Donne uccise da uomini

A Lucca una ragazza di vent’anni è stata strangolata da un suo amico che aveva tentato un approccio sessuale, si era visto rifiutare e, sono sue parole, ha perso la testa per questo e l’ha uccisa. Una notizia sui giornali di quelle che ormai passano piuttosto inosservate, come semplice cronaca nera, ma dietro la quale c’è molto altro. Una notizia che ci racconta del rapporto malato che troppi uomini hanno con le donne, di come possono percepire la donna stessa (una proprietà? un corpo di cui disporre?) e che ci racconta anche di una società ammalata che istiga, essa stessa, questi comportamenti. Una notizia che ogni volta ha uno stesso titolo: donne uccise da uomini. L’Italia è un Paese dove fino a non molti anni fa esisteva il delitto d’onore (è stato abrogato nel 1981. 1981!); l’Italia è un Paese dove una falsa morale cattolica, ipocritamente ostentata, ha da sempre condizionato i rapporti tra i sessi; l’Italia è un Paese dove vizi privati e pubbliche virtù sono sempre state la regola; l’Italia è un Paese dove sessismo e patriarcato hanno sempre governato i comportamenti della classe politica al potere, con tante sfaccettature diverse, ma mai scalfiti nei fatti. Tutto questo ci riguarda come partito, riguarda la neonata Federazione.

Nella nostra agenda politica, fitta di impegni improrogabili, non possiamo non mettere anche la battaglia per l’abbattimento di questa asfissiante cultura intrisa di sessismo e patriarcato. Una battaglia prima di tutto culturale, che ci deve vedere impegnati, tutte e tutti, in prima fila. Non solamente le compagne, ma deve vedere anche noi uomini iniziare un percorso prima di tutto di riflessione e subito dopo di azione. Perché vogliamo il cambiamento di questa società e dobbiamo essere consapevoli che sessismo e patriarcato vanno di pari passo alla costruzione di una società capitalistica, fondata sulla disparità per sua stessa natura.

Puoi SCRIVERE UN COMMENTO, o trackback dal tuo sito.

4 commenti to “Donne uccise da uomini”

  1. Rosario scrive:

    Caro Claudio,
    io penso che il problema della violenza sulle donne ,ma anche sulla concezione stessa della donna rispecchi in piccolo quello che è un grande problema della società italiana: come al solito stiamo sempre indietro rispetto agli altri paesi europei! Io personalmente ho studiato un anno in Germania e ho potuto apprezzare le notevoli differenze da vicino. Essendo poi di Caserta, ti lascio immaginare quali tabù vigono ancora qui al meridione. Il problema delle violenze, rispecchiano ancora quella concezione retrograda di ” donna oggetto” .Ci troviamo in un paese dove vige l’ipocrisia, il perbenismo..La gente si innamora del perbenismo di facciata ( la giacca e cravatta) senza indagare e sospettare quelli che opportunamente chiami ” vizi privati” ! Io penso che si debba attivare, e a livello locale lo inseriremo certamente nelle nostre agende, una serie di campagne di sensibilizzazione: la donna non è un oggetto ; non è inferiore all’uomo , concezione figlia di quella cultura bigotta e gerarchica tipica della Chiesa e delle forze di destra; non deve esserci disparità nel trattamento uomo-donna ( quante se ne vedono!).Condivido che bisogna fare un lavoro culturale.Saremo noi uomini per primi , per di più comunisti , a spogliarci di ogni forma di ipocrisia, di ogni falso perbenismo , di ogni obsoleta ,patriarcale,arretrata e improponibile visione della cosa. Saluti comunisti!
    Rosario Pasquariello

  2. Andrea scrive:

    Su questo argomento ci vorrebbe una grande azione di sensibilizzazione, perchè le donne maltrattate o addirittura abusate sono purtroppo migliaia in Italia. C’è quasi un alone di indifferenza attorno a questo argomento, che come scrivi tu Claudio, ormai passa come semplice fatto di cronaca nera. Ma in Italia c’è un pensiero maschilista che è preponderante!! Anche noi comunisti dovremmo iniziare a fare campagne più importanti per sensibilizzare e far aprire gli occhi alla gente, che vedono sevizie e maltrattamenti sulle donne solamente quando c’è uno stupro, commesso da extracomunitari. Ma la maggior parte degli strupri e dei maltrattamenti avvengono in casa da parte di italiani! Può essere addirittura il nostro vicino!!!

  3. Elena scrive:

    Gira sui giornali e sui siti internet la foto della ragazza di Lucca. Dagli scatti pubblicati sembra di vedere il ritratto di Barbara di Cioccolato Iacp degli Offlaga Disco Pax. L’ennesimo abuso su una donna, stavolta col consenso (tacito, involontario?) delle donne.
    Claudio, grazie per quest post. È sempre utile rammentarsi di alcune cose semplici, logiche, nel minestrone delle notizie (utile e necessario!)

  4. Romy scrive:

    Non mi stupisce tutto questo silenzio mediatico e non solo sul tragico fatto di Lucca,licenziato da tutti come uno dei tanti eventi che popolano la cronaca nera. Una donna uccisa da un uomo per non aver ceduto alle sue avances non fa rumore come un gossip sulla velina di turno col potente di turno; del resto ogni giorno vengono “uccise” le donne ,dalla loro famiglia ,sul lavoro e se si azzardano a voler far politica ,anche in senso lato, sul serio e non come comparsa. La politica ,altro tasto dolente, è il luogo dove si svolge la personalità dell’individuo, nel caso della donna è vero il contrario ,cioè è il luogo dove si svolge la sua non personalità. Tante di noi mollano, perchè questa contraddizione epocale emerge soprattutto in politica: se sei lavoratrice o sposata o semplicemente “debole” dal punto di vista economico, sei destinata a soccombere perchè tutto ti viene fatto pagare caro e amaro. Tante invece s’illudono ,ma su questo non intendo soffermarmi. Giusto l’appello di Claudio , ma forse occorrerebbe un passaggio intermedio, la solidarietà degli uomini non serve, quello che serve da loro è un passo in avanti anzi indietro; che la donna recuperi la propria soggettività subito. Non si può pensare di costruire un soggetto comunista covando nel proprio seno questa contraddizione macroscopica , eppure la maggior parte fanno finta di nulla. Scusate lo sproloquio,
    Romina

Scrivi un commento