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	<title>Commenti a: Dopo le elezioni: riflessioni e proposte</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Di: pseudo-Fabrizio</title>
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		<dc:creator>pseudo-Fabrizio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 19:12:27 +0000</pubDate>
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		<description>In tema di razzismo e logorrea - per usare le parole di De Stasio - ecco dal medesimo sito, prcvomeroarenella.wordpress.com, un altro intervento.




Il razzismo e i pregiudizi che non riusciamo a sfidare sul serio

22 giugno 2009 di pgall &#124; Modifica

Se a qualcuno fosse sfuggito ricordiamo che nella percezione comune siamo diventati il partito degli extracomunitari, dei mendicanti e dei ricchioni.

Diamo voce e diritto di cittadinanza a dei gruppi sociali già organizzati – per esempio il cosiddetto movimento gblt, alle cui manifestazioni ogni tanto capita il nostro segretario – tra i quali non è chiaro come scegliamo i nostri interlocutori. Di norma dovremmo partire, per esempio in comunità come quelle dei rom, dai più poveri, dagli sfruttati, invece di considerarli tutti. E poi – per restare al caso dei rom – non dovremmo considerare solo loro, ma dovremmo considerarli insieme ai cittadini delle periferie dove vengono sbattuti: non per insegnare loro come si tollerano gli stranieri, ma per insegnare agli stranieri come si esiste decorosamente. Altrimenti è solo un dare l’elemosina, e per questo non c’è bisogno di chiamarsi comunisti. Se gli abitanti delle periferie vanno sempre di più con la destra, significa che con loro non parliamo oppure che quando parliamo non diciamo loro nulla di convincente, se non convincerli ancora di più che stiamo coi rom – o coi commercianti di colore, ecc. – e non con loro.

Bisogna anche dire un’altra cosa: una parte dei nostri dirigenti proviene dalle associazioni di solidarietà che aiutano tutte queste persone, spesso in base a forme di relativismo come quella che di recente è stata oggetto di una pronuncia della Corte di Cassazione che non condividiamo, secondo la quale l’elemosina chiesta dai rom è una manifestazione di identità culturale e non la si deve impedire.

Vengono anche qui al pettine i nodi di un dibattito che si trascina almeno da venti anni, quando il Pci cominciò a sciogliersi, sul ruolo dell’associazionismo nei partiti politici di sinistra: prima o poi saremo costretti a farci una ragione che la costruzione del consenso attorno alla nostra forza politica non passa di là, mentre ci è passata la costruzione di più di una carriera.

Tutti – specialmente i membri di associazioni diretti interessati – a parlare di associazionismo, di come i partiti ascoltino poco, e più nessuno a fare il lavoro di agitazione, di propaganda, mentre nel frattempo anche le idee sono cominciate a venire meno. Oggi scopriamo che il Partito del Popolo della Libertà ha i call center per dare istruzioni ai rappresentanti di lista.

Siamo anche il partito dei disoccupati organizzati, quelli che ogni due giorni bloccano il traffico al centro di Napoli. Loro forse ci votano? In cambio del loro voto abbiamo rinunciato al voto di quelli che per trovare un lavoro non si iscrivono alle liste di lotta. Anche per questo oggi proletari e salariati non stanno con noi e non intendono farlo.

E siamo pure il partito dei venditori abusivi di chincaglieria, generalmente extracomunitari. Chi li sfrutta, o dobbiamo credere che siano lavoratori autonomi? Dove finiscono i soldi che guadagnano? Il loro ruolo le associazioni lo svolgono quando nell’assistere gli stranieri registrano la loro  oppressione e le danno uno sbocco sul piano della denuncia e quindi del collegamento con le istituzioni. Mentre noi finora siamo il partito – orecchiante – della solidarietà caritatevole e dell’inclusione, non il partito della denuncia dello sfruttamento di questa mano d’opera clandestina.

Tra di noi sembra che nessuno abbia più l’abitudine di porsi queste domande, nessuno sembra capire che non facciamo che commettere ancora lo stesso errore di prendere un gruppo sociale in blocco, o almeno di dare questa idea.

Ma mentre alcuni di noi dicono: – aiutiamoli, includiamoli –, occupandosi solo di loro, non fanno che alimentare una parte rispetto all’altra in questa guerra fra poveri con cui chi ha il potere mantiene lo scontro sociale entro i confini delle classi subalterne.

Ecco che vuol dire essere estremisti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In tema di razzismo e logorrea &#8211; per usare le parole di De Stasio &#8211; ecco dal medesimo sito, prcvomeroarenella.wordpress.com, un altro intervento.</p>
<p>Il razzismo e i pregiudizi che non riusciamo a sfidare sul serio</p>
<p>22 giugno 2009 di pgall | Modifica</p>
<p>Se a qualcuno fosse sfuggito ricordiamo che nella percezione comune siamo diventati il partito degli extracomunitari, dei mendicanti e dei ricchioni.</p>
<p>Diamo voce e diritto di cittadinanza a dei gruppi sociali già organizzati – per esempio il cosiddetto movimento gblt, alle cui manifestazioni ogni tanto capita il nostro segretario – tra i quali non è chiaro come scegliamo i nostri interlocutori. Di norma dovremmo partire, per esempio in comunità come quelle dei rom, dai più poveri, dagli sfruttati, invece di considerarli tutti. E poi – per restare al caso dei rom – non dovremmo considerare solo loro, ma dovremmo considerarli insieme ai cittadini delle periferie dove vengono sbattuti: non per insegnare loro come si tollerano gli stranieri, ma per insegnare agli stranieri come si esiste decorosamente. Altrimenti è solo un dare l’elemosina, e per questo non c’è bisogno di chiamarsi comunisti. Se gli abitanti delle periferie vanno sempre di più con la destra, significa che con loro non parliamo oppure che quando parliamo non diciamo loro nulla di convincente, se non convincerli ancora di più che stiamo coi rom – o coi commercianti di colore, ecc. – e non con loro.</p>
<p>Bisogna anche dire un’altra cosa: una parte dei nostri dirigenti proviene dalle associazioni di solidarietà che aiutano tutte queste persone, spesso in base a forme di relativismo come quella che di recente è stata oggetto di una pronuncia della Corte di Cassazione che non condividiamo, secondo la quale l’elemosina chiesta dai rom è una manifestazione di identità culturale e non la si deve impedire.</p>
<p>Vengono anche qui al pettine i nodi di un dibattito che si trascina almeno da venti anni, quando il Pci cominciò a sciogliersi, sul ruolo dell’associazionismo nei partiti politici di sinistra: prima o poi saremo costretti a farci una ragione che la costruzione del consenso attorno alla nostra forza politica non passa di là, mentre ci è passata la costruzione di più di una carriera.</p>
<p>Tutti – specialmente i membri di associazioni diretti interessati – a parlare di associazionismo, di come i partiti ascoltino poco, e più nessuno a fare il lavoro di agitazione, di propaganda, mentre nel frattempo anche le idee sono cominciate a venire meno. Oggi scopriamo che il Partito del Popolo della Libertà ha i call center per dare istruzioni ai rappresentanti di lista.</p>
<p>Siamo anche il partito dei disoccupati organizzati, quelli che ogni due giorni bloccano il traffico al centro di Napoli. Loro forse ci votano? In cambio del loro voto abbiamo rinunciato al voto di quelli che per trovare un lavoro non si iscrivono alle liste di lotta. Anche per questo oggi proletari e salariati non stanno con noi e non intendono farlo.</p>
<p>E siamo pure il partito dei venditori abusivi di chincaglieria, generalmente extracomunitari. Chi li sfrutta, o dobbiamo credere che siano lavoratori autonomi? Dove finiscono i soldi che guadagnano? Il loro ruolo le associazioni lo svolgono quando nell’assistere gli stranieri registrano la loro  oppressione e le danno uno sbocco sul piano della denuncia e quindi del collegamento con le istituzioni. Mentre noi finora siamo il partito – orecchiante – della solidarietà caritatevole e dell’inclusione, non il partito della denuncia dello sfruttamento di questa mano d’opera clandestina.</p>
<p>Tra di noi sembra che nessuno abbia più l’abitudine di porsi queste domande, nessuno sembra capire che non facciamo che commettere ancora lo stesso errore di prendere un gruppo sociale in blocco, o almeno di dare questa idea.</p>
<p>Ma mentre alcuni di noi dicono: – aiutiamoli, includiamoli –, occupandosi solo di loro, non fanno che alimentare una parte rispetto all’altra in questa guerra fra poveri con cui chi ha il potere mantiene lo scontro sociale entro i confini delle classi subalterne.</p>
<p>Ecco che vuol dire essere estremisti.</p>
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		<title>Di: gherri davide</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-2242</link>
		<dc:creator>gherri davide</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2010 20:09:06 +0000</pubDate>
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		<description>Rimane un dato incontrovertibile: gli elettori che prima votavano il centro-sinistra ora votano per il centro destra, qualcosa vorrà pur dire.
Qualcosa nel sistema di governo non avrà funzionato.
Di certo la raccolta differenziata dei rifiuti non è decollata, visto che i comuni campani che l&#039;hanno applicata non sono stati sommersi dalla spazzatura. Molto probabilmente l&#039;incapacità di risolvere questo problema ha inciso negativamente sull&#039;immagine di un&#039;amministrazione che doveva segnare la rinascita campana. Sono convinto che se le cose sono andate male per tutta la sinistra che ha governato ininterrottamente per oltre un decennio le cause vadano ricercate all&#039;interno dei gruppi dirigenti che hanno amministrato. Chi ha più filo tesserà più tela. Fraterni saluti davide gherri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rimane un dato incontrovertibile: gli elettori che prima votavano il centro-sinistra ora votano per il centro destra, qualcosa vorrà pur dire.<br />
Qualcosa nel sistema di governo non avrà funzionato.<br />
Di certo la raccolta differenziata dei rifiuti non è decollata, visto che i comuni campani che l&#8217;hanno applicata non sono stati sommersi dalla spazzatura. Molto probabilmente l&#8217;incapacità di risolvere questo problema ha inciso negativamente sull&#8217;immagine di un&#8217;amministrazione che doveva segnare la rinascita campana. Sono convinto che se le cose sono andate male per tutta la sinistra che ha governato ininterrottamente per oltre un decennio le cause vadano ricercate all&#8217;interno dei gruppi dirigenti che hanno amministrato. Chi ha più filo tesserà più tela. Fraterni saluti davide gherri.</p>
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		<title>Di: Massimo De Siena</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-2144</link>
		<dc:creator>Massimo De Siena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:30:08 +0000</pubDate>
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		<description>Si evince dalla piccata risposta di Gherri che ho toccato un nervo scoperto. Gherri, che rivela di non essere un dirigente, accampa ipotesi strampalate sul Ferrero ministro che avrebbe voluto e non potè..., su Prodi vero responsabile...., sui casalesi che sarebbero poche centinaia di delinquenti... e compagnia cantante e danzante. Le cose che io scrivo, da ex dirigente regionale del PRC ed attualmente, ed in maniera volontaria e convinta, ex appartenente al PRC, le conosco dal di dentro. Ferrero, a Napoli e non solo a Roma, ha detto ai compagni che si doveva tener conto prima degli operai del nord ( che attualmente votano per Bossi ) e poi dei disoccupati campani. Io queste cose le riporto di prima mano. Quanto ai casalesi poi, Gherri dimostra di non conoscere la realtà della Campania. Venga a vivere da queste parti o, almeno, legga  ed ascolti Saviano. La piovra camorristica è avviluppata all&#039;imprenditoria prima che alla classe politica, ed è capace di incidere in maniera decisiva sui risultati elettorali. Coloro che, in politica, si oppongono ad essa non sono eroi ( vorrei vedere Zaia e company a confrontarsi direttamente con il fenomeno camorristico: fuggirebbero a gambe levate ), bensì semplicemente uomini che si oppongono con la forza delle idee e delle cose realizzate alle spire della bestia. L&#039;iperbole da me adoperata a proposito di De Luca serve a far ben comprendere la portata del fenomeno. Abbia più rispetto il compagno Gherri per gli uomini della sinistra campana e sopratutto per chi, nelle istituzioni, vedi Gabriele, si è opposto allo sfascio dell&#039;amministrazione e della coesione sociale con fatti concreti e provvedimenti che hanno dato un po&#039; di sollievo ed i speranza ai più disagiati. E&#039; informato il compagno Gherri ( o ascolta solo i trinariciuti sproloqui del gruppo dirigente romano ) dei fatti gravissimi scatenatisi a Napoli dopo che l&#039;attuale governatore, Stefanuccio nostro ( sic ) ha rifiutato di ricevere i disoccupati negandogli al contempo la prosecuzione dei progetti attuati dalla giunta precedente ? O se ne frega, sempre il compagno Gherri, della coesione sociale in nome della purezza valdese di Ferrero ? Sa il compagno Gherri che contemporaneamente all&#039;insediamento del nuovo presidente campano sono stati negati gli stipendi a dodicimila operatori della sanità napoletana ? Se non conosce questi fatti allora il compagno Gherri si documenti, si informi, magari legga o guardi i notiziarii, senza pretendere di impartire lezioni abbeverandosi alle frescacce propalate dalla segretaria regionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si evince dalla piccata risposta di Gherri che ho toccato un nervo scoperto. Gherri, che rivela di non essere un dirigente, accampa ipotesi strampalate sul Ferrero ministro che avrebbe voluto e non potè&#8230;, su Prodi vero responsabile&#8230;., sui casalesi che sarebbero poche centinaia di delinquenti&#8230; e compagnia cantante e danzante. Le cose che io scrivo, da ex dirigente regionale del PRC ed attualmente, ed in maniera volontaria e convinta, ex appartenente al PRC, le conosco dal di dentro. Ferrero, a Napoli e non solo a Roma, ha detto ai compagni che si doveva tener conto prima degli operai del nord ( che attualmente votano per Bossi ) e poi dei disoccupati campani. Io queste cose le riporto di prima mano. Quanto ai casalesi poi, Gherri dimostra di non conoscere la realtà della Campania. Venga a vivere da queste parti o, almeno, legga  ed ascolti Saviano. La piovra camorristica è avviluppata all&#8217;imprenditoria prima che alla classe politica, ed è capace di incidere in maniera decisiva sui risultati elettorali. Coloro che, in politica, si oppongono ad essa non sono eroi ( vorrei vedere Zaia e company a confrontarsi direttamente con il fenomeno camorristico: fuggirebbero a gambe levate ), bensì semplicemente uomini che si oppongono con la forza delle idee e delle cose realizzate alle spire della bestia. L&#8217;iperbole da me adoperata a proposito di De Luca serve a far ben comprendere la portata del fenomeno. Abbia più rispetto il compagno Gherri per gli uomini della sinistra campana e sopratutto per chi, nelle istituzioni, vedi Gabriele, si è opposto allo sfascio dell&#8217;amministrazione e della coesione sociale con fatti concreti e provvedimenti che hanno dato un po&#8217; di sollievo ed i speranza ai più disagiati. E&#8217; informato il compagno Gherri ( o ascolta solo i trinariciuti sproloqui del gruppo dirigente romano ) dei fatti gravissimi scatenatisi a Napoli dopo che l&#8217;attuale governatore, Stefanuccio nostro ( sic ) ha rifiutato di ricevere i disoccupati negandogli al contempo la prosecuzione dei progetti attuati dalla giunta precedente ? O se ne frega, sempre il compagno Gherri, della coesione sociale in nome della purezza valdese di Ferrero ? Sa il compagno Gherri che contemporaneamente all&#8217;insediamento del nuovo presidente campano sono stati negati gli stipendi a dodicimila operatori della sanità napoletana ? Se non conosce questi fatti allora il compagno Gherri si documenti, si informi, magari legga o guardi i notiziarii, senza pretendere di impartire lezioni abbeverandosi alle frescacce propalate dalla segretaria regionale.</p>
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		<title>Di: gherri davide</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-2142</link>
		<dc:creator>gherri davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:19:57 +0000</pubDate>
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		<description>P.S.
Quanto alle supposizioni che se il clan dei casalesi avessero appoggiato de luca alla presidenza della regione campania questi avrebbe vinto con oltre dieci punti di distacco la dice lunga sull&#039;influenza della camorra nella vita politica.
Uno perfido razzista leghista ne dedurrebbe facendo i debiti conti tra il dato elettorale reale e quello presunto che l&#039;influenza politica dei clan dei csalesi valga il 20% dell&#039;elettorato. Non sono molto esperto di questioni di camorra ma non credo che nemmeno in campania conti tanto. Si tratta di poche centinaia di delinquenti che la società e la politica dovrebbero isolare e combattere. La società campana credo sia interessata , nella sua stragrande maggioranza, al di là delle divisioni politiche sia onesta e lavoratrice ; interessata al buon governo ed alla buona amministrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S.<br />
Quanto alle supposizioni che se il clan dei casalesi avessero appoggiato de luca alla presidenza della regione campania questi avrebbe vinto con oltre dieci punti di distacco la dice lunga sull&#8217;influenza della camorra nella vita politica.<br />
Uno perfido razzista leghista ne dedurrebbe facendo i debiti conti tra il dato elettorale reale e quello presunto che l&#8217;influenza politica dei clan dei csalesi valga il 20% dell&#8217;elettorato. Non sono molto esperto di questioni di camorra ma non credo che nemmeno in campania conti tanto. Si tratta di poche centinaia di delinquenti che la società e la politica dovrebbero isolare e combattere. La società campana credo sia interessata , nella sua stragrande maggioranza, al di là delle divisioni politiche sia onesta e lavoratrice ; interessata al buon governo ed alla buona amministrazione.</p>
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	</item>
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		<title>Di: gherri davide</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-2141</link>
		<dc:creator>gherri davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Cari compagni,voglio precisare che io non sono un &quot;dirigente&quot; del partito, ma un semplice iscritto. Un militante, che riferisce solo delle impressioni avute parlando con gli elettori in campagna elettorale.
Per quanto riguarda gli insulti di chi mi taccia di leghismo,(viene insultato con questo epiteto anche il compagno paolo ferrero) non mi interessa replicare, la mia storia personale, la mia militanza testimoniano ben altro.
Quanto alla presunta presa di posizione del compagno paolo ferrero riguardo al salario minimo garantito, al reddito di cittadinanza, credo che per questo ci siano tantissime testimonianze che il P.R.C. ed il suo segretario si siano sempre battuti e si battono per richiederlo per tutti i disoccupati italiani. Non credo proprio che nel consiglio dei ministri presiedsuto da prodi la voce del ministro ferrero sia stata granchè determinante sia per il reddito di cittadinanza che per le altre questioni politiche. Risulta invecie sia stata inascoltata sia per quanto riguarda l&#039;abolizione del precariato e di altre problematiche del lavoro e sociali. Lo testimonia il fatto che su molti provvedimenti antipopolari l&#039;unico voto contrario in consiglio dei ministri fu proprio quello di paolo ferrero.
Fraterni saluti :davide gherri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni,voglio precisare che io non sono un &#8220;dirigente&#8221; del partito, ma un semplice iscritto. Un militante, che riferisce solo delle impressioni avute parlando con gli elettori in campagna elettorale.<br />
Per quanto riguarda gli insulti di chi mi taccia di leghismo,(viene insultato con questo epiteto anche il compagno paolo ferrero) non mi interessa replicare, la mia storia personale, la mia militanza testimoniano ben altro.<br />
Quanto alla presunta presa di posizione del compagno paolo ferrero riguardo al salario minimo garantito, al reddito di cittadinanza, credo che per questo ci siano tantissime testimonianze che il P.R.C. ed il suo segretario si siano sempre battuti e si battono per richiederlo per tutti i disoccupati italiani. Non credo proprio che nel consiglio dei ministri presiedsuto da prodi la voce del ministro ferrero sia stata granchè determinante sia per il reddito di cittadinanza che per le altre questioni politiche. Risulta invecie sia stata inascoltata sia per quanto riguarda l&#8217;abolizione del precariato e di altre problematiche del lavoro e sociali. Lo testimonia il fatto che su molti provvedimenti antipopolari l&#8217;unico voto contrario in consiglio dei ministri fu proprio quello di paolo ferrero.<br />
Fraterni saluti :davide gherri</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: pino de stasio</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-1997</link>
		<dc:creator>pino de stasio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 06:58:33 +0000</pubDate>
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		<description>non avevo ancora  letto la logorrea-non verbale , livida di questo pezzo scritto da un anonimo che  conosce il sottoscritto perche&#039; dedica la sua  attivita&#039; politica &quot;solo&quot; per i   Diritti dei Migranti e quella degli Omosessuali , ma non vi sembra che sia  un&#039;affermazione di un razzismo da far accapponare la pelle? e questo   anonimo soggetto-non umano dove vorrebbe andare a parare con tale   resoconto-esaltazione-evocazione ( scritto con fare maniacale o post ipnotico ) della memoria e della narrazione ?
Bho!

l&#039;Ossimoro alias Pino De Stasio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non avevo ancora  letto la logorrea-non verbale , livida di questo pezzo scritto da un anonimo che  conosce il sottoscritto perche&#8217; dedica la sua  attivita&#8217; politica &#8220;solo&#8221; per i   Diritti dei Migranti e quella degli Omosessuali , ma non vi sembra che sia  un&#8217;affermazione di un razzismo da far accapponare la pelle? e questo   anonimo soggetto-non umano dove vorrebbe andare a parare con tale   resoconto-esaltazione-evocazione ( scritto con fare maniacale o post ipnotico ) della memoria e della narrazione ?<br />
Bho!</p>
<p>l&#8217;Ossimoro alias Pino De Stasio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo De Siena</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-1887</link>
		<dc:creator>Massimo De Siena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:27:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=880#comment-1887</guid>
		<description>Incontrovertibile quanto affermato da P.Gall. La risposta politica alle farneticazioni neoleghiste di Gherri è ineccepibile. Sono ormai molti anni che perfino nel PRC si agitava la melmosa corrente di una cosiddetta questione settentrionale. Ebbi a definire, durante l&#039;ultimo congresso regionale del partito, questa come una solenne idiozia. Sulla scorta delle provocazioni  leghiste e berlusconiane, l&#039;attuale segretario Ferrero, da ministro del governo Prodi, si coprì di ignominia rifiutando di sovvenzionare il reddito di cittadinanza ( legge regionale della Campania ) per la quota spettante al governo nazionale; in tal guisa i costi ricaddero sulla sola Regione, riducendo di fatto la platea cui era diretto l&#039;importante provvedimento. L&#039;espressione dell&#039;allora ministro, vergognosa per quel che mi riguarda, fu &quot;... di non poter aiutare i disoccupati campani senza prima aver chiesto il permesso agli operai del nord..&quot;. Perfetto come stile e lessico leghisti ! Ed un politico ( sic ) del genere ha avuto la baldanza di candidarsi a presidente della nostra regione ? Colui che ha introdotto nel linguaggio politico di un cosiddetto partito operaio una cesura di interessi e di prospettive nella stessa classe che dovrebbe rappresentare ? Avremmo dovuto votare quale governatore della Campania colui che ha portato le contraddizioni in casa nostra ? Perchè nessuno dei partecipanti al blog risponde su questi temi ? Possibile che la vulgata della monnezza sia imperante al punto da ottundere le menti e confondere il filo logico dei ragionamenti ? Anche i compagni blogghisti ( mi si perdoni il brutto neologismo ) sono convinti che il Cavaliere sia venuto &quot; a miracol mostrare &quot; liberandoci dal monnezzaro Bassolino ? Dice nulla l&#039;aumento della Tarsu deciso dall&#039;inetta giunta provinciale di Napoli, aumento pari all&#039;8% annuo deciso da una manica di incapaci, per non dir peggio, con una opposizione nella quale splende &quot; l&#039;eroe Sodano &quot; ? Consiglio ai compagni di leggere l&#039;ultimo comunicato stampa di Raffaele Carotenuto, capogruppo PRC al Comune di Napoli. Raffaele ben inquadra il problema e le vere responsabilità, smentendo di fatto le ricostruzioni fantasiose che oramai da tempo Sodano &amp; Co. ammanniscono per i compagni di bocca buona. Bassolino è il responsabile principe della crisi dei rifiuti a Napoli, responsabilità politica, in quanto su quella penale il procedimento è ai suoi albori. E&#039; responsabile dicevo, dal punto di vista politico, avendo incarnato in pieno il pensiero liberista moderato del PD secondo il quale la componente confindustriale è elemento imprescindibile della gestione dei processi sociali. E&#039; bene chiarire subito questo punto. C&#039;è comunque da chiarire altresì che sul suo governo si è esercitata un&#039;azione di sciacallaggio non solo della destra, ma, fatto di una gravità inaudita, da parte di pezzi del PRC che facevano capo a Sodano e company. Per costoro il governatore era divenuto un&#039;ossessione, e forse questa indegna guerra era l&#039;unico modo per rimanere sotto le luci di una ribalta che li avrebbe in caso contrario ignorati. Tutto ciò i compagni, napoletani sopratutto, che hanno fatto campagna elettorale per Ferrero hanno mostrato di non comprenderlo. Ora noi cittadini campani ci sorbiremo &quot; Stefanuccio nostro &quot; per cinque anni. Ed il PRC che porta per intero la responsabilità non della vittoria dei casalesi alla Regione, ma della sua propria dissoluzione, balbetta di scenari impossibili ed incomprensibili ( leggere le recenti conclusioni di Ferrero alla Direzione nazionale, please ), mentre la nostra gente non ci vede più, ovvero ci ignora, ovvero ancora più intelligentemente, se ne è andata con Corrado Gabriele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrovertibile quanto affermato da P.Gall. La risposta politica alle farneticazioni neoleghiste di Gherri è ineccepibile. Sono ormai molti anni che perfino nel PRC si agitava la melmosa corrente di una cosiddetta questione settentrionale. Ebbi a definire, durante l&#8217;ultimo congresso regionale del partito, questa come una solenne idiozia. Sulla scorta delle provocazioni  leghiste e berlusconiane, l&#8217;attuale segretario Ferrero, da ministro del governo Prodi, si coprì di ignominia rifiutando di sovvenzionare il reddito di cittadinanza ( legge regionale della Campania ) per la quota spettante al governo nazionale; in tal guisa i costi ricaddero sulla sola Regione, riducendo di fatto la platea cui era diretto l&#8217;importante provvedimento. L&#8217;espressione dell&#8217;allora ministro, vergognosa per quel che mi riguarda, fu &#8220;&#8230; di non poter aiutare i disoccupati campani senza prima aver chiesto il permesso agli operai del nord..&#8221;. Perfetto come stile e lessico leghisti ! Ed un politico ( sic ) del genere ha avuto la baldanza di candidarsi a presidente della nostra regione ? Colui che ha introdotto nel linguaggio politico di un cosiddetto partito operaio una cesura di interessi e di prospettive nella stessa classe che dovrebbe rappresentare ? Avremmo dovuto votare quale governatore della Campania colui che ha portato le contraddizioni in casa nostra ? Perchè nessuno dei partecipanti al blog risponde su questi temi ? Possibile che la vulgata della monnezza sia imperante al punto da ottundere le menti e confondere il filo logico dei ragionamenti ? Anche i compagni blogghisti ( mi si perdoni il brutto neologismo ) sono convinti che il Cavaliere sia venuto &#8221; a miracol mostrare &#8221; liberandoci dal monnezzaro Bassolino ? Dice nulla l&#8217;aumento della Tarsu deciso dall&#8217;inetta giunta provinciale di Napoli, aumento pari all&#8217;8% annuo deciso da una manica di incapaci, per non dir peggio, con una opposizione nella quale splende &#8221; l&#8217;eroe Sodano &#8221; ? Consiglio ai compagni di leggere l&#8217;ultimo comunicato stampa di Raffaele Carotenuto, capogruppo PRC al Comune di Napoli. Raffaele ben inquadra il problema e le vere responsabilità, smentendo di fatto le ricostruzioni fantasiose che oramai da tempo Sodano &amp; Co. ammanniscono per i compagni di bocca buona. Bassolino è il responsabile principe della crisi dei rifiuti a Napoli, responsabilità politica, in quanto su quella penale il procedimento è ai suoi albori. E&#8217; responsabile dicevo, dal punto di vista politico, avendo incarnato in pieno il pensiero liberista moderato del PD secondo il quale la componente confindustriale è elemento imprescindibile della gestione dei processi sociali. E&#8217; bene chiarire subito questo punto. C&#8217;è comunque da chiarire altresì che sul suo governo si è esercitata un&#8217;azione di sciacallaggio non solo della destra, ma, fatto di una gravità inaudita, da parte di pezzi del PRC che facevano capo a Sodano e company. Per costoro il governatore era divenuto un&#8217;ossessione, e forse questa indegna guerra era l&#8217;unico modo per rimanere sotto le luci di una ribalta che li avrebbe in caso contrario ignorati. Tutto ciò i compagni, napoletani sopratutto, che hanno fatto campagna elettorale per Ferrero hanno mostrato di non comprenderlo. Ora noi cittadini campani ci sorbiremo &#8221; Stefanuccio nostro &#8221; per cinque anni. Ed il PRC che porta per intero la responsabilità non della vittoria dei casalesi alla Regione, ma della sua propria dissoluzione, balbetta di scenari impossibili ed incomprensibili ( leggere le recenti conclusioni di Ferrero alla Direzione nazionale, please ), mentre la nostra gente non ci vede più, ovvero ci ignora, ovvero ancora più intelligentemente, se ne è andata con Corrado Gabriele.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: P. Gall.</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-1877</link>
		<dc:creator>P. Gall.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 07:54:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=880#comment-1877</guid>
		<description>Ancora sulla Campania

Contro coloro che sostengono di dare più poteri al segretario del partito e si ergono a difensori intransigenti del partito sociale giova ricordare le circostanze che hanno portato alla decisione di andare da soli in Campania, sintetizzate di seguito.

Va premesso un fatto: al governo in Campania non ci sono stati in tutti questi anni dei malviventi come sembrano ritenere i vertici stessi del Prc autorizzando a supporre pregiudizi latenti di natura antropologica nei riguardi di campani e meridionali.
I perché del fallimento di diciott&#039;anni di governo non possono essere liquidati in questo modo, le ragioni sono più profonde e non riguardano solo la Campania (si vedano al riguardo due dei documenti politici di &quot;Essere comunisti&quot; della Campania, in appendice a questo testo).
Nemmeno si può fare retromarcia sulle previsioni di successo per la Fds addotte all&#039;inizio come una delle ragioni per andare da soli, o peggio ancora cercare di nasconderle facendo finta di niente, dicendo che è stata vittima del malgoverno e sorvolando su un errore di valutazione macroscopico che la dice lunga sulle capacità di valutazione di questo gruppo dirigente, che peraltro aveva ricevuto dalla base campana diversi e accorati e disperati inviti a considerare meglio i rapporti di forza elettorali, cosa che non è avvenuta.
Non è vero che la maggioranza dei compagni campani abbia chiesto a Ferrero di candidarsi.
Anzi, la segreteria regionale del Prc si era espressa per andare in coalizione con un accordo tecnico - a differenza, ad esempio di Sel che con il centrosinistra ha stretto un accordo organico, per avere degli assessori - e un&#039;assemblea del comitato politico regionale campano presieduta da Gian Luigi Pegolo aveva manifestato a larghissima maggioranza il medesimo orientamento. Pegolo aveva chiesto che i due ordini del giorno prodotti dall&#039;assemblea che sottolineavano questa propensione non venissero votati per non rendere un dissenso così palese di dominio pubblico.
Inoltre è falso che il Pdci campano avesse intenzione di andare da solo, nonostante quanto affermato da un suo esponente e fatto valere, questa la circostanza grave, dai vertici della Fds per giustificare la candidatura autonoma.
Come ricordato da Claudio Grassi nel suo ultimo intervento, il candidato presidente immaginato dai dirigenti della Fds, una figura autorevole come Massimo Villone e nota per prese di posizione precise e documentate contro il sistema di potere del centrosinistra, aveva già dichiarato che in quelle condizioni non c&#039;erano alternative al sostegno del candidato del centrosinistra.
Ma Ferrero e Diliberto avevano già deciso, entrambi sostenendo che l&#039;idea di andare da soli sarebbe stata premiata dai voti dei bassoliniani scontenti e dei dipietristi, aggiungendo che i voti che si sarebbero persi con l&#039;uscita di Corrado Gabriele non sarebbero stati rilevanti.
Stiamo dunque parlando di decisioni imposte dall&#039;alto su un corpo del partito di orientamento nettamente diverso, se ci interessa discutere di democrazia.
Solo allora, i compagni favorevoli - una minoranza, come è stato mostrato e come chi avesse ulteriori dubbi può verificare basandosi su varie decine di testimoni - hanno chiesto a Ferrero di candidarsi, e come si è visto non gli hanno resto un buon servizio.
Questa la verità dei fatti. Forse può apparire più chiaro perché negli ultimi giorni si è parlato, da parte di esponenti del centrosinistra, di forze che con questo sistema elettorale mantengono con lo 0,5% un potere di ricatto superiore a forze col 6%. Ferrero e Diliberto per mandare un segnale a Bersani hanno preferito demolire le loro forze politiche a colpi di maglio invece di tentare di dare alla classe e ai cittadini i segnali di voler contribuire a un movimento di ricostruzione di un&#039;opposizione democratica in Italia.
I vertici della Fds hanno deciso in modo pretestuoso di presentarsi in autonomia, spaccando i loro partiti e incorrendo in una clamorosa sconfitta, il cui segno principale è nella disutilità di questa forza politica.
Negli anni che verranno si farà piena luce sul ruolo e le responsabilità degli amministratori di sinistra in Campania e in Italia.
Presto potrebbero emergere fatti nuovi anche a proposito di coloro che si propongono come innovatori e moralizzatori, non resta che aspettare.
I giudizi politici prodotti dai componenti di &quot;Essere comunisti&quot; di questa regione al riguardo sono stati sempre molto espliciti sottolineando sempre le responsabilità, come si può verificare leggendo ad esempio questi due documenti:

http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487
http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora sulla Campania</p>
<p>Contro coloro che sostengono di dare più poteri al segretario del partito e si ergono a difensori intransigenti del partito sociale giova ricordare le circostanze che hanno portato alla decisione di andare da soli in Campania, sintetizzate di seguito.</p>
<p>Va premesso un fatto: al governo in Campania non ci sono stati in tutti questi anni dei malviventi come sembrano ritenere i vertici stessi del Prc autorizzando a supporre pregiudizi latenti di natura antropologica nei riguardi di campani e meridionali.<br />
I perché del fallimento di diciott&#8217;anni di governo non possono essere liquidati in questo modo, le ragioni sono più profonde e non riguardano solo la Campania (si vedano al riguardo due dei documenti politici di &#8220;Essere comunisti&#8221; della Campania, in appendice a questo testo).<br />
Nemmeno si può fare retromarcia sulle previsioni di successo per la Fds addotte all&#8217;inizio come una delle ragioni per andare da soli, o peggio ancora cercare di nasconderle facendo finta di niente, dicendo che è stata vittima del malgoverno e sorvolando su un errore di valutazione macroscopico che la dice lunga sulle capacità di valutazione di questo gruppo dirigente, che peraltro aveva ricevuto dalla base campana diversi e accorati e disperati inviti a considerare meglio i rapporti di forza elettorali, cosa che non è avvenuta.<br />
Non è vero che la maggioranza dei compagni campani abbia chiesto a Ferrero di candidarsi.<br />
Anzi, la segreteria regionale del Prc si era espressa per andare in coalizione con un accordo tecnico &#8211; a differenza, ad esempio di Sel che con il centrosinistra ha stretto un accordo organico, per avere degli assessori &#8211; e un&#8217;assemblea del comitato politico regionale campano presieduta da Gian Luigi Pegolo aveva manifestato a larghissima maggioranza il medesimo orientamento. Pegolo aveva chiesto che i due ordini del giorno prodotti dall&#8217;assemblea che sottolineavano questa propensione non venissero votati per non rendere un dissenso così palese di dominio pubblico.<br />
Inoltre è falso che il Pdci campano avesse intenzione di andare da solo, nonostante quanto affermato da un suo esponente e fatto valere, questa la circostanza grave, dai vertici della Fds per giustificare la candidatura autonoma.<br />
Come ricordato da Claudio Grassi nel suo ultimo intervento, il candidato presidente immaginato dai dirigenti della Fds, una figura autorevole come Massimo Villone e nota per prese di posizione precise e documentate contro il sistema di potere del centrosinistra, aveva già dichiarato che in quelle condizioni non c&#8217;erano alternative al sostegno del candidato del centrosinistra.<br />
Ma Ferrero e Diliberto avevano già deciso, entrambi sostenendo che l&#8217;idea di andare da soli sarebbe stata premiata dai voti dei bassoliniani scontenti e dei dipietristi, aggiungendo che i voti che si sarebbero persi con l&#8217;uscita di Corrado Gabriele non sarebbero stati rilevanti.<br />
Stiamo dunque parlando di decisioni imposte dall&#8217;alto su un corpo del partito di orientamento nettamente diverso, se ci interessa discutere di democrazia.<br />
Solo allora, i compagni favorevoli &#8211; una minoranza, come è stato mostrato e come chi avesse ulteriori dubbi può verificare basandosi su varie decine di testimoni &#8211; hanno chiesto a Ferrero di candidarsi, e come si è visto non gli hanno resto un buon servizio.<br />
Questa la verità dei fatti. Forse può apparire più chiaro perché negli ultimi giorni si è parlato, da parte di esponenti del centrosinistra, di forze che con questo sistema elettorale mantengono con lo 0,5% un potere di ricatto superiore a forze col 6%. Ferrero e Diliberto per mandare un segnale a Bersani hanno preferito demolire le loro forze politiche a colpi di maglio invece di tentare di dare alla classe e ai cittadini i segnali di voler contribuire a un movimento di ricostruzione di un&#8217;opposizione democratica in Italia.<br />
I vertici della Fds hanno deciso in modo pretestuoso di presentarsi in autonomia, spaccando i loro partiti e incorrendo in una clamorosa sconfitta, il cui segno principale è nella disutilità di questa forza politica.<br />
Negli anni che verranno si farà piena luce sul ruolo e le responsabilità degli amministratori di sinistra in Campania e in Italia.<br />
Presto potrebbero emergere fatti nuovi anche a proposito di coloro che si propongono come innovatori e moralizzatori, non resta che aspettare.<br />
I giudizi politici prodotti dai componenti di &#8220;Essere comunisti&#8221; di questa regione al riguardo sono stati sempre molto espliciti sottolineando sempre le responsabilità, come si può verificare leggendo ad esempio questi due documenti:</p>
<p><a href="http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487" rel="nofollow">http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487</a><br />
<a href="http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/" rel="nofollow">http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/</a>.</p>
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		<title>Di: P. Gall.</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-1876</link>
		<dc:creator>P. Gall.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 07:49:54 +0000</pubDate>
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		<description>Al governo in Campania non ci sono stati in tutti questi anni dei malviventi come sembrano ritenere i vertici stessi del Prc autorizzando a supporre pregiudizi latenti di natura antropologica nei riguardi di campani e meridionali.
I perché del fallimento di diciott&#039;anni di governo non possono essere liquidati in questo modo, le ragioni sono più profonde e non riguardano solo la Campania (si vedano al riguardo due dei documenti politici di &quot;Essere comunisti&quot; della Campania, in appendice a questo testo).
Nemmeno si può fare retromarcia sulle previsioni di successo per la Fds addotte all&#039;inizio come una delle ragioni per andare da soli, o peggio ancora cercare di nasconderle facendo finta di niente, dicendo che è stata vittima del malgoverno e sorvolando su un errore di valutazione macroscopico che la dice lunga sulle capacità di valutazione di questo gruppo dirigente, che peraltro aveva ricevuto dalla base campana diversi e accorati e disperati inviti a considerare meglio i rapporti di forza elettorali, cosa che non è avvenuta.
Non è vero che la maggioranza dei compagni campani abbia chiesto a Ferrero di candidarsi.
Anzi, la segreteria regionale del Prc si era espressa per andare in coalizione con un accordo tecnico - a differenza, ad esempio di Sel che con il centrosinistra ha stretto un accordo organico, per avere degli assessori - e un&#039;assemblea del comitato politico regionale campano presieduta da Gian Luigi Pegolo aveva manifestato a larghissima maggioranza il medesimo orientamento. Pegolo aveva chiesto che i due ordini del giorno prodotti dall&#039;assemblea che sottolineavano questa propensione non venissero votati per non rendere un dissenso così palese di dominio pubblico.
Inoltre è falso che il Pdci campano avesse intenzione di andare da solo, nonostante quanto affermato da un suo esponente e fatto valere, questa la circostanza grave, dai vertici della Fds per giustificare la candidatura autonoma.
Come ricordato da Claudio Grassi nel suo ultimo intervento, il candidato presidente immaginato dai dirigenti della Fds, una figura autorevole come Massimo Villone e nota per prese di posizione precise e documentate contro il sistema di potere del centrosinistra, aveva già dichiarato che in quelle condizioni non c&#039;erano alternative al sostegno del candidato del centrosinistra.
Ma Ferrero e Diliberto avevano già deciso, entrambi sostenendo che l&#039;idea di andare da soli sarebbe stata premiata dai voti dei bassoliniani scontenti e dei dipietristi, aggiungendo che i voti che si sarebbero persi con l&#039;uscita di Corrado Gabriele non sarebbero stati rilevanti.
Stiamo dunque parlando di decisioni imposte dall&#039;alto su un corpo del partito di orientamento nettamente diverso, se ci interessa discutere di democrazia.
Solo allora, i compagni favorevoli - una minoranza, come è stato mostrato e come chi avesse ulteriori dubbi può verificare basandosi su varie decine di testimoni - hanno chiesto a Ferrero di candidarsi, e come si è visto non gli hanno resto un buon servizio.
Questa la verità dei fatti. Forse può apparire più chiaro perché negli ultimi giorni si è parlato, da parte di esponenti del centrosinistra, di forze che con questo sistema elettorale mantengono con lo 0,5% un potere di ricatto superiore a forze col 6%. Ferrero e Diliberto per mandare un segnale a Bersani hanno preferito demolire le loro forze politiche a colpi di maglio invece di tentare di dare alla classe e ai cittadini i segnali di voler contribuire a un movimento di ricostruzione di un&#039;opposizione democratica in Italia.
I vertici della Fds hanno deciso in modo pretestuoso di presentarsi in autonomia, spaccando i loro partiti e incorrendo in una clamorosa sconfitta, il cui segno principale è nella disutilità di questa forza politica.
Negli anni che verranno si farà piena luce sul ruolo e le responsabilità degli amministratori di sinistra in Campania e in Italia.
Presto potrebbero emergere fatti nuovi anche a proposito di coloro che si propongono come innovatori e moralizzatori, non resta che aspettare.
I giudizi politici prodotti dai componenti di &quot;Essere comunisti&quot; di questa regione al riguardo sono stati sempre molto espliciti sottolineando sempre le responsabilità, come si può verificare leggendo ad esempio questi due documenti:

http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487
http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al governo in Campania non ci sono stati in tutti questi anni dei malviventi come sembrano ritenere i vertici stessi del Prc autorizzando a supporre pregiudizi latenti di natura antropologica nei riguardi di campani e meridionali.<br />
I perché del fallimento di diciott&#8217;anni di governo non possono essere liquidati in questo modo, le ragioni sono più profonde e non riguardano solo la Campania (si vedano al riguardo due dei documenti politici di &#8220;Essere comunisti&#8221; della Campania, in appendice a questo testo).<br />
Nemmeno si può fare retromarcia sulle previsioni di successo per la Fds addotte all&#8217;inizio come una delle ragioni per andare da soli, o peggio ancora cercare di nasconderle facendo finta di niente, dicendo che è stata vittima del malgoverno e sorvolando su un errore di valutazione macroscopico che la dice lunga sulle capacità di valutazione di questo gruppo dirigente, che peraltro aveva ricevuto dalla base campana diversi e accorati e disperati inviti a considerare meglio i rapporti di forza elettorali, cosa che non è avvenuta.<br />
Non è vero che la maggioranza dei compagni campani abbia chiesto a Ferrero di candidarsi.<br />
Anzi, la segreteria regionale del Prc si era espressa per andare in coalizione con un accordo tecnico &#8211; a differenza, ad esempio di Sel che con il centrosinistra ha stretto un accordo organico, per avere degli assessori &#8211; e un&#8217;assemblea del comitato politico regionale campano presieduta da Gian Luigi Pegolo aveva manifestato a larghissima maggioranza il medesimo orientamento. Pegolo aveva chiesto che i due ordini del giorno prodotti dall&#8217;assemblea che sottolineavano questa propensione non venissero votati per non rendere un dissenso così palese di dominio pubblico.<br />
Inoltre è falso che il Pdci campano avesse intenzione di andare da solo, nonostante quanto affermato da un suo esponente e fatto valere, questa la circostanza grave, dai vertici della Fds per giustificare la candidatura autonoma.<br />
Come ricordato da Claudio Grassi nel suo ultimo intervento, il candidato presidente immaginato dai dirigenti della Fds, una figura autorevole come Massimo Villone e nota per prese di posizione precise e documentate contro il sistema di potere del centrosinistra, aveva già dichiarato che in quelle condizioni non c&#8217;erano alternative al sostegno del candidato del centrosinistra.<br />
Ma Ferrero e Diliberto avevano già deciso, entrambi sostenendo che l&#8217;idea di andare da soli sarebbe stata premiata dai voti dei bassoliniani scontenti e dei dipietristi, aggiungendo che i voti che si sarebbero persi con l&#8217;uscita di Corrado Gabriele non sarebbero stati rilevanti.<br />
Stiamo dunque parlando di decisioni imposte dall&#8217;alto su un corpo del partito di orientamento nettamente diverso, se ci interessa discutere di democrazia.<br />
Solo allora, i compagni favorevoli &#8211; una minoranza, come è stato mostrato e come chi avesse ulteriori dubbi può verificare basandosi su varie decine di testimoni &#8211; hanno chiesto a Ferrero di candidarsi, e come si è visto non gli hanno resto un buon servizio.<br />
Questa la verità dei fatti. Forse può apparire più chiaro perché negli ultimi giorni si è parlato, da parte di esponenti del centrosinistra, di forze che con questo sistema elettorale mantengono con lo 0,5% un potere di ricatto superiore a forze col 6%. Ferrero e Diliberto per mandare un segnale a Bersani hanno preferito demolire le loro forze politiche a colpi di maglio invece di tentare di dare alla classe e ai cittadini i segnali di voler contribuire a un movimento di ricostruzione di un&#8217;opposizione democratica in Italia.<br />
I vertici della Fds hanno deciso in modo pretestuoso di presentarsi in autonomia, spaccando i loro partiti e incorrendo in una clamorosa sconfitta, il cui segno principale è nella disutilità di questa forza politica.<br />
Negli anni che verranno si farà piena luce sul ruolo e le responsabilità degli amministratori di sinistra in Campania e in Italia.<br />
Presto potrebbero emergere fatti nuovi anche a proposito di coloro che si propongono come innovatori e moralizzatori, non resta che aspettare.<br />
I giudizi politici prodotti dai componenti di &#8220;Essere comunisti&#8221; di questa regione al riguardo sono stati sempre molto espliciti sottolineando sempre le responsabilità, come si può verificare leggendo ad esempio questi due documenti:</p>
<p><a href="http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487" rel="nofollow">http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/23/le-difficolta-del-partito-in-campania/#more-1487</a><br />
<a href="http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/" rel="nofollow">http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/03/24/le-difficolta-del-partito-a-napoli/</a>.</p>
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	<item>
		<title>Di: gherri</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/03/dopo-le-elezioni-riflessioni-e-proposte/comment-page-1/#comment-1872</link>
		<dc:creator>gherri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 21:35:56 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; vero ! Le elezioni si perdono o si vincono anche da come si amministra in campania. La sinistra le ha perse perchè ha governato male! Non è stata capace di concretizzare le idee e la volontà di riscatto del popolo campano che l&#039;aveva votata.Tutti abbiamo visto le montagne di spazzatura (altro che raccolta differenziata a rifiuti zero), la mala sanità, il disagio dell&#039;emarginazione di milioni di individui. Non è un caso se in questa realtà è potuta prosperare la camorra.
Io che avevo sperato in un cambiamento con bassolino, con una gestione della sinistra della cosa pubblica,che delusione! Che vergogna!
Quanti voti ha fatto perdere alla sinistra in Italia la fallimentare gestione bassolino? O qualcuno pensa che sia razzismo denunciare le cattive amministrazioni e dire che aiutano l&#039;emarginazione,la recessione e la camorra? Penso che certi ragionamenti assomiglino di più al pensiero ed al linguaggio di berlusconi che sostiene che se nel mondo si parla della pericolosità della mafia e della camorra la colpa sia degli scrittori come Saviano e dei giornalisti.
Può darsi che in mezzo a tanto malaffare ed a tanta cattiva amministrazione ci sia stato anche qualche episodio amministrativo un poco virtuoso ma quali effetti ha sortito? La politica si fa anche e soprattutto dando una valutazione complessiva dell&#039;operato; questo l&#039;hanno già fatto gli elettori  campani. Hanno punito la sinistra e noi, che purtroppo e fino in fondo,abbiamo condiviso le responsabilità di quella amministrazione.
Se i compagni campani hanno indicato in maggioranza la persona del segretario nazionale come candidato a governatore io lo interpreto come la volontà di un forte segno di discontinuità e di trasparenza della politica.In una situazione così grave meno male che il segretario Ferrero ha accettato la candidatura. Abbiamo almeno salvato la faccia.Proprio non la capisco tanta acredine nei confronti di Ferrero. A meno che chi dopo aver occupato per molto tempo l&#039;amministrazione pensava forse di mantenerla in spergio alle più elementari regole del buon senso e della democrazia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero ! Le elezioni si perdono o si vincono anche da come si amministra in campania. La sinistra le ha perse perchè ha governato male! Non è stata capace di concretizzare le idee e la volontà di riscatto del popolo campano che l&#8217;aveva votata.Tutti abbiamo visto le montagne di spazzatura (altro che raccolta differenziata a rifiuti zero), la mala sanità, il disagio dell&#8217;emarginazione di milioni di individui. Non è un caso se in questa realtà è potuta prosperare la camorra.<br />
Io che avevo sperato in un cambiamento con bassolino, con una gestione della sinistra della cosa pubblica,che delusione! Che vergogna!<br />
Quanti voti ha fatto perdere alla sinistra in Italia la fallimentare gestione bassolino? O qualcuno pensa che sia razzismo denunciare le cattive amministrazioni e dire che aiutano l&#8217;emarginazione,la recessione e la camorra? Penso che certi ragionamenti assomiglino di più al pensiero ed al linguaggio di berlusconi che sostiene che se nel mondo si parla della pericolosità della mafia e della camorra la colpa sia degli scrittori come Saviano e dei giornalisti.<br />
Può darsi che in mezzo a tanto malaffare ed a tanta cattiva amministrazione ci sia stato anche qualche episodio amministrativo un poco virtuoso ma quali effetti ha sortito? La politica si fa anche e soprattutto dando una valutazione complessiva dell&#8217;operato; questo l&#8217;hanno già fatto gli elettori  campani. Hanno punito la sinistra e noi, che purtroppo e fino in fondo,abbiamo condiviso le responsabilità di quella amministrazione.<br />
Se i compagni campani hanno indicato in maggioranza la persona del segretario nazionale come candidato a governatore io lo interpreto come la volontà di un forte segno di discontinuità e di trasparenza della politica.In una situazione così grave meno male che il segretario Ferrero ha accettato la candidatura. Abbiamo almeno salvato la faccia.Proprio non la capisco tanta acredine nei confronti di Ferrero. A meno che chi dopo aver occupato per molto tempo l&#8217;amministrazione pensava forse di mantenerla in spergio alle più elementari regole del buon senso e della democrazia.</p>
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