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	<title>Commenti a: Scenari a sinistra</title>
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		<title>Di: Tommaso Di Prospero</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1082</link>
		<dc:creator>Tommaso Di Prospero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:51:10 +0000</pubDate>
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		<description>Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Karl Marx

Ps: questa frase è stata inserita nelle ultime tessere del prc, quindi, caro compagno, non dire che all&#039;interno del partito della rifondazione comunista non sono mai stati letti brani di Marx...prima di metterlo per iscritto su migliaia di tessere, penso che qualcuno abbia letto, riflettuto e ponderato con attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Karl Marx</p>
<p>Ps: questa frase è stata inserita nelle ultime tessere del prc, quindi, caro compagno, non dire che all&#8217;interno del partito della rifondazione comunista non sono mai stati letti brani di Marx&#8230;prima di metterlo per iscritto su migliaia di tessere, penso che qualcuno abbia letto, riflettuto e ponderato con attenzione.</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1032</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:47:20 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Nunzio, se si propone di rinunciare definitivamente alla ricerca dell&#039;eguaglianza tra gli uomini si sta di fatto proponendo di rinunciare al comunismo. Il fatto che una parte maggioritaria delle classi sociali a cui ci rivolgiamo abbia messo da parte l&#039;eguaglianza in nome dell&#039;individualismo non è un fatto naturale, ma è segno della vittoria egemonica del capitalismo negli ultimi decenni.

Questo però non toglie che, come ho scritto, un comunista debba sempre porsi il problema di come arrivare effettivamente all&#039;eguaglianza e all&#039;abolizione dello sfruttamento dell&#039;uomo sull&#039;uomo: per quali fasi, con quali alleanze, con quale strategia e tattica.

Quando parli della necessità di trovare un&#039;intesa tra lavoratori e piccoli o piccolissimi imprenditori stai rimettendo in luce la necessità di ricreare un blocco storico, un fronte di classi sociali unite da rivendicazioni progressiste. Questo è stato storicamente il lavoro dei comunisti, in tutti i paesi, fin dalla rivoluzione d&#039;ottobre (quando i bolscevichi adottarono il programma agrario piccolo-borghese di divisione delle terre, perché esso consentiva l&#039;unità tra operai e contadini molto più del programma bolscevico originario di statalizzazione delle terre).

Questo stesso principio si ritrova anche nella linea del PCI nel dopoguerra, che dopo la &quot;svolta di Salerno&quot; coltivò un progetto di transizione democratica (e pacifica) al socialismo, basato sulla messa in atto della Costituzione (a partire dall&#039;articolo 1: l&#039;Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro) e la ricerca di una alleanza progressista, imperniata sul movimento dei lavoratori e sulle sue rivendicazioni, che rappresentasse la maggioranza sociale del Paese.

Uno dei più grossi problemi dei comunisti italiani di oggi, a mio parere, è che hanno dimenticato queste importantissime lezioni storiche, con i loro successi ed i loro errori, e si sono condannati a reinventare troppe cose, scadendo spesso in un nuovismo incapace di valutare le proprie conquiste e i propri fallimenti.

Infine, per Carlo: mi sembra di essere stato chiaro nei miei interventi, ho anche dato i riferimenti per verificare la correttezza delle mie affermazioni.  È inutile che estremizzi e travisi ciò che ho scritto, dicendo che avrei &quot;cambiato le parole&quot; e tirando fuori robe che non c&#039;entrano nulla (come Marchionne o il consigliere da 100mila euro). Non è vero, come scrivi, che oggi ognuno è pagato &quot;in base al suo lavoro&quot;: è pagato in base al profitto che il suo lavoro porta al capitale e in base alla sua forza contrattuale (collettiva o, più spesso, individuale), e questa è una cosa totalmente diversa (spero che non ti sfugga la differenza tra utilità capitalistica e utilità sociale di un certo lavoro). E per la cronaca, ritengo che la fase di transizione dal capitalismo al comunismo sarà necessariamente lunga, e talmente indispensabile da non poter essere archiviata (come tu fai) come &quot;straordinaria&quot;. Nessun paese socialista nella storia ha mai superato questa fase di transizione: qualcuno è crollato, altri resistono, altri addirittura crescono - e sinceramente non credo che noi comunisti italiani saremo così bravi da non doverci porre questo problema, e non dover spiegare il nostro progetto a coloro a cui ci rivolgiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nunzio, se si propone di rinunciare definitivamente alla ricerca dell&#8217;eguaglianza tra gli uomini si sta di fatto proponendo di rinunciare al comunismo. Il fatto che una parte maggioritaria delle classi sociali a cui ci rivolgiamo abbia messo da parte l&#8217;eguaglianza in nome dell&#8217;individualismo non è un fatto naturale, ma è segno della vittoria egemonica del capitalismo negli ultimi decenni.</p>
<p>Questo però non toglie che, come ho scritto, un comunista debba sempre porsi il problema di come arrivare effettivamente all&#8217;eguaglianza e all&#8217;abolizione dello sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo: per quali fasi, con quali alleanze, con quale strategia e tattica.</p>
<p>Quando parli della necessità di trovare un&#8217;intesa tra lavoratori e piccoli o piccolissimi imprenditori stai rimettendo in luce la necessità di ricreare un blocco storico, un fronte di classi sociali unite da rivendicazioni progressiste. Questo è stato storicamente il lavoro dei comunisti, in tutti i paesi, fin dalla rivoluzione d&#8217;ottobre (quando i bolscevichi adottarono il programma agrario piccolo-borghese di divisione delle terre, perché esso consentiva l&#8217;unità tra operai e contadini molto più del programma bolscevico originario di statalizzazione delle terre).</p>
<p>Questo stesso principio si ritrova anche nella linea del PCI nel dopoguerra, che dopo la &#8220;svolta di Salerno&#8221; coltivò un progetto di transizione democratica (e pacifica) al socialismo, basato sulla messa in atto della Costituzione (a partire dall&#8217;articolo 1: l&#8217;Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro) e la ricerca di una alleanza progressista, imperniata sul movimento dei lavoratori e sulle sue rivendicazioni, che rappresentasse la maggioranza sociale del Paese.</p>
<p>Uno dei più grossi problemi dei comunisti italiani di oggi, a mio parere, è che hanno dimenticato queste importantissime lezioni storiche, con i loro successi ed i loro errori, e si sono condannati a reinventare troppe cose, scadendo spesso in un nuovismo incapace di valutare le proprie conquiste e i propri fallimenti.</p>
<p>Infine, per Carlo: mi sembra di essere stato chiaro nei miei interventi, ho anche dato i riferimenti per verificare la correttezza delle mie affermazioni.  È inutile che estremizzi e travisi ciò che ho scritto, dicendo che avrei &#8220;cambiato le parole&#8221; e tirando fuori robe che non c&#8217;entrano nulla (come Marchionne o il consigliere da 100mila euro). Non è vero, come scrivi, che oggi ognuno è pagato &#8220;in base al suo lavoro&#8221;: è pagato in base al profitto che il suo lavoro porta al capitale e in base alla sua forza contrattuale (collettiva o, più spesso, individuale), e questa è una cosa totalmente diversa (spero che non ti sfugga la differenza tra utilità capitalistica e utilità sociale di un certo lavoro). E per la cronaca, ritengo che la fase di transizione dal capitalismo al comunismo sarà necessariamente lunga, e talmente indispensabile da non poter essere archiviata (come tu fai) come &#8220;straordinaria&#8221;. Nessun paese socialista nella storia ha mai superato questa fase di transizione: qualcuno è crollato, altri resistono, altri addirittura crescono &#8211; e sinceramente non credo che noi comunisti italiani saremo così bravi da non doverci porre questo problema, e non dover spiegare il nostro progetto a coloro a cui ci rivolgiamo.</p>
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	<item>
		<title>Di: buran</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1030</link>
		<dc:creator>buran</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 21:55:45 +0000</pubDate>
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		<description>Si, si, la supercazzola prematurata con scappellamento a destra. E se io ti rispondessi una cosa come &quot;vice sindaco&quot;, eh?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, si, la supercazzola prematurata con scappellamento a destra. E se io ti rispondessi una cosa come &#8220;vice sindaco&#8221;, eh?</p>
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	<item>
		<title>Di: nunzio</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1029</link>
		<dc:creator>nunzio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:20:24 +0000</pubDate>
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		<description>Per Andrea
Riguardo al capitalismo, d’accordo! Ma, la mia domanda era più specifica.

Per Andrea e Carlo

Una precisazione. ho detto che;
 “ Se “, la linea politica deve essere quella dei compromessi,  accordi, inciuci, con altri che come si evince dai fatti, hanno dimostrato  di non voler cambiare le cose in senso socialista, anzi.”
-se venendo a compromessi con altri  non si riesce a fare niente
-se senza compromessi dati i numeri non può fare niente
- se per poter fare qualcosa bisogna avere maggiore consenso
-se restando su questa posizione dogmatica dell’uguaglianza non si riesce ad avere maggiore consenso, anzi
Allora, forse, non sarebbe meglio fare dei compromessi con noi stessi?

Ma perché in modo permanente? 

 Un compromesso, per me significa una condizione momentanea, probabilmente di lungo periodo, questo si, sicuramente, ma non significa permanente. Un vero compromesso, non significa cambiare idea, ma fare qualcosa di vero, di concreto, per avvicinarsi e per avvicinare anche altri, alla propria idea di vita sociale chiamata comunismo, e l’unico modo sicuro, per essere certi che si faccia questo qualcosa e comprometterci con noi stessi.

Per quanto riguarda i mezzi di produzione invece;
un sogno; 
se l’ipotesi di smussare il dogma-ugaglianza (e qui il compromesso con noi stessi) si traducesse in un ampio consenso (ma è un sogno), coinvolgendo lavoratori e piccolissimi imprenditori (che nell’attualità economica  a mio avviso non sono il vero problema), dato che attualmente la scelta a sinistra è; o noi o il Pd, che non ha niente di sinistra,
 Quindi ipotizzando che si traducesse in un ampio consenso, e che vi sia una reale volontà politica di cambiamento in senso socialista, cosa succederebbe, e cosa se ne farebbero dei mezzi di produzione, se una forza politica alternativa, contraria a questo sistema economico, riuscisse ad unire veramente  i lavoratori? 
Ovviamente, se questa forza arrivasse ad avere i numeri necessari per dettare leggi, solo cosi immagino che si potrebbe veramente fare qualcosa, che ad esempio (ma e solo un esempio)  impedisse ai capitalisti di guadagnare più di un tot (la piccola differenza), qualunque cosa essi producano? Ci sarebbe sempre la convenienza a produrre una cosa piuttosto che un’altra? E poi, se questa forza diventasse sufficientemente forte, questi mezzi di produzione non si potrebbero espropriare, come qualunque altra espropriazione che viene fatta oggi, in nome dell’utilità sociale? O costruirne dei nuovi? Il problema però quale sarebbe? Il problema è il funzionamento attuale della cosa pubblica, (Troppa corruzione,troppi incarichi non meritati, troppa burocrazia, tempi troppo lunghi, domande su domande su domande, ecc…non si finisce mai),  che non funziona,  se per riferimento si dovesse prendere il sistema attuale, “Buonanotte”!

Non sarebbe bello poter dire, con un bel decreto, dall’oggi al domani, d’un colpo,  a un signor Berlusconi,  Agnelli, Caltagirone, Benetton, De Benedetti,Ligresti, Montezemolo, Colanino, ecc…
ai vari personaggi dello spettacolo, da oggi qualunque cosa fate,  qualunque cosa producete non è consentito  guadagnare più di tot? 
Imporre un fortissimo limite al reddito dall’oggi al domani. 
Senza torcergli un capello, ma semplicemente privandoli della libertà di sfruttare i propri simili. In pratica o smetterebbero di lavorare, o dovrebbero farlo gratis, rinunciando alla rendita in surplus.  Una rivoluzione democratica, senza guerra, che sogno! 
Invece di fare accordi, compromessi, con altri che in realtà  hanno dimostrato di non avere interesse a cambiare questo sistema economico, perché non trovare il modo di essere noi stessi con un compromesso sulle nostre stesse idee a cercare di cambiare questo sistema economico, attualmente senza alternative? 
A cercare di unire la forza necessaria per una rivoluzione economica democratica?.
E dati i numeri attuali, cerchiamo di essere onesti, sinceri, a mio avviso, scartando l’idea di una rivoluzione armata, (sono un pacifista, oltretutto le guerre sono sempre i poveri a farle,  non potrei mai combattere contro i miei simili) l’unico modo possibile sembra essere quello di essere noi ad andare incontro alle idee, alle posizioni, di tutti questi operai, che di fatto sono la maggioranza di noi stessi lavoratori, che pur condividendo molti problemi, pur essendo anticapitalisti, ma contrari alla totale uguaglianza economica,  e favorevoli al fatto che il loro principale guadagni  quel poco in più,
 votano, hanno votato Pd, Udc, Pdl, Lega, ecc…forse perché non hanno mai avuto alternative? Favorevoli a questa piccola differenza, perché sono state le persone che più gli sono state vicino, in momenti di necessità? Perché si sono sentiti traditi politicamente? E perché da anni e anni, non si è mai fatto qualcosa di vero in loro favore, come ad esempio ha fatto il Pd,  dimostrando nella realtà, di non avere assolutamente nulla di un partito social-democratico, di non avere alcun interesse verso un cambiamento progressivo in senso socialista, ma di avere interessi in tutt’altro senso? I motivi potrebbero essere tanti.
Peccato che è un sogno! 

Saluti da Nunzio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Andrea<br />
Riguardo al capitalismo, d’accordo! Ma, la mia domanda era più specifica.</p>
<p>Per Andrea e Carlo</p>
<p>Una precisazione. ho detto che;<br />
 “ Se “, la linea politica deve essere quella dei compromessi,  accordi, inciuci, con altri che come si evince dai fatti, hanno dimostrato  di non voler cambiare le cose in senso socialista, anzi.”<br />
-se venendo a compromessi con altri  non si riesce a fare niente<br />
-se senza compromessi dati i numeri non può fare niente<br />
- se per poter fare qualcosa bisogna avere maggiore consenso<br />
-se restando su questa posizione dogmatica dell’uguaglianza non si riesce ad avere maggiore consenso, anzi<br />
Allora, forse, non sarebbe meglio fare dei compromessi con noi stessi?</p>
<p>Ma perché in modo permanente? </p>
<p> Un compromesso, per me significa una condizione momentanea, probabilmente di lungo periodo, questo si, sicuramente, ma non significa permanente. Un vero compromesso, non significa cambiare idea, ma fare qualcosa di vero, di concreto, per avvicinarsi e per avvicinare anche altri, alla propria idea di vita sociale chiamata comunismo, e l’unico modo sicuro, per essere certi che si faccia questo qualcosa e comprometterci con noi stessi.</p>
<p>Per quanto riguarda i mezzi di produzione invece;<br />
un sogno;<br />
se l’ipotesi di smussare il dogma-ugaglianza (e qui il compromesso con noi stessi) si traducesse in un ampio consenso (ma è un sogno), coinvolgendo lavoratori e piccolissimi imprenditori (che nell’attualità economica  a mio avviso non sono il vero problema), dato che attualmente la scelta a sinistra è; o noi o il Pd, che non ha niente di sinistra,<br />
 Quindi ipotizzando che si traducesse in un ampio consenso, e che vi sia una reale volontà politica di cambiamento in senso socialista, cosa succederebbe, e cosa se ne farebbero dei mezzi di produzione, se una forza politica alternativa, contraria a questo sistema economico, riuscisse ad unire veramente  i lavoratori?<br />
Ovviamente, se questa forza arrivasse ad avere i numeri necessari per dettare leggi, solo cosi immagino che si potrebbe veramente fare qualcosa, che ad esempio (ma e solo un esempio)  impedisse ai capitalisti di guadagnare più di un tot (la piccola differenza), qualunque cosa essi producano? Ci sarebbe sempre la convenienza a produrre una cosa piuttosto che un’altra? E poi, se questa forza diventasse sufficientemente forte, questi mezzi di produzione non si potrebbero espropriare, come qualunque altra espropriazione che viene fatta oggi, in nome dell’utilità sociale? O costruirne dei nuovi? Il problema però quale sarebbe? Il problema è il funzionamento attuale della cosa pubblica, (Troppa corruzione,troppi incarichi non meritati, troppa burocrazia, tempi troppo lunghi, domande su domande su domande, ecc…non si finisce mai),  che non funziona,  se per riferimento si dovesse prendere il sistema attuale, “Buonanotte”!</p>
<p>Non sarebbe bello poter dire, con un bel decreto, dall’oggi al domani, d’un colpo,  a un signor Berlusconi,  Agnelli, Caltagirone, Benetton, De Benedetti,Ligresti, Montezemolo, Colanino, ecc…<br />
ai vari personaggi dello spettacolo, da oggi qualunque cosa fate,  qualunque cosa producete non è consentito  guadagnare più di tot?<br />
Imporre un fortissimo limite al reddito dall’oggi al domani.<br />
Senza torcergli un capello, ma semplicemente privandoli della libertà di sfruttare i propri simili. In pratica o smetterebbero di lavorare, o dovrebbero farlo gratis, rinunciando alla rendita in surplus.  Una rivoluzione democratica, senza guerra, che sogno!<br />
Invece di fare accordi, compromessi, con altri che in realtà  hanno dimostrato di non avere interesse a cambiare questo sistema economico, perché non trovare il modo di essere noi stessi con un compromesso sulle nostre stesse idee a cercare di cambiare questo sistema economico, attualmente senza alternative?<br />
A cercare di unire la forza necessaria per una rivoluzione economica democratica?.<br />
E dati i numeri attuali, cerchiamo di essere onesti, sinceri, a mio avviso, scartando l’idea di una rivoluzione armata, (sono un pacifista, oltretutto le guerre sono sempre i poveri a farle,  non potrei mai combattere contro i miei simili) l’unico modo possibile sembra essere quello di essere noi ad andare incontro alle idee, alle posizioni, di tutti questi operai, che di fatto sono la maggioranza di noi stessi lavoratori, che pur condividendo molti problemi, pur essendo anticapitalisti, ma contrari alla totale uguaglianza economica,  e favorevoli al fatto che il loro principale guadagni  quel poco in più,<br />
 votano, hanno votato Pd, Udc, Pdl, Lega, ecc…forse perché non hanno mai avuto alternative? Favorevoli a questa piccola differenza, perché sono state le persone che più gli sono state vicino, in momenti di necessità? Perché si sono sentiti traditi politicamente? E perché da anni e anni, non si è mai fatto qualcosa di vero in loro favore, come ad esempio ha fatto il Pd,  dimostrando nella realtà, di non avere assolutamente nulla di un partito social-democratico, di non avere alcun interesse verso un cambiamento progressivo in senso socialista, ma di avere interessi in tutt’altro senso? I motivi potrebbero essere tanti.<br />
Peccato che è un sogno! </p>
<p>Saluti da Nunzio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carlo circolo bianchini genova</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1026</link>
		<dc:creator>carlo circolo bianchini genova</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 22:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>PER ANDREA.
Caro Andrea,chiacchierare è la mia passione preferita, se a te sta bene, possiamo divertirci quanto ti pare, con la premessa , che non deve esserci la volontà di offendere o deridere nessuno, ma semplicemente, discutere dando per scontata, la buona fede di ognuno.
Sono convinto che sei sinceramente in buona fede, e sei anche un bravo compagno per questo, credo che valga la pena di non interrompere la catena, e chiarirsi ulteriormente.
Caro Andrea, che ne penseresti di un dottore che avendoti , ordinato degli antibiotici,in condizioni di malattia , poi pretenderebbe di farteli prendere sempre? Anche quando sei guarito? penseresti male perché sai che ci sono condizioni straordinari che gli antibiotici vanno presi e condizioni ordinari dove non si prendono , perché non si può confondere l’eccezione con la regola. Ora caro Andrea tu quando parlavi con Nunzio mi pare, non hai specificato che in condizioni particolari, tutto o quasi è giustificato, tu parlavi (ed il post è ancora la da poter leggere)di una situazione ordinaria, perché Nunzio alla quale rispondevi, parlava si situazione ordinaria ,non di fase transitoria,tutti sappiamo delle NEP di sovietica memoria.
È per questo che mi sono stupito ed intromesso, perché non è corretto estrapolare discorsi da un contesto, e calarli in altri contesti, perchè con questo metodo a MARX e LENIN gli facciamo dire di tutto, ed il suo contrario,
la citazione da te usata,cambiando anche le parole, non ha senso ed è la morte del comunismo perché (DA OGNUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’ AD OGNUNO SECONDO IL SUO LAVORO, come tu ha detto è quello che succede adesso non ci sarebbe bisogno di aspettare il comunismo, perche l’avvocato il medico (secondo il suo lavoro) guadagna di più dell’operaio, ed anche Marchionne(secondo il suo lavoro) guadagna molto di più di un operaio, ed il comunismo nasce, per negare questo, non per affermarlo come fai tu con questa frase, mentre quella giusta” DA OGNUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITA’ AD OGNUNO SECONDO LA SUA NECESSITA’, è il trionfo del comunismo, perché dice, un vecchio, un malato può dare meno alla collettività di quanto può un giovane e sano , ma prelevare dalla collettività non( secondo il suo lavoro) ma secondo la sua necessità.
Nunzio dice bene, ad interpretando inconsciamente MARX , pensa che esiste anche una casta , ed un ceto politico che secondo le sue condizioni oggettive, può chiamarsi comunista ma non lo è.
In questi giorni un nostro consigliere regionale, dopo 2 mandati ha preso 100.000.00 €(centomila euro) di liquidazione. Per 10 anni di lavoro sono 10.000 diecimila euro al’anno solo di liquidazione, con queste cifre ti spieghi se vuoi capire il perché della lotta dei lunghi coltelli per essere candidati, lo so che danno qualcosa al partito ma liquidazioni,benefit privilegi come telefonini Pc trasporti gratis per i figli, pensioni d’oro, fanno di questa casta una classe antitetica, delle classi che dicono di voler rappresentare.
Ma sono sicuro che tu sei un accanito combattente contro questi privilegi, e pensi che la casta va combattuta in tutti i modi e trovi sconcertante che il nostro partito , senza nessuna urgenza o motivazioni  ricorre alle deroghe per candidare a genova  (2) consiglieri per il terzo mandato, invece sono convinto che tu proprio, per impedire, che si formano incrostazioni, saresti favorevole per un solo mandato 
Parlavo di falsificatori della bibbia, perché VOLTERRE, ci ha mostrato che cambiando i contesti e traducendo le parale no secondo lo spirito in cui nacquero, possiamo anche affermare che Cristo è morto di raffreddore.  
Saluti affettuosi Carlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PER ANDREA.<br />
Caro Andrea,chiacchierare è la mia passione preferita, se a te sta bene, possiamo divertirci quanto ti pare, con la premessa , che non deve esserci la volontà di offendere o deridere nessuno, ma semplicemente, discutere dando per scontata, la buona fede di ognuno.<br />
Sono convinto che sei sinceramente in buona fede, e sei anche un bravo compagno per questo, credo che valga la pena di non interrompere la catena, e chiarirsi ulteriormente.<br />
Caro Andrea, che ne penseresti di un dottore che avendoti , ordinato degli antibiotici,in condizioni di malattia , poi pretenderebbe di farteli prendere sempre? Anche quando sei guarito? penseresti male perché sai che ci sono condizioni straordinari che gli antibiotici vanno presi e condizioni ordinari dove non si prendono , perché non si può confondere l’eccezione con la regola. Ora caro Andrea tu quando parlavi con Nunzio mi pare, non hai specificato che in condizioni particolari, tutto o quasi è giustificato, tu parlavi (ed il post è ancora la da poter leggere)di una situazione ordinaria, perché Nunzio alla quale rispondevi, parlava si situazione ordinaria ,non di fase transitoria,tutti sappiamo delle NEP di sovietica memoria.<br />
È per questo che mi sono stupito ed intromesso, perché non è corretto estrapolare discorsi da un contesto, e calarli in altri contesti, perchè con questo metodo a MARX e LENIN gli facciamo dire di tutto, ed il suo contrario,<br />
la citazione da te usata,cambiando anche le parole, non ha senso ed è la morte del comunismo perché (DA OGNUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’ AD OGNUNO SECONDO IL SUO LAVORO, come tu ha detto è quello che succede adesso non ci sarebbe bisogno di aspettare il comunismo, perche l’avvocato il medico (secondo il suo lavoro) guadagna di più dell’operaio, ed anche Marchionne(secondo il suo lavoro) guadagna molto di più di un operaio, ed il comunismo nasce, per negare questo, non per affermarlo come fai tu con questa frase, mentre quella giusta” DA OGNUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITA’ AD OGNUNO SECONDO LA SUA NECESSITA’, è il trionfo del comunismo, perché dice, un vecchio, un malato può dare meno alla collettività di quanto può un giovane e sano , ma prelevare dalla collettività non( secondo il suo lavoro) ma secondo la sua necessità.<br />
Nunzio dice bene, ad interpretando inconsciamente MARX , pensa che esiste anche una casta , ed un ceto politico che secondo le sue condizioni oggettive, può chiamarsi comunista ma non lo è.<br />
In questi giorni un nostro consigliere regionale, dopo 2 mandati ha preso 100.000.00 €(centomila euro) di liquidazione. Per 10 anni di lavoro sono 10.000 diecimila euro al’anno solo di liquidazione, con queste cifre ti spieghi se vuoi capire il perché della lotta dei lunghi coltelli per essere candidati, lo so che danno qualcosa al partito ma liquidazioni,benefit privilegi come telefonini Pc trasporti gratis per i figli, pensioni d’oro, fanno di questa casta una classe antitetica, delle classi che dicono di voler rappresentare.<br />
Ma sono sicuro che tu sei un accanito combattente contro questi privilegi, e pensi che la casta va combattuta in tutti i modi e trovi sconcertante che il nostro partito , senza nessuna urgenza o motivazioni  ricorre alle deroghe per candidare a genova  (2) consiglieri per il terzo mandato, invece sono convinto che tu proprio, per impedire, che si formano incrostazioni, saresti favorevole per un solo mandato<br />
Parlavo di falsificatori della bibbia, perché VOLTERRE, ci ha mostrato che cambiando i contesti e traducendo le parale no secondo lo spirito in cui nacquero, possiamo anche affermare che Cristo è morto di raffreddore.<br />
Saluti affettuosi Carlo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: amadeo bordiga</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1025</link>
		<dc:creator>amadeo bordiga</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 15:01:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=801#comment-1025</guid>
		<description>L&#039;idea che con un&#039;oretta di tempo, la penna e il calamaio qualche buon figliolo si metta a freddo a rediger testi, o anche che lo faccia la cirenea &quot;base&quot; per l&#039;invito di una circolare, o una effimera riunione accademica chiassosa o clandestina, è idea bambocciale. I risultati sono da diffidare e squalificare in partenza. Soprattutto quando una tale disposizione di dettami viene dai maniaci dell&#039;opera e dell&#039;intervento umano sulla storia. Intervengono uomini, dati uomini, o un dato Uomo con la maiuscola? Vecchia questione. La storia la fanno gli uomini, soltanto che sanno assai poco perché la fanno e come la fanno. Ma in genere tutti i &quot;patiti&quot; dell&#039;azione umana, e i dileggiatori di un preteso automatismo fatalista, da una parte sono quelli che accarezzano - nel proprio foro interiore - l&#039;idea di avere nel corpicciuolo quel tale Uomo predestinato, dall&#039;altra sono proprio quelli che nulla hanno capito e nulla possono; nemmeno intendere che la storia non guadagna o perde un decimo di secondo, sia che essi dormano come ghiri, sia che realizzino il sogno generoso di dimenarsi come ossessi. Con gelido cinismo e senza il minimo rimorso ad ogni esemplare superattivista più o meno autoconvinto di serissime funzioni, e ad ogni sinedrio di novatori e pilotatori del domani ripetiamo: &quot;jateve a cuccà!&quot;. Siete impotenti anche a caricare la sveglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea che con un&#8217;oretta di tempo, la penna e il calamaio qualche buon figliolo si metta a freddo a rediger testi, o anche che lo faccia la cirenea &#8220;base&#8221; per l&#8217;invito di una circolare, o una effimera riunione accademica chiassosa o clandestina, è idea bambocciale. I risultati sono da diffidare e squalificare in partenza. Soprattutto quando una tale disposizione di dettami viene dai maniaci dell&#8217;opera e dell&#8217;intervento umano sulla storia. Intervengono uomini, dati uomini, o un dato Uomo con la maiuscola? Vecchia questione. La storia la fanno gli uomini, soltanto che sanno assai poco perché la fanno e come la fanno. Ma in genere tutti i &#8220;patiti&#8221; dell&#8217;azione umana, e i dileggiatori di un preteso automatismo fatalista, da una parte sono quelli che accarezzano &#8211; nel proprio foro interiore &#8211; l&#8217;idea di avere nel corpicciuolo quel tale Uomo predestinato, dall&#8217;altra sono proprio quelli che nulla hanno capito e nulla possono; nemmeno intendere che la storia non guadagna o perde un decimo di secondo, sia che essi dormano come ghiri, sia che realizzino il sogno generoso di dimenarsi come ossessi. Con gelido cinismo e senza il minimo rimorso ad ogni esemplare superattivista più o meno autoconvinto di serissime funzioni, e ad ogni sinedrio di novatori e pilotatori del domani ripetiamo: &#8220;jateve a cuccà!&#8221;. Siete impotenti anche a caricare la sveglia.</p>
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		<title>Di: Zukov</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1024</link>
		<dc:creator>Zukov</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 14:22:17 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Vincenzo.
E aspetto ancora novità sulla Campania, proprio per questa necessità di parlare chiaro. Ricordo che ci sono da raccogliere le firme. O vogliamo non presentarci? Non è che si sta trattando per un accordo tecnico con De Luca? SIAMO IN RITARDO!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Vincenzo.<br />
E aspetto ancora novità sulla Campania, proprio per questa necessità di parlare chiaro. Ricordo che ci sono da raccogliere le firme. O vogliamo non presentarci? Non è che si sta trattando per un accordo tecnico con De Luca? SIAMO IN RITARDO!!!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Adriano</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1022</link>
		<dc:creator>Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 18:25:37 +0000</pubDate>
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		<description>Quando il PRC comincerà a trattare il PD come feroce avversario quale è sarà sempre troppo tardi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il PRC comincerà a trattare il PD come feroce avversario quale è sarà sempre troppo tardi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Zukov</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1021</link>
		<dc:creator>Zukov</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:18:30 +0000</pubDate>
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		<description>Se così fosse sarei felicissimo. Ma possibile che non si trovi la notizia da nessuna parte? Chi sarà il candidato?
Confido che anche in Umbria si faccia lo stesso, appoggiando Orfeo Goracci. Ho letto però che Diliberto si è subito staccato, correndo tra le braccia del PD. Incredibile... un danno immenso per la credibilità della FdS. Certe cose proprio non le capisco (e non rispondetemi, è un modo di dire... immagino tranquillamente cosa possa essere successo...).
Qualcuno parli con Diliberto. Alla svelta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se così fosse sarei felicissimo. Ma possibile che non si trovi la notizia da nessuna parte? Chi sarà il candidato?<br />
Confido che anche in Umbria si faccia lo stesso, appoggiando Orfeo Goracci. Ho letto però che Diliberto si è subito staccato, correndo tra le braccia del PD. Incredibile&#8230; un danno immenso per la credibilità della FdS. Certe cose proprio non le capisco (e non rispondetemi, è un modo di dire&#8230; immagino tranquillamente cosa possa essere successo&#8230;).<br />
Qualcuno parli con Diliberto. Alla svelta.</p>
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		<title>Di: vincenzo</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2010/02/scenari-a-sinistra/comment-page-1/#comment-1020</link>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 15:32:24 +0000</pubDate>
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		<description>UN ESEMPIO DI SCUOLA
Qualche anno fa venne approvata in Sicilia dai partiti del sistema(AN,FI.Margherita, DS, UDC) una legge elettorale che imponeva uno sbarramento del 5% per le elezioni regionali. 
Fu proposto un referendum abrogativo di quella norma liberticida ed antidemocratica. Nel mio paese abbiamo chiesto un incontro ai dirigenti locali dei DS ed abbiamo detto, senza giri di parole: Se i DS locali avessero votato contro quel referendum, cioè NO, potevano scordarsi di considerarci loro alleati, perchè in realtà volevano vederci soccombere come vittime, così come avevano fatto i loro &quot;deputati&quot; regionali. Dal loro comportamento nel referendum avremmo deciso se allearci o meno nelle amministrative comunali.
In Sicilia i SI, per l&#039;abrogazione della legge, ottennero il 35%. Nel mio paese ottennero, invece, il 67%. Ovviamente alle successive amministrative ci alleammo con i DS.
Domanda. E se il partito in tutti i territori della Sicila avesse adottato lo stesso identico criterio di lealtà e fermezza siamo sicuri che quella legge sarebbe passata? Quella legge, tra l&#039;altro, costituì l&#039;apripista per tutte le altre leggi che in giro per l&#039;Italia introduevano sbarramenti più o meno decenti.
Ci può stare che fra gli scenari politici ipotizzabili ci sia un&#039;alleanza quasi organica col PD? Non mi scandalizzerei di un&#039; ipotesi simile se alla base dell&#039;intesa c&#039;è qualche elemento qualificante.
Quale? Ripubblicizzazione dell&#039;acqua, no al nucleare, no alla precarietà.
Invece di affannarsi a fare le pulci ai candidati sindaci e presidenti di regioni e province, si dovrebbe- si doveva?- porre una questione programmatica e un profilo politico. Il PD e suoi sudditi non ci stanno? Si assumano da soli l&#039;onere di battere le destre; se non ci riescono, la responsabilità sarà tutta loro. La gente non lo capirà? Forse.
Penso che avremmo fatto meglio a presentare subito l&#039;alternativa Agnoletto in Lombardia, dicendo al signor Penati &quot; Egregio amico, noi siamo un partito autonomo dal PD e ci presentiamo con il nostro programma e la nostra squadra. Se vuoi una chance in più per battere Formigoni, abbiamo queste proposte, diversamente ti arrangi e ti assumi la responsabilità di riconsegnare la regione alle destre&quot;. Sarebbe stato molto meglio che piangere appresso a questo boss nordico ed implorare l&#039;intercessione di SEL. 
L&#039;ho fatta semplice per intenderci. E poi, chi ha stabilito che la politica debba essere necesseriamente astrusa, contorta e perciò anche incomprensibile? Spero che il sacrificio di Agnoletto serva almeno a consegnarci un futuro leader della Federazione che fa della chiarezza, della semplicità, della passione e dell&#039;idealità elementi costituenti del suo essere politico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>UN ESEMPIO DI SCUOLA<br />
Qualche anno fa venne approvata in Sicilia dai partiti del sistema(AN,FI.Margherita, DS, UDC) una legge elettorale che imponeva uno sbarramento del 5% per le elezioni regionali.<br />
Fu proposto un referendum abrogativo di quella norma liberticida ed antidemocratica. Nel mio paese abbiamo chiesto un incontro ai dirigenti locali dei DS ed abbiamo detto, senza giri di parole: Se i DS locali avessero votato contro quel referendum, cioè NO, potevano scordarsi di considerarci loro alleati, perchè in realtà volevano vederci soccombere come vittime, così come avevano fatto i loro &#8220;deputati&#8221; regionali. Dal loro comportamento nel referendum avremmo deciso se allearci o meno nelle amministrative comunali.<br />
In Sicilia i SI, per l&#8217;abrogazione della legge, ottennero il 35%. Nel mio paese ottennero, invece, il 67%. Ovviamente alle successive amministrative ci alleammo con i DS.<br />
Domanda. E se il partito in tutti i territori della Sicila avesse adottato lo stesso identico criterio di lealtà e fermezza siamo sicuri che quella legge sarebbe passata? Quella legge, tra l&#8217;altro, costituì l&#8217;apripista per tutte le altre leggi che in giro per l&#8217;Italia introduevano sbarramenti più o meno decenti.<br />
Ci può stare che fra gli scenari politici ipotizzabili ci sia un&#8217;alleanza quasi organica col PD? Non mi scandalizzerei di un&#8217; ipotesi simile se alla base dell&#8217;intesa c&#8217;è qualche elemento qualificante.<br />
Quale? Ripubblicizzazione dell&#8217;acqua, no al nucleare, no alla precarietà.<br />
Invece di affannarsi a fare le pulci ai candidati sindaci e presidenti di regioni e province, si dovrebbe- si doveva?- porre una questione programmatica e un profilo politico. Il PD e suoi sudditi non ci stanno? Si assumano da soli l&#8217;onere di battere le destre; se non ci riescono, la responsabilità sarà tutta loro. La gente non lo capirà? Forse.<br />
Penso che avremmo fatto meglio a presentare subito l&#8217;alternativa Agnoletto in Lombardia, dicendo al signor Penati &#8221; Egregio amico, noi siamo un partito autonomo dal PD e ci presentiamo con il nostro programma e la nostra squadra. Se vuoi una chance in più per battere Formigoni, abbiamo queste proposte, diversamente ti arrangi e ti assumi la responsabilità di riconsegnare la regione alle destre&#8221;. Sarebbe stato molto meglio che piangere appresso a questo boss nordico ed implorare l&#8217;intercessione di SEL.<br />
L&#8217;ho fatta semplice per intenderci. E poi, chi ha stabilito che la politica debba essere necesseriamente astrusa, contorta e perciò anche incomprensibile? Spero che il sacrificio di Agnoletto serva almeno a consegnarci un futuro leader della Federazione che fa della chiarezza, della semplicità, della passione e dell&#8217;idealità elementi costituenti del suo essere politico.</p>
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