Quante notizie in questi giorni non troveranno spazio nei nostri giornali e men che meno nelle prime pagine? Quante notizie sistematicamente sono oscurate? E sapete quali notizie più di tutte non trovano spazio? Notizie, per esempio, come quella della spettacolare manifestazione – e non stupisca l’aggettivo: è stata spettacolare e importante e storica la partecipazione di tutta la città in questo caso – che ha visto partecipare tutta Termine Imerese in difesa della “sua” fabbrica e dei posti di lavoro.
Al grido di “Termini non si tocca” diecimila persone sono scese in piazza e hanno manifestato contro la chiusura dello stabilimento Fiat: i lavoratori con magliette bianche con su scritto “Fiat e indotto: non si tocca”; accanto a loro sfilavano gli studenti delle superiori; i negozi in solidarietà hanno abbassato le saracinesche e chiuso per otto ore; le campane della chiesa principale hanno suonato all’arrivo del corteo in piazza Duomo e l’arciprete di Termini Imerese dal palco ha incitato i presenti e rivolgendosi ai giovani ha esclamato: “Aiutateci, lottiamo, sprigioniamo le nostre forze per difendere la nostra fabbrica”.
Non è spettacolare tutto questo? Non vi sembra una notizia che meriti la prima pagina, almeno uno spazio in prima pagina? Eppure non la vedrete. E non la troverete, molto probabilmente, neppure nelle pagine interne dei giornali. La notizia di una intera città che scende in piazza, tutti coesi e combattivi, contro la chiusura di una fabbrica, nel panorama della nostra malata informazione non piace. Ed è chiaro anche il motivo: meglio oscurare, ché altrimenti altrove potrebbero esser tentati di emulare siffatte gesta. E invece noi pensiamo che sia venuto il momento dell’emulazione: prendiamo esempio della cittadinanza di Termini Imerese e lottiamo. Questa è una storia in controtendenza in un’epoca di egoismo sociale. Ed è importante conoscerla, raccontarla e prenderla ad esempio di come un intero paese possa decidere di lottare accanto ai suoi lavoratori. Un esempio raro di questi tempi. Un esempio che dobbiamo ricordare. Un esempio da seguire. Ora. Ovunque. Tutte e tutti.

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VIVA COSSUTTA
Operai “brutti sporchi e cattivi” come il titolo di un vecchio film, operai a rischio disoccupazione poi, ancora peggio..
Eppure c’è qualcosa che mi scuote quando vedo fabbriche a rischio chiusura (magari pure con commesse nel porafoglio) e mi dico se la parola “AUTOGESTIONE” sia solo una mia follia
Mi dico anche se, nello stato attuale della Terra, del clima, dell’ambiente non sia pure follia continuare a spingere per la produzione di automobili
e se non occorra invece da parte degli esperti – economisti, ingegneri, ambientalisti ecc. – che sicuramente gravitano pure intorno al nostro partito, uno SFORZO per disegnare SCENARI NUOVI, più rispettosi del mondo in cui viviamo che si sta spremendo – come scrive O.Bea oggi – come un ARANCIA.
Rivitalizzare la nostra agricoltura in crisi, senza far arrivare prodotti dall’altro capo della terra!!
Chiedere senza paura di stancare l’uso di fonti energetiche alternative, noi il Paese del sole del vento e dell’acqua, altro che centrali nucleari!!
Chiedere a gran voce “basta al consumo del territorio”, altro che ponti sullo stretto, valorizzare il piccolo e non il gigantessco, sostenere il turismo, le attività che ruotano intorno a musei, opere d’arte e bellezze naturali che in tanti al mondo ancora ci invidiano!
Perché a Termini, a Melfi o a Cassino si devono costruire solo automobili??
facciamo trattori!!
e Marchionne venga a vedere che succede qua, visto che la Fiat ha preso i soldi dello Stato, e poi si preoccupi delle Branch Companies all’estero!
per non parlare delle Finanziarie in cui sono stati investiti gli utili societari (non solo la Fiat, ma tanti altri) anziché investirli nella produzione: questo è il vero scandalo di questo sistema!! tutti bravi coi soldi degli altri, tutti bravi coi paradisi fiscali!! e nessuno che è andato a controllare, CHE VA A CONTROLLARE (se non fosse per coraggiose giornaliste come Gabanelli).
Solidarietà ai lavoratori, e ci mancherebbe
ma quanto durerà la cassa integrazione? e poi??
Credo che dobbiamo fare tutti, accanto a vecchi modi di ragionamento e di lotta, uno sforzo di fantasia e di creatività per affrontare le sfide del presente.
Caro Edoardo,
grazie per il commento. Rispetto alla domanda finale che mi poni rispondo – purtroppo – di si! Anche noi, avvitati dalle nostre contrapposizioni interne di tutti questi anni, siamo portati a guardare prima di tutto a noi stessi e spesso ci sfugge la realtà. Penso che se vogliamo rilanciare una presenza comunista e di sinistra degna di questo nome in Italia, dobbiamo rovesciare questo approccio. Dedicare tutte le nostre energie – come tu dici- all’iniziativa esterna, nelle lotte e nelle vertenze, e ridurre al minimo le discussioni sulle nostre vicende interne. Mi pare che ci sfugga il fatto che alle persone normali, quelle che avrebbero bisogno di un partito comunista capace di difendere i loro diritti, calpestati da una destra e un padronato all’offensiva, interessi una cosa sola: che i comunisti la smettano di dividersi. Di sette o otto micropartitini non sanno che farsene! Quindi penso, come te, che, oscurati dai media, dobbiamo lavorare nella società per radicarci tra la nostra gente, in primo luogo tra i lavoratori.
La federazione ci può aiutare perché dopo tante divisioni si lancia un segnale di unità.
E’ vero, caro Claudio, è realmente spettacolare. E malgrado l’oscuramento mediatico è sicuramente confortante sapere che intere città possono ancora generare esempi di queste lotte. Tutto ciò non lo leggeremo nelle prime pagine, nè nelle pagine interne, nè sui fogli distibuiti nelle strade, nè su molte (ma non tutte) fonti di informazione online. L’Informazione è ciò che giornalmente viene scelto ed offerto come informazione e nulla di più, e questo lo abbiamo tristemente verificato anche sulla nostra storia recente (oscurati come Partito, come Federazione, come militanti, ecc). Partendo da ciò si delinea il nostro compito: divulgare questi esempi, moltiplicare queste lotte, denunciare questa disinformazione. Di fronte alla notizia di questo post e ai concetti contenuti nel post “un altro mondo è necessario” servirebbero tutti quei contributi e quella energia militante contenuta in molti dei commenti su nome della federazione, moderazione del progetto comunista, siamo più vicini alla linke o all’arcobaleno, e così dicendo fino all’intenso dibattito faro spirituale sì, ha detto così – faro spirituale no, è errore di traduzione. Ma così spesso non avviene. E allora ti vorrei proporre una provocazione: non è che abbiamo incamerato anche dentro di noi in parte quell’atteggiamento nei confronti delle notizie e delle discussioni che la disinformazione vuole creare?
Un abbraccio