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	<title>Commenti a: La rivolta in Iran</title>
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	<description>Blog politici</description>
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		<title>Di: Marta</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-5743</link>
		<dc:creator>Marta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 10:57:03 +0000</pubDate>
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		<description>d&#039;accordo con te</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo con te</p>
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		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-2712</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:12:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-2712</guid>
		<description>L&#039;articolo l&#039;ho scoperto 3 mesi fa, ho già spiegato sopra il motivo per cui ho scritto solo oggi: io non mi interesso di politica, nè sono interessato a farlo, ma in certe vicende capita di trovarsi in mezzo per forza.

Giusto per chiarire la mia posizione, io ho sempre difeso e sempre difenderò la resistenza palestinese, e non mi sorprende quanto avvenuto oggi, si tratta solo dell&#039;ennesimo massacro compiuto da un altro regime terrorista.

Il fatto è che la situazione in Iran la sento più da vicino, tutto qui, e come tale ho avuto modo di conoscerla meglio, compresa l&#039;escalation di violenza che è avvenuta nel corso delle ultime settimane ai danni di cittadini curdi accusati di terrorismo e dunque impiccati.

Ho scritto la mia replica non certo per &quot;coprire&quot; nessuno nè soprattutto per &quot;parlare d&#039;altro&quot;, ci mancherebbe. 

Federico Ciscato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo l&#8217;ho scoperto 3 mesi fa, ho già spiegato sopra il motivo per cui ho scritto solo oggi: io non mi interesso di politica, nè sono interessato a farlo, ma in certe vicende capita di trovarsi in mezzo per forza.</p>
<p>Giusto per chiarire la mia posizione, io ho sempre difeso e sempre difenderò la resistenza palestinese, e non mi sorprende quanto avvenuto oggi, si tratta solo dell&#8217;ennesimo massacro compiuto da un altro regime terrorista.</p>
<p>Il fatto è che la situazione in Iran la sento più da vicino, tutto qui, e come tale ho avuto modo di conoscerla meglio, compresa l&#8217;escalation di violenza che è avvenuta nel corso delle ultime settimane ai danni di cittadini curdi accusati di terrorismo e dunque impiccati.</p>
<p>Ho scritto la mia replica non certo per &#8220;coprire&#8221; nessuno nè soprattutto per &#8220;parlare d&#8217;altro&#8221;, ci mancherebbe. </p>
<p>Federico Ciscato</p>
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		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-2711</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:40:28 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; particolarmente significativo che il signor Federico sollevi la questione dell&#039;Iran, in nome dei diritti umani, proprio lo stesso giorno in cui lo stato terrorista di Israele massacra decine di pacifisti inermi colpevoli di portare aiuti umanitari a Gaza stremata dall&#039;assedio dei criminali sionisti.

Non è che il signor Federico scopre ora questo post, a parecchi mesi mesi di distanza dalla sua comparsa nel blog, per invitarci a parlare d&#039;altro? Non è che lo fa per coprire a modo suo i crimini dello stato che da lungo tempo sta preparando l&#039;attacco nucleare, guarda un po&#039;, proprio all&#039;Iran?   

E infine, perchè non ti firmi anche tu, signor Federico?

Mauro Gemma</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; particolarmente significativo che il signor Federico sollevi la questione dell&#8217;Iran, in nome dei diritti umani, proprio lo stesso giorno in cui lo stato terrorista di Israele massacra decine di pacifisti inermi colpevoli di portare aiuti umanitari a Gaza stremata dall&#8217;assedio dei criminali sionisti.</p>
<p>Non è che il signor Federico scopre ora questo post, a parecchi mesi mesi di distanza dalla sua comparsa nel blog, per invitarci a parlare d&#8217;altro? Non è che lo fa per coprire a modo suo i crimini dello stato che da lungo tempo sta preparando l&#8217;attacco nucleare, guarda un po&#8217;, proprio all&#8217;Iran?   </p>
<p>E infine, perchè non ti firmi anche tu, signor Federico?</p>
<p>Mauro Gemma</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-2710</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:28:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-2710</guid>
		<description>Salve a tutti, prima di tutto mi vorrei scusare se scrivo la mia replica così in ritardo rispetto alla pubblicazione dell&#039;articolo, ma inizialmente avevo preferito non rispondere, essendo legato all&#039;Iran e alla sua situazione interna per motivi personali.

Poi però, dato il triste evolversi di tale situazione (e mi riferisco alle recenti condanne a morte eseguite a danno di presunti &quot;terroristi&quot;, così definiti dalla stampa iraniana, in realtà semplici attivisti curdi), ho deciso di rispondere, anche se non me ne intendo di politica.

E&#039; chiaro come il sole che l&#039;insorgere del popolo iraniano (ormai quasi tutto, a prescindere dalle classi sociali) contro l&#039;Ayatollah Khamenei faccia comodo ai governi di USA e Israele.

Per questo è comprensibile che le persone che hanno dedicato la loro vita alla lotta all&#039;imperialismo (io non sono tra queste, pur condividendone gli ideali di base) non abbiano nessuna intenzione di supportare un &quot;movimento&quot; che può tornare utile ai governi imperialisti per destabilizzare il nemico e quindi assicurarsi maggiore potenza e controllo su determinate aree del pianeta.

Ma io vi chiedo, a nome anche dei miei migliori amici, di fare uno sforzo e di capire il dramma di un popolo oppresso dal suo stesso governo: è un dramma che forse non potete capire, soprattutto se non siete mai stati in Iran. 

Tutta la libertà che noi abbiamo qui non è arrivata gratis dal cielo, ma è stata conquistata con il sangue.
Lo stesso sta cercando di fare il popolo iraniano, non tutto, è vero: anche lì ci sono i devoti al regime, ma non è questione di classe sociale, è semplicemente una questione di &quot;lavaggio del cervello&quot; che in Iran può colpire anche i più ricchi e benestanti, anche tramite un&#039;arma che qui in Italia non siamo abituati a subire e che si chiama &quot;religione&quot;.

Secondo me non è un buon motivo per non sostenerla, soprattutto finchè nel frattempo stiamo vivendo in un Paese libero (o meglio, liberato!).
Prima vengono i diritti umani e le libertà fondamentali, poi si passa alla politica e all&#039;opposizione contro i governi imperialisti.
Io almeno la vedo così, mi sembra una visione più umana e meno politicizzata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, prima di tutto mi vorrei scusare se scrivo la mia replica così in ritardo rispetto alla pubblicazione dell&#8217;articolo, ma inizialmente avevo preferito non rispondere, essendo legato all&#8217;Iran e alla sua situazione interna per motivi personali.</p>
<p>Poi però, dato il triste evolversi di tale situazione (e mi riferisco alle recenti condanne a morte eseguite a danno di presunti &#8220;terroristi&#8221;, così definiti dalla stampa iraniana, in realtà semplici attivisti curdi), ho deciso di rispondere, anche se non me ne intendo di politica.</p>
<p>E&#8217; chiaro come il sole che l&#8217;insorgere del popolo iraniano (ormai quasi tutto, a prescindere dalle classi sociali) contro l&#8217;Ayatollah Khamenei faccia comodo ai governi di USA e Israele.</p>
<p>Per questo è comprensibile che le persone che hanno dedicato la loro vita alla lotta all&#8217;imperialismo (io non sono tra queste, pur condividendone gli ideali di base) non abbiano nessuna intenzione di supportare un &#8220;movimento&#8221; che può tornare utile ai governi imperialisti per destabilizzare il nemico e quindi assicurarsi maggiore potenza e controllo su determinate aree del pianeta.</p>
<p>Ma io vi chiedo, a nome anche dei miei migliori amici, di fare uno sforzo e di capire il dramma di un popolo oppresso dal suo stesso governo: è un dramma che forse non potete capire, soprattutto se non siete mai stati in Iran. </p>
<p>Tutta la libertà che noi abbiamo qui non è arrivata gratis dal cielo, ma è stata conquistata con il sangue.<br />
Lo stesso sta cercando di fare il popolo iraniano, non tutto, è vero: anche lì ci sono i devoti al regime, ma non è questione di classe sociale, è semplicemente una questione di &#8220;lavaggio del cervello&#8221; che in Iran può colpire anche i più ricchi e benestanti, anche tramite un&#8217;arma che qui in Italia non siamo abituati a subire e che si chiama &#8220;religione&#8221;.</p>
<p>Secondo me non è un buon motivo per non sostenerla, soprattutto finchè nel frattempo stiamo vivendo in un Paese libero (o meglio, liberato!).<br />
Prima vengono i diritti umani e le libertà fondamentali, poi si passa alla politica e all&#8217;opposizione contro i governi imperialisti.<br />
Io almeno la vedo così, mi sembra una visione più umana e meno politicizzata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-461</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:00:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-461</guid>
		<description>Ringrazio per l&#039;ospitalità ricevuta dai miei interventi critici. La ragione del numero certo eccessivo dei miei interventi (alcuni dei quali possono apparire ripetitivi) è dovuta al fatto che per alcuni giorni, sicuramente per alcuni inconvenienti tecnici e non per una calcolata censura, i miei commenti venivano respinti dal sistema. Il che ha generato qualche equivoco. Ora completamente chiarito.

Saluti fraterni 

Mauro Gemma</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio per l&#8217;ospitalità ricevuta dai miei interventi critici. La ragione del numero certo eccessivo dei miei interventi (alcuni dei quali possono apparire ripetitivi) è dovuta al fatto che per alcuni giorni, sicuramente per alcuni inconvenienti tecnici e non per una calcolata censura, i miei commenti venivano respinti dal sistema. Il che ha generato qualche equivoco. Ora completamente chiarito.</p>
<p>Saluti fraterni </p>
<p>Mauro Gemma</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-454</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 20:11:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-454</guid>
		<description>Gentile Claudio Grassi,
questa contemporaneità non è oggi plausibile.
Perchè non si mette sotto accusa, per esempio,  
l&#039;Arabia Saudita? 
Ma perchè Iran è sotto asseddio, oggi mediatico, domani militare. 
E&#039; chiaro che i diritti umani sono un grimaldello per porsi contro
coloro che resistono all&#039;imperialismo americano.  
E&#039; evidente che l&#039;opzione &quot;nè-nè&quot; non funzioni, non sia giusta. 
Ma se anche dovessimo chiudere un occhio,   
siamo così sicuri che l&#039;eventuale vittoria della rivolta verde porti 
al raggiungimento dei diritti civili? 
E cosa vuol dire sostenere, vuol dire fare ingerenza nella sovranità di
uno stato indipendente? 
E ancora quale impatto avrebbe l&#039;aggressione dell&#039;Iran sulle resistenze 
mediorientali (Hezbollah, Hamas, resistenza irachena e afghana)? 
Sarebbe un vero disastro diciamolo pure. 
Possibile poi che gli argomenti usati provengano, papale, papale dagli strilloni 
dell&#039;Occidente?  Ma davvero è così? 
Molti analisti autorevoli riferiscono altro..., uno su tutti il nostro Domenico Losurdo.  
In verità si dovrebbe essere in difesa dell&#039;Iran come afferma 
Chavez, sebbene appaia lontano dalla tradizione comunista. 
Ma non erano proprio i comunisti italiani che risposero all&#039;aggressione
coloniale e fascista andando a combattere per il Negus? 
Il Negus, che esprimeva un organizzazione feudale che certo non era un 
campione nei diritti umani...
Grazie per l&#039;interlocuzione 
Luca Gorlani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Claudio Grassi,<br />
questa contemporaneità non è oggi plausibile.<br />
Perchè non si mette sotto accusa, per esempio,<br />
l&#8217;Arabia Saudita?<br />
Ma perchè Iran è sotto asseddio, oggi mediatico, domani militare.<br />
E&#8217; chiaro che i diritti umani sono un grimaldello per porsi contro<br />
coloro che resistono all&#8217;imperialismo americano.<br />
E&#8217; evidente che l&#8217;opzione &#8220;nè-nè&#8221; non funzioni, non sia giusta.<br />
Ma se anche dovessimo chiudere un occhio,<br />
siamo così sicuri che l&#8217;eventuale vittoria della rivolta verde porti<br />
al raggiungimento dei diritti civili?<br />
E cosa vuol dire sostenere, vuol dire fare ingerenza nella sovranità di<br />
uno stato indipendente?<br />
E ancora quale impatto avrebbe l&#8217;aggressione dell&#8217;Iran sulle resistenze<br />
mediorientali (Hezbollah, Hamas, resistenza irachena e afghana)?<br />
Sarebbe un vero disastro diciamolo pure.<br />
Possibile poi che gli argomenti usati provengano, papale, papale dagli strilloni<br />
dell&#8217;Occidente?  Ma davvero è così?<br />
Molti analisti autorevoli riferiscono altro&#8230;, uno su tutti il nostro Domenico Losurdo.<br />
In verità si dovrebbe essere in difesa dell&#8217;Iran come afferma<br />
Chavez, sebbene appaia lontano dalla tradizione comunista.<br />
Ma non erano proprio i comunisti italiani che risposero all&#8217;aggressione<br />
coloniale e fascista andando a combattere per il Negus?<br />
Il Negus, che esprimeva un organizzazione feudale che certo non era un<br />
campione nei diritti umani&#8230;<br />
Grazie per l&#8217;interlocuzione<br />
Luca Gorlani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-450</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-450</guid>
		<description>Carissimi,
c&#039;è una cosa che non capisco nel ragionamento di chi ha criticato il mio articolo:
perché non si può contemporaneamente denunciare il tentativo di aggressione e di destabilizzazione del regime iraniano da parte degli Usa di Israele e della Gran Bretagna e, insieme, lottare contro le cose infami che il regime di teocratico iraniano compie?
Perché, siccome gli Usa vogliono rovesciare quel governo, noi dobbiamo tacere sul fatto che una società dove le donne sono schiave è repellente? Dove i gay vengono ammazzati è da aborrire? Tutto qua! Certamente in quella rivolta c&#039;è chi mesta nel torbido, ma ci sono anche tanti, soprattutto giovani, che vorrebbero vivere in un paese un pò più libero. Io penso che noi dobbiamo essere contro l&#039;imperialismo Usa, ma anche contro tutti i regimi, come quello iraniano, che soffocano le più elementari libertà delle persone:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,<br />
c&#8217;è una cosa che non capisco nel ragionamento di chi ha criticato il mio articolo:<br />
perché non si può contemporaneamente denunciare il tentativo di aggressione e di destabilizzazione del regime iraniano da parte degli Usa di Israele e della Gran Bretagna e, insieme, lottare contro le cose infami che il regime di teocratico iraniano compie?<br />
Perché, siccome gli Usa vogliono rovesciare quel governo, noi dobbiamo tacere sul fatto che una società dove le donne sono schiave è repellente? Dove i gay vengono ammazzati è da aborrire? Tutto qua! Certamente in quella rivolta c&#8217;è chi mesta nel torbido, ma ci sono anche tanti, soprattutto giovani, che vorrebbero vivere in un paese un pò più libero. Io penso che noi dobbiamo essere contro l&#8217;imperialismo Usa, ma anche contro tutti i regimi, come quello iraniano, che soffocano le più elementari libertà delle persone:</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-448</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:05:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-448</guid>
		<description>Segnalo, da Megachip, due contributi (di cui uno, insospettabile, di un &quot;antipatizzante&quot; del regime iraniano) al dibattito sull&#039;Iran.
 
http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html    
 
http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1897-cosa-deve-fare-ahmadinejad-per-ricevere-il-premio-nobel.html   
Tra Liberazione che supera gli Stati Uniti nella richiesta di inasprimento delle sanzioni all&#039;Iran, in attesa di chiamare ipocritamente (e per lo spazio di un mattino, come è già accaduto in passato) alla mobilitazione il giorno che gli Stati Uniti scateneranno la guerra e i paesi rivoluzionari dell&#039;America Latina e quelli del mov. dei non allineati (ancor più di Cina e Russia, compagno Masella, perchè sanno bene cosa si nasconde dietro le ingerenze imperialiste) che le sanzioni contro l&#039;Iran rifiutano categoricamente, scelgo questi ultimi. 
A mio avviso è fin troppo chiaro che quanto sta accadendo ha a che fare più con la lotta antimperialista che con la geopolitica. Nella consapevolezza che, anche in questo frangente, è dovere imprescindibile dei comunisti saper individuare e isolare il nemico principale, l&#039;imperialismo USA, La Nato e i suoi alleati. E non accodarsi - addirittura esasperandone le argomentazioni - alle sue campagne propagandistiche, come mi sembra stia facendo il nostro partito, il PRC.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo, da Megachip, due contributi (di cui uno, insospettabile, di un &#8220;antipatizzante&#8221; del regime iraniano) al dibattito sull&#8217;Iran.</p>
<p><a href="http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html" rel="nofollow">http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html</a>    </p>
<p><a href="http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1897-cosa-deve-fare-ahmadinejad-per-ricevere-il-premio-nobel.html" rel="nofollow">http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1897-cosa-deve-fare-ahmadinejad-per-ricevere-il-premio-nobel.html</a><br />
Tra Liberazione che supera gli Stati Uniti nella richiesta di inasprimento delle sanzioni all&#8217;Iran, in attesa di chiamare ipocritamente (e per lo spazio di un mattino, come è già accaduto in passato) alla mobilitazione il giorno che gli Stati Uniti scateneranno la guerra e i paesi rivoluzionari dell&#8217;America Latina e quelli del mov. dei non allineati (ancor più di Cina e Russia, compagno Masella, perchè sanno bene cosa si nasconde dietro le ingerenze imperialiste) che le sanzioni contro l&#8217;Iran rifiutano categoricamente, scelgo questi ultimi.<br />
A mio avviso è fin troppo chiaro che quanto sta accadendo ha a che fare più con la lotta antimperialista che con la geopolitica. Nella consapevolezza che, anche in questo frangente, è dovere imprescindibile dei comunisti saper individuare e isolare il nemico principale, l&#8217;imperialismo USA, La Nato e i suoi alleati. E non accodarsi &#8211; addirittura esasperandone le argomentazioni &#8211; alle sue campagne propagandistiche, come mi sembra stia facendo il nostro partito, il PRC.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-444</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:17:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=608#comment-444</guid>
		<description>E&#039; dal punto di vista della lotta di classe che bisognerebbe stare attenti a non prendere certi abbagli, caro compagno Masella, come confermano testimonianze insospettabili certo non accusabili di simpatie per il regime iraniano. E ancora dal punto di vista della lotta di classe, appare fin troppo evidente, anche ai bambini, da che parte si schierano i dirigenti della &quot;rivoluzione verde&quot; (in nome della quale Liberazione supera persino gli Stati Uniti nella richiesta di sanzioni all&#039;Iran). Salvo poi, in caso di guerra, avere ancora il coraggio di chiamare alla mobilitazione (che peraltro, come hanno dimostrato casi precedenti, durerebbe lo spazio di un mattino).    

http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html   

Che poi, anche nel caso dell&#039;Iran, non ci troviamo solo di fronte a una questione che ha a che fare con la geopolitica, quanto piuttosto con la lotta antimperialista, lo chiarisce in modo efficace questa intervista concessa al comunista Michel Collon  da uno dei massimi esperti di questioni mediorientali (nonchè coerente militante comunista e antimperialista), Mohamed Hassan.

http://www.resistenze.org/sito/te/po/in/poin9l07-005640.htm


     da: www.michelcollon.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2288:que-doit-faire-ahmadinejad-pour-recevoir-le-prix-nobel&amp;catid=1:articles&amp;Itemid=2
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura di C.T. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Cosa deve fare Ahmadinejad per ricevere il premio Nobel ?
 
Dossier «Comprendere il mondo mussulmano» : L’IRAN
 
Intervista di Michel Collon e Gregorie Lalieu a Mohamed Hassan
 
La minaccia iraniana incombe sull’Occidente? Le elezioni erano truccate? Quale era la vera posta in gioco? Perché gli Stati Uniti hanno sostenuto il movimento di opposizione? Per il nostro dossier “Comprendere il mondo mussulmano”, Mohamed Hassan risponde a queste domande. L’esperto chiarisce le diverse forze che si affrontano in Iran, perché Ahmadinejad si trova così spesso sulle prime pagine dei giornali e come la repubblica islamica graverà sull’avvenire dell’impero statunitense, indebolito.
 
I media ci dicono che l’Iran rappresenta una grande minaccia. Come prova le dichiarazioni di Ahmadinejad su Israele e il suo programma nucleare. L’Iran è davvero un paese pericoloso?
 
Prima di tutto, dovete sapere che questo famoso programma nucleare è stato avviato durante il regime precedente, quello dello Scià. Con l’appoggio degli Stati Uniti! Inoltre, gli oppositori di Ahmadinejad all’interno e all’esterno del paese hanno portato avanti una campagna, sostenendo la volontà dell’Iran di entrare in guerra con Israele. È falso. L’Iran non vuole entrare in conflitto con nessuno. Vuole soltanto affermare la sua sovranità nazionale. La questione del nucleare deve essere considerata da questo punto di vista. Per il popolo iraniano rappresenta un diritto all’autodeterminazione.
 
Ma Israele si dichiara minacciato. E vero che Ahmadinejad nega l’Olocausto?
 
No. Ha riconosciuto che l’Olocausto è stato un avvenimento terribile, ma ha sottolineato il fatto che i responsabili di questo genocidio non ne hanno pagato il prezzo mentre i Palestinesi sì. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania ha attaccato i suoi vicini e ne ha pagato le conseguenze. Per esempio, il Belgio è stato risarcito dalla Germania.
 
Qual è la vera posizione di Ahmadinejad ? Egli sostiene che per stabilire quali siano i responsabili dell’Olocausto e farli pagare, si deve studiare questo tragico avvenimento e farne dibattito pubblico. Questo elemento essenziale è tenuto nascosto dalla campagna anti-Ahmadinejad: alcune persone gli fanno delle domande e poi rendono note le sue risposte estraendole dal contesto in cui sono state dette. Inoltre, il problema della responsabilità nell’Olocausto è diventata un tabù. Tutta questa propaganda contro Ahmadinejad mira a destabilizzare l’Iran.
 
Perchè ?
 
Noam Chomsky ha spiegato nel suo libro The Fateful Triangle che Israele, al tempo dello Scià, voleva costruire un’alleanza con l’Iran, la Turchia e l’Etiopia per stroncare il nazionalismo arabo nella regione. Oggi, Israele vorrebbe che in Iran ci fosse un governo condiscendente. L’obiettivo immediato della campagna contro Ahmadinejad è di interrompere le relazioni tra l’Iran da un lato e Hezbollah e Hamas dall’altro. Questo consoliderebbe la posizione di Israele su due fronti. Innanzitutto i paesi filo occidentali della regione in buoni rapporti con Israele (come l’Egitto e la Giordania) sarebbero rafforzati. Poi, in Palestina, la posizione di Abu Mazen uscirebbe rinforzata e le forze che vogliono resistere a Israele indebolite. Ecco le ragioni della campagna israeliana contro Ahmadinejad.
 
La questione palestinese e il programma nucleare non sono serviti ad Ahmadinejad come pretesti elettorali per riunire la popolazione intorno a sentimenti nazionalisti ?
 
Questo è quello che hanno sostenuto alcuni oppositori di Ahmadinejad durante la campagna. Sicuramente il popolo iraniano, che ha conosciuto le privazioni con lo Scià, è solidale con i palestinesi. Ma questo non ha potuto rappresentare un elemento cruciale nel determinare i risultati delle elezioni: non è la Palestina che da lavoro e cibo agli iraniani. In realtà, la visione politica di Ahmadinejad si rivolge allo Stato che, per lui, deve controllare tutto. È per questo che è stato eletto dai lavoratori e dai contadini, dagli operai nelle città: queste persone beneficiano dell’intervento statale e della sua politica economica. Al contrario, riformisti come Moussavi (che era sostenuto dall’Occidente) non sono d’accordo con questa visione.
 
Qual è la loro posizione?
 
Questi riformisti provengono dalla cosiddetta «borghesia del Bazar», una borghesia che esiste da molto tempo nei paesi islamici. È composta dai produttori artigiani associati ai contadini. Al tempo dello Scià, la borghesia del Bazar non era così importante, poiché il paese era dominato dalla borghesia  compradora, che utilizzava l’apparato statale e le finanze del governo per commerciare con i paesi imperialisti attraverso l’import-export. I compradores non producevano nulla, non facevano altro che vendere dei prodotti. È per questo che l’economia irania è molto dipendente dall’estero.
 
A quell’epoca, la borghesia del Bazar non era sostenuta dai compradores, in modo che non disponesse di capitali e tecnologie. È per questo che essa ha sostenuto Khomeini durante la rivoluzione islamica del 1979. Il sistema economico iraniano è stato così trasformato e con lo sviluppo della borghesia del Bazar, a scapito di quella dei compradores, il paese è passato da uno statuto neocoloniale a un modello indipendente.
 
Le persone provenienti dalla borghesia del Bazar videro nella rivoluzione un’opportunità di utilizzare il capitale di Stato per fare un sacco di soldi. E oggi qualcuno di loro è miliardario! I riformisti come Moussavi, Rafsandjani o Khatami provengono da questo gruppo. Li si chiama «riformisti» non perché hanno idee progressiste ma perché vogliono cambiare il sistema economico attuale, riducendo l&#039;intervento dello stato e lasciando più spazio alle privatizzazioni. Questo permetterà a qualcuno di loro di diventare ancora più ricco poiché l’Iran rappresenta un enorme mercato. Questa era la posta in gioco principale delle ultime elezioni e come si è già detto la maggior parte degli iraniani che beneficiano dell’intervento dello stato hanno scelto Ahmadinejad invece del «riformista» Moussavi.
 
Secondo voi, queste elezioni non sono state manipolate?
 
Certo che no. L’idea che sono state truccate arriva dalla propaganda gestita per isolare Ahmadinejad e stabilire in Iran un governo filo occidentale. È sufficiente analizzare qualche elemento per capire che quest’idea di frode non è seria. Innanzitutto, la Fondazione Rockefeller ha finanziato una ONG per realizzare un sondaggio d’opinione due settimane prima delle elezioni: Ahmadinejad era dato vincitore tre contro uno. In secondo luogo, i nostri media non hanno mai mostrato i dibattiti che sono stati organizzati durante la campagna elettorale in Iran: chiunque avrebbe potuto vedere che si trattava di dibattiti molto aperti e avrebbe potuto capire meglio perché Ahmadinejad è stato eletto dai lavoratori. In terzo luogo, ci si potrebbe domandare: chi sono coloro che sostengono che c’è stato un broglio elettorale in Iran? Perché gli Stati Uniti non si interessano alla democrazia negli Emirati? Perché non c’è una campagna contro l’Afghanistan dove le elezioni sono state chiaramente truccate? Etc…
 
Per rispondere a queste domande, si deve comprendere che a seconda degli interessi imperialisti, le elezioni sono definite buone o cattive. Infine, il popolo iraniano ha visto cosa le forze imperialiste hanno fatto in Iraq, in Afghanistan e in Pakistan. È anche una delle ragioni per cui gli iraniani hanno scelto Ahmadinejad, che costruisce un’alleanza antimperialista con paesi come la Cina o la Russia. Al contrario, i riformisti, definiti più «pragmatici», sono in realtà pronti a stabilire buoni rapporti con i paesi imperialisti per commerciare con loro. 
 
Hillary Clinton ha recentemente ammesso che gli Stati Uniti hanno incoraggiato il movimento di opposizione iraniano dopo le elezioni. Ma non era la prima volta che Washington interveniva nella politica dell’Iran, non è così?
 
Nel 1953, in effetti, la CIA ha rovesciato il Primo Ministro Mossadegh. Lui era stato eletto per le sue idee nazionaliste e progressiste. Nel 1951, ha nazionalizzato l’industria petrolifera, provocando l’ira degli interessi anglosassoni nella regione. Un’operazione orchestrata dalla CIA ha sostituito Mossadegh con Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià, che ha difeso gli interessi imperialisti nella regione per molto tempo.
 
Per gli Stati Uniti era molto importante avere un alleato in Iran, dal momento che il Golfo era stato a lungo dominato dall’impero britannico. Ma, quest’ultimo, dopo gli anni sessanta, si è indebolito e gli inglesi non avevano più i mezzi per finanziare le loro posizioni strategiche in questa regione. Quando hanno lasciato il Golfo, gli Stati Uniti temevano che l’influenza dei sovietici e il nazionalismo arabo avrebbero colto l’occasione per rinforzarsi. È per questo che Washington ha utilizzato lo Scià per interpretare il ruolo del gendarme nella regione e difendere i suoi interessi. Lo Scià ha beneficiato del denaro del petrolio per costruire un’enorme potenza militare e un servizio di informazione solido e spietato: il Savak. In quel momento, due forze si fronteggiavano nella regione: i rivoluzionari, che acquisivano sempre più legittimità tra le masse, come il governo di Nasser o la rivoluzione repubblicana in Yemen; dall’altro lato i filo imperialisti come il regime wahabita saudita, il governo del Kuwait o della Giordania. La dittatura militare creata dallo Scià con l’aiuto degli Stati Uniti ha contribuito fortemente alla vittoria delle forze filo imperialiste.
 
Quale era la situazione in Iran sotto la dittatura dello Scià?
 
Il popolo iraniano ha sofferto molto sotto questo regime. Come ho già detto, il paese era comandato dalla borghesia compradora, gestita da monarchi feudali e da un regime militarista, in uno Stato semi-coloniale senza la minima volontà di costruire un’industria nazionale. La borghesia nazionale era molto debole e la maggioranza della popolazione era composta da contadini, piccola borghesia e piccolo proletariato. Le differenze sociali erano enormi. Alcuni erano più ricchi di tutto quello che si può vedere a Beverly Hills; al contrario, molti iraniani non avevano mai visto il colore di una scarpa. È per questo che la maggioranza del popolo iraniano ha sostenuto la rivoluzione islamica del 1979 che ha rovesciato lo Scià. La diversità tra le classi sociali, ecco in realtà l’unico modo di capire l’Iran prima e dopo la rivoluzione.
 
Come si è sviluppata la rivoluzione? Come l’Iran ne è stato trasformato ?
 
Sicuramente, a causa delle enormi differenze tra le classi sociali, alcuni partiti e associazioni volevano cambiare il sistema. Il più importante di questi partiti è stato a lungo il partito comunista «Toudeh». Lo Scià li ha contrastati con forza, ma il suo più grande errore è stato probabilmente quello di lasciare sviluppare l’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (OMPI). Questi, si ispiravano alla teologia della liberazione (America Latina), combinando un’analisi marxista delle classi con il pensiero islamico. Lo Scià riteneva che l’introduzione di una nuova teoria, che combinava Marx e Islam, avrebbe ridotto l’influenza del suo principale nemico, il comunismo. Ma l’OMPI era in realtà più di un partito, dal momento che i suoi aderenti avevano una visione realista, come i sandinisti in Nicaragua. Sono diventati popolari e molto influenti. Tuttavia, per rovesciare lo Scià, mancava loro un leader. È per questo motivo che vollero servirsi di Khomeini (che allora era esiliato in Francia), poiché era un leader carismatico e antimperialista. Ma Khomeini aveva un proprio progetto. Così quando fu rovesciato lo Scià, egli affermò subito la sua ideologia e prese il potere. Tale avvenimento ha creato delle tensioni con i Mojahedin del popolo. Le due parti si affrontarono e infine Khomeini s’impose, godendo anche dell’appoggio della borghesia del Bazar.
 
Qual era la visione di Khomeini?
 
Per Khomeini il potere deve ritornare ai popoli del terzo mondo, oppressi dall’imperialismo. Voleva creare un fronte unito dei popoli e sostenne, ad esempio, i sandinisti in Nicaragua. In questo modo, l’Iran è passato da Stato neocoloniale a Stato indipendente. La prima misura del governo è stata di nazionalizzare il petrolio proprio come aveva fatto Mossadegh. Ha sostenuto la necessità di un parlamento e di un controllo su di esso in base alla religione e all’indipendenza nazionale: la Guida Suprema.
 
Dal momento che la candidatura alle elezioni deve essere approvata dalla Guida Suprema, il sistema politico iraniano è davvero democratico?
 
La definizione di democrazia è essa stessa una grande domanda. In Iran c’è una democrazia di tipo occidentale, una democrazia di Stato borghese? Certo che no. La Guida Suprema controlla il sistema politico iraniano ma sarebbe ingenuo credere che le elezioni dei paesi occidentali sono esempio di una democrazia migliore. Le elezioni qui da noi si fanno in base a forze che si trovano dietro ai partiti e che non si vedono direttamente. L’Iran è una repubblica islamica e tutti i partiti devono quindi basarsi sulla religione. I partiti laici sono visti come un’invenzione occidentale che potrebbe dividere il popolo e minacciare la sovranità nazionale del paese.
 
È proprio questa indipendenza iraniana che infastidisce i paesi imperialisti. Essi non hanno in realtà alcun problema con il fatto che l’Iran sia uno Stato islamico. L’Arabia Saudita è uno Stato islamico dove non ci sono elezioni e i paesi imperialisti non se ne preoccupano affatto poiché l’Arabia Saudita è un paese amico. Il vero problema è che l’Iran ha una visione indipendente 
della sovranità nazionale. Immaginiamo che Ahmadinejad abbandoni la sua idea di indipendenza nazionale e adotti un sistema dove gli interessi imperialisti vengano difesi come in Arabia Saudita: riceverebbe sicuramente il Premio Nobel!
 
Pochi giorni fa, Zbigniew Brzezinski, il consigliere di Obama, ha dichiarato che se Israele attaccherà l’Iran, gli Stati Uniti dovrebbero intercettare i suoi bombardieri. Non è sorprendente?
 
Brzezinski osserva che gli Stati Uniti sono stati gravemente indeboliti sul piano economico e militare per due motivi. Innanzitutto, i neoconservatori, quando sono saliti al potere, hanno utilizzato l’11 settembre come pretesto per fare la guerra e hanno trasformato in nemico l’intero mondo musulmano. È stato totalmente folle e contro-produttivo per gli Stati Uniti. Inoltre, l’invasione dell’Iraq è stato un grosso errore: non ha rinforzato gli Usa, ma ha procurato loro seri problemi. 
In questo contesto, Brzezinski tenta di trovare delle soluzioni pur tenendo presente che l’obiettivo più importante per gli Usa è contenere lo sviluppo del suo principale rivale: la Cina. Una parte della soluzione consiste nel rinforzare la Nato, poiché questa istituzione può rappresentare una risposta ai problemi dell’occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare. È per questo motivo che Brezinski ha avvallato la proposta della Gran Bretagna, della Germania e della Francia di tenere una nuova conferenza internazionale sull’Afghanistan: è essenziale che la Nato non esca sconfitta in Afghanistan come è successo ai sovietici perché essa è la sola che permetterà agli Usa di svolgere un nuovo importante ruolo nel mondo.
 
Un’altra parte della soluzione consiste in nuovi partenariati per costruire un’alleanza più forte contro la Cina. In quest’ottica, Brzezinski considera che la politica in particolare verso l’Iran, ma anche verso gli altri paesi islamici e la Russia, non dovrebbe essere aggressiva. Dovrebbe al contrario essere basata sul dialogo e non rimanere intrappolata dalla propaganda sionista di Israele.
 
Ecco spiegato il discorso di Obama a Il Cairo. Gli Stati Uniti devono convincere i musulmani, gli indù e la borghesia russa che è più interessante allearsi con le forze occidentali piuttosto che con la Cina. È per questo che Brzezinski ha detto che la collera dei paesi che sono stati considerati come nemici dall’amministrazione Bush deve essere presa in considerazione. Questi paesi dovrebbero ora avere il diritto di utilizzare le proprie risorse. Le ragioni di questo cambiamento politico sono chiare: gli Stati Uniti devono impedire a questi paesi di costruire un altro sistema mondiale per tenerli in un sistema dominato da Washington.
 
È segno che le relazioni tra Stati Uniti e Israele non sono più così buone?
 
Innanzitutto, non è Israele che detta la politica agli Stati Uniti. È la borghesia americana che decide. Ma c’è un dato di fatto: esiste una profonda divisione in seno all’imperialismo statunitense. C’è una prima corrente, arretrata, che crede ancora che gli Usa possano continuare per la via militare. Ma non è realistico: il paese si trova davanti a un problema demografico e un confronto militare con la Cina è perso in partenza. L’altra corrente, di cui fanno parte Brzezinski e Obama, capisce che è necessario dare prova di tattica e mostrarsi realisti per mantenere l’egemonia USA. Essi sostengono: «Dobbiamo conoscere i nostri punti di forza e i nostri limiti e lavorare su questo. Al fine che la nostra forza non venga percepita in modo negativo ma positivo. La nostra forza deve essere una garanzia per i nostri partner».
 
Gli Usa hanno certamente dei legami forti con Israele, ma la questione euro-asiatica (il controllo dell’Eurasia) è la più importante: è là che si deciderà il futuro dell’umanità. Brzezinski vuole quindi controllare la pentola. Sa che la temperatura della pentola deve essere decisa da cuochi molto furbi, non da pazzi. In realtà, se la pentola straborda, brucerà tutto il mondo e gli americani saranno cacciati dalla regione. Ecco spiegata la dichiarazione di Brzezinski sui bombardieri israeliani e il fatto che per la prima volta gli Usa fanno delle concessioni e autorizzano altre forze occidentali a venire nel Golfo. È il caso ad esempio della Francia che ha una base militare negli Emirati Arabi Uniti. Questo testimonia anche la debolezza attuale degli Stati Uniti.
 
Note:
 
Testi sull’Iran consigliati da Mohamed Hassan :
- The Persian Puzzle, di K. Pollack (ancien conseiller de Clinton et analyste de la CIA), Brookings Institution, 2004
- Ervand Abrahamian, Iran Between Two Revolutions, Princeton Studies, 1982
- Ervand Abrahamian, The Iranian Mojahedin, Yale University Press, 1989
- Trita Parsi , Treacherous Alliance: The Secret Dealings of Israel, Iran and the United States, Yale University Press, 2007
- Noam Chomsky, Fateful Triangle: The United States, Israel, and the Palestinians, South End Press, 1983.
- Zbigniew Brzezinski, An agenda for Nato, Foreign Affairs, septembre –octobre 2009
- Michel Collon, Quelle sera, demain la politique internationale des USA ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dal punto di vista della lotta di classe che bisognerebbe stare attenti a non prendere certi abbagli, caro compagno Masella, come confermano testimonianze insospettabili certo non accusabili di simpatie per il regime iraniano. E ancora dal punto di vista della lotta di classe, appare fin troppo evidente, anche ai bambini, da che parte si schierano i dirigenti della &#8220;rivoluzione verde&#8221; (in nome della quale Liberazione supera persino gli Stati Uniti nella richiesta di sanzioni all&#8217;Iran). Salvo poi, in caso di guerra, avere ancora il coraggio di chiamare alla mobilitazione (che peraltro, come hanno dimostrato casi precedenti, durerebbe lo spazio di un mattino).    </p>
<p><a href="http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html" rel="nofollow">http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/1899-iran-perche-ahmadinejad-ha-sconfitto-i-riformisti-.html</a>   </p>
<p>Che poi, anche nel caso dell&#8217;Iran, non ci troviamo solo di fronte a una questione che ha a che fare con la geopolitica, quanto piuttosto con la lotta antimperialista, lo chiarisce in modo efficace questa intervista concessa al comunista Michel Collon  da uno dei massimi esperti di questioni mediorientali (nonchè coerente militante comunista e antimperialista), Mohamed Hassan.</p>
<p><a href="http://www.resistenze.org/sito/te/po/in/poin9l07-005640.htm" rel="nofollow">http://www.resistenze.org/sito/te/po/in/poin9l07-005640.htm</a></p>
<p>     da: <a href="http://www.michelcollon.info/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=2288:que-doit-faire-ahmadinejad-pour-recevoir-le-prix-nobel&#038;catid=1:articles&#038;Itemid=2" rel="nofollow">http://www.michelcollon.info/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=2288:que-doit-faire-ahmadinejad-pour-recevoir-le-prix-nobel&#038;catid=1:articles&#038;Itemid=2</a><br />
Traduzione dal francese per <a href="http://www.resistenze.org" rel="nofollow">http://www.resistenze.org</a> a cura di C.T. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare</p>
<p>Cosa deve fare Ahmadinejad per ricevere il premio Nobel ?</p>
<p>Dossier «Comprendere il mondo mussulmano» : L’IRAN</p>
<p>Intervista di Michel Collon e Gregorie Lalieu a Mohamed Hassan</p>
<p>La minaccia iraniana incombe sull’Occidente? Le elezioni erano truccate? Quale era la vera posta in gioco? Perché gli Stati Uniti hanno sostenuto il movimento di opposizione? Per il nostro dossier “Comprendere il mondo mussulmano”, Mohamed Hassan risponde a queste domande. L’esperto chiarisce le diverse forze che si affrontano in Iran, perché Ahmadinejad si trova così spesso sulle prime pagine dei giornali e come la repubblica islamica graverà sull’avvenire dell’impero statunitense, indebolito.</p>
<p>I media ci dicono che l’Iran rappresenta una grande minaccia. Come prova le dichiarazioni di Ahmadinejad su Israele e il suo programma nucleare. L’Iran è davvero un paese pericoloso?</p>
<p>Prima di tutto, dovete sapere che questo famoso programma nucleare è stato avviato durante il regime precedente, quello dello Scià. Con l’appoggio degli Stati Uniti! Inoltre, gli oppositori di Ahmadinejad all’interno e all’esterno del paese hanno portato avanti una campagna, sostenendo la volontà dell’Iran di entrare in guerra con Israele. È falso. L’Iran non vuole entrare in conflitto con nessuno. Vuole soltanto affermare la sua sovranità nazionale. La questione del nucleare deve essere considerata da questo punto di vista. Per il popolo iraniano rappresenta un diritto all’autodeterminazione.</p>
<p>Ma Israele si dichiara minacciato. E vero che Ahmadinejad nega l’Olocausto?</p>
<p>No. Ha riconosciuto che l’Olocausto è stato un avvenimento terribile, ma ha sottolineato il fatto che i responsabili di questo genocidio non ne hanno pagato il prezzo mentre i Palestinesi sì. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania ha attaccato i suoi vicini e ne ha pagato le conseguenze. Per esempio, il Belgio è stato risarcito dalla Germania.</p>
<p>Qual è la vera posizione di Ahmadinejad ? Egli sostiene che per stabilire quali siano i responsabili dell’Olocausto e farli pagare, si deve studiare questo tragico avvenimento e farne dibattito pubblico. Questo elemento essenziale è tenuto nascosto dalla campagna anti-Ahmadinejad: alcune persone gli fanno delle domande e poi rendono note le sue risposte estraendole dal contesto in cui sono state dette. Inoltre, il problema della responsabilità nell’Olocausto è diventata un tabù. Tutta questa propaganda contro Ahmadinejad mira a destabilizzare l’Iran.</p>
<p>Perchè ?</p>
<p>Noam Chomsky ha spiegato nel suo libro The Fateful Triangle che Israele, al tempo dello Scià, voleva costruire un’alleanza con l’Iran, la Turchia e l’Etiopia per stroncare il nazionalismo arabo nella regione. Oggi, Israele vorrebbe che in Iran ci fosse un governo condiscendente. L’obiettivo immediato della campagna contro Ahmadinejad è di interrompere le relazioni tra l’Iran da un lato e Hezbollah e Hamas dall’altro. Questo consoliderebbe la posizione di Israele su due fronti. Innanzitutto i paesi filo occidentali della regione in buoni rapporti con Israele (come l’Egitto e la Giordania) sarebbero rafforzati. Poi, in Palestina, la posizione di Abu Mazen uscirebbe rinforzata e le forze che vogliono resistere a Israele indebolite. Ecco le ragioni della campagna israeliana contro Ahmadinejad.</p>
<p>La questione palestinese e il programma nucleare non sono serviti ad Ahmadinejad come pretesti elettorali per riunire la popolazione intorno a sentimenti nazionalisti ?</p>
<p>Questo è quello che hanno sostenuto alcuni oppositori di Ahmadinejad durante la campagna. Sicuramente il popolo iraniano, che ha conosciuto le privazioni con lo Scià, è solidale con i palestinesi. Ma questo non ha potuto rappresentare un elemento cruciale nel determinare i risultati delle elezioni: non è la Palestina che da lavoro e cibo agli iraniani. In realtà, la visione politica di Ahmadinejad si rivolge allo Stato che, per lui, deve controllare tutto. È per questo che è stato eletto dai lavoratori e dai contadini, dagli operai nelle città: queste persone beneficiano dell’intervento statale e della sua politica economica. Al contrario, riformisti come Moussavi (che era sostenuto dall’Occidente) non sono d’accordo con questa visione.</p>
<p>Qual è la loro posizione?</p>
<p>Questi riformisti provengono dalla cosiddetta «borghesia del Bazar», una borghesia che esiste da molto tempo nei paesi islamici. È composta dai produttori artigiani associati ai contadini. Al tempo dello Scià, la borghesia del Bazar non era così importante, poiché il paese era dominato dalla borghesia  compradora, che utilizzava l’apparato statale e le finanze del governo per commerciare con i paesi imperialisti attraverso l’import-export. I compradores non producevano nulla, non facevano altro che vendere dei prodotti. È per questo che l’economia irania è molto dipendente dall’estero.</p>
<p>A quell’epoca, la borghesia del Bazar non era sostenuta dai compradores, in modo che non disponesse di capitali e tecnologie. È per questo che essa ha sostenuto Khomeini durante la rivoluzione islamica del 1979. Il sistema economico iraniano è stato così trasformato e con lo sviluppo della borghesia del Bazar, a scapito di quella dei compradores, il paese è passato da uno statuto neocoloniale a un modello indipendente.</p>
<p>Le persone provenienti dalla borghesia del Bazar videro nella rivoluzione un’opportunità di utilizzare il capitale di Stato per fare un sacco di soldi. E oggi qualcuno di loro è miliardario! I riformisti come Moussavi, Rafsandjani o Khatami provengono da questo gruppo. Li si chiama «riformisti» non perché hanno idee progressiste ma perché vogliono cambiare il sistema economico attuale, riducendo l&#8217;intervento dello stato e lasciando più spazio alle privatizzazioni. Questo permetterà a qualcuno di loro di diventare ancora più ricco poiché l’Iran rappresenta un enorme mercato. Questa era la posta in gioco principale delle ultime elezioni e come si è già detto la maggior parte degli iraniani che beneficiano dell’intervento dello stato hanno scelto Ahmadinejad invece del «riformista» Moussavi.</p>
<p>Secondo voi, queste elezioni non sono state manipolate?</p>
<p>Certo che no. L’idea che sono state truccate arriva dalla propaganda gestita per isolare Ahmadinejad e stabilire in Iran un governo filo occidentale. È sufficiente analizzare qualche elemento per capire che quest’idea di frode non è seria. Innanzitutto, la Fondazione Rockefeller ha finanziato una ONG per realizzare un sondaggio d’opinione due settimane prima delle elezioni: Ahmadinejad era dato vincitore tre contro uno. In secondo luogo, i nostri media non hanno mai mostrato i dibattiti che sono stati organizzati durante la campagna elettorale in Iran: chiunque avrebbe potuto vedere che si trattava di dibattiti molto aperti e avrebbe potuto capire meglio perché Ahmadinejad è stato eletto dai lavoratori. In terzo luogo, ci si potrebbe domandare: chi sono coloro che sostengono che c’è stato un broglio elettorale in Iran? Perché gli Stati Uniti non si interessano alla democrazia negli Emirati? Perché non c’è una campagna contro l’Afghanistan dove le elezioni sono state chiaramente truccate? Etc…</p>
<p>Per rispondere a queste domande, si deve comprendere che a seconda degli interessi imperialisti, le elezioni sono definite buone o cattive. Infine, il popolo iraniano ha visto cosa le forze imperialiste hanno fatto in Iraq, in Afghanistan e in Pakistan. È anche una delle ragioni per cui gli iraniani hanno scelto Ahmadinejad, che costruisce un’alleanza antimperialista con paesi come la Cina o la Russia. Al contrario, i riformisti, definiti più «pragmatici», sono in realtà pronti a stabilire buoni rapporti con i paesi imperialisti per commerciare con loro. </p>
<p>Hillary Clinton ha recentemente ammesso che gli Stati Uniti hanno incoraggiato il movimento di opposizione iraniano dopo le elezioni. Ma non era la prima volta che Washington interveniva nella politica dell’Iran, non è così?</p>
<p>Nel 1953, in effetti, la CIA ha rovesciato il Primo Ministro Mossadegh. Lui era stato eletto per le sue idee nazionaliste e progressiste. Nel 1951, ha nazionalizzato l’industria petrolifera, provocando l’ira degli interessi anglosassoni nella regione. Un’operazione orchestrata dalla CIA ha sostituito Mossadegh con Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià, che ha difeso gli interessi imperialisti nella regione per molto tempo.</p>
<p>Per gli Stati Uniti era molto importante avere un alleato in Iran, dal momento che il Golfo era stato a lungo dominato dall’impero britannico. Ma, quest’ultimo, dopo gli anni sessanta, si è indebolito e gli inglesi non avevano più i mezzi per finanziare le loro posizioni strategiche in questa regione. Quando hanno lasciato il Golfo, gli Stati Uniti temevano che l’influenza dei sovietici e il nazionalismo arabo avrebbero colto l’occasione per rinforzarsi. È per questo che Washington ha utilizzato lo Scià per interpretare il ruolo del gendarme nella regione e difendere i suoi interessi. Lo Scià ha beneficiato del denaro del petrolio per costruire un’enorme potenza militare e un servizio di informazione solido e spietato: il Savak. In quel momento, due forze si fronteggiavano nella regione: i rivoluzionari, che acquisivano sempre più legittimità tra le masse, come il governo di Nasser o la rivoluzione repubblicana in Yemen; dall’altro lato i filo imperialisti come il regime wahabita saudita, il governo del Kuwait o della Giordania. La dittatura militare creata dallo Scià con l’aiuto degli Stati Uniti ha contribuito fortemente alla vittoria delle forze filo imperialiste.</p>
<p>Quale era la situazione in Iran sotto la dittatura dello Scià?</p>
<p>Il popolo iraniano ha sofferto molto sotto questo regime. Come ho già detto, il paese era comandato dalla borghesia compradora, gestita da monarchi feudali e da un regime militarista, in uno Stato semi-coloniale senza la minima volontà di costruire un’industria nazionale. La borghesia nazionale era molto debole e la maggioranza della popolazione era composta da contadini, piccola borghesia e piccolo proletariato. Le differenze sociali erano enormi. Alcuni erano più ricchi di tutto quello che si può vedere a Beverly Hills; al contrario, molti iraniani non avevano mai visto il colore di una scarpa. È per questo che la maggioranza del popolo iraniano ha sostenuto la rivoluzione islamica del 1979 che ha rovesciato lo Scià. La diversità tra le classi sociali, ecco in realtà l’unico modo di capire l’Iran prima e dopo la rivoluzione.</p>
<p>Come si è sviluppata la rivoluzione? Come l’Iran ne è stato trasformato ?</p>
<p>Sicuramente, a causa delle enormi differenze tra le classi sociali, alcuni partiti e associazioni volevano cambiare il sistema. Il più importante di questi partiti è stato a lungo il partito comunista «Toudeh». Lo Scià li ha contrastati con forza, ma il suo più grande errore è stato probabilmente quello di lasciare sviluppare l’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (OMPI). Questi, si ispiravano alla teologia della liberazione (America Latina), combinando un’analisi marxista delle classi con il pensiero islamico. Lo Scià riteneva che l’introduzione di una nuova teoria, che combinava Marx e Islam, avrebbe ridotto l’influenza del suo principale nemico, il comunismo. Ma l’OMPI era in realtà più di un partito, dal momento che i suoi aderenti avevano una visione realista, come i sandinisti in Nicaragua. Sono diventati popolari e molto influenti. Tuttavia, per rovesciare lo Scià, mancava loro un leader. È per questo motivo che vollero servirsi di Khomeini (che allora era esiliato in Francia), poiché era un leader carismatico e antimperialista. Ma Khomeini aveva un proprio progetto. Così quando fu rovesciato lo Scià, egli affermò subito la sua ideologia e prese il potere. Tale avvenimento ha creato delle tensioni con i Mojahedin del popolo. Le due parti si affrontarono e infine Khomeini s’impose, godendo anche dell’appoggio della borghesia del Bazar.</p>
<p>Qual era la visione di Khomeini?</p>
<p>Per Khomeini il potere deve ritornare ai popoli del terzo mondo, oppressi dall’imperialismo. Voleva creare un fronte unito dei popoli e sostenne, ad esempio, i sandinisti in Nicaragua. In questo modo, l’Iran è passato da Stato neocoloniale a Stato indipendente. La prima misura del governo è stata di nazionalizzare il petrolio proprio come aveva fatto Mossadegh. Ha sostenuto la necessità di un parlamento e di un controllo su di esso in base alla religione e all’indipendenza nazionale: la Guida Suprema.</p>
<p>Dal momento che la candidatura alle elezioni deve essere approvata dalla Guida Suprema, il sistema politico iraniano è davvero democratico?</p>
<p>La definizione di democrazia è essa stessa una grande domanda. In Iran c’è una democrazia di tipo occidentale, una democrazia di Stato borghese? Certo che no. La Guida Suprema controlla il sistema politico iraniano ma sarebbe ingenuo credere che le elezioni dei paesi occidentali sono esempio di una democrazia migliore. Le elezioni qui da noi si fanno in base a forze che si trovano dietro ai partiti e che non si vedono direttamente. L’Iran è una repubblica islamica e tutti i partiti devono quindi basarsi sulla religione. I partiti laici sono visti come un’invenzione occidentale che potrebbe dividere il popolo e minacciare la sovranità nazionale del paese.</p>
<p>È proprio questa indipendenza iraniana che infastidisce i paesi imperialisti. Essi non hanno in realtà alcun problema con il fatto che l’Iran sia uno Stato islamico. L’Arabia Saudita è uno Stato islamico dove non ci sono elezioni e i paesi imperialisti non se ne preoccupano affatto poiché l’Arabia Saudita è un paese amico. Il vero problema è che l’Iran ha una visione indipendente<br />
della sovranità nazionale. Immaginiamo che Ahmadinejad abbandoni la sua idea di indipendenza nazionale e adotti un sistema dove gli interessi imperialisti vengano difesi come in Arabia Saudita: riceverebbe sicuramente il Premio Nobel!</p>
<p>Pochi giorni fa, Zbigniew Brzezinski, il consigliere di Obama, ha dichiarato che se Israele attaccherà l’Iran, gli Stati Uniti dovrebbero intercettare i suoi bombardieri. Non è sorprendente?</p>
<p>Brzezinski osserva che gli Stati Uniti sono stati gravemente indeboliti sul piano economico e militare per due motivi. Innanzitutto, i neoconservatori, quando sono saliti al potere, hanno utilizzato l’11 settembre come pretesto per fare la guerra e hanno trasformato in nemico l’intero mondo musulmano. È stato totalmente folle e contro-produttivo per gli Stati Uniti. Inoltre, l’invasione dell’Iraq è stato un grosso errore: non ha rinforzato gli Usa, ma ha procurato loro seri problemi.<br />
In questo contesto, Brzezinski tenta di trovare delle soluzioni pur tenendo presente che l’obiettivo più importante per gli Usa è contenere lo sviluppo del suo principale rivale: la Cina. Una parte della soluzione consiste nel rinforzare la Nato, poiché questa istituzione può rappresentare una risposta ai problemi dell’occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare. È per questo motivo che Brezinski ha avvallato la proposta della Gran Bretagna, della Germania e della Francia di tenere una nuova conferenza internazionale sull’Afghanistan: è essenziale che la Nato non esca sconfitta in Afghanistan come è successo ai sovietici perché essa è la sola che permetterà agli Usa di svolgere un nuovo importante ruolo nel mondo.</p>
<p>Un’altra parte della soluzione consiste in nuovi partenariati per costruire un’alleanza più forte contro la Cina. In quest’ottica, Brzezinski considera che la politica in particolare verso l’Iran, ma anche verso gli altri paesi islamici e la Russia, non dovrebbe essere aggressiva. Dovrebbe al contrario essere basata sul dialogo e non rimanere intrappolata dalla propaganda sionista di Israele.</p>
<p>Ecco spiegato il discorso di Obama a Il Cairo. Gli Stati Uniti devono convincere i musulmani, gli indù e la borghesia russa che è più interessante allearsi con le forze occidentali piuttosto che con la Cina. È per questo che Brzezinski ha detto che la collera dei paesi che sono stati considerati come nemici dall’amministrazione Bush deve essere presa in considerazione. Questi paesi dovrebbero ora avere il diritto di utilizzare le proprie risorse. Le ragioni di questo cambiamento politico sono chiare: gli Stati Uniti devono impedire a questi paesi di costruire un altro sistema mondiale per tenerli in un sistema dominato da Washington.</p>
<p>È segno che le relazioni tra Stati Uniti e Israele non sono più così buone?</p>
<p>Innanzitutto, non è Israele che detta la politica agli Stati Uniti. È la borghesia americana che decide. Ma c’è un dato di fatto: esiste una profonda divisione in seno all’imperialismo statunitense. C’è una prima corrente, arretrata, che crede ancora che gli Usa possano continuare per la via militare. Ma non è realistico: il paese si trova davanti a un problema demografico e un confronto militare con la Cina è perso in partenza. L’altra corrente, di cui fanno parte Brzezinski e Obama, capisce che è necessario dare prova di tattica e mostrarsi realisti per mantenere l’egemonia USA. Essi sostengono: «Dobbiamo conoscere i nostri punti di forza e i nostri limiti e lavorare su questo. Al fine che la nostra forza non venga percepita in modo negativo ma positivo. La nostra forza deve essere una garanzia per i nostri partner».</p>
<p>Gli Usa hanno certamente dei legami forti con Israele, ma la questione euro-asiatica (il controllo dell’Eurasia) è la più importante: è là che si deciderà il futuro dell’umanità. Brzezinski vuole quindi controllare la pentola. Sa che la temperatura della pentola deve essere decisa da cuochi molto furbi, non da pazzi. In realtà, se la pentola straborda, brucerà tutto il mondo e gli americani saranno cacciati dalla regione. Ecco spiegata la dichiarazione di Brzezinski sui bombardieri israeliani e il fatto che per la prima volta gli Usa fanno delle concessioni e autorizzano altre forze occidentali a venire nel Golfo. È il caso ad esempio della Francia che ha una base militare negli Emirati Arabi Uniti. Questo testimonia anche la debolezza attuale degli Stati Uniti.</p>
<p>Note:</p>
<p>Testi sull’Iran consigliati da Mohamed Hassan :<br />
- The Persian Puzzle, di K. Pollack (ancien conseiller de Clinton et analyste de la CIA), Brookings Institution, 2004<br />
- Ervand Abrahamian, Iran Between Two Revolutions, Princeton Studies, 1982<br />
- Ervand Abrahamian, The Iranian Mojahedin, Yale University Press, 1989<br />
- Trita Parsi , Treacherous Alliance: The Secret Dealings of Israel, Iran and the United States, Yale University Press, 2007<br />
- Noam Chomsky, Fateful Triangle: The United States, Israel, and the Palestinians, South End Press, 1983.<br />
- Zbigniew Brzezinski, An agenda for Nato, Foreign Affairs, septembre –octobre 2009<br />
- Michel Collon, Quelle sera, demain la politique internationale des USA ?</p>
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		<title>Di: Leonardo Masella</title>
		<link>http://www.claudiograssi.org/wordpress/2009/12/la-rivolta-in-iran/comment-page-1/#comment-443</link>
		<dc:creator>Leonardo Masella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:49:27 +0000</pubDate>
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		<description>Intanto ringrazio Claudio e il suo blog che ci fornisce un importantissimo spazio di dibattito politico e spero che questo si svolga sempre con il necessario rispetto delle posizioni degli altri, anzi persino con lo spirito di apprendere anche da tesi opposte alle proprie.
Io concordo con le posizioni equilibrate (equilibrate, non pilatesche, l&#039;equilibrio non sempre è pilatesco, è bene stare al merito piuttosto che appiccicare etichette) di Grassi e Graziosi.
Anche perchè se siamo comunisti dobbiamo tentare di coniugare entrambe le esigenze: 1) l&#039;esigenza di una lotta antimperialista, contro il pericolo principale per il mondo, ancora rappresentato (nonostante Obama) dall&#039;unipolarismo americano e quindi l&#039;esigenza della più vasta alleanza internazionale per isolare le parti più pericolose dell&#039;imperialismo; 2) l&#039;esigenza della lotta dei popoli e dei lavoratori di ogni singolo paese per liberarsi da sistemi oppressivi e reazionari. Cioè, noi comunisti (ed è questa una differenza con altre forze antimperialiste), dovremmo tenere assieme lotta antimparialista e lotta di classe in ogni singolo paese, e comunque fare il nostro mestiere di rappresentare una parte della nostra società. Questo è il miglior contributo che possiamo dare alla lotta antimperialista. Altrimenti spacchiamo il capello in quattro sul mondo senza più rappresentare nulla in Italia.
In particolare, certamente non si può fare politica non alzando lo sguardo a ciò che succede in campo internazionale, non guardando mai una cartina geografica, giungendo a non accorgersi, per esempio, nel tentare di capire ciò che succede in Iran, che questo è un paese che confina con il Pakistan e l’Afghanistan ad Est e con l’Iraq ad Ovest, cioè nel bel mezzo di tre paesi occupati dagli Usa, di cui due in guerra e il secondo (il Pakistan) quasi in guerra civile, in un’area del mondo (fra l’Asia centrale e il Medio Oriente, a due passi dalla Russia e dalla Georgia) fra le più critiche e strategiche per la politica estera degli Usa (e di Israele), per mantenere il predominio militare e delle fonti di energia sul mondo che stanno perdendo sul piano economico. 
D&#039;altra parte, però, bisogna stare attenti a non esagerare con la geopolitica, senza vedere anche la lotta di classe (che alla fine è il vero motore della storia) sia in ogni singolo paese che su scala internazionale, perché si corre il rischio, con la sola geopolitica astratta di giungere a considerare (come fanno non solo alcuni &quot;antimperialisti&quot; di estrema destra, ma anche alcuni studiosi persino di provenienza marxista e di sinistra, come per esempio Gianfraco La Grassa) non solo il governo islamico iraniano un governo da sostenere senza se e senza ma, ma persino l’attuale governo italiano (si, proprio il governo di Berlusconi e di Bossi !) un governo non da combattere perchè svolge una funzione positiva in quanto indisciplinato rispetto agli Usa (oggi con Obama ancora di più di ieri) e amico di Putin e della Cina, che aiuta quindi la costruzione di un mondo multipolare. 
Per i comunisti e per la sinistra, sarebbe più saggio, dunque, evitare i due estremi opposti, la sola geopolitica internazionale senza lotta di classe (come se il mondo fosse un grande risiko, senza i fenomeni sociali, a volte anche imprevedibili), oppure la sola lotta di classe in ogni singolo paese senza vedere ciò che c’è e succede intorno, nello scontro durissimo in corso fra il vecchio mondo fondato sull’unipolarismo americano e il mondo nuovo fondato sul multipolarismo e sulla liberazione di popoli e paesi tenuti per secoli sotto il dominio dell’imperialimo.

Leonardo Masella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto ringrazio Claudio e il suo blog che ci fornisce un importantissimo spazio di dibattito politico e spero che questo si svolga sempre con il necessario rispetto delle posizioni degli altri, anzi persino con lo spirito di apprendere anche da tesi opposte alle proprie.<br />
Io concordo con le posizioni equilibrate (equilibrate, non pilatesche, l&#8217;equilibrio non sempre è pilatesco, è bene stare al merito piuttosto che appiccicare etichette) di Grassi e Graziosi.<br />
Anche perchè se siamo comunisti dobbiamo tentare di coniugare entrambe le esigenze: 1) l&#8217;esigenza di una lotta antimperialista, contro il pericolo principale per il mondo, ancora rappresentato (nonostante Obama) dall&#8217;unipolarismo americano e quindi l&#8217;esigenza della più vasta alleanza internazionale per isolare le parti più pericolose dell&#8217;imperialismo; 2) l&#8217;esigenza della lotta dei popoli e dei lavoratori di ogni singolo paese per liberarsi da sistemi oppressivi e reazionari. Cioè, noi comunisti (ed è questa una differenza con altre forze antimperialiste), dovremmo tenere assieme lotta antimparialista e lotta di classe in ogni singolo paese, e comunque fare il nostro mestiere di rappresentare una parte della nostra società. Questo è il miglior contributo che possiamo dare alla lotta antimperialista. Altrimenti spacchiamo il capello in quattro sul mondo senza più rappresentare nulla in Italia.<br />
In particolare, certamente non si può fare politica non alzando lo sguardo a ciò che succede in campo internazionale, non guardando mai una cartina geografica, giungendo a non accorgersi, per esempio, nel tentare di capire ciò che succede in Iran, che questo è un paese che confina con il Pakistan e l’Afghanistan ad Est e con l’Iraq ad Ovest, cioè nel bel mezzo di tre paesi occupati dagli Usa, di cui due in guerra e il secondo (il Pakistan) quasi in guerra civile, in un’area del mondo (fra l’Asia centrale e il Medio Oriente, a due passi dalla Russia e dalla Georgia) fra le più critiche e strategiche per la politica estera degli Usa (e di Israele), per mantenere il predominio militare e delle fonti di energia sul mondo che stanno perdendo sul piano economico.<br />
D&#8217;altra parte, però, bisogna stare attenti a non esagerare con la geopolitica, senza vedere anche la lotta di classe (che alla fine è il vero motore della storia) sia in ogni singolo paese che su scala internazionale, perché si corre il rischio, con la sola geopolitica astratta di giungere a considerare (come fanno non solo alcuni &#8220;antimperialisti&#8221; di estrema destra, ma anche alcuni studiosi persino di provenienza marxista e di sinistra, come per esempio Gianfraco La Grassa) non solo il governo islamico iraniano un governo da sostenere senza se e senza ma, ma persino l’attuale governo italiano (si, proprio il governo di Berlusconi e di Bossi !) un governo non da combattere perchè svolge una funzione positiva in quanto indisciplinato rispetto agli Usa (oggi con Obama ancora di più di ieri) e amico di Putin e della Cina, che aiuta quindi la costruzione di un mondo multipolare.<br />
Per i comunisti e per la sinistra, sarebbe più saggio, dunque, evitare i due estremi opposti, la sola geopolitica internazionale senza lotta di classe (come se il mondo fosse un grande risiko, senza i fenomeni sociali, a volte anche imprevedibili), oppure la sola lotta di classe in ogni singolo paese senza vedere ciò che c’è e succede intorno, nello scontro durissimo in corso fra il vecchio mondo fondato sull’unipolarismo americano e il mondo nuovo fondato sul multipolarismo e sulla liberazione di popoli e paesi tenuti per secoli sotto il dominio dell’imperialimo.</p>
<p>Leonardo Masella.</p>
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