Intervista a Paolo Ferrero

paolo ferreroMi sembra una intervista molto importante. La condivido completamente.
Chiara nei due concetti fondamentali:

1) per battere le Destre e Berlusconi siamo disponibili a costruire una grande alleanza democratica sulla base di 3 obiettivi:

a) difesa della democrazia, quindi della Costituzione
b) legge sul conflitto di interessi
c) basta bipolarismo, legge elettorale proporzionale

2) la nostra disponibilità, altrettanto chiaramente, non riguarda nè la partecipazione al governo, nè impegni di voti favorevoli che non siano quelli prima ricordati.

Lavoriamo, come Federazione della Sinistra, per costruire un ampio consenso attorno a questa proposta.

Pronti ad accettare Casini premier pur di battere la destra di Berlusconi

di Umberto Rosso su Repubblica del 21 dicembre 2009

«Sono pronto ad allearmi anchc con il diavolo, a questo punto». Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, è preoccupato. Dopo la caduta del governo Prodi e la “corsa solitaria” alle ultime elezioni, mette sul tavolo la disponibilità a organizzare una nuova alleanza per battere il Cavaliere. E’ pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership. «Berlusconi minaccia la democrazia – avverte -. Siamo al golpismo strisciante».

Il Pdl la accuserà di seminare odio.
«Io sono un non-violento, ma non mi faccio imbavagliare. Che un mattacchione sia arrivato in piazza Duomo con una statuetta, non dimostra alcun complotto. E’ il nostro paese a rischio con questo premier».

Che cosa pensate di fare?
«Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione».

Compresi Casini e Di Pietro, oltre al Pd?
«Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d’accordo con lui».

Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?
«Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto di interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo».

Rifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra?
«Infatti noi non entreremmo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un accordo di governo all’interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l’esperienza del governo Prodi».

Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo del centro?
«Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l’accordo di governo».

Una specie di neo-desistenza politica fra Rifondazione e il centrosinistra.
«Io la chiamo una somma di voti per l’emergenza democratica».

E poi il Prc ricomincerebbe come al solito a far ballare in Parlamento la coalizione.
«Con l’attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all’accordo di governo».

Insomma, i parlamentari eletti della sinistra stavolta non avrebbero i numeri per far saltare il centrosinistra, Franceschini, però , ha appena detto di no almodello tedesco.
«Dentro il Pd altri dicono di sì, e lo dice anche Casini. Vedano un pò , nel partito democratico, se è proprio il caso di andare avanti con la sciagurata teoria veltroniana dell’autosufficienza, e lasciare così il paese nelle mani del presidente del Consiglio. Che può ridurre uno come Fini a sua appendice proprio grazie alla legge che c’è. Un meccanismo infernale che mette insieme persone che non hanno nulla inc omune, un Pisanu con tipi allaBorghezio».

Ci risiamo? Ha pure paragonato Berlusconi al mostro di Marcinelle.
«Nonho affatto detto che il premier è un mostro, ma che mettere nelle sue mani le riforme è come affidare un asilo al violentatore di Marcinelle».

E alle regionali, segretario?
«Non mettiamo veti, ma confronto sui contenuti. Come la nostra campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Pronti a sostenere Vendola in Puglia ma a Sinistra e Libertà chiediamo di difenderci in Lombardia dai diktat Pd di Penati».

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35 commenti to “Intervista a Paolo Ferrero”

  1. Gio scrive:

    La sconsideratezza con cui molti compagni stanno reagendo a questa proposta che è nota già da tempo al gonfiarsi del caso mediatico dovrebbe farci riflettere su come siamo subalterni al modo di “raccontare” la politica da parte dei media mainstream e sulla mancanza di comunicazione interna fra di noi. Andrebbe fatta una mailing list a cui possa iscriversi chiunque sia iscritto al partito in cui il CPN e la Segreteria comunicano per tempo tutti i documenti e gli odg approvati in modo da limitare questi effetti.

  2. Mattia scrive:

    Possono i comunisti essere indifferenti di fronte alla manomissione della Costituzione? Io penso di no. Penso che dobbiamo prepararci a contrastare duramente tanto l’eventuale “inciucio” quanto il possibile colpo di mano di Berlusconi. Per poter scongiurare entrambi i rischi dobbiamo però indicare una strada di uscita di alternativa. Per questo abbiamo proposto di costruire un largo fronte di difesa della Costituzione che possa contrapporsi efficacemente nei tentativi di Berlusconi di modificare la Costituzione e poi batterlo nelle elezioni. Unità contro le modifiche costituzionali e unità nelle elezioni. Ricordo infatti che con la legge elettorale attualmente in vigore lo schieramento che ha un voto in più dell’altro ottiene la maggioranza assoluta dei parlamentari. L’obiettivo che poniamo alla base della costruzione di questo fronte è la sconfitta di Berlusconi nelle urne, il superamento del bipolarismo con l’approvazione di una legge elettorale proporzionale sul modello tedesco e l’approvazione di una legge sul conflitto di interessi.

    Questa proposta di accordo elettorale per sommare i voti, sconfiggere Berlusconi e cambiare legge elettorale non può in alcun modo tradursi in un accordo di governo perché, come abbiamo detto più e più volte, non ve ne sono i presupposti minimi. Non vi sono le condizioni programmatiche per governare l’Italia con il PD e quando lo abbiamo fatto ne abbiamo visto i risultati nefasti. L’accordo che proponiamo a livello nazionale nel caso in cui si arrivi ad elezioni anticipate non è quindi un accordo di governo ma un accordo elettorale al fine di difendere la democrazia.

    (Paolo Ferrero)

    penso che questo dovrebbe fugare tutti i dubbi sulla rettitudine del progetto della Federazione…

    • Silvana scrive:

      Mi dispiace per te, Mattia, ma questa intervista altro che se solleva dubbi. Purtroppo per i comunisti, tra loro c’è sempre stato chi le domande non se le è poste o se le è poste a metà, per convenienza o per timore di disturbare i manovratori, per accreditarsi sulla scena politica o per essere considerati “bravi compagni”

  3. NICO scrive:

    Sono almeno 15 anni che ci bruciamo ogni volta che coalizziamo con altri partiti. La proposta di Ferrero non considera che Berlusconi è solo l’effetto e non la causa del degrado morale e sociale del paese.
    Recuperare consenso e immagine sulle proposte anticapitaliste e comuniste è la vera scommessa sul futuro.
    A proposito cosa aspettiamo a formare un partito unico con i Comunisti Italiani e con quanti si considerano anticapitalisti?
    Se così non si fa, si deve per forza concludere che qualcuno non vuole perdere il proprio cadreghino.

  4. Licia Giuliana Sema scrive:

    Cari compagni
    ho letto con attenzione i vostri interventi e penso che sia giusto,direi doveroso,partecipare al dibattito. Dico subito che l’ intervista di Ferrero non mi convince nè nel metodo,nè nel merito. Nel metodo: pensavo che dopo Chianciano la storia delle svolte estemporanee, magari comunicate nel salotto di Vespa, senza coinvolgere il partito, fosse finita, prendo atto che mi sbagliavo.
    Nel merito: sempre dopo Chianciano mi pareva che si fosse deciso di “ripartire a sinistra, dal basso”.Pensavo di conseguenza che il partito avrebbe messo a frutto la sconfitta bruciante per analizzarne le cause e rafforzarsi da un duplice punto di vista organizzativo e teorico.Anche in questo caso le cose sono andate molto differentemente. Invece di presidiare e rafforzare la nostra più importante risorsa, il partito,si è tentato di ribaltare l’ insuccesso delle politiche con la lista unitaria alle europee, senza ottenere il risultato atteso.Riconquistare la fiducia del nostro popolo richiede un cammino lungo e faticoso, che richiede prima di tutto chiarezza di linea politica e poi determinazione nelle lotte. Tutti noi vogliamo battere Berlusconi, ma penso che per questo obiettivo bisogna stare attenti ai compagni di strada ne consegue che prima di avanzare profferte bisognerebbe valutare bene a chi vengono rivolte. E poi compagni, per dirla tutta non mi piace un partito che bussa a tutte le porte con il cappello in mano con una lista di richieste al ribasso. Dove li mettiamo i disoccupati, cosa pensiamo sul tema della redistribuzione della ricchezza, ci va bene che i ricchi diventino sempre più ricchi, mentre i nostri figli se studiano non hanno una prospettiva di lavoro e se lavorano non arrivano alla fine del mese, per non parlare di quando il lavoro lo hanno perso e si trovano con figli e mutuo da pagare. Potrei continuare.
    Ho l’ impressione che il partito non sappia più fare analisi oggettive del contesto e che prevalga una , a mio giudizio, deleteria rincorsa finalizzata , ad ogni costo alla presenza nelle istituzioni. Compagni, siamo seri, non fidiamoci dei programmi, troppe volte abbiamo visto che rimangono carta straccia e, se ci pensiamo bene, é inevitabile, quando al momento del voto si contano i numeri.
    Concludo ricordando mio padre, un vecchio comunista, che mi diceva “quando si é in un partito, si sta con il segretario”, io con Bertinotti non potevo stare,oggi penso di aver visto giusto.Dopo Chianciano avrei voluto stare con Ferrero, al quale riconosco il merito di aver mantenuto in vita il partito, non vorrei però che si fosse trattato di una rianimazione temporanea e di un decesso solo rimandato.
    Aggiungo che avendo criticato Grassi per la lettera al “caro Nichi”,non mi resta che riconoscere che, come in altre occasioni, é stato un antecipatore.

    • Stefano scrive:

      Magari fosse solo il “caro Nichi”.. Io ricordo con chiarezza il documento approvato dal CPN qualche mese fa che diceva “Mai con l’UDC”.. Oggi diciamo che sosteniamo Casini come candidato Premier.. Battiamo Berlusconi e mandiamo al potere la mafia siciliana (o lombarda o altro). Se non siamo in Parlamento è perché dal Parlamento non abbiamo mai fatto nulla di buono. L’IDV fa molto meglio di quanto noi abbiamo fatto. Oggi i lavoratori ricominciano a guardarci senza ostilità.. Ma se tornassimo a sedere in poltrona come dice Ferrero in questa intervista, faremmo peggio che con Prodi. All’epoca votavamo D’Alema.. Oggi voteremmo Casini e i democristiani (che non hanno la stessa linea della buona vecchia DC che tutto sommato potrebbe parere meravigliosa oggi). Parliamo di CLN, allora non dobbiamo condannare quanto fatto da Tartaglia, perché il CLN non usava certo i discorsi di politica ma i fucili. I paragoni oggi non stanno in piedi. O fuciliamo per le strade i forzisti e allora ha senso parlare di CLN, o facciamo politica “pacifica” e allora evitiamo di fare alleanze astruse.

      • Gianfranco scrive:

        Qui siamo veramente radenti all’irrazionalità. Per limiti personali, vado per punti.
        1) mi si può spiegare come il “caro Nichi” è in contraddizione con il passaggio del documento di Chianciano, per cui “il Congresso [...] Respinge la proposta della Costituente di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.”?
        2) Cito dall’intervista: “D: Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo del centro? F: Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l’accordo di governo”. A me pare che si dica che, siccome non staremmo al governo, e nemmeno faremmo parte della maggioranza di governo, non siamo così fuori di testa da pensare di mettere voce su chi debba fare il Presidente del Consiglio. Se poi qualcuno vuole leggerci che facciamo un governo con Casini presidente …
        3) Battiamo Berlusconi e mandiamo al governo la mafia siciliana? Se nel ’43 avessimo deciso di non fare la Resistenza (che antifascisti lo si era già) perchè vi era il rischio che rimanesse il Re e al governo andasse il PPI. Tutto il CLN la fece nonostante. Alcuni a sinistra (del PCI) la fecero nonostante e ponendo assieme altri problemi. Per fortuna, non mi risulta che molti si siano tirati fuori.
        4) Si sostiene che l’IdV abbia fatto meglio di quanto non abbiamo fatto noi. Vi prego: almeno un argomento a sostegno della tesi, che magari tenga insieme opposizione parlamentare e opposizione sociale. Tra l’altro l’IdV farebbe meglio di noi pur essendo solo seduta in poltrone. Compagni, coerenza!
        5) Se andassimo al governo faremmo la stessa fine dei governi Prodi. Cito dall’intervista: “D: Ma Rifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra? F: Infatti noi non entreremmo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un accordo di governo all’interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l’esperienza del governo Prodi”. Bene! Anche qui ci siamo.
        6) Altra tesi curiosa: il CLN non usava certo i discorsi di politica ma i fucili. Certo di non essere smentito, faccio umilmente presente che il CLN era un’organizzazione politica formata dall’associazione di partiti e movimenti antifascisti. Certo, con una sua struttura militare che però esisteva e agiva per scelta politica. Che si provi a sostenere che il CLN fosse spontaneismo militare mi sembra davvero troppo.
        7) sull’uso della violenza io la penso pari-pari a Guevara: finchè vi è uno spiraglio democratico, l’uso delle armi è da rigettare. Secondo me siamo ancora in una fase in cui vi è possibilità di manovra democratica. Credo però che la porta si stia chiudendo. Per questo la penso come Ferrero.

        Continuo a sostenere che l’unica uscita che abbiamo è quella di tenere assimene opposizione sociale, opposizione politica (quindi istituzionale) e costruzione di un pensiero culturale alternativo che possa tornare egemone.
        Non è facile. E lo sappiamo tutti (tranne quelli che hanno già tutte le risposte). Dobbiamo anche imparare a fare le cose diffili.

        • Stefano Rognoni scrive:

          Siamo così ingenui da credere che facendo parte di una coalizione per battere Berlusconi potremo poi sedere all’opposizione? Suvvia compagni. O si fa parte della coalizione e la si sostiene.. E la si appoggia anche se magari dall’esterno – dio non voglia che entriamo al governo con Casini premier – siamo alla stregua del patto di desistenza del ’96. Detto questo, ci siamo detti decine, centinaia di volte che mai ci saremmo accordati con l’UDC per nessuna ragione. Oggi “tutte le forze disponibili”. O c’è spazio per la democrazia e allora decidiamo sulla base del nostro programma e non ci alleiamo con chi vuole le scuole private, l’expo, le centrali nucleari.. O non c’è questo spazio e allora lanciamo una chiamata alle armi vera e ci prepariamo sui monti con i fucili insieme agli amici democratici. Vie di mezzo non ce ne stanno, a meno di non scadere nel politichese che nessun operaio capirà mai.
          L’IDV fa meglio di noi perché non si propone come partito di lotta, non si propone come opposizione sociale.. E quindi non lancia messaggi contraddittori. E’ coerente, per questo è meglio di molti di noi che predicano opposizione sociale mirando alle poltrone parlamentari da cui non fare nulla, come nulla è stato fatto prima.. Se si va in Parlamento esigiamo che si faccia battaglia dura dai seggi contro il sistema capitalista, proponendo misure forti. Non patti, pattucci, inciuci vari con questo e quell’altro..

  5. Mirco scrive:

    Scusate se aggiungo un monito che è anche una riflessione:

    COMPAGNI CHE LAVORATE AL PARTITO SOCIALE: ATTENTI!
    STATE CONTRIBUENDO ALL’ELEZIONE DI PIERFERDINANDO CASINI A PREMIER!
    SCONFESSATE IL VOSTRO SEGRETARIO E I SUOI SODALI, CHE SI PREPARANO SOLTANTO A RIENTRARE IN PARLAMENTO!

    • Gianfranco scrive:

      Compagni che lavoriamo al Partito Sociale stiamo attenti!
      Per fortuna che c’è Mirco che veglia su di noi ingenui e sprovveduti!

      Prima fare, poi parlare!!!

  6. Mirco scrive:

    Beh, che dire…questa è la svolta! Anzi, no: la svolta della svolta. Anzi, no: la svolta della svolta della svolta! Allora, ricapitolando: prima dite di essere “radicali” e vi fate eleggere in parlamento dai “moderati” che gestiscono il partito (2005-2006), poi vi accorgete di essere ancora più “radicali” quando venite cacciati dal parlamento e addossate la colpa dell’evento ai “moderati” recidivi, dando vita ad un congresso farsa in cui i “moderati” diventano “reazionari” perchè dicono «Costruiamo l’unità della sinistra con chi ci sta»; poi, diventati ormai “radicalissimi”, visto che i “reazionari” hanno fatto la scissione, cosa dite? «Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione», che sono le esatte parole di Bertinotti di qualche mese fa, oltre a sostenere l’”anticomunista” Vendola in Puglia.

    Ma cos’è successo? Ferrero ha letto i sondaggi di Pagnoncelli e gli è venuto un coccolone? Pensava che il “partito sociale” avesse portato i consensi al 5%? Pensava che Chianciano avesse conferito una qualsivoglia credibilità al progetto politico della Rifondazione Comunista?

    Le alchimie aritmetiche, vedi Chianciano e Federazione, sono destinate a sbugiardarvi tutti! Continuate pure con tutte le evoluzioni possibili: De Andrè vi avrebbe chiamati “Profeti molto acrobati della rivoluzione”

    • claudiograssi scrive:

      Caro Mirco,
      a proposito di grandi cantautori anche io ti consiglio un bella canzone: “al bar casablanca” di Giorgio Gaber.
      La trovi sulla mia home page di Facebook, oppure su youtube.
      ciao

  7. VINCENZO scrive:

    Forse non dovrei stupirmi del tono della discussione, ma credo che alcune precisazioni debbano essere fatte.
    1)Mi rivolgo agli iscritti di PRC ed ora Federazione della sinistra. Ferrero ha posto la sua ipotesi alla discussione ed approvazione del partito prima di renderla pubblica? (a proposito di metodo democratico e di democrazia reale per cui siamo chiamati a lottare contro Berlusconi)
    2) L’UDC mi sembra tutt’altro che progressista forse mafioso (Cuffaro docet)
    3)L’IDV è un partito giustizialista e fondamentalmente di destra.Non l’assolve il suo attaccare Berlusconi e poi approvare le leggi infami nel parlamento italiano ed in europa (detenzione dei migranti, Bolkstein,68 ore settimanali, contrarietà alla commissione di inchiesta su genova, finanziamento alle guerre,privatizazione dell’acqua ed altro che non ricordo)
    4)Il PD ha sempre fatto di tutto per far sparire la sinistra da qualsiasi istituzione. In regione Lombardia si è dichiarata d’accordo sul blocco del 4%.Ha votato sui problemi principali come l’IDV e si è dimostrato nei fatti come un partito con atteggiamenti xenofofi se non razzisti (leggete le varie dichiarazioni del nostro caro Penati)
    5) Dire poi che il parlamento serve per dare voce ai lavoratori non è solo una gran bufala, ma è volersi prendere in giro. Ai lavoratori si dà voce promuovendo ed allargando le lotte nelle fabbriche e nel sociale. Se non si è capace occorre avere l’umiltà di mettersi da parte e non inventarsi un fantomatico ripresa di lotte in parlamento
    6) Come la mettiamo con i vari referendum (acqua,nucleare, legge 30?)
    Dobbiamo considerare anche questi delle bufale?

    • Andrea scrive:

      Vincenzo, trovi una risposta alle tue osservazioni nel messaggio di Gianfranco: http://www.claudiograssi.org/wordpress/?p=512&cpage=1#comment-326

      Ma in effetti non so quanto possano interessarti, visto che mi pare tu sia convinto di essere l’unico ad aver capito tutto. Beh, in effetti non erano in molti a sapere che l’UDC ha molti personaggi impresentabili, o che l’IDV è un movimento di destra, o che il PD non ci vuole certo bene. Ma pensa te! Grazie per averci illuminato!

      Visto che ci sei, puoi spiegarci anche perché la proposta di CLN dovrebbe essere in contrasto con i nostri referendum già annunciati, e quale altro partito comunista nell’universo snobba la politica istituzionale e combina qualcosa oltre a declamare?

      • VINCENZO scrive:

        Poichè avete chiaro il quadro politico e le alleanze in cui deve inserirsi la proposta di Ferrero (ribadisco discussa solo tra lui ed il giornalista, manca che la discuta a Porta a Porta) per superare l’attuale attacco alla democrazia ed alla costituzione (di lavoro non se parla,lavoro e democrazia,guerra e democrazia non occorre parlarne perchè fa già parte del DNA) e sconfiggere Berlusconi (non il berlusconismo) vi dico di andare avanti.Quando riceverete l’ennesima sconfitta farete l’ennesima autocritica e l’ennesimo pianto del coccodrillo e direte per l’ennesima volta che avete fatto l’errore di non essere partiti dal basso e ci sarà l’ennesima scissione.

        • Andrea scrive:

          Grazie per gli auguri, Vincenzo, e speriamo che vada bene – visto che “sconfitti” lo siamo già ora.

          A proposito, vedo che continui a dire che la proposta di Ferrero sarebbe stata concordata “solo con il giornalista”. Forse mentre eri totalmente assorbito dal progettare la Rivoluzione ti sei perso la “lettera aperta” dell’11 dicembre, con cui Paolo Ferrero, a nome di tutta la Federazione della Sinistra, invitava tutte le forze di opposizione a costruire un nuovo Cln. La trovi qui: http://www.controlacrisi.org/joomla/politica/berlusconi-ferrero-a-leader-opposizione-urge-azione-comune.html

          Insomma, l’intervista di cui stiamo discutendo dovrebbe essere per noi una non-notizia (se non per il fatto che dà maggiore visibilità alla nostra proposta politica). E invece, a leggere questi commenti sembra che i comunisti “veri” si facciano pesantemente influenzare dalla politica scandalistica de La Repubblica.

    • claudiograssi scrive:

      Caro Vincenzo,
      ti rispondo per punti:
      1)La proposta di Ferrero è stata ripetutamente discussa nel Comitato politico nazionale. E’ contenuta nei documenti conclusivi approvati.
      Li puoi consultare sul sito nazioanale di Rifondazione. Come sai il Cpn è l’organismo, statutariamente preposto per decidere su queste materie.
      2)Con l’Udc non proponiamo di fare intese su come si combatte la mafia, ci mancherebbe! Sulla base della disponibilità di questo partito a fare fronte comune per battere Berlusconi, a fare una legge elettorale proporzionale e una per il conflitto di interesse proponiamo una intesa. Solo su questo!
      3)Credo sia sbagliato definire l’Idv un partito di destra. Esso è molte cose assieme. Un partito populista che oggi cerca di occupare uno spazio a sinistra e ci sta riuscendo. Temo che se dovesse prevalere il tuo atteggiamento concederemmo a loro un autostrada! E’ un fatto che oggi Di Pietro sia percepito anche da molti lavoratori come di sinistra. Ma potremmo parlare del successo, a sinistra, di Santoro e di Travaglio, o del successo enorme che sta avendo, sempre a sinistra, il nuovo quotidiano di riferimento dell’Idv, cioè il Fatto. Io penso che occorra lavorare per occupare noi quello spazio, come abbiamo fatto partecipando al No B Day del 5 dicembre.
      4)Il Pd ha una linea politica che contestiamo. Assimilarlo alle forze di centro destra credo che sia un grave errore politico.
      5)La presenza in Parlamento non è affatto in contraddizione con un partito che lotta nella società. dipende da come ci stai
      6)Dal 20 gennaio cominciamo a raccogliere le firme, se vuoi puoi darci una mano!
      ciao

      • alessandro,livorno scrive:

        Caro Claudio,ti stimo anche come persona e vorrei che tu mi rispondessi,se puoi: in questo contesto sociale è probabile che l’eventuale cln debba prendere altre decisioni nel periodo in carica, oltre la legge elettorale e sul conflitto di interessi.Con quali rapporti di forza potremmo opporci ad eventuali provvedimenti che sicuramente non sarebbero nell’interesse di lavoratori,studenti,migranti ecc?Non pensi sia perseverare nell’ingenuità,e spero sia solo quella, cercare accordi con chi,come con Prodi 2006, ne ha fatto carta straccia dopo 2 mesi di governo?La legge sul conflitto di interessi,mai fatta nemmeno da governi di centrosinistra di cui facevamo parte,ma fatta ora insieme all’udc con il suo carico di personaggi a dir poco discutibili??Legge elettorale proporzionale alla tedesca con chi è stato sempre per il maggioritario bipolare (pd)?
        Ti ringrazio

  8. Gianfranco scrive:

    Cari compagni, anche io condivido appieno l’intervista di Ferrero. Tra l’altro rimango stupido dello stupore di alcuni, dato che in questa intervista non si dice nulla di nuovo.

    Il problema centrale è questo. Berlusconi, il suo governo e la sua maggioranza, nella lettura della fase, sono per noi semplicemente un governo di destra (clericale e filo-padronale) o incarnano un movimento eversivo rispetto all’ordine istituzionale così come definito dalla Costituzione nata dalla Resistenza?
    A me pare che la seconda opzione sia quella che rifondazione comunista, e più in generale la Federazione della Sinistra hanno evidenziato.
    Se questo è vero, occorre fare una scelta di difesa democratica, un nuovo cln per impedire una deriva autoritaria del nostro paese, che impedirebbe ai comunisti (e alla sinistra) margini di manovra politica-sociale-culturale e quindi qualsiasi forma di emancipazione individuale e collettiva della nostra classe di riferimento.
    Ricordo che nel ’43 abbiamo deciso, come movimento comunista, di allearci anche con monarchici e badogliani (altro che pd e udc….). E per fortuna è stato fatto e non si è stati lì a fare la prova del dna a tutti, sennò adesso stavamo tutti a olio di ricino e confino.
    Io, come Ferrero, credo che la fase sia appunto eversiva e che occorra costituire un fronte unico di tutela democratica. E, contemporaneamente, occorre mettere alcuni ostacoli (legge sul conflitto di interessi e legge proporzionale per uscire dal bipolarismo) per evitare di rinfilarci in questa situazione.
    Questo, non vuol dire ne’ aprire all’udc alle regionali (non mi risulta che ci sia un caso berlusconi in qualche regione), ne’ fare un nuovo governo di centrosinistra, ne’ rinunciare all’impegno alla costruzione di un opposizione sociale alle destre.
    Anzi, su quest’ultimo punto, credo che RC stia facendo un lavoro importante anche se purtroppo ancora insufficiente.
    Credo anche che tornare in parlamento e dar voce istituzionale a quelle lotte sociali che stiamo facendo, non sia una colpa ma un’opportunità. Anche perchè, se noi facciamo le lotte e cresce il consenso a Di Pietro, è un problema che sta tutto nella sterilità istituzionale delle nostre lotte (che la nostra classe ben coglie e ci rinfaccia) e che che solo chi non fa le lotte, non parla con i lavoratori o speri che la realtà si adegui alla sua idea non ravvede e non si pone.

  9. anarchiconapoletano scrive:

    Caro Paolo,anche la coalizzione capeggiata da Prodi è nata per battere Berlusconi,poi ha finito per essere abattuta da uno dei suoi.
    Ma è mai possibile che non si riesce a proporre qualcosa che non sia un antidoto alla sindrome “Berlusconi”?
    Io non ci stò a sostenere un altra ammucchiata
    Se andiamo a eventuali nuove elezioni con un programma della sinistra condiviso ok
    Solo dopo ,misurando le forze in campo ,si va a formare un governo che poi ,la sinistra decisa di non entrarci,ma di sostenerlo esternamente mi va bene
    la cosa importante che ci si presenti da soli
    Se non si raggiunge il quorum è solo colpa nostra.

  10. Alessandro,Livorno scrive:

    Caro Ferrero,a me non sembra una buona soluzione togliere Berlusconi per metterci Casini con i nostri voti.In questo contesto di crisi ci sarebbero sicuramente da prendere altre decisioni oltre la legge elettorale e l’emergenza democratica e dare il nostro contributo a chi sicuramente continuerebbe a persistere con le stesse ricette neo liberiste,reazionarie-clericali,non mi sembra un modo di rilanciare la sinistra.Non voglio nemmeno pensare se questa eventuale alleanza dovesse prendere decisioni tipo rifinanziamento guerre,pacchetti welfare ecc.Anche se non partecipassimo al governo avremmo contribuito alla sua insediazione.Inoltre la maggioranza del pd è per il maggioritario bipartitico,nemmeno bipolare,come pensiamo di cambiare con loro la legge elettorale?La legge sul conflitto di interessi fatta da Casini e magari D’alema degli inciuci?Mi sembra un po ingenuo visto che anche l udc sarebbe favorevole addirittura a leggine ad personam pur di “salvare la democrazia”.Insomme il problema non è solo il signor B. ma anche cosa ci mettiamo al suo posto.

  11. Danilo scrive:

    Ferrero poi è chiaro:ripristinare la democrazia ma mai al governo

  12. Marcello scrive:

    Ferrero non poteva essere più chiaro di così. I guai dei comunisti e della sinistra nascono dal bipolarismo e dall’impossibilità di tutelare i lavoratori a fronte del dominio che la confindustria esercita sulle forze prevalenti dei due schieramenti. Per scardinare questo sistema è innanzitutto necessario mettere in minoranza le forze razziste come la Lega e filomafiose come il Pdl. Unire le nostre forze a quelle che contrastano l’attuale maggioranza in parlamento al fine di tutelare la Costituzione, riscrivere la legge elettorale in senso proporzionale, e approvare una legge sul conflitto di interessi. Stop. Il Prc e la federazione della sinistra vogliono raggiungere questo obiettivo, non nell’interesse del Prc o della federazione, ma per ridare voce ai lavoratori ed alle fasce sociali più deboli. Una voce che deve levarsi forte e chiara nella società e arrivare fin dentro le istituzioni, in modo che possa risuonare in quelle aule l’urlo incazzato dei lavoratori nelle orecchie della Marcegaglia, di Bersani e Berlusconi. Questo è il senso della proposta di Ferrero.
    Ho avuto modo di leggere alcuni commenti del Pcl e del Pdac che stravolgono il senso delle dichiarazioni di Ferrero. Ho avuto la stessa sensazione provata nell’ascoltare Bush e Blair quando affermavano l’esistenza delle armi di distruzione di massa in Irak: una abbagliante e fuorviante strumentalizzazione della vicenda.
    Io credo che se giungono critiche di questo tipo, vuol dire che abbiamo intrapreso la strada giusta.

  13. Stefano Rognoni scrive:

    Cari comapagni, a me questa intervista pare a dir poco suicida. Accettare Casini premier pur di battere Berlusconi è seppellire tutto quello che è il nostro partito.
    Casini è a capo di un partito mafioso, corrotto, colluso.
    La base del nostro partito non può assolutamente accettare uno scempio di questo tipo.
    Battere Berlusconi è un obbligo, ma sostenere una forza che non ha nessun punto e sottolineo nessun punto in comune con noi è semplicemente folle. Ci eravamo anche detti che dovevamo in ogni caso evitare alleanze con l’UDC che “ci avrebbero messo in imbarazzo” e adesso leggo che lo vogliamo alla Presidenza del Consiglio perché meglio di Berlusconi? Se è per questo anche un nazista è meglio di Berlusconi, ma spero che mai il nostro partito sosterrà la necessità del nazionalsocialismo anche se temo di non dovermi più stupire di nulla.

    Stefano – Comitato Politico Regionale Lombardia, Segreteria Provinciale PRC Como

    • Danilo scrive:

      Stefano Casini è solo una forzatura della giornalista.
      Te lo assicuro!!
      La proposta è giusta e seria,come comunisti ci dobbiamo prendere la responsabilità di ripristinare la democrazia e un minimo di pluralismo.

    • Davide Di Lorenzo scrive:

      Però quello che dice Ferrero è un’altra cosa: niente inciuci, niente alleanze, si da un’appoggio esterno solo su quelle leggi che riteniamo giuste, a partire dalla legge elettorale e la legge sul conflitto di interessi (che sarebbero dovute essere le priorità gia’ durante lo scorso governo, non perchè importanti di per se, ma perchè necessarie a mantenere una parvenza di democrazia in Italia).
      Per questo che poi il presidente sia Casini, Bersani o Rutelli non ci interessa, noi non andiamo a votare le persone, ma solo ed esclusivamente le leggi che riteniamo opportune…

      • Stefano Rognoni scrive:

        Sappiamo già che ciò che chiediamo non può essere soddisfatto. Nessuna forza ha intenzione di fare una legge che sdogani Rifondazione.. Accettare qualunque premiership e sostenerla con i nostri voti è folle. Nel caso potremmo dire, voteremmo contro la fiducia a un governo centrista ma sì alle leggi che riteniamo opportune per i lavoratori e gli studenti. Non è questo il succo dell’intervista a Ferrero, e se lo fosse, il compagno segretario si sbrighi a smentire e dica chiaramente che noi con PD e UDC non ci andiamo, né adesso né mai, né per un CLN né per altre ragioni.

  14. Giovanni scrive:

    Mi sembra che Ferrero abbia risposto da persona seria. Tutti cercano una via d’uscita al Governo del Presidente del Consiglio (come anche Napolitano e Fini hanno detto e ridetto, il parlamento non ha più funzioni) e Ferrero – a mio parere giustamente – propone l’unica soluzione possibile, prima del disintegrarsi del sistema democratico: un’alleanza simile a quella che liberò l’Italia, quando esisteva ancora qualcuno che aveva la dignità e l’autorevolezza per poter parlare a nome del nostro paese come stato unitario democratico. Le considerazioni sulla sinistra causa di tutti i mali lasciano il tempo che trovano (sarò più chiaro: fiato sprecato e incapacità di analisi, o semplicemente malafede). Parliamo di cosa fare oggi in questa situazione drammatica, per riannodare almeno il concetto di democrazia alla costruzione degli spazi per difendere il lavoro. Senza un’autentica democrazia – che oggi non abbiamo, come ci conferma Ferrero e non solo lui – non è possibile parlare di tutela e valorizzazione del lavoro per il suo ruolo centrale nello sviluppo della società. Senza ricostruire la democrazia in Italia, il lavoro sarà umiliato e sottoposto a schiavitù. Con buona pace di tutti i lavoratori ingenui che hanno votato e voterebbero per il milionario… e di tutti quei piccoli che si fanno da soli o almeno credono (anche perchè ci hanno annunciato che dalla tavola imbandita dal governo del depositario di ricchezze tanto rilevanti quanto di dubbia origine, stia per cadere quelche briciola …). Ma temo che ancora molti ci cascheranno: un piatto neanche di lenticchie, per perdere la propria dignità. La storia si ripete, quasi nessuno ha voluto imparare. O non va a votare (come l’ingenuo di sopra, che poi sbraita sulle colpe degli altri) o vota contro se stesso. Io rimango con Ferrero. Troppe le sofferenze sotto il Fascismo, troppe le umiliazioni sotto la DC. Non più sopportabile la distruzione del sistema democratico sotto i governi Berlusconi. Una distruzione che oggi costringe a uralere a tutti per dire: combatti il berlusconismo che è in te (tentazione autoritaria, demolizione delle istituzioni, imbonimento delle masse). Se sei una persona e non un animale da soma…

    • VINCENZO scrive:

      Mi dispiace, ma la proposta di Ferrero è puramente di un cartello elettorale dove non viene salvata la democrazia ma tutti i centri di potere che hanno determinato questa crisi dell’economia e della democrazia stessa.Innanzi tutto la democrazia è in pericolo perchè il lavoro, i lavoratori, chi dovrebbe contare non hanno più voce ed alcun potere.Quella di Ferrero è pertanto una posizione totalmente subalterna e pericolosa proprio per la democrazia perchè sottomette la pur poca ed ininfluente opposizione ai poteri forti.Ma anche la possibilità di sopravvivenza di RC non può essere legata ad una presenza in parlamento ma nella società.Se non partono iniziative sociali, se non capiamo quali sono i nuovi soggetti sociali (classe operaia ma non solo),se non interpretiamo i bisogni reali (partendo dal lavoro, ma anche dal suo rifiuto) come sinistra (non solo per chi si professa comunista) siamo oggi perdenti. Frasi fatte secondo alcuni,ma essenziali per chi oggi vuole essere ancora di sinistra e cerca di capire,interpretare la realtà e cercare di definire un minimo di obiettivi, magari solo di difesa.

      • Franca scrive:

        La proposta istituzionale ed elettorale non è assolutamente incompatibile con il radicamento sociale. Anzi, mi chiedo (e i nostri potenziali referenti giustamente si chiedono) che cosa ci staremmo a fare nelle lotte, o come dovremmo “interpretare i bisogni reali”, se poi non abbiamo una ipotesi politica per un loro sbocco istituzionale.

        Bene quindi la proposta di superare l’emergenza democratica con un “nuovo Cln subito”. Anche perché la proposta si contrappone ai tentativi di accordo bipartizan attorno alle “riforme”, cioè federalismo presidenzialismo e giustizia, che sono DAVVERO prioritarie per i “poteri forti” e certo non miglioreranno la situazione…

        Forse servono meno slogan, specie se fermi a 40 anni fa.

  15. VINCENZO scrive:

    Si sta manifestando sempre di più la tendenza di sconfiggere Berlusconi attraverso una alleanza elettorale sempre più vasta che va dall’UDC a RFC (magari in attesa anche di Fini e di Rutelli). A ciò dobbiamo aggiungere le varie ipotesi di leggi costituzionali utili a Berlusconi per superare i propri problemi giudiziari. Si fa finta di non comprendere che Berlusconi intende svuotare la democrazia, annullare il parlamento e sottomettere ogni potere a quello esecutivo. L’aspetto giudiziario è solo una parte che giudico secondaria. Tale attacco è in atto ed è ad uno stato piuttosto avanzato. Certamente l’attacco (ed anche il successo) alla democrazia ed alla Costituzione (sulla quale occorrerebbe fare un discorso più ampio rispetto a quello “e’ avanzata”, “non si tocca” che trovo molto difensiva e perdente visto anche i discorsi di D’Alema e il nuovo inciucio con il PD che si sta preparando) sono reali.
    Ma è attraverso l’attacco ai lavoratori (occupazione,welfare) ed agli extracomunitari che si sostanzia il vero attacco alla democrazia. Nei vari discorsi a cui assistiamo in questi giorni si considera giunto il momento di fare una alleanza anche con la destra (una certa destra) per la difesa delle istituzioni,ovvero è giunto in momento di superare gli schieramenti e far cadere Berlusconi (attraverso le elezioni? Attraverso le lotte? Quali? Non viene detto).
    Che sia necessario far cadere Berlusconi è fuori di dubbio,ed anche se cade, chi dice che il nuovo non sia uguale al vecchio. Io ho seri dubbi al riguardo se non si parte da una rigenerazione della classe politica e ciò è possibile,a mio avviso,solo attraverso delle lotte sociali. Leggo oggi su Repubblica una intervista a Ferrero (PRC) che si dichiara disponibile ad un CNL con Casini,IDV,PD insomma con tutta l’attuale opposizione partitocratrica a Berlusconi chiaramente in termini elettorali per superare una emergenza democratica.Ma la cosa più interessante sono le questioni-chiave al centro del programma.Riprendo da Repubblica “Primo:difesa della democrazia e legge sul conflitto di interessi.Secondo:una futura legge elettorale,sul modello tedesco,per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo”.Dove è finito il lavoro? Non è neppure all’ordine cel giorno tra le “varie ed eventuali”. In sostanza è il misero tentativo di recuperare spazio in parlamento.Per noi della Lombardia si porrà da subito il problema di Penati.Cosa si vuol fare?L’unica possibilità è quella elettorale?Spero proprio di no.E’ giusto che il tentativo Penati come quello proposto da Ferrero facciano la fine che si meritano ovvero l’inevitabile sconfitta.

  16. guardiarossa scrive:

    i comodo comunisti, quelli che hanno distrutto la sinistra italiana facendo parte del comitato di affari della politica,quelli che salvano il capitalismo con le privatizzazioni e socializzano le perdite. ma ancora ci state indicando la via della salvezza dal berlusconismo? la giusta via è che ve ne dovete andare tutti a casa siete solo degli opportunisti e poltronisti social traditori. tra i vosti candidati non c’è mai stato un vero lavoratore.caro ferrero avte cacciato chi ha votato contro il rifinanziamento delle missioni dii guerra, avete votato per la truffa del tfr e per quella del welfare e pensioni, avete appoggiato le privatizzazioni dei più importanti beni comuni e fate dire alle persone oneste “tanto sono tutti uguali!”. prego fatevi da parte e governino i lavoratori!

    PS. se rivisitiamo tutti i nomi dei comodo comunisti andati al governo andate a verificare dove si sono schierati adesso.

    • Mattia scrive:

      prima di inveire cerca di ragionare, le risposte non sono mai standardizzate. In questa fase ci vuole ragionamento e freddezza. Il fatto che non ci siano mai stati lavoratori fra gli eletti di rifondazione è una balla colossale. I lavoratori devono governare anche secondo me ma non attraverso slogan inutili, ma cercando di invertire i rapporti di forza nella realtà “reale”. L’unica risposta è il lavoro di tutti giorni e la presenza nel conflitto sociale. Per il resto dal punto di vista politico è necessario rompere il bipolarismo, è quello il primo punto.

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