Elezioni regionali 2010

Le elezioni regionali 2010 cadono in un momento particolarmente complesso per il Prc. Il partito è oggettivamente indebolito, allo stesso tempo è seriamente impegnato in un lavoro di rilancio della propria organizzazione come anche nel rilancio dell’intera sinistra italiana, avviando il percorso di costruzione della federazione della sinistra. La federazione della sinistra è un progetto politico potenzialmente in grado di ricongiungere gli innumerevoli pezzi che compongono l’universo comunista e di sinistra nel nostro Paese. Ricomporre l’unità di un campo di forze vergognosamente disgregato: Partito della Rifondazione comunista, Pdci, Pcl, Pdac, Nuovo Pci, Partito marxista-leninista, Sinistra democratica, Movimento per la sinistra, Sinistra critica, Sinistra popolare. Sicuramente l’elenco non è completo. Che in Italia vi sia questa situazione è effettivamente vergognoso. Lo stato di cose presente toglie credibilità ai comunisti e alla sinistra italiana agli occhi dei lavoratori e dell’opinione pubblica in generale. La valididità, la qualità della proposta politica, purtroppo, dipende anche dalla consistenza di chi la sostiene. Noi abbiamo il dovere di trovare il modo di far confluire nella federazione tutte le forze comuniste e della sinistra italiana che si riconoscono nel manifesto politico di cui tutti avete letto su Liberazione.

La federazione della sinistra non è un nuovo partito. Il partito della Rifondazione comunista continuerà ad essere organizzativamente e politicamente autonomo, così come gli altri soggetti che aderiscono o decideranno di aderire alla federazione. Il partito della Rifondazione comunista sceglie di intraprendere questo percorso perchè è consapevole dei propri limiti, dei limiti della sinistra. Sceglie questa via per rafforzare le ragioni dei lavoratori, delle fasce sociali più deboli, per il popolo comunista e della sinistra, attonito innanzi alla deriva culturale in atto nel nostro Paese, sempre più egoista e razzista. Quello stesso popolo è indignato per il fatto che Silvio Berlusconi anzichè trascorrere decenni in carcere li trascorre a capo del Governo italiano, è preoccupato per i continui tentativi di manomissione della costituzione, per la situazione economica che falcidia posti di lavoro in assenza di una proposta politica che prenda in considerazione coloro che arrancano fra le ingiustizie e le difficoltà quotidiane.
La federazione della sinistra nasce per rispondere a queste esigenze, per ridare una voce forte e chiara ai lavoratori, per contrastare senza mezzi termini le politiche che hanno impoverito la gran parte della popolazione favorendo invece chi era già ricco.

A fronte di questa situazione, dovremo misurarci con le elezioni regionali di fine marzo. E’ un passaggio delicato, che va affrontato con equilibrio e razionalità politica, poichè il contesto è particolarmente complesso.
Il primo elemento di cui tener conto è la legge elettorale, la quale prevede nella maggior parte delle regioni uno sbarramento al 3% per le liste non coalizzate. Nel caso in cui una lista prendesse meno del 3% ma facesse parte di una coalizione che superi il 5% dei voti, riuscirebbe comunque ad eleggere una rappresentanza in consiglio regionale. Dai sondaggi resi pubblici non è del tutto certo che la federazione della sinistra riesca a superare la soglia del 3%. Tale incertezza potrebbe rafforzarsi qualora la federazione della sinistra si presentasse al di fuori della coalizione di centro sinistra, per i noti risvolti legati al voto utile (le regionali sono elezioni a turno unico, chi prende un voto in più vince, dunque esiste il rischio che parte dell’elettorato di sinistra subisca ancora una volta il richiamo al voto utile).

Io credo che di fronte a un centro destra come quello al Governo, il Prc debba contribuire in maniera determinante a costruire un programma elettorale avanzato in tutte le regioni e favorire per questa via l’intesa con il centro sinistra, il quale avrà moltissimi limiti ma è ben diverso dalle forze populiste come il Pdl o razziste come la Lega. Penso anche che la questione morale debba essere posta come pre-condizione nelle trattative perchè è inammissibile che la politica continui a generare malaffare e scandali nella gestione della cosa pubblica. Sulla base di queste considerazioni, ritengo che il partito debba lavorare affinchè la difesa dei lavoratori e dei ceti più deboli possa essere esercitata anche all’interno dei consigli regionali. L’importanza di avere dei rappresentanti di Rifondazione, della federazione della sinistra nelle regioni, dopo la sparizione dal parlamento nazionale ed europeo, non è assolutamente un elemento da sottovalutare, nell’esclusivo interesse dei più deboli.

Puoi SCRIVERE UN COMMENTO, o trackback dal tuo sito.

61 commenti to “Elezioni regionali 2010”

  1. matricola rossa scrive:

    Bertinotti è scomparso (politicamente),ma il bertinottismo è duro a morire.Grassi , come tutti i dirigenti di prc- pdci devono farsi da parte e tornare alle loro professioni.
    Cari compagni/e la costruzione del partito comunista di massa è una cosa seria,da questa dipendono le sorti di milioni di lavoratori e disoccupati.
    Si sono già persi 18 anni inutilmente,rimbocchiamoci le maniche da subito,perche per poter rialzare la testa sarà necessario molto altro tempo e le forze e il morale dei manovali militanti comunisti/e è già gravemente compromesso.
    Unità dei comunisti/e da subito su tre fronti:

    Antifascismo militante.
    Lotta dura al liberismo e al riformismo,senza se e senza ma
    Lavoro-diritti

  2. mario apicella scrive:

    Cari compagni,
    ho letto con attenzione i vs post ma purtroppo ad un certopunto ho avvertito la solita noia perchè emerge in modopregnante un difetto patologico che il comunismo incuba da un secolo ormai e che in questa fase terminale del vecchio capitalismo è esploso in modo determinante riverberandosi sul partito sull sua credibilità producendo il disastro di presenze nei conflitti oltre che di disfatta elettorale.
    I problemi sono tanti e bisogna andare per gradi.
    La madre di tutti i problemi è il Capitalismo. Esso è mutato non è più quello analizzato da togliatti e le sue risposte sono o superate o non hanno risposte perchè nel frattempo è affondata l’isola del socialismo (reale). In altri termini mentre nel secolo passato il movimento globalmente inteso aveva come approdo il socialismo, la comunione dei beni, la collettivizzazione dei mezzi e dei prodotti, la socializzazione della cultura e la solidaretà, …oggi cosa offriamo al cd proleario del 21° secolo, sindacalismo (niet), politiche di inclusione (niet) comunione dei beni (niet) liberta’ e diritti (niet) democrazia (niet) e così via. Oggi ad un compagno che inviti ad una manifestazione, ad iscriversi, od a partecipare ti chiede… ma perche’ mi devo impegnare… per che cosa? per eleggere qualcuno che poi ti prende per il culo…
    Cosa diversa invece per il compagno ideologizzato ( come me e voi) che combatte per una idea giusta e la trova nel comunismo. In altre parole la crisi di consenso è una crisi di obiettivi, di trategie, di realizzazioni concrete al di là dell’utopia del comunismo.
    Agli inizi del secolo il comunismo era concreto:
    collettivizzazioni, espropri, giustizia, solidarità sanitaria, istruzione gratuita, solidarietà negli scioperi, assistenza legale, solidarietà del credito al consumo, ecc. ecc. quello era il comunismo di primo acchitto e ciò che Emilia e In Toscana si è fatto fino a venti ani fa.
    Il proletario vedeva con mano le migliorie della propria condizione e per tale ragione il comunismo faceva proseliti.
    Oggi cio’ non è possibile perche la cd classe proletaria (operai) (dipendenti) altro non sono che la perte residuale della moderna classe borcghese e ridiventa proletaria soltanto quando viene espulsa dal lavoro. Infine i proletari veri, immigrati, precari, sotto occupati, disoccupati non si coinvolgono perchè nausati dalle promesse vilipese e condizionati dal disipegno figlio del monopoilio mediatico asservito al capitalismo globalizzato e per i motivi sopra esposti di decenni di battaglie perse è descritte come vittorie.
    Che fare allora?
    Io propongo una cosa semplice semplice e rivoluzionaia.
    UN PARLAMENTINO DI TUTTA LA SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE.TUTTA. CON RAPPRESENTANTI PER TUTTE LE FORZE, PER DISCUTERE IN PIENA AUTONOMIA E DECIDERE DI COLLABORARE SU SINGOLI TEMI.OGNUNO AVRA’ LA LIBERTA’ DI COLLABORARE O NON COLLABORARE, UU LUOGO INSOMMA DOVE TUTTI POTRANNO ESPORRE LE PROPRIE RAGIONI E TROVARE SINTONIA CON CHI LO RITERRA’ ADEGUATA ALLA PROPRIA LINEA POLITICA.
    INSOMMA, IN PICCOLO, UNA INTRNAZIONALE DELLA SINISTRA ALTERNAIVA E COMUNISTA, DAL QUALE CONFRONTANDOSI AVRA’ MODO DI TRARRE IL MGIO DI SE’.
    COLPIRE DVISI MA ALL STESSO OBBIETIVO
    L’Alternativa è continuare a beccarsi tra di voi mentre li elettori scappano.
    AUGURI DAL COMPAGNO MARIO APICELA -costa d’amalfi-

  3. Riccardo scrive:

    Dove lavoro io, un dirigente provinciale della CGIL ha proposto (come la CISL e la UIL e secondo direttive nazionali), uno sconto del 54% sugli arretrati contrattuali. Il bello è che questo elemento è iscritto a Rifondazione.
    Ve lo dico io perchè siamo quasi scomparsi. Per il semplice motivo che la sinistra è circa 35 anni che tradisce i lavoratori (punto unico di contigenza al ribasso nel 1975, eliminazione scatti trimestrali di scala mobile nel 1992, pacchetto Treu nel 1997 (la madre del lavoro precario), eliminazione equo canone L.481/98, ecc… Purtroppo in quest’abisso ci siamo finiti anche noi comunisti, “smarriti”. Tutto quì, e i blog e le riunioni nazionali servono a ben poco. Occorre solo esser coerenti nella lotta e tra la gente.

  4. Francesco scrive:

    Claudio ciò una certa età è so benissimo quanto e difficile mettere d’accordo tanti poveri,ti dico questo perchè ho lavorato per quarant’anni dentro una fabrica.Divisi sindacalmente,e abbiamo discusso all’infinito per lunità sindacale, il risultato de quello di oggi,sconfitta totale.L’impresa in cui lavoravo sera ampliata in tutta Italia con contributi statali regioali comunale.Dove chiudeva uno stabilimento subito la licenza per costruire,aiuti per cetinaia e centinaia di miliardi di vecchi lire dallo stato a fondo perdto e altri centinaia e centinaia a tasso agevolato.la fine e stata che hanno trovato un compratore dell’arabia saudita che gli à dato un sacco di soldi.Questi soldi sono andati ai pochi patroncini,allo stato nienti di nienti,i cittadini che lavoravono erano vicino ai tremila dipendenti,oggi sono qualche centinaio domani non si sa perchè possono trovare più conveniente produrre altrove.Io una pensione che non arrivo alla fine del mese,la prossima ti dico cosa fanno quei padroncini in questo paese.ciao

  5. alessandro scrive:

    x militant

    Eh già, militant, gli altri sono opportunisti e basta, voi invece, se lo siete, solo per una giusta causa. Storie vecchie, sentite e risentite. Comunque, non siete voi il problema, l’ho già detto. E non lo siete per due motivi: innanzitutto perchè, nonostante l’ infantilismo e la scarsa conoscenza della realtà, comunque restate dei compagni; e poi perchè i trozkisti, alla fine, fanno folklore. E’ solo questione di accettarli e ignorarli. Tanto, ci sarà sempre qualcuno che gioca a fare il comunista più degli altri.

  6. Davide Di Lorenzo scrive:

    Claudio, condivido in pieno il tuo articolo.
    C’è solo una questione che però ritengo fondamentale per il nostro partito e secondo me deve essere meglio affrontata (non solo da te, ma dagli organismi dirigenti in genere): le alleanze.
    Io non sono contrario alle alleanze per principio, ma da quando sono iscritto a Rifondazione (sei anni) tutte le volte che ci siamo alleati (almeno tutte quelle che conosco per esperienza diretta, dal municipio di Ostia al governo), alla fine del periodo di governo, quasi tutti gli iscritti che conoscono hanno convenuto che sarebbe stato meglio non accordarsi con le forze moderate, tant’è vero che ad esempio nel Lazio gia’ siamo usciti dalla giunta proprio per l’inadeguatezza dei provvedimenti presi.
    E’ vero che gli accordi in passato erano stati per lo più presi da quelle persone che ora sono dentro sinistra e libertà, ma siamo noi che ora ne paghiamo con più forza le conseguenze.

    Per questo mi sembra fondamentale che alle prossime elezioni si insista fortemente per trovare un programma condiviso (anche pochi punti, ma di classe) e soprattutto cercare tra i compagni da candidare non quelli che portino più voti (che so bene quanto ci servirebbero) ma quelli che più degli altri potrebbero poi lavorare su quei punti…
    Proprio per non ritrovarci tra un paio d’anni con la metà degli eletti (gli altri trasferiti in qualche altro partito più o meno di sinistra) oppure con compagni che non saranno in grado di contrastare nel migliore dei modi tutte quelle politiche che, inutile nasconderci, il Pd e le altre forze moderate faranno di tutto per portare avanti.
    So che ormai c’è poco tempo, visto l’avvicinarsi della campagna elettorale, ma questo è un punto che secondo me non possiamo trascurare, perchè so qual è la difficolta di doversi confrontare col voto utile, ma ormai è evidente che il voto più inutile che potremmo ricevere è quello che ci riporti nella spirale di malgoverno (perchè questo è stato in molti casi, anche viste le oggettive difficoltà dei compagni eletti proprio a causa degli inadeguati accordi presi prima delle elezioni) e non radicalità che alla fine ha ridotto il partito ai minimi termini.

    Proprio per questa breve analisi confido che si faccia tutto il possibile per evitare alleanze con l’Udc, che sicuramente sul piano del governo (e della nostra storia) sarebbero disastrose, ma sul piano mediatico segnerebbero semplicemente la nostra fine (e forse sarebbe anche giusto).
    So che tu sei uno dei compagni a cui neanche servirebbe dire cose del genere, ma questo è anche uno dei pochi spazi di “contatto diretto” con un compagno della segreteria nazionale del Partito.
    Saluti Comunisti

  7. alessandro scrive:

    Qualcuno ha letto le dichiarazioni deliranti di Ferrando sulla rivolta in Iran?
    Come si fa a parlare di classe operaia e governo dei lavoratori in un paese come l’Iran?
    Parla come se non conoscesse la storia, o magari come chi non vuole accettare la storia.

    • basta! scrive:

      Parlare di classe operaia si può pure in Iran perchè i comunisti rivoluzionari ci sono:
      http://www.wpiran.org/English/english.htm

      http://www.m-hekmat.com/

      in più ti segnalo che una vostra corrente interna “Controcorrente” ha scritto quanto segue:

      La nuova ondata di lotta popolare che sta attraversando non solo Tehran, ma anche la città santa di Qom, Esfahan, Shiraz, Arak, Najafabad and Kashan, Babol, Mashhad, ora sembra assumere connotati nuovi. I manifestanti si scontrano violentemente con la polizia e le milizie e non sembrano più disposti a subire la violenza della repressione. Oggi la tv di Stato ha confermato che ieri il bilancio è stato di più di 15 morti. Nonstante questo oggi gli scontri sono ripresi e si attende un’ulteriore escalation nel pomeriggio, quando verranno celebrati i funerali di Habibi Moussavi, nipote del capo dellì’opposizione. Come si può vedere nella foto e nel video che pubblichiamo i manifestanti, e si tratta perlopiùdi ragazzi giovanissimi, cominciano ad attaccare, si armano, sono numerosi i video pubblicati in queste ore su youtube dove si vedono poliziotti e miliziani catturati dalla gente che manifesta, mezzi dati alle fiamme o rovesciati e distrutti. Sembra appunto che ciò che sta accadendo in questi giorni stia assumendo i connotati di un processo rivoluzionario vero e proprio e che un cambio di regime a questo punto potrebbe essere vicino. Mentre oggi arriva la condanna del Governo tedesco nei confronti della repressione non solo il Governo – il che è comprensibile – ma la sinistra italiana ancora una volta tace. La neonata Federazione della Sinistra non ha nulla da dire su quanto sta avvenendo nelle strade di Tehran? O forse non sa da che parte stare? O forse ancora starebbe in parte di qua e in parte di là?

      • alessandro scrive:

        E dove sarebbe la spinta rivoluzionaria dei “comunisti iraniani”?
        E’ sufficiente vedere un pò di giovani armati di spranghe e sassi per poter dire che è in atto una rivoluzione proletaria? Ma avete una minima idea di come è organizzata la società iraniana?

        Le parole che hai riportato della nostra corrente interna ti smentiscono. Non c’è un minimo accenno alla rivoluzione proletaria. Ma come al solito, volete piegare la storia alla teoria.

        • basta! scrive:

          Piegare la storia alla teoria? Bhè è la stessa critica rivolta a Lenin dai menscevichi.
          Ti rispondo con un passo del II congresso dell’IC: “L’internazionale comunista è il partito dell’insurrezione del proletariato mondiale rivoluzionario. Essa rigetta tutte le organizzazioni e i partiti che, in forma aperta o velata, addormentano, demoralizzano, snervano il proletariato esortandolo a chinarsi di fronte ai feticci di cui si veste la dittatura della borghesia: la legalità, la democrazia, la difesa nazionale”. (Manifesto del II Congresso dell’Internazionale Comunista)

          • alessandro scrive:

            Già, peccato che non hai risposto alla mia obiezione. Se dovessimo andare per citazioni, sarei bravo anch’io. I fatti però sono un’altra cosa e aspetto che tu ci entri nel merito.

  8. alessandro scrive:

    La democrazia interna del pcl è molto discutibile. Non a caso, le epurazioni sono state fatte anche da Ferrando.
    Il compagno Basta! poi, semplifica parecchio sull’appoggio più o meno dichiarato di certe correnti al bertinottismo di inizio secolo.
    Per il resto, siamo d’accordo. Sono stato il primo a riconoscere gli errori del prc, sia quelli fatti sia quelli che si stanno per fare, ma allo stesso tempo, mi sembra evidente che la politica del pcl, benchè giusta negli intenti, sia sbagliata nella forma. Ferrando, da questo punto di vista, non è nè più nè meno di Vendola. Hanno fatto la stessa cosa da posizioni diverse. Anzi, forse è più comprensibile Vendola, poichè un non comunista non può stare in un partito comunista. Non se ne può più di questi personaggi che fondano i loro partiti personali solo per soddisfare il proprio ego. Io ero con Ferrando quando lo hanno escluso dalle liste delle politiche, però ora mi chiedo: sarebbe stato più utile fuori o dentro al prc? Secondo me sarebbe stato più utile dentro, ma non solo per il prc, anche per lui stesso e per le sue idee.

    • basta! scrive:

      Le “epurazioni” come le chiami tu, non denotano mancanza di democrazia interna ma rigore sui principi.
      Come si può costruire un partito insieme a chi non condivideva i 4 assi di raggruppamento su cui si costruisce il PCL?
      Vedi il PCL si sta costruendo su basi programmatiche e evita di iscrivere il primo che passa. Il PCL non è un tram, ma un partito d’avanguardia basato sul centralismo democratico.

      • alessandro scrive:

        Compagno basta!, vedo che adotti due pesi e due misure. Allora vuol dire che non ho sbagliato poi così tanto. Gli stessi comportamenti nel prc sono mancanza di democrazia mentre nel pcl rigore di principi. Complimenti per la coerenza. Il centralismo democratico, come tu lo chiami, era proprio quella cosa che Ferrando non ha mandato giù quando era nel prc.

        • basta! scrive:

          Nel PRC non c’è mai stato il centralismo democratico. Ma ognuno ha sempre fatto quello che voleva, ma alla fine la linea (elettorale) era dettata dalle interviste a “Porta a Porta” o dalle dichiarazioni sui giornali.
          Poi lasciamelo dire ma voi le epurazioni le avete fatte verso gente che non rifinanziava le missioni di guerra…

          • alessandro scrive:

            Già, il centralismo non c’è mai stato e, nonostante ciò, sparlate di mancanza di democrazia nel prc. Pensa un pò come siete messi. Hai nominato Turigliatto: come mai non state insieme? Ah già, anche loro si sono compromessi con il governo prodi. I duri e puri siete voi, quelli che seguono un Ferrando che però non rifiutò la candidatura per quel governo. Pensa te come siete messi, inventate partiti sul nulla, su chi è più o meno compromesso non si capisce poi su cosa, visto che anche ferrando si è compromesso.

          • basta! scrive:

            E alè la solita cazzata di chi non ha argomenti:
            anche Ferrando compromesso… perchè?
            …Ma chiaro, perchè aveva accettato la candidatura!
            Rimuovi un piccolo particolare la candidatura era accettata su queste basi da tutta la AMR Progetto Comunista:
            http://new.rifondazione.it/archivio/cpn/060121/060121doc_ferrando.html
            ne consegue che una volta eletto avrebbe sfiduciato Prodi e avvremmo avuto più forza per costruire il PCL.
            Invece Bertenotti capì l’operazione e non candidò Ferrando.
            Caro alessandro, i fatti hanno la testa dura e la coerenza di Ferrando per tua sfortuna è decisamente solida.

          • alessandro scrive:

            Ah, quindi ferrando voleva fare il gioco sporco. E semmai la tua teoria fosse vera, allora per la sua onorabilità sarebbe stato meglio compromettersi. Sfruttare un partito per i propri interessi! Esattamente quello che hanno fatto bertinotti e vendola dalla parte opposta. Si, davvero una bella coerenza quella di chi fa il doppiogioco. Da applausi. Contento te. ciao

          • militant scrive:

            Un partito è uno strumento e rifondazione era ed è inadeguato alla lotta di classe; per cui ogni mezzo è lecito per dotare la classe operaia del suo strumento di emancipazione. Alessandro, se non ti è chiaro mi dispiace ma poco male. Si chiama duttilità della tattica fermezza dei principi.

          • Antonio scrive:

            Caro compagno basta!,
            sarò malizioso ma nessuno mi toglie dalla testa che Ferrando ha fatto la micriscissione dopo che gli è stata tolta la candidatura con il seggio sicuro.
            Ti sei mai chiesto come mai negli ultimi mesi vi è una corsa al partito personale? Perchè di questo si tratta: il PCL poteva chiamarsi Lista Ferrando così come Sinistra popolare poteva chiamarsi Lista Rizzo e tutti capivano lo stesso di cosa si stesse parlando. Sbaglierò ma mi sembrano più seri quelli di Sinistra critica.
            Rizzo addirittura ha fatto un appello dal titolo: Tornare fra la gente. E quando mai i marxisti hanno parlato della “gente”? Cos’è la gente? il pubblico impalato davanti alla TV? o è la classe operaia? perchè allora non chiamarla con il proprio glorioso nome?
            Devi e dobbiamo sforzarci di fare un’analisi marxista della situazione. Secondo me la debolezza strutturale della sinistra di classe porta alla ulteriore divisione in micro formazioni sempre più litigiose. Da qui nascono i Rizzo e i Ferrando. Reagire a questa situazione significa assumersi le proprie responsabilità mattendo da parte i personalismi

          • marxista scrive:

            Caro Antonio pensa quello che ti pare ma sappi che io lavoravo all’interno del PRC con l’AMR Progetto Comunista sin dal 2001 e da sempre il progetto era chiaro: sacissione in caso di ingresso del PRC in un governo di centrosinistra.
            Da qui ci fu la separazione tra il nostro documento congressuale e quello di Falce Mertello.
            Mi spiace traumatizzarti ma è così… il bertinottismo non ha mai fatto presa sui comunisti conseguenti.

  9. Alessandro,Livorno scrive:

    scusa Alessandro,mio omonimo,ma dopo tutta la tua analisi, la domanda sorge spontanea:per protestare contro rc voti il pcl che non ti piace;perchè??

    • alessandro scrive:

      Io non ho detto che voto pcl. Ho detto che il pcl potrebbe raccogliere il mio voto nel caso di strane alleanze tra udc e prc. Questo voto, sarebbe comunque solo un voto di protesta. Il mio partito di riferimento resta il prc. Tutto il resto dei miei interventi era solo una risposta a chi, ancora, erge a paladino del comunismo il pcl e ferrando. Invece di star lì a dire chi è più comunista di chi, perchè non cercano di ritrovare la strada che li porti a trovare dei punti d’intesa con prc e pdci? Io rispetto ferrando e il pcl, ma non accetto lezioni di moralità o di comunismo da loro perchè, in quel caso, ce ne sarebbero da dire parecchie anche nei loro confronti.

      • alessandro,livorno scrive:

        Non sta certo a me fare l’avvocato d’ufficio del pcl e forse le tue analisi dovresti indirizzarle a loro.Cmq le ragioni di Ferrando e compagni sono espresse chiaramente ogni giorno sul loro sito,nel quale descrivono compiutamente,dal loro punto di vista,i motivi che li hanno allontanati da rifondazione.Devo dire anche che le motivazioni che portano sono quasi tutte condivisibili,purtroppo, perchè derivano oggettivamente da tutti gli errori e i comportamenti sbagliati della partecipazione di rc al governo Prodi,fino al culmine del rifinanziamento missione di guerra in Afghanistan,avvallato anche da rc.Ricordo anche che per questo il compagno Turigliatto è stato fatto a pezzi,bollato come traditore ed espulso dal partito perchè aveva votato contro.Il mea culpa di Ferrero,che ha riconosciuto l’errore,risulta quantomeno un po tardivo.Gradirei anche su questo sentire l’opinione del compagno Grassi.

  10. alessandro scrive:

    Cosa c’è di comunista in un partito, il pcl, che tende a dividere, piuttosto che ad unire? Cosa c’è di comunista in un partito che si augura la fine di un suo ipotetico compagno?
    E’ vero, il disfattismo è di sinistra, ma ai tempi di lenin, era rivolto contro il capitale, non contro i propri compagni. E poi i ferrandiani si proclamano pure trozkisti! Ma de che?

  11. alessandro scrive:

    Aggiungo: dov’era ferrando durante gli anni del bertinottismo?
    Vogliamo ricordare che in un certo periodo ferrando e bertinotti andavano a braccetto? Vogliamo ricordare come la corrente di falce e martello sia stata decisiva per l’affermazione del bertinottismo?
    E allora, di cosa parliamo?
    Rifondazione è un partito finalmente comunista, e noi di cosa discutiamo? Anche a me non piacciono le alleanze con l’udc e se ciò accadesse, voterò pcl. Ma questo non significa che il pcl è migliore di rifondazione. Il mio sarebbe un voto di protesta. Ma rimarrei comunque iscritto nel prc, perchè le battaglie vanno combattute mettendoci la faccia, non facendo folklore “duro e puro”. Perchè di questo si tratta, di folklore.4 rivoluzionari posticci che vanno dietro al delirio personalistico di uno. Vi sembra intelligente tutto ciò?

    • basta! scrive:

      Caro Alessandro, Progetto comunista e ferrando sono sempre stati oppositori di Bertinotti. Mentre altri si limitavano ad emendare i documenti in tutta la storia del PRC un solo documento era organicamente all’opposizione: quello ferrando grisolia.
      Può non piacere ma è così.
      Per quanto riguarda il pcl che vuole dividere, dalle mie parti si direbbe che hai visto un film per radio chi sulle mobilitazioni di lotta reali ha dato dimostrazione di volere l’unità se non il pcl?
      Il problema è proprio qui l’eterno elettoralismo di certa sinistra.
      Il pcl invece ritiene le lotte il momento dell’unità d’azione e le elezioni un terreno di propaganda dove ci si presenta per ciò che si è sul proprio programma indipendente.

  12. alessandro scrive:

    Ciao a tutti. Il pcl è un partito che ha grossi problemi. E non tanto di numeri, quanto di democrazia interna. Tanto per mettere subito un punto. Detto questo, vorrei far notare che i trozkisti sono da sempre esistiti e sempre esisteranno. Ci sarà sempre un gruppetto più a sinistra che rivendicherà la sua purezza. Ma sarà sempre dello 0.3%. Rassegniamoci. Tanto la loro influenza è pari a zero. E questo ve lo sta dicendo un elettore del prc molto deluso e che, probabilmente, alle prox regionali, voterà pcl. A maggior ragione però, questo mi fa dire: “ma perchè ferrando e soci non si impegnano dentro rifondazione?”. A volte viene il dubbio che questi si fanno i partiti per soddisfare esclusivamente il proprio ego. Quindi, se in rifondazione sono corrotti, in pcl sono esaltati. No, BASTA!?

    • basta! scrive:

      Verrebbe da dire: meglio esaltati che corrotti… comunque sulla democrazia interna del PCL posso assicurarti che c’è da vendere… a differenza del PRC, dova la linea viene decisa dalle interviste rilasciate dal segretario.
      ciao

  13. Alessandro,Livorno scrive:

    Mi permetto di intervenire,in quanto ex militante di rc in una città dove da sola poco tempo fa,all’opposizione di una giunta di centro sinistra(pdci in giunta),era al 16% e aveva 2300 iscritti su 170.000 abitanti.Il barcamenarsi tra il sostegno o meno al sindaco attuale,presentando il candidato di rc solo all’ultimo,sfumati gli accordi con il pd,ha fatto si che la perdita di credibilità del partito già compromessa,abbia raggiunto quote irreversibili (oltre naturalmente tutti gli altri motivi “nazionali” che ben conosciamo).In regione addirittura in maggioranza perseguendo tutte le politiche neo liberiste del pd (privatizzazioni,inceneritori,rigassificatori,ecc ecc)che non sto ad elencare per non dilungarmi e soprattutto,non farci troppo male.Continuare a perseguire queste politiche di accordo con giunte e politiche di centro sinistra(?),sgradite oltretutto ai militanti di base,penso che avvieranno la federazione verso il tracollo definitivo.Caro Claudio ti rinnovo la mia stima,e vorrei che tu rispondessi ai quesiti del mio post precedente del 26/12 su intervista a Paolo Ferrero.Ti ringrazio.

  14. Daniele Dellai scrive:

    Caro claudio,
    secondo me la Federazione della sinistra è una necessità storica da portare avanti, ma a senso se riesce ad entrare in contatto coi movimenti e con i comitati piu’ radicali e radicati del nostro territorio e non essere una semplice sommatoria di partitini, per questo dobbiamo coraggiosamente andare oltre il vecchio schema del centrosinistra che e’ uno dei problemi e non la soluzione, penso ad esempio alla Lombardia dove non basta dire che tanto Penati non vincera’ per giustificare questa alleanza.
    Perche’ invece di guardare la realta’ sempre dal punto di vista elettorale non proviamo a guardare alle parti migliori di essa, agli operai in sciopero, ai comitati spontanei in difesa dei beni pubblici e del territorio e a vedere questi come “alleati” senza dover preoccuparci dell’alleanza con il PD o con l’UDC che creano malumori nei nostri militanti che sono oggi la nostra piu’importante risorsa.

    • Andrea scrive:

      Caro Daniele, a me sembra che il nostro partito stia già facendo grandi sforzi per seguire vertenze e stare nelle lotte a fianco ai lavoratori, ai sindacati, ai comitati, ai movimenti. Certo non è ancora sufficiente, ma la situazione poteva essere molto peggiore – specie considerando la disastrosa scissione vendoliana e, soprattutto, i lunghi anni di sistematica demolizione dell’organizzazione e del radicamento del Prc.

      E proprio partecipando alle lotte si capisce quanto sia importante avere una rappresentanza nelle istituzioni e dare anche là uno sbocco al nostro lavoro. Tutti i lavoratori e i cittadini si rendono conto di questo: la presenza istituzionale può spesso fare la differenza tra vincere o perdere una battaglia. Noi come partito comunista abbiamo il dovere di prenderne atto, spiegarlo a chi non capisce il ruolo delle istituzioni dello stato democratico, e adottare una prassi adeguata alla situazione. E se non proponiamo un progetto convincente in ambito istituzionale, anche dal punto di vista delle alleanze, allora succede una cosa molto semplice: la stessa gente che ci accoglie a braccia aperte alle occupazioni o ai cortei potrebbe decidere di votare Pd o Idv alle elezioni, sperando così di non sprecare il proprio voto contro la destra puntando su una lista che potrebbe non eleggere nessuno.

      • Daniele Dellai scrive:

        Stai attento che tale logica porta al voto utile dal quale consegue il bipolarismo…bisogna solo capire se vogliamo stare dentro o fuori il centro sinistra, ma questo forse andrebbe chiesto agli iscritti

  15. basta! scrive:

    Ciao Antonio, conosco bene il quadro drammatico della sinistra e a maggior ragione credo che sia il caso di dar credito ad un progetto politico chiaramente anticapitalista …e che non porta il peso di sconfitte drammatiche.
    Appena si nomina Rifondazione alla maggioranza dei lavoratori viene l’orticaria.
    In ogni caso, se il presente è di lotta, il futuro ci appartiene.
    ciao

  16. markus scrive:

    Caro Claudio, io sono della tua stessa Regione e non ne uscite bene. Intanto, Rifondazione e’ un partito di assessori, senza radicamento sociale che sia degno di questo nome. Non siete voi che fate le battaglie sociali, sono sempre piu’ comitati e associazioni costituite da cittadini senza riferimenti politici perche’ voi siete nelle giunte quindi non vi esponete.
    Tra assessore (ora uscito ma quando era in RC mai discusso) e capogruppo in Regione viene voglia di votare scheda bianca per i prossimi secoli.
    Con l’ultimo governo Prodi (“anche i ricchi piangano” era il vostro slogan da scolpire sul marmo a futura memoria) ho pagato una serie di ticket sanitari aggiuntivi da 10 euro e vi avevo votato. Dovrete scontare per anni queste vergogne, dovrete cambiare davvero linea e personale politico perche’ non ridaro’ il voto agli stessi che gia’ una volta mi hanno preso in giro.
    Sono stanco di comizi roboanti puntualmente smentiti dai fatti.
    Comunque auguri.

    • claudiograssi scrive:

      Caro Markus,
      capisco che la propria insoddisfazione la si riversi contro quelli che ci stanno più vicino, ma, come tutti sanno, è un modo sbagliato di affrontare i problemi!
      Sai benissimo anche tu, se conosci minimamente Rifondazione, che il tuo ragionamento non è obiettivo!
      Rifondazione è il partito degli assessori!!! Ma dove??? In Regione Emilia Romagna ce n’era uno e, non casualmente, se ne è andato con Vendola. Rifondazione, in Emilia come altrove, è un partito fatto da compagni e compagne che volontariamente dedicano parte del proprio tempo nella lotta per cambiare la società. In tutte le lotte operaie, ambientaliste, per i diritti, contro il razzismo etc. troverai i compagni di Rifondazione.
      Certo Rifondazione, così come anche le altre forze della sinistra, ha commesso anche molti errori. Come per esempio quelli che tu citi. Ma quando giustamente si critica bisogna anche proporre delle alternative e, nel tuo ragionamento, non ne trovo traccia!
      Scrivi ancora!
      Ciao

      • markus scrive:

        Claudio, il mio ragionamento e’ se non obiettivo almeno informato proprio perche’ conosco Rifondazione. Sono stato iscritto diversi anni e componente del CPF locale.
        Dalla mia uscita, frequento qualche militante e a volte l’ho anche votata, alle europee ultime con maggiore convinzione del solito.
        Sul territorio ci sono problemi grandi come una casa (urbanizzazione sfrenata, evasione fiscale, affitti e lavoro nero, clericalizzazione ormai palese e potrei continuare). Rifondazione, invece di affrontare queste questioni ha scelto di influire (con risultati risibili secondo me) sulle decisioni di governo locale dall’interno. Almeno, per quel che conosco io, da Bologna a Rimini ha scelto di stare con il PD. Il pessimo risultato al Comune di Bologna non vi fa pensare che alla retorica massimalista gli elettori preferiscono un partito che li aiuti sul serio nei problemi magari difficili e ingombranti politicamente ma assolutamente reali?
        ciao
        m

    • Anonimo scrive:

      “Non siete voi che fate le battaglie sociali, sono sempre piu’ comitati e associazioni costituite da cittadini senza riferimenti politici ”

      Non condivido il tuo commento ma, purtroppo, questa parte è vera. E’ colpa del nostro settarismo che tentiamo di nascondere dietro la difesa dell’identità.

      • Davide Di Lorenzo scrive:

        Magari la difficoltà nel radicamento fosse così semplice da analizzare… Magari la nostra assenza dalle lotte fosse frutto di un settarismo che ci allontana dai cittadini.
        Il radicamento si fa sui contenuti e la militanza, e grazie soprattutto a questa (gap, brigate di solidarietà ecc) riusciamo a contenere se non ad invertire la tendenza negativa del tesseramento

      • Mattia scrive:

        mah, nella mia regione l’unico partito che fa lotta sociale è proprio rifondazione. QUindi la situazione mi pare molto a macchia di leopardo

  17. Gio scrive:

    Riscrivo quel che avevo postato in precedenza e che, evidentemente, avevo dimenticato di salvare.
    Nelle passate consultazioni elettorali, il PRC aveva avuto il coraggio di rifiutare salvifici cartelli elettorali, privi di base programmatica, ma che avrebbero consentito di eleggere, per effettuare delle scelte basate sui programmi che, di fatti, dato il profilo moderato del PD ed il quadro pesantemente corrotto della classe politica italiana, avevano fatto che sì PRC, PdCI e Socialismo 2000 si presentassero da soli nel 70% dei casi.
    Ora, a meno di un anno di distanza e senza che siano intervenuti cambiamenti epocali nelle proposte del PD e nella presentabilità del suo personale politico, specie ai livelli locali, scopro con sorpresa che la formazione delle coalizioni non è una cosa che viene presa in considerazione a seconda delle situazioni, ma è diventato l’ obiettivo della Federazione! ed in tutte le regioni!
    Così assistiamo a cose quali le probabilissme alleanze SENZA CONDIZIONI in regioni in cui la classe dirigente tutta del PD e quella dell’ UDC sono ampiamente compromesse e conniventi con la criminalità organizzata, come la Campania (la mia regione) e la Calabria (orrori imperdonabili!), l’ inseguimento al PD lombardo, che ci ha praticamente umiliato, il respingimento da parte dei circoli dell’ alleanza in Toscana, ecc.
    Io ritengo che la volontà di eleggere non vada posta al di sopra dei programmi e della questione morale e che la strada sulla quale ci stiamo incamminando vada nella direzione dell’ indebolimento del progetto strategico della costruzione di una sinistra che sia veramente di alternativa e che punti ad un cambiamento radicale dello stato delle cose presenti, piuttosto che limitarsi al compatibilismo ed al compromesso. E penso anche che, non contrastando il cosiddetto voto utile, ma semplicemente adeguandosi, lo si rafforzi e lo si radiche negli elettori.
    Pertanto sono molto deluso da quanto si sta determinando in queste settimane per quel che riguarda le prossime elezioni regionali.

    • claudiograssi scrive:

      Caro/a Gio,
      a molte delle tue osservazioni ho già risposto nei post precedenti.
      Una sola cosa. Tu dici che la Federazione ha deciso di fare accordi ovunque con il centrosinistra.
      Hai letto male. La Federazione ha deciso che nelle 13 regioni dove si vota si presenterà come tale. Quindi le forze che l’hanno promossa si presenteranno unite. Sarebbe già un fatto importante visto alle scorse amministrative, tenutesi in concomitanza con le europee, ci si presentò divisi da molte parti!
      Se poi la Federazione andrà da sola o si presenterà in coalizione questo lo vedremo. Come sai, in ultima istanza, come è giusto che sia, sono le strutture territoriali che decidono di questa scelta.
      ciao

      • Gio scrive:

        Ok, continuo ad essere convinto che degli smottamenti rispetto alla linea del congresso si stiano producendo.
        Aggiungo che sulla rivista del dipartimento democrazia ed istituzioni vi è un articolo di bellissime parole, ben fatto e dovizioso di particolari, in cui si snocciolano tutti i punti programmatici principali sulla base dei quali stipulare alleanze organiche o alleanze di “desistenza”. Sono punti impegnativi ed importanti. Si farà qualcosa da parte degli organismi dirigenti nazionali affinchè tutti i cpr rispettino tali punti?

  18. vedraivedrai scrive:

    Dove possibile ci si allea, per me non è un tabù. Dove ciò non è possibile, no.
    Per esempio: non conosco le riflessioni che hanno portato i compagni pugliesi a sostenere Vendola, ma mi fido di loro. mi convince poco che Ferrero utilizzi la Puglia per “salvare” un’alleanza in Lombardia. Con Penati non ci sono le condizioni. Bisogna farsene una ragione ed assumersi il rischi di una battaglia in solitaria.
    Con una linea spesso ondivaga non si fa chiarezza e non si guadagna un solo consenso, altro che riunificazione dei cocci.
    Ciao

    • claudiograssi scrive:

      Caro vedraivedrai,
      ciò che facciamo in Puglia dimostra la nostra volontà unitaria. Nonostante i rapporti difficili con Vendola in questi mesi, sia a livello nazionale che locale, abbiamo tenuto la barra sulla politica. Infatti nel momento in cui D’Alema e soci, per imbarcare Udc e Poli Bortone, hanno scaricato Vendola noi ci siamo resi subito disponibili a sostenerlo e a far parte di una coalizione di sinistra! Questo fatto della Puglia, se ce ne fosse bisogno, è una ulteriore conferma del fallimento del progetto di Sinistra e Libertà. Non solo, nei mesi scorsi hanno perso per la strada i Verdi e i Socialisti, ma D’Alema e Bersani, cioè la parte del Pd sulla quale avevano scommesso per ricostruire una unità a sinistra, sono quelli che, oggi, li hanno fatti fuori.
      Per quanto riguarda la Lombardia il problema è molto diverso. Non si tratta di sostenere Penati, perché le possibilità, per il centro sinistra, di vincere sono pari a zero. Si tratta, da un lato di rifiutare la richiesta di entrare in un listone generico (come vorrebbe Penati e su questo chiediamo ai compagn* di Sinistra e Libertà di stare con noi), quindi di fare una nostra lista come Federazione, dall’altro lato di evitare l’isolamento che ci escluderebbe automaticamente dal consiglio regionale.
      Ciao

  19. Andrea scrive:

    Dopo aver letto certi commenti su questo blog, credo che smetterò di fare ironia su sette come il Pmli o altri gruppuscoli trotskisti o bordighisti. Mi sorge infatti il dubbio che siamo molto più simili a loro di quanto pensassi.

    • Daria scrive:

      Dai, Andrea, che un posticino in una qualche giunta o consiglio non te lo leva nessuno…avanti così!

      • claudiograssi scrive:

        Cara Daria,
        non sò se conosci Andrea. Io non conosco né te né lui. Di una cosa però sono sicuro: con questo rancore non andremo da nessuna parte!
        Ciao

      • Davide Di Lorenzo scrive:

        Ma ancora c’è qualcuno che crede che in questo partito le persone facciano politica per qualche poltrona? Non credo che, se pure ci fossero, siano altro che qualche sparuta minoranza…
        Da dove abito io (un municipio di Roma), il primo e unico eletto di Rifondazione lo trovo in regione, ed è un solo consigliere… Siccome i compagni che militano in Rifondazione sarebbero più che preparati per diventare dirigenti di altri partiti più moderati (Pd e Idv per esempio) se veramente fossero solo degli opportunisti, perchè continuano a perdere tempo in un partito che istituzionalmente non può più garantire alcun tipo di posto? Basta con queste critiche inutili e che, soprattutto, non poggiano minimamente sulla realtà

    • claudiograssi scrive:

      Caro Andrea,
      la cosa migliore è replicare, portando i propri argomenti! Ti invito a farlo!
      Ciao

  20. Gio scrive:

    no…. il commento che avevo postato ieri non c’ è più. Ero convinto di averlo salvato….

  21. Mirco scrive:

    Claudio,
    ma ti rendi conto di quello che asserisci? Non vorrei arrivare a citarti, anche perchè potrei andare a memoria, ma mi chiedo: possibile che proprio uno degli artefici della “svolta” del Congresso di Chianciano non si renda conto che, politicamente, quel passo è stato fallimentare? Non è sano continuare a ritenere valida una linea quando viene smentita nei numeri e nei consensi: questa linea è il risultato di un’alchimia più aritmetica che culturale. È comprensibile che siate affezionati alle “somme di voti”, ma una cosa (suicida per lo stesso partito) è ignorare metà del partito per scalzarne la leadership e, di conseguenza, provocare la scissione; un’altra è proporre un accordo di governo, al quale si spergiura di non partecipare (poi mi spiegherai come faresti tu, una volta eletto, a non votare la fiducia a questo fantomatico governo Casini o D’Alema) e coivolgere PD, IDV, UDC a “difesa della Costituzione” (mi spiegherai poi cosa vuol dire).

    [Faccio notare che, nel 2004, un referendum abrogò una modifica alla Costituzione, il c.d. "Patto di Lorenzago", che prevedeva tra l'altro alcuni temi rispetto ai quali il PD, l'IDV e l'UDC si dicono favorevoli]

    Prima si mettono in giro manifesti che denotano la Federazione come Moltiplicazione invece che sommatoria, poi si rilancia sulla sommatoria? Prima ci si oppone alla “sinistra senza aggettivi” poi si propone (e si pratica) un’intesa con quello stesso filone culturale? Insieme a Mantovani, Burgio, Russo Spena hai fatto il diavolo a quattro, Claudio, per sbandierare la “gestione unitaria” a Chianciano, per poi chiudere sul documento finale e provocare la spaccatura: quella che poteva anche essere un’abile manovra tattica nell’estate 2008, oggi non è riproponibile fuori.

    Sto dicendo che non si può tentare di accreditarsi pensando che questo sia il viatico per la credibilità. La credibilità è cosa molto più difficile a prodursi rispetto all’accreditamento. Della serie: potrete anche arrivare ad essere rieletti con la vostra quota fisiologica (più facile a dirsi che a farsi), ma quel consenso non si tradurrà in radicamento, se questo è il vostro intento, perchè la fiducia non si ottiene con le “inversioni ad U” atte soltanto a “piazzare” qualche sodale.

    E poi, scusa, ma da che mondo è mondo, quando le Costituzioni sono in pericolo e le istituzioni rischiano di diventare “bivacchi di manipoli”, non si fanno nuovi partiti: si entra in clandestinità, concetto rispetto al quale una profonda riflessione dovrebbe essere fatta, soprattutto da parte di quei dirigenti inamovibili che non sanno pensare ad altro che a risistemare i contenitori, tralasciando i contenuti

    • claudiograssi scrive:

      Caro Mirco,
      poni tanti problemi. Cerco di risponderti, seppur schematicamente. Parli del congresso di Chianciano e – mi pare di capire – sostieni che a parole abbiamo proposto la gestione unitaria, ma, nei fatti, siamo stati la causa della scissione.Non è così. La gestione unitaria è stata rifiutata da Vendola e dai compagni del secondo documento. Noi l’abbiamo proposta ed eravamo pronti a praticarla. Lo dimostra il fatto che il tesoriere del partito, secondo documento, è stato confermato nel suo incarico e che il presidente del collegio nazionale di garanzia è sempre del secondo documento. Io stesso, nell’intervento al congresso, invocai l’unità del partito. Purtroppo non venni ascoltato e, dopo poco tempo, quella scissione che nel congresso era stata negata, venne praticata. Con gli esiti disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti. Da questo punto di vista la Federazione vuole essere una prima risposta in positivo: basta scissioni, lavoriamo alla ricomposizione!
      Per quanto riguarda la proposta che abbiamo fatto per cacciare Berlusconi: come puoi leggere nell’intervista di Ferrero in questo blog, mi pare una proposta pulita. Essa tiene assieme due esigenze: con un Governo di questo tipo che attacca la Costituzione è fondamentale unire tutte le forze democratiche per batterlo. Noi siamo disponibili per questo obiettivo. Una intesa per ripristinare alcune regole democratiche: difesa della Costituzione, libertà di informazione (legge sul conflitto di interesse), nuova legge elettorale proporzionale. Su questi punti noi ci impegniamo. Non siamo disponibile né a partecipare al Governo, né a sostenerlo sulle altre questioni. Il bilancio che noi facciamo della partecipazione delle forze comuniste di sinistra ai governi di centro sinistra di questi anni ci porta a dire che non vi sono le condizioni – con questi rapporti di forza – per parteciparvi positivamente.
      Ciao

  22. basta! scrive:

    Tra le righe (ma neanche troppo) si legge che l’alleanza con il “centrosinistra” (Pd-Idv-UDC?) è funzionale a portarsi a casa qualche consigliere regionale poi si chiosa dicendo: nell’esclusivo interesse dei più deboli.
    A questo punto chi sono i più deboli?
    Non saranno mica gli ex-parlamentari che hanno perso il loro “posto di lavoro”?
    Bisogna tornare a parlare di classe operaia e liberarsi dagli opportunisti.
    Insomma basta con sta “federazione”, ha stancato prima di iniziare.
    Ciò che serve è il partito rivoluzionario.

    • claudiograssi scrive:

      Caro Riot,
      il tuo non è un gran bel modo di discutere, comunque provo a risponderti.
      Avere dei consiglieri regionali non mi pare sia un fatto negativo o da disprezzare. Dipende da cosa fanno e quali interessi rappresentano. In generale credo di poter dire che i consiglieri del Prc, pur con tutti i limiti, hanno lavorato per sostenere le i stanze dei ceti sociali più deboli. Per quanto riguarda gli ex- parlamentari che cercherebbero una collocazione vedremo se i tuoi sospetti saranno fondati. Io penso di no! In ogni caso se proprio qualcuno avesse esclusivamente quelle ambizioni, forse sarebbe più semplice coltivarle in un altro partito! Per quanto riguarda poi il fatto che bisogna occuparsi di classe operaia e liberarsi dagli opportunisti mi limito a segnalarti, nel caso ti fosse sfuggito, che dal congresso di Chianciano Rifondazione ha svolto una parte attiva in tutte le vertenze operaie, a partire da quelle più significative come la Innse, la Lammse, Pomigliano, Termini Imerese, etc. Per quanto riguarda la caccia all’opportunista, stai attento!!! In questi decenni ne ho visti tanti bollarmi come tale! Molti di loro, quasi tutti, o hanno smesso di far politica magari diventando manager affermati, oppure me li ritrovo alla mia destra. Per la Federazione, cioè per i motivi per cui, dal mio punto di vista, va sostenuta, ti rimando ai post precedenti.
      ciao

      • basta! scrive:

        Ti ringrazio per la rsiposta, ma onestamente non ho visto il PRC come parte attiva nelle mobilitazioni operaie la stessa scelta di non prender parte attiva rispetto al congresso CGIL è un evidente segnale di subalternità politica… infine non sono solito a trasformare la polemica politica in una critica personale.
        Non sei tu ma è l’intero progetto della federazione che mi sembra nient’altro che una riedizione dell’arcobaleno con l’aggiunta di una falce martello posticcia.
        Comunque sono fiducioso, perchè alla sinistra dell’opportunismo si sta muovendo qualcosa.
        ciao

        • Antonio scrive:

          E quale sarebbe la sinistra dell’opportunismo? Rizzo? Il PCL? Sinistra critica? Ma vogliamo capire o no che alla sinistra della Federazione, cioè di Rifondazione perch’ il PdCI e gli altri non esistono nei numeri (tranne la pattuglia sempre più sparuta di eletti del PdCI) non c’è NULLA? Ripeto NULLA. Non lo dico per arroganza ma per la semplice constatazione della realtà. Ma è mai possibile che quand’era segretario Bertinotti tutti, dico tutti, eravamo nello stesso partito con gli spazi che si facevano sempre più stretti per i comunisti e, oggi, il primo generale (senza soldati!) forma un suo partito se appena litiga con l’altro dirigente di turno? E oggi che Rifondazione è ad egemonia comunista (lo dico senza ironia) sono tutti contro tutti? Compagni cerchiamo di prendere meglio il senso delle proporzioni…

          • basta! scrive:

            Guarda Antonio, il PCL (e lo dico senza timore di smentita) sta crescendo e Rifondazione tra scazzi interni e a furia di perder pezzi ormai non conta più del PdCI… per cui, io credo che sia meglio dar credito a chi non ha mai tradito.
            D’altra parte è anche più facile raggruppare attorno ad un progetto che non ha conosciuto le sconfitte e le giravolte perenni di Rifondazione.

            ciao

          • Antonio scrive:

            Guarda che il mio migliore amico è del PCL. Conosco bene la loro realtà ed io abito in una zona che, rispetto alla media nazionale, conta un maggior radicamento (!): sono comunque 4 gatti e non riusciranno nemmeno a raccogliere le firme per presentarsi alle prossime elezioni regionali (Lazio).
            Inoltre: sei stato alla manifestazione del 5 dicembre? Io c’ero e ho visto lo spezzone del PCL: forse una cinquantina di compagni. A fronte di una presenza massiccia di compagni del PRC, per di più provenienti da ogni parte d’Italia. Certo Rifondazione non è più la realtà di qualche anno fa ma ha subìto molte scissioni e l’ultima, secondo me, le ha fatto molto male (almeno nella nostra provincia è così). Resta comunque una forza significativa che può rafforzarsi o anche continuare ad andare indietro: dipende da noi, anche. Certo che l’attuale linea confederativa può creare confusione. Vedremo.
            Infine: conosco bene anche il PdCI in cui sono stato per lungo tempo militante e dirigente di federazione di primo piano. E allora ti chiedo: hai mai visto i dati sul tesseramento del PdCI? Lo sai perchè non sono mai pubblici? Puoi immaginarlo…attualmente credo che il PdCI conti si o no 2-3000 iscritti (mi riferisco ai dati del 2009). Molti hanno lasciato prima e soprattutto dopo l’espulsione di Rizzo (che detto fra noi l’ha meritata). E’ rimasta la pattuglia di fedelissimi di Diliberto (per lo più eletti o segretari regionali con altri fedelissimi). Oggi questo partito è un bluff. Il suo destino è nelle mani di Diliberto che dovrebbe a mio parere, decidere per il suo scioglimento (a cui nessuno si opporrebbe) e confluire in Rifondazione.
            Questa caro compagno è la realtà: drammatica ancor più perchè non vedo risposte adeguate ma anzi si gioca al massacro (soprattutto per i personalismi).
            Rifondazione, invece, leggo su Liberazione che mira a raggiungere i 50.000 iscritti (e io glielo auguro di cuore). Attualmente ne ha circa 40.000 (1/3 dei bei tempi). Sta faticosamente sviluppando iniziative sociali (p.es. trovo interessante i GAP e i banchetti contro il carovita). Ha organizzato le brigate di solidarietà per i terremotati. E’ presente (sia pure in modo insufficiente) tra i lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro. Insomma è una realtà che esiste e che conta ancora su una apertura di credito da parte di quell’area sociale e politica di riferimento (i lavoratori). L’ho potuto constatare nel corso del tesseramento. Certo ha pochi militanti: questo è il vero problema. Se Rifondazione avesse più attivisti vedresti una realtà diversa. Infine avrai notato che dopo l’espulsione dal Parlamento, c’è un oscuramento mediatico. Compare in TV più quel bellimbusto di Sansonetti che uno dei nostri. E oggi l’elettorato in gran parte si forma un’opinione guardando la TV.
            Non ci resta che resistere!! un minuto in più dei nostri nemici…ciao

          • basta! scrive:

            Ciao Antonio, conosco bene il quadro drammatico della sinistra e a maggior ragione credo che sia il caso di dar credito ad un progetto politico chiaramente anticapitalista …e che non porta il peso di sconfitte drammatiche.
            Appena si nomina Rifondazione alla maggioranza dei lavoratori viene l’orticaria.
            In ogni caso, se il presente è di lotta, il futuro ci appartiene.
            ciao

Scrivi un commento