo siamo stati percepiti inutili, nei governi Prodi ed in tutte le alleanze anche locali, perchè davamo tanto e non avevamo niente in cambio.
credo che un dibattito aperto, per combattere anche la tendenza dentro il nostro pertito, di allearsi a prescindere, faccia bene, serve anche per battere il partito degli assessori. CIAO
non è epoca di cln comunque una scelta lungimirante di Togliatti e del gruppo dirigente del PCI dell’ Epoca.
il problema è oggi il ripristino delle regole, ridare dignità alla politica e alle istituzioni democratiche.
sconfiggere i vari presidenzialismi, rafforzare le assemblee elettive, ridare forza ai partiti, sconfiggere le pulsazioni populistiche dei Berlsconi e (seppur ovviamente con le dovute differenze) dei Di Pietro, Vendola etc.
un governo largo che si impegni a valorizzare la centralità del parlamento, una sola camera, riduzione del numero dei parlamentari, un senato delle regioni, una riforma elettorale sul modello tedesco ( caro all’ UDC e a noi), legge sul conflitto di interesse e poi al voto…
a te sembra poco???
Non so a chi fai riferimento quando dici “a te sembra poco? Se non è riferito a me scusa della replica.
A me interessa sapere per esempio cosa quel governo dovrebbe fare nei confronti della carneficina sul lavoro e della carneficina in Afganistan.
Mentre si farebbero tutte le cose che dici te che facciamo se blocca il tempo? Non ti viene il dubbio che tale proposta sia fuori da ogni condizione di fase e perciò un pò fantasiosa? Come si dice da noi tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e cioè le condizioni politiche nelle quali siamo chiamati ad operare.
Ultimi sondaggi vi danno come federazione della sinistra tra il 1,5 e 2% su scala nazionale. Se conformati, potete chiudere tranquillamente bottega. Sareste a livello dei risultati di Dp che però se la vedeva con il PCI mentre oggi come competitors con falce e martello non c’è neppure il modesto pcl di Ferrando.
Che noia …..ma perchè non chiudi tu?
I sondaggi davano la Sinistra Arcobaleno al 10%. Poi sappiamo come è andata. Io spero che anche questa volta i sondaggi facciano flop.
In ogni caso stare dietro ad un detto popolare che dice “nantri scarsi nni jttamu pi li rami caricati”( noi deboli ci aggrappiamo ai rami carichi- cioè ai forti) non è segno di lungimiranza, anche politica, ma semplice acquiescenza opportunistica. Per quanto mi riguarda questa filosofia meschina non esercita alcun appeal su di me. Godi, se ti accontenti.
Evviva, che goduria! La federazione della sinistra all’1,5%!
Il Pcl che non riesce a presentare liste da nessuna parte, come sinistra critica. Dai, ci siamo quasi, ancora un pò ed i comunisti saranno scomparsi!!! Sarà un gran bel giorno per quelli come Ricky, Berlusconi e Montezemolo. Tutta la P2 esploderà in un boato gioioso.
Ma Ricky, che scrive su un blog comunista, da che parte sta?
Caro Claudio non si può che essere d’accordo con il tuo articolo.
C’è un punto che sarebbe bene chiarire. La richiesta di elezioni anticipate e la proposta del fronte ampio.
Immagino fronte ampio che miri avincere le elezioni. Numericamente possibile con uno schieramento che va da noi all’UDC. Quale governo (perchè comunque un governo dovrà pur governare). Un governo senza il nostro appoggio? Senza i numeri cadrebbe immediatamente.
Con noi al governo o in maggioranza? Non ti sembra un replay di Governi Prodi in peggio data la presenza dell’UDC. I risultati non sarebbero ancor più drammatici di quelli che abbiamo avuto con le esperienze dei governi Prodi?
Per Bacciardi.
caro Bacciardi scusa l’intromissione,ma il tipo di intervento che volevo fare solleva gli stessi tuoi interrogativi, ed allora provo, a dare delle risposte non e te ma a me stesso, partendo però dai tuoi interrogativi, nella speranza che siano ovvie , e condivisibili dal partito.
Tu giustamente sollevi un questito sul tipo di governo,che si può realizzare, una volta vinte le elezioni da una composita maggioranza, che potrebbe andare dal’ UDC a noi, e giustamente temi di vedere un film gia visto, anche io ho lo stesso timore,tuttavia il ragionamente che io faccio e che vorrei che il mio partito facesse , è il seguente; è innegabile che in italia c’è una anomalia chiamata Berlusconi, questo signore in altri paesi civili non sarebbe elegibile,da noi, per una serie di circostanze ed errori(anche nostri) è stato possibile, quindi si impone che il nostro partito riconosca questa anomalia e dica che è disponibile a dare il proprio contributo per ristabilire, le regole.
questo non viene da solo, perchè io penso che il reciproco spauracchio è comodo a tutte due i schieramenti, ed allora , il pericolo è che non si faccia, una santa alleanza, per ristabilire le regole e poi tutti a casa.
ma una volta vinte le elezioni, magari pressato dai poteri forti dalla chiesa e dalla confindustria il nuovo governo vorrebbe incaricarsi di fare(il lavoro sporco) certe riforme che un normale governo non potrebbe fare, o farebbe fatica a fare, perchè come sostiene, Grassi nel post, rispetto all’agiramento del articolo 18, il Pd ed l’IDV in parlamento afrebbero avuto i numeri per mettersi di traverso , ma non lo hanno fatto, perchè questi partiti, sono attraversati da pruriti e tensioni,liberiste e credono che il mercato si autoregola,noi in un governo così, non potremmo stare,senza perire, perchè di nuovo come con il governo Prodi metteremmo in vetrina la nostra inutilità,ed allora come se ne esce? se ne esce solo se culturlmente e chiaramente riusciamo a sfidare il PD e l’IDV sul loro territorio, dire chiaramante e pubblicamente, credete che in italia c’è in signore che crede di essere sopra la legge? credete che si debba fare una spece di nuova CLN per ristabilire le regole? credete che bisogna cancellare il sistema elettorale porcata? se volete questo noi ci stiamo, ma definiamo prima un programma limitato e ben definito, diciamo prima di andare alle urne, che andiamo a votare per un governo costituente, che faccia in modo che l’Italia abbia regole come gli altri paesi europee,conflitto di interesse una legge sulle televisioni tanto da creare un pluralismo per le informazione, la legge elettorale. fatto questo torniamo a votare. la sinistra, faccia la sinistra le destra faccia la destra.
Condivido Bacciardi oggi Ferrero dal palco di Roma ha lanciato questo messaggio” tutti assieme alle prossime elezioni per battere Berlusconi” ma come e Chianciano , i rapporti di forza? tutto dimenticato? già il voto utile, la nostra debolezza. Non mi convince siamo di nuovo al 2006, cambiano i suonatori : Bertinotti e Vendola e ora ricadiamo negli stessi errori. Indovinello: chi scriveva “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”
PER UN COMUNISTA
Sono anche io d’accordo con Bacciardi, ho tutte le sue perplessità, ma mi pare che lui non ha espresso una ricetta, come tu fai intendere, e neanche tu mi pare (otre ad essere d’accordo con le perplessità di Bacciardi,)hai ricette, quindi cosa proponi? “UN COMUNISTA” non si limita solo a criticare quello che gli altri fanno , ma fa proproste, quali sono le tue?
sarebbe meglio quando si scrive sui Blog di un partito farlo con la propria faccia nascondersi dietro l’anonimato denuncia una FRAGILITà ed una insicurezza, non è corretto pertecipare ad una discussione con il cappuccio in testa come fanno i boia,
TU FAI COME VUOI IO TI SALUTO LO STESSO.
Parlo da Ex rifondino e come è ovvio da Ex CGIL, caro compagno in tre milioni siamo andati a Roma, e poi ci avete lasciati soli. La CGIL non sa ancora decidere da che parte stare nella nuova forma di stato che si sta delinendo dalla caduta del muro di Berlino vedere oggi una sinistra PD inesistente solo capace di parlare di Berlusconi, così facendo va ad ingrassare le fila dello stesso per non parlare dei partiti di estrema sinistra come rifondazione più intenti a leccarsi le ferite piuttosto di andare a raccogliere la parte sana dei giovani di sx e non solo, pronti a scendere in piazza per una causa seria e per un nuovo mondo più giusto dove la sanità, la scuola, l’acqua e l’igiene ambientale siano ancora una cosa pubblica e non un’affare per il privato.
Scriviamo a Napolitano Le firme collettive, importantissime, finiscono inevitabilmente per assumere una ineluttabile anonimia. Scriviamo anche e soprattutto di persona, con nome cognome indirizzo per dimostrare tutta la nostra responsabilità anche individuale. Inondiamo il sito del Presidente della Repubblica
Questa la mia lettera:
ILLUSTRE PRESIDENTE, QUESTI ANNI LEI LI RICORDA BENE, È INEVITABILE IL RITORNO AL R.D. 30.1.41 n. 12?
[...] durante gli anni bui del fascismo molti magistrati si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo, furono incriminati, condannati e costretti all’esilio mentre le loro famiglie venivano perseguitate : furono rimossi dal loro lavoro e dovettero attendere la fine del fascismo per essere riabilitati..
[...] parole e teorizzazioni del Ministro Grandi : nella relazione illustrativa al R.D. 30.1.41 n. 12 (che disciplinava l’ordinamento giudiziario secondo secondo finalità di fascistizzazione della magistratura), egli affermava : “nel regolare lo stato giuridico dei magistrati, ho naturalmente respinto il principio del così detto autogoverno della magistratura, incompatibile con il concetto di Stato Fascista.”. Egli riteneva infatti “inammissibile che nello Stato esistano organi indipendenti dallo Stato medesimo, o autarchie, o caste sottratte al potere sovrano unitario, supremo regolatore di ogni pubblica funzione”. Né la tutela della indipendenza dei giudici richiedeva, secondo Grandi, che “la Giurisdizione costituisca un potere autonomo nello Stato, dovendo anch’essa informare la sua attività alle direttive generali segnate dal Governo per l’esercizio di ogni altra pubblica funzione” [...] Sotto il fascismo la nuova legge sui sindacati obbligò le associazioni professionali a trasformarsi in “sindacati fascisti”: orbene, l’Assemblea generale dell’Associazione Magistrati, il 21.12.1925, piuttosto che chiamarsi sindacato fascista ed accettare la sottoposizione al regime, deliberò l’autoscioglimento.
LA STORIA NON SI RIPETE O, INVECE, MUTATI I CONTESTI, RITORNA PER L’IGNAVIA DI CHI NON SI OPPONE?
Non lo permetta, nei limiti delle sue potestà impedisca il ritorno dei podestà
Un’altra manifestazione per il risveglio culturale del nostro martoriato paese, che parte dal basso, dalla rete Internet, per questo i canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa.
Sabato 13 Marzo a Reggio Calabria ci sarà una grande manifestazione contro la mafia, il No Mafia Day.
Chiedo a tutti di farsi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.
Grazie al Blog http://www.claudiograssi.org per l’ospitalità e la collaborazione.
Ciao.
Caro claudio, condivido molto il tuo intervento che mi rincuora molto dopo che sento e leggo posizioni di compagni e compagne spesso assai poco ragionevoli e pericolose.
Considero utile la discussione che si è avuta sulle liste regionali e come sia stata affrontata dalla federazione, liste presentate correttamente ovunque, la lista della federazione in tutte le regioni, buoni programmi, buoni candidati anche se .. con qualche deroga di troppo. Unica perplessità la candidatura del Segretario in Campania.
Dico questo perché sono ovviamente convinto dell’utilità delle lotte e delle mobilitazioni ma ritengo vitale avere rappresentanti della federazione nei prossimi consigli regionali, quel che sta avvenendo in parlamento è oggi possibile anche per la nostra assenza. Pensate che un disastro come l’abolizione di fatto del contratto nazionale di lavoro fosse stato possibile con nostri deputati in parlamento?? Sono due anni che si discute di questo con un assenza totale di PD e IDV e di fatto con un silenzio assordante da parte della CGIL! Possibile che questa tematica cosi grave non abbia neanche sfiorato il Congresso della CGIL?? Possibile che solo a “babbo morto” questa vicenda diventa centrale nello sciopero del 12?
Sicuro che con la presenza di deputati comunisti il provvedimento sarebbe stato al centro del dibattito politico e la CGIL avrebbe avuto di fatto un altro atteggiamento e cosi il PD e L’IDV.
Sulla vicenda del decreto sulle liste e sulle continue leggi a personam c’è da essere molto preoccupati e in atto un vero e proprio sovversivismo dall’alto delle classi dirigenti. Salta il compromesso sociale del secondo dopoguerra, il capitalismo del nostro tempo non è più conciliabile con la democrazia: i cittadini non sono più uguali dinanzi la legge, i soprusi sono all’ordine del giorno, i lavoratori sempre più indifesi, la scuola pubblica martoriata, i migranti deportati, Principi che vincono a Sanremo, assemblee elettive sempre più svuotate con un accentramento di poteri sempre più legati al singolo.
Urge una vera e propria alleanza democratica per ripristinare regole, in questo concordo con il tuo l’ultimo capoverso e con la proposta oramai datata di Ferrero di alleanze pure con il Diavolo pur di rovesciare Berlusconi.
Sono dispiaciuto caro Claudio invece perche questa proposta era possibile dopo la caduta del Governo Prodi, era possibile spingere per un Governo Marini o chi per esso con l’appoggio dell’ UDC, un Governo che poteva favorire una riforma elettorale sul modello tedesco , fare una legge sul conflitto di interesse, sbollentare gli ardori di Berlsuconi e riandare poi al voto.
Invece nel dibattito interno al PRC proprio la tua componente non volle sentir parlare di governi altri con l’udc etc etc. penso che all’epoca perdemmo una grande occasione, potevamo ripristinare un minimo di regole democratiche, depotenziare berlusconi e rivotare alla scadenza naturale del 2011 con un quadro politico sicuramente più favorevole di quello del 2008.
buon lavoro
Claudio Grassi scrive;
“Se si fosse voluto, con il numero di parlamentari di cui dispongono il Pd e l’Idv, si sarebbe tenuto inchiodato per parecchio tempo il Governo e, nel frattempo, si sarebbe fatta crescere crescere nel Paese una mobilitazione sociale rilevante. Ciò non è stato fatto poiché un lotta intransigente per la difesa dei diritti dei lavoratori, evidentemente, non è nelle “corde” del Pd – e questo lo sappiamo da tempo -, ma nemmeno dell’Idv – e questo sarà il caso di cominciare a dirlo!”
Parole! Parole!!
Lo diciamo, si diciamolo, ma poi che si fà? Si continua a fare alleanze con questi stessi soggetti? Mah!
E allo stesso tempo si vuol far credere di lottare per difendere i diritti dei lavoratori.
Lo stesso discorso vale per la Bonino.
Ma vi sembra normale?
Per me, avreste dovuto fare dappertutto come in Campania, correre da soli, oltretutto, ( mi dispiace sono pessimista), temo che nei prossimi mesi, se non si ha la forza di cambiare drasticamente e realmente la politica economica, se non si ha la forza necessaria per togliere ai ricchi e distribuire ai poveri, ( e non si ha), le cose peggioreranno, e di molto, e si rischia di venire colpevolizzati per qualcosa che altri hanno causato.
Forse non ci si rende conto, ma qua la situazione si stà facendo tragica!
Saluti
Nunzio
temo che nei prossimi mesi la situazione economica peggiorerà e di molto, chiunque vincerà,
Ciao Nunzio,
se il Prc avesse fatto dappertutto come in Campania Berlusconi avrebbe vinto in molte altre regioni, non solo in Campania. Va bene che il Pd non ci piace e presenta molti limiti, ma di certo non è una forza eversiva come l’attuale centro destra.
Dunque, per favore, lo sanno anche i sassi che Rifondazione ha una proposta politica differente dal Pd. Se nel Lazio o altrove la federazione della sinistra raggiunge intese con il Pd è perchè pensa che in tal modo rafforza se stessa (i lavoratori ed i ceti deboli della società), non il Pd. Che poi contribuisca a far vincere candidati del Pd, a mio parere, è sempre meglio che lasciar governare esponenti del Pdl.
Perchè meravigliarsi,dolersi più di tanto;le reazioni alle restrinzioni dei diritti dei lavoratori,si accompagnano sempre alle restrinzioni dei diritti costituzionali fino all’istaurazione di un vero e proprio regime.In particolare nella storia del nostro paese ciò non dovrebbe meravigliare,conoscendo anche le caratteristiche di un capitalismo(straccione)costruitosi sulla rapina della finanza statale. Inoltre ad un comunista non dovrebbe mai sfuggire che nella lotta di classe l’avversario è sempre in agguato per recuperare le posizioni perdute. Dunque il punto è partire dalle responsabilità dei comunisti,o meglio di quelli che all’indomani della Bolognina erano intenzionati a continuare ad esserlo,ed hanno sostanzialmente abdicato al proprio ruolo facendo le mosche cocchiere ad una socialdemocrazia ormai senza freni,doppo la caduta del muro,succube dell’orgia neoliberista qui com’e in tutta Europa.
Se non si parte da un’analisi di ciò ch’è stata rifondazione dalla fondazione ad oggi,com’è essa ha abdicato al possibile ruolo di avanguardia dei lavoratori,consegnandoli nelle mani dei sindacati collaborazionisti del padronato(un classico quando non esiste un partito comunista organizzato)
Continueremo a non andare da nessuna parte,non potremo mai dare risposte al che fare se si continua a giocare sulle alleanze senza contenuti,se si continua con questa schizzofrenia impotente quanto suicida.Si consuma in occidente,sotto i nostri occhi una crisi senza precedenti,noi dovremmo sapere che l’unica risposta da metterre in campo,meglio di prima è più di prima si chiama ancora una volta Socialismo, sia pèure nella nuova dimensione millenaria.
Da cio si parte,dal rilancio dell’idea Forza,ponendosi alla testa dei lavoratori,dei precari,degli immigrati e non a rimorchio come abbiamo fatto in tutti questi anni,per condurre una netta opposizione al capitalismo ed a tutti i processi degenerativi che esso comporta.Nella chiarezza di una linea politica da perseguire si costruiscono le alleanze possibili,a partire dai tanti comunisti scettici e divisi.Almeno potremmo contribuire a far sognare le nuove generazioni, sapendo che il mondo non è solo costituito dall’occidente e noi siamo cittadini del mondo. Saluti comunisti Renato Sellitto
Con gli ex comunisti non anderemo da nessuna parte, caro Claudio, con la federazione mi ricordo l’Arcobaleno,parlerò doppo la prossima battosta del prc, ancora i residui di Bertinotti comandano, saluti comunisti ai compagni, e gli insulti agli ex.
Amir Gorguinpour
La CGIL tradisce se stessa
Una delegazione della federazione della Sinistra capeggiata da Paolo Ferrero si è recata dal Capo dello Stato per chiedere di non firmare la legge 1167 approvata la sera del 3 marzo scorso dal Senato in via definitiva. Una legge che fa scempio dell’art.18 e riduce i diritti di cittadinanza dei lavoratori che non potranno più invocare l’intervento di un giudice come il famoso mugnaio di Dresda. La legge conta più del Re da quando il diritto moderno si è sostituito all’arbitrio del potere. Ma non in Italia. In Italia la volontà del datore di lavoro prevaricherà la Costituzione fondata sul lavoro ed il giudice non potrà intervenire né su richiesta del lavoratore licenziato ingiustamente né di propria iniziativa.
La legge approvata dal Senato, nel silenzio, con il tacito consenso di una opposizione che ha votato contro ma strizzando l’occhio alla maggioranza, lasciando fare, è frutto di almeno due anni di lavoro
di squadre di avvocati delle aziende espertissime di esperienza di tribunali e di carte bollate che hanno costruito vere e proprie trappole attorno all’art.18 per “aggirarlo”. Verbo usato da giornali certamente non barricadieri ed estremisti come Repubblica ed il Corriere della Sera e che esprime bene l’imboscata ai diritti dei lavoratori oramai inermi di fronte ad un apparato legislativo che si erge minaccioso e li sovrasta.
Questo lavorio di bulino dei legulei e dei topi di Tribunale ha partorito una legge che rompe con la tradizione giuslavoristica ispirata dalla Costituzione e della sua fondamentale funzione di custode della parte debole dei minus habent che, a differenza di quanto asserito da Sacconi, non è alla pari con il datore di lavoro. Non potrà mai esserci parità tra chi dà il lavoro e chi lo chiede assillato dal bisogno impellente di vendere la propria forza lavoro per dare da mangiare alla sua famiglia.
Il lavoro dei topi di Tribunale è stato tale per cui sarà difficilissimo al lavoratore potersi difendere dagli attacchi e dalle insidie senza l’ausilio di avvocati esperti. Avvocati che non potrà permettersi e che comunque potrebbero fare ben poco.
Scopo strategico di questa legge è la realizzazione del più straordinario turnoover della storia del lavoro italiano. Espellere dalle aziende tutti i lavoratori giudicati “pesanti” per i diritti accumulati in dieci o venti anni di anzianità e sostituirli con giovani magari precari ed interinali, invisibili, o addirittura con staff leasing. Si realizzerà la più grande precarizzazione del lavoro italiano dopo la legge Biagi e questa volta le vittime che verranno stritolate saranno quanti sono stati indicati dall’infame pubblicistica di liberisti a cominciare da Monti come “privilegiati”. I diritti sono finalmente diventati privilegi e come tali saranno annullati. IL tutto per realizzare anche un altro abbassamento consistente dei salari. Finalmente la differenza tra lavoratori a tempo indeterminato e precari sarà annullata. Tutti precari!
Il passo importante e significativo della Federazione della Sinistra è convalidato dalle preoccupazioni e dalle denunzie della cultura giuslavoristica italiana e dalla protesta dell’ANM che denunzia il vulnus recato alla Giustizia da una legge che, sostituendo ai Diritti i Divieti e gli Obblighi, avvia un processo di radicale svuotamento della Costituzione.
E’ allarmante che ad una settimana dal misfatto, mentre Cisl ed UIL confermano la loro adesione alla legge 1167, non si registri una presa di posizione adeguata della CGIL. Osservatori qualificati come Mario Tronti, Gallino, Cofferati giudicano o debole o scarsamente reattiva la posizione della CGIL che si è fin qui manifestata con una notarile dichiarazione di Epifani che rinvia al ricorso alla Corte Costituzionale tutta l’iniziativa della Confederazione ed ad una stranissima uscita della Segretaria Camusso che esclude la questione dell’art.18 tra quelle che saranno indicate come obiettivi dello sciopero generale di venerdi prossimo, uno sciopero per mendicare una “una tantum” di sgravio fiscale di 500 euro.
Ci sono tanti modi per tradire i propri rappresentati, per abbandonare i lavoratori alle ingiurie ed alle soverchierie del padronato. Modi attivi come quelli della Cisl e dell’Uil che firmano una riforma del contratto di lavoro che indebolisce di molto la certezza del diritto e modi passivi come quelli che hanno caratterizzato la CGIL che si è rifiutata di firmare quegli accordi ma ha preteso di essere presente come il convitato di pietra di Mozart e poi si è incaricata di lasciarli filtrare in tutti i contratti di categoria. Questo modo passivo di interagire produce danni incalcolabili. Se la CGIL che è la più grande organizzazione dei lavoratori italiani tuttora circondata dal mito della sua bellissima storia sta zitta e si limita a stigmatizzare senza tradurre la sua indignazione in azioni concrete consuma un tradimento. Ora la bastonata inferta dalla legge 1167 é tale non solo da tramortire ma anche da uccidere e non può essere affrontata con il ricorso futuro alle vie legali. Ora e qui è necessario organizzare la resistenza e la lotta.
Ieri al Quirinale doveva salire Epifani che magari, come ha già fatto in passato, si lamenterà di una invasione di campo della politica sul sindacato.
La CGIL deve sciogliersi dalla paralisi in cui la costringono il PD ed i suoi sempre più sconcertanti rapporti con Cisl UIL ed anche con l’UGL. Deve subito appellarsi ai lavoratori ed organizzare scioperi fino a quando l’art.18 sarà in pericolo.
Intanto deve subito includere, con un atto solenne del suo Direttivo Confederale, la questione della legge 1167 nel proclama dello sciopero del 12 e chiedere a Napolitano di non firmare.
Si tratta di salvare la Costituzione dai numerosi attacchi di questo Governo e della sua irresponsabile maggioranza che riguardano i diritti civili dei cittadini ed i diritti sociali della gente che lavora.
Pietro Ancona
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sono 30 anni che il sindacato, tutto nessuno escluso, lavora per togliere i diritti ai lavoratori (contratti a perdere,scala mobile revocata, inciuci, carriere politiche di sindacalisti, legge treu, ec…)e quando alla fine calandosi sempre le mutande davanti ai governi che si sono succeduti si arriva a sancire il non poter tornare indietro qualcuno strilla, beh e chi se ne frega verrebbe da dire triste chi capita sotto la mannaia dei nuovi provvedimenti.
Chi come me per decenni ha strillato che questa sarebbe stata la fine non venne creduto ed attaccato sia dalla sinistra che dal sindacalismo di sinistra, oggi cosa volete compagni da chi e’ stato espulso dal mondo del lavoro?
chi ha fatto il casino lo risolva magari mandando a ramengo anche la cgil e le varie componenti e ricreando, ma non credo che dentro il prc ci siano le capacita e la volonta, il sindacato di classe legato al partito.
Due considerazioni:
1)ogni giorno che passa piu’ si fa vedere che dietro alla candidata governatrice del lazio
c’è il Panella.
Il che vuol dire che se vince il csinistra il vero governatore e’ lui che si piazzera’ il giorno dopo accanto al governatore letto e non mi pare che siano cosi che le cose devono andare .
Quindi i laziali riflettano bene
2)Napolitano poteva mettersi dalla parte del cittadino che ‘ angariato da una foresta di leggi e leggine e indicazioni ogni qual volta si presenta davanti alla buorocrazia .
Bastava che lui alzasse la voce e dicesse che se gli impiegati non sanno fare il loro mestiere sia il partito che paga in tutti i sensi .
Napolitano non puo’ fare il capo dello stato perche’ difronte ai quesiti importanti non e’ capace di opporsi .
A.todesco
Napolitano ha commesso un errore clamoroso a firmare quel decreto.
Alcuni sostengono che il presidente della repubblica abbia voluto evitare un duro scontro civile. Ma cosa poteva fare l’esaltato ministro della difesa La Russa nel caso la lista Pdl fosse stata esclusa nella provincia di Roma, fare un colpo di stato e destituire il governo Berlusconi? Oppure avrebbe inviato carri armati a bombardare il Tar del Lazio?
Napolitano deve saper dire di no alle schifezze che continuamente gli propongono di firmare. E’ il garante della Costituzione? Faccia il suo lavoro per il quale è retribuito profumatamente ed eviti di firmare leggi e decreti incostituzionali. Era già avvenuto con il lodo Alfano, poi dichiarato incostituzionale. Ed era evidente a tutti che l’operazione “interpretativa” del governo era a dir poco scellerata.
bene, ora la mobilitazione deve esserci sul serio. Sabato 13, come sempre, i mezzi d’informazione tenteranno di renderci invisibili: dobbiamo impedirlo, dobbiamo riempire la piazza di rosso. Nello stesso tempo, occorre denunciare con forza non solo il golpe del centrodestra, ma anche la posizione di Napolitano: non esiste che al Quirinale si riceva nottetempo un manipolo di esagitati, non si consente loro di urlare e minacciare (basta chiamare i carabinieri), a meno che agli strilli non si mischino minacce che fanno effetto. A meno che il Presidente non abbia un atteggiamento “comprensivo” come quello che ebbe nei confronti di Craxi e di Berlusconi (quando questi finanziava il giornale dei miglioristi). Come ha scritto Travaglio, fisicamente somiglierà pure a Umberto primo, ma nei fatti fa pensare a Vittorio Emanuele III….
Premesso che il decreto interpretativo è un colpo di cannone alle regole democratiche, credo che le forze comuniste soffrano di una grave afasia. La vera questione da porre attualmente al centro dell’azione politica (nelle strade e nei luoghi di lavoro) è a mio avviso l’attacco proditorio e mortale alla contrattazione collettiva e alle tutele dei lavoratori. Si va, senza tentennamenti, verso la polverizzazione dei contratti e lo spiazzamento dell’organizzazione dei lavoratori. Questi problemi riguardano, anzi affliggono, la vita di milioni di persone, ed è su questo terreno che bisogna ricostruire la presenza comunista nel Paese. E pazienza se i sindacati confederali si fregano le mani all’idea di spartirsi una nuova fetta di potere concertativo. E amen se sulla CGIL “occorre premere”, non sarebbe la prima volta nel dopoguerra.
Non bisogna inseguire le mode legalitarie del PD e l’isterismo dei Dipietristi: è chiaro che il PDL si presenterà alle elezioni dove e come vuole ed è anche prevedibile, purtroppo, che continuerà a vincere varie elezioni fino a che non ci sarà un’alternativa.
Saluti comunisti
Sono quasi off topic, ma vorrei sottolineare una cosa riguardo al proporzionale: a parte che a livello di partiti saremmo favorevoli solo noi,l’udc e forse una piccola parte del pd, io sento intorno a me gente (di tutte le sfaccettature del centrosinistra) che è sempre più convinta dell’utilità di un bipolarismo fortemente tendente al bipartitismo, in cui l’udc decida da che parte stare e magari il pd sia un po’ più di sinistra (magari fondendosi con sel e idv).
Vedo storcere bocche quando invoco il proporzionale, perchè per la maggiorparte della gente è sinonimo di non governabilità a differenza dell’attuale sistema che va verso un presidenzialismo in cui i due blocchi si reggono a vicenda. Senza parlare del fatto che, proposto dalle forze cosiddette “minori” come ormai purtroppo la Federazione della Sinistra, sembra solo un modo per poter avere un tornaconto e una sopravvivenza messa in discussione nel sistema maggioritario…
Sono stato forse un po’ confusionario, ma spero che il senso si sia capito.
Flavio Di Schiena – GC bat