Profondi cambiamenti

Con il comitato regionale dell’Umbria che si è tenuto il 22 febbraio si è conclusa la fase in cui  la Federazione della Sinistra ha discusso le forme attraverso cui presentarsi  alle elezioni regionali. Il Cpr umbro ha votato all’unanimità la proposta di accordo programmatico e, quindi, la partecipazione alla coalizione di centro-sinistra che, in quella regione, comprende Pd, Fds, Idv, Sel. L’Udc corre da sola. L’accordo raggiunto è positivo. Potete leggerlo alla fine di questo post. Il merito è del gruppo dirigente del Prc che, di fronte alle tentazioni del Pd di allargare la coalizione all’Udc, non ha esitato a presentare un candidato alternativo (il compagno Goracci, sindaco di Gubbio) e un programma.
Credo sia importante il fatto che la Federazione della Sinistra, alla prima impegnativa prova elettorale, sia riuscita a presentarsi unita in tutte e tredici le regioni. Non è stato facile, ma ci siamo riusciti. E’ un importante passo avanti rispetto al giugno dello scorso anno quando in concomitanza delle elezioni europee si svolse una importante tornata amministrativa e, come ricorderete, in molti comuni e province la lista comunista e anticapitalista si presentò divisa. Questo risultato va messo a valore anche nella campagna elettorale: si tratta di una prima inversione di tendenza dopo tante scissioni e divisioni che hanno caratterizzato la sinistra e i comunisti in questi anni. Così come è importante che la Federazione della Sinistra abbia costruito simboli comuni, in Toscana e in Puglia, con forze ambientaliste, che nelle Marche a contrastare la svolta a destra del centro sinistra ci sia una coalizione che comprende anche Sinistra ecologia e libertà e che in Lombardia siano entrati nelle nostre liste personaggi conosciuti come Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi… Dispiace che in Campania, nonostante gli impegni solenni della vigilia, sia Idv che Sel si siano acconciati a sostenere De Luca.

In molti commenti del precedente post è stata criticata la scelta fatta in Calabria di sostenere la candidatura di Loiero. Come sapete, già sulla decisione maturata più di un anno fa da parte del Prc calabrese di rientrare in giunta, si era manifestata una divergenza con la segreteria nazionale che non aveva condiviso quella scelta. La collocazione del Prc nella maggioranza di Loiero ha reso anche più difficile la realizzazione di un percorso che potesse portare alla costruzione di un polo di sinistra alternativo capace di spingere il Pd a proporre una candidatura diversa e anche  di coinvolgere l’Idv, il cui sostegno è indispensabile per battere la destra. Ritengo che questo sia stato un errore che il gruppo dirigente del Prc regionale ha compiuto nei mesi scorsi. Va anche detto che l’Idv senza discuterne con nessuno ha messo subito in campo una propria candidatura, Callipo, che per il proprio profilo politico (provenienza An-centrodestra) e programmatico (presidente Confindustria)  non poteva certo rappresentare una alternativa per noi accettabile. Infine, bisogna aggiungere  che il Pdci ha manifestato fin da subito la propria indisponibilità a qualsiasi opzione che non fosse la riconferma di Loiero. In ogni caso, in queste condizioni, la vittoria del centro sinistra è praticamente impossibile e dopo le elezioni si potrà fare un bilancio di tutta questa vicenda. Adesso tutto il partito calabrese, indipendentemente dalle posizioni diverse che  sono state espresse su questa vicenda, deve impegnarsi per far conseguire alla Federazione della Sinistra il miglior risultato, tenendo presente che in Calabria per eleggere occorre superare lo sbarramento del quattro per cento.
In conclusione, su queste elezioni regionali, pur in presenza di alcuni limiti, mi pare si possa dire che Rifondazione Comunista torna ad essere quella di alcuni anni fa quando gli accordi non si facevano a prescindere, ma a partire dai contenuti. È una scelta che dobbiamo valorizzare, tutti assieme. A sinistra, in questa competizione elettorale, non c’è nessun’altra forza politica che possa vantare la nostra coerenza di comportamento, poiché sia Idv sia Sel hanno stretto accordi di governo ovunque senza porre condizioni né programmatiche né sui confini della  coalizione.

In numerosi commenti al precedente post, in particolare in quello di Ramon Mantovani, si ripropone il tema del partito. In particolare del rapporto tra partito e istituzioni e di episodi degenerativi della nostra vita interna. Anche su questo aspetto viene tirata in ballo, spesso, la Calabria. Io ho un punto di vista diverso. Non perché in Calabria questi problemi non siano presenti. Come ho detto prima e nel precedente post non condivido le scelte politiche e le modalità di gestione che il gruppo dirigente ha praticato in questi anni in quella regione. Ma, avendo girato molto per il partito, soprattutto al Sud, posso testimoniare che gli stessi problemi li ho visti in quasi tutte le altre regioni del Mezzogiorno. Se parliamo di svolgimento dei congressi con centinaia di votanti che comparivano solo al momento di votare la mozione per poi scomparire fino al successivo congresso, tutti sappiamo che questa modalità è stata applicata in modo diffuso oltre che in Calabria, in Puglia, in Campania, in Sardegna e nel Lazio. Così come il condizionamento esercitato nel partito dai rappresentanti istituzionali, grazie ai mezzi che hanno a disposizione, ha coinvolto più di una regione. Aggiungo anche che questi fenomeni non sono stati sempre presenti nella vita interna di Rifondazione Comunista. Si sono diffusi verso la fine degli anni ’90 in concomitanza con un forte incremento del tesseramento al Sud e con l’inizio di una gestione del partito che, rifiutando la sintesi, ha trasformato i congressi in conte interne. Proprio in quegli anni nei regolamenti congressuali venne introdotta la clausola, alla quale mi opposi sempre, ma sempre  in minoranza, secondo la quale ai congressi non votavano i presenti, quelli che avevano partecipato al dibattito: con una apposita norma nel regolamento si consentiva che, alla fine del congresso, per parecchie ore, si potesse andare a votare. Ed ecco allora il prodursi di scene incredibili, con congressi ai quali al dibattito partecipavano 10 persone e votavano in 300. Io penso che per avviare una qualsiasi riforma del partito questa sia la prima modalità da sopprimere. Siamo d’accordo?

Ma il problema è più profondo e complesso: il nostro partito ha bisogno di profondi cambiamenti.
Non che non sia stato fatto nulla, sia in termini di analisi politica sia in termini di proposte pratiche.
Io penso che la conferenza di Carrara abbia dato, da questo punto di vista, un contributo importante.
Il problema è che quasi tutto quanto lì deciso è rimasto lettera morta. Così come il regolamento che noi abbiamo approvato dopo Chianciano va nella giusta direzione e la conferenza di Caserta ha messo i riflettori sulla crisi della forma partito e avanzato alcune proposte che ora dobbiamo provare a praticare. La mia proposta, che già avevo avanzato a Caserta, è che dopo le elezioni si svolga una conferenza d’organizzazione per vedere quali cambiamenti introdurre.
Nel frattempo occorrerebbe fare qualche passo in avanti nel superamento del sistema correntizio interno. Forse può sembrare poco credibile che lo dica chi ha coordinato per parecchi anni la componente di minoranza più grande di Rifondazione. Non è così. C’è una bella differenza tra un gruppo dirigente e un segretario che teorizza e pratica la gestione maggioritaria (Bertinotti) e un gruppo dirigente che teorizza la sintesi (Ferrero). Bisogna però passare dalla teoria alla pratica. Penso che oggi ci siano le condizioni per farlo. Mi riservo di rifletterci sopra e di proporre un contributo compiuto su questo. Intanto non sarebbe male che dal gruppo dirigente al più alto livello si cominciasse a fare qualche atto. Per esempio penso che sarebbe opportuno evitare che chi sta in segreteria nazionale o ha importanti incarichi di partito coordini una componente. Cosi come sarebbe opportuno che questi compagni non tenessero più centralmente o nei territori riunioni di area. Inoltre non sarebbe male che venissero abolite le riunioni nazionali che tutte le aree tengono, ormai da tempo, prima delle riunioni dei comitati politici nazionali, determinando il disinteresse e lo svuotamento di fatto del Cpn stesso. Sono solo pensieri abbozzati.  Dobbiamo parlarne.

Umbria: Accordo di programma PD, Federazione, socialismo 2000

Puoi SCRIVERE UN COMMENTO, o trackback dal tuo sito.

64 commenti to “Profondi cambiamenti”

  1. No Razzismo Day scrive:

    Sabato 6 Marzo a Milano ci sarà una grande manifestazione contro il razzismo, il No Razzismo Day. Una manifestazione per affermare con forza che l’unica razza esistente su questo pianeta è quella umana. I canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa, e sono quegli stessi che ogni giorno presentano gli stranieri come la causa di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Vi chiedo di farvi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.

    Un sentito ringraziamento al Blog http://www.claudiograssi.org per la collaborazione.

  2. salvatore scrive:

    beh che in campania il nostro assessore non funzionasse lo avevo denunciato in tempi non sospetti…ora è candidato con il pd…ferruccio iaccarino ex membro del cpn con alleanza per l’italia di rutelli in campania …. che schifo (direi) ..peccato non voti in lombardia ..lì si che si costruisce l’alternativa ….. in calabria ? come facciamo a criticare idv in campania se poi sosteniamo loiero ? a quando un partito serio che intervenga con autorevolezza ? mi spiace ma di questo passo finiremo mlto male ….. io cmq la mia parte continuo a farla ed a como ho contribuito alla insperata raccolta di circa 2000 firme ……….

  3. vincenzo scrive:

    Posto qui la mia opinione sul sit-in dei giornalisti per difficoltà a inserirla in coda al comunicato stampa di Rinaldi.
    Mi dispiace, non sono d’accordo. Quei talk show non approfondiscono un bel niente;servono come passerella per la maggioranza e la finta opposizione parlamentare. Quei giornalai- specie Floris- si limitano ad eseguire i dettami dei loro mandanti politici ed ignorano spudoratamente tutta la realtà politica e sociale che sta fuori delle aule parlamentari. Che per tre settimane gli italiani siano esentati dal sorbirsi le solite menate è un bene. Lo stesso provvedimento dovrebbe valere per le televisioni private. Semmai si deve parlare di vulnus alla democrazia se esse vengono sottratte a tale obbligo Il problema è di vedere se quegli spazi saranno utilizzati per fare capire agli elettori quali sono le forze in campo e le loro proposte per le imminenti elezioni regionali, partendo dal principio della pari opportunità. Si capisce che la tentazione di impedire alle forze anti sistema di avere voce è forte: qua, sì, bisogna parlare di esercizio di democrazia violenta da parte della palude parlamentare.

  4. un comunista scrive:

    Diliberto Oliviero segretario PdCI sulla Bonino:
    Qualcuno che non le manda a dir dietro!!!
    Indecente che a far campagna elettorale per la Bonino ci siano due di destra pluriomicidi!!
    Fiancheggiamento di Giusva Fioravanti e Francesca Mabro ex terroristi neri
    “E’ indecente che pluriomicidi condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppur in terza fila, alla campagna elettorale della candidata nel Lazio Emma Bonino.

    E noi zitti ovviamente
    saluti comunisti

    • carlo circolo bianchini genova scrive:

      X UN COMUNISTA,
      quanto è bravo Diliberto, colui, proprio perchè è bravo, assieme a Cossutta, e Rizzo, fecero una scissione non per fare i i comunisti duri e puri, “COLORO CHE NON LI MANDANO A DIRE” ma per appaggiare il governo Dalema che ha bombordato la Serbia, senza mandato ONU, inaguando una nuova stagione per la NATO, di cui oggi vediamo gli ulteriori sviluppi, in afganistan, e prossimamente (speriamo di no)in Iran.
      Diliberto e Rizzo, parlano bene e razzolano male, in tutti i governi. locali, e nazionali sono sempre stati i più fedeli servitori degli interessi della classe al potere,ed infine per protagonismo personale, Gallismo italico, le due prime donne si sono fatti un partitino peruno, anche se parlano di unità, forse intendono per unito solo un partito guidato da loro esclusivamente,con buona pace di Grassi che (dicono) stravede per Diliberto.

      • un Comunista scrive:

        INTERVISTA su IL MANIFESTO Di quel milione e duecentomila euro con cui Gennaro Mokbel l’avrebbe tirata fuori dal carcere Francesca Mambro non parla. Ne parla invece suo marito Valerio Fioravanti, il fondatore dei Nar.Tra le mille e seicento pagine d’ordinanza su Mokbel due nomi «eccellenti»: Mambro e Fioravanti.Veniamo usati sì e no per far colore perché nella vicenda non abbiamo nessun ruolo se non un’amicizia – anche se amicizia è forse un termine un po’ eccessivo – risalente ai tempi dell’adolescenza tra Francesca e il suo vicino di casa, Gennaro Mokbel, che all’epoca era un ragazzino coi capelli lunghi sempre in mezzo ai guai.Da allora non l’avete più rivisto?L’abbiamo rincontrato per caso oltre trenta anni dopo, ormai ricco e sposato. Al telefono sostiene di aver pagato un milione e duecentomila euro per far scarcerare Francesca.Noi di soldi non sappiamo niente. A tirarci fuori sono stati la nostra storia, magistrati sereni e i nostri avvocati che – purtroppo per loro – hanno lavorato gratis. Inoltre, se le carte sono vere, io e Francesca siamo «usciti» almeno quattro o cinque anni prima dell’improvviso arricchimento di Mokbel.Ma perché Mokbel l’avrebbe detto?Non lo so. Era una conversazione privata con un amico suo, non a fini politici. Bisognerà leggere meglio le carte e poi ce lo dirà lui. E comunque non ci vedo nessun complotto. Di certo non ai nostri danni.Forse un accreditamento a destra?Noi siamo le ultime persone al mondo utili per un qualsiasi suo accreditamento. Questo è un problema di politica alta e che riguarda politici importanti. Non certo me e Francesca che siamo semplici impiegati del partito radicale che fanno un lavoro di terza fila NELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA BONINO. E che SIAMO CONTENTI di stare in terza fila. E DI STARE CON LA BONINO.

      • claudio scrive:

        Caro Carlo,
        scrivi cose spesso inteligenti, anche se spesso non le condivido. In ogni caso mi fa piacere che tu intervenga spesso nel mio blog.
        Se mi permetti, però, dovresti evitare quel modo di far politica basata sul “si dice” e sul chiacchiericcio. Cosa significa quando scrivi: Grassi (dicono) stravede per Diliberto.
        Caro Carlo in politica contano i fatti e come ben sai il sottoscritto assieme ad altri 39 componenti del cpn (che poi daranno vita all’area Essere Comunisti), votarono contro la posizione di Cossutta e Diliberto. Quei voti furono decisivi per far prevalere la linea di non partecipazione al governo che, come giustamente ricordi tu, dopo pochi mesi fece la guerra con la Serbia.
        ciao!

        • carlo circolo bianchini genova scrive:

          Caro Claudio, grazie per le belle parole, che mi convincono sempre di più sulla tua correttezza.
          è vero, utilizzo quel metodo, del “si dice” spesso lo faccio, perchè con una bugia artificiosa forrei scoprire la verità, è vero che bisognerebbe dare notizie di cose certe ed acclarate, ma noi non siamo uno stretto gruppo di amici, dove ci conosciamo personalmente, e tutti i dubbi , li possiamo scioglere interloquendo direttamente con l’interessato,siamo invece una famiglia allargata, dove leggittimamente, si confrontano tesi contrapposti, e spesso si utilizzano illazioni per smascherare il vero gioco dell’altro, quando io dico”Grassi(dicono) stravede per Diliberto” mi richiamo a quel chiacchericcio, che è messo in giro(mi rendo condo)dai tuoi avversari, per dire non che tu ami la politica fatta da Diliberto, che si vede essere distante, e giustamente tu hai dimostrato,con le posizioni assunte, ma si riferisce alla voce che c’è in giro, che tu sei il più accanito assertore del ricongiungimento con Diliberto, perchè (dicono i maligni) in questa ipotesi tu saresti il beneficiario,ti assicuro che questa tesi non l’ho inventata io, circola da molto, e come se circola, sarà un modo scorretto di fare politica , ma si fa anche cosi, ignorarla. per essere politicamente corretti.è sbagliato ed allora è meglio parlare di tutto, e nell’agorà.
          io personalmente ho molta stima , e frequentandoti (nei blog),altre a scoprire lati apprezzabili ed interessanti della tua personalità, sono anche diventanto(pur essendo contrario alle correnti)un simpatizzante di “Essere Comunisti” che paradossalmente vorrei che sciogliessi,
          però io credo che la storia non è fatta solo di cose realmente accadute. si crea senso anche coi si dice, e se si dice,che tu sei interessato a fare il partito unico con Diliberto, perchè Diliberto sarebbe interessato, solo , se a guidare rifondazione ci fosse lui(perchè questo è il male di noi comunisti)in questa circostanza si dice tu saresti il terzo che gode tra i due litiganti, così come si dice che che Pegolo strizza l’occhio a Rizzo, nella nota proporzione, Diliberto sta a Grassi come Rizzo sta a Pegolo, lo so che sono chiacchere, ma che tu potresti fugare se, intervenissi qualche volta, quanto Diliberto fà le sue stronzate(mi scuso per il termine)come concordare con Ferrero che nessuno dei due si sarebbe candidato alle europee,ma invece Diliberto l’ha fatto a differenza di Ferrero,anche nel caso Vendola Diliberto ha voluto marcare la differenza appoggiando Boccia. ed anche in questo veleno che Rizzo da una parte e Diliberto dall’altra instillano tutti i giorni non (solo) contro Berlusconi, ma contro noi.
          ho voluto onestamente ammettere, che utilizzo spesso, il “SI dice” perchè in politica è cosi, c’è un mondo fatto di illazioni che non possiamo ignorare, ma ribattere una per una, con le nostre azioni,i cavalieri senza macchia hanno esaurito la loro narrazione nel medio evo, e politicamente la correttezza non sempre paga, spero di essere riuscito ha spiegare quello che ti volevo dire trovando le giuste parole. non sempre disponibili.
          ciao e buon lavoro.

      • Jacopo scrive:

        Caro Carlo,
        cosa vuoi dire? Che Diliberto e il Pdci erano a favore della guerra in Serbia e in Afghanistan? Anche il Prc nell’ultimo governo Prodi ha votato per il rifinanziamento della guerra in Afghanistan (e Ferrero, se non sbaglio, era ministro). Questo rende il Prc (con Grassi e Ferrero) e il Pdci due partiti imperialisti e servi della NATO? Per favore, non diciamo fesserie…

        Era sbagliato votare la fiducia al governo sul rifinanziamento della guerra in Afghanistan? Può darsi, se ne può discutere insieme. Ma smettiamola di dire che il Pdci è guerrafondaio e difensore dei poteri forti, perchè è un’assurdità. Sono stanco dei vecchi rancori. Di errori ne abbiamo commessi tutti e accusare l’altro non serve a niente.

        • carlo circolo bianchini genova scrive:

          PER JACOPO
          Caro Jacopo, forse ti è sfuggito un passaggio , o forse sei molto giovane beato te , e non ricordi, che nel 1998, il primo governo prodi è caduto, perchè noi non gli abbiamo dato l’appoggio(non eravamo nel governo )in quella occasione Prodi cade e danno l’incarico di formare un governo a Dalema, Diliberto Rizzo e cossutta, ed altri fecero la sciossione(una delle tante dopo quella di crucianelli,Bolognesi ecc)proprio per fare il governo Daleme, in quel governo Diliberto era se non sbaglio ministro delle giustizia, noi come Rifondazione eravamo all’opposizione, quel governo, Daleme con dentro il PDCI bombardo’ la Serbia, noi come Rifondazione non c’entriamo niente, questa è storia, sarà scritto su tutti i libri, quella guerra non è stata fatta su mandato ONU ma dalla NATO con la contrarieta’ della Russia e di tante altre nazioni, mettere sullo stesso piano (come fai tu)la missione onu in afganistan , con gli arerei NATO che partivano da basi italiane tipo Aviano Gioia del Colle. per bombardare Belgrado, con un governo che si diceva essere di sinistra, c’è ne corre, informati, e tanto che ci sei informati anche del candidatodi Biella del PDCI nelle liste della federazione candidato in piemonte, che ha un passato fascistoide, questo signore si chiama FILONE, fai un viaggetto in rete e vedrai che troverai notizie di questa persona candidata dal partito di Diliberto.
          quando accadono queste cose caro Jacopo, si fa fatica ad andare in giro per chiedere voti. sono disponibilissimo,e sarei felice di essere smentito , sulla guerra e su Filone, ciao

          • Jacopo scrive:

            In Afghanistan non abbiamo mandato caschi blu ma truppe NATO. E qui c’entra anche Rifondazione. Il motivo che ha spinto il Pdci a restare nel governo D’Alema, nonostante i bombardamenti sulla Serbia, non è poi così diverso dal motivo che ha spinto il Pdci e il Prc a restare nel governo Prodi, nonostante la guerra in Afghanistan.
            Ribadisco che non sto dando ragione a quelle scelte, dico solo che quelle scelte non sono state fatte perchè si era a favore della guerra. Purtroppo i nostri partiti sono piccoli e influiscono troppo poco sulle decisioni politiche. Così ogni volta che accettiamo di sostenere un’alleanza di centrosinistra ci tocca ingoiare diversi rospi. E sarà sempre peggio per noi se non mettiamo da parte i vecchi rancori. Io nel ’98 avevo otto anni, adesso ne ho venti e le lotte intestine tra partiti comunisti separati e correnti cominciano a stancarmi.

            La strada intrapresa dalla Federazione è ancora lunga, ma sono convinto che la direzione è quella giusta.
            Ora, dopo diverse ore di attacchinaggio per la FdS, vado a dormire.

          • Rico scrive:

            Se per questo ci sono Mambro e Fioravanti con la Bonino che sono STRAGISTI NERI e noi la sosteniamo bella scelta!! da comunisti vero?

  5. filippo burrone scrive:

    Grillo,conferenze,tagli di stipendi,immoralita’calabrese,tentazioni di astensionismo,nomi di tutto rispetto(Zukov)che non vanno a votare,alla faccia del caro vecchio centralismo democratico,congresso di Chianciano( circa 2 anni fa!!!).Evviva il qualunquismo-populismo.
    Sveglia, che se non portiamo a casa i consiglieri regionali siamo cotti,se non riusciamo ad ottener un ottimo risultato,sara’ servito a poco tutto cio’ che abbiamo fatto.
    Ma quello che,umilmente,vorrei far notare e’ che da due anni non siamo nelle istituzioni(Parlamento )eppure essere stati extraparlamentari non ci ha portato tutto questo consenso(Elezioni europee docet).Pensate forse che il PARTITO rinasca,per dirla con le parole del delegato di CS,distruggendo il presente attuale?Pensate davvero che possa rinascere dal settarismo e dall’isolazionismo?Possibile che riusciamo a capire che quella di marzo sara’ l’ultima chiamata?Oggi in tanti, vi assicuro,dove lavoro io mi dicono:Perche’ dovrei votarvi?Non siete piu’ da nessuna parte,non vi quota piu’ neanche il quattroruote,siete inaffidabili ecc,ecc,ecc.Ecco cosa vuol dire non essere istituzioni che e’ differente dell’essere istituzionalisti.
    Compagni al voto.
    P.S.Vorrei invitare quanti oggi stanno blaterando sul partito calabrese,che cristallino non e’,qui a Reggio Cal. per farvi vedere e TOCCARE,gli orrori del sindaco,candidato presidente,scopelliti.
    Idv,Callipo e compagnia cantante si dovranno assumere per intero la responsabilita’ di aver ceduto in mano di un fascista mai pentito,la guida della nostra regione.

    • carlo circolo bianchini genova scrive:

      Per Filippo Burrone, caro Filippo , non ti conosco personalmente, e quindi non è per polemizzare che mi intrometto, lo faccio per il modo singolare che hai , nel fare la chiamata alle armi/urne, tu dici andiamo a votare perchè può essere l’ultumi volta, e poi dici che dove lavori tutti ti dicono che non sanno perchè devono votare per il nostro partito,ed invece di domandarti perchè la gente , non trova interessante votarci, pensi che tutto dipende dal fatto che non siamo nelle istituzioni,premesso che io penso che bisogna in alcune sitazioni turarsi il naso ed andare avotare,detto questo, essere nelle istituzioni non vuole dire stare in giunte corrotte e non compatibili con l’immagine del partito, ma stare nelle istituzioni vuol dire anche stare nei parlamenti, nei consigli,e non condividere posizioni di governo,contrari agli interessi dei lavoratori e della povera gente in generale,ma al contrario fare nelle istituzioni i cani da guardia, contro la corruzione ed il malaffare , e lo puoi fare solo stando all’opposizione, ti vorrei far ricordare, che il PCI è sempre cresciuto, e fatto stare bene i lavoratori dall’opposizione, ed il declino di questo partito è iniziato proprio, col appoggio esterno del PCI al governo Democristiano, “il governo dell’astenzione” il governismo,è stato e lo è di più per un partito piccolo come il nostro,la mallattia, non la salvezza dei partiti di sinistra in genere, questo è successo in tutta europa, in inghilterra in germania in francia, ovunque la cosidetta sinistra, è andata a governare, ha perso consensi, persino in america Hobama di fronte alla realta, deve fare cose indicibili come prendere il premio nobel per la pace e fare la guerra, promettere l’assistenza sanitaria e scontrarsi poi con le contraddizioni, di salvare le banche ma non i posti di lavoro dei lavoratori.
      la cultura governista ci ha tanto contaminato da farci credere che le istituzioni sono solo il governo, mentre negli ultimi 20 anni, quello che è mancato in italia non sono stati i partiti che vogliono governare, ma quelli che voglione stare all’opposizione.
      non ti sei neanche accorto che quando siamo stati cacciati dal parlamento, avevamo il massimo di visibilità. con il principe Bertinotti terza carica dello stato , oltre settanta parlamentari solo di rifondazione,ministri e sottosegretari, salotti mediatici, un giorno si e l’altro pure. quindi se il partito sparisce, non è per colpa dei Zucov vari ma è di quelli che corrotti, nel corpo e nello spirito mettono il partito in difficoltà, magari per interessi personali, non sono cosi tanto sicuro che i comunisti possono volatilizzarsi,può darsi che per motivi contingenti ci eclissiamo per un po, poi dato che le contraddizioni che lo hanno generato ci sono tutte, rinasceranno dalle proprie ceneri,è già successo, dagl’ anni 21 l 43, in Italia sembrava che non ci fosse nessun comunista , poi però sono usciti fuori, è chiaro che ci vogliono le condizioni,ed in questo momento sembra che non ci sono, come puoi vedere da solo, tutti, o buona parte si vergognano di chiamarsi comunisti, l’ultima battaglia dentro il partito è stata fatta, per questo,
      fraterni saluti

    • claudio scrive:

      Caro Filippo,
      sono d’accordo con molte delle cose che dici. Solo una considerazione. Credo sia sbagliato che per sostenere una tesi non si riconoscano anche le ragioni di chi pone delle critiche. Come sai io non ho mai pensato che il partito calabrese sia peggiore del partito che opera nelle altre regioni del sud.
      Conosco molto bene la Calabria e la tua federazione:Reggio Calabria. Potrei fare un elenco sterminato di compagni e compagne bravissimi, onesti, generosi:soprattutto giovani.
      Detto questo, però, perché non riconoscere che gravi fenomeni di malcostume, purtroppo, sono entrati anche nel nostro partito e che se non li sconfiggiamo rischiamo di apparire come gli altri?
      C’eri anche tu in quel congresso incredibile, a Reggio Calabria, che poi annullai, dove al dibattito intervennero in tre e poi votarono in 450!
      O mi sbaglio???
      Queste cose non devono mai più succedere e tu, che le hai combattute assieme a me, lo devi dire
      ciao

  6. Luca scrive:

    Caro Claudio è la prima volta che scrivo sul tuo blog.
    Sono pugliese e da sempre voto Rifondazione. Nonostante nella mia regione molti sono confluiti in SeL io continuo coerentemente a militare nel mio e nostro Partito. Però sono rimasto deluso dalla Federazione pugliese. L’alleanza con i Verdi la ritengo una boiata pazzesca! Io ritengo i Verdi uno dei motivi della scomparsa della sinistra nelle istituzioni. Questa mossa puramente elettoralistica non l’ho compresa! Ovviamente voterò lo stesso ma i Verdi la prossima volta lasciateli nella loro pochezza.
    Ti abbraccio
    Luca

    • militant scrive:

      Pochezza attrae pochezza…

    • claudio scrive:

      Caro Luca, mi fa piacere che tu abbia scritto sul mio blog, e, se ti va, continua pure a farlo.
      Per quanto riguarda il problema che poni posso dirti questo.
      In Puglia, come sai, c’è uno sbarramento del tre per cento. Sappiamo che è proprio in questa regione che la scissione vendoliana ha colpito pesantemente, indebolendo Rifondazione Comunista e, quindi, anche la Federazione della Sinistra. Il motivo della bicicletta con i Verdi è prevalentemente questo: cercare di superare il tre per cento ed evitare quindi che decine di migliaia di voti vengano sprecati. Inoltre, avendo letto il nostro programma, costruito assieme ai Verdi, mi pare che contenga appieno i nostri contenuti.
      ciao

  7. carlo circolo bianchini genova scrive:

    Caro compagno Claudio, il titolo è ammiccante, ci auguriamo anche il proposito lo sia, che tutto non finisca sull’altare dei buoni propositi, e poi lettera morta come tu stesso riconosci,quando dici,”IO PENSO CHE LA CONFERENZA DI CARRARA ABBIA DATO, DA QUESTO PUNTO DI VISTA,UN CONTRIBUTO INPORTANTE, IL PROBLEMA è CHE QUASI TUTTO QUANTO Lì DECISO è RIMASTO LETTERA MORTA, questa ammissione ti fa’ onore, come ti fa’ onore la volontà di sciogliere le correnti organizzate, nonostante sei a capo di una tra le più organizzate, e attualmente più potenti, in precedenti post, ho detto, che personalmente non appartengo a nessuna corrente, intesa come gruppo di persone (sempre le stesse)che difendono non gli argomenti a prescindere, ma a seconda da dove arrivano,diventando di fatto associazioni, e partiti dentro il partiti.
    Non sarà facile , ed i post già scritti fanno intravvedere una forte resistenza, perché è difficile, rinunciare ai privilegi, che le correnti danno. In tutti i luoghi dove si decide, a cominciare dai circoli si arriva secondo il manuale Cencelli, negarlo è da sciocchi perché è evidente.
    Le aree di pensiero resteranno ed è giusto che restino. Perché sono la ricchezza , il valore aggiunto di qualunque partito che crede nella dialettica, altra cosa sono i comitati di affare, come sono spesso ora.
    Secondo me però sciogliere le correnti è utile ma non sufficiente, bisogna introdurre dei meccanismi, per impedire, incrostazioni,posizioni che da soli danno privilegi, bisogna creare dei dirigenti, che abbiano il senso del bene comune e non il proprio, bisogna creare dei meccanismi, per impedire la corsa a diventare segretari provinciale o regionale , perché poi matematicamente ed automaticamente, si ha diritto essere candidati nelle istituzioni, e qui vorrei fermarmi un po’ ed approfondire meglio. Magari con il tuo aiuto, io penso che se c’è coincidenza tra chi deve decidere nel partito, e chi sta nelle istituzioni, ossia se il segretario, nazionale regionale o altro,è anche assessore o ministro, il partito crea delle posizioni in conflitto di interesse, bisogna dire chiaramente, che chi guida il partito non può stare in giunte e nelle istituzioni, perché credo che la degenerazione che tu collochi avere inizio intorno agli anni novanta è giusta,e deriva assieme alla caduta del muro di Berlino, anche da questo,io credo e vorrei, su questo che si discutesse di più dentro il partito,ma credo che anche per questo aspetto , l’unione sovietica è fallita, perché il partito si è fatto stato, se ci fosse stato il partito comunista che controllava, e lo stato con i suoi dirigenti magari controllati dal partito ma non coincidenti, forse la storia sarebbe stata diversa, non sto facendo affermazioni mi pongo solo domande perché vorrei capire meglio.
    Mi pare che anche quando Bertinotti ha assunto la terza carica dello stato(presidenza della camera)per noi le cose non sono andate meglio, anzi siamo stati annullati, perché un patito che vuole cambiare lo stato , non può essere lo stesso che lo fa’ funzionare .
    Una piccola annotazione, proprio per far vedere la distanza tra il dire ed il fare l’affermazione che tu fai”MIPARE SI POSSA DIRE CHE RIFONDAZIONE COMUNISTA TORNA AD ESSERE QUELLA DI ALCUNI ANNI FA’ QUANDO GLI ACCORDI NON SI FACEVANO A PRESCINDERE, MA A PARTIRE DAI CONTENUTI” non è vera questo se è vero lo’ è solo in parte potremmo parlare solo di tendenza, non di fatto certo assoluto, perché in Piemonte e Liguria non solo non si è fatto nessun programma ma ci siamo alleati con l’UDC nonostante nei PCN si dice il contrario, non credo che in Piemente abbiamo ottenuto sconti sulla TAV, ed in Liguria, lo so’ con esattezza non c’è stato nessun programma, anzi è di queste ore che l’UDC in Liguria ha dato alla stampa o ha detto di avere un programma proprio.
    Saluti ed auguri di buon lavoro

    • claudio scrive:

      Caro Carlo,
      sono d’accordo con tutto quello che scrivi sul partito.
      Ti rispondo sull’ultima parte.
      Come ho già scritto in Piemonte la Federazione della Sinistra non ha fatto un accordo di programma con la Bresso, ma un accordo elettorale. Non è una differenza da poco, poiché significa che in caso di vittoria del centro sinistra noi non entreremo in giunta e i nostro consiglieri non sono vincolati nel voto ad alcun programma comune. E uno dei motivi principali di questa scelta sta proprio nella decisione di fare la Tav. A Rifondazione si possono fare tante critiche, ma dire che ha rinunciato a lottare contro questa grande opera è un falso. Per quanto riguarda la Liguria le informazioni che ho avuto dal segretario regionale di Rifondazione sono che il programma è stato fatto dalla coalizione uscente (senza l’Udc) e che l’Udc si è aggiunta dopo, senza determinare modifiche al programma stesso. Ho già avuto modo di dire che sarebbe ben difficile motivare l’uscita da una coalizione che si presenta con un programma da noi condiviso e sottoscritto
      ciao!

  8. Paolo Bottoni Ferrara scrive:

    Ciao Claudio.
    Auguri per le nuove iniziative

  9. Luca Barbolini scrive:

    Cari Compagni tutti, appartengo al circolo A.Gramsci di Modena.
    Personalmente rimango in disaccordo con gli accordi programmatici con il PD per le prossime elezioni regionali ed amministrative. Non è un mistero che non è la prima volta che si fanno accordi programmatici e che poi vengono immancabilmente non rispettati dal resto della coalizioni perchè alla fine ci costringono sempre ad accusarci come traditori ed estremisti. Queste scene le ho già viste troppe, troppe volte. Se abbiamo dei punti di programma in comune possiamo benissimo, in fase di discussione prima e poi di approvazione votarle insieme alla maggioranza. Ma legarci ancora una volta alla condanna di essere trattati come gli “scocciatori” della coalizione ai quali non va mai bene niente proprio non mi va. Nonostante ciò accetto il risultato che il partito ha elaborato democraticamente nella sua discussione interna e mi accodo alla scelta presa.
    Per quanto riguarda le proposte avanzate da Claudio Grassi sulle riforme del partito mi trovo in gran parte daccordo. Siamo un partito comunista, anticapitalista che aspiriamo ad una società socialista e che ci battiamo per cancellare dal mondo lo sfruttamento umano e del territorio che ci ospita si o nò? Se la risposta è essenzialmente positiva credo che dobbiamo tutti lavorare per questi obbiettivi e non spendere le nostre energie per le cosidette “aree”. Se abbiamo delle divergenti opinioni teoriche e pratiche esponiamole, nell’opportunità che ci da il congresso, di elaborare o partecipare alle diverse tesi congressuali. Ma dopo ciò tutti uniti a testa alta e petto in fuori a perseguire gl’obbiettivi comuni!!
    Venceremos!!!! Ciao Luca

    • Andrea Bracciali scrive:

      Caro Luca, quello che non condivido del pensiero di Grassi è che non si può sciogliere le aree perchè si è maggioranza nel partito. Claudio per piacere rispondi, aveva un senso essere area quando eravamo in minoranza negli ultimi congressi si o no? certo che si e conseguentemente, è illogico la proposta di superamento delle stesse. Non vedo perchè il superamento delle aree debba dare del valore aggiunto al partito. Certamente non toglie nulla anzi, contribuisce attivamente al dibattito interno. Diverso è il pensiero di chi ragiona “per corrente” e rivendica posizioni e posti non per meriti e competenze ma per percentuali di peso.

      In ogni caso, per chiudere, ogni volta che sento che dobbiamo aprirci e riorganizzarci ad una nuova forma partito, rimetterci in discussione, superamento di steccati ecc ecc sento una grande puzza di marcio.

      E’ da 20 anni che è così e per me questa è l’ultima volta che ho intenzione di sopportare.

      Sono un grande sostenitore del Congresso di Chianciano, vinto con l’accordo politico di 4 “aree” diverse del partito, tutte unite per salvare dall’estinzione una miseria politica di pensiero critico. Per adesso mi riconosco ancora il quel percorso politico. Domani chissà……

      Fraterni saluti comunisti
      Andrea Bracciali

      • Davide Di Lorenzo scrive:

        Il concetto non è sciogliere le aree, ma evitare l’organizzazione in correnti, e questo è ben diverso. Claudio fa riferimento al cpn, ma lo stesso si può dire di tutti gli organismi dirigenti: da sempre ci si vede prima della riunione per decidere la linea da portare al comitato o coordinamento, perciò la discussione, inutile prenderci in giro è molto spesso completamente inutile, ognuno resta della sua opinione e si vota come si era deciso prima. Questo discorso poteva andare bene quando le aree erano effettivamente l’unico luogo dove avere una discussione democratica (il resto degli organismi altro non erano se non una mera ratifica delle decisioni prese dagli esecutivi)… Ora non è più così (anche se certi atteggiamenti sono duri a morire in molti casi) e questo è un dato oggettivo.

        • claudio scrive:

          Hai proprio ragione, Davide; “certi atteggiamenti sono duri a morire”, ma noi li dobbiamo sconfiggere!
          ciao

      • claudio scrive:

        Caro Andrea,
        ti ho risposto nel commento precedente
        ciao

    • claudio scrive:

      Caro Luca,
      pur avendo una opinione diversa di te su come ci presentiamo alle elezioni, apprezzo il modo con cui ti poni rispetto il partito. Anche io la penso così: si discute, gli organismi scelgono una opzione, poi assieme la si sostiene.
      Per quanto riguarda le aree la mia opinione è che non siano dannose nel momento in cui alimentano il confronto interno al partito. Diventano dannose quando si trasformano in rigide correnti, peggio in lobby, dove l’obiettivo principali diventa la tutela dei propri associati, magari anche i più incapaci!
      ciao

  10. gio scrive:

    caro Claudio,
    meno male! T’ invito ad andare avanti sulla linea dell’ abbattimento dell’ organizzazione interna alle aree e delle riunioni di area precedenti ad ogni riunione “ufficiale” che mortificano e rendono inconsistenti le opinioni di chi non sta in nessuna area e riunioni di area prima non ne fa. Questo credo sia il naturale sbocco della seconda mozione dello scorso congresso e su questo la base è più indietro del vertice. Anche per quel che riguarda i giovani, nonostante l’ ultimo congresso abbia dato esiti unitari, la situazione è molto più balcanizzata e le pratiche sono molto peggiori di quel che sembra

    • gio scrive:

      Altra cosa: finalmente si ridiscute la forma organizzativa! Era ora! I partiti classici sono ormai finiti! Sono un calderone frastagliato, frammentato in cui non si capisce più nulla. O dal partito di massa si esce col partito leggero, o si cercan o altre strade (partito sociale?).
      Forza! La via è quella giusta!

  11. vincenzo scrive:

    Le due questioni che affronta Grassi sono decisive. Collocazione della federazione in occasione delle regionali e partito. Sulla prima, penso che nell’insieme, considerando le condizioni interne della federazione e il rapporto di forza con i soggetti esterni ad essa, sia stato svolto un lavoro intelligente che tende a mantenere aperta la prospettiva della creazione di un soggetto politico esterno ed autonomo dal PD. Certo, sarebbe stato auspicabile mettere in campo da subito tale soggetto nella trattativa con gli alleati, sapendo che, in virtù delle leggi elettorali inventate dal sistema per la sua conservazione, senza alleati non si riesce ad incidere nelle decisioni politiche. Ma la debolezza intrinseca della federazione e la riluttanza dei partiti moderati a contaminarsi con una forza antisistema ha reso difficile la strada delle alleanze. Nel prosieguo del tempo credo che bisogna lavorare intensamente perchè questo polo alternativo si definisca in maniera compiuta nella sua identità e nella sua alterità progettuale se vogliamo avere la pretesa di introdurre elementi di cambiamento significativo all’interno del sistema, nelle more che l’utopia dell’altro mondo possibile si concretizzi.
    Sul partito. Prendo atto con piacere che Grassi cominici a prendere coscienza del fatto che l’attuale organizzazione del partito in correnti o, come si dice pudicamente, in aree non risponde all’esigenza di avere una forza politica alternativa efficace ed efficiente al contempo. Sappiamo tutti come spesso le migliori energie e risorse vengano spese per coltivare il proprio orticello, anzichè curarsi del campo in cui ci troviamo tutti. Da quasi due anni ho dichiarato di non appartenere più ad alcuna corrente ma di sentirmi solo parte di RC. Ho notato che negli ultimi tempi questa tendenza si è andata diffondendo, forse più in periferia che non al centro. Concordo che occorra un gesto di coraggio e di responsabilità da parte dei capicorrente- non mi viene altro termine- a livello nazionale. Mi sembra assurdo che mentre tendiamo ad aggregare gli esterni si consenta all’interno la frammentazione.
    Non so quali possano essere le forme alternative al centralismo democratico. Personalmente non mi scandalizzo di una sua introduzione, purchè non si introduca surrettiziamente il centralismo burocratico. Penso che il partito debba avere canali di comunicazione unici, traspearenti e democratici, all’interno dei quali ogni iscritto ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, che veicolino la volontà della mggioranza, così come essa si concretizza negli organismi statutari, la quale diventa “la linea” politica del partito, vincolante per tutti e ovunque. In proposito si tratta di capire se noi accettiamo come dato acquisito e immodificabile la tendenza alla frammentazione dello stato attraverso il federalismo, per cui ci organizziamo al nostro interno assecondando questa tendenza, o abbiamo nella nostra prospettiva lo stato unitario e nazionale, per cui anche al nostro interno ci si organizza di conseguenza.
    Io penso che oggi, di fronte al progetto del capitalismo globale di frammentare popoli e società, è rivoluzionario opporre una visione aggregante e unificante degli uni e delle altre.
    Forse prima di pensare ad alchimie organizzativistiche,pure importanti,bisogna stabilire in modo chiaro e comprensibile chi siamo e cosa vogliamo. Questo non impedisce che qui ed ora dobbiamo avere un comportamento ed un codice etico altro rispetto alla concezione dominante della politica. Ad esempio occorre essere ferrei con gli istituzionali che non rispettano i vincoli statutari di servizio e sostegno al partito. A nessuno si può impedire di cambiare idea, a tutti si può imporre un vero e proprio contratto scritto secondo il quale resta l’obbligo del versamentio al partito degli oneri finanziari derivanti dalla sottoscrizione del contratto, anche in caso di cambiamento di idea. Se non ricordo male qualche anno fa la Lega Nord fece causa ad un suo deputato che l’aveva abbandonata e che non versava più ad essa i contributi concordati. Mi pare che la Lega vinse e il deputato dovette versare qualche centinaio di milioni di lire. Anche questo può essere un modo per frenare la corruzione dilagante.

  12. Nico scrive:

    Claudio su una regione non dici nulla e solo un post nè parla, vorrei una SPIEGAZIONE così come la fornisci per la Calabria come mai siamo in accordo organico in Liguria con UDC??? leggo i vostri commenti i documenti del CPN che siamo alternativi all’UDC ( e vorrei ben vedere) e poi ci alleiamo organicamente in Liguria?? è davvero non GIUSTIFICABILE

    sulle correnti sarebbe la volta che le sciollessimo sono una roba da urlo certo non per un ritorno al centralismo democratico

  13. Andrea Bracciali scrive:

    Caro Claudio, sono allibito da questo post.

    Non ti immagini neanche quanto ho riflettuto sui tuoi contributi politici e quanta stima ho nei tuoi confronti, preciso, che rimane intatta.

    Quante riflessioni, dopo Carrara, ho fatto nel “segliere” le posizioni fra essere comunisti e l’ernesto, ritenendo incredibile una ulteriore frattura.

    In primo luogo, io ho sempre rifiutato credere e concettuare una corrente politica. Quindi appartenendo a l’Ernesto e poi ad Essere Comunisti non ho MAI pensato di far parte di una corrente ma di una area politico-culturale.
    Che tu ora come responsabile organizzazione del PRC e membro della segreteria nazionale sostenga che esistono e ci sono “correnti” nel nostro partito per prima cosa ti chiedo di convocare subito il Collegio di Garanzia in quanto le correnti sono vietate “per statuto” nel nostro partito.

    In secondo luogo, sostenere addirittura che non posso neanche convocare una riunione d’area di Essere Comunisti (o Ernesto, sinistra comunista, falce martello, Rifondazione per la Sinistra) è semplicemente assurdo. Ogni compagno ritengo che abbia diritto a riconoscersi in qualsiasi area lo rappresenti meglio, l’importante è non ritenere che ci sono rappresentanze politiche che spettano in quanto “area” o meglio in questo caso “corrente” e non per meriti e competenze.

    In terzo luogo, sul tesseramento e congresso. Basta semplicemente attribuire la facoltà di voto al Congresso ai compagni iscritti al partito nell’anno precedente. E’ così semplice. Così si evitano rigonfiamenti abnormi dei tesseramenti e si evitano rotture in tecnicismi durante la fase di voto per mozioni.

    Un saluto
    Andrea Bracciali

    • claudio scrive:

      Caro Andrea,
      io ho cercato di avviare un ragionamento sul nostro partito che riguarda il suo funzionamento interno. Mi sono ripromesso di approfondirlo con maggiore precisione e lo farò.
      Intanto mi sono limitato a dire una cosa che mi sembra ovvia: in questi anni, per come la maggioranza che ha governato il partito ha gestito la dialettica interna, le aree politiche e culturali si sono strutturate sempre più in gruppi organizzati. In una certa fase è stato necessario e io lo rivendico. Se al congresso di Venezia, di fronte a un segretario nazionale che ci indicava la porta, non avessimo avuto una componente fortemente organizzata, motivata e con un proprio progetto, molti compagni sarebbero usciti da Rifondazione. E al congresso di Chianciano non ci sarebbero state le forze sufficienti per impedire lo scioglimento di Rifondazione Comunista.
      Ma oggi la situazione è mutata. Alla guida del partito non solo non c’è un gruppo dirigente che vuole sciogliere Rifondazione, ma sostiene che sia necessario fare sintesi tra posizioni diverse.
      Allora io penso che, in questa fase, tutte le nostre energie debbano essere riposte per fare andare avanti questo nostro Partito. Impresa non facile, né scontata!
      Questo significa allora che le aree non ci sono più? Che non ci si può più riunire per discutere. Non l’ho detto e non lo penso.
      Penso che le aree, perlomeno questo è quello che vorrei che facesse quella in cui io mi riconosco, Essere Comunisti, dovrebbero concentrarsi di più nel portare un contributo di idee, di cultura politica.
      Così come non ho detto che non ci si deve riunire. Ho semplicemente detto che essendo ormai consuetudine che il giorno prima del cpn tutte le aree si riuniscono, ciò che accade è che poi si svuota il cpn come luogo di confronto vero e partecipato tra i compagni che ne fanno parte.
      Per quanto riguarda poi la partecipazione abnorme al voto dei congressi, ciò non si risolve con la tua proposta. Semplicemente l’incremento degli iscritti avverrebbe l’anno prima. Penso sia giusto fare come si è fatto nei primi tre congressi del Prc: alla fine del dibattito si fa l’appello di tutti gli iscritti, chi è presente vota e quelli sono i voti validi.
      ciao

      • Davide Di Lorenzo scrive:

        Addirittura io proporrei di fare l’appello all’inizio della discussione (dopo la presentazione dei documenti per non essere troppo fiscali con gli orari), così da essere sicuri che chi partecipa al voto almeno abbia una vaga idea di cosa si sta discutendo

  14. Mattia scrive:

    Claudio, come al solito mi trovi molto d’accordo con le tue posizioni. Per me due punti sono fondamentali:
    1) Il correntismo interno è stato una piaga per il nostro partito, gli unici luoghi di discussione e di scelta devono essere i luoghi del partito, ogni altra assemblea non è autorizzata a prendere decisioni. Quindi secondo me è giusto abolire le assemblee di correnti del partito dove si prendono posizioni politiche sul partito stesso. Mentre è diversa l’appartenenza culturale, e io condivido il fatto che possano esistere diverse visioni ideali del comunismo all’interno di un solo partito comunista. Quindi l’organizzazione di eventi culturali e riviste di cultura politica non lo vedrei un problema. Poi il limite da non superare dovrebbe essere condiviso. Il problema è che ci sono gruppi politici che per natura si devono organizzare in corrente, e bisognerebbe ridiscutere con loro questa posizione.

    2)Secondo me i gruppi dirigenti locali hanno autonomia, ma non possono invertire la linea che il partito ha deciso a chianciano. Per questo vedo altamente immorale l’appoggio a Loiero in Calabria. Secondo me lì si doveva intervenire. Ma ricordo anche che in un cpn scorso si decise di dire no alle coalizioni con l’UDC, allora perchè in Piemonte e Liguria si è comunque in coalizione? e quanto i nostri elettori o comunque i cittadini capiscono che cosa sia un accordo elettorale, quando nei fatti siamo tutti insieme in coalizione. Il problema nei territori è che ancora troppe volte influiscono dei notabili che sono nel nostro partito e non la base militante e i dirigenti eletti. O ancora peggio la figura dei dirigenti e dei notabili coincide. DI figure come il buon Assessore campano che ora è fuoriuscito certamente non ne facciamo niente, non sono utili alla nostra causa. Per quanto riguarda la mia regione, la Puglia, penso che il partito si sia comportato bene, appoggiando vendola e facendo in questo modo uscire l’UDC dalla coalizione, che in caso contrario non avremmo appoggiato.

    Voglio terminare facendo un grosso in bocca al lupo ai nostri candidati, Ferrero e Agnoletto.

    • claudio scrive:

      Caro Mattia,
      essendo d’accordo su tante cose voglio solo dirti che, per quanto riguarda la Calabria, ho già spiegato nel post.
      Mentre invece vorrei dirti del Piemonte e della Liguria.
      In Piemonte non c’è un’accordo programmatico con l’Udc. Anzi la scelta del Pd di far entrare l’Udc nella coalizione è stato proprio il motivo che ci ha indotto a uscire dalla coalizione di governo nonostante in questa legislatura noi ne facessimo parte. Tra l’altro con un lavoro ottimo svolto dalla nostra assessora alla sanità. Quindi siccome il Pd ha fatto l’accordo di governo con l’Udc noi abbiamo fatto esclusivamente un accordo elettorale che, quindi, non ci coinvolgerà nel governo della regione.
      Per quanto riguarda la Liguria il discorso è ancora diverso. In questa regione (anche qui siamo in maggioranza con un ottimo lavoro svolto dal nostro assessore all’ambiente)il programma è stato scritto e concordato dalla coalizione uscente: quindi centrosinistra e Federazione della Sinistra. Solo dopo si è aggiunta l’Udc senza però che questo determinasse la modifica del programma. Potevamo noi rompere una coalizione che si presentava agli elettori con un programma scritto e concordato con noi?
      Credo di no!
      ciao

      • gino scrive:

        E’ ridicola la posizione in Liguria così facendo non avremo presto nessuna barriera all’UDC altro che Chianciano! si sostituiscono Bertinotti e Vendola con Ferrero-Grassi ma gratta gratta siamo sempre alla solita politica

        • carlo circolo bianchini genova scrive:

          Caro Gino scusa l’intromissione ,ma lo faccio per fare chiarezza.
          non solo in ligurial si è fatto l’accodo con l’UDC, ma anche in piemonte, che però stiamo anche con i NO TAV,come vedi siamo diventati ANCHISTI anche noi vogliamo il giorno ma anche la notte.

      • carlo circolo bianchini genova scrive:

        Quale programma, caro Claudio, lungi da me la volontà di contraddizionI fine a se stessi, ma per chiarezza, non è che in ogni piazza si può dire quello che si vuole, ti invito a dimostrare che in liguria, la coalizione usciente abbia un programma, io sono un piccolo militante di base ho pero partecipato a tutte le riunioni compresa quella dove c’eri tu, e le lamentele erano tutte non solo sull’alleanza con l’UDC. ma anche sul fatto che è stata, un apparentamento privo di qualsiasi programma,cosa che se poi questa giunta spinta anche delle pressioni dell’UDC facesse qualcosa di indicibile per noi, saremmo costretti aD USCIRE , COSA CHE NON CI RISPARMIERà LE SOLITE CRITICHE DI DISFATTISTI.
        affettuosi saluti

  15. pietro ancona scrive:

    Carissimi,

    credo che non bisogna andare a votare. La democrazia italiana è profondamente malata e non vuole guarire. Nessun partito propone la riduzione degli scandalosi stipendi dei consiglieri regionali, degli scandalosi privilegi di cui godono, ed inoltre non esiste alcun progetto vero di riformare le regioni. Le quali con la proliferazione delle società pubblico-private pagano migliaia di stipendi di livello manageriale anche di milioni di euro l’anno ai vari Presidenti ed ai consiglieri di amministrazione.
    Le privatizzazioni e le esternalizzazioni hanno svuotato l’amministrazione pubblica e ne hanno distrutto l’ethos.
    Andare a votare significa rendersi complici del mantenimento di organismi corrotti, pesantissimi, riproduzioni dei Palazzi Romani.

    • carlo circolo bianchini genova scrive:

      bravo, cosi rinunci da solo , ad esercitare il diritto, che i nostri antenati anno lottato tanto per avere, le nostre madri, hanno potuto votare solo nel dopo guerra, per merito della costituzione, di cui i comunisti, tanto hanno dato.
      chi dice non vado a votare e come se dicesse non vado più a scuola.

      • Luca scrive:

        Bravo Carlo, sono perfettamente d’accordo con te.
        Chi dice che non andrà a votare perchè in disaccordo su una scelta tattica del partito mette a rischio anche gli obiettivi strategici del partito. Penso che la soluzione di non andare a votare sia la scelta peggiore che possa fare un comunista.
        Il non andare a votare è un fenomeno molto diffuso negli USA. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le multinazionali dominano la politica.
        Andiamo a votare e votiamo comunista.

      • militant scrive:

        Di maestrini sgrammaticati non se ne sente un gran bisogno.
        Urne vuote piazze piene!

        • gino scrive:

          votiamo PCL se presente oppure restiamo a casa che è meglio

          • Umberto scrive:

            Tranquilli compagni, la Federazione della sinistra saprà cavarsela anche senza il vostro contributo. Io vado avanti a votare Rifondazione comunista. Voi rimanete pure a ridere, poi quando avrete modo di guardarvi intorno capirete che non c’è proprio niente da ridere.
            “Vai avanti tu che a me… piazze piene urne…” è innovazione politica allo stato puro.

    • vincenzo scrive:

      Capisco la disperazione di Pietro Ancona, vecchio socialista che non pensava, come me d’altronde, che si sarebbe trovato a vivere in questo degrado ributtante. Non condivido il suo invito al non voto. Come se tutti i partiti fossero responsabili dell’ammorbamento delle coscienze prodotto, invece, da un uso manipolato dei media. Perchè mi pare ovvio che la democrazia non si sia ammalata per cause naturali, ma la sua putrefazione è il prodotto di un’egemonia culturale che ha contaminato tanti, anche a sinistra. Sono d’accordo con lui che i privilegi delle caste politiche e manageriali- non solo regionali- sono insopportabili e che su questo terreno c’è stata timidezza anche in Rifondazione.
      La questione è ormai vecchia. Mi permetto inviare una nota polemica già trasmessa agli organi di partito circa 4 anni fa. Per dire come il tema della moralità della politica sia stato presente, seppure in minoranze giudicate sbrigativamente- ed opportunisticamente- come moralistiche.
      Io spero che la federazione della sinistra faccia della questione morale un suo vero cavallo di battaglia, a cominciare dal suo interno allorcè gli “istituzionali” si comportano come politicanti che intendono sfruttare la politica per fini personali. So che non è facile, ma bisogna mandare segnali forti all’esterno.
      Ho detto altrove e ripeto qua: il partito e la federazione lancino una campagna di massa, con petizioni popolari, contro i privilegi della politica e gli scandali degli stipendi d’oro. O bisogna consegnare anche questo tema alla demagogia della destra, la quale ne approfitta per colpire la democrazia?

      “15 miliardi di euro per mantenere un apparato politicante spesso inefficiente, più i privilegi non quantificabili. E se si facesse come Morales in Bolivia che ha ridotto di botto il suo appannaggio del 40%? E se si eliminasse lo scandalo degli onorevoli- ma chi ha stabilito, poi, che sono persone onorevoli?( vedi i 100 indagati della passata legislatura e alcuni attuali inquisiti anche per mafia) che vanno in pensione con 5 anni di servizio?
      E’ possibile che dobbiamo sentirci dire da questi privilegiati che bisogna tagliare il welfare,bloccare i contratti, ridurre il coefficiente del TFR etc. mentre essi continuano a sperperare? E l’ultima proposta di Bertinotti- ridurre le giornate di lavoro per i deputati- vuole la realizzazione del comunismo, per parodiare una vecchia disputa, in un solo paese, pardon, in un solo posto, la loro camera. Bravo Bertinotti! Finalmente realizza il vecchio slogan: “Lavorare meno a parità di salario”, anzi, no, a salario maggiorato visto che, a quanto pare, questi straccioni e poveracci di parlamentari si sono aumentati l’appannaggio mensile di appena 1200€, tanto quanto guadagna, più o meno, una coppia di precari in un call center.
      E’ qualunquismo, questo? E’ demagogia di destra?
      Ho sempre votato a sinistra, continuo a ritenermi di sinsitra. Ma mi chiedo: è scritto da qualche parte che le persone di sinistra non debbano indignarsi di brutto dinnanzi alle iniquità e alle autentiche provocazioni sociali perpetrate dal ceto politico? Possibile che lacrime e sangue debbano essere sempre e solo a senso unico? Così è stato col governo ’98/2001, così è stato dal 2001 al 2006, coì sarà, a quanto sembra, dal 2006 in poi. Che ci sia bisogno di qualcuno o qualcosa che incominci a rompere sul serio le uova nel paniere?
      L’idea di Grillo di lanciare una campagna per de-scandalizzare la vita politica mi sembra utile, ma non sufficiente: è il caso di cominciare a pensare a qualcosa di più strutturato, oltre l’indignazione moralistica.
      vincenzo lombardo 26.06.06 10:44″

      • claudio scrive:

        Caro Pietro,
        non è vero che tutti i partiti sono uguali su queste questioni.
        In tutte le regioni sono depositate proposte di legge fatte da Rifondazione per ridurre i compensi e i privilegi degli eletti. Questo anche in Parlamento, fin quando ci siamo stati. Abbiamo sempre votato contro a tutti gli aumenti.
        Sai, tra l’altro, che gli eletti di Rifondazione hanno sempre dato al partito tutta l’indennità del portaborse e il 60% della diaria. Inoltre la prima cosa che ha fatto il gruppo dirigente attuale di Rifondazione è stato quello di approvare un regolamento che ha ridotto i già modesti compensi dei propri funzionari!
        Perché allora mettere tutti sullo stesso piano?
        ciao

  16. Leonardo Masella scrive:

    Condivido molto, Claudio. Soprattutto la necessità di profondi cambiamenti sia nell’organizzazione del partito (affinchè sia capace di lotte in una società come quella di oggi, profondamente diversa sia dagli anni ’50 che dagli anni ’70, ed anche dagli anni di Genova 2001, quindi evitando ogni nostalgia), sia nella dialettica interna, tentando una rifondazione, una strada nuova, diversa sia dal centralismo democratico-burocratico che dalla degenerazione correntizia (entrambe limitano fortemente la partecipazione di iscritti e militanti alle decisioni).

  17. paolo scrive:

    condivido l’accordo in Umbria e penso veramente che la presentazione della lista della federazione della sinistra in tutte le regioni sia un incoraggiante passo in avanti e che vada messo velocemente a valore.

    Ho vissuto in prima persona la follia di una campagna elettorale con alle europee una lista nazionale unitaria e liste separate e contrapposte alle amministrative con grave imbarazzo tra i militanti.

    condivido ma sono dispiaciuto degli accordi tecnici soprattutto im Piemonte, in quanto quella regione è stata ben amministrata anche grazie al nostro contributo e considero un suicidio politico la scelta del PD di cedere all’ UDC importanti quote di potere a partire dalla vicepresidenza a Teresio Delfino pluriindagato.

    sulle marche altro suicidio del pd è importante che Sel abbia retto e forse da li è possibile riannodare un percorso di una sinsitra plurale non subalterna al Pd, dipsiace che la stessa cosa non sia stata possibile in Lombardia e Campania.

    nel lazio pesa molto il caso marrazzo, il sonno del pd è l’incursione dei radicali che rendono imbarazzante un accordo di governo ma era doverosa l’alleanza per cercare di evitare di riconsegnare la regione a Storace etc e poi seppur sia sempre radicale (sic) i punti qualificanti della bonino vanno nella giusta direzione.

    in Puglia bisogna pedalare e magari avere un po di fortuna, ma altre strade non erano percorribili e chiaro che li SEL è un punto di forza e pensa di non aver bisogno di noi.

    calabria….calabria….calabria…. Loiero, Callipo etc etc…Sel intanto no si presenta, non da il simbolo…. per noi hanno deciso i livelli locali e mi fido… ma qui è la calabria…e con un disastro dell’ IDV che non ha voluto mai lavorare a ipotesi unitarie..

    Liguria altro abbaglio del PD nei confronti dell’ UDC e qui con maggiori pressioni si poteva salvare la coalizione che ha governato la legislatura, l’alleanza con l’udc qui è imbarazzante.

    Campania….totalmente sbagliata la candidatura di Paolo Ferrero a presidente della regione, sbagliata la candidatura di de Luca, imbarazzanti SEL e IDV ma sbagliato andare da soli e con il segretario nazionale.

    Vendola forse vince in puglia con sogni di gloria per SEL e noi rischiamo di esere misurati con la magra figura del segretario nazionale in campania…un vero e prorio errore, non era meglio imbarcarci almeno con Grillo e pescare un po tra l’anti politica ?? cercare di prendere un consigliere non massacrando il segretario nazionale??

    bene in lombardia con agnoletto che grazie anche all’arroganza di penati ci sta portanto a recuperare un po di consenso e simpatia tra l’elettorato storico di sinistra.

    insomaa in linea di massima un buon lavoro..ora pedalare e trovare voti.

    • claudio scrive:

      Grazie Paolo,
      mi pare che siamo d’accordo quasi su tutto.
      Voglio precisare la situazione della Campania.
      Fino a pochi giorni prima della scelta del Pd di candidare De Luca sia Sel che Idv, nelle persone dei loro massimi dirigenti, ci avevano garantito che mai e poi mai lo avrebbero appoggiato.
      Abbiamo visto come è andata a finire. Di Pietro ha fatto la sceneggiata al suo congresso e Sel subito dopo si è acconciata a sostenerlo. In entrambi i partiti ci sono dissensi e malumori: De Magistris è contrario e sappiamo che Sel si è divisa.
      Noi cosa potevamo e dovevamo fare? Accodarci anche noi dopo aver detto che De Luca era un candidato impossibile da sostenere? No, non potevamo farlo.
      Abbiamo cercato, caro Paolo, tra figure rappresentative della sinistra e della intelletualità un candidato a presidente. Ma, come sai, questo non è un periodo dei migliori per la sinistra che non china la testa e, chi per un motivo, chi per un altro, ha rinunciato a prendere questo impegno.
      Si può discutere se sia stato giusto o meno candidare il portavoce dell Federazione della Sinistra, nonché segretario del Prc, ma il nostro intento, con questa scelta, è quello di dire e rendere evidente che di fronte a certe candidature e a certi programmi esiste una alternativa!
      Lo avevamo già fatto con Penati e Cofferati, non potevamo non farlo con De Luca
      ciao

      • paolo scrive:

        conosco la vicenda campana e le posizioni di idv e sel, ma la candidatura di ferrero la considero totalmente sbagliata.
        il giorno dopo le elezioni si tireranno le somme, magari vendola vincerà le elezioni in puglia e alimenterà il mito di leader vincente della sinistra, ferrero prenderà un risultato negativo e rischia di alimentare per la federazione la sindrome di una sinsitra minoritaria e perdente.

        buon lavoro

  18. alberto scrive:

    I COMUNISTI:
    L’identità, le lotte, la ricostruzione possibile….

    Sono sotto gli occhi di tutti l’enormità e le potenzialità degli spazi politici aperti in questa fase. Si evidenzia – chiaramente – una divaricazione tra l’esplodere delle contraddizioni oggettive aperte dal e dentro il capitale e la pochezza irrimediabile delle capacità soggettive che dovrebbero cercare, o anche solo tentare, sbocchi efficaci verso una prospettiva netta di trasformazione sociale.
    Per altro non vi è appuntamento, sia esso direttamente dentro lo scontro di classe o nelle battaglie per la democrazia o attraverso la molteplicità dei conflitti sociali o lungo i percorsi, mai necessitati, ma neppure da escludere, di rappresentanza nelle istituzioni, che non disveli l’inadeguatezza se non l’aperta negatività delle attuali formazioni politiche che si attribuiscono la definizione di comunista.

    D’altro canto è indubbio che il riscontro con ciò che possiamo, e forse dobbiamo continuare a definire nemico di classe risulta avvilente, per la qualità, per la pervasività e per la concretezza che connota l’azione del personale politico espresso oggi in Italia. Rimarrebbe pure da ridefinire strumenti di analisi proprio del nemico di classe, delle sue molteplicità, dei suoi caratteri e, spesso, delle sue capacità di invasione nel nostro campo.

    Si è passati, a questo proposito, da un eccesso di visioni che attribuivano questa categoria ad esperienze, individualità, intenzionalità che pure potevano definirsi sul terreno degli errori politici, alla semplice negazione di un dato incontestabile,e cioè della capacità tutta tattica, ma non meno influente, di agire dentro le contraddizioni del movimento operaio e di prestare alla sua rappresentanza politica personalità varie, modi d’essere, stili di vita.

    E’ fuori dubbio che una tale pratica rilassata ha le sue radici nell’allentamento della battaglia culturale dei comunisti, nell’insufficienza del lavoro teorico, raramente ricondotto alle strumentazioni del materialismo dialettico, più spesso adagiato su false sicurezze e su rituali consunti e politicisti.

    Senza abbandonare la discussione ed il confronto sulle esperienze storiche date e sui relativi punti di interpretazione, avremmo invece dovuto – e dobbiamo oggi in modo pressante – cimentarci nell’analisi concreta della realtà concreta. Un impegno che inizi, di nuovo, dalla classica disamina degli elementi strutturali, dei modi di produzione e delle caratteristiche del mercato finalmente mondializzato nell’attuale fase capitalistica della competizione globale.

    Ovviamente tutto ciò ha a che fare, in maniera serrata ed ineludibile, con la tendenziale risoluzione del problema che è stato posto con la sconfitta delle esperienze cosiddette del socialismo reale, e cioè quella della ridefinizione in termini attuali di una rinnovata e riqualificata identità e soggettività comunista.

    A ciò si deve l’aver posto tali questioni prima, ma non per prime, rimanendo convinti che l’ordine dialettico e concettuale dovrebbe rimanere, usando, per comodità di comprensione, una conosciuta definizione metodologica: prassi, teoria, prassi.

    E soprattutto in questa fase il primo termine ha molto a che fare con le esperienze di lotta, al di là di ogni scansione vertenziale e nella loro più larga definibilità, ed il terzo termine ci richiama ai compiti concreti di ricostruzione, sicuramente in tendenza, di un partito comunista, lungo un processo politico non breve, ma serrato e con tempi non remotamente storici.

    Su questi temi i compagni di Comunisti/Sinistra Popolare e della Rete dei Comunisti della Campania invitano ad una discussione pubblica.

    La nostra regione ha conosciuto, nell’ultimo quindicennio, le modalità di governance del bassolinismo con effetti destrutturanti e destabilizzanti nell’intera sinistra e fin dentro i movimenti sociali. La stessa attuale competizione elettorale ci mostra – inequivocabilmente – il punto di inanità politica a cui è giunta la “sinistra” nella nostra regione, dopo oltre un decennio di totale subalternità e di perdita di autonomia ed indipendenza.

    C’è bisogno urgentemente di riprendere un dibattito a tutto campo, in grado di innestare una controtendenza ed offrire, ai tanti compagni ed attivisti disorientati, uno spazio politico ed organizzativo dove esplicitare una espansiva funzione comunista, nei posti di lavoro e nell’intera società.

    Giovedì 25 Febbraio – ore 17 – Napoli
    presso il
    Teatro Instabile Napoletano
    Vico Fico Purgatorio ad Arco (traversa di Via Tribunale)

    DISCUSSIONE PUBBLICA
    con

    Ernesto Rascato, libreria Quarto Stato di Aversa
    Bonaventura De Carolis, proletaria.it
    Mauro Casadio, Rete dei Comunisti
    Marco Rizzo, Comunisti Sinistra Popolare

    Rete dei Comunisti – http://www.contropiano.org
    Comunisti, Sinistra Popolare – http://www.proletaria.it

  19. Zukov scrive:

    copio incollo da http://www.thefrontpage.it/?p=5312

    “Ieri pomeriggio Agazio Loiero ha rilasciato una dichiarazione che potrebbe far cambiare lo scenario calabrese: ”Fra tre giorni ci sarà una sentenza. Se dovessi essere condannato non mi candiderò perché chi governa e ha responsabilità istituzionali in Calabria deve avere un supplemento in più di trasparenza”. L’unico sondaggio disponibile (CED) suggerisce una conferma del risultato delle ultime Europee, vale a dire la prevalenza dell’esponente di centrodestra, Scopelliti, stimato al 42%. Ergo, se dovessero condannare Loiero, e il Pd trovasse l’accordo con l’Idv su Callipo, anche in Calabria si potrebbero riaprire i giochi per il centrosinistra. Si sussurra che a Largo del Nazareno lo sperino.”

    Ergo, aggiungo io, se Loiero si ritira (come spero) noi ci troviamo con un candidato di confindustria ex-AN in corsa per il csx. Calabresi trovate entro oggi un candidato e iniziate a raccogliere le firme… e finalmente riconoscerò il mio caro dolce PRC!

    Ho anche letto da qualche parte che Callipo ha proposto a Loiero di ritirare entrambe le candidature… ma qui mi pare inverosimile, a meno che Loiero non sappia che la condanna è prossima. Ma se ha fatto la dichiarazione di cui sopra, ritengo più probabile che confidi in un’assoluzione per dimostrare quanto è “pulito”.

    • claudio scrive:

      caro zukov,
      come ho già detto rispondendo ad altri non vedo perché non dobbiamo scrivere il nostro nome. per un comunista “tosto” come te non dovrebbe essere un problema.
      Nel merito penso non abbia senso dialogare con una persona che dice: ” o fate come dico io o io non vi voto”. non mi pare sensato!
      ciao

  20. R. scrive:

    altre conferenze no però… si spendono un sacco di soldi e si decide poco…

    • Anonimo scrive:

      una conferenza d’organizzazione, dopo tutto quello che è successo in questi due anni, credo sia necessaria. dopo le regionali.
      ciao

Scrivi un commento